Un abbraccio con Umberto Bossi, per strada
Ieri l’altro 23 giugno, uscivo dalla sede del Partito Liberale in via degli Uffici del Vicario accanto alla gelateria Giolitti (più importante per i turisti del Colosseo) quando ho sentito una voce profonda e roca, a me ben nota, che mi chiamava: “Guzzanti…. Guzzanti”. Mi giro ed era Umberto Bossi seduto a un tavolino. Non lo vedevo di persona da prima del suo devastante infarto, quando aveva un aspetto giovanile e scattante. L’uomo che mi trovavo di fronte era quello che conosciamo dalle cronache: un po’ incanutito, invecchiato. Pensai: ora Bossi mi fa una scenata, mi mi rimprovererà per aver mollato Berlusconi e tutta la sua ganga. Invece Bossi mi guarda e dice: “Grande, Guzzanti”. A quel punto, vedendo quest’uomo che avevo conosciuto nel fiore delle forze che mi sorride, provo nel cuore qualcosa di non meditato, non razionale, non politico nel senso di politicante: provo rispetto, provo un vecchio affetto.
I miei amici liberali del Sud, specialmente siciliani, considerano un punto d’onore arrivare in ritardo, ridere degli appuntamenti ad un’ora precisa, considerare una fatalità che la linea più breve fra due punti sia l’arabesco, arrendersi con un mesto sorriso davanti agli umori meno nobili ma eterni della natura umana: troppi (e millantati) millenni di storia, millenni di geografia, pochi millenni di educazione fisica, meno ancora di educazione civica. Io, diversamente da loro, ho sempre guardato con enorme rispetto alla Lega, anche se sono pronto alla guerra civile per salvare l’unità della mia patria, per rovinosa che sia.
Contro il secessionismo, che non ci sarà, sono pronto a staccare il fucile (che non ho) dal muro e farmi fare la pelle con un colpo in fronte gridando viva l’Italia se fosse necessario, per quanto orrore e pena e sentimenti di miseria mi ispiri my country.
Ciò non sposta di un millimetro non soltanto il rispetto, ma la gratitudine che io personalmente nel profondo del cuore provo per la Lega di Umberto Bossi e per i leghisti, proprio per quanto hanno di anti-italiano nel senso meridionale. Io sono uno che arriva in orario agli appuntamenti e che se ritarda di dieci minuti telefona per scusarsi, sono uno che considera gli impegni come punti di onore, i tempi come punti di onore, il lavoro un punto d’onore, il parassitismo e il piagnisteo pura merda.
Ho guardato Umberto e lui si è alzato dalla sedia, con un po’ di fatica e mi è venuto incontro a braccia aperte e senza giacca.
Ci siamo abbracciati fortemente, con una stretta potente piena di affetto e di memoria. Quale affetto e quale memoria? L’affetto per fare, aver fatto e voler fare tutto il possibile per cambiare il DNA di questo Paese fatalista, mafioso, camorrista, ndranghetista, avvocaticchio, laureato in scienze inutili, l’Italia di Pomigliano, l’Italia di tutti i diritti e nessun dovere, delle “processioni antimafia”, dei preti antimafia, dei mafiosi antimafia, il Paese in cui si arrestano più galantuomini che criminali ma in cui si lasciano a piede libero più criminali che galantuomini.
Il Paese in cui il giornalismo è morto e sepolto ben prima della legge bavaglio anche perché molti magistrati e molti giornalisti, in un rapporto fra pusher e consumatori l’hanno già ammazzato. Un Paese di indagati promossi ministri per sottrarli alla giustizia, un Paese guidato da una jena ridens di cui tutti ridono nel mondo, un Paese in cui l’operosità del NordEst è stata fatta fuori dai cinesi, senza che una politica della ricerca scientifica rilanciasse l’economia della ricerca. Un Paese di tagli demenziali, probabilmente anche quello dei cojones: in Usa la Casa Bianca ha risposto alla crisi aumentando i fondi per la ricerca e i ricercatori; da noi la fisica, la chimica, la tecnica sono trattate come enti inutili, insieme alle compagnie di giro e al giro delle mignotte che invece stanno benissimo e si spostano su torpedoni di lusso che le recapitano nei palazzi con il loro compenso di tartarughe e farfalle. E buste piene di mazzette di banconote.
Si dirà: ma Bossi è con loro, Bossi fa parte del sistema. Non lo so, può darsi. So che Bossi e la Lega hanno scelto la via della rivoluzione federale che non mi convince del tutto, ma che ha un valore aggiunto di onestà che gli altri partiti neanche si sognano. Io ho fatto una lunga e appassionante campagna elettorale con la Lega a Brescia nel 2001 e ho trovato nelle sue file una massa di galantuomini, giovani per lo più, molti medici, molta gente comune e perbene, eccellenti amministratori, persone veramente legate alla loro terra anziché – come orrendamente si dice – al “territorio”, cioè ai piccoli padrinati locali.
Certo, i miei avi Guzzanti vengono dalla provincia di Catania, ma io sono e resto un uomo del Nord protestante (benché non sia credente) perché ammiro il Calvino che trasformò Ginevra da città mafiosa e mignottocratica in una comunità operosa e onesta, facendo un uso anche largo del rogo e della frusta. Certo, la mia origine è vicina a Cromwell, a Washington, a Lafayette, e non a Crispi o ad Andreotti. Conosco il Sud, di là vengono i miei avi: non tutti, vantando anche una bisnonna lombarda e un nonno materno romagnolo, oltre a una ascendenza romana un po’ giudìa e un po’ papalina.
Sentivo fra le mie braccia le spalle ossute di Bossi e gli ho detto quel che pensavo: Umberto, sei un grande, ti voglio bene. Non la penso come te, ma questo Paese ti deve tantissimo. Lui mi ha abbracciato a sua volta e ha ripetuto “Grande Guzzanti…”. E’ stato un incontro scattato sull’affetto, sul riconoscimento reciproco. Mi ha anche detto: “Eh, io ogni tanto faccio dei grandi errori, lo so”: Credo che si riferisse alla polemica sulla Nazionale di calcio, che poche ore dopo finiva come è finita.
Vi racconto questa minuzia perché sono convinto che al di là del suo carattere fortuito ed episodico, significhi qualcosa. Credo che io e Bossi, fatte le debite proporzioni, ci riconosciamo reciprocamente come persone perbene, come galantuomini, come – è il caso di dirlo – patrioti. Io penso che Bossi sia un grande italiano e che il suo secessionismo sia il carburante di una rivoluzione positiva, ammirevole di cui l’Italia ha bisogno.
Io spero che il Sud la smetta di pensare in termini anti-leghisti, la smetta di credere e dire a se stessa che la Lega (e non la propria natura) è la sua nemica; e che capisca che se vuole un futuro deve saper esprimere dal suo seno una nuova probità alla maniera leghista, un calvinismo meridionale alla maniera leghista, un orgoglio di buona e saggia amministrazione locale alla maniera leghista.
Io auguro al Sud italiano di saper trarre dal suo interno le forze per copiare la Lega, per ammirare la Lega, per fare della Lega un modello di riscossa. L’Italia, piaccia o non piaccia, è fatta e da quella non si torna indietro. La fusione fra i due popoli del regno di Napoli e del Lombardo-Veneto è già avvenuta con Rocco e i Suoi Fratelli, con le case di ringhiera, con il Lingotto. Nessuno potrà più separare questi popoli. Ma fra i due popoli, è quello del Sud che deve trovare la forza per promuovere la propria riscossa non contro la Lega ma contro se stesso, i suoi vizi, il suo compiacimento per i ritardi con la storia e con gli appuntamenti. Quando il Sud smetterà di credersi irresistibile e magnifico per i suoi vizi, come certi sciancati che riscuotono l’elemosina ai semafori, e non crederà finalmente nelle proprie virtù (quelle che tira fuori quando lavora lontano dalla sua terra), allora sarà sconfitta la sua sua povertà anche intellettuale, il servilismo furbastro e congenito, la mafiosità popolare e diffusa, l’arrendevolezza, la complicità, la sua incestuosa relazione con la morte.
Bossi ed io ci siamo liberati del nostro breve abbraccio con una pacca sulle spalle e lui è tornato a sedersi. Io ho salutato le persone che sedevano con lui e me ne sono andato. Camminando con un amico siciliano cui voglio molto bene, in silenzio, riflettevo sulla mia natura ibrida e meticcia, sulla mia vorace impurità, sulla mia fortuna ad aver incontrato tante occasioni nella vita che mi hanno permesso di capire molto, non tutto, ma moltissimo. E questa è del resto anche la mia dannazione, di cui sono grato alla sorte.





















25 giugno 2010 alle 08:33
Se lei mi fa commuovere a mattina presto, io come imposto la mia giornata?
E’ un’immagine molto romantica (romanticismo vero eh, quello sturm und drang) quella di lei e Bossi che v’abbracciate. Davvero.
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25 giugno 2010 alle 08:38
A proposito di romanticismo:
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/EmiliaRomagna/Borseggiatore-di-82-anni-bloccato-dalla-Polizia-di-Bologna-in-flagranza-di-reato_589447820.html
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25 giugno 2010 alle 08:51
Scusi la somanda forse un po’ terra a terra: ma Lei e Bossi non vi ‘beccate’ mai in parlamento?
GUZZ – SI’, LA DOMANDA è “terra a terra” (forse “terra-terra”?).
Io non mi “becco” con nessuno perché non sono un pollo benché l’Italia sia un pollaio e anche i blog siano spesso (anche) pollai.
Inoltre Umberto Bossi non viene quasi mai alla Camera perché credo non si senta troppo bene. E se lo incontrassi, lo saluteriei con rispetto come faccio con tutti.
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25 giugno 2010 alle 09:03
Terra-terra, sì.
Beccarsi, tra virgolette, detta alla romana. La domanda è sorta spontanea quando ho letto che non vedeva Bossi da prima dell’infarto.
GUZZ : Beccarsi nel senso di incontrarsi? O di colpirsi col becco? Tho beccato mentre andavi al cinema? Stavano beccandosi per strada quando è volato uno schiaffo? Vabè, non intendevo sollecitare un tale dibattito.
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25 giugno 2010 alle 09:11
Incontrarsi.
GUZZ – Vabbe’, se semo beccati l’artrojeri davanti ar gelataro e se semo abbraccicati.
Va mejio?
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25 giugno 2010 alle 09:20
Ho capito! Guardi che l’ho letto er pezzo sa! Me chiedevo, visto che abitate n’aa stessa “casa”, se ve era capitato de beccavve anche là quarche vorta. Ma magari so io che nun c’ho capito un cazzo o magari ‘a casa è troppo grossa e nun ce se becca manco de striscio. Ha capito mo? Era bbono er gelato? Bè da Giolitti era bbono sì! Se vedemo!
GUZZ . ‘Ooo devi da chiede a Bossi si era bbono er ggelato. Io stavo solo a camminà (ma guarda tu).
“abitate” in romano richiede a doppia: aBBitate. ‘O dico puro pe’ Pàttone
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25 giugno 2010 alle 09:31
Ah è vero. Usciva dalla sede der Partito Liberale. Scusi sa, m’ero focalizzato sul resto.
Me fionno sur blogghe de Bossi a chiedeglie com’era er cono. E grazie daa corezzione!
GUZZ – NUN TE FOCALIZZA’ troppo che d’estate fa mmale.
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25 giugno 2010 alle 15:24
Aveva ragione il Direttore e noto che Kada lo ammette sempre quando sbaglia. Grande Kada, la tua logica si riconosce anche da questo.
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25 giugno 2010 alle 20:29
Mah… veramente non aveva ragione né torto nessuno, ho giusto utilizzato una parola che ha due significati possibili. Ma se soddisfa la tua fame di logicità, posso anche ammettere di aver avuto torto e di averlo ammesso
GUZZ – T’HA BECCATO, EH?
K’HA DA DI’?
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25 giugno 2010 alle 20:47
M’ha beccato in flagrante, er vigile der loggico.
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25 giugno 2010 alle 09:51
Gentile Onorevole Guzzanti, dopo aver attaccato la lenzuolite a Kalè come faccio la sintesi?
Giorni fa mi esprimevo scrivendovi con quella metafora in cui, senza il suo tendere essere il più possibile (a) Stadio, non sarebbe stato possibile ,almeno per me, gustare la pluralità ed osservare le singole parti che popolano quello lo stadio che lei è;”camminare” pur soffrendo di quelle aree scomposte e ricomposte dalla singola buona volontà, tenacia, lealtà, senso di responsabilità al di la della “forza” intellettuale e dei ruoli, perché quello umano sempre deve rimanere il primo livello. Dimenticarlo,in ogni sua qualità,significherebbe altrimenti scollarsi o deteriorarsi,da tutti gli altri livelli che via via si consolidano per il solo impatto dell’effetto tempo.
Nel mio piccolo della gradinata, sono con punti di vista diversi,ovviamente né sono lo stadio, né altre parti principali. La mia però non è una posizione comunista, ma comunitaria per le ricchezze di cui non impoverirci, cosa che invece è puntualmente avvenuta nella storia d’Italia.
Il mio gradino o seduta su quello,vede o vedo, rispetto allo stadio, che sono molto più responsabili gli uomini,che dal loro alto, potevano guidare gli altri uomini, intesi nella loro bussola completa, per fare di quel tessuto(storico artistico accademico contadino commerciale industriale) o insomma Italia, quel modello,taglio,imbastiture,tasche,asole,bottoni,ricami,insomma gli Italiani.
Alcuni se ne sono dimenticati non solo perché antistato e corruzione sono avanzati, ma perché certi “errori” si sono verificati proprio per migliorare quei cromosomi più critici(a far sentire la pancia),che hanno finito per esaltarne ancor più la loro criticità.Non la vivo così per scaricare la responsabilità del singolo e di conseguenza alimentare un altro errore di quel dna vittima.
Lo so che lei considera troppo umano ed ignorante questo mio cocciuto gradino,ma è dallo stesso granito che posso gustare quanto dice,come lo afferma ed esprime con il cervello e il cuore mescolati insieme dentro il sangue del suo inchiostro.
La ringrazio tantissimo di averla potuta conoscere e continuare immutato quel gradino di profondo rispetto e affetto. Credo che sia rara la multidirezionalità e pluralismo che lei riesce a popolare,di quel sentirsi insieme diversi e uguali,colti ed ignoranti, riunibili da quell’amore vero e pieno di senso della propria storia che è il primo gradino, mancato tantissimo come prima risalita verso un livello di condivisione per fare prospettiva “libera” di tutte le altre cose da condividere di cui, in questo iter ,per logica,ultime dovrebbero essere le riforme. Perchè se un corpo suolo,corpo popolo,corpo istituzioni(poteri e funzioni di tutti gli apparati), non sa da dove viene ,non può sapere dove è e verso quale orizzonte comune, andare e di pratica camminare con le idee.
Lei riesce ,comunque divergenti la si pensi, a mantenere un senso lineare di convergenza ed esperienza, dove il singolo con la sua volontà si sente parte in crescita permanente con l’ Altro, ovviamente se ha potuto maturare questo tipo di volontà nel suo sperimentare errante.
Un grandissimo grazie di dolore amore per questo suo pezzo di terra-lettura indimenticabile.
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25 giugno 2010 alle 10:44
Onorevole, le segnalo che lei e il suo libro (che ho letto solo qualche mese fa) venite citati in una intervista a Daria Bonfietti
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=SGX0U
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25 giugno 2010 alle 13:56
la Bonfietti mi fa vomitare.
adesso non gli basta sfruttare le vittime di ustica per la sua “verita politica”, ma con il suo paragone delle camere del gas vuole sfruttare anche la tragedia degli ebrei.
se la Bonfietti dice che Gheddafi ha sempre detto la stessa cosa su Ustica, non è vero per niente – Gheddafi ha iniziato a racontare la sua verita del missile contro suo aereo solo nel 2003
un avertimento del SISMI c´è stato, ma non nel 1980 ma nel 1986, quando il SISMI salvo Gheddafi dai missili di Reagan
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25 giugno 2010 alle 14:14
Cossiga dopo la strage di Bologna aveva dichiarato la matrice faschist in parlamento.
magari nel 1980 la “matrice libica” non era ancora cosi chiara
ma nel 1994, dopo che i esperti chiamati da Priore avevano smentito l´ipoesi del missile, ci sarebbe stato gia una serie die attentati della stessa matrice (Francia, Germania, Lockerbie)
http://aron2201sperber.wordpress.com/2010/06/08/le-4-piste-della-strage-di-bologna/
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25 giugno 2010 alle 18:49
E’ vero Bart, ho già scritto sul tema chiedendo un parere a Paolo. Mi ero dimenticato di dirgli che sul Fatto quotidiano di oggi Luca Telese intervista la Bonfietti che parla di Paolo come di un pazzo insabbiatore, come ha i ben fatto te. A Paolè che ne pensi?
Ganluca
GUZZ – di chi?
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25 giugno 2010 alle 19:44
Della Bonfietti che come ti ho scritto in questo post non perde occasione di parlare del missile:
http://www.paologuzzanti.it/?p=1494#comment-118547
e che oggi nel fatto quotidiano dichiara in un intervista di Luca Telese:
TELESE: Ci sono molte persone, ad esempio Paolo Guzzanti, che ci ha scritto un libro, che sostengono la tesi della bomba nella toilette.
BONFIETTI: (si fa gelida) Esiste anche chi dice che le camera a gas non sono mai esistite. Possono dire quello che vogliono, ma non possono mettere in dubbio una sentenza agli atti: sono opinioni personali, smentite da tutte le indagini.
Tra l’altro la prima parte della risposta mi ricorda quella di Travaglio sui venusiani ….
Gianluca
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25 giugno 2010 alle 21:37
Le risposte della Bonfietti mi sembrano sempre violente, arroganti, oltre che imprecise.
Questo passaggio ad esempio fa pensare che il proprietario dell’Itavia sia morto di crepacuore poco tempo dopo il disastro:
-Andava di moda la tesi del cedimento strutturale.
-Già. Dissero che il DC9 aveva viaggiato troppo. Chiusero l’Itavia, la compagnia privata vittima di questo incidente, facendola fallire.
-Era un buon capro espiatorio.
-Già. Peccato che il proprietario, Aldo Davanzali, morì di dolore. L’ho sempre considerato l’ottantaduesima vittima.
Davanzali è morto nel 2005 a 83 anni a causa del morbo di Parkinson.
Lei lo ha sempre considerato l’ottantaduesima vittima.
Si vede che ha sempre saputo che Davanzali un giorno sarebbe morto. Ricordati che devi morire.
Ieri i giornali avevano anticipato il discorso di Prodi al convegno sulla strage di Ustica:
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=SG2YW
Prodi cita una parte del discorso di Napolitano di qualche settimana fa; anche i giornali si sono soffermati principalmente sulla parte relativa ad Ustica, solo qualche accenno alla strage di Bologna, eppure su questo argomento le sue parole erano state interessanti:
“Tre lunghi decenni sono passati. Per il devastante attentato alla Stazione Centrale di Bologna, i processi si sono susseguiti fino all’aprile 2007, tra progressi nel ricostruire i fatti e individuare le responsabilità, battute d’arresto, ritorni indietro, sentenze definitive. Un iter tormentoso per quanti hanno atteso giustizia. Le ombre e i dubbi che sono rimasti hanno stimolato un nuovo filone d’indagine, dagli sviluppi ancora imprevedibili.”
http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=1848
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25 giugno 2010 alle 10:50
La mia è una percezione parzialissima, ma credo che qui nel profondo sud l’avversione per la Lega sia venuta meno da un bel pezzo. Mi sembra che da quando sono usciti fuori i giovani esponenti, i leghisti chiamiamoli di seconda generazione, molti siciliani abbiano riconosciuto in questa forza l’unica forza autenticamente politica, autenticamente rivolta al futuro ed “europea”, e forse sono percorsi anche da un filo d’invidia per non avere in casa un soggetto parimenti degno di fiducia.
Anche le battute sulla Lega non fanno più ridere, e i Borghezio o i Calderoli sono maschere passate di moda.
(Parentesi su questo bellissimo pezzo del direttore: imparate a scrivere, giornalai. Fine parentesi.)
Ad ogni modo, anche io come Guzzanti sono pronto ad imbracciare il fucile. Se dovessero un giorno impedirmi di dire: “ci vediamo alle nove, nove e mezza”.
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28 giugno 2010 alle 15:22
La Lega autenticamente “europea” ? Meno male che ha usato le virgolette.
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28 giugno 2010 alle 21:36
Certo, europea tra virgolette, non europeista. La lega ha una chiara connotazione di diversità rispetto all’Italia della politica… come del resto ha già detto benissimo il Direttore.
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29 giugno 2010 alle 15:52
Il Direttore?
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25 giugno 2010 alle 11:13
Quando leggo articoli così, vado in brodo di giuggiole.
In primis, perchè rileggo il Guzzanti che mi è sempre piaciuto leggere, come nell’ultimo libro “Guzzanti vs De Benedetti”, meglio del modo un pò contratto di “Guzzanti vs Berlusconi”, poi perchè le cose più belle e più giuste sulla questione “meridionale” le sento dire da uno che qualche goccia di “sicilianità” nel suo sangue ancora scorre.
Sotto il punto di vista più prettamente politico, l’analisi che tu hai fatto della Lega, è la stessa che in qualche maniera, con tutti i distinguo possibili ed immaginabili, stanno cercando di fare il Governatore Lombardo, con l’MPA e l’On. Miccichè con il PDL Sicilia, ripeto con tutti i distinguo possibili.
E’ chiaro che noi meridionali le nostre chance le abbiamo avute e le abbiamo giocate per un piatto di minestra.
Io da meridionale non voglio più il pesce, ma voglio la canna da pesca.
La cosa che più fa rabbia che potenzialmente, noi siciliani, la canna da pesca l’abbiamo, vedi lo Statuto della Regione Sicilia, che ha valore Costituzionale al pari della Costituzione della Republica Italiana, ma mai nessuno ha avuto il coraggio e/o l’abilità politica di rivendicare per la sua attuazione. Se poi metti che anche ultime sentenze della Corte Costutuzionale, che hanno mortificato e modificato il significato delle parole, allora il quadro e completo.
Se partiamo dall’assioma che un politico è specchio del proprio elettorato, la Lega è riuscita ad attuare le istanze del proprio elettorato e della propria terra (sono daccordo con te “territorio” mi suona tanto di cane che piscia agli angoli per marcarlo), quindi noi siciliani non possiamo fare altro che prendercela con i nostri politici, che una volta giuti a Roma, ci hanno sempre gabbellato, fottendosene delle nostre istanze.
Pertanto credo che noi Liberali, che abbiamo a cuore la meritocrazia, la responsabilità diretta, ecc., dovremmo cercare di dialogare con queste forze politiche che stanno tentando di tirare fuori dallo sgabuzzino la canna da pesca, cercando di dar loro quel valore aggiunto, quel “brand” di Liberalismo, senza il quale ogni progetto di ri-nascita, rimane velleitario.
Giuseppe Stella Catania
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25 giugno 2010 alle 13:13
Caro Giuseppe, vorrei che la Sicilia fosse piena di persone come Lei, con il suo spirito. Glielo dico perché solo pensandola così potrà iniziare un cambiamento. La Sicilia e tutto il Sud sono LA QUESTIONE italiana, risolta quella, è tutta discesa.
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25 giugno 2010 alle 11:17
Dimenticavo.
Paolo un giorno o una sera d’avanti un buon bicchiere di vino, ti spiegherò la grande differenza che passa tra in siculo orientale da un siculo occidentale.
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25 giugno 2010 alle 12:46
Cambia la forma delle arancine.
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25 giugno 2010 alle 15:30
E anche il sesso: a ovest sono femmine, a est sono maschi.
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25 giugno 2010 alle 16:19
ed anche come queste , o meglio questi vengono chiamati: a CATANIA ARANCINI, maschi e orgogliosi nella loro piramidalità svettante; a PALERMO capitale dell’oscuro, delle mezze verità, del detto e non detto, del gioco delle tre carte, dell’ambiguo e del mistero, cambiano sesso e diventano povere femminucce ARANCINE !!!
che dici, star joe, può andar bene come inizio della spiegazione sulla differenza tra PALEMMITANI E CATANISI?
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25 giugno 2010 alle 12:59
Grazie Guzz.
Per le sue parole che sento così vicine al modo che ho di vedere le cose, giusto o sbagliato che sia, per la delicatezza e l’orgoglio con cui descrive le sue radici sparse nel mondo e perché sapere che ci sono ancora persone come Lei, veramente onorevoli, è aria pulita.
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25 giugno 2010 alle 16:59
OT USTICA PER PAOLO GUZZANTI
Grazie al tuo libro ed ai documenti presenti on line, mi sono fatto un idea. Le carte e le sentenze non danno assolutamente certezze sul famigerato scenario che tutti sembrano voler dichiarare essere successo, questo benedetto missile per chi conosce i documenti è diventato una leggenda metropolitana.
La verità nascosta, i misteri Italiani, …… tutti sanno e pensano che ai piani alti non si vuol ufficializzare la teoria del missile, teoria incontestabile ma che purtroppo non trova verità ufficiali .
Quasi tutti quelli che supportano tale teoria probabilmente non hanno mai letto una carta e si fidano … quello che non capisco caro Paolo sono i personaggi tipo la senatrice DS Bonfietti che ha perso un caro nell’immane tragedia, presidente dell’associazione delle vittime. Persona che sono certo conosce tutte le carte a memoria. Perchè continua imperterrita a sostenere che c’è una verità nascosta?
E’ diventata schiava del suo ruolo politico e non può tornare indietro?
Gradirei un tuo parere.
Gianluca
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25 giugno 2010 alle 17:13
Un Guzzanti, intimista e profondo, che partendo dall’episodio fortuito di un incontro, risale a sè stesso e alla propria natura: grande articolo. Grazie, onorevole. Mrror
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25 giugno 2010 alle 19:04
Caro Paolo bellissimo post per i tantiargomenti e per come descrivi il vostro abbraccio.
Sono d’accordo con te che con la Lega si è mandata avanti una protesta corretta di una parte dell’Italia stanca. Sono con te (in parte) che il Sud ha grandi responsabilità, sono con te che siamo stanchi del paese dei tanti che predicano bene e razzolano male dai cittadini a chi li rappresenta, sono con te su tanti amministratori locali leghisti in gamba e che attualmente rappresentano la nuova politica Italiana dal 90 ad oggi e che per me sono migliori dei piani alti della Lega.
Non sono più con te quando vedo la Lega fare troppo la paracula prendendosi tutti i vantaggi del partito d’opposizione e del partito di governo. Sul territorio grida Roma Ladrona e secessione, il figlio, lo stesso Bossi e tutti i piani alti tengono un atteggiamento di sfida verso le istituzioni, le criticano, le sfondano, facendo finta di dimenticare chi è al governo.
Se succedono cose scandalose è colpa di berlusconi, quando il governo fa cose buone è grazie alla lega. Su questo argomento sto con Fini, mettiamo nero su bianco, siamo tutti d’accordo sul Federalismo? benissimo (anche io lo sono) quanto ci costa o quanto ci fa risparmiare? Basta con la propaganda sul tema.
Basta questo tirare la corda sull’unità d’Italia, io sono con te mi farei anche impallinare e prenderei il fucile (che non ho) dall’armadio. Basta queste sparate con il 2 giugno oltraggiato, con Bossi ed il figlio che sparano sulla nazionale, con la bandiera d’Italia oltraggiata. Basta.
Chiudo poi con le cose pratiche. Non sono neanche d’accordo della bontà di Bossi e dei suoi scudieri, del grande Bossi personaggio politico, sono arrivati nei primi anni 90 ed hanno fatto in tempo ad essere condannati per la tangente Enimont, nel berlusconi I se non sono andati e come tu hai ben riportato nel tuo libro Guzzanti VS Berlusconi per anni hanno sparato contro SB, definendolo il più grande dei mafiosi, peggio degli attuali Grillo e Di Pietro, per poi rimettersi sotto l’aureola di SB come niente fosse E CHE CAZZO!!!!!!
Gianluca
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25 giugno 2010 alle 21:39
Guzz. ti stimo ancora di più dopo questa esperienza magistralmente descritta nel tuo articolo, questo perchè mi hai definitivamente convinto che sei un uomo a tutto tondo, duro, rompiballe, egoista, grande scrittore, studioso profondo e preparato, attaccabrighe quando necessiti ma da oggi uomo che è capace di grandi sentimenti e vero afflato, emotivo e coinvolgente.
Non mi interessano in questo caso dell’abbraccio, le altre questioni, su cui sostanzialmente concordo avendo avuto esperienze di lavoro che mi confermano quel tuo ammirare il modo di fare del Nord, ma sei stato con il tuo splendido intervento, una marea che mi ha coinvolto emotivamente ed in quel momento avrei dato non so cosa per essere lì ad osservarvi e magari abbracciarvi tutti e due.
GUZZ – COMMOSSO, ringrazio.
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26 giugno 2010 alle 00:41
Rileggendo, trovo l’azzeccata definizione: “un Paese governato da una Jena ridens di cui tutti ridono nel mondo”. Grandissimo Guzz!
Mrror
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26 giugno 2010 alle 13:20
Il problema della bomba nella toilette è che la stessa è stata ritrovata parzialmente integra(?)
Non sono convinto che ad abbattere il dc-9 sia stato un missile anche se apapre un’ipotesi plausibile(visti i misteri e silenzi su questa storia poco chiara).
Comunque senatore leggerò il suo libro su Ustica.
Troppe misteri,depistaggi penso sia ora di togliere i segreti di stato su quegli anni e chi sa dovrebbe parlare se si volesse una vera pacificazione nazionale.
