Si stanno iscrivendo in massa i forzisti nel PLI per scipparlo. Invito tutti i simpatizzanti di Rivoluzione Italiana ad iscriversi subito e darmene notizia con una e-mail a guzzanti_p@camera.it

31 gennaio 2009

35 Commenti a “Si stanno iscrivendo in massa i forzisti nel PLI per scipparlo. Invito tutti i simpatizzanti di Rivoluzione Italiana ad iscriversi subito e darmene notizia con una e-mail a guzzanti_p@camera.it”

fabs scrive:

On. Guzzanti,
cosa vuole dire con “Forzisti”? Trattasi di onorevoli e senatori?
Avendo votato FI per anni
anche io potrei essere considerato forzista. O come penso, 95 kg di forzuto.

Nel caso anche io, entrassi in questa definizione nell’accezione che lei intende, nell’accingermi ad aderire al tesseramento questo non significa che non sia con lei. Anzi.

Concordo pienamente con la sua strategia a medio termine.
Perchè è sul medio termine che si sta discutendo, se ho ben capito (querelle con Taradash e Diaconale), poi più in la si vedrà.

come lei dice
Aspettando che i fatti determino le mosse.

GUZZ – SE E’ PER QUESTO SONO FORZISTA ANCH’IO (MENO FORZUTO). MA HA CAPITO BENE CHI INTENDO: GENTE CHE NEI CIRCOLI E NEI GAZEBO E’ STATA INVIATA AD ISCRIVERSI IN UN PARTITO DI CUI NON CONOSCONO NEANCHE L’ESISTENZA, PER LA NOTA MANOVRA. FORZISTA NON E’ UN INSULTO. COMPIRTARSI DA FORZUTI FORSE. UN SALUTO.

Accedi per rispondere

 
ciro esposito scrive:

Vorrei capire bene iscrivendosi in massa i forzisti faranno in modo di far riassorbire il PLI nel PDL…allora addio a tutte le istanze sui diritti civili compresi quelli degli omosessuali.
Invito tutti i blogger a riflettere ed a iscriversi in massa.
Ho parlato con un responsabile del PLI per quanto riguardo la mia possibilità di essere un attivista politico che combatte per i diritti civili delle persone omosessuali e mi ha risposto che ero il benvenuto nel partito.
Ma se il PLI va in mano ai forzisti ritorna tutto come prima.

GUZZ – E’ COSI’

Accedi per rispondere

 
Grillo Parlante scrive:

Agli amici di RI: rompere gli indugi e iscriversi al PLI. Iscrizione = Diritto di Voto.

A Guzzanti, se me lo permette: Sun Tzu, L’Arte della Guerra.

A dopo

Accedi per rispondere

eliset59 scrive:

letto, è utilissimo anche nella vita quotidiana

Accedi per rispondere

 
 
Arturo Zulawski scrive:

“Gente che è stata mandata”, “scippo”: chi è il mandante? chi sono gli esecutori?
reitera che Taradash e Diaconale siano gli esecutori della manovra berlusconiana?

GUZZ – ZULAWSKY, MI VANTO DI SCRIVERE IN PERFETTO ITALIANO ESPRIMENDOMI PER IDEE CHIARE E DISTINTE, PAROLE PRECISE E SENZA AMBIGUITA’.

QUINDI LEI NON PRENDA CON ME QUESTO TONO “PUSHING”, PER FAVORE.

MANDATA VUOL DIRE IN ITALIANO “MANDATA” VOCE DEL VERBO MANDARE, PARTICIPIO PRESENTE.

SCIPPO VUOL DIRE CATTURARE UN BENE CON UN ATTO DI FORZA VELOCE.

IL MANDANTE?
COS’E’ CHE CERCA DI FARE?
VUOLE CHE SCRIVA BERLUSCONI?

LO SCRIVEREI SE LO SAPESSI PER CERTO. MA POSSO SOLO INTUIRLO, MA NON LO POSSO AFFERMARE CON CERTEZZA.

POTREBBE DARSI CHE SIA UNA OPERAZIONE INVENTATA DA DIACONALE E PORTATA COME FATTA A BERLUSCONI IL QUALE MAGARI SI E’ LIMITATO AD ANNUIRE GRAVEMENTE.

NON LO SO.
SE LO SAPESSI LO DIREI.

SE NON LO DICO E’ PERCHE’ NON LO SO E TROVO MOLTO INSULTANTE QUESTO SUO MODO DI INCALZARE COME SE LEI INCALZANDO FOSSE IL MAIEUTA DELLA NOTIZIA TRATTENUTA DALLA MIA RETICENZA.

QUESTO MI MANDA IN BESTIA, GLIE LO DICO CHIARO E TONDO.

DI SICURO BERLUSCONI NON E’ ALL’OSCURO.
LE BASTA?

SCOPRE ALTRE ZONE DI AMBIGUITA’ IN QUEL CHE SCRIVO?
IO “REITERO”?

VUOL DIRE CHE RIPETO QUANTO GIA’ DETTO?

SISSIGNORE, E CON MAGGIORE E ULTERIORE COGNIZIONE DI CAUSA.

POSSO SERVIRLA IN QUALCOS’ALTRO?

Accedi per rispondere

Arturo Zulawski scrive:

Guzzanti, non credevo che due domande potessero mandarla tanto in bestia.
Lei scrive in perfetto italiano e io leggo. Punto. Se lei scrive che gente è stata inviata, è pertinente domandarle da chi questa gente è stata inviata.
Cosa cerco di fare? Le pongo le domande che mi pongo. E’ stata inviata, è stata mandata, conosco la voce manca il complemento.

