MARCO TARADASH, CHE SEGUITO MALGRADO TUTTO A STIMARE, NON HA SAPUTO TRATTENERSI E SI SCAGLIA A TESTA BASSA CONTRO DI ME ACCUSANDOMI DI USARE “FANDONIE” SULLA SCANDALOSA AMICIZIA DI BERLUSCONI PER PUTIN E MI LANCIA ADDOSSO COME BOCCE TRAVAGLIO CAMILLERI DIPIETRO E SANTORO. CHE NERVI DEBOLI! PECCATO. MARCO, ADESSO TUTTI DIRANNO CHE HAI AGITO PER CONTO DI BERLUSCONI COME KILLER E SIA TE CHE IO SAPPIAMO CHE NON E’ VERO. Taradash legge questo articolo e replica: “Non hai capito niente”. E io controreplico riportando il testo integrale di una porcatina killerante, dove Taradash avalla, rincara e tace.

30 gennaio 2009

SCRIVE MARCO TARADASH SU PAOLO GUZZANTI

“Ma la simpatia di Berlusconi verso Putin non è una novità. E in ogni caso non giustifica gli insulti e le fandonie di Guzzanti nei confronti di chi cerca di rilanciare un po’ di politica liberale senza avere l’antiberlusconismo come misura del proprio agire. Di Pietro è più credibile in questo, e, se Guzzanti avesse ragione, Di Pietro Travaglio Santoro Camilleri ne hanno più di lui. Al contrario io penso che Berlusconi ha risparmiato all’Italia il peggio, e se non sono né vicedirettore del Giornale né deputato di Forza Italia, a differenza di Guzzanti, è anche perché da prima di lui penso che però si possa fare meglio”.

REPLICA MARCO TARADASH

marco taradash
marcotaradash@gmail.com | 87.7.227.146

Paolo, ma che non sai leggere? Le fandonie sono quelle che hai diffuso su di me, prima di sentire la mia versione, e grazie al cielo, di convincerti. Cosa che non ha impedito ai giornali di riprenderle e metterle in circolo. La “scandalosa” amicizia, che mi vede da sempre ostile, dura da gran tempo, e non ti ha impedito finora di restare vicedirettore del Giornale e deputato berlusconiano. Solo questo notavo. Per il resto, la compagnia di giro antiberlusconista è vasta, e non vedo nessun bisogno di ampliarla. I fatti sono una cosa, la stima, anche da parte mia, un’altra, e non c’è ragione di confondere le due cose.

 

CONTROREPLICA DI GUZZANTI CON CITAZIONI

GUZZ – MARCO, HO RIPORTATO UNA BRICIOLA DELLA SEQUELA DI VIOLENTE PAROLE CHE HAI ASCLTATO USATE CONTRO DI ME E SULLE QUALI HAI SE POSSIBILE RINCARATO LA DOSE.

TU HAI SGUAZZATO IN QUESTA MELMA E SEMBRAVI PERFETTAMENTE A TUO AGIO.

SPERO CHE MI CAPITI DI TROVARMI IN MEZZO A UN BRANCO DI MASCALZONI CHE PROFFERISCANO FALSITA’ E MASCALZONATE SUL TUO CONTO, COSI’ TI FARO’ VEDERE CHE COSA SIGNIFICA DIFENDERE UNA PERSONA CON CUI SI E’ MAGARI IN DISACCORDO, MA DI CUI SI RIFIUTA IL LINCIAGGIO.

LEGGI IL CONTESTO: I TUOI SILENZI, I TUOI INTERVENTI.

 

IL TUTTO DA FACE BOOK

Marco Taradash trova sgradevole l’antiberlusconismo di ritorno degli ultrà berlusconisti. 38 minuti fa

GianNino Cusano alle ore 12.43 del 29 gennaio
eh? antiberlusconismo di ritorno degli ultrà berlusconisti? A parte una certa mania italica di infervorarsi per idee o persone solo per poi poterle meglio sconfessare o segare, francamente non mi è molto chiaro a cosa ti riferisci …

Marco Taradash alle ore 12.45 del 29 gennaio
a Guzzanti. non la figlia né il figlio.

Valter Grossi alle ore 12.49 del 29 gennaio
Parimenti all’anticomunismo di ritorno degli ex totalitari, al liberismo dei già sostenitori dell’apertura a sinistra. Caro Marco se facciamo l’elenco………

GianNino Cusano
ah: capito! certo, non i figli. Mi pare che Guzzanti si sia costruito un idolo irreale: e non per colpa di Berlusconi. Penso, per es., alla commissione Mitrokhin e a quelle che considero le mille scoperte dell’acqua calda fatte dall’allora Presidente Guzzanti … Insomma, in generale, se il buon Guzzanti pretendeva miracoli …

Giorgio Dragotto
in un certo senso hai ragione, ma chi è causa del suo male……. non andava così il detto dei nonni?

Fabrizio Labate
Guzzanti cuore di papà, davvero un esecrabile esempio di incoerenza politica…

Marco Taradash
l’aggettivo è eccessivo. diciamo che la misura non è la sua misura.

Raffaele Depunzio
Soprattutto quando c’è da difendere la figlia e la sua pseudo-satira.
Chissà cosa avrà detto stavolta Sabina col suo bell’Antonio?!

Marco Cicchelli alle ore 12.56 del 29 gennaio
I figli so’ pezzi ‘e core…però a volto i genitori…

Gian Maria Talamo
Ho sempre cercato di immaginare cosa accadesse durante i pranzi di natale della famiglia Guzzanti…

Loris Marchesini
Io trovo sgradevole l’abbinamento Berlusconi – Libertà – Liberalismo – Europa, etc.

Sandro Andolfo alle ore 13.08 del 29 gennaio
Ma proprio Guzzanti parla di “entrismo”, esalta il PLI … proprio lui? Lui con il passato che ha?

GianNino Cusano
vero: concordo con Taradash. Guzzanti pare anche a me un tantino preda dei suoi eccessi…Non lo reputo necessariamente un difetto, sia chiaro: ma mi pare che lo sia nel contesto italiano di oggi, già abbastanza manicheo di suo.

GianNino Cusano
@ Sandro Andolfo
perché? Che passato tanto innominabile ha Guzzanti? (giusto per capire, non per polemica)

Loris Mori
Ciao Amico sono io Loris mi spieghi non ho capito cosa vuoi dire ? ciao

Sandro Andolfo alle ore 13.13 del 29 gennaio
Guzzanti era socialista … e adesso si mette a difendere il PLI ed esaltarlo!

Sandro Andolfo alle ore 13.13 del 29 gennaio
Loris vai al sito del PLI o al blog di Guzzanti e capirai

Riccardo Perrone
Scusate ragazzi, ma Paolo Guzzanti ha perso due amici, uno assassinato col polonio 210 e l’altra crivellata di colpi nell’ascensore di casa sua. Potrà essere incazzato quando l’Amor Nostro dice “il mio amico Putin…”???
Vi ricordo che John McCain disse in campagna elettorale: “When I see Putin’s face I only see three letters: K. G. B.”.
Se l’Amor Nostro fosse messo alle strette da Obama a scegliere “o me, o Putin”, cosa dovrebbe fare secondo voi?
——————–

 

 

 

78 Commenti a “MARCO TARADASH, CHE SEGUITO MALGRADO TUTTO A STIMARE, NON HA SAPUTO TRATTENERSI E SI SCAGLIA A TESTA BASSA CONTRO DI ME ACCUSANDOMI DI USARE “FANDONIE” SULLA SCANDALOSA AMICIZIA DI BERLUSCONI PER PUTIN E MI LANCIA ADDOSSO COME BOCCE TRAVAGLIO CAMILLERI DIPIETRO E SANTORO. CHE NERVI DEBOLI! PECCATO. MARCO, ADESSO TUTTI DIRANNO CHE HAI AGITO PER CONTO DI BERLUSCONI COME KILLER E SIA TE CHE IO SAPPIAMO CHE NON E’ VERO. Taradash legge questo articolo e replica: “Non hai capito niente”. E io controreplico riportando il testo integrale di una porcatina killerante, dove Taradash avalla, rincara e tace.”

Arturo Zulawski scrive:

Eccallà. Finalmente si balla.

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Malombra scrive:

Di che ballo si tratta?

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Bazarov scrive:

che bella bombetta…

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holden scrive:

Ma poi, quali “insulti”?

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Arturo Zulawski scrive:

forse Taradash non ha preso propriobbène l’accusa d’entrismo in stile trotskista per portare a Berlusconi la testa mozzata del PLI e che sia stato inviato, con la benedizione di Berlusconi, per questa missione.
cosucce da sfruttare per stabilire un semplice rapporto di forza.

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holden scrive:

ah, capito, entrista è un insulto

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Arturo Zulawski scrive:

entrista ad un liberale, può darsi lo viva quale un insulto.
ed in ogni caso è cominciata la battaglia.
sì, i due si stimano: “ma che belle parole”. Poi rimane la questione: chi prenderà il controllo e chi peserà quanto.
E’ curioso riemerge l’accusa dell’antiberlusconismo: un segno di quanto stia succedendo.

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holden scrive:

Si, l’ho notata anche io quella puntualizzazione sull’antiberlusconismo.

Ed anche io credo abbia un certo significato.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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dvd1 scrive:

Mi sa che Taradash non ha capito un cazzo!!!
Davide Cembrano.

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barney77 scrive:

…E in ogni caso non giustifica gli insulti e le fandonie di Guzzanti nei confronti di chi cerca di rilanciare un po’ di politica liberale senza avere l’antiberlusconismo come misura del proprio agire…

Gentile Guzzanti,
Taradash non dice proprio quello che lei ha capito.
Le fandonie a cui egli si riferisce sono quelle che Lei ha usato nei confronti di Taradah e Diaconale additandoli come automi comandati da Berlusconi salvo poi capire, spero, che dietro la loro iniziativa c’è parecchia gente libera a cui di FI e PDL interessa poco (legge per caso facebook?).
Quanto a Putin, da quel poco che si capisce dallo spezzone allegato, non sembra proprio che Taradash consideri le sue accuse infondate ma, pare, sembra che Taradash voglia fare intendere che, se il problema Putin esiste non esiste da un paio di settimane ma da qualche lustro, lustri in cui Lei convisse con FI e PDL.

Mi spiace, mi sembra che si debba evitare di cadere in una spirale di incomunicabilità. Credo si debba cercare di unire le forze liberali e, quindi, qui sono d’accordo con lei: contiamo tutti fino a dieci e cerchiamo di tornare all’entusiasmo più che alle polemiche.

GUZZ – MENO MALE CHE ABBIAMO IL TRADUTTOR DEI TRADUTTOR D’OMERO.

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marco taradash scrive:

Paolo, ma che non sai leggere? Le fandonie sono quelle che hai diffuso su di me, prima di sentire la mia versione, e grazie al cielo, di convincerti. Cosa che non ha impedito ai giornali di riprenderle e metterle in circolo. La “scandalosa” amicizia, che mi vede da sempre ostile, dura da gran tempo, e non ti ha impedito finora di restare vicedirettore del Giornale e deputato berlusconiano. Solo questo notavo. Per il resto, la compagnia di giro antiberlusconista è vasta, e non vedo nessun bisogno di ampliarla. I fatti sono una cosa, la stima, anche da parte mia, un’altra, e non c’è ragione di confondere le due cose.

GUZZ – MARCO, HO RIPORTATO UNA BRICIOLA DELLA SEQUELA DI VIOLENTE PAROLE CHE HAI ASCLTATO USARE CONTRO DI ME E SULLE QUALI HAI SE POSSIBILE RINCARATO. TU HAI SGUAZZATO IN QUESTA MELMA E SEMBRABI PERFETTAMENTE A TUO AGIO. SPERO CHE MI CAPITI DI TROVARMI IN MEZZO A UN BRANCO DI MASCALZONI CHE PROFFERISCANO FALSITA’ E MASCALZONATE SUL TUO CONTO, COSI’ TI FARO’ VEDERE CHE COSA SIGNIFICA DIFENDERE UNA PERSONA CON CUI SI E’ MAGARI IN DISACCORDO, MA DI CUI SI RIFIUTA IL LINCIAGGIO. LEGGI IL CONTESTO: I TUOI SILENZI, I TUOI INTERVENTI.

Marco Taradash trova sgradevole l’antiberlusconismo di ritorno degli ultrà berlusconisti. 38 minuti fa

GianNino Cusano alle ore 12.43 del 29 gennaio
eh? antiberlusconismo di ritorno degli ultrà berlusconisti? A parte una certa mania italica di infervorarsi per idee o persone solo per poi poterle meglio sconfessare o segare, francamente non mi è molto chiaro a cosa ti riferisci …

Marco Taradash alle ore 12.45 del 29 gennaio
a Guzzanti. non la figlia né il figlio.

Valter Grossi alle ore 12.49 del 29 gennaio
Parimenti all’anticomunismo di ritorno degli ex totalitari, al liberismo dei già sostenitori dell’apertura a sinistra. Caro Marco se facciamo l’elenco………

GianNino Cusano
ah: capito! certo, non i figli. Mi pare che Guzzanti si sia costruito un idolo irreale: e non per colpa di Berlusconi. Penso, per es., alla commissione Mitrokhin e a quelle che considero le mille scoperte dell’acqua calda fatte dall’allora Presidente Guzzanti … Insomma, in generale, se il buon Guzzanti pretendeva miracoli …

Giorgio Dragotto
in un certo senso hai ragione, ma chi è causa del suo male……. non andava così il detto dei nonni?

Fabrizio Labate
Guzzanti cuore di papà, davvero un esecrabile esempio di incoerenza politica…

Marco Taradash
l’aggettivo è eccessivo. diciamo che la misura non è la sua misura.