C
ossiga dopo anni e anni:
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/cossiga-ustica/cossiga-ustica/cossiga-ustica.html
Allego un interessante smentita sulla parole di Cossiga.
http://backtolandagain.wordpress.com/2008/06/25/usticala-storia-infinitaa-quando-la-verita-vera/
Una collisione?
Comunque solidarietà ai parenti delle vittime.
Ps Intervista a Priore.
http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67517/la_verita_su_ustica_dopo_30_anni_intervista_a_rosario_priore
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26 giugno 2010 alle 19:27
Il sottosegretario sulla strage del 27 giugno 1980: “Restano due elementi: o una bomba nella toilette o una quasi collisione”. Il giudice Priore: “Se parla a nome del governo è un problema”. Fiano (Pd): “Chiarisca subito”:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/06/25/ustica_giovanardi_ipotesi_bomba.html
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26 giugno 2010 alle 21:11
Parenti delle vittime o no,
uno non passa trent’anni della sua vita a cercare la verità su Ustica allo scopo di fare domande retoriche (perché Cossiga ha sempre sviato le indagini?), le quali dimostrano che non ha capito niente di quel che sta cercando.
Se è vero che la strage è stata organizzata dai libici, avallata dai palestinesi, assistita tecnicamente dai keghebini e logisticamente dai seguaci di Carlos lo “sciacallo”, e se è vero che gli agenti libici, palestinesi, keghebini e di Carlos usavano o usano risiedere nel Belpaese per lavoro, vacanza o pensione, la domnda si risponde da sé.
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29 giugno 2010 alle 07:40
Incredibile, eppure, questa volta, sono d’accordo con Patton!!
Non credo assolutamente che alti ufficiali dell’aeronautica si siano dati tanto da fare, fino all’incriminazione per alto tradimento, per nascondere traffici di altre nazioni.
Tutto parte con l’Italia e con italiani.
Non vedo altro che questo.
Non sono stati certo i francesi o gli americani a depistare sul mig libico caduto in calabria; non sono stati loro a far sparire per anni le tracce radar italiane.
Proprio dall’aeronautica sono venuti gli attacchi, il dito puntato, alternativamente, su francesi ed americani.
Debbo chiedere scusa al mitico GUZZ perchè non conosco la sua posizione in merito.
Ma ritengo sempre valida l’esclusione della bomba tra i possibili motivi della strage: per i tempi – ritardo di 50 minuti su un volo di poco più di 1 ora che esclude un timer -, per l’altezza alla quale è avvenuto- che esclude l’uso di un congegno ad altimetro -, per gli effetti dell’esplosione sugli arredi della toilette, per l’assenza di personalità così contrastate e così protette da meritare una morte così eclatante – che fa supporre essere l’unico modo per farli fuori -.
Penso che un missile sia tuttora l’ipotesi più probabile.
Ed ho il terribile sospetto che questo missile fosse italiano.
Se GUZZ vuole, dirò la mia tesi.
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2 luglio 2010 alle 23:54
Gaetano rispetto come al solito ogni teoria, ma sul missile c’è una cosa certa che trapela dall’ultima perizia, quella Misiti, la più completa perchè era stata fatta con ben l’85% di relitto aereo recuperato, che spiega che è assolutamente impossibile che l’aereo fosse precipitato causa missile.
Lo stesso Priore convinto dei depistaggi, commenta descrivendo che in quella sera nei cieli Italiani era in corso un atto di guerra e che il DC9 è caduto per una quasi collisione, non parla mai del missile:
http://www.repubblica.it/online/fatti/ustica/giudizio/giudizio.html
Questa la ricostruzione della tesi di Priore :
http://www.strageustica.it/sentenzapriore/sentenzapriore.htme:
Fai caso che dove si parla di ustica Priore non dichiara mai del missile, ma per come è scritto l’articolo il lettore da per scontato che si tratti di un missile:
http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67193/libri_intrigo_internazionale_di_priore_e_fasanellabragi
Nell’intervista di Fasanella a Priore sul Fatto Quotidiano, Priore non parla mai del Missile e Fasanella da sempre l’impressione che si stia paralndo del missile, al punto che all’inizio dell’intervista tra parentesi scrive che Priore ha scritto nella sentenza che il DC9 è stato abattuto dal missile e come puoi vedere dai link, la news è falsa. Lo stesso Priore parla di scenari di depistaggi ma mai del missile, anche perchè non potrebbe visto che la sua teoria è un altra, “LA QUASI COLLISIONE”.
http://www.chiarelettere.it//allegatidef/062610_il_Fatto_Quotidiano67540.pdf
Purtroppo questo è lo stato dell’informazione Italiana, si vogliono far credere cose maliziosamente ed addirittura con la complicità dei protagonisti come Priore (PG dell’inchiesta).
Ciao Gianluca
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26 giugno 2010 alle 23:06
tomasomilano scrive:
24 giugno 2010 alle 14:35
OT
Signori berluscones come vedete la faccenda brancher? (il minuscolo è d’obbligo)
————
sicuramente non posso essere del “popolo” dei berluscones; la penso ad esempio come si è espresso Rizzo oggi sul corriere. Però ti dico una cosa, mi fa alquanto piacere notare , come ’sta cosa, a proposito del post in cui ci troviamo, ha fatto incazzare i legoni,amici delle trote o leghisti che dir si voglia, più e più di quanto mi sarei aspettata. La rete è totalmente assaltata dalla loro protesta e ’sta cosa è quasi meglio di qualsiasi altro nostro dissenso, protesta, indignazione che, terrei a precisare, non è almeno per me gravissima sul piano giuridico , ma su quello morale.. sul conflitto di interessi. Per come la vedo io, essere nominati a una carica pubblica (di ministro, ma anche minore e di ogni tipo) è del tutto incompatibile a una caratteristica fondativa che è l’indipendenza, laddove non tanto la nomina riguardi soggetto con l’aggravante di indagini in corso ( cetto laqualunque conclamato ogni volta,quindi anche questa, in modo oltre il grottesco impedimento), ma abbia ricoperto/ricopra altre funzioni/incarichi, più o meno di interessi privati e personali, che fanno a cazzotti con l’interesse esclusivo della nazione per la quale non potrà agire, ergo farà tutto il truman show possibile, e necessario, per isolarne di quei cazzotti lo sguardo alla pubblica opinione(cazzotti alla res pubblica altrimenti troppo troppo evidenti anche alla massa sedata)…facciamo “il tifo” che a forza di inciampare, autoimplodino cazzata su cazzata fino al botto finale.ciao
——————
“il popolo del Carroccio è in ebollizione come dimostrano alcuni siti web dove i lumbard si sfogano senza remore su profili più o meno ufficiali del partito.”
http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=28094
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27 giugno 2010 alle 17:40
i leghisti forse sono un po’ in ebollizione.
La faccenda brancher finirà che sarà comunque colpa dei comunisti. un paio di spot, due feltrate e via.
Fino a quel momento i berluscones non risponderanno: sono tenuti al segreto d’ufficio.
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26 giugno 2010 alle 23:22
Autoimplodano
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27 giugno 2010 alle 10:19
Quindici anni ad aspettare che il nemico autoimploda: quel che si dice “una vita piena”.
Di vuoto.
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27 giugno 2010 alle 11:51
Chi ha aspettato, Patton?
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27 giugno 2010 alle 01:21
Ma poi perchè, cari siciliani, in Sicilia vince sempre Berlusconi con maggioranze bulgare? Io non l’ho mai capito questo successo senza eguali del Berlusca in Trinacria? Mah.
Mrror
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27 giugno 2010 alle 11:02
“Si dirà: ma Bossi è con loro, Bossi fa parte del sistema. Non lo so, può darsi.”
non è semplicistico, riduttivo, strumentale?
ps. grazie per lo spazio e saluto tutti essendo al mio primo commento
GUZZ . VISTO CHE è al primo commento, spieghi lei la sua obiezione che ad occhio sembra semplicistica, riduttiva, strumentale.
Cordialità.
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27 giugno 2010 alle 15:18
Bom dia,
la parte umana della politica tra breve, direi 15~25 anni, potrà assumere un senso significativo, sostituendo ad esempio i segmenti ideologici con quelli fisici, ed i modelli teorici – che fondano le differenze tra partiti e correnti – con quelli reali. La spinta verrà necessariamente dal basso, dai clienti, e dal rapporto con una sola iniziativa di offerta nuova offerta dall’alto, dal soggetto che chiede il voto o che assume la volontà di rappresentare.
L’offerta nuova sarà considerata geniale [nella radice], ed il resto finalmente obsolete – cosa che non avveniva da oltre un secolo, da cui il dilagare delle mafie politiche e di tutte le sub-evoluzioni, da cui ad esempio Paolo si è liberato, proprio per necessità naturale di seguire il progresso dell’uomo e della scienza.
La ragione di questo fatto abbastanza imminente è nella larga disponibilità di una enorme e nuova grammatica delle relazioni, in realtà da tempo annunciata per via letteraria, scientifica o al cinema, che è fondata sulla genetica. Molti si aspettavano dalla fisica, invece no, anzi direi che la fisica passa a strumento e fortifica una squadra che ha nel nucleo della propria capacitò di sviluppo il BIOS.
Gli algoritmi di decrittazione genomica sono saliti di vari ordini di velocità e così anche di riproducibilità e vanno in commercio. A dire il vero, non c’è traccia del contributo di altri che non sia la cultura dell’ovest, in questo nuovo alfabeto che fonda scelte e pensiero, e ci sarebbe da chiedersi se l’impatto non devasti il senso e le funzioni di cose come la filosofia orientale, le varie ermeneutiche spiritiste e teosofiche, etx. Però, io credo che una nuova griglia così super-, così iper- e così fondata su misure sottilissime e al tempo stesso complesse, lasci spazio ad una rinnovata evoluzione anche dei costrutti non scientifici, quindi umani, da cui anche sociali, civici e politici.
Il testo di Paolo e quel che racconta di Bossi [devastato da un evento che lo ha colpito nell'umano bio-fisico, quindi lo ha ridotto a pensare in grandissimo, ed oltre i confini regionali], dice che sono pochi, ma ci sono e sono avvertibili da tutti, quindi è da sceglierli subito e senza dubbio – quelli che sono già saltati oltre i medioevi e le mafiosità sotto-civilizzate, e sono pronti alla nuova epoca.
Sono jovenal e sono di fronte al mare, ho 2 giorni di pausa ed ho letto Paolo Guzzanti che descrive Roma, da evolvere come sta per evolvere. Muito obrigato.
j
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27 giugno 2010 alle 15:53
Patton scrive:
27 giugno 2010 alle 10:19
Quindici anni ad aspettare che il nemico autoimploda: quel che si dice “una vita piena”.
Di vuoto.
————
è più di 15 anni.non l’attesa.il ciclo.non siamo in un romanzo di buzzati, nè mi sembra che la lega abbia aiutato questo paese a fare gli italiani. un lessico populista da latrina, contributo allo sventramento definitivo del popolo,già messo alquanto maluccio.di pura propaganda contro i loro stessi cervelli a cui,se avessero tenuto come dicevano del loro nord o di un’italia come il nord,sarebbero stati ben e ben più saldi e adesivi, anzichè pensare come tutti gli altri ai poltronifici e la demagogia,ma peggio e peggio di tutti gli altri in sede di comportamenti pubblici immondi che quelli della bocciofila sotto casa mia, anche se sputano letteralmente, in confronto sono statisti coi fiocchi o controcaxxi a proposito del celodurismo. Mi fa però piacere aver risentito il calcio al pieno delle sue miglior performance, di insulti ,ovviamente “a gratis” di cui ovviamente capisco lei soffre,di crisi di astinenza.dopo l’ultima volta che era scomparso senza lealtà e presenza di vita, non rispondendomi e dandosi alla macchia,vuol dire che è vivo,nei pieni poteri di sè.questo mi basta.si alleni al meglio dell’insultologia che la aiuta a sentirsi vivo.se dal mio grande rifiuto e/o vuoto posso essere utile al suo grande pieno, posso solo esserne felice.stia bene “capitano”.
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27 giugno 2010 alle 20:31
Nuntereggae più
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27 giugno 2010 alle 16:13
Scrive Patton :
” Quindici anni ad aspettare che il nemico autoimploda: quel che si dice “una vita piena”.
Di vuoto. ”
Tu Patton dai l’impressione di ritenere che i nostri governanti attuali siano COMUNQUE migliori della disastrata sinistra , o meglio centro-sinistra ; io non ho ben capito , ma tu che hai da godere della politica del Governo attuale ?
L’ennesima vicenda , quella di Brancher , piu’ degna degli psichiatri che degli osservatori di politica , riesce a porti un minimo di dubbio sulla correttezza di questo Governo e , soprattutto , se riesca o meno a bene interpretare le esigenze e gli interessi del Paese ?
Tu , uomo di destra , ma che con la cultura e la tua preparazione dai l’idea di essere talvolta “super partes” perche’ ogni tanto non hai il coraggio di stigmatizzare certe follie o cialtronaggini dell’attuale Governo.
Certe volte ti viene la pelle d’oca quando senti parlare Gasparri ? Se non ti viene , Marco , fatti aiutare dalla consorte che , unfortunately for you , e’ ” de sinistra”.
——————————————————————————————————————————
Guarda…dotto’…per rifarmi alle tue parole , che se va avanti cosi’ dopo la ” implosione” daa sinistra ce sta quella daa destra.
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27 giugno 2010 alle 20:21
Ascoltare Gasparri?
Non lo conosco.
Io ascolto Gaetano.
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28 giugno 2010 alle 22:12
Ascolta che ti passa, allora.
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28 giugno 2010 alle 14:33
Patton non è super partes.
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30 giugno 2010 alle 08:01
Solo le persone inutili sono super partes.
Saluti.
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27 giugno 2010 alle 16:52
Patton ha ragione. Tanto la politica cavalier-esca è “piena” di avvincenti conflitti ed escamotage, quanto la nostra vita, di oppositori, è “vuota” di emozioni. Anch’io, da solo, ogni tanto me lo chiedo: chissà perchè l’abbiamo presa così male, questa vicenda umana e politica?
Mrror
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27 giugno 2010 alle 21:10
Bella raga, stasera andiamo tutti a troie vero? http://yfrog.com/ea54139697j
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27 giugno 2010 alle 23:13
Giovanardo e rimasto copletamente solo e isolato con le sue dichiarazioni:
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/25-giugno-2010/ustica-bomba-o-missile-trentennale-polemiche–1703269853696.shtml
la preocupanza di Priore che le dichiarazioni di Giovanardo representavano l´opinione del governo non si sono verificate.
Priore, Bonfietti e a tutti quelli che piace l´ipotesi della “strage Nato” possono mantenere la loro verita storica (la sola che non “offende le vittime”)
e l´Italia di Berlusconi (come prima l´Italia di Andreotti e poi l´Italia governata dalle sinistre) puo fare i suoi affari con Gheddafi in pace.
e quasi tutti sono contenti…
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27 giugno 2010 alle 23:31
Jovenal,
dove ti trovi? Quale mare stai osservando? Sei forse a Rio, o a Vitoria, a Fortaleza, oppure a Maceiò, a Recife, a Joao Pessoa, a Sao Luis de Maranhao? Ovunque tu sia, beato te se sei in Brasile. Sono in piena crisi di “saudade” con amici brasiliani che mi tormentano con i ricordi. Dice un “frevo” che la saudade è “falta de alguem que o coraçao nao esqueceu”. E’ verdade!
Guarda, anzi senti cosa mi mandano, i carognoni:
http://www.paixaoeromance.com/40decada/copacabana47/hcopacabana.htm
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28 giugno 2010 alle 05:40
LE MOZZARELLE LONGOBARDE
Io credevo che la terra in cui vivo ( ebbene si! la parte settentrionale della penisola) , avesse , occhio e croce, coincidenza con le cose studiate da piccola nei sussidiari.credevo anche che tutti i casari in giro per stalle e mucche , portassero latte per far parmigiano reggiano e grana padano, non certo pecorino e tantomeno mozzarella,tantomeno quella colorata. Ora, all’alba del duemiladieci dopocristo, scopro “l’hanno portata giù i Longobardi” . aiutoooooo!
quanto sopra lo afferma il Ministro degli Interni Maroni salvo poi aggiungere ” questo io dico con il beneficio del dubbio..” ….che figlio di ppp pu….ana potere provocazione è costui? è chiaramente quella “p” di tutte le provocazioni ,da compiere a gas catodico e non, che possiamo aggiungere alle ormai tante e note della Lega Nord Padana, tutte fatte per tenere sulla corda l’attenzione del popolo e sventrarlo fino all’ultimo sangue “blu”.
Siamo alla guerra della mozzarella;ogni cosa diventa utile per bombardare il popolo, erano sicuramente meglio i tempi delle torte in faccia, però.Ma la cosa più pazzesca di tutte , è che è tutto tutto illogico, perchè la guerra l’ha scatenata lo stesso Ministro cui dovrebbe stare cuore l’ordine pubblico, ma al contempo non si assume responsabilità perché concede il beneficio del dubbio.
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28 giugno 2010 alle 11:39
Anche se non è nel mio stile, vi invito a leggere questo articolo di Ernesto Galli della Loggia oggi publicato sul sito del Corriere:
http://www.corriere.it/editoriali/10_giugno_28/dellaloggia_15c69da0-8273-11df-9406-00144f02aabe.shtml
Penso che anche il più sfegatato “berluscones”, che abbia un minimo di materia celebrale che gli permette di essere un minimo obbiettivo, non possa non convenire con quanto riportato nell’articolo.
Altresì vi invito a leggere tutto l’articolo in particolar modo l’ultimo rigo di chiusura, che dice esattamente quello che il padrone di casa ed i Liberali veri, dicono da molto più tempo dello stesso EGdL.
Se anche Lui riesce a giungere alle nostre stesse conclusioni, allora un barlume di speranza, potrà trasformarsi in faro illuminante, basterebbe che i tanti soggetti della politica italiana ne prendano atto.
Giuseppe Stella Catania
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28 giugno 2010 alle 19:03
RIVOLUZIONE LIBERALE missing
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28 giugno 2010 alle 13:20
Ti amo mi hai detto
Io ti ho risposto ti amo
Perché hai saputo donarmi
I suoni ellittici e circolari
Delle invenzioni a tre voci.
Senza neppure toccarmi
Mi ha fatto scivolare sul corpo
La tua pace solitaria.
Non so neppure il tuo nome
Ma ieri sono andata a cercarti
E ti ho a lungo chiamato.
Pura sciocchezza
Di chi non capisce la vita
Di chi non sa nulla.
Ho visto la tua bontà
La luce della tua mente
La timida freschezza
Del tuo amore impetuoso
Fatto di due sole parole
Ti amo mi hai dett
Io ti ho risposto ti amo
Per qualche ora soltanto
Tu coi tuoi suoni spezzati
GUER – Dark furious blind mean beasty jealousy
Hai dato luce alla vita.
Pianista solitario
Dovresti ormai sapere
Che vivere è un precetto
Che il nostro d-o ci impone.
Amare è solo un’opzione.
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28 giugno 2010 alle 13:55
Sono idealmente presente alla marcia per GILAD SHALIT che , al di la’ dei torti e delle ragioni , nessuna legge umana puo’ tenere prigioniero.
Ripeto ,,,al di la’ dei torti e delle ragioni c’e’ un solo aggettivo per descrivere la sua situazione ; e’ un atto barbaro e spero davvero che tra poco tempo Gilad potra’ricominciare a vivere con rinata gioia i suoi vent’anni.
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28 giugno 2010 alle 14:32
la protesta
Polizia, gli agenti protestano
«Aiutateci, non siamo impiegati»
Pochi e senza risorse. «Ormai siamo pronti allo sciopero»
In tutta la provincia di Brindisi in tutto circa 400 agenti
BRINDISI – Tagli alle risorse e carenza di personale costringono i sindacati di polizia di Brindisi all’ennesimo appello alle istituzioni. Minacciano di scendere in piazza a protestare i circa 400 poliziotti dell’intera provincia brindisina costretti a turni massacranti e, in alcuni casi, anche ad anticipare il denaro necessario per le missioni che poi viene rimborsato mesi dopo. «Fino a che lo Stato non riconoscerà che i poliziotti non sono semplici impiegati pubblici – lamenta Marcello Capodieci del sindacato Silp – ma hanno una specificità che poi garantisce la sicurezza del Paese, saremo sempre costretti a subire i tagli come qualsiasi altro settore». Sono 316 i poliziotti della questura di Brindisi che devono provvedere a pattugliare la città ma anche ad essere presenti, con un ispettore che si aggiunge a cinque carabinieri e cinque finanzieri, al Centro di identificazione ed espulsione di Restinco.
La carenza di risorse economiche si riflette sul lavoro delle forze di polizia, non solo per coloro che vengono rimborsati solo dopo le missioni di quelle spese necessarie a sostenere le operazioni, ma qualora si concretizzeranno anche i nuovi tagli del Governo anche sull’effettiva presenza di volanti e poliziotti impiegati a controllare il territorio: una situazione già gravata dai continui interventi presso il Cie, teatro di continue rivolte da parte degli ospiti extra comunitari. È una situazione di disagio, quella brindisina, che secondo i sindacati trova anche poca attenzione da parte del Ministero dell’Interno. «Alle nostre rivendicazioni – continua Capodieci – il ministro Roberto Maroni ha risposto che Brindisi ha un eccesso di personale pari a 70 unità. Si è però dimenticato di aggiungere che i dati che enumera sono riferiti al 1986». In tutta la provincia, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, gli agenti impegnati nel controllo del territorio sono 1.814, a fronte dei 1.686 che furono destinati a Brindisi nel 1989. Eppure le rivendicazioni dei poliziotti si concentrano proprio sulla necessità di avere più personale. A difesa di questa tesi i sindacati di polizia ricordano infatti che, per una popolazione di circa 400 mila abitanti, ci sono 400 agenti brindisini; una provincia come Gorizia – tra le più piccole d’Italia – con una popolazione di circa 150 abitanti ne ha invece più di 300.
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29 giugno 2010 alle 10:23
Lancillo,
il tuo acume mi stupisce vieppiù. Mi stupisce, in particolare, che il tuo straordinario acume non sia arrivato a capire perché a Gorizia gli agenti goriziani delle forze dell’ordine sono il 2 per mille, mentre a Brindisi gli agenti brindisini sono solo l’1 per mille.
Ma è ovvio: perché in Friuli c’è la potente mafia friulana — sedicente “Lega” — che infiltra i suoi scagnozzi nelle forze dell’ordine del ministro “leghista”!
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28 giugno 2010 alle 14:42
Guzzanti,
ho letto quanto ha scritto.
Dovrebbe consolarmi o aiutarmi a schiarirmi le idee. Invece sono più confuso adesso.
Da quello che scrive Bossi è un galantuomo. Benissimo. Ma allora perchè quando appare al grande pubblico in TV o sugli altri mezzi di comunicazione fa la parte del cavernicolo? A beneficio di chi? Dei suoi elettori? E perchè, lassù sono tutti cavernicoli e bestie?
Ma non poteva comportarsi e parlare pubblicamente da galantuomo fin dall’inizio? Doveva per forza avvelenare il clima, il paese, sputare in faccia all’altra metà della popolazione?
Che peccato non averglielo domandato. Perchè ci avrebbe scritto la risposta.
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28 giugno 2010 alle 15:20
PASO, adoro come scrive.
Ed è l’unica che sa farlo veramente in qsto blog.
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1 luglio 2010 alle 07:49
Ma non diciamo stronzate per piacere.
Saluti.
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28 giugno 2010 alle 19:06
Paso , a proposito di mozzarelle.
In Finlandia ci sono le mozzarelle di produzione finnica ; poi ci sono anche le mozzarelle prodotte in Italia…in particolare ce n’era una di una notissima ditta che comincia con le sigle della provincia dove vivo …era un vero schifo.
Quella finnica , ahime’ , era come la mozzarella Valle Lata , diciamo abbastanza buona. Come italiano ho fatto una figuraccia….
La prossima volta per riscattare il bel Paese dovro’ portare le mozzarelle di bufala delle parti di Capaccio , Paestum …ma va bene anche Mondragone.
Ma quella non e’ mozzarella…con la sua bonta’ io dico che e’ un’altra cosa.
Provare per credere-.
Brava PASO,Complimenti …hai ridotto i tuoi post e stai diventando popolarissima ( te lo dicono Sigal e lancilotto)
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28 giugno 2010 alle 19:08
Il parere più intelligente sul caso Brancher è del vostro amato/odiato Travaglio….
“Di cosa si lamenta adesso il Capo dello Stato? Boh, è un mistero, è un mistero perché Brancher si è avvalso di una legge dello Stato che dà diritto a tutti i Ministri, quindi lui compreso di avvalersi del legittimo impedimento, se l’ha firmata il Capo dello Stato, vorrà dire che quella legge è in vigore, quindi per quale motivo Berlusconi ha potuto avvalersene 3 volte su 3 nei suoi 3 processi MediaTrade, Mediaset e Mills, senza che il Capo dello Stato obiettasse nulla, mentre invece quando la stessa cosa la fa il neoMinistro Brancher interviene il Capo dello Stato e dice che non c’è nessun legittimo impedimento? Perché vogliamo veramente credere che il Presidente del Consiglio per 18 mesi non avrà neanche un’oretta per partecipare a una delle udienze dei suoi processi? Vogliamo forse affermare che il legittimo impedimento di Brancher è falso e su questo non ci sono dubbi e il legittimo impedimento di Berlusconi è vero? Davvero possiamo pensare che non ha tempo libero Berlusconi con tutto quello che sappiamo sull’utilizzo che lui fa del suo tempo libero?
Ancora, non sarà che le polemiche su Brancher dipendono dal fatto che Brancher conta poco, mentre Berlusconi conta molto? E che quindi è molto facile prendersela con Brancher, mentre è molto più complicato prendersela con Berlusconi? Queste sono le domande che bisognerebbe porsi perché? Perché il fatto che il Capo dello Stato abbia fatto sapere ai giudici che lui ritiene, peraltro non si sa a quale titolo, che Brancher non abbia un legittimo impedimento quando lo invoca, mentre non è mai intervenuto per il legittimo impedimento di Berlusconi, voglia farci capire il Capo dello Stato che il legittimo impedimento è veramente una legge ad personam, ma soltanto per una personam e che era sottinteso che lui l’ha promulgato solo per salvare Berlusconi, quindi se se ne avvale Berlusconi va tutto bene, se ne avvalgono altri Ministri il Presidente si arrabbia, bisognava dirlo prima, bisognava scriverlo nella legge o farlo scrivere nella legge che il legittimo impedimento vale solo per il Presidente del Consiglio, allora perché il Capo dello Stato ha promulgato una legge che estende il legittimo impedimento anche ai Ministri?”
Beh non fa na grinza….
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28 giugno 2010 alle 19:14
Dice lancillotto che Patton non e’ super partes…
Dimo che s’atteggia , anela ad essere super partes.
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28 giugno 2010 alle 19:41
Entschuldigung , herr Aron Sperber :
Non voglio entrare nel merito delle cause che hanno prodotto ad Ustica la caduta dell’aereo…cedimento strutturale,bomba nella toilette o il missile francese ;
vorrei fare invece qualche osservazione di pura logica sulla base di quello che lei scrive :
——————————————————————————————————————————-
” Priore, Bonfietti e a tutti quelli che piace l´ipotesi della “strage Nato” possono mantenere la loro verita storica (la sola che non “offende le vittime”) ”
——————————————————————————————————————————-
Lei , a meno che non abbia prove incontrovertibili , da un giudizio avventatom e non condivisibile.
Perche’ mai il giudice Priore avrebbe dovuto sposare la tesi del missile e della battaglia aerea se non in relazione alla sola sua attivita’ investigativa e quindi in base alla legittima convinzione riveniente da documenti , testimonianze o anche documenti negati o testimonianze reticenti fasulle e depistanti ? ; ed ancora di piu’ perche mai la signora Bonfietti , CHE HA PERSO UN FRATELLO in quella strage , non dovrebbe essere animata se non dalla voglia di verita’…sapere cioe’ I REALI MOTIVI per i quali l’aereo e’ caduto giu’ ?
Auf Wiedersehen .
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28 giugno 2010 alle 21:21
Kalevala … mi auguro che abbia letto qui:
http://www.paologuzzanti.it/?p=326
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29 giugno 2010 alle 00:43
Rashomon
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29 giugno 2010 alle 00:53
Kale purtroppo sono i misteri della vita. Non capisco neanche io come mai la Bonfietti dice cose strane ed il post di Bart che fa giuste considerazioni per esempio su Davanzali ne è la dimostrazione.
Probabilmente la Bonfietti deve seguire una linea politica intrapresa 30 anni fa e dalla quale non si può più tornare indietro, come accade per l’associazione delle vittime della strage di Bologna che vuole ad ogni costo sostenere la verit processuale con la condanna per la strage della Mambro e Fioravanti.
Sulla Bonfietti, su Priore, ecc. ecc. non sentire me o chiunque altro, leggiti questa corretta ricostruzione e capirai che voler forzare la teoria del missile è pura follia.
http://www.oracamminiamoeretti.com/Documenti/Relazione%20sul%20caso%20Ustica.pdf
Anche per la bomba ci sono molte perplessità, ma alcune differenze rispetto alla teoria missile sono che mentre per la bomba qualche compatibilità esiste, non certezze Kale, la teoria missile può essere assolutamente esclusa.
