BUONA GUERRA, ISRAELE, PER LA PACE DEL TUO POPOLO, PER LA PACE DEGLI STESSI PALESTINESI TRATTATI DA HAMAS COME CARNE DA MACELLO. BUONA GUERRA HO DETTO DAVANTI A UNA SELVA DI BANDIERE ISRAELIANE E ITALIANE DAVANTI A MONTECITORIO, SUL PALCHETTO TRABALLANTE E FANTASTICO CHE FIAMMA NIRENSTEIN HA FATTO ALLESTIRE. ABBIAMO GRIDATO, ABBIAMO TUTTI UN PO’ PIANTO, ABBIAMO ESPRESSO RISPETTO E PENA PER LE VITTIME. MA ABBIAMO DETTO ANCORA “BUONA GUERRA ISRAELE”, FINCHE’ HAMAS COME FORZA DISTRUTTRICE NON SPARIRA’ DALLA FACCIA DELLA TERRA.

14 gennaio 2009

E’ stata una tornata senza fine, decine di oratori, migliaia di persone, centinaia di bandiere, uomini e donne di tutti i partiti, di destra e di sinistra, ebrei e non ebrei, anche i miei amici della resistenza iraniana erano lì con la bandiera dell’iran che solidarizza con Israele.

Fiammma Nirenstein è stata la commovente, forte  e ferma protagonista di questa manifestazione in cui tutti abbiamo difeso la prima unica e sola democrazia del Medio Oriente, l’unico Paese che abbia il culto della vita e non della morte, il Paese che non pratica l’odio e che è costretto a vincere tutte le guerre di difesa perciò, qualcosa di formidabile univa ieri uomini e donne di buona volontà, e nessuno ha mai avuto parole di odio, nessuno ha mai espresso altri sentimenti che non quelli che derivano dal diritto ad esistere, a vivere vite normali e non sotto i missili chiusi nei rifugi.

A tarda sera si diffonde la voce secondo cui Hamas tratta, chiede la tregua, non ce la fa più ed è disposto a trattare. Sarà vero? Falso? E’ una gonfitaura dell’Egitto che vuole presentarsi come la terza parte che promuove la pace? Troppo presto per dirlo.

Ma una cosa è sicura: le forze armate israeliane hanno il compito di garantire che non partano più missili da Gaza, che le gallerie siano distrutte, che il traffico di armi e denari (e schiave, droga, denaro) lungo i tunnel finisca. Israele non piange soltanto i propri morti, ma quelli dei palestinesi, che ha cercato di limitare quanto si può di fronte a un nemico che piazza le rampe di lancio nelle scuole, nelle moschee, negli ospedali.

Tutti abbiamo ricordato quel che disse Golda Meir “Possiamo perdonare che uccidano i nostri figli, ma non che ci costringano ad uccidere i loro”.

E io ho voluto ricordare il seguito: “Gli arabi faranno pace con gli israeliani il giorno in cui impareranno ad amare i propri figli più di quanto odino gli ebrei”-

I nemici di Israele non amano i propri figli: li usano come carne da televisione, da funerale, da CNN e lo dicono apertamente, come nel filmato su youtube che abbiamo già segnalato.

Buona guerra dunque Israele e che la tua guerra porti pace, trattative, giustizia, riconoscimento da parte di tutti i palestinesi, rispetto delle leggi internazionali e umanitarie.

Noi siamo con te, Iseaele, e noi non siamo persone che amano la guerra, noi non vestiamo da soldati i nostri bambini di tre anni e non insegnamo loro come saltare in aria.

60 Commenti a “BUONA GUERRA, ISRAELE, PER LA PACE DEL TUO POPOLO, PER LA PACE DEGLI STESSI PALESTINESI TRATTATI DA HAMAS COME CARNE DA MACELLO. BUONA GUERRA HO DETTO DAVANTI A UNA SELVA DI BANDIERE ISRAELIANE E ITALIANE DAVANTI A MONTECITORIO, SUL PALCHETTO TRABALLANTE E FANTASTICO CHE FIAMMA NIRENSTEIN HA FATTO ALLESTIRE. ABBIAMO GRIDATO, ABBIAMO TUTTI UN PO’ PIANTO, ABBIAMO ESPRESSO RISPETTO E PENA PER LE VITTIME. MA ABBIAMO DETTO ANCORA “BUONA GUERRA ISRAELE”, FINCHE’ HAMAS COME FORZA DISTRUTTRICE NON SPARIRA’ DALLA FACCIA DELLA TERRA.”

fabs scrive:

Ci saranno video su youtube di questa manifestazione, unica credo in Italia?

Copio e incollo questo esemplare articolo sulla storia della striscia di Gaza.

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GAZA E’ UN CAMPO DI PRIGIONIA PENSATO E VOLUTO DAI PAESI ARABI

di NONIE DARWISH

[60 anni fa, 22 Paesi arabi si accordarono per creare un campo di prigionia chiamato Striscia di Gaza. Ancora oggi, gli arabi proclamano la loro devozione verso il popolo palestinese ma sembrano più interessati a sacrificarlo.]

“Le condizioni di Gaza dopo 40 anni” è uno dei titoli apparsi sulla BBC la settimana scorsa. Parlando della Striscia, una settimana passa raramente senza una lamentela politica o organizzativa sulla situazione umanitaria. Ma non sento nessuno che ne descriva la causa d’origine: 60 anni di politica araba hanno contribuito a mantenere i palestinesi in una condizione di rifugiati senza patria allo scopo di fare pressioni su Israele.

Ho vissuto a Gaza da bambina negli anni Cinquanta quando l’Egitto conduceva delle operazioni di guerriglia contro Israele partendo proprio dalla Striscia che allora era sotto il controllo del Cairo. Mio padre ha comandato alcune di queste operazioni, compiute dai fedayeen (che significa “auto-sacrificio”). Era la linea del fronte del Jihad arabo contro Israele. Mio padre fu ucciso da Israele in un assassinio mirato nel 1956.

Oggi la Striscia di Gaza, sotto il controllo di Hamas, è diventata un campo di prigionia per un milione e mezzo di palestinesi e continua a servire come piattaforma di lancio per gli attacchi contro gli israeliani. Questa è l’eredità della politica del mondo arabo per i rifugiati palestinesi iniziata 60 anni fa, quando la Lega Araba realizzò delle leggi speciali per i palestinesi a cui tutti i paesi arabi dovettero attenersi.

Anche se un palestinese sposasse un cittadino di un paese arabo, quel palestinese non potrebbe acquisire la cittadinanza del suo o della sua consorte. Un palestinese può nascere, vivere e morire in uno stato arabo e non ottenere mai la cittadinanza. Anche ora ricevo e-mail da palestinesi che mi raccontano di non riuscire ad avere un passaporto siriano, per esempio, e devono rimanere palestinesi anche se non hanno mai messo piede nella West Bank o a Gaza. La loro identità forzata è stata pensata apposta per eternare lo status di rifugiato. I palestinesi sono stati manovrati e sfruttati dalle nazioni arabe, e dai terroristi palestinesi, con l’obiettivo di distruggere Israele.

Quei 22 stati arabi certamente non hanno scarsità di terra. Molte zone nelle vicinanze, come il Sinai, la Giordania, l’Arabia Saudita, hanno un basso tasso di densità di popolazione. Ma assorbendo i palestinesi cesserebbe il loro status di rifugiati e il desiderio di nuocere a Israele. La ricchezza degli arabi, che sta incrementando drasticamente per via del prezzo del greggio che sale alle stelle, non è mai stata usata per migliorare la vita, le infrastrutture, e l’economia della popolazione della West Bank e di Gaza. Invece è servita a finanziare i gruppi terroristici che rifiutano l’esistenza di Israele e si oppongono alla pace.

La gente comune di Gaza ha migliori opportunità di impiego se si unisce ad Hamas. La breccia aperta a gennaio nel posto di controllo tra Egitto e Gaza, orchestrata da Hamas, è il risultato di queste politiche per i rifugiati palestinesi. Il checkpoint sul fronte arabo di Gaza non poteva contenere dei reclusi. Il piano arabo per sovrappopolare Gaza, dunque, è esploso nella direzione sbagliata. Dopo questa esplosione, Suleiman Awwad, uno dei portavoce dell’amministrazione egiziana, ha detto: “l’Egitto è uno stato rispettabile, i suoi confini non possono essere danneggiati e non possiamo tollerare che vengano scagliate delle pietre contro i nostri soldati”. In altre parole l’Egitto non è come Israele, uno stato a cui si può mancare di rispetto. Gli abitanti di Gaza non devono indirizzare la violenza contro l’Egitto ma solo verso Israele. Questo è il giudizio comune nel mondo arabo.

Il mese scorso Hamas ha minacciato di condurre 40.000 palestinesi, principalmente donne e bambini, al confine tra Gaza ed Israele per protestare contro le restrizioni imposte dallo stato ebraico alla Striscia. Alcuni leader di Hamas hanno fatto balenare l’ipotesi che avrebbero spinto i manifestanti verso i valichi, dimostrando ancora una volta che i terroristi palestinesi non hanno alcuno scrupolo nel mettere in pericolo le vite di persone innocenti – israeliane o palestinesi. Fortunatamente solo 5.000 persone si sono fatte vive.

Ma Hamas ha avuto successo nell’uccisione di un israeliano due giorno dopo: un uomo di 47 anni, padre di quattro figli, è morto durante un attacco di razzi provenienti da Gaza mentre stava guidando la sua auto, in prossimità del Sapir College, vicino a Sderot. Due settimane prima, due fratelli israeliani, Osher e Rami Twito, di 8 e 19 anni, sono stati seriamente feriti da un razzo mentre compravano il regalo di compleanno al padre. La gamba sinistra di Osher deve essere amputata.

