CARO SILVIO, NON HO ALCUNA INTENZIONE DI ANDARMENE DAL PDL MA DI INTRODURVI LA DEMOCRAZIA, NON SONO UNA SCIMMIA AMMAESTRATA ED ESISTE UN PROBLEMA DI LIBERTA’ NEL PARTITO DELLE LIBERTA’. QUANTO A PUTIN, FORSE NON SAI MOLTO SU DI LUI E SULLA RUSSIA: ECCOTI DUE NOTIZIE IN PILLOLE. IL CONFLITTO DI COSCIENZA PERMANE E, QUANTO A VOMITARE, HO VOMITATO IN RICORDO DEI MIEI MORTI, DI SASHA, DI ANNA POLITKOVSKAYA CHE QUANDO TU ANDAVI ALLA TELEVISIONE RUSSA A SPIEGARE IL PARADISO PUTINIANO AI RUSSI, S’INCAZZAVA COME UNA BELVA. POI L’HANNO STESA CON QUATTRO REVOLVERATE E NON S’INCAZZA PIU’.

9 ottobre 2008

LETTERA APERTA A SILVIO BERLUSCONI PUBBLICATA SUL GIORNALE E DALLE AGENZIE ANSA, AGI, KRONOS, VELINO, APCOM

Caro Silvio,

tutti hanno ieri sottolineato il fatto che io abbia scritto sul mio blog la parola “vomitare” e l’hanno usata per farmi dire ciò che non ho detto, e ciò che tu mi provochi la nausea. Questo è falso. Ciò che mi ha provocato nausea è il modo in cui tu fai incombere sulla politica e la vita pubblica italiana il rapporto personale  e allarmante fra te e Vladimir Valadimirovic Putin. E mi ha provocato disagio anche fisico averti sentito ripetere facendola tua la versione dell’uomo che chiami “il nostro grande Vladimir” parlando della prima invasione armata di un paese europeo dal 1939 quando Hitler invase la Polonia da una parte e Stalin dall’altra. Da ieri tutti mi chiedono se abbandonerò il partito, se mi dimetterò dal gruppo, se lascerò il Parlamento, se tu mi hai telefonato, che cosa penso di coloro che sono stati comandati di compilare penose ingiurie nei miei confronti sulle stile delle guardie rosse: nessuno osi critcare il grande timoniere. Le nostre riunioni pubbliche del resto non sono state mai dei congressi, il diverso parere non è gradito e di fatto non è ammesso. Io ho inventato la formula, da te spesso ripetuta, di un partito monarchico e anarchico.Ma se la monarchia diventa pensiero unico e l’anarchia viene schiacciata, allora il partito monarchico-anarchico diventa una anomalia democratica per rispondere alla quale non è sufficiente la convocazione del congresso di febbraio, che di fatto sarà soltanto una kermesse di fusione fra le due componenti, AN e FI. Andarmene? Non ci penso neanche. Mi aspetto invece rispetto e gratitudine per aver introdotto sacrosanti motivi di riflessione su questioni di importanza internazionale, nazionale e morale.

Se tu avessi parlato soltanto in termini di realpolitik, non avrei forse provato nausea. Ma tu hai sposato  e diffuso come dati oggettivi le bugie di un uomo al quale centinaia di storici e di analisti politici, fra cui io stesso, attribuiscono gravissime violazioni dei principi fondamentali della democrazia e dei diritti dell’uomo.
Ritengo poi falso che un Paese debba impiegare molti anni per passare dal totalitarismo alla democrazia come tu hai detto per giustificare Putin e la sua dittatura del KGB che ha coperto il parlamento e ogni livello intermedio, sostituendo il partito unico comunista con il partito unico della polizia segreta. Che non occorrano anni è dimostrato dal passaggio dalla dittatura alla democrazia di paesi come la Polonia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, le Repubbliche ceca e slovacca, i casi del Cile, della Spagna, del Portogallo, della stessa Italia e della Germania, che di totalitarismi se ne è beccati due.
Ma il problema dei problemi è che oggi tu sei all’apogeo del consenso, hai una maggioranza di ferro, il tuo governo non corre alcun rischio e dunque è ora di spalancare le porte della discussione e delle libertà cui è intitolato questo partito perché nessuno può essere accusato di “remare contro”.
Colgo oggi l’occasione per dire poi che non voglio essere più trattato, come oggi accade a quasi tutti i membri del parlamento, come una pecora, o una scimmia addestrata a spingere tasti, tacere e ritirare lo stipendio alla fine del mese essudando per di più gratitudine per l’alto livello sociale raggiunto e il guiderdone rispettabile. Questi sono criteri inaccettabili e purtroppo te li o sentiti illustrare. Io da dare qualcosa al mio Paese e sento il dovere di darlo essendo, casualmente, un patriota. Ho scelto di servire il mio Paese, non di diventare un vassallo di qualche satrapo straniero. Io sono stato testimone e in un certo senso un coprotagonista della ripresa della Seconda Guerra Fredda lanciata da Putin. Tony Blair te ne può fornire, come Gordon Brown, ogni dettaglio: quando la procura della Regina ha incriminato nel 2007 l’ex tenente colonnello Andrei Lugovoi come probabile assassino del mio collaboratore Alexander Litvinenko, la reazione di Putin è stata quella di far levare in volo i bombardieri strategici russi che giacevano arrugginiti e impolverati negli hangar dal 1991. Blair e poi anche Brown hanno dovuto più volte far levare in volo i loro caccia per proteggere i confini aerei. Il governo di Putin ha minacciato di bombardamento nucleare la Polonia per aver accettato lo scudo spaziale americano e oggi la flotta russa armeggia con le truppe di Chavez. Io personalmente ho udito a Washington qualche settimana fa l’ambasciatore soviet… pardon, russo, dire forte e chiaro alla televisione C-Span “We are back, noi siamo tornati, noi rivendichiamo le zone di sicurezza che costituivano l’ex Unione Sovietica e non intendiamo mollare di un millimetro”.
L’invasione della Georgia era stata pianificata da anni e la parte operativa era pronta ad aprile con aeroporti, ferrovie e l’ampliamento di un enorme tunnel. In agosto una grande parte della flotta del Mar Nero era pronta per una missione di combattimento. Le truppe di terra, le truppe aviotrasportate e i marines erano pronti a muoversi. Durante le esercitazioni Kavkaz-2008, terminate il due agosto cioè una settimana prima della guerra, era stato completato il dispiegamento di aviazione, marina e esercito in località vicine alla frontiera georgiana. Intanto, sempre ai primi di agosto, in Abkhazia era stata completata la riparazione della ferrovia usata per muovere i carri, l’equipaggiamento pesante e i rifornimenti per la forza di circa diecimila uomini che ha invaso la Georgia occidentale senza una scusa o una ragione formale. La propaganda di Stato russa intanto preparava la popolazione alla guerra, descrivendo un attacco georgiano come inevitabile e spiegando come gli Usa e l’Occidente – che non avevano nessun interesse a una guerra nel Caucaso – fossero dietro la minaccia georgiana. E’ impossibile mantenere truppe e flotta pronte al combattimento 24 ore su 24 per lungo tempo. La seconda metà di agosto era il limite ultimo per iniziare una guerra contro la Georgia. L’invasione, come quella di Hitler alla Polonia del 1939, è stata giustificata da inesistenti “massacri” di cittadini russi nell’Ossezia, mentre è provato che la reazione di Saakashvili è stata scatenata da una serie di bombardamenti con mortai da 120, calibro proibito dagli accordi del 1992 che autorizzavano tuttavia scambi di colpi con armi leggere. Gli americani non hanno fermato il presidente georgiano dalla sua reazione contro la regione ribelle, sicuri che la Russia non avrebbe invaso una nazione europea, dal momento che le sue truppe non erano mai uscite dai confini nazionali dopo la guerra in Afganistan. Il calcolo era sbagliato perché la Russia intendeva provocare la guerra, procedere all’invasione e mettere la Georgia in una posizione tale da render quasi impossibile il suo ingresso nella Nato.
Ma poi abbiamo la caterva di morti in Russia: i giornalisti uccisi sono circa 40 soltanto dal 2000. Anna Politkovskaya in un suo libro tradotto solo in inglese dice: “Viviamo in uno stato di polizia, siamo arrestati e uccisi, le nostre radio e i nostri giornali vengono chiusi, poi arriva Berlusconi a Mosca, va in televisione e ci spiega che siamo in una splendida democrazia e che Putin è un sincero democratico”. Anna Politkovskaya è stata assassinata due anni fa, nello stesso giorno in cui tu sei venuto a parlare. Anna era amica di Sasha Litvinenko. E io ho pianto per i miei morti, moralmente insepolti: sentire il tuo tono da intrattenitore indulgente, ridente, astuto, ammiccante mentre parlavi della mia gente morta ammazzata mi ha fatto realmente sentire male. Tornato a casa ho vuotato il mio stomaco con un senso di disperazione e liberazione. Cartesio pensava che nella ghiandola pineale in mezzo al cervello fosse la connessione fra anima e corpo. Io ho pensato, reagendo fisicamente all’orrore, che fra il piloro e il diaframma risieda la coscienza. E quella è il mio solo giudice e metro.

250 Commenti a “CARO SILVIO, NON HO ALCUNA INTENZIONE DI ANDARMENE DAL PDL MA DI INTRODURVI LA DEMOCRAZIA, NON SONO UNA SCIMMIA AMMAESTRATA ED ESISTE UN PROBLEMA DI LIBERTA’ NEL PARTITO DELLE LIBERTA’. QUANTO A PUTIN, FORSE NON SAI MOLTO SU DI LUI E SULLA RUSSIA: ECCOTI DUE NOTIZIE IN PILLOLE. IL CONFLITTO DI COSCIENZA PERMANE E, QUANTO A VOMITARE, HO VOMITATO IN RICORDO DEI MIEI MORTI, DI SASHA, DI ANNA POLITKOVSKAYA CHE QUANDO TU ANDAVI ALLA TELEVISIONE RUSSA A SPIEGARE IL PARADISO PUTINIANO AI RUSSI, S’INCAZZAVA COME UNA BELVA. POI L’HANNO STESA CON QUATTRO REVOLVERATE E NON S’INCAZZA PIU’.”

emilzasa scrive:

sono un elettore del centrodestra e la stimo.
Sono confortato dalla sua decisione di non uscire dal Popolo delle libertà. Abbiamo bisogno di lei! Ma soprattutto c’è bisogno che cominci ad esserci pluralismo nell’unità dei valori e delle strategie di fondo. Il PDL dovrà diventare un grande partito democratico a partecipazione popolare, un vero partito popolare!!!

Quello che riferisce sulle parole di Berlusconi è rivoltante, ma si consoli a livello internazionale l’Italia non conta un tubo o quasi!

Fino a quando non avremo risolto le divisioni interne, fino a che non avremo risolto alcuni dei principali innumerevoli problemi interni non conteremo nulla o quasi… Le opinioni di Berlusconi, per quanto rivoltanti, contano poco. Ciò che per ora è prioritario chiedere ad un governo italiano è che proceda nelle riforme istituzionali, E SOLO IL GOVERNO BERLUSCONI PUO’ FARLO. Ne suggerisco alcune:

1. dimagrimento degli apparati sovietico-burocratici del nostro stato affetto da OBESITA’ ABNORME:
- abolizione delle prefetture,
- unificazione di polizia e carabinieri,
- abolizione enti inutili (tra cui i difensori civici…),
- abolizione delle province (che dovranno diventare uffici tecnici con competenze specifiche e ben definite: basta con gli assessorati alla

solidarietà che invece di sostenerla la soffocano nel clientelismo, basta con gli assessorati alle politiche sociali che duplicano

assessorati comunali, ecc…)
- abolizione cominità montane
- abolizione delle attuali regioni, metastasi del regime burocratico italiano
- abolizione delle regioni e delle province a statuto speciale (BASTA CITTADINI A SBAFO E CITTADINI DI SERIE B! BASTA CON IL REGIME ETNICO

ALTOATESINO: SI APPLICHI IL BILINGUISMO CHE SIGNIFICA CHE OGNUNO PARLI A CASA PROPRIA LA LINGUA CHE VUOLE, MA TUTTI SIANO IN GRADO DI

PARLARE CON TUTTI, ITALIANI E TEDESCHI! Chi ci vuole stare bene, altrimenti tanti saluti!)

2. istituzione di MACROREGIONI: nord, centro, sud, Roma capitale, sicilia e sardegna

3. PRESIDENZIALISMO

4. LEGGE SULLA DEMOCRAZIA: I PARTITI DOVRANNO ESSERE DEMOCRATICI PER LEGGE NON PER EVENTUALE SCELTA REVOCABILE (cioè: primarie per la selezione dei candidati, sbarramento al 5 o al 10% perchè i piccoli partiti sono delle aziende che non danno nulla alla democrazia ed al pluralismo se non un illusione di pluralismo. IL VERO PLURALISMO SI DEVE SVILUPPARE ALL’INTERNO DI PARTITI CHE SIANO ANCHE IN GRADO DI PRODURRE POLITICHE E DI SCEGLIERE)

MI AUGURO CHE ABBIA LETTO QUESTO MIO MESSAGGIO E SPERO VOGLIA RESTITUIRMI UN SUO COMMENTO!

CON STIMA
EMILIANO

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giancarlo54 scrive:

GRANDE GUZZANTI!!!
Di solito lo dicevo per Corrado o per Sabina… questa volta è per Lei, PAOLO !
Buonasera Guzzanti,
devo confessare che quando ho letto il lancio della notizia dello “sfogo” sul Suo Blog dalle Agenzie di stampa ero incredulo! Ho visitato il Blog ed ho letto con grande interesse tutte le verità che finalmente ha VOMITATO su Silvio Berlusconi e la sua claque servente!
Che dire … HA DETTO TUTTO QUELLO CHE GLI ITALIANI ONESTI E STUFI DI QUESTO IGNOBILE TEATRINO VORREBBERO POTER GRIDARE AL NS. IMBONITORE, POPULISTA, NANO PELATO!!!
TANTI ANNI DI SUDDITANZA SILENTE POSSONO ESSERE RISCATTATI DA RADDRIZZAMENTI DI SCHIENA DI QUESTO TIPO!
MI AUGURO CHE NON SI FACCIA RISUCCHIARE DA QUELLA MELASSA SCHIFOSA CHE CI STANNO SPALMANDO ADDOSSO DA MOLTO TEMPO!!! LA VERITA’ E’ CIO’ CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI SCRIVERE!
Giancarlo54

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circololibero scrive:

Ritengo che sia doveroso esprimere liberamente la propria opinione anche se divergente da quella del proprio capo di governo.
Secondo il mio modesto parere tuttavia, caro on. Guzzanti, e lo dico con voce sommessa rispettando il suo ruolo e la sua storia, avrebbe dovuto scrivere questa lettera prima, evitando quelle frasi che sono state immediatamente strumentalizzate dalla stampa nonchè dagli avversari politici di Berlusconi.
Infatti la prima ha affondato il biscotto nelle sue dichiarazioni senza aprire un minimo dibattito su Putin, la politica estera e figure come il premier georgiano di cui non credo molti sappiano null’altro che il suo nome. E anche nel blog devo dire, a parte interventi di alcuni amici di cui conosco il pensiero e di cui stimo la coerenza, ho letto molti commenti di persone nuove che sono venute a stringerle la mano solo perchè ha fatto quelle dichiarazioni di pancia, persone che senza entrare nel merito e nella discussione, sono venute a manifestarle una stima fondata sull’esperienza comune di conati, vomiti e borborgmi intestinali nei confronti di Berlusconi. Insomma una piccola corte di vomitatori che si dissolverà non appena rimanifesterà idee convergenti con il governo e che aspettava con ansia le sue dimissioni che giustamente non sono per ora in programma.
Condivido insomma quanto ha scritto l’amico Paolo Speakeasy, il metodo non mi è piaciuto, ma il dibattito e le divergenze devono esistere in un grande partito anzi se non ci fossero ci sarebbe da stupirci.
Perciò ho apprezzato molto questa sua lettera.
Con stima.
Vito

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Ezio Scaramuzzino scrive:

Vedo che l’on. Guzzanti incomincia a fare marcia indietro, almeno nell’uso delle parole, e che evidentemente ha capito di avere straparlato.

Per il resto sottoscrivo in pieno(o quasi) il programma del signore che mi ha preceduto.
Onorevole, a quando un suo concreto impegno anche su queste cose?

Mi creda: Putin e la Politkovskaya sono argomenti importanti, ci mancherebbe, ma sono altrettanto importanti l’abolizione delle province e la riduzione del costo della politica.

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Buson scrive:

A me non sembra che il senatore abbia fatto alcuna marcia indietro, nemmeno nell’uso delle parole. Sono Repubblica, le agenzie e la solita schiera di scribacchini che non hanno perso tempo per mostrare di che pasta sono fatti: quelli per cui una parola qui, un’altra la spostiamo… cosa vuoi che cambi.
Il vomito era un malore fisico del senatore, non era un modo di dire.

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holden scrive:

Sono pienamente d’accordo con Buson: il Senatore non ha mai detto niente di diverso dalla lettera pubblicata oggi sul Giornale.

Sospetti, allusioni, strumentalizzazioni gli sono piovuti addosso dall’esterno.

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virgus scrive:

Stupenda,
sono senza parole.

Il finale mi ha commosso.
Spero che contribuisca a innescare quel rinnovamento che in molti auspichiamo
in FI e in tutto il PdL.

Un abbraccio,
V.

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simona scrive:

Io credo che il nostro Primo Ministro abbia il dovere di riconsiderare la nostra politica con la Russia.
Mi aspetto un segnale che ci faccia capire che Berlusconi si rende conto che l’amicizia personale viene dopo l’interesse nazionale, la sicurezza, e il rispetto delle leggi internazionali.
Il suo comportamento ci allontana dal mondo dei paesi liberi.
Ho votato PdL perché sono convinta che Berlusconi abbia capacità che altri non hanno ma so anche che quello che scrive Guzzanti è la verità.
Putin non ha intenzioni democratiche; possiamo farci affari, possiamo trattarlo con rispetto, ma è inaccettabile che lo si giustifichi quando commette dei crimini.
Il dibattito interno al partito è fondamentale perché possa diventare un partito moderno e libero.

P.S. dibattito significa non respingere sdegnati le critiche al mittente ma rispondere nel merito e con parole chiare.

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Radbod scrive:

A Guzzanti:

“parlando della prima invasione armata di un paese europeo dal 1939…”:

ahimè, purtroppo sarebbe la seconda, dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968…

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Radbod scrive:

OT, ma ahimè neanche tanto:

La Guzzanti: “La Carfagna vuole un milione di euro di danni”:

http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/politica/guzzanti/risarcimento/risarcimento.htm

A CARFA’, MA VATTE A RIPONE!!!

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Radbod scrive:

OT, ma ahimè neanche tanto:

La Guzzanti: “La Carfagna vuole un milione di euro di danni”:

http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/politica/guzzanti/risarcimento/risarcimento.html

A CARFA’, MA VATTE A RIPONE!!!

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Buson scrive:

Oddio, questo pezzo mi fa rabbrividire…

Per la Guzzanti questo atto di citazione “cerca di introdurre un precedente pericoloso: cioè che la satira debba stare entro certi limiti, che l’atto di citazione stabilirebbe diventando più che una citazione una proposta di legge”.

La vicenda, comunque, sarà anche affrontata nel prossimo spettacolo della Guzzanti: il suo “Vilipendio tour” partirà il 4 novembre da La Spezia, per girare i teatri italiani. “Non vedo l’ora di andare in scena e cantargliele insieme a voi”, promette. L’attrice comunica, infine, che sono stati bocciati i finanziamenti per il film “L’internazionale della satira”. Colpa, sostiene, dei “diktat di Bondi e al coraggio dei commissari che finanziano quest’anno solo filmacci di bassa propaganda di fascisti o di gente che ha abiurato pubblicamente da tempo”.

Ma questo OT non lo si potrebbe accantonare definitivamente? No perché a parte il torto subito dal senatore per il resto c’è solo la Guzzanti che ogni secondo che non chiede scusa e non ammette di avere sparato un’infamia alla cieca attira su di sé disonore. Oltre naturalmente a sciorinare il consueto corollario di fesserie sulla libertà di satira e a preparare una nuova stagione di successi (il Vilipendio tour adesso… quando dicevo io, insieme ad altri, che non ci vuole nessun coraggio a fare quello che fa Sabina Guzzanti.)
Davvero, io lascerei perdere. E’ quanto di più lontano si possa immaginare da questo luogo, e non solo per le idee.

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Malombra scrive:

“….e non ammette di avere sparato un’infamia alla cieca….”

Ma lei ne è cosi sicuro?

“Davvero, io lascerei perdere. E’ quanto di più lontano si possa immaginare da questo luogo, e non solo per le idee.”

Oltre a decidere cosa è satira o no, vuole anche decidere quali argomenti si devono trattare in questo “giornale”?

Un saluto

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Buson scrive:

Certo che ne sono sicuro, che l’abbia sparata alla cieca, perché lo ha detto lei.
Sabina Guzzanti stessa dice di non conoscere né intercettazioni né altro. Questo significa sparare alla cieca: non so se è vero o no, ma intanto lo dico e lo sostengo come vero… metti che ci ho preso.

Sulla satira mi sembra ci si sia espressi a lungo, anche il senatore Guzzanti ha spazzato via dal tavolo la storiella della libertà di satira. Perché c’entra come i cavoli a merenda.
Per il resto, lungi da me dettare l’andamento del blog: era solo un modo di dire, per osservare che Sabina Guzzanti dopo essere entrata qui per motivi d’attualità difficilmente si propone in modo interessante con le sue dichiarazioni.

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Malombra scrive:

Sabina Guzzanti scrive:

“Anche se le intercettazioni davvero non esistessero, ed esistono state tranquilli,…”

Margherita Boniver(Forza Italia) dice:”Ci sono, ci sono, quelle intercettazioni private. Eccome se ci sono. E dentro c’è di tutto e di più. Tutta roba privata, s’intende. Questa è l’unica cosa certa….”

Ora, io no lo so se queste intercettazioni ci siano. Se lei è cosi sicuro, che le posso dire? Vedremo…

La “storiella della libertà di satira”?! Cos’è una barzelletta?

La saluto

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Buson scrive:

Malombra, lei mi prende in giro e fa finta di non capire. Io non sono sicuro, io sono sicuro di non sapere (sì, come quello lì). E quando non si conosce, specialmente in certe cose, secondo me è onorevole non parlare, o quantomeno non accusare a spada tratta.

Per quanto riguarda la satira, è stato più e più volte detto che non c’entra. Lo dicevo io, lo diceva più autorevolmente il senatore: quella non è satira, non voleva nemmeno esserlo. Era un discorso politico. Ma anche se qualcuno volesse considerarlo “satira” questo in cosa si traduce? Cosa si vuole dire quando si parla di “satira”? Si sta conferendo una degnità artistica, o si vuole assegnare ad essa una liceità al di sopra della legge?
No perché, se ancora non si fosse capito, lei può essere satiro quanto vuole… ma se sostiene pubblicamente verità diffamatorie (e non con il sottointesto dell’invenzione comica/satirica) viene trascinato in tribunale.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Malombra scrive:

Lei scrive: “e non ammette di avere sparato un’infamia alla cieca”

Quindi, quello di cui è sicuro è il fatto che Sabina Guzzanti ha “infamato” alla cieca la Carfagna.
Lasciamo stabilire al tribunale se quanto detto dalla Guzzanti è o non è un’infamia. Non crede?

In questo caso concordo pienamente con le sue parole: “E quando non si conosce, specialmente in certe cose, secondo me è onorevole non parlare, o quantomeno non accusare a spada tratta.”

Lei scrive:”quella non è satira, non voleva nemmeno esserlo. Era un discorso politico.”

La Guzzanti scrive:”L’atto di citazione “propone” di costituire un diritto dei cittadini il cui diritto è vivere nella civiltà del linguaggio. Di nuovo si chiede di stabilire limiti per la satira.”

Pertanto, per la Guzzanti, l’intervento a Piazza Navona è satira.

Lei afferma che il discorso a Piazza Navona è stato “politico”. Ma secondo lei la satira cos’è?!?!?!

Dal Manuale di Letteratura Latina della Garbarino:

“Lucilio nacque a Suessa Aurunca(città del Lazio). Muore nel 102 a.C. .
Con Lucilio la satira, genere letterario di origine latina, non derivato dalla letteratura greca, assume per la prima volta una fisionomia precisa.
I suoi tratti specifici sul piano dei contenuti sono:

.carattere soggettivo e autobiografico
.ATTACCO PERSONALE
.L’USO DEL RIDICOLO COME ARMA DI UN AGGRESSIVO MORALISMO

L’attenzione della satira è attirata da occasioni SOCIALI e mondane della Roma contemporanea. Fra queste la più importante è la “cena”.
Il convito è il punto di partenza per CONSIDERAZIONI MORALISTICHE sugli eccessi della gastronomia romana.
Cosi avviene in alcuni versi in cui viene schernito ad esempio un noto gourmet:

“O Publi, o gurges Galloni, es homo miser! – inquit -
Cenasti in vita numquam bene, cum omnia in ista
consumis squilla atque acupensere cum decimano.”

” O pubblio Gallonio, o pozzo senza fondo, SEI UN POVER UOMO! – disse.
In vita tua non hai mai mangiato bene, mentre tutto spendi in codesta
aragosta e in uno storione formato gigante”

Altrove la vena moralistica di Lucilio si manifesta proprio nell’osservazione della vita pubblica.

Uno degli aspetti più significativi della satira di Lucilio è l’AGGRESSIVITA’ che si esprime negli attacchi personali: l’impegno morale si traduce in un atteggiamento da censore e spinge il poeta a bollare i viziosi e i corrotti per nome.

Si prenda come esempio il feroce attacco che Lucilio mosse contro Lucio Cornelio Lentulo Lupo, che era stato il più autorevole dei senatori. Contro esso il poeta scagliava un forte attacco. costruendo abilmente una vicenda immaginaria. ”

Posso continuare con altre decine e decine di autori satirici.

La satira,a differenza della politica, riprendendo Lenny Bruce tratta “di quello che E’ e non di quello che dovrebbe essere”.

La satira è dura, crudele, non guarda in faccia a nessuno, neanche a se stessa, “”"”oscena”"”"”, scandalosa. E’ uno sputo in faccia con il quale bisogna lavarsi, non asciugarlo con rancore!

Chi non accetta la satira, non accetta la società.

Un saluto

 

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simona scrive:

http://www.jamestown.org/edm/article.php?article_id=2373418

I progetti di Medvedev per il riarmo militare
di Pavel Felgenhauer
3 Ottobre 2008

Alla fine di agosto Dmitry Medvedev ha annunciato cinque priorità di politica estera. Il primo e terzo punto sono benevoli: la Russia “riconoscerà i principi fondamentali della legge internazionale” nè intende isolarsi.
Gli altri tre dicono; primo, che la russia non accetta l’ordine mondiale attuale, che Medvedev definisce “unipolare”, perché è “instabile e minacciato dai conflitti.” Medvedev ha dichiarato che “il mondo deve essere multipolare.” Secondo, la Russia reclama quale “inconfutabile priorità proteggere la vita e la dignità dei suoi cittadini” così come i loro interessi “DOVUNQUE sia necessario.” Infine, Medvedev ha dichiarato che “vi sono regioni nelle quali la Russia ha interessi privilegiati,” in apparente riferimento a una sfera di interesse geograficamente non specificata, che ovviamente comprende la Georgia, l’Ucraina e altre regioni confinanti in Europa e in Asia (www.kremlin.ru, 31 agosto).
Secondo la tradizione burocratica russa, la dichiarazione di Medvedev equivale alla definizione ufficiale della condotta di politica estera espressa in chiare lettere.
Medvedev ha aggiunto che il futuro delle relazioni internazionali dipende dai “nostri amici e partner” che “hanno la scelta” di riconoscere i diritti e privilegi della Russia. In agosto le truppe russe hanno invaso la confinante Georgia e occupato parte del suo territorio. L’azione militare della Russia in Georgia segue la dottrina della politica estera di Medvedv: l’attacco era diretto contro l’influenza americana nel Caucaso, è stata un’azione entro la “regione di interesse privilegiato” della Russia, ed è stata giustificata come un’azione in difesa dei cittadini russi e dei loro interessi.
La scorsa settimana Medvedev è andato avanti, annunciando un breve e chiaro programma di difesa in linea con quello di politica estera. Anche il programma di difesa è in cinque punti. Primo: saranno sviluppate le strutture organizzative e gli schieramenti delle truppe. Tutte le unità combattenti dovranno raggiungere entro il 2020 lo status di “disponibilità operativa permanente”. Secondo, saranno migliorate l’efficienza di comando e i sistemi di controllo delle Forze Armate. Senza questo “è impossibile sperare in un successo nei conflitti attuali e in altri conflitti armati.” Terzo, il sistema dell’educazione e eddestramento militare deve essere rimodernato. Quarto, è “un’alta priorità” procurarsi le armi più moderne. La Russia ha bisogno di “armi completamente nuove e ad alta tecnologia.” Quinto, lo stipendio dei militari verrà aumentato, gli alloggi migliorati, e verrà discusso i problema sociale delle forze armate.
Medvedv ha sottolineato che “questi cinque fattori determineranno la preparazione ai conflitti delle nostre Forze Armate. Entro il 2020 dobbiamo assicurarci una capacità costante di deterrenza nucleare in vari contesti politici e militari, mentre riarmeremo le truppe con nuovi tipi di armi e mezzi per ottenere informazioni di intelligence.” Medvedev ha dichiarato, “dobbiamo raggiungere la superiorità aerea nella conduzione di attacchi di precisione su obiettivi sul mare e sulla terra, così come nella mobilità delle truppe.” Prima di tutto verranno costruite nuove navi armate con missili da crociera nucleari, e anche sottomarini d’assalto. Costruiremo anche un sistema unificato di difesa aerospaziale, ha annunciato (www.kremlin.ru, 26 settembre).
Medvedev ha presentato il suo programma militare a una riunione di alti ufficiali militari tenuta presso la base di Donguz, nella regione Orenburg, sul confine col Kazakstan, nel corso delle esercitazioni strategiche militari chiamate “Stabilità – 2008”. A Donguz è stato annunciato che Stabilità-2008 è l’esercitazione militare più imponente degli ultimi 20 anni dalla fine della Guerra Fredda. Le manovre di unità su terra, mare e aria, sia in Russia che in alto mare, sono iniziate il primo settembre, proseguiranno per due mesi, e coinvolgeranno circa 50.000 soldati (RIA-Novosti, 26 settembre). Lo scenario di Stability-2008 simula un conflitto locale che degenera in una guerra globale in aria, mare e terra tra la Russia e l’Occidente e che poi a sua volta degenera in un conflitto nucleare con gli Stati Uniti. Ricordando la guerra in Georgia Medvedev ha sottolineato, “abbiamo visto che una guerra assolutamente reale può scatenarsi all’improvviso; e il sobbollire di conflitti locali, che talvolta vengono perfino definiti “freddi”, può degenerare in una tempesta di fuoco militare” (www.kremlin.ru, 26 settembre).
Oggi è chiaro che lo staff militare russo su ordine del Cremlino aveva pre-pianificato l’invasione della Georgia in agosto usando la copertura delle esercitazioni militari chiamate Caucaso-2008. Inoltre erano stati mobilitati massicci rinforzi strategici per una possibile escalation delle ostilità nel caso che Washington avesse offerto assistenza a Tiblisi e fosse stata direttamente coinvolta nella guerra. Sembra proprio che in agosto-settembre 2008, come ai tempi della guerra fredda, ci siamo trovati di nuovo vicini ad un possibile conflitto armato. Oggi il potenziale complessivo dell’esercito russo, mobilitato per una possibile guerra totale che non c’è stata, viene usato nelle esercitazioni Stabilità-2008.
Questa settimana Medvedev ha detto ai vertici militari del Cremlino che fuori le forze ostili “non perdoneranno” le azioni della Russia in Georgia, “ma non dobbiamo scoraggiarci; era previsto.” Medvedev crede che “la Russia deve essere grande e forte, o non esisterà affatto” e gli stranieri avidi si prenderanno le sue ricchezze. “Il vecchio ordine del mondo è stato sconvolto in agosto”, ha detto Medvedev ai vertici militari. “Un nuovo ordine sta emergendo, uno più sicuro è giusto,” basato sulle azioni della Russia in Georgia (www.kremlin.ru, 30 settembre).
Il mondo nuovo è arrivato, secondo il Cremlino.
La Russia ha bisogno di armi nucleari e di supremazia aerea per sopravvivere “grande e forte”.

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andre scrive:

Caro Senatore,

Concordo in pieno con la Sua posizione, e sono fortemente deluso da quella presa dal presidente Berlusconi in questa vicenda. Se non sbaglio – andando a braccio – il cavaliere tempo fa aveva persino definito la questione cecena come una mera invenzione mediatica, destando terribili sospetti e raggelanti brividi sulla schiena di molti elettori di centro-destra. Ed ecco, ci risiamo. Non mi dilungherò sul problema dell’amicizia un po’ sinistra con Putin, è più che sufficiente ciò che Lei ha già scritto. Vorrei soltanto sottolineare che è crescente il disappunto di molti sostenitori del pdl (i naufraghi liberali che remano verso la terraferma e non necessariamente dove va la corrente) davanti al pensiero unico galoppante e davanti alle scorciatoie mirate a bypassare l’indefettibile confronto che deve alimentare un paese democratico e nondimeno un partito che si proclama “partito delle libertà”. E’ tema attualissimo, anche in vista delle europee, il dibattito sulla legge elettorale, sulle liste bloccate, sulle preferenze, sulle primarie nei partiti; ed è – trovo – forse l’unico spiraglio di speranza per chi assiste, e molti di noi qui vi hanno assistito, allo stillicidio di “calci nelle palle” dati ai liberali del pdl, eletti ed elettori. Dunque – rivolgendomi a coloro che ultimamente hanno avuto bisogno di assumere qualche antiemetico – niente sfascismo, come suggerisce la risoluzione del Senatore di rimanere nel pdl, ma viva l’impegno per coltivare le idee che possono irrobustire la democrazia del nostro partito e del nostro paese. L’amicizia con la Russia può continuare, ma questo ponte politico deve tendere a portare la Russia nell’ occidente, anziche trascinare l’Italia verso le steppe.

Un caro saluto,

andrea
GUZZ – ABBIAMO COMINCIATO UNA NAVIGAZIONE E CERTAMENTE TOCCHEREMO TUTTI I PORTI, E LEI LI HA INDICATO I PIU’ IMPORTANTI. LA QUESTIONE CECENA FU IL PRIMO SCANDALO MOSTRUOSO. UN ALTRO FU QUANDO DISSE CHE HITLER ERA UN DEMOCRATICO CHE PERO’ POI SORPRESE TUTTI “FACENDO QUELLO CHE FECE”.

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Luciano Baroni scrive:

Va bè che anche al Giornale qualcosa ti rispondono, oggi ( Caro Paolo, spazio alle tue idee ma non si fa così ), ma perchè ti metti a fare come quelli che hai contestato in passato, “storpiare le frasi dette dagli altri” ?

Guarda che quelle frasi su Hitler ci sono anche qui, in uno dei trhead e sono molto diverse da ciò che fai intendere tu, da ciò che scrivi tu.

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Enrico T. scrive:

“Già una volta c’è stato un tal signore che all’inizio sembrava un democratico e che poi ha fatto quello che ha fatto”

La frase corretta è questa, giusto? Era all’interno di un paragone tra Hitler e Ahmadinejad. Bisogna anche dire che alcuni giornalisti trovarono l’affermazione un po’ revisionista. Intendo dire che dare del democratico a Hitler è fantapolitica. Quando sarebbe stato democratico? All’inizio? Ha preso il potere con forza e terrore non con un movimento democratico, affermarlo è un falso storico.

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Buson scrive:

Se dobbiamo confrontare l’ascesa al potere di Hitler con quella di Mussolini non so chi abbia fatto più uso degli strumenti democratici in quella prima fase. A me verrebbe di dire il primo.

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Luciano Baroni scrive:

Forse non si è accorto che questi 2, Hitler e Ahmadinejad, a prescindere da tutto ciò che avevano fatto in precedenza ( l’Iraniano ) sono stati votati dai cittadini, il primo in modo travolgente, oltre-democratico : il senso è questo, non altro, certamente NON quello che Guzzanti ha voluto dire e dare nella sua risposta.

Sui falsi storici, sempre grande attenzione bisogna mettere, sempre.

GUZZ – LUCIANO BARONI, NON TI AZZARDARE A STABILIRE TU IL SENSO DI QUEL CHE DICO IO. NON SEI IL MIO INTERPRETE.

TU SBAGLI, BERLUSCONI SBAGLIA.

HITLER VINSE LE ELEZIONI CON UN PROGRAMMA DITTATORIALE E RAZZISTA BASATO SUL TESTO DEL SUO “MEIN KAMPF” SCRITTO IN PRIGIONE DOVE SCONTAVA UNA CONDANNA PER AVER PARTECIPATO AD UN FALLITO COLPO DI STATO MILITARE.

PRESE I VOTI, MA NON ERA UN DEMOCRATICO NE’ SI PRESENTO’ COME UN DEMOCRATICO, MA COME UN DISTRUTTORE DELLA DEMOCRAZIA.

NON TENTARE MAI PIU’ DI INTERPRETARMI E DIRE QUALE E’ E QIALE NON E’ IL SENSO DELLE MIE PAROLE.

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Luciano Baroni scrive:

IO non ho interpretato niente : IO ho letto e CONSIDERO che TU hai dato un senso a quanto hai scritto, che IO considero SBAGLIATO.

E ti CONFERMO : Hitler ha ricevuto IL CONSENSO DELLA GERMANIA con voto LIBERO : che nemmeno TU puoi considerare ESTORTO come era uso avvenire in URSS.

Cosa vuoi interpretare : lo riscrivi anche e più chiaro di così.

Non cercare strane cose, Guzz.
– GUZZ – LUCIANO, IL PUNTO NON ERA SE HITLER FOSSE O NON FOSSE STATO ELETTO LEGALMENTE – QUESTO LO SAPPIAMO TUTTI.

MA SE FOSSE O NON FOSSE UN “DEMOCRATICO” QUANDO FU ELETTO LEGALMENTE.
CAPISCI LA DIFFERENZA?

ANCHE PERON FU ELETTO DEMOCRATICAMENTE. ANCHE CHAVEZ. SE MUSSOLINI AVESSE INDETTO ELEZIONI NEL 1938 AVREBBE PRESO IL 95 PER CENTO DEI VOTI.

IL PUNTO NON E’ LA LEGALITA’ DEL PROCESSO ELETTORALE, CHE NESSUNO METTE IN DISCUSSIONE (ANCHE SE INVECE FURONO ELEZIONI COSTELLATE DA BROGLI, OMICIDI, AGGRESSIONI, PESTAGGI), MA IL CARATTERE “DEMOCRATICO” DEL CANDIDATO HITLER.

ALLORA, RILEGGIAMO QUEL CHE DETTO BERLUSOCNI: “… AFFINCHE’ NON ACCADA DI NUOVO QUEL CHE E’ ACADUTO IN GERMANIA DOVE UN SIGNORE, CHE SEMBRAVA UN DEMOCRATICO, FECE POI QUELLO CHE FECE”.

HAI CAPITO?

ALLORA: POTEVA HITLER ESSERE DEFINITO INIZIALMENTE UN DEMOCRATICO?

SOLTANTO UNA BESTIA IGNORANTE PUO’.
ADOLF HITLER SI PRESENTO’ ALLE ELEZIONI CHE VINSE, DOPO ESSERE USCITO DI GALERA DOVE AVEVA SCONTATO LA PENA INFLITTAGLI PER UN FALLITO COLPO DI STATO.

MENTRE SI TROVAVA IN GALERA AVEVA SCRITTO “MEIN KAMPF”, LA MIA BATTAGLIA, IN CUI DICEVA CHE BISOGNA STERMINARE GLI EBREI, APPESTARE LA DITTATURA E FARE UNO STATO SOCIALISTA AD IMITAZIONE DI QUELLO BOLSCEVICO, MA NAZIONALE.

ALLORA: SI PRESENTO’ COME UN “DEMOCRAICO” SI’ O NO?
E NON RIPETERMI CHE VINSE LE ELEZIONI, PLEASE.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
DeanKeaton scrive:

Gentile On. Guzzanti,
mi scusi se mi intrometto, ma dopo aver letto la sua risposta a Baroni sono saltato sulla sedia.