Raffaele Depunzio
Soprattutto quando c’è da difendere la figlia e la sua pseudo-satira.
Chissà cosa avrà detto stavolta Sabina col suo bell’Antonio?!

Marco Cicchelli alle ore 12.56 del 29 gennaio
I figli so’ pezzi ‘e core…però a volto i genitori…

Gian Maria Talamo
Ho sempre cercato di immaginare cosa accadesse durante i pranzi di natale della famiglia Guzzanti…

Loris Marchesini
Io trovo sgradevole l’abbinamento Berlusconi – Libertà – Liberalismo – Europa, etc.

Sandro Andolfo alle ore 13.08 del 29 gennaio
Ma proprio Guzzanti parla di “entrismo”, esalta il PLI … proprio lui? Lui con il passato che ha?

GianNino Cusano
vero: concordo con Taradash. Guzzanti pare anche a me un tantino preda dei suoi eccessi…Non lo reputo necessariamente un difetto, sia chiaro: ma mi pare che lo sia nel contesto italiano di oggi, già abbastanza manicheo di suo.

GianNino Cusano
@ Sandro Andolfo
perché? Che passato tanto innominabile ha Guzzanti? (giusto per capire, non per polemica)

Loris Mori
Ciao Amico sono io Loris mi spieghi non ho capito cosa vuoi dire ? ciao

Sandro Andolfo alle ore 13.13 del 29 gennaio
Guzzanti era socialista … e adesso si mette a difendere il PLI ed esaltarlo!

Sandro Andolfo alle ore 13.13 del 29 gennaio
Loris vai al sito del PLI o al blog di Guzzanti e capirai

Riccardo Perrone
Scusate ragazzi, ma Paolo Guzzanti ha perso due amici, uno assassinato col polonio 210 e l’altra crivellata di colpi nell’ascensore di casa sua. Potrà essere incazzato quando l’Amor Nostro dice “il mio amico Putin…”???
Vi ricordo che John McCain disse in campagna elettorale: “When I see Putin’s face I only see three letters: K. G. B.”.
Se l’Amor Nostro fosse messo alle strette da Obama a scegliere “o me, o Putin”, cosa dovrebbe fare secondo voi?
——————–

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simona scrive:

Di antiberlusconismo qua non ce n’è mai stato, non capisco come Taradash sia giunto a questa conclusione.
Taradash intende forse dire che assicurarsi che la tradizione del PLI non venga ridotta a brand è classificabile come antiberlusconismo? Oppure è antiberlusconismo dire che il PdL è un’organizzazione politica verticistica?
Oppure Taradash pensa all’antiberlusconismo quando legge che Berlusconi non ha completato il processo di costruzione di un centro-destra italiano avanzato tanto da potersi relazionare con parità di strumenti (figure politiche e programmi) con quelli delle maggiori democrazie occidentali?

Poi, quando Taradash dice che il “problema Putin” non è una novità credo dovrebbe anche aggiungere qualche spiegazione, messa così più che una convinzione personale sembra un espediente per compiacere il lettore.
Taradash dovrebbe spiegare cosa intende per “problema Putin”.
Era un problema il rapporto privilegiato di Berlusconi con Putin quando anche Bush – assieme a quasi tutti i leader mondiali – considerava Putin un leader amico dell’occidente e quasi tutte le maggiori potenze economiche europee (Regno Unito compreso) facevano la fila per stringere accordi (anche energetici) con la Russia?
Era un problema il rapporto privilegiato di Berlusconi con Putin anche quando è stata istituita la Commissione Mitrokhin?

Questo vorrei capire.

GUZZ – SAREI VERAMENTE CURIOSO DI LEGGERE L’OPINIONE DI MARCO.

COLGO L’OCCASIONE PER AVVERTIRE MARCO TARADASH CHE IL 21 FEBBRAIO A MILANO CI TROVIAMO CON I RADICALI, IL SUO EX PARTITO, PER ATTACCARE LA POLITICA DI PUTIN E RICORDARE I NOSTRI MORTI A COMINCIARE DAL RADICALE ITALIANO RUSSO E LA CECENIA.

CI SARA’ ANCHE MARCO?

SARA’ UNA MANIFESTAZIONE MOLTO ANTI-PUTIN.

E’ VERO, QUEL GIORNO ABBIAMO ANCHE IL CONGRESSO LIBERALE IN CUI SIAMO ENTRAMBI CANDIDATI, MA POSSIAMO PRENDERE INSIEME UN AEREO A MEZZOGIORNO E ALLE 18 SIAMO DI RITRNO. LE ANDIAMO A CANTARE A PUTIN E AI SUOI SOSTENITORI, E TORNIAMO.

CI STAI?

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Berna47 scrive:

Onorevole,
mi sa che non ha capito come sopra anche Diaconale che le risponde su http://www.partitoliberale.it/author/admin/
B. Bonelli

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Django scrive:

il testo, è questo , spero che questo dibattito si faccia, c’è solo da guadagnarne.
———
La Replica di Arturo Diaconale a Paolo Guzzanti

30 gennaio, 2009 Scritto da Redazione Nella categoria Lettere Aperte

“Invito Paolo Guzzanti e Stefano De Luca ad un pubblico dibattito da tenere entro la prossima settimana. Così chiariremo chi è liberale, chi è’ maggiordomo o quinta colonna, chi ha paura del rinnovamento e di è fuori di testa. E’ la reazione di Arturo Diaconale, il direttore de “L’opinione” che in occasione del prossimo congresso del Pli si candida alla segreteria in sostituzione di Stefano De Luca, all’accusa mossagli da Paolo Guzzanti di voler fare dell’ “entrismo” nel partito dei liberali su ordine di Berlusconi per fare del Pli un “gatto impagliato” da appendere sul camino del Cavaliere. “Per continuare a conservare il ruolo di segretario che ricopre da oltre dieci anni, Stefano De Luca ha chiesto aiuto a Paolo Guzzanti, in uscita dal Pdl per questioni personali. E Guzzanti, probabilmente ancora in piena sindrome da commissione Mitrokin, non ha trovato di meglio che accusarmi di essere una sorta di infiltrato del berlusconismo dentro il mondo liberale. Ma non sono io ad entrare in un partito che non è il mio. Ricordo a Guzzanti, che dirigo “L’opinione” da quando era organo del Pli e che da allora ad oggi ho sempre fatto parte degli organi direttivi di questo partito. Ma soprattutto che rappresento da lungo tempo una delle poche voci libere ed autonome e libere dell’area liberale e laica. Uno che nasce come socialista all’ “Avanti”, ha successo all’ombra di Eugenio Scalfari, si trasforma nell’interprete autentico di Francesco Cossiga e poi passa al servizio del Cavaliere come vice direttore del giornale di famiglia e come più volte parlamentare di Forza Italia e del Pdl, non ha titoli per farmi alcun tipo di lezione.

Rispetto, comunque, la scelta di Stefano De Luca di farsi difendere da Guzzanti. Ma non posso non rilevare che forse avrebbe fatto meglio a rivolgersi alla figlia Sabina, che in tema di antiberlusconismo è sicuramente più coerente e credibile del padre. Alle polemiche personali, comunque, preferisco quelle politiche. E quindi invito Guzzanti e De Luca a confrontarsi con me in un pubblico dibattito sul futuro ruolo del Pli. Io, come sostengo da sempre, lo vorrei indipendente ed autonomo all’interno del centro destra. Per meglio difendere, in sintonia con il proprio elettorato potenziale i valori di libertà della persona e del mercato. Loro chiariscano, invece, se contano di trasformare il più antico e nobile partito italiano nello strumento di miseri risentimenti personali”.

Arturo Diaconale

GUZZANTI RISPONDE QUI AD ARTUIRO DIACONALE

GUZZ – CARO ARTURO, E’ STRAORDINARIO COME AD UNA ACCUSA POLITICA (VOLER PRENDERE IL COMANDO POLITICO DI UN PARTITO POLITICO PER PORTARLO A FARE UNA CERTA DETERMINATA POLITICA IN CONTRASTO CON UN’ALTRA LINEa POLITICA), TU PASSI DIRETTAMENTE ALLA MIA AUTOPSIA DA VIVO, DENUNCIANDO TUTTI I MISFATTI DELLA MIA CARRIERA – MANCA SOLTANTO L’ACCUSA DI ALITO PESANTE – MA OMETTENDONE ACCURATAMENTE UNO CHE TI DOVREBBE ESSERE BEN NOTO.

E CIOE’, CARO ARTURO, DIMENTICHI CHE IO, OLTRE AD ESSERE ED ESSERE STATO GIORNALISTA ALL’AVANTI, REPUBBLICA, STAMPA, GIORNALE E PANORAMA, SONO STATO ANDHE UN TUO COLLABORATORE FISSO: OPINIONISTA DELLA TUA E NOSTRA “OPINIONE”.

E CHE L’HO FATTO, SE RICORDO BENE, GRATIS ET AMORE LIBERALIS, PERCHE’ ALL’EPOCA LA TESTATA NON BECCAVA UNA LIRA E IO LO FACEVO PER MILITANZA LIBERALE.
AMNESIA?
IO TI HO MANDATO PER ANNI IL MIO EDITORIALE SETTIMANALE (L’OPINIONE ERA SETTIMANALE) CHE VENIVA CURATO E MESSO IN PAGINA ALLORA DALLA TUA COLLEGA SUSANNA BLATTLER.

NON E’ STRAORDINARIO QUANTI SCHERZI CI COMBINI LA MEMORIA?

QUANTO AL PUBBLICO DIBATTITO, FIGURATI SE NON CI STO!

UNA BELLA SALA, UNA RIPRESA TELEVISIVA CON SUCCESSIVO DVD E MAGARI UNA O DUE TELEVISIONI PRIVATE DIGITALI TERRESTRI CHE RIPRENDANO L’EVENTO INSIEME A RADIO RADICALE.

MA DI CORSA !!

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Grillo Parlante scrive:

Guzzanti, ho il suo permesso per copiare la sua replica, questa replica, sulla bacheca Facebook di Diaconale? Perchè questo intervento è lì da ieri.

Saluti

GUZZ – LA MIA RISPOSTA A DIACONALE ?
MA CERTO! L’HO SCRITTA AFFINCHE’ POSSA LEGGERLA.

GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE

(L’HO POSTATA PERO’ POCHI SECONDI FA, GIA’ E’ PRONTA ALL’USO?):

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Grillo Parlante scrive:

Già pronta. Vado.

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skybest scrive:

Omero a parte credo che un pochino il Sig. Taradash abbia ragione anche perchè ritengo che sia vero che il politico livornese ha sempre lavorato, all’interno del centrodestra, in maniera pacata e positiva proponendo molte volte soluzioni nuove ed efficaci. Non vedo sinceramente niente, nelle parole che Marco ha postato, che possa spingere l’On Guzzanti a chiedergli di contare fino a dieci prima di rispondere, mi sembra eccessivo ed anche un pò retrò.

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Fulvia scrive:

Beh, io ho capito che, specie nella parte finale, non c’è andato tanto leggero, anzi è andato giù pesante ed offensivo mica da poco.. Ripoto qua sotto ciò che trovo sconvenientemente aggressivo ed offensivo, gratuitamente offensivo:

Taradash scrive:
Al contrario io penso che Berlusconi ha risparmiato all’Italia il peggio, e se non sono né vicedirettore del Giornale né deputato di Forza Italia, a differenza di Guzzanti, è anche perché da prima di lui penso che però si possa fare meglio”.

Beh, come inizio non c’è male ma si sa, dove c’è Guzz c’è da aspettarsene delle belle!!!

Paolo, mamma mia come è difficile stare nel mondo.

Fulvia

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contefiocchi scrive:

Guzzanti, suscitando la reazione di Taradash, aveva scritto:

“E questo sarebbe “IL NOSTRO GRANDISSIMO VLADIMIR”.
QUESTA PER ME E’ LA QUESTIONE MORALE. NON SI PUO’ ANDARE A CENA CON HITLER E FARLA FRANCA SUL PIANO POLITICO.
O CON GHEDDAFI.
Tutto ciò puzza solo di petrolio, olio, gas, benzina, miliardi di miliardi di euro, di rubli, di dollari, montagne di quattrini……”

Da dove arriva questa puzza? A noi comuni mortali è dato di scoprirlo solo a naso. Annusiamo…..anzi estrapoliamo ….

“….L’Unione europea avrebbe confermato il proprio appoggio alla costruzione del gasdotto Nabucco e la Banca europea degli investimenti (Bei) sarebbe disponibile a fare la sua parte con un finanziamento fino al 25 per cento del progetto……

….Il gasdotto in questione dovrebbe portare in Europa il gas dell’Asia centrale, dal Turkmenistan attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, e Ungheria, dovrebbe sboccare in Austria…..

Il punto nodale è che tale progetto risulta, allo stato attuale delle cose, concorrente a quello altrettanto grandioso del South Stream: un tracciato alternativo che raggiungerebbe l’Europa aggirando l’Ucraina ma di stampo prevalentemente russo-italiano.

Il Nabucco contrariamente al South Stream gode delle simpatie e, se non erro, anche dell’appoggio finanziario degli USA. Siamo di fronte ad una intrigata vicenda di portata strategica geo-politica non di poco conto, e l’Italia ne è coinvolta in pieno; essa potrebbe fungere da cartina di tornasole, nonché costituire una occasione per il nostro paese per riscoprire un ruolo importante nel consesso delle nazioni maggiormente sviluppate.

