ADDIO A BERLUSCONI. IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI DIMISSIONI E L’ANNUNCIO DI ADESIONE AL PARTITO LIBERALE. NO A PUTIN, NO AL PARLAMENTO CANE-DA-SLITTA, NO ALLA DEMOCRAZIA AUTORITARIA DENTRO E FUORI I PARTITI.

2 febbraio 2009

ROMA 2 FEBBRAIO, GIORNO DELLA CANDELORA “DELL’INVERNO SEMO FORA”

Caro Silvio

Ti scrivo per annunciarti che oggi, 2 febbraio 2009, rassegno le mie dimissioni dal gruppo PDL della Camera per iscrivermi al gruppo misto. Contemporaneamente mi dimetto dal partito e ti annuncio la mia iscrizione al Partito Liberale Italiano in cui intendo candidarmi per responsabilità politiche al prossimo congresso di Roma.

Poiché le mie richieste di colloquio sono state da te rigettate come anche i miei messaggi scritti, ricorro alla formula della lettera aperta per spiegare a te e ai colleghi i motivi delle mie scelte, adempiendo così a un dovere di lealtà politica e personale.

La mia decisione è andata maturando a partire dal mese di agosto quando due fatti e due situazioni hanno provocato in me un insanabile conflitto di coscienza, di cui ho dato immediata comunicazione con i miei interventi in Commissione Esteri e alla Camera, con articoli e dichiarazioni.

Il primo evento, quello che ha accelerato i tempi di un processo più ampio, è stato il tuo sostegno entusiasta, personale, amicale al signor Vladimir Putin per la criminale invasione della Georgia, la prima di uno Stato europeo da parte di un altro Stato europeo dal 1 settembre 1939 quando Hitler invase la Polonia, se si tralasciano gli interventi armati russi sotto bandiera sovietica del 1953 a Berlino, del 1956 a Budapest, del 1968 a Praga, tutti felicemente rivendicati dal tuo “grande amico Vladimir”, l’ultimo capo del KGB, selezionato dal KGB. Lo stesso tuo amico ha del resto ordinato che venisse reintrodotto sui libri di testo il culto di Stalin e ha dichiarato traditori della patria i perseguitati che fuggirono dall’inferno sovietico scegliendo la libertà durante la guerra fredda.

Il secondo motivo sta nella condizione pre-agonica della democrazia parlamentare italiana alla quale spesso tu alludi con insofferenza parlando di “lacci e lacciuoli” per sottolineare l’impaccio che provi di fronte alle regole e alle procedure che dovrebbero garantire autonomia e autorità del Parlamento nel suo rapporto con l’esecutivo. Il Parlamento è oggi ridotto al rango di cane da slitta del governo, costretto a correre sotto i colpi di frusta dei voti di fiducia (undici, mentre 44 delle leggi approvate su un totale di 45 portano la firma del governo) con cui approvare decreti legge che meriterebbero invece ampia, autonoma e approfondita discussione e correzione da parte dei rappresentanti del popolo.

Una larga parte del Paese, di destra, centro e di sinistra, inoltre, non è più rappresentata e si sente estranea ed estromessa: io stesso ho inizialmente plaudito alla “semplificazione” che avrebbe dovuto condurre ad una democrazia non più paralizzata dai veti incrociati dei partiti più piccoli, ma anche più limpida e incardinata su un sano e bilaterale rapporto fra esecutivo e legislativo, secondo il principio fondamentale della democrazia dei “cheks and balances”, dei pesi e contrappesi oggi inesistenti.

Oggi il Parlamento prende ordini dal governo anziché esserne il controllore,essendone semmai il controllato, ciò che rende la democrazia parlamentare un cadavere o meglio uno zombie.

In questa situazione il fatto che una larga parte degli italiani non sia rappresentata, suona come uno schiaffo e una inutile esclusione.

Infine la totale assenza, malgrado operazioni di facciata come i ridicoli gazebo, di una sia pur larvata forma di democrazia interna in Forza Italia: sono io che ho coniato il bonario detto, che tu più volte hai citato, secondo cui Forza Italia era un partito monarchico ed anarchico, con un monarca al vertice ma temperato dall’anarchia di una comunità di teste bizzarre che avrebbero dovuto garantire pluralismo di opinioni e creatività. Purtroppo non è così: il partito è diventato sempre più un organismo autoritario e piramidale, incapace persino di celebrare un vero Congresso in cui poter ascoltare e votare voci sia discordi che concordi. Nulla. Ho assistito per anni con imbarazzo, condiviso anche da tantissimi colleghi, a delle kermesse che potevano essere indifferentemente manifestazioni di Forza Italia o celebrazioni per il compleanno di Kim Il Sung. Tu sei l’unico leader di partito che si presenta alla sua gente sul palco di un teatro circondato dai gorilla con la radiolina nell’orecchio, anche quando non è primo ministro.

Molti amici mi rimproverano dicendomi che avrei dovuto battermi dall’interno, ma sappiamo benissimo – sia io che te – che non esiste alcuna possibilità di democrazia interna nel partito di un monarca assoluto assediato da una corte osannante che tu poi porti in Parlamento o al governo con criteri che provocano in qualche caso imbarazzo e rossore. Certo, anch’io sono, come tutti, un nominato e non un eletto: ma ho la presunzione di far parte dell’universo di coloro che, se ci fossero state delle primarie, sarebbero stati scelti dal popolo e dunque intendo lavorare anche per verificare se ciò sia vero. Voglio battermi affinché la democrazia sia controllata dai cittadini ed è per questo sto per presentare un progetto di legge che renda obbligatorie le primarie insieme alle procedure che devono garantire la democrazia interna e la pluralità delle opinioni.

Politica estera, collasso istituzionale e assenza di democrazia interna mi inducono a prendere la sofferta decisione di andarmene, non senza averti però prima dato atto di aver realizzato progressi storici e positivi verso il bipartitismo, di aver in particolare creato dal nulla con uno sforzo personale e insostituibile una destra democratica che all’Italia mancava e che oggi, grazie al tuo lavoro, esiste anche se soffre di gravi menomazioni.

L’ultima mia delusione è di vedere che nel corso dei quasi 15 anni del tuo impegno politico, non hai fatto nulla per dare a questo Paese la tanto attesa rivoluzione liberale che le grandi democrazie hanno avuto e che all’Italia è stata negata. Tu quella rivoluzione l’hai promessa e cavalcata, riscuotendo un grande consenso fra gli italiani liberali, ma non hai poi fatto assolutamente nulla per dare concretezza alle parole prese in prestito agli intellettuali insieme alle bandiere cadute dei partiti che hanno governato per mezzo secolo la democrazia repubblicana.

Questo è il motivo per cui ho scelto di proseguire la mia battaglia nel rinascente Partito Liberale che fu di Einaudi e Malagodi, non per rispolverare vecchie glorie, ma per contribuire a fare di quel partito ciò che tu non hai voluto o saputo creare con il tuo: un ampio e festoso approdo per tutti coloro che in Italia sono assetati di vera libertà, di vera democrazia e dell’accesso completo ed indipendente all’informazione che è costantemente negata agli italiani, beffati sia dal servizio pubblico che da quello privato delle tue stesse aziende. Se la verità è in coma, anche la libertà è moribonda. Sono infatti convinto che non esista alcuna libertà che non sia prima garantita dall’accesso pubblico alla verità.

L’augurio dunque che ti faccio lasciando il partito e il gruppo parlamentare, caro Presidente, è questo: che tu possa capire in tempo che la mia scelta non è capricciosamente personale e meno che mai casuale, ma che si muove in sintonia con una massa crescente di italiani in eterna attesa del rilancio della terra promessa della democrazia liberale e che invece si sono ritrovati di fronte alla prospettiva di una democrazia vuota di contenuti e tendenzialmente autoritaria.

Poiché tu guidi un governo che ha una solida, anche se non molto visibile, maggioranza parlamentare, facendoti i miei auguri li faccio anche e prima di tutto al mio Paese. Sono infatti contento di essere venuto al tuo fianco nel momento più basso della tua fortuna politica, e di andarmene quando tu hai vinto tutto e anzi troppo.

La mia battaglia prosegue nella stessa direzione che ho sempre seguito: quella della democrazia liberale parlamentare, che ancora non è compiuta e che deve essere instaurata con uno sforzo rivoluzionario che spero di saper onorare di fronte a chi ha fiducia nelle mie scelte.

Ti saluto dunque con cordialità e ti formulo vivi auguri, primo fra tutti quello di comprendere la estrema gravità della crisi di valori, oltre che economica, che attraversa la nostra patria.

 

Paolo Guzzanti

87 Commenti a “ADDIO A BERLUSCONI. IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI DIMISSIONI E L’ANNUNCIO DI ADESIONE AL PARTITO LIBERALE. NO A PUTIN, NO AL PARLAMENTO CANE-DA-SLITTA, NO ALLA DEMOCRAZIA AUTORITARIA DENTRO E FUORI I PARTITI.”

afiorillo scrive:

Caro Senatore, Le auguro di tutto cuore di non fare la fine di Giuliano Ferrara. Egli, travolto dalla passione per i suoi alti e nobili ideali (non sto scherzando!) perse di vista la pragmaticità e si scrollò di dosso tutti gli strumenti che lo stare a bordo di una corazzata (col comandante antipatico, magari) gli metteva a disposizione, s’è calato in mare su un praho, s’è messo in spalla la sua cerbottana e s’è lanciato dritto contro le armate nemiche.
Eroico, sublime, ma inutile. Un bellissimo sacrificio che – oggi – pochi ricordano. Qui prodest?
Con immutata stima.

GUZZ – Lì’ITALIA HA BISOGNO DI IDEALISTI E DON CHISCIOTTE, NON DI ASTUTI CALCOLATORI.

PRODEST, PRODEST….

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holden scrive:

Io ho votato per il dr. Ferrara, alle ultime politiche …

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-jm- scrive:

Eroico, sublime, ma inutile. Un bellissimo sacrificio che – oggi – pochi ricordano.

