Anche il giudice Rosario Priore si dice convinto che la strage di Bologna non fu “fascista”, ma palestinese. Ormai sulla via del ravvedimento, si aspetta che ammetta che anche l’aereo di Ustica fu abbattuto da una bomba araba. La verità ignobile viene piano piano a galla, onore a quanti nella Commissione Mitrokhin si batterono per la giusta pista.

28 luglio 2010

Vi consigliamo la lettura anche dei commenti….
http://www.focusonisrael.org/2010/07/27/strage-bologna-terrorismo-palestinese/

Strage di Bologna: l’ex giudice Priore rilancia la pista palestinese
Di Emanuel Baroz, in Attentati, Terrorismo

  • 4 Commenti

Strage di Bologna, ex giudice Priore rilancia la pista palestinese

“Possibile matrice internazionale anche per l’attentato di san Benedetto Val di Sambro”

ROMA, 26 lug – La strage di Bologna come reazione del terrorismo palestinese all’arresto di un responsabile di alto livello del Fronte popolare, che aveva la sua base operativa proprio nel capoluogo emiliano. A evocare un simile scenario è Rosario Priore, giudice istruttore di alcuni dei più importanti processi della storia giudiziaria italiana, dall’eversione nera e rossa al caso Moro fino alla strage di Ustica e l’attentato a Giovanni Paolo II.

Presentando alla sala del Cenalcolo della Camera il libro-intervista scritto con Giovanni Fasanella (“Intrigo internazionale: perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire”), il magistrato ripercorre le possibili tappe che potrebbero aver portato alla strage del 2 agosto. “Nel novembre del ’79 avevamo arrestato a Ortona tre autonomi romani (Daniele Pifano, Giuseppe Nieri e Giorgio Baumgartner, ndr) che stavano trasportando due missili terra-aria bulgari, destinate ai terroristi palestinesi – afferma Priore -. Quell’operazione portò anche all’arresto di Abu Anzeh Saleh, un dirigente del Fronte popolare che era il responsabile dell’organizzazione in Italia.

L’organizzazione pretendeva assolutamente la liberazione di questa persona, perché la ritenevano una violazione del ‘lodo Moro‘ (basi logistiche in Italia in cambio della non belligeranza, ndr)”. Nonostante un comunicato ufficiale del Comitato centrale del Fplp, Saleh invece condannato dal Tribunale di Chieti e la sentenza venne poi confermata dalla Corte di Appello dell’Aquila.

“I messaggi che si scambiavano le nostre polizie sono inequivocabili e fanno un riferimento diretto all’ipotesi di una grande strage nel nostro Paese – prosegue Priore -. Ricordo una comunicazione del direttore del Sisde, Grassini, che poco prima del 2 agosto diceva ‘siamo agli ultimi giorni, si sente parlare di una rappresaglia pesantissima’”. Per il magistrato, insomma, nessuna trama nera ma una matrice internazionale, la stessa che potrebbe essere dietro la strage di Natale a san Benedetto Val di Sambro. Una convinzione maturata leggendo “le relazioni dei servizi orientali”.

“Probabilmente anche quella strage – spiega Priore – fu dovuta all’arresto di un terrorista, fermato a Fiumicino con le valigie piene di esplosivo”. Il risultato della mancata liberazione fu un nuovo sanguinoso attentato, dovuto al peso di organizzazioni internazionali, come il Fronte popolare palestinese o il gruppo di Carlos, che avevano “una forza tale da imporre rappresaglie enormi”. Priore ha ricordato come anche la Francia abbia subito pressioni dal gruppo di Carlos a causa dell’arresto di due membri dell’organizzazione. “Per due anni ci fu una seria impressionante di attentati su treni veloci nelle stesse modalità con cui avvennero in Italia, che finirono solo quando i due vennero espulsi dal Paese”.

(Fonte: Il Velino, 26 luglio 2010)

4 Commenti Scritto da Emanuel Baroz

Termini legati all’articolo: Abu Anzeh Saleh, attentati , attentato di san Benedetto Val di Sambro, Daniele Pifano, FPLP, Giorgio Baumgartner, Giuseppe Nieri, lodo Moro (basi logistiche in Italia in cambio della non belligeranza), Rosario Priore, Stra di Bologna 2 Agosto 1980, strage di Bologna, Terrorismo, terrorismo palestinese.
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Commenti:
Sono stati scritti 4 commenti su “Strage di Bologna: l’ex giudice Priore rilancia la pista palestinese”

  1. Aron  Sperber Carlos aveva avuto strette relazioni con la PFLP negli anni  70, ma dopo la morte di Wadi Haddad le relazioni si erano raffredate e Carlos  dal 79 aveva iniziato a lavorare „per conto suo“ – e fu Gheddafi che in quel  periodo (79-83) dava lavoro all´impreditore privato dell terrorismo. Anche se c´era un accordo segreto chiamato “Lodo Moro“ che  permetteva ai palestinesi di usare il territorio italiano, un arresto per il  trasporto di un missile non significava una violazione dell accordo da parte  degli italiani (è chiaro che un accordo segreto non poteva garantire impunità  dopo atti criminali come il trasporto di un missile). È quasi impensabile che quell arresto poteva essere stato il motivo per  commettere una strage (che non aiutava per niente il loro uomo arrestato). E se Moro era veramente stato il „uomo dei palestinesi“ come Cossiga dice,  perchè i Brigadisti legati strettamente alla PFLP (Abu Anzeh Saleh era proprio  stato arrestato insieme a 3 brigadisti) avevano sequestrato e ucciso proprio  Moro? Il smascheramento del “Lodo Moro“ non averebbe significato un grande  scandalo per la politica italiana. Attivisti palestinesi potevano muoversi liberamente in quasi tutti paesi  occidentali. Che il SISMI di Andreotti abbia commesso depistaggi per coprire una strage  commessa dai palestinesi solo per proteggere un accordo come sicuramente  esisteva anche in altri paesi mi sembra assurdo. Che cosa poteva invece essere stato un motivo per ordinare a Santovito di  organizzare i depistaggi? Dopo il fallimento della Supertangente Eni-Petromin magari c´era la  possibilita di costruire un altra Supertangente – che poteva finanziere il  sistema Cossiga-Andreotti per altri 10 anni – con il petrolio del piu grande  terrorista prima di Osama bin Laden. 27  luglio 2010 alle 11:13 
  2. Gabriele  Paradisi Volevo segnalare il libro appena uscito: Dossier Strage di Bologna – La  pista segreta (Giraldi, Bologna 2010) Alle 10.25 del 2 agosto 1980 un ordigno esplosivo collocato  nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale di Bologna  provoca il crollo dell’ala ovest causando 85 morti e oltre 200 feriti. È la  strage più grave dell’Italia repubblicana. Nonostante ventisette anni di  indagini e processi, di quella strage non sono mai stati individuati né il  movente né i mandanti. Tra il 1999 e il 2005, durante i lavori istruttori  della Commissione parlamentare sul terrorismo e le stragi (XIII legislatura)  poi con la Commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin (XIV legislatura)  sono emersi elementi di straordinario interesse e del tutto inediti sui  collegamenti internazionali del terrorismo italiano e sulle reti operative dei  servizi segreti dell’Est nonché dei mukabarat dei principali Paesi arabi  durante la Guerra fredda, come Siria, Libano, Libia, Yemen del Sud e  Iraq. Grazie a queste informazioni è stato possibile riannodare i fili di  una trama tenuta segreta per 25 anni e scoprire le ragioni alla base  dell’accordo segreto con la resistenza palestinese, le minacce al governo  italiano per la vicenda dei missili di Ortona, i retroscena del traffico di  armi messo in piedi dall’Fplp (Fronte popolare per la liberazione della  Palestina) attraverso il territorio italiano e disarticolato nel novembre del  1979 così come le manovre segrete avviate dalla nostra intelligence per  evitare una grave azione ritorsiva contro il nostro Paese. Il lavoro di  ricerca ha permesso di recuperare dagli archivi non solo l’allarme lanciato  l’11 luglio 1980 (appena tre settimane prima della strage) dal direttore  dell’allora Ucigos sul pericolo di un’azione ritorsiva dell’Fplp per la  mancata liberazione del loro dirigente Abu Anzeh Saleh, arrestato e condannato  per il traffico dei lanciamissili Sam-7 Strela di Ortona, ma addirittura il  nome del terrorista tedesco presente a Bologna il giorno della strage, il  tedesco Thomas Kram, del quale mai nulla – dal giorno dell’attentato – era  trapelato all’esterno. Dal novembre 2005, proprio sulla base di questi  elementi, la Procura di Bologna ha aperto un nuovo fascicolo d’indagine su una  ipotesi investigativa mai approfondita prima di allora. Le investigazioni sono  ancora in corso. La prima parte di questo libro delinea questa pista segreta,  rimasta insabbiata per 25 anni: una feroce rappresaglia per la rottura  dell’accordo tra le autorità di governo italiane e la resistenza palestinese,  oggi noto come patto o «lodo Moro», che vedrebbe il coinvolgimento del gruppo  terroristico di Carlos, braccio operativo e militare del Fronte popolare per  la liberazione della Palestina. Scenario drammaticamente compendiato da un  documento, ritrovato dagli autori, rimasto sepolto per quasi un quarto di  secolo negli archivi del Tribunale di Venezia. Nella seconda parte del libro si racconta l’inchiesta che,  preso l’avvio da un’intervista al manifesto di Thomas Kram dell’agosto 2007,  portò a scoprire una manipolazione testuale nel Documento conclusivo di  centrosinistra della Mitrokhin di un documento di polizia, utilizzata poi dal  terrorista tedesco per spiegare la sua inquietante presenza a Bologna il  giorno della strage. Un saggio di chiusura di Gian Paolo Pelizzaro riepiloga  proprio i tanti misteri che avvolgono la figura del terrorista tedesco. La terza parte del volume raccoglie le voci degli stessi  protagonisti. Si passa così dai legami occulti del Kgb con il Fronte popolare  per la liberazione della Palestina di Wadi Haddad e George Habbash, alle  lettere di Francesco Cossiga sul «lodo Moro», agli avvertimenti di Bassam Abu  Sharif al governo italiano, ai depistaggi di Abu Ayad, alle numerose  interviste di Carlos, di Abu Anzeh Saleh, di Thomas Kram. Per chiudere, e  così conoscere, attraverso le interpellanze e le interrogazioni parlamentari,  le vivaci, ma poco note, discussioni avvenute nelle aule del Parlamento  italiano su una delle pagine più tragiche, misteriose e controverse della  storia italiana. 27  luglio 2010 alle 16:40
  3. bolognese vergognatevi a pubblicare questa robaccia che tutti sanno già falsa, ci  sono già state indagini in merito e non è che l’ennesimo tentativo di  depistaggio. E’ vergognoso che il titolare di questo sito echeggi questa  roba per buttare fango sui palestinesi che considera nemici, spero che questo  Emanuel Baroz si vergongi di tale bassezza e dei suoi insulti alle vittime  della strage e ai loro parenti, ma non mi stupirei se se ne fregasse  bellamente, mi pare un po’ troppo impegnato a non vedere altro che  Israele,anche acosto d’insultare gli italiani vittime di una strage che ancora  fa sanguinare il cuore dei loro parenti. Vergogna! 27  luglio 2010 alle 21:59
  4. Emanuel  Baroz @ bolognese: non capisco di cosa dovremmo vergognarci, visto  che sono parole del magistrato Rosario Priore..noi ci siamo limitati a  riportarle. Non abbiamo titoli per affermare che quanto detto da Priore sia  falso, ma sul fatto che sia esistito un accordo tra il Governo italiano  gestito dall’allora DC e il terrorismo palestinese internazionale credo sia  ormai un dato acclarato. Che poi si sia chiamato “lodo Moro”, “Accordo  Cossiga” (O Kossiga…), “patto Andreotti” o “Regola Craxi” sinceramente non ci  interessa…resta il fatto che il 9 Ottobre del 1982 la Sinagoga di roma fu  teatro di un sanguinoso e vile attentato effettuato da terroristi palestinesi. Infine: personalmente non considero i palestinesi dei nemici, a meno che  non siano terroristi. Se poi molte volte le due cose coincidono…beh, questa  non è certo colpa mia! 28  luglio 2010 alle 00:15

