REPUBBLICA FA METTERE A VERBALE DAL SUO VICE BRIGADIERE SCELTO LA NUOVA STRATEGIA: ALZARE IL “JOLLY ROGER”, LA BANDIERA DEI PIRATI CON TESCHIO E TIBIE E CANNONEGGIARE INSIEME A DI PIETRO IL PARLAMENTO REPUBBLICANO. NON SI AMMAZZANO COSI’ ANCHE LE DEMOCRAZIE? CHI ANDRA’ UN GIORNO DAGLI STORICI A PIAGNUCOLARE CHIEDENDOSI “COME E’ STATO POSSIBILE?” AD OGNUNO LE SUE TESPONSABILITA’. NOI NE PRENDIAMO ACCURATA NOTA

1 luglio 2008

IL GIORNALE, 1 LUGLIO

Che “Repubblica” decidesse di sponsorizzare il trattorista Di Pietro è strabiliante, ma ha voluto mitigare la plumbea scelta servendosi del tristo umorismo del vice brigadiere scelto cui ha affidato l’editoriale del suo direttore, mascherato in quella lingua prossima all’italiano che dai semiologi è detta “verbalese” perché trae il suo dolce stil nuovo dagli avvisi di garanzia.

Potremmo anche dire che il verbalizzante D’Avanzo e lo sbirro Di Pietro formano una coppia perfetta, the perfect match poliziesco politico e rallegrarci perché tutto si tiene. Ma se poi uno spende una mezza giornata per tradurre l’editoriale di ieri disponendo del “Verbalese-Italiano” della Webster, alla fine si ritrova solo una sudicia fanghiglia che avrebbe l’ambizione di colpire la linea insopportabilmente liberale dell’eversivo Corriere della Sera.

L’argomento brandito è che se non ci fosse più la finta obbligatorietà dell’azione penale che oggi permette a qualsiasi pubblico ministero di scegliersi i nemici cui fare – citiamo dalla lingua di una giudicessa – “un c… così” a chi pare a loro, la stessa azione penale rischierebbe viceversa di essere orientata secondo gli interessi della giustizia e dell’abominevole cittadino sovrano.

Quel che importa notare è la scelta di Repubblica che, con una serie di recenti editoriali ha abbandonato al suo destino il naufrago Veltroni per cavalcare la sgrammaticata tigre del dipietrismo. Intendiamoci: Di Pietro è un Golem liberato da Veltroni che pensava di governarlo e invece ne è governato.

Ma il giornale della sinistra che conta ha comunque deciso di darsi alla guerra da corsa con i Paolo Flores D’Arcais, i Beppe Grillo e il loro piccolo mondo di oscuri filosofi falliti ai quali importa soltanto che il nemico dei loro incubi, Berlusconi ovviamente, sia colpito.

Essendo costoro dei reazionari, se ne infischiano del verdetto del popolo, che anzi disprezzano. Dunque, ricordiamocelo: La Repubblica, e i poteri che rappresenta, ha scelto la filibusta dell’antidemocrazia e ha alzato il “Jolly Roger”, la bandiera del teschio e delle ossa incrociate, pronta a cannoneggiare non solo il governo ma anche il Parlamento.

Ad ognuno la sua responsabilità. A noi quella di ricordare che seguendo i mostri si ammazzano le democrazie e che poi si va a piangere dagli storici per mezzo secolo chiedendo come sia stato possibile.

142 Commenti a “REPUBBLICA FA METTERE A VERBALE DAL SUO VICE BRIGADIERE SCELTO LA NUOVA STRATEGIA: ALZARE IL “JOLLY ROGER”, LA BANDIERA DEI PIRATI CON TESCHIO E TIBIE E CANNONEGGIARE INSIEME A DI PIETRO IL PARLAMENTO REPUBBLICANO. NON SI AMMAZZANO COSI’ ANCHE LE DEMOCRAZIE? CHI ANDRA’ UN GIORNO DAGLI STORICI A PIAGNUCOLARE CHIEDENDOSI “COME E’ STATO POSSIBILE?” AD OGNUNO LE SUE TESPONSABILITA’. NOI NE PRENDIAMO ACCURATA NOTA”

Arturo Zulawski scrive:

Egregio Guzzanti,
traspare da questo articolo una certa dose di rancore e un’alta di disprezzo dei confrondi di “Repubblica* (e non della Repubblica). Forse mi sbaglio, ma questa (immagino legata al suo passato e alle relazioni intrattenute con Repubblica) mi sembra inquinare l’opinione, l’editoriale.
Insomma, siamo alle solite, ho cercato di leggere da più prospettive quest’articolo. E non posso non affermare che mi sembra un articolo a doppio taglio. Il primo, ribadire la sua inimicità con Repubblica. Il secondo, che è quello che spesso le viene contestato, ovvero che Il Giornale e quindi la famiglia Berlusconi profittino di questa lama affilatissima e che dà l’impressione che l’articolo sia scritto al fine di difendere gli interessi Berlusconi, più di altre cose.
Mi sembra si stia entrando, per l’ennesima volta, in un circolo vizioso, una specie di serpende che si morde la coda.
Cercherò e farò lo sforzo di leggere in altro modo. Mi sembra chiaro però che seguendo sul blog le sue opinioni si possano intravvedere delle sfumature del suo pensiero che -puntualmente- negli articoli che lei scrive sul Giornale, ai mei occhi, svaniscono.
Perché succede questo? Mi chiedo.

cordiali saluti

az

GUZZ – CARO ZULAWSKY, LA MIA INIMICIZIA E LA MIA DISISTIMA PER REPUBBLICA SONO TOTALI ESSENDO IO STATO VITTIMA DI UNA DELLE PIU’ OSCURE E LURIDE MACCHINAZIONI DELLA STORIA REPUBBLICANA, PER CUI PNDE PRESSO LA MAGISTRATURA IL GIUDIZIO CHE IO HO CHIESTO (PENDE?).

QUINDI APERTAMENTE, LEALMENTE, SENZA FINZIONI, MANIFESTO TUTTO IL MIO DIRPREZZO IN PARTICOLARE A SGRAMMATICATO FIGURI CHE HANNO COSTRUITO LA LORO CARRIERA GRAZIE ALLA PROTEZIONE DI FIGURE CHE CON L’INFORMAZIONE NON DOVREBBERO AVERE NULLA A CHE FARE. IL MIO GIUDIZIO SU REPUBBLICA E’ VIZIATO DALL’ESPERIENZA: CONOSCO QUEL POSTO, L’HO AMATO E CREATO PER QUANTO MI RIGUARDA, E COME SCALFARI MI HA RICONOSCIUTO A SUO TEMPO. L’ATTUALE DIRETTORE E’ STATO MIO DIRETTORE PER QUTTRO ANNI E CONOSCO BENISSIMO ANCHE LUI. CI CONOSCIAMO TUTTI MOLTO BENE.

SO DUNQUE DI CHE E DI CHI PARLO. E NON PENSO CHE RENDEREI UN BUON SERVIZIO A CHI MI LEGGE SE INCIPRIASSI LA SEVERITA’ DEL MIO RAGIONEVOLE E RAGIONATO GIUDIZIO DIETRO FORME IPOCRITE CHE POTREBBERO SIMULARE UNA SORTA DI OGGETTIVA EQUIDISTANZA. IO NON SONO EQUIDISTANTE.

IO STO DALLA PARTE DELLA VERITA’ CONTRO IL FALSO COME METODO DI LAVORO. QUANTO ALLE “SFUMATURE”: IO SONO UN UOMO DELLA SINISTRA DEMOCRATICA E LIBERALE – UNO DEI MILIONI – CHE SI RITROVA DA QUESTA PARTE DELLA BARRICATA ANCHE A CAUSA DEL TRADIMENTO DI REPUBBLICA E DI CHI LA CONFEZIONA.

SCALFARI ERA ED E’ UN UOMO MOLTO FAZIOSO, MA E’ UN GENIO E PUO’ PERMETTERSELO. HA CREATO REPUBBLICA DA ZERO E L’HA FATTA DIVENTARE PER UN PERIODO IL PRIMO GIORNALE D’ITALIA. I SUOI SUCCESSORI SONO DEI NANI AL CONFRONTO.
COMUNQUE IO COMBATTO LE MIE BATTAGLIE A VISO APERTO E NON HO MAI SECONDI PENSIERI NASSCOSTI.

NON FACCIO PIANI. SEGUO LA LANTERNA DELLA VERITA’ DEI FATTI.

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Arturo Zulawski scrive:

Sono convinto che lei abbia capito che la mia non è una critica dettata dall’equidistanza e soprattutto dalla mancanza di cipria della quale non ho bisogno. Chiaramente, non mi attendo da lei nessuna ipocrisia. Piuttosto mi ponevo la domanda a proposito di questo disprezzo che mi sembra -quando lei scrive sul Giornale- una reiterazione che rischia di cadere nella ridondanza tanto da far apparire la sua opinione dettata dall’amarezza e da una certa dose di rancore. E appunto questa -a parer mio e da lettore- a tratti mi sembra sminuire la severità del giudizio. Forse è un’illusione mia, anzi sicuramente lo è, ma a tratti credo che l’opinione -sgomberata dal rancore- possa essere più affilata, più percutante perché appunto non può essere mai confusa con un opinione dettata dall’amarezza. E’ un’opinione critica che non va confusa con altro, visto che mi limito a questo sguardo. Ma ho l’impressione che quando lei scrive sul Giornale gli articoli abbiano un taglio fabbricato per non deludere chi la legge. E non sempre -credo- sia cosa utile carezzare il lettore dans le sens du poil. Cosa che per esempio D’Avanzo fa spesso dalle pagine de La Repubblica.
Sicuramente questo commento può essere definito arrogante: anche io -ogni tanto- però mi arrogo il diritto di confezionare uno sguardo critico. Non me ne vogliano gli utenti di questo blog. O anzi, sì: potremmo allora discuterne.

buona giornata

az

GUZZANTI – ANZI, LA RINGRAZIO. LA MIA NON E’ PERO’ AMAREZZA, MA DISPREZZO. E QUANTO ALLA CIPRIA, INTENDEVO DIRE CHE IO NON MI INCIPRIO E PREFERISCO CHE IL LETTORE CONOSCA E RICONOSCA LA MIA FAZIOSITA’, CHE NON NASCE DA RACONRI PERSONALI, MA PATRIOTTICI: PENSO CHE REPUBBLICA SIA NON UN GIORNALE MA UN ORGANO DI POLITICA CHE MINA LE ISTITUZIONI.

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Scirocco scrive:

Condivido l’impressione di Arturo, circa gli articoli sul Giornale congegnati per non deludere chi legge, e anzi per carezzargli il pelo.
Chi ha avuto la fortuna di confrontarsi qui con lei, la conosce nella ricchezza di contraddizioni (il ghiaccio bollente) che sempre accompagna l’esuberanza dello spirito. Ma i lettori del Giornale no. Come se l’acquisto delle opinioni che vi sono stampate determinasse il diritto di chi legge ad avere non altro che ciò che vuole e si aspetta, e il dovere di chi scrive a preparargli appunto non altro da ciò che vuole e si aspetta. Come quando si va a mangiare il pesce in un posto di solida fama, o a vedere Il signore degli anelli, o a trascorrere una settimana a SharmElSheik. Cose che non sono affatto disdicevoli, così com’è tutt’altro che disdicevole la professionalità di chi è in grado di garantirle.
Però una professione dello spirito, com’è quella dello scrivere, esige la libertà e il dovere di investirlo tutto: tutto quello di cui dispone chi scrive, e tutto quello che può svegliare in chi legge. E tanto meglio se la poltroncina – di chi scrive, di chi legge – diviene un po’ più scomoda.

Sarebbe triste ridursi, come Enrix, a tranquillizzarsi e a tranquillizzare: “in realtà io e Paolo la pensiamo allo stesso modo, come è chiaro.”
Chi è tranquillo, alla fine, si addormenta.

GUZZANTI – I GIORNALI LI FANNO I DIRETTORI.

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Scirocco scrive:

Dipende dai vice.
Il vicebrigadiere scelto, per dire, la baracca la manda avanti lui.
Dal suo deschetto di verbalizzante. Ma a gusto suo.

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maria v scrive:

Sta parlando de La Repubblica, vero?

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Arturo Zulawski scrive:

I giornali li fanno i direttori.
Ecco la risposta. Capisco che lei non si incipri mentre scrive come io non mi inciprio alla lettura.
I direttori, questi invece si occupano di costruire specchi attraverso i quali i lettori possano vedersi con la cipria. Questo era il punto.

Un altro è che comincio ad averne piene le scatole di opinioni condivise con Scirocco. Si impegni lui, o altrimenti lo farò io, a distinguere le nostre opinioni. Anzi lo faccio ora e mi riduco a traquillizzare: “in realtà Scirocco e io – non io e Scirocco- non la pensiamo allo stesso modo, come è chiaro”.
Ecco fatto, ne approfitti chi -con questa canicola- vuole addormentarsi per una siesta.
Per quanto mi riguarda preferisco un tuffo nell’acqua fresca.

az

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Scirocco scrive:

Condivido ancora una volta, Zulawskino.
Tanto, finchè sono io a condividere, a te non costa nulla.

E mantieniti fresco, che la calura è anche quella a carico mio.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Arturo Zulawski scrive:

Quanta generosità Scirocco.
Non condivido ora, lo farò il prossimo inverno.
Le offrirò un ghiacciolo.

 

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enrix scrive:

“Sarebbe triste ridursi, come Enrix, a tranquillizzarsi e a tranquillizzare: “in realtà io e Paolo la pensiamo allo stesso modo, come è chiaro.”
Chi è tranquillo, alla fine, si addormenta.”

Giuseppe, attieniti all’oggetto, su.
Io e Paolo la pensiamo allo stesso modo in merito a quel patteggiamento.
Poi probabilmente anche su molte altre cose, ma io parlavo del patteggiamento.
Ricorda che sei tu che mi hai tirato in ballo, ed è pacifico che, se proprio non vado in bestia come te, quando qualcuno mi rilegge in modo sbagliato in casa d’altri comunque mi piace correggere e precisare.

Ma tu puoi benissimo azzardare nuovi tentativi di farmi interpretare quel patteggiamento in modo diverso.

Se riesci ad essere un minimo convincente, sono pronto a discuterne.

C’è ad esempio quella sentenza della cassazione (questa: http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=3081), quella di cui si parlava dall’altra parte, dove c’è scritto che i “dati probatori” a carico di Scaramella (che quindi in quel procedimento sarebbero quegli elementi che provano che le le armi su quel furgone ce le ha messe lui) sono tali da non consentirne la liberazione dalla custodia cautelare.

E, mannaggia, dopo mesi e mesi che studiamo ’sta faccenda noi non ne sappiamo un’acca di ’sti dati probatori di cui parla la cassazione.

Se al Comitato Centrale ne sapete di più, dovete illuminarci.

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Giovanni Anselmi scrive:

GUZZANTI – PENSO CHE REPUBBLICA SIA NON UN GIORNALE MA UN ORGANO DI POLITICA CHE MINA LE ISTITUZIONI.

Mille punti in più per lei, Senatore!
Ma la vulgata resta e il muro di gomma non cede: “La Repubblica è un grande quotidiano”… “Il genio Scalfari”… “Grandi professionisti”…”Il giornale dei democratici e dei progressisti”…

Piuttosto, mi chiedo… Lei avrebbe il coraggio di ripetere pari pari questo concetto anche in contesti di ascolto molto più ampi?
Lo spero, e non vedrei l’ora – se quell’ora venisse – di vedere l’a faccia strabuzzata di Mentana mentre cerca di cambiare discorso…
La Repubblica è una cagata pazzesca (e Il Corriere non è da meno)! E in tutti i campi, non solo in quello politico…

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kintpuash scrive:

Onestamente non penso di essere molto d’accordo con il suo articolo.
Di Pietro non mi piace e Grillo (quando non fa il comico) ancora meno, ma questo continuo gridare all’emergenza democratica lascia un po’ il tempo che trova.
Lo si è fatto con Berlusconi prima, con Prodi poi e mi sembra che bene o male siamo sempre andati a votare.
Di Pietro sta semplicemente facendo oposizione, nella sua maniera un po’ rozza, ma che ci sta benissimo all’interno della dialettica di un paese democratico.
Del resto neanche Berlusconi ci è andato giù leggero negli ultimi tempi.
Un po’ più di pacatezza da entrambe le parti sarebbe comunque auspicabile.
Saluti.

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maria v scrive:

Complimenti per l’articolo caro Paolo.
Solo dei faziosi possono approvare Di Pietro, e i giornali di sinistra tra cui, come sempre, primeggia La Repubblica.
Solo con gli occhi foderati e politicamente orientati non si vuol capire che stanno di nuovo tentando un vero e proprio attacco alla democrazia. Perchè tale è l’attacco che stanno conducendo contro una forza politica che ha vinto le elezioni con un così ampio consenso.
Ha vinto di nuovo lui? facciamogli un c…o così (parole degne di un giudice serio e al di sopra delle parti) per impedirgli di governare.
Proprio perchè il consenso popolare aumenta, visto che il programma promesso è già in larga parte attuato, sperano di toglierlo di mezzo un’altra volta per via giudiziaria.
E’ dialettica politica dare del “magnaccia” ad una persona? e poi da che pulpito vengono queste parole!
Se chiunque del centro-destra avesse fatto un decimo di quello che ha fatto lui avremmo titoloni sui giornali e la magistratura al lavoro.
Sono disgustata.

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maria v scrive:

OT su Contrada

giovedì 3 luglio alle ore 9,00 davanti al Tribunale di Sorveglianza di Napoli
si terrà l’udienza per decidere sulla liberazione o la detenzione domiciliare dell’ex D. Generale della Polizia di Stato, ancora recluso nel carcere Militare di Santa Maria Capua Vetere.

Dr.ssa Agnesina Pozzi
Medico
Via San Rocco 22 sc.C
Lagonegro (PZ) 85042
p.IVA 01279530768
0973 22519
cellulare 3200720452
e mail Pozzi.Agnese@libero.it
blog http://agnesepozzi.splinder.com/

OGGETTO: RELAZIONE MEDICA per il Dr.Bruno Contrada

Spett.le Studio Lipera
nella persona dell’Avv.to Dr.Giuseppe Lipera e della Dr.ssa Avv.ssa Graziella Coco, giusto mandato conferitomi, vi prego di sottoporre alla cortese, qualificata, attenzione della Sezione Medica del Collegio Giudicante quanto segue:

le condizioni di salute del paziente andrebbero verificate di persona, perché i documenti sanitari non danno assolutamente contezza, e per difetto, di quelle reali.

Bruno Contrada è in una situazione di estrema precarietà psico-fisica; lo stato di denutrizione/disidratazione è giunto al punto da non essere più un semplice rischio quoad valetitudinem, bensì un pericolo incombente quoad vitam;
la prima condizione non è in grado di assicurare all’organismo i substrati energetici minimi indispensabili alla già precaria ed instabile condizione metabolica; e la seconda, causa un’emoconcentrazione che, non solo, falsa i risultati delle analisi ematochimiche ma, anche, predispone a problemi di impiling dei globuli rosssi e a coaugulazione intravasale.
Il paziente è infatti frequentemente vittima di ricorrenti lipotimie ed attacchi ischemici transitori. Sembra che ci si sia dimenticati del tutto della grave patologia neurologica che lo menoma, a seguito di postumi di ictus cerebrale; ictus che in tali condizioni può ripetersi. Sono altresì pericolosamente diminuiti il ferro e le piastrine (al di sotto dei limiti minimi del range); la prima condizione non garantisce il mantenimento della crasi ematica e la seconda favorisce l’insorgenza di fenomeni emorragici; tenuto conto anche dello stato di diffusa malacia dei vasi cerebrali.
Ambedue le condizioni, insieme ad una proteinuria di recente insorgenza, fanno anche porre oggettivamente il sospetto di patologia tumorale dall’esordio subdolo; sappiamo infatti che tra le varie patologie, di cui già vi ho reso edotti con la precedente relazione, ce ne sono due che vanno monitorate costantemente: l’esofago-gastro-duodenite ulcerativa e l’ipertrofia prostatica, attualmente in scompenso detrusionale.
Le sue condizioni di malattia, utile ribadirlo, sono del tutto incompatibili con qualunque regime carcerario e urgentemente vi si deve porre rimedio.
Ad oggi, non risultano ancora effettuate le indagini che abbiamo richiesto il 23 giugno scorso. Il referto invece relativo alla misurazione del campo visivo è il seguente: “emianopsia sinistra. Negli emicampi destri perdita di sensibilità retinica in sede paracentrale e periferica”. Aggiungiamo quindi all’elenco delle sue sofferenze anche la sub-cecità, con tutto ciò che ne consegue. Tanto si doveva
Lagonegro 30 giugno 2008

Dott.ssa Agnesina Pozzi

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maccarti scrive:

Sono d’accordo con kintpuash secondo cui Di Pietro fa opposizione.

E – aggiungo – il quotidiano La Repubblica (che una volta apprezzavo, e leggevo giornalmente) fa opposizione.

C’è, però, opposizione e opposizione.

Quando l’opposizione (palese) è irriverente con le istituzioni (Di Pietro definisce “magnaccia” il capo del Governo), allora non svolge correttamente il proprio còmpito.

Quando l’opposizione (occulta?) è irrispettosa delle Istituzioni (alcuni Magistrati “si oppongono” ad atti legislativi dell’Esecutivo, che soltanto il Parlamento – di cui il primo è emanazione – può emendare o cancellare), in questo caso assistiamo a una violazione delle regole della democrazia.

E tutto ciò non favorisce l’evolversi del sistema democratico.

Il Primo Ministro non è antagonista del Parlamento; e può governare soltanto col suo consenso.
Gli “oppositori” vogliono far passare il messaggio opposto.

E cosí, da un lato dimostrano di ignorare le regole fondamentali della democrazia parlamentare;
dall’altro disconoscono la volontà popolare, che al Parlamento dà il potere di scegliere il Governo e chi ne dirige la politica generale.

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Fulvia scrive:

Eccezionale Paolo.
La tua penna magica ha colpito ancora!!

Non capisco come si possa dire che tu quando scrivi per il Giornale diventi “difensore della famiglia Berlusconi” e che trasudi disprezzo per “Repubblica” per ovvi motivi editoriali.
Ovviamente ti sei difeso da solo ed in maniera sublime, come ho potuto leggere nei post precedenti.

Sorprende però il baco, il tarlo, l’ossessione che talune persone frequentatori anche assidui del blog, persone all’apparenza brillanti, intelligenti ed aperte al dialogo ,hanno e continuano ad avere verso Berlusconi.
Ogni articolo, pensiero, azione che va nel senso opposto alla loro verità, diventa ossessionante difesa degli interessi di Berlusconi e della sua famiglia. E le persone che reagiscono agli attacchi, riflettendo con la propria testa , denunciando soprusi ed infamie , diventano servi del padrone Berlusconi.
Io sono convinta del contrario.
I servi sono loro.
Ed anche molto sciocchi.
La totale mancanza di idee a sinistra ha generato una ossessione devastante contro la persona che in maniera geniale li ha stoppati nel 1993 e piano piano li ha sfaldati nelle cellule impazzite dei mille ex partitucoli che la sinistra hanno voluto rappresentare.

Apprezzo che almeno qualcuno provi a leggere gli editoriali su Il Giornale, ma la faziosità e l’ipocrisia , nonchè l’acido della disfatta sono troppo ancorati in queste teste.
Teste che pensano di essere libere e per questo autorizzate ad insegnarci la loro verità.
Non hanno ancora capito che i catechizzati giornalmente sono proprio loro.
Catechizzati da tristi figuri come Travaglio, D’Avanzo, Grillo, Ricca, Di Pietro e Santoro.
Loschi figuri che hanno costruito la loro fortuna sulle menzogne, sulla delazione.
Loro sono un attentato alla democrazia di questo paese.

Quindi, se leggere certi articoli non serve a far volare alto certe teste, caro Paolo, è inutile anche dare spiegazioni.
Lì il tarlo è già andato a fondo e non mi meraviglierei se l’unica chance di salvezza, per quelle teste fosse rimasto davvero solo Di Pietro & co.

Fulvia

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kintpuash scrive:

Diciamo che entrambe le parti dovrebbero attenersi maggiormente al galateo della politica.
Berlusconi è ammirato dai suoi sostenitori anche perchè spesso di questo galateo se ne sbatte e quindi non mi sento di stracciarmi le vesti per quest’ultima uscita di Di Pietro anche perchè la trovo abbastanza in linea con l’andazzo generale.
Ripeto che questo continuo gridare “al lupo al lupo” ha un po’ stufato, anche perchè in Italia non c’è alcuna emergenza democratica.
Certo il livello dello scontro politico è piuttosto basso ma di questo ci siamo già accorti da un pezzo.
E la colpa è chiaramente di entrambe le parti.
Saluti.

