UNA NUOVA AVVENTURA PER “RIVOLUZIONE ITALIANA”: MI HANNO PROPOSTO DI RESISTERE CON VOI AL TENTATIVO BERLUSCONIANO DI IMPOSSESSARSI DEL MARCHIO DEL PARTITO LIBERALE, QUELLO DI EINAUDI E MALAGODI, PER FARNE UN TROFEO DA APPENDERE SUL CAMINETTO DI BERLUSCONI. LO SCOPO E’ OVVIO: IMPEDIRE CHE RINASCA UN PARTITO, L’UNICO CHE ABBIA IL POTERE DI OFFRIRE UN PORTO SICURO A TUTTI I LIBERI E LIBERALI ITALIANI DELUSI E ANZI INFURIATI PER LA MAGGIORDOMOCRAZIA E LA MIGNOTTOCRAZIA. TUTTO E’ NATO IERI, MA I TEMPI SONO STRETTI. IL 20 FEBBRAIO CI SARA’ IL CONGRESSO E OCCORRE PRESENTARSI IN MASSA. RIVOLUZIONE ITALIANA E’ IL NUOVO PICCOLO ORMEGGIO DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE E VI PREGO DI ADERIRE E DARE IL VOSTRO CONTRIBUTO INTELLIGENTE E PATRIOTTICO, COME SEMPRE.
ECCO che cosa bolle in pentola. Sta per svolgersi a febbraio il Congresso del Partito Liberale Italiano, quello di Einaudi e di Malagodi, che non è mai morto e che è rimasto ibernato. Il marchio prestigioso esiste e si è formata su questo partito una nuova attesa. Vi dico subito che mi interessa e mi interessa perché sta accadendo un fatto nuovo che mi inquieta. Di che cosa si tratta?
Due vecchi amici, Arturo Diaconale e Marco Taradash, il primo direttore de l’Opinione e il secondo un valoroso ex deputato radicale di eccellenti qualità, sembra che abbiano purtroppo ricevuto l’imput da Silvio Berlusconi di entrare nel PLI, legarlo, imbavagliarlo e portarne la testa per il muro dei trofei sopra la scrivania di Berlusconi.
Del resto, perché due uomini certamente di grandi qualità e totalmente berlusconiani sarebbero stati inviati con la benedizione del capo ad entrare in un partito che non è il loro?
La ragione è ovvia: si tratta di compiere quell’operazione che i vecchi trotskisti chiamavano “entrismo”: si entra in un altro partito e se ne cattura la maggioranza, se ne determina la linea politica, lo si anestetizzza, lo si uccide e se ne fa un gatto impagliato. In questo modo non si rischia più che possa mordere e predare sulla scena politica, facendo valere i suoi valori, la sua storia e la sua identità.
Quale il senso politico di una tale “mission impossible”? Ovvio: impedire che il PLI rinasca acome forza autonoma e che possa dare fastidio al nuovo Frankestein “Forza Italia/PDL” fornendo agli italiani liberali e delusi il prodotto originario: e cioè il Partito Liberale Italiano, la più antica e gloriosa bandiera politica insieme a quella del vecchio partito socialista di Treves, Turati e Matteottti.
Del resto, se il PLI non avesse valore e non costituisse una minaccia, perchè questo interesse?
Qualcuno di voi già griderà: ma basta ! abbiamo fatto tanto per sgomberare la strada della politica togliendo di mezzo partitini e partitucoli, e adesso ricicciamo con il Partito liberale?
Dico subito che il mio modello di politica e di coalizione è quella del GOP, Grand Old Party, ovvero il Partito repubblicano americano che, come è noto, non è un partito, ma una coalizione, una costellazione di partiti, movimenti, fondazioni, lobby, blogs. In un tale tipo di coalizione un giovane e scattante Partito liberale ci sta benissimo e può raccogliere e rivitalizzare tutto ciò che il berlusconismo illiberale ha ammazzato.
Berlusconi in questi giorni ha pià volte indicato la democrazia liberale e i suoi strumenti – Costitutizione, Parlamento – come impacci, impicci, fastidi: i famosi “lacci e lacciuoli” di cui ha sempre parlato con fastidio e insofferenza.
Ora, io non avrei pensato a una cosa del genere se non ci trovassimo di fronte a questa iniziativa berlusconiana: Taradash e Diaconale si sono candidati – loro che sono belusconiani puri del PDL – come presidente e segretario del Partito liberale.
Perché? Perché quel partito costituisce l’unico marchio di una identità libera, storica, risorgimentale, onesta e laica che poss potenzialmente far ombra a quel che resta di Forza Italia negli scogli della difficile fusione con AN.
Tutti i liberali italiani che avevano creduto in una rivoluzione “liberale” berlusconiana, me per primo, sono delusi e anzi amareggiati.
Invece di una rivoluzione liberale hanno avuto una presa di potere del berlusconismo centrato sui suoi soli due cardini: mignottocrazia (non necessariamente e non soltanto sessuale, ma anche) e “maggiordomocrazia”: il potere redistribuito fra famigli, segretarie, avvocati di casa, cuochi, giardinieri, cerusichi, maggiordomi ed autisti.
Ieri abbiamo dato l’annuncio dle progetto di legge per le primarie obbligatorie affinché il popolo scelga i suoi candidati e non si ritrovi i soliti noti scelti dal Palazzo.
Ricevo telefonate da tutta Italia di gente che non ne può più e che chiede un diverso sbocco per alloggiare i loro ideali.
Ebbene, accade ora un fatto nuovo maturato nelle ultime ore: gli amici del Partito Liberale mi chiedono se sono disposto a combattere con loro una battaglia per resistere a questa invasione e tentativo di rapimento e mettere in salvo il partito liberale.
Io ho risposto che ci penserò, ma sono già favorevole: i tempi però sono stretti e propendo per il sì. Il tutto è avvenuto ieri nel corso di conversazioni politiche di cui adesso non posso dare i dattagli.
Ho posto come condizione quella di poter portare nel Partito liberale il marchio e gli iscritti che lo desiderassero di Rivoluzione Italiana.
A questo punto mi rivolgo a tutti voi.
Chi ci sta lo dica. chi non ci sta, idem.
Il piano è quello di riportare in vita il PLI, presentarlo alle Europee dove avrebbe ottime probabilità se non la sicurezza di fare almeno un deputato.
Ma pià che altro si tratterebbe di mettere in salvo la Tortuga delle donne e degli uomini liberi e fornir loro vascelli, armi democratiche e rivoluzionarie, speranza e bandiera.
In Parlamento si potrebbe pensare già di cotituire un punto di raccordo per dare vita e spazio al dissenso in tutte le case, dal PDL al PD e riaprire la stagione abortita nel 1992 ai tempi dei referendari. Vi dico anche che sono in costante contatto con Mario Segni e con i referendari.
Molto si muove e noi siamo sulla prora di un vascello agile, moderno, scattante, pieno di gente ribelle e dunque libera.
Una nuova pagina dell Rivoluzione Italiana sta per aprirsi.
Chi ci sta, si prepari ad aderire, come membro di Rivoluzione Italiana, iscrivendosi al nuovo partito òoberale entro la prima decade di febbraio.
Questo ci potrebbe permettere di presentarci in forze al congresso del nuovo partito che si terrà intorno al 20 febbraio.
E’ una nuova grande avventura nata per caso ma anche nata grazie alla stima di cui godiamo e del fatto che questo nostro piccolo porto di mare è diventato ormai un ormeggio della democrazia.





















28 gennaio 2009 alle 10:12
Per caso capito sul blog. Sono di fretta, un impegno urgente di lavoro non mi consente l”analisi che vorrei fare e che rimando a un’altra occasione. On. Sen. Guzzanti, sono con lei, sono con i liberali, sono con tutti coloro i quali amano la democrazia, il progresso, la civiltà. Questa (forse, spero) è la strada. Il sogno di una “casa comune” di tutti i liberali grazie a quanto lei sta dicendo, può avversarsi. Crediamoci.
GUZZ – CARO BARBERIS, QUESTO E’ DAVVERO UN BUON INIZIO. GRAZIE E TORNI A PORTARCI LA SUA ANALISI. E RESTI CON NOI.
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28 gennaio 2009 alle 10:13
Come già iscritta
GUZZ – WOW !! VIVA LA LEORGIA LIBERA. VIVA L’ITALIA LIERA, VIVA LA VERITA’, VIVA LA LIBERTA’.
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28 gennaio 2009 alle 20:35
GUZZ – WOW !! VIVA LA LEORGIA LIBERA. VIVA L’ITALIA LIERA…
sesso promisquo o il nome di una esotica ragazza ingiustamente detenuta?
Più probabile che sia ora di rinnovare la tastiera
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28 gennaio 2009 alle 10:24
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo439901.shtml
Russia: stop installazione missili
“L’attuazione dei piani per installare i missili ‘Iskander’”, hanno spiegato le fonti riservate, “è stata sospesa dal momento che la nuova amministrazione americana non sta procedendo con i suoi piani per dispiegare la terza fase del sistema di difesa anti-missilistica in Polonia e nella repubblica Ceca. La Russia”, hanno sottolineato ancora le fonti, “non ha bisogno di schierare gli ‘Iskander’ nella regione di Kaliningrad, se gli Stati Uniti non installano le loro strutture anti-missilistiche in Europa orientale”.
Brutta notizia….
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28 gennaio 2009 alle 20:32
non disperiamo Simona.
Obama veni vidi e vici.
Per adesso dopo il veni è ancora fermo al vidi.
poi chissà.
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28 gennaio 2009 alle 20:41
Brutta ??
Casomai il contrario … evitiamo gli euromissili !
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28 gennaio 2009 alle 22:09
Euromissili. Riflesso condizionato. Pavlov.
