HO DATO LE IMPRONTE. UNA SCENA GROTTESCA. INTANTO IL “BARZELLETTADOR” DICE: “MA PERCHE’ FAR PERDERE TEMPO AI DEPUTATI? BASTA FAR VOTARE I LORO CAPIGRUPPO”. HO DETTO CHE ERAVAMO ALLA DISTRUZIONE DELLA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE? ECCO LA PROVA. ANGOSCIA E NAUSEA.
TUTTO E’ STATO RIDICOLO, prima che leggessi l’agenzia in cui Berlusconi dice che tutto sommato invece dei deputati potrebbero votare i capigruppo. E’ la solita storia dei feudatari tedeschi che sceglievano personalmente la moglie per i loro vassalli e per non farli affaticare glie la davano già gravida. Qui stiamo andando verso la Duma, il parlamento di Mosca pieno di siloviki putiniani fra cui l’assassino di Litvinenko. Fuori dalla Camera si manifesta per il Tibet schiacciato dai comunisti cinesi che piacciono tanto ai capoccia occidentali, affaristi e immorali.
Sì, ho dato le impronte. Ma la macchinetta elettronica si rifiutava di riconoscere i miei polpastrelli ed è stata una scena comica. Mi hanno mostrato come si voterà d’ora in poi. Mentre si svolgeva questa farsa provavo un senso di disagio alla bocca dello stomaco e mi ripetevo: tu sei un rappresentante dei tuoi concittadini, tu stai facendo il tuo dovere. Ho fatto il mio dovere. Ho la tessera con un chip in cui alla fine sono state immortalate le impronte degli indici ma non dei medi.
Fuori c’erano quelli di “Striscia” e mi hanno fratto un’intervista buffa. Poi ho letto la dichiarazione del Barzelletador, come l’hanno ribattezzato quelli del “Clarin” di Buenos Aires. Il Barzellettador tratta il Parlamento come il culo delle sue donne. Palpeggia solo lui. Adesso palpeggia i voti. Che ci stanno a fare tutti questi deputati nella Duma di Montecitorio? Che restino nelle loro dacie. Voteranno per loro i segretari del popolo, i capigruppo. Ma perché mai i capigrppo-pastori dovrebbero andare a votare alla Duma? C’è Internet. Ci sono le impronte. C’è la macchinetta. C’è il Barzellettador. E il Barzellettador può chiedere di votare soltaqnto lui esprimendo un numero di voti proporzionale all’ultimo sondaggio. Oggi si attribuisce il 62 per cento.
Haragione il Barzellettador: perché fare queste elezioni con lo sbarramento al 4 per cento, se potremmo metterlo al 25 per cento, appena una spanna sopra il PD? Avremmo un parlamento con chitarra e Apicella, coreografie della Carfagna, a pummarola ‘n goppa e via così, verso la dittatura dolce, da reality show.
Perché no?
Provo angoscia, mi gira la testa. In aula si parla di Tibet e di Cina con parole retoriche, noiose, tutti chiacchierano e pensano ai fatti loro. Io scrivo a voi. C’è un’aria distratta. Dalla porta dietro le mie spalle, qui in piccionaia, arriva il puzzo di fumo di quelli che vanno a farsi una sigaretta accanto alla finestra aperta, arriva lo spiffero della finestra e un vago puzzo di piscio dai bagni vicini.
Il Parlamento tira le cuoia. Qualcuno proporrà di staccargli il sondino.
In fondo, direbbe la gallina Razza Piave, perché dovremmo pensare, perché dovremmo votare, se già c’è chi ci pensa?
Orsù, esercitiamoci nel nostro nobile chiacchiericcio.





















10 marzo 2009 alle 19:07
“Provo angoscia, nausea, mi gira la testa. Si parla di Tibet e di Cina. C’è un’aria distratta. Dalla porta dietro le mie spalle, qui in piccionaia, arriva il puzzo di fumo di quelli che vanno a farsi una sigaretta accanto alla finestra aperta, arriva lo spiffero della finestra aperta e un vago puzzo di orina dai bagni vicini.”
e questa è democrazia
e bondi è un poeta
e i razza piave son beati
ma lei, direttore, dalla sua, ha il fiuto della realtà.
Non lo scordi mai!
Mai.
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10 marzo 2009 alle 19:08
devo essere sincero? è più dignitoso far votare i capigruppo che votare mediante impronte digitali che, a quanto pare, persino la macchina si rifiuta di prendere in considerazione. Tanto sono “ostiche” le impronte dei rappresentanti del Popolo! Batate bene che non è il capo gruppo che impone il suo voto, ma è il capogruppo che raccoglie il consenso dei suoi rappresentati e lo espone al presidente dell’aula quando verrà chiamato a votare. Geniale semplificazione e fine delle sinfonie dei pianisti; ed è pacifico che chi non è d’accordo col proprio capogruppo vota come meglio crede. Mi stupisce che la sinistra gridi allo scandalo benchè consapevole di essere l’”inventrice” del 30 universitario assicurato a tutti, anche se a rispondere al docente fosse un solo studente. Uno per tutti tutti per uno. Sostenga, caro on.le Guzzanti, l’idea di Berlusconi e la ponga come alternativa alle impronte, e lasciamo questi simboli, delle impronte appunto, alle analisi delle questure ed ai vari Ris dell’Arma.
Viva il parlamento. Viva la dignità dei rappresentanti del Popolo Italiano.
Maralai
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10 marzo 2009 alle 20:08
Cioè lei crede sul serio che in seguito a questa riforma verrà tenuto conto delle opinioni di minoranza?
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10 marzo 2009 alle 19:13
Non ci posso credere. Davvero Berlusconi ha detto una cosa del genere? Per quanto lo disprezzi non pensavo potesse arrivare a tanto. Questa sua affermazione sul voto dei capigruppo è di uno sconcio e di una gravità unica, che supera in un colpo solo barzellette, pacche sulle spalle, sesso orale eccetera. Questo individuo è un PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA. E c’è chi ha l coraggio di definirlo “grande uomo”.
Sono schifato.
Lei Guzz ha fatto bene a donare alla Patria i suoi polpastrelli, altrimenti avrebbe dato modo alle berlusconettes di attaccarla come nemico del popolo e amante dei pianisti.
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10 marzo 2009 alle 19:15
Serve urgentemente automatismo di ultima generazione per il lavaggio automatico dei gabinetti.
Un dispenser di aroma al limone computerizzato per coprire l’odore di piscio dei bagni.
Altra iniziativa indispensabile, micro-chip ai fumatori che misurino tasso di nicotina e sistema computerizzato che vieti di votare a chi ha fumato vicino alla finestra.
E per ultimo, sistema di elettroshock sulle poltroncine che sarà dato ai parlamentari che non si allineano calando le brache al voto espresso dalla linea politica. Chiaramente, un sistema integrato a carta, chip e impronte digitali. Sarebbe ingiusto scaricare un taser nel culo sbagliato.
Viva la Democrazia. Viva l’Italia!
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10 marzo 2009 alle 19:54
NUOVO MILLENNIO
Caro Zulawski,
buono il suo humour, un pò agro-dolce, un pò fin-de-siecle, oppure inizio decadenza. Di questo nostro parlamento italiano tanto tanto non rispettato.
Ci sveglieremo un bel dì?
Marco
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10 marzo 2009 alle 23:15
Questo parlamento italiano è tanto non rispettato perché non è autorevole e non si fa rispettare.
Quanto allo humour: mi piacerebbe fosse così, invece quando Brunetta metterà il tornello del WC con controllo badge e sciacquone ad impronte digitali e quando queste stesse iniziative usciranno dal parlamento perché il parlamento è un modello d’azienda, allora ci sarà un bel businissi da fare con le macchinette ad impronta.
Il controllo non conosce la crisi.
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11 marzo 2009 alle 09:47
CONTROLLI MANUALI
Parole sante, caro signore, parole sante (non era il ritornello di una antica pubblicità?).
Ricordo come, da racconto di persone direttamente interessate e presenti al fatto, soltanto una quarantina di anni fa in alcuni uffici pubblici non si poteva prendere l’ascensore (riservato solo agli alti dirigenti) ed era obbligatorio usare le scale (avevano a cuore la “forma fisica” dei dipendenti) e quando se si chiedeva di andare al bagno si veniva scortati da un “supervisore” che attendeva paziente fuori la porta, arrivando a sollecitare il bisognoso a fare presto, che il tempo è denaro.
Erano controlli “manuali”, si sa, la tecnologia non era ancora arrivata a certi livelli di cui lei parla.
Marco
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10 marzo 2009 alle 19:29
Tratto questo tema come i precedenti. Non mi importa l’idea in se, che probabilmente non passerà mai.
Mi interessano due cose:
1)un’attacco così epocale alla democrazia dal capo del governo viene respinto si, ma in una maniera grottescamente tiepida. Addirittura il capogruppo alla camera propone un attenta valutazione, pur poco speranzoso che si ottenga una maggioranza di 2/3 su tale riforma.
2)molti valuteranno la cosa come il solito attacco alla casta e si diranno daccordo a favore di un decisionismo governativo leso dall’inerzia parlamentare.Prendo un commento alla notizia sul Giornale, in cui un iscritto ritiene di aver individuato diversi vantaggi da questa iniziativa :”Meno costi, meno confusione, maggiore responsabilizzazione dei capigruppo, maggiore efficienza delle votazioni e accelerazione dei lavori parlamentari. Cio’ soltanto per citare i principali! ”
Ecco,allora urge spiegare a questa gente che non si puo affidare il potere assoluto nelle mani di una persona nella speranza che ne faccia l’uso migliore per salvarci. Questo attacco puo’ anche fallire ma non sarà sempre cosi’. Purtroppo è solo l’inizio
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10 marzo 2009 alle 19:37
Mi dispiace, Paolo. Mi dispiace davvero.
Ho provato, anche scorrettamente (con generalizzazioni indegne), ad indurti a non darle, per evitarti ed evitarci un’umiliazione.
Ma l’Italia oggi è come le sabbie mobili; più ti dimeni e più vai giù.
Mi fido di te.
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10 marzo 2009 alle 19:42
Si è perso di vista l’obiettivo di migliorare i principi democratici che regolano l’esercizio del potere politico.
Non ci deve sorprendere che il Governo (ma è anche l’andazzo dell’Unione Europea) sponsorizzi politiche “preventive” invece che di “responsabilizzazione”.
La reponsabilizzazione sarebbe un nostro comportamento volontario, la prevenzione invece è un’imposizione esercitata attraverso l’aumento dei controlli.
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10 marzo 2009 alle 20:13
Gentile Simona,
hai ragione, ci vorrebbe un comportamento volontario, di tutti e di ciascuno, una responsabilizzazione dell’italiano preso uno per uno e quello dell’italiano medio. Certo che ci vorrebbe.
Ma, c’è un grande ma, un però. Cioè perchè questo comportamento volontario sembra logico aspettarselo dal basso quando invece sono (sarebbero, dovrebbero essere) le menti illustri e lucide, logiche ed addestrate dei governanti e degli intellettuali, dei giornalisti (che hanno sempre la maggiore responsabilità con le loro cattive informazioni di questi ultimi anni) ad indicare la direzione per questo comportamento civile e condivisibile?
Perchè così è in altri paesi (Usa? Europa? Altrove?) ma non qui da noi in Italia?
Non sarà che l’italiano medio è affetto endemicamente da mammismo innato? Da difficoltà di crescenza? Che bello, così magari penserà, scaricare su altri la fatica e la responsabilità delle scelte, accontentandosi a raccogliere senza tante difficoltà le briciole cadute in terra. Possibile che valga ancora la regola del “non sono fatti miei, fatti gli affari tuoi”?
Il cambiamento, per fortuna, dovrà per forza di cose di natura essere individuale e spontaneo, non imposto con la forza o con artifici di qualche tipo.
Quando si capirà che la cosa pubblica è cosa di tutti e di ciascuno, da tutelare e proteggere dagli abusi tanto quanto e più che le cose private individuali di ognuno? All’estero questo l’hanno capito bene già da tempo, non è poi così difficile da capire. Per una mente aperta e non paurosa.
Marco
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10 marzo 2009 alle 21:09
Cara Simona,
è molto tempo che non scambio con te qualche battuta.
Ma di quale prevenzione parli?
Noi non abbiamo alcuna forma di prevenzione contro l’invasione nelle istituzioni di comuni malfattori.
Non parlo soltanto del Parlamento.
E’ di oggi la notizia che la Giustizia ha ritenuto troppo severa l’esclusione di un aspirante carabiniere solo perché aveva un tatuaggio sul braccio.
Non ne parliamo se poi avesse avuto un parente, dico un parente anche acquisito, pregiudicato.
Per quale motivo si è tanto severi con la “bassa forza” dello Stato mentre abbiamo Governatori regionali che sono condannati per Mafia?
Sottosegretari in carica inquisiti e salvati puntualmente dal “niet” del Parlamento.
Ed il “niet” viene dato a prescindere, come direbbe Totò.
Noi parliamo giustamente male della Duma russa, della copertura che viene fornita a chi agisce nelle grazie del Potere, della stampa imbavagliata, minacciata, assassinata.
Da noi non si arriva a tanto, ma io vedo solo differenze di quantità, mentre non colgo alcuna differenza nella qualità.
Berlusconi è solo un abile opportunista che ha colto il generale disfacimento delle strutture portanti di questa povera Italia.
Quelle che sembrano battute infelici, sortite fuori luogo, scemenze simpatiche, sono soltanto l’abile saggiare la resistenza della struttura prima di sferrare la spallata.
Il vero problema non è Berlusconi.
Sono, o meglio, siamo noi italiani.
Sono molto scettico sulle prospettive future della nostra democrazia. per la mostruosa incapacità della nostra classe politica, nella sua interezza.
Berlusconi è il frutto avvelenato di un campo malcurato, arido e sterile.
Ne pagheremo tutti le conseguenze, sia a Destra che a Sinistra
Cordiali saluti da Sagra
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10 marzo 2009 alle 19:50
Orrendo e mi riferisco alla (cosí detta) battuta.
Urge, urgentissimamente, passare all’uninominale; come era stato richiesto in un referendum molti anni addietro.
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10 marzo 2009 alle 19:58
El Puttanador ne ha sfornata un’altra delle sue:
La crisi c’è solo perché ne parlano i giornali.
Dichiarazione testuale alla radio di questa mattina, in cui ha apertamente consigliato agli italiani di non leggere i giornali per non farsi impressionare dalla crisi.
Traduco nel linguaggio goliardico, che spero Guzzanti mi passi:
Gli italiani sbagliano ad affrontare questa crisi con gli occhi aperti e la mutande alzate.
Seguite il consiglio di Berlusconi che raccomanda invece occhi chiusi e mutande abbassate.
E poi hanno pure il coraggio di criticare chi credeva “nel sol dell’avvenir”.
Saluti da Sagra
PS: godetevi il simpatico articolo del Corriere.
Anche D’Alema dice che il Berlusca porta Jella!
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_10/alema_Berlusconi_bec592d2-0d5b-11de-82af-00144f02aabc.shtml
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10 marzo 2009 alle 20:00
Hi,Guzz, You did the right thing.
Curioso che la macchina non abbia gradito il tuo dito medio…
Confesso la mia ignoranza:quanti sono i capigruppo?
E se uno non è d’accordo può votare contro. Cos’è , una specie di silenzio-assenso?
Che notizie abbiamo dalla Cina?
Come si fa ad avere un’aria distratta davanti ad un simile sprezzo della libertà e della democrazia?
Nessuno si indigna senza il prescritto consenso preventivo, concesso dietro presentazione di regolare domanda, o, più banalmente, non gliene può importare di meno a nessuno?
In entrambi i casi, c’è da rabbrividire.
Salute.
Carlo Manca.
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10 marzo 2009 alle 20:23
Si potrebbe applicare anche in questo caso quella metafora che ha usato a proposito dell’invasione della Georgia da parte della Russia, quella sull’orchestrina del Titanic?
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10 marzo 2009 alle 20:34
Mi ricordo di aver sentito da qualche parte che su Striscia a volte cambiano le domande …
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10 marzo 2009 alle 21:28
Sig. Nanni con lei Berlusconi ha più di una speranza! Perchè non suggerisce il voto di deputati e senatori via internet, chiudiamo gli edifici parlamentari e risparmiamo sugli elevati costi di gestione. Una ciliegia tira l’altra.
