NUOVE REGOLE SUL BLOG – L’IDENTITA’ DOVRA’ D’ORA IN POI ESSERE DICHIARATA AL DIRETTORE DEL BLOG, CHE SI IMPEGNA A TENERLA RISERVATA E NOTA SOLTANTO A LUI. QUESTO VALE PER IL FUTURO. QUANTO AGLI ATTUALI GIA’ ISCRITTI, AD ALCUNI DI LORO VERRA’ CHIESTO DI MANIFESTARE LA LORO IDENTITA’ NELLO STESSO MODO E IN CASO DI RIFIUTO LA COLLABORAZIONE CESSERA’. QUESTA NUOVA REGOLA, GIA’ PRESENTE IN ALTRI BLOG, IMPEDISCE IL BALLO IN MASCHERA PER CUI GLI ALLOTAANATI, CON ARIA BEFFARDA, SI RIPRESENTANO ALLA PORTA CON UN PAIO DI BAFFI FINTI E UN NUOVO NOME. PARTY’S OVER, LA FESTA E’ FINITA PER SABOTATORI E DISTRUTTORI.
NATURALMENTE PARLANO DI CENSURA, sapendo benissimo che non si tratta di censura ma di rispetto delle regole. Gli uomini che si nascondono dietro vari nomi come sagra, antipatro, bomboloppo eccetara, sono persone già allontanate dal blog che cambiano nick e prosegono imperterrite. Lo stesso valga per Carlo asili rientrato col nomignolo di Giustizia e che soltanto dopo un po’ ha ammesso di essere lui.
Io sono contrario a questo giochino perché voglio mantenere il controllo del mio giornale, coglio decidere io chi è e chi non è in sintonia con lo stile del mio giornale e quando decido di allontanare un collaboratore, questa decisione deve poter essere rispettata e non aggirata con un cambio di iscrizione e nick name.
Da oggi funzionerà così: chi si iscrive riceverà una mia mail in cui verranno chieste le generalità controllabili, un numero di telefono fisso e un indirizzo postale.
Chi fosse senza fissa dimora e avr soltanto un cellulare anonimo – che peccato – non potrà stare qui.
Perché questa decisione. Perché un gruppetto di porfessionisti guastatori che vagano di blog in blog portando zizzania, distruzione, insinuazioni, scherno, derisione, perdite di tempo, sabotaggio, non deve poter restare qui a far danno.
Delle accuse di “censura” me ne infischio perché basta dare un’occhiata a Rivoluzione Italiana per constatare che tutte le posizioni politiche, civili, morali e persino religiose sono ammesse e benvenute, a condizione che siano espresse con rispetto per la testata e per il suo fondatore e direttore, con rispetto civile e seguendo le linee stilistiche che io intendo dare a questo sito.
Questo sito è già oggi infinitamente migliore e infinitamente più bello di quanto non fosse un anno e mezzo fa. Qui scrivono persone intelligenti, sferzanti, appassionate, disincantate, colte, meno colte, sincere, faziose, ingenue e raffinate di tutti i generi. Non abbiamo bisogno di guastatori e sabotatori.
Quindi alcuni degli attuali guastatori si ritroveranno cancellati ma potranno tornare ad iscriversi. Dopo essersi iscritti riceveranno una mia mail cui dovranno – se lo vorranno – rispondere entro 24 ore. se non lo saranno, verranno automaticamente cancellati.
Nessun post di nuovi iscritti sarà pubblicato prima che il nuovo iscritto abbia soddisfatto le nuove regole. Inoltre io sceglierò per i vecchi iscritti coloro di cui voglio conoscere l’identità e gli altri dati che lo rendano – ai soli miei occhi – una precisa e rintracciabile persona fisica, e che come tale non possa poi ripresentarsi in maschera se allontanata.





















12 giugno 2008 alle 11:41
Scusi dott.Guzzanti lei afferma:? chi si iscrive riceverà una mia mail in cui verranno chieste le generalità controllabili, un numero di telefono fisso e un indirizzo postale.? Mi scusi ma per avere la certezza assoluta della rispondenza tra i dati forniti e quelli reali le toccherà telefonarci o inviare una lettera con richiesta di conferma. I sabotatori poi sono organizzati magari sono una banda di sabotatori uno agisce gli altri forniscono i propri indirizzi e telefoni.
GUZZ – PURTROPPO DOVRO’ FARLO. QUANTO AI SABOTATORI, VEDREMO. GRAZIE. PG
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12 giugno 2008 alle 13:15
Perfetto Carissimo Senatore, perfetto!
Dopo questa decisione ho deciso di iscrivermi al suo sito che del resto leggo dalla sua nascita e mi complimento per la recente modifica.
Frequento molto vari forum, blog e altri remoti luoghi del web dove lasciare un commento o una propria opinione personale, risulta spesso essere un invito a insulti e stupide discussioni per niente costruttive.
A me fa piacere la discussione ma solo se rivolta al confronto, altrimenti diventa un assurda perdita di tempo.