80 Commenti a “Anche il giudice Rosario Priore si dice convinto che la strage di Bologna non fu “fascista”, ma palestinese. Ormai sulla via del ravvedimento, si aspetta che ammetta che anche l’aereo di Ustica fu abbattuto da una bomba araba. La verità ignobile viene piano piano a galla, onore a quanti nella Commissione Mitrokhin si batterono per la giusta pista.”

lancillotto611 scrive:

Scusi se mi permetto Guzzanti ma con questa formattazione non si capisce niente.

GUZZ – MA L’HO CAMBIATA, NON SI VEDE?

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Patton scrive:

Bella risposta di Priore alle tesi piccolo-italiote di Scarpinato & Travaglio!!!
Ma forse son Scarpinato & Travaglio quelli che han risposto, in anticipo, a
Priore & Fasanella…

Carta che vince, carta che perde, carta che vince, carta che perde…

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cercatore1 scrive:

La strage di Bologna, Ustica, Moro, si avviano a diventare zattere alla deriva, che una volta sono spinti su questa costa e una volta su un’altra. Quando storia e giornalismo si congiungono, in un coitus fascinoso, gli eventi vengono ermeneuticamente sballottati or di qua or di là, senza pausa o dimora alcuna. Chi è stato ad incendiare Roma? Anche questo è un altro zatterone, costruito dai giornalisti ante litteram di allora, il mediterraneo è pieno di zattere storiche, una più e una meno non cambia, anche Ustica troverà il suo posticino. Bella la storia e la storiografia….. specie quella giornalistica!!

Ma Nerone non era così cattivo!!

GUZZ – BOMBOLOPPO, LEI proprio non ce la fa a restare senza di noi. Dura la vita, eh?
E quante cazzate riesce a dire in poche righe? Paso avrebbe avuto bisogno di 10.000 parole: lei invece, compatto, essenziale, un brodo ristretto di filosofia dell’ostricaro fisico.
Good job, Bombolop!

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cercatore1 scrive:

Sono triste… ogni anno alla ricorrenza della strage di Bologna, sui cieli limpidi, era un fiorire di scoop e di inchieste… quest’anno tutto tace. E dire che adesso non vi sono in Parlamento sottosegretari insabbiatori che non rispondono alle stringenti domande di Raisi su Kram…. adesso i sottosegretari sono amici e presumo che non disdegnino di essere interpellati in maniera stringente sull’argomento… ma tutto tace!

GUZZ- TUTTO TACE, FUORCHE’ LA TUA SAGA del luogo comune. Ma quanto, esattamente, ti rode il culo perché la verità che emerge e che alla fine si afferma, è quella opposta alla verità scritta dal partito? Tu sei un participio passato, passato da un pezzo.

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cesare1 scrive:

Vede, Senatore, che fa bene a non cacciarlo (a prescindere dal fatto che tanto ritorna sempre) perche’ e’ un divertimento sbattergli in faccia la realta’ ed e’ un ottimo antistress.
Devo pero’ correggerla:
“TUTTO TACE, FUORCHE’ LA TUA SAGA del luogo comune”
cambi la prima A in E nella parola SAGA, cosi’ caratterizza meglio il tristo personaggio :)

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Patton scrive:

Cercatore uno (o piuttosto “Nemmeno uno”, come t’ha chiamato qui, al commento 54, uno scettico come te, ma che al primo colpo ha subito capito chi sei),

Gabriele Paradisi e François de Quengo hanno appena pubblicato un libro che riassume le loro ricerche:
Dossier Strage di Bologna – La pista segreta (Giraldi, Bologna 2010).
Aquitatelo via web e diffondetelo.

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cercatore1 scrive:

hanno appena pubblicato un libro che riassume le loro ricerche:

Patton, Patton, Patton mi preoccupi…… io parlavo di scoop e di inchieste ricorrenti alla nefasta ricorrenza annuale… non di riassunti.. ciaula!

Per il resto, certo non farò torto a Gabriele Paradisi, e comprerò il libro….. per quanto riguarda Asdrubalino…ino..ino, anche se lui non ci crederà, sono molto contento nel saperlo ancora in vita!

GUZZ – Spieghi che cosa esattamente intende riferendosi ad – Asdrubalino.

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cercatore1 scrive:

Che intendo, Senatore? Quel che intendo… Asdrubalino era una presenza continua nei blog.. co-agonista di tante battaglie virtuali… a me simpatico, io forse a lui antipatico, ad un certo punto è sparito… ora vedo che ha scritto un libro a quattro mani con Gabriele… ed è risorto.. non il terzo giorno naturalmente!

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Patton scrive:

Cheppalle, sta resurrezione dopo tre giorni…

“Nemmeno uno” risorge dopo tre mesi. Da anni!

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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cesare1 scrive:

In effetti e’ curioso che “l’ottimo” Ulpio (che contino a pensare sia uno pseudonimo) nel post cui fa riferimento Patton abbia capito, probabilmente per caso, quanto valgono i vuoti commenti di Sympatroll sui fatti prodotti da Enrix.
:)

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Davide Cembrano scrive:

Ho appena cominciato la lettura.Con tutti questi documinti ci sarebbe materiale per i prossimi 20 anni di dibattimenti politici in TV.
Davide Cembrano.

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cercatore1 scrive:

La verità

emerge

e quindi viene a galla…. ed io che ho detto? Ho parlato di zattere, più emergenti e a galla di quelle….. solo che
le mie, come è nella natura delle cose, vengono sballottate, mentre la sua zattera-verità vorrebbe emergere, venire a galla, con la presunzione di fissarsi stabile. Quid est veritas?

Il partito… o lo spartito…. sa mi intendo più di spartito che di partito!!

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giulio di siena scrive:

Onore anche a lei, onorevole che ci propone questi temi. Chi legge con attenzione, senza preconcetti, mettendo in ordine le date, si convincerà che la giustizia italiana ha girato a vuoto, come colta da improvvisa incapacità di analizzare e di collegare fatti e circostanze. Che squallore, onorevole, che squallore. Molti capiranno anche perché Moro, dalla prigione, sentì il bisogno di ricordarsi del colonnello Giovannone.
Ho rivisto il finanziere Zara agonizzante, uno spettacolo terribile che ci colpì profondamente e ci indignò. Ma ancora più forte fu il senso di vergogna che provammo quando ci avvedemmo che quei morti non interessavano, che venivano barattati per codardia da una classe politica indegna di rappresentare un popolo.
A me toccò, anni dopo (nel 1989/90) intitolare una caserma (di Campobasso) al giovane finanziere trucidato da vigliacchi assassini, dinanzi ai quali ci piegammo fino a proteggerne le sanguinose gesta.
Ormai la diga è rotta. Chissà se qualche magistrato zelante non finirà per essere incluso tra i depistatori.

GUZZ – ONORE anche a lei, Giulio di Siena e al suo vero nome.

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Mirror scrive:

Il Cavaliere, spossato dallo scontro con Fini, dice che ritirerà anche il ddl intercettazioni, dopo mesi di tira e molla. Insomma, le riforme si allontanano. Questo premier sui generis, premier del fare che il Cielo ci mandò vent’anni fa, non è riuscito in una sola riforma liberale; eppure di maggioranze copiose ne ha avute. Anche Bondi lamenta il destino baro, e molti sodali, non indagati, iniziano a dire: peccato..
Saluti Mrror

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alberto49 scrive:

Caro Paolo, non riesco a dare una formulazione leggibile al tuo articolo; vedo che altri ci riescono ma la mia testa è fatta evidentemente in modo particolare e non ci riesco.

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lancillotto611 scrive:

Gianluca,
solo una percisazione a un suo post fatto nello scorso thread.

Imposimato a proposito dell’intreccio mafia appalti parla di IRI, FIAT ed ENI, quali general contractor. Ma non cita la CMC.

La CMC viene citata da M. Chiesa nello spezzone da me postato nello stesso thread. In esso Chiesa dice che la CMC aveva un ruuolo importante, ma non la cita come general contractor. Anche Chiesa indica in FIAT, IRI, ENI, i general contractor.

Da tutta questa storia viene fuori che fintanto che il potere economico e lo stato continueranno a legittimare il crimine trattandolo da pari a pari, poco potranno fare gli italiani per bene.

Questa storia mi ha ricordato anche quanto scrive Saviano nel Libro Gomorra. Lì si parla di come la Parmalat, facendo finta di niente, lasciasse che fosse la camorra a sgombrare il mercato da inopportuni concorrenti mentre le affidava la distibuzione dei suoi prodotti.

2010, ma siamo ancora fermi lì, a “Una storia semplice”: il viaggiatore milanese di Leonardo Sciascia, che riconosce l’assassino e scrolla le spalle, non perde tempo a denunciare, ha l’aereo da Palermo, deve partire, tanto sono affari loro, chi ci torna più qui.