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10 marzo 2009 alle 21:36
io i capelli non me li faccio tagliare
io il pigiama non me lo metto
io non scavo nessuna buca inutile di sto par di palle
io le scarpe di mio padre le brucio, il cuoio lo brucio, tu, a me, non sai come mi chiamo
io scrivo e tu non capisci un cazzo, io ti assicuro che scrivo che sei una merda e tu non capisci, resti come un idiota e passi avanti,
tu in galera non sai come mettermi, io ti rubo tutte le campane, i chiodi, le gomme, i cucchiai, vedrai che pian piano non troverai più un cucchiaio, io ti metto la pece su alcune righe dei tuoi stucchi e tu non vedi, solo sottocchio ti sembra che le tue cose invecchino, che il tuo mondo invecchi e credi sia la fisica, il cosmo, non sai dire, invece sono solo un tot di me, mi hai davanti e risplendo e tu non capisci che il vecchio che sei sono io che lo rifletto,
io mi porto dietro due o tre cento uomini, non di più, che nell’arco del tempo che il tuo culo ingrassa t’hanno reso vecchio e trapassato, i loro figli sono la nuova vita e tu e le tue iniziative marciscono come i vestiti da mercato, come gli edifici delle case popolari, come i giardinetti dei disegni degli architetti venduti,
e la colpa della tua disintegrazione è mia ma tu mi leggi e non hai capito un cazzo, in galera non mi hai potuto mettere, i capelli me li son tagliati da solo e forse mi sposo tua figlia e finisce che le modifico il cognome.
E le mie impronte tu le puoi prendere, ma io modifico che cosa è il punto del discorso, ed i tuoi discorsi diventano nulla. Non manca molto, fate tranquilli.
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10 marzo 2009 alle 22:04
Massì Maralai, te lo vedi un unico timido dissenziente sedersi tra oceani di scranni vuoti a votare contro il suo datore di lavoro, additato al pubblico ludibrio come traditore dalle mandrie di Razza Piave? Scendi dalla pianta, please. Allora a questo punto a che serve far votare i capigruppo? C’è una maggioranza? Bene, allora ogni legge proposta dalla maggioranza, o meglio ancora dal governo, entra automaticamente in vigore. Perché perdere tempo a votare?
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10 marzo 2009 alle 22:19
Questo è il frutto dell’assenza di un’opposizione che sia in grado di fare l’opposizione oggi con serie speranze di governare domani.
A tutti andava bene il porcellino (dissidenti interni esclusi, ma perché erano e sono a rischio epurazione). A tutti va bene (di fatto) che il referendum peggiorativo del porcello salti per aria. Non fatevi ingannare dalle dichiarazioni pro referendum di alcuni capipartito … lo vedono come una mina da innescare sotto la poltrona di Silvio, ma la legge attuale a loro va abbastanza bene (unico neo i rimborsi elettorali, ma basta parlare con Palazzo Chigi e un accordo si trova nel comune interesse dei capi).
Chi ha gruppi numerosi, compositi vede bene il voto affidato al solo capogruppo per mille ragioni (confessabile: si risparmia tempo … inconfessabile: il controllo capillare della dissidenza interna). E l’aspetto oscuro interessa può interessare soprattutto a chi è diviso su tutto ma vuole apparire unito.
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10 marzo 2009 alle 22:22
Sinceramente come resoconto è davvero triste….
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10 marzo 2009 alle 23:04
x Kabinett.: ricordi cosa aveva detto tempo fa l’on.le guzzanti del parlamento? siamo li per schiacciare bottoni ed a volte non possiamo neppure alzarci per andare a pisciare. credi che tutti i parlamentari prendano parte attiva alla discussione? non è che parla uno e dopo di che gli altri votano? non dirmi che parlano tutti? credo che, paradossalmente e con ironia, stiamo evidenziando che in termini regolamentari c’è molto da riformare nel ns parlamento.
ciao
M
x andrea barsotti: a berlusconi sto suggerendo da tempo di dimezzare il numero di deputati, senatori e consiglieri regionali. che se mi ascoltasse, sarebbe anche una speranza per tanti italiani. sul taglio numerico di parlamentari niente paradossi.
ciao
M
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10 marzo 2009 alle 23:22
Concordo con giuli: è un resoconto triste.
Visto Dot? si sono presi le impronte. Non che sia una tragedia, volevano le impronte? Gliele ho date. E’ solo un piccolo rospo da ingoiare, cosa vuoi che sia? Un leggero malessere alla bocca dello stomaco, poi passa. In cambio ci troveremo qualche plenipotenziario in più che ci aprirà la strada verso un futuro radioso, energetico e splendente.
Io credo che non riuscirò più a fare a meno di Razza Piave. Con la sua forza è entrato e mi ha stravolto, è un giorno solo che non leggo i suoi messaggi e già ne sento la mancanza. E’ possibile farlo resuscitare dal brodo?
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10 marzo 2009 alle 23:32
In tutto questo è palese che ciò che non va è la legge elettorale. Quello che serve è un uninominale maggioritario secco. Se i partiti vogliono, al loro interno possono fare le primarie e a quel punto tutto è chiaro.
E’ chiaro chi governa.
E’ chiaro chi fa opposizione.
E’ chiaro chi è stato scelto dal popolo.
Negli ultimi decenni la cosa più vicina a questo criterio che abbiamo avuto è stato il tanto vituperato “Mattarellum” che, per quanto imperfetto, ha dato una botta clamorosa a ciò che era la prima repubblica ovvero la possibilità di scegliere la coalizione di governo PRIMA delle elezioni e non dopo. Alla fine anche quello è stato massacrato sull’altare del proporzionale a liste bloccate. Una vera bestemmia democratica. L’altra voce agonizzante della democrazia è il referendum reso praticamente inutile dal “quorum” che di fatto già da un 20-30% di vantaggio MINIMO al NO (ovvero al non cambiare).
Onorevole, per quanto antipatiche siano le impronte ai parlamentari credo che per riportare un clima democratico in parlamento ed un governo “stabile” dobbiamo ripartire proprio da qui. Dalla regola base della democrazia, ovvero quella che regola la consultazione popolare sia essa elettorale nel senso rappresentativo o referendaria (che essendo diretta, IMHO, dovrebbe avere persino più valore di quella mediata dal parlamento).
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11 marzo 2009 alle 00:57
Senatore, questa è satira.
Quando è satira si perdona sempre. La detto Lei.
Io francamente, non so più quando Sa-tira o non, e mi sto un po preoccupando per Lei.
Questi ultimi tempi ha crisi di vomito, nausée……….francamente……………….malgrado che ci dice che l’ha fatto col ditino……………sara mica in cinta ?
Pinco Pallino
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11 marzo 2009 alle 02:28
In Parlamento Europeo, dopo il passaggio in Commissione, le nuove leggi vengono spesso votate per alzata di mano dei capigruppo. Anche lì se qualcuno non è d’accordo allora può votare contro o astenersi.
Immagino che Berlusconi abbia assistito in passato a questo metodo di votazione e forse per questo non gli è sembrato così grave proporre di far votare solo i capigruppo anche in Italia.
A me sembra che questa analogia sia interessante.
Già trovo il Parlamento Europeo un’istituzione che presenta alcune similitudini con quelle dei sistemi autoritari perché, sfido chiunque a dire il contrario, i cittadini degli stati membri sono politicamente alienati dal processo legislativo e di fatto quello europeo è un parlamento in cui non esiste l’opposizione.
Scoprire che anche in PE si lascia che votino i capigruppo è significativo proprio in questo senso: il dabattito non avviene in aula, ma dietro porte chiuse, lontano dai cittadini.
Lasciamo perdere che ovviamente (non siamo in dittatura) è fatta salva la possibilità di votare contro o astenersi per quelli che sono contrari, quello che preoccupa è che questo metodo di votazione risparmia al parlamento quello che che invece gli è proprio: il dibatitto politico.
Sia in Italia che in Europa l’esercizio delle funzioni parlamentari è lontano dal cittadino.
Sia in Italia che in Europa non esiste l’opposizione.
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11 marzo 2009 alle 09:23
Cra Simona.
Il problema dell’europa sono gli Stati nazionali e i loro politci.
Il deficit di democrazia in Europa è dovuto a questo.
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11 marzo 2009 alle 09:50
Al contrario,
gli Stati nazionali, fondati sui popoli e sulla diversità culturale, sono invece la ricchezza dell’Europa.
Un patrimonio che l’UE, così com’è stata pensata (n.b. = 1992), se non riusciremo a riformarla in tempo, pian piano distruggerà.
Ti basti sapere che nel Trattato di Lisbona la concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale.
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11 marzo 2009 alle 06:50
@Barsotti
E perché no? Sarebbe un’ottima idea! Votare via Internet. Con un sistema di identificazione sicuro, il democratico esercizio del voto sarebbe, probabilmente, ancor più democratico.
Quello del riconoscimento personale attraverso la “lettura” delle impronte digitali è, contemporaneamente, un metodo sicuro ed economico. Acquisterei volentieri uno scanner da collegare al mio PC se, attraverso internet, io potessi esprimere liberamente sia le mie preferenze politiche (elezioni) che la mia personale posizione su questo o quell’argomento (supporto alle decisioni dei miei rappresentanti in Parlamento). Ed anche i miei rappresentanti sarebbero più sicuri della mia opinione se sapessero che questa proviene sicuramente da Massimo Gambino piuttosto che da anonimi xyz!
Dov’è il problema? Paura del Grande Fratello? Paura o diffidenza della tecnologia? MA L’ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA DOVE STA???
In fondo anche questo blog è uno strumento per esprimere le proprie opinioni. Ma i vari -jm-, giuli, Kabinett, jovenal, il dodicesimo, manca, sagra3, uccio, juval cortes, simona, Amgelo, vitus etc etc rappresentano soltanto opinioni senza identità. (GUZZANTI! Solo ora mi accorgo di quanto anonimi siano diventati i commentatori del suo blog. Qualche mese fa, prima della “svolta”, mi sembra di ricordare decisamente più nomi e cognomi).
—
@Tutti
Ho appreso solo attraverso il blog della proposta/idea di Berlusconi di “concentrare” il voto parlamentare attraverso i capigruppo e, nonostante i commenti sarcastici e tristi di quasi tutti voi, riflettendoci su un po’, a me sembra un’ottima idea. Di fatto si tratterebbe semplicemente di formalizzare quello che già avviene, semplificando fortemente le procedure di voto e permettendo ai Parlamentari di svolgere con maggiore tranquillità il proprio lavoro in Commissione. Ascolto spesso Radio Radicale e mi capita quindi di “partecipare” alle votazioni alla Camera. Molto spesso mi sono chiesto quanto debba essere noioso, in certe occasioni, il lavoro del Parlamentare. Ore ed ore ed ore ad ascoltare questioni di minimo interesse e poi a schiacciare il bottone, e avanti col prossimo emendamento…”La Camera approva… la Camera respinge…” miiiii che palle!!!
Si mette in pericolo la democrazia? e come? dov’è il problema?
La politica si è da sempre organizzata in “fazioni”, in “partiti”.
Il partito è insostituibile quale “sintesi” del pensiero dei singoli cittadini. Ad oggi non mi sembra esistano forme aggregative migliori del partito o strumenti decisionali più efficaci e più rappresentativi.
E’ quindi il partito che, nel suo complesso, è espressione del “popolo”, e non il singolo deputato. (Ovviamente ciò vale per il voto politico e non per quello amministrativo).
Questo non vuol dire, ovviamente, che il singolo deputato non possa liberamente esprimere la propria opinione, se diversa da quella del suo partito. E se le divergenze dovessero essere superiori alle convergenze potrà sempre decidere di cambiare partito o crearne uno nuovo (anche passando all’opposizione).
Questo è sempre avvenuto, avviene, e sempre avverrà.
Ed allora non vedo alcun problema nel delegare il mio voto di parlamentare al mio capogruppo in tutti i casi in cui la mia posizione sia “mediamente” in linea con quella del mio partito.
—
Alla maggioranza di voi, Guzzanti compreso, non piace (o non piace più) Berlusconi. E questo è un fatto!
Ma Berlusconi, invece, piace ancora ai suoi elettori:
1. perché sta facendo quello che noi pensiamo (mediamente) debba essere fatto: in economia, sulla scuola, sulla giustizia, in politica estera, sulla riforma della PA, sull’energia…
2. perché è politicamente “scorretto”. Dice cose che un politico non dovrebbe mai dire (come ad esempio che Obama è bello ed abbronzato). E questa sua scorrettezza provoca l’INDIGNAZIONE dei benpensanti (TUTTI CHE SI STRACCIANO I VESTITI DI DOSSO – in particolare Veltroni che è rimasto nudo!!!) ma allo stesso tempo determina una SILENZIOSA e SIMPATICA APPROVAZIONE da parte della gente comune, gente come me, che pensa: “Finalmente! Lui può dire quello che io penso ma che non posso dire.” E sorridendo, continuo a tirare il mio umile carretto.
Un saluto
Massimo Gambino
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11 marzo 2009 alle 08:27
Approvato Gambino!
Ormai lo sport del Guzzanti -Blog è quello di scatenare la canea qualunque sia l’argomento usabile contro Berlusconi: a prescindere!
La realtà delle cose è da trascurare.
Nel caso in questione si sta facendo della pura gazzarra su qualcosa che nemmeno si conosce.
A prescindere. Come nel Grillo-bog.
NC
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11 marzo 2009 alle 10:47
l’identità che non puoi leggere nel nick è la stessa identità personale pubblica libera e riconoscibile che si adopera in qualsiasi assemblea pubblica o aperta, durante la quale la voce e l’espressione di un individuo viene per primo vagliata dall’intelletto della comunità presente e di ciascuno — salvo pregiudiziali, ad esempio la presunzione di una riforma — e non è dato che sia necessariamente sincronizzata alla visibilità della scheda anagrafica.
Quello che Lei deve chiedere è che l’identità della persona sia omotetica per ciascuno dei suoi livelli. Significa che se, quando ed ovunque sia richiesto, la Sua istanza di riconoscimento di tutte le (n)*identità proposte dalla stessa persona deve essere soddisfatta in modo non ambiguo. Si chiama istanza di disambiguazione, e lei deve richiedere che il sistema la svolga obbligatoriamente.
I sistemi di registrazione della mia id attualmente non sono adeguati all’eventualità di questa Sua istanza, per scelta commerciale. Wordpress ed altri environment sociali seguono normative di web marketing che sopravvalutano il numero grezzo dei propri utenti, per necessità di massa, la stessa adoperata dalla maggioranza degli editori dei media. Tali norme *preferiscono* una serie solo incrementale e solo a segno ‘+’, ossia il mio nick c’è e ci sarà per sempre, seppure io decidessi di uscire dalla community. La condizione successiva per una nuova partecipazione mi impone di fatto di adottare un nuovo nick, e la somma di tutti questi (+1*nick) fa una massa che ha un controvalore valutabile in denaro.
Per tale ragione, i form di registrazione in questi environment non sono fondati su parametri che garantiscano la congurenza identitaria, e semmai producono il contrario, l’incremento, la duplicazione, la proliferazione, l’ambiguità.
Da cui scaturiscono:
gli impostori da un lato, i riformisti over-layer, come chi scrive quel che Lei ha scritto, ventilando una necessità impropria di identificazione senza strati e granitica.
Lei non si pone il problema della revocabilità della presenza, della memorizzazione di ogni mio passaggio, della proprietà della detenzione e degli usi delle schede di identificazione, degli indispensabili ruoli identitari temporanei, dei furti di identità “bianche”; non tiene conto della mole procedurale che un prossimo Diritto avventatamente imposto sui principi di identificazione di una community tradurrebbe nella vita di ciascuno.
Si ricordi che il principale diritto di ciascuno è quello naturale, della presenza indenne nel proprio environment vitale, dell’uso del linguaggio naturale in modo naturale, della non classificazione. Gerarchicamente, tutto il resto viene immediatamente dopo, è una struttura ulteriore ed ogni struttura in crescita deve essere solida, oppure schiaccia la naturalità di base. I cataloghi sono superstrutture. I cataloghi fondati sulla schedatura di proprietà personali sono supertrutture. Lei come fa a dare istanze di catalogazione pura, senza pretendere altro?
Qui cmq per registrarsi si compila wordpress. Dopodiché il titolare dell’ambiente dove io e Lei stiamo scrivendo richiede informazioni univoche ulteriori, in modo in parte temerario ma lo spirito è in definitiva corretto, e Lei è garantito da questa griglia sottostante che potrebbe conoscere se, quando ed ovunque sia richiesto.
Obr.
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11 marzo 2009 alle 10:48
~cmq, se questa è ancora la destra, non si può adottare alcuna destra. Idee e necessità nuove?
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11 marzo 2009 alle 11:18
~~ che in pratica sono 2, queste: Facebook Connect, tutta sulla relazione dei livelli cyber_id:id_anagrafica, e OpenID, basata su un unico livello cyber distribuito su qualsiasi environment di rete.
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11 marzo 2009 alle 12:25
~~~che poi fanno a gara per sbilanciarsi sopra la ricerca di un superprotocollo di relazione, chi a partire da YADIS, chi da XRI… molto altro, cioè quello che sti sta costruendo. Ma son tutti stronzi, no? a noi serve il punto di vista della portiera, tra l’altro lei anonima davvero, qualunque. Pay-per-post.
