SILVIO VLADIMIROVIC BERLUSCONI HA UN SOGNO, E SI VEDE: TRASFORMARE LA CAMERA DEI DEPUTATI NELLA “DUMA” DI MONTECITORIO
11 marzo 2009
PARLAMENTO: GUZZANTI(PLI),BERLUSCONI PENSA DUMA MONTECITORIO
(ANSA) – ROMA, 11 MAR – ‘Con la proposta di far votare in Parlamento solo i capigruppo, Silvio Berlusconi sviluppa con vigore il suo adeguamento al parlamentarismo della grande democrazia russa, sicche’ presto potremo finalmente cambiare nome alla Camera e chiamarla Duma di Montecitorio’. Lo afferma Paolo Guzzanti, vicesegretario del Partito Liberale Italiano.
(ANSA).





















11 marzo 2009 alle 18:19
Caro Onorevole,
ripenso a quanti messaggi le ho scritto in passato sull’autorità di Berlusconi, sulle sue leggi porcate, sul suo conflitto di interessi, sulla sua predominanza grazie alle tv, sulla sua lotta contro una giustizia giusta perchè plurimputato, e sui suoi attacchi continui alla costituzione.
Le sue risposte erano offuscate da una “lealtà” verso il partito di cui faceva parte.
Adesso sembra più lucido…
Lo riconosco, lei non è stato mai il Berlusconiano per antonomasia, come lo è ad esempio Gasparri, ma quando un parlamentare si accorge che la sua coalizione non fa il bene del cittadino non ha come obbligo di dimostrarle lealtà a tutti i costi bensì, in coscienza, deve lottare perchè i cittadini siano tutelati.
Meglio tardi che mai!!!
Un augurio per un cammino politico sano e di buon senso.
Ciro
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 18:34
prima di sparare ad alzo zero sarebbe utile informarsi su come il Gen. De Gaulle risolse con riforma costituzionale i problemi della legislazione infinita della IV repubblica francese. Il voto dei capigruppo oggi E’ STANDARD, naturalmente con i correttivi di legge. Invece di decine di migliaia di votazioni IMBECILLI in aula su una virgola o un punto se ne fanno migliaia/anno. Ma tutto fa brodo per dare addosso a Berlusconi…
GUZZ – MA NON DICA CAZZATE: L’UNICO ESEMPIO E’ QUELLO DEL PARLAMENTO EUROPEO, CHE NON LEGIFERA COME UN PARLAMENTO NAZIONALE, DOVE I CAPIGRUPPO VOTANO SI’, PER I DEPUTATI COME RICORDAVA SIMONA, MA SOLTANTO IN COMMISSIONE E SE NON CI SONO DISSENSI, MAI IN AULA.
NON DICA CAZZATE E NON INVENTI. INOLTRE DE GAULLE ERA DE GAULLE E BERLUSCONI AL MASSIMO E’ PUTIN.
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 19:55
Come dico sempre fino alla nausea.Qualunque proposta, anche la piu pazzesca, a prescindere dal fatto che sia realizzabile o meno, trova sempre lo stesso stuolo di sostenitori. e sempre con le stesse motivazioni.
Guardi sui forum berlusconiani e cerchi di contare quanti se la prendono con questa opposizione che pone il solito “niet” contro una riforma che attribuirebbe il potere al premier di superare il loro sterile ostruzionismo per prendere quelle decisioni indispensabili alla salvezza del paese. E ben venga la compressione della sovranità popolare, se spesa a favore di una promessa di salvezza e di benessere.
E’ quello che vuole l’Italia, e comincio a credere che è quello che si merita.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 11:23
Caspita, ci vuole davvero coraggio, signor Vitus.
Ma ci crede lei a quello che scrive … cioè, a parte provare a raggirare noi, riesce a raggirare anche la sua onestà intellettuale?
Pensa davvero che “Berlusconi non puù prendere le decisioni indispensabili alla salvezza del paese a causa dello sterile ostruzionismo di questa opposizione”?
Ma se è dominum incontrastato di tutto!Ha una maggioranza democratica notevole, basta che schiocchi le dita ed il parlamento vota tutto ciò che lui vuole, ricorre al voto di fiducia come se fosse prassi ordinaria (al punto che più che un parlamento, sembra una cancelleria), ha in mano forze mediatiche smisurate, e ancora diciamo che “non fà il bene dell’Italia perchè ci sono gli altri”?
Ma cosa vogliamo, che perchè uno si assuma la responsabilità ci sia il consenso pieno e l’adulazione di 60,5 milioni di italiani?
Pretendo che i berlusconiani, che saranno felici del loro premier democraticamente eletto, almeno riconoscano che oggi ha la piena responsabilità del bene e del male delle scelte politiche che egli assume. Caspita, questo signore lo amate proprio al di là di tutto, neanche state a guardare quello che fa, va amato e basta… boh…
Io del sen. Guzzanti apprezzo molto il richiamo alla responsabilità delle proprie azioni.
Antonio Piacentino
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 11:37
Antonio, con tutto il rispetto lei ha travisato completamente il mio post.
Ho riportato il tenore delle opinioni trovate sui forum di tendenza di “centro destra” ,non ho espresso
mie opinioni sul merito della questione principale (il voto dei capigruppo), ma mi rivolgevo alla questione secondaria, cioè il fatto che qualunque assurdità venga proposta, questa trova sempre i suoi accoliti e sempre con le stesse motivazioni.Non ha letto i primi 3 righi?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 16:49
Signor Vitus,
chiedo venia. Concordo appieno con lei e, ovviamente, si interpreti il mio commento come diretto non a lei ma a chi è capace di esprimersi come da forum citati.
Antonio
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 18:44
Come lo è già purtroppo il parlamento europeo.
Davide Cembrano.
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 19:00
Il bivacco, ovverosia la Duma bivaccata
Ma cosa stanno a lamentare tipi come Guzzanti? Dovrebbero ringraziarlo l’uomo della Provvidenza, che permetterà loro di non fare un cacchio in Parlamento, potrebbero dedicarsi più proficuamente al divertimento e a bivaccare, …. bivaccare… ma c’è un nome forse deverbale imparentato con bivaccare, eureka, BIVACCO; ci fu un altro uomo della Provvidenza che aveva minacciato di fare del Parlamento un BIVACCO, ma sì.. meglio far votare il capogruppo, tutte quelle votazioni dei singoli sono noiose e la noia va combattuta, perché porta al taedium vitae, perdita di tempo e noia la democrazia! La gioia di vivere, l’antinoia, è solo l’amato leader, tutto il resto è noia.
————————————————————-
Cesare, il popolo e la Sardegna.
I repubblicani, i fautori della gloriosa repubblica romana, difensori della sua costituzione e delle sue leggi, vedevano con apprensione prima il formarsi di triumvirati e poi la corsa inarrestabile verso i cesarismo. Cercarono il compromesso, ma non sortirono a niente. Presero quindi la via dell’opposizione e della cospirazione, si aspettavano che il popolo li seguisse, seguisse la loro azione che era a difesa della costituzione repubblicana che aveva fatto grande Roma. Niente da fare, il popolo, la plebe romana fu con Cesare anche da morto e il senato romano fu ridotto ad un “bivacco”. Non dico tutti, ma molti di noi ci sbracciamo a difendere la costituzione, l’importanza del parlamento e della storia e delle lotte che hanno portato alla democrazia parlamentare, ma il popolo, gli elettori se ne fregano, continuano a votarlo in massa. Non sarà un cesare, ma un cesarino, sta di fatto che le cose stanno così e sta di fatto che, come un altro cesarino nostrano, al rifiuto del Presidente della Repubblica di firmare il decreto, lui senza mezzi termini, in fondo ha detto che non gliene fregava un cazzo e che in due giorni al “suo” Parlamento avrebbe ordinato e ottenuto una legge ad hoc, il che equivale a dire che ha fatto del nostro Parlamento un “bivacco”.
————————————————-
A proposito, ditemi voi, è vero che il nostro uomo della Provvidenza, il quale aveva detto che, in due giorni, avrebbe fatto una legge per la Englaro, adesso, invece , dice che lascerà libertà di coscienza? Non fa che stupirci il nostro uomo della Provvidenza, della Englaro non gliene fregava un cacchio, che ci volete fare i geni sono fatti così!
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 19:02
Bene, devo prendere atto, mi sono sbagliato! Anch’io ero convinto che il nostro uomo della Provvidenza ci avesse salvato dal pericolo rosso ed anche russo, ma il Senatore mi fa capire che le cose stanno in altro modo, deinde et propter hoc ritiro il seguente post come inadeguato e non rispondente al vero, bisogna riconoscere i propri errori, mi sono reso conto che Berlusconi non è un santo, è un ser Cepparello.
—–
I comunisti capitolati in tutta Europa, dopo la caduta del muro, cattivi resistono in Italia, per fortuna che c’era l’uomo della provvidenza, la c’è la provvidenza dice Manzoni, l’uomo della provvidenza, senza alcun intento egoistico, con spirito magnanimo, perdendoci pure qualcosa, …. (ma cosa?), è intervenuto e, quale novello Cristo, ci ha salvati…… ci ha salvati dall’essere la Cuba d’Europa, con quel faccione di Prodi, il quale sembra un buon uomo, ma in fondo è un gerarca sovietico! Meno male che c’è stato Berlusconi, …… Berlusconi santo subito… ma ha due mogli.. e che importa… ma ha intrallazzato con mezzo mondo…. tangenti …. mazzette… Mille avvocati corrotti, oh pardon Mills, ma che importa….. tutte opere meritorie … opere di bene gratuite, gratis et amore Dei. Santo Berlusconi, ora pro nobis!
Bello il genio italiano, mandolino apicella… barzellette e coltello!
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 20:30
Bello il genio italiano, mandolino apicella… barzellette e coltello!
In verità e bisogna dirlo il vero, il genio ha anche prodotto e produce nella “fattoria” il grande fratello che è la pagnotta quotidiana per l’italiota moderno, pagnotta ovverosia papagna, come si dice in qualche dialetto “sudico”,.. papagna che solo casualmente fa rima con carfagna!
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 21:30
Per Sagra3 e Zulawski
http://www.youtube.com/watch?v=1uMuV2iKWpw
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 23:48
Amgelo, il mio computer è provvisto di antivirus.
Una cosina bastevole.
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 22:55
Italia sprecona: prima si decide per le impronte digitali in parlamento poi Berlusconi propone che votino solo i capogruppoo. La tecnologia delle impronte servirà effettivamente per dare scariche elettriche nel culo ai parlamentari che discutono troppo le leggi.
Accedi per rispondere
11 marzo 2009 alle 23:41
Mio caro Paolo sai che oggi, del tutto casualmente e per i motivi più diversi, mi è capitato di parlare di politica con molte persone e dei più diversi ambienti e tutte indistintamente mi hanno confessato quasi increduli delle loro sensazioni e con un filo come di paura inconfessata della piega di deriva aiutoritaria di cui tu stai dicendo e si sono tutti sentiti sollevati dal fatto che io portassi delle motivazioni alle loro sensazioni e che non fosse frutto dell’inconpresnsione quello che provavano?
detto questo ti chiedo scusa, ma riposto il mio post su Gabriele.
Credo sia importante per tutti noi e che tu non sia contrario a questo
Grazie
OT
COMINICAZIONE IMPORTANTE
Da circa tre mesi è uscito il libro di Gabriele Paradisi ” PERIODISTA; DI LA VERDAD! ” Giraldi editore
Vorrei chiedere a tutti voi una piccola collaborazione per fare il punto della situazione :
1 in quanti hanno letto il libro
2 dove lo hanno reperito , se con facilità o meno ( nelle librerie delle vostre città c’è o bisogna ordinarlo?)
3 il vostro giudizio ( so che molti di voi lo hanno scritto, ma stupidamente non li ho raccolti , scusatemi!)
Nel darvi la rassegna stampa fin ora raccolta dei commenti più importanti vi voglio anche ricordare che il giorno 20 marzo 09 alle ore 20 presso Hotel MASINI DESIGN ( via Angelo Masini 4 Bologna )si terrà una conferenza sul libro con Gabriele Paradisi e la partecipazione dell’onorevole Paolo Guzzanti
Venite numerosi e portate gli amici, vi aspettiamo !!!
HANNO DETTO DEL LIBRO
«La storia della sua investigazione sulle trame di Repubblica e sulle menzogne sulla Mitrokhin è uno squarcio sulla storia d’Italia». «È un libro splendido, accurato, calmo, micidiale». «Libro dell’anno delle persone libere». (Paolo Guzzanti)
«Ritmo incalzante e contenuti da far arrossire non solo chi frequenta il mondo del giornalismo, ma anche tutti quelli che guardano alla stampa come al cane da guardia della democrazia». (Alessandro Frigerio, giornalista)
«L’immagine della stampa, spesso al servizio del miglior offerente, si riflette nel libro di Gabriele Paradisi che mette a nudo la campagna di disinformazione de la Repubblica sulla Commissione Mitrokhin e sul caso Litvinenko. Di fronte all’indignazione di questo uomo di sinistra, come si fa a ripetere la litania secondo cui i metodi, la cultura, le pratiche distorsive, la criminalizzazione dei propri avversari da parte del comunismo sono morte e sepolte?». (Salvatore Sechi, giornalista e Ordinario di Storia Contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Ferrara)
«Un libro puntuale, il cui maggior merito resta quello di fare chiarezza nel mare della disinformazione che ha accompagnato tutta questa storia». (Vincenzo Nardiello, giornalista)
«Vi sono degli insegnamenti che il libro trasmette: tra i tanti viene da chiedersi che mestiere fanno tanti giornalisti». (Antonio Salvatici, giornalista e scrittore)
«Un libro originale, nello stile e nei contenuti. Straordinario impegno e serietà nell’accertamento della verità, fuori da ogni schema conformistico e ideologico». (Gian Paolo Pelizzaro, giornalista e scrittore)
Su Tempi hanno scritto *CASI MITROKHIN E LITVINENKO: non tutto è stato ancora detto. Sono casi su cui è stato lungamante discusso in Italia ( e non solo).Poi il tutto è più o meno stato relegato nel dimenticatoio. Oggi Gabriele Paradisi torna sul caso Mitrokhin e Litvinenko cercando di risitemare l’orda di notizie e finte notizie che sono state divulgate su questa vicenda* ( Luigi Amicone, giornalista e scrittore)
Grazie a tutti
Eli
p.s qualora si devesse verificare, per motivi indipendenti dalla nostra volantà, qualche cambio di orario o data della conferenza, lo comunicheremo tempestivamente
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 09:21
E neanche riportandolo su un altro post ti sei accorta della “COMINICAZIONE IMPORTANTE”, eliset?
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 16:09
OPSSSSSSS !
nIn mI sonI accIrta, ho copIato e incIllato senzI rilIggere
ScusIte
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 12:18
E’ da un po che controllo sul catalogo Feltrinelli senza successo. C’è speranza di trovarlo anche li, prima o poi?
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 16:12
Vitus, non conocso dove tu abiti, ma alla Feltrinelli di Milano c’è.
Vai direttamente in libreria e ordinalo, altrimenti puoi andare su http://www.cielilimpidi.com e ordinarlo.
Grazie
Eli
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 19:25
GIRALDI EDITORE – BOLOGNA
Feltrinelli non metterà mai in evidenza tale opera. Sicura ELISET che c’è a Milano-Feltrinelli?
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 09:03
OT ma non molto.
Cari amici,
il 28 marzo 2009 si terrà a Palermo il Congresso Regionale del PLI.
L’ Hotel è il President di Via Crispi 228, l’inizio dei lavori è previsto per le 10:30.
Per tutti coloro che volessero avere maggiori dettagli, potete scrivere una e-mail a giustella@tiscali.it.
Spero che tutti gli amici siciliani di Rivoluzione Italiana, oltre belle parole spese qui sul blog, abbiano anche voglia di spendere un pò del proprio tempo in maniera fattiva, per quello in cui crediamo.
Per maggiori dettagli sul tesseramento al Partito Liberale Italiano, potete collegarvi sul sito http://www.partitoliberale.it, ed eventualmente far pervenire copia del tesseramento anche al sottoscritto all’e-mail sopraindicata, ovvero chiedere al referente della provincia. Per ogni altra informazione, sono anche presente su FB al seguente link
http://www.facebook.com/profile.php?id=1343341533&ref=name.
Grazie e ricordate che non è la montagna che va da Maometto, ma Maometto che va alla montagna.
Giuseppe STELLA
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 09:24
Voglio dire con un Curricula del genere non mi sorprende più niente :
http://www.youtube.com/watch?v=rcHg5ck8ftY
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 09:26
Il voto lo ha ricevuto solo lui.
Se lo restituisce a qualcuno, bisogna pure dirgli grazie.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 09:35
Stamattina, con un collega, davanti alla macchinetta del caffè ho avuto una delle mie solite discussioni infervorate e ho capito una cosa: ho capito che la maggioranza degli italiani è razzista. Lo sospettavo da tempo, ma stamattina l’ho capito.
Non lo è perché si crede superiore, questa è la solita palla raccontata da chi si crede intimamente superiore ma fa finta (per una sorta di magnanimità pelosa) di non esserlo. Lo è perché ogni via di comunicazione verso una comprensione che abbia uno spessore di qualche micron superiore a quello della velina (la carta) è completamente e drasticamente sbarrata.
Il risultato di quella smarcante incapacità, noncuranza, indolenza, superficialità a comprendere il mondo esterno sfocia nel razzismo.
E questa forma suprema di razzismo la si vede manifesta quando è rivolta verso la razza di cui si fa parte. E’ facile cadere vittime di un’incomprensione: non è razzista chi afferma che la maggioranza degli italiani si comporta in modi meritevoli di biasimo, è razzista chi pensa che la maggioranza degli italiani non è altro che italiana, che è così perché è geneticamente italiana.
E’ una distinzione sottile, ma tragica, che mi fa incazzare, e la macchinetta del caffè forse saprà perdonarmi di questo. Un italiano non sbaglia perché è stato istruito male, perché ha recepito messaggi sbagliati, senza volere li ha distorti se non lo erano già al momento dell’emissione; noi non siamo così perché chi dirige l’opinione pubblica da tempo indeterminabile non svolge onestamente il suo compito: no, noi siamo così perché siamo italiani. Geneticamente italiani. E non esiste alcuna, benché remota, possibilità di evolvere.
Un extracomunitario non è da aiutare perché con le sue forze non ce la fa, no, macché: è da aiutare perché è un negro, perché è un africano, perché è geneticamente bisognoso d’aiuto. E’ così geneticamente bisognoso d’aiuto che bisogna soccorrerlo, comprenderlo, perdonargli ogni misfatto, anche quando il misfatto è un efferato omicidio. Ovviamente il tutto senza dirlo a nessuno, tranne quando uno stronzo me, con lausilio della macchinetta del caffé, ti spinge controvoglia in un angolo.
Non è poi cominciata così male la giornata.
P.S. Razza Piave dove sei finito? Piantala di stare lì al calduccio nel brodo e vieni fuori che abbiamo bisogno di te.
—————
Non mi sono ancora dato il tempo di acquistare e leggere il libro di Grabriele P.. Ma se non mi capita un qualche casino, porto la mia bambina a due ruote a fare un giretto primaverile la sera del 20 verso Bologna, ha un maledetto bisogno di un po’ d’aria primaverile. Si potrà acquistare in quella sede il libro?
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 16:13
Si, Dot lo potrai comperare anche quella sera.
Sarò molto contenta di rivederti
A presto
Eli
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 11:13
ho letto il libro di Paradisi, che lui stesso mi ha inviato con dedica. Dato che avevo seguito il caso in questo blog, leggerlo e’ stato un po’ come trovarmi a casa mia. Un libro coinvolgente, improntato alla piu’ schietta onesta’: la bibbia del perfetto giornalista.
Purtroppo non potro’ assistere alla conferenza a Bologna, perdendomi cosi’ l’occasione di stringere sia Gabriele che il Guer in un unico spudorato abbraccio.
GUER – SERBA IL TUO “SPUDORE” PER QUANDO VERRA’ LA VOLTA BUONA
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 14:25
“Purtroppo non potro’ assistere alla conferenza a Bologna”
Direttore, dove?? A che ora?? Quando??
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 17:24
Non sono il direttore, ma mi permetto di risponderti io, se non ti dispiace
La presentazione del libro “Periodista, di la verdad!” si terrà presso l’Hotel Masini Design in Viale Angelo Masini 4 a Bologna
20 marzo ore 20
Grazie
Eli
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 14:29
Grazie mille.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 16:18
Grazie anche a te Sigal sia per aver risposto sia per quello che hai scritto.
Mi dispiace davvero tu non possa raggiungerci a Bologna, ma se vuoi mandarmi una delega scritta sarò ben felice di stringere Gabriele e Paolo da parte tua ( consapevole che per loro non sarà la medesima cosa certamente !!)
Un abbraccio
Eli
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 12:01
A Guer,
migliaia di cicogne volano in questo momento nei cieli di Tel Aviv, della Galilea, della valle di Yizreel. E’ uno spettacolo unico che si ripete ogni anno in questa stagione. Il cuore mi corre nel petto esplodendo di gioia. Da dove vengono le cicogne? Da Roma, Parigi o da Londra? Che ritmo di tristezza sognante agita le loro ali nella dolcezza tenue del mattino?
Oh speranza, apri gli occhi! E’ così bella la vita!
GUER – MIA CICOGNA, HO RITROVATO IERI UNA MAIL DEL 2004 IN CUI MI CHIEDEVI, DANDOMI DEL LEI, DI PARTECIPARE AL TUO GRUPPO.
ALLORA HO PROVATO ANCH’IO UN TUFFO AL CUORE. ERA LA MIA CICOGNA DA TEL AVIV
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 12:38
Vedo con piacere che, grazie ad Eli e Gianluca, si continua parlare del libro di Gabriele Paradisi “Periodista di la verdad”.
Ne approfitto per ripostare quanto avevo scritto dopo la lettura del libro:
“manca scrive:
29 Gennaio 2009 alle 17:56
Salute.
Sul diritto all’informazione.
Ho letto il libro di Gabriele Paradisi “ Periodista di la verdad” Ed. Giraldi, Bologna.
L‘ho trovato straordinario, e ne consiglio la lettura a tutti coloro che vogliono dimostrare con i fatti – a parole siamo bravi tutti – di saper ragionare con la propria testa.
Straordinario, perché racconta come la ferma volontà di ricercare la verità, possa travolgere ed abbattere ogni barriera, ogni muro.
