QUALCUNO MOLTO IN ALTO AVEVA DECISO IN FORZA ITALIA DI MASSACRARMI E DARMI IL “COLPO DI GRAZIA”. PER QUESTO SI SONO RIVOLTI AD UN MIO NEMICO (DI OPINIONE) ACERRIMO: GIANCARLO LEHNER, STORICO E GIORNALISTA DI GRANDISSIMO VALORE E DALLA PENNA AVVELENATA. MA LEHNER E’ PRIMA DI TUTTO UN GALANTUOMO E HA CON DISPREZZO RIFIUTATO DI FARE IL KILLER E POI MI HA SCRITTO LA LETTERA CHE PUBBLICO QUI SOTTO. UN DOCUMENTO NOBILE CHE SVELA UNA VERGOGNA IGNOBILE.
BREVE INTERVISTA CON GIANCARLO LEHNER PRIMA DEL TESTO.
GUZZANTI- Giancarlo, chi ti ha chiesto di colpirmi?
LEHNER – Questo non te lo posso dire, ma c’era gente di altissimo livello, non Berlusconi, che ballava e cantava pensando che ti si potesse far fuori.
G – Maschio o femmina?
L – Maschi e femmine. Ma una donna in particolare sembrava non stare più nella pelle.
G - Ho saputo che alcuni deputati sono stati avvertiti del fatto che era stata messa in rete una loro dichiarazione contro di me. Non ne sapevano niente.Alcuni mi hanno telefonato per la vergogna.
L – Lo stile è questo
G – Uno stile stalinista puro, direi da depositare al Museo pesi e misure di Sèvres.
L _ Eccoti la lettera che ti ho scritto sulla faccenda. Tu sai che io con te dissento spesso, ma te ed io siamo persone perbene: lottiamo per delle idee e spesso abbiamo le stesse idee.
G -Le persone perbene finiscono sempre per ritrovarsi insieme.
ECCO IL TESTO DI QUESTA GRAVISSIMA LETTERA DI LEHNER CHE MOSTRA LO STATO DELLA DEMOCRAZIA NEL PARTITO DELLE LIBERTA’, NOME CHE APPARE OGGI DEL TUTTO COMICO, ANZI GROTTESCO.
Paolo Guzzanti,
come sai da gran tempo non condivido pressoché nulla di ciò che vai scrivendo.
Sono stato, anzi, assai duro e, talora, spietato verso di te, non perdonandoti mai niente. Tu, da parte tua, mi hai dato del poveraccio e del nulla eterno, pur avendo io dedicato la vita allo studio ed alla scrittura (23 volumi).
La guerra, però, è guerra.
Oggi, però, pur ribadendoti che potevi esprimere il tuo dissenso, senza perdere la misura e la tramontana lessicale, evitando, magari, di offendere i tuoi stessi colleghi, non mi unisco ai Maramaldi.
In tempo reale, chiesero proprio a me di esercitare come perito guzzantologo e guzzantofobo il diritto-dovere di darti il colpo di grazia.
Su di te – lo sai – avrei potuto scrivere un libro, ma ho rifiutato.
Ho rifiutato per l’ovvia ragione che tu, pur sbagliando, avevi mostrato nell’errore un indubitabile ed apprezzabile coraggio.
Per questo, non sono intervenuto, riservandomi soltanto la licenza di celiare senza cattiveria e senza accanimento, magari anche sui tuoi censori.
Ti esorto, infine, perché non ti voglio male e, anzi, ti auguro ogni bene, a lasciar perdere il presidente Berlusconi, che sta facendo benissimo, dedicandoti ad altri più giusti bersagli.
Non privarci della tua fantasia, della tua veemenza, financo della tua follìa, perché possono essere ancora utili alla battaglia anticomunista ed anti-islamica, all’impegno comune contro tutti i fondamentalismi.
Un abbraccio
Giancarlo Lehner





















16 ottobre 2008 alle 17:31
Caro Paolo,
ho letto la lettera di Giancarlo Lehner, la tua presentazione, la breve intervista che ti ha fatto come introduzione alla lettera stessa, e vorrei sottoporti alcune mie considerazioni.
1) Non ho molto ben compreso l’affermazione di Lehner quando dice che dissente dalle tue idee spesso e poi aggiunge che spesso avete idee simili.
Mi pare che c’è contraddizione.
2) Questa iniziale contraddizione non si è esaurita soltanto in quell’inizio della presentazione ma si è spalmata in tutto l’articolo con effetti veramente significativi.
Infatti le motivazioni man mano divergevano ma sembrava che foste accomunati dalla stessa posizione.
In realtà Lehner voleva riportarti sulla buona strada, suggerirti di cambiare il corso della tua azione politica contro Berlusconi, tu invece volevi, attraverso la sua testimonianza, dare un ulteriore dimostrazione dell’immoralità della PDL che dici che già nel nome è ormai diventata grottesca in quanto ha più tendenze illiberali che liberali.
In fondo mi pare di capire che Lehner voglia soltanto dirti, pur provando stima per la persona, che stai sbagliando e che devi cambiare posizione.
Tu questa lettera invece la leggi come una prova della giustezza della tua nuova azione politica.
C’è schizofrenia evidente in tutto questo, ovviamente perché le passioni politiche divergono in modo radicale.
Sul fatto poi che alcuni personaggi politici della PDL di primo piano siano irritati dalla tua posizione, non mi pare una cosa così scandalosa visto che stai irritando perfino me.
Certo, utilizzare modi indiretti per sputtanarti, come sembra dedursi dalla testimonianza di Lhener, lo ritengo negativo, ma forse questo accade perché non si vuole dare risalto politico ad un tuo eventuale allontanamento dal partito in quanto verrebbe ad esserci una pubblicità negativa dal momento che tu hai svolto fin dall’inizio della discesa in campo di Berlusconi un ruolo importante.
Comunque concordo che utilizzare un giornalista per critiche eminentemente politiche che semmai dovrebbero farti direttamente i dirigenti del partito stesso, sia sleale e scorretto.
Con Lehner ti esorto anch’io a smetterla con questi attacchi frontali a Berlusconi perché non portano da nessuna parte ma servono solo a confondere l’elettorato, dare armi improprie alla sinistra più o meno comunista e a metterti su una china difficile da percorrere senza utilizzare i consueti argomenti antiberlusconiani che tanto hanno infestato la politica italiana di questi ultimi anni.
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16 ottobre 2008 alle 20:28
Personalmente ho dato un interpretazione della lettera di Lehner completamente diversa dalla sua, Rizzitiello. Tanto per iniziare non vedo e credo non ci sia nessuna contraddizione laddove Lehner dice che dissente dalle idee di Guzzanti spesso e poi aggiunge che spesso hanno idee simili, anzi è tutto perfettamente chiaro: capita appunto spesso che le idee dei due non siano conformi così come capita altrettanto spesso che lo siano. Dov’è la contraddizione?
Men che meno mi risulta che Guzzanti legga la missiva lehneriana come prova della giustezza della sua ” nuova ” azione politica. Non è così, Guzzanti voleva semplicemente dimostrare come ci sia una fronda interna al partito che vivrebbe con sommo godimento un suo eventuale allontanamento e che si è attivata per favorirlo, sicchè l’accusa di schizofrenia è del tutto gratuita.
Il fatto che tu, Rizzitiello, come alcuni personaggi del pdl siate irritati dalle recenti posizioni di Guzzanti non è di per se garanzia che queste ultime non siano giuste o siano discutibili nei termini in cui tu vorresti discuterle. Per qualcuno che si irrita ve ne sono molti altri che, al cospetto delle suddette posizioni, si son tolti il cappello in segno di stima e rispetto, e molti commenti in questo come in altri blog ne sono una chiara testimonianza.
Infine rimane una tua personalissima, e secondo me discutibilissima, idea quella per cui Guzzanti dovrebbe smetterla con certe critiche nei confronti di berlusconi, non è vero che non portano da nessuna parte, in molti hanno applaudito a Guzzanti non per puro spirito antiberlusconiano bensì perchè si tratta di quegli stessi che hanno sempre lamentato la totale mancanza di democrazia interna al partito.
L’elettorato che secondo te si farebbe confondere da una più che legittima richiesta di maggiore democrazia e onestà intellettuale evidentemente manca degli strumenti interpretativi delle cose politiche, e allora è meglio che gli acquisisca quanto prima, onde rimanere gregge di automi più che consesso di individui pensanti.
” Fantastica ” poi la teoria secondo cui Guzzanti dovrebbe rinunciare a pretendere una maggiore trasparenza in virtù del fatto che, così facendo, offrirebbe armi improprie a quei cattivoni di sinistra. Così come è ” fantastico ” il ragionamento finale: non criticare in alcun modo Berlusconi perchè facendolo si finisce inevitabilmente per issarsi sulla china dell’antiberlusconismo militante….come dire…non fa una piega.
Non disturbare il manovratore per nessun motivo al mondo, e se il manovratore tesse pubblicamente le lodi di un criminale pazienza, è pur sempre il manovratore e chi osa discuterlo sbaglia a prescindere.
E loro si irritano…
Io, con rispetto, lo trovo un ragionamento imbarazzante.
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16 ottobre 2008 alle 17:39
Senatore carissimo e stimatissimo,
….coraggio, il tempo è galantuomo ! Ho 56 anni, sono stato nella D.C. e (sono ?) in Forza Italia: quante ne ho viste !! Direi che ho stimato la seguente media: un cavallo ogni 6000 quadrupedi + o -…..
Tante volte la rabbia mia ha indotto a cambiare ma….si può cambiare credo politico per i quadrupedi ???;
e ancora : i quadrupedi brucano, purtroppo, in tuttti i prati….specie in quelli con erba buona.
Un carissimo saluto, Massimo Balzano.
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16 ottobre 2008 alle 17:49
Il suo agire fa prendere coscienza agli elettori. La prego, non demorda.
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16 ottobre 2008 alle 18:04
Quando al Duce venne riferito di Matteotti questi pare che se ne uscì con “Ma insomma! Che fa Dumini con la sua Ceka?” Proprio così, la polizia segreta dei fascisti si chiamava Ceka, come l’antenata del KGB. E mi fermo qui con le analogie storiche, sembra più uno scherzo del destino.
Perché i protagonisti odierni sono assai lontani dall’epica e dalla tragedia. Sarà pure che Berlusconi dorme sonni tranquilli ma il fatto è che l’ufficio del personale come pure l’amministrazione si danno un gran daffare per toglierlo dall’imbarazzo e per compiacerlo. Con un po’ di cattiveria, che non guasta mai, ma questa serve per esorcizzare l’abisso nel quale temono di sprofondare.
Il colpo non giunge inaspettato e mi pare che oltre alle attestazioni di amicizia e stima espresse in privato non c’è nulla di significativo all’orizzonte. Si va avanti da soli. Chi vuole si unisca cammin facendo. On s’engage et apres on voit.
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16 ottobre 2008 alle 22:27
A me risulta che una frase del genere Mussolini la disse dopo il discorso di Matteotti, non dopo il ritrovamento del suo corpo!
«Durante la campagna elettorale fui precipitosamente chiamato al telefono dal Presidente, che mi disse: “Vieni subito da me”. Lo trovai infuriato contro Forni, perché a Biella aveva pronunciato un discorso contro il partito ed il Governo. Era fuori della grazia di Dio… Investì anche me come membro della direzione del partito. Ad un certo punto uscì precipitosamente in questa frase: “Che fa Dumini? Si fa le seghe?”.» (Cesare Rossi, capo Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio nel 1924, in Matteotti e Mussolini, p. 77)
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17 ottobre 2008 alle 07:51
Infatti, dov’è che ho scritto “dopo il ritrovamento del suo corpo”? Mi riferivo proprio a ciò che lei puntualizza. Colpa mia, per voler essere stringato sono stato poco chiaro (?).
Buona giornata!
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17 ottobre 2008 alle 11:42
No, colpa mia, non avevo letto bene ed ho interpretato quel “riferito di Matteotti” come un “riferito della morte di Matteotti”.
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16 ottobre 2008 alle 18:09
Il sig. Lehner è un altro che ha gli attributi.
La lettera e quel che l’accompagna è inquietante: per aver spinto uno dei più acerrimi nemici del Senatore ad avvertirlo del pericolo, ciò che sta nell’ombra dev’essere realmente spaventoso.
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16 ottobre 2008 alle 18:39
Meraviglia,
o peço mais belo é “23 livros”. No dia… — no: no numero 24 vamos todos morrer, este é um maravilhoso desejo de seu amoroso inimigo. Esperando in lusitofona significa Aspettando, non c’è alcuna speranza passiva. Greetings.
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16 ottobre 2008 alle 18:41
Ciao Sergio, se quelli utilizzati contro Berlusconi dalla Sinistra sono per te solo triti stereotipi e balle, perchè allora secondo te la Sinistra medesima ce l’ha tanto con lui? Non tirarmi fuori il solito comunismo, però…
Carlo Asili
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16 ottobre 2008 alle 18:42
Salute.
Beh, caro Paolo, che tirasse n’ariaccia s’era capito.
Certo, avere la certificazione di un piano ordito per la tua eliminazione politica, è inquietante.
Non capisco perchè ti si esorta a lasciar stare Berlusconi. E l’antiberlusconismo non credo c’entri nulla.
A me non sembra che il dissenso sia stato contro di lui in generale, ma contro le parole da lui dette nei confronti di Putin (avevo scritto Pitun… lapsus freudiano?).
Vale a dire che il dissenso riguardava una posizione politica ben identificata su un argomento specifico. Non riguardava “Berlusconi” come entità.
Certo, le parole le ha dette lui, ma non sono in discussione il suo ruolo e la sua funzione, lo sono i modi in cui in questa circostanza sono stati espressi.
Sia per le cose dette, che per il diniego della loro discussione.
Sbaglio?
Non capisco perchè si continua parlare di Guzzanti, e nessuno parla del perchè Berlusconi abbia parlato in quel modo di Putin.
Che poi è alla base di tutto.
Sbaglio?
Salute.
Carlo Manca.
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16 ottobre 2008 alle 18:58
Sergio, forse io non ho capito ‘na mazza (non scherzo e/o non ironizzo): ma di che “attacchi frontali a Berlusconi” stai parlando?
Ma se una persona ha una specie di spina che lo pungola in un fianco, che possiamo anche chiamare coscienza, e questa spina provoca un dolore insopportabile, al punto che non potendone più la persona in oggetto manifesta il suo dolore: mi spieghi perché tutto viene ricondotto alla dietrologia (vecchia, nauseante, sinistra) degli attacchi?
Comunque, basta capirsi e stabilire cosa s’intende per attacco. A mio modesto parere esprimere le cose come si vedono, supportate da fatti, eventi, testimonianze (specialmente proprie) che possono essere liberamente confutate non è un attacco, è libera espressione. Per me, desiderabile ed ammirevole da qualsiasi parte provenga. L’attacco sta invece nel nascondersi dietro a paraventi di carta velina (anche se più che alla carta velina mi viene da pensare a vetri scuri blindati) e, da quelle posizioni opache, sferrare colpi bassi a chi si esprime con la forza delle sue idee sotto la luce dei riflettori.
Definire quanto espresso da Guzzanti come attacchi frontali a Berlusconi, argomenti antiberlusconiani, infestanti, lo trovo non solo estremamente sbagliato, lo vedo pericoloso. Pericolosissimo perché smorza qualsiasi possibilità di critica concreta. Sinistrissimo perché espresso da una posizione ideologica che dovrebbe fare della lotta al riconoscimento della libertà d’espressione, del riconoscimento della realtà per quello che è, un cavallo di battaglia.
Posizioni come quella che tu hai espresso, secondo me, non tolgono armi a nessuno, ma in compenso ne forniscono di micidiali a iosa, e a tutti.
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16 ottobre 2008 alle 19:09
Caro Guzanti (posso scireve cosí?) invece io La (in questo caso la “L” significa apprezzamento per la sua posizione) eserto a continuare la sua opera.
Perché questo, cosí detto, PDL posa veramente essere il: Partito della Libertá.
Tutte le libertá: sociali, filosofiche, esistenziali, religiose ecc.
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16 ottobre 2008 alle 19:19
mah… piu’ leggo e piu’ mi chiedo in quale paese sono ancora costretto a vivere. Sono d’accordo con il sig Rizzitiello sulla interpretazione circa quanto scritto da GIANCARLO LEHNER … anch’io sono certo che l’amico tuo scrittore vuole dirti che pur provando stima per la persona, stai sbagliando e devi cambiare posizione.
E rizzitiello cosa fa? si allinea all’esercito di pecore (senza offesa per le percore e manco per rizzitiello) e ti chiede di smetterla con gli attacchi frontali al pastore del gregge perchè confondi l’elettorato.. capisci??? Confondi l’elettorato… Il gregge non va confuso va tenuto ben controllato dai cani pastori (con tutto il rispetto per i cani e pure per i pastori), va evitato che possa brucare un’erba meno soporifera …
Io comincio ad adororti (fino a pochi giorni fa proprio non ti sopportavo) forse su du te mi sono sempre sbagliato, perchè un uomo non puo’ essere così diverso da un giorno all’altro… forse il pastore aveva rimbambito anche te, ma vivaddio ti sei svegliato dal torpore.
devo riconoscere pero’ una cosa.. è difficile non credere alle puttanate che dice il pastore del gregge… oggi si è preso la briga di tranquillizzare le mamme da Bruxelles… mentre tutti i telegiornali ed i giornali controllati dal pastore glissano sulla scuola, lo stesso ben sapendo cosa sta accadendo nel paese (scuole ed università occupate, presidi di atenei, dirigenti scolastici, insegnanti ata che in maniera trasversale vomitano per questa riforma… uno sciopero alle porte che lascia presagire una adesione bulgara o devo scrivere sovietica?) lui mente spudoratamente perchè sa che tecnicamente la stragrande maggioranza della gente non sa come funziona la scuola ed il reclutamenteo del personale … taglia il personale e dice che aumentarà il tempo pieno (magari se apri un topic sulla scuola vi spiego cosa sta succedendo) … il gregge si ingrossa ed il consenso sale…
Io spero vivamente che qualcuno ti segua in questa tua, forse suicida, avventura… spero che qualche pecora del gregge la smetta di essere pecora e che, come te, esca dal coro ed inizi a turbare le coscienze di quell’elettorato che il sig. rizzietiello vorrebbe che mai si confondesse…
Con ammirazione crescente
Randal
GUZZ – GRAZIE RANDAL.
TURBARE LE COSCIENZE E’ QUASI ALTRETTANTO APPASSIONANTE CHE TURBARE LE RAGAZZE.
E, SI’, OCCORRE FARE SCANDALO, OCCORRE SPARIGLIARE, OCCORRE DIRE SEMPRE LA VERITA’ E MAI, MAI SOTTOPORRE LA VERITA’ ALLA TORTURA DELL’OPPORTUNITA’, ANZI DELL’OPPORTUNISMO: OPORTET UT SCANDALA EVENIANT.
FANNO BENE ALLA SALUTE.
MA CHE CI SARA’ SULLE REGISTRAZIONI?
MA PERCHE’ SONO IN TANTI AD AVERLE LETTE?
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18 ottobre 2008 alle 13:36
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/strauss-kahn-relazione/strauss-kahn-relazione/strauss-kahn-relazione.html
…mmmm…dove la “sentirò”?…
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16 ottobre 2008 alle 20:08
Carissimo Paolo,
credo che questo sia il mio primo commento sul tuo blog nonostante lo abbia praticamente visto emettere i suoi primi vagiti..Ho appreso solo oggi di quanto accaduto nei giorni scorsi e leggendo il tuo intervento sull’incontro di Berlusconi con i suoi deputati ho avvertito anch’io il tuo stesso senso di nausea. La lettera di Lehner poi è una triste conferma a quanto lavoro sia ancora necessario fare prima di poter definire un partito Partito delle Libertà. Caro Paolo, io so che sei un uomo prezioso, un uomo senza prezzo che non scende a patti con nessuno e che è leale a se stesso e ai suoi ideali che sono poi gli ideali di tanti. Una telefonata sarà d’obbligo ma qui, ora, voglio che tu sappia che hai fatto non bene, benissimo e che approvo e sostengo completamente…
GUZZ – FRANCESCA HA LAVORATO CON ME E HA CONDIVISO LE MOLTE PENE E ANCHE I MOMENTI DI GIOIA, SPECIALMENTE DELLA MITROKHIN. FRNCESCA E’ PARTE INTEGRANTE DELLA MIA VITA E IL FATTO CHE ANCORA SEGUA IL BLOG, BENCHE’ DA LONTANO, E MI VOGLIA BENE, FRANCAMENTE MI COMMUOVE, ANZI MI FA QUASI PIANGERE DI GIOIA.
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16 ottobre 2008 alle 20:34
Non si può non apprezzare il suo coraggio e la sua onestà intellettuale.
Comincio (con circospezione, per il momento) a rivalutarla.
Tra l’altro mi risolve un dilemma che mi angosciava: da chi avessero ereditato il patrimonio genetico i suoi straordinari figli: ora qualche indizio in più ce l’ho. Buona serata.
GUZZ – GRAZIE, MA NON PARLI DI PATRIMONIO GENETICO QUI, DOVE ABBIAMO UN SEVERO GUARDIANO AMBIENTALISTA CHE QUANDO VEDE UN GENE O UN GENIO (PER LUI E’ TUTTA UNA COSA), REASGISCE COME REAGIVA GOEBBELS UDENDO LA PAROLA CULTURA.
QUI SIAMO ANCHE GIOCOSI, MA LE SUE PAROLE MI FANNO MOLTO PIACERE.
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17 ottobre 2008 alle 19:25
Goebbels era sicuramente l’uomo di maggior intelligenza della cerchia di hitler, infatti a lui era demandata tutta la propaganda nazista con notevolissimi risultati.
Anche il male ha i suoi geni…genetici?
GUZZ – QUEL GENIO GENETICO USAVA DIRE: “QUANDO SENTO LA PAROLA CULTURA, LA MANO CORRE AUTOMATICAMENTE ALLA FONDINA”.
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17 ottobre 2008 alle 19:40
Questa irritabilità non so dire perché, ma mi ricorda qualcuno che spesso dice che la cultura è solo un orpello per indorare un’orda di geni.
GUZZ – SERGIO, SII CHIARO. CON CHI ESATTAMENTE CE L’HAI? CHI DICE CHE LA CULTURA “E’ SOLO UN ORPELLO”? SAREI PER CASO IO, LO STESSO DELL’ “ORDA DI GENI”? SII CHIARO, PER FAVORE, NON ALLUSIVO E OSCURO. LE IDEE DEVONO ESSERE CHIARE E DISTINTE. E L”ETICA DI CIASCUNO DI NOI ANCHE.
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17 ottobre 2008 alle 21:47
Caro Paolo, ovviamente si gioca, come del resto anche tu giocavi quando hai detto a gabibbo che io alla parola “geni” che unisco a genio scatto come Goebbels alla parola cultura.
Tra l’altro la frase non è da attribuire a Goebbels ma a Goring che a sua volta l’ha mutuata da un dramma tedesco diventato il testo sacro del teatro nazista.
Del resto Goebbels era infinitamente più intelligente del rozzo e smargiasso Goring.
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16 ottobre 2008 alle 21:07
«Io spero vivamente che qualcuno ti segua in questa tua, forse suicida, avventura…»
Scusi Randal,
ma questa non l’ho capita. E anch’io mi chiedo in quale paese son costretto a vivere.