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11 marzo 2009 alle 08:10
Magnifico sig. Gambino! Lei è stato capace di superare il sig. Nanni ed è avanti anni luce a Berlusconi. Viva il parlamento “votificio”! Viva la partitocrazia!Le suggerirei in proposito di avanzare una proposta:cambiare la Costituzione. La sovranità appartiene al popolo che la esercita attraverso la forma aggregativa del partito. Almeno mettiamo nero su bianco che diamine!
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11 marzo 2009 alle 08:18
A me interessano fino a un certo punto i rimedi che verranno adottati per riparare la macchina parlamentare. Che sia rotta è un fatto e lo ha testimoniato l’onorevole padrone di casa qualche mese fa, quando scrisse che loro votano (immagino secondo istruzioni del capogruppo) e il giorno dopo dai giornali apprendono ciò che hanno votato. Dopo il restauro della macchina (e speriamo che non sia solo una demolizione), poco dopo la votazione se un parlamentare qualsiasi viene interrogato deve sapere almeno il contenuto di quello che ha votato e possibilmente saper spiegare perché ha detto si o no a un certo articolo.
Altrimenti a cosa servono?
Se un controllore firma o cassa qualsiasi cosa senza nemmeno guardarne il contenuto, a cosa serve il controllore? Quanto può essere efficace?
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11 marzo 2009 alle 08:55
scusate la franchezza; in questo blog di “rivoluzionari” non ho mai notato ardimento a sostegno di una proposta realmente rivoluzionaria e democraticamente o radicalmente riformatrice del nostro ordinamento come quella del dimezzamento numerico dei parlamentari. ora l’idea l’ha sposata direttamente Berlusconi ma si evita di amplificarla; mentre si parla del voto del capo gruppo che, riscusate la rifranchezza, Berlusconi ha pure visto giusto. io credo che Berlusconi, se “messo alle strette”, sulle impronte digitali ai parlamentari direbbe: “mi fanno orrore, orrore mi fanno”. Liberali, rivoluzionari, gente perbene d’intelligenza del Pdl, uscite allo scoperto contro una strisciante deriva giustizialista-populista che sta montando proprio nello schieramento che dovrebb’essere il pilastro del garantismo e della civiltà giuridica del ns Paese, attuale e del futuro; abbiamo assistito in queste settimane a scene ministri, deputati e sindaci del centrodestraliberale, che senza ritegno alcuno per fatti di cronaca in corso d’accertamento, a fasi alterne prima strillare per gli arresti le pene subito, pene certe e senza sconti etc, e poi ristrillare per liberare gli arrestati “perchè noi non vogliamo innocenti in galera”. Ma allora perchè non vi siete stati zitti, senza fare ritenere che sarebbe uno strazio per la democrazia concepire una magistratura a telecomando e a seconda dell’onda emotiva del Paese? Perchè non dimostriamo di essere veramente garantisti SEMPRE e più che mai nei momenti difficili? Sono obbligato a parlare della Bernardini che è stata messa in graticola per via della visita ai rumeni appena incarcerati, mentre ora si scopre che non erano gli stupratori e la Bernardini ha avuto ragione anche se nessuno o almeno pochi lo riconosceranno. Io non difendo la Bernardini ma evidenzio ciò che sta montando nello schieramento di riferimento che sta perdendo lo smalto garantista. Lo sta perdendo anche il parlamento accettando le impronte come la questura chiederebbe agli abigeatari, dove c’è manifesta rinuncia ad opporsi realmente ad una prativa incivile, specie per chi si sente degno di rappresentare il Popolo. Anche Travaglio ha avuto da ridire sull’eccesso di spettacolarizzazione cui sono stati sottoposti i rumeni accusati e poi scusati di stupro. Ma vi pare che dobbiamo su questi temi del garantismo citare pure Travaglio? Persino la ministra Carfagna dovrebbe ponderare le sue iniziative anche mediatiche godendo del consenso per fatti gravissimi che scuotono le coscienze. Ma scusate: credete che le attuali leggi vietino ai magistrati di punire anche severamente gli stupratori? Ma allora dobbiamo rincorrere i fatti eclatanti per aggiornare le leggi secondo l’emozione e non secondo la ragione del diritto? Ma dove cazzo sta andando il nostro Paese? Ci siete, mi sentite, amici liberali di pensiero, mi volete rispondere?
Maralai
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11 marzo 2009 alle 10:37
Egr. Sig. Nanni,
condivido quanto da Lei postato, tranne la parte in cui afferma che sul voto ai capigruppo Berlusconi ci ha visto giusto.
Le motivazioni sono state ampiamente illustrate da altri amici del Blog e anche da RiccardoP qui sotto.
La parte in cui, invece, concordo totalmente con Lei è quella relativa al “garantismo” e alle affermazioni dei nostri rappresentanti fondate sull’onda motiva con richieste di giustizia a comando.
E’ proprio quando ci troviamo di fronte a dei reati aberranti che ci fanno contorcere le budella, che il garantismo vacilla ed iniziamo a mettere in dubbio dei principi che dovrebbe essere la base di uno stato di diritto.
In questi giorni su Facebook vi è stato un proliferare di gruppi che inneggiavano alla pena di morte o al taglio del pisello con la foto in bell’evidenza dei due Rumeni della caffarella tipo far west.
Oppure mi è capitato di essere inviato ad iscrivermi a gruppi del tipo “estirpiamo i coglioni ai stupratori rumeni.
Oh cacchio, ho pensato, e se lo stupratore è francese che gli facciamo? Gli diamo un buone premio?
Io sono convinto che anche nei confronti del peggiori degli esseri umani deve essere rigorosamente applicata la legge esistente, e devono essere rispettate le procedure e le garanzie previste dal nostro ordinamento.
In caso contrario si dovrebbe dire apertamente quello che è per noi la Giustizia.
Se intesa come vendetta e punizione, allora, forse, la cosa migliore sarebbe proporre l’istituzione di apposite giurie composte dalle vittime di reati analoghi e con giudice la vittima o i parenti di questa.
Quanto alla pena lasciamola alla libera fantasia del collegio giudicante così composto, ne ricaveremo sicuramente delle ottime proposte.
Le prove, un lungo processo e la possibile innocenze degli imputati?
Tempo perso, ha già deciso l’opinione pubblica sulla base delle trasmissioni televisive e dei titoli dei giornali se uno è colpevole o meno. ed è molto meglio un innocente dentro che un pericoloso delinquente fuori.
Mi permetta, infine, un ultimo appunto.
In riferimento alla Bernardini mi ricordo che la polemica era relativa ai fatti di Guidonia e non della Caffarella.
I rumeni arrestati a Guidonia erano e sono gli effettivi autori dello stupro.
Ma quello che ha subito la Bernardini a causa di quella visita è, a mio opinione, comunque sbagliato, indipendentemente dall’innocenza o meno delle persone coinvolte.
Gradisca i miei migliori saluti.
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11 marzo 2009 alle 08:57
Sono molto preoccupato, moltissimo da quello che leggo sia qui che altrove, e lentamente mi abituo, mi aggiusto in una realtà che non è evoluzione ma involuzione, mi adatto al meno peggio cercando di tenere quanto è possibile la qualità della vita che ho avuto finora.
Presa coscienza di questo mi sono accorto di quanto sia pericoloso e pernicioso continuare a dare “fiducia” a questa onda di barbari pronti al saccheggio identificabili per nome e cognome ed ai loro sostenitori ignavi? Non saprei però ignavi quanto.
Le regole democratiche, l’equilibrio delicato di separazioni e contrappesi che garantisce, ed aveva garantito, contro la prevaricazione è saltato, semplicemente distrutto con il tacito accordo di molti che non riescono a distinguere la libertà dal tornaconto personale o meglio, che concepiscono la libertà come tornaconto personale.
Non ci rendiamo conto che siamo urlatori al vento, capaci solo di urlare ma non di vedere o sentire, eppure è un diritto dovere sentire e vedere, perché il mondo non finisce con noi e già di danni ne abbiamo fatti molti.
Bravo è stato chi ha trasformato il suo interesse personale in interesse collettivo, battiamo le mani perché non era facile nemmeno con un popolo grezzo e ignorante come quello che siamo.
In fondo non è male l’idea di far votare i capogruppo, ho letto incredibilmente anche questo, in fondo rispecchia la realtà, in effetti la cosa in se sembra nulla quasi una presa d’atto, ma nessuno vede il principio che si cela? Il popolo elegge gli eletti (ci sarebbe da discutere su questo), gli eletti eleggono l’anello superiore, in questo caso i capogruppo, gli eletti degli eletti eleggono l’eletto, e siamo arrivati in stazione.
Ma cosa ancora dovete vedere?
Non è stato risparmiato alcun che nel campo del vivere civile, in Italia si fa quello che si vuole, si pensa in proprio, non esiste un progetto collettivo, la demagogia è un bene di consumo che riempie anche i Discount ed il livello culturale precipita inesorabilmente senza fermi, abbiate fiducia, la colpa è vostra che non spendete, i precari non sono un problema, basta pensare che non esistono o meglio crederci che non esistano, in effetti smettono di esistere e diventano disoccupati, la Legge non è un problema basta mettersene al di sopra, siate ottimisti, il ponte di Messina rimarrà fino al primo terremoto adesso pensiamo a farlo poi a piangerlo, le Centrali Atomiche saranno colorate e piene di murales, aggiungi una stanza al tuo appartamento al 5° piano del condominio, non si può? ma che state a dire tutti hanno la villa al giorno d’oggi, i piani regolatori ma che terribile scocciatura che sono, state male non vi lamentate c’è chi sta peggio, immaginate di essere il nominato del Grande Fratello e allora si che capirete cosa significa stare male!!
Male che vada qualcuno avrà sempre di che vivere facendo il bagno nel latte di capra e gli altri.. ma che si arrangino, in fondo potevano avere qualche scrupolo in meno e rubare un poco di più, se lo meritano, avevano sotto gli occhi chiaro quello che accadeva e gli stava bene, chi è cagion del suo male pianga se stesso.
Riccardo.
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11 marzo 2009 alle 09:04
Tutto giusto, tutto chiaro.
Ma Berlusconi è sempre stato così.
Lo avete sostenuto, lo avete votato e ora ve (ce) lo teniamo.
Un po’ di mea culpa non sarebbe male da parte di coloro che vedavano i comunisti da tutte le parti e non si sono accorti della strategia del Barzelettador.
Anche lei Onorevole: molto bella perchè motivata e disinteressata la sua presa di distanza da Berlusconi ma non pensa che ci vossero gli elementi per accorgersi prima di che razza di pasta era fatta il buon Silvio?
Non è stato un errore sostenerlo negando l’evidenza di molte sue leggi antidemocratiche e dettate unicamente dal tornaconto personale?
Lei è uomo che sa ascoltare, perchè non ha dato retta a coloro che sollevavano legittimi dubbi sul comportamento del Premier?
E’ stato anche Lei abbindolato dal sorriso da piazzista e dall’entusiasmo di plastica del reuccio di Arcore?
Mi scusi per la sincerità e per lo domande magari indiscrete (anche se come dicevano in quel vecchio film “le domande non sono mai indiscrete, le risposte lo sono, a volte”).
Saluti.
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11 marzo 2009 alle 09:14
BRIANZA LADRONA.
400 MILIONI PER FAR FALLIRE IL REFERENDUM *
di La redazione 24.02.2009 di http://www.lavoce.info.it
Abbiamo in questo momento tre obblighi elettorali: elezioni europee, amministrative, referendum sulla legge elettorale. Il buon senso suggerisce di accorparle in un’unica scadenza. Ma il Governo ha deciso di abbinare in un’unica data soltanto le prime due consultazioni. E appare intenzionato a far tenere in data separata il voto referendario. Votare un altro giorno comporta un costo per la collettività di circa 400 milioni di euro. In tempi difficili come questi sarebbe bene utilizzare tali risorse per altri scopi.
Il Governo ha deciso di abbinare elezioni amministrative ed elezioni europee in un’unica data, il 6-7 giugno 2009. Ma appare intenzionato a far tenere in data separata il voto sul referendum sulla legge elettorale. Dato che molti partiti sono contrari al referendum e si propongono di farlo fallire, è molto probabile che alla fine non verrà permesso ai cittadini di recarsi una sola volta alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento Europeo, negli enti locali interessati dal voto e per esprimersi sul quesito referendario.
ALCUNE STIME
Qui sotto forniamo una stima dei costi del mancato abbinamento delle diverse consultazioni. Come si vedrà, si tratta di un costo ingente. I costi diretti si aggirano attorno ai 200 milioni, quasi il costo della social card. Aggiungendo a questi anche i costi indiretti sopportati dai cittadini, si arriva ad un costo complessivo di circa 400 milioni. In tempi di bassa crescita e di stringenti vincoli di bilancio è un’opzione che proprio non possiamo permetterci. Chi è contro al referendum non deve imporre alla collettività un costo così alto. Meglio che spieghi ai cittadini le sue ragioni invece di imporre a tutti una tassa così alta.
Ma vediamo come si arriva a questa cifra.
Tra i costi diretti abbiamo considerato:
1. La remunerazione dei presidenti di seggio e scrutatori delle 61.212 sezioni presenti in Italia e delle 1.309 sezioni presenti all’estero.
2. Il costo del trasporto delle schede.
3. I costi del personale di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle elezioni.
Tra i costi indiretti abbiamo invece preso in considerazione:
1. Il valore del tempo impiegato per recarsi ai seggi due volte anziché una.
2. Il costo a carico delle famiglie con figli che frequentano scuole statali elementari o medie inferiori chiuse il lunedì successivo alle elezioni.
3. La perdita di un giorno lavorato per il personale impegnato nelle operazioni di voto.
Nel nostro calcolo non considereremo quei costi fissi (come la produzione delle schede) che verrebbero comunque sostenuti anche tenendo in un’unica data tutte le consultazioni e altri costi di difficile quantificazione, come l’utilizzazione di scuole e edifici pubblici nonché la pulizia e il riassetto dei locali.
COSTI DIRETTI
Partiamo dai costi diretti. I referendum tenutisi nel periodo 2003-2006 sono costati mediamente 315 milioni ciascuno. Abbinandoli ad altra elezione ovviamente non si potrebbe risparmiare integralmente questa cifra, perché alcune spese (ad esempio la stampa delle schede referendarie) devono essere sostenute comunque.
Per avere una prima stima dei risparmi nei costi diretti raggiungibili tenendo tutte le consultazioni in un’unica data si possono utilizzare le stime sui risparmi conseguibili abbinando europee ed amministrative. La Relazione Tecnica che accompagna il decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, quantifica i risparmi legati ai soli trasferimenti ai Comuni in 100 milioni di euro. Il Ministro Maroni nella conferenza stampa dello scorso dicembre aveva quantificato i risparmi complessivi legati all’abbinamento di amministrative ed europee in 150 milioni. I risparmi sono ovviamente crescenti nelle dimensioni dell’elettorato dato che il grosso dei costi, come spiegato nella stessa relazione tecnica, consiste nell’allestimento dei seggi, nella remunerazione di presidenti di seggio e scrutatori e nei costi del personale addetto alla sicurezza. Le amministrative del giugno 2009 riguardano un elettorato potenziale di circa due terzi di quello interessato dal referendum. Facendo le dovute proporzioni si ottiene perciò un risparmio di circa 225 milioni tenendo anche il referendum il 6-7 giugno.
Una seconda stima può essere ottenuta analizzando in dettaglio le singole voci di spesa che potrebbero essere evitate tenendo il referendum assieme alle altre consultazioni.
Il primo costo è quello di presidenti di seggio e scrutatori. Li possiamo stimare a partire dai costi sostenuti nel referendum del 2006 (Decreto Ministeriale n. 91517/2006), rivalutati sulla base dell’andamento dell’inflazione. Si tratta di 74,5 milioni di euro di remunerazione per 375.126 addetti. Il secondo costo è quello del personale di pubblica sicurezza. Mantenendo immutato il numero delle forze disposte sul territorio per lo svolgimento del referendum del 2006, la spesa si aggira intorno ai 63,5 milioni di euro. Infine ci sono i costi degli straordinari per il personale dei vari Ministeri coinvolti (Esteri, Interni, Economia e Finanze e Giustizia) (13,4 milioni), quelli per il trasporto delle schede (3,8 milioni), quelli di cancelleria per le sezioni (2,1 milioni), il noleggio delle strutture di voto e l’organizzazione dell’apparato (7,2 milioni), missioni all’estero. Questo porta ad un totale di circa 165 milioni. Ma vi sono diverse voci del decreto ministeriale che sono difficilmente interpretabili. Quindi si tratta sicuramente di una sottostima.
I risparmi potenziali sono un valore intermedio tra le due stime di cui sopra che, in media, comportano una riduzione di costi di 195 milioni di euro nel caso in cui il referendum fosse anch’esso tenuto il 6-7 giugno assieme alle altre consultazioni.
I COSTI INDIRETTI
Aggiungiamo ora ai costi diretti per le casse dello stato i costi sopportati dai cittadini senza mediazione dello Stato.