Quello che sconcerta, è che il libro dimostra come la stampa italiana, sia sfacciatamente non libera. E questa, forse, non è una novità.
Ma vederlo confermato e documentato, nero su bianco, fa un certo effetto.
Dimostra anche, e questo è ugualmente grave, come nel mondo dell’’informazione non esista responsabilità per chi diffonde notizie non rispondenti al vero; ed oltretutto omette di pubblicare le smentite.
Credo che questo libro meriti – ed auspico che lo trovi – apprezzamento bipartisan, al di là degli schieramenti.
Sarebbe un buon segnale per il futuro.
Leggere il libro, sarebbe anche un modo per mostrare di avere ben compreso il messaggio strenuamente diffuso, e difeso, da Guzz.
Vale a dire che non c’è libertà, senza verità.
Salute.
Carlo Manca.”
Spero solo di suscitare curiosità e voglia di leggere il libro.
Sono certo che chi seguirà il mio consiglio, non resterà deluso.
Carlo Manca.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 16:20
Grazie Carlo !
Ci sarai a Bologna o ci vedremo il 2 aprile a Roma ?
Eli
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 17:42
Ciao Eli, a Bologna non ci sarò, ma ci vedremo a Roma, appena ci darai le coordinate.
A presto. Carlo.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 13:37
Duma?
A me sembra piuttosto un consiglio di direzione e un consiglio d’amministrazione dell’Italia come azienda.
C’è uno pseudo-attore italiano in “The International” (dopo Giannini in James Bond) che è un mercante d’armi -nel film- ma anche un politico. Il partito si chiama “Futuro Italiano” ed è una caricatura da vedere. Anche se il film non è granchè, disciamoscelo.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 11:31
Questa sì che è nuova!
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 02:09
http://www.imdb.com/title/tt0963178/
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 13:50
Per Nick Carter
“Tu pensi che una moneta in crescita importante sia un vantaggio?
Il vantaggio competitivo dell’Italia è stato per dieci anni, prima di prodi, la capacità di stare bassi nei cambi rispetto all’Europa, cosa che ci hanno fatto pagare subito quando il tuo prodi è andato braghis-calatis a piagnucolare a Bruxelles.
Stare bassi nei cambi, esattamente quel che fanno i paesi che porti a sostegno della tua tesi. Le scemenze le stai scrivendo tu, non Tremonti e Berlusconi.
Eppoi la Svezia non era il paradiso in terra col loro stato pseudo socialista e pseudo solidale?
E adesso smetto perchè mi stai facendo perder del gran tempo. Risolvile tu e franceschiello, coadiuvati da quel quacquaracqua di bersani, i problemi mondiali.
Povero sagra. Non capisci prorpio una fava cotta.”
Caro Nick, simpatico vecchio trombone scarcagnato,
ti sei mai chiesto per quale motivo esistono due ministeri, distinti e separati, che vanno sotto il nome generico “Ministero delle Finanze” e Ministero dell’Economia”? Ci sarà pure una recondita ragione?
Se tu non appartenessi geneticamente al genere “Razza Piave” e non ne fossi la naturale linea evolutiva, il problema te lo saresti posto.
Esemplifichiamo per ridotte capacità intellettive del simpatico Nick:
L’introduzione dell’Euro ha reso molto più solida ed affidabile la finanza dello stato italiano.
L’emissione dei BOT, drammatica necessità di chi vive con un debito che ammonta ad una volta e mezza le sue entrate annuali, costa si e no il 2%. All’epoca anteprodiana il costo medio era a 2 cifre, con punte fino al 18%.
Pensa cosa sarebbe la tua povera pensioncina con un inflazione al 18 – 20 %.
Obiettivamente al ministero del lavoro si lamentano che senza inflazione vendono meno, si debbono industriare di più per ottimizzare e produrre di più, ma direi che è lo stesso problema che avrebbe un automobilista passato dalla FIAT alla Mercedes: Migliore qualità e pezzi di ricambio più cari.
Se con il tuo tartufesco discorsetto volessi affermare che faremmo meglio ad adottare la moneta del Congo, sei liberissimo di farlo.
Ma non ti lamentare se poi quelli come “Razza Piave” si sentono in dovere di soccorrere il pronipote in difficoltà!
Bacetti da Sagra
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 19:23
Vai a scuola sagra…
I BOT ed i CCT italiani sono sempre andati a ruba perchè sono sempre stati sicuri, garantiti dall’italico popolo. Essere legati all’euro li ha solo pietrificati, e legati con una corda al collo degli italici.
Ci son due ministeri per accontentare due ministri.
Prima del prode l’interesse era a due cifre perchè la svalutazione gli andava dietro, quella svalutazione con cui abbiamo pagato case e bot insieme, ma è inutile spiegarla a te, queste cose. E’ una discussione che abbiamo già fatto e non andiamo da nessuna parte.
Oggi il debito è pietrificato e per uscirne abbiamo una sola strada: togliere risorse da una qualche parte e destinarle al pagamento del debito. Il che ci obbliga ad intervenire sulla vita comoda degli italici. Il leit-motiv dei commissari europei all’Italia.
Tornando al tuo elementare calcolo del “supposto deprezzamento delle monete da te indicate” data la “relatività direzionale del deprezzamento” se una moneta si svaluta del 10% sull’euro e l’euro si rivaluta del 90% sul dollaro la prima moneta si rivaluta dell’81% sul dollaro: pure troppo.
Ciao sagra- dai una mano a bersani che ne ha bisogno.
Razza Piave si accetta in quanto il Piave è zona di produzione tipica di bianchi favolosi, rossi straordinari e rosati divini.
Là sì che “OMBRA” vuol dire qualcosa, da cui nasce il famoso il GOVERNO-OMBRA.
Sempre cordialissimi saluti, data la primavera incipiente.
NC
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 21:26
per Nick Carter, che è sicuramente andato a scuola.
“Essere legati all’euro li ha solo pietrificati, e legati con una corda al collo degli italici.”
Ovviamente se non ci fosse stato l’Euro, sarebbero sta sempre più leggeri, evanescenti, simpatici, quasi allegri.
Ed ovviamente non sarebbero stati legati al collo degli italici.
Forse li avrebbe pagati la zia di Berlusconi?
E’ la prima volta che sento parlare così del nostro debito pubblico.
La “finanza creativa” di Tremonti fa miracoli.
Che peccato per me che non sono potuto andare a scuola: si impara a “vedere positivo”. Beato te!
“Prima del prode l’interesse era a due cifre perchè la svalutazione gli andava dietro,…”
Che strano! Ero convinto che fossero i BOT ad andare dietro la svalutazione.
Invece, siccome me lo dici tu che hai studiato tanto, è la SVALUTAZIONE CHE VA DIETRO I BOT!
Per spiegarla in breve, era il governo italiano che ordinava alle borse mondiali quanto valeva la LIRA!
Pensa, eravamo più potenti dell’intero mercato mondiale e non lo sapevo.
Ma che ignorante che sono! Meno male che ci sei tu a spiegarmele queste cose.
“Oggi il debito è pietrificato e per uscirne abbiamo una sola strada: togliere risorse da una qualche parte e destinarle al pagamento del debito.”
Magari fosse pietrificato, gli europei si sentirebbero sicuramente più tranquilli.
Pare invece che quel malfidato di Almunia sia molto preoccupato dalle mani bucate di Berlusconi, che non solo toglie la benzina ed i pezzi di ricambio alle auto della Polizia, ma che paghi fior di straordinari ai militari che, in divisa da parata, fanno finta di contrastare i delinquenti come se fossero talebani.
Almunia direbbe che l’unica cosa di pietrificata forse è la tua testa.
Ma Almunia è solo uno che scalda una poltrona, come uno dei due inutili ministri che hai citato tu, con un vero colpo di genio da autentico berlusconiano.
Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima:
I ministeri li fanno solo per accontentare i ministri.
Sicuramente anche i Parlamentari li fanno per accontentare gli scaldasedie come Guzzanti.
Adesso Guzzanti dovrebbe decidere se incazzarsi con me oppure con te.
Saluti da Sagra
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 08:24
Ridi pure sagra, che la mamma ha fatto i gnocchi . (Gli gnocchi?)
NC
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 12:12
Per Nick Carter
“Ridi pure sagra, che la mamma ha fatto i gnocchi . (Gli gnocchi?)”
Che triste e loffia battuta conclusiva per una cima di economista da Premio Nobel.
Appena ricapita l’occasione, avvertirò Bersani e qualche altro mentecatto economista della Sinistra quando ci profonderai la tua scienza economica.
Avvertirò anche Prodi e Ciampi, che sono due asinelli, uno peggio dell’altro.
Saluti da Sagra
13 marzo 2009 alle 20:48
carissimo sagra
Alle 8,24 del mattino dalle mie parti il sole è già alto, non c’è spazio per lunghe chiacchierate.
ed anche alle 12.44
Grazie del nobel: facciamo a metà?
Avverti Ciampi, prodi non mi piace, è filosovietico.
NC
14 marzo 2009 alle 11:15
per Nick Carter
“Avverti Ciampi, prodi non mi piace, è filosovietico.”
Se Prodi è filosovietico, allora Berlusconi è direttamente il capo del Direttorato Italiano del KGB.
Bravo!
Lo sapevo che prima o dopo avresti mandato a quel paese Tovarisch Berluscosky.
Per il premio IGNOBEL in economia non preoccuparti: è tutto per te!
Saluti da Sagra
14 marzo 2009 alle 21:50
Troppo buono.
Hai ripassato il capitolo sulle percentuali direzionali?
Vuoi dire che il berlusca è comunista? Come cambia il mondo!
Vabbè, per la prima volta voterò comunista.
Ciao sagra, chiudi la sezione dopo che hai finito di pulire.
NC
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 12:44
Veramente la mia svalutazione andava dietro alle due cifre. Vedi che hai bisogno un ripassino?
Buon w.e. sagra. Datti al buon cibo.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 14:09
Buongiorno a tutti i bloggers di RI,
io ho letto il libro di Paradisi (con dedica di Guzzanti…..rosicate) ed è molto interessante perchè al di la di tutti i pregi già detti da molti che il testo presenta (e sono innumerevoli) secondo me va vista in esso una grande lezione di giornalismo e di democrazia: la lotta contro il pregiudizio! Il pregiudizio e le verità pacchettizate sono ciò che sta uccidendo la democrazia in questo paese (e non solo). In pratica l’autore mette in evidenza come una iniziale e personale antipatia tra lui e Guzzanti (dovuta al suo “essere di sinistra” rispetto “all’essere di destra” di Guzzanti) abbia generato alcune convinzioni dell’autore sul Senatore e sulla commissione Mitrokhin (nascita del pregiudizio). A questo punto l’autore mette in campo una ricerca (su fatti accaduti nel Salvador tanti anni prima) per sminuire il prestigio giornalistico di Guzzanti e, di conseguenza, sminuire la portata della sua autorevolezza politica. Accecato dal pregiudizio Paradisi crede a delle fonti che gli raccontano delle cose di Guzzanti ma commette un fatale errore: non verifica direttamente le informazioni e Guzzanti non solo lo sbugiarda ma gli dimostra che aveva torto. Di li in poi l’autore si rende conto di quanta falsità e di quanti pacchetti pronti di verità ci siano nel mondo del giornalismo e dell’informazione in Italia: il sistema è sempre quello, prima ti creano il pregiudizio e poi, grazie ad esso, ti fanno bere (e a volte dar da bere) qualsiasi porcheria. Paradisi, grazie a Guzzanti, se ne è accorto ed in questo senso e sotto quest’aspetto (per così dire, “pedagogico”) questo libro è davvero grande. Andrebbe letto e studiato nei corsi di giornalismo.
A Catania l’ho cercato per regalarlo ma non l’ho trovato (Mondadori, Giunti). Mi hanno detto che il libro è commercio ma forse non è ordinabile perchè deve essere ristampato o cose del genere.
Saluti a tutti
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 17:32
Grazie infinite Enzo per quello che hai scritto
Per averlo puoi andare, o dire di andare su http://www.cielilimpidi.com, dove si può ordinare e ricevere a casa.
Chiedo ad ogni modo a tutti di insistere nelle richieste nelle librerie affinchè venga ordinato dai librai e casomai controbattere a notizie errate che vegono date, come il fatto che sia in ristampa.
A presto Eli
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 19:07
GIRALDI EDITORE – BOLOGNA
Non è nei circuiti usuali.
NC
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 17:10
Per la cronaca:
FINI: SANZIONERO’ COMPORTAMENTI FURBESCHI
“Nessuno e’ stato condannato a fare il deputato, anzi molti hanno implorato di farlo. Il deputato non ha problemi ad arrivare alla fine del mese, e’ un cittadino compensato in modo dignitoso per il suo mandato”. Gianfranco Fini difende, intervenendo a ‘Porta a porta’, il sistema delle impronte introdotto per le votazioni alla Camera dei deputati. “Questo sistema serve al buon nome della Camera. Eravamo arrivati ad un livello insopportabile. Davo per scontati – osserva il presidente della Camera – tentativi anche infantili di boicottare questo sistema, davo per scontato un po’ di goliardia e di effervescenza”. Il lavoro del parlamentare e’ da martedi’ a venerdi, sottolinea la terza carica dello Stato: “E’ – spiega Fini – una questione di credibilita’, per evitare comportamenti furbeschi. Non bisogna ripetere l’immagine ripetuta di deputati che votavano come polipi per due o tre colleghi che non c’erano. Dobbiamo difendere la credibilita’ del Parlamento”. Fini dunque ribadisce le sue convinzioni: “I sottosegretari possono venire quando ci sono le votazioni. Non hanno nessuna difficolta’ a venire per votare. Non creiamo problemi che non esistono”. “Se qualcuno pensa di avere qualcosa di meglio da fare puo’ anche rimettere il proprio mandato”, aggiunge Fini. Fini, intervenendo nel salotto televisivo di Vespa, cita il caso di due deputati che oggi hanno cercato di aggirare il sistema delle impronte: se accertato – annuncia il presidente della Camera – “ai sensi del regolamenti chiedero’ di sanzionare quel comportamento. Chi fa il furbo avra’ prima un richiamo, poi la sospensione. Comunque una sanzione. Gli italiani – conclude Fini – vogliono sapere se i parlamentari rispettano le regole. Ci vuole trasparenza”.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 17:37
Pianisti alla camera
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_906440401.html
Al di fuori che la cosa possa succedere perchè alcuni si sono rifiutati di dare le proprie impronte, nell’articolo viene FATTO UN CLAMOROSO AUTOGOL CHE DIMOSTRA CHIARAMENTE LA PRESA DEL CULO IMPRONTE/VOTO. Viene infatti spiegato che da un rapido controllo risultavano voti di due persone non presenti, SCONFESSANDO QUINDI L’ESIGENZA DI QUESTO PROVVEDIMENTO, visto che i pianisti potevano essere individuati anche con il vecchio sistema. Ma veniamo al nocciolo del discorso che purtroppo nessuno e dico NESSUNO ha considerato (naturalmente mi ci metto anche io), distratti dall’argomento impronte si impronte no.
Tutti siamo d’accordo che l’azione del pianista con poche eccezioni (il GUZZ ne ha elencata una che lo ha visto anche protagonista) e riprorevole e deve essere punita in modo adeguato e mi sembra che nessuno in questo salotto dal padron di casa a tutti noi abbia idee contrarie a riguardo. Qualcuno di noi si è preoccupato di chiedere al GUZZ quali sono i provvedimenti in caso di scoperta pianista? e ritenete sia più utile per eliminare tale atto incivile una giusta punizione oppure soffermarsi e far concentare l’opinione pubblica sulle impronte tralasciando quello che può far maggiormente male, in pratica i provvedimenti punitivi?
Io ritengo che il caso in questione dove non c’era nessuna possibilità di giustificare quanto successo per impellenze alla prostata debba portare alla cacciata dal parlamento, senza nessuna prova d’appelloe forse è su questo che dovremmo concentrarci maggiormente.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 08:29
Nesuna punizione per il parlamentare pianista, non siamo all’asilo: il pianista NON LO DEVE FARE e quindi NON LO FA.
Se non è convinto di ciò non faccia il parlamentare.
NC
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 10:32
See, ‘namo va. Asilo, in effetti.
Il pianista non lo deve fare ma lo suona comunque la pianola.
Magari è convinto che non vada fatto e comunque è parlamentare.
E come vuole convincerlo che la sua convinzione non è nulla ma il parlamentare è quel che fa?
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 12:18
per Arturo Z.
“Se non è convinto di ciò non faccia il parlamentare.”
E chi glielo va a dire che di dare le dimissioni?
Magari ti risponde all’uso di quel simpatico senatore dell’UDEUR che pare sputi meglio di un lama.
Quello ci ha la sputazzata micidiale.
Ci mandiamo Nick Carter, che sicuramente ha più coraggio di uno di noi.
Cordiali saluti da Sagra
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 09:09
Vai tu sagra, che sei più capace ed hai più tempo.
Intanto cominciamo a “convincere” con le buone i capigruppo che NON SI FA, poi si convinceranno anche gli altri.
Non c’è come essere convinti. Certo se i capigruppo stanno attenti a che i loro non lascino scoperto nessun bottone, cioè proprio organizzano e dirigono i concerti a quattro mani allora stiamo a prenderci per i fondelli.
Tutti i cambiamenti cominciano così: convincendo i “capi”, per esempio con sistemi di ammonizione e diffida di decadenza da capogruppo ad opera della giunta per il regolamento parlamentare. Il resto segue.
Sembra una cosa da asilo nella sua semplicità, ma se non lo si fa è tanto inutile stare a parlarne, ci prendiamo solo per i fondelli.
Se però ci divertiamo a sputazzare barzellette come in tutti i bloggggs, allora avanti…. popolo dei sagra e dei Zulawsky.
Continuo il lamento, mi sento contento.
NC
14 marzo 2009 alle 11:53
per Nick Carter
Un po’ di coerenza, che diamine!
Ma non sei stato tu ad imporre perentoriamente ad un Parlamentare un comportamento decente!
Io ho soltanto fatto notare che è impresa inutile e pericolosa, vista la “nobiltà parlamentare” che popola le nostre massime istituzioni.
Pertanto la sputazzata vattela a prendere tu!
Poi ti daremo sicuramente la medaglia.
Anche qui il sole splende sul mare, e la giornata è particolarmente radiosa.
Orsù! mio eroe. Parti per la nobile missione e beccati la micidiale sputazzata parlamentare.
Saluti da Sagra
14 marzo 2009 alle 12:26
Il sistema di ammonimento si iscrive in un sistema che sancisce punendo chi è già stato ammonito.
Lei sta scrivendo proprio questo: che un parlamentare pianista va punito. Decadenza da capogruppo.
Il resto non segue da solo. Ci vogliono regole.
Altrimenti diciamo: chi corre con in autostrada non va punito. Non deve correre e allora non corre, se l’automobilista corre troppo allora non è convinto di essere un automobilista.
Non bisogna rubare, e nessuno più ruba. E via dicendo.
Hai capito, wow! Che maggìa..
14 marzo 2009 alle 22:06
Mi sembra di essere stato semplice e chiaro: i capigruppo devono essere investiti della responsabilità del comportamento etico del proprio gruppo, e dal regolamento parlamentare non da altri.
Dato che il regolamento è parte integrante dell’istituto parlamentare ecco che la punizione non è data da altri. Ricordiamo che il parlamentare è sovrano.
Secondo voi non è possibile?
Per me è possibile: ci vuole qualcuno che faccia proposta di modifica del regolamento in tal senso.
Potrebbe essere meglio questo che il marchingegno delle impronte, che tra l’altro è lento ed abbastanza offensivo. Per evitare il pianismo bastava una pulsantiera che impegnasse le due mani contemporaneamente: un dito della sinistra per attivare il circuito ed un dito della destra per votare, esattamente quel che si fa sulle macchine operatrici per evitare che l’operatore abbia una mano libera e non la infili sotto le ganasce.
Però le cose semplici non sono gradite.
Io ho fatto una proposta, voi continuate a dire “ci vogliono regole” : ditene una, fate un esempio, continuare a vomitare insulti al parlamento non vi fa bene.
Arturo, allargare il discorso a temi non aderenti serve solo a sputazzare barzellette, a continuare la litania. Capisco che vi diverte spargere letame sul parlamentare, ma non è indice nè di intelligenza, nè di cultura nè di spirito democratico o liberale. Tutt’altro.
Buona domenica
NC
15 marzo 2009 alle 11:46
Carter,
prego mostrare miei insulti sul parlamento e mostrare quando avrei gettato letame sul parlamento.
La mia analogia vuol dire che non sono per le impronte digitali.
La responsabilità di far rispettare le regole è -a mio avviso- del presidente della camera o del senato.
Che avrebbe potuto controllare, sancire, punire, sospendere i pianisti se solo lo avesse voluto.
saluti
az
15 marzo 2009 alle 14:57
Anch’io a suo tempo mi son dichiarato contro le impronte , ed il semplice sistema che ho indicato poteva risolvere le cose.
Il presidente della camenra può controllare, come il professore nel compito in classe, ma può facilmente essere accusato di partigianeria. Il capogruppo può essere reso responsabile del buon comportamento del suo gruppo.
Mi pare diverso.
NC
15 marzo 2009 alle 18:27
Ognuno è responsabile di sé stesso.
E il presidente della camera ne deve garantire il buon funzionamento.
Con le prove video e tabulati non esistono sospetti.
Ma la responsabilità in questo senso è antipatica. Meglio fare lo gnorri.
Comodo.
16 marzo 2009 alle 00:09
Nick Carter,
tanto per chiarire le cose. Nelle macchine operatrici, tipicamente nelle presse (ma non solo nelle presse), il comando a due mani funziona sulla contemporaneità della pressione di due pulsanti installati a debita distanza uno dall’altro. I pulsanti devono protetti con delle guardie meccaniche al fine di evitare pressioni indesiderate con parti del corpo o oggetti che non siano un dito di una mano dell’operatore. Ad oggi esistono anche altri attuatori di segnale più ergonomici dei pulsanti, per esempio in commercio ci sono specie di sfere di plastica da stringere con il palmo della mano anziché un pulsante da premere con un dito.
Questo per precisare che il comando a due mani sulle macchine operatrici è un dispositivo di sicurezza che protegge la salute fisica dell’operatore. Previene i movimenti inattesi della macchina e che sono pericolosi per l’operatore. Non è desiderabile che una pressa chiuda uno stampo per la tranciatura a freddo di un lamiera quando l’operatore sta togliendo con le mani il pezzo tranciato tra le due parti aperte dello stampo. Per evitare questo un modo, non è l’unico e il solo ad intervenire a favore della sicurezza (normalmente vengono usate in combinazione anche barriere ottiche), è l’uso del comando a due mani che garantisce la protezione in base alla contemporaneità.