GUZZANTI – MI SONO PERSO QUALCOSA.

PUO’ RICORDARMI L’ULTIMA VOLTA IN CUI BERLUSCONI HA USATO UNA PAROLACCIA RIFERENDOSI A UN AVVERSARIO?

NON PAROLE ASPRE POLITICAMENTE, MA OSCENE E OFFENSIVE PERSONALMENTE COME “MAGNACCIA”?

LEI DICE CHE SONO PARI, E IO SONO SMEMORATO.

MI AIUTA? VERAMENTE NON RICORDO QUESTA CASISTICA BERLUSCONIANA.
UN VUOTO DI MEMORIA?
UN VUOTO DI REALTA’?

SOLO LEI PUO’ AIUTARCI: FORZA CON LE CITAZIONI, CHE RINFRESCANO CON QUESTO CALDO.

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Fulvia scrive:

“Berlusconi è ammirato dai suoi sostenitori anche perchè spesso di questo galateo se ne sbatte e quindi non mi sento di stracciarmi le vesti per quest’ultima uscita di Di Pietro anche perchè la trovo abbastanza in linea con l’andazzo generale”

Berlusconi è ammirato perchè parla il linguaggio della gente comune, ha intercettato i malumori della gente e li ha tradotti in credo politico : leggi sulla sicurezza, problemi legati alla immigrazione clandestina.
Se Berlusconi poi, nel realizzare il programma di Governo pensasse/penserà anche un pò agli affari suoi, e fare qualche legge a suo favore, posso dire che sarei/sarò molto contenta comunque. Primo perchè intanto il Governo si sta muovendo nella giusta direzione e secondo perchè non è nè sarà il solo Presidente del Consiglio che lo ha fatto/ farà.

Le vesti non si stracciano per soggetti come Di Pietro. Ma il senso dello Stato non dovrebbe essere patrimonio naturale ed illimitato di un ex magistrato ?
L’Italia sbeffeggiata da un truculento rozzo figuro che è stato anche ministro della Repubblica, non è di per sè fatto estremamente grave e sintomatico della mancanza totale di linea politica se non quella anti berlusconiana?
Più i vari Di Pietro, Grillo, Travaglio fanno casino e più ci compatta a noi berlusconiani doc.
Non siamo popolo bue, ma italiani con senso dello Stato e delle istituzioni, anche se non siamo giornalisti, giudici, cabarettisti.

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kintpuash scrive:

Beh, così su due piedi mi ricordo un “utile idiota” rivolto a Prodi il famoso “coglioni” rivolto agli elettori della sinistra, un “persona orribile” rivolta allo stesso Di Pietro, un “Miserabile” rivolto in campagna elettorale a Veltroni ma si potrebbe continuare anche con le dichiarazioni di Bossi, Tremaglia ecc…
Io con molti di questi epiteti sono anche d’accordo, ma non mi sembrano comunque dei gran complimenti.
Saluti.

BEH, VEDIAMO: “UTILI IDIOTI” E’ UNA DIXZIONE IN USO DAGLI ANNI 50 QUANDO LA CONIO’ SCELBA PER INDICARE, USANDO UNA ESPRESSIONE GIA’ USATA IN FRANCIA, LES IDIOTS SAVANTS AL SERVIZIO DEL PCF E IN ITALIA DEL PCI. FA PARTE DEL LESSICO POLITICO E NON EQUIVALE A MAGNACCIA.

IDEM PER “COGLIONI” CHE NEL CONTESTO SUONA “NON PENSO CHE GLI ITALIANI SIANO COSI’ COGLIONI DA…” ED E’ ANCHE QUI L’EQUIVAMENTE TRADOTTO DEL FRANCESE COUILLON CHE STA NOTORIAMENTE PER SCIOCCO, PERSONA SEMPLICIOTTA, IN ITALIANO SI USA ANCHE IL SICILIANO MINCHIONE E IL ROMANESCO FREGNONE E TUTTI VOGLIONO DIRE SOLTANTO PERSONA CON POCO SALE IN ZUCCA. NON EQUIVALE NEMMENO LONTANAMENTE A “MAGNACCIA”.

NON VEDO POI IL CONFRONTO CON “PERSONA ORRIBILE” CHE E’ UN GIUDIZIO DI VALORE, E POLITICO, MA NON UN INSULTO COME POTREBBE ESSERE CORNUTO, FIGLIO DI PUTTANA, MAGNACCIA, POMPINARO, CULATTONE E SIMILI.

“MISERABILE” VUOL DIRE DI VALORE MISERO O INFIMO, E PUO’ FIFERIRSI A COMPORTAMENTI POLITCI E GIUDIZI ESPRESSI, NON E’ UN INSSULTO PERSONALE IN POLITICA.

QUELLO CHE DICONO BOSSI E TREMAGLIA NON FA PARTE DI QUESTA POLEMICA. NON MI SEMBA CHE LEI ABBIA PORTATO UN SOLO ESEMPIO DI INSULTO PERSONALE E DI RIFERIMENTO SESSUALE EQUIVALNTE O CONFRONTABILE CVON “MAGNACCIA” USATO DA DI PIETRO PER BERLUSCONI. NON VEDO INFATTI L’EQUIVALENZA NE’ LA SIMMETRIA.

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andrea barsotti scrive:

In effetti sarebbe stato istituzionalmente più corretto dire “lenone”.

GUZZANTI – IMPOSSIBILE. AVREBBE RICHIESTO UNA QUALCHE CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA.

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Arturo Zulawski scrive:

Be nò: se non va magnaccia nemmeno lenone. Che suona meglio ma è come magnaccia.
Mezzano nemmeno, perché la posizione intermedia non si addice.
Eppoi basta, con questi termini vengono coinvolte anche queste giovani donne che prostitute non sono.
Protettore, protettore.

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Luigi Morettini scrive:

Ad onore della Verità, strillare reiteratamente che siamo all’emergenza democratica è sempre stata soltanto una prerogativa della sinistra. L’unica, in Italia, a detenere in esclusiva il potere, abusivo quanto autoreferenziale, di stabilire il grado di democraticità di chichessia e distribuire, di conseguenza, le relative abilitazioni o bocciature. La parola “democrazia” per la sinistra nostrana è un incubo, un fantasma che l’affligge da sempre, soprattutto da quando ha tentato goffamente di nascondere la pesante ed ingombrante discendenza diretta dal comunismo più abietto. Ecco allora apostrofare e tentare di coprire ogni propria nefandezza con l’aggettivo “democratico”, sperando di poter mascherare l’impresentabile sostanza con l’ausilio del ritocco grammaticale. Ricorderete tutti la Germania Democratica, il Partito Democratico di Sinistra, la Sinistra Democratica, i democratici di sinistra, le marce democratiche, le assemblee democratiche, gli scioperi democratici e tutte le altre democratiche stronzate proferite in tutta la loro storia. La verità è che quei poche che ancora ne fanno parte sono e resteranno sempre dei falsari matricolati, senza concorrenza alcuna. Questa è l’unica vera esclusiva della sinistra italiana. Da quella scuola e da quel metodo discende tutta la pletora di scribi, l’appuntato D’Avanzo in testa, che sperano di poter continuare ad ingannare il popolo italiano con le loro antiche, stucchevoli e putride falsità, oltre a nutrire la speranzella che tali arnesi possano anche costituire un metodo per mettere in crisi la nostra zoppicante democrazia.
Lasciamoglielo credere, moriranno contenti.

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manca scrive:

Salute.
Di Pietro ha oltrepassato il limite. Sono preoccupato dal fatto che in pochi hanno preso le distanze. Brutto segno.
Uolter, se ci sei batti un colpo. I sondaggi danno il PdL in forte crescita, cosa aspetti?
Credi ancora che seguire chi cerca lo scontro porti consensi o risultati?

Sul Corriere di oggi c’è un editoriale di Magdi Allam sul vergognoso articolo di Famiglia Cristiana in merito alle impronte ai bimbi rom. Volevo metterlo qui ma non l’ho trovato sull’edizione on line. Qualcuno può farlo?
Giorni fa Famiglia Cristiana aveva già attaccato il governo dicendo che Berlusconi era ossessionato dai pm.
Chi muove i fili della ex rivista cattolica?
Salute.
Carlo Manca.

GUZZANTI – IL PUNTO E’: NOI VOGLIAMO DIFENDERE I BAMBINI ROM CHE VENGONO ABUSATI, DROGATI E TENUTI IN BRACCIO AI SEMAFORI PER RACCATTARE ELEMOSINE E POI AVVIATI AL RACKET DEL FURTO E DELLO SCIPPO.

NOI VOGLIAMO SAPERE CHI SONO, QUANDO SONO NATI, COME RINTRACCIARLI, CONTROLLARE CHE VADANO A SCUOLA, CHE FACCIANO LE VACCINAZIONI, CHE VIVANO IN AMBIENTI FISICAMENTE ED EMOTIVAMENTE SALUBRI, SECONDO QUANTO STABILISCONO LE NOSTRE LEGGI E NON LE TRADIZIONI ROM. PUNTO E FINE DELLA STORIA.

DUNQUE SE QUESTI BAMBINI NON HANNO CERTIFICATI, DOCUMENTI, CARTE BOLLATE, BISOGNA IDENTIFICARLI ATTRAVERSO LE IMPRONTE DIGITALI E SE NECESSARIO ATTRAVERSO IL DNA. E’ UNA MANIFESTAZIONE DI SOVRANITA’ ITALIANA E DI CONSIDERAZIONE PER LA LEGALITA’ E PER L’INFANZIA.

NATURALMENTE LE BELVE ASSETATE DI SANGUE CERCANO DI FARLO PASSARE PER UNA SCHEDATURA POLIZIESCA O RAZZISTA, MA NOI DOBBIAMO DFENDERE LA VERA LEGALITA’, NON QUELLA DEI DI PIETRO MA LA LEGALITA’ BUONA CHE PROTEGGE I CITTADINI INDIFESI E PRIMA DI TUTTO I BAMBINI.

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Dario Lampa scrive:

Ma scusate, sono passati solo pochi mesi dalla caduta di Prodi e già vi siete scordati di tutte le volte che a destra si è parlato di regime riferito al suddetto governo? Nessuno ha partecipato alla manifestazione del dicembre 2006 dove lo slogan che campeggiava sullo sfondo del palco era “Contro il regime, per la libertà”? Nessuno ha mai dato un’occhiata al sito “Potere sinistro. Il regime all’opera” linkabile dal sito ufficiale di Forza Italia?

E ancora. Guzzanti lei è romano, non so se di nascita o di adozione, e capisce perfettamente che se non ci si scandalizza per la parola “coglioni” allora non ci si scandalizza neanche per la parola “magnaccia”. Magari coglioni avrà un’etimologia più nobile, ma non viene certo utilizzata per sciocco o persona sempliciotta. Se le dessi del coglione lei la prenderebbe così? Come se le avessi dato del “sempliciotto”?
E’ vero però che il nostro lo utilizzò in un modo molto astuto. Disse più o meno (la frase testuale non sono riuscito a trovarla): “Non posso credere che in Italia ci siano così tanti coglioni che votano contro i loro interessi”, che detta così non fa una piega. E’ infatti possibile sostenere che chi vota contro i propri interessi sia un coglione. E’ anche vero, però, che lo disse riferendosi alla possibilità che la sinistra vincesse le elezioni, perciò tutti hanno capito quello che intendeva: chi vota la sinistra vota contro i propri interessi, chi vota contro i propri interessi è un coglione, chi vota la sinistra è un coglione. Ma un’eventuale causa l’avrebbe vinta. Perlomeno io, da giudice, l’avrei assolto.

E ancora. Magari non c’entra niente con questa discussione, ma visto che si parla di insulti mi piacerebbe sapere se c’è qualcuno che prende posizione contro quello che ha scritto Fulvia tra i commenti dell’articolo 750 del blog (”LA QUESTIONE VERAMENTE POLITICA…”):
“(…) Quello che sta accadendo, l’orda di vandali capeggiati da Di Pietro, Grillo e Travaglio e Ricca (tanto per fare alcuni nomi) che scenderanno a valle per il corteo anti Berlusconi sono arrivati al capolinea. E’ tanto l’odio verso la persona che ogni loro atto, scritto trasuda una trucida e truculenta volgarità, come se traessero soddisfazione immediata dall’offesa dell’avversario. Quelle persone, per me, devono essere eliminate. Non fisicamente, ci mancherebbe altro. No, ma dovrebbe essere tolto loro ogni possibilità di finire in giornali, televisioni, radio. Censura sì, la censura totale.
E tante manganellate della Polizia per disperdere i manifestanti.
Pulire una strada infestata da zecche, pidocchi e pulci.
Questo sono.
(…)”

Riconciliazione, s’era detto?

GUZZ – SONO ROMANO DI ROMA E MIA NONNA DICEVA DI QUALCUNO DI SCARSO COMPRENDONIO CHE ERA UN “FREGNONE”. “COGLIONE” SI USA SI PIU’ AL NORD E A SUD MINCHIONE E ANCHE CAZZONE.

SONO INSULTI CHE ATTRIBUISCONO UNA SCARSA VIVACITA’ INTELLETTUALE CON PROPENSIONE AL NON SAPER DIFENDERE I PROPRI INTERESSI: SEI UN COGLIONE, NON VEDI CHE TI RUBA QUEL CHE HAI IN TASCA? CHE FREGNONE: SI E’ FATTO INFINOCCHIARE UN’ALTRA VOLTA. E’ GRAZIE AI CAZZONI COME TE CHE I TRUFFATORI CAMPANO.

DEVO CONTOINUARE? DARE DEL COGLIONE VUOL DIRE QUESTO. PENSO CHE GLI ITALIANI NON SIANO COSI’ COGLIONI DA… VUOL DIRE SPERO CHE NON SIANO COSI’ MASOCHISTI DA…

NON E’ DIFFICILE: E’ ITALIANO.

DARE DEL MAGNACCIA, DEL SICARIO, DEL PROSTITUTO, DELLO SPACCIATORE – INVECE – VUOL DIRE ATTRIBUIRE ALLA PERSONA INSULTATA UN’ATTIVITA’ DISONOREVOLE E CRIMINALE, CON UN COMPORTAMENTO ATTIVAMENTE PERVERSO E IMMORALE.

CHI SI SENTE DARE DEL COGLIONE SA CHE NON GLI SI DA’ DEL LADRO, MA DELLO SPROVVEDUTO CHE NON SA TUTELARE IN PROPRI INTERESSI.

QUANTO AI COMMENTI DEGLI ALTRI, QUEL COMMENTO E’ STATO GIA’ DA ME COMMENTATO E COMUNQUE NON MI RAPPRESENTA, BENCHE’ CAPISCA LE INTENZIONI DI CHI L’HA SCRITTO.
E’ CHIARO?

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Arturo Zulawski scrive:

Egregi Voi, che nutrite questa discussione,
io spero che da un lato non sia stati così coglioni da pensare che dall’altro lato politico tutti gli elettori fossero coglioni. Mentre spero anche che dall’altro non si sia così coglioni dall’abboccare a questa provocazione, da due soldi. Quest’ultima espressione è isprirata direttamente dal francese, à deux balles: sarebbe stata considerata così un’eventuale uscita di Sarko prima delle ultime elezioni. Vale la pena cercarla? Come suonerebbe “j’espère qu’à gauche il n’y ait pas autant de couillons etc. etc.”. Mah, non suona così orecchiabile, in francese almeno.
Certo che coglione, cazzone, minchione sono entrate nel linguaggio comune a tal punto che può esserne dimenticata la dimensione dell’insulto.
Certo che magnaccia è pesante: ancora non ho trovato una parola per descrivere il protettore di giovani ragazze: nel senso che offre loro appoggio e raccomandazioni: fautore, tutore, benefattore, fautore?
Mentre “sei un coglione ti sei fatto infinocchiare” pesante non è: sei così coglione che te la sei presa ancora una volta nel culo. Robetta, perché tutto è gratuito e non c’è denaro di mezzo nella costruzione di questa metafora.
Sarò coglione, ma preferisco l’espressione “sei un minchia” che non tira in ballo la sodomia e l’omosessualità.
Però se questa è tradizione in Italia, non discuto oltre.
Mentre magnaccia implica una dimensione legata al denaro e allo sfruttamento: e figurarsi se Berlusconi ha bisogno di questo. Di Pietro si ispira forse al dialetto. Dovrebbe evitare queste figure (metteteci pure voi l’epiteto).
Protettore. Mi sembra vada meglio protettore.

saluti senza insulti

az

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enrix scrive:

Non bisognerebbe dimenticare però che c’è una discreta folla di connazionali che, dopo aver votato nel 2006, ha successivamente ammesso che Berlusconi non aveva poi ecceduto particolarmente: “sono stato davvero un coglione”, dalle mia parti si udiva in ogni angolo di strada.

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Arturo Zulawski scrive:

Ci sono mille cose che si odono in ogni angolo di strada o al bar.
Parole che sono sistematicamente riprese dai dirigenti di un paese che per fortuna si ispirano alla cultura della strada per sviluppare il loro discorso. Ce ne sono altri che invece dirigenti non sono, ma che applicano pure alla lettera questa logica. Non si spiega altrimenti perché in Italia abbia così tanto successo il termine Vaffanculo.

cordiali saluti

az

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Dario Lampa scrive:

Per quanto riguarda la schedatura dei bambini rom mi trovo stranamente daccordo. E’ un censimento, si tratta di sapere chi vive in Italia, come si chiama, dove abita, e poterlo stabilire con certezza senza ricominciare tutto daccapo a ogni cambio di residenza o passaggio da un campo nomadi all’altro. Se si può sapere con ceretzza solo prendendo le impronte digitali perchè molti bambini rom (ma credo anche molti adulti) non hanno documenti di identità, allora ben vengano le impronte digitali. Anche perchè credo che non verranno svegliati da urla furiose di poliziotti nel cuore della notte che gli ordinano di mettersi in riga e di dargli la loro fottutissima mano. Verranno accompagnati in questura, dove poliziotti gentili li schederanno e magari dopo gli daranno anche una caramella.
A proposito, vorrei sapere da lei, Guzzanti, come ha preso la protesta leghista riguardo alla decisione del comune di Venezia di dare delle abitazioni decenti alla comunità Sinti che vive nei pressi di Venezia da decenni.
La frase “CHE VIVANO IN AMBIENTI FISICAMENTE ED EMOTIVAMENTE SALUBRI, SECONDO QUANTO STABILISCONO LE NOSTRE LEGGI E NON LE TRADIZIONI ROM” mi sembra non lasci spazio a dubbi, ma preferirei una sua opinione diretta.
Grazie

GUIZZANTI – CREDO CHE TUTTI GLI ESSERI UMANI E PRIMA DI TUTTO I BAMBINI DI QUALSIASI ORIGINE DEBBANO AVERE IL PRIVILEGIO DI ESSERE TUTELATI.

SE VENEZIA HA DATO ALLOGGI DECENTI E FA RISPETTARE LA DECENZA E LA VITA SECONDO LE LEGGI (SCUOLA, CURE MEDICHE, RISPETTO PER LA SESSUALITA’ E L’IDENTITA’, RISPETTO DELLA PERSONA) SONO DALLA PARTE DEL COMUNE DI VENEZIA, NON C’E’ DUBBIO.

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simona scrive:

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200806240924001702&chkAgenzie=PMFNW&sez=news

Nel decreto che anticipa la finanziaria viene istituito il “Comitato Strategico per lo sviluppo e la tutela all’estero degli interessi nazionali in economia”; sara’ costituito presso la Presidenza del Consiglio e ai suoi dettami dovranno sottostare tutte le imprese nazionali, soprattutto a partecipazione pubblica, che operano nei settori dell’energia (quindi Enel ed Eni), dei trasporti (Alitalia e Ferrovie), della difesa (Finmeccanica), delle telecomunicazioni (Telecom), nonche’
negli altri pubblici servizi.

*****************************

Impresa più facile a dirsi che a farsi.

Ora, è pur vero che queste società sono ormai quasi tutte soltanto partecipate statali, in quota di minoranza – Eni ed Enel al 30% per esempio, e quindi un’ingerenza del Governo in linea di principio dovrebbe far innervosire i guardiani del libero mecato, ma è anche vero che alcune di queste aziende sono colossi a livello europeo e occupano posizioni strategiche nel paese praticamente in monopolio (perché da noi le liberalizzazioni dei settori si fanno fanno solo finte). ed è anche vero che le scelte chiave di management di solito vengono prese tra pochi (gruppi che non rappresentano mai la maggioranza assoluta dell’azionariato), talvolta addirittura su indicazione malcelata o col beneplacito del Presidente del Consiglio di turno.
Insomma, qualcuno si è scandalizzato ed ha gridato di nuovo alla dittatura, ma a me sembra però che Tremonti stia facendo questo ragionamento:
preso atto che i settori chiave per l’andamento dell’economia sono dei piccoli feudi inviolabili che non rendono conto pubblicamente delle loro strategie di investimento estero, ma tuttavia condizionano poi pesantemente sia le scelte politiche del paese che i costi dei trasporti e dell’energia per tutti gli italiani senza dover sottostare alle regole del libero mecato, avendo noi purtroppo un antitrust con le mani legate dai Codici, proviamo a ingerire per vie ufficiali, così almeno di certe faccende potremo discuterne anche in Parlamento. Non saranno più argomenti tabù.

Non so immaginare cosa potrebbero pensare di questa iniziativa i nostri amici europei: Tremonti pioniere visionario del ritorno all’economia di Stato o pedina in mano al dittatore unico d’Italia come dice La Repubblica?

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Luigi Morettini scrive:

Le nostre leggi e non le tradizioni, stabiliscono anche che tutti i cittadini sono uguali di fronte alle richiamate leggi. Non vedo perchè si debbano privilegiare alcuni cittadini Sinti rispetto ad altri semplicemente perchè le loro tradizioni, e non le leggi italiani, li spingano a vivere in accampamenti, senza mandare i figli a scuola e soprattutto infischiandosene di anadare a lavorare. Sono italiani come gli altri, bene, si facciano delle graduatorie e soltanto in base a quelle, che tengano conto di una molteplicità di parametri valutativi, si decida a chi assegnare case. Non credo che i Sinti capeggerebbero una graduatoria seriamente redatta.

GUZZANTI – NOI DOBBIAMO AVERE LA CURA DEI LORO FIGLI CHE LORO NON HANNO. IN NOME DELLA NOSTRA LEGGE E NON DELLE LORO TRADIZIONI.

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Mefisto scrive:

Il fatto è che quei Sinti sono stati PRIVILEGIATI rispetto ad altri cittadini di Mestre, “ugualmente poveri”…

GUZZANTI – NON CONOSCO IL PROVVEDIMENTO E NON VOGLIO PARLARE DI QUEL CHE NON SO. MA STAVAMO DISCUTENDO DEL PRIMATO DEI BAMBINI, DI TUTTI I BAMBINI CHE VIVONO IN ITALIA, AL RISPETTO CHE E’ LORO DOVUTO. NON CONOSCO IL CASO E LE GRADUATORIE, MA DICO CHE SE VOGLIAMO APPLICARE LE LEGGE, DOBBIAMO PER PRIMA COSA SALVARE I BAMBINI SPEZZANDO COSI’ ANCHE LA TRADIZIONE CRIMINOGENA DEI NOMADI CHE VIVONO DI FURTI CON DESTREZZA ED ELEMOSINA.

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dvd1 scrive:

Incredibile che nessun quotidiano super partes(che di fatto non esistono) abbia accostato l’immagine che si vuol dare DiPietro mentre trebbia il grano con quella del Duce a dorso nudo, anche lui a trebbiare.Io comincio ad avere paura di qull’ex magistrato, bisogna stare molto atenti a come si muoverà,ben supportato da altri che mi ricordano personaggi del ventennio e riempiono le piazze dei v-day.Travaglio spreca fiumi di parole sul ritorno del fascismo con Berlusconi e poi fa pubblicità ad uno come DiPietro,mah…. Davide Cembrano.