Non scordiamoci come grazie soprattutto all’azione dell’Eni ed in virtù di una chiara volontà di Berlusconi, tra Russia e Italia si stiano coagulando dei legami non solo di natura prettamente economico-commerciale ma anche politica, e questo oltre atlantico, negli ambienti che contano, immaginiamo non susciti poi così tanto entusiasmo……”

(tratto da LA GUERRA DEI GASDOTTI di f. d’Attanasio link all’articolo completo http://ripensaremarx.splinder.com/post/19713009/LA+GUERRA+DEI+GASDOTTI+di+F.+D )

Quindi qui non si gioca soltanto a a bocce, signori!!!!….qui si fa una guerra, la guerra dei gasdotti appunto….

C’è puzza?….ma che strano…..eppure si diceva che “pecunia non olet”……

Cordiali saluti…

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maccarti scrive:

Mi permetto – nella mia totale, assoluta, inattaccabile libertà di pensiero, di azione, di movimento, di chiacchiera, di silenzio (gran dote, per un conversatore par mio, il silenzio!) – di porre a tutti Voi, amici di RI, una domanda:

Non Vi pare che tra PDL, RI, PLI e quant’altro ha da veni’;
Berlusconi cabeza vuota o cervello fino, rivoluzionario a metà, putiniano tutt’intero, mafiús senz’altro (e te pareva?), rivoluzionario de che;
rivoluzione liberale sí, ma laburista pure;
Taradash, Diaconale e partiti che nascono per morire, forse, al primo vagito;
italiani …uzzi uzzi che non capiscono un ette, inglesi che capiscono molto, americani invece che inglesi e italiani se li bevono a merenda, in veranda,d’un fiato;

e poi

chi scrive, chi risponde a chi scrive, chi risponde a chi risponde a chi ha scritto, chi non risponde ma corrisponde, chi risponde ma non corrisponde, chi gioca di sponda, chi di sponda ferisce… etcetera etcetera…

Si stia creando un qual certo arruffío? un tananai come pochi?

Non abbiatene a male: non c’è cattiveria nella mia pregunta.
Gli è che mi par d’esser in pieno Oceàno,
e du’ pènsieri mi fan guerra, e la vista mi s’appanna…

U understand?
Catzorràite?

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Sangreal scrive:

Taradash si è risentito di alcune frasi ed ha attaccato. Non piace a nessuno passare da burattini. Penso che questa vicenda sia stata esagerata da entrambe le parti. Bisognerebbe cercare unità. Ma capisco che la situazione attuale non facilita le cose.

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nora scrive:

La butto là, tanto per contribuire all’arruffo: dovendo scegliere tra De Luca e Taradash, accantonando per un momento le ultime polemiche infuocate con Guzzanti, voi chi scegliereste?
Io senza dubbio il secondo.
Il problema è che mentre Taradash e Diaconale non escludono un dialogo futuro col PDL, Guzzanti lo esclude, per tutti i motivi già illustrati. Però, esaminando le rispettive posizioni sull’”essere liberal” non vedo divari drammatici.
Se ne può discutere? C’è un dibattito pubblico il 5 pv nella Sede dell’Opinione tra De Luca e Diaconale su questi temi, sarebbe il caso di partecipare.

GUZZ – NORA, NON FACCIAMO FINTA DI NON CAPIRE.

DIACONALE HA DETTO DI CANDIDARSI ALLA SEGRETERIA DEL PLI PERCHE’ E’ STUFO DELL’ATTUALE LINEA POLITICA E INTENDE RIPORTARE IL PLI NELL’AREA DEL CENTRO DESTRA.

ORA L’AREA DEL CENTRO DESTRA HA UN NOME: SI CHIAMA POPOLO DELLE LIBERTA’.

DUNQUE, SE NON FA DIFETTO LA LINGUA ITALIANA E LA LOGICA, IL PRROGRAMMA DELL’ASPIRANTE SEGRETARIO DIACONALE E’ PORTARE IL PLI NEL PDL.

HO COMMESSO QUALCHE ERRORE E SALTO LOGICO?

TARADASH SI CANDIDA ALLA PRESIDENZA, RUOLO PIU’ ONORIFICO E MENO POLITICO, ATUALMENTE OCCUPATO DALL’EX PRESIDENTE DEL SENATO E GLORIA LIBERALE, NONCHE’ EX RETTORE DELLA LUISS CARLO SCOGNAMIGLIO.

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nora scrive:

Va bene, siccome non faccio finta, ma non capisco veramente, perchè sono sempre stata dura di comprendonio, se posso andrò a sentire il dibattito. Tu metti la mano sul fuoco che vogliano svendere il PLI al PDL, cioè questa secondo te è la traduzione della frase “riportare il PLI nell’area di centrodestra”, può darsi, e se è così non si tratta di salto logico, si tratta da parte loro di nascondere una intenzione per attrarre potenziali elettori. Ripeto, può darsi, ma mentre questa è una possibilità, quello che invece è stato il PLI finora, con l’attuale segreteria, è sotto gli occhi di tutti: NULLA.

GUZZ – CARA NORA, HO SOLTANTO RIPETUTO QUEL CHE HA DETTO DIACONALE, SOSTENUTO DA TARADASH.

MICA E’ UN DELITTO: E’ UNA LINEA POLITICA.

PER QUESTI NON CAPISCO TANTA VIOLENZA VERBALE.

MA DIACONALE HA DETTO E CONFERMATO CHE VUOLE RICONDURRE IL PLI IN UN AREA CHE E’ TUTTA E SOLTANTO DEL PDL.

SAREBBE COME DIRE: COSTRUIAMO UNA PICCOLA E VELOCE ASTRONAVE PER ANDARE TUTTI A SCHIANTARCI SUL PIANETA GIOVE.

SAI CHE GITA.

STA DI FATO CHE MI E’ STATO CHIESTO DI ASSUMERE UN RUOLO NEL PARTITO E IO SONO PRONTO A FARE QUEL CHE SO FARE.

POI VEDREMO QUANTO SARA’ NULLA LA SEGRETERIA

(E’ INGENEROSO CHIAMARE NULLA UNA DIRIGENZA DI UN PARTITO CHE FINORA E’ STATO ANNICHILITO E APPIATTITO DA UN BIPARTITISMO CHE NON LASCIA SPAZI: COME GIUDICHI LA DC DI ROTONDI? E I SOCIALISTI DI STEFANIA CRAXI?)

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manca scrive:

Non capisco.

Le “fandonie” di Guzzanti su Taradash – per il quale ho grande stima – sono del 28 gennaio, così come del 28 è la risposta di Taradash, con conseguente chiarimento ed apparente chiusura della faccenda.
Ma forse non è così.
Se capisco bene le date, il 29 Taradash trova sgradevole “l’antiberlusconismo di ritorno degli ultrà berlusconisti.” Oltre a parlare poco elegantemente dell’essere Guzz vicedirettore Giornale e deputato di FI, oltre a tacere su commenti non lusinghieri di altri nei confronti di Guzz.

A me pare un modo singolare di iniziare un percorso insieme.

E dunque, il problema non era solo l’”entrismo”, c’è dell’altro?

Sono pre-schermaglie, c’è forse voglia di prendersi le misure?
Taradsh è forse preoccupato di poter essere oscurato da Guzzanti?

Quel che sembra certo, se non vi sono “entristi”, è che si direbbe che avremo un “uscista”.

E “non entristi” ed “uscista”, riusciranno ad incontrarsi?
Io me lo auguro.

Salute.
Carlo Manca.

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contefiocchi scrive:

In attesa che il senatore Guzzanti decida di smettere la polemica con Taradash, che sta tutta dentro al “dualismo dicotomico” destra/sinistra, berlusconismo/antiberlusconismo…ecc…eccc…, dualismo che non emoziona i veri rivoluzionari italiani, in quanto fuori dalle risse, occupiamoci della guerra dei gasdotti con questo interessante articolo di Gianfranco La Grassa …..

Bisognerebbe uscire dal ricatto; ma è la stessa UE che ci mette in difficoltà. La notizia riportata qui sotto da Franco dimostra come gli organismi europei – servi degli Usa più dei singoli Stati – vogliano finanziare ampiamente la costruzione del gasdotto Nabucco che, solo “ufficialmente”, è pensato per renderci indipendenti dalla Russia; mentre è un chiaro progetto, politico, degli Usa (in combutta con i paesi europei orientali fortemente antirussi e filoamericani) per indebolire o ritardare l’ascesa del polo Russia. L’Italia, con l’Eni, è più che ben sistemata con la Gazprom per la costruzione dell’alternativo Southstream, che sarebbe pronto anche prima del Nabucco e vedrebbe accordi proficui con le omologhe compagnie libica e algerina; quindi con area di smercio, non certo scevra di influenza più generale, che parte dal Caucaso, si dirama verso l’Europa est e sud e arriva in parte dell’Africa o comunque del mondo arabo (quello meno legato all’Arabia Saudita e ai paesi filoamericani e filoisraeliani dell’area).

Che si tratti di Nabucco o di Southstream, non siamo in presenza di “energie alternative” né di settori tecnologici legati alle più avanzate innovazioni di prodotto, alla schumpeteriana distruzione creatrice. Il problema non è economico né tecnologico secondo la mentalità deviante degli economisti ed “esperti” dei (pre)dominanti (servi degli Usa) e di quella dei poveri “marxisti”. Il problema è squisitamente politico, di crescita di nuovi poli antagonisti dei (pre)dominanti; il Southstream è una possibile base di rafforzamento della nostra indipendenza, consentendo di stabilire ottimi contatti con uno di questi nuovi poli e con i paesi della nostra area mediterranea, disponibili a sottrarsi all’influenza statunitense (non parliamo nemmeno di Israele).

Nella prossima fase della crisi – che tutto lascia presagire assai poco piacevole – bisognerà seguire con la massima attenzione l’evolversi della nostra politica in merito alla questione appena precisata: qui si vedrà chi farà un gioco progressivo o fortemente reazionario, chi funzionerà da accumulatore o invece da dilapidatore delle nostre sempre più scarse risorse. Anche i dati ufficiali ci danno in de-sviluppo sia per il 2009 che per il 2010. Si tratta di decidere se dovrà trattarsi di semplice decrescita (quantitativa, legata agli indici economici) o di autentico sviluppo negativo (caos e destrutturazione sociale all’interno e ulteriore perdita di influenza della nostra formazione particolare nell’ambito di quella mondiale). Come accade in campo militare, un esercito può a volte anche arretrare e ciononostante migliorare la propria posizione strategica. Con l’establishment economico (produttivo-finanziario) che ci ritroviamo (la GFeID) e con un ceto che definire politico è frutto di grande fantasia (non parliamo di quello giornalistico e intellettuale), le speranze non sono molte. Tutto comunque ruota – e non per la prima volta nella nostra storia – attorno all’Eni; in tal caso con forte attenzione ai rapporti con la Russia.

Esiste in Italia, non è la prima volta che lo dico, un blocco di potere – non un vero blocco sociale – di tipo “concertativo” (ed ora neoconcertativo) che, nella nostra specifica situazione, si aggruma intorno alla finanza succube di quella dei (pre)dominanti, all’industria tipo Fiat, alle “burocrazie” (termine non proprio esatto, ma ci siamo intesi) sindacali. Tale blocco va denunciato continuamente. Anche i lavoratori, che non siano gregge di questi sindacati conservatori, vanno sollecitati a muoversi, per alcuni anni, nella direzione del “centro di potere” cui abbiamo accennato, quello che potrebbe costituire la nostra chance di sviluppo positivo contro le mene della UE, della Banca Europea: insomma, in ultima analisi, contro il Nabucco, a favore invece dell’“altro progetto”.

E’ “simpatico” (detto ironicamente) vedere tutti scaldarsi contro i banchieri americani, immorali, che si prendono il bonus anche dopo averci condotto al disastro. Dal nostro Tremonti fino al più “potente” Obama, tutti a tuonare per il ritorno all’etica dei veri capitalisti, degli “affari corretti”. Non ho alcuna intenzione di difendere questi signori; però, a parte i bonus, la crisi non è stata causata solo dalla loro proterva fame di proventi più o meno illeciti. Nemmeno mi limiterò a ricordare l’ineluttabilità della crisi per il sistema (che pure non è invenzione del “cattivo” Marx). Dico solo che crearsi un “buon capro espiatorio” non risolverà il caos che sta nascendo e incrementandosi. E sostengo inoltre che certa industria (di cui quella automobilistica è buona rappresentante) “succhia sangue” alla popolazione mondiale ancor più di tutti i manager finanziari statunitensi.

Poche balle, quindi, cari signori! In Italia, intanto, bisognerebbe resistere ai ricatti, mettere in opera un sistema minimale (perché non credo ai miracoli) di “ammortizzatori sociali”, in particolare per la disoccupazione e il precariato, senza fornire sostegni indebiti all’industria decotta e alla finanza asservita. Non è ancora possibile ottenere questo; occorrerebbe una forza politica diversa, di carattere nazionale, durissima contro i parassiti e i loro complici politico-ideologici. Una forza che trattasse per carità con gentilezza Obama, ma chiarendogli che gli interessi americani stanno fuori dalla nostra porta di casa. Lui fa il “furbetto”, l’aperto, ecc. Ma si può essere sicuri che dietro il progetto Nabucco, e l’appoggio che vogliono dargli gli organismi europei (a nostro detrimento), ci sta la nuova amministrazione americana con la stessa determinazione della vecchia (solo con la “faccia buona”; per il momento, se non la si contraddice). Non solo questi Yankees ci fregano, ma dovremmo anche ringraziarli perché ci consentono di “affrancarci” dal gas russo. E’ come darci una tazza di the, portandoci via i cucchiaini d’argento del “servizio buono”.

In campana!

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contefiocchi scrive:

il link all’articolo di Gianfranco la grassa “una gabbia di matti” che ho proposto in lettura nel post precedente è qui http://ripensaremarx.splinder.com/post/19718656/UNA+%22GABBIA+DI+MATTI%22+di+Giell

Ho dimenticato di segnalarlo. Me ne scuso.