Spero questa iniziativa sia un auto-censura dei cretini che hanno tempo da perdere, non hanno capito che
-Qui si Vuole Cambiare l’Italia-
a presto
Alberto
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12 giugno 2008 alle 13:30
Onorevole,
secondo me una delle caratteristiche distintive dei cosidetti sabotatori è quella di intervenire con un numero spropositato di post su ogni argomento.
Passador-Bombolopp per esempio manda decine di post al giorno, per lo più provocatori, al solo scopo di intasare il blog.
Limitare gli interventi dei nuovi iscritti a 1 post giornaliero secondo me potrebbe essere una buona idea, facendoli passare, una volta accertatone stile e intenzioni, a più post in una fase successiva.
Insomma una specie di quarantena preventiva, buona anche come deterrente per evitare intemperanze in seguito.
Stai facendo il giuastatore?
Torni a 1 post giornaliero.
Insisti?
Passi a 1 post settimanale e così via.
Il fatto di volere richiedere le generalità secondo me alla fine andrà a discapito dei blogger in buona fede già presenti e soppratutto dei nuovi iscritti che, onestamente interessati al blog, volessero intervenire.
Io personalmente non ho niente da nascondere e non ho motivo di dubitare di Lei ma dover dare nome, cognome e recapito mi suona un po’ antipatico.
Comunque a Lei la decisione, come dicevo lo Zio di Spiderman “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.
Saluti.
GUZZ – grazie. anche avere a mente quanti post ha scritto un tizio e quando gli tocca pubblicarne un secondo, è macchinoso. In fodo chiunque si iscrive a qualcosa, lo fa col nome e cognome. Devo porre un argime a questa attività, anzi bloccarla per sempre.
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12 giugno 2008 alle 14:42
Se posso permettermi di dare un suggerimento, secondo me il metodo migliore per evitare il ploriferare di sabotatori è:
1) il più ovvio, ignorarli totalmente
2) chi si iscrive deve usare un e-mail raggiungibile, non fasulla, controllata dal gestore del blog. Ti inventi l’indirizzo checaspitaneso@checaspitanesopuntocom? Il tuo commento viene immediatamente cancellato, senza se e senza ma. Anche il più protervo prima o poi si stufa di inventare indirizzi fasulli (o magari veri. Ma non credo che siano tantissimi i perditempo che creano account con hotmail, tiscali, ecc.)
3) una combinazione di 1) e 2)
4) dato che spesso i provocatori insultano o usano il turpiloquio, cancellare i loro commenti immediatamente e bandirli, a seconda della gravità del fatto
5) ammonire (e poi bandire) chi usa la tecnica dell’”off topic” sistematicamente. Insomma, se si sta parlando, che so, di politica interna, cacciare chi discute di hockey su ghiaccio.
Un’ultima considerazione. Io, da settembre scorso, non possiedo più telefono fisso, a casa, ho solo cellulare e mi collego a internet con schedina umts. Non potrei quindi partecipare a questo blog. Ora, non che i miei interventi siano fondamentali, ma mi dispiacerebbe molto interloquire con altri utenti o col gestore.
Cordiali saluti a tutti.
GUZZ – TU SEI DEI NOSTRI. PURTROPPO QUANDO I SABOTATORI SCRIVONO, GLI ALTRI RISPONDONO. VEDREME IN PROGRESS. UN ABBRACCIO.
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12 giugno 2008 alle 15:15
Ovviamente intendevo dire (…) “mi dispiacerebbe molto *non poter più* (ah, la fretta…) interloquire con altri utenti o col gestore.” Ma vedo che il mio commento è stato inteso. Aggiungo che mi dispiacerebbe molto pur non condividendo molte delle cose che vengono scritte. Ma credo fermamente nel dialogo. Quello vero, nel senso etimologico del termine. Posso restare della mia opinione su di un fatto, dialogando con qualcuno, ma ritengo che sia più produttivo, a volte, cambiarla. O contribuire a far cambiare quella dell’altro. Ma con onestà intellettuale, da ambo le parti, senza paraocchi o tappi nelle orecchie.
Rinnovo i saluti.
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12 giugno 2008 alle 13:40
era ora ! R.I.è un bellissimo sito dove vi è cultura,storia,politica,umanità,fatti quotidiani,poesie ,discussioni,incomprensioni,chiarificazioni .Ho appreso molte cose leggendolo .Purtroppo ultimamente era arrivata ,da tutta Italia,anche un pò di “monnezza” perciò ben vengano le nuove regole.
Daniele Sanson
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12 giugno 2008 alle 14:08
Mi rendo conto che sia seccante vedere il proprio blog infestato di trolls (dicesi troll persona usa ad imbucarsi in forum, blog, community e gruppi di discussione a solo scopo di molestia), ma piuttosto che richiedere indirizzo e numero di telefono credo di poterle consigliare un metodo più razionale: non è difficile rintracciare l’indirizzo IP del molestatore in questione e bannarlo, ovvero impedire l’accesso al suo blog al suo PC. Certo, qualora il troll abbia un router l’IP può cambiare, ma si tratta di di tre, quattro indirizzi al massimo,(che tralaltro cambiano aleatoriamente) nel giro di un paio di giorni sarebbe innocuo. Provi a parlarne con un tecnico, non è un’operazione difficile, basta un clic e si risparmierà numerose seccature e seccatori
GUZZ – USANO SPESSO IP NOMADI. NON E’ DIFFICILE.