E se di scippo si tratta, significa che c’è lo scippatore, le ho chiesto dunque se oltre allo scippo lei conosce lo scippatore. Non lo sa? Non lo vuole dire? Altro?
Tono pushing? Non incalzo, pongo domande, lei si sente incalzato?

Tutto ciò è pertinente tanto più che lei ha esordito con Taradash e Diaconale inviati da Berlusconi, poi Taradash ha reagito qui negando mentre ora viene a galla quest’operazione.
Lei reitera con maggiore e ulteriore cognizione di causa. Vede, è già qualcosa. Grazie e arrrivederci.
GUZZ . IL FATTO E’ CHE NELLA MIA MANIA DI GRANDEZZA PENSO A LEI COME A UN AMICO E QUANDO VEDO (SPESSO) TRATTI CHE SEMBRABNO ISPIRATI AL DISPETTO O AL CONTRASTO, PROVO UNA FRUSTRAZIONE CON ME STESSO. LEI NON C’ENTRA. J’M'EXCUSE

Accedi per rispondere

Arturo Zulawski scrive:

L’ (eventuale) amicizia non c’entra.
Il confronto è leale, ma sappiamo che siamo avversari soprattutto per quanto riguarda la forma e il modo di ottenere un risultato.

C’è un tratto comune e riguarda l’informazione. Questo filrouge dell’informazione completa ed indipendente -soprattutto legata alla televisione di servizio pubblico- mi sembra l’elemento importante per riunire un consenso trasversale. Un’iniziativa del genere potrebbe essere un elemento di forza di un progetto che si muove aldilà dei partiti. La Rai come la BBC o come è diventata RTVE, una società indipendente legata alla società civile e non ai partiti.

Se però il PLI farà un’alleanza “se possibile” con PdL (Taradash dixit) ogni iniziativa legata all’informazione sarebbe annacquata e incompresa.

Il consenso sull’informazione sarebbe veramente trasversale. Non per nulla c’è chi ha perso la voce cercando di convincere che la questione Rai non è di sinistra ma anche liberale. (l’iniziativa di Tana de Zalueta non le sembrava buona?)

Bisognerebbe fare di questa rivendicazione, una rivendicazione da società civile che vada aldilà della lotta tra partiti. C’è modo di riunire attorno alla rivendicazione di un’informazione completa e indipendente un consenso orizzontale? Secondo me-teoricamente-sì, ma praticamente (c’è troppo astio anche tra chi vorrebbe questo tipo di informazione) no.
Lei pensa che è possibile?

Io sono convinto che questa dell’informazione potrebbe essere la chiave, aldilà della questione dei partiti,
per scardinare una prima barriera destra-sinistra.
Però la vedo grama. Perché pochi nel PdL parteciperebbero ad andare contro il caro leader, mentre di là la vedo come l’occasione (PD) di mettere ancora di più le mani in pasta.
Ci vuole provare lei Guzzanti?

GUZZ – E LEI CHIEDE PROPRIO A ME SE CI VOGLIO PROVARE? SONO IO CHE HO POSTO LA PRIORITA’ DELL’INFORMAZIONE SULL’ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE, SECONDO LA FORMULA SEMPLICE E SCHEMATICA: NIENTE LIBERTA’ SE NON C’E’ PRIMA LA VERITA’. DOVE PER “VERTITA’” NON INTENDO UN OGGETTTO METAFISICO, MA IL MIGLIOR ACCESSO DISPONIBILE E COMPLETO E INDIPENDENTE ALLA DESCRIZIONE ONESTA DEI FATTI. PER QUESTO IO FACCIO UN MESTIERE DA MEZZO SECOLO CHE CONSISTE NELLA CORSA VERSO LA “QUALITA’ TOTALE£ DELL’INFORMAZIONE, CHE VUOL DIRE LA FORMAZIONE IN PROGRESS DELLA NOTIZIA COMPLEA E INDIPENDENTE.

IL MOTTO DI QUESTO BLOG E’: NESSUNA LIBERTA’ SENZA LA VERITA’, E QUESTO SIGNIFICA GARANTIRE PRIMA DI TUTTO IL DIRITTO DEL CITTADINO ALL’ACCESSO DELLE NOTIZIE COMPLETE E INDIPENDENTI.

E DIREI CHE QUESTO NON BASTA. L’INFORMAZIONE E’ IL PASSEGGERO DEL TRENO, MA IL TRENO NON E’ L’INFORMAZIONE, MA LA COMUNICAZIONE.

LA COMUNICAZIONE E’ LA TECNICA GRAZIE ALLA QUALE LE INFORMAZIONI APPAIONO MEMORABILI O INSIGNIFICANTI. SI PUO’ FARE – E PURTROPPO SI FA – ECCELLENTE COMUNICAZIONE DI UNA INFORMAZIONE MANIPOLATA E DIPENDENTE.

I GRANDI COMUNICATORI SONO COMUBICATORI, NON INFORMATORI. L’INFORMATORE E’ IL NOTIZIARIO ASCIUTTO E SCARNO DELLA BBC. IL COMUBNICATORE E’ SANTORO, ERA GIULIANO FERRARA, PUO’ ESSERLO CHIUNQUE ABBIA LE DIOTI DI CHI SA MUOVERE LE EMOZIONI.

DUNQUE GARANTIRE L’INFORMAZIONE E’ UN PICCOLO E MODESTO PASSO RISPETTO AL COMPITO GIGANTESCO E INDEFINIBILE DI UNA COMUNICAZIONE ONESTA E NON TRUCCATA, FONDATA SU UNA INFORMAZIONE COMPLETA E INDIPENDENTE.