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dbarbieri scrive:

Mi sembra che si stia passando troppo dal politico al personale! Certo Guzzanti quando esprime il suo pensiero lo fa con forse troppo trasporto, troppo col cuore rispetto alla ragione. Taradash leggendo l’analisi di Guzzanti si è considerato attaccato ed ha reagito contrattaccando. Ma mi pare che le frasi qui riportate siano antecedenti al loro chiarimento proprio qui su RI. Torniamo alla politica, alla strategia da attuare. Iscriviamoci al PLI, contiamoci, andiamo al congresso e portiamo avanti le nostre tesi, non partendo prevenuti su quelle degli altri e non facendo processi alle intenzioni. In caso di sconfitta valutiamo in seguito se ha senso restare all’interno del PLI.

Domenico

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Marco C. scrive:

Mi sembra di essere all’asilo.
Accuse, controaccuse, repliche .. io ho detto questo, tu hai detto quello ..

Alcuni suoi amici-colleghi del partito Radicale si sono recati a visitare i Romeni arrestati a Guidonia.
Dopo la visita (di solidarietà ? ) lanciate infami accuse ai nostri Carabinieri di aver bastonati i poveracci in cella ..
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324987

Sarebbe cosa gradita una sua opinione in merito.

GUZZ- SE I ROMENI SONO STATI BASTONATI O ESPOSTI COMUNQUE A SITUAZIONI DI PERICOLO, I RESPONSABILI DEVONO PAGARE.

LO SO CHE L’ISTINTO DEL LINCIAGGIO CI PRENDE A TUTTI: IO STESSO HO DETTO A CALDO COSE CHE A FREDDO NON VOGLIO RIPETERE.

MA I CARABINIERI – SE DI LORO SI TRATTA PERCHE’ IO NON LO SO – NON DEVONO RISPETTARE LA LEGGE DI LYNCH MA QUELLE DELLA REPUBBLICA.

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Django scrive:

mailing list PDL,
ricevuta poco fa

oggetto:Congresso PDL dal 27 al 29 marzo
[...]
Forza Italia ha già sancito la confluenza nel Pdl con il consiglio nazionale dello scorso 21 novembre, altri piccoli partiti (come la Dc di Rotondi) lo hanno gia’ fatto, altri lo faranno in febbraio.[...]

che io sappia solo il PLI ha un congresso a febbraio, e per confluire nel PDL come minimo ci vuole un congresso. è palese che contano nell’entrata del PLI.
Taradash sarà in buona fede, ma al PDL pregustano di fagocitare un altro partito.

PS
non sarebbe fagocitare, se tutti i partiti e movimenti avessero piena libertà di espandersi, tramite la libera scelta degli iscritti. Inglobare un partitino senza che possa farsi valere è annullarlo.
La democrazia è la possibilità che la minoranza, possa diventare maggioranza, e viceversa.

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Django scrive:

Diaconale su facebook ha fatto questo gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?sid=e9a711955d6094647adaa1e5d68a7d59&gid=39665526765


comitato per la democrazia nei partiti

Arturo Diaconale propone di dare vita al Comitato per la Democrazia nei Partiti. L’idea nasce dalla considerazione che la sorte della democrazia in Italia non dipende dal ritorno delle preferenze o del proporzionalismo.

E che la difesa del ruolo del Parlamento contro il presunto strapotere dell’esecutivo non passa attraverso la nostalgia della vecchia “centralità” delle Assemblee di Camera e Senato della Prima Repubblica. Bisogna prendere atto che il passato non ritorna, che i vecchi partiti di massa sono ormai superati e che al loro posto esistono ormai degli organismi diversi.

Che si definiscono ancora “partiti” ma sono in realtà delle strutture che alla vigilia delle elezioni assumono l’aspetto dei comitati elettorali dei singoli leaders e che nel corso della legislatura si trasformano in staff ristretti al servizio degli esponenti di punta delle singole forze politiche.

Il declino del Parlamento nasce da questa mutazione dei partiti. Che sono “cesaristi”perché la società della comunicazione impone la personalizzazione dei soggetti politici. E che selezionano la propria classe dirigente solo con il metodo della cooptazione in cui non si applica il criterio del merito ma quello della fedeltà o della vicinanza ai leaders.

Per spezzare questo meccanismo perverso non c’è altra strada che tornare alla proposta fatta dal costituzionalista Costantino Mortati all’Assemblea Costituente: modificare l’art. 49) della Costituzione per stabilire che il metodo democratico deve essere applicato non solo nella competizione esterna dei partiti ma anche all’interno dei partiti stessi. Lo strumento più adeguato alle caratteristiche dei nuovi partiti è quello delle primarie. Il Comitato dovrà quindi battersi per l’introduzione della democrazia nei partiti attraverso primarie regolate per legge.

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giuli scrive:

ciao Guzz, mi ero quasi riavuta dagli ultimi sviluppi e invece vedo che la bottega di mister Magorium ricomincia a dipingersi di nero….che succede?

GUZZ – ODDIO, CHE VUOL DIRE?

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nora scrive:

Paolo, mi sembra utile leggere direttamente il “manifesto” di Diaconale, è molto lungo, perciò se non vuoi non lo postare, vedi tu.
Nulla, era riferito alla visibilità del partito.
La Dc non rientra nella mia sfera di interessi, invece la Craxi si, eccome, molto più ciò che ci unisce che ciò che ci divide.
Lettera aperta ai liberali italiani
Mar 16.43
Cari amici,
ho deciso di tornare ad impegnarmi nel Partito Liberale Italiano da cui mi ero ultimamente allontanato non condividendo lo slittamento progressivo verso sinistra. E sono orientato, in occasione del congresso nazionale che si terrà il 19, 20 e 21 febbraio, ad avanzare la mia candidatura alla segreteria.
Il mio obbiettivo è di rilanciare il Pli e di riportarlo all’interno della sua area naturale, che è quella del centro destra, in una collocazione autonoma ed indipendente. In questa iniziativa non sono solo. Posso contare sul sostegno di tanti amici vecchi e nuovi, interni ed esterni al Pli, persone di grande spessore e, comunque, animate da grande impegno. Compreso Marco Taradash, disposto a mettersi in gioco al mio fianco in un partito rinnovato e capace di riconquistare un posto adeguato alla propria storia nel panorama politico italiano.
Nel compiere questa scelta non eseguo alcun ordine. La mia storia indica che sono refrattario agli ordini di chiunque. Rispondo solo ad un impulso di passione civile alimentato da un passato che mi spinge a tentare una così difficile ed affascinante avventura. Sono stato l’ultimo direttore de “l’Opinione”, organo settimanale del Partito Liberale Italiano e, dal 1993, dopo la scomparsa del Pli, sono stato l’artefice della trasformazione de “l’Opinione” in giornale quotidiano fedele alla sua tradizione di punto di riferimento dell’area liberale politica e culturale del nostro paese. Nel rispetto di questo ruolo ho sostenuto e favorito, con i mezzi in mio possesso, gli sforzi di Stefano De Luca per tenere in piedi in Pli in tutti questi anni. E solo negli ultimi tempi, per ragioni non dipendenti dalla mia volontà, non ho più potuto garantire al Pli l’ospitalità assicurata all’interno degli uffici de “L’opinione”.
Questa storica “convivenza” è andata avanti all’insegna della reciproca autonomia, del quotidiano e del partito. Il partito, sotto la guida di Stefano De Luca, ha assunto di volta in volta le posizioni che tutti gli iscritti ed i simpatizzanti conoscono. E il giornale “l’Opinione” ha sempre garantito spazi e presenza alle tesi di De Luca e degli altri esponenti del Pli, anche quando risultavano difformi dalla linea del giornale da me diretto. In tutto questo lungo periodo ho cercato di mantenere
“l’Opinione” in una posizione centrale rispetto alla grande galassia liberale, laica e riformista formata da frammenti, gruppi, spezzoni e singole individualità. Nel tentativo di dare a ciascuno uno spazio ed un riconoscimento. E nello sforzo, da un lato, di favorire quella ricomposizione unitaria che, purtroppo, non è mai stato possibile realizzare. E dall’altro di contribuire ad assicurare comunque una rappresentanza politica al mondo liberale. Fosse dentro o fuori Forza Italia o An, vicino al Pri o a fianco degli altri laici e del Partito Radicale o in una qualsiasi area intermedia che non fosse quella della sinistra. Sono convinto che nel sistema bipolare venutosi a creare dopo la fine della prima Repubblica la collocazione naturale dei liberali sia all’interno del centro destra. Autonoma e indipendente da i partiti di quest’area. Ma sempre alternativa ed antagonista con la sinistra.
Tutta questa premessa serve a spiegare le ragioni della mia scelta e di questa lettera aperta agli iscritti ed ai simpatizzanti del Pli. La delusione e l’irritazione, pur se comprensibili, per il mancato accordo con il Pdl alle ultime elezioni, hanno spinto il segretario Stefano De Luca a traghettare progressivamente il partito su una posizione innaturale di singolare vicinanza al fronte variegato dell’attuale opposizione. Dietro questo spostamento non c’è una analisi approfondita ed esauriente della situazione politica italiana. C’è un pizzico di pur comprensibile ritorsione. E, soprattutto, c’è la radicata convinzione che l’unica possibilità di trovare uno spazio politico dipenda per il Pli non da una sua linea, dalle sue battaglie e dal suo radicamento nella società italiana ma solo da una gestione “politicista” del proprio nome e del proprio blasone. Il mio timore, in sostanza, è che l’attuale gruppo dirigente del Pli, non essendo riuscito a “ vendere “ il proprio titolo nobiliare al Pdl in cambio di un posto in Parlamento, voglia ora tentare una operazione analoga con l’Udc o con il Partito Democratico. Nell’illusione, propria del vecchio modo di concepire la politica, che sia la rappresentanza a determinare il consenso e non il consenso sulle idee, sui valori, sugli impegni e sulle battaglie a spianare la strada alla rappresentanza.
Proseguire lungo questa strada e con questi comportamenti politici significa, a mio parere, condannare il più antico partito italiano alla definitiva dissoluzione. Viceversa, se il Pli vuole tornare a vivere deve necessariamente cambiare. Il cambiamento deve riguardare gli uomini ed il modo di fare politica. E, soprattutto, deve poggiare su una analisi della situazione politica nazionale da cui emerge con assoluta chiarezza che, mentre all’interno delle opposizioni di centro e di sinistra non c’è alcuno spazio politico per chi voglia portare avanti battaglie liberali, nell’area del centro destra si stanno determinando le condizioni migliori per consentire ad un Pli rinnovato di giocare le proprie carte. In piena autonomia ed indipendenza dagli altri partiti della maggioranza di governo. Un Pli che non si annulli nel Pdl ma sia la “coscienza critica” di una coalizione che senza il sale dei valori della democrazia liberale costantemente sostenuti e rilanciati rischia l’omologazione e l’appiattimento sulla semplice ortodossia di stampo cesarista. Il Pli rinnovato deve mettere al centro del proprio programma pochi ma precisi punti qualificanti.
Il primo riguarda la difesa dell’unità nazionale che non può essere messa in discussione da un federalismo burocratico che destinato a riproporre il centralismo su scala regionale e ad appesantire il peso dello stato sulle spalle del cittadino innescando, oltre tutto, pericolosi processi centrifughi. Il Pli, partito di Cavour, ha il dovere storico di battersi per la tutela dell’unità del paese. Non nella riproposizione antistorica dello stato centralista. Ma nel sostegno ad una concezione federale d’ispirazione americana fondata su una forte difesa della identità nazionale e su un effettivo passaggio di una parte delle competenze dello stato centrale alle realtà locali. Il Pli, però, è anche il partito che aveva denunciato a suo tempo che l’istituzione delle regioni si sarebbe risolta nella moltiplicazione delle strutture burocratiche e nell’aumento della spesa pubblica improduttiva. Per cui, proprio nel quadro di un federalismo liberale, deve battersi per un riordino delle strutture pubbliche che tenga conto che l’ormai vecchia articolazione regionale è superata e che se si vuole realizzare una struttura federale si deve tenere conto delle aree metropolitane e delle province.
Il secondo punto riguarda la democrazia all’interno dei partiti, che è la questione prioritaria rispetto anche all’evoluzione del sistema bipolare in bipartitico o ad un ipotetico ritorno al proporzionale. Senza una legge che imponga l’applicazione del metodo democratico all’interno dei partiti qualsiasi sistema, sia esso bipartitico o multipartitico, può dare vita ai partiti “padronali”. In questa luce va vista anche la questione delle liste bloccate o delle preferenze. Il rispetto delle regole democratiche all’interno dei partiti, magari con l’introduzione delle primarie, azzera il problema
e favorisce una selezione di classe dirigente sicuramente migliore di quella dei cooptati e degli eletti-nominati.
Il terzo punto riguarda la difesa della democrazia liberale, della società aperta, dello stato di diritto e della legittima pretesa dei cittadini ad avere una giustizia giusta e non al servizio dei potenti o delle corporazioni. In questa luce s’inserisce la difesa del modello liberale e liberista in economia in contrapposizione con quello autoritario e dirigista. Nessuno nega, nel breve periodo e per fronteggiare circostanze eccezionali provocate dalla crisi economica, la necessità di un oculato intervento dello stato a sostegno delle fasce più deboli della popolazione e per stimolare la ripresa dell’economia. Ma l’eccezionalità non può in alcun caso rappresentare la regola. Perché l’esperienza insegna che l’eccesso di dirigismo statalista schiaccia il cittadino e provoca distorsioni di tipo autoritario spesso irrimediabili nel funzionamento delle istituzioni.
Il quarto, infine, è rappresentato dalla collocazione internazionale del nostro paese a fianco delle grandi democrazie del pianeta e la difesa dei valori dell’Occidente.
Credo che su queste basi sia possibile ridare linfa e vigore al Pli. Per renderlo la coscienza critica della propria area naturale di riferimento, che è quella del centro destra. Ma anche per difenderne l’autonomia rispetto alle forze politiche della stessa area ed assicurargli un ruolo di pungolo continuo ed intransigente a tutela dei valori di libertà. Ho meditato a lungo prima di assumere la decisione di candidarmi alla segreteria del Pli. Non sono un politico di professione e non ho alcuna intenzione di rinunciare al mio mestiere di giornalista. Non ho smanie di potere e non ho alcun motivo di risentimento personale nei confronti di Stefano De Luca al quale, anzi, oltre i sentimenti di una antica amicizia, va la mia stima per l’impegno profuso in tutti questi anni per tenere in piedi le insegne liberali. Ma sono convinto che per il Pli sia arrivato il momento di voltare pagina. E che il mio non essere un politico di professione ma un giornalista di lungo corso possa aiutare il partito ad uscire dal gorgo che minaccia di condannarlo alla marginalizzazione ed alla definitiva scomparsa. So bene che la mia iniziativa alimenterà il dibattito che si è già aperto sul futuro del Pli. Ma considero questo un mio primo contributo all’aumento della vitalità del partito. Il resto si vedrà al congresso!