Ma l’elefantino ha cmq battuto i liberali (e non solo loro) con un decimo di punto di distacco. Anche queste sono cose che fanno pensare …

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Arturo Zulawski scrive:

beh, non tutti hanno avuto l’indecenza di portare l’aborto in piazza

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marinorossizanotti scrive:

Bravo Guzzanti! Ora però per coerenza, visto che sei andato su con i voti di Silvio, dovresti dimetterti anche dal ruolo di deputato. Non credi? Siamo bravi tutti a riempirci di parola, ma quando si arriva ai fatti…
Non è che per caso ti ha dato fastidio che un ministro abbia querelato (giustamente) tua figlia? Venendo poi al fatto che in parlamento viene usata un po’ troppo la fiducia, devi sapere che io e altri milioni di italiani abbiamo votato il governo perché governi. Alla fine dei 5 anni Silvio e la sua truppa si assumeranno la responsabilità delle loro scelte. Parliamoci chiaro: se parlate in centinaia quanti siete, per fare una legge ci vorrebbero mesi. Chiaramente non vale per tutti i casi ma nella maggior parte. In ogni caso sono opinioni e io rispetto la tua coraggiosa scelta: ora però dimettiti, altrimenti diventi ridicolo, un po’ come il figlio di Di Pietro che si è dimesso da tutto, tranne che da assessore, ossia dove si prendono i soldi.
A risentirci

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holden scrive:

Si, infatti è per i soldi che il Senatore da anni si è messo contro il kgb, ed è ancora per i soldi che si accinge a diradare (e di molto, credo) le sue apparizioni sul Giornale; ed è sempre per i soldi che spende il suo tempo a rispondere a (quasi) ogni passante che scrive qualcosa su questo blog.

Ed è, infine, solo per i soldi che si mette volontariamente fuori il partito che si accinge a governare l’Italia per il prossimo quindicennio (salvi marchiani errori) ….

Un vero avidone!
GUZZ – E’ COSI’ HOLDEN: A CERTA GENTE NON SI RIESCE A NASCONDERE NULLA.

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Juval Cortes scrive:

Complimenti per la bella lettera, colpisce per la chiarezza dei concetti, per il riassunto sintetico della situazione (sia dentro il parlamento italiano che fuori nella società civile italiana) e per la dichiarazione di intenti per il prossimo futuro.

Avanti così, senatore Paolo Guzzanti, in parecchi stiamo pronti a fare qualche cosa, in questa Italietta così mal ridotta e martoriata.

Buoni pensieri per il meglio. In bocca al lupo.

Marco
GUZZ – CREPI IL LUPO, NARCO, BENCHE’ SIA ANIMALISTA.

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eliset59 scrive:

“la prima virtù dell’onesto politico e di chi vuole realizzare davvero una rivoluzione, è il riconoscimento della realtà così com’è, senza cipria, senza merda, senza fronzoli, senza orecchie d’asino: le cose così come stanno.
E questo perché le rivoluzioni si fanno operando sulla realtà, non sui sogni, sui mondi immaginari, sul paese dei balocchi, sull’enciclopedia delle invettive.

Uno scarto in avanti, un desiderio, anche malinteso, di rigenerazione e di rinnovamento; il rifiuto di rimanere bloccati, impaludati, comunque una spinta verso qualche cosa di nuovo e di diverso.”

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contefiocchi scrive:

Egregio senatore Paolo Guzzanti,

riceva da parte mia i più fervidi auguri per il lavoro politico che lei si accinge a fare. Le auguro di raggiungere gli obiettivi prefissati e contemporaneamente di poter soddisfare le aspettative che tanti italiani onesti e sinceri ripongono in lei.

Non sono dalla sua parte, perchè sono convinto che “saltare un turno” al momento sia la cosa migliore da fare, anche se sarà da valutare la possibilità da qui alle prossime elezioni europee di dare o a lei o a Di Pietro un voto “tattico”, qualora questo dovesse significare “una picconata” per scardinare il “dualismo dicotomico destra/sinistra, Berlusconi/Veltroni” che ci tiene prigionieri. Ho già dato alle scorse elezioni il mio voto a Di Pietro (io che ho sempre votato comunista e soltanto comunista), ma mi rendo conto che in quell’occasione più che un voto a Di Pietro diedi un voto “contro Berlusconi”.Penso che sia ora di finirla con il Berlusconismo e l’antiberlusconismo.

Con estrema sincerità le dico cosa mi tiene distante da lei:il giudizio sulla guerra. E cioè la convinzione che la democrazia debba essere imposta con le bombe come fino ad ora hanno fatto il governo americano e il suo gendarme israeliano in medioriente. Detto questo ci tengo a dirle che non mi sento anti-americano nè anti-israeliano in quanto sono convinto che questi popoli non siano corresponsabili dei crimini di guerra perpetrati dai loro governi e dai loro generali. Così come non sono anti-russo per principio. Bene ha fatto la Russia a reagire in occasione dei fatti Georgiani a quella che si può definire una “provocazione americana”. Per il resto la si può raccontare come si vuole, ma io credo che nessuno possa negare quello che è stato il contributo del popolo russo alla lotta per la liberazione dal nazifascismo. Se gli ebrei ebbero 6.000.000 di morti, con un pò di onestà, quella che a lei non manca senatore, si riconosca al popolo russo di aver pagato un tributo di sangue molto più alto con ben 21.000.000 di morti tra vittime civili e militari.

Questo sentivo di dire e ho detto.

Cordiali saluti.
GUZZ – OG, IL POVERO POPOLO RUSSO HA PAGATO CON PREZZI ANCHE PIU’ ALTI DEI 21 MILIONI DI MORTI, A COMINCIARE DAL MILIONE DI MILITARI FATTI ASSASSINARE DA STALIN NELLE PURGHE DEL 1937 CHE DETERMINARONO ò’INCAPACITA’ DI DIFENDERSI DALL’INVASIONE TEDESCA CUI STALIN NON VOLEVA ASSOLUTAMENTE CREDERE. ,A DI QUESTE STORIA ADESSO Eì SUPERFLUO PARLARE. SI’ MOLTO CI DIVIDE E QUALCOSA PERI’ CI UNISCE.

LA RINGRAZIO DI CUORE DEI FERVIDI AUGURI CHE LE RICAMBIO DI CUORE.

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simona scrive:

Ottimo, si levano gli ormeggi.

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holden scrive:

Io in cambusa!

(reparto beveraggi, però, perché non so cucinare)

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Arturo Zulawski scrive:

(stirare le camice?)

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holden scrive:

(dopo la terza bottiglia, inamido anche i colletti)

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Arya scrive:

….e la ” i “?

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lancillotto scrive:

Berlusconi è il frutto avvelenato di questa crisi di valori. E mi viene da piangere al penisero che la sinistra non abbia attacato violentemente berlusconi per la sua succube amicizia con Putin.
Facciamo in modo che berlusconi sia il passato. Facciamo in modo che diventi un pungolo per la stessa sinistra. Che si sta cercando di autoaffondarsi.

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jovenal scrive:

Mh.
Caspita.
È la fine del berlusconismo. Vent’anni di tunnel che doveva essere un ponte. C’è una discreta mole di un edificio di nulla che mò deve cadere. Va bene, vediamo dove casca e puliamo, tutti quanti. Obrigado, bom dia a tutti.

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star joe scrive:

Caro Paolo,
potrai avere riscontro sulla posta di FB e sulla e-mail della camera, della mia adesione al PLI.
IL DADO E’ TRATTO
Adesso con me, avrai un rompipalle in più tra le scatole.
A presto
Giuseppe STELLA Catania

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Amgelo scrive:

Bella e sincera lettera. Auguri Senatore.

Ora però facciamo un “gioco”.
Ciascuno di noi prenda l’elenco telefonico della propria città, scelga a caso un nominativo, si segni il relativo numero di telefono e lo conservi.
Spedisca per e-mail questa lettera di Guzzanti a persone che conosce, chiedendo ai destinatari di inviarla a loro volta solo a persone (almeno una) di loro conoscenza.
Il 18 Febbraio 2009 alle ore 20.00 componga il numero di telefono conservato, chieda della persona intestataria del numero e formuli la seguente domanda: “ha ricevuto la lettera che Paolo Guzzanti ha inviato a Silvio Berlusconi?”

Scommettiamo che almeno il 15% di chi partecipa al “gioco” si vedrà rispondere “sì”?

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ciro esposito scrive:

Ho telefonato all’addetto stampa del PLI: la lettera di dimissione dell’onorevole Guzzanti è già stata pubblicata tra le “ULTIUMISSIME” vedi http://www.partitoliberale.it

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BNW scrive:

Brividi lungo la schiena!!!
Si salpa.

COMPLIMENTI.

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Vins2 scrive:

Allora direi di partire da uno dei cardini dell’ideologia Liberale: l’Uguaglianza nei punti di partenza.
Vorrei vivere in un Paese che dia la possibilità di crescere perchè Sei e non perchè sei il Parente Di…. Vorrei che il Figlio del povero abbia le possibilità del figlio del Ricco.
Poi si competa, ci si scanni, si vinca, si perda: ma voglio giocare senza gli handicap che la Società italiana attribuisce a chi non conosce chi conta… Quella che lei chiama MaggordomMignottocrazia.
In bocca al lupo Onorevole.

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ciro esposito scrive:

Proporrei a tutti i blogger ed ai simpatizzanti di R.I di incontrarci a Roma per essere solidali con il nostro onorevole con un congresso straordinario sarebbe l’occasione giusta per incontrarci e per dare ancora di più uno spessore ed una valenza politica al blog e al movimento di RIVOLUZIONE ITALIANA.
Che ne dite?

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Dot scrive:

In termini quantitativi di voto io valgo per uno, e a uno qualsiasi di quelli che sostengono che alle dimissioni dal gruppo PDL dovrebbero seguire le dimissioni da parlamentare ricordo che io ho votato FI e il mio voto tra tutti è andato a Paolo Guzzanti: è lui che liberamente ho scelto come rappresentante a prescindere dalla legge vigente.

Uno dei motivi principali per cui ho votato FI è perché lui era presente tra i nominati, e da parte mia il mio voto è andato a lui. Sono convinto che nessuno può rivendicare alcun diritto a togliermi tale rappresentanza, quelli che liberamente hanno scelto Silvio (o chiunque altro) come rappresentante dovrebbero, se lo ritengono giusto, accontentarsi di essere rappresentati da Silvio che, a mio parere, fa del suo meglio (ma si potrebbe fare molto meglio), e non cercare di usurpare le scelte altrui.