Israele si è ritirato da Gaza nell’agosto del 2005. Tra maggio e giugno del 2007, Hamas ha ingaggiato una guerra contro i suoi fratelli palestinesi di Fatah per ottenere il controllo della Striscia. Il movimento islamico ha intensificato gli attacchi missilistici contro le città israeliane, obbligando Israele a prendere misure economiche e militari contro Gaza. Hamas è diventato un pericolo non solo per Israele, ma anche per i palestinesi e i paesi arabi vicini. Tuttavia, il mondo arabo ancora si rifiuta di riconoscere quali sono le sue responsabilità nella creazione di questo mostro. E’ difficile trovare situazioni del genere nella Storia umana: la creazione internazionale dello status di rifugiato per un milione e mezzo di persone che dura da 60 anni. Come dire, il mondo arabo si è dato la zappa sui piedi.

Il mondo ha bisogno di capire che questa pericolosa confusione è iniziata quando i 22 paesi arabi si accordarono per creare un campo di prigionia chiamato Striscia di Gaza. Gli arabi proclamano il loro amore verso il popolo palestinese ma sembrano più interessati a sacrificarlo. E’ tempo per il mondo arabo di aprire i suoi confini e integrare gli arabi della West Bank e di Gaza che desiderano vivere altrove. E’ tempo per il mondo arabo di aiutare sinceramente i palestinesi, non di usarli in modo strumentale.

Nonie Darwish è cresciuta tra il Cairo e Gaza City. Ha pubblicato “Now They Call Me Infidel: Why I Renounced Jihad for America, Israel, and the War on Terror”.

Traduzione di Kawkab Tawfik

Tratto da “The Jerusalem Post”

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Django scrive:

qui la manifestazione su Radio radicale

http://www.radioradicale.it/scheda/270573

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Grillo Parlante scrive:

Serata uggiosa e fredda stile Londra, poca gente per le strade, qualche poliziotto che presidia in realtà i Palazzi. Che ci crediate o no è la prima manifestazione a cui partecipo in vita mia.

La piazza è gremita, di fronte al Parlamento della Repubblica Italiana decine e decine di bandiere con la Stella di Davide. In ritardo, cerco i nostri di RI, li trovo, li vedo, ci guardiamo in faccia, ci rivedremo. Conosco Paradisi, riesco a presentarmi a Guzzanti.

Ci sono parecchi volti della politica, delle associazioni: ministri del Governo, deputati e senatori, del PdL, di AN, della Lega, qualcuno dell’opposizione, Pannella e tanti altri che non conosco o di cui non mi viene il nome.

Guzzanti, beh lo conosciamo tutti, ha pronunciato in diretta ciò che lo sentiamo dire di qui. Inizia chiacchierando, raccontando, riepilogando come sa fare lui, senza saltare un particolare, mettendo in fila episodi e citazioni e poi sale di un’ottava e poi di un’altra, poi una pausa e poi riprende e così via fino alla conclusione. Passione e dedizione, libertà e verità.

Prima di lui aveva parlato Fiamma Nirenstein, donna energica e intelligente, trasmette la forza e la determinazione che Israele impiega nella lotta per la sopravvivenza, per l’esistenza. Ricorda la generosità dei soldati in quella maledetta Striscia, i caduti della Brigata Golani.

Intanto cerco di camminare tra i presenti, vedere, captare brani di conversazione, insomma capire che aria tira mentre svicolo tra le bandiere. E’ gente come me e voi, di tutte le età, studenti che parlottano a bassa voce, professionisti illuminati dal blu degli SMS, anziani che raccontano, ascoltano, qualcuno è solo e si commuove. Nessuno ha il volto coperto da passamontagna, le aste delle bandiere sono di plastica come quella di mio figlio, si indossano mocassini e stivaletti non scarpe da ginnastica. I bambini sono a casa a studiare e a giocare.

Tanti fotografi, telecamere, telefonini che mirano al palco, i negozi sono aperti e illuminati, la gente entra e esce come al solito. Si alternano gli oratori, questo è della maggioranza, quello è dell’opposizione, quest’altro tira acqua al proprio mulino, quella invece parla dell’amica in Israele, questo è il rappresentante di un’associazione.

Nessuno slogan. Nessuna bandiera bruciata. Nessuna parola di odio.

Si è fatto tardi, ora di rientrare a casa e tornare da mia moglie e dai miei figli. Pensando di tenere la cultura della morte ben lontano da noi.

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sigal harari scrive:

Guer, ti amo moltissimo.

GUER – HO PENSATO SEMPRE A TE E ALLA META’ DEL TUO CORPO CHE E’ IN GUERRA E A TE CHE LO CANTI E LO EVOCHI CON TUTTO IL TUO AMORE.

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simona scrive:

Un video interessante.
Non è una novità tecnologica, ma è significativo vederla in azione:
http://www.youtube.com/watch?v=JUeSE3WWX_M
Quando l’obiettivo di un missile si avvicina ai civili, anche a pochissimo tempo dall’impatto, l’aviazione isaraeliana è in grado di deviare la traiettoria del missile per farlo esplodere altrove.

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Gianfranco BRAMBATI scrive:

avrei voluto esserci!
g.b.

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emiliano scrive:

Un piccolo OT su Alitalia. Questo e’ un articolo pubblicato dal The Daily Telegraph, preso da qui: http://chediconodinoi.blogspot.com/2009/01/la-farsa-alitalia-arriva-ad-una-degna.html.

L’articolo originale in inglese e’ invece qui: http://www.telegraph.co.uk/finance/breakingviewscom/4223431/Alitalia-farce-gets-fitting-end-with-Air-France-dealal.html

“Questa estenuante pantomima nazionale ha creato molti vincitori, a partire da Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, mentre i grandi sconfitti sembrerebbero essere gli Italiani.

Si dice che Berlusconi abbia approvato l’acquisto da parte di Air France-KLM del 25% delle azioni di Alitalia per 320 milioni di euro. Una vittoria per il politico-magnate.

L’affare dovrebbe segnare la separazione definitiva dello stato dalla compagnia aerea in stato terminale che ha giá prosciugato 3 miliardi di euro prima che l’affare proposto venisse alla luce. Tutto ció é ancora piú bene accolto, visto l’indebitamento in costante crescita dell’economia italiana.

Roberto Colaninno, ex-amministratore di Telecom Italia, ne esce anche a testa alta. Ha guidato un gruppo di imprenditori italiani che ha comprato la “parte buona” dell’Alitalia nel dicembre 2008 per 1.05 miliardi di euro – 427 milioni pagati e 625 milioni in debito.

Solo un mese dopo – e in un momento difficile per il mercato delle compagnie aeree – stanno per vendere una parte del loro investimento ad Air France – KLM.

Intesa Sanpaolo, la banca parte dell’affare, ritorna a casa con incassi, favore presso il governo e la soddisfazione di avere inglobato Air One – una compagnia aerea minore che lottava per restare a galla, nonché un creditore – nella nuova Alitalia.

E comunque, la Air France non ci sta poi rimettendo molto per controllare una parte della quarta piú grande fetta del mercato aereo europeo.

Quando stava per comprare l’Alitalia la primavera scorsa – prima di venire silurata dai sindacati e dalla campagna elettorale populista di Berlusconi – stava per domare una bestia molto diversa. Alitalia sarebbe arrivata con 1.2 miliardi di debiti e molte unitá d’affari che probabilmente Air France-KLM non voleva. Ma la resurrezione dell’Alitalia sotto Berlusconi ha accorpato tutte questi aspetti indesiderati in una cosiddetta “bad company”, pagata dal tesoro.

Gli Italiani stanno pagando il prezzo per la pantomima politica che é diventata l’Alitalia. Si sono caricati 2 miliardi di euro di costi stimati da quando i sindacati hanno posto il veto all’ultima offerta di Air France-KLM, incoraggiati da Berlusconi.

Si dice che i paesi hanno il leader che si meritano. L’Italia potrebbe adesso avere anche la compagnia aerea che si merita.”

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lancillotto scrive:

ALITALIA + GAZA.

ALITALIA
che berlsuconi sia un coglione (mutuo un terrmine sdoganato da berlusconi per definire chi vota l’opposizione) incapace non lo vedono solo i suoi ottusi elettori di centrodestra che evidentemente hanno una così bassa stima di se stessi da punirsi perversamente nell’adorazione di qsta metastasi della democrazia (mutuo un termine sdoganato da berlusconi per definire la magistratura).

GAZA.
Domanda per GUZZANTI. Ma in tutta sincerità, non c’è nulla che Lei si sente di rimproverare alla poltica israeliana negli ultimi decenni, anzi sin dall’inizio? Secondo Lei non ‘cè mai stato un errore che abbia pregiudicato, sia pur temporaneamente, il processo di pace? Ogni scelta o valutazione dei governi o dei negoziatori israeliani, dei suoi generali, è stata sempre quella giusta? Al di là della crisi che stiamo vivendo in qsti giorni.

GUZZ – SI’. ISRAELE AVREBBE DOVUTO ATTENERSI STRETTISSIMAMENTE ALLA REGOLA DI CONCEDERE I TERRITORI CHE HA DOVUTO CONQUISTARE PER VINCERE LE GUERRE SUBITE, SOLTANTO IN CAMBIO DI RICONOSCIMENTO DIPLOMATICO E TRATTATI DI PACE, COME HA FATTO CON L’EGITTO E CON LA GIORDANIA.

