BREVEMENTE SU SABINA, CARFAGNA, ME E I VOSTRI COMMENTI (il blog di Sabina è stato sotto attacco e l’hanno zittito come il nostro dopo la pubblicazione del video di Litvinenko).

9 luglio 2008

Quando ieri ho letto da uno dei vostri post il comunicato del ministro Carfagna che mi chiamava in causa per nome e cognome e che – come nei Paesi arabi – affidava l’identità di Sabina Guzzanti a quella di suo padre (”Chi risponde di questa donna?” In fondo non si tratta che di una donna), sono allibito e poi mi ha preso un attacco di furia che mi ha impedito di dormire.

Al mattino ho voluto verificare se quelle parole per caso se le fossero inventate le agenzie, ma non era così: la ministra e il suo staff avevano pensato bene di tirarmi in ballo in un modo che io – e so che molti di voi non sono d’accordo – considero mafioso: “bada, Sabina Guzzanti, che tuo padre è dei nostri, non dimticartelo…. Bada, Paolo Guzzanti, che non dimentichiamo che Sabina Guzzanti è tua figlia”.

Ciò per un liberale e uomo libero è imperdonabile. Ragion per cui ho emesso un comunicato di fuoco che ho rilasciato alle agenzie, dopo essermi accertato con lo staff del ministro che il mio nome era stato incluso con l’assenso del ministro, però “con le migliori intenzioni”.

In politica non esistono migliori intenzioni, ma esistono i fatti.

Ecco il mio comunicato nella versione diramata dall’Ansa:

NON CONDIVIDO SUE OPINIONI, MA NO A INTIMIDAZIONE
“P.NAVONA:GUZZANTI,SONO FURIBONDO PER NOTA MINISTERO CARFAGNA

(ANSA) – ROMA, 9 LUG – ”Sono furibondo e indignato per il  comunicato emesso dal ministero delle Pari Opportunita’, con cui si annuncia l’intenzione di querelare Sabina Guzzanti e in cui la stessa Sabina Guzzanti viene individuata non come la persona individuale che e’ ma come ‘la figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti”’. E’ Paolo Guzzanti, deputato di Fi e padre dell’attrice a stigmatizzare il riferimento fatto ieri dal ministero guidato da Mara Carfagna nell’annunciare la querela contro sua figlia.

”Cio’ costituisce un gravissimo atto di mistificazione e di oggettiva intimidazione, che respingo con disgusto – aggiunge Paolo Guzzanti – Le opinioni e le espressioni di Sabina Guzzanti non formano oggetto di rapporto di parentela ma, visto che la parentela viene tirata in ballo, esprimo a mia figlia Sabina, di cui non condivido tutte le opinioni, la mia solidarieta’ di fronte al miserabile tentativo di deprezzare e disprezzare la
sua e la mia identita’ personale e politica”.(ANSA).

Quanto a Sabina: non condivido il suo linguaggio e i suoi argomenti ma riconosco che lei usa un sistema di comunicazione che è volto ad un segmento della sinistra italiana. La comunicazione è comunicazione. Se Berlusconi dice che chi non vota per lui è un coglione, noi difendiamo il suo diritto a dirlo e discettiamo sulla parola coglione per due anni.

Se Sabina dice quel che dice, fa comunicazione anche lei. Il suo scopo è quello di inventare un partito che non esiste ed esserne un leader, forse IL leader.

Se riuscirà, avrà avuto ragione. Se non riuscirà, sarà punita dai fatti. La politica in democrazia è merce dura, sanguinante. Il rispetto delle regole deve essere garantito da una magistratura imparziale (che non abbiamo) affinché il giudice veda se Guzzanti ha offeso Carfagna in termini penali.

Tutti coloro che intervengono tirandomi in ballo in quanto padre sono invitati a lasciare il blog prima che li cacci io, perché la mia paternità non fa parte degli argomenti del mio giornale. Ad ognuno il suo mestiere, e la sua opposizione.

Ad oguno il suo consenso e il suo dissenso. Io non sono d’accordo con quello che Sabina ha detto sul papa, ma poiché io difendo il diritto di disegnare vignette sul profeta, non ho nulla da ridire se qualcuno dice cose grevi, offensive, che non condivido, sul papa.

Io non sono un difensore della fede e non sono neanche credente.

Dunque, ad ognuno la sua fede e il suo rispetto o dispetto per le fedi altrui.

Quanto al turpiloquio, signora mia, l’ho già difeso ed usato in modo provocatorio qui qualche giorno fa ed ho scandalizzato molte signore perbene.

Per dirla con Barney, fuck fuck fuck fuck, cazzo cazzo cazzo cazzo.

E aggiungo, per esercizio, un sonoro vaffanculo all’ipocrisia.

Grazie.

Accomodatevi. E’ aperto il linciaggio.

Paolo Guzzanti

245 Commenti a “BREVEMENTE SU SABINA, CARFAGNA, ME E I VOSTRI COMMENTI (il blog di Sabina è stato sotto attacco e l’hanno zittito come il nostro dopo la pubblicazione del video di Litvinenko).”

lassie scrive:

Un post di un liberale coraggioso.
Non è da tutti, mi ha lasciato a bocca aperta, devo ammetterlo.
Complimenti sinceri

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lam12 scrive:

Mi dispiace, non sono totalmente d’accordo.
Ha la mia solidarietà quando si riferiscono a sua figlia utilizzando la sua persona ( Ma che siamo in Unione Sovietica?? ) E’ un principio di libertà quello della responsabilità personale delle proprie azioni, però quanto affermato da sua figlia va decisamente OLTRE !!!

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rugantino scrive:

Forse i Guzzanti dovrebbero smetterla con questa mania di protagonismo, perchè a quanto si vede la mela non cade lontano dall’albero, o sbaglio?

Difendere i turpiloqui e tanta debolezza nelle argomentazioni è una delle ultime frontiere, visto che ormai per rimanere sui giornali siete costretti da una parte a strillare bestialità come al mercato, e dall’altra strillare ancora invocando chissà quale libertà di satira. Se strillaste di meno e lavoraste di più forse dareste un esempio migliore, non crede?

Riguardo al “pezzo di merda” dato a qualcuno in qualche commento più giù, non sto neanche a dirle quel che penso.

Per la commentatrice Lessie: rimanere a bocca aperta in questo periodo sembra abbastanza sconveniente…

GUZZ – NON ESISTONO “I” GUZZANTI. ESISTONO DIVERSE PERSONE FISICHE E POLITICHE AUTONOME E INDIPENDENTI. OGNUNO DI NOI SE LE CAVA FACENDO QUEL CHE FA, ALLA SUA MANIERA E CON LE PROPRIE OPINIONI, CHE SONO SEMPRE MOLTO DIVERSE LE UNE DALLE ALTRE. IO LAVORO MOLTISSIMO: DIECI ORE AL GIORNO. SONO POCHE? CERCHERO’ DI AUMENTARE: A 68 ANNI E0 ANCORA FACILE. VEDO CHE LEI USA IL TURPILOQUIO DELLA BOCCA APERTA CON GRAZIA CONFORTANTE. IO ENTRO IN QUESTA VICENDA PERCHE’ SONO STATO TIRATO IN BALLO. ME NE STAVO SERENO E TRANQUILLO FINCHE’ UNA MINISTRA NON MI HA CONVOCATO SULLA PIAZZA.

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m.teresa scrive:

Penso che se Sabrina sia giunta a parlare in quel modo debba avere i suoi buoni e fondati motivi, ma questo evidentemente non interessa a nessuno. In quanto alla Carfagna, in un paese libero è possibile anche esprimere opinioni più o meno pesanti, ora sta a lei dimostrare che le cose affermate non corrispondono al vero (non so come, ma se è riuscita a diventare ministra potrà riuscire anche in questo). A proposito dell’intervento fatto sul Papa: io sono un’insegnante e per esercitare la mia professione ho dovuto percorrere strade molto diverse da quelle percorse dagli insegnanti di religione cattolica che, tra l’altro, a breve passeranno sui posti comuni e saranno stati TUTTI selezionati accuratamente dalla curia. Invece di concentrarci sulla forma dell’intervento, badiamo al contenuto che è di grande spessore.
Un’ultima cosa: a prescindere dall’ideologia politica, che evidentemente non condivido, lei con questo post ha dimostrato cosa vuol dire avere libertà di opinione. Diffonda un pò il concetto tra le fila della sua coalizione.
Ancora complimenti a lei e ai suoi figli!

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Buson scrive:

Visti i professori di cui ho avuto esperienza nella mia carriera scolastica, nonché tutto il disastroso impianto formativo nel suo complesso, nonché il colossale e ingiustificato magnamagna sui libri di testo (lo sa riordinando casa quanti libri di versioni ho trovato? Sei, alcuni mai usati. E ho fatto pure il liceo scientifico), nonché il fatto che la scuola italiana è, ad onta di uno dei più bassi rapporti numerici studenti/insegnante d’Europa, il più grande fallimento della società italiana… viste queste cose io guarderei prima ad altri colleghi, prima che al mio collega di religione. Almeno quello, in genere, la materia la sa.
Cosa c’entri poi tutto questo contenuto con la “protesta” di Sabina Guzzanti vorrei proprio capirlo. Quello che sa dire un’insegnante a proposito della roba da osteria che è stata proferita ieri alla fine è solo un marchettone anti-clericale? Sui modi e le epressioni della protesta invece non c’è niente da rilevare, anzi ci saranno i buoni e fondati motivi…

Guardi, io vorrei muovere una protesta contro la casta alla quale lei appartiene, casta a cui il governo Prodi si è affrettato a rimpinguare gli stipendi: c’ho i buoni e fondati motivi, si accettano suggerimenti sulle parolacce e le immagini da usare.
Con questa storiella di un’ora (una!) di insegnamento della religione cattolica (che poi nella pratica si traduce spesso in un’ora di storia, di studio di civiltà straniere o di confronto, io non sono mai stato catechizzato) sono decenni che si svia qualunque discorso volto a scoperchiare la pentola della scuola italiana: mai che abbia sentito un insegnante lamentarsi del fatto che il suo lavoro o la sua preparazione non viene controllata da nessuno, mai che abbia sentito un insegnante lamentarsi che i colleghi, nonostante l’orario di lavoro ridotto, NON preparano le lezioni e che si barcamenano tra interrogazioni e verifiche senza che i ragazzi abbiano mai la grazia di vedere qualcuno che insegni, mai che abbia sentito un insegnante lamentarsi delle capre che vengono munite di diploma o anche di laurea. E soprattutto: mai che abbia letto sul giornale che uno delle migliaia di incompetenti che non conoscono la materia sia stato mandato a casa a calci nel sedere.

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m.teresa scrive:

Buson, a proposito del suo intervento:
1 Per poterla definire casta ci sarebbe bisogno di una corsia preferenziale alla quale solo poche e privilegiate persone possono accedere mentre, come risaputo, i concorsi a cattedra sono aperti a tutti coloro che ne hanno titolo (tranne che per l’insegnamento della religione cattolica alle cui cattedre si accede con CONCORSO RISERVATO)

2 Ha cognizione di causa quando parla di stipendi rimpinguati? personalmente non mi lamento ma le assicuro che se anzichè al sud abitassi al nord difficilmente potrei permettermi il “lusso” di fare questo mestiere

3 le ore di I.R.C. sono due (due!) a settimana, al pari della storia, della geografia e della lingua straniera, e parliamo di scuole statali in uno stato LAICO

4 Avrei potuto muovere lamentele da ora fino all’infinito sulle cose che non funzionano nella scuola Italiana e su come sia basso il livello culturale di molti insegnanti ma, sinceramente, sarei stata fuori luogo e poco inerente alla discussione

5 Sono daccordo con lei sul fatto che ogni tanto qualcuno dovrebbe essere preso a calci nel sedere e buttato fuori, ma lei pensa che le persone messe lì da questo o quell’altro Vescovo siano più meritevoli?
saluti sinceri

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Buson scrive:

1. Non è che si tratti di una casta perché si ha bisogno di una corsia preferenziale o perché i concorsi non vanno bene come sono: si tratta di una casta nella misura in cui una volta entrati si hanno dei privilegi rispetto ai comuni mortali lavoratori (in particolar modo privati).
E’ proprio questa oasi felice del posto fisso dove, volendo, riesci pure a non lavorare che ha ridotto la scuola nello stato in cui è, trasformandola in un ricettacolo di gente senza ambizioni né motivazioni che ha degradato ormai quasi irrimediabilmente il ruolo dell’insegnante (l’autorevolezza della figura è ormai sepolta).

C’è pure chi, a questo proposito, ne vede un segno nell’anomalia della prevalenza schiacciante di insegnanti donne nelle scuole secondarie, in un’analisi un po’ cruda e che potrebbe venire tacciata di maschilismo. E’ terreno minato, evitiamo per iscritto.

2. So quello che abbiamo letto sui giornali durante lo scorso governo. Secondo me non era una priorità. Non credo poi che gli insegnanti del Nord siano tutti figli di grandi possidenti.

3. Ai miei tempi me ne ricordo una. Siamo in uno stato laico, che però ha il concordato con La Santa Sede. Che siano due o che sia una comunque poca differenza fa: il tempo che i ragazzi passano a scuola è spropositato e anche nocivo, la scuola se la dovrebbe cavare con molto meno.

Riguardo l’inglese ho un suggerimento per le brillanti menti che hanno concepito i programmi: ma accorgersi che tutti gli studenti che escono dai licei (anche con il massimo dei voti) non spiccicano una parola è così difficile? Ci vuol molto ad intuire che lo studio della letteratura inglese è del tutto inutile e che sarebbe produttivo uno studio della lingua approfondito e continuato per tutto il periodo scolastico?
E poi a cosa serve studiare la letteratura se non si è mai letta l’opera. A fare salotto parlando di roba che non si conosce? Altro mistero della finta cultura scolastica.

4. Con gli insulti e le becere immagini vomitate al pubblico di Piazza Navona tutto era fuori luogo. Non ci si può muovere da roba simile per avanzare rivendicazioni. A proposito dell’intevento sul Papa c’era da dire che era una porcheria: non ha contenuto, quindi non ce n’è altro di proposito.
Lei mi viene qua a parlare del “contenuto di grande spessore”… un minimo di senso di opportunità dovrebbe suggerire di rimandare l’anticlericalismo al giorno dopo.

5. Ho già specificato che non è come si “entra” il problema, e comunque il Vescovo se li sceglie pro domo sua e nel suo ambito di competenza; presumo se li scelga bene. Se il danno di una scelta improvvida si traduce nel cattivo insegnamento di una materia che per lei nemmeno dovrebbe esistere alla fine a lei cosa importa?

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melampo scrive:

Sono le poche cose sensate che ho letto ultimamente; purtroppo, però, sono proprio queste le cose che la “massa” indistinta di destra e di sinistra grufolante in questo truogolo di società italiana del 2008 non vuol sentirrsi dire…..e se costretta fa finta di non capire. Sembra la repubblica di Weimar !!!
Studenti che viaggiano per l’Europa con l’Erasmus ( o Orgasmus, come si chiama?!) per fare di tutto e di più, tranne che produrre crescita culturale per loro stessi; tant’è vero che l’unico risultato apprezzabile, stando a quanto riportato dai “giornalisti” sono le porcate di cronaca nera di questi giorni (e, consentitemelo, se così non fosse sarebbe allora vero che queste puttane di giornalisti riportano solo il peggio del mondo giovanile, accollandosi una responsabilità gravissima….. che vomito!!)
Caro Guzzanti, e vengo a quanto letto sul blog, qualche calcio nel sedere di tua figlia dato magari alcuni anni addietro, forse non sarebbe stato inutile, a prescindere da quanto tu possa condividere,come dici, un 10% delle cose che sostiene.
Io sono stato sempre un tuo fedele estimatore ma, se deve essere riconosciuto un valore alle gratuite volgarità di tua figlia, bé allora, da votante di ForzaItalia e tuo sostenitore per il passato, ti posso assicurare che non ci sarà mai fede di partito che mi impedirà di vergognarmi, per tua figlia come per chiunque possa vomitarsi addosso volgarità gratuite e utili a nulla (men che meno a fondare chissà quali nuovi partiti politici), di quello che ho ascoltato.
Probabilmente continuate a pensare che dalla merda nascono i fiori: non è vero, i fiori nascono dal concime ben mineralizzato per un tempo sufficientemente lungo. La merda è merda: asfissia il terreno e da essa non nascono assolutamente fiori. Ma ci siete andati a scuola? Avete studiato solo le “lettere” ? E’ questo il guaio dell’Italia: tutti professori di materie letterarie, tutti studenti iscritti a “scienze dell’informazione”, tutti (per dirla alla Flajano) figli, nipoti, fratelli e cognati……
Macché rivoluzione !!

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Andreac scrive:

Certo che l’ipocrisia è innegabilmente divenuta il primo elemento identificativo del nostro Paese. Un paese nel quale la confusione ideologica è così forte da rendere il tutto niente e viceversa. E’ l’obbligo di dover sottostare a principi e regole generali, ma imposte da uomini particolari, a frustrare chi crede e chi non crede nella politica. E’ l’obbligo di dover scegliere tra Sabina e Silvio il dramma esistenziale di chi participa solo di sfuggita, come semplice osservatore, alla vita politica del proprio paese, vita politica che in fin dei conti dovrebbe riflettersi in chi non la fa. Gli sdegni dunque sono molteplici, esistono da sempre, sono divenuti cronici negli anni, in fin dei conti certe cose si conoscono da sempre, certi “normali” intrallazzi che divengono luogo comune quando si raggiungono talune vette professionali. Rimaniamo scioccati da cosa? Da ciò che da oltre 15 anni sappiamo? Sospettiamo? Speriamo? Purtroppo se il meccanismo è questo non lamentiamoci. Siamo noi che lo abbiamo accettato e siamo noi che siamo divenuti le cavie di un’informazione che non informa, che in certe situazioni appiattisce, in altre fomenta. Non c’è da stupirsi dell’ingenuità italiana dove ancora si vota qualcuno per spirito emulatorio credendo che se lui è divenuto così allora deve essere in gamba, allora anche noi potremmo diventarlo. E ci inventiamo pseudo imprenditori, senza le capacità appropriate, con l’unico obiettivo di speculare, poi falliamo ed il nostro fallimento diviene quello di chi si è fidato di noi. Se invece pensassimo più a noi stessi e non a quello che potremmo ricevere da chi ci governa…magari, col tempo, le cose potrebbero cambiare. La vera indignazione è l’indifferenza. E la vera indifferenza è far credere a questi individui, che vivono per la ribalta, che non esistono. E non è anarchia, ma solo orgoglio personale.

BENE, QUESTO POSTO E’ IL LUOGO DI CURA E SMALTIMENTO DELL’INDIFFERENZA. NOI NON SIAMO INDIFFERENTI. NOI VOGLIAMO AGIRE IN MODO TALE DA INSTAURARE UNA DEMOCRAZIA DEGNA DI QUESTO NOME IN UN PAESE CHE FINORA HA AVUTO SOLTANTO DELLE CARICATURE DI DEMOCRAZIA, SEMPRE CON QUALCUNO CHE GRIDA AL LUPO E CON QUALCHE VERO LUPO ALL’ORIZZONTE.

FINE DELLA METAFORA.

TUTTO VERO, SONO D’ACCORDO. SIAMO QUI PER COSTRUIRE.

CHI CI STA, PORTI UN MATTONE.

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barbabarba scrive:

poco da dire se non che atteggiamenti di stampo similmafioso non dovrebbero meravigliare più di tanto visto la parte da cui provengono. In più però voglio porre una domanda sincera: uno che dice di essere un liberale e uomo libero e trova imperdonabile quanto sopra, come fuck fa a essere dalla parte di berlusconi, quanto di più contrario alla vera cultura liberale??? Mah

GUZXZ – SE LEI SEGUISSE LE MIE AZIONI POLITICHE E LE MIE POSIZIONI PARLAMENTARI NON PORREBBE UNA DOMANDA TANTO BANALE, ANCHE SE RAGIONEVOLE.

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lassie scrive:

un post da liberale coraggioso, mi ha lasciato a bocca aperta.
complimenti sinceri, una reazione così non era scontata.

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DeanKeaton scrive:

On. Guzzanti.
D’accordo con lei sul fatto di non mischiarla con sua figlia poichè siete entrambi adulti e vaccinati.
Però ricordiamoci che Sabina per le sue parole non rischia una fatwa. Non mi sento quindi di difenderla perchè il suo non è un atto di coraggio, come quello compiuto dai vignettisti danesi, ma un vile attacco ad un uomo dall’intelligenza sopraffina che rappresenta almeno un miliardo di credenti in tutto il mondo. E nessuno di questi, a differenza degli islamici con i vignettisti, cercherà di ucciderla.
In quanto alle parole sulla Carfagna, posso dire che mi hanno disgustato o devo aspettare la sentenza di un Giudice?

Saluti

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Arturo Zulawski scrive:

Questo sì che è essere liberali!
Per attaccare, deridere, ridicolizzare, criticare una figura religiosa bisogna rischiare la morte perché se non si fa prova di coraggio mettendo in gioco la propria vita, perché esprimersi liberamente?
E certo, questo significa che Maometto sì però il Papa no, vero?
Ossia, libera espressione ma a convenienza.
Come chiamerebbe lei la pioggia di attacchi che stanno cadendo su Sabina Guzzanti? Non crede ci voglia coraggio per esprimersi a proposito del Papa in tal modo?
Ricordo la battaglia che ha dovuto affrontare Charlie Hebdo contro fondamentalisti ed integralisti che non volevano le vignette su Maometto pubblicate in Francia. Charlie Hebdo ha vinto e me ne felicito, dimostrando cosa significhi la libertà d’espressione sul territoriio della Repubblica. Molti -tra i quali il sottoscritto- li difesero a spada tratta.
Charlie Hebdo che pubblica ogni settimana vignette e satira sul Papa.
Certo, quello è il paese dove vi è chi difende il diritto dell’altro di esprimersi, tutta un’altra cosa.
Mentre ceci n’est pas un pipe.
E si vede.

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Buson scrive:

Ha travisato le parole di DeanKeaton, o forse le sta usando come terreno per qualche sofisma.

Comunque sia, dice bene DeanKeaton quando osserva che le provocazioni anche acri contro le religioni possono essere giustificate o difese quando vengono a rompere dei tabù, delle gabbie espressive, riuscendo a rendere la società più libera e più laica.
In questo senso si poteva giustificare persino Calderoli, che pure è stato scaricato da tutti e bersagliato maggiormente proprio a sinistra, dagli accesi sostenitori della laicità (convenienza a chili pure qui direi, perché di fronte alla minaccia integralista nessuna provocazione è eccessiva. Ma non essendo le vignette contro il Papa non ha raccolto simpatie).

Tornado alla Guzzanti la sua provocazione, che non assume nemmeno i connotati della satira, rimane invece fine a se stessa, visto il nostro contesto, le nostre libertà, le idee che circolano. Della pioggia di attacchi l’attrice se ne bea, e in primo luogo perché sa che verrà una volta di più elevata a martire un po’ in giro per il web… e lei qui ce ne fornisce un esempio.
No, non ci vuole coraggio ad esprimersi come Sabina Guzzanti, così come non ce ne vuole ad esprimersi come Grillo.

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Arturo Zulawski scrive:

Visto il contesto, visto le idee di libertà che girano, la provocazione fine a se stessa.
Certo. Tutto perfetto.
Ma perché allora piovono attacchi?
Perché la Guzzanti ha detto che il Papa finirà all’inferno in compagnia di omosessuali attivissimi?
Se non piovessero attacchi non ci vorrebbe coraggio. Ma così non è e allora ci vuole coraggio.

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Buson scrive:

Non ci vuole coraggio perché gli attacchi alla Guzzanti le rimbalzano, visto che fortunatamente non implicano rischi per l’incolumità e visto che giungono da persone che già da lei erano distanti anni-luce.
Sabina Guzzanti non fa la politica, fa l’attrice, fa il teatro, vende una merce che è di intrattenimento, satira, riflessione (per alcuni) e quando ha di queste uscite dà al suo pubblico esattamente quello che vuole: lo sfogo di pancia di tutta l’avversione per alcuni personaggi e, il giorno dopo, un po’ di prosopopea del martirio.
Può sollevare attacchi anche dal 90% degli ascoltatori: per uno che fa quel lavoro quella che conta è sempre la fetta restante e non è mai troppo piccola.

E poi se dovessimo misurare il coraggio dagli “attacchi” a cui si viene esposti avremmo che Berlusconi è una specie di mix tra Superman e Devil, e lo stesso dicasi del Papa che non esito a definire l’individuo più attaccato in assoluto per la semplice espressione delle sue idee e della sua fede.

Insomma, io su questo terreno del coraggio non mi avventurerei. Quello che hanno prodotto determinati interventi ieri in Piazza Navona (Guzzanti, Grillo, Travaglio) non è stato movimento, non è stata azione, ma semplice espressione di una situazione di fatto che chiunque segua questi personaggi conosce e che ieri si è semplicemente manifestata.
Non a caso non c’è stata praticamente reazione.

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DeanKeaton scrive:

Gentile Zulawski,
confermo che non ci vuole coraggio per proferire simile blasfemie in Italia, visto che sono ormai anni che l’intellighenzia nostrana butta nel cesso tra gli applausi dei seguaci tutte le nostre radici storiche e culturali nel nome dello stato laico e di una becera ed interessata tolleranza, con il risultato che ancora oggi, nel 2008, l’Italiano non sa ancora chi sia e dove stia andando. Ci siamo già dimenticati de “La Sapienza”?
E gli attacchi se li è meritati tutti perchè stavolta l’ha fatta veramente fuori dal vaso insultando, lo ripeto, il capo spirituale della Chiesa Cattolica che è soprattutto un uomo coltissimo, dotato di una profondità spirituale eccezionale e che solo per questo non merita certo tali parole. O il rispetto è dovuto solo a Scalfari, Bocca, Eco, la Hack e la Montalcini?
Dulcis in fundo ha dipinto un Ministro della Repubblica come una pompinara e il Presidente del Consiglio come un puttaniere (già, è così automatico insultare Berlusconi che quasi nessuno se ne è reso conto). Cosa pretendeva? Applausi e lanci di rose?
La Guzzanti faccia davvero un atto di coraggio se vuole parlare di religione.
Parli dell’islam, del ruolo riservato alle donne al suo interno, di come vengono trattati gli omosessuali al suo interno, degli episodi di pedofilia nelle scuole coraniche, delle spose bambine e del destino che attende gli infedeli. Forse è troppo. Ci vorrebbe del coraggio vero. Ed è pure un tantino pericoloso. A volte non la prendono bene e loro gli attacchi li compiono con una bomba alla cintura.

Saluti

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Arturo Zulawski scrive:

Egregio DeanKeaton,
gli attacchi se li è meritati tutti, dice lei. Perché osa attaccare il vaticano e questo merita un anatema. Certo, visto che non ci sono bombe, non ci vuole coraggio alcuno visto che il diritto di critica, di espressione, di derisione e di satira può essere usato unicamente se si corre il rischio di saltar per aria. Debbo dedurre che la libertà d’espressione e il coraggio siano proporzionali al tipo di attacco sferrato.

Sabina Guzzanti ha espresso il suo disinteresse per la vita sessuale del Cavaliere e io non mi sento di contraddirla quando dice -dopo una settimana di gossip e articoli in questo senso- che non si può diventare ministro solo perché si succhia l’uccello di Berlusconi.
Io non penso che Sabina Guzzanti abbia insultato il papa perché nella sua vignetta del papa all’inferno in compagnia di frocioni attivissimi, non ha detto che avrebbe sperato che il tutto si svolgesse senza preservativo. Anzi, non penso nemmeno Sabina Guzzanti creda all’inferno. Anzi, non penso che questa descrizione abbia alcunché di reale. Facciamo così -sarò bipartisan- non penso che sia più reale della vignetta seguente: un kamikazze islamico che -dopo essersi fatto saltare in aria- crede di trovare le tanto agoniate verginelle e mentre sale al suo paradiso gli viene detto che ci saranno unicamente kamikaze uomini assetati di sesso perché quelli si sono fatti saltare in aria. Giunto a destinazione il kamikaze si rende conto che quanto gli è stato detto è vero e comincia disperato a cercare l’ufficio reclamazioni. Doppiamente illuso e fregato due volte. Niente verginelle, niente ufficio reclamazioni, verrebbe farsi saltare in aria dalla rabbia. Già, ma non ci sono nemmeno le bombe.

Oggi è giovedì e come ogni settimana, il Francia -ma non solo- chi lo vuole può tenere tra le sue mani un settimanale satirico che puntualmente pubblica vignette sul papa. Si tratta di Charlie Hebdo, un giornale che ha combattutto per il diritto a pubblicare i cartoons su Maometto, le famose vignette danesi. Philippe Val ha affrontato un processo per questo e l’ha vinto. Io saluto questa decisione e sono molto lieto che la libertà d’espressione in Francia non sia a senso variabile.
Questo è stato uno dei grandi passi avanti percui molti si sono battuti, si battono e muoiono dove la Repubblica non esiste. Libertà d’espressione, di critica e di derisione di ogni religione. Questo è una delle conquiste della Repubblica.
Questa è una cosa che non posso dire per l’Italia. Ebbè, tra le radici storiche della Repubblica ve n’è una che non voglio venga buttata nel cesso ed è quella della laicità e della libertà d’espressione. Però se dovesse essere pubblicata una vignetta dove libertà d’espressione e laicità dello Stato sono buttate nel cesso da rappresentanti delle religioni o da direttori di giornali, non avrei nulla da ridire. Anzi -penso che dovrei preoccuparmi e pensso che in Italia oggi una vignetta di questo genere avrebbe motivo di essre pubblicata. Anzi, pubblicata e Repubblicata.

cordialmente

az

 
DeanKeaton scrive:

Gentile Zulawski,
perdoni la mia ignoranza. Mi sono velocemente informato sulla questione delle vignette sull’islam ripubblicate da Charlie Hebdo per le quali il redattore capo del settimanale Phlippe Val si è dovuto difendere in Tribunale con esito finale comunque positivo.
Ora. Se ho capito bene il suo intervento lei afferma che UNA volta è stata pubblicata nelle pagine di Charlie Hebdo della satira di riporto sull’islam come forma di solidarietà nei confronti dei colleghi danesi e per questo motivo ci sono state conseguenze legali fortunatamente conclusesi con un nulla di fatto oltre che un presidio permanente dei gendarmi di fronte alla redazione per paura di ritorsioni, mentre OGNI settimana tale rivista satirica pubblica cartoons satirici sul Papa che altro non sono che libere manifestazioni di espressione e per questo tribunali e gendarmi rimangono tranquillamente disoccupati.
Intese in questo senso le sue affermazioni non fanno altro che avvalorare la mia ipotesi che per attaccare il Pontefice e la religione cristiana serva tutt’altro che un coraggio leonino. Sia in Francia che a Piazza Navona. Altro che Proud Sabina.

Stia bene

 
Arturo Zulawski scrive:

Egregio DeanKeaton,
non una ma ogni settimana (si capisce anche senza stampatello?) ci sono vignette sull’Islam su Charlie Hebdo. E pure sul Papa. Ma quando le vignette danesi sono state strumentalizzate ed anche in Francia la libertà d’espressione ha trovato l’ostacolo di gruppi integralistici e un clima da autocensura, Charlie Hebdo ha deciso di pubblicare perché anche in quelle condizioni avrebbe pubblicato delle vignette che riteneva utile pubblicare a dimostrazione del fatto che la libertà d’espressione non poteva essere messa in pericolo da minacce e strumentalizzazioni. Perché la libertà d’espressione, di critica e di derisione andava difesa e garantita quale conquista della Repubblica.

Charlie Hebdo ha dovuto affrontare anche processi provenienti dal mondo cattolico ed ha dovuto rispondere alle leggi della Repubblica com’è ovvio che sia e fortunatamente nella Repubblica non esiste più l’Inquisizione.
Lei continua a mettere in relazione il coraggio delle proprie opinioni, della derisione, della critica col tipo d’attacco sferrato, quasi a dire che il coraggio delle opinioni e la libertà d’espressione debbano essere misurate attraverso una certa dose di oscurantismo. Questo significa che il coraggio e la libertà d’espressione dovrebbero essere legati ad un contesto che non li garantisce per poter esistere. Che tristezza.

stia bene pure lei

az

 

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maria v scrive:

Difatti: Calderoli per aver sbottonato due bottoni della camicia da cui si intravvedeva la vignetta su Maometto ha dovuto dimettersi; contro il Papa non è la prima volta che vengono dette oscenità e su quelle bisogna passarci su perchè il Papa ha solo le guardie svizzere, non usa il tritolo come i difensori dell’effigie di Maometto

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slowhand scrive:

Complimenti a Paolo Guzzanti per la dignità ed il”cervello”. Il fatto che i figli siano così brillanti,oltretutto, sarà anche merito suo. Riguardo alla Sig.ra Carfagna e all’eventuale relazione con il Presidente del Consiglio, oltre a denunciare una sana invidia nel caso fosse vero, ritengo che sia troppo importante fare luce sul metodo utilizzato per scegliere un ministro, tanto importante da dover ringraziare la Sig.ra Guzzanti che si sostituisce all’opinione pubblica (non entro nel merito del buongusto etc.) e alle forze politiche sollevando la questione.
In Italia ci ricordiamo degli U.S.A. e della Gran Bretagna solo quando si tratta di trasformare le nostre città in orribili centri commerciali, dimenticando alcune delle poche cose da invidiare a questi paesi: l’orgoglio nazionale e la maturità democratica( il blues ed il jazz of course). In quei paesi chi amministra, teme l’opinione pubblica , tanto da dimettersi prima di essere cacciato. Detesto il puritanesimo degli americani ma qui si tratta di capire se la politica italiana si è trasformata nel retrobottega di un impresario di avanspettacolo(di quart’ordine).
Con stima SLOWHAND

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Impenitente scrive:

Ma fammi capire, se io e te discettiamo di come far godere oralmente il nostro presidente al telefono e un terzo le legge e lo riferisce in piazza, magari corroborando la notizia satiricamente, la colpa è del terzo e non nostra che parliamo di porcate fatte e rifatte?!?
Bahhhhhh
Il mondo al contrario….Mi sovviene la storiella del lupo e dell’agnello

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Arturo Zulawski scrive:

Linciaccio? Paese arabo?
No, no, Signori: This is Italy.
Si esprimano Lorsignori.
Le Ladies sono pregate di chiedere il permesso a papà -o ad eventuale potente protettore- prima di esprimersi.
Saranno questi ultimi ritenuti quali responsabili delle opinioni espresse dalle donne, benché queste siano maggiorenni.
E se volessero esprimere opinioni critiche, gogliardiche, volgari le Ladies sono pregate di rivolgersi al casting di qualunque reality o trash-show della tv italiana, Sappiano, le Ladies, che dovranno dimostrare di saper fare uso del proprio ignudo corpo prima di professar parola.

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Patton scrive:

AZ,
su Carfagna (nata a Salerno, 1975) Lei aveva e ha perfettamente ragione, fin dal Suo primo post di due giorni fa. E il comunicato stampa di querela a Sabina G., coinvolgendo G.-padre, non ha fatto altro che confermare il peggior sospetto: la ministra delle Pari Opportunità è una cortigiana, che nei momenti topici ricorre al protettore. Perciò, se ha un minimo di… palle, Carfagna dovrebbe ritirar la querela a Sabina G. (la quale invece ha dimostrato di averle, le palle).

Sull’islàm, all’opposto, Lei ha torto. Trattando con una cultura molto diversa dalla nostra, l’etica dovrebbe cedere il passo alla politica. In altre parole non si dovrebbero far questioni di principio quando è prevedibile che esse mettano a rischio delle vite umane. Fu infatti la ri-pubblicazione delle vignette sui maggiori quotidiani del continente europeo a scatenare le manifestazioni di protesta contro le vignette “danesi”, manifestazioni che a loro volta provocarono dieci morti in Pakistan, uno o due in Libia, oltre a danni ingenti alle ambasciate europee.
Nei paesi anglosassoni (UK, USA e Canada), dove il “politically correct” è una cosa seria, «editorials covered the story without including them [the cartoons]».
Cito dall’esauriente
http://en.wikipedia.org/wiki/Jyllands-Posten_Muhammad_cartoons_controversy

Hi

Patton

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Arturo Zulawski scrive:

Patton,
probabilmente io ho torto ma la giustizia della République ha dato ragione a Philippe Val e a Charlie Hebdo e io ne sono stato -e ne sono- molto lieto. Ma ho avuto ragione di associarmi ad una causa che ritengo fondamentale.
Sono convinto che non fu la ri-pubblicazione delle vignette ma la strumentalizzazione delle vignette a provocare e scatenare le manifestazioni. Ed un cartoon non ha mai ucciso nessuno. Saluto il coraggio di Philippe Val, uomo di sinistra che non ha ceduto di un millimetro su una delle conquiste della Repubblica -un uomo che ha mostrato e combattuto anche contro ambienti della sinistra da salotto parigina, per sostenere e difendere un diritto non negoziabile garantito dalla Repubblica. Saluto pure tutti coloro che hanno ritenuto opportuno associarsi a questa causa.
E a mio avviso, sarebbero da perseguire coloro che hanno instigato a manifestazioni di violenza.
come vede, ancora una volta non sono d’accordo con lei

salutiebbaci

az

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Patton scrive:

Ma certo, AZ, le manifestazioni furono strumentalizzate, solo che non abbiamo lo “smoking gun”, bensì un mero “post hoc, ergo propter hoc” (che ovviamente Wikipedia tace): due settimane prima delle manifestazioni violente in MO contro le vignette “danesi” (manifestazioni che provocheranno ben 139 morti in tutto l’islam), durante il Pellegrinaggio alla Mecca morirono calpestati circa 350 fedeli… Ma furono i giornali europeo-continenrali, che nei mesi precedenti avevano ripubblicato le vignette, a offrire un ghiotto pretesto ai Servizi sauditi; viceversa, le direzioni di tutti giornali anglosassoni (nonostante le proteste di alcuni giornalisti) avevano posto un veto rigoroso alla ripubblicazione, come si può vedere qui:
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_newspapers_that_reprinted_Jyllands-Posten%27s_Muhammad_cartoons#Newspapers_closed.2C_editors_fired_or_arrested

salàm

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Arturo Zulawski scrive:

Eterna discussione Patton.
Intavoleremmo qui una discussione senza fine.
Penso ai cinesi in prigione perché hanno pubblicato notizie, a giornalisti scomparsi, alla Russia, all’Arabia saudita.
Lei conosce la mia posizione sulla République e la libertà d’espressione. Sono felice che Charlie Hebdo abbia pubblicato e che abbia vinto la causa intentata. Non faccio nemmeno un passo indietro sulla questione della libertà d’espressione.

g?i ti?n jià

az

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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-jm- scrive:

Chi tira in mezzo il padre per ciò che viene fatto dai figli, o ritiene che l’infanzia duri fino a 50 anni, oppure non ha ben chiaro il concetto di responsabilità individuale :P

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MarcoDaPrato scrive:

Incommentabile!
Sono padre di 2 figlie ho votato AN…l’ho seguita nel suo tentativo di inguaiare l’ex KGB Prodi!
Però mi permetta:
Un conto è dare del coglione…un conto della puttana pompinara sbocchinatrice per convenienza politica!
Che poi lo dia una donna ad un altra donna è un altra ulteriore stilettata!
E se un uomo bello va avanti nella vita è un “ganzo”….una donna bella…una puttana!
Se poi si usa la puttana per colpire il governo e costringerlo a sommergersi nella merda per sovvertire il voto del popolo…è eversione!
Non sò se sua figlia ha un disegno tale…se vuole estremizzare come il contadino DiPietro tutto lo scontro e farlo diventare anche fisico… e ritornare alle barricate di qualche decennio fà!

Lei dice (cito)
“Se riuscirà, avrà avuto ragione. Se non riuscirà, sarà punita dai fatti. La politica in democrazia è merce dura, sanguinante”
beh…la politica può essere dura…un vaffanculo…un coglione…uno sbadierare cappi e mortadelle !
E lo stigmatizzare tali comportamenti come incivili è giusto!

Ma linciare una persona in questo modo?E’ “politica” pure questa? Il Marchio di Infamia è politica? …da quando?
Ci fa pensare quanto poco importa ai politici ed ai suoi “giullari” di noi “povera gente”….non ve ne frega un cazzo!…se per buttare giù berlusconi dovete pasare sul cadavere della Carfagna…o su quello di una intera classe di persone—o su qualche principio….non ve ne frega una cippa e lo fate!

Ci metto anche lei perchè con le sue parole (che spero siano dettate dell’affetto di padre…e che quindi capirei) ci fa intendere che in politica tutto è lecito!Qualsiasi cosa!
La politica, mi permetta di dirlo, potrà essere dura ma mai immorale…diventerebbe prepotenza!
Ed esiste una morale naturale…non quella dei preti…che ci fa considerare essere umani tutti! E non bocchinare…o gay….o preti….o “sinistri”!
Deve esserci un limite…altrimenti siamo davvero nei casini!
Tremo alla sua risposta…spero riamanga nei 1 o 2 vaffanculo nei miei confronti!
Saluti!
Marco (da Prato)

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LisaCa scrive:

Sono perfettamente d’accordo con MarcodaPrato!
Non siamo nè moralisti nè ipocriti, ma profondamente disgustati da certe parole. Che spesso feriscono quanto una spada, soprattutto se non è vero…Non ha prove CERTE…E l’ombra del dubbio va sempre messa in ciò che si dice.
Ci sono sempre modi e modi per dire ciò che si vuole…La comunicazione è varia,certo…Ma una come lei sa bene cosa dire per ferire.
Che poi Sabina Guzzanti si creda tanto in gamba da poter entrare in politica…Faccia pure…

GUZZANTI – LE PAROLE FALSE HANNO LA CONSISTENZA DEL CARTONE, NON DELLA SPADA.

