ECCO IN PRIMA PAGINA L’ARTICOLO DI GRILLO PARLANTE SU QUEL CHE HA SCATENATO LA GIUSTISSIMA, SACROSANTA AZIONE MILITARE ISRAELIANA A GAZA, DA CUI POSSONO PARTIRE E PARTONO 200 MISSILI AL GIORNO STOCCATI IN 80 CHILOMETRI DI GALLERIE SOTTERRANEE, TUTTA ROBA IRANIANA, E AGGIUNGO, IO DI MODIFICHE SU ARMI FORNITE DALLA RUSSIA DELL’AMICO PUTIN, “IL NOSTRO GRANDE VLADIMIR”, PER CAPIRCI.
Tutte cazzate. Chiedo scusa a tutti, odio esprimermi così, ma non saprei a chi assegnare la medaglia d’oro alle Olimpiadi dell’Ipocrisia. Israele viene bombardata da mesi, tutti i giorni, con missili, razzi e colpi di mortaio e nessuna Cancelleria è stata presa dall’affanno, nessuna lacrimuccia ha solcato volti altrimenti impegnati in brindisi e bagordi.
http://www.paologuzzanti.it/?p=886#comment-81438
Ovviamente la Lega Araba ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di prendere “una posizione sull’aggressione israeliana contro Gaza” e Mahmoud da Teheran ha chiesto di” impedire al regime sionista di continuare i suoi crimini, prova dell’atteggiamento aggressivo del regime sionista e risultato del silenzio della comunità internazionale di fronte all’accerchiamento ingiusto degli abitanti di Gaza”. Finora all’appello manca la reazione italiana.
Gli attacchi dell’aviazione israeliana erano attesi ma non erano dati per scontati anche se i segnali c’erano tutti. Il 14 dicembre due palestinesi membri di Hamas, Iyad Abid e Abdullah Abid, vengono arrestati mentre progettavano di abbattersi con un aliante imbottito di esplosivo su una stazione di sorveglianza elettronica dell’IDF nei pressi di Gerusalemme. Il 17 dicembre, dopo due giorni di attacchi ininterrotti, 21 missili colpiscono l’area del centro commerciale di Sderot provocando 12 feriti. Il giorno 21 l’intelligence israeliana è al massimo livello di allerta: i dirigenti di Hamas iniziano a nascondersi nei tunnel scavati sotto Gaza (sono lunghi ottanta chilometri). Il 22 dicembre, per la prima volta in assoluto, compare l’antiaerea palestinese: un elicottero israeliano Apache viene fatto segno di “attenzioni” prima che sorvoli la striscia nei pressi di Nahal Oz.
Il 23 dicembre si tiene una grande esercitazione di difesa da attacchi missilistici nelle città israeliane meridionali di Ashdod, Ashkelon, Kiryat Malachi, Kiryat Gat, Gedera e Yavne e il giorno dopo oltre cinquanta missili lanciati da Hamas si abbattono sulle città israeliane distruggendo case, aziende, strade, veicoli e facendo registrare 57 feriti. Il giorno di Natale Hamas chiede a Teheran di minacciare un intervento se gli israeliani dovessero lanciare un attacco su Gaza, ma gli iraniani (che non sono scemi) rispondono che preferiscono aspettare l’evolversi della situazione; il ministro degli esteri Tzipi Livni intanto è a Il Cairo ad avvertire gli egiziani, a dirgli cioè che per attaccare non avrebbero chiesto il permesso a nessuno. Nella notte l’intelligence israeliana informa i libanesi, che intervengono trovando otto lanciarazzi (caricati con razzi RAAD da 107 mm e missili Grad da 122 mm) pronti a far fuoco contro le città di Nahariya e Maalot in Galilea. Le armi erano state consegnate da Hezbollah ad Hamas nel campo palestinese di Ain Hilwa con lo scopo di aprire un secondo fronte a nord se Gaza fosse stata colpita.
In una settimana oltre 200 missili di Hamas hanno martellato Israele (ben cinquemila dal 2005, quando si è ritirato da Gaza) tenendo sotto tiro 250.000 cittadini israeliani. La reazione dell’aviazione è iniziata alle 11.30 locali con l’operazione “Cast Lead” alla quale hanno preso parte 150 tra aerei ed elicotteri con un centinaio di obiettivi designati: postazioni militari e di comando di Hamas, stazioni di polizia e il porto. Le vittime al momento sono 255, i feriti 330. Hamas è stata ingannata e colta di sorpresa: anzitutto i media hanno dato ampio risalto alla riunione di Gabinetto del 25 che pur approvando un’operazione militare la rimandava nel tempo e comunque non prima di un prossimo incontro; poi tramite gli egiziani sono state riferite ad Hamas informazioni “attendibili” circa gli israeliani che non avrebbero attaccato di sabato, Sabbath.
Parecchi comandanti ed effettivi di Hamas ci sono cascati al punto che hanno lasciato i rifugi sotterranei per presenziare ad una cerimonia militare nel loro quartier generale. E qui gli israeliani hanno colpito duramente causando le maggiori perdite, tra cui il capo della polizia di Hamas. Un portavoce militare israeliano ha dichiarato che l’operazione è “appena iniziata” e se necessario verrà ampliata e intensificata. Infatti la gran parte del potenziale offensivo di Hamas è rimasto intatto nei bunker sotterranei. Si stima che il potenziale missilistico sia oggi di circa 200 lanci giornalieri, compresi i nuovi ordigni con portata pari a 42 chilometri e che raggiungerebbero altre cinque città israeliane compresa la periferia di Beersheba.
Azzardo una mia personalissima opinione. Malgrado gli annunci ed i timori quello a cui stiamo assistendo non è il regolamento di conti con Hamas. Manca l’oste, manca l’Iran senza il quale non se ne viene a capo. Le azioni quindi saranno contenute e mirate a disarticolare le infrastrutture di comando e controllo dei miliziani legati a Teheran, a logorarli sul fronte interno, a tenerli sotto pressione e ad evitare il più possibile il coinvolgimento di civili che favorirebbe i fanatici di Hamas anche in Cisgiordania. Ad evitare anche l’apertura di un pericoloso secondo fronte a nord contro Hezbollah, alla frontiera con il Libano: in dicembre il comandante di Al Qods, generale Qassem Suleimani, si è incontrato a Beirut con il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, proprio per concordare una risposta ad eventuali operazioni a Gaza. Probabilmente anche la politica interna israeliana e le elezioni di febbraio spingono per una “mezza” misura. Olmert ormai è ridotto ad un fantasma e il suo gabinetto è stato criticato furiosamente proprio per l’inazione passiva mentre cadevano i missili palestinesi. Ehud Barak, Tzipi Livni e Ronnie Bar-On devono vedersela con gli avversari del Likud guidati da Netanyahu e non possono farcela mentre i cittadini israeliani corrono nei rifugi anti-missile e gli scolari rimangono a casa. E non possono farcela neanche se Hamas riesce a risucchiare l’Esercito Israeliano nelle strade di Gaza e a tenervelo inchiodato sotto l’occhio impietoso delle telecamere di mezzo mondo.
Quindi le discussioni serie con Teheran ed i suoi protetti sono rimandate a febbraio, quando il dossier iraniano la farà da padrone una volta insediati Obama e il nuovo Primo Ministro di Israele. Infatti grazie all’aiuto di Putin (attraverso l’azienda statale Atomstroyexport) la centrale nucleare di Bushehr entrerà nella fase ultima del completamento ed entro il 2009 si stima che Ahmadinedjad potrà disporre di materiale fissile sufficiente per assemblare tre bombe A. Fonti americane di intelligence hanno già confermato che il Cremlino ha venduto all’Iran missili terra-aria a lungo raggio S-300 ponendo Israele ad “un punto di decisione poiché una volta dislocato, il sistema anti-aereo è in grado di rilevare qualunque attacco contro i siti iraniani”. E la consegna pare che verrà effettuata in fretta e furia visto che appena lunedì scorso una “fonte diplomatica” a Mosca ha riferito che non bisognerà attendere che i missili escano dalla fabbrica. Sono già pronti, verranno prelevati direttamente dalle riserve di emergenza del Ministero della Difesa russo e spediti a Mahmoud.
Queste sono le mie prime impressioni buttate giù a caldo, poche ore dopo l’inizio delle operazioni a Gaza. Nei prossimi giorni cercherò di saperne e capire di più. Un punto solo mi sembra assodato: lo Stato di Israele è ancora una volta accerchiato e solo.





















28 dicembre 2008 alle 13:56
Traduzione di In Difesa di Israele -indifesadisraele@gmail.com
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Preso dal Palestinian Media Watch
Hamas applica la legge islamica(Shariah): Amputazioni delle mani,crocifissioni,frustate ed esecuzioni di Itamar Marcus e Barbara Crook
I membri del Consiglio Legislativo Palestinese di Hamas a Gaza hanno approvato un nuovo disegno di legge “per applicare le punizioni coraniche”,tra le quali amputazioni delle mani,crocifissioni,punizioni corporali ed esecuzioni. Quelli che producono,bevono o vendono vino saranno puniti con 40 frustate e se bevono in pubblico verranno aggiunti tre mesi di prigione. Diverse leggi sono rivolte contro i rivali palestinesi di Hamas, tra cui una legge contro i negoziatori che non sono di Hamas che condannerà a morte chiunque “è stato messo a negoziare con un governo straniero su una questione palestinese e stia negoziando contro gli interessi palestinesi”.
Quello che segue è preso dal sito web di Al-Arabiya:
http://www.alarabiya.net/articles/2008/12/24/62699.html ( in arabo )
Titolo: Hamas approva una legge per punire con frustate, amputazione delle mani, crocifissioni e pene di morte -per applicare la legge islamica(Shariah)
I membri di Hamas del Consiglio Legislativo Palestinese hanno approvato in una riunione a Gaza una nuova proposta di legge che è stata presentata da Hamas(che ha la maggioranza nel Consiglio Legislativo), il cui scopo è quello “di attuare le punizioni coraniche”. Il quotidiano Al Hayat di Londra l’ha riferito il 24 Dicembre 2008 e ha detto che questo non ha precedenti, oltre ad aver scatenato critiche dalle organizzazioni per i diritti umani che operano nella Striscia di Gaza, soprattutto perchè questa legge prevede frustate, amputazioni delle mani, crocifissioni ed esecuzioni…
La legge è suddivisa in leggi “primarie e secondarie”. Le leggi primarie includono: “Leggi coraniche, vendette di sangue, frustate, crocifissioni ed esecuzioni”…
Il testo sottolinea “Queste punizioni non saranno graziate o perdonate… tranne se perdonate dalla vittima stessa”
Nella sezione 59 della legge si stabilisce che “la pena di morte sarà applicata su qualunque palestinese che abbia commesso una di queste cose: Alzato un’arma contro la Palestina per difendere il nemico durante la guerra, è stato nominato a negoziare con un governo straniero su una questione palestinese e stia negoziando contro gli interessi palestinesi, ha compiuto un atto ostile contro un governo straniero che possa danneggiare la Palestina in guerra o indebolire le relazioni politiche, ha informato o aiutato dei soldati ad entrare in questo esercito, indebolendo lo spirito e la forza della resistenza del popolo, oppure ha spiato contro la Palestina, specialmente durante la guerra”.
La punizione delle frustate è presente in molti punti della legge. La sezione 84 stabilisce che: “Chiunque beva,possieda o produca vino è punito con 40 frustate se è Musulmano, e chiunque beva vino, o danneggi un’altra persona(con il vino), o causa problemi in un luogo pubblico, o beva in un luogo pubblico sarà punito con un numero non inferiore a 40 frustate ed un periodo di carcere non inferiore a 3 mesi”.
Al-Arabiya, 24 Dicembre 2008
Per contattare il Palestinian Media Watch(in arabo,in ebraico o in inglese):
Telefono: +97226254140
Fax: +97226242803
Email: pmw@pmw.org.il
Sito web: http://www.pmw.org.il
– – Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Difendere-Israele/1132177495 ; Myspace: http://www.myspace.com/indifesadisraele
Traduzione di In Difesa di Israele – indifesadisraele@gmail.com
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28 dicembre 2008 alle 14:10
Che tristezza.
E che rabbia, in Europa in nome del Politically Correct, molti si ostinano a equiparare Israele e Palestina.
O peggio, perchè fa chic, prendere le difese dei Palestinesi.
Ammiro e invidio la costanza del popolo israeliano a difendere la propria terra e la propria vita, contro tutto e contro tutti.
Mi chiedo se esista una soluzione diversa dalla “pace assoluta” tanto invocata dagli odiatori di Israele.
Viva Israele, Viva la Democrazia, Viva la Libertà.
Marco Tomasi
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28 dicembre 2008 alle 14:57
non mi ha risposto.
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28 dicembre 2008 alle 15:03
Qualche link.
http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2008/12/20081227232637589589.html
Hamas chiama alla terza intifada.
Khaled Meshaal ad Al Jazeera:
“Abbiamo fatto appello a una intifada militare contro il nemico. La resistenza continuerà con missioni suicida”.
Meshaal ha detto che Hamas aveva accettato “tutte le proposte pacifiche, ma senza risultato”.
Ha detto che perché vi possa essere un dialogo con la gente di Gaza “il blocco deve essere revocato e il passaggio [attraverso Israele] riaperto… in particolare a Rafah,” che porta in Egitto.
Meshaal si riferisce al blocco imposto a Gaza dopo che Hamas aveva preso il pieno controllo della sovrappopolata, impoverita striscia, soverchiando le forze fedeli al presidente palestinese moderato Mahmoud Abbas nel giugno 2007. Il leader di Hamas, che vive in esilio in Siria, ha dichiarato di essere aperto ad una riconciliazione con Abbas, ma solo se il presidente palestinese cesserà le negoziazioni con Israele.
Hamas definisce l’attacco “olocausto”:
http://yalibnan.com/site/archives/2008/12/israeli_strikes.php
Il Cair, una nota organizzazione di ipocriti alleati sedicenti “moderati” del terrorismo, con sede a Washington, parla di “massacro”:
http://www.freerepublic.com/focus/f-news/2155027/posts
Nel frattempo anche le Nazioni Unite criticano Israele per il “massacro” di Gaza:
http://www.russiatoday.com/news/news/35354/video
L’amico di Richard Geere, Hanan Ashrawi, trova anche il coraggio di fare dell’umorismo.
Parlando da Ramallah, in West Bank, ha accusato Israele di aver ignorato i termini dell’accordo di cessate il fuoco:
http://edition.cnn.com/2008/WORLD/meast/12/27/gaza.israel.strikes/index.html
Nota: si legge ovunque il numero totale degli uccisi, ma non si fa cenno al fatto che, secondo quello che si vede nei video, gli uomini portati in barella fuori dai siti colpiti sono quasi tutti maschi adulti (lo confermano anche fonti ufficiali palestinesi).
Trovo abbastanza ridicolo che si debbano poi condannare questi eventi perché tra i morti ci sono vittime civili: come se Israele avesse missili in grado di leggere la carta di identità delle persone che si trovano nelle località dove si nascondono i militanti di Hamas.
Certo, si potrebbero sempre evitare morti da ambo le parti per esempio facendo pressione su Hamas perché non lanci più razzi si Israele… o è una proposta troppo poco comprensiva di tutte le istanze?
Dalla fine del cessate il fuoco Israele ha subìto circa 200 attacchi alla settimana, quando era in vigore il cessate il fuoco invece gli attacchi erano circa 59, sempre alla settimana.
Non so se rendo l’idea (meglio di me la ha resa Grillo Parlante).
P.S. Per Grillo Parlante, il problema è risolto.
Facciamo qua. Ok?
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28 dicembre 2008 alle 15:27
Dal mondo.
Dopo l’omicidio di Mosha Yaish-Nahari, il fratello di un rabbino, al grido di “Ebreo, questo è il messaggio che ti manda l’Islam”, il governo yemenita ha annunciato che verrà costruito un getto per gli ebrei. Tutte le famiglie che, per la loro sicurezza, decideranno di trasferirvisi, riceveranno un compenso 10.000 dollari:
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3644718,00.html
Alcune foto davvero raccapriccianti mostrano che le vittime degli attacchi a Mumbai sono state anche sessualmente umiliate.
I corpi del rabbino e sua moglie rinvenuti al centro ebraico avevano i genitali mutilati:
http://beeqube.com/article/terr
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28 dicembre 2008 alle 16:02
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo437119.shtml
Da Abu Mazen e Egitto accuse a Hamas: “Dichiari la tregua”.
Il presidente palestinese Abu Mazen chiede ai rivali del movimento estremista Hamas di rinnovare il cessate il fuoco con Israele per evitare ulteriori spargimenti di sangue a Gaza. Abul Gheit, il ministro degli Esteri del governo egiziano, ha accusato Hamas di impedire ai feriti palestinesi di varcare il valico di Rafah dove sono attesi dalle ambulanze inviate dal ministro della sanità egiziana, per portarli negli ospedali del Paese.
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28 dicembre 2008 alle 16:25
Non sono un “rifiuto”: solo solo uno che non porterebbe voti in dore
Come non detto.