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12 giugno 2008 alle 21:37
L’IP in wordpress viene registrato per ogni commento. Però non è tutto così semplice.
Esempio: tutti quelli che ai tempi si collegavano via wap con un certo provider avevano tutti lo stesso IP, da qualsiasi parte d’Italia si collegassero. Fastweb usa lo stesso IP per tutti quelli che si connettono dallo stesso quartiere, altri provider alla stessa persona che si collega dalla stessa posizione assegnano IP molto diversi (dipende dai momenti).
Quindi i ban IP (ci vuole un plugin) hanno senso solo in alcuni casi. Meglio usare al massimo la premoderazione su quei commenti che sembrano copiati/incollati a macchinetta da un articolo di travaglio. Prima o poi si stancano. E se rompono troppo, una telefonatina al provider in teoria può aiutare
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12 giugno 2008 alle 14:18
Guzz scrive
In fodo chiunque si iscrive a qualcosa, lo fa col nome e cognome
Sì, ma niente di più facile che uno in malafede dia generalità false. E controllare i dati in maniera approfondita è un lavoro difficile anche x la polizia.
Limitare il numero di interventi è effettivamente macchinoso. Bisognerebbe che il programma che supporta il blog desse la possibilità di visualizzare i messaggi per nickname e magare di sospendere temporaneamente un nominativo.
Ma bisognerebbe fare degli aggiornamenti che penso costino anche parecchio.
Il problema alla fine non mi sembra di facile soluzione.
Purtroppo dove ci sono i leoni ci sono sempre anche gli sciacalli.
Saluti.
GUZZ – FANTASTICO KINTAPUASH
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12 giugno 2008 alle 14:25
FUORI TEMA MA NON TROPPO.
SI TRATTA PUR SEMPRE DI REGOLE PER PROGREDIRE INSIEME.
Oggi nel mondo, ovunque, cè aria di tempesta, di recessione, è necessario navigare a vista, è tempo che lEuropa sia anche politica o il sogno diverra incubo.
Occorre un pilota alla guida, uno con tutte le carte in regola e tutti gli strumenti a disposizione
Altrimenti lEuropa sara la fine dellEuropa.
Da fattore di progresso si trasformera in fattore di regressione.
E tempo di pensare a dotare lEuropa di struttue politiche vere e propie.
Oggi 3 milioni dIrlandesi votano.
Non è escluso che il no vinca.
In tal caso si parla di nuovo di bloccare il processo di unEuropa che abbia voce in capitolo nel concerto mondiale.
Questa non sarebbe democrazia, 3 milioni dIrlandesi non rappresentano neanche lo 0,7% della popolazione d’ Europea. Una minoranza cosi piccola non puo e non deve decidere. dellevoluzione dellEuropa.
Una maggioranza del 99,994% non puo e non deve imporre niente a LIrlanda.
Come uscirne ?
Semplicemente facendo scelte reali.
O dentro o fuori.
Non esisteno decisioni senza conseguenze, e questo va detto chiaramente a chi è chiamato a decidere.
LIrlanda da quando è entrata a fare parte dellEuropa a fatto un salto in avanti straordinario, anche e sopratutto agli aiuti dell’Europa. I famosi fondi
Se risultasse che oggi, non si sente più di seguire, se crede che è meglio per lei uninsieme commerciale senza nessun potere politico, per difendere appunto glinteressi commerciali dellEuropa nel mondo. Libera di credere e ritenere cio che vuole, ma questo non puo essere un freno per le altre nazioni che ritengono che è necessario evolvere verso piu unione politica e non solo di mercato. Per fare mercato bisogna comunque avere il diritto di sedersi al tavolo dei negoziati. Gli assenti hanno sempre torto.
UnEuropa a più velocità dunque ?
Certamente, se più velocita serve a non arrestare un movimento che deve ampliarsi e non fermarsi di nuovo per anni, attendendo non si sa che cosa e continuando a giocare a mosca cieca. Basta, cambiamo sistema prima che sia troppo tardi.
E tempo di dire che chi è interessato solo a percepire gli aiuti comunitari senza anche il minimo di obbligazioni che vanno insieme, è tempo che vada per conto suo.
Se questo fosse stato il vero quesito, quale sarebbe stato il voto dellIrlanda ?
SI = Si va avanti insieme.
NO = Si esce dallEuropa, perche l’Europa comunque continua il suo cammino.
Punto e Basta.
A lEurope occorre un piano di marcia.
Chi vuol seguire segua, chi non vuole si fermi qui e amici come prima.
Sarkosy sara il prossimo Présidente di turno, speriamo che gli venga in mente di fissare degli obbiettivi per l’Europa, ed un programma per attuarli.
Pinco Pallino
.
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12 giugno 2008 alle 14:41
E giusto che il padrone di casa chieda ai disturbatori di togliere il disturbo.
Ritornare sotto mentite spoglie, non aggiunge ne gloria ne diritti, semmai il contrario.
Senatore è casa sua, è giusto che apra a chi le aggrada ed anche ,di chiedere chi è ?