Lei ha scritto
ALLORA, RILEGGIAMO QUEL CHE DETTO BERLUSOCNI: “… AFFINCHE’ NON ACCADA DI NUOVO QUEL CHE E’ ACADUTO IN GERMANIA DOVE UN SIGNORE, CHE SEMBRAVA UN DEMOCRATICO, FECE POI QUELLO CHE FECE”.

HAI CAPITO?

ALLORA: POTEVA HITLER ESSERE DEFINITO INIZIALMENTE UN DEMOCRATICO?

SOLTANTO UNA BESTIA IGNORANTE PUO’.

Chi sarebbe la “bestia ignorante”?
Se non interpreto male, pare che l’epiteto sia indirizzato al premier, e di rimando a Baroni che sostiene la stessa tesi.
Certamente lei mi potrà pure dire che il senso da cogliere è che Berlusconi abbia detto delle bestialità che ignorano alcuni fatti storici.
Io però leggo che lei ha apostrofato il presidente del Consiglio come “bestia ignorante”.
Per quanto può contare, non credo che sia questa la strada da seguire, pur riconoscendole il merito di voler chiarire il rapporto che c’è con Putin e l’immenso lavoro della Commissione che lei presiedette.
Molto più utile sarebbe, sempre a mio modesto avviso, seguire il consiglio di Patton, sebbene non rientri più nelle sue grazie, di dare seguito alla sua denuncia in sede parlamentare, in particolare chiedendo conto delle politiche energetiche italiane e del rapporto che ci lega alla Russia di Putin.
In fin dei conti non è lì anche per questo?

Cordiali saluti

 

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Supergiaf scrive:

Chiedo le dimissioni di Paolo Guzzanti per instabilità mentale.E’ un caso incredibilmente simile a quella della figlia Sabina , uscita di senno nella manifestazione di Piazza Navona (per giudizio unanime di tutti).Allora Guzzanti padre in vece di dare due sonori ceffoni alla figlia per le spregevoli e razziste frasi contro Il Santo Padre e Mara Carfagna (odio anti cattolico nel primo caso, freudiano nel secondo) l’ha difesa a spada tratta.Colpire cosi a freddo il mite rivoluzionario di Arcore, l’unico italiano capace di cambiare il paese per una questione (Putin , Livtinenko) che strafrega all’elettorato di Forza Italia è stata cosa vile.Subito la Stampa collaborzazionista del PD ne ha approfittato non in nome di una supposta verità ma come strumento per colpire l’immensa popolarità di cui gode il Gigante di Arcore.Ma Silvio nella sua immensa generosità saprà perdonare il figlio che sbaglia.Si ricordi Guzzanti che dall’akltra parte ancora idolatrano Togliatti un criminale comunista al quale sono intitolate strade e piazze d’Italia assieme al nome Unione Sovietica.

GiaF
GUZZ -MA CEERTO, CARO. ADESSO, DA BRAVO, PRENDA LE SUE GOCCE E TORNI A LETTO. VEDRA’ CHE LA CRISI PASSA E TUTTO TORNERA’ (QUASI) NORMALE. COSA VUOLE CHE “STRAFREGHI” ALL’ELETTORATO UNA COSA COSI ODIOSA COME LA VERITA’ DEI FATTI?

L’ACCUSA DI INSTABILITA’ MENTALE – DA IERI USATA ANCHE DAL MINISTRO CARFAGNA CHE E’ ANCHE UNA FINE INTELLETTUALE – E’ POI ASSOLUTAMENTE SOVIETICA, TIPICAMENTE COMUNISTA. LEI E’ UN VERO MARXISTA LENINISTA E NON LO SA. TORNI A DORMIRE PERCHE’ LA RAGIONE PER LEI COINCIDE CON IL SONNO.

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ALEXEIN scrive:

Egregio supergaf. lei scambia per instabilità mentale,ciò che amore per la democrazia e libertà, vede è da quasi un anno che frequento questo “blog” è un pizzico della complessa personalità del Guzz, penso di averla intuita, le si chiede perché mai il padre Guzzanti invece di dare due ceffoni alla figlia l’abbia difesa, be se un ministro della repubblica non lo avesse trascinato per i capelli, nella vicenda, non penso che avrebbe preso posizione, vede egr.supergaff il Guzzanti padre non da 2 ceffoni alla figlia neanche quando frequenta personaggi come Travaglio (che come lei) gli hanno dato del venusiano e del mentalmente instabile , e sa perchè i ceffoni non volano a casa Guzz, perchè in essa volano liberamente le parole come libertà e pluralità, libertà di dire ciò che si pensa, assumendosi pienamente la responsabilità di ciò che si è detto, libertà di non pensarla come il padre,come la figlia, come il figlio, come la madre, rimando lo stesso padre, madre, e figli.
Anche io voglio bene a S.Berlusconi e nel mio piccolo ho espresso dei dubbi su alcuni sui intenti, ma per questo non significa che io ho smesso di stimarlo, veda dalle mie parti si dice parlar chiaro è segno di amicizia, io sinceramente mi fido di più di un amico che mi mandi a fanfulo anche a muso duro, perchè so che questo amico nel bisogno mi resterà vicino, quando gli altri amici che mi sorridevano e mi davano pacche sulle spalle si saranno dissolti. Certamente meglio un Guzzanti che 100 leccaculo .
Ieri ho vomitato quando ho trovato qui un personaggio che sul suo blog ospitava fans (del poderoso fronte anti Mitrokhin, che incalza vittorioso,) riporto una parte del commento del blog (se poi vuole caro Guzz. gli dico chi è) bene questo personaggio si congratulava per la incorruttibilità di Paolo azz che faccia da culo,
oggi sono qui a vomitare quando trovo personaggi come lei, che con le sue parole fanno più danni a Berlusconi che uno stormo di corvi alla Travaglio…..
Alessandro

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Enrico T. scrive:

Che gioia rileggerti Alessandro!!
Ti quoto in tutto e per tutto, pure io (e l’ho già affermato in un mio altro post) continuo a fidarmi e considerare Berlusconi il leader del nostro movimento. Ma essere proni acriticamente agli ordini del capo deve essere una cosa offensiva per chi si autodefinisce Popolo delle Libertà!

(Alessandro, spero tu abbia letto i nostri post in cui ti chiediamo di restare e che questo tuo colpo sia di risposta)

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ALEXEIN scrive:

Caro Enrico la ringrazio per le belle parole, le ho apprezzate molto mi creda, voglio essere sincero non sono rimasto per le parole rilasciatemi da lei o dal nostro Guzz. oggi avevo deciso di premere il pulsante del’auto-esclusione ma quando ho letto ;” Ma Silvio nella sua immensa generosità saprà perdonare il figlio che sbaglia”.
Altro che vomito… allora non mi è sembrato corretto lasciare la nave proprio adesso, quando è circondata da falsi nuovi amici che nei loro blog ospitano gli anti Mitrokhin e da falsi nemici, che non tollerano che nessuno contrasti il capo anche quando sbaglia ( forse loro sognano Silvio che li frusta e godono mah).Allora che significato ha chiamarsi Popolo delle libertà, quando qualcuno sogna il pensiero unico? E’ un ipocrisia come il comunismo, parafrasando il libro di George Orwell tutti gli uomini sono uguali ma alcuni uomini sono più uguale degli altri……. ecco cosa era il comunismo un enorme ipocrisia tutti uguali ma……… Bene che il PDL sia veramente la casa della libertà,
Non voglio un partito che venga identificato composto da personaggi del tipo supergiaf.
Vorrei ricordare che componenti del partito Repubblicano hanno votato contro la legge di Bush per il salvataggio delle banche, e nessuno in America si è sognato di chiederne le dimissioni….
Dopo la crisi del 29 l’Europa ha avuto Hitler gli Usa Roosevelt, che differenza ….
Alessandro

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DanCork scrive:

Buon giorno Senatore, leggo il blog da parecchio anche se non ho mai scritto qui prima. La Carfagna e’ veramente OT qui anche se da qualche tempo , mi permetta di dirglielo, mi sembra di leggere gli articoli di “papa’” Paolo piu’ che del Sen Guzzanti. Benissimo il diritto di critica verso chiunque, bene il diritto di satira verso tutti anche leaders religiosi. Ma l’insulto e’ altra cosa… Se io dicessi che lei dopo l’uscita di ieri verra’ inchiappettato da due Berlusconi attivissimi invasati di viagra lei mi risponderebbe (a ragione) che sono un deficiente e che gli insulti non abitano qui… con Sua figlia ( o se vuole con l’attrice Sabina Guzzanti) lei non riesce a separare il ruolo del padre da quello del politico(mia personalissima opinione). Questo le fa’ onore come padre un po’ meno come politico… con rinnovata stima ( e la voglia di aprire una discussione costruttiva) la saluto

Daniele
GUZZ che palle con questa storia di mia figlia. PER ME LEI PUò DIRE QUEL CHE VUOLE SUI BERLUSCONI INVIAGRATI E INCHIAPPETTANTI, NON MI FAREBBE UN BAFFO. GRAZIE, NON HO VERAMENTE BISOGNO DI TANTA SAGGEZZA.

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Arya scrive:

Non mi interessa che certe espressioni danneggino Berlusconi: il problema è che in FI spesso si ragiona secondo le direttive di un uomo che assomiglia sempre di più al santone di una setta religiosa; lo dico da elettrice di centro-destra. Rilegga le sue parole Supergiaf: “Ma Silvio nella sua immensa generosità saprà perdonare il figlio che sbaglia.”: sembra un passo del Vangelo!
Condivido in tutto e per tutto il contenuto della lettera dell’On. Guzzanti e sono orgogliosa che nel Parlamento ci sia qualcuno davvero degno di rappresentare il nostro Paese.
Ciò che mi rammarica oggi è leggere la risposta della Redazione: veramente mediocre. Ho la sensazione ormai che da un po’ di tempo Il Giornale stia perdendo colpi, oltre alle grandi firme.

Mi sento così solidale con Lei, caro Guzzanti, che vorrei proprio abbracciarla!

Un abbraccio virtuale

ps il popolo “se ne strafrega” perchè ignora.

GUZZ – IO, PER NON SBAGLIARE, L’ABBRACCIO ME LO PRENDO.

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Dot scrive:

L’ammetto, non ho vomitato ma stavolta ci sono andato vicino. Sono nauseato, schifato da quel “colonnino” apparso a fianco della lettera di Paolo Guzzanti indirizzata a Berlusconi e pubblicata sul Giornale, firmata con il logo del Giornale.

Mai mi sarei immaginato di leggere una caduta di stile di queste dimensioni con quei volgari richiami ai perdio di delle bandiere rosse, al dovere delle dimissioni e a quelle barbare, troglodite, cavernicole ultime righe sulla manca acca nella o.

La redazione del Giornale di sicuro non ha capito una cosa: uno dei suoi lettori; ma ho il terrore che non abbia capito molto ma molto di più.

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holden scrive:

E’ solo sul cartaceo?

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Dot scrive:

Ho scritto il messaggi precedente in fretta e deve essere stata la nausea:

“firmato” e non “firmata”.

“e quelle barbare …” non “e a quelle barbare …”

“periodo” e non “perdio”

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andrea barsotti scrive:

Per certi versi sorprendente (in senso positivo) articolo. Onorevole! Rivoluzionari! Vedremo ora la capacità di reazione del vostro PDL. Il pericolo è che tutto passi nel silenzio come un urlo strozzato. Io nel mio piccolo sarò qui a ricordarvi questi giorni.

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Enrico T. scrive:

Ho tirato un sospiro di sollievo leggendo che non è Sua intenzione mollare e lasciare il partito. Il centro destra è la Sua e la nostra casa e dobbiamo far quel che possiamo per farla diventare una casa decente e ben retta.

Preciso alcune cose:
Ben retta significa anche retta da Berlusconi, unico leader all’interno del PDL che ora come ora è in grado di catalizzare voti e consensi per governare. Ben retta significa che quel “ben” è un nostro diritto averlo, fondiamo un partito su dei valori e quei valori dobbiamo rispettare ed è quindi nostro dovere far presente a chi ci regge il nostro malessere quando questi valori vengono calpestati.
A chi più sopra continua a non capire ripetiamo che l’Onorevole NON ha intenzione di lasciare il PDL; che il vomito era vomito vero; che in questa lettera non ha ritrattato un bel niente e se si rilegge il post di ieri si vede chiaro come il sole; che non è questione di ravvedersi su Berlusconi ma di aprire bocca quando questi tra le tante cose positive che fa spara enormità inamissibili come quelle sulla Georgia.

Non prendiamoci in giro.

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Mefisto scrive:

Se la coscienza risiede fra piloro e diaframma, un’utilissima cartina al tornasole è la giacca.
Quando inizia a diventare sgualcita per tutte le mani che affannosamente la tirano da SINISTRA, vuol dire che si è nel torto…
C’è modo e modo per criticare la linea politica del partito di appartenenza, lei ha scelto la sparata teatrale, non si lamenti poi se le sue parole vengono strumentalizate.

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star joe scrive:

Caro Paolo,
continuo nella forma confidenziale ma giuro che dal prossimo post tornerò alla forma più consona al Tuo ruolo, mai e poi mai avrei fatto riferimento a Te come “sceccu”.
Chiarisco immediatamente.
“Attacca u sceccu unni voli u padruni” era riferito alla mia presa d’atto della Tua stringata risposta, scusami ma non sapevo che eri a lavoro per noi.
Comunque hai ampiamente risposto con questa Tua magnifica lettera aperta ad una buona metà della mia domanda, rimane, e su quella Ti tampinerò, irrisolta l’altra metà di risposta che mi, anzi ci, devi fornire: la nascita del movimento Riv. Ita., affichè, e lo ribbadisco, la Tua non rimanga l’unica voce all’interno del PdL.
Lavoraci Paolo, perchè per alcuni di noi è una cosa veramente importante, vedi Fulvia che ha già messo l’elmetto, Simona alla cultura informativa, Enrix all’intelligent, ed Io…. alla diffusione di tarli.
Mi scuso ancora per l’eventuale equivoco e Ti, anzi, La saluto cordialmente con un:
“Let’s go Guzzanti, let’s go”.
Giuseppe STELLA Catania
GUZZ – IT’S A DEAL, STAR JO, A DEAL. THANKS.

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PPB scrive:

Caro Guzzanti, condivido tutto ciò che lei ha scritto e apprezzo molto il fatto che Lei non lascerà il PDL.

Resta il fatto che un problema di pluralismo è presente e, il suo “alzare la voce”, per una causa giusta come la denuncia di certe dichiarazioni di Berlusconi, risulta, in molti casi, solitario all’interno del PDL.

Il “capo” non è esente da critica, soprattutto quando fa delle affermazioni così forti e così “fantasiose”: sono rimasto molto stupito da ciò che Berlusconi ha dichiarato in quanto non ne capisco, onestamente, la necessità.

La necessità, invece, di applaudire le sue critiche persiste in me, perchè finalmente una voce del suo calibro si è alzata e ha dato una scossa alla dormiente intellettualità dei parlamentari e degli elettori del PDL.

Molti amici che votano il PDL dormono, quasi assuefatti da Berlusconi stesso e, questi silenzi perduranti successivi a dichiarazioni così forti, totalmente fuori da ogni logica (le puoi anche pensare, ma sei capo di un Governo e non puoi fare certe dichiarazioni con certi paragoni!) lo dimostrano.

A me, tutto questo, non va bene, perchè credo che la coscienza critica debba essere disgiunta da logiche di potere e, pertanto, per una volta bisognerebbe dire, a voce alta “Berlusconi hai detto una cazzata enorme!”.

Continui così Guzzanti e svegli le coscienze PDL dal torpore del servilismo!

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fabrizio.c scrive:

Are you fired?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297102

GUZZ – I DON’T KNOW. MAY BE. THAT’S FREEDOM, BABY.

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fabrizio.c scrive:

Rileggo l’articolo, che mancanza di rispetto puntualizzare l’errore di battitura “o”->”ho”. Questo è un esempio di character assassination secondo me. (H)O sbaglio? Il segnale è chiaro.

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maccarti scrive:

In questi giorni mi limito a leggere, e a riflettere, dal momento che “l’incidente” mi ha turbato. Motivo:
stimo moltissimo Guzzanti, e non ritengo Berlusconi un idiota (come i suoi nemici – non Guzzanti, sia chiaro! – vorrebbero farci credere).

E pertanto, propongo una pausa (diciamo mezza mattinata?) di riflessione sul tema attraverso la seguente lettura:

da IL GIORNALE di oggi 10 ottobre

Caro Paolo,
ieri abbiamo dato notizia delle tue infelici uscite su «vomito», Putin e Berlusconi. Ci hai chiamato per chiedere di precisare e di spiegare. Ti abbiamo detto che ci sarebbe stato spazio, come sempre. Di questo Giornale sei stato vicedirettore e sei editorialista, è giusto che i lettori conoscano direttamente dalla fonte le ragioni del contendere, con quello spirito di «casa di vetro» che qui, da sempre, è la regola.

Nel pomeriggio ci hai mandato non un articolo ma una lettera aperta a Berlusconi, in cui più che spiegare e precisare torni a usare toni forti, paragonando i parlamentari a «scimmie ammaestrate» e definendo il Pdl «anomalia democratica». Per te questo è un chiarimento? Mah: se questo è il tuo modo di chiarire, adesso capisco perché molte cose che hai trattato nel recente passato sono rimaste assai oscure. Inoltre, con un atto di grave scorrettezza, hai mandato il testo, oltre che a noi, anche alle agenzie di stampa, senza nemmeno avere la sensibilità di avvertirci. Nonostante questo, e pur dovendoti ricordare la differenza che passa tra una casella postale e un giornale, come vedi, pubblichiamo la tua lettera.

Lo facciamo in nome di quella libertà che ai lettori (e agli editori) del Giornale è sempre stata cara più di ogni altra cosa. Tanto da difenderla rischiando in prima persona in quegli anni in cui tu stavi con coloro per cui la libertà era bandiera rossa. Basterebbe quest’atto a smentire buona parte delle tue accuse. Le altre si fondano, a quanto risulta, su una tua incomprensione di base. Secondo le testimonianze di molti parlamentari presenti, il presidente Berlusconi, nel suo discorso, non «sposava» affatto le tesi di Putin: semplicemente le illustrava. Le riferiva. Da grande cronista, quale sei stato, avresti dovuto accorgertene. Invece, chissà, forse eri troppo impegnato a essere (casualmente, s’intende) «patriota»… I nostri lettori giudicheranno.

Noi dovevamo loro questo colonnino di spiegazioni perché risulterà piuttosto strano il tuo tono nei confronti del premier. E, se permetti, risulta un po’ strano anche a noi. Tanto che mi chiedo che senso abbia che tu continui a stare in un partito di cui pensi il peggio, insieme a parlamentari che giudichi «pecore» e «scimmie», guidati da un leader che non ti va a genio. Abbi coraggio, trai le conseguenze e dimettiti. Per quanto ci riguarda, qui al Giornale troverai la libertà che hai sempre avuto, anche di esprimere le tue idee sulla Russia, come hai fatto più volte nelle settimane scorse. Ma nessuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori. Ti consiglio solo, nel caso decidessi di lasciarci, di trovare una redazione dove i tuoi articoli siano letti e corretti con la stessa passione che ci abbiamo sempre messo qui.

Ieri, per esempio, alla quattordicesima riga della seconda cartella hai scritto: «te li ho sentiti illustrare». Ma quell’«ho» era senz’acca.
G

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jovenal jovee scrive:

se questo articolo che posti è quello che deve dire quanto tempo serve, serve un istante, cioè quanto serve per leggere da “alla quattrodicesima riga” ad “acca”. Chiunque scriva una cosa sulla scrittura altrui, se il brano che sta scrivendo non è intitolato all’epistemologia, quindi salvo tutto quello che può accadere soltanto in un corso di italiano e basta, si autoimputa il proprio valore. Quindi direi di non usare questo articolo per fare la riflessione, se la riflessione deve servire davvero. Non lo usare, usa questo post che hai messo per commentarlo soltanto con cose brevi tipo Fa cagare,Questo articolo è merda pura, Quando si chiedeva in italiano cosa vuol dire quello che hai scritto sui leccaculo? voleva dire questo, questa Merda scritta in questo articolo, Pezzenti, Camerieri, Capofila da oratorio, Caporali da brigata sbrigapratiche, Guappi, Sottostipiti di cartone molle, Giornalisti di partito puri, anzi Puri giornalisti di partito.
Ecco, cose veloci così, altro che mezza mattinata. Roba da pazzi!

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maccarti scrive:

Rifletto quanto e come mi pare. Posto quello che il Direttore mi permette di postare.
I Suoi consigli, non richiesti, se li tenga per sé.

E non si permetta piú di darmi del tu, né di darmi del pazzo.
Ove insistesse nella seconda ipotesi, non avrei difficoltà alcuna a querelarLa.

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jovenal jovee scrive:

Chiederanno al direttore di chiudere il blog. A differenza delle testate di carta, si può fare senza contrattazione, sindacati, casse varie. Ci dev’essere una definizione per una cosa che si spiega così: leggere una citazione e rispondere a quella, dimenticarsi di chi l’ha depositata, occuparsi solo di quel che c’è scritto. Se serve di ricordare che tu/Lei qualcosa/qualsiasi, va bene, a me non interessava affatto, mi scuso.
Rispondo solo perché in situazioni come quella che si sviluppa da ieri la confusione fa il gioco degli impostori.
Boa noite.

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Edoardo M.Rizzoli scrive:

Onorevole Guzzanti,
letto il suo, tuo, articolo su Il Giornale di oggi. Splendido. Letto il colonnino di “un certo” “G” (ma che rispetto per i lettori): fa schifo. Nauseante, vergognoso. Da oggi termino il mio acquisto di queso quotidiano.
Farai come Pansa?

GUZZ – NON LO SO. SONO TURBATO. “G” E’ OVVIAMENTE IL DIRETTORE. IO NON INTENDO DIMETTERMI DA NULLA. VEDREMO. GRAZIE.

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jovenal jovee scrive:

Bom dia. Io sono leggermente, profondamente preoccupato. Parecchio. La cosa non mi dà ansia ancora, mi vengono in mente le famose relazioni ypsilon, dette relazioni lunghe, cioè quelle che quando partono si sa dove colpiranno. Si usano per i calcoli balistici di lunga portata, io di solito e ora ne provo una nello stomaco.
Se posso permettermi, conoscevo anna e l’ultima volta che ho sentito cosa diceva era per la strage dei bambini nella scuola, e per le teste di cuoio. Io sapevo di togliatti, di ingrao, di moro, della libia, di israele e di tutto quello che passa per questo ponte, o spina, che è l’italia. Solo che è leggermente diversa, oggi [cioè, valendo questo discorso non in comparazione storica con altre epoche: ma per oggi, solo per come il presente di ora prepara il futuro prossimo, balisticamente], questa deviazione del liquido inquinato delle aree di Putin dentro il nostro mediterraneo, via italia, forza italia e non si chi altro. È peggio perché è come un missile, qcosa di diverso dalla politica, esce di sede solo per colpire forte.

Il discorso può sembrare complicato, per come lo scrivo io. Quello che dice Guzzanti è chiaro, fin troppo: quando si parla con chiarezza, rivolgendosi a qualcuno che non risponde e non ho chiesto nemmeno chiarimenti, io direi che è meglio uscire un momento prima, un istante impercettibile, e tornare col coltello infilato dietro la cintola. Oppure non parlare chiaro, ma io considero una persona coraggiosa chi ancora lo fa.
Ad Alexein dico che, visto che questo è un blog e che si è scritto qui quello che si doveva dire [si è scritto qui prima ancora che scrivere sul giornale, quindi è qui che si è scritto], e considerato che nessuno qui risponde, e molti che potrebbero dire e rispondere in qualsiasi modo stanno dietro al vetro a leggere in silenzio, da soli o in gruppo; io direi ad Alexein che, quindi, chi qui è di casa, per qualsiasi motivo, avrebbe il dovere di restare. Buona giornata a tutti.

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diegom scrive:

Solo complimenti. Anche a Monica, per aver riportato il discorso sulla Russia…
La lettera aperta meriterebbe di essere sottoscritta da un buon numero di parlamentari del Pdl, e quantomeno apprezzata dagli altri.

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Olandese.Volante scrive:

Articolo sincero,forte e chiaro di un uomo vero.
Bravo Paolo.

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Francesco Restivo scrive:

Onorevole Guzzanti,
ho letto la Sua lettera aperta, e devo dire che, se il buon giorno si vede dal mattino, le prime reazioni non sembrano incoraggianti.
Vedo che i Suoi “colleghi” de Il Giornale, non avendo ancora capito che aria tira dalle parti di Berlusconi (o avendolo forse capito benissimo) hanno messo le mani avanti e si schierano chiaramente su posizioni che, fin dal titolo (”non si fa cosi’”) lasciano ben pochi dubbi all’eventuale lettore.
E lo fanno anche con quel tanto di fastidiosa pedanteria (quando Le fanno notare addirittura “l’ ho senza acca”), tipica di chi, a corto di argomenti o restio a entrare nel merito, si attacca alle imprecisioni ortografiche o sintattiche del suo interlocutore.
E tanti saluti a chi, anche tra gli elettori non acritici di destra, si augurava che questa Sua presa di posizione potesse dare il “la” ad una rivisitazione del modo di fare politica e di partecipare in seno al Partito delle Libertà (ma quali, a questo punto?).
Sono rimasto stupito ieri nel leggere i tanti commenti di persone apertamente di destra che riconoscevano l’esistenza di un deficit democratico all’interno del PDL, riconoscimento che Lei stesso aveva fatto su questo stesso blog, nero su bianco, tempo addietro.
Ma sembra che da quell’orecchio non siano in molti a sentirci, se anche la Redazione del giornale sul quale Lei scrive parte col tormentone “non ti piace la minestra? Allora salta dalla finestra!”.
Io mi auguro, per Lei, per il Suo partito (che non amo ma che é quello cui é stato affidato il governo del paese), per quegli elettori di destra che credono in un altro modo di fare politica, che quello della “Redazione” sia solo un caso di eccesso di zelo. Perché se invece trattasi di risposta per interposta persona, “mala tempora currunt”.

Con grande rispetto

Francesco Restivo

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Il dodicesimo scrive:

L’indipendenza di pensiero è sorella della coerenza personale: fatto bene a dimostrare il suo giusto disaccordo.

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aleswan scrive:

WHY PAOLO WHY????
mi creda onorevole io la capisco perfettamente ma non era meglio lavarli in casa i panni sporchi?? Basta andare a vedere nei siti di sinistra per sentire palpabile l’esaltazione dei kompagni di fronte a questa sua presa di posizione. Io ammiro tantissimo il suo lavoro, il suo sacrificio per la commissione Mitrokhin e di Putin penso tutto il peggio possibile ma non si rende conto che così facendo lei presta il fianco a coloro che hanno amoreggiato con Mosca fino a ieri (e che oggi fanno i democratici per pura speculazione politica)? Non possiamo indebolire il presidente Berlusconi in un momento così delicato. Forza onorevole. Lei è il migliore.

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aleswan scrive:

E a tutto aggiungo un’ultima cosa. NON SE NE VADA DAL GIORNALE. Abbiamo bisogno di gente come lei. NON se ne vada nemmeno dal partito. Parli con Berlusconi, chiaritevi. Siete persone ragionevoli, sono sicuro che ce la farete. Nonostante il rammarico per il boomerang che ha tirato io la ammiro e continuerò a farlo

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sigal harari scrive:

A Paolo Guzzanti

La menzogna viene da destra,
La menzogna vien da sinistra,
Dilaga per strade
Della città di Roma.
Lo so che sei accerchiato da
Sciaccalli e da iene
Ma non disperare!
Un angelo immenso ti guarda,
Amore mio solenne,
E con bocca piena d’amore
Cerca la tua fronte altera
Per depositarvi un bacio,
Per spegnere il disgusto
Che ti scuote le reni e il petto.
Lo so che sei accerchiato da
Da pipistrelli ciechi,
Da unghie ed artigli.
Ma non disperare!
D-o che ti sta osservando
Raccoglie sotto il mantello
Le spirali di schiuma rabbiosa
Regalandoti in cambio
Rumori di luce e aurore
Un giorno, ne sono sicura,
Verità e giustizia
Remeranno serene
In un mondo migliore.
GUER – GRAZIE, AMATA SIGAL, E PERDONAMI SE TI RISPONDO CON POCHE PAROLE. TI ABBRACCIO DI CUORE.

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Italiano metafisico scrive:

concordo con la sua indignazione.
oltre a questo Berlusconi che purtroppo asseconda Putin, fa pena costatare come un padre di famiglia, anzichè dare l’esempio, difende la propria figlia che calunnia e da della p… a una ministra senza uno straccio di una prova. e toglie pure il saluto alla ministra calunniata!
Che persona deludente… fa tanto il maestrino ma non riesce nemmeno a ben- educare sua figlia che non sa fare altro che spargere maldicenze e nichilismo ( con la Fallaci aveva raggiunto l’apice dell’abbiettezza)

SI VERGOGNI

GUZZ – mi vergognero’ senz’altro. ma considerato che mia figlia ha 45 anni e io quasi settanta, mi vUole indicare gentilmente a quale età ognuno e’ solo responsabile di se stesso? sa, glie lo chiedo perché in questa storia e’ la Carfagna che mi ha tirato dentro e non mia figlia. attendo una lezione di saper vivere. grazie-

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ALEXEIN scrive:

GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2008

La Bonino: la vergogna è la sentenza sulla strage.
«Sento molti pronti a spargere a profusione parole come “legalità” e “valori costituzionali”, pochi disposti a considerare in concreto lo spirito e la lettera della Costituzione che finalizza la pena al reinserimento nella società del condannato, a partire dal caso esemplare dì Francesca Mambro». Lo ha affermato Emma Bonino, vicepresidente del Senato, a proposito delle dichiarazioni di condanna da parte di esponenti politici alla concessione della libertà condizionale a Francesca Mambro. «La sentenza del Tribunale di Roma lo ha fatto, nel rispetto delle leggi in vigore nel nostro Paese oltre che della Costituzione. Ma i giustizialisti, quelli che “le sentenze vanno sempre rispettate”, in realtà rispettano solo quelle che condannano, arrestano e detengono – ha aggiunto la Bonino – come quella per la strage di Bologna per la quale la vergogna, lo dico anche al sindaco Cofferati, non sta nella “liberazione” di una “colpevole”, ma in una sentenza di condanna che è stata la pietra tombale sulla verità dei fatti per i quali i veri colpevoli sono ancora in circolazione. Segnalo infine – ha concluso la vicepresidente di Palazzo Madama – che, secondo le norme penali e penitenziarie vigenti, Francesca Mambro ha scontato quasi trent’anni in condizione di privazione della libertà, tra carcere speciale, lavoro esterno al carcere e detenzione domiciliare. Sono rari, se non inesistenti, i casi di condannati per terrorismo che abbiano espiato tanti anni di detenzione quanti ne ha espiati la Mambro, anche per fatti di cui si è assunta la responsabilità morale pur non avendoli materialmente commessi

Una frase del’ articolo che mi ha colpito; “una sentenza di condanna che è stata la pietra tombale sulla verità dei fatti per i quali i veri colpevoli sono ancora in circolazione.”
E’ strano questo paese, quando si cerca di far luce su casi inquietanti come la commissione Mitrokhin voleva appurare, si svegliano puntualmente gli “straccia vesti di professione”.
Alessandro

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Alex66 scrive:

Commentavo altrove la reazione della redazione de “Il Giornale” alla Sua lettera aperta al Presidente del Consiglio, e il passaggio più saliente mi pare questo:

Citazione:
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Secondo le testimonianze di molti parlamentari presenti, il presidente Berlusconi, nel suo discorso, non «sposava» affatto le tesi di Putin: semplicemente le illustrava. Le riferiva. Da grande cronista, quale sei stato, avresti dovuto accorgertene.
——————————————————————————————————————————

.. ora, ci sarebbe da rispondere al Dr. Giordano, se non sia da ritenersi ridicolo anche solo immaginare, se non affermare, che in una riunione del suo gruppo il Presidente del Consiglio semplicemente “illustrava” le posizioni di Putin (!!!) .. senza prendere posizione ?! Senza commentare ? Su un fatto di politica estera così grave ? E il suo “uditorio” che faceva? Adorava o rifletteva anche? Nessuna domanda? Nessuna reazione ? Davvero dovremmo berci questa ennesima balla? Cosa sarebbe in un contesto simile Berlusconi, un Capo di Stato o un velinaro del TG4 ? Si può fare un’affermazione del genere e poi lasciar cadere l’argomento come se la sostanza non fosse rilevante? Ecco un motivo di più se mai ci fosse bisogno, come qualcuno correttamente ha suggerito, per trovare il modo di trascinare Berlusconi in Parlamento a riferire davanti al Paese quale sia la sua posizione ufficiale in proposito, senza se, senza ma, senza copertura da parte dei suoi fedelissimi cuccioli e protetti vari, ormai capaci di improbabili difese d’ufficio che nemmeno egli stesso sarebbe capace di ideare, e senza possibilità di ricorrere all’ennesimo, risibile, e per noi offensivo “sono stato frainteso” ..
_________________

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Dario Lampa scrive:

Caro Guzzanti,
con la speranza che le mie parole non siano fraintese ma con la certezza che qualsiasi malinteso potrà essere successivamente chiarito, le dico che da lei, sinceramente, mi aspettavo di più. Una lettera aperta a Berlusconi: e che spera di ottenere?
Che lui la legga? Improbabile. Magari qualcuno gli racconterà per sommi capi che lei si è lamentato a proposito di Putin, e a ciò immagino seguirà una bella alzata di spalle: “Guzzanti che mi critica su Putin, sai che novità, visto e rivisto, che c’è per pranzo?”
Che lui le risponda? Ancora più improbabile.
Che si apra un dibattito nel centrodestra tipo: “Ma ci stanno trattando veramente da scimmie-ammaestrate-schiaccia-pulsanti-verdi-vota-fiducie-in-Parlamento?” Oppure che qualcuno si chieda se sia effettivamente possibile pensarla diversamente dal capo? Magari sì, ma le conclusioni saranno che chi la pensa diversamente è pregato di accomodarsi e fine del discorso (mi pare strano accorgersi adesso di quello che è evidente dal 1994: Forza Italia è il partito di Berlusconi. Punto).
Insomma, la prima mossa non mi è piaciuta. Secondo me è stata una pedina persa inutilmente. Aspetto che muova la regina o almeno il cavallo, non mi deluda.

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andrea barsotti scrive:

La risposta del Direttore del Giornale meriterebbe un’attento studio, non credete?
Io mi soffermerei per ora:” Ma nessuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale…”
Ma che vuol dire? Dove inizia,dive finisce la linea di demarcazione editoriale? Significa che un giornalista quando esprime idde opposte al Presidente del Consiglio non è gradito e deve alzare i tacchi? Compito del Direttore è quello di spiegare ai suoi giornalisti fino a che punto è lecita la critica?
Rivoluzionari PDL mi attendo copiosi commenti. Fatemi capire, capiamo.

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Lucia scrive:

Guzzanti,
ha pensato che certi diverbi si possono risolvere tra di voi senza coinvolgere l’opinione pubblica e offrire il fianco ai nemici del governo?
Certo il suo spirito giornalistico prevale, ma bisogna considerare ciò che si dice e come lo si dice prima di portare la guerra in casa propria.
Con stima.

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Alex66 scrive:

ehh .. facile così, vero ? Massì .. risolviamola con il solito politichese: “aummaumma” .. non “porgiamo il fianco” all’avversario .. magari un bell’accordino sottobanco come quello con Bossi, no ? In fondo la Politica, la nostra Vita, è una merce come le altre .. tutto deve essere trattabile, anche i principi .. i “casini” (per usare un’espressione composta) ce li abbiamo, e anche grossi ma, come giustamente rileva il Senatore Guzzanti: “non disturbiamo il manovratore” .. in fondo per noi “itagliani” (e i risultati si vedono, eccome..) ciò che conta davvero sono paillettes e lustrini, sorrisi smaglianti in video, maquillage mediatico di qualsiasi problema, 2 o 3 schiaffi a magistrati e giornalisti et voilà .. siamo tutti più felici e con la pancia piena .. E le schifezze della nostra classe politica (a cui, se per caso fosse sfuggito, appartiene a pieno titolo anche il Premier) ? Sotto il tappeto .. bisbigliamo in camera caritatis: in fondo la vera Democrazia è un concetto astratto che al “popolino” non deve riguardare .. ça va sans dire ..

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simona scrive:

A me sembra giusto copincollare per intero l’articolo di G. su Il Giornale, quello dove G. si lamenta del fatto che non è una spiegazione spiegare che la reazione fisica di disgusto (vomito) è scaturita quando Palo ha udito con le sue orecchie Berlusconi avallare la finalità di Putin di destituire Saakashivili perché è un Saddam.
Cosa che in effetti Putin ha ripetuto più volte e che era (è) l’obiettivo finale dell’invasione della Georgia.
R. si lamenta, vuole spiegazioni, e cosa ci spiega lui?
Dice che testimoni (senza fare nemmeno un nome) “auricolari” presenti al consesso hanno sentito, sì, che Berlusconi citava Putin, ma solo per la cronaca, così, tanto perché si sapesse che è uno squilibrato che dà del Saddam a Saakashivili e ci si potesse tutti fare una bella risata sopra.
E noi dovremmo crederci?

“Caro Paolo”? Figuriamoci cosa avrebbe scritto R. se Paolo non gli fosse stato caro….

Vomitevole, appunto.

P.S. ma non ci sono trascrizioni o filmati dell’intervento di Berlusconi? Nessuno che abbia il coraggio di confermare o smentire mettendoci la faccia (fonti dicono che, persone presenti ci confermano che…) quello che dice Paolo? Tutti così vili?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297102

Caro Paolo, spazio alle tue idee ma non si fa così

Caro Paolo,
ieri abbiamo dato notizia delle tue infelici uscite su «vomito», Putin e Berlusconi. Ci hai chiamato per chiedere di precisare e di spiegare. Ti abbiamo detto che ci sarebbe stato spazio, come sempre. Di questo Giornale sei stato vicedirettore e sei editorialista, è giusto che i lettori conoscano direttamente dalla fonte le ragioni del contendere, con quello spirito di «casa di vetro» che qui, da sempre, è la regola.
Nel pomeriggio ci hai mandato non un articolo ma una lettera aperta a Berlusconi, in cui più che spiegare e precisare torni a usare toni forti, paragonando i parlamentari a «scimmie ammaestrate» e definendo il Pdl «anomalia democratica». Per te questo è un chiarimento? Mah: se questo è il tuo modo di chiarire, adesso capisco perché molte cose che hai trattato nel recente passato sono rimaste assai oscure. Inoltre, con un atto di grave scorrettezza, hai mandato il testo, oltre che a noi, anche alle agenzie di stampa, senza nemmeno avere la sensibilità di avvertirci. Nonostante questo, e pur dovendoti ricordare la differenza che passa tra una casella postale e un giornale, come vedi, pubblichiamo la tua lettera.
Lo facciamo in nome di quella libertà che ai lettori (e agli editori) del Giornale è sempre stata cara più di ogni altra cosa. Tanto da difenderla rischiando in prima persona in quegli anni in cui tu stavi con coloro per cui la libertà era bandiera rossa. Basterebbe quest’atto a smentire buona parte delle tue accuse. Le altre si fondano, a quanto risulta, su una tua incomprensione di base. Secondo le testimonianze di molti parlamentari presenti, il presidente Berlusconi, nel suo discorso, non «sposava» affatto le tesi di Putin: semplicemente le illustrava. Le riferiva. Da grande cronista, quale sei stato, avresti dovuto accorgertene. Invece, chissà, forse eri troppo impegnato a essere (casualmente, s’intende) «patriota»… I nostri lettori giudicheranno.
Noi dovevamo loro questo colonnino di spiegazioni perché risulterà piuttosto strano il tuo tono nei confronti del premier. E, se permetti, risulta un po’ strano anche a noi. Tanto che mi chiedo che senso abbia che tu continui a stare in un partito di cui pensi il peggio, insieme a parlamentari che giudichi «pecore» e «scimmie», guidati da un leader che non ti va a genio. Abbi coraggio, trai le conseguenze e dimettiti. Per quanto ci riguarda, qui al Giornale troverai la libertà che hai sempre avuto, anche di esprimere le tue idee sulla Russia, come hai fatto più volte nelle settimane scorse. Ma nessuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori. Ti consiglio solo, nel caso decidessi di lasciarci, di trovare una redazione dove i tuoi articoli siano letti e corretti con la stessa passione che ci abbiamo sempre messo qui.
Ieri, per esempio, alla quattordicesima riga della seconda cartella hai scritto: «te li ho sentiti illustrare». Ma quell’«ho» era senz’acca.
G

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Scirocco scrive:

Impressionante, il servizievole disprezzo di Giordano.
Par di sentirlo, il sibilo dell’Alleato Italiano:
“Ha scelto la guerra per salvarsi l’onore, avrà sia il disonore che la guerra”.