IL RESTO, COME L’INTENDENCE, SUIVRA. UNA VOLTA GARANTITO L’ACCESSO ALLA REALT’A, IL SOVRANO ELETTORE SARA’ IN GRADO DI ESERCITARE LA LIBERTA’, CHE VUOL DIRE SCEGLIERE FRA DIVERSE OPZIONI NOTE SU CUI SI HA IL CONTROLLO. NIENTE CONTROLLO, NIENTE EOMPLETEZZA, NIENTE INDIPENDENZA, NIENTE LIBERTA’ DI SCELTA, NIENTE DEMOCRAZIA.

DUNQUE IO SONO FAVOREVOLE AL SERVIZIO PUBBLICO, DECISAMENTE NEMICO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA RAI, FAVOREVOLE ALLA SOTTRAZIONE DELLA RAI AL CONTROLLO DELLA MAGGIORANZA PARLAMENTARE ATTRAVERSO LA FINZIONE DEL PARLAMENTO EDITORE.

CERTO, IL PASSO SUCCESSIVO E’ CHI CONTROLLA LA RAI, QUALE BOARD DI INTELLETTUALI, CHI CONTROLLA GLI INTELLETTUALI, CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE, E QUESTA E’ UNA QUESTIONE APERTA PERCHE’ GLI INTELLETTUALI NON SONO NEUTRI, NON SONO INDIPENDENTI, FANNO I LORO GIOCHI, MAGARI SOLTANTO IDEOLOGICI.

DUNQUE SI TRATTA DI STABILIRE DEGLI STANDARD DI COMPORTAMENTO, DI SELEZIONE, DI INFORMAZIONE E DI COMUNICAZIONE PRIMA DI CONSEGNARE LA RAI AD UN GRUPPO DI INTELLETTUALI, O SAREMO DA CAPO, E OCCORRERA’ UN CONTROLLO SUI CONTROLLORI E UN EQUILIBRIO DI CHECKS AND BALANACES CHE PERMETTA ALLA FINE DI CAMBIARE UNO STILE, UNA MENTALITA’.

QUESTO E’ IL MIO PIANO, QUESTO E’ IL MIO PROGETTO DICHIARATO QUI SOPRA DA OLTRE DUE ANNI. CI STA LEI CON ME, ZULAWSKY?

Accedi per rispondere

Arturo Zulawski scrive:

Guzzanti, proprio a lei e proprio in questo momento perché conosco bene il motto ma finché lei rimane sui banchi del PdL questo motto che suona da due anni non si sente e non fa breccia.
Lasciamo stare la lezione a proposito di informazione e comunicazione -che conosco e che (nel mio piccolo pratico)- e il fatto che l’informazione non è trasmessa solo attraverso formati scarni ma anche da approfondimento, inchiesta, dibattito.

Dunque, lei sa -e meglio di me- che il cittadino italiano ha più volte dimostrato e rivendicato un modello Rai staccato dal controllo dei partiti ed è -secondo me- proprio da questo tessuto della società civile dissolto sullo spettro politico. Le ho chiesto concretamente cosa pensa dell’iniziativa portata avanti all’epoca da Tana de Zalueta come pure da non sconosciuta Sabina Guzzanti e altri. Ovvero, un nuovo modello di gestione della Rai. L’ho chiesto perché sono convinto che questo tipo di iniziativa si possa trovare consenso trasversale. Il modello di gestione potrebbe essere quello di BBC oppure quello di RTVE. Purtroppo questa iniziativa imbrigliata nelle redini di un partito ed eventuali (alleanze “se possibile”) interessi non funzionerà.

Bisogna superare vecchi atriti e rancidi rancori perché il consenso possa essere trovato tra esponenti di vedute politiche divergenti che però potrebbero trovare un accordo -e dunque consenso- a proposito di un nuovo modello Rai.

E chiaro che se la promozione di un modello di gesitone della Rai analogo a quello di BBC dovesse (ri)vedere la luce, non solo il sottoscritto (che conta niente) ma soprattutto una larga fetta della società civile italiana potrebbero seguire, anzi seguiranno ed appoggeranno.
Questo significa pure una nuova regolmanentazione del mercato pubblicitario (si parlava di comunicazione) , dal mio punto di vista l’abrogazione della Gasparri. Ma questo è un altro punto.

Dunque il motto ha due anni e nulla o quasi niente ancora si è mosso. Dunque: se dovesse venire a galla un modello di gestione della Rai analogo a BBC non solo appoggio ma sono convinto che un consenso possa essere trovato. Non con lei, Guzzanti, ma insieme e non imbrigliato a beghe riguardanti il neo PLI o vecchio PLI e muffe varie.
Utopia? Vedremo.

GUZZ – LA MIA PERMANENZA NEL PDL E’ FINITA.

DETESTO TANA DE ZULUETA E QUESTA ANTICA, PROFONDA, RECIPROCA, FONDATA ANTIPATIA MI IMPEDISCE DI PRENDERE SIA PURE COGNIZIONE DELLE PROPOSTE: COME GIORNALISTA DELL’ECONOMIST E’ STATA IL PEGGIOR ESEMPIO VIVENTE DI GIORNALISMO FAZIOSO E SOTTRATTO A QUALSIASI CONTROLLO DEONTOLOGICO ED ETICO. LA RICORDO SPECIALMENTE NELLA SUA FORSENNATA, SCIATTA, PROVINCIALE E COLONIALISTA CAMPAGNA CONTRO COSSIGA CHE LE VALSE IL SEGGIO IN PARLAMENTO.