Paolo, lei è un pazzo; uno di quei pazzi che rendono la vita degna di essere vissuta.

P.S. Io valgo per uno e posso essere di contrappeso a uno, ma non credo proprio di essere il solo.

GUZZ – L’ELOGIO DELLA FOLLIA E’ UN CAPOSALDO DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE. GRAZIE.

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Arturo Zulawski scrive:

il caposaldo è pure: un eletto non rappresenta i suoi elettori ma i cittadini. Gli eletti non rappresentano solo i propri elettori. E questo principio fondamentale della democrazia viene (troppo) spesso dimenticato.

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Dot scrive:

E quindi Zulawski? Dopo aver rinfrescato la memoria, secondo lei a questo punto è un dovere di Guzzanti dimettersi da parlamentare? Si o no.

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Arturo Zulawski scrive:

No non è un dovere dimettere.
E’ un dovere -se sceglie liberamente di non dimettere- rappresentare gli italiani.

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Dot scrive:

Zulawski, lei dice “se sceglie liberamente di non dimettere”, io avrei scritto: “se sceglie liberamente di non commettere l’errore più grande che un parlamentare può commettere: dimettersi dal suo ruolo di parlamentare”.

Forse mi sbaglio ma il parlamentare (e trascuriamo pure per un momento che non ha vincolo di mandato) ha il dovere di rappresentare i cittadini al meglio delle sue capacità, non di “liberamente” mollarli . Non so lei, ma io se scelgo un rappresentante (a prescindere che la legge mi permetta di farlo direttamente) ho il forte desiderio che mi rappresenti e non che, per dissensi con altri rappresentanti o gerarchie, mi “pianti in asso (o in Nasso)” dimettendosi.

Un errore, a mio parere tanto grossolano quanto frequente è quello di adeguarsi e così incrementare quella distorsione abnorme, molto italiana, attraverso la quale si vede il ruolo di parlamentare esclusivamente in termini, appunto, affaristici; di poltrona.

Errore frequente per più ragioni, perché anche chiedere dimissioni pensando che il parlamentare sia un semplice detentore di potere affaristico senza analizzare e sforzarsi di capire le ragioni che portano a scelte così drastiche, è un modo essenzialmente affaristico di intendere e praticare la cosiddetta politica.

Errore, ovviamente, da evitare.

Un cordiale saluto e grazie per la risposta.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Sangreal scrive:

Complimenti Guzz per quello che fai. Preferisci le idee alla convenienza. In un sistema politico dove molti pensano ai propri interessi è veramente lodevole. Rendiamo grande il PLI. Una casa democratica per tutti i liberali.

Alessandro Lenci

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jovenal scrive:

Amen.

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eliset59 scrive:

Qualche giorno fa, quando ci travolse tutti con questa sua iniziativa del partito liberale, dopo aver letto mi posi una domanda.
Questa domanda la rivolsi a Poalo per mail, ma non avendo avuto risposta mi sono detta che sicuramente la rispota l’avrei trovata sfogliando il blog .

Mi ero chiesta come potesse una persona di estrazione socialista entrare, così come ci prospettava, nel partito liberale, quali erano i punti in comune o che lui trovava aderenti al’ideologia da cui non ha mai nascosto la provenienza.

La risposta è in suo articolo del giugno 2007 e lo posto ( tanto ormai sono diventata archivista) magari c’è qualcun altro che si è trovato a farsi la stessa domanda, o no?

DESTRA E SINISTRA PER ME PARI (NON) SONO. VI SVELO IL GIOCO MAESTRO, LO SGAMBETTO, LE DITA NEGLI OCCHI, ECCO PERCHE’ NOI VINCIAMO E VINCEREMO, PERCHE’ LORO PERDONO E PERDERANNO.
24 Giugno 2007
Sono molto soddisfatto. La questione della destra e della sinistra ha generato un dibattito e un putiferio. Ho letto tutto e ho trovato sempre intelligenti anche le cose che non condividevo.

Adesso cerco di spiegare meglio quel che cerco mettendo zizzania. Cerco di far saltare la diga delle parole e far vincere la piena delle idee e della libertà.

Sì, fra liberalismo e socialismo c’è antitesi. Ma ormai sui libri vecchi e ammuffiti. Il socialismo è morto, mentre il corpo del comunismo mondiale è ancora lì che opprime a Cuba, in Venezuela (fase iniziale del bossolo), in Corea del nord, Cina, Vietnam, frazioni di Africa.

E poi c’è l’illiberalismo strutturale del mondo islamico che per definizione è nemico della libertà individuale e che vorrebbe la pelle sia di Magdi Allam che di Salman Rashdi.

Io ho sempre pensato che in Italia la sinistra è immangiabile e improponibile perché è ad egemonia comunista, post comunista e para comunista e io provo per il comunismo la stessa tenerezza che provo per il nazismo.

Ma la sinistra si trincea dietro idee e propositi “buoni” (a chiacchiere). E tradizionalmente, caro Ursus, la sinistra è per definizione progressista e la destra per definizione conservatrice.

Non è naturale che la destra sia progressista e la sinistra conservatrice.

MA è esattamente quel che accade in Italia dove la sinistra è reazionaria, tutela gli interessi dei super garantiti e opprime quelli dei non garantiti, vuole imporre tasse (mentre tradizionalmente dovrebbe essere la destra a volere più tasse e i cordoni della borsa stretti) e stritola chi lavora.

Allora, mi sono detto, visto che quel che accade in Italia è innaturale, rovesciamo il tavolo.

Diciamo che noi, oltre ad essere la destra dei principi liberali, siamo anche la vera sinistra che in Italia non c’è e che non nascerà mai per la tara comunista.

Ho pensato (da anni: una volta ne discussi a brutto muso con D’Alema): scippiamogliela.

Dicono che loro sono di sinistra perché sono buoni?
Ma noi siamo più buoni.
Noi vogliamo la felicità di tutti
perché vogliamo la felicità di ciascuno.

Ma qui saltano su a piripicchio le allergie parolaie: “Io di sinistra? Mai! piuttosto la morte”.
E lì fiscHi e pernacchie.

Errore: noi vogliamo sottrarre alla sinistra i suoi gioielli, le sue parole che nella sua bocca sono bugiarde ma che nella nostra diventano vere.

Veltroni ha capito da un pezzo tutto ciò: ha capito che per fare una sinistra bisogna lavarla con l’acido muriatico dal comunismo. Ne è convinto. Chi pensa che bari, sbaglia e sbagliando farà prendere una cantonata anche agli altri.

Pensare che il nemico, l’avversario sia sempre un pezzo di merda in malafede, è stupido e non porta da nessuna parte.

Controprova: avete vsto il nostro idolo Sarkozy?
Ha imbarcato nel governo i più bei fichi del bigoncio socialista e due o tre ministre arabe e africane, fra cui la mia passione sfrenata, che è Rashida Dati, già portavoce di Sarkò ed ora ministro della Giustizia.

In Italia la tradizione di destra è inquinata dalla questione fascista.

E dico inquinata perché il fascismo fu un fenomeno di SINISTRA (Lenin ADORAVA Mussolini e Mussolini ADORAVA Lenin e persino Stalin, cui voleva lasciare, negli ultimi giorni di Salò, tutto il patrimonio della RSI: lui che con la bandiera rossa aveva guidato la settimana rossa per non far partire le tradotte e le navi che portavano i soldati alla guerra di Libia) emigrato scomodamente a destra ma sempre portandosi dietro un rancore profondo per la borghesia, per i valori della borghesia, puntando sempre su un’Italia proletaria e in divisa che era la proto-copia della vagheggiata e successiva Italia comunista.

La maggior parte dei fascisti passarono nel Pci (Zangrandi e il lungo viaggio attraverso il fascismo),
le Case del fascio diventarono Case del Popolo e
la Romagna nerissima diventò la Romagna rossissima.

Che voglio dire?

Che il fascismo non è un buon esempio per la destra, anche senza scomodare la guerra demenziale con i nazisti (alleati con i comunisti fino all’Operazione Barbarossa), la pugnalata alla Francia già sconfitta e via discorrendo. No, nulla che venga dal fascismo è per me buono per il futuro, tranne una lezione: che quando la democrazia affoga nel suo stesso pantano, emergono uomini forti con idee ancora deboli, mentre noi amiamo le idee forti e nette fin dall’inizio: verità, libertà individuale, trionfo dell’individuo singolo, affermazione potente e vincente dei valori della Borghesia, vittorie dell’Occidente sulla barbarie, vittoria della democrazia parlamentare sulla tirannide comunque si chiami.

In Italia non ci sono veri conservatori perché c’è poco da conservare (salvo la famiglia allo sfascio) e tutto da riformare.

Dunque siamo riformatori rivoluzionari, e per questo siamo concorrenti diretti nei confronti della sinistra e dobbiamo strappare alla sinistra il pane che mangia,
la terra su cui cammina,
le parole dalla bocca,
dobbiamo sfiancarli,
disorientarli,
zittirli,
sostituirli,
annientarli sul piano ideale
e della forza della morale.

Maria Venera, Fabrizio, amici, non arrampicatevi sugli alberi.
Noi siamo la destra perché siamo talmente liberi da rubare anche la sinistra come la secchia rapita.
Noi siamo così giocosi che possiamo far fare le capriole ai nostri avversari nel rigor mortis, noi ridiamo e loro bestemmiano e insultano.
Se invece noi bestemmiamo e insultiamo, siamo perdenti.

Noi siamo meglio di loro.
Noi siamo più buoni,
più generosi e quasi sempre
più colti e intelligenti di loro,
e abbiamo valori più forti
e l’onestà sulla fronte e negli occhi.

Non abbiate paura delle parole,
non abbiate paura mai.
Noi siamo qui per fare la Rivoluzione Italiana
e io per aiutarvi a vincerla.

PAOLO GUZZANTI

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Arturo Zulawski scrive:

uh, Rachida intanto se ne va a casa. Anzino, a Strasburgo. Seconda sulla lista.

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Enrico T. scrive:

Anche panorama.it ha già prontamente fatto un trafiletto.