Gianluca
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28 giugno 2010 alle 20:09
Kalevala
Bernard-Henri Lévy – ” Il soldato Shalit è un ostaggio non un prigioniero di guerra”
Perché tanta emozione a proposito del soldato Shalit? Non è forse destino delle guerre produrre prigionieri di guerra? E il giovane caporale carrista, rapito nel giugno del 2006, non è un prigioniero come un altro? Ebbene no. Intanto, esistono convenzioni internazionali che regolano lo status dei prigionieri di guerra, e il solo fatto che questo soldato sia tenuto nascosto da quattro anni, che la Croce Rossa, abituata a visitare regolarmente i palestinesi nelle prigioni israeliane, non abbia mai potuto farlo con Shalit, è una violazione flagrante del diritto della guerra. Soprattutto, non bisogna stancarsi di ripetere che Shalit non fu catturato nel corso di una battaglia, ma di un raid, effettuato in Israele e mentre Israele, che aveva evacuato Gaza, era in pace con il proprio vicino. Parlare di prigioniero di guerra, in altri termini, significa ritenere che, se Israele occupa un territorio o se pone fine a tale occupazione, il fatto non cambia in alcun modo l’odio che si crede di dovergli destinare; significa accettare l’idea secondo cui Israele è in guerra anche quando è in pace o che si debba fare la guerra a Israele perché è Israele. Se invece questo non si accetta, se si rifiuta la logica stessa di Hamas che, ammesso che le parole abbiano un senso, è una logica di guerra totale, allora bisogna cominciare con il mutare completamente retorica e lessico. Shalit non è un prigioniero di guerra ma un ostaggio. La sua sorte è simmetrica a quella di chi è sequestrato in cambio di un riscatto, non a quella di un prigioniero palestinese. Bisogna quindi difenderlo come vengono difesi gli ostaggi delle Farc, dei libici, degli iraniani: con la stessa energia impiegata, per esempio, per difendere Clotilde Reiss o Ingrid Betancourt.
Ostaggio o prigioniero, poco importa: perché tanto chiasso per un solo uomo? Perché simile focalizzazione su un individuo «senza importanza collettiva», un uomo «fatto di tutti gli uomini e che li vale tutti e che chiunque eguaglia»? Perché, appunto, Shalit non è uno qualunque e perché gli capita quello che talvolta succede, nei campi ad alta tensione della Storia universale, a individui che nulla predisponeva a simile destino e che, all’improvviso, captano tale tensione, attirano il fulmine che da essa si propaga, diventano i punti di incontro di forze che, in una determinata situazione, convergono e si oppongono. Così fu per i dissidenti dell’era comunista. Così è per i cinesi o i birmani perseguitati oggi. Così è stato, ieri, per certe umili figure bosniache che una concentrazione senza eguali di avversità innalzava al di sopra di se stesse facendone degli eletti. Così è per Gilad Shalit, un uomo dal volto di bambino che incarna, suo malgrado, la violenza senza fine di Hamas; il retropensiero sterminatore dei suoi sostenitori; il cinismo degli «umanitari» che, come sulla flottiglia di Free Gaza, hanno rifiutato di farsi carico di consegnare una lettera della sua famiglia; o ancora: il fatto che, secondo il fenomeno del due pesi e due misure, Shalit non goda dello stesso capitale di simpatia, per esempio, della Betancourt. Un franco-israeliano vale meno di una franco-colombiana? Israele, come segno significante, basta a degradarlo? Per essere precisi, come mai il suo ritratto non è stato affisso, vicino a quello dell’eroina colombiana, sulla facciata del Municipio di Parigi? E come spiegare che, nel parco di un quartiere di Parigi dove alla fine è stata esposta, la sua immagine sia stata regolarmente e impunemente soggetta ad atti di vandalismo? Shalit, il simbolo. Shalit, come uno specchio.
Un’ultima questione: quella del prezzo che gli israeliani sono disposti a pagare per la liberazione del loro prigioniero e quella, connessa, delle centinaia — talvolta si parla di un migliaio — di potenziali assassini che di conseguenza sarebbero rimessi in libertà. Non è un problema solo di oggi. Già nel 1982, Israele liberò 4.700 combattenti reclusi nel campo Ansar, in cambio di 8 dei suoi soldati. Nel 1985 ne lasciò andare 1.150 (fra cui il futuro fondatore di Hamas, Ahmed Yassin) in cambio di 3 dei suoi. Senza parlare dei corpi, solo dei corpi, di Eldad Regev e Ehud Goldwasser, uccisi all’inizio dell’ultima guerra del Libano, che furono barattati, nel 2008, con prigionieri di Hezbollah, alcuni dei quali erano oggetto di pesanti condanne! L’idea, la duplice idea, è semplice, e fa onore a Israele. Contro la crudeltà delle famose ragioni di Stato, contro il meccanismo dei mostri freddi che sono gli Stati e la loro terribile pigrizia — all’opposto delle gelide intransigenze al cui proposito Leonardo Sciascia non temeva di dire, all’indomani del rapimento di Moro da parte delle Brigate rosse, poi dell’abbandono dei suoi «amici», che esse sono un altro volto del terrorismo— c’è questo imperativo categorico, che non ammette replica: fra l’individuo e lo Stato, scegliere sempre l’individuo; fra la sofferenza di uno solo e i turbamenti del Grande Uno, lasciar sempre prevalere l’uno singolo; un uomo non vale forse niente, ma niente — e soprattutto non l’orgoglio spaccone, da pallone gonfiato, del Collettivo— giustifica che si sacrifichi un uomo. Poi, contro uno pseudo «senso del tragico» che serve da alibi a tante viltà, contro i dialettici da strapazzo che chiosano all’infinito sui possibili effetti perversi che, in tempi più o meno lontani, un gesto o un altro (in questo caso la salvezza di un Daniel Pearl in potenza) potrebbe provocare di fronte a una situazione di cui ignoriamo tutto, citiamo questo principio d’incertezza che è al centro della saggezza ebraica e che l’Ecclesiaste riassume stupendamente: a ciò che va oltre il tuo operare, non ti mescolare, nell’ignoranza in cui ti trovi del regno degli scaltri e delle sue astuzie, salva intanto il soldato Shalit.
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28 giugno 2010 alle 20:53
Lancillotto611 scrive:
…se io faccio lo sguardo riconoscente per le bellezze che di voi vedo, stringendo la mano qui e là ,urlando goal , ammirando la formazione atletica, vuoi per la passione delle stelle o quella politica vera o l’espressività dell’uno o dell’altro , ecco che al massimo ci vado di mezzo solo io, catalizzando qualche piccolissimo duelletto con Patton , al massimo dei massimi qualche screzietto con questo o quello , poi ritorna l’ex generale , poi sparisce, poi ritorna e per giunta mi dedica pure il mio cantante preferito! ( robe da pazzi,robe che se ero piu ragazzina, ma anche lui piu ragazzino, ci poteva scappare anche qualche bacetto ..spesso finisce così , nevvero? .-) ).
28 giugno 2010 alle 15:20
lancillò mannaggia che te possino!(direbbe mia mamma)..e io mo’ che direi?io mo’ che dico a te,a kalè e a sigal ?
deh_scrivendomi così in questo dipinto , finisce per andare fuori gioco; sarebbe d’un tratto , come direbbe perfettamente Aron ( non sto scherzandolo , rende molto di più di qualsiasi stupida grammatica della preoccupazione) mi sale una preoccupanza, di tipo emotivo razionalissimo e mi spiego subitissimo:
sono quasi (auto)condannata a giocare sola, è una specie di gradino mobile il mio, forse è più uno sgabello girevole: mai visto una bipede fuori lo stadio, seduta su uno sgabello da pianoforte davanti al chiosco, mangiarsi uno di quei panini beduini,unti e bisunti, entrare a tutta birra salendo con tutte le rotelle pure le rampe, guadagnarsi il gradino 611 dell’anello est?
Smuovermi avanti e indietro , sotto e sopra, con ‘sto sgabello,non è facile , capisce carissimo lancillotto?
Ma ,e arrivo a conclusione, se invece lei ,proprio il mio prode, se ne esce con tutta questa lode verso me , le potranno opporre a breve o medio lungo (rigore) che lei solidarizzo addirittura con uno sgabello svirgolato,sgrammaticato e di vaghe http://www.fattezzepaso.com(uniste) , si rende conto? io non voglio ed è proprio per il bene che le voglio. è per questo che le dico queste cose pane al pane ,vino al vino ( rosso ovviamente), davanti a tutte le partite e le due squadre, sì che la colpa mondiale di quel che lei di me lasciò , scritto con cotanto ardimento alle 15 punto venti di un lunedì(bella facendo lei la giornata più brutta ) , ricada completamente sulle mie rotelle . Mi inchino un po’ impettita . nn è per mettere distanze,guai!. è solo accortezza , me ne scuso , è che potrei ribaltarmi con tutto lo sgabello. era già sgangherato assai e assai ,prima di tutta questa specie di rodero “rotellante” fra una curva e l’altra, un capitano e l’altro, lo stadio, la terra e tutti gli atleti e i lettori, adesso però, devo dire che sta diventando un soggetto pericolosissimo, che ha preso a vivere di vita propria come un in un libro. (*_*)
ps
un saluto a tutti , viva la gioia e il diritto alla felicità di ognuno di noi che è quello che ci hanno più rubato , di più e di più che va oltre tutto il resto di tutte le altre cose rubate e rotte per sempre.
se i politici avessero fatto i politici, gli uomini avrebbero potuto rimanere più vicini alla gioia. scusate la cazzata da Uomo Semplice quale sono e voglio rimanere.
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28 giugno 2010 alle 22:22
Caro Kalevala!
Bonfietti ha paragonato chi non crede al ipotesi della bataglia aerea a quelli che non credono alle camere gas:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=SGX0U
anche una persona che ha perso un familiare non si dovrebbe permettere a dire tutto che gli salta per la testa – e non ha il diritto di sciegliersi i colpevoli, come gli pare.
su Priore:
Secondo le conclusioni del dottor Priore il DC9 Itavia era precipitato perché coinvolto, direttamente o indirettamente, in una non meglio precisata battaglia aerea e mancando del tutto le prove sul relitto che il DC9 dell’Itavia fosse stato abbattuto da un missile, il dott. Priore ipotizza una “quasi collisione ” consistita cioè dal passaggio vicinissimo al DC9 di un velivolo, sempre non meglio identificato, che ne avrebbe scomposto l’assetto di volo e provocato un sovraccarico tale da causarne la destrutturazione e la caduta.
Questa ipotesi è in origine formulata dai prof. Dalle Mese (docente di Ingegneria delle Telecomunicazioni all’ Università di Pisa) e Casarosa (docente di Ingegneria Aerospaziale all’Università di Pisa), due dei Periti di Ufficio. L’ evento della “quasi collisione” è un inedito mai accaduto nella casistica mondiale degli incidenti aerei. L’ipotesi viene aspramente criticata da vasta parte del mondo scientifico aeronautico, che la ritiene nella pratica “sommamente improbabile pur se non impossibile” in un piano esclusivamente teorico.
Come spiegazione della vaghezza complessiva della ricostruzione ipotizzata, il dottor Priore accusa l’Aeronautica Militare di una sistematica e diffusa azione criminale, operata dal suo personale per ostacolare la scoperta di quanto accaduto mediante l’inquinamento e la distruzione delle fonti di prova.
La conclusione Priore, cioè l’ ipotesi della quasi collisione, è addirittura in netto contrasto con la conclusione dei suoi P.M. che ripercorrendo in maniera minuziosa ed attenta i risultati delle tante analisi tecniche eseguite sul relitto, davano onestamente atto che gli indizi di una esplosione interna prevalevano sugli indizi (che pure sussistevano) di un evento esterno, che avrebbe causato il collasso del velivolo per l’onda d’urto determinata da una esplosione ravvicinata o da un aereo che avesse sfiorato, senza intercettarla, la rotta del DC9; restando in ogni caso esclusa l’ipotesi che il DC9 fosse stato colpito da un missile (aria-aria o terra-aria), che a lungo per i più aveva costituito una certezza.
Nella Sentenza-Ordinanza viene dedicato anche un ampio spazio al MiG-23MS ritrovato a Castelsilano, ufficialmente, il 18 luglio 1980. Secondo l’ipotesi inquirente, alcuni fatti, testimonianze e documenti metterebbero in dubbio la data di caduta del 18 luglio e farebbero ipotizzare un collegamento con la caduta del DC-9. Secondo questa ipotesi , i numerosi fatti e documenti che confermerebbero la caduta il 18 luglio e quindi l’estraneità con la caduta del DC9, sarebbero il risultato e la prova della vasta opera di depistaggio e falsificazione operata da parte degli imputati.
I responsabili materiali della strage non possono essere individuati e il procedimento contro di loro viene archiviato, in quanto ignoti. Diversi invece i militari che vengono considerati penalmente responsabili e per questo rinviati a giudizio. Molti i reati contestati, tra cui: falso ideologico, abuso d’uffico, falsa testimonianza, favoreggiamento, falso, dispersione di documenti. Per il vertice dell’Aeronautica del tempo: i generali Bartolucci e Ferri, rispettivamente capo e sottocapo di Stato Maggiore e i generali Melillo e Tascio (rispettivamente capi del terzo e secondo reparto dello Stato Maggiore) si aggiunge un ulteriore ipotesi di reato: alto tradimento, per aver impedito, tramite la comunicazione di informazioni errate, l’esercizio delle funzioni del governo
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28 giugno 2010 alle 22:33
Auguri di buon onomastico, onorevole (S. Pietro e Paolo).
E non molli mai, Lei per molti è l’ultima speranza.
Mrror.
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28 giugno 2010 alle 23:03
anni, diari , diversamente (falsi)
voce 1:
Mussolini che non è mai morto nel dna italiano degli italiani mai fatti , come può continuare a vivere ogni giorno, di giorno in giorno in decennio su ventennio?
ma certo! dicendo che brava persona era!
e come si fa? ah si,si si , ci sono , si fa con la stessa manipolazione della palla,palle su palle che a forza di dirle,diventano verità, sicchè mi invento di sana pianta le sue memorie , sono un bibliofilo!
voce 2:
e pensare che don milani si era così tanto dato da fare nel dirmi che non dovevo rimanere troppo ignorante ,altrimenti il cervello , quello delle parti più dritte e furbe, avrebbe fregato e sempre divorato il mio, sempre sempre sempre .. tant’è che io ,in milioni di milioni, ho la memoria completamente distrutta,nessuno degli altri s’è preso la briga generosamente,senza nulla in cambio,di venirmi incontro, di varie stragi su stragi ( di morti su morti e di stragodi verità) non so nemmeno più distinguere cosa significa Ustica, nemmeno so più che è un’isola, forse è una gran topolona dell’isola dei famosi, figuriamoci un areo che vi crolla e che ne so?
a largo e tutte le vittime ,anche quelle quattro dopo, una a una, anzi due in un colpo, ah si , i soliti suicidi casualissimissimi..si, si , io sono tutti quei milioni che sono rimasti senza storia, tutti a litigare , anzi no a litigarsela ( la storia litigata), o a vendere su come raccontargliela e io? ah si io non so piu chi sono,da dove arrivo, dove devo andare( ma dove caxxo devo andare?) però di mussolini,sempre vivo e tramandato, di mandato in mandato, possono dirmi tutto il bene del mondo , si ! quei suoi diari lo dimostrano, un uomo proprio di noi e come noi, ok! viva chi porta il suo modello addosso ,con qualche aggiornamento necessario… ok si, comprerò anch’io in ogni edicola,tutto tutto ciò che lo riguarda, almeno lui vagamente e anche precisamente, lui me lo ricorda un qualche punto fermo della nostra storia, lui era cosi buuuuono,lo dicono anche i diari …dell’utri? no , io non mi occupo di politica,non so nemmeno chi è.
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28 giugno 2010 alle 23:33
Se può interessare, relativamente, alle parole di Giovanardi su Ustica, riporto parte un dibattito sul vecchio forum di G.B. Guerri dove un Ing. ( M. G. pilota anche del suo aereo personale ed esperto in materia ), che spesso interveniva con argomenti interessanti e molto ben documentati, ha portato una sua informata analisi riguardo all’ accaduto.
Da “ forumista corrispondente estero in Palestina “ il Ven Lug 11 2008, 18:19 :
Nessuno, o quasi, ha ritenuto di commentare questa dichiarazione di Francesco Cossiga, in merito alla strage di Ustica.
Ve la copio/incollo paro paro.
La dichiarazione dell’ex Presidente della Repubblica risale al febbraio 2007…
“ Furono i nostri servizi segreti che, quando io ero Presidente della Repubblica, informarono l’ allora Sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della Marina, a lanciare un missile non ad impatto, ma a risonanza. Se fosse stato ad impatto non ci sarebbe nulla dell’ aereo”. L’ obiettivo, sempre a detta del senatore Cossiga, non sarebbe stato il DC9 Itavia, bensì il leader libico Gheddafi che fu salvato grazie a delle rivelazioni fattegli : “ La verità è che Gheddafi si salvò perché il Sismi, il generale Santovito, apprese l’ informazione, lo informò quando lui era appena decollato e decise di tornare indietro [...]. I francesi questo lo sapevano, videro un aereo dall’ altra parte di quello italiano e che si nascose dietro per non farsi prendere dal radar”.
Da Ing. M. G. il Ven Lug 11 2008, 19:09
Gli esperti internazionali di incidenti aerei ( quei pochi seri che le procure italiane hanno ritenuto di dover incaricare per delle perizie ) hanno tutti, concordemente, concluso che il DC-9 dell’ Itavia fu abbattuto da una bomba posta nel bagno posteriore dell’ aereo. Il resto sono chiacchiere.
Nessuno ricorda, fra l’ altro, che prima di stabilire che non fu incidente, ma attentato, il proprietario dell’ Itavia fu fatto fallire e l’ Alitalia, come una iena, si pappò il cadavere. Una pagina indegna : indegna la magistratura. Indegna l’ Alitalia. Indegno Cossiga, che … (bip) … com’ è, dopo 26 anni dal disastro, senza vergogna, tira fuori la sua ” verità “. Poi bisognerebbe chiedere al … (bip) … cosa sia un missile a ” risonanza “. Ma per piacere …
Tutto questo serve ad alimentare solo il prurito di dietrologia che affligge gran parte degli italiani.
Un forumista scrive : “ E l’ Italia, di questi misteri, ne ha un armadio pieno !”
Da Ing. M. G. il Ven Lug 11 2008, 20:01
Non c’ è nessun mistero. Fosse stato un missile, sparato contro un aereo di linea che volava a oltre 8000 metri di quota e a 850 km/h, che non faceva manovre diversive, pressurizzato, grande ( un dc 9 misura oltre 30 metri di lunghezza ), dell’ aereo non sarebbe rimasto nulla.
Un missile, qualunque sia il suo sistema di guida, ha un sensore di prossimità che lo fa esplodere appena viene a distanza utile ( da qualche metro a poche decine di metri ). I danni che crea un missile sono affidati essenzialmente all’ onda d’ urto causata dell’ esplosivo dell’ ogiva. Quindi un DC9 semplicemente si sbriciola, se gli sparate contro un missile. Le cose non avvengono come in televisione o al cinema : un missile non urta un aereo in un punto definito e provoca danni limitati. Viene costruito per fare danni anche in presenza di manovre diversive fatte da un caccia capace magari di volare a 2600 km/h. Quindi immaginate la scena : un aereo molto grande vola in volo orizzontale, scoppia il missile, e l’ aereo rimane intero. Ma scherziamo ?
I danni alla struttura dell’ aereo Itavia sono stati causati dall’ impatto con l’ acqua – e questo è dimostrato anche dal fatto che è stato possibile recuperarlo in una zona tutto sommato limitata del fondale marino – dopo una caduta che è durata oltre tre minuti. Inoltre, i pezzi della coda che sono stati recuperati mostrano una piegatura dall’ interno verso l’ esterno, evidenza chiara di un’ esplosione avvenuta all’ interno dell’ aereo.
Fosse esploso in volo sarebbe stato impossibile recuperare quasi il 90% dei relitti, come invece è avvenuto.
Il mistero vero è perché non si vuole, a distanza di quasi trent’anni, accettare quella che è una verità dimostrabile e dimostrata.
Un forumista scrive : “ Perchè si sono accorti in ritardo che il fascista al quale attribuire l’ esplosione aveva un alibi inattaccabile “.
Da Ing. M. G. il Ven Lug 11 2008, 20:28
R….., non buttiamola su destra/sinistra. Avevamo ( e abbiamo ) una magistratura … (bip) … Avevamo ( e abbiamo ) un sistema di controllo del traffico aereo … (bip) … di un paese europeo ( credimi, ne so qualcosa ). Abbiamo dei servizi segreti che erano all’ epoca, e sono tuttora, semplicemente … (bip) …. Abbiamo come al solito un’ opinione pubblica ( i grandi giornali ) che ricamano a vita su queste cose : ci ricavano copie. Abbiamo fior di avvocati che mettono in piedi cause decennali e associazioni … (bip) … il cui unico scopo è quello di cercare, sempre, non la verità, ma un’ altra verità, quella che sicuramente i cattivi coalizzati ci nascondono.
E poi ci si mettono i … (bip) … alla Cossiga ( va scusato : a 79 anni probabilmente … (bip) … ). Quindi il problema vero non è se volevano incolpare quello di destra che aveva l’ alibi. Il problema è che questo paese è da ricovero psichiatrico.
ST scrive il Sab Lug 12 2008, 09:47
Non escluderei la tesi riproposta da Cossiga. Forse – ma non sono un esperto – un missile a risonanza agisce in maniera diversa da uno ad impatto. Fatto è che in quel giorno è ormai abbastanza acquisito che un aereo che trasportava Gheddafi fu oggetto di particolari attenzioni e che fu comunque “ salvato “ dai servizi di qualche paese occidentale. Non bisogna dimenticare che a questo episodio ne va collegato un altro : un ritrovamento dopo qualche giorno di un Mig libico ( senza insegne ) abbattuto o schiantato sui monti della Sila
Da Ing M. G. la Dom Lug 13 2008, 23:00
1. I missili a ” risonanza ” ( termine curioso che sembra indicare solo il dispositivo che fa esplodere la testata – uno dei tanti – ad effetto doppler ) è un missile aria aria. Questi missili si differenziano tra di loro per il sistema di ricerca ( passivo o attivo ) e per il sistema che si utilizza per farlo esplodere in prossimità del bersaglio ( doppler o radar di prossimità o laser o altro ). Ripeto il concetto : non esistono missili aria aria ad impatto. E se un DC9 in volo orizzontale a 8500 metri di quota e ad 850 km/h di velocità viene ” colpito ” da un missile AA, cioè il missile gli scoppia vicino tanto quanto stabilisce la regolazione della spoletta, il risultato è uno e uno solo : il DC9 si disintegra in aria. Cosa manifestamente non accaduta all’ aereo dell’ Itavia.
2. I missili ad ” impatto ” sono missili terresti e sono per lo più filoguidati ( anche se ci sono versioni moderne a guida laser ). Vengono usati come armi controcarro. Quindi c ‘ entrano come i cavoli a merenda, con Ustica.
3. Il MIG libico venne trovato il 18 luglio 1980, cioè esattamente 21 giorni dopo il fatto di Ustica. Che non c’ entri è provato dal fatto che l’ aereo Itavia fu abbattuto da un’ esplosione, causata da una bomba, deposta nella toilette di coda del velivolo. Perché al MIG si applica la medesima logica espressa sopra in 1. Era armato di missili ? Non si sa, perché quando venne trovato non ne aveva. Ma ammesso che li avesse sparati contro il DC9 avrebbe provocato la disintegrazione del velivolo.
Chi mise la bomba ? Tutto lascia pensare che fu Gheddafi o i suoi servizi segreti.
ST scrive la Dom Lug 13 2008, 23:09
E’ molto piacevole confrontarsi con un esperto. Grazie M.G. perchè argomenti in maniera articolata e tecnica.
Sull’ argomento mi sono comunque fatto qualche idea.
Sul MIG libico sappiamo che fu ritrovato 21 giorni dopo ma non sappiamo quando violò lo spazio aereo italiano. Non sappiamo molto sul suo armamento ( come fu ritrovato ). Almeno a rileggere i giornali dell’ epoca. E’ comunque strano che un MIG libico venne ritrovato in estate sulla Sila, 21 gironi dopo l’ incidente dell’ Itavia.
Da Ing. M. G. il Lun Lug 14 2008, 16:42
5468 pagine di Ordinanza – Sentenza depositate il 31 agosto 1999, esattamente a 19 anni, 2 mesi e 4 giorni dal fatto ( Ustica, 27 giugno 1980 ). Cento tre ( diconsi 103 ) documenti peritali allegati. Il giudice ( Priore ) dichiara “ non doversi procedere in ordine al delitto di strage perchè ignoti gli autori del reato ”. Quindi 19 anni di indagine non sono servite a un tubo. Il giudice dispone il rinvio a giudizio di un certo numero di imputati, il reato contestato è attentato contro organi costituzionali e alto tradimento, derubricato in primo grado in alto tradimento. Nel 2004 c’ è la prima sentenza, di condanna. Nel 2005 in Appello gli stessi imputati vengono prosciolti “ perché il fatto non sussiste ”. Il 10 gennaio 2007 ( sono passati 27 anni) la Cassazione mette fine alla storia e alla pantomina : il ricorso da parte della Procura Generale e del Governo, contro l’ assoluzione “ è inammissibile ” e non c’ è rinvio, cioè la Cassazione dice che non è necessario un altro processo. Quello di appello, infatti, aveva stabilito che : “ l’ esistenza di un velivolo che volava accanto al DC9 Itavia è supportato solo da ipotesi, deduzioni, probabilità e da basse percentuali e mai da certezza. Non è stato raggiunto cioè un risultato di ragionevole certezza su un presunto velivolo che avrebbe volato accanto o sotto il DC9 Itavia … ”
Quindi, dopo 27 anni, nessun imputato per strage, e gli imputati per “ depistaggio ”, cioè gli ufficiali dell’Aeronautica Militare, assolti con formula piena anche in Cassazione. Mi sono riletto un po’ di documenti che avevo, e mi viene un magone, a pensare come è ridotto questo paese. Un giudice istruttore che si innamora di una tesi ( missile ) ma non può dimostrarla neppure con 103 documenti peritali, e poi ripiega su una “ quasi-collisione ” che risulta essere una causa ignota, a livello mondiale, di incidenti aerei : mai verificatosi uno, in cento e passa anni di aviazione, che si possa attribuire a una “ near-collision ”. Una stampa, quella di sinistra, felice di gettare merda a getto continuo su istituzioni, NATO, Francia, ecc.
Della gente, tipo … (bip) …, … (bip) …, che ci costruisce sopra una carriera … (bip) …. ( film che si ripeterà con quel teppistello di … (bip) … e … (bip) … ). …… che non ha mai cercato la verità, ma una precisa verità : quella della strage di stato.
Ed infine un ex-presidente della repubblica, Cossiga, che riapre il caso con una sconsideratezza pari solo alla … (bip) … tecnica con cui condisce il suo discorso. E alla fine, all’ opinione pubblica arriva comunque il messaggio che si voleva arrivasse: “ sì, le sentenze … ma chissà cosa c’ è dietro e chi …”.
Infatti la nostra discussione sul fatto ha registrato un certo numero di posizioni, che derivano in larga parte solo da ciò che si legge sui giornali, frutto sempre di incompetenza e di interesse politico, e che finisce per premiare i veri depistatori, cioè quella stampa che non si rassegna alla Caduta del Comunismo, Repubblica e Bocca in testa.
35enne Ing. israeliano femmina ( SEGEN durante il suo servizio militare) il Lun Lug 14 2008, 16:50 scrive :
ST ha scritto : “ Non escluderei la tesi riproposta da Cossiga ………… è ormai abbastanza acquisito che un aereo che trasportava Gheddafi fu oggetto di particolari attenzioni e che fu comunque “ salvato “ dai servizi di qualche paese occidentale. …. “
Guarda, Ustica è un caso che si studia anche fuori dall’ Italia. Non dal punto di vista giudiziario, quelli son fatti vostri, ma da un punto di vista della ricostruzione dei fatti. Capire che diamine è successo studiando il relitto.
Da questo punto di vista è praticamente assodato : ordigno interno.
L’ ipotesi più accreditata è una bomba con doppio sensore : distanza e pressione atmosferica ( piezometrico ? ).
In sintesi il primo innesco avviene al decollo, dopodiche’ scatta un timer e un secondo innesco nella fase di avvicinamento/conseguente perdita di quota.
Da noi si dava per assodato questo.
In Italia pare che tutto sia sempre più complicato.
ST scrive il Lun Lug 14 2008, 20:09
Apprezzo la competenza, sempre. Gli argomenti portati da M.G. e “ SEGEN “ sulla base di una conoscenza approfondita della materia concordano sull’ esplosione interna. Non ne ho motivo per dubitarne ed anche i resti dell’ aereo vanno in quella direzione. Ci sono però anche dei fatti concomitanti che pure si sono manifestati in quegli stessi giorni come il viaggio di Gheddafi e l’ abbattimento dell’ aereo libico. Ci furono inoltre dei tracciati radar e delle conversazioni telefoniche che furono negate – se ricordo bene – opponendovi il segreto di stato.
Se di un attentato si è trattato, possibile che non sia stato rivendicato o riconducibile a qualche altro elemento oppure è una concausa dell’ evento in parola ( presenza di Gheddafi ) ?
O si tratta solo di casualità ?
Da Ing M. G. il Lun Lug 14 2008, 21:40
1. Non si è mai dimostrato che Gheddafi fosse in volo quella sera. Ma parlarne ha portato molta acqua al mulino della tesi della battaglia aerea.
