QUESTA LA MAIL CHE RICEVONO I NUOVI ISCRITTI E CHE SARA’ INVIATA MAN MANO ANCHE AD UNA SERIE DI ISCRITTI IN PRECEDENZA.
Gentile amico o amica
Grazie per esserti iscritto l blog di Rivoluzione Italiana. Se vorrai vedere pubblicati i tuoi commenti dovrai prima inviarmi i seguenti tuoi dati che resteranno segreti e noti soltanto a me.
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Il motivo di questa richiesta è semplice: Rivoluzione Italiana? non è un blog come gli altri, ma un giornale on line che rappresenta un movimento politico registrato e che si chiama, come il blog, Rivoluzione Italiana?. Rivoluzione Italiana non è dunque un forum, non è una mailing list, ma una pubblicazione e come tale ha un direttore che lha creato e la cura quotidianamente.
Come direttore ho la responsabilità di conferire al blog una omogeneità di stile che corrisponda al progetto per cui è nato e si è sviluppato nel corso di quasi due anni e che garantisca allo stesso tempo una completa libertà di espressione di opinioni politiche e di qualsiasi altro genere, e che mantenga ad un livello alto le discussioni, i contributi, i contrasti.
E dunque proibito insultare, rispondere ad insulti, rivolgersi in maniera aggressiva e irrispettosa al direttore del blog, così come sono proibiti battibecchi di natura personale e manifestazioni di odio di qualsiasi genere, come sono considerati non accettabili contributi che mirino a minare la civile convivenza di diverse opinioni e diverse persone nel blog con atteggiamenti evidentemente distruttivi: i cosiddetti “trolls”.
Come direttore mi riservo inoltre il diritto di dichiarare una collaborazione non gradita e di porre termine alliscrizione del suo titolare.
Coloro che fossero cancellati dallelenco degli iscritti non possono tornare nel blog semplicemente modificando e-mail e nickname, ma possono farne richiesta fornendo elementi che permettano di constatare un approccio diverso e accettabile nel blog. E’ consentito, alle condizioni dette, un solo “rientro”.
Quanto al resto, questo blog che nasce nell’area del centro-destra ma si avvale della eccellente collaborazione di molti iscritti di opinione diversa e spesso radicalmente diversa, ciò che lo arricchisce e che certamente rappresenta una delle ragioni del successo di questo sito che conta, alla fine del giugno 2008 ciirca 3000 iscritti e realizza una media di 1200 contatti con circa 5000 pagine al giorno, lette in tutto il mondo, specialmente negli Usa, in Francia, Regno Unito, Svizzera, Spagna.
Cordialità vivissime e ancora una volta benvenuto, o benvenuta.
Paolo Guzzanti
la mia e-mail:
paolo.guzzanti@gmail.com





















13 giugno 2008 alle 12:13
Mi scuso per lot e per la segnalazione fatta proprio qui, ma davvero vale la pena non perdersi i cahiers che Sabina Guzzanti invia al suo blog dal suo Viaggio in America.
Sono freschissimi e luccicanti di lampi di genio.
http://www.sabinaguzzanti.it/
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13 giugno 2008 alle 14:10
OT per me molto importante perchè era quello che speravo accadesse.
L’Ue nel caos/ L’Irlanda ha detto no al Trattato di Lisbona. Governo italiano spaccato
Venerdí 13.06.2008 09:26
http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/iralandarefendumsulleuropa130608.htm
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13 giugno 2008 alle 15:24
L’e-mail e i dati?
Va bene cosí.
Onore e oneri, tutti al Direttore (che saluto rinnovandogli la mia stima).
***
Un fuori tema piccolo piccolo. Posso?
Il presidente degli USA, scendendo dall’auto e accostandosi al Papa che lo attendeva sorridente, ha due volte esclamato:
“Che onore! Che onore!”.
Bravo Bush!
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13 giugno 2008 alle 15:41
OT sul caso Travaglio/Mastellarini: la questione sta aumentando di risonanza, dopo l’articolo di oggi di Facci, due lettere a Feltri e Scalfari. Ne vedremo delle belle? Lo spero davvero anche per il bene di Mastellarini che non ha fatto altro che dire la verità.
http://www.gabrielemastellarini.com/articoli/rispondo-alla-richiesta-di-vittorio-feltri
http://www.gabrielemastellarini.com/articoli/lettera-aperta-al-fondatore-de-lespresso-eugenio-scalfari
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13 giugno 2008 alle 15:55
Aspetto tue news.
Buon fine settimana
Fulvia
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13 giugno 2008 alle 16:19
W l’Irlanda e W l’europa dei Popoli!
Non capisco il motivo della delusione di molti esponenti del Pdl per questa bocciatura…
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13 giugno 2008 alle 17:34
Il tuo padrone non ti ha fatto direttore del “Giornale” della ditta e tu ti inventi un giornale on-line? Tipica fantasia romanaccia…
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14 giugno 2008 alle 18:44
Gentile signore dal nome impronunciabile, innanzi tutto la invito, come invito tutti, ad ottemperare alla nuova regola e ad inviarmi i suoi dati prrsonali e colgo l’occasione per ripetere la mia mail, peraltro notissima.
o.guzzanti@mclink.it
Quanto alla sua garbata e intelligente critica le faccio notare che mai un membro del Parlamento è anche direttore di un quotidiano e che per diventare direttore dovrebbe dimettersi dal Parlamento. Le dispiace se io, rappresentando i miei eletti, faccio la scelta che preferisco?
ma Vorrei inoltre sapere chi la autorizza a darmi del tu e a parlare di un mio “padrone”. Io, come tutti sanno, non ho padroni, forse lei ha la mentalità di un cane alla catena e questo è un suo problema zoologico che un buon veterinario potrà risolverle.
Paolo Guzzanti
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13 giugno 2008 alle 19:32
Su quanto disposto da Paolo Guzzanti non posso che concordare, lo speravo da molto tempo dopo aver letto commenti noiosissimi e senza alcun valore contributivo, ovviamente a mio modestissimo parere. Pretendere educazione e rispetto è fin troppo ovvio rimarcare essere alla base della convivenza civile. Caro Paolo se affermi: “E’ proibito insultare”, perchè aggiungi pure “rispondere ad eventuali insulti”? Forse ne lascerai passare qualcuno a discapito di altri? Credo alla tua buona fede ed un refuso ci può stare. Con rinnovata ed accresciuta stima per la nuova direttiva adottata, ti saluto cordialmente. A proposito della bocciatura dell’Irlanda del trattato di Lisbona, non credi sia interessante aprire un dibattito su tale argomento?
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13 giugno 2008 alle 21:18
Ottima mossa Direttore, il falso mito di Iternet anonima e percio’ libera crea tanti problemi, molto meglio cosi.
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14 giugno 2008 alle 01:23
Sonojovenal,
sono uno degli uomini armati (!4) che fa la ronda, a quest’ora, in questo quarto, in questa stanza.
Sono armato di pazienza e amore paterno, conosco diverse verità per cui mi ucciderebbe un passante oppure un cane, e la mia protetta a quest’ora è mia figlia MayaJiulee, qui davanti, poi di là Felice Gabriele Jovenal, ed i loro altri 2 fratelli.
La superentity non è né un mito né una pena; non arriverà e non bisogna predicarla, e nemmeno premia o elegge: semplicemente, questo su cui da questo momento sto scrivendo non è un blog [che un forum: ogni post è un thread, ed il suo autore può essere 1~n, a seconda che il forum (=ilblog) sia basato sull'uno a molti, sul molti a molti o sul molti ad uno; per il resto, è la medesima cosa].
Questa, semplicemente, è un’associazione.