L’IDEA DEL TUTTO UTOPISTICA E DUNQUE SCIAGURATAMENTE PERICOLOSA E POTENZIALMENTE SANGUINOSA DI CONCEDERE AI PALESTINESI TERRA IN CAMBIO DI NULLA COME SEGNO DI BUONA VOLONTA’ – LA CESSIONE DI GAZA EGIZIANA AI PALESTINESI CACCIANDO A MANO ARMATA I COLONI ISRALIANI CHE LA ABITAVANO DA 40 ANNI – E’ STATA UNA SCIAGURA FORIERA DI GUERRA.

E’ STATO UN GRAVISSIMO ERRORE DI SHARON E DI ISRAELE CHE IO STESSO AVEVO SCIOCCAMENTE SALUTATO COME UN GRANDE NOBILE GESTO CHE I PALESTINESI AVREBBERO SAPUTO APPREZZARE PER IL PROCESSO DI PACE. INVECE, GUARDARE YOU TUBE.

I PALESTINESI E GLI ARABI IN GENERE NON CONOSCONO ALTRO RAPPORTO CHE QUELLO DELLA FORZA.

CHI SIANO LO DICE IL FILMATO SU YOU TUBE CHE HO APPENA MESSO IN TESTA AGLI ARTICOLI: IL SECONDO MOSTRA COME HAMAS TRATTA GLI UOMINI DI FATAH, FIGURATI GLI EBREI E GLI ISRAELIANI. DUNQUE ISRAELE HA MESSO A REPENATGLIO IL PROCESSO DI PACE PER CERERE ALLA TENTAZIONE DI APPARIRE BUONA, QUANDO DOVEA SEMPRE E SOLTANTO APPARIRE FORTE E INFLESSIBILE.

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uncittadinocometanti scrive:

5.000 morti palestinesi contro 1.000 morti israeliani (da settembre 2000, fonte agenzia AFP e http://www.mfa.gov.il), e sarebbe di Hamas la “terribile forza distruttrice”?!?
se le loro fionde le chiama cosi, chissa’ come chiama i 13miliardi di dollari che Israele spende in armamenti! (17o paese al mondo per spesa militare, fonte http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_military_expenditures)

mi spiace ma, nonostante la stavo seguendo con interesse nelle ultime settimane, sono in totale disaccordo con lei.
tra poco vedro’ scritto che Israele sta GIUSTAMENTE cercando di appropiarsi del GIACIMENTO DI GAS NATURALE DA 4 MILIARDI DI DOLLARI che si trova giusto di fronte la costa della striscia di Gaza… (fonte http://www.byoblu.com)

Marco

GUZZ . MARCO, MA COME POI PENSARE CHE ISRAELE ABBIA COME OBIETTIVO IL GIACIMENTO DI GAS NATURALE? MA SANTO IDDIO, MARCO, MA E’ POSSIBILE CHE NON SAPETE PENSARE AD ALTRO CHE ATTRIBUIRE AGLI ALTRI I VOSTRI PENSIERI PIUP FOSCHI? MAH, IO SONO FATTO IN UN ALTRO MODO, MI DISPIACE.

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zohar scrive:

mi ero ripromesso di non intervenire mai più. Ma faccio un’eccezione per congratularmi per il suo ottimo intervento davanti a Montecitorio.

GUZZ – LA RINGRAZIO DI CUORE, MA PERCHE’ HA PRESO QUESTA STRAVAGANTE DECISIONE DI NON INTERVENIRE MAI PIU’? NON RICORDO. SPERO CHE CI RIPENSI.

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nora scrive:

Io ero da sola, ed ero commossa. Non è la mia prima manifestazione, ma quanto è stata diversa! E sono contenta ed orgogliosa di esserci stata. Mi ha intenerito l’emozione di Fiamma Nirenstein e la sua gioia nel vedere tante bandiere israeliane ed italiane insieme. E’ stato bello sentire tanti, di diversi schieramenti politici, affermare il diritto di Israele all’esistenza, degli israeliani alla vita e alla pace sulla LORO terra.

E anche rendere omaggio a tutte le vittime innocenti, vittime di questa guerra voluta da gente che ama e persegue la morte il terrore l’odio. Gente che risponde con missili alle offerte di pace. Gente che uccide civili israeliani e manda a morte civili innocenti dietro cui si fa scudo. Che razza di gente è questa? Chi può ancora parlare di sproporzione, mettendosi a contare i morti dall’una e dall’altra parte? Non sono tutti morti uccisi dalla stessa mano? E che colpa hanno gli israeliani nel cercare di difendere la propria gente nei rifugi costruiti proprio per non morire, mentre dall’altra parte qualcuno ha il fegato di afferrare bambini donne e vecchi e buttarli là dove si pensa che cadrà il prossimo missile?

Io dico che questa guerra deve finire quando Hamas sarà sconfitto e quando sarà chiaro che solo la fine degli atti terroristici e lo stillicidio continuo di attacchi alla popolazione israeliana potranno essere una buona base per iniziare a trattare. Altrimenti tutti questi morti saranno stati inutili e molti altri ne seguiranno. Ricordiamoci di Camp David e di Arafat e ricordiamoci della scellerata Intifada.

E finiamola con la politica del cerchiobottismo o dell’equivicinanza, chè tanto non ci salveranno:
fino a dove può arrivare la cecità dell’occidente nel non voler vedere che difendere Israele significa anche difendere noi stessi, dal momento che la guerra territoriale contro Israele si è caricata dell’altra valenza ancora più micidiale, se possibile, di guerra santa contro ebrei e cristiani proclamata dal fondamentalismo islamico?

Last, but not least: più controllo sulla gestione degli aiuti internazionali che finiscono nelle tasche dei capi – clan e finanziano, tra l’altro, l’acquisto di armi invece degli aiuti umanitari (e così finiamo per armare la mano degli assassini!)

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LisaCa scrive:

PER SIMONA:

Grazie mille, Simona!!!! Grazie di cuore!!! Infatti non capivo bene cosa dicesse. Ma anche io non trovavo nulla di così “tremendo” dalle immagini. Ho postato dei link che avete messo qui voi, ma li hanno contestati. E di risposta mi hanno messo sia quello che questo che ora metto.

http://it.youtube.com/watch?v=GSAvaYY-y7Q

Anche questo mostra cose così “gravi”?

Scusami tanto se “approfitto” della tua spiegazione. Ma basta con queste bugie contro Israele.
Mi hanno pure tacciata di essere delirante e fanatica. A me i fanatici sembrano più loro…
Grazie ANCORA, sei stata GENTILISSIMA!!!

POSTO QUI IL MIO MESSAGGIO PER TE, PERCHE’ NON MI INVIA LA RISPOSTA DALL’ALTRA PARTE. NON SO SE SIA UN PROBLEMA MIO O DEL SITO. HO PROBLEMI A VISUALIZZARE L’INVIO DEL MESSAGGIO CON “rispondi a questo commento”.

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simona scrive:

Per LisaCa,
questo secondo video mostra un gruppo di ragazzi ebrei che non vogliono che una troupe inglese faccia riprese.
Offendono verbalmente i membri della troupe chiamandoli nazisti e li mandano affanculo + brutte considerazioni sulla passione di Cristo + minacce di morte (palesemente non concrete).
Insomma una scena che potresti vedere in qualsiasi luogo del mondo quando incontri un paio di ragazzi maleducati nel bel mezzo di una lite.

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Arturo Zulawski scrive:

A me sembrano ubriachi, dalle bottiglie che portano.
Non vero. Non ogni dove un ragazzo ubriaco dice ad una troupe “vaffanculo, nazi! questa terra è mia perché me l’ha data dio.”. No, non in qualsiasi luogo del mondo, Simona.

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simona scrive:

Arturo,
se hai scritto questo commento a tarda ora senza riflettere faccio volentieri finta di non averlo letto, altrimenti credo proprio che ti dovresti spiegare meglio.
Cioè, non vorrei tu intendessi dire che due ragazzini stonati rappresentano un popolo.

Per risponderti non vorrei doverti mostrare cosa dicono degli ebrei molti ragazzi occidentali (anche non musulmani) nel resto del mondo, in qualsiasi luogo, proprio in questi giorni.

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Arturo Zulawski scrive:

Ma non intendo un bel niente. Non c’è nessun sottinteso.
Ho scritto quanto ho scritto: 1. che il ragazzo porta una bottiglia e che mi sembra ubriaco.
2. che ciò che quel ragazzo dice -questa terra mi è stata data da dio, non è una frase che si ascolta ovunque.
E’ una frase che parla di quel ragazzo e di quello che lui dice della sua terra.
3. non rappresenta che sé stesso, il ragazzo filmato in relazione con la troupe.
Non ho mai parlato di popolo e questo modo di pensare mi stufa, mi annoia.
Punto e fine della storia.

Sono al corrente di quanto si dice e si fa (bruciare bandiere, morte a Israele) nelle manifestazioni.
Charlie Hebdo racconta delle manifestazioni a Parigi per esempio.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
simona scrive:

Allora devo dire che, Arturo, hai certamente interpretato a piacere tuo il senso di quello che ho risposto a LisaCa.
Dove sarebbe il “non vero” in quello che io ho scritto?
Di sobrio o ubriaco non ho parlato perché Lisa ha occhi per giudicare per conto suo; Lisa chiedeva infatti solo di capire cosa dicevano quei ragazzi perché non sa l’inglese.
Inoltre, se rileggi, io ho scritto a LisaCa:
si tratta di “una scena che potresti vedere in qualsiasi luogo del mondo quando incontri un paio di ragazzi maleducati nel bel mezzo di una lite”.
Mi riferisco chiaramente alla “scena” (alla violenza verbale in sé per sé) e non ai contenuti.
Quindi anche in questo caso dov’è il “non vero” che avrei scritto?