E’ la combinazione di distanza è contemporaneità ciò che fornisce la garanzia logica (la garanzia fisica è assicurata da altri accorgimenti tecnologici) della protezione: i pulsanti distanti tra loro devono essere premuti all’interno di un intervallo breve e ben specificato nella normativa. La pressione di uno dei due pulsanti seguita dalla pressione dell’altro pulsante al di fuori di quel breve intervallo di tempo (sui 0,5 sec, se non ricordo male) non deve generare alcun consenso di movimento alla macchina.
Lei ha portato l’esempio di un comando bimanuale non per scopi di sicurezza a garanzia dell’incolumità fisica, lei l’ha portato come un dispositivo atto ad impedire una operazione semplicemente indesiderata, ma il concetto è il medesimo.
Val la pena ricordare, quindi, che i primi comandi bimanuali non richiedevano questa contemporaneità è l’operatore, ben consapevole del rischio, per ottenere una facilità di manovra bloccava uno dei due pulsanti, per esempio con uno stuzzicadenti , poi forniva il consenso al movimento solo con il pulsante rimanente, annientando così la funzionalità del comando a due mani e ottenendo maggior libertà di comando.
Le sarà facile capire allora come mai è stata introdotta la contemporaneità. Nonostante fosse messa a rischio la propria incolumità, l’operatore, avendone possibilità, superava con un artificio la protezione, il sistema, il marchingegno. Visto quindi che, purtroppo, a seguito di questa manovra diversiva interveniva la maledetta punizione, cioè la tranciatura di una mano assieme a quella del pezzo, si è pensato di introdurre la contemporaneità.
Ora, le chiedo: se nemmeno un operatore cosciente del rischio di perdere una mano o un braccio (mi creda è capitato, è capitato anche di peggio, purtroppo, con le macchine) rispetta le regole, anzi si ingegna per superare barriere tecniche per non ripettarle, come fa, lei, ad essere così sicuro che le rispetti una persona che da non ha niente da perdere? che non ha nemmeno la certezza di un rimprovero nel caso in cui venisse colto in errore sul fatto. Se lei fosse un costruttore di macchine e fosse sicuro che la trancia che ha costruito venisse usata da un operatore ben istruito, cosciente di quello che fa, si fiderebbe a fornirgliela senza un comando bimanuale di tecnologia moderna?
Se dovesse rispondermi di no, cioè che non gliela fornirebbe senza comando bimanuale, poi dovrebbe spiegarmi come fa ad essere sicuro che un certo signore, o signora, che sia parlamentare, solo perché parlamentare il pianista non lo fa. Non lo fa perché glielo ha detto lei? Perché è parlamentare? Sovrano?
A me sembra che lei compia un errore un po’ grossolano confondendo il ruolo con l’individuo. Certo il ruolo di parlamentare non prevede il darsi al pianoforte in Aula, e il ruolo di parlamentare attua la sovranità popolare della democrazia indiretta, ma il tal dei tali, come è ampiamente dimostrato, il pianista lo può fare. Se lei non prevede una regola restrittiva e una corrispondente sanzione (regole restrittive senza sanzioni non hanno semplicemente senso), perché presuppone che tale regola non venga disattesa dalla persona impegnata nel ruolo, nel caso sfortunato in cui questa regola inesistente venisse disattesa, l’unica sua possibilità è accettare il comportamento riprovevole come regolare, o no? Quindi, muto, zitto, e camminare o pedalare.
Anche il Presidente della Repubblica può andare contro a qualche guaio se viene accusato di attentato alla Costituzione, o no? Ma stando a quanto sostiene lei, il tal dei tali essendo Presidente della Repubblica non potrà mai attentare alla Costituzione per il ruolo che svolge.
Le regole sono difficili da comprendere perché sono un palese e dichiarato attentato alla libertà. Ogni regola restrittiva toglie un pezzo di libertà: meno regole ci sono meglio è. Ma occorre anche osservare che ogni regola restrittiva se è vero che toglie libertà per verso, né fornisce altra per un altro. Se io limito la velocità delle automobili sulle strade tolgo libertà a chi vuole andare veloce, ma amplio la libertà di quelli che vogliono viaggiare più sicuri.
La sanzione applicata in modo corretto all’individuo che è parlamentare, a mio avviso, non degrada il prestigio del parlamentare, lo preserva.
E’ sull’equilibrio di un giusto numero di buone regole fatte rispettare che si gioca la libertà di tutti.
Cordiali saluti e mi perdoni per la prolissità.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 16:51
Ma si, nessuna punizione per i pianisti, come vuole Nick Carter.
Non servivano le impronte e nemmeno i controlli voluti da Guzzanti, sarebbe bastato dire che il pianista non si deve fare.
Ovvio che siccome nessuno avrebbe fatto il pianista, prevedere delle eventuali sanzioni non avrebbe senso.
Possibile che nessuno ci abbia pensato prima prima?
Geniale questo Carter.
Avanti Carter, hai altre genialate da proporre?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 22:12
Sì caro. Ad esempio questa: invece di gigionare sulle mie genialate, proponi le tue.
NC
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 17:52
Salute.
OT
Su “Tempi” di oggi:
“Lettera a Giorgia Meloni
Se lo spirito olimpico viene meno solo quando gioca anche Israele.
L’ultimo episodio è quello dei Giochi del Mediterraneo, una manifestazione nata per promuovere pace e solidarietà tra i paesi del bacino che però dal 1951 esclude lo Stato ebraico. Questo rifiuto proseguirà nell’edizione del 2009. In Italia
di Yasha Reibman
Lo sport, dicono, dovrebbe unire e non dividere. In nome della competizione, sportivi di paesi tra loro belligeranti accettano di mettere da parte i conflitti e di sfidarsi lealmente fin dai tempi delle prime olimpiadi. Eppure, in occasione dell’ultimo torneo Wta a Dubai, è stata esclusa la tennista Shahar Peer in quanto cittadina israeliana. Lo stesso accade da anni nel calcio, nel basket e in molte altre discipline, dove le squadre israeliane non sono accettate nei tornei in Asia e spesso sono costrette a far parte di altri gironi, fino a dover chiedere asilo all’Oceania. In agosto, durante le Olimpiadi di Pechino, un nuotatore iraniano, Mohammad Alirezaie, si è rifiutato di scendere in acqua solo perché gareggiava nella stessa vasca Tom Beeri, un atleta israeliano.
L’ultimo episodio è quello dei Giochi del Mediterraneo, che si terranno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio prossimi. Questa manifestazione è nata nel 1951 e nel proprio statuto si è data dei nobili obiettivi: la diffusione dell’educazione olimpica nei paesi del bacino del Mediterraneo, il rafforzamento dei legami di amicizia e di pace tra i giovani e gli sportivi del Mediterraneo, la promozione di comprensione, consultazione, cooperazione e solidarietà tra i Comitati olimpici nazionali del bacino del Mediterraneo, nonché lo sviluppo dello sport mediterraneo. Tuttavia fin dal 1951 è stato escluso dai giochi Israele, un paese che fino a prova contraria si affaccia per qualche centinaio di chilometri sul Mediterraneo! E questo rifiuto proseguirà anche con l’edizione di Pescara.
La contraddizione non è tanto dei paesi che chiedono l’esclusione dello Stato ebraico, ma di chi accetta questa discriminazione, di chi non pretende che nello sport tutti vengano coinvolti e nessuno rifiutato. Il problema è nostro, non loro. A Pescara, in particolare, il problema è italiano. Anche di questo si parlerà il 12 marzo al convegno organizzato a Roma dall’Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele, per chiedere anche al nostro governo di attivarsi per la fine della discriminazione sportiva.”
Sappiamo qualcosa di più sul convegno?
Salute.
Carlo Manca.
sito?
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 18:13
Salute.
Non mi stanco di ripetere che non credo alla casualità in politica.
Dopo l’inutile, incomprensibile, provvedimento sulle impronte, giunge la proposta di far votare solo i capigruppo.
E Cicchitto informa che tale ultima proposta è opportuna, a seguito dell’’approvazione delle nuove norme sul sistema di voto con le impronte.
E dunque, le norme sulle impronte – totalmente inutili ed immotivate – sarebbero state introdotte per agevolare quelle sul voto ai soli capigruppo?
Cioè, si è complicato il sistema del voto, per poterlo “semplificare” ?
Con solo pochi giorni di intervallo tra il primo provvedimento e la nuova proposta? Boh.
A pensar male…
Salute.
Carlo Manca.
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 21:26
Questo e’ Paolo Guzzanti che amo
Toh, chi si rivede: Gino Strada, il politico amico di tutti i nemici dell’Occidente, degli Stati Uniti, di Israele e che traveste generosamente la sua attività politica facendo il medico con i soldi raccolti dalla sua Ong. Intendiamoci: lavora fortemente, è popolare e probabilmente, anzi certamente, è anche un bravo medico che aiuta molta gente. Ma ha il piccolo difetto di schierarsi sempre con i satrapi sanguinari e assassini – ieri Saddam e oggi Omar al Bashir del Sudan. A Strada non piace il fatto che la Corte penale internazionale dell’Aia abbia emesso un mandato di cattura per il dittatore sudanese Bashir, accusato di crimini contro l’umanità. Non gli va giù. Se la corte avesse incriminato Israele, lui avrebbe trovato la sentenza esemplare. Se avesse messo sotto accusa Bush, avrebbe stappato volentieri una bottiglia di acqua minerale frizzante, ma che quel tribunale abbia accusato un vero criminale genocida, un uomo che ha dato mandato ai suoi uomini affinché compissero stragi efferate, a lui, bravo dottor Strada, non va giù.
E così ha deciso di condannare personalmente e con sentenza inappellabile la corte stessa, essendo un uomo modesto e dotato di senso delle proporzioni, condannando allo stesso tempo – e ti pareva – Bush e Olmert. Va detto che ha aggiunto, per buon peso anche i delitti russi in Cecenia sotto il governo Putin, ma ci vuole anche qui una bella faccia tosta a mettere questi tre leader nello stesso calderone lasciando fuori il genocida Bashir per il quale sta per aprire un ospedale a Nyala, capoluogo del Darfour meridionale, e sotto il cui governo gestisce il Centro cardiologico di «Emergency» a Khartum, la sua copertura buonista.
Emergency si avvale di contributi non statali che però stanno scemando a causa della crisi, ciò che ha provocato una serie di ristrettezze e di riduzione di piani che ha preoccupato Strada. Non ci sarebbe tutto sommato molto da ridire se un medico, per raggiungere il superiore scopo di curare i malati, nutrire i bambini e salvare persone condannate a morire, accettasse qualche compromesso anche con un governo tirannico e sanguinario come quello di Omar al Bashir. Ma Strada non ne fa una questione di diplomazia e di buon vicinato: lui è effettivamente pazzo di Bashir, dice che le accuse contro il dittatore fanno parte di un cupo complotto contro gli africani, i quali infatti Bashir se lo sognano di notte nei loro peggiori incubi.
Bashir d’altra parte è grato della mano ricevuta dal medico italiano e riconosce volentieri che lo stesso governo di Roma non ha infierito più di tanto, cioè per nulla, nei suoi confronti, ciò che permette di sviluppare buoni affari e tutelarne i titolari. Il Sudan ha in questi giorni messo alla porta una decina di organizzazioni non governative (ma nessuna italiana) perché avevano commesso l’imperdonabile imprudenza di ricevere gli investigatori del Tribunale internazionale e di aver raccontato quello che succedeva in Sudan.
Gino Strada no. Lui con gli investigatori inviati sotto l’egida del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, non ci parla e impedisce anche ai suoi aiutanti di parlare. Bocche rigorosamente cucite. Lui si fa i feriti suoi, i moribondi suoi, e non è particolarmente coinvolto per i morti, i torturati, gli imprigionati, i giustiziati, i massacrati dalle truppe speciali del suo ospite. Lui vede complotti e chiede che finalmente l’Aia mostri la mano ferma con i Paesi Occidentali e contro Israele che avrebbe dovuto seguitare a lasciar piovere missili da Gaza. Strada è fatto così. Sta sempre dall’altra parte, mai una volta che lo trovassi dalla parte della giustizia, neppure quella internazionale, europea e sotto egida Onu. È del resto la star di tutte le trasmissioni di sinistra più classiche italiane dove è considerato un divo e un esempio. Vale la pena ricordare che Strada ha negato persino la legittimità formale della decisione del tribunale, visto che il tribunale stesso non è riconosciuto dal criminale condannato. È un concetto etico, questo, cui Strada è molto affezionato.
Firmato (-) Paolo Guzzanti
HUER – MIA CICOGNA, E COSì HAI SCOVATO IL ARTICOLO! RICAMBIO L’AMORE
Accedi per rispondere
12 marzo 2009 alle 21:30
devo dire due sole cose; la prima al padrone di casa on.le Guzzanti che scrive: “SILVIO VLADIMIROVIC BERLUSCONI” . On.le Guzzanti, mi creda, è troppo. vorrei anche capire cosa dovrebbe fare silvio berlusconi, concretamente, contro putin; mandarlo pubblicamente a cagare? dirgli che non si faccia più vedere dalle nostre parti? che se torna in sardegna gli mandiamo l’anonima (grazie a dio non c’è più)? che se lo beva tutto lui (putin) il gas di quella zona o che se l’accenda nei suoi termosifoni?
poi alla dichiarazione di fini riportata da Vitus. Ragazzi, secondo me la dichiarazione di fini è veramente preoccupante, e tratta i parlamentari come operai comunali ai lavori socialmente utili. e poi va pure da vespa a bacchettarli mediaticamente. dopo le impronte la visiera ai parlamentari? ma è vera la notizia che i parlamentari durante il giorno vanno anche in bagno? non c’è un modo per servire i bisogni del rappresentante del popolo direttamente sotto la poltrona e così adempiere appieno alle operazioni di voto senza alzarsi per futili bisogni?
Maralai
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 12:33
per maralai
“…al padrone di casa on.le Guzzanti che scrive: “SILVIO VLADIMIROVIC BERLUSCONI” . On.le Guzzanti, mi creda, è troppo. vorrei anche capire cosa dovrebbe fare silvio berlusconi, concretamente, contro putin; mandarlo pubblicamente a cagare? dirgli che non si faccia più vedere dalle nostre parti?…”
Noi europei compriamo banane, datteri e pesce dal Corno d’Africa, luogo notorio per le stragi etniche dei signori della guerra. Eppure Silvio Berlusconi non li invita nella sua villa in Sardegna.
Soprattutto non si spertica il disgustose quanto fasulle lodi sui loro “sistemi democratici”.
Ci basterebbe che trattasse Putin ed i suoi Tovarisch del KGB alla stessa maniera.
Dicono che il fruttivendolo sotto casa mia sia un mezzo camorrista: ci compro la frutta quando mi conviene, buongiorno e buona sera, ma non ci penso neanche ad invitarlo a casa mia.
Sagra
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 18:57
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 23:16
Brambilla,
non segua la moda; la anticipi! Proponga quindi il taglio della mano (fa molto shari‘a e “addavenì Muhàmmad”). Perché il destino di voi komu-fascio-mafio-tribe (legga traib, all’inglese) è quello di spiantare una tirannia al solo scopo d’instaurarne un’altra: più forte che prìa.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 11:33
BRAVO!
GRAZIE!
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 15:30
Caro Patton,
Ho la sensazione che il tuo desiderio di rivincita, ti porti a replicare (quasi sempre in modo assolutamente stupido) ad ogni mia affermazione.
Ho chiesto che i parlamentari rispettino la costituzione e le regole che essi stessi si sono dati e cioè:
1) Ognuno voti solo per se stesso.
2) Il compenso a titolo di diaria sia corrisposto solo quando si è effettivamente presenti.
In un paese normale queste sarebbero banalità.
Ora tu invece arrivi a paragonare queste mie richieste al taglio della mano per chi ruba.
Ma ti rendi conto di quale stupidaggine stai dicendo?
Patton ma perchè vuoi farti del male?
Perchè vuoi scendere a livelli di illogicita propri di un qualsiasi Maralai?
Tu sei persona intelligente, pensaci.
A me aggiungerne uno in più alla lista di quelli che hanno rinunciato a ragionare con la propria testa veramente non costa niente. Lo dico per te.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 21:44
Ragionare con la propria testa significa pensare come brambilla?
15 marzo 2009 alle 14:08
Certamente! Significa anche pensare come Brambilla.
Fai attenzione però, non non significa pensare ciò che pensa Brambilla.
15 marzo 2009 alle 15:15
io penso con la testolina mia in modo e in sostanza diversi da come pensa brambilla. Non sono un pitecantropo bicefalo, devo accontentarmi dell’unico cefalo che ho.
Ciò che pensa brambilla lo vengo a sapere solo dopo che brambilla lo ha comunicato, nè ci penso prima di saperlo.
Per ora preferisco pensare come pensa berlusconi, potendo scegliere….
Ave, brambe, magister filosoforum.
Fui solo sesto tra cotanto senno. …sorry
NC
16 marzo 2009 alle 02:11
“pensa berlusconi”
Classico esempio di ossimòro.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 08:36
Ricevuto su facebook
PLI – Stato “Sociale” e “Puntuale”Condividi
Ieri alle 22.30
Circola l’idea che i liberali del PLI sarebbero avversi a qualsiasi forma di intervento dello Stato in economia.
Sgombriamo il campo da questa sciocchezza. Con un esempio contingente.
Lo Stato Italiano afferma di voler sostenere l’economia. Lo faccia. Pagando i propri debiti.
“In Italia la pubblica amministrazione paga contrattualmente i propri fornitori generalmente a 90 giorni a cui, tuttavia, vanno aggiunti mediamente altri 135 giorni di ritardo, con punte di oltre 900 giorni. Dato che ogni anno l’amministrazione pubblica acquista dal settore privato beni e servizi per oltre 125 miliardi di euro (circa l’8 per cento del Pil), il ritardo dei pagamenti del settore pubblico genera una domanda di credito da parte delle imprese di circa 67 miliardi di euro, pari a quasi un quarto del totale degli impieghi a breve erogati dalle banche alle imprese” (Hamaui, 2009).
Inseguire i crediti dallo Stato è diventato per moltissimi una via crucis.
Se lo Stato non paga, o paga con mesi, anni di ritardo le imprese soffocano, muoiono. O corrompono i funzionari per “accelerare” la pratica.
Ecco allora una proposta semplice, per dare vero ossigeno alle imprese del Paese.
Altro che Tremonti Bond.
Che sia consentito alle imprese di rivolgersi alla Cassa Depositi e Prestiti per scontare le proprie fatture. Otterranno così liquidità immediata: e sia la Cassa poi ad inseguire – se ci riesce – lo Stato.
Pagare i propri debiti è un dovere liberalissimo.
Deve essere lo Stato – “Sociale” solo se “Puntuale” – a dare il buon esempio.
Cominciamo da qui.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 21:00
Condivisibilissimo.
NC
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 09:04
Vladimirovic è un patronimico … ergo ne deduco che Berlusconi si è fatto adottare …
Per quanto riguarda Fini …. ci voleva tanto a riguardarsi la moviola, vedere i polpetti e poi cucinarli a dovere?
Un altro sistema per rendere la vita difficile … telecamere e doppia pulsantiera posizionata opportunamente … però anche lì nessuno può far nulla contro i furbetti se chi è sullo scranno più alto della Camera non ha tempo/non ha voglia di punire.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 09:13
PER MARIO NANNI
Cosa dovrebbe fare contro putin? A me basterebbe che facesse come Barroso. Ricorda? Leggeer agenzie del genere con al posto di barroso il nome di berlsoscni.
ANSA) – MOSCA, 6 FEB – Si e’ trasformato in un imbarazzante scambio di accuse sui diritti umani quello previsto come l’incontro del disgelo tra Russia e Ue. Dopo le tensioni per la guerra in Georgia e la crisi del gas, oggi polemica sulla difesa delle liberta’ tra il presidente della Commissione Ue Barroso e il premier russo Putin. Barroso si e’ riferito alle uccisioni di giornalisti e di difensori dei diritti umani. Putin, seccato, ha invitato l’Europa ad occuparsi dei suoi problemi con i diritti umani.
Secodna agenzia.
Attivisti e giornalisti impegnati nella difesa dei diritti umani sono le vittime di una nuova ondata di omicidi in Russia. Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso si è detto preoccupato ed è subito scoppiato uno scambio di accuse in tema di diritti umani con il premier russo Vladimir Putin, che respinge le polemiche invitando l’Europa ad occuparsi dei propri problemi.
Putin sostiene che la Russia è pronta ad occuparsi delle questioni dei diritti umani nel proprio paese se l’Unione Europea proverà l’esistenza di violazioni e afferma che il problema va discusso in tutti i suoi aspetti sia in Russia che in Europa. Putin ha aggiunto di sapere che ci sono state delle violazioni dei diritti degli immigrati nei paesi europei, riferendosi in particolare al sistema carcerario.
Lo scambio di accuse è nato dalle affermazioni di Barroso, che aveva riportato lo sconcerto “dell’opinione pubblica riguardo gli ultimi eventi avvenuti in Russia” relativi all’uccisione “di alcuni giornalisti e alcuni difensori dei diritti umani”. Due settimane fa, sono stati uccisi da un killer nel centro di Mosca l’avvocato Stanislav Markelov e la giornalista Anastasia Baburova al termine di una conferenza stampa.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 09:52
Dal diario di una ragazza israeliana uccisa in un attentato avvenuto a Tel Aviv il 5 gennaio 2003 vicino alla stazione degli autobus.
4 gennaio 2003
Oggi sono andata con le mie amiche sulla spiaggia. Ci siamo prese per mano, abbiamo fatto un circolo e cominciato a ballare la hora. Poi ci siamo avvicinate alla riva e rivolte verso il mare abbiamo gridato in coro la parola Shalom per nove volte.
Verso le undici siamo tornate a casa. Pochi minuti dopo il mio arrivo sento le sirene delle ambulanze e della polizia. Apro la radio che annuncia che pochi istanti prima un giovane attentatore suicida si era fatto scoppiare all’entrata di una discoteca fra i ragazzi in fila per l’acquisto del biglietto. La discoteca è situata sul lungomare in cui eravamo state pochi minuti prima. Mi otturo le orecchie con batuffoli di cotone per non sentire le sirene. Recito la preghiera “Shmà Israel, adonai eloheinu adonai echad”. Mi infilo nel letto. Mi copro il capo con la coperta. Piango.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 09:56
Oh, amica, io non potrei vivere
Senza ricordarti.