Crollano quindi i criteri di legge universale, perché quindi è un circolo, si cerca la cerchia, si fa un circolo.
corretto che vi siano tutti questi incrementi, di norme e direzioni, perché un cerchio /che, si pensa, giri solo, oppure sia fermo/ in realtà è un’infinita espansione. Peccato, però, si ponga come chiusa, è un assurdo oppure un paradosso per ignoranti.
Ha valore che si chieda una sottoscrizione, surrettizia su una già esistente che ognuno fa presso Wordpress, in virtù di questa nuova natura che oggi il 2^G. promulga. un vero filtro, un filtro vero da sempre si fa così, suriettivo, ed ha sempre funzionato.
Ha anche fondamento l’idea che il nucleo centrale di questa associazione, che è il suo creatore, conosca lui solo anche quel segreto nesso, davvero delicato, tra lo pseudonimo e quell’antico nome che ciascuno si lasciò alle spalle buono per le pulizie dell’igiene intima la mattina prima del caffélatte, poi la sera se per un momento costui ha tempo per guardarsi allo specchio, ma è raro e non deve avvenire, o se avviene [continuamente e liberamente, come avviene poi invece sempre, privatamente], questo non dev’essere pubblico o intercettato. Perché il suo nome, come di tanta altra gente >
http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_di_pseudonimi_famosi
~che adAnda non crea problemi, è dietro un certo vetro di motivazioni necessarie, per nulla libere ed inviolabili.
Se quindi è un’associazione circolare espansa, in moto rivoluzionario, si deve dare tutto al suo Che, e basta la parola per credergli che non ci saranno fughe di notizie in redazione, o tradimento.
Io sono jovenal, se è sufficiente, se lo vuoi scrivo su questo foglio e non sono associato.
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14 giugno 2008 alle 06:55
riferitoa:
RLawIsEqualForAll
13 Giugno 2008 alle 17:34 :
Ma chi è costui?
ma perche, Senatore, lascia ancora entrare individui del genere?
Buon fine settimana a Tutti (anche se piove incessantemente)
g.b.
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14 giugno 2008 alle 07:03
Buonissima idea, onorevole Guzzanti! Anch’io, che sono rimasta nell’ombra per motivi spiegati in precedenza, non avrei nessuna remora nel fornirLe tutti i miei dati, qualora li richiedesse.
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14 giugno 2008 alle 07:26
Non posso che concordare con quanto stabilito dal Senatore. Posso vantarmi di essere stato il primo in assoluto a firmare i post con il mio nome e cognome.
UE, grazie Irlanda, grazie per lo scampato pericolo.
Come al solito il presidente Napolitano, l’ha fatta fuori dalla tazza del cesso, ” fuori dall’europa chi non ci sta”, ha tuonato!!! Da quando è diventato presidente con poteri di esecutivo?
Bene gli rispondo e gli chiedo ” Egregio sig. Napolitano, io voglio stare fuori dall’Europa’. Come e cosa devo fare per starne fuori?.
P.s. chi mi risponde per favore.
Visto che continua ad esternare su qualsiasi problema italiano indicando peraltro anche le soluzioni chiedo, da quando Napolitano è diventato presidente anche con poteri di governo? Ho perso qualche passaggio?
Serafino Guida La Licata
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14 giugno 2008 alle 13:29
E’ la solita metamorfosi dei presidenti della Repubblica, lo stesso capitò a Oscar Luigi Scalfaro e a Carlo Azeglio Ciampi.
Cito il nome per esteso, come fanno i giornalisti ; si beano quando ne hanno due, gli pare che siano ancora più importanti, esempio Diego Armando Maradona…
Ritornando a bomba, quando detti presidenti “convivevano” con un governo di sinistra, se ne stavano buoni buoni e zitti, al calduccio. Nessuno li sentiva, non ci si accorgeva neanche della loro presenza.
Appena arriva al governo una coalizione di centro-destra, iniziano a sbraitare come ossessi, ad esternare su tutto, con un’insospettata ansia da “tuttologo”. Pico della Mirandola ed Aristotele, in confronto, appaiono individui scialbi, monotematici, privi di interesse.
E nessuno riesce più a trattenerli, fa scuola, ormai, l’isterico “Io non ci sto”.
Manca solo che si mettano a fare le previsioni del tempo…
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14 giugno 2008 alle 08:38
Cera una Volta
Sono sceso giu in citta
Per vedere chi ci sta.
E pieno di gente
Poco divertente
Che parla e non capisce niente
Ma chi è sta gente ?
Dove va, da dove viene ?
Con addosso del mondo tutte le pene.
mi punta la mano
Rom noi siamo
Da sempre accattiamo
Niente noi diamo
Perche niente abbiamo.
Sempre più gramo
Ogni giorno per noi
Immezzo a voi.
Cerco dovè la mia gente,
Quella che avevo in mente,
Che parla come te
che canta per te,
Dovè il cittadino italiano?
E partito lassu, lontano
delle Alpi aldila
Laggiu dello mare , aldila,
Aggio tutte parole
So parole sempe più ammare,
Dove ogni sospiro è una voce
che dice,doce ,doce,
vorria turna da te
o Italia mia vorria turna da te.
Mannaggia, ma io tornato sogno
Ma tu Italia dove sei
Qui più i miei non ci stanno
Oh popolo mio dove sei ?
E sparita lItalia
In Europa adesso sogno
Nuova patria
O solo chimera, sogno ?
Vorria turna,
Quello che ero
Vorria truva
Quello che era
Ma ahime la vitta
una ruota che gira
Quel tempo quella vita
Non tornera mai più,
E una ruota che macina
chi a poco e chi ha più
Le cose e la gente
Chi dice il vero e chi mente.
E una ruota tremenda
Che tutto alla storia tramanda.
e si riassume con cera una volta.
Pinco Pallino
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14 giugno 2008 alle 10:31
Giusta la decisione di richiedere i dati delle persone che si iscrivono,io non avrei alcun problema a compilare la e-mail se mai mi arrivasse.
Per quanto riguarda la decisione degli irlandesi che bocciano il trattato di Lisbona,non ci vedo nulla di strano, questa Unione Europea mi piace sempre meno,troppo invasiva e burocratica,W L’EUROPA DEI POPOLI! Davide Cembrano.
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14 giugno 2008 alle 14:23
UE: GASPARRI, NON C’E’ EUROPA SENZA CONSAPEVOLEZZA DEL POPOLO
(ASCA) – Roma, 14 giu – ”Lo stop dell’Irlanda alla ratifica del trattato di Lisbona ha una sola chiave di lettura: serve piu’ democrazia e maggiore coinvolgimento e partecipazione dei popoli”. Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri aggiungendo che ‘’si tratta di una battuta d’arresto che fa riflettere sui modi di costruzione dell’unita’ d’Europa. Il governo italiano non puo’ ignorare questo problema, chiedendo una maggiore consapevolezza da parte della nostra gente, e al tempo stesso l’Europa deve fare uno sforzo in piu’ per ripensare alle sue regole. L’anacronismo che talvolta la interessa, con un eccesso di burocrazia e regole troppe rigide laddove il mercato globale e’ sconvolto dalla concorrenza sleale proveniente soprattutto dai mercati asiatici, deve spingere ad una riflessione generale. L’Europa ripensi se stessa, le sue regole, i suoi metodi”.
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14 giugno 2008 alle 17:42
Trovo conferma a quanto sostengo da sempre, la politica (dei burocrati e dell’inefficienza) essendo lontana dai problemi dei popoli,è incapace di affrontare in anticipo e tempestivamente gli eventi,ne viene travolta e il popolo paga conseguenze drammatiche. Troppo facile,liquidare la questione Irlanda,in modo semplicistico.