NON HO POIIN ALCUN MODO IL MITO DELLA BBC. E’ PESSIMA COME INDIPENDENZA ED OGGETTIVITA’. LO ERA UN TEMPO, MA QUEL TEMPO E’ MORTO. HO SSSISTITO AI PEGGIORI REPORTAGE DELLA BBC SU EVENTI CHE CONOSCEVO IN MODO DIRETTO PER AVERBI PARTECIPATO. POLLICE VERSO PER LA BBC.

NON HO UN MODELLO PRONNTO. FORSE C-SPAN IN AMERICA, MA E’ POCO ATTRAENTE, O ABC. SI TRATTA DI COWTRUIRE QUALCOSA DI ITALIANO E NON CREDERE AL GIORNALISMO ANGLOSASSONE, DI CUI PURE IO SONO UN FANATICO CONSUMATORE.

IL MODELLO DI GESTIONE E’NTERESSANTE, MA NON RISOLVE TUTTO IL PROBLEMA. COMUNQUE NE POSSIAMO PARLARE.

GUZZ

Accedi per rispondere

Arturo Zulawski scrive:

Dunque c’è qui una notizia nero su bianco, che precede mercoledì.
E’ un primo punto.
E’ chiaro che non propongo BBC o RTVE come mito ma come esempio che possa ispirare un modello di gestione. E di Tana de Zalueta ho preso l’iniziativa per una nuova RAI.
Con un modello di gestione indipendente dai partiti si può creare un contesto per cui ciò che non funziona può essere indagato. Check & balances appunto.
Dal mio punto di vista è pollice verso per la Rai, per la televisione italiana, per il modello di finanziamento dell’informazione italiana (stampa), per la regolamentazione del mercato pubblicitario italiano.
Comunque un buon punto è poterne parlare ed avanzare una proposta trasversale capace di superare attriti e rancori. Cosa unicamente possibile se non iscritta nel codige genetico di lotte partitiche.
Su questo punto lei sa che ci potrebbe essere appoggio e consenso.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

Accedi per rispondere

 
 
 
 
holden scrive:

Peraltro , mandata o non mandata, o chiunque sia il mandante, il risultato è lo stesso: entrata in coalizione blindata a fini elettorali.

Accedi per rispondere

 
 
andrea barsotti scrive:

Diamine della miseria, se è così non se ne esce! Voglio dire qualsiasi partito ad i primi vagiti verrebbe strangolato. L’unica soluzione possibile sarebbe creare un partito con uno statuto che indichi gli obiettivi imprescindidibili da perseguire e che preveda che chiunque voti o si esprima contro quelli si mette in una condizione di automatica espulsione. Mi rendo conto anche della difficoltà di attuare concretamente un simile sistema.
Un osservatore indipendente ma interessato.

Accedi per rispondere

 
Vitus scrive:

interessante sulla pagina facebook http://it-it.facebook.com/group.php?gid=55075122844
uno dei punti programmatici:”riportare i liberali nell’area del centrodestra”
Berlusconi fa politica coi rapporti di marketing e forse ritiene probabile che alla vigilia della fondazione di
un partito che della sua nascita e della sua attivita’ rende conto solo a se stesso, molti liberali storceranno
il naso e si potrebbe aprire una falla elettorale.
Ecco quindi che si trova provvidenzialmente un movimento politico, probabilmente nato con intenzioni genuine, da sponsorizzare e da controllare. Come in passato avvenne con le varie neo dc e la destra.
Se mai il movimento rischia di diventare una pulce nell’orecchio, iniziano a piovere sottosegretariati sui dirigenti (vedi brambilla e miccichè).
Secondo me i tempi non sono maturi perchè gli Italiani non hanno ancora aquistato consapevolezza della tragedia del voto utile e del sistema elettorale vigente.Ma sta di fatto che le battaglie per vincerle bisogna pur cominciarle.

Accedi per rispondere

 
-jm- scrive:

Un partito ai primi vagiti non viene strozzato perché il suo marchio in generale non è interessante. Il problema si può porre quando diventa più grande e più influente.

Un partito che si porta dietro un marchio carico di storia e un potenziale bacino di utenza importante è invece un altro discorso.

Accedi per rispondere

jovenal scrive:

Il partito liberale italiano, semplicemente, non esiste.
Il marchio e la storia sono le insegne rimaste appese dall’epoca prima.
Non si va da nessuna parte con quelle insegne lì. Nessuno vuole — ripeto: NESSUN CITTADINO VUOL risentire canzoni del secolo scorso, dell’epoca precedente, santi o peccatori che le ripropongano.
I vecchi cartelli vanno rifatti nuovi; da gente che si sente nuova; che da qualche parte è rinata per ragioni anche irragionevoli, che non si possono spiegare agli zulawski, ai quali bisogna rispondere nulla, perché porta necessità di ordinamento del vecchio caos. Che qui, fino all’altro ieri, è già superato, nel principio, ed in tutte le altre consonanze.
Obama. Reset già svolto.

Il partito liberale italiano oggi non esiste. Taradash lo puoi stimare o potete insultarvi. I “cittadini”, quelli intesi come ente unico, sul diagramma del tempo, sulla civiltà che muta ed evolve tutta intera, NON LO VOGLIONO. Quell’appena poco più di 4% che lo vorrà è nulla, NON-DETERMINA-ALCUNA-ESISTENZA-DI-CELLULE-DI-CAMBIAMENTO.
È riciclo.
Tutta la gente che attende in poltrona, cinica, disinteressata e impietosa, di guardare un uomonero di colore bianco, italiano, che sollevi gli animi e faccia rimboccare le maniche, NON È interessata a rimpasti e recuperi di nulla, potesse anche chiamarsi “PARTITO DELL’ANIMA DI ENAUDI”.