2. Il 747 della Pan Am ( Lockerbie ), il DC-10 della UTA ( Ciad ) sono stati fatti saltare in aria dai servizi di Gheddafi, che non rivendicarono affatto gli attentati.
3. C’ è la prova che l’ esplosivo di Bologna ( 2 agosto 1980 ) e quello della bomba sul DC9 Itavia ( 27 giugno 1980 ) fosse lo stesso.
4. Ci si mise più di 4 anni a recuperare il relitto, ed il ritardo è da attribuire interamente ai governi dell’ epoca. Perché ? Forse perché non si voleva aver le prove dell’attentato ?
5. Si trascurarono piste ovvie, in favore di piste nebulose. Per esempio, nessuno interrogò il caposcalo di Bologna della Itavia. Nessuno si chiese come mai un certo pezzo, trovato nella toilette posteriore da parte del 1° Ufficiale dell’ Itavia, venisse sbrigativamente classificato come ” pezzo di ricambio “, che doveva essere usato a Palermo per delle riparazioni, ma partì da Roma, andò a Palermo, poi fu portato a Bologna, dove fu trovato minuti prima del decollo, lasciato a bordo, ” perché si doveva portare a Palermo “.
6. I messaggi mafiosi in genere non sono firmati. Ed io credo che Gheddafi mandò un paio di messaggi mafiosi ai politici italiani. Credo anche che la pervicacia con si perseguì, per 19 anni, di dimostrare la tesi del missile o della battaglia aerea, oltre che con l’ ideologia di chi indagava, oltre all’ incompetenza e alla mala fede di chi indagava, possa anche spiegarsi con la connivenza di chi indagava ad un superiore ( si fa per dire ) interesse di stato : non dimostrare che la Libia di Gheddafi era capace di ammazzare impunemente centinaia di cittadini italiani. Cioè, se ci fu cover up, fu per coprire Gheddafi.
ST scrive il Lun Lug 14 2008, 22:29
L’ analisi è impeccabile ed il soggetto o il complemento oggetto rimane lo stesso ( Gheddafi ). Certo lo scenario muterebbe molto o da lepre passerebbe a volpe.
Rimane la copertura o il silenzio di stato : perchè – secondo questa ricostruzione – l’ Italia avrebbe allontanato il sospetto da un attentato opera di servizi segreti stranieri ?
Un forumista scrive : Perche’ probabilmente quell’ aereo con ogni evidenza, era già in Italia quando fu ” deposto ” sulle montagne calabresi con pochi incredibili graffi e fu , verosimilmente, la risposta neanche tanto criptica dei vigliacconi filoarabi al colonnello.
Ing M. G. scrive :
1. Sappiamo esattamente quando il Mig cadde : ore 11.00 circa del 18 luglio. Ci sono undici testimoni, interrogati da carabinieri e autorità giudiziaria. E’ agli atti.
2. Sappiamo che era disarmato : non furono trovati missili. Ma non è strano : il colonnello non si fidava molto dei suoi piloti e dunque gli aerei libici erano, quando volavano in condizioni standard, disarmati.
3. Pochi incredibili graffi ? Negativo : l’ aereo era distrutto dall’ impatto con la montagna. Il pilota in condizioni pietose, tant’ è che si decise di seppellirlo immediatamente, non essendoci dubbi sulle cause della morte. Solo a distanza di 5 giorni fu dato ordine di fare l’ autopsia. Poiché mancava parte della testa, il tronco era ” esploso “, ecc, alcuni esami non poterono essere compiuti. In particolare non fu possibile sapere se, visto che non si era lanciato, avesse avuto un malore oppure no. La tesi del malore è suffragata anche dal fatto che il Mig aveva i serbatoi asciutti, e non fu fatto alcun tentativo di farlo atterrare in zona meno impervia.
4. Dei due periti di tribunale che fecero l’ autopsia, uno, Zurlo, era l’ ex sindaco di Catanzaro. Amico di Davanzali, AD e proprietario di Itavia, il giorno dopo aver consegnato l’ autopsia, dove si faceva risalire la morte alle ore 11.30 circa del 18 luglio, fece delle dichiarazioni che innescarono il tutto : affermò che la morte risaliva a più di 15 giorni prima. Non ebbe il coraggio di parlare del 27 giugno, ma aveva buttato il sasso. Il Procuratore di Crotone lo interrogò, e Mr Zurlo ammise di aver fatto le sue dichiarazioni per favorire Davanzali, che in quei giorni aveva l’ azienda sotto tiro perché accusata di scarsa manutenzione dei velivoli. ( E’ chiaro che l’ ipotesi della collisione, della battaglia aerea o del missile AA, avrebbe scagionato Itavia ). E’ agli atti. Itavia aveva sede legale a Catanzaro. E Davanzali, oltre a Itavia, era un costruttore di Catanzaro, nel mirino della mafia di Catanzaro.
Le cose sono molto più complicate di quanto sembra. Si tenga presente che nei giorni seguenti al ritrovamento, alla fine di luglio 1980, la ipotesi prevalente per spiegare il disastro era quella di cedimento strutturale : aereo troppo vecchio, cattiva manutenzione, disintegrazione in volo causa vecchiezza e cattiva manutenzione. La associazione del Mig al disastro fu opera di Davanzali e di Mr Zurlo, ma venne fuori a tappe, lentamente, nei mesi e anni successivi, alimentata da una stampa che aveva interesse ad intorbidare quel che era chiaro. E da una pubblica opinione che è sempre, da noi, pronta a credere ad ogni e qualsiasi complotto, purché di origine occidentale.
ST scrive :
Per la parte Itavia, l’ analisi articolata ai fatti, regge.
Presento allora altre considerazioni :
- cosa ci faceva il Mig libico in Italia. Il pilota poteva essere “ evaso “ per chiedere rifugio politico in Italia portando il “ pacchetto di notizie “ relative all’ attentato ed essere stato abbattuto da suoi inseguitori o dai nostri, su segnalazione ? Ed allora lo spazio aereo italiano era un colabrodo o peggio …
- un amico ( medico, esperto in medicina dello spazio e nel comportamento di piloti di caccia ) mi spiegò tempo addietro le procedure previste dal pilota in caso di malore. La tesi che abbia perso conoscenza ed abbia continuato a volare sino all’ esaurimento del carburante è un po’ ardua da sostenere
Ing M. G. scrive :
1. Cosa ci facesse non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Corpo e aereo furono restituiti a Gheddafi in gran fretta. Per quanto riguarda il controllo dello spazio aereo, sì, era ed è un colabrodo, quello italiano. Anche se per onestà bisogna dire che un caccia che arriva volando a 100 m o meno dal pelo dell’ acqua è difficilmente individuabile, anche avendo sistemi sofisticati. Si ricordi che un diciottenne tedesco, con un misero Cessna 172, si fece 1300 Km, attraversando la frontiera a Leningrado ( San Pietroburgo ) e atterrando sulla piazza Rossa, a Mosca. Mise in ridicolo l’ intero sistema di difesa aerea dell’ Unione Sovietica. Ed era un Cessnino. Un Mig 23, equipaggiato con sistemi di guerra elettronica e capace ci volare a Mach 2, può fare in pratica quel che vuole, volando a bassa quota.
2. Non capisco da dove venga l’ ipotesi ” pacchetto di notizie ” relativo all’ attentato. Quale ? Al DC9 ? Quello presunto a Gheddafi ? Ipotesi romanzesche. Più verosimile che il pilota volesse disertare. Ma siamo sempre nel campo delle ipotesi. I soli fatti certi sono la data di caduta: 18 luglio. Il tentativo di coinvolgere il Mig nel fatto del DC9, fatto da Zurlo e documentato dalla procura di Crotone.
3. Non so quali erano le procedure, ammesso che vi fossero, dell’ aeronautica libica in caso di malore del pilota. Ma l’ ipotesi di malore è appunto questo : un’ ipotesi, e nulla più. Fatta per spiegare, qui da noi, il non lancio del pilota, e la caduta del caccia per mancanza di combustibile. Se ne può fare un’altra, di ipotesi : il pilota ( fossi stato io ) decide di penetrare a bassa quota, di non atterrare su un aeroporto ( rischia l’ intercettazione e l’ abbattimento ), e quindi pianifica di lanciarsi in zona disabitata per permettere al mezzo di impattare senza fare danni ( e quindi senza rischiare di essere incriminato per omicidio, dopo, nel caso ci scappasse il morto per la caduta dell’ aereo ). Arriva nei pressi di Castelsilano, finisce il combustibile, decide di lanciarsi, ed il sistema di eiezione non funziona. Fine della storia. Ipotesi. Solo ipotesi, ma verosimile.
4. Ultima domanda di post precedente : perché il governo italiano non avrebbe indagato sull’ ipotesi di bomba a bordo del DC9 di provenienza libica ?
Per pura vigliaccheria. Era il 1980. C’ erano le brigate rosse. L’ URSS minacciava di dispiegare gli euromissili. Reagan non era stato ancora eletto ( era in carica Carter ). Il PCI sembrava una macchina da guerra inarrestabile. E a capo del governo c’ era Mr Cossiga, uno che a parole fa sfracelli, ma che a fatti …
Un forumista scrive : “ Non sapremo mai la verità, ma mi sia consentito affermare che dal 1945 viviamo in una cloaca …..”.
Ing M. G. scrive :
Beh, dipende. Dipende di quale verità si parla. Se parliamo delle ragioni per cui l’ aereo Itavia cadde, non ci sono dubbi : la verità è acclarata. Se parliamo di chi mise la bomba, è chiaro che non lo sapremo ( forse ) mai : nessuno mai si preoccupò di indagare in merito. Se ci chiediamo perché si volle, magistratura compresa, avallare e cercare di dimostrare che fu un missile o una quasi-collisione nel corso di una battaglia aerea, forse non si può parlare di verità, ma si può senz’altro dire che ciò soddisfaceva una certa parte dell’ opinione pubblica di sinistra, e andava incontro a innegabili vantaggi per i partiti di governo ( DC e alleati ). Se infine ci chiediamo quale è la parte più squallida di tutta la storia, io penso sia l’ aver costruito carriere su un evento del genere, e l’ aver intossicato ( con una razione di veleno in più ) l’ intera coscienza della nazione, compresa quella parte della nazione che non era e non sarà mai di sinistra.
Infine : forse dal 45 viviamo in una cloaca. Ma non mi pare che dal 22 al 43 nel paese si respirasse profumo di fiori. La naturale vigliaccheria degli italiani, durante il ventennio, fu nascosta, o si tentò di nasconderla, sotto una patina di vernice guerriera e cialtronesca. Patetico. Sono dell’ opinione di Churchill. La democrazia è il peggiore dei sistemi, salvo tutti gli altri.
ST scrive :
Grazie MG. Confermano anche alcune mie idee e l’ esposizione è più che lineare e corroborate da fatti e conoscenza diretta della materia ( che non guasta ).
Non escluderei comunque – perchè ho sentito altre campane coinvolte a vario titolo nell’ affaire – l’ abbattimento dell’ aereo, non so come. Fatto è – secondo queste “ campane “ – che il giorno del disastro dell’ aereo ci fu un gran casino in quel tratto di cielo ed ci fu una resistenza – da parte delle autorità competenti – a rilasciare nastri e tracciati. Credo – se ricordo bene : i racconti risalgono a molti anni fa – che fosse in corso anche una esercitazione delle forze aeree americane.
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29 giugno 2010 alle 16:08
E’ del tutto inesatto dire che:
«il governo italiano non indagò sull’ ipotesi di bomba a bordo del DC9 di provenienza libica per pura vigliaccheria. Era il 1980. C’ erano le brigate rosse. L’ URSS minacciava di dispiegare gli euromissili. Reagan non era stato ancora eletto ( era in carica Carter ). Il PCI sembrava una macchina da guerra inarrestabile. E a capo del governo c’ era Mr Cossiga, uno che a parole fa sfracelli, ma che a fatti…»
No. Era stata proprio l’Italia, l’Italia di Pertini, Cossiga e Craxi (insieme alla Germania di Helmut Schmidt) a voler schierare gli Euromissili contro gli SS20 sovietici, pochi mesi prima della strage di Ustica. E io ricordo benissimo l’indignazione dei pacifisti di ogni colore contro il “missile omicida” (tutti pacifisti finanziati dal KGB, salvo quelli PCI, come dimostrò Valerio Riva in “L’oro da Mosca”). Chi propalò la bufala del “missile omicida” (i “nostri” Servizi) sapeva il fatto suo. Sapeva, e sa, che i gonzi avrebbero abboccato in massa, e che nell’attentato era implicato qualcuno di ben più potente della Libia.
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29 giugno 2010 alle 16:19
PS
E si può anche pensare che chi fece mettere la bomba sul DC9 sapesse che in quei giorni nel Tirreno c’erano manovre militari congiunte di forze NATO e francesi.
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30 giugno 2010 alle 13:28
E’ vero Patton, dimenticavo questo scenario che se non sbaglio è stato scritto da Paolo, la germania se ricordo bene aspettava a dare l’ok, nascondendosi dietro la decisione Italiana, e Craxi ruppe gli indugi di fatto portandosi dietro anche la Germania, un passo importante contro l’Unione Sovietica, sicuramente mal visto dagli stessi.
Naturalmente anche questo scenario è inconfessabile e contava molto sul fatto che conoscendo le dinamiche del ns paese media/italiani si poteva parlare di stronzate nascondendo le veri ragion.
Gianluca
P.S. Caro Patton chiedo perdono se mi permetto, sono tra i tanti felici del tuo grande contributo a questo blog/giornale/salotto, anche se non capisco perchè chi presenta tesi diverse dalle tue merita aggettivi antipatici. Personalmente ritengo che questo stile possa servire solo ad aumentare le distanze ed a non favorire il confronto ed il diaologo. Tra l’altro non penso che nella vita reale “de visu” hai questi comportamenti con chi ti prospetta argomenti contrari ai tuoi pensieri!!
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29 giugno 2010 alle 18:16
Ottimo contributo Renato. Anche su questo argomento Paolo Guzzanti è stato uno dei primi, con il suo ottimo libro, ad andare contro corrente rifiutando il percorso della maggior parte dei suoi colleghi, tutti protesi verso la teoria del missile.
Ustica, Mitrokhin, Bologna, le stragi Falcone e Borsellino cinque diverse storie italiche che presentano lo stesso percorso. Seppur con un ruolo diverso della Magistratura che:
- nel caso di Bologna è arrivata ad una sentenza definitiva ed ha ricostruito uno scenario (condanna per strage a Fioravanti, Mambro e Ciavardini);
- nel caso di Ustica non è riuscita ad arrivare ad una verità, a parte l’aver scagionato i piani alti dell’aereonautica;
- Nel caso Falcone e Borsellino con scenari che ora vengono rimessi in discussione, con la voglia di parte della magistratura di metterci in mezzo verità politiche, tesi molto sostenute da parte dell’opinione pubblica.
Diverso l’argomento Mitrokhin, dove Paolo con la commissione da lui Presediuta ha svolto in qualche modo il ruolo della Magistratura, trovandosi inaspettatamente di fronte a documenti riguardo fatti che hanno fatto la storia del ns paese, rimettendo in discussione fatti che sembravano acquisiti ed accertati o che erano rimasti irrisolti, chiusi in un cassetto. Commissione che ha scoperchiato parecchie pentole.
In tutti i casi è successo questo:
FATTI ACCADUTI —— RICERCA DELLA VERITA’ CON TESI PIU’ ACCREDITATA ——- PISTA RITENUTA DALL’OPINIONE PUBBLICA ATTENDIBILE MA IN QUALCHE MODO NASCOSTA DAL POTERE CHE AVALLA LA TESI PIU’ ACCREDITATA ———– MAGISTRATURA CHE NON ACCONTENTA NESSUNO ——– MA FATTO PIU’ RILEVANTE:
La terza pista o le altre ipotesi quelle più probabilli vengono scartate, non se ne parla mai, rimangono teorie strampalate ogni tanto buttate nella rete, quasi derise, nel caso Commisisone Mitrokhin con Paolo che alla luce delle nuove riservatissime carte trovate e con i nuovi scenarri dipinti, viene fatto passare per pazzo e scaricato da tutti con Scaramella che interpreta il consulente della Commisisone millantatore che rappresenta la pochezza delle nuove scoperte. In pratica il percorso è questo,
1- AVVENIMENTO DELITTUOSO, che potrebbe essere il rapimento Moro, il DC9 Itavia che cade, la strage di Bologna,
2- COPERTURA E DEPISTAMENTO
3- TESI FALSA CHE SEMBRA SIA QUELLA VERA
A questo punto chi sa, le istituzione preposte, mica possono andare in TV e dichiarare, cari Italiani la bomba a Bologna è frutto di un accordo disatteso tra il ns paese ed l’OLP di Arafat, accordo che si è concretizzato di fatto con tacito accordo di non belligeranza disatteso dal ns paese con l’arresto e la condanna dell’anarchico Italiano ed il palestinese fermato l’anno scorso!
Naturalmente ho descritto uno scenario probabile ma non certissimo, in realtà volevo fare solo un esempio e farvi capire come è naturale che ci siano depistamenti ed altro. Nel caso Mitrokhin con Paolo ed i suoi collaboratori che avevano fatto un lavoro pazzesco, si potevano mai avallare verità nascoste? Assolutamente no, Paolo e Scaramella erano due pazzi, con il secondo massacrato e tenuto in isolamento per troppi mesi, ed il primo, il ns caro paolo (che non finirò mai di ringraziare per quello che sta facendo ed ha fatto), che è stato isolato ed è rimasto con il cerino in mano.
Il cerino che rappresentava la libertà di ricerca, la verità, che solo un pazzo come Paolo poteva accendere rendendosi conto tardi che volevano utilizzarlo per i loro sporchi interessi ed invece si sono ritrovati con una pazzo che stava facendo il diavolo a quattro PER AMORE DELLA VERITA’, che non è ne di dx ne di sx e quando ha capito non ha avuto paura di accendere LA VERITA’.
Quindi tornando ad Ustica è chiaro che mai ci hanno voluto far capire niente, e che probabilmente la Libia, i Palestinesi, Carlos, Gheddafi hanno delle responsabilità, così come spiegato, nei vari scenari ipotizzati da chi veramente è alla ricerca della verità, ed è anche molto probabile che i due delittuosi avvenimenti (Ustica e Bologna) accaduti con neanche due mesi di distanza siano collegati.
Gianluca
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28 giugno 2010 alle 23:50
Lancillotto si pone una domanda seria su Bossi: perché se è un galantuomo si presenta sempre come un cavernicolo?
Bossi è davvero il più umano dei leghisti, il più reale, l’inventore di un partito nato su parole d’ordine a volte sgangherate e colorite, in grado però di metterlo in sintonia con l’insofferenza di una parte della sua gente, quella con una sensibilità grossolana. Insofferenza verso il sud piagnone sprecone, senza senso dello Stato. Intorno a quelle parole d’ordine (il celodurismo, come se giù, nell’odiato meridione, ci fosse il “celomoscismo”. Nel napoletano il celodurismo non è stata una “pazziella” come quella di Bossi, è stato messo in pratica ed ha provocato una sovrappopolazione che faceva definire, da Crispi, il circondario di Napoli “corona di spine”) ha radunato molta gente facendo presa sull’irrazionale dell’inesistente patria padana, prima di avventurarsi in idee più sofisticate, digerite in molti anni (e non da tutti), come il federalismo. Nell’ultimo periodo della sua vita, il maestro di federalismo della Lega, Miglio, cominciò a nutrire seri dubbi sulla vocazione federalista del neonato partito, tutto preso nella caccia ai meridionali. Il palese razzismo (prima contro i meridionali e poi contro gli immigrati extracomunitari) gli (a Bossi) è servito come mezzo per tenere salda la compagine, mentre lui avviava un processo di emancipazione culturale che ha dato molti frutti (quando si rese conto che aveva intorno un gruppo di semianalfabeti in politica e non solo, li invitò a studiare). Ma Bossi è più raffinato, a volte persino levantino, come nella vicenda Brancher che nell’opinione pubblica figura come voluta da Berlusconi.
Molti leghisti hanno purtroppo preso per oro colato quelle parole d’ordine di sapore razzistico e continuano una campagna fuori senso e fuori logica che mantiene la Lega in una zona sospetta in ambito europeo. Gentilini, Borghezio, Salvini (Matteo), lo stesso Calderoli, sono i guardiani di quella natura rozza e primitiva.
Sto creando una mezza lenzuolata (meglio: un mezzo minestrone mentre guardo le partite) e perciò termino aggiungendo che sono campano, che non ho nonne lombarde né zie emiliane, che mi riconosco straccione, sprecone, non camorrista (e con senso dello Stato) e che la lega mi sta sulle palle, quasi come Di Pietro.
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29 giugno 2010 alle 07:20
In quel “canto” sono presenti con altre pietre , quelle di Pietro e Paolo; i loro suoni , che dallo Stadio del nostro carissimo Onorevole Guzzanti, immagino presenti in alcuni di voi (credo forse anche il capitano del Kaleghana), lo erano anche per Pasolini.
Un caro augurio al di la di tutti i nostri diversi calendari, buonissima giornata a tutti
“….e quelle anime gaudiose assunsero la forma di sfere ruotanti intorno ad un’asse immobile, risplendendo, mentre si volgevano, con la luminosità di comete. E come le ruote nel meccanismo degli orologi girano con diversa velocità in modo che, a chi le osserva, la prima appare ferma, e l’ultima sembra volare, così quelle corone d’anime che danzavano girando con moto diverso, mi facevano valutare, in proporzione alla loro maggiore e minore velocità il loro grado di beatitudine. Dalla corona che mi appariva più bella , vidi uscire una luce cosi splendente di beatitudine, che non lasciò, nella corona stessa, nessun’altra luce più fulgida; e tre volte girò intorno a Beatrice con un canto così divino, che la mia immaginazione non è in grado di ripetermelo. Perciò la mia penna passa oltre e rinuncio a descriverlo, perché non solo la nostra parola, ma anche la nostra fantasia possiede mezzi inadeguati per esprimere la bellezza di quel canto. ”
Dante,parafrasi, canto XXIV, paradiso
———————
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29 giugno 2010 alle 07:21
Cara Sigal,
l’articolo che hai postato è perfetto, tranne la parte finale, laddove dice che è giusto trattare e liberare uomini reclusi per avere indietro i tuoi!
Se si trattasse di soldi, di merci, di accordi di altro tipo, ti direi che la ragione è dalla tua. Ma liberare nemici, acerrimi e definitivi nemici, non solo rinforza il campo opposto, dà loro la sensazione di invincibilità, ma sostiene in modo terribile la tattica araba del rapimento.
Israele ha fatto diventare estremamente conveniente per le barbe lunghe, giocare con i destini degli uomini. rapirli, farne oggetto d’infinite trattative, usarli come scudi, propagandarli come vittorie!
i sequesti di persona erano, fino a 10 anni fa, una piaga suppurata italiana. Oggi sono praticamente scomparsi.
Non è stato il ravvedersi dei carnefici, degli aguzzini che tenevano uomini, donne, bambini, con una catena al collo e le mani legate dietro alla schiena, attaccati ad un palo di un buco nella terra – quanti ne sono morti per annegamento durante le pioggie! – non è stato il papa, o la religione o la cultura a spingerli a sospendere questa barbara – forse la più selvaggia e disumana – maniera di arrichirsi. E’ stata una legge. Una delle poche che , in Italia, abbia ben funzionato. La legge che impedisce, tramite il blocco dei beni dei familiari del sequestrato, il pagamento del riscatto. Da quel momento è diventato rischiosissimo detenere un rapito, e, sopratutto, antieconomico.
Ed i bastardi hanno smesso di sequestrare.
Ricordo solo un dato: alla fine degli anni 90, in provincia di Reggio calabria, il 70 % dei farmacisti era stato sequestrato: il rapimento durava dai tre mesi ai tre anni!
lo so che trattare con Hamas o con Hitzbollah non è come beccare dei calabresi che sequestrano un ragazzo : ma credimi che non saprei chi è più feroce ed accorto tra la mafia e gli arabi. Anzi, no, direi senz’altro i calabresi: sono molto più accorti, furbi e capaci.
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29 giugno 2010 alle 07:46
Indubbiamente la vicenda di Shalit è un ottimo argomento per distogliere l’opinione pubblica da cose enormemente più gravi come la prossima annunciata crisi con l’Iran e al prevedibile attacco preventivo di Israele …alla faccia delle convenzioni internazionali.
Guzz – Geniale, per non dire imbecille, mettere a confronto un crimine internazionale reale, in corso tuttora, con una ipotesi di cui si parla da anni e che ha una ratio puramente difensiva, se mai si verifichera’: Israele ha la bomba da decenni non ha mai minacciato nessuno, l’Iran la sta costruendo in barba alle leggi e ha subito detto che fara’ sparire Israele dalle carte geografiche.
Alla faccia della logica e dell’etica. Lei, Autogatto, non mi piace.
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29 giugno 2010 alle 08:52
Mi scusi Guzz ma lei che prove ha per affermare che l’Iran stia costruendo l’atomica e poi decida di usarla contro Israele?
Quasi tutti i paesi del Medio Oriente,credo con l’eccezione del Libano, hanno dichiarato di voler seguire l’esempio dell’Iran nell’avviare un programma nucleare civile, ed esattamente per le stesse ragioni: fino a quando il petrolio e il gas continuano ad uscire dai pozzi, è di gran lunga più conveniente venderli all’estero a prezzi di mercato prevedibilmente sempre più alti, piuttosto che utilizzarli per le proprie necessità. Anche gli stessi Emirati che galleggiano su un mare di petrolio hanno deciso di investire 20 miliardi di dollari in un programma di centrali nucleari Evidentemente questi elementi non sono sufficienti rispetto alle contorte pseudo- argomentazioni di quanti sostengono che il programma nucleare iraniano deve per forza avere scopi militari, perchè “loro non hanno bisogno di energia nucleare”.
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29 giugno 2010 alle 14:46
«[Per] quasi tutti i paesi del Medio Oriente, credo con l’eccezione del Libano [...] il petrolio e il gas [...] è di gran lunga più conveniente venderli all’estero a prezzi di mercato prevedibilmente sempre più alti, piuttosto che utilizzarli per le proprie necessità.»
Mototopo alternativo,
solo tu riesci a postare sesquipedali cazzate come questa.
E tu saresti quello che conosce la situazione politica del MO?
Ma chi t’ha dato la licenza di quinta elementare?
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30 giugno 2010 alle 12:09
noto con un certo divertimento come tutti quelli che si affannavano a “spiegare” che l’Iran, come paese produttore di petrolio, non ha nessun bisogno di un programma nucleare civile, non abbiano invece assolutamente nulla da dire a proposito del programma degli Emirati. vabbè
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29 giugno 2010 alle 18:12
Senza contare il fatto che i programmi nucleari dei paesi del MO, in particolare sunniti come Arabia Saudita ed Emirati, stanno per essere approvati e avviati proprio come deterrente nei confronti del programma nucleare dell’Iran sciita.
Il che significa che non ci sarà nessun attacco all’Iran, e che sei tu, Mototopo, che usi questa pseudoprofezia per svilire il quarto anniversario della cattura di Shalit (25 giugno 2006).
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30 giugno 2010 alle 12:02
..Patton non credo proprio che la situazione sia come lei la dipinge
gli stati arabi fino ad ora sono stati disposti a tollerare, sia pure a malincuore, il monopolio nucleare israeliano. Ma non potrebbero mai accettare di essere presi tra un Israele e un Iran entrambe potenze nucleare. E conseguentemente un Medio Oriente con tre, quattro o cinque potenze nucleari sarebbe dal tutto incontrollabile da parte degli Stati Uniti o di chiunque altro, e probabilmente anche in termini di dinamiche interne.
L’attuale TNP riconosce agli stati firmatari non solo il diritto di acquisire il controllo del ciclo di arricchimento (che è quello che l’Iran sta cercando di fare), ma addirittura anche quello di ritrattare il combustile nucleare sfruttato per ottenerne plutonio. E quindi, stando le cose come stanno, tramite i loro programmi nucleari civili tutti i paesi arabi sarebbero in grado di acquisire,in piena legalità, le conoscenze e le capacità tecnologiche necessarie per varcare la soglia nucleare
Per scongiurare questa eventualità, gli Stati Uniti hanno messo in moto un’azione diplomatica per vincolare gli stati arabi loro alleati con accordi bilaterali, per cui questi stati si impegnano volontariamente (non è dato sapere in cambio di cosa) a perseguire i loro programmi nucleari civili senza il controllo del ciclo di arricchimento limitandosi invece ad acquistare il combustibile già arricchito da fornitori esteri. Gli Emirati sono stati il primo paese a firmare un accordo del genere, Bahrain e Giordania stanno completando le trattative, e anche l’Arabia Saudita sembra essere disposta a trattare.
Israele non può opporsi ai mutamenti dell’orientamento strategico americano, (l’annuncio di Obama per un mondo “libero da armi nucleari”. ) In questa logica credo si inserisca la mobilitazione filo-israeliana all’estero per cercare di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal reale problema strategico rappresentato dall’arsenale nucleare israeliano, per concentrarla invece sull’ipotetica minaccia nucleare iraniana. Da qui, anche, la ben concreta possibilità che Israele decida di attaccare l’Iran, in modo da tirarsi addosso una reazione di Teheran che costringerebbe gli Stati Uniti ad intervenire in favore dello stato ebraico – eliminando così per sempre qualsiasi possibilità di una NWFZ (nuclear-weapon-free zone)e di un accordo globale tra l’America e il mondo arabo.