Arturo Diaconale

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holden scrive:

Tutto bello.

Tutto contraddetto dall’aver già stabilito l’entrata nel PDL.

Vecchio, tutto vecchio.

Ha ragione il Senatore.

Proviamo a cambiare, per una volta.

Smettiamo di calcolare, prevedere, intuire, scansare, alleare, stabilire, accordare, consentire, pungolare.

Siamo.

Per una volta, siamo.

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jovenal scrive:

E, soprattutto, c’è la radicata convinzione che l’unica possibilità di trovare uno spazio politico dipenda per il Pli non da una sua linea, dalle sue battaglie e dal suo radicamento nella società italiana ma solo da una gestione “politicista” del proprio nome e del proprio blasone. Il mio timore, in sostanza, è che l’attuale gruppo dirigente del Pli, non essendo riuscito a “ vendere “ il proprio titolo nobiliare al Pdl in cambio di un posto in Parlamento, voglia ora tentare una operazione analoga con l’Udc o con il Partito Democratico. Nell’illusione, propria del vecchio modo di concepire la politica, che sia la rappresentanza a determinare il consenso e non il consenso sulle idee, sui valori, sugli impegni e sulle battaglie a spianare la strada alla rappresentanza.

Questo è corretto. Non ho letto il resto perchè non tollero le locuzioni performative, cioè ritengo sperequata la funzione del “programma così come viene annunciato” rispetto alla fondazione dell’identità. Quella ereditata dalla storia non mi interessa.

Infatti, questo del quote è corretto, in quanto non è un programma. È — ma ora è solo a parole — un anti-programma, si occupa del sistema, critica l’environment. Dice Non stiamo parlando del nostro miglior valore di mercato e del miglior buyer a cui aspiriamo, ma di tecnologia: cioè di cosa noi dobbiamo essere fatti.
È un discorso da androidi.

Non è proprio immediatamente compatibile con quello di Guzzanti, per il fatto che questi androidi non includono la possibilità di accettare androidi di sinistra. Ossia, si dichiarano di destra pura.
È corretto, puramente se immaginato per il futuro. Guzzanti dice che per adesso no, in italia non c’è pura destra o pura sinistra, così tanto che non serve che si considerino affatto né l’una né l’altra. [Berlusconi ha rimesso equilibrio, quindi il bilancio dx/\sx è stato corretto, si può congedare, guardiamo oltre plis. Obama.]

Questi androidi del pli, invece, adoperano una tecnologia ancora fondata su queste categorie, le sentono presenti, ce l’hanno nel corpo, nel loro discorso che un solo quote esatto, leggermente soffocato da molto altro politichese. Il treno che guzzanti ci ha indicato, insomma, è su un binario che per ora è proprietà delle stesse ferrovie dello stato italiano di sempre, tratti meridionali compresi, a passo d’uomo.

Si deve entrarci, prenderne un vagone ed infettare prima il treno, poi il binario, poi la ferrovia, poi il paese?
Très Vaste programme.

Si deve costruire un altro binario, poi un altro, poi una ferrovia nuova, e vedere la gente che migra da lì [che muore] al nuovo?
Vaste. Programme tres fascinant.

Cià. [facebook inutile autoerotismo]

GUZZ – IL FAUDRAIS FUSILLER TOUS LES IMBECILLES: CECI C’EST LE VASTE.

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jovenal scrive:

è all’ordine del giorno del congresso, si intitola Come caparsi gli imbecilli di dx da quelli di sx. Dici che questo è finalmente, anzi di nuovo emozionante? Caspita.

GUZZ – L’IMBECIL N’A PAS DE PATRIE.

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jovenal scrive:

Per questo facebook accetta chiunque.

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holden scrive:

Si, ma il pezzo da lei quotato, sig. Jovenal, è attribuito dal sig. Diaconale alle intenzioni di De Luca/Guzzanti.

Ecco perché è corretto …

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giuli scrive:

nn vuol dire niente, è solo un film delizioso per bambini….mister Magorium è un giocattolaio che rende magico qualsiasi balocco ma un giorno M decide di andare via..per sempre…e la sua bottega si ribella, le pareti rosso scarlatto si cominciano a venare di nero fino a che ogni cosa perde colore.
CHE SUCCEDE??????

GUZZ – QUI SUCCEDE IL CONTRARIO. DALLA BOTTEGA SCURA E SCOLORITA SI COMINCIANO A TIRAR FORI I COLORI E A FARLI RISPLENDERE: GUARDA LO SMERALDO, IL FUCSIA, IL ROSA E QUELL’ARANCIONE.

E NOTA COME IL BIANCO SIA PIENO DI AVORIO E DI BUONA PANNA, E COME PERSINO IL NERO RISPLENDA LUSTRO E PULITO COME LA LAVA O LA LIQUERIZIA SECCA, E IL BLU SI SOLLEVA COME UNA MONGOLFIERA…, VEDI? MAGORIUM E’ QUI,

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Scirocco scrive:

Io mica l’ho capito, ancora (e stanotte non ci dormirò).
Il PdL è una destra moderna, democratica, costituzionale, naturalmente migliorabile. Perché dunque le migliorie non dovrebbero essergli portate dall’interno?+

GUZZ . IO HO DETTO CHE E’ DEMOCRATICA E COSTITUZIONALE, NON MODERNA. MODERNA NON SIGNIFICA NIENTE. INFATTI IL PDL E’ VECCHIO IN PARTENZA, RISPETTO ALLE ESIGENZE DELLA GENTE, E NON PARLO DEI SOLDI, MA PARLO PROPRIO DEGLI IDEALI.

L’HO GIA’ DETTO E LO RIPETO: SPECIALMENTE IN PERIODI DI CRISI LA GENTE HA BISOGNO DI FORTI IDEALI, FORTI SPERANZE. QUESTO E IL “MODERNO”.

INOLTRE IL PDL E’ IMMODIFICABILE SE NON DA BERLUSCONI E FORSE DA FINI. CIOE’ NON HA CORPO DEMOCRATICO, PUR ESSENDO UNA PARTE FUNZIONANTE DELLA DEMOCRAZIA DELLE ISTITUZIONI.

NON ASCOLTA, NON HA ORECCHIE, NON HA SENSORI, NON HA ANTENNE. E’ UNA MACCHINA CHE PUO’ DI VOLTA IN VOLTA ESSERE EFFICACE O STRACOTTA, MA NON HA RELAZIONE ATTIVA CON LA SOCIETA’.

E POICHE’ HO SPERIMENTATO CHE E’ IMMODIFICABILE PERCHE’ E’ MONARCHICO CON CULTO DELLA PERSONALITA’ DEL MONARCA, NON CI SI PUO’ LAVORARE DENTRO.

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Sangreal scrive:

Scusami Paolo, se il PLI resterà indipendente, come farà a resistere? Da una parte il rischio è l’assorbimento (dal PDL). Dall’altra il PLI da solo avrà vita dura con l’attuale sistema. Vorrei sapere cosa ne pensi. Grazie.

GUZZ – IMMAGINO UNA PRIMA E UNA SECONDA FASE. NELLA PRIMA FASE IL PLI SI DICHIARA E SI FA CONOSCERE PER LA COSA ASSOLUTAMENTE NUOVA E MANCANTE CHE INTENDE ESSERE: IL RAPPRESENTANTE DI TUTTI GLI ITALIANI CHE SI SENTONO SOFFOCATI DAL SISTEMA, CHE CERCANO LA TUTELA DELLA LORO LIBERTA’. E CHE VOGLIONO PER L’ITALIA UNA RIVOLUZIONE LIBERALE NELLE LEGGI, NEI COMPORTAMENTI, E L’ACCESSO ALL’INFORMAZIONE COMPLETA E INDIPENDENTE ATTRAVERSO UN SERVIZIO PUBBLICO RADICALMENTE TRASFORMATO: FUORI I PARTITI, ATTRAVERSO LA FINZIONE DEL PARLAMENTO EDITORE, E DENTRO UN “BOARD” DINAMICO CHE RAPPRESENTI TUTTA LA CULTURA VIVA DEL PAESE.

SE QUESTA PRIMA FASE FUNZIONA, IL PLI DIVENTA UN’ISOLA FRANCA, UNA TORTUGA PER CHIUNQUE VOGLIA FUGGIRE DAL SOFFOCANTE CLIMA DEL PDL E DA QUELLO QUERULO E INCONSISTENTE DEL PD. TUTTI GLI ITALIANI CHE NE HANNO ABBASTANZA DELLA GUERRA MANICHEA FRA DESTRA E SINISTRA RIDOTTA A PURO ESERCIZIO VERBALE, TROVANO CASA.

POI SI VEDE QUANTO PESA TALE PARTITO. PER ORA PESA QUANTO IL PETO DI UNA FARFALLA. SI TRATTA DI RENDERLO VISIBILE, PESANTE, RAPPRESENTATIVO, VIVO, SORPRENDENTE, GIOVANE, CAPACE DI PORTARE NUOVE LEGGI IN PARLAMENTO E NUOVE VOCI NELLA POLITICA.

SOLTANTO QUANDO AVRA’ PRESO FORMA SI PORRA’ UNA STRATEGIA DI POSSIBILI ALLEANZE. MA SU QUELLE NON C’E’ ALCUN BISOGNO DI “TRASPORTARE” IL PLI A DESTRA O A SINISTRA: BASTA CHE FACCIA LE ALLEANZE DI VOLTA IN VOLTA SULLE SUE PROPOSTE O SULLE PROPOSTE ALTRUI CHE RIENTRINO NELLA SUA LINEA.

I FATTI DETERMINANO LE ALLEANZE, NON LE ALLEANZE DETERMINANO I FATTI.

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holden scrive:

Stra-d’accordo con il Senatore, che prego mi scusi per il pessimo neologismo.

Prima si pensa all’”interno”, facendo crescere il partito/movimento tramite il coinvolgimento dei concittadini (vedasi questo blog, che tante persone ha coinvolto).

Poi si pensa a dove andare elettoralmente.

L’ordine inverso a me sa di consueti politicanti in cerca di poltrone (anche poltrone TV).

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eruz scrive:

Può essere una cosa seria, può essere qualcosa di propedeutico al dopo Berlusconi. Che ne dite? Ma possono essere eziamdìo piccoli vortici in un bicchier d’acqua di personaggi alla ricerca di un piccolo spazio, chi per commissione e chi di testa propria. Comunque sia, il divertimento non manca.

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giuli scrive:

buongiorno…

GUZZ – BUONDI’, GIULI.

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maccarti scrive:

“Iscriviamoci al PLI”.

E’ una parola!

A quale PLI?

De Luca pende a sinistra, Diaconale/Taradash a destra, Guzzanti non vuol pendere nè dalla parte del primo, nè dalla parti dei secondi, ma…
si vedrà di volta in volta (ché «i fatti determinano le alleanze», frase che a me pare giú udita, non per questo, però, meno efficace).

Non farò mica la fine dell’asino di Buridano, che tra i due mannelli di fieno?…

GUZZ . STIA CON ME CHE NON SI PERDERA’-

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-jm- scrive:

OT:
Segnalo questo articolo e mi domando: ma è normale che una persona che dichiara di aspirare a essere avvocato/notaio/magistrato scriva quelle cose dopo almeno due anni dall’iscrizione?

