MITROKHIN: HO QUERELATO BONINI D’AVANZO E TRAVAGLIO PER DIFFAMAZIONE
Quando ho promosso un’azione giudiziaria civile di danni per diffamazione da parte dei signori Travaglio, Bonini e D’Avanzo per alcuni loro articoli, qualcuno – specialmente sui blog nemici – ha avuto da ridire sostenendo che io avrei avuto paura a citare in giudizio i predetti signori affinché possano rispndere penalmente del loro operato.
Avendo trovato l’obiezione fondata ho dato mandato allo Studio Giordano di presentare querela per diffamazione contro i sunnominati giornalisti e ho appena ricevuto comunicazione che la querela è stata assegnata ad un pubblico ministero per le indagini preliminari.
Adesso posso dire soltanto che mi affido alla magistratura in cui dichiaro di avere piena fiducia.
Sono convinto che non tanto io, quanto il popolo italiano abbia bisogno di verità. Ricordo anche che quando io mi presentai il 1 dicembre 2005 alla televisione privata (dalemiana) “Nessuno Tv” diretta dal bravo Mario Adinolfi (www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it”) io narrai tutti i dubbi che avevo fino a quel momento documentato sul passato del professor Romano Prodi e i suoi presunti rapporti con organismi speciali della vecchia Unione Sovietica.
La mia intervista, come riferisce Adinolfi, fu ripresa dal britannico Indipendent. Il giorno stesso Romano Prodi rilasciò alle agenzie una dichiarazione in cui si diceva che “Questa volta a Guzzanti risponderanno i miei legali”. Ma i legali di Prodi non si sono mai fatti vivi, con mia grande frustrazione.
Fu così che nel mese di dicembre 2006, un anno dopo e dopo la morte di Litvinenko, dagli studi Rai di RaiNews 24 io rivolsi un pubblico appello al Presidente del Consiglio Prodi affinché mi querelasse, allo scopo di fare agli italiani, noi due insieme, io e lui, il più bel regalo di Natale e cioè una promessa di cercare e mostrare la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità.
Purtroppo la mia accorata e sincera richiesta, espressa in modo rispettoso e persino amichevole, cadde nel vuoto e non fui querelato.
Nel maggio scorso raccolsi una feroce intervista a viso aperto del grande intellettuale in esilio Vladimir Bukovsky e la pubblicai sul Giornale. Il giorno successivo un comunicato alle agenzie di stampa annunciava che l’editoriale L’Espresso, editore di Repubblica, aveva dato mandato a due importanti studi legali, di agire nei confronti di intervistato e intervistatori.
Non se ne è più saputo nulla.
Di conseguenza, ho ritenuto un mio dovere, a prescindere da quanto riguarda l’eventuale risarcimento del danno subito, proporre alla Magistratura, in cui ho fiducia, di voler esaminare almeno alcuni aspetti della grave e complessa vicenda.
Vi sarò grato se vorrete esportare questo annuncio sui blog amici e meno amici, affinché la notizia almeno nella blgosfera sia pubblica.
Avverto inoltre tutti che ho difficoltà di collegamento e che quindi riesco a regolare il blog quando posso, ma spero da lunedì di tornare alla normalità comunicatva.
Un caro saluto a tutti
Paolo Guzzanti





















17 agosto 2007 alle 13:24
Flussi di coscienza.
Lei è “Altrove” e mi viene in mente un fumetto bonelliano.
Lei dice di fidarsi della magistratura e mi viene in mente un articolo di Romano che qui ripropongo.
Io sono qui ma sempre con Lei.
Osservazioni.
Da Panorama del 2 luglio 2007
Estratto:”Siamo liberi di discutere, quindi. Ma lItalia resta ancora per molti aspetti un paese dancien régime dove il galateo politico vuole che certi corpi e istituzioni nazionali (partiti, sindacati, magistratura, forze di sicurezza, la stessa presidenza della Repubblica) vengano trattate, prima di ogni rilievo critico, con la necessaria reverenza. Prima di polemizzare con il sindacato occorre premettere che difende i diritti dei lavoratori?. Prima di criticare un magistrato occorre proclamare la propria fiducia nella magistratura. Prima di muovere un rilievo alla presidenza della Repubblica è bene ricordare che il presidente è sempre al di sopra delle parti. Prima di sostenere che la Costituzione è invecchiata occorre renderle omaggio e ricordare che è nata dalla Resistenza. Prima di sostenere che lItalia ha più forze dellordine di quante ne abbia proporzionalmente qualsiasi altra democrazia europea, occorre rendere omaggio ai custodi della legalità.
Esiste un politically correct? italiano a cui tutti debbono conformarsi. Aggiungo che pure la corporazione giornalistica, quando si difende dalle critiche, si atteggia a istituzione e vuole essere trattata con la dovuta deferenza. Mi chiedo che cosa sarebbe accaduto se un uomo politico italiano avesse detto alla nostra stampa ciò che Tony Blair ha detto negli scorsi giorni alla stampa britannica. Alla vigilia della sua uscita di scena, Tony Blair ha accusato i giornalisti di comportarsi come un branco selvaggio, di trattare la realtà come se tutto fosse bianco o nero, di minare alle fondamenta la fiducia del paese in se stesso. Quasi tutti i grandi giornali del Regno Unito hanno risposto per le rime. Ma a nessuno è passato per la mente di sostenere che il primo ministro si era reso colpevole del delitto di lesa maestà”.
Sergio Romano
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17 agosto 2007 alle 13:44
DA DAGOSPIA – 1 dicembre 2005
Lettera a Romano Prodi
Caro Professore,
mi riferiscono che la corte che La circonda ha provveduto a segnalarmi come reo di “intelligenza con il nemico” per aver intervistato il presidente della commissione Mitrokhin, Paolo Guzzanti, che è tornato sulla vicenda della seduta spiritica del 2 aprile 1978 in cui uscì fuori la famosa parola “Gradoli” a indicare il luogo dove Aldo Moro era tenuto prigioniero. Secondo i cortigiani sarei doppiamente colpevole, perché nasconderei l’obiettivo di metterti in difficoltà con operazioni di fuoco amico. Sono, infatti, un elettore dichiarato del centrosinistra. Io, però, voglio spingermi più in là: sono anche un sostenitore convinto dell’idea di partito democratico su cui Lei sta spendendo più di ogni altro e mi auguro dunque che riesca a vincere le elezioni e sostituire l’attuale governo che tanto male sta facendo all’Italia.
Però.
Però c’è una verità su cui l’intervista di ieri trasmessa da Nessuno Tv La interroga e su cui la risposta dell’annunciata querela è piuttosto debole. Guzzanti dice: “Abbiamo scoperto verità pazzesche, quando ho interrogato Prodi sulla seduta spiritica ha farfugliato. Prodi sapeva”. Il problema è che qui non stiamo parlando delle solite fastidiose illazioni su Nomisma e sulla gestione dell’Iri. Qui siamo nella carne viva della storia della Repubblica, nella ferita mai cicatrizzata, nel sangue che ricade sui figli. Serve uno sforzo di verità, perché la verità mai come in questa storia è decisiva. Allora, ricostruiamo la vicenda.
Il 2 aprile 1978 sono trascorsi 17 giorni dal rapimento di Moro a via Fani. Vi ritrovate nella casa di Alberto Clo alle porte di Bologna. C’è una comitiva di 17 persone, 5 sono bambini. Tra i dodici adulti, tre sono destinati a fare i ministri: Romano Prodi, Mario Baldassarri e lo stesso Alberto Clo. E’ Clo a proporre il gioco del piattino: disegnate le lettere dell’alfabeto, mettete il dito nel piattino, invocate gli spiriti di Alcide De Gasperi e Luigi Sturzo, il piattino si muove sulle lettere e compone tre parole di senso compiuto: Viterbo, Bolsena, Gradoli. Il fratello di Clo trova una mappa stradale e nota che vicino Viterbo c’è una località chiamata Gradoli. Il 4 aprile 1978 riferisci la vicenda ai collaboratori del ministro dell’Interno, Francesco Cossiga. Che manda a perquisire una “casa con cantina” perché lo spiritello saputello aveva indicato anche questo particolare. La storia ci racconta che a via Gradoli c’era il covo delle Brigate Rosse.
La Sua risposta a Guzzanti che dice: “Prodi sapeva” è la querela. Io vorrei che la risposta arrivasse a tre domande esplicite e persino politically uncorrect:
1. Furono ambienti dell’Autonomia operaia bolognese a far arrivare l’informazione agli spiritelli?
2. Se faccio il nome di Franco Piperno, Le viene in mente niente?
3. Alla cosiddetta seduta spiritica del 2 aprile 1978 partecipò o no Beniamino Andreatta. Se pure non partecipò, fu lui a consigliare l’atteggiamento da tenere rispetto all’informazione ottenuta?
Sarei lieto di raccogliere le risposte a queste domande e la sua versione definitiva dei fatti. Più in generale mi piacerebbe chiederle se ha avuto l’impressione che forze esterne abbiano deciso che Aldo Moro non doveva essere salvato, pregiudicando da allora la tenuta e l’equilibrio della nostra democrazia. Credo che su questo ci sia un dovere di ulteriore chiarezza nei confronti dei cittadini e del Paese che si appresta, lo spero, a governare. Perché questi cittadini, mi dia retta, alla storia della seduta spiritica proprio non ci credono.
Saluti cordiali
Mario Adinolfi http://www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it
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17 agosto 2007 alle 14:24
SENATORE GUZZANTI, siamo immancabilmente con Lei anche nella condivisione di questa Sua ultima iniziativa.
Per quanto riguarda il sottoscritto mi impegnerò a diffonderLa tra i miei Blog amici come da Lei suggerito.
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17 agosto 2007 alle 15:13
Sono d’accordo. Tutti i frequentatori del blog del senatore dovrebbero usare i propri blog per diffondere il più possibile quelle informazioni che purtroppo si possono trovare solo qui.
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17 agosto 2007 alle 15:49
Sono curioso di conoscere la riposta di ro. prod. (cerco di evitare al massimo tale suono) alle domande di M.Adinolfi, augurandomi comunque un rapido prepensionamento del giocoliere del piattino.
NC
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17 agosto 2007 alle 15:57
A proposito del mitico Prodi, ho sentito che, dopo aver appreso del piccolo macello che è accaduto in Germania, il prode ha visto bene di chiedere aiuto ai giovani. Penso che linvito labbia fatto come Presidente del Consiglio, ma rivolto a che giovani? A quelli che andrebbero difesi, cioè aiutati a non cadere nelle maglie della malavita e non ingiuriati chiedendo addirittura aiuto a loro. O forse, il mitico, si rivolge ai giovani, purtroppo, già caduti nella rete malavitosa confidando che mettano una buona parola a nome suo?
Bah, vallo a capire quellessere, più le sue frecce arrivano ai miei orecchi più mi rendo conto che anche Ulisse avrebbe dei bei grattacapi ad usare il suo arco.
In bocca al lupo Senatore, per la sua (nostra) battaglia legale, e per la verità.
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17 agosto 2007 alle 16:08
Mi associo a quanto scritto da pietro luigi crasti.
Anch’io ho gia provveduto ad inoltrare la notizia ad amici e a blog che ogni tanto frequento.
Attendo con ansia i risultati. Ne vedremo delle belle?
FS.
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17 agosto 2007 alle 17:06
Caro Paolo, una delle poche frasi buone della sinistra è che “La verità è Rivoluzionaria “.
Dunque, fai benissimo e avanti così!
Un abbraccio da Marina
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17 agosto 2007 alle 17:21
Copiato, incollato e diffuso Suo messaggio, senatore, su http://blog.libero.it/lavocedimegaride
Obbligata!
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17 agosto 2007 alle 17:28
Certo che sono con lei Senatore Guzzanti!
E’ la prima volta che mi esprimo sul suo blog.Sono digiuno di politica,poiche’essendo emigrante,manco dall’Italia da circa 34 anni(20 in Svezia e da 14 in Costa Rica).Ho incominciato a conoscere Lei ed i suoi simpatici amici dalle utime elezioni politiche,cercado di farmi un idea della situazione in italia.Sono allibito da quello che ho letto e sentito in questi 15 mesi dopo il cambio di governo¨:le diffamazioni e menzogne cui lei e’stato oggetto,la pesrsecuzione di Contrada,l’arresto di Scaramella,D’Alema_Fassino_DallaTorre che dovrebbero essere in galera per mafia politica(il carcere preventivo sarebbe stato opportuno per evitare a questi tre individui di unquinare prove che gia’ esistono) ,Romano Prodiche con un personaggio tipo Rudolf Giuliani,proprio non ha nulla da spartire.Il¨´nostro´´ ci fa vergognare con le strette di mano allo psicopata Amadinejad,i baci e abbracci , A Suo tempo,con Arafat(che Giuliani estromise dal palazzo delle N:U Adducendo che non si accettavano terroristi in quella sede),la seduta spiritica con tazzina semovente(sarebbe una bella barzelletta se non fosse tragica mostruosa e criminale) i collegamenti con l’ex CCPP ecc.ecc.
Mi fermo per non farle perdere tempo.Mi scuso per questopiccolo,insufficiente e molto incompleto,per ora, bagaglio di informazioni che ho.Moltissimi auguri Senatore.
alberto donati
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17 agosto 2007 alle 18:26
L’articolo è in giro, in tempo reale, stavo leggendo altri post, quando l’hai messo.
Intanto, leggi questa se non la conosci ancora.
Ciao.
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Caso Litvinenko/ C’è anche un locale di lapdance tra i luoghi contaminati dal polonio 210, nella vicenda dell’avvelenamento dell’ex spia del Kgb
Venerdí 17.08.2007 16:27
C’è anche un locale di lapdance tra i 21 luoghi pubblici contaminati dal polonio 210 nella vicenda dell’avvelenamento dell’ex colonnello del Kgb Aleksandr Litvinenko, morto lo scorso 23 novembre a Londra. Lo scrive il britannico Times, spiegando che finora l’identità di 4 luoghi di bonifica non era nota ed elencando le spese per le indagini – un totale di 3 milioni di sterline, circa 4,4 milioni di euro – affrontate dal comune di Westminster, Scotland Yard e l’Agenzia di protezione ambientale per i controlli in 47 diversi luoghi scattati a tre giorni dalla morte di Litvinenko.
Tra i 4 luoghi pubblici finora sconosciuti e bonificati, ma che comunque presentavano bassi livelli di polonio, si legge, compare il ‘Hey Jo’, locale frequentato da uomini d’affari russi, il ristorante marocchino “Dar Marra-kesh”, la Mercedes di Litvinenko e un taxi di Lambeth, South London. Nel locale di lapdance, in particolare, le tracce di polonio sono state individuate e rimosse da sedili, cuscini e porte dei separé.
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17 agosto 2007 alle 18:52
Benissimo! Ma è una querela a scoppio ritardato. Io li avrei già trattati alla Cambronne.
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17 agosto 2007 alle 22:00
Ora è ufficiale; il senatore Guzzanti querela i giornalisti Bonini, D’Avanzo e Travaglio.
al mio blog(Maralai.ilcannocchiale.it)
M
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E’ ufficiale: il senatore Guzzanti querela per diffamazione i giornalisti Travaglio, Bonini e D’Avanzo
MITROKHIN: HO QUERELATO BONINI DAVANZO E TRAVAGLIO PER DIFFAMAZIONE
17 Agosto 2007
Quando ho promosso unazione giudiziaria civile di danni per diffamazione da parte dei signori Travaglio, Bonini e DAvanzo per alcuni loro articoli, qualcuno – specialmente sui blog nemici – ha avuto da ridire sostenendo che io avrei avuto paura a citare in giudizio i predetti signori affinché possano rispndere penalmente del loro operato.
Avendo trovato lobiezione fondata ho dato mandato allo Studio Giordano di presentare querela per diffamazione contro i sunnominati giornalisti e ho appena ricevuto comunicazione che la querela è stata assegnata ad un pubblico ministero per le indagini preliminari….
Maralaicrede che in democrazia la parola libertà crei argini a tutela dell’individuo e non li sgretoli perchè l’individuo possa subire l’oltraggio della diffamazione e il dileggio dell’offesa se non della calunnia senza risponderne mai a nessuno. Il senatore Guzzanti ha richiamato all’assunzione delle loro responsabilità davanti ai giudici e alla legge i tre giornalisti, che evidentemente hanno serie difficoltà a riconoscere e comprenderne il senso degli argini della democrazia e della libertà, o più semplicemente il dovuto rispetto del prossimo.
Maralai
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17 agosto 2007 alle 22:36
Mi fa molto piacere. Sono infatti numerose le querele annunciate, ma mai sporte (basta cercare su google per trovare articoli che annunciano la querela di Prodi a Guzzanti o quella di Repubblica al Giornale e a Guzzanti o quella del gruppo l’Espresso agli stessi), es.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/30/fassino.shtml
Perchè minacciare di sporgere una querela e non farlo? Per impaurire l’avversario? Per farlo tacere? Per ottenere quanto meno un effetto mediatico che comporta il fatto che comunque i lettori dei giornali conservino memoria di una querela che in realtà non sarà mai sporta? O perchè gli studi legale Grosso e Ripa di Meana hanno suggerito che è meglio non procedere dopo aver studiato la faccenda?
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17 agosto 2007 alle 23:25
Speriamo che il Magistrato che si occuperà del caso abbia il coraggio di essere veramente super partes e che arrivi presto a sentenza.
Sui blog che conosco ormai la notizia vedo che è già stata data.
Anche io oggi ho avuto difficoltà di collegamento e ci sono riuscita solo a quest’ora tarda.
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17 agosto 2007 alle 23:37
Non le risulta, Signor Luciano Baroni, che la notizia da Lei riportata relativa all’inquinamento da Polonio 210 di un altro locale pubblico abbia fondamentalmente un vizio di verità ??
Franky® – Vicenza -
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18 agosto 2007 alle 00:04
Ecco a voi “l’appel” e la traduzzione maccheronica che ho inviato sia a destra che a sinistra a blog e giornali di lingua francese.
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Chers amis francophones,
Ceci est un appel au secours.
Nous avons besoins de vous, faite passer le mot, enquêtés vous-même et vous en découvrirez des belles.
Tout le monde sait quil existe la muraille de Chine, quil existe le Mur de lamentations en Israël, mais personne ne sait quil existe en Italie le Mur du silence. Des faits ahurissant concernant notre Président du Conseil de Ministres, M. Romano Prodi, sont passé sous silence par les media serviles Italiens, et hélas pas seulement Italiens.
Ce pays, ce beau pays, mon pays ; que beaucoup parmi vous aiment pour sa beauté, pour sont passé, pour ses apports a la civilisation, est en train de sombrer dans le totalitarisme ;
Le mot nest pas trop fort. Croyait moi. Le nom de Prodi est régulièrement cité dans des faits dune extrême gravité. Mais les juges qui enquêtaient sur lui subissent des pressions ou ils sont déplacés, les services secrets, les services de police, les services des finances ont été décapité, mis hors détat de nuire. Les media sont sous la botte dune certaine finance, laquelle depuis longtemps bénéficie des largesses de Prodi, le tout sur le dos du peuple Italien. En autre il faut avouer quune grande partie de la Justice Italienne est une Justice partisane.
Le nom de Prodi et ou des personnes qui lui sont très proche depuis tant dannées, est cité régulièrement dans les faits les plus graves, tels que : Entente avec lancien PC Rousse « KGB »« Enlèvement de Aldo Moro », Attentat au Pape, Vente de Italtel, Vente de Cirio, Vente de Alfa Romeo, Achat de télécoms Serbie, vente de Télécom Italie, des gens qui ont fournis des information quant a sa supposée appartenance au KGB, hélas, sont décédé de mort violentes et ne pouvaient plus être interrogé,dernier en date, en décembre 2006 a Londres Litvinenko ex agent du KGB, dautre sont emprisonnés « Mario Scaramella » avec des motif très discutables.
Je fais appel aux journaliste denquêtes de langue française et anglaise, pour quils se mettent au travail pour nous aider à avoir les réponses que depuis tant dannées nous attendons en vain. Seulement sur certains blogs Italiens vous trouverez quelques informations sur ces faits. Voire http://www.paologuzzanti.it du Sénateur Paolo Guzzanti
Voici par exemple une Lettre qui fut adressée a Romano Prodi sur un autre blog Italien, et qui na, bien sur, jamais reçu réponse, Prodi menace toujours de déposer plainte, mais ne le fait jamais.
Car, apparemment, il ne tient pas que cela soit tiré au clair, pourquoi ?
SVP Aidez nous a avoir la réponse. Davance grand merci.
DE DAGOSPIA
1 décembre 2005
Lettre à Romano Prodi
Cher Professeur, on me rapporte que la cour qui tentoure a pourvu à me signaler comme coupable d’intelligence avec l’ennemi” pour avoir interviewé le président de la commission Mitrokhin, Paolo Guzzanti, qui est retourné sur l’événement de la séance de spiritisme du 2 avril 1978 doù sortit le célèbre mot “Gradoli” à indiquer le lieu où Aldo Moro était tenu prisonnier.
Selon tes courtisans je serais doublement coupable, parce que je cacherais l’objectif de te mettre en difficulté avec des opérations de feu ami.
Je suis, en effet, un électeur déclaré du centre-gauche. Cependant, je veux pousser plus loin : je suis même un supporteur auto convaincu de l’idée du parti démocratique sur laquelle vous dépensé plus que aucun autre et je souhaite donc qu’il réussisse à vaincre les élections et substituer l’actuel gouvernement qui fait très mal à l’Italie. Cependant.
Cependant il y a une vérité sur laquelle linterviewe dhier transmise par « Nessuno Tv » la question et sur lequel la réponse annoncée, de porter plainte est plutôt faible. Guzzanti dit : “Nous avons découvert des vérités folles, lorsque j’ai questionné Prodi sur la séance de spiritisme a bafouillé. Prodi savait “. Le problème est que nous ne parlons ici pas des habitudes fastidieuses d’illutation sur Nomisma et sur la gestion de « Iri » « la Holding de lEtat Italien dont Prodi Etait le grand patron ».
Ici nous sommes dans la chair vivantes de l’histoire de la République, dans la blessure jamais cicatrisée, dans le sang qui retombe sur les fils.
Il faut un effort, forcer la vérité, parce que la vérité jamais comme dans cette histoire est décisive. Alors, nous reconstruisons l’événement. Le 2 avril 1978. 17 jours sont passés depuis lenlèvement de Aldo Moro dans la via Fani.
Vous vous retrouvez dans la maison d’Alberto Clo aux portes de Bologne.
Il y a un groupe de 17 personnes, 5 sont des enfants. Parmi les douze adultes, trois sont destinés à être des ministres : Romano Prodi, Mario Baldassarri et le même Alberto Clo. Cest Clo à proposer le jeu de la soucoupe : dessinées les lettres de l’alphabet, mettez le doigt dans la soucoupe, invoque les esprits d’Alcide De Gasperi et Luigi Sturzo, la soucoupe bouge sur les lettres et compose trois mots de sens accompli : Viterbo, Bolsena, Gradoli. Le frère de Clo trouve une carte routière et remarque que près de Viterbo il y a une localité appelée Gradoli.
Le 4 avril 1978 tu réfères l’événement aux collaborateurs du ministre de l’Intérieur, Francesco Cossiga. Qui envoie perquisitionner une “maison avec cave” parce que «l’ esprit savant » avait indiqué même ce détail. L’histoire nous raconte qu’il y à une via Gradoli ou il y avait la cache des Brigades Rouges. Votre réponse à Guzzanti qui dit : “Prodi savait” est de porter plainte. Je voudrais que cette réponse soit à trois questions explicites et même politically incorrect :
1. ) Se Furent des milieux de l’Autonomie ouvrier bolognese à faire arriver l’information aux petits esprits ?
2.) Si je fais le nom de Franco Piperno, cela ne te dit rien ?
3.) la soi-disant séance de spiritisme du 2 avril 1978 participa ou non Beniamino Andreatta.
S’il ne participa pas, fut il la personne qui conseilla l’attitude a tenir par rapport à l’information obtenue ?
Je serais heureux dobtenir les réponses à ces questions et votre version définitive des faits. Plus en général il me plairait de demander s’il vous avez eu l’impression que des forces extérieures aient décidé qu’Aldo Moro ne devait pas être sauvé, en préjugeant alors de la tenue et de l’équilibre de notre démocratie. Je crois que sur ceci il y ait un devoir d’ultérieure clarté vis-à-vis des citoyens et du Pays qui vous vous apprête, je l’espère, à gouverner.
Parce que ces citoyens, croyiez moi, à l’histoire de la séance de spiritisme ils ni croient vraiment pas.
Salutations Cordiales
Mario Adinolfi http://www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it
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18 agosto 2007 alle 02:01
I THINK IT’S TIME TO CLARIFY TO MR. GOLDFARB, AND WHOEVER WILL AGAIN BE ASKED ABOUT A DECLARATION QUOTED TO SCARAMELLA, THAT SCARAMELLA NEVER TOLD TO “THE INDENPENDENT” THAT LITVINENKO HAD CARRIED OUT A NUCLEAR SMUGGLING OPERATION OUT OF RUSSIA.
I have heard a recent interview to Mr. Goldfarb published on line on The Sole 24 Radio web site – June the 17th 2007:
http://www.radio24.ilsole24ore.com/fc cmd=art&artId=927944&chId=40&artType=Articolo&menu=arch&subSezId=11641&sezId=11641&anno=2007&mese=06
It seems that Mr. Goldfarb has not yet cleared his mind about this misquoting.
On november the 29th 2006 The Independent published the following article:
Litvinenko ’smuggled nuclear material’
(…) Alexander Litvinenko, the poisoned former Russian agent, told the Italian academic he met on the day he fell ill that he had organised the smuggling of nuclear material out of Russia for his security service employers (…)
http://news.independent.co.uk/uk/crime/article2023856.ece
The FOLLOWING DAY Mr. Scaramella told to the Associated Press that he had been misquoted as he had instead declared the following:
He (Litvinenko) wanted to see me because he knew about smuggling of nuclear material, but as far as I know he was NEVER involved in nuclear smuggling,?.
I must note that Mario Scaramella is the ONLY person involved in this very perplexed story that has never declared anything that has come out to be untrue or that has changed his version of the facts during the time.
Mr. Scaramella probably was citing the statements given by Mr. Litvinenko to the Ecpp on 2004 and published on the Italian newspaper “Il Roma”.
For this reason I think fit to translate a short passage of a long transcription of an Ecpp file in which Mr. Litvinenko is speaking of smuggling from Russia to Zurich.
http://85.43.177.181/archivio/2007/Gennaio/06/Roma/06-04pp.pdf
An Uranium case from Moscow to Zurich.
ECPP NTELLIGENCE PLATFORM DOCUMENTS SOVIETIC BLOC ITALY 0112 – 1 2004 AI SMUGGLING FOR FSB OF A NUCLEAR CASE FROM MOSCOW TO ZURICH DECLARATION OF LITVINENKO ALEXANDER, RUSSIAN CITIZEN, BRON ON THE 4\12\1962 IN VORONEZH (…). NAPLES 09/01/2004
«At the end of 1994 my official informer in Butirri prison called me (prisons are full of information) because there was a criminal of the mafia organization Solnzevskaia, Melnik Slava. I went to meet him and carried with me captain Khlebinkov. In prison we heard Melnik and he told us he had been charged for robbery but in point of fact the police had been payed to arrest him under push of the Chechen Solimanov Nikolay (..)
He told me that he had asked in prison to speak with FSB because his alibi was very serious but could not tell it to anybody. He told: “under FSB order I was carrying radiological material and I cannot speak about this in tribunal therefore please protect me othewise I will be compelled to speak about it sooner or later” (..) He told me that at the beginning of 1994, and also before, he was in contact with an FSB officer, a colonel, and that at the beginning of 1994 he arranged with him an appointment and asked him to carry nuclear material from Russia to Switzerland and leave it in Zurich, at the airport, in a car boot parked in the customs area of Laghershaine (..)
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18 agosto 2007 alle 06:27
Un piccolo Op:
Oggi su La Stampa
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200708articoli/24835girata.asp
Giorgio Cerruti
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18 agosto 2007 alle 08:26
Auguri Senatore, di FINALMANTE un giusto successo e ristoro a quanto ha dovuto sopportare e subire.
un grande in bocca al lupo, e
la speranza che -magistrati permettendo e senza intrusione della politica -
finalmente la verità esca alla luce del sole.
Ancora auguroni.
g.b.
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18 agosto 2007 alle 08:47
Ho provveduto ad un banale copia incolla del suo post sul mio blog.
Così almeno sono sicuro che quattro gatti in più lo possano leggere.
Un saluto.
Sempre al suo fianco.
VALEFORN
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18 agosto 2007 alle 10:31
This Is London rivela altri quattro siti in cui è stato rinvenuto PO-210:
Hey Jo, un bar di lap-dance; Dar Marra-kesh, un ristorante marocchino; la Mercedes della famiglia Litvinenko ed un Taxi di Lambeth, South London.
http://www.thisislondon.co.uk/news/article-23408780-details/Radioactive+poison+that+killed+Litvinenko+found+at+London+lap+dancing+bar/article.do
The Times aggiunge alcuni dettagli:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/crime/article2274474.ece
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18 agosto 2007 alle 11:34
Con un notevole ritardo linko un articolo apparso sul Telegraph.
Certo ne ha parlato anche la nostra stampa e la Procura di Bolzano ha chiarito che Prodi non è iscritto sul libro degli indagati, ma:
http://www.telegraph.co.uk/money/main.jhtml?xml=/money/2007/05/29/cnitaly29.xml
Traduzione:
«Gli italiani brontolano che è la Goldman Sachs a gestire il loro Paese, come i gesuiti governavano durante la Controriforma (sic).
Il premier Romano Prodi è un ex Goldman Sachs, così come il presidente della Banca Centrale Mario Draghi e il vice-capo del Tesoro Massimo Tononi.
Il prezzo di avere tanti amici a corte è che la celebre banca, inevitabilmente, viene implicata negli scandali finanziari che così spesso turbinano attorno alla classe politica italiana.
Dal mese scorso, Goldman Sachs è trascinata in uninchiesta per corruzione, che si allarga sempre più, riguardante la fusione Siemens-Italtel e risalente alla metà degli anni 90.
Lindagine è arrivata a lambire in modo imbarazzante Mister Prodi, che è stato nel libro-paga Goldman Sachs dal 1990 al 1993, e poi di nuovo nel 1997 dopo la sua prima prova come primo ministro.
Linchiesta è solo una delle varie indagini in corso in tutta Europa a proposito di una rete di conti neri, del valore di 400 milioni di euro, usati da Siemens per ungere le ruote.
Gli inquirenti di Bolzano sostengono di aver scoperto un pagamento di Siemens di 10 milioni di marchi tedeschi ad un conto Goldman Sachs a Francoforte nel luglio 1997.
Da qui, il denaro è rimbalzato più volte nel mondo, spedito da Londra e Tokio prima di tornare in Germania in forma di yen, secondo il giornale finanziario Il Sole.
Un funzionario di Goldman Sachs, interrogato allinizio del mese, ha detto che il pagamento di 10 milioni di marchi è stato fatto per una «terza parte sconosciuta».
La Guardia di Finanza ha perquisito la sede di Milano di Goldman Sachs a febbraio, dove ha sequestrato, fra altre carte, un dossier intitolato «M Tononi/memo-Prodi 02.doc»; ha anche messo le mani su una lettera spedita alla Siemens dallufficio francofortese di Goldman Sachs nel 1993, che esponeva un buon affare a riguardo di Italtel.
A quel tempo, Italtel veniva privatizzata dalla «holding company» italiana di Stato, IRI, che Prodi aveva guidato negli anni 80 e che sarebbe tornato a guidare ancora prima di diventare premier nel 1994.
La lettera diceva: la «conoscenza dellIRI e del suo management» da parte della Goldman Sachs «può essere di estrema importanza in una trattativa. Da marzo 1990 il nostro primo consulente in Italia è il professor Romano Prodi».
Si riferisce che Goldman Sachs si è poi assicurata il lavoro come consulente nella fusione Siemens-Italtel.
La banca ha rifiutato di commentare, sostenendo la confidenzialità della cosa.
«Rigettiamo ogni sospetto di improprietà delle nostre azioni e stiamo cooperando pienamente allinchiesta con le autorità», dichiara.
La procura di Bolzano dichiara che Prodi non è nel mirino dellinchiesta, anche se sta esaminando i compensi da lui ricevuti da Goldman Sachs.
Mister Prodi ha ricevuto 1,4 milioni di sterline tra il 1990 e il 1993 attraverso una società di Bologna chiamata «Analisi e Studi Economici», di cui è titolare insieme a sua moglie.
La segretaria della ditta ha poi detto al Daily Telegraph che molto di quel denaro veniva da Goldman Sachs.
Mister Prodi è perseguitato da accuse di aver svenduto patrimoni dello Stato ad amici e alleati politici.
Laffare più discusso è stato la vendita del gruppo alimentare Cirio-Bertolli-De Rica nellottobre 1993 alla Fi.Svi, una ditta-guscio.
Che immediatamente vendette il gruppo per 310 miliardi di lire (100 milioni di sterline) a Unilever, di cui Mister Prodi era stato consulente pagato fino a poche settimane prima.
Il Credito Italiano aveva valutato il gruppo tra i 600 e i 900 miliardi di lire.
Goldman Sachs era profondamente implicata in questa transazione.
Un memorandum dellufficio di Londra della banca, inviato alla Unilever a Milano in data 24 agosto 1993 e stampigliato «strictly confidential», discute laffare in lungo e in largo e suggerisce il coinvolgimento di Mister Prodi, cosa che questultimo ha sempre negato.
«La Fi.Svi chiamerà Prodi per avere il suo pieno appoggio nella discussione con Unilever», vi si legge.
Una procuratrice di Roma, Giuseppa Geremia, ne trasse la conclusione, nel novembre 1996, che cerano indizi sufficienti per incriminare Mister Prodi per conflitto dinteresse.
Ma a quel tempo lui era già primo ministro; liniziativa della magistrata suscitò una tempesta.
La signora Geremia ha detto al Telegraph che il suo ufficio fu «visitato» da ignoti.
Il caso fu chiuso nel giro di settimane dai suoi superiori, e lei fu esiliata in Sardegna.
Accuse di malversazione contro figure pubbliche devono essere prese con le molle in Italia, dove le lotte politiche vengono spesso decise per via giudiziaria penale.
«Goldman Sachs è trascinata in questa cosa da politici di destra che mirano a Prodi. E un processo fatto sui giornali», dice un osservatore.
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18 agosto 2007 alle 12:36
E da tempo che The commissar scoop? si occupa della vicenda Siemens.
Già nel 2002 dava notizia di una società chiamata Clearstream, con sede in Lussemburgo e denunciava un meccanismo di trasferimenti occulti di immense quantità di denaro e stock-options in tutto il mondo.
“The Commisar” spiegava così il funzionamento del servizio di Clearstream:
Le più importanti banche mondiali e corporazioni multinazionali hanno messo a punto un sistema per spostare segretamente trilioni di dollari, un sistema che può essere sfruttato da evasori fiscali, contrabbandieri di droga e terroristi.
Nel paradiso fiscale di Lussemburgo, unazienda poco nota chiamata Clearstream gestisce bilioni di dollari lanno in trasferimenti di stock e bond per le banche, per le compagnie dinvestimento e per le corporazioni multinazionali. MA un dirigente di questa clearinghouse? dichiara che Clearstream gestisce un sistema segreto di registrazione che consente ai propri clienti di non far rilevare il denaro che passa sui loro conti.
Clearstream ha un doppio sistema di registrazione dei conti dei propri clienti, con conti segreti, non registrati, che le banche e le grandi compagnie usano per effettuare i trasferimenti che non vogliono vengano elencati sugli scalari dei loro movimenti bancari ufficiali.
Sebbene Clearstream sia legalmente obbligata a lavorare con le istituzioni finanziarie, concede conti segreti anche alle multinazionali così che possano spostare stock e denaro senza venir rilevati dai controlli internazionali.
Clearstream ha mantenuto aperto per anni un conto intestato ad una nota banca criminale Russa fino a quando questa è fallita?, sucessivamente conti di Cearinghouse coprirono il trasferimento delle sue liquidità verso banche colombiane.
Clearstream opera con un programma informatico che cancella le tracce dei movimenti su richiesta dei propri clienti.
Clearstream è stata utilizzata anche per coprire dubbi traffici di armi tra le autorità francesi e le milizie taiwanesi.
In questo articolo del 15 agosto, “The Commissar” pubblica in esclusiva lelenco dei conti Clearstream intestati alla Siemens dal 1995 al 2000 e suggerisce agli inquirenti (quindi anche alla Procura di Bolzano) di seguire questa traccia.
Che sia la pista giusta?
http://thekomisarscoop.com/2007/08/15/siemens-has-a-13-billion-bribe-fund-did-it-move-payoffs-through-clearstream/
GUZZANTI
GRAZIE SIMONA. GENIALE>: QUESTO E I PRECEDENTI. ECCELLENTE LAVORO DI CUI IO APPROFITTO BASSAMENTE
GUZZ
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18 agosto 2007 alle 13:30
X CIRCOLO LIBERO
Grazie Vito della tua disponibilità e simpatia nellaccogliermi.
Ho visto che il laboratorio telematico, è comprensibile, al momento non è particolarmente attivo considerato il clima ferragostano.
Mi sento estendere la mia proposta GRUPPI DI LAVORO? a tutti gli Amici di RI, che ho illustrato più sopra e per la quale il SENATORE GUZZANTI, ha positivamente ha accolto .
I temi che ho offerto alla discussione sono solo una bozza?, liberi tu e tutti gli Amici di modificarla.
Dobbiamo partire concretamente al lavoro rimboccandoci le maniche?, meglio se riusciremo a sentirci via voce (cominciamo a scambiarci i numeri in privato alle nostre email, la mia: pietroluigicrasti@tin.it) integrando così i post del Blog di RI con un mezzo, come quello voce, sicuramente più veloce.
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18 agosto 2007 alle 13:48
Sempre su conflitto d’interesse, abuso d’ufficio e Goldman Sachs.
http://www.radioradicale.it/scheda/172485/corruzione-ad-alta-velocita-presentazione-del-libro-di-imposimato
Magistrato Imposimato (1999).
Conferenza di presentazione del libro “Corruzione ad alta velocità”.
File audio impressionante.
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18 agosto 2007 alle 14:01
Ricordo quanto abbiamo scritto qualche post fà io ed il Sen.Guzzanti, non perdiamo il filo di questi primi passi organizzativi; Vito del Circolo Libero e gli altri amici del laboratorio RI possono avere grande importanza in questa fase.
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12 Agosto 2007 alle 18:11
Senatore Guzzanti scrive:
GRUPPI DI LAVORO, SI.
FACCIA LEI IL PRIMO PASSO: PROVI A BUTTARE GIU I TEMI CONCRETI. POI VEDIAMO DI TROVARE UN ACCORDO FRA TUTTI SU QUESTO ELENCO. QUINDI OCCORRE CHE LA GENTE SI SCELGA IL SUO GRUPPO E COMINCI A LAVORARE.
Senatore accetto con entusiamo di fare io il primo passo? (La prego di darmi del tu?).
Ecco i 15 punti che mi sento di suggerire, naturalmente a Lei tutte le opportune integrazioni/correzioni ed altri Amici di R.I.
Ordinamento Giustizia
1) Agricoltura
2) Ambiente
3) Cristianità e Laicità
4) Eticità Politica/ Nuove norme
5) Fiscalità
6) Immigrazione
7) Lavoro e Formazione
9) Politica per la Famiglia
10) Rapporti Istria, Fiume, Dalmazia
11) Riforma Elettorale
12) Sanità
13) Scuola
14) Sprechi finanziari/ Enti inutili
15) Università
una volta conclusi gli scambi tra noi sui temi che definitivamente emergeranno, passeremo alla fase di iscrizione a ciascun gruppo di lavoro, inteso come impegno del singolo ad offrire le proprie idee, esperienze e..talenti che già sono qui emersi, nel senso che sopra ha espresso il Senatore Guzzanti.
Proporrei di aggiungere un 16° gruppo relativo alla rassegna stampa estera, per la quale già SIMONA stà svolgendo un lavoro egregio e cmq adatto a tutte quelle persone che hanno dimestichezza con le lingue estere.
Inoltre suggerisco di scambiarci i numeri telefonici in privato alle nostre email, la mia: pietroluigicrasti@tin.it, integrando così i post del Blog di RI con un mezzo, come quello voce, sicuramente più veloce
AVANTI TUTTA………….
GUZZANTI
GRAZIE CARISSIMO PETRO LUIGI CRASTI (HO ANCHE RICEVUTO LA SUA MAIL) E DAVVERO: AVANTI TUTTA. IO CREDO CHE SIA NECESSARIO ASPETTARE I PRIMI DI SETTEMBRE PER ESSERE A REGIME, MA INTANTO VORREI CHE TUTTI I VOLENTEROSI, ANZI I VOLONTARI, SI FACCESSERO AVANTI, RIPRENDENDO I VECCHI LAVORI E ACCOGLIENDO I NUOVI.
SONO D’ACCORDO CON TUTTO QUELLO CHE PROPONE CRASTI E VI PREGO DI METTERVI IN CONTATTO FRA DI VOI, COME PRIMO PASSO.
A PRESTISSIMO
GUZZ
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18 agosto 2007 alle 14:24
Caro Guzzanti,
sono di Castellaneta, il paese dove è avvenuta una strage ospedaliera: morirono 8 persone qualche mese fa perché avevano respirato azoto. Come, quasi contemporaneamente, accadde all’ospedale Scotte di Siena. Stessa azienda, pare, si era occupata dei tubi. Scrive l’Espresso di questa settimana in un articolo che si intitola “L’ospedale è una camera a gas” di un medico senese coraggioso, Eugenio Neri, che si sta intestardendo a scoprire la verità. Perché vede, caro Guzzanti (e non è solo per caso che scrivo sotto un articolo Mitrokin) in Italia è vietata l’eutanasia, è vietata l’eutanasia industriale, è vietato l’omicidio. Io credo che la storia della camera a gas, che pure nasce a Castellaneta, è roba più vecchia di quanto si crede, perché l’ospedale di Castellaneta risale a pochi anni fa, ma gli esperimenti coi tubi sono più vecchi. Io, che lavoro in una struttura, sempre a Castellaneta, che in origine doveva essere un asilo, mi sono accorto da anni che l’aria condizionata (di quelle centralizzate) hanno un comportamento… originale: talora si mette in moto se entra una bella ragazza o cose così. Non ci crede? Eppure gli otto morti dell’ospedale sono veri (sa che i medici continuano bellamente a lavorare, mentre un mio amico medico ex militare, mi diceva che è un’assurdità far morire otto persone senza accorgersene anche se con gravi patologie?). La cosa che mi fa molto irritare è che si sono scoperte irregolarità tali che l’arresto almeno di chi ha costruito l’ospedale dovrebbe essere cosa normale, come il licenziamento di qualche medico. Ma niente. Saluti.
GUZZANTI
CARO PANETTIERI, IO SE FOSSI IN LEI GIREREI QUESTA SUA LETTERA AL MAGISTRATO. SE CIO’ CHE LEI SCRIVE E’ VERO, SIAMO DI FRONTE A FATTI DI UNA GRAVITA’ STRAORDINARIA CHE RICHIEDONO L’INTERVENTO IMMEDIATO DELLE AUTORITA’.
MI FACCIA SAPERE
GUZZ
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18 agosto 2007 alle 15:32
Ben fatto signor senatore,
Travaglio è nato a Torino nel 1964, di giorno fa il giornalista e di notte scrive libri orrendi…il suo parto malriuscito ultimo:
Bananas.Un anno di cronache tragicomiche dallo stato semilibero di Berlusconia”.
Travaglio è talmente idiota, nelle sue ultime se la prende con il campione motociclista Valentino Rossi, sotto accusa per aver mentito al Fisco. E con quelli che lo difendono.
Questo giornalista è il solito mistificatore, per il caso Sophia Loren per motivi fiscali Sophia non potè mettere piede in Italia, le fu negata, scontò la sua pena…come qualunque cittadino.
Gli assassini in libertà dove li mettiamo?
ù
Dove è tutta la tua prosopopea?
Che squallore, se voglio piangere su Valentino Rossi, a te che cosa importa?
Ma vai a fregare il prossimo in un altro paese siamo stufi di gente che sputa nel piatto dove mangia e tu sei bello sazio, i sazi non credono ai digiuni.
Ciro
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18 agosto 2007 alle 16:07
Gentile Pietro Luigi Crasti
nella sua lista manca
la cenerentola di tutte le arti:
LA POESIA E TUTTE LE ARTI COSIDDETTE MINORI
Cari saluti
Ciro
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18 agosto 2007 alle 16:14
da la Repubblica
M
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Berlusconi: “Sciopero fiscale?
