NESSUN ATTACCO AL SITO DI SABINA GUZZANTI. SEMPLICEMENTE LAVORI IN CORSO : “abbiamo in corso un aggiornamento importante del sito sabinaguzzanti.it ci scusiamo per l’inconveniente molto presto avremo in linea il nuovo sito piu’ bello e dinamico”

11 luglio 2008

205 Commenti a “NESSUN ATTACCO AL SITO DI SABINA GUZZANTI. SEMPLICEMENTE LAVORI IN CORSO : “abbiamo in corso un aggiornamento importante del sito sabinaguzzanti.it ci scusiamo per l’inconveniente molto presto avremo in linea il nuovo sito piu’ bello e dinamico””

Guida scrive:

Senatore più leggevo i suoi interventi e risposte più mi convincevo che la sua difesa non fosse d’ufficio e che lei invece del 10% condividesse il 90% delle cose dette da sua figlia.

Già mi aveva lasciato perplesso quel 10% di condivisione.

Condivisione de che? del disegno politico di dare rappresentanza ad una sinistra atrraverso il turpiloquio, attraverso l’offesa del “nemico politico”. E’ QUESTO il GRANDE DISEGNO POLITICO CHE LEI SENATORE CONDIVIDE?

Forse si mi devo rispondere, perchè ora mi ritrovo anche la pubblicità del blog di sua figlia e questo mi convince che lei ne condivida il 100%.

La saluto cordialmente.

Serafino Guida La Licata

Le ripeto quello che avevo già postato in merito alle parole di sua figlia.
CHE SCHIFO CHE SCHIFO CHE SCHIFO.

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Luciano Baroni scrive:

Ecco, il puzzle è definito, mancava solo questa conferma, anche questa a sinistra, ovviamente.

Ce l’aveva con Benetto XVI° perchè atea, o Buddista.

Ce l’aveva con la Carfagna, forse perchè ( come dice qualcuno ) il “tantrismo buddista non funziona per lei, Sabina”.

Adesso sappiamo perchè ce l’aveva ( ed ha ancora, vista la lettera al Corriere della Sera ) con la sinistra : la prova sta in questo articolo di oggi su Libero.

Incassi flop, Sabina chiede l’aumento allo Stato

Margherita Movarelli
«Le ragioni dell’aragosta»

Verbale n° 6/2007, stralcio seduta del 28 settembre 2007: questa è la
storia di Sabina Guzzanti e di 400mila euro chiesti e mai ottenuti.

Tutto è cominciato nel 2006 con la richiesta di finanziamenti pubblici
alla direzione generale per il cinema del ministero dei Beni culturali
per la realizzazione del film “Le ragioni dell’aragosta”, che
inizialmente si sarebbe dovuto chiamare “Loche e Francesca”.

Il 25 settembre si riunisce la commissione per la cinematografia,
quella che decide a quali pellicole concedere il finanziamento
pubblico e a quali no. A fronte di un preventivo di spesa di 1 milione
di euro presentato dalla Guzzanti, la commissione stanzia un
contributo di 400mila euro, pari al 40% esatto dei costi previsti per
la realizzazione della pellicola: la storia di un gruppo di comici che
si ritrovano in un villaggio della Sardegna e realizzano uno
spettacolo teatrale. Incassato il denaro, partono i lavori per la
realizzazione del lungometraggio, che arriva nelle sale il 7 settembre
2007. Deludenti gli incassi: partito con 125mila euro sulle ali del
lancio a Venezia (che non è certo una partenza col botto), la
settimana successiva il film replica gli stessi introiti. A fine
programmazione i dati del Cinetel, rilevati sull’85% delle sale
italiane e aggiornati al 13 aprile 2008, attestano un incasso totale
pari a 440.635 euro. Pochi. Non ha funzionato neanche lo spot della
Guzzanti ospite di Santoro ad Annozero, nella puntata del 20 settembre
2007 dedicata a Grillo e al V-day. Eppure, dopo gli scarsi introiti
registrati dal film, la regista presenta domanda di modifica del piano
di produzione. E, di conseguenza, chiede un incremento dei
finanziamenti.Leggiamo dal verbale: «Le società (Studiouno,
Secolsuperbo e Sciocco) chiedono una variazione del preventivo di
circa 350mila euro (da 1.052.725,00 ad euro 1.400.380,00)». Cosa era
successo?

Lo spiega il verbale della seduta: «La modifica più rilevante è quella
relativa ad ulteriori compensi per cessione dei diritti per il
soggetto e la sceneggiatura della signora Guzzanti, incrementati di
150mila euro». Insomma, ciò che avrebbe contribuito maggiormente
all’aumento delle spese sarebbe il compenso della regista, lievitato
da 100mila a 250mila euro. Per pagarsi lo stipendio, la Guzzanti
rivendica più soldi davanti alla direzione generale per il cinema. Che
le risponde con un no secco: «Considerata l’esigenza di tutela delle
risorse pubbliche, nonché le altre motivazioni addotte in premessa, il
Presidente propone alla commissione di esprimere parere contrario e
pertanto il contributo a suo tempo concesso dovrà rimanere ancorato e
parametrato al preventivo di euro 1.052.725,00, rispetto al quale
avverranno i recuperi a valere sulla quota di contributo statale, che
resta quindi definita in quella percentuale». Niente aumento dei
finanziamenti per Sabina, che dovrà accontentarsi dei soli 400mila
euro inizialmente stanziati. Una cifra calcolata, tra l’altro, su un
preventivo giudicato «inecceppibile» dalla commissione per la
cinematografia e «sorretto dalla prospettiva di una buona diffusione
del prodotto». Che non c’è stata, visti i deludenti incassi,
nonostante siano state distribuite ben 101 copie dell’opera.

Conferma tutto Gaetano Blandini, direttore generale del ministero dei
Beni culturali per il settore cinema: «Sabina Guzzanti si è molto
arrabbiata con il ministero», dice a Libero. Poi aggiunge: «Ma,
trattandosi di soldi pubblici, la commissione incaricata
dell’erogazione dei finanziamenti deve agire nel pieno rispetto
dell’articolo 97 della Costituzione, che impone l’imparzialità».

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Arturo Zulawski scrive:

Dunque la notizia è che è stata rifiutata una domanda di variazione del preventivo. Dunque che la sovvenzione non è stata rivista e che chi la presenta non ha diritto di arrabbiarsi.
Speriamo Feltri non abbia nulla da ridire e sorrida il giorno in cui verranno negate le sovvenzioni alla stampa di cui anche Libero gode e per qualche milione di euro.

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Arturo Zulawski scrive:

Notizia inoltre da verificare perché la diretta interessata dice che quanto scritto da Libero sia falso.

qualche sovvenzione a film accordate nel 2006 – giudicate voi:

http://www.cinema.beniculturali.it/sovvenzioni/interesse%20culturale/31_05_06_delibera.htm

http://www.cinema.beniculturali.it/sovvenzioni/interesse%20culturale/09_06_06_delibera.htm

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Luciano Baroni scrive:

Con un verbale di Commissione che ha discusso le richieste, anche se non approvate ( forse proprio per questo, l’incazzatura ? ), Lei dice che una qualche querela, visto che si dice che Libero ha pubblicato un falso, partirà ?

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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mario loscalzi scrive:

ma una casella e-mail x parlare con sabina no eh ? giusto per farmi spedire le intercettazioni telefoniche in mp3 !! tanto mica le pubblico…

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maria v scrive:

Ecco qui un malato di voyerismo !
Rivolgiti a Sabina o al suo amico Travaglio, ma esistono ?

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mario loscalzi scrive:

ehi mi sentite ? …voreii gli mp3 delle intercettazioni ?

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Jacopo scrive:

Salve,
vorrei farle presente che sulla pagina della sua Autobiografia (che mi ha positivamente sorpreso!), il link continua non è attivo… io avrei desiderato continuare la lettura!

Per il resto, buona giornata.


PS: fossi in lei cambierei partito.

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michele1962 scrive:

Egregio Senatore,
ma è vero che Bush ha fatto distribuire ai partecipanti del G8 un kit press dove si può leggere, tra l’altro:
“Italian Prime Minister Silvio Berlusconi is one of the most controversial leaders in the history of a country known for governmental corruption and vice. Primarily a businessman with massive holdings and influence in international media, he is regarded by many as a political dilettante who gained his high office only through use of his considerable influence on the national media.
Hated by many but respected by all at least for his bella figura (personal style) and the sheer force of his will, Berlusconi has parlayed his business acumen and influence into a personal empire that has resulted in Italy’s longest–running government ever and in his becoming the country’s wealthiest man. Bursting onto the scene with no political experience in 1993, he campaigned—using his vast network of media holdings—on a promise to purge the notoriously lackadaisical Italian government of corruption. He won appointment to the office of prime minister in 1994. However, he and his fellow Forza Italia Party leaders soon found themselves accused of the very corruption he had vowed to eradicate. Charges of bribery, extortion, and other abuses of power trailed the leader until he was forced to resign later in 1994. Despite convictions on a number of corruption charges that were later overturned, the suave Berlusconi was again elected prime minister in 2001, and remained in that post as of late 2004. [...]
At this point, Berlusconi found himself increasingly hounded by demands from all quarters that he break up his media empire for violating virtually every anti–trust law in the books. As these pressures increased through the first part of the 1990s, he made a decision that some saw as foolish but that others perceived as an effort to grab the power of the very forces opposed to him: he announced that he would run for prime minister. In typical aggressive fashion, Berlusconi handed over to close friends all his positions at Fininvest and other companies to avoid political conflicts of interest and immediately organized a political coalition named Forza Italia (after the ubiquitous soccer chant meaning “Go Italy”). He appointed himself as its leader.
Allying the new grouping with a federalist party and the remains of a disbanded neo–fascist group, he geared up his media companies to begin a television and print blitz to advertise his candidacy. Several editors of his press concerns resigned in protest at being told whom to endorse in the typically free–for–all run–up to elections.”
E via svillaneggiando.
Ma è vero?
Con immutata stima,
Michele Lucianer – Trento

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grendelica scrive:

Hai voglia se e’ vero.
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601085&sid=arkZxVf6FFjk&refer=europe
Si sono anche scusati chiamandolo “unfortunate mistake”, mentre il mondo si regge la panza per le grassissime risate. Non e’ la prima volta che ci si fa rider dietro e non sara’ manco l’ultima.

Cordialita’

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Filippo Parisi scrive:

Ciao Michele. MI permetto di darti del tu in quanto siamo coetanei se il tuo 1962 corrisponde, appunto, al tuo anno di nascita. Detto ciò….è proprio vero. Anche se credo poco, molto poco, che si sia trattato di una “gaffe” come riportato da vari quotidiani ed ancor meno credo alle “scuse ufficiali” posteriori…..

E sai qual’è la parte più bella (si fa per dire)? Puoi rileggerlo quante volte vuoi ma non troverai nessuna bugia scritta nel “kit”…. :)

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michele1962 scrive:

Appunto: nessuna bugia, anzi, di verità se ne potrebbero aggiungere altre.

Ma, scuse in ritardo e poco credibili a parte (all’infortunio non ci crede nessuno, se non i gonzi): perchè mai la Casa Bianca mette in giro verità assodate all’estero e tabù in Italia?

Forse non sanno che in Italia non si può dire quello che tutto il mondo sa e di cui tutto il mondo ride, sghignazza e trasecola?

Mah…

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Dani Mex scrive:

“Berlusconi was one of the most controversial leaders in the history of a country known for governmental corruption and vice,” reads the profile. “Primarily a businessman with massive holdings and influence in international media, he was regarded by many as a political dilettante who gained his high office only through use of his considerable influence on the national media until he was forced out of office in 2006.”

“perchè mai la Casa Bianca mette in giro verità assodate all’estero e tabù in Italia?”

Infatti, io non lo sapevo! Oddìo, che ho fatto?!

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Fulvia scrive:

Non c’entra una mazza fionda ma l’ho trovato ironico il giusto….
Dal blog Giustizia Giusta

Lo stesso
Scritto da Gianluca Perricone
venerdì 11 luglio 2008

Non so voi, ma io quell’uomo lo trovo splendido. L’occhio da furbetto dietro gli occhiali da intellettuale d’altri tempi, il sorrisetto sornione, i baffi evidentemente curati con metodo al limite del maniacale, l’elegante abbronzatura da uomo di mare d’élite. E poi, diciamola tutta, riesce anche ad essere sagace al punto giusto.
L’ho sentito anche ieri, splendido statista contemporaneo, quando con la solennità che gli è propria ha proferito in modo anche perentorio all’attenta assise dei deputati: «Rinunci a questa leggina, presidente Berlusconi, e affronti il giudizio per accuse che ha sempre respinto». Meraviglioso e puntuale come sempre.
Perché il Nostro, quando fu scoperto estremamente interessato alle vicende Unipol, non affrontò a testa alta le accuse che tal Forleo gli mosse; anzi le giudicò «stupefacenti e illegittime» e mosse da «acrimonia e animosità». Lui, anche in quell’occasione, fu perentorio: «chi pensa di processare i propri avversari politici in modo sommario tramite intercettazioni illegali, si pone fuori dal terreno della civiltà» dichiarò ai quattro venti.
Certo, a leggerle così, queste dichiarazioni sembrano in contrasto con quanto dallo Stesso pronunciato ieri, quasi due pesi e due misure: sembrano ..
Fulvia

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maria v scrive:

Per fortuna ho incontrato il tuo nome, Fulvia, stavo pensando di aver sbagliato blog

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alberto donati1 scrive:

Certo che sono due pesi e due misure.Cosi’ come sa ,il baffino elettrico , che e’ in malafede quando parla di Berlusconi e delle sue presunte beghe legali.La diffamazione ed il discredito fanno parte del suo bagaglio di comunista marxista,cosi’ come Veltroni, Di Pietro , Donadi,ecc.ecc.Guardate il can can di questi ultimi giorni,con le piu’ strampalate accuse al Premier ,sulle piazze prima ed in parlamento poi.Anche all’estero hanno tentato di sputtanarlo Berlusconi,pero gli e’ andata buca quando si e’ saputo che il messaggio che sembrava provenire dal dipartimento di stato americano,era in effetti un documento redatto con assoluta e calcolata menzogna da due energumeni che corrispondono ai nomi diP. Ginsborg ed Alex. Stille.E non me ne frega niente se questi individui sono considerati da molti ,di sinistra s’intende,come esponenti della cultura moderna.Pensate se,suffragate da prove certe e fatti documentati, Berlusconi avesse veramente delle pendenze con la giustiziaCredo che lo avrebbero eliminato anche fisicamente.Tutto il vociare scomposto e sguaiato che si fa tende a far passare come verita’ una serie di menzogne,solamente per il fatto di riperla ,in maniera ossessiva ,innumerevoli volte.Mi dispiace sinceramente per L’Onorevole Guzzanti e per l’amarezza che deve avergli procurato sua figlia giorni fa.
Alla gente non solo non gli interessa ma non gliene deve fregare nulla della vita sessuale del Premier .Ammesso ,e non concesso, che egli abbia ottenuto i favori della Ministra in questione,Il fatto NON CI DEVE riguardare poiche e’ frutto di libera scelta tra due cittadini adulti.
Aiutiamo il governo a lavorare,piuttosto,che cen’e’ bisogno

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vtr52 scrive:

Fulvia : sei grande ,grande ,grande come te nessuna mai !!!!!!
DaniSan

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luca scrive:

[b]Onorevole senatore,
mi rivolgo a lei nella speranza che giri la domanda anche a sua figlia, perché vorrei una risposta onesta a un quesito che mi assilla da molto tempo. Prendiamo due vicende di altrettanti influenti personaggi pubblici: Adriano Sofri e Silvio Berlusconi. Ora mi chied: il primo condannato in via definitiva, grazie, se ben ricordo, a dichiarazioni di un pentito, per l’omicidio Calabresi. Lo stesso condannato rifiuta categoricamente d’inoltrare la domanda di grazia. Il secondo ripetutamente assolto, nonostante prove, e pentiti. Ora mi chiedo, le chiedo e chiedo a Sabina: come mai il primo viene considerato innocente, mentre il secondo colpevole? Il sistema giudiziario che li ha giudicati è lo stesso, da cosa ne deriva tale sicurezza?[/b]

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manca scrive:

Brava Fulvia,
anch’io ricordavo qualcosa del genere.
Tra l’altro ieri il personaggio ha premesso di parlare a Berlusconi “amichevolmente”, e lo ha consigliato di affrontare il giudizio “a testa alta”.
Ogni commento è superfluo.
Però questi flash, per ricordare a certi personaggi (ed anche a noi) cosa avevano detto in passato, sono estremamente utili.
Salute.

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Alessandro Sozzi scrive:

Buonasera Senatore,
Sono un iscritto dell’ultimissimo secondo.
Iscritto perchè attratto sicuramente dalla qualità degli argomenti trattati e dei blooggers, anche se non condivido a fondo proprio tutto, spero di trovare un porto dove attraccare in libertà con i miei pensieri.
Volevo altresì avvisarla che purtroppo il sito di Sabina riporta ancora il seguente testo:
“Abbiamo subito un attacco telematico da parte di ignoti
Ci scusiamo per il disservizio; il sito tornera’ presto online
Ringraziamo tutti per il supporto dei nostri utenti, sappiamo che in questo momento ci sono vicini!”
Mi dispiace se cosi fosse, perchè magari Sabina avrà anche esagerato martedi sera ( per quanto se si chiama esagerare scherzare su ciò che era ed è sulla bocca di tutti….allora ci stà tutto in questo paese) ma un azione così fascista ed intimiditaria è solo da condannare a tutti i livelli.
Un caro saluto da un nuovo partecipante

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valeforn scrive:

Se qualcuno si fosse preso briga di informarsi di dove mai è uscita la biografia su Berlusconi dell kitpress americano che ha portato poi alle scuse di Bush per l’”“unfortunate mistake”, avrebbe scoperto la fonte prima del tutto.
Avrebbe scoperto che gli ispiratori della biografia sono:
P. Ginsburg e A Stille.

Paul Ginsburg che ha organizzato una manifestazione antiberlusconi a Firenze assieme a Pancho Pardi.
Alexander Stille autore di un articolo su Financial Times dal titolo “Berlusconi sta inscenando un Truman Show”.

Ancora una volta ad ispirare la biografia del Berlusconi fonti altamente attendibili mica gente di sinistra!

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Kaizen scrive:

Per nostra fortuna la maggioranza dei cittadini italiani hanno ben chiara la situazione !

Hanno capito come viene confezionata l’informazione, come viene distribuita, soprattutto quella in rete !

Basta prenderne le distanze, questa gente ha esaurito la propria capacità persuasiva, a loro non crede più nessuno, si stanno estinguendo e non l’hanno ancora capito .

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Filippo Parisi scrive:

Scusa valeforn, ma perchè le fonti attendibili dovrebbero essere solo quelle chi ci fanno comodo?

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Patton scrive:

Ma non diciamo minchiate.
A parte il fatto che “Paul Ginzburg” in realtà si chiama Ginsborg, costui è un noto simpatizzante della defunta Sinistra Arcobaleno (oltre che uno storico di valore — lo ammetto); mentre Alexander Stille è un tipico intellò de gauche, noto per aver pubblicato un libro, “The Sack of Rome: how a beautiful European Country with a fabled History and a storied Culture was taken over by a Man named Silvio Berlusconi”, che dimostra fin dal titolo la sua ignoranza del fatto che la cultura italiana non è più celebrata (”storied”) dai tempi del Rinascimenrto. Perché da quell’epoca in poi essa essa è dominata da retori come A. Stille, appunto.

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Patton scrive:

Ooops,
non mi ero accorto dell’ironia! Natualmente ritiro le “minchiate”
e mi accodo al Suo intervento con le suddette precisiazioni.

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michele1962 scrive:

Scusa, Valeform, ma perchè i fuzionari della Casa Bianca dovrebbero usare, come fonti, gli scritti di Paul Ginsburg e Alexander Stille? Non sanno che sono avversari politici di Berlusconi?
Se non lo sanno e copiano a pappagallo, sono degli incapaci e dei cretini, perchè mettono Bush in forte imbarazzo politico.
Se lo sanno e copiano a pappagallo, sono ugualmente degli incapaci e dei cretini, perchè mettono Bush in forte imbarazzo politico.
Allora: quale delle due ipotesi ritieni la più probabile, intelligentone?
Michele Lucianer

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Luciano Baroni scrive:

Ho dato una possibile risposta al tema, michele1962, in uno dei primi post su questo aspetto ed è più o meno questa : alla fine di un mandato Presidenziale e con la non rielezione del presidente, anche coloro che vengono utilizzati nello staff NON sono più “seguiti” allo stesso modo di prima, hanno una certa “autolibertà” di fare il meno possibile ed allora, come dice la stessa notizia, invece di “lavorare” copiano solamente.

Ed ho anche aggiunto : se Condolcezza fosse stata della “partita” non le sarebbe sfuggita nemmeno una virgola e, se anche lei non avesse avuto voglia di lavorare, avrebbe chiesto una delle pubblicazioni che negli anni sono state fatte dallo staff di Berlusconi.

Lei, sicuramente sa chi sono i due estensori di cui si è detto, Gisnborg e Stille.

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Nick Carter scrive:

Infatti è scattata l’azione del branco delle iene: Attaccare da tutte le parti.

NC

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FrancescoFalvoDUrso scrive:

Gentile signor Guzzanti, non ho mai avuto molta simpatia per lei, ma la ringrazio per aver “fatto” dei figli come i suoi. Ad ogni modo il suo intervento in difesa di Sabina ha di molto stemperato questo mio sentimento. Sabina è una grande artista, non ho percepito nessun turpiloquio, a meno che io abbia una diversa concezione dell’oscenità. È osceno quello che il suo massimo referente politico ha fatto della politica in questo paese.
Grazie.

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Fulvia scrive:

Come è oscena la sua partecipazione in questo blog.
E’ chiaro che non ha capito una mazza fionda signor FrancescoFalvo comecavolosichiama

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Kaizen scrive:

Vorrei capire, una volta per tutte, perchè giornalisti, inviati, commentatori, conduttori tv, ecc. ecc. sono così sicuri e disinvolti nel definire il lodo alfano, e tanti altri provvedimenti, ” leggi ad personam”, mentre nessuno si prende altrettanta libertà e disinvoltura nel definire le sentenze dei giudici ” accuse ad personam”.

Ho sempre l’impressione che quando questi signori parlano, si rivolgano eslusivamente ad un pubblico di sinistra, al quale devono rendere conto e dal quale devono difendersi e tutelarsi.

E’ molto difficile che qualcuno prenda le difese del premier che , a differenza dei giudici, rappresenta la maggioranza dei cittadini italiani.

Sarà solo una questione di coraggio ? Di convinzioni ideologiche ? Di pigrizia intellettuale ? Di opportunismo !
Di unificazione del pensiero ? O cos’altro ?

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Luciano Baroni scrive:

“ma un azione così fascista ed intimiditaria è solo da condannare a tutti i livelli.”

NON ho letto in nessun sito, gruppo o blog dove girano “sinistri”, questa affermazione quando la cosa, VERA, è avvenuta per questo Blog.

Anzi : la cosa meno velenosa che è stata scritta su Guzzanti ed il suo Blog, è che era una “pura invenzione per fare un poco di pubblicità ad un Blog che non funzionava”.

La meno velenosa, eh…

p.s. Non ho cambiato nemmeno l’errore della frase : “intimiditaria.”

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Alessandro Sozzi scrive:

Come scriveva Montanelli, esistono trinariciuti di sinistra e anche di destra. Anche se penso che limitare la voce altrui con la violenza, perchè questa subita dai Guzzanti ma anche da chiunque si trova un blog silenziato è violenza pura, sia più un azione da imbecilli.
Se non demolisci la ragione, allora demolisci il ragionatore…

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Corvo Rosso scrive:

NESSUN ATTACCO AL SITO DI SABINA GUZZANTI. SEMPLICEMENTE LAVORI IN CORSO

Aggiornati, il sito di Sabina riporta:
Abbiamo subito un attacco telematico da parte di ignoti
Ci scusiamo per il disservizio; il sito tornera’ presto online
Ringraziamo tutti per il supporto dei nostri utenti, sappiamo che in questo momento ci sono vicini!

Eppoi basta, prendi il toro per le corna, querela la Carfagna e dormi sereno.
La querela fattela scrivere da Sabina quando torna dalle vacanze, così vinci sicuro.
Tante belle cose.

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Luciano Baroni scrive:

La migliore risposta ai deficienti, provocatori e “lecchini”.
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CICCHITTO: Diciamo no all’uso politico della giustizia

11 luglio 2008 ore 16:43

“Signor Presidente, visto che finora non l’abbiamo potuto fare in Aula, cogliamo quest’occasione innanzitutto per esprimere la nostra solidarietà al Presidente della Repubblica e al Pontefice per gli insulti dei quali sono stati oggetto durante la manifestazione indetta da una forza politica, l’Italia dei Valori, onorevole Veltroni, che sta in Parlamento per l’alleanza elettorale realizzata con il suo partito. D’altra parte, i primi atti del nostro Governo hanno riguardato l’eliminazione dell’ICI, la detassazione degli straordinari, altri provvedimenti economici sono in discussione, per cui noi ci stiamo misurando con i problemi reali della società italiana, una parte dei quali derivano dall’aggravamento della situazione derivante dagli errori fatti dal precedente Governo.

Onorevole Veltroni, noi non possiamo fare a meno di rilevare che lei e il suo partito non siete fortunati in materia di alleanze. A suo tempo vi siete alleati con Prodi e con altri 12-13 partiti e movimenti, e il Governo al quale avete dato vita è caduto per implosione dopo appena due anni. Per il 13 aprile avete fatto una lista elettorale comune con Di Pietro, ed egli vi ha fatto un duplice scherzo, perché prima è venuto meno all’impegno di realizzare un partito unico e si è costituito in gruppo parlamentare autonomo, e poi ha organizzato quella bella manifestazione di Piazza Navona che dimostra che vi siete alleati con il partito più forcaiolo, più reazionario e anche più volgare del sistema politico italiano (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Misto-Movimento per l’Autonomia e di deputati del Partito Democratico).
L’onorevole Casini l’altro ieri ha detto una cosa significativa, quando ha rilevato che il dibattito che si apriva e che non era puramente sul Regolamento, ma era sul nodo politica-giustizia, aveva un grande rilievo. Questa consapevolezza noi la ritroviamo, e lo riconosciamo, nel voto di astensione dell’UdC e in alcuni interventi fatti da esponenti del loro gruppo, e dall’affermazione della necessità di estendere la tematica che oggi affrontiamo ad un’impostazione più generale, compresa quella della realizzazione dell’articolo 68 della Costituzione, ma non solo quella.

E la prendiamo in parola positivamente, onorevole Casini: non vi è dubbio che sul terreno della giustizia va fatta una operazione globale nel senso di una serie di cose che lei ha enunciato nel suo intervento. Allora noi dobbiamo avere piena consapevolezza del fatto che siamo di fronte ad una questione decisiva per il futuro della legislatura, la cui funzione e caratterizzazione dipende proprio dallo scioglimento di questo nodo, che comincia oggi ad essere affrontato. È venuto il momento di prendere il toro per le corna e fare un’analisi coraggiosa e atti coraggiosi per eliminare della vita politica italiana l’uso politico della giustizia, con il contorno di demonizzazione e di imbarbarimento che lo precede e lo segue. Solo questa assunzione di responsabilità consentirà a tutti – maggioranza e opposizione – di fare di questa legislatura una legislatura costituente: altrimenti, il morto ucciderà il vivo e quello che è successo in questi giorni e quello che è successo dal 1992 ad oggi è destinato a ripetersi, con il pieno imbarbarimento della vita politica italiana .

E allora, però, andiamo al fondo del problema. Per farlo, dobbiamo misurarci con una anomalia storica del nostro Paese, che ha due facce: quella economica e quella politica. Quella economica è costituita dal fatto che, nel nostro Paese, mentre la piccola impresa ha sempre fatto i conti con la concorrenza e con il mercato, non altrettanto si può dire storicamente della grande impresa, che dagli anni Quaranta fino agli anni Novanta ha potuto evitare di fare i conti con una reale logica di mercato. Da ciò è derivato un grande sistema collusivo che ha legato tutti i grandi partiti: la DC, il PSI, i partiti laici, il Partito Comunista, il quale compartecipava anch’esso a quel sistema, a suo modo, con le sue caratteristiche e con i suoi strumenti. Poi, l’adesione al Trattato di Maastricht ha messo fuori gioco il sistema di tangentopoli perché ha provocato l’irruzione della libera concorrenza e del mercato nella nostra economia, spazzando via una parte almeno dei meccanismi collusivi.Ora, il sistema di tangentopoli poteva essere superato consensualmente con una grande operazione insieme etica e politica: non è andata così. È avvenuto invece che alcuni partiti sono stati distrutti, come la DC, il PSI, i partiti laici, mentre altri come il Partito Comunista si sono salvati, anche perché aiutati da un settore della magistratura, e anzi si sono presi tramite esso una rivincita rispetto al crollo del comunismo.

A quel punto, nel 1993-1994, tutta l’area del centro politico è rimasta vuota, senza riferimenti politici: questo spazio è stato riempito da Silvio Berlusconi e da Forza Italia. Non appena Berlusconi è sceso in politica, egli è stato oggetto di un inusitato attacco giudiziario che non è una sua questione privata, ma un drammatico fatto politico e istituzionale: 90 processi, 2500 udienze, 500 magistrati impegnati, 470 perquisizioni, episodi gravissimi come quelli avvenuti nel 1994 con la violazione del segreto istruttorio sul Corriere della Sera e nel 1996 con il caso Ariosto alla vigilia delle elezioni.

Questi episodi e molti altri ancora sono la dimostrazione che si è trattato di un uso sconvolgente della giustizia volto a manipolare il quadro politico e ad influire sui risultati elettorali. Solo una buona dose di mistificazione, di ipocrisia e di disprezzo dello Stato di diritto può liquidare tutto ciò come un fatto personale. Poi, anni dopo, è accaduto che, per la logica insita in un ordine istituzionale che vuole diventare potere, l’uso politico della giustizia ha colpito in altre direzioni. Onorevole D’Alema, quando furono pubblicate le intercettazioni telefoniche sue, dell’onorevole Fassino e del dottor Consorte, e quando è stata ipotizzata la sua incriminazione qui alla Camera, da un magistrato, noi non abbiamo cavalcato la tigre. Anzi, abbiamo denunciato quella che abbiamo sostenuto essere una forzatura. Partendo da quella nostra scelta si poteva costruire qualcosa di nuovo, invece anche quell’occasione è stata persa ed anche in quella vicenda sono emersi due pesi e due misure.

In quell’occasione gli attacchi ai magistrati si sono sprecati e nessuno si è scandalizzato per essi. Purtroppo, spesso siete garantisti a corrente alternata, ma questo, onorevole D’Alema, vuol dire essere riformisti dimezzati e contraddittori! Con il lodo Alfano – e colgo l’occasione per ringraziare il Ministro per il suo impegno e per la sua opera – vogliamo cominciare ad interrompere questo circolo vizioso e allontanare un convitato di pietra che dal 1992 sta devastando la normalità della vita democratica. Onorevole D’Alema, lei ha scritto un bel libro su un «Paese normale», ma la normalità la si conquista eliminando l’anomalia. Solo partendo da lì è possibile essere riformisti non solo a parole e impostare, come è necessario, una serie di riforme costituzionali, regolamentari ed elettorali delle quali vi è assoluta necessità e che vanno affrontate in un confronto serio e serrato fra maggioranza ed opposizione. A proposito della proposta della quale oggi stiamo discutendo, ricordo ciò che ha detto qualche giorno fa in un’intervista l’onorevole Violante: “Nel nostro sistema il pubblico ministero è indipendente dal Governo e l’azione penale è obbligatoria, perciò non trovo scandaloso uno scudo giudiziario per alcune cariche». L’obiettivo deve essere quello di far finire quel pericoloso «spaccio della bestia trionfante» oggi gestito dall’onorevole Di Pietro, del quale poco fa abbiamo sentito la lugubre ed inquietante orazione in lode delle manette. Siamo sicuri che tra qualche tempo, come è avvenuto in tante altre occasioni, dal giudizio sul comunismo e sull’URSS e dalla scelta per la Nato e per l’Europa sino al sostegno per Israele, tra qualche tempo – dicevo – riconoscerete che oggi abbiamo espresso alcune serie ragioni.”