Il tempo medio impiegato per andare a votare può essere stimato in circa 30 minuti. Nel caso in cui si tenesse una sola consultazione, i votanti risparmierebbe dunque circa 30 minuti di tempo libero. Il valore del tempo libero può essere valutato a partire dal salario di riserva (il salario minimo che compensa il valore del tempo libero cui si deve rinunciare per lavorare) medio dichiarato nell’ambito delle Indagini sulle Forze Lavoro. Si tratta di un salario orario di 6,3 euro all’ora, ovvero di 3,15 euro per 30 minuti. Certo non tutti i potenziali votanti andranno a votare. Moltiplicando questo valore unitario per il numero dei votanti alle elezioni politiche del 2008, otteniamo un costo totale che si aggira intorno ai 127 milioni di euro.
Consideriamo ora il costo sostenuto dalle famiglie per la chiusura delle scuole il lunedì, dopo lo svolgimento del referendum. Sono più di 3 milioni le famiglie che hanno almeno un figlio nelle scuole pubbliche elementari o medie. Di queste, il 33% non ha nonni a casa ed entrambi i genitori sono occupati, e quindi con ogni probabilità dovranno far ricorso ad un aiuto esterno per la cura dei figli. Il costo medio di una prestazione di 4 ore nei servizi alla famiglia secondo i dati Istat è di 35 euro lordi; dunque i costi sostenuti dalle famiglie nell’affidamento dei figli in un giorno di chiusura delle scuole possono essere stimati in circa 37 milioni di euro.
Infine, consideriamo il valore della giornata lavorativa persa da presidenti di seggio e scrutatori. Prendendo come riferimento le retribuzioni medie di fatto e dividendole per il numero di giorni medi lavorati in un mese si ottiene una stima della produttività media giornaliera di circa 102 euro. Moltiplicato per il numero di presidenti di seggio e scrutatori questo ci porta a 37 milioni di euro. Ora, molti scrutinatori sono studenti e quindi per loro il costo è più legato alla mancata possibilità di frequentare corsi o di studiare. Questo costo può essere inferiore alla produttività media giornaliera. Tuttavia, il personale coinvolto nelle operazioni di voto ha generalmente una produttività più alta della media, quindi le due fonti di distorsione tendono a compensarsi.
Si giunge così ad una stima dei costi indiretti pari a circa 201 milioni di euro. Tra costi diretti e indiretti si giunge così a un costo complessivo per la collettività di circa 400 milioni di euro.
* A cura di Davide Baldi
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11 marzo 2009 alle 15:33
Pure fandonie:
volete accorpare il referendum perchè sapete benissimo che la stragrande maggioranza della gente è contraria e LO DISERTERA’, facendo BENISSIMO, perchè è un referendum DA DISERTARE, da annullare con tanto di spernacchiamento.
Lo sbarramento era necessario già quarant’anni fa, chi usufruisce elettoralmente dei vantaggi dello sbarramento è lo stesso partito che fa demagogia adesso, ammantandosi a difensore di un referendum abrogativo di una legge VOLUTA DA LUI STESSO.
Perchè non mettete in luce questo aspetto della faccenda ? Perchè siete dei bugiardi!
NC
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11 marzo 2009 alle 09:17
Mi scaglio contro berlusocni perchè voglio avere la cosceinza a posto. Dopo che lui avrà instaurato la sua bella dittatura da reality show alla Ray Bradbury voglio poter guardare in faccia i miei figli e dir loro che io almeno mi ci sono sempre opposto. Dall’inizio. E contro tutti gli incivili d’italia che lo hanno votato e lo votano con entusiasmo ignorante. Io, bambini, mi ci sono sempre opposto. E c’ho le prove.
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11 marzo 2009 alle 09:22
Gambino,
guarda che se sente questo l’insopprimibile desiserio di insultare la gente di colore può andare dal primo africano che incontra e dirgli che è “bello e abbronzato” ma se poi prende un diretto sul muso non venga qui a piangere, vada da Berlusconi.
Saluti.
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11 marzo 2009 alle 09:41
Caro Paolo,
Ti chiedo di dedicarmi due minuti del Tuo prezioso tempo.
Tu che hai avuto modo di conoscere il “minchiataro”, quando pensa a queste minchiate, le pensa da solo o è in compagnia.
Perchè vedi, qui da noi in sicilia, il minchiataro è una patologia ben definita. Non è il fanfarone o lo sbruffone o il cazzataro, è di più. E’ colui, che colpito dal virus “minchionsis minchiatorum”, si nutre delle sue minchiate, insomma è la prefetta opera della natura che auto-alimenta il corpo di cui si nutre. E’ una quadratura perfetta del cerchio. Quindi mi piacerebbe sapere, Tu che hai potuto assistere dal vivo a questa sublime opera della natura, se si manifesta da solo o in simbiosi con altri consimili. Perchè se fosse una manifestazione solitaria, poco male, morto il corpo, morto il virus, se invece fosse in simbiosi con altri, allora vuol dire che appartiene a quel ceppo che trasmigra ed infetta anche altri corpi e quindi rappresenta un grave pericolo di salute pubblica.
Quindi capisci bene, che un tuo breve resoconto sul minchiataro, può fornire un valido spunto per tesi universitarie e simposi di studio, degni del premio nobel.
Vedo anche che qui, pur trovandoci in ambiente quasi strerile ed in assenza di contatto umano, qualcuno ha gli stessi sintomi del “minchionsis minchiatorum” e quindi urge trovare al più presto un antidoto, che non sia la repressione fisica del portatore.
Giuseppe STELLA
P.S.: Comunque Io essendo distante dalla farmacia più vicina, ho iniziato ad oliare l’archibugio, caricato a minchia, ed a procurami dei paletti a forma di fallo, da infiggere nel deretaro dell’eventuale infetto che mi si parasse d’innanzi.
Scusate la trivialità del post, ma capite bene che a minchiata si risponde con minchiate.
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11 marzo 2009 alle 10:01
http://www.unita.it/news/82676/election_day_il_pd_buttati_milioni_per_tenere_unita_la_maggioranza
Che schifo! Che indecenza!
GUZZ – QUALE DELLE TANTE?
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11 marzo 2009 alle 11:43
Non faccia la schizzinosa, Serena.
Perché vive in un paese dove è cosa genetica, sapersi turare il naso.
Può investire in azioni di una farmaceutica che produce antiemetici, un po’ come si fece quando il Tamiflu si vendeva come pan fresco: influenza aviaria. Si ricorda?
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11 marzo 2009 alle 15:25
Invece il mio parere è:
Che il referendum vada tenuto ben distinto dalla tornata elettorale.
Che se il referendum fallisce è tanto di guadagnato per l’Italia.
Che chi vuole unire le tre schede vuole solo confondere le cose e le teste.
Che chi vuole unire le tre schede vuole dare al referendum un risultato che non deve avere sfruculiando sui dati d’affluenza, confondendoli con quelli delle elezioni
Che chi grida allo scandalo sfrutta un’occasione per fare della grande demagogia, essendo un grandissimo bugiardo.
Che i soldi li butta chi indice referendum a capocchia.
Che indire un referendum è una cosa seria, ed indirli a capocchia serve solo a svilire i referendum giusti.
NC
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11 marzo 2009 alle 10:13
Il vento nudo geme
Fuggendo dalle onde
Come se fosse uscito
Da un naufragio di sangue.
La luna appare lenta
E la sua luce azzurra
Avvolge la mia terra,
L’unica terra che ho.
Non lasciate passare la luna.
La luna ha tanti coltelli
Io non la voglio vedere
Non voglio vederla salire
Su per gli archi e per i muri
Su per le scale bianche.
Ma quando giunge l’aurora,
Vacillando,
Sulla riva del mare,
Le strade sembrano corde
Di un immenso violino
I negozi non respirano ancora
E i manichini nelle vetrine
Aprono gli occhi
Svegliati dallo stupore.
Stendono nella penombra
Mani di gelo
Mentre le viole e le rose
Fuggono dai balconi
Il vento nudo geme
La luna appare lenta
Ma dopo la luna e il vento
Giunge sempre l’aurora.
GUER – FINALMENTE, FINALMENTE. SEMBRAVA AL PRINCIPIO DI LEGGERE IL MIGLIOR LORCA, MA POI SI E’ SUBITO VISTO CHE “I NEGOZI NON RESPIRANO ANCORA” ERA UN VERSO CHE SOLO LA MIA GABBIANA POTEVA CONCEPIRE.
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11 marzo 2009 alle 11:09
Ciao..Nick. E te pareva che non approvavi Gambino.Ormai ci conosciamo.
Ma tichiedo una cosa .. anzi…siccome mi e’ venuta la voglia di dire una stronzata…la devo dire.
Secondo te da quando the king e’ sceso in campo in che cosa e’ cambiata profondamente ‘Italia ? O meglio qual’e’ un fatto epocale,positivo per tutti nel frattempo avvenuto?
Ecco la stronzata…secondo me l’unico evento davvero importante e’ stato l’entrata dell’Italia nell’euro …… tedeschi e soprattutto olandesi che non ci volevano proprio.
Non ho dimenticato come storcevano il naso leghisti,Tremonti e l’allora ministro degli Esteri,nonche’ economista, Antonio Martino.
Non c’e’ la controprova, ma se non fossimo stati nell’euro saremmo stati, con quello che succede,proprio con il culo per terra.
Ribadisco che questo ora menzionato mi sembra essere l’unico fatto epocale, diciamo pure storico di questi ultimi 15 anni…tutti il resto leggiucole e piccolo cabotaggio.
Ah,dimenticavo, quello che ci porto’ nell’euro si chiamava Romano Prodi….sento uno schiamazzo,un ruggito , tanti “ma che cazzo dici”.
Ciao Nick, hai ruggito?. Non lavorare troppo che poi ti stanchi. Stammi bene.
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11 marzo 2009 alle 12:19
Caro Kalevala,
tu intendi quel Romano Prodi che per entrare nell’euro si è calato le braghe con i tedeschi facendo cambiare la lira 1.936,27, quello che voleva svendere la Sme alla Buitoni di De Benedetti per 393 miliardi di lire con trattativa privata, tu intendi quello della seduta spiritica per ritrovare Moro, tu intendi quello che sfruttando la legge Berlusconi sulle donazioni ha donato ai figli 870.000E. nel 2003, tu intendi quello che con l’opera magnifica in 18 mesi ha dato una maggioranza bulgara al Cavaliere?
Volevo essere ben sicuro che tu intendessi proprio lui.
Se il Berlusca ha comunque deluso una parte dei suoi elettori, io fra questi, dall’altra parte non abbondano i geni, oppure tu arruoli fra loro, Veltroni, Bersani, Franceschini etc…
Siamo l’unico paese che, dopo il crollo del comunismo, dopo che, universalmente, ci si è resi conto dell’aberrazione intrinseca del comunismo stesso, della bocciatura della storia, è riuscito a moltiplicare i partiti comunisti.
E’ una sola notazione, Kalevala, vedere i difetti, le mancanze, le inettitudine del Berlusca non contempla il chiudere gli occhi a prescindere.
Non vorrei essere confuso con razza piave, la cosa mi disturberrebbe molto.
Saluti
Guido Rolla
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11 marzo 2009 alle 13:26
Scusa Rolla…ho dimenticato.
Voglio sottolineare una parte del suo ragionamento che non mi torna:
C’e’ una legge sulle donazione approvata da un Governo.E’ legge dello Stato.
Se lei Guido Rolla avesse usufruito di quella legge in tema di donazioni a favore dei suoi figli…Guido Rolla sarebbe stato un delinquente ? Certo che no. Chi usufruisce di una legge operante dello Stato,giusta o sbagliata che sia , dov’e’ il motivo per scandalizzarsi? Mi perdoni, ma il suo e’ un ragionamento assurdo.
Io ho condonato un sottotetto fruendo di una legge dello Stato …e che so’ un delinquente?Certo che no.
Su una cosa ,naturalmente, sono d’accordo con lei …non identifico Silvio Berlusconi come la fonte,la causa primaria di quello che non va bene nel nostro Paese ,ci mancherebbe altro. Anch’io non sono un razza piave.
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11 marzo 2009 alle 19:50
Egr. Kalevala,
Fare la donazione in base ad una legge dello stato non è reato, ci mancherebbe. E’ che da parte di una persona che avversava l’operato di Silvio Berlusconi e che riteneva indecente tale legge, esisteva una inopportunità politica nell’approfittarne, un non agire perchè la legge era ritenuta profondamente sbagliata. Infatti, appena tornato al potere, l’abolì.
Sono comunque contento del contenuto civile della questione. Siamo ospiti del salotto Guzzanti per costruire qualcosa di nuovo, dopo tutto.
Comunque, il parteciparea questo blog ha comportato delle rinunce, ho smesso di bere il brodo di gallina, per quanto mi piacesse. Magari ha delle controindicazioni…
Saluti
Guido Rolla
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11 marzo 2009 alle 17:15
Sì Prodi proprio lui.
L’Italia senza l’euro sarebbe col culo a terra. La destra non lo voleva l’euro. Se adesso non ci fossimo, nell’euro, la destra accuserebbe la sinistra di non aver saputo farci entrare.
I cambi non sono stati decisi con un negoziato. Gliel’hanno fatto credere Berlusocni, tremonti, bossi.
La determinazione era fissata con regole tecniche stabilite in precedenza e che vedevano il calcolo di oscillazioni medie di dati periodi temporali.
La destra (soprattutto la Lega) è contro l’euro solo elettoralisticamente. Sanno benissimo che senza l’euro l’Italia sarebbe in uno stato miserevole, ma sanno anche che al nord la moneta unica ha decretato la parola fine all’assistenzialismo di Stato di cui i nostri imprenditori hanno goduto per decenni.
Forse non ricorda di come le imprese del nord debbano il loro successo internazionale alle svalutazioni competitive che i governi hanno messo in atto per decenni tarmite la Banca d’Italia.
Via via l’accersciuta indipendenza della Banca d’Italia (grazie ad una normativa europea), lo stringersi del guinzaglio dello SME, ha fatto sì che questo assitenzialismo contasse sempre meno. Ma di fatto ha contato sempre, fino all’adozione euro.
Ecco perchè la destra rinfocola sempre la propaganda anti euro: rievoca i bei vecchi tempi. Come ha fatto anche in queste elezioni parlando di protezionsimo, scuola…
Sorvolo sul fatto che le svalutazioni della lira (l’assistenzialismo di Stato) che spingevano le imprese (evidentemente del nord soprattutto) a vantarsi dei loro successi causavano all’Italia bolette energetiche più care, benzina più cara , tutti costi che venivano sostenuti da tutti i cittadini, soprattutto i lavoratori dipendenti, e che vivevano anche al sud, ovviamente.
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14 marzo 2009 alle 15:56
Avanti, caro Guido Rolla, vieni avanti.
Secondo te a quanto doveva essere fatto questo cambio?
Tu senza nemmeno rendertene conto hai ripetuto a pappagallo una stupidaggine, artamente diffusa, allo scopo di screditare Prodi, fidando proprio sull’esistenza di gente come te, gente che ignora anche elementari nozioni di economia.
Prova a rispondere Guido Rolla: a quanto avresti fatto tu questo cambio lira – euro?
Parliamone.
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14 marzo 2009 alle 21:39
A 1450 lire/euro
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15 marzo 2009 alle 14:20
Stai scherzando vero?
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15 marzo 2009 alle 02:06
Quanto valeva la lira in quel momento?
Nei confronti del marco?
Nei confronti del dollaro?
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11 marzo 2009 alle 13:25
Kal, sta a te e non a me l’onere della prova che l’Euro ci abbia fatto bene: intanto i grossi problemi non ci vengono da dentro l’Italia ma da fuori d’Italia, il che fa pensare alquanto.
Io fui tra coloro che votarono Silvio Berlusconi contro Occhetto, e fui felice che il PCI NON SIA ANDATO AL POTERE allora, son felice che non sia al potere adesso e son felice che si sia squagliato, perchè li ho sempre ritenuti dei bugiardi e degli incapaci, e sono d’accordo con quasi tutto faccia il presente governo.
Più chiaro di così non potevo essere.
Vado avanti a fare il mio, perchè mi diverto tanto, mi sento utile e sono felice di ciò.
Ciao Kal. Stammi bene
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11 marzo 2009 alle 11:24
PER MARIO NANNI
Ho letto con interese la sua iniziale impressione positiva sulla proposta di Berlusconi riguardo le vtazione dei capigruppo. Il problema è che questo sistema serve a deleggittimare ulteriormente il parlamento, è vero che in quesi ultimi anni di democrazia parlamentare se ne vede pochina, ma l’evenutuale proposta servirebbe a rendere ufficiale la totale inutilità dello stesso. E’ naturale che Berlusconi leghi questa proposta anche al dimezzamento dei parlamentari soddisfando così gli istinti anticasta di molti, ma anche la metà degli attuali sarebbero un eccesso con la riforma da lui proposta, basterebbero i capigruppo!!!