Con la Lega sempre sintonia”
Il leader della Cdl non prende le distanze dalla proposta lanciata da Bossi: “Con loro sempre accordo. Le decisioni le prenderemo insieme”. E sulle riforme istituzionali: “Nessun accordo con questa sinistra”
Maralaisicompiace con Berlusconi che inizia a mostrare il coraggio del leader, dove gli “alleati” dell’Udc senza alcun ritegno parlano di “follie”, di nuovo mettendo freno e bastoni tra le ruote. con il gelato allo jogurt di Buttiglione. Ho la sensazione che Cichito, Bondi e persino Silvio Berlusconi si siano accorti dell’esistenza e del carattere ponderatamente rivoluzionario(”Legione Guzzanti”) di questo blog e vi diano pure frequenti occhiate. Allora dico, “perchè ne consti”: a quando la riconta dei voti alla maggioranza, e la riconta dei vuoti dell’opposizione?
con i saluti
Maralai
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18 agosto 2007 alle 18:33
OT : alemno noi non dimentichiamo i nostri soldati in Afganistan.
Posto da Legno storto, thread dedicato “Dal fronte orientale nulla di nuovo”
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&id=331063&catid=3&limit=20&limitstart=140
AVIO news.
Cargo
18:19 – giovedì
Saima Avandero utilizzerebbe compagnie in black-list per il trasporto di materiali militari
Roma, Italia – Risulterebbe da una interrogazione parlamentare dell’onorevole Andrea Papini
(WAPA) – L’azienda italiana Saima Avandero SpA ha ricevuto nel maggio di quest’anno dal ministero della Difesa, una assegnazione provvisoria, nell’ambito di una gara pubblica, per il trasporto di materiali militari destinati ai contingenti italiani impegnati in missioni congiunte Isaf in Afghanistan.
L’onorevole Andrea Papini, del gruppo de L’Ulivo, ha presentato una interrogazione parlamentare nella quale si esprime preoccupazione per il fatto che la Saima Avandero, secondo quanto riportato nell’interrogazione stessa, starebbe utilizzando, per l’espletamento del servizio richiesto e per mantenere i costi al minimo, aerei di compagnie aeree bandite dai cieli europei, in virtù della “Black-list” che individua i vettori non affidabili in termini soprattutto di manutenzione dei rispettivi velivoli, proibendo quindi a detti vettori l’ingresso nei cieli europei.
Dalla circostanziata interrogazione parlamentare, e come anche riportato dalla stampa nazionale, emerge che la scelta operata da Saima Avandero di utilizzare alcuni vettori, fra cui Click Airways della repubblica del Kirghizistan, avrebbe provocato, per problemi nella reperibilità degli aerei IL-76 di fabbricazione ex-sovietica, la cancellazione di numerosi voli, soprattutto nella tratta fra Herat e Kabul, scalo quest’ultimo nel quale si sono quindi ammassate molte tonnellate di materiali e di mezzi di trasporto che sarebbero invece essere nella disponibilità dei nostri militari operanti in Afghanistan, territorio in quel periodo particolarmente colpito da attentati contro le truppe straniere dell’Isaf.
Sempre secondo l’interrogazione, il ministero della Difesa, per velocizzare il trasporto dei materiali nella tratta Dubai-Kabul-Dubai verso il contingente italiano, ha richiesto alla Saima Avandero di operare i voli relativi con l’Antonov AN-124, il più grande aereo da trasporto del mondo, il che avrebbe sicuramente consentito ai rifornimenti necessari di giungere ai nostri militari in maggiori quantità, ma che la stessa azienda incaricata abbia disatteso le richieste del ministero, utilizzando i molto più piccoli Ilyushin IL-76 e suddividendo il percorso in più tratte.
AVIONEWS ha riportato l’interrogazione nel suo testo integrale. (Avionews)
(0100) 070809181930-1078043 (World Aeronautical Press Agency – 09-Ago-2007 18:19)
But as has been pointed out by Robert Spencer, Nuking Mecca could also be seen by Islamists as a weak action and could serve to unify Muslims and increase Jihad. But this is only true if not done properly and the city is left salvageable within a few years. Once devoted Muslims carry out their next major strike on America, the Mecca plan should be carried out without hesitation or warning. No Hiroshima class atomic wimp-weapon will do, only the 1,000 times more powerful hydrogen fusion device will work for this important job. To be done correctly, a grid of 9 of our most powerful Hydrogen bombs (3×3, every 12 miles, the black stone at the center) are set off at the surface to be as dirty as possible, rendering the entire region uninhabitable for the next few decades. The strike is then repeated every 5 years or so if any kind of clean-up is attempted. Medina needs one too, to prevent Arabs from declaring the transference of the holy site to the secondary location, but Mecca needs to be thoroughly glassified.
http://www.faithfreedom.org/oped/VernonRichards50806.htm
E questo lo sfogo di due nostri militari in missione di pace in Afganistan
Battistad: Solo per un ciao ambrarosa, oppure per vedere se gli Italiani si ricordano ancora di noi? Ti assicuro che quello che abbiamo subito negli ultimi giorni, non è nulla dai sussurri che vengono dalle alte sfere!
Ci sentiamo abbandonati, solamente una piccola minoranza si accorge di noi. Pensa che sta serpeggiando la sensazione che ci debbano scappare moti morti per risvegliare l’interesse degli Italiani. Non vorrei che qualche generale decida che la misuria sia colma…E agire.
Dagoberto: Sono così stanco che non riesco a pensare chiaramente. Meglio in questi giorni ne ho viste troppe, meglio staccare… troppo sangue, troppo… una testa di bambina che sorride… ma le sue labbra sono state bruciate da un…. coglione stanco di vivere… che cazzo, vorrei avere tra le mani i capi di questi poveri mentecatti…vorrei pigliare a pedate nel culo i coglioni arcobalenizzati… Su deficienti sbandierate con la Kefiah!! cazzo come vi vorrei tra le mie mani, ma non vi farei nulla… basterebbe solo andare a spigolare… questo è un dito, questo no , una gamba… un torso umano, cazzo non aveva ancora digerito…
Luciano Baroni e Bad Wolf conoscono bene, e Bad Wolf ha postato l’articolo sulla bomba atomica.
Se qualcuno avesse tempo di dare un’occhiata e postare qualche frase per i soldati farebbe cosa a loro molto gradita.
Maria
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18 agosto 2007 alle 20:16
Quanti danni hanno fatto quei pochi voti rubati…
http://www.loccidentale.it/node/5431
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18 agosto 2007 alle 22:55
A proposito di brogli elettorali e, quindi, di riconta posto un articolo, un po’ lunghetto.
Tutto quello che avreste voluto sapere sui brogli elettorali all’estero
Politica – ven 17 ago
di Rodolfo Casedei
Tratto da l’Occidentale il 16 agosto 2007
Da quando la denuncia di brogli nel voto degli italiani all’estero nelle elezioni del 2006 è arrivata da Repubblica, tutti hanno messo i titoli in prima pagina, ci hanno aperto i telegiornali e il presidente della Camera ha pure invitato il governo a intervenire! Quando nell’aprile-maggio dell’anno scorso le stesse malefatte, e molte altre ancora, le denunciava il settimanale Tempi, in un’inchiesta a puntate curata dal sottoscritto, praticamente nessuno se ne faceva un baffo.
Sì, perché di schede incettate, di voti espropriati a centinaia, di video incriminanti e delle prodezze dei signori Fedi e Randazzo (i due protagonisti del video che è stato trasmesso su http://www.repubblica.it) Tempi ha scritto in lungo e in largo già quindici mesi fa, fra l’aprile e il maggio del 2006.
Nell’inchiesta c’erano già Marco Fedi e Nino Randazzo, candidati alla Camera e al Senato per l’ Unione in Oceania?, che diffondevano propaganda elettorale con la propria candidatura usando buste con la scritta materiale elettorale in arrivo dal consolato non gettare questa busta?. C’erano le schede elettorali rastrellate da squadre di militanti che entravano nelle case facendosi passare per pubblici ufficiali o che semplicemente le rubavano dalle buchette delle lettere, dai patronati che si incaricavano di votare al posto degli elettori che erano loro utenti, da gente che andava a comprarle? nei bar frequentati dagli italiani (è possibile persino stendere un tariffario? col prezzo delle schede nei vari paesi, in euro, franchi svizzeri e dollari). C’era la storia di un video, come quello australiano, ma proveniente dal Belgio, trasmesso addirittura da Striscia la notizia?, ma passato sotto silenzio persino quando il sottoscritto aveva scovato e convinto a rivelarsi il suo anonimo autore. Nel video si vedevano centinaia di buste di quelle che contenevano i bollettini di voto, con le diciture consolari, gettate per terra in uno stanzone insieme a certificati elettorali privi del tagliando per il voto: la prova che qualcuno aveva sottratto agli elettori o per lo meno rastrellato illegalmente le schede per poterle votare con comodo. La voce fuori campo dell’autore attribuiva la responsabilità dell’operazione a simpatizzanti dell’Unione. Avevamo individuato l’autore del video e, grazie alla gentile e indispensabile collaborazione degli europarlamentari Mario Mauro e Andrea Tajani, realizzato una conferenza stampa presso il Parlamento europeo a Bruxelles dove rivelavamo le sue generalità alla stampa italiana e internazionale: si trattava di un residente italiano di Charleroi di nome Sebastiano Scandereberg, militante della Lista Tremaglia. Alla conferenza stampa erano presenti giornalisti e corrispondenti di Ansa, Ap-com, Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole24Ore, l’Unità, Rai1. I telegiornali nazionali di Belgio e Lussemburgo diedero la notizia in prima serata, completando i servizi con un’intervista a Sebastiano Scandereberg (che veniva definito militante fascista?). La stampa e le tv italiane non dedicarono una riga o un secondo di trasmissione alla denuncia. Alla conferenza stampa Lorenzo Consoli di Ap-com disse: la prima volta che vedo il video; visto così non mi sembra che dimostri un granché. Non dimostra che quelle siano schede votate, ci vuole qualche cosa di più per dare l’evidenza che quelli sono voti che sono stati raccolti e non dati personalmente?. Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera rincarò la dose: Ci avevate promesso delle evidenze che avrebbero mostrato che il risultato elettorale era stato ribaltato: non mi pare che questa evidenza ci sia; non si capisce da che parte siano venute le irregolarità: plichi non consegnati, tagliandi mutilati, buste sottratte dalle caselle postali, squadre di persone. Qui si parla di partiti, probabilmente tutti i partiti, quindi la lezione da trarre da questa pagina piuttosto grottesca che si è rivelata l’elezione degli italiani all’estero è che il governo l’ha gestita in maniera catastrofica. Essendo malizioso potrei chiedere se questa conferenza sarebbe stata fatta se il risultato elettorale fosse stato opposto?. Stesso delizioso cinismo da parte del collega Enrico Brivio del Sole24Ore: I più maliziosi potrebbero pensare che siccome si credeva che il voto degli italiani all’estero fosse fondamentalmente di centrodestra (contrariamente a quanto poi si è visto), c’è stata anche la volontà di non fare grandi controlli per facilitarlo?.
Eppure la testimonianza di Sebastiano Scandereberg non era l’unica che avevo raccolto. Decine di persone, nessuna anonima ma tutte con nome e cognome e facilmente individuabili, avevano accettato di denunciare apertamente brogli, abusi e irregolarità. Qui posso riproporre alcune voci. Filippo Calzetta, immigrato siciliano a Bruxelles: Te lo giuro, mio fratello è uscito la mattina e ha visto che nella buca delle lettere cera il plico elettorale spedito dal consolato. tornato a casa alle 16. 30 e la busta non cera più! La stessa cosa è successa a una signora italiana che abita nella sua via: ha visto il plico mentre usciva di casa, quando è tornata non cera più. Chi è stato? Sono quelli dellUnione! Queste cose le fanno loro. Sono gli stessi che vanno in giro per le case a dire alla povera gente: Siamo quelli dellorganizzazione elettorale, date a noi le buste: ci pensiamo noi. E questi li conosciamo uno per uno, sappiamo con chi stanno. Ma la gente non ha il coraggio di denunciare queste cose: hanno paura?.
Rosario Cambiano, residente a Colonia, candidato di Forza Italia alla Camera per la Ripartizione Europa: Se lei venisse nei bar italiani si renderebbe conto di persona. Ci sono tre, quattro clan che chiedono alla gente le buste elettorali, e sono tutti di centrosinistra. Dicono: Ti serve la busta che ti è arrivata dal consolato? E dammela, dai, che ti offro un caffè. Ne racimolano non so quante e poi il voto ce lo scrivono loro stessi. Lhanno chiesta pure a me! Ah, lei è candidato? Mi scusi tanto?.
Stefano Natile, un italiano residente a Bruxelles afferma di aver assistito al passaggio di mano di pacchetti di schede in un bar cittadino frequentato quasi esclusivamente dagli italiani. Cè una persona qui, un siciliano vecchio tipo, che viene contattato ogni qual volta cè una campagna elettorale, perché è uno di quelli che fanno campagna per portare voti. Gli danno i soldi per le spese e lui si attiva. Una sera ero in un certo bar a giocare a ramino quando è entrata questa persona. andato dietro al bancone e lì il barista gli ha consegnato qualcosa. Gli amici mi hanno detto: vedi, stanno raccogliendo le schede elettorali; adesso sono arrivati a dare 8 euro per ogni scheda. Gli italiani che se ne fregano della politica, con 8 euro o con un caffè si sono venduti le schede. In unaltra occasione, ho sentito quella persona che diceva ai suoi ragazzi: Fate volantinaggio presso tutte queste famiglie italiane, e se nelle buchette trovate il plico, si può prendere?.
Carlo Erio, residente a Grenoble, candidato di Forza Italia per la Ripartizione Europa, che ci disse: I Patronati per gli italiani in Francia e Svizzera francofona stanno facendo votare in massa per lUnione. Hanno una mailing list di persone che sono passate dai loro uffici e mandano loro lettere dove cè scritto grosso modo: ci sono le elezioni, ci avete concesso la vostra fiducia per la domanda per la pensione, per il pagamento dellIci, ecc. Siamo a vostra disposizione anche per aiutarvi a votare. Poi ci sono quelli che usufruiscono spesso dei servizi del Patronato, per lo più persone anziane; chiamano gli uffici per varie ragioni, di solito in questo periodo per essere aiutati a compilare la dichiarazione dei redditi. Gli rispondono: venite qui, portate tutto, anche la busta che è arrivata dal consolato. Facciamo noi. Si fanno consegnare il plico elettorale in bianco e fanno loro?.
Giorgio Marchi, militante dellUdc a Toronto, ci raccontò per telefono: LUnione sta passando casa per casa, generalmente squadre di dieci, dodici persone entrano nelle case di questi poveri votanti confusi, dietro la maschera di un ente formale. Dicono: Avete ricevuto la busta dal consolato? Vi assistiamo a compilarla. La votano lì, se la pigliano e la portano in posta. Lo sappiamo perché sono andati da gente nostra che non conoscevano. Abbiamo le prove, li stiamo facendo venire in ufficio a rendere testimonianza davanti ad un avvocato e ad un magistrato?.
In Belgio Salvatore Albelice di Forza Italia durante la campagna elettorale ha diffuso fra gli italiani la seguente lettera-volantino: Veniamo a conoscenza che alcune persone si spacciano per sedicenti impiegati del consolato e vogliono costringervi con scuse varie a consegnare le vostre buste. Vogliono togliere a voi il vostro diritto di voto e votare al vostro posto per qualche partito legato ai patronati. Vi fanno anche ricatti morali, ricordandovi che si sono dati da fare per farvi avere la pensione o che vi hanno fatto qualche altro favore. Ricordatevi che non sono loro che vi danno la pensione, ma lo Stato italiano. Ed è un vostro diritto avere la pensione, non un loro favore. Quando vengono, denunciateli?.
Materiale pubblicitario collocato allinterno dei plichi elettorali è stato segnalato a Cartagena (Colombia), a Manchester, a Losanna dalla signora Maria Elena Amodio King. In questultimo caso leuroparlamentare Alfredo Antoniozzi di Forza Italia ha fatto uninterrogazione al Parlamento europeo. Ho chiesto spiegazioni allambasciata italiana in Svizzera?, ci ha detto Antoniozzi, e mi hanno risposto che dei loro impiegati sono sicuri, quel che è successo deve essere successo presso gli spedizionieri a cui linvio dei plichi era stato appaltato?. E infatti in Svizzera tutta la partita del voto italiano allestero è stata appaltata, tranne che a Ginevra, allimpresa di un immigrato italiano simpatizzante di sinistra: la OSS di Bruno Savino. Ha pensato a tutto lui, dalla stampa alla spedizione del materiale. Nella Svizzera non francofona è accaduto uno strano fenomeno: dappertutto la propaganda elettorale dellUnione è arrivata nelle case lo stesso giorno in cui arrivavano i plichi per il voto. Altro strano fenomeno svizzero è la presunta scomparsa di migliaia di preferenze, denunciata dal candidato dellUdc Emiddio Bulla con un esposto ai carabinieri di Como e un altro alla Corte dAppello di Roma. In pratica, Bulla si è autodenunciato. Oltre a denunciare una serie di truffe del tipo di quelle sopra descritte, infatti, il candidato dellUdc ha dichiarato di aver controllato di persona i voti che gli venivano dati: A Basilea ho visto con i miei occhi e contato 1. 300 elettori che hanno votato Udc scrivendo il mio nome come preferenza, ma allo spoglio mi sono ritrovato con 340 voti di lista in tutto su Basilea! I nostri attivisti andavano a far votare parenti, amici ecc. E questi votavano apertamente davanti a te senza problemi. Ero sicuro di avere 30 mila preferenze soltanto in Svizzera, e invece alla fine me ne sono ritrovate 1. 700 su tutta lEuropa!?
Questa denuncia-autodenuncia apre il capitolo, ancora tutto da approfondire, delle condizioni in cui si è svolto lo scrutinio dei voti provenienti dallestero a Castelnuovo di Porto. Abbiamo finora testimonianze di voti doppi? (la stessa persona che ha votato due volte, la prima col certificato originale di cui aveva denunciato lo smarrimento insieme a tutto il plico, e la seconda col duplicato che gli era stato dato in sostituzione del primo), di decine di preferenze scritte dalla stessa mano (la prova che le schede sono state raccolte e votate dalla stessa persona), di preferenze annullate per lignoranza degli scrutatori (che non sapevano che in Europa se ne potevano dare due). Oggi siamo in grado di aggiungere un altro tassello alla nostra inchiesta di un anno fa e di dimostrare che lo stesso scrutinio dei voti degli italiani all’estero a Castelnuovo di Porto è stato gravemente irregolare. Stavolta non si tratta di denunce verbali da parte di scrutatori o rappresentanti di lista, ma di ammissioni contenute in un documento ufficiale: un verbale dell’Ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso la Corte di Appello di Roma. In questo verbale (riprodotto nella pagina a fianco) presidente, segretario e componenti dell’Ufficio ammettono di aver ritoccato i dati di alcuni seggi della circoscrizione Estero (18 della Camera e 6 del Senato) che presentavano errori di aggregazione dei dati di lista e di preferenza?. Che tipo di errori? Dallo scrutinio risultavano voti di preferenza ai candidati superiori al numero di voti ricevuti complessivamente dalla lista. Immaginate un verbale dove, per esempio, l’Unione ha 1. 000 voti ma due suoi candidati sommati insieme hanno 1. 800 voti. chiaro che c’è un errore, o addirittura un broglio. Che cosa ha fatto allora l’Ufficio centrale? Secondo i suoi componenti, la legge non permetteva loro di rifare lo scrutinio del seggio scheda per scheda. Allora si è proceduto a rettificare il voto di lista in modo da ottenere un risultato minimo accettabile. Esempio: voti di lista 5 e voti complessivi di preferenza per quella lista 20; se relativi a Ripartizione che consentiva una sola preferenza si è rettificato l’errore sostituendo il voto di lista con il numero delle preferenze nell’esempio 20?. Capito? La Corte di Cassazione di Roma ha taroccato i risultati di alcuni seggi, aumentando i voti di lista per farli coincidere con le preferenze attribuite ai candidati! Anziché denunciare scrutatori e presidenti di seggio incapaci o truffaldini, ha deliberato e attuato una sorta di sanatoria.
La cosa è tanto più inquietante quando si considera che molti candidati mancati vincitori per un soffio sostengono di essere stati truffati nel computo delle preferenze. Il caso più noto è quello di Mirella Giai, candidata Ds in Argentina, che era stata già proclamata eletta e alla quale un presunto riconteggio delle preferenze ha tolto il seggio a vantaggio dellindipendente Edoardo Pollastri, vicino alla Margherita. La Giai è convinta che il risultato sia stato ritoccato perché fra gli eletti i diessini erano troppi e accordi all’interno dell’Unione avrebbero portato a modificare il risultato. Una ripresa del documentario Hermanos de Italia? del canale satellitare Cult, che documenta un dialogo drammatico fra la candidata defraudata e il viceresponsabile italiani nel mondo dei Ds, Norberto Lombardi, avvalora il sospetto.
Succederà qualcosa ora? Non ci spereremmo troppo. L’esperienza ci ha insegnato ad essere pessimisti. Dopo la conferenza stampa di Bruxelles avevamo pensato che la grande stampa si sarebbe tuffata sull’inchiesta. Così non fu. In Italia i giornali rispondono a logiche che poco hanno a che fare con la deontologia giornalistica e molto con interessi ed equilibri di potere. Noi, comunque, continuiamo a predicare nel deserto. Alla fine ebbe ragione Giovanni Battista, non chi lo prendeva in giro e nemmeno chi lo decapitò.
http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=-1&CodArt=14966
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19 agosto 2007 alle 00:22
Onofrio Panettieri , lei coraggiosamente ha fatto una esplicita denuncia su fatti di gravità eccezionali, se non di allarme sociale. L’ha fatto in un blog quindi l’ha di fatto resa di pubblico dominio tramite stampa. Ora può accadere che chi di dovere acquisisca questo suo scritto e lei venga chiamato a dare risposte di merito in qualità di persona informata dei fatti. Ossia, grazie al suo scritto può partire un’indagine penale. Le chiedo molto amichevolmente: ha valutato bene le sue dichiarazioni? O meglio; sono fatti acclarati, documentabili e riscontrabili quelli denunciati?
mn
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19 agosto 2007 alle 13:49
da La Repubblica
M
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Veltroni: “Lo sciopero fiscale
sarebbe la fine dell’Italia”
Ma Berlusconi apre alla Lega
Il candidato leader del Pd: “Iniziativa ridicola, rispettare regole e legalità”. Poi attacca Caruso. Il Cavaliere su Bossi: “Con loro sempre accordo. Nessun dialogo con la sinistra”. Il Senatur: “Dieci milioni di lombardi pronti alla protesta”.
Maralaielafine dell’Italia teorizzata(se non terrorizzata) dal fine Veltroni. Non si può dargli torto; con la differenza che sarebbe davvero la fine dell’Italia, ma dell’Italia predona; la fine della sanguisuga Italia cui il concorrente alla segreteria del costituendo PD(che i sondaggi lo danno soccombente alla Rosy Bindi) politicamente parlando appartiene. Bossi argomenta il senso della proposta-protesta e sa di interpretare un disagio, un sentimento assai diffuso tra i cittadini vessati da una pressione fiscale smisurata e senza precedenti. Ma chi è dalla parte sbagliata è Veltroni con il sostegno del radicale Cappato; perchè se lo Stato vessa il popolo con la morsa fiscale , quel popolo si ribella e protesta. Il regime fiscale dev’essere equo, ponderato, misurato e non sproporzinato senza esasperare il cittadino contribuente. La realtà sta ad indicare che questo regime dispotico e indisponente, con l’esercito più numeroso di ministri e sottosegretari del pianeta democratico, cui concretamente hanno concorso Cappato e il duo disastro sul piano politico Pannella&Bonino a costruire, non è contrario alla sacrosanta protesta, ma intollerante alla protesta civile in quanto tale. E sentire i radicali che negano il diritto alla protesta se non alla disobbedienza fiscale, fa capire che questa maggioranza che sgoverna il Paese non ha più nulla non solo da dare, ma persino da dire.
Maralai
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19 agosto 2007 alle 16:51
Vi segnalo cari amici il sito del gentilissimo senatore Lucio Malan
http://www.luciomalan.it
Il senatore in merito al Rave di Baudenasca ha dichiarato che ci sono prove di reati e responsabilità politiche.
PD: per il senatore Malan, il partito democratico è già sedicente, il partito non è ancora nato, il democratico è già morto: Sentite Condoglianze.
PACS: non solo etica, i costi della reversibilità della pensione:
studio orientativo 2007-2026.
Il 18 Maggio il senatore Lucio Malan ha rilasciato un-intervista a “Il Meridiano”: pasticci sui voti all-estero:
impressioni:persone inesperte a gestire il tutto;
Massimo Romagnoli ha offerto le sue dimissioni per protesta avvalando le ipotesi del broglio elettorale..
broglio elettorale…
….PER DOLO O PER COLPA?
Mi ha colpito molto la lettura teatrale sul comunismo internazionale ed i suoi sostenitori in Italia; testo di Lucio Malan, versione teatrale quaranta minuti, atto unico:
i primi due punti agghiaccianti:
Marx:Il comunismo ha inizio quando ha inizio l-ateismo;
Lenin: la verità è ciò che conviene al partito.
Ultimo punto: falce e martello che hanno generalmente rappresentato contrarietà a tutto ciò che ha fatto progredire l-Italia:
il piano Marshall;
economia di mercato;
la Nato;
la Comunità Europea;
e quel che è molto più grave, solidarietà e reciproco appoggio con i responsabili di milioni di morti, della soppressione, della libertà in decine di paesi e di infinite brutalità!
Se il senatore Lucio Malan è consenziente mi piacerebbe allestire da questo suo testo un progetto teatrale.
Ciro
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19 agosto 2007 alle 23:37
Lo sciopero fiscale farà ridere il mondo, ha detto Walter Veltroni. Ma è diventato sordo in questi ultimi mesi?
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19 agosto 2007 alle 23:44
1. maria v scrive:
18 Agosto 2007 alle 22:55
A proposito di brogli elettorali e, quindi, di riconta posto un articolo, un po lunghetto.
Tutto quello che avreste voluto sapere sui brogli elettorali allestero
Politica – ven 17 ago
di Rodolfo Casedei
Tratto da lOccidentale il 16 agosto 2007
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Come ho già havuto loccasione di scrivere su questo blog, anchio ho conoscenza di fatti concreti di brogli.
Quando, la sera dellelezzione, senza attendere che i risultati dei voti degli italiani allestero fossero conosciuti, i grandi capi della sinistra scesero in piazza, annunciando che la loro parte haveva vinto, cio significava già che essi erano sicura che allestero non potevano perdere. E perche dunque? Perche le cose, evidentemente, erano organizzate a tavolino, con metodo, in modo, diciamo industriale. E altresi evidente che questo fatto implica propio i vertici della sinistra. Che non si tratta di casi occasionali. Ma di un sistema, studiato e messo in pratica nei minimi particolari. Normalmente, in un paese serio,con tutto cio che è venuto a galla la giustizia dovrebbe avere preso tutte le disposizzioni per la riconta e per annullare il voto. Ma noi non siamo in un paese serio, e la giustizia, più che una garanzia per il popolo, sembra in tantissimi casi profilarsi sempre piu, non come il ricorso, ma come il pericolo.
Che valgono le leggi votate da un governo che non è legittimo, visto che la sua elezzione riposa sulla frode, sui brogli? Qui, se non erro ci sono fior di giuristi, una risposta in merito sarebbe per me, ed immagino non solo per me, cosa gradita.
Evidentemente per pretendere che cè stata frode occorre la prova della riconta, e la riconta non verra fatta perche, loro ancora una volta sono sicuri del fatto loro.
Cioé prima erano sicuri della loro vittoria allestero, anche prima di contare i voti, adesso per la stessa ragione sanno che non hanno nessun interesse a ricontare i voti e a verificare le schede e non lo fanno.
E allora cosa dobbiamo fare? Cosa possiamo fare? Continuare a lamentarsi non è la sola soluzzione.
Ai risultati gènerati da una organizzazzione, rispondiamo con unaltra organizzazzione.
Oggi esiste internet, oggi esistoni i Blog, oggi è molto più difficile imbavagliare tutti.
I voti che vogliamo verificare sono i voti degli Italiani allestero, cioè di una categoria di persone, che in generale è molto meno sensibile alle pressioni, che se fosse in Italia.
Una categoria di persone, che dovrebbe avere pochi problemi a dichiarare il propio voto.
Allora, sempre in virtu del Agi non loqui? propongo di creare unorganizzazzione internazionale per raccogliere il voto di tutti coloro che hanno votato.
Ma questa volta, votiamo in chiaro, spontaneamente, dichiariamo con tanto di nome, cognome e indirizzo, per chi abbiamo votato. Questi voti ufficiali li registriamo su questo blog, e ne teniamo il conto, citta per citta, nazione per nazione, partito per partito.
E poi tiriamo le somme.
Si tratto di unimmenso movimento da organizzare, mobilitando tutte le forze possibili e immeginabili, per chiedere ai nostri connazionali di dichiarare ufficialmente qualè era il loro voto. Complicato. No signori, non è complicato.
E semplicemente come tutte le imprese, prima bisogna crederci e poi mettersi in movimento.
Sotto ragazzi, possono rifiutarci la riconta, possono tenere sotto chiave le schede, possono addirittura fare in modo che spariscano, ma non possono mettere sotto chiave milioni ditaliani sparsi per il Mondo.
Anche le autorita consolari allestero hanno interesse a darci una mano, perche quello che è successo non fa loro onore, e qui porgiamo loro loccasione di un riabilitazzione.
Mi direte, si tutto questo lavoro per ottenere cosa? In ogni modo il risultato di questa grande mobilitazzione e verifica non avrebbe nessun valore legale.
Ne siete propio sicuri?
Oppure la sola via per poter dichiare cio, è propio la riconta?
Cioè, debbono venire con il risultato della riconta, per dimostrare che le nostre cifre non sono esatte.
In ogni modo, in un modo come nell’altro si ritorna al voto.
Ma questa volta, se ritorniamo al voto, ci ritorniamo con elettori che già hanno accettato di votare in chiaro, che sono super sensibilizzati, che possono benissimo esigere di rivotare in chiaro, per la semplice ragione che neanche gli asini ricadono due volte sullo stesso ostacolo.
Noi abbiamo bisogno di svegliare lopinione pubblica addormentata dalle filastrocche dei nostri media, se mettiamo in moto un simile movimento, sono i media di tutto il mondo che si renderanno conto che in Italia cè cualcosa che non funziona. Prodi e compagni non havranno più tutto in mano, tutto sotto controllo.
Per fare una cosa simile non credo che occorra la benedizzione dei partiti, forse è addirittura meglio se i partiti non ci sono di mezzo, solo dei cittadini a titolo personale in nome della verita, per ristabilire la democrazia.
Allora la facciamo la sorpresina a Prodi e compagni, per rispedirli alla campagna?
Questa è rivoluzzione , con carta e matita, andiamo di porta in porta, di quartiere in quartiere, dalle falde del Kilimangiaro,fino in fondo al sud Africa, ovunque la dove si trova un Italiano allestero, invitiamo tutti coloro che votarono a farsi conoscere e a partecipare, e giorno dopo giorno, la lista sul nostro blog si fara piu lunga e la speranza di vita del governo più corta.
Nella speranza di ricevere il vostro concorso.
Vostro Pinco Pallino
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20 agosto 2007 alle 08:39
Due articoli del “La Stampa”
” I Circoli della libertà si trasformeranno molto presto in partito”
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200708articoli/24893girata.asp
…e a seguire “”Così ci prendiamo i delusi da Prodi” Guzzanti: sto scrivendo il programma”. (E’ chiamato “rivoluzione Liberale”, ma in questo articolo si parla del blog del Senatore Paolo Guzzanti)
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200708articoli/24894girata.asp
Giorgio Cerruti
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20 agosto 2007 alle 08:57
Gli articoli del “La Stampa” del mio prcedente post fanno seguito ad un’altro articolo comparso ieri, sempre sullo stesso giornale, in cui si annuncia che Berlusconi sia in procinto di dare il via al Partito della Libertà
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200708articoli/24870girata.asp
Giorgio Cerruti
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20 agosto 2007 alle 10:39
O PARL? SPR?ZETO (esplicito)
Benissimo! Tommaso Padoa Schioppa commenta, da par suo, leditoriale di ieri di Eugenio Scalfari: I meriti del ministro ultimo in classifica?.
Sempre benissimo! Lo fa senza peli sulla lingua. Però non esageriamo, non scopriamo nulla del non già detto: se non è zuppa è pan bagnato.
Lottimo economista TPS è da qualche tempo (15 mesi) che ci ha resi guardinghi sui TESORETTI? che lui stesso ha raggranellato per rimpinguare le scarselle dei contribuenti non cinici evasori alla Rossi o alla Bianchi vessati dal fisco iniquo ed esoso.
Ma non cè rimedio, la casse dello Stato sono state svuotate da quei bucanieri (tremontiani?) che lo hanno preceduto e simpone, coscientemente, uneconomia fino allosso: Quintino Sella docet.
Non vorremmo, tuttavia, che parole soverchie venissero arzigogolate per mascherare landazzo dissipatore che da decenni caratterizza la vita della nostra classe politica (La Casta? di G.A. Stella). E vorremmo, invece, che i miliardi recuperati dalla grande rapina fossero tutti investiti in quelle opere necessarie allo sviluppo della nostra società. Uno sproposito?
Si sa, non è facile, certe usanze quando sono penetrate nelluso abitudinario assumono i caratteri del diritto e, democraticamente parlando, qualcuno potrebbe addirittura invocare i diritti quesiti?.
Qua sta la bravura del nostro Quintino Sella?, qui si parrà la sua nobilitate. Non è spremendo altro sangue dalle carote? che i conti dello Stato perderanno il rosso dantan, né deplorando il dollaro che leconomia europea potrà risollevarsi.
Il benessere è patologia? ambita da tutti i popoli della terra e ciascun popolo conserva il proprio egoismo produttivo (questo è il liberismo) precisamente per consentire alla propria industria di superare la concorrenza produttiva dellantagonista. Pretendere che i consumi di una parte si riducano a vantaggio dellaltra parte (sarebbe statalismo), è pura utopia, degna di una fantasia filosofica già letta qualche secolo fa.
Una casa che si rispetta (uno Stato che si rispetti), ha come principio basilare della sua rispettabilità la NORMA DELLA CASA?. Appunto! (Oikonomìa, dal greco oikos casa? e nomia norma?).
Non sembra che un fardello debitorio di 1500 miliardi di euro possa conferire dignità a questo Stato dissipatore; meno che mai a governanti che ciacolano di buoni propositi quando non calano le brache al ricatto dei demagoghi.
Celestino Ferraro
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20 agosto 2007 alle 11:23
Carissimi tutti, carissimo Paolo Senatore preferito, approfitto di una giornata brutta per il mare e la spiaggia e torno per poche ore a fare la talpa d’ufficio.
Ho letto delle querele, della diffusione che dobiiamo dare della notizia a più gente possibile.
Ho fatto il mio dovere ed ho inviato la pagina al quindicinale “LO SPICCIOLO” dove, tanto per ricordarvelo a tutti, ogni 15 giorni (appunto) invio gli articoli, ed i commenti del nostro caro Paolo.
Paolo, sono con te, su tutta la linea.
Bene hai fatto ad agire contro quella sottospecie di giornalisti.
Sull’avere fiducia nell’operato della Magistratura, non per scoraggiarti, ma ho tanti tantissimi dubbi.
Posso solo dirti che spero di sbagliare a pensare male….ma un tuo collega di Senato, navigato ed attempato, tempo fa disse ” …a pensare male si fa peccato ma difficilmente si sbaglia…” e lui ne sa qualcosa!!
In bocca al lupo per tutto.
Adesso chiudo e torno a godermi questo ultimo scamplo di ferie.
Un abbraccio ai rivoluzionari
Fulvia
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20 agosto 2007 alle 14:27
Richiesta OT.
Caro Paolo, ho una domandina facile facile : come mai, da qualche tempo, vedi l’articolo di Cervi, oggi quello di Battaglia, questo Giornale non li mette sull’edizione one-line che potrebbero aiutare anche gente come noi, a fare sempre meglio le nostre battaglie politiche ???
Dato che anche su questo Blog abbiamo fatto la scelta di “lavorare” sulle questioni ambientali, energetiche e nucleari d’utilizzo, vuoi spiegarmi cosa passa nella testa di Belpietro a questo proposito di negazione dello strumento utile ???
Che senso ha, l’altro giorno, mettere l’articolo di Cervi come fondo, oggi quello di Battaglia come spalla di destra e non metterli one-line ???
Ciao e buona giornata.
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20 agosto 2007 alle 15:57
da Il Foglio, con l’auspicio che Berlusconi non si faccia dettare la linea d’azione dai Casini e dai Buttiglione. Anche perchè ieri il leader di FI aveva detto cose più intelligenti rispetto alla protesta sacrosanta e persino condivisa contro la politica delle tasse di questo governo che non ammette riconte di voti e non sbroglia i brogli. “Il cav. frena…”. Frena!!! La sua dichiarazione non sembra appartenere ad un leader “rivoluzionario” ma ad uno politico stagionato che risiede a Nusco(Irpinia), e mi pare si chiami De Mita.
mn
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“il cav. frena sullo sciopero fiscale ma rilancia lintesa con bossi per far cadere Prodi. Lobiettivo di ridurre la pressione fiscale, ha detto ieri Silvio Berlusconi in una conversazione con lApcom, si deve raggiungere. Ma prima è necessario far cadere il governo di Romano Prodi. Per fare questo, ha spiegato il Cav., serve unintesa forte tra gli alleati. Una volta al governo si potrà parlare di interventi sullIrpef. Sulla proposta di sciopero fiscale avanzata due giorni fa da Umberto Bossi, Berlusconi ha detto che la posizione di Forza Italia è già stata espressa? dal vicecoordinatore, Fabrizio Cicchitto, che ha parlato soltanto di intesa nella Cdl come arma migliore per far cadere il premier.”
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20 agosto 2007 alle 16:40
Vietato sognare
Dal giornale di oggi.
Valentino muto è la fine delle moto
di Benny Casadei Lucchi – lunedì 20 agosto 2007, 07:00
E vasione fiscale e Visco e il fisco, e adesso chi ci aiuterà ad evadere due domeniche al mese, a sognare dimpennare nella vita di tutti i giorni? Dopo lo tsunami tributario che ha colpito lunico vero grande campione chiamato a rappresentare tutti gli italiani nel mondo, evasori e no, qualcosa sembra davvero essersi rotto nei delicati meccanismi che da oltre un decennio regolano la forza, labilità, lastuzia, la creatività, lestro e lironia di Valentino Rossi. In sintesi: la sua capacità di fare sport e spettacolo allunisono. E non è il settimo posto del Dottore a Brno a suonare come un allarme, non è la settima vittoria di quel giovane fuoriclasse di Stoner, non è il settimo sigillo della Ducati nazionale a due ruote o il mondiale sempre più in mano allaccoppiata austral-bolognese. che Valentino non parla più; è che si è rotto le scatole.
Lungi dal voler trovare attenuanti per chi è finito nellocchio del ciclone fiscale anche se Rossi ha più volte ribadito che tutto si chiarirà e di essere davvero residente a Londra e di poterlo dimostrare cè invece il desiderio grande di difendere un patrimonio nazionale che nulla ha a che vedere con i tesori nascosti ma che era un tesoro visibile in mondovisione due volte al mese. Negli ultimi anni ci si è infatti via via attorcigliati in un crescendo di elogi allindirizzo degli eroi del motomondiale che «non è la noiosa formula uno» si diceva -, che non è «lonnipresente calcio» si notava -, perché è bello, emozionante, pieno dimprevisti e spettacolo.
Non se ne abbiano gli amici della Ducati, davvero grandi nellaffrontare lavventura iridata e nel cercare con successo di addormentare e mettere a nanna il campionato a suon di batoste; non se ne abbiano se la buttiamo lì con molta franchezza: oggi il motomondiale è un po la Ducati, un po Stoner, un po Capirossi e Melandri, ma è soprattutto Valentino. Perdente o vincente che sia. Basta però che parli e viva alla Valentino.
Sarà che a Brno, ex Cecoslovacchia sovietica e grigia, non vien mai voglia di ballare lhula hula, ma proprio dieci anni fa, su quelle colline, Valentino, allora Rossifumi, festeggiava il primo titolo mondiale: classe 125, mica 500 o MotoGp. E si parlava solo di lui. Forse perché la 125 era importante? Ma per favore… Tutta Italia puntava gli occhi su quel ragazzino di 18 anni perché sapeva incantare in pista e fuori, con la sapiente regia delle scenette o lirriverente ironia delle esternazioni. Dieci anni dopo, per la terza volta nel week end, il ragazzino diventato uomo si è affidato a una velina: non curviforme e dalla voce vellutata, bensì una velina vera, di carta. Poche righe per svelare solo una piccola parte del proprio pensiero. E come dincanto, Valentino muto ha reso lesatta misura di che cosa sarà un giorno il moto mondo senza il Dottore e le sue medicine magiche. Solo uno sport, anche bello, ma nulla di più.
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Laltro giorno, dopo anni, sono tornato in Italia, guarda caso propio a Pesaro.
Il portiere dellhotel mi ha passato il corriere, cerano due pagine a tutto campo con le sociéta di Valentino Rossi. Cèra tutto, i nomi e indirizzi delle societa, il fatturato, lorigine dei soldi etc. Il tutto presentato come se fosse un crimine, avere societa all’estero che cestiscono la tua immaginie. Un prodotto come un altro.
Il diritto societario internazzionale non lo ha inventato Valentino Rossi.
Se ne avvalgono anche gli azzionari del Corriere, ne sono certo. Se ne avvale
Prodi, se ne avvolgono i vari Ministri che fanno consulenze.
Perche quando se ne avvale Valentino Rossi, si grida al crimine?
Perche si presentano le cose come se fossero prove di evasione?
Tutto questo per far finta che Visco sia al suo posto, che è un tizio che lavora?
Ma Visco, non è al suo posto, non lo è mai stato, Visco non è pulito fiscalmente non è un esempio, Prodi neanche. E quei signori che fanno indagini per darle in pasto ai giornali come se fossero cose avverate, solo per avere la prima pagina dei giornali, che cosa sono? Se non dei falsari a modo loro?
Ce ne sono altri come loro, con lo stesso dna, che per salire allatezza dei loro idoli li hanno uccisi. Per avere una volta, una volta almeno il loro nome accanto al loro nei giornali.
Ma se anche cosi fosse, se avessero preso un evasore, perche tanto rumore, perche i media? Ma non sono pagati per quello? Quando il pizzaiolo esce la pizza dal forno si grida forse al miracolo? Lui fa il pizzaiolo, tirare fuori la pizza dal forno è il suo ruolo.
E cosi per ogni mestiere, ognuno lo fa in anima e coscienza, senza beccarsi il monumento.
Ma se tu eccelli, se tu sei, mettiamo, multicampione del mondo, allora bisogna distruggerti, allora certi personaggi ti prendono di mira, ti sputtanano, propio come i cannibali, che pensavano che mangiando il cuore di un nemico forte, sarebbero diventati forti anche loro. Loro pensano che rovinando un Valentino Rossi, diventeranno Celebri belli e afficati anche loro. Ma quando mai?
E se mo si da il caso che tutto è in ordine, che voi avete sputtanato Valentino solo per togliervi uno sfizio? Come la mettiamo? Chi paga i danni? Cosa dite ? Che anche Valentino a volte scivola. Già grazie, ma quando cade è lui che si rompe il culo, non voi,
lui paga di persona.
No signori, Voi non sarete mai dei Valentino Rossi, Voi siete solo dei funzionari grigi, per la maggior parte persone corrette, che fanno il loro mestiere vigilando a non calpestare i diritti dei contribuenti, ma fra voi ci sono tante pecore nere, che fanno piu politica che verifica fiscale e questo non va.
Le vostre sono operazzioni mirate ad un disegno politico, non semplici accertamenti fiscali.
Se cosi non fosse, nessuno avrebbe saputo che vi occupate di Valentino Rossi.
Vi occupate di tanti altri, del trombaio, del pizzicagnolo, del fruttivendolo, del barrista e di tanti altri, comè che non li avete sbattuti sui giornali, prima di dar loro loccasione di giustificare le loro cifre? Non lo li havete sbattuti sui giornali solo perche non fa notizia vero? Allora voi fate una verifica su Valentino, non per accertare la sua posizzione fiscale, ma per metterlo alla gogna, semplicemente, che succeda quel che succedera, voi havete avuto la vostra ora di gloria e probabilmente fate anche un salto in carriera.
