CHI DI “RI” SI ISCRIVE AL PLI E’ PREGATO DI DARMENE NOTIZIA ALL’INDIRIZZO MAIL QUI SOTTO. ECCO LE ISTRUZIONI PER ISCRIVERSI AL PLI. PREGO I SIMPATIZZANTI DI RI CHE VOLESSERO ISCRIVERSI DI COMUNICARMELO ALL’INDIRIZZO E-MAIL guzzanti_p@camera.it
Gli amici liberali sono invitati a rinnovare l’iscrizione al Partito per il 2009, l’iscrizione è indispensabile per aggiornare l’elenco degli aderenti attivi sul territorio. Si ricorda che solo i tesserati con tessera d’iscrizione valida per l’anno corrente potranno partecipare al Congresso Nazionale.
La quota del tesseramento 2009 è di 52 € , riducibili a metà per i giovani fino a 30 anni.
Modulo Iscrizione 2009
Nella costituzione di un presidio liberale oltre agli iscritti (la cui quota d’iscrizione è di 52 euro) sono previsti gli aderenti (con una quota annuale di 10 euro) i quali possono partecipare alle assemblee senza diritto di voto.
Modulo Iscrizione 2009
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28 gennaio 2009 alle 18:36
Guzzanti promuove sul suo blog un partito che non è il suo.
Secondo me ci sono tutte le prerogative, oggi perché esca dal PdL.
Si aprano le scommesse.
GUZZ . MERCOLEDI’ HO INDETTO UNA CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI.
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29 gennaio 2009 alle 00:31
sono chiuse le scommesse.
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28 gennaio 2009 alle 20:15
un ‘ altro partito, che senso ha?
Intendo con questo nella forma, mentre i contenuti sono noti a tutti noi frequentatori di RI.
Almeno questo potrebbe essere il senso dela domanda che molti , specialmente dall’esterno, potrebbero porsi.
Ho ben presente che serve un contenitore, il contenitore ha dei costi e poi la necessità di contarsi sulle reali intenzioni di ognuno di noi. ma…
Non era meglio creare un movimento trasversale anche di tipo extra-parlamentare ?
aspetterò la conferenza stampa.
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29 gennaio 2009 alle 01:18
beh, io pensavo che Guzzanti sarebbe approdato tra i radicali. Mi sono sbagliato.
Avevo anche previsto una fine alla Bayrou. Mi sbaglierò? Mah…
GUZZ – VISTO CHE SIAMO QUI SOLTANTO IO E LEI E CHE NESSUNO CI VEDE O CI LEGGE, LE FACCIO UNA CONFIDENZA: RIVOGLIO I RADICALI A CASA LORO NEL VERO PARTITO LIBERALE E NON APPOLLAIATI COME CIVETTE SUL COMO’ ALL’ULTIMO BANCO DEL PARTITO DEMOCRATICO, DOVE SONO UN CORPO ESTRANEO.
IN ALTRE PAROLE IO NON VOGLIO ANDARE DA NESSUNA PARTE: VOGLIO CREARE LE CONDIZIONI PER CUI SIA DESIDERAILE VENIRE DOVE STO IO.
CAPITA L’IMMODESTIA? THINK BIG.
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29 gennaio 2009 alle 09:50
io sì, naturalmente. Ma manca un pezzo all’enunciato, se se lo fa scappare stia sicuro nell’adesione di zulawski:
Io la direi proprio in italiano polaccato: ci scommetto la cittadinanza che qcuno smette di cercare La cosa, come per un wormhole.
GUZZ – BEN AGGIUNTO.
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29 gennaio 2009 alle 11:00
Ok, la polonia è presa. Ora proviamo a prendere qcun altro? Sì?
Come si fa a far scegliere noi? ossia con che sistema?
Primarie, la gente sceglie tra alcuni candidati a rappresentare il nuovo partito.
Ottimo: come si fa a candidarsi per le primarie, per essere eletto da noi a rappresentare il partito durante le prox elezioni? Spontaneamente.
Oppure su invito. Ma anche per strategia? per famiglia? intrallazzo? lavoro sicuro, figliolo, se a scuola eri un somaro? Anche.
Quindi, i territori che si estendo oltre la polonia vorrebbero sapere che sistema c’è per SCARTARE gli invitati dal retro, i furbi e i somari raccomandati a candidarsi per le primarie.
Di sicuro il sistema c’è, ma io lo direi ora.