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16 ottobre 2008 alle 21:20
Spero che lei caro onorevole mi perdoni se sono sempre fuori tema, ma voglio portare qui una battaglia che milioni di uomini e donne iraniani combattano nel loro paese lontano dai riflettori, la sconfitta del regime iraniano è una priorità non solo per Israele ma per il mondo intero…..
Ecco cosa è successo in Iran il 13 ott.
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Iran: Il bazar di Teheran è rimasto chiuso domenica contro l’IVA
Monday, 13 October 2008
CNRI, 13 ottobre – I commercianti hanno ignorato la promessa di Mahmoud Ahmadinejad di rinviare l’IVA ed hanno tenuto chiuso i loro negozi la domenica. Il bazar di Teheran è un importante barometro economico dell’aggravarsi della crisi del regime. Le forze di sicurezza dello Stato (FSE) e gli agenti in borghese del ministero delle informazioni, Vevak, sono state spiegate per costringere i commercianti a rimanere aperti. Un commerciante ha dichiarato all’ AFP: “a causa di questa tassa (IVA), i prezzi sono aumentati da 10 al 15%, è perciò vogliamo che il governo ritiri questa legge. „
Chiudendo i nostri depositi, perderemo il denaro per alcuni giorni, ma se falliamo,lo perderemo per sempre„, ha aggiunto un altro bazari. “si spera che i bazari possa vincere e non il governo, perché tutto sarà più costoso a causa della nuova tassa„, ha detto un consumatore insoddisfatto. Un quotidiano ufficiale della mattina, Hamshahri, ha inasperito maggiormente i bazari qualificandoli “delinquenti„.
“È un’impugnatura “di delinquenti„ e non dei bazari. Sono intermediari che lavorano all’bazar che hanno iniziato i disordini„, ha scritto Hamshahri domenica. I commercianti si sono messi in sciopero contro l’IVA a Isfahan (centro dell’Iran), Shiraz (sud), la città santa di Mashad (Nord-est) e Qazvine, a 170 km al Nord-ovest della capitale. Martedì 7 ottobre, il quarto giorno dello sciopero, più di 3000 commercianti hanno protestato abbassando la saracinesca dei loro negozi ed andando dall governatore di Isfahan. I commercianti hanno manifestato in via Enghelab, Char-Baghe Abassi, il principale bazar di Ispahan e negli bazars Bahonar, Hendiha, Alameh, Masjed-Jame, Sabzeh-Meidan, Sepah e Qeyssarieh. I depositi d’elettrodomestico e di mobili della via Moshir, hanno anche accompagnato il movimento
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Sicuramente questa notizia fa sorridere, visto che qui da noi uno sciopero non si nega a nessuno, ma se questo è il primo sciopero in Iran dal 79……………………
se volete conoscere il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana andate su :
http://www.ncr-iran.org/it/index.php troverete tante notizie sul volto nascosto del Iran
Spesso la libertà di un popolo passa per altri popoli….
Alessandroù
GUZZ – CARO ALESSANDRO, LE FARA’ PIACERE SAPERE CHE IO LAVORO CON LORO DA ANNI, CHE CI VEDIAMO QUASI OGNI GIORNO E CHE MI STO BATTENDO (PER ORA INVANO) PER FARLI CANCELLARE DALLA LISTA DEI TERRORISTI.
SONO PATRIOTI DEMOCRATICI, GUIDATI DA UNA DONNA FENOMENALE CHE SONO ANDATO A VISITARE A PARIGI. ECCO UN ASLTRO BUON MOTIVO PER TOGLIERMO LA SCORTA E RENDERE LA MIA VITA PIU’ SORPRENDENTE. DICIAMO COSI’.
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16 ottobre 2008 alle 22:48
Certamente che mi fa piacere, chi lotta per la democrazia non si può chiamare terrorista, come ho detto in un post precedente se questi sono i parametri allora anche io sono terrorista…..
Se non ho letto male l’Inghilterra la ha già cancellata dalle organizzazioni terroristici…
E si lo avevo intuito da alcuni suoi discorsi che la signora Rajavi è una donna fenomenale quando dice; Il nostro scopo non è di prendere il potere a qualsiasi prezzo. Il nostro scopo è di garantire la libertà e la democrazia a qualsiasi prezzo…… discorso degno di un grande statista diciamo alla Churchill…….
Alessandro
GUZZ – SI’, IO LA TROVO STRAORDINARIA.
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17 ottobre 2008 alle 01:05
Lo United Kingdom è un gran Paese..
Però anche laggiù qualcosa inizia a non quadrare..l’apertura ad un possibile utilizzo della sharia e la, per me, terribile notizia che il direttore di rete della BBC ha proibito ogni forma di satira nei confronti dell’islam..ancor più terribile la motivazione: son più suscettibili, lasciamoli in pace…
Mi piange il cuore…
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16 ottobre 2008 alle 23:08
“una donna in particolare sembrava non stare più nella pelle”
Almeno parte della nomenklatura del partito è quindi allergica al Guzzanti, una donna in modo particolare. Ed mi sembrano disposti a usare tutti i metodi che anche di rimbalzo possano silurare il loro bersaglio.
Questo clima spiega molte cose. Stia attento alle spalle e non molli il punto.
GUZZ – I WILL.
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16 ottobre 2008 alle 23:12
Nessuna sorpresa,
per chi, antiberlusconiano convinto, è già prevenuto.
E francamente, senatore, il trattamento che intendevano (e che comunque, secondo me, tuttora intendono) riservarle non fa nemmeno scandalo.
Dopo aver visto carirere ministeriali sorprendenti, avvocati a tempo pieno fare i parlamentari a tempo perso, e, se il colpo riesce, anche avvocati giudici, nessuna sorpresa.
Tutto si può fare in questa Italia, paese libero, che liberamente sceglie, di mettersi al servizio di un piccolo uomo.
(L’Italia si avvia veramente a non essere nè di destra ne di sinistra ma semplicemente di Berlusconi! -per citare una battuta di suo figlio-)
Mi raccomando senatore non cambi idea, il PDL non è di Berlusconi, e lei conta per 1, in un partito dove tanti si addattano a non contare un cazzo.
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17 ottobre 2008 alle 00:17
Onorevole, francamente non capisco perchè l’Onorevole Lehner non abbia risposto alla sua domanda sul mandante? Egli rifiuta sdegnosamente la richiesta di darle il colpo di grazia,dall’altro lato si rifiuta di far nomi, le scrive una lettera(presuo non confidenziale), cosicchè informa lei ma anche quegli altri senza chiamarli in causa concretamente. Mi spiace ma è un fare che non approvo, mi fa sospettare ma è anche vero che io sono un tipo sospettoso per natura.
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17 ottobre 2008 alle 10:07
Scrivere i mandanti in questi casi equivale a dichiarare loro guerra. Scrivere il peccato e parlarne malissimo, non rivelare i peccatori (ma seminare qualche indizio molto vago), è un avviso ai naviganti. Qualcosa del tipo “mantengo i vostri segreti ma non contate su di me come vostro killer”.
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17 ottobre 2008 alle 12:00
Sig. jm legga cosa ha scritto scirocco qualche post più sotto. Nel discorso dell’Onorevole Lehner io rilevo una contraddzione non superabile. Egli per esperienza diretta prende coscienza dei moti iliberali ed antidemocratici di una frangia consistente e di livello del pdl e poi invece di ingaggiare una lotta a fianco di Guzzanti lo consiglia unicamente di lasciar perdere Berlusconi. Lehner si premura di escludere la colpa del Premier relativamente al tentativo d’agguato ma non accenna minimamente a perorare la causa della libertà di critica all’interno PDL chiedendo l’intervento di Berlusconi.
Mi dirà Lei ma Berlusconi è parte in causa come può difendere Guzzanti? Berlusconi non deve difendere le convinzioni di Guzzanti, la sua persona , deve difendere di questi la libertà di critica che nel caso specifico equivale a difendere lo spirito democratico l’tdentità democratica del PDL. Sorge spontanea la domanda: ci troviamo difronte ad un partito che fa della democrazia e libertà qualità individuanti,riconosciute dal suo più alto esponenete e da questo difese? Sembra proprio di no.
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17 ottobre 2008 alle 00:22
Per Randal
Hitler e Tertulliano auspicavano un suicidio totale, l’uno dei tedeschi, l’altro dei cristiani, pur di salvare la Germania, il primo, la Chiesa, il secondo.
Affermazione veramente paradossale, in quanto vorrei sapere che caspiterina mai si salverebbe da un suicidio!
Per Carlo Asili
Tu non vuoi che io interpreti l’odio della sinistra per Berlusconi, utilizzando la nuova ideologia dell’antiberlusconismo, con il comunismo.
Ma sarebbe come se per chiedere a Guzzanti la causa di svariate cose molto importanti tu gli intimassi pure di non parlare della teoria genetica.
Per wu ming 33
Ma tu non eri quello che fino all’altro ieri sputazzava su Guzzanti e sulla sua azione politica di RI?
E’ proprio vero, come fa dire Sartre a un suo personaggio, che amarsi vuol dire avere lo stesso nemico!
Per Dot
Carissimo, tu mi conosci ormai da più di un anno, mi faresti grave torto se ritenessi veramente che io auspico un conformismo di massa per salvare il capo ovvero Silvio Berlusconi.
La mia non è una valutazione personalistica, seppur da una persona geniale il processo può avviarsi, la mia è una valutazione di forze e controforze: attualmente se in Italia si fa cadere Berlusconi ritornerebbe di nuovo e massicciamente tutto il peggio che sappiamo e che spesso andiamo denunciando.
Dirò una frase forte che spero non venga equivocata:
se è vero che nessuno è possessore di un’idea qualsiasi ciò vale pure per RI.
Se non ritenessi importante questo laboratorio politico e proficua e utile e positiva la mia critica attuale a Paolo Guzzanti e a chi in questo nuovo corso lo sostiene, non starei qui a perdere il mio prezioso tempo.
Si crea un paradosso:
l’idea di positività della critica non vale solo per Guzzanti che critica a suo dire per una causa giusta Berlusconi, vale anche per me che critico all’interno di RI Paolo Guzzanti.
In questa critica ad inseguimento forse si creerà un cortocircuito logico, ma forse spazi maggiori di libertà delle idee.
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17 ottobre 2008 alle 09:22
(…)il capo ovvero Berlusconi.
Ma la propria testa no?
Io mi arrogo il diritto di criticare tutti.
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17 ottobre 2008 alle 13:40
“Per wu ming 33
Ma tu non eri quello che fino all’altro ieri sputazzava su Guzzanti e sulla sua azione politica di RI?
E’ proprio vero, come fa dire Sartre a un suo personaggio, che amarsi vuol dire avere lo stesso nemico!”
Ma no ma no rizzitiello, non ho sputazzato proprio su niente e nessuno, quella è una pratica che ti lascio volentieri se non ti offendi. Le poche volte che sono intervenuto l’ho fatto non per ” sputazzare ” l’azione politica di R. I. ma per contestare alcuni singoli commenti di alcuni singoli scriventi che mi sembravano assolutamente contestabili sotto più punti di vista, cosa che appunto ho fatto, anche esagerando per carità, non ho nessuna difficoltà a riconoscerlo.
Però ti do ragione, avere un nemico in comune rafforza il rapporto, questo blog ne è una prova concreta: finchè il nemico comune è la sinistra e tutto ciò che la riguarda si va tutti immancabilmente d’amore e d’accordo, non appena però Guzzanti ha osato indirizzare una critica verso destra ( che poi neanche verso destra bensì verso un aspetto specifico della politica berlusconiana ) avete manifestato, tu e qualcuno molto simile a te, una grande maturità politica e democratica (!!) nel dimostrare il vostro essere al di sopra delle parti suggerendo a Guzzanti di rimangiarsi tutto, o cambiare decisamente rotta, perchè iniziavate a spazientirvi, e che diamine, guai a toccare Berlusconi. Finchè si tratta di fare le pulci a sinistra è un grande grandissimo Guzzanti ma per carità si mantenga un certo servile contegno, Silvio mai e poi mai…altrimenti ci irritiamo.
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18 ottobre 2008 alle 11:04
Per Wu ming 33
Non è vero che la mia critica nei confronti di Paolo Guzzanti si è a lui rivolta per aver attacato la politica estera filorussa di Berlusconi, no, c’è molto, molto di più.
Questo io a Paolo gliel’ho detto in modo molto franco e deciso: lui contesta globalmente Berlusconi.
E lo contesta nei principi fondamentali.
Per questo ho osservato, ma Paolo questo me lo contesta, che è in corso un mutamento politico della sua azione, un volersi staccare da Berlusconi per proporsi in modo autonomo.
Niente di male, solo basta capirsi.
Politicamente per me è un suicidio.
E siccome tengo a Paolo e alla sua RI le mie critiche frontali hanno lo scopo proprio, dal mio punto di vista fantasioso e astrologico nonché antroposofico, di evitare tale suicidio.
GUZZ – CARO SERGIO, IL SUICIDIO DI JAN PALAK A PRAGA DFINI’ LO STATO DELLA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI POLITICI NEL 1968.
IL SUICIDIO DEI BONZI A SAIGON DEFINI’ IL FALLIMENTO DELLA GUERRA COMINCIATA DA FRANCESI, PROSEGUITA DA KENNEDY E CHIUSA DA NIXON.
IL SUICIDIO IN POLITICA, E’ POLITICA.
“PENSA ALLA SALUTE” PURTROPPO NON E’ IL MIO MOTTO, ANCHE SE MI SEMBRA DI CAPIRE CHE SIA IL TUO.
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18 ottobre 2008 alle 11:52
No, Paolo, io sono disposto a morire per delle idee che ritengo valide, fondamentali, gravide di profonde e positive esigenze esistenziali, psicologiche, sociali, politiche, storiche.
Ho sempre combattuto nella mia vita contro il conformismo di massa molto spesso da solo, ricevendo derisioni, ostracismi, odio puro, pagando un prezzo altissimo anche sul piano meramente pratico, di un ritorno economico.
Però suicidarsi per idee che ritengo, dal mio punto di vista fantasioso astrologico antroposofico, non portino da nessuna parte, lo trovo esteticamente brutto, moralmente privo di senso, politicamente dannoso al progresso del nostro Paese.
GUZZ – UFFA, RIZZITIE’, QUA NESSUNO SI SUICIDA, DICO CHE IL SUICIDIO IN POLITICA E’ POLITICA. FISICO O ANCHE NON FISICO.
E IO NON MI SUICIDO MAI.
IO VINCO.
DURAMENTE, CON SOFFERENZA, MA VINCO,
I’M NOT A LOSER.
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17 ottobre 2008 alle 13:52
Caro Rizzitiello ma che vai dicendo?
Pazienza per questa affermazione, secondo me non vera, ma che rimane comunque nel campo delle libere opinioni.
Ma questa
questa no,
.
questa è una grande fesseria, lo è quando lo dice Berlusconi e quando lo dici tu.
Purtroppo caro Rizzitiello, tu magari non lo sai, ma qualche volta Berlusconi dice fregnacce, ma almeno lui è giustificato, gli fa comodo e soprattutto…. non ci crede
Io sono un esempio di “antiberlusconiano” e me ne vanto, e tu non puoi permetterti di qualificarmi come comunista, perchè non lo sono ne lo sono mai stato! Prendine atto Rizzitiello.
Sono più di destra che di sinistra se vuoi saperlo e sono anche un pò razzista.
La politica di certi ministri di destra Brunetta Gelmini e Maroni può piacermi più di quella dei corrispondenti ministri di di sinistra.
Ma su tutto prevale l’antiberlusconismo, per tante ragioni.
Caro Rizzitiello ti vorrei invitare a fare un pò di spazio nella tua testa, in mezzo a tanta psicologia e filosofia, per questa semplice verità, mi eviteresti di dover replicare ogni volta che ripeti questa fesseria.
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17 ottobre 2008 alle 19:36
Caro Brambilla, la sinistra comunista si tocca con la destra razzista o un po’ razzista: perfetto!
Tu confermi svariati studi storici, di politologia, di psicopolitica.
Per quanto riguarda la mia competenza di studi, ti posso dire che la struttura caratteriologica è la stessa.
L’antiberlusconismo più che essere un’avversione personalistica contro Berlusconi è un condensato del peggio che l’Italia ha saputo partorire in questi ultimi anni.
Se hai un po’ di pazienza mi piacerebbe fare alla mia maniera, che piace tanto a Guzz, un’analisi dell’antiberlusconismo e poi lo posterò sul blog.
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17 ottobre 2008 alle 21:33
Mi scusi Rizzitielo, ma Brambilla aveva scritto di non “essere” comunista ( “tu non puoi permetterti di qualificarmi come comunista, perchè non lo sono ne lo sono mai stato! Prendine atto Rizzitiello.
Sono più di destra che di sinistra”).
Non vedo, pertanto, il nesso della sua replica :” Caro Brambilla, la sinistra comunista si tocca con la destra razzista o un po’ razzista: perfetto!
Tu confermi svariati studi storici, di politologia, di psicopolitica.”
Ma se Brambilla non “è” comunista come fa a confermare “svariati studi storici, di politologia, di psicopolitica” che riguardano la sinistra comunista?!
Cordiali saluti
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17 ottobre 2008 alle 21:38
Va bene Rizzitiello, ho capito, sei una grande testa, un “testone”, detto con affetto, è inutile perciò stare a discutere.
Tu pensi di saper meglio di me se io sono comunista.
Sei come quel tale che rimproverava il “morto” di voler capire più del dottore!
Fai pure le tue analisi dell’antiberlusconismo con calma, “quelle che piacciono tanto a Guzzanti”, e non ti preoccupare per la mia pazienza, mica le devo leggere io.
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17 ottobre 2008 alle 23:51
Sì, un po’ come dire che la sinistra comunista e la destra razzista avrebbero dunque un rapporto saffico. E non si spiega come avrebbero partorito.
Sta a vedere che qui sopra c’è scritto nulla, ma in modo compensato.
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17 ottobre 2008 alle 03:27
Senatore,
La lettera di Lehner è molto inquietante quando lui dice di aver ricevuto l’ordine di “ucciderLa” e che l’ha risparmiata per il Suo apprezzabile coraggio, manco fosse un “compassionevole terminator” e Lei una coraggiosa pecorella indifesa; è agghiacciante quando dice che Berlusconi sta facendo benissimo; quasi patetica quando parla di battaglia anti-comunista e anti-islamica. Che svista poi, confondere islamico con islamista, considerando che avrebbe anche fatto rima con comunista. Voto: due.
andrea
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17 ottobre 2008 alle 06:54
Brucando qua e là…
«spero vivamente che qualche pecora del gregge la smetta di essere pecora e che [...]
ti segua in questa tua, forse suicida, avventura…»
«è meglio che [l'elettorato] acquisisca quanto prima gli strumenti interpretativi delle cose politiche,
onde rimanere gregge [...] più che consesso di individui pensanti»
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17 ottobre 2008 alle 08:19
Non mi piace questo linguaggio da Supramonte; vogliamo che si giunga immediatamente ad un chiarimento. Non voglio neppure in astratto pensare che qualcuno abbia cercato di far fuori il deputato Guzzanti. Un magistrato potrebbe interrogare Lehener come persona informata su fatti suscettivi di istigazione a delinquere. Non metto virgolette di proposito, perchè tutta la vicenda mi appare davvero molto inquietante. Vogliamo verità.
Maralai
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17 ottobre 2008 alle 09:12
Sergio, è vero ci conosciamo da più di un anno, abbiamo dibattuto e combattuto (per me piacevolmente) su alcuni argomenti e credo che di torti non ne abbiamo subiti entrambi, né che sia venuto minimamente a mancare il rispetto reciproco. Di sicuro posso parlare per me, e tu mai mi hai fatto un torto rivolgendoti a me sempre con il massimo rispetto. Spero davvero che la cosa sia reciproca.
Io e te lavoriamo su due versanti differenti: approssimando, correggimi se sbaglio, tu puoi essere considerato inserito nell’ambiente umanistico, io di sicuro è una vita che opero in quello tecnico pratico. Ti garantisco perciò, con piena cognizione di causa, che i cortocircuiti sono dannosi. E, con meno cognizione di causa, quelli logici, secondo me, non creano più spazio alle idee, creano confusione, disorientano se non vengono riconosciuti. E nel momento in cui vengono riconosciuti devono essere rimossi, né più né meno di quelli fisici tra due corpi conduttori che vogliamo far percorrere da una corrente elettrica che produca lavoro o informazione utile.
E’ ovvio che la possibilità di critica deve esistere per tutti (per RI e per il resto dell’universo; per Guzzanti e per il resto dell’universo; per me, per te, e te e per il resto dell’universo), e io non ho negato questo: l’ho sostenuto! Lo sostengo!
Quando tu affermi che criticando Guzzanti non fai altro che applicare questa possibilità di critica, questo principio dici una mezza verità perché ignori il merito della critica, la sostanza della critica. Rivendichi un metodo, un principio che nessuno ha mai negato, ignori la sostanza, e crei un cortocircuito che non da più libertà alle idee: è sostanzialmente sbagliato, dissipa energia, fa danni ed è da rimuovere.
Quella che è una verità diventa una tua mezza verità perché utilizzi il diritto sacrosanto di critica per zittire ad altri quello stesso diritto che rivendichi per te. Cosa sostanzialmente illiberale.
Cercare di riparare a ciò che si giudica dannoso perché ritenuto “massicciamente peggiore” con uno degli stessi errori che sistematicamente commette quella “massa peggiore” che si vuole combattere non è un semplice cortocircuito è, a mio modo di vedere, un pericoloso errore: uno di quelli che potenzialmente possono condurre dalla padella alla brace.
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17 ottobre 2008 alle 09:42
Caro Guzzanti,
se è veramente talmente dirompente il contenuto delle famose intercettazioni tenute in cassaforte Le chiedo :
la moral suasion esercitata dal presidente Napolitano, nei confronti dei detentori delle stesse per non pubblicarle, è dettato più dal perbenismo prevalente bacchettone ed ipocrita di questo paese cattolico (un conto è parlare di pompini come carta vincente di un curriculum ministeriale in un blog ed un conto è farlo magari al tg1) oppure dal timore dello sconquasso che determinerebbe nel paese un’eventuale impeachement (ma poi chi dovrebbe proporlo, il PD?) del premier?
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17 ottobre 2008 alle 10:00
Esprimo un giudizio che già altri hanno dato. Ed allo stesso tempo confermo quello che ho già dichiarato in altro post . Confermo la mia fiducia , stima e difesa dell’On. Paolo Guzzanti. Confermo la stima per i valori che difende strenuamente alla faccia dei volta gabbana che pur di salvare sedie e seggioloni , in modo ipocrita ma opportunista confermano di essere soltanto dei quacquaracquà o…uomini di merda. Scegliete voi il temine più appropriato.
Confermo la strenua difesa dei fatti, quelli che contano, quelli che fanno la storia e che ci vengono elencati, spiegati, aggiornati con sapiente responsabilità dall’On. Paolo Guzzanti. Non sono fatti nè facili da spiegare nè da sostenere. Sono scomodi. Ma io li voglio sapere per filo e per segno perchè voglio poi da sola arrivare ad una conclusione, ad una sana riflessione. La mia testa all’ammasso non la spedisco.
La nomenklatura , quella cui facevo riferimento nell’altro post, gli unti dal Signore che dovranno “fondare” il PDL , ha deciso di colpirti a morte, di annientarti. Non accetta il dissenso, non vuole il contraddittorio interno. Figuriamoci quello esterno su testate giornalistiche o televisive. Bene Paolo. Benissimo.