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gianluca.mariottini scrive:

Salve a tutti,
rispondo a Carlo Manca, segnalando la presenza dell’articolo di Magdi Allam sulla rassegna Stampa del Senato (veramente utile, la straconsiglio a TUTTI!).
Ecco il link:
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/080701/ikhs6.tif
Buona giornata (beh, qui in America sono solo le 9.15am :-) )
Cordialmente,
Gian Luca Mariottini

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linda scrive:

prendo ad intervenire dopo tempo, perche’ sono preoccupata della campagna di discredito che tutti i media, oltre alla magistratura e la sinistra dipietrista stanno lanciando parallelamente ai successi che il governo sta meritoriamente collezionando giorno per giorno con un’attivita’ che non si e’ forse mai vista prima. Vedere l’articolo-intervista a Cossiga su Lbero di oggi a firma di Farina. Purtroppo temo che l’analisi di Cossiga sia molto lucida,anche se tremenda! Che si puo’ fare verosimilmente?
Mi rivolgo a lei Guzzanti, come membro del Parlamento. Ci spieghi!…Non potra’ tranquillizzarci, ma senz’altro avra’ informazioni piu’ approfondite delle nostre, filtrate dai media. Inoltre, perche’ Libero pubblica simili intervsite? A che pro?
Grazie

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maria v scrive:

Sono d’accordo Paolo: bisogna esaminare il DNA e confrontarlo con quello dei sedicenti genitori.
Chissà che non si risolverebbe qualche caso di bambino scomparso

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virgus scrive:

Ben detto Maria, secondo me qualche sorpresa salterebbe fuori!! Ma non si può dire se no si direbbe che pensiamo male di tutta un’etnia… che ipocriti che sono, anche Famiglia Cristiana…
Come ha ben risposto Maroni, noi siamo TUTTI censiti/schedati all’anagrafe, facile e sicuro.
Ma come diavolo si può fare a censire costoro se non con le impronte digitali e un immane lavoro di verifica di dati poi?

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maria v scrive:

Sulle case per la comunità sinti sarei parzialmente d’accordo se si fosse prima pensato a dare alloggio alle 2000 persone italiane, sfrattate o prive di casa della zona come dice questo articolo di un giornale locale

La Lega contro il campo in costruzione per la comunità Sinti

Blitz di esponenti e simpatizzanti della Lega Nord, poco dopo l’alba, a Mestre (Venezia) per bloccare i lavori di costruzione di un campo nomadi finanziato dal Comune con 2,8 mln di euro.

Alla manifestazione – secondo quanto riferito dagli organizzatori – hanno partecipato alcune decine di persone; alcuni di loro si sono incatenati per impedire l’avvio dei lavori che, già previsti per i giorni scorsi, stanno subendo dei rinvii. Oltre agli esponenti del Carroccio, sono presenti i rappresentati del comitato di cittadini contrario alla costruzione del campo, che è destinato a una comunità Sinti che da decenni vive a Mestre.

Il campo nomadi prevede la costruzione di piccole casette con annessa, a ciascuna, lo spazio per parcheggiare una roulotte.

“Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari – ha detto stamani il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Alberto Mazzonetto – con questa iniziativa ha tradito i veneziani. I costi del campo incideranno sulla finanza locale e impediranno altre opere che sono prioritarie. A Venezia c’è una emergenza abitativa per almeno 2000 persone, sfrattate o prive di casa: i soldi per il campo dovevano andare a loro. Per Cacciari vengono prima i nomadi che i veneziani indigenti”.

Secca la replica del sindaco Cacciari: “La Lega cerca evidentemente lo scontro – afferma – ma noi andiamo avanti. Prima o poi si stancheranno” . Sulla possibilità dell’uso della forza, il sindaco precisa tuttavia che sta “alla Questura decidere come muoversi, non al Comune”. “E’ un’iniziativa vergognosamente strumentale – prosegue Cacciari – priva di ogni fondamento”. “La decisione di istituire il campo – ricorda – risale addirittura al 1997, è stata approvata da tutti i consigli comunali possibili, e la richiesta di sospensiva è stata rigettata dal Tar”. Il sindaco sottolinea peraltro che le persone che si insedieranno nel campo “sono cittadini veneziani a tutti gli effetti, di seconda e terza generazione, esattamente come parte di coloro che stanno manifestando. I loro figli – conclude – vanno a scuola da anni, i genitori lavorano, regolarmente, nella raccolta del ferro. Ripeto, è una protesta totalmente strumentale” .
(05 giugno 2008)

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Luigi Morettini scrive:

Sono d’accordissimo di avere cura dei loro figli. Togliamo loro la patria potestà e provvediamo ad educarli come i nostri figli. Questo non significa costruire apposite strutture residenziali per le quali ritengo debbano avere priorità famiglie più rispettose delle regole che loStato pone a fondamento della convivenza civile. Altrimenti inneschiamo un contenzioso pericoloso. Non può passare il messaggio che se tratti male i bambini, i tuoi figli, rischi pure di essere premiato. Un’ultima interrogativo: e di genitori che si comportano come aguzzini che ne facciamo? Li lasciamo liberi di continuare a propagandare la loro cultura che, secondo alcuni, dovremmo integrare con la nostra?

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kintpuash scrive:

Onorevole
le parole precise di Di Pietro sono queste:”l’allora aspirante premier mi sembra facesse una lavoro più da magnaccia, per piazzare questa o quella velina, che da statista”.
Volendo anche questa può essere considerata una critica politica.

Ora le faccio un esempio.
Berlusconi dice:
“Sei una persona orribile. il tuo capo partito è un miserabile e i tuoi elettori un branco di coglioni.”
Di Pietro risponde
“Tacci Belusconi in quanto che tu hai piazzato veline, fai il lavoro del magnaccia e non dello statista”.

A parte l’italiano più fluido di Berlusconi contro quello da terza elementare di Di Pietro si tratta di due persone che tendono a usare come argomento l’offesa.
Poi possiamo fare una classifica di quale offesa sia più grave e io sinceramente non sottovaluterei nè coglione nè miserabile che lei fa passare quasi per dei complimenti.
Insomma a me sembra che dal punto di vista dello stile i due siano più o meno sullo stesso piano.
Poi dal punto di vista politico a ognuno le sue preferenze.
A me Berlusconi come politico non piace , si sa, ma Di Pietro mi sta proprio sui coglioni e quindi spero che non consideri il mio modo di vedere le cose come un’implicito sostegno all’expm.
Saluti.

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bozena scrive:

Caro Kintpuash,
come definirebbe, se non una minaccia alla democrazia, l’invito di Di Pietro a bandire un referendum per contrastare le leggi “ad personam”(dette tali da lui), contenute nei due lodi?Una minoranza dei cittadini dovrebbe giudicare le decisioni di un parlamento,scelto da una schiacciante maggioranza.Speriamo,che a Di Pietro non venga mai il desiderio di usare il referendum come arma anti-Berlusconi.

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Scirocco scrive:

Direi di non confondere lodo e lodi.
Le seconde sono gratis, e puoi farne quanto ti pare.
Il primo è invece uno, per ora, e costa assai perché configura una modifica costituzionale. In quanto tale, o viene approvata dai due terzi del parlamento, o si va al referendum. Lo prevede quella birbacchiona della nostra costituzione.

Io dico che possiamo fare a meno, per quanto conta, della compiacenza del parlamento.
La schiacciante maggioranza che ha votato Berlusconi non vede l’ora di fargli sapere quanto tiene alla sua immunità.

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kintpuash scrive:

Questa non l’ho capita.
Un referendum non potrà mai essere una minaccia per la democrazia.
Sarà comunque sempre l’espressione del volere delle maggioranza della popolazione.
Saluti.

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Dario Lampa scrive:

Beh veramente non mi sembra una minaccia alla democrazia. Se si raccolgono le firme di una minoranza di persone (mi sembra ne servano 500.000) e si superano tutti i controlli per convalidarle si fa il referendum, col quale la maggioranza delle persone (tutte, non solo di quelle che hanno firmato per fare il referendum) dirà se abrogare o no la legge.
Più democratico di così…

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maccarti scrive:

Magnaccia (”sfruttatore di prostitute”) da una parte.
Coglioni (”fessi”) dall’altra…

Anche volendo ammettere che hanno pari valore (e non lo hanno, sia nella loro accezione storica, sia nella loro accezione popolare; sia nel linguaggio comune), qui non credo si debba indicare il piú bravo, o il piú volgare.

L’uomo Silvio Berlusconi ha campato, o campa, esercitando il lenocinio? mi domando.
Spetta a Di Pietro dimostrarlo.

Il quesito che mi pongo è diverso:
è ammissibile (e condivisibile) un epiteto cosí diffamante affibbiato al Capo del Governo italiano?

E colui che ha vomitato siffatta ingiuria può essere ritenuto un “oppositore” , vale a dire un mero antagonista politico?
E un cittadino, di qualsiasi estrazione culturale, può accettare ciò.
O deve giudicarla comunque deprecabile e, se vogliamo, leggermente eversiva?

Vero è che c’è, a mio avviso, di piú.
Mi spiego.

Qui non siamo alla lotta politica pura e puta.

Eccessivo il furore di alcuni (Scalfari, Colombo, Di Pietro, Travaglio, D’Avanzo…) contro Berlusconi;
smodato il livore (a me ricorda quello che quasi giornalmente Eugenio Scalfari covava e fomentava nei confronti di Bettino Craxi), perché si possa etichettarlo come semplice “dissidio” o “dissenso” politico.

C’è di piú, ripeto.

E’ il Berlusconi imprenditore di successo venuto su dal nulla;
e’ il Berlusconi capace di fondare un movimento politico e, in pochi mesi, attirare su di sé l’attenzione di milioni di italiani, cólti e meno cólti, politicamente impegnati e non impegnati;
è il Berlusconi in grado, anche dopo un quindicennio, di annientare l’avversario in democratiche elezioni;
è il Berlusconi espansivo e affabile (qualità che nessuno può disconoscergli)
che dà loro fastidio, li indispettisce, li rende furenti.

E non è – ripeto – politicamente motivabile siffatto atteggiamento di lunga, ostinata animosità.
C’è qualcosa di piú profondo.

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Arturo Zulawski scrive:

Egregio maccarti,
non credo, malgrado il magnaccia di Di Pietro, si sia così coglioni dal pensare che Berlusconi abbia esercitato il lenocinio.
Da parte mia sono convinto, pure, che dal nulla, non venga su proprio nulla.
Ci vuole un contesto, del terriccio, semi, cura. Occorre annaffiare o che almeno ci sia pioggia.
Insomma, le mie radici agricole proprio bisticciano con quest’espressione. Che ci vuol fare.
Ognuno ha i suoi difetti.

cordiali saluti

az

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Patton scrive:

Scusi la battuta, az,
ma la sua argomentazione, pur ispirata al bon bec dello “arroseur arrosé”, mi ricorda altresì un vecchio scketch del finto arabo Andy Luotto al mitico programma “Quelli della notte”: ogni notte i buontemponi amici di Arbore discutevano il problema se venisse prima l’uovo o la gallina, e ogni sera l’arabo risolveva l’enigma, facendo notare che non poteva esserci nessuna gallina, se prima non c’era il… gallo.

Scherzi a parte, Lei sa che il giovane Di Pietro fu “collaboratore volontario” del Sismi e, forse, della CIA, come ricorda il suo (di Di Pietro) vecchio amico Francesco Pazienza nel suo mai smentito libro di memorie?
(cfr. http://www.cristianolovatelliravarinonews.com/articoli/fioravanti_mambro/magistrati.html
e http://www.cristianolovatelliravarinonews.com/articoli/markevitch.html )

e che il defunto Ted Schackley della CIA potrebbe (ripeto: potrebbe) essere il mittente del “misterioso e anonimo arrivo al Pool di Milano di tutta la movimentazione dei conti esteri segreti di Craxi (a cui Sigonella non venne perdonata )”?
cfr http://www.cristianolovatelliravarinonews.com/articoli/liberomancuso.html

Salu2

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Arturo Zulawski scrive:

Caro Patton,
collaboratore del Sismi, sì. Mi ricordo, come mi ricordo dell’accusa dell’attuale presidente del consiglio rivolta a Di Pietro – su Rai 1 ospite da Vespa – una cosa del genere: Di Pietro ha una laurea dei servizi. Accusa -grave- caduta nel dimenticatoio. Non si venga a dire però che difendo Di Pietro.

Uovo o gallina eterno dilemma. Buona la battuta dell’amico arabo di Arbore.
Mi ricorda un altro eterno dilemma. Era del sud invece, e non arabo, un altro degli amici di Arcore.

Un altro defunto che potrebbe. Accipicchia. Andrò a leggere il link. Chissà cosa ne pensa Bertossa nel florido giardino della sua pensione?

hasta pronto

az

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Patton scrive:

Bello, az, il Suo qui-pro-quo amici di Arbore/amici di Arcore!
Lei ha un’invidiabile vena busterkeatoniana…

Il farfallone americano Christian L.-R. intervistò anche M. Dell’Utri,
e gli fece una domanda alla quale poteva rispondere solo si o no:
col prevedibile risultato di ottenere, come direbbe la poeta Sigal,
un “silenzio sapiente”. Troverà la domanda qui, sopra il ritratto
dell’intervistato:
http://www.cristianolovatelliravarinonews.com/articoli/tifeoweb.html

Buena luz

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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maccarti scrive:

Egregio Zulawski,

non sono nato ieri.
E proprio per questo motivo non leggerà mai una mia richiesta di beatificare Silvio Berlusconi.

Ponevo la questione a prescindere dagli individui.

Io, tanto per dire, mi sono sempre limitato (diversamente da quanto è spesso accaduto su questo giornale) a riferirmi a Romano Prodi come al “Presidente del Consiglio” o al “capo del Governo”.

Per rispetto delle Istituzioni.
E se le deve rispettare un cittadino, le Istituzioni, non lo deve fare, a maggior ragione, un membro del Parlamento?

Non sarebbe bene cominciar da qui?

ps
Non mi piacque, per esempio, la sparata di Berlusconi sulla laurea di Di Pietro.
E, se ci ripenso, continua a non piacermi.

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luca scrive:

Onorevole Senatore,
sono completamente d’accordo con lei sulla questione della difesa dei bambini rom. ma le sue seguenti parole:

“NOI VOGLIAMO SAPERE CHI SONO, QUANDO SONO NATI, COME RINTRACCIARLI, CONTROLLARE CHE VADANO A SCUOLA, CHE FACCIANO LE VACCINAZIONI, CHE VIVANO IN AMBIENTI FISICAMENTE ED EMOTIVAMENTE SALUBRI, SECONDO QUANTO STABILISCONO LE NOSTRE LEGGI E NON LE TRADIZIONI ROM. PUNTO E FINE DELLA STORIA”

Mi hanno fatto ricordare la brutta vicenda dei bambini ebrei di Roma forzatamente battezzati, all’epoca dei Papi Re, segno di un comune sentire, cioè della superiorità di una cultura e di un modo di vivere, segno molto pericoloso, da accostare all’integralismo islamico. Potrebbe chiarire Senatore?

GUZZ – ALFABETIZZAZIONE, IGIENE FISICA E MENTALE SONO CONQUISTE CIVILI E NON RELIGIOSE. ANZI ! CON QUESTE ARMI MARIA TERESA D’AUSTRA FECE DELLA MAFIOSA MILANO DESCRITTA DAL MANZONI, LA MILANO CHE CONOSCIAMO: SCUOLE, IGIENE, REGOLE, SALUTE, LIMENTAZIONE E RISPETTO DELLA INDIVIDUALITA’. UN BAMBINO NO PUO’ ESSERE CONSIDERAT SCHIAVO PERCHE’ LA SUA CULTURA LO CHIEDE: IO QUELLA CULTURA LA VOGLIO DISTRUGGERE COL LANCIAFIAMME. E SALVARER I BAMBINI, NON BATTEZZARLI O CIRCONCIDERLI.

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virgus scrive:

Riprendo il tema sull’educazione che fu proposto e affrontato qui oltre un anno fa a aggiungo qualche considerazione personale:

per “guarire” un popolo (ed io non penso ai Rom ma agli italiani) serve impostare una politica corretta di formazione/educazione e istruzione al senso civico e alle capacità critiche – oggi manca tutto questo a mio avviso. Poi serve tempo ed esattamente NON MENO di due generazioni.

La prima nella quale siano attuati tutti i rimedi e le iniziative “virtuose”, la seconda dove poter verificare i risultati, che non è detto arrivino immediatamente (va ricordata la necessità di aggiornare tutto il corpo docente nella scuola).

Dubito quindi che un governo o due possano vedere i risultati definitivi di un simile cambio di strategia, quello che si può fare è piantare il seme e vedere se i segnali di crescita saranno positivi o meno, la pianta la vedranno altri una volta cresciuta…
Una riforma insomma di cui non ci si potrà fregiare in campagna elettorale, quindi mediaticamente inutile e politicamente faticosa e scomoda. Solo chi ha davvero interesse nei cittadini come questo governo finalmente può pensare di attuare una riforma simile.

Oggi sembra tutto ciò si possa iniziare fare, speriamo che le condizioni perchè si agisca non siano pregiudicate da questo clima ostile, attuato da quegli stessi nostri connazionali che si dicono sempre sdegnati del non funzionamento di questo o di quello. Veltroni in particolare, quando denuncia situazioni drammatiche del paese è senza vergogna.

Riprendendo il caso dei Rom, qui siamo ancora ai preamboli della questione. Non sappiamo neppure chi e quanti sono questi bambini (ammesso che siano tutti figli consanguinei e non anche bambini scomparsi) che con grande probabilità diventeranno cittadini italiani a tutti gli effetti.
Si tratta di un approccio REALISTICO, da una parte altruista perchè ci si occupa di bambini, dall’altro saggiamente preventivo, perchè quei bambini saranno alcuni degli italiani di domani!

Quello che fa più rabbia sono quei cattolici critici, ben descritti dagli articoli qui sotto riportati da Fulvia.
Non si capisce se ci fanno o ci sono…

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luca scrive:

La ringrazio del chiarimento, sicuramente avevo mal interpretato il concetto da lei espresso. Sono completamente d’accordo con lei.

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Fulvia scrive:

Ecco il testo integrale dal Corriere della Sera di Magdi Allam contro l’articolo di Famiglia Cristiana

Perché difendo il ministro dell’Interno Maroni nella decisione di far prendere le impronte digitali ai rom a tutela dei bambini
La mia denuncia della censura del Corriere della Sera che ha eliminato un riferimento critico a taluni esponenti della Chiesa cattolica ed organizzazioni cristiane ammalate di relativismo, buonismo e politicamente coretto
autore: Magdi Cristiano Allam (Corriere della Sera,1-7-08)
Cari amici,
Vi propongo la versione integrale del mio commento pubblicato oggi, martedì primo luglio, sul Corriere della Sera a pagina 38 dal titolo “Quanta ipocrisia negli attacchi a Maroni”. E’ l’unico di quattro interventi odierni del Corriere della Sera a difesa dell’iniziativa del ministro dell’Interno Roberto Maroni di far prendere le impronte digitali a tutti i rom residenti in Italia, compresi i minorenni, al fine di salvaguardare proprio i bambini dalle aberranti condizioni esistenziali a cui sono costretti, nella gran parte dei casi sottratti al dovere della scuola dell’obbligo e ridotti nella schiavitù di chi mendica, ruba o si prostituisce per volontà degli stessi familiari.
Al tempo stesso auspico che, così come d’altro canto è già previsto dal governo con la nuova carta d’identità elettronica a partire dal 2009, che le tecnologie biometriche di identificazione individuale facciale o dell’iride, si applichino a tutti, cittadini e immigrati, indistintamente.
Il Corriere della Sera ha ritenuto, con una decisione che non condivido e che considero lesiva della mia libertà d’espressione, censurare un passaggio del mio commento in cui critico alcuni esponenti della Chiesa cattolica e organizzazioni cristiane. Questo è il testo originale:
“Ciò è avvenuto con l’indecorosa complicità di taluni prelati della Chiesa cattolica ed organizzazioni cristiane impegnate nel sociale che sbandierano a senso unico il vessillo della dignità umana e della giustizia, come se fossero dei valori ad esclusivo appannaggio degli immigrati;”.
E questo è il testo pubblicato dal Corriere della Sera:
“Ciò è avvenuto con prese di posizione che sbandierano a senso unico il vessillo della dignità umana e della giustizia, come se fossero dei valori ad esclusivo appannaggio degli immigrati;”.
Il Corriere della Sera ha voluto quindi eliminare del tutto il riferimento alla Chiesa cattolica e alle organizzazioni cristiane. Mi è stato spiegato che avrebbe potuto irritare il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che aveva definito una “violazione dei diritti umani” lo sgombero dei campi dei rom. La mia critica era in realtà molto più ampia perché purtroppo, l’ideologia deleteria del relativismo, del buonismo e del politicamente corretto è alquanto diffusa in diversi ambienti ecclesiali e cristiani. Penso ad esempio alle sortite della Caritas, della Fondazione Migrantes, della Comunità di S. Egidio, del settimanale “Famiglia Cristiana”.
Mi domando come sia possibile che proprio io, che ho aderito liberamente e convintamente alla fede cristiana e ho avuto il dono del battesimo dalle mani del Santo Padre tre mesi fa, venga censurato per delle legittime e documentate critiche ad alcuni esponenti della Chiesa, mentre il Corriere della Sera che non è mai stato un giornale con particolari simpatie per la Chiesa cattolica ricorra alla censura per non irritare la suscettibilità di questo o di tal altro esponente cattolico o cristiano? Mi domando come mai quando ero musulmano laico e liberale mi si permetteva di criticare anche duramente le posizioni degli integralisti, estremisti e terroristi islamici, mentre oggi – animato dallo stesso spirito libero – mi ritrovo nell’impossibilità di criticare quella parte della Chiesa e della Cristianità che è ammalata di relativismo, buonismo e politicamente corretto?
Cari amici, potrete leggere all’interno il testo originario e integrale del mio commento.

Prima sull’introduzione del reato di immigrazione clandestina e poi sul rilevamento delle impronte digitali dei rom, compresi i minorenni, l’Italia ha dato prova di una grave lacuna del senso dello Stato, della cultura della verità, del bene comune e dell’interesse della collettività. Mettendo in scena l’ennesima vergogna nazionale, a suon di menzogne, insulti e criminalizzazione della controparte da parte di una sinistra, presente nella politica, nella magistratura, nelle forze dell’ordine e nel mondo intellettuale ed accademico, che non riesce a guarire del tutto dal velleitarismo e dal massimalismo ideologico. Ciò è avvenuto con l’indecorosa complicità di taluni prelati della Chiesa cattolica ed organizzazioni cristiane impegnate nel sociale che sbandierano a senso unico il vessillo della dignità umana e della giustizia, come se fossero dei valori ad esclusivo appannaggio degli immigrati; di esponenti della comunità ebraica che hanno evocato la tragedia dell’Olocausto facendo un parallelismo quantomeno azzardato tra Hitler e Berlusconi; di agenzie delle Nazioni Unite che dovrebbero risolvere il dramma degli immigrati, la catastrofe alimentare e la difficile infanzia nel mondo, ma che sono i primi a dare un pessimo esempio sul piano dell’integrità etica e dell’efficienza organizzativa.
Ed è così che in modo assolutamente pretestuoso, all’indirizzo del ministro dell’Interno Roberto Maroni, sono volate delle pesanti condanne, qualificando la decisione di far prendere le impronte digitale dei rom come “nazista”, “xenofoba”, “razzista”, “barbara”. Quanta mistificazione della realtà dei fatti dal momento che si tratta di un provvedimento ampiamente adottato dalle democrazie occidentali, al pari del reato di immigrazione clandestina che esiste in tutti i paesi europei. Quale degenerazione etica all’insegna del buonismo che è esattamente l’opposto del bene comune, traducendosi in un male che è tale sia per gli italiani sia per gli immigrati. E che aberrazione sul piano operativo l’orientamento a imbrigliare, impantanare e affossare l’azione del governo, con l’unico scopo di poter trasformare la sua sconfitta politica in un vantaggio mediatico monetizzabile in un accresciuto consenso popolare per vincere alle prossime elezioni.
L’ipocrisia denunciata da Maroni è l’atteggiamento di chi non vuole vedere che si tratta di un provvedimento che mira ad emancipare i piccoli rom da una diffusa situazione di degrado materiale e di sfruttamento disumano, o di chi limitandosi ad enfatizzare il coinvolgimento di bambini nella strategia della sicurezza nazionale, finisce per far credere che in Italia non ci sarebbe un’emergenza legata alla criminalità e dal deleterio impatto ambientale legati alla presenza dei rom. Eppure si tratta di una realtà a tal punto vera e a tal punto pericolosa che oggi anche i sindaci delle città più buoniste d’Italia, a cominciare da Bologna, Firenze e Torino, non a caso delle tradizionali roccaforti della sinistra, si sono riconvertiti in paladini della “tolleranza zero” nei confronti dell’illegalità. Mentre i sindaci delle città che buoniste non lo sono affatto, a cominciare da Treviso, Verona e Cittadella, guarda caso amministrate dalla Lega Nord, emergono sempre più come un modello a cui far riferimento a livello nazionale perché sono riusciti, ed è questo il risultato veramente significativo, a migliorare la qualità di vita sia degli italiani sia degli immigrati. Perché, questa è la lezione da trarre, solo le regole certe e rispettate tutelano il bene comune e l’interesse della collettività.
Purtroppo l’Italia è diventato il Paese senza regole. Come è possibile che dei circa 160 mila rom insediati sul territorio nazionale, in 70 mila hanno ottenuto la cittadinanza italiana senza conoscere adeguatamente la lingua italiana, ignorando la cultura italiana, disprezzando i nostri valori e violando sistematicamente le nostre leggi? Come è possibile che del 70% dei rom che nascono in Italia, ben il 37% finisce in un piano di inserimento sociale per una condotta di chi si considera non solo estraneo ma persino ostile alla società che gli dà la cittadinanza e l’insieme dei mezzi materiali per sopravvivere?
Ebbene se proprio non ci piacciono le impronte digitali perché evocano la scena del criminale arrestato e sottoposto a crudeli interrogatori, la tecnologia biometrica oggi ci offre una molteplicità di alternative, dal riconoscimento facciale e dell’iride, per nulla invasive. Ed è bene che questa moderna identificazione individuale concerni tutti noi indistintamente. Ma l’importante è agire bene e subito per affrontare e risolvere i problemi seri e attuali che ci riguardano indipendentemente dal fatto che siamo di destra o di sinistra.