E non direi che tocca alla gente di capire, perché la gente non ha tempo materiale per fare politologia, ragiona binario, deve quindi usare il sistema fluently, perché il sistema deve funzionare già lui su grandi masse di valore da selezionare. “Io gente” voglio scegliere mentre gioco a basket con mio figlio.
[Perché le legislature sono treni che vanno in corsa, e non si possono formare per iniziativa dei "furono-elettori"; e le verifiche "durante", l'informazione del "durante", le denunce durante la corsa non servono ad altro che a ripromettersi che un certo errore non si rifarà più: dopo. Mentre, però, in corso di legislatura, la storia si sedimenta e noi non dobbiamo rifare rizoccolature, varie].
Quindi, io spiegherei la cosa del sociale politico, costituito da lobbies, blog, movimenti, parrocchie, arci, etc. Come si fa ad innestare questa cosa? C’è il sistema, c’è. Si deve dire. Si deve svelare che questa cosa non nasce dalla volontà di fare così da parte della gente, perché non è una performance ma è NATURAL DOING. Sistematico, quindi il partito che vado a votare È GIÁ IN GRADO DI DIRE da dove prende io proprio esponenti, quali lobby c’è sotto, quante sono le lobby, che chat usano, quanto è figo entrare lì e dimenticarsi che poi un giorno si voterà, quali sono e dove i posti dove vado a natural-do, e poi — che bello — mi ritrovo che quel do ha un percorso fino all’election day.
Lo stesso vale per una cosa che non è primariabile: alleanze. Ossia i desideranti.
Con che sistema noi ti diremo se accoglierli o scartarli? Non può essere “ascoltando la base”; nemmeno “al congresso, durante il keynote, vi annuncio che…”.
Sistema dinamico, in tempo reale, knowledge della gente del partito, è uguale se votante o facente funzioni.
Vorrei sapere in italiano se c’è un modo previsto per rendere parimenti utile l’opinione mia e dei funzionari del partito, per ogni istante.
So che hai il modo per questo.
M.Obr.
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29 gennaio 2009 alle 11:45
Affermare troppo rapidamente che la Polonia è presa è da gradassi.
Per non dire che porta male e attiva pessimi ricordi.
Mentre reitero il mio rifiuto, capisco perfettamente il think big.
E guarda tu il caso: sono i liberali ad andare da Guzzanti o il contrario. Di sicura c’è una cosa, che per i liberali Guzzanti deve lasciare il PdL. Dunque è pure suo il movimento. Per pensare grande bisogna pure muoversi a piccoli passi concreti.
GUZZ . CONFESSO: NON SONO FAUTORE DI UNA TEORIA DELL’IMMOBILITA’, MA DEL FATTO CHE GLI EVENTI DETTANO L’AGENDA, COMANDANO LORO. VISTO?
SPOSTARMI IO? BEH, FINCHE’ NON SI PUO’ STARE IN DUE PARTITI CONTEMPORANEAMENTE.
I LIBERALI NON HANNO CHIESTO NIENTE, NON MI IMPONGONO NULLA.
NESSUNO, IN REALTA’ MI IMPONE NULLA, SALVO I FATTI E QUEL PO’ DI FIUTO CHE MI PERMETTE DI CAPIRE CHE COSA VUOLE L’ITALIA CHE STA MALGRADO TUTTO CRESCENDO VERSO UNA DEMOCRAZIA COMPIUTA.
29 gennaio 2009 alle 12:05
massì, lo sappiamo entrambi che non si chiede ma si propone, che si parte e non si è cacciati e che i fatti impongono un’agenda e che l’agenda serve a cogliere i fatti.
Sappiamo pure che chi pensa troppo grande e non fa piccoli passi non si muove e chi pensa troppo piccolo ha l’impressione di fare grandi passi.
Fattostà: esistono realtà con più o meno blasone e storicamente radicate che potrebbero essere interessanti, che potrebbero accoglierla -anzi- che potrebbero decidere di fare un passo nella sua direzione. Tutto questo lo sappiamo. Sono curioso di vedere come finirà questo contatto con i liberali e Taradash.
GUZZ – COME DICEVA SCONSOLATO IL COMICO PAZZAGLIA: “AH, SAPERLO, SAPERLO….”
29 gennaio 2009 alle 12:28
Associare la presa della polonia alla sua sottomissione, per parte tua svela una vena di sotto-imperialismo congenito da carbonaro. Perché non t’è venuto presa=sprigionata? Hai il fioretto attorcigliato, zula, non puoi ucciderci cane nero e nemmeno nessuno. E non riconosci il tuo imperatore, che lo vuoi spogliare pure tu? Ma ti perdono, solo perché è festa.
Lol.
