Etichetta ‘Nicolas Sarkozy’

ECCO IN PRIMA PAGINA L’ARTICOLO DI GRILLO PARLANTE SU QUEL CHE HA SCATENATO LA GIUSTISSIMA, SACROSANTA AZIONE MILITARE ISRAELIANA A GAZA, DA CUI POSSONO PARTIRE E PARTONO 200 MISSILI AL GIORNO STOCCATI IN 80 CHILOMETRI DI GALLERIE SOTTERRANEE, TUTTA ROBA IRANIANA, E AGGIUNGO, IO DI MODIFICHE SU ARMI FORNITE DALLA RUSSIA DELL’AMICO PUTIN, “IL NOSTRO GRANDE VLADIMIR”, PER CAPIRCI.

domenica 28 dicembre 2008
GRILLO PARLANTE, CHE RINGRAZIO, SCRIVE
Entro in punta di piedi con un OT sulle operazioni israeliane in corso a Gaza iniziando a registrare le puntuali dichiarazioni dei vari leader. Sarkozy: “Cessazione immediata dei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza”. Mosca: “Fermare immediatamente l’operazione in grande scala contro Gaza. Solana: “Immediato cessate il fuoco”. Ban Ki-Moon: “profondamente allarmato per il proseguire della violenza in Israele meridionale”.

 

Tutte cazzate. Chiedo scusa a tutti, odio esprimermi così, ma non saprei a chi assegnare la medaglia d’oro alle Olimpiadi dell’Ipocrisia. Israele viene bombardata da mesi, tutti i giorni, con missili, razzi e colpi di mortaio e nessuna Cancelleria è stata presa dall’affanno, nessuna lacrimuccia ha solcato volti altrimenti impegnati in brindisi e bagordi.

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Ovviamente la Lega Araba ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di prendere “una posizione sull’aggressione israeliana contro Gaza” e Mahmoud da Teheran ha chiesto di” impedire al regime sionista di continuare i suoi crimini, prova dell’atteggiamento aggressivo del regime sionista e risultato del silenzio della comunità internazionale di fronte all’accerchiamento ingiusto degli abitanti di Gaza”. Finora all’appello manca la reazione italiana.

Gli attacchi dell’aviazione israeliana erano attesi ma non erano dati per scontati anche se i segnali c’erano tutti. Il 14 dicembre due palestinesi membri di Hamas, Iyad Abid e Abdullah Abid, vengono arrestati mentre progettavano di abbattersi con un aliante imbottito di esplosivo su una stazione di sorveglianza elettronica dell’IDF nei pressi di Gerusalemme. Il 17 dicembre, dopo due giorni di attacchi ininterrotti, 21 missili colpiscono l’area del centro commerciale di Sderot provocando 12 feriti. Il giorno 21 l’intelligence israeliana è al massimo livello di allerta: i dirigenti di Hamas iniziano a nascondersi nei tunnel scavati sotto Gaza (sono lunghi ottanta chilometri). Il 22 dicembre, per la prima volta in assoluto, compare l’antiaerea palestinese: un elicottero israeliano Apache viene fatto segno di “attenzioni” prima che sorvoli la striscia nei pressi di Nahal Oz.

Il 23 dicembre si tiene una grande esercitazione di difesa da attacchi missilistici nelle città israeliane meridionali di Ashdod, Ashkelon, Kiryat Malachi, Kiryat Gat, Gedera e Yavne e il giorno dopo oltre cinquanta missili lanciati da Hamas si abbattono sulle città israeliane distruggendo case, aziende, strade, veicoli e facendo registrare 57 feriti. Il giorno di Natale Hamas chiede a Teheran di minacciare un intervento se gli israeliani dovessero lanciare un attacco su Gaza, ma gli iraniani (che non sono scemi) rispondono che preferiscono aspettare l’evolversi della situazione; il ministro degli esteri Tzipi Livni intanto è a Il Cairo ad avvertire gli egiziani, a dirgli cioè che per attaccare non avrebbero chiesto il permesso a nessuno. Nella notte l’intelligence israeliana informa i libanesi, che intervengono trovando otto lanciarazzi (caricati con razzi RAAD da 107 mm e missili Grad da 122 mm) pronti a far fuoco contro le città di Nahariya e Maalot in Galilea. Le armi erano state consegnate da Hezbollah ad Hamas nel campo palestinese di Ain Hilwa con lo scopo di aprire un secondo fronte a nord se Gaza fosse stata colpita.