E’ lapalissiano che se ti trovi in Italia e assisti ad una lite, sarà più probabile tu senta qualche idiota violento rivolgersi a uno straniero dicendo “marocchino di merda torna a casa tua e alle tue moschee, questa è la mia terra”; oppure “sporco negro, la tua razza è inferiore, camminate eretti da troppo poco tempo per poter dire a me come devo comportarmi a casa mia”; oppure “israeliano assassino non hai terra dove stare, Dio di certo ti punirà per aver ucciso suo figlio e io per questo non voglio gente come te nel mio paese”.
Tutte queste sono “scene” di violenza verbale che si assomigliano, perché hanno gli stessi contenuti razziali o religiosi e avvengono in tutto il mondo: questo è il senso, esplicito e chiaro, di quello che ho scritto a LisaCa.

Arturo, talvolta ti perdi in obiezioni che mi sembrano solo strumentali per conferire alla discussione una nota di disturbo piuttosto che di arricchimento dei contenuti.
Il tuo modo di argomentare in questi casi, prima di te, stufa e annoia me.
Nonostante il fatto che più spesso io trovi le tue osservazioni pertinenti e stimolanti.

Comunque hai soddisfatto la mia richiesta di chiarimento e sulle tue ultime spiegazioni non ho da eccepire.

 
Arturo Zulawski scrive:

Intendevo il contenuto: “l’eredità di una terra conferita da Dio”.
E qui la mia obiezione.
E la noia legata al “non verrei che intedessi”. Quello che ho scritto ho scritto.

 

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Giuseppe Mussi scrive:

Virtualmente ero lì con tutti voi.Quanto dispiacere ho provato a non esserci.
Però sono felice per la buona riuscita della manifestazione.
A Nora.Mi ha commosso l’incipit delle sensazioni che ha provato partecipandovi.
Un saluto affettuoso Giuseppe

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alek59 scrive:

VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!GUZZ – Che nome lungo. Ma le calza a pennello.


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ricky farina scrive:

Buona guerra Israele, per la pace del tuo popolo.
Una pace di carbone e sangue.
Buona guerra Israele, perché il sangue ci sente benissimo,
e il sangue -chiama- sangue.
Buona guerra Israele, che la tua pace possa prosperare
dalla cenere degli orfanotrofi che bombardi.
Buona guerra Israele, che la tua criminale democrazia
possa calare come fulmine sui nostri cuori assopiti.
E risvegliarci dall’orrore del fondamentalismo.
Buona guerra Israele. Che il fosforo bianco possa
donare lucentezza ai denti dei cadaveri che
collezioni. Che ti sorridano per sempre quei cadaveri.
Che tu non possa mai dimenticare
quel sorriso pietrificato.
Che la pace sia con te. Amen.

GUZZ – SFORZO PIETOSO.

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alek59 scrive:

Non c’e’ di che, Senatore. Finche’ continuerete ad instillare odio (da qualsiasi parte provenga ) avrete un gran successo.

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Leopoldo Muti scrive:

I nostri bambini di tre anni non vivono nel lager sionista “nuova Gaza”, privati sinanche dei beni di prima necessità, dopo che i loro padri e le loro madri sono stati espropriati delle loro terre, e ridotti in una condizione subumana.
Ma temo che esprimere questi concetti, su questo sito, possa farmi tacciare di “antisemitismo”.
Ed allora, egregio Senatore, ripeto con Lei:”Buona guerra, Israele”.
Buon pro ti faccia.

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eliset59 scrive:

Che peccato Nora non essersi incontrate.
Gabriele, Carlo e Grillo Parlante eravamo insieme davanti all’ingresso della libreria Harder ………..magari ci hai anche visto.
Pensa che ho anche sempre tenuto in mano e in bella vista il libro di Paradisi !

Un abbraccio anche se virtuale
Eli

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lino scrive:

Un vero peccato non poter essere presente…..
ma anche qui a Praga sono in programma manifestazioni analoghe.

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manca scrive:

Salute.

Non vado spesso alle manifestazioni.
Ma ieri non potevo mancare.

E’ stata, a mio avviso, una grande manifestazione di sentimenti, di passione, ma anche di condivisione di valori, di difesa della democrazia e contro ogni forma di terrorismo.

Ho visto molti politicamente avversari tra loro, ma sembrava che nulla li dividesse. Al contrario, sembrava che qualcosa li avvicinasse gli uni agli altri.

Mi ha colpito il coinvolgimento di ciascuno. Sentendoli parlare, sentendone la partecipazione, l’appassionata difesa di Israele, della verità, la sensazione di fratellanza con il popolo israeliano era palpabile; e dunque era come se appartenessero tutti ad un’unica, grande famiglia, indipendentemente dagli schieramenti.

Trovo che sia un fatto seppure non impossibile, di certo straordinario.

E le migliaia di persone presenti hanno contribuito a questa calda atmosfera, a dispetto del clima, nella ferma volontà di rispetto del diritto di Israele, e dunque di ognuno di noi, di esistere.

Un caro saluto agli amici di R.I che ho incontrato.

Salute.
Carlo Manca.

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EZ. scrive:

Quante chiacchiere da inutili personaggi, parlano solo per sentimento politico, senza ragione logica, si sentono tutti pacifisti. Vorrei vederli alla prova se qualcuno volesse farli sparire dalla faccia della terra e se continuamente li sottoporrebbe a continui attentati terroristici. Vorrei vederli sottoposti al lancio di missili quotidiani sulle case dove vivono i propi figli.
Vorrei poi vederli se qualcuno decidesse che loro e i loro figli e i loro cari fossero dichiarati indegni di vivere in quanto é una nazione che non deve esistere.
Vorrei anche vederli alla prova della veritá farli vivere nella stessa condizione dei figli di Israele continuamente offesi ed umiliati e trovarsi quasi sempre da soli contro tutto e tutti.
Questi vorrei vedere che sono una minuscola parte di quello che sopporta e ha sopportato il popolo Ebraico tutta la vita, permettete che si siano anche un pó rotti i coglioni? Ê molto facile parlare e sentenziare cari pacifisti e buonisti quando non si capisce il dramma di secoli di angherie per le quali alla fine la famosa rottura.
Concludendo, sono contro la guerra, ma se mi cerchi mi ci trovi! Mi associo a Guzzanti in questa battaglia dichiarando solidarieta al grande popolo di Israele.

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nora scrive:

A Eli,
magari ci sarà un’altra occasione. Io sono terribilmente timida e ho sempre timore di sembrare invadente, speravo anch’io di vedervi ma non conoscendo nessuno non sapevo come fare. Sono passata a poca distanza da Guzz, ma non ho avuto il coraggio di presentarmi.
Un abbraccio

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eliset59 scrive:

Ahi, ahi Nora la tua timidezza ti ha privato del galantissmo abbraccio che Paolo riserva a tutte le signore.

Questo è il mio indirizzo mail rivoluzioneitalianami@yahoo.it
Scrivimi
Ciao Eli

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nora scrive:

Roula Gebral…quante balle per una giornalista (giornalistaaaa?) sola!

Ma tutti questi pesi e misure e bilancini intorno ad ogni singolo proiettile israeliano sparato come mai non funzionano quando a sparare razzi su abitazioni, scuole, civili, bambini israeliani sono quelli di Hamas? Ah già le proporzioni. Quando si superano le proporzioni allora tutti a gridare “basta guerra! vogliamo la pace!”

Prima no, prima possono passare anni, qualche migliaio di kassam e qualche centinaia di morti e feriti, tutto tace.

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Arturo Zulawski scrive:

palle non tutto tace.
O lei non legge la stampa europea dal 2006.

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redmoon scrive:

I nemici di Israele non amano i propri figli. Questa frase del suo post mi ha molto colpito, caro Guzzanti. Perché è una frase pericolosa.

Tutti amano i propri figli. Basta vedere lo strazio dei padri e delle madri dei bambini uccisi in questi venti orribili giorni. Ci sono criminali ed esaltati ovunque, la cui ossessione supera anche il sentimento più biologico e profondo che abbiamo. Ma i figli sono tutto ciò che ci protegge dalla paura della morte, tutto ciò che dà un senso alla nostra breve e insensata esistenza.

L’amore per i figli è la nostra natura. Negare a qualcuno il diritto alla propria natura è quanto di più razzista. E’ quello che facevano i nazisti con gli ebrei, considerati non umani e dunque senza diritto a nulla, neppure alla vita. E’con argomenti come il suo che si giustificavano le deportazioni e i forni crematori e che si giustificano le stragi israeliane a Gaza di questi giorni.

GUZZ – CARO REDMOON, IO NON HO MAI DETTO CHE I NEMICI DI ISRAELE NON AMANO I PROPRI FIGLI, CHE SAREBBE UNA ASSURDA CASTRONERIA.

E’ UNA QUESTIONE INVECE DI MISURA E DI PROPORZIONI. IO HO CITATO PER L’ENNESIMA VOLTA IL GIUDIZIO DI GOLDA MEIR CHE DISSE:

“NOI POSSIAMO PERDONARE GLI ARABI PER IL FATTO CHE UCCIDONO I NOSTRI FIGLI, MA NON PER IL FATTO CHE COSTRINGONO NOI AD UCCIDERE I LORO FIGLI. IO CREDO CHE LA PACE FRA NOI E GLI ARABI SI FARA’ IL GIORNO IN CUI IL LORO AMORE PER I LORO FIGLI SARA’ PIU’ GRANDE DELL’ODIO CHE HANNO NEI NOSTRI CONFRONTI”.