Vanno riconosciti,come sempre,i pregi di appartenere ad una comunità,non vanno tuttavia sottovalutati i grandi problemi che esistono. Il problema sollevato non è solo degli Irlandesi,ma,credo di molti europei.
Voglio poi applaudire, alla decisione presa, l’anonimato, usato in particolare, per offendere o minacciare, è la forza dei vigliacchi.Grazie….
carlo
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14 giugno 2008 alle 20:15
Sono sempre stato orgoglioso della mia identità e non ho mai sentito l’esigenza di nascondermi dietro un soprannome. Concordo quindi pienamente con l’iniziativa di Paolo Guzzanti e non avrò alcun problema a riconfermare i miei dati anagrafici, come feci all’atto della mia richiesta di ingresso nel blog.
L’unico dispiacere è che, con l’adozione di questo filtro, perderemo certe gustose risposte di Guzzanti, a volte veramente divertenti, ai disturbatori più fessi e sprovveduti.
In merito al no irlandese.
Io non riesco a comprendere fino in fondo i vantaggi o gli svantaggi di appartenere o meno alla comunità europea, per ora spiccatamente ed unicamente economica, non certo politica. In generale posso dire che la mia opinione è sempre stata favorevole ma, lo ripeto, non ho mai approfondito la questione. Mi dichiaro abbastanza ignorante in materia.
Ma mi domando, e me lo sono sempre domandato, se sia giusto rimettere al popolo, con una consultazione referendaria, questo tipo di decisioni.
In Irlanda si è espressa solo la metà degli aventi diritto. L’altra metà non era interessata neppure alla questione!!! Della metà che si è recata alle urne poco più della metà (53%) ha dichiarato il NO ed il rimanente 47% era invece favorevole.
In definitiva poco più del 25% del popolo ha determinato la decisone.
Il popolo è sovrano! Ma è anche infinitamente ignorante. E l’ignoranza non è sempre una colpa.
Dai pochi commenti che sono riuscito a leggere sull’argomento, sembrerebbe che il 50% degli irlandesi non avesse alcuna cognizione della domanda referendaria e circa il 25% (prevalentemente bovari, pecorari e contadini) ha espresso il suo NO per PAURA: pura paura, tutta anglosassone, dello straniero, del continentale, del diverso da se! Paura motivata, quasi certamente, di nuovo dall’ignoranza.
Sono confuso…
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15 giugno 2008 alle 01:24
Ecco la nuova Italia:
http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20080614/tts-briatore-e-la-gregoraci-hanno-detto-c8abaed.html
Che decadenza, che kitsch, che ipocrisia ributtante…povera Italia, puah!!
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15 giugno 2008 alle 18:18
Signor Giustizia, non ho aperto il link perchè Lei fa parte dei tanti invidiosi ben descritti , oggi, da Oscar Giannino su Libero…
Non Le sarebbe forse piaciuto scoprire quel tedesco che porta il nome di Michael Schumacher che aveva fatto solo una gara con la Jordan?
Buona serata, Giustizia! Ricordi che non sono tutti “furbetti”, ma abbiamo anche Manager con la EMME maiscola che diventano Don Flavio…
Giovanna
P.S. Senatore, Le ho inviato i miei dati: naturalmente, sono d’accordissimo, anzi, avevo già lanciato mesi fa, la stessa idea.
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15 giugno 2008 alle 05:17
Aderisco in toto alla sua iniziativa e attendo l’eventuale mail. Io preferisco leggere. Commentare i suoi articoli e discutere con gli altri, non è nelle mie corde, soprattutto quando altri commentatori esprimono le mie idee meglio di me. Comunque se riterrò opportuno intervenire, con documenti od opinioni lo farò ben vlentieri.
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15 giugno 2008 alle 05:43
In merito alla questione del no dell’Irlanda al Trattato di Lisbona ci sono due punti da tener presente le regole vigenti in materia di approvazioni di trattati nell’UE. Dove è richiesta l’unanimità e quello che si intende per.
DEMOCRAZIA, CONSENSO e VOLONTA’ POPOLARE
Non mi voglio ergere a professorino ma devo puntualizzare che cosa intendo io al secondo punto:
DEMOCRAZIA, CONSENSO E SOVRANITA’ POPOLARE
IL TERMINE
Democrazia. Come è noto, significa etimologicamente, governo del popolo e in questo senso viene generalmente percepito: tuttavia nella realtà i significati che esso può assumere sono tanti e contrastanti per cui in effetti il termine può indicare tutto e il contrario di tutto: poiché comunque essa mostra una connotazione decisamente positiva tutti o quasi si affrettano ad appropriarsene considerare la propria forma di governo preferito come la vera? democrazia in opposizione alle altre che sarebbero false o almeno inadeguate: si autodefiniscono democratici non solo i regimi parlamentari ma anche i regimi comunisti, le dittature di destra, i governi autoritari dei paesi post coloniali, regimi militari di ogni sorta e anche i fondamentalisti islamici: tutti si proclamano in qualche modo di essere espressione della vera? della volontà popolare e quindi vera? democrazia.
Occorre allora fare chiarezza nei termini e nei concetti usati in modo ambiguo.
IL CONSENSO
Un primo concetto da evidenziare è che il consenso del popolo non è una caratteristica esclusiva della democrazia ma che ogni potere politico, per durare, ha bisogno del consenso dei governati. Dice un proverbio cinese che il popolo è come il mare che porta la barca dei governanti: la fa galleggiare ma la può anche rovesciare. Si tratta del problema della legittimità: un potere politico può reggersi se è riconosciuto legittimo dai governati. Infatti per quanto il potere sovrano possa porsi come assoluto o anche tirannico esso riesce a reggersi solo nella misura in cui riesce ad avere il riconoscimento dei governati: se esso appare inadeguato, incapace perde la sua legittimità la sua autorità, scoppia la rivolta generale e il sovrano viene sostituito oppure lo stato stesso entra in crisi. La storia della Cina ad esempio è un succedersi di dinastie imperiali che entrano in crisi quando, per il malgoverno o altro, perdono consenso e allora o vengono sostituite rapidamente da altre dinastie oppure abbiamo periodi di disordine e quindi di decadenza: lultima volta è avvenuto nel 1911 quando lincapacità della dinastia Qing di resistere agli stranieri e mantenere lordine interno portò alla fine stessa della millenaria forma imperiale di governo. Nerone riuscì a governare per un certo periodo perché lascio lamministrazione a persone capaci come Seneca e Burro: quando li soppresse e prese direttamente il potere. Nello spazio di tre anni, scoppio la rivolta generale e la famiglia Giulio Claudia fu sostituita nella conduzione dellImpero da quella dei Flavi. Più comunemente, però, non si arriva alla rivolta generale: sono gli stessi ambienti che attorniano il sovrano e che amministrano in suo nome lo stato a eliminare il sovrano incapace, scongiurando cosi quindi il più grave pericolo della rivolta popolare (e della perdita del proprio potere). Cosi il potere di Caligola durò appena tre anni prima che gli stessi pretoriani che lo avevano acclamato lo uccidessero e Pietro III di Russia governò follemente solo per qualche mese prima che una congiura dei nobili lo detronizzasse sostituendolo con la più accorta e abile zarina Caterina.