Porto il tuo sorriso nel sangue
E non riesco a scordare
Quella sera strana.
A volte qui ritorni
Brusca
Nella notte
Come se tu volessi impormi
L’obbligo del ricordo.
Ricordo tutto
Di quella sera strana
Finestre spaventate,
Pianoforti in delirio
Manichini sparsi,
Senza gambe e senza braccia,
E le scale gementi
Oh, amica, io non potrei vivere
Senza ricordarti.
Sei arrivata spesso
Indossando i tuoi sandali biblici
E il tuo abito a fiori
E solo nel mattino
Sotto il sole cocente
Pian piano ti spegnevi
Umiliata e piangente.
Ricordo tutto di quella sera strana
Grida che silenziose uscivano
Da bocche spalancate
Canti spezzati in gola
Ricordo tutto di quella sera strana
Le spade micidiali
Miriadi di esseri odiosi
Che t’hanno spezzato il collo,
Ciechi dispensatori del male
Che gustano la morte
Come un piatto prelibato.
Oh, amica, io non potrei vivere
Senza ricordarti .
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 10:04
Rispuntano i ‘pianisti’, Fini annuncia sanzioni
di Francesco Bongarrà
ROMA – Sembrava che fossero spacciati, che non si sarebbero piu’ visti all’opera: eppure i ‘pianisti’ alla Camera ci sono ancora, e per loro il presidente Fini annuncia ‘’sanzioni”, fino alla sospensione per i recidivi. Che alla Camera qualcuno voti ancora non solo per se’ sembra proprio incredibile, visto che da tre giorni nell’Aula di Montecitorio funziona il sistema con il rilevamento delle impronte. Un impianto (costato 450mila euro, che per ora allunga i tempi delle votazioni, con proteste e mugugni quasi esclusivamente dal centrodestra) che avrebbe dovuto fermare il malcostume che Gianfranco Fini ha individuato tra le cause del dibattito sulla ‘casta’, rendendo impossibile ai deputati votare per altri.
Ma 21 deputati si sono rifiutati di dare le loro ‘minuzie’; e cosi’ oggi due parlamentari ’schedati’ non hanno resistito al gusto della trasgressione ed hanno votato per altrettanti colleghi ‘renitenti’. I ‘pianisti Highlander’ sono Guido Dussin della Lega e Carmelo Lomonte dell’Mpa, che e’ vicepresidente del gruppo Misto. I due, che risultano tra quelli che hanno rilasciato le ‘minuzie’, hanno votato anche per i rispettivi colleghi di gruppo Matteo Salvini ed Elio Belcastro, i quali invece appartengono alla pattuglia dei 21 deputati che si sono rifiutati di farlo e che, quindi, votano con il vecchio sistema. Di conseguenza, per votare dalle loro postazioni non e’ necessario attivarle con le impronte.
Tutto e’ andato in scena durante le votazioni delle mozioni sulla crisi, tra cui quella del Pd sull’assegno di disoccupazione. Dussin, come ha potuto constatare l’ANSA, ha coperto il meccanismo di voto di Salvini, che non era in Aula, con una copia della ‘Gazzetta dello sport’ sotto cui ha infilato la mano per votare. Piu’ disinvolto nell’azione invece Lomonte, che non ha coperto la mano ‘incriminata’: le lucette del sistema elettronico si sono viste accese al momento del voto sia al suo posto sia a quello del collega Belcastro.
Dai tabulati delle votazioni emerge che sia Salvini sia Belcastro erano presenti e votanti: ma ne’ Salvini ne’ Belcastro in quel momento erano al loro posto in Aula. Fini annuncia che se i fatti saranno confermati chiedera’ ”di sanzionare chi ha votato per colleghi assenti. Ci sono delle regole e chi fa il furbo avra’ una sanzione. Se e’ recidivo, per esempio, si potrebbe arrivare alla sospensione”. Salvini, interpellato, si dichiara sorpreso: ”Sono stato in Aula durante tutto il periodo dei lavori, assentandomi solo per pochi minuti per un normale bisogno fisiologico”.
Il presidente della Camera, intanto, difende il nuovo sistema di voto da lui fortemente voluto. ”Funziona. Serve al buon nome del Parlamento, perche’ nessuno e’ stato condannato a fare il deputato, anzi molti hanno implorato di farlo. E comunque tutti sono compensati in modo dignitoso per il proprio mandato”. E, rilevando che ‘’si era raggiunto un livello insopportabile a danno della credibilita’ del Parlamento, con deputati che votavano come polipi per garantire la diaria a chi non c’era”, Fini si dice certo che presto cesseranno le polemiche. ”Avevo messo in conto qualche tentativo infantile di boicottaggio, qualche effervescenza e un po’ di goliardia all’inizio”.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 12:40
al di là delle plaisanteries su Vladimirovich…
Esiste o no un problema di lentezza nell’iter legislativo?
Se no siamo a posto,
se SI’ allora invece di fare battute si proponga come accelerare gli atti nel rispetto della democrazia e del parlamento.
Altimenti si fa come chi si lamenta continuamente che le cose non vanno, ma appena si cerca di cambiare si lamenta del cambiamento.
Allora si vuole solo libertà di lamento…
NC
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 13:05
«Servono decisioni più rapide». «Viviamo in un sistema istituzionale non più in linea con i tempi perché quella decisione sacrosanta dei padri costituenti veniva dopo ventennio dittatoriale, e quindi si è scelta la strada parlamentare. Mentre adesso i tempi sono tali per cui dobbiamo per forza arrivare a percorsi più brevi e decisioni più rapide. Il premier non ha nessun potere: ha solo la sua personale autorevolezza e dietro di sé una forza politica importante, ma il premier è solo un primus inter pares e può solo redigere l’ordine del giorno. Da noi lo fa benissimo il dottor Gianni Letta e quindi io non ho nemmeno quel potere. A me dunque mi si accusa di avere un atteggiamento dittatoriale, ma in effetti io non ho nessun potere. Chi sta lì non ha una stanza dei bottoni, perché tutto deve passare attraverso il presidente della Repubblica e le Camere».
Chi avrà mai pronunciato questo discorso?
Ma cosa vuol dire? Eliminare il parlamento? Boh!
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 14:00
Selector: non esitate -o voi rivoluzionari italiani- di visitare ogni tanto il sito del compianto Rizzitiello.
Ci sono cose edificanti.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 23:34
e quale sarebbe di grazia?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 12:13
mamma mia, qui bosogna fare proprio tutto?
utilizzare qualsiasi motore di ricerca. anche quello di questo sito va bene.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 14:43
il disonorevole Guzzanti è l’emblema della casta dei parlamentari italioti che “lavorano” da martedi a giovedì con stipendi principeschi, ANCHE di trasformisti.
e lo scandalo è che questi privilegiati lavativi anzichè vergognarsi pontificano pure col ditino alzato e si offendono come femminucce se devono dare le impronte.
nessuno l’ha obbligata a presentarsi nelle liste del Pdl ad aprile TRASFORMISTA PRIVILEGIATO DELLA CASTA
GUZZ QUI, GALLINA PADOVANA RAZZAPIAVE, DI FEMMINUCCIA CI SEI SOLTANTO TU CHE DEVI SUBIRE TUTTI I GALLI E ANCHE I CANI E PORCI DI PASSAGGIO. +
VEDI, POLLO, NON BASTA METTERSI A CAGARE COME UN POLLO, PUZZARE DA POLLO, PENSARE E SCRIVERE DA POLLO PER POTERSI PERMETTERE IL LUSSO DI PROVOCARE.
TU, PICCOLO QUERULO STRONZETTO VOLATILE, PUOI STARNAZZARE DALLA MATTINA ALLA SERA, MA QUEL CHE DICI SEGUITA A NON VALERE IL TUO STERCO.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 23:57
Razza Piave,
vecchia gallina padovana che non sei altro. A volte mi sembra che tu assomigli di più ad una scoria radioattiva a decadimento lento, ma deve essere una sensazione dovuta a momenti di debolezza che, senza un ragione precisa, mi prendono ogni tanto.
Allora, old free-range hen, se ti ordino due boccette di distillato di sudore da monta, quando me le consegni? E il prezzo? Lo sconto?
A giudicare dai messaggi, direi che ti sei ripreso dagli ultimi sforzi devoluti alla selezione. E’ stata dura? Beh, l’importante comunque e che sia stato duro.
A parte che il brodo in cui sei rimasta a crogiolarti doveva essere grasso e schiumoso, altrimenti non troverebbero adeguata spiegazione i residui di bava che ti escono ai lati del becco, volevo chiederti: per scrivere cosa usi? le zampe, il becco o prendi il gallo per le palle e lo disonori intingendogli il virile attrezzo nell’inchiostro?
Spero che il gallo non sia un frequentatore di questo luogo; lo spero per il gallo. Credo ci rimarrebbe molto male nel vedere il risultato scaturito dall’uso del suo organo riproduttivo.
Perché ce l’hai così tanto con Guzzanti? Guarda che è qualcun altro che ti fa male, e fa male anche a me. Capita sai: stringi le chiappe, ti illudi di non prenderlo da dietro e ti sventrano dal davanti.
Va be’, non voglio farla lunga né pesante, così chiudo con una richiesta: so che sei capace di pontificare con la zampetta alzata sulla qualità del distillato di sudore che produci, ma poi, da brava femminuccia offesa, va a finire che l’allunghi con l’acquavite. Non farlo, i due, sono distillati incompatibili e sarebbe un sacrilegio consumarli in quel modo; incompatibili, come è incompatibile chi prova a usare, per quanto piccolo, un cervello con le galline padovane; sacrilegio, come è un sacrilegio consumare una gallina padovana di razza non facendole fare un buon brodo.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 00:17
Raz, per curiosità, visto che qui i pochi che si fermano a leggerla la considerano meno che un demente, chi è il suo interlocutore per questi sproloqui? a chi si rivolge?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 09:40
Oh! felicità!!
Questa volta sono stato particolarmente attento.
In questo Blog sparano certe vongole e taratufoli grammaticali che farebbero accapponare la pelle persino a Tonino DiPietro, e a me controllano pure l’esatto numero dei peli sulle sopracciglia! Comunque, ben venga il bello scrivere!
Gaudio e tripudio! E’ tornata “la pazziella” (simpatico giocattolo, per gli abitanti del brumoso Nord).
E potremo anche proseguire i nostri amati studi sulla genesi del “Beluscopithaecus sapiens”, evoluzione misteriosa di quello che supponiamo l’antenato più probabile: il “Beluscopithaecus borealis”, i cui resti fossili sono stati ritrovati in alcuni insediamenti primitivi sulle rive del fiume Piave.
Notizie non confermate riportano avvistamenti di alcuni umanoidi primitivi, alquanto rozzi, che organizzano riti tribali in onore di Berlusconi, con il corpo dipinto rigorosamente di azzurro (sembrano tanti Puffi), e cerimonie Voodoo in cui lanciano Makumbe, invettive e maledizioni contro chi si azzarda a mollare la tribù per comunità senz’altro più civili.
Il nostro Razza Piave è uno splendido fossile vivente del genere Berluscopithaecus faciens, vero anello di congiunzione con le specie più evolute di Berluscopithaecus sapiens, quali Nick Carter, Rizzitiello, Dot, dvd1.
Discorso a parte meritano pinco pallino e Maralai, interessantissime specie in cui l’evoluzione della scatola cranica mostra evidenti ritardi di tipo involutivo.
Il mondo scientifico nella sua interezza palesa l’eterna gratitudine a Paolo Guzzanti.
Cordiali saluti da Sagra
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 11:39
Bravo sagra
come residuo rappresentante dei puffi rossi in estinzione (specie Pitecantropo Stalinense tipo siberiano) hai sempre una buona cera!
Felicitazioni da NC- Buon W.E. , ricàricati!
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 12:18
Sagra,
scusa eh, ma tu che sembri alquanto estraneo alle “razze piave”, perché hai inserito il mio soprannome tra la specie Berluscopithaecus sapiens (per quanto tra le più evolute)?
Non nego di trovarmi spesso in conflitto con la lingua italiana, specialmente con quella di livello almeno comprensibile: ma li hai letti i miei messaggi?
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 15:13
.. ecco qual’è la “dignità del Parlamento” cui si ispirano questi furfanti mangiapane a ufo, On. Guzzanti .. altro che “obiettori di coscienza” dei miei stivali .. questi sono i “Miei Rappresentanti”, quelli per i quali IO mi devo assumere la Responsabilità .. volentieri, vorrei assumermi anche la Responsabilità di sbatterli in una galera senza passare dal via .. posso? Scommetto di no, ahimè ..
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 15:27
Perchè non mettono dei guardiani che girano tra i banchi della Camera mentre c’è la votazione in corso?Magari dotato di un bel bastone che da la scossa al deputato scovato a votre per il vicino…..
Davide Cembrano.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 16:54
Più volte annunciato, pronto, verrà. Ma non c’è.
Dov’è “Il dissidente”? Born dead?
GUZZ – nO, Zulawski: il fatto e’ che era preparato per essere l’organo di un dissidente dentro il pdil, ma ora non sono piu’ un dissidente. comunque stiamo per metterlo egualmente in mare
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 16:12
“il Vicesegretario già il Dissidente”
Sempre corretto Zulawski,
mi dica che l’ha almeno pensato, anche se non l’ha scritto…
GUZZ – Il Dissidente, che uscirà a breve come settimanale e non quotidiano, aveva più senso finché ero dentro un partito da cui “dissidevo”.
Ora sono in un partito del cui gruppo dirigente sono il numero due e avrebbe meno senso, non trova?
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 16:56
non l’ho pensato, non l’ho scritto.
Non ho scritto che l’ho pensato, non ho pensato di scriverlo.
Mi chiedevo a che punto stava la cottura.
http://www.ildissidente.it/
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 17:41
Impagabile Zulawski,
lei è un vero gentleman.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 18:28
E pure un po’ rompicoglioni.
Grazie.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 17:40
Caro Guzzanti,
concordo.
Stavo soltanto sfrucugliando un po’ l’Avversario.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 18:24
Ho appena ordinato il libro di Paradisi,ma io voglio anche quello che sta scrivendo Guzzanti!!!!!!
Daqvide Cembrano.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 18:58
F.T. Siamo oramai alla frutta, Gasparri si permette di minacciare Genchi dicendogli in modo mascherato che dovrebbe stare in galera, in pratica fa un processo e già dà la condanna. Garantista con Berlusconi ma giustizialista con Genchi, in pratica a seconda della persona cui si deve fare un commento SI CAMBIANO LE IDEE.
Patetico. Genchi potrà essere colpevole (lo credo poco, ed anzi vista la reazione spropositata di Gasparri ho paura che metta molta paura) o no questo non è il NOCCIOLO del mio discorso, è semplicemente patetico che persona di importanza istituzionale quale Gasparri cada in queste contraddizioni giudicando dei fatti in modo differente a secondo del protagonista e sopratutto faccia dichiarazioni così pesanti.
Questa la news ricavata dall’ansa di oggi:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_906533526.html
GASPARRI, GENCHI ANCORA LAVORA? UNO SCANDALO – “C’é da augurarsi che risponda al vero la notizia diffusa dalle agenzie circa la perquisizione da parte dei Ros dei carabinieri nella abitazione e negli uffici di Gioacchino Genchi, il presunto consulente che ha devastato gli apparati di sicurezza italiani con attività palesemente illegali”. Lo dice il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che chiede “quale incarico ricopra attualmente Genchi e come mai il capo della polizia e direttore del dipartimento per la pubblica sicurezza, prefetto Manganelli, non lo abbia ancora sospeso dal servizio”. “E’ uno scandalo – sostiene Gasparri – che una persona del genere lavori ancora all’interno dello Stato ed è una grave responsabilità di chi tollera una cosa di questa natura. Mi auguro non solo che la perquisizione sia vera, ma che vengano distrutte le illegali banche dati accumulate da Genchi e che lo stesso venga portato nell’unico luogo dove merita di essere portato attualmente”.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 19:51
Ora è ufficiale. Marco Taradash è il candidato sindaco del PDL a Livorno. CVD. Lascio a chi è interessato ogni commento commentevole. Mah!
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 12:01
Si tranquillizzi la mia città spero abbia ancora anticorpi sufficenti per proteggersi.
Altrimenti uno in più con cui litigare.
Riccardo.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 22:07
Mi pare che il Goldoni sia ancora orgogliosamente al suo posto, più bello e più superbo che pria
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 22:21
Egregio star joe, tanto per commentare commentevolmente…
Si renderà spero conto che accettare di essere candidato del PDL a Livorno è una cosa che si fa proprio per spirito di sacrificio.
O lei ce l’ha con Taradash perchè antagonista di Guzzanti nel PLI e quindi tutto è buono per dargli addosso con tipico piglio liberale?
Non pensa che sia un perfetto diritto di Taradash di essere antagonista di Guzzanti?
O pensa che detta candidatura sia come quella di Di Pietro al Mugello?
NC
GUZZ . PER ANTICO AFFETTO io ti leggo ma raramente intervengo e mai polemizzo. Stavolta devo ricondurre i fatti ai fatti e non il fumo al fumo.
Diaconale e Taradash condussero nel congresso del Pli in cui sono stati da me sconfitti insieme a De Luca,una linea politica consistente nel preparare l’annessione del marchio PLI nella panoplia variopinta del PDL già decorata con lo scudo crociato della finta DC di Rotondi, i socialisti estinti di Stefania Craxi, i repubblicani millesimati, i socialdemocratici di rappresentanza.
Potevano farlo? Certo che sì.
Era loro diritto e, se così ritenevano, un dovere.
Nulla da ridire? Nulla.
Allora, dov’è il punto?
Eccolo il punto: Sia Diaconale che Taradsh, da me accusati apertamente di voler compiere l’operazione che stavano effettivamente tentando di compiere, dichiararono di non aver nulla a che fare con il PDL e con Berlusconi.
Dopo di che, una volta sconfitti, Diaconale diventa un commissario governativo del governo Berluscini e Taradash un candidato a sindaco nelle liste del PDL. Vedi la contraddizione, anzi la bugia?
Certo, Livorno è una roccaforte difficile, ma è anche molto remunerativa in termini politici e di visibilità_ è un grande onore foriero di compensi essere sconfitti “dai comunisti” all’assalto di quella rocca.
Ti conosco come uomo intelligente, non credo che ci sia da aggiungere altro.
La questione è soltanto politica, non personale.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 11:38
Non ero a conoscenza del fatto che Taradash avesse negato di conoscere il signore per ben tre volte prima che il gallo cantasse…. Se così è sarà collocato nel girone dei pusillanimi.
Pusillanimità a parte, poichè il coraggio se uno non ce l’ha non se lo può dare, tutto il resto mi pare legittimo. Compreso il tentativo di portare il PLI nell’area del PDL e comprese pure le reprimende di star joe.
Certo che non è questione personale, ci mancherebbe.
In fondo tutti quelli che affrontano una carriera politica hanno bisogno di visibilità, è una cosa necessaria, in questo non trovo niente di strano.
Lo scopo del PLI, il suo goal, il suo obiettivo politico non è ancora noto. Essere contro Berlusconi da dx può essere un’attitudine generica, non certo il fine.
Cordialmente
NC
GUZZ – Il liberalismo è esente dal mondo tolemaico destra-sinistra.
Promuove la libertà.
Il Pdl non promuove alcuna libertà, ma comincia a chiuderne, partendo dal Parlamento.
Secondo la democrazia di Berlusconi il popolo deputa i deputati, i deputati non deputano ma vengono a loro volta deputati dai capigruppo che rispondono – se sono di maggioranza – al governo che dovrebbe essere il controllato del Parlamento.
Grande passo avanti verso la libertà di tutti e di ciascuno.
Certo, lo scopo è quello di ridurre i tempi morti.
Anche Mussolini indicava questo problema e lo indicò per 4 anni, dal 1922 al 1926 quando prese una decisione drastica favorita dalla stupidità dei democratici di allora.
Può la democrazia dipendere soltanto dalla occasionale stupidità dei politici, o dovrebbe essere garantita dall’ideologia della libertà?
Ecco lo scopo di un partito che si chiama liberale e che non fa “la concorrenza” da destra al PDL ma è alternativo al PDL, la cui “L” è una truffa.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 14:49
Lei riporta il suo convincimento, che è diverso dal mio:
io credo che non siamo al punto che lei richiama facendo riferimento al ‘22, soprattutto perchè la società (e addirittura l’intero mondo in cui il movimento fascista fu una piccola vena in una tempestosa corrente) è molto cambiata da allora, ed i discorsi del ‘22 fatti oggi, seppur mutatis mutandis cioè fatti come si usa oggi, otterrebbero l’effetto opposto.
Lei questo lo sa benissimo. Richiamare la figura del duce parlando di Berlusconi rischia di metterla al pari dei franceschini o di un propagandista da pochi soldi.
Eppoi, last but not least, Berlusca non è un totalitario, tutt’altro: padreterno sì, totalitario NO. Ne sono convinto (parere personale).
Vedansi le descrizioni forattiniane di Craxi con tanto di stivaloni e mascelle…
Ciò premesso, e concesso anche che destra-sinistra sia una caratterizzazione ormai poco funzionale, ritengo che il meccanismo di produzione delle leggi e/o, in definitiva, i tempi necessari in Italia per le decisioni operative siano esageratamente dilatati: alla fine si riesce a decidere quando il campo d’intervento è già cambiato.
Siamo all’inefficienza, non va bene!
Questo non vuol dire che la decisione deve essere lasciata all’unico demiurgo autoreferente, significa che si devono modificare i meccanismi democratici di decisione.
Ecco un’ottima “MISSION” per un partito LIBERALE coerente con le definizioni che lei adotta: migliorare le capacita del sistema di essere tempestivo nelle decisioni, rimanendo nel rispetto rigoroso della democrazia rappresentativa e nel rispetto rigoroso della libertà dei deputati dal popolo sovrano, indi del popolo sovrano tout-court.
Non mi pare che in Germania o in Francia o in Inghilterra ci sia uno stato totalitario ed i meccanismi decisionali sono, credo, più rapidi che in Italia.
Proponga, dica! Come ho già affermato io non vedo niente di negativo nella nascita di un movimento come il PLI, ci vedo un ricostituente per la democrazia.
Se ne verrà qualche proposta positiva nel senso suddetto sarò il primo ad appoggiarla, pur restando, fino a dimostrazione contraria, della mia idea originale.