Prima di aprire le porta.
Ognuno fa cosi a casa sua.
Buona décisione « Senatore ».
Pinco Pallino
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12 giugno 2008 alle 15:36
Jacques Chirac, decorato al Kremlin, celebra la ” démocrazia” russa
AFP – MOSCA (AFP)
L’ex presidente francese Jacques Chirac ha celebrato giovedì la ” via della démocrazia” presa dalla Russia, ricevendo al Kremlin il premio di Stato, la distinzione russa più elevata, dalle mani del Presidente Dmitri Medvedev, sotto lo sguardo del primo ministro Vladimir Poutine. ” Passato il tempo delle ideologie, la Russia è impegnata sulla via della democrazia, delle riforme e della riconstruction” , ha dichiarato dinanzi ad un assemblea impressionante di personalità russe, dal padre della perestroika Mikhaïl Gorbatchev al presidente controverso della Cecenia, Ramzan Kadyrov.
Accompagnato dall’uomo d’affari francese François Pinault, il Sig. Chirac ha perorato per un ravvicinamento tra la Russia e l’ Unione europea, le cui relazioni si sono fortemente deteriorate in questi ultimi anni,assicurando che ” senza la Russia, l’ Europa sarebbe un continente mutilato”. Il Presidente Medvedev ha insistito anche su l’attaccamento della Russia ” ai valori della démocrazie” , diventato il tema ricorrente di tutti i suoi discorsi dal suo conferimento di mandato inizio maggio.
Ha anche salutato ” il grande interesse” del sig. Chirac per la cultura russa, e ha citato in esempio la sua traduzione “dEugène Onéguine” d’ Alexandre Pouchkine.
Russofono dichiarato, Jacques Chirac ha tuttavia ricorso ad un’interprete per parlare con il sig. Medvedev dopo la cerimonia, ha spiegato ad un giornalista stupito di non in volere ” fare mostra” della sua conoscenza del russo.
Nel 2006, la sua concessione della più alta distinzione francese, grande La Croix della legione d’onore, a Vladimir Poutine, allora Presidente, aveva suscitato una polemica in Francia, a causa degli arretramenti democratici in Russia e della guerra della Cecenia. M. Chirac si è felicitato d’ essere
” il primo straniero” a ricevere il premio di Stato, decretato nel 2007 a
l’ ex-dissididente Alexandre Soljenitsyne e dotato ‘di un milione di rubli (27.000 euro).
Schroder, Chirac, Presto vedremo Prodi al Kremlin.
Chissa se loro non havranno più mitivi di noi per onorarlo?
Pinco Pallino.
Jacques Chirac, décoré au Kremlin, célèbre la “démocratie” russe
AFP – i
MOSCOU (AFP) – L’ancien président français Jacques Chirac a célébré jeudi la “voie de la démocratie” empruntée par la Russie, en recevant au Kremlin le Prix d’Etat, la distinction russe la plus élevée, des mains du président Dmitri Medvedev, sous le regard du Premier ministre Vladimir Poutine.
“Passé le temps des idéologies, la Russie est engagée sur la voie de la démocratie, des réformes et de la reconstruction”, a-t-il déclaré devant un impressionnant parterre de personnalités russes, du père de la Perestroïka Mikhaïl Gorbatchev au controversé président de Tchétchénie, Ramzan Kadyrov.
Accompagné par l’homme d’affaires français François Pinault, M. Chirac a plaidé pour un rapprochement entre la Russie et l’Union européenne, dont les relations se sont fortement dégradées ces dernières années, assurant que “sans la Russie, l’Europe serait un continent mutilé”.
Le président Medvedev a insisté lui aussi sur l’attachement de la Russie “aux valeurs de la démocratie”, devenu le leitmotiv de tous ses discours depuis son investiture début mai.
Il a également salué “le grand intérêt” de M. Chirac pour la culture russe, citant en exemple sa traduction d’”Eugène Onéguine” d’Alexandre Pouchkine. Russophone affiché, Jacques Chirac a cependant eu recours à une interprète pour parler avec M. Medvedev après la cérémonie, expliquant à une journaliste s’en étonnant ne pas vouloir “faire étalage” de sa maîtrise du russe.
En 2006, sa remise de la plus haute distinction française, la Grand Croix de la Légion d’honneur, à Vladimir Poutine, alors président, avait suscité une polémique en France, en raison des reculs démocratiques en Russie et de la guerre de Tchétchénie.
M. Chirac s’est félicité d’être “le premier étranger” à recevoir le Prix d’Etat, décerné en 2007 à l’ex-dissident Alexandre Soljenitsyne et doté d’une enveloppe d’un million de roubles (27.000 euros).
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12 giugno 2008 alle 15:43
Caro Onorevole Senatore,
qualche sabotatore, magari qualcuno non di mestiere, lo lasci postare, altrimenti Noi come possiamo spernacchiarli.
Ci faccia divertire un pò, non sia cosi cattivo, perchè leggere le seghe mentali che passano nella mente umana, è sempre utile alla scienza ed alla conoscenza dell’uomo, in tutte le sue sfaccettature.