Caro Mario non ritiene che con questo sistema una volta eletto il parlamentare non serve più a nulla? Può non presentarsi alle votazioni, non parteciperebbe più alla vita parlamentare che dovrebbe essere il serbatoio della democrazia e mai possibile non capire questo? Passiamo da un estremo all’altro, Berlusconi si è accorto della lentezza del sistema Italia e vuole eliminare questa pecca dando per scontata una cosa IL PARLAMENTO E’ INUTILE, è accertato che la maggiorparte dei deputati vota seguendo l’indicazione del capogruppo (sennò col cavolo che viene rimesso li), l’ammissione E’ GRAVISSIMA, ed invece di cambiare questo stato di cose si cercano soluzioni a problemi successivi (la lentezza nel leggiferare).
In pratica a cosa servirebbe il parlamentare? può starsene a casa ed anzi il dover rendersi visibile solo per dire di essere contrario al voto della sua coalizione lo porta ancora maggiormente a schiacciarsi sugli indirizzi di voto della sua cordata. Le sembra normale tutto cio’?
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11 marzo 2009 alle 11:43
- Lo sfogatoio -
E già, ormai siamo allo sfogatoio.
Qui s’è aperto un salotto – o un club – dove la maggior parte sfoga la propria rabbia, il proprio astio, il proprio disgusto su Silvio B., e lo irride
(e mai che qualcuno scriva “il presidente del Consiglio” o “il capo del Governo”.
E poi sarebbe il solo Silvio B. a maltrattare le istituzioni!
Lo si faceva anche con Romano Prodi, in verità. E fui l’unico a lamentarmene).
E chi ha votato per Silvio B. è italianuzzo piú italianuzzo di tutti gli italianuzzi (i.e. fesso o disonesto, ovvero opportunista e calcolatore. E analfabeta “di andata e ritorno”).
Chi, invece, ha offerto il proprio suffragio al PD è cristallino, colto, e armato d’un senso civico e d’un amor di Patria da far invidia al piú cittadino dei cittadini della Città del Sole.
E se “l’altra parte” non governa, non è stata capace di governare;
se prima le è stata offerta, poi – vista all’opera – negata, la possibilità di rigovernare;
ciò è da ascriversi al fatto che essa (l’altra parte) forse è troppo intelligente per governare un Paese composto, per la meglio parte, di fessi malandrini e capòtici ignoranti.
E mai che si provi a ragionare sui veri motivi per cui, caduta la sciagurata prima repubblica, ci ritroviamo a questo punto.
Un punto in cui la finanza d’assalto fa aggio sulla politica, l’improvvisazione sulla conoscenza, l’acredine sulla comprensione, la volgarità sulla compitezza, i culi (m’è scappato, acc!) sui cervelli.
E mai che ci si domandi come mai la sinistra non riesca a darsi un lider che non sia o un vecchio boiardo di Stato, ovvero un “cattolico adulto”[!] appartenente a quel partito che – in nome dell’anticomunismo (di facciata) – si era fatto vessillifero di clienti e clientele, di voti di scambio e di Casse per il Mezzogiorno, che facevano strame del pubblico denaro, mentre la sentinella (il PCI) non vedeva; o faceva le viste di non vedere. O vedeva, puntava il dito nelle piazze, lo ritraeva nei Palazzi.
Probabilmente perché era soddisfatta dell’offa che gli veniva lanciata.
E mai che ci si domandi come mai quel PCI, pure sortito per il rotto della cuffia dal terremoto giudiziario, non sia stato capace di costruire il dopo (la DC lo ha fatto. Tant’è vero che ancor oggi molti suoi epigoni sono sulla cresta dell’onda. Né si vergognano di provenire da un partito che la magistratura si vide costretta a liquidare a suon di sentenze. Non tutte azzeccate, molte sí).
E mai che ci si domandi il motivo per cui un Craxi qualsiasi – e scrivo con rispetto dell’uomo e del triste destino che gli toccò – sia divenuto, agli occhi di alcuni, una sorta di vittima dei Tribunali italiani, quando invece ai Tribunali boriosamente si rifiutò di dar conto delle malefatte d’un partito in cui esercitava il potere assoluto, preferendo squagliarsela (mi spiace dirlo; ma parlano i fatti).
E dalla sponda africana atteggiarsi a martire.
E mai – dico mai – che qualcuno cerchi il motivo per cui un partito, che doveva esser di plastica, si sia radicato nel tempo; mentre un altro, che doveva esser fatto di carne tendini ossa sangue; solido; si sia fatto liquido prima, aeriforme poi.
E mai che qualcuno faccia intravedere l’ipotesi che forse quel nuovo nanocesare, che ad alcuni pare voglia appropriarsi sinanco il respiro degli italiani, ha capito come va il mondo italico, e dove al mondo italico piace andare.
E, da uomo concreto e senza fronzoli nel cerebro (i fronzoli son padri della retorica), sa come bisogna muoversi; e sa come muovere un elettorato che della politica, dei politicanti, delle beghe della politica, dei bizantinismi dei politicanti “professional”, dei loro discorsi fumosi e soventissimo oscuri non ne poteva proprio piú.
Ha ragione SAGRA3 – che pure fa parte della schiera di coloro che provano disgusto per Silvio B. – quando scrive:
«… Berlusconi è solo un abile opportunista [ma quale politico non lo è, salvo rari e pertanto commendevolissimi casi? Ndr] che ha colto il generale disfacimento delle strutture portanti di questa povera Italia.
Quelle che sembrano battute infelici, sortite fuori luogo, scemenze simpatiche, sono soltanto l’abile saggiare la resistenza della struttura prima di sferrare la spallata [a quale scopo? Fare forse dell’Italia un Cile pinochettiano? Tutto può essere a questo mondo. Ndr].
Il vero problema non è Berlusconi.
Sono, o meglio, siamo noi italiani.
Sono molto scettico sulle prospettive future della nostra democrazia. per la mostruosa incapacità della nostra classe politica, nella sua interezza…»
Ma chi volete raccolga una considerazione cosí puntuale?
In uno sfogatoio ci si sfoga (che sfogatoio sarebbe?), mica si prova a riflettere.
Da qui, allo scetticismo di Sagra3 accompagno il mio pessimismo.
Suerte
Ps
Dimenticavo (quanto sono scapato!):
sfogatevi pure su di me, senza scrupoli.
E – nei limiti del vocabolario personale – senza volgarità.
Grazie.
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11 marzo 2009 alle 13:17
E no Maccarti,
non vale, ci lasci senza una tua conclusione, o almeno io non sono riuscito a coglierla.
Comunque si è discusso anche dei vari “E mai…, non ti sembra?
Si è detto di una sinistra che più che un aiuto si trascinava un peso, costituito da Rifondazione, che di fatto l’azzoppava, impedendole di governare.
Si è detto di una politica che, senza distinzioni di partito, si è fatta casta allontanandosi dal popolo, e si è anche detto quanto questa realtà sia stata demagocicamente sfruttata da Berlusconi. (L’uomo che aborre il “teatrino della politica” e i “politici professionisti”)
Forse non si è detto abbastanza quanto siano coglioni gli Italiani, ma questo è un parere del tutto personale.
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11 marzo 2009 alle 12:19
Il problema qui non è Berlusconi vedo che i tanti anti ora ricominciano a scrivere contro il padron di casa accusandolo di non essersi accorto prima dove stava. L’opposizione se esistesse poteva scatenare un pandemonio, ma naturalmente non lo fa, sarei felice di vedere anche la reazione di Di Pietro sulla proposta del dimezzamento dei parlamentari lui che sputa sempre addosso Berlusconi facendolo ora porterebbe gran parte dei suoi adepti a non capire, IL PROBLEMA E’ L’INTERA CLASSE POLITICA ITALIANA.
L’ipotetica proposta farebbe comodo a tutte e due le principali coalizioni che avrebbero così un ulteriore controllo delle istituzioni con minor fatica ed eludendo le principali forme di democrazia parlamentare. Purtroppo ora il meglio che passa al convento è Berlusconi (naturalmente è una mia opinione) e questo dimostra lo stato comatoso cui è riverso il ns paese. Come ho scritto più volte con Berlusconi non si va da nessuna parte per numerose ragioni, tra cui:
- le divisioni che sono state create ad arte negli anni tra anti e pro oramai irrientrabili (che brutto termine chiedo scusa),
-il suo eccessivo peso nell’economia nazionale come parte attiva che porta a vedere sempre doppi fini (e purtroppo a volte ci sono),
-i numerosi coinvolgimenti in vicende giudiziarie che lo hanno portato a fare d’urgenza leggi spesso inutili ma per lui impresindibili,
-una visione della politica estera non condvisibile, più attenta al lato economico e poco a quello politico, e potrei continuare a lungo.
- Una caduta sempre più in basso della democrazia parlamentare con il chiaro intento di trasformare il parlamento in un consiglio d’amministrazione
E se ne potrebbero scrivere ancora molte!!!
In pratica nel ns paese anche quando non aveva di questi problemi si sentiva poco lo spirito di nazione ed ora è ancor più diviso, con parte della popolazione pronta a non riconoscere la leggitimità di chi sta al potere. Grandi responsabilità di questa situazione sono da ascrivere al centrosx che scatenando questa guerra all’untore ha spaccato il paese per poi quando stava al potere dimostrare che tutte le sue urla erano fuffa o ancora peggio gioco delle parti, come non giudicare così le parole di Violante al parlamento:
http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y&playnext_from=PL&feature=PlayList&p=3E3DD94CFD24858D&playnext=1&index=19
Per non parlare di Di Pietro che da unto dal signore combatte la casta per poi unirsi al PD ed entra nel governo Prodi, le possibilità sono due:
1- O anche lui deve considerarsi complice di berlusconi sennò si sarebbe presentato da solo e non con il PD, e non sarebbe stato ministro nel governo Prodi, di fatto sapendo che tutte le accuse fatte dal 92 ad oggi nei confronti dell’attuale premier hanno un fondo di verità ma nella maggiorparte dei casi sono fuffa;
2-Oppure se ritiene vere e fondate tutte le accuse rivolte a Berlusconi, di conseguenza ritenendo lo stesso illeggittamente al potere (o poco ci manca) oggi e le volte che è stato presidente del consiglio , dovrebbe essere accusato di complicità visto che unendosi al Pd e facendo parte del governo Prodi diventava parte attiva della presa per il culo agli elettori.
Quindi per concludere è inutile ogni volta che Berlusconi viene giustamente criticato dal padron di casa tirare fuori le pretestuose vecchie teorie del … COME FACEVA A NON ACCORGERSI PRIMA CHI ERA BERLUSCONI … o dare al salotto Guzzanti un nuovo ritrovo anti berlusconiano, sono teorie frutto sempre di pregiudizi. La prima degli anti la seconda dei pro, VOGLIAMO UNA VOLTA PER TUTTE PARLARE DEI FATTI? CONFRONTARCI SUGLI STESSI? E’ COSI’ DIFFICILE?
Se l’attuale presidente del consiglio dirà una cazzata dovremmo essere pronti a dirlo e viceversa se dei provvedimenti risultino buoni per il ns paese dovremmo elogiarlo, e così anche per e proposte di Di Pietro e del PD, le premesse cancelliamole ognuno avrà la sua, io ho spiegato la mia ma se vogliamo far crescere il paese cominciamo a parlare dei fatti. Basta con il vecchio modo di affrontare ogni cosa che non farà mai, dico MAI, crescere il ns paese.
E diamoci da fare per creare una NUOVA CLASSE POLITICA provando a far diventare il PLI o qualsiasi altra forza a cui voi siete legati migliore cercando di inserire le persone giuste, in modo si possa dare realmente un cambio a questa classe politica che dal dopo tangentopoli ad oggi ha dimostrato solo di urlare FUFFA (il centrosx) o di essere tutta complice nell’ autorizzare le illegalità nel ns paese se la FUFFA gridata fosse verità (centrosx e centrodx).
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11 marzo 2009 alle 12:32
Ma si, facciamo votare solo i capogruppo,
spazziamo via ogni ipocrisia, tanto sappiamo tutti che parlamentari scelti dal capo non possono che votare come dice il capo.
(Guzzanti non fa testo, trattasi della classica eccezione che conferma la regola)
Gia, ma se anche i capigruppo non possono che votare come dice il capo, perchè farli votare?
Lasciamo decidere tutto al capo no?
Povera italia, quelli “intelligenti” perdono tempo a discutere di impronte, e quelli scemi semplicemente appoggiano qualsiasi cosa dica o faccia Berlusconi.
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11 marzo 2009 alle 13:15
x Rolla.
Quello.
Io mi sono limitato a parlare dell’unico fatto storico degli ultimi quindici anni….appunto l’entrata nell’euro.stop.
Ma nell’occasione , senza fare erudite osservazioni di carattere monetario o macroenomico , mi limito a dire che quel 1936,27 non lo trovavo cosi’ drammatico ; lo dico perche’ all’epoca lavoravo in un ufficio estero di una banca e avevo una modesta dimestichezza con il valore delle merci e i rapporti cambio e soprattutto perche’ ero spesso in Germania e con i prezzi del caffe’,della benzina o di un pranzo al ristorante ,banalissimamente,quel cambio lo trovavo congruo.
Rolla , se ho capito bene, quel rapporto di cambio per lei era troppo “alto” e , conseguentemente, le merci e i servizi italiani poco concorrenziali.
Lei tradisce – o magari rimpiange – il tempo delle svalutazioni a colpi del 30% con cui il sistema economico italiano macinava ordini e ordini dall’estero? Quel “giochetto” per entrare nell’euro non ci fu concesso …con l’euro dovevamo diventare ragazzi seri. Le furbate le potevamo fare quando c’era la liretta…nessuno ha voluto farci il “last gift” del cambio stracciato.E , secondo me , ne e’ valsa la pena.
Ma piuttosto , viste le sue osservazioni , avendo fatto in maniera assolutamente INCIDENTALE il nome di Romano Prodi e in un certo particolare contesto… ora mi incuriosisco e domando…ma Romano Prodi e’ un innominabile? E’ un “paria” ?
Comunque , tranquillo , anch’io ho avuto l’impressione che lei sia distante da razza piave.
Un saluto.
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12 marzo 2009 alle 15:00
Scusa Kalevala,
mi sono accorto dopo che mi aveva dato due risposte diverse.
Anch’io al’epoca ero spesso in Germania. Lavoravo con mio che aveva un import-exoport di marmi e graniti. La Germania non era messa così bene, anzi. Considerata poi l’annessione della DDR, il quadro globale era meno positivo di quanto facessero vedere. Prodi, notoriamente, non è mai stato un cuor di leone e, non oppose alcuna resistenza ai diktat tedeschi e alla decisione di quel rapporto di cambio a noi a noi sfavorevole.
Detto fra noi, sia i tedeschi che i francesi, hanno sempre temuto la nostra intraprendenza, mai purtoppo supportata da disciplina e classe dirigente. Un’Italia forte potrebbe essere un problema per i padroni dell’Europa, meglio tenerla al guinzaglio.
Non vedrei, quindi, l’entrata nell’euro come un’opera magistralis di Prodi.
Tutto qua.
Saluti
Guido Rolla
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14 marzo 2009 alle 21:40
Forse l’11 settembre non era da trascurare
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11 marzo 2009 alle 13:26
Caro Guzzanti,
si alzi in piedi e TUONI!
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11 marzo 2009 alle 14:05
x Maccarti.
Adesso se dico che sono d’accordo con te – non proprio su tutto – corro il rischio che Patton si incazza.
Corro il rischio.
Due cosette. Su Craxi soprattutto , e anche se si parla con pudore di persone che non ci sono piu’ , non trovo giusta questa opera di santificazione in atto.Per tante ragioni.
Certo , mi e’ arduo persino pensare con positivita’ al famoso fatto di Sigonella…quantomeno la ragione per affermare la propria sovranita’ poteva essere piu’ dignitosa ; Cio’ , perche quell’Abu Abbash uccise un povero paralitico ebreo americano,Leon klinghoffer, scaraventandolo con la sua sedia a rotelle per le scale .. il buon Abu fece marameo e gli americani si incazzarono …a ragione.
Siamo d’accordo anche sulle parole di sagra tre sulle storielle , le barzellette che servono a saggiare , a vedere come vanno le cose , le reazioni ,etc.
Ma sagra3 si premunisce , se lo incontra un bel par di corna verso terra con tre tie’,tie’.tie’. Pure Baffino dice che porta rogna. Aho , ma mica sara’ vero?! Io continuo a non crederci.Pero’ Baffino l’ha detto. Deve essere proprio col sasso al collo.
Maccarti…. e’ “QUESTO” il problema…….da quest’altra parte non c’e’ nessuno. “EXORIARE ALIQUIS….”.
Un saluto.
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11 marzo 2009 alle 14:23
Sfogatoio?
Ma state scherzando spero, io non mi sfogo né mi voglio sfogare, sono preoccupato, arrabbiato e pure incazzato, ma sono vivo e non ho bisogno di sfogarmi, quello appartiene a chi si è rassegnato a chi alza le braccia e cerca la consolazione, non me lo posso permettere, come cittadino, come padre, come lavoratore, e soprattutto come uomo libero.