E:
se recuperi il bacino di utenza importante che si iscrive a questo PLI per ragioni varie — che non è detto che non difettino di dignità — hai recuperato un vecchio treno, che è talmente intrigato nel crocicchio vecchio e nauseante dell’epoca scorsa, ITALIANOTICA, che i suoi passeggeri ci salgono con umore vecchio, che gli si riconosce in viso, e che gli si legge nelle dichiarazioni di fede e di speranza, e che si farà il giro che tanti altri già stanno considerando nei loro controprogrammi e nelle loro controstrategie.

Berlusconi un giorno dovrà scrivere a questo nuovo place, e lì si dovrà leggere che ha perso un’occasione, ora che la sua era di bassa caratura sarà terminata.
Taradash e quanti altri dovranno presentarsi presso questo nuovo environment senza compagine e coi documenti nuovi, e verranno screennati per bene. Troveranno nel frattempo un sistema di uomini presi direttamente dalla società civile, uniti ad intellettuali italiani e pure stranieri, portati qui da noi, da te ed anche dai tuoi figli, che vanno nominati per quanto valore internazionale devono impegnarsi a saper dare [mi scuso, è famiglia, ma non siamo sauditi, possiamo nominarla se è per quello che vale e per quello che è riconosciuto che valga. E che può servire che faccia, insieme a noi]; ed alcuni capofila che non parlano politichese, e con la testa nei nuovi sistemi.

Muito obrigado, oppure per me è nulla, se non peggio — un peccato.

GUZZ – GOT THE MESSAGE. I AGREE. MUY OBRIGADO AS WELL. PROMISE.

Accedi per rispondere

Arturo Zulawski scrive:

gli zulawski stanno altrove dove i treni funzionano e pure bene.
non si possono spiegare agli zulawski anche perché si annoierebbero a morte nel sentire vecchia muffa.

Accedi per rispondere

jovenal scrive:

…e allora il tuo gatto deve aver fatto un nodo alla tua flebo, Fritz.

Accedi per rispondere

Arturo Zulawski scrive:

vivo in casa del gatto perché né è mio né di nessuno mentre si diverte a giocare con la mia flebo pronta ad essere utilizzata nel caso ve ne fosse bisogno, ma per ora non è il caso.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

Accedi per rispondere

 
 
 
Grillo Parlante scrive:

Jovenal, leggo i suoi scritti relativi al “cono rovesciato” con molto interesse. Ci vedo anche una system analysis applicata fin dalla nascita. Originale. Azzeccata. Persino ovvia (glielo scrivo per complimentarmi).

D’accordo con lei. La seguo. Non intervengo perchè al momento preferisco imparare.

Grazie & saluti.

Accedi per rispondere

 
 
 
Ezio Scaramuzzino scrive:

Capisco che,nei momenti di maggiore impegno collettivo, i distinguo possano dare fastidio. Capisco anche che, quando ci si imbarca in un’impresa ritenuta decisiva, “i lacci e i laccioli” siano considerati un’inutile perdita di tempo. Tutto questo però non dovrebbe impedire, ad uno che si considera liberale nell’anima, di poter dire liberamente la sua opinione su un paio di problemi.

Parlo perché sono militante liberale di lunga data e perché bazzicavo nel PLI di Malagodi nei tempi in cui altri “la sera andavano in via Veneto” con Eugenio Scalfari e si atteggiavano a socialisti rampanti nella corte di Bettino Craxi.

Il PLI allora era un piccolo, ma glorioso partito. Quando nacque il centrosinistra, il PLI se ne tenne dignitosamente fuori, non potendo decentemente mescolarsi a gente che pretendeva nazionalizzazioni in economia e neutralismo in politica estera. Il PLI si ritrovò nella maggioranza nei governi Pentapartito di Craxi, ma trovò una sua ragion d’essere solo nel collocarsi su posizioni rigorosamente liberali(mi si perdoni la tautologia). Quando , con Valerio Zanone alla segretaria, il partito incominciò a scimmiottare posizioni di sinistra, fu l’inizio della fine. Zanone ha poi salvato la sua carriera personale finendo con il fare il maggiordomo nelle file del l’Ulivo ,ma il PLi, il vecchio e glorioso PLi, in pratica ha cessato di esistere.

Vedo con rimpianto e tristezza che negli ultimi tempi esso è diventato solo terreno di caccia per chi cerca di ricostruire su di esso le sue fortune personali o politiche.

Io sono stato a lungo nel vecchio e glorioso Partito Liberale e ne conservo ancora gelosamente le tessere. Poi ne sono uscito, come tanti, come tutti, quando ho capito che una stagione della politica era definitivamente tramontata e che nuove esigenze della politica imponevano nuove scelte.Bisognava decidere di stare o da una parte o dall’altra. Tertium non datur. I vecchi compromessi, i vecchi tatticismi di una volta erano morti assieme alla DC e non dovevano,non potevano più rinascere.

Berlusconi può piacere o non piacere, ma il problema non è lui. Intanto bisogna riconoscergli dei meriti, che tutti, anche Guzzanti, gli riconoscono e poi bisogna ricordare che in politica non sempre si può scegliere il meglio; a volte basta scegliere il meno peggio. Non piace Berlusconi? Legittimo. Ma non dimentichiamo che l’alternativa a Berlusconi sono le Rosy Bindi, I D’Alema, i Veltroni. Un liberale, un vero liberale, può auspicare,o anche solo favorire, tutto questo?