VISTA LA DIFFERENZA?

IO LA CONFERMO: HO SEGUITO LE GUERRE, CONOSCO BENE GLI ARABI E NEL 1982 ANDAI PER LA PRIMA VOLTA IN LIBANO CON LA KEFIA PALESTINESE SULLA MIA MENTE: DICEVO E PENSAVO E SCRIVEVO LE COSE CHE OGGI QUI TANTI SCRIVONO SU QUESTE GUERRE E SU ISRAELE.

NON STO A RIPETERE TUTTA LA MIA STORIA, MA LA MIA E’ STATA LA STORIA DI UNA CONOSCENZA DURATA ANNI SUL TERRENO DI ISRAELE E DEI PALESTINESI, SoNO STATO ALLA TAVOLA DI ARAFAT (SONO STATO PERSINO ‘ULTIMO A INTERVISTARLO A ROMA ALL’HOTEL EXCELSIOR QUANDO VENNE PRIMA DI TORNARE E RIFUGIARSI NEL SUO COMPOUND DA CUI NON USCI’ VIVO), SONO STATO AMICO E FOTOGRAFATO CON I PIU’ GRANDI LEADER DELL’OLP, SONO STATO NELLE LORO CASE, HO TENUTO IN BRACCIO I LORO BAMBINI, LI HO ANCHE UMANAMENTE AMATI E TUTTORA LI AMO, COME SI AMANO TUTTI GLI ESSERI UMANI.

MA GLI ARABI NON AMANO I LORO FIGLI – PARLO DEGLI ATTEGGIAMENTI MEDI E DI MASSA, NON DELLE ECCEZIONI – COME LI AMIAMO NOI.

PER LORO IN GENERE SACRIFICARE IL FIGLIO, E NON PARLIAMO DELLA MOGLIE E MENO CHE MAI – POI! – DELLE FIGLIE FEMMINE, E’ UNA QUESTIONE D’ONORE.

I PADRI HANNO LA MANO PESANTISSIMA, I MASCHI VIVONO NEL TERRORE E NELL’OBBEDIENZA, VIVONO IN UNO STATO DI SOTTOMISSIONE FISICA E PSICOLOGICA E NON NELL’AMORE CHE NON E’ MINIMAMENTE CONCEPITO COME NOI LO INTENDIAMO. L’ITALIA ARABIZZATA SICILIANA CONSERVA ANCORA ALCUNE DI QUESTE TRACCE COMPORTAMENTALI.

ANDATO A VIVERE NEGLI STATI UNITI HO FATTO AMICIZIA CON MOLTI ARABI DEL MEDIO ORDIENTE CHE VIVEVANO ORMAI NEGLI USA DA DIECI E VENTI ANNI E MI COMMUOVEVA IL RACCONTO DELLA LORO SCOPERTA DELL’AMOR FILIALE COME LO INTENDIAMO NOI, DEL RISPETTO DOVUTO AI FIGLI E ALLE DONNE E PERSINO AGLI ANIMALI.

IN QUEI PAESI UCCIDERE A BASTONATE UN CANE E’ UNO SPORT, LA GENTE GUARDA E RIDE,

TORTURARE UN ANIMALE E FARGLI SPUTARE IL SANGUE E IL CERVELLO, COME HO VISTO FARE MOLTE VOLTE, E’ UNO SPASSO.

PICCHIARE A SANGUE I FIGLI E’ ONOREVOLE E DENOTA SENSO DELL’AUTORITA’ PATERNA CHE DOMINA SU TUTTO. E SE UN PADRE DEVE LEGARE IL PROPRIO PRIMOGENITO ALLA RAMPA DEL MISSILE COME SCUDO UMANO, PIANGERA’, MA LO FARA’ SENZA BATTER CIGLIO E PICCHIERA’ IL FIGLIO CHE URLA DI SPAVENTO PER FARLO TACERE.

I FUNERALI DEI BAMBINI UCCISI E’ UNA GRANDE FESTA POLITICA.

VEDE, IO E UN GIORNALISTA DEL MESSAGGERO ANDAVAMO OGNI SERA ALLA MORGUE DI TRIPOLI DEL LIBANO AD PRIRE I SACCHI CONTENENTI I RESTI UMANI DEI BAMBINI E DELLE DONNE PALESTINESI DELL’OLP DI ARAFAT ASSASSINATI DALL’OP PALESTINESE DI ABU MUSSA, ASSERVITO ALLA SIRIA.

AI GIORNALI EURPEI NON INTERESSAVA: PALESTINESI CHE TRUCIDANO PALESTINESI, DOV’E’ LA NOTIZIA?
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI? MA CHI SE NE FREGA.

NO, GLI ARABI IN GENERE NON AMANO I LORO FIGLI COME GLI ISRALIANI AMANO I LORO.
SU QUESTO NON C’E’ DUBBIO.

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redmoon scrive:

Lei scrive testualmente: “I nemici di Israele non amano i propri figli: li usano come carne da televisione, da funerale, da CNN e lo dicono apertamente, come nel filmato su youtube che abbiamo già segnalato.”

E’ qui sopra, basta controllare. Mi sorprende che adesso neghi di averlo mai detto, ma mi conforta il fatto che consideri le sue stesse parole, adesso, “una assurda castroneria”.

Il sacrificio del figlio è parte anche della nostra cultura, di quella ebraica in particolare, ed è il simbolo supremo della fedeltà al proprio dio. O forse ritiene che Abramo, che era pronto a sgozzare Isacco come un capretto, fosse palestinese?

GUZZ – NO, NON NEGO. AVEVO DIMENTICATO. MA E’ PERFETTAMENTE IN LINEA SINTETICA CON CIO’ CHE LE HO SCRITTO, ED ISPIRATO SIA DALLE PAROLE DELLA MEIR CHE DALLA MIA PERSONALE E LUNGA ESPERIENZA E CONOSCENZA.

IO NON CREDO CHE CHI AMA I PROPRI FIGLI LI ESPONE COME CARNE DA TELEVISIONE, DA CANNONE, DA FOTOGRAFIA, DA FUNERALE MEDIATICO.

LA ASSURDA CASTRONERIA STA NEL NEGARE CHE I PALESTINESI NON AMINO I LORO FIGLI: CERTO CHE LI AMANO.

MA NON QUANTO BASTA PER EVITAR LORO CIO’ CHE INVECE GLI PROCURANO CON GENEROSITA’. UNA MORTE EVITABILE.

NON TUTTI, NON SEMPRE, MA MOLTISSIMI E TROPPO SPESSO.
VA BENE COSI’?

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redmoon scrive:

Ma dove la vede lei questa esposizione mediatica? Io accendo la TV e vedo padri in lacrime che depongono fagotti con dentro il corpo del proprio figlio di pochi mesi accanto a quelli di altri innocenti, in attesa della sepoltura. Vedo genitori disperati che corrono all’ospedale con i figli feriti e mutilati. Vedo funerali con esasperazione, disperazione, frustrazione, sentimenti umani come quelli che proveremmo tutti di fronte a tanta disumanità.

Siamo al paradosso che 330 bambini vengono massacrati, ma la colpa è dei genitori. Ma sa cosa gliene importa a quei poveri disgraziati della televisione, sa quanto interessa a quelli che hanno perso tutto della CNN? Ma davvero pensa che quegli uomini e quelle donne non aspettino altro che un missile israeliano che uccida loro i figli per poterli esporre alle telecamere?

Cosa le dà fastidio di queste immagini, che non sono altro che giornalismo? Non sarà che anche a lei, come a me, le martellano la coscienza?

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Sergio Rizzitiello scrive:

Caro Paolo, c’è un punto che non comprendo del tuo ragionamento: la tua ritrosia a dire che i palestinesi come cultura odiano i figli e le donne.

Sicuramente individualmente vi saranno quelli che ameranno figli e donne, ma come insieme, come cultura, li odiano, ripeto, li odiano.

Si può capire se una civiltà ama la vita proprio da questo, non c’è eccezione.

Perché?

Perché bambini e donne esprimono nel modo più primordiale la vita: i primi perché ne sono l’espressione iniziale, si potrebbe dire l’ultimo prototipo, le seconde perché lo permettono attraverso il loro corpo.

Qualcuno potrebbe obiettare che anche la nostra cultura Occidentale ha espresso odio verso donne e bambini.

Non è la stessa cosa!

Basterebbe scorrere un qualsiasi manuale di pedagogia per comprendere quanti autori antichi hanno posto come fine dell’educazione la centralità del bambino.

E oggi nessuno oserebbe asserire l’inferiorità fisica e psichica della donna rispetto all’uomo.

Nessuno?

La cultura dei palestinesi sicuramente.

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simona scrive:

Sergio,
ma come ti vengono in mente ragionamenti del genere?
Ma ti rendi conto di quanto siano assurde queste tue affermazioni?
La violenza verbale del “ragionamento” che proponi produce violenza fisica.

Dire che i palestinesi, come popolo, odiano i loro figli e le loro mogli, non segue nessun tipo di logica scientifica, è una logica negazionista delle più grossolane e offensive.
Queste tue argomentazioni, in stile sillogistico, portano con sé una caratterizzazione di violenza che è inaccettabile.
Equivalgono a certe asserzioni che si leggono in giro (talvolta anche su questo blog) che equiparano i palestinesi ad animali.