Cari amici, andiamo avanti insieme da Protagonisti per l’Italia dei diritti e dei doveri, del bene comune e dell’interesse nazionale, promuovendo un Movimento della Verità, della Vita e della Libertà, per una riforma etica dell’informazione, della società, dell’economia, della cultura e della politica, con i miei migliori auguri di successo e di ogni bene.
Magdi Cristiano Allam

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Fulvia scrive:

E’ un pò fuori tema ma si parla anche dei bambini ROM , di quanti sono integrati e frequentano le scuole italiane e quanti vivono da “fantasmi” nella nostra società agli angoli delle strade vivendo di accattonaggio.
Qualcuno ruba l’infanzia a quei bambini

Scuola, in classe quasi tutti il 15 settembre La Gelmini: 23mila bimbi rom non studian
- Tutti, o quasi, in classe il 15 settembre. Mentre circa mezzo milione di studenti è ancora alle prese con gli esami di maturità (gli orali sono in corso in questi giorni), sono ormai pronti i calendari regionali per il prossimo anno scolastico (2008-2009). I cancelli delle scuole italiane si apriranno il 15 settembre per la gran parte dei ragazzi. Hanno, infatti, scelto questa data per la prima campanella dell’anno Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio (per il primo ciclo, per il secondo ciclo è il giorno successivo), Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta.A sedere, però, sui banchi per primi saranno gli studenti della Lombardia, l’8 settembre, e quelli dell’Alto Adige, il 10 settembre. Con più calma inizieranno gli studenti della Sicilia, il 17 settembre.
“Grembiule in classe? Perché no” A lanciare la proposta, durante l’audizione del ministro dell’Istruzione, è stata una giovanissima parlamentare del Pdl, Gabriella Giammanco. E Mariastella Gelmini non l’ha affatto scartata. «La proposta di ripristinare l’uso del grembiule a scuola è da prendere in considerazione. Le motivazioni sottese sono convincenti. Non soltanto, infatti – ha osservato il ministro – è un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l’abbigliamento firmato già in giovanissima età. Dare pari condizioni di partenza può essere una proposta interessante ed è curioso – ha concluso il ministro – che venga da una delle più giovani parlamentari».

Bimbi rom, in 23mila non studiano All’appello in classe mancano almeno 23 mila bimbi rom, ha sottolineato la Gelmini, intervenendo dopo l’ennesimo riferimento, durante il dibattito in commissione Istruzione alla Camera, alla vicenda rom-impronte digitali. «Su almeno 35 mila bambini rom che dovrebbero frequentare la scuola, gli iscritti – ha detto il ministro – sono 12 mila. Uno Stato – ha aggiunto – non può dirsi cattolico o attento se fa finta di non vedere che i bambini rom non vanno a scuola e vengono invece utilizzati per l’accattonaggio».

Aumenti agli insegnanti Per adeguare gli stipendi degli insegnanti italiani a quelli dei loro colleghi europei non bastano uno o due anni. Lo ha detto chiaramente, in occasione il ministro Mariastella Gelmini. «Per la prima volta – ha detto rispondendo a una domanda dei cronisti sull’incongruenza tra i tagli previsti nella manovra economica e la volontà di adeguare le retribuzioni dei docenti agli standard europei – il 30% dei risparmi ottenuti con i tagli non verranno reinvestiti in altri settori ma nella scuola. L’impegno è di utilizzare quel 30% sulla premialità. È un segnale di partenza. È chiaro che il percorso per adeguare gli stipendi non si ottiene con un anno e nemmeno due. Però è un percorso che viene avviato. Innescando il merito, qualche segnale positivo ne potrà derivare. Poi naturalmente serviranno altri provvedimenti sui quali stiamo ragionando». Gelmini ha poi ricordato che la situazione ereditata «è pesante». «È deludente vedere – ha aggiunto – come si voglia attribuire la responsabilità a una parte politica senza guardare ai problemi nella loro gravita e totalità. La situazione economica che ereditiamo non è nè di destra nè di sinistra, francamente farne un’occasione di attacco alla maggioranza non mi preoccupa ma credo sia sterile».

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Fulvia scrive:

Il testo della lettera del presidente Napolitano
Roma – Questo il testo della lettera che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha indirizzato al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, che l’ha letta all’inizio della seduta di oggi.

“Nel momento in cui giunge all’esame conclusivo in seduta plenaria il parere sul decreto-legge n. 92 del 23 maggio 2008, desidero innanzitutto esprimerle la mia piena comprensione per il disagio da lei manifestato dinanzi alla violazione, in fase istruttoria, di quella regola di riservatezza che andrebbe rigorosamente osservata da parte di tutti i componenti del CSM e delle sue Commissioni nel corso della preparazione e discussione di atti impegnativi e di particolare delicatezza. Il suo severo richiamo al rispetto di tale regola è da me fortemente condiviso. Non può invece suscitare sorpresa o scandalo il fatto che il CSM formuli un parere – diretto al Ministro della Giustizia – su un progetto di legge di assai notevole incidenza su materie di diretto interesse del CSM stesso. Si tratta infatti di una facoltà attribuitagli espressamente dalla legge n. 194 del 1958, il cui esercizio si è consolidato in una costante prassi istituzionale. I disegni di legge su cui il CSM è chiamato a dare pareri sono quelli ‘concernenti l’ordinamento giudiziario, l’amministrazione della giustizia e ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materiei.

“I pareri sono dunque destinati a rilevare e segnalare le ricadute che le normative proposte all’esame del Parlamento si presume possano concretamente avere sullo svolgimento della funzione giurisdizionale. Così correttamente intesa, l’espressione di un parere del CSM non interferisce – altra mia preoccupazione già espressa nel passato – con le funzioni proprie ed esclusive del Parlamento: anche quando, come nel caso dei decreti-legge, per evidenti vincoli temporali, tale parere non abbia modo di esprimersi prima che il Parlamento abbia iniziato a discutere e deliberare. In questo quadro, non può esservi dubbio od equivoco sul fatto che al CSM non spetti in alcun modo quel vaglio di costituzionalità cui, com’è noto, nel nostro ordinamento sono legittimate altre istituzioni. Confido che nell’odierno dibattito e nelle deliberazioni che lo concluderanno, non si dia adito a confusioni e quindi a facili polemiche in proposito. La distinzione dei ruoli e il rispetto reciproco, il senso del limite e un costante sforzo di leale cooperazione, sono condizioni essenziali ai fini della tutela e della valorizzazione di ciascuna istituzione, delle sue prerogative e facoltà”.

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Sergio Rizzitiello scrive:

Non comprendo le parole del vicepresidente Nicola Mancino.

Lui dice che il CSM non vuole decidere sulla Costituzionalità della Legge, e allora perché si riunisce e vuole dare a tutti i costi il suo parere?

Paradossalmente sarebbe più logico che lo facesse l’Associazione Nazionale Magistrati come sindacato.
Si commenta, si critica, si questiona tra sigarette, sudore, invettive, proclami, inviti alla moderazione, ma come associazione di parte, sindacale appunto.

Ma che lo faccia un Organo di controllo dei Magistrati, che c’azzecca?

Le “.. ricadute che le normative proposte all’esame del Parlamento si presume possano concretamente avere sullo svolgimento della funzione giurisdizionale” di cui parla il Presidente della Repubblica?

Ma tutte le leggi hanno delle “ricadute”, allora il CSM per ogni legge dovrebbe riunirsi e dare un parere?

Ma poi il parere chi glielo ha chiesto?

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nadivittoria scrive:

Sergio Rizzitiello, il parere del CSM non è stato richiesto da nessuno, è vero. Ma ricade nelle prerogative del CSM, esprimere pareri su argomenti riguardati la giustizia. Cito testualmente l’art. 10 della L. 159/1958. Il passo che s’attaglia a quanto successo è “(…) Dà pareri al ministro, sui disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario, l’amministrazione della giustizia e su ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie. (…)”

Dato che il Decreto Legge governativo riguarda – anche – il “blocco dei processi per reati commessi entro il 30 maggio 2002″ (mi sia consentita la semplificazione e mi sia scusato l’eventuale errore di data) penso che il CSM abbia agito secondo le leggi vigenti.

“LEGGE 24 marzo 1958 n. 195.

NORME SULLA COSTITUZIONE E SUL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA.

Articolo 10

Attribuzioni del consiglio superiore

Spetta al consiglio superiore di deliberare:

1) sulle assunzioni in magistratura, assegnazioni di sedi e di funzioni, trasferimenti e promozioni e su ogni altro provvedimento sullo stato dei magistrati;

2) sulla nomina e revoca dei vice pretori onorari, dei conciliatori, dei vice conciliatori, nonché dei componenti estranei alla magistratura delle sezioni specializzate; per i conciliatori, i vice conciliatori e i componenti estranei é ammessa la delega ai presidenti delle corti di appello;

3) sulle sanzioni disciplinari a carico di magistrati, in esito ai procedimenti disciplinari iniziati su richiesta del ministro o del procuratore generale presso la corte suprema di cassazione;

4) sulla designazione per la nomina a magistrato di corte di cassazione, per meriti insigni, di professori e di avvocati;

5) sulla concessione, nei limiti delle somme all’uopo stanziate in bilancio, dei compensi speciali previsti dall’art. 6 del decreto legislativo 27 giugno 1946, n. 19, e dei sussidi ai magistrati che esercitano funzioni giudiziarie o alle loro famiglie.

Può fare proposte al ministro per la grazia e giustizia sulle modificazioni delle circoscrizioni giudiziarie e su tutte le materie riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Dà pareri al ministro, sui disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario, l’amministrazione della giustizia e su ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie.

Delibera su ogni altra materia ad esso attribuita dalla legge.”

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bozena scrive:

Ancora a proposito dei referendum.Non sarebbe più corretto aumentare almeno fino ad un milione il numero delle firme,ora che la popolazione italiana è cresciuta? A che anno risale la regola delle 500 mila firme?Con un limite così basso,non direi che sia il massimo di democrazia…

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-jm- scrive:

È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Mai modificato finora (dal 1948).

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-jm- scrive:

dimenticavo: art 75, comma 1 della Costituzione

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andrea barsotti scrive:

Non lo dica per carità! Ci toccherà fare il doppio del lavoro.
Non mi sembra proprio il momento opportuno per pensare ad una modifica costituzionale sull’oggetto in questione.

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kintpuash scrive:

Mariav scrive:
Sono d’accordo Paolo: bisogna esaminare il DNA e confrontarlo con quello dei sedicenti genitori.
Chissà che non si risolverebbe qualche caso di bambino scomparso

Purtroppo per te non c’è nella storia della legislatura europea un solo caso di condanna o di rapimento accertato da parte dei Rom. Ce ne sono invece molti da parte di Italiani DOC.

Guzzanti scrive:
UN BAMBINO NO PUO’ ESSERE CONSIDERAT SCHIAVO PERCHE’ LA SUA CULTURA LO CHIEDE: IO QUELLA CULTURA LA VOGLIO DISTRUGGERE COL LANCIAFIAMME. E SALVARER I BAMBINI, NON BATTEZZARLI O CIRCONCIDERLI.

Con lo stesso sistema si sono distrutte le culture dei Pellerossa Americani, degli Indios Amazzonici e degli Aborigeni Australiani.
Purtroppo (o per fortuna) queste popolazioni della nostra cultura non sanno che farsene. I Rom in particolare non si riconoscono neanche in uno stato. Quindi le nostre leggi sono per loro solo un’imposizione. Non le hanno fatte loro quindi perchè ci si dovrebbero riconoscere?
Ai nostri occhi non hanno un modo di vivere molto dignitoso ma è pur vero che in mille anni di storia non hanno mai scatenato una guerra e sono stati vittima di un olacausto simile a quello degli ebrei.
Sul fatto di cercare di integrarli come vogliono fare la chiesa e la sinistra buonista ho forti dubbi ma anche quello delle impronte digitali mi sembra un’operazione parecchio utopistica che tra l’altro ha anche un vago retrogusto di legge razziale (neanche tanto vago per dire la verità).
Saluti.

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Arturo Zulawski scrive:

kintpuash,
non discuto l’intervento di mariav, dna e risoluzione di bimbi scomparsi.
A meno che non sia oggetto durante un’inchiesta per rapimento ecc.
Sui metodi si può discutere: impronte digitali, o meno. Sulla maniera, intendo.
Ma non sul principio. Che è ’sta cosa dell’integralismo prima, dei Pellerossa o Indios o Aborigeni?
L’Italia ha sottoscritto la Convenzione sulla protezione dell’infanzia e a questa deve attenersi. Culturalmente i bambini lavorano? Culturalmente vengono mandati da soli a fare l’elemosina? Culturalmente altro? Questo non è permesso su territorio Italiano perché la storia della Repubblica ne ha convenuto altrimenti. E questo vale per tutti i bambini residenti sul suolo della Repubblica. Macchè, argomentiamo con l’étà delle caverne? Igiene, istruzione, sviluppo e protezione dell’infanzia sono un diritto inderogabile, non negoziabile, indiscutibile della Repubblica.
Si dirà, culturalmente la violenza sui bambini e sulle donne è culturalmente accettata da tal comunità allora la accettiamo. Ma stiamo scherzando!

Qui non si tratta di cultura e di chi non sa che farsene della cultura o di una cultura. Qui si tratta di un insiemi di valori condivisi che costituiscono una Repubblica. Qui si tratta di principi sui quali si fonda la Repubblica e sui quali qualunque cultura può svilupparsi a patto che vengano rispettati i principi di base.
Che vuol dire quanto da lei scritto: che chi non riconosce allo Stato l’autorità fiscale può evadere tranquillamente? Oppure che chi non riconosce allo Stato un’autorità -qualunque essa sia- può liberamente ritenersi esente da obblighi e doveri?
Qui non si tratta di opinare sulla dignità o meno della vita altrui, si tratta di garantire la protezione dell’infanzia così come è stata pensata. Si tratta di garantire un minimo denominatore comune che garantisca la dignità del cittadino e -ancor di più della prima ricchezza di un paese- il suo futuro, la sua infanzia.
Guardi, io non sono per le impronte digitali però per il principio sì: lo Stato ha il dovere di proteggere l’infanzia nel caso in cui non dovesse farlo chi di dovere. Qui non si tratta di negare una cultura, si tratta di adempiere ad un dovere e un principio condivisi: uno tra gli altri, il diritto dell’infanzia di godere di un’istruzione. Discutiamo poi della qualità di questa o meno.
Oppure lasciamo che i bambini italiani tornino nelle fabbriche.

Poi lei parla di sinistra buonista: ma si rende conto che quanto da lei affermato all’inizio è di questa sindrome un sintomo classico?

cordiali (ed incazzati ma passerà) saluti

az

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balleo scrive:

Dai un’occhiata a qui http://www.lavoro.minori.it/normativa/documenti/eu/Ris%208%20luglio%201992.htm
è la Carta europea dei diritti del fanciullo,
se pensi che i bambini rom siano tutelati ed abbiano una vita da bambino puoi anche evitare di leggere

I paragoni con pellerossa e aborigeni sono solo – permettimi il termine – “cazzate” utili per instillare sensi di colpa nel lettore.

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Kaizen scrive:

la subdola censura del corriere mi preoccupa di più che non la sfrontata faziosità e odio di repubblica.

Un piccolo esempio: oggi Bertolaso ha rilasciato dichiarazioni molto favorevoli sulla collaborazione con Berlusconi e ha evidenziatio il clima costruttivo con questo governo, dal quale si sente sostenuto e tutelato a differenza del precedente ed ha lanciando significativi segni di ottimismo per la risoluzione del problema rifiuti.

Il corriere scrive solo di tafferugli e negatività ! Questi pseudogiornalisti vogliono o non vogliono risolvere i problemi del paese ? Vogliono o no dare una mano anche loro a questa Italia ? O a loro basta cazzeggiare dalla mattina alla sera sparando sempre contro Berlusconi ? Tanto andare contro Berlusconi non costa niente e non si rischia nulla !

Presidente avanti tutta! Non mollare di un centimetro !! I milioni di Italiani che ti hanno votato non si lascieranno influenzare facilmente dalle stronzate telefoniche o dalle piazze eversive ! Il popolo è con te e tu lo sai !! E se dovrà esserci uno scontro finale noi ci saremo ! meglio morire in battaglia che vivere sotto ladittatura dei magistrati e dei loro compari giornalisti !!

Rialzati Italia !!! Rialzati Napoli !!

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carlo scrive:

Visto il clima che si respira,visto che con le offese fatte al Presidente del Consiglio,si offendono tutti i cittadini che lo hanno democraticamente eletto,proporrei di scendere in piazza,per riaffermare la sovranità del popolo,per contestare chi, invece di limitarsi ad applicare le leggi (del popolo sovrano) ne boicotti i contenuti,e,quello ancor più grave, ne ostacoli poi l’applicazione.
La democrazia,vorrei far notare la mette a rischio chi crea un clima di delegittimazione continua.
Non chi, con la maggioranza del popolo legifera.
Al governo, avanti tutta, l’emergenza economica è il vero problema,non i capricci dei magistrati, ai quali va tolto molto del potere che hanno,spesso usato con abuso.
carlo

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manca scrive:

Salute.
Guzzanti scrive: ” NOI VOGLIAMO DIFENDERE I BAMBINI ROM CHE VENGONO ABUSATI, DROGATI E TENUTI IN BRACCIO AI SEMAFORI PER RACCATTARE ELEMOSINE E POI AVVIATI AL RACKET DEL FURTO E DELLO SCIPPO.

NOI VOGLIAMO SAPERE CHI SONO, QUANDO SONO NATI, COME RINTRACCIARLI, CONTROLLARE CHE VADANO A SCUOLA, CHE FACCIANO LE VACCINAZIONI, CHE VIVANO IN AMBIENTI FISICAMENTE ED EMOTIVAMENTE SALUBRI, SECONDO QUANTO STABILISCONO LE NOSTRE LEGGI E NON LE TRADIZIONI ROM. PUNTO E FINE DELLA STORIA.”

E’ esattamente così. (Guzz, grazie per la chiarezza e la sintesi.)
La norma è A TUTELA DEI MINORI. Trovo indecente, vergognoso, squallido, che qualcuno – e tra questi persino chi si chiama Famiglia Cristiana, rivista diffusa nelle chiese cattoliche, immaginiamo quanti poveri sprovveduti fedeli riesca ad incantare – protesti con toni apocalittici parlando di razzismo, nazismo, barbarie.
La vera barbarie è costituita dall’inferno fisico e psicologico cui sono costrette anime innocenti. Anime violate che non potranno mai dimenticare, mai avere una vita normale.
E’ di oggi la notizia di genitori rom arrestati per aver costretto, con minacce e punizioi corporali, i figli in tenera età a delinquere.

E quale sarebbe il motivo di cotanta vibrata protesta contro il governo?
Il proporre forse una soluzione migliore al drammatico problema dello sfruttamento minorile?
No, il motivo è solo ed esclusivamente attaccare, meglio, delegittimare con accuse infamanti l’avversario politico. Vergogna. Della sorte dei bimbi rom a loro non importa un dollaro bucato. L’importante è un pretesto per sputare sul governo, così perfido da prendersela con chi è già tanto sfortunato. Vergogna.
Cos’è, forse un tentativo di rivincita rispetto alle urne?
L’unico conforto, è pensare che gli italiani ormai sono cresciuti, e sanno distinguere.
Sono certo che anche molti di quelli che non hanno votato Berlusconi siano d’accordo su norme che proteggono e tutelano gli indifesi dai loro orchi.

Anni fa il Comune di Roma istituì una linea telefonica anti mendicità infantile. Giudicai lodevole l’iniziativa ed inviai decide di sms ad amici e conoscenti col numero telefonico del servizio. In quel periodo, ho fatto molte chiamate, ma con sconcerto, vedevo che ogni giorno, allo stesso posto ed alle stesse ore, i bambini a volte di poche settimane, erano sempre li, addormentati artificialmente tra le braccia di femmine (quelle non sono donne)adulte senza scrupoli.
Una mattina sbottai con una povera centralinista, dicendo cosa stessero facendo e come mai nessuno interveniva. Mi rispose con imbarazzo che loro potevano solo fare un segnalazione, e che il compito di intervenire spettava ad altri.
Risultato? Dopo un po’ ho smesso di chiamare. Ma la rabbia era, ed è – visto che la cosa continua impunemente – tanta.

Grazie a Gianluca Mariottini ed a Fulvia per aver postato l’articolo di Magdi Cristiano Allam.
Salute.

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Fulvia scrive:

Notizie dal fronte della Giustizia : sono già stati scarcerati i genitori dei bambini rom costretti a rubare, minacciati e ricattati da violenze sessuali.
Vorrei sapere il nome di quel Giudice per organizzare un corteo sotto casa sua.
Per portarlo nei campi rom e fargli vedere come vivono quei bambini rom, che al momento sono stati portati in una comunità in attesa che la patria potestà venga giustamente tolta.
Ma quei delinquenti tornati liberi?
Perchè noi cittadini dobbiamo subire quotidianamente le ingiustizie che nascono dalla mancata aplicazione delle leggi dello Stato?
Perchè quel Giudice rimarrà seduto nella sua poltrona da dipendente pubblico, stipendiato da noi cittadini anche se non svolge il suo lavoro come le leggi dello Stato vorrebbero?
Stamani sono veramente incazzata con la Magistratura politicizzata, come Berlusconi.
Anche quel giudice è una cellula in metastasi del sistema giudiziario italiano
Fulvia

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augusto936 scrive:

Il gip di Verona si chiama Giorgio Piziali e, da La Stampa di oggi,….Secondo Piziali le intimidazioni, anche di carattere sessuale, che i genitori riversavano sui sei bambini erano “mere espressioni linguistiche rudi e volgari” alle quali non si può dire che seguissero “condotte corrispondenti”.
Non ho parole per commentare una scarcerazione effettuata con una motivazione del genere.

Augusto

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Nick Carter scrive:

Lasciate perdere Repubblica, che è nata per fare la levatrice dei governi e della politica filor…a italica.

Mi sono “divertito” a pensare a cosa potrebbe succedere ad un minore, di questi tempi, sconosciuto all’anagrafe (che non è mai civilmente nato):

- essere comprato e venduto
- essere costretto a fare il delinquente
- essere costretto a guadagnare prostituendosi
- non sapere nemmeno chi sono i suoi genitori veri
- scomparire senza lasciare traccia
- vivere senza lasciare traccia
- essere preso e fatto a pezzi per fornire pezzi di ricambio….

continuate pure, la cronaca fornisce ampia ispirazione.

Dica chi non vuole l’edentificazione : vuole essere complice di quanto sopra?

Augùri – NC

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Arturo Zulawski scrive:

OT La moda del Mix & Remix esplode in Italia

Berlusconi-Prodi-Berlusconi-Prodi-Berlusconi

Lippi-Donadoni-Lippi

Monnezza sì-Monnezza no-Monnezza sì-Monnezza no

Alitalia – ? – Alitalia – ? – Alitalia – ?

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maria v scrive:

OT ma da leggere e meditare con estrema attenzione.