SOVRANITA POPOLARE
Fino allaffermazione dello stato laico liberale tuttavia non si pensava che il sovrano fosse un delegato del popolo, ma prevaleva lidea che in qualche modo fosse un rappresentante della divinità. Lorigine divina del potere ebbe consistenza diversa secondo le circostanze: in Egitto il faraone era propriamente un Dio vivente (o il suo figlio) mentre nellImpero Romano la divinità dellimperatore era una semplice convenzione politica alla quale nessuno credeva veramente. NellIslam e nellEuropa medioevale limperatore o lemiro era un rappresentante di Dio, ma non aveva potere sacerdotale; mentre nella Cina l ‘imperatore era il Tian Zi ( figlio del cielo) come un mediatore fra terra e cielo cosi come lo erano gli imperatori Inca del Perù. In realtà non bisogna troppo enfatizzare questo aspetto religioso: tutto era vista in unaurea religiosa e quindi anche il potere: il richiamo religioso si spiega soprattutto,per il fatto che, poiché si considerava il sovrano il depositario della giustizia e della morale ed essendo queste fatte risalire a Dio, ne conseguiva che il sovrano doveva essere in qualche modo connesso con Dio stesso. In realtà a una persona o, meglio, a un gruppo di persone veniva affidato il difficile compito di governare per il bene di tutto lo stato: si trattava di una specie di mestiere, potremo dire, un compito che spettava a una particolare persona o meglio a un insieme persone di cui il sovrano era il responsabile supremo. Con lilluminismo si giunse pero a una laicizzazione della politica: allora la fonte del potere non fu fatta più risalire a Dio ma alla volontà stessa ella nazione: nacque quindi lidea della sovranità popolare che è divenuta una specie di dogma dellOccidente moderno. Ma se il principio della sovranità popolare è unanimemente accettato, la sua realizzazione concreta può variare in modo sostanziale. Lidea che possa essere esercitata direttamente dal popolo in assemblea è del tutto utopistico e irrealizzabile. Esistono infatti infinite strade e modalità ma si possono comunque individuare due poli fondamentali di soluzioni: la molteplicità dei partiti o il partito unico. La prima modalità è quella propria dellOccidente, soprattutto del mondo anglosassone: esistono vari partiti (preferibilmente solo due) che si contendono i voti degli elettori. A scadenze prefissate quindi i cittadini si recano alle urne e determinano con il loro voto il partito e le persone che avranno la cura del governo per un certo periodo prefissato allo scadere del quale avremo altre elezioni. Laltra soluzione è quella del partito unico, fatta proprio del comunismo, dei regimi fascisti, della grande maggioranza dei molti paesi ex coloniali e dai regimi militari. Anche in questo caso il governo si pone come rappresentante del popolo, ma un solo partito rappresenta tutto il popolo e non è ammesso che vi siano partiti di opposizione. Le elezioni quindi si svolgono nel suo ambito: in pratica finiscono con lessere poco più di una formalità perché manca la possibilità di una vera scelta. Generalmente in questi regimi vi è pure un capo riconosciuto che governa praticamente a vita (il dittatore). Tuttavia in ogni caso il partito unico e il dittatore pretendono di governare per uninvestitura del popolo e generalmente riescono anche ad avere un certo consenso generale perché, come abbiamo prima notato, nessun governo può durare se non ha qualche consenso dei governati stessi. Anzi è caratteristica di tali regimi organizzare manifestazioni di massa imponenti e suggestive per dimostrare la propria base popolare, (le grandi adunate naziste e comuniste).
DEMOCRAZIE OCCIDENTALI
Se restringiamo il concetto di democrazia ai regimi occidentali, ci domandiamo: da cosa sono caratterizzati. Non possiamo dire che siano caratterizzati dal consenso popolare perché tutti i governi in qualche modo ne beneficiano e nemmeno dallidea della sovranità popolare perche tutti i regimi moderni se ne proclamano detentori. Laspetto caratterizzante più appariscente è il multipartitismo: la possibilità cioè degli elettori di scegliere secondo le cadenze prefissate il partito (o la coalizione di partiti) che deve governare. A livello più profondo possiamo dire che il carattere della democrazia è la possibilità del dissenso: è possibile cioè dissentire liberamente dalla politica del governo, della maggioranza , in altri termini la libertà di pensiero di espressione di organizzazione. Questo implica allora che lo stato rinunci a indicare la linea di confine fra giusto e ingiusto, fra vero e falso che invece era il compito fondamentale del sovrano a carattere etico religioso. Che doveva al suo popolo essenzialmente la giustizia di cui era il massimo interprete e depositario. Nella democrazia, invece si riconosce che non c è possibilità di definire ciò che sia bene o il male e che non è possibile individuare le persone degne e capaci di governare e quelli che non lo sono. Le scelte vengono allora fatte dalla maggioranza, questo è il punto fondamentale: non chi rappresenta la nazione, o il proletariato, o i lavoratori o il popolo, non chi è cosciente, onesto, intelligente, buono, capaci perché si ritiene che sia impossibile definirlo: DECIDE LA MAGGIORANZA. Questo è il punto
La democrazia non è esente da difetti, anzi teoricamente è un modello molto criticabile: tuttavia lesperienza del nostro secolo dimostra che fino ad ora, è stato il sistema di governo che ha dato i migliori frutti, anche se si deve riconoscere realisticamente che non sempre e non a tutti i popoli essa è realizzabile. In particolare essa presuppone che i cittadini votino secondo personali e individuali convinzioni: la formazione di partiti etnici (cioè di gruppi a base nazionale o religiosa che votano tutti nello stesso modo) svuota di senso le elezioni trasformandole in una conta del gruppo più numeroso. Per questo motivo i molti paesi ex coloniali nei quali la realtà etnica interna predomina sul carattere nazionale la democrazia diventa praticamente impossibile.
Quindi: per la formazione dell’Europa si sceglie la strada della decisione imposta dall’alto, legittima anche questa perché i governanti di ogni singolo stato membro sono stati eletti democraticamente. Oppure si sceglie la via del referendum, altrettanto legittima.
Insomma un’impasse spaventosa dato che ratificare un trattato occorre l’unanimità. A questo punto, a rischio e pericolo dei vari governanti, si proceda con un’approvazione imposta dall’alto.
Saranno poi gli elettori dei vari stati, al momento di rinnovare il proprio governo, a giudicare anche da questo punto di vista l’operato dei governanti in carica.
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15 giugno 2008 alle 07:45
ASSOLUTAMENTE FUORI TEMA.
Anche pur si tratta d’identità.
Chi era Wouter Basson?
O ritrovato un vecchio articolo di Stalin Brinvilliers.
Ci rivela risvolti poco conosciuti della politica segregazionista SUD AFRICANA.
Wouter Basson,
lossessione della sterilizzazione dei negri.
Pubblicato il 28 luglio il 28 luglio 2007: 08.31
Oggetti d’antiquariato, fiorentini, balzaciens, contemporanei, gli avvelenatori suscitano dalla notte dei tempi il grande brivido.
Oggi evochiamo, Wouter Basson, il “medico della morte” della vecchia forma di governo bianca di Pretoria.
Sigarettes all?anthrax o latte al botulinium: il processo di Wouter Basson, liberato nel 2002, non ha dissipato il mistero sulle sue scorse attività.
Vi apparirebbe il “più importante del paese”, secondo il generale Niel Knobel: un progetto di sterilizzazione delle donne nere.
Kralj/AP.
Il “medico la morte” di Stalin Brinvilliers, la crudeltà intollerabile di questi esseri
Antichi, florentins, balzaciens, contemporanei, gli avvelenatori sucitano dalla notte dei tempi il grande brivido.
Oggi, Wouter Basson, il “medico della morte” del vecchio governo bianco di Pretoria. “Non.” Non sono un mostro. Tutti coloro che mi conoscono lo diranno.
vero che tutti mi prendono per tela, enon importa un gran che!
“ecco ciò che dichiarava Wouter Basson alla sud-africana il 7 marzo scorso.
In un’intervista eccezionale, quello che non si esprime mai continuava a perorare non colpevole: “Mantengo che io non ho mai fatto nulla dillegale, né di immorale”
Le mie ricerche erano, sotto il controllo del governo precedente, perfettamente etiche.