Se dopo tanto tempo che navighi nei mari della politica e del giornalismo sei il cane sciolto, senza padroni , libero come l’aria che eri ieri, se non hai ancora barattato la tua coscienza, la colonna vertebrale di valori per un piatto di lenticchie è la nomenklatura a non aver capito chi sei veramente. La tua forza sta dentro di te, non nell’essere parte dell’empireo di un estabilishment per grazia ricevuta.
Capisco anche che la vita è un’altra cosa. Che le velate minacce di stile mafioso (nemmeno tanto velate) di depennarti dalla scena politica e di qualche altro palcoscenico (non oso scrivere cosa intendo ma si dovrebbe capire) non sono, diciamo piacevoli, ma dovrebbero averti fatto capire che hai toccato le corde giuste.
Come ho detto nell’altro post, NON MOLLARE MAI, stai in trincea, metti l’elmetto in capo, guardati alle spalle che davanti ci siamo noi di Rivoluzione Italiana.
Ce ne fossero di uomini come te in politica!!
Fulvia
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17 ottobre 2008 alle 10:21
Signori! Onorevole! La credibilità è un fattore importante e questa classe politica non ce l’ha.
Dal Messaggero online.
«Una vergogna i parlamentari fannulloni». Durante “Porta a Porta” Bruno Vespa ha incalzato Brunetta affinché porti avanti la sua battaglia anche tra i banchi di Camera e Senato, dove ci sono suoi colleghi che votano per altri. Un fenomeno che Vespa ha definito indecente e rispetto al quale ha chiesto a Brunetta: «Non è una vergogna?».
«Si – ha risposto il ministro – Ma non c’è una disponibilità del governo ad azioni di questo genere».
Insomma a questo Governo piace la musica dei suoi “pianisti”.
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17 ottobre 2008 alle 13:15
Distinguiamo il fenomeno dei parlamentari assenti da quello dei pianisti. I secondi sono contro le regole della Camera e del Senato. Non c’è bisogno di condannarlo “di nuovo”, ci vuole severità.
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17 ottobre 2008 alle 17:58
I primi non ci sono e i secondi ci riprovano ancora -perché non sanno suonare- Sam.
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17 ottobre 2008 alle 10:35
Resistere e combattere carissimo Onorevole.Si guardi le spalle e tiri dritto.
Davide Cembrano.
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17 ottobre 2008 alle 19:18
Caro Davide, ti mancava solo dire “A noi!”
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17 ottobre 2008 alle 10:46
OT romano de Roma
Come vogliamo etichettare questo provvedimento?
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80030
Proporrei anche una bella ordinanza che impedisca ai commercianti di vendere generi alimentari. Per sete e per fame vedrete che se ne andranno dall’Italia.
Come al solito: non si hanno capacità, competenze e mezzi e si tirano fuori dal cilindro queste (e scusate ma quanno ce vò ce vò) STRONZATE!
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17 ottobre 2008 alle 13:30
Oddio, dal titolo dell’Unità io avevo capito un’altra notizia. «Fontanelle vietate agli zingari» vuol dire un’altra cosa, e sinceramente l’enfasi propagandistica nella situazione attuale è l’ultima cosa di cui c’è bisogno.
Le fontanelle chiuse immagino siano un disagio per tutti gli abitanti di quei quartieri, nonché per i commercianti che tenevano il mercato. Se sono arrivati loro stessi a chiederne la chiusura un motivo ci sarà.
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17 ottobre 2008 alle 10:56
Rizzitiello scrive:
“Per Randal
Hitler e Tertulliano auspicavano un suicidio totale, l’uno dei tedeschi, l’altro dei cristiani, pur di salvare la Germania, il primo, la Chiesa, il secondo.
Affermazione veramente paradossale, in quanto vorrei sapere che caspiterina mai si salverebbe da un suicidio!”
Premettendo che cio’che i tedeschi e la chiesa hanno negli anni auspicato, è da me lontano anni luce, in quanto sia i primi che i secondi sono lontanissimi dal mio essere, dal mio modo di pensare, di vivere ecc., voglio precisare che la mia era una affermazione che aveva un senso diverso… non credo di essere all’altezza di molti frequentatori di questo blog né intellettivamente né intellettualmente ed ho evidentemente delle grosse difficoltà nel farmi intendere. Proverò per questo a spiegare il mio pensiero diversamente:
se una squadra di calcio poco attrezzata adotta una tattica estremamente offensiva contro un avversario tecnicamente e fisicamente più preparato, adotta una tattica suicida… perderà quasi sicuramente la partita; se un giornalista attacca i poteri forti, adotta una tattica suicida… bene che gli vada verrà sbattuto fuori e messo a tacere (giornalisticamente parlando); se un magistrato attacca l’altro potere forte (mafia, terrorismo, ecc) adotta una tattica suicida, questa volta nel senso stretto del termine. Oggi Paolo Guzzanti sta adottando una tattica suicida, attacca il cuore di un partito che ha per nome Popolo delle Libertà… da ignorante (lo ribadisco) mi chiedo cosa ci sia di libero in un partito che vuol mettere a tacere chi la pensa diversamente dal pastore del gregge. Ho letto che si vuol metter mano alla regolamentazione degli scioperi… questo non lascia presagire nulla di buono, altro che libertà.
Randal
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17 ottobre 2008 alle 11:08
“La camorra nel governo”, titola oggi L’espresso.
In effetti il messaggio di Lehner odora fortemente dell’avvertimento che certi emissari hanno l’incarico di recapitare.
Un galantuomo ti fa sapere che qualcuno ti vuole male, e ti consiglia di fare il bravo. Per il tuo bene.
“Ti esorto, infine, perché non ti voglio male e, anzi, ti auguro ogni bene, a lasciar perdere il presidente Berlusconi”.
Lehner è un amico degli amici.
Gli amici sono la nota e chiacchierata coppietta internazionale. E lui è appunto amico di entrambi. Anzi, l’officiante di questa Santa Unione.
Meno male che per ora, dei due, prevalgono gli usi dell’Alleato Italiano, poiché i metodi assai più spicci dell’altro amico non prevedono questo genere di cortesie.
Italiani brava gente, lo sanno tutti.
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17 ottobre 2008 alle 11:25
Mi fa un po’ sorridere il fatto che continuiate a parlare di “gregge”….Ora anche per i “dissidenti” (basta poco per diventare dissidenti, ho notato) Guzzantiani l’elettorato, è diventato “GREGGE”. Così come per chi è Antiberlusconiano feroce. State prendendo gli stessi slogan. Ma RI non doveva essere un luogo di “Rivoluzione ideologica”?
Non ho capito qual’è il problema del PdL in realtà. Anche qui (nel piccolo) i dissidenti di RI vengono messi a tacere…
Prima tutti pro Berlusconi, poi il “Capo” dà un contrordine e TUTTI CONTRO!!!!
A me piace tantissimo il signor Guzzanti. Mi piace come scrive e quello che scrive, mi piace quando s’incavola e risponde a tono, mi piace quando “duetta” con Sigal e mi fa emozionare, esprimendo la sua tenerezza e dolcezza, che si contrappone alla rudezza di certe risposte.
Ma non ho ancora capito ancora quale sia lo scopo del dare addosso il più possibile alla Carfagna (in primis) e a Berlusconi. E non ho capito perchè in Parlamento lei parli di persone “scontente”. Per cosa? Per i vari decreti legge? O per cosa? Perchè si sentono così afflitti? Se non si presentano in Parlamento, visto che sono stati nominati direttamente dal Partito, possono anche dimettersi e lasciare il posto a chi magari vorrebbe LAVORARE più di quanto facciano loro. Essere dissidenti e prendere un bel gruzzoletto lo stesso, non fa loro ONORE.
A noi elettori, non interessano affatto i conflitti interni, che in ogni luogo di lavoro ci sono (centu concas centu berrittasa- cento teste cento cappelli), interessano solo i risultati. Interessa avere un corpo parlamentare coeso per affrontare i problemi enormi presenti nel NOSTRO PAESE.
L’amicizia di Putin con Berlusconi è sicuramente un “problema”, ma nello stesso tempo non ci coivolge nel nostro “vivere quotidiano”(che è poi ciò che conta). E penso che finirà, una volta che Berlusconi non potrà più fare il Presidente del Consiglio (l’età purtroppo incombe). Tra l’altro nemmeno l’America (che sta di certo pensando a cose ben più importanti) ha fatto troppo la dura con la Russia.
Se anche chi è rappresentante del PdL inizia a fare l’ANTIBERLUSCONIANO, buona notte! Daremo solo adito a maldicenze continue da parte dell’opposizione che GONGOLA su queste cose.
Il Governo sta lavorando benissimo. Non ho capito perchè i Parlamentari tutti del PdL non dovrebbero fare altrettanto.
E poi, Signor Guzzanti…Come avrebbe mai potuto Lehner sferrarle qualche colpo di grazia con la sola penna??? Non c’è riuscito Travaglio e non credo che ci riuscirebbe nessuno, visto che LEI E’ UNA PERSONA TRASPARENTE. Lo so io che non sono nulla di nulla, figuriamoci i suoi “nemici”…
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17 ottobre 2008 alle 13:26
Prima scrive questo:
“A noi elettori, non interessano affatto i conflitti interni, che in ogni luogo di lavoro ci sono (centu concas centu berrittasa- cento teste cento cappelli), interessano solo i risultati.”
Subito dopo:
“interessa avere un corpo parlamentare coeso per affrontare i problemi enormi presenti nel NOSTRO PAESE.”
Mi scusi, ma se ci sono “conflitti interni” come può essere un “corpo parlamentare coeso”!?!?
Poi, chi Le dà il diritto di dire: “a NOI elettori, non interessano affatto i conflitti interni…”!?
Parli sempre per lei !!!
Saluti
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18 ottobre 2008 alle 11:23
Oh, mamma mia…E che ho scritto di “offensivo” per cui prendersela tanto?
Cambio. Non a tutti gli elettori. Ha ragione. Alla gente “comune” (va meglio?) non frega nulla dei “giochetti” di potere all’interno di un partito.
I Parlamentari “scontenti” (se poi qualcuno mi spiega di cosa…) che protestano non presentandosi in Parlamento, dovrebbero lasciare la loro poltrona. Perchè ostacolano la buona riuscita delle decisioni del Governo. E danno adito all’attacco di una sinistra che cerca di arrampicarsi sugli specchi, pur di denigrare questa maggioranza.
Questo è il mio discorso. Se lei prende come riferiferimento 2 o 3 frasi del mio scritto, ovvio che non abbia senso perchè manca il contesto.
GUZZ – IO E LEHNER ABBIAMO IL PRIMATO DELLE PRESENZE IN PALAMENTO E DELLA DISCIPLINA DI PARTITO, CHE NON E’ DISCIPLINA DELLE IDEE.
COLORO CHE NON VENGONO A LAVORARE SONO COLORO CHE PENSAVANO DI AVER ACQUISTATO PREIVILEGI E POSIZIONI LORO NEGATE, E FANNO SEGA A SCUOLA. DI FATTO, LA MAGGIORANZA VIVE SPESSO DI PIANISTI.
E QUESTO CON PIU’ DI 100 DEPUTATI DI VANTAGGIO. NON E’ UNA VERGOGNA? E UNA VERGOGNA DI CHI?
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18 ottobre 2008 alle 11:48
Buongiorno signor Guzzanti! Una rosa bianca, un bacio e un abbraccio virtuale per lei…:-)
Infatti ha già scritto delle sue presenze in Parlamento. E tutto il mio discorso non era riferito a lei. Nonostante sia in disaccordo col Premier è sempre lì a fare il suo lavoro.
La vergogna è proprio questa: che si protesti per “privilegi” non avuti, quando SI E’ GIA’ PRIVILEGIATI. E’ ovvio che la gente s’incazza! Mi scusi il termine!!
E sono questi che le danno “ragione”? Sono gli assenteisti che ce l’hanno contro chi non ha dato loro la caramella promessa? Una volta ottenuta la caramellina buona buona dal babbo, manderanno a quel paese lei e la sua “giusta” causa!
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18 ottobre 2008 alle 11:53
Ma Lei, non è in grado di parlare per se stessa?!
E’ stata eletta dalla “gente comune” come loro rappresentante ? Quando sarebbero avvenute le elezioni?! Me le sono perse!!!
“Se lei prende come riferiferimento 2 o 3 frasi del mio scritto, ovvio che non abbia senso perchè manca il contesto.”
Io non ho preso due frasi a caso nel contesto del suo post.
Ho riportato questo periodo:
“A noi elettori, non interessano affatto i conflitti interni, che in ogni luogo di lavoro ci sono (centu concas centu berrittasa- cento teste cento cappelli), interessano solo i risultati. Interessa avere un corpo parlamentare coeso per affrontare i problemi enormi presenti nel NOSTRO PAESE.”
Si commenta da solo.
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17 ottobre 2008 alle 17:21
“Lo so io che non sono nulla di nulla, figuriamoci i suoi “nemici”…”
Ma come si fa’ ad avere una cosi’ bassa considerazione di se stessi?
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18 ottobre 2008 alle 11:36
No, non è bassa considerazione di sè. E’ consapevolezza di non conoscere in profondità tutte le beghe di partito.. Non conosco personalmente il signor Guzzanti. Quindi per lui sono una perfetta sconosciuta che scive ogni tanto nel suo blog.. E mi sembrava chiaro leggendo TUTTO il mio discorso.
Non mi “attacchi” su bassezze simili. Non le rende onore.
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17 ottobre 2008 alle 11:51
la posizione antiputiniana è giusta.
poteva esporla francamente a Berlusconi in quella “famosa” seduta ma sembrerebbe che nessuno abbia il coraggio di dire in faccia a Berlusconi ciò che realmente pensa…
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17 ottobre 2008 alle 11:57
Dopo le giustissime critiche rivolte al primo ministro da GUZZANTI, molti yesman del PDL (le cosidette teste vuote) fanno a gara per estromettere il GUZZ. dal PDL facendosi belli al grande capo, con questa guerra sotterranea veramente squallida come sono loro. Ho visto molti frequentatori del BLOG fare marcia indietro sul padron di casa ed incominciare a fargli i complimenti cospargendosi di cenere per le critiche passate quando gli davano del maggiordomo del Premier (si vede che non avevano capito nulla di GUZZANTI forse lo leggevano da poco o in maniera superficiale), ma è evidente il loro cambio di posizione, ora che GUZZANTI attacca Berlusca è diventato bravo, bis sei tutti noi. Cari amici il GUZZ come molti di noi non guarda in faccia nessuno e l’unico principio per il quale lotta è la verità, la libertà, la democrazia, principi per il quale è anche disposto ad attaccare il grande capo, mentre molti di voi continuate imperterriti a prendere posizione a seconda se le idee sono pro o contro Berlusconi rimanendo fedeli in modo oltranzista ai vs schieramenti, parlo anche a tutti coloro che votano PDL e sono sorpresi diaquesti attacchi che potrebbero creare un po di scompiglio all’interno della casa delle libertà.
Mi chiedo ma se all’interno del vs partito del vs schieramento vedete una linea in politica estera assurda e sopratutto a difesa di un criminale, dichiarandolo poi ai quattro venti che il criminale è un grand’uomo, poi vedete una mancanza di libertà che sta diventando eccessiva, dove le migliori menti sono impegnate per migliorare il paese (per fortuna) ma le altri quelle marginali ma cmq importanti non fanno altro che assecondaro il grande capo cercando di fare pulizia interna per rendere lo schieramento allineato come nel peggior PD di oggi, cosa dovrebbe fare GUZZANTI ?
Ha fatto bene così, ripeto ancora una volta che la tempistica è stata perfetta e questi problemi (comunque latenti, le polemiche dei deputati scontenti nel pdl che non ce la fanno più a spingere solo i bottoni in parlamento sono state sopite ma durano da tempo) è stato meglio tirarli fuori ora, sperando che se ne discuta e si arrivi ad un miglioramento. GUZZANTI sa che se molti deputati prendessero un po di coraggio e facessero uscire allo scoperto il malcontento, forse il boss si accorgerebbe di loro e siccome stupido non è anzi, e visto che ragiona solo sui numeri come fanno tutti gli imprenditori di successo, a quel punto forse potrebbe capire che gli argomenti trattati da GUZZANTI non sono frutto di un rompicoglioni e basta ma seri e meritevoli di approfondimento. Io personalmente avrei fatto le stesse cose di GUZZANTI, e tutti coloro del centrosx ora felici di questo scontro interno si ricordino che se il centro dx governa con Berlusconi chiaramente grande anomalia della politica mondiale, e’ grazie alla loro pochezza, ai loro boss, alle loro idee scarse e superate, al non sapere che linea prendere, basti pensare che il più grande sfidante di Berlusca in questi 16 anni è stato OUR MAN Romano Prodi!!
PROBLEMA PIANISTI
Mi chiedo caro GUZZANTI come è possibile che esista tale problema, non si potrebbe conoscere mediante tornello di entrata quanti sono i deputati presenti e di conseguenza eliminare il problema pianisti? Con quale coraggio si vuole poi che i cittadini che dovrebbere seguire le regole, si ritrovano coloro che decidono queste regole lo fanno con comportamenti irregolari ? Non le sembra un grande controsenso?
PROBLEMA ECONOMICO
Ho trovato un documento che mi sembra molto attuale è votato dal parlamento italiano anni fa, che fine ha fatto questo proggetto? ne sa qualcosa? ne era a conoscenza? questo il link:
http://www.movisol.org/nbwbreve.htm
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17 ottobre 2008 alle 13:30
Perchè Berlusconi sarebbe un’anomalia della “politica mondiale”? Addirittura? Ma per favore!
La fiducia in lui è tantissima. L’hanno votato in massa. Ma qual’è questa ANOMALIA POLITICA?
Sa dov’è la vera anomalia? Sta nel fatto che i Parlamentari “scontenti” solo perchè forse non riescono ad EMERGERE rispetto ad altri, stanno in un partito che li rende scontenti. Ecco. Non ci vuole nulla. Diano le dimissioni e vadano a fare di meglio in altri luoghi.
DA ELETTRICE MI FANNO PIù SENSO LORO CHE BERLUSCONI. Berlusconi fa il Leader. Olltre ad essere L’UNICA FONTE DI ACCORPAMENTO TRA AN E FI, è anche colui che “comanda” nel suo partito. L’anarchia non è ammessa in qualsiasi tipo di organizzazione. Persino coloro che si definiscono “ANARCHICI” hanno le proprie REGOLE.
Siamo in un momento di GRAVE CRISI, abbiamo proprio bisogno di una persona con le palle che non debba sottostare alle lamentele di questo o di quel deputato. L’unità in questo caso dovrebbe essere un IMPERATIVO CATEGORICO. Ma no. Sempre lì a cogliere la palla al balzo per andare contro a chi ha dato loro il bel posticino caldo caldo.
Non parlo di Guzzanti (che non è mai mancato ad una riunione Parlamentare, nonostante i piccoli screzi) ma dei tanti che mancano per “PROTESTA”, che hanno dato una “pacca sulla spalla” a Guzzanti, ma che poi non hanno il coraggio di prendere una minima posizione.
Io non mi fiderei proprio di gente così, signor Guzzanti. Sono peggio di coloro che invece non sono d’accordo con lei apertamente. D’altronde è inaccettabile anche giustificarli col fatto che i poverini siano “SPAVENTATI”. Ma da cosa???? Di chi hanno paura???? Di Berlusconi? Farà loro totò al culetto? Ma per favore!!!! Si guardi bene da questi finti “dissidenti”. Tanto non faranno un bel nulla, perchè la poltroncina calda è un’offerta troppo ghiotta!!!!
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17 ottobre 2008 alle 12:04
In estrema sintesi
Il principale difetto di Berlusconi è quello di amare troppo chi lo incensa (con un francesismo: i leccaculo). Silvio vuole sentire quasi fisicamente la stima ed il consenso dei suoi, perciò si circonda di troppi yes-men (oltretutto, spesso di scarso valore!). A mio modesto avviso avrebbe bisogno di più Guzzanti, che di tanto intanto siano in grado (leggi: intelligenza e coraggio) di dirgli “Eh no bello, qui prendi proprio una cantonata!”.
Pertanto, onorevole, La invito a continuare nella sua battaglia per portare un po’ di sano criticismo all’interno del PDL. E, per prima cosa, Le consiglio di calibrare il mirino dei suoi attacchi proprio sugli yes-men di cui sopra: è cosa buona e giusta!
Saluti cordiali
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17 ottobre 2008 alle 13:11
Molto in tema.
Del come non si può scrivere cosa non si pensa.
Qualcuno capisce anche solo vagamente il senso di questo articolo del solitamente lucido Ferrara?
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298574
GUZZ – BULL SHIT. ELEPHANT SHIT. SHIT.
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17 ottobre 2008 alle 14:27
Il senso dell’articolo di Ferrara? La politica estera di Berlusconi è perfetta cosí com’è, checché ne dicano “qualcuno”! Utilizza pure il sempre utile benaltrismo dicendo che Chiraq per la Gazprom ci lavora proprio, mica è solo amico di Putin, eheh.
Piuttosto, che bisogno aveva Il Giornale di riportare un articolo giá destinato a uscire su Panorama? Secondo me c’è un quanche messaggio nascosto…. ahahah, nascosto!
Saluti
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17 ottobre 2008 alle 14:52
Sì, Ferrara solitamente lucido perché sudato.
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17 ottobre 2008 alle 19:21
Non ti impicciare obamiano, queste non sono faccende che puoi capire.
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17 ottobre 2008 alle 23:35
Miss Simona che punta il dito affermando “that boy” non può capire?
E perché mai, io sarei forse “disrespectful”?
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18 ottobre 2008 alle 11:20
Because you are palling around with suspicious guys….
18 ottobre 2008 alle 11:47
this is not straight talk, this is virginia’s talk
18 ottobre 2008 alle 21:33
http://www.truthdig.com/images/eartothegrounduploads/allen_racist_500.jpg
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17 ottobre 2008 alle 15:08
Ben scritto ma povero di contenuti.
L’unico elemento sostanziale (e vero) è l’asse con Madrid prima della seconda guerra in Irak, in cui effettivamente ha sparigliato la politica europea, permettendoci di non allontanarci troppo dal fronte occidentale con gli USA.
Per il resto, il dr. Ferrara non scrive praticamente nulla di concreto.
Un articolo di costume (costume di politica estera, ma sempre costume).
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17 ottobre 2008 alle 16:50
Holden, l’articolo di Ferrara è una versione giornalistica dell’e-mail di Lehner.
Ti sembra possibile che uno come Ferrara scriva un articolo così manifestamente di controvoglia e così vuoto di contenuti proprio il giorno dopo che il tentativo di “aggancio” su Lehner era fallito?
Ti ricordi che sulla Mitrokhin pre-scandalo Scaramella Ferrara e Lehner facevano tandem?
Beh…..
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17 ottobre 2008 alle 17:54
Ma che lo scoprite ora Ferrara?
Non vi sembra questo grasso che cola?
Please, non fatemi ripetere perché è giustificata -nel caso di Ferrara- la presa per il culo sulla sua mole.
Una Caterpillar non basterebbe, nemmeno per raccogliere la quantità di elephant shit di carriera.
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17 ottobre 2008 alle 19:48
Trovo disgustoso servirsi di argomenti di natura fisica per irridere un uomo e distruggere le sue argomentazioni.
Restiamo sul piano delle idee senza questi mezzucci squallidi, please!
17 ottobre 2008 alle 23:43
Sciapo.
A meno che non ci siano pianisti disposti a prestare concorso su questa tastiera di idee.
Per mezzucci squallidi intende l’opportunità e la convenienza del fast-food a mezzo giornale e panorama, vero?