E prese la bambina per i piedi…

A mezzanotte stavano tutti dormendo in quella palazzina di Naharyia, quando quattro terroristi entrarono nel portone sparando all’impazzata.
Smadar prese in braccio Yael di due anni per nascondersi e Danny prese in braccio Einat, di quattro anni, cercando anche lui di correre nel rifugio ma in quel momento i terroristi sfondarono la porta del loro appartamento.
Cosi’, un appartamento scelto a caso, a loro bastava ammazzare degli ebrei.
Samir Kuntar prese subito Danny con la sua bambina piu’ grande, Einat, intanto i suoi complici cercavano altri ostaggi.
Smadar era riuscita a nascondersi bene ma sapeva che se la piccola si fosse messa a piangere avrebbero gettato una bomba e sarebbero tutti morti, anche i vicini che si erano rifugiati nel loro appartamento per stare insieme, per farsi coraggio, allora mise una mano sulla bocca di Yael parlandole a bassa voce.
Smadar disse in seguito che, mentre cercava di far tacere la piccola, si era ricordata che sua madre era stata salvata allo stesso modo quando i nazisti stavano cercando gli ebrei in Polonia.
La piccola Yael pero’ non sopravvisse perche’ non era riuscita a respirare e Smadar se la ritrovo’ morta fra le braccia.
Soffocamento o paura? Forse le due cose insieme, a due anni non si puo’ capire perche’ degli uomini urlanti ti portano via il papa’ e la sorellina ma si puo’ avere tanta paura da decidere di addormentarsi la’ fra le braccia sicure della mamma e non respirare piu’.
Mentre stava arrivando la polizia, Samir Kuntar, il boia , porto’ Danny sulla spiaggia dove gli sparo’ e lo fece davanti a Einat perche’ la bambina vedesse, come ultima cosa della sua piccola vita, la morte del padre.
Poi, non contento, lo getto’ in acqua per annegarlo.
Infine prese Einat, terrorizzata a piangente, per le gambe e le spacco’ la testa contro una roccia.
Samir Kuntar, il boia maledetto, non si e’ mai pentito: come i criminali nazisti, e’ sempre stato orgoglioso di quello che aveva fatto.
Fra pochi giorni sara’ liberato, il governo Olmert ha accettato le condizioni di Hezbollah per riavere indietro i probabili cadaveri di Udi Goldwasser e Eldad Regev, catturati in territorio israeliano mentre pattugliavano il confine nord.
” Io non sono mai contenta quando muore qualche palestinese e non li capisco quando fanno festa dopo un attentato kamikaze. La vita e’ sacra” Dice Smadar Haran Keiser.
Ehud Olmert le ha chiesto un incontro per parlare della liberazione di colui che distrusse, ridendo, la sua famiglia e Smadar ha risposto:
” Samir Kuntar non e’ un mio prigioniero privato. Io non ho il monopolio del dolore, della sofferenza o della giustizia. Questa per me è una prova orribile e cerco di raccogliere tutte le mie forze per reggerla. Venendo qui, mi sono fermata sulle tombe dei miei famigliari. Il mio cuore si spezza al pensiero che il loro assassino sta per essere scarcerato. Questo per me è un giorno veramente triste e doloroso”.
Queste nobili parole e la decisione del governo hanno straziato tutti.
E’ terribilmente difficile pensare che fra una settimana una belva assassina e assetata di sangue ebraico sara’ libera a casa sua, nel suo paese . E’ difficile accettare il fatto che rideranno alle nostre spalle, si faranno gioco della nostra debolezza .
Ma c’e’ una legge non scritta in Israele, nessuno deve essere lasciato in mano al nemico, costi quel che costi, nessuno, ne’ vivo ne’ morto.
Ognuno di noi e’ sacro per tutti gli altri.
Udi e Eldad sono probabilmente morti ma per due anni li abbiamo aspettati , come da due anni aspettiamo che torni a casa Gilad Shalit, prigioniero di hamas.
Israele ha a che fare con belve sanguinarie e senza pieta’, talmente crudeli e feroci da non permettere nemmeno una visita della Croce Rossa Internazionale ai prigionieri. Tanto feroci da non voler dire alle madri, alle mogli, ai figli se i loro cari sono vivi o morti.
Ron Arad e’ scomparso vent’anni fa e non ci hanno mai detto niente, per venti lunghi anni non hanno detto una parola. Hanno sentito che sua madre era morta di crepacuore e non hanno detto niente. Sanno che la figlia di Ron , Yuval, non ha mai conosciuto il padre e lo aspetta ancora ma loro tacciono.
Non danno possibilita’ di speranza ne’ di rassegnazione.
Belve, belve immonde.
Eppure queste belve immonde riscuotono un sacco di simpatia e di ammirazione, non solo nei paesi arabi, anche in Europa, anche in America.
E’ un pensiero che mi turba perche’ l’ammirazione per questi boia non e’ altro che odio per Israele.
Perche’ Israele libera terroristi pur di avere a casa dei cadaveri o pezzi di corpi?
Perche’ noi qui siamo un tutt’uno con il nostro paese e il nostro popolo, perche’ un padre e una madre darebbero tutto pur di riavere un loro figlio e ogni soldato catturato dalle belve e’ nostro figlio , fa parte della nostra famiglia e la nostra famiglia e’ Israele.
La grandezza di Israele e’ l’amore per i suoi figli, la grandezza di Israele sono le mamme come Smadar e il coraggio di dire “se serve a liberare i nostri ragazzi, rilasciatelo”
Come possono capire tutto questo i nostri nemici che usano i loro figli come scudi umani? Che piazzano le rampe nelle case e nelle scuole e se vengono colpiti civili e bambini meglio, Il mondo condannera’ Israele.
Non sappiamo cosa tornera’ a casa di Udi e Eldad, non sappiamo con certezza se ci saranno due funerali o due feste grandi, non sappiamo se dovremo ancora piangere o se potremo gioire.
Intanto il piccolo soldato, Gilad, aspetta il suo turno. Hamas, nella sua immensa ferocia, alza il prezzo perche’ Olmert, liberando Kuntar, ha dato ai terroristi questo potere enorme: se per due cadaveri Israele e’ disposto a rilasciare un assassino/belva , distruggendo in un sol colpo le decisioni precedenti che nessun palestinese con le mani sporche di sangue ebraico sarebbe mai stato liberato, chissa’ cosa e’ disposto a dare in cambio di un prigioniero vivo.
Siamo tristi e disperati, pieni di dubbi, pieni di paure, di insicurezze, sconforto e di atroci perplessita’ ma anche colmi della dolcezza della solidarieta’ che fa di Israele un paese speciale, unico al mondo, fieri di essere cittadini di un paese cosi’ straordinario che dalla sera alla mattina deve decidere se fare la guerra per liberare degli ostaggi, se accettare una tregua che permettera’ al nemico di riarmarsi ma anche a una parte di israeliani di poter vivere senza la paura dei missili e di rilassarsi per un po’.
Un paese straordinario capace di vivere le tragedie, di risolverle e di essere pronto ad affrontarne altre peggiori senza mai perdere il gusto della vita e della felicita’ fatta di attimi.
Un paese cosi’ straordinario, abitato da gente cosi’ speciale da sucitare l’odio del mondo intero. Infatti, mentre e’ difficile sentire commenti sulla ferocia dei terroristi, non esistono freni morali nel gettare fango su Israele, raccontando fantasie allucinanti, menzogne disgustose, nessuno si tira indietro quando c’e’ da diffamare e calunniare gli ebrei di Israele.
Basta aprire un giornale, basta navigare in internet e si legge di tutto e di piu’ e nessuna calunnia, nessuna menzogna suscita un solo dubbio, tutto viene ciecamente creduto , digerito e risputato con aggiunta di veleno mortale.
In Germania un professore dice che gli atleti ammazzati dai palestinesi a Monaco volevano morire da martiri per fare pubblicita’ a Israele, un naziantimperialista italiano continua a scrivere che l’11 settembre e’ colpa di Israele e che le Twin Towers sono state abbattute dal Mossad, che i sionisti erano alleati dei nazisti e mandarono a morire 6 milioni di ebrei per poter creare lo stato di Israele.
Infine, l’ultima perla e’ la strage di Bologna. Tempo fa la pista molto credibile di un’alleanza BR e terrorismo palestinese fu scartata con indignazione. Per carita’ accusare i santini palestinesi di strage, quale abiezione!
Dopo aver evitato con tanta fatica di cacellare la memoria di stragi fatte nei vari aeroporti europei e italiani dove non esistono targhe per ricordare le decine di vittime dell’OLP, Dopo aver dimenticato Stefano Tache’, bambino romano, italianissimo ma ricordato solo dagli ebrei.
Dopo aver cercato di non parlare mai dell’Achille Lauro dove Abu Abbas si diverti’ a uccidere un vecchio ebreo americano paralitico, lo stesso Abu Abbas che fu il mandante della strage della famiglia di Smadar Haran.
Dopo tanti sforzi, ben riusciti, vogliamo parlare di terrorismo palestinese responsabile della strage di Bologna?
MAI PIU’.
E allora cosa succede?
Con tempismo assolutamente perfetto succede che Carlos, il terrorista chiamato sciacallo, che per anni ha lavorato con l’OLP, rivela che dietro la strage di Bologna c’e’ il Mossad e la Cia.
Ualla, che notiziona appetitosa! Questa mica viene insabbiata, scherziamo? Questa viene presa per verita’ assoluta, e’ il Vangelo e viene usata subito come notizia da prima pagina e da chi? Ma da Repubblica, lo stesso giornale che 20 anni fa titolava EBREI= NAZISTI per Sabra e Chatila.
Daniele Mastrogiacomo scrive un’intera pagina su Repubblica sulle rivelazioni di Carlos, rivelazioni bibliche, stupende, qualcos’altro di cui accusare Israele.
L’articolo inizia con :
“La strage di Bologna è stata opera dei servizi segreti americani con la complicità di quelli israeliani”
e finisce con :
“E per lo “sciacallo” anche la strage di Bologna venne ordita dalla stesse centrali. I “nemici” di sempre. Israeliani e americani. ”

Tra tutto questo rigurgito di idiozie, e’ passata quasi inosservata la notizia che Teheran ha puntato i suoi reattori contro Israele, esattamente contro Dimona nel Neghev, e che Zahal da gennaio prossimo iniziera’ la distribuzione di nuove maschere antigas agli israeliani.
Vabbe’, fino a gennaio abbiamo la vita assicurata, poi vedremo, intanto aspettiamo i nostri ragazzi e le mamme israeliane andranno ogni venerdi’ al valico di Erez, il piu’ vicino a Gaza, per gridare il piu’ forte possibile “Liberate Gilad”.
Tra i tanti cartelloni in ebraico che sventoleranno, ce ne sara’ anche uno scritto in Italiano che terro’ alto verso il cielo :”Gilad libero, subito!”.

Deborah Fait
http://www.informazionecorretta.com

Sotto cartello, Deborah, ci sarò spiritualmente anche io

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gioan scrive:

Sono stato lettore di “Repubblica” per ben 25 anni, dal 1982 al 1998.
Ma col passare degli anni si matura e si diventa piu saggi, adesso ho 53 anni, e non riesco piu a leggere il giornale che ha preso il posto dell’Unità.
Vorrei però soffermarmi sulla “GIUSTIZIA”.
Io ho avuto modo di esprimerle, Onorevole; la mia opinione al riguardo.
Lei era del mio stesso parere.
Ma ho avuto dei dubbi durante la campagna elettorale, dubbi che mi sono portato fino a questi giorni.
E proprio ora ho la quasi certezza che il tema della “GIUSTIZIA” è una priorità del Governo Berlusconi.
Allora bando alle chiacchiere, subito le separazioni delle carriere, subito la separazione logistica tra Procura e Tribunale, subito la messa sotto accusa del magistrato che sbaglia (perchè tutti gli altri lavoratori dello Stato (dall’usciere al bidello, dall’ insegnante al chirurgo ecc. ecc. sono penalmente perseguibili, nelle loro funzioni, e il magistrato gode di una immunità che non ha neanche lei caro Onorevole?).
Non c’è bisogno di dialogo con il PD, è solo perdita di tempo.
Subito la riforma della “GIUSTIZIA”.
W la “Rivoluzione italiana” .

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Unionista scrive:

Senti chi parla …..colui che proprio da

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kintpuash scrive:

x Arturo Zulawski.
Le tue sono belle parole (soppratutto la tirato sull’istruzione e i diritti dell’infanzia) da tipico progressista.
Ma ti sei mai chiesto se x gli zingari andare a scuola e ricevere un’istruzione sia così fondamentale?
Non ti passa per la testa che strappare dei bambini x ai loro genitori sia una cura peggiore del male?
Ti faccio un’esempio successo in Australia.
All’inizio del ‘900 ebbe inizio un massiccio programma per l’alfebitazione degli Aborigeni.
A chi non ottemperava a questo obbligo venivano presi i bambini e messi in appositi collegi (che mi sembra è quello che proponi tu per gli zingari) per prepararli a vivere nella società dei bianchi.
Il programma si risolse in un disastro assoluto ed ebbe l’unico risultato di fare di quei bambini degli alienati e dei sradicati e fece aumentare in modo vertiginoso i suicidi e l’alcolismo tra gli la popolazione aborigena. Piaghe che prima erano praticamente inesistenti.
Lo stesso è successo in modi e tempi legggermente differenti con le altre popolazioni che ti ho citato.
Tu probabilmente parli senza esperinza diretta non essendo mai venuto a contatto con la cultura Rom.
Non nego che siano un popolo molto particolare con la quale è abbastanza difficile entrare in sintonia.
Ma ti assicuro che, a parte casi isolati, amano i loro bambini e i loro anziani (che non si sognerebbero mai dirinchiudere in un ospizio come facciamo noi persone civili) e non sono quei mostri insensibili che in molti descrivono.
Con questo non voglio negare che il problema esista. E che nei casi più gravi di degrado si possa anche usare soluzioni drastiche.
Ma non mi sembra che in Italia ci sia un’emergenza zingari che giustifiche schedature generalizzate.
C’e tutto il tempo di fare leggi ponderate e non discriminatori magari guardando a come hanno risolto la questione Francia e Spagna che di Rom ne hanno molti più di noi.
Saluti.

GUZZANTI – L’AUSTRALIA HA CHIUSO IL CUORE DEL CONTINENTE ALL’UOMO BIANCO CHE NON PUO’ ENTRARE NEL MASSICCIO CENTRALE NEANCHE A PIEDI. VISYO CON I MIEI OCCHI. LA’ GLI ABORIGENI FANNO I CAVERNICOLI A LORO PIACIMENTO. IL CONTRIBUENTE SI E’ POI STUFATO DI ABORIGENI CHE VOGLIONO VIVERE IN CITTA’ UBRIACHI SFRUTTANDO LE LORO DONNE.

I NATIVI AMERICANI HANNO UN’ALTRA STORIA MA OGGI GOVERNANO INTERE REGIONI DI INTERI STATI CON LA LORO AMMINISTRAZIONE, POLIZIA, ATTIVITA’ CHE SONO POI CASINOS E GIOCO D’AZZARDO.

PUNTO E FINE DI QUESTA STORIA.

IN ITALIA NON ABBIAMO ABORIGENI MA CITTADINI.

I CITTADINI SONO TUTTI UGUALI. CHE I BAMBINI ROM SIANO DROGATI E ADDORMENTATO IN BRACCIO A UNA DONNA CHE CHIEDE L’ELEMOSINA SOTTO OGNI SEMAFORO E’ SPETTACOLO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

IMPARANO IL FURTO CON DESTREZZA, LA TRUFFA, LO STRAPPO, LO SCIPPO, IL BORSEGGIO. NOI VOGLIAMO CHE CRESCANO COME GLI ALTRI BAMBINI: SCUOLA, EDUCAZIONE, ABITAZIONE A NORMA CON L’IGIENE, VACCINAZIONI, SALUTE, NUTRIZIONE.

NON CE NE FREGA ASSOLUTAMENTE NIENTE DI QUELLO CHE I ROM PENSANO DI SE STESSI: SE VOGLIONO STARE IN ITALIA, QUESTE SONO LE REGOLE, QUESTE LE SANZIONI, QUESTI I CONTROLLI.

SE SI SENTONO IN CONFLITTO CON LA NOSTRA SOVRANITA’ NON HANNO CHE DA ANDARSENE.

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Arturo Zulawski scrive:

A kintpuash:
La sua introduzione mi lascia perplesso. Le ho parlato della Convenzione sui diritti dell’infanzia che l’Italia ha sottoscritto e che secondo me va applicata. Non sono parole mie ma parole che l’Italia ha sottoscritto e che vanno applicate a tutti, senza distizione di lingua e di religione, di provenienza etnica, ecc. ecc.
Come per la laicità dello Stato, questa Convenzione non è per me negoziabile. Non lo è nemmeno per un paese che l’ha sottoscritta e che deve dunque rispettare.
Le ho sottolineato che non sono per le impronte digitali ma che è il campo argomentativo che lei propone che non approvo e che discuto. Io ho detto che lo Stato ha il dovere, perché questo è un valore condiviso della Repubblica, di garantire i diritti dell’infanzia nel caso in cui chi di dovere non lo facesse. Punto. Io non ho parlato di strappare i bambini alle famiglie né di mandarli in collegio strappandoli alle famiglie e la pregherei di non mettermi in bocca parole che non ho scritto. Non siamo più nel ‘900 ed esistono altri metodi di intervenire. Lasciamo perdere poi l’argomentazione: “sì ma tu non ha esperienza diretta…”. Primo, che ne sa lei? Le affermo che invece si tratta del contrario. I Rom non sono i soli con i quali è difficile entrare in sintonia, non sono i soli che vivono secondo la loro cultura. Sempre di più esistono culture differenti che grazie al contesto che la Repubblica offre loro, posso determinare la loro cultura nel rispetto dei valori condivisi. Senza ritornare al ‘900: c’erano migranti del sud, nel dopoguerra che sono emigrati al nord: certo loro non consideravano necessario che le donne fossero istruite, o che i ragazzi dovessero andare a scuola dopo i 12 anni. Si levavano così braccia utili alla famiglia. Come si è risolta la questione? Strappando i bimbi ai loro genitori? No.
Mi oppongo in toto ad argomentazioni quali “sì ma nella loro cultura la donna non ha diritto all’istruzione”.
Lei ammette una forma di degrado? Bene, anche io. Dunque bisognerebbe agire. Nessuno, Rom compresi, in Italia –ma direi in una Repubblica- si può arrogare il diritto di allevare bambini in condizioni igieniche e sanitarie disdicevoli ed è un valore condiviso che lo Stato sia il garante ad una condizione di dignità minima.
Ci sono popolazioni che non hanno nessuna cultura della gestione dei rifiuti, per esempio, ma che si adattano ai valori condivisi dei luoghi dove essi emigrano. Condividendo poi la cultura del riciclaggio, del luogo pubblico che appartiene a tutti e non a nessuno. Non viene a loro richiesto per questo di rinunciare alla loro cultura. Anzi.
Mai ho messo in dubbio che i Rom non amino i loro vecchi e la loro infanza, anche quest’argomentazione è scorretta e scialba e poggia sui buoni sentimenti. Io ho messo in discussione l’argomentazione che lei propone, totalmente inaneguata: quella che poggia sul fatto che vi sia in società chi non riconosce le leggi e per questo ne è esente. Punto. E le ripeto, i Diritti sottoscritti dall’Italia sulla protezione dell’infanzia non sono per me negoziabili. Non per questo sono per le impronte digitali ed la inviterei a sviluppare un’argomentazione solida e non la solita che rifiuta tutto in toto a causa di differenze culturali. Il lavoro infantile in Italia è vietato, interdetto e nessuno, può inviare bambini all’accattonaggio e all’elemosina sul terreno della Repubblica. Nessuna urgenza giustifica la schedatura di un solo gruppo sociale? Nessuna condizione sociale giustifica questi atti sull’infanzia. Rom o meno.
Rom e Spagna? Vogliamo studiare il caso? Ok, ma non illudiamoci che sia tutto rose e fiori. Ha già sentito parlare di jitanos?

Cordiali saluti

az

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kintpuash scrive:

Prima di tutto io non ti ho messo in bocca nessuna parola che non hai detto.
Ti ho solo fatto un esempio che mi sembrava calzante. Rileggiti il mio post, please.
A me la discussione sembra molto interessante ma cerchiamo di non incazzarci per niente.
Evitiamo prima di tutto darci l’un l’altro del buonista cosa che erroneamente ho fatto anch’io.
Tu dici
“Io non ho parlato di strappare i bambini alle famiglie né di mandarli in collegio strappandoli alle famiglie”
Ti faccio allora solo due domande.
Come ci si deve comportare quando si trova un bambino Rom che chiede l’elemosina?
Come si fa ad obbligarlo a frequentare le scuole?
Vorrei che mi rispondessi come si fa in pratica non in teoria.
Saluti.

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Arturo Zulawski scrive:

kintpuash,
manifesto la mia arrabbiatura con toni che ritengo rispettuosi. Visto che me lo chiede, rileggo. Lei scrive questo “A chi non ottemperava a questo obbligo venivano presi i bambini e messi in appositi collegi (che mi sembra è quello che proponi tu per gli zingari) per prepararli a vivere nella società dei bianchi.” Ha avuto una falsa impressione, non c’è traccia di questa proposta nei miei scritti. Non ritengo la società occidnetale una società dei bianchi. A meno che Londra –per esempio- sia considerate tale.

Rivendico il diritto all’incazzamento quando leggo che per contrastare un metodo viene messo in discussione un principio che ritengo fondamentale. Aggiungo di più, non importerebbe un acca il fatto che io lo ritenga fondamentale. Importa che l’Italia ha sottoscritto una convenzione: significa che la Repubblica (e non solo quella italiana, badi bene) riconosce questi principi. Ovvero questi principi sono condivisi. Mi oppongo all’idea che questi principi vengano messi in discussione o contrastati quale argomentazione per contrastare la questione legata al metodo.
Ovvero: pur essendo contrario al metodo delle impronte digitali mi oppongo al fatto che venga rimessa in discussione questa carta di princicpi e valori condivisi per contrastare la proposta esecutiva, legata al metodo dunque, di questo principio.

Dunque, distizione: forma e sostanza. Lei argomenta la sua opposizione al metodo delle impronte digitali e afferma che se una cultura non riconosce i valori della Repubblica può essere esente da diritti e doveri? Io le rispondo che per quanto mi riguarda mi oppongo alla revisione di questi principi.
Se per un gruppo sociale la mutilazione sessuale del clitoride è culturalmente definita io rispondo che questa non è in accordo con le norme che reggono i valori della Repubblica e che la valenza culturale non giustifica l’atto sul suolo della Repubblica. Questi atti non sono tollerati sul suolo della Repubblica. E per fare in modo che questi non siano perpetuati non esiste solo la repressione.
L’infanzia ha diritto all’istruzione, tutta, senza discriminazione alcuna. Reagirei molto male se la Repubblica (non il giornale) discriminasse secondo parametri razziali, religiosi, linguistici l’accesso all’istruzione perché è un valore che condivido. Bene, allo stesso modo lo Stato garantisce all’infanzia l’accesso all’istruzione secondo gli stessi principi non discriminanti e lo fa sottoscrivendo una convenzione internazionale –che condivido- sulla protezione dell’infanzia. La collettevità decide che l’infanzia ha diritto all’istruzione e questo malgrado la cultura di appartenenza di ognuno. Lei si scandalizza che bambini fabbrichino palloni da calcio? Io sì, e non voglio che questo accada sul suolo della Repubblica. Per fortuna non sono il solo tanto che questo è un valore condiviso.
Una famiglia ritiene che le proprie figlie non debbano essere istruite perché le fidanzeranno e ritiene che una donna non abbia diritto all’istruzione? Questo non è tollerato sul suolo della Repubblica e questo valore è condiviso. Nel nord della Spagna i bambini -a partire dagli anni 80 non scendevano più nelle mine delle Asturie. Anche se culturalmente migliaia di uomini avevano conosciuto solo quella sorte. Oggi questo è un principio condiviso. E via dicendo. Protezione dell’infanzia. Tutta. Senza discriminazione.