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28 dicembre 2008 alle 16:59
Onorevole Guzzanti,
il cinismo della sua invocazione a proposito dell’attacco di Israele a Gaza ” CHE COLPISCA BENE, CHE COLPISCA DURO, CHE FACCIA QUEL CHE VA FATTO” mi suscita una intensità di vomito non so quanto simile a quella del suo in occasione del discorso pro Putin di Berlusconi ma sicuramente molto forte.
e siccome non me ne fotte niente di Hamas ma penso solo ai civili palestinesi che restano sotto quelle bombe le dico, a scanso di equivoci, che nutro lo stesso sentimento di orrore anche per i civili israeliani che restano sotto i razzi palestinesi o dilaniati dalle bombe dei kamikaze.
la responsabilità di questa guerra infinita e di questi decenni di stragi reciproche ricade principalmente sulle grandi potenze, in primo luogo gli USA, che in questo cinquantennio non hanno saputo, o voluto, garantire la coesistenza dei due stati, palestinese ed israeliano avendone entrambi diritto, su quei territori.
le conseguenze sono sotto gli occhi ipocriti del mondo intero : Israele sempre più militarizzata e operante con il ferro e fuoco e le fazioni palestinesi sempre più inclini per reazione alle attività terroristiche; trattandosi quindi di una catena reciproca di lutti le due parti, come nelle faide della ndrangheta calabrese, non ne verranno mai a capo.
mi dia modo di ricredermi sul mio vomito, grazie
GUZZ – LE DAREI PIUTTOSTO QUATTRO IN STORIA E TRE IN LETTURA. LEI EVIDENTEMENTE NON SA NULLA E QUESTO E’ LO SCUDO DIETRO IL QUALE MOLTI PENSANO ESSERE PIU’ PURI, ANZICHE’ OSCENI.
LEI NON SA CHE SE NON ESISTE UNO STATO PALESTINESE CIO’ DIPENDE UNICAMENTE DALLA VOLONTA’ DEGLI STATI ARABI CHE LO IMPEDIRONO NEL 1948 E POI SUCCESSIVAMENTE, PREFERENDO GIOCARE AI DADI CON LA GUERRA E CERCARE DI BUTTARE A MARE ISRAELE. LA RISOLUZIONE DELL’ONU – E’ TUTTO SU QUESTO BLOG, SE LO CERCHI – FU DISATTESA E IMPEDITA DA IRAK, EGITTO, GIORDANIA, SIRIA, LIBANO E GLI ALTRI STATI ARABI.
GLI ISRAELIANI HANNO SEMPRE OFFERTO I TERRITORI CHE SONO STATI COSTRETTI A CONQUISTARE NELLE GUERRE SUBITE, IN CAMBIO DI PACE. COSI’ FECERO CON L’EGITTO RESTITUENDO IL SINAI, COLTIVATO A GIARDINO DOPO AVERLO CONQUISTATO PER LA GUERRA DI AGGRESSIONE SUBITA NEL KIPPUR DEL 1974.
QUANTO ALLE VITTIME CIVILI PALESTINESI, ESSE SONO SCUDI UMANI. HAMAS, COME OLP E HEZBOLLAH SANNO SFRUTTARE MEDIATICAMENTE I MORTI: METTONO LE RAMPE DI LANCIO NELLE CASE ABITATE E IMPEDISCONO AGLI ABITANTI DI LASCIARLE, COSI’ LA RAPPRESAGLIA, SE ARRIVA, UCCIDE GLI SCUDI UMANI E ISRAELE PASSA PER CARNEFICE E GENTE COME LEI CHE NON SA NULLA SCRIVE QUEL CHE LEI HA SCRITTO. GUARDI CHE SU QUESTO BLO C’E’ TUTTO, BASTA SOLTANTO SCUOTERSI LA PIGRIZIA DI DOSSO E CLICCARE LA RIERCA, CON IL NOSTRO POTENTE MOTORE DI RICERCA, STUDIARE NON COSTA NULLA ED EVITA BRUTTE FIGURE.
POSTILLA: GLI USA NON SONO RESPONSABILI PROPRIO DI NULLA. CLINTON FECE COSE DA PAZZI PER FAR FIRMARE AD ARAFAT LA CARTA DI OSLO CHE POI FU BUTTATA A MARE DAI PALESTINESI. GLI USA NON HANNO POTER IMPERIALI, MA SOLTANTO DIPLOMATICI E NON C’E’ PRESIDENTE AMERICANO CHE NON SOGNI DI PASSARE ALLA STORIA COME COLUI CHE E’ RIUSCITO A FAVORIRE LA SOLUZIONE DEL CONFLITTO.
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28 dicembre 2008 alle 21:37
Sei troppo buono, io in storia gli avrei dato 2.
Inoltre vorrei ricordare che gli arabi rifiutarono nel 1939 un loro stato in palestina su TUTTO il mandato britannico, senza la minima traccia di Stato Ebraico, ma rifiutarono.
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29 dicembre 2008 alle 01:34
Onorevole Guzzanti,
il fatto di essere il padrone di casa in questo blog non le dovrebbe consentire di insolentire i partecipanti allo stesso anche se affermano cose che non Le garbano, visto lo spirito democratico del forum, almeno credo.
(intanto al maestrino dalla penna rossa Django preciso che nel 1937 la proposta della Commissione Peel di suddividere il Mandato inglese in due stati distinti, poi riproposta dalla Commissione Woodhead nel 1938 e dalla Conferenza di St. James nel 1939, fallì perchè respinta da ambedue le etnie, l’ebraica e l’araba)
nel 1948 la spartizione della Palestina nei due Stati, arabo ed ebraico, prevista dalla risoluzione 181 dell’ONU, non fallì soltanto per il voto contrario dei paesi arabi (la metà circa dei 13 contrari contro i 33 favorevoli) ma anche per l’astensione di 10 paesi fra cui la Gran Bretagna allora mandataria, e quindi mi pare semplicistico attribuire tutto il disastro successivo solo al mancato accoglimento di quella risoluzione.
le reazioni alla risoluzione ONU furono diversificate; per es. alcuni gruppi estremisti ebraici, come la banda Stern che negli anni successivi si diede ad atti terroristici, la rifiutarono mentre i paesi arabi la rigettarono con posizioni differenziate sulle modalità di spartizione del territorio.
di seguito oltre all’autoproclamazione dello Stato di Israele vi fu come lei sa bene l’occupazione dello stesso dei territori assegnati ai palestinesi nel piano dell’ONU dell’anno precedente con la conseguente dispersione dei profughi palestinesi, più numerosi degli israeliani frattanto insediatisi, nelle aree dei paesi circostanti con tutti i conseguenti costi umani e sociali immaginabili.
ed è da questo momento in poi che le grandi potenze, non ho detto solo gli USA ma penso anche all’URRS e alla Gran Bretagna, avrebbero potuto e dovuto fare molto di più per imporre anche con la forza la creazione dello stato palestinese accanto all’autoproclamatosi Stato di Israele.
quanto agli scudi umani io non ho le sue certezze sul fatto che i combattenti palestinesi “impediscono agli abitanti di lasciare le loro case dopo che le hanno usate come rampe di lancio” ma mi pare poco credibile che, gente dello stesso popolo, li costringano almeno in modo sistematico; mentre ho la certezza, e dovrebbe averla anche lei, di tante nefandezze compiute in tutti questi anni contro la popolazione civile (ovviamente da ambo le parti).
una per tutte quando nel 1982 in Libano, dove Israele sferrò l’attacco con l’obiettivo di liquidare la resistenza palestinese, le milizie falangiste cristiane, sotto l’egida delle forze israeliane di Ariel Sharon, irruppero nei campi profughi di Sabra e Chatila sterminando più di duemila civili palestinesi inermi.
ribadisco semplicemente che non mi era piaciuta, perchè secondo me cinica, quell’espressione COLPISCA DURO, COLPISCA BENE, CHE FACCIA QUEL CHE VA FATTO, considerato che non solo di guerra fra eserciti si tratta ma di scontri militari (da entrambe le parti) con civili inermi di mezzo.
La saluto cordialmente
GUZZ – NO, IO NON LA SALUTO CORDIALMENTE PERCHE’ A DIFFERENZA SUA NON SONO UN IPOCRITA.
LA RISOLUZIONE DELL’ONU FU APPROVATA, NON FU RESPINTA. E LO STATO PALESTINESE NON SI FECE PERCHE’ LO STATO DI ISRAELE NON SI “AUTOPROCLAMO’ ” AFFATTO, MA NACQUE IN SEGUITO ALLA RISOLUZIONE DELL’ONU E TUTTO IL MONDO CIVILE FESTEGGIO’ QUELLA NASCITA, PARTICOLARMENTE CALDEGGIATA, A QUEI TEMPI, DALL’UNIONE SOVIETICA.
LO STATO DI ISRAELE NACQUE LEGALMENTE E IN ESECUZIONE DELLA RISOLUZIONE DELL’ONU. QUINDI LEI RACCONTA UN SACCO DI BALLE E NON LE PERMETTO DI DARMI LEZIONI SU COME IO MI COMPORTO IN CASA MIA.
SE QUESTA CASA NON LE PIACE, QUELLA E’ LA PORTA.
QUI NON E’ NEANCHE LECITO BARARE SULLA STORIA, PERCHE’ SIAMO GENTE CHE LA STORIA LA CONOSCE BENE. IO HO PASSATO PARTE DELLA MIA VITA IN MEDIO ORIENTE E HO STUDIATO TUTTI I TRATTATI, COMPRESI QUELLI DI AFFITTO E VENDITA DELLE SASSAIE COMPERATE AGLI SCEICCHI.
LO STATO DI ISRAELE NACQUE LEGALMENTE, LO STATO PALESTINESE NON SI FECE SOLTANTO PERCHE’ IL GIORNO STESSO DELLA NASCITA DI ISRAELE LE TRUPPE CONGIUNTE DI TUTTI GLI STATI ARABI CONFINANTI O VICINI – EGITTO SIRIA IRAK GIORDANIA E LIBANO – ENTRARONO IN ISRAELE CON LA LEGIONE ARABA IN TESTA.
E LO STATO D’ISRAELE, CHE DISPONEVA SOLTANTO DELL’HAGANA’ E DELLA BANDA STERN E DEI RAGAZZI CHE AVEVANO COMBATTUTO NEL GHETTO DI VARSAVIA, RIDUSSE A MAL PARTITO GLI ESERCITI INVASORI E INFLISSE LORO UNA SONORA LEZIONE MILITARE E DI GUERRIGLIA PARTIGIANA.
NON HO IDEA PERCHE’ PERDA TEMPO CON LEI.
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29 dicembre 2008 alle 03:05
x Asmodeo.Guardi che il padrone di casa non l’ha per niente insolentita.S’è sentito offeso perchè in storia le è stato appioppato un 4? Mediti sulle corbellerie che ha scritto! Analizzi,approfondisca ben bene quel breve (veritiero) trattato di storia sul conflitto arabo/israeliano che le è stata impartita dal Guzz e se è capace di un minimo di obiettività,faccia mea culpa;chieda scusa al senatore e in futuro ponga maggior cura nell’attingere informazioni che di fonti AFFIDABILI in materia, ve ne sono a iosa.
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28 dicembre 2008 alle 17:57
IL SOGNO
Durante un tramonto
un giorno mi dicesti:
“Gesù non è risorto”.
Pensandoti mi viene malinconia
sei la voce dei morti.
Questo Dio si ridesterà da te,
dalle tue ossa chiuse in un tumulo,
lo sento,
lo leggo dalle linee incise sul palmo della mia mano:
è la vita che vive mentre scorre verso la morte.
Ti ho sognato pallido
mentre ti chiedo un bacio…
lo fai ed in silenzio piango:
tutto è più infinito.
Le mie mani, foglie che il vento trascina via:
sussurri, vaticini.
Se tu fossi questa notte qui
ritornato da me ombra nel buio,
ti pregherei di non ricordarmi
del tanto male che mi hai fatto,
amandomi.
Se tu venissi incontro a me,
se tu mi avessi amato un po’ di più
adesso ti direi
di non riuscire a vivere più senza di te.
Qualcuno ha criticato le mie poesie dicendo che io scrivo solo belle frasi: NON E’ AFFATTO VERO soprattutto perchè
io nella poesia bado ai contenuti, non mi interessa di costruire una rima perfetta se poi non c’è anima in questa
rima. Libertà di esprimersi è vero allora dico ai diversi MALOMBRA non buttate tutto nella spazzatura, di certo anche
nella spazzatura si può trovare qualcosa di bello.
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28 dicembre 2008 alle 20:47
Il “qualcuno” ancora aspetta che tu dica dove e quando il Papa ha detto le frasi sugli escrementi che tu gli attribuisci.
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29 dicembre 2008 alle 15:50
Lo stile è il pensiero diceva Flaubert.
Nelle sue composizioni non trovo né stile né pensiero.
Non vi leggo ricerca e personalità. Sono in grado di scriverle tutti.
Dicendo questo, non la voglio certo insultare.
Saluti
p.s. Prima leggo e rileggo e poi butto.
GUZZ – CARO MALOMBRA, LA SENTO TESO E INDISPETTITO SOLO PERCHE’ LEI NON SCRIVE IN MODO TRAVOLGENTE.
MA STIA TRANQUILLO, AVRA’ DI CERTO DELLE QUALITA’ E ANZI, QUANDO LE TROVA CE LE MOSTRI CHE LA FESTEGGEREMO CON GIOIA.
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29 dicembre 2008 alle 17:52
Sente male, caro direttore
Il mio intervento riguardava le composizioni di Ciro.
“LA SENTO TESO E INDISPETTITO SOLO PERCHE’ LEI NON SCRIVE IN MODO TRAVOLGENTE. ”
Come fa a sostenere ciò ?
“MA STIA TRANQUILLO, AVRA’ DI CERTO DELLE QUALITA’ E ANZI, QUANDO LE TROVA CE LE MOSTRI CHE LA FESTEGGEREMO CON GIOIA.”
Bene! Ora mi sento più tranquillo! Però evitiamo feste, non le sopporto. Preferirei una cenetta fra pochi “rivoluzionari”.
Saluti!
GUZZ – PORGO LE MIE SCUSE. DUE ATTENUANTI. NON VEDO A CHI E’ DIRETTO IL COMMENTO E LEI E’ SPESSO ACIDULO E CONTROPELO, IL CHE COSTITUISCE UNA QUALITA’. QUANTO AL RESTO, BUON ANNO. (E CENA RIVOLUZIONARIA)
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29 dicembre 2008 alle 18:04
“LEI E’ SPESSO ACIDULO E CONTROPELO, IL CHE COSTITUISCE UNA QUALITA’.”
Direttore, uno dei complimenti più belli che mi potesse fare. Mi ha allagato il cuore. Grazie!
(questa volta però sono serio).
Buon anno a Lei e a tutta la sua famiglia!
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28 dicembre 2008 alle 19:13
25-12-2008
Hamas introduce a Gaza frusta e taglio della mano
Hamas ha recentemente approvato un disegno di legge islamista che introduce frustate, taglio di arti ed esecuzioni capitali per impiccagione e crocifissione come pene standard nel codice penale in vigore nella striscia di Gaza. Ne ha dato notizia mercoledì il quotidiano pan-arabo edito a Londra al-Hayat.
Secondo al-Hayat, il disegno di legge è già stato approvato in prima e seconda lettura dal parlamento di Gaza con l’unanime voto favorevole di tutte e tre (sic) i parlamentari presenti alla seduta. È improbabile che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) sia disposto a ratificare il disegno di legge dopo la terza lettura, come previsto dalla costituzione palestinese. Ma Hamas non avrebbe per questo alcun problema ad applicare la nuova legislazione nella striscia di Gaza, che è sotto suo completo controllo.
Il disegno di legge contempla 214 articoli. L’articolo 59 afferma che “qualunque palestinese riconosciuto colpevole d’aver levato le armi contro la Palestina a favore del nemico; d’aver negoziato contro gli interessi della Palestina con un governo straniero; d’aver messo in pericolo l’esistenza della Palestina commettendo atti di aggressione contro un paese straniero… sarà condannato alla pena di morte”.
Analoga sorte spetta a chiunque sia trovato colpevole “d’essersi associato a un esercito straniero in guerra con la Palestina o d’aver favorito una tale azione; d’aver intrapreso atti volti a demoralizzare il popolo palestinese in uno dei suoi movimenti di resistenza; d’aver spiato la Palestina o d’aver intrapreso azioni di spionaggio in tempo di guerra”.
L’articolo 84 stabilisce che chiunque sia trovato colpevole “d’aver bevuto, venduto o prodotto vino sarà punito con quaranta frustate… d’aver bevuto e molestato la gente sarà punibile con quaranta frustate e tre mesi di carcere”. La frusta verrà usata anche su chiunque “si sia dato al gioco d’azzardo, abbia offeso i credo religiosi, abbia diffamato la personalità altrui”.
Il disegno di legge autorizza inoltre i tribunali a comminare il taglio di arti, per lo più quello della mano destra, a danno di chi venga riconosciuto colpevole di furto in flagranza di reato.
Dove sono le organizzazioni per i diritti umani? – si domanda il giornalista di YnetNews, Roee Nahmias.
(Da: YnetNews, Jerusalem Post, 24.12.08 – http://www.israele.net)
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28 dicembre 2008 alle 19:14
28-12-2008
“Combattiamo Hamas, non i civili palestinesi”
“Da ormai sette anni dei civili israeliani vengono attaccati con i missili. La vita nel sud del paese è diventata impossibile. Ci vorrà tempo e ci vorranno pazienza e tenacia per completare questa missione”. Lo ha detto sabato il primo ministro israeliano Ehud Olmert, presentandosi alla stampa affiancato dal ministro degli esteri Tzipi Livni e dal ministro della difesa Ehud Barak.
Olmert ha sottolineato che Israele ha fatto di tutto per permettere alla tregua di continuare. “Alla calma che abbiamo offerto – ha detto – hanno risposto con le distruzioni, al nostro desiderio di mantenere la quiete hanno risposto col terrorismo. Nessun paese accetterebbe un simile stato di cose. Nei giorni scorsi si è capito che Hamas voleva arrivare allo scontro. In tali circostanze, non avevamo altra scelta che reagire. Non siamo affatto contenti di andare in battaglia, ma non ci facciamo nemmeno intimorire. L’operazione ha lo scopo di migliorare la condizioni di sicurezza per gli abitanti del sud del paese in modo che possano vivere una vita normale”.