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eliset59 scrive:

” Ma nessuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale …”

Questa frase mi idigna ; ciò a dire che non può esserci differenza di vedute, creazione di dibattito, discussione, nulla, una sola e sola idea ?

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holden scrive:

Si, veramente squallida questa frase, veramente squallida.

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simona scrive:

Eli, tu sai che io cerco di solito di essere moderata nei termini, ma è proprio il caso di dirlo:
questo articolo del direttore de Il Giornale è vomitevole, volgare, ipocrita, e sembra scritto da un pezzo mi merda lucidato per farlo sembrare cioccolata amara.

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Dario Lampa scrive:

Buongiorno eliset59.
Dormito bene? :)

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eliset59 scrive:

Dormito bene ?
Si, grazie

Perchè sono certa che le pedine verranno mosse, non bene, meglio !
Perchè questa lettera è il naturale seguito dell’articolo ” forza italia che vorrei ” che ebbe un enorme seguito.
Perchè sono certa che l’articolino firmato G in risposta a Guzzanti in realtà sia stato scritto sotto dettatura di ( Berlisconi) a G ( Giordano ) , il che non mi piace per nulla e perciò ben venga il coraggio di dire la verità senza ipocrisie di Guzzanti.

Eli
GUZZ – MIA ELI, GRANDE ELI. ELI DALLA PRIMA ORA.

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Luciano Baroni scrive:

Beh……

Maddai….

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pall068 scrive:

Onorevole Guzzanti,

ho letto il suo articolo di oggi …seguito di quello di ieri…
Eccellente!!!

********GRAZIE DI ESISTERE*********

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Manuele Bani scrive:

Caro Onorevole,
purtroppo in questi giorni non posso seguire il suo blog come meriterebbe.
Le scrivo solo per manifestarle la mia solidarietà ed il mio ringraziamento.
Il modo in cui la stanno lasciando solo dentro il partito è veramente vomitevole.
Io come elettore di Berlusconi sono angosciato che proprio lui ci porti nelle braccia del Russia, ovvero riesca, proprio lui, con pure il mio voto, a fare quello che il partito comunista non è riuscito a fare in 50 anni.
Abbiamo bisogno che lei faccia capire a Berlusconi che sta facendo un errore clamoroso.
Quindi non provi neanche a pensare di dimettersi, tenga duro c’è bisogno di lei più che mai.
Saluti

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il sinistro scrive:

Ma cosa si aspettava Guzzanti?
Che la stessero a sentire?Che si aprisse una discussione sulla “libertà” nel PDL?E’ davvero così ingenuo?
Il PDL è come il Giornale è di berlusconi lui è il padrone e si fa come dice lui.
Ma dica la verità davvero pensa che gente come Lupi, Vito, Schifani, Bondi e via via scendendo nella scala dell’evoluzione umana cominci una battaglia per “spalancare le porte della discussione e delle libertà”?
Ma in che mondo vive?E’ il padrone che decide la via e gli altri seguono allineati e coperti glielo dimostra non solo l’articolo del giornale, ma sopratutto quei commenti della gente berlusconizzata(non di destra) sotto alla Sua lettera.
Prima di concludere vorrei ringraziarLa per aver mostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che fine fà la libertà di pensiero nel sedicente partito della “libertà”.
La saluto

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GRIFONE scrive:

Russia: Kosovo and the Asymmetry of Perceptions
December 18, 2007 | 2302 GMT
By George Friedman

Kosovo appears to be an archaic topic. The Yugoslavian question was a 1990s issue, while the Kosovo issue has appeared to be one of those conflicts that never quite goes away but isn’t regarded very seriously by the international community. You hear about it but you don’t care about it. However, Kosovo is getting very serious again.
The United States and Europe appear committed to making Kosovo, now a province of Serbia, an independent state. Of course, Serbia opposes this, but more important, so does Russia. Russia opposed the original conflict, but at that point it was weak and its wishes were irrelevant. Russia opposes independence for Kosovo now, and it is far from the weak state it was in 1999 — and is not likely to take this quietly. Kosovo’s potential as a flash point between Russia and the West makes it important again. Let’s therefore review the action to this point.
In 1999, NATO, led by the United States, conducted a 60-day bombing campaign against Yugoslavia and its main component, Serbia. The issue was the charge that Yugoslavia was sponsoring the mass murder of ethnic Albanians in Kosovo, just as it had against Bosnian Muslims. The campaign aimed to force the Yugoslav army out of Kosovo while allowing a NATO force to occupy and administer the province.
Two strands led to this action. The first was the fear that the demonstrable atrocities committed by Serbs in Bosnia were being repeated in Kosovo. The second was the general feeling dominant in the 1990s that the international community’s primary task was dealing with rogue states behaving in ways that violated international norms. In other words, it was assumed that there was a general international consensus on how the world should look, that the United States was the leader of this international consensus and that there was no power that could threaten the United States or the unity of the vision. There were only weak, isolated rogue states that had to be dealt with. There was no real risk attached to these operations. Yugoslavia was identified as one of those rogue states. The United States, without the United Nations but with the backing of most European countries, dealt with it.
There was no question that Serbs committed massive atrocities in Bosnia, and that Bosnians and Croats carried out massive atrocities against Serbs. These atrocities occurred in the context of Yugoslavia’s explosion after the end of the Cold War. Yugoslavia had been part of an arc running from the Danube to the Hindu Kush, frozen into place by the Cold War. Muslims had been divided by the line, with some living in the former Soviet Union but most on the other side. The Yugoslav state consisted of Catholics, Orthodox Christians and Muslims; it was communist but anti-Soviet and cooperated with the United States. It was an artificial state imposed on multiple nationalities by the victors of World War I and held in place after World War II by the force field created by U.S.-Soviet power. When the Soviets fell, the force field collapsed and Yugoslavia detonated, followed later by the rest of the arc.
The NATO mission, then, was to stabilize the western end of this arc, Yugoslavia. The strategy was to abolish the multinational state created after World War I and replace it with a series of nation-states — such as Slovenia and Macedonia — built around a coherent national unit. This would stabilize Yugoslavia. The problem with this plan was that each nation-state would contain substantial ethnic minorities, regardless of attempts to redraw the borders. Thus, Bosnia contains Serbs. But the theory was that small states overwhelmingly consisting of one nationality could remain stable in the face of ethnic diversity so long as there was a dominant nation — unlike Yugoslavia, where there was no central national grouping.
So NATO decided to re-engineer the Balkans much as they were re-engineered after World War I. NATO and the United States got caught in a weird intellectual trap. On the one hand, there was an absolute consensus that the post-World War II borders of Europe were sacrosanct. If that wasn’t the case, then Hungarians living in Romanian Transylvania might want to rejoin Hungary, Turkish regions of Cyprus might want to join Turkey, Germany might want to reclaim Silesia and Northern Ireland might want to secede from the United Kingdom. All hell could break loose, and one of the ways Europe avoided hell after 1945 was a cardinal rule: No borders would shift.
The re-engineering of Yugoslavia was not seen as changing borders. Rather, it was seen as eliminating a completely artificial state and freeing genuine nations to have their own states. But it was assumed that the historic borders of those states could not be changed merely because of the presence of other ethnic groups concentrated in a region. So the desire of Bosnian Serbs to join Serbia was rejected, both because of the atrocious behavior of the Bosnian Serbs and because it would have shifted the historic borders of Bosnia. If all of this seems a bit tortured, please recall the hubris of the West in the 1990s. Anything was possible, including re-engineering the land of the south Slavs, as Yugoslavia’s name translates in English.
In all of this, Serbia was seen as the problem. Rather than viewing Yugoslavia as a general failed project, Serbia was seen not so much as part of the failure but as an intrinsically egregious actor that had to be treated differently than the rest, given its behavior, particularly against the Bosnians. When it appeared that the Serbs were repeating their actions in Kosovo against Albanian Muslims in 1999, the United States and other NATO allies felt they had to intervene.
In fact, the level of atrocities in Kosovo never approached what happened in Bosnia, nor what the Clinton administration said was going on before and during the war. At one point, it was said that hundreds of thousands of men were missing, and later that 10,000 had been killed and bodies were being dissolved in acid. The post-war analysis never revealed any atrocities on this order of magnitude. But that was not the point. The point was that the United States had shifted to a post-Cold War attitude, and that since there were no real threats against the United States, the primary mission of foreign policy was dealing with minor rogue states, preventing genocide and re-engineering unstable regions. People have sought explanations for the Kosovo war in vast and complex conspiracies. The fact is that the motivation was a complex web of domestic political concerns and a genuine belief that the primary mission was to improve the world.
The United States dealt with its concerns over Kosovo by conducting a 60-day bombing campaign designed to force Yugoslavia to withdraw from Kosovo and allow NATO forces in. The Yugoslav government, effectively the same as the Serbian government by then, showed remarkable resilience, and the air campaign was not nearly as effective as the air forces had hoped. The United States needed a war-ending strategy. This is where the Russians came in.
Russia was weak and ineffective, but it was Serbia’s only major ally. The United States prevailed on the Russians to initiate diplomatic contacts and persuade the Serbs that their position was isolated and hopeless. The carrot was that the United States agreed that Russian peacekeeping troops would participate in Kosovo. This was crucial for the Serbians, as it seemed to guarantee the interests of Serbia in Kosovo, as well as the rights of Serbs living in Kosovo. The deal brokered by the Russians called for a withdrawal of the Serbian army from Kosovo and entry into Kosovo of a joint NATO-Russian force, with the Russians guaranteeing that Kosovo would remain part of Serbia.
This ended the war, but the Russians were never permitted — let alone encouraged — to take their role in Serbia. The Russians were excluded from the Kosovo Force (KFOR) decision-making process and were isolated from NATO’s main force. When Russian troops took control of the airport in Pristina in Kosovo at the end of the war, they were surrounded by NATO troops.
In effect, NATO and the United States reneged on their agreement with Russia. Russian President Boris Yeltsin and the Russian Foreign Ministry caved in the face of this reneging, leaving the Russian military — which had ordered the Kosovo intervention — hanging. In 1999, this was a fairly risk-free move by the West. The Russians were in no position to act.
The degree to which Yeltsin’s humiliation in Kosovo led to the rise of Vladimir Putin is not fully understood. Putin represented a faction in the intelligence-military community that regarded Kosovo as the last straw. There were, of course, other important factors leading to the rise of Putin, but the Russian perception that the United States had double-crossed them in an act of supreme contempt was a significant factor. Putin came to office committed to regaining Russian intellectual influence after Yeltsin’s inertia.
The current decision by the United States and some European countries to grant independence to Kosovo must be viewed in this context. First, it is the only case in Yugoslavia in which borders are to shift because of the presence of a minority. Second, it continues the policy of re-engineering Yugoslavia. Third, it proceeds without either a U.N. or NATO mandate, as an action supported by independent nations — including the United States and Germany. Finally, it flies in the face of Russian wishes.
This last one is the critical point. The Russians clearly are concerned that this would open the door for the further redrawing of borders, paving the way for Chechen independence movements, for example. But that isn’t the real issue. The real issue is that Serbia is an ally of Russia, and the Russians do not want Kosovar independence to happen. From Putin’s point of view, he came to power because the West simply wouldn’t take Russian wishes seriously. If there were a repeat of that display of indifference, his own authority would be seriously weakened.
Putin is rebuilding the Russian sphere of influence in the former Soviet Union. He is meeting with the Belarusians over reintegration. He is warning Ukraine not to flirt with NATO membership. He is reasserting Russian power in the Caucasus and Central Asia. His theme is simple: Russia is near and strong; NATO is far away and weak. He is trying to define Russian power in the region. Though Kosovo is admittedly peripheral to this region, if no European power is willing to openly challenge Russian troops in Kosovo, then Russia will have succeeded in portraying NATO as a weak and unreliable force.
If the United States and some European powers can create an independent Kosovo without regard to Russian wishes, Putin’s prestige in Russia and the psychological foundations of his grand strategy will suffer a huge blow. If Kosovo is granted independence outside the context of the United Nations, where Russia has veto power, he will be facing the same crisis Yeltsin did. If he repeats Yeltsin’s capitulation, he will face substantial consequences. Putin and the Russians repeatedly have warned that they wouldn’t accept independence for Kosovo, and that such an act would lead to an uncontrollable crisis. Thus far, the Western powers involved appear to have dismissed this. In our view, they shouldn’t. It is not so much what Putin wants as the consequences for Putin if he does not act. He cannot afford to acquiesce. He will create a crisis.
Putin has two levers. One is economic. The natural gas flowing to Europe, particularly to Germany, is critical for the Europeans. Putin has a large war chest saved from high energy prices. He can live without exports longer than the Germans can live without imports. It is assumed that he wouldn’t carry out this cutoff. This assumption does not take into account how important the Kosovo issue is to the Russians.
The second option is what we might call the “light military” option. Assume that Putin would send a battalion or two of troops by air to Belgrade, load them onto trucks and send them toward Pristina, claiming this as Russia’s right under agreements made in 1999. Assume a squadron of Russian aircraft would be sent to Belgrade as well. A Russian naval squadron, including the aircraft carrier Admiral Kuznetsov, already is headed to the Mediterranean. Obviously, this is not a force that could impose anything on NATO. But would the Germans, for example, be prepared to open fire on these troops?
If that happened, there are other areas of interest to Russia and the West where Russia could exert decisive military power, such as the Baltic states. If Russian troops were to enter the Baltics, would NATO rush reinforcements there to fight them? The Russian light military threat in Kosovo is that any action there could lead to a Russian reaction elsewhere.
The re-engineering of the Balkans always has assumed that there is no broader geopolitical price involved. Granting Kosovo independence would put Russia in a position in which interests that it regards as fundamental are challenged. Even if the West doesn’t see why this should be the case, the Russians have made clear that it is so — and have made statements essentially locking themselves into a response or forcing themselves to accept humiliation. Re-engineering a region where there is no risk is one thing; re-engineering a region where there is substantial risk is another.
In our view, the Russians would actually welcome a crisis. Putin wants to demonstrate that Russia is a great power. That would influence thinking throughout the former Soviet Union, sobering eastern Central Europe as well — and Poland in particular. Confronting the West as an equal and backing it into a corner is exactly what he would like. In our view, Putin will seize the Kosovo issue not because it is of value in and of itself but because it gives him a platform to move his strategic policy forward.
The Germans have neither the resources nor the appetite for such a crisis. The Americans, bogged down in the Islamic world, are hardly in a position to deal with a crisis over Kosovo. The Russian view is that the West has not reviewed its policies in the Balkans since 1999 and has not grasped that the geopolitics of the situation have changed. Nor, in our view, has Washington or Berlin grasped that a confrontation is exactly what the Russians are looking for.
We expect the West to postpone independence again, and to keep postponing it. But the Albanians might force the issue by declaring unilateral independence. The Russians would actually be delighted to see this. But here is the basic fact: For the United States and its allies, Kosovo is a side issue of no great importance. For the Russians, it is both a hot-button issue and a strategic opportunity. The Russians won’t roll over this time. And the asymmetry of perceptions is what crises are made of.

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eliset59 scrive:

” ..Ti consiglio solo, nel caso decidessi di lasciarci, di trovare una redazione dove i tuoi articoli siano letti…”

che problema c’è facciamocela !

Qui ci sono ” penne ” ottime , il direttore nel suo lavoro è un maestro…quindi non ci manca nulla .
Io ci sono e sono pronta per quel poco che potrei fare
Eli

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GRIFONE scrive:

The Coming Era of Russia’s Dark Rider
April 17, 2007 | 1752 GMT
By Peter Zeihan

Russian opposition members rallied in Moscow’s Pushkin Square on April 14. The so-called Dissenters’ March was organized by Other Russia, an umbrella group that includes everyone from unrepentant communists and free-market reformers to far-right ultranationalists whose only uniting characteristic is their common opposition to the centralization of power under President Vladimir Putin’s administration.
Minutes after the march began, the 2,000 or so protesters found themselves outnumbered more than four to one by security forces. They quickly dispersed the activists, beating and briefly detaining those who sought to break through the riot-control lines. Among those arrested were chess-champion-turned-political-activist Garry Kasparov and Maria Gaidar, the daughter of Russia’s first post-Soviet reformist prime minister. Former Prime Minister Mikhail Kasyanov only avoided arrest because his bodyguards helped him to escape. A Reuters crew was permitted to capture the events and disseminate them to the West. A day later, another protest, albeit far smaller, was broken up in a similar way in St. Petersburg, though Kasparov was detained before the protest even began.
What gives? The protests were insignificant in both numerical and political terms. Moreover, with all that is going on in the world right now, the last thing the Putin government needs is to attract negative attention to itself. The answer becomes apparent when one considers Russia’s point in its historical cycle and the mounting pressures on Putin personally that have nothing whatsoever to do with “democracy.”

The Russian Cycle

At the risk of sounding like a high school social studies teacher (or even George Friedman), history really does run in cycles. Take Europe for example. European history is a chronicle of the rise and fall of its geographic center. As Germany rises, the powers on its periphery buckle under its strength and are forced to pool resources in order to beat back Berlin. As Germany falters, the power vacuum at the middle of the Continent allows the countries on Germany’s borders to rise in strength and become major powers themselves.
Since the formation of the first “Germany” in 800, this cycle has set the tempo and tenor of European affairs. A strong Germany means consolidation followed by a catastrophic war; a weak Germany creates a multilateral concert of powers and multistate competition (often involving war, but not on nearly as large a scale). For Europe this cycle of German rise and fall has run its course three times — the Holy Roman Empire, Imperial Germany, Nazi Germany — and is only now entering its fourth iteration with the reunified Germany.
Russia’s cycle, however, is far less clinical than Europe’s. It begins with a national catastrophe. Sometimes it manifests as a result of disastrous internal planning; sometimes it follows a foreign invasion. But always it rips up the existing social order and threatens Russia with chaos and dissolution. The most recent such catastrophe was the Soviet collapse followed by the 1998 financial crisis. Previous disasters include the crushing of Russian forces in World War I and the imposition of the Treaty of Brest-Litovsk; the “Time of Troubles,” whose period of internal warfare and conspiracy-laden politics are a testament to the Russian predilection for understatement; and near annihilation under the Mongol occupation.
Out of the horrors of defeat, the Russians search desperately for the second phase of the cycle — the arrival of a white rider — and invariably they find one. The white rider rarely encapsulates what Westerners conceive of as a savior — someone who will bring wealth and freedom. Russian concerns after such calamities are far more basic: they want stability. But by Russian standards, the white rider is a rather optimistic fellow. He truly believes that Russia can recover from its time of trial, once a level of order is restored. So the Russian white rider sets about imposing a sense of consistency and strength, ending the free fall of Russian life. Putin is the current incarnation of Russia’s white rider, which puts him in the same category as past leaders such as Vladimir Lenin and, of course, Russia’s “Greats”: Catherine and Peter.
Contrary to portrayals of him by many in the Western media, Putin is not a hard-nosed autocrat set upon militarization and war. He is from St. Petersburg, Russia’s “window on the West,” and during the Cold War one of his chief responsibilities was snagging bits of Western technology to send home. He was (and remains) fully cognizant of Russia’s weaknesses and ultimately wanted to see Russia integrated as a full-fledged member of the Western family of nations.
He also is pragmatic enough to have realized that his ideal for Russia’s future and Russia’s actual path are two lines that will not converge. So, since November 2005, Putin has been training two potential replacements: First Deputy Prime Ministers Dmitri Medvedev and Sergei Ivanov. At this point, nearly a year before Russia’s next presidential election, determining which one will take over is a matter of pure guesswork. Also unclear is what role, if any, Putin will grab for himself — up to and including a continuation of his presidency.
The question of who takes over in March 2008 is generating much interest and debate among Kremlinologists. It clearly matters a great deal both politically and economically, though geopolitically the discussion misses the point. The real takeaway is that Russia’s current white horse period is coming to an end. Putin’s efforts to stabilize Russia have succeeded, but his dreams of Westernizing Russia are dead. The darkness is about to set in.

The Dark Rider

In the third phase of the Russian cycle, the white rider realizes that the challenges ahead are more formidable than he first believed and that his (relative) idealism is more a hindrance than an asset. At this point the white rider gives way to a dark one, someone not burdened by the white rider’s goals and predilections, and willing to do what he feels must be done regardless of moral implications. The most famous Russian dark rider in modern times is Josef Stalin, of course, while perhaps the most consuming were the “Vasilys” of the Vasily Period, which led to the greatest civil war in Russian medieval history. In particularly gloomy periods in Russia’s past (which is saying something) the white rider himself actually has shed his idealism and become the dark rider. For example, Ivan the IV began his rule by diligently regenerating Russia’s fortunes, before degenerating into the psychotic madman better known to history as Ivan the Terrible.
Under the rule of the dark rider, Russia descends into an extremely strict period of internal control and external aggression, which is largely dictated by Russia’s geographic weaknesses. Unlike the United States, with its deep hinterland, extensive coasts and lengthy and navigable river networks, Russia’s expansive barren landscape and lack of maritime transport options make trade, development and all-around life a constant struggle. Russia also lacks any meaningful barriers to hide behind, leaving it consistently vulnerable to outside attack.
Understanding that this geographic reality leaves Russia extremely insecure is critical to understanding Russia’s dark periods. Once the dark rider takes the state’s reins, he acts by any means necessary to achieve Russian security. Internal opposition is ruthlessly quashed, economic life is fully subjugated to the state’s needs and Russia’s armies are built furiously with the intent of securing unsecurable borders. That typically means war: As Catherine the Great famously put it: “I have no way to defend my borders except to extend them.”
After a period of unification and expansion under the dark rider, Russia inevitably suffers from overextension. No land power can endlessly expand: the farther its troops are from core territories, the more expensive they are to maintain and the more vulnerable they are to counterattack by foreign forces. Similarly, the more non-Russians who are brought under the aegis of the Russian state, the less able the state is to impose its will on its population — at least without Stalin-style brute force. This overextension just as inevitably leads to stagnation as the post-dark rider leadership attempts to come to grips with Russia’s new reality, but lacks the resources to do so. Attempts at reform transform stagnation into decline. Stalin gives way to a miscalculating Nikita Khrushchev, a barely conscious Leonid Brezhnev, an outmatched Mikhail Gorbachev and a very drunk Boris Yeltsin. A new disaster eventually manifests and the cycle begins anew.

Why the Crackdown?

The April 14-15 protests occurred at an inflection point between the second and third parts of the cycle — as the white rider is giving way to a dark rider. Past Russian protests that involved 2,500 total people at most would have been allowed simply because they did not matter. The Putin government has a majority in the rubber-stamp Duma sufficient to pass any law or constitutional change in a short afternoon of parliamentary fury. All meaningful political parties have been disbanded, criminalized or marginalized; the political system is fully under Kremlin control. The Kasparov/Kasyanov protests did not threaten Putin in any meaningful way — yet in both Moscow and St. Petersburg a few dozen people were blocked, beaten and hauled off to court.
This development was no accident. Roughly 9,000 riot police do not spontaneously materialize anywhere, and certainly not as the result of an overenthusiastic or less-than-sober local commander. A crackdown in one city could be a misunderstanding; a crackdown in two is state policy. And one does not send hundreds of batons swinging but allow Reuters to keep filming unless the objective is to allow the world to see. Putin chose to make these protests an issue.
Putin, then, is considering various groups and rationalizing his actions in the context of Russia’s historical cycle:

The West: Putin certainly does not want any Western capital to think he will take exiled oligarch Boris Berezovsky’s recent threats of forcible revolution lying down. Berezovsky says violence is a possibility — a probability even — in the future of regime change in Russia? Fine. Putin can and did quite easily demonstrate that, when it comes to the application of force in internal politics, the Russian government remains without peer.
The people: Putin knows that governance is not so much about ruling as it is about managing expectations. Russians crave stability, and Putin’s ability to grant that stability has earned him significant gravitas throughout Russia as well as a grudging respect from even his most stalwart foes. He is portraying groups such as the Other Russia as troublemakers and disturbers of the peace. Such explanations make quite attractive packaging to the average Russian.

The opposition: It is one thing to oppose a wildly powerful and popular government. It is another thing when that government beats you while the people nod approvingly and the international community barely murmurs its protest. Putin has driven home the message that the opposition is not just isolated and out of touch, but that it is abandoned.

The Kremlin: Just because Putin is disappointed that his dreams are unattainable does not mean he wants to be tossed out the proverbial air lock. Showing any weakness during a transition period in Russian culture is tantamount to surrender — particularly when Russia’s siloviki (nationalists) are always seeking to rise to the top of the heap. Putin knows he has to be firm if he is to play any role in shaping Russia during and after the transition. After all, should Medvedev and Ivanov fail to make the grade, someone will need to rule Russia — and the only man alive with more experience than Putin has a blood-alcohol level that precludes sound decision-making.

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GRIFONE scrive:

The Russian Resurgence and the New-Old Front
September 15, 2008 | 1925 GMT

By Peter Zeihan

Russia is attempting to reforge its Cold War-era influence in its near abroad. This is not simply an issue of nostalgia, but a perfectly logical and predictable reaction to the Russian environment. Russia lacks easily definable, easily defendable borders. There is no redoubt to which the Russians can withdraw, and the only security they know comes from establishing buffers — buffers which tend to be lost in times of crisis. The alternative is for Russia to simply trust other states to leave it alone. Considering Russia’s history of occupations, from the Mongol horde to Napoleonic France to Hitler’s Germany, it is not difficult to surmise why the Russians tend to choose a more activist set of policies.
As such, the country tends to expand and contract like a beating heart — gobbling up nearby territories in times of strength, and then contracting and losing those territories in times of weakness. Rather than what Westerners think of as a traditional nation-state, Russia has always been a multiethnic empire, heavily stocked with non-Russian (and even non-Orthodox) minorities. Keeping those minorities from damaging central control requires a strong internal security and intelligence arm, and hence we get the Cheka, the KGB, and now the FSB.

Nature of the Budding Conflict
Combine a security policy thoroughly wedded to expansion with an internal stabilization policy that institutionalizes terror, and it is understandable why most of Russia’s neighbors do not like Moscow very much. A fair portion of Western history revolves around the formation and shifting of coalitions to manage Russian insecurities.
In the American case specifically, the issue is one of continental control. The United States is the only country in the world that effectively controls an entire continent. Mexico and Canada have been sufficiently intimidated so that they can operate independently only in a very limited sense. (Technically, Australia controls a continent, but with the some 85 percent of its territory unusable, it is more accurate in geopolitical terms to think of it as a small archipelago with some very long bridges.) This grants the United States not only a potentially massive internal market, but also the ability to project power without the fear of facing rearguard security threats. U.S. forces can be focused almost entirely on offensive operations, whereas potential competitors in Eurasia must constantly be on their guard about the neighbors.
The only thing that could threaten U.S. security would be the rise of a Eurasian continental hegemon. For the past 60 years, Russia (or the Soviet Union) has been the only entity that has had a chance of achieving that, largely due to its geographic reach. U.S. strategy for coping with this is simple: containment, or the creation of a network of allies to hedge in Russian political, economic and military expansion. NATO is the most obvious manifestation of this policy imperative, while the Sino-Soviet split is the most dramatic one.
Containment requires that United States counter Russian expansionism at every turn, crafting a new coalition wherever Russia attempts to break out of the strategic ring, and if necessary committing direct U.S. forces to the effort. The Korean and Vietnam wars — both traumatic periods in American history — were manifestations of this effort, as were the Berlin airlift and the backing of Islamist militants in Afghanistan (who incidentally went on to form al Qaeda).
The Georgian war in August was simply the first effort by a resurging Russia to pulse out, expand its security buffer and, ideally, in the Kremlin’s plans, break out of the post-Cold War noose that other powers have tied. The Americans (and others) will react as they did during the Cold War: by building coalitions to constrain Russian expansion. In Europe, the challenges will be to keep the Germans on board and to keep NATO cohesive. In the Caucasus, the United States will need to deftly manage its Turkish alliance and find a means of engaging Iran. In China and Japan, economic conflicts will undoubtedly take a backseat to security cooperation.
Russia and the United States will struggle in all of these areas, consisting as they do the Russian borderlands. Most of the locations will feel familiar, as Russia’s near abroad has been Russia’s near abroad for nearly 300 years. Those locations — the Baltics, Austria, Ukraine, Serbia, Turkey, Central Asia and Mongolia — that defined Russia’s conflicts in times gone by will surface again. Such is the tapestry of history: the major powers seeking advantage in the same places over and over again.

The New Old-Front
But not all of those fronts are in Eurasia. So long as U.S. power projection puts the Russians on the defensive, it is only a matter of time before something along the cordon cracks and the Russians are either fighting a land war or facing a local insurrection. Russia must keep U.S. efforts dispersed and captured by events as far away from the Russian periphery as possible — preferably where Russian strengths can exploit American weakness.
So where is that?
Geography dictates that U.S. strength involves coalition building based on mutual interest and long-range force projection, and internal U.S. harmony is such that America’s intelligence and security agencies have no need to shine. Unlike Russia, the United States does not have large, unruly, resentful, conquered populations to keep in line. In contrast, recall that the multiethnic nature of the Russian state requires a powerful security and intelligence apparatus. No place better reflects Russia’s intelligence strengths and America’s intelligence weakness than Latin America.
The United States faces no traditional security threats in its backyard. South America is in essence a hollow continent, populated only on the edges and thus lacking a deep enough hinterland to ever coalesce into a single hegemonic power. Central America and southern Mexico are similarly fractured, primarily due to rugged terrain. Northern Mexico (like Canada) is too economically dependent upon the United States to seriously consider anything more vibrant than ideological hostility toward Washington. Faced with this kind of local competition, the United States simply does not worry too much about the rest of the Western Hemisphere — except when someone comes to visit.
Stretching back to the time of the Monroe Doctrine, Washington’s Latin American policy has been very simple. The United States does not feel threatened by any local power, but it feels inordinately threatened by any Eastern Hemispheric power that could ally with a local entity. Latin American entities cannot greatly harm American interests themselves, but they can be used as fulcrums by hostile states further abroad to strike at the core of the United States’ power: its undisputed command of North America.
It is a fairly straightforward exercise to predict where Russian activity will reach its deepest. One only needs to revisit Cold War history. Future Russian efforts can be broken down into three broad categories: naval interdiction, drug facilitation and direct territorial challenge.

Naval Interdiction

Naval interdiction represents the longest sustained fear of American policymakers. Among the earliest U.S. foreign efforts after securing the mainland was asserting control over the various waterways used for approaching North America. Key in this American geopolitical imperative is the neutralization of Cuba. All the naval power-projection capabilities in the world mean very little if Cuba is both hostile and serving as a basing ground for an extra-hemispheric power.
The U.S. Gulf Coast is not only the heart of the country’s energy industry, but the body of water that allows the United States to function as a unified polity and economy. The Ohio, Missouri, and Mississippi river basins all drain to New Orleans and the Gulf of Mexico. The economic strength of these basins depends upon access to oceanic shipping. A hostile power in Cuba could fairly easily seal both the Straits of Florida and the Yucatan Channel, reducing the Gulf of Mexico to little more than a lake.
Building on the idea of naval interdiction, there is another key asset the Soviets targeted at which the Russians are sure to attempt a reprise: the Panama Canal. For both economic and military reasons, it is enormously convenient to not have to sail around the Americas, especially because U.S. economic and military power is based on maritime power and access. In the Cold War, the Soviets established friendly relations with Nicaragua and arranged for a favorable political evolution on the Caribbean island of Grenada. Like Cuba, these two locations are of dubious importance by themselves. But take them together — and add in a Soviet air base at each location as well as in Cuba — and there is a triangle of Soviet airpower that can threaten access to the Panama Canal.

Drug Facilitation

The next stage — drug facilitation — is somewhat trickier. South America is a wide and varying land with very little to offer Russian interests. Most of the states are commodity providers, much like the Soviet Union was and Russia is today, so they are seen as economic competitors. Politically, they are useful as anti-American bastions, so the Kremlin encourages such behavior whenever possible. But even if every country in South America were run by anti-American governments, it would not overly concern Washington; these states, alone or en masse, lack the ability to threaten American interests … in all ways but one.
The drug trade undermines American society from within, generating massive costs for social stability, law enforcement, the health system and trade. During the Cold War, the Soviets dabbled with narcotics producers and smugglers, from the Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) to the highland coca farmers of Bolivia. It is not so much that the Soviets encouraged the drug trade directly, but that they encouraged any group they saw as ideologically useful.
Stratfor expects future Russian involvement in such activities to eclipse those of the past. After the Soviet fall, many FSB agents were forced to find new means to financially support themselves. (Remember it was not until 1999 that Vladimir Putin took over the Russian government and began treating Russian intelligence like a bona fide state asset again.) The Soviet fall led many FSB agents, who already possessed more than a passing familiarity with things such as smuggling and organized crime, directly into the heart of such activities. Most of those agents are — formally or not — back in the service of the Russian government, now with a decade of gritty experience on the less savory side of intelligence under their belts. And they now have a deeply personal financial interest in the outcome of future operations.
Drug groups do not need cash from the Russians, but they do need weaponry and a touch of training — needs which dovetail perfectly with the Russians’ strengths. Obviously, Russian state involvement in such areas will be far from overt; it just does not do to ship weapons to the FARC or to one side of the brewing Bolivian civil war with CNN watching. But this is a challenge the Russians are good at meeting. One of Russia’s current deputy prime ministers, Igor Sechin, was the USSR’s point man for weapons smuggling to much of Latin America and the Middle East. This really is old hat for them.

U.S. Stability

Finally, there is the issue of direct threats to U.S. stability, and this point rests solely on Mexico. With more than 100 million people, a growing economy and Atlantic and Pacific ports, Mexico is the only country in the Western Hemisphere that could theoretically (which is hardly to say inevitably) threaten U.S. dominance in North America. During the Cold War, Russian intelligence gave Mexico more than its share of jolts in efforts to cause chronic problems for the United States. In fact, the Mexico City KGB station was, and remains today, the biggest in the world. The Mexico City riots of 1968 were in part Soviet-inspired, and while ultimately unsuccessful at overthrowing the Mexican government, they remain a testament to the reach of Soviet intelligence. The security problems that would be created by the presence of a hostile state the size of Mexico on the southern U.S. border are as obvious as they would be dangerous.
As with involvement in drug activities, which incidentally are likely to overlap in Mexico, Stratfor expects Russia to be particularly active in destabilizing Mexico in the years ahead. But while an anti-American state is still a Russian goal, it is not their only option. The Mexican drug cartels have reached such strength that the Mexican government’s control over large portions of the country is an open question. Failure of the Mexican state is something that must be considered even before the Russians get involved. And simply doing with the Mexican cartels what the Soviets once did with anti-American militant groups the world over could suffice to tip the balance.
In many regards, Mexico as a failed state would be a worse result for Washington than a hostile united Mexico. A hostile Mexico could be intimidated, sanctioned or even invaded, effectively browbeaten into submission. But a failed Mexico would not restrict the drug trade at all. The border would be chaos, and the implications of that go well beyond drugs. One of the United States’ largest trading partners could well devolve into a seething anarchy that could not help but leak into the U.S. proper.
Whether Mexico becomes staunchly anti-American or devolves into the violent chaos of a failed state does not matter much to the Russians. Either one would threaten the United States with a staggering problem that no amount of resources could quickly or easily fix. And the Russians right now are shopping around for staggering problems with which to threaten the United States.
In terms of cost-benefit analysis, all of these options are no-brainers. Threatening naval interdiction simply requires a few jets. Encouraging the drug trade can be done with a few weapons shipments. Destabilizing a country just requires some creativity. However, countering such activities requires a massive outlay of intelligence and military assets — often into areas that are politically and militarily hostile, if not outright inaccessible. In many ways, this is containment in reverse.

Old Opportunities, New Twists

In Nicaragua, President Daniel Ortega has proven so enthusiastic in his nostalgia for Cold War alignments that Nicaragua has already recognized Abkhazia and South Ossetia, the two territories in the former Soviet state (and U.S. ally) of Georgia that Russia went to war to protect. That makes Nicaragua the only country in the world other than Russia to recognize the breakaway regions. Moscow is quite obviously pleased — and was undoubtedly working the system behind the scenes.
In Bolivia, President Evo Morales is attempting to rewrite the laws that govern his country’s wealth distribution in favor of his poor supporters in the indigenous highlands. Now, a belt of conflict separates those highlands, which are roughly centered at the pro-Morales city of Cochabamba, from the wealthier, more Europeanized lowlands. A civil war is brewing — a conflict that is just screaming for outside interference, as similar fights did during the Cold War. It is likely only a matter of time before the headlines become splattered with pictures of Kalashnikov-wielding Cochabambinos decrying American imperialism.
Yet while the winds of history are blowing in the same old channels, there certainly are variations on the theme. The Mexican cartels, for one, were radically weaker beasts the last time around, and their current strength and disruptive capabilities present the Russians with new options.
So does Venezuelan President Hugo Chavez, a man so anti-American he seems to be even a few steps ahead of Kremlin propagandists. In recent days, Chavez has already hosted long-range Russian strategic bombers and evicted the U.S. ambassador. A glance at a map indicates that Venezuela is a far superior basing point than Grenada for threatening the Panama Canal. Additionally, Chavez’s Venezuela has already indicated both its willingness to get militarily involved in the Bolivian conflict and its willingness to act as a weapons smuggler via links to the FARC — and that without any heretofore detected Russian involvement. The opportunities for smuggling networks — both old and new — using Venezuela as a base are robust.
Not all changes since the Cold War are good for Russia, however. Cuba is not as blindly pro-Russian as it once was. While Russian hurricane aid to Cuba is a bid to reopen old doors, the Cubans are noticeably hesitant. Between the ailing of Fidel Castro and the presence of the world’s largest market within spitting distance, the emerging Cuban regime is not going to reflexively side with the Russians for peanuts. In Soviet times, Cuba traded massive Soviet subsidies in exchange for its allegiance. A few planeloads of hurricane aid simply won’t pay the bills in Havana, and it is still unclear how much money the Russians are willing to come up with.
There is also the question of Brazil. Long gone is the dysfunctional state; Brazil is now an emerging industrial powerhouse with an energy company, Petroleo Brasileiro, of skill levels that outshine anything the Russians have yet conquered in that sphere. While Brazilian rhetoric has always claimed that Brazil was just about to come of age, it now happens to be true. A rising Brazil is feeling its strength and tentatively pushing its influence into the border states of Uruguay, Paraguay and Bolivia, as well as into regional rivals Venezuela and Argentina. Russian intervention tends to appeal to those who do not feel they have meaningful control over their own neighborhoods. Brazil no longer fits into that category, and it will not appreciate Russia’s mucking around in its neighborhood.
A few weeks ago, Stratfor published a piece called “The New Era” detailing how U.S. involvement in the Iraq war was winding to a close. We received many comments from readers applauding our optimism. We are afraid that we were misinterpreted. “New” does not mean “bright” or “better,” but simply different. And the dawning struggle in Latin America is an example of the sort of “different” that the United States can look forward to in the years ahead. Buckle up.

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andrea barsotti scrive:

Il Direttore del Giornale dice anche che le dichiarazioni del Guzzanti sono:”ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori.”
Signori il mio intervento non avrebbe senso sul Giornale, non avrebbe senso non essendo nè lettore nè elettore di cdx ma voi abbiate la coscienza di intervenire sul blog online del Giornale per esprimere la vostra opinione ed evntualmente solidarietà all’Onorevole. Non vorrete lasciar solo l’Onorevole in questa battaglia?
Indirizzo internet:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297102

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Luciano Baroni scrive:

Chieda a Giordano, visto che a me non risponde, perchè NON ha pubblicato il mio commento, del quale SONO certo NON è stato scritto dopo quelli che sono stati pubblicati.

E se ci riesce, magari lo può chiedere Guzzanti, se lo faccia anche dare e lo pubblichi qui sopra : niente offese nè parolacce, certamente non a favore di Guzzanti.