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18 ottobre 2008 alle 00:22
La presa per il culo di Ferrara per la sua mole è assolutamente ingiustificata,
perché essa mole è dovuta a una disfunzione ormonale da lui resa nota.
Punto e basta.
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18 ottobre 2008 alle 01:15
Mi associo al sig. Rizzitiello, e non tanto per il riferimento ai “mezzucci” (perché possono esser presi per mere prese per i fondelli), quanto piuttosto per l’evidente valore intrinseco di molte argomentazioni che il dr. Ferrara ha espresso nel corso della sua carriera.
Otto e mezzo è stato per molto tempo l’unico programma di politica che era possibile seguire in televisione.
E’ vero che a volte (quando messo alle strette) ha la spiacevole tendenza ad una certa animosità, ma – in via generale – è apprezzabile (almeno, io lo apprezzo) il suo livello di discussione, mai banale.
18 ottobre 2008 alle 10:30
Valore monetario, piuttosto.
18 ottobre 2008 alle 14:45
Nel valutare ciò che mi sta attorno di umana provenienza, sto cercando (sempre meno faticosamente) di non badare alle motivazioni, ma solo alle azioni.
E poi il valore monetario non è che sia messo male, nella classifica dei valori: non è ipocrita e ti ci compri il buon whisky.
18 ottobre 2008 alle 16:04
Badare solo alle azioni senza occuparsi degli interessi: o come farsi fregare.
18 ottobre 2008 alle 16:41
Ti fregano con le azioni, non con gli interessi.
18 ottobre 2008 alle 22:23
Se non conosci gli interessi, non puoi valutare le azioni.
19 ottobre 2008 alle 00:49
Non ti frega la mancata valutazione, ti frega l’azione.
Se non capisci che un’azione ti sta fregando, capire gli interessi che le stanno sotto è ancor meno rilevante.
21 ottobre 2008 alle 18:41
Le auguro dunque di comprendere e valutare un’azione senza conoscerne né l’intenzione né l’interesse.
22 ottobre 2008 alle 07:43
Ci sto provando sempre, almeno per quanto riguarda il “valutare”: è sufficiente concentrarsi sulle conseguenze che quell’azione ha comportato nei miei confronti.
A “comprendere”, invece, farei volentieri a meno: non ha la minima rilevanza né per il futuro né per il passato.
Ah: è dura avere l’ultima parola con lei, eh?
Devo quindi COMPRENDERE che lei è testardo e quindi VALUTARE le sue risposte come potenzialmente infinite, oppure mi devo limitare a VALUTARE le sue risposte per quel che sono: divertissement fra un impegno e l’altro?
24 ottobre 2008 alle 02:00
Io pensavo che lei avesse già tenuto conto della mia perseveranza tra i parametri che utilizza per l’analisi delle mie azioni e che -soprattutto- avesse percepito lo scarso interesse che il protrarsi di questa discussione avrebbe prodotto. E quanto segue, quale conlusione a questo post, ne è -credo- l’interessante prova.
24 ottobre 2008 alle 16:13
Ore 2.00, eh?
Ben dopo aver affermato, degno d’un Misha, di essere “troppo stanco per rispondere”, quindi.
Io son giunto qui dopo un’attenta analisi delle sue azioni: le sue azioni hanno dimostrato l’interesse per la discussione, altrimenti non avrebbe perseverato a rispondere. Ciò mi ha fatto prevedere un suo comportamento improntato ai canoni del gioco e quindi una sempre possibile risposta, anche dissimulata.
Ed ho invece scartato un’analisi delle sue motivazioni, che – comunque interiori – sono passibili di cammuffamenti più o meno abili: il contenuto dei suoi post (che dovrebbe rimandare al suo stato psichico, alla soggettività, alle motivazioni) era infatti fuorviante (volutamente o meno, non so), giacché lasciava trasparire un (autentico o meno) interesse al merito della discussione; se avessi quindi regolato le mie reazioni su quest’analisi, avrei dovuto prevedere che, svanito l’interesse per il merito della discussione (giacché è chiaro che non esiste discussione, trattandosi di differenti approcci volontaristici alla vita, sui quali non si raggiunge una composizione), lei avrebbe lasciato cadere la cosa.
Come vede, quindi, la mia teoria mi ha permesso persino di fare previsioni su comportamenti altrui, pur se rifiutando di prendere in considerazione l’interesse soggettivo che dovrebbe stare alla loro base.
Ora devo solo scoprire come non fare apparire il link a questo post nella prima pagina del blog, e sono a posto.
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17 ottobre 2008 alle 19:08
Eh si, ora che me lo fai notare …
Non si può propriamente dire ch’io sia sveglio, in effetti.
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17 ottobre 2008 alle 16:39
Sì, si capisce, ed il verbo “(non)capire” è il più abusato della linguistica del novecento, diecicento e di tutto il resto dei lettori ch enon sanno leggere e dicono che la gente non sa scrivere. È una dicotomia di inizio 800, ma la mggior parte dei lettori, anche se oggi scrivono o usano e raccolgono i testi, sono morti nel 1914.
Non so perché l’abbia scritto, ho letto una colonna di commenti e pare che la gente del Giornale rimpianga Ferrara, che Brunetta sia difficilmente vulnerabile dalle donne — forse finalmente è un uomo femminile, il che non è altrimenti presente nel panorama politico fullmalist — e che il pensiero destra-popolare va a gonfie vele, nella realtà in vitro televisivo.
Fatto sta che se si legge un articolo come questo del grasso che sente il senso del volo ma non lo ha ancora sotto i denti, c’è scritto in qualsiasi stile, o di fretta o che importa perché e come, che se andasse avanti per un periodo sufficiente questa impostazione politica, la politica ritornerebbe arte, sesso e piacere del corpo, vie dalle palle e dalle prossimità genitali — come fosse radio — la ratio di quel trombone di *.
Poi, il problema della povera gente sono i soldi altrui, quindi si è trovata la seguente soluzione:
come dice quel pochino di vittorio sgarbi, che come diceva antonioni è di ferrara quindi solo lui può sapere alcune cose, e queste cose sono che ci si vede anche nella nebbia, o meglio nella nebbia è l’unico posto dove si vede davvero tutto chiaro, ed è per questo che se si è lì dentro si resta per sempre degli illuminati dentro, ma non visibili da(gli;le) altr(i;e) (culture) — ecco, lui diceva all’inizio della legislatura che, peggio, più pasolinianamente ancora di B, avrebbe messo a governare nei ministeri la gente della strada, i baristi, le peggio vacche sacre o profane. Vale a dire, per quanto a sx o ad ultra sx, o altri leader politici, urlatori, internazionali, star, con fattezze, zigomi e cipiglio transiberiani [e che non hanno torto, sia chiaro: solo, sono lenti. E non hanno concluso un catz in circa 40 anni, quindi aria, hanno scassato, oppure fai la seconda che hai detto, realart. Mh.]; nonostante di qua tutti continuino che la via è il ritorno su Morale Avenue, forse invece il modo per riprendere la corsa e stare in gara, e forse vincere, è un italinismo di frontiera, un’avanguardia ultrafuturista, lo sbilenco ed il rischio dei pazzi, dei funamboli super-tecnici, nemmeno la grid ma una nube tossica — che nei sistemi mi pare si chiami Cloud, per la cui preparazione non serve nemmeno lo specialismo del modello fisico apposito, basta un accordo tra i pezzi.
La morale non esiste, la politica è una puttana. Acido, fortissimo, riconnotati, un flare, brillamento, eiezione di massa coronale. Bum, fare bum, senza fumo.
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17 ottobre 2008 alle 13:27
Ciò che sottolinea Fabio Calugi vale per tutti i personaggi affetti da narcisismo conclamato. In questi ambiti sono più pericolosi gli yesmen per chi parla fuori dal coro (dal gregge), giacché per compiacere il padrone e ottenere maggiore visibilità sono disposti a tutto. La lettera di Lehner però la trovo in alcuni aspetti ambigua, soprattutto quando invita Guzzanti a “lasciar perdere Berlusconi che sta facendo benissimo”. Sottintendendo quindi in modo evidente che regge molto volentieri il moccolo dell’idillio Silvio-Vladimir. Temo che anche Lehner faccia parte della corte degli yesmen, solo con un po’ di coscienza in più, cosa che lo ha portato a scrivere questa lettera in cui in realtà non è espressa una vera e propria solidarietà con Guzzanti.
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17 ottobre 2008 alle 13:27
October 16, 2008 | 2028 GMT
Analysis
Russian security forces have said that Georgian militants are planning attacks in major cities across Russia, such as Moscow, St. Petersburg and Sochi, Russian daily Izvestia reported Oct. 16. The publication says alerts have been sent to the police forces nationwide, stating that militants from Georgian radical movements have been preparing attacks and that explosive devices have been delivered to those three cities in October. Another alert stated that a group called the Patriots of Georgia were “planning to use suicide bombers and a new method of terrorism — indiscriminate shooting in public places in city centers.”
First, it should be noted that no Georgian group has ever pulled off an attack inside Russia proper (meaning outside the Caucasus). Georgians have carried out attacks in the Caucasus, but only on turf considered part of their country — the secessionist regions of South Ossetia and Abkhazia. Second, the alerts said the types of attacks planned are “in the tradition of Islamic terrorists.” Less than 10 percent of the Georgian population is Muslim, and most of that Islamic population is pro-Russian. Third, the attacks that Georgians have managed to carry out are little more than something a wayward teenager is capable of. People die, but not many.
This is not to say that there are not Islamic groups in Georgia that are a little upset that Russia sent tanks and troops into their country in August. But overall, the idea of Georgian Islamist groups carrying out attacks inside Russia proper — particularly 2,000 miles away in St. Petersburg — is a stretch. Furthermore, since the Georgians are not capable of carrying out a large attack in their own region of the Caucasus — they simply are not as talented as other groups in the region like the Chechens or Dagestanis — how could they possibly pull off a major attack in Moscow?
Most likely, the Kremlin is setting the stage for something else. Russia was successful in its war against Georgia in August, but now it needs to keep the pressure on the small Caucasus state. The security services’ “leak” about possible Georgian militant activity tells those still in charge in Tbilisi that Russia is prepared to target the country once again if necessary and that an attack inside Russia proper by Georgians would give Moscow reason to immediately move the troops (approximately 7,600 of which happen to still be in Abkhazia and South Ossetia) back into Georgia.
This entire situation is eerily similar to the security situation in September 1999, when a series of apartment bombings took place in Moscow, Volgodonsk and Buynaksk, killing 300 people and injuring more than 1,000. The Kremlin quickly pointed to Chechen separatists, and the Second Chechen War started by the end of the month.
There is one more conspiratorial side to the Chechen example, though. The apartment bombings were only partially effective in that not all the devices found were successful. This led to doubts about whether the Chechens actually were behind the bombings, since the Chechens are known for being technical masters in the terrorist world. At the time, a handful of Russian politicians and the Chechen authorities blamed the FSB for the apartment bombings and said it was just an excuse for the Kremlin to order the invasion of Chechnya — and it elevated Vladimir Putin into power as well.
Having such an excuse to invade Georgia whenever necessary is something that highly interests Moscow, and even the idea of it is enough to keep pressure on Tbilisi.
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17 ottobre 2008 alle 13:56
Rivoluzionari e rivoluzionarie,
oggi vorrei fare un piccolo strappo alla regola.
So che è dai tempi dell’ultima cacciata di Ciro e Carlo Asili che in questo blog è fatto divieto di portare le proprie storie personali. Finora mi sono sempre attenuto alla regola, raccontando alcuni fatti miei solo perchè riguardanti le discussioni in corso, o portandoli ad esempio di un qualche ragionamento. Ma quello che voglio dirvi oggi è secondo me molto importante e soprattutto “rivoluzionario”.
Oggi sono 3 settimane che ho smesso di fumare.
Sono sicuro che in questo blog ci sono dei fumatori. E sono sicuro che tra loro ci sono quelli che vorrebbero smettere di fumare, o che hanno provato a farlo ma non ci sono riusciti e si sono arresi alla loro condizione di fumatori. A loro io mi rivolgo, e a tutti quelli che hanno un amico, un parente, un collega che vogliono aiutare ad uscire da questa dipendenza.
Io fumavo circa un pacchetto al giorno. Nei periodi di maggiore stress o in vacanza anche di più. Ho cominciato a 13 anni come fanno molti ragazzi: per curiosità, per essere un pò ribelle, perchè i miei amici e i miei genitori lo facevano. Era però da qualche anno che volevo smettere o quantomeno ridurre le sigarette perchè cominciavo ad accusare tutti i malori fisici connessi al fumo. Dopo avere provato vari metodi (cerotti e compagnia bella) che sono miseramente falliti ho trovato il sistema che mi a fatto smettere. Senza fatica. Senza problemi. Senza rimpianti.
E’ un libro. Si chiama “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr. Il titolo vi suona ridicolo, vero? Pensate che è l’ennesima fregatura per raggirare gli ingenui, tipo “Addominali perfetti in 6 minuti”? Conoscete qualcuno che l’ha già letto e che dopo qualche giorno ha riiniziato peggio di prima?
Beh, con me ha funzionato. Per chi sa che vuol dire fumare un pacchetto al giorno per 15 anni, 3 settimane senza fumare non sono pochi giorni, sono un’eternità! Io a giudicare da quello che dice Carr ce l’ho fatta. Sono libero dalla tossicodipendenza della nicotina e so che non fumerò mai più una sigaretta.
Perchè vi dico queste cose? Perchè come vi ho detto all’inizio secondo me smettere di fumare è rivoluzionario. Pensate un attimo a cosa accadrebbe se tutti smettessimo di fumare per nostra scelta. Ci sarebbero meno malati, meno inquinamento, meno sporcizia, meno morti. Ci troveremmo in un mondo migliore, che è un pò quello di cui parliamo sempre qui dentro. So che alcuni pensano che per loro un mondo in cui non si fuma sarebbe invece un mondo peggiore, perchè a loro la sigaretta, il sigaro o la canna piace. Lo pensavo anche io, in fondo. Io vi consiglio di provare, di leggerlo, costa solo 10 euro e anche se non dovesse funzionare non avrete perso niente.
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17 ottobre 2008 alle 23:18
Dario, spero di non farti un torto se ti dico che il tuo strappo alla regola mi è piaciuto, come spero di non fare torto a nessun altro rispondendo al tuo messaggio . Mica siamo al mondo per parlare solo di politica, filosofia o religione.
Io non ho mai fumato. Ho diversi amici che fumano come camini e non faccio altro che dirgli di piantarla con quelle paglie.
Intuisco abbastanza bene come sia difficile smettere di fumare, e mi avventuro a sostenere che il fumare in sé sia una cosa abbastanza stupida: trovo un po’ ridicolo vedere esseri fatti per respirare aria che si danno da fare, spendono e spandono, per respirare fumo. Senza considerare poi l’avviso funerario stampato per legge (se non sbaglio) a caratteri cubitali sui pacchetti di sigarette: un necrofilo spasso. Ogni volta, diciamo una volta ogni trenta minuti d’orologio per un fumatore mediamente accanito, pensare a quell’avviso da morto che esce dalla tasca dei calzoni, che volteggia di fronte al fruitore e che rilascia il suo cilindretto fumogeno in mani accoglienti, labbra esperte e polmoni pronti a tirare, mi diverte. Mi sembra una di quelle piccole pazzie che rendono sensata la giornata.
Non so cosa indica il libro che citi, so invece che quel paio di ex fumatori che conosco e che posso affermare abbiano smesso di tirare paglie, l’hanno fatto di botto, dall’oggi al domani: ieri un pacchetto di paglie, oggi niet. Per queel che vale la mia piccola esperienza, posso dire che chi ha cercato vie d’uscita graduali o paliativi non ha avuto molto successo nell’impresa.
Da non fumatore ti dico anche che, a parte il mondo migliore che si viene a creare smettendo di fumare, trovo che sia un atto rivoluzionario smettere quando questo viene vissuto come una libera risposta ad uno stato di conformismo se non di vera e propria assuefazione.
I miei migliori auguri affinché l’impresa ti riesca nel migliore dei modi.
Un cordiale saluto.
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17 ottobre 2008 alle 14:03
October 16, 2008 | 1809 GMT
Analysis
The head of Russia’s Security Council, Nikolai Patrushev, is set to arrive in Venezuela on Oct. 16 as part of his Latin American tour. Patrushev will discuss intelligence and security cooperation with Venezuela, as he has with Argentina and Ecuador. Patrushev is one of the most powerful men in Russia. Thus, his travels ought not go unnoticed, and his choice of countries to visit piques Stratfor’s interest.
Patrushev stopped first in Argentina to discuss the sale of heavy lift helicopters (Argentina probably cannot afford them, but Russia has been known to give gifts) and the possibility of training Argentine astronauts. He also met with the Argentine defense, intelligence, foreign and prime ministers. In Ecuador, Patrushev discussed increasing economic and intelligence cooperation. But the official topics are not the most interesting aspect of Patrushev’s visits.
First off, although Russia — through visits by high-ranking officials such as Russian Deputy Prime Minister Igor Sechin — has been heavily courting Nicaragua, Venezuela and Cuba as potential new partners in Latin America, Russia has not been nearly as active in Argentina or Ecuador. Such a high-level visit to these two countries certainly indicates that Russia is broadening its interests across Latin America as it seeks to draw U.S. attention to the Western Hemisphere.
Second, Patrushev is no mid-level dignitary. Until a few months ago, Patrushev was the head of the Russian Federal Security Service (FSB). As head of the FSB, Patrushev commanded (and still commands) the loyalty of one of the most powerful intelligence agencies in the world. However, because of concerns that Patrushev was getting too powerful in the FSB, he was relegated recently to head of the Security Council. Lest his intention be questioned, let us be clear: Patrushev is something of a Russia fanatic. As a man of the siloviki tradition, Patrushev is the perfect person to pursue Russia’s Cold War aspirations for creating trouble in the United States’ backyard when Sechin is unavailable.
And there is plenty of trouble to be had. One of the most important aspects of Russia’s recent interest in Latin America is the availability of militant organizations that need nothing more than a few more arms shipments and a little pocket change to kick-start their operations.
This is where Ecuador comes in. Although Ecuador makes a natural ally for Russia as the Latin American country drifts further to the left under Ecuadorian President Rafael Correa, Ecuador also offers Russia easy access to local militant organizations like the Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC). The FARC’s operational capacity has been flagging over the past year or two as the Colombian government continues to score major hits against the militant organization. But the FARC does not operate just in Colombia, and often strays over into Ecuador, where they have reportedly made deals with Ecuadorian officials.
As Russia seeks to expand its interests in Latin America, these are exactly the kinds of connections it can exploit. Russia already has a close relationship with Venezuelan President Hugo Chavez, whose dealings with the FARC have been less than hostile over the years. With Ecuador as an ally, Russia will have effectively secured access to Colombia’s two main borders. And should Russia be interested, funding a terrorist organization operating in the United States’ closest ally in the region would be a cheap and easy way to really bog the United States down in Latin America.
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17 ottobre 2008 alle 14:15
Ma secondo Lei uno che è proprietario di metà dei media di una nazione e controlla almeno al 50% l’altra metà, e fa il presidente del consiglio, è un caso normale che si verifica anche da altre parti o un’anomalia?
Uno che si permette di eleggere in parlamento amiche amici collaboratori inquisiti e anche pregiudicati, anche per mafia, uno che si porta in parlamento i propri avvocati che poi legiferano sulle leggi che lo riguardano in qualità di imputato, è normale o è un’anomalia?
Uno che trae la sua fortuna economica da origini sconosciute e mai chiarite, con una selva di società che sembrano fatte apposta per occultare piuttosto che per operare, è secondo lei un caso normale o un’anomalia?
Comunque Berlusconi gode, come dice lei, di un larghissimo consenso, e questo è vero, ma questo non è un’anomalia, gli italiani si sa come sono fatti e in parte sono addirittura, come ebbe a dire Berlusconi stesso, dei coglioni. Ecco, su questo concordo.
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17 ottobre 2008 alle 17:09
Quali media? Quelli che di politica ne fanno molto poca? Quelli che spingono Amici o quelli del GF? Per Matrix, Le Iene? Dove nell’uno c’è un Mentana da sempre di sinistra…Nel secondo una bel gruppetto di comici…Queste secondo lei sono media controllati e pericolosi???Qual’è l’altra metà?
Se l’elettore italiano ha DECISO LIBERAMENTE che Berlusconi non è “pericoloso” come pensa la sinistra (ma solo perchè i politici di sinistra non valgono nemmeno un’unghia di Berlusconi) e non gliene può fregar di meno di processi costruiti ad opera di pentiti che in cambio di sconti di pena e privilegi, avrebbero perfino venduto la propria madre…Mi scusi…Ma non regge quest’anomalia di cui parla.
Riguardo agli amici messi in Parlamento, MEGLIO AVERE AMICI CON CUI CONDIVIDERE UN IDEALE CHE VOLTAGABBANA SPARSI QUI E LA’. Tanto comunque la classe dei politici è sempre la stessa. Non è cambiata nemmeno da Mani Pulite, dove un sacco di persone hanno FATTO LA FINE DEL VITELLO SACRIFICALE, quando certi modi d’agire erano più che consolidati nel vivere comune. Che lì sia un mangia mangia generale, lo sanno tutti gli elettori che lei chiama “coglioni” (io non mi sento tale e sono STRAFELICE DELLA MIA SCELTA POLITICA). Ma ci saremo sentiti coglioni veri e propri nel votare un’altra mortadella.
La vera anomalia sta in un’opposizione che segue la scia del “NERBORUTO TRATTORISTA” (scusi Guzzanti, se l’ho usata anche io…mi piace troppo questa rappresentazione di un certo personaggio!) che ha sfruttato le “tragedie” di tante persone pur di andare avanti IN POLITICA…La vera anomalia sta in una magistratura che sfrutta un mafioso (anche se ex, rimane sempre mafioso nel sangue suo e quello versato) per avere dichiarazioni che INCASTRINO POLITICI. Mi scusi, se non credo affatto nella redenzione di chi è cresciuto versando sangue altrui e di colpo si ravvede. La vera anomalia è dare addosso ad un Ministro solo perchè GIOVANE DONNA CHE ha messo, prima di diventare politico, il suo corpo (perfetto, beata lei!). La vera anomalia è credere al SI DICE, SI PENSA, QUELLO HA DETTO…Senza guardare con occhi liberi da pregiudizi. La vera anomalia è che si possa insultare un Papa in una piazza solo perchè ha detto che i gay non possono sposarsi in Chiesa, senza tenere conto che in altri paesi i gay li sgozzano in nome di una religione…Ma Guai a toccarli quelli! Si ha paura del coltello piantato nella schiena quando meno te l’aspetti! Meglio parlare del Papa perchè tanto lui perdona tutto.
Di anomalie in Italia ce ne sono così tante da non poterle contare…Eppure…Berlusconi mi sembra proprio l’ultima delle anomalie da tenere conto!
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17 ottobre 2008 alle 19:45
Finalmente ho capito!
Lei è una astrattista(anche se, a dir la verità, la sua sintassi ridà un po’ di Dadaismo)!
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17 ottobre 2008 alle 22:01
Alè abbiamo fatto un bel fritto misto con calamari e gamberetti, avanti si va.
Gli amici i pentiti i mafiosi mani pulite ecc. tutto il repertorio in ordine sparso.
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17 ottobre 2008 alle 23:28
Se Feltri scrisse ai tempi un certo articolo, se un blog dei “nostri” decise ai tempi di parlare il più possibile della vicenda a mo’ di vaccino, se un ex sottosegretario disse quello che disse, se chi si scagliò contro la “povera” donna non viene incriminato ma si becca solo una causa civile, vuol dire che i malpensanti forse non hanno tutti i torti.