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antonio bis scrive:

Caro Guzzanti,
ho letto con attenzione la sua lettera al Cavaliere, e volevo augurarle buona fortuna per questa nuova avventura. Credo come lei che in questo paese ci sia bisogno di idealisti e Don Chisciotte, e non di italianucoli pronti a pesare le cose con stupidi bilancini, per portare avanti le proprie faziosità ed affossare le altrui.
Miri alto, io la guardo con simpatia.
Avrà notato quante volte mi è capitato di scrivere “dissento da lei al 100%”. Effettivamente, su alcune cose la sua e la mia sensibilità non sono vicinissime. La pensiamo diversamente sul giustizialismo, sul conflitto israelo-palestinese, e qualche volta i toni dei suoi interventi mi hanno ferito. Ma ci sta, in fondo lei dice con schiettezza quello che pensa, e io l’apprezzo anche dove dissento.
Io ho un’indole per nulla conservatrice. Iniquità come la tutela dei privilegi di alcuni, la sanità efficiente solo per chi ha i soldoni e quella da 4o mondo per gli altri, l’idea che ci siano “reati da punire” e “reati da colletti bianchi che in fondo non fanno male a nessuno” … ecco, la parte “che c’è ma che, per buonismo, bisogna far finta che non ci sia” del pensiero liberale mi trova lontano. Probabilmente, però, tale parte non è insita nel concetto di “liberale”; mi auguro, quindi, che tra gli ideali di cui l’idealista Guzzanti sarà portatore ci sia un liberalismo di buon senso, equo, amante dell’umanità e della giustizia.
Se per ora dovessi votare, voterei all’80% Di Pietro e al 20% Guzzanti.
Se posso permettermi di darle un consiglio piccolo piccolo … (so quanto io sia poco in grado di dargliene, ma mi lasci provare…) sarebbe bello lasciasse esprimere poco poco di più chi dissente da lei. So bene che questa è “casa sua”, ed in quanto ospiti ci si deve attenere al rispetto del padrone di casa … ma, non so perchè, l’idea di scrivere, con la stessa schiettezza che in lei ammiro, qualcosa contraria al suo pensiero per poi sentirmi rispondere “lei qui non è gradito”, mi inibisce.
Pur non potendomi includere ad oggi tra i rivoluzionari di RI, le faccio un in bocca al lupo di cuore.

Antonio
GUZZ – ANTONIO, QUI IL DISSENSO E’ TUTELATO DA SEMPRE E PER TUTTI. SONOVIETATI SOLTANTO GLI INSULTI PERSONALI E IL TURPILOQUIO GRATUITO. QUINDI NON DEVE TEMERE ALCUNA CENSURA, COSI’ COME MAI NESSUNO L’HA DOVUTA TEMERE.

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-jm- scrive:

In bocca al lupo onorevole.

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Lucius De Geer scrive:

Senatore,
i cesari passano, gli imperi crollano, le fazioni si sgretolano. Persino i popoli si modificano, laddove sopravvivono. Non tocchiamo le identità, parolaccia senza senso. Ciò che resta è il percorso, il peso della storia, della civiltà. Così facendo Lei si mette fuori dalla Storia. Per carità atto nobile, così come nobile fu Cincinnato. Ma del tutto inutile.
Cordialità.

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Julius scrive:

Caro Paolo,
anche se seguiterò a leggerti su questo blog, mi dissocio totalmente da questa tua iniziativa.
Ho cercato invano di invitarti a proseguire la tua lotta all’interno del PDL, ma avrai avuto le tue buone ragioni per non ascoltarmi.
Poichè credo che in Italia ci siano già troppo partiti e poichè uno dei tanti grandi merito di Berlusconi è proprio l’aver costituito un sistema bipolare di alternanza democratica (e sarà davvero democratica quando la sinistra vorrà diventare tale), non voglio augurarti nulla.
Ti lascio alla tua avventura, nell’unica speranza che non siate moltiplicatori sedie e poltrone inutili, ce ne sono già adesso tante inutili, ma soprattutto nella speranza che non partecipiate anche voi alla spartizione vergognosa dei soldi dei contributi elettorali (Di Pietro docet).
Mi dispiace, ma sono decisamente deluso.
Un saluto
Julius

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Scirocco scrive:

Io ancora non capisco come si faccia a dirla democratica, questa destra, nel contempo descrivendola come il partito di un monarca assoluto che si è portato la sua corte osannante in parlamento e al governo.
C’è pure il ringraziamento a Silvio per il lavoro svolto.

Direi che allora è doveroso estendere a Paolo Guzzanti, in conclusione di questa sua esperienza, i ringraziamenti del popolo italiano per l’importante contributo dato in tutti questi anni alla costruzione di “una destra democratica che all’Italia mancava”.
Mancava da settant’anni, aggiungerà qualcuno.

Beh, insomma: grazie per aver contribuito a riportarcela.

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Arturo Zulawski scrive:

Dai Scirocco, non lo capiamo oppure facciamo finta di non capire.
Forse anche lei avrebbe apprezzato una svolta di Guzzanti durante il governo passato governo Berlusconi, ma Guzzanti ancora affermava che se da un lato Berlusconi guardava a Putin, dall’altro guardava a Bush (vedi motore di ricerca).
Ancora pochi mesi fa Guzzanti affermava -rispondendomi su questo sito- che un aereo ha più possibilità di cambiare rotta quando si sta vicini ai comandi e lei sa -Scirocco- quale risentimento abbia avuto Guzzanti nei confronti della sinistra per credere sino all’ultimo che un flebile vento liberale potesse nascere a destra.
Dev’essere un boccone amaro da buttar giù e da digerire (non per nulla è apparso pure il vomito).
E’ vero, non siamo d’accordo con la costruzione di questa destra e propabilmente riteniamo che il contributo di Guzzanti sia stato inutile. E vabbè, oggi è sceso dalla barca e si appresta al confronto con Taradash e Diaconale per una battaglia utile ai liberali.

E a sinistra? Ancora nessuno si accorge che se ai comandi rimangono Dalema, Fassino, er Cicoria, nulla può cambiare? Non sono anche questi che hanno contribuito prestando il fianco ma non solo alla venuta del Caro Leader? A sinistra nessuno che affermi in modo deciso che questi tre almeno (e Walter pure, perché chi perde deve andare a casa, ma diamogli un’altra opportunità) devono andare a casa? Nessuno per intraprendere una via indicata in Europa -in modo flebile è vero- da Zapatero (per fare un esempio). Nessuno per affermare con forza e decisione le mancate opportunità e la necessità di un vero cambiamento, un progetto politico che almeno nel campo dell’informazione, del servizio pubblico, della ricerca, dell’istruzione, dell’educazione potrebbe trovare largo consenso? Nessuno che non sappia fare altro se non scimiottare Obama ed aggrapparsi alla poltroncina?
E’ questa sciatta, debole, incredula, vecchia, polverosa, ottusa, disonesta sinistra che ha contribuito largamente a portare il caro leader lì dov’è. Oggi, io -almeno- non me la sento di fare sciacallaggio su Guzzanti.

Gli romperemo i coglioni a partire da domani, ok?

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maccarti scrive:

Scelta che – in qualità di iscritto a RI – non condivido (”e chi se ne frega”, mi si potrebbe opporre); ma che rispetto.

Suerte

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Giuseppe Mussi scrive:

Lettera chiara,vera,onesta scritta da un VERO uomo.Complimenti senatore,finalmente si sono levate le ancore.
A mercoledì la mia adesione.(un piccolo contributo al suo arricchimento,checchè ne dica l’holden..).E che i venti ci siano favorevoli….

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holden scrive:

Si parteee, tutti a bordooo!!

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ciro esposito scrive:

Su http://www.panorama.it
c’è un articolo che parla delle dimissioni del senatore.
I commenti sono superficiali e banali.

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Grillo Parlante scrive:

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manca scrive:

Bella la lettera.
Mi domando se avrà mai una risposta.

“Uno statista è un politico che si mette al servizio della nazione.
Un politico è uno statista che mette la nazione al proprio servizio.” (Georges Pompidou)

Se questo è vero, ed io credo che lo sia, Guzzanti è uno statista.

Salute.
Carlo Manca.

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Valerio Chiezzi scrive:

Ho collaborato alla nascita di Forza Italia fondando vari Club ma mi sono accorto dello spirito verticistico che serpeggiava sin da allora. Ho combattuto quanto ho potuto ma alla fine ha dovuto prendere atto che anche chi mi aveva accompagnato fino ad allora non chiedeva altro che avere la possibilità di manifestare la propria sudditanza al capo indiscusso.
Ricordo il discorso con il quale Brunetta dichiarò il suo appoggio e l’abbraccio che Berlusconi gli riservò alla fine dell’intervento.
Faccio tutti i miei migliori auguri al dott. Guzzanti che pare animato da sentimenti sinceri anche se stupisce si sia reso conto solo ora di come Berlusconi intenda la gestione del potere.
La Rivoluzione Liberale che abbiamo inseguito nel ‘93 era fin troppo evidente che non si sarebbe potuta realizzare con Berlusconi ma oggi credo che non si potrà realizzare comunque se non si avrà il coraggio di mettere in discussione dogmi e vecchie consuetudini che dominano la politica a tutti i livelli.
Un nuovo partito liberale? Temo non sia sufficiente.
Un Saluto

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holden scrive:

Sig. Chiezzi salga a bordo, le lascio il posto in cambusa (ma mi porto qualche bottiglia in coperta, sa il freddo…)

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francesco franceschi scrive:

Guzzanti,

cerchi di evitare la solita avventura di partitino all’italiana. Un grande annuncio, un po’ di rumore all’inizio e poi NIENTE.

Io sono tra i (pochi purtroppo) liberali in Italia. Non siamo rappresentati. Vogliamo essere rappresentati.

Ma per poterci dire rappresentati, vogliamo sentire i programmi, non le solite arcinote parole prive di reale significato.

Qui tutti la spingeranno a parlare di politica estera o del sistema politico\istituzionale. Anche di valori.

Io pretendo di sentire parlare anche della visione economica e sociale da parte del candidato leader del partito del quale sono potenziale elettore.

Si inizia. Auguri. Ma la tormenteremo….ora il protagonista è lei.