Ma io sono abituato a scrivere le cose da ogni parte, SENZA coprire con VERGOGNA ciò che si pensa, come fanno altri qui dentro, come hanno sempre fatto nella loro vita perchè sono DEGLI SCIACALLI.
Non molto tempo fa, questo “sentire” era del Guzz : oggi lo fa star meglio ringraziarli ( magari 33 volte in picchiata ma con le “bombe” scariche” ) W ? M..!

p.s. Sul post non pubblicato su Il Giornale : parlavo di cose scritte qui negli ultimi mesi, che hanno avuto risposte dal Guzz, politiche da un lato, o sul genere di quelle che sta scrivendo in questi giorni come “una Cleopatra” ( così è evidente che anche questo c’è in quel post non pubblicato ).

p.s. Maccarti, è proprio così come interpreta, in pubblico e in privato : ma questo ormai lo sanno in molti da tempo.

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GRIFONE scrive:

Militant Possibilities on the New-Old Front
September 17, 2008 | 1804 GMT

By Fred Burton and Scott Stewart

Over the past several months we have written quite a bit about the Russian resurgence. This discussion predates Russia’s military action in Georgia. Indeed, we have discussed the revival of Russian power since at least 2005, the implications of the FSB’s return since April and the potential return of the Cold War since March.
After the Aug. 7 confrontation between Georgia and Russia and the Sept. 10 deployment of Russian strategic bombers in Venezuela, there is little doubt that Russia is reasserting itself and that we are entering a period of heightened geopolitical tension between Russia and the United States. This period of tension is, as forecast, beginning to resemble the Cold War — though as we have noted in previous analyses, the new version will be distinctly different.
It is very important to remember that while the hallmark of the Cold War was espionage, the efforts of the intelligence agencies engaged in the Cold War were far broader. Intelligence agencies like the CIA and KGB also took part in vast propaganda campaigns, sponsored coups and widely used proxies to cause problems for their opponent. Sometimes the proxies were used directly against the opponent, as with Soviet support for the North Koreans and North Vietnamese against the United States, or U.S. support of Islamist rebels in Afghanistan. In other cases, the proxies were used indirectly to cause problems for the opposing country and its allies in a broader attempt to expand or defend one side’s geographic and ideological sphere of influence. Because of this, we saw the KGB supporting Marxist insurgents from Mexico to Manila and the United States supporting anti-communist militants in places such as Nicaragua and Angola.
This history means it is highly likely that as the present period of U.S.-Russian tensions progresses, the conflict will manifest itself not only through increased espionage activity, but also in the increased use of militant proxies.
We’ve seen a steady uptick in covert intelligence activity since former KGB officer Vladimir Putin took the helm in Russia and turned Moscow’s focus back to Cold War tactics. Over the past few years we’ve witnessed, among other things, the poisoning of Ukrainian President Viktor Yushchenko and of former KGB officer and Kremlin critic Alexander Litvinenko in London.
With a former KGB man in charge, it is no surprise that the Russians would fall back into old habits, including the use of militant proxies. In fact, the former KGB officers who carried out the technical side of setting up relationships, establishing arms trading, etc. with these militant proxies during the Cold War now occupy critical positions in the Kremlin. Russian Deputy Prime Minister Igor Sechin — who has been very active in his diplomatic trips recently — used to be the KGB’s primary covert arms conduit to Latin America, Africa and the Middle East.
Because of these factors, much can be learned about what types of activities the Russians might engage in by reviewing Soviet activities during the Cold War.

Soviet Use of Militant Proxies
During the Cold War, the Soviets, like the Americans, were very busy trying to export their ideology to the rest of the world. A basic tenet of Marxist thought is that class transcends national boundaries and that the proletariat everywhere needs to be freed from the tyranny of the capitalist class. Marxist thought also holds that politics and economics are evolutionary, and that the natural evolution of societies leads to the replacement of exploitative capitalist systems with superior communist systems. Essentially, this view sees capitalism as inherently flawed and destined to destroy itself, only to be replaced by a more just and fair society. This evolutionary process can, however, be helped along by revolutionary action. Such a belief system meant that communists in places like the Soviet Union were ideologically motivated to support communist movements in other parts of the world out of communist solidarity.
This expansionist concept was captured by the anthem of the communist and socialist world, “L’Internationale.” It was widely put into action through institutions such as the Communist International, or Comintern, which was founded in 1919 and committed to using “all available means, including armed force, for the overthrow of the international bourgeoisie and for the creation of an international Soviet republic as a transition stage to the complete abolition of the State.”
From a nonphilosophical perspective, there also was much to be gained geopolitically in practical terms during the Cold War by expanding the Soviet sphere of influence and working to diminish that of the United States. Indeed, a number of geopolitical imperatives drove the conflict between Russia and the United States, and these imperatives transcended ideology. Ideology was merely an accelerant feeding the flames of a conflict spawned by geopolitics. Many key leaders on both sides of the Cold War were driven more by realpolitik than by ideology.
Operating in this atmosphere, the KGB was very busy. Inside the United States, they sought to recruit agents to provide intelligence and act as agents of influence. They also sought to encourage or fund many domestic U.S. groups that could cause problems for Washington. These groups ranged from Marxist Puerto Rican separatist groups, such as the Fuerzas Armadas de Liberación Nacional and Los Macheteros, to anti-Vietnam War groups, which were responsible for much civil unrest and later spawned militant factions like the Weathermen. Files released after the fall of the Soviet Union showed that most U.S. scholars underestimated the breadth and depth of KGB efforts inside the United States.
But the extent of Soviet efforts should not have been a surprise. The KGB had a distinct advantage in this realm over the United States because of the long and very active history of Soviet intelligence agencies such as the Cheka. At a time when the U.S. government was shutting down espionage efforts because “gentlemen don’t read other gentlemen’s mail,” the Soviets’ NKVD was involved in all forms of skullduggery.
Outside the United States, the KGB was also quite busy working against U.S. interests. In addition to supporting Marxist insurgencies and sponsoring coups, the Soviets directly intervened in places like Afghanistan and Hungary to sustain communist allies who had come to power. The KGB and its very active allies, like the East German Stasi, the Cuban DGI and the Bulgarian Committee for State Security, were also very busy creating and training terrorist groups.
In a process that somewhat resembles the recruiting process used by jihadist groups, the KGB and its sister services identified likely recruits, indoctrinated them and then sent them to training camps where they received advanced training in terrorist tradecraft, including surveillance, use of small arms, bombmaking and document forgery. Some of this training occurred on military bases in East Germany or Cuba, but Marxist groups established training camps in other places, such as South Yemen, Lebanon’s Bekaa Valley, Iraq, Syria and Libya, where prospective recruits were taught guerrilla warfare and urban terrorism.
In the spirit of “L’Internationale,” it was not uncommon to find Japanese Red Army members living and training at a Popular Front for the Liberation of Palestine camp in Lebanon, or for Irish Republican Army members to teach German Red Army Faction or Italian Red Brigade members how to make improvised explosive mixtures and improvised ordnance at camps in Libya or South Yemen. Of course, while most of these groups went through ideological indoctrination, not all of them bought into it. Some of them merely tolerated the ideology as the price for access to Soviet cash, training and weapons.
Trainers from the Soviet Union, Cuba, East Germany and other countries also would visit insurgent training camps in South and Central America, Africa and Asia in their efforts to spread the armed revolution. The Cubans were very active in Latin America and the Caribbean and fairly active in Africa. They also were part of a large international arms-trafficking circle in which Soviet money was sent to Cuba, Cuban sugar was sent to Vietnam, and arms from Vietnam were sent to Latin American Marxist groups. This arms trade was not just hypothetical: In many attacks on U.S. interests or allies in South and Central America from the 1970s to the 1990s, traces conducted on U.S.-manufactured ordnance such as LAW rockets and hand grenades conclusively tied the ordnance used in the attacks to lots that were either abandoned by the United States in Vietnam, or provided to the South Vietnamese and later captured by the North Vietnamese Army.

Today’s Environment
Fast-forward to 2008. Russia is no longer a Soviet republic in league with a number of other communist republics. Today, Russia is technically a constitutional democracy with a semicapitalist economic system; it is no longer a model communist society or the shining light of Marxist achievement. In spite of these ideological changes, the same geopolitical imperatives that drove the Soviet Union and the United States to the Cold War are still quite real, and they are pushing these powers toward conflict. And in this conflict, the Russians will reach for the same tools they wielded so deftly during the Cold War.
In the new conflict, Russia can be expected to reach out to some of its old radical contacts across the world. Many of these contacts, like George Habash and Sabri al-Bana (aka Abu Nidal), are now dead, and many other radicals from the 1970s and 1980s, such as Carlos the Jackal and the core members of groups ranging from the Japanese Red Army to the Greek group November 17, have been caught and imprisoned. Additionally, most of the KGB’s old contacts who remain alive and out of prison are getting on in years. This means any current Russian efforts will not focus on convincing geriatric former militants to pick up their arms once more, but instead will focus on using them to reach younger militants cut from the same cloth — militants who likely remain under the radar of Western intelligence.
The Soviet collapse and the end of its patronage system hit Marxist insurgent and militant groups very hard. Many of these groups were forced to search for alternative forms of funding and became engaged in kidnapping, narcotics trafficking and extortion. Other groups simply folded under the strain. While many of these groups were left high and dry by the demise of the Soviet Union, and while the Russians are no longer the ideological vanguard of the international Marxist movement, many remaining Marxist groups —such as the Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) and the New People’s Army (NPA) in the Philippines — would certainly welcome funding, training and weapons.
In Latin America, this undoubtedly will be coordinated with the Nicaraguans and Venezuelans, who along with Bolivia appear to be replacing Cuba as Russia’s footholds in the region. In addition to reactivating contacts with the FARC and remnants of other Marxist groups in South America, we anticipate that the Russians will also step up activities with Marxist groups in Mexico. Elsewhere in North America, they could resume their support of the radical left in the United States and with radical elements of the Quebecois separatist movement in Canada.
In Eurasia and the Middle East, the places that really strike us as sites where the Russians will try to become active again are Lebanon (as we’ve discussed elsewhere) and Turkey. During the Cold War, the KGB was very involved in Turkey and supported a number of radical left-wing groups, from the rural Kurdistan Workers’ Party to the urban Dev Sol. Turkey’s left-wing community remains very active and is ripe for Russian exploitation.
We also believe the Russians can be expected to reconnect with radical left-wing groups and individuals in places like Italy and Greece, which still maintain very active such groups. Given the U.S. involvement in counterinsurgency operations in the Philippines, the Russians could also renew contact with the NPA there.
In Russia today, Prime Minister Vladimir Putin stands as a model for strong authoritarian leadership emphasizing a healthy dose of nationalism and pride in one’s own nation. As such, he could appeal to a whole variety of Bolivarian movements, like those in Venezuela, Bolivia and Ecuador. Furthermore, the Russians will certainly attempt to appeal to Slavic nationalism through pan-Slavic ideology, particularly in places like Bulgaria and Serbia, where there are well-organized ultranationalist movements and even political parties.
Another consideration is that ideological change in Russia could mean Moscow will reach out to radical groups that the KGB traditionally did not deal with. While many KGB officers didn’t completely buy in to communist ideology, the Communist credo did serve as both a point of attraction and a limiting factor in terms of whom the Soviets dealt with. Since the Russian state is no longer bound by Soviet ideology — it is really all about power and profit these days — that constraint is gone. The Russians are now free to deal with a lot of people and do a lot of things they could not do in Soviet times.
For example, former Ku Klux Klan leader David Duke is very popular in Moscow and very well-connected there, as are a number of other American white nationalists. There are also close contacts between various neo-Nazi, skinhead and nationalist groups in Europe and their Russian counterparts. These contacts could be a very easy way for the Russians to make contact with and support radical elements of the far-right in places like the United States, Ukraine, the Baltic states and Germany.
There is also a distinct possibility that through their relationship with the FARC, the Russians could gain entree to open a dialogue with some of the more radical elements of the Latin American drug trafficking organizations, including the hyperviolent Mexican cartels. Even Central American drug trafficking groups like Los Kaibiles, who began life strongly anti-communist, might be willing to accept weapons and funding from “democratic” Russians. Considering that Los Kaibiles are now quite mercenary, they also just might be willing to undertake specific attacks if their price point is met. Many Russian organized criminal groups are closely linked to the Kremlin and are a tool Putin and company are already using. These groups could be used to act as an interface with organized criminal groups elsewhere.
In this new-old front, the Russian SVR’s activities will need to be studied carefully. Militant arms caches and ordnance used in attacks will need to be carefully reviewed for potential links to Russia, and potential militant training camps will need to be watched. Doing so will require quite a bit of adjustment for the U.S. intelligence community, which has spent so much effort over the past seven years focusing on the jihadist threat.

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GRIFONE scrive:

The Second Cold War and Corporate Security
September 3, 2008 | 1958 GMT

By Fred Burton and Scott Stewart

A lot has been written about last month’s conflict between Russia and Georgia, and the continuing tensions in the region. Certainly, there were many important lessons to be gleaned from the conflict relating to the Russian military, Russian foreign policy and the broader geopolitical balance of power.
One facet of the Russian operations in Georgia that has been somewhat overlooked is the intelligence aspect. Clearly, the speed with which the Russian military responded to the Georgian invasion of South Ossetia indicates that they were not caught off guard. They knew in advance what the Georgians were planning and had time to prepare their troops for a quick response to the Georgian offensive.
It is important to remember that the Russian operation in Georgia did not happen in a vacuum or without warning. It was a foreseeable outcome of the resurgence of Russian power that began in 1999 when Vladimir Putin came to power, and an outward demonstration of Russia’s increasing assertiveness. One important element of Russia’s ascendancy under Putin has been a resurgence of the Russian intelligence agencies. The excellent intelligence Russia had regarding Georgian intentions in South Ossetia is proof that the Russian intelligence agencies are indeed back in force. But Putin’s rise to power clearly demonstrates that while these intelligence elements may have been weakened, they were never totally gone.
As pressure continues to build between Russia and the West — and as we perhaps slip closer to a second Cold War — it is worth remembering that an actual armed conflict between NATO and the Warsaw Pact never took place despite military tension and some warfare between proxies. Rather, the Cold War was fought largely with intelligence services. Certainly, the Cold War led to the birth and rapid growth of huge intelligence agencies on both sides of the Iron Curtain. These intelligence agencies will also play a significant role in the current strain between Russia and the West.
The world has changed dramatically since the fall of the Soviet Union in 1991. In this age of globalization, e-commerce and outsourcing, there are many more Western companies with interests in Russia than during the Cold War. This means that an escalation of Cold War-type intelligence activity will have profound effects on multinational corporations.

Historical Context
The time period following the fall of the Soviet Union was catastrophic for Russia — workers went unpaid, social services collapsed and poverty was epidemic. The oligarchs seemingly stole everything that was not nailed down and organized crime groups became extremely powerful. Public corruption, which had been endemic (though somewhat predictable) in the old Soviet system, worsened dramatically. Many Russians were ashamed of what their country had become; others feared it would implode entirely.
Into this chaos came Vladimir Putin, a former Soviet intelligence officer who ascended in Russian politics due in part to his significant connections. But Putin’s rise was also largely aided by his firm handling of the second Chechen war in 1999 and the fact that he offered the Russian people hope that their national greatness could somehow be restored. While Putin left the Russian presidency in May 2008 and is now the prime minister again (as he was in the final months of the Yeltsin presidency), he continues to be immensely powerful and extremely popular. Most Russians believe Putin saved Russia from sure destruction.
A major part of Putin’s strategy to regain control over the government, economy, oligarchs and organized crime groups was his program to reorganize and strengthen the Russian intelligence agencies, which had been severely atrophied since the fall of the Soviet Union. During the 1990s, politicians such as Mikhail Gorbachev and Boris Yeltsin saw a powerful intelligence agency as a potential threat — with good reason. Because of this threat, laws were enacted to fracture and weaken the once-powerful agency. In 1991, the KGB was dismantled after a failed coup against Gorbachev in which some KGB units participated and tanks rolled onto Red Square.
Following additional failed coup attempts, the Federal Counterintelligence Service (FSK), the KGB’s immediate successor, was split into several smaller agencies in 1995 under the perception that it remained too powerful. By creating competition among the smaller intelligence services, higher-ups hoped that additional coup attempts could be avoided. Following this shattering of the FSK, the counterintelligence core of the former KGB and FSK became known as the Federal Security Bureau (FSB). The foreign intelligence portion of the FSK became the Foreign Intelligence Service (SVR).
When Putin came into power, he instituted an ambitious plan to reconstitute the FSB. He has steadily worked to reconsolidate most of the splinter intelligence agencies back under the FSB, correcting much of the inefficiency that existed among the separate agencies and making the new combined agency stronger and more integrated. Moreover, since 1999, Putin has ensured that the FSB receive large funding increases to train, recruit and modernize after years of disregard. Currently, the SVR remains separate from the FSB, but other crucial components such as the Federal Border Service and Federal Guard Service have been reintegrated, as has the Federal Agency of Government Communications and Information (FAPSI), Russia’s equivalent of the U.S. National Security Agency.
Additionally, Putin has tapped many former KGB and current FSB members to fill positions within Russian big business, the Duma and other political posts. Putin’s initial reasoning was that those within the intelligence community thought of Russia the same way he did — as a great state domestically and internationally. Putin also knew that those within the intelligence community would not flinch at his sometimes brutal means of consolidating Russia politically, economically, socially and in other ways. It could be reasonably argued that Russia has become an “intelligence state” under Putin.
Since assuming power, Putin has also worked to strengthen the Russian military and the GRU, Russia’s military intelligence agency. The GRU was undoubtedly very involved in the operation in Georgia, as was the SVR. There are some who suggest that Russian agents of influence may have played a part in convincing Georgian President Mikhail Saakashvili to attack South Ossetia and spring a trap the Russians had set.

Implications for Business
Since the fall of the Soviet Union, foreign corporations have been very busy in Russia as they scramble for market share, attempt to profit from Russia’s massive natural resources and seek to meet growing demand for consumer products. For these companies, growing Russian nationalism and tension with the West increases both the chance of regulatory and legal hassles and the possibility that Russian intelligence activity might be directed their way. In other words, as tensions rise, so could the risk for Western corporations.
Not all these problems are new. As a young KGB officer, Putin earned his living by stealing technology from the West. And he has since encouraged Russian intelligence agencies to expand their collection programs with the awareness that such information can assist the Russian economy and specifically the revival of the defense sector. While the Russians have an advanced weapons research and development infrastructure, they are very pragmatic. They do not see the need to spend the money to develop a technology from scratch when they can steal or buy it for a fraction of the cost and effort. This pragmatism was clearly demonstrated in their early nuclear weapons program.
Just as Russia’s reinvigorated intelligence collection efforts were gaining steam, the United States was hit by the 9/11 attacks. As a result, domestic intelligence agencies in the United States and many other Western nations focused on the counterterrorism mission and diverted counterintelligence resources to help in that fight. It would take several years for the domestic counterintelligence efforts to get back to their pre-9/11 levels, and like the Chinese, the Russian intelligence services took broad advantage of that window of opportunity to recruit sources and obtain critical information from foreign companies. Additionally, the Russians have gone to great lengths to steal intellectual property from foreign firms operating inside Russia, either by infiltrating their companies with agents or by recruiting employees.
The Russians are not only drawn to companies that produce sophisticated military equipment. Like the Chinese and others, they are interested in collecting information on emerging technology that is not yet classified but has potential military application. These sectors include materials research, nanotechnology, advanced electronics and information technology. Ultimately, however, they will not turn their backs on the opportunity to obtain sophisticated current weapons system data.
Russian collection and recruitment efforts will also not be confined to Russia or the United States. The Russians can gain as much information by recruiting an American businessman in Tokyo, Vienna or Mexico City as they can from one they recruit in New York or Seattle, if they choose their target wisely. The Soviets and Russians have long enjoyed operating out of third countries. During the Cold War, their primary platform for collecting intelligence against the United States was Mexico City, and their preferred platform to collect against European targets was Vienna.
Former KGB officers are also heavily involved in trafficking Russian and Eastern European women for prostitution in Tokyo, Dubai and Miami. These former KGB officers could easily utilize their positions of access to identify potential recruits for friends at their old agency, perhaps for a profit — consider how many former intelligence officers now are working as contractors for U.S. intelligence. The FSB/SVR might not be the KGB in name, but they clearly are the KGB in spirit and will not hesitate to use sexual or other blackmail if that is more effective than money, ideology or ego as a recruiting hook.
For Western companies operating inside Russia, an increase in tensions will, in all likelihood, mean an increased scrutiny of the companies’ activities as well as an increased focus on their expatriate employees in an effort to recruit sources and to locate Western intelligence officers. Like it or not, all intelligence agencies use nonofficial cover to get their officers into hostile countries — and corporate cover is widely used. Indeed, the Russians have long claimed that the United States and other countries have been using businesses and nongovernmental organizations to provide cover to intelligence officers seeking to undermine Russian influence in the former Soviet Union and to operate inside Russia itself.
Nonofficial cover officers (referred to as NOCs in intelligence parlance) are intelligence officers without visible links to their government and therefore not protected by diplomatic immunity. For this reason, NOC operations are somewhat riskier. Harder to identify as intelligence officers, NOCs are frequently assigned to sensitive tasks — those that a host country counterintelligence service would dearly love to learn about.
Keeping this in mind, Russian counterintelligence services will be carefully looking over the business visa applications of Western companies. Surveillance activities on expatriate employees will also likely increase as the Russians work to identify any potential undercover intelligence officers. They will also seek to recruit expatriate and local employees who can act as spotters to identify any potential intelligence officers.
This surveillance of Western businesses may apply to both corporate offices and employees’ residences. Businessmen may be physically surveilled and their residences subjected to technical surveillance and mail/garbage covers. Domestic workers may also be recruited in an effort to collect information on their employers. Known or suspected NOCs will be carefully watched and will likely even be overtly harassed.
So far, we have not heard of the Russians directing this type of aggressive surveillance activity against U.S. companies, or of U.S. companies having problems obtaining visas for their employees. But as the tensions increase between Russia and the United States, and as intelligence operations become increasingly hostile, it is only a matter of time before they do.

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andrea cevasco scrive:

Caro Onorevole, in un post precedente ho lanciato il sasso, ma Lei ha lasciato che cadesse nello stagno senza far rumore. La posizione Sua, la posizione di Silvio, la posizione dell’Italia, la posizione dell’America, la Posizione della Russia ecc ecc. La sua giusta reprimenda, rimane valida se decontestualizzata, dalla situazione mondiale attuale. Ha comprato azioni di Gazprom? I salvadanai dove sono?
Non sia ingeneroso con il nostro Silvio!!! E visto la sua grande esperienza non sia miope sulla guerra che si sta combattendo senza armi!!!
http://www.andreacevasco.com

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Radbod scrive:

a Supergiaf:

sembrerà il colmo a tutti, nel senso di una mia difesa di Guzzanti, dopo tutte le sberle che ci siamo generosamente scambiati con lui da quasi un anno a questa parte, ma:

1 – Sabina Guzzanti è una donna di 45 anni, matura e intelligente e quanto mai emancipata, e ha l’età e la
maturità sufficienti per dire quello che le pare senza doversi prendere “ceffoni” dal padre, nè da nessun
altro: se Lei ragiona – anche solo metaforicamente – in questi ridicoli termini patriarcali si comporta solo da
cavernicolo arretrato e maschilista

2 – Paolo Guzzanti NON HA MAI DIFESO LA FIGLIA: ma manco per il cazzo!! Ha solo legittimamente detto –
A RAGIONE e com’era suo SACROSANTO DIRITTO – che la Carfagna aveva agito slealmente a chiamare
in causa lui, il padre, in una questione che invece riguardava solo ed esclusivamente sua figlia, la sola a
doverne rispondere, e la Carfagna medesima, punto;

quanto alle affermazioni di Sabina contro la Carfagna, il padre ha precisato che NON le condivideva e che
non gli erano piaciute per niente, ma che riteneva sacrosanto il diritto di ciascuno – in un paese che voglia
dirsi democratico e liberale, a criticare chiunque, Papa compreso: altrimenti si finisce per cadere nel divieto
di parola che vige in molti Paesi musulmani, dove anche delle vignette (peraltro discutibili, aggiungo io)
possono provocare una fatwa.

A Guzzanti:

sarei proprio curioso di sapere che cazzo di carriera giornalistica abbia mai fatto sto’ Giordano e per quali misteriosi meriti e abilità sia diventato direttore del Giornale: io un’idea ce l’avrei, ma la tengo per me…comunque, ferme restando le divergenze d’opinione tra me e Lei, quello lì come giornalista con Lei non può proprio misurarsi. E che non faccia lo stronzo precisino andando a tirar fuori i normali refusi di uno che, quando lui si cagava ancora nel pannlino, era già una colonna di “Repubblica”.

Saluti

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LisaCa scrive:

Buongiorno sig Guzzanti!
Capisco il suo stato di agitazione in questi giorni. Posso comprendere che in alcune cose non sia d’accordo con Berlusconi…Ma invece di innescare un “CASO MEDIATICO” che poi i giornali di sinistra FRAINTENDONO APPOSITAMENTE, perchè non ne ha parlato direttamente col Premier?
Alcuni che non sono dalla sua parte, sostengono che lei si sia sentito messo da parte ed ora scalpita perchè nel suo partito ormai non ha più vie. Che si sta spianando la strada per fare la sua “rivoluzione”.
Non si dimette e nello stesso tempo pretende che il suo partito ponga al suo interno dei cambiamenti “impossibili”, perchè in realtà sta preparando un’uscita di scena obbligata dalle “ALTE SFERE” dove lei avrà la possibilità di uscirne come “MARTIRE”. Con tutto il boum mediatico che poi ci sarà.
Ebbene sig Guzzanti…E’ così? Sta mirando allo “scontro totale”?
Io posso capire: le hanno tolto la scorta, l’hanno coinvolta nella bega signorina Guzzanti-Carfagna e in più il Premier (dai suoi racconti) plaude all’operato di Putin che lei disprezza tanto.
Tenga conto che io trovo l’amicizia Putin-Berlusconi molto rischiosa perchè l’ex KGB è pericoloso, vile e in realtà doppiogiochista. E certo non credo che sia un vero amico. Ed avevo letto in uno dei suoi commenti qui, qualche tempo fa che l’intento di Berlusconi fosse portare Putin dalla parte dell’Occidente.
Ma non è che nella sua “furia passionale” (data da tutte le sue vicessitudini recenti) possa aver in qualche modo distorto le parole di Berlusconi? Può essere capitato, signor Guzzanti?

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Rodolfo Caroselli scrive:

Il Popolo della Libertà vive un momento decisivo, poiché, a questo punto, deve assolutamente onorare il suo nome. Ho sempre contestato chi definiva Forza Italia “un partito di plastica” (in effetti, più perché “speravo” che non lo fosse che perché ne fossi certo) cercando di giustificarne in vari modi la scarsa democrazia interna, ma, ora che il Centro-Destra italiano ha gettato sul piatto il “rilancio storico” rappresentato dalla nascita del PDL è improcrastinabile un chiarimento. Che razza di liberali saremo accodandoci senza fiatare ai capricci di un monarca che, per quanto brava persona (e il mio giudizio sul politico Berlusconi rimane, nel complesso, positivo) di certo non è infallibile?
Nella fattispecie, la politica estera del nostro Presidente è assai discutibile. Quella verso la Russia, però, concordo con Lei, egregio onorevole Guzzanti, è davvero… stomachevole! Sono convinto che la pensano come noi la maggioranza di quei sostenitori del Popolo della Libertà che conoscono un po’ di storia e di geografia e si tengono al corrente dell’attualità internazionale. Mi auguro che costoro si facciano sentire dandole la loro solidarietà.
La stessa cosa mi aspetto che facciano al più presto e “pubblicamente” alcuni politici del Centro-Destra che io stimo, come l’ex ministro degli Esteri Martino, Mantovano, Selva e qualche altro.
Complimenti per la sua azione sempre coraggiosa e cordialissimi saluti,
Rodolfo Caroselli

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holden scrive:

Magari Martino fosse ancora ascoltato nel PDL, magari.

Anche Mantovano mi piace, vero, ma anche lui un po’ oscurato, ultimamente.

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Brian eno scrive:

Caro Guzzanti

Premesso che da un punto di vista politico condivido poco delle sue posizioni sulla russia e su Poutine,

anche io ho provato vomito, si vomito nel leggere la disgustosa e puzzolente risposta del prode direttore G alla sua lettera aperta a Berlusconi. Certa gente ha perso davvero qualsiasi forma di dinignità, e la schifosa chiosa finale sull’ho senz’acca ne è la riprova. per non parlare delle balle spaziali su ciò che effettivamente avrebbe detto berlusconi.

Io, da elettore del csx, spero proprio che rimanga nel pdl ancora per un po’. non si faccia tirare la giacca, non accetti di dimettersi, farebbe solo il gioco di chi vuole un pdl sempre più piegato al pensiero dominante del padrone.

La democrazia, oggi più che mai, ha bisogno di gente come lei. spero che possa continuare a fottere il sistema dall’interno che a parer mio rimane il modo più efficace per cambiare le cose.

Poi chissà quando, ma sono certo che ci riuscirà, potrà fondare il movimento politico RIV Italiana e credo proprio che in me troverebbe già un primo elettore.

La saluto con stima

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William Wallace scrive:

Un momento, scusate, non spariamo a zero sulla replica di Giordano su Il Giornale. Al di la’ del fatto che deve fare il suo “dovere” di direttore di un giornale di Berlusconi e filo governativo, Giordano sottolinea un punto importante , e cioe’ che il Senatore non ha solo criticato le parole di Berlusconi su Putin ma ha anche bollato i parlamentari del PL come come pecore e scimmia addestrate intendendo che sono tutti dei servi di Berlusconi il quale fa il bello e cattivo tempo nel partito. Stimo il Senatore Guzzanti ma credo che questa affermazione non possa scivolare cosi’ come se niente fosse. Adesso mi aspetto che il Senatore sia coerente con se stesso e provi a cambiare le cose all’interno del partitio stesso e, se non dovesse risucirci, che se ne allontani.

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lino scrive:

Ho dato una scorsa veloce ai commenti……………….devo dire che alcuni fanno veramente PENSARE…….!!!! Invece di complimentarsi con lei per la forza ed il coraggio del pensiero democratico e la voglia seminare ogni giorno i concetti democratici…..le fanno i complimenti perche’ ha espresso un suo concetto e una sua convinzione nei confronti di Berlusconi scambiandolo per antibrlusconismo militante……nulla di nuovo sottoil sole
un abbraccio sincero……

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Gabriele Paradisi scrive:

La cosa che trovo più meschina e povera (e dunque pericolosa) nella lettera di G. è quell’appunto sul refuso grammaticale compiuto da Paolo (ho senz’acca)…
Si può imputare a Paolo qualsiasi cosa, ma no di certo che non sappia scrivere… tant’è…

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holden scrive:

All’inizio mi è sembrata squallida, poi infantile, ora – a distanza di ore – incomprensibile.

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gioan scrive:

“Ieri, per esempio, alla quattordicesima riga della seconda cartella hai scritto: «te li ho sentiti illustrare». Ma quell’«ho» era senz’acca”.

Questo “gran finale” della Redazione del Giornale mi sembra come se si desse il benservito a Guzzanti.
Ma per me , lettore del Giornale, Guzzanti era e rimane una Grande Firma.
Peccato, vuol dire che comprerò il quotidiano dove l’Onorevole vorrà far sentire la sua voce, come farò d’altronde con un’altra Grande Firma del giornalismo: Giampaolo Panza.

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gioan scrive:

Scusate volevo scrivere “Pansa”

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maria v scrive:

Caro Paolo,
è da dopo la piazzata di Sabina e la difesa di suo padre con conseguenti invettive pesanti contro Berlusconi che non riesco più a seguire serenamente il blog.
Per correttezza nei tuoi confronti ti devo dire che non sono d’accordo con il tuo comportamento.
Posso ammettere disapprovazione sulle linee del Governo e di Berlusconi, ma queste cose si dicono in maniera diretta nel corso di riunioni, con discussioni sull’argomento, non su un blog o sulla stampa, specie quella stessa Repubblica che hai tanto criticato quando ha attaccato te, altrimenti prima ci si dimette e poi, da libero cittadino, si fa come si crede opportuno.
Da quando sono uscite queste ultime tue dichiarazioni sulla stampa, ogni tanto provo ad entrare sul blog per esternare la mia disapprovazione ma poi desisto perché vedo un’orda di sciacalli che si avventa sul sempre odiato nemico (che Dio lo conservi perchè chi meglio di lui potrebbe affrontare questa crisi), e riconosco quelli stessi che fino a qualche mese fa parlavano male di te sui siti di Sabina, di Travaglio, di Grillo, di Ricca: e tu sei contento di questo risultato ?
In politica, soprattutto in politica estera, non tutto può essere spiegato platealmente e, visto che nella recente crisi georgiana, tutti i Governanti da Bush a Sarkozy si sono rivolti a lui per mediare con Putin, non credo lo considerino l’Hitler della situazione.
Strano che questo fatto non venga considerato.
Su certe cose inoltre esiste il segreto di Stato, e comunque ci sono cose che diventeranno note solo quando gli avvenimenti diverranno STORIA.
Ribadisco che io trovo molto discutibile il metodo, non entro nel merito, perchè la politica estera può essere molto oscura per i non addetti ai lavori.
Esternare in questo modo e con questi termini mi sembra cosa paragonabile al NO CAV DAY di Piazza Navona.
Mi dispiace, mi dispiace tanto: mi ero iscritta al tuo blog per seguire te e ti ho difeso sempre dappertutto finchè ho condiviso il tuo pensiero e la tua linea politica, ora sono invece profondamente e molto dolorosamente delusa.

Maria
GUZZ – IO SONO UN ADDETTO AI LAVORI. CIOE’ HO STUDIATO. SE SI SENTE SCOMODA, PER FAVORE, NON SI FORZI.

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simona scrive:

Maria, scusa se mi intrometto.
Lo faccio perché mi dispiace leggere quello che hai scritto e perché penso che forse ti mancano delle informazioni.

Tu dici:
“In politica, soprattutto in politica estera, non tutto può essere spiegato platealmente e, visto che nella recente crisi georgiana, tutti i Governanti da Bush a Sarkozy si sono rivolti a lui per mediare con Putin, non credo lo considerino l’Hitler della situazione.
Strano che questo fatto non venga considerato.”

Questo fatto non viene considerato perché non è così; in realtà è stato Frattini a volare a Mosca anticipando Sarkozy e prendendo quindi un’iniziativa che ha esautorato il Presidente di turno dell’Unione Europea.
Bush. Se tu avessi seguito con attenzione quello che è accaduto durante la “fase di mediazione” che Berlusconi dice di aver gestito facendo le veci di Bush, sapresti che anche questo in realtà è un bluff. In realtà Berlusconi ha arginato gli effetti immediati della reazione USA all’invasione della Georgia mediando in favore di Putin, tant’è che, non avendo trovato appoggio esplicito dalla Comunità Europea, anche a causa nostra (e della Germania), sia la NATO che l’America hanno preso iniziative individuali di sostegno eplicito alla Georgia: gli USA hanno mandato le navi da guerra nel Mar Nero e la NATO ha mandato una intera delegazione di ministri (23) per manifestare sostegno alla Georgia. Né la NATO, né gli USA hanno manifestato la benché minima solidarietà a Putin.

Mi viene il dubbio che tu non abbia letto tutti i post che abbiamo scritto in questi mesi su questa storia, a cominciare da quando abbiamo dato la notizia che la Georgia (circa due settimane prima dell’invasione) si trovava in una situazione di pericolo e Paolo ha fatto un post nel quale diceva che avrebbe chiesto in Commissione Esteri che venisse manifestata solidarietà a Saakashvili (ripeto, due settimane prima dell’invasione).

Poi scrivi:
“Su certe cose inoltre esiste il segreto di Stato, e comunque ci sono cose che diventeranno note solo quando gli avvenimenti diverranno STORIA. Ribadisco che io trovo molto discutibile il metodo, non entro nel merito, perchè la politica estera può essere molto oscura per i non addetti ai lavori.”

Non esiste segreto di stato finché non viene apposto e quindi segreto di stato non c’è. Di questo siamo più che certi. Cara Maria, anche se fosse la ragion di stato a muovere Berlusconi per qualche inghippo del quale è al corrente solo lui, questo non gli impedirebbe comunque di dimostrare solidarietà verso le persone che hanno perduto la casa e che hanno avuto dei morti in famiglia a causa di questa guerra e per i coraggiosi giornalisti e dissidenti che sono stati uccisi o incarcerati in questi anni. Questo tono da allegra danza sulle disgrazie dei deboli devi ammettere che non è all’altezza di un leader e mette tutti noi italiani in pessima luce.

Infine:
“Posso ammettere disapprovazione sulle linee del Governo e di Berlusconi, ma queste cose si dicono in maniera diretta nel corso di riunioni, con discussioni sull’argomento, non su un blog o sulla stampa, specie quella stessa Repubblica che hai tanto criticato quando ha attaccato te, altrimenti prima ci si dimette e poi, da libero cittadino, si fa come si crede opportuno.”

E chi ti dice che Paolo non abbia già in passato manifestato il suo dissenso nelle sedi e nei modi opportuni? Chi ti dice che magari nemmeno abbia ricevuto una risposta di chiarimento o una spiegazione? Ma lo hai letto l’articolo di Giordano? Riflettici, prova a leggere che c’è scritto tra le righe, ripassa con la mente tutti i fatti accaduti da quando Forza Italia ha preso le distanze dalla Commissione Mitrokhin. Eppure, se ti ricordi bene, chi dicevano fosse il mandante ultimo dell’operazione di diffamazione contro Prodi? Ripensa a tutta la storia di questi anni.

Riguardo la competenza degli addetti ai lavori, ti ha già risposto Paolo.

Maria, ripensaci.

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Grillo Parlante scrive:

Mi sento un marziano e, a volerla proprio dire tutta, un po’ di nausea viene anche a me. Perché vede, Maria, non condivido né il metodo e nemmeno le rassegnate conclusioni che suggerisce.

Ammetto di seguire il blog con una certa discontinuità ma Guzzanti si è dimostrato coerente con quanto dice, scrive e pensa e non da ora. E non faccio fatica a immaginare che magari in quelle riunioni oggi tanto auspicate degli argomenti sollevati non se ne voglia neanche parlare. Magari Guzzanti non vi è stato neanche ammesso. Ma perché poi conciliabili e conventicole dovrebbero essere il luogo deputato per discutere e decidere le politiche strategiche della nazione? L’”accordo Moro” le basta come esempio?

Già, la politica estera. Materia oscura e impenetrabile ai più. Beh, io non desidero essere trattato come un minorato e posto sotto la tutela di nessuno. Il mio voto è andato a Berlusconi e al PdL, con un mandato ben preciso in politica estera. E se permette avrei tanti interrogativi da porre visto che mi ritrovo con Putin in casa, con il Presidente della Georgia paragonato a Saddam e gli Stati Uniti sorpresi e stizziti per la piega presa dagli eventi.

Qui si tratta di capire chi sono i nostri amici, quali i nostri alleati e la nostra collocazione geopolitica. I segreti di stato o le clausole riservate non attengono a questo livello. E visto che la Storia è tutta da scrivere è’ maleducato chiedere spiegazioni? E’ inopportuno contraddire il Capo? Certo che se uno fa il Premier è costretto a frequentare gente con cui altrimenti non prenderebbe neanche un caffè; e non fu Eisenhower a dire “So benissimo che è un figlio di puttana, ma almeno è il “nostro” figlio di puttana!” Come vede siamo tutti uomini di mondo e perfino io capisco la realpolitik. Perciò rifiuto la tesi che la politica estera sia materia per gli “addetti ai lavori”. Che scrivano i trattati, invece, che gli indirizzi spettano a noi.

Invece che è accaduto? Anziché grattarsi la testa e porsi il “problema Putin” è scattato il mobbing politico nei confronti di Guzzanti. Giordano che lo bacchetta per via di un’acca mancante, quell’altro a chiedere le dimissioni, tutti quanti a scuotere la testa col sopracciglio aggrottato “no no no, così non si fa”. Per non parlare del milioncino di euri spuntati fuori a fine giornata. E i blog, i forum! Gente del centro-destra a commentare: “ha fatto fare una figura di merda a FI con la storia della commissione Mithrokin”, “è come i figli”, “è uno che ha lasciato l’Espresso, che torni da dove è venuto”, “gli brucia che Silvio gli ha tolto la scorta” eccetera. Non sono i soliti sinistrati alla Grillo o alla Travafglio a scrivere, ma elettori del PdL con cui fino al giorno prima discutevamo della strage di Bologna, di Cossiga e di Kram.