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28 gennaio 2009 alle 10:32
Questa invece sembra una buona notizia.
Scudi umani in fuga…..
In risposta all’attacco terroristico di ieri avvenuto lungo il confine con Gaza, che aveva provocato la morte di un soldato israeliano, Israele ha bombardato nuovi tunnel sotto il Corridoio Philadelphia.
Nessun ferito.
Centinaia di palestinesi, dopo essere stati avvertiti dell’attacco da un segnale sonoro laciato da IDF, hanno abbandonato l’area in gran fretta.
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1232643759070&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull
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28 gennaio 2009 alle 10:37
Come è ovvio – per quanto mi riguarda è no.
Benchè apprezzi il confronto con i liberali.
Perché vi sia Lib/Lab, infatti, ci vuole anche il lab.
GUZZ – DOLENTE DI DELUDERLA. SARA’ LAB OLTRE CHE LIB. VUOLE GUFARE SUL RAMO PIU’ BASSO? SUVVIA.
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28 gennaio 2009 alle 11:16
macché ramo più basso. L’altro ramo, o l’altra gamba. Destra/sinistra. Think big significa think big.
Guzzanti, non ha forse scritto su questo blog che il suo sogno è guidare un partito a sinistra?
In ogni caso, spero che possiate trovare, liberali spazio visto che anche lei -oggi- afferma che i liberali del PdL stanno stretti. Comunque, a sinistra c’è bisogno di gente che si iscrive nello stesso movimento, ovvero trovare uno spazio per tutti coloro che non si sentonno rappresentati dai partiti.
Capisco perfettamente che senza lab non avrete i numeri.
Ma io no grazie. Buona fortuna.
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28 gennaio 2009 alle 10:38
Mai iscritto ad un partito,come si deve fare?Io ci sono!
GUZZ – DAVIDE !!
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28 gennaio 2009 alle 10:46
cosa sarà questo Partito Liberale Italiano? Perfavore, lo spieghi ad un 24ennne non di destra, giammai berlusconiano e Democratico. Lo confesso: l’idea all’iscrizione in un partito non mi piace.
GUZZ – CARISSIMO, NON FARE NULLA DI CUI NON SIA NON SOLO CONVINTO, MA ENTUSIASTA. ISCRIVERSI SIGNIFICA CONTARE NEL CONGRESSO. MA NESSUNO DEVE FARLO SE NON CI CREDE. QUESTO PARTITO NON E’ MAI MORTO, MA E’ STATO FINORA IBERNATO. CI SONO DENTRO VECCHIE GLORIE, COME CARLO SCOGNAMIGLIO EX PRESIDENTE DEL SENATO ED EX MINIOSTRO DELLA DIFESA CON D’ALEMA, LA SORELLA DI ANTONIO MARTINO E ALTRI. LIBERALE SIGNIFICA NON DI DESTRA, MA LIBERALE NEL SENSO MODERNO: ANTIFASCISTA, ANTICOMUNISTA, OCCIDENTALE A FIANCO DEGLI STATI UNITI E DELL’OCCIDENTE, PER L’INSTAURAZIONE DELLA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE. SE BAZZICA UN PO’ RIVOLUZIONE ITALIANA VEDRA’ MEGLIO.
SI TRATTA DI COSTRUIRE UNA COSA CHE (QUASI) NON C’E’.
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28 gennaio 2009 alle 11:06
la bazzico da mesi!
GUZZ – BAZZICARE E’ LA PREMESSA PER FAR PARTE DI, ESSERE INSIEME. VIVA LA BAZZICA.
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28 gennaio 2009 alle 10:47
Il mio è un sì grande come una casa.
GUZZ – E VAI !! L’ARGENTERIA DI RI.
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28 gennaio 2009 alle 10:56
Direi. “ON S’ENGAGE ET APRES ON VOIT”
Ma anche “C’est une Révolte?» «Non, Sire, c’est une révolution»”
nonchè Bakunin : “La rivoluzione è sempre tre quarti fantasia e per un quarto realtà. ”
In parole povere, ci sto.
GUZZ – E ALLORA RICORDIAMO ANCHE CHE CHI FA LA RIVOLUZIONE A META’ SI SCAVA LA FOSSE. DUNQUE, MANO ALLE ARMI DELLA DEMOCRAZIA RIVOLUZIONARIA.
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28 gennaio 2009 alle 11:27
CI SONO.
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28 gennaio 2009 alle 11:28
Caro Senatore, fui socialista a diciott’anni(1958).A venticinque liberale.In quegli anni-metà anni sessanta- non si era per nulla considerati stante la percentuale minima di voti che si raccoglieva.Ricordo che si ironizzava sulla nostra inconsistenza,così:”Dal giorno x al giorno y i liberali hanno organizzato il loro congresso.All’uopo hanno affittato dalla SIP (Soc.It.Postelegrafonici),una…cabina telefonica”.
E’ proprio vero:il tempo è galantuomo.Sembra che sia giunta la NOSTRA ORA finalmente.
Grazie a Lei e a quelli che saranno i suoi collaboratori si parte,ripartendo dal 1992…Se mi volete ci sono.W LA LIBERTA’.
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28 gennaio 2009 alle 11:36
Non sono mai stato iscritto ad un partito,ma RI è ,ormai da più di un anno,l’unico riferimento per chi come me vuole uscire da questa latente guerra civile in corso,di cui non ho vissuto l’inizio ma vorrei orgogliosamente vivere la fine.Tutta ’sta manfrina per dire SI,SI e ancora SI.
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28 gennaio 2009 alle 11:40
Io non so se riuscirei mai a prendere la tessera di un partito.
E devo ancora capire se potrei partecipare a RI, o se i miei ideali ne sono distanti.
Però vi appoggio in pieno in questo passo che mi sembra un ottimo (e necessario) inizio.
E’ ora di ribellarsi a chi si è appropriato della parola libertà, l’ha fatta schiava e l’ha snaturata.
Evviva la democrazia.
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28 gennaio 2009 alle 20:52
SERENA
Se si iscrive lei allora mi iscriverò anche io.
Pensi a due persone che partiticamente alloggiano in opposti schieramenti che si ritrovano a discutere e progettare sotto le stesse insegne.
Uno dei punti del nascituro PLI sarebbe già raggiunto.
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30 gennaio 2009 alle 10:48
Grazie FABS!
Lo sa che mi fa venire voglia di iscrivermi?
Adoro le sfide, e più difficili sono e più mi piacciono.
E non avevo pensato a questo interessante aspetto, che la vera libertà è fatta anche di differenze, che dal confronto può nascere qualcosa di più forte, che se c’è bisogno di ricostruire questa democrazia è dal dialogo che deve nascere (vedi discorso Obama).
E poi fondamentalmente io ho bisogno di dire la mia. Ed ho bisogno di qualcuno che mi rappresenti. E in questo momento, fra tutte quelle centinaia non ce n’è neanche uno.
Fabs, se si iscrive lei mi iscrivo anche io!
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28 gennaio 2009 alle 11:45
Presente !
Mai stata iscritta e nulla, ma……….c’è sempre una prima volta !
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28 gennaio 2009 alle 11:47
Va bene. Però mi servono indicazioni pratiche: dove e come ci iscrive, dove il Congresso, come RI mantiene la propria identità, è previsto un nostro incontro pre-congressuale eccetera. Sono a digiuno di attività politica e ho bisogno di imparare a muovermi.
Ci sto.
GUZZ – GRAZIE. APPENA HO NOTIZIE DIVULGHERO’ ISTRUZIONI. SONO A DIGIUNO ANCH’IO.
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28 gennaio 2009 alle 11:59
dopo l’entusiasmo iniziale, sono fatta così le novità e l’azione mi piacciono da morire, sottoscrivo tutto ciò che ha scritto Grillo Parlante .
quindi istruzioni al più presto.
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28 gennaio 2009 alle 17:38
Per adesso iscrivetevi in massa al gruppo di Facebook Per un nuovo Partito Liberale. Io sono stata avvisata da Taradash e dal alcuni suoi simpatizzanti. Lì si parla di tre riunioni : una al Nord, una al Centro ed una al Sud. Sono già previste le date. Noi ovviamente saremo tutti a Roma.
Ah, dimenticavo la cosa più importante.
Caro Paolo, al tuo fianco per ruggire ancora in nome della libertà, della verità, vicini all’USA, ad Israele, all’Occidente.
Sarò in prima fila con Ely e Simona. Come a Grosseto.
Fulvia
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28 gennaio 2009 alle 11:54
Carissimo Guzzanti,
le sue parole mi riempiono di gioia. Da iscritto al PLI le dico dal profondo del cuore che abbiamo bisogno di lottare per esistere a discapito dei nemici della libertà. Il suo contributo contro la “colonizzazione” dal partito mi farebbe felice anche perchè noi liberali non avremo comunque paura di lottare. La lotta per libertà non è un idea è un dovere per le future generazioni. Più Liberali, Più Liberi! Spero di poterle stringere la mano al congresso. Iscrivetevi e venite numerosi, la casa dei liberali sarà pure piccola e rumorosa…..ma ribolle di entusiasmo.
Cordialmente
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28 gennaio 2009 alle 11:54
OK, ci sto.
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28 gennaio 2009 alle 11:58
Caro Paolo,
su fcb nel riferimento “orientamenti politici” ho messo LIBERALE RIFORMISTA, quindi protrei mai dire di no?
Il mio è un SI incondizionato e spero anche partecipativo. Come fare?
Dacci tutte le coordinate possibili e come fare per essere presenti, anche fisicamente, al congresso.
Dove si ritira la tessera?
Esiste un sito?
Esistono delle sedi a Catania?
E poi sai benissimo che quando parli di Tortuga, vascelli, vele, giurme, ecc., Io che sono quassù sulla coffa di maestra, vado in brodo di giuggiole, quasi come se mi parlassi di donne procaci e facili, e poi un buon marinaio che si rispetti non ha una donna in ogni porto?