Lei mi chiede di esprimermi ora sulla forma, sul metodo, sulla maniera, mentre io sono intervenuto su una questione di principio che lei rimetteva in discussione.
La protezione dell’infanzia, le leggi, determinano che i fanciulli –tutti, badi bene, tutti- non possano errare –non accompagnati da adulti per le strade. Questa è una legge che vale per tutti. La protezione all’infanzia prevede che il lavoro infantile –l’accattonaggio e l’elemosina (forzata o meno) infantile siano interdetti, proibiti sul suolo della Repubblica.
La protezione dell’infanzia prevede che questi fanciulli siano accompagnati, identificati perché questo non accada. Ora, io non sono per una società del controllo ma della partecipazione. Sono perché le strutture sociali siano implicati in un lavoro di terreno, legato al territorio, per una politica di prevenzione e sensibilizzazione perché l’accompagnamento a questi fanciulli sia costante, continuo e in diretta relazione con i responsabili (i genitori) dei fanciulli. Sono perché sia stabilito un accordo di mutual collaborazione e accompagnamento e perché ognuno possa sentirsi responsabile. Nei casi di recidività sono d’accordo all’uso della forza in ogni caso sono d’accodo con l’uso dell’autorità (inteso per il suo significato e non prova di autoritarismo).
Per quanto riguarda l’identificazione, vale per me il principio di non discriminazione legato all’istruzione. Uguale per tutti. Mi ricordo che sull’antica carta di identità spagnola (visto che ha parlato di Spagna) c’era l’impronta digitale del cittadino. Era per tutti uguale. Nulla da eccepire.
Esistono altri metodi di identificazione. L’identificazione delle persone non è però un atto discriminante, vale per tutti sul suolo della Repubblica e a tutti questo diritto dev’essere garantito.
Vede? Possiamo discutere dei metodi e di quelli se siamo d’accordo sul principio. Mentre, se la discussione riguarda il principio io a quella discussione mi attengo e la discuto con forza e veemenza perché è per me un principio non negoziabile e inderogabile.
Un esempio per finire: è riconosciuto che il mediatore per eccellenza delle famiglie immigrate con la società di accoglienza sono i figli. Il vettore principale all’integrazione dei genitori sono i figli. Pensi alle famiglie italiane emigrate in Germania nel dopoguerra. E perché? Perché hanno – hanno avuto- accesso all’istruzione, perché non sono strappati alla loro cultura ma hanno accesso all’istruzione e sono i mediatori culturali della famiglia. Hanno una grande ed enorme fortuna, incorporano concretamente ciò che viene descritto come ponte culturale, vettore integrativo. Spesso sono appunto questi figli che sono in grado di approfondire le proprie radici identitarie e quelle della loro famiglia. Perché hanno avuto la fortuna di avere un’istruzione che le loro famiglie non hanno avuto. Rifletta, ne riparleremo.

Cordiali (e meno incazzati) saluti

az

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kintpuash scrive:

Probabilmente ti incazzerei ma io sto proprio mettendo in discussione il principio.
Tu parti dal fatto che secondo te le nostre leggi e i nostri principi sono giusti e applicabili a chiunque.
Io rivendico invece il principio che ogni popolazione ha il diritto di autodeterminarsi senza che noi, come abbiamo l’abitudine di fare molto spesso, ci mettiamo il becco.
Gli zingari sono in Europa da mille anni, hanno subito varie persecuzioni e anche un olocausto simile a quello degli ebrei(olocausto di cui noi siamo stati fattivi complici), ma non hanno uno stato dove applicare la loro legge
essendo una popolazione nomade.
Si può quindi dire che il loro stato è l’Europa dove hanno il diritto di abitare esattamente quanto noi.
Ovviamente per convivere bisogna trovare dei compromessi ma non trovo giusto porre i nostri usi e costumi e le nostre leggi come aprioristicamente migliori.
Sono solo più adatti al nostro modo di vedere il mondo.
Ho già illustrato in un post che troverai più avanti alcuni possibili interventi che servono secondo me a migliorare la nostra convivenza (e non a integrare forzatamente altre popolazioni).
Saluti.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Arturo Zulawski scrive:

Non mi incazzo perché la cosa è ora chiara mentre prima non lo era. Ovvero, si contesta una proposta quale quella sulle impronte per rimettere in questione il principio. Per prima cosa devo di nuovo correggere: io non ho affermato che la Convenzione sui diritti all’infanzia sia giusta. Ho detto che si fonda su principi condivisi. Questi ci sono e per cambiarli questi bisogna rimetterli in discussione e per adottarne di nuovi bisogna che siano condivisi.

Anche io, figuriamoci, son per l’autodeterminazione dei popoli. Anche io penso che gli zingari o Rom abbiano il diritto di vivere in Europa. Bene, gli stati europei (non per nulla le parlavo di repubblica) condividono questa convenzione: ovvero determinano che l’infanzia goda di questi diritti.
Le faccio un parallelo a riguardo dell’igienismo. L’igiene è stata normalizzata nei paesi europei, qualunque popolazione, etnia che vive in Europa si adegua a questo principio di convivenza le cui differenze esistono. Ma le garantisco che ognuno deve adeguarsi al riciclaggio in un paese nordico perché è un principio condiviso. Le dirò di più, è un principio condiviso anche dalle minoranze perché queste hanno spesso voce in capitolo.

Io sono tra quelli che pensano che un’armonizzazione sia possibile, constato che i Rom non sono tutti effettivamente nomadi, sono d’accordo sul fatto che il loro modo di vivere non si adegui alla vita da palazzo, e mille altre cose. Come le ho detto, posso discutere sul tipo di istruzione e mille altre cose. Ma sono tra quelli che sui principi della laicità dello stato e sul diritto all’istruzione senza discriminazione non transige. Sulla violenza sulle donne culturalmente accettata da gruppi sociali, non transigo e mi oppongo. Vale la stessa cosa per la mutilazione degli organi genitali femminili . Posso discutere del metodo della maniera per fare in modo che tutti possano adattarsi a Convenzioni che i nostri stati hanno sottoscritto. Diritti dell’essere umano. Vale lo stesso discorso.

Sui bambini erranti in città -alla stazione- non transigo. Matrimoni forzati, vendetta, faide famigliari, mafie, traffico di esseri umani, neo-schiavismo? Non c’è cultura che possa giustificare ai miei occhi tali atti, tali pratiche.
Non credo che la forza e la repressione siano i migliori modi per arrivare alla condivisione di principi comuni. Insalubrità: non transigo. Nessuno può affittare un appartamente insalubre nemmeno a clandestini. Lo Stato, secondo un principio condiviso, lo vieta. Schiavismo? Vale lo stesso discorso.
E sono molto contento che le nostre società democratiche non transigano né su queste questioni né sulla laicità dello stato. E non cederò di un millimetro su questi principi che non escludono l’autodeterminazione dei popoli. Anzi: io non parlo di un’instruzione monoteista e monolitica, parlo di un istruzione che permetta appunto alla persona (badi bene non all’individuo) di autodeterminarsi. E su questo non cedo di un millimetro.
Sono come lei per dei principi di convivenza che non erodano questi principi e sarò tra quelli che si opporranno con tutte le forze se questi principi saranno rimessi in discussione.
Non mi si venga a dire che questi valori sono di destra perché è falso. Esiste -per fortuna- una sinistra europea che su questi principi -ed altri- non è disposta a cedere di un millimetro. E per fortuna.
Penso che ci siamo detti tutto, io almeno, non ritornerò sulla questione. Almeno, non in questi termini.

Cordiali saluti

az

 
kintpuash scrive:

Un’ultima precisazione non riguardante la discussione in corso.
Faccio presente che io non mi considero assolutamente di sinistra, a parte qualche elezione a livello locale non ho mai votato in quella direzione.
Anzi penso della sinistra italiana e in particolare di quella più estrema con i loro centri sociali e i loro girotondi tutto il male possibile.
Qualche idea che condivido ce l’hanno anche ma il loro approccio e il loro atteggiamento mi è completamento estraneo.
Per il resto sembra anche a me che l’argomento in questione sia stato abbondantemente affrontato.
Comunque discutere con te, Dot e ovviamente il padrone di casa è sempre molto interessante.
Ti saluto.

 

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Fulvia scrive:

Da Il Giornale di oggi intervista al Direttore ex Senatore PD Antonio Polito. A proposito di Magistratura, Di Pietro, immunità alle alte cariche.

“Il Pd vuol sopravvivere? Dia torto a Di Pietro”
di Luca Telese

Scusi, direttore, quante copie ha perso il suo Riformista con la presa di posizione a favore della legge di immunità per il premier?
(Antonio Polito ride) «A dire il vero nessuna. Anzi, stiamo aumentando le vendite».
Allora ha ricevuto valanghe di proteste dai lettori?
«Poche. Invece sono arrivati molti consensi. Non vorrei stupirla…».
Per cosa?
«I lettori mi hanno contestato quando ho scritto: gli emendamenti salva-premier sono una porcata, cosa che peraltro penso ancora».
Non ci credo.
«Oh sì… Quando poi ho iniziato a scrivere – fino alla presa di posizione netta dell’editoriale di lunedì – che ritengo giusto che ci sia una legge che sottragga Berlusconi dalle inchieste dei pm…».
Cosa è successo?
«Ci sono stati molti altri segnali di approvazione. Sono lettori di sinistra molto evoluti».
È una linea difficile da spiegare.
«Per nulla, è molto chiara. Io credo che Silvio Berlusconi, oggi, vada protetto dalle inchieste, e che sia giusto, oltre che dirlo, farlo».
Il centrosinistra secondo lei…
«Dovrebbe sostenerlo in modo chiaro e non sotterraneo».
Per questa tesi il suo vecchio maestro, Eugenio Scalfari, senza citarla, l’ha bacchettata.
«Era proprio di me che parlava, purtroppo. Ha parlato, di prolasso di moralità deontologica».
Espressione solitamente riservata alle patologie emorroidali…
«Mi spiace: purtroppo è Scalfari che nasconde a se stesso la verità».
La disputa è anche sul fatto che saremmo l’unico Paese al mondo a varare una legge di questo tipo.
«E non è vero neanche questo! Ho visto che l’Unità ha dovuto arrampicarsi sugli specchi per far quadrare i conti, ma non è così. In Paesi dove non esiste l’immunità per il premier esiste per i parlamentari, in forme molto più rigide che da noi. Ma davvero vogliono raccontarci che Bush e Chirac verrebbero processati? Balle».
Insomma, Polito non incassa, ma rilancia.
«Mi scoccia che si pieghino i fatti, come purtroppo fa Scalfari, per propagandare una linea politica».
Ma perché a lei l’emendamento non va bene e la legge sì?
«Semplice. Perché il limite stabilito, il 30 giugno 2002, è del tutto arbitrario, come del resto sanno i suoi propositori. Si finisce per mandare all’aria tanti processi solo per quel processo».
E invece con la legge?
«Si ristabilisce il principio, a mio pare sacrosanto, che il voto popolare per Berlusconi non può essere azzerato per via giudiziaria. E lo dico nell’interesse della sinistra».
Lo sa che finirà scotennato da Scalfari domenica prossima?
«Non scherzo. Prima di tutto perché è un principio della democrazia che chi governa debba poter governare. Tornare un’altra volta al 1994 sarebbe una barbarie».
Questo però non è nell’interesse della sinistra.
«Ma come? Se i magistrati costringono Berlusconi alle dimissioni che succede per lei?».
Me lo dica.
«Semplice. Si torna al voto, Berlusconi si appella alla volontà popolare e la Cdl rivince. Non ci vuole mica Nostradamus per capirlo».
Il Pd è svuotato da Di Pietro, se non si oppone.
«No. Il Pd viene svuotato da Di Pietro se dice: “Ha ragione, ma non è questo il modo…”».
che dovrebbe dire, per lei?
«Semplice: “Di Pietro ha torto!”».
Ma se pensano il contrario…
«Tre quarti del gruppo dirigente Pd, dai Ds agli ex Margherita, sono convinti che la destituzione giudiziaria sia una pagliacciata».
Nessuno di loro lo dice, però.
«Senta, io ne sono così certo che glielo dico con degli esempi: anche Fassino, Prodi e Mastella dovevano essere protetti dalla balle del conte Marini su Telekom Serbia, o dai capi di imputazione poi caduti di De Magistris. Non c’è uno di loro che non sia d’accordo su questo».
Ma anche se questo fosse vero, la posizione di Di Pietro potrebbe essere ancora più popolare per gli elettori di sinistra del Pd…
«Lei lo crede davvero? Direi piuttosto che se il Pd continua così lo svuotamento a favore di Di Pietro è certo, forse doppio. Solo nel caso contrario il Pd ce la può fare».
Ma lei crede che i magistrati stiano braccando Berlusconi?
«Io penso che anche tra di loro non ci sia più un coro unanime, come spiegano le dissociazioni di Nello Rossi, segretario dell’Anm, di Magistratura democratica!»
Solo una rondine?
«O di un ex come Casson, che si chiede: come è possibile che ci siano dei pm che passano il tempo a intercettare telefonate erotiche?».
E D’Alema e Veltroni?
«D’Alema spero che si opponga. Veltroni spero che resista alla pressione mediatica de La Repubblica».

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kintpuash scrive:

Faccio una breve premessa.
Probabilmente Lei mi considererà un gran rompicoglioni. Il fatto è che su molti argomenti la penso come Lei ma per indole sono portato a intervenire più quando non sono d’accordo che per darle ragione. Non sono neanche molto avezzo ai complimenti (ne a farli ne a riceverli a dire il vero) ma mi lasci dire che considero il suo blog come un caso unico di libertà nel panorama interne italiano dove si può discutere in maniera franca e leale con persone diverse tra loro ma comunque intelligenti e stimolanti. E il livello delle discussioni, messi da parte insulti e ripicche varie, mi sembra in continua crescita.

Passiamo ora all’argomento in questione.
In linea di principio le sue sono parole buone e giuste.
Ma bisogna fare anche i conti con la realtà.
E la realtà e che gli zingari sono zingari.
Hanno un modo di pensare molto diverso dal nostro per non dire antitetico.
Prima di usare dure parole di condanna e invocare restrizioni della libertà come fa Lei bisognerebbe anche cercare di conoscerli meglio aldilà di pregiudizzi e luoghi comuni.
E le assicuro che quello dei bambini drogati lo è in grandissima parte.
Come lo è il fatto che rubano bambini e che lasciano segni particolari nelle case dove vanno a rubare.
Io fin dall’infanzia ho degli amici Rom e sono stato spesso invitato nei loro accampamenti a feste e matrimoni e anche se spesso le loro condizioni di vita sono al limite cioè non esclude ne’ l’amore ne’ il rispetto per bambini e anziani.
Saluti.

GUZZANTI – IO VOGLIO SOLO CHE SUL SUOLO ITALIANO LA LEGGE CHE RIGUARDA I BAMBINI SIA APPLICATA TASSATIAMENTE. PUNTO.

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maria v scrive:

Il razziale ce lo infila lei.
Le è mai capitato di vedere all’angolo di un crocevia bambini di 4-5 anni che si avvicinano alle automobili per chiedere l’elemosina, bambini soli a quell’età in mezzo al traffico di una città come Roma, a respirare quell’aria salubre che, data l’altezza del piccolo, gli arriva direttamente nei polmoni, con le macchine pronte a schizzare non appena scatta il verde?
Ammesso che lo zingarello sia figlio di zingari è giusto che nessuno se ne occupi e debba continuare ad essere sfruttato in questo modo ignobile?
Se lei mandasse suo figlio a fare accattonaggio in questo modo pensa che ghlielo lascerebbero o le toglierebbero la patria potestà?
Ben vengano impronte, DNA, qualunque cosa serva all’identificazione per sottrarre quei poveri bambini a vite infernali e punire quei delinquenti dei genitori.
E poi non stracciamoci le vesti e guardiamo in faccia la realtà: è cronaca di non molto tempo fa quella che racconta di episodi di zingare in procinto di rubare bambini.
Queste cose si sono sempre sapute: mi metteva in guardia mia nonna su questo argomento ed ora sono nonna io……
Solo che una volta i nomadi facevano i nomadi sostavano nelle vicinanze dei paesi e dopo un po’ se ne andavano verso altri paesi: adesso arrivano in Italia e non se ne vanno più.

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kintpuash scrive:

MariaV scrive:
E poi non stracciamoci le vesti e guardiamo in faccia la realtà: è cronaca di non molto tempo fa quella che racconta di episodi di zingare in procinto di rubare bambini.
Queste cose si sono sempre sapute: mi metteva in guardia mia nonna su questo argomento ed ora sono nonna io

Se ti riferisce ai fatti di Napoli sembra che la cosa fosse una ben archittetata montatura e che la ragazza non fosse tra l’altro neanche una Rom.
Il resto del tuo discorso mi sembra solo frutto solo di grande ignoranza.
Penso che i suoi nipotini saranno molto contenti di sentirsi raccontare anche loro panzana degli zingari rubabambini.
Potresti poi raccontargli di come gli Ebrei bevono il sangue della gente e che se si masturbano diventano ciechi.
Così si fanno una cultura completa che può sempre tornare utile.
Saluti.

GUZZANTI – NON SBRODOLIAMO: STIAMO PARLANDO DEL DIRITTO-DOVERE DELLO STATO DI SAPERE DOVE E COME STANNO I BAMBINI CHE VIVONO SUL SUOLO DELLA REPUBBLICA.

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maria v scrive:

kintpuash scrive:
2 Luglio 2008 alle 10:32

e io rispondo ora perchè leggo solo in questo momento:

Tu dell’ignorante lo dai a tua madre o a tua nonna, non certo a me, questo per cominciare: come ti permetti di dire che scrivo panzane?
Va sul sito di Troviamo i bambini, quelli parlano meno di te ma fanno i fatti.

Tu cosa fai per i bambini rom, oltre a passare il tempo a scrivere sui blog?

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Luigi Morettini scrive:

kintpuash scrive:
“E la realtà è che gli zingari sono zingari.”
E’ vero, verissimo, ma la realtà è anche che gli italiani sono italiani e tali vogliamo rimanere, senza che nessuno venga ad imporci come dobbiamo trattare gli altri. A casa nostra ci si comporta rispettando le nostre leggi. Gli ospiti ne prendano atto. Nessuno trattiene nessuno. Non piace l’Italia? Si vada da un’altra parte, dove si è disposti a far calpestare le proprie leggi. Sa dirmi qual’è questo paese?

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maria v scrive:

Ma poi doc’è il problema delle impronte digitali?
Propongo che vengano prese a tutti, italiani compresi ovviamente: chi non ha niente da nascondere di cosa ha paura?

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kintpuash scrive:

Ho solo risposto a un’argomentazione falsa e basata su vecchi pregiudizzi.
Saluti.

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maria v scrive:

Anche questa è inventata?

sabato 28 giugno 2008, 13:46
Bambini rom, ecco la vera barbarie
di Giacomo Susca

Milano – Qualcuno ha il coraggio di chiamarli nomadi, «figli del vento», ma il lungo viaggio dai casermoni in cemento della periferia di Bucarest fino al fango delle baraccopoli italiane ormai conserva ben poco di romantico. È piuttosto una discesa agli inferi quella vissuta da almeno 50mila bambini rom, quelli cioè che nelle nostre città ci sono arrivati scivolando negli ingranaggi oliati dal racket dell’immigrazione clandestina.

Per i piccoli trascinati attraverso i confini dell’area Schengen la strada verso l’Occidente, visto nello schermo della tv – ricostruiscono gli esperti di criminologia internazionale – quasi mai è una scelta, semmai una costrizione. Un debito che si sottoscrive a vita, nella speranza un giorno o l’altro di ripagarlo. Lavorando, promettono prima.
Proprio così: il passaporto entra in possesso del gruppo criminale che saprà condurti a Parigi, Londra, o Roma.
Non è solo una promessa in cambio di documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere è la libertà.
E succede che i nuovi schiavi hanno appena messo i denti da latte.
Le baby-lucciole alla fiera dell’Est
A volte, invece, «sono loro a comprarti», racconta una ragazza passata per le cure delle assistenti sociali e per le carezze delle suore del «Nocetum», periferia sud di Milano, centro di recupero convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al pensiero di ricordarsi il proprio nome, «perché quelli sono in giro».

Quelli sono i suoi familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle roulotte. Per lei l’Italia della pubblicità s’è rivelata un vialone dietro il Cimitero Maggiore.
Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede «Quanto?» Risposta: «Trenta euro. Meno delle altre».
Dopotutto è stata una faccenda di soldi, sin dall’inizio. Il dramma è che non è nemmeno una vicenda originale, la sua, ma come tante. I genitori l’hanno venduta a mille euro a dei lontani zii, «un affare», sarebbe a dire 100 euro ogni compleanno.
L’equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di Milano sono un patrimonio destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata. «Ogni notte portavo nelle tende pure 500 euro».
Carne fresca a peso d’oro, come quello nascosto nelle buche del terreno o tra i denti degli sfruttatori. Dai sorrisi «che non dimentichi, che la notte riappaiono sottoforma di incubi».
Business e deformazioni
Nell’assurda bilancia dei profitti amministrati dai clan zingari, una mancanza può colmare un portafogli. Il traffico degli invalidi e dei mutilati è cosa ben nota alle procure di mezza Italia. A dicembre scorso i carabinieri hanno portato allo scoperto una banda, con base nella provincia di Milano, che costringeva ai semafori della metropoli bambini storpi e handicappati.

Via le bende, le protesi strappate dai capi. Le deformità dovevano essere ben visibili, esposte al sole in estate e alla pioggia in inverno. L’unico braccio, teso verso i finestrini in cerca di monetine. Non bastava l’umiliazione.

L’incasso, a fine giornata, non poteva scendere al di sotto dei cento euro. Altrimenti, scattavano le botte. Più forti dove le ferite e le malformazioni bruciano ancora.

Eppure nessuno fuggiva, perché sennò di notte quei bimbi erano costretti a dormire all’addiaccio, peggio perfino delle catapecchie in legno e lamiera. Nessuno scappava, semplicemente perché non ci riusciva.

Diceva vantandosi una madre, al telefono con un altro aguzzino, sorpresa da un’intercettazione: «Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio».
La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato.
Il fiume di denaro dell’elemosina tocca i 900mila euro al mese, specie se si arrotonda il conto affidando ai più grandicelli qualche commercio delicato, come lo spaccio della droga a clienti poco più che coetanei.
Uomini e topi
Fanno presto a crescere i piccoli nei corridoi della Stazione Centrale di Milano. O lungo i binari di Roma Termini. E più crescono più sono rispettati, perché corrono veloci e spariscono in un niente. Infatti li hanno battezzati «piranha», o quanto meno «topini».
In bocca non portano pesciolini o formaggio, ma le banconote dei turisti e dei pendolari, troppo distratti per accorgersi del gioco di prestigio. Quattrocento colpi al giorno: li hanno contati i City Angels milanesi in un giorno qualsiasi durante il via vai delle vacanze estive, cercando di persuaderli a lasciare la strada. Sembravano gradire l’interessamento. «Grazie lo stesso, preferiamo restare qui». Poi, di notte, hanno incendiato il container coi viveri e le coperte destinate ai clochard.
Attorno alle squadre «in servizio» in stazione, altre di sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e coprire le spalle ai piccoli, pronti a intervenire nell’eventualità che il derubato reagisca al borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente nelle tasche dei capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a indebitarsi nei confronti dei padri-padroni, a giocare d’azzardo coi dadi per comprarsi le caramelle e le figurine.
Battaglia senza quartiere: a Milano, durante una retata, le forze dell’ordine si sono beccate in testa pietre e bottiglie. E comunque, «se pure riusciamo a fermarli – ammette un agente – hanno tutti meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare».
Dagli ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli uffici del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del totale. Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità.

I banchi di scuola restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi rom, discariche a cielo aperto. All’alba ricomincia la vita nel girone dantesco.

L’ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento, lottare coi pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi (Milano, via Idro, segnalazione di pochi giorni fa).
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=272198

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Dot scrive:

Kintpuash, le parole di Zulawski saranno anche da tipico progressista, ma le tue a me sembrano da tipico buonista intollerante. Intollerante perché volendo a tutti costi tollerare tutto e tutti finisce per promuovere l’intolleranza.

E’ vero l’amore per i propri figli si dimostra per quello che si è: gli zingari quindi ameranno i propri figli da zingari quali sono, ma tutti sono tenuti a rispettare la legge. Ma soprattutto tutti sono tenuti a comportarsi in modo da favorire e proporre una convivenza civile, anche al di là delle leggi e della loro applicabilità. Questa convivenza civile non è strettamente determinata, ma pesantemente condizionata sì, dalla cultura in cui si convive. La cultura in cui si convive nel caso in discussione è quella italiana, non è quella nomade o Rom. Affinché gli zingari possano convivere civilmente con noi italiani, nel nostro patrio suolo (è questo, no, che si desidera?) dobbiamo essere noi in grado di comprendere la loro cultura e loro devono accettare ed adeguarsi alla nostra.