Con stima

Francesco Franceschi

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willon scrive:

in fin dei conti, nonostante un certo entusiasmo iniziale, credo che la nota di chiezzi contenga idee abbastanza affini alle mie su questa sua nuova avventura.
giunge troppo tardi e con motivazioni nobili, ma tardive anch’esse. troppi meriti si continuano ad attribuire a berlusconi, e sui demeriti, ormai acclaratissimi, che dire… pare che i liberali italiani non siano sufficientemente attrezzati per individuarli e denunciarli con tempismo e durezza. in fin dei conti, il pli a fine febbraio nascerà comunue monco della sua anima più critica, quella radicale e progressista. lo scontro sarà tra un due sostenitori del primo berlusconismo, quello del 94, cui molti liberali non diedero alcuna fiducia sin dall’inizio. avevano visto giusto, ed in fondo, ma si sono dissolti a sinistra senza visibilità. senza presenza. questi liberali, questi laici, questi repubblicani che hanno rifiutato l’assimilazione a destra, la criminalizzazione dell’islam, la demolizione di 50 anni di laicità, l’aziendalizzazione della politica e dello stato, l’attacco sistematico alla magistratura, tutti questi laici e liberali sono derubricati dal gruppo diaconale, taradash, pacor come antiberlusconiani irrecuperabili che stanno bene dove stanno. ma neanche lei, a quanto pare, sembra intenzionato a recuperarli, o forse, più semplicemente, non è nelle condizioni di poterlo fare. questo pli nascerà monco. ed è un peccato davvero.

in ogni caso, in bocca al lupo.
potrei anche cambiare idea…
potrebbe farmela cambiare lei.

william longhi

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Amgelo scrive:

Cari Willon e Chiezzi,

l’obiettivo resta quello di far saltare questo stramaledetto tappo e non tanto far arrivare al 4% il Pli.
La cosa è complessa perchè c’è una miriade di gente a cui questo status quo conviene.
Essi non soffrono la condizione di “maggiordomi” perchè, essendo la maggior parte di loro poco più che mediocri, si trovano di fronte a vantaggi che in un ambiente meritocratico potrebbero solo sognare.
A costoro aggiungete quelli che sono preoccupati per la governabilità e la frittata è fatta.
Il “monarca” diventa assoluto quando è circondato da gironi di persone che paradossalmente lo usano.

E’ probabile che si fallisca, anche perchè un ambiente nitido non potrà esistere mai;
ma così com’è oggi, con tutta la buona volontà, è intollerabile perchè “sinistro”.
Provateci con noi.

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Arturo Zulawski scrive:

Guzzanti, et voilà une bonne chose de faite.

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Vincenzo Spada scrive:

Ecco, ci siamo.
Il momento tanto atteso e temuto. Atteso in quanto logica nonché coerente conseguenza di un percorso iniziato tempo addietro; temuto, come si teme qualcosa che ci spiace accada ma di cui intimamente si conosce l’ineluttabilità.
Bella lettera, senatore. Bella davvero. un’analisi chiara, puntuale e, per una volta, scevra da quegli impeti di passione che tanto mi portano ad apprezzarLa.
Ha fatto la sua scelta con coraggio aldilà di ogni convenienza.
Non posso che dolermene, però, di cuore. Perché se, da qui a qualche annetto, il PDL non sarà animato da quel dibattito demodratico che molti (Lei in primis, credo) auspicano, resterà il rammarico di sapere cosa sarebbe potuto accadere con la Sua presenza attiva.

Detto questo, desidero farle i miei migliori auguri per quest’avventura. Vi si dedichi con tutto se stesso, affronti le molteplici battaglie senza risparmiarsi e allora sì, per confermarle ciò che mi ha detto in un post precedente, vedrà che non mi deluderà.

Un abbraccio

V.

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giuli scrive:

Ho appoggiato questa destra con i suoi pregi e i suoi difetti..
l’ho difesa, amata e odiata.
Nn posso dirti di esserne felice ma apprezzo la tua coerenza e la voglia di dare una dimensione reale a questo benedetto paese!
Sono emozionata per te e i miei sono auguri di cuore…..
Ritardero’ a salire su questa barca perch’ voglio veramente esserne convinta e partecipe…………………………………….ma tu conservami un angolino!!!!!
Giulia

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ziozioziosamurai scrive:

Spero di sbagliarmi: ma si appresta a nascere di nuovo un partitino dal 5% scarso. Che ce ne facciamo? Io appoggiavo di piú la lotta da dentro il PDL. Ma tant’è. In bocca al lupo ad ogni modo.

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gioan scrive:

Bravo onorevole Guzzanti!
Non se se lei è il primo a uscire fuori da Forza Italia, ma certamente un pezzo da novanta, e quindi l’eco delle sue dimissioni saranno di dominio pubblico.
Io ho votato Forza Italia per il programma elettorale, e prima priorità era la Giustizia.
Ma da quanti anni la priorità è sempre la Giustizia? Da molti purtroppo.
Sto ancora qui aspettando la separazione delle carriere, la separazione logistica tra Procura e Tribunale, la responsabilità civile e penale dei magistrati inquirenti e giudicanti e cosi via cantando.
Penso che ne passerà acqua sotto i ponti prima che ciò accada.
In bocca al lupo di vero cuore per il suo prosieguo politico nel PLI.

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ciro esposito scrive:

Signor Grillo Parlante quasi tutti i commenti sull’articolo che riguarda il senatore di http://www.panorama.it sono superficiali e di cattivo gusto.
Sarà che sono abituato alla qualità dei commenti dei nostri blogger, che ne pensa Grillo Parlante?

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Vitus scrive:

Grande Guzzanti, le staremo a fianco quando le si metteranno tutti contro

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Grillo Parlante scrive:

Mister Ciro, penso che bisogna alzare le chiappe e andare a scrivere nei forum e nei blog ostili. E poi tornare quì ogni tanto a respirare aria fresca.

Che ne pensa Ciro Esposito?

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Vitus scrive:

Ciro, se vuole rifarsi gli occhi legga i commenti al caso della parlamentare dei radicali e i presunti stupratori rumeni sul Giornale. Si renderà conto della qualità media della fauna che popola questi forum e forse riterrà,come spero Guzzanti, che essere insultato da questa gente è un onore

GUZZ – VOMITEVOLE.

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Arturo Zulawski scrive:

L’Italia del linciaggio.
Che brucia un indiano per strada.
Nauseabondo senza dover perdere tempo con i dettagli.

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Scirocco scrive:

Dot scrive:
‘Dopo aver rinfrescato la memoria, secondo lei a questo punto è un dovere di Guzzanti dimettersi da parlamentare? Si o no.’

Lasciamo perdere il dovere, almeno quello che riguarda il prossimo.
Ma l’argomento che il posto da deputato gli tocchi perché ha la presunzione di ritenere che sarebbe comunque stato scelto dal popolo, mi pare francamente stravagante.

Deputato per voto presunto?
Manco Silvio si era spinto a tanto.

GUZZ – NO, CARO: DEPUTATO PER VOTO ESPRESSO. SECONDO LA LEGGE. E PIENAMENTE VALIDO E CONVALIDATO, SECONDO LA COSTITUZIONE. POI, OGNUNO E’ LIBERO DI IMMAGINARE E CALCOLARE QUANTI SAREBBERO STATI, CON UN’ALTRA LEGGE, I VOTI ESPRESSI. I MIEI, SECONDO I MIEI CALCOLI, ERANO 241.574. QUALCOSA DA OBETTARE?

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rosobrer scrive:

Non la seguiro’, onorevole Guzzanti, non credo che il PLI potra’ incidere in misura significativa sulla realta’ italiana.
Comunque, non si sa mai….
Pertanto, un sincero in bocca al lupo per le sue battaglie, che sono certo combattera’ con la grinta di sempre.

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-jm- scrive:

è stato scelto dal popolo nel collegio uninominale di Brescia, e con quel mandato di 5 anni ha fatto il presidente di commissione. I dati sono sul sito del ministero dell’interno.

Le nomine sono arrivate dopo.

Per le europee … la battaglia più interessante è nel nordest, per vedere chi comanda tra FI e Lega. Chi vince lì avrà carte forti per presentare la candidatura di uno dei suoi uomini di punta alle regionali 2010.
Per chi è sotto il 4% la situazione è ormai disperata. Per il PLI già risalire dal terribile 0,2% delle politiche sarà un risultato buono, IMHO.

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ciro esposito scrive:

Mister Grillo Parlante ha ragione, dobbiamo alzare le chiappe e andare a scrivere in questi blog o forum ostili, mi meraviglio che un giornale come Panorama non moderi certi commenti idioti ed offensivi alla dignità di una persona e di un parlamentare. Ho già dato un mio contributo personale su Panorama e ne voglio cantare ancora altre quattro!

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-jm- scrive:

dimenticavo … se qualcuno ultraberlusconiano vi insulta, ricordategli l’indulto e chi l’ha votato :P

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Fulvia scrive:

La giornata, meteorologicamente parlando è stata triste : freddo, pioggia, vento.
L’inverno durerà ancora per molto, secondo la candelora.
Poi alla tristezza del tempo si aggiunge un addio.
Gli addii non lasciano indenni le persone ed i loro animi : si tratta di distacchi, di lutti, di sofferenze e di delusioni.
Oggi Paolo è arrivata la tua sofferta decisione, è arrivato l’addio a Forza Italia, a Silvio Berlusconi.
Non ci speravo, ma lo sapevo, lo avevo capito.
Non so se lo vivi come una liberazione o come una profonda delusione.
Se senti amarezza o soddisfazione.
Se le parole dei colonnelli che già sputano su di te veleno ed ipocrite sentenze, ti aumentano l’acredine o la soddisfazione di esserti chiamato fuori.
Ti ammiro per la ferma decisione e convinzione delle tue idee.
Per l’onestà.
Io oggi sono felice per te, ma come già ho scritto in altro articolo, vivo male questa tua separazione da Berlusconi, pur condividendone i motivi.
La stima è aumentata, perchè sicuramente la scelta che hai fatto non è la più comoda, la più scontata per te.
Se domani c’è il sole forse il tuo addio riuscirò ad elaborarlo in modo meno tragico.
Comunque vada la nave è salpata.
Se in cambusa ci sta Holden, io mi metto ai fornelli.
Pensiamo alle provviste, la nostra onestà e volontà : gli altri creperanno di fame!