ALLA VIA TUTTA COSI’.
Capitano, quando mi fa torturare qualcuno, come in quello spot pubblicitario di tanti anni fa?
Cazzuti e figli di put….a. LET’S GO.
Giuseppe STELLA Coffa di Maestra (CT)
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28 gennaio 2009 alle 12:43
Ciao Giuseppe,
tutte le istruzioni per l’iscrizione le trovi su http://www.partitoliberale.it
Poi se vuoi a Catania ci sono io ed altri amici del PLI e possiamo incontrarci.
Contattami tramite Facebook sarà un piacere accoglierti tra di noi.
Ciao
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28 gennaio 2009 alle 12:10
Direttore, mi scusi il fuori tema.
Seguirà mio pensiero sul Lib-Lab.
Dal quotidiano La Stampa:
«La svolta del figlio di Hussein
YOUNIS TAWFIK
Nessun musulmano potrebbe girare le spalle al sorriso di Barack Obama, al suo volto famigliare, nessun arabo che porta a cuore la causa del suo popolo potrebbe far finta di non aver provato un certo sollievo nel sentire le parole del Presidente degli Stati Uniti. Negli ultimi vent’anni non si erano mai sentiti discorsi sensati rivolti al mondo arabo da un Presidente americano come quello di Obama durante l’intervista concessa ad Al-Arabiya. Finalmente gli Stati Uniti sembrano voler avere di nuovo un ruolo di arbitro super partes nel conflitto arabo-israeliano.
Obama conosce bene il peso del suo compito, come conosce il peso del suo nome e delle sue origini. Nella mente di un musulmano il nome del padre di Barack Obama invoca la grande figura dell’Imam Hussein.
Figlio minore di Ali, cugino del Profeta Muhammad, Hussein morì giovane per difendere i suoi principi, per riconquistare i suoi diritti e per difendere la classe più debole. Per il mondo islamico solo il fatto che Obama figlio di Hussein, un americano d’origine africana, sia arrivato alla presidenza della nazione più importante nel mondo è già di per sé un fondamentale segnale di svolta.
Obama è consapevole che da questa lontana parentela, quasi tribale secondo la mentalità araba, potrebbe nascere un matrimonio che gli permetterebbe di essere considerato come «uno della famiglia» e ottenere il consenso che il mondo musulmano potrebbe offrirgli. Noi arabi, sentimentalisti fino al midollo, ci lasciamo commuovere davanti alle immagini delle donne palestinesi in lacrime, bimbi macellati dalla macchina di guerra, vecchi disperati, e scendiamo nelle piazze per urlare e bruciare bandiere, ma siamo anche capaci di saltare sulle sedie dalla gioia quando il primo uomo del potere americano si rivolge a noi e ci parla come amici, al contrario di Bush che non ci considerava per nulla e ci vedeva solo come possibili nemici. I grandi si distinguono dalle loro azioni, decise e consapevoli, e Obama lo sa. Per questo ha scelto di dare la sua prima intervista alla tv saudita Al-Arabiya per lanciare il suo messaggio al mondo musulmano: un canale nato come risposta diversa al potere e all’egemonia della tv del Qatar Al-Jazeera. E subito Obama è riuscito a conquistare un pubblico da tempo in attesa di vedere altre immagini e di sentire un’altra opinione, moderata e possibilmente laica. (Al-Arabiya è di Al Walid ibn Ibrahim: cognato di Re Abdullah, ha impresso una svolta ai mass media arabi, creando una tv stile Mediaset, la Mbc, per combattere le imposizioni integraliste e oscurantiste che cercavano di mettere le mani sui mezzi d’informazione in tutto il mondo arabo).
Obama ha inviato Hillary Clinton a tranquillizzare gli israeliani mentre lui si affaccia personalmente – fatto senza precedenti – dallo schermo d’uno dei canali arabi più importanti: non quello al quale appare di solito Bin Laden col kalashnikov in grembo, ma quello dei più importanti alleati di ieri e di oggi. Lo fa per affermare quell’alleanza attraverso una nuova politica basata sul rispetto e sul dialogo. Due principi che l’amministrazione americana aveva perso da tempo nel rapporto con il mondo islamico. Il Presidente tende una mano con il ramo d’ulivo verso i moderati e con l’altra punta il dito contro chi ha scelto la via dello scontro. Non dimostra debolezza, nemmeno con il suo invito all’Iran che «deve aprire il pugno» per stringere quella mano. Ora la palla è nel campo degli Ayatollah, che rispondono auspicando il dialogo, ma non senza cautela. Obama invoca il popolo iraniano e la sua civiltà persiana, consapevole che la piazza è sazia di guerre, ma non dimentica di sottolineare le accuse a Teheran come padrina del terrorismo, e che le minacce contro Israele non aiutano gli sforzi per il dialogo che Washington vorrebbe rilanciare subito.
Il Presidente ha qualcosa anche per i palestinesi, quando dice che si potrebbe lavorare per la pace a partire dalla proposta araba, e che uno Stato palestinese è possibile, ma non definisce i tempi. Conferma la propria disponibilità a lavorare insieme con il mondo arabo per risolvere un conflitto che dura da più di 60 anni, sapendo bene che da solo non ci potrebbe mai riuscire. Riconosce gli errori della precedente amministrazione, ma sottolinea che in fondo gli Stati Uniti non sono nemici del mondo islamico e non sono mai stati potenza colonialista. È qui la vera chiave del nuovo parlare agli arabi, della nuova politica strategica nei rapporti con il mondo islamico nel periodo più nero dell’economia americana. Il mondo islamico costituisce un enorme mercato, una risorsa umana ed energetica infinita. I capitali arabi potrebbero salvare gli Stati Uniti dalla crisi: il 30% del capitale americano è saudita, e altri Paesi potrebbero trasformarsi da nemici in investitori. Obama sa bene che dopo l’11 settembre la risposta indiscriminata al terrorismo di Al Qaeda ha causato danni notevoli non solo all’economia americana, ma soprattutto ai rapporti con un miliardo e mezzo di persone. Dopo l’intervista di ieri, non sorprende la risposta positiva degli Stati arabi, né la reazione della piazza, della gente semplice che benedice il Presidente e spera».
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28 gennaio 2009 alle 12:10
Onorevole, ma ha parlato con Taradash e Diaconale? Perché mi pare che abbia preso un abbaglio e che la storia del conquistare il PLI per scioglierlo nel PDL come si scioglie una vittima di mafia nell’acido sia una montatura di quelli che pensano a mantenere la poltrona del partito a costo di impedirne il rilancio.
Sono uno degli artefici di questa operazione e le garantisco che fin dall’inizio l’unica opzione ipotizzata era quella del rilancio del partito.
Se lei vuol dare una mano a De Luca a mantenere il controllo del partito allora va bene. Ma non lo si faccia con i processi alle intenzioni a uno come Diaconale, che per 15 anni e fino a pochi mesi fa ha contribuito a tenere in vita il PLI e che si è allontanato solo da pochi mesi per via di diversità di vedute sulle strategie di De Luca.
E non mi pare che l’antiberlusconismo possa essere il segno distintivo per un partito liberale, visto che di partiti antiberlusconiani ce ne sono a bizzeffe, da quello di Di Pietro a quello di Diliberto. La linea di un partito liberale non può essere determinata, come è stato negli ultimi 3 anni, dal fatto che Berlusconi non ha dato una poltrona a De Luca.
Saluti,
Gionata Pacor
GUZZ – IO SONO UNA PERSONA SEMPLICE CON UN CERVELLO A LOGICA BINARIA: SI’.NO, VERO FALSO, BENE MALE, BIANCO NERO.
E’ UN LIMITE, LO SO.
CHE VUOL DIRE, PER CHI FA PARTE DI UN PARTITO – PDL . RILANCIARNE UN ALTRO?
ME LO SPIEGA?
IO NELLA MIA STUPIDITA’ NON LO CAPISCO.
IO NON FACCIO PROCESSI AD INTENZIONI, MA NOTO CHE ACCADE UN FATTO CURIOSO E CHE E’ PROPRIO QUELLO DI DUE CARI AMICI – DIACONALE E TARADASH . STIANO ENTRANDO NEL PLI PER CONDURLO NEL PDL.
VERO O FALSO?
E SE NON E’ COSI’, ALLORA QUALE SATREBBE IL PROPOSITO?
NELLA MIA SMPLICITA’ IO NON LO CAPISCO.
NON ESISTE UN PROBLEMA DELL’ANTIBERLUSCONISMO, MA DI STABILIRE CHI E CHE COSA PUO’ DIRSI LIBERALE.
QUESTO IL PUNTO DI PARTENZA.
PUO’ VERLUSCINI DIRSI LIBERALE?
LA QUESTIONE E’ APERTA.
APRIRE UNA QUESTIONE SIGNIFICA DARSI ALL’ANTIBERLUSCONISMO FORSENNATO?
STRANO MODO DI RAGIONARE.
IO PENSO CHE IL BERLUSCONISMO NON COINCIDA COL LIBERALISMO POLITICO.
SARO’ PAZZO IO O CI SARANNO DELLE VALIDE RAGIONI?
NON LO SO, VEDIAMO.
DUNQUE NON SI TRATTA DI CREARE UN PARTITO ANTIBERLUSCONIAMO MA DI DARE CASA A TUTTI I LIBERALI CHE PENSANO, NELLA LORO ICONOCLASTICA FOLLIA, CHE IL BERLUSCONISMO NON SIA LA LORO CASA.
E’ LECITO DISCUTERE, DIBATTERE, ESAMINARE SENZA VEDERSI LIQUIDARE COME ANTIBERLUSCONIANI?