Ma dovreste fare anche un salto indietri quando poi si costatera che tutti quei soldi non sono dovuti, che voi avete sputtanato Valentino Rossi senza cose tangibili in mano, senza aspettare la reazzione dei suoi commercialisti, senza aspettare le sue spiegazzioni.
Che giustizia sarebbe quella dove parla solo lavvocato dellaccusa?
No signori cosi non va, ne abbiamo piene le balle di funzionari alti o bassi, che si pongono al disopra delle leggi, chessi siano giudici, fiamme gialle o fiamme spente, ce ne freghiamo.
Vogliamo funzionari che funzionino sul serio, e che rispondino del loro operato,
non des intouchables?.
Quando anche voi sarete sottomessi alle leggi alle quali tutti i cittadini si sottopongono,per esempio al pincipio di chi sbaglia paga, allora avro per voi tutti il rispetto che è dovuto alla categoria. Per il momento lo riservo solo a chi se lo merita. Per esempio al Generale Speciale.
Ieri, tutte le televisioni e radio del mondo intero hanno passato 2 ore a parlare delle frodi di Valentino. Quando egli avra dimostrato che le cose non stanno cosi, fra forse 10 anni, perche intanto insabbierete tutto, quali media diranno al mondo che Valentino era più bianco di biancaneve? Nessuno vero? Li sta il vostro misfatto.
Pinco Pallino
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20 agosto 2007 alle 18:01
Copio e incollo lanalisi (datata ma allarmante, come tutto quello che ruota intorno al premier) di un articolista anonimo.
Non so dire (perché non sono un esperto) se è vero che siamo a rischio Argentina come paventa larticolista, però so gridare a gran voce che questo governo deve sparire al più presto.
Saluti B. Bonelli
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http://www.unanuovasperanza.blogspot.com/
13/04/2006
GOLDMAN SACHS RINGRAZIA
Reperito dal web
La Goldman Sachs non ha aspettato nemmeno che il governo si insediasse per far scattare lattacco allItalia.
«Vendere i titoli di Stato italiani, comprare quelli tedeschi»: la Goldman Sachs non ha nemmeno aspettato che il «suo» governo andasse al potere in Italia (Prodi, Draghi, Monti: tutti suoi dipendenti) per cominciare la manovra (1).
Ed è la solita di manovra: abbassare il rating italiano per svalutare i nostri cespiti e patrimoni, e poi acquistarli per un boccone di pane.
Come già fecero ai tempi del «Britannia», il panfilo della regina, su cui salì Mario Draghi ad incoraggiare la svendita (2).
Gli altri organi della finanza globale stanno tenendo bordone. Moodys,. Fitch e Standards & Poor tutte insieme giurano su prospettive negative per lItalia.
Risultato: già ora il BOT decennale deve avere un rendimento del 4,14, come i titoli del debito similari di Grecia e Malaysia, che stanno sotto di noi parecchio nel rating.
Il rating misura il rischio dinsolvenza.
Ovviamente, Goldman e compagni non credono affatto che lItalia farà fallimento.
Vogliono solo, spandendo allarme, lucrare un po di più (a spese nostre) sui BOT che lo Stato italiota emetterà.
E nel 2006 ne emetterà per 200 miliardi di euro, un quarto dellintero debito europeo.
Allora Goldman e compari ne compreranno a man bassa, come al solito: con un ritocco in aumento dello 0,30, su quei volumi, è un bel lucrare.
Vogliono anche imporci le «riforme» ultra-liberiste: «lItalia ha bisogno di fare riforme serie», ha sancito Brian Coulton di Fitch.
Ossia: tagli dei salari e delle pensioni (il solo «snellimento della spesa pubblica» prevedibile), flessibilità, più tasse per colmare il debito che è fuori dai parametri di Maastricht.
Per questo agitano il declassamento del debito, anzi di più: lespulsione del nostro Paese dallarea euro (la Germania, che al contrario di noi ha tagliato i salari ed ha riacquistato «competitività», ci sta pensando seriamente), il «farete la fine dell’Argentina».
Il loro calcolo è che Prodi farà di tutto per restare nelleuro (in fondo è la sua gloria, è stato lui a portarci dentro) e per mostrare che lItalia paga i debiti.
La Goldman confida che i suoi dipendenti al potere in Italia applicheranno le ricette di scuola: privatizzazioni, supertassazioni e tagli dei redditi.
Ed è certa che, siccome Prodi e Monti sono «di sinistra», potranno farlo senza che la CGIL faccia sciopero, che la rivolta sociale scenda nelle piazze.
Prodi farà limpossibile.
A spese nostre, ovviamente: ci farà sudare sangue, ci strizzerà i portafogli come limoni, ci metterà alla frusta.
E’ questo il calcolo della finanza saccheggiatrice globale: di poterci strizzare a piacere.
La Goldman Sachs tira la corda dellallarmismo.
Fino alla spasimo, tantè sicura dei suoi addetti al governo dItalia.
E se, alla fine, la tirasse troppo?
Perché può venire il momento in cui linsieme di allarmismi, speculazioni al ribasso e una possibile messa in quarantena da parte dei franco-tedeschi possono accumularsi, spingendo lItalia dove Prodi non vorrebbe: a farci fare «la fine dellArgentina». Cioè a fare default.
Certo, per i redditi fissi e i pensionati sarebbero mesi durissimi.
Le banche che non lasciano prelevare dai conti correnti più di 200 euro a settimana.
E che non rimborsano i BOT.
Fallimenti di aziende, disoccupazione alle stelle (vi abbiamo già suggerito: tenete i soldi in casa e in cassette di sicurezza, liquidi, in franchi svizzeri se possibile).
E la benzina alla pompa, carissima.
E i telefonini e gli altri gadget elettronici, alle stelle.
Ma intanto, guadagneremmo un vantaggio enorme: ripudieremmo il colossale debito pubblico, come lArgentina.
E liberi dal debito, resi più leggeri dal peso degli interessi, potremmo sperare nella nostra ripresa.
Fateci caso: persino lArgentina, dopo il default e i durissimi mesi, sta molto meglio.
Di più: tutta lAmerica Latina, siano al governo le destre o le sinistre, sta rifiutando le politiche dausterità imposte dal Fondo Monetario.
Quelle politiche di tagli («riforme») che secondo il Fondo Monetario, gli Stati indebitati debbono fare «per il loro bene» – ma in realtà per garantire il pagamento dei ratei ai creditori globali.
Da quando hanno smesso di prendere la medicina del Fondo Monetario, i Paesi sudamericani stanno guarendo.
Ogni giorno diventano più robusti.
Naturalmente, questa prospettiva non piace a Goldman Sachs.
Un default sul debito dellItalia, ed essa si trova con i nostri titoli, che ha comprato sperando di lucrare interessi più alti, tramutati in valigiate di carta straccia.
Naturalmente, la finanza globale minaccia: fate default, e poi chi vi farà ancora dei prestiti?
Lo hanno detto anche allArgentina.
Oggi, sono loro che le offrono prestiti.
E poi e poi, nonostante quel che dice Goldman Sachs e i suoi compari del rating, lItalia «non è» lArgentina.
Non solo perché ha una struttura industriale più robusta e complessa e un mercato interno più grosso.
Non somiglia allArgentina, in un particolare cruciale: che lItalia può fare prestiti a se stessa.
Oggi, gran parte del debito pubblico italiano è in euro e sui mercati internazionali.
E stato Ciampi a volerci indebitare con lestero, al solo scopo di legarci ai grandi creditori mondiali.
Ma non è una necessità.
Gli italiani hanno sempre sottoscritto i BOT, non hanno mai mandato deserte le aste.
Hanno coperto il debito, senza bisogno di prestiti stranieri.
Siamo ancora un popolo di risparmiatori, anche se affaticati dalle austerità, dalle tariffe dei monopolisti e dai rincari: possiamo ancora comprare i titoli del nostro debito, se danno buoni interessi, in una moneta nazionale, o in un euro debole.
S’intende, il ripudio del debito sovrano non è una passeggiata.
E una cura da cavalli, assai dolorosa, a cui il Paese, per ricavarne vantaggi, deve essere preparato. Con piani pubblici di dirigismo economico, cogliere unoccasione (che non durerà in eterno) per una vera riconversione del sistema Italia.
Un punto, dovrebbe essere una riorganizzazione scientifica del turismo.
Qui abbiamo perso colpi, dormendo sulle nostre presunte «bellezze naturali» (devastate da noi stessi) e sui «monumenti» (abbandonati alla burocrazia ottusa delle Belle Arti, fatta di archivisti e «conservatori»).
Invece il turismo è unimpresa, che occupa molta manodopera e relativamente poco capitale; ma va gestita in modo innovativo, con spirito insieme di cultura e dimprenditoria.
Controllo ferreo di qualità-prezzo per le strutture di accoglienza, finanziamenti per alberghi di nuovo tipo (tipo villaggio), punizioni esemplari per i furbi del ristorante a prezzo gonfiato – basta imparare dalla Francia.
E ancora: sottrazione dei «monumenti» e delle «bellezze naturali» ai Comuni (che hanno in museo i bronzi di Riace, e al turista offrono la «sagra della melanzana») e alle Belle Arti (sic) per conferirli a una società mista internazionale a scopo di lucro.
Credete che DisneyWorld non acquisterebbe un pacchetto di azioni, pur di gestire Pompei come un parco tematico?
O il giardino di Boboli?
Straordinarie realtà uniche al mondo, che oggi sono un costo, diverrebbero un attivo, un cespite di profitto.
E credete che non si butterebbero, da Wall Street, a partecipare a un’impresa che offre in affitto e a noleggio tutti i quadri, sculture, pezzi di scuola che prendono polvere nei sotterranei dei musei? Sogno cataloghi in cinque lingue che offrono al presidente della Sony e a Bill Gates un dipinto «scuola di Raffaello» o «allievo di Caravaggio» da tenere nello studio per sei mesi o un anno, dietro pagamento di un noleggio comprensivo di costi di assicurazione.
Sogno cataloghi di intere mostre circolanti a tema («Loreficeria degli Etruschi», «La vita quotidiana a Roma», con pezzi originali: c’è solo limbarazzo della scelta) da offrire al British, al Louvre, al Getty Museum.
La sola preparazione degli inventari accurati dei fondi di magazzino, ledizione di cataloghi, lillustrazione e presentazione intelligente delle opere, occuperebbe migliaia di giovani con laurea in materie classiche, oggi ridotti al triste destino parassitario dellinsegnamento.
Una nuova generazione di studiosi nascerebbe, appassionata, nel settore che in fondo appassiona gli italiani colti: lantichità, il Rinascimento, larte.
E non parlo di tutto lindotto.
Al British Museum si può comprare una copia della testa di Nefertiti, lì conservata, libri su ogni argomento e civiltà presente nella sue sale, e t-shirts e riproduzioni di gioielli greci ed egizi, calchi in gesso delle formelle del Partenone.
Orribile? E perché?
E un business che dà lavoro ad artigiani non banali.
Ma naturalmente, non è il turismo il nostro solo futuro.
In unItalia che «non è» lArgentina, esistono ancora isole deccellenza scientifica.
Uninchiesta del TG3, «Report», ne ha mostrato recentemente alcune: giovani straordinari, con salari da precari e da borsisti, costretti a lavorare in scantinati scrostati con impianti invecchiati o guasti, sempre sul punto di dover smettere per «mancanza di finanziamenti» e di prendere il volo per le università estere che li reclamano, fanno cose egregie.
Invenzioni sorprendenti.
Scoperte strepitose, che potrebbero tradursi in brevetti assoluti.
Identificare le nostre eccellenze non è difficile, visto che cè riuscito un giornalista.
Ciò che rende difficile la loro identificazione, che rende «invisibili» i nostri giovani migliori e più dedicati, sono i baroni: quelli che stanno ai piani nobili, e mandano i giovani negli scantinati e nelle autorimesse.
Quello che occorre con urgenza, è smantellare le baronie.
Quelle universitarie anzitutto – la vera palla al piede della scienza italiana.
Quelle dei sedicenti «industriali» alla Montezemolo, che parla tanto di «investimenti nella ricerca» ma, quanto a lui, investe in una ditta di moda e vestiti di lusso.
Ma anche quella dei grand commis pubblici.
LItalia non può pagare due miliardi lanno a un solo dirigente statale (Gaetano Gifuni, insisto): a paga dimezzata, non lo si riduce alla fame, e resta qualche miliardo per la famosa «ricerca».
E i sindacati? Estraggono dallItalia circa 3 mila miliardi lanno.
Vogliamo dimezzare questo introito parassitario, inutile?
Tra le baronie parassitarie metto anche la Chiesa. Mi risulta che il cardinal Camillo è allarmatissimo per la vittoria delle sinistre: teme che la Rosa nel Pugno tolga alla Chiesa l8 per mille.
No, non avverrà, perché La Margherita si è già candidata a fare il partito clericale. Ma sarebbe bene che avvenisse.
L8 per mille è radicalmente corruttore della Chiesa: lalto clero (non i preti, poveracci, ma i vescovi della CEI) può fare a meno del popolo perché riceve i soldi da una tassa. Per questo la Chiesa va per conto suo, i suoi teologi sinventano una nuova religione. L8 per mille è diventata la sola cosa da difendere, la sola fede delle porpore, e lalto clero una burocrazia inadempiente.
Il 4 per mille basta: mille miliardi di vecchie lire lanno, anziché duemila.
E invece, un 4 per mille per la ricerca e la scienza: per quei giovani che stanno negli scantinati, studiano e fanno scoperte.
Ma non succederà, sto solo sognando. Prodi non lo farà succedere.
Forse, con lui finiremo come lArgentina: ma dopo le sue cure, e senza i vantaggi del disastro.
NOTE
(1) Capintesta dalla Goldman Sachs per lEuropa è Claudio Costamagna (ex Montedison), la cui moglie risulta una grande finanziatrice di Prodi. Facciamo qui i nomi di altri dipendenti di Goldman: forse non vi dicono niente ora, ma li vedrete magari in qualche posto di sottogoverno o «autority» del regime-Prodi. Sono: Diego De Giorgi, Massimo Tononi, Andrea Ponti, Chicco di Stasi, James del Favero.
(2) Mario Draghi era allora alto funzionario al Tesoro, e non doveva essere sul Britannia – dove si discuteva come comprarsi a bocconi i gioielli delle partecipazioni statali – per evidente conflitto dinteresse. Per di più, tacque di questa sua partecipazione crocerina (in cui aveva incoraggiato la svendita) per due anni, quando fu costretto a dirlo perché interrogato da unaudizione parlamentare: scese, si scusò, subito dopo il suo discorso dapertura. Per questo solo fatto, dovrebbe essere, se non in galera, ad Hammamet; invece è al vertice di Bankitalia. Il conflitto dinteresse esiste solo per uno.
GUZZANTI
UN ARTICOLO INTERESSANTE E DEVASTANTE – LA PARTE SUL TURISMO LA VORREI PER LA NOSTRA RIVOLUZIONE -. CHI E’ L’AUTORE? VORREI CONOSCERLO
GUZZ
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20 agosto 2007 alle 18:20
I morti
Ho detto parole
tremende:
“Tu non mi vedrai più
non venire ai miei funerali”…
Parole già dette da lei…
ad un uomo che amava…
ora morto;
la figlia ha inviato un sms:
venivo dalle ombre
ero già morto
per lei.
Poi tra me e mia zia
i chiarimenti
i pianti
le parole non dette…
ma tutto è rimasto oscuro
per giorni
nei miei incubi
non so quanti.
Gaeta,
in lontananza,
la nave militare,
grigia
come un cucciolo
spaurito perso dal gregge
io e mia madre
stringiamo strette le nostre valigie
alzo lo sguardo
le stelle sono con noi
…è un pochino triste…perdonatemi.
Ciro
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20 agosto 2007 alle 22:16
Chiedete e vi sarà dato
GOLDMAN SACHS RINGRAZIA TUTTI I COGLIONI
MAURIZIO BLONDET DA EFFEDIEFFE.COM
La Goldman Sachs non ha aspettato nemmeno che il governo si insediasse per far scattare l’attacco all’Italia. «Vendere i titoli di Stato italiani, comprare quelli tedeschi»: la Goldman Sachs non ha nemmeno aspettato che il «suo» governo andasse al potere in Italia (Prodi, Draghi, Monti: tutti …
http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/node/5337
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20 agosto 2007 alle 23:20
“UN ARTICOLO INTERESSANTE E DEVASTANTE – LA PARTE SUL TURISMO LA VORREI PER LA NOSTRA RIVOLUZIONE -. CHI E LAUTORE? VORREI CONOSCERLO
GUZZ ”
Trovata finalmente la fonte originale… giusto per essere sicuro di non aver dato una notizia errata.
L’autore è proprio Maurizio Blondet, l’articolo è del 11/04/2006
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1080¶metro=economia
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20 agosto 2007 alle 23:37
sottrazione dei «monumenti» e delle «bellezze naturali» ai Comuni (che hanno in museo i bronzi di Riace, e al turista offrono la «sagra della melanzana») e alle Belle Arti (sic) per conferirli a una società mista internazionale a scopo di lucro.
Credete che DisneyWorld non acquisterebbe un pacchetto di azioni, pur di gestire Pompei come un parco tematico?
O il giardino di Boboli?
La sola preparazione degli inventari accurati dei fondi di magazzino, ledizione di cataloghi, lillustrazione e presentazione intelligente delle opere, occuperebbe migliaia di giovani con laurea in materie classiche, oggi ridotti al triste destino parassitario dellinsegnamento.
Una nuova generazione di studiosi nascerebbe, appassionata, nel settore che in fondo appassiona gli italiani colti: lantichità, il Rinascimento, larte.
E non parlo di tutto lindotto.
Al British Museum si può comprare una copia della testa di Nefertiti, lì conservata, libri su ogni argomento e civiltà presente nella sue sale, e t-shirts e riproduzioni di gioielli greci ed egizi, calchi in gesso delle formelle del Partenone”.
Bene. E quello che da mesi sto dicendo di fare! Partendo da Latina! Dove sono gli imprenditori liberali che da mesi (anni) invoco? Nessuna risposta.
Le Biblioteche azzurre, il recupero di immobili di Fondazione, Esposizioni, centro studi e ricerche etc etc. Sala conferenze, POSTI DI LAVORO.
AAA cercasi imprenditore liberale disposto……etc etc
VENITE A LATINA!VENITE A VEDERE QUANTO SI POTREBBE FARE IN QUESTA SPLENDIDA CITTA’ DEL 900!!!!
LO RIPETO METTO A DISPOSIZIONE LA MIA BIBLIOTECA PERSONALE(CON ME CI SONO DIVERSI AMICI (TUTTI LAUREATI COSTRETTI A FARE LAVORI DEL CAZZO X CAMPARE), LA MIA PASSIONE, LA MIA PROFESSIONALITA’ , LA MIA VOGLIA DI CAMBIARE E DI FARE!!!!
IMPRENDITORI LIBERALI DOVE SIETE!
BERLUSCONI DOVE SEI?
ABBIAMO UN MUCCHIO DI IDEE MA NON ABBIAMO I SOLDI PER REALIZZARLE!E’ UNA COLPA?CERTAMENTE UNA DEBOLEZZA!
STANIAMO LE OPERE D’ARTE DAI MAGAZZINI DEI MUSEI. UN MODELLO E’ BILBAO, UN NUOVO MODELLO PUO’ ESSERE LATINA!
CREIAMO UN INTERESSE E DIFENDIAMOLO!
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21 agosto 2007 alle 00:59
Grazie a BadWolf63
sono riuscito a conoscere lautore dellarticolo GOLDMAN SACH RINGRAZIA e così risalire alla pagina http://www.effedieffe.com/rx.php?id=1080%20&chiave=goldman%20sachs dove larticolo era stato pubblicato (con perfetto tempismo) l11/04/2006 con il titolo PRODI, PORTACI IN ARGENTINA? di Maurizio Blondet.
Buona notte B. Bonelli
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21 agosto 2007 alle 04:17
Nel suo articolo di spalla, sul Giornale di oggi 21-8-2007, il prof. Franco Battaglia (che seguo da tempo con interesse nella sua polemica sul Climate Change) se la prende, fra gli altri, con il politologo Giovanni Sartori per la sua totale ignoranza sui cambiamenti climatici e su alcune elementari nozioni di calcolo artimentico. Sono daccordo con Battaglia: il politologo esprima le sue opinioni sulla politica e non spari cazzate su cose che non conosce, di cui ha sentito forse parlare e che per giunta ha capito anche male!
Anchio non conoscevo proprio nulla sui cambiamenti climatici e quindi, per vicinanza politica, mi sono schierato? dalla parte di Battaglia, de il Giornale?, di Zichichi e di molti altri che confutavano, anche con argomentazioni logiche e serie, le tesi abbastanza catastrofiste dellIPCC, di Al Gore, di Pecoraio Scanio.
Ancora una volta destra? contro sinistra?, opinioni contro opinioni.
Se sei un nuclearista, sei di destra. Se sei un denuclearizzato, sei di sinistra. E così per gli inceneritori o termovalorizzatori, la TAV, la variante di valico?, il fotovoltaico e leolico, il solare termico di Rubbia etc etc.
La sinistra sempre bucolica, ambientalista e verde. La destra sempre sporcacciona? ed incurante del bene comune!
E, come sempre, il gotha della cultura? italiana, pende a sinistra. GRRRR!
Per quanto riguarda tutte le altre questioni di politica energetica?, dal nucleare al solare termico, ho le mie ferme e salde opinioni che mi derivano da valutazioni tecnologiche e di opportunità economica: se la Francia mantiene un parco di 56 centrali nucleari continuando ad investire pesantemente in ricerca e sviluppo un motivo ci sarà! Se nei trascorsi 30 anni nessun paese al mondo si è sognato di affidare nemmeno l1% del proprio futuro energetico ai pannelli solari, un motivo ci sarà!
I motivi, per chi aveva qualche minima cognizione di energetica? erano gli stessi anche trentanni fa!!! Bastava studiare un po.
Il clima, però, non è né di destra né di sinistra! Il clima riguarda la nostra vita e quella dei nostri figli e quella delle generazioni che verranno. Dobbiamo sforzarci di capire bene quello che sta accadendo, con lucidità, con ostinazione, con metodo scientifico. La mia netta sensazione è che nessuno ci abbia ancora capito un cazzo!
Il problema, lattuale problema, sta in questi termini. Si tratta di fatti, non di opinioni:
1) la vita esiste sulla terra nelle forme che noi conosciamo, anche perché esiste un gas, lanidride carbonica, che assorbe parte dei raggi infrarossi emessi dal suolo riscaldato dalla radiazione ricevuta dal sole. Se non vi fosse leffetto serra la temperatura media della Terra sarebbe abbondantemente sotto lo 0°C (-18°C) e probabilmente le forme di vita sarebbero diverse da quelle che conosciamo.
Per cause meteorologiche latmosfera dellemisfero boreale e quella dellemisfero australe tendono a rimescolarsi poco fra loro (e scusate il linguaggio poco scientifico a riguardo!)
2) Negli ultimi 200 anni, ma in maniera velocemente crescente nel recentissimo passato, lindustrializzazione ha causato limmissione nellatmosfera di ingenti quantità di anidride carbonica. Solo nel 2006 le emissioni di CO2 sono state pari a 26,6 miliardi di tonnellate. Nel 1971 erano quasi la metà. Non è difficile calcolare con buona precisione questa massa di gas in quanto sappiamo bene quanto combustibile fossile bruciamo ogni anno e conosciamo bene la chimica dei processi di combustione!
3) Nessuno è ancora riuscito a capire dove finisca realmente tutta questa enorme quantità di materia gassosa che rilasciamo nellatmosfera in quanto, in base alle misurazioni di concentrazione di CO2 che vengono effettuate in tutto il mondo, si può calcolare e stabilire che laumento netto di CO2 nellatmosfera è sempre, anno dopo anno, nettamente inferiore a quello che ci si potrebbe attendere a causa delle nostre emissioni. Un fatto è però certo: la concentrazione di CO2 nellaria è cresciuta da 280 ppm (parti per milione) a 380 ppm negli ultimi 150 anni. Negli ultimi 30 anni questo aumento presenta una crescita nettamente più marcata che nel passato.
4) Nonostante quello che afferma il prof Battaglia nellarticolo di oggi (che potrà anche essere perfettamente vero anche se, sinceramente, sul sito http://data.giss.nasa.gov da lui indicato io non ho trovato alcun riscontro alle sue affermazioni) è un fatto accertato che anche la temperatura superficiale della terra abbia subito un aumento nellultimo secolo pari a circa 0,6 °C. Anche questo è un dato che trova concordi praticamente tutti gli osservatori scientifici del mondo.
5) Un ulteriore aspetto, questo molto meno noto allopinione pubblica, lho scoperto recentemente facendo due conti relativamente a tabelle di dati recuperate da internet, trovandone poi conferma sia presso il sito dellIPCC che su quello della NASA citato sopra: la concentrazione misurata di CO2 è leggermente e costantemente superiore nellemisfero boreale rispetto a quello australe ed anche laumento di temperature registrate è superiore al polo nord rispetto al polo sud. Parliamo di differenze minime (qualche parte per milione nella concentrazione di CO2 e qualche decimo di grado centigrado nella differenza di temperature medie) ma, considerata la complessità del sistema, estremamente significative dal punto di vista del ricercatore.
6) La maggior parte delle emissioni di CO2 nellatmosfera avviene nellemifero boreale (i paesi più industrializzati sono qui).
7) I ghiacciai delle Alpi si stanno velocemente ritirando, quelli delle Ande no!
Fino qui ho riportato unicamente dei fatti, non ho espresso opinioni. E, SU QUESTO TEMA, NON CREDO SIA OPPORTUNO ESPRIMERE ALCUNA OPINIONE!
Sappiamo che queste cose accadono. Non sappiamo perché!
Linsieme delle informazioni che possediamo ci porta, credo naturalmente, a ritenere che un nesso causa-effetto tra aumento della CO2 ed aumento medio della temperatura dei bassi strati dellatmosfera sia abbastanza probabile.
Ma ancora nessuno ci ha fornito l’evidenza scientifica di tale nesso.
E nessuno, ancora, ci ha fornito indicazioni precise sulle possibili conseguenze.
Naturalmente i catastrofisti vanno a nozze con certi argomenti. Ma, al momento, questo mi interessa poco. I catastrofisti sono fondamentalmente stupidi, ignoranti e creduloni!
Pensando ad un aumento di temperatura di 0,6°C luomo della strada tende a non preoccuparsi più di tanto. Non credo neppure che i nostri sensi riescano a distinguere tale differenza di temperatura!
Io stesso, qualche tempo fa, suggerivo ad un mio interlocutore lidea che un aumento di temperatura potrebbe risultare addirittura positivo per lumanità!!! Meno freddo, meno malattie influenzali più vacanze!
A pensarci bene, però, linnalzamento di 0,6° della temperatura dellatmosfera e, come sembra, degli strati superficiali delle acque marine, mette in gioco quantità di energia abbastanza importanti: dove ritroviamo questa energia? Il nostro pianeta è grande ma noi viviamo sulla sua esile buccia! sotto un esile strato d’aria!
Per i motivi qui esposti, credo che in questo caso sia assolutamente necessario superare le barriere ideologiche. Chi può, chi ne è in grado per dotazione intellettuale e per bagaglio culturale, offra il proprio contributo alla migliore comprensione dei fenomeni.
Se poi risulterà chiaro che effettivamente il carbonio potrà costituire un serio pericolo al benessere del genere umano (o addirittura alla sua sopravvivenza), vorrà dire che Pecoraio Scanio, Bersani ed anche il “prodino” dovranno rassegnarsi a realizzare in fretta, anche in Italia, quella dozzina di centrali nucleari che ci sono necessarie, rinunciando al carbone, al petrolio ed a buona parte del gas naturale.
Poi, con calma, ci dedicheremo anche ad approfondire i temi dellenergia solare che, fra un paio di secoli, potrà forse contribuire a risolvere i problemi energetici del globo terracqueo.
Massimo Gambino
PS mi piacerebbe avere un riscontro a queste mie valutazioni da Franco Battaglia!
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21 agosto 2007 alle 08:53
Non conoscete ancora Maurizio Blondet e le sue farneticazioni?
Leggetene qualcuna e inquadrerete il personaggio.
E mi raccomando, attenti agli sporchi giudei di Goldman Sachs!
Buon divertimento (e tenete a portata dell’antiacido).
GUZZANTI
ALLORA. IO DETESTO BLONDET PER IL SUO ANTISEMITISMO RUSSEGGIANTE, IL SUO DIETRISMO DA COMPLOTTO GIUDAICO PERMANENTE. MA SAREI IPOCRITA SE NON AMMETTESSI CHE ALCUNE COSE CHE SCRIVE E PENSA MI SEMBRANO OTTIME E RIPETO DI CONDIVIDERE LA PARTTE CHE RIGUARDA IL TURISMO E L’APERTURA DEL PATRIMONIO DELL’ARTE AL PATRIMONIO IMPREDITORIALE ITALIANO. CIO’ DETTO, IL SUO ANTISEMITISMO MI FA ORRORE E IL SUO COMPLOTTISMO E’ PERICOLOSO ANCHE PERCHE’ ESPRESSO IN MODO SUGGESTIVO E ACCATTIVANTE. STAREI COMUNQUE ATTENTO A BUTTARE VIA CON L’ACQUA SPORCA ANCHE IL BAMBINO.
GUZZ
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21 agosto 2007 alle 09:07
“Le parole non mi fanno paura”. E Sarkozy propone la castrazione chimica per i pedofili”. (f.te Repubblica).
Il presidente francese vuole cure mediche per i condannati, anche dopo aver scontato la pena. Mercoledì un plurirecidivo appena scarcerato aveva violentato un bimbo di 5 anni …
Maralaiosserva che al plurirecidivo appena scarcerato era stata prescritta dal medico la pillola del Viagra perchè il carcere pare avesse spento i suoi ardori sessuali. Come che al piromane appena uscito dalla galera fosse offerto un accendino gigante. O che a colui che lascia le sbarre per maltrattamento di familiari fosse restituito il bastone. La proposta della castrazione chimica era stata avanzata anche dal leghista Calderoli, ma in molti avevano reagito proponendo il manicomio; non per il pedofilo, ma per lo stesso Calderoli. Rimase fuori, ma “sotto controllo”. Altri con maggiore ironia lo avevano accusato di “sconfinamento” di professione, potendo ricorrere contro i pedofili con techiche proprie della sua; che è il dentista. Non se ne fece niente, così come spesso accade contro tutte le misure eccessive. Per Sarcozy questa misura non è eccessiva, e intanto precisa che “le parole non mi fanno paura”. Ammettendo egli stesso che quelle parole fanno paura, tanto che ostenta il coraggio preventivo per poterle pronunciare pubblicamente.
Maralai
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21 agosto 2007 alle 09:54
Leggermente OT ma non troppo
Il titolo del Meeting di Rimini di quest’anno è
“La verità è il destino per il quale siamo stati fatti”.
Peccato che al nostro Senatore non sia stata data l’opportunità di parlare, avrebbe potuto dire molto riguardo la Verità.
Yugo
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21 agosto 2007 alle 10:57
X Gambino: innanzi tutto non essendo F.Battaglia mi scuso ma provo ad interloquire con lei.
La questione ambientale è un argomento che mi interessa da molto tempo, più o meno 23 anni, e durante tutto questo periodo le mie convinzioni hanno mutato rotta in modo sostanziale. Ciò a dire che nulla può essere preso per definitivo, nemmeno ciò che sto ritenendo attualmente più attendibile rispetto a 20 anni fa.
Comunque sia noto che su questo terreno si scontrano sostanzialmente due visioni diametralmente opposte: la prima sostanzialmente catastrofista e la seconda votata ad un ottimismo marcato ed ad uno scettiscismo molto forte nei confronti della prima visione.
Entrambe colgono aspetti importanti del problema nel suo complesso, ma nessuna delle due, e sono portato a dire per fortuna, è completamente convincente.
Nel caso dei “catastrofisti” vale una regola che potremmo definire preventiva dove i dati disponibili vengono utilizzati per imporre azioni cautelative e conservative ipoteticamente, ma parecchio ipoteticamente, efficaci. A questa categoria si è iscritto mediaticamente il trombatone Al Gore, che detto per inciso, mentre esorta ad un controllo serrato dei consumi elettrici generati dalla combustione degli idrocarburi, ha un ranch che consuma, da solo, quanto 200 appartamenti medi americani.
Naturalmente gli scenziati afferenti a questa scuola di pensiero sono attualmente i più coccolati e vezzeggiati da chi, per uno scrupolo moralistico, osteggia tutto ciò che la società dei consumi ha prodotto ritenendolo una sorta di colpa pregressa causa prima dello sfacelo ambientale. Basta riflettere un attimo per capire che questo atteggiamento mentale non è dissimile da quello che imputa all’occidente la responsabilità delle tensioni che percorrono l’intero pianeta. Quindi quel poco o tanto di vero che gli studi e le analisi di questa corrente finisce per essere manipolato per scopi meramente politici sovente antioccidentali.
La seconda categoria, che ho banalmente definito degli ottimisti, vanta al suo interno scienziati di inoppugnabile fama e preparazione che prediligono la certezza dei dati scientifici rispetto alla loro interpretazione. E’ una schiera molto più numerosa di quanto ci sia dato sapere, per scoprire la quale bisogna navigare in rete con assiduità alla ricerca delle “voci contro”
Noi poveri mortali staimo fra questi due fuochi e se coltiviamo quel dono prezioso che risponde al nome di dubbio abbiamo non poche difficoltà ad orientarci.
Ciò che risulta essere certo è la evidente approssimazione dei modelli matematici utilizzati per affermare la antropogenicità del surriscaldamento terrestre: infatti essendo in numero elevato le variabili interdipendenti per poter calcolare l’impatto dell’aumento dell CO2 in atmosfera a tutt’oggi non si è ancora stati in grado di produrre dati certi e scientificamente credibili. Per questo motivo la guerra si combatte a colpi di grafici che valutano ipotesi e scenari futuri e analisi di ciò che è accaduto nel corso dei secoli fino ad oggi. Stando a questi grafici balzano agli occhi due dati fondamentali: nei secoli trascorsi abbiamo attraversato un optimum medioevale seguto da una piccola glaciazione che ha cominciato ad invertire la sua rotta a partire dagli anni quaranta del secolo scorso. Se si vanno ad osservare i duagrammi dell temperature e si sovrappongono alle concentrazioni di CO2 si evidenzia un dato clamoroso in sè e per sè : gli innalzamenti di temperatura precedono e non seguono l’aumento di CO2. Ma allora cos’altro potrebbe essere causa del problema in oggetto? Semplice il sole e la sua attività. In questo caso i diagrammi storici evidenziano una sovrapponibilità chiara ed evidente. Dunque almeno su questo punto spuntano un vantaggio i seguaci della scuola ottimista, che va sottolineato, confidano numeri alla mano, nella capacità del pianeta nel trovare rimedi che scavalcano di gran lunga la fantasia dei catastrofisti. Siccome coloro che sostengono queste ipotesi sono estremamente convinti dei dati in loro possesso essendo scienziati che dedicano a questi ambiti della ricerca la propria intera esistenza, e siccome fanno tutto questo senza godere dei clamori mediatici della scuola avversa mi viene il sospetto che stiano dicendo il vero con fatica ed abnegazione per una concreta adesione al principio che vuole la scienza esente da valutazioni politiche contingenti.
Personalmente ritengo che nella visione catastrofista esista comunque un merito: quello di chiedere a gran voce un rispetto dell’ambiente che fino ad oggi, fatte salve le operazioni di conservazione di alcuni essenziali habitat terrestri, sconta ancora un approccio troppo superficiale. Negare che l’atteggiamento preponderante nei confronti dell’inquinamento è ancora oggi sottoposto ai dettati economico-finanziari tout court mi parrebbe negare l’evidenza, anche se l’insieme della globalizzazione economica ha prodotto un generale migioramento redittuale dell’intero globo.
L’unica valutazione totalmente personale che mi permetto di introdurre è la seguente: non c’è nessun vantaggio ad appioppare etichette di destra o sinistra a questi argomenti, proprio per evitare contrapposizioni ideologiche laddove ciò che più necessita è la disponibiltà ad integrare l’utilità di ciascuna della parti in causa. In fondo un pianeta sano dovrebbe essere un desiderio condiviso unanimemente.
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21 agosto 2007 alle 11:25
MAXIMA DEBETUR PUERO REVERENTIA?
un mondo schizofrenico quello in cui viviamo. Cè un Pannella (il radicale) che quasi fa suicidio facendo lo sciopero (non violento) della fame e della sete per indurre gli Stati del mondo ad accettare una moratoria della pena di morte, là dove vige, e il nostro celebratissimo neoeletto presidente francese, Nicolas Sarkozy, si fa paladino di una crociata che auspica la castrazione chimica di quei pedofili che insidiano la vita dei bambini oggetti della loro lussuria.
Loccasione propizia per dichiarare la guerra santa, senza quartiere (oggi, il nostro Fouché del Viminale, avrebbe detto tolleranza zero?) ai pedofili del mondo, è stata quella che ha visto Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica Francese, ricevere allEliseo (residenza del capo dello Stato) il padre del piccolo Enis, 5 anni, violentato brutalmente da un plurirecidivo pedofilo appena scarcerato per magnanimità legislativa.
La castrazione chimica è una ricorrente medicina? proposta per evirare il sadico perverso dalle sue pulsioni pedofile. Non direi che il rimedio sia privo di una logica filantropica: risparmia la vita del reprobo.
Invece, la vita di un piccino, quando non ucciso nel raptus erotico del pedofilo, è completamente distrutta: non ci sarà momento delle sue giornate future, in cui la violenza non lo perseguiterà in tutta la sua inenarrabile perversione.
Come difendere questi teneri virgulti della nostra vita, della nostra società, dalle brame sadiche di pedofili incalliti? Sarebbe naturale ucciderli, sbarazzarcene, senza elucubrare alcuna filantropia filosofica.
Allora dobbiamo deciderci: o Pannella la smette di romperci i coglioni o rompiamo i coglioni ai pedofili che violentano i nostri bambini.
Però, come per ogni argomento filosofico (la logica aristotelica), tertium non datur: o la castrazione chimica o la pena di morte per questi delitti efferati che lo stesso Gesù invocò per chi dava scandalo? ai pueris, ai fanciulli.
Celestino Ferraro
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21 agosto 2007 alle 12:45
E’ dell’ipocrisia che Sarcozy non ha paura, è di questa cultura quacchera che Nicolas fa bene a fottersene.
Pensiamo della pedofilia tutto il male possibile, tuttavia ci ostiniamo a considerarci CIVILI sol perché ci rifiuteremmo di tagliare le palle allo stronzo che abusa di un fanciullo: è questa la civiltà?
Voglio ritornare nelle caverne! W i TROGLODITI.
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21 agosto 2007 alle 13:03
Secondo me il problema finanziario è posto da Blondet in modo errato. Non esiste un complotto, semplicemente xché ognuno fa il suo mestiere. I creditori si preoccupano che il capitale torni indietro a scadenza, le agenzie di rating valutano la solidità e la solvibilità del debitore. I politici ora incaricati di governare *dovrebbero* pensare al bene dei cittadini dello Stato debitore. Invece pensano solo a spendere allegramente x sé e x i loro amici. Purtroppo ora come ora vedo la bancarotta come l’unica ancora di salvezza perché permette di far pagare subito a tutti gli errori passati e presenti senza la possibilità di scaricarli sui giovani. L’alternativa (una politica economica seria e liberista che tagli pesantemente le tasse e la spesa pubblica x rilanciare il PIL e rendere così sostenibile il debito) è *IMPOSSIBILE* finché ci saranno resistenze così forti e trasversali a una cura del genere. [PS: impossibile anche avere un sistema pensionistico decente se non nascono nuovi bambini ... alla lunga si arriverebbe ad andare in pensione a 90 anni x mantenere i genitori di 120
]
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21 agosto 2007 alle 13:16
@Gambino
Ho letto anch’io l’articolo di Battaglia: ho avuto la netta sensazione che Sartori, con la scusa del clima su cui non può dire niente di originale, sferri un attacco ingiustificato alla chiesa cattolica, un attacco che fa parte del quadro di demonizzazione generalizzata di chesa, papi, preti, principii e quant’altro. Tutto ciò può servire per deridere e mettere in dubbio le basi fondanti della nostra civiltà.
Questo per preparare il nuovo ordinamento europeo? L’uomo nuovo d’EURSS? Mah!
Stiamo molto bene in campana!
Cordialmente – NC
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21 agosto 2007 alle 14:08
Per restare fuori tema e parlare di ambiente credo sia interessante leggere questo articolo ed andare in libreria.
Finalmente qualcuno inizia a mettere in dito nel vespaio guardando la realtà come essa ci appare e non come vorremmo che essa sia seguendo l’ideologia di parte. E’ palese; il programma del Kgb sul pacifismo degli anni 80 ai nostri giorni ha dato i suoi frutti e solo adesso incominciamo a vederne le conseguenze. Mia nonna diceva:”non bisogna chiudere le porte della stalla quando i buoi sono scappati”. Chissà, forse è già tardi per correre ai ripari. Chi vivrà vedrà..
(18 agosto, 2007) dal Corriere della Sera
SCENARI Un saggio denuncia i rischi crescenti e l’ inutilità di proteste, manifestazioni e appelli
Ma il nucleare dei poveri non teme la piazza
Disseminazione atomica: è sbagliata la strategia dei pacifistidi
Chi ricorda più le grandi manifestazioni, gli appelli di intellettuali e scienziati e le prediche di tutte le suocere e i Catoni di certa cultura e certa politica, che negli anni della guerra fredda condannavano gli esperimenti nucleari? Nacquero allora anche i «partigiani della pace»: una sigla nobilissima. Erano, peraltro, partigiani anche del comunismo e dell’ Unione Sovietica. Gli esperimenti contro cui si protestava erano, guarda caso, solo quelli americani. Non ricordo (m’ inganno?) proteste contro quelli sovietici. Quelli americani (è chiaro) minacciavano la pace, quelli sovietici la difendevano. E poi gli esperimenti americani (e un po’ lo si disse pure per quelli francesi nel Pacifico) inquinavano l’ ambiente, erano un rischio ecologico e sanitario, avevano tristi effetti nel tempo e nello spazio. Gli altri, no. Eppure fra i «partigiani della pace» vi erano cattolici e protestanti, i primi «verdi», sinceri indipendenti o fautori delle cause umanitarie, e alcuni anche di orientamento occidentale. Delle proteste contro gli esperimenti atomici e dei «partigiani della pace» si persero poi le tracce, specie da quando comunismo e Unione Sovietica non ebbero più forza di suggestione e di guida. Il pacifismo odierno sembra preoccuparsi di altro. Il rischio atomico è venuto meno? Se non si parla più di esperimenti atomici, non c’ è ragione di preoccuparsene? Non è così, naturalmente. Il rischio atomico è, anzi, aumentato di molto. La potenza degli ordigni è di gran lunga maggiore di quelli di Hiroshima e Nagasaki. Sono aumentati coloro che possono procurarseli o che ne sono in possesso. Il controllo delle grandi potenze nella politica mondiale è diminuito. Sono molti i capi e gruppi politici che possono muovere passi avventati e irreversibili sulla via dell’ «olocausto nucleare». Sono aumentati anche gli «incidenti» atomici. Vi sono, poi, ragioni meno note, ma molto più inquietanti. Quali? Si legga Il bazar atomico di William Langewiesche (Adelphi, pagine 196, 18), dedicato al diffondersi del Nuclear Poor: ossia, insieme, il nucleare dei poveri, e il nucleare povero. Il mondo qui descritto è sconcertante. il mondo del commercio clandestino di uranio, della connessione del traffico di droga con l’ atomo e il terrorismo, delle possibili fabbricazioni artigianali e per così dire domestiche di ordigni nucleari rudimentali e sporchi, ma efficaci e devastanti. il mondo del contrabbando di gasolio dall’ Iran e di oppio dall’ Afghanistan, il mondo che va dalla Turchia al Nepal e al Bangladesh ed è l’ oggetto proprio dell’ attenzione di Langewiesche. Un mondo del quale si servono anche i governi (il Pakistan ha fatto passare di qui pezzi chiave di centrifughe a scopi militari, comprati clandestinamente). Un mondo fatto di clan e «famiglie allargate» (da 20 a 200 mila membri!), per il quale passa la «via dell’ uranio». Il «nuovo proletariato atomico» è nato in parte su questa via. La descrizione di Istanbul e Rawalpindi come sue tappe è impressionante. In altra parte è nato dall’ attività di uomini ignoti o quasi. Come A.Q. Khan, scienziato pakistano (laurea a Karachi e dottorato a Berlino in ingegneria metallurgica), che, agendo da spia, portò in patria segreti nucleari finiti anche in Iran e Corea del Nord. O come l’ americano Mark Hibbs, che vive a Bonn, viaggia molto ed è «sconosciuto al grande pubblico, ma andrebbe considerato uno dei più grandi reporter in circolazione». Non è una spia, ma un serio professionista che elabora tutte le informazioni sul nucleare che si procura in modi noti a lui solo e le pubblica, neppure ben pagato, in articoli riservati a pochissimi specialisti e ai servizi segreti di tutto il mondo. Si capisce, così, come Europa, Usa e Cina siano stati incapaci di impedire «la diffusione globale delle armi nucleari» e di fronteggiare «la feroce determinazione con cui i paesi postcoloniali, in qualche caso agendo di comune accordo, intendono procurarsele». Tipico in questo senso il caso del programma «Atoms for Peace», poi obliterato, che Eisenhower lanciò per dare informazioni sul «nucleare civile» ai Paesi che le chiedevano, come se esse «non avessero nulla a che fare con la costruzione dell’ atomica». Generosità? Ingenuità? Ma certo neppure i meno ingenui e generosi hanno evitato l’ universale proliferazione atomica. La vendita di materiali e attrezzature per ordigni nucleari da parte di industrie occidentali o di informazioni in materia da parte di paesi come il Pakistan sono un esempio di ciò che fa fallire ogni tipo di controllo. Per non parlare della disponibilità di testate nucleari, non si sa quanto ben custodite, in un Paese come la Russia, o in Paesi in cui l’ atomica è gemellata con fragilità sociale, povertà e instabilità politica. La conclusione è amara, ma virile. Non si può rinunciare alla «diplomazia della non proliferazione», ma, visto com’ è andata finora, si deve «accettare la realtà parallela di un mondo in cui molte nazioni posseggono l’ atomica, e alcune sono pronte a usarla». Fin qui Langewiesche. Come sempre, le buone medicine non hanno nulla di dolce. La medicina è qui di trovare il modo di regolarsi con questa «realtà parallela». sicuro solo che il modo non è quello di «strepitare e stigmatizzare la follia di massa» in grandi manifestazioni di piazza, perché si è ben sperimentato che questo «lascia il tempo che trova». C’ è da credere che, se gridassero di meno le piazze e operassero di più i governi, forse qualche ragno dal buco si caverebbe.