Giuseppe Stella Catania
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12 giugno 2008 alle 17:06
A Guzzanti:
solo due domande due:
1: ma tu all’epoca non eri divertito dal fatto che io usassi il nick “Giustizia” e poi, con un improvviso “coup de
theatre”, rivelasssi la mia identità? Io almeno ricordo questo, espresso, nello specifico, con una tua divertita
e divertente descrizione di me come contemporaneamente regista, attore, eccetera.
2 – senza ambiguità, anzi con la tua abituale e lodevole chiarezza, puoi dirmi se includi anche me nel
“gruppetto di professionisti guastatori che vagano di blog in blog portando zizzania…”?
Grazie.
Saluti
Carlo Asili
ERA QUANDO FESTEGGIAVAMO IL “NUOVO ASILI”, NON L’ASILI CHE CI AVEVA PRESO PER IL CULO CON UN NICK DIVERSO, MA L’ASILI CHE AVEVA FINALMENTE CAPITO E CHE TORNANDO CON UNA NUOVA IDENTITA’ SI ERA RINNOVATO E AVEVA CAPITO. VEDI L’ALTRO MIO COMMENTO. SONO ESAUSTO.
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12 giugno 2008 alle 17:36
Sono contento che il nostro Comandante abbia deciso di mettere in atto qualche regola di buona creanza. A prima vista potrebbe sembrare un voler limitare la libertà di qualcuno, ma non è così. Troppe volte, pur non essendo un frequentatore assiduo del Blog, ho potuto constatare i continui tentativi del padrone di casa volti a suggerire comportamenti più civili e rispettosi della buona educazione. Parole al vento che, sono sicuro, in molti casi, hanno finito per determinare anche un amaro e comprensibile dispiacere del galantuomo Guzzanti. Non voler rispettare le cortesi e legittime richieste avanzate da qualunque padrone di casa, dovrebbe determinare l’immediato abbandono da parte di coloro che non le trovano condivisibili e non, al contrario, il truffaldino e prepotente ingresso a tutti i costi. Per l’efficacia dei metodi o ritrovati tecnici da odottare, per evitare intrusioni non gradite, posso proporre agli amici del blog – sempre che il padrone di casa non si offenda – di dare corso ad una contribuzione per le spese che si dovessero affrontare per risolvere il problema. Per quanto riguarda le generalità di ognuno di noi, ho sempre sottoscritto ogni commento, su qualsiasi blog, rivista e quotidiano, con il mio nome e cognome, pertanto, non avrò alcuna difficoltà a fornire anche qualsiasi altro dato personale che mi dovesse essere richiesto. Lo farò con vero piacere.
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12 giugno 2008 alle 18:51
A Guzzanti:
ti ringrazio molto per la risposta e mi dispiace sinceramente che tu sia esausto a causa mia; anche se non ho ancora capito se includi anche me nel gruppetto di professionisti guastatori”…ma ormai poco o nulla importa, credo. Ora ti lascio in pace definitivamente.
Saluti
Carlo Asili
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12 giugno 2008 alle 19:06
Buonasera Senatore ehmm pardon On.Guzzanti,
questa operazione di glasnost mi piace.Son pronto a rispondere alla sua Email sull’identita’.
Quando diventera’ Presidente della RAI?
saluti Max Muccini Riccione
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12 giugno 2008 alle 20:34
Internet è così, non è censurando, tappando la voce che si risolve la questione dei troll o degli utenti multipli (quelli ci sono e ci saranno sempre, e alla lunga non hanno credibilità e poi non vengono ascoltati).
La verità è che si usa la scusa dei troll per censurare e controllare le utenze. Io dovrei dare i miei dati personali ad un personaggio come Guzzanti? All’autore di “Oh Israele” e che ne farà di tali dati? Li darà a Scaramella? Oppure li inserirà nella lista delle persone da purgare perchè di opinione contraria al pensiero conformista di questo oscuro periodo storico?
Queste regole sono contrarie ai principi di internet, che prevedono anche la presenza dei troll, i quali bene o male, non modificano in alcun modo la qualità di un blog. Un blog perde il proprio valore quando censura, taglia, sopprime le voci (anche se ritenute non degne di considerazione).
Il controllo è tipico delle dittature.
Legge contro le intercettazioni, censura ai blog, repressione delle opinioni differenti, militarizzazione della gestione del caso rifiuti in Campania, campagne razziste contro gli stranieri.
Questa è dittatura.
E mò bannattemi. Chi se ne frega.
GUZZANTI – MA FIGURATI. BANNARTI. E CHI TI CREDI DI ESSERE.
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12 giugno 2008 alle 23:17
Chi mi credo di essere? Io sono tuo Patroclo.
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12 giugno 2008 alle 22:38
Ottimo, ma mi raccomando non tornare su questa saggia decisione.
Diventa estenuante leggere post del genere “ciancimino1″, di una pochezza mentale che si commenta da sola.
Banna, ché non se ne può più!