In una settimana oltre 200 missili di Hamas hanno martellato Israele (ben cinquemila dal 2005, quando si è ritirato da Gaza) tenendo sotto tiro 250.000 cittadini israeliani. La reazione dell’aviazione è iniziata alle 11.30 locali con l’operazione “Cast Lead” alla quale hanno preso parte 150 tra aerei ed elicotteri con un centinaio di obiettivi designati: postazioni militari e di comando di Hamas, stazioni di polizia e il porto. Le vittime al momento sono 255, i feriti 330. Hamas è stata ingannata e colta di sorpresa: anzitutto i media hanno dato ampio risalto alla riunione di Gabinetto del 25 che pur approvando un’operazione militare la rimandava nel tempo e comunque non prima di un prossimo incontro; poi tramite gli egiziani sono state riferite ad Hamas informazioni “attendibili” circa gli israeliani che non avrebbero attaccato di sabato, Sabbath.

Parecchi comandanti ed effettivi di Hamas ci sono cascati al punto che hanno lasciato i rifugi sotterranei per presenziare ad una cerimonia militare nel loro quartier generale. E qui gli israeliani hanno colpito duramente causando le maggiori perdite, tra cui il capo della polizia di Hamas. Un portavoce militare israeliano ha dichiarato che l’operazione è “appena iniziata” e se necessario verrà ampliata e intensificata. Infatti la gran parte del potenziale offensivo di Hamas è rimasto intatto nei bunker sotterranei. Si stima che il potenziale missilistico sia oggi di circa 200 lanci giornalieri, compresi i nuovi ordigni con portata pari a 42 chilometri e che raggiungerebbero altre cinque città israeliane compresa la periferia di Beersheba.

Azzardo una mia personalissima opinione. Malgrado gli annunci ed i timori quello a cui stiamo assistendo non è il regolamento di conti con Hamas. Manca l’oste, manca l’Iran senza il quale non se ne viene a capo. Le azioni quindi saranno contenute e mirate a disarticolare le infrastrutture di comando e controllo dei miliziani legati a Teheran, a logorarli sul fronte interno, a tenerli sotto pressione e ad evitare il più possibile il coinvolgimento di civili che favorirebbe i fanatici di Hamas anche in Cisgiordania. Ad evitare anche l’apertura di un pericoloso secondo fronte a nord contro Hezbollah, alla frontiera con il Libano: in dicembre il comandante di Al Qods, generale Qassem Suleimani, si è incontrato a Beirut con il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, proprio per concordare una risposta ad eventuali operazioni a Gaza. Probabilmente anche la politica interna israeliana e le elezioni di febbraio spingono per una “mezza” misura. Olmert ormai è ridotto ad un fantasma e il suo gabinetto è stato criticato furiosamente proprio per l’inazione passiva mentre cadevano i missili palestinesi. Ehud Barak, Tzipi Livni e Ronnie Bar-On devono vedersela con gli avversari del Likud guidati da Netanyahu e non possono farcela mentre i cittadini israeliani corrono nei rifugi anti-missile e gli scolari rimangono a casa. E non possono farcela neanche se Hamas riesce a risucchiare l’Esercito Israeliano nelle strade di Gaza e a tenervelo inchiodato sotto l’occhio impietoso delle telecamere di mezzo mondo.