Galasso Giuseppe
http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2007/08/co_9_070818066.xml
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21 agosto 2007 alle 14:26
Ciao Senatore,
rieccomi qui, in un post che non è “compatibile” con le domande che mi tormentano: cosa ne pensi di quanto sta succedendo da qualche giorno intorno al cosidetto “PDL”, Berlusconi, Brambilla e il mondo politico in generale? Cosa succede in FI? Cosa succede fra i Colonnelli di FI? Le domande sono d’obbligo perchè il tuo silenzio Senatore…. è assordante.
Un saluto sincero dal mio bel Piemonte.
Marina Lussiana
P.S.
Ho messo l’indirizzo del tuo blog nei miei link su:
http://www.marinalussiana.ilcannocchiale.it
GUZZANTI
CARA MARINA2, IL MIO SILENZIO E’ TALMENTE ASSORDANTE CHE E’ USCITA IERI UNA MIA INTERVISTA ALLA STAMPA – TU SEI PIEMONTESE, NO? – SUL TEMA, CHE INDICHI E CHE E’ STATA QUI LINKATA E COMMENTATA.
IO NON CONOSCO COLONNELLI.
LA BRAMBILLA E’ IN GAMBA, L’HO CONOSCIUTA E LAVORO CON LEI ALLA STESURA (PER LA PARTE IDEOLOGICA) DEL PROGRAMMA DEL PDL AL QUALE SONO ESTREMAMENTE FAVOREVOLE.
SODDISFATTA?
PUO’ INOLTRE ASCOLTARMI DOMATTINA ALLE NOVE SU RADIONEWS 24 E CREDO CHE DOMANI USCIRA’ ANCHE UNA MIA INTERVISTA SU LIBERO, SEMPRE SULLO STESSO TEMA.
E SE CI FACESSIMO DARE UN’OCCHIATA DALL’OTORINO, TANTO PER ESSERE SICURI CHE L’ASSORDAMENTO NON DIPENDA DA PROBLEMI AURICOLARI ?
GUZZANTI
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21 agosto 2007 alle 14:34
OT
Ricevo da La voce di Megaride quanto segue:
21 Aug 2007 11:21:16 +0200
Diamo notizia dell’avvenuta costituzione di un comitato operativo pro Bruno Contrada.
L’esigenza di un gruppo organizzato di lavoro è dovuto ai seguenti precisi elementi:
a) la vasta eco diffusasi presso l’opinione pubblica sul “caso Contrada” ;
b) la conseguente risposta di solidarietà dei cittadini di ogni ceto sociale, con la relativa richiesta di VERITA’ circa uno dei Misteri Italiani tra i più insondabili seppure tra i più grossolanamente architettati;
c) la razionale compattazione delle singole spontanee forze ed iniziative che – nel tempo a venire – avrebbero corso il rischio di risultare dispersive;
d) l’accorpamento dei mezzi di comunicazione a disposizione dei singoli volontari nonchè delle specifiche professionalità e competenze individuali.
Il gruppo di lavoro, provvisto di professionali ed affermati mezzi di comunicazione è così composto e dotato:
1) webmagazine identitaria con annesso giornale on line http://www.vocedimegaride.it ;
2) GiustiziaGiusta http://www.giustiziagiusta.info che ha già collaborato alla realizzazione di due iniziative pubbliche con “La Voce di Megaride”;
3) Onlus disabili “Senza Barriere” http://www.senzabarriere.info con annessa emittente radiofonica;
4) V.I.P.-Napoli CineVideo Produzioni;
5) Forum tematico on line “Blu Notte” intitolato alla celebre trasmissione televisiviva di Rai3 dedicata ai Misteri Italiani http://blunotte.forumfree.net
I referenti del comitato: Ida e Vittorio Contrada, fratelli di Bruno.
Priorità assoluta del comitato è, al momento, la valutazione tecnico-scientifica a cura di competenti clinici delle precarie condizioni psico-fisiche di Bruno Contrada in carcere e la relativa richiesta di scarcerazione per motivi umanitari.
info@vocedimegaride.it
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21 agosto 2007 alle 15:03
Per non dimenticare. Da Avvenire di Oggi
di Filippo Rizzi
Si respira ancora oggi, a più di duecento anni, un’aria di malinconia e di solitudine nella piccola isola francese di Madame, uno zoccolo di terra increspato ogni giorno dalle onde grigioverdi dell’oceano Atlantico, dove nel 1794, durante il cosiddetto «Terrore» rivoluzionario, furono detenuti 829 preti cattolici, di cui buona parte trovarono la morte per stenti e sofferenze lungo le sue sponde. E non a caso questo piccolo lenzuolo di terra, di quasi due chilometri quadrati raggiungibili a piedi con la bassa marea, non è lontano da La Rochelle, la famosa città-fortezza ugonotta, di manzoniana memoria, caduta nelle mani del cardinale Richelieu nel 1628, durante la guerra dei Trent’anni. Ancora oggi per i cattolici locali l’isola di Madame rappresenta il simbolo della violenza dell’anticlericalismo della Francia repubblicana, simile per recrudescenza e orrore a ciò che accadde contemporaneamente in Vandea, verso quei sacerdoti, fedeli al Papa (a quel tempo Pio VI), che si rifiutarono di accettare il giuramento di fedeltà alla Costituzione civile del clero del 1791: i cosiddetti «preti refrattari». le Madame parla attraverso le sue pietre, i suoi monumenti apparentemente anonimi e le reliquie di quel lontano martirio. «Questo è un luogo piccolo e desolato – rivela il vicario generale della diocesi de La Rochelle, monsignor Yves Guiochet – ma tutto parla eloquentemente di quella sofferenza. In un tempo come il nostro di secolarizzazione della società, quel martirio collettivo può rappresentare un segno di memoria e di fede viva per i cristiani di oggi ma anche di rispetto e di riconciliazione per tutti gli altri francesi». E in effetti tuttora, il 27 agosto di ogni anno (nel giorno della memoria liturgica del martirio di le Madame), la diocesi de La Rochelle organizza un pellegrinaggio di ricordo e preghiera: «Un’occasione – annota monsignor Guiochet – per tenere viva tra il popolo di Dio la memoria il sacrificio di questi nostri fratelli nella fede». Ma per comprendere il senso del luogo bisogna tornare con l’orologio del tempo all’11 aprile 1794, quando oltre 800 preti secolari e religiosi (tra loro anche mon aci benedettini e cistercensi, carmelitani, cappuccini, domenicani, gesuiti e fratelli delle scuole cristiane) vennero ammassati, «stipati – si legge in una testimonianza di quel tempo – come acciughe in un barile» sui famigerati pontons, vecchie navi negriere della marina francese usate ai tempi della Rivoluzione come deposito, ospedale o addirittura prigione, ormeggiate a Rochefort, presso La Rochelle. La destinazione dei deportati era la Guyana francese nell’America del Sud, ma i velieri inglesi che incrociavano le coste della Francia impedirono il viaggio. E così su quei prototipi di «campi di morte» galleggianti molti terminarono la loro vita a causa degli stenti e dei maltrattamenti subiti: sovraffollamento, fame, malattie, freddo e caldo, percosse. Da allora i deportati divennero nell’immaginario collettivo «i martiri dei pontoni di Rochefort». Furono circa 540 le persone che morirono per stenti e malattie come il tifo durante la prigionia forzata, terminata il 7 febbraio 1795. E di questi ben 254 trovarono sepoltura definitiva su questo piccolo lembo di terra, ribattezzato dalla vulgata e dalla cronaca di quel tempo con il triste soprannome di «isola dei preti» (île des prêtres). Il loro sacrificio è stato riconosciuto come grazia di martirio da Giovanni Paolo II, attraverso la beatificazione di 64 di essi, avvenuta a Roma il 1° ottobre 1995 e il cui processo canonico è stato istruito grazie alle testimonianze scritte dei sopravvissuti. Ben 285 sacerdoti furono infatti liberati da le Madame il 17 febbraio 1795 e poterono così raccontare i tormenti subiti e le storie di calvario quotidiano vissute sulle imbarcazioni-prigione. Le testimonianze di quel tempo raccontano che i sacerdoti deportati furono privati di tutto, anche di ciò che avevano di più caro: i breviari, i Vangeli, il crocifisso. Il primo della lista, quasi a simboleggiare il capofila di un martirio ideologico, fu l’allora canonico della cattedrale e vicario generale dell a diocesi di La Rochelle Giovanni Battista Souzy, morto sul vascello Deux-Associés e sepolto proprio nell’isola di Madame il 27 agosto 1794: il giorno che poi è diventato quello della memoria ufficiale della Chiesa. Anche se tradizionalmente, ma nel mese di ottobre, pure i lefebvriani della Fraternità di San Pio X compiono lungo queste sponde desolate un pellegrinaggio di memoria: «Quasi ogni anno percorriamo un cammino di 17 chilometri, accompagnati il più delle volte da giovani scout, dalla terra ferma all’isola di Madame – annota il cattolico tradizionalista Dominique Rémy – per raggiungere il piccolo cimitero dei martiri della Rivoluzione. Un pellegrinaggio per non dimenticare il loro sacrificio e scoprire le radici della nostra fede». Ma quella del Terrore e della persecuzione contro i «preti refrattari» e tutto ciò che poteva rappresentare l’Ancien Régime è una pagina di storia che fu denunciata con grande onestà intellettuale anche da uno storico di formazione socialista e d’impronta marxista come François Furet (del quale si celebra quest’anno il decennale della scomparsa) nel suo bel libro La critica della Rivoluzione francese. Di fronte a vicende come quella avvenuta ad esempio sull’isola di Madame, secondo Furet, l’azione perpetrata dai giacobini e dallo spirito libertario della Rivoluzione non fu «altro che una anticipazione di quello che avvenne, anni dopo, nei gulag sovietici di Stalin». Attualmente l’isola di Madame non figura menzionata spesso dalle guide turistiche ed è meta soprattutto di persone in cerca di silenzio e solitudine. Con i piccoli monumenti dedicati ai martiri della Rivoluzione, infatti, convivono sull’isola una fattoria abbandonata, una fortificazione militare risalente al 1703 e ora in disuso e alcune vecchie baracche di pescatori. Nonostante le innumerevoli testimonianze sugli orrori qui avvenuti, l’unica reliquia sopravvissuta alle intemperie è un minuscolo crocifisso di legno, realizzato grazie a ll’intaglio di un coltello da pescatore: la tradizione vuole che il piccolo manufatto fosse tenuto in mano dai sacerdoti in punto di morte. Ma l’anonimo scultore non è riuscito a terminare la sua opera e così la piccola croce è conosciuta localmente come il «Cristo senza braccia». Oggi, a simboleggiare il sacrificio di quei preti e quasi a marcare una traccia indelebile nella memoria collettiva, sono sorti nel centro della piccola isola un santuario dedicato alla Madonna e una grande croce-monumento formata da pietre, sotto le quali riposano in una tomba comune i 254 sacerdoti vittime della Rivoluzione. E ogni 27 agosto ciascun partecipante al pellegrinaggio commemorativo deposita un nuovo piccolo sasso sulla croce. «La tragica storia di quest’isola ci deve insegnare – riflette infine monsignor Guiochet – il valore e il coraggio di questi sacerdoti e di come hanno trovato forza e pace nella loro fede. Ma pure che dobbiamo essere vigili e attenti che l’odio non trionfi mai più nella nostra società e che non accadano mai più misfatti di questo tipo».
e Ancora.
di Antonio Giuliano, sempre da Avvenire di oggi
Questa è una storia che difficilmente troverete sui manuali scolastici. Sarebbe una macchia troppo grande per la decantata Rivoluzione francese. E qualcuno potrebbe anche sobbalzare all’idea che i paladini di liberté, égalité, fraternité crearono un clima da catacombe, come quello dei primi secoli del cristianesimo.
Ed invece la furia giacobina non risparmiò neppure trentadue religiose, condannate a morte dal tribunale di Orange nel 1794. La loro colpa era una vita di preghiera e il «fanatismo» per colui che riconoscevano come unico “rivoluzionario” della storia : Gesù di Nazaret. Soltanto a lui potevano giurare eterna fedeltà. Anche a costo della propria vita. E furono accontentate: la ghigliottina pose fine alla loro esistenza. Si rimane sbalorditi nel constatare il faldone di documenti raccolto nel libro Le martiri d’Orange. La persecuzione dei cattolici nella Francia giacobina di André Reyne e Daniel Brehier (Il Cerchio, pp. 262, euro 17), a cura di Matteo d’Amico con la traduzione di Sandro Totti.
La cronaca volutamente «fredda» degli eventi non fa che aumentare lo sbigottimento per la carneficina scaturita dalla Rivoluzione. In particolare di quel periodo chiamato «Terrore», che durò dall’autunno 1793 all’estate 1794. Pochi mesi, ma sufficienti per far cadere un numero sproporzionato di teste. Ovunque entrarono in funzione dei tribunali straordinari che emettevano sentenze già scritte. Uno dei più feroci fu quello di Orange, nella Francia sud-orientale: dal 17 giugno al 5 agosto 1794, ordinò la decapitazione di 332 persone, fra queste 36 preti e le 32 religiose.
Le suore furono rastrellate in diversi conventi e rinchiuse nella prigione «La Cure» di Orange: appartenevano a ordini differenti, in maggioranza Orsoline e Sacramentine.
Una persecuzione inaudita e brutale che affonda le origini nella battaglia culturale condotta dai philosophes contro la Chiesa, i dogmi della fede e i riti della religione, ritenuti contrari alla ragione e alla morale del secolo dei Lumi.
L’obiettivo non era eliminare Dio, già apertamente negato, quanto quello di rimpiazzarlo con la Dea Ragione. Con esiti anche grotteschi, come la sostituzione del calendario gregoriano con quello rivoluzionario. Drammatica fu la profanazione e la chiusura dei luoghi sacri, la confisca dei beni ecclesiastici, la cancellazione dei segni cristiani perfino nei cimiteri. La Costituzione civile del Clero, condannata anche da papa Pio VI, poneva la Chiesa nelle mani dello Stato. Il clero doveva scomparire o prestare il giuramento di «libertà-uguaglianza».
Anche le suore dovevano giurare in nome di quella liberté che aveva già fatto fuori migliaia di credenti. Era inconcepibile che dei giovani potessero mettersi al servizio di Dio: per i rivoluzionari di professione la loro era solo superstizione e fanatismo. Per questo non riuscivano a comprendere la gioia di quelle religiose che con il rifiuto del giuramento preferivano il patibolo. In carcere continuavano ad alzarsi alle 5 del mattino per pregare e dar conforto agli altri disperati.
Andavano serenamente incontro alla morte, al punto che vollero baciare la ghigliottina e ringraziare giudici e carnefici. Una di loro disse: «Sono fuori di me dalla gioia, perché vedrò il mio Signore». La più giovane aveva 24 anni. Sarebbero state tutte beatificate da Pio XI il 10 maggio 1925.
Un sacrificio ignorato per anni. Una testimonianza che lasciò incredulo perfino il boia: «Queste disgraziate muoiono sorridendo».
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21 agosto 2007 alle 15:20
Berlusconi pare che stia costruendo il partito delle libertà. Pare; perchè non è certo. Sembra più che altro che stia costruendo un impianto atomico sotterraneo, e che soltanto i “servizi segreti” del tg3 riescano a captare le intenzioni dell’ex Premier. E allora ecco gli agenti segreti al microfono che parlerebbero a nome della Cdl. Chi sono questi agenti dell’investigazione che “frenano”sulle intenzioni berlusconiane? Sono quelli che frenano sempre, che mai accelerano: sono le voci dell’Udc che, secondo il tg3, “è la forza politica della Cdl che si oppone al progetto di Berlusconi”. Sfilano in tanti: Cesa, Rotondi e Buttiglione. Poi anche la Lega: “che se lo faccia da solo Berlusconi il partito delle libertà”. C’è anche l’opposizione di AN che poi quando si da voce a Matteoli, capisci che AN vuole sedersi al tavolo per partecipare alla costruzione del partito delle libertà. Ed a proposito di freni e di frenate; quand’è che ufficialmente, formalmente, determinatamente, incavolatamente si diffida l’Udc di “frenare” a nome della Cdl? Che freni per conto dell’Udc e lasci in pace la Cdl! Risulta a qualcuno che l’Udc sia da tempo dentro la Cdl al punto di permettersi di farsi gioco del suo vero leader? E a Silvio Berlusconi dico: giuro che siamo stanchi di sopportare questo partito delle frenate e degli scuoiatori, che sta portando dentro i ruderi della Cdl. frustazione e alienazione. Davvero, on.le Berlusconi vuole correre il rischio di fare scappare dalla sua area politica gente leale, affidabile e combattiva come noi per decisioni che non arrivano mai contro questa palla al piede del fronte liberale del centrodestra italiano, chiamato vertice dell’Udc?
Maralai
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21 agosto 2007 alle 15:30
Caro Senatore, sto leggendo il libro “Storia Nera. Bologna La verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti” scritto da Andrea Colombo, giornalista di Liberazione.
Da pag. 335 pag. 343 si parla con estremo interesse delle indagini condotte della commissione Mitrokhin; Colombo conclude che la rissa ingaggiata in seno alla commissione ha oscurato l’unico elemento certo emerso dalle indagini, vale a dire la ferma determinazione degli inquirenti bolognesi nell’ignorare ogni traccia che potesse contraddire la loro assiomatica e pregiudiziale certezza sulla matrice fascista della strage.
Mi sembra una voce fuori dal coro, in quanto proveniente da un uomo della sinistra radicale, che rende onore alla ricerca di verità della commissione da Lei presieduta per la parte attinente all’argomento del libro.
Un caro saluto
Vito
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21 agosto 2007 alle 16:13
-jm- scrive:
21 Agosto 2007 alle 13:03
…….[PS: impossibile anche avere un sistema pensionistico decente se non nascono nuovi bambini alla lunga si arriverebbe ad andare in pensione a 90 anni x mantenere i genitori di 120 ]
Forse questo sarebbe PIU’ che possibile semplicemente tornado ad un sano e saggio e più INTELLIGENTE sistema contributivo; magari aumentando i contributi pensionistici in cambio di minori ritenute fiscali
ALLA FACCIA della “quaificante conquista sindacale” dell’introduzione del sistema attualmente in auge voluto dalla trimurti sindacale unitamente al conteggio fatto sugli ultimi 5 anni di salario invece che sull’intero percorso contributivo.
Alla lunga le cazzate si pagano sempre!
g.b.
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21 agosto 2007 alle 16:17
Da associttadini (di sinistra) leggo e posto:
Sab 18 Ago 2007 10:06 am
Quotidiano per la sinistra
18 agosto 2007, 00:22 – Ultimo aggiornamento alle 17:16
Why not. Dopo Prodi, Mastella?
Andrea Santini, 26 luglio 2007
Giudiziaria Un’altra anticipazione di Panorama sulla vicenda giudiziaria che unisce la superloggia di San Marino alla Regione Calabria attraverso i finanziamenti dell’Unione Europea. Dopo aver tirato in ballo il premier, stavolta l’obiettivo è il ministro della Giustizia, leader dell’Udeur.
Un’altra anticipazione di Panorama sulla vicenda giudiziaria che unisce la superloggia di San Marino alla Regione Calabria attraverso i finanziamenti dell’Unione Europea. Dopo aver tirato in ballo il premier Romano Prodi, stavolta l’obiettivo è il ministro della Giustizia Clemente Mastella, leader dell’Udeur. Il settimanale è cauto, spiega che non c’è alcun rilievo penale nelle conversazioni del ministro intercettate, ma che, secondo il consulente tecnico del pm Luigi De Magistris, un ex vice questore, vi sono “rapporti intensi” e a volte “familiarità” con alcuni indagati.
Che sono due, e non di poco rilievo. Uno è Antonio Saladino, ex punto di riferimento della Compagnia delle Opere in Calabria, poi capofila di una serie di società che si occupano di lavoro e che, dalla Calabria, stendono le loro maglie fino a Roma e oltre. L’altro è un personaggio a suo tempo noto, il cui nome compare nella lista della P2 sequestrata a Licio Gelli: Luigi Bisignani. Una carriera giovanile all’Ansa come giornalista, poi passato a ruoli di manager nel parastato, infine condannato a tre anni e rotti per la vicenda Enimont. Insomma, uno dei protagonisti di Tangentopoli, poi, come molti altri ex piduisti, risorto dalle ceneri.
In questa vicenda lo vediamo nel ruolo di dirigente della Ilte, una delle più avanzate aziende tipografiche europee. Che però, nelle carte dell’inchiesta Why not di De Magistris, è indicata come uno dei punti di riferimento telefonico del generale della guardia di finanza Cretella, uno degli uomini più vicini all’ex direttore del Sismi Pollari,, allora comandante del secondo reparto, vale a dire il reparto “I” come intelligence, coinvolto anche lui nell’inchiesta. E, adesso, a chiamare Bisignani è il guardasigilli Clemente Mastella. Che sicuramente sarà in grado di spiegare, così come sarà in grado di spiegare Prodi il numero di telefono a lui intestato dalla società Delta, altra società coinvolta fino nell’inchiesta di De Magistris. Resta il fatto che , in questa storia, vi sono molti elementi che possono provocare imbarazzi. Perché se da una parte alcuni indagati di questa inchiesta fanno parte dell’entourage del forzista Pittella, o delle frange di Comunione e Liberazione, altri indagati fanno parte, in Calabria, della sinistra di governo, o hanno fatto parte, degli entourages di Romano Prodi. O possono venire a lui riferite per giri di parentele. Il fratello di Luigi Bisignani, Giovanni, è diventato amministratore delegato dell’Alitalia con Prodi presidente dell’Iri, e dal 2002 è direttore generale della Iata, l’associazione che riunisce 230 compagnie aeree.
Comunque la si voglia girare, questa vicenda appare sempre di più all’ombra di una scarsa trasparenza. A meno che non sia tutta un’enorme bufala. O una associazione a delinquere che ha approfittato di amicizie, o solo di conoscenze, senza che queste lo sapessero, per fare i propri affari.
L’unica possibilità per uscirne, a chiunque e in qualsiasi veste tocchi di entrarci, è chiarire subito il proprio ruolo. E non è neppure sicuro che, a questo punto, sia sufficiente.
http://www.aprileonline.info/4282/why-not-dopo-prodi-mastella
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21 agosto 2007 alle 16:31
vi vuole tolleranza zero come dice bene Gentilini
http://giancarlo-gentilini.blogspot.com/
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21 agosto 2007 alle 17:06
Non so se il PDL incontrerà i favori dell’elettorato, anche perché ignoto è ancora il programma che lo caratterizzerà.
Spero soltanto che i deiderata della gente (il popolo sovrano) incontrino le menti pensanti addette all’ardua impresa. Mi piace credere che fra i fondamentali pragmatici del PDL siano compresi:
1) Massima sicurezza per i cittadini;
Ripristinare la scuola del merito;
2) Eliminazione del parassitismo dei furbi;
3) Dare un ordinamento giuridico ai sindacati;
4) Il riordinamento della Magistratura con annessi e connessi;
5) Lo Stato sprecone impedito dai controlli incrociati;
6) Rinnovamento della legislazione fiscale per impedire l’esosità dello Stato impositore;
7) Abolire la legge Finanziaria;
9) Abolire gli Ordini professionali;
10) Riformare la Bassanini e ripristinare i CORECO (meglio le prefetture).
Un decalogo da Mosè come programma, ma una necessità da non negligere. Certamente non ho esagerato, anzi…
Farsi credere dai cittadini è la prima ovvietà cui dover assolvere, e nessuna bega di poltrone e, se dovessero nascere dei casini, senza titubare un secondo: un calcio nel kulo e via.
CF
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21 agosto 2007 alle 17:11
Caro Vito (Circololibero), sul tuo messaggio delle 15,30:
ti segnalo che sul blog di Gabriele Paradisi da qualche settimana la Strage di Bologna è al centro del dibattito, ed il libro di Colombo è più volte citato come fonte preziosa.
ti segnalo l’ultimo articolo sull’argomento:
Il patto (seconda parte):
http://gabrieleparadisi.splinder.com/post/13354531
e due precedenti:
L’accordo Moro:
http://gabrieleparadisi.splinder.com/post/12846617
Il patto (intervista a Gian Paolo Pellizzaro)
http://gabrieleparadisi.splinder.com/post/12528641
E’ in preparazione un nuovo articolo dai contenuti molto interessanti:
Il patto – parte terza: i depistaggi.
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21 agosto 2007 alle 17:18
Chiedo umilmente scusa Senatore, ieri ero ai monti e li niente giornali…. Ti dirò però, che io condivido totalmente l’operato della Brambilla e di Berlusconi, per me è Lui il vero “politico giovane” della nostra cara Italia. In pochi anni è arrivato dove ben pochi sarebbero riusciti, un politico con la “P” maiuscola. Non me ne vogliano quelli che vorrebbero un nuovo leader, la gente lo segue proprio perchè dei politici “vecchia maniera” (che quando parlano nessuno capisce ciò che dicono) non ne possono più.
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Marina Lussiana
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21 agosto 2007 alle 17:21
Adornato: «La Brambilla? No ai professionisti dell’anti-casta»
da La Stampa.
M
^^^
L’ennesima frenata al progetto del Cavaliere arriva da Adornato. «Come ci sono i professionisti della casta, ci sono i professionisti dellanticasta. In tutti e due i casi si crea un regno delle oligarchie». Così l’esponente di Forza Italia parla di Michela Brambilla e del progetto del Partito delle libertà al Corriere della Sera. Il deputato azzurro che da tempo lavora al progetto di un Partito delle libertà, dice di non temere la Brambilla: «Io non la temo affatto, sia chiaro. E non sto difendendo Fi contro di lei, non sto nè con luno, nè con laltro. Comincia a pesarmi questa situazione, sento un disagio politico profondo a stare in un partito senza regole democratiche».
Maralai si domanda cosa sta succedendo dentro FI dopo che Vittoria Brambilla(che io chiamerei Vittoria Azzurra, non mi piace il cognome Brambilla) ha fatto l’unica cosa fattibile e apprezzabile come i Circoli della libertà, ossia la costruzione di una Casa comune di aggregazione politica delle forze d’opposizione. Vittoria Azzurra(Brambilla) è persona preparata e determinata; e persona in grado di darti rappresentanza politica nelle stanze dei Ballarò, dove i maschietti e le femminucce(vedasi anche la bellissima Prestigiacomo) che ora insorgono come api inferocite contro l’Azzurra Maria Vittoria, ci hanno fatto tanto penare. Ma è mai possibile che “perfino” il sottoscritto che vive tra i nuraghi si sia accorto da tempo del progetto dei “Circoli”, li abbia accolti con slancio, li abbia difesi da subito, e chi fa il deputato di FI non si sia accorto di niente? Cosa significa “professionista” dell’antipolitica? Caro Adornato, guarda che non stiamo parlando di Leoluca Orlando ma di una persona che sta presentando una novità straordinaria validissima per tutta l’opposizione del centrodestra liberale e i suoi larghi confini di idealità civili e democratiche, e che tende a svegliare il dormitorio entro certi ruderi, e svecchiare un andazzo politico che ha finora portato ossigeno a Prodi anzichè all’opposizione. La chiami antipolitica? Ma qual’è la politica della Cdl od anche di FI? Non fosse per il sen. Guzzanti(e tutti noi “rivoluzionari”) avreste continuato a votare per Prodi e a tenerlo in piedi quando doveva essere bastonato sulla politica estera. Dirò di più, contro questi dormiglioni: che questo blog(Legione Guzzanti) sta uscendo di prepotenza da uno strano recinto del panorama politico cui si stava per pavidità cercando di relegare. Lo sapevate della sciabolata contro i famosi tre, Bonini, Travaglio e D’Avanzo? Avete solidarizzato con il sen. Guzzanti per la montagna che si è scelto di scavalcare? Non lavete fatto? Perché non lavete fatto? Di questo blog finalmente la stampa sta iniziando ad accorgersene e non per merito dei deputati che pure dovrebbero sostenerlo. Ora, per serietà, ponderazione e qualità “rivoluzionaria”, questo blog inizia a consolidarsi come soggetto politico e la sua voce è destinata di essere ascoltata. E il messaggio non è soltanto per farmi sentire da nuora; ma perchè anche Berlusconi ascolti.
Maralai
(mn)
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21 agosto 2007 alle 17:36
A PROPOSITO DI CO2
Se con la SALPA ASPERA? (creatura mangia gas serra)? che vive nellOceano, due ricercatori americani hanno scoperto che si potrebbe smaltire il 30% della CO2 globale (http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/07_Luglio/17/salpa.shtml segnalato con un mio vecchio post), i tedeschi con una centrale che brucia pannolini riciclati sono riusciti ad abbattere le emissioni di CO2 nellambiente addirittura del 90% .
Se così stano le cose, cè il rischio che il Pecoraro nazionale sinnamori di questo nuovo sistema di centrali e prepari con lappoggio degli altri sinistri solidali un decreto per disporre il divieto assoluto delluso delle mutande tradizionali ed allo stesso tempo obblighi i cittadini ad indossare pannolini e pannoloni per riuscire ad ottenere il triplice risultato di avere la materia prima sempre a costo zero, massimo risparmio finanziario e di emissione di anidride carbonica ed il passaporto per la storia. (A firmare un decreto del genere Prodi avrebbe tutto da guadagnare così potrebbe indossare almeno un pannolone visto che da quando governa con la sinistra radicale sè dovuto abbassare sempre di più le mutande per poi toglierle del tutto).
A parte il faceto, la notizia dei pannolini è circolata davvero, eccola:
http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2007/07_Luglio/09/pannolini.shtml
In Germania prima centrale a pannolini
Dalla combustione di cinquemila tonnellate di pannolini, è possibile produrre una quantità di energia pari a 1.225 kilowatt. La prima centrale in Europa che brucia pannolini usati e produce energia per 40 case è entrata in funzione a Meckenbeuren, nella regione del Baden Wuettenberg, nel sud della Germania. La fondazione Liebenau ha ideato l’impianto che, con un brevetto registrato a livello europeo, è alto undici metri e impiega ogni anno fino a 5.000 tonnellate di pannolini usati (circa 2,1 milioni), ritirati regolarmente da ospizi e ospedali. Il risparmio è di 350 mila euro per le strutture sanitarie sui costi di smaltimento – secondo i dati della fondazione – e del 90% delle emissioni di CO2 per l’ambiente. La produzione di energia è pari a 1.225 kilowatt e alimenta i 26 locali della fondazione e altri 14 nel raggio di 40 chilometri; è previsto l’aumento della quantità, in vista di nuovi accordi con ospedali della zona. La fondazione, che impiega circa 4.800 persone anche in Svizzera e Austria, è stata costituita 135 anni fa; si occupa di assistenza ad anziani e a disabili, offrendo anche corsi nel campo paramedico.
10 luglio 2007
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21 agosto 2007 alle 20:41
Caro Sen. Guzzanti,
qualche mese fa lei propose dalle colonne di Panorama e da questo Blog un alleanza a Michela Brambilla. Ne discutemmo insieme sul blog, ricordo che lei scherzò sul fatto che siete entrambi due rossi (di capelli), una razza in via di estinzione a quanto pare (aggiungo io).
Ora il progetto Partito della Libertà sembra partire. Chi frequenta con attenzione il blog o ha buona memoria non sarà rimasto stupito da quanto si legge in questi giorni (vedi blog del 15 giugno).
La vera novità per me è che Lei potrebbe essere coinvolto nel progetto del Partito della Libertà, come abbiamo letto su La Stampa e come lei stesso ci ha confermato sul blog. E noi della Legione Guzzanti, noi “fanatici guzzantiani” (come ci apostrofò un avversario), noi movimentisti di Rivoluzione Italiana, dobbiamo e possiamo sentirci partecipi di questo progetto?
Con affetto, Vito
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21 agosto 2007 alle 21:42
@ Vito, alias Circololibero: forte, “Legione Guzzanti”!
mn
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21 agosto 2007 alle 21:56
Pannolini tutto compreso? Anche la kakka?
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21 agosto 2007 alle 22:42
Giorgio Cerruti
A proposito del PDL ecco una opinione per me interessante di Marcello Pera :
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=3410&ID_sezione=&sezione= (commento di M.Pera sul PDL)
e intanto Michela Vittoria Brambilla si reca dal notaio e, per conto di Berlusconi, registra nome e simbolo .
. E il Nostro Senatore ne scrive il programma ideologico (e cioè quel progetto liberale e liberista di cui tanto abbiamo parlato) ..
Senatore: posso esprimerle tutto il mio più sincero compiacimento?
Giorgio Cerruti
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21 agosto 2007 alle 23:26
PARTITO LIBERTA’: FRATTINI (FI), PRONTO A DIRE SI’ (LA STAMPA)
(ASCA) – Roma, 21 ago – ”Si’, mi piacciono le sfide. Quando
diventera’ un partito, sono pronto a entrare, se il
presidente Berlusconi sara’ d’accordo”. Lo dice in
un’intervista a La Stampa, il vicepresidente dell’Unione
Europea ed esponente di Forza Italia, Franco Frattini, a
proposito del Partito delle liberta’.
”Sono un aderente di Fi ma – spiega Frattini – sento il
bisogno di tornare alle origini del progetto liberista e
liberale del 1993”.
Secondo l’esponente di Fi, ”Berlusconi ha capito che la
nuova vittoria elettorale in cui lui confida, a ragione, per
il 2008, non puo’ essere figlia soltanto della sconfitta per
il governo Prodi”. E, dalla prospettiva della nascita del
nuovo partito, ”Forza Italia non ha niente da temere: il suo
‘miracolo’ originario resta in piedi, ma non basta. C’e’ una
fascia elettorale che non voterebbe per noi, che puo’ essere
intercettata da un messaggio diretto come quello che portano
i Circoli della Liberta’ di Michela Vittoria Brambilla”.
Infine, in prospettiva del referendum elettorale, Frattini
rileva che ‘’se non ci si riesce a mettere d’accordo su una
piccola modifica di quella attuale, allora e’ meglio andare
al voto. Il 15 gennaio 2008 la Corte Costituzionale dara’ il
via libera, credo, al quesito referendario, e noi lo
vinceremo, ci batteremo per il si’. Poi si dovra’ votare alle
politiche per le nuove regole, e allora il Partito delle
liberta’ sara’ il ‘listone’ pronto per tutti, per rispondere
al Partito democratico”.
red-val/sam/bra
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&id=338979&catid=3&limit=20&limitstart=0
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21 agosto 2007 alle 23:30
E invece Cesa, e quindi Casini, tanto per cambiare la pensa diversamente (certo che l’invidia è una gran brutta bestia per gli ex balenotteri).
PARTITO LIBERTA’: CESA (UDC), E’ SOLO MARKETING (REPUBBLICA)
(ASCA) – Roma, 21 ago – ”Il Partito delle liberta’ di
Berlusconi non e’ una cosa seria, e’ un’operazione di
marketing politico-elettorale”. A pensarla cosi’ e’ il
segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa che, in un’intervista a
Repubblica, spiega che ”Berlusconi ha un’idea padronale del
centrodestra” e ”crede di potere vincere le elezioni con il
partito dei Corona…qualsiasi cosa pur di raccattare
consensi”.
”Ma – continua Cesa – il Paese ha bisogno di risposte
serie. Il leader di Fi pensa a un centrodestra alle sue
dipendenze”.
Quanto all’ipotesi che il nuovo partito tragga origine dai
Circoli delle liberta’ di Michela Vittoria Brambilla, il
segretario, dopo aver negato che l’Udc, ‘’sempre ammesso che
la cosa sia vera”, sia interessata, osserva che ”i partiti
sono una cosa seria e non si possono basare sul marketing
politico. Un partito e’ passione, nasce per difendere i
valori, principi in cui si crede e non per captare i desideri
della gente e poi non realizzarli”.
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&id=338979&catid=3&limit=20&limitstart=0
Peccato che dimentichi che chi non ha permesso la piena realizzazione del programma è stata proprio l’UDC che ha sempre remato contro Berlusconi.
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22 agosto 2007 alle 00:13
Posto un po’ di commenti sul PdL:
ANSA
2007-08-21 16:36
PDL: IL NOME ED IL LOGO SONO GIA’ DELLA BRAMBILLA
PORTO ROTONDO (SASSARI) – Michela Vittoria Brambilla risulta già titolare del nome e del simbolo ‘Partito delle Liberta” come risulta dal sito ufficiale dell’Ue per l’armonizzazione del mercato interno. La registrazione ha validità per il territorio italiano.
Il sito, raggiungibile su Internet, dà innanzitutto informazioni sul “nome del marchio”: “Partito della liberta”. Il numero del marchio è 006203012 e si tratta di un “marchio comunitario”. La data del deposito del marchio, si legge sempre su Internet, é il 6 agosto del 2007 e si tratta di un “marchio individuale” di “tipo figurativo”.
Sempre nella stessa schermata vengono elencati i prodotti e i servizi della cosiddetta “classificazione di Nizza” che servono ad individuare gli ambiti in cui il marchio è prodotto. Alla voce titolare figura “Brambilla Michela Vittoria” come “persona fisica”, e compare anche un indirizzo per la corrispondenza: in via Torino a Milano. E’ anche indicato graficamente il simbolo: un logo rotondo con la scritta Partito delle libertà ed un arcobaleno con i colori della bandiera italiana.
Colori che vengono anche specificati nel paragrafo indicazione del colore: “Azzurro, rosso, verde, bianco”. Sempre dallo stesso si evincono altre informazioni. La prima alla voce “rappresentante”, in cui figura la dicitura Jacobacci e partners spa con sede in via Senato 8 Milano. C’é anche una voce priorità. In essa è indicato come paese l’Italia.
Il marchio, secondo quanto si evince sempre dal sito, non ha validità solamente sul territorio italiano ma anche sull’intero territorio dell’Unione europea.
CALDEROLI AVVERTE BERLUSCONI
“Spero che la posizione di Berlusconi sia quella della smentita alla ‘Stampa’. Questo nuovo contenitore del Pdl sembra fatto apposta per sostenere il referendum. Allora, se è così, verrebbe meno l’accordo con Umberto Bossi”. Lo afferma Roberto Calderoli (Lega Nord) ribadendo che al Carroccio “non interessano partiti unici”. “Il partito delle Libertà – prosegue il vice presidente del Senato – non interessa minimamente la Lega Nord. Noi speriamo che Berlusconi confermi la smentita che ha diffuso dopo l’indiscrezione della ‘Stampa’. Se così non fosse, sarebbe antipatico verificare che Berlusconi, da un lato mantiene i partiti così come sono, e dall’altro crei un contenitore, il Pdl, appunto, ideale per raccogliere i voti nel caso in cui passasse il referendum”. “Se veramente questo fosse il suo obiettivo – prosegue Calderoli – allora sorgerebbe un problema. Berlusconi s’era impegnato con Bossi garantendogli che si sarebbe battuto contro il referendum, lavorando anche alla modifica dell’attuale legge elettorale ma senza prevedere due cartelli elettorali. Speriamo di no. Ma se avesse cambiato idea viene meno l’intesa tra Lega e Forza Italia”.
LA RUSSA, OK BERLUSCONI,TESTIAMO PDL NEI PICCOLI COMUNI
“Berlusconi ha fatto bene a registrare il marchio del Pdl per evitare che lo facessero altri, estranei alla Cdl, prima di lui: è un primo piccolo passo verso il nostro obbiettivo che è la federazione del centrodestra”. Ignazio La Russa, capogruppo An alla Camera, saluta con favore il gesto del leader di Forza Italia, tuttavia sottolinea, senza grandi entusiasmi che sul tema dell’unificazione della Cdl “non c’é nulla di nuovo”. “Berlusconi lancia sul mercato politico una soluzione capace di contrastare quanto accade a sinistra con il Pd. Del resto – aggiunge – da anni An punta a un partito unitario. E’ chiaro a tutti che questo obbiettivo non è possibile raggiungerlo ora. Per questo noi lavoriamo a fondo alle nostre iniziative identitarie, attenti a futuri momenti di sintesi”. La Russa propone di fare esordire il Partito delle Libertà già alle prossime amministrative, nei comuni sotto il 15 %: “In quelle realtà dove è più facile fare accordi si può sperimentare questo nuovo logo”. Il dirigente di An non condivide le critiche di Lorenzo Cesa: “Sbaglia a parlare così, negando l’importanza del marketing. In politica i simboli contano, e molto. Cesa lo sa bene, basta vedere come legittimamente difende lo Scudo crociato”.
CESA, PARTITO BERLUSCONI? OPERAZIONE DI MARKETING
Il partito delle Libertà “non è una cosa seria”, è solo “un’operazione di marketing politico-elettorale” che a noi non interessa perché l’Udc punta al centro. Il segretario centrista Lorenzo Cesa commenta così, in un’intervista a ‘La Repubblica’, l’idea di Berlusconi di dar vita ad un partito ‘delle Liberta”. Berlusconi, per Cesa, “ha un’idea padronale del centrodestra”, “crede di potere vincere le elezioni con il partito dei Corona…qualsiasi cosa pur di raccattare consensi”. Ma il Paese, sottolinea, “ha bisogno di risposte serie”. L’Udc dunque, che “é un partito alternativo alla sinistra”, continuerà a fare le sue “battaglie in Parlamento”, spiega Cesa, dove accetta “il coordinamento con An ed Fi”. Ma resta critica sull’operazione-nuovo-partito anche perché ora punta ad una riforma elettorale sul modello tedesco e ha aperto un dialogo con Mastella e Pezzotta per dar vita ad un grande centro di ispirazione cristiana che abbia come riferimento i valori del Partito popolare europeo. Ma poi, conclude il segretario del partito, l’Udc come potrebbe allearsi con chi “propone lo sciopero fiscale?”. “Fi – dichiara – non ha detto un no chiaro alla Lega e questo ci fa dubitare della buona fede forzista”.
MONACO: A DECIDERE E’ UNO SOLO
“Bella cultura democratica! Dei disegni del Cavaliere ancora non si capisce granché, ma delle due l’una: o si tratta di sostituire FI con un altro partito senza o contro i suoi quadri, non a caso agitatissimi; oppure di fare della coalizione della Cdl un partito unico senza o contro gli alleati”. Lo afferma Franco Monaco, deputato dell’Ulivo commentando l’ipotesi della nascita all’interno della Cdl del partito delle libertà. “In entrambe le ipotesi – prosegue – a decidere è uno solo: e questa sarebbe una forza presidio di libertà e democrazia? Libertà poca, democrazia zero e men che meno ‘partito’”. “Una proposta – conclude il deputato dell’Ulivo – su misura per dipendenti disposti a consegnarsi a un padrone”.