E CHE OGNUNO POSSA FARE E TENTARE QUEL CHE VUOLE COME VUOLE.

VIVA LA LIBERTA’, OVVIAMENTE, E VIVA LA GIUSTIZIA, MA PRIMA DI TUTTO VIVA LA VERITA’, SENZA LA QUALE LA LIBERTA’ E’ UNA FATUA CHIACCHIERA.

E OGGI NON VEDO TRACCE DI RISPETTO PER LA VERITA’, NEANCHE DA PARTE DELLA CLASSE DIRIGENTE DI CUI FACCIO PARTE, NELLA MIA PIU’ TOTALE IMPOTENZA.

NON ABBIAMO VERITA’, NON ABBIAMO LIBERTA’ NON ABBIAMO GIUSTIZIA.

ECCO PERCHE’ SERVE UNA RIVOLUZIONE.
IL GOVERNO IN CARICA PUO’ FARE DELLE COSE BUONE, FORSE E VEDREMO, MA E’ AGLI ANTIPODI DELLA RIVOLUZIONE CHE NOI SOGNIAMO.

NON SE NE VEDE TRACCIA.

SI VEDE PICCINERIA, STUPIDITA’ ARROGANZA, CULTO DEL LUOGO COMUNE.
BIPARTISAN DALLE DUE PARTI.

UNA MORTA GORA.
NON VEDO SEGNI DI ELETTROENCEFALOGRAMMA ATTIVO.

E’ UN MEZZO CADAVERE, MA IN GUEPIERE.

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Arturo Zulawski scrive:

“la classe dirigente” non esiste…

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LisaCa scrive:

Signor Guzzanti…Ma allora, Lei, che tipo di rivoluzione vuole? Lei è di Forza Italia…Ma mi sembra più che altro un giovane COMUNISTA :-) …Non la capisco tanto.
Sarà forse che ho “solo”32 anni e sono meno erudita di Lei:-)
Io non amo le rivoluzioni…Perchè comunque finiscono sempre “nel sangue”…
Non sono d’accordo che le parole false siano solo una SPADA DI CARTONE.
Perchè feriscono a morte l’anima, nello stesso momento in cui il DUBBIO (in questo caso sulla moralità di un’altra donna) si insinua nelle menti della gente (per un politico e comunque per una donna certe frasi sono sempre offensive)
Essere LIBERALI è anche rispettare il prossimo e non ferire persone sul piano personale.
O mi sbaglio ,signor Guzzanti?

GUZZANTI – IO HO PARLATOP DEL CASO DELLA CARFAGNA CHE HA TIRRATO IN BALLO ME. GOFFAMENTE E IN MODO CHE CONSIDERO INTIMIDATORIO.IO 2GIOVANE” COMUNISTA? SUVVIA, MI VUOL FARE ARROSSIRE? PARLERO’ DI SABINA SPECIFICAMENTE NEI PROSSIMI GIORNI. GRAZIE.

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quintilio scrive:

Sono un elettore del PD ,voglio congratularmi con la sua onestà intellettuale.
Purtroppo non rivedremo Sabina in tv per qualche decennio.Grazie ancora,il suo intervento ci rende più liberi.

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william_c scrive:

Non credo proprio che le intenzioni del comunicato fossero quelle di minacciarla. Semmai hanno ritenuto che chi ha rilasciato frasi così becere e ignoranti non meritasse nemmeno di essere menzionato.

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quintilio scrive:

Ognuno risponde personalmente per quello che fa.Una Ministra della Repubblica Italiana querela una persona,non la figlia di….
Onorevole Guzzanti,da elettore del PD vorrei ringraziarla del suo intervento.

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maria v scrive:

Non credo che Veltroni sia d’accordo con lei, anche perchè i consensi per noi sono ancora saliti: grazie anche a Sabina

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Julius scrive:

Onorevole Guzzanti,
capisco la sua incazzatura per essere stato citato nel comunicato stampa della Carfagna.
Tuttavia Sabina è figlia di cotanto padre e quindi non c’è poi molto da meravigliarsi dei comportamenti sanguigni e, alle volte, sopra le righe.
Ha ragione qualcuno quando dice che questa, purtroppo, è l’Italia, anzi, l’italietta, dove tutto è permesso e dove non c’è alcun senso del limite della decenza.
Secondo il mio modesto parere, qualche volta sarebbe necessario far valere anche l’autorità paterna, non tanto per plagiare i figli, ma solo per dare loro il senso della decenza.
Mi ricordo che la mia mamma mi diceva che anche quando sarei stato adulto, lei sarebbe salita su una sedia pur di far valere la sua autorità di madre.
E’ vero che ora i tempi sono cambiati, ma stando a quello che si vede, sono cambiati in peggio e, forse, ritornare su qualche nostro passo di troppo, non sarebbe poi così un male……
Julius

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Manuele Bani scrive:

Finalmente Senatore non sono d’accordo con Lei…sono ormai molti mesi che seguo il blog è non mi era mai successo …. la cosa cominciava a preoccuparmi.

Senatore qua non è una questione di quantità di parolacce e espressioni volgari…qua è una questione che sono state ingiuriate due persone fisiche con nomi e cognomi…il suo turpiloquio provocatorio di qualche tempo fa non mi sembrava fosse rivolto a qualcuno identificabile…le magliette di Calderoni erano rivolte a Maometto ed una religione, il coglione di Berlusconi era rivolto agli italiani in generale…Qua siamo di fronte ad una persona che prende la parola in una pubblica piazza e (metaforicamente) lega due persone (Carfagna e Papa) ad un palo e gli sputa in faccia….questa è comunicazione? …questa è barbarie e mi dispiace che la confonda con comunicazione …Io non voglio considerare il fatto che Sabina è sua figlia, non me ne frega niente….il fatto che sia politicamente schierata dalla parte opposta Le fa onore perché è dimostrazione di quanto liberamente abbia consentito alla mente di sua figlia di formarsi, ma a questo punto ci deve spiegare se secondo Lei è lecito “comunicare” offendendo così deliberatamente due persone in carne ed ossa.
Grazie.

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andrea barsotti scrive:

Dott. Guzzanti dopo aver sbollentato la rabbia per alcune dichiarazioni assolutamente non condivise rilasciate nella manifestazione di ieri la mente è più fresca, il cuore calmo. Tutto ciò che voglio augurarle è la “pace” per se e la sua famiglia tutta intera, la pace vera frutto di fatica, dialogo, “sangue” e dolore. PACE A LEI. DA UOMO A UOMO.

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manca scrive:

Salute.
Ho sempre cercato di tenermi alla larga da commenti sui figli del padrone di casa, considerando la cosa del tutto fuori luogo e, in certi casi, di pessimo gusto.
E quando Guzz dice: “Tutti coloro che intervengono tirandomi in ballo in quanto padre sono invitati a lasciare il blog prima che li cacci io, perché la mia paternità non fa parte degli argomenti del mio giornale. Ad ognuno il suo mestiere, e la sua opposizione.”, trovo che il suo ragionamento non faccia una piega.
Non è così difficile da capire. Eppure…
Salute.
Carlo Manca.

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Salvatore Randazzo scrive:

Guzzanti, capita raramente, ma questa volta SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO CON LEI. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. Lei ed i suoi figlioli siete su due fronti diversi ed è maramaldesco continuare a tirare in balle le reciproche parentele.
Condivido la sua posizione e l’appoggio.
Salvatore Randazzo

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agapornis scrive:

Bravo onorevole! ,
ha dimostrato di avere attributi.

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Buson scrive:

A me determinate immagini non vengono nemmeno in mente. O sono strano io o per concepirle bisogna fare un esercizio di volgarità (e qui mi riferisco non solo a Sabina Guzzanti, ma ad altri eccessi provenienti da varie parti). Per questo un po’ mi disgustano, e non è ipocrisia… perché non è per la serie si pensa o si fa ma non si dice.

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Marco Brunu scrive:

On. GUzzanti
mi scusi, ma ancora non capisco perche lei sia cosí furibondo ed indignato per le parole dette dall’on. Garfagna, dopo tutto il ministro é stato tirato in ballo dalla guzzanti o sbaglio e poi questi termini “Tutti coloro che intervengono tirandomi in ballo in quanto padre sono invitati a lasciare il blog prima che li cacci io…” , cacciare, mandare via, vabbé il blog é il suo e se lo tenga allora, continui a difendere la persona sbagliata, anzi dato che c’é, scacci pure me e mi banni e cosí la facciamo finita….

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Mario Nanni scrive:

Caro on.le Guzzanti, siccome lo staff della Carfagna ha usato un linguaggio improprio nel definire l’identità di Sabina Guzzanti indicandola come la “figlia del deputato del Pdl”, io arrivo a dire che lei fa persino bene a difendere sua figlia dalla grandinata di indignazione. Lei difatti difende sua figlia Sabina, ma prende le distanze dalla oratrice Guzzanti , nel contempo difendendo la libera espressione del pensiero. Noto che la difesa che fa è anche di spessore paterno e di grido culturale. Però nel disquisire cita Berlusconi che avrebbe detto: “chi non vota per me è un coglione”. Questo non è esatto, perchè Berlusconi, sostenendo che Prodi proponeva di tassare e Berlusconi detassare, cosichè gli italiani messi davanti alle due opzioni, disse:”non credo che gli italiani saranno così coglioni”. Nel senso che “non saranno così coglioni” di votare Prodi che vuole imporre tasse, mentre io Berlusconi le voglio togliere. Tornando a Sabina, la sua difesa mi ricorda il padre di una mia compagna di scuola alle elementari: il maestro per punizione su una marachella scolastica le diede una tiratina alla lunga treccia. L’indomani mattina arrivò il padre con il coltello in mano difendendo la figlia e minacciando pubblicamente di accoltellare l’insegnante. Questo pubblicamente; ma in privato prese a sberle la figlia anche per avere indotto il genitore a recarsi a scuola con il coltello e fargli fare una figura di mer…. Si può sapere se in privato lei a Sabina gliele avrà cantate? Può anche rispendermi un bel NO, allaguzzanti(magari:”sono fatti miei, fatti privati”). Ma, nella sostanza il mio intento è, nonostante le mie contrarietà note sulle parole gravi di Sabina, è quello di starLe vicino.
Saluti
mn

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Parsifahl scrive:

Prima di stilare la mia opinione, si potrebbe leggere il comunicato stampa ?
Se non è possibile vederlo su questo blog, è possibile avere un link grazie al riuscire a leggerlo?
Per comunicazioni: parsifahl@msn.com

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isabella de martini scrive:

Complimenti sono d’accordo su tutto . Penso che il Min

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Luciano Baroni scrive:

AZ, pare diventato un “lacchè”.
———————————————————

Parliamo di politica e discutiamo, per piacere, questo articolo.

Preferisco non discutere di padre e figlia, adulti anche se non Cattolici e liberi di pensarla come vogliono ( ma avete capito che Sabina è una Prrrrrrrrrrodiana e il padre no ? ) .

Ma anche gli altri e se sentono o leggono qualcosa che considerano spregevole, non deve esserci nessuna censura, altrimenti se ne va ciò che dovrebbe essere LA BANDIERA di questo Blog : Libertà e Verità.
—————————————————————————————————————————–

Un’opposizione reazionaria vittima del suo passato e del complesso di superiorità

Piazza Navona era il luogo adatto, per le ragioni spiegate da Giuseppe Gioacchino Belli: “Cqua ss’arza er cavalletto che ddispenza / Sur culo a cchi le vò ttrenta nerbate, / E ccinque poi pe la bbonifiscenza”.
Era il luogo dove, nei giorni di mercato, una giustizia neanche lontanamente tale infliggeva le punizioni corporali, con il boia che ne aggiungeva di sue. Quale posto migliore per l’esibizione di un Di Pietro che riassume in sé le spiegazioni umane, professionali e politiche del perché la giustizia italiana è la peggiore d’Europa. Le nerbate di questa giornata fischiano sfregiando le terga della sinistra, il cui martirio non ha nulla di divertente.

La maggioranza è in affanno, avendo commesso un errore grave. L’opposizione non ne approfitta mostrando una maggiore capacità riformista ed un più alto senso dello Stato, ma finisce prigioniera di sentimenti reazionari, di fazioni che la buttano in caciara, con le solite parole d’ordine perdenti. La trappola scatta sempre perché la sinistra tutta è prigioniera della propria storia, anche recentissima. Il passato pesa, e in questo caso impiomba. I sinistri carnefici della sinistra scorrazzano indisturbati perché figli di una modificazione genetica, della presunzione morale, della berlingueriana allucinazione sulla diversità etica. Piuttosto che fare i conti con la storia seppelliscono il futuro, andando a rimorchio del giustizialismo e del corporativismo, fingendo d’ignorare quale dramma sia la malagiustizia.

Neanche reagiscono quando il segretario dell’Anm, papale papale, dice che sono pronti a scendere in piazza, ma per i soldi e la carriera. Loro, i magistrati più protetti e pagati d’Europa, con i risultati peggiori. E si potrebbe anche capire, leninianamente parlando, se servisse a far fuori l’odiato nemico. Ma dopo quindici anni d’assalti, dopo che non sono riusciti ad accertare un solo reato in capo a Berlusconi, anche un mulo si farebbe cogliere dal dubbio se sia la strada migliore. Non ne prendono un’altra perché non ne sono capaci, non sanno essere diversi da quel che furono, privando l’Italia di due cose indispensabili: una buona sinistra e una buona opposizione.
http://www.davidegiacalone.it
————————————————————————————————————————–

Discutete su questo, magari anche qualche riflessione su alcuni articoli odierni tra cui quello di Filippo Facci, di Oscar Giannino, Andrea Acquarone e, anche se so che gli dispiace leggerne il nome ma stavolta mi sembra il caso, di Giancarlo Lehner.

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Arturo Zulawski scrive:

Baroni, lei dimentica di indicare di chi mi considera il lacchè: effettivamente sono il lacchè delle mie opinioni, della libertà d’espressione, dei principi che mi sono cari, della libertà di una donna di essere ritenuta responsabile delle sue opinioni, dei principi che regolano la laicità dello Stato.
Sottoscrivo le parole di Sabina Guzzanti “in una Repubblica non si può diventare ministro perché si è succhiato l’uccello del Primo Ministro” e sottoscrivo le parole sul Papa ma soprattutto sono il lacchè del principio che le permette di esprimersi liberamente.

Allora Baroni, abbia un po’ di coraggio e dica liberamente di chi io sarei il lacchè. Reagirò in conseguenza: vada sino in fondo alle sua opinione, non si fermi a metà ecchecaspita, non rischia di certo il linciaggio ma semplicemente una risposta.

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Luciano Baroni scrive:

Giuro che non avevo letto la risposta, dal momento che non esiste un richiamo a chi posta, delle risposte ricevute, quindi sono venuto a leggere tutti i il trhead successivi, dopo la risposta che mi ha dato nell’altro.

Ecco a cosa riferivo sul lacchè : Arturo Zulawski scrive:
9 Luglio 2008 alle 23:00

“la classe dirigente” non esiste…

Le basta l’esempio o ne servono altri, rispetto ad un certo modo di discutere nel passato ?

A me era chiaro, non serviva che ripetesse quanto la Sabina ha detto e registrato a piazza Navona, straconfermando il tutto con la lettera al Corriere della Sera.

Ora, come ho detto, non ho voglia di litigare ancora con Paolo a causa di altri, men che meno a causa della figlia nel chiedergli, come fanno altri, di sconfessare quel 10% che non condivide, perchè non c’entra niente con le porcate che Sabina ha detto, secondo me, ma non ho nemmeno voglia di litigare per un ministro, donna o uomo che sia, perchè, vede, allora dovrei litigare parecchie volte con Paolo quando ha voglia LUI di marcare il territorio, anche dentro FI o nel PdiL, perchè è una “pratica in voga nei parlamentari, financo tra i ministri”.

Mentre io, invece, chiedo a tutti questi di smetterla, altrimenti si finisce come nella legislatura precedente con i Follini e i Casini in tutti i sensi.

A me non interessa, so che a Lei andrebbe bene, così come a tanti che sono venuti su questo Blog con intenti MOLTO diversi da quelli che ci sono dal primo giorno, anzi, ancora prima.

Per cui, AZ, lasci perdere, qui non casca quasi nessuno nel trappolino ( ho scritto trappolino, non trampolino ).

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Arturo Zulawski scrive:

Certo Baroni,
ma non risponde ancora sulla questione “di chi sarei il lacché”.
Ma poco importa, nemmeno io ho voglia di litigare né di raccogliere una zoppa provocazione.

Per quanto riguarda il “la classe dirigente non esiste…”, lei non ha capito. E che glielo spiego affà?

Guardi Baroni, per quanto mi riguarda lei può litigare come, con chi e quando vuole se trova con chi litigare. Non le tendo nessun trampolino Baroni, prendo atto che lei si limita ad un ammiccamento percui non lo prendo sul serio. La prego inoltre di tenermi al corrente a riguardo dei miei interessi, non sia che me ne fossi perso qualcuno per strada.

cordiali saluti

az

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Lontana scrive:

Lei ha ragione Senatore,
io la stimo e per questo io non la immischierei mai negli affari loschi della signorina in questione che questa volta ha passato ogni misura. Mi auguro che il Ministro Carfagna le faccia una causa da milioni di euro.
E mi auguro che anche il Vaticano chieda i danni.
A tutto c’é un imite.

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Uccio scrive:

Fuffa, o meglio, cazzate.

Se avessimo una giustizia funzionante, tutto questo sarebbe, al meglio, avanspettacolo.
Muoviamoci a riformare il potere giudiziario ed eviteremo:
- che un politico regolarmente eletto perda tempo a difensersi
- che una opposizione perda tempo a rompere le balle all’eletto con ciance ed insinuazioni
- che lo Stato si veda defraudato della necessaria guida per le dette cause
- che si tiri in ballo il padre di una maggiorenne, o di un maggiorenne, per quanto detto dal secondo
- che si possa impunemente sputtanare chiunque, tanto una causa civile dura 1.000 anni.

Grazie a tutti i governi precedenti, a cominciare dal 46, per averci dato una cosí valida giustizia.

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fradrys scrive:

Dalla seconda riga in poi sono d’accordissimo al 100%!
Per il resto, offendere gratuitamente una persona non è una cosa da poco: la storia (comunista) ci insegna che prima il nemico va denigrato moralmente e poi fisicamente. Non proprio “fuffa”, vero?
Adriano

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fradrys scrive:

Carissimo Guzz,
come si fa tra amici bisogna essere onesti e fedeli sempre, quando si concorda in pieno, quando meno e quando si vede l’amico nel torto. Spero che anche Tu farai con me lo stesso.
Purtroppo in un blog bisogna attenersi a delle regole, che in un colloquio privato si potrebbero anche accantonare, e quindi Ti puntualizzo quanto segue:
1) per prima cosa (e spero Tu l’abbia fatto per estrema sintesi) Berlusconi non ha MAI detto “chi non mi vota è un coglione”. Disse: “chi vota contro i propri interessi è un coglione”, cosa tra l’altro sacrosantissima!!!
Per lui le due frasi forse (forse) collimavano, ma per chi le ha sentite no: forse dicendo così ha perso decine di voti di mortadellai che non avevano alcun vantaggio a votare Berlusconi…
2) Capisco bene il Tuo stato d’animo ma quando metti in mezzo la mafia sbagli strada e vai molto lontano dal vero. E’ sbagliato, ok, aver accomunato Sabina a Te ma è luogo comune legare la persona meno conosciuta con quella più nota. E Tu, ob-torto collo o meno, sei più conosciuto. Per fortuna!
3) Sabina è indifendibile sotto ogni aspetto e merita la giusta querela e, secondo me, anche il linciaggio verbale di chi ha insultato: tutti noi, in qualità di votanti di Forza Italia, di Berlusconi (e delle sue scelte) e dell’attuale Governo! E Tu non dovresti difenderla; fare i giusti distinguo che lei è lei e Tu sei Tu è sufficiente. Non trovi?
4) Come padre di famiglia sono d’accordo che i figli non sono solo il frutto dell’educazione genitoriale ma anche di un migliaio di altri fattori e, quindi, prendere “a ceffoni” una figlia ultra-quarantenne (come suggerito da qualcuno) è reato penale. Però dirle cosa ne pensi del suo gesto (come avresti fatto a qualunque Tuo amico, almeno spero), e dirlo non solo in privato visto che lei non si è espressa entro le quattro pareti del bagno di casa, è “cosa buona e giusta”: almeno per rispetto di chi crede in Te (e non in lei), nelle Tue idee (e non nelle sue) e nel Tuo partito (e non nel suo).
Non credi?
Un forte abbraccio e buon tutto!
Adriano

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libertySoldier scrive:

Perché linciaggio? Trovo giusta la sua replica, in quanto anche io ho trovato di pessimo gusto l’identificazione della Sabina come “figlia del senatore di forza Italia”. Anche se, pur essendo di pessimo gusto e non condividendola per nulla, non l’ho trovata minacciosa o “mafiosa”.
Comunque bene ha fatto a scrivere questo post.
Un saluto Libertario
LibertySoldier.

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sigal harari scrive:

Amatissimo guer

E’ ignobile quello che ti è stato fatto, In realtà ti è stato chiesto di accanirti contro tua figlia e di scegliere. Ma tu con questa tua lettera hai dimostrato di essere un padre esemplare e un uomo degno di grande rispetto. Sabina è fortunata e sono sicura che lo sa. Non la conosco ma mi par di capire che ti assomiglia molto. In yidish si dice:” kleine Kinder, kleine Zures, groisse Kinder groisse Zures (figli piccoli piccoli dispiaceri, figli grandi, grandi dispiaceri).

Ti amo

Sigal

GUER – NON POTEVI MANCARE. GRAZIE.

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fradrys scrive:

Cara Sigal, non condivido.
Trovo poco carino inventarsi un’altra realtà pur di dire all’amico Guzzanti che ha ragione, è bello e simpatico.
A tutti piacerebbe dire sempre bene di un amico ma l’essere amici ha l’obbligo dell’onestà e della fedeltà. Cose, queste, che esigono coraggio. E questo, non è da tutti, lo so.
Per ciò che io ho appreso nessuno ha chiesto al padre di prendere posizioni pro o contro la figlia. E’ solo stato detto che tale persona, nota, è legata da stretta parentela ad un’altra persona più nota. Stop.
Mai sentito parlare di “quel cantante Caio, ex fidanzato con l’attrice Sempronia…”?
Vabbè, forse a volte anche un pizzico d’ipocrisia fa bene… anche se non condivido, forse è così.
Shalom e un forte abbraccio a Guzz e a Sigal.
Adriano

GUZZ – SBAGLI ADRIANO: SE NON AVESSI REAGITO, AVREI AVALLATO UNA IMPLICITA SOLIDARIETA’ CHE NON AVEVO ESPRESSO E NON MI ERA STATA RICHIESTA. E’ PROPRIO COME DICE SIGAL. PENSACI MEGLIO E CI ARRIVI DA TE.

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massimocasali scrive:

Capisco i nervi a fior di pelle del Senatore, se avessi una figli così sarei incazz….mo anche io, ma ritengo che, anche se la responsabilità e sempre personale, un padre abbia almeno l’obbligo morale di scusarsi dei comportamente dei figli. Perchè se lui non ha responsabilità per l’educazione da questi ricevuta si figuri la On. Carfagna oppure Io. La mia solidarità va quindi tutta al Ministro Carfagna e mi rifiuto di giustificare e non accetto che si nasconda l’ignoranza, la maleducazione e la volgarità dietro il diritto di libertà. Aspetto personale a parte se questa è la posizione del Sen. Guzzanti mi spiace ma Lei non ha capito molto di cosa significhi essere Liberale.

Cordialità

Massimo Casali

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zenigada scrive:

la ringrazio per la risposta, chiarissima come sempre
la saluto, a rileggerla presto
Luca Cipriani

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Massimo Biondi scrive:

Non ho mai votato Forza Italia né PDL e penso che non lo farò almeno finchè ci sarà il leader attuale con i problemi che si porta dietro. Ciò premesso mi fa piacere dire che condivido ogni sua parola (non tutte quelle di Sabina, invece). Quella ministra è inadeguata, indipendentemente dai suoi rapporti col presidente del consiglio. A lei, in questo caso, tutto il mio apprezzamento e la mia solidarietà.

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fradrys scrive:

Beh è molto facile non avere problemi con la Giustizia italiana: basta togliere il caso al PM di turno, farlo degradare e trasferire.
Ce lo ha insegnato l’onestissimo Romano Prodi pochi mesi fa. Ricordi?
Se facesse così anche Berlusconi verrebbe giù il Mondo; cosa è successo quando lo ha fatto Prodi????
Giocare con regole diverse è bello ma non è onesto, non trovi?
Adriano

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ro.berto scrive:

Secondo me, quando le sarà passata l’incazzatura, si accorgerà che nel comunicato del Ministro Carfagna, non c’è nulla che abbia il sapore dell’avvertimento mafioso. Tutt’al più sa di ripagamento con la stessa moneta: “mi dai della pompinara? e io ti sfotto dicendo che da un tale padre, mi sarei aspettata che prendessi almeno la sua onestà intellettuale”
Con stima.

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kintpuash scrive:

Il suo ragionamento non fa una grinza.
Però spero si sia reso conto che molti dei suoi compagni di viaggio se si parla di libertà di pensiero ed espressione non sono affatto dei liberali ma piuttosto dei bigotti conservatori.
Se poi si tocca il Papa sono pronti a invocare la scomunica.
Come diceva Orwell “I cattolici e i comunisti sono simili nel considerare che quelli che non hanno le loro convinzioni non possono essere sia onesti sia intelligenti”.
Saluti.

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zenigada scrive:

gentile Kintpuash,
sarei curioso di vedere la sua reazione se qualcuno si augurasse di vedere tra venti anni suo padre bruciare all’inferno inchiappettato da due diavoli gay…passi pure se mi dice che non querelerebbe, ma non mi venga a raccontare che non si incazzerebbe perchè mi resta difficile crederle.
Nessuna scomunica, solo rispetto per una persona che rappresenta molto
la saluto
Luca Cipriani

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daneel6 scrive:

On. Guzzanti,
è la prima volta che accedo a questo blog ed in altri l’ho fatto un numero limitatissimo di volte, ma a seguito delle polemiche per la manifestazione di ieri, sono stato incentivato a voler capire meglio la vicenda. Sono capitato sul suo blog per caso e sono stato veramente colpito dal suo scritto. L’ho apprezzato moltissimo, ancorchè – ritengo – la sua posizione non dovesse essere troppo facile da gestire. Non voglio dilungarmi sul merito, perchè tanto è stato scritto, ma un dubbio mi attanaglia. Mi sembra che sua figlia stia diventando sempre più il capro espiatorio di un gigantesco regolamento di conti tra varie anime,fazioni e bande della pseudo-sinistra o di una certa parte di essa, che ha avuto un momento di massima alta espessione nella citata manifestazione. Dato che le cose non mi sembrano siano andate troppo bene rispetto alle aspettative, i coraggiosi promotori Di Pietro, Colombo, ecc…. si sono parzialmente dissociati o distinti…… e quindi …..dagli all’untore (anzi all’untrice!). Non conoscendola personalmente ovviamente, non posso dire se sia trattato di un peccato d’ingenuità!

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simona scrive:

Carfagna, oltre che aver dimostrato di aver perso le staffe, si è rivelata puttosto meschina riferendosi a Sabina in qualità di figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti.
Forse l’intento era quello di offendere Sabina nemmeno volendole riconoscere una identità propria, ma direi che così non ha fatto altro che mettere in cattiva luce se stessa.
Inoltre, dovendo almeno teoricamente svolgere il ruolo di ministro delle Pari Opportunità (senza portafoglio), direi che ha fatto uno scivolone proprio nel suo ambito di competenza.

Ok, dico anche che mi sembra che il gruppetto delle belle gnocche al governo sia un gruppetto tutto fiele…. mi sbaglierò.

Se vorrò scrivere qualcosa di Sabina penso che approfitterò di scriverlo sul suo blog, visto che è ad un passo da qua.. ma penso che non lo farò (altrimenti ci litigo :-) ).

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Fulvia scrive:

Scrivo rispondendo al commento di Simona che è quello in cui mi ritrovo di più.
Hai fatto benissimo Paolo a rsipondere a qul comunicato stampa troppo volutamente identificativo nei tuoi confronti per non pensare che non ti volesse coinvolgere e disturbare politicamente oltre che personalmente. Roba di bassa lega davvero quel comunicato del Ministro.
Una cosa comunque mi ha colpito molto in questa situazione : l’assoluta mancanza di solidarietà femminile al Ministro, solidarietà alla donna che viene pubblicamente infangata da altra donna.
Anche questo non è un buon segnale.
Si può criticare l’operato di un Ministro ed i suoi comunicati stampa, ma se questi sono errati nei modi nella forma e nella sostanza non possono motivare la totale assenza di solidarietà per l’assalto subito.
Come donna questo mi fa pensare e non mi piace un gran che, anche se è verso la persona della Carfagna nutro soltanto indifferenza

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valeforn scrive:

Sono stato tra quelli che alla lettura del comunicato del ministero che la tirava in ballo è trasecolato. E s’è indignato per una chiamata in causa surreale nella sua inutilità.
Ma la sensazione che ho avuto ora leggendo il suo post è di una difesa d’ufficio di Sabina che pare tanto un arrampicata sugli specchi. Spero di averla male interpretata.
Con la stima di sempre.

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maccarti scrive:

1. Condivido quanto scrive:

Lei è Lei, e risponde per sé stesso. Sua figlia risponde per sé stessa. “Tot capita…”
E spero abbia sbollito l’ira.
Cose che succedono tra vivi.

2. Non condivido le sparate di Sabina Guzzanti, invece.
Non fanno ridere nessuno, nemmeno uno cui il medico abbia tassativamente prescritto di ridere.
Inoltre, se quelle sparate sono dirette a un Capo di Stato, fine teologo, uomo prudente, mite; e che si sa in partenza non risponderà per le rime (la sua posizione e la sua intelligenza non glie lo consentono), ebbene in tal caso siamo di fronte a una vera e propria mascalzonata che nulla ha che fare con la satira.

Troppo facile (e un pochino da vigliacchi) salvarsi in corner con un “E’ satira politica!”.
La satira è ben altro. Lo sa Lei. Lo so io.

Mi domando ogni tanto se, a suo tempo, sia stato un buon affare concedere libertà di parola agli italiani.
E sa perché?
Ne abusano.
Come abusano della libertà.
Come abusano di tutto quanto dovrebbero limitarsi ad usare.
Un popolaccio!

Ma vengo a ciò che piú mi sta a cuore.

3. Non condivido la sua apologia del turpiloquio.
Una volta, dire parolacce veniva giustificato come atto liberatorio: l’impedimento sistematico a “turpiloquiare” (mi perdoni il neologismo), imposta da un’ educazione scrupolosa inflessibile severa borghese pinzòchera – e chi piú ne ha, piú ne metta – portava il fanciullo/la fanciulla appena cresciutelli a dare la stura a tutti quei bisogni, aggressivi erotici competitivi, inibiti perché disapprovati dal Super-Io (genitori, scuola, ecc.).
Ma oggi, che per una bestemmia nessuno si scandalizza, o quasi, la preziosa parolaccia non serve piú a rimuovere problemi ansiògeni.
E dunque ha smarrito la preziosità.

Che conclusione trarre?
Una, e una sola:
si ricorre al turpiloquio quando non si sa che dire, o come dire la cosa che si vuol dire.
Pochezza di vocabolario personale, per intenderci.
Gridare, per ipotesi, all’interlocutore “facciadiculo!”, meglio se davanti a una telecamera (il narcisismo è un’altra patologia dei tempi), è piú comodo che provarne a contestar le tesi, oppure a zittirlo mediante un discorso logico misurato conciso.
Si dirà: è la legge del minimo sforzo che impone il pedaggio.
D’accordo.
Essa ci esorta alla stringatezza, alla parola unica. Non alla malaparola.
“Facciadibronzo” o ” Facciatosta” potrebbero andar bene lo stesso.
Ma se lo immagina lei il nostro stressato rinunciare all’amata “facciadiculo”, oppure all’altrettanto adorata “leccaculo” per “lecchino” o “striscione”?
Chi glie lo fa fare?
“Testadirapa” per “testadicazzo” colpirebbe di piú?

Mi si opporrà: l’impeto non favorisce la proprietà e le sfumature di lingua.
Sarà.
Oppure: la parolaccia dà forza al discorso.
Ogni tanto, lo ammetto.
Ancora: la parolaccia muove al riso.
Ne dubito.
Totò, Petrolini facevan ridere alludendo, non “parolacciando” (e mi passi il secondo, fesso neologismo).

Certo, non bisogna vivere con l’assillo del “come si dice?”; fa male alla salute.
E se uno sa insultare solo a suon di parolacce, “parolacci”! Non casca il mondo.
E poi, non dimentichiamo che sulle maleparole c’è qualche analfabeta “pendolare” (di andata e ritorno, intendo) che s’è creato una fortuna.

Tutt’al piú, ai “turpiloquianti” posso consigliare il , di Gianfranco Lotti, affinché amplino il loro orizzonte lessicale.

Con immutata stima

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maccarti scrive:

Al terzultimo rigo è saltato “Dizionario degli insulti” dopo «posso consigliare il».

Chiedo scusa.

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jetset scrive:

Gentile Onorevole,
Le scrivo in tutta sincerità e con grande dispiacere per la sofferenza di padre di cui Lei è vittima in questo momento. A questo suo sentimento mi associo senza alcuna riserva. Anche nella mia famiglia non tutti i miei parenti sono di centrodestra e, mi creda, pure per me questa è stata causa di divisioni e scontri talmente violenti che alcuni tra essi nemmeno più mi parlano. Certo, per fortuna nel novero di questi parenti non figurano i miei genitori o la mia fidanzata, però i terremoti nelle parentele purtroppo sono dolorosi specialmente se l’ideologìa rapisce i cervelli più di quanto non faccia la saggezza e la razionalità.

Caro Onorevole, io l’ho sempre stimata moltissimo, sono dalla Sua parte in moltissime battaglie e Lei è per me un punto di riferimento ma pur sapendo di darLe un dolore che non vorrei mai, devo ammettere che Sua figlia insieme a Grillo ed ad altri arringatori da palco mai mi è piaciuta e mai mi piacerà: questo non per il diritto di dire ciò che ha detto sul Papa e su Napolitano (anch’io nel mio blog spesso attacco questi due personaggi) ma per il modo di condurre gli attacchi. Con livore e con veemenza, oscenamente e sbragatamente solo per il gusto di offendere in maniera volgare e sguaiata.

Vede Onorevole, la satira può essere anche cattivissima, però vi è una colonna portante che si chiama buon gusto. Quando Berlusconi disse “non credo che gli italiani siano così coglioni da votare la sinistra” lo fece a ridosso del voto per dire che si sarebbero tirati la zappa sui piedi, usando un’espressione al giorno d’oggi comune “che coglione che sei”, come dire “sei uno sciocco perché la sinistra ti fregherà”. E’ proprio in quel “perché” la differenza.

Se fossi un comunista e Le dicessi che Lei è un servo di Berlusconi perché vota le leggi per convenienza Lei probabilmente mi risponderebbe che io sono un rifiuto della storia perché ho idee vetuste come la preistoria, o magari nemmeno mi rivolgerebbe la Sua attenzione. Ci può stare. Potremmo avere ragione o torto ma dovrei analizzare il Suo comportamento e circostanziare ciò che affermo. Ma anche tra le parolacce gratuite vi sono differenze: se le dico “Senatore, vada a fanculo Lei e le sue idee” dico cosa ben diversa piuttosto che “Senatore, a Lei piace prenderlo nel culo tutti i giorni”. O no? Scusi la rozzezza del mio commento ma è solo per farLe capire.

Se andassi in una piazza e gridassi che Lei è un mafioso, che andrà all’inferno dove i diavoli l’inculeranno per l’eternità – scusi il termine – il valore della satira scadrebbe nell’offesa a tutto campo, perché non di satira si tratterebbe bensì di invettive gratuite tra l’altro poco pregne di ilarità, punibili a mio avviso giustamente con una querela.

Allo stesso modo difenderei chiunque, anche Sua figlia, se qualcuno la offendesse senza osservare le stesse regole di cui sopra, così, solo perché in una piazza si può arringare impuniti e liberi da ogni vincolo sia di buon gusto che di stile.

Anche l’offesa, gentile Onorevole, ha un peso specifico diverso a seconda del contesto, del luogo e di chi ascolta. E’ ora di mettere un paletto alla proliferazione di volgari lesioni all’altrui dignità.

Con grande stima in Lei, La saluto con tutta la mia solidarietà.

jetset – Libere Risonanze Weblog

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Dadex scrive:

La parolaccia, concetto alquanto discutibile, per me parolacce sono : guerra, stupro, pedofilia… non certo termini come cazzo o culo ( dire sedere o pene significa sempre la stessa cosa… ) e via dicendo, credo che chi si scandalizza per queste cose sia fondamentalmente un ipocrita, visto che tutti usano questi termini quotidianamente.
Fatta questa premessa devo dire che apprezzo molto il suo intervento senatore, e condivido gran parte delle cose che ha scritto.
Detto questo voglio anche sottolineare che pur se dette in maniera “forte” quelle di Sabina son cose che io condivido.
Una precisazione per Uccio: tutto vero quello che dici, ma manca un particolare, essere votati dal popolo non cancella di colpo tutte le magagne sul tuo conto, anzi a dire il vero il problema è a monte, in quanto in un paese serio certi personaggi nemmeno potrebbero candidarsi, e questo non viene detto solo in Italia ( vedasi la “gaffe” degli Statunitensi al G8 ).
Ma l’Italia è un paese così, un paese di furbi, ed è legittimo e normale che un degno rappresentante di questo popolo sia presidente del consiglio, non fa una piega.
Oramai non mi meraviglio più di nulla. Figuriamoci di due o tre “parolacce”.

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isabella de martini scrive:

I complimenti li ho già fatti prima , quando ho sbagliato a cliccare e la frase è rimasta a mezz’aria…. chiedo scusa ! La domanda è questa : un Ministro delle Pari Oppurtunità che cataloga una persona come “figlia di “, e quindi la DISCRIMINA , dovrebbe dimettersi o no , per “conflitto di interessi” ?
Consiglio , all’on. Carfagna , che non mi risulta essere genitrice, di leggere le frasi che seguono : ” I vostri figli non sono vostri . Sono i figli e le figlie della Vita che anela a se stessa .Vengono attraverso voi,ma non da voi e,sebbene stiano con voi , non appartengono a voi . Potete dar loro il vostro amore , ma non i vostri pensieri perchè hanno pensieri propri . Potete alloggiare i loro corpi , ma non le loro anime , perchè le loro anime dimorano nella casa del domani , che voi non potete visitare , neppure nei vostri sogni . Potete aspirare ad essere simili al oro, non però a farli simili a voi . ” (Khalil Gibran, filosofo e poeta libanese )

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UbertoP scrive:

Da adulti ognuno deve prendersi le sue responsabilità di quel che dice o fa, è non certo un’aggravante o una scusante essere figlio/a di tizio o di caio.
E male il Ministro ha fatto a tirarla dentro, Onorevole, a questioni che non la riguardavano.
Però mi domando, ma in tutto questo, davvero il ministro Carfagna occupa quel posto per aver fatto quello che le viene contestato?
Non è morbosa curiosità, ma mi chiedo su cosa si basi l’attacco frontale nei suoi confronti.
Su un articolo di Repubblica nel quale si ipotizzava un’intercettazione hot tenuta in un cassetto, oppure c’è qualcosa di più concreto?

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matteo unici scrive:

Buonasera, Onorevole.

Il titolo del Suo comunicato ANSA e’ il seguente: NON CONDIVIDO SUE OPINIONI, MA NO A INTIMIDAZIONE.
Mi trovo assolutamente d’accordo, neanche io condivido a pieno le opinioni espresse da Sabrina, e sicuramente non il modo.
Ma sicuramente sono d’accordo sul NO alle intimidazioni.
Allora, qualcuno puo’ spiegarmi come mai da tutt’oggi il sito http://www.sabinaguzzanti.it non e’ raggiungibile?
Io sento puzza di censura, di ritorsione.
Grazie.