Con immutata stima – cordialmente
GP – NC
GUZZ – Craxi era un mussoliniano: più volte ha fatto, anche con me, l’elogio di Mussolini socialista ed era affascinato dalla personalità decisionista e polemista del duce. Mussolinista, senza essere fascista. Del resto tutto il mondo, che lei evoca a mio parere male, era convinto fino al 1936 che la rivoluzione mussoliniana fosse insieme a quella leninista la grande novità positiva del mondo moderno e nessuno mai ebbe da ridire nelle grandi democrazie quando Mussolini seppellì la democrazia parlamentare che aveva collassato prima ancora del ministero Facta.
Berlusconi non è mussolinista come Craxi, ma è totalitario: proprio totalitario. Ed è per questo che l’ho mollato. Nel suo partito si pratica il pensiero unico, nessuno ha il potere o la possibilità di dissentire da lui se non vuole cadere in disgrazia. Lui tende naturalmente ad uniformare in modo totale gli svaghi degli italiani, le loro letture, la loro istruzione, i loro gusti e persino le loro barzellette. Si potrebbe dire che lo fa con un talento naturale che lo fa apparire un totaltario “buono”, ma non esistono totalitari buoni.
Ricordi: il totalitarismo non equivale alla dittatura e non è sinonimo di fascismo. Il franchismo spagnolo era una dittatura, ma non totalitaria. Il fascismo era una dittatura progressivamente totalitaria. Il berlusconismo non è una dittatura che vieti l’opposizione, ma tende ad occpare tutti gli spazi in modo totale per ottenere un comportamento uniforme e omogeneo al potere. Potrei portare centinaia di esempi, ma li riservo a un libro.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 18:29
Infatti il mondo, a quei tempi era in mezzo alla tempesta dei due socialismi rivoluzionari contrapposti, oltre che alle conseguenze della guerra del 15/18 e del trattato di Versailles con la Germania sotto il tallone delle potenze vincitrici. Comunque molto diverso da oggi. L’evoluzione l’abbiamo vista.
“ma tende ad occpare tutti gli spazi in modo totale per ottenere un comportamento uniforme e omogeneo”
Questo lo ha fatto anche il primo prodi ed anche il secondo prodi in modo molto più scientifico e capillare di Berlusconi: direi anzi che il PDL si dimostra fatta di dilettanti nell’occupazione del potere: i posti chiave rimangono in mano ai dirigenti precedenti e lo spoils system non viene adottato per niente!
Tornando a noi…Ammazza che forza sto berlusca…Io penso che non voglia essere contraddetto perchè pretende di aver ragione e non vuole che gli facciano perdere tempo. Mah.
Non lo sta sopravvalutando? Non accentratore?, non dirigista? Totalitario!
Mi pare troppo. Comunque, resto in attesa.
Spero che il PLI trovi la forza di battere qualche colpo nel senso che ho indicato.
Saluti – NC
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 16:08
Caro Guzzanti,
sia più preciso quando la precisione è importante.
Ricorderà che già nel quadrello Taradash aveva annunciato che gli era stata proposta dal PdL la candidatura a sindaco di Livorno.
A meno quindi di non voler riprendere le sue amate suggestioni sui cortocircuiti temporali, mi risulta assai difficile immaginare una correlazione causa-effetto con la mancata scalata al PLI.
GUZZ – Sarò preciso: Taradash su Livorno fu vago, possibilista e leggermente imbarazzato senza dire né sì né no. Quando fu trombato nel PLI disse senz’altro sì al PDL.
Sta di fatto che correre come sindaco per un partito diverso da quello che si chiede di dirigere è, come dire, curioso.
O le pare, viceversa, normale?
Forse dovrei farmi rivedere, con quelli temporali, anche i miei parametri logici.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 17:40
Caro Guzzanti,
Taradash ha sempre sostenuto (mi mare) che in alcune realtà locali l’alleanza del PLI con il PdL sarebbe stata non soltanto auspicabile ma indispensabile.
GUZZ – QUESTO E’ certo e non costituisce reato, ma necessità- Si dovranno fare alleanze diverse e spesso con il PDL. Ma questo non ha nulla a che vedere con l’incorporazione del simbolo del PLI sotto la cappella del PDL, come la DC di Rotondi. costituendo una alleanza organica e non politica. Spero che sia evidente la differenza.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 19:27
Caro Guzzanti,
non desidero continuare quella che potrebbe apparire un difesa non richiesta e stucchevole di Marco Taradash.
Non ne ho alcun interesse esattamente come non ho alcun interesse a sostenere le sue (di Guzzanti) posizioni quando vengono a mio avviso distorte o travisate.
Vorrei però farle notare che quanto da lei affermato (”l’incorporazione del simbolo del PLI sotto la cappella del PDL, come la DC di Rotondi. costituendo una alleanza organica e non politica“) non corrisponde alle posizioni dichiarate da Taradash.
Questo è un brano dell’intervento di Taradash in occasione del succitato incontro:
Dunque, a meno di non volerne travisare le parole o affermare che si tratta di dichiarazioni di comodo e non corrispondenti alle reali intenzioni (i.e. menzogne) direi che lei è in errore.
GUZZ – TARADASH usa un linguaggio iniziatico per dire in modo debolissimo che un mancato riconoscimento di autonomia potrebbe trasformarsi in concorrenza.
Non è un gran testo. Io avrei al suo posto detto così: “Se Berlusconi ci vuole come alleati organici deve consentirci di essere noi stessi anche quando questo può dargli molto fastidio, e se non lo fa noi gli porteremo via i suoi elettori”.
Ma non l’ha detto.
Io l’avrei detto.
Lui NON l’ha detto.
Direi che sono un po’ stufo di fare l’esegesi di robetta così modesta.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 20:26
Tutte queste coincidenze di taradash e Diaconale con incarichi nel PDL cominciano a diventare strane ……. ma si sa quel pazzo di Guzzanti che chiamato da De Luca ha voluto farci credere che c’erano complotti …… stesso scenario della Mitrokin e Prodi Our Man ….. complotti assurdi ed inesistenti!!
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 21:03
Eliset59 alle 8.36 scrive un post interessante sui pregiudizi che circondano il Pli.
Pregiudizi che nascono da una semplice e banale verità: noi italiani non sappiamo cosa sia il liberalismo perchè non lo abbiamo mai conosciuto. E allora, per esempio, confondiamo i diritti di libertà individuali con l’egoismo personale e/o consideriamo la concorrenza (questa sconosciuta) alla stregua della legge della giungla.
Siamo come dei bimbi che non sono mai cresciuti (come i bamboccioni di recente memoria) che aspettano il papà (lo Stato) che li tranquillizzi contro il buio.
Siamo così ignoranti e inconsapevoli che alla fine, quando ci facciamo la bua, non sappiamo neanche di chi è la colpa.
L’impresa non è tanto quella di liberarsi da “genitori apprensivi”, piuttosto di affrancarsi da una cultura diventata ormai quasi genetica, capendo che di essa il potere politico si serve per autoalimentarsi.
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 21:37
brambilla scrive:”Secondo me invece di molto preoccupante è la condizione tua e di quelli come te, ormai privi di pensiero autonomo”. Invece secondo me, caro brambilla tu sei matto da legare.
M
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 21:57
a sagra3: ho posto le domande a Guzzanti, non a te; poi mettiti d’accordo con te stesso: è camorrista o no il fruttivendolo tuo vicino di casa? e perchè mai compri frutta da un camorrista sapendolo tale? perchè devi alimentare la camorra e ci gioisci pure, credendoti spiritoso, quando lo affermi anche per iscritto?
M
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 11:46
Caro Maralai
Mi dispiace che andando a Cannonau sin dal primo mattino, ti ritrovi a leggere fischi per fiaschi.
“Dicono che il fruttivendolo sotto casa mia sia un mezzo camorrista: ci compro la frutta quando mi conviene, buongiorno e buona sera, ma non ci penso neanche ad invitarlo a casa mia.”
Dicono, caro Maralai, dicono.
Detto poi proprio da te, berlusconiano DOC, garantista fino al midollo (quando ti conviene!), mi diventi manettaro e giustizialista peggio di DiPietro con il povero fruttivendolo.
E se volessimo applicare la stessa misura a quelli eletti nel Parlamento?
Che fine farebbe il tuo povero Silvio, che si è dovuto fare una leggina salvachiappe?
Stai attento al Cannonau, che ti fa dire troppe verità. “In vino veritas” dicevano gli antichi.
Facciamo un patto:
Io non vado più dal mio fruttivendolo perché in odore di camorra, e tu non voti e non fai votare i delinquenti prescritti o in attesa di prescrizione che popolano quel Parlamento che ti piace tanto, magnificamente governato dal Grande Silvio.
Evviva il Cannonau!!
Saluti da Sagra
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 22:09
Evviva sì, se si riesce a trovare il vero, nero-bluastro, forte profumato ed un pochino allappante Cannonau. Oggi chiamano cannonau un merlot coltivato in Sardegna… Tutta un’altra cosa.
NC
Accedi per rispondere
13 marzo 2009 alle 22:34
m’è partito il commento e credo di avere commesso un involontario errore, di attribuire a brambilla l’acquisto di frutta dal fruttivendolo camorrista, che invece trattasi di sagra3 come dallo stesso raccontato. e me ne scuso. resta inteso che brambilla i pannoloni ce li ha in testa.
mn
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 01:14
Caro Razza Piave non meriterebbe la mia attenzione ma voglio essere carino con lei e le dedico qualche minuto del mio tempo. Ho notato che utilizza spesso la parola trasformista riferita al ns padron di casa accusando lo stesso del cambio di casacca. Premesso che cambiare schieramento non è assolutamente illeggittimo, il problema si è posto in passato a livello morale. Per un parlamentare o senatore che cambiava schieramento si contestava allo stesso come tale trasformismo potesse incidere sulla governabilità del paese. Giustamente si faceva notare come non fosse moralmente accettabile per un elettore di uno schieramento vedere un proprio rappresentante passare alla coalizione opposta con l’indebolimento o addirittura la caduta della coalizione di maggioranza a favore dell’opposizione dove avevano trovato casa i trasformisti.
Finalmente arriviamo a Guzzanti, le sembra che il padron di casa abbia causato problemi alla stabilità del governo Berlusconi? le risulta lo stesso sia passato alla coalizione attualmente all’opposizione? Pensa che Guzzanti al PLI possa portare il partito di de Luca al governo? Le faccio un ripassino di matematica, eletti precedenti del PLI in parlamento totale zero, più Guzzanti totale uno. Mette a rischio la stabilità di governo questo pazzerello trasformista del Guzz?
Ma cerchiamo di essere ancora più precisi, molte volte si sussurra che questi cambi di casacca sono riprorevoli in quanto sono l’occasione di accordi sottobanco con garanzia ad elezioni future elezioni di posti sicuri nel nuovo scieramento in cui si è approdato. Guzzanti è stato un grande ha lasciato un posto sicuro per un posto assolutamente inesistente, quindi ha dimostrato il contario di quello per cui lei lo accusa barattando il niente a fronte di una certezza. Le sembra oppurtunista? Sia mai accenda per qualche secondo il cervello potrà capire ce ha scelto la persona sbagliata per le sue accuse.
GUZZ – CARO GIANLUCA, A FAR RAGIONARE LE GALLINE CI SI PERDE IL BECCHIME E L’UOVO. RESTA SOLTANTO IL CARATTERISTICO STERCO.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 15:02
salve Gianluca, neppure io ho tempo da perdere con i dormienti come te ma stavolta faccio un’eccezione.
ti dico solo questo: lo sai cosa fanno i bastian contrari per natura, vanno contro, sempre e comunque, anche contro le cose e le persone Giuste, perchè per natura sono bastian contrari. e Guzzanti è uno di questi. nel 2009 da buon bastian contrario scopre dopo lustri che il Pdl e Berlusconi non gli vanno più bene. benissimo dico io.
Ma non c’è nessun dottore che gli ha ordinato di presentarsi ad aprile 2008 nelle file del Pdl.
i bastian contrari poi ovviamente sono nel 99% dei casi dei perdenti che criticano e attaccano le persone più valenti e pragmatiche. perchè? perchè se non polemizzassero con esse ma con delle mediocrità come loro nessuno se ne accorgerebbe.
di Guzzanti ahimè ci siamo accorti che esiste perchè critica Berlusconi nel 2009. chissà perchè non nel 1994 nel 2001? i bastian contrari sono fatti così, se non trovano più nemici negli anni , e più invecchiano, vanno contro anche agli unici che gli hanno magnanimamente sottratti dall’anonimato, politico e non.
la casacca cambia ma lo stipendio rimane e pure lo scranno in parlamento, altro che “posto assolutamente inesistente”.
saluti Gianluca il dormiente
GUZZ – A NANNA, CHE E’ TARDI, PAGLIACCIO. TI TENGO QUI SOLTANTO PER DIVERTIRMI, MA RIPETI SEMPRE LE STESSE COSE COME UN DISCO ROTTO E A TE NESSUNO TI NOTA E TI NOTERA’ MAI. ANCHE COME PAGLIACCIO, PENSAVO CHE FOSSI PIU’ FANTASIOSO. E’ ORA DI CHIUDERE IL POLLAIO.
P.S perchè non glielo paghi tu lo stipendio a Guzzanti visto che nessuno del Pdl l’ha votato per rappresentarle il PLI?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 19:00
Anche galline, polli e altri del settore avicolo sono oramai incazzati con ’sto paragone.
Questa sera mi spetta una poularde de Bresse, accolta con calore dal forno.
la razza piave non merita il paragone. Forse con un pollo in batteria. Forse. Se allevato ad antibiotici e polveri animali.
GUZZ – MASSI’, HA PROPRIO RAGIONE.
E IO CHIEDO SCUSA ALLA MIA CREME DE VOLAILLE A LA REINE, INCOLPEVOLE E GENIALE RISPETTO AL POLLO ANTIBIOTICO PUSTOLOSO RADIATTIVO DA DISCARICA CHE SI FIRMA RAZZAPIAVE.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 10:49
Non ho mai avuto una tessera di partito. La vita, ed in primis il lavoro mi assorbono così tanto che devo evitare di frequentare posti come questo dove starei per ore ed ore. Sono pochi i politici che ho considerato onesti nei miei 46 anni di vita ed ancor meno quelli ai quali avrei affidato la mia vita (ossia il futuro di questo meravigloso immondo paese). Paolo è uno di questi. Credo proprio che farò parte, nel mio piccolo, del PLI.
Saluti
GUZZ – VERAMENTE COMMOSSO, LA RINGRAZIO E SPERO DI MERITARLO.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 10:58
Ah, naturalmente nella speranza che tutti i maralai e razza piave…si estinguano.
P.S.: Ho appena effettuato il bonifico per il libro di Paradisi. Speriamo arrivi presto.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 11:30
Mi ricorda una famosa “Soluzione finale”.
Molto liberale! Com’è umano lei!
NC
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 12:10
Voi scherzate, ma di Razza Piave non avete capito niente. Lui sta vivendo un momento importante, tutti ce l’abbiamo con lui, lui rappresenta il centro e noi la periferia, lui il futuro e noi il passato, lui la rivoluzione e noi la conservazione. La storia nei momenti difficili ha bisogno di personaggi così, non di ben-pensanti, di ragionatori, di colti e raffinati e tanto meno di political correct e né di anime nobili che si poggiano e si appoggiano sulle della tradizioni, sulla costituzione, sui sacri principi della democrazia. In tempi difficili la Storia ha bisogno, seleziona, necessita e s’innamora di queste persone, non solo la storia, ma forse anche il Padreterno, senz’altro se ne innamora Berlusconi e i vari gentilini. Razza Piave rappresenta il futuro, lo sterminatore irrazionale che farà piazza pulita e anche senza pietà di questa genia di codardi, di venduti, di trasformisti, di vili, di asessuati, della criptica lega pluto-ebraico-comunista. Ma ’ste cose non erano passate? Non l’avevamo digerite e defecate? Sembra proprio di no.
E adesso mi rivolgo a te, o primogenito della Razza del Piave
Ammazza che Razza, Razza Piave, tu rappresenti il futuro, senza ironia, tu sei il prototipo dell’industria berlusconiana, adesso che è al potere ti porterà come prototipo riuscito e ti comincerà a clonare con le sue televisioni ed una nuova razza invaderà le strade, non solo del nord-est, ma di tutta italia, una razza dai muscoli forti, rudi, per non dire rozzi, che non ha bisogno di cervello, al limite basterebbe uno di gallina, tanto non serve, c’è il capo che pensa per voi, lui pensa per tutti voi, a voi basta il cervello di gallina e non di pollastra come dice il cattivo Senatore, però… la gallina è garantita, sarà padovana!
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 21:40
Mizzica Eruz, certi scenari così spaventosi potresti anche risparmiarceli, almeno nel fine settimana. La clonazione, la clonazione: non mi era passata nemmeno per l’anticamera del cervello. Con uno, per un po’, ci possiamo anche divertire, ma con una schiera di cloni il divertimento cesserebbe in un battibaleno.
No, siamo rovinati: un esercito di “Razza Piave” a far la ronda in giro per le strade del nostro amato Paese. Chi ci salverà? Cosa ci salverà?
Chissà, forse una tenue consapevolezza legata ad un’eccezione potrebbe impegnarsi in questa immane impresa di salvataggio?
E’ possibile che i cloni riescano migliori dell’originale? Di regola no, sono cloni. Ma i cloni di “Razza Piave” non faticherebbero poi tanto ad impersonare la fatidica eccezione. L’industria berlusconiana è avvisata.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 13:07
Ragazzi,
Sagra quando è fresco (9.40 A.M.) è difficile da battere dialetticamente.
Divertentissimo il suo post sul darwinismo.
Sempre così Sagra: sarcasmo e ironia. Perchè è inutile dire con serietà o con acredine ciò che o già si sa o non si vuol capire.
Solo una curiosità: quando fa acquisti dal suo fruttivendolo, bacia l’anello mancante?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 14:18
scrive filippo parisi, un essere talmente spregevole da me mai cagato in alcun modo: “Ah, naturalmente nella speranza che tutti i maralai e razza piave…si estinguano”. intanto che mi stupisco per il degrado di questo blog e che il padrone di casa permetta tale indecenza, dico soltanto a parisi: che ti scenda un fulmine in testa.
mn
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 16:34
Caro Senatore,
in questi ultimi giorni ci ha lasciato a lungo orfani e credo che tanti di questo blog comincino ad avvertire i primi sintomi da crisi di astinenza.
Patton, per esempio, scrive il suo post, solo dopo molte ore viene pubblicato e chi gli risponde deve aspettare altrettante ore, nelle quali chissà quanti sigari si fuma il generale per il nervoso.
Consideri Brambilla. Senza un veloce contraddittorio lo stiamo perdendo. Già lo si è visto bazzicare per altri lidi e “azzecca” post.
Julius è già andato. Con Maccarti è salito sul Predellino.
Zulawski è tentato da Rizzitiello. Ciro non ci informa più su Sasà.
Nick Carter invece ha comunicato che non ha problemi: “Non ci siete voi? Io guardo il Grande Fratello.”
Senatore, in definitiva, lei fa bene a moderare i messaggi, ma dovrebbe, secondo me, anche stilare una lista di “affidabili” (alla maniera di Brubaker) e lasciare loro la possibilità di interagire anche in sua assenza. Mah!
Detto ciò mi verrebbe quasi di salutare con un
Saluti da Sagra,
Ma evito! Potrebbe offendersi.
GUZZ . – PREGI E DIFETTI DELL’ARTIGIANALITA’- DI SABATO NON POSSO CHIEDERE A PIERLUCA DI PASSARMI I POST SE SONO OCCUPATO. MI SPIACE, E’ UN LAVORO IN FAMIGLIA. DOMANI CERCHERO’ DI ESSERE PIU’ SOLERTE.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 02:05
Amgelo,
questo sito-blog ha molti difetti: un’impostazione grafica da rivedere (per non dir peggio), la mancanza cronica di senso dello humour di chi partecipa, il carattere sanguigno e il temperamento collerico del padrone di casa, non si parla di sport, pochissimo di musica e cinema.
Ha anche pregi che non sto ad elencare perché Guzzanti continua a scrivere in maiuscolo.
Ne cito due: il gusto per la gastronomia di molti qui e il fatto che questa non è una linea chat.
Dunque, tra un commento e l’altro, abbiamo il tempo di stappare o controllare l’avanzamento della cottura della poularde nel forno.
Not bad.
GUZZ – Caro Arturo, i tuoi complimenti suonano aperta critica nei miei confronti. Ho sempre usato il maiuscolo per un motivo grafico: rendere distinguibile a colpo d’occhio il post dal mio eventuale commento. Ti irrita? Non capisco, come diceva Maurizio Ferrini nei panni del comunista bolognese, ma mi adeguo. Così ti pare che vada meglio? Che il blog ne guadagni? Dimmi tu e poi sia.
Il blog non ti piace graficamente? può darsi che tu abbia ragione. Allora: quali sono queste lampanti mancanze, carenze e difetti grafici (per non dir di peggio)?
Il senso dell’humour di chi partecipa dipende da chi partecipa. Gli italiani non sono umoristi. Neanche tu lo sei granché, sia detto con tutta l’ammirazione per il resto. Razza Piave scuote l’albero della risata e ci consola con la sua idiozia, ma come vedi si sta esaurendo e non ho altro sottomano come pagliaccio vestito da pollo.
Musica e cinema. Se ne parla se qualcuno ne parla. Come si fa a protestare per il menu se si è parte
del menu?
A me sembra che così come Jovenal si sia scavato un enigmatico e attraente antro come fisico etico, tu ne abbia scolpito un altro per sottrazione nelle ampie e sontuose vesti volterriane – direbbe il pollo sunnominato – di bastian contrario. Che pure, ci vuole.
Si dice a Roma: A moré, facce vedé chissei. O anche: facce ride. O anche – citazione filmica: “Americà, facce Tarzan”.
Zulawski, ti vedo un po’ in punta di forchetta, come diceva mia nonna in un lessico romano ottocentesco “in quinto e cioè”, vale a dire picky, schifiltoso, sopraccilioso.