11/7/2008

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Arturo Zulawski scrive:

Baroni,
visto che lei riporta questo articolo, le era probabilmente destinato. Oppure ci è incappato per caso?

az

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Luciano Baroni scrive:

Lo chieda all’Onorevole, se ho bisogno di farmi “destinare qualcosa”.

E tenga conto che “il caso” non mi appartiene.

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Arturo Zulawski scrive:

A lei ho chiesto e lei mi ha risposto.
Ma non ancora sulla questione del lacchè, chiaramente.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Fabio La Torre scrive:

Ricordiamo, per la cronaca il numero di tessera P2 dell’On. Cicchitto, ai tempi in cui sordidamente tramava alle spalle, e forse contro, lo stato che alcuni anni dopo, avrebbe servito con cieca fedeltà e lealtà.
Certa gente non ha la misura… e non conosce la vergogna.
Certi altri invece godono come ricci a sentire movimenti alle “spalle”…

Ma non c’è problema… con le giuste conoscenze un posticino al sole non è mai precluso, sopratutto grazie alla pessima memoria degli italiani e alla pessima informazione a cui sono sottoposti.

Ma non sarà così per sempre…

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Luciano Baroni scrive:

E si, signora mia, di travagli ce ne sono tanti.

Di Marconiglio anche.

P2 ?

Come Gladio o come GladioRossa, con le casamatte piene di mitra e bombe da mortaio?

O con gli iscritti del PCI che andavano a Praga per apprendere il sistema di utilizzo dei “telefoni da campo” ?

E imparavano a memoria “le mappe d’intervento”, i “campi di raccolta degli arrestati”, alla stregua di un Pinochet ?

La P2 ?

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Edoardo M.Rizzoli scrive:

Io vorrei ringraziare tutti gli amici del blog che hanno avuto la pazienza di leggermi e di mostrarmi diciamo così “solidarietà”.
Per chi volesse contattarmi può scrivermi al mio indirizzo mail edoardorizzoli@yahoo.it.

Io me ne sto sempre al campo di Marte! e ancora per qualche settimana a ponza a fare il libraio.
All’on. Guzzanti chiedo un piccolo favore: io ho scritto al Ministro Bondi, cercando il suo indirizzo sul sito istituzionale del senato, spero che sia quello giusto. Se avesse modo di incontrarlo e di fare presente la mia mail, che poi non è solo la mia, ma di molti nella mia città,gliene sarei grato.
Lo so che può sembrare tutto estremamente difficile o assurdo, ma io ci provo.
E’ inutile ricordare che sono un semplice cittadino.

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superprodi scrive:

ma per caso il sito della Sabina è curato dagli stessi creatori milanesi dei blogs di Grillo e Di Pietro? sarebbe proprio un “bell’affare”…

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Arturo Zulawski scrive:

Lei ricorda la persona che chiede l’ora di partenza dei treni ai passanti perché non sa leggere l’orario.

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superprodi scrive:

ma poi quella mercedes famosa l’hanno restituita?

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superprodi scrive:

Fiorella Mannoia o Celentano? “canta” meglio la Sabina…

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superprodi scrive:

Prodi è più sexy di Berlusconi, ma alle donne piacciono di più i nani perchè sono “più dotati”…

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dvd1 scrive:

Ma sul serio c’è ancora gente che pansa che in Italia non sipossa parlare di Berlusconi? è l’uomo più sputtanato ed intercettato della nazione ,ma nonostante ciò ha stravinto le elezioni ed è questo che brucia di più alle suddette persone. Il primo premio all’ipocrisia va a baffetto D’Alema,ha veramente la faccia come il c…o .De Magistris e Forleo non gli ricordano niente a proposito di indagini ed eventuali processi? Davide Cembrano.

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maria v scrive:

OT per Alice

venerdì 11 luglio 2008, 09:54
“L’energia nucleare salverà il mondo”
di Eleonora Barbieri

Milano – «Il mio è un libro sui pregiudizi». Gwyneth Cravens li conosce bene. Per anni ha considerato inconfutabile l’equazione fra ambientalismo e lotta al nucleare, poi ha scoperto che l’energia dall’atomo «è il modo più pulito, sicuro ed economico per ottenere elettricità su larga scala». Fra le manifestazioni al Greenwich Village a New York e la conversione c’è di mezzo il chimico Rip Anderson, animo ecologista impiegato in un laboratorio nucleare nel Nuovo Messico. Un giorno di dieci anni fa la Cravens, scrittrice e divulgatrice scientifica per Harper’s, New York Times e Washington Post, ex fiction editor al New Yorker, torna ad Albuquerque, dove è nata e cresciuta. Terra di grandi spazi ed esperimenti misteriosi. Dove da bambina immaginava montagne ripiene di armi atomiche, funghi tossici che avrebbero ricoperto gli altopiani e inquinato i fiumi e preparava con l’amichetta di scuola piani di evacuazione extraterrestri in caso di attacco sovietico. «Quel giorno Rip Anderson mi parlava bene del nucleare – racconta al telefono – e io ero in completo disaccordo». Lui però è uno scienziato e un ambientalista convinto: «Mi sono sorpresa, e lui mi ha suggerito di andare a verificare con i miei occhi».
Inizia così un tour nucleare lungo dieci anni, un viaggio fra miniere di uranio, siti di stoccaggio, reattori, impianti a carbone, studi su isotopi e radiazioni, laghi che hanno nomi sinuosi come Ambrosia ma raccolgono scorie, esperti antiterrorismo e centrali «molto più linde di un ospedale».
Oggi la Cravens vive sulla costa Est e all’atomo ha dedicato le quasi cinquecento pagine di Il nucleare salverà il mondo. La verità nascosta su un’energia pulita, appena pubblicato in Italia da Mondadori (pagg. 533, euro 18,50). Parla dalla sua casa a Long Island. «Il Giornale è a Milano? Ci sono stata. Ho vissuto in Italia, un paese meraviglioso».
Sa che non c’è il nucleare?
«Lo so. Speriamo che l’Italia torni indietro al più presto e cominci a costruire centrali».
Molti italiani sono ancora contrari.
«All’origine di ogni paura c’è Chernobyl: un incidente terribile, ma all’epoca le statistiche furono esagerate. E poi a Chernobyl il reattore non aveva una stanza di contenimento: in Francia o in Giappone un impianto del genere non sarebbe possibile».
Perché convertirsi al nucleare?
«È una buona idea soprattutto dal punto di vista ambientale e della salute: azzera l’inquinamento da biossido di carbonio e i rischi di malattie cardio-respiratorie».
Anni fa anche lei era contraria. Perché?
«Ero terrorizzata da Chernobyl e dalle radiazioni. Poi ho scoperto i fatti, le cifre. E ho cambiato idea».
Era un’attivista?
«Ho raccolto firme contro la realizzazione di nuove centrali, come quella di Shoreham, vicino a casa mia. Non è mai stata costruita».
Si è pentita?
«Gli impresari erano corrotti, quella società non esiste più. Però oggi Long Island avrebbe energia pulita, soprattutto d’estate, quando le spiagge si riempiono di newyorchesi, i consumi di elettricità aumentano e l’unica soluzione è il petrolio. Così inquiniamo e spendiamo molto di più».
È sempre ambientalista?
«Sono a favore del solare e dell’eolico, ho un orto biologico. Gli americani mi chiamerebbero una treehugger. Ma ho scoperto che la propaganda è falsa: per produrre energia su larga scala il nucleare è più sicuro, economico e meno inquinante di qualunque altra tecnologia».
Quando si parla di nucleare quanto contano i pregiudizi?
«Il mio libro è sui pregiudizi: credi di conoscere qualcosa, ma non è così. All’inizio della carriera ero caporedattore, come i colleghi uomini, ma il mio stipendio era più basso».
Al New Yorker?
«No, ad Harper’s. Mi pagavano meno solo perché ero donna. Quando me ne sono andata ci sono voluti due uomini per sostituirmi. Ho sperimentato io stessa che cosa sono i pregiudizi. Io li avevo sul nucleare, perché mi fidavo di informazioni sbagliate».
Quali sono i pregiudizi più comuni?
«Il primo è che il nucleare abbia causato molti morti. Ha ucciso a Chernobyl, dove l’incidente non fu contenuto in nessun modo. Negli Stati Uniti in sessant’anni non ha provocato nemmeno un morto fra la popolazione. Un’altra convinzione diffusa è che le radiazioni siano terribilmente pericolose, ma si basa su una confusione fra radiazioni a dose bassa e a dose alta. Solo queste ultime sono davvero dannose. E noi riceviamo più radiazioni dalla natura e dalla medicina nucleare che da qualsiasi altra fonte: la terra, le rocce, le montagne sono radioattive. Siamo sempre esposti a radiazioni a basso dosaggio: meno dell’uno per cento deriva da impianti nucleari».
Nel libro scrive che una vecchia casa in pietra a Ramsar, in Iran, è venti volte più radioattiva del terreno di Chernobyl. Dati del 1993. Com’è possibile?
«Quell’area dell’Iran è una delle più radioattive del pianeta. Ci sono zone in India, Cina e Brasile dove il suolo è naturalmente molto radioattivo, e le persone abitano lì da secoli. Se una persona si trasferisse da Chernobyl al Colorado per evitare le radiazioni commetterebbe un errore. Anche una passeggiata alla Grand Central Railway Station di New York espone a più radiazioni».
Perché il nucleare è un’energia pulita?
«Non ci sono emissioni di gas nocivi. Poi la fonte è l’uranio: ne basta pochissimo per produrre molta energia. Il cuore di un reattore occupa poco spazio, gli sprechi sono minimi».
E le scorie?
«Anche il volume di rifiuti radioattivi è basso. Se una persona ricavasse elettricità solo dal nucleare, in una vita intera le scorie totali peserebbero appena un chilo, contro un equivalente di quasi 70 tonnellate di scarti solidi prodotti dal carbone».
Lo smaltimento non è pericoloso?
«Le scorie vengono isolate e protette in contenitori speciali e poi seppellite in profondità nel terreno: nessuno è esposto alle radiazioni».
Perché tante resistenze al nucleare?
«È la storia, la paura della bomba atomica. Poi molti hanno vissuto Chernobyl come un’altra Hiroshima, ma non è così. A Chernobyl è andato tutto storto, e il direttore della centrale non aveva competenze: era un quadro del Partito comunista, non un ingegnere».
Esistono rischi?
«Molto inferiori a quelli degli impianti a carbone. Ogni anno negli Stati Uniti le emissioni di carbonio uccidono 24mila persone. Dal 1986, anno di Chernobyl, mezzo milione di americani sono morti a causa del carbone; per il nucleare, neanche uno».
I pericoli però ci sono?
«Non esistono fonti di energia a rischio zero. Anche i pannelli solari sono costruiti con materiali tossici. Ma vogliamo l’elettricità?».
Abbiamo abbastanza riserve di uranio?
«È molto comune e può anche essere riciclato: in Francia è un procedimento diffuso. E può essere sostituito dal torio, un altro metallo radioattivo».
I vantaggi economici dell’atomo?
«L’uranio è meno costoso dei combustibili fossili. Per costruire un impianto negli Usa ci vogliono dai 5 ai dieci miliardi di dollari, ma la gestione è poco impegnativa».
Quanti sono gli ambientalisti convertiti al nucleare?
«Sempre di più. Ogni mese qualcuno si sveglia e si accorge che, altrimenti, dovremo fare nuove centrali a carbone, che è molto peggio. Greenpeace si oppone ancora al nucleare. E sarebbero ambientalisti…».
Il nucleare può sostituire carbone e petrolio? In quanti anni?
«In un mondo ideale potrebbe rimpiazzare tutti gli impianti a carbone e a gas. La Francia si è organizzata e in vent’anni è riuscita a ottenere l’80 per cento dell’elettricità dal nucleare. Prima il cielo francese era sporco, oggi è pulito».
Che cosa direbbe agli italiani ancora indecisi?
«Ci sono molte mitologie sull’uranio: ascoltate fonti scientifiche e universitarie, non gli anti-nuclearisti. E poi di nucleare non parleremmo nemmeno, se non ci fosse stato Enrico Fermi: un italiano fantastico che tutti dobbiamo ringraziare. Tanti anni fa, da visionario, ha intuito il potere dell’energia nucleare a scopi pacifici. È grazie a lui che molti paesi oggi hanno un’elettricità pulita e meno costosa».
Il nucleare è necessario?
«È l’unica soluzione per i prossimi trent’anni».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275220

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maria v scrive:

Sempre per Alice

venerdì 11 luglio 2008, 11:32
“Riciclati” in ritardo ma sono ancora in tempo per un mondo migliore
di Folco Quilici

Ho avuto la fortuna, più di quarant’anni fa, di conoscere l’uomo che per primo parlò, scrisse, predicò su un tema drammatico: i limiti dello sviluppo del nostro pianeta, prevedibili in un futuro non molto lontano. Un pensiero addirittura rivoluzionario in quel momento d’osanna generale al progresso senza fine e allo sviluppo, anche se incontrollato. Su suo suggerimento, tentai con Carlo Alberto Pinelli, coautore in film impegnativi e compagno nelle prime battaglie ecologiste (parola ancora pressoché sconosciuta in Italia, negli anni Sessanta) di tradurre le idee d’avanguardia di Aurelio Peccei in un film dedicato ai problemi da lui indicati. Ed attingemmo anche alle ricerche di altri «scienziati del prossimo futuro» riuniti, dallo stesso Peccei, nel famoso «Club di Roma». Purtroppo, il nostro film dedicato alle loro idee sopravvisse solo pochi giorni sugli schermi dei cinema. E mai fu presentato in televisione. La gente, e non solo in Italia, non voleva sentir parlare, nemmeno accennare, a problemi ambientali. Cadeva nel vuoto ogni previsione sulla «fine delle risorse». Sull’esaurirsi, prima o poi, di quel petrolio le cui scorte sotterranee, oggi, sono infatti sempre più impoverite. Un problema oggi all’ordine del giorno. Successivi incontri, non solo con un genio come Peccei, ma con altri studiosi dell’(allora) prossimo futuro, mi convinsero delle ragioni di chi sosteneva il ricorso al nucleare. Soluzione inevitabile per l’umanità in crescita, e lo sviluppo di sempre più estese e popolate aree del mondo. È poi esplosa la maledizione che tutti ricordiamo: Chernobyl, con il conseguente isterismo collettivo, la demonizzazione del nucleare, e lo stop in Italia del primo avvio in quel campo. Con le insensate, precipitose trasformazioni (o addirittura gli abbandoni) di quanto già in cantiere, con la grave colpa di disperdere il personale tecnico che oggi rimpiangiamo. A tutt’altro livello, di ben minore, anzi di minuscola, importanza, le conseguenze sul piano personale. Dopo Chernobyl, s’impose il principio di condannare con feroce scomunica chi riteneva d’essere un ambientalista ma continuava a credere nel nucleare. No, non poteva parlare d’ecologia chi non aderiva alla condanna di una tanto diabolica invenzione della scienza. Ovviamente questa scomunica non ha convinto all’abiura né il sottoscritto né ambientalisti assai più importanti. Coloro che oggi assistono stupiti alla conversione al credo nucleare di chi ieri lo condannava. Nessuno deve meravigliarsi di questo voltafaccia. Anzi ci si può rallegrare nel leggere di quanti si dicono improvvisamente convertiti ed inneggia precipitosamente alla notizia che le fonti della pulita energia nucleare già permettono all’Europa di non immettere nell’atmosfera 700 milioni di tonnellate di velenosa anidride carbonica ogni anno (oltre ai 270 milioni di tonnellate risparmiate dalla sola Russia). Nessuna sorpresa nemmeno nello scoprire tra i predicatori che condannavano al rogo chi la pensava diversamente da loro, chi si gonfia il petto vantando anche i vantaggi derivati da quell’energia solo ieri maledetta. Come la sua miracolosa capacità di produrre acqua desalinizzata in quantità crescenti; e quindi di poter affrontare in un prossimo futuro il problema della sete, afflizione di tante contrade del mondo. Sì, ora sono certi della bontà miracolosa del nucleare, i predicatori dell’ambientalismo sino a ieri maledicente. Meglio così. Godranno anche i loro figli e i loro nipoti di un mondo non precipitato nell’orrore di una crisi irrisolvibile. Un salvataggio in extremis cui contribuirà, certo, anche lo sviluppo di preziose energie alternative (il sole, il vento); ma che non sarebbe mai stato sufficiente a salvarci. Solo a salvarci sarà l’intervento nel vitale settore dell’energia, dei 600 nuovi reattori che verranno costruiti entro il 2030.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275369

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Guida scrive:

Kaizen, ma che domanda poni?

Scusa, non sai che tutti, dico tutti, i giornalisti italiani sono solo “scrivani” degli editori.

Hai mai letto un titolo in prima pagina, di un qualsiasi giornale, chiedere a caratteri cubitali le dimissioni di qualsiasi ministro, di un magistrato, o altro.

Puntare il dito in modo forte, preciso inequivocabile contro la magistratura.

Hai mai letto precise prese di posizioni contro una sentenza palesemente arbitraria, emessa senza che si sia uno straccio di articolo di legge che ne legittimasse l’ emanazione.

Mi riferisco ad esempio “al concorso esterno mafioso”, dove è l’articolo di legge che lo definisce tale.

Mi riferisco all’ultima sentenza su quella povera ragazza a cui i giudici hanno autorizzato il discatto del macchinario che la tiene in vita. Dove questi giudici hanno trovato l’articolo di legge che li autorizza ad emettere questa sentanze? Non dico se sia giusto o sbagliato togliere di mezzo quei macchinari chiedo solo in base a quale legge i giudici hanno sentenziato.

Mi riferisco alla sentenza della Cassazione che autorizza i rasta alla detenzione ed uso di qualsiasi quantità di droga solo perchè, dicono i giudici, gli servirebbe ache per meditare. Dove i giudici hanno trovato l’aticolo di legge che li autorizza ad questa sentenza?

Potrei continuare all’infinito, questi sono solo gli ultimissimi esempi.

Kaizen, purtroppo hai sempre letto articoletti di spalla, hai sempre letto editoriali, il pro o contro, ma mai un articolo che ponesse seriamente il problema, mai una verà presa di posizione, mai un titolo che dicesse NON ESISTE NEL CODICE UN ARTICOLO DI LEGGE CHE AUTORIZZA QUESTO GIUDICE AD EMETTERE QUESTA SENTENZA.

E vorresti che un titolo “ACCUSE AD PERSONAM”

KAIZEN SCUSA, BENEVOLMENTE TI DEVO DARE DELL’INGENUO.

Serafino Guida La Licata

P.s. ai giornalisti devo anche accumunare i senatori e deputati.

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sigal harari scrive:

Mille gabbiane cantano
Nella notte quieta
E accordi di violino
Si perdono nella nebbia.
Mille gabbiane caste
Bevono l’acqua tranquilla
Nel silenzio rotondo
Della poesia.
Mille gabbiane volano
Su un pentagramma
Sospeso nell’aria
E con ali leggere
Strappano la tristezza ai gelsi,
La lussuria ai melograni,
La pace agli olivi
E alle onde del mare
La preistoria.
Mille gabbiane cantano
Con bocche tranquille
La loro antica canzone
Incatenate per sempre
Al movimento del mare

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ALEXEIN scrive:

«chi pensa di processare i propri avversari politici in modo sommario tramite intercettazioni illegali, si pone fuori dal terreno della civiltà»

Sono le parole di Berlusconi, no, sono del più fico del bigonzo… baffino in arte D’Alema per il caso Unipol e adesso invita l’attuale premier ad rinunciare all’ immunità, ed affrontare il giudizio del tribunale..
infatti Max è stato così coraggioso nel farsi giudicare…. che grazie alla complicità del CSM dell ANM fece mettere sotto processo la Forleo
Alessandro

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Luciano Baroni scrive:

Già, proprio così, Alexein.

Ma torniamo a scrivere di politica, con questa occasione dell’articolo di Peppino Calderoli.
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Così il Pd è andato in fumo
Di Peppino Caldarola.

Se vi piacciono i giochi di guerra, dal Risiko al Game-Boy dei ragazzini, venite con me e vi farò vedere gli eserciti in battaglia della sinistra. Se non vi piacciono, seguitemi nella Torre di Babele della sinistra, vi tradurrò i linguaggi e i gesti. Vi girerà la testa, ma tenetevi forte, vi porterò al centro del sisma in pochi minuti.

A sinistra nulla è come lo abbiamo conosciuto, nulla è rimasto integro, nella sinistra più radicale fino a quella più moderata. La nuova vittoria di Berlusconi ha fatto deflagrare un mondo che si era unito solo perché c’era lui. Il Vaffa di Grillo a piazza Navona, con il coro di Guzzanti, Travaglio e Di Pietro, ha dato il segnale del redde rationem. Come ogni mappa che si rispetti partiremo dal bordo più lontano per raggiungere il centro della pergamena.

L’area più di sinistra della sinistra si è divisa quando c’era Prodi. Lo scontro fra Francesco Caruso e Casarini, con tanto di torta in faccia, e le liti fra i No-Tav, dicono quanto lo spirito di scissione sia penetrato anche là dove non è mai arrivato il pensiero. Poco più in là, la Sinistra Arcobaleno è tutto un fumare di macerie. C’è Oliviero Diliberto che vuole ricostruire il comunismo e ha sentito l’impellente bisogno di farlo partecipando alla manifestazione di Di Pietro. Il radicalismo di Oliviero non è bastato a Marco Rizzo, il pelato onnipresente in tv, che vorrebbe un partito più comunista di quanto si sia mai dato vedere. Ma Grillo è intervenuto anche su questa molecola separando la senatrice Palermi da Oliviero e da Marco. Così da un partito mignon, che intanto piange la fuga dello storico Tranfaglia, nasceranno una serie di sette clandestinissime.
Rifondazione ha preso dal voto il colpo storico. Fuori dal Parlamento i rifondaroli scoprono che non possono più stare assieme. L’ex ministro Ferrero, rigido valdese, non vuole avere nulla a che fare con Bertinotti che intanto incorona Nichi Vendola per salvare se stesso e l’ex segretario Franco Giordano. I congressi di Rifondazione si svolgono fra risse, contumelie e annullamenti. Forse si finirà in tribunale, sicuramente da una Rifondazione sola, fra qualche giorno, ne avremo almeno due.

La débâcle del micro-partito di Mussi ha partorito una nuova leadership, Claudio Fava, deputato europeo, sulla carta più vicino a Veltroni, ma l’impatto con la piazza di Beppe Grillo sospinge anche questo raggruppamento verso l’annichilimento totale. I Verdi si sforzano di far dimenticare Pecoraro Scanio e la «monnezza» napoletana. Anche qui ci si spacca come una mela con un gruppo più disinvolto capeggiato da Paolo Cento e i verdi-verdi di Grazia Francescato.

Un po’ più a destra troviamo i socialisti del nuovo Ps, che dimenticato nell’anticamera di una palestra Enrico Boselli, cercano la strada più facile per entrare in quel Pd veltroniano da cui molti scappano. Sul fronte opposto c’è la galassia dipietrista, l’unica destra che è riuscita a sequestrare la sinistra dopo il fascismo. Di Pietro è un mondo a sé. Attorno a lui si sono aggregati quello che restava dei vecchi girotondi, i ds dissidenti, i giornali che vivono e prosperano sulla guerra civile italiana, da Repubblica all’Unità. Berlusconi ha dato da vivere anche a loro, ai loro libri e dvd. Sembrava un mondo compatto in grado di partire all’assalto della sinistra riformista, invece il Risiko nostrano ha sfrantumato anche questa fragile aggregazione. Da un lato Travaglio, Di Pietro, la Guzzanti, dall’altra il fondatore Nanni Moretti, in compagnia di due girotondini pentiti, Furio Colombo ed Ezio Mauro.

Quest’ultimo nome segnala, nella guerra civile generalizzata, una specifica battaglia che si combatte nel giornalismo di sinistra. La rutelliana Europa, diretta da Stefano Menichini, si contrappone all’Unità di Antonio Padellaro in procinto di lasciare la direzione all’ex inviata di Repubblica Concita De Gregorio. Europa attacca l’Unità che risponde invelenita, mentre Ezio Mauro chiede a Gad Lerner e Edmondo Berselli di staccare il giornale del principe Caracciolo e di De Benedetti da un mondo girotondino che il direttore di Repubblica aveva convocato in piazza irritando i lettori riformisti.

Al centro della mappa c’è l’isola del Tesoro, cioè il Pd, con il suo 32% di voti che i duellanti che combattono in periferia vorrebbero conquistare e che gli indigeni si preparano a devastare con la più cruenta guerra civile. Nel Pd ho contato, come ha riferito Paola Setti in un divertente articolo pubblicato dal Giornale, almeno 17 correnti. La fusione fredda fra due partiti, Ds e Margherita, ha prodotto quasi venti partitini l’uno all’assalto dell’altro. Non è necessario elencare tutti gli eserciti in lotta né i nomi dei signori della guerra. Al centro della disputa c’è la leadership di Veltroni. Il segretario del Pd è forse il primo leader italiano che, nel giro di dieci mesi, ha rovesciato completamente la propria linea politica. Era per la fine dell’antiberlusconismo e ha ripreso la lotta senza quartiere al Cavaliere, era per l’alleanza con Di Pietro e ora la revoca, era contro l’assemblaggio con i partiti minori e fa accattonaggio con Vendola, Nencini e Claudio Fava, per tacere di Casini. Era per il sistema elettorale spagnolo e accetterà quello tedesco.

Questo tipo di guerra esalta la figura di Massimo D’Alema che con la sua ReD (Riformisti e Democratici) ha creato un partito nel partito esattamente come ha fatto Rutelli con la sua associazione Glocus. La posta in gioco è la guida del Pd. La domanda vera è se il Pd esisterà dopo le elezioni europee.

Le Grandi Guerre finiscono dopo decenni con accordi di ferro. Accadrà lo stesso alla guerra civile nella sinistra? Può darsi che Veltroni ce la faccia, può darsi che D’Alema riprenda il potere, può accadere che Rutelli se ne vada con Casini, ci sarà un leader che darà una patria comune a tutti i cespugli della sinistra radicale. Sembra di essere di fronte alla sinistra francese prima di Mitterrand, tutti contro tutti. Ma c’è un Mitterrand italiano? Se vi viene un nome fatemelo sapere. Al momento, dopo la guerra c’è solo la guerra. La vostra guida si arrende di fronte al campo di battaglia devastato.

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luca scrive:

Ho letto l’articolo sull’edizione cartacea e vi assicuro che di questo sfascio a sinistra non ne sono contento. Per molti motivi: principalmente per una mancanza di controllo che l’opposizione esercita in un paese democratico. Per un’opposizione del no a prescindere, che fa fare una deriva pericolosa. Una maggioranza che può incorrere in eccessi, anche se in buona fede, che possono fare più danni che bene. Quindi mi augurerei che comparisse un qualcuno, o un qualcosa che sappia cosa vuol dire opposizione e aiuti la maggioranza a governare.

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-jm- scrive:

Un’opposizione costruttiva la sta facendo Casini …
Per quanto riguarda il controllo, mi sembra lo facciano la Lega dall’interno e Casini dall’esterno. Gli altri non so cosa stiano combinando (a parte giocare alla guerra di successione democratica).

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Luciano Baroni scrive:

Credo vi sia, in questo “dibattito”, la dimostrazione di cosa voglia dire “professionalità della casta giudiziaria”.
Quasi come la sentenza “pro-rasta”.

la casta della giustizia
il Giornale di oggi

Egregio Signor Direttore,
per la seconda volta in pochi giorni il quotidiano da lei diretto si occupa del trattamento retributivo dei magistrati. Ancora una volta le informazioni che vengono fornite all’opinione pubblica sulla questione sono errate e fuorvianti.
Non è vero, in primo luogo, che dal gennaio 2006 le retribuzioni dei magistrati siano cresciute del 12%.
In realtà i magistrati, in quanto categoria non contrattualizzata, percepiscono un aumento corrispondente alla media degli aumenti corrisposti al personale contrattualizzato nel triennio precedente. Dunque gli stipendi dei magistrati aumentano, con tre anni di ritardo, quanto quelli di tutto il pubblico impiego. Nell’ultimo triennio l’aumento è stato effettivamente del 12%: in tre anni dunque e non dal gennaio 2006 al gennaio 2008.
Inoltre, nell’articolo si omette di riferire che lo stipendio preso a riferimento nell’esempio è lo stipendio lordo di un magistrato con oltre trent’anni di anzianità. Mentre un magistrato di prima nomina che riceve uno stipendio quasi equivalente (2.280 euro) a quello del vigile del fuoco citato come esempio nell’articolo ha avuto aumenti praticamente equivalenti a quelli del vigile del fuoco. Solo con tre anni di ritardo. Non è vero, infine, che il provvedimento legislativo «cui il governo sta lavorando» produrrebbe solo un mancato guadagno da euro 1.220 a euro 2.200.
In realtà un decreto-legge già approvato dal governo, e dunque già in vigore, ha ridotto drasticamente (fino al 30%) le retribuzioni dei magistrati. Lo stesso provvedimento ha ridotto drasticamente gli stanziamenti per la giustizia (fino al 40%).
Contro questo provvedimento l’Anm ha proclamato lo stato di agitazione, continuando nello stesso tempo a esprimere serie e argomentate critiche su altri interventi approvati dal governo in materia di giustizia.
È giusto che i cittadini siano informati anche sul trattamento retributivo dei magistrati, ma sarebbe dovere degli organi di informazione fornire notizie vere in maniera corretta ed equilibrata, evitando campagne denigratorie.

(Presidente Anm)
Giuseppe Cascini

(Segretario generale Anm)
***
Gentili Presidente e Segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, prima di contestare a volte bisognerebbe avere le idee chiare. Mettetevi d’accordo con voi stessi. Scrivete: «Non è vero, in primo luogo, che dal gennaio 2006 le retribuzioni dei magistrati siano cresciute del 12%». Poi qualche riga più in basso vi smentite da soli: «Nell’ultimo triennio l’aumento è stato effettivamente del 12%: in tre anni dunque e non dal gennaio 2006 al gennaio 2008». Il Giornale ha pubblicato le buste paga che mostrano l’aumento. C’è scritto, è un documento ufficiale. L’Anm precisa: tre anni. Perché ci sono tre buste paga di tre anni diversi: 2006, 2007, 2008. Però gli anni sono due. Allora di nuovo, dov’è l’errore? Non c’è. C’è, invece, la voglia di smentire a prescindere, una voglia matta che non tiene conto dei fatti. Scrivete anche: «Nell’articolo si omette di riferire che lo stipendio preso a riferimento nell’esempio è lo stipendio lordo di un magistrato con oltre trent’anni di anzianità». Evidentemente la fretta di criticare il Giornale non vi ha spinto a leggere tutto. Nel nostro articolo si fa riferimento esplicito a un magistrato di «classe di anzianità “8”». Appare quanto mai inappropriato, poi, il paragone tra il magistrato di prima nomina che prende 2.280 euro e il vigile del fuoco. Il pompiere del quale abbiamo riportato la busta paga è un capo squadra: il livello più alto per un vigile del fuoco, paragonabile al magistrato «anziano» e non a un giovincello alle prime armi. Ma questo per un magistrato sarà sicuramente un dettaglio insignificante.

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luis scrive:

No mi dispiace ,ho letto la’rticolo del Giornale ,ma non sono d’accordo con la risposta;se io prendo un aumento del 4% all’anno ogni 1 gennaio,l’aumento che prendo è del 12 % in tre anni e non in due;o almeno ,all’inizio del terzo anno comincio solo a percepire il terzo 4%;per prendere un aumento del 12% in due anni dovrei prendere un aumento del 6% all’anno;che era quello che faceva pensare l’articolo del Giornale.Mia moglie è medico ed il suo contratto prevedeva un aumento annuale,ogni 1 gennaio del 3,5%;allora bisognerebbe dire che prende il 10,5 ogni due anni?.No ,non è cosi.Le statistiche si fanno in un altro modo.In realtà è corretto dire che le retribuzioni dei magistrati sono cresciute del 12% dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2008 e quindi in tre anni e non in due.Tanto per la precisione.