Quindi le discussioni serie con Teheran ed i suoi protetti sono rimandate a febbraio, quando il dossier iraniano la farà da padrone una volta insediati Obama e il nuovo Primo Ministro di Israele. Infatti grazie all’aiuto di Putin (attraverso l’azienda statale Atomstroyexport) la centrale nucleare di Bushehr entrerà nella fase ultima del completamento ed entro il 2009 si stima che Ahmadinedjad potrà disporre di materiale fissile sufficiente per assemblare tre bombe A. Fonti americane di intelligence hanno già confermato che il Cremlino ha venduto all’Iran missili terra-aria a lungo raggio S-300 ponendo Israele ad “un punto di decisione poiché una volta dislocato, il sistema anti-aereo è in grado di rilevare qualunque attacco contro i siti iraniani”. E la consegna pare che verrà effettuata in fretta e furia visto che appena lunedì scorso una “fonte diplomatica” a Mosca ha riferito che non bisognerà attendere che i missili escano dalla fabbrica. Sono già pronti, verranno prelevati direttamente dalle riserve di emergenza del Ministero della Difesa russo e spediti a Mahmoud.

Queste sono le mie prime impressioni buttate giù a caldo, poche ore dopo l’inizio delle operazioni a Gaza. Nei prossimi giorni cercherò di saperne e capire di più. Un punto solo mi sembra assodato: lo Stato di Israele è ancora una volta accerchiato e solo.

VI INVITO A CLICCARE IL LINK POSTO QUI SOTTO E ASCOLTARE E GUARDARE IL LEADER DEL MONDO LIBERO, IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA GEORGE W. BUSH SPIEGARE AI RUSSI CHE GLI STATI UNITI SONO COINVOLTI, CHE HANNO DECISO DI INVIARE IMPORTANTI AIUTI, SOTTO IL CONTROLLO PERSONALE DI CONDOLEEZA RICE, CONSEGNATI DA NAVI E AEREI MILITARI, CON LA PRESENZA ATTIVA DELLA MARINA, DELL’AVIAZIONE E DELLE FORZE DI TERRA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA. QUESTO E’ L’OCCIDENTE. BUSH USA L’ESPRESSIONE “FREE WORLD”, MONDO LIBERO, E “FREE GEORGIA”. SIAMO ORGOGLIOSI DEGLI STATI UNITI E CI SENTIAMO PROTETTI DA LORO OGGI DI FRONTE ALLE MENE AGGRESSIVE DI PUTIN COME IERI DA QUELLE DI BREZNEV, KRUSCIOV, STALIN E ADOLF HITLER. GOD BLESS AMERICA.

giovedì 14 agosto 2008

QUESTO IL LINK DELLA BBC CON IL DISCORSO DI IERI DI GEORGE W. BUSH

Bush interviene in Georgia

QUESTA LA MIA TRADUZIONE fatta in fretta e furia, ma che è sufficiente per capire la qualità dell’altolà espresso dalla prima potenza del mondo alla Russia “dell’amico Putin”

“HO PARLATO CON IL PRESIDENTE SAAKASHVILI della Georgia e con il presidente francese Sarkozy questa mattina. Ho garantito a Sarkozy il nostro sostegno nel suo sforzo di raggiungere una soluzione a questo conflitto, essendo in questo momento il presidente europeo. L’America sta dalla parte della sovrana repubblica della Georgia e insiste affinché l’integrità della Georgia sia rispettata. La Russia ha detto che non rientra nei suoi obiettivi far cadere il presidente della Georgia. Gli Stati Uniti e il mondo si aspettano che la Russia onori questo impegno. (continua…)

RIPORTIAMO QUESTA FORMIDABILE INTERVISTA A MAX GALLO, IL PIU’ CELEBRE STORICO FRANCESE DI SINISTRA, SU BERLUSCONI E LA SVOLTA ITALIANA

giovedì 22 novembre 2007

Il celebre storico, figlio di due italiani e portavoce dellex presidente Mitterrand, esamina la nuova situazione politica dopo la nascita del Partito della libertà. “Se vuole vincere Berlusconi imiti Sarkozy”