Che diamine: abbiamo la fortuna di averti, rallegraci il blog farcendone i vuoti con i tuoi pieni, così parliamo anche di cucina, di vini e di musica, se ti fa piacere. E perché non di eros, tanathos e urbanistica. O magari di eleganza maschile, letteratura giovanile e cassa integrazione? Perché non parlare di svezzamento, del resto? E’ forse una questione minore? O di terapia intensiva, lampade al quarzo, massaggi shiatzu, musica modale, geometria non euclidea, quanta, detersivi classici e nuovi biodegradati, disagio mentale, scarpe strette, colle secche, alluvioni continue nell’era della grande siccità, prospettive turistiche del buco nell’ozono e telefonia skype in relazione ad ogni batracomiomachia che voglia presentarsi vestita a dovere per la festa dei prolegomeni della scienza? Epistemologia? Ebbene sia, ma con qualche fotogramma porno. Ministre in désabillé, mutande sporche, preservativi usati, tampax dimenticati, pinze abbandonate nelle pance dei pazienti, lo sfasciume pendulo nel mar Jonio, il ministro della malavita, l’Aventino e il patto Ribbentrop Molotov nello spirito di Rapallo? Sia, sia, mille volte sia.
Ed ora, polacco immaginario ma in rodaggio immaginifico, dite la vostra che ho detto la mia, essendo stretta la strada e lunga la via, sauf les aveugles bien entendu, diceva il mio George Brassens.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 11:39
Guzzanti,
perché ha preso sul serio quanto ho scritto?
Qualche giorno fa lei rispose ad un mio commento “you’re right son of a bitch”. Mi sarei dovuto offendere perché non mi sento un figlio di puttana o venire col coltello alla rusticana?
Macchè picky & fussy&sopracillioso. Oramai sapevo che per la bandiera ed il maiuscolo (minuscolo grassetto più sexy) non ce sta nient’a fà e che sono ottimi temi per punzecchiarla. Quelques vannes, niente di più. Tanto per il gusto di irritarla e di rompere i coglioni -pince sans rire- prima di porre il punto positivo.
Come si fa a protestare del menu se si è parte del menu? Ma queste non sono proteste, Guzzanti, e che diamine! Si critica il menu quando si è parte di esso come si critica il PdL quando si è parte di esso, per esempio.
(per la grafica: titoli in rossomaiuscolo, grassettomaiuscolo, bandiera sui lati fosse per me via.
Un’impostazione più leggera, forse un’immagine con l’articolo non stonerebbe. Ma vabbè il sito è suo e fa come vuole lei. Comunque visto che spesso è negli states o in francia -ma anche in italia- un grafico potrebbe dare qualche dritta)
Non restano squadre italiane in Champion’s league. Un’amica mi ha detto del Milan di Berlusconi “c’est le mouroir des joueurs de foot”.
buona domenica Guzzanti.
GUZZ – Caro Zulawski, poiché la prendo sul serio, uso il minuscolo grassetto, come vede. Merito suo. Ci hanno provato in molti, solo lei mi ha convinto.
Quanto al resto, mi sembra di averle risposto in maniera giocosa e non offesa. La bandiera fluente e ricca mi è sempre piaciuta, da quando ho visto gli americani fare della loro un oggetto popolare e anti retorico.
Devo minuscolizzare anche i titoli? Ebbene sia. Come comanda il signore, diceva Conseil al protagonista di ventimila leghe sotto i mari (perdiana! Come si chiamava?).
Quanto al calcio, ne sono esente, tranne che ai mondiali quando mi trasformo in un avvinazzato da bassofondo.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 12:15
Guzzanti,
il signore non comanda, rompe solo le scatole.
Per quanto riguarda la bandiera fluente, è solo un parere. Quale sottofondo mi sembra too much, nemmeno negli States è usata in modo così imponente. E’ soventemente presente quale oggetto grafico, elemento. Vedi sito degli States, di Obama, del dipartimento di stato.
Sì, per un cambiamento di rotta abolire il minuscolo sarebbe un gran segno.
Ok per il calcio, però “le mouroir des jouers de foot” per il Milan mi pare possa andare bene anche per la politica di Berlusconi. In fondo Berlusconi ha sempre cavalcato -quando conveniva- il parallelo Milan AC – Italia Impresa.
GUZZ – Ou, mieux, l’abattoir.
Immagino che intendesse “abolire il maiuscolo” e non il minuscolo.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 13:04
Effettivamente.
In entrambi i casi.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 11:21
WHAT’S “GRANDE FRATELLO?”
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 17:40
Egr. sig. Gianluca a me sembra che il suo discorso sia molto parziale e sicuramente inficiato dall’ottima idea che Lei si è fatto del Senatore Guzzanti. Il quale ci parla di rivoluzione liberale per liberarci dal marciume di certi politici, a cominciare dal suo ex idolo Berlusconi. Io non mi meraviglio e non voglio trarne alcuna conclusione di tipo morale, in merito alle dimisisoni del senatore Guzzanti da mebro del pdl. Ci mancherebbe altro! Siccome seguo la politica ormai da diversi anni ne ho viste così tante che la decisione del Senatore non mi ha molto colpito. C’è però una differenza in questo caso e cioè la cosiddetta rivoluzione contro il marciume della politica, tanto strombazzata dal Senatore Guzzanti. Io non sono per niente d’accordo sulla sua decisione di uscire dal Pdl, ma lo sono ancor meno proprio per le finalità morali che lui vuole dare alla sua attività politica. Lui sa benissimo che la sua nomina a senatore la deve in primo luogo al tanto disprezzato e vituperato Berlusconi, che l’ha condidato e fatto eleggere per ben tre legislature(2001, 2006, 2008). In secondo luogo deve la sua nomina agli elettori di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Senza questi due fatti indiscussi, il Senatore Guzzanti vedrebbe la vita del Parlamente da bravo giornalista qual è e nient’altro. Quindi se lui imposta il suo modo di operare sulla base dell’etica, della morale, è indubbio che deve comportarsi di conseguenza e dire: “io non sono più d’accordo con Berlusconi, che considero nel migliore dei casi, un dittatore, alla pari del suo amico Putin e neppure con il Pdl, composto da ruffiani e prostitute, per cui non solo esco dal partitio, ma mi dimetto anche da Senatore per rispeto di chi mi ha votato” Anch’io in questo caso gli avrei battuto le mani e detto apertamente tutta la mia ammirazione. Le cose sono andate in modo diverso e mi dispiace perchè da vari anni ammiro le qualità e la professionalità del giornalista Guzzanti. Pensavo si sarebe comportato in modo molto diverso
Lei giustifica la scelta del senatore dicendo che in fondo il suo voto non comporta acun problema al governo.
Questo discorso non significa e non vuol dire proprio un bel niente. Ripeto, qui siamo di fronte al caso di una persona che vuole fare la morale agli altri, che ci parla di rivoluzione, di etica ma che si comporta come tutti gli altri in quanto tiene bel saldo e caldo il suo posto in Parlamento. E guardi che quel posto non è gratis, ma comporta anche qualche(per volare basso) beneficio economico.
Da ultimo non capisco quando dice: è un grande perchè ha lasciato un posto sicuro per uno inesistente. A me francamente risulta che non ha lasciato alcun posto, perchè senatore era e senatore rimane, con tutte, come già detto,le relative prebende. Farne quindi un campione di libertà come state facendo voi con con enfasi del tutto esagerata, non ha proprio senso. Se però voleva dire che nella prosima legislatura, quindi fra quattro anni, non sarà più candidato per il Pdl e quindi perderà sicuramente il seggio, allora ha pienamente ragione. Però fra quattro anni!!
Rimane sempre il fatto che ora è li che si dimena ed accusa gli altri parlamentari di essere dei servi del padrone, proprio quel padrone malvagio grazie al quale è arrivato in Parlamento. Probabilmente quegli attacchi,per lui, sono la giusta riconoscenza di quanto ha ricevuto.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 00:05
Egr. Sig. CATTANI,
Secondo lei, chi vota per il PDL perchè lo fa? Forse perchè ritiene che sia un partito di proprietà esclusiva di Berlusconi?
E gli altri rappresentanti messi in lista? Stanno li solo a far numero?
Non potrebbe darsi il caso che qualche elettore abbia votato per il PDL perchè ha visto candidato, in mezzo a tanti imputati, avvocati, amici e amiche di Berlusconi, anche qualche raro personaggio di capacità professionali o culturali riconosciute, come Guzzanti?
Non le viene nemmeno il dubbio? Perchè ha così scarsa considerazione degli elettori di Forza Italia?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 19:07
Candidato sindaco != sindaco. Inoltre uno che si organizza così male per assaltare il piccolo PLI non penso sappia organizzarsi bene per conquistare Livorno.
La mia impressione è che il capo stia concentrando molto per prendere il capoluogo. Se riesce quel colpo, il resto sarà secondario.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 19:22
Nel 2001 dovevano sudarsi il posto andando a faticare nel collegio, rischiando l’eliminazione in caso di sconfitta. Nel 2006 e 2008, data la posizione, dati i posti disponibili e dati i sondaggi più o meno riservati, si sapeva chi era sicuro, chi a basso rischio, chi ad alto rischio e chi invece faceva numero. L’unica grande sorpresa è stata nel collegio Veneto 1, dove l’ultimo della lista della Lega si è trovato in Parlamento e c’erano ancora posti disponibili.
Sbagliato. Senza i leghisti si poteva sognare il Parlamento la prima volta, quella più importante per il suo lavoro. Le roccaforti di AN sono soprattutto a sud. Non là.
è semplicemente onorevole … retrocesso da una buona posizione nel Lazio in camera alta (2006) a una posizione di seconda fascia in camera bassa (2008), che forse in caso di improbabile sconfitta non sarebbe stata così blindata.
Di solito le migrazioni avvengono da formazioni destinate alla sconfitta a formazioni che si pensano vincenti. Non viceversa
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 20:01
Sagra…tu, ’sto fruttivendolo l’hai fatto diventare famoso. Ma che tipo e’? Mi pare di sentirlo….Napule sta diventando semp piu’ chiavica ; sara’ nu poco mariuolo ma benpensante , timorato di Dio e in prima fila quando si scioglie il sangue di San Gennaro….san genna’ famm a grazia!!!
Ma , almeno la frutta ce l’ha buona?
Continua a scrivere ; qualcuno lo fai incazzare ma a me diverti un sacco.
Salutammo.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 21:18
http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php/200903141067/attualita/periodista-di-la-verdad.html
Periodista, di la verdad!
di Mario Sechi
Un uomo di sinistra, che si è formato sul modello di giornalismo introdotto da La Repubblica (che riecheggia quello dell’organo del Pci l’Unità), alla fine si arrende. Invece di indulgere al conformismo grida il suo sdegno contro il sistema della disinformazione. E’ una crisi di identità vera e propria che colpisce Gabriele Paradisi, un ingegnere di Bologna impegnato in un lavoro imprenditoriale di carattere informatico. L’abitudine al lavoro preciso si traduce nella pratica di controllare senza riverenze le informazioni. A questo spirito altamente pragmatico si ispira il blog Cieli limpidi che Paradisi ha creato nell’ottobre 2005. Insieme ad una «banda di apoti» (Simona Chiti, Franc ois de Quengo de Tonquèdec, Enrix2, Sextus Empicus, Gian Paolo Pelizzaro, Elisabetta Setnikar), decisi a non bere quel che passa il convento del la stampa italiana (spesso una fabbrica di servizi al miglior offerente) affronta, con commenti e inchieste e vere proprie, aspetti cruciali del terrorismo.
L’etica è quella compresa nel titolo di questo suo libro, Periodista, di la verdad. Controinchiesta sulla Commissione Mitrokhin, il caso Litvinenko e la repubblica della disinformazione, Cristiano Giraldi, Bologna, 14 Euro. Si tratta del diario personale e quello pubblico (rinvenibile nel blog prima ricordato) in cui viene fatta a pezzi la massiccia campagna di stampa con cui il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha cercato di demolire il lavoro di documentazione e di analisi della Commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier dell’archivista del Kgb Mitrokhin e sull’attività dei nostri servizi segreti. Apparentemente le vittime disegnate sembrarono essere il consulente per le cose sovietiche Mario Scaramella, poi il presidente Paolo Guzzanti, ma in realtà l’obiettivo consistette nel recare il massimo discredito all’organo bi-camerale che fino al marzo 2006 cercò di dipanare i misteri dello spionaggio sovietico in Italia. I parlamentari che ne hanno fatto parte sono stati incredibilmente malthusiani. Non hanno avuto né scrupolo né premura per acquisire il massimo possibile di carte d’archivio.
Per esempio del file Soviet Agents in Italy esistente negli archivi britannici del Foreign Office, a Londra, non è stata autorizzata la consultazione. Nè si è usata l’autorità necessaria per impedire che all’archivio di Piazza San Macuto, a Roma, pervenissero solo carte selezionate dai funzionari dei ministeri invece che dai consulenti. Poco e nulla si è fatto per proteggere e valorizzare il lavoro svolto da queste specialisti (nei casi in cui lo erano). Sarebbe bastato rendere consultabile il materiale da loro raccolto, anche se con i gravi limiti determinati dall’assenza di una regia efficace per quanto concerne la divisione e l’ organizzazione del lavoro dei ricercatori da parte della presidenza della Commissione. Singolarmente, come nel caso dell’ex presidente Pellegrino, si sono sapute trarre dall’attività di ricerca ipotesi di lavoro e schemi interpretativi della storia dell’Italia repubblicana. Sfortunatamente il suo successore non li ha voluti approfondire, muovendosi sul solco tracciato e ponendo fine alle diplomazie e agli equilibrismi del centro-sinistra.
Ciò detto, la Mitrokhin non può essere appiattita in un giudizio liquidatorio come quello fatto circolare da La Repubblica, cioè che ci si sia occupati quasi esclusivamente di servire il padrone. In altri termini,di assecondare presunte preoccupazioni elettorali di Berlusconi, a cominciare dal desiderio di incastrare Prodi e de-legittimarlo come «all’orecchio del Kgb», cioè una spia sovietica. Chi ha lavorato alla Mitrokhin sa che questa accusa è una delle più portentose, e senza precedenti, falsificazioni della realtà. I giornalisti di Repubblica non l’hanno ricavata, come hanno dichiarato, mentendo platealmente, da interviste rese da ufficiali del Kgb (che li hanno, anzi, smentiti), ma da ardite manipolazioni di esse.
Grazie al lavoro certosino di Gabriele Paradisi, a smentirli sono stati proprio quelli che avrebbero dovuto essere i loro più solidi testimoni. In particolare Oleg Gordievskij, ex colonnello del Kgb fuggito in Gran Bretagna, dichiarò che «l’intervista di Repubblica è al 90% fabbricata e manipolata. Per quanto fosse senza fondamento, sul cd complotto di Guzzanti e Scaramella per associare Prodi all’intelligence sovietica, si scatenò una delle più martellanti e spudorate campagne di diffamazione. Ad essere criminalizzata e vituperata fu la condotta, ma anche la stessa persona, del presidente Paolo Guzzanti come del suo consulente, Mario Scaramella. Ingiustamente tenuto in isolamento in carcere per 6 mesi e agli arresti domiciliari per altri 8, quest’ultimo ha subito una condanna politica vera e proprio. E’ doveroso ammetterlo, ma consiglierei a Gabriele Paradisi di rileggere l’inchiesta di Claudio Gatti per il Sole-24 Ore, che peraltro riporta in appendice.
Il Presidente Guzzanti verrà accusato, anche da Marco Travaglio, con argomenti spesso non più che risibili, di aver favorito l’ingiusta detenzione di 4 ucraini (avevano occultato in un furgone 2 granate anti-uomo a frammentazione). Come mostra Paradisi a ordirla ed alimentarla fu il quotidiano diretto da Ezio Mauro, superando oltre ogni limite la storia non esemplare de l’Unità, nell’aggredire e vilipendere i propri avversari.
Il libro di Gabriele Paradisi nasce dalla ripulsa di un uomo della sinistra di accettare un giornalismo di questa misera lega. La reazione, prima morale e poi politica, scatta quando scopre che tre importanti inchieste su Prodi, Scaramella e Guzzanti degli inviati di Repubblica, Bonini e G. D’Avanzo, ad A. Litvinenko, all’ex capo della «residentura» del Kgb Londra, Oleg Gordievskij e a E. Limarev, non erano mai state registrate ed erano una colossale mistificazione.
Nessun quotidiano, a cominciare dal Corriere della Sera, ha ritenuto che valesse la pena di denunciare questa caterva di menzogne. Lo ha fatto, a sue spese, un privato cittadino, Gabriele Paradisi, non potendo sopportare che lo stato di diritto nel nostro paese fosse rotolato così in basso. Come si fa a ripetere la litania secondo dire cui i metodi, la cultura, le pratiche distorsive, la criminalizzazione dei propri avversari da parte del comunismo sono morte e sepolte?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 21:21
PER GIOVANNI CATTANI
Si intendevo fra quattro anni e chiedo scusa se sono stato poco chiaro. Fino ad oggi nessuno o pochissimi hanno lasciato un posto sicuro per uno ASSOLUTAMENTE inesistente, in quanto di certo il GUZZ non è approdato in nessun partito che gli possa garantire alle prossime elezioni scranni sicuri.
Riguardo il resto ho semplicemente voluto speigare a Razza Piave che lui lo accusava di un qualcosa che non esisteva infatti se fa caso nelle ultime starnazzate nel blog dell’amico Razza Piave, non chiama più il GUZZ trasformista, ma bastion contrario.
Riguardo il suo ritenere immorale la posizione del GUZZ dimessosi dal suo partito per rimanere cavallo pazzo solitario in parlamento a rappresentanza del PLI, spiega tutto molto bene il GUZZ in un post appositamente aperto dove si discuteva del problema da lei posto, quindi si vada a rileggere la tanta carne sul fuoco dove si parla di aspetti morali, aspetti legali e tanto altro. Argomentazioni puntigliose con cui il GUZZ, secondo me, tratta ampliamente il problema da lei posto ed arriva a conclusioni condivisibili.
Accedi per rispondere
16 marzo 2009 alle 12:15
il trasformismo è caratteristica principe del bastian contrario che se non facesse la girandola sarebbe troppo prevedibile e quindi non attirerebbe l’attenzione.
ribadisco tutto comprese 2 domande fondamentali a cui Guzzanti non ha mai risposto.
perchè ha scoperto solo nel 2009 che Berlusconi è il lupo cattivo?
e se lo ha scoperto prima perchè ad aprile 2008 si è presentato nelle liste del Pdl, glielo ha ordinato il dottore?
forse Guzzanti ha capito che fare il bastian contrario criticone è la via più facile e redditizia per la gloria effimera… Travaglio e Massimo Fini docent!
GUZZ – Avevo detto di riportarlo al negozio per fargli cambiare il disco rigido. Seguita sempre a starnazzare le stesse sequenze. Ditemi voi se vi diverte ancora o se devo rivolgermi alla nostra agenzia-pagliacci che ci regala sempre l’italianuzzo giusto.
Accedi per rispondere
16 marzo 2009 alle 17:13
Ma questo è proprio docent. Anzi, mi sorge il dubbio che sia indocent.
Paolo, l’Hard-Disk c’entra poco: il problema è il silicio non drogato che gli riempie la testa. E se ci provassimo con un frantoio?
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 21:47
Dichiarazione che trovo assolutamente condivisibile e senza scadere nel “berlusconi dittatore”. Sarà colpa sua, sarà colpa dei consiglieri, fatto sta che quell’uomo va controllato. In Francia prendono ad uova marce i manager, in Grecia il rischio terrorismo è elevatissimo e qui, che per ora siamo abbastanza tranquilli, si abusa della pazienza dei cittadini… fino a quando?
Sulle impronte digitali in parlamento, sarei curioso di sapere a quale azienda è stato appaltato il tutto e se le macchinette sono di ultima generezione o di quelle vecchie, ormai fuori produzione e rivendute a prezzi fuori mercato. Tra l’altro le vecchie accettano anche le impronte ricavate da semplice gelatina (si, quella alimentare) o in silicone.
Accedi per rispondere
14 marzo 2009 alle 21:52
PER CATTANI GIOVANNI
Ho dieci minuti per risponderle anche sulla question da lei posta. Il suo discorso non sta in piedi ed è privo di logica. Andiamo per gradi. Guzzanti è al parlamento grazie a Berlusconi che lo ha inserito nelle proprie liste. ESATTO su questo siamo d’accordo. Ora attenzione a questo passo che è fondamentale, cosa succede quando si va in cabina elettorale? Succede che molti elettori votano il PDL magari perchè c’è Guzzanti, di conseguenza Guzzanti porta vota al PDL. Le risulta succede questo? Se non le risulta glielo faccio capire meglio.
Tutti i partiti politici inseriscono nelle proprie liste persone che sul territorio hanno grande seguito e quindi possono portare voti, ed a volte utilizzano anche personaggi pubblici proprio perchè di grande richiamo. Ex calciatori, presidenti di squadre di calcio e dall’avvento di Berlusconi anche ex ballerine, personaggi televisivi ecc. ecc. Tutto questo si è mai spiegato signor Giovanni perchè accade?
Serve per far accrescere i voti al proprio schieramento. Guzzanti quindi è servito al PDL come tutti gli altri nella lista a far vincere il PDL. Quindi rappresenta gli elettori che lo hanno votato, e da persona seria quale è sentendo che i suoi elettori come d’altronde lui sono oramai schifati dall’andazzo sempre peggiore che il PDL sta fornendo in simbosi hanno deciso di abbandonare coerentemente il PDL. Se si dimettesse dal parlamento farebbe atto si illeggittimo perche le votazioni con il sistema delle liste bloccate dovrebbe prevedere nuove elezioni SE PROPRIO VOGLIAMO ESSERE PRECISI. Visto che così non è E’ ASSOLUTAMENTE CORRETTO FORMALMENTE E MORALMENTE RESTARE IN PARLAMENTO.
Il problema di fondo e che noi perdiamo di vista queste semplici logiche ed il parlamento attuale fa sembrare i parlamentari delle pecore. Quindi lei giustamente perdendo di vista la costituzione, le leggi, per colpe non sue si sofferma quando vota sul capo gregge non considerando affatto il resto.
Molto semplice e quindi non esiste ragione per la quale GUZZ deve dimettersi dal parlamento nel quale è entrato leggittimamente e nello stesso deve rimanere. Il caso sarebbe più complesso se lo stesso avesse abbandonato lo schieramento per il quale è stato eletto per passare all’opposizione ed il suo cambio di casacca avrebbe potuto portare alla caduta del governo, fermo restando le cose sopra esposte che quindi portano a considerare la cosa leggittima si potrebbe aprire un confronto.
Le sembra questo il caso? assolutamente no.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 09:44
Nick….lasciamo stare l’euro…tanto ,dici,ce lo abbiamo e la questione diventa oziosa.