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Luciano Baroni scrive:

Luis, se il 1° gennaio 2006 scatta il 4%, il 1°Gennaio 2007 scatta il 4%, il 1° gennaio 2008 scatta il 4%, in 730 giorni scatta il 12% Sono 2 anni e 1 giorno.

Nella Sua logica, per tutto il 2008, cioè sino al 31 dicembre, quei soldi non li percepisce ?

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Arturo Zulawski scrive:

Allora vediamo. Al 31 dicembre 2005 il montante è 1000. 1° gennaio 2006, scatta un aumento del 4%: al 31 dicembre 2006 avrò 1040. 1° gennaio 2007 scatta un altro 4%: 31 dicembre 22077 avrò 1081.6. 1° gennaio 2008 altro aumento del 4%, al 31 dicembre 2008 avrò 1124.8.

Con un aumento del 12% di 1000 ottengo 1120. Ognuno scelga quello che più gli conviene

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luis scrive:

Esattamente,caro Luciano,sono due anni e un giorno,non due anni;statisticamente è proprio quel giorno,che è il primo del terzo anno che sposta tutto.A mio parere ,in questo caso l’aumento è del 12% ma in tre anni.L’aumento in due anni che vanno dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre del 2007 è dell’8%.L’errore del Giornale è affermare che i due anni vadano dal 1 gennaio 2006 al 1 gennaio 2008.I 730 giorni di cui lei parla sono dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre del 2007 (365 + 365)Se si aggiunge il 1 gennaio 2008 diventano 731;non è vero,quindi che il 12% scatta in 730 giorni.Mi corregga se sbaglio.
Cordiali saluti

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Luciano Baroni scrive:

Non correggo niente sui 731 giorni, prendo atto che la discussione sta su 1 giorno, ma non sul concreto.

Per quel giorno, gli altri 364 del 2008 prende l’aumento, però e su questo si glissa.

Saluti.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Luigi Morettini scrive:

Se un Presidente dell’Anm non sa nemmeno leggere poche righe di un articolo di giornale, tanto che le relative avventate risposte ne determinano una figuraccia degna di un Di Pietro qualsiasi, figuriamoci cosa combinano quando leggono(?) i voluminosi faldoni riguardanti un processo. Poveri imputati!

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Luciano Baroni scrive:

Morettini, succede ciò che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

Dalle sentenze pro-rasta a quelle su Contrada.

Senza contare le scarcerazioni di assassini e mafiosi, salvo poi contestare a chi responsabilità non ha, la non applicazione del 41 bis, legiferato definitivamente dal Governo Berlusconi, cosa MAI fatta da quelli di Prrrrrrrrrrrodi, D’Alemallah e Amato ( “solo da se stesso” ).

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Luciano Baroni scrive:

E allora, andiamo avanti una buona volta, per favore.
——————————————————————————————————————————-

Il governo non si fermerà Tocca a riforma del Csm e carriere dei
magistrati

di Giuseppe Gargani
Pubblicato il giorno: 12/07/08

La violenta polemica sui problemi della giustizia, che sembrava
nell’ultimo periodo attenuata, ha fatto dimenticare il contenuto vero
delle questioni e ha portato tutti fuori strada: è necessario dunque
spiegare come si pone storicamente il problema della giustizia in
Italia. Dal dopoguerra fino agli anni ‘80 una forte politica dei
partiti democratici ha garantito la pace sociale; nello stesso periodo
la magistratura, che aveva già acquisito funzioni e poteri diversi, ha
avuto difficoltà ad essere coerente al suo ruolo tradizionale così
come precisato dalla Costituzione. Nonostante ciò si è attuato un
equilibrio tra i poteri dello Stato prezioso e vitale, e la società si
è avvantaggiata: la convivenza civile è stata garantita.

Quella magistratura è stata appunto un interlocutore istituzionale
valido ed indipendente, fino a quando una protesta sociale e un
diffuso giustizialismo hanno alterato il concetto stesso di giustizia
e si è verificata quella che il prof. Panebianco ha chiamato nei vari
scritti «la crisi del rapporto tra giustizia e diritto». È stato un
fenomeno che si è sviluppato negli anni: quando la decisione del
giudice non consiste più nel punire chi ha commesso il delitto, ma nel
condannare il sistema. In questo senso si è verificata
l’evoluzione-involuzione della funzione della magistratura e questo ha
messo in crisi lo Stato democratico. L’esercizio dell’azione penale è
risultato distorto e ha prepotentemente influito sull’intero sistema
istituzionale, squilibrandolo e offuscandolo. Questa è stata la
stagione di Tangentopoli, ma i processi che ne sono derivati non hanno
portato alle condanne, ma a un numero enorme di assoluzioni che hanno
reso evidente le anomalie del sistema. La stagione, dunque, dei
verdetti anomali emessi con prepotenza «in nome dei pubblici
ministeri», che aveva consentito la incriminazione di persone
innocenti, aveva distrutto alcuni partiti, e aveva reso credibile la
“diversità” del Pci-Pds, ha lasciato il passo a sentenze vere.
L’ondata di tangentopoli

Tutto questo si è potuto realizzare per un oggettivo e ideologico
accordo tra i partiti di sinistra storicamente sconfitti e un tale Di
Pietro che è stato il braccio operativo e che oggi ancora incombe
perché ha ritrovato sul suo cammino il “comunista” Veltroni che gli ha
dato uno spazio politico per ricambiare i servizi resi al vecchio Pci
negli anni ‘90! Nell’ultimo periodo, quei pubblici ministeri sconfitti
hanno ripreso fiato, questa volta senza il consenso emotivo popolare,
ma anzi con un rifiuto e un rigetto da parte dell’opinione pubblica
che votando in maniera così smisurata l’on. Berlusconi ha dimostrato
di non credere addirittura alle loro azioni. Questo il quadro della
situazione negli anni passati che è stato sempre contestato e che ora
con tanto ritardo viene accettato e riconosciuto valido con mia somma
soddisfazione da tanti e in particolare da personalità come il prof.
Sartori e l’On. Violante che tanta parte ha avuto come protagonista di
quegli avvenimenti.
riforme in parlamento

Dunque la crisi oggi è più grave, lo scontro tra i poteri è forte ed è
difficile trovare i rimedi anche perché di fronte al dilagare di
iniziative giudiziarie che hanno contenuto politico, è inevitabile che
la “legalità” venga invocata da tutti in maniera faziosa e alla
“legittimità” si dà un forte significato politico: “legalità” e
“legittimità” risultano termini non più complementari ma antagonisti.
La politica e il Governo però non possono fermarsi ed è pur sempre
doveroso prendere iniziative per possibili rimedi che sono gli stessi
che proponemmo nel 2001 all’inizio della XIV legislatura come
programma del Governo Berlusconi e che sono le uniche che possono
curare i mali della giustizia e della politica.

Le proposte che presentammo in quel periodo e che sono tutte ancora
valide riguardano:

a) il ripristino dell’autorizzazione a procedere per i membri del
Parlamento, la quale non tutela il singolo deputato ma appunto il
Parlamento nel suo complesso: tutti i Parlamenti democratici hanno un
filtro per l’esercizio dell’azione penale da parte del magistrato;

b) la modifica della composizione del Csm stabilendo parità di numero
tra i laici e i togati;

c) la riforma della sezione disciplinare rendendola autonoma rispetto
al Consiglio, e formata da componenti non eletti dal corpo dei
magistrati per evitare un rapporto anomalo tra l’elettore magistrato e
il magistrato eletto che deve giudicare;

d) la fissazione di criteri per la priorità dell’esercizio dell’azione
penale essendo impossibile ed impraticabile ottemperare alla
obbligatorietà da parte del pubblico ministero il quale decide in base
al suo esclusivo arbitrio quale indagine privilegiare rispetto ad altre;

e) la riforma del ruolo dei Pubblici Ministeri che deve essere diverso
e separato rispetto a quello del giudice per corrispondere alla forma
e allo spirito del processo penale accusatorio e per esaltare la
terzietà e l’indipendenza del giudice che decide;

f) il divieto di indicare alla stampa il nome e cognome del magistrato
che fa l’indagine e del giudice che decide e il divieto per gli stessi
di fare interviste o dichiarazioni: questa piccola riforma può
contribuire enormemente ad evitare un protagonismo sbagliato e le
conseguenti polemiche;

Queste proposte sono da anni negli archivi della Camera dei Deputati!
È arrivato il momento di approvarle.
Il governo non si fermerà Tocca a riforma del Csm e carriere dei
magistrati

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rosobrer scrive:

Per una volta non sono affatto d’accordo con il nostro affezionatissimo Paolo Guzzanti. Se qualcuno ha trattato Sabina Guzzanti senza il dovuto rispetto, identificandola solo in base alla parentela, questo non interessa a nessuno, c’e’ poco da essere furibondi o indignati, soprattutto considerando che la medesima Sabina Guzzanti ci ha abituati al suo esprimersi attraverso rigurgiti di bile ed insulti, incredibilmente contrabbandati per satira o peggio ancora espressione artisitica (forse qualcuno di voi la confonde con Corrado Guzzanti, che invece e’ un imitatore molto bravo e fa satira pungente ma intelligente e sempre molto indovinata, mai volgare, indipendentemente dal fatto che si sia d’accordo o no). Descrivere il pontefice sodomizzato all’ inferno ha ben poco a vedere con l’arte, con la satira, con la critica politica.
Sabina Guzzanti e’ parte della truppa di squadristi da Anno Zero; tutte le volte che apre bocca per sputare allora si’ sono furibondo.

Se il ministro Carfagna e’ un po’ seccata con la Guzzanti non viene a nessuno il sospetto che abbia un minimo di motivi, visto che e’ stata descritta senza mezzi termini come una “zoccola” che avrebbe fatto carriera solo grazie a favori sessuali?

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valeforn scrive:

Rispondo al commento di Michele Lucianer delle 12.20.

Ma perchè tu, dei funzionari della Casa Bianca che rischiano un incidente diplomatico scrivendo quello che hanno scritto indipendentemente dal fatto che lo abbiano copiato a pappagallo o meno, hai un altro termine sul come definirli diverso da incapaci e cretini?

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vtr52 scrive:

Dopo le ultime intercettazioni telefoniche che riguardano SB e ministre varie ,ho letto questo articolo ed ho trovato qualche attinenza :

Letto su Airone luglio 2008 :
Le sostenitrici più assidue del pettegolezzo sono le donne,e adesso sappiamo perché. Ma come mai ,da sempre , le nostre conversazioni sono farcite delle chiacchiere che riguardano i fatti degli altri ? “quello del pettegolezzo è un ambito serio e importante” ,spiega Anolli ,”perché gran parte della nostra comunicazione è rappresentata da “gossip”. Noi viviamo per il pettegolezzo ,parliamo continuamente degli affari degli altri in loro assenza . E infatti il pettegolezzo ha alcune funzioni fondamentali : normativa , perché spettegolando di avvenimenti “anomali”,come per esempio il tradimento,vengono stabilite le norme sociali . Parlando di ciò che è sbagliato , si puntualizza ciò che è giusto . Il pettegolezzo poi consente di padroneggiare l’ambiente sociale,di mappare il territorio , e ha un grande valore di partecipazione e di coesione del gruppo,perché “sparlando” si crea un legame di complicità . Ecco perché il pettegolezzo può essere inteso come un’evoluzione di grooming ,cioè l’attività di “spulciamento”reciproco che mettono in atto gli scimpanzé fra i componenti di uno stesso gruppo :un gesto ,non casuale , che serve a creare un rapporto di vicinanza e a stringere nuovi legami .
Daniele Sanson

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simona scrive:

Vignetta del fine settimana:
http://ellustrator.livejournal.com/194294.html

Sul dietro non si vede nessuno che fa le corna, certamente una distrazione dell’illustatore :-)

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vtr52 scrive:

Ho lasciato trascorrere alcuni giorni per far decantare le impressioni e le sensazioni avute dalla pessima prova che Sabina Guzzanti ha dato durante la riunione dell’otto luglio e dalla forte reazione del padre Onorevole Paolo . Premesso che ,in democrazia,ognuno è libero di dire quello che pensa , bisogna però distinguere cosa si dice e da che pulpito ci si esprime altrimenti si corre il rischio,come in questo caso ,di dirla talmente grossa da capovolgere il vero scopo che era quello di attirare l’attenzione , per formare una nuova corrente di partito ? , e di sconvolgere l’opinione pubblica .
La forte reazione dell’Onorevole Guzzanti mi ha ricordato quel Presidente della Repubblica che dallo schermo televisivo dichiarava : NO ,IO NON CI STO .
Capisco che i figli sono pezzi del proprio cuore ma non sarebbe stato il caso di aspettare qualche giorno per lasciare che l’ira sbollisse e dare così la giusta risposta a chi lo tirava ingiustamente in ballo probabilmente anche per la stessa fretta di rispondere ad accuse infamanti ? .
Daniele Sanson

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simona scrive:

Daniele,
quel “non ci sto” aveva tutt’altro significato e fu detto in tutt’altro contesto.
Non facciamo paragoni impropri.

Qua stiamo parlando di linguaggio istituzionale e non di decantazione delle reciproche incazzature per apprezzarne meglio gli aromi.

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CATTANI GIOVANNI scrive:

Egr. Senatore Guzzanti io la conosco e l’ho subito apprezzata come giornalista da quando ha cominciato a scrivere per Il Giornale.
Ancora adesso sono solito leggere i suoi articoli tutti d’un fiato e sempre con molto interesse, perchè scritti bene, molto interessanti, alle volte con la giusta dose polemica e sopratutto perchè le sue idee sono quasi sempre anche le mie. Devo dire, però, che la difesa di sua figlia mi ha lasciato perplesso, per non dire sconcertato. E’ indubbio, ‘ normale che un padre cerchi sempre il modo per difendere i propri figli, anche quando sbagliano. Però penso che qualche pubblica tiratina d’orecchi poteva darla, perchè l’intervento di Sabina è stato di una volgarità estrema e di una cattiveria che solo a sinistra sanno dimostrare. Lei si è incazzato perchè il Mnistro Carfagna nel comunicato ha accomunato il nome di sua figlia al suo. Può essere che fra Lei e il Ministro Carfagna ci sia dell’astio, dell’atrito e che forse quest’ultima abbia sbagliato. Ma dopo tutto quello che siamo abituati a sentire a me sembra un peccato del tutto veniale se messo a confronto con le parole indecenti, sentite o lette sui giornali da milioni di persone, scagliate da sua figlia nei confronti dell’onorevole Carfagna, che è stata presentata come una sgualdrina. Dopo aver sentito certi attacchi squallidi e volgari,pensavo che Lei si sarebbe in qualche modo dissociato. Invece è intervenuto per dare a sua figlia piena solidarietà dopo che è stata lei a sparare a zero contro la Carfagna, qualificandola in modo schifoso. Ritengo che le cose sono due: O lei sa che la Carfagna è un puttana, come in sostanza l’ha nominata sua figlia, e allora deve dirlo in modo alto e chiaro e dovrebbe non solo prendere le distanze dal Mnistro, ma anche da Berlusconi, oppure quello che dice sua figlia è un attacco che non ha alcuna giustificazione e fondamento e allora dovrebbe dire in modo chiaro, da persona incazzata, che sua figlia ha sbagliato. Come in fondo, essendo un rappresentante di Forza Italia, sarebe giusto che qualche volta difendesse Berrlusconi, non solo dagli attachi dei nostri cari sinistri come spesso fa egregiamente, ma anche da quelli pesanti, molto pesanti, di sua figlia, che tendono a squalificare non solo il Presidente del Consiglio, ma anche voi e noi che vi abbiamo eletti. Perchè quando dice, assieme ai vari Travaglio e compagnia, che siamo governati da persone che pensano solo ai porci comodi, ai loro interessi, penso lo dica anche nei Suoi confronti.
Ho l’impressione che se andiamo avanti così fra non molto dominerà la legge della foresta e per salutarci invece di dire egregio o gentile singore, diremo testa da c…o o figlio di p….a. In fondo anche questa è libertà. di espressione
La saluto cordialmente

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Patton scrive:

Ricollegandomi al discorso di Cicchitto su “Mani Pulite” e a un post di Giorgs (ieri alle 10:28, nel topic precedente a questo), vorrei approfondire il tema delle due amnistie (1989 e 91) che precedettero Tangentopoli.
Per chi se lo fosse dimenticato, l’imperativo morale in voga all’epoca del crollo del comunismo era che non si dovesse infierire su coloro che erano stati fautori di quell’utopia tanto “nobile e generosa” e, appunto per questo, impraticabile, irrealizzabile. L’anticomunismo, ormai vittorioso su tutta la linea, non doveva permettersi di maramaldeggiare contro chi non aveva mai avuto la possibilità di imporre quell’utopia nel nostro paese. Così, sull’onda delle commoventi immagini dei berlinesi in lacrime che sciamavano da est a ovest, la prima amnistia fu approvata a tamburo battente, poco prima del Natale 1989, dal Parlamento italiano: essa annullava quasi interamente i reati concernenti le organizzazioni legate al PCI e in particolare alle Cooperative, come quello di aver istituito una banca interna al sistema (con sede a Bologna e protetta dalla parola chiave «Romeo»), che consentiva di raccogliere risparmio senza pagar tasse e di trasferire cifre enormi al di fuori del controllo della Banca d’Italia. Venivano poi azzerati anche tutti i reati minori, “privati”, commessi da politici democristiani come Prodi o da imprenditori come Berlusconi…
Una seconda amnistia fu approvata nel 1991, per cancellare quegli altri reati che erano stati commessi nel frattempo…
Alle elezioni politiche dell’aprile 1992 l’ex-PCI crollò al 16% (staccatisi i rifondaròli, al 5%), mentre la DC si attestava al 30%. Il 21 maggio la mafia uccise Giovanni Falcone: il quale indagava, tra l’altro, sugli enormi finanziamenti versati all’ex-PCI dall’ex-Partito comunista russo e sulla opium-connection afghano-sicula…

Nel frattempo il Pool di Milano, dopo l’arresto di Mario Chiesa a febbraio, macinava arresti in serie. La svolta decisiva nelle indagini venne però all’inizio del 1993, quando il Pool ricevette, da un mittente anonimo, tutti i tabulati dei trasferimenti di denaro dai conti svizzeri dello stesso Craxi, compresi quelli a favore dell’OLP. Tangentopoli divenne un fiume in piena, nel giugno del 1993 l’immunità parlamentare fu abolita a furor di popolo e nelle elezioni amministrative del dicembre 93 la DC perse la metà dei voti.
Oggi, da una recente rivelazione del Presidente emerito Cossiga, noi sappiamo che l’anonimo mittente di quei tabulati (inviati a Milano nei primi del 1993, poco dopo l’insediamento di Bill Clinton alla Casa Bianca), era la CIA, o almeno la parte della CIA contraria al trattamento di favore che Craxi e Andreotti (e Forlani – il famoso “CAF”) avevano riservato all’OLP di Arafat.

Questa rivelazione (già nota da qualche tempo ai lettori di C. Lovatelli Ravarino), necessita di un commento. Nessun Servizio agisce solo per vendetta, ma anche per tornaconto politico. La CIA conosceva, senza dubbio, gli scheletri nell’armadio dei maggiori partiti italiani, con la differenza che gli scheletri del suddetto “CAF” vennero mesi alla berlina, mentre quelli dell’ex-PCI, noti ai Servizi, ma rimasti rigorosamente chiusi alla nostra conoscenza per la doppia amnistia dell’89-91 e l’eliminazione fisica di chi si proponeva di scoprirli, potevano tornar utili come arma di ricatto o, almeno, di condizionamento politico. Questi risvolti “segreti” di Mani Pulite spiegano alcune cose: tra di esse, la sensazione di onnipotenza che avevano i giudici del Pool, il terrore di alcuni imputati eccellenti al veder spiattellate informazioni credute riservatissime, l’irrisoria facilità con cui il governo Berlusconi fu “ribaltato” davanti a una platea internazionale, i viaggi oltreoceano di Max D’Alema “l’amerikano”, l’intervento nella ex-Yugoslavia al fianco dell’amministrazione Clinton…

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Luciano Baroni scrive:

Ottimo intervento, specie sulla parte finale.

Per non dimenticare.

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luis scrive:

Falcone non indagava su nulla perchè all’epoca della sua morte era Direttore generale del Ministero e non poteva indagare su alcunchè ,perchè la legge non glielo consentiva;al massimo poteva occuparsi di qualche rogatoria ,ma non credo che lo abbiano ammazzato per questo.Quanto a Cossiga come al solito dice le cose senza fornire uno straccio di elemento a sostegno delle sue tesi,un po’ come per la strage di Bologna che sarebbe opera involontaria della resistenza palestinese,come se l’esplosivo in una valigia ed in assenza di un violentissimo urto potesse scoppiare senza innesco. .Ma,seguendo questa teoria ,allora la CIA avrebbe favorito i comunisti,se Mani pulite è stato un loro complotto?Mi sembra una tesi fantasiosa;io Mani pulite la ricordo bene e ricordo che le forze che la portarono avanti e ne trassero giovamento,esponendo i cappi in aula e circondando il Parlalmento furono anche altre,anche se ora qualcuno non lo vuole più rammentare.Del resto chi stava nell’ambiente saèeva benissimo che la composizione del pool era molto variegata,dal punto di vista politico…

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Luciano Baroni scrive:

Infatti, variegata.

Solo che chi faceva parte di un sapore “variegato diverso”, venne estromessa.

Una tal Parente.

Per quanto riguarda la strage di Bologna del 2 agosto, letto qualcosa della Commissione Mitrokjin ?

Eventualmente, può chiedere a Guzzanti.

Falcone : 3 giorni dopo, doveva andare a Mosca, anche su questo Guzzanti ha un papiro da farle leggere.

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Patton scrive:

Luis,
decisamente Lei non ha il “vizio della memoria” (titolo di un libro di Gherardo Colombo, dove si parla, tra l’altro, delle due amnistie a favore del PCI).
La Lega ribaltò Berlusconi nel’94, al quale succedette Dini, ex Direttore del FMI e filoserbo. E alle elezioni del ‘96 il CDx, pur ottenendo la maggioranza dei voti (42,1%), fu sconfitto dal CSx di Prodi (34,7%) soprattutto a causa dei mancati accordi tra Lega e FI nel collegi del Nord.
Ma dopo Prodi, pure lui filoserbo, venne D’Alema…
Non dico certo che fu la CIA a fare i governi in Italia, ma quando un paese autodistrugge la propria classe politica, i sopravvissuti non possono non tener conto dei desiderata dei veri potenti.
Oggi la situazione della Sx è talmente penosa, che D’Alema sta pensando di resuscitare la vecchia DC di Pierfurby & C. con la flebo del proporzionale, come si legge qui
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_13/cossiga_nozze_52460b46-50a0-11dd-b816-00144f02aabc.shtml

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sigal harari scrive:

Morte frenetica,
Pronta
Per esser servita
Su grandi vassoi d’argento
A lunga gittata
Dai figli di Khumeini.
Morte taciuta
Nei palazzi di vetro,
Morte ignorata
Nelle cattedrali di carta
Del continente antico.
Solitudine impazzita
Di Israele,
Che prima o poi
Dovrà sporcarsi le mani.
E quando finalmente
La guerra,
Terza nell’ordine mondiale,
Ringhierà furiosa
Per le strade
E nei campi di grano
Il mondo potrà sempre
Darne la colpa a Israele.
Dorme la giustizia
Muoiono le colombe
Solo allegro veleno
Si riversa dalla bocca
Dei comandanti in capo di
Armate di mille cani
Islamici e iraniani.
Solitudine impazzita
Di Israele
Piccola terra mia sola
Nella sua piccola morte
Di ieri e di domani.

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Fabio La Torre scrive:

Signori… ci sono molti discorsi “alti” che poi ricadono al loro livello naturale in pochi nanosecondi.

Smettetela di parlare di destra e sinistra e di verità. Non sono argomenti compatibili.

Qualcuno potrà parlare di destra e sinistra ma, qualcun’altro dovrà prendersi la briga di dire la verità.

Inutile “spacciare” informative e informazioni provenienti da chi tutto è meno che attendibile cioè le classi più prezzolate d’Italia: giornalisti e politici. Conoscete forse qualcuno di più acquistabile ?

Mi fa ridere chi ha come riferimento l’articolo del piduista Cicchitto… qualcuno davvero crede che quell’uomo possa parlare in coscienza e dire ciò che pensa ? Saranno 40 anni che Cicchitto non esprime un pensiero proprio con parole proprie. O gli articoli di Facci, che grondano invidia e superbia e sono un crudo resoconto parziale di argomenti prefabbricati dal padrone editore schiavo a sua volta di un altro padrone coi piccioli.

E si riesce anche a difendere l’indifendibile, annebbiando e annaquando le parole con i termini destra e sinistra ma l’unica cosa che non viene mai detta è la verità.
Perchè non si può.
Ma io lo so.
E mi comporto di conseguenza… ma quando leggo un post come quello del Sig. Kaizen (18.09) in cui afferma che l’informazione è pilotata MA sopratutto quella in rete, capisco non c’è molto da fare per affrancarsi dalla censura reale giornaliera che subiamo tutti. E non è quella della rete dove fortunatamente chi sa muoversi le informazioni veritiere le trova ancora, bensì quella dei giornali e della tv dove tutto è mercificato, impacchettato e distribuito come un buon prodotto. Peccato siano fandonie.

Un ultima riga la voglio spendere per ricordare G.F. Funari. A me piaceva, nella forma e nella sostanza e credo abbia scavato un discreto solco nella triste televisione italiana.

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luca scrive:

Ecco quello che mi più paura in Italia, i detentori della verità, che tramite questa, sputano sentenze a dritta e a manca… perché lui sa… è questa affermazione che bisogna sempre e comunque combattere, da qualunque schieramento provenga.

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Patton scrive:

Insomma,, per dirla ancora in due parole:
quando sente parlare di verità, Lei tira fuori il revolver.

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Patton scrive:

« non viene mai detta [...] la verità.
Perchè non si può.
Ma io lo so.
E mi comporto di conseguenza…»
_________________________

Per dirla in due parole, Lei sta
a mezza strada fra la mistica e la mastica.

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Fabio La Torre scrive:

Vi prego di leggere… io non ho scritto che detengo la verità o che la mastico… ho semplicemente asserito di “sapere” che la suddetta verità non viene mai mai detta o scritta perchè chi dovrebbe scriverla o rappresentarla ha ENORMI cazzi propri da curare e MILLE validi motivi (padroni che pagano) per non farlo.

Se poi vi piace leggere tra le righe, pontificare e far dire alla gente ciò che vi pare beh… accomodatevi pure ma credo che il concetto sopra espresso sia davvero poco confutabile. Basta leggere i giornali e guardare la tv, esercizio che peraltro lascio volentierissimo a tutti voi.

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Luigi Morettini scrive:

Non è che ci sia molto da approfondire, caro Patton, relativamente alle due amnistie del 1989 e 1991 che hai ricordato. Soltanto qualche gruppo di post -comunisti, falsi ed ipocriti, afflitto da “amnesia collettiva” può far finta di ignorare le macroscopiche porcherie che sono state loro perdonate con quei due “provvedimenti ad PCI” a cui si è aggiunta, successivamente, la provvidenziale frenata brusca sulla soglia di Botteghe scure da parte del nuovo eroe del PCI, Antonio Di Pietro. Per gratificarlo, è stato ordinato agli utili idioti del Mugello di eleggerlo nel loro collegio senatoriale blindato. Ora lo debbono sopportare, sino alla morte.

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Lucia scrive:

Sono perfettamente d’accordo con Cattani Giovanni.
Ho trovato indecente e volgare l’intervento della Guzzanti e l’impressione è stata che papà Guzzanti non dicendo una parola di critica alle parole della figlia abbia dato il suo consenso a quel modo di espressione veramente irrispettoso e vergognoso. Sembra che si sia irritato solamente nel vedersi nominare da Mara Carfagna ma non per tutte le porcherie offensive dette da Sabina . Onorevole Guzzanti quella non è satira, non è politica, non è civiltà e sarebbe stato carino da parte sua farlo notare.
La saluto cordialmente.

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lele scrive:

Gentilissimo Guzzanti,
seguo ormai da un bel pò il suo blog ed è inutile confermarle che mi arricchisce giorno per giorno sempre più.
Vorrei però rivolgerle una domanda: non le sembra che la vera rivoluzione in Italia sia finalmente quella che permetta a tutte le nostre immature forze politiche, di mettere da parte queste stupide e sciocche polemiche, pensando così al bene comune della collettività? Mi guardo intorno…la vita quotidiana di un italiano medio rischia di sfondare la soglia della povertà..si va a lavorare con la macchina al costo di 80 euro in media al pieno di carburante ( e mi creda per chi non abita in città non c’è altra soluzione soprattutto al sud!!!)
Il popolo italiano è davvero stremato ! La drammatica situazione non emerge interamente perchè da sempre siamo un popolo combattivo, pronto a difendersi con i denti davanti alle avversità, ma ho l’impressione che stia cominciando a serpeggiare un sentimento comune di pericolosa rassegnazione!
Insomma…non ci interessa della vita privata del premier, non ci interessa che Grillo vada sul palco a sparlare senza però cercare di mettersi in gioco anche lui….a noi interessano in questo momento i temi “materiali”, tutto ciò che permetta agli italiani di ritornare ad avere una vita decente. Ecco perchè forse sarebbe bene che si parlasse di tutti quei pensionati che tirano a campare con 400 euro al mese, delle accise sulla benzina che chissà per quale ragione non possono essere almeno ridotte (ce lo spieghino a noi altri ignoranti almeno!!) ecc. ecc.
Posso sembrare patetico ma le assicuro che basta salire sul tram la mattina per poter vedere nello sguardo della gente la sofferenza, e capire l’abisso che c’è tra la vita popolare e la politica.
Spero che Lei in quel parlamento, dove la Turco continua a votare con due mani, si faccia portavoce di questi problemi…
Con tantissima stima..

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Corvo Rosso scrive:

E’ domenica 13 luglio, 12 e 20 circa
E allora, queste “intercettazioni con fellatio” sono uscite fuori? No? Manco una?
Bene, è il tuo momento, dimostra di essere un signore oltre che un padre.
Domani invia un bel mazzo di fiori alla Carfagna ed un biglietto di scuse.
Tanto le devi, un buon padre deve anche riconoscere gli errori, suoi e dei propri figli.
Coraggio, tira fuori il galantuomo che c’è in te, non puoi mancare. Ti sentirai meglio, credimi.

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roberto vmtam scrive:

noto un conflitto di interessi tra lei e sua figlia la grande sabina che non ha fatto come lei vendendosi al mafioso di arcore un saluto e forza sabina! hai detto solo la verita ma in questo paese da un pò di tempo fà male dirla sai in un regime……………………………………..

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Giorgs scrive:

Luis: la notizia che Falcone stesse indagando sui finanziamenti ai partiti comunisti provenienti dall’ URSS era già comparsa sui giornali (e non solo italiani) appena qualche giorno dopo l’ attentato di Capaci. Addirittura presentata come una possibile pista di indagine per la strage.

dal corriere della sera del 27 maggio 1992
http://archiviostorico.corriere.it/1992/maggio/27/stava_indagando_sui_fondi_del_co_0_92052711619.shtml

dal corriere della sera del 13 giugno 1992
http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/13/URSS_una_pista_pericolo_boss_co_0_92061316854.shtml

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Edoardo M.Rizzoli scrive:

“Molti giovani – afferma il papa – oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte…..Vedono la povertà e l’ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l’esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all’ambiente naturale dall’avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri”.
Molti giovani attendono da Voi, onorevole, che siete chiamati a ben guidare questa nostra nazione, di essere ascoltati, di essere messi alla prova, di essere financo aiutati.
Abbiamo idee. Eccoci, ci siamo, vivi, rispondete che noi siamo vivi.
Siamo in provincia, vivi!