Beh, se mi permette viene da vomitare anche a me. Le chiedo scusa per questo.

GUZZ – GRAZIE GRILLO. AH, E’ QUESTO CHE SCRIVONO? BENISSIMO.

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WalterJack89 scrive:

Ma c’è da dire che in un caso come questo, un bel colpo di reni di libertà d’opinione, travaglini e grillini se ne stiano zitti. Sarebbe un beaux geste metterlo in risalto,e invece no: non li converrebbe .

Ripeto, non ho votato PDL. Ma oggi qui vedo un grande Guzzanti. Un Voltaire redivivo.

GUZZ – AMICO, ANCHE TU SEI DEI NOSTRI, STO CONTANDO LA MIA GENTE. E’ FANTASTICO.

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inchiostroazzurro scrive:

Anche a me non è piaciuto il modo e il metodo col quale l’Onorevole Guzzanti ha manifestato il suo dissenso.
Non mi convince la manifsta animosità.
Il casus belli è troppo inconsistente per un attacco del genere! I toni non suonano autentici !!
C’è astio.
Ad esempio quando palesemente vengono riportate distorte le parole di Berlusconi: Hitler era un democratico….
No ! Errata corrigo. Hitler era stato ELETTO democraticamente, e poi ha fatto….ecc. Questo è uno scivolone che non può essere una svista!
Lasciamole a Di Pietro queste cose.
Da sinistra i ministri del governo Berlusconi sono stati definiti “bidelli” , ora Guzzanti li definisce “scimmie”…eccezionale veramente ! Maroni , Brunetta , Tremonti , letta …ecc non sono scimmie !!!!! Che linguaggio , animoso , appunto.
Che avesse ragione Pattom qualche mese fa ?

Un saluto definitivo a Rivoluzione Italiana

GUZZ – UNA FESTA. ADDIO ! (BERLUSCONI DISSE: “NON VOGLIAMO CHE SI RIPETA QUEL CHE FECE QUALCUNO CHE DOPO ESSERSI PRESENTATO COME UN DEMOCRATICO FECE QUEL CHE FECE”: NON RIGIRI LE FRITTATE)

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inchiostroazzurro scrive:

L’intervento di Maria V. mi sembra il più equilibrato di tutti. Nemmeno io mi sforzo.

GUZZ – E PER ME IL MOMENTO DEL SERRATE LE FILE. SE LEI E’ D’ACCORDO CON MARIA VENERA, RICEVA IL MIO STESSO INVITO AD ANDARSENE.

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gianluca.mariottini scrive:

Caro On. Guzzanti,
il mio intervento non vuole difendere Maria v, ne’ tutti gli altri che la pensano come lei.
Vuole difendere un principio che e’ venuto a mancare (e che ho gia’ fatto notare in altre occasioni): che la Verita’ e la Liberta devono andare di pari passo con l’Amore.

Questo vuol dire che, se qualcuno sbaglia (ad esempio Lei, o Maria, o io, o tutti noi!) e non persegue la Verita’ e la Liberta, c’e’ pero’ l’Amore ( o Caritas) che corregge, spiega, cerca il dialogo: insomma non nega nulla ne’ chiude ad un rapporto.

Perseguire la Verita’ e la Liberta’ senza Amore degenera in violenza.

Su questo dobbiamo discutere…sarebbe troppo facile discutere di Maria V o “chiccessia”.

Cordialmente
Gian Luca Mariottini

PS=Ho lasciato degli spazi per evidenziare tutte e tre cose importanti.

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Lucia scrive:

Guzzanti,
mi permetta di fare un’osservazione alla sua risposta non propriamente gentile a “maria v”.
Premetto che sono d’accordo con quanto dice Maria, vorrei chiederle perchè quando qualcuno scrive una critica su di lei, subito si inalbera e risponde in modo non propriamente gentile. Anche lei è in disaccordo con quanto detto da Berlusconi e lo sta criticando senza mezzi termini, ma non mi sembra che il diretto intessato le abbia risposto male; e comunque mi sembra di averle sentito dire che le critiche sono costruttive. A meno che esistano due pesi e due misure a seconda di chi parla e di chi ascolta.
Con stima.

GUZZ . MARIA VENERA HA SCRITTO IL FALSO.
E CIOE’ CHE IO ABBIA SOLIDARIZZATO CON SABINA PER LE PAROLE DA LEI USATE A PIAZZA NAVONA.

QUESTO E’ FALSO E OCCORRE MALAFEDE O ANALFABETISMO, PERCHE’ TUTTO E’ SCRITTO NERO SU BIANCO.

IO HO SOLIDARIZZATO CON SABINA SOLTANTO SUL FATTO CHE LA CARFAGNA L’ABBIA NOMINATA NON PER NOME E COGNOME MA COME FIGLIA MIA.

QUESTO E’ STATO UN ATTO GRAVE.

IO MI SONO INDIGNATO ED HO ESPRESSO PER QUESTA DIMINUZIONE DI IDENTITA’, SOLIDARIETA’ A SABINA.

ANZI, DA ADESSO CHIEDERO’ DI LASCIARE IL BLOG A TUTTI COLORO CHE MISTIFICANO SU QUESTO PUNTO, PERCHE’ NON SONO IN VENA DI TENERMI IN CASA DEI MENTITORI.

LE OPINIONI SONO AMMESSE, LE MENZOGNE NO.

E’ CHIARO ADESSO? GRAZIE.

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Luciano Baroni scrive:

Era chiaro anche da subito, ma c’è un ma…

L’hai tenuta tu in piedi quella discussione, bastava TU avessi scritto, da SUBITO, che avresti bannato TUTTI quelli che ne avessero continuato a parlarne, dopo aver detto la prima volta il TUO dissenso dal comunicato della Ministro.

Allora DEVI, secondo me, considerare che : coloro che continuano a ricordare la faccenda, proprio perchè TU hai continuato a tenerla aperta rispondendo a chiunque e continuamente, lo fanno perchè hanno pensato, tra le tante cose, proprio che TU volessi tenerla aperta per CONTINUARE a scrivere ciò che scrivevi sulla Carfagna.

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Dot scrive:

Maria,

ti scrivo perché molte volte mi sono trovato concorde con te. Lo faccio sul blog e non in privato perché sono convinto che tutto quello che riguarda il blog vada scritto pubblicamente sul blog , anche se è ridotto ad un discorso diretto tra due persone.

Ti sbagli. Non c’è niente di cui essere delusi di cui non conoscevamo già (Putin, …), dobbiamo invece essere orgogliosi di avere conferme su quanto c’è di più caro al mondo: la libertà. Se non ci riusciamo noi (io, te) a difenderla come si dovrebbe almeno riconosciamo chi la difende a prescindere dal colore, e a costo di enormi sacrifici. Sacrifici che io per primo non credo sarei mai in grado di fare.

Se non ricordo male hai figli anche tu, sai quindi senz’altro cosa significa un figlio. Lo sai il pezzo che ti viene a mancare se lo dovessi perdere; ti immagini anche quale può essere lo sforzo sentimentale, intellettuale, psicologico e fisico che può scaturire nel controbattere con forza le sue idee nell’agone politico pubblico. Per me sarebbe letteralmente roba da infarto. Riconoscerle indipendentemente dal legame affettivo, contrastarle per quello che ritieni di contrastare, appoggiarle per quello che ritieni di appoggiarle. Tu, solo, illuminato da riflettori che fanno vedere ogni piega del tuo viso, di quello di un tuo figlio mentre tutt’intorno senti e vedi solo un buio nel quale sai che fluttuano migliaia di occhi pronti a farti una spietata radiografia e artigli pronti a scannare.

Noi non dobbiamo essere delusi, dobbiamo essere contenti e orgogliosi di vedere persone che difendono la loro e la nostra libertà, che la difendono in casa e fuori. In tanti la calpestano inconsapevolmente, in tanti consapevolmente e per interesse diretto, lo sappiamo, e quando viene il momento dobbiamo essere in grado di riconoscerlo. E’ f.o.n.d.a.m.e.n.t.a.l.e.

La libertà è una casa aperta a tutti, come lo è questo blog. Non esiste sinistro o destro in grado di abbatterla. Non è una questione di quantità, non lo è nemmeno di qualità: e solo quella dolce, a volte amara, “malattia” che ti prende e di cui sai di non voler guarire perché, una volta guarito, non riusciresti più a dormire la notte.

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dvd1 scrive:

Ho letto la risposta della redazione de Il Giornale.Be che se ne vada affanculo il signor G(iordano).Meglio che ritorni a dirigre quella schifezza di studio aperto,non Il Giornale.Se Guzzanti verrà licenziato o non potrà più scrivervi sopra,io non lo comprerò mai più.Ora vado a scivere anche sui commenti di quell’articolo,non appena riprenderà a funzionare la mia posta elettronica.
Condivido in pieno la sua lettera a Berlusconi,On.Guzzanti, non se ne vada resti nel PDL a ricordare cosa significhi amare l’Italia e l’occidente!.
Davide Cembrano.

GUZZ – MI DEVONO SPARARE PER CACCIARMI VIA.

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ALEXEIN scrive:

Oggi ho trovato su Radicon un articolo che spiegava in un modo cosi semplice cosa è avvenuto in questo pazzo mondo finanziario che lo capito anche io……. ;
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Richiesto gentilmente dal mio caro socio radiconM di mettere giù due righe semplici sulle cause e i risvolti dell’attuale crisi finanziaria, volentieri vi partecipo umilmente quanto segue.

Soleva dire a lezione il Prof. Sergio Ricossa (sempre sia lodato):”Gli economisti sono maestri nello spiegarti dopo i motivi per cui hanno sbagliato le previsioni”. Diceva dal canto suo Nils Bohr, il fisico:” Fare previsioni è difficile, soprattutto quando si tratta del futuro”.

Gli affari in corso non sono causati dal capitalismo, come qualcuno dice già. Sono causati da giochi finanziari gestiti da oligopolisti e statalisti (e Stati)che in combutta tra di loro determinano situazioni di potere che sono una degenerazione del concetto che loro hanno di capitalismo, e che in effetti sono una delle prime, vere e potenti negazioni del libero mercato e della libera concorrenza.

Ecco qua,infatti, che, ad esempio, i CEO delle più importanti banche del mondo (compresi quelli italiani) e il presidente della BCE arrivano e ci dicono( vedansi i giornali di mezzo mondo di questi giorni, ad esempio il Sole 24 Ore di martedì 7 ottobre a pagina 5):”Abbiamo sottovalutato la crisi, facciamo autocritica etc etc etc “.

Radicons non aveva sottovalutato niente, e i fatti ci danno ragione (uaooohhhh! ).

Principali fattori scatenanti la crisi: faccio mutui a gente a rischio , “trasformo” le rate in titoli che rendono molto (infatti i mutui sono a rischio per cui il Tizio mi paga interessi alti, sopra la media), vendo i titoli ad altre banche (consapevoli di cosa comprano) che li rivendono a zia Maria (quasi sempre inconsapevole di cosa compra). Se Tizio e quelli come lui cominciano a non pagare le rate, io non posso onorare il titolo a mia volta e zia Maria è fregata. In più se io quel mutuo l’ho emesso , supponiamo, per 120 mila dollari a fronte di una garanzia reale costituita da una casa che ne vale 100 mila, nel momento in cui vado ad escutere Tizio non posso evidentemente recuperare gran parte del debito. In più, se a escutere e a tentare di vendere le case per recuperare i mutui prestati siamo in tanti, il prezzo delle case scende fatalmente e anche il mercato immobiliare si “rovina” ed entra in crisi. In più, se io banca ho riserve e patrimonio che mi consentono di garantire prestiti per 1 milione, ma presto soldi per 2 milioni, se non me li restituiscono vado leggermente in crisi. In più, nel frattempo stavamo speculando un po’ sul petrolio ( che è andato a 150 dollari il barile a luglio e oggi è a 87 non certo perché non ci fosse petrolio abbastanza, ma perché la gestione oligopolistica intrecciata con gli interessi di Stato ha fatto si, ancora una volta, che l’assenza totale di concorrenza nella gestione e distribuzione del petrolio facesse gravare sul “popolo” i prezzi alti della benzina a beneficio dei pochi che conducono le danze nel settore)e tenevamo alti maldestramente i tassi di interesse europei mantenendo basso il dollaro e penalizzando l’economia reale europea. Ieri ho sentito Trichet (Presidente della BCE) dire che si sono sbagliati nelle valutazioni: io otto mesi fa gli avevo scritto che avrebbe abbassato comunque i tassi quest’anno, magari per cause traumatiche, ma sarebbe stato comunque tardi. Solo che lui (e anche altri) si ostinano a non leggere Radicons, cosa possiamo farci?

A questo punto il sistema bancario va in crisi, i responsabili dicono di aver sbagliato le valutazioni (ma come fanno a sbagliare loro, con tutti quei fior fiori di esperti a disposizione?) e siccome il sistema bancario è una dei veri centri di potere, la politica non può fare altro che intervenire salvando i danni che lor signori hanno fatto, mettendo sul piatto soldi pubblici per salvare banche che invece andrebbero fatte chiudere.

Le banche che saltano dovrebbero mettere i loro patrimoni immobiliari etc a disposizione delle procedure fallimentari per sanare i debiti, e questi patrimoni verrebbero acquisiti dalle banche sane (poche) rimaste e/o da nuove banche sane che nascerebbero, e nel mentre per evitare il panico i governi potrebbero al limite estremo tranquillizzare i correntisti garantendo che i loro soldi possano passare sui conti delle nuove banche senza rischi speculativi o di crollo ingiustificato dell’economia. Non salvare le banche, ma tranquillizzare i correntisti nel passaggio alle nuove banche.

Governi, governatori, banchieri ed enti preposti al controllo, tutti insieme hanno contribuito (chi più, chi meno) a creare questo buco, il prezzo del quale ora vorrebbero addossare (e addosseranno) alla comunità intera. Non va bene. Se un artigiano e altri mille artigiani falliscono, nessuno Stato interviene a salvarli, anzi Stato e Banche insieme danno loro, se possono, il colpo di grazia. E ora vorrebbero invece Nazionalizzare le Perdite di alcune banche con la scusa di tutelare i risparmiatori (che fino a ieri hanno solennemente strozzato, per non dire altro !).

Comandano, fanno il bello e il cattivo tempo, ci ridono in faccia e ci trattano da sudditi e poi quando le cose vanno male ci presentano anche il conto.

Poi me ne arriva uno che mi chiede:”Non capisco come mai McCain sia così avverso rispetto al piano di salvataggio proposto in parlamento”. Risposta:” Ah, non lo capisci…?”.

RadiconED
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P.S.

Ieri dopo il discorso al senato avrei baciato Tremonti……… grazie Giulio…
Alessandro

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Patton scrive:

Onorevole Guzzanti,
come ho detto poco fa nel topic precedente, io credo che per uscire da questa incresciosa personalizzazione dei rapporti politici (l’amico Vladimir, il caro Silvio e il caro Paolo mi fan venire in mente… “il triangolo no” di Renato Zero) ci vuole un’interrogazione o dibattito parlamentare sulle scelte energetiche del Governo italiano negli ultimi anni.
E poiché mi pare ingiusto lasciare a Lei, Guzzanti, tutta la responsabilità di un simile passo, io propongo il seguente piccolo-grande referendum tra i blogger vecchi e nuovi:
Questo dibattito s’à da fare, o no?

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andrea barsotti scrive:

Maria V se potesse fare i nomi di coloro che rappresentano le orde di sciacalli dimodochè questi possano difendersi dall’accusa altrimenti dovremmo suppore l’equivalenza tra sciacalli ed elettori del csx che frequentano questo blog, il che è palesemente falso.

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manca scrive:

Salute.

Non riesco a credere che il Direttore Giordano ti abbia scritto:
“adesso capisco perché molte cose che hai trattato nel recente passato sono rimaste assai oscure” ( n.d.r. chi ben comincia… e questo è un autentico macigno)

” Da grande cronista, quale sei stato” (n.d.r.: un modo elegante per dire che ora non lo sei più?)

“mi chiedo che senso abbia che tu continui a stare in un partito di cui pensi il peggio…trai le conseguenze e dimettiti” (n.d.r. : forget about it, honey)

“nessuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori” (n.d.r. forse straparlo, ma perché non proporre una collaborazione a titolo gratuito? così il “pretendere di farsi pagare” se lo rimangiano; credo che se ti mettessi sul mercato, potresti scrivere facilmente altrove)

La mia sensazione è che qualcuno abbia approfittato per togliersi qualche sasso dalla scarpa.

La chiusura, poi, è di gusto inqualificabile. Dire che ti hanno sempre letto e corretto con passione, “per esempio” perché ai dimenticato una acca, è un nobile, affettuoso apprezzamento per chi svolge questo lavoro da molti anni e potrebbe tenere dei corsi.
E questa è classe, della più bell’acqua. Rallegramenti al Direttore.
Signorilità per signorilità, si potrebbe rispondere: “how much do I owe you?”(quanto le devo?)

L’unico accenno al nocciolo della questione, vale a dire ciò che ha detto Berlusconi, il Direttore lo fa dicendoti che non hai capito. Del che, esiste una possibilità su alcuni fantastilioni. Dunque, estremamente improbabile, ma teoricamente possibile. Ma solo in teoria.
Chi crederebbe che uno come Guzzanti, ascoltando uno come Berlusconi, che parla di uno come Putin, non starebbe lì con antenne e neuroni pronti all’ascolto?
Seriamente, è da escludere un fraintendimento. Tra l’altro, tutti i colleghi presenti avrebbero detto pubblicamente a Paolo che si trattava di un malinteso. Ma non è accaduto.

L’unica cosa vera – ammesso che sia così – scritta da G. sarebbe allora la mancanza dell’’acca. Hot stuff. Great.

La morale?
Come è vero che per un punto Martin perse la cappa, così è vero che per un’acca Guzzanti ha perso la cappa (perché se l’è stracciata per lo sdegno), ma non la spada… watch your heads, gentlemen.

A proposito del monaco Martino, che ne dite di scrivere sulla porta di R.I.: Porta patens est. Nulli claudetur onesto. ( La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto)
Salute.
Carlo Manca.

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maria v scrive:

Entro solo per rettificare.

A me era sembrata difesa di un padre nei confronti della figlia, che in qualità di mamma avrei compreso anche se non condiviso, mentre l’on.le Guzzanti ha sempre dichiarato di solidarizzare con la figlia perché il ministro Carfagna nel nominarla ha detto “figlia di“ ecc. ecc.
Chiedo scusa per non aver chiarito bene cosa intendevo dire al riguardo, non era mia intenzione mentire perchè fra tanti difetti che ho questo manca.

Dot, non mi ritrovo il tuo indirizzo e-mail che avevo quando abbiamo lavorato per il Laboratorio di Rivoluzione Italiana, per cui approfitto di questo spazio per ribadire che la mia critica riguarda il metodo mentre non entro nel merito della questione, perché su di essa ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni nelle sedi opportune, né io sono in grado di valutare chi ha ragione e chi torto sulla questione Putin, evidentemente non sono stata chiara. Per quel che ho letto qui in questi anni di Putin c’è poco da fidarsi, però qui c’è di mezzo politica estera ed io, da buona ignorante in materia, taccio.

Se credi tu, e non solo tu, potete scrivermi: la mail per il web è sempre

mary.poppins42@libero.it

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LisaCa scrive:

Avrei tanto voluto un commento da parte sua al mio post…
Vorrei capire bene ciò che sta succedendo.
Prima di avere un parere definitivo. Vorrei capire se chi, secondo me è maligno, ha torto nell’affermare che certi suoi comportamenti sono dati dalla ricerca di “potere”.
Ma dov’è finita Sigal? Sta bene?
Sono certa che un po’ di scambi letterari passionali e dolcissimi le farebbero bene al cuore, in questo momento di maretta…
Cercate di rimettere le cose a posto. Per favore.

GUZZ – MA ANIMA, MIA, RAGIONI! QUALE POTERE? DI CHE COSA? IL POTERE DI USARE LA PAROLA E L’ONESTA’? IL POTERE DI RICEVERE LETTERE DI PRE LICENZIAMENTO, DI PRE ESPULSIONE? ALLORA SI’, HO UN GRAN POTERE E SONO UN UOMO DI POTERE. SIGAL E’ IN VIAGGIO IN AMERICA E CI SEGUE, CREDO, COME PUO’. RESTI CON NOI: QUESTO E’ UN LUOGO PULITO.

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maccarti scrive:

1. Mi domando quali sarebbero state le conseguenze sui rapporti Italia-Russia, ove Berlusconi avesse affermato senza mezzi termini «Putin è un porco», come lLei, Onorevole Guzzanti si aspettava che il premier dicesse.
Affermazione che il giorno dopo avrebbe fatto il giro delle sette chiese. Immagino.
Con quali conseguenze?

2. Ha ragione Lei, Onorevole Guzzanti, quando scrive che non è detto ci voglia del tempo per passare dal totalitarismo alla democrazia.
Solo in parte, però. A mio modesto parere.
Ci sono Stati i quali non conoscono nella loro storia altra forma che il totalitarismo. E’ il caso della Russia.
Ebbene, per questi Stati il passaggio non può che essere graduale.
Ove la gradualità venisse a mancare, avremmo una democrazia formale, zoppa, vulnerata sempre da rigurgiti totalitari (il caso della Russia, appunto) e/o da atteggiamenti politico-sociali dove si fa strada l’anarchia e la legge del piú forte.

3. La politica estera del governo Berlusconi è filostatunitense e filoisraeliana.
Se l’amicizia Berlusconi-Putin si limita a un «rapporto personale», non vedo il motivo per cui bisogna preoccuparsi di ciò. I rapporti personali investono giusto la sfera personale.
Se, invece, la politica estera del governo Berlusconi è anche filorussa, in tal caso bisogna provare a spiegarne il motivo:

a. Berlusconi è come Putin?
(La sinistra italiana e Di Pietro dicono di sí).

b. Perché Berlusconi “si tiene buono” Putin?
(La sinistra italiana e Di Pietro risponderebbo probabilmente che lo fa per interesse personale).

4. Bene ha fatto Lei, Onorevole Guzzanti, a sottolineare il deficit di democrazia nel Partito in cui milita e di cui è membro. Bene fa a provare a “smuovere” le coscienze.

Mi pare, invece, “forte” l’accusa lanciata ai Suoi colleghi parlamentari.
Potrebbero essere millanta i motivi per cui alcuni (ripeto alcuni, non tutti) condividono le posizioni del lider. Possibile che in quel partito tutti siano mossi da mero calcolo di bottega?
Possibile, non certo.

5. Silvio Berlusconi ha parlato di Putin e della Georgia in maniera “pericolosamente” superficiale. Questo fatto è indubbio.
Ma Silvio Berlusconi è uomo superficiale. Sia detto col dovuto rispetto.
Ciononostante – e nonostante i suoi difetti (uno su tutti: sottovaluta costantemente l’intelligenza degli altri) – egli ci ha salvati dalla “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto &C.
Senza di lui, ancor oggi saremmo costretta a sciropparcela. Sotto altra forma, immagino; pur sempre “gioiosa macchina da guerra”, però.
E questo è un merito che noi, elettori del PDL, non possiamo misconoscere. Andremmo contro l’evidenza dei fatti.

6. Viviamo un’epoca in cui la società preferisce “persone forti”.
Berlusconi lo ha forse capito e si comporta di conseguenza?

7. Onorevole Guzzanti, Lei è stato obbiettivamente “maltrattato” dal partito, che pure lo aveva messo a presiedere una Commissione la quale doveva lavorare su argomenti delicatissimi.
Lo sappiamo.
Prova ne sia che si decise che il Presidente Guzzanti aveva bisogno della scorta (poco tempo fa, però, misteriosamente non piú necessaria [sic!]).

Purtuttavia, non credo – diversamente da qualcuno qui – che la Sua ultima, feroce ma aperta critica sia stata dettata da malanimo.
Piuttosto penso che Lei, Onorevole, si sia mosso (forse intempestivamente? Forse poco “politicamente corretto”? Non lo so) perché è uomo onesto. E parla apertis verbis.
E da uomo onesto, e che non le manda a dire, si comporta.
Orbene come tale, vorrebbe che tutti si comportassero allo stesso modo. E, soprattutto, non celassero il loro pensiero dietro discorsi fumosi quanto vuoti.
Ma in politica si può fare, senza che ciò sia preceduto da una rivoluzione delle coscienze, oltre che di costume?

8. Mario Giordano ha scritto quel che ha scritto. E ha fatto benissimo, a parer mio: sappiamo come la pensa.
Già questa è buona cosa.
Certo, poteva evitarsi quella caduta di stile sull’acca.
E già, perché la cosa mi sa di puerile.
Ciononostante, diversamente da altri io continuerò a leggere Il Giornale.

9. Qualcuno, su questo splendido blog-giornale, ha rispolverato il tema Garfagna-Sabina Guzzanti-Padre.
Obbiettivamente, ne ho le scatole non solo piene, ma usurate.

postilla

Mi permette, Onorevole, un piccolo appunto?

Lei scrive, in risposta al post dell’ottima Maria v delle 16.26:
SE SI SENTE SCOMODA, PER FAVORE, NON SI FORZI.

In altre parole (se sbaglio, mi corregga):
se non sei d’accordo con me, puoi anche girare al largo.

Fosse cosí, non Le pare che ciò contrasta con la battaglia che ha appena intrapreso all’interno del PDL?

Con immutata stima

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wu ming 33 scrive:

Se per assurdo lei decidesse, in questo momento, di fondare un suo partito politico, prenderebbe una marea di voti e da quegli elettori di destra non affetti da una genetica servile, e da quegli elettori di sinistra non vittime dell’ottusità tipica del pregiudizio e della chiusura mentale che lo contraddistingue.

La lascio con una strofa tratta da una canzone di Capossela: ” Ma non importa se ho perduto, ora vado più leggero e senza aiuto ”

E ci tengo a sottolineare che nel suo caso specifico lei non ha perduto proprio niente, ma ha bensì guadagnato, o riguadagnato, la stima incondizionata di una buona parte di italiani che magari non partecipano attivamente alla vita dei blogs ma che sanno ben distinguere un uomo da un quaqquaraquà!

Saluti.
GUZZ – WU MING !
SIAMO PRONTI ORMAI TUTTI A TRASFORMARE LA NOSTRA AVVENTURA POLITICA, UN’AVVENTURA DEGLI ONESTI E DEI CORAGGIOSI, IN UNA GRANDE AVVENTURA A FAVORE DI TITTI GLI ITALIANI IMBROGLIATI.

LEI E’ CON ME, IO SONO CON LEI.

EVVIVA.

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holden scrive:

Gran post di wu ming, mi associo!

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Luciano Baroni scrive:

Ecco cosa succede a parlare di Putin e Berlusconi, a ROMA.

Il premier nella sezione più rossa di Roma: «Come siete tristi»
di Gianni Pennacchi

da Roma

Sapete qual è la sezione del Pci/Pds/Ds/Pd più popolare e rossa di tutta la capitale, quella che resta fedele al segretario perinde ac cadaver, da Togliatti a D’Alema e persino a Veltroni nonostante ogni salto e trasformazione, la piccola Stalingrado inespugnabile che resiste come sempre al centro e alla destra? A Roma lo sanno tutti, è la sezione Campitelli in Via dei Giubbonari, vicino a Campo de’ Fiori. Quella che come segretario ha ancora il segretario di Baffino. Quella sempre aperta ogni giorno. Quella che sì, ora siamo diventati Partito democratico e stiamo coi postdemocristiani, ma alle pareti esibisce ancora e con orgoglio il ritratto di Antonio Gramsci nonché di Enrico Berlinguer. Quella che nell’ultima metamorfosi, s’è rifiutata a stragrande maggioranza degli iscritti, di togliere la targa di marmo sull’ingresso con la falce e martello rossa e la dedica a Guido Rattoppatore, giovane partigiano comunista fucilato al Forte Bravetta dai nazifascisti. Bene, sapete chi ha osato entrarvi ieri sera, per non dire espugnarla? Ma sì, avete indovinato. Con sorriso smagliante a 36 denti, passo sicuro e fare ammaliante, nella sezione Campitelli è entrato proprio il premier, il cavaliere rossonero che vuol piacere a tutti, lui, Silvio Berlusconi.

Da far morire di invidia non solo Uolter ma pure Dario Franceschini che nella sede dei Giubbonari non ha ancora avuto il coraggio di affacciarsi, da far strabuzzare gli occhi ai passanti in fila davanti allo storico spaccio di filetti di baccalà. Oh, questa è la sede antica dei comunisti romani ma quelli del popolo, che ha sempre fatto concorrenza a Trastevere e ha snobbato la sezione del Pantheon dove erano iscritti fighetti e intellettuali. Alla Campitelli, gli unici iscritti da copertina erano Sandro Curzi prima che passasse a Rifondazione, e Achille Occhetto quando era segretario. Ma D’Alema premier, per Bombardare Belgrado, doveva passare in due sole sezioni per avere il placet dei compagni romani: al Tiburtino e qui, alla Campitelli. Capite ora, di che si tratta? Quale rischio abbia corso Berlusconi?

Il quale invece, con la faccia abbronzata che si ritrova in ogni stagione, non ha temuto il pericolo. Tornato da Napoli nel tardo pomeriggio, dopo essersi un poco riposato a Palazzo Grazioli s’è concesso una passeggiata dalle parti di Campo de’ Fiori. Gli piacciono le vetrine degli antiquari e le gioiellerie, dunque Via dei Giubbonari era un passaggio obbligato. I consueti applausi dei passanti, poi l’ingresso della sezione Pci/Pds/Ds/Pd. «Posso entrare?», ha fatto il premier. «Ci mancherebbe», hanno risposto i compagni un po’ stupiti e perplessi. Una volta dentro, per rompere il ghiaccio l’ospite ha domandato: «Da quanto tempo esiste questa sezione?». E quelli, con orgoglio: «Da una vita, e sempre in difesa dei lavoratori». Uno ha preso coraggio e lo ha sfidato: «Perché lei ride sempre mentre la situazione va a pezzi e ci sono tanti problemi in Italia e nel mondo?». Ormai l’atmosfera s’era fatta cordiale, e il premier ha risposto che le cose non stanno così, «siete voi ad essere sempre tristi, guardate questo vostro compagno come sta imbronciato, non mi ha voluto nemmeno salutare». Era il compagno Renato, che infine ha sorriso anch’egli mentre un altro spiegava a Berlusconi: «Sa perché non le ha stretto la mano? Perché è juventino». Grandi sorrisi, saluti cordiali, e Berlusconi se ne è andato salutando con un grande gesto il compagno Renato, «ciao juventino».

Sull’ingresso della Campitelli, mentre Berlusconi s’allontanava, s’è sentito mormorare: «Questo fa il capo del centrodestra perché là c’era il vuoto. Lo avessimo avuto noi il vuoto al comando, ora sarebbe nostro».
————————————————————————————————————————-

Lui è con te, tu sei con lui e rimanete in pochi “cinesi”.

Mah…

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manca scrive:

Salute.
Mannaggialapupazza.
Nel post di poco fa, avrò scritto “honesto”o “onesto”?
La parola corretta è “honesto”.
Salute.

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fradrys scrive:

Sono “un berlusconiano convinto e della prima ora” e quindi leggere di questo forte scossone all’interno di un partito che è stato da sempre (e anche prima che nascesse) il MIO partito mi fa male, ma capisco che a volte il dolore è utile per migliorarsi e migliorare i rapporti.
Sono dalla tua parte al 100% e confido in un “colpo di coda” di Berlusconi che chiarisca in modo ben diverso dai “io non ci sto” a cui l’Italietta ci ha assuefatti da generazioni, cosa volesse dire e come sono realmente gli attuali rapporti Italia-Russia: anche a me farebbe schifo se dovessimo leccare il ( . ) agli assassini per vivere, ma lo capirei e lo accetterei se a tempo determinato e per motivi (quasi) vitali come il gas, l’energia et similia.
Spero che le tue dichiarazioni non vengano stravolte e riprese da chi fino a stamattina pranzavano e cenavano con i rubli, ma conoscendoli sarebbe come sperare che Cicciolina sia ancora vergine (mi perdoni, On. Staller) e ciò possa ingenerare la prima di tante crepe che di certo non aiutano la crescita nazionale che tutti tanto aneliamo.
Uniti in un forte abbraccio, vomito insieme a te.
Adriano Saya

P.S.: grazie, mitico Guzz che non ci hai tediati con la longa et duratura storiaccia Sabina/Prestigiacomo

GUZZ . GRAZIE A TE, ADRIANO.

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Luciano Baroni scrive:

Adriano Saya ?

…..

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fradrys scrive:

Ops, errata corrige: Sabina/Carfagna e non Sabina/Prestigiacomo.
Cordialmente

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bettino scrive:

Ciao Paolo,

ma torna a casa, torna socialista, per favore!!! Che ci fai con quello lì… Qualcuno mi ha detto che per mero mercimonio ogni qualvolta che va a queste menate di riunioni, deve portarsi il travelgum, se nò non riesce a contenere i conati di vomito!

Ma tu e Stefania, per favore, tornate a casa! Ci siete indispensabili. Noi siamo socialisti!!!! Socialisti, capisci???!! Né comunisti, né fascisti, né tantomeno democristini, uddiccini e compagnia bella! Perchè non lo dici anche a Stefania e ci pensate sù? Sarebbe magnifico.

GUZZ – GIA’, MA DOVE STA LA CASA SOCIALISTA? CHI NE CONOSCE L’INDIRIZZO?

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-jm- scrive:

#13 Sylvia Mayer (2262) – lettore

–cut
Ho sperato,fra ieri ed oggi,che lui e Berlusconi si incontrassero,si scontrassero anche,ma alla fine ritrovassero il filo che li unisce.Sembra proprio che non sia cosi’.Le ragioni ed i torti staranno,come quasi sempre accade,da entrambe le parti.E’gia’davvero troppo tardi?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297102&page=3

La domanda mi ha incuriosito e quindi la giro …

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Iodio 131 scrive:

Gentile Senatore, ultimamente ho avuto poco tempo per seguire il suo Blog, ma ho fatto un balzo dalla poltrona quando ho letto su internet le sue parole su Berlusconi. Poi stamane leggo sul Giornale la replica di Giordano a una sua lettera. Di più quindi non so. Le dico solo una cosa: attaccare Berlusconi sarebbe per lei un suicidio politico. Non lo faccia. Forse Berlusconi l’ha un po’ trascurata Senatore, ma pensi a quante battagle e attacchi vergognosi lui stesso è stato sottoposto. Ci ripensi Senatore se vale la pena.

Cordialmente.

+
GUZZ – BERLUSCONI E’ FORTE E VITTORIOSO. NESSUNO LO PUO’ DANNEGGIARE. PROPRIO PER QUESTO E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE INIEZIONI DI DEMOCRAZIA NEI PARTITI, A COMINCIARE DAL PDL. IO HO ATTACCATO E SEMPRE ATTACCHERO’ LA SUA POLITICA FILO SOVIETICA. E SCRIVO SOVIETICA, NON RUSSA.

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Gianluca scrive:

Le faccio i miei migliori complimenti per questa lettera dove pur ribadendo la sua fedeltà al popolo delle libertà dichiara quel che pensa su alcuni argomenti dove secondo me il berlusca non sa neanche quel che dice. Ottima e’ la sua analisi sulla questione Georgiana e il sunto in poche righe di come è nata la rivoltante invasione sovietica è un capolavoro.

Ha chiarito una volte per tutte che si può far parte di una coalizione pur accendendo dibattiti su argomenti molto importanti come in questo caso con la politica estera, e non essere d’accordo con il grande capo, non per questo ripudiando e buttando a mare tutto. La ritengo veramente il numero 1 Guzzanti. In questo periodo in cui non sono al meglio per l’infortunio agostano ho sempre letto i suoi post e magari vista la dificoltà che avevo a scrivere non ho quasi mai partecipato o sono intervento pochissimo, ma incredibilmente ogni volta che esprime dei pensieri mi trova così d’accordo, che avrei difficoltà a spostare una sola virgola. Forse solo sulle prostitute pur condividendo le sue ragioni di fondo avrei fatto dei distinguo ma non è questo il post.

Infine volevo consigliarla di aprire un post per analizzare la crisi economica che sta imperando e travolgendo tutto e tutti e che personalmente credo essere solo all’inizio.

GUZZ – GIANLUCA, GRAZIE, DI CUORE. E TANTI, TANTI AUGURI. DOBBIAMO RIMETTERCI BENE E LAVORARE INSIEME, VERO? CI CONTO. UN ABBRACCIO.

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brambilla scrive:

Senatore,
io non la penso esattamente come lei su Putin e su tante altre cose, ma sono sempre dalla parte di chi ha un suo pensiero e soprattutto il coraggio di manifestarlo.

Checchè se ne dica il PDL è tutto fuorchè il “Partito della Libertà.
Lei difenda con forza le sue idee, io (nel mio piccolo naturalmente) farò (come quel tale) di tutto perchè lei possa farlo.

GUZZ – QUA LA MANO, AMICO BRAMBILLA. E’ IL MOMENTO IN CUI CHI HA PRINCIPI COMUNI SI STRINGA, INDIPENDENTEMENTE DALLE SINGOLE IDEE, CHE POSSONO ESSERE DIVERSE. UN CARO SALUTO.

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ALEXEIN scrive:

Egr. sig. barsotti io qui uno sciacallo lo trovato ha un blog, ho letto cosa ha scritto sulla comm. mitronik, ho scritto più volte stralci di pezzi presenti su di esso, ma per educazione non voglio indicare chi è, la mia speranza e che di sua sponte esca, e chiarisca la sua posizione.
Alex

GUZZ – SI CERCHI DUNQUE LO SCIACALLO. LO SI COSPARGA DI FIORI E MIELE E POI LO SI INCENDI IN UNA NOTTE DI LUNA PIENA. SCIACALLO FLAMBE’.

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andrea barsotti scrive:

Uno sciacallo ci può anche stare, il fatto è che si parlava (non lei Alexein) di orde.

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danni scrive:

La Sua coerenza e la Sua lealtà forse hanno iniziato ad essere un problema all’interno del PdL e quindi si sta cercando il modo di estrometterLa. E, scusatemi se ne parlo ancora, ma lo trovo pertinente, questo processo è iniziato con il comunicato con il riferimento a Lei come padre di Sabina. Poi c’è stato l’episodio della revoca della scorta, ed ora questo; nonostante Lei abbia affermato, spiegato e circoscritto che è la Sua coscienza che non Le permette di mandare giù le parole del leader del Suo partito, verso il quale ha ribadito La sua lealtà, temo che gli attacchi continueranno.

GUZZ e’ cosi’. cercano di indurmi ad andarmene, per poter dire: avete visto? questo era il suo losco piano. Io invece non me ne voglio andare affatto e voglio verificare quanta libertà c’e’ nel partito delle liberta’.

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Sergio Rizzitiello scrive:

Già da un bel po’ di tempo io avevo capito ( ma io sono astrologo) che tutti i “geni” di Paolo Guzzanti si stavano mettendo in moto per spingerlo a diventare leader dell’opposizione.

Ecco a cosa servivano tutti quei discorsi sull’importanza dei “geni”!

Il problema è che ora Guzz dovrà fare i conti non tanto con dei “geni” ex amici, ma con una crescente ostilità “ambientale”

Paradossi della vita!

GUZZ – IT’S A LONG WAY TO TIPPERARY, MY FRIEND.

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gianluca.mariottini scrive:

Forse era sfuggito … o forse no…
Ma io ci riprovo ugualmente.

%% — %%

Caro On. Guzzanti,
il mio intervento non vuole difendere Maria v, ne’ tutti gli altri che la pensano come lei.
Vuole difendere un *principio* che e’ venuto a mancare (e che ho gia’ fatto notare in altre occasioni): che la Verita’ e la Liberta devono andare di pari passo con l’Amore.

Questo vuol dire che, se qualcuno sbaglia (ad esempio Lei, o Maria, o io, o tutti noi!) e non persegue la Verita’ e la Liberta, c’e’ pero’ l’Amore ( o Caritas) che corregge, spiega, cerca il dialogo: insomma non nega nulla ne’ chiude ad un rapporto.

Perseguire la Verita’ e la Liberta’ senza Amore degenera in violenza.

Su questo dobbiamo discutere…sarebbe troppo facile discutere di Maria V o “chiccessia”.