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pinco pallino scrive:

Amico hai fatto bene a segnalare questo articolo. Ma come non tutti vanno cliccare. Mi permetto di metterlo direttamente in chiaro sul blog.
Qui si tratta del classico studente di legge.
Quando poi gli chiedi per quale ragione fa legge, lui ti risponde che vuol fare il giudice.
Se gli chiedi che cosa gli piace nel mestiere di Giudice.
Se vorra essere sincero, ti rispondera :
Le assenze sul lavoro.
Buona Giornata.
Pinco Pallino

Forca Italia
di Filippo Facci
Lettera giunta via Facebook da una 21enne romana: «ciao filippo.. ho bisogno di chiarezza.. qst mattina seguivo mattino 5 e ho sentito l’affermazione di un magistrato che ha chiamato “incivili” le persone k hanno cercato d aggredire i rumeni arrestati a guidonia.. beh inutile descriverti il mio sconcerto.. ma la domanda essenziale é: xk qst? cioè xk persone k ricoprono alte cariche e k dovrebbero garantire la “giustizia” d una nazione, s schierano contro i cittadini? io credo k il loro atteggiamento sia più che giustificato. io non so più che pensare.. forse quello k c fanno studiare sui libri (faccio giurisprudenza) non corrisponde alla realtà? quello k vedo io è una giustizia che non fa giustizia. uno stato k non è nè garante nè promotore del bene dei suoi cittadini.. ma come siamo arrivati a ciò? spero mi risponderai. grazie ciao».
Risposta dello scrivente: io non so che cosa ci sia scritto sui tuoi libri di giurisprudenza. Non so che cosa studiassi sui testi delle superiori, delle medie, sul sussidiario delle elementari: forse che il linciaggio non è pure quello un reato, forse che è lecito farsi giustizia da soli, che le pene non deve stabilirle un processo. Anch’io vorrei sapere una cosa, anch’io vorrei sapere «come siamo arrivati a ciò»: a che sia permesso, a una ragazza priva di concetti basici come pure di vocali e consonanti, la presenza in una pubblica facoltà di giurisprudenza. Questo per cominciare. Solo per cominciare.

Filippo Facci

Qui si tratta del classico studente in legge.
Quando poi gli chiedi per quale ragione fa legge, lui ti risponde che vuol fare il giudice.
Se gli chiedi che cosa lo attira nel mestiere di Giudice.
Se vorra essere sincero, ti rispondera :
Le assenze sul lavoro.
Buona Giornata.
Pinco Pallino

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maccarti scrive:

Non confonderei la lingua “normale” (stavo per dire “ufficiale”) scritta con il linguaggio giovanile, fatto di sincopi e altri orpelli, e che fa parte dell’ormai nota ai linguisti famiglia del c.d. parlato-scritto.

Certo è che la signorina non vorrà ricorrere – m’auguro – agli stessi simboli stendendo il tema d’un concorso pubblico.

A ogni modo, l’italiano – come ogni lingua. Il latino volgare non fu da meno – s’evolve anche attraverso quelli che posson parere caramogi, ma che ben rappresentano quella che io definisco la società-bersagliere, dove tutto si fa di corsa. E dove, di conseguenza, tutto dev’essere adeguato al ritmo che la gara impone.

ps

Ai concorsi indetti per la Magistratura, oramai s’è costretti a controllare la forma (sovente disordinata e zeppa di sgrammaticature), prima di vagliare il contenuto degli scritti.

Sarà Di Pietro il Dante del duemila?

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jovenal scrive:

Sì, ma ho letto una favola per bambini e c’era Conrad il serpente jovenal e Maria Mol Cappero, una donna più o meno 15enne, oppure già morta. Conrad le ha chiesto cosa sono i poeti, mai sentiti; Uccelli, è la risposta di Maria Mol Cappero, mentre andavano su un prato che non poteva essere la maremma, perché dava di colori più magenta. Poi citava il colore dell’ossido di cobalto, quindi non è roba per qui.
Allora, ‘mmagino che nella comunità delle lapidi sia stato indetto un concorso di poesia. Gli uccelli, in questa storia qui sopra, potrebbero essere delle cornacchie, di mestiere avvocati, uccelli buoni per le querele. Le poesie sono epigrafi, e se due si mettono a discutere le lapidi vanno nel caos, e tornano in maremma.

GUZZ – PROBABILMENTE E’ IL CIMITERO DELLA LIBERTA’, REPLICATA SULLE LAPIDI INSIEME AI LICHENI E ALLE PUPE DI CAVOLARIE.

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jovenal scrive:

No, la libertà era stata sposata, poi tradita, poi divorziata, a palermo sotto il sole, le cornacchie avevano difeso sia l’amante sia il traditore sia l’infame. Maria Mol Cappero si era vista recapitare milioni di poesie per lapide, ma non si era pentita; Conrad il serpente jovenal seminava il panico, e raccoglieva sacchi di adesione. I tribunale di allora, di conseguenza, sentenziò la fine della festa, e il funerale riportò la quiete. Il bersagliere si fece un caffè, nel silenzio della tundra.

GUZZ – SOLO UN CARABINIERE PUO’ GODERE CAFFE’ ALLA TUNDRA.

DOPO UN FUNERALE GIUDIZIARIO NON C’E’ NIENTE DI PIU’ CONFORTANTE, SALVO “SING!SING!SING” DI BENNY GOODMAN

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jovenal scrive:

In cella, uno stuolo di carabinieri torturarono il serpente, che morì mille volte mille camicie. Ma il rospo non lo sputò. Si mordeva la lingua, la metà di sinistra. Colla destra assaporava la salvezza, ed il nome della salvezza era Laga, Vullin Laga — nella fondina, nel doppio fondo della taschina, in cella, nascosto tra le uova. Lagavullin o come si dice Acqua di mare, per dopo la tortura. Ne ha da offrire a tutti, venghino puri.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
holden scrive:

Se evoca il Lagavulin, o quant’altr’acqua vite dall’isola di Islay, allora venghio anchio.

Ma la tortura la lascio a quello prima di me.

 
jovenal scrive:

Il concorso di poesia della comunità delle lapidi non fu vinto da un abitante del posto, le lapidi non sanno scrivere poesie. Vinse un uccello di diversi colori, non si sa se piccolo o grande. Si sa che io so che si può scrivere che quell’essere sublime abitava nascosto in una tasca del calzoni di un uomo pubblico, coperta e segreta, nemmeno l’uomo che lo indossava la conosceva. La poesia venne data per vincitrice e nella comunità delle lapidi si fece una indescrivibile festa, Maria Mol Cappero.

 

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-jm- scrive:

Il problema non è solo di forma. Anche se più di un anno fa mi sono fatto risate di gusto leggendo resoconti di magistrati alle prese con i compiti in cui c’era qualsiasi cosa.

Il problema è la sostanza. Se a due/tre anni dall’inizio del tirocinio uno esprime quei concetti, il sospetto che non sia adatta/o alla professione che vuole fare non è poi così peregrino. Tutto questo supponendo che i dati riportati siano veri.

Speriamo che i progetti che ho letto su ciò che bolle in pentola al Senato riescano a filtrare adeguatamente e a fare in modo che solo i migliori – tra tutti quegli studenti – trovino lavoro.

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holden scrive:

E chi decide chi sono i migliori?

Sig. Jm, gli esami di stato, purtroppo, quasi mai son serviti a selezionare con criteri di merito.

E poi quale sarebbe il “merito” per un futuro avvocato?

Chi decide quale debba essere questo “merito”?

Sarebbe sufficiente rendere l’università accessibile solo a chi ha voglia di frequentarla seriamente, cioè togliere le risorse pubbliche, che ora si danno in base ai corsi ed agli studenti, con la conseguenza che anche le Università che una volta erano serie e difficili ora regalano gli esami terrorizzate di perdere studenti.

Lo Stato non deve dare soldi alle Università, deve dare, se vuole, soldi agli studenti che si impegnano a restituirli dopo la laurea a tassi agevolatissimi.

Così le Università, non dipendendo più dallo studente, saranno libere di farsi concorrenza sulla qualità dei corsi e potranno alzare le rette.

Quanto agli Avvocati, se proprio si deve fare, la selezione va fatta a monte, prevedendo corsi universitari appositi molto duri.

La realtà delle cose, comunque, è peggiore di quello che si può immaginare dall’esterno, e sta per precipitare.

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-jm- scrive:

i progetti che ho letto sono l’obbligo di frequentare corsi di specializzazione post laurea a numero chiuso (con esame di ingresso ed esame di uscita) al posto del tirocinio, il limite di ripetizioni dell’esame di stato (tre per vita … troppi IMHO), il limite di età per dare l’esame (40 anni .. anche qui troppi per uno che si laurea a 24-25 anni).

Scaricare i costi universitari tutti sulle famiglie (stile US) e soprattutto cancellare per sempre il valore legale del titolo di studio sarebbero i rimedi teorici. Magari da bilanciare con borse di studio solo per i più meritevoli (primo step: voto superiori, step successivi risultati anno precedente)

Problema: chi va a dire a chi ora si trova dentro che il prossimo anno gli tocca pagare non più 2000 (pubbliche) o 5000/6000 (private) ma 11000 circa?
Un governo che ha il terrore dell’impopolarità penso proprio di no (altrimenti avrebbero già modificato l’obbrobrio di prodi sulle pensioni).

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
holden scrive:

I corsi di specializzazione (non obbligatori) ci sono già, e le lascio immaginare con quali meccanismi funzionano …

Il problema di cui giustamente scrive, si potrebbe risolvere dirottando le risorse che ora finiscono a pioggia alle Università in un fondo dal quale trarre prestiti agevolati agli studenti, da restituire tre o quattro anni dopo la laurea.

Il valore legale dei titoli di studi è una vergogna.

E concordo: questo governo ha un (incomprensibile) terrore per l’impopolarità, anche se ha i numeri per fare riforme.
E così finisce solo con il rimandare i problemi al prossimo governo, in un eterno rimpallo di responsabilità…

 
jovenal scrive:

Salve holden.
Mi hanno chiesto tempo fa di progettare un sistema per alcune facoltà dell’uniRm1, SMFN, Economia, altre, in copartnership con cegos; la cosa si chiama flab, non credo di poter dare altri riferimenti. Il sistema è approssimativamente architettato in 3 canali, uno appena post-lauream, gli altri due per l’alta formazione e per professionisti ex universtari, via via più distanti dal mondo accademico, accreditati in vari modi.

Si tratta di sopperire al seguente problema: le aziende hanno attualmente un corridoio dentro le uni, nel condotto verso il mondo del lavoro; le uni hanno da tempo predisposto un dipartimento per la collocazione dei neolaureati, dottoranti, tirocinanti, presso le aziende; si parla di grandi aziende [i.e. microsoft], o di grandi istituti [cern].

Il livello medio di formazione che le aziende incontrano accogliendo i neo laureati, è — ascolta bene: molto alto, piattamente troppo alto.

La gente, anche qui, gli anziani, gli antichi, i perduti nelle chiacchiere del proprio mestier, nella propria circoscrizione, o quartiere, pensano che il problema sia quello opposto; immaginano stuoli di laureati incompetenti, probabilmente perché leggono la storia di facebook, ma non hanno letto la storia-lumen di tutte le storie. Senza cui, si legge ma non se ne sa nulla. Oppure, confondono il valore fondamentale dell’inutility [ossia, dell'unica chiave di salvezza del pianeta, oggi], con lo scarto dello loro presunte funzioni logiche.

No, cari, le aziende l’anno scorso e l’anno precedente hanno dato l’allarme opposto: livelli di formazione troppo alta rispetto alla capacità economica del mercato. L’esempio eclatante è stato il flab 2007 [selezione estrema, ciclo di emulazione di azienda semestrale, esito nella selezione di 5 candidati, ritenuti il meglio del meglio]: finito il quale, tutti e 5 i candidati hanno RIFIUTATO i contratti di aziende come cisco, msoft, sony, la fao, woundermann cj. Contratti che i 5 hanno definito “sedentari”; aspirazioni spropositate all’offerta di lavoro.

Allora.
Vogliamo parlare ancora di incompetenti?
Sì.
Ci sono però più esempi di vagheggiamento per aree “top-managment” che oggi qui da noi non sono disponibili per tutti, o attualmente proprio non sono esistenti, at all. Da noi.

Allora, vogliamo parlare di latino?
Vogliamo scrivere epigrafi in preziosa calligrafia?
Vogliamo parlare di gggiovani, emoticons, filippo facci… e dire che sono davvero la questione?

Tu sai di chi parlo. Ciao holden.

 
brambilla scrive:

jovenal scrive:
1 Febbraio 2009 alle 17:23

Si tratta di sopperire al seguente problema: ……….
Il livello medio di formazione che le aziende incontrano accogliendo i neo laureati, è — ascolta bene: molto alto, piattamente troppo alto.

Non poteva essere fatta scelta migliore.
Quando i neolaureati avranno imparato ad esprimersi come Jovenal nessuno potrà più dire che hanno livello medio inadeguato perchè troppo alto! :)

 
holden scrive:

Eh, sig. Jovenal, giusto, giustissimo.

Purtroppo parlar per astrattezze è diventato una specie di morbo che corrode lo spirito delle persone (me, in primis).

Che le imprese oggi abbiano bisogno di figure medie è certo, come è certo che abbiamo viziato i nostri figli allo sproposito (ora si attendono chissà che cosa dal mondo, e non capiscono che dal mondo si prende, non si attende).

E però dico io: perché le imprese non mettono su la loro università?
O la sponsorizzano come si fa in USA?
Avrebbero un controllo ben più stretto sul livello di formazione e soprattutto sull’”imprinting” formativo degli studenti.

Certo, con la concorrenza di quelle statali, non è facile (ecco perché io auspico la fine dei sovvenzionamenti a pioggia e del valore legale dei titoli di studi).

Ma è anche vero che in alcuni casi (vedi Luiss), si è finito per replicare gli schemi di “politica/amicizia/potere” tipici anche della nostra imprenditoria, senza porre reale attenzione sulle esigenze industriali.

Non mi stupirei se le 5 imprese che le hanno commissionato il sistema siano tutte estere.

“ggiovani, emoticons e facci” sono altre sfaccettature della sindrome da astrattezza contro la quale non finirò mai di battermi: ha quasi distrutto la mia vita, non voglio che distrugga quella dei miei figli.

 

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Julius scrive:

Caro Paolo,

I FATTI DETERMINANO LE ALLEANZE, NON LE ALLEANZE DETERMINANO I FATTI.

quante volte ho già sentito questa frase!!!!

Un saluto
Julius
GUZZ . MAI ABBASTANZA FINCHE’ C’E’ CHI TI CHIEDE SE VUOI ANDARE A EST O A OVEST QUANDO PRIMA VIENE LA ROTAIA E LA STRADA.