Gli attacchi ed il restringimento degli spazi di democrazia, un inciso veloce, chi non si accorge che questi spazi si stanno restringendo , significa che è molto disattento e che in realtà il suo “essere libero” è confuso con il suo “essere demandato”, bene, questi tentativi non sono stati fatti dai “comunisti” anzi vi dirò..due balle con questi “comunisti” , sono anni che li cerco e non riesco a trovarli se non nella propaganda del centro destra, comunque i precedenti “comunisti” non hanno mai ristretto gli spazi democratici, poiché il senso dello Stato è sempre stato molto forte, e noi siamo uno Stato Democratico basato su di una Costituzione, e non siamo ancora una S.p.A.
In democrazia lo Stato è l’insieme delle idee, in una SpA l’idea è del proprietario, se avete fatto un qualsiasi corso di management sapete benissimo che le idee si possono discutere ma poi solo uno decide, e questo è il modello a cui ci stiamo avviando, in una SpA i rami improduttivi si segnano prima nelle voci passivo e poi si tranciano, questa è la visione del sociale che sta passando attualmente, ammortizzatori sociali, solidarietà sono parole vuote nei contenuti perché immaginate con statistiche e simulazioni e non vissute.
In una democrazia l’usciere viene assunto per concorso, in una SpA per conoscenza e bontà del padrone, e questo è il modello che vediamo tutti i giorni, un Paese ha la sua livella su due perni fondamentali, come tratta l’ultimo dei suoi cittadini ed il grado di rettitudine del primo dei suoi cittadini, pertanto siamo messi malissimo ed i comunisti non c’incastrano proprio nulla, guardate che dal 10.5.1994 ad oggi la forma della poltrona di palazzo Chigi è in massima parte a forma del deretano del “Premier minimo”, è facile fare le vergini nei casini ma è un gioco che dura poco e dopo un poco stucca.
Mi chiedo se siete tutti ricchi di famiglia? Come fate a non accorgerVi che stiamo navigando sulle parole, senza un progetto serio, ma solo assecondando dei bisogni personali e sulla spinta della risposta al populismo, avete idea di cosa accadrà quando il percepito si scontrerà con il reale, sono mesi che lo si dice e lo si scrive, consumare comprare, ma ci siamo accorti che molti iniziano a non potersi rimettere due denti nemmeno di resina perché non hanno soldi, e che molte famiglie accendono le candele preventive, perché evitare l’imprevisto è già una grazia, che fine ha fatto il concetto di collettività.
Io non le guadagno ma le vivo le situazione di molti 1000 euro al mese, e se molti di quelli che scrivono qui le vivessero smetterebbero di dire e scrivere imbecillate a raffica, non gli frega nulla alla maggior parte dei 1.000 euro/mese, di aumentare la cubatura della casa, né delle intercettazioni, né delle carriere separate, se fate delle domande non sanno nemmeno se le carriere sono unite o divise e certamente non è loro preoccupazione sapere che qualcuno ascolta le loro disgrazie, in fondo è anche giusto perché non sono i problemi fondamentali dell’Italia comune.
Il centrosinistra ha perso per questo, non è vero che ha vinto il centrodestra, ha vinto l’incazzatura dei cittadini di sinistra che hanno, giustamente punito, chi doveva essere loro portavoce e non lo è stato perché staccato dal reale ed in alcuni casi addirittura complice di logiche sfavorevoli, leggete i dati e non le favole, non è aumenta in assoluto l’elettorato di centrodestra ma è diminuita la partecipazione dell’elettorato di centrosinistra, e meno male dico io, perché pur nella disgrazia delle conseguenze che comporta, significa che esiste ancora uno spirito critico, la voglia di punire chi pensa di usare il voto come un bene acquisito una azione con cui lanciare una o.p.a alla ditta Paese, Veltroni ha perso su questo terreno, sul non fare opposizione, sul non essere presente e forte rappresentate del pensiero laico e liberale che tutti speravano fosse riaffermato, ha perso per essere servo della sua paura, non ha caso Di Pietro è aumentato spropositatamente e non hanno da questo recuperano i gruppuscoli radicali, certo è stata una scelta autolesionistica fino all’eccesso ma farsi male oggi significa essere ancora capaci di decidere in autonomia.
Manca nel nostro Paese l’etica, la professionalità, la meritocrazia, il laicismo, la giustizia certa, progetti veri e sfidanti, la cultura dell’onestà e la semina del sapere per il domani, il resto è fumo e chiacchiere, roba buona per mantenere inalterato l’esistente con tutti i suoi danni e privilegi.
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13 marzo 2009 alle 18:07
Ti vuoi fidanzare con me?
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11 marzo 2009 alle 14:28
OT
COMINICAZIONE IMPORTANTE
Da circa tre mesi è uscito il libro di Gabriele Paradisi ” PERIODISTA; DI LA VERDAD! ” Giraldi editore
Vorrei chiedere a tutti voi una piccola collaborazione per fare il punto della situazione :
1 in quanti hanno letto il libro
2 dove lo hanno reperito , se con facilità o meno ( nelle librerie delle vostre città c’è o bisogna ordinarlo?)
3 il vostro giudizio ( so che molti di voi lo hanno scritto, ma stupidamente non li ho raccolti , scusatemi!)
Nel darvi la rassegna stampa fin ora raccolta dei commenti più importanti vi voglio anche ricordare che il giorno 20 marzo 09 alle ore 20 presso Hotel MASINI DESIGN ( via Angelo Masini 4 Bologna )si terrà una conferenza sul libro con Gabriele Paradisi e la partecipazione dell’onorevole Paolo Guzzanti
Venite numerosi e portate gli amici, vi aspettiamo !!!
HANNO DETTO DEL LIBRO
«La storia della sua investigazione sulle trame di Repubblica e sulle menzogne sulla Mitrokhin è uno squarcio sulla storia d’Italia». «È un libro splendido, accurato, calmo, micidiale». «Libro dell’anno delle persone libere». (Paolo Guzzanti)
«Ritmo incalzante e contenuti da far arrossire non solo chi frequenta il mondo del giornalismo, ma anche tutti quelli che guardano alla stampa come al cane da guardia della democrazia». (Alessandro Frigerio, giornalista)
«L’immagine della stampa, spesso al servizio del miglior offerente, si riflette nel libro di Gabriele Paradisi che mette a nudo la campagna di disinformazione de la Repubblica sulla Commissione Mitrokhin e sul caso Litvinenko. Di fronte all’indignazione di questo uomo di sinistra, come si fa a ripetere la litania secondo cui i metodi, la cultura, le pratiche distorsive, la criminalizzazione dei propri avversari da parte del comunismo sono morte e sepolte?». (Salvatore Sechi, giornalista e Ordinario di Storia Contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Ferrara)
«Un libro puntuale, il cui maggior merito resta quello di fare chiarezza nel mare della disinformazione che ha accompagnato tutta questa storia». (Vincenzo Nardiello, giornalista)
«Vi sono degli insegnamenti che il libro trasmette: tra i tanti viene da chiedersi che mestiere fanno tanti giornalisti». (Antonio Salvatici, giornalista e scrittore)
«Un libro originale, nello stile e nei contenuti. Straordinario impegno e serietà nell’accertamento della verità, fuori da ogni schema conformistico e ideologico». (Gian Paolo Pelizzaro, giornalista e scrittore)
Su Tempi hanno scritto *CASI MITROKHIN E LITVINENKO: non tutto è stato ancora detto. Sono casi su cui è stato lungamante discusso in Italia ( e non solo).Poi il tutto è più o meno stato relegato nel dimenticatoio. Oggi Gabriele Paradisi torna sul caso Mitrokhin e Litvinenko cercando di risitemare l’orda di notizie e finte notizie che sono state divulgate su questa vicenda* ( Luigi Amicone, giornalista e scrittore)
Grazie a tutti
Eli
p.s qualora si devesse verificare, per motivi indipendenti dalla nostra volantà, qualche cambio di orario o data della conferenza, lo comunicheremo tempestivamente
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11 marzo 2009 alle 20:44
Io l’ho letto un mese e mezzo fa.
Ho dovuto prenotarlo, non era esposto, d’altronde forse quando l’ho prenotato non era ancora uscito perchè sono andato in libreria appena fu annunciato sul Blog.
L’ho trovato un documento corretto, onesto ed approfondito. Chi ha seguito le vicende da qui si aspettava di trovare prorpio quello: la concatenazione esatta dei documenti e la storia esatta di un depistaggio mediatico addirittura da codice penale.
Mi spiace proprio per Paradisi, capace, onesto e votato alla verità: non sarà letto e si cercherà di farlo dimenticare, di non parlarne affatto.
Qui in questo blog, ed anche fuori, è come nel Far-West : Quando la Verita’ incontra la LEGGENDA, vince la LEGGENDA.
Tutti si strafogano di ideologia, straparlano di teorie, spampanano urla di democrazia dappertutto, ma quando la VERITA’ è SCOMODA, peggio per la verità.
NC
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11 marzo 2009 alle 23:31
Grazie infinite anche a te Nick per la tua testimonianza.
Spero che tu possa essere presente a Bologna il 20 marzo o Roma il 2 aprile
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11 marzo 2009 alle 14:44
Un consiglio per tutti , nordisti,sudisti,prosilvio,contrasilvio.
Ieri mi e’ presa la fregola di camminare sui sampietrini e sono andato a Roma.Chiese barocche,una mostra , la citta’ inondata dal sole vista dal Gianicolo e dal Pincio, i prati di Villa Borghese …i ragazzi che sull’erba si sbaciucchiavano e poi circa 15 km a piedi rigorosamente senza moglie che si stanca subito.
Il consiglio e’ questo : oltre tutte le bellezze e le atmosfere che offre la citta’ se ci capitate, cercate di razzolare senza fretta in quello spazio compreso tra piazza Navona-Senato e Montecitorio.Guardate , lo dico assolutamente senza astio o invidia ,lungi da me ; c’e’ uno spettacolo straordinario che ogni volta che vado a Roma non mi lascio sfuggire.
Ebbene ti capita di incontrare attori,giornalisti ma anche e soprattutto politici …alcuni , secondo la tua percezione, intelligenti, simpatici , acculturati,onesti …altri diciamo patetici, ma sempre un po’paraculi.. I miei punti di osservazione sono il caffe’ S. Eustachio e quel muretto davanti al Pantheon dove Umberto D.chiedeva l’elemosina.
Loro arrivano con i capelli che denunciano aver fatto la doccia da poco, appagati, azzimati, con vestiti Caraceni da 2000 euro e, naturalmente , talvolta seguiti da personaggi che ruotano attorno all’”onorevole” , autisti,conoscenti , portaborse che pendono tutti dalle sue labbra e che annuiscono sempre anche se ha detto una stronzata.E’ una specie di “movida” parlamentare….uno piccolo spaccato di “comedie humaine” con sfumature che si colgono al momento in cui ti passano davanti o dentro al caffe’ S. Eustachio dove ne incontri sempre qualcuno e cogli anche le parole che dicono…senti la bellezza dei dialetti italiani…il siculo, il lumbard e il veneto che a me piace tanto.
Ieri a Piazza Capranica c’era un concentrato inimmaginabile di quella fauna …la piazza letteralmente occupata da forze dell’ordine e da quattro o cinque furgoni RAI con tanto di parabola – ho pensato che ne poteva bastare uno – poi telecameristi,cinematografari …uno di questi mi ha detto che c’era un convegno e che doveva arrivare anche Lui. La mia e’ una informazione di servizio….non vi perdete questo “struscio” da quelle parti…e’ uno spettacolo avvincente.
Non ho mai incontrato Paolo Guzzanti…gli direi che sono kalevala …ma gli darei del lei e sicuramente gli offrirei un caffe’…..a S.Eustachio, ovviamente.
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11 marzo 2009 alle 14:54
per tequilero; voglio anche precisare che io quando dico che i parlamentari sono numericamente troppi (deputati e senatori) non voglio per niente delegittimare il parlamento: tanto che non da ora penso che sia giusto restituire ai parlamentari quelle garanzie costituzionali spazzate via sulla scia di “tangentopoli”. per quanto riguarda l’idea di Berlusconi del voto “uno per tutti e tutti per uno”(che comunque è un’idea e non una proposta di legge, anche se ieri sera a Ballarò il ministro Rotondi ha dichiarato che in Francia già accade), vedo che ha suscitato tra i media più clamore del voto da “pianista” o da quello mediante “impronte” che non sono idee ma fatti concreti. grazie per il chiarimento sulla Bernardini.
saluti ricambiati
M
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11 marzo 2009 alle 15:36
Egregio senatore Guzzanti
Quando il voto in Parlamento si esaurisce già ora per consuetudine in una Dichiarazione di Voto dei capigruppo?
In quel caso se qualcuno è contrario cosa succede?
Cordialmente – NC
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11 marzo 2009 alle 17:53
Libro letto in due giorni, gli sto facendo grande pubblicità. BISOGNA LEGGERLO, per capire meglio chi è il padron di casa, visto che la prima parte del libro è dedicata alla diatriba anche feroce tra il GUZZ e l’autore, e sopratutto perchè mette nero su bianco come la stampa affronta i grandi temi in Italia.
Ultima considerazione non da meno anzi …. DIREI CONSIDERAZIONE ILLUMINANTE, Gabriele Paradisi ha dimostrato come una persona grazie alla rete e senza nessuna conoscenza può venire a contatto ed approfondire tematiche che potrebbero sembrare irraggiungibili, ed infine chiarisce ai tanti di questo salotto ma all’Italia intera fatta dai tanti luoghi comuni … ma da soli dove andiamo, il PLI ha lo zero virgola, il mio voto non conta nulla sigh sigh, ecc. ecc. che anche una singola persona può fare molto … molto più di quel che si possa immagginare!!!
GUZZ – BRAVO GIANLUCA. VOGLIO DIRE QUI CHE GABRIELE PARADISI E’ L’ESEMPIO PIU’ LINEARE DI GALANTUOMO CHE IO ABBIA MAI INCONTRATO NELLA MIA VITA.
PER AVERLO MANTENUTO NELLA MIA MAILING LIST E POI NEL BLOG, MOLTI BERLUSCONIANI – GIA’ ALLORA -MI MOLLARONO SBRAITANDO CHE IO DAVO SPAZIO “AI COMUNISTI”.
ECCO IL RISULTATO: UN LIBRO CHE E’ UN MONUMENTO AL PRINCIPIO DI VERITA’ CHE IO DIFENDO DA QUANDO SONO NATO.
GABRIELE PARADISI E’ UN VALOROSO, LIMPIDO, GENIALE, ONESTO, METICOLOSO E IMPLACABILE CITTADINO.
E IO PENSO CHE TUTTI NOI GLI DOBBIAMO GRATITUDINE.
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11 marzo 2009 alle 21:24
Grazie Gianluca,
grazie davvero delle tue parole.
Ne so no felicissima come sono entusiasta, come se fosse mio, del libro di Gabriele.
Ora ad anni di distanza sono ORGOLGIOSA di aver litigato fino allo strenuo con lui per via delle nostre idee assolutamante divergenti.
E’ stata una lotta di crescita, e non cerdo di sbagliarmi, per entrambi e la base di un’amicizia indissolubile, perchè di uomini come lui ce ne sono davvero pochi.
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11 marzo 2009 alle 21:30
Gianluca questo ……
” ecc. che anche una singola persona può fare molto … molto più di quel che si possa immagginare!!!”
…. è il vero punto importante del libro che io pubblicizzo più di ogni altra cosa per far avvicinare più gente possibile, perchè purtroppo se dici Mitrokhin ecc , molti storcono il naso e dicono che non si interessano di questi fatti.
grazie ancora per la tua testimonianza
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11 marzo 2009 alle 18:47
Sull’euro.Nick…sei un bel dialettico,non c’e’ che dire. Hai tirato fuori il concetto giuridico dell’inversione dell’onere della prova ..che toccherebbe a me,naturalmente. Ma io non mollo l’osso.
E ti chiedo …secondo te sarebbe meglio o peggio se noi fossimo fuori dall’euro.? Che idea ti sei fatto?Semplice.
E questo , diciamo indipendentemente da chi ci ha portato nell’euro. Poteva essere un pinco pallino qualunque…….no- per carita’ dati i precedenti diciamo un caio ,un tizio un sempronio qualunque.
Statte bbuono.
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11 marzo 2009 alle 19:43
Kal,
non ho ribaltato l’onere della prova, semplicemente una risposta data da me, qui e così, sarebbe abbastanza semplicistica.
Non sono sicuro che l’euro sia stato un grande vantaggio. Ha stabilizzato il debito? E’ questo un vantaggio? Sulla svalutazione della lira i governanti e sindacalisti precedenti hanno costruito tutta l’economia italiana, svalutazione del debito compreso.
Certo che con la valorizzazione dell’Euro a quasi 2000 lire gli europei ci hanno fatto reingoiare quella che chiamavano svalutazione competitiva, ed in un solo giorno abbiamo perso la competitività dei nostri prodotti sia sui mercati europei che su quelli extraeuropei in concorrenza coi partner comunitari.