ALEMANNO, ANCHE AN HA NUOVO PROGETTO
“Tutte le trasformazioni che stanno attraversando il centrodestra devono essere guardate con serenità senza cultura del sospetto”. Così il deputato di Alleanza Nazionale Gianni Alemanno commenta l’intenzione di Silvio Berlusconi di registrare presso un notaio marchio e logo di un nuovo partito, il nascente ‘Partito delle liberta”. “Una fase della casa della Libertà è finita – prosegue – bisogna quindi aprirne una nuova. Anche noi di Alleanza Nazionale stiamo procedendo sulla nostra strada con un nuovo progetto di aggregazione attorno alla destra politica e sociale italiana”. “Non ci preoccupa – sottolinea – quindi se il presidente Berlusconi ha intenzione di fare altrettanto attorno a Forza Italia. Il punto di unità del centrodestra afferma Alemanno – si ritroverà non attorno a sigle o aggregazioni forzate, bensì attorno a un nuovo programma che deve essere la base di un progetto per la nuova Italia che tutti i cittadini si aspettano”.
Porto Rotondo (Sassari), 21 ago. (Apcom) – Quello che si è scatenato attorno al nome del Partito delle libertà “è un ridicolo polverone, è tanto rumore per nulla”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con i cronisti che sono a Porto Rotondo. Ho voluto semplicemente evitare il rischio – ha aggiunto – che qualcuno si impadronisse di questo nome compiendo una sorta di appropriazione indebita di nome”. Un nome che per Berlusconi “è logico visto che c’è il sogno di fare un grande partito dei moderati e di garantirgli la possibilità di questa denominazione che è il seguito del nome Cdl e che in futuro possa essere espressione del Ppe italiano”. Michela Vittoria Brambilla “resta presidente dei Circoli e mi sembra già abbastanza perché credo che se domani si realizzerà il sogno sarà con regole democratiche e verranno eletti con sistemi di assoluta democrazia”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, conversando con i giornalisti presenti a Porto Rotondo. Quanto al fatto che il primo test del Pdl sarà a Courmayeur, Berlusconi ha precisato che questa è “una ulteriore iniziativa tesa al fine di evitare che altri possano intestarsi o appropriarsi di questo nome”. Il Cavaliere ha quindi assicurato che “ad oggi, non mi risulta alcuna intenzione di trasformare l’associazione dei Circoli della libertà in un partito politico”. Quanto alla registrazione che la stessa Brambilla ha effettuato davanti ad un notaio milanese, Berlusconi si è limitato a rispondere ai giornalisti che “lo ha fatto solo per farmi un favore”.
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&id=338979&catid=3&limit=20&limitstart=20
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22 agosto 2007 alle 00:15
Ma come è possibile?
La maggioranza degli elettori dell’Udc valuta molto soddisfacente l’operato del governo Prodi. Che ne pensi? Partecipa al forum
Martedí 21.08.2007 11:16
Colpo di scena. Clamoroso. Non c’è espressione sufficiente per definire i risultati di un sondaggio lanciato dal quotidiano online dell’Udc “Noi Press”. Alla domanda ‘Come giudichi l’operato del governo Prodi a un anno di distanza?’, la maggioranza degli elettori del partito guidato da Casini e Cesa risponde ‘Molto soddisfacente’ (quasi il 38%). Dato che se sommato alla percentuale di chi ha scelto la voce ‘Abbastanza soddisfacente’ (oltre il 14%) evidenzia che la maggioranza del popolo dell’Udc approva quanto fatto finora dall’esecutivo dell’Unione.
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&id=338979&catid=3&limit=20&limitstart=20
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22 agosto 2007 alle 00:23
“Legione Guzzanti” mi suona un po’ come “Esercito di Silente” (ebbene sì, lo ammetto… li ho letti tutti i libri di Harry Potter…) ma è carino lo stesso
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22 agosto 2007 alle 07:10
Caro Guzzanti,
quello che le scrivevo a proposito di eutanasia e Siamo vittime temo di un incredibile e scalcinato esperimento esoterico che qui ha trovato un terreno molto favorevole. Castellaneta è, rispetto ai paesi intorno, caratterizzata da fanaticheria? (noti la radice di fanatismo) che consiste in una maggiore tendenza al narcisismo ed al contemplativo (abbiamo anche dato i natali a Rodolfo Valentino, uno dei primi divi), caratteristiche che, a loro volta, ben si accompagnano a una pigrizia di fondo. La pigrizia e le altre caratteristiche vengono purtroppo assecondate ed anzi amplificate da chi, nellesperimento esoterico, trae vantaggi (che possono essere più o meno consistenti: talora, credo, si tratta semplicemente di sopravvivere). Chi trae vantaggi maggiori è chi più sta in alto e chi più sta in alto ce lo dicono i mass-media. In questo contesto è venuto ad abitare la mia famiglia quasi trentanni fa: siamo di queste parti originari, ma non di Castellaneta. La quale famiglia, a sua volta, è da tempo seguita da persone che per eufemismo direi: si interessano di occulto. Perché? Una coincidenza che vado ripetendo da anni vede nascere mio padre lo stesso giorno che Adolf Hitler (se lo ricorda linteresse di Hitler per lesoterismo?) prende il potere: è il 30 gennaio del 1933. Non sto a fare commenti sulle cifre della data, però osservi da sé comè attraente (quasi ipnotica) la data 30.01.33. Io non so se questo è stato linizio del gioco di società? che qualcuno si è permesso di fare con la mia famiglia, forse la cosa andava avanti già da prima. Chi sono queste persone? Naturalmente logica vuole che la Chiesa cattolica, per storia, territorialità ed altri fattori, abbia cominciato. Sono seguiti i fascisti, che hanno loro pure cominciato a fare rilievi e coincidenze fra la mia famiglia e lapparato pubblico nazionale (eh, i fascisti, precisi, si interessavano solo dal punto di vista della nazione). Dopo la guerra (faccio notare che losservazione morbosa dei miei familiari non ha evitato la catastrofe della seconda guerra mondiale, anzi chissà) leredità è passata ai nostri democratici? servizi segreti, i quali, per la loro democrazia? ogni tanto si permettevano rivelazioni a persone fidate (medici, caramba già questi sono i peggiori, perché dovevano tutelare lapplicazione del diritto) e così il gioco di società, con gli aggiustamenti? (ademocratici) suggeriti da categorie che andavano a influire contemporaneamente sulla mia vita e sulla vita di milioni di persone ignare è andato avanti per decenni. Ora non so: laltro giorno ho visto un maresciallo dei carabinieri che con fare affettuoso dava uno strappo al presidente del consiglio (nel senso che, sgradevolmente, come anche qualcuno fece con me lo stesso giorno faceva un gesto brusco, inusitato, se consideriamo la differenza di status fra i due): i carabinieri si preparano alla gestione?. Ma i militari, io e lei lo sappiamo, alla fine, sono narcisisti, contemplativi e pigri. La lascio perché devo andare allInps a lavorare.
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22 agosto 2007 alle 08:47
Stai a vedere che se Berlusconi continua a dormire, a rettificare, specie dopo che aver detto “qui si fa l’Italia o si muore”, plaudendo alla sacrosanta protesta di Bossi che era poi una sua idea(di Berlusconi), e ad addolcire i suoi proclami, a subire le frenate sfrenate di Buttiglione e di Cesa, che Casini, proprio senza ritegno tenta di tagliarli l’erba da sotto i piedi. Svegliati Silvio, svegliati; svegliati; ti supplico, svegliati!!! reagisci con veemenza, che ora ti stanno incastrando proprio su un terreno a te congeniale, quello delle tasse, visto che prima di tutti hai sollevato il dramma delle vessazioni subite dal popolo dall’eccesso di tassazioni. Svegliati Presidente! che ti stanno faccendo fuori! Senti cosa dichiara al Corriere il leader dell’Udc. dopo che tempo fa aveva dichiarato stizzito che le “tasse bisogna pagarle” e che l’idea dell’obiezione fiscale era una fesseria e una follia”, pur di romperti i coglioni(a te e a noi).
SVEGLIAT!!!!
Maralai
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da Il Corriere della Sera.
Casini: fisco, serve un abbattimento choc «La gente la pensa come Calearo. Propongo uno scudo tributario: mai più del 45% del reddito»
A sorpresa l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini non si schiera con quelli che buttano la croce addosso a Umberto Bossi, dopo la sua proposta di indire uno sciopero fiscale. Né si mostra scandalizzato per le affermazioni fatte a questo riguardo dal presidente di Federmeccanica Massimo Calearo. Secondo il leader dell’Udc la questione delle tasse, nel nostro Paese, rischia di diventare una vera e propria emergenza democratica. E Casini ha anche una sua controproposta: lo scudo fiscale. Si fissi, dice l’ex presidente della Camera, un tetto al cumulo di tutte le imposte che il cittadino deve pagare e si decida di non oltrepassarlo mai.
Presidente Casini, torna, prepotentemente, alla ribalta il tema delle tasse. Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica, nonché leader dell’associazione degli industriali vicentini, al meeting di Comunione e Liberazione, a Rimini, ha detto che lo sciopero fiscale proposto dalla Lega, è uno shock, ma ha anche aggiunto: «Però a mali estremi estremi rimedi…».
«Evadere le tasse è un reato… e un uomo delle istituzioni che crede nello Stato con la S maiuscola potrebbe finirla qui».
E lei, allora, la finisce qui?
«No, perché sarebbe semplicistico e fuorviante. Non è sufficiente dire un’ovvietà che non è in discussione, come quella che le tasse vanno pagate. Le parole di Massimo Calearo, che hanno suscitato tanto sdegno, sono parole che rappresentano il comune sentire della gente».
La quale “gente” sembra avere qualche problema con le tasse sempre più salate che deve pagare.
«Tra i cittadini e lo Stato deve esserci un rapporto di lealtà. Il cittadino dà allo Stato, pagando le tasse, e riceve in cambio servizi. Ma ormai nel nostro Paese questo rapporto è squilibrato. I cittadini italiani danno sempre di più e ricevono sempre meno. E così si rischia una grave frattura democratica. Non vedere una simile questione e limitarsi a dire che bisogna pagare le tasse è un atto di miopia straordinaria dal quale non possono che nascere guai ancor peggiori. Soprattutto se si pensa che i cittadini da noi danno come in nessun altro Paese europeo, e le imprese vengono tartassate come in nessun altro Paese europeo».
E intanto il leader della Lega, Umberto Bossi, ha proposto lo sciopero fiscale.
«Sia chiaro, Bossi ha fatto una delle sue boutade. Ma non è che se un matto (e lo dico, naturalmente con simpatia e affetto nei confronti del leader della Lega) evidenzia un problema giusto, si fa finta che il problema non esiste perché l’ha posto un matto. Questa del fisco è una delle grandi questioni democratiche del nostro Paese, guai a prenderla sotto gamba».
Beh, il centrosinistra non la sta prendendo sottogamba, onorevole Casini, ma sicuramente la sta affrontando in un modo diverso da quello da lei auspicato. Ed è il centrosinistra che governa il Paese.
«Guardi, io non so chi governerà nei prossimi anni. E so che non si governa né con la demagogia, né con le boutade,
ma so anche che un’alternativa al centrosinistra può materializzarsi proprio avendo il coraggio di proporre l’abbattimento del carico fiscale. Ci vuole uno choc salutare da questo punto di vista. Del resto, questa è proprio la politica fiscale che stanno portando avanti in Europa Nicolas Sarkozy e Angela Merkel».
Lei critica la politica fiscale del governo Prodi, intanto il centrosinistra, nella sua Finanziaria, ha avuto un occhio di riguardo per la famiglia. E a un cattolico come lei questo dovrebbe far piacere.
«Non è così, anzi. La famiglia è la grande tartassata di quest’ultima Finanziaria. vero che il carico fiscale per alcune fasce è stato alleggerito ma poi con lo sblocco delle aliquote Irpef, comunali e regionali, le cose si sono aggravate. La verità è che quel che divide la sinistra e un moderato e liberale come me è proprio la concezione del fisco. Il fisco non è uno strumento di redistribuzione del reddito e lo Stato non è un Robin Hood che in nome di un finto egualitarismo lo usa per riequilibrare le cose tra le classi sociali».
Sempre a proposito di tasse, anche il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ne ha parlato al Meeting di Comunione e Liberazione.
«Ed è stato tirato per la giacca da tutti ».
Vuole farlo anche lei?
«No, io voglio prendere il suo discorso per intero, proprio per evitare di stravolgerlo. E quel che ha detto il cardinal Bertone è che le tasse vanno pagate ma che lo Stato deve chiedere il giusto e non deve essere esoso, sennò nasce una questione democratica».
Va bene, ma lei allora che cosa propone presidente Casini?
«Io avanzo una proposta su cui secondo me tutta l’opposizione dovrebbe aggregarsi: quella dello scudo fiscale».
Ossia?
«Ossia si fissa un tetto alle imposte sul reddito a tutto il cumulo delle imposte e si decide che oltre non si può andare. Vogliamo fare il 40? Il 45? Decidiamolo, ma decidiamo anche che quella soglia non può essere oltrepassata. In questo modo non solo si eviterebbe che la gente evada le tasse ma anche che smetta di produrre. Però non basta…».
Che altro ci vorrebbe, secondo lei?
«Bisogna instaurare il contrasto di interessi. I metodi polizieschi come quelli del viceministro Vincenzo Visco non servono a nulla. Se io posso dedurre le spese del dentista piuttosto che l’affitto di un appartamento ho tutto l’interesse ad avere la ricevuta fiscale, e così sia il dentista che chi affitta una casa alla fine deve emettere una ricevuta. Poi c’è una terza cosa… un peccato che, ahimè, abbiamo commesso tutti, centrosinistra e centrodestra ».
Un peccato?
«In Italia esiste uno statuto del contribuente secondo cui le imposte non possono essere retroattive. Ma ogni volta si è sempre derogato da quello statuto. Lo hanno fatto i governi del centrosinistra come quelli del centrodestra. Ecco una cosa che a mio parere non si può più fare: di deroga in deroga il contribuente si sente preso in giro».
Maria Teresa Meli
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22 agosto 2007 alle 08:59
Berlusconi, citato sempre come concentratore mediatico, leggete qual’è la situazione reale:
Il centrodestra e la sfida di internet
di Andrea Camaiora – 21 agosto 2007
Vecchie e nuove forme di comunicazione: un argomento non secondario per un soggetto politico come Forza Italia, il cui leader è stato definito dai più come un «grande comunicatore», capace di parlare direttamente al cuore della gente. Ma Berlusconi – si obietterà – è proprietario di un impero mediatico di enormi proporzioni per la situazione italiana. A Silvio Berlusconi fanno riferimento infatti Mediaset (cioè tre reti televisive), un quotidiano (Il Giornale), due settimanali (Panorama e Chi), una radio (Radio 101) e un’enorme casa editrice (Mondadori). Insomma, come rilevato dai suoi oppositori, una gigantesca concentrazione.
Proviamo dunque ad analizzare i benefici che l’uomo politico Berlusconi e soprattutto il suo partito traggono da questo trust senza precedenti nella storia italiana: nessuno! Avete letto bene: nessuno. Non soltanto perché le leggi liberticide approvate dalla maggioranza di centrosinistra (e mantenute dal centrodestra per colpa di Casini) rendono pressoché impossibile massimizzare queste potenzialità, ma anche perché, comunque sia, le stesse reti del presidente di Forza Italia sono affollate da uomini con simpatie sinistrorse alla luce del sole. E’ poi cosa nota che, eccezion fatta per Il Giornale, il resto del sistema dei media «in mano» a Berlusconi non gioca a favore della sua parte politica. A ciò si aggiunga (non va mai dimenticato) che la grande stampa è saldamente nelle mani della sinistra. Cuore di questa sinistra militante è La Repubblica, l’ammiraglia del Gruppo Espresso, ma non fanno eccezione La Stampa (storico quotidiano liberale nel quale oggi la fa da padrone il trio Anselmi-Annunziata-Barenghi) e tanto meno Il Corriere della Sera, solo apparentemente più equilibrato, ma che, non a caso, vede in ruoli chiave sia Luciano Fontana che Roberto Gressi. Bene, il primo è stato caporedattore centrale dell’Unità ai tempi di Veltroni e ora è vicedirettore del quotidiano milanese. Il secondo, invece, capo della cronaca politica dell’Unità, sempre con Walter direttore, guida oggi la politica del Corriere da Roma.
Niente male, vero? Per completare il quadro desolante della carta stampata bisogna ricordare che al Gruppo Espresso (leggasi De Benedetti, aspirante prima tessera del Pd), fa capo un gran numero di quotidiani a fortissima penetrazione locale, che incidono tutti i giorni nella formazione dell’opinione pubblica. Ne citiamo soltanto alcuni a memoria per dare l’idea del loro raggio d’azione: Il Tirreno, La Nuova Venezia, La Gazzetta di Mantova, La Nuova Sardegna, Alto Adige, Il Piccolo, Il Mattino di Padova, Il Centro… Che dire poi dei tanti Oggi di Ciarrapico (Latina Oggi, Ciociaria Oggi, ma anche Nuovo Molise), anch’essi in orbita Pd? Si dirà: beh, almeno si salva Libero che è il quotidiano-corsaro del centrodestra. Sì, e che ha lo stesso editore dell’Unità! Possibile che nessuno si svegli? Direbbe Paolo Bonaiuti, per molti di noi un vero e proprio guru della comunicazione politica, di non dare troppo peso ai giornali. Effettivamente tutti insieme hanno circa 5 milioni di lettori (meno dei telespettatori del solo Tg1 delle 20) su 50 milioni di italiani: invero un po’ pochini. Già, ma se si aggiunge ad un quadro così sfavorevole l’assetto radio-televisivo, allora sì che lo scenario è grigio (Radio Capital, Radio Deejay e Radio M2O sono del Gruppo Espresso)!
Perché diventi nero, del resto, basta pensare al primo anello del sistema dell’informazione: le agenzie stampa. Per rendersene pienamente conto sarebbe forse necessario dovervi fare i conti tutti i giorni, ma quello delle agenzie è sicuramente un ambiente ampiamente compromesso e occupato (sempre dai soliti, che non siamo noi di Forza Italia). Lo è al punto tale che un comunicato stampa, nel quale si attacca (magari efficacemente) Veltroni, può faticare (nonostante mille sollecitazioni) ad essere pubblicato, attendendo anche diverse ore dopo l’invio. In un contesto caratterizzato dalla quasi immediatezza di pubblicazione non è poco. Altri, in frangenti simili, parlerebbero di vera e propria censura. E farebbero bene, perché di questo si tratta.
Forza Italia e il centrodestra hanno dunque di fronte a sé un’ultima chance: si chiama internet e per ora tra gli azzurri (con la lodevole, solitaria eccezione di questa rivista) è alquanto sottovalutata. Se oggi possiamo dire, senza timore di essere smentiti, che il grande appuntamento con l’informazione quotidiana è rappresentato dal Tg della sera, dunque dal piccolo schermo, è altrettanto facile affermare che già ora internet rappresenta un colossale mezzo di comunicazione e informazione. Alcune cifre? Google ha quasi 18 milioni di visitatori unici, Libero.it 10 milioni e 500 mila, Yahoo 10 milioni e 300 mila. Le edizioni on line di Repubblica e Corriere rispettivamente poco meno di 5 e poco più di 4 milioni. Ma già oggi, navigando in rete, si può ammirare la capacità di penetrazione della sinistra.
Bene, contro il mediatico Veltroni la rete potrebbe rivelarsi determinante, ma è necessario muoversi subito con strumenti, risorse e teste a disposizione. Il movimento giovanile di Forza Italia, sempre più spesso felice eccezione, aveva varato a livello nazionale un tavolo di lavoro sulla comunicazione fortemente voluto da Beatrice Lorenzin. I giovani aspiranti «comunicatori» avevano prodotto ricerche ed idee interessanti, in particolare sulle nuove forme di comunicazione (su indicazione proprio dell’onorevole Bonaiuti, che ha pressoché sempre partecipato alle riunioni, con i deputati-giornalisti Piero Testoni e Giorgio Lainati). Molti dei progetti elaborati, pur di indubbio valore e di non impossibile realizzazione, sono purtroppo per ora rimasti sulla carta. Sarebbe non solo un peccato, ma anche un colossale errore di strategia politica non trasformarli in realtà.
Andrea Camaiora
http://www.ragionpolitica.it/testo.8194.html
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22 agosto 2007 alle 09:06
Qui senza trombe senza fanfare senza soggezione si sta cominciando a fare sul serio: ora che questo blog è diventato negli scritti una fucina di idee e scambi, ora che. anche grazie alle ferie, si sono ridotte le querelle urlate, proprio ora si sta acquisendo la giusta visibilità. Stiamo per festeggiare l’anno di vita e questo primo risultato è tutto merito del padrone di casa e di tutti coloro che con assiduità hanno seguito questo percorso. Come dire ci vuole il suo tempo ma piano piano i risultati vengono fuori.
A tutti coloro che si sono assentati strada facendo copio ed incollo questa bellezza:
I PASTORI
Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natía
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!
Ora lungh’esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l’aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.
Ah perché non son io cò miei pastori?
Buona giornata
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22 agosto 2007 alle 10:50
Messaggio N°432 21-08-2007 – 20:47
Tags: Editoriali
Il vasetto della Nutella
di Marina Salvadore
Approfondendo i temi della criminalità in Italia, collegati a quel fenomeno ormai conclamato in special modo nel mondo della Finanza internazionale – dantica collusione tra potere politico e mafie, siamo soliti cascare nel becero luogo comune che assegna tutta la responsabilità alle mafie, alla criminalità dichiarata? che ricatterebbe costantemente lo Stato ad ogni piè sospinto, quasi ne fosse il direttore generale?, il regista! Istintivamente, diamo per scontato che sia la Politica in balia della criminalità ma non è sempre così; almeno, non in tutti i grandi, irrisolti, Misteri Italiani degli ultimi trentanni della nostra Storia, eccezion fatta per certi regolamenti di conto? nelle cosche, nelle ndrine e nelle famiglie, fini a se stessi. Meditare su di un vasetto di Nutella potrà sembrare alquanto singolare ai giustizialisti come anche ai garantisti che si affacciano quotidianamente alla ribalta, dottoreggiando ma allopinione pubblica, alla gente normale? che ha generalmente laspetto innocente e innocuo della presunta dabbenaggine, è concessa questa follia pindarica. Prendendo spunto da un innocuo vasetto di Nutella, così come i più grandi filosofi alchimisti traevano ispirazione e si scambiavano dotte elucubrazioni tra iniziati? dalla giusta lettura in codice di quelle apparentemente assurde favolette popolari dei Miti e degli Eroi, destinate al volgo nellintenzione che esso non ne deducesse il back-stage?, il vasetto di Nutella parla? chiaramente di un coperchio e di un vasetto ridondante di leccornia. Proviamo a stabilire che il coperchio è la mafia? ed il vasetto pieno è il Potere Politico. Perché alla criminalità si assegna il ruolo di coperchio? Semplice! Deve servire a coprire?, ad occultare a golosi palati altrui esercitati solo al piacere fittizio della trasgressione dietetica,ai diabetici? sudditi tenuti a stecchetto, il contenuto del vasetto. Solitamente, il coperchio è concesso in uso ai custodi?, ogni volta che si svita e riavvita sul contenitore, a qualche leccata dei pochi residui di bontà schizzati dal tesoretto? verso lalto o raccolti sul bordo dalla pulitura di lama dello spalmino usato per distribuire sulle fette di pane, degli illustri commensali ammessi al private-party la sensuale cremina. Una delizia, la Nutella di Stato, ricca di proteine, zuccheri, lecitine ed illecitine?, appalti, poltrone, nocciole e denari, tessere di partito, surrogato di masson-glacè?, concentrato di banche e borsa, essenza di brogli, pizzichi di finanza internazionale, elisir di lobby e finto antiamericanismo! A bassa temperatura ambiente solidifica un po, la Nutella, ed allora salgono in superficie pezzetti di Ustica, della Cirio, del Sisde o del Sismi, finanche di Gladio, di magistratura parallela alla Giustizia (ma non alla Legge), di armamenti della seconda guerra, di falci e martelli, di Mitrokhin, di Contrada, eccetera Sta allabilità dello spalmatore di turno? rimescolare vigorosamente e velocemente con il ditino a moto frullatorio i grumi freddi, per raddensare sapientemente gli elementi e rifluidificare il composto da servire alla prossima libagione in conclave dei pochi eletti?. Cè chi da secoli va alla disperata ricerca del vaso del Graal, povero scemo senza avvedersi che il mitico? vasetto di Stato è più taumaturgico e potente di quello delle saghe medievali di re trafitti e cavalieri straccioni; ché il vasetto di Stato è un autentica riscrittura alla Down Brown del virtuale calice celtico, più realista ancora della riscrittura dellabusato Codice da Vinci. Qui, non esiste prerogativa di surrealità ma di reale?. La mafia?, custode alato del vasetto, ha il solo compito di svitare ed avvitare il coperchio, a seconda delle necessità del Potere, di coprire o scoprire il contenuto del vaso, semplicemente perché è lunica serva fidata non nutrendo interessi politici di sorta e proiettata al solo fine speculativo, per cui non rivendica seggiole pubbliche e troni. Riveste, se aveste ancora dei dubbi, gli stessi compiacenti compiti di un qualsiasi eunuco nellharem di un Sultano! Sarebbe quindi più giusto parlare di concorso esterno in associazione politica?, per i mafiosi piuttostochè di concorso esterno in associazione mafiosa? di talune vittime delle Istituzioni, scelti tra dirigenti, tutori dellordine e della Legge, solitamente intesi dal Potere Politico quali disturbatori? e sacrificate sulla pubblica pira, sempre vittime di calunnia e delazione e di kafkiani procedimenti giudiziari quando non di eclatanti stragi eternamente impunite, solo perché le vittime? attentavano alla segretezza della Nutella di Stato. Allincolumità del vasetto! Di facciata, questo Stato, ha una rete di servizi cosiddetti segreti? preposti alla sua tutela, con tanto di Ministro per gli Interni e Cesis e Ciis alle dipendenze del Consiglio dei ministri; peccato che siano utilizzati solo come ricche scenografie e abili comparse sul palcoscenico dellOpinione pubblica, non godendo di caratteristiche di segretezza e mai interpellate in affari di Stato?; anzi, nemmeno edotti e coinvolti nelle emergenze nazionali: servizi senza utenti. Un set di Topolinia, per la Walt Disney Corporation! Servizi costosi e ad uso privato di pochi, per inscenare pantomime di depistaggio da altri affari? di Stato! I cani da guardia, più utili dei predetti servizi?, addetti allavvita-svita del coperchio del vaso di Nutella, sono stati lanciati, spesso, allinseguimento dei cavalieri senza macchia? ed hanno sbranato più di un eroe?, favorendo lampliamento del santuario dei martiri dItalia, in nome dei quali ipocrite confraternite di pretini spogliati? gestiscono eventi, beneficenze, giaculatorie e concedono persino indulgenze, edificano chiese e altari offerti alla credulità popolare, per ammansire, depistare la coscienza civile. Chiunque sia individuato, nella cerchia dei santi martiri e della plebaglia, quale sobillatore del precostituito Ordine Pubblico? o detentore di Pensiero, Memoria e Parole scritte che minano la precaria stabilità del sistema? politico della Nutella, è messo a tacere con i due metodi scientifici, i due gradi di condanna in uso al POTERE: la denuncia, su testimonianze di pentiti? disponibili a frotte, di concorso in associazione mafiosao eversiva oppure, se il disturbatore incute al POTERE meno paura?, gli si scaglieranno addosso le centinaia di banche della Nutella, fino a ridurlo un fallito (chi, tra i grandi e piccoli eroi popolari italiani non ha in corso un fido, un mutuo, un finanziamento?). In questo Paese che continua a smerciare fino alla nausea i soliti miti del Risorgimento e della Resistenza, a sgolarsi tra Fratelli dItalia? e Nabucco?, tra stantio antifascismo e clericalismo di comodo, spiace dover riconoscere che le abusate pratiche di cui sopra, con i metodi della calunnia, della menzogna, della vessazione, appartengono alla corrente più giacobina e sinistra? della SINISTRA; quella che schifa letteralmente il POPOLO e ama il POTERE e che, in molti casi, ha meno senso dellonore di una qualsiasi famiglia? dellONORATA SOCIETA, chè ridotta, ormai, ad autentica classe operaia? del Potere, malgrado i vecchi sognatori ed idealisti di ogni parte sociale. Come ogni grande e perfetta macchina, però, il Sistema Nutella ha un suo punto debole: ha paura dei frammenti incontrollabili di VERITA di qualcuno de suoi fratelli dItalia? che ben conosce fatti e misfatti, nomi e cognomi, relativamente a certi misteri? ed a certe improvvise virate? di seggiole e troni nei Ministeri, nelle Istituzionifossanche la più Alta e, quando, come nel caso emblematico di Bruno Contrada, si teme che il capro espiatorio possa riservare memoriali o cronache, dettagli inconfutabili e manifestamente si fa di tutto per ridurlo al silenzio, al degrado psico-fisico, alloblio dei posteri allora vuol dire che le paure di cotanti notabili? sono personalissime e di varia entità e che ognuno ignora dellaltro il lavoro alla catena di montaggio del Sistema Nutella Sapendolo innocente persino i magistrati che lhanno condannato, i sistemisti? della Nutella insistono nella persecuzione a Contrada solo per ciò che Contrada nel suo lungo servizio potrebbe avere incontrato, conosciuto, sentito o visto senza rendersi conto che Bruno Contrada ancora non ha capito perché si trova, vecchio e ammalato, in un carcere militare e magari si sta chiedendo quale sia stata la sua unica imprudenza, leggerezza, lerrore di valutazione in unintera vita di scafato investigatore, nellaver magari dato fiducia ad uno soltanto de suoi collaboratori, capi o parigrado: era quello con le stellette o quellaltro con le mostrine? Quello che oggi è un generalone con gli stivali o quel finto-seminarista occhialuto? Mah! Alla gente semplice che implora Contrada di dire finalmente tutta la sua VERITA, avendone il diritto di cognizione, si può solo obiettare che, forse, qualcuno che ha occupato uno dei troni più alti dellempireo della Repubblica, magari sa molte più cose di quante ne abbia afferrate disordinatamente Contrada e che solo limprovvisa decretata follia o conclamata demenza, contratta per caso fortuito,accidentale o genetico se non addirittura già accertata in seme, tempo addietro, per qualche episodio diatonico, ciclotimico, della personalità, con evidenti segni di somatizzazione, può metterlo in condizioni di spifferare vita, morte e miracoli dItalia semprechè abbia voglia di rendere la pariglia ad antipatici confratelli, in chiusura di onorata carriera?. Ergo, le verità le attendiamo da altri? e non dai capri espiatori, che non sarebbero tali se avessero cognizione di tutta la verità assoluta e non solo dei brandelli di questa e se godessero anche dellesercizio di potere su di essa. Le attendiamo soprattutto da coloro che fingono di strapparsi le vesti a causa dellingiustizia italiana, che fanno i fessi per non andare alla guerra?: i perfidi ignavi di sempre, che, in un caso o nellaltro di manifesto stupore non riescono a nascondere dietro lostinata negazione di se ed i colpevoli silenzi la CONSAPEVOLEZZA della complicità delittuosa ed il pieno coinvolgimento nei lordi affari. E chiusa ermeticamente nel vostro vasetto di Nutella e Veleno la Verità! Ben venga, entro questera geologica, quel notabile impazzito e certificato a svitare e sollevare il coperchio dal vasetto dellammuffita Nutella di Pandora, così che, infine, muoia Sansone, sì, ma con tutti i Filistei! Abbiate paura di voi stessi, dellimmagine che vi rimanda lo specchio in cui amate riflettervi e non di un vecchio che giace stanco e inerte a marcire nelle patrie galerea meno che non temiate il suo sguardo diretto ancora vivo e autorevole, così come il grande elefante teme il topolino!
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22 agosto 2007 alle 11:04
LA TASSA SUL MACINATO
Su iniziativa di Quintino Sella fu introdotta, nel sistema fiscale del Regno dItalia, 1869, una tassa che divenne emblematica per definire lesosità del fisco: La tassa sul macinato?. Le macine dei mulini depoca furono dotate di contatori automatici mediante i quali ogni grammo di macinato (non solo grano) veniva censito e sottoposto al pagamento dellesoso tributo. Fu uno degli espedienti con il quale il ministro delle Finanze, Quintino Sella, riuscì a portare in pareggio il bilancio dello Stato oberato dai costi delle troppe guerre che lIndipendenza del Paese aveva richiesto.
La rivolta dei contadini fu violenta, dalle campagne i tartassati si ribellarono alliniqua imposizione che colpiva un bene primario come il pane. La crisi agricola fu affamatoria, il grano importato dallAmerica fece crollare il prezzo del mercato del 50% e la coltivazione del grano indigeno subì limpatto della concorrenza. Ecc, ecc
Il balzello fu abolito soltanto dopo 15 anni, nel 1884.
Ritornando ai giorni nostri, lalacrità impositoria del vice di TPS (ministro delle Finanze), Visco Vincenzo (novello Quintino Sella), come tassa sul macinato? ha escogitato di aumentare il balzello sui BOT, CCT, e obbligazioni varie che, benché nate esenti da balzelli per premiare coloro che prestavano soldi allo Stato, furono poi (proditoriamente) sottoposte ad un prelievo AUTOMATICO del 12,50% sui rendimenti. Oggi si pretende di elevare quel prelievo al 20%: e finisce qui la storia.
In compenso però, quel 27% che il fisco prelevava dai rendimenti dei c/c, viene ridotto al 20%: imposizione unica.
Le rendite finanziarie son servite.
Si dà il caso che il meccanismo è troppo semplice per essere encomiabile. Il problema sarà sempre lesosità di un fisco che non tiene in alcuna considerazione le necessità di coloro che dalla rendita traggono i mezzi per sopravvivere. Una rendita di 1000 euro allanno, verrà decurtata del 7,50%, il che significa 75 euro in meno per affrontare i costi della vita in continua ascesa. Quelli risparmiati sui c/c sono risibili.
Ben venga lo sciopero fiscale? che la Lega di Bossi organizza per lautunno. Molte cose belle promette laprico autunno, speriamo che il Dio della democrazia ponga il suo sguardo benevolo sul popolo italiano, mentre Bin Laden potrebbe interessarsi dei tartassatori.
Certo, bisogna convenirne, un debito pubblico di 1500 miliardi di euro è un drago che farebbe orrore a qualsiasi San Giorgio. Lesborso di circa 70 miliardi di euro annui, come interessi da corrispondere ai possessori di obbligazioni, è un onere pesantissimo per il bilancio dello Stato gravato da una spesa pubblica elefantiaca ed emorragica.
Il fatto è che se non si turano le falle del sistema, nessuna tassa sul macinato? potrà pareggiare il bilancio dello Stato e ogni rimedio non farà che incarognire il dissidio esistente fra fisco e contribuenti.
Pagare le tasse è un dovere; difendersi dallesosità fiscale è un diritto.
Celestino Ferraro
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22 agosto 2007 alle 11:09
Carissimo di RI
Dobbiamo renderci finalmente conto che l’UDC sta FORMALMENTE a destra, ma lavora per la sinistra, cercando di demolire la leadership di Berlusconi in piena campagna elettorale con le teorie delle discontinuità, stoppando le iniziative di aggregazione del centro destra, mettendo in discussione l’attività di FI con espressioni tipo “Solo Marketing”.
Anche quando era al governo l’UDC ha fatto opposizione dall’interno, impedendo le riforme, una vera “quinta colonna”.
Se oggi alla sinistra dovesse mancare un voto in parlamento state sicuri che lo fornirebbe l’UDC, se Prodi avesse bisogno di un appoggio esterno verrebbe dall’UDC, in campagna elettorale i danni peggiori per FI verrebbero dall’UDC, una volta al governo con la destra l’UDC farebbe da zavorra.
Questo modo di fare falso ed ingannatore del cittadino elettore dobbiamo smascherarlo NOI.
I sondaggi dell’UDC? Ma quando mai! Ma mi facciano il piacere!!
NC
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22 agosto 2007 alle 11:11
Una lettera su Libero di oggi ( l’intervista a Paolo no, forse preferiscono i “casinisti” come Buttiglione, come da tempo dico, Libero è la “nuona repubblica” Scalfariana ).
Saluti.
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Dobbiamo realizzare il nostro sogno di mezza estate
Caro Direttore Feltri,
In merito al cosiddetto “sogno di mezz’estate” vorrei che non rimanesse un sogno e mi piacerebbe farlo intendere al Presidente Berlusconi..
Egli mi conosce, anche se I nostri incontri sono sempre stati fugaci e caratterizzati dalla entusiastica eccitazione, sempre piena di speranza, che chiude I suoi incontri con la gente.
Sono infatti la responsabile di Musica Azzurra della Toscana, e ho avuto il grande privilegio di accompagnare spessissimo il mio coro nelle sue campagne elettorali dalla Nave Azzurra in poi.
Sono berlusconiana d’acciaio.
Ho scelto FI perchè è una creatura di Silvio Berlusconi.
Ho scelto FI perchè era una garanzia di novità, una certezza che I vecchi parrucconi della politica non vi avrebbero trovato posto.
La maggior parte degli elettori della Toscana non dicono , ma dicono .
Certo che Forza Italia non deve essere messa in discussione !
In questi anni è diventata il primo Partitod’Italia.
Ma, mi creda, non tutti gli Italiani amano scegliere la forma del .
Soprattutto gli individualisti elettori del centrodestra.
Essi amano la libertà di creare occasioni d’incontro, di proteste, di manifestazioni, anche liberamente.
Inoltre, molti, soprattutto in Toscana, vogliono poter fare politica senza necessariamente targarsi.
Infine : sapesse quanti elettori di An o Udc preferirebbero un contenitore comune con a capo Silvio Berlusconi, ma tale contenitore non può essere un Partito che già esiste, perchè li farebbe sentire dei “traditori” dei loro Partiti.
Il progetto del Partito della Libertà sembra proprio perfetto per rispondere a questa esigenza.
Inoltre proprio questo tipo di elettori finiscono prima o poi per sentirsi attratti dalle posizioni della Lega Nord, che reputano più decise e meno imbrigliate da logiche partitiche.
Insomma il Presidente Silvio Berlusconi ha sempre avuto il grandissimo pregio di aprire le strade, innovare (e lo dico da milanista sfegatata ), io, e moltissime persone come me, gli chiediamo ancora una volta di avere il coraggio di voltare pagina,di andare avanti.
Nessuno sarà ucciso, svuotato o vanificato : ciascuno troverà il proprio ruolo.
Ma questo “sogno di mezza estate” deve proprio realizzarsi, e speriamo tutti di svegliarci presto in un quadro politico rinnovato in cui certamente tutti miglioreranno, perchè, come tutti sanno, la competizione stimola ad essere migliori.
FORZA Presidente, che siamo in tanti a crederci.
Cordiali saluti.
“Consigliere Comunale di Forza Italia a Pisa
Responsabile di “Musica Azzurra” per la Toscana
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22 agosto 2007 alle 11:25
leggo nel mio “preambolo” nel prec. post, “faccendo”, anzichè “facccendo”.
mn
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22 agosto 2007 alle 13:04
RI-GRUPPI LAVORO – tematiche politiche e supporto
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Ciao a tutti,
Stiamo proseguendo con contatti privati fra coloro che siano interessati ad approfondire il loro impegno su RI.
A tale scopo Vi prego scrivere a CIRCOLOLIBERO, MARIA V, ed il sottoscritto alla email: pietroluigicrasti@tin.it
__________________________________________
Presto comunicheremo al Senatore Guzzanti e poi a tutti l’esito di questa iniziativa.
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22 agosto 2007 alle 13:09
Mi accingo a scrivere qualcosa di difficile, come al solito fuori sogget,dalle righe e dalle norme.
Chissa se riusciro a farmi capire.
In tutti i campi,emergono raramente persone al disopra delle norme (ho scritto norme, non regole), In Italia, siamo stati fortunati, ne abbiamo avuti alcuni, nellarco di duemila anni.
Un Cesare,Un virgilio, Un Da Vinci, Un Michelangelo, Un Giotto, Un Dante, Un Macchiavelli, fin anche e perche no, un Mussolini, Un Enzo Ferrari, Un Giovanni Agnelli, Un Fausto Coppi, Un Gino Bartali, Una Gina Lollobrigida, Una Sofia Loren, Un Fellini, (non Follini, quel coso grullo),Un Silvio Berlusconi, Un Benetton,Un Fermi, Etc. Nel loro ramo si possono definire quelle persone sul nome di animali?. Chocking vero?
Animali nel senso che in loro, gia dalla nascita céra già tutto,come nella bottiglia già dallimbottigliamento cè già tutto per fare un buon vino. In essi cèra in pratica la scienza infusa della loro arte. Percio, al difuori dallapprezzare o non si puo definire Silvio Berlusconi un animale politico, lui non viene da una Universita dove havrebbe frequentato scienze politiche, lui è uno dei casi che un giorno si studiera nelle universita.
Ultimamente abbiamo Valentino Rossi, Un animale motociclistico.
Lui è la moto, non cè scuola per formare uno cosi, questo typo di persona ha larte in se.
Vive solo per la sua arte, pensa solo alla sua arte, 200% intriso in essa. Ecco perche si puo definire, con tutto il dovuto rispetto e affetto, un animale sportivo.
Ora, la mia vita di ragazzo campagnolo, mi ha insegnato che un animale ferito finisce sempre con il morire. Ed io vorrei tanto sbagliarmi questa volta, ma temo proprio di no.
Hanno ferito a morte lanimale Valentino Rossi, adesso non è pù lo stesso.
Lunga vita al Signor Valentino Rossi, che sono certo uscira bianco come neve da questo tranello. Nel senso che ha fatto le cose legalmente. Molti Italiani farebbero lo stesso, se dopo essersi rotti il culo prendendo rischi pazzeschi, lo stato volesse loro fregare più della meta del reddito. Lunga vita al nostro Signor Valentino Rossi dunque, ma rivredemo un giorno lanimale motociclistico che il mondo cinvidia? Temo di no, solo un semplice campione, non più un mito. E allora noi gioiremo di che cosa allavvenire? Nel guardare la faccia di Visco, di Prodi, la falce ed il martello sulla bandiera rossa? Che cazzo faremo. Non solo ci fregate i soldi in tasca, ma anche i sogni dal cassetto.
Perche nos si trova un Padoa Schioppa per spiegarmi comè che abbiamo 15.000 miliardi di debiti, che nessun politico è mai stato tassato per avere sperperato i soldi che non cérano in cassa? Onorevoli? Si ma sempre meno miei cari Signori, salvo sintende il padron di casa e pochi altri.
Ed li, il problema, in parlamento ci sono pochi eletti e troppi chiamati. Hanno sentito la voce del signore, che disse loro venite figli miei qua cè da sbufare? E sono accorsi.
Qui di seguito un articoletto del Giornale di oggi che è alla base di questa mia esternazzione.
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Gli abbonati Fastweb non vogliono più Valentino Rossi come testimonial
di Redazione – mercoledì 22 agosto 2007, 11:29
Milano – Gli abbonati di Fastweb sono furibondi con Valentino Rossi e minacciano ritorsioni se lazienda continuerà ad utilizzarlo come testimonial. Lo scrive il settimanale “A” in edicola giovedì. Dopo le notizie sullinchiesta aperta sulla presunta evasione fiscale, Fastweb èstata subissata da proteste degli abbonati, scontenti di ritrovarsi Valentino come testimonial. Lazienda starebbe riflettendo sullopportunità di proseguire il rapporto col famoso pilota.
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Suggerisco a fastweb di scegliersi un altro testimonial, un inglese per esempio.
Vostro Pinco Pallino
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22 agosto 2007 alle 13:19
ben fatto….fiducia nella magistratura fino a prova contraria.
PS posso avere un contatto email diretto ?
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22 agosto 2007 alle 13:20
Per me l’UDC fa l’UDC. Se non piace basta non votarla. stop. Il Partito Delle Libertà? Vedremo a breve il programma e chi aderisce. Sono felice che si sia espresso positivamente Franco Frattini (spero futuro Leader). Come cattolico ho visto chel’UDC si è sempre battuta come un leone per difendere dei principi per me irrinunciabili. Sono felice di aver vinto diverse battaglie financo la guerra. Forza Italia per me è Berlusconi. Senza di lui tornerei a votare l’UDC come ho sempre fatto. Se nel Partito delle Libertà la componente cattolica sarà forte e ben rappresentata avrà il mio voto. Questa sarà la mia condotta.
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22 agosto 2007 alle 14:24
x maria v.:
ma, trattandosi di in sondaggio fatto online, siamo sicuri che a rispondere
siano stati tutti e SOLAMENTE elettori dell’UDC ?
non potrebbe esserci stato un inquinamento di sinistri per are una certa impressione e falsare, volutamente, il risultato?
cordialità g.b.