Un conto è dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che chi attaccò all’epoca commise diffamazione (con il rischio che uno con accessi privilegiati si presenti in aula), un conto è lamentarsi di un presunto danno morale e/o di immagine chiedendo un milione.
A tutto questo aggiungiamo le insinuazioni che ho letto da qualche parte in questo post (ma perché quando si parla di chi non sta nella pelle i pensieri sembrano puntare in una certa direzione?)
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17 ottobre 2008 alle 17:50
Sono coglioni al 51-52%… poi ogni cinque anni alternativamente finiscono al 48-9, e così via. Alla fine è una buona percentuale, il 45% buono degli italiani è stabilmente furbo.
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18 ottobre 2008 alle 14:01
Brambilla, i tuoi sono i soliti logori argomenti tanto apprezzati dai fan turibolari dell’E-communist. Solite scialbe scempiaggini propagandistiche.
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18 ottobre 2008 alle 17:23
“turibolari” ? Che significato avrebbe?
Saluti
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18 ottobre 2008 alle 20:51
Col turibolo in mano, e relativo incenso al seguito.
Saluti anche a te.
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19 ottobre 2008 alle 00:19
Buona a sapersi! Grazie
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17 ottobre 2008 alle 15:26
October 15, 2008 | 1847 GMT
Editor’s Note: This is the fourth in a series of monographs by Stratfor founder George Friedman on the geopolitics of countries that are currently critical in world affairs.
By George Friedman
Russia’s defining characteristic is its indefensibility. Unlike the core of most states that are relatively defensible, core Russia is limited to the region of the medieval Grand Principality of Muscovy. It counts no rivers, oceans, swamps or mountains marking its borders — it relies solely on the relatively inhospitable climate and its forests for defense. Russian history is a chronicle of the agony of surviving invasion after invasion.
Traditionally these invasions have come from two directions. The first is from the steppes — wide open grasslands that connect Russia to Central Asia and beyond — the path that the Mongols used. The second is from the North European Plain, which brought to Russia everything from the Teutonic Knights to the Nazi war machine.
To deal with these vulnerabilities, Russia expanded in three phases. In the first, Russia expanded not toward the invasion corridors to establish buffers but away from them to establish a redoubt. In the late 15th century, under Ivan III, Russia did creep westward somewhat, anchoring itself at the Pripet Marshes, which separated Russia from the Kiev region. But the bulk of Russia’s expansion during that period was north to the Arctic and northeast to the Urals. Very little of this territory can be categorized as useful — most was taiga or actual tundra and only lightly populated — but for Russia it was the only land easily up for grabs. It also marked a natural organic outgrowth of the original Muscovy — all cloaked in forest. It was as defensible a territory as Russia had access to and their only hope against the Mongols.
The Mongols were horsemen who dominated the grasslands with their fast-moving cavalry forces. Their power, although substantial, diminished when they entered the forests and the value of their horses, their force multipliers, declined. The Mongols had to fight infantry forces in the forests, where the advantage was on the defender’s side.
The second phase of expansion was far more aggressive — and risky. In the mid-16th century, Under Ivan IV, Russia finally moved to seal off the Mongol invasion route. Russia pushed south and east, deep into the steppes, and did not stop until it hit the Urals in the east and the Caspian Sea and Caucasus Mountains in the south. As part of this expansion, Russia captured several strategically critical locations, including Astrakhan on the Caspian, the land of the Tatars — a longtime horse-mounted foe — and Grozny, which was soon transformed into a military outpost at the foot of the Caucasus.
Also with this expansion, Ivan IV was transformed from Grand Prince of Moscow to Tsar of All Russia, suggesting the empire to come. Russia had finally achieved a measure of conventional security. Holding the northern slopes of the Caucasus would provide a reasonable defense from Asia Minor and Persia, while the millions of square kilometers of steppes gave birth to another defensive strategy: buffers.
Russia — modern, medieval or otherwise — cannot count on natural features to protect it. The Pripet Marshes were small and could in many cases simply be avoided. There is no one who might wish to attack from the Arctic. Forests slowed the Mongol horsemen, but as Muscovy’s predecessor — Kievan Rus — aptly demonstrated, the operative word was “slowed,” not “stopped.” The Mongols conquered and destroyed Kievan Rus in the 13th century.
That leaves buffers. So long as a country controls territory separating itself from its foes — even if it is territory that is easy for a hostile military to transit — it can bleed out any invasion via attrition and attacks on supply lines. Such buffers, however, contain a poison pill. They have populations not necessarily willing to serve as buffers. Maintaining control of such buffers requires not only a sizable standing military for defense but also a huge internal security and intelligence network to enforce central control. And any institution so key to the state’s survival must be very tightly controlled as well. Establishing and maintaining buffers not only makes Russia seem aggressive to its neighbors but also forces it to conduct purges and terrors against its own institutions in order to maintain the empire.
The third expansion phase dealt with the final invasion route: from the west. In the 18th century, under Peter and Catherine the Great, Russian power pushed westward, conquering Ukraine to the southwest and pushing on to the Carpathian Mountains. It also moved the Russian border to the west, incorporating the Baltic territories and securing a Russian flank on the Baltic Sea. Muscovy and the Tsardom of Russia were now known as the Russian Empire.
Yet aside from the anchor in the Carpathians, Russia did not achieve any truly defensible borders. Expansions to the Baltic and Black Seas did end the external threat from the Cossacks and Balts of ages past, but at the price of turning those external threats into internal ones. Russia also expanded so far and fast that holding the empire together socially and militarily became a monumental and ongoing challenge (today Russia is dealing with the fact that Russians are barely a majority in their own country). All this to achieve some semblance of security by establishing buffer regions.
But that is an issue of empire management. Ultimately the multi-directional threat defined Muscovy’s geopolitical problem. There was a constant threat from the steppes, but there was also a constant threat from the west, where the North European Plain allowed for few natural defenses and larger populations could deploy substantial infantry (and could, as the Swedes did, use naval power to land forces against the Muscovites). The forests provided a degree of protection, as did the sheer size of Russia’s holdings and its climate, but in the end the Russians faced threats from at least two directions. In managing these threats by establishing buffers, they were caught in a perpetual juggling act: east vs. west, internal vs. external.
The geography of the Russian Empire bequeathed it certain characteristics. Most important, the empire was (and remains) lightly settled. Even today, vast areas of Russia are unpopulated while in the rest of the country the population is widely distributed in small towns and cities and far less concentrated in large urban areas. Russia’s European part is the most densely populated, but in its expansion Russia both resettled Russian ethnics and assimilated large minorities along the way. So while Moscow and its surroundings are certainly critical, the predominance of the old Muscovy is not decisively ironclad.
The result is a constant, ingrained clash within the Russian Empire no matter the time frame, driven primarily by its size and the challenges of transport. The Russian empire, even excluding Siberia, is an enormous landmass located far to the north. Moscow is at the same latitude as Newfoundland while the Russian and Ukrainian breadbaskets are at the latitude of Maine, resulting in an extremely short growing season. Apart from limiting the size of the crop, the climate limits the efficiency of transport — getting the crop from farm to distant markets is a difficult matter and so is supporting large urban populations far from the farms. This is the root problem of the Russian economy. Russia can grow enough to feed itself, but it cannot efficiently transport what it grows from the farms to the cities and to the barren reaches of the empire before the food spoils. And even when it can transport it, the costs of transport make the foodstuffs unaffordable.
Population distribution also creates a political problem. One natural result of the transport problem is that the population tends to distribute itself nearer growing areas and in smaller towns so as not to tax the transport system. Yet these populations in Russia’s west and south tend to be conquered peoples. So the conquered peoples tend to distribute themselves to reflect economic rationalities, while need for food to be transported to the Russian core goes against such rationalities.
Faced with a choice of accepting urban starvation or the forcing of economic destitution upon the food-producing regions (by ordering the sale of food in urban centers at prices well below market prices), Russian leaders tend to select the latter option. Joseph Stalin certainly did in his efforts to forge and support an urban, industrialized population. Force-feeding such economic hardship to conquered minorities only doubled the need for a tightly controlled security apparatus.
The Russian geography meant that Russia either would have a centralized government — and economic system — or it would fly apart, torn by nationalist movements, peasant uprisings and urban starvation. Urbanization, much less industrialization, would have been impossible without a strong center. Indeed, the Russian Empire or Soviet Union would have been impossible. The natural tendency of the empire and Russia itself is to disintegrate. Therefore, to remain united it had to have a centralized bureaucracy responsive to autocratic rule in the capital and a vast security apparatus that compelled the country and empire to remain united. Russia’s history is one of controlling the inherently powerful centrifugal forces tearing at the country’s fabric.
Russia, then, has two core geopolitical problems. The first is holding the empire together. But the creation of that empire poses the second problem, maintaining internal security. It must hold together the empire and defend it at the same time, and the achievement of one goal tends to undermine efforts to achieve the other.
Geopolitical Imperatives
To secure the Russian core of Muscovy, Russia must:
Expand north and east to secure a redoubt in climatically hostile territory that is protected in part by the Urals. This way, even in the worst-case scenario (i.e., Moscow falls), there is still a “Russia” from which to potentially resurge.
Expand south to the Caucasus and southeast into the steppes in order to hamper invasions of Asian origin. As circumstances allow, push as deeply into Central Asia and Siberia as possible to deepen this bulwark.
Expand as far west as possible. Do not stop in the southwest until the Carpathians are reached. On the North European Plain do not stop ever. Deeper penetration increases security not just in terms of buffers; the North European Plain narrows the further west one travels making its defense easier.
Manage the empire with terror. Since the vast majority of Russian territory is not actually Russian, a very firm hand is required to prevent myriad minorities from asserting regional control or aligning with hostile forces.
Expand to warm water ports that have open-ocean access so that the empire can begin to counter the economic problems that a purely land empire suffers.
Given the geography of the Russian heartland, we can see why the Russians would attempt to expand as they did. Vulnerable to attack on the North European Plain and from the Central Asian and European steppes simultaneously, Russia could not withstand an attack from one direction — much less two. Apart from the military problem, the ability of the state to retain control of the country under such pressure was dubious, as was the ability to feed the country under normal circumstances — much less during war. Securing the Caucasus, Central Asia and Siberia was the first — and easiest — part of dealing with this geographic imbroglio.
The western expansion was not nearly so “simple.” No matter how far west the Russians moved on the European plain, there was no point at which they could effectively anchor themselves. Ultimately, the last effective line of defense is the 400 mile gap (aka Poland) between the Baltic Sea and Carpathian Mountains. Beyond that the plains widen to such a degree that a conventional defense is impossible as there is simply too much open territory to defend. So the Soviet Union pressed on all the way to the Elbe.
At its height, the Soviet Union achieved all but its final imperative of securing ocean access. The USSR was anchored on the Carpathians, the Black Sea, the Caucasus and the Urals, all of which protected its southern and southwestern flanks. Siberia protected its eastern frontier with vast emptiness. Further to the south, Russia was anchored deeply in Central Asia. The Russians had defensible frontiers everywhere except the North European Plain, ergo the need to occupy Germany and Poland.
Strategy of the Russian Empire
The modern Russian empire faces three separate border regions: Asian Siberia, Central Asia and the Caucasus (now mostly independent states), and Western Europe.
First, Siberia. There is only one rail line connecting Siberia to the rest of the empire, and positioning a military force there is difficult if not impossible. In fact, risk in Russia’s far east is illusory. The Trans-Siberian Railroad (TSR) runs east-west, with the Baikal Amur Mainline forming a loop. The TSR is Russia’s main lifeline to Siberia and is, to some extent, vulnerable. But an attack against Siberia is difficult — there is not much to attack but the weather, while the terrain and sheer size of the region make holding it not only difficult but of questionable relevance. Besides, an attack beyond it is impossible because of the Urals.
East of Kazakhstan, the Russian frontier is mountainous to hilly, and there are almost no north-south roads running deep into Russia; those that do exist can be easily defended, and even then they dead-end in lightly populated regions. The period without mud or snow lasts less than three months out of the year. After that time, overland resupply of an army is impossible. It is impossible for an Asian power to attack Siberia. That is the prime reason the Japanese chose to attack the United States rather than the Soviet Union in 1941. The only way to attack Russia in this region is by sea, as the Japanese did in 1905. It might then be possible to achieve a lodgment in the maritime provinces (such as Primorsky Krai or Vladivostok). But exploiting the resources of deep Siberia, given the requisite infrastructure costs, is prohibitive to the point of being virtually impossible.
We begin with Siberia in order to dispose of it as a major strategic concern. The defense of the Russian Empire involves a different set of issues.
Second, Central Asia. The mature Russian Empire and the Soviet Union were anchored on a series of linked mountain ranges, deserts and bodies of water in this region that gave it a superb defensive position. Beginning on the northwestern Mongolian border and moving southwest on a line through Kyrgyzstan and Tajikistan, the empire was guarded by a north extension of the Himalayas, the Tien Shan Mountains. Swinging west along the Afghan and Iranian borders to the Caspian Sea, the empire occupied the lowlands along a mountainous border. But the lowlands, except for a small region on the frontier with Afghanistan, were harsh desert, impassable for large military forces. A section along the Afghan border was more permeable, leading to a long-term Russian unease with the threat in Afghanistan — foreign or indigenous. The Caspian Sea protected the border with Iran, and on its western shore the Caucasus Mountains began, which the empire shared with Iran and Turkey but which were hard to pass through in either direction. The Caucasus terminated on the Black Sea, totally protecting the empire’s southern border. These regions were of far greater utility to Russia than Siberia and so may have been worth taking, but for once geography actually helped Russia instead of working against it.
Finally, there is the western frontier that ran from west of Odessa north to the Baltic. This European frontier was the vulnerable point. Geographically, the southern portion of the border varied from time to time, and where the border was drawn was critical. The Carpathians form an arc from Romania through western Ukraine into Slovakia. Russia controlled the center of the arc in Ukraine. However, its frontier did not extend as far as the Carpathians in Romania, where a plain separated Russia from the mountains. This region is called Moldova or Bessarabia, and when the region belongs to Romania, it represents a threat to Russian national security. When it is in Russian hands, it allows the Russians to anchor on the Carpathians. And when it is independent, as it is today in the form of the state of Moldova, then it can serve either as a buffer or a flash point. During the alliance with the Germans in 1939-1941, the Russians seized this region as they did again after World War II. But there is always a danger of an attack out of Romania.
This is not Russia’s greatest danger point. That occurs further north, between the northern edge of the Carpathians and the Baltic Sea. This gap, at its narrowest point, is just under 300 miles, running west of Warsaw from the city of Elblag in northern Poland to Cracow in the south. This is the narrowest point in the North European Plain and roughly the location of the Russian imperial border prior to World War I. Behind this point, the Russians controlled eastern Poland and the three Baltic countries.
The danger to Russia is that the north German plain expands like a triangle east of this point. As the triangle widens, Russian forces get stretched thinner and thinner. So a force attacking from the west through the plain faces an expanding geography that thins out Russian forces. If invaders concentrate their forces, the attackers can break through to Moscow. That is the traditional Russian fear: Lacking natural barriers, the farther east the Russians move the broader the front and the greater the advantage for the attacker. The Russians faced three attackers along this axis following the formation of empire — Napoleon, Wilhelm II and Hitler. Wilhelm was focused on France so he did not drive hard into Russia, but Napoleon and Hitler did, both almost toppling Moscow in the process.
Along the North European Plain, Russia has three strategic options:
1. Use Russia’s geographical depth and climate to suck in an enemy force and then defeat it, as it did with Napoleon and Hitler. After the fact this appears the solution, except it is always a close run and the attackers devastate the countryside. It is interesting to speculate what would have happened in 1942 if Hitler had resumed his drive on the North European Plain toward Moscow, rather than shift to a southern attack toward Stalingrad.
2. Face an attacking force with large, immobile infantry forces at the frontier and bleed them to death, as they tried to do in 1914. On the surface this appears to be an attractive choice because of Russia’s greater manpower reserves than those of its European enemies. In practice, however, it is a dangerous choice because of the volatile social conditions of the empire, where the weakening of the security apparatus could cause the collapse of the regime in a soldiers’ revolt as happened in 1917.
3. Push the Russian/Soviet border as far west as possible to create yet another buffer against attack, as the Soviets did during the Cold War. This is obviously an attractive choice, since it creates strategic depth and increases economic opportunities. But it also diffuses Russian resources by extending security states into Central Europe and massively increasing defense costs, which ultimately broke the Soviet Union in 1992.
Contemporary Russia
The greatest extension of the Russian Empire occurred under the Soviets from 1945 to 1989. Paradoxically, this expansion preceded the collapse of the Soviet Union and the contraction of Russia to its current borders. When we look at the Russian Federation today, it is important to understand that it has essentially retreated to the borders the Russian Empire had in the 17th century. It holds old Muscovy plus the Tatar lands to the southeast as well as Siberia. It has lost its western buffers in Ukraine and the Baltics and its strong foothold in the Caucasus and in Central Asia.
To understand this spectacular expansion and contraction, we need to focus on Soviet strategy. The Soviet Union was a landlocked entity dominating the Eurasian heartland but without free access to the sea. Neither the Baltic nor Black seas allow Russia free oceangoing transport because they are blocked by the Skagerrak and the Turkish straits, respectively. So long as Denmark and Turkey remain in NATO, Russia’s positions in St. Petersburg, Kaliningrad, Sevastopol and Novorossiysk are militarily dubious.
There were many causes of the Soviet collapse. Some were:
Overextending forces into Central Europe, which taxed the ability of the Soviet Union to control the region while economically exploiting it. It became a net loss. This overextension created costly logistical problems on top of the cost of the military establishment. Extension of the traditional Russian administrative structure both diffused Russia’s own administrative structure and turned a profitable empire into a massive economic burden.
Creating an apparent threat to the rest of Europe that compelled the United States to deploy major forces and arm Germany. This in turn forced the Russians into a massive military buildup that undermined its economy, which was less productive than the American economy because of its inherent agricultural problem and because the cost of internal transport combined with the lack of ocean access made Soviet (and Russian) maritime trade impossible. Since maritime trade both is cheaper than land trade and allows access to global markets, the Soviet Union always operated at an extreme economic disadvantage to its Western and Asian competitors.
Entering an arms race with much richer countries it could compete against only by diverting resources from the civilian economy — material and intellectual. The best minds went into the military-industrial complex, causing the administrative and economic structure of Russia to crumble.
In 1989 the Soviet Union lost control of Eastern Europe and in 1992 the Soviet Union itself collapsed. Russia then retreated essentially to its 17th century borders — except that it retained control of Siberia, which is either geopolitically irrelevant or a liability. Russia has lost all of Central Asia, and its position in the Caucasus has become tenuous. Had Russia lost Chechnya, its eastern flank would have been driven out of the Caucasus completely, leaving it without a geopolitical anchor.
The gap between Kazakhstan in the east and Ukraine in the west, like the narrowest point in the North European Plain, is only 300 miles wide. It also contains Russia’s industrial heartland. Russia has lost Ukraine, of course, and Moldova. But Russia’s most grievous geopolitical contraction has been on the North European Plain, where it has retreated from the Elbe in Germany to a point less than 100 miles from St. Petersburg. The distance from the border of an independent Belarus to Moscow is about 250 miles.
To understand the Russian situation, it is essential to understand that Russia has in many ways returned to the strategic position of late Muscovy. Its flank to the southeast is relatively secure, since China shows no inclination for adventures into the steppes, and no other power is in a position to challenge Russia from that direction. But in the west, in Ukraine and in the Caucasus, the Russian retreat has been stunning.
We need to remember why Muscovy expanded in the first place. Having dealt with the Mongols, the Russians had two strategic interests. Their most immediate was to secure their western borders by absorbing Lithuania and anchoring Russia as far west on the North European Plain as possible. Their second strategic interest was to secure Russia’s southeastern frontier against potential threats from the steppes by absorbing Central Asia as well as Ukraine. Without that, Muscovy could not withstand a thrust from either direction, let alone from both directions at once.
It can be said that no one intends to invade Russia. From the Russian point of view, history is filled with dramatic changes of intention, particularly in the West. The unthinkable occurs to Russia once or twice a century. In its current configuration, Russia cannot hope to survive whatever surprises are coming in the 21st century. Muscovy was offensive because it did not have a good defensive option. The same is true of Russia. Given the fact that a Western alliance, NATO, is speaking seriously of establishing a dominant presence in Ukraine and in the Caucasus — and has already established a presence in the Baltics, forcing Russia far back into the widening triangle, with its southern flank potentially exposed to Ukraine as a NATO member — the Russians must view their position as dire. As with Napoleon, Wilhelm and Hitler, the initiative is in the hands of others. For the Russians, the strategic imperative is to eliminate that initiative or, if that is impossible, anchor Russia as firmly as possible on geographical barriers, concentrating all available force on the North European Plain without overextension.
Unlike countries such as China, Iran and the United States, Russia has not achieved its strategic geopolitical imperatives. On the contrary, it has retreated from them:
Russia does hold the northern Caucasus, but it no longer boasts a deep penetration of the mountains, including Georgia and Armenia. Without those territories Russia cannot consider this flank secure.
Russia has lost its anchor in the mountains and deserts of Central Asia and so cannot actively block or disrupt — or even well monitor — any developments to its deep south that could threaten its security.
Russia retains Siberia, but because of the climatic and geographic hostility of the region it is almost a wash in terms of security (it certainly is economically).
Russia’s loss of Ukraine and Moldova allows both the intrusion of other powers and the potential rise of a Ukrainian rival on its very doorstep. Powers behind the Carpathians are especially positioned to take advantage of this political geography.
The Baltic states have re-established their independence, and all three are east and north of the Baltic-Carpathian line (the final defensive line on the North European Plain). Their presence in a hostile alliance is unacceptable. Neither is an independent or even neutral Belarus (also on the wrong side of that line).
Broader goals, such as having a port not blocked by straits controlled by other countries, could have been pursued by the Soviets. Today such goals are far out of Russian reach. From the Russian point of view, creating a sphere of influence that would return Russia to its relatively defensible imperial boundaries is imperative.
Obviously, forces in the peripheral countries as well as great powers outside the region will resist. For them, a weak and vulnerable Russia is preferable, since a strong and secure one develops other appetites that could see Russia pushing along vectors such as through the Skagerrak toward the North Sea, through the Turkish Straits toward the Mediterranean and through La Perouse Strait toward Japan and beyond.
Russia’s essential strategic problem is this: It is geopolitically unstable. The Russian Empire and Soviet Union were never genuinely secure. One problem was the North European Plain. But another problem, very real and hard to solve, was access to the global trading system via oceans. And behind this was Russia’s essential economic weakness due to its size and lack of ability to transport agricultural produce throughout the country. No matter how much national will it has, Russia’s inherently insufficient infrastructure constantly weakens its internal cohesion.
Russia must dominate the Eurasian heartland. When it does, it must want more. The more it wants the more it must face its internal economic weakness and social instability, which cannot support its ambitions. Then the Russian Federation must contract. This cycle has nothing to do with Russian ideology or character. It has everything to do with geography, which in turn generates ideologies and shapes character. Russia is Russia and must face its permanent struggle.