Esprimendo le condoglianze ai famigliari delle vittime dei lanci palestinesi di sabato e augurando pronta guarigione ai feriti, Olmert ha ricordato che nell’immediato futuro il numero di lanci su Israele potrebbe anche aumentare e colpire luoghi finora non raggiunti. Ha poi continuato: “Abbiamo investito molto nei preparativi per questo genere di scontro. Chiedo ai nostri cittadini di seguire attentamente le istruzioni del Comando per la difesa interna: istruzioni che salveranno vite umane”.
Olmert ha chiarito che Israele si occuperà anche della popolazione civile di Gaza, alla quale continuerà ad assicurare il proseguimento degli aiuti umanitari: “Il nemico è Hamas, non la popolazione palestinese – ha detto Olmert – Noi combattiamo le organizzazioni terroristiche, che sono una sciagura per entrambi i popoli: gli obiettivi che abbiamo attaccato oggi sono stati scelti col preciso intento di evitare al massimo vittime civili”.
Il primo ministro israeliano ha anche ricordato Gilad Shalit, il soldato israeliano sequestrato due anni e mezzo fa in territorio israeliano e da allora trattenuto in ostaggio da Hamas a Gaza in violazione di ogni norma e convenzione internazionale.
In una conferenza stampa a Tel Aviv il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha dichiarato sabato che le Forze di Difesa israeliane amplieranno e intensificheranno nella misura necessaria l’offensiva contro le strutture di Hamas nella striscia di Gaza.
Alti ufficiali della difesa spiegano che l’obiettivo dell’operazione è porre fine ai lanci di missili da parte di Hamas e al traffico di armi ed esplosivi verso la striscia di Gaza, colpendo duramente le potenzialità offensive dell’organizzazione jihadista che ha il controllo della striscia di Gaza. Secondo gli ufficiali, la capacità stimata di Hamas all’inizio degli scontri è di 150-200 lanci di missili al giorno.
“C’è un tempo per il cessate-il-fuoco e un tempo per combattere – ha detto Barak – Ora è il tempo di combattere. Per mesi le nostre forze armate hanno preparato l’operazione iniziata oggi”.
Barak ha affermato che Israele non ha mai avuto intenzione di permettere a Hamas di continuare impunemente a lanciare razzi e missili sulla popolazione israeliana senza reagire. “Non voglio illudere nessuno – ha continuato – Non sarà facile e non sarà veloce. Dobbiamo essere risoluti. Ci aspettiamo che i lanci di missili Hamas si intensifichino durante l’operazione. Per settimane – ha spiegato il ministro della difesa israeliano – Hamas e i suoi gruppuscoli satelliti hanno bersagliato Israele coi loro razzi e mortai. Non abbiamo mai pensato di lasciar continuare indefinitamente questa situazione”.
“La vita degli israeliani non è in ostaggio – ha detto il primo ministro Olmert – e Israele non esiterà a reagire ad ogni atto di aggressione”.
(Da: YnetNews, Jerusalem Post, 27.12.08 – http://www.israele.net)
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28 dicembre 2008 alle 19:14
Rifletto su quello che sta accadendo.
Leggo che quasi tutta la stampa occidentale, citando anche molti tra i nostri leader più importanti e le organizzazioni internazionali, biasima Israele per la violenza dell’attacco: una reazione sproporzionata, si legge.
Anche alcuni opinionisti in Israele giudicano che questa reazione alla fine si rivelerà controproducente perché alimenta l’odio. In più c’è tutta una popolazione che si trova praticamente imprigionata nella striscia di Gaza, che subisce le conseguenze dell’embargo e che si trova, oltre che affamata, anche bombardata. E’ normale che si provi dispiacere anche per loro e si cerchi un perché a tanta violenza.
E poi si fa la conta dei morti:
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/israel/3999523/Analysis-Israeli-politics-lies-behind-Gaza-attacks.html
“Da quando Israele ha concluso il ritiro da Gaza, nel settembre 2005, le sue forze di sicurezza hanno ucciso circa 150 palestinesi per ogni morto israeliano. Messo difronte a una simile ratio, il governo di Israele troverà molto difficile spiegare che la sue risposta è stata proporzionata.”
C’è una logica in tutto questo, ma io credo proprio che per comprendere l’intensità dei bombardamenti, il punto della questione stia altrove: dobbiamo capire le ragioni dell’attacco dell’esercito israeliano.
Mi sembra che chi deve sentirsi prima di tutti responsabile del sangue che verrà versato sono proprio i leader mondiali che oggi condannano Israele, quelli che finché piovono razzi e uccidono un numero “contenuto” di persone, finché Hamas rapisce qualche militare israeliano qua e là, finché un singolo terrorista si fa saltare su un autobus, allora si fanno gli affari loro o al massimo convocano tavole rotonde e annunciano piani di pace, per poi passarsi lo scettro di colui che è riuscito a farli firmare, ma che mai sentiamo parlare come ha fatto oggi il ministro degli Esteri egiziano: con chiarezza, accusando i responsabili senza mezzi termini, e minacciando reazioni concrete se proseguirà la resistenza di Hamas all’attacco di Israele.
In diretta televisiva, oggi, il ministro degli Esteri egiziano ha severamente e con decisione accusato Hamas di essere l’unica responsabile di quello che sta accadendo ed ha dichiarato: “se non cesseranno le rappresaglie prederemo contromisure”.
Ha anche ripetuto che Israele aveva più volte avvertito che se non fossero cessati gli attacchi ci sarebbe stata una reazione.
http://www.youtube.com/watch?v=5roptSbO3GQ&eurl=http://gatewaypundit.blogspot.com/&feature=player_embedded
Perfino dalla Palestina piovono accuse contro Hamas:
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1230456495581&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull
….Ma i nostri leader fanno la conta dei morti e non trovano di meglio da lasciare a futura memoria che vaghe dichiarazioni bipartisan, quando piuttosto non condannano Israele per uso eccessivo della forza.
Tra l’altro, e mi sembra una notizia importante per capire cosa sta veramente accadendo, ci sono fondati motivi per credere che l’IDF abbia in mente un attacco definitivo (per stroncare Hamas) e che non stiamo quindi assistendo ad una rappresaglia:
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3641116,00.html
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1230456494238&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1230111723191&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull
Per adesso sappiamo anche che questi attacchi stanno provocando la morte principalmente di terroristi (questo grazie alla bravura dell’esercito israeliano):
http://apnews.myway.com/article/20081228/D95BDA0G1.html
http://www.reuters.com/article/newsOne/idUSLR1342320081227?pageNumber=2&virtualBrandChannel=0
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28 dicembre 2008 alle 19:28
Egr, Onorevole senatore,
approvando completamente il suo intervento, non posso però sottolineare la posizione di un altro ebreo Gad Lerner. Dal suo blog:Di nuovo Israele riesce a mettersi dalla parte del torto anche quando ha ragione, e perfino il mondo arabo circostante si scrollerebbe volenteri di dosso la minaccia costituita da Hamas. La politica israeliana, in vista delle elezioni del 10 febbraio, s’è lasciata trascinare nella coazione a ripetere cui pure l’ultimo Sharon aveva tentato disperatamente di sfuggire. L’illusione è che la distruzione della forza militare visibile di Hamas regali tranquillità alle città meridionali dello Stato ebraico e rafforzi la componente moderata del movimento palestinese. Un secolo di guerra ci dice in anticipo che sarà vero il contrario: Israele rivivrà l’incubo del terrorismo e la leadership di Abu Mazen vacillerà anche in Cisgiordania, dopo l’umiliazione subita a Gaza.
Illusoria è anche l’unità che per qualche giorno Israele pare ritrovare nell’autodifesa, dopo che Hamas l’ha provocato con la rottura della tregua e con i lanci missilistici. Già scritto è il copione dell’imbarazzo e del dissenso interno, col dubbio angoscioso che il disonore sia l’anticamera della perdizione.
Quel sangue versato non servirà a nulla. Ora accendiamo per l’ottava e ultima sera i lumi di una Channukkà senza festa, perchè il miracolo della saggezza pare al di sopra delle nostre possibilità. Temo lo sappia anche il capo provvisorio del governo di Gerusalemme, Ehud Olmert. Per come l’ho conosciuto, proteso fino all’ultimo in cerca di un accordo con la Siria che gli integralisti di Hamas hanno sapientemente boicottato, è un uomo che non crede in quel che fa. Ne perlerò più a fondo nei prossimi giorni, temo bui.
GUZZ – NON CONOSCO EBREI CON QUEL NOME.
CERTO, TUTTO E’ SEMPRE DIFFICILE PER ISRAELE, SPECIALMENTE QUANDO DEVE DIRE BASTA E FERMARE LA MANO ARMATA CHE LO COLPISCE.
E’ PENOSO, MA LA COLPA E’ DEGLI IPOCRITI CHE NON HANNO MOSSO UN DITO FINCHE’ ISRAELE E’ RIMASTA SOTTO IL BOMBARDAMENTO MISSILISTICO.
COSA FAREBBE LA SVIZZERA?
LA GRAN BRETAGNA?
COSA FAREMMO NOI?
HAMAS E GLI ARABI VOGLIONO PROVOCARE LA REAZIONE ARMATA PER INCASSARE SOLIDARIETA’ POLITICA, COMPIONO SACRIFICI UMANI A QUESTO SCOPO.
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28 dicembre 2008 alle 20:26
Grazie onorevole senatore, ha espresso totalmente il mio pensiero.
GUZZ – GRAZIE A LEI, CARO LUCA.
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28 dicembre 2008 alle 19:32
Se i 200, o 300, o 400, o quanti sono morti di Gaza sono terroristi di Hamas, tutto il mio appoggio a Israele.
Se non lo sono, Israele ha compiuto un atto criminale.
GUZZ – DAVVERO? ANCHE SE LE RAMPE DI LANCIO E I DEPOSITI DI MUNIZIONI SONO DENTRO LE CASE CIVILI PROPRIO AFFINCHE’ OGNI RISPOSTA MILITARE DI ISRAELE AD OPERAZIONI MILITARI DI HAMAS PROVOCHI VITTIME CIVILI? DUNQUE HAMAS HA RAGIONE. HA TROVATO IL MODO DI POTER FARE GUERRA A GLI ALTRI SENZA SUBIRE CONSEGUENZE, E’ COSI’? E QUESTO SAREBBE GIUSTO? SPIEGARE.
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28 dicembre 2008 alle 21:12
Sì. Questa è la differenza tra dei porci terroristi e uno Stato democratico. Bombardamenti ottusi, inutili, e intanto i caporioni di Hamas sono al sicuro, al caldo, protetti e riveriti. E’ come combattere le Brigate Rosse bombardando l’università di Trento.
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28 dicembre 2008 alle 22:03
Caro Paolo, capisco le tue ragioni e quelle di Israele. Penso come te che qualche azione militare era necessaria e condivido in gran parte quello che hai scritto. Tuttavia ritengo che abbia ragione Kabinett. Non è tollerabile che si prendano di mira case civili, anche se usate come depositi di armi. Mi pare sia anche previsto dalle norme della convenzione di Ginevra: l’attacco a strutture civili è vietata anche nel caso che vengano usate come scudi. Ricordiamoci che questa motivazione è stata in passato usata dai peggiori criminali di guerra per attaccare civili e radere al suolo intere città perché “tanto sono covo di terroristi”, come ebbero a dichiarare spesso i generali di Eltsin prima e Putin poi (cosa che, sia pur solo in minima parte, era anche vero) e che rasero al suolo Grozny per cui grazie a ragionamenti simili giustificarono lo sterminio del 20% della popolazione cecena.
No, ora non te la prendere, non ti sto dando del criminale di guerra… ci mancherebbe, e non sto affermando che l’esercito della stella di David è guidato da gente come quella che sta seduta al Cremlino. Il relativismo politico non è il mio stile. Ma chi come te ha deciso di stare dalla parte della civiltà, della democrazia, della libertà che Israele rappresenta in una regione circondata dalle peggiori dittature deve anche per coerenza darsi dei codici morali e di condotta che i nemici della libertà non si daranno mai. Naturalmente così è tutto più difficile, come lo è il rinunciare all’uso della tortura in un giusto processo contro qualcuno che potrebbe sapere dove e quando verrà compiuto il prossimo attentato terroristico. Ma queste regole dobbiamo darcele proprio per distinguerci da loro. Nessuna civiltà vera potrà essere costruita su solide basi se alle barbarie si risponde con altre barbarie. Se agissimo come loro perderemo questa guerra perché diventeremmo noi stessi come loro e vinceranno le Hamas, i barbuti di Al Qaeda e similari. Ripeto, condivido moltissime cose che dici, ma su questi aspetti vorrei che riflettessi meglio.
Un abbraccio, Marco.
GUZZ – CARO MARCO, FORSE HAI RAGIONE TU, MA IO MI SONO INDURITO E NON SONO PIU’ PROPENSO A RISPETTARE LE REGOLE DEL BRIDGE NEL TE’ POMERIDIANO DELLA MARCHESA O’CONNOR.
LO SO, E’ ORRENDO, MA ISRAELE NON MI SEMBRA CHE ABBIA ALTERNATIVA: O ACCETTA DI ESSERE BOMBARDATA SENZA ALCUNA POSSIBILITA’ DI RISPOSTA PERCHE’ QUELLI, VIOLANDO LA CONVENZIONE DI GINEVRA SISTEMANO LE RAMPE DENTRO I PALAZZI CIVILI, OPPURE DEVE UCCIDERE ANCHE DEI CIVILI PER FAR SAPERE CHE NON ESISTONO SANTUARI, NON ESISTONO ASTUZIE SICURE.
QUALE ALTERNATIVA SCEGLIERE? IL PESO MORALE DELLA RISPOSTA DEVE CADERE TUTTO E SOLTANTO IN CHI VIOLA PER PRIMO LE REGOLE, SE SI DEVE POI CHIEDERE ANCHE AD ISRAELE DI OSSERVARE LE REGOLE.
SAI, GLI AMERICANI QUANDO SBARCARONO IN SICILIA – HO IL FILMATO COMBAT CHE FU PUBBLICATO QUALCHE ANNO FA – PER PRIMA COSA PRESERO I PRIGIONIERI ITALIANI DELLA MILIZIA FASCISTA CHE SI ERANO BATTUTI MOLTO BENE E LI PASSARONO PER LE ARMI.
PATTON DETTE ORDINE DI SPARARE SOTTO LA CINTURA DI TUTTI COLORO CHE ALZAVANO LE MANI E SI ARRENDEVANO, DRESDA FU TRASFORMATA IN UN ROGO IMMANE E HIROSCHIMA E NAGASAKI PUR PROVOCANDO UN DECIMO DELLE VITTIME DELLE GRANDI BATTAGLIE DEL PACIFICO, CHIUSERO LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
DELL’EERCITO GIAPPONESE IN MANCIURIA DI 800 MILA UOMINI ATTACCATO DALL’ARMATA RROSSA APPENA FU LIBERA DI TRASFERIRE TRUPPE DAL FRONTE OCCIDENTALE NON FU RISPARMIATO UN SOL UOMO.
IO CREDO CHE CHI CERCA DI RISOLVERE I PROBLEMI CON LA GERRA, COME HAMAS, DEBBA SAPERE CHE LA GUERRA E’ UNA CARNEFICINA IN CUI MUOIONO ANCHE LE REGOLE INSIEME AI BAMBINI, E L’OBIETTIVO E’ QUELLO DI CHIUDERE UNA PAGINA E SCRIVERE LA PAROLA FINE.
MA, QUESTO E’ IL VERO PUNTO, SI STA PER METTERE LA PAROLA FINE ATTRAVERSO UN ATTACCO DI GRANDE VIOLOENZA CHE VIOLA LE REGOLE?
NON LO SO, NON LO SAPPIAMO.
E QUESTA PER ME E’ LA VERA TRAGEDIA.
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29 dicembre 2008 alle 01:30
Scusate Marco e Paolo se mi intrometto, ma è anche per chiarirmi le idee.
Io ho capito (forse male) che gli obiettivi di Israele finora sono stati tutti strategici.
Le abitazioni civili colpite non so quante siano, non trovo traccia di questa informazione.
Qualcuno ha un link attendibile per capire quante e quali abitazioni civili sono state colpite?
Altrimenti ragioniamo sul nulla e a sproposito.
Comunque ho delle considerazioni da fare anche nel caso fossero state colpite volontariamente un numero di abitazioni civili.
Sono probabilmente mesi che questo attacco è in preparazione ed è ormai chiaro che i servizi segreti israeliani hanno disegnato una mappa precisa degli obiettivi da colpire.
Intendo dire che quando parliamo di abitazioni civili, in realtà, in questo caso, se dobbiamo credere a quanto dichiara il governo israeliano (e io ci credo), non è previsto un attacco indiscriminato su tutta l’area; quindi si dovrebbe trattare di abitazioni che, nella consapevolezza di tutti i loro abitanti, ospitano ingenti quantità di armamenti (stile Santa Barbara) e gruppi (numerosi) di terroristi.
Io perciò non le definirei abitazioni civili, piuttosto le chiamerei basi dei terroristi dove, talvolta, a scopo del tutto funzionale, vivono anche dei civili, che sanno bene con chi coabitano e a chi offrono scudo.
Ora, io ho sempre biasimato i nostri partigiani quando dalle montagne, per liberare l’Italia dal fascismo, a volte agivano sapendo di mettere a repentaglio la vita delle persone comuni, di civili che non avevano dato ai partigiani alcuna delega in bianco per mettere a rischio la loro vita e quella dei loro fratelli e figli. Tanto peggio facevano i tedeschi quando fucilavano un tot di civili innocenti solo per scoraggiare i partigiani.
Ma i civili palestinesi che vivono nelle case-obiettivo hanno dato una delega in bianco ai terroristi di Hamas, non solo per uccidere gli Israeliani, ma anche per mettere a repentaglio la loro stessa incolumità di civili palestinesi, che per questo secondo me diventano militari senza uniforme, come i terroristi.