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enrix scrive:

Sempre per Luis, riporto una citazione trascritta su Cieli Limpidi da Sextus Empiricus:

*****

Da Valerio Riva, “Oro da Mosca. I finanziamenti sovietici al PCI dalla Rivoluzione d’ottobre al crollo dell’URSS. Con 240 documenti inediti degli archivi moscoviti”, in collaborazione con Francesco Bigazzi, Mondadori, ottobre 1999, 882 pp.

p. 312
“XV UNA GLADIO ROSSA
Scandalo a Mosca

Dieci mesi dopo lo scioglimento del PCUS, Michail Poltoranin, ministro dell’Informazione di Eltsin, indiceva a Mosca una conferenza stampa e annunciava che nel corso della stessa avrebbe reso pubblici molti documenti inediti. Era il 5 giugno 1992 […].

pp. 315-316
“La notizia mi colpì terribilmente…”

Negli stessi giorni della conferenza di Poltoranin, si trovava a Mosca anche una delegazione di magistrati italiani. La guidava il procuratore capo di Roma, Ugo Giudiceandrea. Lo accompagnavano tre sostituti procuratori, Franco Ionta, Nitto Palma e Luigi De Ficchy. Prima di partire per Mosca i tre avevano avuto un lungo colloquio con Giovanni Falcone. Dal colloquio, Ionta e de Ficchy erano venuti a sapere che Falcone e il loro capo avevano già avuto contatt, mesi prima con, con Stepankov.
Lasciamo che lo racconti lo stesso Stepankov:

Nel gennaio 1992, durante la mia prima visita a Roma, ebbi un incontro con il giudice Falcone. Era presente il procuratore capo di Roma, Ugo Giudiceandrea. Da quanto capii, il dottor Falcone aveva avuto mandato dal Presidente della Repubblica Cossiga di svolgere un’inchiesta giudiziaria anche per quanto riguardava le attività finanziarie del Partito comunista italiano. Si trattava di chiarire se il denaro del PCUS ricevuto dai comunisti italiani non fosse stato usato successivamente per dei fini terroristici a sfondo politico o per contatti mafiosi. Da parte mia riferii al dottor Falcone circa i documenti a nostra disposizione. Documenti sui legami dei comunisti italiani con l’Unione Sovietica e sul tipo di rapporti che avevano avuto. Precisai che quei contatti e rapporti si svolgevano tramite il KGB. Il dottor Falcone dimostrò un grande interesse per la faccenda. Rimanemmo d’accordo che a una certa fase del nostro lavoro, noi gli avremmo scritto e lo avremmo invitato a Mosca per consegnarli la documentazione e, se la cosa interessava, per farlo parlare con le persone che in qualche modo avevano avuto a che fare con il trasferimento del denaro. Ai primi di maggio inviai a Roma una lettera in cui invitavi Falcone e Giudiceandrea a venire a Mosca. Mentre aspettavo la risposta, un sabato sera seppi dal telegiornale che Falcone e sua moglie erano morti a Palermo per un attentato dinamitardo. La notizia mi colpì terribilmente…”.

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maria v scrive:

domenica 13 luglio 2008, 07:00
Soffiantini, dossier e veleni Nel processo i dollari ai Ds
di Gian Marco Chiocci

Sei anni di indagine, e poi altri sei di un processo che nessuno sembra aver fretta di chiudere da quando è venuta alla luce una strana storia di milioni di dollari all’ex Pci-Pds-Ds.
Nel dibattimento in corso a piazzale Clodio sui presunti dossieraggi illeciti effettuati da Francesco Pazienza per ricattare Luciano Violante (il tutto a margine delle indagini sulla morte del poliziotto Samuele Donatoni ucciso da «fuoco amico» nel tentativo di liberare l’imprenditore Giuseppe Soffiantini) a sorpresa spuntano i verbali di interrogatorio di Massimo D’Alema, dell’ex responsabile giustizia dei Ds Pietro Folena, dell’allora presidente della Camera, e di altri funzionari di partito. I quali non parlano solo sull’associazione capitanata dal faccendiere ligure e da agenti infedeli, ma rispondono a domande su flussi di denaro e progetti internazionali oggetto d’investigazioni da parte della polizia.
Il processo si è andato via via sgonfiando per le accuse inconsistenti (stigmatizzate in un dossier al Csm) e perché sei degli otto imputati hanno approfittato della prescrizione.
I restanti due, entrambi agenti di polizia, hanno invece deciso di andare avanti per amor di verità da un processo che ha visto finire nei guai anche il teste dell’accusa, il dirigente Raffaele Clemente, indagato per falsa testimonianza, poi archiviato, la cui posizione è tutt’ora pendente in Cassazione.
I vertici dell’ex Quercia entrano in questa spy story grazie al personaggio-chiave della vicenda, il toscano Giulio Rocconi, considerato l’«uomo di collegamento» tra l’allora detenuto Pazienza e i sodali del gruppo.
Dalle intercettazioni depositate sembra emergere, però, un’attività finalizzata a un presunto scambio di favori tra il «faccendiere» ligure e l’ex premier D’Alema. Con quest’ultimo che, stando alle conversazioni e alle lettere dei personaggi indagati, avrebbe incaricato Folena di «agganciare» indirettamente il faccendiere (interessato a una revisione del processo della strage di Bologna) chiedendo «informazioni» su Prodi, Cossiga e Violante.
Vero o falso?
D’Alema casca dalle nuvole. Giura di non saperne niente, idem Folena.
Ma siccome le opere e le parole di Rocconi sono state ritenute affidabili per giustificare sei arresti, i magistrati prendono a verbale sia l’uno che l’altro.
Ma c’è un’altra vicenda sui Ds che i pm Maria Monteleone e Giovanni Salvi vogliono chiarire nell’interrogatorio: «(…)Quindi lei – spiega la pm rivolgendosi a D’Alema – avrebbe ricevuto informazioni poi utilizzate. E comunque vi era stata anche una richiesta da parte del suo partito di corresponsione di cinque milioni di dollari di un’operazione finanziaria che loro effettivamente stavano compiendo, stavano tentando di compiere, in una banca a Montecarlo (…). Gli avrebbe poi detto che di questa operazione finanziaria pari a circa 35 milioni di dollari, 5 milioni comunque sarebbero stati destinati al partito del quale lei fa parte. Questo è il quadro che emerge dai dati… lei non ha mai sentito?».
D’Alema è categorico: «No, soprattutto non ho mai ricevuto questi 5 milioni di dollari».
I pm affontano poi un altro capitolo oscuro, legato ad un personaggio che D’Alema, a verbale, definisce «un criminale»: Lyndon Larouche.
Figura controversa, più volte candidata alle presidenziali Usa, Larouche è un Democratico, tacciato di antisemitismo, che propone al mondo la sua ricetta per «rifondare il sistema finanziario mondiale».
Uno degli emissari di Larouche nel 1998 – tramite il solito Rocconi – propone all’editore romano Paolo De Bernardinis di tentare di coinvolgere i Ds nell’organizzazione di un meeting sulle teorie «larouchiane» che strizzava l’occhio alla Cina.
Pascali affida a De Bernardinis un documento intitolato «La via della seta» col compito di trovare un contatto dentro Botteghe Oscure.
L’editore interessa un suo amico, segretario di sezione Ds, vicino al funzionario Ds, Nicola De Querquis, collaboratore prima di Folena e poi di D’Alema. È con lui che De Bernardinis va a parlare a Botteghe Oscure, sottoponendo il progetto e chiedendo un incontro con Folena in previsione della missione che D’Alema avrebbe di lì a poco fatto negli Usa.
De Querquis, interrogato, conferma. Dice che la cosa non gli sembrò convincente ma che di certo l’aveva riferita a Folena. E che di un secondo progetto parlò con uno dei consiglieri di D’Alema «che era la persona che teneva i rapporti con il mondo delle imprese»: Massimo Micucci. Il faccia a faccia avviene a Palazzo Chigi. Dice De Querquis: «Li vidi proprio, se non ricordo male, vennero una volta… io ero lì perché nel frattempo passai nella segreteria di Massimo D’Alema».
L’ex premier, interrogato sul punto, dice di non sapere bene chi sia De Querquis nonostante questi sostenga di aver lavorato nella sua segreteria a Palazzo Chigi.
«Non è un funzionario. Deve essere, credo, un addetto alla vigilanza». Uno così, uno dei tanti a Botteghe Oscure.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275811#commenta

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trastasi scrive:

Eri socialista, poi cossighiano, poi filodipietrista, poi aderente al Patto Segni e infine berlusconiano.
La commissione che hai presieduto non ha portato a nulla e ci è costata molto.
Scaramella non ha trovato nulla, le intercettazioni sono state acquisite in modo illegale ed infine considerare Romano Prodi un agente o fiancheggiatore del KGB è come dire che madre Teresa di Calcutta era un’inviata di Lucifero.
Mi chiedo solo come ha fatto un’inutile nullità, quale del resto sei, a dar vita a tre figli così intelligenti e con un grande senso critico (quello che a te in realtà manca)!
Anche se hai difeso Sabina, rimani comunque un SERVO del nano pelato.
Avessi avuto le palle, avessi avuto la forza di esprimere le tue idee, non saresti stato qui a compiacerti di aver raggiunto le prime posizioni in google analytics.
Sai perchè tanta gente è venuta qui?
Perchè il sito di Sabina era fuori uso e te ne accorgerai nei prossimi mesi, quando vedrai scomparire tutti quelli che oggi sono qui.
Ciao nullità!

TI CI RODE TANTO IL CULO, EH?

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Fulvia scrive:

Non ti curar di lor ma guarda e passa
Si prendono briciole di fama frequentando il tuo blog, unico posto dove certe zecche vengono ammesse, e con le loro parole dimostrano che stanno schiattando letteralmente di invidia.
Fulvia

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Buson scrive:

Trastasi: autore di diversi blog clone su internet, frequentatore di community primomaggio, marcotravaglio, partitodemocratico, caparezza, su wikipedia contestato per inserimento di voci riguardo contenuti promozionali (un lemma per la sua community) e per informazioni prive di fonti.
Manda avanti un forum giovanile di Avella con incarico relativo a politiche culturali e ambientali: misteriosamente però i suoi contenuti pubblici sono quasi tutti sproloqui a carattere politico/partitico. L’unica cosa che possa ricordare da lontano la cultura è una collezione di citazioni di Pasolini copincollate da chissà dove…

Sul problema campano dei rifiuti il 14 aprile 2008 scriveva:

sulle reti Mediaset essi sono costantemente al centro dell’attenzione e al problema vengono dedicati parecchi minuti di servizi. Più che informazione mi sembra tanto una scelta di marketing: infatti il problema in gran parte è stato risolto… [...] Se certa politica si occupasse davvero di risolvere i problemi dei cittadini non farebbe del male ad una regione già martoriata da problemi di turismo, di sanità, di immagine e cercherebbe di mostrare la parte buona della Campania, piuttosto che mostrare immagini datate

Come dire, pur di non guardare la realtà c’è gente che affogherebbe nei liquami.
Dichiara nel suo blog di amare “Mastella indagato” (peccato che non lo è più, gli hanno tolto il trastullo). Diffonde altresì sul web una propria lettera a Bassolino tutta salamelecchi in cui chiede le sue dimissioni per il bene del PD e si dice convinto che questi riuscirà a discolparsi da tutte le ombre che gli sono state gettate addosso. Concludendo pure con un bel “saluti democratici”.

Questi sono i campioni che escono fuori dalle università italiane, probabilmente lo vedremo in futuro con qualche bell’incarico dirigenziale.

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trastasi scrive:

I contenuti promozionali sono stati rimessi perchè considerati dai tanti moderatori di wikipedia importanti.
Le informazioni non sono prive di fonti perchè era un solo moderatore ad avere dei dubbi, ma quando ha trovato dei dati certi, ne ha dovuto prendere atto.
Leggi bene gli articoli che ho pubblicato e capirai cosa significa ambiente: leggi gli articoli relativi alla tecnologia LED, ai pannelli fotovoltaici, ai comuni ricicloni, a Legambiente e all’iniziativa “Puliamo il mondo”.
Per quanto riguarda la cultura esistono due definizioni della stessa: la cultura umanistica e la cultura antropologica. Se ti riferisci alla cultura umanistica non spetta a te giudicare, per quanto riguarda quella antropologica bisogna individuare il contesto e non credo tu sia in grado di farlo.
La collezione di citazioni di Pier Paolo Pasolini sono prese dai tanti siti internet, però se vuoi la collezione dei suoi film basta chiedere.
Probabilmente non vivi in Campania, altrimenti ti saresti accorto che la questione rifiuti mai come in quel periodo era di secondaria importanza, ma il tuo presidente del Consiglio ha ritenuto giusto, pur di arrivare alla presidenza, di infangare la mia regione!
Nel mio blog ho detto di amare Mastella indagato, ma questo non significa che lo debba essere per forza (se tu dici di amare un gelato, non significa che vivi in una gelateria!).
Per quanto riguarda la lettera a Bassolino ho ritenuto un dovere farlo perchè il PD è un partito nuovo e sono persone come lui a portare avanti un’idea vecchia della politica. IO POSSO DIRE DI ESSERE UN LIBERO PENSATORE! E TU?
Io ho chiesto le dimissioni di Bassolino quando tutti avevano paura, ho detto che sarebbe stato un errore candidare De Mita quando stava ancora nel PD, non ho paura di portare avanti le mie battaglie. E TU?
I saluti democratici ci stanno perchè sono un aderente al Partito Democratico e quindi questo è il mio modo di salutare.
I tuoi incarichi dirigenziali puoi tenerteli. Io lotto ogni giorno per riuscire nelle cose che faccio. Mi sono diplomato con il massimo dei voti, ho preso la laurea triennale col massimo dei voti e in tre anni soltanto (Ingegneria Aerospaziale, un cdl che tu non saresti neanche in grado di pronunciare senza il logopedista). Io lotto contro quello che il tuo governo vuole fare a me e a tanti altri ragazzi: la precarietà a vita, con la più iniqua tra le leggi possibili, che hanno avuto la forza di chiamare legge Biagi!

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Patton scrive:

x Trastasi
“considerare Romano Prodi un agente o fiancheggiatore del KGB è come dire che madre Teresa di Calcutta era un’inviata di Lucifero”

No, è come dire che l’Italia è piena di coglioni (come Lei è), e l’Europa piena di marpioni (come Lei crede di essere).

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tequilero scrive:

Patton, suvvia,
non sia così cattivo.
Proprio Lei che si accalda perchè c’è chi non crede alla tesi di qualcuno Agente o fiancheggiatore del KGB.
E’ un errore che capita.
Cordialità.

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trastasi scrive:

Vatti a leggere il dossier mitrokhin e poi capirai.
Non c’è nulla di rilevante, nulla.
Persino gli italiani lo hanno capito che non c’era nulla.
Poi leggiti le conversazioni tra Guzzanti e Scaramella e capirai cosa significa cercare a tutti i costi di infangare Prodi.
Più o meno quello che ha fatto Bertolaso con Pecoraro Scanio.
Ma ce lo vedi un democristiano cattolico fino al midollo (non come Andreotti ma alla De Gasperi per intenderci) fare il fiancheggiatore dei servizi segreti?GUZZ – Sono in viaggio e ho lasciato briglia sciolga a tutto l’imbecillario d’ordinanza. Se qualcuno si vuole divertire con questo soggetto da esercitazione, può carlo prima del mio rientro, può carlo, ma senza infierire. Sono piccoli ciccioli analfabeti, magari pittbul, ma pur sempre analfabeti.
Ah, ti consiglio anche di leggere “Se li conosci, li eviti” di travaglio per capire chi è l’autore di questo blog.

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Mario Nanni scrive:

Il giornalista domanda al ministro Alfano:”sarà proprio Violante il prossimo giudice costituzionale? risponde Alfano: “Non spetta a me promuoverne la nomina, certo ha recentemente espresso posizioni non distanti dalle nostre”. Personalmente -dico io- ritengo il Pdl sano di mente, per cui neppure in astratto penso voglia prendere in considerazione la sciaugurata ipotesi di sostenere Violante all’Alta Corte. Non ci voglio neppure pensare.
Maralai

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Patton scrive:

Noto, verosimilmente fra i profughi del sito di Sabina G. (ormai riaperto), una decisa tendenza allo scetticismo; come se, dopo tutte le favole che si son sentiti raccontare dal’infanzia in qua, l’unica verità ancora credibile sia quella che si può sbirciare dal buco della serratura, nella camera dei “grandi” e dei “potenti”.
Come quand’erano bambini, appunto.

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Massimo scrive:

Senatore Guzzanti

Destra e sinistra si sono accordati “all’italiana” sulla questione Giustizia.
Votai il centro sinistra, poi il centro destra. Entrambe mi hanno sempre deluso. Che devo fare? Sono un elettore in cerca di una forza politica che mi parli di lotta alla corruzione.
Ora votero’ Di Pietro, perchè è l’unico che ne parla. Gli altri non ne accennano nemmeno. Le lamentele dei politici non mi inteneriscono, perchè voglio una Giustizia che sia vicina allo standard europeo, e non me ne fotte nulla se qualche politico se ne torna a casa.
Lei, come Padellaro, non mi convincerà mai che i politici di oggi, vogliono realmente combattere la corruzione e la mafia.
Cuffaro potrebbe benissimo stare nel centro destra o nel centro sinistra. Ai politici interessa solo vincere le elezioni per sistemare il loro potere.
Ho vissuto 25 anni in Germania. Ora mi sono trasferito da qualche settimana in Italia e mi pare già di essere in un paese del terzo mondo.
Ho qualche soldo da parte e me la cavo bene, ma penso a chi deve stringere la cinghia.
L’ Italia andrebbe demolita e rifatta. Ma non è possibile con questi politici, coi quali l’unica meta è l’inferno.
Pensate, quando scrivete sui giornali.

ps:
se anche solo 1/4 delle cose che dice Travaglio sono vere, siamo nella c@acca fino al mento.

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Mario Nanni scrive:

su Violante all’Alta corte appoggiato dal Pdl desidererei sentire altri commenti. se possibile.
grazie.
buona giornata
M

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sigal harari scrive:

Trastasi

Farinelli in cambio della castrazione ha ricevuto in dono una bellissima voce. Tu, invece, che vantaggio ne hai tratto, cara sposa? Eunuco e basta?

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sigal harari scrive:

Lungo ma interessantissimo

I media e l’intramontabile versione palestinese
Da un articolo di Caroline Glick
L’attentato del 2 luglio è stato unico nel suo genere. Per via del fatto che Husam Taysir Dwayat ha ucciso le sue vittime con un bulldozer praticamente davanti ai Jerusalem Capitol Studios dove hanno i loro uffici molti network televisivi stranieri, il suo è stato uno degli due soli attentati in Israele che siano stati filmati “in diretta” dalle telecamere. L’altro attentato filmato mentre avveniva fu il linciaggio dei due riservisti israeliani Yosef Avrahami e Vadim Novesche in una stazione di polizia palestinese a Ramallah il 12 ottobre 2000. Quell’aggressione, che vide una folla deliziarsi nel fare scempio dei corpi e del sangue delle due vittime, venne filmata da una reporter italiana dell’emittente privata Mediaset. L’aggressione del 2 luglio scorso è stata filmata dalla BBC, il cui corrispondente Tim Franks ha assistito alla strage sin dall’inizio dalle finestre del suo ufficio.
Il fatto d’essere stati filmati non è l’unico elemento che accomuna i due attentati. Il linciaggio di Ramallah e il bulldozer di Gerusalemme sono anche gli unici due attacchi che hanno portato ad umilianti profferte di scuse da parte di giganti dei media che, in altre circostanze, fanno mostra di ben altra arroganza. All’indomani del linciaggio, Riccardo Cristiano, allora corrispondente da Israele del network di proprietà pubblica RAI, scrisse una lettera di umilissime scuse all’Autorità Palestinese nella quale si prodigava in ogni modo per spiegare che non era stato il suo network, bensì quello concorrente, a diffondere il filmato. Nella lettera, che venne pubblicata dal quotidiano dell’Autorità Palestinese Al Hayat al Jadida, Cristiano spingeva il suo servilismo sino ad affermare: noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Potete star certi che questo non è il nostro modo d’agire: noi non facciamo e non faremo cose del genere”.
Lo scorso 4 luglio la BBC ha pubblicato le sue scuse per aver mandato in onda il filmato della strage di due giorni prima. Le immagini mostravano un soldato israeliano, in licenza e disarmato, che si arrampicava fino alla cabina del bulldozer guidato da Dwayat, subito dopo che questi aveva ucciso Batsheva Ungerman schiacciando la sua auto. Si vedeva il soldato che, afferrata la pistola di un agente di sicurezza che non era riuscito a bloccare Dwayat, sparava tre colpi alla testa del terrorista. Nel filmato non si vedeva la morte di Dwayat né delle sue vittime. Quello che si vedeva era il terrore dei feriti, la determinazione dell’omicida e l’eroismo del soldato. Ciò nondimeno il network ha dichiarato: “Non fa parte della normale politica della BBC mostrare sullo schermo il momento della morte. Vi sono sempre decisioni estremamente difficili da prendere. Tuttavia, ripensandoci, abbiamo avuto la sensazione che le immagini trasmesse nelle News at Ten del 2 luglio non riflettessero il corretto equilibrio editoriale tra esigenze di accuratezza informativa e potenziale impatto sul pubblico del programma”. A prima vista, non è ben chiaro di cosa stia parlando la BBC. Il suo filmato era un successo giornalistico. Grazie ad esso, decine di milioni di persone in tutto il mondo hanno potuto vedere coi propri occhi com’è un attacco terroristico contro civili innocenti, e da un angolo di visuale sufficientemente asettico. Di che doveva scusarsi la BBC?
In questo caso, come nel caso del linciaggio di otto anni fa, il vero motivo per cui la BBC si è scusata non è perché le immagini del filmato fossero troppo raccapriccianti, bensì perché si discostavano troppo dalla versione comunemente accettata della guerra dei palestinesi contro Israele. Per mantenere questa versione, “il corretto equilibrio editoriale tra esigenze di accuratezza informativa e potenziale impatto sul pubblico del programma” è quello che rafforza la convinzione che delle due l’una: o Israele è moralmente indistinguibile dai palestinesi, oppure è moralmente peggiore dei palestinesi.
La classica metafora del primo caso è quella della cosiddetta “spirale di violenza”. La BBC stessa esplicitò questo approccio all’indomani del linciaggio di Ramallah. In un programma intitolato “Quando è morta la pace”, trasmesso nel novembre 2000, la BBC spiegò: “Due immagini racchiudono l’odio che ha distrutto il processo di pace in Medio Oriente: il ragazzino di Gaza Mohammed al-Dura che muore sotto i colpi dei soldati israeliani mentre suo padre gli fa da scudo, e il brutale linciaggio e assassinio dei due riservisti israeliani da parte di una folla di palestinesi”.
La classica metafora del secondo caso è quella dell’Olocausto, resa forse più esplicita che mai, a suo tempo, da Catherine Nay, ben nota anchor-woman del network Europa1. Verso la fine del 2000, la Nay dichiarò che “la morte di Muhammad [al-Dura] annulla e cancella quella del bambino ebreo con le mani alzate davanti alle SS nel ghetto di Varsavia”.
La vicenda di Muhammad al-Dura gioca un ruolo centrale in entrambe le versioni. Il 30 settembre 2000 il capo dell’ufficio israeliano della la tv pubblica France 2 Charles Enderlin mandò in onda un filmato di 57 secondi, pesantemente rimontato, che a suo dire mostrava l’allora dodicenne al-Dura mentre veniva ucciso da Forze di Difesa israeliane all’incrocio di Netzarim nella striscia di Gaza. France 2 diffuse gratuitamente il filmato nel circuito mondiale e l’immagine di al Dura divenne l’emblema della guerra dei palestinesi contro Israele. Indirettamente essa ha contribuito a scatenare vaste violenze anti-israeliane un po’ in tutto il mondo.
I primi interrogativi sull’attendibilità del resoconto di France 2 sorsero immediatamente. Un’inchiesta delle Forze di Difesa israeliane avviata dal comandante del settore sud Yom Tov Samia dimostrò attraverso prove balistiche che era fisicamente impossibile che i soldati israeliani avessero colpito, men che meno ucciso, al-Dura. Negli anni successivi, un pugno di giornalisti e ricercatori produsse un quantità di prove a dimostrazione dell’infondatezza del servizio di Enderlin. Uno di questi ricercatori, un analista dei mass-media di nome Philippe Karsenty, asseriva sul suo sito internet Media Ratings che il filmato è un falso, e sfidava Enderlin e France 2 a querelarlo per diffamazione chiedendo nel contempo che pubblicassero i 27 minuti di girato sull’incidente del 30 settembre 200 all’incrocio di Netzarim di cui dicevano d’essere in possesso. Pur rifiutandosi di mettere a disposizione il filmato completo, Enderlin e France 2 querelarono Karsenty per diffamazione. Alla fine del 2006, dopo aver ricevuto una lettera di raccomandazione per Enderlin dall’allora presidente francese Jacques Chirac, e nonostante la quantità di prove presentate da Karsenty al processo a sostegno della propria tesi, la corte condannò il ricercatore. Karsenty fece appello. La corte d’appello ordinò a Enderlin e a France 2 di mostrare il girato non montato. Nonostante il rifiuto di mostrare il materiale nella sua interezza, anche solo dai 19 minuti finalmente messi a disposizione da Enderlin apparvero chiare tre cose. Primo, le Forze di Difesa israeliane non potevano aver ucciso al-Dura. Secondo, il filmato mostrava dei palestinesi che mettevano in scena combattimenti immaginari con i soldati israeliani. Terzo, dal filmato non emergeva nessuna conferma che al-Dura fosse stato effettivamente colpito e che fosse morto quel giorno all’incrocio di Netzarim. La corte ribaltò la sentenza di condanna di Karsenty.
A questo punto si poteva pensare che i mass-media francesi, israeliani e internazionali che per sette anni avevano sostenuto Enderlin contro un piccolo gruppo di investigatori indipendenti, avrebbero finalmente abbandonato quella posizione. E che, dopo aver difeso per sette anni un caso indifendibile di cattivo giornalistico, lo stesso Enderlin riconoscesse finalmente il suo errore. Invece è accaduto il contrario. In Israele, commentatori come Gideon Levy e Tom Segev di Ha’aretz, Arad Nir di Channel 2 e Larry Derfner del Jerusalem Post hanno accusato Karsenty e i suoi colleghi d’aver condotto una caccia alle streghe ai danni di Enderlain pur di promuovere le loro idee politiche. In Francia, i mass-media inizialmente hanno ignorato la vicenda. Poi, a meno di una settimana dalla sentenza, il Gotha del vasto ambiente anti-israeliano nei media francesi ha pubblicato una petizione sul Nouvel Observateur che condanna il ben documentato dossier di Karsenty contro la versione comunemente accettata della vicenda al-Dura definendola una “settennale campagna diffamatoria gonfia di odio”. In tutto hanno firmato la petizione circa trecento giornalisti e centinaia di altri notabili. Da parte loro, France 2 ed Enderlin hanno annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza d’appello davanti alla Corte Suprema di Francia.
Nel suo resoconto del caso e delle conseguenze sul Weekly Standard, la giornalista francese Anne-Elisabeth Moutet attribuisce la reazione dei mass-media francesi a quella che ella considera una tradizione tipicamente francese di non ammettere mai i propri errori. C’è senza dubbio qualcosa di vero in questo. Ma questa arroganza non è certo un tratto esclusivo dei media e delle élite francesi. E data l’arroganza quasi universale dei mass-media, come si possono spiegare le velocissime scuse della BBC per la messa in onda del suo filmato sull’attentato del bulldozer a Gerusalemme? E come spiegare l’ossequiosa lettera di Cristiano all’Autorità Palestinese nel 2000? (Nulla del genere, naturalmente, s’era visto dopo la messa in onda, innumerevoli volte, del filmato sul piccolo al-Dura.)
La risposta naturalmente è che l’arroganza di per sé non basta a spiegare la difesa di Enderlin da parte dei mass-media. Se Enderlin fosse stato colto a mandare in onda un servizio che calunniava i palestinesi, i mass-media e France 2 lo avrebbero mollato immediatamente. Ma qui c’è in gioco qualcosa di più della reputazione di un uomo. Non è Enderlin che ha inventato la versione dell’eterna innocenza dei palestinesi, né quella dell’equivalenza morale. Trasmettendo il servizio chiaramente infondato su al-Dura, Enderlin promuoveva una causa abbracciata da tutti i suoi colleghi anti-israeliani in Francia, in Israele e nel resto del mondo. Se cade lui, tutta la loro intramontabile versione delle cose rischia di cadere con lui.
Nel corso degli ultimi otto anni di jihad contro Israele, fra gli innumerevoli esempi possibili, tre sono i casi di aperta collusione dei mass-media coi nemici di Israele, che spiccano fra gli altri per il tragico impatto che ebbero sul corso degli eventi. Per primo vi fu l’affare al-Dura. Poi venne il mito del “massacro di Jenin” nell’aprile 2002; a sua volta seguito dalla messa in scena della “strage di Kafr Kana” in Libano nel luglio 2006.
La storia di al-Dura contribuì a consolidare la versione vittimista palestinese solo pochi mesi dopo che avevano rifiutato l’indipendenza e la pace al summit di Camp David (luglio 2000).
Quando il cosiddetto “massacro di Jenin” comparve sui media nell’aprile 2002, le Forze di Difesa israeliane erano impegnate nel pieno dell’Operazione Scudo Difensivo. Appena prima che i palestinesi facessero circolare l’accusa di un massacro israeliano, le forze israeliane avevano scoperto prove documentali che la guerra palestinese contro Israele era condotta dalla stessa Autorità Palestinese e da Yasser Arafat. Fabbricando la storia del massacro, l’Autorità Palestinese si salvò dalla totale delegittimazione come interlocutore a Washington e in occidente. E lo stesso movimento pacifista israeliano venne risvegliato dal coma in cui era precipitato dopo il fallimento di Camp David.
Come ha documentato la Commissione Winograd nel suo rapporto finale sulla seconda guerra in Libano, i servizi giornalistici sul falso massacro di civili libanesi per opera di un bombardiere israeliano a Kafr Kana nel Libano meridionale spinsero il segretario di stato americano Condoleezza Rice a porre fine al sostegno di Washington per una vittoria militare israeliana sui surrogati libanesi dell’Iran, e a far pressione su Gerusalemme affinché accettasse un cessate il fuoco che lasciava integro Hezbollah.
Sebbene le analisi dei servizi giornalistici da Jenin e da Kafr Kana come quelle su al-Dura abbiano chiaramente dimostrato che in nessuno di quei casi le Forze di Difesa israeliane avevano commesso le atrocità di cui furono accusate, i filmati distorti mandati in onda dai media hanno reso impossibile la difesa di Israele di fronte al tribunale dell’opinione pubblica. Come nell’affare al-Dura, l’aperta collusione dei mass-media con i palestinesi a Jenin e con gli Hezbollah a Kafr Kana ha contribuito a perpetuare le false versioni sull’aggressività israeliana che stavano finalmente per essere abbandonate.
Dunque non è la mera arroganza ciò che impedisce a Enderlin e ai suoi colleghi di venirne fuori puliti, così come non fu l’umiltà ciò che spinse la BBC e Cristiano a porgere le loro pronte scuse. Purtroppo quello che emerge da tutto questo è che i mass-media ci daranno sempre e solo le informazioni che vogliono darci. E il rapporto fra quelle informazioni e la verità è, nel migliore dai casi, piuttosto arbitrario.

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eraz scrive:

Del Turco, eletto dal popolo, come più alta carica regionale, viene persino arrestato. Non c’è più religione. Ma ora ci penserà Berlusconi e le cariche immuni passeranno da quattro a una cinquantina, una bella proposta di legge, che i deputati e senatori voteranno ad occhi chiusi. Ma lasciamoli governare in pace, il voto del popolo viene prima ed è al di là della legge. Italia paese do’ mare!!