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tomasson scrive:

caro senatore,
sono un suo sostenitore da sempre ma questa volta dissento, con forza e convinzione…Ho sentito Sabina in diretta su sky…è stata volgare, grezza e diffamante nei confronti della Carfagna…beninteso poteva evitare di tirarla in ballo come padre…però dopo che ti hanno datto della pompinara succhia uccelli(senza nessuna prova)è stata una replica fin troppo educata….mi sarei aspettato da lei un’ansa che recitava:”cara Mara, da vecchio esperto ti volevo dire che hai sbagliato a tirarmi in ballo ed hai agito troppo di impulso, ma ti perdono e ti capisco perchè mia figlia merita la tua querela!mi dispiace se ti ha offeso…
Ecco questo sarebbe il sen e direttore Guzzanti che avrei visto positivamente…
grazie, e attendo risposta

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tomasson scrive:

caro senatore guzzanti
sono un suo sostenitore da sempre ma questa volta dissento, con forza e convinzione…Ho sentito Sabina in diretta su sky…è stata volgare, grezza e diffamante nei confronti della Carfagna…beninteso poteva evitare di tirarla in ballo come padre…però dopo che ti hanno datto della pompinara succhia uccelli(senza nessuna prova)è stata una replica fin troppo educata….mi sarei aspettato da lei un’ansa che recitava:”cara Mara, da vecchio esperto ti volevo dire che hai sbagliato a tirarmi in ballo ed hai agito troppo di impulso, ma ti perdono e ti capisco perchè mia figlia merita la tua querela!mi dispiace se ti ha offeso…
Ecco questo sarebbe il sen e direttore Guzzanti che avrei visto positivamente…
grazie, e attendo risposta

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carlo scrive:

Sono perfettamente d’accordo con lei Onorevole. Apprezzo la satira di Sabina,ma,non condivido i contenuti,riconosco le sue capacità artistiche,e,per questo, non mi sarei mai aspettato che scendesse cosi in basso.
Tuttavia la presa di posizione della ministra, offende l’intelligenza delle persone,e,svilisce la sua immagine e la carica che riveste.
Questo comportamento ministeriale poteva trovare giustificazione se Sabina era una bambina di 14 anni un po’ribelle,al cui padre si richiedeva un intervento per placarne lo spirito. Diversamente siamo sul ridicolo.
Ogni individuo maggiorenne risponde lui e solo lui delle azioni che compie nel bene e nel male.
Questo è un paradosso di dimensioni bibliche.
La stimo ancora di più
carlo

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Giovanni Anselmi scrive:

Mi sembra chiaro che la Carfagna nel ricordare la parentela di sua figlia volesse solo creare un contrasto tra la stupida protervia della cabarettesta con la statura morale di un giornalista e uomo politico che ha sempre saputo fare battaglie con la testa sulle spalle.

Trovo quindi del tutto pretestuosa, caro Guzzanti, la sua presa di posizione.
Se non vale citare i padri non dovrebbe nemmeno essere consentito di smaniare a casaccio per salvaguardare le figlie.
Sono profondamente deluso dalla sua piazzata.
Adieu.

GUZZANTI – E IO DEFINITIVAMENTE DELUSO DA LEI. ADIEU. MA NON FACCIA IL SOLITO PARTIAM PARTIAMO E POI NON PARTE MAI. PARTA. ADIEU.

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PolimetoSirapi scrive:

Onorevole Guzzanti, un paio di giorni fa lei dimostrò di essere una persona di ampie vedute oltre che un sincero liberale dando voce qui su RI a Babara Spinelli che pure spiegava le ragioni della sua ideale adesione alla manifestazione di Piazza Navona. Probabilmente si sarà chiesto cosa c’azzecca (il dipietrese è ormai sdoganato, tanto per restare in tema ho anche volontariamente evitato il congiuntivo) una Spinelli con un Grillo o con un Di Pietro. Misteri dell’antiberlusconismo, evidentemente, ma per lo stesso motivo mi domando sinceramente cosa ci faccia lei nello stesso cortile di una Carfagna. O forse sarebbe meglio dire il contrario, per diritto di anzianità.
Ma la sostanza non cambia. In questo caso sono dalla parte di Sabina al 100%, pompino o meno, la Carfagna ministro è uno sfregio. E sono anche dalla sua, perchè so che indipendentemente dalla sacrosanta difesa di sua figlia e dell’onorabilità del vostro nome (oltre che di uno dei basilari pilastri che sorreggono la nostra civiltà, quale la responsabilità individuale)anche lei in fondo la pensa così.

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Luciano Baroni scrive:

Ma davvero, ieri a piazza Navona, qualcuno ha “fatto satira” ?

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mario dalfonso scrive:

Caro Senatore Guzzanti, (mi permetta il “caro”: Ho 82 anni, capirà) questa mattina tra le 8,00 e le 9,00 ero sul blog di Alberto Taliani de “Il Giornale” a leggere i post ma anche scriverne uno io riguardo all’indecente manifestazione di ieri in Piazza Navona. Quello che ho scritto glielo riporto di seguito, non per esultare di vedere pubblicato in internet un mio pensiero ma per l’affetto e rispetto che le porto da molto tempo. Dal tempo in cui morì Vittorio Gassman del quale lei scrisse un commovente articolo e io, in una e-mail, le chiesi se avesse pianto per la sua dipartita poichè io piansi per le sue belle parole nell’articolo. Ebbi la sua risposta affermativa. Nel caso invece di ieri a Piazza Navona, mi sono informato appunto attraverso il Giornale e leggendo i blog di Taliani. Ho scritto:

Mario D’Alfonso Scrive: July 9th, 2008 at 1:22 pm
“”La cosa che a me spiace di più, oltre alle sviscerate offese personali a Napolitano, al Papa e a ministri del governo, eccetera, è il non sentire oggi la voce, pure offesa, del Senatore Paolo Guzzanti papà dell’indelicata figlia Sabrina. Da questa postazione desidero esprimere al Senatore Guzzanti grande solidarietà. Purtroppo esiste il sentimento dell’ingratitudine dopo avere impartito ai figli il massimo che i genitori posono dare. Meglio che non dica o scriva niente e cerchi con forza ignorare l’accaduto – almeno oggi. – La pazienza è un’altra cosa! Mario”".

Per la seconda volta oggi, ma questa volta direttamente, le rinnovo la mia più ampia solidarietà di padre come lei. E se mi permette, un abbraccio. Mario D’Alfonso

GUZZ – RICAMBIO E RINGRAZIO DI CUORE.

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Arturo Zulawski scrive:

Il sito sabinaguzzanti.it funziona di nuovo

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laura629 scrive:

Onorevole Guzzanti, il Ministro ha sbagliato a ricordare il vincolo di parentela fra Lei e Sabina, questo e’ evidente, ma non sono d’accordo con Lei sulla dietrologia ipotizzata. Non stupisce che l’Italia sia rimasta indietro rispetto agli altri paesi industrializzati. Si perde troppo tempo a parlare di niente ed a fare di ogni parola “un caso di discussione infinita”. Che noia!
Non mi piace Sabina Guzzanti, non mi fa ridere e non mi interessa di chi sia figlia. Secondo me non fa satira politica e dimostra pure cattivo gusto nell’esprimersi con tanta volgarita’.
Quanto alle illazioni sulla Signora Carfagna le trovo di bassa lega e gli insulti gratuiti a Benedetto XVI inutili ed inefficaci. A mio modesto avviso, la liberta’ di parola e’ ben altra cosa e non puo’ prescindere dal rispetto per gli altri.

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bozena scrive:

Quanto turpiloquio,caro Onorevole! Lei mi è caduto dal cuore.Il suo blog ospita in prevalenza i suoi cari amici.Zulawski ,invece di chiamarla al telefonino,deve per forza scriverle dei post? E’ patetico! Buon divertimento,non credevo il suo blog fosse un posto per discorsi da vecchi caproni. Meno male che Lei viene censurato su IL GIORNALE,non può scaricare la sua eccessiva adrenalina con un pò di yoga?

GUZZ . TESTOSTERONE, NON ADRENALINA.

IO CENSURATO AL GIORNALE? PERDINDIRINDINA, E NESSUNO MI DICE NULLA?
IO SCRIVO, SCRIVO, PUBBLICO, PUBBLICO, E QUEI MASCALZONI MI CENSURANO?

QUANTO AI CAPRONI: GIOVANI CAPRONI.
POSSO ORA CHIEDERLE DI CHE CAVOLO STA PARLANDO?

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Arturo Zulawski scrive:

bozena la mia tastiera mi comunica che si rifiuta di sprecare insulti a suo ruguardo.
Visto che le piace il telefonino può senz’altro inviare il suo numero a questa e-mail zulawski.arturo@gmai.com, non si sa mai, in caso di bisogno.
Quanto ai caproni: ne prenda uno come animale da compagnia, forse sarà fortunato e il caprone riuscirà a sopportarla. Ma ne dubito.

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Luigi Morettini scrive:

Caro Paolo, avrei preferito parlare d’altro, però ci chiedi di esprimere il nostro parere per quanto accaduto e non mi tiro indietro. Considero ineccepibile rimarcare che Sabina, essendo una persona adulta, e sufficientemente conoscuta, non doveva essere identificata come la figlia di Paolo di Forza Italia. Nè dalla Ministra nè da nessun altro pincopallino qualsiasi, qualunque fosse stato l’argomento in discussione.
Non riesco a trovare, però, nessun tipo di giustificazione al compoprtamento eccessivamente violento, insultante e diffamente che Sabina ha voluto tenere ad ogni costo nonostante, già da qualche giorno, si poteva immaginare che in quella manifestazione si sarebbe potuto scatenare il putiferio proprio per le indiscezioni volutamente fatte trapelare quasi come traccia/copione per gli interventi di alcuni partecipanti, in particolare Sabina e Grillo. Sabina, come tutti sappiamo, non è una dilettante o una alle prime armi in cerca di visibilità a tutti i costi, e quindi ritengo che non aveva bisogno di passare il limite per continuare ad essere apprezzata, anche da chi non condivide certe sue prese di posizione che vuole far passare per satira politica (a proposito ti ricordi quando anche marconiglio in tribunale ha detto che lui intendeva fare satira?). Ed infine mi permetto anche di dissentire energicamente da tutti quelli che scambiano l’aggettivo “liberale” per un paravento dietro il quale nascondere ogni porcheria.
Con immutata stima.

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Arturo Zulawski scrive:

22:30 sito di sabinaguzzanti funziona, almeno dall’estero
fonti in italia invece mi dicono che non gira

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giuli scrive:

Ciao Guzz, ho letto quasi in apnea il comunicato e tutti i post, hai ragione di sentirti offeso ma non credo che sia un atto intimidatorio nei tuoi confronti…piuttosto un errore grossolano di una ministra che ha perso le staffe.
Comunque ho visto su internet qualche spezzone della manifestazione e non ne ho colto significato alcuno.
Baci e ti raccomando….spalle larghe!

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afiorillo scrive:

Egregio Senatore,

dal momento che ora il post sull’argomento c’è, riporto qui il testo della email che Le ho inviato questo pomeriggio.
Ovviamente, ora conosco – come tutti – la sua posizione precisa al riguardo, e la mia stima è se possibile cresciuta ulteriormente.

…cut…cut…cut…cut…cut…cut…cut…cut…cut…cut…

[...omissis...] A mio parere, Lei è caduto nel tranello indignandosi pubblicamente col comunicato del Ministero delle Pari Opportunità. Io non so per quale strano, oscuro cappottamento mentale chi ha scritto quel comunicato si è riferito, altresì pubblicamente, a Sua figlia col legame di parentela con Lei; quel che è certo, è che la stampa di regime (perché di questo si tratta) ci va a nozze, e Le attribuisce una solidarietà sostanziale alle posizioni di Sua figlia che – francamente – faccio fatica a credere.

http://www.corriere.it/politica/08_luglio_09/paolo_guzzanti_sabina_carfagna_534d16de-4db1-11dd-8808-00144f02aabc.shtml

Credo Lei debba chiarire la cosa sul blog, non vorrei che dai mainstream certi “fraintendimenti” trasmigrino anche in luoghi più… puri.

Con sempre immutata stima,
Suo affezionato lettore ed elettore,
Angelo Fiorillo – Roma

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maria v scrive:

Sorvolo su quanto avvenuto ieri perchè mi immedesimandomi nei sentimenti di un padre, sarei rimasta scioccata e molto addolorata se Sabina fosse stata mia figlia.
Forse avrei reagito in altro modo, comunque nessuno può permettersi di dare giudizi.

Faccio un OT chiedendo a Paolo se sapesse che c’è un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e dell’Interno che giace dal 27 marzo 2002 senza riscontro.

Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00379 Versione per la stampa
Mostra rif. normativi

Atto n. 3-00379

Pubblicato il 27 marzo 2002
Seduta n. 147

GRECO. – Ai Ministri della giustizia e dell’interno. -
Premesso che:

il firmatario della presente interrogazione ha già nella passata legislatura presentato altre due interpellanze, rimaste senza risposta, il 5 aprile 2000 (2-01070) e il 21 novembre 2000 (3-04142), sulla ancora oscura vicenda del suicidio del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo, verificatosi in Palermo nel 1995, dopo l’attacco subito nel corso della trasmissione televisiva «Tempo reale» di Michele Santoro;

nella prima interpellanza veniva, in particolare, fatto rilevare il sospetto insorto dopo una intervista del figlio del maresciallo sulle cause del suicidio, ricollegabile alle gravi accuse di mafiosità a lui rivolte dall’allora Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando;

nella interrogazione del novembre 2000, invece, era in particolare evidenziata la esistenza di un documento reso pubblico dalla famiglia Lombardo dal quale sarebbero emersi consistenti indizi di pressioni di magistrati siciliani sul maresciallo Lombardo per non far deporre il boss Badalamenti, pronto a smontare il «Teorema Buscetta» nel processo contro il senatore Andreotti;

con la stessa seconda interrogazione erano, inoltre, segnalate le notizie di stampa sui sospetti della famiglia Lombardo relativamente alla sottrazione di documenti da una borsa in possesso del suicida al momento della morte, nonché le notizie che avevano riferito della redazione di due relazioni di servizio sui colloqui investigativi con Badalamenti del 14 ottobre 1994 e 12 dicembre 1994, relazioni che sarebbero state sempre negate dagli inquirenti e che, invece, si sarebbero poi improvvisamente materializzate al termine del processo di Perugia e dopo l’intervista dell’aprile 2000 del figlio del maresciallo Lombardo;

nella interrogazione del 21 novembre 2000 era anche menzionato un esposto a firma di Fabio Lombardo, reso pubblico il 13 dello stesso mese nel corso di una conferenza stampa dell’avvocato della famiglia Lombardo, e nel quale sarebbe stato affermato che la seconda relazione acquisita agli atti processuali non era corrispondente a quella originale, tenuta al sicuro dalla famiglia del suicida, in quanto «chiaramente ritoccata, verosimilmente corretta, sbianchettata dalla firma del maresciallo, depurata dai riferimenti a certi nastri registrati all’insaputa del boss e mai ritrovati» e mancante del capitolo più scottante, quello dedicato alle presunte pressioni del pubblico ministero siciliano Gioacchino Natoli sul maresciallo e sul maggiore Mario Obino affinché non prendessero «iniziative avventate» circa l’utilizzo di Badalamenti, divenuto troppo pericoloso per i due processi contro il senatore Andreotti;

la vicenda del suicidio Lombardo è stata ancora una volta di recente portata all’attenzione dell’opinione pubblica con notizie di stampa («Panorama» del 21 marzo 2002) che si soffermano su ulteriori oscuri risvolti del lento processo che si sta trascinando da circa sei anni a Palermo a carico del tenente dei carabinieri Carmelo Canale, cognato del maresciallo Lombardo, finito indagato dietro accuse di alcuni pentiti, dopo che nella immediatezza del suicidio dell’affine aveva cominciato a parlare di «delitto di Stato» e a puntare il dito contro la procura della Repubblica di Palermo, dalla quale fra l’altro sarebbe stata favorita la fuga di notizie sulla missione del Lombardo che aveva permesso all’ex sindaco Leoluca Orlando di infamare e spingere al suicidio il cognato;

il tenente Canale ha dato la sua versione dei fatti, oltre che in dettagliate pubbliche dichiarazioni, anche davanti alla Commissione parlamentare antimafia, ove fra l’altro ha messo in discussione anche le piste seguite sull’assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta, delineando un incredibile intrigo intrecciantesi sia con le stragi Falcone – Borsellino che con il processo a Canale e, in particolare, con l’inchiesta su mafia e appalti quale raccontata dal «Ministro dei lavori pubblici» Angelo Siino, che da «confidente» dei carabinieri si sarebbe trasformato dopo l’arresto in «pentito» dei magistrati, sostenendo prima che la consegna alla mafia delle carte dell’inchiesta di Giovanni Falcone sugli appalti sarebbe stata effettuata dai magistrati della Procura di Palermo e poi che a dargli le carte erano stati proprio i carabinieri,

si chiede di sapere:

quali interventi siano stati attivati o si intenda attivare per fare chiarezza sull’intera vicenda del suicidio del maresciallo Lombardo, in particolare sulle precise accuse e sui riferimenti di episodi e circostanze quali portate a conoscenza nelle più diverse sedi dalla vedova, dal figlio Fabio e dal cognato del suicida tenente Canale, soprattutto in ordine alla denunciata sottrazione di documenti dalla borsa in possesso del maresciallo Lombardo al momento della morte, ai ritardi delle acquisizioni delle relazioni di servizio sugli incontri con Toni Badalamenti, all’alterazione della seconda relazione di servizio nella firma del redigente maresciallo Lombardo e nel numero delle pagine (11 quelle dell’originale, 9 quelle acquisite agli atti processuali), ai ritardi nelle celebrazioni e nella definizione del processo a carico del tenente Carmelo Canale, alla gestione dei pentiti che accusano il tenente Canale e di Angelo Siino relativamente alla sua confidenza – collaborazione sull’inchiesta mafia – appalti.

Il tutto indipendentemente dall’accertamento di eventuali e singole responsabilità penali, riservate all’autorità giudiziaria, ma unicamente per sapere se vi siano state nella gestione degli specifici fatti quali sopra esposti responsabilità politico – istituzionali alle quali far risalire strategie di delegittimazione dell’operato e della morte del maresciallo Antonino Lombardo, delle dichiarazioni rese dal tenente Carmelo Canale o di irregolare gestione, anche con fughe di notizie, dell’insieme dei processi sopra richiamati.

Si può fare niente per portarla all’attenzione degli attuali Ministri?

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maria v scrive:

Altro Ot, ma è il minimo che posso fare per Contrada: abusare della pazienza di Paolo

Messaggio N°734 09-07-2008 – 21:24
Tags: Editoriali
Onore a Bruno Contrada!
di Marina Salvadore

Non ha torto l’avvocato Lipera nel non voler adire per Bruno Contrada la Corte per i Diritti Umani di Strasburgo: ci vogliono anni per addivenire ad una sentenza e, nel caso del vecchio ed ammalato Prefetto, una riabilitazione postuma sarebbe squallidamente ridicola: questa cosa andava fatta, volendo-potendo, ai tempi della carcerazione pseudo-cautelare del suo assistito; un’ ignobile carcerazione “congelata”, prolungata, contro ogni principio etico e normativo. ma a quei tempi e per le modalità di quell’arresto gli avvocati non avevano la possibilità di accennare brillante aggressività alcuna, talmente potenti erano i pupari che tiravano i fili dell’utile marionetta Contrada. ed ha ragione anche il vecchio leone che dall’angusta gabbia del Circo di Stato ov’è recluso si affanna cortesemente a chiedere ai denigratori ed ai “Robespierre” dell’ultim’ora di leggersi per bene tutti gli atti di quindici anni di processo, prima di sputare sentenze a vanvera.
Hanno ragione anche alcuni Magistrati (non tutti i magistrati sono uguali, per grazia di Dio) autentici uomini di Legge, come uomini di Legge erano gli abusati Falcone e Borsellino, nel suggerire l’anticostituzionalità del procedimento Contrada, suscettibile di denuncia presso l’Alta Corte Internazionale di Giustizia de l’Aia: cosa che andrebbe immediatamente fatta, considerato anche che i numerosissimi sostenitori di Contrada da sempre si battono per la sua piena riabilitazione e non per l’elemosina di una “dolce morte assistita”, com’è d’uso nei feuilleton romantici dell’800!
Noi, qualche carta processuale l’abbiamo letta. ed anche tanta letteratura su Bruno Contrada. Per fortuna, ci spinge l’onestà intellettuale ch’è una “polverina magica” capace di far incontrare nella stessa landa, nel bel mezzo della singolar tenzone, cavalieri lancia in resta, altrettanto solitari e. coraggiosi, come il giornalista pioniere del caso Contrada, Salvo Giorgio, come alcuni colleghi dell’ex gloriosa squadra mobile di Palermo, come alcuni autorevoli personaggi dei quali non ci è possibile fare nomi e cognomi, per evitargli grane. Perché adire la Corte Internazionale di Giustizia e far sanzionare l’Italia per le modalità dell’assurdo processo Contrada è presto detto, fatta salva la libertà di opinione di chi scrive e prende su di se’ la piena responsabilità di ciò che scrive, perché è l’ora di uscire allo scoperto, fuori dal tunnel dell’ipocrisia, liberi dal retaggio di un’ oscura dittatura, responsabile di stragi e malaffare, di ingiustizia e strapotere occulto che ancora si consente di trattare come imbecilli nati i sudditi di questo Paese, nato 150 anni fa sulla delazione e la menzogna risorgimentale, tra le confortevoli braccia del Potere e pasciuto a balia dalla Criminalità Organizzata (i due storici “sbarchi in Sicilia” la dicono lunga). Il giudice Ingroia P.M. del processo Contrada, nel suo delirio giustizialista ha omesso di accogliere agli atti le numerose prove a favore dell’imputato e, nel suo delirio di onnipotenza, è stato anche poco furbo e molto narciso dall’ammetterlo, in dichiarazioni rilasciate alla stampa e diffuse ovunque. Rileggete con attenzione, per esempio, un tassello del pregevole dossier “I Due Poliziotti “realizzato dall’impareggiabile Lino Jannuzzi : “.Il caso del “pentito” Francesco Marino Mannoia è ancora più clamoroso e scandaloso. Nel corso del processo di primo grado Mannoia depone che Contrada e Riccobono facevano i confidenti l’uno dell’altro”, e Contrada viene condannato. Al processo di appello gli avvocati di Contrada scoprono che esistono i verbali di due precedenti interrogatori di Mannoia, dove il “pentito”, richiesto dai pm se sa e può dire qualcosa di Contrada, dichiara di non saperne assolutamente nulla. Il presidente della Corte d’appello, la prima, quella che assolverà Contrada, domanda ai pm perché i verbali di quei due interrogatori sono stati nascosti e non sono stati portati al processo. Il pm Antonio Ingroia gli risponde che non hanno portato quei verbali perché “li avevamo ritenuti irrilevanti perché non riferivano alcuna circostanza a carico di Contrada” e perché l’accusa “è interessata solo ai documenti che sono a sostegno delle tesi accusatorie”. Lo Stato di diritto e la Costituzione si declinano così nella cultura dei professionisti dell’antimafia. Persino Mannoia, mafioso e delinquente e assassino, dimostrerà di avere più senso della giustizia degli inquisitori della procura di Palermo, e in particolare di questo Ingroia che nasconde i documenti della difesa e si esalta solo con quelli che accusano.”
Nel procedimento di stile anglosassone, di recente invocato a singhiozzo anche in Italia, il P.M. è obbligato a richiedere alla Polizia Giudiziaria prove a carico MA ANCHE A DISCARICO dell’imputato. ammesso e non concesso – come direbbe Totò, il principe della risata – che Contrada sia stato effettivamente condannato su prove certe, certificate e documentate; cosa che non ci pare essersi verificata nel caso in questione, se c’è stato chi, indegnamente rivestito di una sacra toga ed in nome del Popolo Italiano, la delazione e la calunnia le ha acquisite agli atti! Non mi è proprio il linguaggio giuridico ma se la LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI vuol dire che si esprime nella lingua nazionale, comprensibile a chiunque. La LEGGE, appunto. non la “GIUSTIZIA”! Sarà mai possibile far luce sui MISTERI d’ITALIA – perché di questo si tratta – sulla eterna gestione-ombra di questo Stato moralista e gigione, patria di naviganti subacquei? Partiamo da questa piccola opportunità, dall’Alta Corte di Giustizia de l’Aia, scopriremo, poi, perché Bruno Contrada che in quella vigilia di Natale del ‘92 stava per diventare un EROE NAZIONALE (perché probabilmente stava per arrestare la primula rossa PROVENZANO) fu invece incarcerato come il peggior traditore e criminale di Stato!
Le date! Tenete d’occhio le date degli avvenimenti della Saga Mafiosa in Sicilia, delle stragi, dei cambi al vertice del Governo, della vicenda Contrada!

http://blog.libero.it/lvocedimegaride

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dvd1 scrive:

Ha ragione l’On.Guzzanti a pretendere che non vengano tirati in mezzo i rapporti di parentela in casi del genere,però Sabina Guzzanti è andata oltre a ciò che la libertà di parola e satira concede. Questo tipo di comici dovrebbero provare a sfottere con la stessa irruenza l’Islam ad esempio ,che di motivi per farci satira ne ha ,poi stiamo a vedere cosa succede. Davide Cembrano.

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William Farris scrive:

Premessa: pur non essendo di sinistra, ho sempre apprezzato e, per certi versi, invidiato le capacità satiriche dei fratelli Guzzanti. Invidiato perché nessuno, a destra, è mai stato in grado di ironizzare così efficacemente sulla politica italiana (e mai lo sarà, probabilmente, perché certe caratteristiche non sembrano proprio appartenere al nostro DNA). E ripenso con nostalgia a trasmissioni come “La TV delle ragazze”, “Scusate l’interruzione”, “Tunnel” e Avanzi”, che mi hanno fatto ridere e trascorrere delle serate in relax.

Partendo da questi sentimenti di stima, prima di esprimere un qualsiasi giudizio sull’accaduto ho voluto assicurarmi che le parole usate da Sabina Guzzanti fossero effettivamente quelle che avevo udito per interposta persona.

La prima pagina web elencata dal motore di ricerca digitando il nome dell’attrice comica era ripresa dal sito de “il Messaggero”, che riporta uno stralcio delle frasi proferite da lei e dall’ex comico Beppe Grillo – come segue :

“L’intervento della Guzzanti. Un attacco a 360 gradi contro il governo ma anche contro la chiesa e il centrosinistra. Così Sabina Guzzanti ha scaldato usando parolacce e espressioni volgari la manifestazioni di piazza Navona. Guzzanti comincia con le indiscrezioni sulle intercettazioni del premier intonando una filastrocca: «Osteria delle ministre… ‘paraponziponzipò… le ministre sò maestre… ‘paraponziponzipò… e se sò brave a letto figuriamoci in Parlamento… dammela a me Carfagna… le Pari Opportunità». Poi offese verso Papa Razinger: «Tra 20 anni sarà morto è andrà all’inferno dove sarà conteso da due diavoli frocissimi e attivissimi, non passivissimi».
L’ultimo affondo, che scade sempre più nel turpiloquio, è ancora contro Berlusconi e Carfagna: «A me non interessa la vita sessuale di Berlusconi, non sono una moralista; ma non può diventare ministro delle Pari Opportunità una che gli ha succhiato l’uccello». E ancora: «Berlusconi usa il viagra, questo lo sanno tutti infatti uno dei suoi nomignoli è ‘presidente vaso dilatatoriò ed i suoi assistenti si chiamano “vasellinati” o “vaso dilatati”».

Segue un breve passaggio dell’attrice contro Rutelli e la sua campagna per il Comune di Roma, che, letto il precedente, risulta davvero poco interessante.

Alla luce di quanto scoperto, e sempre che qualcuno non sia in grado di provare che le parole usate in piazza siano state diverse da quelle qui riportate, non posso che stigmatizzare le affermazioni gravemente offensive di Sabina Guzzanti nei confronti di tutte le persone che sono state tirate in ballo, compresi gli assistenti del premier.

Detto questo, comprendo perfettamente il risentimento dell’onorevole Guzzanti ed il fatto che non possa essere attaccato personalmente per il solo fatto di essere padre di cotanta figlia. Ed anche riguardo la responsabilità personale di chi compie un reato, perché ahimè di reato qui stiamo parlando, siamo tutti d’accordo sul fatto che Sabina risponderà personalmente per quello che ha voluto dire – che nella circostanza aveva ben poco di comico.

Riguardo il presunto oscuramento del sito di Sabina Guzzanti, che tuttavia potrebbe dipendere da un sovraccarico di richieste (il che, date le circostanze, non si può escludere del tutto), sarei curioso di conoscerne le reali responsabilità. Per inciso, nel momento in cui scrivo è ancora inaccessibile.

Per finire, in questo momento difficile voglio mandare un abbraccio ideale all’uomo Paolo Guzzanti – accompagnato dalla mia più totale solidarietà .

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Buson scrive:

Faccio un piccolo OT, riprendendo la sua premessa.
Non ho mai considerato Corrado Guzzanti un comico o “satiro” di parte. Per me trattasi di autentico genio e l’ho sempre apprezzato per non avere mai propinato al pubblico qualcosa di poco studiato, poco lavorato, poco divertente o poco intelligente al solo scopo di fare satira d’opinione.
Lo vedo sempre rimanere un po’ fuori da queste cose, se dice la sua lo fa con discrezione, quasi non volesse sfruttare la sua popolarità d’attore per avvalorare le sue idee. Un simile pudore e rispetto per il ruolo dell’attore è roba di quasi cent’anni fa (lo dico visto che nella mia famiglia c’è anche un ramo di attori di teatro) e probabilmente non tutti sanno apprezzarlo.

Lo stesso non posso dire per Sabina, che ha preso tutta l’arte di cui era in possesso e l’ha messa al servizio della causa politica, finendo che di politica ce n’è molta e di arte poca.

Per queste ragioni, diverse tra loro, non riesco a trovare motivi di “invidia” riguardo nessuno dei due.

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jetset scrive:

Ho letto ora che il sito di Sabina sarebbe sotto attacco mediatico.

Vorrei lanciare un appello per tutti coloro che pensano a ritorsioni bloccando, sabotando o saturando il sito di Sabina Guzzanti che noi non siamo primitivi e che comunque ad ogni persona, anche la più distante dalle nostre idee, non solo dev’essere consentito ma è assolutamente imperativo l’uso della parola.

Non possiamo essere portatori di democrazia se poi ripaghiamo le persone zittendole.

A Lei, Onorevole, un abbraccio da tutti noi, non sa come io Le sia vicino in questo momento difficile.

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simona scrive:

Mi associo.
Se la cosa va avanti dobbiamo dare una mano a Sabina.

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vito farina scrive:

IPOCRITA… SE QUELLE COSE LE AVESSE DETTE UN’ALTRO LO AVRESTI SEPPELLITO IN QUESTO BLOG.
Famiglia Guzzanti… una leccata a destra, una leccata a sinistra e il portafoglio sempre piene.
Mo beccati la denuncia per la tua Sabina.
E insegnagli l’educazione.

GUZZ –
SEMPRE PIENE, SEMPRE PIENE.
ANZE: SEMBRE BIENE, SEMBRE BIENE.
STI GUZZANDE SONO TERRIBOLE
STANNE SEMBRE IN BIEDE
UNE A SINISDRA
UNE A DESTRO
DUE ANNICCHIATE SOTTO LA PORTE
SEMBRE BRONDE A SI FA’ U PORTAFEGLIE
SEMBRE BIENE,
SEMBRE BIENE….

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volegno scrive:

Senatore,
lasci perdere, non risponda agli asini.

GUZZ – PURTROPPO, PER VIZIO, SCENDO NELLE RISSE DA VICOLO E TORNO COL COLTELLO INSANGUINATO E QUALCHE GRAFFIO.

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tommaso de gregorio scrive:

Caro Guzzanti, la faccia davvero la rivoluzione italiana, per una volta provi a “dimettersi”. Sarebbe il primo segnale di un’Italia nuova, sulla via del riscatto. Lei ha fatto ben tre figli comici, tutti di grande talento. Oggi assistiamo anche ad una sua un pò dilettantesca incursione nella comicità, in questa appassionata improbabile difesa, che certo non le ha ordinato il medico. Diciamo che il tasso di comicità a casa sua ormai ha superato i livelli di attenzione. Sull’origine psicoanalitica del motto di spirito si consulti con il suo amico prof. Luigi De Marchi. Sulla comicità come unica possibile cura della depressione acuta ascolti il saltimbanco Dario Fo che racconta i suoi anni giovanili e la scelta della sua professione nell’anniversario della Legge Basaglia.
Non si può rovesciare il mondo così allegramente. Anche i compagni conoscono il senso del limite nella pratica della distorsione e della manipolazione. Quelle cose sua figlia le dice da anni con la stessa disperata energia. Lei poteva tentare qualcosa prima. Ora lasci stare la Carfagna. Pensi a quello che questo Paolo Guzzanti avrebbe fatto se la ministra avesse detto lei quelle cose di sua figlia.

GUZZ –
VOTO 5 – -, COMPITINO PROVINCIALE CHE DIMOSTRA IL LAVORO DI RICERCA FATTO NEL TRIMESTRE, LETTURE OVVIE ANCHE SE NON ASSIMILATE.
POI MI DIRA’ DI CAZZO PARLA, MA CON COMODO.

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simona scrive:

Si dia una calmata, imbecille.
Sabina non ha bisogno di essere difesa da suo padre, non è una bambina.
Il concetto dell’autonomia della responsabilità delle idee delle persone adulte (maschi e femmine) sfugge a lei come è sfuggito alla signora Carfagna.
L’unica cosa che ha fatto Guzzanti è spiegare alla signora Carfagna come ci si comporta quando si occupa una carica politica di responsabilità.
Spero che Carfagna faccia tesoro della lezione e non si comporti come lei, perché lei è nessuno, ma Carfagna ci deve governare.

GUZZ – SIMOMNA, SEI PERFETTA E LOGICA E SCINTILLANTE COME SEMPRE. E’ PROPRIO COSI’, NIENT’ALTRO CHE QUESTO. GRAZIE.

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Arturo Zulawski scrive:

Quoto approvo e mi associo.
Malgrado la nostra differenza di vedute sulla Carfagna
(topic dove avrà Simona -di nuovo- l’ultima parola
al quale non reagirò)

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simona scrive:

Grazie Arturo,
ti devo due chiusure, segna sul conto….

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Patton scrive:

Simona, scusa se interloquisco, ma i casi sono due:
o la Ministra non presenta la querela annunciata contro Sabina e dimostra, almeno per omissis, che ha imparato la lezione, oppure la presenta (e allora sono cazzi).

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vito farina scrive:

che fai, metti i filtri?
Sfidi la gente a linciarti sapendo che hai i filtri. Avanti, togli i filtri e fatti linciare da me, IPOCRITA.

Se quelle cose le avesse dette un’altro lo avresti linciato e seppellito qua sul tuo blog, come hai sempre fatto a tutti coloro che hanno osato parlar male di Berlusconi e la Chiesa.

GUZZ- LEI NON SA DOVE SI TROVA. E NON LO SAPRA’ MAI PERCHE’ E’ ESPULSO.
IMBECILLE: QUI NON CI SONO FILTRI: I POST VENGONO PASSATI DA ME AD UNO AD UNO E CON I MIEI TEMPI.
PER LEI IL MIO TEMPO E’ SCADUTO.

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volegno scrive:

Carissimo Senatore Guzzanti,
il testo del comunicato del Ministero è una topica colossale.
Il fatto di coinvolgere la sua persona, io non lo vedo come un avvertimento, lo vedo solo come una madornale approssimazione, una negligenza ed un trasando ai limiti della decenza per una segreteria di un ministero.
Detto questo però, in tutta onestà -anch’io sono padre-, la posizione e le affermazioni di Sabina sono indifendibili.
Caro Paolo, abbracci sua figlia, ma le dica che ha sbagliato.
Un caro saluto.

GRAZIE – DICO A LEI E A TUTTI CHE CI SONO DUE QUESTIONI: L’ERRORE (A DIR POCO) DELLA CARFAGNA CHE HA PERSONALMENTE LICENZIATO UN TESTO DI COMUNICATO DEMENZIALE, E LA POSIZIONE DI SABINA CHE E’ SEMPRE LA STESSA. E DA CUI DISSENTO QUASI INTERAMENTE: DICIAMO AL 90 PER CENTO.

IO HO 68 ANNI, SABINA 45, LEI E’ MOLTO PIU’ FAMOSA DI ME NEL MONDO, ANCHE SE ANCHE IO ME LA CAVO: SIAMO ADULTI E CON I CAPELLI BIANCHI ENTRAMBI, DUNQUE IO NON HO ALCUN DIRITTO DI DIRE A SABINA CHE HA SBAGLIATO COSI’ COME LEI NON HA IL DIRITTO DI DIRLO A ME.

SI CHIAMA ABC DEL RISPETTO RECIPROCO E DELLA VISIONE LIBERALE DEL MONDO.

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LisaCa scrive:

…Signor Guzzanti…E allora ci dica qual’è il dieci per cento a cui non dissente? Su cosa non dissente di preciso? :-)

SUL FATTO CHE ESISTE UN MALESSERE PROFONDO CHE NON E’ NE’ DI DESTRA NE’ DI SINISTRA. SABINA STA CERCANDO, E NON CREDO CHE CI RIUSCIRA’, DI COSTRUIRE UNA SINISTRA DI SINISTRA, NON COMUNISTA E POST COMUNISTA. QUESTO E’ MOLTO CORAGGIOSO. LO FA CON I SUOI MEZZI ESPRESSIVI, CHE SPESSO MI DANNO I BRIVIDI, MA E’ POLITICA. APPREZZO CHE SABINA SI ESPONGA ALLO SCONTRO E MANDI IN BESTIA DI PIETRO, COLOMBO E COMPAGNIA. QUESTO E’ IL 10 PER CENTO CHE MI PIACE.

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volegno scrive:

Senatore, continuo a pensare che il comunicato del ministero sia una topica colossale.
Io, sessantenne ed anche liberale, credo che un padre possa e debba dire ai figli che sbagliano (in privato, non sui media) anche se questi hanno 80 anni.
Relativamente al fatto di mandare in bestia Di Pietro, sono d’accordo, credo che questo obbiettivo si potrebbe raggiungere sempre facendo satira, ossia magari ricordando al Torquemada de noantri alcuni particolari contenuti in una scatola delle scarpe……
Caro Guzzanti conoscevo Moroni, quando vedo Di Pietro il 95% della mia capacità di ragionamennto si sposta dal cervello al fegato…..

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wu ming 33 scrive:

Non mi sono mai sentito così vicino a lei come in questo momento. Soprattutto nel condividere le sue risate amare al cospetto di cotanta stupidità.

La si sta tirando per la giacca in un vortice di piccineria, ed è veramente ammirevole il suo modo di tenere botta.

Chapeau!

GUZZ – L’OSTACOLO PIU’ DURO E’ LA LOGICA, NON L’ETICA O L’ESTETICA E NEMMENO LA POLITICA. GRAZIE PER L’APPREZZAMENTO.

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Dani Mex scrive:

“Quanto a Sabina: non condivido il suo linguaggio e i suoi argomenti ma riconosco che lei usa un sistema di comunicazione che è volto ad un segmento della sinistra italiana.”

Segmento che dovrebbe essere in mostra allo zoo…
Mi chiedo se quest’uscita sia più fastidiosa a pensarla come espressione fuori controllo ma comunque autentica, oppure come messa in opera di una strategia di comunicazione.
Quanto al comunicato del Ministero delle Pari Opportunità, credo anch’io si tratti di semplice cretineria da parte di qualcuno che non aveva neanche ben chiaro cosa volesse significare con il riferimento alla Sua persona.

GUZZ – LA CRETINERA IN POLITICA E’ UN CRIMINE CHE SI PAGA CON LA TESTA.

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Arturo Zulawski scrive:

Sì, Dani Mex, “qualcuno che non ha ben chiaro cosa volesse significare”
Un po’ come “ho visto che ha appena acqustato una bella casa”.
I comuncati stampa di un ministero sono spesso redatti da gente distratta.
Che ce vuò fa, capita..

az

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tequilero scrive:

Sono le 24:00 è il sito di Sabina Guzzanti mi risulta inaccessibile da quasi 24 ore.
Io non sono mai riuscito ad entrarci oggi.
Sembra come se fosse stato cancellato.
La cosa appare davvero seria.
Per il resto ho già detto quello penso della questione in un altro post, visto che non era ancora stato pubblicato questo articolo e, quindi, non mi ripeto.
Evidentemente sono strano io, ma a me sembra molto chiaro il Suo punto di vista e la Sua indignazione per il pessimo comunicato del Ministero.
Continuo a non capire perché molti riversino contro di Lei il loro disappunto per quello che ha detto Sabina.
Cordialità

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isabella de martini scrive:

Il fatto importante è : Sabina ha detto cose vere o no ? Sul Papa ha detto la verità : non doveva inaugurare l’anno accademico nè alla Sapienza nè in nessuna altra università al mondo : fù un banale errore della segreteria vaticana accettare l’invito ! L’inaugurazione dell’anno accademico di una Università è il momento in cui si definiscono le linee di indirizzo di quell’Ateneo : non è certo il compito di un Papa la definizione delle linee di indirizzo di nessuna università. laica …..sarebbe stato giusto invitarlo in qualsiasi altra occasione a parlare , è questo che i docenti avevano detto ! tutto il resto è stata solo , da parte di alcuni una strumentalizzazione politica , e da parte di altri il frutto di una ignoranza palese del mondo accademico ( che il Vaticano ha cavalcato ) ! Il Papa non si sognerebbe certo di invitare un Rettore ad aprire un Concilio Vaticano !! Sul luogo dove il Pontefice andrà , fra vent’anni , certo Sabina poteva essere più prudente …….Ma il vero il problema è : se sul Papa Sabina ha detto la verità , che pochi conoscono ……sui criteri di scelta di un ministro ha fatto altrettanto ? Non lo so , ma se ha detto la verità ….. allora questa sarebbe l’enorme , vera volgarità , non le parole di Sabina , che si sarebbero solo , giustamente , adeguate ai fatti…….Se i fatti riguardanti la nomina di un Ministro sono come lei li ha raccontati ,e sulla vicenda del Papa è stata l’unica , in Italia , a dire la verità , allora Sabina è una eroina , di cui un padre non può che andare fiero .Gli eroi , si sa , non possono essere “all’acqua di rose “. Ripeto se quanto ha detto è vero non è lei volgare , lo sono i fatti accaduti .

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Buson scrive:

“L’Inaugurazione dell’Anno Accademico è il momento in cui l’Università si raccoglie ad ascoltare le relazioni del Rettore, del Direttore Amministrativo, del Presidente del Senato degli Studenti e di un ospite di riguardo convocato per l’occasione.”