I problemi più complessi hanno soluzioni semplici, facili da comprendere e sbagliate.(A. Bloch)
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29 giugno 2010 alle 12:15
Autogatto tu non mi piaci affatto. Quello che scrivi suona più o meno come l’accusa secondo la quale gli USA si sarbbero inflitti la distruzione delle torri gemelle per distogliere l’attenzione pubblica da problemi più gravi.
Ti arrabbi per una tua supposizione. Stai sprecando le tue energie per combattere contro un’ipotesi e ti arrabbi a priori. Mi ricordi una barzelletta che parla di un tizio che voleva chiedere in prestito una chitarra al suo amico. Poi si dice: “Sicuramente non me la vorrà prestare. Lo conosco.” Poi si avvia verso la casa dell’amico e continua ad immaginare la sua reazione negativa . Arrivato a casa dell’amico bussa alla porta e l’amico gli apre. Il tizio al colmo dell’ira lo aggredisce dicendo: “Sai cosa ti dico? La tua chiterra mettitela nel culo”.
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30 giugno 2010 alle 11:11
Cara Sigal lei che è cosi attenta perchè non dice una parola per i tanti prigionieri palestinesi (7 mila .. 11 mila? ..ma quanti sono?) che da anni sono chiusi nelle carceri israeliane, tanti di questi in detenzione “amministrativa” cioè senza specifiche accuse sulle spalle. Tra questi ci sono anche donne e bambini.
Che mi sa dire sulla legge ‘Shalit’? (..approvata circa un mese fa)
Il problema del soldato Shalit è squisitamente politico e a mio avviso Hamas sbaglia alla grande a trattenere il soldato per lo stesso motivo (opinione pubblica) per il quale Israele ha sbagliato ad attaccare gli attivisti.
Fossi io a capo di Hamas liberei il soldato senza nessuna condizione (vi ricordate la mossa di Ahmadinejad che nel 2007 (mi sembra ) liberò i marinai inglesi arrestati in acque iraniane con tanto di regali e onori vari ..io farei lo stesso:-)
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7 luglio 2010 alle 11:49
“Ti arrabbi per una tua supposizione. Stai sprecando le tue energie per combattere contro un’ipotesi e ti arrabbi a priori. ”
??? Scusi Sigal dov’è che mi sarei arrabbiato? Non la seguo
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4 luglio 2010 alle 19:27
Israele da decenni viola risoluzioni del consiglio di sicurezza e l’Iran potrebbe semplicemente usare il meccanismo previsto dal TNP per diventare potenza nucleare. Va dato con 3 mesi di preavviso. Non capisco perchè Israele possa tenere armi nucleari e l’Iran no. Chi decide? Gli USA, o lei Guzzanti?
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29 giugno 2010 alle 08:47
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30 giugno 2010 alle 13:43
wow, ma allora non sono il solo vigile del logico se ti sei accorto che e’ spam
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1 luglio 2010 alle 07:48
Ma che c’entra? Perdi sempre un’occasione per tacere.
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2 luglio 2010 alle 00:16
Ti prendevo in giro bonariamente, e col sorriso, Kada, era difficile accorgersi che era spam secondo te?
Guarda, l’occasione per tacere l’hai persa tu con questa rispostina acida.
2 luglio 2010 alle 13:31
Ma guarda che io l’ho segnalato non ai lettori, bensì al Guzz o a chi passa i post per lui, perché post che sono ovviamente SPAM sarebbe meglio che chi ha il potere non li passasse. E’ la prima volta che vedo spam sul blog e m’è dispiaciuto, e così ho sottolineato che fosse spam.
Ah, l’unico altro spam che leggo sul blog sono i tuoi infiniti messaggi, Cesare! Bonariamente, s’intende
PEACE.
2 luglio 2010 alle 19:31
Comunque, battute a parte, io non scrivo “infiniti messaggi” se avessi letto davvero avresti trovato concetti probabilmente interessanti anche per te. Ad esempio le cose che ho scritto qua sul nucleare, sulle rinnovabili, sul clima…non mi hai detto di esser uno scienziato?
6 luglio 2010 alle 08:16
Era una battuta dai! Ci sono tanti rami della Scienza, come ben sai. Il mio è meno antropocentrico. Una scienza inutile, come dice il Guzz!
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29 giugno 2010 alle 09:22
Pietro Taricone R.I.P.
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29 giugno 2010 alle 10:44
Ahi, ahi, ahi,
ridotta la pena al “mafioso” Marcello Dell’Utri: non è il mandante delle stragi del 1992-93. Spatuzza Gaspare, suo grande accusatore, è stato declassato da profeta biblico a “palo chimico”… (perché durante gli omicidi di mafia, lui faceva il palo, poi scioglieva i cadaveri nell’acido solforico).
Poveri antiB., che vita grama: siete a un palo — pardon: a un pelo — dalla verità, e quella vi sfugge!
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29 giugno 2010 alle 12:56
Patton è contento e ne ha ben donde, a Dell’Utri hanno dato solo sette anni… e che so’ sette anni in confronto all’eternità….. io sono d’accordo con Dell’Utri.. è una sentenza pilatesca… a Palermo ci sono abituati.. vi ricordate Andreotti… è sia mafioso e sia il suo opposto.. il tutto nella scia della grande tradizione italica… solo in Italia si fanno salti di gioia quando si viene condannati… sì mi hanno condannato però però… la trattativa non c’è stata!! E poi diciamocelo sotto voce, in galera non ci va nessuno…. Andreotti ha fatto il mafioso giusto fino alla data della prescrizione… poi ha capito che doveva cambiare vita e si messo a fare leggi antimafia! E’ bella l’Italia, è unica!!!
Un partigiano come Presidente… cantava quel tale
Chi sa come sarà la prossima canzone!
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29 giugno 2010 alle 13:53
Perché scrivi “mafioso” tra parentesi? Sarà mica stato assolto? Ahi ahi ahi ad avere personaggi del genere in parlamento!
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30 giugno 2010 alle 09:37
Intendevo tra virgolette.
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30 giugno 2010 alle 10:51
Kadadia (inquisitorello che confonde virgolette e parentesi),
Dell’Utri è stato condannato a 7 anni per “concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso”.
Invece il maresciallo Pippo Ciuro, ex-amico di Travaglio e istruttore del processo Dell’Utri in qualità di assistente personale del “giudice” Antonio Ingroia, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi per “favoreggiamento semplice” nei confronti di Michele Aiello, l’imprenditore di Bagheria ritenuto prestanome di Provenzano.
Ahi ahi ahi ad avere personaggi del genere in Procura!
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1 luglio 2010 alle 07:47
Ah, e quindi è solo un simpatico burlone! Mi chiedo, Patton, chi ti costringa a difendere codesti individui…
ecc ecc. Stai sul punto Patto. Secondo io ho qualche legame con Travaglio o con le procure?
Ahi ahi ahi a voler sempre fare a chi è più mafioso…
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30 giugno 2010 alle 12:13
Dell’Utri è stato ASSOLTO a 7 anni di reclusione.
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29 giugno 2010 alle 11:29
E’ veramente scandaloso che a un povero imbecille come Bossi, possa essere data un minimo di credibilità.
I leghisti sono persone ignoranti come capre, basta vedere che si definiscono celti e cristiani, quando i celti erano un popolo nordico, e la loro religione era quella di Odino, quindi tutto sono, tranne cristiani.
Poi alcune cose che dicono sono anche giuste, tipo l’immigrazione, dalla sinistra gestita malissimo, e sono d’accordo che non essendoci lavoro per gli italiani, prima dobbiamo pensare ai disoccupati italiani, invece di far venire gentaccia, che magari poi finisce nella criminalità, ma i modi che usano per parlare di certi problemi è sbagliato, ad esempio il federalismo: i leghisti come cazzo farebbero a gestire il federalismo, io personalmente sono il primo a volere un completo liberismo in economia, ma Bossi di economia non ne capisce un’acca.
E a un coglione che parla di pulirsi il culo con la bandiera italiana, non gli darei manco la mano per salutarlo, figuratevi se gli darei il mio voto.
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29 giugno 2010 alle 14:09
povero imbecille come Bossi [...] coglione che parla di pulirsi il culo
Solid, ma non hai un cesso tuo dove farla, invece che qui?
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29 giugno 2010 alle 11:42
premessa : ovviamente massimo rispetto per le persone ci mancherebbe altro.
No, il tuo racconto non mi è piaciuto e non mi convince così si rischia giustifica tutti su tutto.
Un’amico si incontra si saluta e si rispetta se questi ripaga te e quelli come te con la stessa moneta e non solo nel privato di un bar o tra scranni vellutati.
A parte tutte i luoghi comuni negativi sul sud e sui sudici e per contrappasso tutti meriti del nord e dei nordici che ovviamente non condivido io, sommessamente, aggiungo che nei posti bisogna viverci per produrre opinioni e non credo bastino avi di una e l’altra parte per avere occhi che sappiano guardare.
E i molisani ? dove li mettiamo i molisani ? nessun dire sui molisani ?
Luoghi comuni, solo luoghi comuni : pizza pizza, spaghetti e cassuola
Ho vissuto i miei primi 35 anni al sud e da 11 sono al nord e ho visto scampia, ma anche quartoggiaro, ho visto le discariche ad avellino e le discariche a Legnano (dove il fratello di lui nel 2002 si è beccato una bella condanna a 4 mesi patteggiato con 60 ml di euro al posto suo), al sud ho visto pacchi enormi di eroina, e al nord tristi e sfighate orde di consumatori, ma ho visto anche le cose e le genti belle, bellissime che Napoli e solo Napoli contiene, o Palermo, o Bari ma che sono anche qui al nord a Bergamo, Varese etc…
Dopo tutto questo (molto sintetizzato) sai che ti dico ? che chi da giudizi su cose che non ha visto e vissuto per mesi, per anni, approfondento la vita REALE che in quei luoghi sia a sud che a nord che in molise si svolge, fa un errore gravissimo e sopratutto fa un torto alla sua intelligenza.
Politicamente poi, su Bossi & C, mi permetto di dire che è e sono le persone più disoneteste che il mondo politico abbia mai annoverato tra le sue file.
La colpa delle scorribande dell’imperatore è tutta sua, non dimentichiamo il voltafaccia del primo governo di Lui, ma sopratutto non dimentichiamo la ritrovata “amicizia” scambiata per quattro poltrone che ad oggi non hanno prodotto assolutamente nulla.
Il territorio lombardo ormai è nelle mani dei leghisti che, troppo impegnati a distrarre l’opinione pubblica sul negretto di turno, lasciano che i calabresi ndrangheetisti dilaghino e devastino il territorio molte volte in combutta con gli stessi ( e ti posso garantire che potrei fare decine di esempi ) e questi sarebbero i nuovi onesti ?
No Paolo i leghisti non sono il nuovo e non sono gli onesti : in realtà non si è ancora capito cosa sono e non so se sono quelli di pontida ( dove Bossi, calderoli, Salvini canzoncine contro i meridionali, tutto possono dire sfiorando continuamente il confine tra legale e non perche li parlano al loro popolo facendoli passare come dei poveri dementi ai quali bisogna dire qualcosa pur di accontentari, perchè il popolo va accontentato no ? ) oppure sono quelli che nel parlamento romano di ladri e ladroni fanno comunella con condannati, puttanieri e corruttori ai quali svendono quel po’ di libertà rimasta pur di ottenere cose (federalismo lunare) che non avranno mai.
Si è vero al sud ora striscia un certo anti-leghismo che certo non fa onore a chi lo pratica e me ne dispiace, anche perchè così facendo gli si da più onore di quanto meriti, ma la domanda è, a ben guardare,
chi ha cominciato ? sudici si, fessi no .
Una sostanziale differenza però segna la distanza tra un sudicio qualsiasi e un nazista come borghezio : la solidarietà sincera.
Basta aprire un qualsiasi giornale locale per verificare il quotidiano stillicidio di azioni razziste e forcaiole che i vari amministratori leghisti effettuano sul territorio.
Bossi, come dici tu, sarà anche un grande uomo, (io dico che è uno che ne ha saputo approfittare) ma certo, come altri nella storia, dovrebbe fare più attenzione alle persone di cui si circonda.
Hanno avuto la fortuna di inciampare nell’assoluto vuoto politico e in un metodo infallibile per prendere voti e lo cavalcheranno, senza risultati, finchè potranno : nulla da dire se non “bravissimi”!
Durerà poco ? durerà tanto ? non lo so … siamo in Italia.
No, neanche il caffè mi farei offrire da chi predica male e fa finta di razzolare bene, forse glielo offrirei io provando a fargli capire che finto interesse popolare, razzismo mascherato da legalità e ingordigia populista non servono ad una nazione in piena sofferenza politico-economica.
Inoltre proverei a spiegargli che i “lavori in corso” non sono per noi ma per quelli che verranno e certo non stiamo lasciando un bel segno, ma questa è politica quindi è fuori contesto.
Emanuele nordico ma sudicio.
Ps. nel mio fucile, che ho, il colpo è già in canna, i caricatori sono pieni e ben lubrificati.
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29 giugno 2010 alle 13:19
Infatti è molto comune sentir parlare sul sud dopo la premessa: “e lo dico io pur avendo avi, nonni, padri, siciliani, pugliesi,…” Per lo più si tratta di persone che al sud non sono mai stati. Salvo occasionali visite professionali di pochi giorni. Visite “presidenziali”.
Se fossi capce di scuscitare un movimento riformatore dal sud e del sud, non comincerei certo a diffamare settentrionali in blocco per allargare e tener salda la compagnia. Il realismo politico ha dei limiti secondo me. Ma sicuramente di politica non ci capisco niente.
Ho imparato una cosa. Pochi di quelli che parlano sul sud conoscono il sud. E molti al sud avrebbero voglia di raccontare una storia che non viene raccontata per intero. Ma anche quando cominciano a farlo, gli altri cambiano discorso, come nella commedia di Eduardo, “Napoli milionaria”. Forse siamo tutti troppo stanchi.
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29 giugno 2010 alle 13:59
Manpan scrive:
«Ovviamente massimo rispetto per le persone [...]
Politicamente poi, su Bossi & C, mi permetto di dire che è e sono le persone più disoneste che il mondo politico abbia mai annoverato tra le sue file.
La colpa delle scorribande dell’imperatore è tutta sua, non dimentichiamo il voltafaccia [contro il] primo governo di Lui, ma sopratutto non dimentichiamo la ritrovata “amicizia” scambiata per quattro poltrone che ad oggi non hanno prodotto assolutamente nulla»
Ecco quel che ha detto invece Roberto Saviano, uno che certamente “non fa torto alla sua intelligenza, dando giudizi su cose che non conosce”:
«Roberto Maroni? Sul fronte antimafia e’ uno dei migliori ministri dell’Interno di sempre.
Ho sempre fatto riferimento alla tradizione che fu della destra antimafia: Paolo Borsellino si riconosceva in questa tradizione.
Il centrosinistra ha responsabilita’ enormi nella collusione con le organizzazioni criminali: le due regioni con piu’ comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra.»
Quindi Manpan, se il tuo fucile è “ben lubrificato”, ficcatelo in quel posto.
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29 giugno 2010 alle 22:10
Adesso, per Patton, le parole di Saviano sono diventate di valore?
Quante sorprese!
Un blog ( interessante ) riguardo alcune questioni dell’”universo” Lega:
http://danielesensi.blogspot.com/
p.s. Patton, ogni volta qualcuno si deve “ficcare” qualcosa in quel posto.
Occhio! Ti si può accusare di voyerismo ( Per Leone: è una battuta ).
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30 giugno 2010 alle 10:34
Ficcarselo “politicamente”: era ovvio.
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30 giugno 2010 alle 07:54
…e te pareva …
1. io ammiro Roberto Maroni, uno che le cose le fa e poi le dice a dispetto del tuo bla bla, certo ha del “verde” nelle sue vene ma non è pregiudiziale e io non lo sono come lo sei tu; non credo di averlo citato quindi, tua cazzata pregiudiziale
2. uno come te che mi cita Saviano e come dire la vacca sopra il toro : il mondo al contario
3. grandissimo presuntuoso, ma sei proprio convinto che le cose le conosci solo tu ?
4. inconcludente chiacchierone, io, da te, aspetto ancora una risposta. speranza vana, dovresti ragionare, argomentare, e, sopratutto esporti, un vigliacco conclamato.
5. razza di provocatore inpunito, impara a parlare onestamente e poi potrai interloquire con me se ne sei capace.
Ps. e non ti sputo senno’ ti profumo.
Ps2. se proprio hai bisogno di commiserevole compagnia vai a salutare amici veri : a casa sua Marcello dell’Utri ti aspetta per festeggiare, porta cannoli e cazzate.
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30 giugno 2010 alle 10:21
“Saviano, intervenendo successivamente, ci tiene però a chiarire i contorni del suo discorso: “In merito al lancio stampa di ‘Panorama’, per evitare qualsiasi strumentalizzazione delle mie parole, preciso che il mio giudizio su Maroni si riferiva solo all’azione di contrasto militare contro i clan, come è chiaro nell’intervista. Nel comunicato viene omesso invece il mio giudizio sull’azione complessiva del ministro e del governo: che è ben lontana dall’intaccare il potere economico dei clan. Quanto poi al fatto che la battaglia antimafia non debba essere di parte ma patrimonio di tutti l’ho sempre dichiarato e scritto e chiunque abbia letto i miei articoli conosce la mia posizione”.
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2009/12/23/274104-antimafia_saviano.shtml
Saluti.
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1 luglio 2010 alle 14:16
Patton, letto il puntuale post di tequilero?
A chi dicevi che era un falsario? Non ricordo…
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30 giugno 2010 alle 10:31
Man, impara almeno a rileggere quel che hai scritto:
«…la ritrovata “amicizia” [tra SB & UB] scambiata per quattro poltrone che ad oggi non hanno prodotto assolutamente nulla».
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30 giugno 2010 alle 22:51
Quando non si ha niente da dire, pur di dire qualcosa, ci si ostina nel pensare come dire le cose che non si diranno.
inutile come un tanga in un film porno
1 luglio 2010 alle 22:06
Man, va a dirlo al vento.
2 luglio 2010 alle 03:09
Man,
quando non ha niente da dire l’uomo sta zitto,
mentre il caporale filosofeggia. E s’incarta…
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30 giugno 2010 alle 12:24
Gioco per Patton:
trova le differenze
http://2.bp.blogspot.com/_wt5wN0EjEws/TCr9kid7-RI/AAAAAAAAIDA/4wKO85Sb5ZY/s1600/La+Padania+-+Nonleggerlo.png
http://www.funize.com/La_Padania/2010/6/30 ( in questa anche il giochino: cosa manca? )
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30 giugno 2010 alle 22:40
Ma io credo che alla fine, lo stesso Bossi dovrà scendere a compromessi, visto che alla prova dei fatti, non ha nessun programma di governo, e quindi rinuncerà alla secessione, in cambio del federalismo e della cacciata di tutti gli immigrati, magari in un partito unico, in cui la Lega Nord, sarà costretta a unirsi.
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29 giugno 2010 alle 14:29
Mi trovo perfettamente d’accordo con te.
Io personalmente, non ho mai incontrato personalmente Bossi, ne ho intenzione di farlo, anche perchè, se ci dovessi parlare, penso che più di qualche insulto, meritato tra l’altro, non credo potrei dirgli, e quindi ovviamente non posso conoscerlo nella vita privata, ma facendo finta che sia una persona per bene nella vita privata (e ne dubito molto), perchè non si comporta da persona civile anche in pubblico, invece di mettersi a sparare cazzate.
Sinceramente, mi da molto dispiacere, che l’onorevole Guzzanti, da persona intelligente quale è, provi ammirazione nei confronti di un cavernicolo come Bossi, il fatto che voglia mettersi sullo stesso piano suo, mi ha deluso molto.
Bossi è tutto tranne che liberale, Bossi, farebbe tutto il possibile, per ostacolare una VERA rivoluzione liberale in Italia, e soprattutto, un politico che dichiara di pulirsi il culo con la bandiera italiana, o, per citare un’altra stronzata più recente, che dichiari di essere pronto a usare la violenza per la Padania, dimostra come un individuo del genere, non sia degno di stare in politica.
Può darsi che i suoi siano solo bluff, può darsi che Bossi, si diverta a sparare cazzate, ma al governo voglio solo politici che facciano proposte concrete, e non si limitino a sparare cazzate.
Sull’immigrazione, magari la Lega avrà le sue ragioni, io non voglio negare i problemi reali, come la sinistra italiana, ma tolto l’immigrazione, la Lega perde il suo unico cavallo di battaglia, visto che non ha un programma di governo reale.
E Bossi non è mica l’unico, eh, dall’altra parte, hanno Di Pietro, che è un populista come Bossi, e a sparare cazzate, non è da meno di Bossi, anzi per certi versi lo supera, quando Di Pietro fece la lettera a Gesù Bambino, a me ha fatto sinceramente pena, il più basso della sua carriera sia politica, sia di giustizia.
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29 giugno 2010 alle 11:46
Gaetano,
4.700 combattenti in cambio di 8 soldati è assurdo.
Otto soldati in cambio di otto soldati.
1.150 assassini in cambio di due cadaveri è inconcepibile.
Due cadaveri in cambio di due cadaveri.
Ma la nostra è una situazione senza via d’uscita.
Sono d’accordo con te. Israele non deve cedere ai ricatti degli arabi. Se cede non fa altro che incoraggiarli ad ulteriori rapimenti. D’altra parte io come soldato che rischia la vita per il paese devo avere la certezza che Israele farà il possibile e l’impossibile per riportarmi a casa. Qual è la soluzione al dilemma?
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30 giugno 2010 alle 12:34
Sigal lei mi piace
e se vuole andiamo avanti
Come ho scritto a Kale non mi piace scadere nella discussione fino ad arrivare a mostrare le foto dei bambini morti da una parte per convincere sé stessi e gli altri di stare dalla parte giusta. I lutti sono da entrambe le parti
A questo modo emotivo di appassionarsi a una guerra ho sempre preferito un approccio pragmatico e crudo: volete parlarmi di bambini morti? Contiamoli. Vediamo se ne ha fatti più Piombo Fuso o più i razzi Qassam. Poi decideremo per chi emozionarci…
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29 giugno 2010 alle 12:44
Metafora sulla reciprocità dell’amore e dell’odio. Anche per spiegare la mia avversione per Autogatto.
Un giorno il mio rabbi mi chiede: “Sigal, perché mi odi?”. E io in risposta: “Ma rabbi, cosa dice? Io non La odio affatto”. E il mio rabbi allora mi chiede: “Ma allora perché io ti odio?”.
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29 giugno 2010 alle 13:08
E cosi’ al buon dell’Utri hanno ridotto la pena da 9 a 7 anni .
I FESTEGGIAMENTI SONO GIA’ INIZIATI A SENTIRE LE DICHIARAZIONI DI ESPONENTI DELLA PDL.
Gli Spatuzza e i Graviano non sono stati ritenuti testimoni attendibili con riferimento , dopo il 1992 , al ruolo svolto da Dell’Utri nella trattativa Stato-Mafia ed anche all’opera che il medesimo avrebbe svolto dopo tale data nell’investire danaro mafioso in immobili in quel di Milano.
Cosi’ hanno deciso ; di fronte alle richieste del procuratore Gatto che invece riteneva l’ipotesi verosimile invece che 11 anni anni come aveva richiesto hanno addirittura ridotto la pena.
Tutto normale.
Ma ora c’e’ da credere che saranno ordinati migliaia di cannoli per i festeggiamenti cui partecipera’ , a leggere il suo post , anche l’amico Patton.
‘Nte preoccupa’ , Pàttone, ke quarche cannolo too manneno pure a te ; a onor del vero infatti anche tu ai vari Spatuzza e Graviano non hai mai dato credito.
E poi , in fondo , e ke kkazzo so’ 7 anni di reclusione per mafia.
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29 giugno 2010 alle 22:45
No Kale,
non è affatto normale che il PG di Palermo e i suoi sostituti (come quell’Antonio Ing[r]oia che per anni ha avuto come collaboratore e istruttore del processo Dell’Utri la spia della mafia Pippo Ciuro) abbiano presentato come bocche di verità la feccia della feccia: Totò “caserma”, Gaspare “il chimico” e Cianci-minor.
E tu Kale, se alla tua non più verde età non hai ancora imparato a distinguere tre-impostori-tre dalla gente normale, vuol dire semplicemente che non hai imparato niente dalla vita.
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30 giugno 2010 alle 22:55
“la spia della mafia Pippo Ciuro”
Tratto dalla sentenza di condanna di Ciuro:
“Il comportamento del maresciallo Ciuro e’ gravissimo, ma il complesso delle sue azioni non puo’ considerarsi idoneo a realizzare un rafforzamento dell’associazione Cosa nostra, tanto meno tale rafforzamento ha effettivamente realizzato. L’imputato ha posto in essere una condotta di agevolazione che ha inciso esclusivamente in favore di Aiello”
“le condotte del Ciuro risultano sia singolarmente considerate che valutate nel loro complesso, tutte oggettivamente orientate a favorire esclusivamente l’individuo Michele Aiello”
“le informazioni riservate apprese dal Ciuro e veicolate verso l’Aiello, non sembrano aver costituito un ausilio per Cosa Nostra, neanche sotto l’aspetto intenzionale e vanno viste come reiterati tentativi di favorire l’amico imprenditore soggettivamente considerato e non come autorevole esponente di “Cosa Nostra”.
Saluti
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1 luglio 2010 alle 10:13
Caro tequi premesso che bisogna rispettare le sentenze, le ultime due righe sono chiaramente un esempio del perchè le leggi sono scritte male. Si da al Magistrato la possibilità di interpretare ogni cosa in maniera troppo ampia.
Nello specifico abbiamo un uomo delle forze dell’ordine, con un ruolo delicato, parlo di Pippo Ciuro, che riveste un ruolo importante visto che collabora nelle indagini con Ingroia, specializzato in intercettazioni ambientali, che viene colto con le mani nella marmellata, lui stesso mi pare scelga il rito abbreviato ed in udienza chiede scusa a tutti per quello che ha fatto.
Ho sempre pensato che personaggi del genere non sono pericolosi, di più!!!
Gli viene data un condanna leggera, nelle ultime due righe della sentenza da te riportata, mi devo leggere che ha aiutato solo Michele Aiello, ma lo ha fatto all’insaputa del suo ruolo nella mafia, pensando di aiutare l’Aiello imprenditore.
Vogliamo commentare Tequi? In pratica facendo un raffronto con Dell’Utri, lo stesso deve sapere che i suoi interlocutori sono in odore di mafia e viene condannato perchè chiaramente aiuta persone per la loro appartenenza alla Mafia e non come singole persone, nel caso Ciuro, un professionista del settore, braccio dx di Ingroia, che compie atti illeggittimi, da lui stesso dichiarati e confessati, che mangia pane e mafia tutti i giorni, viene in parte salvato perchè ha aiutato Aiello non sapendo che era uomo di Cosa Nostra ?! Una barzelletta.
Ti sembra normale?
Io per legge darei pene molte severe per reati come quello di Ciuro, con aggravanti se il pubblico ufficiale viene colto con le mani nel sacco per inchieste riguardanti la criminalità organizzata. Che esempio si da ad altri componenti delle forze dell’ordine? In pratica gli si dice cari amici fatevi corrompere tanto male che va vi fate qualche annetto di galera, in caso contrario rifiutando i compromessi rischiate grosso e rischiate la vita. Ed in Italia sappiamo qual’è la morale media di tutti i cittadini.
Gianluca
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3 luglio 2010 alle 11:46
Gianluca,
Ciuro è stato giudicato con il rito abbreviato, un procedimento che viene scelto dall’imputato e che comporta, in caso di condanna, uno sconto di pena, in quanto viene ripagata la scelta di “abbreviare” il processo, che viene definito allo stato degli atti.
Nei confronti di Ciuro le prove raccolte dall’accusse erano un macigno insormontabile, in quanto vi erano intercettazioni telefoniche ed ambientali che lo incastravano.
Ciuro, quindi, è stato giudicato attraverso il materiale e la documentazione raccolta dall’accusa e la difesa non aveva molti altri elementi su cui impostare la sua linea.
Nei confronti dell’imputato erano state mosse le accuse più gravi, e cioè, concorso esterno e favoreggiamento aggravato alla mafia.
Con questi capi d’imputazione lo stesso Ciuro si è fatto un bel po’ di carcere preventivo.
In primo grado e in appello queste accuse sono cadute,ed è rmasto solo favoreggiamento semplice.
Giusto? Sbagliato?
Non lo so, non conosco la sentenza in forma integrale e, quindi, mi limito a prendere atto di alcune delle cose che scrive il Giudice e cioè che non ci sono elementi per provare il concorso esterno e l’appoggio consapevole all’Associazione mafiosa e che, anzi, ci sono elementi per ritenere che l’appoggio fosse all’imprenditore Aiello e, quindi, non lo definisco mafioso o spia della mafia.
Gli altri facciano quello che vogliono, ma almeno evitino di fare lezioni di garantismo….
Gianluca ho letto alcune delle cose che hai scritto a proposito di Mangano “mio eroe”e concordo con te.
Io per quanto ho cercato non sono riuscito a capire qual è la fonte della notizia che fornisce Dell’Utri.
Mi spiego: da dove proviene l’affermazione data per certa e vera che alcuni PM avevano promesso a Mangano di uscire dal carcere se rilasciava dichiarazioni false su Berlusconi e Dell’Utri?
Esiste una fonte un documento un atto che attesta questa circostanza?
Si potrebbe fare il nome di almeno un PM che ha commesso questo reato?
Oppure devo semplicemente accettare la cosa visto che lo dice Dell’Utri?
Saluti.
4 luglio 2010 alle 01:19
la seconda che hai detto.