Anche se non si e’ capito , a titolo puramente informativo , se , considerati costi e benefici , consideri o meno positivo esserci nell’euro…invece che avere la liretta come la sterlina o la corona svedese. Non e’ che che non lo dici perche’ e’ stato Romano ad avercelo portato ,no.
Vedo ,piuttosto , che sei un vinarolo,un amante del succo d’uva fermentato…con le tue citazioni di vini si sente che sei un intenditore.
Io,invece,sono astemio , nessun vino per me – neanche il Brunello – raggiunge la poesia di una lasagna,una pasta al forno,un tortello maremmano , un riso alla milanese o con le vongole.
Confortato anche dal parere di amici stranieri , posso affermare che in queste cose siamo assolutamente primi , oserei dire inarrivabili…ma quali francesi!
L’unico vino che mi piace e’ un vino dolce del lago di Bolsena,di Marta per l’esattezza , che si chiama “cannaiola”…ma a te non piacerebbe…e’ troppo dolce. Anche il Lambrusco amabile fatto da qualche contadino dalle parti di Sestola. Ma in tutto tre bicchieri all’anno , non di piu’.
Il tempo regge e vado al mare con la mugliera.
P.S. Dai, riconosci che sagra e’ divertente.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 11:17
Ciao kal
Ti ripeto, per me la parte positiva dell’euro è quella di essere un gradino importante verso una entità POLITICA chiamata Europa Unita e solidale. Il tempo che ci vorrà sarà, spero, più breve di quello passato tra la creazione della CECA e l’Euro, ma non sarà brevissimo: le differenze tra i paesi sono ancora importanti e metterli forzatamente insieme adesso significa sfasciare il condominio.
Dal punto di vista monetario si può dire tutto ed anche il contrario avendo ragione in tutti e due i casi. E’ tanto inutile litigarci sopra.
Astemio? peccato! Sai che meraviglia una lasagna con un bel Chianti giusto! Vabbè, sei perdonato.
Lascia stare i francesi coi vini: gli italiani sono bravi, ma possiamo ancora imparare molto.
Loro sono bravissimi nelle cuvées cioè nel mescolare i vitigni per ottenere quel che hanno in mente, noi abbiamo piuttosto la tendenza al vitigno “in purezza” , il che è anche un bene.
Inoltre hanno a disposizione un territorio vasto e favorevole. Niente da dire.
Stiamo facendo grandissimi passi coi giovani enologi, alvcuni veramente bravi! Guarda cosa si è mosso negli ultimi dieci anni in Sicilia: un progresso strepitoso.
Sagra è un simpaticone, ormai siamo vecchi duellanti delle chiacchiere: lui ha una straordinaria capacità di portare il discorso sulla polemica, di rigirare le cose. Come un vecchio artista della propaganda partitica. Vuoi un esempio? Io dico che l’interesse sui bot era a due cifre perchè l’inflazione gli andava dietro, cioè era a due cifre , e lui attacca una tiritera sul fatto collaterale e trascurabile nel discorso dicendo che sono i bot a seguire l’inflazione.
Cioè acchiappa un appiglio pretestuoso e ci infila la sua filippica, deviando il discorso dal tema principale e gonfiandolo come una mongolfiera da cui non si esce più.
E’ certo un provocatore un pochettino infingardo, ma non è stupido per niente. Sa dove vuole arrivare… ti inviluppa come il ragno le mosche.
Buon W.E.
NC
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 10:09
QUALCOSA SI MUOVE.
Leggo stamattina di una voce dissonante in Forza Italia ; non puo’ fare che bene.
Si tratta di Antonio Martino , figlio del liberale Gaetano,amerikano , sposato con una americana , allievo di Milton Friedman.
Cosa ha detto ?
Finalmente , in maniera indiretta, ha messo in guardia dal fare una legge-impiccio sul testamento biologico – come sembra che avvenga – rivendicando il diritto di legiferare anche in temi di bioetica senza i diktat vaticani. Memore delle origini liberali mette in guardia il PDL dal creare uno Stato “nazi-salutista”. Per me OK.
Poi ha stigmatizzato le tendenze keynesiane del ministro dell’economia (!) – come cambia il mondo – rivendicando ,viceversa, la validita’ di un approccio quasi thatcheriano all’attuale crisi ; la colpa di quanto e’ accaduto non e’ del “mercato” ma dello statalismo. Tutto cio’ e’ discutibile ma e’ coraggioso dire certe cose nell’attuale momento economico.. Cos’e'…un altro “liberale” che dissente?
A margine del convegno c’e’ stata anche una nota comica ..il sottosegretario Urso ha stigmatizzato nientemeno che la politica keynesiana di Roosevelt….chissa’ cosa sarebbe diventata l’America,viceversa, con la sua ricetta economica. Mah….
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 14:02
—————————————————————————————————————————
Mi chiedo perché governi e opposizioni – quale ne sia il colore – continuino a chiedere a esponenti della società civile di fare il presidente della Rai, anche se lo sanno tutti che è la «foglia di fico» della lottizzazione. Il presidente non è «operativo»; un modo gentile per dire che non conta sulle cose che contano. Lo è il Direttore generale il quale, a sua volta, sulle cose che contano per la classe politica – direttori di rete e di telegiornali, titolari di talk show, eccetera – conta quanto il presidente. Gli organigrammi sono concordati a livello politico, a prescindere da presidente e direttore generale. Tanto varrebbe, allora, che la politica invocasse esplicitamente il diritto allo spoil system. In realtà, le ragioni di questa farsa sono due. E sono entrambe lo specchio della nostra democrazia malata, dell’ eccessiva estensione della sfera pubblica, cioè di una anomala dilatazione dei poteri della classe politica. La prima, che è anche la più semplice, è questa: perché ai politici di quello che possono pensare i cittadini non gliene può fregare di meno. Hanno la faccia di bronzo, ma si preoccupano lo stesso di salvarla; prendendo il cittadino per i fondelli, ben sapendo di farlo, ma fingendo di curarsi di quello che eventualmente ne può pensare; recitando la parte di chi se ne preoccupa, non per tacitare la propria coscienza democratica – che non hanno – ma per rassicurare la propria vocazione totalitaria: «Noi, le forme le abbiamo salvate». Un esempio di ipocrisia, di disprezzo per la democrazia. Una forma di totalitarismo soft, dove nessuno corre rischi, ma tutti siamo informati male, cioè siamo meno liberi. La seconda ragione, che è anche la più squallida, è questa: perché su una certa complicità, da parte della società civile, i politici sanno sempre di poter contare. Il posto di presidente della Rai è prestigioso, prevede un emolumento che non sarà quello di un professionista affermato, ma non è comunque disprezzabile, e una serie di benefici – una segreteria, l’ auto di servizio, rappresentanza, rimborsi spesa, eccetera – che fanno comodo. Insomma, qualcuno «che ha famiglia» lo si trova sempre. Non ne faccio colpa a chi ci sta; la mia non è una considerazione di ordine morale. Quando lo Stato si estende oltre misura, la questione non è più morale. E’ politica. Solo i moralisti privi di moralità e i gattopardi, che vogliono che qualcosa cambi affinché tutto rimanga come prima in modo da sostituirsi semplicemente a quelli che già ne beneficiano, la spacciano per «questione morale». L’ Ordinamento della Repubblica ha conferito, istituzionalmente, alla classe politica un potere che non dovrebbe avere; la stessa società civile legittima l’ anomalia con un sostegno, individuale e collettivo, nonché con una disponibilità a «concedersi» che neppure la più disinvolta passeggiatrice avrebbe. Dubito che ne usciremo. Il difetto sta nel manico. Nello Stato canaglia e nella cultura parassitaria della maggioranza degli italiani. Che in Italia, per dirla con un paradosso, sono troppi perché l’ Italia possa diventare un Paese migliore.
Ostellino Piero
————————————————————————————————————————-
Aggiungo:
Ostellino, come si legge, non ne fa una questione morale, ma politica.
A mio avviso invece è soprattutto culturale. Qui non si tratta di “tengo famiglia”, ma piuttosto di “voglio prestigio”. Dove prestigio assume i connotati distorti ed ipocriti di privilegio e falso rispetto. Lontanissimi cioè dall’empirica verifica dei fatti e dei risultati.
C’è un criptico e vecchio film di Pasolini, Salò, in cui i 4 protagonisti principali non si chiamano mai per nome bensì per titoli: il Duca, il Vescovo, Sua Eccellenza, il Presidente.
La sotto-cultura borghese ha esteso alla vita sociale ciò che vale per la burocrazia politica: forma e sostanza coincidono.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 14:15
Nick…ogni tanto siamo d’accordo.
Quando fecero l’Europa a 27 pensai che era una cazzata cosmica. Oggi lo penso ancora di piu’.
La ragione principale e’ che le economie di quegli Stati non erano cosi’ evolute da essere complementari a quelle degli Stati dell’Europa occidentale.
Spesso si scommette sulla Storia dandogli una “accellerata” , ma in genere non funziona.
“Nunc est bibendum” allora…ma non troppo,attento.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 14:59
A Gianluca,
guardi che Lei in base a quanto scrive, è in piena contraddizione. Io non nego il fatto che certi nomi servano per accrescere la popolarità di un partito, ci mancherebbe altro. Anzi sono convinto che i nomi possono avere la loro influenza, ma non in modo cosi determinante da far vincere le elezioni. Ci sono tantissime zone del nord ove la lega ha moltissimi voti, senza avere adeguati candidati. E’ indubbio che anche il Giornalista Guzzanti ha dato un suo contributo per la vittoria finale del Pdl e probabilmente ha portato qualche elettore in più a questo partito, ma da questo a dire che lui nel collegio elettorale ha fatto vincere il Pdl il passo diventa troppo lungo. La vittoria del centro destra alle elezioni era già stata anticipata dai sondaggi vari mesi prima, senza che si parlasse del nome dei candidati. Che Lei ora mi venga a dire che Guzzanti rappresenta le persone che lo hanno votato e che quindi è giusto che rimanga, mi sembra del tutto illogico e fuorivante. Per accertare se il Suo raqionamento corrisponde al vero, basterebbe fare una semplice prova alle prossime elezioni europee. Il senatore Guzzanti si metta in lista per il Partito liberale e verifichiamo se, nella medesima zona in cui è stato eletto al Parlamento italiano, ottiene i voti ricevuti nel 2008. Se dovesse ricevere anche solo il 50% di quelli ottenuti nel 2008, sarei pronto a derle ragione. Però sono convintissimo, che se dovesse superare il 5% sarebbe già un miracolo.
Lei,poi, ad un certp punto, fa tutto un minestrone parlando di Costituzione e di leggi che io perderei di vista. Siccome sono solito parlar chiaro, non capisco francamente questo suo periodare che mi sembra sia frutto di grande confusione. Capisco che oggi va di moda tirare in ballo la Costituzione, a proposito e spesso a sproposito, come nel suo caso, per cui mi rendo conto che nominarla non fa mai male e dà un certo spessore democratico.
Per quanto riguarda le liste bloccate, ho l’impressione che non conosca, o conosca male il meccanismo elettorale. Le liste sono bloccate nel senso che non vi sono preferenze, per cui vengono eletti i primi candidati in base alla percentuale di voto del partito. Esempio molto semplice: se un partito ha ottenuto il 50% dei voti e ci sono in lista 20 candiati, risulteranno eletti i primi dieci. Se uno dei primi dieci in seguito dovesse morire o dare le dimissioni da paralmentare, la legge prevede che subentri il primo dei non eletti. Per cui se Guzzanti dovesse dare le dimissioni non c’è alcun bisogno di rifare le elezioni, perchè la legge prevede che andrà ad occupuare il suo posto quello successivo in lista nel suo partito. Dal 1948 in avanti, con il sistema elettorale proporzionale, è sempre stato così, per cui non vedo complicazioni, ilegittimità o irregolarità. E’ la legge che lo prevede. E questo proprio per il principio che viene, giustamente, data maggiore rilevanza al partito che non ai candidati, perchà la gente vota sopratutto il partito.
Da tener presente che il Senatore Guzzanti nel 2001 venne messo in un collegio sicuro, nel senso che si era sicuri che veniva eletto, e nel 2006 e 2008 venne collocato in una posizione di lista tale da risultare certamente eletto. Anche se è’ indubbio che Lui ha dato il suo valido contributo, ha fatto la sua parte ed ha dato lustro alla lista, come è altrettanto certo che senza il giornalista Guzzanti il centro destra avrebbe vinto ugualmente.
Comunque la sua collocazione in lista, al fine di farlo eleggere, venne stabilita per volontà, per non dire ordine, del tanto odiato Berlusconi.
Posso capire che questo discorso non piaccia a lei e a quasi tutti quelli che scrivono in questo blog, ma purtroppo per voi è così.
Saluti
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 20:24
PER CATTANI GIOVANNI
Io scriverò sicuramente in modo prolisso e poco chiaro ma non faccio CONFUSIONE. I fatti li ho ben chiari in testa e non esprimo opinioni ma cito fatti. Proverò ad essere più chiaro e le chiedo scusa per questo supplemento di fatica che le chiedo, purtroppo necessario visto che non sono riuscito a spiegarmi bene.
Visto che lei parla di dimissioni dal parlamento di Guzzanti come atto dovuto le spiego perchè ha scritto una fesseria. Sul piano costituzionale e regolamentare il problema non va neanche posto in quanto nessuna legge o regolamento prevede quello che lei scrive. QUESTO E’ UN FATTO IMMODIFICABILE.
Ora veniamo alle interpretazioni ns da cittadini comuni ed all’eventuale questione morale. Con l’attuale sistema elettorale ogni lista formata da partiti coalizzati tra loro presenta un candidato presidente del consiglio ed un elenco di presunti parlamentari e senatori. Al parlamento anche una preferenza in più porterà alla coalizione vincente il premio di maggiornaza. Fin qua tutto abbastanza semplice giusto?
Ora vediamo che succede nella realtà nella famosa cabina elettorale, il cittadino voterà una lista perchè:
a- A simpatia per il candidato proposto alla presidenza del governo
b- Segue le indicazioni elettorali del suo partito o movimento
c- Segue le indicazioni del parlamentare o senatore di cui ha simpatia e cieca fiducia
DA QUESTE OPZIONI NON SI SCAPPA
Di conseguenza Guzzanti ha dato il suo contributo per portare il PDL ha vincere le elezioni poi lei e tutti noi ci possiamo cimentare in percentuali più o meno giuste MA SONO TUTTE STRONZATE, i fatti sono quelli che gli ho scritto.
Ora mi spiega con i fatti sopra citati per quale ragione Guzzanti avendo contribuito alla vittoria del PDL moralmente doveva dimettersi dal parlamento? Quale problematica ha creato? E’ stato importante come tutti i candidati del PDL per la vittoria elettorale della lista, ha deciso di dimettersi dal PDL nel momento migliore del PDL quindi NON TRAENDO NESSUN VANTAGGIO DA QUESTE DIMISSIONI ANZI SOLO SVANTAGGI PERCHE’ FRA QUATTRO ANNI UN POSTO AL PARLAMENTO SE LO SOGNA.
Quindi è inattaccabile sia per non aver violato nessuna legge e sopratutto PER NON AVER TRADITO MORALMENTE NESSUNO. Le faccio un esempio ESAGERATO che nelle precedenti elezioni stava quasi diventando realtà, se per esempio il PDL vinceva le elezioni per soli 10 voti (nelle precedenti il centrosx le ha vinte per 25.000 voti) ed al PDL andava il premio di maggioranza di sicuro potevamo dire che Guzzanti era stato decisivo nella vittoria del PDL.
Con questa premessa, le sembra moralmente corretto dimettersi dal parlamento per chi decide di abbandonare il proprio schieramento? Un deputato potenzialmente decisivo per i numeri del parlamento (le ho fatto l’esempio prima) ha il dovere di restare nel parlamento. Se vogliamo fare equilibrismi morali se un deputato si dimettesse (come nel caso di Guzzanti dal PDL) si dovrebbe riandare ad elezioni perchè lo stesso quando stava al momento nel voto nelle liste del PDL ha orientato in una certa maniera la composizione del parlamento stesso.
Quindi il suo discorso avrebbe valenza esclusivamente in questo caso, situazione non proponibile in quanto si darebbe un potere eccessivo ad un qualsiasi deputato o senatore della coalizione di governo che con le sue dimissioni costringerebbe gli Italiani ad andare nuovamento al voto. IN PRATICA IMPOSSIBILE.
Accedi per rispondere
15 marzo 2009 alle 22:20
Tremonti è sempre stato keynesiano, e gli indizi erano presenti anche in tempi non sospetti.
Martino, in quanto allievo di Friedman, è un monetarista. In un Paese con una destra non socialista né tantomeno compassionevole avrebbe avuto tutti i numeri (anche politici) per fare il ministro dell’Economia.
Accedi per rispondere
16 marzo 2009 alle 18:47
Paolo, per me razza piave ce lo dobbiamo tenere stretto.Ce ne fossero.
Anzi, razza piave deve essere considerato “razza protetta”.
Accedi per rispondere
17 marzo 2009 alle 00:47
per Gianluca,
scusa ma la fesserie è solo tua perchè io non ha mai scritto che le dimissioni sono un atto dovuto, oltretutto previsto dalla costituzione o da qualche legge. Questa è semplicemente una tua invenzione. Io ho scritto che in tanti anni ne ho viste di tutti i colori e non mi impressiona il fatto che Guzzanti se ne sia andato dal Pdl. Mi meraviglia, invece, che lui, che vuol fare la rivoluzione liberale, vuol fare il moralista che dà lezione di etica a tutti, poi si comporti come gli altri. Ripeto: non ho mai scritto che la legge gli impone di dimettiersi. C’è solo un problema di coerenza fra quello che dice e come si comporta. I rivoluzionari, gli idealisti hanno ben altro spessore. Sul resto del suo discorso non voglio entrare, non ne vale la pena perchè la confusione è notevole. Se posso un consiglio. Lei deve esser molto giovane e certamente con tanta voglia di fare, ma denota molta impreparazione e tanta ingenuità.
Un solo esempio: Lei scrive che Guzzanti da questa dimissioni non trae alcun vantaggio ma solo svantaggi.
Andiamo al sodo perchè al di là di tanti discorsi , questo è il punto cruciale: quanto guadagna un onorevole?
Dal sito della Camera si trova quanto segue:
trattamente economico mensile: € 11.700,00 lordi circa, pari ad € 5.486,58 netti
diaria – rimborso spese per soggiorno a Roma: € 4.003,11 mensili. Può risultare ridotta per mancanza alle votazioni
rimborso forfettario mensili per rappporto con gli elettori: € € 4.190,00
I deputati usifruiscono poi di tessere per libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
spese telefoniche: i deputati dispongono di una somma annua di € 3.098,74
Io non so dove viva Guzzanti, forse a Roma per cui può non aver diritto alla diaria. Però se sommiamo la prima e la terza indennità risulta un compenso mensile di € 9.776,58. Se questo importo lo moltiplichiamo per 12 troviamo un compenso annuo di € 117.318.
Moltiplichiamo questo importo per 5, periodo della legislatura, risulta € 586.594,80.
Da tener presente che l’On Guzzanti, per volere di Berlusconi, è in Parlamento dal 2001 per cui ha già incassato dal maggio 2001 all’aprile del 2008 più di 700.000,00 euro. Senza contare i vantaggi per autostrade aerei e navi. Ha inoltre già acquisito il diritto alla pensione
Io non so Lei, ma se fossi al posto di Guzzanti, con questi benefici, anch’io non me ne andrei dal Parlamento e magari farei la parte della vittima, del martire.
Si rende conto che quando scrive, addirittura in maiuscolo, nessun vantaggio, Lei si che dice veramente una fesseria grande come una casa. Alla fine le mancate dimissioni di tutti i parlamentarii che hanno cambiato casacca è principalmente questa, altro che i richiamo ai grandi grandi ideali per fregare i creduloni come Lei e molti di questo blog.
Saluti ed auguri a tutti in particolare all’on. Guzzanti.
GUZZ – Io sono in Parlamento per volere del popolo italiano. Io ho costruito il partito nelle cui file sono stato eletto. Io non ero un ospite. Io non ero iscritto a una persona. La persona Berlusconi ha più volte sputato nel piatto in cui mangiava quel che io ho dato gratis per anni.
Io prima di fare il parlamentare guadagnavo MOLTO DI PIU’ mentre lei è uno dei tanti poveri italiani che sa fare soltanto il conto della serva perché hnno lo spirito di servizio della serva.
Io ho – come già detto altre volta – licenziato Scalfari, licenziato Agnelli (con molto dolore, devo dire) e licenziato Berlusconi ch avevo assunto già dal 1996 (quando rifiutai per la prima volta la sua offerta di elezione al Parlamento) e dargli il massimo sostegno nel 1999 quando era al punto più basso e aiutarlo ed arrivare al punto più alto,come è accaduto.
Io sono andato a fare una rivoluzione liberale promessa e non mantenuta.
Lei è una persona misera, da pallottoliere.
Io invece sono Paolo Guzzanti.
Accedi per rispondere
17 marzo 2009 alle 15:09
PER GIOVANNI CATTANI
Noto come purtroppo mi capita un po troppo spesso che alle mie rimostranze si risponda buttandola in caciara, infatti lei scrive:
“Sul resto del suo discorso non voglio entrare, non ne vale la pena perchè la confusione è notevole. Se posso un consiglio. Lei deve esser molto giovane e certamente con tanta voglia di fare, ma denota molta impreparazione e tanta ingenuità.”
In pratica non lo scrive (sennò mi accusa di aver scritto cose che lei non ha messo nero su bianco) ma dice di me che sono giovane, sinonimo quindi di testa pensante che deve crescere sopratutto messa di fronte alla sua, poi in maniera carina, e questo lo scrive, mi fa i complimenti per la buona volontà chiudendo con grande classe dandomi dell’ingenuo e dell’impreparato.
Caro Giovanni sarei stato più felice se mi avesse controbattuto con ragionamenti ed idee, il suo modo di fare non fa parte del mio modo di confrontarsi e così fatto l’ho sempre DETESTATO. Sinceramente rimango molto deluso poi dalle poche cose che ha scritto e sulle quali ha accettato il confronto.