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maccarti scrive:

TRASTASI, nel post del 13 luglio, ore 20.24, definisce Paolo Guzzanti «un’inutile nullità…»

Domanda:
Esiste anche la nullità “utile”?
Se sí, potrebbe indicarmela?

Di seguito chiama Berlusconi “nano pelato”.

Traggo spunto per riflettere.

Noi siamo responsabili di molte cose; e soprattutto, ma non solo, delle nostre azioni.
E dunque, ne rispondiamo.
Di una cosa, però, non siamo responsabili:
di come siamo fatti.
E non ne rispondiamo nè civilmente nè penalmente nè dal punto di vista morale; tantomeno, per questo motivo, qualcuno potrebbe portarci davanti al magistrato del Tribunale Amministrativo Regionale. E chiederci ragione.

Possiamo avere la testa bernoccoluta;
essere scarniti o lardellati in eccesso;
esibire un naso spugnoso, o un occhio che “frigge il pesce e guarda alla gatta”;
aver le gambe a roncola, le orecchie a campana, le labbra “a grondaia”;
scartellati;
muoverci con un’andatura barellante;
parlar con la lisca, ecc. ecc.
Ebbene, dei suddetti difetti non dobbiamo dar conto “a chicche e sia” (avrebbe detto Totò).

Eppure – e qui sta la grettezza – alcuni giornalisti italiani, e molti italiani che da costoro imparano, amano rimarcare le imperfezioni fisiche di chi prendono di mira.
Modo gretto, ripeto, provinciale e puerile (i bambini si divertono spesso a prendere in giro il compagno di turno per via di un difettuccio fisico che questi presenta).

Berlusconi è “nano pelato” (”psiconano”, per Grillo. Per inciso, chi mi spiega che cosa significa “psico” attaccato a “nano”: forse “nano dal punto di vista mentale”? Mah!).

Prodi è (era) “testa quadra/quedra”.
Sarà.
La sua testa m’è sempre parsa tonda.
Ammettiamo, però, che sia quadra. Mica se l’è scelta lui! E allora, quale sarebbe la colpa? Di aver avuto un genitore, o un avo, con la testa quadriforme; e di averne accettato l’eredità senza beneficio d’inventario?).

Queste persone, aduse a notare il difetto, sono le stesse che, poi, ipocritamente, saltan su come morse dalla tarantola, putacaso uno definisca l’handicappato per quello che è: “sciancato”, per esempio. O “scemo”.

Mi auguro che costoro, i quali sono bravissimi a rinvenire mende fisiche negli altri, ne siano essi stessi esenti.
Grillo non è un pigmeo, a occhio e croce; ma proprio un Apollo non mi appare. O sbaglio?
Il nostro amico Trastasi disprezza Berlusconi perché nano e pelato.
Devo concludere che lui è alto; e chiomato quanto e piú di Sigfrido.
Un bronzo di Riace, insomma.
O meglio sarebbe dire “un ariano”?

Buona giornata a tutti

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trastasi scrive:

Certo che esistono le nullità utili!
Lei utilizza un’accezione di nullità molto chiusa, quella consumistica.
Se lei avesse conosciuto l’esistenzialismo o il nichilismo avrebbe scoperto che il nulla non è soltanto la mancanza di tutto, ma la mancanza di qualcosa.
Solo in economia abbondanza = utilità.
In quasi tutte le altre scienze abbondanza = inutilità.

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Fulvia scrive:

Dal blog “Giustizia Giusta”
I saltimbanco di Piazza Navona
Scritto da Giovanni Alvaro
sabato 12 luglio 2008
Vergogna, vergogna, vergogna. Quanto avvenuto a Piazza Navona è una vergogna. per i protagonisti, per chi li ha allevati, per chi li ha fatti entrare in Parlamento, per chi pensava di tenerli sotto controllo e li ha preferiti ai socialisti di Boselli che sono, rispetto al ‘molisano’, di un altro pianeta con differenza politica valutabile in anni luce.
Non abbiamo alcuna remora a dirlo noi del Nuovo PSI. Gli errori di Boselli sono altri, non certamente quelli del qualunquismo e del giustizialismo che, forse, sono stati alla base della loro liquidazione per mano comunista.

Potremmo chiudere quì la riflessione dicendo soltanto, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma il male purtroppo non ricade solo su chi lo ha provocato, ma sull’intero Paese che continua ad essere sottoposto a fibrillazioni inaccettabili. La vicenda, tra l’altro, deve essere assunta come riflessione tesa a correggere, ce lo auguriamo, gli errori che ne sono stati la genesi.

Se per anni in Italia si è gridato al pericolo del regime, al pericolo del fascismo, e che anzi era alle porte una terribile dittatura, non solo si permettono le sconcezze sentite in Piazza Navona, ma si spingono le nuove generazioni a non capire cos’è stato veramente il fascismo. Se si afferma continuamente che oggi siamo in un regime autoritario e che se avesse vinto Berlusconi c’era chi avrebbe abbandonato l’Italia, senza poi farlo, è chiaro che i giovani arrivano alla conclusione che quello del ventennio, in fin dei conti, non era quella terribile dittatura così come riportano i libri di storia. Poveri noi, se quattro intellettuali che si sentono superiori a tutti, per un solo quarto d’ora di protagonismo, diventano veicolo certo di disinformazione.

Se ogni porcata contro Berlusconi ed i suoi alleati viene giustificata perchè “è satira” e la satira non deve essere censurata, si autorizza la Sabina Guzzanti a dire tutto e il contrario di tutto, passando da una porcata all’altra senza alcuna remora, se non quella di evitare d’essere una persona civile perché nella gara a chi la sparava più grossa non bisognava essere seconda a nessuno, ma anche per ‘evitare’ di non venire accusata d’essere condizionata da quella testa lucida e pensante del senatore Paolo Guzzanti, che è anche suo padre.

Se, dopo l’imbarco del Di Pietro, e dopo il fallimento del suo ‘controllo’ anziché mandarlo a quel paese anche perché non ‘c’azzecca’ nulla con la politica, si è deciso di inseguirlo sul suo terreno preferito, ch’è la caccia al Cavaliere Berlusconi, e quest’inseguimento ha messo in discussione anche un nuovo modo di fare politica costruito sul dialogo e sull’assunto che l’avversario non è un nemico da abbattere, è chiaro che il nostro descamisados si senta l’ombelico del mondo ed è convinto di poter invertire il rapporto con il PD.

Se con le platee fornite dagli ex comunisti si è costruito il personaggio Grillo e, con soddisfazione, si sono esaltate le sue performance, non era possibile pensare che il percorso del personaggio potesse essere ricondotto a fenomeno passeggero facilmente assorbibile, anche perché il mare di soldi accumulati dal Beppe nazionale con i ‘suoi spettacoli’ è tale che per alimentarlo le sparerà sempre più grosse. Sono errori che si pagavo salatamene, ed è quello che oggi sarà costretto a pagare Walter Veltroni e il suo PD, se è vero che i sondaggi danno in crescita il gradimento dell’odiato Cavaliere.

Lungi da noi il “tanto peggio, tanto meglio”. Esso non è nella nostra cultura. Non gioiamo per le disgrazie altrui che possono, tra l’altro, diventare disgrazie per tutto il Paese: i saltimbanchi non sono la politica, ma solo e soltanto una vergogna per l’intero Paese, e sulla vergogna non si costruisce niente.

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Fulvia scrive:

La sinistra specula anche sulle disgrazie atroci di una famiglia

Sconcertante: un politico spagnolo strumentalizza l’omicidio di Federica Squarise per colpire Berlusconi

E’ incredibile constatare quanto sia grande l’astio politico della Spagna nei confronti del governo di Roma. Per essere più precisi, stavolta la dimostrazione di ciò proviene dal segretario generale del ministero degli Interni della Catalogna, Joan Boada, il quale, intervistato da Cadena Sur, ha aspramente criticato la condotta tenuta dalla stampa italiana in relazione all’omicidio di Federica Squarise, uccisa dal sudamericano Victor Diaz Silva a Lloret de Mar. Alla domanda se i mezzi di comunicazione italiani hanno fornito un’immagine secondo la quale la polizia catalana non ha agito bene nella tragica vicenda di Federica, Boada ha risposto in questo modo: “La polizia funziona e ha funzionato. I risultati sono stati ottenuti e sono là, a riprova del suo efficace e rapido funzionamento. Suppongo che in questo modo la stampa italiana si è liberata dal compito di criticare il signor Berlusconi per la “animaladas” che ha in questo momento con la politica interna nel suo Paese. E, al tempo stesso, i media che gravitano nell’orbita di Berlusconi ( nota mia personale : bugia enorme perchè i dubbi sull’operato della Polizia spagnola, sui modi e tempi delle indagini condotte pigramente e malamente erano stati stigmatizzati anche su A in un articolo della Latella che non mi sembra essere giornalista di Berlusconi) preferiscono affrontare altri argomenti, piuttosto che quello che succede alla politica interna italiana e dedicarsi piuttosto a criticare la polizia catalana. È stato utilizzato questo caso truculento” (il grassetto è mio).

Giustamente la Farnesina ha chiesto le scuse ufficiali per “l’indebita e inammissibile interferenza negli affari interni”.

E’ sconcertante che tali dichiarazioni abbiano preso spunto da un fatto di cronaca, in cui una ragazza italiana ha perso la vita. Una strumentalizzazione che sarebbe esasperante persino per la sinistra radicale. Ora cominciano a stufare gli atteggiamenti ostili della politica spagnola contro l’esecutivo nostrano. L’ultimo di una certa gravità è avvenuto poco meno di due mesi fa, quando la vice di Zapatero, Maria Teresa Fernandez De la Vega, disse che: “Il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri” (qui il post di allora).

C’è una famiglia italiana che sta soffrendo maledettamente la perdita di una figlia, uccisa da un criminale che merita la prigione durissima finché la morte non lo separerà dalla vita, eppure in Spagna un politico ha il coraggio di utilizzare tale vicenda per palesare l’odio del socialismo iberico nei confronti di Silvio Berlusconi. La Farnesina, comunque, ha promesso “iniziative” se non ci dovesse essere un “chiarimento” ufficiale.

Aggiornamento 18:07: Il responsabile del ministero degli Interni della Catalogna, Joan Saura, ha espresso le scuse ufficiali della Generalitat catalana in merito alle dichiarazioni del suo ‘numero due’, Joan Boada, sulla vicenda di Federica Squarise.

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Filippo Parisi scrive:

Se dovesse interessarVi, posso darVi dettagliate delucidazioni sul perchè ed il percome di questa evidente acredina e “generalizzata” acredina spagnola nei confronti dell’Italia e degli italiani.

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Guida scrive:

Su Violante alla corte costituzionale, dovremmo ribaltare sul centrodestra la frase di Berlusconi sui votanti a sinistra.

SAREBBERO DEI COGLIONI SE VOTASSERO VIOLANTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

Non servono tanta parole o discussioni.

Serafino Guida La Licata.

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Fulvia scrive:

La babilonia dei “democratici”
di Gianni Baget Bozzo – 12 luglio 2008

Si disaggrega il Partito democratico. Massimo D’Alema ha capito che la fusione in un solo partito politico dei postcomunisti e dei democristiani di sinistra è impossibile dopo la fine dei «cattolici adulti» di Romano Prodi: cioè di cattolici disposti per principio a confluire con i Ds in un partito di sinistra. Questa era la linea della scuola di Bologna, del pensiero di don Dossetti: ed era anche un pensiero teologico, legato alla tesi del Concilio continuo ed alla riforma del papato. La linea dossettiana è stata battuta in Italia e nel mondo: l’elezione di Benedetto XVI è a un tempo causa ed effetto della fine del fascino conciliarista nella Chiesa cattolica.

I democristiani di sinistra non possono che rimanere democristiani, ma essi non hanno fascino proprio nel mondo cattolico: le sinistre democristiane sono morte con la Dc. E allora D’Alema pensa che il partito unico «cattocomunista» è fallito e che bisogna ritornare a due partiti diversi: uno cattolico e uno comunista. Abbandona quindi il bipolarismo e comprende che i postcomunisti possano avere forza a sinistra solo se mantengono la loro memoria e la loro storia. E per i cattolici ci vuole un partito proprio. Per questo D’Alema pensa all’Udc. Propone quindi una proporzionale alla tedesca con lo sbarramento al 5% per indurre i cattolici a votare Casini, visto che a votare per Marini e Fioroni non ci pensano proprio. Nonostante Dossetti e la teologia della liberazione, lo spartiacque elettorale in Italia tra cattolici e comunisti è rimasto intatto. E così D’Alema fonda Red, Marini risponde con White, si accingono a distinguersi formalmente, a diventare correnti interne del Partito democratico. Arturo Parisi per conto dei prodiani pensa ad abolire formalmente il Pd, sua creatura, e tornare all’Ulivo dove i voti cattolici e comunisti erano distinti. Il partito unico cattocomunista è fallito e la sua disaggregazione è in corso, anche nelle correnti più piccole.

Chi ricorda i «coraggiosi» di Rutelli che volevano l’alleanza con Berlusconi? Rutelli, dopo la sconfitta di Roma, ha rilanciato questa linea, anche essa incompatibile con il Partito democratico come è adesso. E poi Di Pietro farà un partito separato di orientamento oscuro in cui l’antipolitica e la critica al Partito democratico saranno i pezzi forti. Confusione radicale dunque nel Partito democratico, tutto il grande artificio di primarie e di elezioni affidati ai gazebo è ora finita. Babilonia regna a sinistra e non era mai accaduto sinora. E’ da comprendere come e in quali sedi si svolgeranno questi processi, ma le posizioni sembrano così diverse che scoppiano prima della loro raccolta in sede istituzionale sia essa quella della costituente del Pd sia quella del congresso del partito. Già il fatto che ci siano due opzioni opposte messe assieme indica che la malasorte del Pd era scritta alla sua data di fondazione.

Gianni Baget Bozzo
bagetbozzo@ragionpolitica.it

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Fulvia scrive:

Impronte ai rom e Robin tax Dagli italiani sì al governo
Scritto da Oscar Giannino
sabato 12 luglio 2008

…I sondaggi vanno trattati con cura. Un popolo può sposare una causa, non sempre comprenderla. Dunque un leader può e deve sfidare sondaggi negativi, per atti coraggiosi di governo.
Se è ragionevolmente sicuro che dopo ne deriveranno effetti evidenti al popolo, i sondaggi si aggiusteranno e torneranno a salire. Non c’è niente di più sbagliato che una democrazia governata correndo dietro ai sondaggi, perché in nessun caso si assumerebbero decisioni impopolari. Diciamo allora che i buoni statisti sono quelli che sanno capire quando è il momento di decisioni difficili, per raddrizzare situazioni o salvare un Paese anche se l’elettorato trema ed è sfavorevole. L’esempio è la Thatcher, che quando iniziò a tagliare sul serio la spesa e a non dar retta ai minatori in sciopero cadde verticalmente nel favore pubblico, per poi trionfare. E gli ottimi statisti, poi, sono addirittura quelli capaci di convincere il popolo prima, della necessità di incidere la carne, e poi di beneficiarne anche dopo delle conseguenze positive. Un esempio per tutti, Ronald Reagan.

Tutto ciò per dire che il sondaggio dell’Istituto Piepoli che qui vi proponiamo è molto favorevole per il governo Berlusconi. Che è più che giusto e comprensibile che Silvio contrapponga questi dati, a chi lo attacca a testa bassa come fosse un bandito da strada che pensa solo a se stesso. Poi, che ciò significhi che l’idillio con gli italiani, sin qui attestato, sia destinato e continuare, quello è tutt’altro paio di maniche.

In ogni caso, il sondaggio sconfessa l’accusa secondo la quale Silvio “pensa ai fatti suoi”. In testa alla graduatoria dei provvedimenti del governo più graditi, c’è il pacchetto di misure economiche varate da Giulio Tremonti, la Robin Tax che tanto scandalizza Repubblica, petrolieri e banchieri, ma che agli italiani piace al punto da riscuotere un indice di gradimento di massa, 75 su 100. Poi, con 56 su 100, la carta prepagata per i consumi essenziali dei pensionati al minimo. Il Tremonti “sociale” farà storcere il naso alle élite, ma “arriva” alla gente, eccome se arriva. Dopo il pacchetto Tremonti, nella graduatoria del favore popolare c’è il pacchetto Brunetta: le misure annunciate per creare una pubblica amministrazione finalmente più al servizio del cittadino che di chi vi lavora, la possibilità di licenziare chi lavora per lo Stato e gli Enti Locali, i tagli e le razionalizzazioni agli Enti Pubblici. Il complesso delle misure economiche assunte dal governo si guadagna un 56% di consensi popolari. A conferma che non solo a esprimere un’opinione favorevole sono molti di più di quelli che hanno votato centro-destra alle elezioni di metà aprile, ma anche più di coloro che in questo sondaggio dicono di essere pronti a farlo se si votasse oggi, comunque in salita dal 46,8% di aprile al 51% del 7 luglio. Con un vantaggio, rispetto all’alleanza contrapposta tra Pd e Italia dei valori di Di Pietro, che passerebbe dai nove punti percentuali di allora a ben tredici oggi.

Il secondo dato rilevante è rappresentato dal consenso addirittura travolgente di cui godono le misure per le quali il governo si batte in materia di sicurezza, lotta all’immigrazione clandestina e al nomadismo anomico. Al parlamento europeo la sinistra è riuscita a far votare una diffida all’Italia. Ma il 66% degli italiani nel sondaggio non ha alcun dubbio, è favorevole anche e proprio al censimento dei campi nomadi e all’iniziativa di prendere le impronte digitali dei bambini rom, al fine di evitare che vengano sfruttati per accattonaggio, rapine e altri reati. Quale può essere la reazione a questo dato, nel campo avverso alla svolta in materia di sicurezza? Ci sarà forse chi dice che anche Hitler godeva del forte consenso dei tedeschi, nelle sue politiche razziali? Per favore: io non santifico i sondaggi, ve l’ho confessato all’inizio, ma mi ripugna anche la sola ipotesi, che qualcuno possa accomunare noi italiani di oggi, a chi gemeva sotto regimi totalitari e certo non rispondeva in piena libertà a sondaggi d’opinione. Quel 66% mostra semplicemente quanto l’ansia di sicurezza sia un tema fortissimamente sentito dagli italiani oggi, e dovrebbe essere vietato a qualunque politico e opinionista scambiarlo per desiderio di mandare ebrei e omosessuali dietro il filo spinato o peggio ancora.

Quel che io temo, è che magari i sondaggi possano prendere un’altra piega, quando bisognerà ancor più duramente incidere il coltello nei trasferimenti e negli sprechi pubblici. Le cose, nell’economia italiana e mondiale, stanno andando di male in peggio, e l’estate promette di essere da paura più che da speranza, con entrate pubbliche che si piantano e la necessità di misure che rilancino l’economia liberando energie e colpendo interessi costituiti ancor più tenaci, di quelli di banche e petrolieri. In quel caso, è possibile che l’idillio si incrini, per un po’. Anzi, è esattamente ciò a cui mira la campagna del Pd per raccogliere 5 milioni di firme entro l’autunno, tra scioperi e manifestazioni. Diranno che non è il federalismo il problema più urgente, batteranno cassa, aizzeranno il sindacato. Ma a maggior ragione bisognerà che il governo proceda con doppia e tripla decisione. Più energica sarà la svolta, maggiore la probabilità che i sondaggi tornino come questi, se mai vi si discosteranno.

Da:Libero

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Fulvia scrive:

Da Il Legno Storto

Che cosa c’è nella testa di Di Pietro?
Scritto da Alfredo Schettini
sabato 12 luglio 2008
Di Pietro probabilmente crede che tutti gli italiani siano come quei pupazzetti che fanno bella mostra di sé davanti alle telecamere, alle spalle dell’inviato che racconta la giornata politica dal piazzale antistante palazzo Chigi e fanno ciao ciao con la manina. L’onorevole si sbaglia, non è così. Ci sono persone più evolute, le quali ancora si chiedono i motivi per cui ha fatto parte di una maggioranza che per due anni ha tenuto il Paese appeso al filo dell’ingovernabilità. Persone le quali vogliono conoscere le ragioni che lo inducono a considerare la fuoriuscita dal Parlamento dei comunisti una perdita grave, a cui bisogna rimediare.
La rivisitazione di martedì, infatti, in occasione della manifestazione di piazza Navona, è stata la riprova di quanto fosse necessario ritornare a presidiare la democrazia attraverso chiari riscontri istituzionali, altrimenti la democrazia è in pericolo a causa di soggetti i quali, soggiogati dall’odio politico, dalla lotta di classe per principio ed unico scopo, offuscati dalla rabbia isterica nei confronti di tutto ciò che non esce dalle loro bocche sempre aperte, continuano a rincorrere stereotipi già vissuti dal sessantotto ad oggi ed ai quali nulla, domani, impedirà di riproporre la lotta armata per distruggere tutto ciò che non fa parte del loro delirante universo razzista, fondamentalista, giustizialista.
Altro che Berlusconi magnaccia e pericolo per la democrazia, lui dovrebbe chiedere scusa agli italiani per averli costretti, in simbiosi con Prodi e la sinistra dei vari Giordano, Diliberto, Pecoraro e Ferrero, a fare i conti con un governo tenuto in piedi da una “non maggioranza” litigiosa. Lui dovrebbe fare più di un passo indietro e rispettare il voto dei tanti che hanno scelto l’ordine e la governabilità, al posto del ribellismo di quei pochi ormai che ancora considerano la democrazia il ricettacolo di tutte le contraddizioni che esistono e nascono di continuo all’interno della società, tanto che puntualmente, al primo grande raduno indetto contro il caimano si è assistito anche al disprezzo becero ed arrogante nei confronti del Papa, del Presidente della Repubblica, dello stesso P.D., di Mara Carfagna, del diluvio universale, della pappa al pomodoro, del timido sole apparso in una limpida notte di mezz’estate. Di Pietro, in un primo tempo, pare si fosse dissociato dalle farneticazioni pronunciate sul palco: infatti il Tempo riporta una sua dichiarazione: “L’IdV ed io personalmente ci dissociamo dalle parole ingiuste, ingiustificate e fuori luogo espresse nei confronti del Papa e del Presidente della Repubblica”, quindi anche da quelle pronunciate da Travaglio. Poi ha fatto macchina indietro affermando di condividere pienamente il senso vero delle parole di Beppe Grillo, di Travaglio e della piazza ed ha rettificato su altro quotidiano: “l’invidia del mondo politico li spinge a vedere la pagliuzza della satira anziché la trave delle leggi ad personam. Nessuno pensi di poter intimidire l’IdV con aut aut di sorta”.
In realtà l’onorevole si aspettava di ascoltare per tutta la sera offese e volgarità gratuite a danno del solo Berlusconi. Forse pensava di creare, scegliendo temi e tempi giusti, a differenza di quei pavidi e mollaccioni del P.D., il giusto amalgama emotivo e politico, per condurre il popolo degli esclusi a riscattarsi o sacrificarsi in nome dell’antiberlusconismo. Invece s’è viste scoppiare in faccia le peggiori bombe antiuomo, il turpiloquio nei confronti della più alta carica della Chiesa, le offese alla più alta carica dello Stato e da fiero capopopolo s’è ritrovato ultimo della fila.
Non rinnega la piazza, l’onorevole, ma gli italiani hanno detto chiaro e tondo d’averne abbastanza della politica fatta da giudici e giustizialisti. “Quanti danni” scrive, in tal senso, un lettore a Il Messaggero, “Persa ogni speranza. Almeno per i prossimi 10 anni non ci sarà alcuna alternativa a Berlusconi. Anzi, vista la qualità degli attori in campo, sono costretto a dire… l’abbiamo scampata bella, fortuna che ha vinto Berlusconi!!!”
Non è il solo e di questo passo non sarà l’ultimo. Il signore ha capito molto bene quanto sia importante, per il Paese, un governo che governi. Lo stesso Veltroni pare averlo capito, altrimenti che senso avrebbe l’aver divorziato dalla sinistra radicale? Di Pietro invece no, la sua missione è distruggere Berlusconi anche a costo di portare il Paese alla rovina. A Di Pietro non basta più essere il leader dell’IdV, gioca a diventarlo anche di quell’area politica che va dagli alternativi ai disubbidienti.

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maria v scrive:

Ho aspettato a postare questo articolo di Deborah Fait perchè il clima non era dei più adatti a leggere e meditare gli orrori a cui sono sottoposti gli israeliani

9 luglio 2008

Il Bulldozer animato

E’ passata quasi una settimana dall’attentato di Gerusalemme, una settimana di assurdita’ diffuse dai media che, ahime’, si occupano di Israele, cioe’ praticamente tutti. Idiozie enormi, paura di definire terrorista un terrorista, fedeli alla regola che gli unici assassini definiti guerriglieri o attivisti sono quelli che ammazzano israeliani. Nel caso specifico, Husam Taysir Dwayyat, non ha beneficiato di nessun titolo nobilitante perche’ si dice abbia agito da solo, come se questo escludesse l’attentato, e allora, pur di non scrivere quella parolina proibita, si e’ preferito definirlo delinquente comune e drogato. C’e’ chi ha raggiunto il delirio umanizzando il bulldozer e trasformandolo nel soggetto che ha compiuto l’attentato. Ohibo’, direte voi!Ehhh si, rispondo io e ve lo spiego. L’altro giorno ho letto un titolo interessante :”La BBC chiede scusa” e io mi sono detta “bene, bravi, stanno migliorando e ammettono i loro errori”. Ingenuamente pensavo che le loro scuse fossero rivolte agli israeliani, alle vittime dell’attentato di Jaffa Road ammazzati da uno arabo israeliano urlante “Allah hu akhbar”.Leggendo l’articolo delle scuse mi sono dovuta ricredere. Non erano rivolte alle nostre vittime! Come ho potuto pensarlo!Non erano scuse per il modo disgustoso di aver dato la notiza dell’attentato, come riporta Giorgio Israel su Libero : “Il conducente di un bulldozer a Gerusalemme colpito a morte dalla sicurezza.”, e ancora: “La furia di un bulldozer colpisce Gerusalemme.” Da cui si arguisce, prima, che gli ebrei hanno ammazzato chissà perché il conducente di un bulldozer, poi, che il bulldozer, essendo israeliano, era capace d’orrendi crimini come colpire con furia l’intera Gerusalemme.Avete capito?La prestigiosa BBC.Conducente, prima, e poi, per evitare di dare la responsabilita’ a un arabo, sono arrivati all’animazione del Caterpillar come in un film di Walt Disney: il bulldozer, incazzato, anzi infuriato, con occhi, naso e bocca storta in un ghigno orrendo da ebreo cattivo che corre per Gerusalemme menando colpi mortali da tutte le parti.Ecco, io pensavo che sarebbe stato logico chiedere scusa per frasi talmente schifose da dubitare che un essere umano che fa il mestiere del giornalista possa averle solo pensate. Invece no! La BBC non si scusava per questo ma perche’ i suoi affezionati lettori/spettatori hanno protestato per il filmato della morte del terrorista assassino. Poverini, quel filmato cosi’ crudo e reale gli ha rovinato l’appetito, non sono riusciti a digerire le uova col bacon, forse gli era rimasto sullo stomaco persino il gallone di birra ingurgitato troppo in fretta per l’impressione. Che sensibilita’, che umanita’, ma come sono delicati gli afecionados della BBC. Noi israeliani invece queste scene le viviamo da anni in prima persona e non possiamo nemmeno protestare perche’ siamo tutti coinvolti nell’odio arabo che puo’ colpire chiunque in qualsiasi momento. Non solo non protestiamo ma siamo grati ai nostri eroi di tutti i giorni, quelli che una settimana fa hanno fermato il terrorista ammazzandolo mentre vomitava Allah hu akhbar. Quegli eroi che, evitando altre morti, hanno tolto l’appetito agli afecionados della BBC, quelli che non riceveranno medaglie d’oro al valore perche’ in Israele non si usa, tutt’al piu’ gli danno una lode e una pacca sulla spalla perche’ tutti gli israeliani sono eroi e ognuno di noi e’ sempre pronto a rischiare la vita per salvare gli altri. Qui non esiste l’indifferenza e lo si e’ visto durante le riprese della tragedia con decine di normali cittadini che correvano dietro al Buldozer, tirando sassi e tutto quello che avevano in mano. Quelli che ci odiano dicono che siamo duri e cattivi e che gli arabi invece sono tanto buoni e gentili. Gia’, ci considerano tanto cattivi che praticamente nessuno ha parlato troppo delle vittime, robetta da ebrei, e tutti si sono scompisciati a parlare di Husam Taysir Dwayyat, chiamandolo con tutti i nomi meno quello che gli stava a pennello:terrorista.Hanno scritto tutte le giustificazioni possibili: era un criminale, era drogato, anni prima aveva convissuto con un’ebrea quindi non odiava gli ebrei, perbacco!Poi si sono dedicati al lato umano, l’ebrea cattiva lo aveva cambiato lasciandolo, poi si era sposato, aveva due bambini. L’umanizzazione del disumano, tralasciando persino di parlare della donna, forse la madre, che dal balcone di casa, si era messa a urlare Shahid, Shahid , subito zittita dal padre incazzato che pensava alla possibile demolizione della sua casa.Nessuno ha scritto che qualche mese prima il conducente del bulldozer infuriato si era riavvicinato all’islam e aveva avuto contatti con hezbollah.Solo qualche frasetta buttata la’ che hamas si era congratulato e Abu Mazen pure perche’ i crimini di Israele ….i crimini di Israele….i crimini di israele….l’occupazione…..quale…dove….Vabbe’ non importa, loro lo sanno e lo sanno anche tanti scribacchini italiani. Ma…e le vittime?Poca roba, I Tiggi’ hanno fatto vedere la bambina salvata dalla madre prima di morire ma questo episodio non ha commosso un granche’ nessun inviato in Israele. Il pianto disperato di di Efrat, 5 mesi, che non vedeva piu’ la mamma accanto a se’ e che si era improvvisamente ritrovata in braccio a estranei agitatissimi che cercavano qualcuno a cui affidarla, non ha tolto l’appetito a nessuno.Noi qui in Israele abbiamo seguito la sua sorte e quella della sua mamma col cuore in gola, abbiamo visto la bambina disperata e sudata di pianto in braccio a un medico , poi piu’ calma, in ospedale in braccio a una zia accorsa grazie agli appelli dei media israeliani e poi abbiamo saputo la sua storia.Era in macchina colla mamma, Batsheva Unterman, di 33 anni , che, qualche secondo prima che “bulldozer infuriato” la schiacciasse uccidendola , era riuscita a slegare la sua bambina dal seggiolino e a gettarla fuori dal finestrino tra le braccia di una persona che e’ stata pronta ad afferrarla. Poi Batsheva e’ morta schiacciata e Efrat crescera’ senza la mamma ma sapra’ di essere salva grazie al suo enorme coraggio e al suo amore che le ha permesso di non perdere la testa.E’ una tragica tradizione tra le memme ebree, quanti bambini sono stati gettati fuori dai treni per Auschwitz , con il nome scritto su un foglietto, salvatelo-si- chiama….Salvate i bambini, salvate l’ultima orfana….salvate Efrat…. Il sole sorge ogni giorno su Israele e vede dolore, disperazione, speranza, eroismo. Vede la figlia di Ron Arad che da 22 anni aspetta suo padre e che per 22 anni non ha avuto una sola notizia sulla sua sorte. Ventidue anni di dolore per noi e ventidue anni di ferocia per i suoi torturatori. Il sole che splende ogni giorno su Israele, vede Gilad prigioniero da due anni, ne aveva 19, vede le lacrime della sua famiglia, la barbarie dei suoi carcerieri e l’indifferenza degli altri. Il sole che nasce ogni mattina vede Osher Tuito, di Sderot, senza una gamba a otto anni e la sua bicicletta, vede anche il missile che lo ha ridotto a mezzo bambino. Vede Samir Kuntar che tornera’ in Libano a fare l’eroe e vede la piccola bambina cui ha sfracellato la testa. Vede Ehud e Eldad probabilmente morti e vede Nasrallah che se la ride per il dolore che riesce a dare agli ebrei sionisti che tanto odia. Il sole che sorge vede Israele abbandonata e tradita dal mondo intero che all’ONU aveva promesso di riportare a casa i due soldati israeliani obbligando Hezbollah, colla risoluzione 1701, a rilasciarli. E vede la piccola Efrat, 5 mesi, l’ultima vittima, sente il suo pianto che attraversa secoli di odio antiebraico unendosi al pianto disperato di milioni di bambini ebrei cui le belve feroci hanno tolto i genitori.Eppure Israele deve sopravvivere all’orrore, al pianto, alla disperazione. E’ sopravvissuta a Hitler, sopravvivera’ a Ahmadinejad, a Nasrallah e Hanyie’. Come il sole nasce e muore ogni giorno, anche Israele riesce a morire di dolore e a rinascere ogni giorno nella speranza e nella felicita’ di essere un popolo unito nella sua Terra. Deborah Fait
http://www.informazionecorretta.com

Rashida Al-Mughrabi: “I want to salute all the martyrs, and send a very special salutation – and whoever wants to be mad at me is free… I want to salute Husam Dweidat, the hero of the Jerusalem bulldozer operation. I salute his soul.”