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Albertho scrive:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7648&ID_sezione=&sezione=

Segnalo una cosa che non avevo letta mai così esplicita in uno dei quotidiani nazionali. Infatti era ben nascosta, fino ad oggi.
Lo so che quì si diceva da tempo, ma io preferisco sempre sottolineare le piccole cose positive presenti nel fango. Forse in quel punto si riesce a vedere un’isola da cui partire con la bonifica.

Domanda che mi gira per la testa: ma ci sono (ancora purtroppo) i deboli segnali che indicano l’insofferenza di giornalisti e popolazione nei confronti del fango che ci circonda? Oppure le notizie positive sull’argomento sono solo un voler porre l’accento sulle piccole cose che ci illudono sul fatto che comunque c’è qualcuno che ci pensa? Per cui possiamo illuderci di poterci rilassare sul divano?
Oppure chi come noi cerca qualcosa in più, è una mosca bianca che cerca solo i suoi simili?

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Albertho scrive:

Una considerzione su Wikileaks.
Domanda:
Perchè fanno sclapore solo le notizie che riguardano l’America?
Probabili risposte:
- Perchè l’America è cattiva e crudele
- Perchè sul sito ci sono solo notizie sull’America
- Perchè è un sito “manovrato” o “utilizzato” per screditare l’America, per cui ha a disposizione documenti secretati.
- Perchè in una democrazia non rischi la vita (ma solo il carcere) se divulghi notizie sensibili, per cui qualunque cittadino può distribuire informazioni secretate.
- Oppure perchè non ho capito nulla ed è altro.

Però fossi nella cia (anche se so poche cose sull’argomento) proteggerei la vita del fondatore del sito.
Non sia mai che diventi un martire!

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lancillotto611 scrive:

Guzzanti,

così formattato va molto meglio. Grazie.

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lancillotto611 scrive:

Mi ha molto colpito questa frase:

“…una manipolazione testuale nel Documento conclusivo di centrosinistra della Mitrokhin di un documento di polizia, utilizzata poi dal terrorista tedesco per spiegare la sua inquietante presenza a Bologna il giorno della strage”.

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alberto49 scrive:

Grazie Paolo, ora leggo bene.

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kalevala scrive:

Ci e’ capitato , in passato a me e a Patton , di discutere su Farina-Betulla ma ora , senza entrare nel dettaglio dell’attivita’ di Farina, riporto una cosa curiosa.

L’onorevole (!!!) Farina aveva querelato uno perche’ lo aveva chiamato “spia” ; ebbene il giudice non ha riconosciuto le sue ragioni perche’ se quel tizio lo aveva chiamato “spia”….”spia” in effetti era stato ; pur nelle vesti di “betulla”.

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tequilero scrive:

Mi ricordo la vicenda.
Si trattava di una causa civile in cui Farina chiedeva il risarcimento dei danni.
Chissà se quelli del Legno Storto all’epoca hanno espresso la loro solidarietà ai colleghi colpiti e al tentativo di far chiudere i giornali.

Saluti.

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Patton scrive:

Bravo Kale,
è giusto che ti mantieni in esercizio nello sport preferito della de-sinistra:
la derisione dello zimbello.
Perché altrimenti uno finisce per contrarre il vizio di difenderli, gli zimbelli.
E alora so’ cazzi! — come diki te.

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Fingolfin scrive:

Viene il sospetto che sono tutti collusi altrimenti non si spiega la non ricerca delle responsabilità….
io non trovo altre spiegazioni…

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Gabriele Paradisi scrive:

Innanzitutto volevo fare un saluto a tutti e a Paolo in particolare.
Poi rispondo a cercatore1 alias Bomboloppo.
Egli scrive: “ogni anno alla ricorrenza della strage di Bologna, sui cieli limpidi, era un fiorire di scoop e di inchieste… quest’anno tutto tace”.
In effetti il blog tace ma non noi.
Abbiamo infatti appena pubblicato un libro sulla strage:
DOSSIER STRAGE DI BOLOGNA. LA PISTA SEGRETA, Bologna, Giraldi 2010, pp. 400, 17 €

GUZZ – CARISSIMO GABRIELE, COME VEDI la battaglia comune e identica per la verità continua e ci ritroviamo insieme vicini ancora una volta.

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Aron Sperber scrive:

Raisi parla del tuo libro in quest intervista al Corriere di Bologna, ma naturalmente l´intervista viene ben nascosta nella cronaca:

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/29-luglio-2010/parole-non-bastano-kram-c-era-interrogatelo-1703486796085.shtml

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Gabriele Paradisi scrive:

@Aron
Tu scrivi: “Carlos aveva avuto strette relazioni con la PFLP negli anni 70, ma dopo la morte di Wadi Haddad le relazioni si erano raffredate e Carlos dal 79 aveva iniziato a lavorare „per conto suo“ – e fu Gheddafi che in quel periodo (79-83) dava lavoro all´impreditore privato dell terrorismo”.
Mi dispiace ma non è esatto.
1) Carlos fu “arruolato” nell’Fplp da Bassam Abu Sharif nel 1970;
2) in seguito alla gestione “personalistica” di Carlos del sequestro dei ministri del petrolio all’Opec di Vienna (dicembre 1975), Wadi Haddad effettuvamente ruppe i rapporto con Carlos;
3) Wadi Haddad muore a Berlino Est il 28 marzo 1978 (in pieno sequestro Moro);
4) da quel momento Carlos torna ad operare per l’Fplp;
5) a testimonianza di ciò si può portare l’informativa di Giovannone citata da Di Napoli e alla base della nostra ricerca su Bologna: “Dopo la prima condanna inflitta agli autonomi e al giordano pervenne
da Giovannone l’informativa secondo cui l’Fplp aveva preso contatti con
il terrorista Carlos. Ciò avallò la minaccia prospettata da Habbas[h]“

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Aron Sperber scrive:

Caro Gabriele,

auguri per il tuo libro!

1) nei due libri che ho letto su Carlos era sempre Wadi Haddat (suo nome di KGB “Nationalist”) che aveva fatto entrare Carlos nella PFLP.

http://www.abebooks.de/Carlos-Komplize-Weinrich-internationale-Karriere-deutschen-Top-Terroristen/1427668487/bd

http://www.amazon.de/Schatten-Schakals-Wegbereiter-Internationalen-Terrorismus/dp/386153245X

2) Haddat ufficialmente ruppe con Carlos dopo Vienna e Entebbe – pero il gruppo di Carlos rimase legato a Haddat, che nel 76 fu anche lui espulso dalla PFLP ufficiale – il uomo di contatto del gruppo di Haddat (la PFLP-EO) era proprio Johannes Weinrich

http://en.wikipedia.org/wiki/Popular_Front_for_the_Liberation_of_Palestine_%E2%80%93_External_Operations

3)Haddat era stato il uomo di Gheddafi nella PFLP, dopo la morte di Haddat erano Carlos e Weinrich a prendere il posto die Haddat come Terroristi personali di Gheddafi

se c`era qualcuno che aveva dovuto ordinare alle BR di sequestrare Moro (che io non credo), sara stato il KGB e non qualche palestinese

4) se guardi la carriera di carlos dal 80 ha fatto tutto solo per soldi (dei servizi segreti di Gheddafi e Ceaucescu) o al massimo per vanita (quando i francesi avevano arrestato la sua compagna Magdalena Kopp)

5) dovro leggere tuo libro – naturalmente nei libri tedeschi che ho letto io di questo punto molto particolare non si trova niente

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Patton scrive:

Su Wadi Haddad, in breve e a braccio:
Arabo cristiano, nato nel 1927 a Safed, da cui la sua famiglia nel 1948 probabilmente fuggì (non: fu cacciata) in Giordania, era un medico …goloso di cioccolato, convertitosi al nazional-socialismo rivoluzionario nella prima metà anni 60 insieme al collega pediatra George Habbash, col quale fondò il FPLP. Organizzò numerosi dirottamenti aerei, come quello di Entebbe.

Muore il 28 marzo 1978 in un hotel fatiscente di Berlino Est, pare dopo che i medici DDR avevavno cercato invano un rimedio per il suo male incurabile, i cui sintomi erano iniziati nel settembre 1997, durante il rapimento del presidente degli industriali tedeschi HM Schleyer (da parte della RAF, che lo uccise il 19 ottobre) e quindi durante il parallelo dirottamento (13 ottobre) del volo Lufthansa 181, operato dal Commando Martire Halime del FPLP.

Il rapimento Schleyer viene considerato la prova generale di quello di Aldo Moro, con almeno un dettaglio in meno: i terroristi RAF agirono a capo scoperto, facendosi individuare dal satellite. I rapitori di Moro erano invece vestiti Alitalia, con i larghi berretti in dotazione, oppure con i caschi dei due (ignoti) motociclisti).
http://www.cristianolovatelliravarinonews.com/articoli/markevitch.html

Gira la voce che Haddad, goloso di cioccolato, sia stato ucciso dal Mossad con un “Tödliche Schokolade” (pralines o belgian chocolate, avvelenati) proprio nell’agosto-settembre 1977, voce non confermata né smentita dal Mossad:
http://www.swr.de/presseservice/archiv/2010/-/id=5749182/nid=5749182/did=6605332/1e8ty7a/index.html

Spot pubbl.: provate il Belgian Chocolate Häagen-Dazs : è buono da morire!

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Gabriele Paradisi scrive:

Ciao Aron
ti rispondo punto per punto.

1) Wadi Haddad era leader al pari di George Habbash dell’Fplp (gruppo creato l’11 dicembre 1967 dall’unione di tre gruppi indipendenti – The Heroes of the Return Organization, The National Front for the Liberation of Palestine (Youn Man of Revenge) e the Palestine Liberation Front). In particolare Haddad era il responsabile delle operazioni all’estero. Bassam Abu Sharif era componente del Comitato Centrale dell’Fplp e responsabile del settore stampa, pubbliche relazioni nonché ufficiale reclutatore per conto dell’organizzazione. Nell’autunno del 1969 si presentò al suo ufficio un certo Sanchez per il quale Sharif coniò il nome di Carlos. Il suo addestramento terminò nell’estate 1970.
Per approfondimenti consiglio il libro “Tried by Fire. The Searing True Story of Two Men at the Heart of
the Struggle between the Arabs and the Jews”, scritto proprio da Sharif insieme a Uzi Mahanaimi (in Italia è stato pubblicato da Sellerio col titolo “Il mio miglior nemico”.