Io, fossi te, ritratterei e mi scuserei.

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Arturo Zulawski scrive:

E dai e via di nuovo con la cazzata degli arabi che non amano donne e figli costruita su un processo mentale
xenofobo, etnocentrista e soprattutto imbecille.

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Sergio Rizzitiello scrive:

Non accetto che lei mi dia dell’imbecille, seppure al processo mentale, dal momento che io a lei mai l’ho offesa.

Se studiasse maggiormente la storia si accorgerebbe che, una cultura che costringe la donna in una dimensione schiavistica e i bambini femmine a seguirne la strada e quelli maschi a farne soltanto degli odiatori della democrazia, questa non è una civiltà che ama la vita.

Questo vale anche per te Simona, non chiedo scusa e non ritratto niente.

Che fai, mi mandi davanti l’inquisizione?

Mi torturi personalmente?

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simona scrive:

Sergio Rizzitiello impunito.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Arturo Zulawski scrive:

E dagli. Lei pone l’amore della vita -di nuovo- tra le maglie del suo ragionamento limitato e bieco senza vedere come l’amore per la vita sia concetto a dimensione variabile anche durante la storia. Sarebbe come dire che prima della democrazia tutti gli esseri umani odiavano la vita. Hai capito la finezza del ragionamento. La rivnio agli studi ma soprattutto ad una costruzione meno binaria del pensiero.
Gli arabi che costringono i maschi ad “odiatori della democrazia” è da spanciarsi dal ridere.
Anche io non approvo il ruolo a cui l’islam costringe la donna e penso che la pedagogia che tratta il bambino quale persona è un bel passo avanti. Ma non per questo vale la costruzione zoppa che lei propone, tutti coloro che non aderiscono a questo modello non sanno che è l’amore ed anzi odiano la vita.
Ripeto: costruzione xenofoba, etnocentrista e imbecille. Non accetta? Vabbuò.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Sergio Rizzitiello scrive:

Zulawski, adesso te lo dico pacatamente: non ti permettere più di darmi dello xenofobo o dell’imbecille, o di chi ha un ragionamento limitato e bieco, vigliacco che non sei altro, povero aggressivo che non sa far altro che aspettare un mio commento, inseguendomi per tutto il blog, per denigrarmi, insultarmi, provocarmi.

Se la mia presenza ti dà tanto fastidio, girati dall’altra parte, fai conto che io non esista, non mi rivolgere più nessuna attenzione.

Quando vedi un mio commento, non guardare ma passa oltre.

Per Paolo Guzzanti

Caro Paolo tu non puoi permettere che nel tuo blog io venga insultato così pesantemente, altrimenti sarò io ad alzare i tacchi e ad andarmene.

Se tu vuoi che questo spazio abbia una veste giornalistica non puoi permettere che un suo collaboratore che da tanto tempo scrive su di esso debba continuamente subire tali vigliacchi attacchi da persone che non sanno fare altro che aspettare che esca un mio commento per aggredirmi.

GUZZ – SERGIO, E’ TARDI E SONO STANCO. IO CREDO CHE ZULAWSKI NON ABBIA AGGREDITO LA TUA PERSONA, MA LE TUE PAROLE, I TUOI GIUDIZI.

TU PUOI DIRMI CHE IO HO SCRITTO UNA STRONZATA, SUPPONIAMO, E CIO’ NON IMPLICA CHE TU MI ABBIA DATO DELLO STRONZO.

IO MI BATTO SEMPRE A MANI NUDE E BEN ALTRI ATTACCHI RICEVO E RINTUZZO.

TU D’ALTRA PARTE SCRIVI COSE CHE TUTTI CONSIDERIAMO SPESSO BIZZARRE, STRAVAGANTI E IN QUALCHE CASO PERSINO UN PO’ IMBARAZZANTI. E’ PER QUESTO CHE SIAMO GENTE LIBERA.

 
jovenal scrive:

Tra le altre cose, wilhem reich scoprì che l’anima delle persone è immortale e ha un peso, a questa scoperta essendo prevenutovi tramite un cloudbuster. L’estrema pertinenza degli indirizzatori di nuvole sulle consistenze animiste della sua imperitura visione scientifica, sta nella relazione tra la metereologia e gli umori delle anime, che reich sperimentò su sé stesso. Ogni volta che diceva una sciocchezza, nel cielo si aggiungeva una nuvola, se la sciocchezza era grossa, pesante, ironica, avventata, copiata, incazzata, altro… ecco, questo corrispondeva a un nembo, un cirro, uno strato, un cumulo di altrettanto umore nero che le anime deli morti organizzavano [rad. orgone, sempre la sostanza pregnante dell'uni.] nei nostri cieli.
Scusandosi, anche poco, si intravedeva uno spiraglio.

Reich prima di morire, tutti sappiamo, lasciò il suo archivio di scoperte e predizioni in un posto segreto, segretato ancora oggi fino al 2007, quando verrà aperto cambierà il tempo, stiamo attenti. In questo archivio si parlava anche dello scritto, degli enunciati, delle tesi delle congetture delle certezze messe per iscritto.
Ad esempio, in questa città quest’anno non vuol smettere di piovere, e quando la mattina ti svegli e vedi uno spiraglio, sarebbe il caso — dice testualmente reich — Sarebbe il caso di non usare metti conto le frasi deli morta (rif. aut. corn. cil. id. stu.p. pov.rin. /Golda Meir, odio>>amore, odio molto maggiore quam amore) per scrivere panzane grosse, sehr groß, se no si ammuffisce tutto di pioggia. Basta.

 
Arturo Zulawski scrive:

Rizzitiello, ah Rizzitiello,
vedo che il il modo pacato con il quale lei vorrebbe colorare la povertà della sua risposta va a ramengo appena va a capo visto che lei è stato incapace di discutere del ragionamento preferendo attaccare il ragionatore. E visto che siamo tra persone adulte -ma sopratutto visto che tutto ciò che è stato scritto rimane- non bisognerò di altro tempo (né spazio) per mostrarle la differenza che esiste tra il fatto che io ritenga quanto da lei scritto “gli arabi odiano la vita” una stupidaggine o una baggianata, una fesseria o una scempiaggine che si tinge di generalizzazione xenofoba di cui lei già ci aveva dato -se non erro- un assaggio quando ha scritto delle battute sui cinesi o sul colore della pelle di Obama, divo la differenza tra tutto ciò e quanto lei ha appena scritto.

Gli arabi odiano la vita è come “i neri hanno il ritmo nel sangue”: una castronaggine frutto di un ragionamento zoppo che si dà arie di grande teoria mentre partorisce una baggianata pittosto -è vero- imbarazzante.

Per quanto riguarda la persecuzione di cui lei da tempo parla: lei si espone ai commenti dei lettori quando ci propone quanto scrive e pure quando scrive un’idiozia quale “gli arabi odiano la vita” per cui io non posso -visto che sono un lettore di questo blog e pure intervengo- fare finta che ciò non sia stato scritto.
Lei non mi dà fastidio, Rizzitiello, ma reagisco a quanto lei scrive, propone . E questo può farlo pure lei percui la mania di persecuzione (ho capito che a lei piace ridurre il prossimo a sua ombra ma ciò non funziona col sottoscritto) di cui lei fa prova risulta essere piuttosto inutile e scomoda.
Non mi giro facendo finta di nulla perché non è mia abitudine, e se avesse scritto “gli italiani sono fancazzisti col mandolino” avrei reagito allo stesso modo.

Non posso dunque accogliere la sua richiesta: non mi girerò dall’altra parte e non evitero di reagire ai suoi commenti o articoli sino a quando potrò godere di questa libertà nel rispetto delle regole che qui esistono. Lei in questo modo vorrebbe limitare una mia libertà che io non mi sogno -per ora- nemmeno lontanamente di ridurre. A meno che non trasgredisca le regole del blog come lei ha fatto cercando di insultarmi. Sappia, Rizzitiello, che non mi sento per nulla insultato né offeso, anzi leggo piuttosto leggo sue parole (sopratutto nel vigliacco) un’incapacità di reagire a quanto le ho scritto.
Mi fa sorridere.

Per quanto riguarda i suoi tacchi, devono cominciare ad essere stufi e consumati a forza di girare e rigirare senta saper prendere una decisione. Forse un calzolaio ciabattino potrebbe aiutarla meglio di me, visto che io non pratico più da parecchio tempo.

Cordiali saluti

 

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brambilla scrive:

Sergio Rizzitiello
16 Gennaio 2009 alle 19:13

Non accetto che lei mi dia dell’imbecille, seppure al processo mentale, dal momento
che io a lei mai l’ho offesa.

Sei troppo ottimista Rizzitiello.
Il termine imbecille è offensivo solo se usato in modo non appropriato.
Ma non è il tuo caso.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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AsiliCarlo scrive:

E’ in corso una vera epidemia di tifo.

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LisaCa scrive:

Grazie ancora gentilissima Simona! :-)
TOGHISSIMA!!!!
Un abbraccio GIGANTE!!!
Lisa

Signor Guzzanti…Un abbraccio gigante anche a lei!!!!
So che la manifestazione PRO ISRAELE è stata molto bella. Non sa quanto avrei voluto parteciparvi e vederla lì sul palco!!! :-)

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nora scrive:

Per favore mi aggiorni lei sulla mole di manifestazioni contro i missili sparati su Israele avvenute dal 2006 in tutta europa, ammetto le mie lacune

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Arturo Zulawski scrive:

Lei ha scritto tutto tace.
Le ho risposto che non è vero.
Perché non è vero e dal 2006 le pagine dei quotidiani europei sono piene di reportages che raccontano dei razzi.
Guarda un po’ se devo essere io ad aggiornarla, faccia una ricerca internet e vedrà come non tutto ha taciuto.