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22 agosto 2007 alle 16:09
Edoardo Rizzoli scrive che “Per me lUDC fa lUDC”, e sembra pure un complimento. Anche a Oristano(nella lontanissma, ma non fessa, Sardegna) il vertice dell’udici voleva fare l’udici; ossia andare in culo(nelle provinciali, così come nelle regionali, comunali e politiche) a FI e alla Cdl; prese una botta elettorale al primo turno(voleva umiliare forz’Italia!) per poi schieransi al ballottaggio con la vincitrice dell’Unione, e partecipare al bottino elettorale. Che ha fatto il popolo dell’Udc? Quello che dovebbe fare a Roma, Milano, Trento, Trieste, Messina e Pantelleria. Ha dato un calcio sui coglioni ai vertici(gli scuoiatori perenni di Berlusconi) e ha ribaltato la situazione facendo abbondantemente vincere la Cdl. Ecco; una cosa è l’Udc, l’altro è il vertice dell’Udc. Ma se voti Berlusconi vuol dire che appartieni all’Udc di base, l’Udc buono. Però se hai questi splendidi rapporti(anch’io ho amici dell’Udc, che s’incazzano ancora più di me contro i buttiglioni e i casini), allora di ai tuoi che dicano pure tutto quello che vogliono su Berlusconi, ma non a nome della Cdl. Ricorda loro inoltre che il granaio della Cdl è vuoto, per cui attingere a piene mani come hanno fatto finora(Casini presidente della Camera, Buttiglione ministro grazie alla Bibbia) è impresa ardua, se non inutile. E i cattolici, per l’amore del Cielo, non trascinateli(non trascinateci) in questa bagarre dei Circoli, di Berlusconi, dell’Udc. e dei futuri leader. Forza Vittoria Azzurra Brambilla!
Maralai
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22 agosto 2007 alle 16:33
Per Gianfranco Brambati:
io ho letta la notizia, ho strabuzzato gli occhi e l’ho postata. Altro non so.
Ma penso anche io che sia inquinato il risultato.
Per chi volesse contattarmi per il Gruppo di Lavoro di cui ha scritto Pietro inserisco questa e-mail creata per l’occasione (per non rendere di pubblico dominio la mia personale), privatamente la darò a chi ne fosse interessato:
mary.poppins42@libero.it
Maria
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22 agosto 2007 alle 16:34
Finalmente qualcosa si muove, ossia qualcuno inizia a reagire decisamente nei confronti del vertice dell’Udc. Basta lo stillicido dei vertici dell’Udc! Vogliamo la rivolta azzurra contro il vertice nazionale dell’udc, gli scuoiatori dichiarati di FI e di Silvio Berlusconi. Basta sentire Buttiglione(”Silvio, te ne devi andare, rappresenti il passato, aiutaci a trovare un tuo sostituto”!) parlare a nome della Cdl! Basta sentire Casini parlare a nome della Cdl! Basta sentirsi presi per il naso da Cesa, quello sulle ulteriori tutele (e soldi)ai parlamentari per non andare a puttane nei momenti di solitudine! A Roma il leader laziale di FI s’è rotto i coglioni di quest’andazzo molesto, irritante, di queste palle al piede della Cdl!!! Leggete l’articolo de Il Giornale.
(mi scuso per la “qualità” del linguaggio); e a Francesco Giro che non conosco, un abbraccio a più non posso.
Maralai
^^^
da IL Giornale
“Se lintenzione di Silvio Berlusconi era smuovere le acque, i primi effetti cominciano a vedersi. Almeno a Roma, dove il coordinatore regionale di Forza Italia nel Lazio, Francesco Giro, annuncia un brusco cambio di rotta nei confronti dellUdc. Questo dopo che il segretario centrista, Lorenzo Cesa, ha definito «una cosa non seria» e una «operazione di marketing politico» il Pdl di Berlusconi, «ammesso che lo voglia fare davvero». E attacca: «LUdc e il suo presidente nazionale devono precisare se Cesa parlava a titolo personale o le sue incredibili dichiarazioni riflettono la posizione ufficiale del partito».
In caso di conferma, ammonisce Giro, «Forza Italia si vedrà costretta a ritirare il suo appoggio alla candidatura di Luciano Ciocchetti alla presidenza della Provincia di Roma». Non un tentativo «di seminare zizzania» chiarisce il deputato azzurro, ma un vero e proprio atto daccusa verso Cesa che «con le sue dichiarazioni offensive sia verso Fi sia verso il suo leader ha gettato al vento un progetto Roma? al quale stavamo lavorando con sobrietà e fatica da tempo, insieme al senatore Baccini, che avrebbe potuto rilanciare un confronto serio fra le forze politiche della Cdl».
Una grave sottovalutazione, quindi, per cui «Cesa deve assumersi la responsabilità politica di ciò che dice» anche perché, chiarisce «Fi governa insieme allUdc molte amministrazioni locali e non solo nel Lazio ma in tutta Italia». E fa un parallelismo col 94 quando a definire «marketing elettorale» le scelte di Berlusconi fu «lallora segretario del Pds Occhetto che usò contro la nascita di Fi le stesse identiche accuse di Cesa». «La fine politica di Occhetto è nota – conclude Giro -, lesito della discesa in campo di Berlusconi lo è altrettanto. Non sta a noi ricordarlo allimprovvido e inelegante Lorenzo Cesa».
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22 agosto 2007 alle 16:36
L’ho letto su Legno Storto ed ho trovato conferma al link dell’Agenzia delle Entrate.
Ci stanno strizzando in modo tale da ridurci presto alla fame, da poco l’annuncio dell’aumento al 20% sulle rendite finanziarie (cioè sugli interessi che lo Stato paga al cittadino che gli impresta i soldi) e adesso quest’altra novità.
GLI EVASORI HANNO LE ORE CONTATI VISCO HA PRONTO IL FAMIGLIOMETRO
Sotto indagine? anche le famiglie. Una circolare dellAgenzie delle entrate ha definito i criteri in base ai quali lamministrazione tributaria può scoprire gli evasori. E la novità principale riguarda lintroduzione di una specie di famigliometro? che sarà utilizzato per scoprire eventuali scostamenti tra redditi dichiarati e beni acquistati non solo dal capofamiglia, ma anche da altri componenti del nucleo.
In pratica saranno passati al setaccio gli acquisti e le operazioni finanziarie incoerenti con le proprie posizioni reddittuali?.
Il possesso e la proprietà di aerei, imbarcazioni, roulotte, cavalli e auto dovranno essere fondati su solidi patrimoni regolarmente dichiarati al Fisco. In caso contrario il contribuente sarà tenuto a giustificare gli acquisti di lusso non spiegabili attraverso il reddito da povero?.
I controlli sono estesi anche alle operazioni finanziarie. E opportuno valutare gli elementi contabili desumibili dagli atti registrati? si legge nella circolare come ad esempio negozi di disinvestimento patrimoniale, successione ereditaria, donazione di denaro, stipulati anche dal coniuge e dagli altri famigliari che possono aver contribuito alle spese indice di capacità contributiva?.
E’ tutto scritto qua: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb949d44eda2f10/Circ_49E.pdf
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&catid=3&id=339126#339126
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22 agosto 2007 alle 17:17
Vi sottopongo l’articolo di Carlo Pelanda uscito su Il Giornale di oggi.
Sono le stesse cose che si dicono in questo blog da sempre.
Parla di sondaggi che indicano un ceto produttivo pronto a mobilitarsi.
Che si stia muovendo qualcosa sul serio?
Yugo
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Una rivoluzione non una rivolta
di Carlo Pelanda – Il Giornale – mercoledì 22 agosto 2007
Arrivato nel mio ufficio all’Università della Georgia, nei pressi di Atlanta, ho trovato una nota del fisco americano (Irs) che si scusava per un errato prelievo e un assegno. Qui le tasse sono moderate, per quei due mesi che insegno in America ricevo in cambio ottimi servizi pubblici anche perché la Contea (Clarke) ed il Comune (Athens) usano i soldi delle tasse locali sotto un attento controllo altrettanto locale. In generale, il più della gente non si lamenta troppo del contratto fiscale perché percepisce un giusto ritorno dei soldi dati al fisco e ha fiducia nella capacità della loro democrazia, governi la destra o la sinistra, di usarli bene con pochi sprechi. Perché qui la democrazia ed il contratto fiscale funzionano ed in Italia no?
Non abbiamo mai fatto rivoluzioni, in particolare quella liberale intesa come trasferimento del potere dai pochi ai molti.
In America, invece, lhanno fatta nel 18° Secolo, innescata da una rivolta fiscale contro il potere coloniale inglese.
E da questo atto nacque unAmerica che concede sul serio e non per finta il potere ai cittadini.
Per questo gli americani, unico caso al mondo, sentono un «patriottismo costituzionale» che non è un nazionalismo etnico, ma l’amore per una nazione dove l’individuo è libero ed i suoi interessi rispettati. E dove la classe politica è costretta a servire gli interessi della gente e non il contrario.
Da noi, come nel resto dell’Europa continentale, ciò non è avvenuto e la democrazia liberale è più forma che sostanza, la seconda riempita dalla continuità storica del modello aristocratico, il potere ai pochi.
Per questo da noi le tasse non sono regolate dal principio di giusto ritorno e produttività sociale. Vi sono motivi storici/antropologici per questa differenza tra America, ed Inghilterra, ed il resto dell’Europa.
La democrazia liberale è figlia del modello nordico e sassone, fusi in Inghilterra e diventati teoria politica operativa grazie alla migrazione in America ed al suo emergere come potenza.
Solo la cultura anglofona ha compiuto rivoluzioni liberali, tutte le altre solo ribellioni che non hanno interrotto i modelli oligarchici pur variandoli.
Ma la rivoluzione americana è stata continuata per secoli da immigrati di tutte le culture. Il cristianesimo è una cultura rivoluzionaria della libertà individuale.
Soprattutto, ora c’è in Italia una borghesia produttiva grande abbastanza per essere il soggetto di una rivoluzione liberale, cosa non esistente nel passato.
E ci sono tre condizioni che chiamano l’atto rivoluzionario:
a) le tasse sono andate oltre la soglia di sostenibilità, lo spreco dei soldi pubblici è indegno oltre che destabilizzante;
b) il governo si regge su una maggioranza viziata dall’illegittimità del voto di senatori non eletti e su brogli elettorali, violando la democrazia;
c) la stabilità economica e sociale della nazione è a rischio.
I sondaggi mostrano che il ceto produttivo appare pronto a mobilitarsi come mai lo è stato.
Quindi ora va trovata la forma della rivolta fiscale che permetta di trasformare le intenzioni in azioni concrete.
Nel pensarla non si dimentichi che solo un atto rivoluzionario forte, e non una temporanea ribellione, potrà educare la politica al rispetto dei cittadini e cambiare le nostre istituzioni affinché servano i molti e non i pochi.
Via al nuovo Risorgimento.
Carlo Pelanda
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22 agosto 2007 alle 18:08
hmm … adesso abbiamo anche il profeta Buttiglione ….
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2007-08-22_122101561.html
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22 agosto 2007 alle 18:25
Due errori nel mio post, sulla lettera a Libero : il primo e più importante, la mancanza della firma di chi l’ha scritto, ROBERTA LUPERINI.
Il secondo : la parola “nuona” deve leggersi come “nuova Repubblica Scalfariana”.
Scusate e saluti.
p.s. Per Crasti : ti scriverò stanotte.
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22 agosto 2007 alle 19:07
R.P. Gioca a poker.
Seguire bene la sequenza, prego:
DA REPUBBLICA ONLINE DI OGGI:
PARIGI – La brigatista latitante Marina Petrella, 53 anni, è stata fermata ieri a un controllo stradale ad Argenteuil, nel dipartimento della Val d’Oise, alla periferia settentrionale di Parigi. A renderlo noto sono fonti del ministero francese della Giustizia.
La Petrella, oggetto di una richiesta di estradizione da parte delle autorità italiane, era stata condannata all’ergastolo al processo Moro Ter per le azioni compiute dalle Brigate Rosse tra il 1977 e il 1982 a Roma.
“Grande soddisfazione per la brillante operazione”, è stata espressa il presidente del Consiglio, ROMANO PRODI: “L’arresto – ha aggiunto il premier – dimostra l’importanza della cooperazione internazionale in tema di lotta alla criminalità e al terrorismo. Confidiamo che la richiesta di estradizione già avanzata negli anni scorsi possa essere presto soddisfatta. CON QUESTO ARRESTO – ha concluso Prodi – SIAMO CERTI SI POTR CERCARE DI FARE LUCE SU UNO DEI PERIODI PI BUI, TRAGICI E ASSURDI DELLA NOSTRA STORIA REPUBBLICANA.”
—–
Dalla:
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA STRAGE DI VIA FANI SUL SEQUESTRO E L’ASSASSINIO DI ALDO MORO E SUL TERRORISMO IN ITALIA
(Legge 23 novembre 1979, n. 597)
“LA STRAGE DI VIA FANI, IL SEQUESTRO E L’ASSASSINIO DI ALDO MORO NEL QUADRO DEL FENOMENO TERRORISTICO”
pag. 42
…”Dal materiale trovato in VIA GRADOLI, e specialmente da un paio di lenti, si riuscì ad identificare anche la donna che viveva nell’appartamento insieme con Moretti, e che risultò essere la nota brigatista Barbara Balzerani.
L’importanza del materiale rinvenuto nel covo di via Gradoli è stata confermata dai successivi sviluppi delle indagine sulle BR.
Nel covo vennero rinvenuti, infatti, appunti con annotati dati anagrafici ed estremi di documenti di persona che è risultata aver prestato la sua attività professionale presso la scuola media statale Bruno Buozzi in località La Storta. L’attenzione della DIGOS e della Questura di Roma si è soffermata così su MARINA PETRELLA, segretario di quell’istituto dal gennaio al settembre 1977, la quale era stata già denunciata, nel novembre del 1977, per partecipazione a banda armata. L’esame comparato di esemplari della grafia della Petrella con gli appunti trovati in via Gradoli hanno fatto emergere una rilevante omogeneità di scrittura, per cui il magistrato inquirente ha potuto emettere, il 3 gennaio 1979, mandato di cattura a carico della stessa Petrella.
Nel corso della perquisizione domiciliare furono rinvenute parti di una pistola di grosso calibro e, nella bottega del marito della Petrella, Luigi Novelli, punzoni e presse per timbri a secco, idonei alla falsificazione di documenti. Anche Novelli fu tratto in arresto e denunciato all’autorità giudiziaria per banda armata.
In ordine alle modalità con le quali fu condotta l’operazione di via Gradoli, la Commissione si è chiesta se con una maggiore accortezza e discrezione non sarebbe stato possibile arrivare anche alla cattura dei terroristi frequentanti il covo.”…
GUZZANTI
ENRIX SEI UN GENIO.
POSSIAMO DIRE, ALLA LUCE FIOCA DI VIA GRADOLI E DI QUEL CHE DISSE LA COMMISSIONE CIRCA LA “MAGGIORE ACCORTEZZA E DISCREZIONE”, CHE QUI NON SI TRATTA PIU’ DI MORTADELLA MA DI FACCIA COME IL CULO?
GUZZ
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22 agosto 2007 alle 19:10
Per pietro luigi crasti:
Caro amico,
fin dal mio primo momento in questo spazio sentii l’esigenza di ordinare, organizzare, ottimizzare il lavoro, interessante ed importante, che moltissimi amici svolgevano quotidianamente (cor richerche, commenti, proposte, critiche) su “Rivoluzione Italiana”.
Fu lanciata allora l’idea dei “40 punti”… che poi si è persa per strada.
Quando ho visto, qualche giorno fa, la sua nuova proposta di “riorganizzazione” delle tematiche l’ho accolta con grande interesse. Mi sarei candidato volentieri a partecipare al GRUPPO DI LAVORO su Energia ed Ambiente, su un tema che mi interessa da qualche annetto!
Oggi, però, mi sento un po’ spaesato.
La Stampa (il giornale) ci ha informato che il Senatore è impegnato nella stesura del programma del “partito delle libertà”. Capisco perfettamente che si tratta di notizie politiche di un certo rilievo e che non possono essere affidate ad un blog!!! Sono anche convinto che il Senatore farà sicuramente tesoro delle nostre argomentazioni, delle nostri “tensioni politiche”. Però ci sono rimasto un po’ male lo stesso.
Non mi è per nulla chiaro nemmeno il “progetto” politico del PDL, del ruolo e dello spessore della Brambilla. Sento a destra ed a sinistra dichiarazioni e smentite, ipotesi e prese di posizione… molte, troppe critiche dalla destra.
Ho sempre pensato (dai tempi della discesa in campo di Silvio Berlusconi) e penso ancora che l’unica salvezza per l’Italia fosse quella del bi-partitismo.
Berlusconi e d’Alema, nel 1995, avevano i numeri (insieme erano al 66%) e forse anche le ambizioni “giuste” per poter prendere la decisione “forte”:
a) 2 partiti forti antagonisti (FI e PDS)
b) sfoltimento fisiologico dei partitini
c) elezioni
d) chi vince, vince!
MA POI, CHI VINCE GOVERNA PER DAVVERO!!!!
Gli obiettivi erano e sarebbero ancora gli stessi per entrambi gli schieramenti:
A) ridurre il debito pubblico alla metà di quello attuale
B) creare le condizioni per un rilancio “vero” dell’economia
(Io sono convinto che ci sia un unico modo per raggiungere detti obiettivi: il nostro, quello di una destra liberale, che esalta e premia l’intelligenza e l’impegno, la libera iniziativa, il coraggio.)
Nessuno dei due schieramenti, per il momento, ha preso in carico con decisione questi problemi per il semplice motivo che sia da una parte che dall’altra è mancata e manca la coesione necessaria per decisioni tanto impopolari quanto indispensabili.
Qualcuno, proprio in questo Blog, ha ipotizzato per l’Italia un destino analogo a quello dell’Argentina. Credo proprio che non ci siamo tanto lontani!
Ora io mi auguro di cuore che le strade intraprese dalla sinistra con il Partito Democratico e dalla destra con il PDL vadano esattamente in questa direzione:
- per il PD, anche se nessuno ha il coraggio di affermarlo apertamente, mi sembra di poter dire che l’obiettivo finale sia proprio quello di realizzare un “partito di governo”: 30 – 35% dei consensi potrebbero essere sufficienti per governare in un ordinamento bi-polare. La fuoriuscita (il sacrificio – la purga) di Mussi, Angius, Salvi è il chiaro prezzo da pagare per raggiungere l’obiettivo.
- per il PDL non sappiamo ancora nulla di preciso. L’inizio, se questo è l’inizio, non sembra promettente.
Tornando alle motivazioni iniziali di questo mio commento, caro sig. Crasti, ritengo non sia questo il momento più propizio per dare vita ad un progetto, il suo, che potrebbe essere superato ancor prima di nascere. Non è forse vero che Adornato stava da tempo lavorando ad un progetto molto simile a quello attuale della Brambilla? E’ forse stato interpellato? Il suo lavoro è servito a qualche cosa?
Massimo Gambino
GUZZANTI
NESSUNA ARGENTINA. QUELLE SONO CUPE FANTASIE DI BLONDEL.
BRAMBILLA: OPERAZIONE DI CUI SI PARLA PER LO PIU’ A SPROPOSITO.
IERI HO ANNUNCIATO CHE QUESTA MATTINA AVREI PARLATO SU SKYNEWS24.
L’HO FATTO.
CERCHIAMO DI NON VEDERE FANTASMI CHE NON ESISTONO.
IO SONO UN CROCIATO DEL SISTEMA BIPOLARE.
NON BIPARTITICO.
AVERE DUE PARTITI RICHIEDE UNA TRADIZIONE.
AVERE DUE SCHIERAMENTI RICHIEDE UNA COALIZIONE.
GLI ITALIANI SONO ABITUATI A VOTARE IL PARTITO SU MISURA. CIO’ VA BENE SE POI I PARTITI SI COALIZZANO, COME ABBIAMO SEMPRE FATTO CON LA CDL.
ADORNATO CON STEFANIA CRAXI E CON IL GRUPPO DI FINI STAVANO PREPARANDO UN PARTITO UNICO CHE NASCEVA DA UNA LORO INIZIATIVA PERSONALE E PENSO – LO PENSO MA NON LO SO – CHE L’OPERAZIONE BRAMBILLA ABBIA COSTITUITO ANCHE UNA RISPOSTA PREVENTIVA A QUELLA INIZIATIVA CHE NON AVEVA L’IMPRIMATUR.
NESSUNA PAURA DUNQUE.
NON DICO CHE MI DOBBIATE SEGUIRE CIECAMENTE, MA ALMENO AD OCCHI APERTI.
UN GRAZIE E UN ABBRACCIO
PAOLO GUZZANTI
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22 agosto 2007 alle 20:56
@ Maria v
Ricordando il consiglio del Senatore di tenere sottomano un passaporto valido…
“Bye, Bye Baby,
You got my money, baby
and you’re asking for my eye,
And just to show that I care,
I will write and declare
That I’m on the loose,
And I’ll stay in the States,
I’ll be lonely
But even though I’m lonely
There’ll be no other thief,
Though I’ll be gone for a while
I know that I’ll be smiling
With my money bye and bye
With my money, bye and bye.”
http://it.youtube.com/watch?v=iVJM_5BKYCw
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22 agosto 2007 alle 22:24
Mi sembra chiaro che l’azienda Italia è fallita al cubo!
-Ha un debito pari a quasi quattro volte la sua produzione annuale
-Paga interessi pari al 10 % del suo introito totale
-Ha un margine operativo negativo (ogni anno le spese superano i ricavi)
-Continua a buttare montagne di risorse in spese clientelari e non ci pensa nemmeno a cambiare.
-Ogni anno si mangia un pezzo di quello che gli Italiani hanno costruito in una vita disacrifici.
-Non ci pensa nemmeno ad investire in nuove infrastrutture creando economia
-Deprime l’iniziativa immobiliare privata minacciando sfracelli di tasse, fermando così la più potente leva economica disponibile.
-Costringe le aziende sane ad accollarsi costi impropri ( tasse ) pari alla metà del costo del prodotto, annullando la loro redditività.
-Continua a mantenere coi soldi pubblici grandi aziende che prepensionano in Italia e producono all’estero.
-Annulla la redditività del risparmio
-Permette l’importazione di beni in concorrenza sleale coi produttori locali senza alcun limite.
-Accetta che su ottant’anni di vita se ne guadagnino solo trenta.
-Impedisce ai cinquantenni buttati fuori dalle aziende in crisi di lavorare, togliendogli di fatto, se si danno da fare , il cibo di bocca.
-Rompe spudoratamente i marroni ai nostri produttori con mille regole assurde mentre accetta qualsiasi porcata venga dall’estero.
E poi…
CON UNA TASSAZIONE AL 50% LO STATO COLLETTIVISTA E’ GIA’ UNA REALTA’.
e così via: c’è poco da scherzare.
NC
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22 agosto 2007 alle 23:24
In risposta ai post sull’UDC
L’UDC per finire sui giornali ha adottato da tempo la tattica di smarcarsi da Berlusconi, secondo la tesi che è un uomo che morde un cane a fare notizia.
Casini e Cesa insistono sul sistema elettorale tedesco che permetterebbe loro di formare la coalizione dopo l’esito elettorale e non prima. Se sono stati capaci di appoggiare l’Unione in alcune sedi alle ultime amministrative con il bipolarismo smaccato che c’è in questo momento, non vedo perchè non debbano passare dall’altra parte della barricata in presenza di un metodo proporzionale alla tedesca che glielo consentirebbe. Del resto la scusa ce l’hanno: questo bipolarismo non funziona e per mettere sotto scacco la sinistra radicale, bè si potrebbe anche coalizzarsi con il partito democratico, dove Rutelli parla di alleanze di nuovo conio, ma appoggia Veltroni che invece ha teso una mano alla sinistra radicale.
Casini sta quindi cercando alleanze trasversali per raggiungere un accordo sul sistema elettorale tedesco: ha trovato una sponda in Rifondazione, che teme il referendum, e in altri personaggi di spicco (Fassino) del centro sinistra. Nel frattempo fa la vittima in televisione lamentando di essere emarginato da Mediaset, eppure io per quel poco che guardo la televisione, lo vedo più spesso di altri. A questo punto non vorrei che l’UDC si svendesse, se non lo ha già fatto, in cambio di una sponda sulla legge elettorale modello tedesco. Trattandosi di exDC nel senso pù spregevole del termine, credo che siano capacissimi di farlo.
Benissimo ha fatto Berlusconi quando ha deciso di appoggiare a Verona la candidatura di Tosi rispetto a quella di Meocci, benissimo fa Giro, dopo le dichiarazioni di Cesa sul Partito della Libertà, se ritira l’appoggio a Ciocchetti. Spero che anche Berlusconi reagisca in maniera forte.
Vito
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22 agosto 2007 alle 23:26
1. maria v scrive:
22 Agosto 2007 alle 16:36
Lho letto su Legno Storto ed ho trovato conferma al link dellAgenzia delle Entrate
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1. Vi garantisco che Sul piano fiscale, Il possimo passo sara di alzare il dito per chiedere a Schioppa il permesso di offrire il caffé.
Altro che sciopero fiscale, qui bisogna rifare i conti, tutti i conti, non solo quelli delle schede. Bisogna chiedere loro come hanno utilizzato i nostri soldi.
Rendere dei conti, dettagliati et globali Schioppa e Visco debbono pubblicare le cifre.. Che cavolo ne questi sperperoni delle tasse che levano? Più incassano più sperperano?.
Lo sciopero fiscale è più che giustificato,è legittima difesa.
Questi buffoni, lhavete visto in televisione il Prodi che parte dal mare guidando lui stesso la sua piccola Fiat. E quando se ne va a piedi a comperare il giornale e fa la fila? Dove questo famoso chiosco di giornali dove si va sempre la fila?
E i figuranti li pagano o sono sempre i soliti P.C/. (sta per para culo, non per partito c.)
Par condition vero? Invece no, quella è presa per i fondelli pura. Ce la o no la sua auto Blu con tanto dautista? E allora se ce la, come tutti gli altri buffoni, comè che la televisione si sposta solo per farcelo vedere con una comune piccola fiat che guida personalmente, oppure in bici, o a piedi facendo la fila davanti al giornalaio?
Pura messa in scena, pura presa per i fondelli. Commediante.
Lo stesso giorno annunciano Berlusca si è comperato una super villa sul lago di Como.
(Almeno lui se lè pagata di tasca sua, non con le commissioni di consulente ricevute per aver svenduto i beni dello stato. ) Mentre il povero prodi vedete va in giro con una modesta fiat, che per altro guida lui stesso. Niente autisti, niente guardie del corpo vero. Allora se è cosi io voglio che mi facciano vedere i conti, se cè una mezza auto Blu, un piccolissimo autista, quattro nani come guardie del corpo, tutti pagati mezzo centesimo. Voglio che Prodi renda i soldi visto che non usa ne lautista, ne la macchina, ne le guardie del corpo, non cè nessuna vragione di pagare queste spese.
Ne abbiamo la prova grazie alla TV no? Lui non usa mai lauto blu, ne lautista,
dunque non è necessaria, si ritira. Che ne dite,logico non?
Sempre tasse, sempre più tasse, sempre più clientela da servire.
Io al limite me dovrei fottere perche non è che pago grand che in Italia visto che vivo allestero da mezzo secolo. Ma la cosa mi rivolta, quando vedo quello che si paga in tante altre nazioni, dove ho vissuto, e cio che riceviamo in cambio. Francamente, per una volta haveva torto Berlusconi, quando disse che non credeva che ci fossero in Italia dei coglioni per votazre la sinistra.
I coglioni cerano e come, il problema è che hanno coglionato anche gli altri.
Pinco Pallino
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22 agosto 2007 alle 23:32
Caro Paolo, credo si possa dire.
Ma leggendo quest’ADNKRONOS…
ADNK (CRO) – 22/08/2007 – 18.11.00
TERRORISMO: IMPOSIMATO, NON CREDO CHE FRANCIA IGNORASSE IDENTITA’ PETRELLA
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ZCZC ADN0928 5 CRO 0 RTX CRO NAZ TERRORISMO: IMPOSIMATO, NON CREDO CHE FRANCIA IGNORASSE IDENTITA’ PETRELLA = GIUDICE ISTRUTTORE PROCESSO MORO A SKY TG24 Roma, 22 ago. – (Adnkronos) – “Purtroppo la Francia e’ stata da sempre luogo di ospitalita’ per terroristi pericolosi e anche per persone che poi sono riuscite a farla franca”. Lo ha dichiarato Ferdinando Imposimato, giudice istruttore del processo Moro commentando a Sky Tg24 l’arresto della brigatista latitante Marina Petrella. “Non credo che in Francia non sapessero quale fosse la vera identita’ di Marina Petrella”, ha poi aggiunto Imposimato. “E’ fatto di una gravita’ inaudita, come la questione di Cesare Battisti. E’ una delle storture della nostra Europa -ha aggiunto il magistrato che all’epoca firmo’ il mandato di cattura dell’ex ‘primula rossa’- perche’ non e’ possibile che la Francia abbia continuato a sostenere, non dissidenti, ma persone che hanno partecipato a fatti molto gravi, fatti di sangue”. “Marina Petrella -ha concluso Imposimato- era comunque una figura secondaria delle Brigate Rosse, di certo non era in Via Fani per partecipare al sequestro di Moro”. (Mpi/Pe/Adnkronos) 22-AGO-07 18:16 NNNN
….Dunque Prodi dice di sperare che una figura secondaria (come la definisce Imposimato) e che non ha mai aperto bocca (come gli altri 100 irriducibili) lo aiuti a far luce sui misteri d’Italia.
Una sola delle due:
O Prodi ha voluto dare prova di profonda ignoranza, oppure, con questa dichiarazione fatta sull’autrice degli appunti ritrovati in Via Gradoli, di una gran faccia come quella roba che hai detto tu.
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22 agosto 2007 alle 23:38
Per Gambino: non demoralizzarti, scrivimi. Rispondo io perchè so che Pietro in questi giorni non ha collegamento col computer e può leggere solo al mattino. Comunque i contatti li sto tenendo io. Ti riscrivo la mail che ho fatto per l’occasione perchè la mia personale preferisco evitare di pubblicizzarla sul blog che leggono anche persone che amiche non sono.
mary.poppinsr42@libero.it
Per tutti: accludo il link
http://www.larchivio.org/xoom/togliatti-letteraalpini.htm
dove potete leggere la lettera autografa di Palmiro Togliatti scritta da Mosca il 15 febbraio 1942 a Vincenzo Bianco dopo la battaglia degli Alpini a Nikolajewska.
e la leggessero anche i nostri frequentatori sinistri (ma forse loro la condividono pure)
Maria
GUZZANTI
GRAZIE MARIA PER QUESTO DOCUMENTO SCONVOLGENTE CHE NON AVEVAO MAI LETTO IN ORIGINALE E CHE ADESSO HO STAMPATO E MESSO NEL MIO ARCHIVIO. E’ UNA LEZIONE DI STORIA FORMIDABILE CHE SPINGE ALL’INDIGNAZIONE SENZA ALCUNA PIETA’ PER TOGLIATTI E LA SUA BANDA.
GUZZ
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22 agosto 2007 alle 23:50
Mi è capitato per caso sotto gli occhi un interessante libro. Adolfo Omodeo a Palermo di Beppe Benvenuto(ed.Sellerio). Ed è anche così che faccio politica. Ciò che informa la mia condotta :”bisogna sforzarsi di concepire il cristianesimo come sviluppo organico e logico del processo della storia, non come principio astratto, immune dai contatti del mondo, ma come la vita stessa della storia”.
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22 agosto 2007 alle 23:56
Grazie Senatore, grazie innanzitutto per la sua immensa disponibilità!
Credo che sia un lavoro veramente improbo star dietro a tutti questi scatenati!
Purtoppo però, questa volta non mi ha convinto.
Vince ancora, anzi aumenta, il mio pessimismo.
E’ chiaro che la mia visibilità della scena politica è molto inferiore alla sua sia per la posizione che lei occupa sia per la sua esperienza.
1) Operazione Brambilla: Lei dice che se ne parla a sproposito!
E’ sicuramente vero, lo capisco perfettamente anch’io dalla mia solinga postazione internet. TUTTI ne parlano a sproposito. A destra e a sinistra. Sembra quasi che, più che di unire, il PDL si preoccupi più che altro di separare!!! Ed io non dovrei preoccuparmi?
2) Sul bi-partitismo. Lei scrive: “GLI ITALIANI SONO ABITUATI A VOTARE IL PARTITO SU MISURA”. Mi scusi, ma Forza Italia nel 1994 era un partito su misura? E gli Italiani erano abituati a votarlo? No. Per nulla. Ma lo hanno votato a valanga. Gli italiani non sono diversi dagli altri popoli europei: se gli dai la possibilità di scegliere fra 4, o 10 partiti, prima decideranno da che parte stare, poi sceglieranno per simpatia o per affinità geografica, o ancora per tradizione il partito “giusto”. Come una signora che conosco: vota Fini (perché le è simpatico) ma tifa Milan (perché vince)!
3) Su Adornato. Lei scrive: “ADORNATO CON STEFANIA CRAXI E CON IL GRUPPO DI FINI STAVANO PREPARANDO UN PARTITO UNICO CHE NASCEVA DA UNA LORO INIZIATIVA PERSONALE E PENSO – LO PENSO MA NON LO SO CHE LOPERAZIONE BRAMBILLA ABBIA COSTITUITO ANCHE UNA RISPOSTA PREVENTIVA A QUELLA INIZIATIVA CHE NON AVEVA LIMPRIMATUR.” Non riesco a commentare! Ma ho sentito un brividino dietro la schiena! E comunque la ringrazio per la sua schiettezza.
Ma questa non è “Rivoluzione Italiana” o “Rivoluzione liberale”. Mi sbaglio?
Spero di sbagliarmi. Lo spero veramente.
Ma nel quadretto disegnato da Nick Carter nel suo post delle 22.24 ci riconosco tristemente proprio l’Italia dove vivono i miei figli. E, per quello che ho detto, la luce della mia speranza di cambiamento si sta affievolendo sempre di più.
Massimo Gambino
GUZZANTI
CARO GAMBINO, LEGGA IL POST SUCCESSIVO DI CRASTI E LA MIA RISPOSTA.
IO HO DETTO CHE GLI ITALIANI VOTANO IL PARTITO CHE SENTONO A LORO MISURA, NON CHE VOTANO SEMPRE LO STESSO PARTITO.
E IL CASO DI FORZA ITALIA CHE LEI CITA DIMOSTRA PROPRIO QUELLO CHE DICO IO E NON QUELLO CHE DICE LEI: ERA UN PARTITO NUOVO DI ZECCA E TUTTAVIA RISPONDEVA SU MISURA ALLA RICHIESTA DEGLI ITALIANI.
OGGI I PARTITI TUTTI, FORZA ITALIA COMPRESA, DANNO SEGNI DI SENILITA’ E INCAPACITA’ DI RIGENERAZIONE.
PROVA NE SIA CHE LA GENTE E’ SCONTENTA E SI BUTTA ALL’ANTIPOLITICA LEGGENDO “LA CASTA” COME SE FOSSE “LA BIBBIA”.
SI’, QUESTA E’ RIVOLUZIONE ITALIANA.
E LA RIVOLUZIONE SI FA CON IDEE CHIARE, OBIETTIVI CHIARI, E MOBILITA’ TATTICA COMMISURATA ALLA REALTA’ E AI FATTI, NON ALLE FANTASIE E AI DESIDERI IMMAGINARI.
ESSERE RIVOLUZIONARI NON VUOL DIRE ESSERE ESTREMISTI, MA ESSERE DECISI.
LA MIA RIVOLUZIONE PUNTA A INSTAURARE IN ITALIA UN REGIME DEMOCRATICO PARLAMENTARE CHE DIA AL POPOLO IL DIRITTO DI SCELTA NELL’ESERCIZIO DELLA LIBERTA’ E DELLA RESPONSABILITA’.
LA POLITICA ITALIANA E’ IN RICOSTRUZIONE DAL 1992. E’ UN CANTIERE APERTO.
IO IN ITALIA HO SEI FIGLI IN ETA’ COMPRESA FRA I 44 e 1 ANNO.
AVREI POTUTO E VOLUTO ANDARMENE IN AMERICA (A CASA MIA SI PARLA INGLESE E FRANCESE, MENO L’ITALIANO), MA HO VOLTUO RESTARE PER PATRIOTTISMO.
PER FARE QUALCOSA QUI, RISCHIANDO ANCHE IN PROPRIO.
RIUSCIRO’? NON RIUSCIRO?
MI CONTENTO DI SODDISFARE LA VECCHIA MASSIMA DI LORD BADEN POWELL (L’INVENTORE DEL CORPO DEGLI SCOUTS DURANTE LA GUERRA ANGLOBOERA, E IO SONO UN EX SCOUT)
“PROVA A LASCIARE IL MONDO UN POCHINO MEGLIO DI COME L’HAI TROVATO”.
UN CARO SALUTO
GUZZ
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23 agosto 2007 alle 06:19
Senatore Guzzanti
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GLI ITALIANI SONO ABITUATI A VOTARE IL PARTITO SU MISURA. CIO VA BENE SE POI I PARTITI SI COALIZZANO, COME ABBIAMO SEMPRE FATTO CON LA CDL.
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Il Senatore Guzzanti ha fatto centro anche in questo caso!Noi che difendiamo la radici culturali e la nostra identità tra le primarie spinte politiche ci muovono, come possiamo non tenere conto della tradizione politica italiana; essa è avulsa dal sistema inglese ed americano del bi-partitismo.
NOI italiani siamo quelli della Patria ma prima ancora delle Piccole Patrie, già esistenti prima dellunità nazionale. Forti delle nostre tradizioni, dobbiamo rispettarle. Quindi non abbiamo bisogno di un partito unico (il termine e sovieticcheggiantemi fa orrore) quanto piuttosto di un PARTITO FEDERALE ITALIANO, che raccoglierebbe consensi da tutte le peculiarità della nostra penisola: una CdL allargata che guarda a nuove fette della società finora indifferenti ma che se si esprimessero poterebbero stare dalla nostra parte: pensiamo a quanti migliaia di elettori oggi non vanno a votare e quanti altri migliaia sono gli indecisi, i migratori, quelli che ad ogni elezione non sono coerenti con il voto che hanno concesso con la precedente, quindi pronti a cambiare voto.
Senatore Guzzanti
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ADORNATO CON STEFANIA CRAXI E CON IL GRUPPO DI FINI STAVANO PREPARANDO UN PARTITO UNICO CHE NASCEVA DA UNA LORO INIZIATIVA PERSONALE E PENSO – LO PENSO MA NON LO SO – CHE LOPERAZIONE BRAMBILLA ABBIA COSTITUITO ANCHE UNA RISPOSTA PREVENTIVA A QUELLA INIZIATIVA CHE NON AVEVA LIMPRIMATUR.
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Grazie Senatore, abbiamo fame di informazioni di questo tipo. Mentre infatti ci destabilizza sentire piovere dal cielo il partito unico del centrodestra, questa sua informazione ci tranquillizza. Così infatti, comprendiamo come la tattica politica sia utile anche per inviare messaggi allinterno della CdL.
Senatore Guzzanti
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NESSUNA PAURA DUNQUE.
NON DICO CHE MI DOBBIATE SEGUIRE CIECAMENTE, MA ALMENO AD OCCHI APERTI.
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La fiducia, anche questo è un tasto dolente per il nostro Popolo Italiano. Va bene avere dubbi ma mettere in discussione sempre le persone verso le quali si nutre simpatia, stima, condivisione di Ideali solo perché abbiamo una nuova notizia, solo perché qualcuna ce lha soffiata dentro le nostre orecchieNO, non possiamo farla venire meno, quindi FIDUCIA AL SEN.GUZZANTI!!
GUZZANTI
GRAZIE, CARO CRASTI, MI SEMBRA CHE LEI ABBIA COLTO PERFETTAMENTE IL PUNTO E I PUNTI. E SO ANCHE CHE E’ DIFFICILE FAR CAPIRE QUEL CHE ACCADE. LA POLITICA RICHIEDE ATTENZIONE, PAZIENZA, TEMPO, INTELLIGENZA, ISTINTI FRENATI, SCHIENA DRITTA, FANTASIA CREATIVA E VELOCITA’ NEL COMBATTERE E VINCERE SE E QUANDO IL TEMPO E’ MATURO PER VINCERE. ALTRIMENTI SI PERDE.
UN CARO SALUTO
GUZZANTI
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23 agosto 2007 alle 08:09
Lupo cattivo, te l’ho già scritto sul Legno: vengo anch’io……!
Un posto in valigia me lo fai?
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23 agosto 2007 alle 09:03
Messaggio N°433 23-08-2007 – 07:24
Tags: Giustizia
Un inatteso regalo per Bruno
dal Comitato Bruno Contrada
In questa notte afosa di fine agosto è caduta candida e fresca neve nel Giardino d’Europa ed abbiamo fatto “sakura”, raccolta miracolosa di ciliegie, per dirla all’orientale in fatto di buon auspicio. Rai3, senza motivazioni di anniversari, promozioni o… altro ha mandato in onda in “Primo Piano” un servizio speciale su Leonardo Vitale, primo vero “pentito” di mafia “accudito” amorevolmente, allora, da un certo funzionario di Polizia storiografo della Mafia per eccellenza, il nostro Bruno Contrada! Vitale, ora meglio conosciuto come l’ “Uomo di Vetro”, grazie ad un libro e ad un film ove prevale la figura dell’onesto e coraggioso “poliziotto” di nostra conoscenza senza, però, che ne venga mai citato il nome, è stato un altro martire del Potere, come riconosciuto pubblicamente, anche con gratitudine e rispetto, in apertura del primo storico maxi processo alla Mafia dai giudici Falcone e Borsellino, l’8 novembre del 1985. Contrada si premurò di raccogliere e rapportare ai vertici le testimonianze del povero Vitale; anche, di tutelarlo in qualche maniera, non potendosi avvalere di strumenti di giustizia ancora non in auge, come oggi, per la salvaguardia ed il benessere psico-fisico di testi così importanti… stranamente, però, il povero e sincero Vitale fu recluso nello stesso carcere dove soggiornavano coloro che denunziava; in sede di dibattimento processuale fu addirittura infilato come un capretto nella fossa dei leoni nella medesima gabbia dei suoi antagonisti. Gli toccò in sorte qualche manicomio giudiziario, dal Sud al Nord dell’Italia, qualche elettroshock unito a psicofarmaci, perchè desistesse o “schiattasse”. Rischiò persino la lobotomia, per ridurlo a vegetale senza ricordi ne’ emozioni. Superò fisicamente quel “martirio di san Sebastiano”, come il migliore tra i santi martiri di Madre Romana Chiesa eppure, dopo solo sei mesi di riacquistata libertà fu assassinato da chi gliel’aveva giurata! Meriterebbe la beatificazione, Leonardo Vitale, come uno dei tanti beati della Chiesa Cattolica, assurti dall’Inferno del vizio o del crimine ai celesti altari per prodigiosa conversione… come Bartolo Longo, ex satanista e massone, fondatore della Basilica dedicata alla Madonna del Rosario in Pompei… la beatificazione, anche per aver compiuto, stanotte, un miracolo per la riabilitazione del suo vecchio “custode” oltraggiato anch’egli dal Potere e rinchiuso senza speranze e con scarso alito di vita in un assurdo carcere militare, Bruno Contrada! Il servizio televisivo, infatti, ha regalato molto spazio ed attenzione alle dichiarazioni di Bruno Contrada, superstite in odore di martirio sulla stessa via di Damasco del povero Vitale ma ha aiutato molti a riflettere sull’innocenza del “condannato” Contrada: se fosse stato UOMO DI MAFIA, si sarebbe in tal modo premurato di far giungere a destinazione le scottanti dichiarazioni di Vitale?.. non gli sarebbe stato più facile “farlo fuori” prima che parlasse?… Ancora, siete disposti a credere, come la Politica vuole, che Contrada sia colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa, dopo questo illuminante, inatteso…ed incomprensibile servizio televisivo?… Grazie, di cuore, agli autori del programma e del servizio… ed allo sconosciuto e coraggioso funzionario della Rai che ha permesso questo generoso atto di liberalità nei confronti di Bruno Contrada… Grazie, soprattutto a TUTTI voi, ovunque siate, che in questi ultimi mesi avete sostenuto il nostro fracasso, clamore, baccano aiutandoci a far giungere l’eco della nostra rivendicazione a qualche persona giusta!
P.S.: al post n.423 di http://blog.libero.it/lavocedimegaride è inserito il video della trasmissione!
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23 agosto 2007 alle 09:38
Carlo Torchio scrive:
21 Agosto 2007 alle 10:57
Ottimo. Condivido completamente.