Questo è dal sito dell’Università di Torino. Quella delle linee guida è solo una stucchevole giustificazione per nascondere l’idea di fondo: ossia che nella società civile prima che l’uomo bisogna guardare la tonaca, perché se no si sta offrendo il fianco alla clericalizzazione.
Questo sta agli antipodi dell’essere laici: non c’è nessuna sconvenienza per un laico nell’invitare “un prete”.

Quello che è successo in quella occasione c’entra poco con il Papa e con la laicità: quello che è successo è che una minoranza violenta è riuscita a ricattare il resto della comunità minacciando incidenti. Un “semplicissimo” atto anti-democratico, come rilevato a suo tempo dal prof. Paolo Casavol, presidente emerito della Corte Costituzionale. Roba che nelle Università Italiane purtroppo è consuetudine.
E poi è successo che una settantina di professori – poi cresciuti – hanno apposto la propria firma su un documento frutto di superficialità e ignoranza (quello che conteneva la castroneria su Galileo), dimostrando che quando si tratta di buttarla in politica il metodo scientifico viene messo accuratamente da parte e si comincia a spararle grosse.

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andre scrive:

Gentile Senatore,

Non so in che termini Lei sia stato chiamato in causa dalla Carfagna; esiste però la possibilità che la Sua citazione sia stata una semplice indelicatezza del ministro per le pari opportunità. Forse dalla figlia di un Senatore del pdl non se lo aspettava. Per quanto concerne la “performance” di Sabina Guzzani, devo dire che pur avendo (io) votato per il pdl, e pur detestando (sempre io) personaggi come Di Pietro e Travaglio, se mi fossi trovato in Piazza Navona (molto improbabile che io mi mescoli con i girotondini) l’avrei applaudita con le mani e con i piedi. Ora, il mio voto a Berlusconi non mi impedisce di pensare con la mia testa, di andare oltre la difesa della trincea. Continuo infatti a pensare che l’attuale legge elettorale sia penosa, e che altrettanto penosi siano il lodo Alfano e la norma per la sospensione dei processi. Non mi si dica che leggo solo La Repubblica. Esisteva una norma – sull’ autorizzazione a procedere – nel vecchio articolo 68 della Costituzione, e la sua modifica è stata uno sfregio alla democrazia italiana, una profonda crepa lungo uno dei “muri maestri” del nostro ordinamento. Esiste allora un “vulnus”, che però non giustifica il ricorso a porcate improvvisate, a misure frettolose e grossolane, a pasticci di rilevanza costituzionale che con la loro volgarità giuridica offendono l’importanza e la serietà dell’argomento, oltre a costituire il presupposti per scenari futuri non del tutto rassicuranti. Se c’è stato, in capo a Berlusconi, un problema di conflitto di interessi, sempre più spesso mi domando se non esista anche un interesse al conflitto; e del perchè si continui ad alimentare e infiammare dolosamente la rabbia dei “giacobini”.
Chi, dunque, mi impedisce di pensare che la Guzzanti abbia detto – con un linguaggio dalle tinte un tantino forti – molte cose intelligenti e importanti?.
Mi complimento anche per la denuncia del caso dell’invito del Papa alla Sapienza. La Guzzanti ha avuto il coraggio di urlare a gran voce una grande verità, cioè che “non c’è un solo motivo al mondo per cui il pontefice debba inaugurare l’anno accademico delle nostre università”. Stesso concetto espresso “in diebus illis” dal Prof. Giovanni Sartori che – per quanto possa non piacere politicamente – nell’ambito accademico non è certo l’ultimo degli asini. Ci sarebbe da fare qualche precisazione sulla vicenda, è vero, ma in piazza si sa, il messaggio parte e arriva diretto, “in raw”, senza troppi distinguo, ponendo l’accento sul problema dell’ ipocrisia bigotta e conformista mostrata dalla quasi totalità degli italiani.

Non condivido invece le argomentazioni relative alla Carfagna e ai suoi meriti per diventare ministro, né condivido l’anatema del Papa all’inferno (anche perchè non credo che esista). Quanto al linguaggio, mi pare del tutto “intonato” a quello della politica; con la mortadella mangiata in aula, con la legge elettorale che viene definita una porcata – per giunta appropriatamente – dal suo stesso estensore, con l’epiteto di “coglione” rivolto – ancorchè bonariamente – all’elettore. Che linguaggio pretende questa politica?.

Sono convinto che il contenuto politico di quelle critiche verrà svuotato per lasciare spazio ad argomenti considerati più attuali, querele, pompxxi e parentele. Dimenticando il resto.

Saluti

andrea

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Luciano Baroni scrive:

De notizie che credo abbiano una certa importanza.

» 2008-07-09 20:25 Donne del Pd contro la Guzzanti: “Misogina” ROMA – Tra Sabina Guzzanti e Mara Carfagna, le donne del Pd buttano giù dalla torre la prima e salvano la seconda: i toni “maschilisti” usati ieri dall’attrice in piazza Navona hanno infatti suscitato la solidarietà femminile, al di là delle contrapposizioni politiche. Con l’eccezione di Rosy Bindi, che spezza una lancia in favore della Guzzanti. “Quello della Guzzanti è un attacco misogino”, dice Anna Paola Concia, che in passato ha criticato il ministro Carfagna, per esempio quando negò il patrocinio al Gay Pride. “Non è un modo per contrastare politicamente un ministro – dice la deputata del Pd – che io invece ho contrastato e contrasterò, anche duramente, sul piano esclusivamente politico”.

L’ulivista Marina Magistrelli, che è andata alla manifestazione e che l’ha lasciata al momento dell’intervento della Guzzanti, esprime “solidarietà al ministro Carfagna”. “Di qualsiasi colpa si fosse macchiata la ministra, e si deve pure dimostrare, una piazzata del genere non si fa neanche al peggior nemico. Sono stupefatta: se fosse stato un uomo l’oggetto delle critiche, non si sarebbe fatto ricorso ad argomentazioni personali o sessuali”. La teodem Paola Binetti non ha dubbi: “Carfagna batte Guzzanti per 10 a 0″. “Se anche Carfagna – spiega – fosse diventata ministro per la sua bellezza, come sostiene Guzzanti, la sua discrezione, il suo riserbo e l’eleganza dimostrata in questi giorni, le hanno fatto guadagnare i galloni sul campo. La Guzzanti, al contrario, con i suoi insulti e volgarità, non si é nemmeno resa conto che ha messo in imbarazzo le numerose famiglie presenti nella piazza.

Si lamenta che non va in tv da anni? Che ne restasse fuori per altri dieci”. Sesa Amici, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali è “dispiaciuta” per Mara Carfagna, che ha conosciuto nella scorsa legislatura proprio sui banchi della commissione: “Al di là dell’aspetto maschilista delle parole di Guzzanti – dice la deputata del Pd – il suo intervento è stato denigratorio della persona. Conosce la Carfagna? Come fa a dare quei giudizi, indotti esternamente da pettegolezzi, se non la conosce? Non è satira, è mancanza di rispetto per la persona, senza il quale non ci può essere critica ma, appunto, denigrazione”.

Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, la pensa diversamente: “Non si può parlare di attacco misogino. Non è bello che una donna attacchi un’altra donna. Ma, se è per questo, è molto meno bello che si concepisca la politica e il potere nel modo in cui ha fatto Carfagna. Guzzanti ha criticato questo aspetto e quindi la assolvo, anche se prendo le distanze dalle offese”.

Ansa.

p.s. Si distingue, come vedete, “la pasionaria” : bella compagnia per Sabina.

E il Governo, va !

» 2008-07-09 19:25 Rifiuti: via libera del Senato al decreto, e’ legge ROMA – Dalla superprocura al rimborso da parte della Campania di parte dei soldi spesi per l’emergenza. Ecco, in pillole, le misure contenute nel decreto sui rifiuti che, con il voto del Senato, è stato convertito in legge.

SOTTOSEGRETARIO A GESTIRE EMERGENZA – Il decreto introduce un nuovo modello per la gestione dell’emergenza rifiuti campana: i commissari sono sostituiti da un sottosegretario di Stato, Guido Bertolaso, e il coordinamento della gestione dei rifiuti viene affidato, per il periodo dell’emergenza, al dipartimento della protezione civile. Il sottosegretario, che ha il compito di
attivare i siti destinati a discariche, è, tra l’altro, tenuto a presentare al Parlamento, sessanta giorni prima della cessazione dello stato di emergenza, una relazione nella quale quantifica le spese per la soluzione della situazione campana le esigenze in atto, le risorse disponibili e i soggetti pubblici e privati ai quali verrà affidata la gestione ordinaria del ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania.

STOP EMERGENZA ENTRO 2010 – Lo stato di emergenza cessa il 31 dicembre 2009.

ESERCITO CON FUNZIONI PUBBLICA SICUREZZA – Per la protezione e la vigilanza di aree e impianti connessi alle gestione dei rifiuti (che diventano ‘aree di interesse strategico nazionale’) viene impiegato personale delle forze armate con funzioni di agenti di pubblica sicurezza (ma non di polizia giudiziaria, per cui chi viene fermato, per essere identificato va accompagnato alla centrale più vicina). Chi si introduce abusivamente negli impianti è punito con l’arresto da tre mesi a un anno o un’ammenda da 51 a 309 euro. Chi ostacola o impedisce l’azione di gestione dei rifiuti è punito con la reclusione fino a un anno (mentre per i ‘capi-rivolta’ c’é il carcere da 1 a 5 anni).

SUPERPROCURA – Fino alla fine dell’emergenza sono demandate al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli le funzioni di pm per i procedimenti penali, consumati o tentati in materia di gestione dei rifiuti. Le funzioni di Gip e di Gup sono esercitate da magistrati del tribunale di Napoli.

TERMOVALORIZZATORI – Viene autorizzato il conferimento e il trattamento di una serie di rifiuti (tra cui le cosiddette ‘ecoballe’) nel termovalorizzatore di Acerra e autorizzata la realizzazione dei termovalorizzatori di Santa Maria La Fossa, Salerno e Napoli (Agnano).

CIP6 – I finanziamenti e gli incentivi europei per le energie pulite, cosiddetti Cip6 vengono estesi ai quattro termovalorizzatori campani (per quanto riguarda la quota organica).

DISCARICHE – Il decreto individua dieci siti da destinare a discarica, tra i quali la cava di Chiaiano.

DIFFERENZIATA – Ai comuni che non raggiungano l’obiettivo minimo di raccolta differenziata del 25% dei rifiuti urbani prodotti entro il dicembre 2009, al 35% entro il dicembre 2010 e al 50% entro il 2011 è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari al 15, 25 e 40% dell’importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuti conferita agli impianti di smaltimento e trattamento. Lo Stato, inoltre, può rivalersi sui comuni inadempienti sulla differenziata (ma in questo caso di tutta Italia), previo decreto del ministero del Tesoro, con minori trasferimenti di somme corrispondenti alla Tarsu prevista.

BONIFICHE – Il decreto stanzia 47 milioni di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010 per la realizzazione di iniziative di compensazione ambientale e bonifica.

ASSUNZIONI DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE – Il dipartimento della protezione civile è autorizzato a fare assunzioni di
personale per far fronte all’emergenza.

COPERTURA E ‘PRESTITO’ A CAMPANIA – La Campania, (ma un domani qualsiasi regione per la quale venga dichiarato lo stato di emergenza in questa materia) restituirà (in forma di decurtazione dei trasferimenti) i soldi spesi per l’emergenza rifiuti. Le modalità di ‘riscossione’ saranno definite con un decreto del Tesoro.

DEROGHE – Il sottosegretario e i capi missione, nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, dell’ambiente e del patrimonio culturale, possono usufruire di una serie di deroghe che comprendono anche le norme sulla sicurezza sul lavoro.

RELAZIONE GOVERNO – Entro il 31 dicembre 2008 e ogni sei mesi il governo è tenuto a fare una relazione al Parlamento sullo
stato di attuazione del decreto.

Ansa

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Sto ascoltando, mentre scrivo, Uoltere a Matrix.

Qualcuno e qualchedue ha sbagliato a permettere questo spot.

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maria v scrive:

Ancora su Contrada

PROC. N 2075/08 udienza 23/7/08
Catania 10/luglio/2008

Al Tribunale di Sorveglianza
di
N A P O L I

e per conoscenza
Alla Direzione Sanitaria
Carcere Militare
Santa Maria Capua Vetere (CE)

Nell’interesse di CONTRADA Bruno, prendiamo atto che l’On.le Tribunale di Sorveglianza di Napoli con ordinanza n°2560/08 resa nell’ambito del procedimento n° 2075/08 del 3/7/08, dep. il 9/7/2008 ha rinviato la decisione all’udienza del 23/7/2008 disponendo contestualmente il ricovero del Contrada con scorta e piantonamento presso il II Policlinico di Napoli Centro Nutrizionale, “al fine di avere una verifica delle informazioni fornite dalla Direzione Sanitaria del Carcere Militare di S. Maria Capua Vetere”;

considerato che il Dott. Contrada non intende sottoporsi coattivamente ad alcun ricovero, tant’è che con nota odierna inviata al Comandante del Carcere deduce che “eventuali altri accertamenti sanitari possono essere eseguiti presso le strutture sanitarie pubbliche in day hospital senza la necessità di ricoveri di più o meno lunga durata. Così com’è avvenuto sino ad oggi”;

che il Dott. Contrada ha altresì fatto presente “di aver già chiesto con esplicite istanze tali visite ed accertamenti ed altri risulta che sono o saranno disposti (ad es. colonscopia) dal Servizio Sanitario del carcere”.

Infine il Dott. Contrada ha denunciato e concluso la sua nota di cui sopra scrivendo: “La detenzione ospedaliera con piantonamento ha influenza negativa sul mio stato di salute psichica, come si è verificato nei quindici giorni di ricovero ad Aprile 2008 all’ospedale civile di S. Maria Capua Vetere. Mi assumo in pieno la responsabilità della mia decisione di rifiuto del ricovero di cui trattasi”;

che inoltre il Dott. Contrada ha scritto all’Avv. Lipera una lettera di suo pugno in cui, fra l’altro, ha detto: “Io non intendo nel modo più assoluto essere ricoverato in stato di piantonamento al Policlinico di Napoli…”;

dice inoltre il Contrada: “Ritengo che non possa con la forza essere ricoverato all’ospedale contro la mia volontà”; “Naturalmente mi assumo ogni responsabilità in merito”.

Tutto ciò premesso, considerato che non appare condivisibile la parte del provvedimento laddove si rileva che il Tribunale voglia verificare le informazioni fornite dalla Direzione Sanitaria del carcere;

che in ogni caso detta attività diagnostica può essere effettuata attraverso ricoveri in day-hospital;

che non si comprende perché mai il Tribunale non abbia deciso, visto lo scopo del ricovero ospedaliero, di disporre una perizia medico-legale anche collegiale, con termini brevissimi, se del caso ad horas, per riferire su verifiche di ogni sorta circa quanto assunto dalla Direzione Sanitaria del carcere di S. Maria Capua Vetere e per rispondere al quesito essenziale della presente procedura che è il seguente: è o non è Bruno Contrada, data la sua tarda età e le gravi patologie da cui è affetto, compatibile o meno con il regime carcerario?

Per tutto quanto sopra
CHIEDIAMO

che in parziale modifica dell’ordinanza di cui sopra il Tribunale disponga che gli accertamenti diagnostici ritenuti necessari avvengano sì presso il Centro Nutrizionale del II Policlinico di Napoli, ma in day hospital e non in stato di ricovero;

disponga, ancor meglio, una perizia medico-legale, collegiale o meno, al fine di verificare quanto reiteratamente assunto dalla Direzione Sanitaria del Carcere Militare (oltre che da tutti i medici di parte del Dott. Contrada) e cioè che le condizioni di salute del detenuto sono incompatibili con il regime carcerario.

Con ossequi.

Avv. Graziella Coco Avv. Giuseppe Lipera

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chronos1947 scrive:

La nota del Ministero delle Pari Opportunità non è condivisibile: sono perfettamente d’accordo con Lei e capisco la Sua indignazione.
L’ho sempre ammirata per la tolleranza e il rispetto della libertà di pensiero che Lei dimostra nei confronti di una figlia che ha opinioni politiche distanti anni luce dalle Sue.
Tuttavia, non credo che Sabina meriti che la propria libertà di espressione, che travalica nell’insulto volgare e gratuito, sia difesa più di quanto quella dei Daniele Luttazzi, dei Marco Travaglio. La libertà di espressione o anche di satira (ammesso che di satira si possa parlare in casi come questo) non può arrivare al punto di offendere impunemente la sensibilità delle persone e di mettere a repentaglio la loro reputazione, senza che chi è attaccato in modo così greve reagisca anche in modo fermo.
Lei dice bene: noi non abbiamo una Magistratura imparziale che garantisca il rispetto delle regole.
Allora che si fa? si subisce e basta?

NO, SI LAVORA COME LABORIOSE FORMICHE PER CAMBIARE L’ITALIA. E’ QUELLO CHE NEL MIO PICCOLO FACCCIO OGNI GIORNO.

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Scirocco scrive:

Sabina ha semplicemente detto che il re è nudo. Anzi, che gira voce che si sia calato le braghe e abbia fatto ministra colei che gli ha succhiato l’uccello.
Sabina ha detto quello che il paese sussurrava da una settimana, ciò di cui in questo stesso blog si è discusso con un certo compiaciuto divertimento e nessuno scandalo.
Sabina lo ha detto davanti a decine di migliaia di persone, con la sua faccia e la sua voce, aggiungendovi una opinione che molti condividono.

Ha parlato senza peli sulla lingua.
E non è da tutte, come dimostra l’esternazione della ministra.

Grande rispetto e solidarietà per Sabina e Paolo Guzzanti.

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LisaCa scrive:

Le voci sono voci. Sono pettegolezzi..Gossip da Novella 2000. Nient’altro. E ti sembra giusto rovinare una reputazione, una vita per un pettegolezzo stupido e maligno di invidiosi e livorosi…Probabilmente all’interno del partito stesso? Siamo sicuri che sia ETICAMENTE giusto e buono dire certe cose? Posso fare un’allusione, una battutina…Ma essere così volgare, pensante, cattiva…Sono questi gli ESSERI UMANI da cui rifuggo…E chi non lo vede e “gode” nel rovinare e veder rovinata la gente in questo modo, non è una persona così intelligente…Anzi.
Anche questa è l’ennesima dimostrazione di quanto la politica sia MASCHILISTA. E chi ha utilizzato queste VOCI in una piazza FACENDOLE APPARIRE VERE, è MASCHILISTA QUANTO E PIù DI TUTTI I PARLAMENTARI MESSI INSIEME…

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maria v scrive:

Dr.ssa Agnesina Pozzi
Medico
Via San Rocco 22 sc.C
Lagonegro (PZ) 85042
p.IVA 01279530768
0973 22519
cellulare 3200720452
e mail Pozzi.Agnese@libero.it
blog http://agnesepozzi.splinder.com/

OGGETTO : NOTE all’Ordinanza del 9 luglio 2008
Tribunale di Sorveglianza di Napoli

Allo Studio Lipera nella persona dell’Avv.to Lipera e dell’Avv.ssa Graziella Coco, giusto mandato conferitomi;
prendo atto delle considerazioni citate nell’Ordinanza di cui all’Oggetto, e comprendo le preoccupazioni del Collegio Giudicante in merito alle condizioni di Salute del Dr. Contrada, dato che il Collegio ha avuto modo di consultare la documentazione sanitaria, nonché constatare le condizioni del giudicando. Certo è che il Carcere Militare di SM Capua Vetere non è assolutamente idoneo a monitorare detenuti malati; dispone di una infermeria che però è più adatta a piccoli problemi di detenuti giovani e in buona salute. Nonostante ci siano medici 24 ore su 24, tuttavia non ci sono strumentazioni diagnostiche o per l’emergenza e non dispongono nemmeno di ambulanza propria attrezzata.
In data quattro luglio c.a. mi sono recata a visitare il mio paziente; dal momento che il giorno precedente aveva affrontato lo stress del viaggio e dell’udienza con l’aggravamento del caldo saturo di umidità ed aveva mostrato segni premonitori di malessere nella saletta pre-udienza, come lo stesso collega del 118 aveva constatato.
Nel pesarlo, al carcere militare, abbiamo verificato che era diminuito di un ulteriore chilogrammo (66,5). Chiedevo al Collega militare di poter visionare le analisi richieste il 23 luglio ma a distanza di molti giorni ancora non erano disponibili. Mi spiegava che il centro di analisi accoglie anche prelievi esterni e non solo quelli del carcere e che quindi bisognava ancora aspettare. Ad oggi io ancora NON CONOSCO le risultanze di dette indagini anche se al carcere militare hanno provveduto con solerzia al prelievo per i controlli.

Prendo anche atto della lettera autografa di Bruno Contrada, il quale si oppone fermamente al trasferimento presso qualunque struttura per le indagini e comprendo anche le sue posizioni perché certo costituisce grave stress, non solo, spostarsi e peregrinare in strutture sanitarie ma, soprattutto, essere piantonato come un pericoloso criminale 24 ore su 24, con l’inevitabile aggravamento della sua condizione sia psichica che organica.

Bruno Contrada dovrebbe certo comprendere che il ricovero servirebbe ad approfondire quei rilievi allarmanti sul suo stato, nonché a stabilire un programma nutrizionale che non sia l’astenersi dal cibo per mantenere a livello la glicemia (come fa); inoltre il ricovero servirebbe per sgombrare il campo da dubbi su problemi più seri in agguato, vista l’inappetenza, il calo di peso, l’abbassamento del ferro e delle piastrine, la proteinuria. Indagini specifiche su markers tumorali dovrebbero essere fatte, così come il Collegio ha evidenziato risalire all’aprile 2008.
Il Collegio Giudicante ha saggiamente deciso ma Bruno Contrada suppongo sarà inamovibile; la sua ostinazione è documentata perfino dal rifiuto di tornare in carcere il giorno dell’udienza, opponendosi barcollando ai nostri pareri medici e al braccio del carabiniere che voleva sostenerlo.
Lui voleva essere presente nonostante avesse dei mancamenti e obnubilamenti della coscienza e noi medici fossimo allarmati.
Con tutto il rispetto, ritengo che anche questa ostinazione faccia parte del corredo sintomatologico dell’arteriosclerosi, ma ogni costrizione in senso contrario alla sua volontà potrebbe scatenargli crisi ipertensive, sbalzi di glicemia, insomma problemi.
Vi esorto quindi in qualità di suoi legali di chiedere rispettosamente al Collegio Giudicante, se possono provvedere a sottoporre Contrada a tutte le indagini in ambito carcerario senza farlo spostare, magari giovandosi di loro consulenti per le verifiche. Certamente è apprezzabile la preoccupazione che il Collegio nutre nei confronti della salute di Contrada e li ringrazio dal profondo del mio cuore, leggendo la loro volontà di indagini ulteriori non certo come dubbio sulle reali condizioni, ma come vera volontà di garantire a Contrada le migliori condizioni sanitarie.
Certo se fosse al suo domicilio a continuare la pena verrebbero meno tutte le condizioni di stress e potrebbe migliorare anche il diabete, con una vita più tranquilla e non dietro le sbarre reali del carcere; potrebbe poi rivolgersi agli specialisti che riterrebbe idonei, con le dovute comunicazioni e permessi. Si chiede troppo per questo vecchietto cocciuto? Proprio ieri ho sentito la notizia che un pluriomicida ergastolano mafioso (uomo di Cutolo) è stato arrestato perché, in permesso premio, ed in perfetta buona salute ha ucciso di nuovo.
E’ davvero cosi lontana per Contrada la possibilità di arresti domiciliari essendo così malato? In caso contrario, sarebbe possibile trasferirlo, almeno, ad un Ospedale Militare? Ricoverato potrebbe procedere a tutte le indagini diagnostiche, essere monitorato per l’aspetto nutrizionale e metabolico e non dovrebbe peregrinare in strutture mediche per questo o quel problema. Per favore, fate presente al Collegio che è l’arteriosclerosi che influisce sulle decisioni di Contrada; non vorrei che leggessero il suo rifiuto a spostarsi come una sfida. Lo considerino un malato e basta, perché è malato.
La TAC ha mostrato le aree cerebrali compromesse, l’emianopsia omonima avalla il dato ischemico. Il metabolismo è agli sgoccioli infatti è in una fase ipercatabolica in cui continua paurosamente a calare di peso, salvo che non ci sia un tumore che sta covando da qualche parte. Il diabete è documentato, così come le altre patologie. Cari Avvocati FATE QUALCOSA!
Dr.ssa Agnesina Pozzi
9 luglio 2008

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jetset scrive:

Onorevole, per favore, filtri chiunque La offende, sia esso di destra che di sinistra. Non si dialoga con certi bisonti infuriati, bisogna solo sbatterli fuori a calci nel sedere. Non si metta a far rissa in un blog, mi creda, Lei è un uomo superiore in tutto.

jetset

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circololibero scrive:

Non credo che siano in discussione le dichiarazioni di Sabina, è evidente che non possono essere condivisibili e del resto ne hanno preso le distanze anche gli organizzatori. Qui si discute delle ragioni di Paolo Guzzanti che è stato tirato per la giacca in una faccenda che non lo riguarda. Per di più come abbiamo visto la nota di agenzia si presta alle più svariate interpretazioni. Un conto è se una cosa del genere la scrive un giornalista e allora diventa gossip, ma se lo scrive il ministero in una nita ufficiale è un altro discorso.

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luscia scrive:

On. Guzzanti,
se nel suo partito fossero tutti autenticamente liberali come lei l’italia sarebbe un paese splendido e io la potrei votare.
Purtroppo – è cristallino – nel suo partito non sono tutti come lei.
Le faccio i miei più vivi complimenti per la sacrosanta reazione che ha avuto all’indegna modalità scelta dalla favorita del presidente del consiglio di comunicare la sua querela nei confronti di sabina. E’ del tutto fuori luogo tirare lei in ballo, è una gravissima mancanza di rispetto a mio avviso non imputabile all’inesperienza della signorina in questione ma a “meno miti consigli” di stampo camorrista.
Sarebbe davvero il caso che il suo partito cominciasse a fare piazza pulita di certi elementi che purtroppo assurgono addirittura alla carica di ministri, ma purtroppo il suo partito coincide con una sola persona ed è la stessa che nomina i suddetti ministri con lo stesso rispetto per lo stato che aveva CALIGOLA.
Se ha modo, visto che il sito di Sabina è “misteriosamente” oscurato, la prego di porgerle i miei più sentiti complimenti e la mia grandissima ammirazione: non solo sono graniticamente convinto che sua figlia non sia stata nè volgare nè ingiuriosa perchè certi fatti, certi scempi, certi sfregi devono essere denunciati con il tono e il registro che meritano, ma arrivo a dire che le sue parole erano misurate come versi di un poema, non una fuori posto, non una di troppo, non una che NON ANDASSE GRIDATA.
Preciso, e finisco di disturbarla, che non sono e non sarò mai un elettore di sinistra.
Cordiali saluti e piena solidarietà.

GUZZ – GRAZIE, LUSCIA. E’ INTERESSANTE CHE LEI NON SIA UN ELETTORE DI SINISTRA. LA RINGRAZIO MOLTISSIMO.

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volegno scrive:

Senatore,
questo “elettore non di sinistra”, mi convince poco, attento alle saponette!!

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augusto936 scrive:

Giusto il risentimento dell’On. Guzzanti per l’improvvido comunicato del ministro Carfagna ma, da parte di “luscia” (10 luglio – 01.25 ) definire tout court “favorita” l’On. Carfagna ed equiparare a Caligola il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, senza prove certe di quanto si afferma, mi sembra veramente troppo.

Augusto

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Luciano Baroni scrive:

Sì, vabbè, non è elettore di sinistra…

Strane parole da uno non di sinistra, che non avrebbe bisogno di “ingraziarsi” un Guzzanti parlamentare di centrodestra.

E’ strano perchè, letti tutti o quasi i commenti in giro, specie su qualche altro Blog, sono le stesse motivazioni degli “agitati di colore rosso”.

A meno che, non sia quel tipo di “colore rosso” sbiadito in uno “scudo” con dentro il “c’entro”.

Paolo, la maggior parte sono “apprezzamenti” ?
Ma davvero così li consideri ?

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Luciano Baroni scrive:

Il summit dell’azzardo
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274908

Non ho seguito la cronaca degli incontri del G8, ma sono stato attratto dalla pagina che vi ha dedicato ieri la stampa con, da un lato, la dichiarazione del nostro presidente del Consiglio, secondo cui sarebbe «necessario costruire nel mondo 1000 centrali nucleari in tempi brevi» e, dall’altro, le dichiarazioni dei potenti del Primo e del Secondo mondo, corredate da una foto di alcuni potenti del Primo mondo, che ho trovato, dichiarazioni e foto, patetici ed esilaranti allo stesso tempo.
La foto, che riprende gli Stati Uniti, il Giappone, la Francia, il Canada e l’Ue intenti a piantare un albero e orgogliosi di partecipare a un meeting «a emissioni zero», qualunque cosa ciò significhi, mi apparve patetica agli occhi, ma esilarante a quelli della mente: mi risultò spontaneo figurarmi quei cinque, compiuto l’obbligatorio e penoso rito, e allontanatisi i fotografi, guardarsi in faccia e sbottare in una sana, liberatoria e fragorosa risata, fino a crepapelle. Un po’ come non poteva non accadere quando, tre secoli dopo Paolo di Tarso, due cittadini dell’Impero, incontrandosi, si professassero l’un l’altro civis romanus sum. Che potevano fare se non ridersi, subito dopo, in faccia?

Quanto alle dichiarazioni, eccole qua in tutta la loro trionfalistica prosopopea: «Il G8 riduce le emissioni di CO2 del 50% entro il 2050», strillano le Agenzie di stampa. Naturalmente, come vorrebbero quei potenti realizzare il fantastico proposito non è dato sapere. Tanto più che, poi, tutti in coro appassionatamente, hanno implorato un aumento di produzione di greggio. Due anni fa l’Ue sentenziò che le avrebbe ridotte del 20% entro il 2020. Deve essere l’amore per le rime spinte a indurre queste dichiarazioni. O, più semplicemente, l’esercizio dell’aritmetica, che ha fatto realizzare a quei potenti che saranno ancora tutti arzilli al 2020, un po’ meno al 2050. Anche se, già da ora, qualche problema di memoria devono averlo, visto che sembrano immemori che il Protocollo di Kyoto, che prevede una riduzione di appena il 5% delle emissioni, queste, dispettose, sono aumentate di oltre il 10%.

Ho invece trovato esilaranti le dichiarazioni di quelli del Secondo mondo che, paghi di rime più deboli, hanno controbattuto a quelli del Primo: «entro il 2050 dobbiamo ridurre non del 50% ma del 90%!», avrebbero orgogliosamente azzardato. Non posso farci niente e vorrete perdonarmi, ma m’è scappato da ridere di cuore: m’è sovvenuta alla mente l’immagine di un film di Totò ove il marchese De Curtis, durante la dettatura di una lettera, concluse esortando la sua spalla ad apporre, alla fine di una frase, un «punto! Anzi, no, abbondiamo: due punti!».

Siccome la Terra è non piatta e infinita ma tonda e finita, finiti sono il petrolio e il gas (di cui disporremo non oltre questo secolo) e il carbone (ben più abbondante), le riduzioni di emissioni di CO2, più che un obiettivo saranno, alla lunga, una necessità. Che – abbiamo l’opzione – i nostri figli potranno o subire, in modo catastrofico più che doloroso, se noi piantiamo alberelli (o, il che è lo stesso, pannelli fotovoltaici e turbine eoliche), o governare senza problemi, se noi piantiamo 1000 reattori nucleari nel mondo in tempi brevi (di materia prima, uranio e torio, per la fissione nucleare ce n’è per decine di migliaia di anni). Tertium non datur, piaccia o no.

Franco Battaglia

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sigal harari scrive:

E’ ormai chiaro a tutti che la sinistra nel mondo privilegia l’Islam. Eppure le differenze fra l’islam e la sinistra sono sorprendenti. I comunisti sono atei, gli islamisti giustiziano gli atei. La sinistra esalta i lavoratori, l’islamismo li opprime. I comunisti aspirano all’eguaglianza tra i sessi; l’islamismo opprime le donne. Da dove deriva questa infame alleanza? Cosa unisce questi due mondi tanto diversi fra loro?
Ciò che li accomuna è il fatto che entrambi condividono gli stessi nemici: gli USA, Israele, gli ebrei e i cristiani credenti!

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maria v scrive:

Mi collego al commento di Luciano delle 05,17 perchè anche io certi commenti li ho letti in modo diverso.
Vorrei fare una considerazione, comunque.
Il Papa è il Capo della Chiesa cattolica, ma è nel contempo un Capo di Stato.
Zapatero, per fare un esempio, come l’avrebbe presa?

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agapornis scrive:

…ma perché in questa Italia strana
bisogna SEMPRE dichiararsi per
qualsiasi cosa ? Perché bisogna
SEMPRE essere schierati ?Perché
non si è MAI veramente liberi…

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Sergio Rizzitiello scrive:

La manifestazione di Roma è stato un esempio di rigurgito del peggio che questo Paese sa esprimere politicamente, lì era presente l’anima tormentata della sinistra antagonista che avendo perso il suo corpo nella rappresentatività del Parlamento, tenta di riciclarsi usando come cavallo di Troia Antonio Di Pietro e il suo partito.

Bene ha fatto Veltroni a scaricarlo per accreditarsi da un punto di vista istituzionale.

Per quanto riguarda la vicenda Carfagna, Sabina Guzzanti, Paolo Guzzanti, indubbiamente nella nota ministeriale vi è una forma di stizza verso Paolo, come per dirgli “E’ tua figlia, tienila in riga tu” attribuendogli una sorta di rovesciamento del detto biblico trasformandolo in ” le colpe dei figli ricadranno sui padri”.

Sabina Guzzanti ha sbagliato nella forma e nei contenuti e del resto non comprendo nemmeno politicamente la sua azione dal momento che essa è stata bocciata sonoramente dal Popolo italiano.

Non vi è l’esigenza di una sinistra rissosa, aggressiva, che sa solo demonizzare l’avversario, una sinistra così spero scompaia definitivamente dalla scena politica italiana.

Se Veltroni saprà trovare le forti idealità di una sinistra moderna, che sa coniugare benessere personale con solidarietà sociale, sviluppo con rispetto dell’ambiente, proprietà privata con critica e controllo di monopoli e oligopoli, merito e sana competizione con riduzione di tutti gli ostacoli che impediscono ai più deboli, ai malati, di inserirsi adeguatamente nella società, se saprà fare questo allora concorrerà proficuamente all’azione politica del presente e del prossimo futuro.

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Gianfranco BRAMBATI scrive:

L’unico commento che mi viene da fare all’intera vicenda, è concordare con Luciano Baroni quando si chiede se in piazza Navona si è fatta della satira;
ritengo che oggi, in Italia, di fare satira ,nel senso vero ed etimologico della parola, non ci sia più nessuno o quanto meno, più nessuno abbia voglia o interesse a farne.

a Lei Senatore, per quanto possa valere, come sempre tutta la mia stia e solidarietà.
g.b.

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Mario Nanni scrive:

Vedete, io dico che Paolo Guazzanti fa benissimo a difendere la figlia, ed anche a difenderla con ardimento. E sarebbe stato inaccettabile pensare che si mettesse pure lui a contestarla. Però voglio domandare: ma il femminismo elevato a movimento politico a favore della identità della donna dov’è andato a finire? E’ morto? Oppure si sta organizzando per infliggere altra umiliazione alla Carfagna? Oggi ha preso le distanze da Sabina anche la il trebbiatore:”qui ognuno è libero di dire quello che vuole assumendosene le responsabilità”. Vera perla da leader; come dire: cazzi suoi per chi esagera. Poi le considerazioni; l’andazzo sulla denigrazione e sullo spargimento di letame gratuiti alla rinfusa è stato fomentato anche da certa magistratura che ha elevato ad alto significato civico l’attribuzione di buffone ad un noto personaggio politico. Poi sugli intellettuali: ma davvero è la classe degli intellettuali italiani impegnata, quella che fa codazzo e si sbrodola appresso ad “io quello li lo sfascio”? Infine a tutti quelli che si sentono chiamati in causa: ho da subito, in previsione della composizione del governo, contestato con il mio blog e non solo, Berlusconi per avere splafonato da dodici a 21 il numero dei ministri. Sono stato punito in termini di visibilità, sia nei siti del Pdl che in quello (comunque inutile) di Tocqueville. Punito perchè non sufficientemente ottuso o fanatico, se non incapace adulatore del capo. Anche in questo sito di RI non ho avuto seguito, al punto di sentirmi in solitudine “rivoluzionario”. Morale: Se tutti insieme, soprattutto per rispetto del Popolo Sovrano, al quale in campagna elettorale abbiamo esultanti martellato la psiche sulla riduzione a dodici ministri, avessimo preteso da Berlusconi il “sacro impegno elettorale”, oggi la Carfagna(quasi sicuramente) non sarebbe stata ministro; la Sabina non avrebbe “cagato fuori dal vaso”, e tutti noi saremmo stati anche felici di esserci messi su un piedistallo al riparo di incresciose contestazioni. Oggi, dopo i 21 ministri nominati in barba ai dodici enfatizzati in campagna elettorale, abbiamo argomenti in meno per difenderci da qualsiasi attacco dell’avversario o dalla stampa. Perchè anche in politica occorre essere previdenti. Ed a volte le parole, le espressioni, i concetti, i post ragionati ed espressi con tutto il garbo di questo mondo, non trovano il dovuto credito. Dispiace constatare che a volte per esprimere un disagio diffuso si è costretti anche a graffiare.
Ed ora devo scappare anche da questo sito?
Maralai

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Finazio scrive:

Come sempre su schieramenti politici diversi, come sempre mi congratulo con la Sua onestà intellettuale. Mi dispiace sinceramente che rapporti famigliari privatissimi siano stati tirati così arbitrariamente in gioco dal ministro, per la stima che ho per Lei e per l’affetto che mi lega a Sabina, pur non conoscendola di persona. Un augurio di ritrovata serenità.

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mauro dm scrive:

buongiorno. ho avuto maniera di seguire Sabina Guzzanti in streaming direttamente da piazza navona. parole dure, concetti che a fatica non si possono accettare, poichè condivisibile nella sostanza. non nella forma. lei per me ha preso giustamente le distanze da chi, come la carfagna, ha giustamente il diritto di querelare (sport nazionale oramai) chi lei pensa l’abbia offesa, offendendo contemporaneamente (nel tentativo di difendersi) una terza persona. una comica.
non vedo perchè si aspetta il linciaggio, ha fatto una cosa giusta. vorrei solo riflettere con lei su una cosa. se da una parte si alzano i toni (non nel merito del contenuto ma della forma) chi potrà stabilire sino a che punto è lecito spingersi? perchè l’esercizio della politica di alzare toni ma rimanere sempre nell’urbanità (political correct) non è da tutti; e se un giorno a qualcuno gli girano i marroni e compie qualcosa di veramente assurdo?
l’unica cosa che per me è da imputare a tutti, a 360 gradi, maschi e femmine, trans e gay, cattolici e no, cani e gatti e questa:
state esagerando, e l’argentina per noi non è così lontana. ritornate con i piediper terra e lavorate.

saluti

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circololibero scrive:

OT Ho letto delle considerazioni sull’invito al papa all’inaugurazione dell’anno accademico alla sapienza e sul fatto che “giustamente” l’invito era fuori luogo …ma l’anno prima, correggetemi se sbaglio, non era stato invitato Violante?Qualcuno sollevò eccezioni? tra l’altro a chi penSa di spezzare una lancia a favore di Sabrina su questo argomento ricordo che il senatore, da liberale non credente quale è, scrisse un bellissimo articolo di condanna degli ignoranti della sapienza.

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speakeasy scrive:

Caro Paolo,come ti avevo detto preferivo non intervenire sul blog in quanto ritenevo che tu non avessi bisogno di difese d’ufficio ma mi sono ricreduto leggendo alcune corbellerie,non di difesa si tratta da parte mia ma solo di esternare una sincera amicizia ed una totale condivisione delle tue posizioni.Io sto con il Papa e sono dalla parte delle Istituzioni e dei loro rappresentanti e non mi interessa la loro vita privata.Il mio giudizio di cittadino si basa SOLO sui risultati.tutto il resto non mi interessa.Chi vuole fare i girotondi li faccia,chi vuole insultare lo faccia e ne subisca le conseguenze.Ma non venite a parlarmi di colpe familiari o peggio di responsabilità ognuno è responsabile delle proprie azioni.Mi spiace solo che un Ministro della Repubblica debba abbassarsi ad emettere comunicati per difendere la propria onorabilità.Da cittadino solidarizzo con Mara Carfagna cittadina,da elettore invito il Ministro Carfagna a continuare il suo ottimo lavoro.Paolo ti sono stato,ti sono e resterò tuo amico.Ora occupiamoci dei problemi del nostro Paese.Un saluto a tutti
Paolo Spicacci
Speakeasy

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dvd1 scrive:

E no Scirocco ,non si pùò andare davanti a 200.000 persone e sputtanare così basandosi solo su voci sentite in giro, messe apposta per creare imbarazzo.Io posso parlare senza peli sulla lingua solo se ciò che dico corrisponde al vero,non “si mormora in giro che”. Davide Cembrano.

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Fabio La Torre scrive:

…e in ogni caso, l’aspetto che mi piace rilevare, è che, a seguito della querela della Carfagna è probabile che le intercettazioni, oggetto delle paure di molti , anzichè essere distrutte, vengano assunte a prove per il processo che dovrà sicuramente tenersi.