IO PENSO AD ESEMPIO CHE SIA BELRLUSCONI AD ESSERE ANTILIBERALE.
E’ UNA OPINIONE. POSSO ESPRIMERLA?
POSSO VEDERE QUANTI FRA I LIBERALI LA CONDIVIDONO?.
DI QUESTO SI DEVE DISCURTERE E QUESTA E’, SE NON SBAGLIO, POLITICA.
GRAZIE DELL’ATTENZIONE
PAOLO GUZZANTI
(PS: NON SONO NATO IERI MATTINA SOTTO UNA FIGLIA DI CAVOLO)
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28 gennaio 2009 alle 12:41
Non per portare il PLI nel PDL, ma per portarlo nel centrodestra.
Mi pare che la differenza ci sia. La lega è nel centrodestra ma non nel PDL.
Noi siamo critici con Berlusconi proprio perché nel governo nessun ministro è liberale e perché con quel sistema scandaloso dei gazebo è diventato evidente che non c’è spazio nemmeno per una “corrente” liberale nel PDL.
Non andiamo con le truppe cammellate al PLI, ma cerchiamo di convincere e coinvolgere persone che hanno partecipato in passato ad altri progetti e i delusi di quella che è la situazione nel PDL.
Lei stesso ha aderito a tutte le mie iniziative su facebook che auspicavano delle primarie nel PDL. Ora è evidente che quelle primarie non ci saranno mai, che il PDL non avrà democrazia interna, che tutte le belle parole sul partito degli elettori, “all’americana”, erano sciocchezze, e a noi liberali non resta altro che guardare altrove. Ma guardare altrove non significa andare a fare un terzo polo dello 0,3%, o, peggio, andare con i comunisti, ma costituire un’alleanza tra liberisti e conservatori, come in Germania o nei paesi anglosassoni.
Mi spiace che ora lei dubiti della buona fede mia e delle altre persone coinvolte in questo progetto.
Con immutata stima,
Gionata Pacor
GUZZ – FACCIAMO LA PACE. AVEVO AVUTO L’IMPRESSIONE CHE DUBITASSE DELLA MIA BUONA FEDE.
AMICI (NON SOLO SU FACE BOOK) COME E PIU’ DI PRIMA.
MA CHE VUOL DIRE NEL CENTRO DESTRA COME LA LEGA? UN PATTO FEDERATIVO?
IO CREDO CHE PRIMA SI DEBBANO RAMAZZARE TUTTI I LIBERALI SPARSI, VEDERE QUANTO PESANO E POI FARE POLITICA.
IN QUEST’ORDINE.
SE SI FA POLITICA PRIMA DI VEDERE QUANTO PESA, SI FINISCE COL PESARE IL PETO DELLE FARFALLE.
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28 gennaio 2009 alle 12:46
Io sono nato all’epoca di matusalemme, che non sono io, sotto una figlia di cavolo, e sono parecchio più stupido di un binario. Quindi, IO SONO ANTIBERLUSCONIANO fino al midollo, in quanto berlusconi è un falso liberale, e mi trattengo dal fulminarlo per l’uso della bandiera italiana, dove ha costituito il proprio dominio e la sua casa.
Finché Berlusconi non sarà fuori da qualsiasi partito, logica, indotto, aderenza, relazione con la politica italiana, ed in quanto questa è già di fatto costituita di 2 larghe colazioni, io non posso entrare in nessun partito politico di destra.
Nello stesso identico modo per la sinistra di D’alema, Rutelli, Moretti, Freud, io non posso entrare in nessuna area sinistra.
Patton ha scritto correttamente di sidecar, che rassomiglia al triciclo, cioè combinazioni a tre di cui il 3 è un annesso all’1 o al 2. Io ragiono così, nella media di tutti gli italiani che non vogliono saperne affatto degli attuali 1 e 2.
Se vuoi fare, quindi, una cosa di cui io mi innamori, mio meraviglioso, devi RIFARE o l’1, o il 2. All’americana, all’inglese? SI.
GUZZ – QUE SEA.
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28 gennaio 2009 alle 12:13
Carissimo Guzzanti,
da liberale ed iscritto del PLI la ringrazio di cuore. Anche se, alla fine, non dovesse aderire il solo fatto di averci ospitato in questo blog ed avere fatto sapere al mondo che ci siamo ancora e siamo vivi e vitali merita già un encomio, visto che tutti ci preferirebbero morti e sepolti nel Pantheon della Prima Repubblica. Se poi volesse partecipare con noi a questo progetto di casa comune per i liberali (veri, non all’amatriciana o alla berlusconiana) io ne sarei felice. La lotta per la libertà ha bisogno di tutti e non è un idea bensì un dovere che gli uomini e le donne consapevoli devono osservare per non lasciare alle generazioni futuri non più una politica padronale, ma uno stato padronale.
Comunque vada, dunque, grazie e spero di poterle stringere la mano al Congresso.
Iscrivetevi al PLI e venite numerosi, il tentativo di colonizzazione è reale. Più Liberali, Più Liberi!
Cordialmente
PS il nostro sito è http://www.partitoliberale.it
ci trovate anche su Facebook (cercate PARTITO LIBERALE ITALIANO)
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28 gennaio 2009 alle 12:20
Non capisco.
Due giorni fa ha aderito al manifesto ‘Restituite la parola ai cittadini’, che propone il bipartitismo tra le cinque regole che dovrebbero rinnovare la democrazia italiana, e ora vuole entrare nel nuovo PLI, con l’intenzione di farne l’ennesima vasca di raccolta dei mugugni bipartisan?
Due giorni fa ha dichiarato che una destra di governo è fatta, e ora vuole togliere a questa destra un partito che le spetta se non altro per assonanza, e a sé stesso i meritati frutti dell’albero azzurro che ha contribuito ad innestare?
GUZZ – HO GIA’ RISPOSTO. LEGGA LE MIE RISPOSTE.
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28 gennaio 2009 alle 12:22
Io ci sto! W la libertà.
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28 gennaio 2009 alle 12:35
Sono più di dieci anni che non vado a votare per elezioni che non siano comunali o provinciali proprio perchè il sistema dei partiti così com’è portato avanti in Italia non mi convince (senza neanche entrere nel merito della proposta politica che è e sta diventando sempre più deludente).
Ho sempre pensato che votare è una cosa seria e non mi adatterò mai a votare, come fanno in molti, il meno peggio.
Ben venga dunque la sua iniziativa, forse porterà una ventata di novità, c’è n’è un gran bisogno.
Non sono purtroppo un liberale in senso stretto: secondo me l’economia occidentale com’è ora concepita avrebbe bisogno di essere ripensata profondamente.
Non sono insomma un fan di Reagan e della Tatcher.
Diciamo non sono d’accordo con alcune sue posizioni ma ammiro la sua onestà, il suo coraggio e la sua disponibilità.
Insomma che per il momento il nuovo PLI potrebbe essere il migliore tra il primo tra i partiti che non voterò (il primo nel senso del migliore ovviamente).
Saluti.
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28 gennaio 2009 alle 12:39
Caro Paolo, vorrei informarti che quanto scrivi sulle ragioni del mio interesse per il Pli è assolutamente falso.
Non c’è stato alcun input di Berlusconi per riappropriarsi attraverso di me e Diaconale del Pli e dello 0,3 per cento raccolto dai liberali alle ultime elezioni. Nessuna sollecitazione, nessun input, nulla di nulla. Spero ti basti.
Per tua ulteriore informazione ripubblico qui quanto ho scritto giorni fa nel gruppo di FB “per un nuovo partito liberale”:
…”Il modo in cui si sta sviluppando il progetto di fusione fra FI e An esclude ancora una volta spazi reali di partecipazione politica. Quello che a me preme, vorrei sottolineare, non è lo spazio per “i liberali” dentro un partito quale che sia, a destra o a sinistra. Quello di cui sento la mancanza quasi fisica sono le condizioni per la partecipazione dei cittadini alla vita politica, in un sistema di regole chiare che consenta l’emergere di una nuova classe dirigente politica. Ecco, convinto come sono che le soluzioni liberali e liberiste siano le migliori, vorrei contribuire a riaggregare le energie liberali intorno a questo progetto”…
Mi auguro che tu possa condividere questa impostazione e aiutarci nell’impresa di restituire al Pli un ruolo attivo nella politica italiana.
GUZZ – CARO MARCO, AVEVO NOTATO LA TUA ISCRIZIONE A RIVOLUZIONE ITALIANA E ATTENDEVO UN TUO INTERVENTO. Come vedi io sono un elefante nella cristalleria. Io ti ringrazio, ti riconfermo la mia stima (e ad Arturo Diaconale) ma vi ho ritenuto portatori sani di una operazione che non mi piace: portare il PLI nell’alleanza berlusconiana, che io ormai considero un tradimento del liberalismo. La politica estera di questo Paese è inaccetabile. La mignottocrazia impera e i maggiordomi e i famigli sostituiscono il pensiero liberale.
Io ho annunciato la presentazione di una legge che obblighi alle primarie per sottrarre a Belrusconi, Veltroni e chiunque altro il dominio sulle liste elettorali. Parteciperai sostenendo?
Riaggregare le energie liberali: bellissimo. Che significa? Quali? fra chi? Anche nel grande oceano dei delusi e degli irati? Parliamone.
Io comunque sono disponibilissimo non soltanto ad “aiutarvi nell’impresa”, ma se me lo permetti ad essere promotore di un’impresa di raccolta e censimento di tutte le forze libere, libertarie, liberiste che sono oggi sparse nel Paese.
Mi auguro che tu possa condividere questa impostazione e aiutarmi nell’impresa.
Un abbraccio
Paolo
(PS: per quale cavolo di motivo ILLIBERALE, caro Marco, tu oggi NOn sei un deputato di questo Parlamento di nominati, come me?)