Fulvia
GUZZ . COME SI POTREBBE NON AMARTI, FULVIA?

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holden scrive:

E creperanno anche di sete!

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Dot scrive:

Scirocco,

ti ha già risposto Guzzanti, io aggiungo una postilla.

Lasciamo perdere il dovere che riguarda il prossimo!? Oh, scusa, spero che il tu non ti dia fastidio, abbiamo già conversato in passato, ma spiegami un po’: che film hai visto?

Io sarò stravagante, ma quando vado a votare non ti nascondo che penso in particolar modo (non solo, ma in particolar modo sì, l’ammetto) a me stesso e alla mia famiglia. Cerco, il più possibile attraverso il bene comune, il bene della mia famiglia. E, forse non ci crederai, quando penso e discuto su chi ho scelto come rappresentante, sui diritti e doveri che gli competono, ti garantisco che l’occhio particolare ce l’ho per me stesso, in quanto cittadino, ma comunque per me stesso. Poi il rappresentante ha tutto il pieno diritto di fare le sue scelte perché il rappresentante è lui, ma se io parlo dei sui doveri e diritti come rappresentante, non mi faccio gli affari suoi, mi faccio i miei.

Tu? Dimmi che quando voti pensi solo al prossimo, dai. Guarda ti garantisco che ci credo senza sforzarmi troppo. Guarda, quasi quasi ci credo anche se non me lo scrivi.

Un saluto.

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Scirocco scrive:

Speravo che mi sarebbe stata risparmiata, la spiegazione su quant’è perfettamente legale l’onorevole seggetta ricevuta, e ora strenuamente mantenuta.
Del resto non l’ho messo in discussione, l’aspetto di legge.
Mi sono limitato a commentare l’argomento della lettera a Silvio (sic), quello per cui sarebbe giusto tenersi il seggio ricevuto dal padre rinnegato, in base a una propria sporta presunta di voti portati in dote.

Io da parte mia calcolo che siano 543.210, ma sono pronto a procedere a una rigorosa riconta.
Tanto, che conta?

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Vitus scrive:

le liste sono state presentate prima delle elezioni e ciò significa che chi votava nella sua circoscrizione sapeva di votare per Guzzanti. Chi ne chiede le dimissioni dica chiaramente che non ritiene vi sia un nesso tra il voto popolare e l’elezione dei rappresentanti nelle camere,ma che tale voto è rivolto solo al partito e al resto pensano loro. ma voler dire questo significa accusare il sistema elettorale vigente di grave incostituzionalità (l’articolo 56 prescrive suffraggio diretto) peraltro tale richiesta è incompatibile col divieto di mandato imperativo vigente nel parlamento italiano (art.67).Quindi di che cosa stiamo parlando?

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Demmini scrive:

Caro Senatore,
immagino che gli squadristi stiano oliando i manganelli.
Ma non c’è da temere, almeno qui: essendo un luogo di teste pensanti, i bastonatori si ritroverebbero ben presto bastonati, infilzati da argomentazioni serrate.
Lei conosce i suoi polli e le loro tecniche questo la rende molto efficace, dunque molto pericoloso e per certi versi difficilmente attaccabile. Tuttavia la spietatezza dei bravi è nota: è lecito dunque aspettarsi insulti, slogan, accuse di ogni tipo.

E’ straordinario, dal lato umano, constatare che c’è qualcuno che invece di scegliere la via comoda dell’indifferenza, e magari rimediarci pure uno strapuntino, preferisce riempirsi di problemi, caricarsi di responsabilità, esporsi alle brutali invettive di un Gasparri in mondovisione.

Le sue parole sono quelle che si vorrebbe sentire dall’opposizione che non c’è, perché toccano temi sostanziali, seri e urgenti senza perdersi in sofismi, mediazioni, sfumature. Se non c’è informazione non c’è libertà, se c’è monopolio e non pluralismo allora nessuno di noi è libero. E poi a quanto pare lei ha ancora energia da spendere.
Insomma, il mio voto potenziale se l’è assicurato. E’ poco, ma spero le serva per incoraggiamento.
A leggere i messaggi infami rivolti oggi contro Rita Bernardini, mi coglie l’orrore e sopravviene la rassegnazione.

Per gli scettici: è vero, questa è una minoranza. Ma in una società completamente frammentata e atomizzata come è l’Italia di oggi anche una minoranza, se agisce con convinzione, idee giuste e unità di intenti, puo’ disporre di una forza non trascurabile.
Ovviamente serve visibilità, tanta, la maggiore possibile. La partita si giocherà lì, perché il tema è giusto: è arrivato il momento di dire “basta”, perché ci siamo trasformati in qualcosa di inquietante.
Berlusconi agisce senza alcun controllo, sono saltati tutti gli argini e i bilanciamenti, dai partiti alleati al Parlamento, dall’informazione agli intellettuali di area. E’ come un treno in corsa senza freni, mentre la gente, perpetuamente ingannata dai Tg, perde fiducia, punti di riferimento, sentimenti di appartenenza,sicurezze.
Non si puo’ lasciare a Grillo e Di Pietro l’esclusiva della denuncia e dell’indignazione di fronte a un sistema ridotto in questo “stato di anti-Stato”, in un Paese che ha perso la bussola dei valori e nel quale il malessere si respira nell’aria ogni giorno di più.

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miguelonbubba scrive:

Onorevole Guzzanti, che dire? Era ora!

Già quando prese posizione contro le acclamazioni a Putin, le domandai se non fosse opportuno dimettersi. Fui uno dei pochi a ricevere una sua risposta, nella quale mi disse che continuava a restare nel gruppo del PDL perchè nell’accezione “delle Libertà” vedeva la garanzia di poter espreimere il suo dissenso.

Rimasi perplesso, forse perchè da fuori avvertivo di più la mancanza di libertà nel gruppo. Come succede anche a livello locale. Il capo decide (sia esso sindaco o assessore) e l’intero gruppo consiliare vota di conseguenza, fosse anche la boiata più grande e che non trova i consiglieri d’accordo.

Lei vorrebbe più apertura, più partecipazione dei cittadini. Bene, ottimo. Ma se quello che traspare è la volontà di proseguire con le proprie decisioni infischiandosene di qualsivoglia osservazione, chi partecipa? Chi ne percepisce l’utilità?

Credo che lei sappia bene che la sua defezione non farà strappare i capelli (trapiantati, perchè dobbiamo essere più belli) del capo. Via lei, ci sono schiere di ardenti personaggi desiderosi di servire alla corte, come dimostra la nascita del nuovo partito dell’onorevole Pionati. Andiamo con Silvio, magari qualche briciola c’è pure per noi.

Perciò le chiedo come possiamo noi piccoli cittadini far sentire la nostra voce e far capire che sono loro, i cittadini, a detenere lo scettro? Può rispondere anche per mail, se preferisce: miguelonbubba@gmail.com

Pietro Cuppari

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maioba scrive:

Gentile Senatore.
Finalmente qualcuno che pensa anche a destra.
Non ho votato per voi, ma apprezzo la sua onestà intellettuale.
In un politico è (quasi) tutto.
Buon viaggio,
don Marco

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renzoriva scrive:

Il miocommento al suo articolo di oggi è in attesa dell’autorizzazione dei “CENSORI” del politicamente corretto.
Ecco il testo che avevo inviato:

Di peggio c’è che la LNP che si è installata sulle poltrone di svariati Enti inutili e non si parla più di contenimento degli sprechi generati dal mantenimento di Provincie, Comunità Montane ecc.
Pensate che in Carnia esistono 23 Enti che nessuno vuole più chiuderne nemmeno uno perchè significherebbe la perdita di posizioni di rendita di potere per “la casta”.

Un’altra considerazione sulla sicurezza.
Questa coalizione è andata al potere più per demerito di Prodi-Veltroni che per meriti dovuti al suo programma sulla sicurezza dei cittadini.
Potenza dei numeri: aumenta l’insicurezza dei cittadini e questi “rappresentanti istituzionali che fanno?
Vogliono militarizzare le città ma non per dare sicurezza bensì quale anticamera della repressione del montante scontento popolare.

Cosa dire di più della “casta” che vede Berlusconi e Veltroni “culo e camicia” all’assalto delle cadreghe del prossimo parlamento europeo?
Dunque oggi possiamo dire di essere più sicuri di ieri?
Mandi, Renzo Riva Via Avilla, 12/2 33030 Buja – UD renzoriva@libero.it 349.3464656

Aggiungo altro testo inviatoieri a “il Giornale”

Chi ha fatto carriera politica …
… promuovendo cause contro le banche che non concedevano i mutui prima casa agli ispanici e afroamericani?
Purtroppo chi diede l’appiglio per tali cause fu Ronald Reagan che alla fine degli anni ‘80 fece una legge per promuovere l’acquisto della prima casa per diminuire la pressione razziale della parte più emarginata e che stava montando nella società statunitense.
Dapprima le banche non concedevano i mutui perchè la maggior parte dei richiedenti non appartenevano alla categoria “prime” ma “subprime” perchè già protestati.
Un avvocato si fece paladino delle aspirazioni degli ispanici e afroamericani promuovendo cause contro le banche in virtù della legge voluta Reagan aggiungendoci pure l’accusa di discriminazione razziale.
I giudici dei tribunali sistematicamente condannarono le banche che dovettero pagare anche dei risarcimenti oltre alla concessione del mutuo.

La continuazione ora la conoscete: Stati Uniti in bancarotta e l’avvocato Obama Presidente.

Mandi,
Renzo Riva

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adetogni scrive:

Gentile Paolo,

ammetto di aver letto poche volte il suo blog, ma quelle poche volte mi è sempre parso di leggere una penna arguta ed intelligente, anche se ahime’ nelle file del PdL. Mi chiedevo come potesse stare una persona tanto intelligente sotto un despota autarchico e ignorante – non come offesa, ma proprio politicamente, socialmente ed internazionalmente ‘uno che non sa come si fa’ – come “l’unto dal signore”.

Beh vedo che alla fine tutti i nodi vengono al pettine: la sua lettera dovrebbe essere stampata e affissa sui manifesti di tutte le città italiane, perché la gente si renda ancor più conto di quanto arrogante e dispotico sia quest’uomo, e di quanto lasciargli le redini dell’italia sia un delitto perché tale personaggio non ha la minima idea di cosa sia un contraddittorio, una condivisione di idee, un bilanciamento dei poteri e quindi ignori il fattto che democrazia parte da démos – popolo.