Del resto, nessuno ha mai potuto provare l’opposto.
Il giudice ha reso il suo verdetto.
Perché non si vuole accettarlo? Ed è vero!
Dopo trenta mesi di processo, 46 capi di accusazzione a carico, 153 testimoni a carico e più di 40.000 documenti che riferiscono diversi metodi di avvelenamenti e di assassinii, il cardiologo sud-africano è stato liberato nell’aprile del 2002.
In mancanza di prove sufficienti, vive oggi, libero come l’aria, nella graziosa città del Cap. nel gennaio 1997 che i Sud-Africani hanno inteso parlare per la prima volta di Wouter Basson.
Il medico militare era stato fermato nella sua lussuosa residenza di Pretoria mentre tentava di vendere 100.000 compresse di droga.
Ma occorrerà aspettare giugno 1998 perché siano resi pubblici dinanzi alla commissione verità e riconciliazione (TRC) i dettagli del famoso programma di guerra biologica e chimica sviluppato fin dagli anni 1980 e conosciuto sotto il nome di “Project Coast”.
Dellanthrax in sigarette, del botulinium nel latte o del paraboxon nel whisky, l’elenco dei veleni del dott. Wouter Basson dà ancora la pelle doca.
Il soldato ha riconosciuto avere lavorato su gadget mortali come cacciaviti ed ombrelli avvelenati, ma ha sempre affermato di ignorare tutto degli obiettivi ai quali queste sostanze erano destinate.
Nelson Mandela era una fra esse.
Un documento del 1986 precisa che si prevedeva di avvelenarlo al tallio (un componente del veleno per topi nella propria cellula della prigione di Pollsmoor…
“La medicina, sono la mia passione.” La guerra, il mio lavoro. ” con questa piccola frase che il brigadiere Basson, medico personale dell’ex-presidente Botha, gradiva presentarsi.” L’esperto in armi chimiche aveva spinto cosìa fondo le sue ricerche che faceva arrossire dinvidia gli scienziati del mondo intero.
Lo stato maggiore dell’esercito sud-africano continua a mantenere che aveva soltanto un “programma difensivo”, ma un “album foto dell’omicidio”, caduto nelle mani del contro-spionaggio, mostra come quest’ingegneria della guerra bactériologica ha servito il regime della segregazione.
Britannici ed americani “sono rimasti colpiti” quando, nel 1994, Frederick de Klerk ha fatto loro parte dello stato delle ricerche.
Poiché, al di là delle maschere o delle tute di decontaminazione destinate a parare ad una guerra batteriologiaca, un certo numero di esperienze è stato fatto sugli umani. Produrre sostanze mortali ethniquement? selettive l’obiettivo non era di uccidere il nemico.
Si trattava semplicemente di spaventarlo o indebolire le sue capacità di combattimento.
Si dice che il grande dada di quello che si chiamava anche “il medico Mengele della segregazione”, era di trovare sostanze capaci di causare cancri o crisi cardiache.
Le sue cavie favorite sarebbero state i Bochimans (abitanti della Kalahari) la cui resistenza cardiaca è considerata eccellente.
Fantasmi o realtà? Una cosa è certa, è che la maggior parte di quest’esperienze è stata finanziata con il denaro della droga.
Fabbriche di mandrax e di ecstasy, due prodotti molto richiesti nei townships, sono state realizzati in Botswana, in Zambia e in Mozambico.
Dal 1988 al 1992, l’esercito sud-africaino ha prodotto clandestinement quantità gigantesche di droga.
Più di una tonnellata di méthaqualone (droga di sintesi) è stata fornita al dott. Basson. “Alcuni assicurano che questa droga poteva essere sparsa nei ghetti per sottomettere le velleità di ribellione.
” Altri pensano che servisse soltanto a finanziare le ricerche “, spiegava all’epoca Jérôme Chakalson, il ricercatore del TRC.” Silenzioso, a volte sarcastico, Wouter Basson non si è mai rivelato.
Nel corso del suo processo, dal 4 ottobre 1999 al 22 aprile 2002, il cardiologo si è difeso da solo. Ha saputo evitare le questioni che imbarazzano, rispondendo in modo laconico o che negano l’esistenza di alcuni programmi di cui era ufficialmente incaricato. Più di 200 ricercatori hanno tuttavia lavorato sotto il suo giogo, che rappresenta un bilancio ufficiale annuale di più di 10 milioni di euro. Alcuni di questi fondi non sono mai arrivati a destinazione. La spia molto mystériosa ha potuto in compenso comperarsi molte proprietà in Sudafrica, un manoir? in Inghilterra o anche appartamenti negli Stati Uniti ed in Belgio… Il mistero rimane così intero sui programmi più spettacolari. Coloro che accusano Wouter Basson di avere conservato bacilli di colera non sono mai riusciti a trovare nulla.
Gli ex collaboratori del dott. Basson hanno tuttavia riconosciuto di aver passato anni a concocter? ad un batterio “capace di uccidere la gente dalla pelle pigmentata”.
Ma il programma che il generale Niel stesso Knobel, direttore dei servizi medici dell’esercito, qualificava all’epoca “più di importante del paese”, era senza alcun dubbio il progetto di sterilità. Si trattava di trovare un mezzo per diminuire il tasso di fertilità delle donne nere. “tutti conoscono l’assurdità scientifica di questa teoria”, affermava in occasione del suo processo il dott. Basson, come per ridurre al minimo questa esperienza. Coloro che lo conoscono sanno tuttavia soltanto che quest’argomento lo affascina. Questo figlo di poliziotto avrebbe voluto specializzarsi nel campo della ginecologia.
la pressione di suo padre che lha costretto ad integrare l’esercito.
Il mistero rimane così intero sui suoi sostegni internazionali.
La “spia globe-trotter” si vantava di avere cooperato con Saddam Hussein. Affermava avere avuto crediti illimitati per acquisire materiale “presso la mafia dell’armamento chimico” in Libia o in Europa dell’Est. Dei documenti contengono così numerosi scambi con Israele o la Germania dell’Ovest. Basson stesso ha ammesso “avere negoziato un certo numero di cose con l’esercito belga”. I servizi segreti svizzeri lo ricevevano a braccia aperte.
In cambio di che? Secondo Wouter Basson, gli occidentali volevano a tutti i costi evitare che il programma segreto della segregazione cadesse tra le mani della ANC (congresso nazionale africano), destinato a prendere il potere nell’aprile 1994.
Il “medico della morte” non ha mai dovuto rispondere di questo.
Resta da sapere come il giudice Willie Hartzenberg è arrivato ad un’esenzione totale dalle imputazzioni. Nelle sue 1.453 pagine di verdetto, il magistrato ha sistematicamente privilegiato la versione dell’imputato su quella dei testimoni a carico. Ha respinto, ad esempio, la prova del boia pentito, Johan Theron, che garantiva che il dott. Basson gli forniva una puntura intra-muscolare da iniettare ai “nemici dello Stato” prima di gettarli da unaereo nel mare.
Il giudice ha d’altra parte evitato tutte le imputazzioni di omicidi a carico che sono giunte dall’estero, sostenendo che una corte sud-africana non aveva potere di giudicare tali atti. Così limputazzione a carico dell’eliminazione di 200 oppositori namibiani è stata abbandonata. Il “medico della morte” era anche sospettato di avere avvelenato al tallio oppositori mozambichesi ed angolesi.
Non ha mai dovuto rispondere di queste accusazzioni.
Wouter Basson è uno dei rari responsabili del regime bianco a non a avere voluto cooperare con la commissione verità e riconciliazione (TRC), anche in cambio di un’amnistia politica.