Per la richiesta dei dati di ognuno di noi non vedo dove sta il problema: io te li ho mandati tempo fa quando un tuo incaricato me li chiese
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12 giugno 2008 alle 23:34
Molto bene caro senatore.C’era bisogno di un pò’ di pulizia.Di sabotatori maleducati, villani e volgari ve n’erano veramente troppi.Accusarla di praticare la censura poi…Solamente dei cervelli disturbati incapaci d’attenersi a normali regole di buona educazione, possono sproloquiare in tal modo.Un esempio classico?Leggasi quanto scrive il ‘ciancimino1′.Quante idiozie!
Buon lavoro galantuomo Guzzanti.Se e quando lo deciderà pronto a fornirle i miei dati personali.
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13 giugno 2008 alle 07:36
Ciancimino1
Quando si entra in un giardino privato, il minimo è presentarsi con nome e cognome . E questo è un giardino privato e il padrone di casa ha il dovere, anche a difesa dei suoi commensali, di accogliere solo ospiti identificabili e non ratti famelici che entrano dalle fessure per divorare tutto quello che trovano. Fra una persona ben identificata come Guzzanti, che ha scritto oh Israele!?, uomo la cui onestà/coraggio/ capacità/genialita’ sono ampiamente documentate e uno come te che si nasconde dietro un nick e che ha scritto: Morte a Israele, viva Hitler/Stalin/Achmedinajad!? chi dovrei preferire? .
Nonostante per me come ebrea e come essere umano la tua presenza sia un offesa, consiglierei a Guzzanti di tenerti perchè nei giardini più belli un po di concime (o di concimino) aiuta le piante a crescere più rigogliose e belle.
GUER – MY GENIUS
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13 giugno 2008 alle 11:23
Sono nuovo del blog e sto pian piano conoscendo le sue regole, i suoi visitatori, per quanto è possibile attraverso ciò che scrivono, ed il suo direttore. Il riferimento fatto dalla signora al concime (perchè mi viene in mente la muffa?) circa l’utente Ciancimino/Patroclo, ed il commento del dott. Guzzanti mi sembrano in dissonanza con le regole che, appena stamattina, il direttore stesso ribadisce nel prototipo di email di verifica dell’identità.
Chiedo allora: le regole valgono per tutti o ci sono utenti (si legga persone) che possono offendere, ed altri viceversa che possono essere offesi? E se così fosse, cosa vale il raggiungimento del primo e del secondo status?
Daniele.
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13 giugno 2008 alle 08:02
Caro Guzzanti,
condivido in pieno le tue richieste mi permetto però di fare una cosa non richiesta, la risposta ad un troll (o quello che crede di essere tale).
Un piccolo fuori tema “storico” (e mi scuso se un po’ prolisso e presuntuoso).
Hola fortuna di essere a contatto con internet dal 1990, e di aver frequentato quasi tutti i principali ambiti, dalle prime chat, i newsgroup (venivo dalla precedente esperienza delle BBS di FidoNet), i primi client di Instant Message (i nonni di messenger) fino ad arrivare ai blog, passando attraverso i forum di discussione.Nei primi tempi ci si conosceva quasi sempre anche di persona, non si era in troppi e l’occasione di trovarsi per una cena con amici di tutta italia ed europa era sempre ricercata.
Le discussioni erano a volte litigiose, forse perfino violente, ma sempre franche perché avevi sempre la sensazione comunque di parlare con una persona vera, reale, allo stesso modo anche i “corteggiamenti” avevano la naturalezza della realtà.
Poi verso la fine degli anni ‘90 le prime offerte di Internet a basso prezzo aumentarono a dismisura le presenze. Nel complesso fu positivo, finalmente l’arrivo di tutti all’informazione condivisa permise a quella che prima era la “chiacchiera” da bar o da circolo di trasformarsi in qualcosa di veramente “globale”.
Arrivarono però anche i provocatori e quelli che si nascondevano dietro false identità appunto i Troll ed i Fake.
Cappello introduttivo finito, veniamo alle frasi di Ciancimino1:
“Queste regole sono contrarie ai principi di internet, che prevedono anche la presenza dei troll, i quali bene o male, non modificano in alcun modo la qualità di un blog.”
Non esiste alcun principio di internet che sancisca la presenza di trolls, i quali (o probabilmente non conosci bene il significato di questo termine) di solito esistono proprio per abbassare la qualità di un blog, creando inutili diatribe che spesso si risolvono in scambi di insulti (le cosiddette Flame War).
“Un blog perde il proprio valore quando censura, taglia, sopprime le voci (anche se ritenute non degne di considerazione).”
Un blog perde il proprio valore quando al suo interno compaiono commenti assolutamente fuori tema (come il mio presente
) o appunto delle “trollate”, su alcuni blog tali commenti hanno una sezione a se stante, consultabile da chiunque a volte con i rimandi dal thread di origine.
Il resto del post è appunto una trollata, una serie di banalità che provocano inutilmente.
Mi scuso per l’intervento poco sintetico.
Buon lavoro
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13 giugno 2008 alle 10:21
Secondo lusanza ebraica i morti vengono lavati dallo sporco e dal sangue con unabluzione e una formula di benedizione. La salma viene poi asciugata e avvolta in un panno da sepoltura semplice e bianco. Un uomo può essere sepolto nel suo tallit.