L’intervento di Marco pone una questione molto importante ed è del tempo che ci rifletto su.
Marco non ne fa soltanto un punto di principio, ma, se ho ben capito, trova che osservare con coraggio il rispetto dei principi condivisi dalla cultura democratica potrebbe essere anche uno strumento importante per vincerla, questa guerra contro il terrorismo islamico. Per convincere quelle popolazioni che sono guidate da leader spietati che è anche nel loro interesse sovvertirli (un po’ lo spirito del Surge in Iraq).
Ma continuo a pensare che questo fenomeno del terrorismo globale (anche Hamas ne fa parte) non è un fenomeno di terrorismo normale nato spontaneamente da una situzione di sofferenza; piuttosto è stato pasciuto e foraggiato di argomenti proprio da quegli stati che lo hanno sfruttato nel peggiore dei modi, sia finanziandolo per destabilizzare le democrazie, sia usandolo come pretesto per attaccare e distruggere intere nazioni.
A me sembra che una distinzione dobbiamo farla ed è evidente che Israele non fa parte della cricca.
E finché tutta la comunità internazionale non si dimostrerà unita e concreta nella lotta contro l’Islam radicale e nella difesa di Israele, Israele secondo me non ha altra scelta che usare ciclicamente la forza, anche se tra gli obiettivi ci fossero finte abitazioni civili e anche se questa guerra in MO non avesse fine, ma, nella migliore delle ipotesi, lunghe pause.
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29 dicembre 2008 alle 02:21
Sempre sull’argomento delle abitazioni civili usate come scudo.
Nel testo della convenzione di Ginevra (la quarta) si legge:
Articolo 28.
“la presenza di una persona protetta non può essere usata per rendere certe località o aree immuni da operazioni militari”.
Questo è quello che fa Hamas.
http://www.unhchr.ch/html/menu3/b/92.htm
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29 dicembre 2008 alle 09:10
Finché la comunità internazionale, tutta la com. intern.le non si dimostrerà unita nella lotta all’islam. E concreta. Allora Israele dovrà ciclicamente usare la forza. Anche se questa guerra non avesse mai fine.
Perché diavolo volete che si vada verso una catastrofe come una grande guerra globale, tra cui le posizioni militari esplicite, schierate, missilistiche o come si faranno, di Russia, Cina, Pakistan e Iran; Corea s., regioni del Baltico, paesi arabi; e poi l’Africa, territorio di conquista e di diamanti e di fomentazione, fatta passare per anticolonialismo, per risarcimento; e sud americani, ed immigrati, e forse zingari, leghisti, separazionisti, brigatisti, mafie, turchi e magari pure qualche notizia di espressioni andamane.
Ovviamente, tutto per cause lecite, delLa Cultura che deve scrollarsi di dosso il fango della più antica e barara palude, e per La Libertà, e per Il Diritto. Sì.
ma perché diavolo nel frattempo dobbiamo ammettere che sia utile [ma a chi?] l’uso ciclico della forza, anche se quest* [guerra] non avrà mai [un] fine?
Non è vero che Israele vuol restare solo, in questa guerra. E se vuol restare solo, noi andiamo lo stesso.
Per dio, è di coccio.
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29 dicembre 2008 alle 17:03
Simona, mi sembra tu dia per scontato che i palestinesi che si ritrovano con l’arsenale di Hamas in casa abbiano di loro spontanea volontà offerto le loro abitazioni come depositi d’armi. Può anche darsi che alcuni (o molti) abbiano effettivamente accettato volontariamente, ma dubito che in caso di rifiuto Hamas gli chieda il permesso. Ricordo bene quando i guerriglieri ceceni si ritiravano nelle case civili e l’aviazione russa per tutta risposta ridusse proprio per questo Grozny ad un cumulo di macerie. Comunque sia, come hai osservato la mia riflessione è più generale e che potrebbe ridursi al motto: stiamo attenti a non diventare come loro. Ciao, Marco.
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30 dicembre 2008 alle 16:13
Sig. Marco, apprezzo le Sue posizioni di principio (che riassumo, forse sbagliando: “se siamo i migliori, dimostriamolo anche a costo di sacrifici”), però va anche ricordato che in quei territori Hamas ha vinto le elezioni.
Cioè la maggioranza della popolazione di Gaza ha votato per un partito che è dichiaratamente per la guerra, che è dichiaratamente per la distruzione di Israele, che è dichiaratamente contro ogni legittimità internazionale.
Capisco anche che andare contro Hamas in quei posti è cosa assai difficile (io stesso probabilmente non lo farei, fossi uno di loro, per semplice paura e vigliaccheria), ma se quelli di Hamas possono continuare imperterriti a terrorizzare i loro stessi connazionali, a lanciare razzi e a vincere con la paura le elezioni, allora forse per dimostrarsi migliore, l’Occidente è giusto che si sporchi le mani.
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29 dicembre 2008 alle 01:35
Ci sarebbe anche il problema dei campi profughi di lungo periodo. La Convenzione di Ginevra semplicemente non prevede che un campo profughi duri per decenni, perché si dà per scontato che, finita la guerra e stipulati i trattati di pace, i profughi prima o poi tornino nei luoghi d’origine.
Ma molti Stati arabi sono ancora, almeno formalmente, in guerra con Israele (non ricordo quali)…
Guardacaso gli unici due esempi di popoli viventi in campi profughi di lungo periodo sono entrambi in terra musulmana. I 350.000 profughi Palestinesi del 1948, che sono oggi 4.300.000, e i 175.00 Saharawi provenienti dal Sahara occidentale, cacciati dall’esercito marocchino nel 1975. Questi ultimi, dice candidamente Wikipedia, non hanno alcuna speranza di rientrare nei luoghi d’origine e vivono su un altopiano desertico dell’Atlante (Algeria), l’Hammada, dove si verificano escursioni termiche da -5° nelle notti d’inverno, a + 60° nei giorni d’estate. E temo che i campi profughi nel Darfur sudanese siano avviati verso lo steso destino.
Forse c’è qualcosa, nella concezione della terra propria dei musulmani, che ci sfugge…
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29 dicembre 2008 alle 16:55
Paolo, non credo sia il caso di illudersi. L’avere colpito case civili non cambierà molto da un punto di vista pratico e militare. Ritorneranno a compiere azioni terroristiche in un altro modo, come è sempre stato da mezzo secolo a questa parte. Sbaragliata una postazione ne ricostruiranno un’altra, distrutto un arsenale ne riceveranno un’altro dall’Iran (o dalla Russia che lo farà per vie traverse con le società di export private, ecc.). La ragione per la quale malgrado ciò approvo queste azioni (con i dovuti distinguo qui espressi) è che la loro vera funzione possa essere politica (p.es. quella che la stessa società palestinese incominci a prendere le distanze da Hamas). E quel messaggio politico lo si può anche mandare, anzi lo si manda meglio, senza prendere di mira gli obiettivi civili, eventualmente colpendone qualcuno di militare in più. Tu citi le atrocità commesse nella seconda guerra mondiale. Ma gli alleati la vinsero grazie a quelle nefandezze o malgrado esse? Ci manca il termine di paragone per rispondere. Creiamolo almeno per una volta.
Ciao, Marco.
GUZZ – CARO MARCO, LEGGI IL BEL COMMENTO DI SIGAL, TI PREGO, CHE RISPONDE IN PARTE AL TUO RAGIONAMENTO.
SI’ SONO D’ACCORDO, MA CREDO CHE HAMAS VADA ESTIRPATO, LE SUE GALLERIE DISTRUTTE, LE LINEE DI COMUNICAZIONE CON L’IRAN TAGLIATE, LE SUE CASEMATTE INCENDIATE E CHE IL PESO MORALE DEI MORTI INNOCENTI VADA ADDEBITATO TUTTO E SOLTATO AD HAMAS E NON AD ISRAELE.
SE FOSSE VERO IL CONTRARIO VORREBBE DIRE CHE HAMAS HA SCOPERTO IL MOTO PERPETUO DEL VANTAGGIO MORALE: COSTRINGI IL TUO NEMICO A COLPIRE INNOCENTI PER SALVARSI DAL TUO ATTACCO, E AVRAI VINTO.
DEVONO INVECE PERDERE, E CHE LE POVERE VITTIME CIVILI SIANO ASCRITTE A LORO VERGOGNA. MA CONCORDO TOTALMENTE CON LA TUA VISIONE MORALE.
UN CARO SALUTO.
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30 dicembre 2008 alle 16:18
Sono d’accordo con il Senatore (pur condividendo lo spirito e la cortesia del sig. Marco).
Personalmente, credo che gli alleati vinsero la guerra politica grazie sì al piano Marshall, ma soprattutto grazie al fatto che si sporcarono le mani (che io sappia, da quanto ho sentito dire dai sopravvissuti, nessuno imputa agli alleati le numerose morti sotto i bombardamenti, pur maledicendo ancora le sirene e gli aerei spietati).
I morti di Hiroshima pesano sulle spalle dei vertici giapponesi, così i morti di Dresda su quelle di Hitler.
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28 dicembre 2008 alle 19:46
Mi puoi spiegare perché consideri l’entrata di Israele in europa come una sconfitta? I cinquemila anni sono un tempo biblico che necessariamente deve restare eterno e immobile? Israele, Mosè, non devono entrare nella loro europa, e rivoluzionarla? Europa, la dea europa, non deve proteggere il tempio dall’assedio, non dobbiamo? Roma non deve restituire ai semiti la propria libertà, a damasco? Noi non dobbiamo partecipare alla nostra guerra? Non si deve restituire il figlio di dio alla sua terra, noi che lo abbiamo usurpato e ne abbiamo fatto l’impero d’arte, di ceramica e d’oro, e di cera che marcisce in questa europa imperturbabile? Noi non dobbiamo proteggere i loro bambini e i nostri? Perché consideri che israele debba rifiutare?
GUZZ – GLI ISRAELIANI NON SONO E NON VOGLIONO ESSERE EUROPEI.
L’EUROPA DI OGGI E’ UNA TRUFFA, LEGGERE “EURSS” DI VLADIMIR BUKOVSKY, EDIZIONI SPIRALI.
ISRAELE NON VUOLE L’EUROPA, NON E’ IN EUROPA. PUO’ AVERE INTERESSE A SVILUPPARE LEGAMI COMMERCIALI E DI BUON VICINATO, MA POI BASTA.
QUANDO SI AVVERERA’ IL SOGNO ESPRESSO DA BERLUSCONI, QUELLO DI FAR ENTRARE LA RUSSIA IN EUROPA, L’ESERCITO EUROPEO SI CHIAMERA’ ARMATA ROSSA, ALLEATO DELL’IRAN E DI HEZBOLLAH.
ISRAELE DIFENDA LA PROPRIA LONTANANZA.
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28 dicembre 2008 alle 20:25
ma non dovremmo essere contro questo che lei descrive? se arriva l’urss, noi oggi non dobbiamo già sparare? arriverà un obama nel tempio, e cambieremo idea? come una luce?
GUZZ – SI’ CHE DOBBIAMO SPARARE. IO, NEL MIO PICCOLO, SPARO, SPARO DA SOLO, O QUASI.
SIAMO CONTRO: DENUNCIAMO, GRIDIAMO, CERCHIAMO DI DARE SCANDALO.
OBAMA: ECCO UNO CHE HO CONOSCIUTO DA POCO – ERO PER MCCAIN – E CHE HA ACCESO ANCHE IN ME RAGIONEVOLI E FONDATE SPERANZE.
PUO’ DARSI CHE LUI RIESCA A DARE LE RISPOSTE CHE L’EUROPA CODARDA E DALLA SCHIENA PIEGHEVOLE NON SA E NON PUO’ DARE.
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28 dicembre 2008 alle 20:06
Riporto da un blog:
domenica, 28 dicembre 2008
Gaza, la strage di Hanukkah
Quello che stanno facendo a Gaza, la ciliegia rosso sangue sulla torta dopo due anni di embargo e bombardamenti, lo sapete tutti.
Sabato scorso era una delle festività più sacre del calendario ebraico – lo Shabbat di Hanukkah. Per poter compiere la strage di Gaza, Ehud Barak ha dovuto chiedere una dispensa speciale dai rabbini. Non so perché sia stata scelta una data così particolare, per un attacco preparato da ben sei mesi, come rivela Haaretz. Lo stesso nome dell’operazione, Piombo fuso, si riferisce ai dreidel o dadi con cui i bambini giocano a Hanukkah, e che il poeta sionista H.N. Bialik invitava a costruire usando il “piombo fuso”.
La strage di Hanukkah è stata preparata da due gesti: la promessa di riaprire, in parte, il valico di Eretz, che doveva servire per ingannare i palestinesi; e un attacco contro 36 organizzazioni islamiche in Cisgiordania.
Le organizzazioni colpite non erano militari, ma sociali: mentre gli uomini del regime golpista di Abu Mazen pensano a costruirsi ville con gli aiuti europei, Hamas in Cisgiordania continua a organizzare i servizi sociali, nonostante una raffica di arresti.
Distruggere questa rete di servizi sociali serve sia a togliere consensi a Hamas, che a rendere ancora più miserabile la vita dei nativi palestinesi e promuoverne così l’emigrazione.
Così, i soldati israeliani sono entrati in tutte le piccole isole della cosiddetta autonomia palestinese in Cisgiordania, dove hanno sequestrato autobus, bloccato centri commerciali e chiuso una scuola per ragazze e un’associazione che distribuisce cibo ai poveri. Hanno anche chiuso un centro medico a Nablus, impossessandosi dei computer, del denaro e dei mobili. Dice Haaretz
“Le istituzioni vicine a Hamas che sono state colpite finora comprendono scuole, centri medici, centri di beneficienza e persino mense popolari e orfanatrofi. Decine di associazioni sono state chiuse e il cibo sequestrato”.
Il cibo degli orfanotrofi sequestrato…
A volte, l’immensità di quello che stanno facendo ai nativi palestinesi si coglie meglio attraverso piccole cose come questa.
Non riesco a visualizzare un palazzo che viene giù, con i miei figli dentro.
“I parenti cercano tra i cadaveri e i feriti, per seppellire presto i morti. Una madre i cui tre bambini sono stati uccisi, e che giacciono l’uno sopra l’altro, nell’obitorio, grida, urla di nuovo e poi tace.”
Oppure il padre che deve portarsi a casa il cadavere del bambino di sette anni in una scatola di cartone, perché all’obitorio hanno finito le lenzuola…
Ma riesco – appena – a immaginarmi cosa voglia dire vivere per tre anni sotto l’impatto del boom sonico: in ore sempre diverse, ma preferibilmente in piena notte, i jet israeliani che sorvolano Gaza simulano, superando il muro del suono, il rumore di tremende esplosioni – un rumore talmente forte da far abortire le donne o da far saltare le vene nel naso, rompere i vetri o far crollare tetti.
Tre anni fa, per un errore tecnico, quello che è la vita quotidiana dei nativi palestinesi diventò per un unico attimo un incubo anche dei dominatori:
“L’esercito fu costretto a chiedere scusa quando un boom sonico fu udito per centinaia di chilometri dentro Israele la scorsa settimana. Il quotidiano Maariv lo descrisse come “il suono di un pesante bombardamento. Il rumore che scosse i cieli israeliani è stato spaventoso. Migliaia di cittadini sono saltati fuori dai loro letti, colti dal panico, e molti di loro hanno telefonato preoccupati alla polizia e ai vigili del fuoco. Le centrali telefoniche di Tel Aviv e dei distretti centrali ricevettero tante chiamate che non riuscirono più a funzionare.”
Il governo israeliano ha avuto la delicatezza di mandare il ministro degli esteri al Cairo, la capitale dei suoi complici nell’embargo a Gaza, per avvisare Hosni Mubarak della prossima strage.
Nella foto a sinistra, potete vedere due volti felici: quello del ministro degli esteri israeliano e quello del ministro degli esteri egiziano.
E a destra, una bambina palestinese che non ride.
http://kelebek.splinder.com/
GUZZ – EH SI’, PROPRIO COSI’. QUESTI ISRAELIANI SONO DEI MOSTRI E HO VISTO CHE SI SPARANO ANCHE DA SOLI I RAZZI CHE CADONO SULLE LORO CASE E HANNO DICHIARATO MENTENDO CHE HAMAS AVEVA ROTTO LA TREGUA E PASSAVA ALLE ARMI.
SONO DEI MOSTRI, HA PROPRIO RAGIONE.
E QUEL PORCO DI ABU MAZEN? E HOSNI MUBARAK?
TUTTI COMPLICI, COME DICE LEI, DEI SIONISTI.
OH, QUANTA LIMPIDEZZA NEL SUO SCRITTO, QUANTA VERITA’, QUANTA DOCUMENTAZIONE OGGETTIVA E VERITIERA.
HAMAS LE HA MANDATO IL REGALO DI NATALE?
O ASPETTA LA BEFANA?
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28 dicembre 2008 alle 20:51
Guzzanti io non scrivo niente…ho solo riportato. E non festeggio la befana, almeno non come nel resto d’Italia.
Comunque é lo stesso Haaretz a riportare un pó di disinformazione israeliana.
Mubarak p.e. effettivamente sapeva dell’attacco.
Ecco questa magari é una documentazione piú oggettiva e veritiera:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1050426.html
Disinformation, secrecy and lies: How the Gaza offensive came about
By Barak Ravid, Haaretz Correspondent
Tags: Hamas, Israel, Gaza
Long-term preparation, careful gathering of information, secret discussions, operational deception and the misleading of the public – all these stood behind the Israel Defense Forces “Cast Lead” operation against Hamas targets in the Gaza Strip, which began Saturday morning.
The disinformation effort, according to defense officials, took Hamas by surprise and served to significantly increase the number of its casualties in the strike.