Accedi per rispondere

Julius scrive:

Perfettamente d’accordo.
Un saluto
Julius

Accedi per rispondere

 
maccarti scrive:

Buona analisi.

E, visto che s’è nominata la DC, mi verrebbe voglia di dire che farei se fossi in Guzzanti.
Ma non lo dico.

Chi me lo fa fare?

Saluti domenicali.

GUZZ – PERCHE’ FRIGNARE? SPEAK UP, PLEASE.

Accedi per rispondere

 
holden scrive:

Il suo interrogativo è lecito, sig. Scaramuzzino.

Solo che da qualche tempo, il centrodestra sta facendo politica praticamente socialista (e non oso pensare cosa potrà fare Tremonti quando e se sarà la sua ora).

Con l’aggravante di un certo assolutismo politico che non può far piacere ai liberali.

Quindi, non è forse venuta l’ora di smettere di scegliere il “meno peggio” e provare a creare una terza alternativa?

Accedi per rispondere

 
Fulvia scrive:

Condivido le tue riflessioni Ezio.
Le alternative a Berlusconi che tu hai elencato fanno doppiamente riflettere prima di decidere.
Però, secondo me, dobbiamo iniziare adesso a pensare al dopo Berlusconi.
Con amarezza ed anche dispiacere, proprio perchè riconosco a lui il merito di aver debellato i comunisti dal Parlamento e creato una destra alternativa alla egemonia delle sinistre.
Ridare vita al PLI per me significa ridare vita all’anima liberale che dentro Forza Italia non c’è più.
Un’alternativa che per dare speranza di futuro deve essere approntata, elaborata e costruita proprio adessso, mentre Berlusconi governa l’Italia.
Non è uno schiaffo all’uomo, ma un ricordargli che l’ectoplasma che si sta formando (FI ed AN fusi insieme) è una pletora di colonnelli che maneggiano ed armeggiano il potere pesantemente, sprangando le vie di accesso alla politica di chicchessia.
Mi auguro che la rinascita del PLI dia sprint e carica al panorama politico italiano perchè non posso pensare che sia solo Di Pietro il porta voce dell’opposizione.
Veltroni è già morto e seppellito e lui non se ne è nemmeno accorto.
Sarò presente al Congresso.
Voglio sentire con le mie orecchie e capire con la mia testa quali sono le prospettive
Poi sceglierò e voterò.
Non è un voltare pagina, ma sottolineare i capoversi più importanti per ricordare e far ricordare.
Fulvia

Accedi per rispondere

holden scrive:

Ottimo post, Sig.ra Fulvia.

Accedi per rispondere

 
 
 
eliset59 scrive:

OT

essendomi arrivate molte richieste, al mio indirizzo di posta privato, di come avere il libro ” PERIODISTA DI LA VERDAD ” di Gabriele Paradisi Giraldi editore ricordo a tutti che lo si può avere scrivedno a gabriele@cielilimpidi.com

chiedo, però a tutti, di andare nelle librerie della propria città a farne domanda, in modo da creare se possbile richiesta e smuove i librai

grazie

GUZZ – CREDO ANCHE CHE COME RIVOLUZIONE ITALIANA DOVREMMO COMPERARNE 100 COPIE CON LO SCONTO EDITORIALE PER VENDERLE SCONTATE AI NOSTRI BLOGGHISTI.

E’ POSSIBILE CHIEDERE ALL’EDITORE GIRALDI DI VENDERCI 100 COPIE CON LO SCONTO D’USO PER I LIBRAI O PER GLI AUTORI?

INOLTRE CHIEDEREI A QUESTO EDITORE SE HA O NO INTENZIONE DI DISTRIBUIRE IL LIBRO IN TUTTE LE LIBRERIE O SE NON HA I MEZZI PER FARLO.

IN QUESTO SECONDO CASO GLI CHIEDEREI SE E’ INTERESSATO A VENDERLO AD UN ALTRO EDITORE, CHE IO POTREI PROVVEDERE A CONTATTARE.

Accedi per rispondere

Giorgs scrive:

a tutti gli Amici:
si può facilmente andare in una libreria: una quasiasi.

Si chiede che venga procuraro il libro di Gabriele Paradisi “Periodista, di la verdad!” edito da Giraldi Editore ISBN 978-88-6155-260-9. (quasi nessuna ce l’ha già negli scaffali)

Tempo una settimana e il libro arriva: costa 14 € (nei casi più gravi bisogna aggiungere qualche € per le spese di spedizione, ma nel mio caso questo non si è avverato).

14 € non sono certo un gran prezzo per la verità.

Il libro è assolutamente da leggere: è ben scritto, chiaro, illuminante sopratutto per coloro che non hanno avuto modo di seguire le stesse vicende già raccontate sui blog “Rivoluzione Italiana” e “Cieli limpidi”. Consigliabile a tutti coloro che leggono questo blog, ma sopratutto a tutti coloro che voglio capire qualcosa in più di questo nostro benedetto paese.

Giorgio Cerruti

Accedi per rispondere

 
 
Amgelo scrive:

Berlusconi può piacere o non piacere, ma il problema non è lui. Intanto bisogna riconoscergli dei meriti, che tutti, anche Guzzanti, gli riconoscono e poi bisogna ricordare che in politica non sempre si può scegliere il meglio; a volte basta scegliere il meno peggio. Non piace Berlusconi? Legittimo. Ma non dimentichiamo che l’alternativa a Berlusconi sono le Rosy Bindi, I D’Alema, i Veltroni. Un liberale, un vero liberale, può auspicare,o anche solo favorire, tutto questo?