Anche il loro volto viene coperto per non turbare la loro intimità con d-o. Poi vengono calati nella terra da una lettiga portata da amici e parenti senza bara. Solo coloro che muoiono di morte violenta vengono raccolti in una bara, quando i loro corpi sono smembrati. In tal caso la bara viene costruita nel modo piu semplice e senza chiodi, perchè il tutto deve essere biogradabile.
Veniamo al mondo nudi e lo dobbiamo lasciare senza niente addosso per non fare differenze di ordine sociale o mondano.
Volevo guardarla,
Con avidità,
Perché non si sciogliesse il ricordo,
Ma non potevo vederla:
Lavevano coperta
Con un bianco lenzuolo
Per non turbare
Leterno suo isolamento,
La sua intimità col creatore.
Cercai di immaginarla viva
In una giornata di sole,
Quando il mare verde danzava
Ebbro sulla nostra spiaggia,
O in quelle sere destate
Quando sulla riva del fiume
Ballavamo la hora
E i suoi lunghi riccioli biondi
Si dondolavano lenti sotto i rami dulivo.
Al suo funerale vidi alti cavalieri
Che seminavano lacrime e profumi di mirto
Volevo guardarla, con avidità,
Perché non si sciogliesse il ricordo.
La pioggia fuori
Sigillava con raffiche brevi
I bordi della mia finestra
E lultima luce del giorno
Si sfaceva nel crepuscolo.
Il suo viso sotto il lenzuolo
Sembrava tremare
E macchie confuse indistinte
Turbinavano gialle nel buio.
Cercai di immaginarla viva
In una giornata di sole
Quando il mare verde danzava
Ebbro sulla nostra spiaggia,
O in quelle sere destate
Quando sulla riva del fiume
Ballavamo la hora
E i suoi lunghi ricci biondi
Si dondolavano lenti
Sotto i rami dulivo
Volevo guardarla,
Con avidità,
Perché non si sciogliesse il ricordo
Accedi per rispondere
13 giugno 2008 alle 10:25
Salute.
Sono assolutamente d’accordo.
Forse semplifico troppo, ma chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere.
Anzi credo sia una garanzia a tutela di tutti i presenti.
E allora, qual’è il problema?
Avanti così.
Salute.
Carlo Manca.
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13 giugno 2008 alle 11:09
Anticipo che ho finito di scrivere questo messaggio solo dopo la pubblicazione dell’ultimo argomento con la e-mail d’iscrizione, comunque ritengo corretto inserirlo.
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Io, Paolo, penso che la sua richiesta sia un errore. Le mie generalità lei conosce in quanto iscritto a RI e quindi a livello mio personale questa sua scelta non penso mi intralci.
L’ho già scritto precedentemente, se mi ripeto è perché questo è l’argomento della presente pagina. Ovviamente la mia opinione vale per quello che è e le riconosco il pieno diritto di impostare questo suo luogo come meglio crede. Per me la proprietà privata è sacrosanta.
Ma (estremizzo) secondo me la caratteristica di un luogo come questo non può essere quella di un isola “felice”, dovrebbe essere l’opposto. Dovrebbe mostrare come sia possibile arginare tempeste e tifoni, perché tempeste e tifoni fuori ci sono e l’azione culturale che può, a mio parere, essere svolta e diffusa è quella di far capire che è davvero possibile far qualcosa per arginarli. Che ognuno di noi nel suo piccolo può far qualcosa.
Chi guarda, vede l’aziona dei guastatori e la considera malefica, scriva; non rimanga inerte divertito a leggere; appollaiato sul ramo di un albero di cartapesta. Usi pure un nickname, ma usi anche la propria testa per difendere se stesso e ciò che ha di caro; usi le sue capacità, le sue conoscenze, l’italiano e la grammatica che conosce – chi se ne frega degli errori fatti in buona fede – , si appoggi ai suoi sentimenti: questo paese può cambiare.
L’unica regola è quella della decenza, di quel minimo di decenza che vieti gi insulti come metodo tra i partecipanti, con il diritto riconosciuto al padrone di casa di eliminare qualsiasi tipo d’insulto e offesa rivolta a lui rivolto, perché chi insulta il padrone di casa in casa sua va al di sotto di quello che è il livello minimo di convenzioni riconosciute che consentono la convivenza civile. E chi ostinatamente o strumentalmente crede che questa sia censura, c’è poco da fare, che lo creda e vada verso altri lidi.
A me sembra, ma certamente mi posso sbagliare, che si cada nella trappola di confondere la verità scientifica, empirica, quella che è circoscritta dalle convenzioni e dai limiti di approssimazione (perché il bianco è bianco se conveniamo su definizioni, se specifichiamo metodi di misura, se classifichiamo la precisione degli strumenti) con la tempesta delle opinioni.
Lei vuole un luogo, un giornale, o come meglio desidera definirlo,in cui dietro una lastra cristallina brilli la verità dei documenti, o vuole un acquario in cui la verità galleggi e i denti degli squali, nell’azzannarla, la verità, si possano rompere?
Sinceramente credo che, nello stesso luogo, sia anche possibile avere due ambienti che corrispondano separatamente ai due casi, ma dovendo optare per uno solo, io, a costo di trovarmi le impronte dei denti nei polpacci, ritengo sia più proficuo l’acquario.