2) Confermo che ci fu un periodo di rapporti interrotti tra Carlos e l’Fplp Special Command di Haddad, dopo Vienna (21 dicembre 1975). Rapporti che però ripresero alla morte di Haddad (28 marzo 1978). Sono documentati negli archivi della Stasi e del Avh (il servizio ungherese), contatti tra Carlos e Abu Daud – braccio destro di Abu Ayad, nmero due di al-Fatah – a Praga nell’agosto 1979 e soggiorni di quest’ultimo in Ungheria dove Carlos aveva il suo quartier generale.

3) Il ruolo di Gheddafi nella vicenda è particolarmente complesso per poterne discutere in due righe. Il mio cenno a Moro era solo per sottolineare una coincidenza temporale.

4) Carlos ha sicuramente fatto quello che ha fatto anche, o solo, per soldi. Pensa che un anno fa per rilasciare una intervista scritta il suo avvocato ci ha chiesto 3.500,00 € per lui e 3.000,00 € per il suo assistito. I palestinesi sicuramente lo pagavano profumatamente per compiere gli attentati per conto loro.

5) nei libri tedeschi non puoi trovare quel brano perché è rimasto sepolto ventitre anni in un faldone poleveroso del tribunale di Venezia.

A presto, grazie della utile discussione

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ArthurLeon scrive:

Nota ANSA, la Russia allarga con una legge i poteri del FSB.
Ora è evidente che la Russia sta diventando un problema sempre più reale, il mondo che cambia.
Anche nei primi del secolo scorso sono serviti 15 anni, dove saremo tra 5 anni?

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lancillotto611 scrive:

Mi ha colpito un articolo sul Sole 24ore in cui si spiegava perchè la Fiat ha scelto la Serbia per i suoi investimenti. Non sapevo infatti che questo paese ha siglato un accordo di libero scambio con la Russia.

Molte altre aziende italiane hanno già anticipato la Fiat in questo senso.

Un mercato come quello russo fa gola a tutti. Dimentichiamoci l’indipendenza dalla Russia allora.

Aggiungo una cosa. Ho letto in altro post delle dichiarazioni in cui si auspicava l’uso addirittura del Napalm contro i russi. Tutti i russi da come sembrava.
Allora mi è venuta in mente la frase di un racconto di Charles Bukowski, in cui lo scrittore diceva che non è che siccome uno è americano, allora è sempre d’accordo con le scelte del Dipartimento di Stato.

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ArthurLeon scrive:

Il mio timore infatti è di un rallentamento, quando non un arresto del processo di reciproca accettazione.
La Russia di oggi è una potenza nucleare reazionaria (lo ha dimostrato) e tutt’altro che democratica, la diplomazia e gli accordi economici sembrano essere l’unico modo per convincerla a sedersi al tavolo delle nazioni, sia esso l’ONU o qualsiasi altro consesso (G8, G20, EU…).
Ma fino a che punto gli stati democratici sono in grado di accettare guerra fredda e comportamenti criminali?
Basteranno davvero le loro enormi ricchezze a farci ignorare con chi abbiamo a che fare?

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Gabriele Paradisi scrive:

Lunedì scorso 26 luglio durante il convegno oggetto di questa discussione, il giudice Rosario Priore ha detto tra l’altro un paio cose che val la pena ricordare.
1) lo schema della rappresaglia palestinese, Carlos esecutore, è stato utilizzato varie volte. Sicuramente in Francia, quando in carcere c’erano Magdalena Kopp, la compagna di Carlos, e Bruno Breguet, con una serie di attentati ai treni, ma, secondo Priore, ciò è avvenuto anche a Bologna il 2 agosto (in carcere c’era il rappresentante dell’Fplp in Italia Abu Anzeh Saleh), ma anche il 23 dicembre 1984 (strage del treno di Natale), quando in carcere da due anni c’era Christa Margot Frohlich (Heidi). Quest’ultima considerazione si evince da documenti Stasi che, se non erro, proprio la Commissione Mitrokhin ha acquisito.
2) Priore ha citato un secondo documento che avvalorerebbe la responsabilità palestinese nella strage di Bologna. Si tratta di un appunto manoscritto sequestrato a Giovanni Senzani (che noi di Cieli Limpidi abbiamo ritrovato tra le carte di Mastelloni a Venezia un anno fa e che pubblicheremo tra qualche giorno – vedi Bomboloppo che non ce ne stiamo con le mani in mano?), in cui il capo brigatista faceva un resoconto di un incontro parigino (all’Hyperion) con Salah Kalaf alias Abu Ayad. Ad un certo punto c’è questa frase: “Gli ultimi attentati gravi in Europa (Sinagoga, BO e Trieste (?)) possono essere letti in questa chiave internazionale”.
Priore sbaglia interpretando Sinagoga con l’attentato a quella di Roma (9 ottobre 1982 – morì un bimbo di due anni Stefano Gay Tachè ) in quanto l’arresto di senzani e quindi l’appunto è precedente. In realtà il riferimento è sicuramente all’attentato alla Sinagoga di rue Copernic, a Parigi, del 3 ottobre 1980 (4 morti 30 feriti).
Priore poi dice che Trieste si riferisce all’attentato all’oleodotto Ingolstad, ma ci sembra molto datato (4 agosto 1972) e quindi non annoverabile tra “gli ultimi attentati”. Il punto interrogativo dopo Trieste sembra indicare i dubbi dello stesso estensore.
Genera inquietudine infine quella sigla BO. Per Priore però non ci sono dubbi: si tratta della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

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Patton scrive:

“Trieste… (?)”. Ma non sarà Ustica?

Per la cronaca: Senzani è in semilibertà dal 1999, lavora a Firenze e cura il coordinamento editoriale della casa editrice Edizioni della Battaglia (fondata dalla fotoreporter palermitana Letizia Battagia): impegnata, tra l’altro, nell’antimafia in Sicilia.

Che c’è da ridere?

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Gabriele Paradisi scrive:

Ciao, carissimo Patton. Come ti va?
Ho già provato a contattare le Edizioni della Battaglia da un paio di giorni. Per ora nessuna risposta. Vorrei porre alcune semplici domande a Giovanni Senzani che peraltro è un mio concittadino (Forlì… mi sembra che abitasse nella mia stessa via o almeno vi abitavano suoi famigliari)… ah… la Romagna… terra sanguigna…

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Patton scrive:

Non male, Gabriele. E così spero di te & François.

“Hannibal” Senzani non rilascia mai interviste: gli ha parlato al telefono,
informalmente e per meno di 5 minuti, l’americano C. Lovatelli Ravarino.

Com’era il titolo di quel film su Ustica? Ah già: Il muro di gomma.

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Gabriele Paradisi scrive:

Conosco bene Cristiano Lovatelli Ravarino. Vive a Bologna e ogni tanto ci sentiamo. Proverò a chiedergli qualcosa.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Patton scrive:

Mi fa molto piacere che vi conosciate bene!
Se lo vedi, ringrazialo da parte mia:
è una delle persone da cui ho imparato di più.
E credo che tra qualche tempo dovrò mettere
anche te nell’elenco.

 

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kalevala scrive:

Forse Guzzanti dira’ che questo e’ un post inutile…

Sappiamo come la pensa e posso anche essere , parzialmente , d’accordo con lui.

I russi , a parte Cecov Dostojewski e Tolstoi , non mi sono simpatici…conosco , se pur da turista , la Russia ; era un disastro quando c’erano i compagni e un disastro e’ anche oggi ; mia moglie , finnica , come tutti i suoi connazionali teme e disprezza i russi ; chi conosce quanto e’ accaduto tra Unione Sovietica e Finlandia mi capisce ; personalmente oggi , in Italia e all’estero, mi fa orrore quella loro ostentazione di danaro , da superburini arricchiti non si sa come , e superburini come sanno essere solo i “parvenus”.

Cio’ premesso , Tuttavia , ragazzi , andiamoci piano …altrimenti si cade nel RIDICOLO ;

Nel merito tequilero dice di trovare insopportabili le parole di VR – cartellino giallo di Guzzanti – sulle russe tutte mignotte e i russi da trattare con il napalm. Questo trattarli con il napalm e’ assurdo.

Non sono d’accordo neanche con l’amico arthur leon – non me ne vorra’ spero -quando scrive : ” Nota ANSA, la Russia allarga con una legge i poteri del FSB.
Ora è evidente che la Russia sta diventando un problema sempre più reale, il mondo che cambia.”

Ribadisco…andiamoci piano ; io arrivo a capire il potere che i russi hanno …potenzialmente un potere di “strozzamento” di tutta l’Europa occidentale in campo energetico. Dico potenzialmente perche’ poi se l’Europa in un certo senso e’ la gallina …ebbene non si ammazza la gallina che ti paga le royalties sul gas.

Ma che vogliamo fare ; ci vogliamo immaginare qualcosa di peggio di Berlino e Poznan 48 , Budapest 56 o Praga 68 ? Il resto non lo dico se no famo notte.

Nonostante Putin , certo antirussismo lo trovo fuori luogo e illogico.

Soprattutto , per favore , il napalm proprio NO.

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ArthurLeon scrive:

Credo di aver sviluppato il discorso replicando a Lancillotto, che pure ha detto una cosa più che giusta, ovviamente preciso che non potrei mai volerne al caro Kalevala, ma proprio per questo sono ancora più fermo sul punto.
Kale, proprio Lei che ha una moglie finnica e che ben conosce la guerra d’inverno e la primavera di Praga ha forse dei dubbi? Lasciamo stare napalm e altri discorsi ventrali, ma quel che è successo in Georgia è proprio lì a ricordarci che loro sono sempre gli stessi, meglio mai farseli nemici.
Io in effetti qualche amico russo ce l’ho, ma credo che “russo fuori di Russia è diverso da russo dentro di Russia”.
Il potere dei russi non è solo di strozzamento dei gasdotti, hanno un potere ben più grande ed apocalittico e se devo pensare ad un popolo dall’indole guerriera, loro sono i primi.
Nei prossimi anni il gioco più difficile sarà di geopolitica, misurare bene cosa concedere e cosa pretendere da forze nuove, arrembanti e che si propongono di raggiungere il benessere occidentale.
Quindi si, nessuno si augura la sparizione della Russia e della Cina dalla carta geografica, ma sarà bene dialogarci rendendole un pò più occidentali, oppure saremo fuori dal dialogo.