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28 gennaio 2009 alle 12:56
Sto da troppo poco tempo da queste parti per partecipare a questa iniziativa. Già nel primo mio intervento avevo detto di essere solo un osservatore (in effetti questo blog è uno dei pochi politici in cui non è solo interessante leggere i post, ma anche gli interventi degli utenti).. iscrivermi ad un partito non è mai rientrato nei miei programmi… e non so ancora quanto condivida di questa rivoluzione.
Però…
invidio in parte l’entusiasmo di alcuni, che come dico sempre, è necessario quasi quanto l’aria che respiriamo in questo periodo. E non mi sembra davvero poco.
Oltretutto, da qualche parte bisogna anche iniziare, se si spera davvero di cambiare le cose. Perchè cosi’, mi sembra chiaro non piacciono proprio a nessuno, Quindi faccio un sincero applauso a chi parteciperà, e uno un po’ più forte a lei senatore, che in questa operazione ci mette per primo la faccia.E’ vero che era nell’arira che non sarebbe restato nel PDL, ma credo ci voglia comunque un bel coraggio per fare una scelta come questa.
Non so nemmeno se voterei i liberali alle elezioni, lo confesso (mi informerò sempre di più) ma tifo per lei, perchè mi sembra che possa portare ad un cambiamento vero. Con un po’ di senso di colpa, perchè forse è un po’ troppo facile restare “esterni” e dire “che bell’iniziativa” senza muoversi. Ma ancora complimenti.
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28 gennaio 2009 alle 12:58
hai hai hai…. la nave affonda eh? hehehe consumato quindi ufficialmente lo strappo Guzzanti-Berluschino? non seguo il blog assiduamente ma non mi sembrava che le divergenze fossero così conclamate , sbaglio? il fatto che lei lo “abbandoni” nel momento del collasso gravitazionale dei suoi consensi naturalmente è una coincidenza…beh in bocca al lupo per questa iniziativa, non vi voterò neanche sotto tortura, contnuerò a preferire il caro dott. Dipietro, da fiero giustizialista travaglino forcaiolo quale sono.
GUZZ – LEITO DELLA CONFERMA. LEI E’ PERFETTO PER QUEL CHE E’ E CON CUI E’. LEI HA DATI SUL MIO COLLASSO GRAVITAZIONALE? SONO APPASSIONATO DI FISICA NEL PENSIERO DEBOLE.
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28 gennaio 2009 alle 13:22
in questi tempi si impara a violare (tra le altre) anche le leggi della fisica….
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28 gennaio 2009 alle 13:32
chiedo scusa, scrivo in fretta,non rileggo e l’analisi grammaticale non è il mio forte, il crollo dei consensi naturalmete è di Berluschino non suo…
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28 gennaio 2009 alle 13:10
E vengo, come promesso, alla nuova proposta del nostro pugnace direttore.
Provo a smontare la convinzione di alcuni amici, qui, i quali credono che troppi partiti siano il male della democrazia, facendo qualche riflessione a braccio in proposito.
Il pluralismo (di idee, partiti, candidati, mezzi di espressione, eccetera) è elemento essenziale del sistema occidentale.
Qualche studioso vi scorge addirittura il criterio unico distintivo dalla dittatura, dal monolitismo dottrinale, dallo Stato monopolista.
La democrazia liberale è, per definizione, pluralista.
Oggi, per il modo in cui gli Stati occidentali vanno evolvendosi (o involvendosi?), la società è meno pluralista di qualche anno fa.
Si pensi alla tendenza ai monopoli e agli oligopoli, alle concentrazioni di imprese, stampa, televisione, la quale ultima – chi non lo constata giorno dopo giorno? – tende a diffondere le medesime idee, i medesimi temi, le medesime immagini, i medesimi comportamenti.
Il che restringe il pluralismo di pensiero e di cultura.
E, in parallelo, si restringe il pluralismo politico.
Ebbene, – parrà paradossale, e forse lo è – nell’Europa occidentale il pluralismo ha sempre avuto un’ampiezza maggiore di quanto non abbia avuto negli USA.
Laggiú, infatti, il conformismo, almeno iniziale, del popolo americano ha ostacolato lo sviluppo di un pensiero politico che non fosse quello liberale.
Un’ideologia unica, insomma, prodotta da repubblicani e democratici – che altro non sono che due correnti di un solo partito, non piú lontane fra loro dalla destra e dalla sinistra del Conservative Party anglosassone o della CDU tedesca – ha prodotto un’uniformità che è ideologia, presentissima dovunque nella vita e nella società statunitensi, checché si pensi.
Uniformità che lentamente negli ultimi anni – solo negli ultimi anni – tende a frantumarsi, sia pure in superficie.
La differenza sostanziale con gli USA dipende, per esempio, dal fatto che tutti i Paesi europei hanno avuto un grande partito socialista, pur se integrato nell’ordine esistente. L’America no (di socialismo, o di marxismo, si discute in alcuni templi del sapere. E tutto, o quasi, finisce lí).
E potrei addurre altri esempio.
Ecco perché scrivo che paradossalmente il pluralismo è tradizione profonda dell ‘Europa occidentale, piú di quanto non lo sia degli Stati Uniti, dove insiste un pluralismo di idee e di cultura, non un ricco pluralismo politico.
Ed ecco il motivo per cui affermo che sbaglia chi vede nell’approdo al bipartitismo in Italia un passo avanti verso una democrazia veramente compiuta.
Al contrario.
L’Italia non è l’America.
Direi, anzi, spingendomi piú in là, che l’Europa non è l’America.
Laggiú i partiti non sono espressione di classi sociali definite;
la rivalità tra i due partiti non è mai stata ideologica, almeno in partenza;
l’organizzazione di partito – contrariamente a quanto avviene qui – è debole al vertice, forte alla base;
il partito nazionale è una semplice e alquanto vaga confederazione utile a unire i partiti di ciascuno dei cinquanta Stati («Negli USA non ci sono partiti nazionali, ci sono quarantotto partiti di Stato», diceva Ike Eisenhower nel 1956.
E – last, but not least – un partito laggiù non impone mai una disciplina di voto ai parlamentari.
In conclusione – vorrei farla lunga, soprattutto sulla società statunitense; ma la fretta m’impone la fuga – che cosa ho voluto dire, probabilmente infurentendo qualche filoamericano (ma non era nelle mie intenzioni, ci mancherebbe!)?
Che in Italia – parte o tra le piú interessanti parti del Vecchio Continente – il bipartitismo sarebbe un lusso.
Lusso che, a oggi, non ci si può permettere.
Verrà un tempo… forse… Ci siamo capiti.
Ben venga, pertanto un Lib-Lab.
Ma che sia un Lib-Lab, non un semplice un Lib o un facile Lab.
Suerte.
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28 gennaio 2009 alle 13:38
Sì, confusione dal basso tra uniformità del cielo e noia del persistere del sole.
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28 gennaio 2009 alle 13:12
Per problemi di tempo è un po’ che non scrivo, ma ho sempre continuato a seguire.
Dopo un buon inizio, sta montando ora la mia delusione per la rotta che tiene Berlusconi. Mi sembra sia iniziato un suo tirare a campare, proprio ora che la situazione economica, e politica (leggi sinistra inesistente), offrirebbe su un piatto d’argento l’occasione per rivoltare l’Italia come un calzino, per fare cioè quello che ci aspettavamo, invece si minimizza….si tende ad imboscarsi, a parlare d’altro.
Quindi W Guzzanti, la sua lucidità e lungimiranza dimostrata da quanto scritto su questo blog e non solo, W R.I., spina nel fianco del PDL.
Non sono mai stato iscritto ad un partito e non so cosa potrò mai fare di concreto…comunque contasse solo il fatto numerico io ci sono.
Infine una riflessione OT su Obama. E’ ancora presto per parlare, ma questi primi giorni non mi convincono, bello il suo discorso d’insediamento, soprattutto perché chiaro e netto, un po’ meno le ultime interviste in materia di islam…ancora meno, mi sembra il criterio con cui si danno i soldi all’industria automobilistica (che ritengo sia uno snodo fondamentale della crisi economica)…
Lui ha l’opportunità straordinaria di riconvertire tutto il settore con ricadute importantissime sulle questioni energetiche e quindi politiche…se si comincia a parlare di anidride carbonica, di cambiamenti climatici e fuffa varia…tutto si risolverà in una nuova generazione di catalizzatori da inserire nella marmitta e tutto rimarrà come prima…. Se questo genere di rivoluzione non partirà, ORA, dagli Stati Uniti siamo fritti.
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28 gennaio 2009 alle 13:40
Intanto una domanda preliminare …. chi ha adesso il copyright del vecchio simbolo del PLI (quello con la bandierina)? Perché è quello che può rivendicare appieno continuità storica con il PLI disciolto nel ‘94 …
Poi … cosa si trova ora dentro alla casa del PLI di ora? macerie? debiti? una linea politica? qualcosa di definito? O toccherebbe agli entranti fornire tutto? E chi comanderebbe dopo?
Si tratta di partecipare alla danza macabra che segue ogni fallimento (per poi rilanciare) oppure si tratta di salvaguardare chi adesso detiene le leve di comando?
Gli ultimi conti (elezioni politiche) dicono questo
PLI – 103.754 0,284 %
per fare un confronto Ferrara ha raccolto lo 0,371 % con una lista neofondata il cui fine era dichiarato e unico.
L’affare conviene?
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28 gennaio 2009 alle 13:47
Ecco cari amici e nemici,
cosa ha di bello ed unico nello scenario del web questo posto.
Due persone di visibilità nazionale nello scenario politico, che lealmente si confrontano e NOI tutti ne possiamo prendere nota e tirare le conclusioni, senza alcun filtro di giornali, tv, segreterie di partiti ecc..
CHE BELLO ESSERE QUI CON VOI E CON TE PAOLO.