Riguardo la sentenza Ciuro e la discrezionalità di dire che ha aiutato l’imprenditore e non l’uomo di mafia che in pratica significa Ciuro non sapeva, non ti sembra curioso che non sa? Un professionista del settore, che sta a braccetto con Ingroia, che è parte integrante di corpi speciali, ma non sa ……..
Strano no? Infine ti ripeto il mio disappunto e ti faccio la domanda è corretto anche con un terzo di pena (per la scelta del rito abbreviate) dare così poco a chi si auto accusa e fa parte della DIA? Quando persone che rappresentano le istituzioni fanno reati del genere per me l’aggravante è massima. Un conto è un cittadino mafioso, un conto è colui che combatte la mafia che è mafioso. Lo ritengo devastante per un paese e per le sue istituzioni.
Gianluca
6 luglio 2010 alle 16:51
caro Teq,
“e, quindi, non lo definisco mafioso o spia della mafia.
Gli altri facciano quello che vogliono, ma almeno evitino di fare lezioni di garantismo….”
Nemmeno io.
Pero’ spero che tu incominci a capirmi quando dico che Antonio DiPietro deve smettere di fare il moralizzatore, quando poi lo si becca a raccontar balle. E lo stesso vale per il discorso su Luttazzi in cui ti spiegavo che se uno ruba battute deve evitare di dar del ladro ad altri.
Un saluto
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29 giugno 2010 alle 22:55
Ipotesi abbastanza singolare di reato fantasma quella che costa 7 anni di gabbia … gli antichi dicevano Nullum crimen nulla poena sine lege certa et stricta, quindi – a rigor di logica – i giudici da tempo e per generazioni stanno svolgendo una funzione che non gli compete, invadendo di fatto il campo del Parlamento (e di chi l’ha preceduto in ambito di potere legislativo).
Per avere quella funzione dovrebbero modificare la Costituzione nella parte in cui prevede che una sentenza non sia vincolante per i giudici successivi.
La parte più importante della sentenza però è la demolizione dei teoremi accusatori fondati sulle parole di un pentito che parla a rate e su tante insinuazioni … il giudice evidentemente non ha trovato niente a supporto e giustamente ha cestinato tutto (il fatto non sussiste).
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30 giugno 2010 alle 12:32
-jm-, hai letto la sentenza per caso?
Mi sa di no, perché ancora non è disponibile.
Finora, quindi, tutte chiacchiere da bar. Quanto ci piacciono!
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29 giugno 2010 alle 13:18
Patton scrive:
29 giugno 2010 alle 10:44
Carissimo “capitano”,per come la vedo,ha scritto un autogoal. credo sia chiaro e luminosissimo ai molti che non hanno mai votato Lega o Pdl (f.i, an, ecc), che il sistema paese ,fatto per una parte del suoi buio sociale/politico più marcio, dato dal sistema mafie e simili ( da sud a nord e globalizzate), non si risolve con testimoni, o giudici o tribunali o appelli o anni o papelli inesistenti,edanche laddove fossero invece esistiti. Lei, con la sua grande intelligenza, potrebbe intuire che chi è ancora libero, non si è fatto sradicare da nessuna chiesa e nessuna chiesa politica e sa perfettamente perché son morti Falcone e Borsellino e tanti altri. Questi “eroi” , come anche altri ,vedi fra tutti l’eroe borghese Ambrosoli , avevano perfettamente capito la questione morale e le soluzioni per evitare che il paese galoppasse sempre più , come per altri aspetti, nella degenerazione dei suoi mali piu tragici.Hilman, ma anche Saviano, ci direbbe di questi uomini ammalati del mito,come crono a urano a mangiar i propri stessi figli. Le leggi, e chi risponde solo a queste, non bastano alla convivenza civile, non fanno la rivoluzione culturale di cui aveva cosi bisogno questo paese, amorale, e siamo ad un paese per vecchi e trote, nate gia vecchie, di quei laghi paludosi, senz’acque né dolci né salate, sempre quella zuppa di fango da ingoiare,successione per successione, che si parli di società delle normali trote, o di quelle piu illegali
Chi si è voluto appigliare , nell’ultimo ventennio, a un sensazionalismo fatto da chissa quale svolta generata dentro le aule dei tribunali, o chi si è aggrappato ad un giustizialismo che rischia di rendere pupulista come un leghista,preso dalla sua “preoccu-panza”, questo o quel fanatico grillista o travaglista o dipietrista, ecco quel “chi e come” non sono io e tanti , tanti milioni come me, che forse non votano nemmeno più,o votano partiti minori, o votano pd turandosi il naso. Questi “chi” , che non sono “i signorini” che lei difendeva come fossero dei nuovi pasolini contemporanei, sono persone che le sentenze come quella di oggi non le provocano volendone altre, le rispettano, perché la tristezza senza provocazioni è che la realtà già grave così come era ed è; è gia triste che quel signore abbia fatto passare per veri quei diari a cui si aggiunge semplicmente,un aggravante che ha colpito tanto tessuto sano del paese.la palma ormai è globalizzata.Che Dell’Utri nel 92 si è redento,non cambiava e non cambia nulla , perchè fino al 92 era comunque quello dell’appoggio esterno.Non è che dopo ventanni cambia il dato storico dei precedenti.A me e milioni come me, bastava e basta per risolvere la questione morale.è cioè sufficiente che lui,e persone come lui, non partecipino alla vita politica e alle scelte su questo paese,sia in diretta sui banchi legislativi o governativi, sia indirettamente,dietro,a muoverne le fila.Ed è questo il senso di convivenza e di pace. Cosi pure in totale pace con un presidente del senato,che non ha alcun reato di mafia e non ho mai considerato mafioso.ai mafiosi vanno date tutte le garanzie di difesa come a tutti gli altri cittadini,ma con la questione morale risolta, il loro avvocato non potrà mai partecipare alla vita paese,né tantomeno dire( se vivi al sud lo sai perfettamente ed ora anche al nord) che non conosceva quella brutta gente (alla mandalà ed altri) con cui lavorava.purtroppo quando il tessuto è pregno di criminali,sai perfettamente con chi prendere o non prendere mai nessun caffè e se lo prendi,coa che rientrà nelle libertà personali,non sei mafioso, più semplicmente però non puoi partecipare ad una cosi cosi delicata come la politica.non sei un criminale come loro,ma c’hai fatto affari o ne hai tutelato i diritti e non è il tribunale che può stabilire la regole di coscienza.questo è un “campo” su cui scendono altre regole, che infatti se la nostra società politica avesse rispettato,non ci avrebbe portato al romanzo impopolare che siamo. Lei caro Patton, dà idea sbagliata di sé, non può essere così senza neuroni da viversi come io fossi un cojone senzo manco più il mezzo neurone con altri milioni come me a cui è rimasto.siamo pietrificati di dolore, che non è quello più “imbecille” di pensare agli italioti che votano lega o pdl , ma che è quello lucido, antico,incondizionabile come lo è l’amore che lo sorregge, che in sintesi volge lo sguardo attonito a chi doveva controllare che tutto il dnadramma non degenerasse fino a questo punto , tanto da essere sempre di fronte a un eterno presente senza passato e senza futuro, con i vari brancher e i vari dell’utri ad attraversarlo, come anche tutti i nomi dell’ex pci ,salvati da tangentopoli e continuati nei vari fassino ,prodi o d’alema ecc che mai hanno risolto la questione morale e che possono portare gli stessi finti martiri,perché cosi si proclamano insieme tutti i vari brancher o dell’utri.Martiri peraltro riciclati,come le classi dirigenti della politica made in italy,di mafiopoli in mafiemilanoexpòpoli e di tangentopoli in criccopoli ,diversamente martiri, mentre i veri eroi si rivoltano nelle tombe insieme a falcone e borsellino.tutto per la solita storia di litigarsi la storia,da un parte all’altra della corda,autoimpiccandoci tutti ,da una parte all’altra ,la speranza di essere un paese migliore, come alcune sparutissime realtà vogliono disperatamente esserlo.
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29 giugno 2010 alle 22:12
Paso,
a parte il fatto che io sono “generale”, il tuo postone non lo assaggerebbe neanche il mio cane, che pure è di bocca buona.
Su Falcone e Borsellino, questo blog è l’unico sito che io conosca (e ne conosco molti) dove sta scritto come e perché sono morti.
Vatti a rileggere gli arretrati. Poi, eventualmente, ne riparliamo.
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29 giugno 2010 alle 13:25
…dimenticavo … Auguri Paolo
e, se mi permetti, auguri ossequiosi all’unica persona seria di questo paese :
Auguri Giorgio
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29 giugno 2010 alle 13:44
Il pianista sul tetto è muto
Ed il suo manto è di ghiaccio
Tu, mio cavaliere rosso,
sei vivo e palpitante.
So please don’t be jealous
Of the pianist on the roof.
Io resterò per sempre
Incatenata al tuo collo.
GUER – SUL TUO tetto ammetto soltanto
violini di Chagall
potrei tollerare un batterista volante
che Chagall assolutamente escludeva
e un chitarrista cieco, in genere di breve permanenza sui tetti
potrei superare il trauma di uno xilofonista sulle tegole
e di chi suona l’oboe col camino
Ma un pianista corruttore di variazioni sul tema
Ma un pianista dall’occhio languido che gira il do in mi e settima diminuita
Ma un pianista di virtuosità digitali
Ma unpianista dal cuore spezzato che chiama le gattine a raccolta sotto il suo suo mecxcanismo di cuori e martelletti
Ma un tale pianista
Subito lo precipiterei dal Chrysler Building
giù sul side walk
pronto per l’autospia delle sue note adescatrici
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29 giugno 2010 alle 14:17
se l’ipotesi della bomba fosse vera allora è inevitabile legare usctica a bologna,una serie di attentati libici per risolvere la questione maltese e per impedire che alcune are marittime con importanza petrolifera finissero in mano all’eni.Ma è altrettanto plausibile che la questione maltese abbia creato scenari di guerra ed intollerenza verso il doppio giochismo italiano,nel sostegno palestinese e libico,ingaggiando combattimenti aerei sui nostri celi ,ed interferendo sull’appoggio nazionale ai terroristi dell’olp con l’attentato a bologna.Infondo poi la tensione si palesò con la famosa vicenda dell’achille lauro.
Ad ogni modo non so mai come pormi difronte a queste cose,da un lato comprendo la necessità di occultare la verità per questioni militari e di sicurezza,dall’altro provo una profonda commozione per le vittime e i loro cari.
anche questa volta il mio intervento è banale e di basso spessore,perdonatemi.
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29 giugno 2010 alle 14:30
Guzzanti ha appena finito di scrivere il suo articolo su Bossi animato anche da una piu’ che naturale “sun-patia” per quella persona devastata nella sua carne dalla malattia ed ecco il “cavernicolo” , come qualcuno lo chiama qui’ dentro , che ricomincia a parlare di ” presa violenta del potere” ; siamo alle solite …dopo i trecentomila di qualche anno fa’ e i dieci milioni dell’altro ieri ora si riparla in certi termini.
Dalla fine della guerra ad oggi non c’e’ stato nessun partito che ha usato un linguaggio simile ; neanche il Togliatti della prima ora che in una Tribuna Politica di tanti anni fa al noto giornalista Mangione disse che la prima regola del PCI era quella di rispettare la Costituzione Italiana che anch’essi avevano contribuito a scrivere.
E’ questa la strada ? Non vorra’ dire nulla ma intanto lo stesso Guzzanti scrive : ” Contro il secessionismo, che non ci sarà, sono pronto a staccare il fucile (che non ho) dal muro e farmi fare la pelle con un colpo in fronte gridando viva l’Italia se fosse necessario ” ;
o magari fanno scrivere a Manpan : ” Ps. nel mio fucile, che ho, il colpo è già in canna, i caricatori sono pieni e ben lubrificati. ”
Sono segnali forse , non ancora , significativi ma non troppo simpatici.
Insomma…la sensazione che tantissimi hanno e’ questa…sono le parole usate da Solid Snake : ” I leghisti sono persone ignoranti come capre ” , ovvero , ai miei occhi , non sembrano persone che possano offrire garanzie piu’ di tanto e per di piu’ – non poteva essere altrimenti – protagonisti di una oggettiva e bella “contaminatio” con quelle forme perverse dell’uso del potere che sempre a parole hanno condannato.
A Roma si dice che ” chi va co lo zoppo impara a zzoppica’”. In altre parole , per usare un ormai arcaico “leit motiv” si ha anche la sensazione che la “forza propulsiva” della Lega -ammesso che ci sia mai stata – si vada annacquando.
A tale proposito , Giulio…dici che Bossi appare furbo e anche “levantino”…a me , per la verita’ , nella vicenda Brancher e’ apparso pure un po’ coglione e falso stando alle parole del suo accolito Calderoli il quale ha detto che l’Umberto sapeva , eccome se sapeva.
Ergo………
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30 giugno 2010 alle 08:11
Ciao Kale,
ti ringrazio per la citazione ma forse non ci siamo capiti :
ti dico subito che non mi rispecchio nelle parole di Solid Snake,
la mia, e forse anche quella di Paolo, è “legittima difesa” !
la domanda che devi farti è : ma chi ha cominciato ?
Io inneggio a qualcosa che esiste e non a qualcosa di inventato : “viva l’italia”
Io non posso sopportare che, politicamente parlando, quattro delinquenti populisti che fortuna loro hanno trovato il modo di farsi ‘leggere’ dal popolo, mandino a puttane un intero paese per uno obbiettivo che non raggiungeranno mai.
Non raggiungeranno mai perchè quello stesso popolo che urla e strepita contro roma ladrona appena si renderà conto che quello che chiedono saranno loro e solo loro a pagarlo, certo non continueranno su quell strada.
E non intendo solo il mero costo ma la necessità a quel punto di dover rinunciare a quelle piccole magagne quotidiane che oggi si attribuiscono solo ai terroni ma, a ben vedere vivendoci, sono presenti anche al nord se non addirittura multipticati.
Ti faccio un esempio , da uno studio riservato di una famosa banca straniera che opera su tutto il territorio nazionale risulta che l’evasione fiscale legata alla produzione e vendita in Italia è concentrata in due zone : la seconda è il casertano e, incredibile incredibile, la prima è la brianza.
Ora chi glielo dice ai brianzoli che con il federalismo dovranno cominciare a pagare le tasse ?
Il mio modesto parere è che i voti la lega le prinde perche, pur essendo al govendo e non se ne sono accorti, resta un voto di protesta e di spariglio, altra cosa poi è cominciare a fare sul serio imponendo e rispettando regole.
Per concludere, non ti preoccupare, in italia le armi le abbiamo deposte con il famoso “obbedisco”, siamo troppo stanchi e distratti, ma non vigliacchi come certi altri che parlano parlano …, per fare veramente la guerra.
Però, ovvimente, è meglio non stuzzicare troppo ….
saluti
Emanuele
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29 giugno 2010 alle 14:34
Ribadisco, Guzzanti, che io rimango molto male, a sapere la sua ammirazione per Umberto Bossi, se mai il PLI, avesse intenzione allearsi con la Lega, il mio voto non lo avrebbe mai, può starne certo, io trovo molto contraddittorio, che si critichi Berlusconi, e si elogi Bossi, che per me, fa anche più schifo di Berlusconi, per i motivi che ho detto prima.
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30 giugno 2010 alle 11:40
Solid,
come tutti i faziosi “de ceppo”, Lei è del tutto incapace di distinguere politico e privato,
avversione politica e simpatia umana. In una parola, la Sua legge si chiama tribù.
C’è una sola forza che possa cavare qualcosa di buono da questa mentalità: l’islàm.
Come già accadde mille anni fa.
Assalam aleikum
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6 luglio 2010 alle 19:41
Non hai capito “una ceppa”.
A me Bossi fa schifo, per le sue politiche populiste, per le sue stronzate sulla Padania, e oltretutto per la mancanza di un serio programma politico.
Io nei confronti di Guzzanti ho sempre avuto un’immensa stima, però in passato ho letto che Guzzanti avrebbe pensato di allearsi con Bossi, e io ci sono rimasto male.
Ma la mia è una crtica, legittima per’altro, ma la stima nei confronti di Guzzanti, come persona e come politico, rimane intatta, tu sei del tutto incapace di distinguere una critica da una offesa, la tua legge si chiama CENSURA.
L’unica cosa cattiva, che nasce da una mentalità del genere, è una sola: COMUNISMO.
Come accadde decenni fa.
LENIN.
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29 giugno 2010 alle 14:39
Caro autogatto2000 …scrivi : ” Indubbiamente la vicenda di Shalit è un ottimo argomento per distogliere l’opinione pubblica da cose enormemente più gravi come la prossima annunciata crisi con l’Iran e al prevedibile attacco preventivo di Israele …alla faccia delle convenzioni internazionali.”
Sappiamo come la pensi ; hai fatto bene a puntualizzare che quel famoso filmato proposto da Sigal era una patacca che risaliva l 2009…io del resto ho avuto modo di farle notare quanto fosse assurdo l’altro filmato dalla medesima propostoci che voleva dimostrare quanto si vivesse bene a Gaza ; cio’ premesso , le parole che usi a proposito di Shalit sono una toppata cosmica , per me.
Di Shalit non se ne parla oggi per confondere le idee come dici tu…sono quattro anni che periodicamente se ne parla ; si tratta solo di riportare alla vita un ragazzo di nome Gilad…preciso meglio , il “SOLDATO” Gilad.
Anzi guarda… scusami eh , ma certe cose si dovrebbero capire senza tante spiegazioni.
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30 giugno 2010 alle 12:30
Salve Kale
Io, quando si parla di guerra ho sempre rifiutato il giochino di mostrare i bambini morti da una parte per convincere sé stessi e gli altri di stare dalla parte giusta. Come se non ci fossero morti bambini da entrambe le parti. Tutto qui … il soldato Gilad è un problema ma non è IL PROBLEMA.
Un abbraccio
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29 giugno 2010 alle 14:44
….Anche nel mio PPS-43
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29 giugno 2010 alle 15:48
Un paese morto.
A me piaceva come persona e come personaggio, sincero, onesto e con qualcosina da dire : forse non proprio un attorone ma molto meglio di altri che si vantano di esserlo.
Oggi ore 13.30 primo servizio apertura tg1 : 10 minuti (DIECI MINUTI su 22 ) di Taricone, cronaca, 2 collegamenti in diretta, storia, coccodrillo, esperto.
Ma è possibile che in un paese come questo il maggiore organo di informazione (non più ormai da tempo) dedichi tutto questo tempo al buon Tarricone quando ieri lo stesso organo ha liquidato in 20 secondi l’anniversario della morte del mattattore ?
W taricone sicuramente ma abbbbbbbbbasso quel poco di tg1 che è rimasto : figurarsi cosa potrebbe accadere se, come ha detto il padrone, si farà lo sciopero .
Ma poi mi chiedo, lo sciopero di che ?
da mo che sono in sciopero ma non di notizie, di cervello.
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29 giugno 2010 alle 22:59
Non è il TG1 … sono tutti i media italiani … perfino la tua amata Repubblica.
Guarda gli screen che hanno preso qui: http://b2l.me/7hp69
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30 giugno 2010 alle 12:28
-jm-, quanta demagogia.
Ad utilizzare la katana in queste cose, non è utile. Fidati.
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30 giugno 2010 alle 08:08
Vabbè manpan ma ancora di sorprendi? Purtroppo questo è lo schifo che proprio il buon Taricone non avrebbe mai voluto gli fosse dedicato!
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1 luglio 2010 alle 08:21
Io su sta storia di Taricone sono rimasto moderatamente allibio.
Tutti a dire era simpatico, sensibile, disponibile come se fossero doti sufficenti a meritarsi la fama.
Diciamo la verità: artisticamente era uno zero, un personaggio creato dalla TV più commerciale che non era capace di fare niente.
A recitare faceva pena, mi dispiace dirlo e solo in Italia dove ormai lo star system cinematografico e televisivo (che ormai sono una cosa sola visto quanto ormai il cinema si affida ai personaggi televisivi,Corona compreso) è vicino allo zero lo si può considerare non dico un bravo attore ma proprio un attore.
La Parietti l’ha paragonato a James Dean, ma avete presente chi era James Dean?
Un attore considerato da Elia Kazan il più bravo con cui ha lavorato (e ha lavorato anche con Brando e DeNiro), che a 24 anni vantava già 2 nomination agli Oscar e interpretazioni che hanno fatto la storia del cinema.
Un’altro giornalista ha scritto che era un caratterista alla Lino Ventura.
Si paragona un “attore” che ha fatto alcune particina in Ricordati di me di Muccino e nella Squadra 2 a uno dei più grandi attori europei del dopoguerra protagonista tra l’altro di un sfilza di capolavori impressionante.
Ed è un coro unanime che comprende anche i giornali cosidetti seri come il Corriere, la Repubblica,il Giornale, la Stampa per non parlare del coccodrillo di Saviano che ormai è come il prezzemolo.
E’ veramente triste, non c’è senso del ridicolo, non c’è memoria storica, non c’è conoscenza di niente.
Taricone può al massimo essere considerato un personaggio di costume, niente di più, dargli tutto questo spazio mi sembra veramente fuori luogo e fare questi paragoni oltre che assurdo è anche diseducativo.
Non basta andare al Grande Fratello per essere James Dean.
Non basta recitare una particina in una fiction per essere Lino Ventura.
Del resto ogni epoca ha i miti che si merita.
Saluti.
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6 luglio 2010 alle 08:23
Kint, hai ragione su tutta la linea. Il coverage che ha ricevuto la morte di Taricone è stato impressionante, quasi sorprendente anche di questi tempi! Però io in quei giorni ho visto anche l’altra faccia della medaglia, quello di chi si sente superiore a un personaggio che ha fatto tv (e quella tv) a tal punto da pensare che la sua morte non possa essere un evento triste di cui dispiacersi; quasi come se quell’uomo avesse meno diritto di altri al cordoglio e al dolore.
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29 giugno 2010 alle 17:20
Ah, se volete leggere qualcosa su che razza di pezzo di merda sia Bossi, basta che andiate su polisblog.
E polisblog, è un sito molto obiettivo non fa sconti a nessuno, ne a Prodi ne a Berlusconi, ne a Fini ne a D’Alema, ne a Bossi ne a Di Pietro.
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30 giugno 2010 alle 10:15
Polisblog, alla voce Bossi, dà 658 (seicentocinquantotto) voci.
Solid, scommetto che il Suo motto preferito è:
“Lavora tu, leghista di merda”. Il mio invece è:
“Lavori ANCHE Lei, terrone.”
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4 luglio 2010 alle 09:52
No, il mio motto è:
“Non mandate a puttane l’Italia, polentoni leghisti di merda”.
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29 giugno 2010 alle 17:23
E sia chiaro, non mi va di difendere l’Italia, che è un paese marcio e corrotto, ma Bossi la renderebbe ancora peggio di quello che è.
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29 giugno 2010 alle 17:24
Infine, concludo dicendo un’ultima cosa, e poi basta.
Chiedo a Guzzanti una cosa: ma la Lega Nord, non era più debole, visto che a quanto detto mesi fa da lei in persona, Berlusconi aveva negoziato un patto con l’UDC e il PD, per rendere la Lega sempre più debole rispetto a quanto era prima.
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29 giugno 2010 alle 22:05
Questo editoriale di oggi di M.Margiocco, secondo me è esemplare per chiarezza, nel confuso panorama degli articoli che oggi sono stati scritti sull’argomento.
http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100629&ediz=20_CITTA&npag=1&file=MARGIOCCO_30.xml&type=STANDARD
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30 giugno 2010 alle 11:12
Bell’articolo, Alberto.
Ma bisognerebbe aggiungere che i cittadini lombardi pagano l’89% di quel che devono, i calabresi il 46% (v. Luca Ricolfi, Il sacco del Nord, p. 110).
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30 giugno 2010 alle 22:56
Caro Patton in Italia per chi paga, secondo CGIA di mestre, e tenendo conto del PIL reale la pressione è al 52%.
http://www.libero-news.it/news/431703/La_pressione_fiscale_per_gli_onesti_sfiora_il____.html
Quindi 9 punti in più della pressione dichiarata da ISTAT del 43,2 %.
Poi arrivando al discorso che facevi, posto questo studio UNIONCAMERE dove mi sembra veramente importante la considerazione, terribile per il Sud:
“La limitatezza dei flussi finanziari statali ha spinto le Regioni virtuose a sviluppare una sostanziale autonomia fiscale.”
http://forum.alfemminile.com/forum/actu1/__f27938_actu1-Il-veneto-e-la-regione-con-l-evasione-piu-bassa.html
Quindi abbiamo nel sud, due diverse situazioni negative che si sommano, la maggior evasione accompagnata da una spesa meno efficiente.
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30 giugno 2010 alle 23:38
D’accordo anche io Alberto è un ottimo articolo. Mi chiedo, come mai sul tema siamo così ignoranti? Penso che un giornalismo serio (che non c’è) avrebbe l’obbligo di fare delle inchieste sul tema. Confrontare l’imposizione diretta ed indiretta (e su questa ne uscirebbero delle belle) dei paesi occidentali con la ns Italia.
Farci conoscere quello che è successo negli ultimi 30 anni, e quali sono i livelli riconosciuti di welfare negli altri paesi con cui ci confrontiamo. Ma il ns giornalismo latita, bisognerebbe fare dei puzzle e poi ricostruire tutto fino a far comparire un immagine che dimostrasse qualcosa.
Per esempio quando si parla d’intercettazioni e poi si finisce sul tema giustizia, continuo a ripetere che il concetto di fondo sulla tutela della privacy per noi liberali deve essere un TOTEM, allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non trasformare la tutela della privacy in una giustizia colabrodo.
Che siamo unici lo dimostra per esempio questa notizia uscita oggi (sempre se vera), il 45 – 50% delle rapina in banca nei paesi CEE avviene in Italia.
http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_30/banche-rapine-italia-europa_47dace7c-843c-11df-a860-00144f02aabe.shtml
Questo per dire che ogni argomento poi va considerato con i numeri che il paese sforna, numeri attinenti nel caso giustizia, come reati commessi in un anno, denunce civili e penali in un anno, ecc. ecc. mentre altri numeri che spesso si leggono sono totalmente inutili, come per esempio il numero degli abitanti.
Nel bellissimo confronto fatto sui metodi di ricerca per capire quanti sono intercettati ed ascoltati continuo a ripetere che tutto è relativo. Se in un paese di 1000 abitanti ogni anno vengono aperti 5000 procedimenti penali, poi ci lamentiamo se nel paese sono tutti intercettati? Al contrario in un paese di 100 milione di abitanti, se ogni anno vengono aperti 1000 procedimenti penali anche 500 intercettati sono una mostruosità. Fermo restando il TOTEM della privacy e dell’assurdità di pubblicare il contenuto di telefonate con protagoniste persone fuori dalle indagini, il resto andrebbe calcolato considerando i giusti riferimenti.
Gianluca
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1 luglio 2010 alle 11:27
Caro Gianluca ho voluto proprio evidenziare l ‘articolo di Margiocco che è appunto quello che meglio rappresenta l’ inchiesta su dati messi insieme con ricerca attenta, intelligenza e fatica e con rispetto verso i lettori. D’ altronde in Italia, come ho più volte notato, oltre al ciarpame giornalistico d’ inchiesta che non rispetta il lettore (un sintomo della disaffezione sono la diminuzione inesorabile e progressiva delle copie vendute) c’è invece e soprattutto il ciarpame degli istituti di ricerca a che non rispettano nè se stessi nè i cittadini contribuenti.
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29 giugno 2010 alle 22:33
segare http://www.paologuzzanti.it/?p=1494&cpage=1#comment-118667
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29 giugno 2010 alle 22:45
Ho fatto il tifo per Dell’Utri non per il senatore PDL, ma per le scorrettezze della pubblica accusa che, avvalendosi anche di visibilissimi ed interessati suggeritori esterni, ha tentato di imbastire un nuovo processo con pentiti “à la carte” disposti a dire tutto ed in contrario, mentre il processo di appello deve riguardare il processo appellato punto e basta. Questo lo sa anche chi ha superato l’esame di procedura preparandosi sui Bignami dove avrebbero trovato un riferimento ad un principio sintetizzato nella locuzione “ne bis in idem”. Il vero sconfitto si chiama Ingroia che è rimasto col pentito sputtanato. Per certi magistrati le regole hanno il valore degli optional, non sapendo che relegano il paese ai livelli del terzo mondo.
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30 giugno 2010 alle 23:53
Pur non avendo in simpatia Ingroia, non capisco perchè è il vero sconfitto. Il processo iniziale con PM Ingroia ha visto Dell’Utri condannato a 9 anni, ora la pena è stata diminuita di due anni.
Aspettiamo le motivazioni, anche se sappiamo che in appello è stato stabilito che fino al 1992 i rapporti di Dell’Utri sono considerati in odore di mafia ed è stata confermata l’impalcatura processuale di Ingroia che l’ha condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, con la differenza che dopo il 1992 non ci sono più prove che questo reato sia continuato.
Mi spieghi cortesemente perchè è sconfitto?
Comunque Giulio sei troppo forte, non ho mai conosciuto un comunista come te, poi diventato Diessino ed ora del PD come mi pare hai scritto, sempre incazzato con personaggi pubblici che la tua parte politica (dove hai detto di essere iscritto) ha innalzato a totem.
Questo ti fa onore visto che vai contro corrente ma così contro corrente che per le tue idee se ora ti iscrivessi al PDL troveresti molte persone che la pensono come te a differenza di coloro che iscritti come te al PD la pensano su quasi tutto al contrario da te.