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lancillotto611 scrive:

Se proprio si vuole controbilanciare la Russia bisogna sostenere l’unità politica europea. Una vera Unione europea ci ci farà superpotenza, ma non troppo tardi, speriamo.

GUZZ – L’UNIONE EUROPEA è già oggi una provincia della Russia.
Volevamo gli Stati Uniti d’Europa, come gli Stati Uniti d’America e abbiamo avuto l’Unione Europea come l’Unione Sovietica: Commissioni e decisioni sottratte alla democrazia, tutto falso e sovietico. Questo era e resta il capolavoro di Gorbaciov. Altro che superpotenza.

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-jm- scrive:

Perché lancillotto611 crede che una sovrastruttura burocratica costosissima possa dare vita a una superpotenza?

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lancillotto611 scrive:

Guzzanti,

ognuno ha i suoi sogni. Fatta la premessa, attacco il sermone che Le chiedo di leggere con molta indulgenza.

Abbiamo avuto l’Unione europea come l’Unione sovietica perchè non ci si è creduto fino in fondo. Perchè le nazioni stesse, i loro politici cioè, non hanno mai voluto mollare niente, perchè l’hanno denigrata agli occhi dei loro stessi cittadini pur continuando a prendersi i soldi. Non hanno mai avuto una visione europea, ma solo ottusamente nazionale.

Il parlamento europeo è molto democratico, se non ha sufficienti poteri è perchè i vari Sarkozi, Berlusconi e via di seguito pensano e hanno penasto sempre e ancora ai propri interessi particolari, e hanno sempre ostacolato quella democrazia di cui lei parla affossando e burocratizzando apposta l’Unione europea.

Non hanno mai voluto fare l’europa vera dei cittadini, quella federale, solo quella delle banche delle imprese e dei soldi. Se l’Europa è una provincia della Russia è perchè è ancora divisa e frammentata, particolarista, come lo era l’Italia preunitaria.

Non sono stati capaci di unirsi, hanno pensato che l’Europa potesse esistere unita solo per gli affari e hanno dimenticato cuore e cittadini e si sono consegnati legati mani e piedi alla russia. Ecco i nostri politici europei coglioni e mentecatti cosa hanno fatto. La colonizzazione se la sono chiamata da soli perchè presuntuosi e avidi di potere incapaci di sognare e di volere il bene dei cittadini. E lei Guzzanti che ci ricorda che bisogna parlare ai cuori e col cuore, sa bene quello che intendo.

Intanto ricordo che fu il presidente del Parlamento europeo a far arrabbiare Putin parlandogli della violazione dei diritti umani. Poi tutti i nostri permier cretini e ipocriti inglesi francesi tedeschi tutti a corrrergli dietro “non te ne andare, per favore, scusaci, stava scherzando, il Parl eur non conta nulla, stia tranquillo amico Putin”. Se lo ricorda quanto e quando accadde Guzzanti?

E mi chiedo se la politica estera degli Stati Uniti faccia sempre anche gli interessi dell’Europa o se invece talvota l’Europa non potrebbe averne altri di interessi, e unita, indipendente, non possa essere fonte di stabilità in questa parte nel mondo semplicemente perchè capace di imporre i propri interessi. Essere grandi attraverso l’Europa si può. Ma siamo tutti troppo deboli e fritti per crederci.

Infine, il processo di unificazione nazionale italiana fu anche una lunga marcia verso l’Europa. Volere l’Europa, significa non tradire il nostro risorgimento e rispettare la nostra storia.

L’Europa si farà. Io credo nelle cose impossibili. Ma anche lei mi pare.

Jm. Se mi dice che l’Europa è una sovrastruttura burocratica e costosa non oso pensare a cosa direbbe dell’Italia. Infine, dimostra che non conosce o disconosce lo spirito con cui originarimente si è pensato di farla. E’ un pensare in piccolo, nel quale non mi ci ritrovo. L’Europa non è una sovrastruttura, esiste da prima di noi.

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ArthurLeon scrive:

Lanci, io ho letto senza indulgenze, perché tengo sempre in considerazione quel che scrive, ma le parole di Guzz e di JM rappresentano le cose per come sono, senza condizionali.
Avremo un’Europa forte? Benissimo! Le ricordo solo che l’ostacolo più evidente, tra i tanti, è quello di doversi contrapporre diplomaticamente (e forse non solo) ad una Russia egemone energeticamente e militarmente soverchiante.
Per alzare la cresta e muoversi come un solo Stato, bisognerebbe poterselo permettere; anche se avessimo degli statisti avveduti alla guida dei 4 paesi principali, anche se questi fossero uniti, saremmo comunque energeticamente genuflessi, senza poter alzare la voce salvo poi chiedere scusa, come Lei ha ricordato.
L’unica soluzione pare quindi essere quella di fare entrare il “nemico” in casa, come è stato fatto fin ora, ma il problema è che anziché diventare loro più europei, siamo noi sempre più russi.
Da qui in poi è tutto un gioco di intelligence e diplomazia.
Gli USA: per loro l’Europa è sempre stata un ostacolo da frapporre all’avanzata del comunismo, ma mal che vada hanno sempre un oceano che li separa. Da noi si dice “rangesse”, serve traduzione?

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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bart_simpson scrive:

Strage Bologna:Mastelloni,c’e’ pista Usa

29 Luglio 2010 22:13

(ANSA) – ROMA – Le stragi di Bologna e quella di Ustica per il giudice veneziano Carlo Mastelloni ’sono sicuramente collegate’ con una pista che porta in Usa.’Non credo a coincidenze – dice – penso a Bologna si sia voluto avvertire qualificati ambienti italiani legati ai libici di finirla di fare i gendarmi occulti di Gheddafi’. Il terrorista Carlos gia’ alluse a responsabilita’ Usa e israeliane. ‘La pista americana – dice – prescinde da Carlos. ‘E poi non siamo sempre stati accusati di essere filolibici?’.

Questi danno i numeri.
Carlos adesso diventa credibile come testimone d’accusa.
Ma poi a che titolo parla?

Bolognesi è contento perchè la targa “strage fascista” diventa patrimonio dell’umanità, una ricchezza per la città.
Anche i morti fanno i salti di gioia.

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Gabriele Paradisi scrive:

il giudice Carlo Mastelloni, già consulente della Commissione Mitrokhin, il 19 maggio 2005 rilasciò all’agenzia ANSA alcune dichiarazioni che vennero sintetizzate nel lancio con queste parole: “OMBRA CARLOS SU MISSILI ORTONA ERA IN CONTATTO CON ANZEK [Anzeh], PALESTINESE PROTETTO DAL SID [Sismi]” (vedasi DOSSIER STRAGE DI BOLOGNA. LA PISTA SEGRETA, p. 215).
Il giudice Carlo Mastelloni ha istruito a Venezia il procedimento penale 204/83 contro Abu Ayad ad altri (detto anche OLP-BR), durante il quale ha vergato a mano le ultime frasi della deposizione del generale del Sismi Silvio Di Napoli che era addetto a ricevere tutte le informative provenienti dal capo centro a Beirut Stefano Giovannone. Parole che non mi stanco di riportare: “Dopo la prima condanna inflitta agli autonomi [Daniele Pifano, Giorgio Baumgartner e Luciano Nieri] e al giordano [Abu Anzeh Saleh] pervenne da Giovannone l’informativa secondo cui l’Fplp aveva preso contatti con il terrorista Carlos. Ciò avallò la minaccia prospettata da Habbas[h]“. (vedasi DOSSIER STRAGE DI BOLOGNA. LA PISTA SEGRETA, p. 66).

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lancillotto611 scrive:

E allora perchè adesso parla di pista USA?

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Asdrubalino scrive:

Per la stessa ragione che lo ha portato a non trasmettere il documento di cui parliamo nel libro ai colleghi che indagavano sulla strage di Bologna, e a non comunicarne l’esistenza ai colleghi della Commissione Mitrokhin?

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Gianluca scrive:

Tra l’altro questa tesi la sosteneva anche Paolo Guzzanti e l’ha riportata sul libro che ha scritto su Ustica (anni prima di presiedere la Commissione Mitrokhin), successivamente dopo l’esperienza avuta presediendo la Commissione ed a nuove conoscenze in materia, ha cambiando idea.

Sul punto non ricordo se l’anno scorso o quello precedente ho avuto un confronto con Paolo in quanto ero fermo alla sua idea iniziale riportata e spiegata nel libro, mi sembrava logica, plausibile. Chiesi specificatamente a Paolo il perchè di questo cambio di rotta e mi scrisse, come il suo solito, in modo chiaro le ragioni perchè la pista Palestinese o Libica era quella più probabile e sopratutto mi spiegò perchè non c’erano dietro Cia e Mossad.

Successivamente scavando sull’argomento e sopratutto informandomi meglio sullo splendido sito Cieli Limpidi devo dire che non ho più avuto dubbi, per questo sono felice di questo libro di gabriele che comprerò al più presto.

Gianluca

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Mirror scrive:

Per Verdini le sigle P2 e P3 significano: Panna Montata2 e Panna Montata3.
Quindi Gelli (condannato per depistaggio di strage)? Un gelataio. Occhei. Mrror

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gaetano criscenti scrive:

OT
che poi, se vogliamo, sta molto bene in un blog di grand apertura mentale e culturale come questo.
sul corriere la notizia che da quando è partita la pubblicità per la lavanda intima femminile TANTUM ROSA ,il numero delle intossicate per avere BEVUTO LA LAVANDA è passato da 0,5 al mese a un livello di 10 volte maggiore!!
il tutto perchè la pubblicità non sarebbe chiarissima sulle modalità d’uso!
della serie: porto la testa all’ammasso
sigh, sigh.

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star joe scrive:

Certo mi sembra molto prosaico parlare qui di questa roba, ma non so proprio dove farlo.

BERLUSCONI ROMPE CON FINI

Ieri si consumata la rottura tra SB e Fini. E non poteva avvenire in perfetto stile berlusconiano: il monarca decide di cacciare il “fastidioso”, non curante della sua posizione istituzionale e ne chiede le dimissioni, come se le istituzioni fossero raba sua, anche se il buon Ghedini gli ha detto che ciò non può prorio farlo.
Tristemente, per le istituzioni, ne prendiamo atto.
E noi Liberali cosa facciamo? Ci facciamo scippare per l’ennesima volta la parola LIBERTA’ da Fini o cerchiamo di rivendicare il copryraight sul liberalismo? Ho letto l’editoriale di Ezio Mauro, dove viene ripetuta più volte la parola “liberale” affiancata alla figura di Fini ed alla sua operazione di ricerca di democrazia all’interno del PDL e la cosa mi ha provocato l’urticaria.
E’ chiaro che nel nuovo soggetto finiano non potremo fare le prime donne o i principini di Salina, ma mi sembra ovvio che non potremo non tentare di essere “marchio” autentico di liberalismo, al suo interno. Dovremo essere bravi a vendere questo nostro brand, a chi vuole appropriarsene, senza avere storia a supporto.
Quindi Paolo, pur dalle lontane terre del Nuovo Mondo, ritieni che riusciremo ad avere voce mediatica, e quindi politica, in questo momento o il principe di Salina vorrà rivendicare solo degli acuti personali?