Sources in the defense establishment said Defense Minister Ehud Barak instructed the Israel Defense Forces to prepare for the operation over six months ago, even as Israel was beginning to negotiate a ceasefire agreement with Hamas. According to the sources, Barak maintained that although the lull would allow Hamas to prepare for a showdown with Israel, the Israeli army needed time to prepare, as well.
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Barak gave orders to carry out a comprehensive intelligence-gathering drive which sought to map out Hamas’ security infrastructure, along with that of other militant organizations operating in the Strip.
This intelligence-gathering effort brought back information about permanent bases, weapon silos, training camps, the homes of senior officials and coordinates for other facilities.
The plan of action that was implemented in Operation Cast Lead remained only a blueprint until a month ago, when tensions soared after the IDF carried out an incursion into Gaza during the ceasefire to take out a tunnel which the army said was intended to facilitate an attack by Palestinian militants on IDF troops.
On November 19, following dozens of Qassam rockets and mortar rounds which exploded on Israeli soil, the plan was brought for Barak’s final approval. Last Thursday, on December 18, Prime Minister Ehud Olmert and the defense minister met at IDF headquarters in central Tel Aviv to approve the operation.
However, they decided to put the mission on hold to see whether Hamas would hold its fire after the expiration of the ceasefire. They therefore put off bringing the plan for the cabinet’s approval, but they did inform Foreign Minister Tzipi Livni of the developments.
That night, in speaking to the media, sources in the Prime Minister’s Bureau said that “if the shooting from Gaza continues, the showdown with Hamas would be inevitable.” On the weekend, several ministers in Olmert’s cabinet inveighed against him and against Barak for not retaliating for Hamas’ Qassam launches.
“This chatter would have made Entebe or the Six Day War impossible,” Barak said in responding to the accusations. The cabinet was eventually convened on Wednesday, but the Prime Minister’s Bureau misinformed the media in stating the discussion would revolve around global jihad. The ministers learned only that morning that the discussion would actually pertain to the operation in Gaza.
In its summary announcement for the discussion, the Prime Minister’s Bureau devoted one line to the situation in Gaza, compared to one whole page that concerned the outlawing of 35 Islamic organizations.
What actually went on at the cabinet meeting was a five-hour discussion about the operation in which ministers were briefed about the various blueprints and plans of action. “It was a very detailed review,” one minister said.
The minister added: “Everyone fully understood what sort of period we were heading into and what sort of scenarios this could lead to. No one could say that he or she did not know what they were voting on.” The minister also said that the discussion showed that the lessons of the Winograd Committee about the performance of decision-makers during the 2006 Second Lebanon War were “fully internalized.”
At the end of the discussion, the ministers unanimously voted in favor of the strike, leaving it for the prime minister, the defense minister and the foreign minister to work out the exact time.
While Barak was working out the final details with the officers responsible for the operation, Livni went to Cairo to inform Egypt’s president, Hosni Mubarak, that Israel had decided to strike at Hamas.
In parallel, Israel continued to send out disinformation in announcing it would open the crossings to the Gaza Strip and that Olmert would decide whether to launch the strike following three more deliberations on Sunday – one day after the actual order to launch the operation was issued.
“Hamas evacuated all its headquarter personnel after the cabinet meeting on Wednesday,” one defense official said, “but the organization sent its people back in when they heard that everything was put on hold until Sunday.”
The final decision was made on Friday morning, when Barak met with Chief of Staff General Gabi Ashkenazi, the head of the Shin Bet Security Service Yuval Diskin and the head of the Military Intelligence Directorate, Amos Yadlin. Barak sat down with Olmert and Livni several hours later for a final meeting, in which the trio gave the air force its orders.
On Friday night and on Saturday morning, opposition leaders and prominent political figures were informed about the impending strike, including Likud chairman Benjamin Netanyahu, Yisrael Beuiteinu’s Avigdor Liebermen, Haim Oron from Meretz and President Shimon Peres, along with Knesset Speaker Dalia Itzik.
GUZZ COME STANNO E COME AOSNO ANDATE LE COSE SU QUESTO BLOG LO SAPPIAMO PER FILO E PER SEGNO. PERCHE’ VUOLE FARCI RILEGGERE ARTICOLI CHE ABBIAMO GIA’ LETTO?
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28 dicembre 2008 alle 21:17
Mi scuso profondamente se ho riportato qualcosa che é giá stato postato. Se in questa elite qua dentro si sa giá tutto, allora per me gnurant non c’é posto.
GUZZ – ALTRO CHE SE C’Eì POST PER TI GNURANT: ULTIMA FILA, CON OPZIONE DI ORECCHIE D’ASINO.
QUI C’E’ POSTO PER TUTTI.
IO HO TROVATO GROTTESCO QUEL CHE HA SCRITTO LEI, NON I LINK CHE CONOSCIAMO TUTTI E BENE.
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28 dicembre 2008 alle 21:29
Ah..adesso devo anche farmi dire da un parlamentare “orecchie d’asino”?? Certo che gli avventori di questo blog vengono trattati con i guanti di lattice appena dicono qualcosa di grottesco. Cosa ho scritto di grottesco in quattro righe?
GUZZ – IL PARLAMENTARE, COME DICE LEI, E’ UN GIORNAALISTA E UN UOMO DI UNA CERTA CULTURA E CREDO CHE DAL SUO SCRITTO EMERGA UNA CERTA IGNORANZA GRAVE DELLA STORIA. IL SUO TONO ERA ED E’ DALLA PARTE DI HAMAS, NEANCHE UMANITARIO. E QUESTI BLOG, COME E’ SPIEGATO NELLA PRESENTAZIONE DELLO STESSO, E’ DI SUA NATURA FILO ISRAELIANO. SI DISCUTE LIBERAMENTE E SI PROMETTONO ANCHE ORECCHIE D’ASINO. CHE C’ENTRANO I GUANTI DI LATTICE?
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28 dicembre 2008 alle 22:44
Se é per quello sono filoisraeliano pure io. Ho postato quell’articolo perché mi sembrava interessante e uno spunto di discussione. Ammetto che non sono molto informato sulla storia in medio-oriente, ma di certo non mi nascondo per questo motivo.
Anche se condivido molte sue idee, non mi piace affatto il suo modo di “discutere” (o meglio sentenziare – e non mi riferisco al mio post). Ma visto che é il Suo spazio, Lei giustamente se ne puó fregare di quello che penso.
Ps: I guanti di lattice erano ironici.
GUZZ -AVENDO UN’ALTISSIMA CONSIDERAZIONE DI ME STESSO, CHE MI RENDE LIETAMENTE TIRANNICO E IROSAMENTE CAPRICCIOSO, MI CONSIDERO FRA LE ALTRE MIE INFINITE VIRTU’, MERITI, QUALITA’ SOPRAFFINE E SUPERUMANE, ANCHE UN MAESTRO DI IRONIA.
MA LEI MI HA SORPRESO.
NON HO MAI AVUTO UN PAIO DI GUANTI DI LATTICE IRONICO.
O UN PAIO IRONICO DI GUANTI DI LATTICE?
O UN PAIO DI GUANTI IRONICI?
LATTE IRONICO?
GANTICE LATTICO?
IRATTICO?
ONICE?
ATTICE?
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28 dicembre 2008 alle 20:44
Le religioni, Palestina, Israele, il Cristianesimo, le guerre.
Qua fuori da me tira un vento gelido ed io non me la sento di dire buona guerra.
Vorrei fare 4 chiacchiere con Hamas per capirne la follia, ma credo sarebbe inutile.
Mi viene in mente un film del simpatico De Crescenzo, quello in cui impersonava un professore di filosofia in pensione. Continuava la sua professione e le sue lezioni nel suo studio di casa dove aveva messo una sgangherata lavagna. La platea modesta era composta da un netturbino, un generale in congedo ma rigorosamente in divisa, un aiutante custode e un poeta da strapazzo.
In una delle sedute (scene del film) il professore si avvicina alla lavagna e traccia un punto esclamativo ed uno interrogativo. Poi spiega: ci sono due tipi di uomini: quello che procede con le certezze e quello che pur con i dubbi non indietreggia.
Tira un vento gelido fuori qui da me, per fortuna che sto al caldo.
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28 dicembre 2008 alle 21:46
Soluzioni, anche se ipotetiche e oniriche:
- L’ONU obbliga Hamas e Israele al cessate il fuoco; anche con l’uso di forza estrema.
La stessa ONU obbliga Hamas al riconoscimento di Israele ed al disarmo totale. Disarmo e sicurezza della striscia di Gaza a carico di truppe ONU.
Gerusalemme dichiarata cittá aperta e controllata dalle “guardie svizzere” della Cittá del Vaticano
- Israele invade la striscia di Gaza ed elimina fisicamente tutti i rappresentanti di Hamas. Fanteria, regina delle battaglie…
Lo só, si chiede cosí un grave tributo di sangue ad Israele, ma si elimina un problema.
- Israele elimina la striscia di Gaza dalla carta geografica con un bombardamento totale al napalm. Nello stesso tempo, Europa ed USA attaccano e distruggono il governo Iraniano e le possibili bombe/rampe missilistiche prima che l’Iran possa approntare le proprie difese antiaeree.
Invece, nessuno assumerá le sue, pur dolorose, responsabilitá; tutti continueranno ad emettere inutili appelli e, alla fine, l’Iran sará dotato di armamento atomico, vettori e difesa antiaerea.
Cosí inizierá la terza guerra mondiale e quello sconvolgimento generale previsto dal calendario maya per l’anno 2012. Le date… coincidono.
Bon divertimento.
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28 dicembre 2008 alle 22:11
ottimo articolo grillo parlante,peccato non vederlo al TG5! ma tutti i pacifisti,dove cavolo erano quando su Israele cadevano decine e decine di missili al giorno?Hammas va eliminato dal medio oriente ed io spero che Israele ci riesca,dopo si potrà discutere di pace e di due stati,ma solo dopo l’eliminazione di quel gruppo terroristico.
Davide Cembrano.
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28 dicembre 2008 alle 23:55
Operazione Piombo Fuso, Giorno Due. L’attività israeliana più importante è rappresentata dall’individuazione e dalla distruzione dei tunnel e dei bunker che Hamas ha costruito tra Gaza e l’Egitto. Da lì passano gli uomini e le armi provenienti per lo più dall’Iran (occhi chiusi da parte di Mubarak) e l’aviazione israeliana ne ha demolito una quarantina. Ecco com’è andata.
Ancora una volta l’intelligence ha preparato il terreno e ha fregato Hamas. Essì, perché i miliziani (a proposito, non indossano divise, sarebbero “civili” a tutti gli effetti) pensavano di giocare un brutto tiro ai soldati israeliani aspettandoli al varco, imbottendo i tunnel (profondi tra i tre e i quindici metri) di esplosivi e carburante e pensando di farli saltare al momento giusto provocando una carneficina. Invece nisba, ci hanno pensato gli aerei sganciando munizioni CBU-24 (bunker buster) che esplodono dopo 30 minuti e che hanno attivato una reazione a catena. Una bella scoppola per Hamas, ancora stordita dai bombardamenti di ieri.
Anche oggi comunque sono stati lanciati 20 tra Qassam e Grad modificati (dagli iraniani) allungando il tiro a 40 chilometri ec olpendo per la prima volta Ashdod e Yavne. Ora gli israeliani sotto tiro sono saliti a 750.000. Le Forze Armate israeliane rivendicano di aver distrutto il 50% delle postazioni di lancio individuate nelle settimane passate tant’è che Hamas ha fortemente ridimensionato la quantità dei lanci. Ma c’è da dire che aerei e drone da ricognizione sorvolano in continuazione Gaza pronti a far scattare un attacco non appena viene avvistata una scia sospetta.
L’arsenale di Hamas, è bene ricordarlo, è quasi completamente intatto e da alcuni segnali pare che vi sia stata una divisione di compiti con altri gruppi di terroristi palestinesi residenti nella striscia. A questi ultimi sono stati affidati i Qassam, fatti in casa e di portata più limitata, fino a Sderot per intenderci; Hamas invece si è riservato l’impiego dei Grad tenendo sotto mira località più lontane come Ashdod, Ashkelon, Kiryat Gat, Kiryat Malachi, Netivot, Ofakim e Beersheba. Vedremo nei prossimi giorni.
Il richiamo di quasi 7.000 riservisti la dice lunga sulle intenzioni israeliane: procedere con le operazioni terrestri. Nessuno vuole ripetere a Gaza l’errore compiuto in Libano nel 2006 quando si pensò che l’aver raso al suolo il QG di Hezbollah con l’impiego dell’aviazione poneva fine alla campagna. Hamas ha ricevuto sabato un durissimo colpo ciò nonostante non ha nessuna intenzione di arrendersi e starebbe preparando attentati suicidi in Israele e cercando di coinvolgere Hezbollah su nel nord.
Ma anche da questo lato Israele tiene gli occhi aperti. Oggi fonti della sicurezza libanese hanno confermato che cinque aerei con la Stella di Davide hanno sorvolato Bin Jbeil nel Libano meridionale e quindi avrebbero proseguito per Tiro. I voli di ricognizione proseguono ininterrotti anche (e soprattutto direi) di notte.
E la notte è la migliore amica dei commandos israeliani. Mentre scrivo arrivano dei rumors di operazioni mordi-e-fuggi condotte dalle forze speciali. Grazie all’intensa e ininterrotta attività della ricognizione le squadre di “fantasmi” si materializzano all’improvviso ai posti comando, sulle vie di rifornimento, perfino tra le squadre di lancio dei missili. Agiscono e poi scompaiono nuovamente tra le dune. Il morale di Hamas è sotto le scarpe, la confusione starebbe estendosi tra le unità.
L’operazione odierna contro tunnel e bunker ha indicato una priorità: distruggere “Lower Gaza” dove Hamas ha nascosto il suo esercito, forte di 15.000 uomini, durante l’offensiva aerea. L’attività di stanotte è propedeutica alle operazioni terrestri che oramai giudico imminenti: si marcano gli obiettivi per l’aviazione e si apre una strada per i blindati. Se davvero la si vuole fare finita con Hamas, la faccenda sarà lunga e complicata.
Avrei ancora qualcosina da aggiungere sull’Iran, la Siria e la Russia ma non è niente di urgente, rimando tutto a domani. Che è pure lunedì e per noi si ricomincia, per fortuna senza il timore di vederci entrare un Grad dalla finestra.
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29 dicembre 2008 alle 01:00
Grillo, mi rincresce dirtelo ma Debka è uno dei siti web meno attendibili che vi siano sulle questioni Israeliane.
Le CBU-24 sono delle Cluster Bombs che non penetrano nemmeno 1 metro di terra.
Su Debka non solo hanno scritto CBU al posto di GBU, ma hanno proprio sbagliato a mettere la foto. Si vede infatti l’interno della bomba con le submunizioni.
Le Bunker Buster che esplodono 30 minuti dopo aver penetrato decine di metri di terra, non sono mai esistite e mai esisteranno. Hanno solo una spoletta per regolare l’esplosione in funzione del tipo di terreno che stanno penetrando(un sensore calcola la decelerazione subita dalla bomba stessa), ma è questione di secondi o loro frazioni, non certo decine di minuti.
E per concludere, in Israele le operazioni le fanno molto seriamente e i dettagli importanti non giungono alle orecchie dei giornalisti (compresi quelli di Debka) nemmeno dopo decenni, figuriamoci durante le operazioni in corso !! Qualche unità che opera dietro le linee probabilmente ci sarà, ma un conto è formulare ipotesi e altra cosa è fare come quegli sparapalle di Debka che dicono di aver saputo tutto da fonti segretissime che conoscono soltanto loro.
Le cose serie non sono di dominio pubblico.
Diffidare.
Beppe
GUZZ – DICIAMO CHE DEBKA E’ UNA FONTE APERTA DEI SERVIZI ISRAELIANI E DUNQUE HA ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI, MA LE MANIPOLA ANCHE PER MESTIERE. E’ TUTTAVIA UNA FONTE INSOSTITUIBILE, ANCHE QUANDO SBAGLIA PERCHE’ CERTO NON SBAGLIA PER CASO.
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29 dicembre 2008 alle 07:48
Buongiorno On. Guzzanti,
su Debka spesso commetono degli errori talmene grossolani, che è più logico pensare a scarsa preparazione piuttosto che alla volontaria “deception”. Tra l’altro ho la netta sensazione che il Debka di oggi, sia un lontano parente del Debka di ieri.
Comunque è vero in generale che gli Israeliani amano alimentare quantità infinite di leggende sulle loro missioni, in modo tale che nessuno riesca più a raccapezzarsi minimamente.
E’ una tecnica ampiamente utilizzata, che serve a fare in modo che se le notizie vere dovessero venire a galla in qualche modo, sarebbero comunque inestricabilmente mischiate a centinaia di notizie false.
A differenza di quanto accade in altri Paesi però, in Israele il velo di segretezza non viene MAI rimosso, nemmeno dopo decenni. Nel mondo “normale” si scherza, in Israele fortunatamente NO…e sono ancora vivi grazie a questa sana pratica.
La Saluto Cordialmente e Le Auguro un Buonissimo 2009.
ero un po’ arrugginito
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29 dicembre 2008 alle 07:54
Che tipo di manipolazioni fa?
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29 dicembre 2008 alle 08:01
…P.S. su Debka hanno appena corretto l’errore che avevo segnalato in precedenza e dunque non è più visibile.
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29 dicembre 2008 alle 09:46
Grazie delle segnalazioni, vado di corsa.
Sulle GBU-24 ha pienamente ragione. Colpa mia che per via dell’ora mi son lasciato sfuggire il particolare. Faccio ammenda e per punizione terrò la foto di Prodi sul comodino per una settimana.