Marcello Foa

Parigi è un osservatorio privilegiato della politica italiana, tanto più se a seguire le nostre vicende è una personalità del calibro di Max Gallo che, in quanto figlio di un piemontese e di una parmense, ha lItalia nei cromosomi e parla correntemente la nostra lingua.
E oggi lex portavoce di Mitterrand, storico di valore e scrittore di successo, è uno degli intellettuali più influenti di Francia. Le sue analisi sul malessere della società, culminate nel saggio Fier d’être Français, hanno ispirato Nicolas Sarko-zy al momento di impostare il programma per le elezioni presidenziali. Da giugno Max Gallo è membro dellAcadémie Francaise, ma questo prestigioso riconoscimento non ha distolto lattenzione dalle vicende italiane, come dimostra in questa intervista concessa al Giornale.
(continua…)

J’ACCUSE – IDDIO BENEDICA IL REGNO UNITO, LONDRA RESISTE ISOLATA DALL’EUROPA ALLA GUERRA DELLE SPIE DI MOSCA, CONDOLEEZA RICE SI SCHIERA E QUANTO A ME IO ACCUSO:TUTTO PERMETTE OGGI DI CONCLUDERE, DATE ALLA MANO, CHE LA DECISIONE DI UCCIDERE LITVINENKO FU PRESA IN CONSEGUENZA E IN SUCCESSIONE DELLE SUE INFORMAZIONI SEGRETE ALLA COMMISSIONE MITROKHIN. IO ACCUSO. E AFFERMO CHE POLLARI E’ STATO CACCIATO PERCHE’ SAPEVA TUTTO SULLA PENETRAZIONE DEGLI AGENTI RUSSI ED E’ STATO MESSO ALLA PORTA.

giovedì 19 luglio 2007

IL GIORNALE 20 LUGLIO 2007

Il governo del nuovo premier britannico Gordon Brown è indignato per lo scarso sostegno che ha avuto dall’Europa durante la sua guerra contro il governo di Mosca i cui agenti, secondo le conclusioni di Scotland Yard e dei Procuratori della Corona, hanno assassinato Alexander Litvinenko, un cittadino britannico ucciso su suolo britannico, mentre si parla di un tentato omicidio nei confronti dellesule Boris Berezovsky, la cui vita fu una volta già salvata proprio da Alexander Litvinenko.

Di fronte a questi fatti nuovi e gravissimi io oggi, nella mia qualità di ex presidente della Commissione Mitrokhin, mi sento di poter affermare che esiste una totale coincidenza di tempi e circostanze fra lomicidio di Litvinenko (che ha richiesto dieci mesi di preparazione) e il lavoro segreto, sconosciuto perfino alla moglie Marina fino a pochi giorni fa, che Sasha Litvinenko ha svolto per la Commissione Mitrokhin. (continua…)

COSI’ PARLO’ NICOLAS SARKOZY, COSI’ PARLA UN VERO LEADER E UN VERO PATRIOTA, UNO DEI NOSTRI

lunedì 7 maggio 2007

di Nicolas Sarkozy

MIEI cari compatrioti. Rivolgendomi a voi stasera e in questo momento – che come comprenderete è un momento straordinario nella vita di un uomo – provo un’immensa, sincera e profonda emozione.

Sin dalla più tenera età avverto l’orgoglio indicibile di appartenere a una nazione grande, antica e bella, la Francia. Amo la Francia come si amano le persone care che ci hanno dato tutto. Adesso è arrivato il mio turno di restituire quello che mi ha dato. (continua…)

SARKOZY HA VINTO, NOI ABBIAMO VINTO, LA SINISTRA HA PERSO LA CAPACITA’ DI VINCERE

domenica 6 maggio 2007

….e la nostra Rivoluzione Italiana registra così una grande vittoria, di riflesso.

Mi separa da Sarkozy il giudizio un po’ troppo entusiastico sull’Europa: vengo dalla lettura (che vi raccomando a tutti) del libro di Vladimir Bukovskij appena uscito, Edizioni Spirali, “EURSS Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”: c’è dentro tutto, anche noi, la Mitrokhin, il Pci, e tutto il resto. Stiamo andando, se non la fermiamo, verso una Unione Sovietica pacifica e prodiana, guidata dal Nostro Uomo e dalla sua gente.

Ma Sarkozy rompe il patto d’acciaio che legava la sinistra italiana alla destra francese, oltre che alla sinistra. Vince la rottura, vince la discontinuità. (continua…)