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LPF scrive:

Se ci fosse una destra e una sinistra alternativi -quando sento dire che non sono piu’ necessarie mi vengono i brividi (forse che nel modello, l’America, sono scomparse?)- beninteso moderne e democratiche, sia nei programmi che nella scelta del personale politico, chi si metterebbe a cercare qualcos’altro? Solo i mestatori e quelli che vivono di politica o meglio che “usano” la politica.

Qui, purtroppo, non e’ cosi’. Se ci sara’ tempo e occasione, potrei (insieme ad altri, beninteso) anche provare a dimostrarlo in modo inconfutabile.

Stando cosi’ le cose e’ necessario trovare un contenitore politico (lo dico da quando ho iniziato a scrivere qualcosa qui, e l’ipotesi PLI non era neppure un sospetto) per mettere assieme chi, alla fine, vuole una destra e una sinistra veri, cioe’ non finto-alternativi (ma il cammino sara’ lungo, anzi lunghissimo, e non e’ detto che avra’ successo), uniti da pochi ma solidi -cioe’ non ideologici- punti di partenza, dettati dalla situazione concreta.

L’ “entrismo democratico” (spero mi si consenta questa definizione che mi pare utile, copyright neh?) a sinistra e a destra oggi e’ senza senso, perche’ senza possibilita’ di incidere minimamente. Ma che le colpe di quando sta succedendo siano tutte di B. e’ risibile. Quindi…

Luciano Priori F.

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dbarbieri scrive:

Pardon, quando ho inviato il messaggio precedente mi era sfuggita la data dell’estratto da facebook di Taradash & co. Mi pongo una domanda, ma Berlusconi quanto ancora ha voglia di occupare la scena politica? Ha circa 73 anni, il giovanotto, e ne avrà ancora di pià a fine mandato!

Domenico

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Ezio Scaramuzzino scrive:

Scrive Guzzanti:
TARADASH SI CANDIDA ALLA PRESIDENZA, RUOLO PIU’ ONORIFICO E MENO POLITICO, ATUALMENTE OCCUPATO DALL’EX PRESIDENTE DEL SENATO E GLORIA LIBERALE, NONCHE’ EX RETTORE DELLA LUISS CARLO SCOGNAMIGLIO.

Carlo Scognamiglio “gloria liberale”? Ma non è sempre quel tizio che , dopo essere stato Presidente del Senato per il Polo della Libertà e aver ricoperto vari ruoli, all’epoca del governo D’Alema fece il salto della quaglia,insieme con Mastella, e diventò Ministro della difesa?

Guzzanti, sono questi i suoi nuovi compagni di avventura?
“Non so se il riso o la pietà prevale”,avrebbe detto un certo G.L.

GUZZ . NON E’ UN OBBLIGO AVERE PAZIENZA CON CHI NON SA LA STORIA. LEI RIESCE SEMPRE A SFIDARE LA MIA PAZIENZA E NON E’ DETTO CHE IO VOGLIA INFLIGGERMI A LUNGO QUESTA FATICA. UOMO AVVISATO: QUESTO E’ IL MIO GIORNALE, NON IL SUO PARCO DEI DIVERTIMENTI. PER QUESTA VOLTA LA CHIUDIAMO CON UNA LEZIONCINA DI STORIA.

SCOGNAMIGLIO FECE CON COSSIGA L’UDR ALLO SCOPO DI ESAUDIRE LA RICHIESTA ESPLICITA DI CLINTON PER LA BASE DI AVIANO CON CUI LANCIARE LA GUERRA DEL KOSOVO.

LA CIA NON VOLEVA MASSE DI MANIFESTANTI COMUNISTI SULLE PISTE E CHIESE CHE UN PREMIER COMUNISTA GUIDASSE L’ITALIA IN QUELLA GUERRA. C

OSI’ COSSIGA – APERTAMENTE PERCHE’ IO LO SEGUII FINO A UN CERTO PUNTO – CREO’ UN PARTITO DI PARLAMENTARI CHE FATTO CADERE PRODI, E ASSEGNATO A BERTINOTTI IL BOTTINO DELL’OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE, CONSACRO’ D’ALEMA PREMIER E PARTì LA GUERRA.

IO DI QUELLA OPERAZIONE HO DATO A SUO TEMPO E PUBBLICAMENTE – SUL FOGLIO DOVE ANNUNCIAI LA MIA SEPARAZIONE DA COSSIGA – UN GIUDIZIO NEGATIVO, MA SI TRATTO’ DI UNA GRANDE OPERAZIONE INTERNAZIONALE E DI INTELLIGENCE.

D’ALEMA DEL RESTO SI DIMISE CON UN GESTO DI GRANDE DIGNITA’ LA PRIMAVERA SUCCESSIVA DOPO LA SCONFITTA ALLE REGIONALI E MASTELLA TORNO’ A CEPPALONI.

L’ALLEANZA DI GUERRA DURO’ QUANTO DURO’ LA GUERRA.

SCARAMUZZINO, NON PRENDA TUTTI PER CRETINI E GENTE DA POCO.

PRENDA INVECE APPUNTI, MAN MANO CHE VIVE.
E IMPARI DA QUESTO BLOG, DOVE TUTTO E’ GIA’ STATO SCRITTO E CHE E’ MOLTO MEGLIO DI WIKIPEDIA.

SALUTI, PER LEI, BERLUSCONIANI: VIVA IL SUO AMICO VLADIMIR

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Vitus scrive:

C’è da dire che Cossiga (lo si puo leggere nel libro-intervista di Sabelli fioretti) attribuisce la responsabilità della crisi a rifondazione, dicendo che allora D’alema venne da lui per chiedergli di intercedere e solo allora parlo’ con gli americani.parole sue.

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Django scrive:

“E IMPARI DA QUESTO BLOG, DOVE TUTTO E’ GIA’ STATO SCRITTO E CHE E’ MOLTO MEGLIO DI WIKIPEDIA.”

Sarà pure vero. ma è diluito in mille post e commenti, è difficile da cercare anche con il motore di ricerca interno.
E poi quello di cui c’è bisogno è una trattazione certamente più articolata e dimostrabile, possibilmente.

E’ difficile sostenere una tesi dicendo “l’ha scritto Guzzanti in un commento del suo blog ”

Ho in mente alcune idee, per iniziare a mettere in pratica i “Tre livelli di “propaganda”,come avevo scritto :

>”Testi scritti da volontari del giornale o del blog, a singolo autore o a compilazione collettiva, (tramite un >softwere) MediaWiki, http://www.mediawiki.org/wiki/MediaWiki
>una cosa tipo Conservapedia,( http://www.conservapedia.com/Main_Page http://it.wikipedia.org/wiki/Conservapedia ), solo meno dispersivo e ad accesso selezionato. ”

Si potrebbe iniziare a compilare una bibliografia di libri e documenti utili, come metterli su supporto informatico è il passo successivo.

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luca scrive:

Invece di litigare…bah… mi pare una lite tra polli….

GUZZ – Bah. Chicchirichi’.

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Arturo Zulawski scrive:

Risposta che prova come ci siano due galli per un solo pollaio.

GUZZ – HO DUBBI SIA SUL SESSO CHE SUL GENERE.
VEDO UOVA DI SERPENTE.

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Arturo Zulawski scrive:

occio a Vergerius allora.

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simona scrive:

OT

L’insostenibile leggerezza del ruolo delle Nazioni Unite a Gaza.
Quello che è veramente accaduto quando IDF ha risposto al fuoco di Hamas proveniente dalle vicinanze della scuola UNRWA a Gaza.

L’incidente aveva provocato 43 morti e Ban Ki-Moon si era subito speso in dichiarazioni molto forti contro Israele, le sue parole avevano turbato l’opinione pubblica mondiale e mosso la diplomazia internazionale.
Dichiarazioni di Ban Ki-Moon a conflitto in corso:
- “Spero in tutta sincerità che queste persone non siano morte invano [chiedeva implicitamente il cessate il fuoco a causa di quei morti, nota mia]”;
- annunciando l’apertura di un’inchiesta contro Israele per crimini di guerra: “sono semplicemente atterrito. Non sono in grado di descrivere come mi sento dopo aver visto personalmente il sito dell’attacco contro la struttura delle Nazioni Unite. E’ un oltraggio ed è un’aggressione assolutamente inaccettabile contro le Nazioni Unite.”

Oggi leggiamo che all’interno della scuola non è morto nessuno e che i colpi di mortaio IDF sono caduti all’esterno della struttura.
Nessun morto nella scuola. Lo dichara UNRWA, che, davvero sfacciata, ammette anche di averlo saputo fin dall’inzio.

http://www.theglobeandmail.com/servlet/story/RTGAM.20090129.wgazaschool29/EmailBNStory/International/home

(..) John Ging, il direttore amministrativo di UNRWA a Gaza, in un’intervista di questa settimana ha riconosciuto che tutti i colpi di mortaio erano finiti fuori dalla scuola e che “nessuno all’interno della scuola è rimasto ucciso.”
“Avevo detto agli israeliani che nessuno dei colpi di mortaio era arrivato dentro la scuola,” ha dichiarato.
(..) “Loro avevano detto a tutti che avevano risposto al fuoco che proveniva da dentro la scuola. Non era vero.”
Ging accusa gli israeliani di essere stati loro ad aver causato confusione sul luogo dove si trovavano le vittime. “Hanno perfino mostrato un video che mostrava persone armate all’interno del cortile della scuola. Ma lo avevamo già visto in precedenza,” ha detto, “nel 2007”. “Sono gli israeliani,” spiega, “che hanno fatto credere a tutti che i morti si trovavano all’interno della scuola.” “Rileggete le mie dichiarazioni,” ha detto. “Non ho mai sostenuto che qualcuno fosse morto all’interno della scuola. I nostri dirigenti non hanno mai lanciato queste accuse.”
Parlando dall’ospedale Shifa di Gaza City, mentre quella notte i cadaveri venivano portati all’interno, un Ging molto commosso aveva dichiarato: “Quelli che si trovavano nella scuola erano tutte famiglie che avevano cercato rifugio…. non c’è nessun luogo sicuro a Gaza.”
Sul bollettino quotidiano dell’Organizzazione Mondiale per la Salute si leggeva: “il 6 gennaio 42 persone sono state uccise in conseguenza di un attacco contro una scuola UNRWA…”
L’Ufficio delle Nazioni Unite per la Coordinazione degli Affari Umanitari aveva indicato la località corretta, ma solo inizialmente. Nel bollettino quotidiano si leggeva che “le prime notizie” riferiscono che “tre colpi di artiglieria sono caduti fuori dalla scuola elementare femminile UNRWA di Jabalia…” Però nel rapporto settimanale, pubblicato tre giorni dopo, si leggeva che “gli israeliani hanno colpito direttamente due scuole UNRWA..”, compresa quella di cui stiamo trattando.
Questo tipo di lunguaggio ufficiale spiega come si sia diffusa la notizia dei morti all’interno della scuola, ma non spiega come mai le agenzie delle Nazioni Unite abbiano lasciato che questo equivoco si sia protratto per tanto tempo [fino alla fine delle ostilità, nota mia].
“Sapevo che nessuno era stato ucciso nella scuola,” ha detto Ging. “Ma 41 persone innocenti sono state uccise nella strada fuori dalla scuola. Molte di queste persone avevano trovato rifugio nella scuola e si trovavano momentaneamente nella strada. Lo stato di Israele deve ancora rispondere di questo. Di cosa erano al corrente e di quali precauzioni hanno preso?.”

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Grillo Parlante scrive:

Week End. Un pò di satira.

La Verità sul conflitto in Medio Oriente.

Fin dagli albori del tempo, c’era un luogo chiamato “Palestina”, abitato esclusivamente dal dono più grande che l’umanità abbia mai ricevuto: i “palestinesi”. La loro cultura fiorì, questo popolo pacifico prosperò e questa nazione modello divenne presto il gioiello del mondo intero. La loro lingua era l’arabo, la loro religione era quella musulmana ma, purtroppo, tutte le prove del loro sistema di governo, la loro moneta, le loro leggi, le loro conquiste scientifiche, tecnologiche, filosofiche, artistiche sono state distrutte. Da chi? Leggete e lo scoprirete.

Nel 1940, la Germania nazista era determinata a conquistare il mondo. Aveva una duplice strategia:

1. Sterminare i gay;

2. Sconfiggere il Socialismo mondiale.

I nazisti, guidati da Hitler e finanziati completamente da Prescott Bush (nonno di George W. Bush), commisero atrocità quali il non essersi preoccupati per il riscaldamento globale e per aver taciuto la questione dei risarcimenti ai discendenti degli schiavi americani. Fortunatamente l’Armata Popolare Sovietica sconfisse i nazifascisti anche se fallì nel liberare l’Europa Occidentale.

In conseguenza della Guerra Europea gli ebrei, come pure i fascisti capitalisti, avevano bisogno di un posto per riunirsi. E così attaccarono le persone più vulnerabili al mondo: i pacifici palestinesi. Senza preavviso ebbe inizio l’invasione ebraica della Palestina. Immediatamente i paesi arabi vicini cercarono di difendersi da questa invasione ma i loro metodi pacifisti li portarono presto ad una rapida sconfitta operata dagli ebrei, violenti e assetati di sangue, che sterminarono anche la maggior parte dei palestinesi.

Ciò nonostante i superstiti della popolazione palestinese/musulmana rimasero in pace. Spesso, il grido “la Pace sia con te, Ebreo!” è stato sentito provenire da quei santuari anti-guerra chiamati “moschee”. Nel frattempo gli ebrei chiamarono la loro entità “Israele” e battezzarono il loro obiettivo di dominazione del Medio Oriente (e del Mondo) come “Sionismo”.