Un cordiale saluto.
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13 giugno 2008 alle 20:20
Intervista a Danny Farrone
“Non mi restano molti anni. Non volevo sprecarli”.
Vuole realizzare un sogno: vincere la gara di triathlon più dura del mondo, otto ore di corsa, bici e nuoto in un
clima tropicale, un suicidio per uno che vive con i polmoni soffocati dalla FIBROSI CISTICA.
Mi ha detto:”Non mi arrendo. Non mi arrenderò mai!”.
Lo incontro in una Onlus, mi affascina subito: è un uomo bellissimo.
Gli chiedo:”Perchè fare questa gara così pericolosa per te?”
Risponde:”Per dare una speranza a 100 mila malati e raccogliere fondi per la ricerca”.
Mi guarda negli occhi: “Just do it”. Fallo e basta: vivi.
Non gli interessano i sedativi, non gli interessano le medicine che rendono tutto più sopportrabile:
“Voglio raccogliere fondi e finanziare chi lavora sulla cura: siamo 30 mila in America e 100 mila nel mondo ad
avere questa malattia. Ci deve essere una speranza vera anche per noi”.
“Quali sono i tuoi progetti?”
“La mia idea è quella di guarire”.
Il suo petto ha tatuato una parola: “Forza”.
Danny ispiring, è un uomo umile e forte.
“Sei innamorato?”
“Non so. Ho imparato che le conseguenze non si tengono in mano; ho imparato attraverso il dolore: per molto
tempo non ho permesso a nessuno di amarmi, pensavo fosse crudele lasciare che qualcuno si legasse a me,
che sono malato, che avrò bisogno di assistenza quando le cose si metteranno male, che poi, un giorno non ci
sarò più. Poi ho capito che non potevo decidere per gli altri, che tutto quello che potevo fare era essere
estremamente sincero sulla mia situazione e lasciare a ognuno la libertà di scegliere se amarmi oppure no.
Vincerò? Perderò? Mi salverò? Morirò? Quello che conta è che ci sono stato. E ho corso, pedalato, nuotato,
amato”.
Lo guardo fisso negli occhi, gli dico:
“Lo sai, sono come te…”
“Lo so. Mi hanno detto che… vorrei ascoltarla da te”.
Tento un inizio, ansima…
“Vieni
Ti sto aspettando.
Non tardare.
Non mi dimenticare”.
Ho la voce che mi trema.
Lui sorride:
“Dai continua…”
“Tu sospeso in un Silenzio.
Le lacrime diventano mare
e nel fondo senti brividi di freddo
ed il tuo corpo finalmente libero.”
Lo abbraccio.
Continuo:
“Mi stringo in un abbraccio,
come te affondp in un immenso
senza respiro
vieni”.
Ha un altro tatuaggio inciso sulla schiena:
Il cuore del popolo.
Chi scegliesse di devolvere il 5 per mille alla fondazione italiana contro la fibrosi che allunga la vita dei
malati italiani può scrivere il codice 93100600233 nel primo riquadro in alto a sinistra del mod.730, Cud, Unico.
Per informazioni http://www.fibrosicisticaricerca.it
ciro
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16 giugno 2008 alle 22:32
Profeti in estasi
Come profeti in estasi parlammo
di congiunzioni di acque in mezzo al cuore
di spazi di anima, concentrici,
e di un presente vivo, e bello, e senza fine.
Ma adesso che di noi non resta niente
viene la tentazione di pensare
che sì, meglio sarebbe ripulire la memoria
e come il cavaliere inciso su una lapide crudele
dare uno sguardo freddo a tutte le passioni
e passare oltre.
Cammino oggi e negli ultimi giorni
nelle ombre del suo corpo.
E il suo corpo è la parola amore.
ciro
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20 giugno 2008 alle 14:46
Caro Ciro,
questa potrebbe metterla in musica Amedeo Minghi.
az
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21 giugno 2008 alle 13:04
Grazie Arturo
se diventi tu cantautore, questi suddetti versi ti sono regalati.
Chiudere la poesia in un qualunque schema ideologico, filosofico o psicologico può interessare solo alle mode
passeggere
Gli ambiti degli eventi della poesia non sono la letteratura, ma le esperienze umane di ciascuno.
Si è sempre poeti in due, chi scrive e chi legge, chi pronuncia e chi ascolta.
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21 giugno 2008 alle 15:16
Gentili tutti
è da due giorni che non vedo pubblicati i miei post.
Qual è il problema? Visto che post di altri del 20 e 21 appaiono.
Vorrei delucidazioni:
grazie
ciro shalom
GUER – GENTILE SIGNOR CIRO SHALOM, POSSO RASSICURARLA: NESSUNO CENSURA I SUOI POST.
TALVOLTA ACCADE CHE QUALCHE POST FINSCA SACRIFICATO DAL CIECO FILTRO ANTISPAM, PER UN ERRORE MACCHINALE.
SE E’ COSI’ ME NE SCUSO, MA NON E’ COLPA DI NESSUNO.
TRY IT AGAIN, CIRO.
SHALOM.
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21 giugno 2008 alle 15:46
SHALOM
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