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Fulvia scrive:

Da Il Legno Storto
La banda dei sedicenti onesti
Scritto da Fabio Raja (alias lupodellasteppa)
domenica 13 luglio 2008

…Quello che è andato in scena l’8 Luglio a piazza Navona è stato uno psicodramma collettivo e al tempo stesso il serio tentativo di dare una spallata alla sempre più evanescente leadership di Veltroni sul Partito Democratico e dello stesso PD su quel poco che resta della sinistra italiana.
Era già accaduto anche in passate circostanze che, di fronte all’incomprensibile scelta dell’elettorato di dare il proprio consenso al centrodestra, la sinistra si mostrasse completamente incapace ad elaborare il lutto e, più di ogni altra cosa, riluttante ad iniziare un’oggettiva analisi sulle cause della debacle.

Gli elettori ci hanno voltato le spalle? Vuol dire che non ci meritano, che sono fatti della stessa pasta di quel mascalzone di Berlusconi. Significa che la maggioranza degli Italiani è costituita da figli di puttana o gonzi decerebrati facili prede del potere mediatico del Cavaliere.

E’ una sorta di regressione all’infanzia, come il bambino che davanti al rifiuto dei genitori, pesta i piedi, fa le bizze, piange e sbraita a più non posso. Non è casuale che la parte emotivamente e razionalmente più regressiva della sinistra si sia inspirata ad un gioco della fanciullezza: il girotondo.

Sul palco dove ciascuno era sollecitato a raccontare le proprie ossessioni, confessare i propri fantasmi, svelare i propri complessi, in una sorta di seduta psicoanalitica plenaria, c’è stato posto per tutti: dall’insopportabile narcisismo di Travaglio, all’ammiccante e ostentata zoticaggine Dipietresca, dalla presuntuosa vacuità di Flores alla tronfia aterosclerosi di Camilleri e alla furba demagogia di un grillo in versione Costa Smeralda.

Per non parlare di Sabina Guzzanti. Ad ascoltarla si è presi non da sdegno o rabbia, ma da un sentimento di umana compassione perché dietro il livore, l’insulto rabbioso e la cieca invettiva si intravede il disagio di una psiche oramai su di un piano inclinato ché si intuisce dove potrebbe condurla.

Ma Piazza Navona è stata anche il tentativo di mettere la leadership dell’opposizione nelle mani di un’elite autoreferenziale fatta di giornalisti di mezza tacca, mediocri scrittori, ex Magistrati con il piglio dello sbirro di provincia, guitti e professori senza arte né parte che privi di Berlusconi mai sarebbero usciti dall’anonimato. Un tentativo sostenuto da un gruppo editoriale e dal suo mentore che da più di vent’anni vagheggia diventare il Richelieu della politica italiana.

Come è potuto accadere che una sgangherata banda, una brigata di scalzacani potesse, anche solo pensare, di assumere la guida della sinistra?

Facendo leva su due miti: il mito della superiorità morale, per cui loro sono la banda degli onesti ( e tutti gli altri i mascalzoni) e quello della difesa della Costituzione. Due bandiere, onestà e rispetto delle regole, di cui pretendono avere il monopolio ma così facendo mostrano il vuoto culturale, e di conseguenza politico, in cui è precipitata la sinistra.

Non è più ideologica, ma non riesce ad essere neppure pragmatica, resta ancorata a categorie, come solidarietà, tolleranza e giustizia sociale, che il tempo e la sua incapacità a tradurle in realtà ha irrimediabilmente deteriorato. La sinistra si è smarrita e non riesce a comprendere le ragioni dello stare insieme, se non lo scagliarsi contro il nemico.

Alcuni giorni fa un commentatore politico notava che, comparando il numero di coloro che hanno votato alle primarie con quello dei voti del 13 Aprile, si deduce che la sinistra è costituita per più di un terzo, da militanti, iscritti o comunque persone legate, per motivi di interesse o altro, al PD. Conclusione: la sinistra si parla addosso, non è più capace di comunicare con “gli altri”, quelli, per intenderci, che pur non appartenendo più o meno organicamente a quell’area, potrebbero votarla se convinti da un progetto politico credibile, da una leadership meno ondivaga e dalla capacità di comprendere i bisogni dei cittadini.

E’ una crisi irreversibile che prelude alla disintegrazione del PD, ormai prossima, e la cui responsabilità ricadrà interamente sulle spalle di Veltroni.

Inadeguato a gestire un progetto di rinascita della sinistra di ampio respiro, Walter si dimostra inabile anche al piccolo cabotaggio. Non capisce che il dialogo sulle riforme è una ciambella di salvataggio che Napolitano sta gettando verso di lui ed il PD. E’ un modo per avere un ruolo, giocarsi la partita, legittimarsi agli occhi degli Italiani. Se il dialogo sulle riforme dovesse aver successo, Veltroni potrebbe assumere il merito d’aver dato un contributo determinante alla modernizzazione del paese e bollare definitivamente come perniciose, velleitarie e demagogiche le posizioni che si sono materializzate in Piazza Navona.

Ma Veltroni rifiuta il dialogo sulle riforme sostenendo che altri sono i problemi del paese, a cominciare dall’impoverimento. Giusto! Ma non era proprio lui a asserire, dopo la caduta di Prodi, che il paese non poteva andare alle urne se non prima di aver fatto le riforme?

Quei problemi che allora potevano aspettare un anno e forse più , oggi sono diventati così improvvisamente impellenti da dover assorbire l’intera azione di governo?

Con una battuta d’avanspettacolo, Veltroni ha affermato che il governo dovrebbe aumentare gli stipendi, ma non ha chiarito dove trovare i soldi.

Forse per lui è veramente giunto il momento di ritirarsi in Africa

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Fabio La Torre scrive:

Vorrei solo ricordare che oggi è un anniversario che dovrebbe sempre farci un po riflettere…
Noi PECORE ITALICHE CE L’AVREMO MAI IL NOSTRO 14 Luglio 1789 ?

O abbiamo ancora spazio da dare a TUTTI i Del Turco attualmente in carica ?

Ci stanno derubando… ma non solo dei soldi… DELLA VITA !

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speakeasy scrive:

Questa mattina è stato arrestato il Governatore della regione Abruzzo.Sono un garantista e quindi sino a pronunciamento definitivo l’imputato resta innocente.Ma alcune considerazioni:l’arresto è avvenuto per illeciti sulla Sanità,sempre la Sanità è al centro degli scandali che da anni perseguitano il nostro Paese.Ma non sarebbe forse ora di domandarsi se il Sistema Sanitario Nazionale non sia da modificare completamente alla luce degli eventi?Il Ministro Sacconi,persona di gra buon senso,non potrebbe avviare una riforma dal basso della cosa che a noi cittadini risulta la più orrenda quale sfruttare la malattia delle persone?Non vi è reato più abbietto che quello che “gioca”sulla pelle della povera gente,è ora di dire BASTA.
Paolo Spicacci
Speakeasy

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Fabio La Torre scrive:

Beh… la prima risposta del nuovo governo è ben indicativa…

ABOLIZIONE del ministero della sanità e accorpamento con welfare e lavoro…

VORRA’ DIRE QUALCOSA ? Possiamo leggere tra le righe siccome non ce lo spiegano…

Siamo sicuri che la NOSTRA salute sia tra le LORO priorità ?

Ehhhhh i soliti problemi che si evidenziano quando il governo NON rappresenta i cittadini…
I NOSTRI interessi non coincideranno MAI con i LORO, purtoppo…

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Dario Lampa scrive:

Caro speakeasy,
è veramente scandaloso! I magistrati politicizzati, le metastasi della democrazia, continuano a tentare di rovesciare attraverso la persecuzione giudiziaria la volontà popolare! Il popolo sovrano che ha deciso di farsi governare a livello locale da Del Turco non può sopportare questo scontro tra poteri, questa invasione di campo, e permettere a dei magistrati che non sono stati eletti da nessuno di imbastire accuse infondate che non porteranno a niente, tranne che a uno sperpero dei nostri soldi, mentre in Abruzzo ci sono tantissimi altri problemi più urgenti da risolvere come l’autostrada Ovindoli-Tagliacozzo ancora da completare e le aggressioni alle pecore da parte di lupi romeni clandestinamente entrati in Italia e insediatisi in accampamenti illegali sul massiccio del Gran Sasso!
Ora più che mai è urgente che la Regione Abruzzo vari il Lodo-Del Turco che renda il Governatore e le alte cariche della regione immuni dalle indagini e dai processi fino alla fine del loro mandato. E pazienza se quei reati li ha commessi o no… quello che vogliono gli abruzzesi è la stabilità di governo, altro che la (finta) giustizia delle toghe nere che infestano il tribunale di Pescara!

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Giorgs scrive:

Ho sempre stimato il signor Ottaviano Del Turco. L’ ho stimato per i suoi toni pacati e per il suo senso della misura e, perchè no, anche per il suo buon senso.
Ora mi si viene a dire che invece era concusso in un giro di tangenti in Abruzzo.

Prendo atto, ma sono fra il dispiacere e il dubbio.

Ora però leggo sul corsera queste parole del Presidente Cossiga:
<>

http://www.corriere.it/politica/08_luglio_14/del_turco_reazioni_405b99c0-5184-11dd-a6b4-00144f02aabc.shtml

siamo a questo punto???

Giorgio Cerruti

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Patton scrive:

L’impunità, la malasanità e l’onestà,
la corruzio’, la speculazio’ e il Berlusco’,
col Del Turcó in Abbruzzó,
il Veltro’, Dipietró e il didietró;
poi c’è il nano che non gli tira,
e i socialisti che so’ tutti ladri,
la Sinistra che porta avanti,
Ezio Mauro fa un passo indietro,
l’opposizio’ ch’è senza testa…

CHE PALLE! Ma non le avete ancora piene-che-versano?

Invece di sfruculiare nel solito ombelico giornalistùcolo-italiota, dando credito a comici che non fan più ridere, a oppositori da strapazzo e a scribacchini mai abbastanza sopravvalutati (Camilleri), guardatevi un po’ attorno: il petrolio a 160$, Berlusconi dice che ci vuole un tetto e il prof. Alberto Clò (quello del piattino spirìtico a Gràdoli) gli risponde che “il prezzo è giusto”, è questione di domanda/offerta.
BALLE! Non c’è nessn peak-oil, nessuna carenza di offerta (guardatevi il sito F.W. Engdahl): il prezzo è determinato dal mercato dei futures a Londra e New York. I produttori, che son costretti a re-investire negli USA perdendo un mucchio di dollari per salvare dal fallimento i sub-prime dealers, si rifanno speculando sul prezzo del petrolio stesso (leggete Michael Hudson, “The Game is over”, on-line), cosa che favorisce enormemente coloro che non devono reinvestire i loro profitti negli USA per tener alto il corso del $ (cioè Russia e Iran, per esempio). L’economia americana è in crisi nera, gli USA non ce la fanno a sostenere le loro enormi spese militari e gli europei (Sarkozy) stan cominciando a prender l’iniziativa diplomatica…

E noi siam sempre qua con la prioritaria “teoria etica” del pesce che comincia a puzzare dalla testa, e che bisogna tagliargliela: così lui, cioè noi, non puzziamo più. Teoria che neanche a una Corte dei miracoli si riuscirebbe più a vendere! Ma a piazza Navona il batteur ci riesce: dieci, cento, mille…!

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andrea barsotti scrive:

Teniamoci allora la nostra puzza più o meno puzzolente, godiamoci il tentativo di salvataggio di Sarkozy e della testa puzzolente detersa nel decreto sicurezza.
Verrebbe voglia di dire: muoia Sansone con tutti i Filistei.

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Fabio La Torre scrive:

Immagino che se io additass i politici che hanno rubato (non Del Turco al quale, seppur turandomi il naso, concedo un minimo beneficio del dubbio) lamentandomi quindi di impunità, malasanità, disonestà, corruzione, speculazione riceverei, da chi la pensa come lei , del “qualunquista” mentre io ritengo la scorrettezza morale di un politico di gran lunga ben peggiore dell’omicidio e di tantissimi reati che qualsiasi uomo comune alla canna del gas potrebbe perpetrare.

Pensi un po da quali basi ci tocca partire… ma il mondo è bello perchè è vario.

Quindi lei potrà giustamente decidere di farsi allegramente derubare ( ma stando ben attento al mercato del petrolio… come se qualcuno, qualsiasi di noi poveri mortali, potesse mai incidere in qualche modo su di esso) mentre io continuerò a rompere i maroni e ad indignarmi nei confronti di chi decide, cambia e peggiora le sorti della mia vita e di quella dei miei figli con leggi e leggine IGNORANDO di essere la maggioranza e non “più della metà” ma utilizzando se serve, armi come la FIDUCIA su argomenti delicatissimi. Se dovrò correre il rischio di passare per becero qualunquista… ben venga, le parole non fanno mica paura e poi, si possono sempre smentire coi fatti.

Nel frattempo, a proposito di “questione etica” non è mancata la rapida presa di posizione di B. sui fatti abruzzesi… un suggirimento per il priossimo lodo: ormai con la magistratura non c’è più niente da fare, quelli si sono messi in testa che veramente chi delinque deve andare in galera. E allora… un emendamento e… Aboliamola riconvertendo tutti i magistrati in bagnini col decreto sicurezza allargato alle spiagge.

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Luigi Morettini scrive:

Per Mario Nanni.
Violante alla Corte Costituzionale non deve andarci con l’appoggio del PdL. Dimentichi che costui, insieme a Caselli, ha dato il via alla stagione della magistratura superpoliticizzata. Niente da fare. Al circolo delle bocce. Ci sono altre personalità da preferirgli.

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cumino scrive:

Faccio una domanda ingenua, forse fuori posto, o ignorante, ma in buona fede. Mi rivolgo a Maria V., Fulvia e tanti altri che copiano-incollano articoli chilometrici presi ovunque. Non sarebbe meglio postare il link, magari accompagnato facoltativamente da una breve presentazione dell’argomento?. Non sarebbe meglio anche per ragioni di spazio? Mi scuso se questa si rivela una domanda sciocca, sto solo cercando di capire.

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Uccio scrive:

Cumino, per quel che vale, mi associo completamente alla sua domanda / suggerimento.

Personalmente, tendo a non leggere i “copia incolla” che sono spesso in O.T.
In oltre, mi interessa conoscere come la pensano gli amici che scrivono su R.I. molto piú che leggere li “dotti” prodotti giornalistici dei nostri mostri sacri.

Signor Guzzanti, potrei suggerirle di cambiare il “post” inizale, visto che, ormai, stiamo parlando di tutt’altro?

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Fulvia scrive:

Grazie a Cumino e ad Uccio per i consigli. Personalmente tendo a riportare in copia ed incolla perchè mi piace leggere subito l’OT che mi viene indicato piuttosto che linkare ed andare avedere. Non so se sbaglio per pigrizia o se mi sembra più facile ed immediato afferrare il concetto. Anche se è un OT.
A volte sono lunghi e svariati negli argomenti trattati tanto da far saltare di palo in frasca è vero. Però, se questo è un giornale, come dice Paolo, penso che l’informazione debba essere data anche così.
Problema invece sono i tempi dei post indicati dal nostro Guzzanti : perchè non aprire delle schede su argomenti clou tipo giustizia, istruzione, Israele , Contrada ed altri dove ognuno di noi possa partecipare al dibattito inserendo i copia incolla che vuole e/o gli indirizzi che servono per andare a leggere articoli suu altri siti?
Fulvia

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Mario Nanni scrive:

Manette a Del Turco; tangenti da sei milioni
E’ vero che sono garantista per cui anche in questo caso regge il vincolo della presunzione d’innocenza, per cui non mi pronuncio, ma sapete perchè? Per eccesso di disgusto. Si; eccesso di disgusto. Sono schifato al massimo livello. Ma che mondo politico di porci!
Maralai

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Luciano Baroni scrive:

Nanni, pensi che l’ANM ha subito detto che Berlusconi li diffama, perchè ha parlato di teoremi che spesso si sono verificati inesistenti.

Legga questo e poi ne riparliamo.

Dello schifo, intendo.

Saluti.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276081

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Filippo Parisi scrive:

Mi chiedo come il nostro anfitrione abbia preso le dichiarazioni di Berlusconi che ha ammesso di aver dato “molti soldi” ad Arafat perchè così suggeritogli da Craxi….

GUZZ – INCAZZATO NERO.

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Luciano Baroni scrive:

Dovremmo essere incazzati neri ormai da oltre 30 anni, non solo con Berlusconi di ieri e oggi, con Craxi di ieri, ma con tutti coloro, ONU e UE in testa, che hanno foraggiato i pals, continuano a farlo così come per tanti paesi sotto dittatura, magari utilizzando la FAO con la scoletta “degli aiuti contro la fame”, i cui soldoni che arrivano MAI vanno davvero a favore di chi la fame ce l’ha davvero.

Senza contare che SOLO il 15% degli incassi della FAO, vanno a ciò che dovrebbe essere l’obbiettivo da raggiungere, mentre il restante 85% serve a mantenere la struttura ed a pagare i ristoranti e cotillons.

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manca scrive:

Salute.
Caro Speakeasy,
non conosco i dettagli che riguardano Del Turco; rilevo che giorni fa sono stati scoperti medici che incassavano compensi per pazienti deceduti, uno era deceduto da 35 anni. Sprechi e disonestà sulla pelle degli mmalati sono particolarmente odiosi.

Mi scuso per la digressione, ma è utile per comprendere il senso di ciò che voglio dire.
Mio padre, mancato venti anni orsono, era medico di famiglia, o di base come si dice oggi.
Per molti anni, ha guadagnato un x a seconda di quante persona visitava, a domicilio o presso l’ambulatorio (come lo chiamava lui) o per qualsiasi altra attività prevista. Doveva redigere periodicamente dei rapporti con indicazione del paziente, della patologia, del giorno, del tipo di prestazione.
Lavorava dalle 7 del mattino sino alle 11 di sera. Non c’erano i cellulari, per cui ogni chiamata veniva fatta in ambulatorio se aperto, oppure sulla linea telefonica di casa (che era bollente), ed a turno prendevamo nota di nome, numero e richiesta. Era sufficiente chiedere la visita a domicilio per vedere arrivare il medico. L’ambulatorio era aperto dalle 9 alle 13 ( che diventavano almeno le 14) i gionri pari sabato compreso, e dalle 15 alle 20 ( che diventavano almeno le 21, dopodichè usciva per le visite urgenti ) i giorni dispari. Se necessario, visitava di domenica o in piena notte.
Era contento del suo lavoro, ed erano contenti i suoi moltissimi pazienti, come constatavo dall’affetto che gli manifestavano quando li incontravamo nel quartiere, o quando passavo in ambulatorio.
Finchè un ministro (mi pare Tina Anselmi, negli anni 70) ebbe l’ infelice idea di riformare la retribuzione del medici di famiglia.
Decise che dovevano guadagnare tutti allo stesso modo (democraticamente). Per ogni paziente che lo aveva scelto come suo medico, questi percepiva una somma annuale fissa, INDIPENDENTEMENTE dal fatto che il paziente venisse visitato o meno; ancora oggi è così.
Mio padre si sentì ovviamente umiliato da questa scelleratezza comprendendo che i pazienti sarebbero stati danneggiati, ma non cambiò il suo modo di lavorare.
Altri tempi? forse ma 20 anni non sono così tanti.
Né intendo prendere lui ad esempio e non voglio generalizzare.
Dico però che, almeno per l’esperienza mia e della mia famiglia, oggi la situazione del medico di base è ben diversa, gli orari sono molto ridotti e la disponibilità alle visite a domicilio limitata. Sono certo che ciò avvenga anche perchè il medico non è incentivato, stimolato. Detto brutalmente: lo stipendio arriva ugualmente, e non aumenta se si lavora di più. Perchè affannarsi più di tanto?
Credo che tornare al sistema precedente, sarebbe utile.
Lo stato non deve occuparsi di garantire l’uguaglianza di retribuzione tra medici, disincentivando il loro impegno ed allineandolo verso il basso. Deve occuparsi della qualità del servizio offerto ai cittadini per la salute, incentivando l’impegno dei medici ed allineando – impegno e servizio offerto – verso l’alto.
O no?

Salute.
Carlo Manca.

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Luciano Baroni scrive:

Sarebbe certamente utile, ritornare al passato e abrogare ciò che la Anselmi, con ampia maggioranza di allora ( uno dei tanti esempi di “gestione di spesa all’85% del Parlamento” che ha portato all’attuale Debito Pubblico ) è riuscita a fare applicare.

Del Turco : lo conosco personalmente da oltre 30 anni, non ho una amicizia “forte e da ferie assieme di famiglia”, ma non faccio nessuna fatica a condividere l’articolo di Sgarbi http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276072 , anche se le considerazioni di Facci sono politiche e sulla base di alcune cose che non conoscevo http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276072 , rimango perplesso, se non altro perchè sino ad oggi lo si considerava, Uoltere compreso, una “mosca bianca tra le tante nere”, mi pare.

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Filippo Parisi scrive:

Io invece continuo a discrepare sullo Sgarbi pensiero -non me ne vorrai spero- ed aggiungo a quanto aggiunto nell’altro post che se ci mettessimo ad analizzare la sua lista di INNOCENTE scopriremmo, in molti di quei casi, che non vi fu assoluzione e che spesso vi fu prescrizione, la qual cosa non vuol dire esattamente INNOCENTE. Certo che i giudici sbagliano. Come chiunque altro, ma che diamine di argomentazione è? Se non sbagliassero le masse farebbero la fila per potergli baciare l’anello…..no?

E’ la storia di sempre: una “penna” firma un qualcosa che può essere “interpretato” e se questo coincide con la tendenza politica del lettore, costui prende per oro colato tutto ciò che la suddetta “penna” ha firmato, bugie, mezze verità o volute distorsioni comprese.

Apriamoci alla verità, italiani. Tanto, per quanto cerchino di manipolarci, nessuno potrà sfuggirvi. Anche se è ancora in parte vero che la storia la scrivono i vincitori, rendiamoci conto che possiamo cambiare ANCHE la storia, noi, uniti. E comunque a me non va proprio di fare l’agnello sacrificale di questi pseudo-intelletuali, ossia, non mi considero un vinto. E tu?

Un saluto.

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Scirocco scrive:

Riprende l’eroica battaglia della Carlucci contro i grandi nomi della cultura italiana e internazionale.
Dopo lo scontro biblico di alcuni mesi fa (lei sola, fisico delle particine, contro tutta la fisica delle particelle), eccola sfidare il vertice dei Beni Culturali del nostro paese. La Carlucci è irremovibile: Salvatores Settis si deve dimettere.

Anche perchè, e “non è cosa di poco conto”, Settis non è stato eletto.

Davvero, signora mia: è inconcepibile, al giorno d’oggi, che chi occupa i vertici di certe istituzioni non venga e(x)letto.
Dove andremo a finire.

http://www.gabriellacarlucci.it/2008/07/09/beni-culturali-settis-si-deve-dimettere/

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Nick Carter scrive:

Scirocco, non LE SCAPPA PIU’?
Ci vada lo stesso!
NC

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Scirocco scrive:

Carter,
vedo che lei ha molto a cuore lo stato delle mie viscere.
Eccessivo scrupolo di mestiere?

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Nick Carter scrive:

No,
Solo Satira, ironia, fine dialettica.
Visto l’effetto dei suoi scritti, permetta un leggero contrappasso.

NC

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Scirocco scrive:

Prego, ci mancherebbe.
Si direbbe però che abbia a cuore l’effetto non dei miei, ma piuttosto dei suoi scritti, concentrati e stimolanti come la Dolce Euchessina.
Stia pur sereno, che va tutto benissimo.

Gliene sono grato e la saluto con viva cordialità.

PALADINA, VECCHIO AMICO MIO ! MA E’ MAI POSSIBILE CHE LEI USI SEMPRE UN AGOMENTO SCATOLOGICO, COMUNQUE TRAVESTITO?

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Scirocco scrive:

Non sia ingiusto, caro Guzzanti.
Dovrebbe rendere merito al mio interlocutore, che era insistentemente impensierito riguardo all’efficacia delle sue somministrazioni.

Io per conto mio sarei infatti portato a trattenermi.
Dunque l’ho solo tranquillizzato e ringraziato.

GUZZ – LA MIA ERA UNA BATTUTA SCONFORTATA, NON UNA ATTRIBUZIONE DI RESPONSBILITA’.

 
Scirocco scrive:

Si conforti, anch’io prediligo argomenti dai colori più vivi.

 

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Patton scrive:

La differenza tra Settis e Del Turco è che il primo non si dimetterà, il secondo è stato dimesso e sputtanato.
Ma bisognava pur consolar l’Asino, dopo il raglio di piazza Navona!

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Buson scrive:

La notizia è vecchia e la polemica è rientrata. Settis comunque era stato parecchio inopportuno: sei a capo di un organo che ricopre un ruolo importante per il ministero, hai ricevuto dal nuovo ministro attestati di stima e le critiche gliele muovi schiaffandole sul giornale? Le vie istituzionali non si usano?

Comunque, Bondi è una persona mite e ha ricucito subito.

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maria v scrive:

Sul blog http://blog.libero.it/lavocedimegaride
Messaggio N°739 14-07-2008 – 20:29
Tags: Denunce – Appelli
Bruno Contrada intervista Daniela Della Pietra

http://blog.libero.it/lavocedimegaride/view.php?reset=1

Si può leggere la lettera di Bruno Contrada al Magistrato Della Pietra.

Questo è il comunicato di Marina Salvadore

Per conto della signora Anna Contrada, trasmetto messaggio autografo di Bruno Contrada dal carcere di S.Maria Capua Vetere, cui dare massima evidenza. Con questo sintetico scritto, denso di umanità ovvero di consapevolezza, cultura e dolore, Contrada sottopone al giudice Daniela Della Pietra alcuni irrisolti quesiti….e….forse, li porge anche a NOI ITALIANI, alla nostra coscienza!
marina salvadore
- comitato Bruno Contrada –
http://blog.libero.it/lavocedimegaride

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Nick Carter scrive:

Carissimi di RI

secondo voi è ipotizzabile un reato di “Omicidio a mano armata … di carta bollata”?

NC

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sigal harari scrive:

L’Iran è scontento dei colloqui di pace indiretti in corso fra Israele e Siria. Hussein Shariatmadari, alto consigliere del leader supremo iraniano Ali Khamenei e redattore capo del giornale Kayhan, negando anche l’esistenza dello stato ebraico ha affermato: .
“Abbiamo sempre detto che non esiste un paese chiamato Israele in questa regione. Quel paese si chiama Palestina. Quindi è normale da parte nostra respingere ogni negoziato fra uno stato islamico, come la Siria o la Turchia, con uno stato illegittimo e inesistente”.

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Mauro D. scrive:

Scusate l’OT
Ricevo proprio ora questa email da un amico.
E’ una notizia evidentemente vecchia ma che io non conoscevo.

Si riferisce ad una vettura ad aria che risolverebbe i problemi del caro-petrolio, caro-benzina, caro-meccanico ecc.
*****************
Notizia del 28 febbraio 2006 – 14:49
L’auto ad aria è… volata via
Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?
VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E’ IMPORTANTE QUANTO L’ACQUA
QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la “Eolo” (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell’uso urbano.
Dallo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d’estate per l’impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all’interno dell’auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.

Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.
Qualcuno l’ha mai vista in Tv?
Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito http://www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d’attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all’inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull’autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.
Insomma l’attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.
Il sito scompare, tanto che ancora oggi l’indirizzo http://www.eoloauto.it risulta essere in vendita.
Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l’idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni.
Tant’è che anche oggi, se scrivete su Google la parola “Eolo”, nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.
Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un’auto.
I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l’inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.
Oggi si parla, forse della prima metà del 2006…
Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.
La benzina oggi, l’idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos’altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che “l’informazione” ufficiale dica mai nulla, presa com’è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo….

invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!
LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!
*****************
Pensate che botta per Almadinejad! Altro che centrali nucleari e bomba atomica!
Non avrebbe più una lira neanche per un pacchetto di sigarette.
E gli Israeliani sarebbero forse un tantino più tranquilli.

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Buson scrive:

Questa notizia è stata approfondita da Paolo Attivissimo, qui:

http://attivissimo.blogspot.com/2006/03/eolo-auto-scomparsa.html

Ci sono due analisi teoriche dell’efficienza qui e qui.

Sorvolando sulla teoria cospirativa (ci nascondono, ci vogliono fare credere…) che, come sempre, lascia il tempo che trova, le chiedo: ma lei l’aria con che energia la vuole comprimere? Vuole attaccare il compressore alla rete elettrica come dice l’e-mail? Ma a questo punto non è meglio caricare una batteria con efficienza superiore? Perché gli artefici del complotto non uccidono quelli che producono i autoveicoli elettrici? Anche quelli sono ad emissione zero e non ci costringono a fare il pieno di benzina.

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Mauro D. scrive:

Grazie Buson per la completezza dell’informazione.
Cordiali saluti

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maccarti scrive:

Non so se Ottaviano del Turco sia colpevole o innocente.
Non so se i Magistrati di Pescara abbiano seguito alla lettera il dettato del codice di procedura penale, o ne abbiano dato un’ interpretazione forzata.
Non lo so. E non mi interessa saperlo.
M’interessa, invece, sottolineare come la Magistratura si muova a tutto campo. Non solo contro Berlusconi,
come a molti di noi piace pensare.

Se malpensiamo, invece, dobbiamo concludere che la Magistratura italiana vuole sostituirsi alla politica, scalzarla, prenderne il posto insomma. E governare.

Se ci limitiamo a pensare e basta, concludiamo che la Magistratura fa il proprio mestiere usando quella (troppa) discrezionalità che la legge (ripeto: la legge), non un capriccio del destino, le attribuisce.

Ancora.
Se ci limitiamo a osservare, siamo costretti a concludere (alla luce degli ultimi avvenimenti) che la Magistratura è spaccata in due:
una parte si muove per teoremi contro Berlusconi e il Cdx;
l’altra parte si muove per teoremi contro il Csx.

Intanto la politica, scimmieggiando proprio quella Magistratura che (a detta sua) l’ha presa di mira, si muove pur essa per teoremi:
Del Turco è innocente a prescindere. Del Turco non andava arrestato a prescindere (dal codice di procedura penale). La Magistratura sbaglia a prescindere.

Circa un anno fa avevo scritto su queste pagine che una Magistratura eccessivamente presente nel Paese non è tutta colpa della Magistratura; piuttosto della politica.
E già, perché il magistrato applica leggi che non s’inventa di volta in volta, a seconda delle circostanze; ma che esistono, perché è il legislatore ad averle partorite. Ed è sempre il legislatore che le tiene in vita.