Inoltre immediatamente dopo l’introduzione dell’euro abbiamo avuto il riallineamento dei prezzi in tutte le catene della grande distribuzione organizzata rispetto ai prezzi vigenti in Europa, e subito dopo quelli della distribuzione tout-court.
Quel che facevo io coi fornitori comuni ai siti produttivi a me affidati, cioè il fatto di “richiedere un prezzo di fornitura riallineato al ribasso sulla base del prezzo italiano” la grande distribuzione l’ha fatto al rialzo: “Riallineare i prezzi allo standard europeo” e dio solo sa se i prezzi degli alimentari in Francia erano più alti che da noi: risultato è che 1 euro è diventato 1000 lire quando lo si spendeva e 2000 quando lo si prendeva. Io lo facevo da compratore, quindi col coltello dalla parte del manico, e così anno fatto le cenrali della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), i piccoli sono andati a ruota.
Altro problema è stato che il paese non ha più potuto fare una politica monetaria ed è costretto a combattere per riportare gli standard sociali ed i relativi costi sul PIL al livello europeo: vedasi previdenza a 65 anni, efficienza della sanità e dell’amministrazione pubblica, dipendenti pubblici in numero pletoricamente sproporzionato, infrastrutture da Parigi-Dakar (penso alle strade), amministrazioni degli enti locali alla follia.
Occorrerebbe una cura Brunetta al quadrato per tutte queste cose ed invece tutto il paese sta a chiedere , chiedere , chiedere: compresi i franceschini che vogliono dare lo stipendio gratis a tutti, demagogia da pazzia furiosa.
Si vada a vedere in Francia, e cito la Francia perchè la conosco un poco. Gli chaumeurs sono un numero spropositato, sono chiamati a fare obbligatoriamente lavori di manovalanza, percepiscono redditi da fame, spesso sono camuffati in “Corsi d’aggiornamento” che non sono altro che un parcheggio. La Francia dopo le 35 ore di Martine Aubry hanno perso in quattro anni di “Jospinette” (venuta subito dopo la “Juppette”) l’industria manifatturiera in blocco.
Troviamo là un franceschiello che si mette a chiedere salari per tutti? Ma nemmeno ci prova!
I lavoratori a livello operaio ed impiegatizio sono a livello dello SMIG nell’80 % dei casi (Salario Minimo Garantito).
La retraite (pensione) arriva a 62 anni MINIMO, sempre che ci siano gli anni lavorati… La scuola costa un pacco di soldi, i collegi sono a centinaia di chilometri di distanza, entrarci è una lotteria e la selezione altissima, gli affitti ti spelano vivo e la casa costa molto più che da noi, tasse foncières comprese.
Ehh no no, non stanno affatto meglio di noi. E noi dovremmo copiare da loro? Ma per favore!
Io NON SONO SICURO che l’euro sia stato un grande vantaggio. Strategicamente forse sì, un territorio vasto ed unito può fare massa e contare di più, vedremo.
L’impressione che io ebbi ai tempi fu che i cosiddetti Partners non ci abbiano mollato, come il mastino non molla l’osso, e che chi ci ha portato dentro poteva certamente puntare i piedi ed avere un cambio MOLTO, ma MOLTO più favorevole, ma non era certo un grande nelle trattative, piuttosto un calbraghe davanti all’Europa!
Questo è quel che penso.
Ciao Kal, 40 minuti….Tempus fugit.
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11 marzo 2009 alle 20:10
per Nick Carter
“Kal, sta a te e non a me l’onere della prova che l’Euro ci abbia fatto bene: intanto i grossi problemi non ci vengono da dentro l’Italia ma da fuori d’Italia, il che fa pensare alquanto.”
Te la do io la prova di cui chiedi l’onere:
Cambio Sterlina Inglese 1998 = Euro 0,79 >> 2009 = Euro 0,93. Equivalente ad una perdita netta di circa il 20%
Cambio Dollaro USA 1998 = Euro 1,03 >> 2009 = Euro 1,27. Equivalente ad una perdita netta del 26%
Cambio Corona Svedese 1998 Euro 8,70 >> 2009 Euro 11,50. Equivalente ad una perdita netta di oltre il 30%.
Erano tutti rimasti orgogliosamente fuori dall’Euro.
Ora sono tutti col cappello in mano per entrare al più presto.
A te adesso l’onere di difendere le scemenze di Berlusconi, Bossi e Tremonti.
Saluti da Sagra
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11 marzo 2009 alle 21:13
Sagra, come farei senza di te: hai sottoscritto il fatto di non capire una beata fava.
L’euro parte a 0.85 sul dollaro cioè ogni dollaro compra 1, 176 euri dopodichè nel 2006 arriviamo a 1.65 cioè ogni euro compra 1.65 dollari, un aumento di valore dell’euro pari al 100%. Tu gridi di gioia?
Contemporaneamente l’economia europea ha dimezzato il suo livello e siamo al tappeto, con il pil europeo in piena recessione. Semplicemente il tesoro americano negli ultimi anni ci ha fatto pagare (a noi europei) la mondializzazione col deprezzamento del dollaro, e rende favorevole l’importazione a casa nostra e sfavorevole a casa loro.
Indipendentemente dalle Lehman-Brothers e consorelle, storia più recente.
La sterlina è stata fino a poco fa a 1.5 e vai sull’euro e da qualche mese è precipitata non dico alla parità ma quasi: non ti viene il sospetto che
1) sia a causa di una montagna di junk bonds nelle banche inglesi e che
2) deprezzando la sterlina si deprezzi anche il debito?
3) deprezzando la sterlina si renda competitiva la produzione interna e meno appetibile l’importazione?
Tu pensi che una moneta in crescita importante sia un vantaggio?
Il vantaggio competitivo dell’Italia è stato per dieci anni, prima di prodi, la capacità di stare bassi nei cambi rispetto all’Europa, cosa che ci hanno fatto pagare subito quando il tuo prodi è andato braghis-calatis a piagnucolare a Bruxelles.
Stare bassi nei cambi, esattamente quel che fanno i paesi che porti a sostegno della tua tesi. Le scemenze le stai scrivendo tu, non Tremonti e Berlusconi.
Eppoi la Svezia non era il paradiso in terra col loro stato pseudo socialista e pseudo solidale?
E adesso smetto perchè mi stai facendo perder del gran tempo. Risolvile tu e franceschiello, coadiuvati da quel quacquaracqua di bersani, i problemi mondiali.
Povero sagra. Non capisci prorpio una fava cotta.
NC
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11 marzo 2009 alle 20:59
Ragazzi, oggi siete stati lunghi, io sono stanco e così ho letto solo Gambino che per me è nuovo.
Egli scrive (Maccarti, notata la finezza?):
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In fondo anche questo blog è uno strumento per esprimere le proprie opinioni. Ma i vari -jm-, giuli, Kabinett, jovenal, il dodicesimo, manca, sagra3, uccio, juval cortes, simona, Amgelo, vitus etc etc rappresentano soltanto opinioni senza identità.
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Caro Gambino, accetto la critica. Anche se arriva da un’identità senza opinioni.
P.S.
Dopo Franceschini anch’io propongo una “una tantum”: che Silvio dica una buona volta una barzelletta divertente!
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11 marzo 2009 alle 23:07
Ho letto con moltissimo interesse il libro “PERIODISTA DI LA VERDAD”, che mi sono procurato richiedendolo in gennaio ad una libreria di Roma.
Il libraio mi ha riferito di aver avuto difficoltà ad ottenerlo, tramite il distributore, e di averlo finalmente ricevuto il 7 febbraio dopo ben cinque solleciti. La sua impressione è stata che si tenti di frenarne la diffusione.
Un marginale piccolo appunto di natura tipografica: a causa forse dell’impaginazione automatica, alcuni a capo di fine riga risultano divisi in modo non corretto.
Auguro al libro la maggior diffusione possibile, perché la gente che ritiene quanto scrive “La Repubblica” parola di vangelo, sappia finalmente la verità.
Augusto
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12 marzo 2009 alle 16:24
Grazie Augusto di aver risposto così esaurinetemente
Spero, anzi speriamo di incontrarci alla presentazione a roma il 2 aprile
Eli
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12 marzo 2009 alle 01:47
Noto con dispiacere che nessuno ha risposto ad eliset, ma possibile che ho letto solo io il libro? Fatemi la cortesia ORDINATE QUESTO BENEDETTO LIBRO non è possibile che persone di questo salotto non lo abbiano ancora letto. E’ appassionante, è la cruda verità di come la stampa Italiana possa essere messa in mutande da un qualsiasi cittadino, è appassionante perchè scava in modo più approfondito su alcuni passi della mitrokin, è appassionante perchè ripercorre le liti GUZZANTIANE con chi era sicuro di averlo messo spalle al muro, ci fa conoscere meglio il padron di casa, ma che aspettate a prenderlo? Andate qui ed ordinatelo subito
http://www.cielilimpidi.com/?page_id=398
se non lo fate ho paura che avete poca voglia di crescere ed imparare, lo so è sicuramente antipatica come affermazione ma se mi vedete così accalorato e tra l’altro non so neanche chi è Gabriele Paradisi l’autore una ragione ci sarà.
Buona lettura a tutti
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12 marzo 2009 alle 11:30
Gianluca,
piuttosto pesante. Invito piuttosto antipatico, sì, tono che non invoglia a leggere questo libro.
Per nulla sexy. E senza la acca di Mitrokhin che a me non fa nulla, non sono Giordano ma considerato quanto da lei scritto, ci sarebbe stata propriobbène.
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12 marzo 2009 alle 15:11
Hai ragione Polacco l’avevo anche scritto e chiedo scusa se ti sei sentito offeso. Tra l’altro non è mia intenzione non invogliare alla lettura dello stesso. Una domanda vorrei fartela, come mai non lo hai ancora letto?
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13 marzo 2009 alle 08:18
Macchè offeso.
Se per ogni cosa che uno dice, scrive afferma, comunica l’altro deve sentirsi offeso (chevuorrdì sentirsi offeso?) allora non caveremmo un ragno dal buco.
Non ho letto il libro di Paradisi perché ho altro da leggere.
Ho seguito abbastanza Mitrokhin per non avere una mia opinione.
Quella di cielilimpidi l’ho seguita live.
Guardi Gianluca, lei ha letto i gialli di Montalbàn? Ha visto i film di Inarritu?
Altro? Facciamo una lista eppoi ci diciamo: “ma come, non hai letto, non hai visto, non sei stato?”
Non lo faremo. Sai che du’ palle.
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13 marzo 2009 alle 15:56
‘Sta tua passione per Inarritu non riesco proprio a capirla, Polacco.
“Amores Perros” non era male ma “21 Gramms” e “Babel” nun se possono proprio guardà.
E poi son pieni di figli morti, mogli malate, amici drogati, gente che aspetta trapianti, come se l’unico metodo che ha Inarritu per creare drammaticità fosse di sommare disgrazia su disgrazia.
Senza parlare delle sue costruzioni a incastro: interessante al primo film, carina al secondo, da prendere il Kalashnikov al terzo.
Insomma è il classico regista che dice cose banali con serietà tanto per darsi un tono (un po’ alla Wim Wenders per intenderci).
Mooooolto meglio i fratelli Coen che dicono cose serie ma senza prendersi mai troppo sul serio.
Saluti.
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14 marzo 2009 alle 12:11
kintpuash,
sostituisca Inarritu (con la tilde ma non ho voglia di cercarla) con qualunque altro regista.
Non è quella la questione. Per quanto riguarda i fratelli Cohen, gli ultimi due mi hanno deluso.
saluti, cordiali
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12 marzo 2009 alle 17:42
L’unica cosa per cui l’euro ci ha fatto bene finora sono gli interessi sul grosso debito che ci ha lasciato il centrosinistra degli anni 70 e 80 come eredità.
Punto.
Questo vantaggio adesso sta lentamente svanendo, tant’è vero che lo spread con i bund tedeschi è dato in crescita.
L’unica cosa per cui non lo butterei a mare è che in caso di bancarotta nostra, tutti gli altri che sono stati più saggi saranno costretti ad aiutarci se non vorranno vedere la (loro) valuta andare a picco.
Per i disastri fatti nel changeover … dobbiamo ringraziare sentitamente l’anziano spiritista … e deleghiamo volentieri il suo (ex?) elettore Sagra alla bisogna.
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12 marzo 2009 alle 19:42
Mi collego a quanto scritto da Zulawski sull’invito poco sexi di Gianluca a leggere il libro di Paradisi.
Per invogliare gli utenti ci dovrebbe essere, la butto lì, la possibilità di inviare anche file audio da pubblicare sul blog.
Paradisi potrebbe, per esempio, leggere e registrare un brano del suo libro, inviarlo in modo che noi tutti poi possiamo sentirlo dalla sua viva voce (o anche video). Io stesso in passato, ma anche in questi giorni avrei voluto inviarvi alcuni brani scritti di libri che ho letto e sto leggendo, ma l’operazione di copia è lunga e il tempo è poco.
Mentre leggerli, registrarli e inviarli sarebbe forse più veloce. Senza trascurare il fatto poi che riascoltarsi è molto più accattivante che rileggersi.
E’ un’idea non so quanto praticabile. E non so neanche se sia una novità.
Ma è un’idea e l’ho voluta comunicare.
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12 marzo 2009 alle 21:47
Scusami anche tu Rolla : non ho capito comunque quali sarebbero state le mie due risposte diverse.
Quello che mi e’ chiaro e’ che ANCORA ci sia una strisciante e convinta ostilita’ nei confronti dell’euro specialmente nel campo del centro-destra (vero Nick?). Cerchero ‘ pero’ di dire due cosette per far riflettere, non con la competenza di un professore di economia ma con argomenti che ritengo assolutamente validi ..su quello che mi sembra di aver capito.
- Con l’euro si ha idea della quantita’ di energie finanziarie risparmiate dallo Stato in tema di interessi sul debito pubblico?
– Dato oggettvio…E’ stato Romano Prodi , cuor di leone o meno , che ci ha portato nell’area euro ;
- Come qualcuno prima di me ha sottolineato il rapporto di cambio a 1.936,27 e’ frutto di una serie di parametri afferenti alla quotazione della lira rientrata nel frattempo nello SME e su una media per tutto il periodo che nello SME e’ rimasta prima dell’avvento della moneta europea.
- Era possibile ipotizzare all’infinito le svalutazioni selvagge che per anni sono state un vantaggio drogato dell’economia che con l’avvento dell’euro ci avrebbe messo in una condizione di rischio facilmente intuibile…mi sembra persino ridicolo spendere parole a tale proposito ; Che inflazione avremmo avuto? Quanti interessi lo Stato avrebbe dovuto pagare?
- era impensabile che gli altri partner europei ci facessero un ultimo regalo stracciando il cambio come quando detto regalo ce lo facevamo da noi; l’ho gia’ detto…dovevamo smettere di fare i discoli per entrare nel salotto buono ;
- Noi siamo un mercato di 60 mln di persone e sicuramente importanti per la Renault o la Siemens ma la tua idea che fossero preoccupati dell’intraprendenza italiana li preoccupasse e’ quasi ingenua…Francia e soprattutto Germania sono global-players con assets economici a livello planetario ; lo sai , Rolla, qual’e’ il Paese che ha il volume di export piu’ grande ? …E’ la Repubblica Federale di Germania , superiore alla Cina,Usa e Giappone ; questa tua idea e’ inseribile in quel contesto da stereotipo francamente alquanto discutibile che gli altri hanno invidia di noi ; meno che mai sul piano industriale poi con un tasso di competitivita’ assolutamente preoccupante…PER NOI,non per loro.
- Un ultima cosa…la macchina statale ha bisogno , come noi l’ossigeno, di danaro fresco ,ovvero contro i bot che vende un po a tutti…gli stranieri sono finanziatori del debito pubblico italiano per piu’ del 50 per cento…se non avessimo avuto quel paracadute che si chiama euro chi potrebbe dire con sicurezza che quel 50 per cento del nostro debito sarebbero stato finanziato da investitori esteri; diversamente avremmo chiuso davvero baracca ..
.pensioni,scuole,ospedali,stipendi chi li avrebbe pagati?
- infine , mi rendo conto che non essendoci la controprova siamo un po’ sul piano filosofico; ovvero se la vittoria tocchi ad Achille o alla tartaruga ; tuttavia gli argomenti che ho sopra riportato dovrebbero far riflettere nel senso che l’euro,nel bene e nel male, e’ stata una opportunita’ storica che io ritengo,per fortuna , l’ Italia ha saputo cogliere.Meglio sarebbe,comunque, se quel nostro amico che ha scritto su questo blog con competenza di economia (Fiori?)- molto piu’ di me – , ci desse un contributo sulla vexata quaestio.
Saluti , amico Rolla.