Quindi ne sentiremo ancora delle belle… a meno che, misteriosamente, la ministra non cambi idea (magari su suggerimento di chi è più pratico dell’argomento) e decida di “perdonare” chi con tanta arroganza crede di poter impunemente dire la verità.

Tutta la mia solidarietà a Sabina e a chiunque voglia esprimere la PROPRIA verità.
C’e l’abbiamo una testa per giudicare autonomamente, no ?
O ci servono giornalisti e giornalai, politici e politologi che sempre ci indichino la strada della decenza da perseguire ? Quale ? La loro forse… quella di chi predica bene e razzola male ? No, grazie.

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Luciano Baroni scrive:

“…e in ogni caso, l’aspetto che mi piace rilevare, è che, a seguito della querela della Carfagna è probabile che le intercettazioni, oggetto delle paure di molti , anzichè essere distrutte, vengano assunte a prove per il processo che dovrà sicuramente tenersi.”

Questa è fantascienza.

Sabina dovrebbe “difendersi da una denuncia per calunnia”, con un altro reato per il quale qualche altro sarebbe inquisito e condannato ?

Non ci sono le prove di quanto Sabina ha detto su quel palco, da nessuna parte si sono lette esclusa la bufala che D’Agostino ha denunciato, prima di cadere dentro al trappolone anche lui.

Ma davvero qualcuno pensa che dopo una cosa del genere, ci sarà chi spiattella qualcosa ?

Voglio vederlo, il “masochista”, nemmeno Marconiglio….

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Arturo Zulawski scrive:

Io, Baroni -invece- aspetto ancora la sua coraggiosa risposta.

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ilmondodigalatea scrive:

In genere io non concordo con Lei su nulla (ultimamente anche poco con Sua figlia, per la verità) e voto immancabilmente dall’altra parte. Ma stavolta mi sento pienamente solidale e trovo la sua presa di posizione molto corretta. Ogni individuo è reposponsabile come singolo delle posizioni espresse e delle proprie idee: i suoi meriti e demeriti vanno valutati in maniera autonoma. Che per colpirlo o sminuire la portata delle sue affermazioni si tirino in ballo i padri, le madri, i mariti, le famiglie d’origine è vergognoso, e finisce davvero con l’assumere il tono di un avvertimento paramafioso. Chi giudica le persone in base all’albero genealogico o alle parentele non ha una mentalità adatta ad uno stato moderno; chi addirittura chiede conto a Lei di quale educazione abbia dato a Sua figlia visto che Le è riuscita così (peraltro: è una donna intelligente, appassionata, autonoma e combattiva: è riuscita bene, direi!) mi chiedo se sappia in che secolo viviamo, e mi preoccupa, al di là dello schieramento in cui milita, che sia preposto a gestire la cosa pubblica.
Da donna, ma soprattutto da cittadina, questa polemica mi fa cadere le braccia.

GUZZ – BE’, E’ UNA BUONA POLEMICA COMUNQUE CHE PERMETTE DI DISCUTERE E DI RIBADIRE PRINCIPI.
IL FEMMINISMO PURTROPPO E’ MORTO E TOCCA AD UN PADRE RICORDARE A UN MINISTRO CHE UNA DONNA E’ UNA PERSONA E NON LA FIGLIA DI PAPA’ SUO.

PER DI PIù L’HO DOVUTO RICORDARE AL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’, NON SO SE MI SPIEGO.

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circololibero scrive:

PS L’anno scorso l’università di Modena e Reggio Emilia per l’inaugurazione dell’anno accademico invitò Bertinotti.Ha qualcosa a che vedere con le linee di indizzo eccetera eccetera? aspetto risposta da chi ha scritto che l’invito del papa alla sapienza era fuori luogo.

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jeffcaird scrive:

Buongiorno Paolo.
Sono di sinistra, scrivo dalla Spagna, dove vivo da alcuni anni.
Una democrazia è composta da una destra e una sinistra, ovvero da una moltitudine di persone che la pensano diversamente. Io ho apprezzato molto quanto detto durante la manifestazione NoCav, nel caso specifico quanto detto da sua figlia.
Mi sarebbe piaciuto scriverlo sul suo sito, ma è stato attaccato e non riesco a raggiungerlo.
A me preoccupano questi metodi totalitaristi di zittire le persone. E trovo assurde le polemiche sulla presunta “volgarita” del discorso di sua figlia. Andiamo… non siamo in oratorio. E ogni giorno assistiamo a cose ben piú volgari di qualche parolina colorita.
Niente… non ho molto altro da aggiungere. Mi auguro che la gente possa continuare a parlare ancora per molto, e che sua figlia abbia una lunga carriera.
Saluti.

GUZZ – IL SITO DI SABINA PER FORTUNA HA RIPRESO A FUNZIONARE REGOLARMENTE DA IERI SERA.

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maccarti scrive:

Riassumendo.

Sabina Guzzanti ha sbagliato (scrivono i piú).
Sabina Guzzanti ha fatto bene (oppone una minoranza).

Paolo Guzzanti è furioso.
Una maggioranza schiacciante, qui, è solidale con lui.
Una minoranza (costituita, forse, di provocatori) lo attacca.

La prima ha confuso la satira con l’invettiva (forse lo ha fatto apposta, chi sa?).
Il secondo è nel giusto, giacché vede una qualche manovra nel fatto di averlo citato per un qualcosa in cui lui non c’entra assolutamente.

Non so se sia un’operazione studiata a tavolino.
Ammettiamo sia cosí.

In tal caso, urge domandarsi:

Qual è il motivo di un attacco indiretto a Paolo Guzzanti, deputato del Pdl, da parte di un Ministro deputato del Pdl?

Il fatto che talvolta, dalle pagine di questo blog-giornale, è stato duro col suo partito?
Il fatto che, negli ultimi tempi soprattutto, è piuttosto critico con il Governo?
O semplicemente perché è padre di una signora che non le manda a dire a chicchessia; pure quando, o soprattutto quando, questo chicchessia è della stessa parte politica del padre?

O il motivo è un altro?
Paolo Guzzanti sta accumulando troppo potere (vedi il blog-giornale, per esempio); e dunque potrebbe diventar “difficile da gestire politicamente”?
(Se cosí fosse, chi pensa questo dimostra di esser tardo di comprendonio.
Paolo Guzzanti – si sa, da sempre – non è facilmente gestibile. Come tutti coloro che pensano con la propria testa; hanno un bel cervello; godono – ahi, ahi! – di solida cultura, non solo politica).

E se, invece, mi facessi “grosso col falso imaginar”?
Se quell’operazione non fosse stata studiata a tavolino; ma fosse una semplice maldestrezza di “intelligenze a prezzi popolari”?

Vero è che il dilemma va sciolto. E in fretta.
E ciò per rimettere le cose al loro posto.
E, possibilmente, per cominciare a guardarci negli occhi, a proposito di un Governo (l’attuale) che mi pare abbia le idee un tantinello confuse.

Un amicale (e rivoluzionario) saluto a tutti.

ps

Antonio Di Pietro è il nuovo lider della sinistra radicale.
Travaglio e Grillo i portavoce.
La rivoluzione dolce (dal rosso al nero).

GUZZ – SI’, NON SONO GESTIBILE. MA I GRUPPI DIRIGENTI NON SANNO NEPPURE CHE ESISTA QUESTO BLOG. PRESTO SE NE RENDERANNO CONTO. LI MANDEREMO DALL’OCULISTA A CURARSI LA MIOPIA POLITICA.

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sigal harari scrive:

Stanotte nel mio sogno
Io stavo sulla terrazza
Lottando con la mia notte.
Una jena malvagia
Correva per le strade,
Sui tetti disabitati
Per divorare
Cuori vivi e polmoni.
Poi sei apparso tu.
Sembravi un gigante buono
Con forti braccia e occhi
Di lussurioso dolore
Tu, mio gigante buono,
Con impeto primitivo
Hai preso a danzare con me
Dimenticando le formule
Dimenticando le norme
Gli alberi appesi alla luna
Narravano ai poeti che cantano
L’allegria eterna dell’uomo
Metà del mondo era pace
L’altra metà distruzione
E nel mezzo la luna
Luna
Luna
Luna
Ma era solo un sogno
E dai sogni sulla terrazza
Nessuno deve fuggire.

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poplib scrive:

Il discorso doveva chiudersi con la querela (se ritenuta necessaria) della ministra a Sabina e la sua conseguente accettazione di questa.

Il tirare in ballo Paolo Guzzanti è sbagliato e lesivo nei confronti id entrambi (mi permatta un uso “lasco” del termine lesivo).

Nei confronti di Paolo perché sembra un avvertimento a tenere a bada i propri figli (ma come, ormai hanno l’età per esser eautonomi) ed anche un eventuale discussione sul discorso di Sabina dovrebbe essere affare privato loro, non di certo spinta da unq ualsiasi persona.

Nei confronti di Sabina perché (come poi molti hanno iniziato a commentare nei vari blog) sembra che goda di chissà quale copertura (giuridica, mediatica od economica) del padre.

Si nega un individualismo che dovrebbe essere la chiave portante di un governo che si dice liberale e liberista.

E se anche, come presumo, la nota fosse stata scritta in fretta e furia da un collaboratore e la Carfagna l’avesse approvata superficialmente, dovrebbe almeno fare una dichiarazione in cui o se ne assume piena responsabilità o si scusa per la gaffe.

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Fenrir scrive:

Mi ritrovo perfettamente d’accordo con le Sig. Guzzanti, in tutte le righe.
Mi stupisco piuttosto della mentalità ristretta di coloro che la stanno attaccando senza neanche avere la concezione della situazione.
Per quanto i toni di Sabina sul “santo padre” siano stati aspri, ricordiamoci che comunque siamo liberi di esprimere la nostra opinione, se ci sta bene si accetta, altrimenti se siamo contrari neanche ci dobbiamo far caso. Invece, come al solito, nel mondo di show e politica, basta una parola fuori posto per scatenare le oche del campidoglio. Facendo spesso finire nel calderone creatosi anche persone esterne alla vicenda.
Analizziamo il caso Carfagna, certo come anche il capo del vaticano non gode di tutte le mie sijmpatie…anzi, bollettata come “cortigiana” durante l’evento, se ciò che è stato detto risulterà vero, vedremo come è fatto realmente il governo italiano. In caso contrario sarebbe stata diffamazione.
La cara ministra ha mostrato tutta la sua inesperienza et ignoranza! Senza ragionare, in preda all’ira e con un ragionamento degno di un quarto di bue appeso in macelleria ha emesso querela (fondando in uqalche modo il discorso di Sabina) frettolosa, sbagliata di intestazione, facendo finire in mezzo ad una situazione a lui estranea il si Guzzanti che ha mostrato le proprie ragioni.
Ma del resto siamo in Italia, senza scandalo non si vive.

Tendo a sottolineare che il mio credo politico è totalmente opposto a quello al governo.

Ma quando ho letto tutti i referti giornalistici, non ho potuto fare a meno di provare ammirazione per lei sig. Paolo! Come persona e professionista ha tutta la mia stima e rispetto!

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Buson scrive:

Ricordiamoci che comunque siamo liberi di esprimere la nostra opinione, se ci sta bene si accetta, altrimenti se siamo contrari neanche ci dobbiamo far caso

Mirabile.
Peccato che quando l’opinione è espressa da qualche prete o cardinale la cosa non sta bene più: non si può semplicemente dissentire, perché egli “ci vuole imporre la sua idea” (ma a chi?), e quindi va dileggiato e offeso…
Questi principi libertari a senso unico, sempre dalla parte della replica offensiva e mai da quella della semplice espressione di idee, sono stupendi.

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Fenrir scrive:

Ma non credo proprio, sta alla coscienza della eprsona reagire nella maniera più corretta possibile, quando un discorso non garba: o si fà dibattito con idee chiare, fonti precise e rispetto reciproco…..oppure se si è impossibilitati a raccogliere bene le idee o non si vuole semplicemente sentir ragione, meglio girarsi , fare le spallucce ed andarsene in silenzio.

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Dario Lampa scrive:

Mi permetto di inserire un OT, sperando che si tornerà presto a discutere di cose un pò più serie di pompini ministeriali e diavoli frocissimi.

Oggi, sul sito de “Il Giornale” c’è un articolo di Facci sul processo Berlusconi-Mills. Ve lo riporto per intero, leggetelo bene.

Ecco la verità sul caso Mills

di Filippo Facci

“Il «Berlusconi-Mills» è in assoluto il processo più inconsistente e ridicolo tra tutti quelli che il presidente del Consiglio ha subito da una quindicina d’anni a questa parte: gli imputati dovrebbero augurarsi di poter andare a sentenza quanto prima per incassare un’assoluzione che sarebbe inevitabile anche per il giudice più prevenuto di questa terra. Questo al netto di qualsiasi lodo, ricusazione o probabile prescrizione.
Si tratta di un processo che due pubblici ministeri che hanno la fama che hanno, Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo, hanno frettolosamente imbastito per interrompere i termini di prescrizione e soprattutto nella speranza che in corso d’opera, a mezzo di mille approfondimenti e soprattutto costose rogatorie, potesse spuntare un appiglio per sostenere la seguente e a tutt’oggi insostenibile tesi: l’avvocato David Mills sarebbe stato ricompensato da Silvio Berlusconi come ringraziamento per due deposizioni testimoniali a lui favorevoli; lo si sarebbe scoperto per via del fatto che questo avvocato inglese, per non pagare le tasse su una determinata cifra che aveva guadagnato, a un certo punto raccontò ai suoi commercialisti che questa cifra corrispondesse a un regalo che aveva ricevuto da Berlusconi appunto come ringraziamento. I suoi commercialisti denunciarono le cosa che giunse all’orecchio di alcuni magistrati italiani oltreché del Fisco inglese: la differenza è che il Fisco inglese ha giudicato la cosa poco credibile e ha intimato a Mills di pagare ugualmente le tasse, i magistrati italiani invece l’hanno rinviato a giudizio con Berlusconi. Nota: lo stesso Mills ha infine già smentito il racconto del regalo di Berlusconi. Altra nota: sin dalle indagini preliminari è documentalmente noto che la cifra oggetto della presunta corruzione ha seguito un percorso che non riconduce a Berlusconi ma proviene dal un terzo soggetto, un armatore napoletano che vedremo poi. Terza nota: il processo sarebbe prescritto da un paio d’anni ma l’accusa ha creativamente sostenuto che il presunto reato non decorrerebbe da quanto Mills ha ricevuto materialmente il denaro (come spiega la giurisprudenza corrente) bensì da quando ha cominciato a movimentarlo e a spenderlo: difficile che il tribunale, una volta in camera di consiglio, accolga questa tesi e non dichiari comunque la prescrizione. Ultima nota: la pubblica accusa, in pratica, ha ottenuto un rinvio a giudizio per un reato compiuto genericamente «in Milano, Londra, Ginevra, Gibilterra e altrove» ma a oggi non è in grado di precisare di quali e quanti soldi si parli, dati da chi e quando, e soprattutto perché: almeno una testimonianza di Mills, infatti, non avvantaggiò Berlusconi bensì contribuì a farlo condannare in primo grado.
Da capo, dunque. David Donald Mackenzie Mills era il creatore della galassia di società che gestiva il comparto estero di Fininvest: dunque l’amministratore, per esempio, della processatissima società All Iberian. Nel dibattimento in questione fu teste d’accusa: in aula, infatti, disse che la società apparteneva anche a Berlusconi e l’attuale presidente del Consiglio fu condannato anche per questo. Ed è il primo salto illogico: Berlusconi, cioè, avrebbe ordinato a un suo collaboratore di versare quei soldi a Mills affinché fosse reticente in due processi (Guardia di Finanza 1997 e All Iberian 1998) dove reticente non risulta esser stato. Secondo l’accusa, il collaboratore di Berlusconi che avrebbe passato i soldi a Mills è Carlo Bernasconi, cugino del presidente del Consiglio. Ma è morto. Come si è arrivati a tutto questo? Tutto deriva da un incredibile pasticcio di Mills: comunque sia andata.
L’avvocato, nel 2000, usò i proventi di alcuni suoi investimenti (l’accusa sostiene che erano soldi di Berlusconi) per estinguere dei mutui anche a nome della moglie, il ministro della Cultura Tessa Jowell: una grana per cui lei rischierà le dimissioni forzate. Il problema, infatti, è che nel gennaio 2004 da Mills aveva bussato il fisco. Ed ecco la follia, o il reato: l’avvocato volle sostenere che erano soldi esentasse, e per rafforzare la tesi chiese consulenza a uno dei suoi commercialisti, Bob Drennan, e gli lasciò una lettera che riassumeva il problema sostanziale ma ne inventava gli attori: questo sostiene la difesa ma oggi anche i documenti. Nella missiva, infatti, scrisse che la cifra in questione corrispondeva al regalo di un certo Bernasconi a seguito delle testimonianze rese in due processi. Brennan, come Mills certo non aveva previsto, fece però leggere la lettera al suo socio David Barker e insieme decisero di passarla al Seriuos Fraud Office (l’antiriciclaggio inglese) che a sua volta chiese spiegazioni a Mills. Panico. Ma il peggio doveva venire: la lettera giunse alla Procura di Milano e i magistrati s’ingolosirono, come di primo acchito pareva giusto.
Il 18 luglio 2004 Mills venne interrogato per dieci ore sinché «crollò» e fece il nome di Berlusconi. Non spiegò, però, come gli erano arrivati quei soldi. Mills, al Daily Telegraph, racconterà che i magistrati lo inquisirono a notte fonda, con cattiveria, sino a fargli dire «scrivete qualcosa e io lo firmerò». Successivamente smentirà.
Come andò veramente? Una prima opinione la diede la vertenza col fisco inglese: quei soldi furono effettivamente dei proventi di investimenti e basta, sancì. Non un regalo. Mills infatti ha dovuto pagarci le tasse. Chiusa la vertenza, e con essa forse la necessità di parlare di regali, Mills cercò di parlare coi magistrati che però non l’ascoltarono. Era il novembre 2004. Preparò allora una memoria dove ecco, raccontò una verità che a oggi appare insuperabile: quei soldi provenivano non da Berlusconi, ma da una serie di operazioni condotte sin dal 1992 per conto dell’armatore italiano Diego Attanasio, un tizio che peraltro era stato inquisito a Salerno per corruzione ed era interessato a salvare un po’ di soldi con un gioco di compravendite di due navi. La ricostruzione della partita di giro, che parte dalle Bahamas e che è complicatissima, figura nelle carte del processo da almeno due anni: ma nei giorni scorsi è stata spiegata in aula dal consulente contabile Andrea Perini, docente di diritto penale commerciale e Torino. Quei soldi si originano dalla compravendita quinquennale della motonave Ocean Installer: e da nessun’altra direzione.
Non fosse chiaro: il capo d’imputazione non si regge più su nulla. La consulente Claudia Tavernari, nell’udienza di lunedì prossimo, dovrebbe inoltre demolire la tesi di ripiego dell’accusa: ossia che soldi passati da Berlusconi a Mills possano essere rintracciabili nei circuiti del paradiso fiscale di Gibilterra. Ma l’esito, in termini cartacei, è già noto. Non c’è nulla neanche lì. Ai magistrati, in pratica, rimane solo la lettera di Mills (smentita da Mills) dove Mills raccontava che una certa cifra corrispondeva a un regalo di Berlusconi (come smentito dalle carte e dal disco inglese) effettuato tramite un morto. Ergo: il processo è finito. La temuta requisitoria dell’accusa, di cui si temeva l’eco politica, non risulta in calendario neppure per settembre.”

Che ne dite? Vi sembrano argomenti convincenti per sostenere che Berlusconi debba essere assolto dalle accuse di corruzione in atti giudiziari? Sì? No?
Non è questo il punto del mio post. Facci sta facendo quello che in molti hanno definito un “processo mediatico”. In genere la definizione si riferisce a coloro che nei mezzi d’informazione – televisioni, giornali – parlano di un processo sostenendo l’accusa nei confronti di un politico. Lui invece sostiene la difesa. Accusa e difesa sono le due parti di un processo, insieme al giudice che stabilirà quale delle due parti ha ragione avendo presentato le prove – PROVE, non teoremi o ipotesi – più credibili, aldilà di ogni ragionevole dubbio.
Allora, mi chiedo: possibile che ci si scagli contro il “processo mediatico” solo quando la posizione dei media è quella dell’accusa? Perchè nessuno ribadisce che i processi non si fanno in piazza o nei mass-media anche quando assolvono l’imputato?
La cosa, ad esempio, a me non disturba affatto. Un conto è la sentenza del giudice, che avrà valore dal punto di vista penale o civile. Un altro è l’opinione pubblica che avrà modo di esprimere un proprio giudizio sulla base dei dati che vengono forniti dall’informazione e delle opinioni dei giornalisti che si occupano del caso. Quindi la domanda è: perchè accusare un politico e parlare dei suoi processi è sbagliato, fazioso e anti-democratico solo quando si sostengono le tesi dell’accusa?
E ancora. Facci ha preso gli atti del processo, ha letto i documenti, le testimonianze, i resoconti delle udienze e ci ha fatto un pezzo giornalistico. E’ o non è anche lui una velina? Non delle Procure come Travaglio ma dello Studio Ghedini-Longo? Si può fare cronaca giudiziaria senza passare per delle fotocopiatrici?
E ancora. Se Berlusconi è così palesemente innocente e il reato basato sul nulla e probabilmente già prescritto, perchè tutto questo indaffararsi per bloccare la sentenza e rimandarla di 5 o 12 anni? Non gioverebbe anche alla tanto acclamata immagine dell’Italia avere un Presidente del Consiglio assolto piuttosto che averne uno che boh, non si sa, forse, può darsi? E non gioverebbe anche alla sostanza dell’Italia avere un Parlamento che si occupa dei problemi del paese invece che di quelli di Berlusconi?

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Fulvia scrive:

Ma non gioverebbe anche agli italiani che certi giudici pensassero ad altro di più utile alla Giustizia?
Pensassero ad indagare la Regione Campania, proseguissero nelle indagini contro Antonio Di Pietro e qui mi riferisco ad altro articolo di Facci che toglieva un pò di voluta polvere caduta sul raccapricciante recente passato giudiziario, quello personale, del piazzaiolo per eccellenza?
Oppure si occupassero di firmare le sentenze in tempo per far rimanere in carcere i condannati rendendo giustizia al popolo italiano?
O dell’ultimo scandalo della Liguria e della neo giunta con affari loschi e sporchi con le somministrazioni di cibo nelle mense scolastiche?
Lo vede o forse è troppo calamitato da Berlusconi, lo vede che in questo Paese lo stato di diritto non esiste più grazie anche a magistrati sessantottini che si sono infiltrati nei gangli dello Stato e che pensano solo in termini politici alle loro sentenze invece che in temini carcerari e di reale giustizia?
Potrei andare avanti fino alla nausea.
Il problema caro Lampa è certa sinistra che non sa andare avanti.
Ferma al palo dal 1994 nell’odio contro e a prescindere verso il kaimano, il buffone, il delinquente, l’assassino, ladro, violentatore con viagra Berlusconi.
Se avete sete di giustizia non applicate quella settaria, quella salottiera degli intellettuali radikal chic. La Giustizia deve garantire il carcere ai veri ladri e delinquenti , non a quelli inventati, presunti o creati ad hoc per eliminare l’avversario.
Queste eliminazioni sanno tanto di regime, quello comunista, che per arrivare allo scopo finale, la eliminazione fisica dell’avversario, non esitava ad inventare colpe ad hoc.
Anche Paolo ne sa qualcosa con la Commissione Mitrokhin.

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Luciano Baroni scrive:

C’è solo un fatto, Lampa Dario, anzi 2 : il primo è che chi scrive articoli come quello, arriva SEMPRE dopo quelli alla Marconiglio, che è abituato a “dimenticare o tagliare” ciò che dalle documentazioni che gli arrivano per fax da qualche “sito di tribunale”, non gli serve allo scopo di “mediatizzare l’accusa, vera o falsa che sia”.

L’altra cosa è che non ci ha scritto cosa pensa DEI FATTI che sono dentro a questo articolo di Facci, il che non è cosa da poco.

Sia gentile, non si limiti a “mediatizzare una tesi”, stia anche nel concreto delle cose dell’articolo.

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Ranablu scrive:

Sono piuttosto seccato dall’inopportuna uscita della Carfagna che ha dimostrato di non avere nè stile nè sensibilità.

Sulla “manifestazione” c’è poco da dire: le solite invettive condite da abbondanti violenze verbali . Non che mi aspettassi qualcosa di diverso da questa banda di forcaioli… Esemplificativi i termini volutamente usati da Colombo, già maggiordomo di casa Agnelli, che si è rivolto a Berlusconi apostrofandolo, di fronte ad una folla sbavante, come “il nemico”. Fa quasi tenerezza vederli lanciare l’allarme dittatura. Questi arruffapopoli hanno capito che pestando su Berlusconi vanno a colpire un target di potenziale elettorato che non vuole dialogo ma scontro aperto. Tant’è che sono apparsi, in cerca di qualche sprazzo di visibilità, i vari Diliberto, Occhetto, ecc. I vecchi comunisti camaleontici che si riciclano cavalcando i mal di pancia del popolo. Ora che PCI e Verdi sono fuori dal parlamento, vanno bene Di Pietro e Grillo. L’importante è tornare in auge (e magari in parlamento). E ogni metodo è lecito: dagli a Berlusconi, ma anche un pò a Veltroni. Hanno un concetto di democrazia tutto loro; cioé la vera democrazia è solo la loro, che pretendono, in quattro gatti, di mandare a casa un governo regolarmente eletto con un’ampia maggioranza. Vogliamo forse ricordare i numeri e la civiltà della manifestazione organizzata da Berlusconi a Roma?.
L’aspetto tragicomico è che al termine dello show hanno fatto a gara nel prendere le distanze l’uno dall’altro! A noi non resta che ignorarli totalmente.

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marhiel scrive:

Forse la notte trascorsa avrà portato consiglio… gli animi forse saranno placati.. chi ha torto o ragione forse penserà a qualcos’altro per imbastire nuovi appassionanti e frustranti dibattiti.. ma alla fine cosa resta.. a parer mio, amarezza… tanta, da consegnarne ai domani che ci attendono..se ci saremo.
Uomini e donne che fanno a gara per spararla più grossa, per esibire la loro intelligenza o presopopea a discapito di chi forse non apprezza e preferisce ascoltare contenuti e non offese.. di chi aspira soluzioni e non farneticazioni.
Il pensiero qui nel suo blog è incentrato su due figure la Sua, Senatore, e l’altra persona.. Offesa l’una per esser stato citato padre, forse, per il suo spirito liberale, indifferente nella trasmissione di valori comuni.. intelligente e acuta l’altra che comunica, a suo dire, la voglia di diventare “leader di idee”, con la copertura di una satira a tutto campo, come un’onda che travolge il bene e il male. Ma il problema vero e reale, che mi spaventa per la violenza verbale ora chissà poi, è che stiamo cadendo sempre più nell’arroganza.. nel pensare il proprio pensiero giusto e non provare a riflettere sulle conseguenze. Non è lotta rivoluzionaria per la libertà di identità e territorio, ma lotta fra uomini (e donne) che boccheggiano visibilità in un mondo senza ideali ma gravido di opportunismo. La morale dei comportamenti sembra dimenticata, questa sì, la liberta al dissenso esiste da noi ed è un bene ma l’umiliazione nelle parole cancella l’onestà della mente.
Cordiali saluti. Marhiel.

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Scirocco scrive:

E’ paradossale accusare di maschilismo proprio chi denuncia il maschilismo di una nomina che fosse effettuata sulla base di favori sessuali.
Qui c’è l’ipotesi di un sovrano che decide di piazzare la sua favorita alle Pari Opportunità. Se le cose hanno un senso, prego coloro che sono presi dalle furiette e dallo sdegno di comprendere che il senso di una tale nomina, sulla base di tali presupposti, sarebbe quello della beffa e dello scherno delle istituzioni.
A questo punto, Pari Opportunità può solo voler dire Cchiù Mara pe’ tutti.

Sabina ha fatto il suo mestiere: da molti palmi sopra il verminaio delle voci, lo illumina e lo mette in scompiglio con una parola precisa lucida e tagliente.
Certo che qualcuno si fa male. Ma è tutta salute: parole come le sue sono necessarie, perché aprono e spurgano.

Altrimenti rimaniamo alle barzellette un po’ sporche del nostro Barzellettiere di stato.

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Dario Lampa scrive:

Per Fulvia:
la corruzione in atti giudiziari per me è un reato grave, e anche se non lo fosse la magistratura dovrebbe indagarlo ugualmente. Lo stato di diritto è la sola arma che si ha per ottenere giustizia e corrompere un testimone perchè dica il falso o non dica tutta la verità significa truccare le carte, frodare lo stato di diritto. Ognuno può scegliere la linea difensiva che vuole all’interno di un processo, ma non corrompere uno degli attori, testimone, giudice o magistrato che sia.
Completamente daccordo sulle altre indagini e processi da fare, ci mancherebbe altro. Mi risulta ad esempio che Bassolino insieme ad altri sia già processato per la gestione dei rifiuti in Campania. Anzi, sul sito di Radio Radicale (linkabile anche da qui) si possono ascoltare gli audio del processo:

http://www.radioradicale.it/scheda/257465/processo-bassolino-ed-altri-per-il-dissesto-della-gestione-dei-rifiuti-in-campania

Finiamola con questi discorsi dei giudici politicizzati che non si occupano di altri se non di Berlusconi. Lo so, chiedo troppo, ma la mia speranza è che un giorno questa polemica finisca e che tutti i comuni mortali tra cui rientriamo io e te facciano fronte comune affinchè i potenti accettino di farsi processare e, in caso di condanna, di scontare le loro pene come chiunque altro. Nel 2108, a occhio e croce…

Per Luciano Baroni:
però hai visto che così funziona? Travaglio dice solo quello che gli pare a lui, ma siccome gli atti sono pubblici qualsiasi altro giornalista può procurarseli e farli conoscere. E ognuno trae le proprie conclusioni su Travaglio, Facci e il processo Berlusconi-Mills. Quindi la mia speranza numero 2 è che la finiamo anche con questa storia del “processo mediatico” e della velina delle procure perchè la cronaca giudiziaria serve, è giusta ed è fattibile da chiunque si prenda la briga di farla. Io non voglio la censura o la santificazione di Travaglio, io ne voglio 1000 di giornalisti che si occupano dei processi di chi influisce con la sua attività sulla nostra vita.
Per quanto riguarda il processo, da quello che ho capito l’accusa (e di conseguenza la difesa) si basa tutta sulla lettera inviata da Mills al suo commercialista. Per chi non l’avesse letta eccola qui:

“Caro Bob,
Ecco un riassunto dei fatti rilevanti.
Nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1.500.000 sterline, originato dalle società di Mr B, al netto di spese e imposte.
Si trattava di un’iniziativa a puro titolo personale: mi sono assunto la responsabilità del rischio e ho tenuto fuori i miei soci.
Saggiamente o meno, ho informato i miei soci di ciò che ho fatto e, dal momento che per loro si è trattato di un sostanziale guadagno inatteso, mi sono offerto di pagare a ciascuno di loro, gesto che credevo essere [sic] abbastanza generoso, una cifra di circa 50.000£ o 100.000£ (credo).
Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, poiché insistettero affinché la transazione venisse registrata come un profitto societario. Per evitare cause legali (ci eravamo appena fusi con la Withers) ho accettato di depositare il danaro presso la mia banca fino a quando non si sarebbe stati sicuri che non venisse reclamato da terzi.
Nel 2000 era chiaro che nessuno avrebbe reclamato quel danaro (lo sapevo fin dall’inizio) e così è stato prelevato dal mio deposito e corrisposto; ho trattenuto solo 500.000£ di ciò che a quel punto si avvicinava a 2.000.000£.
Quindi tutti quei rischi e costi non mi sono valsi molto. Il costo più grande è stato lasciare la Withers. Non mi hanno chiesto di andarmene, ma mi sono sentito così a disagio, perché i miei soci della Macenzie Mills si erano presi la maggior parte dei benefici senza correre alcun rischio, che davvero non me la sono sentita di restare.
Ho trascorso gli anni 1998, 1999 e 2000 lavorando in proprio come avvocato, ed era evidente che i processi sarebbero andati avanti, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che avrei corso il rischio di essere accusato di qualcosa – il che si sta ora per verificare a seguito dell’ultima indagine, della quale tu sei al corrente.
Mi sono mantenuto in stretto contatto con le persone di B, che conoscevano la mia situazione.
Conoscevano, in particolare, come i miei soci si presero la maggior parte del dividendo; sapevano anche che il modo in cui io ho saputo rendere la mia testimonianza (non ho detto bugie, ma ho superato dei passaggi davvero complessi, per essere delicati) aveva tenuto Mr. B al riparo da un enorme quantità di guai nei quali l’avrei cacciato se avessi detto tutto ciò che sapevo.
Attorno alla fine del 1999, mi hanno detto che avrei ricevuto del danaro, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o come un regalo. 600.000$ sono stati depositati in un hedge found e mi è stato detto che sarebbero rimasti a mia disposizione in caso di necessità.
(Sono stati messi in un fondo perché avevo discusso di questo fondo con la persona connessa alle organizzazioni di B in molte occasioni ed era un modo indiretto di rendere i soldi disponibili.)
Per ovvie ragioni (a questo punto ero ancora un testimone d’accusa, ma la mia deposizione era già stata resa) era necessario agire con discrezione. E questo era un modo indiretto.
Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo, e la mia banca mi ha fatto un prestito, avente la mia casa come garanzia etc, dell’ammontare di circa 650.000 euro. L’ho estinto liquidando i 600.000$. Allego una copia del conto in dollari.
Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non agivo in loro nome, non facevo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma di sicuro c’era il rischio di futuri costi legali (come c’erano stati) e una buona dose d’ansia (che poi c’è stata certamente).
Così è continuato per più di otto anni fino a oggi. Il mio contratto era a conoscenza di quanto la mia capacità di generare reddito fosse stata danneggiata, e nel 1998 e nel 1999 ero stato in grado di inviare ad alcune compagnie delle parcelle dal mio studio, che sono state pagate e hanno incrementato il mio reddito. Ma questa era un’altra cosa.
Poiché ero abbastanza sicuro che la mia posizione in relazione alla CGT (tassa sul capital gain, n.d.t.) fosse complessivamente negativa, non ho dichiarato nulla in merito a queste transizioni. Se le si guardano attentamente (per esempio, da dove vengono i soldi per comprare le azioni Centurion?), sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come questa faccenda debba essere gestita al meglio.
Ti allego i documenti rilevanti.
Cordialmente, David Mills”

E per i pignoli qui c’è l’originale:

http://www.guardian.co.uk/uk/2006/mar/02/politics.italy

Quindi. Se il giudice crederà che quei 600.000$ sono il frutto della corruzione di Mister B(erlusconi) condannerà gli imputati. Altrimenti li assolverà. Io non mi sono ancora fatto un’idea precisa perchè questi movimenti di denaro sono difficili da capire per un esperto, figuriamoci per un laureando in economia. Ma ormai è inutile. Il processo morirà non appena verrà approvato il Lodo Alfano e nè io nè voi potremo sapere come stanno le cose. Bello, eh?

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Luciano Baroni scrive:

Non è vero, Lampa Dario, che tutti gli atti siano a disposizione, o perlomeno nello stesso tempo e periodo.

Aggiungo : la Procura con i pm ha L’OBBLIGO di presentare dopo averle ricercate, anche le eventuali prove a discarico dell’imputato, cosa che non risulta essere stato UNO DEGLI IMPEGNI DI QUEI PM.

Anzi, quando la difesa ha chiesto di fare certe rogatorie, ha risposto picche ( leggere gli atti della difesa nel tempo ) e la difesa ha DOVUTO ANDARE DI PERSONA A RITROVARE TUTTI GLI INCARTAMENTI CHE PROVANO IL DENARO SIA ARRIVATO A MILLS dall’imprenditore napoletano.

Aggiungo ancora : il Fisco e la Giustizia Inglese che sono quasi sullo stesso piano operativo, NON ha creduto, con le prove dei fatti, a quella lettera e l’ha condannato a pagare le tasse.

Perchè ?

Perchè ha verificato che quella lettera era stata costruita per fottere il fisco e la dimostrazione di questo è, sempre lì il tema, che HANNO VERIFICATO CHE I SOLDI SONO ARRIVATI DALL’IMPRENDITORE NAPOLETANO.

Infine : cosa è costato sino ad ora, questo “impegno” dei o del pm al lavoro delle pratiche del tribunale di Milano in cui sono coinvolti altri cittadini che aspettano, al contribuente e allo stesso Berlusconi per parcelle ?

Io mi preoccuperei prima di questi fatti per avere ragione nel dire che “Io non voglio la censura o la santificazione di Travaglio, io ne voglio 1000 di giornalisti che si occupano dei processi di chi influisce con la sua attività sulla nostra vita.”

Comprì ?

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Dario Lampa scrive:

Sì, Luciano, comprendo benissimo quello che vuoi dire. Ma il senso originale del mio post non era Berlusconi innocente/colpevole, bensì se fosse accettato anche da voi il filone giornalistico definito cronaca giudiziaria, per cui un giornalista si occupa di un processo e ne informa i lettori senza che questo venga interpretato come una specie di gogna mediatica, anche perchè si può benissimo sostenere la difesa invece che l’accusa come ha fatto Facci. Tutto il resto (la lettera di Mills, i movimenti bancari, gli interrogatori e le testimonianze) è materia di processo per cui sarà un giudice ad accertare le ragioni dell’accusa e della difesa e a stabilire chi ha ragione.
Non sarà Travaglio, non sarà Facci e non sarà nessuno di noi, perchè quello non è compito nostro. Noi possiamo solo formarci una nostra legittima opinione in proposito. Ed è giusto così perchè solo il giudice può avere le conoscenze e la competenza per emettere una sentenza.
E visto che un giudice è un essere umano e può sbagliare i nostri legislatori hanno previsto ben tre gradi di giudizio prima di considerare una sentenza definitiva. Cosa volete di più?
Immagino che anche se Berlusconi venisse condannato tu, in base a ciò che hai letto e sentito, crederesti comunque alla sua innocenza e diresti che è tutto un complotto, anzi un golpe giudiziario. Se invece venisse assolto diresti che giustizia è stata fatta e che i pm devono pagare per questa loro persecuzione nei confronti di Berlusconi e per tutti i soldi (nostri) che hanno speso inutilmente.
Se lo condannano pm rossi e giudice rosso. Se lo assolvono pm rossi e giudice imparziale.
E’ un pò illogico, un pò da “tifosi”. Se perdo l’arbitro è venduto. Se vinco è stato l’arbitro più obiettivo del mondo..
Per non parlare dei pm: quelli che stanno processando Bassolino cosa sono? Toghe nere? Azzurre? O stanno solo facendo il loro lavoro, quello di indagare su un reato senza guardare chi l’ha commesso?
E De Magistris e Forleo, che toga indossano visto che stavano indagando su politici di tutti e due gli schieramenti?
Ora rispondi tu a me. Sei contento di non poter più sapere come sono andate le cose?

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Luciano Baroni scrive:

Non sono contento di come sia la “giustizia” in genere di questo Paese.

Io ho sempre scritto di una cosa sola, nel tempo, allungandolo con i numeri : oggi, dico che sono 15 anni che l’hanno nel mirino, circa 900 pm l’hanno indagato, non so quanti avvisi di garanzia, processi e durata degli stessi, anche quelli in prescrizione PERCHE’ I PM NON TROVAVANO LE PROVE PER CONDANNARLO, quanti euro spesi tra tutte le cose collegate, avvocati e strutture di tribunale, rogatorie e via discorrendo, magari alcuni tentativi di “andare a colpire uniti tra Spagna e Milano”, anche qui con un nulla di fatto e con Garzon SCONFESSATO dal suo tribunale, con grande scorno di qualche milanese, ma non solo.

Nel merito del processo Mills : e che vorresti che dicessi, con quanto ha scritto Facci e ciò che ho aggiunto anche io, nel caso lo condannasse quel giudice Gandus che ha detto “adesso lo sistemo io con 6 anni, poi vediamo come governa” ?

Maddai, lascia perdere.

p.s. Ma non hai capito che ciò che conta, in questa situazione, non sono i 3 gradi di giudizio e se per davvero la Carfagna… ?

Sono due strategie colluse : la condanna “morale” ( ma nessuno ha detto qualcosa sulla Melandri Ministro, ad esempio ) e quella materiale di primo grado per costringerlo alle dimissioni.

Allora, altro che i mln di firme di Uoltere, da parte di quelli che hanno votato cdx.

Ti richiedo : comprì ?

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Dario Lampa scrive:

Sì, ti ri-rispondo che comprendo benissimo, anche se non condivido.
Ma a questo punto mi sembra che sei tu che non comprì.
Allora più esplicitamente: sei daccordo che i giornalisti parlino dei processi o la definisci una gogna mediatica?
Sei daccordo che a decidere se una persona, qualsiasi persona, sia innocente o colpevole deve comunque essere un tribunale con tutto quello che comporta (spese per le indagini e i processi, tre gradi di giudizio, ecc.) e non un giornale o il Parlamento?

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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dontfeedthetroll scrive:

Ci sono Guzzanti e Guzzanti, lo abbiamo imparato noi altri non capisco come non faccia a comprenderlo la “ministra” Carfagna.
Sabina, come d’altronde anche Corrado, sono persone di intelligenza acutissima e di un senso comico, ironico, satirico e dissacrante che spesso fatico a riconoscere anche in Lei.
Non staro’ qui a discutere sull’eleganza e sulla giustezza delle parole di sua figlia al no cav day, sono sicuro che saremmo di opinioni diverse (come praticamente sempre), ma su una cosa sono estremamente d’accordo con lei, tirarla in mezzo in questa occasione e in questo modo ha un che di MAFIOSO.
Quello che riesco a comprendere molto meno è il suo stupore, la lieve minaccia mafiosa, la stafottenza di stampo criminale, l’allusione minacciosa sono da sempre nel linguaggio e nel DNA di forza italia e della destra italiana tutta.
Saluto con soddisfazione il fatto che se ne sia finalmente reso conto, come si dice “meglio tardi che mai”.