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28 gennaio 2009 alle 14:30
Che berlusocni sia antiliberale puzza lontano un miglio. Anzi lo sentono fino in America Australia e fin sulla Luna. Non lo sentono in Italia perchè lui ogni giorno sparge deodorante a piene mani.
Traendone profitto politico, Berlusconi ha solleticato il conservatorismo più ottuso e pavido del popolo italiano. E lo dimostra continuamente con i FATTI (politica economica; rifroma elettorale; riforma della scuola; metodo con cui a gestito e risolto, si fa per dire, la vicenda alitalia, eccetera) . Lo ha dimostrato anche, senza mentire, nella sua ultima campagna elettorale: un successo.
Ma il problema di berlusconi non è tanto questo. Ognuno ha le sue idee. Il problema di berlusconi è che in testa lui non ha delle idee conservatrici o liberali, ma ogni idea è prostituita e resa vittima di stupro sull’altare del suo unico Dio: i suoi personali interessi economici. Che sono vastissimi e schiaccianti. Per cui in realtà, se per perseguire i suoi interessi aziendali, di affari, bisogna essere gesù e dirsi figli di Dio, Lui sarebbe pronto a farlo, metterebbe in moto tutto il suo armamentario mediatico, la mirabile capacità di comunicatore che lo contraddistingue, e il 60% degli italiani, nuovamente, gli darebbe credito.
Al Dio denaro tutto è strumentale. Per servirlo berlusconi può essere liberista, liberale, conservatore, verde… Il trionfo dell’interessocrazia.
Quel che mi stupisce è leggere guzzanti che dice: berlusconi ha tradito… Ma berlusocni non ha mai tradito niente: ha sempre servito un unico Dio, il suo. Ed era chiaro sin dal lontano 19…(qund’è che è sceso in campo?).
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28 gennaio 2009 alle 14:44
Jovenal scrive:
“Se vuoi fare, quindi, una cosa di cui io mi innamori, mio meraviglioso, devi RIFARE o l’1, o il 2. All’americana, all’inglese? SI.”
Ecco, appunto O l’uno, O l’altro ma non tutti e due!
Mi gira la testa, Paolo: ti conosco PDL, ti vedo- non più tardi di stamattina – aspirante rifondatore di una sinistra/opposizione che non c’è e di cui c’è disperato bisogno e adesso, alle 14.30 dello steso giorno ti ritrovo fondatore del nuovo Partito Liberale!
Aiuto!!
GUZZ – TIENTI FORTE, NORA. MASGARI ABBRACCIAMI. IO VOGLIO DAR FIATO A UNA OPPOSIZIONE LIBERALE. PER ME IL DESTINO INTERO DELLA SINISTRA E’ LIBERALE O SE SI PREFERISCE LIB-LAB, LIBERAL LABURISTA. NON C’E’ SPAZIO PER MARXISMI E VECCHI ATTREZZI ARRUGGINITI.
DUNQUE, NESSUNA CONTRADDIZIONE. QUESTA DEL PARTITO LIBERALE E’ CAPTATA COSI’, UN PO’ FRA CAPO E COLLO, PRENDERE O LASCIARE, PASSA IL TRENO DELL’OPPORTUNITA’ E BISOGNA DECIDERE. SI’O NO?
IO CREDO CHE IL PDL – UN MASTODONE PRIVO DI VITA DEMOCRATICA E DUNQUE NATO MORTO CONUNA OPERAZIONE FRANKENSTEIN – NON ABBIA PROSPETTIVE DI CRESCITA NEL CAMPO LIBERALE, CHE ‘ STATO DISERTATO DA BERLSCUNI IL QUALE HA PREFERITO L’AUTORITARISMO. SCELTE SUE, NON MIE.
SI LAVOROA E SI NAVIGA A VISTA, SENZA ETICHETTE, CON UN SOLO IDEALE NELLA MENTE: DIFENDERE LA VERITA’ CHE PERMETTE AI CITTADINI L’ESERCIZIO DELLA LIBERTA’. DA LIBERI, I CITTADINI ARANNO SCELTE RESPONSABILI E NON SI SENTIRANNO PIU’ SOPRAFFATTI. SARANNO LORO RESPONSABILI QUESTA LA MIA RIVOLUZIONE.
UN ABBRACCIO E NON SVENIRE.
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28 gennaio 2009 alle 14:46
Buongiorno,
in merito al progetto “Taradash” sul rilancio del partito liberale, mi permetto di aggiungere che la maggior parte delle persone, che hanno promosso il gruppo, già qualche mese fa, per sottolineare l’assoluta mancanza di democrazia all’interno del costituendo PDL, hanno creato su facebook dei gruppi dedicati alle Primarie (inesistenti) per la scelta dei candidati alle elezioni euopee. Abbiamo creato una pagina dedicata a questo ( http://www.facebook.com/profile.php?id=1062755275&v=info&viewas=1062755275#/pages/Comitato-per-le-primarie/43078211535?sid=dcedd8c6d7807384a3e183cd2c26ee0e&ref=s) e fino ad oggi abbiamo continuato la nostra battaglia per l’istituzione delle primarie per legge. Proposta che è portata avanti dallo stesso Diaconale nella sua presentazione di candidatura (http://www.facebook.com/profile.php?id=1062755275&v=info&viewas=1062755275#/topic.php?uid=55075122844&topic=6490 ).
Quindi come potrà vedere anche tutti noi condividiamo la sua stessa battaglia contro la gestione illiberale dei partiti scatolone che dominano il nostro Paese.
Cordiali saluti
GUZZ – CARO PAZZINI, GRAZIE DELLE PRECISAZIONI. E GRAZIE DELLE INFORMAZIONI.
IO SONO ABITUATO A COSTRUIRE E NON A DISTRUGGERE. DUNQUE TUTTO QUELLO CHE PORTA A FARE LE STESSE (BUONE) COSE, BEN VENGA.
PRIMARIE: CONTENTO DELLE VOSTRE INIZIATIVE, MA CREDO CHE FINORA NESSUNO ABBIA PRESENTATO UNA LEGGE. IO STO PER FARLO E IL MIO PROGETTO DI LEGGE SARA’ NECESSARIAMENTE APERTO E CONCEPITO IN MODO DA OTTENERE IL MAGGIOR NUMERO DI CONSENSI POSSIBILE.
CIO’ CHE PER ME E’ IMPORTANTE PERO’ E’ LA LINEA POLITICA.
IO NON VORREI DAR NERBO AD UN PARTITO LIBERALE DICENDO CHE IL SUO DESTINO E’ CONFLUIRE NEL PDL.
ANZI, NON VOGLIO PROPRIO.
IO SONO PER UN PARTITO LIBERALE CHE RACCOLGA TUTTI COLORO CHE SONO IN FUGA DAL PDL.
E COLORO CHE NON PROVENENDO DAL PDL MA DAL PD, O DAI RADICALI E ANCHE DA ALTRE FORZE POLITICHE, ABBIA INTERESSE A GIOCARE QUESTA PARTITA PER LA LIBERTA’.
DUNQUE – PATTI CHIARI E AMICIZIA LUNGA – SE SI TRATTA DI COSTRUIRE UN PARTITO LIBERALE APERTO E CAPACE DI NAVIGARE DA SOLO VERSO LA COSTRUZIONE DI UNA POLITICA LIBERALE ANCHE E SPECIALMENTE ALTERNATIVA A QUELLA BERLUSCONIANA, ALLORA POSSIAMO MARCIARE UNITI.
SE INVECE DOBBIAMO COSTRUIRE UN SOGGETTO POLITICO (O RIVITALIZZARLO) PER PORTARLO NEL PDL, ALLORA NO GRAZIE.
PUO’ ANCHE DARSI CHE IN POLITICA UNO ARRIVI A FARE ALLEANZE CHE OGGI NON SONO PENSABILI, MA QUESTO PUO’ AVVENIRE PERCHE’ SI E’ FORTI E INDIPENDENTI E NON PERCHE’ SI E’ DEBOLI E DIPENDENTI.
CREDO DUNQUE CHE CI SIA UN GRANDE MARGINE PER UN LAVORO COMUNE.
MA PONGO APPUNTO LA PREGIUDIZIALE.
E LA PREGIUDIZIALE E’ CHE NON DEVE ESSERCI ALCUNA IPOTECA DEL PDL SUL PARTITO LIBERALE.
SI PARTE SAPENDO ANZI CHE SI VA A ROMPERE FORTISSIMAMENTE I COGLIONI, ALTRIMENTI E’ UNA PASTETTA E IO NON FACCIO PASTETTE.
RISPOSTE?
MARCO TARADASH, TI HO RISPOSTO E MI FAREBBE PIACERE UNA TUA REPLICA. GRAZIE.
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28 gennaio 2009 alle 15:28
Wow! È un flare solare, cose esatte fatte apposta per me. Offro sostegno, grazie, saluti.
GUZZ . GOOD, MUITO.
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28 gennaio 2009 alle 14:46
Ci sono anche io.
Onorevole, ci faccia sapere modalità e quant’altro.
Ho la sensazione che se tale iniziativa avesse una diffusione adeguata le adesioni sarebbero tantissime.
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28 gennaio 2009 alle 15:05
Ma guarda tu che di cosa bisogna interessarsi. Del vecchio PLI. E allora via al sito (che neppure sapevo esistesse).