Poi: si può sapere cosa significa essere schedati? Non so te, ma io nel senso dettato dalle nostre leggi penso proprio di esserlo. Qualsiasi autorità riconosciuta nell’ambito delle leggi sa dove trovarmi, sa chi sono, dove sono nato, chi sono i miei figli, mia moglie i miei parenti prossimi e meno prossimi, gli studi ed i lavori che ho fatto, che faccio.

Mi spieghi perché non è giusto questo per gli zingari, per gli extracomunitari, per tutti quelli che hanno i piedi sul suolo italiano? E’ così addirittura per chi viene semplicemente in vacanza da noi, che deve essere corredato da documento di riconoscimento.

Potrai rifarti a tutte le culture, modi di fare, mentalità che vuoi, ma io quando vedo o leggo di bambini che vengono istruiti per andare a rubare, spinti al borseggio, alla truffa, alla delinquenza mi incazzo. E quando questo succede in casa mia, cioè nella mia nazione, mi incazzo ancora di più.

Con la scusa del luogo comune svicoli dal problema che esiste. Potrà in certi momenti venire enfatizzato sui media nazionali, ma dubito che la stragrande maggioranza dei casi venga riportata, anche nei giornali locali.

Se ritieni comunque che il problema esiste, mi piacerebbe sentire da te qualche proposta concreta, concreta e non posizioni di principio, per contrastare questo problema.

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kintpuash scrive:

CAROTA
Aree di sosta attrezzate in tutti i comuni al di sopra dei 5.000 abitanti (aree idonee non vicino alla discarica o tra il cavalcavia dell’autostrada e la ferrovia)
Facilitazioni anche economiche per chi vuol far frequentare la scuola ai propri figli uniti ad ulteriori facilitazioni tipo pulman, possibilità di sosta prolungata durante l’anno scolastico ecc..
Possibilità di sosta più lunga dei due giorni previsti attualmente.
Incentivazione da parte dei comuni per organizzare eventi, feste, vendita di prodotti artigianali ecc.
Incentivazioni anche economiche per coloro che si impegnano a non praticare l’accattonaggio.
Perseguire penalmente coloro che incitano all’odio razziale verso gli zingari mettendo in giro notizie false o callunniose.
BASTONE
Una volta create le aree di sosta attrezzate multa e sequestro del mezzo a coloro che non rispettano la direttiva.
Una volta soddisfatti i presupposti sopra citati per tutti gli altri tipi di reato contro la persona e la proprietà applicazione della legge italiana

Tutto questo ovviamente evitando schedature propagandistiche atte solo per tenere buoni gli elettori.
Una buona cosa sarebbe anche imbastire un tavolo per sentire direttamente le richieste dei Rom e Sinti e vedere cosa si può fare in proposito.

Chiudo con una provocazione.
L’Italia esiste dal 1860, gli Zingari girano per l’Europa da mille anni.
Forse qualche diritto di stare in quella che tu chiamo casa tue ce l’hanno anche loro.
Saluti.

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Arturo Zulawski scrive:

Principio di non discriminazione:
se non vale l’impronta digitaele perché discriminante (o tutti o nessuno) non vedo perché debba essere istituita un’incentivazione a chi si impegna a non praticare l’accattonaggio (parlo di infanzia). Secondo questo principio tutti dovrebbero ricevere incentivi di questo tipo. La legge è uguale per tutti.

Contributi all’alloggio: tutti, la collettività, finanziano collettivamente e secondo le proprie possibilità la rete di distribuzione di acqua e energia: allo stesso modo tutti devono finanziare qualunque tipo di contesto di alloggio quindi anche le aree di sosta.

Se non erro, i Rom presenti in Italia in molti casi sono sedentari. Anche questo parametro va preso in considerazione.

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bozena scrive:

Se fate un po’ di ricerche sui siti inglesi sul tema delle impronte,scoprirete che già da un paio di anni le scuole inglesi sono autorizzate e prenderle dagli alunni senza l’obbligo del consenso dei genitori ,partendo dall’età di 5 anni d’età(sempre per l’ uso interno alle scuole e non ai fini del Home Office).Le nuove carte d’identità conterranno obligatoriamente dati biometrici anche per gli stranieri dal 16- mo anno di vita,inoltre i nuovi pasaporti americani ed europei avranno in un prosimo futuro il chip biometrico obbligatorio per tutti.Ci sono i “piani segreti” per introdurre l’obbligo delle impronte anche nell’ambito dell’UE,qui però non c’è accordo da che età partire.I rom romeni,essendo cittadini UE,prima o poi dovranno fornirsi dei passaporti o ID cards con i dati biometrici.Dov’è il problema?

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sigal harari scrive:

4 israeliani sono stati uccisi e 46 feriti fra cui 7 in gravi condizioni in un attacco lanciato da un arabo di Gerusalemme est che in quanto tale ha libero accesso ovunque in Israele. L’assassino (sia maledetto il suo nome) si è lanciato con un bulldozer contro un autobus di pendolari, auto e vari pedoni in una strada affollata di Gerusalemme. Le scene sono orribili a vedersi e ci riportano indietro in quello che sarà il nostro futuro se continueremo ad essere clementi con i malvagi. L’assassino è stato a sua volta ucciso da un civile e da un soldato che è saltato sul bulldozer che guidava.

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Brian eno scrive:

mi intrometto nel discorso zingari così al volo:

mi risulta che a napoli non siano rispettate le più elementari norme di dignità e sicurezza che la nostra Repubblica vuole (mi riferisco ovviamente alla questione rifiuti e alla camorra), vi risulta sia pronto un ddl volto a prendere le impronte digitali di tutti i napoletani, visto che “notoriamente sporcano e delinquono non rispettando alcuna regola di civiltà, educazione, etc etc”?

avete notizie di provvedimenti simili per quanto riguarda i siciliani e i calabresi? e per i sardi? è notorio siano sequestratori mi sembra di ricordare…

credo converrebbe pensare a qualche provvedimento pure per la categoria dei liberi professionisti che, come tutti sanno, sono noti evasori….

un cordiale saluto

mi scuso per il sarcasmo, so che non lo apprezza Onorevole e che non le pare costruttivo, ma il resto di ciò che penso lo ha espresso bene Kintpuash e non mi sembrava il caso di ribadire. però mi sembrava doveroso.

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Brian eno scrive:

Bozena: appunto! queste norme valgono per tutti e non per una etnia o razza in particolare. Detto questo sono comunque contrario a questa schedatura globale, non è un fatto di destra o di sinistra, di maroni o di veltroni: significa che il nostro povero mondo sta davvero andando male…

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vtr52 scrive:

a Kintpuash , Lei ritiene che non sia corretto adottare un sistema per identificare i bambini rom come non è giusto costringerli ad andare a scuola perchè così verrebbe meno la loro identità . Personalmente ritengo che anche all’interno dei campi rom vi siano delle regole e anche assai severe oltre che ad una vera e propria scuola dell’arrangiarsi.Ecco il nodo stà proprio qui ,le loro regole e le nostre regole.Secondo Lei chi tra i due deve adeguarsi ? Non ritiene che sia più corretto trovare un punto di giunzione di modo che l’uno non prevarichi l’altro ? Tenendo però sempre presente che ci troviamo in casa nostra l’Italia , o pensa che sia più corretto che gli italiani perdano la loro di identità che forse stiamo già perdendo visto che non sappiamo accogliere nel modo corretto tutte le genti che arrivano sul nostro suolo ?
Daniele Sanson

GUZZANTI – L’UNICA IDENTITA’ CHE HANNO I BAMBINI ROM E’: BAMBINO.
PUNTO.
UN BAMBINO NON HA UNA IDENTITA’ ROM, O CAMORRISTICA, O MAFIOSA. O BORSEGGIATRICE. TUTTI I BAMBINI NASCONO UGUALI DI FRONTE ALLA CARTA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL BAMBINO. NON E’ LA CIVILTA’ “BIANCA”: E’ LA CIVILITA’. GIAPPONESE, INDIANA, AUSTRALIANA, CILENA, CAUCASICA.

NOI VOGLIAMO CHE I BAMBINI ABBIANO IL DIRITTO ALLA VITA, POI IL DIRITTO ALLA LIBERTA’, POI ALLA SALUTE, QUINDI ALL’ISTRUZIONE, E INFINE ALLA FELICITA’ CHE E’ UN DIRITTO PRIMARIO.

DI QUEL CHE PENSANO I LORO GENITORI, SE IN CONFLITTO CON LE LEGGI, NON CI IMPORTA NULLA. NESSUNA PRETESA ETNIA, O CULTURA HA IL PRIMATO SUI DIRITTI DELL’UOMO.

(NESSUN COMPROMESSO, NESSUN “PUNTO D’EQUILIBRIO” SULLE LEGGI, SEMMAI SULLA CULTURA, LINGUA, RELIGIONE, CANZONI, CUCINA, ABITI, FESTE, ECCETERA).

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manca scrive:

Salute.
Come più autorevolmente già detto, i bambini rom hanno gi stessi diritti degli altri.
Debbono poterne usufruire. Non essendo in grado di autotutelarsi, in mancanza di genitori che vi provvedano come è loro dovere, uno stato civile ha a sua volta il dovere di garantire pari diritti e pari opportunità. In mancanza di documenti e iscrizione all’anagrafe, anche mediante la raccolta delle impronte digitali, indispensabili per l’attribuzione di una identità.
La parola “schedatura” ha un connotato negativo, che è estraneo alle finalità della norma.

Sulle case date ai Sinti dal Comune di Venezia, Cacciari ha detto che sono italiani e veneziani anche loro. Se è così, credo sarebbe stato equo attribuire uno stesso numero di abitazioni anche ai veneziani non sinti. E se i veneziani non sinti fossero in numero maggiore degli altri, credo avrebbero diritto ad un numro maggiore di abitazioni.

Le parole oggi dette da Di Pietro alla Camera nei confronti del Presidente del Consiglio sono compatibili con il luogo dove sono state pronunciate, e con il ruolo di chi le ha pronunciate?
Mi piacerebbe conoscere le reazioni dei presenti in aula.

Salute.

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Sergio Rizzitiello scrive:

Non comprendo la polemica feroce sulle impronte digitali.

Se mai qualcuno me le richiedesse io non avrei nessun problema a farmele rilevare.

Il punto è come al solito confondere una modalità con il contesto in cui essa si inserisce.

Un conto è prendermi le impronte digitali in un Paese democratico con tanto di leggi scritte che sanciscono i tuoi doveri e i tuoi diritti e un conto fare la stessa operazione in un regime feroce di tipo nazista o comunista.

Il fine è diverso e non tenerne conto nei discorsi è sintomo di carenza intellettiva.

Però coloro che si stracciano le vesti sono animali curiosi perché tranquillamente accettano un codice fiscale, la localizzazione attraverso il cellulare, la carta di identità, le intercettazioni telefoniche, ambientali, le impronte digitali prese durante la leva militare, e poi si scaldano e gridano allo scandalo, alla bieca discriminazione razziale se per questioni di ordine pubblico, sicurezza, garanzia degli elementari e fondamentali diritti dei bambini, dei più deboli, delle persone, si richiede un’impronta digitale.

Proporrei rilevazioni scientificamente ancor più attendibili come la prova del DNA e, quando sarà possibile farlo in larga scala, dell’intera mappa genetica.

Che cosa ci entra col discorso della distriminazione?

Chi vuol discriminare lo può fare tranquillamente con una clava.

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Nick Carter scrive:

egregio kintpuash
Città di Magenta, grande magazzino, anno 2003, pomeriggio estivo ore 16 / 16,30.
Una madre con bimbo in carrozzina si accorge improvvisamente della sparizione del figlio. Con prontezza di spirito si mette a gridare e con altrettanta prontezza il direttore del negozio chiama i carabinieri e blocca le uscite. Si sospetta di una giovane rom, parte di un gruppo di donne, la quale e le quali urlano e vogliono uscire. Il direttore resiste, la giovane non vuole che si controlli sotto le sue ampie vesti.
In breve, arrivano i carabinieri e si ritrova il bimbo con la bocca incerottata.

Indovini dov’era….

Magenta, grande ipermercato, anno 2003 pomeriggio estivo. Nessun giornale lo ha pubblicato…….. per non essere razzista.

Chi non obbedisce alle leggi deve starsene in galera. Punto.

NC

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Luigi Morettini scrive:

Carissimo Paolo e dei loro genitori cosa ne facciamo? Per i bambini condivido tutto quello che hai affermato. Il problema sono loro: i padri e le madri. Ed inoltre, di cosa vivrebbero, una volta che gli venissero sottratti i propri(?) bambini da sfruttare pur nelle comode ed attrezzate aree di sosta facenti carico sul groppone degli Italiani? Di quale artigianato parla il loro difensore d’ufficio Kintpuash? Se si riferisse agli oggetti di rame di solito rinvenuti nei loro campi, trattasi sempre dei cavi elettrici tagiati lungo le ferrovie o asportati illegalmente da qualche altra parte. L’accattonaggio è vietato per legge, ci mancherebbe pure che lo Stato italiano debba ricorrere a sborsare dei quattrini per far rispettare la legalità. A quel punto mi iscriverei anch’io al club dei Rom!

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Brian eno scrive:

Però vede guzzanti, c’è un punto contradditorio in quanto afferma: in merito all’istruzione; quale istruzione? quella italiana? ma allora stiamo parlando di un fatto culturale. ogni razza, etnia e paese ha la propria cultura, la propria storia e quindi la propria istruzione. chi siamo noi per imporre loro la nostra istruzione a tutti a costi? (mi sto solo ponendo la domanda, che davvero non è retorica). Non potrebbe essere per loro istruzione quella tramandategli oralmente dai genitori? E per quanto riguarda il diritto alla vita e alla libertà e alla salute chi le dice che ” a modo loro” non gli venga garantito? Oppure vogliamo fare un confronto statistico sulla’attesa di vita per confrotare lo stato di salute. e per la libertà? è davvero sicuro che i nostri figli siano più liberi dei bimbi rom? cosa significa? sempre troppi luoghi comuni a mio modesto avviso, e troppe certezze da parte nostra.

sempre cordialmente

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Nick Carter scrive:

Egregio brian eno

sembra che lei sia affetto dal classico RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI, quello per cui si dice SI’ gli zingari, però anche i napoletani….

Classico modo di eludere il problema.

Sì gli zingari rubano e campano, nel migliore dei casi, di furto…
però anche i calabresi…

Rimanda a domani, perchè sì, è vero che questi…, però anche….

Campa cavallo che i problemi si risolvono da soli…
“Ed io che rimirai vidi una insegna- che girando correa tanto ratta-che di nessuna posa parea degna- e diretro venìa sì lunga tratta- di gente che non averei creduto- che tanto morte n’avesse disfatta….”

si crogioli… fa tanto bene…
NC

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Ezio Scaramuzzino scrive:

Posso suggerire la lettura di un commento sull’Espresso?
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Lo-strano-caso-di-Mister-B/2030991/18

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Dot scrive:

Kintpuash,

prima di tutto io non ho nessuna intenzione di negare diritti ad alcuno, tantomeno agli zingari o a chicchessia. Io ritengo giusto per una convivenza civile che venga rispettata la legge vigente nel nostro (quindi anche mio) paese; nella nostra (quindi anche mia) casa. E non ho mai scritto di negare diritti agli zingari o ad altri.

Il discorso della carota e del bastone che fai tu, poi, è da svampiti.

La carota, cioè gli incentivi, i vantaggi, i servizi che descrivi è da anni che vengono elargiti. Nel mio comune, ben al di sopra dei 5000 abitanti (Reggio Emilia tanto per non fare nomi), campi nomadi con servizi costruiti ed erogati a carico della collettività, distrutti dagli ospiti e rifatti sempre a carico della collettività, mi ricordo che esistevano già quando io ero un ragazzino (oggi ho 46 anni compiuti). Oggi di provvedimenti per i nomadi se ne parla spesso con il sindaco impegnato in progetti per il loro l’inserimento nel tessuto sociale, e prova ad indovinare chi dovrebbe sostenere i costi.

Il bastone in Italia? Una bufala. Chi lo usa? Chi, quando, come? Solo che si parli di usarlo(ma non è necessario arrivare al bastone, per svegliare dalla catalessi gli addormentati della convivenza civile a targhe alterne, è sufficiente nominare il manico) come deterrente, al fine di non rendere vani gli sforzi impiegati nel dare la carota, si scatena il putiferio dei “buoni”.

Il tuo ragionamento poi nel complesso è inconsistente, per non dire ipocrita. Prima sostieni che non si comprende che gli zingari sono zingari e ovviamente si comportano da zingari per quello che è la loro cultura, il loro modo di vivere, le loro idee, la loro educazione e poi, con la carota e bastone, gli vuoi imporre il nostro modello di vita. Ma cosa gliene frega agli zingari di mandare i bambini a scuola? Praticamente l’hai detto tu: gli adulti gli dimostrano il loro volergli bene mandandoli a mendicare per strada. Cosa vuoi fare: cambiarli? Li vuoi subdolamente circuire e condurre a propagare odio verso i loro figli inducendoli con incentivi e beni (effimeri? Occidentali? Consumistici?) a mandarli in scuole che la loro cultura non ritiene per niente necessarie, se non dannose.

Ah, il tavolo delle trattative. Certo, imbastiamo il tavolo delle trattative, e facciamo deroghe alle nostre (posso dire nostre, o non posso?) per favorire l’integrazione. Anzi, per le prossime leggi chiediamo qualche dritta ai Rom di “passaggio” in Italia: ma sì chiamiamola Italia con la maiuscola, perché dire nostro paese, dire mio paese è da nazionalisti retrogradi e un po’ fascistelli, nonostante ci si sia nati e vissuti per una vita senza andate e ritorni. Ma sì: Gheddafi e prole ci “suggeriscono” come comporre il governo, zingari e sinti ci “suggeriscano” (meglio ancora se ce lo dicono direttamente, così evitiamo problemi) come fare le leggi.

Io di questo cieco relativismo del menga ne ho le palle piene.

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Luciano Baroni scrive:

Ma pensa te, non è stata liberata dalla lotta contro le FARC dei suoi compagnucci, “ma anche dalla SUA lotta quotidiana : ma non tiene proprio VERGOGNA !!!

Betancourt liberata: Veltroni, “Enorme gioia”
02 lug 21:50 Esteri

ROMA – “La notizia mi riempie di una enorme gioia: Ingrid e’ libera dopo una prigionia che sembrava infinita, dopo sei anni passati in mezzo alla foresta senza perdere la speranza e il coraggio”. Cosi’ il leader del Pd Walter Veltroni, commentando la liberazione di Ingrid Betancourt. “In questi anni abbiamo lottato e protestato per la sua liberta’. Anche in questi giorni ero in contatto con sua madre. Ora davanti a questa notizia penso a lei e ai suoi familiari, alla loro gioia immensa. Una protagonista della lotta per la liberta’ e’ tornata in liberta’”. (Agr)

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maria v scrive:

In questi anni abbiamo lottato e protestato per la sua liberta: chi lui?
Ma quando, dove?
Verrà sicuramente a ringraziarlo, come ha fatto Obama.

Veltroni chi? Obama in Europa snobba il discepolo
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273075

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Luigi Morettini scrive:

Per Sigal Harari
Mi dispiace tantissimo che quel farabutto terrorista palestinese, pur mantenendo la sua famiglia con i soldi che guadagnava in Israele, sia stato indottrinato al punto tale da commettere un’altra vergognosa e raccapricciante strage. Avevo criticato la decisione di Israele di accettare lo scambio dei prigionieri dettato da Hamas perché non avrebbe risolto nulla. So bene quanto teniate ai vostri principi ed anche quale importanza rappresenta per Voi riportare in patria i corpi dei vostri soldati seppur morti. Mentre ti scrivo ho appreso con grande piacere la notizia della liberazione della Signora Betancourt grazie ad un bliz dell’esercito. Cosa che avrei sperato anche per riottenere i vostri prigionieri. Mi farebbe piacere sapere se anche tu sei convinta che con i palestinesi riuscirete a trovare una via di uscita. Tutti lo desiderano, me compreso, ma non ti nascondo che sono molto pessimista, pur consapevole che il mio pessimismo determinerà altri lutti. Ti ringrazio e ti mando un forte abbraccio.

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Uccio scrive:

SIGNORI, ATTENZIONE ATTENZIONE

mi permetto di interrompervi per comunicare una notizia totalmente OT ma che credo RILEVANTE!!!

Le FF AA Colombiane hanno appena LIBERATO la Betancourt, 3 sequestrati USA e vari altri Colombiani.

Un colpo TERRIBILE alle FARC; o a quello che resta.
Una conferma, se mai fosse necessario, che URIBE porta a termine quello che promette; con buonapace dei politically correct e comunisti internazionali.
Scusate l’intrusione.

GUZZ – CE NE FOSSERO DI INTRUSIONI COME QUESTA ! GRAZIE ! SPLENDIDA NOTIZIA. PROPRIO OGGI ALLA CAMERA ABBIAMO DISCUSSO IL CASO BETANCOURT. GRAZIE DELL’OT-NEWS.

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Arturo Zulawski scrive:

Ho appena finito di sentire il discorso di Sarkozy e quello dei figli di Ingrid Betancourt.
Sarkozy ha ringraziato Uribe, la presidente dell’Argentina, di vari paesi del sudamerica ed ha ringraziato pure Chavez. Ha ringraziato tutti per la collaborazione offerta.
Voilà_ Una bella notiza.

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maria v scrive:

Dal sito Troviamo i bambini che si occupa di tutti i casi di bambini scomparsi

QUESTI BAMBINI “NON ESISTONO”

NON ESISTERE, significa che SE TI VENDONO, nessuno se ne accorge…
2005 scomparsi 403 minori stranieri
2006 scomparsi 486 minori stranieri
2007 scomparsi 757 minori stranieri
2008 scomparsi al 1° di aprile 257 minori stranieri, facendo una semplice e basilare proiezione statistica su base trimestrale, significa che al 31 dicembre 2008, saranno 1.028…

Quindi un “fenomeno” in crescita, un commercio che aumenta VERTIGINOSAMENTE…

1.903 minori stranieri, la media di 48 al mese
quasi 2 al giorno

Di questi bambini non si sa nulla, nulla significa che molte volte NON ESISTE NEMMENO UNA FOTO, forse esiste un nome, quasi mai un cognome…
“La bambina ferma al semaforo” scompare ? Interessa a qualcuno ? Chi ha il coraggio di chiamare le forze dell’ordine per verificare di chi sia quella bambina prima che scompaia ? Pochi, pochissimi, quasi nessuno …

Il Mattino – Benevento – 22 Marzo 2007
Solo dopo otto giorni la sconvolgente denuncia alla squadra mobile di una madre rumena
Bimbo rom scompare, è giallo

Un bambino rumeno di nove anni è scomparso in città dallo scorso 12 marzo. Ma la madre,
anch’essa rumena, solo nella tarda serata di martedì ne ha denunciato la scomparsa alla Squadra Mobile della città. Una denuncia e molti dubbi che sono impegnati a chiarire gli agenti della speciale squadra della Mobile, preposta ai reati contro i minori. Tra l’altro si sta ipotizzando anche una denuncia a piede libero nei confronti della donna per il ritardo con cui si è recata a denunciare l’accaduto. A denunciare la scomparsa Anisoara Adir, una rumena di 34 anni, vedova, madre del bambino di cui non si hanno più notizie, convivente ora con un altro rom a Caivano. La donna ha raccontato, in un italiano stentato, con l’aiuto di un’altra connazionale, che lo scorso 12 marzo era giunta in città ed aveva sostato presso un semaforo in via Nenni all’angolo del supermercato Gs, insieme ad una sua parente, chiedendo l’elemosina. Alla fine della giornata si è accorta che il figlio Ionut era scomparso. La donna ha sostenuto di averlo cercato per qualche ora e alle 17 di aver fatto ritorno a Caivano in treno come era solita fare ogni volta che raggiungeva la città di Benevento. A Caivano infatti c’è un campo nomadi dove da tempo vive. «Ho creduto che si fosse allontanato e sarebbe tornato» ha aggiunto la rumena. (…)

Dopo una settimana denunci la scomparsa di un bambino ?
Della serie: “Prendiamocela con calma…”

Neonato comprato a 500 euro per fare l’accattone
15 maggio 2008

Venduto come un animaletto, e nemmeno tanto pregiato, appena 500 euro, certe razze di cani superano tranquillamente il doppio o il triplo. Ma nella trattativa si sono inaspettatamente inseriti gli investigatori della squadra mobile che, dopo cinque mesi di lavoro, hanno individuato e arrestato i protagonisti della «transazione»: la madre, il mediatore e gli acquirenti, una coppia di coniugi. Quattro romeni di etnia rom.
Le indagini partono ancora lo scorso dicembre come diramazione dell’inchiesta «Stabor 1», una vicenda di sfruttamento conclusa con l’arresto di oltre venti zingari del clan Costorari, una volta abili calderai, ora aguzzini di minorenni costretti a mendicare e rubare.
Questi miserabili individui tenevano i bambini «a guinzaglio come cani», come essi stessi si vantavano nelle intercettazione telefoniche, in una cascina a Baragiata di Pioltello, in provincia di Pavia, dove vennero poi rintracciati, e liberati, nove minorenni. (…)

Fonte
Quindi, ben vengano TUTTE LE IMPRONTE DIGITALI DI QUESTO MONDO, perchè è molto facile parlare, molto più difficile è FARE…
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
Bambini Scomparsi

http://www.troviamoibambini.it/index.php/impronte-digitali-bambini-rom-censimento/

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maria v scrive:

Sempre dal sito Troviamo i bambini

COMUNICATO STAMPA
- Bambini scomparsi, venduti, affittati, portati da uno stato all’altro come fossero valigie.
- Bambini mutilati, per renderli ancor più allettanti, per coloro che li sfruttano nell’ambito dell’accattonaggio.
- Bambini invisibili, tenuti legati come cani.
- Bambini affittati da una famiglia all’altra, senza NESSUN CONTROLLO.
- Bambine che sfilano nude in pieno centro a Milano per essere vendute al miglior offerente
- Bambini picchiati se non raggiungono il budget previsto nelle elemosine.
- Bambini soggetti ad essere venduti nell’ambito della pedofilia e del traffico d’organi.