Non ha mai voluto passare ai consensi, né scusarsi presso le vittime ancora in vita. Tanto segreto quanto provocatorio, è in camicetta ai colori del congresso nazionale africano (ANC) che osava assistere alle sedute che gli erano dedicate.
Cinque anni dopo il verdetto, la pillola è ancora difficile da inghiottire per le vittime della segregazione che non hanno mai ricevuto una vera compensazioni per la perdita dei loro parenti. Il révérendo Franck Chikane, un militante anti-segregazione che ha rischiato di soccombere ad un veleno introdotto nei suoi abiti, riassumeva l’amarezza generale in questi termini: “Il problema non è neppure di provare la sua colpevolezza, neanche condannarlo.” L’essenziale è di sapere se sarà capace di dirci: ecco, è ciò che ho fatto, e ne sono spiacente.
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Ma chi è l’èssere umano? Che razza di bestia è?
Di questo ed altro è capace sullaltare dellideologia, su tutte le latitudini, dalla notte dei tempi, veri mostri,criminali fuori norma,hanno sagrificato milioni dinnocenti.
Ugualmente, da sempre,lideologia di certi giudici, complici, li ha assolti.
Certi criminali non havrebbero mai potuto ne operare ne sopravvivvere da soli, senza lassistenza del sistema.
Bisogna ammettere che come lhabitat, è a la base della nascita di tante cose, come i funghi per esempio, lhabitat è anche alla base della nascita della criminalita. Un habitat favorebole, permette alla criminalita di progredire più al Sud Italia che in altre regioni, per esempio.
Limmondizzia contaminata del nord è giunta al sud dove è stata immessa nelle normali discariche?
E probabilmente vero Sig. Presidente, ma questo solo perche lHabitat era consono.
Altrimenti si sarebbero risparmiati le fatiche e le spese del trasporto e avrebbero messo tutto nelle discariche del Nord. Non le pare?
La criminalita, come la malattia, non nasce e non progredisce in territori sterili,ma in corpi cangrenati.
Adesso lattuale governo sta facendo sforzi enormi per sterilizzare il territorio? e risolvere i problemi . Eppure, dallopposizione si levano molte voci di protesta, voci di gente alla quale non va giù che si voglia risolvere il problema.Forse questa gente protegge un fondo di commercio?
Voci alle quali si sta dando troppo spazio con i mezzi pubblici.
Si da loro regolarmente la parola, come se essi rappresentassero la soluzzione, mentre invece son stati alla base del problema. Parlo di Veltroni, Di Pietro, Dalema, e degli altri membri dellex Governo.
Per finire con una nota positiva, debbo dire che sono favorevolmente sorpreso dallatteggiamento generale del Presidente della Repubblica,dai suoi richiami, a parte qualcuno.
Pinco Pallino.
GUZZANTI – AGGHIACCIANTE, GENIALE, PERFETTO. BRAVO PINCO, ALTRO CHE OT!
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15 giugno 2008 alle 08:26
L’italia che lei definisce decadente, kitsch, ipocrita, ributtante e conclude con un “povera Italia, puah” sappia che ha i soldi e li spende come e quando vuole, come del resto fa ognuno di noi nel limite delle possibilità.
Io guardo la mia tasca, mai quella degli altri e vivo felicemente, senza rosicarsi l’anima.
Giustizia, sa quale è il problema che l’affligge?
L’invidia??????
Serafino Guida La Licata.
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15 giugno 2008 alle 08:33
«Ma chi è l’essere umano?»
Bella domanda.
Per rispondere, ritengo essa debba essere preceduta da altra domanda:
Esiste il Male come entità concreta?
E cosí, cambia il punto di vista; e diventa piú agevole sciogliere il nodo.
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15 giugno 2008 alle 08:42
EgregilLuca,
tutto benne e tutto chiaro quello che ha scritto nel 2° post, molto interessante naturalmnte, ma, nella conclusione mi pare di rilevare un neo non da poco:
“…..si proceda con unapprovazione imposta dallalto.
Saranno poi gli elettori dei vari stati, al momento di rinnovare il proprio governo, a giudicare anche da questo punto di vista loperato dei governanti in carica.”.
Quando gli elettori dei vari stati, rinnoveranno il voto ai loro rappresentanti, sarà ormai TROPPO TARDI: il danno sarà già stato fatto (e magari da diversi anni) e prqticqmente impossibile da rimuove e rimediare perchè le necessarie modifiche cozzeranno contro gli interessi più o meno legittimi degli altri stati.
Un solo esempio LE QUOTE LATTE, barattate contro la concessione dataci di mantenere le acciaierie di stato (deficitrie per l’economia italiana, ma interessanti ed insostituibili per i ns. sindacati);
ora ci troviamo con i nostri contadini in crisi economica e aziendale, la necessità di importare il 50% del nostro fabbisogno dai paesi centro-nord europei, e l’esborso di cifre astronomiche di snzioni comunitarie per le eccedenze prodotte.
Voglio dire, (sono per l’Europa dai tempi di De Gasperi) non esageriamo con l’europeismo senza se e senza ma,
cerchiamo, invece, di pretendere una più accorta e condivisa valutazione dei vari problemi nazionali ed internazionli e non lasciamo che i delegati inviati al parlamento europeo legiferino alla leggera sulle spalle dei cittadini europei.
un’ultima considerazione: così come nei parlmenti dei singoli stati membri, maggiormente in quello europeo,
risultano eletti personaggi che, vuoi per impreparazione, vuoi perchè molto meno sotto i riflettori di quanto non siano i parlamentari nzionali, vuoi perchè – nonstnte la traduzione simultanea – ci si distrae sentendo discorsi in una lingua non conosciuta, tendono a riscuotere l’indennità e poco più.
nel nostro caso particolare, regnando r.p. presidente della commissione, abbiamo rischiato, proprio su sua spinta, che l’autorità per l’alimentazione finisse in finlandia!!!.
buona domenica a tutti.
g.b.
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15 giugno 2008 alle 10:22
La mia parte finale era una mezza provocazione. Nel senso: se colui che ho delegato a legiferare e governare, decide di aderire ad un qualsiasi trattato, in quanto da me delegato non posso che accettare la sua decisione. Se non sono d’accordo su questo fatto lo punirò negandogli il mio voto, purtroppo devo inchinarmi a quella decisione. Se invece colui che governa indice una consultazione, lo fa perché non è sicuro del volere dei suoi elettori, che dovrebbero essere la maggioranza. Quindi si priva del proprio potere e delega alla consultazione popolare la decisione, ben conscio che con le attuali regole il trattato ha delle possibilità di essere affossato, insomma un cul de sac. E’ qui il problema, secondo me sarebbe bene fare un testo e poi metterlo all’approvazione degli aventi diritto di voto dell’UE.
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15 giugno 2008 alle 10:45
Ma che ce ne frega del tuo copia incolla? Chi te lo ha chiesto?
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15 giugno 2008 alle 11:00
C’è qualcuno che dall’alto del suo nulla incontrastato, ancora persiste a pontificare su tutto, arrivavando persino a stabilire cosa sia decadente o meno. Ovviamente senza che nessuno glielo abbia mai chiesto. Supponenza e arroganza gratuite, puah.
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15 giugno 2008 alle 12:30
Oh mia gabbiana spenta
Lascia chio canti
Il tuo sorriso di luna
Con parole che gemono alte
Seminando nel cielo destate
Ferite cristallizzate
E suoni acuti di nervi metallici.
Presto verrà lestate
E i giovani del vicinato
Correranno gioiosi
Sulla tua spiaggia bianca
Per aprire le danze.
Ma nessuno vorrà danzare
Nessuno vorrà danzare
Perchè sei morta
Sei morta per sempre.