Scaramuzzino,
ho messo sopra la parte finale della sua bella lettera dove finalmente la smette di infangare e delegittimare lodevoli iniziative per scoprire invece, con un outing sincero, il nodo della questione.
Sono d’accordo: un vero liberale non può auspicare che la società resti imbrigliata in una mentalità da piovra i cui tentacoli sono stati ben rappresentati da lei con i nominativi di cui sopra. Ma un vero liberale non può neanche chiudere gli occhi sul fatto che il berlusconismo e Berlusconi conducono la società esattamente dove la vorrebbero portare le persone da lei citate.
Chiudere così tanto questi occhi significa per molti aver smarrito completamente il senso della parola democrazia, aver ridotto a filo di lana la linea di confine che separa ciò che è il compromesso da ciò che è intollerabile.
Sono abituato a vedere le conseguenze delle mie scelte: con la compagnia bella che lei ha citato io avrei una società dove non esiste meritocrazia, dove la vicinanza a certi ambienti può farmi acquisire titoli nobiliari (barone), dove la pressione fiscale è inversamente proporzionale al peso che si dà alla libertà individuale, dove l’informazione è controllata dai gruppi di potere………………
In tutta onestà, Scaramuzziono, il nostro Paese lei lo vede meno peggio di questo?

Accedi per rispondere

 
Gianfranco BRAMBATI scrive:

decisamente mi è piaciuto il commento di Ezio Scaramuzzino,
concordo in pieno.
buona Domenica.
g.b.

Accedi per rispondere

 
Mauro D. scrive:

Giorgs scrive:

1 Febbraio 2009 alle 15:18
a tutti gli Amici:
si può facilmente andare in una libreria: una quasiasi.

Caro Cerruti,

Mi spiace contraddirla ma non è esattamente così semplice comperare il libro in libreria. Forse lo è nella grande città ma qui nella mia città, L’Aquila, è impossibile.
Ho visitato, per il momento, 2 librerie e nessuna di esse ha voluto prenotarmi il libro. Addirittura non conoscono l’editore e non sanno dove si trova. E’ incredibile! Mi sono offerto di fornire loro tutte le informazioni necessarie ma mi hanno infine detto chiaro e tondo che per loro non è conveniente ordinare un libro da un editore sconosciuto perché le spese di trasporto inciderebbero troppo sul costo.
C’è ancora qualche altra libreria da visitare e, in caso negativo, lo richiederò direttamente a Paradisi o a Guzzanti nel caso riuscisse ad ottenere quelle 100 copie cui accennava qui sopra.

La prego, non mi chieda in che razza di città vivo!!

Cordialità.
Mauro D.

Caro Guzzanti,

Circa la sua proposta di adesione al PLI leggo e mi sto facendo delle opinioni.
Non ho mai avuto il benché minimo interesse a prendere alcuna tessera di nessun partito. Non mi piace.
Ma in questo caso sto valutando. Mi dia ancora un pò di tempo.

Un cordiale saluto.
Mauro D.

P.S.: Ma quando si risponde ad un commento come cavolo si fa ad inviarlo?? Dov’è il tasto INVIA??

Accedi per rispondere

eliset59 scrive:

Mauro D.

rispondo alla prima parte del tuo post:

il tuo scritto mi è molto utile, invito tutti a darmi infirmazioni sulla ricerca nelle vostre città e paesi.
Li raccolgo tutti e li mando in tempo reale all’editore in modo che capisca che c’è domanda e che vogliamo che il libro sia presente ovunque.

quindi scrivete qui e facciamoci sentire
grazie
Eli

Accedi per rispondere

 
 
kalevala scrive:

Caro Scaramuzzino : bello e dignitoso post.

Lei si riconosceva nell’ottimo partito di Malagodi e io in quello di La Malfa.

Abbiamo una cosa in comune : i nostri ideali , la nostra concezione dell’etica politica non hanno trovato piu’ un porto sicuro.

Poi lei e’ andato da una parte , io sono andato da un altra ..per dirla con Montanelli abbiamo votato turandoci il naso.Lei credendo nella “forza propulsiva” dell’innovatore S.Berlusconi.Io,viceversa , da lamalfiano naturalmente non ci ho creduto neanche per un momento,mai.Appunto “tertium non datur”. E mi sono trovato a votare gli “odiati” ex comunisti.
Mi riesce assai arduo riconoscere , i meriti berlusconiani di cui , peraltro , si dovrebbe rendere conto anche il nostro ospite ,come dice lei; veramente io rilevo – e qui’ Guzzanti non me ne voglia perche’ sento per lui una sorta di affinita’ elettiva – che le ben note ultime prese di posizione nei confronti del berlusconismo , comprese nomine amicali , avrebbero la benedizone totale di un certo Eugenio che e’ sempre rimasto li’. Scusa , Paolo, io li leggo ancora gli articoli di Scalfari , tu no , ma ti dico che , paradossalmente e’ proprio cosi’.
Al di la’ dei contrasti di cui Guzzanti ci ha reso edotti – anche l’incazzatura di Bocca – Scalfari potrebbe dire quella cosa odiosa che non dobbiamo dire mai ai nostri figli : “io te l’avevo detto”.La “vulgata” dice che Eugenio aveva per Paolo una stima “filiale” per cosi’ dire… e io non posso dimenticare “quel” Guzzanti.Tanto e’ vero che lo seguo sempre con grande interesse. Mi rendo conto che sto’ semplificando un po’ troppo ma ribadisco che tantissime cose che negli ultimi tempi ha scritto Guzzanti potrebbero portare la firma di Scalfari ; quantomeno dovrebbe riconoscere una grande coraggio in quell’area di tutti allineati e coperti.