© Copyright 2008 Stratfor. All rights reserved
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17 ottobre 2008 alle 15:41
Scrivo per stemperare tensioni od ansie in merito alla lettera di Lehner. Ma prima ho cercato di captarne i contenuti che passo sotto lenti di un codice del linguaggio “cifrato” che noi definiamo “barbaricino”. Di un linguaggio “tetro”(non lo scritto di Lehner, ma nel linguaggio del linguaggio), che da ansia, che dice e non dice, che sparge sospetto, che porta paura, disorientamento e che induce timore; che trova, come ho già scritto in questo sito in occasione di una lettera di Cossiga, una speculare denominazione: “linguaggio in “suspu”, con sospetto, appunto. Lehner scrive:” come sai da gran tempo non condivido pressoché nulla di ciò che vai scrivendo”. Frasario che spinge il destinatario ad un primo spalancamento degli occhi, come che un motociclista gli sia finito rotolando di brutto sotto i suoi piedi: “fortuna che non m’ha investito”! E già si sente baciato dalla fortuna per essere rimasto incolume dall’urto della moto altrui. Però appena passato lo spavento torna in mente l’incidente:”ma chi sarà mai stato quel motociclista?”. “Voleva colpire me oppure ha rotolato sull’asfalto per conto suo?”. Continua Lehner:”Sono stato, anzi, assai duro e, talora, spietato verso di te, non perdonandoti mai niente”. Ed ecco l’alzata di spalle del ricevitore della sua attenzione:” e allora che cazzo vuoi da me, se sei stato spietato, non perdonandomi peraltro mai niente?” . Intanto t’inquieta e continui a ripeterti la domanda, anche scuotendo il capo:”ma cosa vuole da me?”. Lehner: “Tu, da parte tua, mi hai dato del poveraccio e del nulla eterno, pur avendo io dedicato la vita allo studio ed alla scrittura (23 volumi)”. Lehner, a questo punto trascura il lato tecnico, quello di giornalista e scrittore, per rendere a cuore aperto quello più umano, più emotivo, più passionale: “Ti ho consigliato, ho cercato di farti ragionare, ti ho fatto capire che in certi momenti occorre riflettere, di non procedere a testa bassa come un toro, ma tu sei un toro, hai ignorato i iei consigli”. Ecco l’interrogativo (del destinatario) : “essere o non essere un toro”? Questo è il dilemma: tori si nasce o si diventa? “Oggi, però, pur ribadendoti che potevi esprimere il tuo dissenso, senza perdere la misura e la tramontana lessicale, evitando, magari, di offendere i tuoi stessi colleghi, non mi unisco ai Maramaldi”. “Si, -deduzione da c.b.) potevi esprimere dissenso, ma senza uscire fuori dal seminato; stai rischiando di trascinare in mezzo a dei casini, soggetti e persone che ti hanno difeso anche per cameratismo e che vogliono chiudere e non riaprire”. Ancora Lehner:”In tempo reale, chiesero proprio a me di esercitare come perito guzzantologo e guzzantofobo il diritto-dovere di darti il colpo di grazia”. Lettura da c.b.:” A me che ti conoscevo bene e che mai avevo con te niente condiviso, mi avevano chiesto di mettermi di traverso, di sbarrarti la strada, di sputtananrti; ossia di farti già da tempo, spalancare gli occhi”. Dalla visione “suspogena”, non è emerso niente cui poter ricondurre a responsabilità di Silvio Berlusconi; né lontane né attuali. La riflessione è che in Lehner in quel momento s’è risvegliato quel bambino che viaggia all’interno del nostro esistere, e che ne rivela la grandezza dello spirito delle persone perbene:”perchè dare un dispiacere a papà?”.
Con preghiera di ritenere questo scritto un momento di perdita di tempo. E nulla, ma proprio nulla di più.
Con amicizia.
Maralai
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17 ottobre 2008 alle 15:43
PER LISACA
Cara Lisa ti premetto che alle ultime elezioni non ho votato, ma dal 92 ad oggi pur non votando mai Forza Italia o messo la mia x sempre a partiti della coalizione di centrodx, di conseguenza ho votato per Berlusconi premier ritenendo la coalizione ed il premier migliori degli altri contendenti.
Questa premessa per metterti a conoscenza che in qualche maniera sono più vicino alle tue posizioni che ad altre. Allo stesso tempo bisognerebbe avere il buon gusto di riconoscere che Berlusconi è un anomalia, o ritiene LISA che controllare parti importanti di settori strategici dell’economia da parte di un Premier sia normalità?
Le dirò di più attacco ed ho sempre attaccato numeri alla mano chi sostiene che i MEDIA sono tutti in mano al Berlusca, cosa non vera visto che i maggiori quotidiani italiani per distribuzione superano i giornali chiamati del grande capo, e tutte le polemiche oramai datate ma sempre ritirate fuori, ora da qualche mese esclusiva di Di Pietro.
Poi se nel concetto di stato che a lei è giusto mettere a primo ministro un personaggio influente nell’economia del proprio paese che ha le mani in pasta in diversi settori, aimè abbiamo due concetti di stato diversi. Non mi venga a parlare degli Stati Uniti paese assolutamente incomparabile con il ns dove con le leggi esistenti chi decide di entrare in politica tra i plurimiliardari del paese ha veramente delle leggi che regolano il conflitto d’interessi che bilanciano l’anomalia, cosa che purtroppo in Italia non esiste.
Nonostante l’anomalia sono anche io con te che grazie a lui che fa da collante il PDL esiste ed ha consensi bulgari, ma continuo a pensare che in un mio paese modello dove sarei orgoglioso di vivere preferirei come premier un Paolo Guzzanti o persona come lui.
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17 ottobre 2008 alle 19:47
Cavolo, avevo scritto già una risposta per lei, signor Gianluca ma non so se è partita. Faccio sempre casino con ’sto benedetto pc!!!! Mi sa che dovrò riscriverla, poi se ne avrà due, saranno pressapoco la stessa cosa.
Ma scusate…Se il CONFLITTO DI INTERESSI non è un problema per l’elettore (coglione o no…ma è l’elettore che dà lo scranno del potere), perchè tutta questa agitazione???
E’ da 15 anni che se parla. Risultato: non frega una pippa a nessuno!!!! Nessuno ha mai fatto una legge. Anzi, quando se ne parlò, dopo il Primo Governo Regio Berlusconi, ricordo che tornarono subito indietro sulle loro posizioni, i sinistri. Se la fecero letteralmente addosso quando a Silvio venne l’idea di vendere tutto al magnate australiano Murdoch…Ricordo benissimo i “CI RIPENSI” detti da D’Alema. E da lì tutti fecero finta di nulla! Ero piccola, ma lo ricordo!
Vede, io sono Berlusconiana dal 1994, avevo la tenera età di 18 anni quando lo votai per la prima volta. E siccome il primo amore non si scorda mai, non l’ho più abbandonato! Ed ora è sicuramente cresciuto.
Vede, io fra altri politici e Berlusconi, scelgo sempre Berlusconi che fa 10 a zero e una figurina a tutti quanti messi insieme. E’ già STRARICCO DI SUO e non ha nessuna motivazione per arricchirsi di più. Mentre un politico politico POTREBBE avere belle vogliette, in questo senso.
Berlusconi è una Persona che dà LAVORO A UN BEL PO’ (eufemismo) DI FAMIGLIE. Ha sempre lavorato. Ha mentalità di manager e imprenditore. La creatività di un artista. Sia a destra che a sinistra sanno benissimo che con la fine di SILVIO SANTO SUBITO (solo per l’età che inesorabilmente avanza) nel PdL ci sarà una profonda crisi, direi un terremoto, perchè ritengo che nessuno possa essere alla sua altezza come LEADER.
Berlusconi non è un’anomalia. Appartiene al modo di pensare SQUISITAMENTE ITALIANO.
Perchè fare paragoni con questo o quel paese di cui non è che ci importi tanto?
E’ molto più liberale pensare che chi HA TANTO perchè ci ha lavorato su con tanto amore, passione ed energia possa mettere le sue conoscenze ed esperienze a disposizione di tutti come Leader Politico. Non ci vedo nulla di male. Tra l’altro le sue reti sono gestite dai bravissimi figli. I Giornali di cui è solo EDITORE hanno direttori di tutto rispetto. Sono quindi gestiti da altre persone. Che poi siano della sua parte, non è conseguenza logica, ma loro personale opinione. Perchè dovrebbe rinunciare a tutto ciò che ha costruito ed essere penalizzato, solo perchè nella sua vita ha fatto bene?
D’altronde un politico può essere anche scrittore, opinionista, professore Universitario, avvocato… Allora che tutti rinuncino al doppio, triplo, quadruplo lavoro prima di diventare politici!
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17 ottobre 2008 alle 21:08
Ite, missa est.
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17 ottobre 2008 alle 22:16
Beata innocenza!
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17 ottobre 2008 alle 16:38
Egregio Senatore,
da tempo fuori uso per mancanza di tempo, velocemente intervengo per ribadire la più profonda stima e solidarietà nei Suoi confronti;..è, purtroppo sempre vero il proverbio….dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici..;
veramente, si guardi le spalle, perchè certe situazioni sono pericolose, oltre che ..meglio non definirle.
Auguri sinceri.
g.b.
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17 ottobre 2008 alle 17:48
azz…. chiedo scusa per queste a senza h!!!! Sai subirmi qualche altra paternale mi avrebbe infastidito e visti i tempi che corrono ….
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17 ottobre 2008 alle 17:55
Condivido sia quanto scrive Sergio Rizzitiello del 16-10 ore 17,31 sia il bellissimo articolo di Mario Nanni di oggi ore 15,41. Forse serve una pausa di riflessione :
Daniele Sanson
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17 ottobre 2008 alle 18:20
Esercitazione
1. A, B e C chiedono a Giancarlo Lehner di dare a Paolo Guzzanti “il colpo di grazia”.
2. A, B e C lo fanno giacché si fidano di Lehner (nessuno dà un incarico delicato a qualcuno di cui non si fida).
3. Se A, B e C hanno, come pare naturale, chiesto a Lehner di non propalare la cosa:
- Lehner non ha accolto l’invito. E dunque, è inaffidabile (poco cauti, a loro volta, A, B e C).
- Lehner, per sovrapprezzo, si è inimicato A, B e C . E si morde le mani.
E già, poiché Lehner non voleva inimicarsi A, B e C: non ne ha svelato i nomi, infatti.
Seconda ipotesi
A, B e C non hanno chiesto a Lehner di tenere la bocca chiusa, perché volevano che Paolo Guzzanti sapesse.
Di conseguenza, A, B e C non desideravano dare a Paolo Guzzanti il colpo di grazia; ma solo mandargli un avvertimento.
Lehner dunque s’è prestato al gioco?
Quesito provvisorio:
C’è da fidarsi di Lehner?
Punto di vista:
A me pare – ma potrei sbagliarmi – che lo stile mafioso faccia aggio su quello “stalinista” (cfr intervistina).
postilla
Terza ipotesi (per non lasciare interrogativi sospesi).
Lehner dice a Guzzanti che gli è stato chiesto di farlo fuori; ma, per carità, resti tra loro due!
Guzzanti, invece, non si cura della raccomandazione del suo collega. E parla (i.e. scrive).
Ciò, però, ci dice che, all’invito di Lehner di tacere, Guzzanti abbia risposto parlando.
Possibile?
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17 ottobre 2008 alle 20:13
Quarta ipotesi.
1. A, B e C chiedono a Giancarlo Lehner di dare a Paolo Guzzanti “il colpo di grazia”.
2. Lehner si rifiuta.
3. Di conseguenza, A, B e C che desideravano dare a Paolo Guzzanti il colpo di grazia, visto il rifiuto di Lehener, si accontentano di mandargli un avvertimento.
Salute.
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17 ottobre 2008 alle 18:29
Caro On. Guzzanti,
la politica, a volte, fa giochi sporchi e intesse trame machiavelliche pur di arrivare alla meta prefissata. Sono solita, grazie alla mia piccola esperienza, non soffermarmi mai di fronte a cio` che appare, ma scavare al di la`, in modo piu` profondo, fino ad arrivare all’osso delle questioni. Ora, a mio avviso, tale questione risulta sin troppo palese per essere vera, sembra cosa scontata ed anche il finale appare qualcosa che arrivera` come corso naturale delle cose. Il suo esito sara` quello di una pericolosa scissione del P.d.L. Mi intimorisce la piega che sta prendendo questa faccenda, ma nello stesso tempo cerco di pormi un quesito: chi e` che trarrebbe profitto dal “dividi et impera”? Non credo assolutamente che sia il P.d.L. e chi , allora?
Lei, che e` stato Presidente della Commissione Mitrokhin, mi insegna che da una certa parte politica sono capaci delle peggiori manovre che fanno passare il bianco per il nero. Il giornalista in questione sembra dire mezze verita`, come colui che lancia il sasso e ritira la mano….. Quello che mi fa rabbrividire e che avvalora il mio sospetto e` la massa di falsi adulatori che gongola di fronte alla sua presa di posizione, gli stessi che prima inveivano contro di Lei affibbiandole gli epiteti peggiori ed ora, addirittura, sembrano adorarla e osannarla. Io, da cittadina elettrice, da ammiratrice costante della Sua personalita`e del Suo talento, Le proporrei di indagare a monte della questione odierna, fino a risalire alla causa di tutto: la Sua scorta.
Solo trovando il responsabile numero uno dell’abolizione di essa potra` risalire alla verita`. Tutto cio` che ne segue e` conseguenza della conseguenza….
Con la stima di sempre. Askum
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17 ottobre 2008 alle 19:48
Il discorso mi sembra più semplice di tutte le congetture fatte. Lehner dichiara di non pensarla come Guzzanti e da spesso oppositore delle idee Guzzantiane gli consiglia di fare il bravo, più che un avvertimento mafiosetto mi sembra sincero e proprio il fatto che gli testimoni solidarietà e dichiari che hanno cercato di usarlo per colpirlo dimostra la sua buona fede ed il rispetto che ha per GUZZANTI. Il suo consiglio disinterassato che vuole sembrare amichevole vista l’aria che tira e’ di stare attento tutto qua.
Ferrara invece turandosi il naso si presta a questi giochi forse perchè sotto scacco (in questi giorni si sta discutendo delle nuovi leggi riguardanti i tagli all’editoria) e lo attacca indirettamente parlando della politica estera Berlusconiana dandogli il lascia passare con patente data al berlusca di ottimo statista, quindi scontrandosi con le idee di tutti noi e del padron di casa.
GUZZ – QUESTA E’ L’ANALISI GIUSTA.
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18 ottobre 2008 alle 10:40
Perchè probabilmente Ferrara ha UN’IDEA DIVERSA DALLA VOSTRA. E allora? Secondo me fate di un bastoncino una TRAVE. Ingrandite troppo il problema.
Berlusconi vuole fare da “collante” fra paesi diversissimi come USA e Russia. Portare l’Italia ad un ruolo essenziale in politica estera. Cosa che non è mai avvenuto prima. Faticosamente ci sta riuscendo. Ovviamente dire a Bush che è un grande amico, ha la stessa valenza del dirlo a Putin.
Ho paura di Putin, ma mi fanno ancor più paura paesi come Iran e Cina che fanno l’occhiettino alla Russia.
Il rischio che la Russia possa stringere un’alleanza “particolare” con Cina e Iran, allontanandosi DEFINITIVAMENTE dall’occidente? Non si conta? Non è più pericoloso secondo voi? La Cina cresce in maniera esponenziale, con la sua mafia (ancora nell’ombra) inizia a “conquistare” molti dei paesi Occidentali (America compresa). E l’Iran con il suo assetto sociale-religioso fondamentalista e antisemita non vede l’ora di schiacciare l’Occidente.
GUZZ – CARA LISCA, LEI MI FA VENIRE IN MENTE IL FAMOSO COLLOQUIO FRA L’AMBASCIATORE AMERICANO CLARA BOOTHE LUCE E IL PAPA PIO XX, EUGENIO PACELLI.
CLARA BOOTHE ERA TESA, SPREZZANTE, INDIGNATA E DICEVA A PIO XII CHE BISOGNAVA FARE MOLTO DI PIU’ CONTRO IL COMUNISMO, FINCHE’ EUGENIO PACELLI LA INTERRUPPE E DISSE: “SIGNORA, GUARDI CHE SONO CATTOLICO ANCH’IO”.
ORA, IO NON SONO PAPA, ALMENO PER ORA, MA VORREI DIRLE CHE QUESTO E’ UN SITO LIBERALE E DUNQUE QUEST’ARIA DIDATTICA E INFUOCATA CHE LEI USA E’, PIU’ CHE SBAGLIATA, DEL TUTTO FUORI LUOGO.
MA LEI NON E’ LIBERALE, MI SEMBRA.
NO, LEI E’ BERLUSCONIANA SENZA SE E SENZA MA, ED E’ PER CHIUNQUE DIA RAGIONE A BERLUSCONI E CONTRO CHIUNQUE GLI DIA TORTO.
PER CARITA’, E’ UNA POSIZIONE POLITICA, MA NON SI CHIAMA LIBERALE. SI CHIAMA PERONISTA.
IL PERONISMO E’ STATO UNA FORMA DI DEMOCRAZIA DIVENTATA MAN MANO AUTORITARIA, ELETTA A SUFFRAGIO UNIVERSALE E A FUROR DI POPOLO E SOSTENUTA DA SUPPORTERS MOLTO AGITATI CHE, A CAUSA DELL’AGITAZIONE, AVEVANO QUASI SEMPRE LA CAMICIA FUORI DEI PANTALONI ED ERANO DETTI “DESCAMISADOS”.
LEI MI PARE UN PO’ DECAMISADA. IO CRITICO PUTIN E LEI DICE CHE PUTIN E’ BELLO E BUONO, IO CRITICO BERLUSCONI E LEI URLA E STREPITA CHE E’ IL MIGLIORE, FERRARA SI FA PUBBLICARE – O GLI CHIEDONO DI PUBBLICARE IN ANTEPRIMA L’ARTICOLO CHE USCIRA’ SU PANORAMA – FATTO CHE NON HA PRECEDENTI NELLA STORIA DEL GIORNALISMO MONDIALE (PAROLA DI UNO CHE E’ GIORNALISTA DA 46 ANNI, QUASI MEZZO SECOLO) – E LEI SI DESCAMISA GRIDANDO BENE, BRAVO.
LEI DIRA’ SEMPRE BENE BRAVO A TUTTO CIO’ CHE E’ PIATTAMENTE BERLUSCONIANO – ANCHE NEL SENSO PIU’ CRITICABILE, E MENERA’ FENDENTI A CHIUNQUE SI AZZARDI A METTERE IN MOSTRA GLI ERRORI, I DIFETTI, LE COSE DA CAMBIARE.
E LEI MAGARI E’ CONVINTA, CON QUESTO ATTEGGIAMENTO DI ESSERE UNA LIBERALE, DI PROTEGGERE LA LIBERTA’ DELLE OPINIONI DIVERSE E CRITICHE, E DI RAPPRESENTARE IL MEGLIO DEL CENTRO DESTRA.
IO LE FACCIO UNA PREVISIONE, E SE LA TENGA PER BUONA: GLI ERRORI DEL BERLUSCONISMO, CHE NON SONO QUELLI DEL MONDO LIBERALE, STANNO PER METTERE IN CRISI IL SISTEMA ITALIA. NELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, NELLA RICERCA SCIENTIFICA, NELLA COMUNICAZIONE, NELLA POLITICA INTERNAZIONALE, NEI RAPPORTI CON I GIOVANI STUDENTI I QUALI SE VA AVANTI COSI’ SI LANCERANNO IN UNA ONDATA DI CONTESTAZIONI INARRESTABILI COME QUELLE DEL BIENNIO 1968-69, HE CAMBIARONO LA STORIA DEL COSTUME E I COSTUMI STESSI, DA BERKELEY ALLA SORBONA, DALLA STATALE DI MILANO ALLA MINERVA A ROMA, SENZA TRASCURARE PRAGA, MADRID E BERLINO.
LEI, SIGNORA, MI SEMBRA PIUTTOSTO UNA TESTADA REAZIONARIA, MENTRE QUI SIAMO RIVOLUZIONARI, AMICI DELLA VERITA’ E DELLA LIBERTA’ E NON ABBIAMO IDOLI DA ADORARE, MA SOLTANTO UN PAESE DA SERVIRE.
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18 ottobre 2008 alle 12:04
“LEI, SIGNORA, MI SEMBRA PIUTTOSTO UNA TESTARDA REAZIONARIA, MENTRE QUI SIAMO RIVOLUZIONARI, AMICI DELLA VERITA’ E DELLA LIBERTA’ E NON ABBIAMO IDOLI DA ADORARE, MA SOLTANTO UN PAESE DA SERVIRE.”
Super Guzz!!!
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18 ottobre 2008 alle 12:39
Non è vero. Non ho mai scritto che Putin è bello e buono. Ma quando mai????
Mi trovi un solo post dove affermo una cosa del genere!
Io ho fatto domande ben precise e lei non ha risposto. Mi ha solo accusata di essere ciò che non mi ritengo assolutamente.
Anzi, le ho sempre augurato di chiarire col Premier e di farlo ravvedere sulla sua amicizia con Putin.
Su alcune cose però dissento con lei. E’ un male? Se mi discosto dal suo pensiero su alcuni punti, ho un atteggiamento “REAZIONARIO”? Mi dispiacciono molto le sue parole adirate. Moltissimo.
Io non rappresento nessuno, non sono parlamentare. Nè ambirei mai ad esserlo. Io rappresento me stessa e scrivo ciò che sento in giro, tra la gente che non ha nulla a che vedere con la “politica d’elite” che voi rappresentate.
Un giorno lei mi ha scritto “scriva sempre ciò che le dice il cuore”. L’ho fatto. Ma con la massima umiltà.
Ora anche lei sostiene che stiamo andando incontro ad una “dittatura”? E’ questo il succo delle sue parole? Ma che dice??? Anche LEI attacca il Premier su questo punto?
Io uso un’ “ARIA DIDATTICA E INFUOCATA”? No, ma sta scherzando???? Se metto in maiuscolo certe frasi è solo per evidenziarle, non per “urlare” o chissacchè. Perchè non so come si fa qui ad usare il grassetto.
Su quali basi può fare queste previsioni? Può spiegarmele punto per punto? Vorrei capire. Quali sono secondo lei, gli errori che porteranno quasi alla guerra civile del Berlusconismo.
E’ vero, sono Berlusconiana. Lo “adoro” come essere umano. Ma se sbaglia politicamente in maniera plateale, sono la prima ad ammetterlo. Se comunque ha una grossa fetta di elettori dalla sua parte, non mi ritengo l’unica ad apprezzare il suo operato.
GUZZ – CHIEDO SCUSA, MI SONO LASCIATO TRASCINARE DALLA FOGA, MA LO SPIRITO DEL MIO SCRITTO E’ GIUSTO.
IO NON HO DETTO CHE STIAMO ANDANDO INCONTRO A UNA DITTATURA, MA CHE QUESTA DEMOCRAZIA E’ PERICOLOSAMENTE SBILANCIATA. E SE PENSASSI CHE STIAMO ANDANDO INCONTRO A UNA DITTATURA SAREI GIA IN UN CASOLARE AD OLIARE IL MITRA CHE NON HO, MA CHE SAREBBE CERTAMENTE UN M16 E NON UN KALASHNIKOV.
SU PUTIN LE HO MOSSO UN’ACCUSA INGIUSTA E ME NE SCUSO (IN POLITICA E’ SEMPRE MOLTO PERICOLOSO “ADORARE”: E’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI CIO’ CHE INTENDIAMO PER DEMOCRAZIA, DOVE IL PREMIER SERVE IL CITTADINO, CHE LO ASSUME, LO LICENZIA, LO CONFERMA O LO SCONFERMA, MA NON LO “ADORA”):
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18 ottobre 2008 alle 13:01
Infatti l’AK-47 non necessita di olio.