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Marco Ottonello scrive:

Suvvia, Zulawski, un po’ di obiettivita’. Se c’e’ una guerra che viene raccontata dai media europei in modo sproporzionato (pro Palestina) e’ proprio quella Israelo-palestinese. Almeno questo non e’ difficile da ammettere…Basta pensare a Santoro ieri sera.

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Arturo Zulawski scrive:

Macchè basta pensare. Si faccia una ricerca di articoli che raccontano dei razzi di Hamas su Israele, dal 2006, l
li conti e poi mi dica se v’è stato silenzio. Che raccontano delle gallerie, della faida intestina tra Hamas e Fatah.
Ricercare e leggere. Altro che “basta pensare a Santoro”. Le ho parlato di stampa (almeno) europea.

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nora scrive:

Il mio ultimo post era per AZ ma non è comparso sotto il suo commento, pur avendo cliccato sul bottone “Rispondi ecc”, non so perchè

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mydemetra scrive:

prova

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mydemetra scrive:

sarà mia ignoranza ma credo che finora un augurio come “buona guerra” non si fosse mai sentito. Mi congratulo con guzzanti per questa bella espressione che, al di là della violenza e volgarità che esprime, denota anche una buona dose di miopia e mancanza di visione in prospettiva: se proprio non la vuole mettere sul tanto disprezzato piano umano pensi almeno a quante mani dentro e fuori quei territori questa guerra sta contribuendo ad armare, a quanto poco tempo ci vorrà prima che quei bambini nutriti a latte e odio vadano a sostituire quegli “obiettivi quasi raggiunti” da questa guerra. Siamo su posizioni diverse, guzzanti, ma non voglio discutere le sue nè illustrarle le mie. Credo solo che ci siano cose che trascendono i termini di una contrapposizione, che vanno al di là del torto e della ragione. Una tra queste – forse la più elementare – è quella di non appoggiare gli errori di chi si ritiene abbia ragione.

GUZZ -AUGURARE BUONA GUERRA NON E’ AUGURARE GUERRA FELICE, LIETA, DIVERTENTE. SIGNIFICA AUGURARE CHE UNA GUERRA RITENUTA GIISTA ARRIVI PRESTO E BENE ALLA SUA CONCLUSIONE.

LEI AVREBE AUGURATO BUONA GUERRA AI PARTIGIANI CHE COMBATTEVANO I NAZISTI?

LEI AVREBBE AUGURATO BUONA GUERRA A QUEL PUGNO DI RAGAZZI CHE STRAPPARONO LE ARMI ALLE SS NEL GHETTO DI VARSAVIA E INVECE DI SCAPPARE SPARARONO E SI DIFESERO?

LEI AVREBBE AUGURATO BUONA GUERRA AD UN GRANDE CAPO INDIANO ATTACCATO DAL SETTIMO CAVALLEGGERI?

LEI AVREBBE GRUDATO BUONA GUERRA AI RAGAZZI CHE COMBATTERONO COL MITRA E LA SIGARETTA FRA LE LABBRA L’INVASIONE SOVIETICA A BUDAPEST DEL 1956?

VEDE? CI SONO GUERRE PER CUI AUGURARE BUONA GUERRA SIGNFICA PROPRIO QUESTO: CHE SIA UNA GIUSTA CAUSA, CHE PERSEGUA OBIETTIVI GIUSTI E RISPARMI VITE UMANE INNOCENTI.

CHI O CHE COSA LE FA PENSARE CHE IO DISPREZZI IL PIANO MANO?
MI PRENDE PER UN PAZZO?

IO DIFENDO PROPRIO L’UMANITA’ DEI BAMBINI E DEI DEBOLI STUPRATI DA HAMAS SIA IN ISRAELE SUA FRA LA SUA GENTE COSTRETTA CON LA VIOLENZA A DIVENTARE FOTOGRAFIE E FILMATO PER SANTORO.

IL MONDO LIBERRO UCCISE DECINE DI MILIONI DI INNOCENTI PER SPAZZARE VIA LA SVASTICA DAL MONDO: DONNE, BAMBINI, VECCHI, MALATI, INNOCENTI: ARSI, ESPLOSI, VAPORIZZATI.

INNOCENTI. ERA UNA GIUSTA GUERRA QUELLA O NO?

CI RISPONDA CON FRANCHEZZA.

HO CAPITO CHE QUESTA GUERRA PER LEI NON E’ GIUSTA. NON HO BISOGNO CHE ME LO RISPIEGHI. VORREI SOLO CHE RISPONDESSE A QUESTA DOMANDA: NON ESISTONO FORSE GUERRE GIUSTE PER LE QUALI SIA BUONO E ONESTO DIRE “BUONA GUERRA”?

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Arturo Zulawski scrive:

Giuste o necessarie?
Perché non rimane (o sembra non rimanere) altra scelta?

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piedpiper scrive:

Caro Guzzanti,
non ripeterò, anche se lo ritengo sempre valido, l’adagio che nessuna guerra è mai da auspicare, ecc. ecc.
Però, rimango davvero di stucco – e, onestamente, sono indignato – da tutti i corifei che, per testimoniare la loro giusta critica nei confronti di Hamas, concludono con incitamenti dannunziani di “guerra, guerra!” allo stato di Israele.
La guerra si fa normalmente tra due eserciti, e la regola – accettata da sempre e parte di tutte le convenzioni internazionali – è che i civili non ne vengano coinvolti (nei limiti del possibile, almeno). Quello che sta succedendo a Gaza, colpa o non colpa di Hamas se è vero (ma il dubbio a questo punto è lecito visto che qualche giorno prima del lancio dei razzi alcuni militanti di Hamas erano stati uccisi…) che hanno rotto unilateralmente la tregua, non ha nulla a che vedere con una guerra. Lì c’è un esercito che spara cannonate e lancia bombe sul territorio più densamento popolato del pianeta, nessuna guerra “chirurgica” ma la sensazione che la strategia sia “spariamo nel mucchio, che ci frega dei civili, più ne facciamo fuori e più probabile è che tra i morti ci siano anche i miliziani”. Non solo, “spariamo anche su edifici ONU, scuole ecc., poi possiamo sempre dire che è stato un errore, un danno collaterale”. Ma siamo – anzi siete proprio fuori di testa!? Questa è una guerra!? Io condivido l’idea che Israele ha il diritto di difendersi ma tutto ciò non c’entra un fico con quanto sta succedendo. Delle due una: o i politici israeliani sono allo sbando completo e mandano Golia (che una volta era palestinese…) contro Davide (che una volta era ebreo…), ciecamente. Oppure, l’obbiettivo è un altro, cioè le prossime elezioni a Tel Aviv, un segnale a Obama, un monito all’Iran che sta dietro ad Hamas.
Uno stato con i servizi segreti più potenti ed esperti del mondo, capaci di scovare il classico ago nel pagliaio, non aveva certo bisogno di far fuori oltre 1.000 civili, mentre i capi di Hamas se ne stanno ancora nascosti in qualche tunnel. Hamas è cinico e non vuole la pace, ma da uno stato che si dice democratico mi aspetterei una risposta certo decisa, anche bellica, ma salvaguardando valori di base nonchè le convenzioni internazionali. E dai corifei erinnici italiani (di ambo le parti, naturalemente) un atteggiamento più responsabile oppure un dignitoso silenzio di fronte alla tragedia che abbiamo di fronte aglio occhi.
Per ultima cosa, una provocazione: alla fine dell ‘800, quando è nata l’idea del sionismo, non tutti gli ebrei erano d’accordo (per ragioni anche religiose) di fondare uno stato ebraico in Palestina. Ancora oggi, c’è molta parte della comunità ebraica internazionale che considera sbagliata la scelta fatta negli anni ‘20 del secolo scorso. Mi chiedo – ripeto, è una provocazione… – perchè non spostare Israele al di fuori dei territori abitati dagli arabo-musulmani, magari, che sò, in Arizona o nello Utah? Avrebbero sicuramente più territorio, vivrebbero in santa pace e il mondo arabo non avrebbe più alibi per sostenere il fondamentalismo.
Saluti

GUZZ . ANCHE HITLER E MUSSOLINI PENSARONO LA STESSA COSA. COMPLIMENTI. VINSE ALLORA IL MADAGASCAR

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piedpiper scrive:

Mi sarei aspettato una risposta seria, anche perchè la parte finale del mio messaggio era volutamente una provocazione ed un paradosso solo per dire che da 60 anni tutti – ebrei e palestinesi, e anche il resto del mondo -pagano per una scelta geopolitica opinabile anche per molti ebrei. Anyway, al contrario dei due illustri figli di puttana che lei cita, io sono antisionista ma assolutamente non antiebraico (o antisemita come si suol dire, erroneamente). Tuttaltro, mi creda.
Saluti

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Sergio Rizzitiello scrive:

L’idea di spostarsi in un altro luogo non sarebbe poi tanto male.