Ogni notte da allora
Il tuo sangue vien vacillando
E mi insegue furioso
Con tutta la morte addosso.
Ho portato sulla tua tomba
Il ragazzo di Zola Predosa
Che nel vedere
I tuoi occhi in penombra
In quella valle di sogno
Dove scoppiava il tuo riso
Di lussuria e di intelligenza,
Ha lanciato nellaria
Stridenti urla maschili.
Oh mia gabbiana spenta,
Per me sei langoscia e lombra,
Non cè calice che contenga
La mia pena impazzita
Nè alcun canto che spenga
Il ricordo di te.
Perchè sei morta
Sei morta per sempre.
Che d-o mi aiuti a scordarti.
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15 giugno 2008 alle 14:18
Dal Giornale di Oggi.
Armani: “Berlusconi può cambiare lItalia”
di Daniela Fedi
Lannuncio è arrivato via mail: alle 18 di giovedì 3 luglio Nicolas Sarkozy in persona consegnerà a Giorgio Armani le insegne di Cavaliere de la Légion dHonneur, la più importante onorificenza di Francia, istituita da Napoleone Bonaparte ai tempi della Prima Repubblica. «Le hanno chiamate ciucciotti, ma è per questi ciucciotti che gli uomini mi seguono», disse in seguito limperatore di tutti i francesi parlando dellOrdine che ha per motto: Honneur e Patrie, Onore e Patria. Impossibile non rallegrarsi per un simile riconoscimento al più famoso dei nostri stilisti, uno che Enzo Biagi aveva messo in cima alla lista dei cosiddetti «italiani da esportazione». Con questa intervista esclusiva Armani dice la sua sullItalia recentemente messa davanti a un cambiamento epocale e sul mondo di cui è senza dubbio cittadino onorario.
Questa onorificenza la ripaga dello sgarbo che le fecero i francesi dieci anni fa, quando il prefetto di Parigi vietò con un pretesto la sfilata Emporio Armani a Saint Germain?
«Sono veramente stupito, la Légion è qualcosa che segna e che rimane, un riconoscimento enorme. Quando mi vietarono di sfilare nel tendone eretto sul sagrato della chiesa di Saint Sulpice fu un gran brutto momento, con la polizia davanti a muso duro e Christophe Lambert che faceva casino accanto a Paco Rabanne rosso di vergogna per il comportamento delle forze dellordine. Ma non tutto il male viene per nuocere: ho avuto uneco di stampa incredibile e quellepisodio così sgradevole mi ha fatto diventar simpatico alla Francia migliore che non è tanto sciovinista, quanto consapevole della sua grandeur».
Le piace Sarkozy?
«Non lho ancora conosciuto ma mi è simpatico. Sembra un tipo tosto e a me piacciono le persone decise».
Carla Bruni sarà presente alla cerimonia del 3 luglio?
«Spero ovviamente che ci sia, sarei curioso di rivederla nel ruolo di Madame Sarkozy. Quando sfilava per me negli anni Ottanta era molto fredda, distaccata, un tipo cui non si potevano dare ordini troppo perentori ma che comunque faceva bene il suo mestiere di modella. ancora bellissima».
Da qualche anno lei fa sfilare a Parigi la sua collezione dalta moda Privè, pensa sia per questo che le danno la Légion?
«Non ne ho idea. Di sicuro la Ville Lumière è lunica piazza in cui abbia ancora senso la couture. Un tempo cera anche Roma con Valentino, Lancetti e Mila Schon, ma oggi non cè storia. Parigi ha saputo mantenere intatto il fascino dellalta moda pur accettando chi come me la vuole vedere in unottica più moderna. Preferisco fare un vestito davvero bello e portabile piuttosto del grande cenone di gala. Chissenefrega del contorno, è la pietanza che conta. Tra laltro il pubblico dellalta moda non è più quello di una volta, le vecchie famiglie aristocratiche stanno scomparendo e conviene capirlo in fretta. A comprare i diamanti di Cartier, le borse in coccodrillo di Hérmes e gli abiti su misura del mio Privè sono i nuovi ricchi: oligarchi russi, magnati del petrolio, persone che un tempo non sarebbero mai potute entrare negli atelier».
In teoria i nuovi ricchi non avendo una vera cultura del lusso si accontentano più facilmente…
«In pratica chi eredita generalmente ha il vizio di sperperare tutto, mentre chi si fa da solo sta ben attento a come spende i suoi soldi».
Anche lei si è fatto da solo…
«Sì, ma in altri tempi. Mi fa un po paura chi pensa che sia facile accumulare la ricchezza in breve tempo. Anni fa una persona molto vicina mi disse: Giorgio, adesso è tutto diverso, i soldi non si fanno più come li hai fatti tu, passo dopo passo, con impegno e attenzione costanti. Ci sono altri sistemi, si sfruttano le menti delle persone. Basta mettere un gruppo di teste pensanti intorno a un tavolo, le spremi finché non tirano fuori unidea interessante da vendere guadagnando subito tanto denaro. Be, si è visto che fine ha fatto la new economy e mi chiedo che fine farà la crescita smodata del mercato immobiliare determinata dalle nuove fortune dei Paesi Orientali. Ormai spuntano dappertutto resort e alberghi di gran lusso. Ma poi bisogna riempirli questi posti, altrimenti il gioco non vale la candela».
Che cosa ne pensa dei nuovi progetti avviati a Milano?
«Laltro giorno sono passato davanti alla Fiera dove sorgeranno i famosi grattacieli e guardavo le case che avranno davanti queste nuove costruzioni. Insomma, hanno un sapore ben diverso, sono a misura duomo».
Anche lei contesta il grattacielo storto di Libeskind?
«Perché dovrei? giusto che Milano cambi e si aggiorni. Ma preferisco che questi cambiamenti avvengano in unarea ben definita. Limportante è saper armonizzare i contrasti. E per questo ci vuole disciplina».
Gli italiani sono notoriamente indisciplinati. Pensa che il nostro istintivo senso estetico ci possa salvare?
«Per carità: lItalia è stata deturpata prima con le tremende costruzioni dei geometri tanto di moda nel dopoguerra e negli ultimi ventanni dalle opere degli architetti di grido che hanno fatto dei disastri incredibili».
Soluzioni?
«Buttare giù. Imporre delle regole e farle rispettare. Andiamo a vedere quel che è stato fatto sulle nostre coste: paesaggi di commovente bellezza deturpati dalla villetta del mafioso o dal villone del potente di turno. Ebbene bisogna decidersi ad abbattere queste schifezze. Non si può perdere tempo a discutere: si butta giù e basta. So di dire delle cose impopolari, un po da fascista se con fascismo intendiamo la decisione inappellabile. Ma ci vuole qualcuno che abbia questa forza altrimenti siamo spacciati».
In Italia si pensa spesso che luomo forte al governo porti con sé il rischio della dittatura…
«Non ho detto che voglio un dittatore, ci mancherebbe altro. Sono semplicemente stufo del predominio delle parole sui fatti. LItalia ha bisogno di riscoprire la cultura del fare. Non basta gridare allo scandalo per i rifiuti a Napoli. Chi ha il potere di fare qualcosa lo faccia. E subito».
Sta parlando di Berlusconi?