Solo una segnalazione sull’argomentazione:
“Siccome coloro che sostengono queste ipotesi sono estremamente convinti dei dati in loro possesso essendo scienziati che dedicano a questi ambiti della ricerca la propria intera esistenza, e siccome fanno tutto questo senza godere dei clamori mediatici della scuola avversa mi viene il sospetto che stiano dicendo il vero con fatica ed abnegazione per una concreta adesione al principio che vuole la scienza esente da valutazioni politiche contingenti.”
Troverà immediatamente qualcuno della parte avversa pronto a parlare di interessi multimiliardari delle grandi multinazionali e dei gruppi di potere occulti o meno.
In effetti gli “utili idioti” non esistono da una sola parte ma, come sempre, sono statisticamente ben distribuiti.
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23 agosto 2007 alle 09:41
Il commento di Galli della Loggia su PdL e FI potrà non piacere (a me è molto dispiaciuto!) ma deve sicuramente far riflettere.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/08_Agosto/23/galli_della_loggia_invenzione_del_partito_berlusconi.html
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23 agosto 2007 alle 10:28
UN INATTESO REGALO PER BRUNO!
Data: Thu, 23 Aug 2007 08:57:13 +0200
Al post n. 423 di http://blog.libero.it/lavocedimegaride il Comitato
Bruno Contrada ha inserito un redazionale con il sensazionale video della
puntata di “Primo Piano” trasmessa nella tarda serata di ieri su Rai 3.
Trattasi di un documento assolutamente eccezionale che aiuta e sostiene le giuste rivendicazioni del Comitato e dei tanti estimatori di Bruno.
la redazione
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23 agosto 2007 alle 11:01
max.it scrive:
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23 Agosto 2007 alle 09:41
Il commento di Galli della Loggia su PdL e FI potrà non piacere (a me è molto dispiaciuto!) ma deve sicuramente far riflettere.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/08_Agosto/23/galli_della_loggia_invenzione_del_partito_berlusconi.html
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No, no Max non è così che dobbiamo reagire!!
Permettimi di dirti la mia con schietezza, con simpatia visto che come me sei qui in questo nuovo movimento RI, quindi ci accomunano apettative, preoccupazioni e tensioni politiche in genere.
Reagendo così all’articolo di GALLI DELLA LOGGIA non fai altro che muovere una reazioni desiderata dai nostri detrattori, che da sempre hanno cercato e (aimé) spessimo ottenuto.
Proprio come fai tu che “ti discpiaci” che ti senti spinto “a riflettere” SONO RIUSCITI A FIACCARE E TENERE MOLLE la nostra determinazione politica…fino poi ad indebolirci e quindi farci perdere.
Dobbiamo tenere alti i nostri valori politici che sono antagonisti a quelli post-comunisti. Dobbiamo tenere alte e costanti le nostre volontà. Non dobbiamo esitare nell’agire. Dobbiamo sceglerci i nostri rappresentanti e strettamente relazionarci con loro.Dobbiamo credere in ciò che facciamo e…credimi, per questo non saremo mai dei pazzi estremisti perché siamo tenuti in equilibrio e nel giusto proprio dai nostri punti di riferimento.
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23 agosto 2007 alle 11:05
«PAULO MAIORA CANAMUS»
Per dare soddisfazione a quelli che dalle opposte sponde del fiume democratico ciarlano contro Berlusconi e la Michela Brambilla, candidata leader alla segreteria del nascituro Partito della Libertà?, ci sarebbe da chiedere loro, sparpagliati lungo il Democrat-River: che cosa di strano, o danomalo, o di sovversivo si sviluppa sulla tolda della nave che solcherà sicura i flutti della democrazia?
Lammiraglio Berlusconi è sul cassero di prua, il capitano Brambilla è al timone, nel quadrato gli ufficiali attendono ordini, lequipaggio è alle manovre, la navigazione è affidata ad un intero staff duomini esperti capaci dei più arditi navigamenti: allora? Cosa si rimprovera a questo veloce panfilo, varato laltro ieri ma già capace di navigare a tutto vapore e a vele spiegate?
Fra uomini di mare vige sovrana la solidarietà, non sembra che i vocianti dalle rive siano navigatori avvezzi agli spruzzi e alla salsedine.
Sembrano piuttosto degli ufficialotti da salotto: divise cucite a mano, scarpe di pelle scamosciata, camicie di seta e gemelli doro ai polsi, cravatte Marinella come tocco di raffinatezza e ciarle sapientose per dare alle signore in incantamento il saggio certo del loro politologico navigamento.
Sembra quasi che le idee non facciano più parte del patrimonio intrinseco di un partito; sembra quasi che lammucchiarsi tutti insieme sia il presupposto necessario per garantirsi una poltroncina quando, espugnata la cittadella del potere, le sinecure verranno assegnate ai migliori incantatori che dai salotti trasborderanno nel quadrato.
Il Cavaliere sappresta a dar vita a quel partito della destra liberale non soggetta agli umori casinisti, folliniani, buttiglionati dannata, tabaccinati per far dispetto al Silvio che sa volare alto, più alto di loro che starnazzano in laguna. Il fatto non li aggrada, si rendono conto che il nuovo Partito della Libertà? tarperà loro le ali e lera dei ricatti sarà finita.
La politica come servizio ritroverà la sua idealità perduta e la democrazia, finalmente, renderà tutti i cittadini popolo sovrano?, vale a dire capaci di scegliere quelli che dovranno impegnarsi nellardua impresa di governare.
Governare per governare onestamente, e non per impinguarsi di prebende.
Celestino Ferraro
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23 agosto 2007 alle 11:13
x Max.it: grazie per l’apprezzamento. Stia sicuro: conosco bene le obiezioni interessate sulla caratura degli scenziati che non sono proni davanti alle sicumere dei loro colleghi ben pasciuti e foraggiati dai finanziamenti statali. Il presupposto per il quale chi è pagato da un ente pubblico è moralmente più affidabile di uno pagato da privati è figlio legittimo delle teorie complottiste che orbano le informazioni globalmente. A nulla vale controbattere, poichè, e lo dico per esperienza diretta, ci sono presunti scienziati che dalle fandonie hanno tratto vantaggi personali senza pari ma vengono lisciati per il pelo se continuano a dichiarare ciò che fa trend.
Vale il presupposto che i modelli matematici utilizzati dall’Ipcc sono inaffidabili viste le previsioni che hanno prodotto e che sono state puntualmente disattese.
Ma fare leva sulle paure delle persone è un vecchio metodo che funziona sempre e con tutti gli argomenti: chi può oggi smentire ciò che avverrà domani? E’ ovvio nessuno, solo che una ipotesi è un’ipotesi e non una certezza. Ed è qui che casca l’asino degli estrattori di paure.
Infatti ciò che possiamo sapere è ciò che è successo fino ad oggi, ma anche qui bisogna stare molto attenti poichè qualsiasi grafico può essere abilmente manipolato a favore di una teoria rispetto ad un altra soprattutto circoscrivendo i periodi interessati all’osservazione scientifica.
Ecco perchè la scienza che si vuole proporre come esatta deve avere l’onestà di considerare tutti gli aspetti di un problema senza tralasciarne alcuno.
Per puro esempio cito le parole dello scopritore delle equazioni differenziali non lineari fortemente accoppiate che stanno alla base dei modelli climatologici, John von Neumann, il quale insegnava ai suoi studenti questo paradosso:”se mi date quattro parametri liberi vi costruisco un modello matematico che descrive esattamente tutto quello che fa un elefante. Se mi date la libertà di aggiungere un quinto parametro, il modello da me costruito avrà come previsione che l’elefante vola.”
E non voglio trascurare l’elemento mediatico che rappresenta il volano per ascolti e tirature sempre garantite: qui si applica la massima per la quale se tutti dicono così allora è così e lo dico pure io altrimenti sono fuori dal coro e dai guadagni.
Quando ho scoperto che produrre idrogeno da poter utilizzare come fonte energetica significa consumare combustibili fossili producendo meno di quanto si consuma allora mi è stato chiaro che sotto sotto c’era la presa in giro. Così come accade per la fola dell’energia solare in forma fotovoltaica: capisco l’idea di dotare zone limitate e di difficile raggiungimento di una fonte di energia elettrica disponibile in modo quasi illimitato, ma l’idea di produrre energia da queste fonti in modo concentrato è doppiamente assurdo: per i costi spaziali che attengono all’investimento con un ritorno energetico irrisorio e per lo snaturamento della funzione vera dell energie alternative che dovrebbero essere nelle disponibilità dei singoli cittadini senza generare forme di concentrazione anche politica.
Faccio un appello a tutti i bloggisti: chiunque sia interessato ai gruppi di lavori proposti ottimamente da Crasti non perda tempo e scelga il proprio filone di lavoro. Chiunque sia interessato alle questioni ambientali per favore entri in contatto anche con me: ho una gran voglia di lavorare su questo terreno, hei dico a te Nick Carter a te Dot ed atutti quelli che hanno già avuto modo di postare sui temi ambientali basandosi anche sulle proprie conoscenze scientifiche su questo argomento.
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23 agosto 2007 alle 11:18
“[FI ne 1994] ERA UN PARTITO NUOVO DI ZECCA E TUTTAVIA RISPONDEVA SU MISURA ALLA RICHIESTA DEGLI ITALIANI.”
Non sono d’accordo.
Nel 1994 ho votato FI perchè Berlusconi era un outsider.
Perché sembrava che potesse strafottersene dei potentati in campo (che puntavano sulla gioiosa macchina da guerra) e potesse innovare a dispetto di quella parte di ex-post-neo democristiani che gli reggevano lo strascico.
Dunque, se avesse scelto di formare una “lista SB”, avesse acquistato lo scudocrociato da Piazza del Gesù o si fosse presentato a fianco di Fini, lo avrei comunque votato.
Per chiarire ero un elettore PLI dunque mi viene l’orticaria a sentir parlare di partiti di massa.
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23 agosto 2007 alle 11:49
Galli della Loggia pfui! Se devo riflettere allora leggo Ferrara. E poi scrive cose opinabilissime sul quinquennio di governo dalle quali in qualche modo deriva il giudizio complessivo sulla plastica del partito. Ciò che sfugge a molti “politologi” è che da qualsiasi parti si guardi in questo paese è in atto un cambiamento di sintonia fra l’elettorato ed i partiti intesi alla vecchia maniera: guardare il dibattito sul nascente PD per farsene un’idea. Ed allora tutti i frequentatori della politica palazzinara e di vertice si ritrovano con strumenti spuntati, oggi il battito di ciglia di Casini vale molto ma molto meno di due o tre anni fa. Oggi partendo da realtà diverse fra le quali è presente anche questo blog le persone cominciano a capire ed in modo sostanziale che avere voce non è più una chimera, e che non corre l’obbligo di essere ascrivibili a questa o quella nomenclatura per potere essere ascoltati o letti.
Anche in questo i nostri politici professionali sono in grande ritardo: o qualcuno si è già dimenticata la trionfale elezione di Sarkozy?
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23 agosto 2007 alle 11:55
Galli della Loggia dallalto della sua saccenteria parla e sparla di partito di plastica: è evidentemente infastidito dal successo dellodiato Berlusconi che ancora una volta alla prossima tornata elettorale manderà al tappeto, e speriamo defintivamente, la parte politica a cui appartiene.
Partito di plastica poi: io sono iscritta a Forza Italia, sono in carne e ossa e di plastica non ho neanche le scarpe.
Di plastica sono loro, fatti con le formine predisposte da quel dì da Lenin, Stalin, Togliatti, e compagnia berciante.
Caro Gambino, bando alla sfiducia, il Senatore e noi tutti ce la faremo: rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per noi e, soprattutto, per i nostri figli.
Io ho fiducia nel Senatore Guzzanti e lho anche pubblicamente dichiarata in un thread di Legno Storto, dichiarazione che se non fosse stata vera avrei potuto fare a meno di postare in quel luogo.
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23 agosto 2007 alle 12:00
Prendo spunto da un paio di frasi inserite da Paolo Guzzanti:
AVERE DUE PARTITI RICHIEDE UNA TRADIZIONE.?
AVERE DUE SCHIERAMENTI RICHIEDE UNA COALIZIONE.
La confusione dinterpretazione che si da del bipartitismo e del bipolarismo è micidiale. A mio modesto parere, dannosissima per lItalia.
Mi prendo il rischio e minoltro in argomenti molto più grandi di me, ma io penso che su questa confusa interpretazione ci giocano partitoni? e partitini?, politologi acclamati e professoroni graduati: io semplicemente penso che faccia il gioco di chi vuole cambiare a parole ma non nei fatti.
Molti di quelli che sono per il maggioritario, e pur essendo italiani non capiscono gli italiani, spesso vogliono solo due partiti, al massimo tre. Allo scopo propongono e sostengono leliminazione dei partitini? (Il taglio delle ali?, delle estreme? che più volte ho sentito esporre dal Prof. Sartori), questo come se i partitini? fossero funghi velenosi nati a causa di unabbondante pioggia e non lespressione del volere degli italiani. Se mettiamo insieme i tre partiti più grossi non so se si arriva al 50%, e laltra metà frazionata nei partitini non conta? Non è italiana?
Ovviamente a questa proposta di taglio, i partitini? reagiscono, non senza ragioni, ma spesso in modo ipocrita ed opportunista. Così, è da anni che si assiste ad un dialogo altalenante tra gli uni e gli altri: nientaltro che parole al vento; aria fritta. Utilissima a chi non vuole realmente cambiare, dannosissima per lItalia.
Io la vedo in modo molto semplice, spero non sia semplicismo e faciloneria, ma una buona parte di italiani il bipartitismo non lo vuole, non se lo sente gravare sul capo: non lo vuole. Altrimenti vorrei sapere da dove vengono i voti ai partiti piccoli. O sono stati, gli elettori, obbligati a dare il voto a loro?
E la distinzione tra bipartitismo e bipolarismo che mette a posto le cose a livello ideale. Il problema enorme è che di questa distinzione partitini? e partitoni? non ne vogliono sapere. E per questo che scendendo a livello pratico non si combina unacca: perché levitare questa distinzione fa si che non possa scaturire quello spirito di coalizione fondamentale per la creazione di due blocchi consistenti. E questo disgraziato, ma accurato, comportamento che evita la distinzione tra bipartitismo e bipolarismo è presente tanto nei piccoli che nei grandi.
Spero davvero che il futuro PdL comprenda la distinzione e abbia nel suo DNA un forte spirito di coalizione trainante.
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23 agosto 2007 alle 12:30
Il festival dell’aria fritta, da una parte come dall’altra. Il massimo che si vede dell’intelligenza politica sta al meglio nei cambi di brand, la sostanza essendo sempre la stessa, di camarille corporative che mirano a salvarsi e consolidarsi potere. Dipinto come idealità e innovazione resta solo un patetico sgomitare per essere posizionati decentemente domani.
Così un gran sproloquiare di liberalismo da una parte senza nemmeno sapere di cosa si parla, e un mondo pieno d’amore colle farfalle sui prati in fiore dall’altra non fanno altro che nascondere la miseria di questa classe dirigente e di questo Parlamento che al massimo ha in testa la pensione che maturerà nel 2008. Nel frattempo tutti siamo riformatori che non riformano nulla. Temi veri zero assoluto visto che negli schieramenti c’è la concordia che ci può essere tra nuora e suocera. Perciò, in mancanza di uno straccio di progetto Paese in testa condiviso e di qualsivoglia programma serio da attuare, resta solo l’espediente di aizzare l’uno contro l’altro e vai col Prodi mortadella e Berlusconi nano malefico. Sempre lo stesso, Milan Juventus, Guelfi e Ghibellini, campanile del mio paese contro campanile del tuo. In più la eccezionale scoperta che invece di farsi un partitino è molto meglio farsi una correntina dentro un partito, ma ben riconoscibile per i voti portati, così che domani si possa pretendere. Nulla di male, non fosse che lo scopo è solo e soltanto quello, cioè di potersi sedere a tavola domani, se la cooptazione dall’alto dovesse venir meno, e quindi pur di differenziarsi e farsi visibili basta buttar lì un nome, una sigla, parlare di nulla di concreto e per il resto va bene tutto e il contrario di tutto.
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23 agosto 2007 alle 12:32
Caro Gambino, per quanto riguarda i gruppi di lavoro, mi permetto di insistere sull’invito a collaborare, sempre se lo gradisce, perchè mi sento responsabile di aver insistito con gli amici Pietro Luigi e Maria per coinvolgerla sui temi ambientali in quanto l’elevato profilo dei suoi interventi non è sfuggito a nessuno.
E poichè le sue riserve a proposito sembrano insorte dopo la lettura delle ultime notizie di questi giorni riguardo il PDL, ebbene io non so da quanto lei frequenta il blog, ma lo scoop sul nuovo partito c’è stato sul blog di Paolo Guzzanti il 15.6.2007 e non su La Stampa di domenica scorsa. Lo stesso Paolo Guzzanti da Panorama e dalle colonne di questo blog aveva, nello stesso periodo, proposto un’alleanza a MVBrambilla: ne avevamo poi discusso insieme sul blog e molti di noi erano favorevoli se non entusiasti.
Ora, se c’è un coinvolgimento di Guzzanti nel progetto politico di questo nuovo soggetto, credo che sia un bene per tutti, dal momento che condividiamo con lui (PG) ideali importanti che ci spingono tra l’altro ad incontrarci quotidianamente su questo blog.
Capisco che una situazione fluida come l’ attuale possa creare qualche disorientamento, ma noi dobbiamo avere pazienza, attenzione e prontezza di riflessi come ci suggerisce PG: non sono d’accordo con la sua opinione che il PDL si preoccupi di separare più che di unire. I timori vengono da dirigenti e quadri di partito, ma il PDL deve unire i liberali italiani, non i politici di professione!
Per concludere: a Galli della Loggia che scrive “…provi a dire dove altro sarebbe possibile che il presidente di un partito ne fondi un altro scegliendo per gestirlo una persona di sua esclusiva fiducia più o meno come un sultano sceglie la favorita” io rispondo che non non dà una consistenza maggiore della plastica ad un partito (sto parlando del PD) scegliere il leader dopo aver letto i risultati di un sondaggio di Repubblica.
Vito
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23 agosto 2007 alle 12:43
A proposito di facce.
Egregio Senatore, le chiederei per favore, di riservare una certa delicatezza nel trattare di quella parte del corpo umano nascosta, umile, sottovalutata dalle persone “normali” , ma non scevra di una sua nobiltà: IL CULO.
La pregherei di non metterla sullo stesso piano di certe facce, che più che al SIGNOR CULO assomigliano al suo sottoprodotto.
Cordialmente- NC
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23 agosto 2007 alle 12:43
Niente mare; oggi piove anche da queste parti e il chiuso atmosferico mi fa riflettere a lungo sui fatti della politica. M’è venuto in mente anche il premier spagnolo Zapatero e la sua coerenza rispetto al programma elettorale. Via dall’Iraq ingloriosamente come lepri impaurite, prima anche della pronuncia del parlamento spagnolo. La fuga “era scritta nel programma”. Poi la “manomissione” del codice civile spagnolo per cassare con la brutalità della coerenza, le parole madre e padre, sostituite da genitori. Poi altro colpo del bisturi per eliminare altri due turpiloqui non più sopportabili dal modernismo che avanza: marito e moglie, surrogati da “genitori”. Non ho idea di come i figli che verranno chiameranno il padre e la madre. Forse li chiameranno per nome: Pedro e Maria. Tutto questo per parificare giuridicamente i matrimoni, quelli tradizionali(altro turpiloquio) e quelli gay. Fa sensazione a gente come noi, vissuta sin dall’infanzia tra le pelli dei montoni, la pozza d’acqua del villaggi nuragici, e i giunchi della mia Baronia, sentire lo sposo indicare l’altro sposo in sua moglie, pronti a partire per “Venezia in luna di miele”. Penso anche alla luna. Può anche cascare il mondo dalla gioia dei popoli per l’ondata progressista spagnola, che trova fedeltà e coerenza nel “programma”. Eccolo qui il nocciolo della riflessione: il programma politico. Una specie di pensiero unico, una dittatura manoscritta. Se chiedi di ridurre il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali e provinciali non se ne cava piedi. Se chiedi di commissariare(per almeno cinque anni) le regioni spendaccione dell’Italia del Pubblico Debito, occorre trovare prima il riscontro nel programma. Pag. 780, nulla da fare. Neppure un capoverso per il commissariamento. Non era scritto nel programma, oppure parlava soltanto dei parlamentari e non si possono, mano al programma, prendere due se non tre fave con un solo piccione. Prodi, è vero, in campagna elettorale aveva parlato(non lo so se riportato dal programma) con il cippiglio della severità e della bugia, della riduzione “entro i primi cento giorni” il numero dei parlamentari, a 400. Non se ne fa più nulla per scadenza di termini: prescritto il tutto perchè di giorni ne sono passati 500. Ora si sente un certo fastidio tra il popolo sovrano per la grassazione annunciata del 20 per cento sui risparmi. Niente lamentazioni; l’esproprio, la ruberia di stato, era stato previsto nel programma, e bene fa la sinistra comunista a chiederne l’esatta applicazione. Giustissimo anche prendere le distanze dallodiata america e dallo slogan che regge leconomia degli Usa: meno tasso più incasso?. Qui siamo allo scasso! E’ più immediato. E Prodi fa bene a ricordare che sono scelte collegiali e che nessuno può parlare a titolo personale, come ha fatto l’incauto ministro della repubblica annunciando l’evento del furtarellino al 20%. Caro Prodi, applica rigorosamente il programma, senza sconti(mi raccomando, non li prevede il programma), non ti azzardare di mancare di parola, non fare come i Dico che ti sei rimangiato i pacs, non venire meno al solenne impegno assunto con gli elettori, non ti tirare indietro dall’assalto a quest’altro tesoretto, non tradire il tuo programma che è stato firmato da tutti, Mastella compreso, e approvato(persino con i brogli) dal popolo sovrano.
Maralai
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23 agosto 2007 alle 13:18
LE VERE FANTASIE DELLA POLITICA
Latina. L’amministrazione cittadina, Sindaco in testa ha deciso di realizzare un nuovo Ospedale. Ha intenzione di coinvolgere la Regione e poi tutti ma proprio tutti. Unico neo è che l’Ospedale già c’è. Si chiama Santa Maria Goretti. Potrebbe funzionare meglio?certamente. Serve più personale e apparecchiature non un nuovo ospedale. Le Fantasie politiche sono spese pubbliche. (Parlo con cognizione di causa, mio padre è stato prima Direttore Sanitario dell’Ospedale e poi Dir.San. della Usl-Latina.E’ un tecnico,un medico, uno che ha vinto un concorso pubblico e non uno messo lì grazie al padrino politico.Altri tempi. )
E la cultura? niente. Qui a Latina l’amministrazione si è addirittura persa il plastico della Bibliotca Stirling.
AAA CERCASI imprenditore liberale disposto…
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23 agosto 2007 alle 15:13
x Celestino Ferraro
Apprezzo e condivido i suoi post però in quello delle 11:05 di oggi il passo Lammiraglio Berlusconi è ..ecc.? lo trovo appropriato solo quando identifica il Cavaliere=Ammiraglio (cioè un Capo, come tale è in effetti) mentre tutto il resto (quantomeno) non mi convince (pur rimanendo in fiduciosa attesa) perché, per quanto né so, è vero che a bordo di tutti i battelli (militari e non, e perfino di quelli pirata, immagino) il personale aspetta gli ordini, ma per eseguire qualcosa precedentemente pianificata come per esempio il momento della partenza, il porto e lora di arrivo, attraverso quale rotta, attività in mare, ecc.., a meno che non si tratti di una missione segretissima i cui scopi e dettagli li conosce solo il Capo come mi pare si possa dire (al momento) di tutta loperazione PDL, o sbaglio?
Saluti B. Bonelli
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23 agosto 2007 alle 15:23
Questa comunicazione proviene da BLU NOTTE – I MISTERI ITALIANI di (udite, udite) RAI 3 !!!
michele.bottino@hotmail.it> (di blu notte)
To:
Sent: Thursday, August 23, 2007 11:07 AM
Subject: Sondaggio sul caso Contrada
Inserito un sondaggio sul caso di Bruno Contrada, nella sezione che
lo riguarda.
Spero in una vostra partecipazione in massa.
Ricordiamoci che questo caso umanitario, ha assoluto bisogno di un risvolto.
Ogni nostro segnale è importantissimo non solo per far tornare in libertà un innocente schiacciato nella morsa dell’ ingiustizia, ma anche per salvaguardare tutti noi e i nostri figli da un futuro privo di uomini che come
Bruno Contrada hanno lottato per la legalità.
Non dimenticate di firmare la petizione per la sua riabilitazione, il Forum dedicato a Blu Notte – misteri italiani, lo ha già fatto.
Grazie a
tutti.
Questa newsletter ti è stata inviata da “Michele-B”, amministratore
del
forum “Forum Blu Notte – misteri italiani -”
(http://blunotte.forumfree.net )
Se qualcuno può andare sul sito e partecipare farà cosa meritevole
Maria
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23 agosto 2007 alle 15:43
Bipolarismo? Bipartitismo? Non mi sembra che, nell’attuale situazione italiana, possa fare questa grande differenza.
Singoli e/o partiti, una volta eletti, possono fare quello che vogliono in mancanza dell’obbligo del mandato. Ce l’hanno dimostrato più e più volte, partiti e”correnti”, che si può impunemente fare il “salto della quaglia” (l’ultimo, tanto per non fare nomi, Follini).
Finché non ci sarà una responsabilità seria da parte degli eletti nei confronti degli elettori, non credo che le cose possano cambiare.
IMHO, il bi/tripartitismo potrebbe aiutare ma non è una garanzia.
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23 agosto 2007 alle 16:51
leggo nel mio post due volte genitori: leggasi pertanto “marito e moglie surrogati da coniugi(e non da genitori)”,; nel copia-incolla è saltato che il tesoretto è “frutto di incalliti e recidivi risparmiatori”. Tutto qui.
mn
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23 agosto 2007 alle 17:57
Sen. Guzzanti, leggendo i post dei validi commentatori di questo blog(questa volta evito di parlare della Legione Guzzanti) ho potuto trarre la seria convinzione che il progetto dei Circoli di Vittoria Brambilla era noto da tempo a tutti, così com’erano note le finalità politiche che i predetti ne delineavano. Ora che le carte sono state scoperte pubblicamente, assistiamo a indecorose reazioni anche all’interno di FI. Parlamentari di certa notorietà grazie a Silvio Berlusconi e ai nostri voti, sono andati in escandescenze mostrandosi sorpresi se non irritati contro la Brambilla, tanto da indurre il leader di Berlusconi a dire frasi sconnesse, quali “tanto rumore per nulla”, oppure che “si è soltanto registrato il nome” per non perdere la primogenitura del simbolo. Silvio Berlusconi doveva smussare i suoi improvidi parlamentari e chiedere conto di come passano il tempo e dove vivono. Il Cavaliere doveva dire chiaro e forte, senza fare come il gambero, che i Circoli sono stati concepiti per “fare” politica, per aggregare consenso, per semplificare anche la “logistica” dei partiti che compongono la Cdl. Io, non potendo reagire con un bastone, mi sfogo con la tastiera difendendo qua e la Vittoria Brambilla(Vittoria Azzurra), dal sarcasmo interno ed esterno. Pensate che Lucia Annunziata la chiama pescivendola, ritenendo spregiativo vendere pesci! Allora, mi chiedo, visto che non lo fa Berlusconi perchè non lo fa direttamente lei a prendere pubblicamente le difese dell’ottima Vittoria Brambilla e dell’ottima idea dei Circoli? Lei, caro senatore Guzzanti, non dispone soltanto dell’arma letale chiamata penna, ma anche di un carroarmato chiamato blog che lo sostiene. Che sostiene i Circoli, che sostiene Berlusconi, che sostiene la Cdl, che sostiene l’opposizione durissima a Prodi. Il suo blog(seriamente) è qualitativamente uno dei più brillanti in circolazione. Se fosse misurato “a peso” sarebbe il migliore in assoluto. Qui c’è di tutto; è una vera armata! Credo siamo arrivati al punto giusto per dare una scossa all’interno della ns area politica di militanza e riferimento. Io non sono una persona che spende a vanvera le parole; le so soppesare e le mie antenne mi portano a vedere oltre le transenne della politica. Dica al presidente Berlusconi che la Brambilla va difesa decisamente senza tentennamenti. Dica che abbia il coraggio della riconta interna dei vuoti nella Cdl. Informi, caro sen., Berlusconi che a Roma c’è un coordinatore regionale di FI che ha mostrato le palle contro l’Udc. Dica con tutta la sua capacità espressiva che il movimento che sostiene RI e quindi FI e quindi la Cdl, e quindi i Circoli della Libertà, e quindi Vittoria Brambilla, pretende dal suo principale leader, ora più che mai, manifestazioni di coraggio, di coerenza, e la determinazione delle scelte e dell’azione politica.
Maralai
mn
GUZZANTI
CARO MARALAI, NON MI FACCIA MONTARE LA TESTA.
PERO’ E’ VERO: GRAZIE A TUTTI VOI QUESTO BLOG E’ DIVENTATO FICHISSIMO.
HA QUALCHE INFILTTRATO CHE MENTE SULLA SUA IDENTITA’, MA VA BENISSIMO COSI’.
SIAMO LETTI DAI SERVIZI SEGRETI, DA PALAZZO CHIGI, DALLE AMBASCIATE E QUALCHE CANCELLERIA.
CI LEGGONO NEI PARTITI E NELLE ISTITUZIONI.
VEDRO’ CHE COSA FARE, MA COLGO L’OCCASIONE PERR DIRE: IO NON POSSO (E NON VOGLIO) DIRE SEMPRE QUI TUTTO QUELLO CHE SO, PERCHE’ FAREI UN FAVORE AI NEMICI.
MEGLIO QUALCHE LACUNA E TENERE, QUANDO E’ IL CASO, UN PROFILO DISTRATTO.
PENSERO’ AI SUOI CONSIGLKI. GRAZIE.
GUZZ
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23 agosto 2007 alle 17:58
Condivido pienamente quanto affermato dal Sig. Cumino:
è sempre tempo di festival di aria fritta.
Manovre di “alta politica” dell’opposizione: fondazione di nuovi partiti indistinguibili dai vecchi. Il tutto per vendere fumo non avendo evidentemente altro da offrire.
(Unica proposta innovativa proveniente dall’opposizione: sciopero fiscale, il che è tutto dire)
Dall’altra parte “invece”, il governo procede al risanamento dei disastrati conti pubblici. E però al solito lo fa con metodi che non richiederebbero l’impegno di così grandi menti. Aumento delle “entrate” e quindi aumento delle tasse, accompagnato da qualche tentativo di limitare l’evasione fiscale.
Nessuno metterà mai mano all’altro versante del bilancio quello delle “uscite”, perchè queste viste dalla parte della “CASTA” sono “entrate”.
Continueremo a pagare eserciti di politici locali provinciali regionali ecc.. senza sapere a cosa servano. Continueremo a pagare eserciti di vigili che non vigilano ed eserciti di forestali (uno ogni 10-15 ettari di bosco al Sud)che invece di spegnere incendi li provocano.
Avremo però due fiammanti nuovi partiti o movimenti (o come cavolo si vorranno chiamare) che ci faranno sognare cose che non vedremo mai, e qualcuno, ci scommetto ne sarà pure contento.
E’ antipolitica questa? E allora VIVA L’ANTIPOLITICA!
(Voglio solo sottolineare una cosa. In occasione del riordino del sistema pensionistico, non ho sentito una voce di destra o di sinistra levarsi per sostenere l’esigenza morale di uniformare il trattamento riservato ai parlamentari con quello riservato ai cittadini e questa è una vergogna comunque la si voglia “giustificare”)
Ho letto “la Casta” si vede? Vorrei tanto che qualcuno che parla di “antipolitica” fosse in grado di smentire quanto vi è riportato riguardo a sprechi e privilegi.
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23 agosto 2007 alle 18:12
PER IL MOMENTO CADONO LE FOGLIE
maledettamente vero: Al peggio non cè mai fine?.
Credevo che fosse la classica topica con la quale si mette una toppa alla reticenza cui il politically correct ci obbliga per necessità di cose, invece è veramente così: al peggio non cè mai fine.
Avevo letto dun sorso La Casta?, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, e mero messo lanima in pace, rassegnato, sperando che il Dio della democrazia mandasse allinferno della democrazia i reprobi che affamano questa nostra democrazia: speranza inane.
Scopro oggi, 23 agosto 2007, sul mio internet, sotto la cappa afosa dello scirocco che imperversa su Napoli, lanticipazione che Lespresso? minvia: CONSULENTI DORO.
Di che si tratta? Una bazzecola, una pinzillacchera avrebbe detto Totò: un miliardo e mezzo lanno speso da Stato e regioni (e i Comuni?) per incarichi inutili, futili direi. Concesso ad amici, politici, faccendieri. Un miliardo e mezzo di euro, tremila miliardi di vecchie e deprecate lire. (Ma bisogna ringraziare La Bassanini?).
A dirla in euro la cifra fa quasi ridere, sulle prime mi son detto: embè?
Poi cho fatto mente locale (come diciamo qui a Napoli), cho riflettuto, ho tradotto in lire la cifretta, e mè venuto un colpo.
Porca miseria! ma questi giocano a far male, qua se non si sta guardinghi si fregano pure le coperte e questinverno si dormirà alladdiaccio: allarmi! Allarmiii! Cittadini alle armiii!.
Una città di 261 mila abitanti, tanti sono i consulenti esterni della nostra pubblica amministrazione. Una numero enorme di Hirudo medicinalis? (mignatte) che succhia ogni anno un miliardo e mezzo dalle nostre vene esangui già salassate dal Visco.
Architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, incompetenti esclusivamente raccomandati, figli di ministri, cuccioline lussuriose, clienti, famigli, politici trombati, manager arrestati e da arrestare, una variegata umanità che pappa dalla grande torta allestita per il baccanale.
Così mi son ricordato di Gian Antonio Stella e lho quasi compatito: che credeva daver scoperto?
Poveretto lui se ha creduto daver fatto come loche del Campidoglio.
Italiani!, grida il felice Prodi (lattuale condottiero), in alto i cuori e le forchette: accà se magne!?
Celestino Ferraro
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23 agosto 2007 alle 20:16
Velaspez è tornato da provocatore, ben sapendo dove stuzzicare.
Bravo il Senatore che ha laciato dire (avrei scommesso su una sfuriata!).
Continui così, non stia al loro gioco.
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23 agosto 2007 alle 20:33
Caro Senatore,
sarà fatto, non possono nascondersi deitro tutto, divulgherò il tutto!
Saluti a tutti
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23 agosto 2007 alle 20:50
Il Gallo della Loggia ha scritto quell’articoletto con il fegato gonfio di bile.
Buon segno.
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23 agosto 2007 alle 20:54
Abbandono tutto, me ne vado con Prodi.
Dopo tanto sono rimasto affascinato dal Presidente Romano Prodi.Nonostante le bordate che gli provengono da più parti, lui, il nostro presidente non cede, non molla, dritto per la sua strada. Sono onorato di poterla percorrere al suo fianco. Sta risanando i conti dello stato; rinverdito il nostro prestigio internazionale, creato una moltitudine di posti di lavoro.La flessibilità, la flessione. Che fisico, che bello. Che serietà. Chiede dei sacrifici (pressione fiscale)ma siamo ben lieti di pagare per il bene dell’Italia. Finalmente uno che sa come si governa il nostro Stato. Deciso, sicuro, unico. Un grandissimo Presidente. Tiene a bada, anzi sfrutta i comunisti. Va in vcanza in una sorta di campeggio,che stile. E poi così ecologico, sempre in bici! che ecologo! Che fortuna ho avuto; abbiamo avuto. E i suoi sospiri. una sibilla cumana presidenziale. Che verve. w il presidente Prodi.
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23 agosto 2007 alle 20:55
..divulgato su
http://www.lamianotizia.com/comments.php?y=07&m=08&entry=entry070823-114857&sv=1
..cominciamo!
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23 agosto 2007 alle 20:58
X Berna -
Mi son preso qualche licenza poetica, a chi opera di fantasia è concesso. No?
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23 agosto 2007 alle 21:06
max.it scrive:
23 Agosto 2007 alle 20:16
Velaspez è tornato da provocatore, ben sapendo dove stuzzicare.
Bravo il Senatore che ha laciato dire (avrei scommesso su una sfuriata!).
Continui così, non stia al loro gioco.
……………………………………………………
Temo, caro max.it, che non ti sia ancora chiaro che io e te, volenti o nolenti, al di la delle chiacchiere, stiamo dalla stessa parte, che è poi la stessa di Cumino di lectiones e di tanti che come te vi appartengono senza saperlo.
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23 agosto 2007 alle 23:04
Certo che dire che i sinistri sono pallosi, è come dire che Maradona ha imparato a giocare a calcio solo quando è venuto in Italia. I sinistri la pallosità ce l’hanno incancrenita in ogni atomo del loro corpo, non solo nel cervello. Hanno un talento naturale per la pallosità come Maradona ce l’ha per la palla: torello com’era saltava tutti verso il goal grazie alla marcia in più che Nostro Signore gli ha concesso. L’unica differenza tra i due è che i sinistri si limitano a romperle le palle degli altri, e mica usano le proprie a cercare il goal.
Ok, bisogna capirli, animaletti da bacheca: ma anche solo a guardarli … che pizza!
Sistemare i conti dello stato significa ridurre le uscite, infatti questa sensazionale trovata strategica la sta attuando talmente bene il nostro sinistro governo, ma talmente bene che ha escogitato la proposta di vendere le riserve auree per pagare le uscite che sta limitando. ‘Azzo che limitazione che ha impresso. Scolpita nella pietra con canali profondi quando l’idea geniale di aumentare le tasse sulle rendite: non serviranno mica a sostenere le s.p.e.s.e = u.s.c.i.t.e., vero!? E quando mette mano al catasto: non lo farà mica per dare un’aiutino al cittadino a pagare meglio la buona uscita del parlamentare della Casta. Bah, basta non farglielo sapere al cittadino, a sistemare il resto ci pensa l’untuosa spocchia degli anticasta.
Le spese non calano nonostante i tangibili sforzi? Ma per forza, è colpa della Casta; mica di Prodi e TPS. Casta ’sto par di coglioni. Lamentarsi e criticare le pensioni dei parlamentari, le auto blu, lo stipendio, i privilegi: che sport da pallosi. Ma se, tanto per fare un esempietto, in diverse regioni del sud le spese sanitarie sono più alte che in quelle del nord (s.p.e.s.e. = u.s.c.i.t.e.) e i cittadini del sud vanno a farsi curare al nord, è colpa della pensione dei parlamentari? Forse no, però è colpa della Casta. No, più che altro è roba da scarsi in fantasia omologati alla noia: rottami vaganti in deriva a senso unico.
——–
BadWolf,
a Follini può essere imputato d’aver fatto il salto della quaglia, ma il problema grosso era quando stava a sproposito nel centrodestra piuttosto che ora che sta nel centrosinistra attuale, che altro non è una rappresentazione farsesca di ciò è sinistra. Io spero che il salto della quaglia lo facciano tanti altri che come lui stanno a sproposito nel centrodestra.
Non c’è obbligo di mandato, ma Follini secondo me non ha comunque tradito i suoi elettori, a meno che questi ultimi non siano degli sprovveduti al di là di quello che può essere ritenuto un ragionevole limite.
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24 agosto 2007 alle 00:29
Libertà! Comè bella, come lapprezzi quando la perdi e noi la stiamo perdendo.
Vi voglio raccontare quanto mi è successo.
Uno di noi ha accolto linvito del Senatore ed ha pubblicato larticolo che stiamo commentando sul Forum de La7.
Scambiandoci alcune idee per e-mail mi ha invitata a partecipare al dibattito perché i sinistri si erano scatenati, lui li tiene benissimo a bada ma unaltra mano poteva essere utile.
Sono andata su http://www.la7.it in basso cè FORUM e sotto Attualità ho cliccato, ho letto, ho cercato di inserire un commento ma il sito mi ha mandato alla registrazione. Mi sono registrata e la comunicazione è stata che la registrazione era andata a buon fine e che avrei subito ricevuto alla mio indirizzo e-mail il link di conferma che mi avrebbe permesso di accedere.
Il link non è mai arrivato. Ci ho riprovato altre 2 volte ma il sito per me è rimasto inaccessibile.
Ormai sono passati dei giorni e non ho più dubbi: sono stata individuata e mi hanno negato laccesso?
Sono inoltre a conoscenza di altre cose molto gravi che stanno succedendo: non posso rivelare niente ma sono sconvolta.
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24 agosto 2007 alle 00:48
Brunetta a Galli della Loggia: FI è di plastica? No, di Moplen
Scritto da Il Legno Storto
giovedì 23 agosto 2007
Renato Brunetta
(Velino) – Forza Italia un partito di plastica? Macché, semmai è di Moplen. Sì, Moplen: polipropilene isotattico, quella materia indistruttibile brevettata da un premio Nobel italiano e pubblicizzata da Gino Bramieri. Che diceva: e mò… e mò…?. Moplen, appunto. Renato Brunetta, dirigente ed eurodeputato di Forza Italia, la prende con una certa dose di ironia, ma è arrabbiato ancora una volta con Ernesto Galli della Loggia. Leditorialista del Corriere glielha fatta di nuovo. E sulla prima pagina del giornale di Paolo Mieli ha sparato a zero ancora una volta sul suo partito, definendolo anzi, confermandolo – partito di plastica? Forza Italia era un partito di plastica, e di plastica è rimasto si legge sulle colonne del Corsera – nel senso che non ci sono iscritti, quadri, parlamentari, consiglieri comunali o regionali, non ci sono organi, non cè discussione, non cè nulla che conti qualcosa. Cè solo il capo, e il capo è lui per una sola ragione: perché ha le televisioni e un mucchio di soldi, e quindi paga tutto e ogni cosa, incluse naturalmente le campagne elettorali?.
Brunetta contrattacca: Se proprio dobbiamo discutere della materia di cui è fatta Forza Italia – dice al VELINO -, io direi che è di Moplen. Questo Partito-Moplen ha vinto le elezioni nel 1994 contro la gloriosa macchina da guerra di Achille Occhetto, ha governato nel 1994, è stato scippato del governo, ha quasi vinto nel 1996, ha stravinto nel 2001 e non ha perso nel 2006. Forza Italia-Moplen da quando è nato è il primo partito italiano. Quando va male prende il 22-23 per cento, quando va bene arriva a un terzo dei voti di tutti gli italiani?. Questa creatura fatta di macromolecole non biodegradabili – rincara Brunetta – attualmente ha più di 400 mila iscritti, migliaia di sindaci, decine di migliaia di consiglieri regionali e comunali, centinaia di parlamentari tra Camera, Senato e Parlamento europeo?. Poi il registro delleurodeputato cambia. Quello che dispiace leggendo gli editoriali di Galli della Loggia sono i suoi pregiudizi e la sua ignoranza. Che per uno scienziato della politica sono difetti mortali. Con i pregiudizi non si fa ricerca, quanto allignoranza, la lasci ai suoi allievi?.
Ma non è tutto. Brunetta non digerisce – anzi, si sente comprensibilmente toccato in prima persona? – quando Galli definisce il partito azzurro un harem? composto da cosiddetti dirigenti? praticamente imbelli. Nessuno dei cosiddetti dirigenti di Forza Italia è autorizzato a protestare scrive lo storico -: chiamati a suo tempo a far parte dellharem dovrebbero conoscere come funziona il meccanismo. Ma per lappunto un harem non è un partito. permesso ricordare qual è stata la prova politico-programmatica che Forza Italia insieme alla Casa delle libertà è riuscita a dare nella passata legislatura nonostante disponesse di una maggioranza parlamentare enorme? permesso ricordare qual è stata in quei cinque anni la qualità, o meglio linconsistenza, sia della maggior parte dei suoi ministri sia della leadership del suo capo??.
Brunetta risponde colpo su colpo. E passa in rassegna tutti gli esponenti azzurri di spicco del quinquennio berlusconiano. Uno per uno. Giulio Tremonti. Professore ordinario di scienza delle finanze e diritto finanziario. Grande esperto di tematiche tributarie e fiscali. Riconosciuto a livello internazionale come un grande ministro delleconomia e delle finanze. Riformista convinto. Lo vogliamo paragonare a Tommaso Padoa-Schioppa??. Letizia Moratti. Imprenditore, manager, ex presidente della Rai, attuale sindaco di Milano, autrice di una riforma della scuola. La vogliamo considerare un ministro inconsistente? La vogliamo paragonare a Fioroni??. Franco Frattini. Consigliere di stato, segretario generale di Palazzo Chigi e attuale vicepresidente della Commissione europea. Lo vogliamo mettere alla stregua degli omologhi della funzione pubblica e del governo Prodi??. Beppe Pisanu. Personalità politica di lungo corso. Di grande equilibrio e capacità. Stimato e riconosciuto universalmente. Anche lui è una personalità inconsistente??. Claudio Scajola. Grande capacità organizzativa e operativa. Più volte ministro, attuale presidente del Copaco. Capace anche di dimettersi, contrariamente agli attuali ministri di Prodi?. Marcello Pera. Filosofo, scrittore e professore universitario. Si possono giudicare le sue idee, ma lo si può considerare una persona inconsistente nelle sue prese di posizione e nella sua linea culturale??.