Cordialmente
Gian Luca Mariottini

PS=Ho lasciato degli spazi per evidenziare tutte e tre cose importanti.

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zohar scrive:

mah, forse potrei dire 2 parole anch’io. Ultimamente ho rarefatto la mia presenza.
-Berlusconi a volte straparla. Il fatto è noto. Putin è suo amico? Si farebbe tagliare la mano piuttosto che tradirlo? pensa al prezzo della nostra benzina?
Non lo so. Putin è un ex KGB con mentalità leggermente poco presentabile? OK.
Ma non darei eccessivo peso alla cosa. Vero che la Democrazia è un’altra cosa.. ma quella di ogni giorno è una democrazia con lo sbaglio incorporato.
Invece, se posso, caro on. G. ho l’impressione che prenda fuoco un po’ troppo facilmente. E’ come l’esca degli acciarini di una volta… Il MODO fa parte del CONCETTO che si esprime. Basta una fiamma di verità, un incendio potrebbe fare troppi danni….

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giuli scrive:

Caro Guzz ,
ok l’ammetto leggere la tua lettera mi ha profondamente turbata, ma in verita’ cio che mi sconvolge di piu’ è la reazione che ha avuto sulle mie idee un po’ e sempre troppo di “parte”.
SONO CON TE SEMPRE E PIU’ DI PRIMA.
baci siculi

GUZZ – yumm!! devono essere squisiti.

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ALEXEIN scrive:

Egr sig. grillo parlante se mi dice quali sono i blog di dx che sputtanano Guzzanti, me li faccia conoscere così entro per rispodergli a tono grazie…
Alessandro

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Francesco Restivo scrive:

Signor Alexein,

Non ha bisogno di guardare tanto lontano. E’sufficiente andare sul sito de Il Giornale e leggere alcuni dei commenti dei lettori alla “replica” della Redazione per avere a disposizione un bel campionario.

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Iodio 131 scrive:

OK Senatore. Lei avrà ancora il mio appoggio, sebbene con riserva. Sebbenele mie letture del Bog saranno sempre diradate, non la perderò di vista. Ho sempre sostenuto Berlusconi e non penso certamente di abbandonarlo ora che ha vinto la guerra. Anche grazie a lei Senatore.

Che la forza sia con Lei e con il Cavaliere.

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Italiano metafisico scrive:

Guzzanti ormai si è rivelato per quel che è, un bastian contrario come tutti i dsfattisti di ceppo ateo-liberal/comunista che rovinano questa Nazione.
a loro basta parla male, fare disfattismo e razzzolare malissimo.
la Guzzanti figlia ovviamente la passerà liscia perchè è la classica persona di sinsitra che critica il sistema-Italia della quale è la prima ad approfittasi.
calunnia a piacimento sapendo di scamparla in quest’Italietta pavida che scarcera tutti e non punisce nessuno , amministrata dai rossi che tutelano i rossi.

SCHIFO

sarebbe ora che il senatore GUzzanti per coerenza andasse a fare compagnia ai vari bastian contrari come Ricca, Massimo Fini, Travaglio, i fratelli Guzzanti ecc.. gente che sa solo parla male perchè sono impregnati di nichilismo, gente che è sempre brava nel criticare la pagliuzza altrui ma non vede mai la sequoia sua….

GUZZ . LEI E’ UN NANO DEL PENSIERO E UN PICCOLO MISERABILE. SONO FELICE DI LIBERARMI DI LEI.

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Buson scrive:

Ma che bastian contrario, Guzzanti è una specie di ronin.

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Buson scrive:

Volevo aggiungere una cosa oltre le questioni marginali per cui ho commentato in questo articolo: credo convintamente che in questi giorni il senatore Guzzanti, sebbene stia agendo in coscienza e per coerenza personale, allo stesso tempo stia facendo il bene delle forze del centrodestra in Italia e stia gettando le basi per gli anni a venire.
Spero che questa occasione non venga sprecata. Sarebbe facile per una persona come il senatore far partire un movimento autonomo in molte cose migliore del PDL (un po’ come lo è questo giornale), e sono contento che non abbia scelto di farlo. Fare diventare il PDL un partito sul modello dei grandi partiti americano e inglese deve essere l’obbiettivo.

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Malombra scrive:

Buson, sono perfettamente d’accordo con Lei!

Direttore, il suo lavoro è fondamentale!

Continui! Continui! Continui!

Non sarà solo!!!

GUZZ – EVVIVA !! GRAZIE. SI FACCIA UN CENSIMENTO DEI NOSTRI.

MI TELEFONANO PER DIRMI CHE SONO IN CORSO GRANDI MANOVRE PER ISOLARMI, AGGREDIRMI, DIMINUIRE LA MIA DIGNITA’, TUTTI A COPIARE TRAVAGLIO, BONINI, D’AVANZO.

CONTIAMOCI. CONTIAMOLI.

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Ruggero scrive:

Caro Guzzanti,

a quanto pare si è beccato addirittura un hit piece!
Complimenti, dimostrazione che ha toccato il dente che duole…

Lei sono certo che sa cosa è un hit piece, ma lo specifico per i non anglofoni. Nella cultura anglosassone un hit piece è un pezzo scritto per screditare qualcuno (richiesto da qualcuno che ne ha interesse), in cui si usano metodi giornalistici scorretti pur di arrivare all’obiettivo.

Ora non mi metto a commentare le stupidaggini scritte da Giordano (che tanto di stupidaggini a mio avviso ne scrive a ritmi quotidiani; che Giordano sarebbe pure un decente giornalista, il problema è che si è messo in testa di essere un decente direttore), perché Lei sa di certo difendersi da solo.
Ma voglio dirLe che è veramente ironico che nel darle addosso e nel cercare di riparare “l’irreparabile” (leggasi qualcuno ha osato contraddire Silvio. Sacrilegio!), al Giornale cadano nel più stupido dei tranelli.
Ovvero nel criticare la sua critica su Berlusconi e sulla mancanza di indipendenza, dimostrando in questo modo proprio l’accerchiamento e la vera, esistente, mancanza di indipendenza.

Un po’ come il ragazzo violento che dice alla ragazza: “Se non la smetti de di’ ’ste bucie su de me che so’ violento, te meno!

E il bello è che Giordano si deve essere sforzato così tanto sulla macchina da scrivere durante la sua notte innominata, che alla fine è riuscito a tirare fuori un esemplare editoriale da premio Pulitzer, ovvero: Lei è distratto, ha capito male; Lei e la bandiera rossa di quando era bambino; Lei e le acca queste (s)conosciute.

Che dire, quando uno gli argomenti non ce li ha, si (h)attacca alle (h)acca.
Che tristezza.

Per la prossima volta, bisognerebbe suggerire a Giordano di scrivere di come Lei, talvolta, per la fretta, sul blog prema un tasto in più o in meno, ed di come escano fuori delle paroline che potrebbero destare ilarità al nostro Giordano. Chissà, ne potrebbe nascere un nuovo giornalismo… non gliene fregherebbe una mazza a nessuno, ma magari vende! E la linea editoriale diventerebbe ancora più chiara e facile da “seguire”.

Suvvia, su questo si faccia una risata. Queste sono, se mi permette, cazzate.
Sul resto invece, non demorda. Quelle sono, purtroppo, cose serie.
Ruggero

P.S.
Ma Giordano, dico non tutti i giorni, non tutte le settimane, non tutti i mesi, ma almeno a Pasqua, Natale e alle feste comandate, si rende conto che siede alla sedia che un tempo fu di Montanelli?

GUZZ – RUGGERO, GRAZIE, MI HA MOLTO DIVERTITO E LEI HA IL TOCCO DELLA GENIALITA’. ORA VADO A CURIOSARE SUL SUO SITO.

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Ruggero scrive:

La ringrazio molto del complimento! Veramente.
Ma vedrà che il mio sito è poca roba, un semplice strumento che mi ha permesso di sentirmi vicino all’amata Italia durante lo scorso periodo elettorale. Mi avrebbe fatto piacere continuare ad aggiornarlo, ma come Lei ben saprà, curare un blog cercando fonti e dichiarazioni prende un sacco di tempo. Tempo che purtroppo non sempre ho…

Ancora in bocca al lupo!
Ruggero

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tarzan scrive:

allora ,chi non si trova bene in un partito aziendale,deve per forza di cose,lasciare il posto a qualcun’altro,perchè è il berlusconi che si vota e non chi gli si è stretto intorno o per interesse del nuovo o per calcolo.Non si deve offendere onorevole,ma la sua condanna è stata il mancato successo della mitroetc etc .Non è stato utile al berlusca e pertanto non più nelle sue grazie.E’ stata incapacità sua o di tutti quelli che si sono mossi contro di lei per colpire il capo?Ai soliti posteri l’ardua sentenza.Ipotizzo che il berlusca non abbia digerito il risultato e lo avrà interpetrato come un affronto personale.Lui è il padrone del partito,gli altri sono riempitivi,che ci vuole fare?Non ha bisogno delle primarie e delle secondarie,le gente lo vota perchè attualmente è l’unico che dirige l’orchestra e vuole che tutti seguano la sua interpetrazione,senza se e senza ma.E’ un decisionista che passa sui corpi di amici e nemici per realizzare quello che ha pattuito con gli elettori,se desse retta a vari suggerimenti,veti,ripicche,la nave starebbe ferma in,attesa di una partenza che mai si concretizerebbe.I precedenti governi da lui presieduti,erano ostaggi dei suoi alleati,tutti,in specialmodo di casini,che ha sbattuto il suo bel grugnetto,decidento di andare da solo,ma gli rimane la consolazione di non essere un impiegato di Berlusconi.Certo la dignità non si vende:fesserie da parrocchia,è solo questione di prezzo,sia pecuniario che di soddisfazioni in termini di popolarita.Per quanto riguarda Putin,non sono in grado di giudicare quello che lei asserisce in quanto a morti di giornalisti ed oppositori,perchè non al corrente nel dettaglio e pertanto ignorante in materia.Non faccio fatica,a crederle perchè i Russi sono ancora e per chissà quanto tempo degli imperialisti e antidemocratici e anch’io rimprovero al Berlusca questa scomoda amicizia,scaturita ,penso,dal desiderio del Cav.di essere accanto ad uomini importanti,per godere della loro aurea e sentirsi santificato.Detesto il Berlusca quando racconta barzellette dal dubbio gusto,per situazioni che dovrebbero avere più attenzione e serietà da parte sua e quando apre bocca e gli dà fiato,senza prevedere le conseguenze nefaste delle sue esternazioni.Lo adoro,quando striglia i suoi collaboratori ad agire ,agire e poi ancora agire,seguendo le direttive che ha stabilito con gli elettori;così anche nell’infischiarsene dei lai dolenti dell’opposizione dichiarantesi preoccupata dalla deriva autoritaria che di fatto esautora il parlamento dalle sue prerogaive.Mi ricordo nel primo governo Prodi,di un intervento di Veltroni che difendeva la scelta di chiedere la fiducia,a seguito di ostruzionismo dell’opposizione di destra,dichiarando che la fiducia andava posta perchè il governo doveva potere operare in nome e per conto di quelli che li avevano eletti e pertanto l’unici leggittimati ad avere la parola e non l’opposizione perdente.Oggi che Il governo berlusconi,opera in tutta scioltezza e su temi condivisi in campagna elettorale dai ds ,ed ottiene risultati,che poi è quello che il popolo vuole,senza tema di essere smentito,si tira fuori l’antiberluscanesimo,la dittatura ,l’abrogazione delle prerogative parlamentari etc.Ma come prima dicevano che bisognava rafforzare i poteri del presidente (purchè non fosse berlusconi?) ed oggi daje ar fascista.Probabilmente la sua amarezza onorevole è condivisibile dal punto di vista umano,ma non politico,perchè la militanza in un partito in cui esiste berlusconi,non può essere personalizzata e pertanto se lei si ritiene uomo libero e non aziendale,deve obbligatoriamente andarsene,altrimenti si macererà sempre più nell’antipatia, non dico ancora odio,che lo farà stare male anche fisicamente.Pensi come sarebbe apprezzato il suo gesto,se lei trasloccasse al gruppo misto o addirittura all’opposizione,dichiarandosi pentito etc.Sarebbe una mazzata per il cav?Lei che ne dice?Non è un’ipotesi,tanta fantasiosa,lo dica anche a gianni letta,perchè se tanto mi dà tanto,anche le sue quotazioni risentono del clima di sfiducia di questi giorni.Un saluto

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Arturo Zulawski scrive:

Questa uscita di Guzzanti suscita una reazione degna dei piu grandi mimi polacchi.
Descrizione dell’esercizio.
1: Fissare negli occhi l’autore dello sgarbo al Caro Leader
2: Piegare gli avanbracci a 90° davanti al busto
3: Ritrarre leggermente il braccio destro e avanzare il braccio sinistro
4: Mantenere le braccia piegate e roteare leggermente il busto a destra
5: Sollevare i pollici di entrambe le mani, puntare gli indici in avanti e piegare le altre dita
6: Con il dito medio di ogni mano, piegato, fare un movimento di pressione poi rilascio, coordinando il ghigno della bocca

Per imparare il numero dello Scorrere Ripetutamente La Lingua Del Deretano del Caro Leader è necessario avere imparato più gamme ed essere iscritti al corso avanzato. E’ obbligatorio -per iscriversi- imparare prima a memoria -par coeur dicono i francese, par culo direi- il numero di G. oggi maestro della Pratica.
Attenzione: questo brevetto non permette di ottenere un posto da ministro. Per eventuali corsi di perfezionamento, occorre inviare dossier di candidatura direttamente all’Organo Preposto.

GUZZ – AH AH AH. MOLTO WITTY.

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Massimo Maffei scrive:

Elegantissimo e signorile Zulavvski,
mi raccomando, presti attenzione alle doppie.
Altrimenti rischia di immaginarsi stretto in una coorte (1(2)) e di trovarsi, invece, nel bel mezzo di una corte (3).

1) (naturalmente) pronto alla morte
2) (come va tanto) per difendere l’altrui libertà di poter esprimere il proprio pensiero
3) (come va ancor di più) di nani e ballerine

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Sergio Rizzitiello scrive:

Una lettera aperta a Paolo Guzzanti che ha scritto una lettera aperta a Silvio Berlusconi

Caro Paolo,

non sono d’accordo sul modo che ti ha portato ad affermare l’ormai evidente proposito di diventare il nuovo leader dell’opposizione.

Tu hai voluto percorrere un consolidato schema della vita politica italiana di questi ultimi anni: dare addosso a Berlusconi.

Sai benissimo che questo è l’unico modo per suscitare interesse in molte persone che lo odiano, e sai anche perfettamente che anche tra i suoi sostenitori viene vista con indulgenza chi sa dimostrare coraggio nello smarcarsi da lui, questo per non essere tacciati di servilismo, un non risolto complesso dell’inconscio bisogno in realtà di essere un servitore.

Perché proprio oggi?

Certo l’occasione storica attuale offerta dalla posizione di Berlusconi verso Putin ha una sua validità oggettiva, ma è troppo evidente che essa è una ragione estrinseca, in realtà in te covavano già da tempo dissensi e insofferenze.

Allora, perché oggi?

Ma è semplicissimo: perché Berlusconi è vincente, anzi, stravince.

Tu sai benissimo, perché sei un attento studioso di psicologia collettiva, che quando in una situazione storica si crea un consenso quasi unanime, gli individui tendono a massificarsi e a perdere perciò il loro bene più prezioso: il senso critico.

Però ci sono gli irriducibili come te che questo senso critico non solo non lo perdono ma lo ingigantiscono, diventando ipercritici.

Nell’ipercriticismo c’è tutto: desiderio di indipendenza, aggressività verso chi questa indipendenza si presume che la minacci, tentativo forzato di superare tale minaccia, bisogno di trovare le ragioni per operare questo tentativo.

Solo che le ragioni che si trovano in realtà non sono mai quelle che servono veramente per superare il problema.

Se Silvio Berlusconi, sensibile alle tue richieste, rivedesse la sua posizione personale e politica nei confronti di Putin, tu saresti lo stesso insofferente e cercheresti altre ragioni per esprimere il tuo desiderio di libertà.

In realtà tu ti sentirai libero solo quando Silvio Berlusconi ti avrà fatto uscire dal suo seno.

Per te il seno di Berlusconi non dà più latte buono ma velenoso.

E allora vomiti, rigetti il suo nutrimento, lo rifiuti perché vuoi un altro nutrimento, un altro latte, un altro seno.

Il seno che cerchi è quello della tua giovinezza, dei tuoi appassionati e appassionanti ideali socialisti, dei tuoi ricordi che nostalgicamente ti danno dolore, ma che come possibilità di riviverli ancora, ti danno alimento per l’azione politica presente, che non è meramente legata a questo o a quel partito, ma assume piuttosto un significato profondo: trovare di nuovo il tuo selbst, quel se stesso che è il bene più prezioso di ognuno di noi.

Il tuo selbst è altrove da Berlusconi e perciò non hai nessun motivo di percorrere lo schema consolidato del dare addosso a Berlusconi, basterebbe separarsi da lui.

GUZZ – NO, SERGIO, LA QUESTIONE E’ PIU’ SEMPLICE. IO HO PRESTATO IDEE E IDEALI ALL’INDUSTRIALE BERLUSCONI, NON LUI A ME.

E IO DICO A LUI, COME DISSE L’UOMO DELLA PARABOLA, “CHE COSA HAI FATTO DEI VALORI CHE IO TI HO DATO? COME LI HAI SPESI? COME LI HAI INVESTITI?”.

CHIEDO DUNQUE IL CONTO.

IO NON SONO STATO CREATO DA BERLUSCONI, MA BERLUSCONI E’ STATO CREATI DAI TANTI (POCHI IN REALTA’) COME ME.

QUESTO E’ IL FATTO PERSONALE.

INOLTRE IL FATTO CHE LUI SIA ALL’APOGEO E IN POSIZIONE INVULNERABILE, PERMETTE DI APRIRE UN DIBATTITO SUI DIFETTI E I MIGLIORAMENTI, CHE ALTRIMENTI SAREBBE STATO IMPOSSIBILE.

SE NON ORA, QUANDO?

IL RESTO SONO TUOI INTERESSANTI FUMI PSICOLOGICI CHE LEGGO SEMPRE VOLENTIERI, MA CHE SONO IN QUESTO CASO POCO ADERENTI ALLA REALTA’. GRAZIE.

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il sinistro scrive:

Insisto su questo punto, ma Lei non immaginava cosa se ne sarebbe fatto il caro silvio dei suoi ideali?
Uno che ammette senza vergogna e un briciolo di dignità di aver girato con l’assegno in bocca, uno che si è messo a piangere e implorare Maccanico, uno che mente “con la facilità con cui respira”(cit. Montanelli) con gli ideali ci si pulisce il culo.
D’altra parte se ricorda come è stato trattato Montanelli perfino da Gasparri, uno che sa appena scrivere il suo nome(forse), può immaginare da solo come finirà questa storia.

La saluto

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Radbod scrive:

A Italiano metafisico:

“…come tutti i disfattisti di ceppo ateo-liberal/comunista che rovinano questa Nazione…nichilismo…”:

sarà, ma a me queste espressioni ricordano sinistramente i toni tipici del Ventennio…

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giovanni.brunoro scrive:

Berlusconi è uno degli esseri più emetici di questo mondo. Chiunque si collochi alla sua sinistra è comunista ipso facto, nemico del mercato, nemico della democrazia, incapace di fare opposizione come si deve e quindi indegno di essere anche all’opposizione (l’opposizione se la fa lui). Questo è il ritratto del perfetto comunista sovietico: si crea il nemico e lo distrugge come a battaglia navale. Berlusconi è in pratica nemico di se stesso, se ci pensate bene :D :D :D e, da bravo comunista vecchio stampo, persegue una politica filosovietica (putin non è differente da stalin per quanto mi riguarda).

Paolo, scusa se ti do del tu, ma mi viene spontaneo.. lascia il giornale, è solo un bollettino di partito che non ha niente a che vedere con quello del passato. a te magari mancheranno le H, a Giordano però mancano le R (e le R si sentono, le H no :D ),……

…ma la cosa più palese è che a GIORDANO mancano i coglioni (si percepisce dalla VOCE FARINELLIANA), a te no.

w la democrazia e chi ha i coglioni per difenderla.

Giovanni (Partito Democratico Monselice)

GUZZ – RINGRAZIO MA MI ASTENGO DAL COMMENTARE PER MOTIVI DIPLOMATICI.

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LisaCa scrive:

Secondo me Giordano e la sua redazione se la sono presa più per il fatto che lei, signor Guzzanti, abbia dato la sua lettera anche ad altre agenzie senza avvertirli. Tutto qui. Certo magari quella cosa dell’H avrebbe potuto ometterla. Perchè quello non era certo importante. Ma forse è anche un codice fra lei e la redazione. Bhò! Chissà! Lei li conosce bene! E non mi sembra che lei si sia arrabbiato con il direttore del Giornale.
Per il signor Giovanni del PD, che Giordano non abbia i coglioni e che abbia la voce Farinelliana è invece un insulto vero e proprio. Ma d’altronde da una certa parte politica, ho ormai capito che certi tipi di insulti gratuiti (frequentando vari forum politici) sono una prerogativa, diventata PUNTO FERMO.

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wu ming 33 scrive:

E’ sorprendente come tanti, pur in buona fede ne sono convinto, tendano a minimizzare e sottovalutare l’affaire Putin. Non si può dire, come ha scritto Zohar ma anche altri: ” Ma non darei eccessivo peso alla cosa ” riferendosi alla posizione da assumere nei confronti del regime di Vlad Putin, e non lo si può fare perchè ci si sta riferendo a una scelta di campo fondamentale: o in qualche modo si sta con Putin, e quindi si legittima l’operato criminale che lo contraddistingue, o si sta contro Putin, e quindi lo si contesta apertamente e si fa in modo di smascherare, laddove è possibile, tutta la cortina di ipocrisia che, per comodità ma non solo, cerca di far passare Putin come un sincero democratico.
Putin non è un sincero democratico.
E’ quanto di più lontano possa esistere dall’idea di un sincero democratico.
E soprattutto è pericoloso, lo è ora e lo sarà ancor di più in prospettiva futura.
Non stiamo parlando di un dettaglio marginale, badate bene. Una parte poltica che si pretende democratica e fondata sul concetto di libertà non può permettersi ambiguità in questo senso.
Altro che ” non dare eccessivo peso alla cosa “.

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NeXuS scrive:

Spett. Paolo Guzzanti,
ho sempre apprezzato i suoi figli per le straordinarie doti di critici della societa’ e non posso che apprezzare questo suo intervento, per quanto mi trovi per lo piu’ in disaccordo con altre sue posizioni.

Tempo addietro, proprio su queste pagine, chiedeva a tutti noi “coglioni” (un termine che uso’ Berlusconi per caratterizzare chiunque non l’avesse votato, non certo lei che dimostra maggiore educazione e sobrieta’) come mai ce l’avessimo a morte con l’attuale presidente del Consiglio e per quale ragione pensavamo che non potesse essere la soluzione ai problemi dell’Italia.

Spero vivamente che gli episodi recenti le abbiano risposto in maniera piu’ eloquente di quanto io avrei mai potuto fare.

Il problema e’ che quando guardo dall’altra parte mi viene da piangere, ma tutto e’ meglio di Berlusconi.

In fede

Massimo Fierro

GUZZ – IO NON CREDO PROPRIO DI AVER DATO DEL COGLIONE A NESSUNO. COMUNQUE GRAZIE.

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NeXuS scrive:

Mi perdoni, forse ha male interpretato le miei parole. Intendevo indicare, con parole di Berlusconi (non sue), le persone che al tempo non lo votarono.

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eruz scrive:

Posto qualcosa che ho già postato in altro forum, post che lì, in quel contesto, appariva benevolo nei confronti di Guzzanti, qui senz’altro un pò meno, perchè il Senatore non accetta l’accostamento tra l’ultima vicenda e l’episodio della figlia.
—————–

Dico quel che penso veramente su Guzzanti e l’attacco a Berlusconi: c’è una certa coerenza nell’atteggiamento critico di Guzzanti nei confronti dell’amicizia di Berlusconi con Putin; lo ha evidenziato più volte, la cosa nuova è nel tono, nell’attacco frontale e virulento e, quanto Guzzanti usa la terminologia corporea.. vomitare, vuol dire che c’è qualcosa di personale, che esula dalla politica. Guzzanti, nonostante i contrasti politici, ha una venerazione per la figlia, guai a chi gliela tocca, specie se è uno che ha torto. Guzzanti è convinto, secondo me, che la storia della Carfagna sia vera, la sua rabbia è determinata, oltre che dalle interviste e dalla pochezza della Carfagna, ancor di più dal tacito consenso di Berlusconi: questa è una grave offesa che un Guzzanti non può tollerare. Berlusconi è in difetto e si permette e permette alla Carfagna di denunciare e dare interviste contro la figlia. Guzzanti, impulsivo, irrazionale e sanguigno, può diventare temerario e coraggioso!!

Se non ci fosse stato l’episodio della figlia, la critica a Berlusconi ci sarebbe stata comunque, come c’è sempre stata, ma non avrebbe raggiunto toni forti e offensivi.

Tutto questo secondo me, ma le cose potrebbero stare in tutt’altro modo. Così è, se vi pare!!
_________________

Concludendo, Senatore, indipendentemente dal fatto che nella sua reazione ci siano o meno fatti personali, io ho apprezzato e spero che il suo atto sia utile a coloro che sono stati eletti dal popolo, pur su indicazione del leader, e costoro trovino la forza di reagire e far sì che l’Italia, da Repubblica Parlamentare qual era, non diventi Repubblica senza parlamento, dove tutti dicono sì e sempre sì.

GUZZ – GRAZIE DI CUORE. NESSUN FATTO PERSONALE. SOLO FATTI POLITICI E PUBBLICI. FATTI CHE RIGUARDANO L’ITALIA, NON ME.

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Filippo Parisi scrive:

Onorevole Guzzanti. Viva la libertà di pensiero che dimostra. Checchè ne dicano tutti, dal viscido Giordano ai vari innamorati di Silvio, lei ha reso un enorme servigio alla sua patgria e alla democrazia della stessa. Non posso che augurarmi di avere l’onore di poter dare il mio contributo per i progetti che lei, certamente ed evidentemente in mente. E adesso più che mai la devo pregare di stare attento. Lei è in “rotta di collisione” con Berlusconi e l’anomalia del partito di cui fa parte ma non solo. Lei adesso è in rotta di collisione, in virtù del suo passato e dei suoi studi sull’”argomento” con qualcuno di molto più pericoloso, come tutti sappiamo. Le sue veritù sono scomode. E non vorrei lei diventasse un nome dell’interminabile lista che ha postato. Ci faccia sapere cosa si può fare al proposito (una petizione, delle email, quelchesia). E, nel frattempo, magari, un paio di bodyguard…..anche se già mi dirà che non se parla nemmeno.

Un abbraccio
GUZZ – FILIPPO, GRAZIE. E’ IMPORTANTE TEMPESTARE DI MAIL IL GIORNALE E IL SITO DEL PDL, BISOGNA FAR SENTIRE LA VOCE ANCHE SE ALLA MANIERA DI PUTIN VIENE OSCURATA.

IO HO IN MENTE UN TRAGITTO SEMPLICE, TRASPARENTE E LEALE: PORTARE LA BATTAGLIA DELLA DEMOCRAZIA NEL CENTRO DESTRA, DENUNCIARE LE ANOMALIE.

UCCIDERMI? E’ POSSIBILE.

MA SAREBBE PER LORO PERICOLOSO: ASSASSINARE – MAGARI CON UN ATTENTATO CAMORRISTICO TRUCCATO DA RAPINA – UN PARLAMENTARE ITALIANO? IN TROPPI CAPIREBBERO E LA COSA NON FINIREBBE LI’.

CERTAMENTE, IN MOLTI SI AUGURANO CHE IO MUOIA. MA NON NE HO ALCUNA INTENZIONE.

INTENDO D’ORA IN POI PARLARE LIBERAMENTE NEL PARLAMENTO.

MA DIREI CHE LEI MI DA’ UN’IDEA: RIVOLUZIONE ITALIANA ESISTE GIA’ COME ASSOCIAZIONE CULTURALE E POLITICA REGOLARMENTE DEPOSITATA. SI TRATTA ORA DI RIVITALIZZARLA E FARNE UNO STRUMENTO ULTERIORE RISPETTO AL BLOG.

POSSIAMO DARCI DI TEMPO DA OGGI ALL’INIZIO DEL NUOVO ANNO, META’ GENNAIO, PER COSTRUIRE QUALCOSA DI IMPORTANTE.

BISOGNA VEDERE IN QUANTI CI STANNO IN TUTTA ITALIA. E’ ORA DI PORTARE QUESTO BLOG FUORI DEI SUOI CONFINI.

OCCORRE SCRIVERE AI GIORNALI LOCALI E NAZIONALI. OCCORRE FARE RIUNIONI E PROMUOVERE INCONTRI. ANDARE NELLE TV LOCALI E SE POSSIBILE NAZIONALI. C’E’ UN GRANDE LAVORO DA FARE PER IL PAESE E TUTTI SONO INVITATI. LEI PER PRIMO, CARO FILIPPO.

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Filippo Parisi scrive:

Sono felice di vederla così determinato. Io ho già iniziato ad inviare di mia sponte email sia dal sito del PDL, che da quello del Parlamento ma credo sia necessaria un’azione congiunta di più “rivoluzionari”. Proporrei di promuovere un testo “tipo”, ben scritto (quindi non troppo lungo nè troppo breve) che possa essere incisivo ed allo stesso tempo chiarificatore sia dello sdegno per la situazione attuale sia di ciò che, per grandi linee, ci prefiggiamo, lasciando ovviamente la giusta suspense.
Non sottovaluti, come già detto, l’importanza di un forum, il quale ha il pregio di poter ordinare gli argomenti ed individuarli rapidamente, così come tutti i commenti, fermo restando l’importanza del blog. Inoltre il forum permette di inviare messagi interni (ed email) a gruppi definiti di utenti così come di creare “sezioni” con accessi riservati sempre per gruppi di utenti,
Ad ogni modo, conti pure su di me. Viva la libertà. Senza libertà tutto il resto (democrazia in primis) sono solo parole vacue e senza senso.

GUZZ – SI’, IL FORUM. CREDO SIA ORA. ED E’ QUASI PRONTO IL GIORNALE ON LINE COLLEGATO AL BLOG. E’ ORA DI FARE UN SALTO DI QUALITA’. SO DI POTER CONTARE ANCHE SU DI LEI. GRAZIE.

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Speculum scrive:

Ruggero scrive: 10 Ottobre 2008 alle 22:37

Mah Ruggero

Ritengo invece lo scambio di lettere tra Mario Giordano e Paolo Guzzanti un pezzo forte. Come anche la presa di posizione di Guzzanti, al di là del contenuto “pro o contro Putin etc., poiché il suo messaggio mi sembra piuttosto forte è chiaro: consenso si, ma non come un assegno bancario emesso in bianco !

Come in ogni buona famiglia il caso, occorre una certa sana polemica per evitare di inceppare il meccanismo della reciprocità. Quindi evviva le polemiche !

Ciò che ormai non sorprende più, è che c’è sempre chi è pronto a cambiare famiglia dopo una prima polemica. Si vede che per costoro la famiglia non assolve la funzione del vincolo comune. Tanto vale.

GUZZ – SPECULUM, IO HO POSTO DUE PROBLEMI. UNO E’ PUTIN E L’ALTRO LA DEMOCRAZIA INTERNA NEL PDL. IO NON ME NE VADO NEANCHE COL CARRO ATTREZZI, COME VORREBBERO IN MOLTI PERCHE’ SONO INGOMBRATE DICENDO CIO’ CHE TUTTI PENSANO MA HANNO PAURA DI DIRE.

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Mario Nanni scrive:

caro on.le Guzzanti, cari amici di questo blog, fino a qualche giorno fa paolo Guzzanti era il deputato d’Italia più odiato per le indagini sulla Mitrokhin che coinvolgevano, benchè in astratto, personaggi di spicco della sinistra al potere, come Prodi. Anche noi che difendevamo il presidente Guzzanti, un pò per “partigianeria” e un pò perchè via via ci documentavamo venivamo insultati, offesi e persino minacciati. Nei ns blog o dove osavamo difendere il senatore Guzzanti. Di punto in bianco, quella coltre insopportabile di odio è diventata miracolosamente sciampo per capelli; ovviamente per i capelli del deputato Paolo Guzzanti, per il suo asserito vomito provocato da Berlusconi per le note vicende delle sue dichiarazioni su Putin. Che però il mio amico deputato Bruno Murgia (persona seria e di famiglia molto onesta anche intellettualmente)ha precisato nel mio blog, benchè disdegnando il regime di Putini, che i “fatti non sono proprio andati così”, come raccontati dall’ on.le Guzzanti. Comunque l’ex presidente della Mitrohkin da diavolo da buttare in mezzo alle fiamme ardenti dell’inferno, è diventato un angelo del paradiso. E’ bastato dire che “Berlusconi mi ha fatto venire la nausea”(voglio essere cortese anche nel linguaggio) che i corvi sono diventate colombe. Ma sono colombe che non portano il ramoscello d’olivo, ma tralci di rovi. Il gioco sta diventando sporco e noi non possiamo lasciarci spingere verso certa deriva politica. Sono, ed insisto perchè il presidente Berlusconi dia a tutti noi e all’Italia intera, la sua versione dei fatti. A me non piacciono le lusinghe da chi ha versato odio e da chi ha impallinato con missili al gas nervino la commissione Mitrohkin solo perchè in astratto(quindi non stiamo accusando nessuno, com’è il ns costume di agire) appuntava la sua attenzione a personaggi di spicco della sinistra e ad ipotetici(in astratto sempre) o supposti affari loschi con le mafie russe ed altre delizie più complicate. Ora caro on.le Guzzanti le rivelo le mie riserve sulla conduzione della Mitrohkin che non ho mai voluto svelare prima temendo di procurargli qualche amarezza in più; in questo senso: quando si conducono indagini il più tutelato da sguardi (giornalistici) indiscreti, o da talpe interessate allo sputtanamento , dev’essere proprio il destinatario dell’indagine. Chi conduce un’indagine ed apprende dalla stampa i nomi di inquisiti fuoriusciti di straforo dalla segretezza o dalla riservatezza dell’attività investigativa dev’essere il primo ad incazzarsi come una belva e cercare di capire chi è stata la talpa e il fine che s’intende raggiungere con la pubblicazione degli inquisiti. Credo, ma se mi sbaglio, stia sicuro che sono in perfetta buona fede; la commissione Mitrohkin non ha-sempre a mio modestissimo giudizio- tutelato i nomi degli inquisiti. Che comunque, in barba a quel che la sinistra rimprovera a Berlusconi, nessuno si è fatto giudicare e tantomeno ai leader di spicco della sinistra, nessuno, ma proprio nessuno ha osato strillare ai quattro venti: “fattevi giudicare”. Meglio sopprimere direttamente la “famigerata” commissione. Bene, o male, passiamo a Putin. Se è vero che il presidente russo sta sulle palle a tutta l’Europa libera, cosa aspetta o perchè ha tardato a prendersela l’Europa libera con Putin? Prodi cos’ha fatto contro Putin? D’Alema cos’ha fatto contro Putin? E tutta la sinistra con i pacifisti, i superpacifisti, gli iper pacifisti, gli arcobalenisti(non ripeto, per nausea, l’elenco dei pacifisti ma che strozzerebbero quel “criminale Bush” in un batter baleno), cos’hanno fatto mentre la Russia schiacciava la Cecenia? E quando schiacciava la Georgia? E quando è stato assassinato Antonio Russo? Non dico la sinistra, ma la stampa italiana, cos’ha fatto, cos’ha detto sull’uccisione del giornalista di Radio Radicale? Ci vogliamo pure dimenticare che la sinistra italiana se la prendeva con Bush anche quando ha fatto la voce grossa contro Putin di non rompere i coglioni alla Georgia? Berlusconi fa male a farsi pubblicamente vanto dell’amicizia con l’ex dirigente del kgb, ma cosa dovrebbe fare il premier italiano contro Putin? Chiudergli i rubinetti del gas? Oppure non invitarlo più a villa certosa? O forse non sta facendo bene –il premiere- con il ministro Frattini che sta, con encomiabile abilità diplomatica coinvolgendo l’Europa libera per dire a Vladimir di darsi una regolata? E, mi raccomando, caro nostro amico on.le Guzzanti, ora per questa mia riflessione, non mi riservi il trattamento di Maria Venera. E’ una donna buona ed anche lei, come tutti noi ha amore per la verità. Che spesso non ha un unico volto.
Saluti molto sinceri.
Maralai
GUZZ – AL CONTRARIO MARALAI, SONO DIVENTATO UN APPESTATO E PER ME S’ STATO E VIENE USATO IL SISTEMA PIU’ STALINISTA POSSIBILE IN UN LUOGO ” DELLE LIBERTA’” CHE E’ VICEVERSA IL PIU’ ILLIBERALE D’ITALIA.

QUANTO A MURGIA, E’ VENUTO LUI AD INSEGUIRMI NELL’ASCENSORE CHIEDENDOMI “GUZZANTI, DOPO CIO’ CHE BERLUSCONI HA DETTO SU PUTIN E LA GEORGIA, CHE COSA FARAI SUL TUO BLOG? DIRAI TUTTO QUELLO CHE E’ SUCCESSO?”

E IO HO DETTO DI SI’, OVVIAMENTE. POI SI E’ COMPLIMENTATO, MI HA CHIESTO QUANTI CONTATTI ABBIAMO E HA USATO LUI, NON RICHIESTO, PAROLE PESANTISSIME SU CIO’ CHE AVEVA UDITO.

CHE POI LA GENTE ABBIA PAURA, QUESTO E’ UN FATTO. E NON E’ UN FATTO BUONO. PENSA, MARALAI, NON TI FAR ACCECARE DALLE BOMBE AL FOSFORO.

LA SINISTRA ITALIANA E’ TUTTA PER PUTIN, ADORA LA RUSSIA E ODIA L’AMERICA. PENSACI, MARALAI. PER QUESTO BERLUSCONI E’ AL 68 PER CENTO DEL CONSENSO (DUNQUE LARGAMENTE DI SINISTRA). PENSACI MARALAI.

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eliset59 scrive:

Analizzaiamo la fila degli eventi :

Guzzanti è stato presidente della commissione Mitrokhin

La commissione ha svolto un lavoro eccellente e ha portato risultati enormi

( forse questi risultati si sperava non arrivvasero )

Guzzanti non viene ricandidato al Senato ( perchè? )

La Garfagna viene candidata per la prima volta e ha un posto importante

Sempre la Garfagna non si fa scappare la prima occasione possibile per mettere al centro della ribalta Guzzanti in modo molto discutibile ( perchè padre di una bimba di 45 anni )

Guzzanti manifesta il sua contrarietà ad una linea politica del partito al quale appartiene ( cosa per me logica , appartenere ad un partito non ritengo voglia dire sempre si )

Guzzanti scrive pubblicamante al capo del suo partito

Il giornale gli risponde ( per bocca di chi ? G ? dicendo che c’è chi dice il contrario di quello che Guzzanti afferma , ma non mette ne nomi ne cognomi ( giornalisticamente corretto ? da quando un giornale serio contraddice con un — si dice .–) .

A me pare ovvio che ci sia un disegno molto chiaro e semplice buttato si carta da tempo: far tacere chi ha il coraggio di fare ricerca vera, della contraddizione motivata e documentata e questo non mi piace pe nulla.
Mi fa pensare che non sono certa che il primo attacco sia partito da Guzzanti ( che certo ha il suo bel carattere) ma che sia pertito da ben altri e la sua sia stata una risposta di conseguenza, o no?

Eli

Eli
GUZZ GRAZIE ELI, SAREBBE BENE CHE TU E TUTTI GLI ALTRI LETTORI DEL GIRONALE INTERVENISTE CON LE EMAIL AL GIORNALE IN MANIERA MASSICCIA. IERI UN SACCO DI TRANSFUGHI DI QUESTO BLOG HANNO APPROFITTATO DALL’OCCASIONE PER DSRMI ADDOSSO E QUESTO E’ STATO MOLTO SCONFORTANTE.

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simona scrive:

Sebbene vi sia ancora incertezza su chi e in quale misura abbia bombardato abitazioni civili, su se questo è avvenuto con precise finalità di punire i civili o meno durante il conflitto e su quale esercito abbia fatto ingresso per primo l’Ossezia del Sud, sembrano ormai certe e tutte addebitabili ai sudosseti e ai russi le violazioni dei diritti umani e le operazioni di pulizia etnica condotte dopo la fine della guerra sia in Ossezia del Sud che nelle zone cuscinetto controllate dalla Russia all’interno del territorio georgiano non indipendentista.