29 gennaio 2009 alle 13:36
Jove, rilegga -bitte- sotto quale nome sta la parola sottomissione e chi ha associato i due termini.
A me è venuto presa=presa. Dunque è il suo fioretto che fa piroette.
29 gennaio 2009 alle 13:56
vero, le fa.
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29 gennaio 2009 alle 12:08
Domande. Voce. Quero. Obr. Perché non metti un videclip e spieghi tutto facetoface, a voce? Finché non hai un videoblog, una webtv.
GUZZ – SERA ECHO.
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29 gennaio 2009 alle 12:48
Sig. Jovenal, effettivamente io non saprei come comporre – nel momento delle scelte – la volontà dei “funzionari del partito” con quella degli aderenti.
Il problema mi arrovella, perché ogni volontà per me ha un valore intrinseco, e sarei quindi portato a dare a tutte un “peso” identico, ma è anche vero che se abbiamo scelto dei capi, è perché reputiamo che essi possano guidarci meglio di come sapremmo fare noi (ed anche questa è una libera scelta degli aderenti, anche se logicamente presupposta, di carattere statutario).
Io quindi proporrei: massima partecipazione e massimo peso ai voti degli aderenti in fase “statutaria”, cioè di scrittura delle regole, e poi che se la veda il “funzionario” a guidare la barca.
Ovviamente, tra le regole io voterò quella che mi consentirà con la massima facilità di esprimere il mio disappunto sulla direzione della barca.
Sig. Arturo, lei è tentato, lo ammetta, sennò non starebbe qua a farci (gradita) compagnia.
29 gennaio 2009 alle 13:27
Holden, non lo ammetto perché semplicemente non è vero.
Ciò che mi piace -lo ripeto- è il confronto, le botta e risposta, la dialettica, lo scontro perché mi arricchisce personalmente. Ho poi uno spirito libertario è vero, ma non sono per l’economia liberista, non ho le stesse opinioni su Israele -o non così definitive- sono convinto che serva un’iniziativa a sinistra (per comprenderci) che possa riunire chi non si sente rappresentato. Non sono convinto che l’artificio di costruire un tetto per tutti funzioni (già ho ricordato Bayrou). Dunque, ben venga un partito liberale capace di rompere i coglioni efficacemente a Berlusconi, ben venga un partito liberale capace di fare il peso contro una forza conservatrice all’italiana come lo è il PdL.
Però se l’alleanza se possibile è col PdL è zuppa e pan bagnato.
No, a me quello che interessa qui è la cortina di fumo delle parole, del confronto scritto, del ruolo di partecipante estraneo, c’è pure Scirocco, c’è Eruz. Senza di loro questo sito non avrebbe lo stesso sapore. Ma non penso che siamo tentati da quest’avventura politica. Anzi. Tutt’altro.
29 gennaio 2009 alle 14:40
[holden, ma non si era detto che una donna ci salverà? che capi? Api, semmai. Api, una regina superiore, bio-progenitore di tutto: questo lassù, e tu volando puoi anche sfiorarla e fecondarla, te lo dico. Poi gruppi di funzioni, una spianata meravigliosa, non bassa e non inferiore; io non riesco a trovare alcuna traccia né necessità di capi. Di partito, stiamo parlano di partito, non di governo. Partito(aggregatore)~parlamento/Vs\governo.]
29 gennaio 2009 alle 16:39
Sig. Jovenal, già sogno quanto da lei postato: una regina madre a farci da guida. E non so se sarò degno di sfiorarla; di fecondarla non se ne parla neppure sennò mia moglie – giustamente – mi fa a fette.
Si, ho capito, parliamo di partito, ed io infatti mi riferivo ai capi del partito.
Sig. Arturo, mia nonna, grande persona, ogni volta che parlava del piatto da portare a tavola, raccogliendo rifiuti smorfiosi, diceva : “cu nun ne vulette, se ne mangiò trentasette” … E di solito ci azzeccava, anche perché a friggere ci sapeva fare.
(mi perdonino i campani per l’infelice scrittura del loro bellissimo dialetto, mia nonna era di Salerno, ma io no).
30 gennaio 2009 alle 01:06
See, Holden, la verità della nonna.
Ci manca solo quella del tassista.
30 gennaio 2009 alle 10:23
Mia nonna era tassista!
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28 gennaio 2009 alle 20:34
be io intanto mi sono iscritto al gruppo su facebook.
Davide Cembrano.
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28 gennaio 2009 alle 21:05
Qualunque cosa dirà alla conferenza stampa, lei avrà il mio appoggio.
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