Come dice Guzzanti Debka è una fonte collegata ai servizi israeliani, così come ogni Paese o Forza Armata importante ha le proprie. L’importante è esserne consapevoli e stare attenti alle controindicazioni, soprattutto quando si spara. Quello delle CBU/GBU è un dettaglio che è sfuggito al mio personalissimo filtro ma il quadro d’insieme rimane immutato. Io li reputo dei professionisiti (anche della manipolazione), libero lei di pensare che siano degli sparapalle. Scriva anche lei qualcosa e verificheremo sulla distanza la verità dei fatti.
Buona giornata
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29 dicembre 2008 alle 14:53
Grillo Parlante, mi adeguo e torno al “Lei” .
Io non volevo mica darle delle lezioni, volevo solo segnalare il rischio di prendere per buone troppe cose. Nessuna ammenda e nessuna foto che possa disturbarle il riposo.
La correzione a quelli di Debka l’ho suggerita io e lo segnalo unicamente per evidenziare che se hanno bisogno di me per queste cose…beh non è che ci facciano una bella figura.
Mi è capitato di scrivergli molte volte, sempre per “sviste” di questo tenore.
Una volta, tanto per ridere, gli ho anche inviato delle coordinate bancarie (inventate di sana pianta) e gli ho chiesto di darmi 1$ per ogni correzione…anzi, a proposito, se qualcuno si ritrova con 100$ in più sul proprio conto corrente è pregato di fare un fischio e di offrirmi un caffè.
http://www.filefactory.com/file/a0081ge/n/BeforeCBU-24_jpg
http://www.filefactory.com/file/a0081ha/n/AfterGBU-28_jpg
I Gestori di Debka sono questi due arzilli signori. Il commento in massima parte è sensato e proviene da fonte autorevole.
http://fromitalytoisrael.splinder.com/post/13403819/Debka%2C+la+danza
Ripeto: Il mito di Debka è fondato su dei trascorsi migliori del presente, su tanto fumo e su delle competenze a dir poco approssimative delle quali si accorgono in pochi.
Quote:
“Scriva anche lei qualcosa e verificheremo sulla distanza la verità dei fatti”
Io non ho particolari previsioni da fare, tra l’altro la parte del Suo intervento che non ho toccato, contiene delle cose sulle quali sono d’accordo. Tutti i principali quotidiani on-line Israeliani dispongono di validi Analisti Militari e sostengono più o meno le stesse cose.
Al di là delle necessarie operazioni di terra(che saranno decisamente impegnative), c’è il rischio che il problema possa diventare più politico che militare. Barak, Olmert e la Livni sostengono che andranno avanti fino al raggiungimento dell’obiettivo, ma ritengo che molto dipenderà dalla rapidità delle operazioni.
Per il momento comunque hanno incassato il sostegno di “Walter Obama” e quello fresco fresco della Merkel e questa è un aspetto molto importante.
C’è poi il tacito sostegno di alcuni Paesi Arabi…ma mi fermo perché il discorso diverrebbe lunghissimo e poi non farei altro che ripetere le parole dell’ottimo Carlo Panella.
Cordiali Saluti- Beppe
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29 dicembre 2008 alle 15:47
Beppe sei un ottimo analista!
Buone feste con tutto il cuore!
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29 dicembre 2008 alle 17:47
Ciao
39 di febbre e torno ad avere tempo x scrivere 2 righe.
Grazie, è Grillo l’Analista…ho solo aggiunto due cose che in vario modo erano giunte alle mie orecchie.
Auguri anche a Te, anzi scusa, mi ero dimenticato.
Ti scrivo in privato tra poco.
Ciao colonna portante.Beppe
GUZZ – AUGURI PER IL FEBBRONE !!
ASPIRINA, VINO CALDO, UNA BELLA RAGAZZA NEL LETTO E MOLTA GINNASTICA ORIZZONTALE.
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29 dicembre 2008 alle 18:14
…ehm…la mia Compagna è momentaneamente a 600 Km di distanza, sono fedele…e ho due Cagnoni che se trovano lo spazio vuoto saltano dentro.
Meglio puntare tutto sull’aspirina e il vin brulè .
Grazie- Cordialmente- Beppe
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29 dicembre 2008 alle 16:13
Carissimo Beppe, altra svista, non mi ero accorto del “Tu”. Sono portato al “Lei” per abitudine, in segno di rispetto e di educazione, e se lei è d’accordo rimaniamo pure al “Tu”.
Quando ti ho invitato a scrivere sull’argomento non scherzavo: mi sembri un osservatore attento e, se Guzzanti me lo permette, credo che il blog ne trarrebbe giovamento. Oltre a Israele di carne al fuoco ce n’è parecchia.
Scrivere di questioni militari e/o di intelligence è un lavoraccio, ho iniziato trentanni fa aprendo le buste gialle della Novosti per esaminare le foto in bianco nero dell’Armata Rossa (con tanto di sgranatura anti-lente di ingrandimento) e traducendo gli articoli del M.llo Ogarkov per farne sintesi. Sviste, errori e tranelli sono all’ordine del giorno. Ogni tanto qualche perla.
Ben venga allora un altro paio di occhi competenti, chi frequenta il blog è molto esigente.
Ricambio i saluti
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29 dicembre 2008 alle 17:59
Carissimo Grillo Parlante,
in realtà ho controllato e avevi ragione Tu. Ci eravamo incontranti sull’argomento “Ustica” e ci davamo del Lei…ricordavo male io.
Però adesso siamo alla forma più confidenziale e direi di non tornare indietro. Onorato, grazie.
, puoi chiedere la mia mail privata e Ti racconto la mia di formazione…molto meno professionale della Tua.
Se sei in rapporti diretti col Capo
Per me è poco più di un Hobby…però non sfidarmi perchè Ti elenco a memoria tutta le annate di Jane’s e molto altro.
Ciao, a presto- Beppe
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29 dicembre 2008 alle 19:38
Carissimo Beppe, non ci penso nemmeno a sfidarti semmai ti chiamo per qualche dritta.
Prendiamo la scorciatoia, se ti va puoi scrivermi quì m.t.s.2003@jumpy.it. Con uno che sa i Jane’s a memoria il CV è inutile, meglio scambiare quattro chiacchiere e vedere cosa si può fare. Se ne hai tempo e voglia si intende.
Buona serata e alla prossima
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29 dicembre 2008 alle 11:35
Non mi interessano ne la storia ne le ragioni di chichessia che a scavare nel tempo c’è sempre qualcuno che si sente legittimato…
Solo dati recenti…
da wikipedia…
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Qassam_rocket_attacks
From 2001 until May 2008, there have been over 3,050 Qassam rockets fired at Israeli targets,[1], mainly against Sderot and the Western Negev. Fifteen (15)[citation needed] Israelis have been killed and over 433 injured, along with significant property damage. Additionally, more than 2,500 mortar attacks have been launched against Israel from Gaza.[2] This has resulted in eight (8) Israeli deaths.[3].
dall’ANSA di oggi
Ultimo bilancio: 310 morti, 1.420 feriti dall’inizio dell’offensiva.
Può tirar fuori tutti i trattati che vuole… ma questo “è un eccidio”
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29 dicembre 2008 alle 16:53
Già che siamo in vena di statistiche, Flavio, ti faccio notare che, secondo fonti palestinesi, dei 310 morti causati dai bombardamenti israeliani, 51 erano civili. Gli altri erano terroristi affiliati a Hamas. Si, hai capito bene: 51. Un eccidio dici? Perchè non lo chiami genocidio. Suona molto più drammatico.
In realtà quello che Flavio cerca di farci capire è che dato che i morti israeliani sono stati numericamente inferiori ai morti palestinesi, Israele ha automaticamente torto
Questa logica ci porta alle seguente conclusione: Israele dovrebbe aspettare di contare 310 morti e solo dopo reagire. L’importante è che i conti quadrino. Il fatto che 750.000 civili israeliani siano tenuti sotto tiro per anni non ha alcuna importanza.
Israele ha avuto meno morti quindi ha torto. Hamas questo lo ha capito benissimo e sfrutta a meraviglia questa strana logica: tanti più morti palestinesi ci saranno tanto più la loro causa incontrerà il sostegno del mondo. Non è questa la loro tattica quando piazzano missili e depositi di armi in ospedali ed università?
Ma gli ospedali non dovrebbero servire per curare i malati?
Alle università non si dovrebbe studiare?
Da quando in ospedali ed università si fabbricano armi?
GUER – SIGAL, PERCHE’ MI TIENI IL BRONCIO?
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29 dicembre 2008 alle 18:31
Quindi, Sigal, chissenefrega di quei 51? Molto democratica… se tu fossi palestinese saresti un’eccellente militante di Hamas.
GUZZ – EH NO ! VIETATO BARARE.
SIGAL NON HA DETTO AFATTO CHE SE NE FREGA E LEI NON E’ AUTORIZZATO A MANIPOLARE UN RAGIONAMENTO: PUO’ OPPORRE IL SUO MA NON PUO’ MANOMETTERE QUELLO CON CUI VUOLE COMBATTERE.
SIGAL HA DETTO CHE AD ISRAELE LA GENTE COME LEI RIMPROVERA DI NON ESSERE MORTA ABBASTANZA DA PAREGGIARE I CONTI DEI MORTI PALESTINESI. RISPONDA A QUESTO E NON INVENTI.
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29 dicembre 2008 alle 19:44
“Già che siamo in vena di statistiche, Flavio, ti faccio notare che, secondo fonti palestinesi, dei 310 morti causati dai bombardamenti israeliani, 51 erano civili. Gli altri erano terroristi affiliati a Hamas.”
Mi piacerebbe avere una definizione di “terroristi affiliati a Hamas”… naturalmente tale collocazione è stata fatta da…?!
In ogni caso 51 civili… in 3-4 giorni… contro quanti?! perchè a questo punto lo chiedo a lei…
Considerato che la ragione ufficiale dell’attacco era far cessare il lancio dei Qassam, quante vittime?
GUZZ – LA RAGIONE DELL’ATTACCO E’ QUELLA DI DISTRUGGERE DALLE RADICI COL FERRO E COL FUOCO LE STRUTTURE MATERIALI E LA VOLONTA’ UMANA DI COLPIRE ISRAELE, QUESTO LO SCOPO. E’ UNO SCOPO RADICALE, E PER LE SOLUZIONI RADICALI SI CONSIGLIA L’INFERNO.
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29 dicembre 2008 alle 21:06
Che bello… finalmente parole chiare… “tabula rasa”… “delenda Cartago”… e bando alle ciance o alle scuse è sempre stato lo scopo principe Qassam o meno.
Non capisco però… come si faccia a distruggere le “strutture materiali e la volontà umana” senza uccidere terroristi… civili… donne… bambini… forse che “il fine giustifica i mezzi”???
GUZZ – RILEGGERE IL COMMENTO DI OGGI DI SIGAL. C’E’ TUTTO.
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29 dicembre 2008 alle 14:27
Come è stato giustamente scritto ci stiamo avvicinando ( purtroppo ) al punto di non ritorno… se non si “rimuove” la reocrazia iraniana non c’è alcuna speranza di pace . mi auguro che Obama non faccia come Chamberlain nel 38 ….
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29 dicembre 2008 alle 16:04
Sig. Jovenal,
mi sembra che Simona abbia fatto riferimento alla Comunità internazionale che, fino ad ora, non si è dimostrata unita nella lotta contro l’Islam radicale (leggi terrorismo islamista). Lei Sig. Jovenal le attribuisce l’uso del termine Islam tout court. Non è una differenza di poco conto.
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29 dicembre 2008 alle 22:10
no, ho scritto male, islam radicale. Obr.
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29 dicembre 2008 alle 17:08
Onorevole Guzzanti,
stavo discutendo in altra sede di Questione Israelo-Palestinese, e mi sono stati portati documenti a nome di Paolo Barnard, che Lei conoscerà certamente.
L’odio di tale Barnard verso Israele è talmente disarmante che non sono riuscito a leggere tutto ciò che ha scritto.
Notavo che non chiama mai gli Ebrei con questo termine, ma si riferisce sempre con l’espressione Sionisti.
Mi darebbe da pensare che sia solo l’ennesimo personaggio che nasconde il proprio Anti-semitismo dietro l’Anti-sionismo.
Ma io questa storia di Sion non riesco a capirla.
Mi potrebbe spiegare di cosa si tratta.
Grazie.
Marco Tomasi
GUZZ – SIONISTI ERANO GLI EBREI CHE SOGNARONO IL RITORNO NELLA TERRA PROMESSA ED ERANO IN GENERE SOCIALISTI, FAUTORI DEL KIBBUTZ E DI UNA FORMA DI COMUNISMO ASSOCIATIVO, NON NECESSARIAMENTE RELIGIOSI.
UESTA PAROLA CON IL TEMPO E’ STATA ADOTTATA DAGLI ANTISEMITI I QUALI NON VOLENDOSI FAR DARE DEGLI ANTISEMITI (CHE SUONA POCO CARINO) HANNO ESCOGITATO LA FOMULA DELL’ANTISIONISMO, COME ANCHE ANCHE FANNO GLI ARABI, PER NON SENTIRSI DARE DEI NAZISTI.
SONO DEGLI SCHIFOSI NAZISTI, MA PRENDONO DELLE PRECAUZIONI E SI NASCONDO DIETRO UN NOME STORICO GLORIOSO E SIMBOLICO, QUELLO DEL SIONISMO CHE RISALE ALL’INIZIO DEL SECOLO SCORSO.
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29 dicembre 2008 alle 18:06
Guzzanti ha risposto in modo sintetico ed eccellente alla tua domanda. Voglio aggiungere qualche ulteriore dettagli per chiarirti le idee.
Purtroppo non ricordo la fonte.
“All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove la maggioranza dei seggi appartiene ai paesi islamici e ai loro alleati, già una volta fu votata questa ignobile equiparazione. Le Nazioni Unite sono sicuramente una istituzione democratica, la maggioranza dei cui membri è però altrettanto sicuramente antidemocratica. E di tanto in tanto questa maggioranza automatica ci riprova. Che cos’è il sionismo? E’ l’idea, affermata da Teodoro Herzl sul finire del XIX secolo, che l’antisemitismo non può essere vinto se non con la costituzione di uno Stato ebraico in grado di garantire la sicurezza degli ebrei che ne fanno parte, con un passaporto che li protegga ovunque si trovino: uno Stato che li accolga quando ne hanno bisogno, un governo che li rappresenti nei consessi internazionali, e un esercito pronto a difenderli. E ancora: il sionismo è oggi la realizzazione politica e nazionale di un sogno millenario mai dimesso. Il sionismo è uno Stato ebraico che offre un confortevole margine di sicurezza agli ebrei di tutto il mondo, garantendo con legge dello Stato (la “Legge del Ritorno”) il loro diritto permanente a entrare in Israele, diventandone immediatamente cittadini. Con uno Stato ebraico non si ripeterà più quanto è accaduto nei secoli, e soprattutto prima della seconda guerra mondiale, quando nessun paese volle accogliere gli ebrei per salvai loro la vita. Questa l’idea di Teodoro Herzl, questo e nient’altro è il sionismo. E’ interessante osservare che nel 1897 nascevano a poche settimane di distanza il primo partito socialista russo in assoluto, l’Unione Generale Operaia Ebraica di Russia e di Polonia”, brevemente detta Bund e l’Organizzazione Sioni-sta Mondiale, le due anime dell’ebraismo dell’impero russo. Al di là delle formulazioni teoriche, il socialismo e il sionismo sono semplici da spiegarsi. Il primo risponde a un’esigenza di giustizia, molto forte nel dettato religioso ebraico, il secondo nasce da un giornalista austriaco, Theodor Herzl, che incontrando nella Francia uscita dalla grande Rivoluzione una imprevedibile campagna antisemita seguita al famigerato processo Dreyfus, si rese conto che l’antisemitismo non era eliminabile né dal liberalismo, né dal socialismo. Herzl arrivò alla conclusione che agli ebrei restava una sola strada valida: dar vita a un loro Stato indipendente e sovrano. Il sionismo è tutto qui. L’antisemitismo si è sempre mascherato dietro qualche nome: gli ebrei sono stati a lungo deicidi per la Chiesa, semplicemente giudei per i nazisti, che non avevano bisogno di mascherare le loro idee, cosmopoliti per Stalin, che non riteneva producente dichiararsi antisemita e basta, sionisti per larghi settori politici (che si vergognavano di dirsi antisemiti), a partire da quando la politica estera sovietica nel 1955 era cambiata radicalmente in favore dei paesi arabi. Ecco come la parola “sionismo” ha assunto una connotazione negativa”.
Spero di esserti stata utile
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30 dicembre 2008 alle 12:09
Grazie Sigal, mi è stato utilissimo.
Marco.
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29 dicembre 2008 alle 17:14
L’argomento è delicato ed è molto difficile trovare delle soluzioni, basti pensare che nell’83 Benigni nel suo esilerante spettacolo delle cascine che diede vita al film TUTTOBENIGNI raccontava che da sempre c’era il problema medio orientale e non ci si capiva nulla!!!
Sono passati altri 25 anni e siamo sempre alle solite, l’area forse è peggiorata e di soluzioni plausibili per una pace duratura nemmeno l’ombra. Mi accodo ad una osservazione fatta da Simona che reputo decisiva, le colpe di tutta questa situazione sono di tutte le forze mondiali NEUTRE.
L’esempio viene in questi giorni, Hamas da mesi bombarda il sud di Israele ed ultimamente aveva intensificato il lancio di missili, certo pochi danni alle persone ma ritengo non sia il massimo vivere sotto il lancio di missili per nessuno.
Tutto questo avveniva dopo una tregua conclamata e riconosciuta dalle parti in causa che quindi veniva disattesa in modo chiaro e netto da HAMAS. Fatti chiari e semplici inappuntabili. Cosa ci ha insegnato la storia di questa infinita guerra? Che ad ogni attacco militare Palestinese la risposta Israeliana è sempre stata forte e ad un morto Israeliano si è arrivati spesso a 10 o più morti palestinesi. La comunità internazionale ha spesso attaccato Israele dichiarando che queste reazioni avrebbero creato ed alimentato solo odio ulteriore e la stessa ha provato spesso a mettersi nel tavolo delle trattative cercando soluzioni che potessero far finire per sempre questa situazione.