I rapporti di Human Rights Watch hanno documentato violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e pulizia etnica da parte delle milizie sudossete, abusi (torture e uccisioni sommarie) dei militari e dei civili georgiani finiti in mano ai sudosseti, hanno anche documentato che le truppe russe di peacekeeping stanziate sia nelle fasce “cuscinetto” che in Ossezia del Sud hanno lasciato che tutto questo avvenisse sotto i loro occhi, che hanno probabilmente incendiato vaste aree del parco naturale più importante della Georgia, e che hanno usato durante il conflitto bombe a framentazione:
http://hrw.org/english/docs/2008/09/29/russia19891.htm
http://hrw.org/english/docs/2008/09/19/georgi19858.htm
http://hrw.org/english/docs/2008/09/16/georgi19821.htm
http://hrw.org/english/docs/2008/09/02/georgi19737.htm
http://hrw.org/english/docs/2008/08/29/russia19718.htm
http://hrw.org/english/docs/2008/08/28/georgi19712.htm

Adesso anche Amnesty international sta per presentare un rapporto che descrive riscontri oggettivi di azioni finalizzate alla pulizia etnica non solo in Ossezia del Sud (controllata dalla Russia e inaccessibile agli ispettori delle organizzazioni umanitarie), ma anche nella fascia cuscinetto controllata dalle milizie russe nel territorio georgiano fuori dai limiti dell’Ossezia, tutto questo quando ormai il conflitto era finito da tempo:
http://www.reuters.com/article/GCA-Russia/idUSTRE4984CI20081009
Questi sono due rapporti precedenti che documentano più o meno le stesse cose (uso di bombe a frammentazione – la Russia nega – violenze, saccheggi, ecc):
http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/news/the-human-cost-of-war-in-georgia-20081001
http://www.amnesty.org/en/for-media/press-releases/georgia-russia-conflict-security-civilians-and-accountability-government

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Guglielmo Rinaldini scrive:

Bravo Guzzanti!

Mi complimento per quel che ha detto in relazione all’inaccettabile
difesa da parte di Berlusconi della politica espansionista e
veterosovietica di Putin.
Ha dimostrato coraggio, lealtà e anche
fedeltà (quanto meno alle idee, posto che gli yes-man sono gli essere
piu’ infedeli della terra).
Rilevo che il capo supremo del terzismo –
erede di quella Europa scendiletto ieri di Hitler oggi di Putin e Bin
Laden – è Cossiga e che suoi emuli non so quanto occasionali sono
Berlusconi e anche Tremonti che ultimamente ha detto a sprezzo del
ridicolo che “la Russia è accerchiata dalla NATO”,
dimenticando forse
che questo è dovuto al fatto che paesi come Polonia e Ucraina non ne
possono piu’ della dittatura postsovietica di Putin.
Cossiga ha
ultimamente scritto a Sergio Romano lanciando un messaggio trasversale-
omertoso agli USA che suona cosi: “come mai gli USA non capiscono
che
l’Europa non si vuole schierare al suo fianco”?.
Questa è la psy-op del
capo occulto dell’AISE (ex SISMI), creatore di Forte Braschi e con
centinaia di uomini suoi nei servizi.
Per quanto mi riguarda sono
filoatlantico non solo perchè il Trattato Atlantico è Fonte Normativa
avente Forza Cogente ed è superiore nella Gerarchia delle Fonti ad
altre leggi nazionali, ma perchè immagino come Lei sa che grazie agli
USA e al libero mercato oggi l’Italia ha qualche libertà in
piu’.
La
crisi finanziaria oggi è crisi della finanza democratica, del
collateralismo alla politica corrotta, dell’ideologia di sinistra

Saluti
Guglielmo Rinaldini
http://www.walshfinancecorporation.com
http://www.istitutoinnovazione.org
http://www.spirali.com

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Guglielmo Rinaldini scrive:

Mi complimento per quel che ha detto in relazione all’inaccettabile
difesa da parte di Berlusconi della politica espansionista e
veterosovietica di Putin.
Ha dimostrato coraggio, lealtà e anche
fedeltà (quanto meno alle idee, posto che gli yes-man sono gli essere
piu’ infedeli della terra).
Rilevo che il capo supremo del terzismo –
erede di quella Europa scendiletto ieri di Hitler oggi di Putin e Bin
Laden – è Cossiga e che suoi emuli non so quanto occasionali sono
Berlusconi e anche Tremonti che ultimamente ha detto a sprezzo del
ridicolo che “la Russia è accerchiata dalla NATO”,
dimenticando forse
che questo è dovuto al fatto che paesi come Polonia e Ucraina non ne
possono piu’ della dittatura postsovietica di Putin.
Cossiga ha
ultimamente scritto a Sergio Romano lanciando un messaggio trasversale-
omertoso agli USA che suona cosi: “come mai gli USA non capiscono
che
l’Europa non si vuole schierare al suo fianco”?.
Questa è la psy-op del
capo occulto dell’AISE (ex SISMI), creatore di Forte Braschi e con
centinaia di uomini suoi nei servizi.
Per quanto mi riguarda sono
filoatlantico non solo perchè il Trattato Atlantico è Fonte Normativa
avente Forza Cogente ed è superiore nella Gerarchia delle Fonti ad
altre leggi nazionali, ma perchè immagino come Lei sa che grazie agli
USA e al libero mercato oggi l’Italia ha qualche libertà in
piu’.
La
crisi finanziaria oggi è crisi della finanza democratica, del
collateralismo alla politica corrotta, dell’ideologia di sinistra

Saluti
Guglielmo Rinaldini
http://www.walshfinancecorporation.com
www.
istitutoinnovazione.org
http://www.spirali.com

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Patton scrive:

«La crisi finanziaria oggi è crisi della finanza democratica, del
collateralismo alla politica corrotta, dell’ideologia di sinistra»
___________________

No, signor Rinaldini: la Sua è ideologia.

L’attuale crisi degli USA è industriale e strutturale, cioè crisi della globalizzazione, come sostengono da anni alcuni autorevoli commentatori (Emmanuel Todd, “Dopo l’impero”).
Cossiga e Sergio Romano (due persone che di certo non si sono mai illuse sull’URSS né su Putin) dicono semplicemente che la nostra alleanza geopolitica con la Russia non ha alternative.
Ma “alleati” non vuol dire vassalli né, tantomeno, cabarettisti di corte.

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Guglielmo Rinaldini scrive:

Ma per piacere! La crisi finanziaria che non è solo americana ma globale è una crisi ciclica e non ha nulla a che vedere con quella del ‘29.
Forse Lei non se ne è accorto leggendo fini economisti di sinistra, ma la società industriale è finita da un pezzo, oggi siamo oltre la società dei servizi: siamo all’immateriale puro.
Cossiga è un autentico delinquente (ricordo che nascose Arafat a casa sua mentre era ricercato dalla magistratura italiana per terrorismo, in specie abbattimento dell’aereo militare Argo 16).
Romano deve essere un coltivato di qualche servizio nemico come spesso accade con la quasi totalità dei giornalisti italiani.
Si è fatto un gran botto su Farina coltivato Sismi (e pure Farina ha sbagliato perchè un giornalista deve essere libero sempre, si è visto come attacco’ noi del DSSA: l’ordine partiva dal SISMI deviato, cioè da Cossiga), ma nulla su giornalisti amici di terroristi, baathisti, e altro.
L’alleanza geopolitica con la Russia l’ha inventata Prodi che era coltivato KGB del IV Dipartimento, Prodi fu l’unico ad applaudire i golpisti che deposero Gorbaciov.
Grazie a questi traditori e alle loro creste siamo schiavi per il gas al pari dell’Ucraina (che vuole stare nella NATO).
Quale finanza ha fatto crac?
Quella dei subprime, dell’idea democratica e prima keynesiana di casa per tutti.
Ragioni prima di scrivere.
Ma non credo Lei sappia cosa è la finanza dato quel che scrive.

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simona scrive:

http://ibtimes.com/articles/20081010/french-fm-kouchner-visits-damaged-georgia-villages.htm
http://www.rferl.org/content/Russian_Troops_Pull_Out_Of_Buffer_Zones_But_Not_Georgian_Separatist_Regions/1328776.html

Scadeva ieri il termine ultimo per il ritiro delle truppe russe dalle aree cuscinetto.
Nonostante la Russia abbia completato il ritiro delle truppe da quei territori entro il termine massimo concordato, ancora non ha ottemperato a tutti gli obblighi sottoscritti nell’accordo cessate il fuoco, cioè non rispetta l’obbligo di ripristino dello stanziamento delle truppe, degli osservatori e delle forze di peacekeeping allo stato precedente il conflitto anche in Ossezia del Sud e in Abkazia; lo ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner durante una visita al campo di sfollati allestito a Gori, che è stata pesantemente bombardata dai russi durante il conflitto.

Sempre ieri, il Presidente Dmitry Medvedev, usando la solita arroganza, parlando durante una visita in Kirgikistan, ha invece sostenuto di aver completamente ottemperato agli obblighi del cessate il fuoco negoziato da Sarkozy e che quindi nulla altro la Russia deve fare per non essere guidicata inadempiente dalla comunità internazionale.
Anzi, la Russia aveva già dichiarato ufficialmente che intende mantenere una forte presenza militare nelle regioni sepratiste. Mosca dichiara che menterrà 3.800 militari in ciascuna delle regioni sepratiste (più del doppio dei peacekeeper presenti in quelle zone prima del conflitto).

A scanso di equivoci questa è la copia degli obblighi previsti dall’accordo:
http://www.eu2008.fr/webdav/site/PFUE/shared/import/0908_visites_moscou_tbilissi/Mise_en_oeuvre_plan_12_aout_2008.pdf
Questa è la versione, che dice le stesse cose, pubblicata sul sito del governo russo:
http://www.ln.mid.ru/brp_4.nsf/2fee282eb6df40e643256999005e6e8c/8a659f2f8196219fc32574bf00511685?OpenDocument

Il Saddam georgiano ha da tempo ottemperato a tutti gli obblighi dell’accordo.

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ricale117 scrive:

caro senatore…onorevole… sono il suo vecchio amico Alessandro ,lettore attento e silenzioso ma oggi sento il dovere di starle vicino in questo momento come in altri ben più tristi, ma anche il piacere di starle vicino perchè ciò che ha scritto a Silvio forse avrebbero voluto scriverlo in tanti…forse anche tra i suoi colleghi che non credo (statisticamente parlando) siano tutti delle scimmie(o forse lo spero). è vero questo partito manca proprio di democrazia e libertà e ne ho sentite tante anche in ambito di politica locale da fare rabbrividire , altro che monarchia , qui è proprio una “cupola” analoga a quella di un’altra organizzazione .conoscendola immaginavo che prima o poi si arrivasse a tanto, lasciamo perdere la risposta di giordano (è un poveraccio sicuramente bonaiuti gli avrà dato il compito di rispondere e forse gli avrà dato un aiutino, il livello di acume intellettuale sembra lo stesso) , ma lei è stato veramente coraggioso forse un po’ avventato , ma è il suo lato di eterno ragazzo che a noi piace .come lei crede nella forza della verità per rivoluzionare l’Italia io confido in lei perchè almeno un po’ qualcosa cambi.
Ah senatò e si poi nun cambia se n’annamo ‘nsieme a Capo Nord …e chi c’ammazza…
un abbraccio, Alessandro

GUZZ – ALESSANDRO CARO, QUANTO MI MANCHI, QUANTO MI MANCATE.

MA SI’, A CAPO NORD, CHI CI AMMAZZA.

GRAZIE, SO CHE SIE UN AMICO E SO CHE LA PENSIAMO NELLO STESSO MODO. MI FA UN ENORME PIACERE LEGGERTI E SALUTAMI TUA MOGLIE, TUA MADRE E I TUOI FRATELLI.

ANCHE DA PARTE DELLA MIA BANDA.

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Roblio scrive:

Il “Giornale” ha censurato il mio commento al Suo articolo e per questa ragione lo ripropongo qui.
Esprimevo ed esprimo la mia ammirazione al Suo coraggio ed alla Sua onestà intellettuale. Notavo e noto il silenzio assordante non tanto dell’opposizione, che anche in questa circostanza conferma tutta la sua pochezza ma dei Suoi colleghi di maggioranza. Un silenzio che rischia di diventare un ossimoro per un “partito della libertà”

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luca anedda scrive:

Egregio Guzzanti,
desidero esprimerLe tutta la mia solidarietà per le posizioni che Lei sta assumendo sulla questione Putin ed altre.Trovo la risposta del “Il Giornale” non solo offensiva, ma insufficiente nei contenuti.Come al solito ( da un pò di tempo a questa parte), il Direttore butta tutto in burletta cercando di mettere alla berlina il personaggio di turno.Ma che razza di giornalismo è questo.Mi sembra che stia scadendo oltre ogni limite, e non rispetti la tradizione passata del glorioso Giornale.
Distinti saluti Luca Anedda

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Sergio Rizzitiello scrive:

Paolo…Paolo…come al solito sei sempre eccessivo.

Esageri quando affermi che in definitiva Berlusconi è stato creato da te a da pochi altri.

Se fosse vero Berlusconi non sarebbe durato neanche un mese.

In realtà c’è sempre una profonda sinergia tra il leader e i suoi sostenitori: gli uni gli danno la spinta, lui la direzione, loro la materia, lui la forma, loro l’onda con tanto di sella, lui il cavalcare.

Se l’azione del leader fosse meramente passiva, il fenomeno politico, sociale, storico, crollerebbe in un istante.

Tu però non a caso vuoi rendere quasi irrilevante l’opera di Berlusconi: ti serve per far risaltare la tua azione.

“L’industriale Berlusconi”…fa un po’ il paio alla “h” della redazione del “Il Giornale” che maldestramente ti ha voluto aggressivamente fare le pulci.

Berlusconi nel momento che ha deciso di “scendere nell’arena politica” non era più un industriale ma un uomo politico, il leader che si voleva opporre alla sinistra comunista.

“I miei fumi psicologici” come sempre molto amabilmente tu chiami le mie analisi partono da un semplice dato, fatto (come a te piace dire): tu vuoi separarti da Berlusconi perché sei di sinistra, ti senti profondamente, nell’anima , di sinistra.

Hai scelto Berlusconi solo perché si opponeva al comunismo, che come tu ben sai, storicamente ha sempre considerato nemici pericolosissimi proprio i socialisti, e il loro riformismo democratico.

Perché ora?

Te lo dico con argomenti politici e non solo con “fumi psicologici”.

I partiti comunisti sono stati spazzati via dalle ultime elezioni;

Il PD non ha un’anima di sinistra;

ergo

tu senti matura un’azione politica che dia rinnovato vigore finalmente ad una sinistra socialista riformista che non ha più lo spauracchio di un ostacolo comunista da fronteggiare.

Berlusconi non ha per te quindi più senso politico, è un avversario politico da fronteggiare democraticamente partendo da idee socialiste riformiste, con azioni di socialismo riformistico, con obiettivi di socialismo riformistico.

Il tuo selbst non è un fatto meramente personalistico slegato da tutto questo.

In realtà si integra in esso perfettamente perché è proprio attraverso il suo affermarsi che tu puoi dare senso politico alla tua azione e viceversa, è proprio affermando la tua azione politica che tu puoi pienamente soddisfarlo.

GUZZ – PURTROPPO TU NON SEI UN INTERLOCUTORE. SEI UN MEGAFONO DI TE STESSO. HO DETTO CHE BERLUSCONI NON HA FATTO ALTRO CHE USARE LE NOSTRE IDEE LIBERALDEMOCRATICHE E FARLE PROPRIE RACCOGLIENDO CONSENSO GRAZIE AL SUO TALENTO DI VENDERE TALI IDEE NEL MIGLIORE DEI MODI.

LUI NON E’ AUTORE DI ALCUNA IDEA.

CITAMI UN’IDEA IDEOLGICA DI BERLUSCONI CHE NON SIA STATA DA LUI, SAGGIAMENTE, COOPTATA, CIOE’ COPIATA DA ALTRI.

IO NEL MIO PICCOLO SONO UNO DI QUELLI CHE LUI HA COPIATO: VUOI CHE TI CITI LE CENTINAIA DI MIE FRASI CHE HA PRELEVATO – GIUSTAMENTE, OPPORTUNAMENTE, BENE, BRAVO – DAI MIEI ARTICOLI PER INCASTONARLE NEI SUOI DISCORSI?

O DI ADORNATO?
O DI JANNUZZI? (ECCO TRE NOMI DI GHOSTWRITERS CADUTI IN DISGRAZIA, CUI AGGIUNGEREI QUELLO DI FERRARA E ALFREDO BIONDI).

IO NON VOGLIO ALCUNA FORMA DI SOCIALSIMO.
IO VOGLIO UN PAESE LIBERO E RISPETTABILE IN CUI TUTTI SIANO LIBERI E RISPETTATI.

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holden scrive:

Ai nominati aggiungerei Maurizio Costanzo e Gawronski

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Giovannidallebandenere scrive:

Che paese di smemorati è questo! Chi era il baldo Guzzanti??Un estremista di sinistra che nel propio pollaio ha allevato altri estremisti come la graziosa ed educata Sabina.Ed è qui il punto! Prendendo come spunto le parole del Berlusca ( si veda il Giornale) l’onorevole si è volutamente ficcato in gola due dita e fra i marosi cerca di far dimenticare agli italiani lo stile e il garbo dell’educanda Sabina . Vomitevole trova la sua vita Guzzanti quale esempio di opportunismo comunista : talis pater talis filia.

GUZZANTI – SONO FELICE DI DARLE QUI DELL’INFAME MASCALZONE E DEL FALSARIO, DEL PICCOLO IMBROGLIONE E DELL’IGNORANTE.

IO NON SONO STATO COMUNISTA NEANCHE CINQUE MINUTI IN VITA MIA E SE LO FOSSI SATO LO DIREI, COME TANTI ALTRI, PER ESEMPIO SANDRO BONDI.

MIA FIGLIA E’ UNA DONNA DI 45 ANNI E NON UNA BAMBINA. E’ SE STESSA.

LEI INVECE NON E’ SE STESSO: LEI E’ L’INCARNAZIONE DEL VIGLIACCO, DELLO SPUDORATO VIGLIACCO NASCOSTO DIETRO UNA MASCHERA, DEL PICCOLO CIALTRONE ITALIANO DI DESTRA O DI SINISTRA, DELL’IGNORANTE CRONICO, DEL PUTTANIERE MENTALE, DEL RIGAGNOLO DI FOGNA CHE IRRORA I SUOI VIZZI CENTRI MENTALI-

LEI E’ L’EMBLEMA, IL CAMPIONE DEL PEGGIO DELL’ITALIA, LEI E’ IDEALMENTE LA SPAZZATURA DI NAPOLI CHE INQUINA L’ITALIA, LEI E’ CIO’ CHE IO COMBATTO.

LEI DI FRONTE A ME VALE MENO DI UNA MERDA DI CANE, CHE PURE HA UN SUO VALORE.

LEI NON E’ NIENTE E NESSUNO, LEI E’ PREGATO DI SEGUITARE A SCRIVERE QUI PERCHE’ MI PIACE MOLTISSIMO DIRLE CHI E’ LEI, MI SCARICA LA COSCIENZA.

LEI E’ UN MISERABILE, LEI E’ IL PERFETTO ESEMPIO DELL’ITALIANO DA DISTRUGGERE, LEI PER ME E’ UN MORTO CIVILE, ANZI INCIVILE, CHE CAMMINA, ANZI BARCOLLA COME UN UBRIACO, IO DEDICO LA MIA VITA ALLA SUA SCOMPARSA GEOLOGICA, COME QUELLA DEGLI ALTRI SERPENTI CHE L’HANNO PRECEDUTA.

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Luciano Baroni scrive:

Caro Guglielmo, appena ho letto una firma, SAYA, mi sono detto : adesso arriva pure lui e come nelle puntate tv della Carrà, E’ Quiiiiiiiiiii.

Chissà se ci ha pensato anche il Direttore del Blog.

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Metafisico italiano scrive:

il senatore Guzzanti è uno dei tanti parolai inocoerenti di quest’Italietta.
uno di quelli bravi nello sfornare tanti paroloni e fiumi di inchiostro che appena un fatto li tocca in prima persona smentiscono tutto ciò che anno blaterato fino al giorno prima.
conservo un (bel) articolo di Panorama del 27 aprile 2006 dal titolo ” Bella dentro e votata fuori” di un certo Paolo Guzzanti che tesse le lodi della Carfagna e proclama che nel caso “Non sa bene che cosa dovrei picconare”, “persona colta e spiritosa” la Carfagna conclude il Guzzanti “avrebbe tutte le qualità s enon dovesse farsi perdonare questo difetto fisico: una sfrontata bellezza”. E infatti Guzzanti ben descrive il pregiudizio e l’invidia sociale, tipicamente comunista dico io,
Guzzanti nella sua appassionata difesa della Carfagna conclude: “la bellezza in democrazia costituisce un fattore libertario rivoluzionario perchè….bla bla …scardina occhiuti pregiudizi sia di destra che di sinistra e restituisce al potere sessuale il ruolo che gli compete, non più contraffatto dalla solita latente accusa di prostituzione corredata da classici esempi: quello della contessa di Castiglione…o della marchesa di Pompadour…per non dire di Madame de Stael… Voltiamo pagina onorevole Carfagna, benvenuta tra noi”
è bastato che la figlia desse della puttana ( o della madame de Stael?) alla Carfagna, senza alcuna prova ( chiamasi calunnia) che il suddetto Guzzanti per istinto paternalistico o per semplice incorenza parolaia abbia subito ritrattato la sua posizione.
Voltiamo pagina. Onorevole Carfagna. Lei è una Madame de Stael e si permette pure di denunciare la mia educatissima e beneducata figlia? toglierle il saluto è il minimo!!!
Questa è l’Italia: fiumi di parole e di in inchiostro sul nulla, su idee che non si pensano o vengono subito tradite il giorno seguente.
maestrini a parole, e farisei nei fatti.
fascisti ieri, partigiani dopo l’8 settembre.
raccomandazione e difesa del particulare pur di tutelare il familiare anche se non lo merita…
Paolo Guzzanti si è rivelato uno dei tanti parolai incoerenti. strappiamo pure il suo (bel) articolo, erano solo parole scritte da un parolaio tanto per riempire un foglio…
se sua figlia dicesse che Berlusconi è come Hitler e Putin a confronto è come Gandhi il papino subito prenderebbe le difese della figlia e di Putin.
quindi questo post di Guzzanti non sono nent’altro che fiumi di parole vuote, perchè dette da parolai incoerenti come lui…

Viva Prezzolini e l’America!
Basta con i voltagabbana e i Guzzanti d’Italia!

GUZZ – CHE LE DICEVO?

LEI E’ UN PERFETTO IMBECILLE E ME NE HA VOLUTO A TUTTI I COSTI DARE UNA PROVA.

CHE COSA VORREBBE DIMOSTRARE?

IO HO SCRITTO UN ARTICOLO A FAVORE DELLA CARFAGNA, CHE NON AVEVO PRIMA MAI VISTO E CONOSCIUTO NEMMENO SUI CALENDARI, DICENDO QEL CHE LEI TRASCRIVE.

E NON HO ALTRO DA DIRE SU DI LEI.

POI NASCE LA QUESTIONE DELLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE RIVELATE DALLA DEPUTATA DI FORZA ITALIA MARGHERITA BONIVER E VIENE SCRITTO CHE IN QUESTE CONVERSAZIONI VIENE DETTO CHIARAMENTE AD INDOVINATE CHI, CHE FORSE PER FARE LA MINISTRA LA CARFAGNA NON E’ LA PIU’ ADATTA. QUELLO – INDOVINATE CHI – RISPONDE: PUO’ DARSI CHE COME MINISTRA NON VALGA NIENTE MA IN COMPENSO PRESTA ALTRO GENERE DI OPERE NON SCRITTE, MA ORALI.

VERO? FALSO?
NON LO SO.

E’ UN CASO MORALE E SESSUALE? NO, E’ UN CASO POLITICO, PERCHE’ SE FOSSE VERO – E IO NON SO SE SIA VERO MA HO PARLATO CON MOLTE PERSONE CHE DICONO DI AVER LETTO LE INTERCETTAZIONI, LE QUALI DICONO CHE E’ VERISSIMO – SI APRE UN CASO POLITICO:
SI PUO’ ESSERE MINISTRI PER DEVOZIONE FISICA?.

LA BONIVER DI FORZA ITALIA ALLA QUALE HANNO CHIESTO SE FOSSE VERA LA STORIA DEI POMPINI HA RISPOSTO: “NELLE INTERCETTAZIONI C’E’ DI TUTTO E DI PIU’”.

A QUESTO PUNTO L’ATTRICE SABINA GUZZANTI, NELLA SUA PIENA LIBERTA’ DI CITTADINO DI 45 ANNI, FA UN COMIZIO E, DANDO PER CERTE LE RIVELAZIONI, SOSTIENE CHE NON SI PUO’ SVOLGERE IL RUOLO DI MINISTRO SEGRETARIO DI STATO DELLA REPUBBLICA PER MERITI DI QUEL GENERE (CHE LEI NOMINA IN MODO ESPLICITO).

C’ENTRO NIENTE IO ?
NULLA.
NULLA DI NULLA.

A QUESTO PUNTO IL MINISTRO, CON UN COMUNICATO DEL MINISTERO, DUNQUE DEL GOVERNO, ANNUNCIA UNA QUERELA AL CITTADINO SABINA GUZZANTI, MA GIA’ CHE C’è, SENZA CHE IO C’ENTRI UN FICO SECCO, MI CHIAMA IN CAUSA.

LEI, LA CARFAGNA. CHIAMA IN CAUSA ME CHE NON C’ENTRO NIENTE.
E’ CHIARO FIN QUA, INTELLIGENTONE?
VUOI RILEGGERE DUE O TRE VOLTE PER CAPIRE MEGLIO?

ALLORA: NEL COMUNICATO GOVERNATIVO IL CITTADINO SABINA GUZZANTI VIENE INDICATO COME “SABINA GUZZANTI FIGLIA DEL DEPUTATO DEL POPOLO DELLE LIBERTA’ PAOLO GUZZANTI”.

CHE VUOL DIRE?
PERCHE’ DEFINIRE SABINA GUZZANTI “LA FIGLIA DI” E PAOLO GUZZANTI “IL PADRE DI”?

IO CREDO CHE LO SCOPO IN QUEL MOMENTO FOSSE PROPRIO QUELLO DI COINVOGERMI AL PRECISO SCOPO DI DAR ARIA ALLE BOCCHE DELLE NULLITA’ VAGATI COME LEI.

FATTO STA CHE IO PROTESTO VIVAMENTE PER IL FATTO CHE, CON ATTEGGIAMENTO SAUDITA, IL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ ANNUNCIA DI AVER QUERELATO UNA DONNA DI 45 ANNI IDENTIFICANDOLA CON IL NOME DEL PADRE.

FORSE NEANCHE IN ARABIA DEL SUD, MAGARI FRA I TALEBANI.

A QUESTO PUNTO DICO A SABINA: NON CONCORDO AFFATTO CON CIO’ CHE HAI DETTO E DI CUI TU SOLTANTO PORTI LA TUA RESPONSABILITA’, MA SOLIDARIZZO CON TE PER IL TENTATIVO DI SMINUIRE LA TUA IDENTITA’ PERSONALE, RIDUCENDOLA A QUELLA DI “FIGLIA DI”.

CAPISCE L’ITALIANO, LEI?
HA BISOGNO DI RILEGGERE?
VUOL PRENDERSI UN MOMENTO DI PAUSA?
DEVE RIORDINARE LE IDEE?
HA CAPITO?

OOH, BENISSIMO.

ALLORA: CHE CAZZO VUOI DA ME, PEZZO DI STRONZO?
(PS- L’AMERICA E’ MIA NON TUA. IO SONO AMERICANO, TU NO, PIECE OF SHIT)

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Luciano Baroni scrive:

Un punto soltanto non mi è chiaro, visto che lo ripeti spesso ultimamente, penso tu abbia qualcosa di concreto : Margherita.

IO ho letto solamente, ripetuta molte volte anche in qualche tg ( mi sembra ) che lei dicesse di aver letto su un quotidiano Argentino la ricostruzione della cosa, che su quel quotidiano si desse per certo che ci fossero le intercettazioni e che avessero letto le trascrizioni ( ma non che fosse lei ad averle viste ).

Mi pare di ricordare che il “materiale suddetto” sia anche qui, da qualche parte.

p.s. Anche su un Blog venne fuori una “cosetta” che venne RIPRESA da tutti i gossipari….i cosiddetti “quotidiani indipendenti”.

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Metafisico italiano scrive:

Caro senatore , ho capito la sua posizione in merito alla Carfagna.
io avrò usato toni forti peccato che quello che abbia insultato (piece of shit) eccetera… sia stato lei.
Sabina Guzzanti ha seguito davvero bene l’esempio, lo show sulla Fallaci era davero sopraffino…

Addio

P.S però non è d’accordo con Berlusconi è come minimo ipocrita mangiare noel piatto dove si mangia ( Panorama, Il Giornale…)
gli americani non sono voltagabbana o democristiani…

GUZZ – IO MANGIO NEL PIATTO IN CUI CUCINO: GRAZIE A ME PANORAMA E GIORNALE VENDONO PIU’ COPIE.

SEMMAI LORO MANGIANO DOVE IO PREPARO IL CIBO.

LEI SEGUITA A RINFACCIARE A ME QUELLO CHE FA E CHE DICE SABINA GUZZANTI, IL CHE CONFERMA CHE LEI E’ UN POVERO STUPIDO. AVREI POTUTO SCRIVERE STRONZO, MA DICO STUPIDINO, COSI’ LEI CHE E’ DELICATO NON SI OFFENDE.

STRONZO.

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Metafisico italiano scrive:

se ha paura della parole mi ricancelli pure dal sito
… come i censori del Minculpop

P.S dovrebbe aver paura semmai della sue parole tradite

GUZZ – NON LE PAROLE MI FANNO PARA, MA LE PAROLE DEGLI IMBECILLI.

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Metafisico italiano scrive:

Giustifichi le sue incoerenze semmai

GUZZ – CIOE’?

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Malombra scrive:

Metafisico, ascolti:

2 + 2 = 4. Ok? Ora, io vengo a sapere che 2 + 2 + 1 = 5!

Puoi spiegare l’ “incoerenza” tra il 4 e il 5?!?

Direttore, avanti!! :)

GUZZ – GENIALE, WATSON. VOGLIO DIRE, MALOMBRA.

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Kabinett scrive:

“Vedrete che se il Ministro Carfagna ritirerà la querela milionaria sporta contro la figlia del Guzzanti, Sabinuccia, il padre tornerà nell’ovile. Paolo Guzzanti era, è, e rimarrà fondamentalmente un comunista. E guai a toccare i soldi ai comunisti. Perdono il lume della ragione. PS. Da lettore de Il Giornale non leggerò MAI più un articolo di Paolo Guzzanti, anche se la sua collaborazione con questo quotidiano dovesse proseguire”.

Caro Guzz, se questa è la media dei lettori de “Il Giornale” e degli elettori del PDL, altro che Rivoluzione… che pena… la stessa che ho provato quando taluni figuri hanno cercato di impedire a Giampaolo Pansa di presentare il suo libro…

GUZZ – SI’, KABINETT. SONO I CRETINI I NOSTRI NEMICI, NON LA GENTE DI SINISTRA.

CIO’ MI RICORDA IL FAMOSO ANEDDOTO DI CHARLES DE GAULLE IL QUALE, QUANDO UN COLLABORATORE GLI DISSE “BISOGNEREBBE METTERE AL MURO TUTTI GLI IMBECILLI”, LO GUARDO’ PENSIEROSO E POI COMMENTO’ “VASTE PROGRAMME”.

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maccarti scrive:

In alcuni post, approfittando della posizione critica assunta dal Direttore, si attacca Silvio Berlusconi (in Italia è un esercizio che dura da tre lustri. Esercizio da cui nessuno ha tratto sugo, fino a oggi; ma solo qualche voto, come Di Pietro; o qualche soldo, come Travaglio).

Bene, mi domando:

- si vuol fare in modo che RI diventi l’ «anima critica» del PDL;
oppure si auspica che RI divenga una sorta di movimento “antiberlusconiano a prescindere”?

A me pare di aver capito, leggendo attentamente il Direttore, che siamo alla prima opzione che consiste in:

1. provare ad aprire un dibattito serrato, vivace, duro, all’interno del Popolo della Libertà;
2. dare una scossa ai “pigri”;
3. indurre a uscire allo scoperto gli oscitanti;
4. mantenere sempre – perinde ac cadaver – la propria libertà di giudizio in nome della verità;
5. non lasciare mai che la propria capacità critica sia vulnerata;
6. mettere alla berlina i servi sciocchi;
7. spazzar vie le trichine;
eccetera eccetera.

Berlusconi dovrebbe capire che una tale presa di posizione – libera e liberale – può far crescere il partito di cui è lider, renderlo maturo e moderno.
Berlusconi dovrebbe, nel contempo, capire che coloro i quali si “adeguano” sempre e comunque alla linea del capo sarebbero i primi a sfilarsi, quando il loro olfatto (sviluppatissimo) suggerisse loro odor di bruciato.

Resta fermo che mai si assumeranno posizioni pregiudiziali nei confronti di Silvio Berlusconi, diversamente da come hanno fatto e fanno politici e pseudointellettuali astuti o frustrati.

Ho capito bene?

GUZZ – SI’, GRANDE MACCARTI: HAI CAPITO BENISSIMO E TI RINGRAZIO DI AVERLO SINTEIZZATO IN MODO COSI’ CHIARO.

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il sinistro scrive:

Ma come ci riesce?E’ incredibile la capacità di quell’uomo di riuscire a modificare così tanto i processi neurali di persone che invece quando parlano d’altro sembranoi tutt’altro che sprovveduti.Ma lo capite che il nano ha dato, tra le righe è ovvio, del rincoglionito a Guzzanti tramite l’apposito bimbominkia?
E’ berlusconi che ha ordinato quella risposta sul fogliaccio che edita,il PD”L” non è un partito dove puoi fare lotta dall’interno, la Sua definizione di partito anarchico-monarchico è sbagliata per metà, l’anarchia se la deve essere immaginata. Ma se la vuole rileggere la Sua cronaca dell’altra sera quando descrive le reazioni dei suoi colleghi alle minchiate del nano?
Ma cosa deve succedere per farvelo capire? Ma voi immaginatevi Bondi, che non piscia se silvio non glielo ordina, di chiedere maggiore libertà di pensiero, figurarsi, pare che una volta si sia scusato per aver parlato in “sua” presenza(questa l’ha raccontata sgarbi perciò non ci metto la mano sul fuoco).
I suoi propositi maccarti sono splendidi peccato siano assolutamente incompatibili con l’idea che il capo ha di un partito politico, a lui i servi sciocchi piacciono di più dei rompicoglioni con una testa pensante.

Saluti

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maccarti scrive:

E’ sicuro che i servi sciocchi piacciono solo a Silvio Berlusconi?

Glie lo domando giacché i capipartito (e, piú in generale, i capi) in Italia son tanti. E amano che il loro narcisismo venga solleticato spesso.

Provi a contestare – tanto per fare il nome di un sedicente democratico – dall’interno dell’IdV Di Pietro…
E potrei fargliene altri, di nomi, ben piú nobili, che ho conosciuto di persona.

E’ un problema generale, che non risolveranno coloro che siedono in Parlamento (chi glie lo fa fare a quelli?); bensí coloro che, come Lei e me, permettono che lorsignori quegli scranni occupino.

Ricambio i saluti e le auguro una buona domenica

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il sinistro scrive:

E chi ha detto questo, no ha capito male, silvio non è mica l’unico ducetto in pectore?
Proprio Di Pietro è famoso per aver scambiato l’ottimo Veltri con De Gregorio, in quel covo di trogloditi comandati da un neandertaliano che è la lega succede la stessa cosa, nel PD ci sono correnti varie ognuna con il suo dominus incontestabile, che poi tutti insieme non riescano a mettere insieme un cervello normale è un’altra storia, i partiti con più democrazia interna erano AN che ora è stata assorbita e rifondazione che ora è sparita.
Il problema è che voi cercate di risolvere il problema aiutando e sostenendo il peggiore di tutti: il nano ha potere e lo usa(sì Guzzanti, lo usa, altro che solo TV commerciali chieda a Follini), ma non voglio dire altro ve ne accorgerete da soli, se Guzzanti continuerà a tenere la schiena diritta continuerà ad essere smerdato dai sodali del nano verrà messo nel dimenticatoio e buonanotte al secchio, e (anche se chi è causa del suo male pianga se stesso) l’unica cosa che ci avrà guadagnato sarà la mia stima per quel che può valere.

Saluti e buona domenica anche a lei

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shuvalmoran77 scrive:

Riporto lo scritto di Sigal postato nel suo gruppo. Il titolo non ha bisogno di commenti: “Guzzanti, se prima di amavo molto, ora ti amo molto di piu’”

Sigal scrive:
Leggo in un sito amico un articolo dal titolo vergognoso: “Guzzanti a fine corsa” e rispondo indignata:
Di che stai accusando Guzzanti? Di essere padre di sua figlia? Pensi forse che Il legame di parentela comporti necessariamente responsabilità suddivise? Se io commetto un errore non vedo perchè mio padre ne debba pagare le conseguenze. La Carfagna ha agito slealmente perchè ha chiamato in causa il padre in una faccenda che riguardava esclusivamente sua figlia. Ecco l’errore che ha fatto. Ecco perchè Guzzanti ha protestato. Lo ha fatto non per difendere sua figlia ma per condannare il comportamento sleale della Carfagna.
Ti faccio inoltre notare che lo stipendio Guzzanti non lo riceve da Berlusconi ma dallo stato italiano.
Guzzanti ha alzato la voce per denunciare certe dichiarazioni di Berlusconi a favore di Putin e del suo intervento in Georgia. Berlusconi ha appoggiato l’invasione della Russia nella Georgia, fatto scandaloso e inaccettabile Ha fatto dichiarazioni che avrebbero dovuto scuotere le coscienze di tutti li affiliati al suo partito. Invece l’unica voce che si è alzata è stata quella di Guzzanti. Pensi forse che il fatto di essere affiliato ad un partito comporti necessariamente essere affetti da servilismo nei confronti del capo? Proprio per il fatto che Guzzanti ha alzato la sua voce, unica nel suo partito, per esprimere un’opinione diversa da quella del capo di governo per una causa da lui ritenuta giusta dovrebbe riscuotere la tua ammirazione. Anzi Berlusconi dovrebbe fare tesoro delle critiche fatte da un uomo che da anni indaga sulle malefatte del governo “sovietico” e che è esperto in materia.. Vuoi forse dirmi che Berlusconi è esente da critiche e che tutti gli affiliati al suo partito debbano battere sempre le mani alle sue “folli” affermazioni?
No Guzzanti non deve lasciare il PDL, perchè solo all’interno di questo potrà contribuire a ridare ad un partito che si definisce partito della libertà, quella libertà che è stata umiliata e percossa al suo interno. Guzzanti non è affetto dal torpore del servilismo. Ha dimostrato di avere coscienza coraggio e onestà. E dovrebbe essere apprezzato per questo.
Ho sempre ammirato Guzzanti per il suo amore incondizionato per la verità e la giustizia e questa sua presa di posizione non fa che confermare la mia opinione E se prima lo amavo molto, ora lo amo molto ma molto di più

Ecco l’articolo vergognoso

Forse al contrario di Sigal, che mitizza il senatore Guzzanti, sono
personalmente convinto che a questo punto ci si doveva arrivare.
E secondo me ci si arriva tardi.
La famiglia Guzzanti si stringe intorno alla sfortunata Sabina
Guzzanti, che sta passando i suoi guai, tutti meritatissimi.
Ovvio che ora Guzzanti deve lasciare il PDL, la sua presenza è
diventata fonte di scandalo…lui lo sa e spara su “Il Giornale” le
ultime bordate, questa volta non a favore di Berlusconi, ma
contro di lui.
Prima o poi doveva succedere, era meglio prima, era meglio per
tutti, Guzzanti non ce la fa a tenere mansueta la figliola, dai
comportamenti alquanto strani.
Non dico del suo stile oratorio, che va benissimo per le caserme
di un esercito da terzo mondo, quello mi interessa di meno,
ognuno dò il vino che ha, quello della Guzzanti ha una acidità
insostenibile e più che per uso culinario è adatto per sturare
lavandini e water intasati.
E’ che la Sabina è in pieno conflitto di interessi, infatti pubblica le
sue cose attraverso le case editrici di Berlusconi e poi lo insulta
nei modi più truculenti.. .
Avrà anche mille ragioni per farlo, ma non mi sembra leale…e
poi dovrebbe venire fuori da quella sua strana posizione
politica…insomma lei prende soldi vendendo ai nemici di
Berlusconi con librei pubblicati da Berlusconi.. .c’è da non capirci
niente!