Hai mai pensato di stracciare la tessera, rassegnarti alla sconfitta e cambiarla con la tessera del PDL? Comunque tra le due tessere la TERZA GODE….. fatti una bella tessera de PLI!!!
Gianluca
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29 giugno 2010 alle 23:10
Marcello Dell’Utri R.I.C. (riposi in carcere).
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30 giugno 2010 alle 09:39
R.I.J.
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29 giugno 2010 alle 23:17
La questione morale nel volo di Taricone
anche Patton menziona Saviano e mi fa piacere . anche saviano ha parlato con grande vicinanza alla morte del suo ex compagno di liceo. ne ha parlato come esempio di quel ragazzo del sud ,vicino alla sua terra e con tanta voglia di non imitarne i mali. poi si può discutere se il GF sia la via d’uscita, ma tant’è che un ragazzo di caserta, normalmente segue la cultura dominante,quella del silenzio, tanto più se ha raggiunto una meta o successo , normalmente più condivisa culturalmente dalla camorra, che non da chi si impegna nell’antimafia e dintorni come Saviano.Eppure Taricone, ai cacciabombardieri che iniziò sb contro saviano, quasi subito dopo, controcorrente ai costumi di quelle zone, lanciò il suo messaggio alla sua stessa Caserta e al paese. fu di dissenso profondo dal nostro p.d.c. e di appoggio incondizionato a Saviano.
il suo volo lo vedo drammatico perche rappresenta come ci stiamo sfracellando perchè il segnale non arriva all’orecchio di chi,in tutti i suoi centri nervosi e apparati , deve decidere entro e non oltre gli ultimi 100 metri, come aprire ogni armamentario utile prima che i fili si attorciglino cosi tanto da stringerne il corpo e sfracellarlo al suolo .la metafora del corpo ( nazione, suolo,persone/popolo,tessutim apparati ecc) si potrebbe vedere anche sotto un altro punto di vista, comunque tragico. come il volo temerario,nonostante tante atleticità, ancora non pronto alla sua profonda etica di libertà, che è all’insegna di tutta una storia del paese in quel corpo ricco di voglia di farcela,miracoli, boom e lanci o propagande, lanciato nel vuoto di memoria e progetti,tutti inutili, senza coscienza anticipata, delle aperture necessarie prima dello schianto finale.
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30 giugno 2010 alle 07:25
Riciclo a moto perpetuo del martirificio italiano
quello là ,ieri, ha ripetuto ’sta storia dell’eroe .
ora io vorrei davvero questo signore passasse di qua e leggesse questa bacheca animata o stadio o salotto o casa dell’onorevole Guzzanti e vorrei tanto dirgli :
figliuolo mio, scusa la mia ignoranza secolare, ma che lessico usi ?ma te lo sai che quelle cose che dici sono mafia mentale?
ancorchè tu che pronunci e ripronunci quei concetti , ti farai fare, come altri si sono fatti fare, delle leggi ad personam? ancorchè fra poco non esisterà appunto per te e persone come te, neanche più appoggio esterno ,financo a quello interno , associativo mafioso, ma ti rendi conto che razza di affermazioni pubbliche fai e in più ri-fai? senza nemmeno renderti conto che volendo stravincere, sfracelli te e tutti. vedi mamma santissima, io penso che il papello era una grande cazzata, quindi anche una montatura oltre certi limiti dello stesso Ciancimino jr, ma tu ieri , figliolo caro, ma che cacchio hai ridetto? ma ti rendo conto? lui eroe e di conseguenza implicita tu e il tuo Lui ,martiri? siamo alle solite. è giusto osservare come “pentitologia” e “pentitismo” abbiano deragliato e quindi come e quanto ti potevano travolgere assegliandoti situazioni fuori dalla reale portata,ma che comunque tu hai già nei fatti gravi della tua vita ,che ti vedono come Andreotti e tuti gli altri seduti dentro le istituzioni,però tu c’hai dato dentro alla grande nel confermare quello che sei , legato al peggio della cultura della tua terra,in cui il silenzio è d’oro, diventa assioma di omertà e guai a chi parla. Mangano era un criminale ,te lo vuoi mettere in testa?questo rimane e se vuoi essere un senatore della repubblica, devi chiamarlo così come chiami tutti gli altri, Spatuzza compreso.io non li faccio entrare a casa mia o altrui, lo capisci??? Gli eroi ,la senti questa parola? sono tuttaltro! dunque tu sei colui che direttamente conferma cosa è mafia, che è una condizione mentale presistente alla condotta criminale. il fenomeno associativo della società segreta di riferimento è solo un optional organizzativo a quella forma mentis e siccome tu non sei un ignorante come me, sai perfettamente cosa stavi ridicendo ieri a a chi fare arrivare il messaggio , cioè ad entrambe le società parallele, per sortire due diversi effetti di un ‘unica sinergia.non mi interssa vedere che in pratica , senza pagare la mafia, ti bruciano tutto,compresi i figli degli amici come i tuoi, lo capisci????
sai che ti dico? l’antimafia seria è stata ridotta da quella di moda, come antimafia complessiva abbiamo fallito, ma se voglio avere speranza, spero che quelli al vostro interno, dei migliori, anche nelle loro forme giovanili, siano più bravi di quanto non lo siamo stati noi , e chiedano a gran forza che tu e persone come te, escano definivamente dalle istituzioni della repubblica e non le facciano mai più entrare, senza aspettare p.m.,tribunali, pronunce e ben netti e divise le due società , quella malata come la tua dall’altra, un po’ malata, ma non del tuo marcio ad iniziare dalla tua bibliofilalingua
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30 giugno 2010 alle 12:06
Paso scrive:
«io non li faccio entrare a casa mia o altrui.»
Sta tranquilla, nessun mafioso vuol entrare a casa tua.
Ma a casa di Travaglio e di Ingroia, sì, c’entrava Pippo Ciuro.
E non è la prima volta, né l’ultima, che questo accade.
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30 giugno 2010 alle 09:30
ec assegnandoti ( Patton, prima o poi imparerò a rileggermi , prima di schiacciare invia, abbia fiducia che voglio imparare
..per ora altri errori di virgole e dintorni ecc non ho tempo di correggerli,non ho detto che non ci sono.ciao )
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30 giugno 2010 alle 11:11
Proprio per le motivazioni che ha spiegato lei tanto bene, sono due tornate elettorali che io, figlio di meridionali, voto la Lega di Bossi.
Ho sempre pensato che Bossi a volte le spari enormi per raggiungere il suo scopo minimo… una volta era eresia parlare di federalismo… Bossi parlò di secessione e divennero tutti federalisti…
Non sono un leghista “duro e puro” ma sono uno di quelli che deluso dalla Sinistra, deluso da Berlusoni, deluso dal “Sistema”, crede che al momento i danni peggiori ci siano risparmiati dal duo Tremonti/Bossi.
Spero che il PLI diventi un partito di Governo, che possa far rivivere le convinzioni e le idee di Enaiudi: per questo Lei, deve avvicinare a se gente del suo calibro: servono grandi personalità e gente conosciuta, lei ce la può e ce la deve fare!! Non molli!!
P.S.
Ho letto il suo ultimo libro (della trilogia recente mi manca il “vs Berlusconi”, ma presto lo leggerò), ma meglio sarebbe dire “l’ho divorato”.
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1 luglio 2010 alle 08:37
E in attesa che arrivi Einaudi lei che fa, vota Bossi? Tremonti?
Le ricordo che questo governo ha cancellato timidie riforme liberali che BERSANI AVEVA INTRODOTTO nelle professi. Bossi non ha detto niente (perchè troppo ignorante per capire un cazzo) e tremonti nemmeno (Troppo illiberale per essere in disaccordo, lui stesso è commercialista)
Lasci perdere Einaudi e i suoi genitori meridionali, abbia la dignità di non farsi scudo di niente, per favore.
Si assuma la responsabilità di dire che per lei Bossi è una persona molto colta e con senso civico e dello stato. Lui e tutti i leghisti. E si assuma di elencare le riforme liberali che Tremionti ha introdotto in economia.
Cazzo ma ve la volete assumere questa cazzo di responsabilità o non vi basta la coscienza di dire che
vi sentite appieno rappresentati dall’uomo più scansafatiche, ignorante e cafone di tutti. Vi vergognate ? Come mai?
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30 giugno 2010 alle 13:12
Patton scrive:
29 giugno 2010 alle 22:12
Paso,
a parte il fatto che io sono “generale”, il tuo postone non lo assaggerebbe neanche il mio cane, che pure è di bocca buona.
Su Falcone e Borsellino, questo blog è l’unico sito che io conosca (e ne conosco molti) dove sta scritto come e perché sono morti.
Vatti a rileggere gli arretrati. Poi, eventualmente, ne riparliamo.
———–
Patton a parte il fatto che non hai capito ancora un caxxo e anche una mazza , di come io la pensi sull’antimafia e forse dovresti rileggerti meglio Xaxa per capirmi. ma lasciamo perdere le craniate con cui giocherei a panzate con te ,come si faceva giocando da piccoli perchè mi divertirei di più. passiamo al sodo, tu in quel campo a suo modo militare , sei capitano, punto. non esistono generali in quella gerarchia e per ora non ti vedo cosi “generale” da fare l’allenatore. Quando ti vivrò come allenatore , fidati che te lo dirò. ultima che devo andare ( poi ritorno , preparati e fatti bello) per quanto riguarda i cani , tu non hai capito ancora un caxxo del pianeta cane , figuriamoci delle ciotole. potremo inziare dal primo livello grammatica lupo, ma l’onorevole finirebbe giustamente per fare la grammatica tigre e diventeremmo uno zoo che fra le reti della rete è già un po’ il suo limite. bau bau (ciao)
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30 giugno 2010 alle 13:16
SONO ANDATO VEDERMI POLISBLOG. RIPORTO UN PEZZO SUGLI ONESTI E PATRIOTTICI LEGHISTI.
Sentenza dell’Utri: quando la Lega era giustizialista e parlava di Berlusconi e di mafia
pubblicato: mercoledì 30 giugno 2010 da Bruno Marino
Come ormai molti di voi sapranno (esclusi quelli che guardano il Tg1), Marcello dell’Utri è stato condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. (…)
I commenti più belli sono senza dubbio quelli leghisti. Bossi, ad esempio, ha detto che “l’appoggio esterno non significa nulla, non che Dell’Utri sia un mafioso”. Bene, bravo, bis. Ligia al dovere quando si tratta di difendere la sopravvivenza politica di B., la Lega è stata protagonista negli anni di un’inversione di marcia clamorosa. Piccolo riassunto dei fatti.
Dopo la caduta del primo governo Berlusconi, nel 1994, l’alleanza tra Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega e altri partiti entra in crisi. Bossi allontana il partito dall’alleanza di centrodestra e inizia a picchiare duro, contro tutto e tutti. Alle elezioni politiche del 1996 la Lega si presenterà da sola (contribuendo alla vittoria dell’Ulivo di Prodi), e ricucirà lo strappo con Berlusconi solo dopo alcuni anni, prima delle elezioni del 2001. (…)
Bossi, in collegamento con Gad Lerner, parla di Berlusconi e di mafia:
“(La magistratura di Palermo) ha più o meno le prove che sedici holding diciamo occulte fanno parte in realtà dell’impianto societario della Fininvest, lei capisce cosa vuol dire. È come dire, che so, che i quattrini che fecero la Fininvest venivano da cose oscure, da Cosa Nostra, da cose di questo tipo.”
Un giovane ma già vecchio Pier Ferdinando Casini difende Silvio, ma Bossi conferma: credo che questa sia la verità.
Così titola la Padania nel 1988 (n.d.r.): “Berlusconi sei un mafioso? Rispondi!”
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30 giugno 2010 alle 13:54
Caro Patton…vedo che la tua replica e’ assolutamente “cannolesca” e cioe’ , vedi …non gli hanno dato 11 anni bensi’ 7 . Festeggiamo insomma minziliniamente.
Per rimarcare che sette anni non sono bruscolini mi permetto di citare il tuo amico D’Avanzo , cosi’ solo per non dimenticare chi sia Dell’Utri e soprattutto per non essere accusati di guardare il dito e non la luna.
Apri irrecchie : DUNQUE PERCHE’ 7 ANNI ?
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” Per farlo, è utile riproporre, liberato dal groviglio di gerundi, il capo di imputazione che la sentenza approva e punisce. Sono parole così chiare e aspre che saranno accantonate per prime dal dibattito pubblico e dai ministri del culto di Arcore.
Dunque, si legge nel capo di imputazione: Marcello dell’Utri ha “concorso nelle attività dell’associazione di tipo mafioso denominata “Cosa Nostra”, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa. Mette a disposizione dell’associazione l’influenza e il potere della sua posizione di esponente del mondo finanziario e imprenditoriale, nonché le relazioni intessute nel corso della sua attività. Partecipa in questo modo al mantenimento, al rafforzamento e all’espansione dell’associazione. Così ad esempio, partecipa personalmente a incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra, nel corso dei quali vengono discusse condotte funzionali agli interessi dell’organizzazione. Intrattiene rapporti continuativi con l’associazione per delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo del sodalizio criminale, tra i quali Stefano Bontate, Girolamo Teresi, Ignazio Pullarà, Giovanbattista Pullarà, Vittorio Mangano, Gaetano Cinà, Giuseppe Di Napoli, Pietro Di Napoli, Raffaele Ganci, Salvatore Riina. Provvede a ricoverare latitanti appartenenti alla detta organizzazione. Pone a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra le conoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano. Rafforza la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto, tra l’altro, determina nei capi di Cosa Nostra la consapevolezza della responsabilità di Dell’Utri a porre in essere (in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte a influenzare – a vantaggio dell’associazione – individui operanti nel mondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario. Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo di Cosa Nostra), Milano e altre località, da epoca imprecisata sino al 28.9.1982″.
Di questo parliamo. Di un uomo che, a disposizione della mafia, è stato l’”intermediario” fra Cosa Nostra e il gruppo di Silvio Berlusconi. La ricostruzione che la corte approva e condivide è precisa. Marcello Dell’Utri media e risolve, di volta in volta, i conflitti nati tra le ambizioni di Cosa Nostra e la disponibilità di Berlusconi. Anzi, proprio il suo compito di “artefice delle soluzioni” gli permette di occupare un ruolo decisivo alla destra del Capo. Il ruolo di Dell’Utri va scorto e compreso nella relazione tra le pressioni scaricate dai mafiosi su Berlusconi e le mediazioni e gli incontri organizzati da Dell’Utri. Il patron di Fininvest, negli anni Settanta, è minacciato di sequestro (si tenta di rapire a mo’ di dimostrazione un suo ospite). Gli piazzano una bomba in via Rovani nel 1975 e ancora nel 1986. Negli anni Novanta tocca alla Standa subire in Sicilia, a Catania, un rosario di attentati. Ora alla sequela di pressioni, minacce, intimidazioni, che la mafia scatena per condizionare il Cavaliere, entrare in contatto con lui, “spremerlo”, bisogna sovrapporre il lavorio d’ambasciatore di Dell’Utri se si vuole valutarne il ruolo. Organizza l’incontro tra Berlusconi e i “mammasantissima” Stefano Bontate e Mimmo Teresi per “rassicurarlo” dal pericolo dei sequestri. Fa assumere Vittorio Mangano ad Arcore, come fattore, per cementare “un accordo di convivenza con Cosa Nostra”. Cerca di capire che cosa accade e che cosa si nasconde dietro l’attentato a via Rovani. Incontra, nel 1990, i capimafia catanesi e, soprattutto, Nitto Santapola, della combriccola il più pericoloso, per risolvere i problemi degli attentati alla Standa (dopo quell’incontro, non ci saranno più bombe). Sono fatti che oggi, dopo la sentenza di Palermo, devono dirsi documentati (il giudizio della Cassazione è soltanto di legittimità). Il quadro probatorio avrebbe potuto essere più dettagliato e significativo se Silvio Berlusconi (”vittima di quelle minacce, di quelle intimidazioni, di quelle pressioni”) non si fosse avvalso della facoltà di non rispondere rifiutando il suo contributo di verità per chiarire – per dire – l’assunzione e l’allontanamento di Vittorio Mangano da Arcore; i suoi rapporti con Dell’Utri; gli anomali movimenti di denaro nelle casse della holding del gruppo Fininvest in coincidenza con la volontà delle famiglie di Palermo di investire a Milano.
Questa narrazione ha superato ora il vaglio del giudizio di appello (definitivo per il merito dei fatti) e legittima una prima conclusione: la sentenza di Palermo non dice soltanto di Dell’Utri, racconta anche di Berlusconi perché conferma quella sorta di “assicurazione” con la mafia che il Cavaliere sottoscrive ingaggiando e promuovendo il suo ex-segretario personale e compagno di studi. Non c’è dubbio che, con questo risultato, Berlusconi paga in Italia e nel mondo un prezzo molto imbarazzante al suo passato. Un onere non giudiziario, ma un costo decisivo, politico e d’immagine. Perché se si assemblano le tessere raccolte in questi anni emerge con sempre maggiore nitidezza, e nonostante l’ostinatissima distruzione della macchina giudiziaria, quali sono il fondo, le leve, le pratiche e i comprimari del successo di Silvio Berlusconi, dove Dell’Utri è soltanto un tassello, una delle concatenazioni oscure della sua fortuna, la più disonorevole forse, ma non la sola. Il puzzle è questo. Il Cesare di Arcore ha corrotto un testimone (Mills) che lo salva da una condanna, anzi da due (prescritto). Ha comprato un giudice (Metta) e la sentenza che gli hanno portato in dote la Mondadori (prescritto). Ha finanziato illecitamente il Psi di Bettino Craxi che gli ha scritto i televisivi decreti leggi ad personam (prescritto). Ha falsificato per 1500 miliardi i bilanci della Fininvest (prescritto). Ha manipolato i bilanci sui diritti-tv tra il 1988 e il 1992 (prescritto). Già potrebbe bastare e invece, alla sua sinistra, agisce (ancora oggi) un avvocato (Previti) condannato per la corruzione dei giudici e, alla sua destra, (ancora oggi) c’è un uomo (Dell’Utri) a disposizione degli interessi mafiosi. Questo è il triste tableau che accompagna Silvio Berlusconi e il malcostume e gli illegalismi che lo circondano – da Scajola a Lunardi, da Bertolaso a Brancher – non ne sono che un ragionato riflesso.
I corifei possono anche strepitare e manipolare i fatti. La scena – tragica per il Paese – non può essere temperata o adulterata dalla riduzione della condanna di Dell’Utri di due anni né dalla conclusione della corte di Palermo di considerare l’insussistenza del concorso in associazione mafiosa “dal 1992 in poi”. Bisognerà attendere le motivazioni per valutare questa decisione che colora di nero la silhouette del “Berlusconi imprenditore” liberando da ogni dubbio e responsabilità (sembra) il “Berlusconi politico”. La contraddizione non può far felice il capo del governo. L’imprenditore passerà alla storia come il boss di una banda di criminali. Il
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Be ‘ , ci siamo capiti ? Personalmente ritengo che del post-1992 si dovra’ riparlarne.
Infine tu scrivi : ” E tu Kale, se alla tua non più verde età non hai ancora imparato a distinguere tre-impostori-tre dalla gente normale, vuol dire semplicemente che non hai imparato niente dalla vita. ”
Permettimi ..non ritengo proprio che il complessissimo e scivolosissimo argomento pentiti o presunti tali , ovvero se mentano o dicano la verita’ , depistino e quant’altro ; ebbene non mi sembra proprio un argomento per dire se uno ha capito o meno qualcosa nella vita ; te lo dico in tutta amicizia.
P.S. MA TE SO’ ARIVATI POI LI CANNOLI ????
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1 luglio 2010 alle 01:28
Kalevala,
io non festeggio i 7 anni invece di 9; io non parlo del “complessissimo e scivolosissimo argomento pentiti” (parole tue). Io ho detto, e lo ripeto che il formidabile trio profetico Totò “Caserma”, Gaspare il Chimico e Cianci-Minor hanno detto il falso siu Berlusconi e Dell’Utri.
Capisci di chi parlo o hai bisogno che ti declini le loro generalità? Capisci l’italiano o hai bisogno della traduzione in romanesco?
So bene che i tre summentovati profeti ti mancano molto, intuisco che lo sport di arrampicarsi sugli specchi è, proprio come dici tu, “complessissimo e scivolosissimo”, quindi comprendo benissimo perché ci hai propinato il brigadiere Puppino D’Avanzo nella sua nuova veste di profeta biblico.
Che ci rivela, infatti, il Puppìn’ profeta? Ci rivela una verità sconvolgente: ci rivela che il giudizio d’Appello su Dell’Utri è definitivo. Insomma: i gradi di giudizio non sono più tre, bensì due.
Kale, hai tutta la mia solidarietà: è come se Gesù Cristo in persona fosse tornato in terra a smentire sia il Papa (la Trinità) sia Muhammad (l’Unicità). Le Persone divine non sono più tre, bensì due!!! Insomma, un’apocalisse!
Riesci a intuire, Kale, la innumerevoli conseguenze benefiche della profezia e’ Puppìn’? Egli ci dice che l’Appello ha accertato i fatti in modo definitivo. Con ciò Egli sembra solo ripetere la nota frase di Guzzanti secondo la quale “un fatto è un fatto è un fatto”. Ma tu, Kale, “statt accuorto”, che anche in questa frase c’è puzza di trinità… Temo insomma che, dopo la rivelazione d’o beat’ Puppìn’ n’coppa a Maronna d’o Carmene nessuno potrà più dire “chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto, ha avuto ha avuto”, nessun burocrate potrà più chiederci l’infame triplice copia, “Ricomincio da tre” di Troisi sarà appena tollerato, ecc. ecc. ecc. ecc.
Kale, confesso che t’invidio: tu sei saldo come una roccia nella granitica fede che la Cassazione non potrà mai annullare la sentenza d’Appello contro Dell’Utri. Grazie, Puppìn’, per questa rivelazione, di cui noi miscredenti non siamo degni. Oh giorno gaudioso, in cui fu rivelata la Nuova Religione dell’Appello, figlio d’Appollo, e tutti i pesci venivano a galla per vedere la palla d’Appello di pollo, fatta da Peppe, figlio di… Barbapapà.
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1 luglio 2010 alle 09:13
Su una cosa ha ragione Travaglio: far pagare profumatamente il ricorso in appello e cassazione in caso di ulteriore condanna, e prevedere la possibilità di un aumento della pena negli ultimi due gradi di giudizio. Altrimenti sembra tutto una barzelletta.
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1 luglio 2010 alle 22:56
Ridere per non piangere, eh Kada?
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1 luglio 2010 alle 10:29
Patton, ma lei e’ proprio cattivo col povero Kale, gli lasci almeno la speranza in una prescrizione per il concorso esterno di Dell’Utri, cosi’ almeno potra’ dire (con la sua meravigliosa logica) che SB e’ mafioso, come e’ vero che ha corrotto Mills
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1 luglio 2010 alle 10:41
Stupendo!
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1 luglio 2010 alle 11:47
Sei proprio un coglione, Generale.
D’Avanzo si è dimenticato della Cassazione, quindi non c’è nulla di definitivo. Nemmeno il tuo roboante proclama “il formidabile trio profetico Totò “Caserma”, Gaspare il Chimico e Cianci-Minor hanno detto il falso siu Berlusconi e Dell’Utri”. Se la Cassazione cassa, il nuovo appello potrebbe benissimo dar ragione ai suddetti signori. Anche tu, come D’Avanzo, ti sei dimenticato della Cassazione laddove ti fa comodo. Quella degli specchi su cui ti arrampichi tu è una vera e propria brigata, degna di un General Coglione.
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1 luglio 2010 alle 22:53
Barbera è Champagne,
tu non sai nemmeno leggere le etichette delle bottiglie, figuriamoci la mente altrui…
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2 luglio 2010 alle 13:15
Per legger nell’altrui mente, occorre che altrui abbia una mente, e non sia invece un demente.
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2 luglio 2010 alle 00:28
Qui e’ ammesso intervenire con offese gratuite solo se sono rivolte a Patton?
E’ tra le regole del blog, Direttore? O B&C usa regole sue?
Patton, il fatto che persone con le “idee chiare” come Malombra e B&C le diano contro e’ una conferma della lucidita’ delle sue affermazioni.
Mi preoccupero’ se e quando le daranno ragione!!
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1 luglio 2010 alle 14:25
Patton e il suo potere di riuscir a leggere il futuro.
Lui ha già letto la sentenza ( ancora non “presente” ) e ce la comunica.
Mai pensato http://www.youtube.com/watch?v=Rqus18Ft5Y4 ?
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30 giugno 2010 alle 14:06
Mamma mia!…
Caro Guzzanti, entro per la prima volta con un commento nel suo blog, perchè proprio non ce la faccio a passargliela, questa. (Brr, che paura, eh?…) Io penso, e glielo dico con tutto il rispetto, che soltanto un uomo (donna) del sud, con la tipica indole meridionale, può pensare che Bossi abbia fatto bene all’Italia. Lei, con questo articolo di una banalità sconcertante, giustifica tutti i “Roma Ladrona”, tutti i cori e i canti anti-meridionali del popolo verde. Molti di noi, e parlo al plurale perchè ancora siamo un certo numero, NORDICI DOC, nati e vissuti al Nord, senza una goccia di sangue “terrone”, pensano che la Lega ha semplicemente DEVASTATO un’intelligente ed equilibrata cultura di solidarietà – e non parlo di quella cattolica che aiuta tutti in modo indiscriminato e sulla quale ho molte critiche da fare – di accoglienza, di spirito comune: tutto diserbato! Dopo anni di parole infuocate, la gente adesso ha paura anche della propria ombra, non accoglie nessuno che non parli veneto (questo è quello che vedo da noi), e nemmeno quei “foresti” che si spaccano la schiena nei cantieri edili o in fabbrica sono trattati bene, anzi, con la crisi, adesso, gli fanno anche pesare la fortuna di avere un lavoro. Alla faccia dei baciapile da parrocchia.
Mi dispiace, caro Guzzanti, ma l’idea che lei si faccia commuovere da un personaggio che non ha fatto altro che seminare odio da 20 anni a questa parte, mi fa venire la nausea. Noi che viviamo qui da sempre, abbiamo visto questa società cambiare continuamente in peggio, abbiamo visto le differenze sociali esplodere, abbiamo visto i SUV invadere le nostre strade e vediamo gli occhi dei benestanti che guardano con astio le famiglie che vivono ai margini, quelli che non sono riusciti a fare i soldi vendendo assicurazioni o prodotti finanziari taroccati, quelli che pensavano che potesse essere dignitoso anche cercare di vivere con un onesto lavoro da 1200 euro al mese.
Faccio il comunista? Ok, faccio il comunista, in questo sito di liberali doc, sarà la prima e ultima volta che vi disturbo. Ma lei vuole fare il paladino dei liberali? Beh, sia un po’ più accorto nei suoi slanci di simpatia, perchè se c’è un movimento che proprio non sa cosa sia il liberalismo è proprio quello leghista.
Io non ho bisogno che sia uno come Bossi a dirmi che l’Italia meridionale deve cambiare profondamente, ma non sono certo i centri di riciclo dei rifiuti all’avanguardia, o gli edifici pubblici ad alta efficienza energetica a far si che una regione e i suoi abitanti possano dirsi, al tempo stesso, “moderni e civili”.
Io so che i nazi hanno quasi vinto la guerra, grazie alla loro superiorità tecnologica e alla loro capacità organizzativa. Ma, in quel caso, avrei preferito i bingo-bongo…
Saluti cordiali.
Michele – Vicenza
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30 giugno 2010 alle 14:42
Caro Patton…quale chiosa del mio precedente e – ahime’ – lungo post vorrei precisare quanto segue…quelle che che tu chiami “bocche della verita’” (Ciancimino e company) tra le altre cose mi pare parlassero anche della famosa trattativa Stato-Mafia post 1992.;
Ebbene scopro ora che l’ex Ministro Pisanu , uno di quelli non piu’ in perfetta sintonia con Silvio ma Presidente della Commissione antimafia , ha dichiarato che all’epoca – 1992/93 – ci fu qualcosa di molto simile ad una trattativa Stato-Mafia.
Ergo…ma com’e’ ’sta storia ?! Il tuo Cianci -minor e Pisanu dicono la stessa cosa ?
Vedi Patton …quanto ci sono di mezzo i pentiti o gente di Mafia “che parla” occorre stare mooolto accuorti… e tu che ritieni crollato lo schema Ingroia non sei stato molto “accuorto” ; o quanto meno dovresti saper aspettare.
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30 giugno 2010 alle 16:11
OT: Metà studenti da bocciare in italiano http://www.invalsi.it/invalsi/articoli_rassegna_10.php?page=200110
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1 luglio 2010 alle 09:48
Ben svegliati.
E’ certamente colpa della mancanza di fondi.
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30 giugno 2010 alle 17:16
buongiorno,
credo di essere affetto da una forma di follia.
mesi fa immaginavo in maniera utopistica come potrebbe e se potrebbe avvenire un’invasione dell’Italia da parte di qualche nazione europea. Poi in maniera realistica mi sono anche risposto che nessuno è così fesso da sobbarcarsi l’Italia.
Scartata l’idea per mancanza di ” invasori” e dato che la mia follia non ha limiti mi sto augurando di ascoltare un grido come nel luglio del 1789 ” alla Bastiglia”.
Ma è normale tutto ciò?
Perché quelli tranquilli, che ” non fanno male a una mosca”, che i tribunali li hanno visti solo al cinema o alla TV, che al di là di qualche divieto di sosta e altre stupidaggini simili non sono andati, che hanno dato ” 16 mesi di vita alla Patria” che non sono nessuno, debbono ritrovarsi in un paese così?