E poi naturalmente cè lui, Silvio Berlusconi. Un leader a livello internazionale dal linguaggio politico e la personalità innovativi. Si può considerare inconsistente la sua azione e la sua capacità di innovazione politica? Si può considerare inconsistente la sua creatura in Moplen, Forza Italia? Non credo?. Limplacabile Brunetta interviene anche sulla polemica tra Galli della Loggia e Giuliano Ferrara. Non è vero scrive il professore in replica a un editoriale del del Foglio – che lunica distinzione sensata è quella tra partiti che prendono i voti e quelli che non li prendono. Un partito di plastica può anche incontrare per mille ragioni il favore dellelettorato e prendere un sacco di voti (si pensi a quanti ne prese a suo tempo l Uomo qualunque) ma è a questo punto che scatta la distinzione davvero capitale, che è quella tra partiti che con i voti presi riescono a farci qualcosa e quelli che invece riescono a farci poco o nulla?. Replica Brunetta: Il paragone che Galli fa con il partito dellUomo qualunque è storicamente sbagliato. Il partito di Guglielmo Giannini non governò mai né fu mai il primo partito italiano. Paragone improponibile, dunque. Citazione sbagliata. Quanto alla capacità di governo dellesecutivo di Berlusconi, manderò personalmente i volumi e i resoconti del lavoro fatto in cinque anni?.
Lultimo affondo, Brunetta lo riserva al passaggio in cui Galli denuncia la crisi di leadership e di rappresentanza democratica nel partito azzurro. Definendo tra laltro il Partito della libertà un soggetto fondato da Berlusconi più o meno di nascosto senza dire niente a nessuno e scegliendo, per gestirlo, una persona di sua esclusiva fiducia più o meno come un sultano sceglie la favorita?. Quanto al nuovo soggetto politico, leconomista taglia corto. Se da una creatura in Moplen ne nasce unaltra, ben venga?. Sulla supposta crisi di leadership, Brunetta invece argomenta di più. Che ci siano problemi nellorganizzazione di partiti oggi tra leader e popolo è un dato di fatto che non riguarda solo Forza Italia, ma tutti i partiti della seconda repubblica osserva Brunetta -. Forse Galli della Loggia potrebbe spiegarci come sono avvenute le trasformazioni del Pci-Pds-Ds-Pd. O magari come è nata la Margherita, Rifondazione comunista, i Comunisti italiani e i Verdi. Ciascuno di questi partiti, che va rispettato, ha problemi di formazione della leadership?. Quanto al fermento presente tra gli uomini di Via dellUmiltà, sarebbe il caso che Galli dedicasse un po di tempo alle migliaia di congressi che si sono svolti, si stanno svolgendo e si svolgeranno, come pure ai corsi di formazione politica che abbiamo attivato questa estate”. La sentenza di Brunetta non ammette repliche: “La puzza sotto il naso e soprattutto lignoranza pregiudiziale radical-chic di Galli Della Loggia meritano bersagli più adatti?.
(ptz)
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=18673
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24 agosto 2007 alle 01:08
La competenza in Italia vale 0. L’importante è solo a quale setta appartieni, a quale cosca. Il tanto scandalo che suscita l’enorme spreco pubblico di risorse in funzione dei privilegi erogati (quando non si tratti di truffe vere e proprie) è ancora poco rispetto al vero problema italiano, che è quello di una classe dirigente, ma anche intermedia, complessivamente ignorante, prima ancora che dedita al brigantaggio.
E la classe dirigente è lo specchio fedele del popolo che l’ha eletta, non è che viene dalla luna, e se anche è vero che il popolo ha acconsentito al formarsi di un sistema d’elezione che lo scippa della rappresentanza prima e del controllo poi e che perpetua una o l’altra casta come va di moda dire oggi, ebbene anche di questo è lui che ne porta la principale responsabilità.
Se la competenza, almeno quella, fosse sentita fortemente dal popolo come necessità inderogabile e bene primario in una società, le caste man mano sparirebbero da sole. Invece resteranno, semplicemente come specchio fedele di un popolo di arruffoni che ancora in considerevole numero cercano già nel loro piccolo invariabilmente e appena gli è possibile l’eterna via “italiana”, la via furba, la scorciatoia.
Una mentalità mafiosa produce una classe dirigente mafiosa, non si vede perchè mai avrebbe dovuto produrne una differente. Una mentalità che si fonda sul favore dell’amico invece che sulla cultura e sulla conoscenza produce ignoranza furbesca, e non si vede perchè la classe dirigente non debba rispecchiare altrettanta ignoranza furbesca.
In un quadro di questo genere la politica è solo ed esclusivamente una lotta di fazioni, di bande, per il controllo di un potere che consenta di appropriarsi di un benessere e di un ruolo che non si merita per la propria competenza, ma che si fonda sulla reciproca cooptazione.
Così un Mastella ministro della giustizia è normale qui da noi, come un Pecoraro Scanio che vigila sull’Ambiente, mentre un tal Ferrero sproloquia di lavoro pur essendoci in quello schieramento un Pietro Ichino che è il più competente giuslavorista Italiano e forse europeo.
Intanto dalle mie parti il rinnovamento culturale e le speranze liberali, Tocqueville e Carl Popper, sono saggiamente affidate alle autoreggenti della signora Brambilla, del cui pensiero politico e dei cui scritti ognuno ha potuto prendere ampia visione in questi anni.
Se avrà la bontà di fondare (lo farà, lo farà) un partito, il tanto vituperato Fabrizio Corona non sfigurerà poi moltissimo. Almeno si presenterà per quello che è, e non è poco di questi tempi.
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24 agosto 2007 alle 05:38
velaspez scrive:
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23 Agosto 2007 alle 21:06
max.it scrive:
23 Agosto 2007 alle 20:16
Velaspez è tornato da provocatore, ben sapendo dove stuzzicare.
Bravo il Senatore che ha laciato dire (avrei scommesso su una sfuriata!).
Continui così, non stia al loro gioco.
Temo, caro max.it, che non ti sia ancora chiaro che io e te, volenti o nolenti, al di la delle chiacchiere, stiamo dalla stessa parte, che è poi la stessa di Cumino di lectiones e di tanti che come te vi appartengono senza saperlo.
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..E BRAVO IL “NOSTRO” (..si fà per dire nostro..)Velaspez: ora hai migliorato il tuo ruolo, da provocatore fai anche il PROCACCIATORE di uomini che dall’elettorato di destra possano passare con voi sinistri.
CUMINO, LECTIONES (..e altri che il “nostro” vuol tirare in ballo..) RIBELLATEVI!!!! COME SPETTEREBBE AD UN VERO RIVOLUZIONARIO ITALIANO!!!!!
RI-BEL-LA-TE-VI!!!
E’ questo che vogliono acclarare e consolidare: le vostre incertezze!
Con simpatia saluto Cumino e Lectiones….con antipatia Velaspez!
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24 agosto 2007 alle 08:51
Su l’espresso bell’articolo sull’altra casta, quella sindacale, quella che sta contribuendo a portare alla rovina l’Italia.
LALTRA CASTA di Stefano Livadiotti
Fatturati miliardari. Bilanci segreti. Uno sterminato patrimonio immobiliare. E organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti .
Tra poltrone e privilegi
Il più potente sindacalista italiano, il capo della Cgil Guglielmo Epifani, guadagna 3.500 euro netti al mese. I 12 segretari confederali, la prima linea di corso d’Italia, circa 2.400 euro. La Cisl e la Uil pagano poco di meno i loro numeri uno (3.430 euro per Raffaele Bonanni e 3.300 per Luigi Angeletti), ma sono più generose con i dieci segretari confederali (2.850 quelli di via Po, 2.900 quelli di via Lucullo). …
Prendi la tessera farai carriera
La Cisl ha conquistato la seconda carica dello Stato con Franco Marini alla presidenza del Senato. La Cgil s’è accaparrata la terza con Fausto Bertinotti sullo scranno più alto di Montecitorio. In Italia il sindacato è un buon trampolino di lancio. Lo conferma la pattuglia di ex sindacalisti che ha trovato posto nel governo di Romano Prodi e che ha la sua roccaforte nel ministero del Lavoro: il titolare Cesare Damiano …
Non trattiamo con la calcolatrice… Così, nei giorni scorsi, il grande capo della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato a brutto muso alle pretese rigoriste di Tommaso Padoa-Schioppa sulla riforma delle pensioni. Il numero uno di corso d’Italia non è l’unico ad essere allergico ai moderni derivati del pallottoliere. Della stessa idiosincrasia fanno mostra i suoi pari grado di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, almeno quando si tratta di affrontare l’annosa questione dei conti dei sindacati, che continuano a promettere bilanci consolidati, tranne poi guardarsi bene dal metterli nero su bianco. Forse perché i numeri racconterebbero come le organizzazioni dei lavoratori, difendendo con le unghie e con i denti una serie di privilegi più o meno antichi, si siano trasformate in autentiche macchine da soldi. Con il benestare di un sistema politico giunto ai minimi della popolarità e spaventato dalla loro capacità di mobilitazione. Che a sua volta dipende proprio, in grandissima parte, da un formidabile potere economico alimentato a spese della collettività: se c’è un problema di costi della politica, allora il discorso vale anche per il sindacato. Se non di più.
Quasi dieci anni fa, alla fine del 1998, un ingenuo deputato di Forza Italia, ex magistrato del lavoro, convinse 160 colleghi a firmare tutti insieme appassionatamente un provvedimento che obbligava i sindacati a fare chiarezza sui loro conti. Dev’essere che nessuno gli aveva ricordato come solo pochi anni prima, nel 1990, Cgil, Cisl e Uil fossero state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. Fatto sta che, puntuale, la controffensiva di Cgil, Cisl e Uil scattò dopo l’approvazione del primo articolo con soli quattro voti di scarto. ” antisindacale”, tuonò con involontario umorismo l’ex capo cislino Sergio D’Antoni, oggi vice ministro per lo Sviluppo economico. Lesti i deputati del centro-sinistra azzopparono la legge, mettendosi di traverso alle sanzioni (tra i 50 e i 100 milioni) previste in caso di violazioni. Alla fine la proposta di legge è rimasta tale, così come tutte quelle presentate in seguito, anche in questa legislatura. ” il sindacato che detta tempi e modalità”, titolava del resto nei giorni scorsi il confindustriale ‘Sole 24 Ore’, all’indomani dell’accordo sullo scalone pensionistico.
Il risultato è che i bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. “Il giro d’affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire”, sparò nell’ottobre del 2002 il radicale Daniele Capezzone, “e il nostro è un calcolo al ribasso”. Non ci deve essere andato molto lontano, se è vero che oggi Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si limita a non confermare che il fatturato consolidato di corso d’Italia abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro. E ancora: se è vero che quello del sistema Uil, non paragonabile per dimensioni, metteva insieme 116 milioni già nel 2004, esclusi Caf, patronati e quant’altro. Fare i conti in tasca alle organizzazioni sindacali, che hanno ormai raggiunto un organico-monstre dell’ordine dei 20 mila dipendenti, è difficile, anche perchè le loro fonti di guadagno sono le più disparate. Ma ecco quali sono i principali meccanismi di finanziamento. E le cifre in ballo.
Il sostituto d’incasso
La maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil (”I tre porcellini”, come ama chiamarli in privato il vice premier Massimo D’Alema) sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l’1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all’anno. Un esperto della materia come Giuliano Cazzola, già sindacalista di lungo corso della Cgil ed ex presidente dei sindaci dell’Inps, parla di almeno un miliardo l’anno. Secondo quanto risulta a ‘L’espresso’, il solo sistema Cgil ha incassato nel 2006 qualcosa come 331 milioni. Una bella cifra, per la quale il sindacato non deve fare neanche la fatica dell’esattore: se ne incaricano altri; gratuitamente s’intende. Nel caso dei lavoratori in attività, a versargli i soldi ci pensano infatti le aziende, che li trattengono dalle buste paga dei dipendenti. Per i pensionati provvedono invece gli enti di previdenza: solo l’Inps nel 2006 ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl e 18 alla Uil. Nel 1995 Marco Pannella tentò di rompere le uova nel paniere al sindacato, promuovendo un referendum che aboliva la trattenuta automatica dalla busta paga (introdotta nel 1970 con lo Statuto dei lavoratori). Gli italiani votarono a favore. Ma il meccanismo è tuttora vivo e vegeto: salvato, in base a un accordo tra le parti, nei contratti collettivi. Le aziende, che pure subiscono dei costi, non sono volute arrivare allo scontro. E lo stesso ha fatto il governo di Romano Prodi quando, più di recente, Forza Italia ha presentato un emendamento al decreto Bersani che avrebbe messo in crisi le casse sindacali. In pratica, la delega con cui il pensionato autorizza l’ente previdenziale a effettuare la trattenuta sulla pensione, che oggi è di fatto a vita, avrebbe avuto bisogno di un periodico rinnovo. Apriti cielo: capi e capetti di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto la faccia feroce. Il governo, a scanso di guai, ha dato parere contrario. E l’emendamento è colato a picco.
Lo strapotere dei Caf
I Centri di assistenza fiscale rappresentano per i sindacati un formidabile business. Per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati vengono pagati dagli enti previdenziali. Solo l’Inps per il 2006 verserà ai 74 caf convenzionati 120 milioni. A fare la parte del leone saranno le strutture di Cgil, Cisl e Uil, che insieme totalizzeranno circa 90 milioni. Non basta. Per i lavoratori in attività i Caf incasseranno dal Fisco 15,7 euro per ognuna delle 12.261.701 dichiarazioni inviate agli uffici nel 2006. Il ministero sborserà dunque 186 milioni e spicci. Anche in questo caso, secondo i conti che ‘L’espresso’ ha potuto esaminare, la fetta più grande della torta andrà a Cgil (38 milioni, 195 e 177 euro), Cisl (30 milioni, 763 mila e 485) e Uil (12 milioni, 78 mila e 793 euro). Un piatto ricco, considerando che i Caf ricevono inoltre, come contribuzione volontaria, una media di 25 euro dalle tasche dei contribuenti aiutati nella compilazione del 730 (per un totale di 175 milioni, secondo Cazzola) e mettono insieme un’altra cinquantina di milioni per il calcolo di Ise e Isee (i redditometri per le famiglie che chiedono prestazioni sociali). Considerando le cifre in ballo, i sindacati hanno fatto fuoco e fiamme pur di tenersi ben stretto il giocattolo. Nel 2005, sotto l’incalzare della Corte di Giustizia europea, convinta che il monopolio dei Caf rappresentasse una violazione ai trattati comunitari, il governo di Silvio Berlusconi aveva aperto la porta a commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro. Una manovra talmente timida che la Commissione europea ha inviato all’Italia una seconda lettera di messa in mora. Sull’argomento gli uomini di Bruxelles hanno preteso e ottenuto, ancora nel gennaio scorso, un vertice a palazzo Chigi. Concluso, naturalmente, con un niente di fatto.
Intoccabili patronati
Se il monopolio dei Caf è sotto assedio, resiste saldo quello dei patronati, le strutture (quelle convenzionate con l’Inps sono 25) che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali (ma anche, per esempio, per la cassa integrazione e i sussidi di disoccupazione): una rete capillare, dall’Africa al Nordamerica passando per l’Australia, che alcuni sospettano abbia un ruolo non indifferente anche nell’indirizzare il voto degli italiani all’estero. Nel 2000 i radicali hanno lanciato l’ennesimo referendum abrogativo, ma si sono visti chiudere la porta in faccia dalla Consulta. Più di recente Forza Italia ha cercato, con un emendamento al decreto Bersani, di liberalizzare il settore. Se l’armata berlusconiana non fosse stata respinta con perdite, per il sindacato sarebbe stato un colpo mortale. I patronati, infatti, sono fondamentali per il reclutamento di nuovi iscritti tra i pensionati, che quando vanno a ritirare i moduli si vedono sottoporre la delega per le trattenute: “Con i patronati e gli altri servizi nel 2005 la Cgil ha raggranellato 450 mila nuove iscrizioni”, sostiene Cazzola. Non bastasse, i patronati assicurano un gettito che non è proprio da buttare via: in pratica si dividono (in base al lavoro svolto) lo 0,226 del totale dei contributi sociali riscossi dagli enti previdenziali. A lungo questa cifra è stata calcolata solo sui contributi dei pensionati privati, per l’ottimo motivo che a quelli pubblici le scartoffie per l’assegno le ha sempre curate l’amministrazione (e proprio per questo motivo pochi di loro sono iscritti al sindacato). Poi, però, nel 2000, per gentile concessione del parlamento (con un voto a larghissima maggioranza) nel monte-contributi sono stati fatti confluire anche quelli dei lavoratori statali. E la cifra ha iniziato a lievitare: 314 milioni nel 2004, 341 nel 2005, 349 nel 2006. Solo l’Inps nel 2006 ha speso per i patronati (che ora, per arrotondare, si occupano anche del rinnovo dei permessi per gli immigrati) 248 milioni, 914 mila e 211 euro. Alla fine, secondo quanto risulta a ‘L’espresso’, l’Inca-Cgil ha incassato 82 milioni e 250 mila euro, l’Inas-Cisl 66 milioni e 150 mila euro e l’Ital-Uil 26 milioni e 600 mila euro.
Forza lavoro gratuita
quella distaccata presso il sindacato dalla pubblica amministrazione, che continua graziosamente a pagarle lo stipendio. Compresi, e vai a capire perché, i premi di produttività e i buoni pasto. Oggi i dipendenti statali dati in omaggio al sindacato sono 3.077 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) 116 milioni di euro. Ai quali vanno sommati 9,2 milioni per 420 mila ore di permessi retribuiti. Di regalo in regalo, per i dipendenti che utilizza in aspettativa, ai quali deve invece pagare lo stipendio, il sindacato usufruisce comunque di uno sconto: non paga i contributi sociali, che sono considerati figurativi e quindi a carico dell’intera collettività. Un privilegio che hanno perduto perfino le assemblee elettive (a partire dal parlamento). Ma i sindacati no.
Business formazione
Dall’Europa piove ogni anno sull’Italia circa un miliardo e mezzo di euro per il finanziamento della formazione professionale. In più ci sono i circa 700 milioni dell’ex fondo di rotazione, alimentato dallo 0,30 per cento del monte-contributi che le aziende versano agli enti previdenziali. Un tempo, non meno del 40-50 per cento di queste somme passava attraverso enti di emanazione sindacale, che non incassavano direttamente un euro ma gestivano comunque le assunzioni e la distribuzione degli incarichi. Oggi la concorrenza s’è fatta più dura. Ma i sindacati non mollano l’osso. Dieci dei 14 enti che si distribuiscono ogni anno circa la metà dei finanziamenti nazionali sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil.
Casa mia, casa mia
L’assenza di bilanci consolidati non consente di far luce sull’immenso patrimonio immobiliare accumulato negli anni dai tre sindacati confederali, cui lo Stato a un certo punto ha pure regalato i beni delle corporazioni dell’epoca fascista. Fino a pochi anni fa i sindacati non potevano possedere direttamente gli immobili: li intestavano a società controllate. La legge che ha consentito loro il controllo diretto ha garantito anche un passaggio di proprietà al riparo dalle pretese del fisco. Oggi la Cgil dichiara di avere, sparse per tutto il Paese, qualcosa come 3 mila sedi, tutte di proprietà delle strutture territoriali o di categoria. “Non so stimare il valore di mercato di un patrimonio che non conosco ma”, afferma l’amministratore della Cgil, “deve trattarsi di una cifra davvero impressionante”. La Cisl dichiara addirittura 5 mila sedi, tra confederazione, federazioni nazionali e diramazioni territoriali (pensionati compresi), quasi tutte di proprietà. La Uil è l’unica che ha concentrato il grosso degli investimenti sul mattone in una società per azioni controllata al 100 per cento. Si chiama Labour Uil e ha in bilancio immobili per 35 milioni e 75 mila euro (a valore storico; quello di mercato è tre volte superiore), ma non, per esempio, la sede romana di via Lucullo, che lo stesso tesoriere nazionale Rocco Carannante stima tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Il fatto certo, alla fine, è che Cgil, Cisl e Uil sono ricchi. Quanto, però, nessuno lo sa davvero. “Ci sono situazioni che talvolta non sono pienamente trasparenti”, ha scolpito Epifani lo scorso 27 febbraio. E però si riferiva allo scandalo del calcio.
(02 agosto 2007)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/L-ALTRA-CASTA/1705468//2
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24 agosto 2007 alle 08:54
Il Patto Molotov-Ribbentrop
di Vincenzo Merlo – 23 agosto 2007
La vera scintilla che scatenò la seconda guerra mondiale fu senza dubbio il Patto sovietico-tedesco firmato a Mosca il 23 agosto del 1939 dal commissario per gli Affari Esteri dell’Urss, Vjaèèslav Molotov, e dal ministro degli Esteri del Reich, Joachim von Ribbentrop. La storiografia social-comunista lo ha spacciato per un accordo momentaneo. In realtà, si trattò di una vera e propria alleanza strategica tra i due totalitarismi più disumani che la storia ha conosciuto; alleanza che, sancita sulla pelle della Polonia, dei Paesi baltici, della Finlandia, di tutta l’Europa dell’Est, determinò lo scoppio della guerra.
Con il Patto Molotov-Ribbentrop la Germania nazista e l’Unione Sovietica comunista si impegnavano reciprocamente a non compiere azioni ostili l’una nei confronti dell’altra, né a prendere parte a coalizioni di potenze dirette contro una di loro, e a dirimere eventuali controversie tramite consultazioni sulle questioni di comune interesse. Al trattato era accluso un protocollo segreto, che ne rappresentava il vero e proprio cuore e che sanciva la divisione dell’Europa centro-orientale in «sfere di influenza». In sostanza, i due totalitarismi si spartivano la Polonia (la parte occidentale ai tedeschi, quella orientale ai sovietici) e si lasciava alle truppe di Stalin mano libera in Finlandia, in Lettonia, Lituania, Estonia e Bessarabia. Fu proprio la distruzione degli Stati «barriera» tra Germania e Urss, e cioè la Polonia e i Paesi baltici, a dare inizio alla seconda guerra mondiale.
La Polonia fu aggredita dai tedeschi, da ovest, il 1° settembre, e dai sovietici, da est, il 17 dello stesso mese. Le tre Repubbliche baltiche furono costrette, il 28 settembre, a firmare un cosiddetto «Patto di assistenza e mutua difesa», che permetteva all’Unione Sovietica di far «stazionare» delle truppe nel loro territorio. La Finlandia, invece, resistette a simili pretese e venne brutalmente invasa da Stalin il 30 novembre. Dopo più di tre mesi di pesanti combattimenti e perdite nella seguente «Guerra d’inverno», l’Unione Sovietica desistette dal suo intento di occupare la Finlandia, ottenendo il 10% del territorio finnico, e precisamente la regione della Carelia. Sui territori occupati i sovietici iniziarono una campagna di terrore, in maniera molto simile al terrore nazista. Milioni di persone furono deportate ed esiliate nell’estremo nord. I cristiani vennero perseguitati, annientati gli oppositori del regime. All’inizio del 1941 Germania e Unione Sovietica, di fatto alleate per il primo anno e mezzo della seconda guerra mondiale, condividevano un confine comune, che passava attraverso le odierne Lituania e Polonia: le aree ad est dei fiumi Narev, Vistola e San spettavano all’Urss, mentre la Germania occupava la parte ovest. Solo nel giugno del 1941 Hitler ruppe il Patto, invadendo l’Urss in quella che venne chiamata «Operazione Barbarossa».
Ma come si era arrivati al Patto Molotov-Ribbentrop? Quali le motivazioni profonde dell’incontro scellerato tra le folli ideologie nazista e comunista? Fu davvero solo un accordo momentaneo, come per anni descritto dalla storiografia comunista? Stando ai luoghi comuni politici, infatti, le due potenze si trovavano ai poli opposti dello schieramento ideologico ed erano per questo nemiche inconciliabili; la propaganda sovietica ha sempre battuto molto sul tasto di questo antagonismo morale: il nazismo rappresentava la quintessenza dell’odio anti-umano, mentre il comunismo incarnava l’amore per l’umanità. E allora, come mai l’alleanza? «Numerosi dati di fatto – ha scritto Marta Dall’Asta in un illuminante articolo pubblicato su Il Timone del giugno 2005 – dimostrano che l’avvicinamento alla Germania era in corso da diversi mesi: l’apertura, in aprile, di negoziati segreti con la Germania “per migliorare le relazioni”; la sostituzione del ministro degli Esteri Maksim Maksimovic Litvinov, filo-occidentale e per di più ebreo, con Vjaceslav Molotov, che in un discorso ufficiale auspica migliori rapporti con la Germania; la visita di una missione commerciale sovietica; la firma di un trattato commerciale tra Mosca e Berlino il 19 agosto 1939, proprio mentre sono in corso a Mosca i colloqui con Francia e Inghilterra in vista di una possibile alleanza anti-nazista; infine il telegramma personale di Stalin a Hitler del 21 agosto in cui si dice pronto all’alleanza». Proprio così.
Se ad Hitler l’intesa con Stalin serviva ad allargarsi nell’Europa centro-orientale, in vista di un possibile conflitto con gli Stati occidentali, a Stalin l’accordo con i tedeschi garantiva parimenti l’espansione dell’egemonia sovietica, pronta a rafforzarsi anche in vista di un possibile conflitto tra Paesi occidentali e Germania. Molotov era quindi la persona giusta per rafforzare i legami con Hitler, perché fautore di una politica mirata proprio a far esplodere un conflitto tra la Germania e le nazioni occidentali. Il 7 settembre del 1939, a conflitto iniziato, Stalin arriverà a dire: «Non siamo contrari al fatto che si accapiglino per benino (Germania contro Francia-Inghilterra, ndr) e che si sfianchino l’un l’altro… Non si poteva del resto allearsi con inglesi e francesi che ci volevano servi e per di più senza pagare nulla». E ancora: «Se il Patto con Hitler in una certa misura aiuta la Germania, in un momento successivo si dovrà sospingere l’altra parte».
Scrive ancora Marta dell’Asta: «L’attacco nazista all’Urss del 22 giugno 1941 scompaginò l’alleanza naturale tra le due potenze totalitarie e costrinse l’Unione Sovietica (che fino a quel momento si era comportata sul piano internazionale né più né meno della Germania, invadendo in pochi mesi parte della Polonia, la Finlandia, la Bessarabia, i tre Paesi baltici, la Bucovina), a stringere un’alleanza spuria con le potenze occidentali. Obbligata a far questo dalle circostanze, cambiò schieramento ma non politica; infatti, già verso la fine del conflitto fu assolutamente chiaro che l’Unione Sovietica aveva intenzione di proseguire la propria espansione in Europa. Il Paese che aveva sopportato forse l’onere maggiore della guerra in Europa in realtà non aveva mai condiviso gli scopi degli alleati occidentali, ma aveva una sua politica di guerra, una guerra di espansione… L’Urss aveva liberato l’Europa dal nazismo solo per soggiogarla a sua volta».
Mise tutti di fronte alla tragica realtà dei fatti il filosofo russo emigrato Georgij Fedotov, scrivendo nella sua opera del 1947, Il destino degli imperi: «Per l’Urss la guerra continua ancora; la pace non è stata firmata né dovrà esserlo. Stalin si pone evidentemente come l’erede di Hitler, non solo in quella che era la zona di predominio della Germania, ma anche nelle sue pretese. Per la classe dirigente in Russia si tratta di arrivare al predominio mondiale attraverso la conquista e la rivoluzione». Dunque l’alleanza tra nazismo e comunismo era stata un’alleanza di elezione tra due totalitarismi che si ponevano, sbandierando valori diversi, lo stesso scopo: la conquista e la spartizione del mondo. «In realtà – ha scritto Dmitrj Shusharin – noi dobbiamo solo ringraziare il cielo che non si sia consolidata l’alleanza tra Stalin e Hitler, che il contrasto tra questi due sistemi criminali, terroristici, nemici della civiltà abbia salvato dall’estinzione la civiltà giudaico-cristiana».
Vincenzo Merlo
http://www.ragionpolitica.it/testo.8207.html
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24 agosto 2007 alle 09:29
Segnalo L`ENIGMA PALMIRO TOGLIATTI
http://www.larchivio.org/xoom/togliatti.htm
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24 agosto 2007 alle 09:56
lectiones scrive:
23 Agosto 2007 alle 18:12
………….Scopro oggi, 23 agosto 2007, sul mio internet, sotto la cappa afosa dello scirocco che imperversa su Napoli, lanticipazione che Lespresso? minvia: CONSULENTI DORO.
Di che si tratta? Una bazzecola, una pinzillacchera avrebbe detto Totò: un miliardo e mezzo lanno speso da Stato e regioni (e i Comuni?) per incarichi inutili, futili direi. Concesso ad amici, politici, faccendieri. Un miliardo e mezzo di euro, tremila miliardi di vecchie e deprecate lire.
…………..Una città di 261 mila abitanti, tanti sono i consulenti esterni della nostra pubblica amministrazione. Una numero enorme di Hirudo medicinalis? (mignatte) che succhia ogni anno un miliardo e mezzo dalle nostre vene esangui già salassate dal Visco.
Architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, incompetenti esclusivamente raccomandati, figli di ministri, cuccioline lussuriose, clienti, famigli, politici trombati, manager arrestati e da arrestare, una variegata umanità che pappa dalla grande torta allestita per il baccanale.
Celestino Ferraro
_______________________________________________________
CARO FERRARO,
E’ molto importante che ci sia qualcuno tra di noi attento, e magari si specializzi, proprio su tali questioni:
gli sprechi finziari degli Enti pubblici, individuando inoltre quegli Enti (ricordo l’on. Costa di F.I. ne ha sempre fatto una battaglia politica) che bisognerebbe eliminare perché inutili e dissipatori di nostri denari.
Per questo ti chiedo di entrare a far parte dei GRUPPI-LAVORO ed in particolare di quello che di occupa di tutto ciò.
Scrivimi a pietroluigicrasti@in.it
Con simpatia
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24 agosto 2007 alle 10:21
Dot,
1) Follini non è stato eletto… con le ultime elezioni il voto è andato all’UDC (di cui in ogni caso non ho fiducia).
2) Sarebbe ora che questa gente, se vuole abbandonare il campo, se ne torni a casa e si presenti alle elezioni successive.
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24 agosto 2007 alle 10:37
Posto che l’unica casta che mi ha affascinato si chiama Laetitia, vedo con piacere quanto sia efficace la cura prescritta dall’antipolitica. Chi si strappa i capelli per le parole realiste di Sposetti, chi si indigna signora mia che tempi!, chi invoca muoia Sansone con tutti i filistei. Eppure è un vecchio trucco collaudato: non è tanto ciò che hanno prodotto le procure negli anni 90 ad essere devastante, quanto questa attitudine tutta italica di gridare allo scandalo a destra ed a manca ogniqualvolta si disquisisce intorno alla politica ed ai suoi costi. Non mi voglio nascondere dietro ad un dito ma al di là delle intemerate sugli sprechi, evidenti per carità, che attanagliano il contribuente italiano, mi parrebbe minimamente il caso di soffermare l’attenzione sul costo della burocrazia. Qualcuno si alzerà a dire che è proprio la politica la responsabile della creazione di tutti gli apparati burocratici esistenti, ed io non posso dare torto a questa visisone del problema; c’è un però ed è commisurato alla pervicace abitudine, anch’essa molto italica, che vede ancora oggi stuoli di famiglie ben abbarbicate ai magnifici posti fissi che il pubblico impiego offre. E ancor di più la tendenza è sempre quella di cianciare di ottimizazione della produttività nel pubblico impiego ben sapendo, tutti, compresi gli ineffabili sindacati figli di Tomasi di Lampedusa, che ci sono valanghe di nullafacenti strapagati che continuano ad essere il vero cancro di questo paese.
Io non riesco a scandalizzarmi per le auto blu, per i benefit dati ai parlamentari perchè considero, fino a prova contraria, ma prova e non chiacchiera, che svolgono un compito imprescindibile per l’intera nazione.
Ma siccome in questo amato paese il dito puntato è lo sport più praticato in assoluto, alla fine ogni cosa resta al suo posto come nella peggiore commedia delle parti. E’ colpa dei politici tutto questo? In parte sì. Ma noi ci siamo mai chiesti veramente cosa possiamo fare per questo paese ( a parte lavorare con coscienza, assumersi responsabilità familiari, scrivere sui blog etc etc)?
Un’idea ce l’avrei: cominciamo a porci il problema di cosa faremmo noi al posto di. E’ un esercizio utile perchè può permettere di capire quanto a fronte di diversi contesti possono mutare i comportamenti umani.
Personalmente sono profondamente stanco di vedere ed ascoltare tutti i sepolcri imbiancati che ben predicando e mal razzolando si incuneano nelle pieghe dell’inefficenza per trarre il loro piccolo vantaggio.
Preferisco di gran lunga credere che le istituzioni sono un patrimonio comune che vanno salvaguardate e migliorate, anche attraverso una critica serrata, ma l’idea di fare piazze pulite sommariamente ed in nome di una pelosa trasparenza mi crea preoccupazione quanto e più del problema stesso.
GUZZANTI
SIAMO, COME VEDI CARO CARLO, IN TOTALE SINTONIA. DOVRESTI METTERE IL TUO POST SOTTO IL MIO NUOVO ARTICOLO. UN ABBRACCIO E ABBASSO I CASTAROLI, BANDA DI IPOCRITI.
GUZZ
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24 agosto 2007 alle 10:37
Il mio post come altri, è OUT, ma voglio comunque segnalarvelo ascrivendolo nel contesto del sistema monetario e di banche internazionali, che prevaricano le vere esigenze delle società.
Il link che vi evidenzio, parla di economia monetaria mondiale e locale, sia nazionale che regionale, e mostra un video dove una studiosa di questi problemi illustra alcuni concetti di basilare importanza per tutte le realtà locali.
Vi invito a dare uno sguardo al filmato e, se possibile, esporre le Vs. considerazioni, poichè le tematiche sviluppate hanno molta importanza per tutti noi e per il ns. futuro economico.
andrea daga
http://altramoneta.noblogs.org/post/2007/05/27/video-moneta-locale-tedesca-regio-in-italiano
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24 agosto 2007 alle 10:43
Pietro luigi Crasti,
Parlando di sprechi ed affini, ma soprattutto di (sic) tasse, mi piacerebbe indicarle il problema (magari già a sua conoscenza) della “Monopoli di stato” che, secondo 2 giornalisti del Secolo XIX poi appoggiati dal Beppe Grillo e mai smentiti, dovrebbe al fisco qualcosa come un centinaio di miliardi di euro… praticamente 3 finanziarie “lacrime e sangue”.
Qui il link con tutta la storia (PDF in fondo)
http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/documenti/2007/08/14/&CODE=4a9266fe-4a72-11dc-8221-0003badbebe4
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24 agosto 2007 alle 11:00
PACTA SUNT SERVANDA
Sembrerebbe una cosa ovvia: i conti non tornano. Si taglino le spese!
Detta così come si fa a non rimproverare gli spendaccioni del governo che insistono a grattare la botte oltre il fondo? Come dar torto al TPS, coadiuvato dal Visco, che hanno del FISCHIO? lidea del limone?
Spremere. Spremere nella pressa fiscale il limone ( il contribuente) fino allultima stilla (euro). Le uscite che gravano sul bilancio dello Stato sono emorragiche, le entrate sono inadeguate ai compiti presunti: bisogna supertassare erga omnes: guerra agli evasori!
Naturalmente a nessuno degli economisti del governo può venire in mente che, se leconomia della casa non può permettersi le brioches di Maria Antonietta, bisogna ricorrere a quel pane raffermo, riscaldato nel forno per ammollarlo, spalmato di margarina, per la prima colazione: non sia mai detto!
La colazione con le brioches è un diritto sancito dalla Costituzione: Dio ce lha dato, guai a chi ce lo tocca.
Il dilemma, come sempre, è cornuto. Non siamo in presenza del famoso asino di Buridano che, non sapendo scegliere da quale dei due mucchi di fieno iniziare il pasto perché entrambi gli apparivano ottimi, nellindecisione protratta, illanguidì e morì di fame.
Né potremmo paragonare il nostro contribuente ai cavalli di monsignor Perrella i quali, sottoposti al digiuno sperimentale del monsignore (li faceva solo bere), quando sembravano ben persuasi della terapia adottata, improvvisamente morirono. Con gran costernazione del monsignore che si lasciò sfuggire unimprecazione: Gesù! Proprio adesso che serano abituati a digiunare.
Bando alle facezie, lasciamo lironia per cose più serie, qua si tratta di reperire entrate fiscali sufficienti a tacitare lideologia impositiva di Rifondazione Comunista; non importa quale sperpero del sistema fagociti le migliaia di miliardi necessari al Bilancio dello Stato: PACTA SUNT SERVANDA!
Ai duri e puri? di Rifondazione (Ferrero, Giordano, Diliberto), importa che Pacta sunt servanda?, e Prodi non può fare lorecchio da mercante obliando gli impegni assunti quando il voto di Rifondazione appariva necessario per sconfiggere lodiato Cavaliere (De pactis? – Che cosa vè di più consono alla umana lealtà del rispettare i patti stabiliti consenzientemente? Quid enim tam congruum fidei humanae quam ea, quae inter eos placuerunt, servare?? – ).
Lequità tassatoria si impone urgente, le rendite finanziarie vanno tassate tutte al 20% dei rendimenti. Non importa se poi lo Stato, per rendere appetibili sul mercato i BOT, i CCT e gli altri titoli obbligazionari, sarò costretto ad alzare il tasso dinteresse trasformando il gioco a una partita di giro ridicola e sprecatoria.
Per quello che mi concerne non mi stancherò mai di accusare Silvio Berlusconi dinfantilismo strategico, si fece bidonare dalle sinistre prodiane con il massimo dellinsipienza.
Celestino Ferraro
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24 agosto 2007 alle 11:12
velaspez scrive:
23 Agosto 2007 alle 21:06
Temo, caro max.it, che non ti sia ancora chiaro che io e te, volenti o nolenti, al di la delle chiacchiere, stiamo dalla stessa parte…
===
Questo è fuor di dubbio, e direi più volenti che nolenti.
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24 agosto 2007 alle 11:31
BadWolf,
è vero, Follini non è stato eletto direttamente le regole lo vietano, lo è stato indirettamente tramite lUDC. Ma avrà comunque un seguito in una parte di elettori dellUDC, si può sostenere che questo seguito sia piccolo, ma non inesistente.
Comunque, se il Follini politico è frutto di una scelta esclusiva dellUDC, il Sig. Follini non ha tradito nessun altro al di fuori dellUDC. Se gli elettori dellUDC si sentono traditi da Follini, vale per loro quanto ho scritto nel messaggio precedente, cioè lasciando stare la testa per non inoltrarsi in argomenti troppo complicati, mi chiedo dove avevano i piedi quando hanno votato UDC.
La realtà è diversa. Follini non ha tradito nessuno perché in un sistema democratico e rappresentativo gli elettori non li può tradire nessuno. E, secondo me, necessario comprendere che anche con lelezione diretta, noi, semplici elettori, scegliendo il nostro preferito compiamo, volenti o nolenti, un atto di fiducia. Se questo atto è profondamente, consapevolmente volontario – in Italia, alla data attuale – è un atto veramente Rivoluzionario. E Rivoluzionario perché fa uscire da quel limbo ovattato in cui è sempre possibile cavarsela attribuendo la colpa ad altri, sfuggendo alle proprie responsabilità.
La responsabilità diretta degli eletti nei riguardi degli elettori non è fissata o, addirittura creata, da regole ad hoc, è insista nel sistema rappresentativo, ne è sua parte integrante. Deve semplicemente essere compresa e digerita dagli elettori italiani a cui spetta il piacevole? compito di punire chi li ha male rappresentati per mezzo di quello strumento ridicolizzato da una buona parte di soloni opportunisti e disgraziati , strumento che si chiama Voto.
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24 agosto 2007 alle 11:55
LE ENTRATE FISCALI FANNO BUUUM!
Vorrei capire, ma questo TPS che mestiere fa? Non è che, per caso, i suoi numeri son buoni anch per il bancolotto?
Possibile che non ne azzecchi una? Ci ritroveremo presto afflitti da un altro TESORETTO?
Bisogna dare a Bossi per lo sciopero dati certi, numeri certi, e non un’estrzione trisettimanale del SUPER TPS.
CF
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24 agosto 2007 alle 11:59
Carlo Torchio scrive:
24 Agosto 2007 alle 11:12
======
velaspez scrive:
23 Agosto 2007 alle 21:06
Temo, caro max.it, che non ti sia ancora chiaro che io e te, volenti o nolenti, al di la delle chiacchiere, stiamo dalla stessa parte
===
Questo è fuor di dubbio, e direi più volenti che nolenti.
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???
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24 agosto 2007 alle 13:30
le entrate fiscali fanno BOOM (rispettiamo l’ortografia).
pierluigicrasti, l’indirizzo non riceve.
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24 agosto 2007 alle 13:55
Dot,
“La responsabilità diretta degli eletti nei riguardi degli elettori non è fissata o, addirittura creata, da regole ad hoc, è insista nel sistema rappresentativo, ne è sua parte integrante. Deve semplicemente essere compresa e digerita dagli elettori italiani a cui spetta il piacevole? compito di punire chi li ha male rappresentati per mezzo di quello strumento ridicolizzato da una buona parte di soloni opportunisti e disgraziati , strumento che si chiama Voto.”
Qui non è un problema di elettori, ma di eletti.
In Italia, non esistendo una responsabilità, si è venuta a creare una mentalità secondo la quale una volta eletti si può fare quello che si vuole, al punto che Cesare Damiano, attuale ministro del Lavoro, ha avuto il coraggio di dire al Meeting di Rimini Alla politica gridata e della demagogia – sostiene – io oppongo la politica dei fatti. La buona politica deve mettere al primo posto i fatti e gli interessi di partiti, e mi auguro che alla fine a prevalere siano proprio i fatti? (da Il Sole-24 Ore).
Fatti? Partiti? e la GENTE (il popolo sovrano, gli elettori) che fine ha fatto?
Questo, secondo me è profondamente sbagliato.
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24 agosto 2007 alle 14:31
pietroluigicrasti@in.it (non funziona. perché?)
CF
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24 agosto 2007 alle 16:18
lectiones,
probabilmente è ** tin.it **
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24 agosto 2007 alle 17:09
BadWolf,
concordo che è sbagliato. Ma la GENTE è finita chissà dove perché anche se ascolta discorsi di questo tipo, insensibile alle parole che gli arrivano agli orecchi (rimbalzano), continua a votare il partito che propone Damiano. E se potesse votare direttamente Damiano, lo voterebbe: per poi successivamente lamentarsi e dire che i politici sono tutti uguali. Che cominciassero una buona volta almeno a dire: Siamo tutti uguali?; no, sempre la solita solfa del: sono tutti uguali?. Mi stremano.
La gente con un minimo di testa sulle spalle, una volta votato Damiano e ascoltate le sue belle prediche, fa i suoi conti e se lo ritiene opportuno, Damiano, o il suo partito, non lo vota.
P.S. Neanche male che Damiano, nel frammento da te riportato, ha concluso sostenendo che ha prevalere devono essere i fatti e non gli interessi di partito.
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27 agosto 2007 alle 17:35
Caro Senatore, finalmente una querela vera … e speriamo che sia utile alla conoscenza della verità. Ho già scritto sui miei blog, nel dicembre dello scorso anno, sulla questione Mitrokhin. Ho scritto che temevo che nella maggioranza e tra coloro che oggi ci governano ci possa essere anche chi, ai tempi della guerra fredda, ha tradito il Paese. Le riporto i link:
http://blog.libero.it/vitoschepisi/1973030.html
http://vitoschepisi.blogspot.com/2006/12/mitrokhin-litalia-ha-diritto-di-sapere.html
Ho riportato il suo post del 17 agosto sui miei blog:
http://blog.libero.it/vitoschepisi/3158730.html
http://vitoschepisi.blogspot.com/2007/08/il-senatore-guzzanti-querela-bonini.html
http://illiberopensiero.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1592326
Cordialità. Vito S
GUZZANTI
GRAZIE, CARO SCHEPISI, UN ECCELLENTE LAVORO COMUNE.
UN CORDIALE SALUTO
GUZZ
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