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grendelica scrive:

scusate se mi intrometto, che io qui non c’entro proprio niente – sono una di quelle che brancola nel buio perche’ senza rappresentanti in parlamento. Siamo tanti, non solo centomila, e non siamo dipietristi tutti, ne’ tutti arruffapopoli comunisti camaleontici riciclati. Siamo solo dispersi e senza guida. Non ho portato con me bandiere ne’ ne portero’ in futuro perche’ bisogna capire quali bandiere cucire prima di sventolarle. Ho applaudito Moni Ovadia, ho annuito a molte parole di Grillo e riso molto alle parole di Sabina Guzzanti, che col padre condivide solo il cognome e che e’ un individuo fatto e finito.
Suvvia, non fate i bacchettoni. Non dimentichiamoci che il papa come il presidente della repubblica son solo uomini; e che siamo tutti liberi di dissentire, anche sulla pubblica piazza, e anche a costo di finire sotto la gogna mediatica.

Poiche’ ho letto qualcuno tacciare di “maschilismo” Sabina Guzzanti – pure donne, incredibile -, mi vien da chiedere come ci si sente a delegare la tutela delle proprie “opportunità” a una donna che ha assunto una carica istituzionale pur essendo priva di ogni credenziale, pompini a parte?
L’autobiografia della signora Carfagna, sul suo blog:
“Sono cresciuta praticando nuoto e studiando danza e pianoforte.
Ho partecipato a Miss Italia nel 1997 ed ho lavorato in alcuni programmi RAI e Mediaset, tra i quali Domenica IN, Piazza Grande e la Domenica nel Villaggio.”
Ah scusate. E’ laureata in giurisprudenza.

Pompini a parte, vi sentite rappresentate da una donna che ha diramato un comunicato di stampo mafioso allo scopo di intimidire padre e figlia insieme? O che e’ cosi’ stupida da delegare persone altrettanto stupide a far questo per lei?

Io no, pompini a parte.
Io sono con Sabina.
E ho scritto qui per dire a suo padre che approvo in pieno quello che ha scritto.
Saluti a tutti

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Arturo Zulawski scrive:

Gredeluca, qualche appunto. Guardi mi permetto di farlo perché sono d’accordo con lei e perché anche io ho tralasciato ieri dei punti salienti della carriera della Carfagna e mi è stato fatto notare.
E’ entrata in politica nel 2004, nel 2005 coordinatrice donne azzurre campania, dal 2007 coordinatrice nazionale donne azzurre (nemmeno un anno d’esperienza professionale a livello nazionale) e già segretaria di commissione. E’ al secondo mandato, fu eletta in parlamento per la prima volta nel 2006.
Un altra figura maschile che ha accompagnato la Carfagna -durante la sua esperienza in tv ed a partire dal 1997 è quella di Fabrizio Frizzi.

Link Ministero Pari Opportunità: Istituzione e competenze
http://www.pariopportunita.gov.it/defaultdesktop.aspx?page=79

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dontfeedthetroll scrive:

insomma, non riuscendo a sfondare nel campo dello spettacolo ha preso la strada del nuovo vippismo all’italiana: la politica.

Ritenere che in questo campo si vada avanti come nel primo il dubbio è + che legittimo.

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Dario Lampa scrive:

Tra un pò ci si chiederà anche come ha ottenuto la laurea in giurisprudenza…
e il diploma…
e la licenza media…
e… no, dai, prima della scuola media no.

Coraggio Mara, resisti a questi vili attacchi!
Stringi i denti, l’Italia è con te!
(che battutaccia)

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dontfeedthetroll scrive:

e chi ti avrebbe eletto rappresentante dell’Italia?

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Filippo Parisi scrive:

Scusate ma quello che Sabina ha detto, può piacere o no nella forma (che a me piace molto, così lontana dall’ipocrisia e dal nulla al quale i politici -tutti- ci hanno abituati), ma è ovviamente condivisibile nella sostanza: ossia “come diamine puoi pensare ti permetterti di nominare ministra una donna per un incarico tra l’altro così…carico…di significati, solo perchè ti ha fatto qualche pompino? D’accordo che non siamo americani -vivaddio- e tutto sommato ci preoccupa molto di più che il nostro “premier” sia imputato in vari processi (nei quali le prove contro di lui sembra siano tutt’altro che campate in aria) che delle eventuali corna della signora Lario.

La fonte di Sabina comunque è reperibile qui: http://www.clarin.com/diario/2008/07/05/elmundo/i-01708762.htm

Per chi non sapesse lo spagnolo mi offro di fornire traduzioni accurate.

Anzi, meglio inserirne qualcuna:

“Se dice que en la Caja de Pandora de las 8.400 intercepciones telefónicas realizadas por la justicia de Nápoles en una causa de corrupción que podría terminar en un proceso penal contra Silvio Berlusconi, hay algunas llamadas que no tienen relevancia penal pero son un cóctel explosivo por su fuerte contenido erótico y las referencias al sexo oral, que los italianos llaman il pompino. Hasta ahora esas intercepciones no han terminado en las páginas de algún diario o revista, como es usual en este país, ni en la línea de los sitios de Internet, donde brotan como manantial los chismes de todo tipo.”

SI DICE CHE NEL VASO DI PANDORA DELLE 8.400 INTERCETTAZIONI TELEFONICHE REALIZZATE DAI MAGISTRATI DI NAPOLI PER UNA CAUSA DI CORRUZIONE CHE POTREBBE TERMINARE IN UN PROCESSO PENALE CONTRO SILVIO BERLUSCONI, VI SIANO ALCUNE TELEFONATE CHE NON HANNO RILEVANZA PENALE PERO’ SONO UN COCKTAIL ESPLOSIVO PER IL LORO FORTE CONTENUTO EROTICO ED I RIFERIMENTI AL SESSO ORALE, CHE GLI ITALIANI CHIAMANO POMPINO. SIN’ORA QUESTE INTERCETTAZIONI NON SONO FINITE SULLE PAGINE DEI GIORNALI, COME E’ USUALE IN QUESL PAESE, NE’ SUI SITI INTERNET, DOVE APPAIONO COME FIORI BATTUTE DI OGNI GENERE.

“Pero el diario La Repubblica cita a la ex viceministro de Relaciones Exteriores y dirigente socialista Margarita Boniver, devota partidaria de Berlusconi, que reconoce la existencia de los mensajes a luces rojas .”

PERO’ IL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA CITA LA EX VICEMINISTRA AGLI ESTERI E DIRIGENTE SOCIALISTA MARGHERITA BONIVER, DEVOTA FEDELE A BERLUSCONI, CHE RICONOSCE L’ESISTENZA DEI MESSAGGI A LUCI ROSSE.

“Según la prensa, en los diálogos telefónicos Berlusconi y su actual ministra de Igualdad de Oportunidades, Mara Carfagna, de 37 años, intercambiarían frases de tono más que subido con alusiones a il pompino . En la época en que fueron realizadas las intercepciones judiciales, il Cavaliere era el jefe de la oposición y Carfagna, una soubrette de fama creciente en la televisión.”

SECONDO LA STAMPA, NEI DIALOGHI TELEFONICI BERLUSCONI E LA SUA ATTUALE MINISTRA DELLE PARI OPPORTUNITA’, MARA CARFAGNA, DI 37 ANNI, SCAMBIEREBBERO FRASI DI TONO PIU’ CHE NORMALE CON ALLUSIONI AL POMPINO. ALL’EPOCA NELLA QUALE SONO STATE REALIZZATE LE INTERCETTAZIONI, IL CAVALIERE ERA IL CAPO DELL’OPPOSIZIONE E LA CARFAGNA, UNA SOUBRETTE DI FAMA CRESCENTE NELLA TELEVISIONE.

……………

Beh, invece di indignarci per il dito, perchè non guardiamo la … luna?

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Luciano Baroni scrive:

E allora, guardiamo…. la luna.

“SECONDO LA STAMPA, NEI DIALOGHI TELEFONICI BERLUSCONI E LA SUA ATTUALE MINISTRA DELLE PARI OPPORTUNITA’, MARA CARFAGNA, DI 37 ANNI, SCAMBIEREBBERO FRASI DI TONO PIU’ CHE NORMALE CON ALLUSIONI AL POMPINO. ALL’EPOCA NELLA QUALE SONO STATE REALIZZATE LE INTERCETTAZIONI, IL CAVALIERE ERA IL CAPO DELL’OPPOSIZIONE E LA CARFAGNA, UNA SOUBRETTE DI FAMA CRESCENTE NELLA TELEVISIONE” :

cioè, secondo questa trascrizione, l’intercettazione della Procura di Napoli è di oltre 4 anni fa ?

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alice scrive:

Il blog di Sabina Guzzanti mi risulta tuttora inaccessibile , a voi si apre?
Saluti

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volegno scrive:

Questa di seguito la risposta ad un frequentatore di questo blog:
GUZZ – SI’, NON SONO GESTIBILE. MA I GRUPPI DIRIGENTI NON SANNO NEPPURE CHE ESISTA QUESTO BLOG. PRESTO SE NE RENDERANNO CONTO. LI MANDEREMO DALL’OCULISTA A CURARSI LA MIOPIA POLITICA.

Caro Guzzanti, sono un 60enne che si occupa di politica da 40 anni.
Mi potresTi spiegare il passaggio: “PRESTO SE NE RENDERANNO CONTO. LI MANDEREMO DALL’OCULISTA A CURARSI LA MIOPIA POLITICA.”
Non sono uno psicologo, ma i trascorsi politici mi hanno fatto rizzare le antenne, noto un tono un pò misterioso e un passaggio ammiccante… Sbaglio? C’è una ragione che ha pocio a che fare con la storia di Piazza Navona?
Ti ho appena visto alla Camera applaudire Cicchitto, abbiamo comuni appartenenze politiche presenti e passate, mi sembravi sereno (e mi fa piacere), ma la risposta di cui sopra mi lascia perplesso.
C’era anche la Carfagna, vi siete parlati? Il comunicato ministeriale oggetto dello scontro è stato da lei condiviso ed autorizzato?

GUZZ – HO DETTO A CICCHITTO CHE HA FATTO UN GRANDE DISCORSO STORICO. IO ADORO CICCHITTO.

IO NON AMMICCO: IO SENTO CHE C’E’ DESIDERIO DI RAPPRESENTANZA E CHE C’E’ UN’ITALIA ORFANA ED ARRABBIATA. DA ONESTO RAPPRESENTANTE DEL POPOLO MI SFORZO DI RAPPRESENTARNE ALMENO UNA PARTE.

CI RIUSCIRO’? NON CI RIUSCIRO’?

NON E’ UN AMMICCAMENTO: E’ CHE VEDO CRESCERE IN MANIERA ESPONENZIALE I FREQUENTATORI DI QUESTO BLOG E DELLE IDEE CHE VI SI DISCUTONO.

IO PRENDO MOLTO SUL SERIO COLORO CHE SI ESPRIMONO. MA NESSUNA FURBERIA O TRADIMENTO. QUI SI FA TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE.

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volegno scrive:

Bene, condivido, anch’io adoro Cicchitto.
Ho seguito lo sguaiato intervento di Di Pietro, roba da non credersi, ma non si vergogna? Ma dove ce l’ha la memoria, l’ha lasciata sulla Mercedes, in una scatola delle scarpe?
Abbiamo un grande alleato nel Trebbiatore Molisano, mettiamo a frutto tutto quanto ci viene offerto, molti, dei nostri che purtroppo non ci sono più avevano visto giusto.
Lasciami passare le due lettere di addio di Sergio Moroni (che conoscevo personalmente) e di Gabriele Cagliari affinchè i frequentatori di questo blog che già non l’avessero fatto, possano leggerle.
Occupano un pò di spazio, ma dopo gli interventi di oggi alla Camera credo che un ricordo, Moroni e Cagliari lo meritino.
Perché non dedichi un editoriale (allegato) al Torquemada di Montenero come quello dedicato a Scalfaro sul Giornale, sabato 21 giugno u.s.?

L’ultima lettera di Sergio Moroni

Egregio Signor Presidente,
ho deciso di indirizzare a Lei alcune brevi considerazioni prima di lasciare il mio seggio in Parlamento compiendo l’atto conclusivo di porre fine alla mia vita.
E’ indubbio che stiamo vivendo mesi che segneranno un cambiamento radicale sul modo di essere nel nostro paese, della sua democrazia, delle istituzioni che ne sono l’espressione. Al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle “decimazioni” in uso presso alcuni eserciti, e per alcuni versi mi pare di ritrovarvi dei collegamenti. Né mi è estranea la convinzione che forze oscure coltivano disegni che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e la “pulizia”. Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole.
Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale. Né mi pare giusto che una vicenda tanto importante e delicata si consumi quotidianamente sulla base di cronache giornalistiche e televisive, a cui è consentito di distruggere immagine e dignità personale di uomini solo riportando dichiarazioni e affermazioni di altri. Mi rendo conto che esiste un diritto d’informazione, ma esistono anche i diritti delle persone e delle loro famiglie. A ciò si aggiunge la propensione allo sciaccallaggio di soggetti politici che, ricercando un utile meschino, dimenticano di essere stati per molti versi protagonisti di un sistema rispetto al quale oggi si ergono a censori. Non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima da “pogrom” nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti, ma che pure ha fatto dell’Italia uno dei Paesi più liberi dove i cittadini hanno potuto non solo esprimere le proprie idee, ma operare per realizzare positivamente le proprie capacità e competenze. Io ho iniziato giovanissimo, a solo 17 anni, la mia militanza politica nel Psi. Ricordo ancora con passione tante battaglie politiche e ideali, ma ho commesso un errore accettando il “sistema”, ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune, ne mi è mai accaduto di chiedere e tanto meno pretendere. Mai e poi mai ho pattuito tangenti, né ho operato direttamente o indirettamente perché procedure amministrative seguissero percorsi impropri e scorretti, che risultassero in contraddizione di “ladro” oggi così diffusa. Non lo accetto, nella serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira. Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto. Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un’informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna. Con stima.
Sergio Moroni
L’on. Sergio Moroni si è suicidato il 2 settembre 1992

Lettera di Gabriele Cagliari

Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco, Ghiti:
sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore. Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna.
La criminilizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi Magistrati, anche a Milano, ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell’opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei Giudici ha fatto il resto.
Ci trattano veramente come non-persone, come cani ricacciati ogni volta al canile. Sono qui da oltre quattro mesi, illegittimamente trattenuto.
Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possono essere inquinate in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato. Neppure potrei fuggire senza passaporto, senza carta d’identità e comunque assiduamente controllato come costoro usano fare.
Per di più ho 67 anni e la legge richiede che sussistano oggettive circostanze di eccezionale gravità e pericolosità per trattenermi in condizioni tanto degradanti. Ma, come sapete, i motivi di questo infierire sono ben altri e ci vengono anche ripetutamente detti dagli stessi Magistrati, se pure con il divieto assoluto di essere messi a verbale, come invece si dovrebbe regolarmente fare.
L’obbiettivo di questi Magistrati, quelli della Procura di Milano in modo particolare, è quello di costringere ciascuno di noi a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con quello che loro chiamano il nostro “ambiente”.
Ciascuno di noi, già compromesso nella propria dignità agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere inquisito o, peggio, essere stato arrestato, deve adottare un atteggiamento di “collaborazione” che consiste in tradimenti e delazioni che lo rendano infido, inattendibile, inaffidabile: che diventi cioè quello che loro stessi chiamano un “infame”.
Secondo questi magistrati, a ognuno di noi deve dunque essere precluso ogni futuro, quindi la vita, anche in quello che loro chiamano il nostro “ambiente”. La vita, dicevo, perché il suo ambiente, per ognuno, è la vita: la famiglia, gli amici, i colleghi, le conoscenze locali e internazionali, gli interessi sui quali loro e i loro complici intendono mettere le mani.
Già molti sostengono, infatti, che agli inquisiti come me dovrà essere interdetta ogni possibilità di lavoro non solo nell’Amministrazione Pubblica o parapubblica, ma anche nelle Amministrazioni delle aziende private, come si fa a volte per i falliti. Si vuole insomma creare una massa di morti civili, disperati e perseguitati, proprio come sta facendo l’altro complice infame della Magistratura che è il sistema carcerario.
La convinzione che mi sono fatto è che i Magistrati considerano il carcere nient’altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente.
Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima.
Qui dentro ciascuno è abbandonato a se stesso, nell’ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell’inattività e nell’ignavia; la gente impigrisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita.
Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni Procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un’analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima.
Anche tra loro c’è la stessa competizione o sopraffazione che vige nel mercato, con la differenza che, in questo caso, il gioco è fatto sulla pelle della gente. Non è dunque possibile accettare il loro giudizio, qualunque esso sia.
Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere.
Hanno distrutto la dignità dell’intera categoria degli avvocati penalisti ormai incapaci di dibattere o di reagire alle continue violazioni del nostro fondamentale diritto di essere inquisiti, e giudicati poi, in accordo con le leggi della Repubblica.
Non sono soltanto gli avvocati, i sacerdoti laici della società, a perdere la guerra; ma è l’intera nazione che ne soffrirà le conseguenze per molto tempo a venire. Già oggi i processi, e non solo a Milano, sono farse tragiche, allucinanti, con pene smisurate comminate da Giudici che a malapena conoscono il caso, sonnecchiano o addirittura dormono durante le udienze per poi decidere in cinque minuti di Camera di Consiglio.
Non parliamo poi dei tribunali della libertà, asserviti anche loro ai Pubblici Ministeri, né dei tribunali di sorveglianza che infieriscono sui detenuti condannati con il cinismo dei peggiori burocrati e ne calpestano continuamente i diritti.
L’accelerazione dei processi, invocata e favorita dal Ministro Conso, non è altro che la sostanziale istituzionalizzazione dei tribunali speciali del regime di polizia prossimo venturo. Quei pochi di noi caduti nelle mani di questa “giustizia” rischiano di essere i capri espiatori della tragedia nazionale generata da questa rivoluzione.
Io sono convinto di dover rifiutare questo ruolo. È una decisione che prendo in tutta lucidità e coscienza, con la certezza di fare una cosa giusta.
La responsabilità per colpe che posso avere commesso sono esclusivamente mie e mie sono le conseguenze.
Esiste certamente il pericolo che altri possano attribuirmi colpe non mie quando non potrò più difendermi.
Affidatevi alla mia coscienza di questo momento di verità totale per difendere e conservare al mio nome la dignità che gli spetta.
Sento di essere stato prima di tutto un marito e un padre di famiglia, poi un lavoratore impegnato e onesto che ha cercato di portare un po’ più avanti il nostro nome e che, per la sua piccolissima parte, ha contribuito a portare più in alto questo paese nella considerazione del mondo.
Non lasciamo sporcare questa immagine da nessuna “mano pulita”.
Questo vi chiedo, nel chiedere il vostro perdono per questo addio con il quale vi lascio per sempre.
Non ho molto altro da dirvi poiché in questi lunghissimi mesi di lontananza ci siamo parlati con tante lettere, ci siamo tenuti vicini.
Salvo che a Bruna, alla quale devo tutto. Vorrei parlarti Bruna, all’infinito, per tutte le ore e i giorni che ho taciuto, preso da questi problemi inesistenti che alla fine mi hanno fatto arrivare qui. Ma in questo tragico momento cosa ti posso dire, Bruna, anima dell’anima mia, unico grandissimo amore, che lascio con un impagabile debito di assiduità, di incontri sempre rimandati, fino a questi ultimi giorni che avevamo pattuito essere migliaia e migliaia da passare sempre insieme, io e te, in ogni posto, e che invece qui sto riducendo a un solo sospiro?
Concludo una vita vissuta di corsa, in affanno, rimandando continuamente le cose veramente importanti, la vita vera, per farne altre, lontane come miraggi e, alla fine, inutili.
Anche su questo, soprattutto su questo, ho riflettuto a lungo, concludendo che solo così avremo finalmente pace. Ho la certezza che la tua grande forza d’animo, i nostri figli, il nostro nipotino, ti aiuteranno a vivere con serenità e a ricordarmi, perdonato da voi per questo brusco addio.
Non riesco a dirti altro: il pensiero di non vederti più, il rimorso di avere distrutto i nostri anni più sereni, come dovevano essere i nostri futuri, mi chiude la gola.
Penso ai nostri ragazzi, la nostra parte più bella, e penso con serenità al loro futuro. Mi sembra che abbiano una strada tracciata davanti a sé. Sarà una strada difficile, in salita, come sono tutte le cose di questo mondo: dure e piene di ostacoli. Sono certo che ciascuno l’affronterà con impegno e con grande serenità come ha già fatto Stefano e come sta facendo Silvano.
Si dovranno aiutare l’un l’altro come spero che già stiano facendo, secondo quanto abbiamo discusso più volte in questi ultimi mesi, scrivendoci lettere affettuose.
Stefano resta con un peso più grave sul cuore per essere improvvisamente rimasto privato della nostra carissima Mariarosa. Al dolcissimo Francesco, piccolino senza mamma, daremo tutto il calore del nostro affetto e voi gli darete anche il mio, quella parte serena che vi lascio per lui.
Le mie sorelle, una più brava dell’altra, in una sequenza senza fine, con le loro bravissime figliole, con Giulio e Claudio, sono le altre persone care che lascio con tanta tristezza.
Carissime Giuliana e Lella, a questo punto cruciale della mia vita non ho saputo fare altro, non ho trovato altra soluzione.
Ricordo Sergio e la sua famiglia con tanto affetto, ricordo i miei cugini di Guastalla, i Cavazzani e i loro figli. Da tutti ho avuto qualcosa di valore, qualcosa di importante, come l’affetto, la simpatia, l’amicizia.
A tutti lascio il ricordo di me che vorrei non fosse quello di una scheggia che improvvisamente sparisce senza una ragione, come se fosse impazzita. Non è così, questo è un addio al quale ho pensato e ripensato con lucidità, chiarezza e determinazione.
Non ho alternative. Desidero essere cremato e che Bruna, la mia compagna di ogni momento triste o felice, conservi le ceneri fino alla morte.
Dopo di che siano sparse in qualunque mare. Addio mia dolcissima sposa e compagna, Bruna, addio per sempre.
Addio Stefano, Silvano, Francesco; addio Ghiti, Lella, Giuliana, addio.
Addio a tutti. Miei carissimi, vi abbraccio tutti insieme per l’ultima volta.
Il vostro sposo, papà, nonno, fratello.
Gabriele 20 luglio 1993

Paolo Guzzanti, Il Giornale, sabato 21 giugno 2008
Buon vecchio Oscar, ci mancavi. Ha provveduto ieri a riportarlo alla ribalta una intervista in ginocchio del collega Marzio Breda del Corriere della Sera, che è uno di quelli che davanti all’intervistato si mette nei suoi panni e non sai più chi è l’intervistatore e chi l’intervistato perché i due sembra che stiano per fidanzarsi. Che cosa dice dunque il presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro? Non ne siamo sicuri, perché occorrerebbe spesso il dizionario Scalfaro-Italiano, Italiano-Scalfaro, ma grosso modo sembra di capire che l’ex presidente che nessuno rimpiange, presenti se stesso come un uomo equo, equilibrato e super partes: un buon papà istituzionale che, di fronte ai problemi della giustizia e alle proposte del governo dà consigli. Ma, scusate, Scalfaro non era quello dell’«io non ci sto»? Non era quello che invece di chiamarsi dentro quando questioni di rilievo giudiziario lo investirono come un treno, si chiamò fuori?
Scalfaro scivola poi su un imbarazzante lapsus freudiano quando, consigliando a Berlusconi di accettare con animo lieto e il capo decorato di margherite la mannaia di giudici dichiaratamente ostili, avverte che «qui non è in gioco una fucilazione». Fucilazione: dove avevamo già udito questa parola e questa procedura, in relazione alla vita e alle opere di un magistrato che si chiamava (guarda tu l’omonimia) anche lui Oscar Luigi Scalfaro? Ma certo: il magistrato Oscar Luigi Scalfaro, prima di darsi alla carriera politica e diventare un beniamino della sinistra girotondina, che lui stesso rimpiange nell’intervista, ebbe la ventura di mandare deliberatamente un imputato ad offrire la schiena, bendato e legato a una sedia, a un plotone d’esecuzione prima che la pena di morte fosse abolita! Saranno incidenti del mestiere, ma non siamo a conoscenza di altri membri del Parlamento o del vertice della Repubblica che abbiano spento una vita in nome della legge con dodici palle di fucile. Oppure, anche in questo caso, questo premio Oscar all’opportunismo «non ci sta»? E ci sta o non ci sta con la vicenda che fu sollevata dei fondi del Sisde, dell’architetto Salabè amico della gentile figliola e di tutto quel grave pasticcio che lambì limacciosamente il nostro Oscar?
Sarà un difetto della nostra memoria, ma non ricordiamo un presidente Scalfaro che abbia detto «affronterò a viso aperto queste accuse, invocherò anzi l’intervento della magistratura sottraendomi ad ogni immunità ed impunità, perché il Paese ha diritto di sapere». A noi sembra che abbia invece gridato «Io non ci sto». Che vuol dire «non ci sto»? Vuol dire non lo permetto, non lo lascio fare, non do il permesso, non consento, non ammetto, ostacolerò, impedirò. Che ci sembra l’esatto contrario di «mi metto a disposizione, sono pronto a guardare la giustizia in faccia, voglio fare chiarezza, desidero che tutto nella mia vita possa essere considerato più trasparente della brocca col pesce rosso».
Il Corriere della Sera correda l’intervista con alcuni boxini che ricordano alcune opere della vita di Scalfaro, il cui antiberlusconismo ad personam andò molto oltre le sue funzioni di arbitro e garante super partes. Scalfaro è colui che negò le elezioni anticipate dopo il ribaltone del 1994, che ribaltò la volontà degli elettori. Scalfaro nel 2001 dette dell’ignorante a Berlusconi che aveva detto di vedere tracce di comunismo nella prima parte della Costituzione, che più che tracce contiene interi edifici prefabbricati del consociativismo fra Pci e Dc. Scalfaro, lo ricordiamo ancora, è quello che alla fine del mandato del presidente Cossiga urlò istericamente alla Camera un ipocrita «Viva il Parlamento!» che faceva a pugni con il suo successivo comportamento di denigrazione antiparlamentare confermato nell’intervista dalla già citata militanza nel girotondismo che fu un movimento di denigrazione del Parlamento, di attacco anche fisico al Parlamento e ai membri del Parlamento.
Scalfaro non ci stava quando era magistrato e mandava i cristiani a morte, Scalfaro non ci stava quando si atteggiava a moralista integralista che tuonava contro le scollature estive, non ci stava quando insorgeva contro un Presidente della Repubblica in carica, non ci stava quando era chiamato a rispondere a domande molto imbarazzanti che lo coinvolgevano come personaggio pubblico, non ci stava quando doveva restituire al popolo sovrano la voce che gli era stata tolta, non ci stava quando Berlusconi avanzava critiche sacrosante sulla necessità di riformare la Costituzione esercitando un diritto dovere di interpretare una opinione largamente diffusa nell’elettorato, e seguita oggi a non starci impartendo lezioni con l’aria di essere una persona stimata, autorevole, considerata unanimemente (e non soltanto da Marzio Breda) come una fonte di imparzialità, saggezza, trasparenza, autorevolezza.
Vogliamo dire noi oggi al presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro, al girotondino Scalfaro, all’esiziale procuratore Scalfaro, al politico Scalfaro e al senatore a vita Scalfaro, che siamo noi a non starci. Non ci stiamo più a questa melassa di ipocrisia spurgata in un italiano posticcio, melenso, allusivo, appiccicoso. Il cittadino Scalfaro ci deve ancora delle spiegazioni. Molte, e sulle quali lui e non altri ha posto l’impudica cortina dei «Non ci sto». Ci ha stufato quasi quanto il giornalismo di spalla. Non ci stiamo. La pianti. Scriva le sue memorie, e le scriva per ricordare e per dire e chiarire, invece di tacere.

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Giorgio Anderson scrive:

Caro Guzzanti,
sono un assiduo lettore del Giornale e leggo sempre volentieri i Suoi articoli di fondo. A volte li trovo un pò eccessivi, ma mai noiosi, sempre piccanti e di gran contenuto. Mi sembra però che Sua figlia – pardon Sabina Guzzanti – abbia veramente esagerato l’altro giorno, e la Sua difesa mi sembra più quella di un padre che vuole difendere la figlia a tutti i costi, anche per atteggiamenti indifendibili, piuttosto che la difesa della libertà di espressione di una Sabina Guzzanti qualsiasi. Mi sbaglierò, ma in molti articoli Lei ha inveito contro chi a sinistra usava terminiben più pacati di quelli usati da Sua figlia – pardon da Sabina – l’altro giorno.
Sabina Guzzanti è un’artista eccezionale, che però quando fa questo tipo di satira (satira? Ma insultare chiunque gratuitamente è satira?) scade nel volgare e nel disprezzo dell’Altro. Questo sarà pure accettabile da parte di molti, ma per me è solo inutilmente volgare. Sputare fango sulla gente è facile e forse fa audience, ma rimane volgare e inutile. Faccio poi fatica a capire come si possa disprezzare così il Papa, Napolitano e la Carfagna. Cosa le avranno mai fatto di male? Certo, sono persone famose e sparare a zero sui famosi è facile. Tutto qui? Un pò poco per una persona dello spessore di Sabina Guzzanti. No, questa non è satira, è volgarità e insulti gratuiti, e credo che pur difendendo la libertà di espressione, potremmo farne tutti a meno. Lei dice che non c’è democrazia in Italia? Alla faccia, una può dire ’ste cose liberamente, vanno in rete, in tv e sui giornali senza censura, e non c’è democrazia? Se si può usare un palcoscenico per insultare gratuitamente e poi passarla liscia, beh forse di democrazia ce n’è fin troppa.
Un Suo fedele lettore, anche se oggi un pò deluso.

GUZZ – lo ripeto per la milionesima volta: non ho difeso quel che sabina ha detto a piazza navona, da cui mi discosto alm90 per cento (e ho già spiegato più volte il 10 per cento), ma ho difeso sabina dalla deinizione che me ha dato la carfagna di figlia di suo padre. sono due universi lontani milioni di anni luce. afferrato il concetto? grazie.

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dontfeedthetroll scrive:

Scusate la nota polemica, ma da un lettore di quel fogliaccio da servizi igienici, quale reputo il “giornale”, non ci si poteva aspettare commento diverso.

Per Giorgio Anderson non v’è dubbio alcuno, chi mette in ridicolo, contesta, non approva il suo riferimento religioso, o un ministro della sua parte politica, è sicuramente in errore, e sta volgarmente insultando.

Fare una battuta sulla curiosa e folgorante carriera della ministra Carfagna, diventa inopinatamente un insulto a chicchessia (come chicchessia un ministro?), non un dubbio leggittimo prima e un sospetto forte dopo (alla luce di talune intercettazioni).

Fare satira sul Papa, ancora peggio, è per il nostro lettore acritico un insulto gratutito a una persona famosa, non una leggittima e sensata critica verso la omofobia del Vaticano (dalal quale si uò poi anche dissentire o concordare).

Infine, ancor + grave di tutto il resto, la considerazione che la democrazia sia troppa quando uno esercita il suo diritto alla critica.

La visione della democrazia per talune persone è da mettere i brividi.
Ecco perchè non staro’ mai, nemmeno morto, dalla stessa parte di chi ragiona in questo modo.

GUZZ – DA EX VICEDIRETTORE ED ORA EDITORIALISTA DEL FOGLIACCIO DA SERVIZI IGIENICI, RINGRAZIO COMMOSSO.

QUANTO AL DIRITTO DI CRITICA E DI SATIRA: STIAMO ATTENTI A RISPETTARE LA VERITA’ DEI FATTI E A NON CONSIDERARE SATIRA E CRITICA ANCHE LE INVENZIONI.

QUESTO IN GENERALE.

IN PARTICOLARE NE PARLIAMO UN’ALTRA VOLTA PERCHE’ STO PARTENDO PER UN PAIO DI GIORNI.

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isabella de martini scrive:

-penso abbia fatto male l’Università di Modena ad invitare Bertinotti se ha avuto una valenza politica.
-Luciano Violante è professore universitatrio.
-avevo letto l’articolo di Guzzanti sugli ignoranti , e non lo avevo condiviso , mi sembra di ricordare , però che Il Giornale , come spesso fa , lo avesse contrapposto con uno di opinione contraria , che avevo apprezzato !
Continuo a pensare che un Papa, non abbia titolo per inaugurare un anno accademico di una Università laica , ma che dovrebbe essere invitato , come altri illustrissimi oratori in altri momenti della vita accademica ( convegni , seminari ,possibilmente pluralistici)
-Buson , che cita (come compitino) lo statuto dell’ateneo torinese , se è un docente universitario, come penso , anche se preferisce nascondersi dietro uno pseudonimo ( fatto che ha una sua valenza ) dovrebbe sapere che l’invito a personalità di forte impatto mediatico è dovuto solo al narcisismo di alcuni Rettori , che sperano così facendo , di ottenere pbblicità . Così è avvenuto anche per il Papa……nulla ha a che fare con gli scopi che l’inaugurazione dell’Anno Accademico , ripeto , ha !

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Buson scrive:

Non sono un docente universitario. Qui comunque si sta facendo confusione tra quello che può essere un giudizio sull’invito fatto dal rettore (ma perché la politica si deve impicciare su chi si deve e non si deve invitare?) e la laicità, che secondo me è tirata in mezzo senza alcun motivo.
Laicità non vuol dire che è vietato o che è sempre sbagliato invitare uno che ha la tonaca, quello è ostracismo: Ratzinger è professore Universitario e autore di testi usati anche dagli stessi studenti de la Sapienza. In più è sicuramente un personaggio illustre, quindi direi che ha almeno pari credenziali a quelle di un Violante o di un De Mauro, ognuno nel suo campo.

E poi, diciamocelo chiaro: che fosse l’inaugurazione era irrilevante. La contestazione, faccio un po’ il Nostradamus, si sarebbe sollevata ugualmente, perché muoveva da avversione inveterata (non da parte di tutti, ma da parte di quelli che hanno creato il problema sì). Ci sono state inaugurazioni con Montezemolo, con presidenti del Senato, con Ministri. Se ci si allarga a conferenze o seminari sono stati invitati anche ospiti impresentabili, quali ex-terroristi (a Palermo, tempo fa, i collettivi, di fronte al rifiuto del Preside di Lettere di invitare Scalzone, hanno avviato una feroce protesta: praticamente il mondo alla rovescia).
L’inaugurazione de La Sapienza aveva al centro l’argomento della pena di morte, quindi un tema etico, anche inerente alla metafisica o comunque al grande pensiero. La presenza di Ratzinger era più appropriata di tante altre.

Sul fatto dello pseudonimo non è necessario andare per deduzioni, glielo dico io: non mi va, nonostante io non mi lasci andare a toni violenti approfittando dell’anonimato, di espormi politicamente. Il mio contesto non me lo permette: gli sconfinamenti nell’ostracismo, purtroppo, non sono limitati ai nostri discorsi sulla grande politica.
Se lo avessi ancora le mostrerei il bellissimo manifesto che un nutrito gruppo di professori di Ingegneria fece appendere per i corridoi della facoltà alla vigilia delle elezioni, tre anni fa.

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henrythecatholic scrive:

sicuramente è qualcosa di vergognoso si faccia riferimento al rapporto di parentela con il Parlamentare Guzzanti e la comica Sabina Guzzanti. Guzzanti forse dovrebbe, però, essere disgustato dalle parole della figlia che offendono la parte politica di cui è membro e che, essendo maggioranza, sostiene l’attuale governo, stigmatizzato sempre dalle parole della figlia Sabina. Disgustosa e orrenda inoltre l’offesa gratuita al Santo Padre, Sua Santità Benedetto Papa XVI, al quale viene prospettato un destino di dannazione tra demoni omosessuali attivi. Si dovrebbe essere furiosi forse di più per questa manifestazione.

GUZZ – LE SPIACE SE INVECE DI MOSTRARE GUSTI E DISGUSTI IO CERCO DI CAPIRE, ANALIZZARE, COSTRUIRE E INTERPRETARE? NON SIAMO UNA TRIBù CHE DANZA LA DANZA DELLA GURRA. SIAMO DEGLI INTELLIGENTI BUONI E ONESTI CHE GUARDANO A TUTTO QUELLO CHE SUCCEDE PER CAPIRLO. IL MESTIERE DELL’ESORCISTA NON E’ IL MIO.

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dontfeedthetroll scrive:

Non capisco con quale autorità (morale?) qualcuno dovrebbe indicare a qualcun altro di cosa disgustarsi. Come ebbe a dire Clint Eastwood in una intervista: “Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le proprie”.
Nell’opinione di henry cio’ che Sabina Guazzanti ha detto a proposito del Papa è disgustose e orrenda, per molti altri meno, quindi?
Il cattolico henry è diventato misteriosamente è improvvisamente il metro del raccapriccio della ns. società?

Sono anni che leggo le opinioni della gente, ma mi stupisco ancora dell’arroganza con cui si cercano di contrabbandare opinioni per fatti (i cattolici in questo sono secolari maestri).

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silvioputtaniere scrive:

Questo posto puzza di marcio cercherò di starci il meno possibile….” A Paolè i tuoi figli son l’unica cosa bella e sana che hai fatto in una vita marcia e mefitica….e li difendi col freno a mano anche di fronte alla Carfy???

Ma va a cagare vaaaaaaaaaa…” Tolgo il disturbo per sempre.

P.S.
Se mi combini una cena (anche un panino in piedi 10 minuti) con Corrado ritorno e chiedo scusa.
Hai la Mia e-mail Paolè fai la quarta cosa buona della tua vita…aò ma come hai fatto a farli così bene? Mah?

Adieu
Silvio Puttaniere

GUZZANTI – A PAPA’ TUO NON GLI E’ RIUSCITO, EH?

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emile72 scrive:

Buongiorno, ho scoperto che entrambi i siti dei suoi figli sono stati boicottati, censurati, chiusi!!!! Sinceramente mi ritrovo qui’, solo perchè cercavo notizie su Sabina. Volevo farle notare, lei che è addentrato..di quanto possa nuocere alla libertà di espressione e alla dignità di vivere, questa sporca politica. Io, come milioni di persone, ci dissociamo da questo scempio che si protrae ormai da troppi anni!!! La politica, fà del bene solo alle loro tasche e ai loro interessi….Solidarietà a Sabina, nonostante condivida tutta la rabbia che hai riversato, RICORDATI DI PARLARE SEMPRE CON ASTUZIA…mi riferisco al fatto di mandare all’inferno il Papa, (io sono credente per svariati motivi, quando ricevi risposte da qualcosa o da qualcuno, non puoi rimanere indifferente) concordo cn le ingiustizie di alcune persone che si affiancano al nome del Signore e poi vivono nel loro covo senza compiere il loro dovere!! Ma c’erano modi diversi per farlo capire alla gente…anche nella vita normale, nn puoi infierire piu’ di tanto, le mezze verità fanno parte di noi….Nella vita bisogna saper giocare….

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anna baldoni scrive:

Voglio solo esprimere la mia solidarietà a Sabina Guzzanti.
Ho provato a collegarmi sul suo sito, ma non ci sono riuscita per cui ho pensato di “invadere” il Suo Blog.

Aggiungo che Le fa onore difendere sua figlia sia se lo facesse, come Lei sostiene, per quel “Non condivido nessuna delle tue idee, ma morirei affinchè tu le possa esprimere” di Voltaire, sia se lo facesse per quel “i figli so pezzi e core” di Merola. Io credo che Lei lo faccia per un mix dell’uno e dell’altro.
Grazie per avermi ospitato

GUZZ – E’ UN GRANDE PIACERE: LA PORTA E’ SEMPRE APERTA E LA POLTRONA BLU VICINO ALLA FINESTRA E’ LA SUA.

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Filippo Parisi scrive:

Anche se sono politicamente molto più vicino ai suoi figli, non manco mai di leggere il Suo blog in virtù del fatto che anche quando non condivido le Sue idee, le stesse sono sempre espresse con un acume ed una evidente onestà intellettuale che i “Suoi” (FI & C.) dovrebbero sicuramente prendere ad esempio.

Anche in questo caso noto la stessa linea e mi sembra veramente ridicolo che La accusino di star facendo da difensore d’ufficio in quanto padre.

Credo che se la classe politica (tutta) prendesse esempio da Lei potremmo addirittura pensare di effettuare quei cambi costituzionali che sono l’evidenza di un paese civile e che attualmente, vista la meschinità, l’ipocrisia e la pochezza della nostra classe politica (tutta) sono evidentemente improponibili.

Un saluto.

LA SALUTO ANCH’IO. IO SPERO DI AIUTARE IL MIO PAESE CON LA CRESCITA DI UN NUOVO STILE E PENSO CHE LO SPAZIO DI COLORO CHE VOGLIONO DAVVERO VERITA’, LIBERTA’ E DEMOCRAZIA SIA MOLTO PIU’ GRANDE DEGLI ANGUSTI CONFINI DEI PARTITI. E PENSO CHE SE LA SINISTRA HA FALLITO, BISOGNERA’ BENE CHE SI RIPRENDE MANO DA QUELLA PARTE A COSTRUIRE QUALCOSA DI FORTE E DI NUOVO.