Caro Scaramuzzino, scusandomi per la divagazione, le assicuro che , personalmente , l’unico fatto veramente epocale di questi ultimi 15 anni – e qui’ mi voglio rovinare – e’ stata l’entrata del nostro Paese nell’euro di Romano Prodi.

Non oso immaginare le condizioni in cui ci troveremmo se cio’ non fosse accaduto . Pensi alla lontana Islanda che a mani giunte prega di entrare nell’area euro… e quanto scetticismo nell’area destrorsa suscitava l’euro!!!

Quali sono le riforme di Berlusconi ? La folle abolizione dell’ICI ? Badi bene lo dico anche se io non la pago piu’. L’accensione dei fari durante le ore di luce? Diciamoci la verita ‘ , non tutto OVVIAMENTE per colpa sua , ma il Paese e’ peggiorato non tanto sul piano economico , e’ cosi’ per tutti , ma sul piano etico e morale.

Ma lei, Scaramuzzino , per come si sono messe le cose ha piu’ certezze di me perche’ se ho capito bene, forse turandosi, il naso sapra’ ancora in quale direzione esprimere il suo consenso…viceversa , dalle mie parti la puzza e’ troppo forte o forse e’ persino la mancanza di puzza… il nulla, che mi indurra’ ad andare al mare ; pur pensando che Veltroni sia una persona per bene…ma non basta, purtroppo.

Un cordiale saluto.

Accedi per rispondere

 
puzzailsignorvincenzo scrive:

Chiedo scusa, ma quanto pensate che possa ottenere il PLI presentandosi autonomamente alle elezioni europee? A Giugno? Più dello 0,55% preso alle politiche?

Accedi per rispondere

 
Gianluca scrive:

Molto interessante la risposta che ha dato GUZZ al polacco in relazione alle differenze tra comunicazione ed informazione, concetti già espressi in realtà dallo stesso in precedenza ma forse questa volta sei stato ancora più chiaro Paolo.

Sull’argomento ritengo giustissima la lotta per un informazione libera e per spiegare cosa penso a riguardo ritengo importante fare alcune distinzioni. D’accordissimo con GUZZ sulla differenza tra comunicatori e informatori che ritengo entrambi figli del settore dei media, a sua volta diviso, in pubblico e privato. Per migliorare sensibilmente i media e finalmente avere un informazione più libera ritengo importante fare riformi importanti.

Per il settore pubblico (la RAI) l’organo di controllo dovrebbe essere eletto insieme al suo presidente dal parlamento senza darne nessuna connotazione politica. Di personaggi facenti parte della politica o vicino alla politica NON NE ABBIAMO BISOGNA

Accedi per rispondere

 
Gianluca scrive:

Molto interessante la risposta che ha dato GUZZ al polacco in relazione alle differenze tra comunicazione ed informazione, concetti già espressi in realtà dallo stesso in precedenza ma forse questa volta sei stato ancora più chiaro Paolo.

Sull’argomento ritengo giustissima la lotta per un informazione libera e per spiegare cosa penso a riguardo ritengo importante fare alcune distinzioni. D’accordissimo con GUZZ sulla differenza tra comunicatori e informatori che ritengo entrambi figli del settore dei media, a sua volta diviso, in pubblico e privato. Per migliorare sensibilmente i media e finalmente avere un informazione più libera ritengo importante fare riformi importanti.

Per il settore pubblico (la RAI) l’organo di controllo dovrebbe essere eletto insieme al suo presidente dal parlamento senza darne nessuna connotazione politica. Di personaggi facenti parte della politica o vicino alla politica NON NE ABBIAMO BISOGNO e bisognerebbe scegliere tra personalità del settore e della cultura.

Per il settore privato ci dovrebbe essere l’obbligo dell’editore di non avere partecipazioni societarie o personali in società di altri settori, capisco che è una contraddizione per dei liberali come noi ma reputo questa, L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA. Il settore è strategico e mi sembra corretto avere leggi specifiche che possano anche andare contro le nostre idee di massima. In pratica in questo modio ci sarebbe per legge un editoria pura.

La riforma più importante che permetterebbe ai punti sopra esposti di funzionare al meglio è fare una legge dove si condanna pesantemente anche penalmente il giornalista e l’editore quando è provato che la notizia scritta, trasmessa o altro NON RISPONDE ALLA VERITA’, E’ FALSA.

Nelle prime violazioni per testata o giornalista solo condanne amministrative ma dalla terza volta in poi si dovrebbe andare giù pesanti al punto di arrivare alla chiusura prima temporanea e poi definitiva della testata. Nel caso del servizio pubblico questi cuscinetti neanche dovrebbero esserci e come si sbaglia via il giornalista e gli eventuali organi di controllo, visto che stiamo parlando di un servizio che va avanti con i soldi dei contribuenti.

penso che così le cose migliorerebbero sensiblmente e finalmente i giornalisti non sarebbero più i maggiordomi di politica e potere.

Saluti

Accedi per rispondere

 
lino scrive:

BUONGIORNO PAOLO,
SEGUO CON INTERESSE LO SCOMPIGLIO DERIVATO DAL “NUOVO” VECCHIO PLI,
SIGNIFICA CHE LO STIMATO ZEROVIRGOLA E’ QUALCOSA DI PIU’……..?
PER I RESIDENTI ALL’ESTERO COME SONO PREVISTE LE ISCRIZIONI?????
VIVA R.I.
LINO FORNARI

Accedi per rispondere

 

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.