«Io vorrei che questo Paese funzionasse al di là della politica, dei partiti, delle varie bandiere di appartenenza. Vorrei che le decisioni venissero prese in base alle necessità degli italiani e non per accontentare lo schieramento politico al governo oppure quello allopposizione. Detto questo penso che Berlusconi abbia una grossa chance: può davvero governare. Secondo me il Cavaliere ha raggiunto il massimo: non è da tutti raggiungere per ben tre volte la presidenza del Consiglio senza venire dal mondo della politica, ma da quello dellimprenditoria. Lui si è fatto veramente da solo, è stato bravissimo a costruire la sua fortuna. Proprio per questo può avere la forza di fare le cose che interessano davvero allItalia al di là dei suoi interessi personali. Del resto cosa può volere più di quello che ha già? Può comprare il comprabile, può concedersi tutto, anche il lusso straordinario di occuparsi del bene del Paese. Ha pure la faccia tosta per farlo e se questo è il suo programma gli auguro di riuscirci perché in questottica se le cose vanno bene a lui, vanno bene a tutti gli italiani».
Cè un modello di Paese che gli suggerirebbe?
«Mintendo di modelli da indossare più che di nazioni-modello. Certo da privato cittadino vedo che lItalia ha perduto quel senso di aggregazione e serenità per cui la gente si ritrovava a divertirsi senza scivolare nel cattivo gusto e nella maleducazione. Qualcuno ha detto che la bellezza salverà il mondo. Aveva ragione. Non cè niente di più bello di una vita dignitosa a misura duomo».
Eppure oggi tutti possono diventare belli per esempio con la chirurgia estetica…
«Resto esterrefatto dalla quantità di facce stravolte da ritocchi e interventi chirurgici. Un giorno vedi una donna e il giorno dopo ti ritrovi a parlare con una creatura mostruosa: sembrano tutte dei cerbiatti impagliati».
Lei però si cura moltissimo. Mai avuta la tentazione di cedere al lifting?
«Mai. Ho la fortuna di non essermi mai amato troppo per cui non cè stato il momento in cui ho smesso di amarmi perché comparivano le prime rughe. Avrei voluto essere diverso fisicamente, ma linsoddisfazione non mi ha spinto sotto i ferri del chirurgo: ho fatto del mio meglio con quello che avevo. Non sono brutto, ma ogni volta che qualcuno mi ha detto sei un belluomo ho pensato di essere bello in un modo che non mi piace. Secondo me belli sono gli uomini che si buttano in piscina e quando escono dallacqua stanno benissimo con i capelli scompigliati. Ci vuole un fisico perfetto e dei lineamenti molto importanti, altrimenti si rischia sempre leffetto Geppetto».
_________________________________________________________________________________________
Questo signore,imprenditore, porta Bandiera dell’Italia che lavora è uno dei pricncipali contribuenti,
non il solito politico, non il solito lecca ……………..scarpe. Ma un tizio che ha vista……e idée precise.
Niente da aggiungere.
Pinco Pallino.
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15 giugno 2008 alle 18:40
C’è qualcuno qui dentro, che senza essere il direttore del blog, nella sua arroganza presume e pretende di parlare a nome di tutti sui miei “copia e incolla”, e di imporre a me quel che devo o non devo dire, invece di portare degli argomenti sul merito;
e che per giunta ignora che la decadenza, nel senso di decadenza del buon gusto, dei costumi, di penoso spettacolo di esibizionismo del potere e della ricchezza, in contrasto STRIDENTE con i valori che i medesimi decadenti (o decaduti?) pretendono di propagandare (e infatti il punto è proprio che li propagandano e basta) non è un parto della mia mente, almeno lo fosse:
ma una realtà tristemente acclarata, oltre che un concetto universale nel tempo e nello spazio…che pena
Carlo Asili
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17 giugno 2008 alle 16:48
Gent.mo Asili,
ci pensa Lei o devo pensarci io a prenotarLe un’ottima visita psichiatrica?
La ringrazio per il Suo ottimo ed istruttivo post.
Adriano Saya
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15 giugno 2008 alle 20:10
Un cuore
Ci separeranno, non avranno
pietà di noi oltre la ruota dei secoli: “Si amarano
umanamente, disperatamente.
Non hanno avuto figli”.
Io non riesco a sognare
oltre la nostra piccola notte
e tu lo sai, che questa, sulla terra,
è la mia sola, triste eredità:
un cuore temprato,
un orizzzonte spalancato in nessun luogo.
ciro
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15 giugno 2008 alle 21:35
quella del presidente della repubblica napolitano sul voto irlandese è, con il dovuto rispetto per l’istituzione che rappresenta, un’esternazione fuori luogo e fuori misura. lascio ai politologi ulteriori interpretazioni.
a me basta considerare che esprime la volontà di 700 mila persone, non di tutto l’universo.
bene ha fatto quindi maurizio gasparri a interpretare il dissenso irlandese nella sua giusta prospettiva: occorre riconsiderare criticamente il ruolo dell’apparato burocratico europeo che, soprattutto su materie economiche, ormai non esprime più la volotà popolare ma solo la volontà di tecnocrati.
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17 giugno 2008 alle 17:11
Carissimo Guzz,
con molto piacere accoglierò la Tua email e Te la rinvierò correttamente compilata perché, si sa, tra persone oneste ci si parla e ci si confronta ben sapendo con chi si sta parlando.
L’escamotage del nickname serve solo per nostra difesa verso quella pletora di arroganti esseri inutili presente in ogni manifestazione umana, quindi anche su Internet: ci aiuta a evitare di perdere tempo a rispondere alle decine di urlatori del nulla assoluto (ma che hanno sempre ragione loro!) come mi è accaduto ogni volta che ho trascritto anche l’indirizzo di posta elettronica (e una volta Te ne ho anche parlato via mail).
Quindi, bene: regole più severe e fuori chi non ci sta!
UE: cosa aspetta anche il nostro Premier a sondare cosa pensano gli italiani dell’Unione Europea? Non è che già lo sa e vuole evitarsi la “brutta figura” di dover dire ai comparotti del Prodino (ex Presidente UE) che anche l’Italia, come tutte mi consta, dice “NO!” a questa bella idea ma pessima realizzazione del Paradiso terrestre?
Qual è la Tua opinione in merito?
Grazie di cuore, un abbraccio
Adriano Saya
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18 giugno 2008 alle 08:21
a Guzzanti:
eccoti un palese esempio di provocazione GRATUITA da parte di una persona che in questa sede in questo post non ho MAI interpellato:
“fradrys scrive:
17 Giugno 2008 alle 16:48
Gent.mo Asili,
ci pensa Lei o devo pensarci io a prenotarLe unottima visita psichiatrica?
La ringrazio per il Suo ottimo ed istruttivo post.
Adriano Saya”:
Scortesissimo Saya, dopo che dallo psichiatra ci sarà andato Lei, che è un caso urgente, urgentissimo
Carlo Asili
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18 giugno 2008 alle 10:20
Asili, parla di cose costruttive e smettila di correre a piangere dalla mamma perché hai lanciato il sasso, hai nascosto la mano e ti hanno sgamato lo stesso!
Vuoi iniziare a fare la persona seria? Bene, inizia a dirci la tua opinione su:
- signor Napolitano che ha taciuto per i due anni scarsi del governicchio precedente ed ora urla a squarciagola per ogni peluzzo tirato. Più a sproposito che a proposito, a parere mio
- UE: i popoli dicono “NO!” e i soloni nella stanza dei bottoni vogliono addirittura accelerare i tempi
- il fatto che Guzzanti voglia sapere con chi sta parlando.
Sarà mio piacere discutere di cose serie anche con te, grazie.
Lo scortesissimo Saya
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18 giugno 2008 alle 08:26
a Guida:
per Sua norma e regola io quella gente là non la invidio affatto, perchè mi fa solo ribrezzo e orrore: si ricordi ad esempio il caso Gregoraci…
ben altra gente invidierei, se proprio dovessi invidiare qualcuno: e si può essere ricchi, ricchissimi, senza essere decadenti:
cioè esibizionisti, senza classe nè stile, ipocriti, portatori solo di vacua e olezzante esteriorità…
Carlo Asili
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