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mydemetra scrive:

Guzzanti, io credo che discorsi come i suoi siano pericolosi ma anche un pò confusi, e la prego di non ritenerlo un attacco personale quindi cercherò di spiegarmi subito meglio con una affermazione più chiara: io ritengo che i Palestinesi abbiano ragione (la sto mettendo su facile) ma non mi salterebbe mai in mente di dire che Hamas fa bene a lanciare i suoi razzi. Neppure dinanzi alla sproporzione dei mezzi e dei numeri di vittime, perchè la giustizia non si misura con il peso delle armi, nè la morte con i kg delle vittime, anche se questa sproporzione parlerebbe già da sé. “Buona guerra” è un ossimoro, non avendo neppure in se quell’elemento poetico e di stimolante spiazzamento che di solito lo accompagna. Non le voglio attribuire una insensibilità che magari non le appartiene, ma come fa Lei ad augurare buona guerra come se si stesse augurando buon compleanno, dinanzi alle conseguenze di questa guerra? Quelle più immediate sono sotto gli occhi di tutti, per chi le vuole vedere, quelle più in lontananza sono ben più pericolose, anche queste per chi le vuole vedere. Dall’inizio di questa guerra per me guardare le immagini ai Tg (nonché ascoltarne il modo in cui vengono presentate…) è diventato insostenibile. Le confesso che della Sua iniziativa ho saputo tramite Blob, e mi sono innervosita per questa mancanza di scampo, perché ho quasi sviluppato un meccanismo di autodifesa che mi vorrebbe mettere al riparo dalle cose che mi fanno montare dentro rabbia, impotenza ed un costante senso di colpa strisciante per non essere in grado di fare qualcosa di concreto. Ecco, questo senso di rabbia e di impotenza io credo che sia una minuscola infinitesimale parte di quello che sta ribollendo e fomentando nella marea umana di chi ben più gravi danni sta subendo da questa e da tutte le “buone guerre” di questi anni. Io ho cercato di dare sfogo alla mia rabbia cercandoLa (lei, intendo, Guzzanti) in rete…non sono sicura che la marea di rabbia ed impotenza di cui dicevo potrà risolversi così. Lei è un uomo di gran cultura Guzzanti, nonchè “pubblico”, e mi spiazza un po’ sentirla fare un elenco delle nefandezze che starebbero da una parte o citare quegli esempi che la Storia ha già provveduto a catalogare. Infatti non le ho risposto con un simile contro-elenco, nè ho voluto dall’inizio controbattere le sue posizioni presentandole le mie, di queste contrapposizioni sono stracolmi tutti i mezzi di comunicazione ed a volte li trovo quasi infantili. Le ripeto, e concludo, scopro sotto queste esortazioni alla guerra una sottile ma estrema violenza che certo non aiuta a guardare più lontano sia nel passato che nel futuro. Come se, di nuovo, dobbiamo aspettare che sia un nuovo libro di storia a dirci che certe azioni vanno sotto il nome di sterminio.

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kalevala scrive:

Caro Paolo :
Inutile nasconderlo ….quel tuo “buona guerra..” ha colpito ; tu forse VOLEVI colpire pur sapendo che si sarebbero materializzate emozioni come “i volemose bene” , “quanto e’ brutta la gerra” e insomma “l’anima bella” che alberga sempre in noi e conseguentemente il trovare eccessivo, fuori le righe e , diciamolo pure, inaccettabile quel tuo augurio. Infatti e’ puntualmente avvenuto che qualcuno ha manifestato il suo dissenso e qualcuno anche il suo orrore.

Ti avrei voluto scrivere prima per esprimerti anche il mio “ma..insomma! , Paolo”
, pur essendo stato io personalmente e istintivamente sempre dalla parte di Israele anche se con qualche “distinguo” perche’ quando si fa una guerra e’ diffilissimo rimanere tutti lindi e puri.

Ti devo dare atto pero’che assolutamente logica e stringente sono state le tue argomentazioni finalizzate a dimostrare la “giustezza” di quel tuo ” buona guerra ” , pragmatiche e realistiche …cosi’ stanno le cose,dici tu.

Puo’ darsi che qualcuno trovi le tue argomentazioni sofismi allo stato puro quando domandi se la guerra contro i nazisti era una “guerra giusta” e come tale suscettibile di produrre con buona ragione un augurio di ” buona guerra…colpisci duro” ad un partigiano che rischiava la propria vita o magari ad un Bentivegna che metteva la bomba a via Rasella.

La risposta non puo’ essere che ..si, era una guerra giusta e quindi , se ho capito bene, tu inviti tutti a fare i conti con quella che e’ la realta’ , pur dura, delle cose e soprattutto a trovare che quelle parole devono essere slavate del loro freddo e forte valore lessicale perche “giuste”. In un certo senso tu ti puoi permettere di pronunciarle perche’ e’ Israele che ha ragione e non Hamas secondo quella che e’ la tua profonda convinzione fatta di cuore e di cervello.. e allora dove sta lo scandalo quando si fa un augurio di buona guerra a chi sta dalla parte della ragione? Devo dire che quel mio “pero’ …insomma” sei riuscito a scalfirlo; Inutile sottolineare che tantissima gente non condivide la tua posizione ;pero’ io dico anche pero’…tuttavia…tutti quei morti…lo vedi quell’”anima bella” che alberga in noi si fa sentire sempre anche perche’ l’impatto mediatico di immagini fatte di bambini uccisi genera emozioni poco controllabili di fronte a quel “buona guerra Israele…le stesse emozioni,bada bene, che ho provato al pensiero del bambino israeliano dilaniato in un autobus di Tel Aviv magari da una bomba esplosa sul corpo di un ragazzino arabo con la promessa della vita eterna…questo si orribile.

E a proposito di bambini ,cosi’ come Toto’ fece “A livella” per il povero e il nobile nell’al di la’, nella nostra qualita’ di appartenenti al genere umano tutti , e dico tutti , metaforicamente cerchiamo di vedere ” A livella” applicabile anche ai bambini palestinesi morti e quei neonati ricordati al Portico d’Ottavia…entrambi, incolpevoli , non conobbero la vita.

Per concludere vorrei fare anche una osservazione di carattere politico e militare. Ebbene la condotta della guerra da parte di Israele , in confronto a quella del Libano del 2005, sembra migliore,meglio pianificata ma siamo sicuri che lo scopo principale , ovvero la eliminazione di Hamas, sia stato raggiunto? Questo e’ il bilancio che si deve fare ;
Io avrei qualche dubbio , una certezza pero’ ce l’ho e cioe’ , purtroppo,l’aumento dell’odio e la rabbia contro Israele da parte della popolzione di Gaza…e’ solo una constatazione. Cosi’ , se non troveremo qualche uomo di buona volonta’ come Sadat,Rabin,o magari Begin tra cento anni ancora saremo punto a capo.Ah dimenticavo…Hamas non sara’ mai una organizzazione di buona volonta’.

Mettendo punti e virgole a questo mio post mi rendo conto che rarissime volte nel nostro Paese tante coscienze sono state toccate e lacerate da una vicenda come quella israelo-palestinese dove accanto alla pieta’ e alla rabbia per vedere il dolore e la sofferenza nasce anche un auspicio di pace e serenita’ per tanta gente dell’una e dell’altra parte che soffre e ha sofferto per decine di anni…questo e’ quanto anch’io mi auguro con tutto il cuore. Un cordiale saluto.

GUZZ – POSSO SOLTANTO ESPRIMERTI LA MIA GRATITUDINE E L’APPREZZAMENTO PER AVER ESPRESSO IN MODO TANTO ONESTO LO STATO DELLE COSE E DELLE MIE POSIZIONI.

NON SO AGGIUNGERE ALTRO.

TUTTI SPERIAMO CHE NESSUNO DEBBA SOFFRIRE PIU’ COSI’ TANTO. MA LA SOFFERENZA DEGLI INNOCENTI – RICORDATE DRESDA – NON PUO’ ESSERE UN’ARMA DA USARE CONTRO LA LOGICA DELLA RAGIONE E I VALORI DEL BENE E DEL MALE, DEL VERO E DEL FALSO, DEL GIUSTO E DELL’INGIUSTO.

E’ UNA MEDICINA DURISSIMA, MA LO E’ ANCHE PER ME.

IL MIO “BIUONA GUERRA” (COME HO RIPETUTO DAVANTI ALLE BANDIERE ISRAELIANE QUALCHE GIORNO FA) NON CONTIENE TRACOTANZA, FELICITA’, SODDISFAZIONE, MA SOLTANTO IL DESIDERIO DI FINIRLA CON UNA SITUAZIONE INSOSTENIBILE E IN CUI GLI AGGRESSORI E GLI AGGREDITI SONO PERFETTAMENTE NOTI.

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kalevala scrive:

Caro Paolo :

Qualche giorno fa ti chiesi un commento sulla vicenda De Magistris , Apicella, Salerno , Catanzaro.

Io trovai e trovo la cosa enorme. Il tuo commento fu: “marcio”.

Ora devo dire che in un certo senso trovo la cosa ancora piu’ enorme perche’ nel frattempo, salvo errore, a parte la televisione e questo non conta niente ma i grandi giornali non ne parlano affatto.

Addirittura il tuo ex giornale non ha speso una riga …silenzio tombale assolutamente inconsueto per Repubblica che su fatti come questo in passato ci si sarebbe buttata a pesce;mi domando dove sono i Bonini e i D’avanzo.

Di questa storia mi e’ rimasta in mente solo la lettera accorata e nobile della d.ssa Nuzi che non mi sembra una italianuzza.

Sei rimasto al commento sintetico di “marcio” o, tu che bazzichi per le segrete stanze ,te la senti di aggiungere qualcosa? Saluti.

GUZZ – NON BAZZICO SEGRETE STANZE E NON HO ANCORA UN MIO GIORNALE.

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