Veniamo ai giorni d’oggi e in una delle volte dove Israele stava buona buona ai lanci dei missili di Hamas (si dice a preparare l’attacco attuale o l’attacco finale chi lo sa) la comunità internazionale non attacca HAMAS in modo netto. L’UNICO VERO MODO PER FAR CONCLUDERE DA QUI A 10 ANI REALMENTE IL CONFLITTO.
Se i media mondiali si muovessero in massa, attaccando HAMAS che in un periodo di tregua mette benzina sul fuoco, potrebbero creare un opinione pubblica interna Palestinese che perlomeno comincia ad interrogarsi sulla situazione, sopratutto soffermandosi sul fatto che HAMAS e le sue azioni stiano facendo perdere credibilità a tutti i palestinesi e che di certo non è questa la strada per risolvere i problemi.
Ma se questi meccanismi non si avviano sarà difficile creare una nuova cultura tra i plaestinesi dove purtroppo si mangia violenza e si genera odio in molti strati della popolazione. Se tutti coloro che dovrebbero essere neutri se ne fregano di tutto ciò e diventano interessati al problema solo per attaccare Israele spesso lasciata sola LE COSE NON MIGLIORERANNO MAI e l’Occidente e i paesi più avanzati stanno dimostrando nei fatti che gli sta bene questa situazione, vuoi per mancanza di analisi o vuoi per incapacità (Berlusconi docet nel caso Putin).
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29 dicembre 2008 alle 18:12
il 27 dicembre ho cercato di postare sto’ commento che purtroppo non è uscito, ci riprovo oggi (purtroppo ero alle prese con la febbre di mia figlia di un anno e mezzo):
ad Hamas: ficcateveli in culo quei razzi di merda, figli di puttana assassini!!
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29 dicembre 2008 alle 19:21
Malombra forse che commenti sgradevoli rivolti a Ciro danno la liceità di sparlare e denigrare senza senso logico?
Lei come dice il senatore è acidulo e contropelo saranno pure qualità…
Non accetto la sua critica perchè è pregna di luoghi comuni…faccia una cosa non mi legga ma dia agli altri (quelli
che mi amano) la possibilità di farlo anch’io di c erto non la voglio insultare.
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29 dicembre 2008 alle 21:23
Ciro, mi creda non lo ce l’ho con Lei.
Non volevo essere offensivo.
Il senso logico è che le sue composizioni non hanno nulla di particolare. Non sono ne personali ne originali.
Non accetta la mia critica? Libero di farlo.
Saluti
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29 dicembre 2008 alle 20:22
Onorevole Guzzanti,
nell’accomodarmi verso la porta, informandola comunque che questa casa mi piace e non escludo di rientrarci, le dico che non sono ipocrita almeno quanto ritiene di non esserlo lei e pertanto il mio “cordialmente” derivava semplicemente dal fatto che possiedo normale buona educazione e che non ho ovviamente alcun astio nei suoi confronti, mentre sottolineare il suo non salutarmi cordialmente mi sembra immotivatamente scortese.
avevo soltanto, ripeto, espresso il mio disagio per le parole da lei usate (Israele colpisca duro, colpisca bene, faccia quel che va fatto) in relazione all’alta probabilità di vittime civili ed un’opinione che lei considera errata (e ammetto che può esserlo pure, ma il blog dovrebbe essere luogo di libero dibattito, o mi sbaglio?) ma non mi pare di averla offesa in alcun modo, al contrario di quanto ha fatto lei nei miei confronti con qualche gratuita espressione di scherno.
leggo in una sua risposta che lei ha un’altissima considerazione di se stesso che la rende lietamente tirannico e irosamente capriccioso, non credo che questo giustifichi però la sua animosità verso chi non la offende e comunque le riconosco che non ha certo bisogno di non richiesti difensori d’ufficio, mi pare di vederli con il ditino alzato, come Django e Mussi.
la saluto ancora cordialmente
GUZZ – NON INTENDEFVO ASSOLUTAMENTE OFFENDERLA E ME NE SCUSO.
IO RISPONDO A DEI BRANI DI PAROLE, DI VOLTA IN VOLTA, E RARAMENTE A DELLE PERSONE.
QUINDI SIA GENTILE, NON SE NE VADA. GLI SCONTRI SONO L’ANIMA DEL DIBATTITO E MENTRE IO QUI SUBISCO UN SACCO DI ATTACCHI MOLTO PERSONALI, CAPITA ANCHE L’ATTACCO IMPERSONALE ALLE IDEE O ANCHE A UN COMMENTO.
LE CHIEDO FORMALMENTE SCUSA SE L’HO OFFESA E SPERO CHE RESTI CON NOI. E SE MI MANDA L’INDIRIZZO LE MANDO ANCHE UNA CASSETTA DI CHAMPAGNE PER CAPODANNO.
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29 dicembre 2008 alle 22:49
Caro Guzzanti,
accetto molto volentieri le sue scuse con l’animo sinceramente sollevato di chi, dopo uno scazzo con una persona che stima molto, alla fine si chiarisce traendone ulteriore linfa per incrementare la ricchezza del rapporto amicale.
non escludo che (voglio buttarla ironicamente da siciliano quale sono su un riferimento verghiano) qualche sua intemperanza verbale che altre volte ha esternato anche con altri ma, lei dice e le credo, è diretta contro le idee espresse e ritenute sbagliate piuttosto che contro l’interlocutore, dipende forse dal suo rosso di capelli; GUZZ ROSSOMALPELO?.
per quanto riguarda lo champagne la ringrazio molto del pensiero ma, essendo astemio, le chiedo in alternativa per festeggiare l’anno nuovo di non tenerci più noi del blog sulle spine e di farci sapere al più presto notizie concrete sul giornale di R.I. di prossima pubblicazione con il quale, amando io la scrittura almeno quanto le buone letture, avrei piacere di collaborare dal mio punto di vista di elettore di sinistra con qualche elzeviro.
buon anno di cuore
GUZZ – GRAZIE DELL’OFFERTA E PORTE SPALANCATE. DOBBIAMO FARE QUALCHE “NUMERO ZERO” (DI PROVA) E POI PARTIAMO. ELZEVIRI DI SINISTRA, BEN ACCETTI. AUGURI.
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29 dicembre 2008 alle 23:22
asmodeo, ma che ti ho fatto?
ho solo voluto precisare una cosa. Se ti ha offeso il 2 , scusa.
Ma frasi come
“la responsabilità di questa guerra infinita e di questi decenni di stragi reciproche ricade principalmente sulle grandi potenze, in primo luogo gli USA”
Mi hanno indotto a darti 2. maestrino? Vedila come vuoi, però tu sei quanto meno permaloso, dato che per una stupidata del genere mi hai tirato in ballo 2 volte.
Hai detto che la responsabilità è degli USA, senza argomentare decentemente. Prego, sono ansioso di ascoltare.
PS
è inutile che mi citi la Commissione Peel, che conoscevo, io ho detto che gli arabi hanno rifiutato il libro bianco del 1939, (ovviamente anche l’organizzazione sionista). Io ti chiedo perchè.
Se mi dai del maestrino, almeno fammelo fare bene.
Nella rivolta palestinese del ‘36 morirono circa 6.000 palestinesi, circa 4.500 per mano di altri palestinesi. 100 furono impiccati dagli inglesi. 30.000 palestinesi fuggirono all’estero per paura della violenza di altri palestinesi.
La causa è banale, come sempre. Il 15 aprile 1936 due ebrei furono uccisi da arabi che li rapinavano; ci fù una rappresaglia, il Gran Muftì di Gerusalemme (futuro “amico” di Hitler e organizzatore delle SS islamiche) soffiò sul fuoco. trasformò i tumulti in Jihad. Gli obiettivo non erano solo gli ebrei, ma anche inglesi occupanti e soprattutto arabi “collaborazionisti”. Particolare foga vi fù contro le proprietà degli ebrei.
La commissione Peel nacque quando gli inglesi, preso atto che le due parti, date le violenze convivere sarebbe stato ben difficile, inviarono a Gerusalemme Lord William Peel. Egliconvocò le parti (Arabi e Sionisti), ma il Gran Muftì rifiutòla convocazione, voleva una precondizione, il blocco totale dell’immigrazione ebraica. (la “Notte dei cristalli “ è del ‘38) .
Non dopo, prima.Gli inglesi, in segno di apertura ridussero l’immigrazione ebraica a 1.800.
Il Muftì accettò di sedersi ad un tavolo? Ovviamente no.
Il 7 luglio la commissione Peel pubblicò il suo rapporto. Mediando le posizioni dei sionisti e del re di Transgiordania Abdullah e il politico iracheno al Said.
Il risultato fu uno Stato ebraico di 5.000 km^2 e 20.000 km^2 di Stato arabo.
L’Irgun,organizzazione estremista ebraica, rifiutò.
Ma l’Irgun era minoritario, il XX congresso sionista di Zurigo, pur con contrasti, anche forti, approvò nell agosto 1937 con 229 voti contro 160.
Abdullah ed al Said erano favorevoli e lo era anche il clan moderato dei Nashashibi.
Il Muftì fece saltare tutto inasprendo la guerra civile interpalestinese, (da qui i, gran numero di palestinesi uccisi e fuggiti, i “collaborazionisti”, che volevano pace e convivenza, tentarono addirittura di sedare i tumulati attraverso le”squadre delle pace”) . Tutto saltò.
Fu allora che il governo britannico dell’indecente, vigliacco Chamberlain, indisse una altra commissione, presieduta da Sir Woodhead. Ironia della sorte il suo rapporto fu consegnato al governo il 9 novembre del 1938, il giorno della “Notte dei cristalli”.
Il 7 novembre fu indetta una conferenza che portò al Libro Bianco del 17 maggio 1939.
Lo stato ebraico sparì totalmente, lo stato arabo sarebbe sorto 10 anni più tardi su tutto il territorio mandatario, neanche un centimetro escluso.
Inoltre l’immigrazione ebraica venne limitata a 15.000 l’anno fino al 1944, poi se ne sarebbe occupati gli arabi.
I Nashashibi erano entusuasti, nonostante ciò furono messi in minoranza. Il Gran Muftì voleva un numero di immigrati ebrei massimo pari a zero, volevo l’indipendenza subito, non voleva apsettare 5 anni. (così non l’ebbe mai). Il Mufì si alleò con il re saudita e con Hitler, lo scopo per espellere gli ebrei dalla palestina.
Il libro bianco, per quel che rigardava l’immigrazione ebraca venne rispettato.
La guerra mondiale era alle porte.
Dachau era già in funzione, Auschwitz lo sarebbe stato poco dopo.
E fu allora che Ben Gurion disse “Aiuteremo i britannici nella guerra come se non ci fosse il Libro Bianco e lotteremo contro il Libro Bianco come se non ci fosse la guerra ”. L’agenzia ebraica organizzò i volontari nell’armata britannica che nel ‘44 raggiunsero i 50.000. Ebbero più tardi anche una brigata a parte con bandiera con la stella di David. Per questo poi ebbero lo Stato, erano cobelligeranti, e vinsero. La dirigenza degli arabi si schierò con i nazisti, e persero.
Allora, qual’è il motivo razionale per rifiutare il libro bianco del 1939?
–
Mi scuso per la lunghezza.
GUZZ – FANTASTICA RICOSTRUZIONE. HO IMPARATO DIVERSE COSE CHE NON SAPEVO O NON CONNETTEVO. GRAZIE A NOME DI TUTTI.
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30 dicembre 2008 alle 01:04
Ho fatto alcuni piccoli errori(scambiando febbraio con novembre ecc ecc), avendolo scritto di getto. Dato che questo post è chiuso, riposterei una versione corretta nel nuovo post.
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29 dicembre 2008 alle 20:44
http://www.jcpa.org/JCPA/Templates/ShowPage.asp?DRIT=1&DBID=1&LNGID=1&TMID=111&FID=378&PID=0&IID=2808&TTL=Did_Israel_Use_“Disproportionate_Force”_in_Gaza?
Di Dore Gold, ambasciatore israeliano presso l’ONU.
Su Gaza, Israele ha fatto un uso sproporzionato della forza?
28 dicembre 2008
(traduco il passaggio secondo me più importante)
Proporzione e legge internazionale: la protezione di civili innocenti
L’accusa che Israele faccia un uso sproporzionato della forza riaffiora tutte le volte che questa deve difendere i suoi cittadini da organizzazioni terroristiche non statali e dai loro attacchi con i razzi. Da un punto di vista strettamente legale, l’attuale azione militare di Israele su Gaza ha solidi fondamenti. Secondo la legge internazionale Israele non ha l’obbligo di calibrare l’uso della forza in modo precisamente equivalente alla misura e gittata delle armi usate per attaccarla (non ci si aspetta che Israele faccia Kassam per tirarli verso Gaza).
Quando gli esperti di giurisprudenza internazionale usano il termine “forza sproporzionata”, hanno in mente un significato preciso. Come ha fatto notare il Presidente della Corte Internazionale di Giusizia (ICJ) a L’Aia, Rosalyn Higgins, la proporzionalità “non può essere messa in relazione con nessuna offesa precedente, ma deve essere in rapporto con l’obiettivo legittimo generale di porre fine all’aggressione.” In altre parole, se uno stato, come Israele, affronta un’aggressione, la proporzionalità è il criterio secondo cui la forza è stata usata da Israele in modo specifico per porre fine all’attacco armato che subisce. Per induzione, la forza diventa eccessiva se è impiegata per altri scopi, come quello di causare danni non necessari alla popolazione civile. Il fattore chiave che determina se la forza è eccessiva o meno è l’obiettivo del comando militare. In particolare si deve valutare qual’è lo scopo del comando riguardo ai danni collaterali ai civili. Cosa sappiamo delle vittime civili? Alcune agenzie di stampa internazionali hanno evidenziato che la maggior parte di coloro che sono morti durante la prima fase dell’operazione in corso a Gaza erano agenti operativi di Hamas. Ibrahim Barzak, a Amy Tibel hanno scritto per Associated Press il 28 novembre che la maggior parte dei palestinesi che sono stati uccisi erano delle “forze di sicurezza”, e rappresentanti del governo palestinese hanno dichiarato che “tra i morti vi sono almeno 15 civili.” E’ troppo presto per stabilire con precisione il numero delle vittime palestinesi, ma anche se questo numero aumentasse, le cifre riportate indicano che non c’è stato un chiaro intento di provocare un numero di vittime collaterali sproporzionato.
(..) Quello che è decisivo dal punto di vista della legislazione internazionale è il fatto che se si cerca di “minimizzare il danno ai civili, allora anche un attacco che causa molto danno – ma è diretto verso un obiettivo che ha un importante valore militare – questo attacco è da considerarsi legale. I numeri sono meno importanti dell’obiettivo dell’uso della forza. Israele ha dichiarato di stare attaccando in modo specifico strutture di servizio del regime di Hamas ed il suo risoluto obiettivo di proseguire gli attacchi con i razzi contro Israele: quartieri generali, basi di addestramento, deposti di armi, infrastrutture di comando e di controllo, e tunnel per il contrabbando di armi. In questo modo Israele sta rispettando il concetto guiridico internazionale di proporzionalità.
Disproporzionalità ci sarebbe se l’esercito cercasse di attaccare anche se il valore dell’obiettivo selezionato fosse minimo in paragone al rischio di un grave danno collaterale sui civili. Questo punto è stato chiarito da Luis Moreno-Orampo, il capo procuratore della Corte Penale Internazionale, il 9 febbraio 2006, analizzando la Guerra in Iraq. Ha spiegato che la legge umanitaria internazionale e lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale “consentono ai belligeranti di eseguire attacchi proporzionati contro obiettivi militari, anche quando è noto che comporteranno la morte o il ferimento di alcuni civili. L’attacco diventa un crimine di guerra quando è diretto contro i civili (questo è esattamente quello che fa Hamas) o quando “i danni incidentali ai civili saranno chiaramente eccessivi in rapporto al vantaggio militare previsto.” Di fatto, gli esperti legali di Israele ai vertici della catena di comando dell’IDF fanno questo genere di calcoli prima di tutte le operazioni militari di questo genere.
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29 dicembre 2008 alle 21:18
Adesso comprendo bene i discorsi di Sigal, di certo ad iniziare è stata la palestina, Israele reagisce, legittima difesa come è giusto che faccia.
Che cosa potremmo fare noi?
Signor senatore forse Sigal (chiedo scusa se mi intrometto) non è imbronciata con lei, forse è semplicemente addolorata per tutto ciò che sta accadendo.
Ho visto un film, IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A STRISCE, racconta dal punto di vista della purezza infantile di un’amicizia tra due bambini, uno tedesco l’altro ebreo durante la persecuzione subita dagli ebrei dai nazisti…i forni crematori…le battute oscene dei nazisti contro gli ebrei, la ferocia dei nazisti non si potrà dimenticare…
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30 dicembre 2008 alle 02:04
Sarò prevenuta ma credo che Hamas non abbia bisogno di imporre con la forza ai civili di dargli sostegno e rifugio, lo fa col plagio psicologico.
Credo che in Gaza alcuni civili siano ben felici di dare una mano ad Hamas e per questo secondo me non è necessario per Hamas obbligarne con la forza altri che fossero meno convinti.
Solo due settimane fa, a Gaza, centinaia di migliaia di civili assistevano ad un comizio di Hamas dove si glorificavano i missili Qassam che volavano su Israele al ritmo di centinaia la settimana. Durante il comizio, un palestinese travestito da Gilad Shalit, l’ultimo soldato israeliano rapito, viene umiliato sul palco davanti alla folla plaudente. Questa specie di macabra recita era “lo show” finale previsto per i pertecipanti al comizio.