Giuseppe STELLA Catania

P.S.: Un grazie anticipato per quella cosa.

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sigal harari scrive:

Gavriel Pardes ti leggo e ammiro la tua testardaggine. Non demordere!

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Gabriele Paradisi scrive:

Ciao carissima Sigal. Come stai? Sta sicura che non demorderò. Un abbraccio fortissimo.
Gavriel Pardes

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Gabriele Paradisi scrive:

Dossier Strage di Bologna. La pista segreta:
http://www.cielilimpidi.com/?p=674

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star joe scrive:

Mi fa piacere segnalarvi questo link ad un blog di un giornalista de “La Sicilia”, Andrea Lodato, già capo ufficio stampa del ex Ministro Enzo Bianco, quello microfonato sui denti di SB che esclamò: Cribbio.
In particolar modo mi fa piacere farvi leggere l’analisi politica alla sinistra che fa questo amico LIBERALE, Leone Tassi”, che poi è anche speculare alla nota da me postata questa mattina.
Complimenti all’amico Leone Tassi.
http://blog.lasiciliaweb.it/wp_alod/

Star Joe

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sergio celli scrive:

Quindi a far saltare la stazione di Bologna non sono stati i neofascisti ma i neonazisti palestinesi.

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cercatore1 scrive:

LA ZATTERA PERDUTA

o

IL MASTELLONI RITROVATO

Non fai a tempo a contarle tutte, le zattere alla deriva sulla strage di Bologna, che all’orizzonte ne spunta sempre un’altra. Oh ma così ci disorientiamo, avevamo appena saputo, grazie a questo blog, come stavano effettivamente le cose e ci si era finalmente aggrappati alla stabile zattera-verità… quando all’improvviso interviene Mastelloni ad imbrogliare il tutto… Mastelloni, consulente della Mitrokhin, signori miei, della Mitrokhin, ma avete capito? Non c’è più religione!

Qual è la verità non di parte?

Roma è stata incendiata?

A Roma è scoppiato un incendio?

Nerone ha incendiato Roma?

I Cristiani hanno incendiato Roma?

I giornalisti di allora, a seconda del “giornale” su cui scrivevano, davano un’interpretazione differente. Quelli di centro dicevano che era stata incendiata Roma, quelli di destra che erano stati i Cristiani, quelli di sinistra che era stato Nerone. Il fatto di cronaca nudo e crudo, non di giornalismo ragionato, è che a Roma, in quella data, è scoppiato un incendio…. ma poi è veramente scoppiato… o piano piano, da una sigaretta.. pardon da un tizzone di focolare, si è fatto strada e ha dato l’opportunità a tutti i “giornalisti” di allora di ricamarci sopra?

L’unica cosa certa, assodata e ci si può menare sopra con una mazza, è che le brigate rosse non hanno ucciso Moro.. su questo c’è accordo generale!

Galleggiando, sballottando, aggrappati tutti alla zattera di Medusa che ci portava in Palestina, adesso dobbiamo cambiare rotta… una rotta più lunga e perigliosa, verso il Nuovo Mondo, sulle coste dell’Atlantico selvaggio… per colpa di Mastelloni. Ma Mastelloni che posizione aveva, quando era consulente della Mitrokhin? Non è che ha fatto la scissione come Fini? Veramente Fini è stato scisso ed anche ex-comunicato.

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Patton scrive:

“Nemmeno uno”,
Carlos ha parlato di CIA-Mossad, che avrebbe avuto interesse a eliminare il Moro del “lodo”
e poi mettere alle strette il trio Craxi-Andreotti-Cossiga che ne proseguiva la politica filo-araba…

Le dichiarazioni di Mastelloni, al confronto, son quelle di un’anatra zoppa, che non può dire
tutto quel che pensa. Carlos, al confronto, è molto più logico.

Com’è che tu, invece della logica, segui l’anatra, pure zoppa? Oltre che pseudo-sofista, hai
pure la sciatica? Eh, 2.500 anni son tanti per tutti!

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cercatore1 scrive:

Com’è che tu, invece della logica, segui l’anatra, pure zoppa? Oltre che pseudo-sofista, hai
pure la sciatica? Eh, 2.500 anni son tanti per tutti!

Rincoglionito più che mai, caro il mio sergente Garcia, non hai capito proprio niente…. io mi ero aggrappato fiducioso e speranzoso alla zattera palestinese, eravate stati molto convincenti…. poi è arrivato Mastelloni e ha rovinato tutto… e dire che anche lui aveva partecipato alla Mitrokhin… e adesso, persa l’ultima speranza, cioè l’ultima zattera…. mi toccherà vagare nel gran mare dell’essere, passando da una zattera all’altra…. mentre tu caro Garcia, te ne vai sicuro con la verità vera in tasca… beato te

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Beati i poveri di spirito!!

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Fingolfin scrive:

Ot
Governo in subbuglio….
interessante intervista rilasciata da Ferrara al Corsera.

http://www.corriere.it/politica/10_luglio_30/melli-ferrara-silvio-sbaglia_bda7e95e-9ba3-11df-8a43-00144f02aabe.shtml

Alcuni passi dicono molto sull’attuale stato delle cose.
Tipo questo
“L’anomalia Berlusconi ha prodotto delle cose importanti, ma ha ancora delle cose da dire al Paese? Berlusconi… e ora cito grandi personalità della storia, ma non vorrei che questo fosse troppo eccitante per lui, non è Metternich, che disegna una mappa e crea un sistema di equilibrio. Però, vorrei dirgli, è dura essere Napoleone, che poi si sa come è finito: a Sant’Elena. Non puoi fare una crisi dietro l’altra, alla fine di questa parabola berlusconiana ci doveva essere il lieto fine stabilizzatore. Se lui riuscisse in questa legislatura, ma mi sembra un po’ tardi, a portare a compimento un processo di maturazione del suo rapporto con le istituzioni, se facesse un po’ pace anche con i vecchi meccanismi pure impolverati… Sulle intercettazioni per esempio poteva trovare una maggioranza presentando il ddl Mastella, ma niente. Lui rimette sempre tutto in discussione: è un gioco molto rischioso che mette in luce che l’anomalia berlusconiana oggi produce più che altro instabilità».

Già cosa è rimasto da dire e soprattutto da fare?
Saranno serviti questi lunghi anni di berlusconismo e anitiberlusconismo?

Mi sembra che anche il bipolarismo(una delle poche cose positive uscite da questo pastrocchio)non goda di buona salute.

Guzzanti trovo le sue parole e analisi,nel capitolo finale di Guzz vs berlusconi,molto attuali(paraticamente sembra la stessa situazione).
I mutanti sono pronti?
Elezioni anticipate o esilio dorato?
O una nuova guerra senza esclusione di colpi?

Guzz che ne pensa dell’attuale situazione?

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alberto49 scrive:

In una discussione molto appassionante con Guzz all’epoca dello strappo iniziale, mi permisi di profetizzare così, e contro molte altre ipotesi:

alberto49 scrive:

17 aprile 2010 alle 11:10
Grazie e attendevo la tua domanda. Fini credo che andrà con pochi dei suoi, e non si dimetterà da presidente della camera e da quella posizione e con le mani completamente libere, si batterà alla morte per il rigido rispetto delle prerogative costituzionali e del programma concordato prima delle elezioni.
Berlusconi certamente tenterà di tutto per arrivare alle elezioni anticipate con Bossi ma ovviamente sul colle non credo troverà un interlocutore molto attento alle sue richieste. Questa è la soluzione A). La soluzione B) credo sia intuibile.

Credo che ci siamo, era logico.

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Patton scrive:

Al,
il tempo passa e ha cambiato le carte in tavola: Fini andrà con molti dei suoi, e proprio per questo non avrà le mani libere: se sceglie il “Governo Tecnico” o il “Partito dei Giudici”, il suo folto gruppo sarà decimato alle elezioni…, che secondo me non saranno affatto anticipate.

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alberto49 scrive:

Io ho posto come ipotesi difficilmente realizzabile le elezioni anticipate, e su questo mi pare si sia d’ accordo.
I suoi hanno già dato atto a me, che il loro discrimine sarà il PROGRAMMA che ho già più volte evocato sul blog e che finora è stato disatteso ed ignorato.
Se poi fossero stati di meno dei 33/34, avrei oggi detto che Fini era un avventurista, ma come vedi si è mosso con la certezza di “fare male”(non mi fraintendere, lo dico nel senso romanesco).
Quello che succederà alle elezioni non si può sapere oggi; nemmeno io posso profetizzarlo!
Ma dammi atto, sostanzialmente c’ ho preso; dai, dai Mavco fai il bvavo.

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star joe scrive:

C.V.D.
Il nuovo gruppo di Fini si chiamerà “Futuro e Libertà”. E che vi dicevo io. Se il PLI ricevesse un euro per ogni soggetto politico che oggi si richiama al liberalismo, saremmo ricchissimi. L’ho detto che dobbiamo mettere il copryright sulla parola Libertà.

Giuseppe Stella

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gaetano criscenti scrive:

ciao giuseppe,
ho anch’io fatto richiesta di un intervento di GUZZ in tutto questo marasma: non solo deve rivendicare la peculiarità dei liberali, ma deve denunciare che questo stato di cose è il compimento del tradimento delle promesse di libertà e liberalismo di B.
per cui anche il più statalista di tutti, fini, diventa al suo cospetto, un forsennato fan del liberismo e liberalismo più hard!

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Gianluca scrive:

PER PATTON

Ti rincorro da giorni per avere una delucidazione.

Pochi giorni fa ti ho scritto:

Gianluca scrive:
27 luglio 2010 alle 10:40

Patton mi sa che ti eri perso questo post:

http://www.paologuzzanti.it/?p=1500#comment-120338

Al tuo post ho risposto spiegandoti cosa penso ma non ho avuto il piacere di una tua replica, fammi capire ti prego!!!