Ebbene, se le cose stanno cosí, spetta alla politica intervenire.
E, prima di intervenire, spetta alla politica trovare un punto comune da cui partire, al fine di operare una riforma onesta, che ammoderni la macchina della Giustizia in Italia senza mortificarla.
L’ha capito Luciano Violante. Lo capirà Berlusconi?

Mi si opporrà: Violante è un opportunista.
A parte il fatto che in politica non sia sa dove finisce l’opportunismo e dove comincia la saggezza, la guerra, questa guerra, non conviene a nessuno. Lascia solo macerie. Anche nel Pd.

Quando il Presidente del Consiglio, senza conoscere come realmente stanno le cose, giudica negativamente l’azione della Magistratura, non delegittima un Ordine, quello giudiziario, ma delegittima un Potere, quello politico.
E ciò perché si muove incautamente.
E un capo di governo non dovrebbe mai farsi mancare la cautela. Non foss’altro che per evitare repliche che gettano altra benzina sul fuoco.
La Magistratura, infatti, viene implicitamente autorizzata a giudicare negativamente – e a prescindere- il potere politico.

A quando la fine di questo calvario?
A quando un confronto sereno sull’argomento fra tutte le forze politiche?
Anche perché, prima il nodo si scioglie, meglio è. Per tutti: politici, magistrati, cittadini.
Altre urgenze ci pressano.

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Fulvia scrive:

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276072

Seguo il consiglio di Uccio e Cumino. Indico il link. Se non si apre od ho sbagliato qualcosa ditemelo che voglio imparare.

Riflessioni di Vittorio Sgarbi sull’arresto del Presidente della Regione Abruzzo ed alcuni assessori.

Anche io da garantista vado con i piedi di piombo.
Troppi arresti e troppe innocenze postume. Troppo postume.Anni ed anni dopo la gogna mediatica. Magari a carriera politica bruciata e, quel che peggio, vita quotidiana devastata . Spesse anche senza le pubbliche scuse, sulle stesse testate giornalistiche dove ti hanno trattato da delinquente incallito, ladro famelico e matricolato, vergogna delle istituzioni.
Non ho simpatia per Ottaviano Del Turco, ma non mi rende felice la sua situazione : ci potremmo trovare anche noi in quel baratro, improvvisamente, e senza tante scuse.
Carcerazione preventiva per costringere la persona a divenire anche delatore, pur di salvarsi la pelle.
Pensiamo alla carcerazione assurda di Scaramella.
Chi restituirà a quelle persone il tempo, la vita, la loro qualità di vita ??
Perchè un Giudice può fare questo e restare impunito dopo il chiaro errore che ha commesso?
Fulvia

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Filippo Parisi scrive:

No, Fulvia. Sgarbi no. Conosci qualcuno meno giustizialista di lui? :)

Oltre che più ipocrita?

“Amplificando reati minori”. Che vuol dire? Erano reati? Commessi da chi dovrebbe rappresentarci????

Ha anche imparato ad utilizzare parole come “infami”, il cui stampo mi sembra evidente … rivolto evidentemente a coloro i quali collaborano con la giustizia.

Un saluto

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Buson scrive:

La frase nella sua interezza era: “amplificando reati minori o inconsapevoli in delitti odiosi per una società desiderosa di vendette”.

E quando dice infami mi sembra che si riferisca alla condizione in cui piomba l’arrestato nel momento in cui viene sottoposto a carcere preventivo (non nel momento in cui “parla”), infamia rispetto all’opinione pubblica che viene usata come leva per distruggere la persona e fargli confessare tutto, magari pure ciò che non ha commesso.

Questo mi sembrava il pensiero espresso da Sgarbi. Capisco non essere d’accordo, ma attribuirgli l’uso di parole degne di un galeotto non mi pare molto corretto.

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Fulvia scrive:

Concordo con te Buson. Anche io ho dato questa interpretazione allo Sgarbi pensiero.
Sgarbi è sicuramente una persona diciamo particolare, nel senso “sui generis” per irrequietezza ed instabilità. E’ un artista, genio e sregolatezza, fuori dagli schemi.
Ma in questo articolo, che ho trovato molto pacato, mi è piaciuta proprio la volontà di riflettere e far riflettere le persone sui fatti gravi accaduti senza farsi prendere dal giustizialismo a tutti i costi.
Forse Filippo, devi rileggere la pagina senza il fastidio che ti provoca Sgarbi.
Analizzando attentamente le parole che ha usato: vedrai che poi la pensi come Buson e me.

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Filippo Parisi scrive:

MI scuserete Buson e Fulvia se non sono d’accordo. Ma la frase di cui dibattiamo è: “…era l’estensione di un metodo, di una caccia all’uomo iniziata con la minaccia o l’uso del carcere preventivo per far parlare, per rendere infami.”

Se si associa, facendo seguire la parola INFAMI a PER FAR PARLARE io ci vedo solo ed unicamente il senso mafioso del termine stesso. Non che Sgarbi lo sia, ma mi sembra sinceramente odiosa questa maniera di esprimersi.

MI scuserai Silvia, tra l’altro se ti dico che mi fa sorridere la definizione di “artista” che tu vedi in Sgarbi. Un conto è la sua capacità didattico-espressiva nello spiegare anche ai profani ciò che gli ARTISTI hanno realizzato, un conto è essere un artista…

Un saluto.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Buson scrive:

Diciamo che la frase si presta ad essere letta anche in quel modo, se proprio lo si vuole: la sfumatura sta anche nell’ordine con cui vengono dette le due cose. Ma si tratta di interviste rilasciate a voce, farne l’esegesi è inutile.

Io posso dire che quando l’ho letta la prima volta ho capito al mio modo, mi sembrava che discendesse dal resto.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Filippo Parisi scrive:

Aggiungo che secondo me, s. Un giudice che commetta un errore ai danni di un cittadino, qualunque, minandone la reputazione, la morale, ed anche la salute -fisica e mentale- debba essere punito. Sono d’accordissimo a che si porti avanti un discorso del genere nelle sedi opportune, ossia tramite una proposta di legge e che la punizione sia commisurata all’entità del danno rpocurato.

Mi si permetta ricordarti comunque che l’acredine di Sgarbi deriva, oltre che dal suo…carattere…anche dal fatto di essere lui stesso stato riconosciuto colpevole e condannato (ovviamente da un giudice) quando con i soldini dei cittadini esibiva falsi certificati medici per non andare a fare il suo lavoro “istituzionale” e magari, dico magari, farsi i cazzi suoi.

Un altro saluto.

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Luciano Baroni scrive:

Sgarbi, come tanti altri che non sono stati mai condannati, porta avanti un discorso su questo punto che era già acclarato da un Referendum e che un Parlamento “pauroso” del potere non delegato dalla Costituzione, bellamente mise in un cassetto facendo una modifica di Legge che andò contro a quel risultato referendario, addirittura in questo modo, dando ancora più spazio “alle scelte dei singoli magistrati di pensare e di avere, di fatto, un’immunità” a prescindere, continuando carriere in tutti i gangli della “giustizia” e anche oltre.

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Filippo Parisi scrive:

Luciano, tu scrivi: “Sgarbi, come tanti altri che non sono stati mai condannati…”

Io vorrei semplicemente ribadire che la ripetizione pedissequa di una bugia, a differenza di quanto sosteneva Goebbels, NON la trasforma in verità. E credo anche que queste “rotonde” affermazioni siano invece la sostanza di un’altra affermazione che trovo invece vera: “se una notizia non viene riportata dai giornali -o dalle TV- semplicemente, NON esiste, pur esistendo.”

Lasciando da parte le innumerevoli condanne subite per calunnia, insulto, etc. etc. di cui ha un’abbondante collezione e sulle quali ammetto (ma relativamente vista la quantità.) che si possa disquisire) ve ne è una che non è certo di quella categoria, in quanto si tratta di FALSO E TRUFFA AGGRAVATA:

FONTE: Wilkipedia (ossia, super partes, no? E comunque si tratta di una sentenza passata in giudicato, ovverossia, DEFINITIVA, che è stata cioè confermata dai 3 gradi d’appello del nostro ordinamento)

“Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, (Sgarbi ndR) è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto. Condannato a pagare un indennizzo fissato dalla corte, il critico d’arte si giustificò affermando che la sua assenza dall’ufficio dipendeva dall’impegno per la redazione d’un catalogo d’arte.”

Per la cronaca, il FALSO (da cui la TRUFFA AGGRAVATA) consisteva nei FALSI certificati medici che “l’artista” provvedeva ad esibire come giustificante delle sue reiterate assenze.

Che paese…che informazione…che classe politica (sic). Cazzo, ci vuole sul serio una decisa Rivoluzione Italiana.

Un saluto.

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Luciano Baroni scrive:

Forse non sarebbe male che rilegga, con calma, quella frase, prima di scrivere di una bugia detta male.

Però un “aiutino” voglio darlo, in modo che non si affatichi prima di rispondere nuovamente.

In quella frase, che è propedeutica al resto del post, c’è un CHE, cambia tutto il senso di quello che ha capito e per il quale ha scritto il post che mi costringe a dirle i tornare a scuola.

Non c’è una frase, mia, in cui si legga che Sgarbi non è mai stato condannato, ma devo dire che in nessun altro post ho letto una frase del genere.

Vikipedia “indipendente” ?

Già, come il Corriere della Sera di Paolo Mieli.

Saluti.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Filippo Parisi scrive:

Sarà appunto colpa dei miei nulli studi. MI perdoni, professore…

Un saluto

 
Luciano Baroni scrive:

Questa è la risposta di uno che vuole, anzi vorrebbe, fare il Rettore che non entra nel merito e non sa cosa dire.

Saluti.

p.s. Per Guzzanti : quale limite raggiunto e/o superato, per cosa ?

 
Filippo Parisi scrive:

Mi consenta…ma il CHE che lei cita non dimostra nulla se ha l’umiltà di rileggersi e di intendere che non tutti possono conoscere la sua maniera di esprimersi e le sue idee.

Ci avrebbe dovuto mettere delle belle virgolette o citare il nome di Dell’Utri o di altri “che non sono mai stati condannati” (vede così come si capisce bene?)

Rettore…neanche per sogno. Professore, lo lascio fare a lei.

Quanot al limite è quello massimo che consente di annidare citazioni (replies) ad un commento.

Un saluto.

 

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Gianluca scrive:

Ritengo inutile dare giudizi, parteggiare per i giudici o per Berlusconi, ritengo quanto successo importante per una riflessione dentro ognuno di noi. In questi ultimi periodi è difficile prendere posizioni, i media, i politici, i blogger, noi tutti affrontiamo il problema con molti pregiudizi, si prende posizione cercando di essere coerenti con le proprie idee ma al giorno d’oggi tutto ciò è impossibile. Chi si rispecchia maggiormente nel centrosx tenderà ad assolvere la magistratura, contrariamente dai simpatizzanti del centrodx si tenderà ad avvalorare maggiormente le tesi Berlusconiane, per poi passare ai più arrabbiati che ce l’anno sicuramente con tutti indistintamente difendendo a spada tratta i giudici.

Il problema non sono i magistrati, i politici che rubano, Berlusconi, il malaffare, ecc. ecc. il problema reale è il SISTEMA ITALIA ORAMAI DECOTTO. Spero che da questo blog dal bravo Guzzanti chiamato RIVOLUZIONE ITALIANA ci possano essere quelle idee per far si che finalmente il SISTEMA ITALIA POSSA CAMBIARE RADICALMENTE, INVERTIRE BRUSCAMENTE LA ROTTA.

In Italia purtroppo la storia insegna siamo sempre stati perfettamente divisi, partendo dal periodo del fascismo dove il paese era spaccato in due, per passare al referendum post guerra tra RE e Repubblica con la seconda vincitrice in volata, per arrivare ai giorni d’oggi con Berlusconiani ed anti berlusconiani, passando per tutti i governi dove la DC era il primo partito ma costretta ad allearsi formando i vari pentapartiti. A seguito di queste divisioni spesso i ns governanti erano più attenti a trovare quel 5% in più per andare al potere che ha fatto per anni in Italia decisivi partiti al 2% come il partito Liberale, il partito Repubblicano, il partito Socialdemocratico e così via. E cosa si faceva per conquistare i voti? molto semplice si è creata la cultura del voto di scambio, dei favoritismi, dei clientalismi ecc. ecc.

Siamo cresciuti così e siccome gli equilibri spesso erano precari una volta si faceva una leggina per far contento tizio ed una altra leggina per far contento caio. Il ns sistema diventava sempre più complesso e privo di logiche, i cittadini spesso ricevavano molto e si disennescava la protesta con questo metodo scientifico. Il concetto era semplice io potere ti faccio stare bene e tu cittadino NON ROMPERMI GLI ZIBIDEI.

Tangentopoli, gli scandali attuali, la mancanza di un minimo di senso civico tra noi cittadini, le ruberie, il debito pubblico sono figlie di QUESTO SISTEMA. A ragione Berlusconi a dire che i Magistrati spesso travalicano il loro ruolo, ma hanno ragione gli stessi Magistrati a dichiarare che se il premier scredita il loro lavoro un paese non può definirsi civile, come vedete da questo semplice esempio è impossibile uscirne fuori sullo stesso tema si può dire tutto ed il contrario di tutto.

LA RIVOLUZIONE ITALIANA dovrebbe partire il prima possibile, bisognerebbe cambiare per prima cosa l’intero sistema giudiziario, bisognerebbe renderlo più snello, più veloce, allo stesso tempo creare una sorta di periodo cuscinetto dove in due anni ognuno avrebbe la possibilità di mettersi in regola, di dichiarare il proprio doppio lavoro, il lavoro in nero, l’evasione della propria azienda ecc. ecc. LE TASSE dovrebbero tornare ad un livello decente e lo STATO dovrebbe cambiare completamente rotta, tutto dovrebbe essere ON LINE (il progetto Brunetta trova tutto il mio assenso), e sopratutto per chi sgarra dopo il periodo cuscinetto massima severità. Costruiamo carceri esclusivamente per reati amministrativi come negli Stati Uniti e per i politici e cittadini che cadranno nelle vechie tentazioni nessuna pietà. Cominciamo a far entrare nel ns vocabolario “.. CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI…” che negli USA viene immesso nel DNA di ogni cittadino e noi non sappiamo neanche cosa sia questa frase.

In poche righe ho affrontato in modo superficiale un argomento molto vasto e spero che questo post possa essere di riflessione per tutti noi, confrontiamoci e vediamo se da questo laboratorio di idee frequentato da persone che hanno voglia di crescere e di far crescere il ns paese senza demenziali insulti possa uscire fuori qualcosa di costruttivo.

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toscana_nova scrive:

Sono completamente d’accordo con Gianluca, basta insulti ed inutili polemiche.
Bisogna guardare avanti. C’è molto da fare

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dvd1 scrive:

Ogni volta che sento parlare gogna mediatica mi viene in mente Mastella,sembrava il ladrone del secolo e poi per cosa è stato accusato? e la moglie? Ecco ,sono questo tipo di azioni che mi mi fanno pensare sulla magistratura ed in più da quelle parti mai un mea culpa. Davide Cembrano.

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Fulvia scrive:

http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2438&Itemid=35

Sempre sulla Giustizia.
«Preferirò sempre che la giustizia venga danneggiata piuttosto che negata»
Riflessioni ricordando Sciascia sulla mafia, l’antimafia e la mafietà.

Interessante.

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Dario Lampa scrive:

Ho letto l’articolo su Sciascia. Non ci ho capito granchè. Sarà che non lo conosco, che non conosco le sue opere.
Mi sembra però di avere capito che criticava l’Antimafia nei momenti in cui, per combattere la mafia, non applicava dei metodi giusti, nel senso di provvedimenti previsti dal diritto.
E l’autore mi sembra faccia una considerazione su come Sciascia avrebbe giudicato la stagione di Tangentopoli. Male, secondo lui, perchè la giustizia andò oltre i limiti che gli erano imposti per legge, perchè non spettava alla giustizia fermare la corruzione nella politica.
Forse oggi è il momento migliore per discutere di queste cose. Abbiamo un uomo politico arrestato per corruzione ma non è del centro-destra, per cui dovrebbe essere accantonato il teorema delle “toghe rosse”. Non siamo prossimi alle elezioni, per cui non ci dovrebbe essere neanche il teorema della giustizia che si sostituisce alla politica. Quelli di cui è accusato sono reati che penso tutti sentiamo come gravi.
Per favore ditemi secondo voi come dovevano andare le cose, da quando i magistrati hanno sentito Angelini a quando Del Turco è stato messo in cella d’isolamento.
Vorrei sapere se per voi c’è stato un qualche reato, se hanno fatto bene a indagarlo, se hanno fatto bene ad arrestarlo, a metterlo in isolamento.
Vorrei capire se c’è un qualche margine di discussione o se andremo avanti come sempre con il muro-contro-muro.

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tequilero scrive:

Caro Dario,
ipotizzae ora se ci sono stati dei reati o meno è molto difficile.
La presunzione di innocenza vale per Del Turco come per chiunque altro.
L’inchiesta appare molto complessa e le carte sono molte. Vediamo come si sviluppo.
Quello che è certo è che vi è stata la privazione della libertà personale di alcune persone ed è stato previsto addirittura l’isolamento.
Ora senza consocere nemmeno una riga delle carte, Ti posso dire che trovo molto difficile che vi siano i presupposti per una carcerazione preventiva.
Non vedo come potesse Del Turco inquinare le prove visto che la stessa Procura parla di prove “inconfutabili”.
Nè come potesse reiterare il reato o fuggire.
Le indagini andavano avanti da più di due anni, hanno raccolto molto materiale e testimonianze.
Sbattere una persona in cella ed in isolamento (Sulmona è una prigione molto particolare), mi è sembrato molto eccessivo e spettacolare.
Mi viene solo in mente che gli inquirente pensano che Del Turco li possa portare a qualcosa di più grande.
Ma se questo è il metodo, stiamo davvero messi male.
Un saluto.

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Filippo Parisi scrive:

Concordo pienamente. Questi “show” sanno tanto di programmato e fanno schifo. Sono iniziati con Tortora, no? Fermo restando che è scontato che la magistratura debba seguire il proprio corso è evidente una notevole disparità di trattamento che non varia da reato a reato ma sembra variare secondo la “valenza politica” dello stesso.

Siamo messi male. Anzi, direi malissimo.

Un saluto

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-jm- scrive:

link a un’altra intervista del Sen. Cossiga
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276089

(consiglio per la moglie di Veltroni … andare a fare l’inviato speciale in Birmania, e tornare quando la magistratura sarà stata riformata)

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Fulvia scrive:

No muro contro muro, non ci penso nemmeno in questo momento.
Penso al garantismo, al fatto che ogni uomo può/deve essere giudicato se esistono valide motivazioni, ma non deve essere pubblicamente sputtanato sempre e comunque ed in base a ciò che trapela dalle varie Procure da cui fuoriescono informazioni che dovrebbero essere riservate.
Il condizionale è d’obbligo.
Fino a quando non si fa il processo Ottaviano Del Turco per me è un uomo libero illegalmente detenuto su cui pendono gravi indizi e gravi reati, ma tutti da dimostrare nelle opportune sedi.
Ma il processo siccome non si terrà per i prossimi dieci anni perchè in genere la magistratura in mancanza di prove schiaccianti va avanti con i suoi teoremi, ed i suoi tempi menefreghisti ed incuranti della persona fisica che a quel punto è già un condannato, ritengo illegittimo lo stato detentivo da carcere duro di Ottaviano Del Turco.
Hai ragione, non siamo in tempo di elezioni, non siamo davanti ad un uomo del Centro Destra, ma davanti ad uno dei pochi ex socialisti che fino a ieri sembrava scampato dalla Tangentopoli di Di Pietrina memoria. Ma questo è un cattivo pensiero che può dare fastidio in questa fase da me dichiarata di non muro contro muro.

Dichiaro che la Magistratura non si può permettere di togliere la libertà a nessuno, specie nella fase iniziale di una indagine, nè si può permettere di far trapelare fatti così gravi in assenza di un verdetto, di un processo.
La gente ha già processato e giustiziato Ottaviano Del Turco.

E tu come la pensi in proposito?
Sei garantista o sei giustizialista ?

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Filippo Parisi scrive:

Scusami Fulvia ma questo ragionamento vale per qualunque tipo di reato (oppps, pardon, ipotesi di reato) quali omicidio, rapina a mano armata, violenza carnale, ecc. ecc.? Oppure tale indignazione deriva dal concetto “se un magistrato manda un avviso di garanzia ad un politivo è perchè c’è un interesse politico”? Io sarei molto cauto con questi famosi (ormai) TEOREMI.

Comunque seguendo il tuo ragionamento vedo un punto molto favorevole: potremmo chiudere metà delle carceri. In fondo hai ragione sulla durata dei processi e molto altro che è chiaramente vero più che pessimista.

Ma che comunque un indagato per reati che non siano minori (e questo NON LO E’) e per il quale (reato) le prove indiziarie sono veramente notevoli e circostanziate (come in questo caso) debba andarsene tranquillo di fare il cazzo che gli pare finchè un giudice (anzi tre, visti i tre gradi della giustizia, no?) beh onestamente mi fa venire i brividi.

Io preferisco che in casi così facciano il processo per direttissima ma che nel frattempo vuttino le chiavi della cella. Se poi dovesse risultare innocente, beh, allora si chiama il fabbro per aprirla e naturalmente si risarcisce axdeguatamente. E magari si condanna il magistrato.

In saluto

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sigal harari scrive:

C’è un poeta nel cimitero
Che piange da cinque anni
Un giorno non molto lontano
Vedrà solo freschissimi frutti
Alleluyà! Alleluyà!
C’è un poeta nel cimitero
Che grida al mondo
La sua voglia di amori
E sulle colline del cielo.
Seppellisce la furia dei tempi.
Non vuole nè mondo
Nè sogni
Ma solo la sua libertà.
Spia la morte in silenzio
Cercando per mari e per monti
La sua ansia di poesia
Insoddisfatta.
Quel giorno, quel giorno
Nessuno dormiva nel cielo
Nessuno
Oh colli spezzati
Oh fiume fatato
Oh monti, oh mio mare del sale
Che nessuno dorma nel cielo,
Nessuno
C’è un poeta nel cimitero
Che piange da cinque anni
Un giorno non molto lontano
Vedrà solo freschissimi frutti
Dimenticherà paesaggi di tombe
In attesa della resurrezione
Alleluyà! Alleluyà!

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kintpuash scrive:

Io questa storia del garantismo e del giustizialismo proprio non la reggo più.
La trovo propria una divisione senza senso.
Secondo me se ci sono degli indizzi (e in questo caso mi sembrano gravi e circostanziati) la legge deve fare il suo corso senza guardare in faccia nessuno.
E qui il giustizialismo non c’entra un bel niente.
E poi non riesco a capire questa doppia faccia del centrodestra.
Per i reati commessi dagli extracomunitari invocano sempre misure drastiche come il carcere arrivando addirittura a ipotizzare di schedare un’intera etnia senza chevi sia nessuna ipotesi di reato, ma quando si toccano politici o imprenditori per corruzione o addirittura per associazione mafiosa diventano subito ultragarantisti.
Se guardiamo di cosa parlano i politici del centrodestra sembra che il problema più grave dell’Italia sia l’accattonaggio o i piccoli furti e non mafia, camorra e corruzione a tutti i livelli.
Forse è perchè questi reati solitamente sono commessi da italiani.
Mah.

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tequilero scrive:

Kintpuash,
per quanto mi riguarda la presunzione di innocenza è un principio sul quale non transigo.
Vale nei confronti di un politico, come di un rom.
Non mi interessa neanche se viene utilizzata con comodo a seconda delle convenienze politiche.
Né se viene strumentalizzata per attaccare indistintamente i Giudici.
Condivido con Lei che la legge non deve guardare in faccia nessuno, ma nel farlo deve attenersi a delle norme giuridiche che sono poste a tutela di tutti e non dei deliquenti, come molti facilmente pensano.
Lo stesso discorso vale affinché a chiunque sia garantito un giusto processo e siano rispettati i suoi diritti come persona, e questo qualunque reato abbia commesso, anche quello più aberrante e schifoso.
Perchè difendere questi principi, per me significa difendere ogni singolo cittadino da possibili abusi e ingiustizie.
Di qualunque colore politico o di qualunque etnia esso sia.
Saluti.

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circololibero scrive:

Anch’io sono per la presunzione di innocenza.
Ma se un imprenditore porta le foto delle banconote da 500 euro e delle relative fascette e queste banconote vengono ritrovate in uno specifico posto dove non dovrebbero esserci…nella posizione del magistrato cosa fareste dopo le opportune indagini? Io arresterei o il presunto corruttore che ha preso le mazzette o il presunto calunniatore, non credo ci sia tanto spazio per la filosofia.
Pensiamo anche agli imprenditori che devono pagare pizzi e tangenti.

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Manuele Bani scrive:

A me sembra che la retata di ieri sia solo uno degli ennesimi frutti avvelenati della faida interna alla sinistra…che sta diventando sempre più sanguinosa…ancora non hanno deciso quale strada prendere…giustizialismo o riformismo…la magistratura e alcuni colonnelli hanno mandato un avvertimento al nostro uolter…guarda cosa ti facciamo se ci provi ad assecondare Berlusconi nel voler cambiare le cose!…Forza uolter tira fuori le palle …facci vedere che il barcone del PD lo comandi tu…

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ryan scrive:

Io, a questo punto, della presunzione di innocenza non so cosa farmene.
Ottaviano Del Turco è persona che ho stimato (e che stimo tuttora e spero di poterlo stimare ancora dopo la fine del processo -che spero non duri dieci anni, come invece i mezzi, le risorse e l’organizzazione della giustizia farebbero temere), però quest’idea del “teorema” accusatorio a carico del malcapitato (politico, ovviamente) di turno oltre a farmi imbufalire mi terrorizza: perchè è su questa linea di attacco al sistema giustizia che si sta tentando di costruire un’opinione trasversale di strapotere della magistratura, che è il primo passo per proporre al parlamento misure eccezionali (”separazione delle carriere? non solo! io sto pensando anche ad altro, a molto di più!”… chissà chi lo ha detto?) per impastoiare ogni possibile iniziativa giudiziaria che veda come perseguito un politico.

Il martellamento su questo tema è diventato insopportabile, asfissiante, tanto da costringere molti a pensarla effettivamente così: i giudici sono dei megalomani il cui fine ultimo è quello di sottomettere il potere politico al proprio volere e creare così le condizioni per… per che cosa? per un “governo giudiziario”? per un governo sostenuto dal potere giudiziario (ovviamente, di sinistra)? e non per prevenire e reprimere schifosissime manovre truffaldine e di volgare corruzione che fruttano milioni di euro e privilegi di diversa “natura” a chi le mette in atto? No eh?

Io non sono d’accordo con tutto questo vociare a sproposito di giustizia “schierata”, sempre e comunque. Penso che ci siano -come in ogni realtà lavorativa- magistrati con una certa mania di protagonismo, magistrati cui difetta (come è statisticamente normale che sia) qualche abilità nell’operare (che può anche essere una deformazione professionale, come quella di vedere il marcio anche dove sarebbe ragionevole escluderlo…), alcuni magistrati la cui formazione professionale è stata decisamente viziata da influssi culturali (ideologici inclusi) che ne condizionano la serenità dell’azione: ma tutte queste situazioni sono trasversali a tutto il mondo del lavoro; perfino tra gli imprenditori esistono esempi di soggetti la cui convinzione politica preluderebbe paradossalmente alla negazione stessa dell’esercizio della libera iniziativa… Ma tutti questi sono casi singoli, più o meno diffusi, da cui non può trarsi spunto (od occasione, ancora peggio) per riformare in senso autoritario un sistema, attribuendo alla generalità di quel sistema i vizi e le carenze che sono (normalmente) presenti in singole sue componenti.

Non si dovrebbe intervenire per studiare i sistemi di tutela (oggettiva) perchè soggetti particolarmente “virulenti” abbiano invece a ricondurre la loro azione all’equilibrio e alla terzietà propri della magistratura?
Gli “errori giudiziari” (che alla fine, nella maggior parte dei casi affiorano e vengono individuati) dovrebbero essere catalogati e collazionati al curriculm del magistrato che, a quel punto, potrebbe essere sottoposto a procedimento disciplinare, con opportune garanzie (da svolgersi sempre dal CSM, di cui dovrebbero pure riformarsi composizione, madalità di nomina, durata, prerogative e potere di intervento) e se riconosciuto responsabile, sanzionato adeguatamente.

Ma anche ammettendo che il fenomeno fosse delle dimensioni che vengono continuamente prospettate: chi ci garantirebbe che l’assunzione del “controllo” della magistratura da parte della politica sarebbe la soluzione al problema?

Non si vede in questo alcuna controindicazione, nessun rischio che la giustizia possa divenire solo “strumento” nelle mani di chi (destra o sinistra che fossea) avrebbe tutto l’interesse a condizionarne l’iniziativa al fine di salvaguardare privilegi e benefici (ovviamente illeciti e contro il popolo sovrano) e per conservare la predominanza della propria parte politica?

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Patton scrive:

“Io, a questo punto, della presunzione di innocenza non so cosa farmene.”

Ryan, ma che minchia dici???
La presunzione d’innocenza è il solo principio sacro e inviolabile della democrazia!! Neanche il rispetto delle mnoranze è così sacro, perché inevitabilmente connesso al rispetto che le minoranze stesse dimostrano nei confronti dei valori fondanti della democrazia in cui vivono. “Principio sacro e inviolabile” vuol dire che esso si applica a ogni accusato: sia esso l’uomo più invidiato o quello meno invidiabile, siaa esso l’uomo migliore che conosciamo o anche il peggiore: per il semplice motivo che il giudice non deve stabilire qual’è la personalità dellaccusato, ma solo stabilire se l’accusato ha commesso il fatto contestato, oppure no.

Il principio della presunzione d’innocenza esige inoltre che i dettagli del fatto contestato vengan resi noti solo dopo l’inizio del pubblco dibattimento, o almeno dopo che l’accusato ha potuto conferire con un avvocato difensore capace di controbattere adeguatamente agli argomenti dell’accusa.
Un giudice che non rispetta questo principio sacro e inviolabile è, almeno de jure, un golpista. Che lo diventi anche de facto, dipende solo dalle circostanze. Qui in Italia, prima e dopo le elezioni politiche del ‘24, vinte da Mussolini a mani basse, schiere di giudici compiacenti accusarono e costrinsero alle dimissioni gli amministratori locali popolari e socialisti che erano rimasti ai loro posti. Il Duce commentò, sornione, che i popolari si comportavano “come topi nel formaggio”…

Buona notte

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Sergio Rizzitiello scrive:

Caro Maccarti accolgo volentieri le tue riflessioni sulla politica e la giustizia.

Concordo con te nel dire che va addebitata alla politica parte della responsabilità dell’attuale arroganza di certa magistratura la quale ha pensato bene da Mani pulite in poi di voler riempire un vuoto di potere.

Devo però precisare che non tutte le forze politiche hanno voluto questo vuoto da far riempire alla Magistratura più politicizzata, per esempio Forza Italia si è sempre contrapposta, come la Lega, in parte l’UDC.

Nel CDX solo Alleanza Nazionale era giustizialista, però pian piano si è ravveduta.

Il problema era ed è nel CSX dove si è sempre pensato alla Magistratura come angelo vendicatore che avrebbe spazzato via ogni opposizione alla loro presa del potere che doveva avvenire per necessità storica, per movimento dialettico delle forze materiali interne alle strutture sociali, economiche, politiche.

Ovviamente vi era e vi è anche una forma meschina di opportunismo che tifava per il magistrato di turno che gli eliminava senza sforzo politico l’avversario, ma l’ideologia che era ed è imperante è quella della purezza, della superiorità antropologica, del primato della questione etica, tutte cose naturalmente che erano e sono nel CSX e che solo la Giustizia di un Magistrato poteva evidenziare con la sua azione: dimostrare il marcio del CDX, la sua corruzione.

Sulle affermazioni di Silvio Berlusconi siamo all’assurdo perché se difende uno della sua parte è la prova della sua complicità e colpevolezza, se difende un avversario politico è lo stesso colpevole.