GUZZANTI E LE SUE DIMISSIONI DAL PARLAMENTO
Mi dice che lei non ha mai detto che lo stesso doveva dimettersi ed ha parlato esclusivamente di etica, perfetto Giovanni, per precisione le ho detto che la legge non prevedeva assolutamente si dimettesse, poi se non sbaglio ho affrontato in modo esaurinete l’argomento etica, non le pare? Ho spiegato tutte le ragioni per le quali lo stesso non aveva nessun obbligo morale nei confronti di nessuno nel dimettersi, ho argomentato, ho spiegato e lei? SOLO FUFFA
Per la precisione ha argomentato solo sugli ipotetici vantaggi dimostrando un populismo da quattro soldi e scrivendo cose inesistenti. In pratica lei sostiene che Guzzanti trae un vantaggio dimettendosi, quindi per riepilogare Guzzanti prima di lasciare il PDL non percepiva tutta quella serie di emolumenti spettanti ai ns rappresentanti?
Cerca di arrampicarsi sugli specchi ma si contraddice da solo, afferma che la legge non prevede che lo stesso si dimettesse dal parlamento, quindi afferma che lo stesso presente nel parlamento come deputato DEVE RESTARE NELLO STESSO anche se lascia il PDL come prevede la legge e sposta il punto sulle questioni morali. Tutte le argomentazioni sulle questioni moralli da me scritte NON TROVANO RISPOSTA, mi accusa di confusione, di essere impreparato, e chiude con il populismo da quattro soldi che serve a spiegare i vantaggi Guzzantiani, ed io le ripeto ancora, caro Giovanni Cattani ma se è già deputato Paolo Guzzanti DOVE STANNO TUTTI QUESTI VANTAGGI?
In pratica stia tranquillo il suo discorso l’ho capito benissimo ma mi sembra assai contorto per non dire altro .., forse scrivendolo non se ne è neanche reso conto. Lei vorrebbe spiegarci dall’alto della sua grande intelligenza, che una volta che Paolo Guzzanti si dimette dal PDL, pur la legge non prevedendo assolutamente le sue dimissioni anche dal parlamento, (quindi sti vantaggi di cui lei scrive non si capisce dove stiano) lo stesso per ragioni morali ed etiche deve dimettersi. Sul punto però pontifica solo e non risponde a nessuna delle mie argomentazioni che contrastano questo suo concetto. Prende per verità incontrovertibile, per fatto immodificabile questo suo pensiero e relativamente a questo dice che deve dimettersi oltre che dal PDL anche dal Parlamento. Quindi fa un secondo passo in avanti, prendendo per fatto immodificabile il suo primo ragionamento, ritiene che il GUZZ dovendosi dimettere come lei sostiene non facendolo trae un vantaggio. Diciamo che se la canta e se la sona.
SPETTACOLARE
Per il resto ci ha pensato il padrone di casa a spiegargli bene le fesserie che ha scritto.
Saluti
P.S. Se la può interessare ho quasi 43 anni.
Accedi per rispondere
17 marzo 2009 alle 16:06
Gianluca però tutto ciò -da un po’ di tempo- suona a proselitismo.
Ho la sensazione che vada ripetendo formule note a tutte.
Insomma, letto il suo ottimismo, la sua quasi euforia.
Però il tutto suona a zuppa e pan bagnato.
Sì, il libro di paradisi, gli ialianuzzi, il PdL e il PLI.
E’ vero ripetere è necessario perché le cose restino nella mente, però dopo che il pezzo passa per la quarta volta sulle onde FM, comincia a irritare.
Almeno, a me irrita.
Sì, però il libro di paradisi, il senatore è un grande, magnifico, tutti dovrebbero informarsi e cercare le informazioni, è vero.
Però suona un po’ come chi ha appena scoperto la religione di geova…
GUZZ – Direbbe il nostro pollo che Zulawski è un bastian contrario. In realtà è nasty di natura. Mi ricorda Curly del cartoon B.C. che aveva sempre una parola sarcastica di buon augurio.
Accedi per rispondere
17 marzo 2009 alle 21:04
Bucky?
http://comics.com/get_fuzzy/
Accedi per rispondere
17 marzo 2009 alle 19:51
Zulawski vs Gianluca
E’ vero ripetere è necessario perché le cose restino nella mente, però dopo che il pezzo passa per la quarta volta sulle onde FM, comincia a irritare.
Almeno, a me irrita.
——————————————————————————————————
ARTURO,
A ME IRRITANO COLORO che si IRRITANO per niente.
Le PIAcE il friTTO miSTO?
P.s.
GIANLUCA, AMMIro il TUO entusiasmo.
Accedi per rispondere
17 marzo 2009 alle 21:53
Se non mi piace non l’accatto. Vado a naso.
Non si irriti Amgelo, non ce n’è bisogno, non faccia come la signora di mezza età che per lamentarsi del rumore dei vicini di sopra, si mette ad urlare sulle scale.
Lo stesso pezzo per la quarta volta alla radio non è niente. Sopratutto per chi è allergico al tormentone.
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 09:39
Zulawsky,
la sua critica è rivolta alla quantità e non alla qualità. Anche se è bene ricordare che la quantità è in fondo una qualità, perché si è irritato (testuali sue parole)?
E’ stupendo leggere di un irritato che suggerisce a un interlocutore di non irritarsi. Tipico atteggiamento polacco, francese, inglese o … italiano?
Signore di mezza età che urlano? Che dire allora di signori che, annoiati dal ripetersi dell’ambiente circostante e di se stessi, non trovano di meglio da fare che irritarsi per primi? Se le prime sono di mezza età, i secondi (ma primi) saranno di un’età avanzata che ha a che fare più con i residui che con l’anagrafe?
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 14:35
Dot,
la ringrazio per l’ennesima i greca.
Do you know paradosso?
“Quando un pezzo passa per la quarta volta sulle onde FM, comincia ad irritare. Almeno a me (il pezzo -aggiugnerei piuttosto noioso- che passa per la quarta volta, ecco quel pezzo e il fatto che passi per la
quarta volta sulle onde FM, quel pezzo, non Gianluca, irrita. Altrimenti avrei scritto che Gianluca mi irrita”.
Do you know similitudine?
“Non faccia come quella signora di mezza età (descrittivo per dare profilo all’immagine) che sulle scale urla per
chiedere che si faccia meno baccano, ma non c’era baccano, solo l’idea di esso. In fondo erano le prime misure
di una scaramuccia piuttosto leggera”.
Testuali parole? Rilegga. Grazie. Prego. Non c’è di che.
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 17:29
Zulawski,
mi scusi per la “y” è stata completamente involontaria, e non mi risulta che io abbia, in passato, fatto ricorso a interloquire con lei modificando il suo soprannome.
Ho riletto, e quanto incollo sotto l’ha scritto lei e riportato anche Amgelo:
“E’ vero ripetere è necessario perché le cose restino nella mente, però dopo che il pezzo passa per la quarta volta sulle onde FM, comincia a irritare.
Almeno, a me irrita”
Le risulta questo, spero per lei di sì. Posso dedurre da queste righe che lei si sia irritato, o no? Mi sbaglio? Mi dica semplicemente, allora, che l’irritazione a cui ha accennato è rimasta nell’aureo alveo delle intenzioni, buone o cattive che siano.
Lei che molto gentilmente mi invita a rileggere quanto da lei scritto, ha letto quanto da me scritto. Dubito, perché altrimenti avrebbe dedotto che io non ho specificato verso chi o che cosa la sua (presunta?) ira era rivolta, io ho semplicemente preso atto di una sua dichiarata (intenzione di?) irritazione. Chiedendole semplicemente perché si è (se si è poi realmente) irritato e che tipo di atteggiamento assume un irritato (lei per sua spontanea dichiarazione) che invita un interlocutore (nel caso, Amgelo) a non irritarsi.
Domande, ovviamente, senza un minimo accenno di risposta.
Do you know italian words ant their links? One word after the other one, for building a meaningful object? It isn’t a gorgeous manner employ them as climbing mirrors, they can be extremely slippery.
Thanks a lot.
Kind regards.
18 marzo 2009 alle 23:10
Dot,
non può dedurre perché facevo un paragone per assurdo per interagire con Gianluca portando la punta di forchetta sul fianco per punzecchiarlo e così affermare che alla lunga può somigliare al pezzo alla radio che dopo quattro volte mi irrita. Non sono irritato.
Per quanto riguarda la risposta ad Amgelo, questa costruiva volontariamente un paradosso.
Bene, tutto chiaro? Desidera una risposta su formulario apposito?
grazie, prego.
Si figuri.
19 marzo 2009 alle 00:59
Ah, il formulario.
Shit, I left it at the loft. Yes, I would like a lot an answer with the guide of the form. Please, give me the form’s answer. I wait full of confidence.
Ma ti pareva che un pisquano come me potesse dedurre? Suvvia, a tutto c’è un limite.
Very lovely il paradosso, il paragone per assurdo e la similitudine.
Zulawski, polacco immaginario con la “i” italiana, esordisce affermando per paradosso che un pezzo lo irrita; poi precisa che non si è irritato con Gianluca ma con il pezzo di Gianluca (e dire che mi era sembrato di capirlo, cioè, fuori di me dedurlo, al primo colpo); poi rende più accurata la precisazione sul paradosso che diventa paragone per assurdo e dice che Gianluca alla lunga può assomigliare al pezzo alla radio che dopo quattro volte lo irrita.
Traducendo: Gianluca assomiglia al pezzo, che irrita Zulawski, il pezzo, non Gianluca che alla lunga gli può somigliare (al pezzo) ma visto che solo gli somiglia non lo irrita, però lui, Zulawski non è irritato (NDR: forse si era solo irritato un po’ prima, per assurdo, per paradosso, per paragone assurdo o per similitudine; ma adesso non lo è per davvero).
Everything is perfectly clear, as much as is clear an hurricane. But folks, I cannot infer from.
Ah, quella che poi doveva essere una similitudine, quella relativa ad Amgelo, diventa un paradosso costruito volontariamente, anche questa precisazione è opportuna: si possono costruire (o scrivere?) anche cose in modo involontario (che strano, non ci avevo mai pensato).
What is similitudine? Baby. What is paradosso? What is paragone per assurdo? Sorry pal, forgive me boy, I know none of them.
Prima di andare a nanna passo in solaio a prendere il formulario e lo consulto, ne ho uno stramaledetto bisogno, and fortunately I have spoken only about the Zulawski writings and not a single word about him, except that small italian letter “i”. So, I will fall off peacefully in the Hypnos open arms.
See you next time, Sir.
Have a nice night.
19 marzo 2009 alle 10:28
Dot,
la i non è solo italiana. E’ la i di Zulawski, di Polanski, di Kowalski (ha visto “Gran Torino”?).
Trattasi di pezzo musicale su onde FM, che diffuso più volte alla radio (non pezzo di Gianluca) perché così entra nella testa della gente poi mi irrita. E dunque ora ripeto per la quarta volta e mi irrito da solo perché sto ripetendo una cosa talmente ovvia che non merita di andare oltre. Perché il lettore potrebbe eventualmente affermare che di questo passo il tutto somiglia al pezzo che passa per la quarta volta su onde Fm.
Dunque non sono irritato, non lo ero, non sono offeso non ho offeso. Gianluca ha risposto utilizzando la via dello snobismo, che neppure mi ha irritato e siamo andati avanti.
Eggià, ci si può prendere a spallate, un piccolo body-check alla transenna senza che tutto diventi dramma.
Dunque, buona giornata.
19 marzo 2009 alle 11:45
Mai scritto che la “i” è solo italiana.
Mai detto che lei ha offeso.
Mai detto lei si è offeso.
Mai detto che lei si è irritato (mi risulta, invece, che l’abbia scritto lei: punti di vista diversi).
Mai detto che lei è irritato.
Perché ripete cose ovvie andando oltre … che poi si irrita?
E la spalla? Fa male? La notte, è stata nice?
Saluti
19 marzo 2009 alle 11:52
P.S. Dimenticavo: “Gran Torino” non so nemmeno cosa sia.
19 marzo 2009 alle 18:29
Eggià.
Un film. Al cinema.
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 01:00
Caro Polacco mi spiace molto irritarti ma mi sembri un pochettino con la puzza sotto il naso …. che ti devo dire …. un po snob. Il mio ripetere è figlio della molta superficialità di molti o forse del poco tempo a disposizione per leggere tutti i post in quanto mi accorgo che molte volte in molti non si degnano di leggere i commenti precedenti, purtroppo siamo tutti un po presi da noi stessi e trascuriamo un po troppo il resto dei salottieri. Le mie puntualizzzioni sono rivolte a chi ripete i soliti dischi rotti e reputo corretto provare a far riflettere tutti, se vedo una nuova voce, una new entry del salotto che scrive cosa disprezzabile perchè non fargliela notare? spesso l’assenza di confronto può portare gli occasionali a ritenere il nostro salotto un posto dove tutto è permesso, arrivano, pontificano, e poi ritornano felici nei loro salotti raccontando agli amici che ci hanno azzittiti tutti. E come disse il ns passato presidente …. NON CI STO!!!! Pensare che solo una delle tante occasionali persone abbia in seguito alle mie parole riflettuto magari leggendosi meglio qualche altro post o approfondendo il discorso PER ME E’ UN SUCCESSO GRANDISSIMO.
Se facciamo gli schizzinosi e non ci confrontiamo con chi riteniamo non meritevole del ns confronto poi che facciamo? un elite che si auto elogia? scendiamo da cavallo e proviamo a spiegare, confrontarci, poi se gli stessi faranno girare la loro testa da soli arriveranno a capire quali sono i giusti percorsi che non devono essere necessariamente quelli che vogliamo noi.
Infine lo ripeti te stesso caro Polacco, ed è purtroppo verissimo, ripetere è necessario, fa comprendere meglio le cose, ed è INNEGABILE. Non devo certo dirtelo io che se leggi un libro una volta o 10 volte la differenza è notevole, alla decima volta potrai intravedere sfumature che inizialmente erano sconosciute. Visto che credo e molti di noi credono in un certo modo di affronatare le cose non bisogna assolutamente porsi il problema di ripetere concetti BASILARI in cui crediamo fermamente.
Sul proselitismo mi spiace ma sei fuori strada basta che ti posto i numerosi pensieri che già erano in rete nei blog di grillo, di Pietro ed altri e vedrai che le mie idee convergevano con quelle del padron di casa anche quando ancora non conoscevo lo stesso. Ho tentato per mesi e mesi nel far desistere Di Pietro ed i suoi devoti fan ad andare con il PD alle scorse elezioni, spiegando e cercando di fargli capire l’importanza di andare da soli, e se Guzzanti dice che vuole andare da solo cosa devo fare? Devo dire che sono d’accordo o no? C’è che su quasi tutti gli argomenti c’è una grandissima convergenza, tutto qua. Una cosa polacco visto che non mi hai ancora risposto, mi dici perchè non ti sei ancora letto il libro di Gabriele Paradisi? (sempre se non lo hai letto).
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 08:31
Sì Gianluca,
io sarei snob e schizzinoso mentre secondo lei è la superficialità di molti che produce le sue ripetizioni.
Massì, la capisco Gianluca: basta che una persona all’angolo della strada colga il giornaletto “Svegliatevi!” che lei tende perché l’illuminazione produca il suo effetto.
Guardi, io sono così schizzinoso che mi confronto solo con chi la pensa come me. E’ per questo che le ho scritto due righe ed è per questo che ho iniziato a scrivere qui e che continuo a partecipare. In fondo a me piace solo interagire con gli elitisti snob mentre mando affanculo tutti gli altri. Che ci vuole fare Gianluca, sono fatto così. Vede?
Effettivamente, se leggo un libro per la decima volta è innegabile che avrò capito alla decima. Lei dimentica un solo parametro: ci sono libri che non leggo, altri che basta una volta, altri che la seconda è già di troppo.
Repetita juvant, però a volte ripetendo si annoia, per non dire che si annoia. Dunque non le ripeterò la mia risposta Gianluca, visto che le ho già risposto su libro di Paradisi, che non ho letto.
Si non l’ho ancora letto, e perché non l’ho ancora (in maiuscolo, grassetto e sottolineato).
Gianluca, lei è andato a scaricarsi i documenti disponibili (tutti) su internet che trattano della Mitrokhin?
Non lo ha ancora fatto? E perché non lo ha ancora fatto?
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 14:36
Caro Polacco lungi da me fare polemiche sulla lettura del libro di Paradisi, è semplicemente una mia curiosità conoscere il motivo per il quale non ha ancora letto il libro. Riguardo la domanda Mitrokin ancora non sono riuscito ad esaminare tutti i documenti prodotti anche se per molti con grande interesse l’ho già letti. Il motivo è semplice Polacco, pur volendolo fare il tempo è tiranno. Mi sono limitato ad un compromesso, dove ero maggiormente incuriosito sono andato a setacciare i documenti in originale su altri argomenti ho dato per buone le riflessioni Guzzantiane. Ripromettendomi in futuro di leggere tutto.
E poi non se la prenda sullo snob è una mia impressione data dai recenti confronti avuti, ma mai mi sognerei di bollarla in quel modo in modo perentorio, sia chiaro che è la semplice opinione di un cretinetto qualsiasi quale sarei io a cui piace confrontarsi e che spera che questo splendido salotto mi aiuti a crescere ed a soddisfare la mia voglia di migliorarmi.
Con cordialità
Gianluca
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 16:22
Gianluca,
ma io non me la prendo e non mi offendo e non ho letto il Paradisi perché ho consacrato ore a seguire la Mitrokhin e sono arrivato qui per questo motivo e ho seguito su Cieli Limpidi e su sabinaguzzanti.
E la pila di libri è altra, e sono snob. Nella pila fino a qualche giorno fa c’era “Histoire du snobisme” (non scherzo)
poi pure “La folie des hauteurs” http://www.eyrolles.com/BTP/Livre/la-folie-des-hauteurs-9782849410981
e la pila è ancora alta, molto alta. E Paradisi non ci sta in questo momento, anche perché non è in vendita all’angolo.
a presto, vado di fretta ora
Accedi per rispondere
18 marzo 2009 alle 19:26
Lei sarà anche Paolo Guzzanti, che non so cosa significhi, ma mi rendo conto che è soprattutto una persona villana e maleducata. Chi, a delle esposizioni di dati chiari e veritieri, perché tratti dal sito della Camera, risponde con le offese e gli insulti, dimostra solo di non avere argomenti con cui replicare, dimostra mancanza di rispetto per gli altri e di avere una morale molto bassa. E lei vorrebbe introdurre la rivoluzione liberale? Lei può introdurre solo la maleducazione. Si ricordi che come deputato ha una funzione pubblica soggetta alle critiche, anche pesanti, ed ha l’obbligo ed il dovere morale di rispondere in modo corretto, rispettoso ed educato nei confronti di quei cittadini che, senza offese, le fanno dei rilievi.
Le rammento, inoltre, che i compensi da deputato che lei riceve non sono di provenienza privata, non sono frutto del suo lavoro privato, ma sono soldi pubblici che derivano anche dalle imposte e tasse dei cittadini, me compreso, per cui lei deve avere il massimo rispetto di tutti, anche di coloro che le fanno delle critiche, non solo dei suoi fans sempre pronti a darle comunque ragione anche quando usa la maleducazione. I termini servo e misero li rivolga a sua moglie, ai suoi figli, ai suoi famigliari in genere e non si permetta più di offendere un cittadino che non le ha mancato di rispetto e che non si nasconde perchè si firma con tanto di nome e cognome.
Ho 62 anni e lavoro costantemente da più di 40anni, faccio anche 45-50 ore alla settimana, qualche volta mi è capitato di terminare anche all’una di notte, non guadagno certamente i soldi che lei percepisce da deputato, sono sempre stato un uomo libero, le mie idee possono essere sbagliate, ma non sono il frutto di alcuna imposizione, non sono iscritto al alcun partito e non ho mai avuto a che fare con dei padroni come certamente è capitato a lei, anzi direi che ho sempre comandato. Dovrebbe solo vergognarsi, ma siccome non lo farà, mi vergogno io di avere un rappresentante del popolo cosi maleducato.
Accedi per rispondere
24 marzo 2009 alle 13:19
x Sigal :
Sulla mia richiesta di un tuo parere su Grossman mi hai dato una risposta assolutamente NON RISPOSTA.
Mi sarei aspettato molto di piu’.
Mi rispondi con le stesse affermazioni che IO ho fatto ; Israele e’ un Paese democratico , le idee sono tante…perche’ dovrei pensarla come Grossman ?- e che ti ho detto che devi pensarla come lui ? – Ma poi veramente cadi nella piu’ sconcertante banalita’ dicendo che non solo Grossman ha perso un figlio in guerra. Ma che discorsi sono ? Ma raggiungi veramente il massimo quando dici che Grossman e solo uno dei volti di Israele…embe’ …anche questo te l’ho detto io.Mi aspettavo una risposta piu’ articolata mica la sfilza di banalita’ che ci hai propinato.
Poi dici …a voi in Europa vi fa comodo gente come Grossman che dice le cose che vi aspettate sentir dire.
Ma voi chi? Ma che dici?
Hai detto cento volte che l’acqua e’ bagnata. Mi dispiace , ma per quel poco che posso aver capito del vivere in Israele , credo che abbia ragione Kabinet …meno male che c’e’ anche gente come Grossman. E’ ANCHE per la presenza di voci come la sua se un giorno potrete vivere in pace.
Infine, siccome oltre che un po’ estremista sei vispa e intelligente sai come la penso in generale. Figurati se non mi hai catalogato.
Stammi bene Sigal e speriamo seriamente che Shalit lo liberino al piu’ presto , come e’ giusto che sia.
Un saluto.
Accedi per rispondere
25 marzo 2009 alle 12:15
x Sorge.
Nella foga della mia risposta ho dimenticato di sottolineare una tua “perla”.
Da quanto scrivi e’ d’obbligo arguire che l’informazione in un Paese che si chiama Italia e’ pressoche’ tutta nelle mani di coloro che non amano il tuo adorato. Questa e’ la tua “perla”. Vuoi insomma sostenere l’insostenibile…Emilio Fede di fronte a questa tua verita’ sconvolgente e commovente versera’ fiumi di lacrime disperate.
Piu’ in particolare e’ proprio l’informazione televisiva – quella piu’ frequentata – che e’ nelle mani degli avversari politici di Berlusconi , oltre quella stampata,si capisce.
E’ proprio vero che nella vita non si puo’ avere tutto. Pensa come sarebbe piu’ bello se non ci fosse Repubblica,il Corriere,La Stampa, il TG3, Il Manifesto e cosi’ via.
E noto che con il pensiero unico la vita e’ piu’ gradevole per tutti, vengono spazzati via anche tutti i problemi esistenziali.
Come diceva Toto’ ?…..”Ma mi facci il piacere”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Accedi per rispondere