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manca scrive:

Salute.
Grazie, Volegno per le sconvolgenti testimonianze di Sergio Moroni e Gabriele Cagliari.
Non conoscevo le due lettere. Ho ancora i brividi.
Salute.

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volegno scrive:

Caro Manca,
se in questo Paese si pensasse un pò di più e si ragliasse un pò di meno sarebbe un bene.
Ne beneficeremmo tutti.
Le lettere dei due suicidi sono circolate, ma per un tempo troppo breve.
Andrebbero pubblicate sui giornali liberi (quelli che non reggono il cordone ai “Resistere, resistere, resistere”), perlomeno una volta al mese.
L’abbiamo scampata bella, non siamo ancora fuori, ma noto i “soliti noti” apparire meno in video con i loro proclami (e magari la barba lunga di tre giorni).
Il Trebbiatore è rimasto l’ultimo (lo deve fare, l’attuale ruolo glieno impone, ce l’hanno portato poi ce l’hanno lasciato), altro che applausi dovrebbe ricevere…..
Mio nonno era un contadino, di quelli veri, sul trattore ci andava per lavorare e non per farsi fare le fotografie, diceva: “Chi semina vento, raccoglie tempesta”…………….
Aspetto la tempesta, mi sembra che la pressione atmosfreica si stia già abbassando.

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valery scrive:

On. Guzzanti, io La stimo molto come uomo e come politico. L’incidente dell’8 luglio occorso a Sabina sicuramente non Le avrà fatto piacere. Non perchè sua figlia abbia torto, ma non ha tenuto conto che i partecipanti in piazza (c’erano anche dei bambini) non erano tutti preparati a questo linguaggio da “postribolo”. Mentre parlava dal palco, vedevo un certo imbarazzo sul suo viso, aveva perso un pò di smalto e sicurezza. Forse voleva conquistare il pubblico parlando solo di “pompini e uccelli succhiati dalla Carfagna”. Ho provato un grande disagio per Sabina. Pensavo…: <>. Mi spieghi, per favore, cosa induce una persona intelligente a scendere così in basso per colpire uno come Berlusconi? E’ forse la rabbia di non poterlo distruggere? E’ l’invidia per una persona che in fondo è riuscita a “fottere”(licenza poetica) la sinistra italiana? E’ forse la sua ricchezza? Oppure la rabbia perchè gli italiani hanno capito il gioco sporco della sinistra, dietro quella falsa maschera del “sociale”? La gente vuole più sicurezza = esercito nelle strade; vuole meritocrazia e non il cretino difeso dal sindacato nei posti pubblici a scaldare poltrone; vuole anche vedere se la sinistra farà lavorare in santa pace questo delinquente di Berlusconi, invece di fargli mandare ad orologeria gli avvisi di garanzia nei vari G6,7,8. e così via….. Perchè, la sinistra ha paura di farlo governare? Forse potrebbe fare qualcosa di buono per l’Italia e allora è meglio fermarlo in tempo? La prego, mi illumini perchè non riesco più a capire cosa vogliono oggi i politici: Servire l’Italia, oppure pensare agli interessi di bottega? Grazie!

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dontfeedthetroll scrive:

Che noia pazzesca questa gente.
Si preoccuopa dei bambini che potevano rimanere sconvolti da una battuta e no nsi preoccupa del fatto che a capo del proprio paese ci siano puttaniere, entreneuse, incompetenti e lacchè (ammesso che sia così).
I bambini di oggi, grazie anche ai modelli di succesos presentati dalle televisioni del premiere, sanno di bocchini, fellatio e ci + ne ha + ne metta molto + di lei, il pericolo vero è che smettano di scandalizzarsi non della volgarità del linguaggio, ma della volgarità di certi comportamenti.

Cosa avrà spinto Sabina Guazzanti così in basso da parlare di pompini? il Fatto che forse una ministra è tale grazie a uno di essi? Sarà questa la verità scioccante a cui dovreste guardare piuttosto che giudicare chi su questo fatto ha fatto una semplice battuta?

La gente vuole + sicurezza?
La gente è stata terrorizzata prima per essere rassicurata dopo dal marpione di turno, si chiama “strategia” della tensione, e non è mai finita veramente.

Io credo che la gente volgia lavoro, poter sperare, credere nel futuro, e no nsaranno dei ragazzotti in divisa a darci tutto questo.

Parlate proprio voi di “servire l’Italia”? avete eletto chi spudoratemente serve solo i propri interessi e avete il coraggio di parlare di queste cose?
Ma non vi vergognate mai di voi stessi?

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guido rolla scrive:

Comandante,

Lei ha ragione ad essere seccato e la Carfagna ha preso una topica grossa come una casa;
sua figlia ha sbagliato altrettanto, poteva criticare in maniera più feroce senza scendere di livello.

Il suo intendimento principale, però. mi sembra che vada al di là delle semplici parole e riguardi una critica più ampia delle parti in arme, sinistra (inesistente) e destra (apatica e statica).

Il tentativo di Sabina Guzzanti di costruire una nuova casa per una sinistra seppellita dalla storia e dall’Italia, il famoso 10%, in questo momento schiuma rabbia e risentimento profondi, umori comuni a tutti i personaggi presenti alla manifestazione di Roma, potente carburante ma solo nel brevissimo periodo. Le fondamenta hanno bisogno di pensieri nuovi e , questi, sono merce rarissima a sinistra. La palingenesi della sinistra non può partire da Travaglio, Pardi, Grillo, D’Arcais e girotondini minor.
Personaggi in cerca d’autore, prontissimi per un ingaggio e altrettanto patetici. Out of time.
La sinistra non ha ancora capito perchè ha perso, come se i mesi del governo Prodi fossero stati un’unica gemma lucida. La realtà questa sconosciuta.
Adesso, veniamo alla destra. Possibile che il Lodo Alfano e il salva processi siano i cima alle priorità nazionali? Altri due aspetti importanti, uomini e comunicazione, sono stati rivisti al ribasso?
Per tornare ad un suo precedente articolo, l’opposizione ha qualche motivata ragione per protestare, ma non per odiare.
Il nano di Arcore è stato ancora più veloce di loro ad ascoltare la gente, il malessere serpeggiante nel paese e lo ha intercettato, come la Lega, rappresentante pulsante delle istanze del nord.
Il resto è tutto in divenire.

Saluti

Guido Rolla

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dontfeedthetroll scrive:

Solo una nota sul capire perchè la sinistra ha perso e la destra ha vinto.

Da che mondo è mondo gli imbecilli sono infinitamente di + degli intelligente. Da che mondo è mondo.

La cosa non mi stravolge e non mi stupisce.

Al massimo mi addolora.

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Arturo Zulawski scrive:

Sa qual’è la differenza tra un deficiente e un imbecille?
Il deficiente non sa né leggere.

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dontfeedthetroll scrive:

Nè completare le frasi.

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Arturo Zulawski scrive:

E figuriamoci se l’imbecille non ci cascava.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
dontfeedthetroll scrive:

Imbecille sarai tu e quel finocchio che ti ha generato ingravidando quel troione di tua madre.
(E vediamo senatore Guzzanti se avrà il coraggio di censurar eil mio insulto senza censurare quello di arturo)

GUZZANTI – MI DEV’ESSERE SFUGGITA QUALCOSA.

QUEL TROIONE DELLA TU’ MAMMA SEMBRA BENIGNI UBRIACO.
COME HA FATTO QUEL FINOCCHIO DEL BABBO, SE ERA FINOCCHIO, A INGRAVIDARE IL TROIONE DELLA MAMMA?

LA BIOLOGIA E LA LOGICA TRASECOLANO.

NO, QUESTI SONO FUOCHI ARTIFICIALI DI ICONOGRAFIA FANTASTICA E NON RIENTRANO NELL’INSULTO.

NON SO CHI SI POTREBBE DAVVERO OFFENDERE.

 
dontfeedthetroll scrive:

Una cosa è essere finocchi, altra impotenti.

Sa quanti di questi invertiti si accoppiano con donne per nascondere la loro propensione sessuale alla società bigotta e ipocrita che loro stessi contribuiscono a rendere tale?

 

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danielelussana scrive:

On. Guzzanti, pur essendo io iscritto da anni nel suo stesso partito e pur considerandola un valore aggiunto all’interno di esso trovo ridicolo il ragionamento per cui prima si dichiara liberale e “anti-censure” poi poche righe dopo dice che caccierà tutti coloro si permetteranno di “giudicare” lei o sua figlia.
Quando si è personaggi pubblici si deve accettare il giudizio del pubblico (scusi per il gioco di parole).
Sua figlia, che ricordavo come brillante e divertente, nonchè intelligente attrice si è trasformata, ai miei occhi (credo non solo ai miei) in una figura populista che per far luce su di se contrariamente all’intelligenza usa l’insulto. La ministra Carfagna non poteva fare finta di niente sul fatto che Sabina è figlia di un deputato di Forza Italia, probabilmente sua figlia questo lo ha tenuto anche in considerazione, daltronde di comunicazione se ne intende.
I figli so piezz e core, come dicono in Campania, non c’è niente di male a difenderli, ci mancherebbe altro, però sarebbe bello anche prendere posizioni chiare e non trincerarsi dietro al vago liberismo per cui vale la regola che tutte le critiche sono ben accette tranne quelle fatte a lei & family.
Spero che il partito di cui dovrebbe, o vorrebbe, fare il leader sua figlia non nasca mai, non per limitare la libertà di costituirlo ma perchè non vorrei sentire ancora dire certe sciocchezze (uso sciocchezze per cortesia nei suoi confronti) di fronte a decine di migliaia di persone, milioni dal web e tv. Pensavo che la stagione degli insulti fosse finita.
Concludendo spero che la “tempesta” scaturita dal No Cav day si plachi perchè il Paese ha bisogno di altro.
Daniele Lussana – http://danielelussana.leonardo.it – Libero….. anche io!!!

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valery scrive:

On. Guzzanti, credo che per spiegare cos’è la sinistra agli italiani, non basta che i vari difensori come Sabina, Travaglio, Grillo e compagni…, ogni giorno in modo maldestro colpiscano i vizi e i simboli della ricchezza degli altri per sembrare loro stessi più poveri e vicini agli “ultimi”. E’ una grande bugia poichè il Sig. Beppe Grillo, com’è noto, ha usato invece il proprio blog per attaccare Visco e Padoa Schioppa, con un post dal titolo “La colonna infame”. Molti dei commentatori di quel post però ora cominciano a chiedersi come giudicare il fatto che l’idolo dei precari guadagni 4.272.591 di euro l’anno (redditi 2005); Roberto Benigni 3.580.995 ;Luciana Littizzetto 1.824.084;Claudio Bisio 2.299.611; Marco Travaglio: 282.280. Credo sia difficile fare capire all’operaio di Mirafiori come alcuni di questi signori (compagni di lusso) possano soffrire insieme agli operai, i problemi dell’indigenza. Forse una risposta la troviamo nell’articolo pubblicato tempo fa dal giornalista Marcello Veneziani:

SINISTRISMO – FINITE LE IDEE RIMANGONO I VUOTI A PERDERE
La storia della sinistra al governo si può raccontare attraverso i casi Jovanotti, Haider, Craxi, Baraldini, Ocalan, Sofri e Berlusconi, con strascico di par condicio e conflitto d’interessi. Ma non solo: attraverso questi casi si può narrare la sua ideologia, la sua mentalità, si può capire quel che resta del sinistrismo. Non dico comunismo per rispettare le loro mutazioni; dico sinistrismo. Finite le idee restano i gusci mentali. Vediamoli.

1) Per cominciare la sinistra è quel modo di pensare che ai problemi concreti e vicini preferisce curarsi dei problemi generali e lontani. Già Prezzolini avvertiva che la sinistra si preoccupa della fame nel mondo, ma non a Canicattì. Si preoccupa dell’umanità che soffre non del vicino, del fratello che sta male o di chi ha in grembo. Si carica dei problemi del mondo, non dei problemi della famiglia, del nascituro, della sua comunità. Tutto ciò non è nobile ma poco efficace. Facciamo un esempio. Se l’Italia azzerasse per intero i debiti del Terzo mondo e assumesse il pazzo impegno di accogliere non un milione ma dieci milioni di immigrati, avrebbe cambiato le sorti del Terzo mondo e dei suoi cinque miliardi e mezzo di abitanti? No. In compenso cambierebbe in peggio le sorti dell’Italia (o dell’Europa). Ma a sinistra il moralismo ideologico prevale sul realismo efficace: sfamare la mia coscienza vale più di sfamare una persona. L’altruismo prescinde dagli altri: è uno stato d’animo, una tensione intellettuale, una passione ideologica.
2) La sinistra è quel modo di pensare che liquida come pregiudizi tutto ciò che è frutto di consuetudine, esperienza o comune sentire. Le fonti su cui regge una società sono i giudizi ereditati, tramandati, e quelli espressi dalle maggioranze: la sinistra disconosce entrambe le sorgenti del vivere comune e del senso comune, degradandole al rango di superstizioni e tabù, o frutto di populismi e derive plebiscitarie e lazzarone. E’ per questo che la mentalità di sinistra è incompatibile con il senso della comunità, di cui ne contesta il fondamento e l’esperienza. Ma anche con la sovranità popolare. Durante il processo a Luigi XVI, Saint-Just mise in guardia dall’affidare al popolo il responso, perchè la risposta popolare sarebbe stata favorevole al re. Dunque, è necessaria per i giacobini di ieri (e di oggi) una democrazia vigilata, sotto controllo.
3) Chi rilascia allora l’imprimatur, chi detiene questa agenzia suprema, chi sono i nuovi giacobini? L’espressione migliore resta quella gramsciana, l’Intellettuale Collettivo, erede della società di pensiero di origine illuministica e del Partito-Principe. L’Intellettuale Collettivo è un potere oligarchico <> costituito da professionisti della politica, della cultura, dei poteri mediatici, giudiziari, tecnocratici che è il depositario dello Spirito del Progresso. L’Intellettuale Collettivo è il climatizzatore della società, decide i suoi valori e disvalori. E’ una setta pedagogica che costringe ai valori forzati, una specie di <> (Roustan) che fabbrica i nuovi pregiudizi pubblici. Una stessa opinione, azione o alleanza è giudicata giusta o sbagliata se compiuta o no dall’Intellettuale Collettivo, o se avvantaggia o no l’Intellettuale Collettivo. L’Intellettuale Collettivo stabilisce le regole e i canoni del vivere sociale e della competizione politica.

4) La sinistra è quel modo di pensare che non giudica mai l’antagonista politico come il proprio avversario, ma come nemico dell’umanità, del progresso, dell’intelligenza, della pace. L’avversario non è l’altra metà del mondo, con pari dignità e pari diritti: no, è l’ostacolo alla realizzazione del paradiso in terra, è un demonio o un intralcio. Di conseguenza alla sinistra ripugna il conflitto perchè è pacifista; preferisce la guerra umanitaria, o l’ingerenza umanitaria. Avoca a sé il diritto di giudicare e annientare l’avversario e di combatterlo non con le armi canoniche, usate in modo bilaterale, ma con armi eccezionali e unilaterali.
5) La sinistra è quel modo di pensare che giudica irrilevanti i fatti rispetto alle opinioni. Non è importante compiere un crimine, ma nel nome di cosa. Il grado di criminalità è deciso dalla più o meno corretta opinione che ne è alla base. Criminali o giuste sono le idee e le cause, non gli atti compiuti o gli attori. Come spiega Cochin, la società di pensiero mira <>, a quel che voleva esprimere e non a quel che ha espresso e in che modo. Per la sinistra un’opinione conveniente sul fascismo è un crimine superiore a una strage compiuta (in Turchia, in Cina, in Cecenia, in Birmania per esempio) nel nome di valori progressisti. Uno striscione demenziale allo stadio mobilita l’indignazione della sinistra più di un commissario assassinato.
6) La sinistra ha un’istintiva sensibilità verso chi paga le conseguenze per avere ucciso, rapinato o violato una norma. O verso chi semplicemente non si riconosce nella morale comune, chi trasgredisce il sentire comune. L’uomo di sinistra si prende meno cura dell’uomo comune, a cominciare dalla vittima del predetto. Perchè la vittima è considerata il mandante potenziale del delitto che egli stesso ha subìto: la sua <>, la sua condizione benestante, la sua osservanza dei <> sociali sono le molle che scatenano l’altrui violenza o violazione. La sinistra si mobilita per strappare alla morte un condannato alla pena capitale; non si è mai mobilitata per impedire che un pluriomicida sia rimesso in libertà e possa di nuovo uccidere. Ha propensione mentale a tutelare i colpevoli, non gli innocenti. Frutto deviato del Vangelo: non salva la pecorella smarrita ma il lupo che ha azzannato le pecore.
7) Infine la sinistra è quel modo di pensare che preferisce il sogno di un Paese normale alla vita di un Paese reale; per dirla con Maritain: <> . E’ l’anima ideologica, utopica, irrealistica della sinistra, la sua passione per l’illimitato. Ma aggiungeva T. Molnar: <>. Magari cercando, come fa ora con la fame nel mondo, di <>. Quando non è al potere affida la sua utopia a un altro tempo (l’avvenire); quando è al potere l’affida a un altro mondo (il Terzo). Invade la libertà ma evade dalla realtà.

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dontfeedthetroll scrive:

Siamo abituati a vedere i “destri” come bestie prive di razionalità, gente (??), persone (??) che ragionano spesso di pancia e mai di testa nella migliore delle ipotesi, e ipocriti opportunisti, nella peggiore.
Ho sempre amato confrontarmi con il “diverso” da me, ma tutte le volte che c’ho provato ho trovato davanti a me destri di un tipo (raramente) e dell’altro (+ spesso).
Eppure leggendo “valery” troviamo un destro diverso, uno che riesce a mettere due parole di senso compiuto una dietro l’altra. La cosa mi entusiasma non lo nego, ma leggendo cio’ che scrive, nonostante tutto non riesco a condividerne le idee, il modo di ragionare, l’approccio ai problemi.

Grillo, Benigni e gli altri, innanzitutto. Definirili di “sinistra”, in particolare Travaglio, ha qualcosa di grottescamente comico se non fosse tragica consuetudine.
Purtroppo i destri amano attacare l’etichetta di “sinistro” a tutto cio’ che non gli assomiglia, quale tragico errore di superficiale giudizio, un errore che commettono molto spesso.
E’ solo gente che non la pensa come voi, ma tra l’altro non manca di non pensarla come i leader della “sinistra”. Pensatori liberi, gente che ha le sue opinioni, talvolta condivisibili altre meno e che ha la fortuna di aver la forza di poter essere ascoltati quando le esprimono. Poco importa quanto guadagnano, ma se dicono che 1000 euro al mese per campare sono una misria (ammesso che lo dicano), dicono una cosa vera, anche se loro non sanno esattamente cosa vuol dire.
Almeno, a differenza dei vostri riferimenti, sono sensibili, benchè non le condividano, alle sofferenza della povera gente.
I Berlusconi, le Carfagna, i Cicchitto, invece non solo non immaginano cosa voglia dire, ma no nci provano nemmeno, semplicemente la cosa non gli interessa e non gli riguarda. In cosa sarebbero meglio dei Grillo e dei Benigni?
Capisco che per le menti semplici un buon metro per giudicare qualcuno sia l’ammontare del conto in banca ma non è così.
Se uno dice che il mare è blu e il cielo azzurro dice la verità sia che guadagni mille euro al mese, sia che ne guadagni un milione.
Tra l’altro il metro che applicate cambia a seconda della conveninenza (come d’altronde fate sempre), se uno la pensa come voi, allora il guadagnare tanto è sinonimo di capacità e bravura, se non la pensa come voi, il guadagnare tanto è invece buon motivo di disistima.
Non so nemmeno se la vostra è ipocrisia, direi piuttosto ignoranza.

Quanto all’analisi dei “difetti” della sinistra..beh diamine, vien da sorridere, spesso a me sembra una elencazione di pregi, e praticamente spesso denuncia un pregiudizio e una forzatura che poco hanno a che fare con la “verità” che si vorrebbe disvelare:

1) Perchè dovrebbe essere un problema affrontare i problemi per quello che sono in generale e non in particolare? I drammi dell’ITalia e del mondo nascono tutti dai particolarismi. In un sistema complesso quale è il mondo e la società non si possono affrontare i problemi senza cercare di coglierne l’essenza, l’idea il concetto. Perchè altrimenti si finirebbe per sfamare i morti di fame di Canicattì, esponendo al pericolo di fame e malttie un altro pezzo di mondo. Non è così che si risvolno i problemi, mettendo le pezze a colore, ma affrontandoli nella loro totalità. Si va dal totale al particolare, non dal particolare al generale. Se avesse studiato logica, lo saprebbe.

2) il “buon senso” comune altro fantoccio dietro il quale la destra spesso si nasconde. Come se la storia non avesse dimostrato a sufficienza quanto fosse vuota e banale la convinzione del “vox popli, vox deii”. I vostri valori tramandati, le vostre convinzione, anzi tutti i volari, tutte le convinzoni, sono destinate dalla storia stessa a cambiare con il tempo. Non riesco a comprendere perchè dovremmo ritenere dogma acquisito e immutabile cio’ che sappiamo e aprioristicamente sbagliato cio’ che lo mette in dubbio. Se facessi così rimarremo ancora all’età della pietra. E a leggervi talvolta mi pare di esserci ancora.

3) il Colletivo Intellettuale. Che coacervo di banalità questa elencazione. Sinceramente, sembrate dischi incantati. Ogni tanto cercate di riproporre il mito dell”uomo (dgli uomini) nuovi che cambiano il modo dipensare, che squassano l’establishement e rivoluzionano la leadership del Paese e dei Paesi. come se non fosse chiaro a noi esseri pensanti che è solo un modo per ottenere per altre vie posti di comando che no nsi sono saputi ottenere seguendo le regole. Questa sì che è ipocrisia.

4) Ancora ipocrisia stravolgente, totalizzante. Che annebbia la vista, vista di occhi che semplicemente non vogliono vedere. Quando ci si scontra con gente che non vuole nemmeno discutere dei problemi, ma che spesso ne è parte integrante, quando ci si scontra con persone che non è che hanno opinioni diverse, ma che non hanno opinioni, ma che gridano il loro niente con assordanti guaiti e grugniti animaleschi, cosa si vuol discutere? Come ci si puo’ confrontare. Il problema non è Berlusconi, ma il berlusconismo, il problmea non sono le opinioni di valery, ma il sottovuoto culturale, morale e della logica che le hano originate. E’ per questo che pensate quello che avete scritto al punto 4), continuate a guardar eil dito mentre noi si indica la luna.

5) Ed eccola qui, in un crescendo l’apoteosi dell’ipocrisia. Sentirsi chiamare “cornuti” dal bue. Confondete sistematicamente i fatti con le opinioni, o meglio sistematicamente contrabbandate le vostre, tra l’altyro risibili, opinioni per fatti, e ce ne volete fare addebito? E’ + importante sapere che ci sono “n” stupri l’anno, o sapere perchè “n” persone decidono di commettere questo abominio? La risposta a questa domanda è “dipende”. Dipende se il problema lo si vuole risovlere una volta per sempre, o se semplicemente si vuole avere l’illusione di aver fatto qualcosa. Ecco voi illudetevi di cambiare le cose, mettendo un poliziotto a ogni angolo di strada, che noi si cerca di capire i meccanismi che conducono a questi fatti in modo che non si inneschino mai +. Quanto al commissario assassinato rispetto agli striscioni…è + importante capire cosa c’è nella tetsa della gente, che genera poi gli omicidi dei commissari, o fare le “facce lavate” fingendo dispiacere e commozione, infliggere n-mila anni di carceere all’ennesima testa calda? E saremmo noi i giustizialisti? Quanto ipocrisia, trasuda da ogni parola.

6) Voi continuate pure a credere che ci siano i buoni e i cattivi. Sapete perchè lo fate? perchè avete fretta di iscrivere voi stessi nella lista dei buoni. Volete il lasciapassare che vi autorizzi a sentirvi brave persone, e in nome di questo fare i vostir porci comodi. Noi invece crediamo che nessun uomo ammazzerebbe un altro se non si verificassero le condizioni affinchè questo sia no ndico inevitabile (non ho così tanta fiducia nell’uomo) ma lameno conveniente. Non crediamo che un omicido ne cancelli un altro. Non siamo + uomini delle caverne, noi ci siamo evoluti. Sarebbe ora, dato che dobbiamo convivere, che lo faceste anche voi.

7) Sarebbe un reato,. un errore non accontentarsi di quello che si ha o che si puo’ avere, per cercare di ottenere qualcosa di migliore, anche se ci volessero 1000 anni? che pena mi fate voi che non riuscite a sognare, siete condannait per sempre alla mediocrità.

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maria v scrive:

Veramente penoso leggere le sue elucubrazioni: almeno conoscesse l’italiano.
Così tanti errori tutti insieme è quasi un record

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dontfeedthetroll scrive:

Penso in fretta e quindi scrivo in fretta.

Non sono un benpensante mantenuto da qualcuno, il mio tempo è prezioso.

Dovrebbe ringraziarmi di aver dedicato a gente come voi tanta attenzione.

almeno avesse avuto la decenza di controbattere a qualche punto.

Ma ripeto, voi guardate il dito, mai la luna.

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dontfeedthetroll scrive:

Una nota a guzzanti: certo che lasciar passare un messaggio che critica i miei refusi, non è che sia un fulgido esempio di moderazione (nel senso telematico del termine).

Certo, capisco, che aveva tutti gli interessi a screditarmi, ma con un metodo così infantile…GUZZ Sono in viaggio. Tutti i commenti sono stati passati in automatico. Nessun complotto. Sto usando il telefonino. Da domani ritorno alla normalita’.

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Luciano Baroni scrive:

Maria, al post che commenti, manca alla fine questa frase : “(E’ stato raggiunto il livello limite per questo commento)”.

Ciao.

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dontfeedthetroll scrive:

Ai vostri commenti, invece, mancano i contenuti.

Preferisco tenermi, per intero, i miei errori di battitura.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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valery scrive:

Gentile Arturo Zulawski, (come vede non La offendo, uso solamente un’appellativo di forma, convenzionale, per usare cortesia) tutti hanno diritto di pensare dell’altro ciò che vogliono ed esprimere ad alta voce i loro pensieri. Però qui stiamo parlando d’altro, di qualcosa di universalmente riconosciuto, cioè la buona educazione. Nessuno contesta le conquiste in materia di libertà, ma nessuno in una società che tenta di darsi delle regole per rispettare gli altri, si può permettere di parlare a ruota libera contro una persona che non ci ha offeso personalmente. Le faccio un esempio: Un giorno un tizio avendo avuto un diverbio con una donna di facili costumi, si permise di apostrofarla con l’appellativo di “Puttana” (non è il caso della Carfagna). Considerato che il tizio aveva preso atto del mestiere svolto dalla donna, le aveva attribuito una funzione che le era propria. La donna non sopportando l’apprezzamento ha risposto: “Io la denunzio perchè sono una “Signora” e non una “Puttana”. Ha capito la finezza? Quindi, possiamo stare tutto il tempo che vuole a filosofare sull’argomento, ma nessuno si può permettere di rivolgersi a uno “zoppo” chiamandolo “zoppo”, si offenderebbe! Se non lo ricordasse, si chiamano “convenzioni sociali” e servono a non creare “tensioni…” fra le persone (dipende dalla suscettibilità di ognuno di noi). Infine se vuole, può chiamarla “Ipocrisia” e vedrà che serve a vivere meglio in questa società di “ipocriti”. La libertà è un’altra cosa!

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dontfeedthetroll scrive:

E’ curioso come si parli dell’ipocrisia come indispensabile per sopravvivere in un modo di ipocriti.
Come se non fosse un atteggiamento del genere a generare e mantenere questo modno di ipocriti.

Solo un ipocrita si dipingerebbe vittima di una sistema, mentre ne è l’artefice.

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Arturo Zulawski scrive:

Gentile Valery,
debbo confessarle che anche io mi rimpinguo di convenzioni sociali ma non per questo penso che una Signora non possa essere una puttana o che una puttana non possa essere una Signora. In ogni caso – per quanto mi riguarda – una Signora può intrattenere la quantità di realzioni sessuali che vuole senza che io senta il bisogno di chiamarla puttana e riconosco che -per convenzione sociale- il mestiere della signora a cui si riferiva il tizio è quello della prostituta. Cerco inoltre di rivolgermi alle persone chiamandole con il proprio nome percui questo vale pure per lo zoppo ma sarei ipocrita se non ammettessii che a tratti mi piace non fare così proprio per creare tensioni.

cordiali saluti

az

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valery scrive:

Per chiudere i miei interventi, ringraziando l’On. Guzzanti per avermi ospitato, voglio ricordare questa splendida “massima” che aiuta a non soffrire, quando non si riesce a comprendere cosa spinge le persone a ” fare del male agli altri, e farsi del male”.

Nel mondo, vivono esseri che credono solamente in loro stessi….
Esseri che sanno tutto ciò che gli altri ignorano….
Esseri che accusano di pazzia quelli che affermano ciò che loro non comprendono….
Esseri di tanto vasto sapere che considerano un disonore imparare…..
Non parlare, amico mio, del mare a coloro che il mare non hanno mai visto !
Lascia vivere nel pozzo quelli che nel pozzo sono nati !
Orizzonte di un metro e mezzo, acqua di tre palmi, pietra di mezzo palmo, che cosa può
volere di più un rospo di un pozzo ?
Lascia all’ignorante la sua felice ignoranza !
Non parlare del mare a chi è nato in un pozzo !
Ognuno coi suoi simili…….

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valery scrive:

Ai miei gentilissimi Interlocutori, ringraziandoLi per la replica molto moderata, desidero dire che formalmente potrebbero avere ragione. Purtroppo, i nostri gradevoli commenti sono il frutto di pensieri che scaturiscono esclusivamente da quella formazione basata su requisiti basilari, quali: valori o disvalori.
Questi elementi essendo universali, sono a disposizione di tutti. Poi, ognuno di noi durante il percorso della vita ha fatto delle scelte, più o meno, personali.
Ecco! Io desidero rispettare queste scelte, perchè la libertà è un bene prezioso che nasce con l’uomo e lo prevede anche la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948″:

art. 19:
Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Però il nostro C.P. prevede anche dei limiti a questa libertà ed espressioni:

Capo II: DEI DELITTI CONTRO L’ONORE – Art. 595 Diffamazione

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo 594 (ingiuria), comunicando con piu’ persone, offende l’altrui reputazione, e’ punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena e’ della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a lire quattro milioni.
Se l’offesa e’ recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicita’, ovvero in atto pubblico, la pena e’ della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione.
Se l’offesa e’ recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorita’ costituita in collegio, le pene sono aumentate.

Quindi, per dare spazio ad un sentire comune, in mezzo a tanta confusione di idee, concetti sulla libertà e diritti di espressioni ad oltranza, credo sia interessante ricordare che oltre 2000 anni fà qualcuno aveva gli stessi nostri problemi e avevano capito che la libertà era un bene così prezioso che non tutti sapevano gestire. Infatti ci hanno voluto regalare qualche pillola di saggezza che dovremmo tenere in considerazione:

QUANDO UN POPOLO,
DIVORATO DALLA SETE DI LIBERTA’,
SI TROVA AD AVERE IL CAPO DEI COPPIERI CHE GLIENE VERSA QUANTA NE VUOLE,
FINO AD UBRIACARLO,
ACCADE ALLORA CHE,
SE I GOVERNANTI RESISTONO ALLE RICHIESTE DEI SUOI PIU’ ESIGENTI SUDDITI,
SONO DICHIARATI TIRANNI.
ED AVVIENE PURE CHE CHI SI DIMOSTRA DISCIPLINATO NEI CONFRONTI DEI SUPERIORI E’ DEFINITO UN UOMO SENZA CARATTERE, UN SERVO ;
CHE IL PADRE IMPAURITO FINISCE COL TRATTARE IL FIGLIO COME SUO PARI E NON E’ PIU’ RISPETTATO ;
CHE IL MAESTRO NON OSA RIMPROVERARE GLI SCOLARI E COSTORO SI FANNO BEFFE DI LUI ;
CHE I GIOVANI PRETENDONO GLI STESSI DIRITTI,
LA STESSA CONSIDERAZIONE DEI VECCHI E QUESTI,
PER NON PARERE TROPPO SEVERI DANNO RAGIONE AI GIOVANI.
IN QUESTO CLIMA DI LIBERTA’, NEL NOME DELLA MEDESIMA, NON VI E’ PIU’ RIGUARDO, NE’ RISPETTO PER NESSUNO.
IN MEZZO A TANTA LICENZA NASCE E SI SVILUPPA UNA SOLA PIANTA:
LA TIRANNIA.

(La Repubblica di Platone – Filosofo (427 a.C. – 347 a.C.)

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dontfeedthetroll scrive:

Gentile valery,

non sono sicuro che si riferisca anche a me quando parla di interlocutori dalle risposte “moderate” e dai commenti “gradevoli”, purtroppo non conoscendola non posso sapere quanto sia adusa a ironia e sarcasmo, certamente qualora ne facesse largo uso sarei sicuro che si riferisce anche a me.

Detto questo, e partendo dalla comune base per l’amore della libertà, non crede che sia leggermente minatorio citare la “diffamazione” in un luogo aperto allo scambio di opinioni?
Non crede che a negazione della stessa libertà in un luogo di idee chiamare a raccolta l’ordinamento giudiziario, i magistrati e le forze dell’ordine quando ci si confronta con le idee?

Siamo d’accordo, c’è un limite a tutto. Non passi la diffamazione, quella vera, l’insulto fine a se stesso, la violenza (anche se non fisica), ma no ndiventi questa la scusa buona per tarpare le ali a chi offre, regala, il proprio punto di vista con la passione che è capace di profondere.

Lo spirito della legge, che è quello a cui si rifanno i custodi della stessa quando la applicano, non è certamente quello di privare la libertà di espressione, ma di tutelarla.

Se c’era della intimidazione nelle sue parole, si dia pace, non sono intimidito, nemmeno un po’.
Purtroppo non sono neanche sorpreso, non è la prima volta che mi si sventola il codice penale sul grugno per indurmi a + miti consigli, la mia fedina penale è ancora immacolata, a testimonianza di come il limite della legge non solo io lo conosca, ma lo rispetti.

Torniamo a Platone.
Che piacere leggerlo citato in un luogo come questo. La ringrazio per avermi permesso di riapprezzarne la modernità nonostante abbia scritto il suo pensiero ben oltre 20 secoli fa.
eppure non vorrei che questa citazione che dovrebbe onorarlo finisca per offenderlo.
Non vorrei che le sue parole vengano, volontariamente o involontariamente, travisate e banalizzate.

Quel che Platone voleva dire è che bisogna stare ben attenti a non confondere libertà con libertinisimo, LA libertà con LE libertà (proprio come avviene ed è avvenuto nei nomi delle formazioni politiche del premier).
A non farsi spacciare per libertà la mancanza di rispetto.
Ebbene io non voglio fare questo tipo di confusione, e lei?
Spero che lei no nvoglia nascondersi dietro il dito del “rispetto” per non discutere della mancanza di libertà.
Lo spero,ma è quello che vedo.

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Buson scrive:

dontfeedthetroll, è inutile che la facciamo tanto lunga: il punto è uno, ed è che lei è entrato qui e si è comportato da gran vastaso (la cerchi nel dizionario se non la conosce, è una parola che si usa al sud ed è quella appropriata in questa circostanza).
Potrei fare la collezione dei passi in cui lei si rivolge, ad uno, a tanti oppure ad una categoria, con maleducazione, spocchia e mancanza di rispetto sulla base di non si sa quale superiorità di cui si sente patentato. Il tutto poi per venire a contribuire con un contenuto povero, bassamente polemico e fallace.
Nel suo egocentrismo pensa pure che Valery le abbia rivolto una minaccia, quando, se stesse realmente partecipando alla discussione anziché rintuzzare tutti in modo pedestre, si sarebbe accorto che si stava conducendo un discorso un po’ più ampio della sua persona.

Ah, visto che si lamenta di chi le rileva i semplici refusi e già che tiene il dizionario in mano, guardi bene:
- gli è pronome singolare, non si può usare in luogo di “a loro” (sorvoliamo sull’orribile uso dello stesso come complemento oggetto).
- i sostantivi non possono reggere proposizioni finali, tantomeno quelle esplicite. Né queste possono mai essere coniugate al congiuntivo per attrazione modale di un verbo che non c’è.

Quindi non solo di refusi parliamo. E quandanche si trattasse solo di questo è norma di educazione scrivere i commenti in maniera leggibile e non con ortografia da SMS. Ma mi rendo conto che l’argomento dell’educazione con lei…

Penso in fretta e quindi scrivo in fretta.
Non sono un benpensante mantenuto da qualcuno, il mio tempo è prezioso.
Dovrebbe ringraziarmi di aver dedicato a gente come voi tanta attenzione.

…cade nel vuoto.

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dontfeedthetroll scrive:

Innanzitutto Busone, o come diavolo le piace farsi chiamare, non accetto lezioni di lingua, tantomeno di termini del sud, da un poveretto incontrato su un forum, tra l’altro zeppo da gente così ignorante da votare a destra.

mi rivolgo a chi credo con i termini e i modi che credo, senza che la preoccupazione che chi si riconosce in talune definizione ne possa risultare offeso, non sarebbe che la prova di quanto avessi ragione, d’altronde.
Guzz – Questo posto qui non e’ internet, baby, ma e’ casa mia come puoi leggere nel blog. Questo e un giornale e io non ne sono soltanto l’autoritario direttore, ma il capriccioso tiranno che da’ le tegole e le fa rispettare. Scrivo col telefonino ma da domani chiriamo tutto. Qui c’e libertà’ d’opinione, ma non di insulto e tu insulti. Dunque a te decidere se accettare le ferree regole o fare le valigie. L’uso scrupoloso ed elegante della lingua italiana e’ richiesto, un alto livello culturale e un accettabile QI sono graditi.


Non parliamo solo di refusi? Addirittura un “gli” al posto di “li”, acciderbola, o qualche frase non riletta lasciata a metà, pensata in un modo e scritta in un altro?
Oddio che grave errore!!!

Mi lasci dire ancora due parole prima di lasciarla cadere nel dimenticatoio che merita.
Se non accetto lezioni di lingua da lei, ancor meno accetto lezioni di buona educazione.
Questa è internet, piccolo, il significante vale meno del significato, se dovessi pulirmi le scarpe con le vostre convinzioni ridicole, risibili e mi si lasci aggiungere, PREISTORICHE su qualche pagina di qualche giornale, perderei tempo a rileggermi e magari a correggermi per venire incontro alle sue, e vostre, ridotte capacità mentali, ma questa è la società dell’informazione bisogna andare andare andare e non ho tempo nè voglia di preoccuparmi dei suoi rintuzzi ortografici, lasciano il tempo che trovano.

D’altronde, e chiudo, cosa c’è di + maleducato e volgare di rispondere aqualcuno a proposito della forma piuttosto che dei contenuti?
Abbiamo capito. non le piacciono, le assicuro che sono stati scritti proprio per questo, ma non vedo perchè valery potesse avere il diritto di scrivere una totalità di banali credenze popolari sulla sinistra, e io non avrei il diritto di fare appunti un po’ meno ipocriti ma probabilmente + fondati sulle convizioni di voi “destri”?
Il solito doppiopesismo, la solita superficialità di voi destri. La vostra nauseante ipocrisia.Immancabile, come sempre.

Di imbecilli che mi correggevano sulla forma e non cercavano di contrastarmi sul piano degli argomenti fino ad arrivare a minacciarmi in vita mia, su internet ed altrove ,ne ho incontrati a bizzeffe, nemmeno in questo è originale.

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dontfeedthetroll scrive:

GUZZ – Se ha delle idee, e’ ora di mostrarle. Il linguaggio e’ fastidioso e petulante. Se vuole restare, legga le regole e dica se le vanno bene o no. Deve anche riempire la scheda e fornire le notizie richieste sulla sua identita’. Se le va benr, bene. E senno’ pazienza.

Gentilissimo Guzzanti che le piaccia o meno questa è internet.
E’ vero lei è un tiranno e mi puo’ cacciare fuori quando crede, ricavandone la figura che ne consegue.
Cio’ non toglie che questa sia internet.
E’ la grande rete e lei non ne è che una piccola parte, anzi ne sfrutta i meccanismi per avere quel po’ di visibilità che le manca, non venga a farmi la paternale, non la accetto.
Io non insulto, dico quello che penso: se non le piace puo’ chiudermi la bocca, ma certo non me la faccio chiudere da un busone qualsiasi, d’altronde non potete che zittirmi che con la violenza, con gli argomenti non credo che siate capaci, no, nemmeno lei.

Rispedisco al mittente i vari insulti sul mio qi e sull’uso della lingua italiana, credo che in caso quanto nell’altro le potrei dare dei punti.
(A proposito di ipocrisia: insultare qualcuno perchè insulterebbe. Che faccia di bronzo!)

E mi si perdoni la presunzione.

Se crede che io non vada bene per il suo forum, non c’è bisogno che mi cacci, me ne vado io.
Se si aspettava che venissi qui a dire “grazie, scusi, prego, tornero’” ha preso una topica colossale. Mai cacciato lingua per leccare un culo. Nemmeno per avere vantaggi sociali o professionali, si figuri, anzi visto che mi hai dato del tu, FIGURATI se mi metto a leccare il culo a te per essere ospitato sul tuo forum,

A proposito non doveva essere rivoluzionario, fucina delle idee per la politica nuova?
Ammazza che politica nuova, ridurre al silenzio chi non usa il linguaggio che vi piace o non dice cose che vi compiacciono. Direi che questa è roba già sentita vecchia, la censura, giusto per fare un esempio la usavano già nel famigerato ventennio. Cos’è, nostalgia?