La sua lettera ha ancor più valore perché non viene dai tanto vituperati (quanto inesistenti di fatto) “comunisti” che ce l’hanno con lui, ma da dentro, da chi non accetta più un tale compromesso di valori e di etica. Fa ridere (giusto per non piangere) la reazione di Bondi – ed è tipico di chi non accetta dissensi, tipico di un regime in cui ‘o stai con me o stai contro di me e quindi sei da respingere tout court’.

Da parte mia non ascrivo a Berlusconi nemmeno il piccolo merito che lei gli da’. Quell’uomo ha carisma, è una dote innata, non si impara. Ci vuole poco, molto poco, a ‘formare un partito’ quando si hanno carisma, un sacco di soldi, un populismo sfrenato, il controllo pressochè totale dell’informazione e gli agganci di potere che tutti sappiamo. E’ un uomo che dovrebbe stare in carcere per tutte le sue malefatte, ma grazie ai soldi e agli agganci politici ha fatto (e purtroppo ancora farà) il bello e il cattivo tempo. E’ un personaggio che altrove non sarebbe nemmeno concepibile, ma nell’italia del malaffare, del favoritismo e dell’arrivismo può diventare addirittura Presidente della Repubblica. Il merito per cui non è ’suo’, ma purtroppo del popolino che lo idolatra in quanto ricco.

Bene, sono contento di leggere questa sua lettera e ha tutta la mia stima per il suo “outing”. Magari non approverò alcune sue idee – ma come da lei già ricordato, il dissenso può stare a braccetto con il rispetto – ma guarderò a lei come una nuova voce ‘rivoluzionaria’ (mi perdoni la parola forte, ma credo serva solo questo ora alla povera italia).

Andrea De Togni

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bruno revolfato scrive:

…Ciao Paolo ho letto la notizia che lasci PDL …fai bene e ke passi nelle file del PL fin quì niente di male…mi spiace solo leggere che ti farebbe piacere rincontrare e lavorare con Altissimo (http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Altissimo) già questo fa perdere la mia (vale?) considerazione.
E’ da tangentopoli che vaga…ma ha scontato qualche pena?
Vogliamo essere coerenti?

GUZZ . CHE IO SAPPIA ALTISSSIMO VIVE ALL’ESTERO E NON FA PIU’ POLITICA DA MOLTI ANNI. INCAPPO’ IN UN FINANZIAMENTO ILLECITO DI 200 MILIONI, 100 MILA EURO, DATO DA ENOMONT AL PLI.

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bruno revolfato scrive:

Risposta errata!

“commento”…a Vabbè allora è tutto regolare… certo mica è scemo ci starei anche io con 100 mila euri all’estero…

a Paoloooo!
Ma ke risposte sono?

La risposta esatta sarebbe stata se Guzzanti avesse detto: … <>

Vedi? E’ diverso da quello che ho letto su Repubblica…”Bello. Esiste ancora? (il PL)
“Con Carlino Scognamiglio, l’amico De Luca… spero anche Renato Altissimo”;
…è diversa la sostanza della tua risposta se fossi Renato mi offenderei…
mi hai già sconfessato potrebbe dirti…hai fatto finta di non conoscermi.

…prima che il gallo canti tre volte…Paolo…

GUZZ – NON SO CHE COSA ABBIA SCRITTO REPUBBLICA SU ALTISSIMO.
ALTISSIMO, PER QUANTO NE SO, NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL PLI DA ANNI E VIVE ALL’ESTERO.
HO RICORDATO A TITOLO DI CRONACA CHE IL SUO REATO FU QUELLO DI AVER INCASSATO 200 MILIONI DI CONTRIBUTO IN NERO AL SUO PARTITO.
E ALLORA? NON HO CAPITO CHE COSA VUOLE DA ME.

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moonson112 scrive:

Complimenti Senatore per la sua scelta coraggiosa!!!
Nella sua lettera espone bene i motivi con cui ha fatto questo, penso, sofferto gesto.
Il pdl non deve sentirsi tradito da lei, in quanto è il pdl stesso che ha tradito lei con le sue scelte (Il sostegno alla guerra in Georgia in primis).
I cittadini non votano solo per il partito, o la coalizione politica, ma anche per il singolo. Altrimenti sappia il caro Berlusconi, che ben poca gente del Sud, grazie a cui ha vinto, avrebbe votato la sua colizione, in cui è presente la lega nord che vuole federalismo e ricchezza solo al nord.
continui a fare il suo lavoro, in coerenza alle sue idee!

Saluti

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lorca scrive:

complimenti senatore ,per la resipiscenza
sono uno dei trecentomila elettori che negli anni settanta credevano ancora nel Pli,e dei mille che ancora si affannavano per farlo uscire dal coma.Puo’ immaginare che colpo, scoprire che in Italia c’erano 15 milioni di liberali in attesa di un capo carismatico che li guidasse alla riscossa!Se non fossi stato cosi ingenuamente convinto della pericolosità della concentrazione di poteri, politico, economico, mediatico,avrei anche potuto rallegrarmene: ma se avessi ancora avuto qualche dubbio, ci pensò il Cav. a togliermeli, quando sul palco di piazza del popolo si strinse in un caldo abbraccio ai suoi grandi alleati,Bossi,Fini,Casini(?), snobbando il liberale Costa, che allora guidava un gruppo di circa quaranta parlamentari.Dove sono ora, nelle foibe?Sono lieto che abbia superato la lunga crisi di anosmia: il fiuto è una dote essenziale per un giornalista del suo calibro.
cordialmente, lorca

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Scirocco scrive:

Arturo Zulawski scrive:
Gli romperemo i coglioni a partire da domani, ok?

No. Io rompo i coglioni da una vita e non vedo ancora la necessità di far le ferie: tutt’altro.

Lasciamo perdere le tue valutazioni sullo stato di salute della sinistra italiana, che andiamo fuori tema. Mi limito a farti presente che la necessità di azzerare la classe dirigente degli ultimi quindici anni è condivisa dall’intera base elettorale; tranne che da loro, mannaggia: i dirigenti medesimi.
I quali hanno senz’altro contribuito a portare il nostro capetto lì dov’è, e stanno infatti pagando. O meglio, per ora riescono ancora a scaricare sugli elettori il loro debito. Ma presto cominceranno a saltare le teste. Vedrai che botto.

Detto questo, non si capisce perché non debba pagare, anche e prima di tutto, chi ha portato il santo sulla vara fino a ieri.
Chi ha contribuito a costruirgliela intorno, ad addobbarla e a benedirla. Chi gli ha allestito la festa. Chi gli ha chiesto e ha ottenuto qualche grazia.
Non si capisce perché non debba pagarlo, il botto in arrivo, uno che ci ha messo le polveri e molto si è dato da fare per tenere accesa la miccia.
Non si capisce, francamente, perché debba aver l’agio di allontanarsene in tempo, senza che nessuno gliene chieda conto.

Ecco, io vorrei che Paolo Guzzanti rendesse conto di ciò che ha fatto in questi anni. Dell’accolita di delinquenti (cit.) che ha strenuamente sostenuto e difeso; degli sfasci allo stato che ha avallato; delle condizioni in cui questi anni di berlusconismo (che è stato anche il suo berlusconismo) hanno gettato il paese.
Tutto ciò porta anche la sua firma, non esattamente tra quelle degli ultimi responsabili.

Eppure tra le sue parole non c’è nemmeno l’ombra dell’ammissione dell’errore. Manca la minima assunzione di responsabilità per sé, anche solo per aver creduto alla sciagura nazionale che questa destra ha rivelato essere.
Macchè: Silvio “meriterebbe un monumento d’oro”.

Chi ha messo l’arrosto in forno continui a badarvi finchè è pronto, e si assuma la responsabilità della riuscita. Se crede stia bruciando, pensi almeno a tirarlo fuori. Troppo comodo, lasciare la cucina appena tutti cominciano a sentire l’odore di bruciato.
Senza nemmeno chiedere scusa, e anzi con la presunzione di continuare a meritarsi il posto a tavola.

Davvero, troppo comodo.

GUZZ – VORRESTI LA TUA PICCOLA PIAZZALE LORETO, BABY?

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maura2 scrive:

Condivido con lei le sue scelte, il parlamento viene eletto dal popolo e dovrebbe rappresentarlo, dovrebbe dico perchè è vero che ultimamene in questa leggislatura di ricorre sempre di più a uno strumento che sono i decreti leggi poi trasformati in legge a volte ricorrendo anche al voto di fiducia, che non sono per quel che mi ricordo lo strumento per l’iter leggislativo usuale ma da usare solo in caso di ugenza.
Quando alla superiori studiammo la nostra costituzione, ci fu spiegato l’iter parlamentare delle leggi ordinarie e il perchè fosse così complesso e che per casi eccezionali esistevano i decreti legge, ma che dovevano essere usati solamente in casi di immediata urgenza, il tutto perchè uscivamo da una dittatura e si voleva garantire ai cittadini una più alta forma di democrazia in uno stato dove il popolo è sovrano. Negli ultimi mesi vedo sempre più venir meno questo potere sovrano del popolo a discapito di una minoranza che decide in tutto e per tutto senza voler avere un dialogo con i rappresentanti del popolo e dove chi dissente viene messo a tacere anche se fa parte della maggioranza. A volte rimpiango gli anni 80 e l’epoca craxiana.
Vorrei anche io uno stato realmente liberale dove tutti hanno le stesse possibilità di migliorare la loro posizione sociale e lavorativa a seconda dei meriti che hanno e non perchè sono parenti o hanno una tessera in tasca, ma ho sempre visto solo questi far cariera e arrivare in determinati posti, rispetto a persone con maggiori capacità ma minori conoscenze personali (io stessa vidi il mio posto asegnato a una persona con minor esperieza e titoli per quel lavoro per minori conoscenze politiche di una determinata corrente, dopo che lavorai sopra a un progetto per circa un anno a titolo quasi gratuito vidi la mia scrivania asegnata alla protetta di un prof universitario che del mio campo ne sapeva meno di un bambino delle elementari ma pur troppo questa è l’italia dove un ministro per le pari opportunità è un ex reginetta di un concorso di bellezza cosa ci possiamo aspettare???) scusi questo mio ultimo sfogo!!