Non s’inceppa, spara sempre e comunque.
GUZZ – MALADETTI BOLSCEVICHI, NE SANNO SEMPRE UNA PIU’ DEL DIAVOLO.
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18 ottobre 2008 alle 13:29
Parlo di “adorazione”, di piacere nel sentir parlare una persona, un’ammirazione per ciò che ha fatto e costruito.
Il mio “adorare” Berlusconi è tale e quale all’ “adorare” lei, signor Guzzanti (come essere umano)per ciò che dice e rappresenta. Per questo blog, che mi ha dato l’opportunità di vedere oltre. Dissentire su certe posizioni da lei non mi vieta però di apprezzarla davvero con tutto il cuore.
Vede, io sono una persona molto semplice, che non ha in testa mille elucubrazioni mentali, ma solo di cuore e devo dirle la verità… E la sua “ripresa” mi ha spiazzata…Forse sono troppo sensibile…
Lei è un parlamentare e non dovrei “adorarla”?
NE SAREI LUSINGATO, MA NON SAREBBE SALUTARE PER LEI.
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17 ottobre 2008 alle 19:53
a Daniele Sanso: un grazie enorme.
confesso(detto tra di noi) che mi attendevo un commento da par suo dell’on.le Guzzanti.
salutoni
mn
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17 ottobre 2008 alle 20:15
Piccolo OT su Islam e suscettibilità, che viene dal mercato dei videogames:
SONY ha annunciato oggi un ritiro in massa di un proprio prodotto, già distribuito (ma non ancora in vendita), a causa del fatto che una delle canzoni di sottofondo contiene due versetti del Corano.
Il tutto è partito da questa lettera di rimostranze
Notare la parte che ho evidenziato in grassetto: l’autocensura posta in atto da SONY addirittura supera le richieste, che si limitavano al fatto di evitare che le future distribuzioni del prodotto contenessero il contenuto “offensivo”.
Sinceramente trovo incredibile che una società a scopo di lucro abbia una tale sudditanza rispetto a questo tipo di rivendicazioni. Buttano all’aria una enorme campagna pubblicitaria facendo slittare di quasi un mese l’uscita di un prodotto e perdendo non so quanti soldi.
O c’è opportunismo anche in questo?
http://arstechnica.com/news.ars/post/20081017
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17 ottobre 2008 alle 23:33
Sony non può permettersi di aprire questo mercato col piede di porco.
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18 ottobre 2008 alle 17:10
Questa era bella
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18 ottobre 2008 alle 00:01
Salve,
non mi pare che il (buon) Yasser chiedesse: ” di evitare che le future distribuzioni del prodotto contenessero il contenuto “offensivo”.
Ma invece: ” We hope you would remove that track from the game immediately ” che letteralmente, o quasi, suona: “speriamo che voi vogliate/dobbiate rimuovere quella pista dal gioco IMMEDIATAMENTE”
Detto questo, mi permetto di mandare a Yasser il mio piú grande e spassionato pernacchione, non senza un´affettuoso: ma va a cagare!
La Sony, evidentemente, teme la perdita dei clienti islamici, poarelli, bisogna capirli!.
Certo quesa é una, buona, dimostrazione del rincoglionimento di massa dell’occidente; inteso come erede e casa delle libertá, quelle vere, che vengono direttamente dal pensiero legale romano, via illuminismo, indipendenza USA, rivoluzione francese e via elencando.
Scusate l’intrusione/precisazione (non richiesta) e disturbo
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18 ottobre 2008 alle 15:25
La precisazione è sempre gradita, però non è proprio corretta.
Il ragazzo quando si riferisce alla modifica immediata la intende da operarsi via aggiornamento on-line (a costo nullo), e chiede che invece le distribuzioni future siano corrette già in partenza. SONY invece ha addirittura deciso di ritirare fisicamente il prodotto già distribuito.
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17 ottobre 2008 alle 20:56
Ogni tanto una buona notizia………………….
(ANSA) – NEW YORK, 17 OTT – Si’ a Giappone, Austria, Turchia, Messico e Uganda. L’Iran e l’Islanda sono stati invece pesantemente sconfitti oggi al Palazzo di Vetro. Non siederanno in quanto membri non permanenti al Consiglio di Sicurezza nel prossimo biennio. Austria e Turchia sostituiranno Belgio e Italia, il Giappone prendera’ il posto dell’Indonesia, il Messico quello di Panama, l’Uganda subentrera’ al Sudafrica. Il Giappone ha battuto l’Iran. Islanda sconfitta nella sfida per ottenere uno dei due seggi europei.
Ogni tanto all’ ONU si ci azzeccano ……..
Alessandro
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17 ottobre 2008 alle 21:27
Prodi in visita in Iran auspica un “riposizionamento” dell’Iran, ma tace sull’antisemitismo e sul negazionismo del regime e sul suo progetto di cancellare Israele dalla carta geografica.
La cronaca de Il GIORNALE
L’Impero Romano in Persia non c’era arrivato. L’ex presidente Romano, invece, ha fatto di Teheran un buen retiro. E pazienza se nei duemila anni che intercorrono tra Augusto e Prodi l’Iran è diventato il nemico numero uno dell’Occidente. Prodi non se n’è accorto. Non c’era. E se c’era, dormiva.
Il filo tra l’ex premier e la Repubblica Islamica non si è mai spezzato. Nel ’98 fu il primo capo di governo europeo a visitare l’Iran dopo la rivoluzione del 1979; dieci anni dopo, da capo della task force per l’Africa delle Nazioni Unite, è invece solo una delle tante «vecchie glorie» della politica internazionale incapaci di opporre un saldo rifiuto ai deliri antisemiti del presidente Mahmud Ahmadinejad.
Già, perché sono in tanti ad aver provato disagio di fronte al sorriso da gioioso Balanzone che l’ex leader dell’Ulivo ha sfoggiato mentre stringeva calorosamente la mano di Ahmadinejad. Un gesto che replica il criticatissimo incontro bilaterale che i due ebbero due anni fa al Palazzo di Vetro. Un gesto che ieri sia Il Foglio sia Il Riformista hanno aspramente criticato. Perché Prodi – anche se si precipita a precisare che non ricopre più «alcun ruolo nella politica europea e italiana» – non è un semplice pensionato bolognese appassionato di viaggi: a Teheran è stato invitato al meeting sulle «Religioni nel mondo moderno» dall’ex presidente moderato Khatami in quanto suo antico interlocutore. Quindi, non può nascondere il senso di responsabilità nazionale sotto l’angolo del primo tappeto persiano. E deve essere consapevole che ogni suo avvicinamento ad Ahmadinejad reca con sé l’immagine di una parte di Italia che apre al fondamentalismo. Contrapposta a quell’Italia che con Frattini e Berlusconi ha rifiutato di incontrare l’ultraconservatore iraniano al vertice Fao.
Eppure Prodi ci ha provato, a piantare dei paletti: «L’Iran operi per la distensione e diventi una società aperta». Di fronte a tanta severità, Ahmadinejad ha preso paura. Così tanta che non fermerà il piano di arricchimento dell’uranio a scopi nucleari ed è tornato ad accusare Israele: «Non ci sarà pace finché il regime sionista occuperà la Palestina. E in Medio Oriente le truppe straniere devono andarsene». Italiani compresi. E Prodi come ha reagito? Con un bello spot, ricordando che Teheran ha bisogno di investimenti stranieri. Perché alzare la voce in casa d’altri non si fa. Ma in casa d’altri, se sono sgraditi, nemmeno ci si va.
E quella de L’OPINIONE
Un “riposizionamento” dell’Iran, in sostanza un ammorbidimento delle sue posizioni per aiutare la distensione nella regione mediorientale. E’ quanto ha auspicato l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi durante una visita di quattro giorni a Teheran, scanditi da lunghi colloqui con i vertici della Repubblica islamica. “Non ho un ruolo di mediatore, e quindi non ho avuto risposte”, ha detto Prodi all’Ansa prima di ripartire la notte scorsa dall’Iran, sottolineando di non avere “alcun ruolo politico in Europa e in Italia”. Ma i rapporti instaurati con i suoi interlocutori durante la permanenza a Palazzo Chigi gli hanno permesso di esprimere l’auspicio di un’apertura di Teheran, anche a vantaggio della sua economia, bisognosa di attirare investimenti stranieri nel settore energetico. Prodi si è recato a Teheran per partecipare ad una conferenza sul dialogo tra civilizzazioni e religioni organizzata da una fondazione dell’ex presidente riformista Mohammad Khatami con la presenza di altri ex leader mondiali, tra i quali l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan. Prodi e Khatami, che potrebbe tornare a candidarsi per le presidenziali del prossimo anno, intrattengono rapporti cordiali dal 1998, da quando cioé l’allora presidente del Consiglio italiano fu il primo capo di governo europeo a visitare l’Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Si era allora all’inizio della presidenza Khatami, che tante speranze alimentava per un cambiamento democratico nel Paese e un’apertura internazionale.
L’ultimo decennio non ha mantenuto quelle promesse. Nel 2005 il posto di Khatami è stato preso dall’ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad e, dopo gli attacchi terroristici agli Usa dell’11 settembre 2001, la regione ha visto due guerre, in Afghanistan e Iraq. Ma, paradossalmente, proprio questi interventi americani hanno eliminato i nemici più pericolosi per Teheran, i Talebani e Saddam Hussein, e favorito una crescita esponenziale dell’influenza iraniana nell’area. La Repubblica islamica ne è consapevole, ha sottolineato Prodi, e proprio per questo motivo ha invitato i suoi dirigenti – in primis la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei – a svolgere un ruolo responsabile per la pacificazione della regione. “Oggi è un momento di grande movimento nel mondo” ha affermato Prodi, riferendosi tra l’altro alle elezioni negli Usa, all’Iraq, al conflitto israelo-palestinese “e in questo rimescolamento delle carte l’Iran deve trovare il coraggio di riposizionarsi”. Una normalizzazione della situazione nell’area e una soluzione del braccio di ferro sul programma nucleare iraniano andrebbero inoltre a tutto vantaggio degli oltre 70 milioni di iraniani, ha aggiunto Prodi, sottolineando che oggi il Paese ha grande bisogno di investimenti stranieri per sviluppare il suo settore energetico, in particolare nel gas. Oltre a Khamenei e Ahmadinejad, Prodi ha incontrato anche il capo negoziatore sul nucleare, Said Jalili, e il ministro degli Esteri, Manuchehr Mottaki, con il quale si è intrattenuto anche sulla crisi finanziaria mondiale. Nonostante l’esultanza manifestata nei giorni scorsi dalla Guida suprema e dal presidente, che è arrivato a parlare di “fine del capitalismo”, la paura della recessione colpisce anche l’Iran, quarto produttore mondiale di greggio. Il prezzo di un barile di petrolio, sceso ieri intorno ai 70 dollari, è già al di sotto di quello che le autorità di Teheran considerano come il “livello d’allarme” per la loro economia, che dipende per l’80% da queste entrate.
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18 ottobre 2008 alle 13:37
Buongiorno dolcissima Sigal!
Spero che il riposizionamento dell’Iran NON AVVENGA MAI. Ho davvero terrore di quel paese e del suo leader. Quando mai potrà essere una società aperta e distesa? Se potesse eliminerebbe Israele e Occidente tutto dalla faccia della terra!
Saluti,
Lisa
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17 ottobre 2008 alle 22:53
Bassi servizi e servizi bassi
Del berlusconismo Lehner & Ferrara da una parte, Carfagna & C. dall’altra rappresentano la vecchia guardia e i parvenus; coté pensante (vabbe’, …anche pesante) e “speech-writer” da una parte, coté rampante e “lip server” dall’altra.
I secondi volevano far passare Guzzanti-padre per informatore della figlia Sabina sul “lip service” della parvenue. Lehner, rifiutando il “service” richiestogli, ha mandato la parvenue in “doppio fallo” (a tennis, ovviamente!).
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18 ottobre 2008 alle 11:35
Caro Patton, accusare il ministro di ménage à trois mi sembra una battuta parecchio Pesante.
Vede poi che pure lei s’allarga sulla questione della Mole?
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18 ottobre 2008 alle 14:08
Diciamo piuttosto che il primo servizio nessuno l’ha visto,
mentre il secondo, appaltato a Lehner, è finito in rete (web).
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19 ottobre 2008 alle 10:14
Sempre a proposito di… tennis.
Non vede anche Lei, Zulawski, una relazione tra “doppio fallo” e “quella che non stava più nella pelle”?
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21 ottobre 2008 alle 18:39
Non stava più nella pelle. Questa è l’I-taglia.
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18 ottobre 2008 alle 00:53
• FUORI TEMA.
• La giustizia in Francia.
• I magistrati tirano raffiche di lamentele e più su Rachida Dati le figaro.fr, con AFP
• 17/10/2008 | Aggiornamento: 16:15 |.
• Una quarantina di magistrati hanno manifestato venerdì dinanzi al palazzo di giustizia di Marsiglia per evocare il giorno di mobilizzazione del 23 ottobre prossimo, contro la politica “molto di Securità„ e “molto del carcerario„ di Rachida Dati. (Michel Gangne/AFP)
• I due principali sindacati hanno investito il Consiglio superiore della magistratura per “dare l’allarme„ su quello che considerano come un danno
• all’ indipendenza dell’autorita giudiziaria. Manifesteranno il 23 ottobre. La tensione monta ancora d’una tacca tra Rachida Dati ed i magistrati. Irritati dalla politica della guardia dei sigilli, i due principali sindacati hanno investito il Consiglio superiore della magistratura (CSM) per “dare l’allarme„ “sugli attacchi„ del ministro “contro l’ indipendenza dell’autorità giudiziaria„. Le parole sono dure e la rottura sembra consumata tra la piazza Vendôme e le Toghe nere. “Da alcuni mesi, le pressioni allo statuto della Corte si moltiplicano„, denunciano l’Unione sindacale dei magistrati (USM, maggioritario) ed il sindacato della magistratura (SM, classificato a sinistra), che rappresentano il 90% delle voci a loro due alle elezioni professionali. E l’indipendenza
• dell’ autorità giudiziaria che ci sembra indebolita dalle pressioni gerarchiche costanti che fa pesare il governo, attraverso le Corti, sulla magistratura intera„, garantiscono coloro che chiamano ad un giorno d’ azione il 23 ottobre contro la politica “di messa a disposizione„ e “molto delle pene di Securezza„ di Rachida Dati. “Appena l’ occasione si presenta, la guardia dei sigilli designa presunti responsabili per servire al massimo la sua comunicazione personale. Questa strategia destabilizza l’ istituzione giudiziaria creando scaltramente un incompréhension crescente dei cittadini al riguardo della loro giustizia„. “Caporalisation„ della Corte Richiedendo alla SM “di volere prendere posizione su questi gravi danni„, i sindacati enumerano le loro obiezioni: “un magistrato è convocato alla cancelleria per opinioni espresse in occasione delle sue richieste, al dispetto del principio della libertà di parola a l’ udienza; procuratori generali sono pregati dalla guardia dei sigilli di sollecitare trasferte (…); cinque procuratori generali sono convocati alla cancelleria per rendere conti “sui cattivi risultati„ della loro corte d’ appello in materia d’ applicazione della legge (sulle pene di base (come minimo di pena)„. Denunciano anche “la pratica„ di Rachida Dati “di passare oltre quasi-sistematicamente ai pareri del vostro Consiglio in materia di nomina dei magistrati della Corte si arriva ad una gestione delle carriere interamente tra le mani del potere esecutivo. Infine, dopo il suicidio d’ un minore alla prigione di Metz, la settimana scorsa, la guardia dei sigilli convoca senza indugio i parquetiers interessati (e) questi magistrati faranno l’ oggetto d’ un vero interrogatoire condotto da l’ ispettorato dei servizi giudiziari„. “Questi vari affari illustrano le derive istituzionali attuali dove la Corte è considerata come un semplice exécutant delle ingiunzioni della cancelleria„, concludono nella loro lettera di successione, vilipendant questa “caporalisation„. Contattato da lefigaro.fr, l’ ambiente del ministro a preferito non fare “nessun commento per
il’ momento„.
GL’INTOCCABILI IN PIGIAMA NERO CHE SI REPUTANO AL DISOPRA DELLE LEGGI,SOLO PERCHE SONO ROSSI DENTRO E NERI FUORI.
LIBERANO GLI ASSASSINI,NON HANNO TEMPO PER GIUDICARE CASI, MA TANTO TEMPO PER FARE POLITICA E SCIOPERARE. ATTRAVERSO CERTI LORO GIUDIZI INDEBOLISCONO L’ORDINE PUBBLICO VISTO CHE GRAZIE A CERTI DI LORO NON ESISTE PIU LA PENA MINIMA. MA SOLO L’IMPUNITA MASSIMA.
SEMBRA DI ESSERE IN ITALIA, NON ?
PINCO PALLINO
• Les magistrats tirent à boulets rouges sur Rachida Dati
lefigaro.fr, avec AFP
17/10/2008 | Mise à jour : 16:15 |.
Une quarantaine de magistrats ont manifesté vendredi devant le palais de justice de Marseille pour évoquer la journée de mobilisation du 23 octobre prochain, contre la politique du «tout sécuritaire» et du «tout carcéral» de Rachida Dati. (Michel Gangne / AFP)
Les deux principaux syndicats ont saisi le Conseil supérieur de la magistrature pour «l’alerter» sur ce qu’ils considèrent comme des atteintes à l’indépendance de l’autorité judiciaire. Ils manifesteront le 23 octobre.
La tension monte encore d’un cran entre Rachida Dati et les magistrats. Irrités par la politique de la garde des Sceaux, les deux principaux syndicats ont saisi le Conseil supérieur de la magistrature (CSM) pour «l’alerter» sur «les attaques» de la ministre «contre l’indépendance de l’autorité judiciaire». Les mots sont durs et la rupture semble consommée entre la place Vendôme et les robes noires. «Depuis quelques mois, les atteintes au statut du parquet se multiplient», dénoncent ainsi l’Union syndicale des magistrats (USM, majoritaire) et le Syndicat de la Magistrature (SM, classé à gauche), qui représentent 90% des voix à eux deux aux élections professionnelles.
«C’est l’indépendance de l’autorité judiciaire qui nous semble fragilisée par les pressions hiérarchiques constantes que fait peser le gouvernement, au travers des parquets, sur la magistrature toute entière», assurent ceux qui appellent à une journée d’action le 23 octobre contre la politique de «reprise en main» et du «tout sécuritaire» de Rachida Dati. «Dès que l’occasion se présente, la Garde des sceaux désigne des prétendus responsables pour servir au mieux sa communication personnelle. Cette stratégie déstabilise l’institution judiciaire en créant sciemment une incompréhension grandissante des citoyens à l’égard de leur justice».
«Caporalisation» du parquet
Demandant au CSM « de bien vouloir prendre position sur ces graves atteintes», les syndicats énumèrent leurs griefs : «un magistrat est convoqué à la Chancellerie pour des propos tenus lors de ses réquisitions, au mépris du principe de la liberté de parole à l’audience; des procureurs généraux sont priés par la Garde des sceaux de solliciter des mutations (…); cinq procureurs généraux sont convoqués à la Chancellerie pour rendre des comptes sur les «mauvais résultats» de leur cour d’appel en matière d’application de la loi (sur les peines planchers)».
Ils dénoncent aussi «la pratique» de Rachida Dati de «passer outre quasi-systématiquement des avis de votre Conseil en matière de nomination des magistrats du parquet qui aboutit à une gestion des carrières entièrement entre les mains du pouvoir exécutif. Enfin, après le suicide d’un mineur à la maison d’arrêt de Metz, la semaine dernière, la Garde des sceaux convoque sans délai les parquetiers concernés (et) ces magistrats feront l’objet d’un véritable interrogatoire mené par l’inspection des services judiciaires». «Ces différentes affaires illustrent les dérives institutionnelles actuelles où le parquet est considéré comme un simple exécutant des injonctions de la Chancellerie», concluent-ils dans leur lettre de saisine, vilipendant cette «caporalisation». Contacté par lefigaro.fr, l’entourage de la ministre n’a souhaité faire «aucun commentaire pour l’instant».
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18 ottobre 2008 alle 03:11
PER LISACA
PRIMA SCRIVE:
Di anomalie in Italia ce ne sono così tante da non poterle contare…Eppure…Berlusconi mi sembra proprio l’ultima delle anomalie da tenere conto!
DOPO SCRIVE:
Berlusconi non è un’anomalia. Appartiene al modo di pensare SQUISITAMENTE ITALIANO.
MIO COMMENTO:
E’ difficle confronatrsi con lei LISACA visto che si contraddice, inizialmente parla di ultima delle anomalie confermando però che Berlusconi è un anomalia, poi successivamente esclude assolutamente sia un anomalia. Io la penso assolutamente come lei quando parla di classificare il berlusca in una anomalia poco imporante, però con un distinguo. E’ poco importante perchè l’Italia (ed in questo sono d’accordo con lei) è un anomalia assoluta, in un paese normale l’anomalia sarebbe sicuramente importante, tutto qua.
Su tutti i ragionamenti fatti per i quali dice di preferire votare Berlusconi sono semplici considerazioni le stesse che ho fatto anche io molte volte, quindi su molti argomenti mi trova vicinissimo ai suoi pensieri.
Buona notte
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18 ottobre 2008 alle 10:59
Guardi, nessuna contraddizione in realtà. Ho detto che tra tante “ANOMALIE” italiane, Berlusconi è l’ultima di cui doversi occupare…E avrei dovuto aggiungere “INESISTENTE” proprio perchè veramente poco importante. Nello stesso post. Ma forse scrivendo a più riprese me ne sono scordata e non ho letto tutto il mio post.


Lei concorda con me su tutto tranne per l’anomalia, che ritiene anche lei di poca importanza rispetto ad altre.
Non è poi difficile confrontarsi con me. Non sono assolutamente “fondamentalista”. Metto sempre l’ombra del dubbio sui miei pensieri.
VORREI RINGRAZIARE TUTTI, PERCHè DA VOI IMPARO UN SACCO DI COSE ED ACCRESCO IL MIO PENSIERO. Cavolo, SIETE TUTTI DEI GENI!
Tranne nei post di Grifone che purtroppo non capisco…Porca paletta!!!! E’ scritto tutto in INGLESE!!!!! Se qualcuno potesse tradurmelo…Ne sarei davvero troppo grata!!! Ho cercato di farlo online, ma non ci ho capito molto della traduzione!
Buon sabato e buonissima domenica a tutti!
Signor Guzzanti, non si arrabbi troppo col Premier!
GUZZ – SECONDA RISPOSTA.
IO MI ARRABBIO CON CHIUNQUE NON FACCIA QUEL CHE A MIO PARERE VA FATTO. SORRY (INGLESE) QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA.
NON SAPERE L’INGLESE NON E’ UNA BUONA COSA. OCCORRE IMPARARLO PERCHE’ QUASI TUTTO IL TRAFFICO DELLE IDEE, DELLE INFORMAZIONI E DELLA REALTA’ DEL MONDO SI SVOLGE IN QUESTA LINGUA. SAPERE SOLO L’ITALIANO EQUIVALE E VIVERE CHIUSI IN UNA VASCA DA BAGNO CON LE FINESTRE CHIUSE.
ADESSO LE DICO L’ANOMALIA.
DURANTE LA PRIMA REPUBBLICA ABBIAMO AVUTO UN PARLAMENTO ONNIPOTENTE CON PARTITI ONNIPOTENTI, CORRENTI E LEADERS ONNIPOTENTI E GOVERNI DEBOLISSIMI CHE SI SUCCEDEVANO IN BALIA DEGLI UMORI DEL PARLAMENTO.