Dunque, nel sito del PLI, Claudio Gentile, Consigliere Nazionale del partito, scrive “Leggo in questi giorni precongressuali di un notevole rinnovato interesse verso il nostro piccolo ma amato partito da parte di personaggi di chiara cultura liberale che però fino ad oggi del Partito Liberale Italiano si sono interessati ben poco. Arturo Diaconale stimatissimo direttore de L’Opinione… e Marco Taradash… hanno lanciato su facebook… una sorta di OPA per rilanciare il Partito LIBERALE ITALIANO… Ebbene in tutta questa operazione di conquista del PLI lanciata da ARTURO e da Marco … trovo che ci sia qualcosa di strano. Nella loro diretta facebookiana hanno lasciato intendere che se non riusciranno a vincere il congresso se ne andranno così come sono arrivati, hanno spiegato che il loro primario obiettivo è quello di riportare il Pli NEL CENTRO DESTRA…”
Sembra di capire che il PLI, sotto la segreteria di De Luca, abbia virato al centro e miri a qualcosa tipo ruolo dei Liberali inglesi. Ma li c’e’ gia’ l’UDC. Insomma cattolici. Nel CD ci sono catto-conservatori + La Lega, nel CS catto-comunisti + Di Pietro.
Taradash e Diaconale dicono che vorrebbero in realta’ riportare il PLI nel CD, come a dire che ne scaturirebbe un apparentamento futuro (molto prossimo suppongo) con B.ni
Allora il problema e’: spazio autonomo al centro (per ora, come sembra voglia De Luca), con i tempi necessari per un’affermazione alle prossime politiche (i delusi del CD, pur senza rinnegare il bipartitismo, sono tanti, come a sinistra), o subito in cordata col CD per dare unicamente spazio alle ambizioni europee di qualcuno?
Da questo per ora non si esce. Taradah non ha chiarito nulla.
Luciano Priori Friggi
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28 gennaio 2009 alle 15:23
Ok, mi tengo stretta, chiudo gli occhi – anzi no li spalanco bene – e mi tuffo con te (ma tu guarda che me tocca fa’ all’età mia!)
GUZZ – L’AVVENTURA E’ L’AVVENTURA, BABY.
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28 gennaio 2009 alle 15:25
Non potevo leggere notizia migliore GUZZ. che bella giornata.
Tra l’altro imbarcarsi su una forza politica sopita ma con una sua storia forte e rappresentata da pesonaggi di livello è un accelerazione al progetto RIVOLUZIONE ITALIANA che calza a meraviglia.
Sopratutto risponde alla sua tattica che mi ha sempre visto d’accordo, sono gli avvenimenti che fanno l’agenda e non il contario. Come ho scritto nell’analisi di ieri il momento è propizio, anzi di più.
Il PDL non ha futuro con la normale scomparsa di berlusconi dalla scena politica i galli nel pollaio torneranno a combattersi come prima del suo avvento. Il PD ogni giorno perde consensi, basta sentirsi veltroni in TV e leggere le preoccupazioni di Rutelli sul falso scandalo Genchi per capire che si stanno suicidando.
Il più di moda in questo momento è Di Pietro ottimo bastion contrario ma privo di idee. Tra l’altro purtroppo assetato di potere come non mai, basta rileggersi la sua storia e si capisce bene perchè si è messo nelle ultime elezioni con Veltroni oppure perchè non minacciava mai di far cadere Prodi, altro che coerenza AVEVA PAURA DI PERDERE LA SUA BELLA POLTRONA DI MINISTRO.
Caro GUZZ questa del PLI potrebbe essere la chiave giusta per scardinare il sistema, poi come si dice … provarci non costa NULLA, ED IO CI SONO. Come per molti mi iscriverò ad un partito per la prima volta e ci faccia sapere il da farsi così proverò a far iscrivere più persone possibili.
W RIVOLUZIONE ITALIANA
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28 gennaio 2009 alle 15:48
Gentile Guzzanti,
sono rimasto colpito dalla tua passione con cui hai deciso di intrapendere questa nuova iniziativa.
sono a tua disposizione per portare un contributo, spero, costruttivo al congresso liberale.
con stima
gianfranco toschi
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28 gennaio 2009 alle 16:09
Ho letto con interesse il suo confronto con Taradash e mi trovo d’accordissimo con lei, il PLI potrà avere un futuro se diventa un contenitore AUTONOMO, se non si fa tirare la giacca da nessuno ne dal PDL ne dal PD. Questo errore lo ha commesso Di Pietro, in cerca di visibilità e di poltrone nelle ultime tornate elettorali quelle vinte e le ultime perse ha cercato una casa che lo potesse aiutare in caso di vittoria a diventare uomo di potere, la paura della sconfitta dopo che si era unito con Occhetto nel 2001 e con il 3,9% scomparì dalla scena politica era troppo grande. Con Prodi ha vinto ed è stato fatto ministro, con Veltroni ha perso ed il giorno dopo tradendo le promesse pre elettorali che lo avevano portato a dire che IDV sarebbe confluita nel gruppo unico con il Pdsi è rimangiato tutto facendo un gruppo autonomo, questo è Di Pietro.
In Italia serve una forza pulita per la gente e non con leader in cerca di potere o di poltrone, quelle verranno da sole se si lavorerà bene. Lei GUZZANTI ha tutta la mia stima e fiducia perchè risponde proprio a questo tipo di persona che attualmente in Italia non ci sono. La ritengo persona pulita, onesta, senza voglia di potere ed arrivismo ma vicina alla gente (pur conoscendone tutte le sue nefandezze …), predicatore di verità, persona colta che ama il suo paese pur conoscendone tutti i limiti e sopratutto persona libera che non deve rendere conto a nessuno ma solo alla sua coscienza.
W RIVOLUZIONE ITALIANA
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28 gennaio 2009 alle 16:26
Metto il link della pagina relativa al tesseramento:
http://www.partitoliberale.it/category/tesseramento/
Qui si trovano tutte le info per chi si vuole iscrivere.
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28 gennaio 2009 alle 16:48
Buongiorno Paolo,
come puo’ un “vecchio” idealista come me rimanere fuori da una fantastica avventura come questa?????
Ci sto, eccome se ci sto……………..
a quando l’apertura delle iscrizioni?????
lino fornari
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28 gennaio 2009 alle 17:00
IO ci sto. Mi piacerebbe che servisse ad aggiustare la sinistra. perchè di ninistra sono. Però bisogna vedere che idee ha Guzz a sto proposito. Se si parla di un partito liberale (di destra liberale) secondo me Segni rimane un ottima persona con cui lavorare. Non so quale sarà il futuro di qsto partito. Ma se anche bastasse solo a rendere legge le primarie, che bel riisultato ragazzi.
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28 gennaio 2009 alle 17:14
Taradash le ha già risposto.
Ha reso noto che lei ha scritto il falso, e ha ribadito la ragionevole posizione sua e del segretario candidato.
“Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio.”
Sembra invece che l’unica preoccupazione di lei, Guzzanti, sia quella di trovare il modo di andar via da quell’inferno, proprio lei che ha dato una mano ad allestirlo.
Le pare che la nobile vecchia barca liberale debba farsi carico, e anzi bandiera, delle esigenze di fuga di qualcuno?
Caronte non prevede ritorno.
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28 gennaio 2009 alle 17:37
Caro Guzzanti,
sono un iscritto del PLI da un anno, consigliere nazionale in braghe di tela.
Appoggio il ticket Taradash/Diaconale e le assicuro di non essere eterodiretto da alcunchè! Ci appassioniamo al PLI lo scorso anno proprio perchè indipendente e proprio perchè si sentiva odore di cesarismo conclamato. Rinnoviamo l’entusiasmo con il Ticket perchè l’obbiettivo del Ticket è RIVITALIZZARE il partito!
Partito autonomo e indipendente che possa contrattare il suo ingresso nel centrodestra non nel PDL, nel centrodestra. Nel centrodestra perchè come ci dice la storia del partito (scissione 1955 di Pannella) il PLI sta a destra e i radicali stanno a sinistra. Perchè se la destra vuole dire Berlusconi, la sinistra vuole dire CGIL, la sinistra vuole dire magistratura democratica, la sinistra è voluto dire Prodi la sinistra, al momento è conservazione!
E’ ovvio che avere questa ambizione significa in primo luogo avere l’obbiettivo di dare sostanza alla forza del Partito! E’ ovvio che un obbiettivo di questa portata significhi già di per sè sognare! Sognare per agire e operare il rilancio in autonomia! In primo luogo, magari, per lanciare un PLI ultrademocratico al proprio interno con l’istituto delle primarie all’interno dello statuto.
Io penso che grazie anche al suo gettare il cuore in questa impresa si possano unire le forze. Sarà un bel congresso.
Saluti,
Cristian
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28 gennaio 2009 alle 18:27
Dunque a destra. Dunque se possibile alleati col PdL dunque ciao lib-lab ciao spirito di apertura.
Ciò mi conforta nel mio no (di principio perché poi in realtà vivo in una realtà diversa).
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28 gennaio 2009 alle 17:54
Caro Paolo, chiedi alcuni chiarimenti, sulle primarie e sulle alleanze. Confermo quello che già ti hanno scritto Gionata Pacor e Fabio Pazzini. Le primarie le vogliamo eccome, e regolamentate per legge. Quindi, Paolo, attendiamo la tua proposta, anche se siamo sicuri – come te, immagino – che non avrà seguito in questo parlamento. Occorre impegnarsi in ogni modo e sede per cambiare. o almeno denunciare, questa legge che ha formalizzato il carattere oligarchico del sistema politico italiano trasformando il parlamento in un’assemblea delle onorificenze.
Sul rapporto fra Pli e Pdl: non è intenzione mia né di Diaconale portare il Pli nel Pdl. L’Ho detto e ripetuto sin dall’inizio (ma se non ti vogliono ascoltare hai voglia a gridare!). Anzi, la mia decisione di ri-iscrivermi al Pli (dopo la felice esperienza nella Gli che feci nel pleistocene, fra i 18 e i 25 anni) nasce proprio dalla convinzione che questo Popolo della Libertà, se nascerà, nascerà da una mediazione al ribasso, che probabilmente chiuderà anche gli ultimi spiragli di partecipazione politica sopravvissuti in Fi e An all’avvitamento organizzativo.