Questo accade a tutti i “bambini invisibili” nei campi nomadi.

Per tanto ci auguriamo, che il Ministro Maroni, continuerà nel voler proseguire sul voler censire e finalmente tutelare TUTTI questi bambini, augurandoci che le leggi italiane le faccia l’Italia, senza continue interferenze di una Comunità Europea, che sino ad oggi per i bambini scomparsi, sottratti ed invisibili NON HA FATTO NULLA.

IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
Bambini Scomparsi

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Uccio scrive:

In Colombia, paesaccio del 3º mondo, ma dove lo Stato agisce e si cura dei cittadini, vedere anche OT precedente, proprio per tentare di minimizzare i traffici, a tutti i neonati si prendono le impronte podaliche; registrate, gratuitamente, dal notaio.
É, quasi, diventato un secondo battesimo; comunque una prassi utile e costantemente seguita.
Poi esiste una spece di “Opera Maternitá e Infanzia” che difende i bambini con le unghie, anche contro i genitori (spesso molto) violenti.

Ma si, questo é il terzo mondo, a noi Italiani, primissimo mondo, che ce nefrega?

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Nick Carter scrive:

Cara Maria V

I numeri che tu hai citato si riferiscono a quelli che SI SANNO essere scomparsi, quindi a coloro che ERANO CONOSCIUTI.

Possiamo solo immaginare quale sia il rapporto tra quelli che SI SA ESSERE SCOMPARSI e quelli che NON SI SA ESSERE SCOMPARSI.
Abituato alle proporzioni io dico:

Sconosciuti : conosciuti = non si sa che sono scomparsi : si sa che sono scomparsi

Chi sa fare le proporzioni si diverta a fare delle ipotesi su quanti sono quelli che “NON SI SA CHE SONO SCOMPARSI”

Facile fare i buonisti, meno facile proteggere i bambini. Forza, “antirazzisti” della malasorte, fate le proporzioni!

NC

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Nick Carter scrive:

Io m’impegno ad essere tra i primi cittadini italiani a depositare le impronte digitali delle dita delle mani, dei piedi ed anche l’impronta della chiappe se servisse a far funzionare l’ordine e la sicurezza in questo sgangherato paese di menefreghisti!

NC

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marcello scrive:

Caro Senatore, Cari Amici
Da molto tempo non intervenivo, anche se ho sempre seguito le vicissitudini di RI, ma oggi voglio esprimere tutta la mia gioia per la liberazione di Ingrid Betancourt, ottenuta con un’operazione da manuale delle Forze Armate regolari della Colombia che hanno dimostrato di possedere notevolissime doti in tema di intelligence, logistica ed addestramento.
Qui in America Latina, naturalmente, non si parla d’altro e si stanno iniziando a mettere finalmente in luce le enromi crepe che le formazioni paramilitari comuniste denominate FARC stanno ormai dimostrando di avere nella loro organizzazione, nelle loro “entrature” presso la popolazione (le diserzioni nelle loro file sono oramai di massa).
Lode dunque al Presidente Alvaro Uribe ed alle sue capacitá di statista, di portare a termine le operazioni promesse.
Lode agli Stati Uniti che da anni ormai conducono al fianco del Governo colombiano una lotta senza quartiere contro i comunisti assassini narcotrafficanti che rispondono al nome di FARC, lotta che forse ha portato alle volte a delle esagerazioni (il bombardamento in territorio ecuadoreño di qualche mese fa) ma che, alla luce dei risultati operativi (ed anche, perché no?, delle patetiche reazioni del Chavez in sedicesimo che risponde al nome di Correa) sono state ampiamente giustificate.
Da sottolineare come stiano venendo finalmente alla luce dei riflettori dell’opnione pubblica latinoamericana (troppo spesso abbacinata da facili sirene populiste) le “doti” di negoziatore di quel pericoloso buffone che purtroppo ricopre l’incarico di presidente della Repubblica “bolivariana” (sic!) del Venezuela nonché del suo degno compare alcolista ed amante delle giovinette under-16 nicaraguense.
La nota stonata (certo mancava tra così tante belle notizie) é stato seguire il TG3 sulla Rai International.
Tante belle parole sulla liberazione della Betancourt, condite dall’immagine dello striscione srotolato in Campidoglio dal Uolter nazionale, ma MAI (nemmeno per sbaglio: e ci mancherebbe pure) la parola chiave sulle FARC: gruppo armato rivoluzionario COMUNISTA.
Nooooooooooo. Niente!!! Macché: se la Betancourt è rimasta sei anni prigioniera nella selva con una catena che la teneva legata ad un albero, la colpa é di Bush, che ha finanziato con 5 miliardi (sic! Ma di che? Di dollari Euro? Lire? Pesos colombiani? Pesos cubani? Bolivar venezuelani? L’ineffabile inviata da New York non ci ha concesso di saperlo) la lotta anti – FARC ed ha sempre sostenuto la linea della fermezza, non ha mai voluto aprire un “tavolo” (e ti pareva?) di trattative, certo dimentica, la candidata al Pulitzer inviata del Tg3, che le FARC hanno ancora 700 ostaggi e che hanno risposto con bombe ed omicidi ai tentativi di trattativa degli anni precedenti.
Comunque fin là si rimaneva nella pura propaganda del Tg3, alla quale purtroppo siamo abituati.
L’apoteosi é stato ascoltare l’intervento della punta di lancia della cultura nostrana, quel popò di democraticone e premio Nobel all’antifascismo di Dario Fo. Lui sí che gioiva della liberazione di Ingrid (la sua grandissima amica Ingrid) dalle grinfie di questo gruppo terrorista (chissá che gli italianissimi servizi deviati c’entrino qualcosina con il sequestro dell’amica democratica ed antifascista Ingrid?).
Insomma: la ciliegina sulla torta del progressismo pret-a-porter!
Meno male che le FARC non agiscono in Italia. Chi resisterebbe agli appelli progressisti di Dario Fo se rapissero la Finocchiaro, la Turco o la Bindi e le incatenassero ad un albero in Aspromonte?
Saluti cordialissimi algi amici di RI ed avanti tutta, Senatore!!!
Marcello

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Uccio scrive:

Buon giorno, Marcello
di certo lei vive in questa fascia oraria, se non in Colombia, come me.
Quoto il suo commento per intero, o quasi. L’attacco in territorio Equadoriano era motivatissimo e suffragato da una clausola del diritto internazionale (marittimo) il “diritto di inseguimento”.

Ma non era questo il mio bersaglio, desidero lanciare un’ OT al Sig. Guzzanti al quale chiederei di investigare/intervenire nella sua qualitá di Senatore.

Rai 3 ed in particolare: TG3, TG3 Primo piano e “tempo che fa” sono sempre stati posizionati sull’ala sinistra; lo sappiamo.
Peró; peró da quando il “bieco cavaliere” ha vinto le elezioni (ovviamente appoggiato da un popolo di malfattori o idioti o idioti/malfattori) da quel momento, la deriva a sinistra della terza rete é diventata insopportabile.
Ero abituato ad assistere a TG3 verso le 20, ora di Bogotá, cenando; é divenuto impossibile in quanto difficile cenare quando si é assaliti dai conati di vomito.

Forse, anche pensando all’immagine dell’Italia all’estero, sarebbe consigliabile intervenire.
Grazie

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Scirocco scrive:

Beh, bisognerà pure che qualcuno lo dica.
E poiché il nome mi condanna, mi incarico io di portare qui la ventata caldissima, anzi incendiaria, dei sussurri in arrivo.
I signori facciano accomodare le signore e si tengano pronti con l’idrante in mano, che la scena è infuocata, e i pompieri non è il caso di chiamarli.

Dunque, gira voce di un resoconto riguardo ad amorevoli cure ed attenzioni di cui sarebbe stato oggetto lo Scettro del Reuccio d’Italia: le prime, da parte di colui che lo detiene, che avrebbe finalmente trovato modo di rimediare alla vetustà e al deterioramento dell’attrezzo; le seconde, da parte di una avvenente ministra, già deputata alla sua manutenzione, che sarebbe stata ascoltata impartire consigli ad altre addette, sui modi di trattarlo e di renderlo ben lucido. Pare che il Reuccio stesso si sia espresso in merito alla perizia muliebre delle signorine, e in un empito di sodisfazione, da animo gentile e appassionato di giardinaggio qual’è, le abbia apostrofate come Bocche di Rosa.

Ora, il Reuccio ha ricevuto la sua sovranità dal popolo, come è noto, il quale è sovrano ma non fesso. Voci insistenti riferiscono quindi che gli italiani di sesso maschile siano intenzionati a riprendersi certi privilegi della sovranità delegata, e ci siano già lunghe file davanti al ministero che ha dato prova di tanta generosa disponibilità. Il nome stesso del ministero in questione, del resto, alimenta molte speranze. Tradotto in lingua corrente, da un tizio che ad occhio non pare essere estraneo al governo, suona infatti: ‘Chiù pilu pe’ tutti!’

http://dagospia.excite.it/articolo_index_41721.html
ps. La foto mostra alcune ragazze di corte, probabili future ministre, sedute come si conviene alle signorine perbene. Dietro di loro, in piedi, il Sovrano.

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Patton scrive:

Scirocco, Lei è un inarrivabile comico involontario:
“I signori [...] si tengano pronti con l’idrante in mano, [...] e [...] pompieri non è il caso di chiamarli”.

E com’è il caso di chiamarli, allora: pompierini?

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Nick Carter scrive:

Scirocchetto…
Invidia?

NC

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Scirocco scrive:

Beh, penso che in questi frangenti la sovranità non possa essere compiutamente delegata nè rappresentata, e dunque è giusto che ognuno abbia l’opportunità di esercitarla personalmente.

Pari opportunità, appunto.

GUZZ – CHI E’ CHE STABILISCE QUALI SONO “QUESTI FRANGENTI” E NON ALTRI FRANGENTI. IN UNA REPUBBLICA PARLAMENTARE NON E’ PREVISTA LA PISTOLA SINGOLA. E’ PREVISTA LA DELEGA ELETTORALE.

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Scirocco scrive:

Minchiate (cit).
In questi frangenti vale la regola dell’ognuno per sé e dio per tutti.
Chi ha la sovranità, pertanto, restituisca all’esercizio individuale l’utilizzo di questi squisiti servigi ministeriali.
A meno che non l’abbia avuta per diritto divino: in tal caso avremmo un nuovo papa ex-aequo, e bisognerebbe andare a nuove elezioni.

Oppure si dichiari (in pompa magna) l’istituzione del Nuovo Sacro Romano Impero.

GUZZ – INCOMPRENSIBILE.
O ALMENO: NON CAPISCO CHE VUOL DIRE.
MIO LIMITE.

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maria v scrive:

Esattamente così.
Queste sono le argomentazioni, questi sono i fatti.

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maria v scrive:

Meno male che abbiamo qualcuno soddisfatto, qualcuno che ama guardare dal buco della serratura: attività di grande prestigio per una sinistra che non sa più a cosa attaccarsi.

Chiaro lo scopo delle intercettazioni: sputtanare i nemici e ricattare gli amici. Altrimenti, visto che sono irrilevanti per l’inchiesta, queste intercettazioni sarebbero dovute finire nella spazzatura.

Le foto di Sircana invece sono state pagate a peso d’oro e chiuse in cassaforte.

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andrea barsotti scrive:

All’Onorevole Guzzanti, ad Enrix, ed a chiunque altro sia interessato.

SCARAMELLA ED IL PATTEGGIAMENTO, COLPEVOLEZZA O COSA?

Una precisazione: non essendo un professionista del diritto e non avendo accesso alla banca dati della Cassazione non ho potuto consultare le sentenze a cui lei, dott. Guzzanti, nel post del 1 marzo ha fatto riferimento, né tantomeno consultare quelle a cui i testi che ho visionato rimandano,conseguentemente il risultato del mio ragionamento potrebbe risultare inficiato dalla parziale conoscenza delle fonti.
Lei dice:” La sentenza con la quale il giudice applica all’imputato la pena da lui richiesta e concordata con il P.M., ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 445 comma 1 c.p.p. NON È UNA CONDANNA, traendo origine da un accordo delle parti fondato sulla rinuncia da parte dell’imputato a difendersi (da Cass. pen. sez.un. 15 Maggio 1992, n.5777).”
In realtà come sapientemente sottolineato da Cordero in “Procedura Penale” 8° edizione pagina 1048: ”… condanna significa che a N sia inflitta una pena … Invertirebbe il senso delle parole chi la chiamasse proscioglimento … né appare evocabile un tertium genus …”
Vero è che lo stesso c.p.p. recita: “… la sentenza è equiparata ad una pronuncia di condanna.” Equiparare implica necessariamente 2 entità diverse rapportabili su di un medesimo piano, ma qui il legislatore probabilmente aveva premura di sottolineare che nonostante la sentenza scaturisca da un accordo tra le parti essa comporta i medesimi effetti di una condanna ordinaria. Una sentenza di condanna sui generis potremmo dunque definirla poiché generata attraverso una modalità differente dall’ordinaria.
Il fattore responsabilità:
Nulla da eccepire quando lei onorevole ribadisce, riportando da Cass. pen. sez. VI, 19 Gennaio 1996, n. 649): “La richiesta di applicazione di pena ex art. 444 c.p.p. non implica ammissione di responsabilità né tantomeno confessione per fatti concludenti …”.
Quando riporta la massima: “La sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti non afferma la penale responsabilità dell’imputato ( da Cass.pen. sez. VI, 11 Giugno 1998, n.1752)” , ciò non ingenera alcuna reazione da parte mia purché si intenda il verbo “affermare” alla stregua di “dichiarare”, non potendo essere altrimenti. L’art. 444 c.2 difatti stabilisce che compito del giudice è vagliare l’accordo ed enunciare nel dispositivo lo stesso, non affermare:” l’imputato è stato riconosciuto colpevole del reato ascrittogli”. Qualora però l’interpretazione comporti incontrovertibilmente l’esclusione della colpevolezza dell’imputato, ciò non potrebbe che ingenerare una serie di controdeduzioni.
1) Il giudice nel vagliare l’accordo delle parti deve esprimere un giudizio sulla congruità della pena “secondo i parametri offerti dall’art.133 c.p. in relazione alle esigenze rieducative di cui al comma 3 art.27 della Costituzione” (Siracusano in “Diritto Processuale Penale vol. II edizione 2001 pagina 249). Ora a me appare chiaro l’assurdità del vaglio nei termini di gravità del reato (133 c.p.) ed esigenza rieducativa del condannato (comma 3 art.27 della Costituzione) ove venisse esclusa la responsabilità del soggetto in questione.
2) A norma dell’art. 13 della Costituzione “La libertà personale è inviolabile.” Questa inviolabilità è generalmente intesa in dottrina come indisponibilità della libertà stessa. Ove la sentenza ex art.448 c.p.p. fosse intesa come semplice frutto dell’accordo tra le parti (ratificato dal giudice) prescindendo dalla responsabilità del condannato si incorrerebbe in un giudizio di incostituzionalità come testé esposto.
Ciò non può portare altro che alla conclusione di una presupposizione della responsabilità dell’imputato. In questo senso:
1) Siracusano in “Diritto Processuale Penale vol. II edizione 2001 pagina 250: ”… la sentenza che accoglie la detta richiesta contiene,quindi, un accertamento ed un’affermazione impliciti della responsabilità dell’imputato (Cass. sez. un. 27 marzo 1992; negli stessi termini Id., 27 settembre 1995).”
2) Cordero in “Procedura Penale” 8° edizione pagina 1044: “… ripugnano al sistema sottomissioni convenzionali alla pena…”; “Nessuno negherà poi , che implichi giudizi positivi sul reato la pena applicata ex art.448, a dibattimento concluso.”
3) Lozzi in “Lineamenti di procedura penale” II edizione pagina249: “… i problemi di legittimità costituzionale … appaiono superabili solo riconoscendo che la sentenza di patteggiamento presuppone l’accertamento della responsabilità dell’imputato.”
Inoltre nell’ambito del contesto “Patteggiamento penale e giudizio civile”, la sentenza di applicazione di pena patteggiata “pur non potendosi tecnicamente configurare come sentenza di condanna, anche se è a questa equiparabile a determinati fini, presuppone “pur sempre una ammissione di colpevolezza che esonera la controparte dall’onere della prova” (Cass. 5 maggio 2005, n. 9358).

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Scirocco scrive:

Sono contento di divertirti, Patton.
Ma ti prego di farmi credito e di considerarmi meno involontario di quanto ritieni.

La frase che citi, per dire, forse non aveva bisogno della tua chirurgica didascalia.

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Arturo Zulawski scrive:

Didascalia: e se mettessimo “Ceci n’est pas une pipe”?

GUZZ – DIREI CHE E’ PERFETTA E IL VECCHIO MAIGRITTE NE SAREBBE ESTASIATO.
IO CI METTO ACCANTO IL NON-TABACCO E IL VECCHIO DE SAUSSURE NON DOVREBBE AVER NULLA DA RIDIRE (CECI N’EST PAS UNE REPONSE).

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Scirocco scrive:

Già, perfetta.
Il mago Zulì si riferiva infatti alla parte della pipa che si mette in bocca.
Il bocchino, per chi è di comprendonio più duro.

http://news.kataweb.it/item/463525/intercettazioni-bocchino-ci-sono-necessita-e-urgenza

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Arturo Zulawski scrive:

Mais non, main non Siroccò.
Le tout et pas la partie.
Et par souci de trop en faire, vous vous trompez, sacré nom d’une pipe!
Que Saint-Claude vous pardonne.

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Scirocco scrive:

La partie pour le tout.
Tout se tient.

GUZZ – COSI’ COSI’, MI PARE. E POI TOUS SE TIENS, NON TIENT

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Arturo Zulawski scrive:

In ogni caso Scirocco, non mi riferifo alla parte né all’oggetto.
E come detto altrove, l’Italo deputato non ha a che vedere con questa storia.
Je tiens à préciser que j’écris aussi tout se tient e mi impegno a scrivere riconciliazione.

GUZZ – FAREMO CORREZIONI A DIZIONARI E GRAMMATICHE, MATERIALI DEL RESTO POCO DECORATIVI E ANCOR MENO UTILI.

 
Scirocco scrive:

Ah beh, allora riscrivo: la esse pour la ti.
Così è, se vi pare.

 
Arturo Zulawski scrive:

Vabbè, mi siederò ai piedi del mio albero. Finché tiene.
Forse capirò questa faccenda il giorno in cui romperò la mia pipa.

GUZZ- J’AURAIS JAMAIS DU M’ELOIGNER D’MON ARBRE, SACRE NOM D’UNE PIPE, MA BELLE PIPE D’ECUME QUI ME FAIT BRULER LA LIPPE

 

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vtr52 scrive:

Anch’io, Onorevole, desidero fortemente che i bambini vengano tutelati ,il mio dubbio proviene dal fatto che i bambini non nascono da soli,possiamo toglierli ai genitori ma se non educhiamo questi ultimi essi continueranno a crescere figli fuori dalla legalità. Le regole per chi desidera rimanere in Italia devono essere fatte rispettare.
cordiali saluti
Daniele Sanson

GUZZANTI – PERFETTAMENTE D’ACCORDO. E DOVREMMO FARLE RISPETTARE DA NAPOLI IN GIU’, IN CAMPANIA SPECIALMENTE.

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Nick Carter scrive:

petits amis

Le Président a certainement connu plus de fesses de très bonne qualité avant son éléction plutot qu’après, quoi donc?
Il a renoncé aux plaisirs de la chair pour son peuple!

Et pourtant, à soixante-dix ans il a un sacré baton berger, n’est-ce pas?

Diable d’un Berlù! Félicitations!

Anch’io parlo di gnocca coi miei compari al telefono…. si accomodi vostro onore!

CHE MISERIA A SINISTRA!!! A quando la registrazione dei peti del presidente in fase defecatoria?

NC

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Arturo Zulawski scrive:

No, dai. Non la registrazione dei peti. Finiranno sicuramente come hit tra le suonerie da scaricare vendute da un grande gruppo multimediatico. No, please.
Quanto al Bâton de Berger: è oramai in vendita ovunque e non mi sembra un prodotto di cui vantarsi.
Figuriamoci se lei non può parlare di ciò che vuole al telefono, Carter, in un paese che garantisce le pari opportunità.

saluti

az

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Patton scrive:

LA PROSTATOMACHIA
Una versione dei fatti (forse già citata — e nel caso mi scuso) che ho trovato qui
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=22207
dice che dieci giorni fa Napolitano ha fatto il pompiere, nel senso d’una lavata di capo
a Nicola Mancino, con l’idrante a… manetta. Pare anzi che la portata dell’idrante
quirinalizio sia stata sì lunga e duratura da spegner ancor oggi l’Espresso e i suoi
pompierini.

Come diceva — se non erro — l’Aretino, sol la cortigiana la sa più lunga dell’urologo.

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Nick Carter scrive:

Cher Zulawski

Sento la mancanza di una bella intercettazione… il nuovo status-symbol!!

Quanto al baton-berger (o pastorale per accudire le pecorelle), ha un buon indirizzo? M’interessa.
Se lei però si riferisce alle pilloline blu, quello no, non mi piacciono.

Salutations distinguées. NC

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Arturo Zulawski scrive:

Egregio Carter,
non parlavo di bastoni ma di salumi. E il Bâton de Berger si trova in tutti i supermercati. E’ comunque meglio il Fuet Catalano e soprattutto il vostro di Felino. E niente pilloline, al massimo un po’ di nitrito. Che nulla ha a che vedere coi cavalli percui vorremmo risparmiarci la battuta efidentemente facilotta.

cordialement

az

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Nick Carter scrive:

AZ

S’alza un grido… risponde un nitrito..
Oh cavallina, cavallina storna… che portavi colui che non ritorna..

Il salame di cavallo è un pò troppo duro…. meglio quello di Felino, ed il mio baton-berger era tutta un’altra cosa, evidentemente.

All’uopo, invece del nitrito è meglio un pò di glucosio /saccarosio come antiacido ed antiossidante.

Però, Zou-Zou, mi ascolti, niente batte il salame casereccio bergamasco, nessun saucisson, nessun Fuet, nessun Felino : Bergheim ueber alles!

Ne vous enquietez pas pour le coup d’état Veltronien, il s’agit d’un coup “Prostatataire” ( Le Canard
En. aux temps de l’opération à Mr le Pr. Mittérand)

Cordialmente – NC

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Arturo Zulawski scrive:

Carter,
sono d’accordo che v’è di meglio del nitrito e l’avevo avvertita a riguardo della battuta ippica. Al contadino non far sapere e a Zulawski neppure, che il salametto del bergamasco e delgi alpeggi del sud delle Alpi sono eccellenti, così come carnesecche violini e bresaole casarecce.
Ma non mi costringa a difendere il Ré del salume il salsichon iberico, pura delizia per il palato.
Bacco tabacco e venere…

cordiali saluti

az

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Nick Carter scrive:

Diavolo d’un Zulawski, devo proprio cercarlo il salsichon!

Le farò sapere.
NC

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