Gianluca

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Patton scrive:

In realtà ti/vi avevo già risposto, Gian (e Carlo M. Basilico).
Il vostro ragionamento si basa su un sofisma tipicamente italiota: quello che “il più pulito ha la rogna” o, se volete nobilitarlo con una citazione evangelica, quello che “chi è senza peccato [senza fondi neri ex-sovietici] scagli la prima pietra”. Ora, a parte il fatto che la famosa frase evangelica è preceduta (vado a memoria) da un’enigmatica scenetta in cui Gesù, accovacciato per terra, scrive sulla sabbia i peccati di ognuno degli aspiranti lapidatori dell’adultera (questa è un’intepretazione, beninteso), il vostro sofisma non solo “mascaria” SB (che sarebbe ancora il meno), ma sminuisce l’operato di Falcone e Borsellino, i quali erano convinti — naturalmente senza sbandierarlo ai quattro venti! — di essere molto vicini a scoprire colpevoli e mandanti ben precisi, con identitità e responsabilità ben precise, e senza guardare in faccia a nessuno, italiano o straniero che fosse.

Inoltre il vostro sofisma tende a concentrare tutti gli eventi decisivi nel 1993-94, senza considerare l’enorme importanza avuta dagli eventi di 5 anni dopo, nella primavera-autunno 1999: quando il governo Cossiga-D’Alema decise di appoggiare gli USA nel definitivo affossamento della ex-Jugoslavia e, in risposta a questa mossa/ingerenza strategica, il neo-KGB decise di riprendere il potere in Russia, con gli attentati finto-ceceni dell’agosto-settembre.

Tutto il ciarpame del 93-94 (l’ultima intervista a Borsellino”, “i cavalli di Mangano”, ecc.) torna a galla, guardacaso, nella primavera 2001 con Pulcinella-Travaglio a Satyricon e il divorzio Berlusconi/Montanelli ad Annozero…
Torna a galla l’Italia perbenista in pubblico e cinica in privato, l’eterna Italiotta provinciale e guitta, che si dà arie da europea ma non sa nulla dell’Europa (e figuriamoci della Russia!). L’unico paese straniero che il cattolico divo Marco abbia mai visitato a fondo è Israele, e dobbiamo pure essergliene grati, perché i suoi tirapiedi de-sinistra non han visitato nemmeno quello! Così oggi torna a galla l’Italia da commedia dell’arte del “Signuri prucuraturi Scarpinatu” e del suo bieco servo Spatuzza, la cui massima aspirazione nella vita è quella di “servire u signuri” e di andarne fiero.

Non serviam — rispose Lucifero.

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Gianluca scrive:

Probabilmente Patton c’è qualche corto circuito mediatico!!! Sopra hai scritto:

Inoltre il vostro sofisma tende a concentrare tutti gli eventi decisivi nel 1993-94,

COSA CHE NON PESNO ASSOLUTAMENTE, e non capisco come abbia potuto far capire una cosa del genere. Ma è tutto il tuo post una serie di considerazioni su alcuni pensieri che non ho mai fatto ed anzi ho sempre combatutto, l’ho sempre detto spesso comunico malissimo.

Ricapitoliamo sennò non capisco nulla, mi devi scusare ma sono un po tardo.

MI HAI SCRITTO IN UN POST:

Fatto questo, il notorio anticomunista Paolo Borsellino si buttò a corpo morto nell’inchiesta “mafia e appalti”; con la quale — dici tu — “il KGB nulla centrava”.
Gian, ma stai scherzando? Ti rendi conto quant’è inverosimile, anche solo psico-
logicamente, la tua congettura?
Perché

ED IO HO RISPOSTO

Gianluca scrive:
25 luglio 2010 alle 23:07

Caro Patton è indubbio che le due inchieste sono legate e c’è un sottobosco intrecciato di difficile individuazione. Anche se ritengo che nelle indagini che potevano avere impulsi decisivi da Stepankov ci siano maggiori responsabilità politiche, naturalmente intrecciate anche a quelle economiche, nell’inchiesta Mafia ed appalti ritroviamo quasi sicuramente molti imprenditori che entravano anche nell’altra inchiesta, ma in queste mega pappate c’è sopratutto L’ITALIA INTERA, con le sue forze politiche imprenditoriali, la sx con le cooperative, le grandi aziende con i loro padrini politici, ed infine la mafia che ha il suo peso.

Naturalmente sono deduzioni, sono felice di leggerti e di capire cosa c’è che non quadra in questo ragionamento e dove in precedenza ho fatto una congettura psicologicamente inverosimile.

CONCLUSIONI
Nella tua ultima risposta mi citi tutte cose che non riesco a capire che nesso hanno con il confronto. Due inchieste Mafia ed Appalti e Riciclaggio e fondi Pcus, indagini che hanno un peso decisivo nelle morti dei magistrati E BASTA, al punto che in uno dei tant post ho scritto che secondo me il periodo 93/94 E’ UN ALTRA COSA. Ho spiegato che forse SB non vuole che si conosca la verità perchè immagina che se uscisse un dito (la sua paura è naturalmente che uscirebbero solo i fatti inerenti a lui l’1% dell’inchiesta e non il 99% dei restanti fatti) poi rischierebbe il linciaggio.

Di contro non capisco perchè la mia congettura psicologicamente è inverosimile. Solo per cpaire Patton.

Gianluca

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Patton scrive:

Gian,
l’ITALIA INTERA, a fortiori una sua parte, non avrebbe mai avuto il coraggio di far fuori non dico F & B, ma nemmeno l’andreottiano Salvo Lima.
C’è voluto, in tutti e tre i casi, un decisivo avallo estero. Non esterno (alla mafia): estero! Com’è accaduto a via Fani, Ustica, Bologna, ecc. ecc. ecc. Cioè in tutte le stragi non risolte.

Ecco perché la fissa del divo Marco & Notabili Associati (lu signuri procuratùri giniràli Scarpinatu, lo “onorevole” Walter Bielli, ecc.) è l’ITALIA INTERA. Pappante e… poppante.

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Gianluca scrive:

Patton sono con te, il problema è che faccio grande fatica (anzi non ci riesco proprio) a collegare questo concetto con quanto avevo sostenuto io. Mi aiuti?

Gianluca

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Patton scrive:

Gian,
tu continui a impiegare formule retoriche per spiegare una realtà che con la retorica non c’entra proprio nulla:
«maggiori responsabilità politiche, naturalmente intrecciate anche a quelle economiche».

Gian, ma non ti accorgi che la realtà era esattamente opposta? Negli anni ottanta la mafia corleonese, la cui ricchezza si era enormemente accresciuta con l’oppio asiatico, FACEVA AFFARI con le grandi imprese e proprio per questo condizionava la politica.
Le grandi imprese erano le PPSS, la FIAT e tutte quelle implicate nel primo TAV. Queste sono le accuse formulate da persone davvero indipendenti come Gioacchino Basile e Ferdinando Imposimato. Insomma, una mafia ricca come quella dei corleonesi non aveva più bisogno dei politici per fare affari con le grandi imprese, cioè con l’establishment: quegli affari li gestiva direttamente!!! (Lo Stato, tutt’al più, si limitava a controllare questi accordi tramite il SISDE, cioè Bruno Contrada, credo)
Ed è per questo che la DC e il PSI del 90-92 emanano leggi durissime contro la mafia come il 41 bis! Ed è per questo che la mafia ammazza gli ex-amici politici, ora diventati nemici.
Salvo Lima viene ammazzato come avvertimento ad Andreotti, che da allora in poi esce dalla scena politica attiva. Chi aveva interesse a eliminare politicamente Andreotti, oltre ai mafiosi? Possiamo escludere l’ipotesi che alcuni settori dei Servizi USA volessero imprimere una svolta alla politica filo-araba di Andreotti e Craxi? Evidentemente no. Due settimane dopo Capaci le grandi imprese italiane (e non i politici!) si incontrano sul Britannia per negoziare la svendita delle PPSS ad imprese straniere, prevalentemente anglo-saxons… Ora, prova a pensare che il KGB si sia comportato, nei suoi “investimenti” italiani, con la stessa razionalità di un tycoon anglo-saxon: avrebbe scelto un paese con una moneta debole, dove i suoi “investimenti” potevano acquistar maggior valore, e nello stesso tempo un paese con una classe imprenditoriale e politca con le quali aveva intrattenuto da tempo dei buoni rapporti di fiducia… Anche perché ogni investitore che si rispetti vuole che, prima o poi, i suoi soldi tornino a casa…

Che cosa c’entrava Berlusconi con tutto questo? Secondo me, nulla. Berlusconi non ha mai fatto parte dell’establishment italiano. Il quale establishment lo chiamò nell’aprile del 1993, dopo il referendum Segni, solo per risolvere il problema della “gioiosa macchina da guerra”, cioè per impedire che il sistema politico italiano si sbilanciasse troppo a favore dell’Est. Ma, una volta ottenuto quel risultato, lo scaricò a favore del più affidabile Lambertow Dini…

Ed è proprio per questo che oggi, da PdC, Berlusconi non ha alcun interesse a rivangare queste vecchie storiacce…
Ma va da sé che il nostro interesse di cittadini liberi non coincide affatto con questo suo interesse. E tantomeno con l’interesse dell’establishment, si capisce!

 
guido rolla scrive:

Concordo Generale,

il problema è che la traccia internazionale e i cd democratici de sta’ cippa, sono legati,linked, con interessi, ciò che rende perpetua la nostra fallacia.

Lei pensi solo a Pertini, fece uccidere la Ferida e Valenti sapendoli innocenti solo perchè lui aveva contrabbandato valuta straniera per il partito socialista.

Interessi, la democrazia è solo una comoda scusa per farsi i cavoli propri.

Ritornando all’incipit, è una questione di equilibri che si spostano, geo-politica e interessi che si intrecciano e, quando si spostano, fanno vittime.

Sempre con lei Generale.

Cap. Rolla

 
Patton scrive:

Capitano,
di perpetuo io vedo solo
il ritorno di Ibn D’Alemah,
i.e. “our man in Beirut”.

 
Gianluca scrive:

Caro Patton ti rispondo punto a punto visto che tratti diversi argomenti.

PATTON:
Gian, tu continui a impiegare formule retoriche per spiegare una realtà che con la retorica non c’entra proprio nulla:
«maggiori responsabilità politiche, naturalmente intrecciate anche a quelle economiche».