Sulle alleanze: visto che un partito non è una fondazione culturale e gli elettori si aspettano, o dovrebbero aspettarsi, anche qualche capacità di incidere sulla realtà, il problema me lo pongo. Il mio slogan è: da soli se necessario, col Pdl se possibile, a sinistra mai. Dove “se necessario” significa se non si creano le condizioni per affermare in piena libertà la propria diversità su ogni tema, a partire dalle libertà civili, dalla difesa del mercato, dalla democrazia politica; se possibile (col Pdl) significa se viene riconosciuta la dignità di cui sopra e dato nell’alleanza lo spazio che ci saremo meritati e guadagnati; mai (a sinistra) perché con questo Pd, un fritto misto di postcomunisti, cattocomunisti e cattolici ultrà, con Di Pietro e la banda giustizialista, con gli antagonisti, antiamericani, antisionisti, antitav e antitutto non c’è ragione di alleanza. Sono convinto, oltretutto, che gli elettori che cercano soluzioni liberali, generalmente le cercano a destra, e, visto che in gran parte non le trovano, potrebbero forse interessarsi a un Pli che uscisse dal suo lungo letargo. A sinistra non credo siano molti a cercarle, e in ogni caso sarebbe difficile per chiunque far meglio o di più dei radicali.
Ecco qua. Capisci bene che quanto ti scrivo, e ho scritto in queste settimane, non si concilia per nulla con quel che ti hanno raccontato sull’input dall’alto dei cieli, che non c’è stato (e, visto che mi conosci, non ci poteva essere). Ma se tutto questo piccolo imbroglio è servito a rimetterci in contatto e a far scoccare la scintilla di un’iniziativa che veda unite le nostre buone e indomite volontà, evviva!
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28 gennaio 2009 alle 18:33
Allora a sinistra mai. Significa che ogni apertura sulle realtà di sinistra che non trovano casa è esclusa. Perché se poi parliamo di effetto e di incidere sul reale la questione è la stessa. Indipendenti sì, da soli se necessario significa non incidere e dunque il risultato è da soli a parole, indipendenti nel progetto e alleati col PdL.
Se possibile? Se possibile significa cannibalizzati dal PdL per una semplice questione di dimensioni e forze.
Riunire liberali e liberiste? Forse. Ma quelle libertarie non ci credo. In fondo poi aspetta sempre la realpolitik.
Rivoluzione? Macchè, Guzzanti, qui si tratta di fondare un partito. Anzi un partitino.
GUZZ – HO DETTO THINK BIG, NOT THINK NARROW. QUANTA FRETTA DI CATALOGARE IN ANTICIPO. CHI HA MAI DETTO A SINISTRA MAI: IO INTENDO INTERCETTARE ITALIANI DI DESTRA E DI SINISTRA PERCHE’ HO SPIEGATO MILLE VOLTE CHE PER ME QUESTE SONO ETICHETTE TOLEMAICHE DOPO LA RIVOLUZIONE COPERNICANA. CHISSENEFREGA DELLA DESTRA E DELLA SINISTRA.
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28 gennaio 2009 alle 20:47
ARTURO ZULAWSKI scrive:
“Se possibile significa cannibalizzati dal PdL per una semplice questione di dimensioni e forze.”
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Dunque ZULAWSKI, ritiene che la liberalità (non liberismo a scanso di equivoci) sia, nel bene e nel male, solo appanaggio della destra?
Lei forse è qui per caso?
Personalmente mi sento più liberale che libertario, se mi concedete la distinzione.
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29 gennaio 2009 alle 00:28
Guzzanti, Taradash ha scritto qui sopra “a sinistra mai” e rispondevo che secondo Taradash questo PLI -se Taradash conterà nel PLI- scrive “a sinistra mai” e dunque intendevo mettere il puntino sulla i della situazione riguardante il PLI descritta da Taradash. Dunque questo è un dibattito che va fatto tra voi due, visto che lei e Taradash siete interessati al PLI.
“Da soli se necessario, col PdL se possibile e sinistra mai” significa che per incidere con la realtà bisognerà un patto col PdL e hai capito: i liberali escono dal PdL perché Berlusconi ha scelto (da tempo direi io, ma come è possibile accorgersene solo ora) la via dell’autoritarismo eppoi se possibile si fanno alleanze con mignotto-maggiordomocrazia se -per realpolitik- è possibile.
Se possibile significa cannibalizzati dal PdL per una semplice questione di dimensioni e di forze.
O uscire dalla porta per rientrare -al calduccio e con uno pseudonimo differente- dalla finestra.
La solita minestra.
GUZZ HO GIA’ RISPOSTO AD ALTRO POST: LA LINEA DEI DUE CHE LEI SINTETIZZA E’ ESATTAMENTE QUELLA CHE IO INTENDO CONTRASTARE. PER LE RAGIONI GIA’ DETTE E RIPETUTE.
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28 gennaio 2009 alle 18:47
Escludendo la possibilità di sx, per gli argomenti esposti [controPost*, controCatto*, controUltrà*, contro Anta*, controAnti*], l’iniziativa a cui lei aspira, che unisce le forze, si riduce ad un anticesarismo a destra, è abbastanza vaste. Dà il senso di ripristino dell’antidiluviano, un Beta_repulisti, anche con Beta=Berlusconi. Può cmq essere sufficiente, ma secondo me non innamora sessualmente, non sembra abbastanza accelerato, potente, solo molto fondato, tradizione, manca luce [detto solo così come si legge qui].
Obr.
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28 gennaio 2009 alle 18:38
Mai avuto tessere.
Mai amato troppo decisioni affrettate.
Ma, nella vita bisogna fare delle scelte.
Ed io ho deciso di regalare a me stesso ed al mio paese questa opportunità.
So, I’m on board.
And now, Ladies and Gentlemen… we’re all in the same boat.
Salute.
Carlo Manca.
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28 gennaio 2009 alle 20:05
non credo che l’operazione diaconale/taradash abbia alcunché di eterodiretto: semplicemente seguono il loro cuore che batte a destra. per loro è naturale guardare al centrodestra come collocazione naturale. è la loro storia politica personale che lo testimonia. quella lista va dunque affrontata per quello che è, un tentativo di rifondare il pli come partito dei liberali di destra, duri e puri. tanti piccoli capezzone, insomma. se vincono, si escluderanno automaticamente l’apporto dei liberali progressisti e centristi, e di tutti i matti all’opposizione istintiva di pd e pdl, che non sono dentro il pli attuale, ma potrebbero entrare nel pli futuro. purché totalmente indipendente. ipotizzare alleanze col pdl significa non aver compreso affatto la natura degenerativa della leadership berlusconiana. quello che manca è un personaggio carismatico che guidi mediaticamente il pli, il carisma nella politica di massa è quasi tutto. Lei guzzanti può esserlo, quindi mi auguro che si candidi alla segreteria e non a sostenere semplicemente la lista de luca. e soprattutto tiri dentro qualche altro liberale di cuore e di testa, di spessore, vecchi e nuovi, e in cerca di una tenda. faccia i botti. provi a costruire l’opposizione liberale all’afasia veltroniana e alla tracotanza berlusconiana. almeno ci provi e verrò a votarla a roma. di corsa.
william longhi
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28 gennaio 2009 alle 21:08
Lo so, sono un cacadubbi. Ma l’entusiasmo, che è la moneta più pregiata da investire, non manca.
Mi domando solo questo: Non è che alla fine ci troveremo con due partiti liberali contrapposti?
Papa e anti-Papa?
Due nani che si fanno la guerra, cosa tipicamente italiana?
e che cazzo, spero proprio di no, queste zuffe sulla primogenitura e simboli lasciamole ai nostri vari partiti comunisti ed ex democristiani.
GUZZ – NON CREDO CHE LEI ABBIA COMPRESO LA MATERIA DEL CONTENDERE. LEGGA LO SCAMBIO DI IDEE FRA TARDASH E ME
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29 gennaio 2009 alle 15:12
NOTIZIA POSITIVA….
RIVOLUZIONE ITALIANA E’ MENZIONATA SU “DAGOSPIA” MOLTI GIORNALISTI DI RANGO
CI INTINGERANNO LA PENNA EH EH EH!!!
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29 gennaio 2009 alle 20:11
Gentile sig.Guzzanti
le esprimo il mio più sincero apprezzamento per la decisione di aderire al PLI.
Trovo perfettamente giusto e coerente che tutti i liberali, sia di “destra” (se vogliamo usare questo termine, ma sarebbe più corretto parlare di “destra liberale”) che di “sinistra” (per cui valgono le stesse considerazioni di prima) trovino finalmente il loro naturale approdo nell’unico partito che li può rappresentare.
Non ne farei nemmeno necessariamente una questione politica: il liberalismo, per certi aspetti, può essere considerato una “way of life”, o meglio, un sentimento comune, un modo anche di intendere la vita e di interpretare quello che ci scorre dentro ed intorno a noi.
Una cosa però mi lascia perplesso: perchè asserisce di voler portare il simbolo di “Rivoluzione Italiana” dentro quello del PLI?
Un partito e un blog sono due cose ben diverse.
Intravedo un ombra di personalismo che spero lei vorrà togliere.
Questo è un periodo in cui tutti, sia chi appoggia DeLuca sia chi appoggia Diaconale, stanno cercando disperatamente di fare chiarezza, sugli obiettivi, sulla fedeltà al partito, sul fatto che queste cose abbiano un senso oppure no.
Beh, almeno non siamo nè morti, nè politicamente “ibernati”, certo siamo poco visibili, e poco considerati.
A me, peraltro, della visibilità e della considerazione altrui non me ne frega niente. Avremo ciò che ci siamo meritati.
Come diceva De Coubertain “l’importante non è vincere, ma dar battaglia”
Cordiali saluti
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