P.S. In Germania messi male,peggio di noi? Rifletti…qui’ ci stiamo strappando i capelli per trovare i soldi da dare a chi rimane senza lavoro…ebbene,Caro Rolla, in Germania l’indennita’ di disoccupazione e’ da sempre che c’e’.Un po’ invidiosi si,forse,sul piano esistenziale; Due o tre anni fa il settimanale tedesco Stern usci con una copertina”Spaghettisiert euch” – Spaghettiziamoci – voleva dire : viviamo un po’ piu’ leggermente come fanno gli italiani…ma mica volevano abolire l’indennita’ di disoccupazione.
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13 marzo 2009 alle 11:43
Egr. Kalevala,
per due risposte diverse intendo quella sull’euro e quella sulla donazione, separate e distinte nell’invio. Chiedevo venia per aver risposto in ritardo alla seconda.
Venendo a questo post, mica ho criticato l’euro. E’ vero che ci fa da ombrello, ma è altresì veritiero che l’Inghilterra non è entrata e l’economia non è crollata nel frattempo.
La mia era solo una critica all’abilità di Prodi stesso nell’entrata nell’Euro.
Suula Germania mi rifacevo solo alla situzione economica, considerato anche il peso dell’annessione della Germania Est.
Tutto qua, niente di più o di meno.
Saluti
Guido Rolla
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13 marzo 2009 alle 12:56
kal, quando dovessimo essere al default l’europa ci appiopperebbe una multa.
Tu metti tante cose nella stessa pentola, cose che già da sole vogliono analisi approfondite. Il risultato è una grande minestra che bolle nella nebbia del suo stesso vapore, la confusione perfetta.
Sta di fatto che chi è stato fuori dall’euro campa lo stesso. La fissazione del cambio DOVREBBE avvenire su basi tecniche, ma AVVIENE su basi politiche. Non ho detto di essere contro l’euro, ho detto che non sono sicuro che sia stato un grande vantaggio.
L’unico punto sicuramente positivo è quello politico: un’entità di respiro mondiale invece di tante piccole parrocchie. Questo si realizzerà nei prossimi decenni, se tutto va bene.
Comunque è una discussione inutile, dato che ormai siamo dentro.
Ciao – NC
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12 marzo 2009 alle 22:17
JM dice : tutti gli altri,in caso di bancarotta, saranno costretti d aiutarci….
E TI PARE POCO ? QUASI QUASI E’ IL MIGLIOR ARGOMENTO PER ESSERE NELL’EURO
. UNA FORMA DI ASSICURAZIONE INCOMPARABILE. E GRATIS , quasi.
Sto ascoltando “Ritornerai” di Bruno Lauzi cantata da Franco Battiato….bellissima.
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14 marzo 2009 alle 02:38
Kal,
Battiato canta?
E da quando in qua?
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14 marzo 2009 alle 12:41
Caro Patton :
Si, Battiato non canta come Del Monaco …diciamo che canticchia, pero’ con un feeling che a me piace ; forse in “Ritornerai” di Lauzi cantata da Battiato e’ l’arrangiamento musicale che e’ piu’ suggestivo dell’originale di Bruno Lauzi.
Diciamo,comunque, che Battiato mi emoziona piu’ di “Fin che la barca va”…della pur bravissima Orietta Berti. Poi , per emozionare , non bisogna mica cantare sempre a squarciagola…ascolta “avec le temp” di Ferre’…canta co ‘na vocetta…..eppure!…
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15 marzo 2009 alle 17:22
Kal,
Battiato non sa cantare, questo è il punto (e mi chiedo anche se sa suonare uno strumento: no, vero?). Il suo stile, in termini tecnici, è il “recitativo” più o meno “obbligato”: cioè un discorso modulato, privo di tempo musicale e spesso di metrica poetica, accompagnato da un’orchestra. Credo che la sua ambizione nascosta sia quella di esser messo nella lista dei grandi poeti-folosofi della Magna Grecia, tipo Empedocle…
E poi il controesempio che tu fai (Orietta Berti) è un po’ troppo scontato, non ti pare?
Prova a riascoltare Paolo Conte, le cui canzoni cominciano quasi sempre con un recitativo, una frase detta a caso: “Mocambo… serrande abbassate, pioggia sulle insegne delle notti andate …devo pensarci su, pensarci su, pensarci su.”
Oppure ascolta “Hemingway”, un’altra canzone con un testo fatto di niente (”nostalgia al gusto di curaçao …forse un giorno meglio mi spiegherò…”) in questa versione suonata a Montreal (1988), che è meglio dell’originale:
http://www.youtube.com/watch?v=vpVjr2PcgTs&feature=related
E capirai che la grandezza della musica consiste nel dare un significato universale alla più banale e sciocca delle frasi: “come piove bene sugli impermeabili, …e non sull’anima!”.
GUZZ – GRAZIE. Fantastica, come sempre. Roba di venti anni fa. Formidabile.
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15 marzo 2009 alle 18:31
E’ morto Bashung.
Lacrime.
Mentre fuori è tutto pioggia, e Francia.
GUZZ – Tous le résidents de la République pleurent et moi avec eux
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14 marzo 2009 alle 08:12
Non è poco … ma voglio vederli allo stress test. Che sarà quando uno Stato dell’UE dichiarerà che non potrà più pagare le pensioni, gli stipendi e gli altri creditori.
(e perché no …. ridere di loro se ne avrò voglia)
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13 marzo 2009 alle 12:09
egregio senatore guzzanti,
non ho letto alcun commento in merito alla questione voto del capogruppo, mi professo ignorante, e sinceramente poco me importa.
per carità, lei fa benissimo a sottoporre all’attenzione dei media il problema democratico che l’attuale governo certamente desta, non fosse altro perchè, di fatto, il partito più votato d’italia ha una sola voce e un padrone, che non riconosce di essere il primo servo d’italia, per cui già dalla premessa viene meno la sua stessa funzione.
mi meraviglia che un partito che abbia vinto le elezioni grazie alla promessa dei tagli agli sprechi, non dimezzi direttamente il numero dei parlamentari e non sopprima gli enti provincia.
di fatto il sistema italiano, quello che prevede di iper regolamentare qualsiasi aspetto della vita pubblica, e tra un po’ anche privata, per evitare che qualche furbastro possa approfittare, salvo poi lascire sempre una scappatoia per i più furbi di tutti, non ha soluzione di continuità.
le ripeto, è giusto e bene denunciare queste emergenze. e poi?
vede, agli italiani come me, il fatto che questo possa o meno implicare una quasi dittatura, non ce ne importa niente. anche perchè se i voti sono già allineati all’idea del barzellettiere, non è che cambi molto.
per noi sono inutili quanto i programmi televisivi in cui si discute di strategie di partito.
ora, visto che il disfattismo non è nelle mie corde, le faccio una proposta. smettiamo di guardarci l’ombelico.
che si fondi un nuovo partito rivoluzionario. incontriamoci, discutiamo del paese reale.
stiliamo un programma.
ci sono tre anni per lavorare bene. sarebbe difficile trovare un momento migliore per fare una rivoluzione non violenta. la gente la vuole, la gente ne ha le palle piene, il paese necessità di chi abbia voglia di servirlo, di chi rifuiti il clientelismo. il paese ha bisogno dell’idealismo dei giovani.
io stilerei un programma dai toni del manifesto del futurismo, della serie:
avete bisogno di piaceri e cortesie personali? NON CI VOTATE!
avete bisogno di vincere qualsiasi causa contro chi vi paga, e non vuole farlo più, per un lavoro che di fatto non svolgete? NON CI VOTATE!
siete truffaldini e questo paese è fatto apposta per voi perchè, se vi beccano, prima che finiscano il processo, il reato va in prescrizione? NON CI VOTATE
sarebbero tanti, ma così tanti, che è meglio parlarne a voce. che ne dice?
cordiali saluti
francesca caruso
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13 marzo 2009 alle 17:10
Beh, però lei sì che è acuto! Non l’avevamo capito. I ragionamenti sono giusti, peccato che la poltrona su cui siede obbliga ad agire per contrastare le conseguenze di cui lei qui parla estesamente e con disprezzo. Non fa abbastanza. Direi che non fa proprio niente.
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13 marzo 2009 alle 19:53
“in fondo, direbbe la gallina Razza Piave, perché dovremmo pensare, perché dovremmo votare, se già c’è chi ci pensa?”
come si permette di attribuirmi frasi che non ho mai scritto?
bisogna pensare CERTO, bisogna votare CERTO ma bisogna pensare anche di non votare i trasformisti privilegiati parlamentari come Paolo Guzzanti che se si fosse presentato alle elezioni di aprile 2008 nelle file del PLI non sarebbe mai entrato in parlamento perchè avrebbe preso i voti di 4 gatti.
ma da furbacchione trasformista , ha pure la sfacciataggine di fare la predica dal basso del suo trasformismo.
lei è l’emblema dell’italiota furbo e trasformista, nel Senato americano per una condotta simile sarebbe marchiato a vita dal disonore.
mentre in America c’è ancora la cultura della vergogna e della condanna per i furbastri, qui in Italia invece vivacchiano impuniti e pontificano pure i senza vergogna come lei.
se avesse un minimo di dignità si dimetterebbe dai banchi del Parlamento perchè è stato votato per rappresentare i cittadini del Pdl, non i suoi effimeri interessi di casta nè tantomeno il PLI.
ovviamente invece rimane in Parlamento vero? sennò lo stipendiuccio non si incamera…
GUZZ – CHI REGALA UNA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA QUESTA GALLINA IN BRODO CHE SEMBRA UN PAPPAGALLO?
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14 marzo 2009 alle 01:29
PER FRANCESCA CARUSO
Approvo in pieno il modo di fare da lei proposto e le dico che si sta provando a fare questo con il PLI dove noi di Rivoluzione Italiana possiamo portare numeri, entusiasmo ed idee, quindi il primo passo che gli posso consigliare e quello di iscriversi al partito. Sbrighiamoci cerchiamo di crescere velocemente e poi può essere che la goccia dell’oceano diventi un bicchier d’acqua poi chissà.
Da questo bellissimo salotto vedo spesso tante buone idee, ottime riflessioni, ma ho paura che per ragioni rispettabilissime ognuno poi non trovi il tempo, la voglia o la forza per cominciare ad agire. Anche io per essere onesto quando il GUZZ ci ha chiesto di contarci e d’iscriverci ero scettico, nella mia testa ronzavano le solite cose che ronzano penso nella testa dei più, e mi dicevo ….. ma lascia stare che non hai tempo per fare nulla ed ora ci manca solo questa, ma dove vai tanto con un partito del genere non si va da nessuna parte, in Italia e tutto uno schifo ed io posso fare poco ecc. ecc.
E’ facile confrontarsi, dire la propria, attaccare tutti o tutto ma poi possibile che quando trovo un posto che mi fa sentire così a mio agio pieno di persone piacevoli, di gente incazzata ma pensante che come me ha voglia di fare qualcosa per questo paese mi tiro indietro? Dopo un secondo ho preso la decisione e spero che in molti possano fare lo stesso mio percorso. Dai Francesca iscriviti e poi chissà che le ns forze così piccole in un contesto minuscolo quale è attualmente il PLI non possano in futuro dare il loro apporto a questo paese di pazzi.
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14 marzo 2009 alle 13:21
Io ho un caro amico di religione ebraica,romano, che si chiama Di Castro , un mezzo rabbino con una capoccia cosi’; con lui quando lavoravo a Firenze parlavamo in romanesco e mi raccontava barzellette anche di umorismo yiddish,diceva lui. Eravamo specializzati nell’imitare Paolo Panelli quando faceva il personaggio”Strarompi”……aaanvedi chi c’e’.
Quando gli dicevo che a me piaceva la Germania lui – che aveva avuto parenti presi in quell’ottobre del 43 – mi diceva ad esempio “caro mio, il tedesco buono e’ il tedesco morto” oppure che la Germania era un Paese dove, se si alzava un buon pifferaio, ancora oggi tutti gli andrebbero dietro.
Qui’ da noi talvolta ho la sensazione che certi spiriti sepolti per 50 anni comincino a rifare capolino, con la tendenza a identificarsi -troppo- in una persona;si badi bene…. spiriti non vetusti , bensi’ modernizzati , ottimistici,fatti di belle ragazze e di cieli rigorosamente azzurri.
Il pifferaio buono c’e’ , anzi buonissimo e quel 60-65 per cento di consenso , secondo me , non e’ cosa buona. Il che , naturalmente e per fortuna, in un contesto diverso da quello che aveva visto l’uomo della provvidenza number 1. Tuttavia sono tranquillissimo perche’ tra quattro anni andremo tutti a votare e poi , volenti o nolenti ,ci inchineremo a quella che sara’ la volonta popolare.
Cosa ancora meno buona e’ quell’assordante silenzio dei suoi simpatizzanti che sembrano accettare in maniera acritica qualsiasi cosa B. dica.
Certo e’ che nei primi 50 anni di questa Repubblica il PDL dell’epoca , cioe’ la vecchia balena DC , era un partito dove le diverse sensibilta’ si manifestavano in maniera chiara e quando facevano i loro congressi – loro li facevano i congressi !! – andavano con il coltello sotto la giacca….la lotta politica era feroce ; ma seppur in quei termini era “democrazia”. Oggi …nulla di tutto questo..c’e’ un PRIMUS ma non INTER PARES… PRIMUS… e basta.
Non sembrino queste parole vacuo esercizio accademico.
Se cosi’ fosse dovremmo accusare di “accademia” anche il futuro segretario del Partito Democratico , certo Gianfranco Fini . E’ lui,infatti , che ha parlato di “Cesarismo”, non io.
Se le parole hanno un senso…………….Ognuno ha le sue opinioni, sbagliate o giuste che siano ;
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15 marzo 2009 alle 20:31
Per gusti più popolari:
http://www.youtube.com/watch?v=xgwchYGS4_Y
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16 marzo 2009 alle 11:28
salve gianluca, risposta diretta ed essenziale
io vivo molto male il fatto di non andare a votare, da diverse legislature, ma del resto la mia è una scelta obbligata dal fatto che da titolare (cittadina) dello stato italiano, non assumerei mai i loschi figuri che si presentano alle elezioni.
se esiste un movimento che rivoluzioni il sistema italiano io ci sono, sia come numero, sia come impegno personale.
io a loro il mio paese non lo voglio lasciare!
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16 marzo 2009 alle 20:04
E’ capitata nel posto giusto cara Francesca, si iscriva al PLI dove ora il padron di casa dopo aver lasciato il PDL è approdato ed è vicesegretario. Siamo pochi e come scrivono molti in questo salotto forse non andremo da nessuna parte ma ci piace sognare e chissà ………
Il PLI nell’ultimo congresso ha deciso di restare da solo e di non allearsi con il PDL come una parte del partito voleva, GUZZ è stato il simbolo di questa lotta di libertà ed è stato decisivo nella lotta tra De Luca rimasto segretario e coloro che volevano portare il PLI nell’ares di centro dx (Diaconale e Taradash).
Molti di noi del salotto di RIVOLUZIONE ITALIANA abbiamo deciso di seguire GUZZANTI in questa avventura e saremmo tutti felici potesse diventare dei ns. Qui potrà trovare le indicazioni per iscriversi:
http://www.partitoliberale.it/category/tesseramento/
Le scrive uno che non è mai stato iscritto a nessun partito per repellenza agli stessi, stessa cosa è capitata a molti di quelli che mi hanno seguito.
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20 marzo 2009 alle 12:04
L’altra sera a blob c’era il solito Sgarbi che esternava.
I have a dream…mi piacerebbe dargli una legnata nella schiena ogni volta che comincia a dar del matto.
E pensare che campa da vent’anni con le solite stronzate confidando sulla indignazione di tanti coglionazzi , diciamo pure come me.
Comunque e’ un artista del vivere…..sa legare così bene i suoi proventi monetari con il far finta di fare il pazzo in tv e a tale proposito, bisogna riconoscerlo , la sua performance contro Benigni con gli occhi fuori delle orbite e’ stata grandiosa.
Pero’ ribadisco che gli darei volentieri una legnata ogniqualvolta attacca il suo recitativo studiato prima a tavolino.
Ma saro’ normale?
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21 marzo 2009 alle 21:36
x Nick e Sagra :
Questa settimana abbiamo scritto e letto articoli seriosi. Ora scherziamo.
Amanti del succo di Noe’ quali siete voglio scandalizzarvi; sono andato al supermercato e ho comprato un non meglio identificato ” vino fragolino “…’na specie di intruglio condito con un succo di fragola che ho trovato – mi vergogno con gente come voi – favoloso , dolce e con le bollicine.
Mio figlio , che si e’ comprato un Brunello per i suoi amici stranieri , ha detto che sono pazzo a bere quella roba lì e io gli ho detto che quella roba la preferisco al Brunello.
A proposito di vino pero’ ricordo ancora a memoria questo bellissimo verso di Orazio ” Nunc est bibendum,nunc pede libero pulsanda tellus…; a voi deve piacere per forza.
Beh , buon week end e non bevete troppo. Poi ricominciate a litigare.
p.s. nick…ma quel “bacetti da sagra ” ti emoziona?
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