Questo è il video dell’evento (il numero di persone presenti è impressionante).
http://www.liveleak.com/view?i=f19_1229265127
Quanto innocenti sono le persone che hanno partecipato a questo comizio, quanti di queste centinaia di migliaia, quando Hamas lo chiede, sono disposti a dare una mano? Io penso molti di loro.
Questi invece sono due video di Al-Aqsa TV (un’emittente palestinese).
1) 29 dicembre 2008
Una ragazza palestinese accusa Hamas della guerra
Trascrizione e traduzione:
Ragazza: eravamo sette femmine che dormivano nella stanza. Dormivamo e non sapevamo cosa stava accadendo. La mattina dei mattoni erano sulla mia testa e su quella delle mie sorelle. Mia sorella di 4 anni, che era accanto a me, era morta.”
Domanda: “Quanti eravate?”
Ragazza: “Sette. Nell’altra stanza c’erano mia madre e mio padre, mio fratello più piccolo e un’altra sorella, che ha 13 anni. Io dico, Hamas è responsabile, prima di tutto, di tutte le guerre.”
http://www.youtube.com/watch?v=fLIdxF-GHWw
2) 29 febbraio 2008
Hamas spiega l’uso dei civili come scudi umani: “desideriamo la morte quanto voi desiderate la vita.”
Nel video vediamo un rappresentante di Hamas, Fathi Hamad, che parla al consiglio legislativo palestinese.
Trascrizione e traduzione:
“Per la popolazione palestinese la morte è diventata un’industria, nella quale eccellono le donne, ma lo stesso vale per tutta la popolazione di questa terra: i vecchi eccellono, i combattenti della Jihad eccellono, e i bambini eccellono. Così [i palestinesi] formano scudi umani di donne, bambini, anziani e combattenti della Jihad contro la macchina dei cannoni sionista, come se stessero dicendo al nemico sionista: noi desideriamo la morte come voi desiderate la vita.”
http://www.youtube.com/watch?v=RTu-AUE9ycs
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30 dicembre 2008 alle 13:14
Piombo Fuso va avanti, apparentemente senza riuscire a conseguire risultati strategicamente significativi. Da quando è iniziata l’offensiva aerea Hamas è riuscita a lanciare più di 100 tra Qassam e Grad su tutto ciò che era a portata di tiro nel raggio di 40 chilometri, arrivando fino a Yavne (non molto lontana da Tel Aviv) e facendo vittime tra gli israeliani. Le infrastrutture militari, gli arsenali e l’esercito terrorista sono ancora perlopiù intatti.
Il Ministro della Difesa Barak però è stato chiaro, si andrà avanti fino a “farla finita” con Hamas e questo è solo l’inizio. Solo che secondo me è iniziata una dannata corsa contro il tempo. Una volta definito l’obiettivo (la distruzione di Hamas) la sola offensiva aerea non è sufficiente. Questa, secondo le dottrine militari attuali, avrebbe il compito di ammorbidire il più possibile le difese avversarie colpendo centri di comando, comunicazione, depositi, infrastrutture civili critiche (centrali elettriche) insomma paralizzare e disarticolare la leadership nemica. Dopo e soltanto dopo aver conseguito questi risultati la mano passerebbe alle operazioni terrestri. A Gaza però la dottrina va a farsi benedire: il potenziale bellico di Hamas è tutto sottoterra e bisogna andare a scovare il nemico tombino dopo tombino, casa dopo casa. Un incubo.
Nelle ultime ore da parte Israeliana sono state diffuse voci che un paio di divisioni corazzate si sarebbero schierate ai confini della Striscia di Gaza pronte per entrare in azione e sono state persino immortalate in fotografia, subito riprese dai media di tutto il mondo. Ci sarà da aspettare secondo me, nelle condizioni attuali non vedo come carri armati e blindati possano operare nelle strade e nei vicoli di Gaza controllati dai palestinesi senza farsi arrostire da pochi uomini addestrati ad usare delle semplici armi controcarro. Per poi scomparire nuovamente sotto terra e riapparire cinquecento metri più avanti.
L’IDF in realtà deve vedersela con un vero e proprio esercito di 20.000 uomini, 15.000 sono di Hamas il resto viene dalle schiere della Jihad Islamica, del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e dai Comitati di Resistenza Popolare. Il loro “Capo di Stato Maggiore” si chiama Ahmed Ja’bri che già una volta è sfuggito ad un tentativo di eliminazione da parte degli israeliani. Ja’bri ha organizzato il suo esercito in cinque brigate, ciascuna assegnata ad uno dei cinque settori con cui ha diviso Gaza: nord, centro, sud (due brigate) e Gaza City. Non ha trascurato neanche le forze speciali, unità di commando esperte nel lancio dei razzi, nell’impiego dei mortai e delle trappole esplosive stradali. In tre anni ha fatto approntare centinaia di buche e nascondigli in tutta Gaza da cui far partire il fuoco controcarro e azionare dispositivi esplosivi lungo tutti gli accessi alla Striscia.
Da bravo militare (addestrato dall’Iran e da Hezbollah) ha suddiviso le brigate in battaglioni nominandone i “colonnelli” e così via: lui stesso comanda la brigata di Gaza City, ad Ahmed Andour è andata la Brigata Nord, Mahmoud Sanour e Ra’ad Alatour le due a sud mentre Iman Nufal teoricamente comanderebbe al centro, ma è stato arrestato dagli egiziani giusto un anno fa mentre tentava di entrare a Gaza dal Sinai. Ahmed Andour ricopre anche la carica di numero due dell’esercito e nel curriculum della coppia vi è la sconfitta di Fatah nel 2007 e il rapimento del militare israeliano Gilad Schalit, tuttora nelle loro mani.
Ecco perché credo che i commandos israeliani, la ricognizione e l’aviazione avranno il loro bel daffare ancora per qualche giorno, perché delle due l’una: o radono al suolo Gaza a forza di bombardamenti e cannoneggiamenti combattendo strada per strada con perdite insostenibili; oppure continuano le operazioni “chirurgiche” cercando di individuare e neutralizzare il maggior numero di bersagli militari utili e minimizzando le perdite dei civili. Carri e blindati a seguire per completare la pulizia, consolidare le posizioni e consegnare la striscia all’ANP.
L’altro nemico è il tempo. L’opinione pubblica mondiale è già pronta col fucile spianato contro Israele appena appena un orsacchiotto di peluche, vero o fasullo, farà capolino tra le macerie palestinesi. Ma stavolta c’è qualcosa di diverso, la frattura insanabile tra il mondo sciita e quello sunnita, tra l’Iran e il resto del mondo arabo. Ovviamente da Teheran e da Beirut sono state chiamate a raccolta le moltitudini arabe e tutti si sono dichiarati d’accordo. Ma sotto sotto l’Egitto e l’Arabia Saudita “tifano” per Israele e Simona ieri ha segnalato la divisione esistente tra gli stessi palestinesi. Il Medio Oriente è sempre ricco di sorprese è in grado di procurare forti mal di testa ai migliori esperti.
Pazienza e perseveranza, sono convinto che Israele ha pianificato meticolosamente la distruzione di Hamas e non vi sarà niente di spettacolare, niente di televisivo per diversi giorni.
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30 dicembre 2008 alle 19:50
Sfortunatamente a scuola ci insegnavano : “Fanteria regina delle battaglie” con il corollario di assaltatori ed antiterroristi per primi.
Ma, forse, sono troppo vecchio, corso del 68.
Traduco: Grillo parlante ci informa, correttamente, a proposito delle difficoltá strategiche e tattiche, degli Israeliani.
Sfortunatamente, non vedo altra uscita, se non queste tre:
1) Pace e riconoscimento di Israele; sembra che Hamas proprio non ne voglia parlare
2) Bombardamento totale di Gaza con clusters e napalm.
Eventualmente preceduto da un accordo con gli Egiziani per lasciar evaquare i civili e chiare informazioni in radio ed in voce dirette proprio ai civili di Gaza.
2) Invasione di Gaza con la fanteria. Ad un prezzo altissimo di vite israeliane
Questi “giochetti” delle bombe intelligeti, del ti bombardo ma anche no, aspetta aspetta fammi vedere le mostrine… poi ti sparo. Questi giochetti, inventati dagli USA per spacciare la “guerra Umanitaria”, a mio parere, sono minchiate pazzesche.
La guerra é una schifezza sporca inumana e dolorosa e deve essere evitata.
Nessuno lo sá meglio dei tecnici del settore…
Ma, se la fai, allora la devi fare nel modo piú rapido possibile, quale che ne sia il costo, per farla finire DEFINITIVAMENTE il prima possibile.
E questo, tra l’altro, a conti fatti, é il solo modo di ridurre il numero di vittime.
Grillo Parlante, viste le sue conoscenze, potrebbe fornirci dati certi? sull’uso, orrendo, dei civili come “scudo umano”?
Grazie.
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31 dicembre 2008 alle 12:56
Carissimo Uccio, dati certi non gliene posso fornire perché non li ho, spero tanto che li abbiano coloro che prendono decisioni. E poi non dimentichi che mi trovo a duemila e passa chilometri di distanza comodamente seduto alla tastiera, cercando di leggere i fondi del caffè armato solo di mouse e sigarette.
Lei dice “Fanteria Regina delle battaglie” ma se intende quella le cui alternative erano buttarsi sulle trincee nemiche o prendersi una pallottola dai carabinieri, beh ce la siamo lasciata alle spalle qualche decennio fa. Oggi le operazioni si chiamano “combinate”, coordinamento stretto e obbligatorio aria/mare/terra, almeno dalle nostre parti. Il potere aereo da solo non è sufficiente a vincere una guerra, le forze terrestri senza la protezione aerea non vanno da nessuna parte.
Perché c’è il problema delle perdite che nella nostra cultura ormai si vogliono mantenere al livello più basso possibile. L’ opinione pubblica e i dirigenti occidentali non tollerano più da tempo perdite tra i propri “ragazzi” e, sembrerà strano ma è così, anche tra la popolazione civile nemica. Le armi cosiddette “intelligenti” consentono di tendere sempre più verso questo risultato, non sono il frutto di propaganda ingannevole e lacrimevole. Nella II G.M. ci volevano centinaia di bombardieri che sganciavano migliaia di bombe a “tappeto” (a casaccio) sorvolando i bunker nella speranza (probabilità) di centrane uno, distruggendo però tutto quello che c’era intorno; oggi per fare lo stesso lavoro ne bastano quattro che lanciano ciascuno una coppia di missili a guida elettronica tenendosi almeno a una decina di chilometri di distanza. Stesso discorso per i carri armati, le artiglierie, le navi e via belligerando. Bando alle ipocrisie, fatti i debiti confronti con il passato in proporzione costa tutto di meno ma tra i risultati che si vanno cercando c’è anche quello di sacrificare meno vite umane possibile.
Se per “scudi umani” intende ospedali, scuole e case che fanno parte del campo di battaglia temo che ormai saranno una costante nei conflitti regionali prossimi venturi. Sono entrati a forza nel novero degli strumenti di guerra mano a mano che l’influenza dei media è andata crescendo, almeno da noi dove godono della massima libertà. Senza pubblicità non servono a nulla e noi siamo grandi consumatori di spot. Dall’altra parte della barricata stampa e TV sono entrati negli arsenali, pensi ad Al-Jazeera, e chissà cos’altro ci riserverà l’immediato futuro con la cyber-guerra via internet o la telefonia mobile, Georgia docet. Il confronto, come si dice, è asimmetrico anche in forza di cultura e valori: i nostri nemici non danno alla vita umana lo stesso significato che diamo noi anzi, nei loro mondi non vale proprio nulla, non è affatto moneta corrente.
Ce ne dobbiamo fare una ragione. Si stima che l’Occidente riuscirà a mantenere un certo vantaggio tecnologico almeno per un altro quinquennio, di contro chi ci si vorrà mettere di traverso farà sempre più uso di metodologie che tradizionalmente non appartenevano alla sfera militare in senso stretto e preferirà dirigere le proprie “attenzioni” contro le nostre leadership, popolazioni e obiettivi militari di alto profilo ma scarsamente difesi (es.: l’attacco al Pentagono del 2001). Contro di noi verranno utilizzati e perfezionati mezzi non propriamente militari quali la cooptazione, la coercizione, la sovversione, il terrorismo, la controinformazione, la disinformazione e la pressione psicologica rifiutando o ritardando il più possibile un confronto militare tradizionale. Non considero in questa circostanza che nel mazzo rimescolato delle carte i “jolly” sono rappresentati dalla proliferazione di armi nucleari, di missili balistici e di crociera, di armi anti-aeree avanzate.
Mi fermo qui e non si offenderà se le dico che nessuna delle opzioni che lei elenca è credibile, ma forse il suo era uno scherzo o una provocazione. No, Israele andrà avanti con azioni aeree mirate mentre a terra opereranno per il momento solo unità speciali da ricognizione e sabotaggio. Solo quando si avrà la certezza di aver “ammorbidito” a sufficienza Hamas arriveranno i carri e i blindati (la ex-Fanteria), ma solo per completare l’opera e andarsene via consegnando la Striscia a chi vorrà ragionare senza mettere la pistola sul tavolo.
Spero tanto che la leadership politica israeliana abbia definito chiaramente gli obiettivi e la missione e che abbia il coraggio e la determinazione di lasciar fare il lavoro ai comandanti sul campo. Altrimenti sono mal di pancia per tutti.
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30 dicembre 2008 alle 14:32
rumiz esiste ancora? che dice? ho il libro della bulaj con le foto dell’altra europa ma non l’ho iniziato.
non so se qcuno è nato o è cresciuto al sud, io non ci vado da molti anni, non servono le armi per fare uno spettacolo come quello che descrivi in quello show finale del comizio di hamas, è un’appartenenza ed è una controcultura, una cultura intera, fossile, sedimentata, potente, scritta, si propaga di generazione in generazione, nei memi che trapassano, quindi è sangue checché ne stuiscano gli altri, e se sembrano interessi coltivati clinicamente in vitro o nelle moschee, se credi che dicendo Radicale la hai circoscritta, vuol dire che confondi la realtà con la narrativa. E poi in fondo vale lo stesso anche da altre parti, quindi il punto è impedire gli scontri uno a uno, questa conta dei missili è un’algebra insopportabile, al confronto il gomorrismo è un fenomeno di costume. Tutti dobbiamo andare lì, di tutti è quella depressione di terra e tutti dobbiamo andare lì prima di subito.
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30 dicembre 2008 alle 17:38
In argomento, così il Presidente Obama in luglio (tratto da Camillo, http://www.camilloblog.it/archivio/2008/12/29/the-same-thing/ ):
“If somebody was sending rockets into my house where my two daughters sleep at night, I would do everything to stop that, and would expect Israel to do the same thing”.
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30 dicembre 2008 alle 18:58
I razzi Qassam. In questa clip video curata dalla Resistenza Islamica Palestinese si possono osservare postazioni di Qassam in azione contro Israele e le officine di assemblaggio degli ordigni. Si tratta di razzi fatti in casa, a basso costo e affatto precisi. Basta puntarli approssimativamente contro un’area abbastanza grande, tipo un centro commerciale, un quartiere, e sperare di provocare il maggior numero di morti e di danni. Senza alcuna discriminazione.
http://www.youtube.com/watch?v=YqmAEcY73y8&feature=related
Il sistema missilistico multiplo BM-21 Grad, che consente ad Hamas di minacciare le città israeliane distanti fino a 42 chilometri da Gaza. Di costruzione russa, nel video se ne vede uno in dotazione alla Bulgaria che lancia 40 missili in 23 secondi. Hamas dispone di un arsenale di Grad modificati e fabbricati dagli iraniani e che attualmente tengono sotto tiro 750.000 israeliani, senza distinzione alcuna tra militari e civili.
http://www.youtube.com/watch?v=p-lGwyySrwY
Ed ecco l’effetto di un razzo in arrivo all’ora di cena.
http://www.youtube.com/watch?v=fJ_SxMcRVoc&feature=related
I siti di lancio sono ben mascherati. In questo video un attacco dell’Aviazione Israeliana di due giorni fa: viene colpita una postazione sotterranea di Qassam nella Striscia di Gaza.
http://www.youtube.com/watch?v=153rNsP8ISk
Vengono colpiti anche i tunnel del corridoio Philadelphi, che alimenta Hamas dall’Egitto, il QG di Hamas e i depositi di armi mascherati da attività innocenti.
http://www.youtube.com/watch?v=X3zpRW5rfSc
Per questi compiti l’Aviazione Israeliana usa armi sofisticate a guida laser, in grado di colpire con precisione gli obiettivi militari. Nel video la GBU-28 Paveway III, fabbricata dall’americana Raytheon e presente nei magazzini israeliani fin dal 2006 in un centinaio di esemplari. E un’arma costosa e micidiale contro obiettivi fortemente protetti.
http://www.youtube.com/watch?v=11vZHrsJWjU
In aggiunta l’IDF ha ordinato appena tre mesi fa 1.000 esemplari della GBU-39, più piccola, relativamente a buon mercato e altrettanto precisa e micidiale. Il suo debutto a Gaza tre giorni fa.
http://www.youtube.com/watch?v=zTYrkCTz1Vg&NR=1
http://www.iht.com/articles/ap/2008/09/15/news/ML-Israel-Iran.php
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1230456505080&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull
P.S.: Simona, si passa al piano di sopra?
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30 dicembre 2008 alle 20:10
Ok, si passa al piano di sopra.
Noto che hai già visto che l’IDF ha aperto un canale yuotube dedicato (stavo per segnalartelo).
http://www.youtube.com/user/idfnadesk
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31 dicembre 2008 alle 11:54
Ciao Grillo,
Ti ho contattato nella tua casella di posta. Rispondi pure con comodo, te lo segnalo solo perchè non so se te n’eri accorto.
Una mail di presentazione ed una con un’osservazione su questo tuo ultimo post.
Bye – Beppe
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