Nel corso degli anni l’aggressione sionista ha preso molte forme. Sicuramente le guerre di conquista del 1967 e del 1973 sono state una componente importante della loro strategia. Ma, più recentemente, hanno cominciato ad inviare dei ragazzi ebrei nelle terre musulmane a farsi esplodere come attentatori suicidi (se vi sentite a disagio con questa affermazione vorrei ricordarvi che gli ebrei hanno nascosto con successo la storia della Palestina).

Il Parlamento israeliano (chiamato “Arabfrei” in tedesco) ha fatto della distruzione degli Stati Arabi il suo unico obiettivo. Tralasciando il fatto che i Paesi Arabi hanno ripetutamente offerto ad Israele terra in cambio di pace (ricordate, gli Arabi sono il Popolo del Sole e la pace è l’essenza della loro natura). Per esempio, quando l’Egitto offrì ad Israele la Penisola del Sinai nel 1967, la risposta dei Sionisti è stata “Morte agli Arabi! Morte ai musulmani!” E gli attentati continuarono, e gli ebrei uccisero gli arabi sugli autobus de Il Cairo, nei club di Damasco e nelle moschee della Mecca.

Poi è venuto “l’Undici Settembre” e tutto è cambiato. Il servizio segreto israeliano ha dirottato degli aerei e li ha fatti schiantare contro il World Trade Center, il Pentagono, e contro una moschea costruita in un campo di mais in Pennsylvania (supponendo, ovviamente, che gli eventi dell’”Undici Settembre” siano realmente accaduti). Il presidente amerikano George W. Bush, nipote del nazista Prescott Bush, ha sfruttato immediatamente “l’Undici Settembre” per allearsi con i Sionisti fascisti e capitalisti in una guerra senza quartiere contro l’Islam, gli arabi, la gente di colore in tutto il mondo e le comunità gay.

L’Olocausto è iniziato in Iraq, dove Bush ha cominciato a mandare i nostri figli nella Macchina della Morte Mediorientale come in una catena di montaggio. I rangers dell’Esercito, i Marines e tutte le altre branche delle Forze Armate composte dai nostri piccoli bambini indifesi, sono state inviate nello spietato e confuso pantano del Medio Oriente. Senza un piano, senza speranza e senza uno straccio di decenza, quei mostri dei militari sono andati a lavorare nel nuovo campo di sterminio di Abu Ghraib, sebbene siano stati costretti ad una pausa quando una donna coraggiosa, Mamma Cindy Sheehan, ha chiesto che i nostri figli siano restituiti al nostro seno.

Ma il massacro continua. La brama amerikana per il petrolio e l’istinto sionista per l’oppressione razziale violenta lavorano in tandem per annientare metodicamente le nostre sorelle e i nostri fratelli islamici. I razzi sionisti, a migliaia, sono caduti a pioggia su ciò che è rimasto della Palestina e del Libano finchè un giorno non si è udito un appello provenire da Gaza e dal Libano: “Per favore, cerchiamo di vivere in pace”. Questo grido è stato ripetuto dai più alti livelli dei governi di Siria e Iran assediati: “Per favore, non possiamo proprio andare d’accordo tutti quanti?”

Esasperata, la macchina da guerra sionista ha continuato a crescere e ha giurato di cancellare ogni traccia del mondo musulmano. I porci sionisti hanno apertamente dichiarato che il loro obiettivo è la dominazione del mondo e non si fermeranno fino a quando la “Stella di Davide” razzista non sventolerà su tutte le capitali, da Casablanca a Giacarta. Attaccano senza pietà le nazioni di Palestina e Libano, fanno fuori metodicamente i civili con la morte, la tortura e crudeli esperimenti medici. Peggio di Hitler: infatti questa mela ebrea non cade lontano dall’albero nazista.

Il futuro è molto preoccupante. Con la complicità amerikana è stata rimossa l’influenza stabilizzatrice di Saddam Hussein e dei suoi eredi benevoli. Le grida angosciate delle capitali europee sono state ignorate. La manifestazioni progressiste non sono state efficaci.

Ma possiamo sperare. Possiamo sperare nel ritorno di un ombrello protettivo anti-sionista da parte di una rinvigorita Unione Sovietica sotto la guida di Putin. Possiamo sperare che il popolo iraniano difenderà sé stesso dalla minaccia nucleare sionista. Possiamo sperare che la crescente popolazione islamica d’Europa si tradurrà in un controllo politico e militare. Possiamo sperare che l’assistenza di un “cavaliere bianco”, come Kim Jong-Il, è prossima a venire.

E possiamo sperare nella rapida distruzione dell’Amerika fascista, capitalista, razzista, omofobica e sessista, la seconda più grande minaccia del mondo.

Tradotto liberamente da:
http://www.thepeoplescube.com/red/viewtopic.php?t=784

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Amgelo scrive:

NON E’ UN OBBLIGO AVERE PAZIENZA CON CHI NON SA LA STORIA. LEI RIESCE SEMPRE A SFIDARE LA MIA PAZIENZA E NON E’ DETTO CHE IO VOGLIA INFLIGGERMI A LUNGO QUESTA FATICA.

Scaramuzzino è come il masso di Sisifo.
Tutta fatica sprecata, a meno che non abbia deciso, senatore, di farsi i muscoli!
Ezio è il contrario del tenente Colombo: prende nota su un minuscolo block notes dei dettagli sbagliati.
Come un gerarca d’annata semina bucce di banana su cui puntualmente è il primo a scivolare.
E’ un peccato perchè in realtà Scaramuzzino sa qual è la strada giusta, ma ritiene quella direzione così impervia per il suo vecchio Peugeot che non solo rinuncia ad imboccarla, ma vorrebbe anche sbarrarla agli altri con un divieto di accesso.

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gianni.c scrive:

Senatore,da una settimana non la leggo e la trovo candidata per il partito liberale italiano,scusi la franchezza ma a mio modesto avviso la rivoluzione da li non si fa,non mi sembra una scelta vincente. Berlusconi spero che alle prossime politiche non si ricandidi più data l’età e i successi,magari potrà puntare alla presidenza della repubblica(speriamo di no!!). Comunque è un tempo nuovo,il pdl sta nascendo,non è neanch’ora nato, e il momento della successione al capo potrebbe essere decisivo per la ‘rivoluzione’. Innanzitutto imporre le primarie sarebbe molto più facile,in molti ambiscono a succedere a berlusconi,speravo che lei potesse aiutare il pdl a diventare veramente un partito democratico e liberale. Lo so che con il capo al comando non si può ma il futuro potrebbe aprire un sacco di scenari nuovi e forse favorevoli.
Poi spero che lei abbia ragione e io torto poichè la rivoluzione italiana è troppo importante.
Saluti e auguri

GUZZ – POTREI TENTARE DI MORIRE DI VECCHIAIA PER RENDERLA TRANQUILLO, MA MI SEMBRA UN PREZZO TROPPO ALTO. IL MOMENTO DI FARE LE COSE E’ QUANDO LE COSE CHIEDONO DI ESSERE FATTE.

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gianni.c scrive:

Pensa che a fine legislatura Berlusconi si ricandidi?

GUZZ – AL QUIRINALE

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gianni.c scrive:

E con Berlusconi impegnato su altri fronti non crede che si potrebbero aprire scenari interessanti all’interno del pdl?Scusi l’insistenza,è solo che non capisco la sua scelta.
Grazie per l’attezione.

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Gianluca scrive:

Ho letto con interesse la sua linea d’azione con la FASE 1 e la FASE 2. D’accordissimo su tutto, si è dimenticato di annunciare la PRE FASE 1. Quella che attualmente stiamo vivendo e che porterà all’elezione del nuovo presiderte o segretario del PLI. Da come scrive, e anche su questo argomento mi trova d’accordissimo, se la conta di RIVOLUZIONE ITALIANA non dia i risultati sperati e di conseguenza le votazioni portassero il duo TARADASH E DIACONALE ad avere la meglio RIVOLUZIONE ITALIANA rappresentata da lei e tutti noi toglie il disturbo, giusto?

LA QUERELLE GUZZANTI/TARADASH
Ho letto da parte di persone vicino a Taradash su questo blog commenti improntati alla volemose bene specificando che Taradash è offeso per accuse false. Ritengo che il nocciolo della

GUZZ . NON CI FAREMO MANGIARE VIVI. E FAREMMO QUALCOS’ALTRO CHE NON E’ IN QUESTO MOMENTO ALL’ORDINE DEL GIORNO.

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Gianluca scrive:

Ho letto con interesse la tua linea d’azione con la FASE 1 e la FASE 2. D’accordissimo su tutto, forse ti sei dimenticato di annunciare la PRE FASE 1. Quella che attualmente stiamo vivendo e che porterà all’elezione del nuovo presiderte o segretario del PLI. Da come scrivi, e anche su questo argomento mi trovi d’accordissimo, se la conta di RIVOLUZIONE ITALIANA non darà i risultati sperati e di conseguenza le votazioni portassero il duo TARADASH E DIACONALE ad avere la meglio RIVOLUZIONE ITALIANA rappresentata da te toglie il disturbo visto la mancata approvazione alle alleanze con il centrodx, giusto?

LA QUERELLE GUZZANTI/TARADASH
Ho letto da parte di persone vicino a Taradash su questo blog commenti improntati alla volemose bene specificando che Taradash è offeso per accuse false. Ritengo che il nocciolo della QUESTION non sono le accuse di Guzzanti ma l’indirizzo che vuole prendere il PLI . Se lo stesso con Taradash vuole, mantenedo la sua autonomia, far parte dell’aria del centrodx (aspetto che qualcuno mi spieghi questa frase che in realtà nasconde l’aggettivo ALLEANZA) in pratica ha deciso di far confluire il simbolo e quel che esiste di seguito di elettori nell’area Berlusconiana. Che sia mandato da Berlusconi o che sia un iniziativa personale poco cambia il progetto.

Posso capire invece il risentimento personale nell’attribuire a delle persone comportamenti che potrebbero non essere veritieri, quindi ritengo che questa querelle possa avere solo uno sviluppo INTERPERSONALE tra i due e che lo stesso Guzzanti abbia risposto brillantemente, specificando come il dubbio sia leggittimo. La cosa che mi rattrista e non poco e che frequentatori di questo blog e lo stesso TARADASH possano indicare GUZZANTI come antiberlusconiano!!! Una vera e propria barzelletta.

Il problema di fondo ed assai grave è che anche loro oramai abituati a vivere in questa esagerata ed ingiustificata caccia alle streghe nei confronti del premier Silvio Berlusconi che dura da più di 15 anni, quando leggono o ascoltano una critica allo stesso non riescono neanche più a capire il signifcato della stessa affrettandosi a catalogare la fonte della critica come ANTIBERLUSCONIANA. In pratica chi dice Berlusconi con Putin fa UNA CAZZATA è anti Berlusconi e naturalmente così altre per altri argomenti. In pratica seguendo questo distorto ragionamento, prendendo come spunto le discussioni attualmente avute nella maggioranza tra lega e AN con Berlusconi che aveva una linea più oltranzista sul limitare le intercettazioni potremmo definire Fini e Bossi ANTIBERLUSCONIANI in quanto critici con lo stesso. Ora capisce Taradash che ha scritto una grande cazzata?

Caro Taradash l’ANTI BERLUSCONISMO MILITANTE è ben altra cosa ed è riferito a coloro che trovano pretesti di tutti i generi spesso anche falsi per attaccarlo cadendo nel ridicolo. Sono coloro che alzano la serranda e 20 anni fa dicevano PIOVE GOVERNO LADRO ed oggi dicono E’ TUTTA COLPA DI BERLUSCONI.

Impari a leggere le critiche faccia uno sforzo e vedrà la differenza tra chi critica con i fatti e tra chi la butta in caciara in cerca di facili consensi populistici, tra l’altro sono convinto che Berlusconi sarebbe più contento se fosse circondato non solo da yesman ma anche da persone che a volte lo criticano aspramente a ragione, purtroppo invece gli scontri che deve subire all’interno dei propri alleati (tranne rare eccezioni) non derivano mai da tavole rotonde e confronti seri ma ESCLUSIVAMENTE DA MINACCIE PER AVERE UNA POLTRONA IN PIU’.

W RIVOLUZIONE ITALIANA

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gboss scrive:

caro onorevole Guzzanti,
appena ho letto l’Ansa delle sue dimissioni dal gruppo parlamentare ho cercato il suo blog e mi sono iscritto.
Lei ha dato voce alla mia sensazione di disagio, spesso vero malessere nell’osservare il declino della società italiana, nel suo allontanarsi dalle società democratiche: oramai la nostra penisola, secondo me, è gravemente malata di NEOFASCISMO. Esso si sposa molto bene con i regimi autoritari e male con le vere democrazie.
Affrontare la crisi attuale su queste posizioni sarà devastante non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista sociale: come può stare insieme una società nell’era ‘GLOCAL’, nella cosiddetta società della comunicazione quando non si è più disposti a mettere ‘in comune’ nulla, dove l’atteggiamento dominante è ‘morte tua vita mea!’, quando la forma di governo è la plutarchia e alla meritocrazia si sostituisce la mignottocrazia?
Una domanda nasce spontanea: ‘CHE FARE?’
Per esempio: alle prossime elezioni europee che/chi/cosa ***** votiamo?
Personalmente pensavo di non andare a votare: Lei/voi lettori del blog, cosa ne pensate?

| : o=^ gboss

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holden scrive:

Si vota Partito Liberale Italiano!

Faccia la valigia, metta roba di lana, perché se fa tardi finisce in coperta, e si sbrighi, la nave sta partendo.

Tutti a bordooo!

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