Comunque lui non ha difeso tanto Ottaviano Del Turco, ma affermato che spesso i magistrati agiscono per teoremi.

Dire questo non significa dire che si vuole dare patenti di innocenza a prescindere, ma solo sostenere che purtroppo l’azione del magistrato è contraddistinta da un castello ideologico che non muove più da una prova di reato ma che cerca il reato per confermare quell’impianto.

Come puoi ben vedere è più precisa l’accusa di Silvio Berlusconi e secondo me è sacrosanta.

Conseguenza di questo procedere del magistrato è stato quello di aver praticamente distrutto l’azione dell’investigatore, del vecchio commissario, dell’ispettore.

Infatti, molte investigazioni denotano questa carenza che si vuol colmare affidandosi quasi esclusivamente ai laboratori scientifici.

Viene meno la capacità di osservazione, l’intuito fulminante, la conoscenza psicologica, la logica di saper collegare i fatti.

Soprattutto viene meno una certa dose di sana umiltà incentivando al contrario un delirio di onnipotenza, arroganza, superficialità.

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Mario Nanni scrive:

alla notizia dell’arresto di Del Turco m’è preso a caldo un motto d’indignazione; e con la premessa della presunzione d’innocenza ho strillato anch’io il più forte sentimento di disgusto. I titoli di certa stampa mi avevano fatto credere che il presidente del Turco era stato preso con le mani nel sacco. Ecco il mio sdegno: anche Del Turco? Ma che schifo! Ora veniamo a conoscenza che tutto s’inerpica su di un teorema e le perplessità sull’operato della magistratura mi si stratificano. Sapete chi mi ha fatto storcere il naso sul “mare di prove”, sulle “prove schiaccianti” raccolte a carico di Del Turco e le loro infallibilità? Mi ha messo in allarme colui che doveva convincermi e convincere ma nella sede giusta non a tu per tu con i giornalisti stampa; convincere con gli atti e non vincere con le conferenze stampa. Si, mi ha fatto storcere il naso non Di Pietro o Grillo e tantomeno Travaglio, ma il procuratore capo della repubblica titolare dell’inchiesta che ha portato in carcere l’ex sindacalista. Perchè? Perchè era una conferenza stampa senza senso, unilaterale, totalmente sbilanciata a favore dell’accusa, mentre l’imputato veniva tenuto sotto chiave. Scandaloso! Il procuratore che parla di “prove schiaccianti”, mentre dello schiacciato neppure una virgola di difesa. Ma è serio questo modo di “fare” giustizia? dove sta la pari dignità tra difesa e accusa? Perchè il procuratore nella sua conferenza si pone a capo dei salvatori della sanità dell’Abruzzo? Cosa c’entra con la politica l’autorità giudiziaria? Perchè se i requirenti hanno raccolto “prove schiaccianti” e un mare di non si sa cos’è, tengono in isolamento il detenuto? Se le prove “schiaccianti” erano state già raccolte, perchè l’isolamento di del Turco? E la disciplinare del Csm, nulla dirà per l’avventatezza della conferenza stampa della pubblica accusa, per rincarare la dose in assenza del già imputato e del già rinchiuso in cella d’isolamento? Con questo non voglio dire a priori che Del Turco è innocente; ma non mi basta, non mi soddisfa, che cerchi di convincermi la pubblica accusa, ancora prima della conclusione delle indagini. e prima di un processo giusto.
Maralai

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Nick Carter scrive:

Condivido in pieno. In Inghilterra non solo il giudice tace ed è terzo, ma non si può nemmeno fare una foto dentro al tribunale.

Verrà un giorno?
NC

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Fabio La Torre scrive:

Perchè invece di sollevare queste questioni di lana caprimna non prova a chiedersi come abbia potuto DEL TURCO, titolare di una LICENZA di TERZA MEDIA, occupare le numerose, importanti e visibilissime cariche che ha ricoperto. Se non ha voglia di andarsele a rivedere gliele elenco io…

TERZA MEDIA ! Con la quale un qualsiasi cittadino non allineato e non colluso può aspirare al massimo ad un posto INVISIBILE e impalpabile. E secondo lei, questo elemento non ha scheletri nell’armadio ? Secondo lei non c’è nulla di strano ?
Questo invece ci ha fatto da MINISTRO, con la terza media… ma lei giustamente è preoccupato dal fatto che, poverino, dopo aver forse strarubato per 20 anni si debba fare 3 giorni di isolamento. Bene, lo difenda, mentre io mi indigno per chi come LUI e per chi come LEI.

Continuiamo così… prego… chi vuol delinquere si accomodi, il paese di bengodi vi da il benvenuto.

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Patton scrive:

Se è per la “TERZA MEDIA” (in maiuscolo! E che cos’è: un segno patognomonico?), molto più ignorante di Del Turco è l’Asino, che è laureato per meriti di… Servizio (qui il maiuscolo ci vuole proprio!), e che rivendica i propri strafalcioni.

Fabio, Glie lo ripeto ancora una volta: per me, cittadino italiano, Del Turco può anche essere il diavolo in persona, per me il giudice potrebbe anche avergli messo i ferri, la palla al piede e il regime di pane e acqua… Se Del Turco se lo merita, il giudice ha la mia approvazione.

Inaccettabile, inqualificabile, indegno è soltanto il fatto che, mentre l’accusato è in isolamento, il giudice propala alla stampa tutti i dettagli del fatto che gli viene contestato, senza che l’accusato stesso possa difendersi. In altre parole, il signor giudice ha dimostrato di:
1) strafottersene del principio fondamentale della sua stessa professione
2) considerare lo sputtanemento dell’accusato come principio cardine della giustizia
3) rivendicare l’impunità del giudice, qualunque cosa faccia nell’esercizio della sua professione.

Le auguro vivamente di non finire mai nelle grinfie di un “signor giudice” come quello.

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ryan scrive:

Patton, approvo la tua indignazione, che diventa anche la mia contro questa frase così isolata ma che, se osservi, è un esordio del 2% circa, strumentale a sostenere quanto il restante 98% vorrebbe dire: cosa mi serve la presunzione d’innocenza se questa garanzia, sacra e inviolabile, a me appare impugnata demagogicamente per prospettare la pressante urgenza di una (per me) dannosa iperdifesa di un potere dello Stato contro un altro potere dello Stato?

Ma tu estrapoli, isoli la violazione del principio, prendi la mira e colpisci. Taci sul nòcciolo della perplessità che io espongo.

Per il resto, sfondi una porta aperta, con l’unica replica che la presunzione d’innocenza non dovrebbe essere l’unico principio da tutelare, secondo me.

Ma davvero tu non vedi alcun rischio? e non trovi che altre sarebbero le strade per organizzare una giustizia meno occhiuta, potenzialmente fallace già nella sua codifica, intransigente ad nutum e per molti versi faziosa?

Io trovo che altrettanto inviolabile e sacro sia il principio del un bilanciamento tra i poteri dello Stato e della loro reciproca autonomia ed indipendenza.

Ma questa è una mia opinione.

Un saluto

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Mario Nanni scrive:

a fabio la torre; mio nonno aveva la terza elementare ed era molto più saggio di Lei.
saluti
M

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Fabio La Torre scrive:

Sig. Nanni è probabile… ma è da provare, perchè io della sua parola non mi fido… se poi la saggezza che aveva suo nonno è quella che le è stata tramandata… ancor di meno !
Anche mio nonno con la 5a elementare è più saggio di me… ma la saggezza non si impara a scuola.

Sig. Patton, mi spieghi, per favore, da cosa e come potrebbe difendersi uno come Del Turco che è stato, filmato, fotografato , intercettato, sputtanato da chi pagava… insomma HA LE MANI SPORCHE ed è evidente… a cosa porta il garantismo cieco ? E perchè dovrebbe potersi difendere godendo dei privilegi (di conoscenze, di posizione ed economici) che una carica (tradita e disattesa) come la sua gli concede ? Comodo ! Dobbiamo aspettare 7 od 8 anni, correre il rischio della prescrizione, dare loro la possibilità di riciclarsi, di distruggere qualche altro pezzo dello stato… a quale pro ? Per inciso il Sig. Del Turco (in libertà ma con odore d’indagine) aveva già provveduto a cercar di prender contatti con qualche amichetto altolocato. Non le risulta ? E’ allora così inutile l’isolamento ? Vogliamo una volta per tutte guardare i fatti in maniera oggettiva ? Non facendo di tutta l’erba un fascio ma, almeno stavolta, di fronte a BORSE CON 100 e passamila euro CASH in mano ai suoi “garantiti” ? O devono essere garantiti solo i delinquenti ? A me, ONESTO, CHI MI FA DA GARANTE ?

Quella gente deve stare in galera, STARCI e SOFFRIRCI, e non mi interessa riabilitarli, la società non ne ha più bisogno… che scontino e che si defilino, hanno già dato ma sopratutto PRESO.
Quindi, giustamente, silenziosamente, Del Turco stia al gabbio mentre chi deve farà luce… lui pagherà se dovrà pagare ma nel frattempo PROFILO BASSO please, in rispetto di chi IL PANE SE LO GUADAGNA E NON LO RUBA, di chi ancora crede alle PARI OPPORTUNITA’ e si aspetta che CHI HA LA TERZA MEDIA svolga compiti adeguati. Altrimenti qualcuno mi speghi e dimostri le capacità di quest’uomo deputato a GOVERNARCI. Mi creda… non è la terza media in se che mi fa inorridire, è la palese ingiustizia di fondo che deve far pensare. I soliti due pesi e due misure (se non 3). Io non tollero più e queste cose le sottolineo in maniera pesante.

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Patton scrive:

Ryan, quello che tu conti come 98% è politica. Non giustizia.

In breve: Berlusconi ha fatto male a tirar fuori la parola “teorema”. Però, se non erro, lui si riferiva all’incriminazione dell’intera giunta abuzzese nel 1993: un teorema che costrinse ingiustamente un’intera giunta a dimettersi… Ebbene, io dirò di più, con il seguente esempio: fra gli 83 parlamentari DC eletti nell’aprile ‘92 e inquisiti dal Pool di Milano, solo tre o quattro risultarono effettivamente colpevoli di finanziamento illecito, cioè il 5%. Quella non fu giustizia: quella fu “giustizia politica” al 95%. Chi ha pagato per questi errori? Nessuno. Anzi, nel 1999 F.S. Borrelli fu, almeno ufficiosamente, candidato alla presidenza della Repubblica.
Ryan, questa è un lunga storia, che comincia forse (parlo per aneddoti) il 16 marzo 1978: quel mattino Repubblica se ne uscì con la “rivelazione” che l’onorevole Aldo Moro era il principale indiziato dello scandalo Lockeed…

Quanto alla separazione dei poteri, si tratta soltanto di un principio regolativo tra Poteri, che non contraddice affatto la sovranità del Parlamento. Principi assoluti, per quel che ne so io, sono soltanto quelli che riguardano il rapporto tra un Potere dello Stato e il cittadino: “no taxation without representation”, lo “habeas corpus” (cioè la presunzione d’innocenza), ecc…

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Dario Lampa scrive:

Ecco, immaginavo che la cosa sarebbe evoluta in questo senso e che di citazione in citazione si sarebbe perso un pò il senso della mia domanda.
Allora vi propongo un altro metodo di discussione: scordiamoci per un attimo nomi e cognomi, date e avvenimenti, passato e presente degli attori e ragioniamo sulla cosa in sè. Poi quando abbiamo ben chiara la situazione la applichiamo al caso particolare. Una cosa scientifica, se volete, anche se con la scienza non c’entra nulla.

1) un imprenditore è costretto, secondo quanto raccontato alla polizia, a versare periodicamente grandi somme di denaro ad alcuni amministratori locali per poter svolgere la sua attività con la promessa di ottenere vantaggi rispetto alla concorrenza. Tipico caso di corruzione, anzi di concussione.
Prima domanda: la polizia deve svolgere le indagini per appurare se le parole dell’imprenditore sono vere oppure deve lasciar perdere perchè si tratta di un politico importante (sindaco, governatore, assessore, consigliere)? Io penso che deve fare le indagini. Se la pensate diversamente la faccenda finisce qui perchè tutto il resto deriva dalle indagini.

2) dalle indagini fatte con intercettazioni (non mi dite che non servono in un indagine per corruzione/concussione sennò mi arrabbio), pedinamenti, appostamenti, foto, registrazioni, controllo dei flussi bancari ecc. emerge che sì, le parole dell’imprenditore POSSONO essere veritiere, poichè a decidere se sono vere o no ci penserà un giudice in un’eventuale processo. Quando la polizia ha finito di raccogliere abbastanza prove per chiedere di processare il politico chiude le indagini e lo arresta. Da notare che la polizia deve far durare le indagini tutto il tempo necessario a raccogliere prove il più “schiaccianti” possibili, perchè dopo ci sarà un processo in cui dovrà dimostrare che l’imputato è colpevole contro la difesa che invece cercherà di dimostrare che è innocente: in Italia il processo è accusatorio e non inquisitorio quindi si è innocenti fino a prova contraria.
Seconda domanda: doveva essere arrestato o poteva semplicemente essere raggiunto da un avviso di garanzia? Questa è roba più processuale che politica, ma la mia opinione è che doveva essere arrestato. A qualunque altra persona avrebbero fatto così per questo reato, perchè a un politico importante no?

3) la polizia decide di metterlo in isolamento perchè in altro regime di detenzione (domiciliari, carcere normale) il politico potrebbe entrare in contatto di persona o per telefono con altre persone per inquinare le prove, potrebbe commettere nuovamente il reato (molto improbabile) o potrebbe scappare.
Terza domanda: hanno fatto bene a metterlo in isolamento? Su questo ho i miei dubbi, visto che la stessa Procura ha definito le prove “schiaccianti”, quindi ci sarebbe ben poco da inquinare. E altri soldi non credo che sarebbe tanto stupido da prenderli. Però anche qui andiamo molto sul tecnico bisognerebbe conoscere tutta la situazione.

4) il procuratore fa una conferenza stampa in cui spiega i motivi che lo hanno indotto a fare tutto quello che ha fatto: indagini e arresto. I giornali riportano la notizia e si discute sulla colpevolezza o innocenza del politico.
Quarta domanda: c’è bisogno di tutta questa copertura mediatica? Secondo me sì, perchè il procuratore o chi per lui non ha nessun problema a parlare dell’indagine con i giornalisti visto che le stesse cose le dirà più tardi in tribunale, perciò saranno comunque di pubblico dominio. In questo modo l’opinione pubblica può sapere tutto ciò che accade, perchè è stato arrestato un politico che, se se non si dicesse niente fino al processo o alla condanna, per quanto ci riguarda potrebbe essere stato arrestato anche per “toglierlo di mezzo” sulla base di nulla. E’ una garanzia il fatto di parlare del reato e del processo, non il contrario. Naturlamente lo stesso può fare l’avvocato difensore.
Quinta domanda: è giusto discutere se sia colpevole o innocente? Purtroppo lo faremmo comunque, ma bisogna ricordare il più possibile che finchè non viene condannato è INNOCENTE. Qualunque prova venga presentata, qualsiasi testimonianza venga riferita, è innocente finchè un giudice non stabilisce il contrario. Dirlo sempre, in ogni dibattito. E poi, però, dibattere.

Provate a non pensare a Del Turco, al carcere di Sulmona, a Di Pietro, a Tangentopoli, a Berlusconi e a Sabina Guzzanti e fatemi sapere.
Poi passiamo al particolare e mettiamo i nomi e i cognomi al loro posto.

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Patton scrive:

Caro Lampa Dario,
prova a rileggerti il tuo punto 4, dove la tua prosa, solitamente chiara e luminosa (…ehm), ex-abrupto s’oscura. Lasciami dunque far luce a modo mio…
Tu chiami garanzia il fatto che un PM convoca i giornalisti per sputtanare un indiziato messo in isolamento… (tanto prima o poi l’avvocato difensore lo de-sputtanerà); tu chiami garanzia il fatto che il PM parli del processo prima del processo (tanto prima o poi si farà il processo).

Guarda che le uova, a camminarci sopra, prima o poi si rompono!

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Dario Lampa scrive:

Ammetto che è il punto di cui sono meno convinto, ma il fatto è che tra la chiusura delle indagini con conseguente arresto e il processo spesso passa molto tempo. I poveraci possono rimanere anche anni in carcere senza che nessuno abbia stabilito se sono colpevoli, per motivi che a me sembrano giusti (la possibilità di fuga, quella di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato) ma che nella pratica si traducono in una pena scontata anche se da innocenti. Guantanamo, e ho detto tutto.
Per i politici è già più difficile, sia andare in carcere sia passarci tanto tempo in attesa di giudizio. Ma può succedere. Che accadrebbe se nessuno parlasse? Un politico va in galera. La notizia si sparge. Si sa quale è il reato. Ma le prove quali sono? Potrebbero averlo arrestato sulla base di niente, si potrebbe pensare. Invece così la magistratura deve presentare le sue prove, dire come le ha raccolte per fugare i dubbi che potrebbe essere stato fatto utilizzando metodi non leciti. In pratica la magistratura si “giustifica” davanti all’opinione pubblica.
Ripeto, potrebbe tranquillamente non succedere, non essere necessario, se tra l’arresto e il processo e tra l’inizio di questo e la sentenza passasse poco tempo, ma se accade a me sembra una garanzia. La prima parola all’accusa che ha fatto le indagini, è chiaro. E poi alla difesa. E così via. Certo che si potrebbero anche evitare espressioni come “prove schiaccianti”. Io da giornalista chiederei: “Se è così sicuro della colpevolezza dell’imputato è disposto a dimettersi in caso di assoluzione?”. Sai come diventerebbero molto meno schiaccianti, le prove?

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Patton scrive:

Vedo che la tua prosa è tornata a un buon livello di chiarezza… Però un giudice non deve affatto giustificarsi davanti al popolo: non è stato eletto dal popolo, né deve spiegare il proprio operato ai rappresentanti del popolo — come giustamente ricorda Ryan qui sotto. La valutazione delle prove spetta soltanto a chi ha le competenze per farlo: cioè la difesa, in primissimo luogo; poi i vari altri magistrati competenti, i secondo e ultimo luogo.
Le sentenze peggiori sono, da sempre, quelle a cui si giunge facendo appello al popolo, all’indignazione del popolo o, peggio, all’invidia del popolo (stazione di Bologna, forse anche “delitto” di Cogne, caso Tortora…).

A propos, mi torna in mente un bellisssimo Ricordo del Guicciardini, che già ai suoi tempi si lamentava per la lentezza dei procedimenti, «de’ giudicî che si usano communemente tra’ Cristiani. […] Se noi presuppogniamo le sentenze de’ Turchi darsi al buio, presto e quasi a caso, ne séguita che — ragguagliato [in percentuale] — la metà sia giusta; sanza che, non forse minor parte […] sono ingiuste […] quelle date tra noi, o per la ignoranza o per la malizia de’ giudici.»

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Dario Lampa scrive:

Lo penso anch’io. Purtroppo viviamo in un periodo in cui i giudici e i magistrati vengono accusati di essere dei cospiratori, degli incapaci, dei matti o peggio. Mi sembra umano che ci tengano a discolparsi, a giustificare leloro azioni. Sbagliando, perchè poi vengono accusati di protagonismo, di cercare la notorietà, le copertine dei giornali e l’”approvazione” della gente. Dovrebbero stare zitti e lasciare che i politici (uno a caso) e la gente dicano quello che vogliono? Può darsi. E’ uno di quei casi dove hai sempre un pò torto e un pò ragione.

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Mario Nanni scrive:

a Fabio La Torre. Grazie del Sig. Nanni, ma sono per assicurarLe che buon sangue non mente.
Non te le prendere.
saluti
mn

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Mario Nanni scrive:

Giornalista Rai tg/13,30 di oggi:”Filmato dallo stesso elemosiniere mentre entra ed esce con una busta, prima con i soldi e poi con quattro mele dalla casa di Del Turco”. Quindi il filmato non ha ripreso del Turco mentre incassa, ma il Tizio che entra ed esce dall’abitazione di Del Turco. Io posso anche pensare che è entrato al cortile per farsi una pisciata. Quelli di Striscia sarebbero stati più professionali. E-sentite questa- :”sulla base delle dichiarazioni dello stesso elemosiniere sono stati spiccati gli ordini di cattura”. Avete sentito bene:”sulla base delle dichiarazioni…”.
Sulla base delle dichiarazioni…sulla base delle dichiarazioni…
Maralai

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augusto936 scrive:

Giuste considerazioni, Maralai.
Se i filmati mostrano soltanto una busta che entra ed una busta che esce e viene detto che la busta che è uscita conteneva quattro mele, la busta che è entrata avrebbe potuto benissimo contenere quattro pere. Non mi sembra che le videocamere consentano di vedere il contenuto delle buste.

Augusto

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Dario Lampa scrive:

Se la stessa scena avviene al mercato ortofrutticolo si può benissimo dire che stava facendo la spesa, e che era andato a cambiare le pere perchè non erano mature come gli avevano garantito. Peccato che sappiamo che nella busta non c’erano pere ma soldi, e che la registrazione serve solo a far vedere a tutti che quel passaggio c’è stato in quel giorno e a quell’ora, quando era stabilito che avvenisse la consegna del denaro. Se l’unica prova fosse quel filmato poveri noi, povero Del Turco, povera giustizia. Fortunatamente sembra che le prove siano molte di più. Infatti gli ordini di cattura sono stati spiccati sulla base delle dichiarazioni di Angelini: nel senso che le sue dichiarazioni sono la base e le altre prove sono il resto. Come una torta alla frutta: il pandispagna sono le dichiarazioni, la frutta sono i video, le foto, le telefonate, i bonifici… Presi uno per uno gli ingredienti non sono una torta. Scusate l’esempio un pò stupido ma sto mangiando adesso.

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manca scrive:

Salute.
Dario, non sono d’accordo sul tuo n.4).
Per me i giudici debbono indagare e lavorare risrvatamente, non giustificare il loro operato o cercare legittimazione presso l’opinione pubblica.
Le intercettazioni (sulla loro opportunità come mezzo di prova si aprirebbe un capitolo a parte) non dovrebbero mai essere pubblicate in corso di processo.
Tu dici che sono una garanzia.
Sarebbe così solo in un caso, se accanto ad ogni registrazione fossero pubblicate le difese dell’interessato, ma si creerebbe un processo parallelo che farebbe solo confusione.
Tieni conto che sui giornali finiscono solo gli elementi dell’accusa, quelli che fanno vendere copie.
Oggi sui quotidiani sono stati pubblicati ampi brani di conversazioni dal contenuto oggettivamente inquietante.
L’opinione pubblica ha già condannato tutte le persone coinvolte, prima del processo.
Il diritto alla difesa viene ignorato.
Ti sembra degno di un paese civle? A me, no.
A processo concluso, pubblichiamo pure tutto. Fino a quel momento, assolutamente no, e prevediamo gravi sanzioni per i responsabili di fughe di notizie.
E congrui risarcimenti per chi viene ingiustamente messo alla gogna.

Sull’opportunità di mettere Del Turco in isolamento, sono d’accordo con Tequilero: se questo è il metodo per arrivare a qualcosa di più grande, siamo davvero messi male.
Salute.
Carlo Manca.

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Dario Lampa scrive:

Ciao manca,
anzitutto toglimi due curiosità.
La prima: sei daccordo sugli altri punti, cioè che un politico possa essere indagato/incarcerato/processato? In tempi in cui si parla di immunità è importante chiarire questo punto. Visto che non concordi solo sulla diffusione mediatica delle notizie presumo di sì.
La seconda: ti va bene come metodo? Cercare di isolare la questione dal suo contesto particolare per farsi un’idea di come la penseremmo in ogni caso, chiunque sia il politico e qualunque sia il reato, e poi adattarla al contesto specifico? Secondo me può essre utile, soprattutto qui dove siamo politicamente “misti”.

Riguardo a quello che dici la penserei come te se l’opinione pubblica avesse una qualche influenza sul processo. Se ci fosse una giuria popolare. Non credo che avvenga, non nel processo giusto che stiamo ipotizzando. La gente ha già condannato Del Turco? E chi se ne frega, la corte dichiara l’imputato Del Turco non colpevole per insufficienza di prove. Oppure il giudice archivia il caso. E’ successo tante volte, l’ultima con Mastella. Se solo tenessimo sempre bene a mente questa cosa, che essere indagati/processati non vuol dire essere colpevoli sarebbe molto più facile. Ma non venirmi a dire che Del Turco o Mastella non hanno la possibilità di discolparsi pubblicamente di persona o tramite i loro avvocati. Sono politici, un microfono e una telecamera li trovano facendo un fischio. E quello che dicono ci finisce sì sui giornali, eccome se ci finisce, e fa vendere lo stesso numero di copie.
Purtroppo la condanna dell’opinione pubblica ha un ruolo decisivo al momento delle elezioni. Ma se dopo viene stabilito che il politico è innocente (non prescritto, innocente) allora per lui sarebbe come un certificato da esibire: cittadine e cittadini mi hanno processato e hanno stabilito che sono innocente! Molto meglio degli altri politici su cui non si è indagato! Rimane però la questione che quella tornata elettorale l’hanno persa e si possono rifare solo a quella successiva, come accadrà quasi sicuramente per Mastella. A questo non ho soluzioni, al momento, a meno di un risarcimento con l’assegnazione di un incarico in cui non serve essere eletti.
Ci penserò.
Daccordissimo nel rifiutare il baratto “libertà in cambio di informazioni”, ma solo se l’imputato non è stato condannato. E’ il sistema dei pentiti, il condannato deve avere un premio se contribuisce a far prendere pesci più grossi: si risparmiano anni di indagini e si prendono, appunto, pesci più grossi.
Soosemo.

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manca scrive:

Salute.
Dario, certo che un politico può essere indagato.
Se non chiede la fattura all’idraulico per un rubinetto di casa sua non mi importa più di tanto, ma se sottrae risorse dei contribuenti o comunque destinate a servizi/benefici per i contribuenti, o chiede vantaggi personali abusando della sua funzione, mi interessa assaissimo.

Tu dici:” La gente ha già condannato Del Turco? E chi se ne frega, la corte dichiara l’imputato Del Turco non colpevole per insufficienza di prove. Oppure il giudice archivia il caso. E’ successo tante volte, l’ultima con Mastella.”

No, non si può dire chi se ne frega. Non è una cosa da poco. Il danno è enorme, ingiusto ed ingiustificato, prima della fine del processo. Vuoi proporre per questi reati la pena accessoria (che quindi segue la eventuale condanna) della pubblicazione della sentenza? Ma, trattandosi di personaggi pubblici, la notizia sarebbe già nota.

I processi si fanno nei tribunali, non in piazza.
Proprio per questo non bisogna lasciar trapelare notizia alcuna.
Se qualcuno avanzasse dubbi sull’arresto di Tizio, gli inquirenti, dal mio punto di vista per giustificarsi (ipotesi che ho già escluso) potrebbero solo dire:” abbiamo agito a seguito di riscontri gravi”. Ma la cosa dovrebbe essere sottintesa, e dunque inutile la precisazione.
Sarà il difensore che acquisirà gli atti, e tutelerà i diritti del suo cliente.

Prosegui con: “la condanna dell’opinione pubblica ha un ruolo decisivo al momento delle elezioni. Ma se dopo viene stabilito che il politico è innocente (non prescritto, innocente) allora per lui sarebbe come un certificato da esibire: cittadine e cittadini mi hanno processato e hanno stabilito che sono innocente! Molto meglio degli altri politici su cui non si è indagato!”

La condanna dell’opinione pubblica ha un ruolo decisivo immediato e devastante, per la persona e per la sua famiglia. E’ una barbarie preventiva.
Sul fatto che sia meglio degli altri politici su cui non si è indagato, avrei seri dubbi. Insisto, non è uno scherzo subire un processo mediatico oltre a quello giudiziario. Credo che in molti ne farebbero a meno.

Salute.

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ryan scrive:

Sulle garanzie sono d’accordo e non discuto.
Non si può disconoscere che nel nostro ordinamento esiste ancora uno sbilanciamento tra poteri dell’accusa e facoltà della difesa, cui in parte si è rimediato anche importando istituti mutuati dal diritto anglosassone, ma non senza qualche problema (il patteggiamento, per esempio, che conclude, interrompendolo, il procedimento penale, ma lascia qualche zona non proprio definita con accuratezza)

“Quanto alla separazione dei poteri, si tratta soltanto di un principio regolativo tra Poteri”.
Su questo non sono per nulla d’accordo:
primo, perchè non si tratta “soltanto” di un principio regolativo tra Poteri, ma “del” principio che è sancito nella nostra legge fondamentale a significare che nessuno dei poteri della tripartizione può essere assoggettato all’altro in modo da esserne condizionato nella sua sovranità -quanto agli organi politici- o nella sua autonomia -quanto all’ordinamento giudiziario- e nell’ambito, ovviamente, delle funzioni e competenze assegnate.

secondo, perchè è uno dei principi che condividiamo con la maggior parte dei sistemi costituzionali dei paesi democratici, non da ultimo quello americano, la cui costituzione, molto più antica della nostra ed emendata un numero trascurabile di volte, dedica i primi tre articoli all’enunciazione recisa della tripartizione dei poteri stabilendone l’assoluta autonomia. La giustizia è governata esclusivamente dalle Corti Supreme con esclusione di qualunque interferenza politica. Il sistema di “checks and balances” che connota quell’ordinamento vede ciascuno dei tre poteri formalmente separato dagli altri
due ed investito dell’autorità, sancita sempre dalla costituzione, di controllare le azioni degli altri (La disciplina di questa materia, tra l’altro, è pure sottratta al potere legislativo dei singoli stati federali).
Altrove in questo blog ho avanzato seri dubbi sulla subordinazione della magistratura spagnola al Parlamento -le Cortes-. Confermo qui, con la stessa disponibilità alla prova del contrario, che nessun giudice spagnolo può essere chiamato a rendere conto al Parlamento della sua condotta professionale. Diversa è la relazione al Parlamento circa l’andamento della Giustizia, cui è tenuto l’omologo spagnolo del nostro Presidente del CSM.

A prescindere dal valore universale o meno, fondamentale o meno che vogliamo dare a questa “autonomia”, resta fermo che il principio è quello previsto dalla Costituzione.

Il parlamento è sovrano: potrà riformare, svecchiandolo e snellendolo, l’impianto del suo funzionamento, senza con questo ledere il principio. Questo potrà fare e spero che faccia, auspicabilmente in un’intesa largamente condivisa.

Per riformare il principio dovrà intervenire sulla Costituzione……………

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Patton scrive:

Ottimi principi: se il Parlamento non può permettersi di sindacare i giudizi dei giudici, per converso i giudici non dovrebbero esser liberi di inquisire i parlamentari e il Governo nell’esercizio delle loro funzioni. Ma nel 1993 questa simmetria fu lesa gravemente dall’abolizione dell’immunità parlamentare “a furor di popolo” — e con il Presidente Scalfaro tenuto sotto schiaffo dalla minaccia di rivelare i suoi altarini.
Si trattò, come dice oggi Cossiga, di un golpe legale, attuato con lo scopo di smantellare per via giudiziaria quella DC che non si era mai riusciti a sconfiggere per via elettorale. (Ricordo ancora una volta che solo il 5% di tutti parlamentari DC — eletti nel 92 — inquisiti dal Pool di Milano fu condannato!)
Quel golpe ha avuto effetti tanto deleteri quanto duraturi: solo oggi, dopo il ripetuto fallimento della Sinistra di conquistare una solida maggioranza elettorale (con Quercia, Ulivo, Unione e PD) si sta facendo strada l’idea di …tornare al 1992, restaurando l’immunità parlamentare e rimettendo i cattolici al centro dello schieramento con il sistema elettorale proporzionale. L’unica differenza rispetto ad allora sarà la divisione dei cattolici stessi in due schieramenti, uno a destra e uno a sinistra…

Ora è del tutto evidente che, se il partito trasversale di “£lorsignori” non avesse deciso di calvalcare il suddetto golpe legale a “furor di popolo”, un risultato come quello della divisione della DC in due si sarebbe potuto ottenere non in sedici anni, ma in sedici mesi.

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