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matteip scrive:

Beh, che dire? Avevo cominciato a pensare male, su di lei. Dopo la “mignottocrazia”, nessun altro segnale. Sembrava fosse rientrato nei ranghi. Invece stava meditando il grande passo. Complimenti.
Intanto benvenuto nell’altra parte dell’Italia, quella che non vede l’ora di liberarsi di questa presenza ingombrante. Io al suo posto mi dimetterei anche da parlamentare, visto che ha ripudiato Forza Italia dopo aver usufruito dei voti dei suoi elettori. Ma questa è una sua decisione.
Speriamo che questo suo gesto sia d’esempio anche per qualcun altro.
La saluto
Piero Mattei

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kalevala scrive:

Caro Paolo :

Non credo sia necessario ricordare il pudore e la pieta’ con i quali si deve parlare della vicenda Englaro.

Ma quello che e’ successo oggi va al di la’ di ogni immaginazione. Ci si copre dietro il buonismo e l’ipocrisia adombrando persino che lo sfortunato padre di Eluana dilaniato per anni da dolore indicibile non sia in fondo neanche un buon padre perche Lui mai avrebbe assunto il suo atteggiamento.

Il Quirinale trova giustamente incostituzionale stoppare una sentenza di un Tribunale della Repubblica con un decreto assieme a Gianfranco Fini.

Stiamo diventando un Paese di Talebani , un Paese a sovranita’ limitata. Un Paese dove per NASCERE MORIRE dobbiamo recarci all’estero per leggi e decreti unici sul pianeta. Mi riferisco alla folle legge sulla fecondazione assistita – si va anche in un Paese musulmano la Turchia – e al decreto di oggi.

Sul piano strettamente giuridico e costituzonale ‘atteggiamento di Silvio Berlusconi assieme alla sua solita corte di yesmen, con la sua pretesa di modificare il dettato costituzionale ,e’ EVERSIVO.

Ho la convinzione che la grandissima parte di persone che leggeranno cio’ qualora si trovassero nella triste condizione di avere al posto del cervello una poltiglia sceglierebbero di morire.Io sicuramente.

Beppino Englaro , ti abbraccio forte e vorrei toglierti un po’ del tuo dolore. Sono indignato .

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FIORENZO scrive:

SENATORE STARA’ MEGLIO CON PANNELLA E DELLA VEDOVA E D’ALEMA CHE è CONTRO LA PENA DI MORTE E PER ELUANA NO?
BERLUSCONI HA RAGIONATO COME UN PADRE DILIGENTE E LUCIDO DA VERO STATISTA VOTATO DALLA GENTE E NON DA UN CONGRESSO PCI! Non ha fatto battaglie, ma ha vinto guerre e la CASTA come peste bubbonica anziché premiarlo: s’è avvicinò volendolo carcerarlo: solo dopo la sua avventura Politica! Ci furono i vinti Fascisti sdoganati, regole violate palesemente, mentre i Comunisti sfegatati pronti a colpirlo per tutto: mafioso, personale mafioso, Dell’Utri, Omega, SME, ATTENTATI, Mills, Nano, Calvo, Capellone e puttaniere, poi diventato, Dittatore, Hitler, Comunista per un po’ e accusato dal Diavolo in persona che, da buon Napolitano è diventato da oggi angioletto: chissà come soffre a non avere più gli schiavetti, provate a chiederlo ad Enzo Carra, io posso dirlo c’ero! Chi ieri stava zitto e guardava Mosca, ora la mosca è davanti al naso che cola e non s’accorge, che, anziché accattarsi un prospero o accendino da un vu’ cumprà per farsi un po’ di luce lungo il cammino della vita, invece, invia insulti contro, badate bene sono quelli che la pensano diversamente da te. Non pensavo che parlare di vita fosse un peccato! Non pensavo che portare un crocefisso fossi pure un sacrilego, perchè non voglio che Eluana che muoia di fame e di sete: oggi mi sento triste come se questa creatura fosse mia figlia che non ho mai avuto e che desideravo: oggi passo per un padre cattivo che prega per la vita di questa giovane di cui non conosco che aprisse gli occhi e ci dicesse: “ Ciao, Vincenzo o ciao, papà! vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

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Marco C. scrive:

http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_07/inizia_agonia_mottola_1c4f22ac-f4e7-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml

Tolto acqua e cibo ad Eluana per condurla alla morte.
Inizia l’agonia.

Qualcuno potrebbe insinuare che Berlusconi abbia strumentalizzato la vicenda, ma bene ha fatto ad intervenire.

La difesa della vita è un principio umano prima ancora che cristiano.

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Marco C. scrive:

http://www.corriere.it/editoriali/09_febbraio_07/della_loggia_la_natura_e_il_suo_corso_a95011ce-f4de-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml

COME SI E’ ARRIVATI ALLA DECISIONE DI ELIMINARE ELUANA.
DETERMINANTI LE INCLINAZIONI E LO STILE DI VITA MANIFESTATI A 18 ANNI.

A suscitare forti dubbi è proprio il fondamento stesso della decisione finale presa dalla magistratura e cioè l’asserita volontà (ricostruita ex post su base totalmente indiziaria; ripeto: totalmente indiziaria) di Eluana; la quale, si sostiene, piuttosto che vivere nelle condizioni in cui da diciotto anni le è toccato di vivere, avrebbe certamente preferito morire.

L’altissima opinabilità di questa ricostruzione è dimostrata dal semplice fatto che in precedenza per ben due volte (Tribunale di Lecco nel 2005, Corte d’appello di Milano nel 2006) le conclusioni dei giudici erano andate in direzione opposta a quella successiva: allora, infatti, essi sostennero che non esistevano prove vere e affidabili per stabilire la reale volontà della ragazza, intesa come «personale, consapevole e attuale determinazione volitiva, maturata con assoluta cognizione di causa».

Poi la sentenza terremoto della Corte di cassazione; prove simili non furono più ritenute necessarie: per decidere della vita e della morte di Eluana, stabiliscono i giudici, basta adesso tener conto «della sua personalità, del suo stile di vita, delle sue inclinazioni, dei suoi valori di riferimento e delle sue convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche» (si sta parlando, lo si ricordi sempre, di una persona che all’età dell’incidente aveva diciotto anni).

Ed è precisamente sulla base di questa direttiva emanata dai giudici supremi che la Corte d’appello di Milano cambia nel 2008 il proprio orientamento e quelli che prima erano indizi generici si tramutano in prove della personalità di Eluana «caratterizzata da un forte senso d’indipendenza, intolleranza delle regole e degli schemi, amante della libertà e della vita dinamica, molto ferma nelle sue convinzioni ».

Dunque si proceda pure alla sua eliminazione.

Mi sembra appropriato il commento di un giurista di vaglia, Lorenzo D’Avack, sull’Avvenire di giovedì: «Giovani liberi, tendenzialmente anticonformisti, un poco anarchici, dinamici, attivi, con qualche entusiasmo per lo sport, diventano così per la Corte i soggetti ideali per un presunto dissenso, ora per allora, verso terapie di sostegno vitale ».

C’è o non c’è, mi chiedo, motivo di qualche perplessità?

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kalevala scrive:

Egregio sign.Fiorenzo :

Non mi riferisco alla seconda parte del suo post dove lei , al pari di me e di tanti altri italiani , parla di Eluana in uno stato d’animo sovraeccitato che porta tutti noi a parlare fuori le righe e forse con eccessiva indignazione a seconda del partito preso;badi bene… nelle sue parole , pur non condividendole , riesco a trovare anche accenti di nobilta’.

Lasciamo da parte per un momento la vicenda Eluana per la quale in definitiva tanti di noi hanno parlato con una dose insufficiente di pudore.

Parliamo della prima dove lei osserva come l’unto del signore sia stato definito con i peggiori epiteti …da puttaniere a Hitler.

Ne ha dimenticato , tra gli altri , uno :- “sinistro pagliaccio” – ; definizone usata da un giornale che si chiama “Times” , Londra, Gran Bretagna , un Paese dove la stampa e l’informazione sono piu’ liberi che da noi. Un Paese che per prima ha riscoperto ,dopo Pericle, la democrazia. Meditiamo. Per avere una visione della realta’ delle cose politica o personale , non si puo’ prescindere da una analisi comparativa di quello che sta fuori di noi e come persone e come gruppo o nazione che sia. A me quest’uomo fa un po’ di paura al di la’ delle barzellette sugli ebrei e degli ammalati di Aids , mi creda. Ripeto , meditiamo , non ci facciamo prendere da attacchi di italocentrismo o , magari , dall’idea che sia stata la provvidenza che ce lo ha mandato. Si rcorda “l’uomo della provvidenza ?”.

Questa triste vicenda della povera Emanuela sul piano strettamente politico ha evidenziato la pericolosita’ di tutti coloro che vogliono “fare” senza “lacci e lacciuoli”. Sono quei “lacci e lacciuoli” che sono l’essenza della democrazia ; della garanzia dei nostri diritti di cittadini. Senza andare lontano uno che governava senza lacci e lacciuoli che si chiamava Benito Mussolini ci porto’ in una situazione di dolore,di lutti e distruzione che tutti conoscono.

Meglio di me ne ha parlato l’amico Brambilla che ha sottolineato , tra le righe , gli aspetti di eversivita’ del noto decreto che e’ la negazione del concetto di separatezza dei poteri dello stato moderno. In primis l’arrogarsi il diritto di infischiarsene delle sentenze della magistratura ancorquando ci si trovi di fronte ad un verdetto della Cassazione.Lo legga il post del nostro Brambilla.

Un cordiale saluto.

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linarena scrive:

Esiste un partito liberaldemocratico ovvero socialdemocratico? Crede lei che creando un gruppo di dissidenti si possa incidere sulla politica italiana? Credo che manchi proprio la socialdemocrazia. Allo stato attuale ogni ciritica viene convogliata verso i partiti di sinistra che sono condizionati dalla posizione ideologica, per la verità molto equivoca, del vecchio PCI. Ha letto il libro di Aldo Schiavone ?cordialità linarena

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