POI ABBIAMO FATTO – TUTTI INSIEME E IO FRA I PRIMI E SE MI PERMETTE I MEGLIO (INTENDO: NON SONO UNO SPETTATORE, SONO ANCH’IO UN PROTAGONISTA) UNA RIFORMA COSTITUZIONALE DI FATTO, ANCHE SE NON SCRITTA, IN FORZA DELLA QUALE IL GOVERNO E’ FORTISSIMO E IL PARLAMENTO NON CONTA NULLA.
NEANCHE I PARTITI CONTANO NULLA PERCHE’ CONTA SOLTANTO IL PENSIERO (UNICO) DEL CAPO. SIA VELTRONI, SIA BERLUSCONI, SIA DI PIETRO, SIA FINI.
MA IL PENSIERO PIU’ UNICO DI TUTTI E’ QUELLO DEL PREMIER CHE CON UNA MAGGIORANZA CHE NON PATISCE RISCHI, PIU’ CHE GOVERNARE COMANDA.
LA DIFFERENZA FRA COMANDO E GOVERNO E’ BASILARE IN DEMOCRAZIA. IN UNA DEMOCRAZIA NESSUNO COMANDA, MA GOVERNA.
E QUI ARRIVIAMO ALL’ANOMALIA:
CON UN GOVERNO FATTO DAL PREMIER, MINISTRI E MINISTRE (CHIACCHIERATISSIME) NOMINATE DAL PREMIER, MAGGIORANZA DEI PARLAMENTARI – ME INCLUSO – NOMINATI E NON ELETTI, DAL PREMIER, VIENE MENO IL CARDINE UNICO E FONDAMENTALE DELLA DEMOCRAZIA.
E QUI PURTROPPO LA DEVO DISTRUBARE DI NUOVO CON L’INGLESE CHE LEI NON SA: “CHECKS AND BALANCES”, MALAMENTE TRADOTTO IN ITALIANO CON “PESI E CONTRAPPESI”.
VUOL DIRE CHE IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI HA IL MASSIMO DEL POTERE, PUO’ PRENDERE QUALSIASI DECISIONE VOGLIA, MA POI DEVE CHIEDERE IL PERMESSO AL CONGRESSO CHE SPESSO GLIE LO NEGA, ANCHE SE LA MAGGIORANZA APPARTIENE ALLO STESSO PARTITO DEL PRESIDENTE.
L’ABBIAMO APPENA VOSTO CON LA LEGGE DI FINANZIAMENTO DELLE BANCHE A CAUSA DELLA CRISI FINANZIARIA, L’ABBIAMO VISTO CON LE GUERRE, LE DECISIONI POLITICHE E SOCIALI COME QUELLE DI CLINTON CHE NON EBBE MAI DAL CONGRESSO A MAGGIORANZA DEMOCRATICA IL PERMESSO DI FARE LA RIFORMA SANITARIA CHE VOLEVA FARE SUA MOGLIE HILLARY.
CIOE’: A POTERE FORTE DEL PREMIER, DEVE FARE FRONTE UN POTERE POLITICO ALTRETTANTO FORTE ED AUTONOMO DEL PARLAMENTO.
SE INVECE ABBIAMO UN PARLAMENTO CHE NON COSTITUISCE ALCUN POTERE DI CONTROLLO SUL GOVERNO, MA E’ FORMATO SOLTANTO DA IMPIEGATI, AMICI, PARENTI, AMANTI, CORDATE LOCALI DI SOSTENITORI CHE HANNO PAGATO PER ESSERE MESSI IN LISTA (TARIFFA: 500 MILA EURO, NON ESATTAMENTE FRUTTO DI SUDATI RISPARMI), ALLORA ABBIAMO UNA ANOMALIA.
CHE UNO SIA ELETTO DAL POPOLO VA BENISSIMO, MA NOM E’ TUTTO.
COME HO DETTO MOLTE VOLTE: PUTIN E’ ELETTO DAL POPOLO, HITLER FU ELETTO DAL POPOLO, PERON FU ELETTO DAL POPOLO ED ESSERE ELETTI è UNA CONDIZIONE NECESSARIA PER L’ESERCIZIO DEL POTERE, MA NON E’ UNA CONDIZIONE SUFFICIENTE.
SPERO CHE ANCHE QUESTA VOLTA ABBIA IMPARATO QUALCOSA E LA SALUTO CORDIALMENTE.
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18 ottobre 2008 alle 13:02
Mi sembra che nella sua analisi manca del tutto uno sguardo sull’opposizione. Voglio dire il Parlamento non riesce a fare da giusto contrappeso, anche perché a sinistra non ci sono idee, non c’è un minimo di rigore politico nel portare avanti un’altarnativa. Berlusconi ha fatto la sua parte per portarci verso il bipartitismo, dall’altra parte non si è fatto la stesso lavoro….questi sono i risultati.
Praticamente il PDL dovrebbe garantire con la propria democrazia interna, con il confronto interno, anche il ruolo che è dell’opposizione. Mi sembra ardito… ma in fondo è quello che ci vorrebbe, con un’opposizione che non è in grado neanche di rilevare (o peggio non può) l’imbarazzo del centro destra, sulle posizioni putiniane…insomma, senza opposizione qualunque democrazia non può esistere…questo mi sembra oggi il macigno più grosso che ci separa da una democrazia moderna…
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18 ottobre 2008 alle 17:18
Sono sono molto d’accordo.
E’ vero che l’opposizione è assente (ai limiti del ridicolo e spesso li supera: aridatece Pajetta!).
Ma il problema di cui parla il Senatore non è tanto politico quanto istituzionale, anzi meglio costituzionale (anche se non si è passati da una riforma costituzionale, come giustamente fa notare anche Scirocco nell’ottimo post qui sotto).
Quindi poco rileva il peso politico dell’opposizione, poiché essa non ha mezzi tecnici (istituzionali) per fare da contrappeso.
Le rimane la piazza, ed infatti con la scuola si è avvertito un certo incrinarsi delle sicurezze del Governo dopo che tutta quella gente è apparsa per le strade.
Ma non è con la piazza che si fanno le riforme costituzionali…
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18 ottobre 2008 alle 18:43
Ehm, volevo dire: NON sono molto d’accordo … (lavorare il sabato pomeriggio fa male!)
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18 ottobre 2008 alle 13:15
“POI ABBIAMO FATTO – TUTTI INSIEME E IO FRA I PRIMI E SE MI PERMETTE I MEGLIO (INTENDO: NON SONO UNO SPETTATORE, SONO ANCH’IO UN PROTAGONISTA) UNA RIFORMA COSTITUZIONALE DI FATTO, ANCHE SE NON SCRITTA, IN FORZA DELLA QUALE IL GOVERNO E’ FORTISSIMO E IL PARLAMENTO NON CONTA NULLA”
L’anomalia l’avete partorita voi. Ora vi “lagnate”?
Io non paragonerei Berlusconi nè a Hitler ne a nessun altro dittatore. Perchè è questo tra le righe che state asserendo. E questo non lo trovo giusto. Perchè non è così.
Scusi, ma i DECRETI LEGGE che permettono al Governo di intervenire, non devono poi essereTRASFORMATI IN LEGGE entro 60 giorni dal PARLAMENTO? Quindi in effetti, il potere di controllo del Parlamento esiste.. E se si vuole “protestare” per le leggi promosse dal Governo e che si ritiene ingiuste, basta non farle passare. Votando CONTRO. E discuterle durante le assemblee. Invece si usa la tattica dell’assentarsi per far mancare il numero legale. E’ vigliaccheria. Non è una forma di protesta.
Non saprò l’inglese, però capisco bene l’italiano. E capisco quando una persona non è più “gradita”.
Mi dispiace davvero tanto.
Una rosa bianca, un bacio e un abbraccio virtuale.
Lisa
LUSA SE VUOLE DIALOGARE CON ME, MENO ROSE BIANCHE E PIU’ ATTENZIONE. IO NON HO MAI PARAGONATO BERLUSCONI A HITLER. E CREDO CGE LEI LO SAPPIA BENE.
STA BARANDO? HO DETTO CHE IL FATTO DI ESSERE ELETTI A SUFFRAGIO UNIVERSALE NON E’ DI PER SE UNA GARANZIA DI DEMOCRAZIA. COME ILLUSTRANO I CASI DI DITTATORI CHE FURONO ELETTI.
SE VUOLE DISCUTERE CON ME, LA PREGO, NON LO FACCIA PIU’.
MAI PIU’. D’ACCORDO?
MI PRENDO IL BACIO.
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18 ottobre 2008 alle 13:32
Beh, questa che lei spiega alla Descamisada è piuttosto l’anomalia italiana, più che quella berlusconiana.
Ovvero, è l’anomalia di un paese in cui la rivoluzione costituzionale dell’elezione diretta del presidente del consiglio è stata introdotta, 15 anni fa, senza passare attraverso una legge di riforma della costituzione e della sua organizzazione dei ruoli e dei poteri.
L’anomalia (come dimostra l’obbrobrio linguistico) è lì, in quella elezione diretta del presidente del consiglio dei ministri: lo si elegge come un primo ministro e gli si danno le prerogative di un primo ministro, mentre si tratta ancora di un presidente del consiglio dei ministri.
L’anomalia è in questo scarto molto italiano tra forma e sostanza, dove (Lui) si è creato lo spazio per cui la figura del capo del governo ha potuto semplificarsi in quella del capo e basta.
Il tratto berlusconiano della faccenda, è che il fondatore di un impero economico e mediatico abbia avuto l’agio di farsene pure uno politico.
Potrebbe, il giornalista Guzzanti ultimamente poco occupato, dirci qualcosa di più sulla messa in vendita dei posti di lista?
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18 ottobre 2008 alle 09:46
No, non sono d’accordo con Gianluca, un vero amico non mette una pulce nell’orecchio e poi si astiene dal rivelare il nome del nemico senza dare la possibilita` all’altro di sapere da chi si deve guardare; ammettiamo anche che il giornalista sia sincero, ma non lo e` stato fino in fondo. Ad ogni modo, a prescindere da tale analisi psicologica, ribadisco l’importanza di andare a scavare indietro riguardo a chi ha proposto di togliere la scorta all’on. Guzzanti e la motivazione che ne e` susseguita. Solo dopo la ricostruzione chiara di questi fatti si puo` avere la visione totale del mosaico che si sta costruendo.
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18 ottobre 2008 alle 09:49
a Mario Nanni :
Le riconosco un’abilità di analisi e di scittura che a me manca ma , leggendola,ritrovavo in pieno il mio pensiero . Peccato veramente che il grande Guzz.non abbia risposto .
Daniele Sanson
GUZZ . CAPITA CHE IO MI PERDA MOLTI POST PERCHE’ NON SEMPRE POSSO PASSARLI IO. VUOLR MARIO NANNI, PER CORTESIA, RIPUBBLICARE ILPOST IN QUESTIONE? GRAZIE.
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18 ottobre 2008 alle 10:13
Il 9 ottobre mattina inserivo nel mio blog “politico” sulla Stampa un post (”Mal di stomaco”, http://antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it/antoniomontanari/2008/10/mal-di-stomaco.html) in cui scrivevo pure di lei, in questi termini:
“Ieri il senatore Paolo Guzzanti (Pdl), a cui di recente è stata tolta la scorta, ha dichiarato che il Berlusconi difensore di Putin sulla Georgia, lo fa “vomitare”. Dunque pure lui si sta lentamente accorgendo del trionfo del “pensiero unico” nella politica? Questi signori, sia del governo sia dell’opposizione, debbono avere i riflessi meno lenti. Intanto su Guzzanti piovono le solite accuse da “pensiero unico”: ha distorto la realtà, non si parla così al capo del governo…”.
Nel pomeriggio il mio post veniva segnalato in home della Stampa.it.
Il giorno dopo, la segnalazione dl mio post era cancellata come ho reso noto in quest’altro post:
http://antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it/antoniomontanari/2008/10/segnalati-di-ie.html.
Da quello che lei racconta sul suo blog, credo di aver individuato il motivo della rimozione. Ciò mi spinge ad esprimerle tutta la mia solidarietà, anche se nel passato non ho condiviso certe sue battaglie. Auguri.
Antonio Montanari
GUZZ – GRAZIE DI TUTTO. PROVO SEMPRE PIU’ NAUSEA. UN SALUTO.
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18 ottobre 2008 alle 12:16
Molti topi si stanno nutrendo, da circa tre lustri, del formaggio di cui la dispensa è piena.
Sono convinto che, ove quella dispensa venisse invasa dall’acqua, quei topi se la darebbero a gambe.
E lo farebbero, pur in assenza di gatti.
Personalmente, mi nutrissi di quel formaggio, proverei – nell’ipotesi dell’allagamento – a liberare la dispensa, piuttosto che scappare.
Ma il proprietario della dispensa vedrà mai il secchio che porto sempre con me?
Un FUORI TEMA (se mi è permesso)
Per i Rivoluzionari appassionati di lingua.
Dopo due anni d’attesa, finalmente («tarde non furon mai grazie divine»!) vede la luce la ristampa anastatica della prima edizione del celebre VOCABOLARIO DEGLI ACCADEMICI DELLA CRUSCA (1612), che ha posto le basi per la lessicografia moderna di tutte le lingue d’Europa.
I due volumi a stampa si presentano in:
- tela (euro 450,00)
- mezza pelle naturale (euro 500,00)
- tutta pelle naturale (euro 570,00)
In cofanetto (tra l’altro):
il CD ROM contenente un profilo di storia linguistica d’Italia e l’edizione elettronica del Vocabolario, interamente interrogabile.
Per ulteriori informazioni: edcant@alice.it
Tengo a sottolineare che:
lo faccio in qualità di associato all’Accademia, non a scopo di lucro.
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18 ottobre 2008 alle 12:29
Caro Maccarti, la pubblicazione è meritoria e di grande pregio, però quanto costa!
Mi fate uno sconto?
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18 ottobre 2008 alle 14:42
Ma il sito riuscirete a rimetterlo in piedi?
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18 ottobre 2008 alle 12:38
su richiesta del padrone di casa on.le Guzzanti rimando il mio post già pubblicato ieri.
M
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Scrivo per stemperare tensioni od ansie in merito alla lettera di Lehner. Ma prima ho cercato di captarne i contenuti che passo sotto lenti di un codice del linguaggio “cifrato” che noi definiamo “barbaricino”. Di un linguaggio “tetro”(non lo scritto di Lehner, ma nel linguaggio del linguaggio), che da ansia, che dice e non dice, che sparge sospetto, che porta paura, disorientamento e che induce timore; che trova, come ho già scritto in questo sito in occasione di una lettera di Cossiga, una speculare denominazione: “linguaggio in “suspu”, con sospetto, appunto. Lehner scrive:” come sai da gran tempo non condivido pressoché nulla di ciò che vai scrivendo”. Frasario che spinge il destinatario ad un primo spalancamento degli occhi, come che un motociclista gli sia finito rotolando di brutto sotto i suoi piedi: “fortuna che non m’ha investito”! E già si sente baciato dalla fortuna per essere rimasto incolume dall’urto della moto altrui. Però appena passato lo spavento torna in mente l’incidente:”ma chi sarà mai stato quel motociclista?”. “Voleva colpire me oppure ha rotolato sull’asfalto per conto suo?”. Continua Lehner:”Sono stato, anzi, assai duro e, talora, spietato verso di te, non perdonandoti mai niente”. Ed ecco l’alzata di spalle del ricevitore della sua attenzione:” e allora che cazzo vuoi da me, se sei stato spietato, non perdonandomi peraltro mai niente?” . Intanto t’inquieta e continui a ripeterti la domanda, anche scuotendo il capo:”ma cosa vuole da me?”. Lehner: “Tu, da parte tua, mi hai dato del poveraccio e del nulla eterno, pur avendo io dedicato la vita allo studio ed alla scrittura (23 volumi)”. Lehner, a questo punto trascura il lato tecnico, quello di giornalista e scrittore, per rendere a cuore aperto quello più umano, più emotivo, più passionale: “Ti ho consigliato, ho cercato di farti ragionare, ti ho fatto capire che in certi momenti occorre riflettere, di non procedere a testa bassa come un toro, ma tu sei un toro, hai ignorato i miei consigli”. Ecco l’interrogativo (del destinatario) : “essere o non essere un toro”? Questo è il dilemma: tori si nasce o si diventa? “Oggi, però, pur ribadendoti che potevi esprimere il tuo dissenso, senza perdere la misura e la tramontana lessicale, evitando, magari, di offendere i tuoi stessi colleghi, non mi unisco ai Maramaldi”. “Si, -deduzione da c.b.) potevi esprimere dissenso, ma senza uscire fuori dal seminato; stai rischiando di trascinare in mezzo a dei casini, soggetti e persone che ti hanno difeso anche per cameratismo e che vogliono chiudere e non riaprire”. Ancora Lehner:”In tempo reale, chiesero proprio a me di esercitare come perito guzzantologo e guzzantofobo il diritto-dovere di darti il colpo di grazia”. Lettura da c.b.:” A me che ti conoscevo bene e che mai avevo con te niente condiviso, mi avevano chiesto di mettermi di traverso, di sbarrarti la strada, di sputtananrti; ossia di farti già da tempo, spalancare gli occhi”. Dalla visione “suspogena”, non è emerso niente cui poter ricondurre a responsabilità di Silvio Berlusconi; né lontane né attuali. La riflessione è che in Lehner in quel momento s’è risvegliato quel bambino che viaggia all’interno del nostro esistere, e che ne rivela la grandezza dello spirito delle persone perbene:”perchè dare un dispiacere a papà?”.
Con preghiera di ritenere questo scritto un momento di perdita di tempo. E nulla, ma proprio nulla di più.
Con amicizia.
Maralai
GUZZ – CARISSIMO MARIO, SI’ RICORDAVO.
MAH, GUARDA, IO TENDO A SEMPLIFICARE E A NON ANTROPOLOGIZZARE.
LEHNER E’ UN BASTIAN CONTRARIO E UN UOMO MOLTO ORGOGLIOSO. E’ UN LUPO SOLITARIO E SCRIVE LIBRI MOLTO BEN DOCUMENTATI.
SBAGLIA SPESSISSIMO E SIAMO IN DISACCORDO SU TANTE COSE, MA CI UNISCE IL GALANTUOMISMO CAVALLERESCO DEI DURI CUI PIACE IL GIOCO DURO, SPORCO, INSANGUINATO, FANGOSO, LE DITA NEGLI OCCHI E L’ARTIGLIATA SULLE PALLE, MA LEALE, DA DURI IN CAMPO.
E’ ROBA NON ITALIANA.
IO INFATTI MI CONSIDERO SEMPRE PIU’ DIVERSO DA QUESTO PAESE CUI STO DEDICANDO LA VITA (E SPERO NON LO MORTE), MA CHE MI E’ STRANIERO, COME LO ERA A MAZZINI, A PREZZOLINI E A TANTI ALTRI.
WRIGHT OR WRONG, MY COUNTRY, BUT HOW WRONG!!
IO NON PENSO MAI MALE, IN PRIMA BATTUTA: PENSO CHE ESISTE IL FATTORE UMANO E L’ETICA PERSONALE, NON CREDO CHE UN VECCHIO CORIACEO EBREO COME GIANCARLO FACCIA DOPPI GIOCHI, NEANCHE QUANDO SBAGLIA.
FRA CAVALIERI ERRANTI E TOSTI, USIAMO ABBASSARE LA SPADA E RENDERCI OMAGGIO, FERITI E SUDICI, MA FORTI E LIMPIDI.
NON SO SE TUTTO CIO’ SIA O NON SIA ANCHE BARBARICINO.
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18 ottobre 2008 alle 22:11
eh già … là non c’è nessuno che si prende la briga di chiudere tutto in una cassaforte ….
Pensare che si trattava solo di una liquidazione, e che il FMI in questo momento è coinvolto sia come studi, sia come possibilità di intervento nella crisi finanziaria in atto.
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19 ottobre 2008 alle 07:54
Paolo, anche se ho avuto pochissimo tempo a disposizione, ho letto (ed ascoltato) il blog.
Sono davvero orgoglioso che abbiamo in Italia persone come lei. Spero solo che siano in numero sufficiente per riuscire a cambiare le cose. Perchè sto iniziando a rassegnarmi sul fatto che questo è un paese di merda che non vuole cambiare e quindi come Prezzolini in Italia ci verrò tutti i giovedì a comprare la verdura.
Sono nauseato. Leggere persone come LisaCa fa capire perfettamente come l’italiano “medio” sia totalmente privo di capacità di critica e si identifichi più con le pecore del gregge.
Un abbraccio e…..le rinnovo l’invito a prendere pfrecauzioni.
GUZZ – CARO PARISI, GRAZIE DI TUTTE LE SUE BELLE PAROLE. PRECAUZIONI? E QUALI PRECAUZIONI VUOLE CHE PRENDA? SONO PEDINATO E INTERCETTATO COME SEMPRE E SE VOGLIONO COLPIRMI POSSONO FARLO COME ALLA FIERA DEI BARATTOLI.
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19 ottobre 2008 alle 10:02
E ridajje con li “pecuri” e il “paese di merda”!
Io so combattere, ma non ho alcuna intenzione di finire nelle antologie scolastiche alla voce “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti” (piuttosto faccio le corna come il povero Giovanni Leone, vittima degli snob e degli intelló con la puzza dotto il naso)
E’ domenica e c’è il sole, Parisi. Si faccia un giro in centro a rivedere i palazzi e le chiese della Sua città. Chi crede che abbia fatto tutte ste cose: i grandi uomini, i grandi combattenti, gli eroi, gli intelló con la puzza sotto il naso, o gli “italiani medi”, come li chiama Lei?
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19 ottobre 2008 alle 12:44
Patton, corsi e ricorsi !?
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23 ottobre 2008 alle 10:50
Be’ sig. Patton, i palazzi e le chiese delle città italiane sono state realizzate certamente da “grandi uomini” (categoria umana però diversa dagli “eroi” e dagli “intellettuali”).
Senza i grandi combattenti, le città non sarebbero sorte o sarebbero capitolate.
Senza i grandi commercianti le città non avrebbero avuto risorse per comprare i materiali da costruzione.
Senza i grandi architetti e scultori, quelle piazze, chiese, statute non sarebbero state realizzate.
Senza i grandi statisti ed i grandi Papi, quelle città non avrebbero avuto la forza economica, commerciale e culturale per realizzare quelle opere.
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19 ottobre 2008 alle 09:45
IO INFATTI MI CONSIDERO SEMPRE PIU’ DIVERSO DA QUESTO PAESE CUI STO DEDICANDO LA VITA (E SPERO NON LO MORTE), MA CHE MI E’ STRANIERO, COME LO ERA A MAZZINI…
Mazzini? quello che… “cosiderava vittorie anche i disastri, purché si combattesse” — come diceva Carlo Cattaneo?
Ah no! Le regole del… “tennis italiano” sono diverse: se l’avversario (quello che “non stava più nella pelle”) è troppo forte, prima di scendere in campo si può almeno cercare di ridicolizzarlo. Così ha fatto Sabina (quando le han detto che Carfagna vuole da lei un milione di €): “Bella donna…, ma che tariffe!”.
Alla peggio, fra tutti i fan di Sabina si potrebbe organizzare una colletta e tirar su un migliaio di €.
Perché contrattare sul prezzo è sempre meglio che ritrattare le proprie idee.
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20 ottobre 2008 alle 16:16
Segnalo una chicca: maracarfagna.net/index.php?option=com_content&task=view&id=197&Itemid=9
……..
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