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Buson scrive:

Guardi, se voleva replicare puntualmente a quell’articolo di Veneziani con maggiore aderenza al vero e fondatezza di quanto non avesse fatto lo scrittore la informo che non vi è riuscito. Il suo sembra più un gioco di controcrittografia, come quelli di quella bella rubrica del Venerdì, Lessico e Nuvole… piuttosto malriuscito però, perché su diversi punti lei sembra non aver compreso molto lo spirito dalla critica. O forse lo ha compreso ma dovendo pur scrivere qualcosa ha finito per buttare giù critiche un po’ a caso, però numerate.

Oltretutto lei in diversi frangenti ottiene addirittura il risultato opposto a quello voluto. In risposta a…

La sinistra è quel modo di pensare che non giudica mai l’antagonista politico come il proprio avversario, ma come nemico dell’umanità, del progresso, dell’intelligenza, della pace.

ci conforta con

quando ci si scontra con persone che non è che hanno opinioni diverse, ma che non hanno opinioni, ma che gridano il loro niente con assordanti guaiti e grugniti animaleschi, cosa si vuol discutere? Come ci si puo’ confrontare.

E fornisce il più classico esempio di

Le fonti su cui regge una società sono i giudizi ereditati, tramandati, e quelli espressi dalle maggioranze: la sinistra disconosce entrambe le sorgenti del vivere comune e del senso comune

quando ci ricorda che

Solo una nota sul capire perchè la sinistra ha perso e la destra ha vinto.
Da che mondo è mondo gli imbecilli sono infinitamente di + degli intelligente. Da che mondo è mondo.

Sul punto quinto va totalmente fuori strada: in primo luogo cade in una fallacia di ambiguità semantica (trasforma le opinioni-idee in opinioni-ipotesi sui fatti, alterando il significato della dicotomia opinioni-fatti), in secondo luogo prende un discorso che verteva sul giudizio etico-politico di fronte alle cose del mondo e lo porta sul piano delle “ricette”, anzi delle premesse alle ricette, di carattere giustificazionista. Praticamente non c’entrava nulla, ed è lo stesso pistolotto che in altri termini viene replicato al punto sesto.
Come vede sul contenuto del suo intervento c’è poco da discutere e molto da sforbiciare, ma il problema non è questo. Così come non è il refuso o l’errore di sintassi. Figuriamoci, chi non ne fa… e chi non fa ogni tanto interventi provocatori che dividono più con l’enigmistica che con la politica?!

Il problema, prendo atto che la cosa la stupisce e quasi la trapassa, risiedeva proprio nella primissima cosa che le ho detto: ossia che lei è entrato in questa discussione con tracotanza, non osservando un briciolo di rispetto per nessuno e offendendo reiteratamente e volutamente.
Quando si propongono le proprie idee in questo modo si raccolgono le risposte che si meritano (difficilmente verteranno sui contenuti), perché di santi c’è penuria e la gente è incazzosa. Probabilmente, nella sua esperienza, più che “destri” lei ha semplicemente catalizzato dei suoi pari.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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maria v scrive:

Buson scrive:
14 Luglio 2008 alle 16:59

e a Paolo che non c’era

A quei “gli” in particolare mi riferivo che sicuramente non avrei fatto rilevare se si fosse trattato di persona educata, ma visto che viene qui solo per insultare e dare degli ignoranti a chi vota in modo opposto al suo mi è parso doveroso far notare che questo troll è il classico bue che dà del cornuto all’asino

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Arturo Zulawski scrive:

Ah, la citazione di Platone… Viene da chiedersi chi sia il Popolo delle Libertà e il suo Caro Coppiere.

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jetset scrive:

dontfeedthetroll: Grillo, Travaglio & co. “pensatori liberi”? E a cosa pensano, visto che dicono stupidaggini su stupidaggini?

Faccio un esempio così ci capiamo: un giorno ho sentito Grillo affermare che bisogna passare al solare come fonte principale di sussistenza energetica.
Faccio notare che il solare ha una resa bassissima, è incostante e che al massimo in Italia può contribuire al 3-4% rispetto alla richiesta nazionale di energia. Vuoi fare un prova? Bene, prova anche solo ad illuminare casa tua con i pannelli solari. Non ti basterebbe un campo da calcio. Faccio anche notare che l’energia prodotta dal solare dev’essere utilizzata in tempo reale perché altrimenti per accumularla occorrerebbero batterie grandi come montagne (e con cosa le produciamo?). Inoltre, anche se fosse possibile costruirle, si sa quanto le batterie siano dannose per l’ambiente quando si esauriscono. Come le smaltisci visto che occorre una montagna di energìa sia per farle che per eliminarle?

Dopo si questo Grillo parla dell’idrogeno e dice che le compagnie petrolifere evitano di lanciarlo sul mercato perché vogliono vendere il loro petrolio.

Se Grillo avesse preso in mano un semplice testo delle superiori saprebbe che il motivo per cui non si produce idrogeno è che esso non si trova sulla terra allo stato molecolare (ovvero libero, pronto da utilizzare). Al contrario, l’idrogeno si trova già legato con altri atomi in molecole. Per esempio nell’acqua di trova legato all’ossigeno H2O, nell’ammoniaca all’azoto NH3, nell’acido solforico allo zolfo ed all’ossigeno H2SO4.
Ebbene, per “liberare” l’idrogeno da questi legami isolandolo e facendolo diventare combustibile (perché altrimenti l’acqua brucierebbe) occorre somministrare alla molecola una quantità di energìa ben maggiore di quella che si ottiene utilizzando l’idrogeno prodotto. In pratica è come scambiare un biglietto da 100 euro con uno da 50. Ma qui sta il bello: dove troviamo l’energìa per produrre l’idrogeno? Dove trovare quei 100 euro da scambiare? Utilizzando il petrolio? Ed allora perché non utilizzarlo direttamente, visto che rende molto ma molto di più? Si potrebbero usare le centrali nucleari, che producono tantissima energìa ed in maniera continuativa: anche se si perde energìa nel processo per lo meno avremmo un gas portabile ed utilizzabile. Ma Grillo e soci non vogliono nemmeno le centrali nucleari, che tra l’altro sono a coefficiente negativo e quindi sicure. Visto quante “idee” che vanno a farsi benedire quando interviene la scienza?

Vedi, purtroppo vi sono persone che parlano di “idee” ma in realtà fanno solo danni perché raccontano balle e sciocchezze a chi non se ne intende. Sono i peggiori arringatori, perché invece di conoscere prima di aprir bocca parlano solo di complotti, cosa molto più populistica e di facile divulgazione. Così la gente li segue nella loro ignoranza con la differenza che essa non è tenuta a sapere nulla quando paga il prezzo di un biglietto, mentre questi guitti invece dovrebbero parlare a ragion veduta.
Invece di magnificare Grillo compra il libro di Piero Angela – Lorenzo Pinna “La sfida del secolo” e leggi. E’ ovviamente un libro semplificato e molto chiaro ma serio e scientificamente esatto, visto che è stato fatto in collaborazione con l’ENEA.

Ecco perché Grillo & Co. sono classificabili come sinistri, i quali venivano a raccontarci quanto era bella l’URSS e quanto il comunismo era splendido. Poi andavano in vacanza alle Maldive e si compravano la Mercedes.

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dontfeedthetroll scrive:

io non ho mai detto, nè pensato, che grillo avesse ragione.
A me non piacciono i tribuni che raccolgono consenso dicendo alla gente quello che vuole sentirsi dire (è lo stesso motivo per cui detesto Berlusconi), quello che volevo dire è esattamente quello che hai fatto nel tuo post (ti do del tu, perchè tu lo hai fatto con me e va benissimo) siccome dice cose che non ti piacciono, o sulle quali non concordi (a torto o a ragione) allora è un sinistro.
E’ un po’ come se io etichettassi come “destro” chiunque dica che l’Inter è la + grande squadra italiana, solo perchè io sono juventino.
Già appiccicare etichette è sbagliato (e purtroppo lo faccio spesso anche io) ma almeno quando lo facciamo cerchiamo di essere critici verso noi stessi.

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jetset scrive:

Ok supponiamo che Grillo, Travaglio, Guzzanti (Sabina) etc… non siano di sinistra.

Allora ti chiedo: come mai vanno a tutti i festival, riunioni, meeting, RaiTre e Dio sa solo cos’altro organizzati, gestiti e promossi dalla sinistra?
Come mai non li vedi mai alla festa del PDL o su Mediaset?

In realtà le “idee” di Grillo e compagni sono pericolosamente simili a quelle dei Pecoraro, dei Diliberto, dei Bertinotti.
E, permettimi, siccome la collocazione politica è quella io la definisco “di sinistra”. Quindi sono di sinistra.
E’ logica deduttiva.

Se cominci a dire NO alla TAV, NO al nucleare, NO ai termovalorizzatori allora cominicio a sospettare che tu sia di sinistra. Poi magari in una discussione dai addosso a Berlusconi, dai ragione a chiunque, a torto o ragione, lo vorrebbe vedere in una fossa e chiami fascisti quelli che votano per il PDL. La mia convinzione si rafforza. Poi dici che la guerra i Iraq è stata un errore, che le torri gemelle le hanno buttate giù la CIA e mi convinco sempre di più che sei sinistro. Ti spertichi per “i poveri popoli oppressi”, “dimenticando” che danno vita a terrorismi che ammazzano sparando nel mucchio centinaia di civili NON PER ERRORE ma INTENZIONALMENTE. Poi ti vedo a tutti i festival dell’Unità possibili, come ospite d’onore.

Ora, a meno che tu non voglia farmi scemo io saprò che sei di sinistra.
Quindi Grillo, la Guzzanti e Travaglio sono di sinistra.

Logicva deduttiva, e pure piuttosto semplice.

P.S: Ok per il “tu” ;-)

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dontfeedthetroll scrive:

Tutte queste gran similitudini tra Grillo, Travaglio, Pecoraro, Bertinotti e Diliberto io, in tutta sincerità non le vedo.
Sincerità per sincerità non vedo gran similitudini nemmeno tra gli ultimi due, ma tant’è…

Ad ogni modo, non credo che ci sia bisogno di essere di sinistra per non apprezzare Berlusconi (di gente anticomunista ma onesta che lo vorrebbe vedere penzolare da qualche cappio ne conosco + di qualcuno), per ritenere la guerra in iraq un abominio, o per avere + di qualche dubbio sulla sorte delle twin towers, guardi, secondo me basta essere informati.

Anzi a dirla tutta trovo veramente INCREDIBILE che qualcuno possa ritenere in qualche modo giusta la guerra in iraq o per digerire la favoletta sulle torri gemelle. Ma tant’è sarà che sono “comunista” anche io…

Quanto a non essere a mediaset…beh al capo non piacciono e non vengono invitati, e se gli unici megafoni a disposizione sono alle feste dell’unità..uno che fa non ci va?

Insomma considerando i monopoli (incontestabili credo) dei media mi sembra un po’ debole come argomentazione.

Ma supponiamo che sia come dice lei, Grillo e compagnia cnatante sono di sinistra (Travaglio no pero’, per carità) cos’è un buon motivo per non stare a sentire quello che hanno da dire?

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valery scrive:

Gentili dontfeedthetroll e Arturo Zulawski, credo che a forza di rispondere ai commenti dei vari intervenuti in questo interessante blog, Vi siete persi per un attimo l’oggetto trattato fin dall’inizio. Innanzitutto, i contenuti dei miei commenti hanno avuto come unico oggetto la manifestazione dell’8 luglio. Argomenti principali: la “libertà” e la “buona educazione”. Le citazioni relative alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948? si riferiva alla libertà di cui avevano diritto i partecipanti a Piazza Navona, mentre l’art. del Cod. Penale si riferiva ai limiti che esso impone ai diritti di quest’ultimi di destinare pubblicamente “apprezzamenti…” discutibili a chi non era presente e quindi diffamare (se cosi fosse) gli stessi. Per quanto riguarda la “destra o la sinistra” mi creda, è da tempo che sono finite le vere ideologie. Oggi la politica è come il calcio, è una grande macchina che ipnotizza i poveri tifosi e macina miliardi. Chiarito ciò, mi duole dovere ammettere che, con tutta la mia buona volontà, non sono riuscito a creare un dialogo sereno e civile .
Ho riletto i Vostri interventi verso tutti, fin dall’inizio. Analizzandoli ho potuto riscontrare che nelle Vostre parole non ci sono segnali di distensione. In particolare il Sig. dontfeedthetroll manifesta aggressività gratuita, rivela sospetto e diffidenza verso tutti. Perchè si comporta cosi? Cosa ha visto nella vita per essere così aggressivo? Si ricordi che stiamo parlando di fatti che non ci riguardano personalmente, io non sono “destro” e Lei non è “sinistro” come ama definirci. Siamo ospiti di una Persona che stimo come uomo e come politico, l’On. C. Guzzanti. Dobbiamo comportarci come persone civili, nel linguaggio e nelle forme. Non siamo a casa nostra e come ospiti dobbiamo rispettare il Padrone di casa. Sono convinto che alla fine di una conversazione come questa, si perde sempre l’obbiettivo per cui è iniziata per dare spazio alle nostre insoddisfazioni personali, ai problemi che ci coinvolgono quotidianamente, a tutte le cose che avremmo voluto fare nella vita e non ci siamo riusciti, e allora inconsciamente vediamo davanti a noi solo nemici. Mi dispiace essere stato frainteso, ma per me non è una novità. Spesso non si ha il tempo di analizzare le persone con le quali parliamo, perchè siamo tanto abituati a non credere più a nulla che quando ci capita una buona occasione ce la lasciamo sfuggire.

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Arturo Zulawski scrive:

Gentile Valery,
io le ho risposto -credo- con un linguaggio e un’educazione che definirei standard.
Per quanto mi riguarda è vero: credo che la tensione sia una condizione che accompagna la distensione.

cordiali saluti

az

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dontfeedthetroll scrive:

Inannzitutto sono educato con chi è educato, aggressivo con chi mi offende.
Intendimoci offendere non significa insultare. Mi si puo’ offendere non essendo corretti, intellettualmente onesti, vivi e autentici, semplicemente non troppo banali.

Come posso aver ciccato gli argomenti quali “libertà” e buona educazione esercitando la prima e sottolineando la seconda?

Suvvia non mi sottovaluti come gli altri, crede davvero che non avessi capito a cosa si riferisse citando la diffamazione?
Quello che vorrei dire è che a volte con l’amore per il rispetto e l’educazione si finisce per non dire verità non dette e cioè per esempio,restando in tema dell’8 luglio, che è discutibile l’omofobia del vaticano quando questo dovrebbe essere esempio di amore e tolleranza, come è discutibile che taluni personaggi diventino ministri senza una vera esperienza politica alle spalle e con un certo tipo di atteggiamento verso il “capo”. Non dico che la Carfagna debba il suo ruolo per un pompino, ma che diamine forse la nostra classe dirigente è inadeguata, forse questo va detto!

No, non c’è distensione c’è la delusione di dover constatare che la politica non è d’aiuto alla gente, non è niente, è solo un altro modo per fare soldi senza lavorare. E forse è anche cosa che non riguarda noi comuni mortali.

Ha ragione è come il calcio, vedo i tifosi di entrambe le squadre inneggiare a chi si è preparato un bacchetto alle loro spalle, e li disprezzo, tutti.

Le definizione di destri e sinistri non è mia, l’ho solo ripresa,resa commestibile. E’ immensamente idiota essere l’uni quanto gli altri. Ma è diverso.
Constato le differenze, tutto qui.

Buon proseguimento.

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jetset scrive:

x dontfeedthetroll: tu parli di favoletta dell’11 settembre. Ok allora portami le prove. Tu parli della guerra in Iraq. Ok, allora ti dico che la guerra avvenne perché Saddam non fece entrare gli ispettori. A prova di quanto affermo ti lascio un link con una delle innumerevoli risoluzioni ONU che minacciavano il dittatore di conseguenze disastrose se non avesse ottemperato:
http://xoomer.alice.it/webzerouno/ilcastello/download/documenti/RisoluzioneONU1441.doc

Devo continuare?
Quanto a Mediaset, ha ospitato Costanzo che di sinistra non è, perfino la satira con Zelig è andata in onda sulle reti del Cav. Certo se si deve trasmettere la feccia e l’ignoranza di guitti da baraccone violenti e veementi, allora ti dirò che il Cavaliere ha fatto bene a rifiutarla. Meglio le veline.

P.S: proprio perché ho sentito Grillo, Travaglio e company ora non li sto più ad ascoltare. Il mio precedente articolo lo dimostra visto che ho circostanziato le loro chiacchere da bar. Quanto al fatto che non siano di sinistra ti dirò, ho 43 anni e fortunatamente non credo alla Befana.

Un saluto, comunque, rispettoso (ovvero non alla di Pietro).
Ah, a proposito: cos’é, mi dai nuovamente del Lei? :-)

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jetset scrive:

P.S: d’ora in poi, come giustamente scrive valery, non replicherò più perché stiamo un pò divagando e non attenendoci all’argomento principale.

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valery scrive:

Errata corrige: …..,si perde sempre “l’obbiettivo” per cui è iniziata…. = “l’obiettivo”.

Scusatemi per il refuso, data l’atmosfera, non si sa mai…

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valery scrive:

Vorrei, senza alcuna ipocrisia, ringraziare tutti per il rientro nei ranghi. Ciò non significa che ognuno non la pensi a modo proprio. Per quanto concerne i nostri chiarimenti, non ho mai dubitato dell’intelligenza e della preparazione dei miei Interlocutori. Ammetto che un pò di pepe nei dibattiti rende la vita più stimolante, però non amo personalmente vedere sconfinare il confronto in una rissa. Il tema da noi trattato, oltre la vera politica (che non si fa più), ha riguardato il mezzo come quest’ultima è stata strumentalizzata da alcuni… (Piazza Navona)
Ripeto, tutti hanno diritto ad esprimere il proprio pensiero verso l’avversario, ma esistono delle regole: quelle del buon gusto! Adesso non voglio fare la figura di chi vive nel mondo delle favole, ma ho assunto questo atteggiamento , forse perchè troppo stanco (in generale) di tutta questa violenza verbale, di questo “tutti contro tutti”, di questa ricerca del cavillo per potere “eliminare” l’avversario politico, di questa mancanza di veri cervelli che dovrebbero governare “l’Italia” con lo spirito del buon padre di famiglia, di questi arresti ad orologeria fra i politici (di destra e di sinistra), di questa distrazione dai veri problemi degli italiani e del cattivo esempio offerto alle nuove generazioni. Ce lo chiediamo, ogni tanto, perché siamo scivolati inconsciamente in un gioco pericoloso di cui non prevediamo gli effetti? Senza volere entrare nel merito di chi è più bravo fra i politici dell’ultima ora, mi sembra che gli italiani ormai da anni sono stati convogliati (scientificamente) in un tunnel dove un “pifferaio magico” (senza alcun colore politico, perchè tutti colpevoli) li sta portando verso il baratro (economico, sociale, etc.). Un perchè la gente ha votato (anche per disperazione) PDL e Lega? Forse per demerito della Sinistra che nell’ultimo governo aveva dei parenti molto scomodi e rissosi. Gli italiani non amano entrare in guerra con nessuno (sono già stanchi delle guerre che devono combattere ogni giorno contro le organizzazioni malavitose che soffocano la vita del paese). Fondamentalmente si comportano come quei cani che abbaiano per sembrare cattivi, ma non mordono. Però, se trovano qualcuno che gli regala uno zuccherino cambiano subito padrone (si adattano facilmente). Infine, fra due rapinatori (uno violento e uno gentile) che volessero rubare loro il portafogli, preferirebbero il secondo. Anche nella disgrazia è sempre una questione di forma, non vogliono essere offesi, maltrattati, tanto sanno che a turno ci sarà qualcuno che ruberà, almeno possono scegliere il più educato!

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dontfeedthetroll scrive:

Scrivo a lei il mio ultimo messaggio giusto per chiarire un paio di punti.

Il tema trattato NON era ASSOLUTAMENTE l’educazione o il buon gusto di chi parlava in piazza navona, ma il pessimo gusto e l’atteggiamento MAFIOSEGGIANTE, maschilista e retrogrado della Carfagna, nel rivolgersi a Sabina Guazzanti in quanto figlia di suo padre.

Capisco che la cosa vi secca e parecchio, ma è di questo che parla(va) il Guzzanti padre, ma per amor di dar addosso alla sinistra e proteggere la povera ministra di “destra”, siete riusciti a distorcere pure questo.
E vabbè, inutile perderci la testa, siete fatti così.

Quanto al buon gusto…è un concetto molto relativo e personale, quello che pare a lei di cattivo gusto a me pare leggittimo, e cio’ che le pare leggittimo e sacrosanto a lei, io lo trovo non di cattivo, ma di pessimo gusto. Dobbiamo stare a discutere di gusti, discettare quanto sia + buono il cioccolato rispetto all’amarena? Mah.

Quanto poi alla rissosità di una certa sinistra e all’educazione del cosidetto centro destra, stendiamo un velo pietoso, credo di non potermi confrontare nemmeno su questo senza offendere nessuno.
Finirei per dare dell’asino a chi ritiene un premier di una volgarità mai vista nello scenario della poltica italiana, per il modo i ncui si rivolge alle donne, ai suoi “sottoposti”, alle istituzioni, ai suoi avversari, a chi non lo vota e a chi non lo applaude, ai magistrati, e chi + ne ha + ne metta, come un educato signore.

E’ STATA COMPIUTA UNA ENORME MISTIFICAZIONE. IO SONO INSORTO A DIFESA DI SABINA E A DIFESA DI ME STESSO CONTRO UN ATTO UFFICIALE DI UN MINISTRO DELLA REPUBBLICA CON CUI SI ANNUNCIA LA QUERELA CONTRO UN CITTADINO DONNA, CHIAMANDOLA SIA CON IL PROPRIO NOME, SIA COL PATRONIMICO, LA “FIGLIA DI”.

SU QUESTO IO HO PROTESTATO CON VIOLENZA E SOLIDARIZZATO CON SABINA, NON SUI CONTENUTI DI QUEL CHE HA DETTO A PIAZZA NAVONA, DA CUI DISSENTO. MA QUI MOLTI HANNO PREFERITO FARE UN PASTICCIO E DIRE CHE PAOLO GUZZANTI SOLIDARIZZA CON SUA FIGLIA SABINA GUZZANTI SU PIAZZA NAVONA, NASCONDENDO IL COMUNICATO CHE HO DEFINITO MAFIOSO E INTIMIDATORIO.

ERO E SONO DISGUSTATO E INFURIATO, DOPO AVER INDAGATO PREVENTIVAMENTE PER ESSER CERTO CHE IL COMUNICATO FOSSE STATO APPROVATO PERSONALMENTE DAL MINISTRO.

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dontfeedthetroll scrive:

Pare che ad averla compreso sono solo io, e pochissimi altri.
E per fortuna che l’ho compreso, almeno siamo riusciti a concordare su una cosa che fosse una cosa

SULLA VERITA’ DEI FATTI E’ FACILE E ONESTO TROVARE D’ACCORDO LA GENTE PERBENE.

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valery scrive:

Nel rispetto delle idee e dei pensieri di ognuno di noi proporrei di chiudere con saggezza l’argomento. A Lei, On. Guzzanti, ringraziandoLa per la cortese ospitalità nel Suo Blog, desidero manifestarLe la mia sincera stima come Uomo e come padre di Sabina. Aggiungo tutta la mia ammirazione per la Sua onestà intellettuale. A lei, gentile dontfeedthetroll, desidero ringraziarLa perchè mi ha offerto la Sua vera immagine di persona perbene, pronta a porgere una mano a chi non la pensa come Lei. Tutto questo Le fa onore! Anche il simpatico Arturo Zulawski, con la Sua penna brillante ha dato un contributo onesto e al di sopra delle parti in questo sofferto ma interessante confronto. E poi, cosa dire del nostro caro jetset con i Suoi interventi alla Robin Hood per andare in difesa di chi era sotto fuochi incrociati? Un grazie anche a Lui. A Luciano Baroni, Maria e Buson, dico che avete reso il contenuto di questo blog, stimolante e appassionante. Gradirei che questo nostro saluto possa anche essere un auspicio per nuovi contatti costruttivi e soprattutto basati sempre su quell’intelligenza e moderazione che ci ha distinti fino ad oggi. Grazie e cordiali saluti.
Valery

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jetset scrive:

GUZZ – E’ STRAORDINARIO QUANTA FATICA COSTI IL SEMPLICE, CHE RICICCIA FUORI APPESANTITO DALL’INUTILE.

RIPETO PER LA MILIONESIMA VOLTA: IL MINISTRO NON MI HA “ASSOCIATO” A MIA FIGLIA: HA FATTO UN COMUNICATO DEL GOVERNO (ESSENDO MINISTRO) IN CUI ANNUNCIA DI VOLER QUERELARE L’ATTRICE SABINA GUZZANTI.

NEL COMUNICATO IDENTIFICA SABINA GUZZANTI UNA PRIMA VOLTA PER QUEL CHE E’: SABINA GUZZANTI. E UNA SECONDA CON UNA RELAZIONE DI PARENTELA: QUELLA CON ME. QUESTO E’ SBAGLIATO E LASCIA SPAZIO A IPOTESI DI MESSAGGI NON LIMPIDI.

INFATTI: PERCHE’ L’HA FATTO? NON LO SO E BISOGNA CHIEDERLO A LEI. MA IO POSSO DIRE QUEL CHE SEMBRA. E SEMBRA DUE COSE:

1) EHI TU, SABINA GUZZANTI, NON DIMENTICARE CHE TUO PADRE STA DALLA STESSA PARTE POLITICA IN CUI MI TROVO IO.

2) EHI TU, PAOLO GUZZANTI, VISTO CHE COSA COMBINA TUA FIGLIA? NOI NON DIMENTICHIAMO CHE E’ TUA FIGLIA.

ENTRAMBI I MESSAGGI SI PRESTANO AD UNA INTERPRETAZIONE MAFIOSA (L’AVVERTIMENTO) E/O INTIMIDATORIA: NOI ABBIAMO IN MANO TUO PADRE, NON DIMENTICARTENE.

IN OGNI CASO, UN GRAVISSIMO, IMPERDONABILE ERRORE DI RUOLO, PARTICOLARMENTE GROTTESCO PERCHE’ COMMESSO DALLA TITOLARE DELLE PARI OPPORTUNITA’ CHE QUERELANDO UNA DONNA LA IDENTIFICA ATTRAVERSO LA PATERNITA’,

PER QUESTO HO DETTO CHE LA CARFAGNA NON E’ UNA DONNA DEL SOUTH (SUD) MA DEL SAUD, SAUDITA.

PESSIMA FIGURA SUA.

CHE POI QUERELI O NON QUERELI NON SONO FATTI MIEI, COSI’ COME NON SONO FATTI MIEI LE OPINIONI O I DISCORSI PUBBLICI DI SABINA GUZZANTI, UNA SIGNORA DI 45 ANNI FAMOSA IN TUTTO IL MONDO E CHE NON HA BISOGNO DI MENDICARE UNA IDENTITA’ DA PAPARINO SUO.

HA CAPITO ADESSO?

Gentile Senatore,
mi faccia capire: Lei è insorto perché il ministro l’ha associata a Sua figlia, mentre essendo ella maggiorennne e vaccinata si sarebbe dovuta prendere le sue responsabilità in prima persona oppure si è infuriato anche perché Sabina si è beccata una denuncia?

Scusi se glie lo chiedo, non ho capito bene, forse sarò io un pò confuso da questa vicenda.

Nel primo caso sono d’accordo con Lei, Sabina doveva essere coinvolta personalmente senza che fosse allargato il tiro. Però Lei è un senatore conosciutissimo e quindi non mi meraviglia che la vicenda sia stata, per così dire, estesa. Magari non è stato fatto in maniera cattiva o forse sì, questo non lo posso sapere. Certo se Lei prende le difese di Sabina io La posso capire, un padre prende le difese dei figli, però a questo punto Lei si mette in gioco ed allora da quel momento in poi non si può più pretendere che non La si tiri in ballo. Se la Sua ira invece è dovuta puramente ad un fatto di neutralità violata, allora Le sono solidale.

Nel secondo caso invece sono in totale disaccordo con Lei. Chi parla (o sparla) a sproposito addirittura facendo riferimento a diavoli che lo mettono nel didietro o dando della pompinara ad una persona degna esattamente come sua figlia di fare la sua strada professionale, ebbene, si deve aspettare una giustissima e sacrosanta querela. Il fatto che il ministro Carfagna sia stata una soubrette non significa che possa essere offesa in questo modo e, comunque, ciò che fa nel privato vere o false che siano le chiacchere sono cavoli suoi.
L’atteggiamento vittimistico di chi tira bordate e poi ritrae la mano scandalizzandosi delle reazioni mi pare moralmente simile a quello dei giottini che tirano gli estintori e poi si lamentano se un poliziotto si difende.

Chi ha cominciato ad attaccare non è la Carfagna ma Sabina e mi pare giusto che debba rispondere di ciò che ha detto. Io al posto della Carfagna avrei agito esattamente allo stesso modo, senza tirare in ballo Lei, ma la querela sarebbe partita immediatamente.
La saluto cordialmente.

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jetset scrive:

Ho capito, Senatore.
Grazie per la Sua spiegazione, sono state dette talmente tante cose che alla fine non ci avevo capito nulla.

Io trovo comunque sacrosanta la querela, ma come dice Lei, la Signora Sabina è grande e vaccinata.
Né trovo che Lei abbia nulla da scusarsi in fatto di educazione, sicuramente è stato il migliore padre del mondo e magari sua figlia è la migliore persona del mondo, non vi conosco e quindi non mi permetto di giudicare.

Però io giudico quel che sento e ciò che ho sentito mi è bastato per tirare le conclusioni su una vicenda che secondo me vede la Carfagna come parte lesa.

Che poi abbiano tirato per la giacca Lei è stato effettivamente un errore ma mi sembra che si esageri un pò nel considerare minaccioso “al limite del mafioso” il comunicato. E’ stato sconveniente e forse emesso con toni sbagliati, questo sì. Però se fossi una donna e mi dessero della pompinara altro che comunicato, io non mi fermerei alla semplice querela, quattro sberle sarebbero assicurate.

Cordialmente La saluto.
VEDO PERO’ CHE LEI SEGUITA A CONFONDERE MALGRADO ABBIA CAPITO E SOSTIENE CHE SE LEI FOSSE DONNA E LE DESSERO DELLA POMPINARA (CHE NON E’ UN MARCHIO DELLA VERGOGNA: TUTTI FACCIAMO E RICEVIAMO ANCHE SESSO ORALE E NON SOLO SCRITTO) NON CI VEDREBBE PIU’ E RILASCEREBBE UN COMUNICATO GOVERNATIVO FORSE UN PO’ INCAUTO E GOFFO, MA INSOMMA, VIA ! , CHE VOLETE CHE SIA UNA CHIAMATA IN CAUSA DI UNA PERSONA CHE NON E’ IN CAUSA, COL TONO MAFIOSO CHE DICE: EHI, TU, CARINA, NON DIMENTICARE E CERTAMENTE NOI NON DIMENTICHIAMO, CHE TUO PADRE STA DALLA NOSTRA PARTE.

DI QUI LA MIA TOTALE SOLIDARIETA’ A SABINA E IL MIO DISAGIO PER AVERE UN MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ COME LA CARFAGNA.

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valery scrive:

Caro On. Guzzanti, mi perdoni per questo mio rientro straordinario. Ho letto la Sua replica a Jetset sull’importanza o no, di dare pubblicamente della pompinara a una donna. Condivido anch’io il Suo fastidio nell’essere stato tirato in causa sulla faccenda di Sabina, però La prego… non minimizziamo sul fatto che chiunque si potrebbe permettere di dare della pompinara a chicchessia senza che questi non reagisca, perchè “non è un marchio della vergogna”. E allora, vediamo cosa potrebbe accadere se un pazzo appellandosi alla “libertà” dicesse che la moglie del Presidente della Repubblica è una pompinara. Durante la mia infanzia, ricordo che a scuola, litigando con un bambino lo spintonai e lui per tutta risposta reagì dicendo: “tua madre è una puttana!” Ebbene, facendo un eccezione alla mia buona educazione, gli spaccai la faccia con una testata. Perchè nessuno si poteva permettere di offendere mia madre, anche se detto da un bambino ed in un momento d’ira. Lascio a Lei il commento.

GUZZ – IL MIO COMMENTO E’ CHE NON HO AFFATTO DETTO CHE SI PUO’ DARE PUBBLICAMENTE DELLA POMPINARA AD UNA DONNA, MA HO RICORDATO CHE IL POMPINO, COME IL CUNNILINGUO, COME I TOCCAMENTI, LA PENETRAZIONE E ALCUNE ALTRE MIGLIAIA DI VARIAZIONI, FANNO PARTE INNOCENTE E ANCHE GENIALE DELL’ATTIVITA’ EROTICA UMANA.

QUANTO AL PERSONAGGIO PUBBLICO CARFAGNA, LEI NON E’ UNA PERSONA QUALSIASI, MA UNA FIGURA PUBBLICA COINVOLTA – FORSE INCOLPEVOLE – IN UNA ONDATA DI GOSSIP DI NATURA EROTICA.

NELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE DEMOCRATICA LA VITA PRIVATA DELLE PERSONE PUBBLICHE, DIVERSAMENTE DALLA VITA PRIVATA DELLE PERSONE PRIVATE, E’ PUBBLICA.

INOLTRE IL MIO NON E’ “FASTIDIO” MA PREOCCUPAZIONE PER UN COMPORTAMENTO UFFICIALE DI UN MINISTRO IN CARICA CHE HA AGITO IN MANIERA IMPROPRIA, LASCIANDO APERTA LA QUESTIONE: COME PUO’ UNA PERSONA DEL GENERE COPRIRE L’INCARICO DI MINISTRO DELLA REPUBBLICA? E ANCHE: COME HA FATTO A DIVENTARE MINISTRO DELLA REPUBBLICA?

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dontfeedthetroll scrive:

io mi ero riproposto di non intervenire +, poi a leggere questi ultimi 3-4 post, non riesco a trattenermi.

Io non parto con l’intenzione di insultare nessuno, ma quando vedo che si continuano a distorcere l’argomento in discussione e le parole di Paolo Guzzanti (che per carità, non ha mica bisogno del mio aiuto) perchè non si vuole accettare il fatto che il comunicato della Carfagna abbia qualcosa di intimidatorio e mafioseggiante, è cosa che mi manda in bestia.

Guardate non vi sto nemmeno a spiegare che forse a fare satira puo’ essere normale non usare un linguaggio da salotto bene, o fare una forzatura della realtà rischiando una querela per diffamazione. Sono sicuro che non lo capirete (perchè non volete o non potete) e CMQ NON è QUESTO L’ARGOMENTO IN DISCUSSIONE.

Porco CAZZO, qui si cercava di discutere del fatto che un ministro della repubblica italiana non puo’ e non deve diramare comunicati minacciosi e mafioseggiati, quale che sia l’offesa che abbia ricevuta, e nemmeno sull’onda della rabbia.
E’ la conferma che cio’ che Sabina Guzzanti insinuava è la verità. la CARFAGNA è ASSOLUTAMENTE INADEGUATA al ruolo che ricopre, foss’anche solo per il fatto che no nsa trrattenersi quando offesa, e sulla scorta di cio’ è leggittimo chiedersi come abbia fatto una persona così a diventare ministro della repubblica italiana.

Lo so, è stata nominata da Silvio Berlusconi Communications in persona, per voi domine e dio, ergo non puo’ essere un errore, come per voi il signor Joseph Ratzinger non puo’ essere in errore ostacolando la rimozione sui pregiudizi contro gli omosessuali, essendo “infallibile”.
Vivete di dogmi, ecco perchè non si puo’ discutere con voi.

La cosa curiosa è che non fate perdere la pazienza solo a me, che ringraziando dio sono all’intetesi del vostro modo (imho becero) di ragionare, ma persino a Paolo Guzzanti che per una volta tanto non stava a compiacervi parlandovi di quanto brutto e cattivo fosse Prodi, agente segreto del kgb.

Spero di non dover leggere + i vostri rampognoni sull’educazione di Sabina Guzzanti, non avete nè il titolo, nè l’autorità morale per farlo.
Ma soprattutto non è questa la sede.
Cercate di afferare almeno questo elementarissimo concetto.
Grazie.

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valery scrive:

Credo che i sentimenti umani vadano oltre il controllo delle reazioni istintive. Non possiamo a qualunque costo trovare delle giustificazioni più o meno valide su tutto. Penso che nel tempo ci siamo tutti quanti allontanati da quelle regole elementari che i nostri padri seguivano per dare delle indicazioni ai propri congiunti , dove ognuno aveva un ruolo ben preciso per fare funzionare la “famiglia = società”. Comprendo bene che la nostra conversazione è piacevole, in quanto scambio di opinioni e gradevole disquisizione sui fatti della vita. Però ci allontaniamo sempre più dai fatti sentiti dalle persone che credono ancora nei valori in senso universale. E’ discutibile la Sua domanda: ” come ha fatto a diventare Ministro della Repubblica?”. Senza citare nomi e cognomi mi chiedo anch’io, come sono diventati: funzionari pubblici, assessori, ministri, deputati, consiglieri comunali, direttori generali, laureati, proprietari di grossi patrimoni i cinque minuti. Oppure: presentatrici, attrici, veline, letterine, addetti alle segreterie, uomini di fiducia del…., segretarie personali del….., e potremmo continuare all’infinito. La risposta è: nella maggiore parte dei casi, nello stesso modo come intende Lei nelle Sue affermazioni. Come vede, per darLe una mano, possiamo paragonare la nostra società ad una jungla patinata d’ipocrisia, dove per la legge della sopravvivenza (e per un gioco perverso tra preda e predatore) il predatore adesca la preda per dare sfogo ai suoi istinti. Fortunatamente l’uomo pur essendo il più pericoloso predatore esistente sulla terra, cerca di darsi delle regole per evitare spettacoli truculenti in nome della “libertà”. Oggi più che mai si rende necessario rinnovare (se si potesse) l’etica in tutti i settori della vita pubblica per rendere meno violenti i rapporti fra quelle persone che hanno a cuore la stessa vita del paese. On. Guzzanti, Lei è troppo intelligente per non comprendere ciò che voglio dire, Le riconosco solo un motivo per giustificare la Sua posizione: “è costretto a fare il Suo mestiere, di Padre e di Senatore della Repubblica”. Prendo atto! Faccio a Lei e a noi i migliori auguri per il nostro comune futuro.

GUZZ – FACCIAMO UN PATTO SE VOGLIAMO ANDARE D’ACCORDO.

IO NON “INTENDO” MAI.
IO DICO SEMPRE.

IO NON ALLUDO.

IO DICO E RIPETO CHE CI SONO DUE FATTI DIVERSI:

IL PRIMO, LO SCONTRO FRA SABINA GUZZANTI E MARA CARFAGNA.
IL SECONDO: L’INSERIMENTO DEL MIO NOME DA PARTE DELLA CARFAGNA NELLA SUA LITE CON SABINA GUZZANTI.

PUNTO.

LA CARFAGNA E’ MINISTRO DELLA REPUBBLCA E I SUOI NEMICI SOSTENGONO CHE LA SUA ASCESA A MINISTRO DELLA REPUBBLICA ABBIA RAGIONI PERSONALI E SENTIMENTALI.

IO NON LO SO E NON MI ESERCITO IN QUESTE CONGETTURE.

IO SO CHE UN MINISTRO DELLA REPUBBLICA HA COMPIUTO UN GESTO IMPROPRIO E GRAVEMENTE ERRATO NELLA SUA VESTE DI MINISTRO DELLA REPUBBLICA.

IO SONO EFFETTIVAMENTE TROPPO, MA DICIAMO MOLTO INTELLIGENTE.
CAPISCO TUTTO.
NON MI SFUGGE NULLA

E IO IL MIO MESTIERE DI PADRE LO FACCIO CON I MIEI TRE BAMBINI CHE HANNO 7,5 E 2 ANNI. NON CON UNA SIGNORA CHE NE HA 45 E CHE E’ UNA CELEBRITA’ MONDIALE CON LA QUALE HO SPESSO PUBBLICAMENTE E POLITICAMENTE LITIGATO.

E NON MI PIACE AFFATTO IL SUO TONO DA “LEI MI INTENDE”, “CI SIAMO CAPITI”, “LEI E’ TROPPO INTELLIGENTE PER…” ECCETERA.

USI CON ME, PER FAVORE, UNA LINGUA ITALIANA ASCIUTTA E CON FATTI.

QUI NON C’E’ SPAZIO PER SENTIMENTI PETERNI.
NON CI SONO. NON FANNO PARTE DI QUESTA PAGINE DELLA STORIA ITALIANA.

LA INVITO A PRENDERNE SEVERAMENTE ATTO.

GRAZIE.
PAOLO GUZZANTI

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dontfeedthetroll scrive:

Complimenti Senatore Guzzanti per la pazienza che dimostra con i frequentatori di questo “forum”, io li (senza G) avrei mandati sonoramente a ramengo un centinaio di messaggi fa (solo per parlare di questo topic).

Sinceramente passi tutto, ma chi non capisce e non vuole capire, almeno si chiuda nel suo autismo intellettuale in privato, non in pubblico.

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valery scrive:

La prego di volere accettare le mie scuse se involontariamente, nella foga del discorso ho potuto dare la sensazione di essere insinuante. Non era nelle mie intenzioni! Ne prendo allora severamente atto e La saluto cordialmente.

GUZZ cordialita’ e saluti ricambiati.

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jetset scrive:

“E RILASCEREBBE UN COMUNICATO GOVERNATIVO FORSE UN PO’ INCAUTO E GOFFO…”

Allora