Ora impariamo che anche suo padre, il senatore Guzzanti, ha
parecchie critiche da rivolgere a Berlusconi.. .ma fino ad ora ne
ha sempre parlato bene ed è stato pagato per questo…

Una critica feroce è per la sua amiciza con Putin, che ammazza
notoriamente i giornalisti, e lo sappiamo tutti, mica solo
Guzzanti, lo sappiamo tutti e lo sa anche Berlusconi.. .

Ma come, dico io, Guzzanti ora si sbraccia contro Berlusconi
perchè è il secondo anniversario della morte di una giornalista
russa per ferite da arma da fuoco di Putin e dopo ben due
anni…due anni sono lunghissimi. ..perchè aspettare due anni a
dire a Berlusconi che è un maiale ad andare d’accordo con
Putin?
Io ho sempre pensato male di Berlusconi per le sue triate di
amicizie con quell’assassino di Putin e con quel ladraccio
petroliere di Bush, e l’ho sempre detto…

Ah, già, io non ero pagato da Berlusconi come Guzzanti…lui era
pagato, la paga gli andava bene e fin che la barca va, lasciala
andare…

Però ora la Sabina ha detto cose invereconde sulla
Carfagna…che la ha denunciata e da lei vuole un risarcimento di
un milione di euro…

Il papà Guzzanti poteva scegliere di diseredare quella figlola
pazzerella, e di stare giustamente con la Carfagna e con
Berlusconi.. .sarebbe stato compreso dai suoi colleghi del PDL, i
quali pure saranno proprietari di figlioli con stranezze di vario
tipo.

E invece no, lui casca nel trappolone di sua figlia. così lei è
rovinata e lui pure…che razza di sconsiderati! !!

Insomma, fregandosene di ogni solidarietà fra donne la Sabina
ha rivelato che la Carfagna fa carriera perchè va a letto con
Berlusconi.. .sai la novità…se dovessimo cancellare tutte le
carriere femminili basate sul sesso…si svuoterebbe la
magistratura. ..i Tribunali sarebbero deserti…e tutti gli altri uffici
pubblici o di grandi e opime aziende sarebbero frequentati solo
da giacche e cravatte…e tutte le bellone con tacchi di 22
centimetri sarebbero in pantofole fra i fornelli a fare soffritti e
brasati…

Terribile questa faccenda.

Perchè se davvero la Carfagna è innocente di tanto delitto la
Sabina viene condannata ed è la sua rovina, come è giusto
perchè ha mentito e disonorato una persona integerrima.

Ma se invece la Sabina ha ragione, ed effettivamente la Cafagna
se la spassa a letto con Berlusconi.. .la Sabina ne viene fuori
mica bene lo stesso…anzi, direi che in questo secondo caso va
molto peggio che nel primo…perchè a questo punto l’onta non si
lava mica solo con il denaro…ma in genere la si lava col sangue!

Secondo me.

Giovanni
GUZZ . GIOVANNI, RINGRAZIO LEI., RINGRAZIO SIGAL, MA QUESTO DEMENTE MI SEMBRA, COME TUTTI QUELLI DELLA SUA SPECIE, AFFETTO DA UN DISTURBO MENTALE.

NON SANNO DISTINGUERE FRA DUE CITTADINI DIVERSI E SEPARATI ANCHE SE PARENTI, PER DI PIù IN ETà IN ENTRAMI MATURE.

FORSE AVEVA RAGIONE MUSSOLINI: DARSI DA FARE PER L’ITALIA NON E’ IMPOSSIBILE, E’ INUTILE. MA IO SPERO DI NO. GRAZIE COMUNQUE.

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Metafisico italiano scrive:

si aveva ragione mussolini, i parolai lui non li sopportava…
agiva per il bene dell’Italia non del proprio orticello.

GUZZ – “LUI” AVEVA VISSUTO UNA VITA SOTTO LA BANDIERA ROSSA, BENIAMINO DI LENIN, RIVOLUZIONARIO DI PROFESSIONE, AMICO DI TUTTI I COMUNISTI, SOCIALISTA INTEGRALISTA, CONVINTO, AUTORE DELLA “SETTIMANA ROSSA” FACEVA SDRAIARE LE DONNE SUI BINARI DEI TRENI PER NON FAR PASSARE LE TRADOTTE DESTINATE A PORTARE I SOLDATI ALLA GUERRA DI LIBIA DEL 1911.

LUI ERA UN FANATICO DI SINISTRA E LO RIMASE. SALO’ ERA DETTO ORGOGLIOSAMENTE “IL MIO SOVIET” E PRIMA DI MORIRE DISSE CHE AVREBBE VINTO LA RUSSIA SOVIETICA E CHE SAREBBE STATO UN BENE,

QUINDI DECISE DI LASCIARE TUTTI I SUOI AVERI AL PARTITO SOCALISTA (SOCIALCOMUNISTA) ITALIANO. QUESTO QUANTO AD ESSERE STATI “ROSSI” DA GIOVANI E MENO GIOVANI.

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holden scrive:

E quanto ad essere “parolai”, aggiungo che Mussolini oltre ad essere stato (e forse sempre rimasto) socialista, era anche giornalista, quindi “parolaio” per antonomasia.

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Metafisico italiano scrive:

certo ma lui non parlava o scriveva solo, AGIVA, (MIETEVA-COSTRUIVA…), DAVA L’ESEMPIO AGENDO, non parlava solo per farsi eleggere salvo poi scaldare lo scranno del parlamento e fare polemichette solo per acquisire la ribalta giornalistica e l’ambizione personale

GUZZ – PERO’ LEI NON PUO’ ESSERE IGNORANTE COME UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, UNO A CASO.
LEI HA BISOGNO DI STUDIARE: LEGGA “MUSSOLINI GIORNALISTA” E IL PRIMO VOLUME DEL DE FELICE “MUSSOLINI IL RIVOLUZIONARIO”.

POI, SOLTANTO POI, APRA BOCCA.
PER ORA E’ ORA CHE LA CHIUDA.
SHUT UP.

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Mario Nanni scrive:

ci penso, e come se ci penso, caro on.le guzzanti, che tutto il Pdl non l’ha mai difeso quando veniva brutalmente aggredito, minacciato, insultato, deriso, offeso, calunniato, linciato, riempito di letame, irriso e neppure tutelato moralmente. Minacciati e insultati anche noi minuscole ma attivissime formiche che dedichiamo molto delle nostre notti, dei giorni di festa, di giorni di mare, di qualche ora di campagna(non essendo, grazie a dio disoccupati) alla causa della libertà e del Pdl senza avere ricevuto mai neppure un grazie(esclusi gli elogi dell’amico deputato Bruno Murgia). Lei ha accumulato in conseguenza della Mitrohkin tensioni ed anche paure enormi; suoi collaboratori sono stati assassinati senza pietà dai “soliti ignori”, e forse ha davvero sbagliato chi non si è sforzato neppure un pò per capire quanto la sua serenità ed il suo spirito siano stati scossi; noi non l’abbiamo lasciato solo, e penso che l’altro giorno lei abbia fatto come un vulcano apparentemente spento: ha, d’improvviso, “vomitato” un diluvio di lava e di lapilli. Ne sono caduti un pò ovunque. A me è dispiaciuto apprendere di quel furioso attacco a Berlusconi(che ho difeso), però io l’uomo Paolo Guzzanti l’ho capito. Ed a proposito della carissima ns amica Maria Venere, glielo invia un bacio, oppure no?
buon sabato
Maralai

^^
sopra ho scritto un fatte con una t in più; m’è sfuggita.
mn
GUZZ – I BACI NON SI NEGANO. E LE SCUSE NEMMENO. ATTENDO DELLE SCUSE.

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Giovannidallebandenere scrive:

Ma possibile che non ha capito? Il popolo della libertà non la vuole fra le sua fila e tantomeno come suo rappresentante ! Chi vuole farla restare nel PdL ? Ma la sinistra ovviamente ( quella che qui le fa i complimenti) ! Perchè? Perchè spera che lei propaghi la navonite *.Non è vero? Allora faccia un sondaggio serio nel suo collegio, fra i suoi elettori e se ho ragione si dimetta da deputato e la pagnotta se la vada a guadagnare con il suo lavoro e non con un seggio sottratto con l’inganno al PdL.
*NAVONITE=particolare forma virulenta di rogna rossa.

GUZZ – E’ LEI CHE NON HA CAPITO. LEI NON E’ IN GRADO DI CAPIRE NIENTE.

A LEI PIACEREBBE INTERPRETARE UN PENSIERO GENERALE. E INVECE NON RAPPRESENTA NESSUNO.

PERO’ LEI NON E’ SOLTANTO STUPIDO. E’ ANCHE UN GRANDISSIMO VIGLIACCO. E’ UN GRAN VIGLIACCO PERCHE’ SI SOTTRAE ALLE DOMANDE CHE LE HO FATTO.

E QUESTO PERCHE’ LEI E’ SIA UN IMBECILLE CHE UN VIGLIACCO E RAPPRESENTA, NEL PDL SE LO DICE LEI, LA PICCOLA FRAZIONE DEI VIGLIACCHI IMBECILLI.

CIAO IMBECILLE. CIAO VIGLIACCO. CIAO VILE SENZA FACCIA E SENZA NOME.

IO SONO PAOLO GUZZANTI E TU SEI NULLA, UNA MASCHERA DAVANTI A UN PICCOLO ESCREMENTO.

SEGUITA A SCRIVERE, MI SCARICHI I NERVI. ANCORA !

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-jm- scrive:

Russia sperimenta missile strategico nel Pacifico
Reuters
Reuters – da 2 ore 33 minuti

MURMANSK, Russia (Reuters) – La Russia ha realizzato oggi il suo primo lancio di prova di un missile strategico che ha raggiunto l’equatore nell’oceano Pacifico.
(Pubblicità)

Lo ha riferito un portavoce della Marina, precisando che il missile Sineva è stato lanciato dal sottomarino nucleare Tula, che ha base nel mare di Barents, durante le esercitazioni militari, sotto osservazione del presidente Dmitry Medvedev.

“Per la prima volta nella storia della Marina russa l’obiettivo del missile era nella parte equatoriale dell’Oceano Pacifico invece che nel territorio di test nella penisola di Kamchatka”, ha spiegato il portavoce, senza specificare la zona dove il nuovo missile, inserito nell’arsenale russo l’anno scorso, è atterrato.

“La zona dove il razzo è atterrato è in mare aperto e l’area è stata chiusa alla navigazione e al volo durante il periodo dell’esercitazione”, ha aggiunto

Tanti muscoli … ma a chi tocca stavolta?

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Sergio Rizzitiello scrive:

Onorevole Paolo Guzzanti,

Lei non ha in me un interlocutore, non la posso costringere, ma sicuramente un critico (questo non può evitarlo a meno che non mi cancella dal suo blog).

Lei nella risposta al mio ultimo commento ha detto parole, per usare una formula in voga, di una gravità eccezionale, molto più gravi del “vomito” che pur tanto sconcerto ha suscitato.

Lei ha detto che per anni, dico, anni, è stato in un partito politico avente un leader di facciata con l’unica qualità di saper vendere le idee altrui (cioè le sue e di pochi altri).

Ma con queste convinzioni, non ha mai avuto conati di vomito?

Come ha potuto seguire un leader approfittatore di idee, che si faceva bello alle sue spalle e di pochi altri, che le spacciava come sue, e non vomitare?

O Lei ha sempre vomitato e solo adesso lo dice?

Silvio Berlusconi non ha nessuna idea feconda, originale, è solo un venditore che sa vendere: e lei lo ha seguito?

Per realismo politico?

E perché, per lo stesso realismo, anche oggi non ha taciuto sui vomiti?

Cosa si aspettava da un uomo mediocre che aveva come unico merito solo quello di saper vendere le sue idee e quelle di pochi altri?

Un uomo così, come lei sapeva essere Silvio Berlusconi, come Lei dice che è Silvio Berlusconi, è una spugna psichica che può in qualsiasi momento prendere le idee di chiunque, anche quelle di Putin, magari le mie, quelle di Tizio o Sempronio.

Da un uomo senza creatività, se non quella di saper vendere idee altrui, io non mi aspetterei niente di buono, anzi sarei particolarmente preoccupato, certo non lo seguirei per anni, anni, anni, anni, e poi, improvvisamente, vomitare perché non ce la faccio più a sopportare.

Ma nel conto lei avrebbe dovuto mettere il tutto, anche il suo vomito attuale, anche gli altri vomiti che non ci ha raccontato.

L’inganno maggiore è per gli italiani, quelli, gli illusi, che pensavano di seguire un leader coraggioso, geniale, con idee feconde, per certi versi rivoluzionarie in senso liberale e libertario, e non si sono resi conto, invece, di seguire solo un venditore di idee altrui, mentre, gli altrui, i suoi suggeritori, non rivelavano la realtà per motivi di realismo politico ma che per reazione psicofisica vomitavano la loro frustrazione.
GUZZ – SERGIO NON MI FAR DUBITARE DELLE TUE FACOLTA’ MENTALI.

HO DETTO CHE BERLUSCONI HA FATTO PROPRIE LE GRANDI IDEE ALTRUI, LE MIE MAGARI NON SONO COSI’ GRANDI (BOTTA DI MODESTIA PER FARTI PIACERE), MA NON HO DETTO CHE BERLUSCONI E’ SOLTANTO QUESTO.

BERLUSCONI E’ L’UOMO CHE GRAZIE ALLA SUA GRINTA, ALLA DETERMINAZIONE, AL SAPER USARE LE IDEE RUBATE, HA FERMATO LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA NEL 1994 ED HA CREATO UN PARTITO DI GOVERNO DI DESTRA CHE IN ITALIA NON ESISTEVA.

A RIZZITIE’, MA VE SETE IMPAZZITI TUTTI?
MA T’HA DATO DI VOLTA IL CERVELLO?

E PORCA PUTTANA !!

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andrea cevasco scrive:

Avete presente la riccorrenza dei Morti.
Il due Novembre 2008 le cinque grandi sorelle USA, RUSSIA, CINA, INDIA, GIAPPONE deporranno le armi e attorno a un tavolo discuteranno il futuro del mondo.
Sulle ceneri sanciranno i nuovi equilibri, sulle ceneri della nostra Europa inesistente e assente.
Speriamo abbiano pietà di Noi.
Una “guerra diversa” sta imperversando, una guerra che non crea morte fisica ma lascia vittime al suolo.
Le cinque sorelle sono uscite allo scoperto ( USA, INDIA, GIAPPONE, RUSSIA, CINA) e speriamo che non vogliano cibarsi dei resti di quella che fu, la patria della cultura mondiale.
Ancora 25 gg ci separano dal Big Bang del nuovo mondo.
Andrea Cevasco.

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EZ. scrive:

Caro On. non sono intervenuto prima in questa querelle perche’ non ne aferro bene ancora i significati politici, da una parte ritengo che Berlusconi il quale stimo moltissimo sappia benissimo chi e’ Putin e da dove arriva e’ chi e’ stato prima di essere quello che purtroppo e’. Penso che Berlusconi valuti le possibilita’ della crisi mondiale che potrebbe scatenarsi improvvisamente e visti i finti rapporti con la Libia, attaccando Putin l’Italia si potrebbe trovare questo inverno nella ghiacciaia senza risorse di gas e petrolio. Pertanto da buon negoziatore e uomo d’affari deve obligatoriamente tenere il piede in due staffe usando i consigli di Macchiavelli di non bruciare il ponte perche’ dopo non si puo’ piu’ traversare il fiume. Fatta questa premessa, scrivo perche leggendo tutti i commenti al fatto, ho incontrato qui e in vari siti una massa di adulatori improvvisati che neanche la conoscono o che l’hanno sempre avversata come persona e come professionista e politico, questi meschini personaggi pensano che adulandola la invogliano a compiere passi estremi e strappi feroci conoscendo il suo carattere fumantino.
Questi sono i momenti della calma e della riflessione,tutti conoscono la sua competenza sul caso Russia avedo presieduto la commissione famosa, tutti sanno che se Lei dice una parola in questione e’ una parola pesante e circostanziata,pero’ la politica e’ un altra cosa, non si e’ scimmie o pecore seguendo la linea della coalizione e’ avere la forza di cambiare strategia difronte all’immobilismo di sempre.
Il paese ha bisogno di politici con la testa e4 pieni di ideali in un mondo di corrotti e corruttori,pero’ritengo che nelle riunioni di partito debbano uscire le palle e gli urli, perche’ noi che stiamo fuori quando si va in aula parlamentare vogliamo vedere la coesione.
La ritengo una persona degna di rappresentare il nostro paese in Parlamento, mentre non ritengo alcuni cialtroni degni neanche di accedere alla bouvette,ci rappresenti dunque e chieda un incontro di vertice con il leader insistendo fino alla fine del mondo per averlo e spieghi il suo punto di vista personalmente e vedra’ che Berlusconi gli spieghera il suo e tutti questi menagrammi urlatori di piazze,scioperanti di preofessione,capiranno che difronte alla inteligenza non c’e’ trippa pe gatti.
Mi scuso per le parole in liberta’ ma le tito di getto e neanche voglio soffermarmi ad una correzione,se no cancello tutto.
Coraggio Guzz

GUZZ – GRAZIE, SO BENE VEDERE LE COSE. MA MI SPAVENTANO MOLTO DI PIU’ I NEONAZISTI CHE SI MANIFESTANO QUI CHIAMANDOMI SPORCO COMUNISTA TORNA DA DOVE SEI VENUTO. UESTA ERA LA GENTE CHE FACEVA IL TIFO PER ME FINO A TRE GIORNI FA?

BERLUSCONI E’ ALMICO PER LA PELLE DI PUTIN DA QUNDO QUELLO PRESE IL POTERE. NON PENSO CHE IL SUO AMORE FOLLE PER LUI ABBIA MOLTO A CHE VEDERE CON GLI APPROVVIGIONAMENTI ENERGETICI: DI FATTO CI STIAMO CONSEGNANDO LEGATI MAI E PIEDI ALLA RUSSIA E NON STIAMO FAVORENDO L’OLODOTTO NABUCCO, SENZA RUSSI E SENZA GAZPROM CHE I RUSSI HANNO DISTRUTTO IN GEORGIA.

HO CHIESTO IN QUESTI MESI MOLTE VOLTE UN INCONTRO CON LUI CHE MI E’ STATO SEMPRE RIFIUTATO.

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simona scrive:

E.Z.,
prendo a pretesto te per fare una domanda su una teoria sulla nostra politica estera che ho letto spesso in questi giorni nei commenti sul blog.
Quando dite “tenere il piede in due staffe” mi potreste spiegare come Berlusconi secondo voi (te, in questo caso) potrebbe sperare di mantenerne uno anche nella staffa USA quando dice:
“Tra donne sgozzate e violentate e gravissimi fatti di violenza Putin si era trovato in una situazione tremenda. Il presidente georgiano, approfittando delle olimpiadi, aveva preso l’assurda decisione di svolgere un attacco inusitato. La reazione di Putin è stata logica andando a Tbilisi contro un presidente che si è macchiato di questi gravissimi fatti di sangue”.
“Con le dichiarzioni di Bush che dice che Ucraina e Georgia possono entrare nella Nato, la Russia si sente circondata e rischiamo di allontranarla dopo tutti gli sforzi fatti per farla diventare parte del’Occidente. Stanno rovinando tutto”

Forse a quancuno è sfuggito che questo genere di dichiarazoni non le ha fatte nessuno dei leader europei che tengono i piedi su due staffe come di regola, da che mondo è mondo, li tiene un qualsiasi leader di un paese democraticamente avanzato (che potrei non condividere, ma che potrei capire) che fa realpolitik.

No, così tanto per capire…. lo chiedo perché io penso che in molti non si rendano conto del significato che assumono certe dichiarazioni quando poi si trasferiscono nel contesto diplomatico delle relazioni tra paesi.

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tequilero scrive:

L’on.le Guzzanti esprime in maniera chiara e decisa la sua posizione in merito ai ropporti di Berlusconi con Putin e, successivamente, tenta di aprire una discussione all’interno del PDL e cosa ottiene come risposta?
Sul giornale lo invitano a dimettersi e aggiungono come chicca:
“Ma nessuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori”
E quale sarebbe la linea editoriale?
Quella di informare gli italiani che Putin è andato a difendere i cittadini russi dalla pulizia etinica Georgiana?
E cosa offende i lettori?
Dire che nel PDL vi è un problema di libertà? Dire che con una maggioranza così forte in Parlamento si sminuisce il ruolo del deputato chiedendogli solo di votare si, senza discutere o provare a migliorare i provvedimenti?
Molti componenti della PDL commentano in maniera stizzita, affermando che le cose sono andate in modo diverso, che Berlusconi non hai detto quelle cose su Putin e il Presidente Georgiano, ma nel merito nulla dicono su Putin e la vicenda Georgiana.
E poi chiudono con ” non si sputa nel piatto in cui si mangia”
Poi vengo sul Blog e leggo che alcuni, in risposta alla lettera aperta di Guzzanti, tirano fuori Sabina Guzzanti.
E’ da ieri che mi sforzo di capire cose diavolo c’entrino Sabina Guzzanti e Mara Carfagna in questo discorso.
Confesso che non sono riuscito a darmi una risposta.

GUZZ – BRAVO TEQUILERO. SPERO CHE RISPONDANO ALMENO A LEI.

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Padraig scrive:

E’ da ieri sera che sto leggendo qua e lá su questo Blog giudizi&reazioni, validi o meno questo e’ veramente soggettivo, a quel che é accaduto allo stomaco del Paolo dopo la ormai famigerata riunione in casa PDL.

Tutto questo mi da la stura per una riflessione breve su questo Ns. paese; onestamente piú Vs. che mio, visto che da piú di 3 anni me ne stó ben alla larga dalle patrie frontiere …. e certo questi fatti non mi danno nessun boost all’idea del rientro

Credo molto modestamente che il primo problema dell’Italia é dato da una parola molto semplice da compredere a tutti voi e non troppo lunga (8 lettere) … “Italiani” … persone per tanti aspetti geniali [questo nelle piccole/grandi cose di tutti i giorni] ma poi incredibilmente faziose; faziosita’ che il piú delle volte li rende dei minorati incapaci di intendere e di volere, di ragionare con la propria mente e schiacciati semplicemente a ripetere, il piu delle volte in malafede, il discorso del lider maximo di turno… e questo ad ogni livello, dal Parlamento alla “Fabrichetta”, dall’Ufficio all’Universita’!

Tutto é ridotto ad una continua guerra tra bande, gruppi, clan che hanno come unica arma non la discussione oggettiva sui fatti ma l’uso di pregiudizi usati come pezzi di mortaio da sparare sulla parte avversa o anche, meglio ancora, sulla 5 colonna interna! L’Italia e’ unica … anche i dati dell’Istituto di Statistica o le relazioni della Corte dei Conti sono il piú delle volte visti come giudizi (soggettivi) e non come fatti (oggettivi) ad i quali si puo’ controbbattere liberamente senza limite alla vergogna propria e di specie, se fá comodo al grande Capo.

Ed allora… 1^ Regola da seguire sempre e comunque é quello di ripetere la versione del Capo o come é stato giá detto … sempre attaccare il ciuccio dove vuole il padrone…. mai e poi mai pensare di dare una versione che si allontani dal Dogma rivelato….. perché allora attenzione, si diventa Nemici del Popolo, se di sinistra, e Nemici del Popolo (delle Libertá) se di destra!

É veramente un Paese stranissimo in Ns/Vs! É un Paese dove ci si scandalizza se qualcuno dice che forse le cose non stanno proprio come il Grande Capo va affermando… che per esempio c’é un problema di democrazia in un paese grande ed importante come la Russia; ma non ci si scandalizza delle reazioni scomposte ad un semplice dibattito interno ad un partito (?) o meglio ancora, non ci si scandalizza del fatto che non ci sia stato mai sin dalla sua nascita nessun dibattito interno al partito

Allora il problema non sono le parole colorite del Paolo; il problema e’ piú ampio e si chiama deficit di democrazia interna ad un partito e diciamolo anche ad una intera Nazione …. Ok forse qui da noi la reazione del grande Capo non e’ quella di fare l’occhietto a qualche sicario per “definire la pratica una volta per tutte”; eppero’ di sicari in giro ce ne sono comunque…. non usano armi ma parole che colpiscono come proiettili perché ti dicono che se non ti adegui al Dogma allora insomma non puoi pretendere di rimanere nel gruppo per continuare ad esprimere la tua voce libera (perché cosí non si fá!) e magari a spargere strane idee ad altri che fino ad allora pensavano di essere stati gia’ troppo fortunati di essere stati inseriti dal capo nelle liste alle ultime elzioni generali… Paolo anche quello e’ un grosso, grossissimo problema di deficit di democrazia in questo paese!

P.S.> It’s a long way to Tipperary Paolo …. http://www.youtube.com/watch?v=0vKfxKtGLU8

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Grillo Parlante scrive:

Guzzanti, poco fa ho inviato l’e.mail che segue al Direttore de Il Giornale. Più passano le ore e più mi indigno anzi mi incazzo (si può dire “indigno”?). Desidero metterla a parte del contenuto solo a titolo di amicizia e nient’altro. Non la pubblichi sul blog, per cortesia, sarebbe un duplicato delle opinioni che già vi ho espresso. La tenga per sè e ne faccia ciò che vuole. Buon week-end.

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Accidenti! Guzzanti ha mancato un’acca! Due in Italiano! E per il resto? Voglio dire che qui si tratta di capire chi sono i nostri amici, quali i nostri alleati e dov’è la nostra collocazione geopolitica.

Guardi, Direttore, che il mio voto è andato a Berlusconi e al PdL con un mandato ben preciso in politica estera. Poi mi ritrovo Putin in casa, il Presidente della Georgia paragonato a Saddam e gli Stati Uniti sorpresi e stizziti per la piega presa dal nostro Esecutivo. E’ maleducato chiedere spiegazioni? E’ inopportuno contraddire il Capo? Sono argomenti da trattare nel chiuso di conventicole e accademie oppure sono temi di pubblico e urgente interesse? A me la storia dell’”amico Putin” non sembra proprio limpida e neanche convincente. E visto che nel centro-destra si preferisce sorvolare o far finta di nulla, bene ha fatto Guzzanti ad alzare la voce.

Che è accaduto invece? Anziché grattarsi la testa e porsi il “problema Putin” è scattato il mobbing nei confronti di Guzzanti. Il quale si è permesso di “esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori”. Per non parlare dell’acca mancante. Beh, io non mi sono offeso affatto e con questo mi metto nella “minor parte” dei lettori. E poi Le chiedo: la linea editoriale del Giornale è schierata con la Russia del kagebino Putin? Quello che fa fuori oppositori e giornalisti a colpi di kalashnikov o facendo servire thè al polonio? quello che promette di nuclearizzare la Polonia e che ha decretato l’inizio della Seconda Guerra Fredda?

Non me ne ero accorto. Colpa mia. Scusi tanto, cambio quotidiano. Un’ultima domanda se le va di rispondere: ma quali tra le molte cose che Guzzanti ha trattato nel recente passato Le sono rimaste assai oscure. Visto che l’ha buttata lì in pubblico sarebbe bene renderne edotti anche noi lettori, attuali o ex.

Cordiali Saluti

Elio FRANCESCONI

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virgus scrive:

Egr. sig. Francesconi,
grazie per aver sintetizzato così efficacemente la sua posizione rispetto alla posizione filo-Putiniana di Berlusconi e alla risposta del Giornale a Guzzanti.

Credo che altri qui, come me, condividano in pieno questa sintesi.
Nel ringraziarla quindi, spero non se ne abbia a male se l’ho sottoscritta e inviata al direttore del Giornale.

Cordiali saluti,
Virginio Spicacci Minervini

GUZZ . GRAZIE VIRGINIO. NON SAREBBE MALE SOMMERGERE IL GIORNALE.

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luca scrive:

Onorevole senatore,
questa volta non concordo con quello che ha detto. Se lei non concorda con la linea politica dell’attuale premier. E avendolo sbandierato ha una sola strada da prendere, quella di uscire dal PDL. Non ci sono vie di mezzo.

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WalterJack89 scrive:

Caro Paolo, nel sentirla ho un tuffo al cuore. E di certo non è qualche colpo di frusta antiberlusconiano. Non ho votato per il PDL, ma nel sentire le sue argomentazioni inizio a pensare che sulla scena politica lei sia uno dei personaggi più liberali e obiettivi che vedo da un pò di anni a questa parte.

Lei mi fa sperare che in Italia esistono ancora persone capaci di mantenere nell’arena politica quell’aureo grado di obiettività che naturalmente tutti perdono assai facilmente. Tenga duro, e vedrà che la prossima volta molti come me voteranno senza turarsi il naso.

Grazie Paolo.

(qualche mia riflessione a proposito è su http://federazione.wordpress.com)

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Paolo Guzzanti scrive:

GRAZIE !! HO LETTO. SONO VERAMENTE COMMOSSO. RESTIAMO UNITI, PER CARITA’. SIAMO COSI’ POCHI ANCORA E DOBBIAMO FAR SAPERE CHE DIVENTEREMO TANTI. GRAZIE GRAZIE E GRAZIE.

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Radbod scrive:

Banalmente, molto banalmente, ma nondimeno assai tristemente, tutto ritorna (anche in questa povera Italia):

la propaganda, l’uso dei media*, la banalizzazione e omologazione della cultura e dei valori, ma soprattutto il culto del Capo, il culto del Capo, il culto del Capo: da Bernays a Mussolini a Berluscon, passando – oltre frontiera – per Stalin, Hitler, Mao e Putin…IO, IO, IO E ANCORA IO, esisto sempre soltanto IO, e voi, non cittadini ma fans sfegatati e idolatranti, dovete adorami e servirmi; tutti gli altri del mio staff sono solo comprimari che devono sempre agire in seconda fila o tra le quinte:

com’è noioso e prevedibile sto’ Berlusconi, nella sua sete di potere e possedere (anche sessualmente) tutto e tutte!! Ce n’è in abbondanza di che studiarlo psicanaliticamente da parte di Sergio e di Guzzanti:

così come sarebbero da studiare (anche se la psicologia delle folle è stata abbondantemente studiata da almeno sessantanni a questa parte) tutti quelli che si identificano – per modo di dire, perchè non possono replicarne la vita e le ricchezze, e lo sanno bene – fanaticamente e acriticamente in lui: l’aggressività di tanti di costoro contro Guzzanti, che ha osato mettere in discussione il venerato Capo, è la riprova lampante di quest’ultimo dato…

* Ecco perchè Silvio teme più di tutto la perdita delle sue tv

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wu ming 33 scrive:

Luciano Baroni scrive:

“Non molto tempo fa, questo “sentire” era del Guzz : oggi lo fa star meglio ringraziarli ( magari 33 volte in picchiata ma con le “bombe” scariche” ) W ? M..!”

Ei baroni non so se hai notato che da più parti ormai ti si ignora cordialmente perchè credo che chiunque, dotato di un minimo di intelligenza, capisce bene che non vale assolutamente la pena risponderti. Tuttavia questo non dovrebbe farti sentire autorizzato ad approfitarne. Le tue sparate, sempre immancabilmente sgrammaticate, la tua presunta ironia da due soldi ( che, per intenderci, capisci solo tu essendo completamente priva di senso…e di senno ) non meritano la minima attenzione.

Tu sei uno che, nonostante l’età avanzata che in teoria dovrebbe essere presupposto di maturità, ragiona secondo schemi e pregiudizi prestabiliti a priori. Ti offendi e fai il risentito se una persona che non appartiene al tuo schieramento politico si trova in linea con le idee di Guzzanti, e trovi inconcepibile che possa esistere una comunanza di vedute tra persone che hanno idee politiche differenti. Questo si chiama avere dei paraocchi belli spessi nonchè essere affetti da malafede acuta, oltre alla totale ignoranza che ti caratterizza in ogni tuo commento.
Che brutta persona sei baroni, lasciatelo dire, ed è ancora poco.

Scrivi in un sito dove il proprietario, l’ideatore, si affanna da mesi a spiegare, soprattutto a te e a quelli come te, che la vera libertà va ben oltre i rispettivi schieramenti politici d’appartenenza, che la verità, quando è autentica, non necessita di un colore politico ben definito ma la si raggiunge proprio a partire dal superamento di quegli schemi che ingabbiano te e quelli come te, gente che di quegli schemi ha bisogno per sopravvivere senza porsi troppe domande, essendo impossibilitati a trovare delle risposte.

Sei povero baroni, povero di spirito, povero di capacità di pensiero autonome e indipendenti, povero di quegli elementi che sono presupposto basilare di ogni libera coscienza.
Ma in compenso sei gonfio di rabbia, di malafede appunto, vittima di una chiusura mentale che se solo riuscissi a percepire ti vergogneresti di te stesso, ma non puoi farlo perchè seguiti a brancolare nel buio e nell’ignoranza più nera. Mi rendo conto che per te è più comodo così, sarebbe molto più faticoso per la tua testolina pigra liberarsi delle catene del pregiudizio e fare un salto di consapevolezza tale da permetterti di considerarti un essere veramente pensante piuttosto che un animale da branco. Nel branco si sta meglio vero barò? Ci si mimetizza, ci si sente più forti e si trova sempre qualcuno che si prende la briga di pensare in vece tua.
Finchè Guzzanti spara ad alzo zero contro la sinistra e tutto quello che la rappresenta va tutto bene e siamo tutti con lui, evviva Guzzanti! Ma quando capita che lo stesso Guzzanti va a scalfire le tue granitiche certezze fondate sul pregiudizio e sull’ignoranza allora no, non va più bene, Guzzanti è un traditore.
Impossibile per te riuscire a capire che non siamo tutti animali da branco come te, che molti rispondono in primis ai dettami della propria libera coscienza piuttosto che alla volontà di un capo o alle direttive di un partito. Non ci arriverai mai, e una parte di te riesce persino a intuirlo, e questa intuizione fugace genera in te ancora più rabbia, così il cerchio si chiude e tu rimani lo stesso soldatino di piombo che sei sempre stato ma con qualche kilo di livore in più.

Ignorami baroni, ignorami come io ho sempre ignorato te.

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Luciano Baroni scrive:

Ahahahah, non sembravi “uno che si preoccupa dell’essere ignorati da parte degli altri”, ma di essere ignorato.

Vedi, se c’è una cosa che anche il Guzz non ha mai potuto contestare al sottoscritto, è proprio “l’accusa demente che TU mi fai : il branco”.

Pur sapendo di non essere un letterato, non mi sono mai permesso di contestare i termini scrittori di nessuno, nemmeno di coloro che si piccano di essere “dei linguisti” : sì, qualche volta sono dei logorroici, qualche volta dei leccaculi, ma sempre per la “libertà”, vero ?

No, tranquillo, puoi continuare a scrivere ciò che ritieni, compreso le ingiurie : sono quelle che il Guzz attuale preferisce leggere e, a ruota, quelli come te.

Io rimango del parere espresso sempre : la gente cambia, giusto che cambi specie quando la Storia li “condanna al cambiamento”, sbagliano quelli che non concepiscono un fatto del genere, ma sbagliano anche coloro che “un fatto del genere lo accettano a priori come se non ci fosse l’esigenza di verifica”.

Ahahahah, la verifica, qui ?

Ciao, W’M', 33 = hai fatto meta!

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Kabinett scrive:

E’ vero Guzz, mettere al muro tutti gli imbecilli è un programma quasi impossibile, non ci sarebbero abbastanza cecchini.
Italia… il Paese in cui (quasi) tutti amano il Mussolini a testa in su e sputano addosso al Mussolini a testa in giù.
In cui i primi a osannare Craxi sono i primi a lanciargli le monetine.
Primi in tutto, soprattutto a fiutare dove tira il vento… siamo o no un popolo di grandi navigatori?
Se Berlusconi cadesse in disgrazia, quanto di quelli che ora si scagliano contro il libero pensiero dissonante sarebbero tra i primi a correre con le torce in mano verso la villa di Arcore?

Credo che una battaglia di libertà sia impossibile all’interno del cosiddetto Popolo delle Libertà.
Credo che una battaglia di democrazia sarebbe altrettanto impossibile all’interno del cosiddetto Partito Democratico.
Nichilista? Qualunquista? Altra grande qualità del popolo italiano: siamo dei grandi etichettatori.
Si consoli: molti si sentono dare del “figlio di…”, lei si sente dare del “padre di…”.
Si dirà di lui: “Fu un lottatore indomito. Invano”. Ma solo nel ristrettissimo circolo di chi lo ha capito.

Il messaggio della Carfagna fu secondo me farina del suo sacco. Ovvero: amato Silvio, sono spaesata, non so (o meglio lo so e te ne sono infinitamente grata) perché sono qui, tieni d’occhio quella famiglia di discoli.
Il messaggio di G è molto più eloquente nella sua miserevolezza: colui che fu un grande giornalista ora è solo un poveraccio che si dimentica le acca. Un poveraccio che crede di avere un cervello proprio che funziona da solo e non a tassametro.

Si comincia a dubitare della sua sanità mentale. Lo si fece anche con Montanelli. Quando per esempio disse:

“(Berlusconi) è il più grande piazzista che ci sia… non in Italia, ma nel mondo. Certamente è un uomo che ha risorse inimmaginabili, che ha della verità un concetto del tutto personale. Per cui la verità… la verità è quello che dice lui… Ha questa sicumera, forse a forza di dire le bugie ci crede, forse diventa un bugiardo in buona fede”.

Mala tempora currunt.

GUZZ – E’ COSI’. MA NOI MIGLIOREREMO I TEMPI, VERO?

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Gianluca scrive:

FUORI TEMA

Girando su you tube ho trovato questo video dove si evidenzia come Berlusconi in pratica stia attuando il piano di rinascita democratica scritto da Licio Gelli e da ciò che dice l’autore del video etichettato come negativo. Mentre molti punti mi sembrano condivisibili e che lo abbia scritto Gelli nel massimo splendore della sua carriera massonica quando era a capo della P2 poco mi importa. La mia curiosità e nel rivolgermi a lei GUZZANTI ed a tutti i bloggers se si riuscisse a trovare quel documento scritto da Gelli che probabilmente sarà di dominio pubblico, per leggerlo, giudicarlo e vedere se realmente ci sono delle affinità. La lettura dello stesso sarebbe comunque interessante per capire se l’autore del video abbia mentito facendo il classico pacchetto informativo antiberlusconiano oppure possa essere in realtà n buon spunto per capire se le idee di Gelli erano realmente illuminanti. Questo il video: http://it.youtube.com/watch?v=MAveryDlGmk&feature=user

PER TUTTI I CONTESTATORI SU METODI O CONTENUTI TENUTI DAL GUZZ. NELLA LETTERA APERTA A BERLUSCA

Ritengo che come ha più volte sostenuto il padron di casa GUZZ. il miglior momento per rendere pubblico un dissenso nei confronti del grande capo fosse questo. Ritenete sarebbe stato meglio farlo con un governo traballante e consensi in discesa? No lo ha fatto nel miglior mento possibile con Berlusca ai massimi picchi di consenso e così dicasi per il governo. Berlusconi da persona saggia che è, anche se a volte un po troppo impulsiva, (frutto dei troppi yesman che lo circondano e degli oramai numerosi successi ottenuti dappertutto che lo fanno sentire invincibile) riconoscerà sotto sotto che l’attacco ricevuto è a fin di bene.

Berlusconi sa benissimo chi sono le persone vicino che valgono poco pronte sempre a dirgli si ma che sono servite a prendere voti e quelli che hanno capocce al di fuori del comune che stanno prestando il loro intelletto alla causa paese. Il dibattito posto con la lettera del grande GUZZ. farà uscire allo scoperto molti che nel PDL vorrebbero, sempre rispettando il partito (e di conseguenza noi elettori), un partito migliore e grazie a GUZZ. forse troveranno un po di coraggio per affiancarlo