Gian, ma non ti accorgi che la realtà era esattamente opposta? Negli anni ottanta la mafia corleonese, la cui ricchezza si era enormemente accresciuta con l’oppio asiatico, FACEVA AFFARI con le grandi imprese e proprio per questo condizionava la politica.

GIANLUCA: Su questo argomento sono tutto orecchi visto che non so nulla. Mi scrivi, solo per farmi capire, come condizionavano i Corleonesi la politica, in quel periodo che descrivi accuratamente.

PATTON: Le grandi imprese erano le PPSS, la FIAT e tutte quelle implicate nel primo TAV. Queste sono le accuse formulate da persone davvero indipendenti come Gioacchino Basile e Ferdinando Imposimato. Insomma, una mafia ricca come quella dei corleonesi non aveva più bisogno dei politici per fare affari con le grandi imprese, cioè con l’establishment: quegli affari li gestiva direttamente!!! (Lo Stato, tutt’al più, si limitava a controllare questi accordi tramite il SISDE, cioè Bruno Contrada, credo)

GIANLUCA: Sono d’accordo sulla tua tesi, tanto che ritengo il dossier dei ROS di Mori tra le principali ragioni che hanno causato le morti di Falcone e Borsellino.

PATTON: Ed è per questo che la DC e il PSI del 90-92 emanano leggi durissime contro la mafia come il 41 bis! Ed è per questo che la mafia ammazza gli ex-amici politici, ora diventati nemici.

GIANLUCA: Questa tesi non mi convince ma è legittimissima. La politica è sempre stata vicino alla mafia considerandola come un interlocutore necessario (visto il controllo che ha sul territorio) per prendere voti, per mantenere una sorta di pax sociale, storicamente se non sbaglio è servita anche a mantenere certi equilibri, addirittura la mafia è stata considerata un anticorpo al comunismo. Se ho capito bene, sostieni che con la caduta del muro di Berlino, gli USA e l’Italia non hanno più bisogno della mafia e la buttano via, la stessa è oramai fortissima e non più bisognosa della politica per fare affari, scatena una guerra , a seguito delle nuove leggi antimafia.

Questo quanto sostieni, ripeto, sempre se ho capito bene, in caso contrario chiedo scusa. Tutto possibile Patton. Ricostruzione plausibile. Certo l’uccisione di Lima, porta all’unico ragionamento che sembra certo, dare una spallata ad Andreotti, ed anche la morte di Falcone vede sullo scenario Andreotti, che non diventa Presidente (come sembrava certo) ed addirittura il giorno dopo capaci in nome dell’emergenza viene eletto presidente della repubblica Scalfaro.

Tutti i problemi che Falcone aveva avuto nella procura di Palermo, mi fanno pensare il contrario, la spallata ad Andreotti è certa ma mafia e politica non avevano deciso di lasciarsi definitivamente. Ed in questo periodo le due inchieste sfiorate “Mafia ed applati” e “Fondi Pcus” sono le reali ragioni delle morti dei magistrati. Ed anzi ti dirò di più, coloro che per la mafia rappresentavano la politica (non so chi naturalmente) hanno dato il mandato alla mafia ad agire così convincendola che sotterrando le inchiste gli affari potevano continuare a proliferare.

In realtà le raffinati menti che hanno dato il la agli attentati coinvolgendo la mafia e facendola sentire protagonista, avevano tutto l’interesse che i magistrati morti si fermassero, Falcone e Borsellino avevano toccato i fili dell’alta tensione (è indicativo l’esempio che fa l’interlocutore anonimo di Parlagreco quando dice che i due magistrati si sono suicidati andando a combattere poteri fortissimi con un winchester). Ritengo corretta l’idea che la mafia non abbia ucciso per vendetta cosa che avveniva raramente, la mafia non poteva non sapere che attaccando lo stato frontalmente con le bombe e gli attentati portava solamente ad un irrigigdimento ancor peggiore dei primi provvedimenti antimafia voluti da DC e PSI.

La strada da percorrere era difficilissima e penso che i capi mandamento, siano stati divorati dal dubbio. Fermare le indagini era indispensabile visto i mostruosi interessi che si stavano toccando, la mafia avrebbe potuto perdere i suoi veri interlocutori, sopratutto avrebbe perso gli affari in piedi, toccare le cattedrali svizzere, come Falcone stava facendo, significava decapitare un sistema troppo più grande di falcone stesso. Tanto che Falcone nel primo attentato dell’Addaura doveva morire quando stava con la procuratrice svizzera Del Ponte, cosa che Falcone ha sempre saputo non credendo alla teroia dell’avvertimento.

Sapevano allo stesso tempo che fermare i giudici con quei botti sarebbe stato rischiosissimo, il paese poteva destabilizarsi e gli scenari futuri non potevano dare certezze neanche a loro. Il dilemma secondo me lo hanno risolto le menti raffinate, Italiane e non, che hanno fatto credere alla mafia che la via maestra era far saltare in aria i due magistrati.

PATTON: Salvo Lima viene ammazzato come avvertimento ad Andreotti, che da allora in poi esce dalla scena politica attiva. Chi aveva interesse a eliminare politicamente Andreotti, oltre ai mafiosi?

GIANLUCA: Chi voleva mandare a casa il CAF. Ed erano in molti a volerlo. Come scriverò anche dopo, ci metto pure l’alta finanza che si incontra nel Britannia.

PATTON: Possiamo escludere l’ipotesi che alcuni settori dei Servizi USA volessero imprimere una svolta alla politica filo-araba di Andreotti e Craxi? Evidentemente no.

GIANLUCA: D’accordo con te.

PATTON: Due settimane dopo Capaci le grandi imprese italiane (e non i politici!) si incontrano sul Britannia per negoziare la svendita delle PPSS ad imprese straniere, prevalentemente anglo-saxons… Ora, prova a pensare che il KGB si sia comportato, nei suoi “investimenti” italiani, con la stessa razionalità di un tycoon anglo-saxon: avrebbe scelto un paese con una moneta debole, dove i suoi “investimenti” potevano acquistar maggior valore, e nello stesso tempo un paese con una classe imprenditoriale e politca con le quali aveva intrattenuto da tempo dei buoni rapporti di fiducia… Anche perché ogni investitore che si rispetti vuole che, prima o poi, i suoi soldi tornino a casa…

GIANLUCA: Il Kgb pensava solo ai suoi affari e quindi voleva solo avere certezze che moscerino Falcone non rompesse gli zibidei, facendo scoppiare scandali internazionali. Bisognerebbe studiare molto le mosse di Amendolito per risolvere questo dilemma. La ritengo una figura chiave di difficile identificazione, ma che sapeva molto.

La crisi Italiana e l’arricchimento dei boss mondiali dell’economia mondiale, che in UK hanno dimora (molti non tutti) che segue l’incontro Britannia, non penso dia la certezza che bombe ed economia mondiale siano gestite dalle stessi menti raffinate. Se si mette tutto nel calderone diventa complicato capire.

Comunque ti vengo incontro e riprendo i tuoi ragionamenti. Se le bombe sono collegate al Britannia, dietro le bombe ci sono pezzi dell’economia che non volevano più il CAF e sicuramente SB non è tra questi.

PATTON: Che cosa c’entrava Berlusconi con tutto questo? Secondo me, nulla. Berlusconi non ha mai fatto parte dell’establishment italiano.

GIANLUCA: Sull’establishment italiano sono d’accordo, tanto che scherzosamente ho sempre pensato che quelli che ne fanno parte, considerino SB, come quello che noi a Roma chiamiamo, il burino arricchito!! Sull’eventuale coinvolgimento di SB nelle due inchieste Mafia ed appalti e Fondi PCUS visto che era il primo referente economico di Craxi, non penso sia un eresia pensare che in qualche affaruccio potesse rientrare anche lui, cose di poco conto (esclusivamente economiche) come ho più volte scritto.

PATTON: Il quale establishment lo chiamò nell’aprile del 1993, dopo il referendum Segni, solo per risolvere il problema della “gioiosa macchina da guerra”, cioè per impedire che il sistema politico italiano si sbilanciasse troppo a favore dell’Est. Ma, una volta ottenuto quel risultato, lo scaricò a favore del più affidabile Lambertow Dini…

GIANLUCA: D’accordo anche su questo.

PATTON: Ed è proprio per questo che oggi, da PdC, Berlusconi non ha alcun interesse a rivangare queste vecchie storiacce…
Ma va da sé che il nostro interesse di cittadini liberi non coincide affatto con questo suo interesse. E tantomeno con l’interesse dell’establishment, si capisce!

GIANLUCA: Non ti capisco pat, chi è il PDC?

Gianluca

 

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giulio di siena scrive:

alberto49 scrive:
30 luglio 2010 alle 21:20

Io ho posto come ipotesi difficilmente realizzabile le elezioni anticipate, e su questo mi pare si sia d’ accordo.
I suoi hanno già dato atto a me, che il loro discrimine sarà il PROGRAMMA che ho già più volte evocato sul blog e che finora è stato disatteso ed ignorato.
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Caro Alberto,
vorrei rammentarti che Fini è molto sensibile alle istanze populiste in materia fiscale. Se vai indietro di qualche anno, potrai imbatterti nelle sue prese di posizioni contro le misure di Tremonti che lasciavano intravedere una vaga rivisitazione della curva delle aliquote che, secondo Fini (sintonizzatosi in ciò con la sinistra tassaiola), favoriva i ricchi. In un certo senso aveva preceduto la filosofia dilibertiana de “anche i ricchi piangano”. Ricordi quei timidi accenni di Tremonti (2001/2006)? E ricordi che subito dopo la vittoria dell’Unione si verificò un incremento delle entrate non dovuto alle misure di Visco, che si era appena insediato? Ci fu chi parlò, secondo me in modo azzardato, di effetto Laffer dovuto proprio alle misure di Tremonti. In verità la finaziaria di Tremonti per il 2006 era stata molto severa e, come Visco, metteva nel mirino, tra l’altro, le rendite catastali ed un loro aggiornamento.
Lo ricordo perché tra le riforme che il governo (sempre più governicchio) vorrebbe varare figura la riforma fiscale con lo scopo di “”liberare i contribuenti dalla tirannia fiscale”"” (almeno queste le dichiarazioni del Berlusca). La tirannia c’è, come sappiamo, ma gli ostacoli alla sua eliminazione sono aumentati. Oltre a Tremonti, non propriamente un liberale, c’è ora un tremebondo governo, e la poco rassicurante guardia di Fini. La riforma del fisco resterà un’utopia.

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alberto49 scrive:

Caro Giulio ti rispondo sul nuovo articolo di Guzz.

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