Perché da anni non vado più a votare? colpa mia?
Forse quel grido non lo sentirò mai, ma sarebbe bello:
” ALLA BASTIGLIA”
saluti
bruno
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30 giugno 2010 alle 17:56
E visto che ci siamo, ritengo che Mangano sia stato un mafioso con i controcazzi, un vero uomo d’onore, che non si è piegato al machiavellismo di magistrati in cerca di gloria a basso costo. Mangano non ha detto “quello che alcuni magistrati volevano sentire” a tutti i costi, come accaduto tante volte, troppe volte nella storia del pentitismo, con tonnellate di veleno immesse nel circuito giudiziario. Non ha voluto dire cose che non sapeva o che sapeva essere non vere, e perciò non sarà ricordato come Ciancimino jr, un omuncolo che, per salvare un patrimonio che puzza ( e di cui i magistrati conoscono la fetida provenienza), ha detto, ridetto, cambiato, falsato, sempre a comando (Enrix si è divertito a sbugiardarlo, mettendo in evidenze falsi degni del migliore Totò, quello che vende la Fontana di Trevi. Falsi talmente numerosi e pacchiani, da essere raccolti in un libro già pubblicato o di prossima pubblicazione). Nella logica contorta di donnucole impressionabili, l’eroe è Ciancimino jr, lo sgangherato ventriloquo a comando del padre mafioso.
Invece la vera vergogna è la pervicacia nel volere piegare le circostanze per renderle omogenee a teoremi. Mangano era un trafficante di stupefacenti, associato alla mafia e perciò, secondo i guardiani della correttezza e del perbenismo, non avrebbe potuto essere un eroe né essere l’origine di qualcosa di esemplare. E difatti un eroe non è stato. Ma un essere così “squalificato”, poco più di un reietto, è stato sottoposto a veri ricatti perché dicesse qualcosa di “esemplare” che lo avrebbe d’incanto riscattato e trasformato in eroe. Non ha “dichiarato” ed è stato lasciato morire in carcere ter giorni dopo la sentenza che lo condannava all’ergastolo. Gli stessi magistrati, insomma, ci hanno comunicato che essi, e solo essi, sono legittimati a riconoscere e dichiarare l’eroismo (saranno attrezzati per riconoscere la santità, soppiantando gli organi e la procedura del vaticano?). E Mangano sarebbe diventato un eroe se avesse seguito l’esempio di altri collaboratori ricordati come eroi. Chi? Per esempio Buscetta l’eroe dei due mondi, colui che ha cominciato a parlare di “entità”, lasciando a bocca aperta i suoi adoranti aguzzini, divenuti anch’essi eroi dell’antimafia. O come Di Maggio, quello che “dichiarava” ed ordinava omicidi, protetto dal suo status di collaboratore, e tanti altri ancora.
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1 luglio 2010 alle 00:21
eròe [e'r?e]
s.m.
1 sm
nel mito classico, uomo nato da una divinità e da un mortale, capace perciò di imprese eccezionali
2 sm
chi dà prova di coraggio, di abnegazione
3 sm
protagonista di un’opera letteraria
Ricerca: E0418800 – eroe
Ora precisando che Dell’Utri è stato sempre strumentalizzato in quanto ha sempre detto “mio eroe” e che il significato che intendeva per mio “EROE” era ed è che Mangano non confessando quello che aveva capito faceva piacere ai magistrati sentirsi dire, ha compiuto un impresa eccezionale, non ti sembra una contraddizione?
Perchè lo stesso doveva dire una cosa falsa? per avere un vantaggio sostiene Dell’Utri. Quindi è chiaro per Dell’Utri che FA COSA BUONA E GIUSTA chi sa che mentendo ottiene un vantaggio, quasi lo conferma con il suo dare dell’Eroe a Mangano. Per Dell’Utri mentire ottenendo un vantaggio è comportamento plausibile e leggittimo al punto che non farlo è eroico. Io sosterrei che Mangano ha fatto solo che il suo dovere sostenendo la verità, pur sapendo che farlo non gli avrebbe dato vantaggi, ha dato ascolto alla sua coscienza e per me questo è un comportamento giusto e corretto non EROICO.
Coscienza che per chi sta scontando anni di carcere per chi vorrebbe lavarsela per le brutte cose commesse potrebbe spingere a far si che lo stesso una volta tanto si comportasse da persona con la schiena diritta, che con questo comportamento certificherebbe il suo cambiamento, il percorso faticoso che sta facendo sopratutto considerando che sta male e sa che non gli rimangono troppi giorni da vivere.
Continuando imperterrito con questo definirlo EROICO anche con il significato che Dell’Utri intende non è che faccia un bel servizio a Mangano. E come dire, visto che Mangano è un mafioso patentato condannato per mafia e gravi reati, uomo senza morale avanzo di galera, è chiaro che capendo che mentendo poteva trarre dei vantaggi lo stesso non facendo quello che tutti gli avanzi di galera avrebebro fatto è stato EROICO!! non credo gli abbia fatto uan cortesia a definirlo così.
Gianluca
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1 luglio 2010 alle 16:58
@giulio di siena
avevo capito che Lei una volta era in polizia, ma ora mi vengono i dubbi di averLa confusa con qualcun altro.
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30 giugno 2010 alle 18:31
Alcune dichiarazioni del PG Gatto nel processo di appello di Dell’Utri.
1) Durante la requisitoria:
“Dovete prendere una decisione storica, non solo dal punto di vista giudiziario, ma per il nostro Paese. Voi potete contribuire alla costruzione di un gradino salito il quale, forse, si potranno percorrere altri scalini che potranno fare accertare le responsabilità che hanno insanguinato il nostro Paese… C’è un dovere che attiene al modo di essere giudici. Non ci si può fermare al rapinatore che fa la piccola rapina. Qui è il potere che viene processato, un potere che ha tentato di condizionare e di sfuggire al processo”.
Ecco cosa vogliono fare, processare il “potere”.
2) dopo la sentenza:
“Resta una sentenza storica sebbene la Corte non abbia ritenuto di potere salire quel gradino necessario a leggere, secondo quanto avevo proposto, la stagione politica e la vicenda della trattativa… Il teorema della trattativa, sulla fase politica e sulle stragi, se non è stato sepolto, è stato disatteso dalla Corte… voglio attendere le motivazioni e farmi una ragione di questa sentenza, se sarà possibile”.
Si va avanti con teoremi, questa è la giustizia in Italia. Ma vi rendete conto? Pronunziatevi su queste gravissime dichiarazioni.
Espatriare, signori, bisogna espatriare.
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30 giugno 2010 alle 22:20
non ti capisco giulio, veramente non ti capisco!
tutti lì a dire che ci vuole la separazione dei poteri, che le parti devono essere eguali – sia accusa che difesa liberi di usare tutto pur di arrivare all’obbiettivo ma pari davanti al giudice – e quando questo accade ti lanci in un attacco al pg? confondendo pure il pm ingroia con l’ufficio del pg?
la corte non ha dato ragione a tutta l’impostazione del pg ma solo ad una parte ? allora viva la giustizia!!
c’è un giudice a berlino!
che poi il pg si sia comportato con pochi scrupoli nel sostenere la sua tesi non vedo cosa ci sia di male: è pur sempre una parte!
che poi tu ti aggrappi al concetto di potere e di processo al potere, come forma stratta e generale, ti ricordo invece che il pg parlava del caso specifico e particolare. inoltre ti vorrei fare notare che , per assioma e postulato, NON ESISTE ORGANIZZAZIONE CRIMINALE VINCENTE sia essa mafia, camorra o ndrangheta, CHE NON ABBIA NECESSITA’ DI UN RAPPORTO CON LA POLITICA VINCENTE. CHE SIA SIMBIONTICO O PARASSITARIO, dipende da vari fattori. ma non c’è mafia se non c’è accordo con il potere.
stammi bene
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1 luglio 2010 alle 10:19
Non dire Gatto, se non ce l’hai nel sacco.
Pazienza, gli andrà meglio la prossima volta.
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2 luglio 2010 alle 07:58
1) Da quella requisitoria manca una frase.
“E’ il potere a essere giudicato, il potere che ha cercato anche di sottrarsi al processo ingaggiando falsi pentiti. Dovete prendere una decisione storica per il nostro paese…”
Autocensura?
Forse i lettori dei giornali non devono sapere che esiste la possibilità che esistano pentiti buoni e pentiti falsi?
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30 giugno 2010 alle 22:37
kalevala scrive:
30 giugno 2010 alle 13:54
ed ecco che …..quant’è bella lezuolezza,che si fugge tuttavia! di doman non c’è certezza e…
vai vai vai Paoooooooolinooo !corre corre e fa GOAL ! GOAL ! GOAL! ..viva Kalè!
perepepè! kaleghanaaaaaaaaa ai quarti di finale!
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30 giugno 2010 alle 22:41
Ma Saviano, come cazzo fa a elogiare Maroni? I leghisti lo hanno perfino mandato affanculo, quando ha dichiarato che Milano, è una delle “città più meridionali d’Italia”.
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2 luglio 2010 alle 07:48
Fu Castelli a natale 2009 a prendersela con Saviano. Saviano pensa che Maroni stia facendo un buon lavoro come ministro. Dovrebbe tacere o dire il contrario solo perché un compagno di partito di Maroni lo mandò ‘a ciapar i rat’? Mi pare, Solid, che Saviano in questo caso dia un esempio di onestà intellettuale.
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3 luglio 2010 alle 09:18
Ma i leghisti sono TUTTI come Castelli, sono tutti contro i meridionali, e quindi elogiare un uomo che fa parte di un partito populista, che vuole staccarsi dall’Italia, lo trovo parecchio incoerente, solo perchè lotta alla mafia.
Anche Mussolini lottava alla mafia, ma io mai mi sognerei di elogiare Mussolini, visto che per una cosa giusta che faceva, molte altre in compenso erano sbagliate.
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30 giugno 2010 alle 22:49
Patton scrive:
30 giugno 2010 alle 12:06
altro autogoal Patton. ti sei fatto fregare completamente dalla mentalità bipolare , quella che guida i duelli facci travaglio, o travaglio d’avanzo , o cazzo bubbolo contro cazzo a virgola. sei uguale a un incazzutissimo facci o un incazzutissimo travaglio ? ti sei fatto prendere dallo schema e ne sei prigioniero? esci patton, esci dai due recinti!che ti sei fatto rubare il bel cervello che tieni .domani inziamo dal pianeta ciotole, ok? per prima cosa inziamo a spostarle poco poco fuori dai due recinti, tanto per prendere confidenza .
ciao e passa una bella notta, pardon notte.
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1 luglio 2010 alle 22:42
Ciao Posa.
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30 giugno 2010 alle 23:10
giulio di siena scrive:
30 giugno 2010 alle 18:31
se il pd fa acqua da tutte le parti è grazie a chi la pensa come lei sul POTERE, che in questa italietta fa acqua da tutte le parti , ed ovviamente non solo dalle parti dei mulini di dell’utri. è un po’ il ragionamento che fa patton brandendo un ciuro contro un dell’ultri, adotta non uno ma due piani illogici cosi tanto , che infatti cozzano cosi tanto che i vari del “Potere” che lei nomina, ci lasciano un paese che quello della miseria e l’ignoranza del dopoguerra, era in confronto tutto un rinascimento culturale (compresa la terra).
Prende a spunto tribunali , guerre a questo o quello , quando tutto ciò che doveva essere fatto fuori dalle aule dei tribunali, dal famoso POTERE è stato lasciato agli assalti e all’abbandono. ed infatti poi conclude senza amore per la sua terra distrutta e dice di andarsene.aggiungendo la mazzata finale.
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1 luglio 2010 alle 00:29
Caro Giulio sono con te che si stava cercando e si sta cercando con altri processi di Mafia a voler costruire alcuni scenari che per quanto conosciuto attualmente da noi umani ( e presente nelle carte processuali) è ridicolo, sulla trattativa fatta da Mori e De Donno, sull’altro porcesso a Mori con Obinnu per l’arresto di Provenzano, sulle confessioni a rate di Cianci Junior, sulla famosa intervista a Borsellino con cui Travaglio si è fatto strada, ci sarebbe da scrivere un libro ed Enrix lo ha fatto (è un grande!!).
Su Dell’Utri come persona al di fuori del contesto politico non credi che ci siano assolutamente delle zone d’ombra? Hai letto tutte le carte processuali relative alle accuse per quanto commesso fino al 92?
Gianluca
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1 luglio 2010 alle 01:15
Beppe Pisanu, attuale Presidente della commissione parlamentare anti-mafia nonchè ex-ministro dell’Interno nel II governo Berlusconi, ha dichiarato che nel 92/93 ci fu di sicuro una trattativa mafia-politica. Ora, l’on. Beppe Pisanu non è il PG Gatto. Dunque, chiedo a Giulio da Siena: bisogna espatriare per quel che ha detto Gatto o per quel che dice Pisanu? Bell’enigma!
Mrror
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2 luglio 2010 alle 09:13
Io penso che chi ha orecchie per intendere ha inteso.
Chi non le ha, ha inteso Mori-De Donno.
Chi è a metà strada… boh
Cosa offriva la mafia?
Cosa offriva la politica?
Mori e De Donno sono carabinieri, non politici.
Vito Ciancimino, quando propose una trattativa al suo referente mafioso, ricevette una risposta sprezzante. Questo gli diede l’impressione che il mafioso avesse già le spalle coperte.
Chi sono questi politici che nel ‘92 trattavano con la mafia?
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2 luglio 2010 alle 22:15
Piano piano mi sto costruendo una teoria alternativa. E oggi mi sono imbattuto in un articolo in cui un certo Geronimo sostiene che i soggetti e i termini della trattativa erano diversi da come ce li dipingono abitualmente.
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=SLPKJ
Piero Grasso dice che le teorie (alternative?) sono belle, ma nei processi ci vogliono le prove.
Oggi il postino mi ha portato l’oro da Mosca, ma l’ho dimenticato a lavoro senza neanche aprire il pacchetto.
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1 luglio 2010 alle 07:33
dico meglio dove mi sono sentita ferita da quelle grida del signor Giulio Di Siena , laddove ha scritto ripetutamente ” espatriare”…righe finali che se non avesse scritte ,mi avrebbero fatto evitare lo scontro aperto in cui non mi piace entrare.
spiego cosa provo di fronte a lui ed analoghe situazioni , ditemi dove sbaglio:
tante volte di fronte ai fatti ripetuti di sciacalli, di vario forma e natura, non solo politica, dei corrotti al senso della politica, ma di diversa forma e origine , tutti a danno dei patrimoni materiali e immateriali della nostra terra , avrei voluto urlare e insieme gridare : ” espatriare”..non l’ho mai fatto
la cosa che mi fa male di quell’espressione usata dal signor Giulio Di Siena è che mi genera un pre-giudizio che provo nei confronti di forme mentali come le sue, in cui la stessa carica o portata, di indignazione, non viene incanalata a 360 gradi , viene provata solo come per conseguenza a storie personali che hanno condizionato , pur nella immensa professionalità, una visione unidirezionale di tutte le diagnosi e le malattie del paese, sui cui indignarsi e proporre terapie e soluzioni
crea quindi questa indignazione e voglia di sogni per la nostra terra , qualcosa di parziale e ciò mi provoca un ‘ombra , un ‘ombra nella mia mente che non voglio provare , “giudicando” qualcuno che non conosco, come contagiato da quella “bipolarità” mentale che ci ha lacerato in tutta la nostra storia italiana
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1 luglio 2010 alle 08:17
Si Patton , ribadisco che i “pentiti” o presunti tali sono terreno “complessissimo” e ” scivolosissimo” ; cio’ potra’ sembrare banale ma assolutamente vero …tra le tante cose inerenti i pentiti una sola per farti capire che l’argomento “pentiti” non puo’ non essere come sopra descritto…ci si puo’ trovare tranquillamente anche a “pentiti” che si autoaccusano come lo Scarantino con l’attentato di Via D’Amelio.
Ed io ritengo , invece , che quella “triade” di spergiuri di cui tu parli deve essere ascoltata.
Tu decreti che sono depistatori , dispensatori di polveroni e cose false ; beato te che sei cosi’ forte delle tue “certezze” in merito . Sia chiaro…io non dico affatto che va preso tutto per oro colato quanto detto dai pentiti…certo che no , ma la tua “sicurezza” che gli Spatuzza,i Graviano, i Ciancimino dicano tutte fesserie mi sgomenta. E poi , scusa, non esistono “fessi” che prendono per buono tutto quanto detto da costoro.
Ma se le tue “certezze” sui nominati soggetti hanno origine da fatti incontrovertibili…dicceli a tutti noi ; ma tu non ne hai …le tue sono solo deduzioni che tu ritieni “logiche” esattamente come quelle di Pisanu al quale viene ribattuto da Grasso che “ci vogliono le prove” sul tema che nel 1992 “qualcosa doveva essere successo” . Ma , forse, e’ lecito ritenere che Pisanu qualche notizia piu’ approfondita di quelle che hai tu ne abbia.
Dello stesso tuo parere non sono , viceversa , la Procura di Caltanissetta sullo Spatuzza ad esempio per la quale si ritiene assolutamente necessario “sentirlo”.
L’ex ministro Martelli , sempre come esempio , afferma che Cianci-minor deve essere ascoltato.
Che ci dobbiamo ancora porre il problema “pentiti” ? Certo , argomento scottantissimo ma comunque se Dalla Chiesa non avesse indotto Patrizio Peci la storia delle BR sarebbe stata diversa.
Quanto , infine, a quello che dice D’Avanzo su B. …tutte cose vere e acclarate e tra le tante per esempio sulle mancate condanne per prescrizione dimmi….. in quale Paese si sarebbero trovati con un siffatto PDC ?
Vivi delle tue certezze…ne vedremo delle belle per il dopo 1992/3 ; per quanto si comincia ad intravedere mi sento di fare il profeta.
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1 luglio 2010 alle 23:00
Kale,
politicamente non ne hai mai azzeccata una,
e adesso vorresti fare il profeta? Maddeché?
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1 luglio 2010 alle 08:44
Mio Nonno amava dire, visto che era conoscitore di cavalli, uomini e donne.
I cavalli di razza, come gli uomini, si vedono nella distanza, le donne sul bagnato.
Ognuno tragga le sue conclusioni, da parte mia mi astengo, ma è la verità che alcuni partono campioni ma arrivano carponi.
Riccardo.
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1 luglio 2010 alle 09:15
Cara, dolce Paso,
non sono mai riuscito a leggere oltre le due righe di quello sche scrivi, e non so, quindi, come la pensi. Quando sostieni che sono sintonizzato sulla stessa frequenza di Patton, mi onori.
NON credi, cara, dolce Paso, che il giudice debba indagare su casi concreti, su fatti, per valutare se corrispondano o perfezionino fattispecie penalmente rilevanti? Dei teoremi si interessino la filosofia e la matematica!
Ho paura di una giustizia come quella vagheggiata dal PG Gatto e penso che abbiano paura tutti quelli che credono nella separazione dei poteri (per rispondere a Criscenti).
Mirror
Prima di giudicare il proclama Pisanu, dobbiamo leggere qualcosa sulla sua relazione. Perché vedi, il patto si fa con chi detiene il potere o con chi si ritiene che lo deterrà nel prossimo futuro. Nel 1992/93, il potere non stava nelle mani di Berlusconi ed il presunto futuro detentore era individuato nel partito di Occhetto (fino a fine marzo 1994, quando la gioiosa macchina da guerra si rivelò un autentico fallimento).Nel 1993 a Palermo venne eletto sindaco Leoluca Orlando, che raccolse il 75% dei consensi (il 75%, ripeto. Ti debbo dire cosa significa la percentuale bulgara in terra palermitana?); Leoluca Orlando, già sindaco fino al 1990, accusava Falcone delle cose più gravi per un giudice: sosteneva che teneva nascoste nei suoi cassetti le carte sulla mafia. Ricordi la primavera di Palermo, ricordi Pintacuda, il gesuita al fianco di Orlando, ricordi il suicidio del maresciallo lombardo? ricordi gli ostacoli frapposti a”prestito” di Tano Badalamenti? E sai perché non volevano don Tano in Italia? E sai chi era don Tano? E sai dove lavorava il maresciallo Lombardo? Non sai niente di tutto ciò? ed allora di cosa parli? Sai chi accusava ferocemente Faocone? I giudici, i suoi colleghi, tutti di magistratura democratica e lo boicottavano in vari modi. I veri nemici di Falcone erano i suoi collleghi. E’ accertato, è pacifico E NON BISOGNA DIMENTICARLO, MAI. Sul fronte della lotta alla mafia, si vada a controllare chi si opponeva al carcere duro ai mafiosi nel 1992/93 e se è troppo faticoso, lo anticipo io: era la sinistra che si opponeva tenacemente all’articolo 41 bis contenuto nella legge Martelli, era la sinistra, ripeto, ed il partito radicale, opposizione messa in atto fin dal 1993 (fin dal 1993!!)!!! E’ chiaro o no? I fatti del passato vanno giudicati dopo avere ricostruito il contesto, ce lo insegna Vico. Non mi risulta che la mafia possa essere annoverata tra i sognatori, tra gli utopisti, tra quelli che sono disposti ad abbandonare la concretezza del loro primitivo operare, fatto di violenza, per scommettere sull’incerto, con uno o due anni di anticipo.
Per quanto possa valere, ho conosciuto professionalmente Morri, un autentico gentiluomo, un investigatore attento e preparato, lontano anni luce dal ruolo che vorrebbero accollargli.
Si Mirror, bisogna espatriare perché abbiamo un governo che non è in grado di affrontare un così grande problema, governo retto da un signore che pensa esclusivamente ai ca…si suoi (anche le sue “erezioni” sono diventate un problema nazionale) e quello che dovesse subentrare sarebbe succube dei magistrati, come lo furono la DC ed il PCI, gli artefici del bubbone. Siamo in un cul de sac.
A scanso di equivoci, la vicenda Dell’Utri non mi interessa se non per queste non trascurabili implicazioni. Pare pacifico che Dell’Utri abbia frequentato uomini di “cosa nostra”, che era in amicizia con alcuni uomini d’onore ed è avvilente che il presidente del consiglio italiano abbia collaboratori come dell’Utri. Ma questa è una mia valutazione che lascia il tempo che trova.
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2 luglio 2010 alle 00:13
Caro Giulio d’accordo su tutto. Sui radicali ed il 41 bis è bene spiegare che non lo volevano non certo perchè avevano fatto un patto con la mafia, semplicemente rispettando un principio che secondo me deve essere sempre un caposaldo di un paese libero e democratico come il nostro, sopratutto se il sistema giudiziario prevede la pena rieducativa, il rispetto dei principi fondamentali dell’uomo, visto che con la privazione della libertà i detenuti stanno pagando il loro prezzo alla comunità.
Purtroppo con Di Pietro si è aperto il periodo giustizialista, non disprezzo assolutamente chi la pensa così. A ventanni anche io seguivo l’opinione pubblica e volevo la galera pertutti i politici corrotti, anche io ero certo che fossero tutti colpevoli ed ero un acceso fan di Di Pietro, poi qualche posizione l’ho rivista.
Sui radicali che sono gli unici che lottano per cause giuste, che denunciano le condizioni disastrose delle carceri Italiani dovrebbero dare il giusto merito tutti.
Gianluca
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1 luglio 2010 alle 09:45
Grazie Paso per il tuo “perepepe’”…ma ke e’ , na “vuvuzela” ?
Quanto mi stanno sul…’ste vuvuzelas !
Be’, per quel poco che capisco….avere certezze sui pentiti …che dicano il vero o il falso cioe’ ; o se dicano parte di vero e parte di falso e’ proprio solo di alcuni generali ; no , herr Patton ?
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1 luglio 2010 alle 09:47
Come molti sanno sul blog, ho più volte criticato aspramente e con conti alla mano, Visco ed il governo Prodi ed ho criticato soprattutto la manovra 2006, che anzichè recuperare l’evasione fiscale, con misure nuove e con la riorganizzazione del sistema fiscale, ha colpito fortemente i redditi fissi e facendo salire la pressione fiscale addirittura al 43,3% nell’anno successivo all’ introduzione della suddetta manovra, infatti il 30 maggio 2010 scrivevo:
*Anno 2004; PIL(val.cost.) MLD 1246; Press.fisc. 40,67%; press.fisc assol. 505 MLD;
*Anno 2005; PIL ” ” MLD 1246; Press.fisc. 40,50%; press.fisc.assol. 504 MLD; -1 MLD
*Anno 2006; PIL ” ” MLD 1270; Press.fisc. 42,10%; press.fisc.assol. 534 MLD; +30 MLD
*Anno 2007; PIL ” ” MLD 1290;Press.fisc. 43,30%; press.fisc.assol. 558 MLD; +24 MLD
*Anno 2008; PIL ” ” MLD 1276;Press.fisc. 43,00%; press.fisc.assol. 548 MLD; -10 MLD
*Anno 2009; PIL(ancora in verif.)MLD 1216;Press.fisc. 43,30%; press.fisc.assol. 526 MLD; -22 MLD
Questo modo di procedere e di colpire senza preavviso in campagna elettorale, quelle categorie che avevano sostenuto la compagine di centro sinistra, hanno poi determinato sostanzialmente due reazioni diverse; l’allontanamento dal voto dei ceti medi e medio/alti che non votano il C.D. di Berlusconi e l’avvicinamento al nord dei ceti medio/bassi che votavano la sinistra, verso la Lega Nord. Ovviamente i vari flussi di voto, sono più complessi a considerarli tutti, immaginandoli descritti su un sistema a blocchi, considerando tutte le aree geografiche del Paese e comunque quei flussi che ho sopra descritto sono ampi e maggioritari.
Purtroppo, dopo le ottime premesse dell’ avvento dell ‘attuale governo, e dopo l’ approvazione del piano triennale del 2008 con la fiducia:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/06/manovra-estate-triennale-tagli-sconti.shtml?uuid=44d03c06-3dc8-11dd-862f-00000e251029&DocRulesView=Libero
si pensava e si sperava che almeno per tre anni, fossimo coperti da altri interventi di grande portata e questo in premessa, doveva anche preludere, secondo le promesse del programma del PDL, al successivo e sempre rinviato abbassamento delle aliquote e riduzione del loro numero.
Ecco sotto il programma del PDL:
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/SpecialiDossier/2008/elezioni-politiche-2008/articoli/programma-pdl.pdf?cmd=art
dove si dice fra l’altro:
“Il nostro impegno sarà all’opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dell’ apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili).”
Rileggendo quel libro dei sogni, oggi, anche tenendo conto del grave problema rappresentato dalla crisi economica Mondiale, quel che si poteva fare, resta fattibile e non c’ è nè la forza nè la volontà politica di farlo e non si farà, all’opposto si sta facendo proprio il taglio di spesa “blind” per servizi già mediocri, si allontana a chissà quando la riduzione delle imposte e l’imposizione premiale sulle famiglie, anzi particolarmente colpite dalla manovra attuale e dall’aumento dei costi delle utenze, promessa nel programma, e soprattutto nel gran casino di questi concitati periodi, io vedo una situazione che sfugge di mano giorno dopo giorno, al ministro dell’ economia e questo perchè la sua azione non è nè in linea col programma nè ormai e soprattutto in linea, con il consenso del suo elettorato e addirittura dei suoi maggiori organi di amministrazione locale.
Berlusconi è rassegnato ed impaurito dalla situazione in imminente precipitazione ed ormai è evidentemente imbambolato dai colpi al ventre ed al volto di Tremonti, che si vede sfuggire la sabbia sotto i piedi e mette paura a tutti.
A questo punto, non dico aridatece Prodi o aridatece Visco, che almeno loro, fecero zitti zitti quel che si doveva fare in materia economica, facendomi peraltro incazzare di brutto, ma dico solo che ne ho le palle piene di questa politica di merda e chiudo dicendo “fate come cazzo vi pare” e sicuramente i vostri cazzi ve li fate bene, almeno fin quando potrete, tanto con gente come voi, parlo di destra, centro e sinistra, non c’è più alcuna speranza di salvezza per l’Italia.
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1 luglio 2010 alle 09:52
Caro Mirror penso che Pisanu un fondo di verità l’abbia assolutamente detto. Il problema che non capisco per quali ragioni e su quali fatti le parole di Pisanu vogliano indicare trattativa=Forza Italia.
Personalmente, che qualche carta l’ho letta, se trattativa c’è stata ritengo sia opera di parti dello stato riferibili alla sinistra, guardati con le inchieste di De Magistris quali intrecci si erano accertati tra parti della sx/personaggi ambigui dentro lo stato/ e persone in odore di criminalità organizzata.
Capisco (perchè lo leggo anche io) che giornalmente Travaglio e la sua banda ci propina libri, articoli e ricostruzioni che ci vogliono impappinare con Berlusconi Mafioso, ma sarebbe ora di studiare un po le carte e poi farsi un idea. Tra l’altro l’inizio del personaggio Travaglio sull’argomento con l’intervista a Satyricon da Luttazzi aveva fatto capire CHIARAMENTE che Travaglio sul tema è un po confuso.
Leggiti il libro di Enrico Tagliaferro che analizza una parte di questo argomento in modo approfondito (alcune delle confessioni di Cianci Junior), lo trovi qui:
http://segugio.splinder.com/
Gianluca
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1 luglio 2010 alle 10:11
Be’ Manpan…questa qui’ e’ proprio geniale …” inutile come un tanga in un film porno ” ; siccome era diretta a lui l’avra’ apprezzata anche Patton.
Ma e’ tua la battuta o l’hai copiata ?
Comunque gajardissima.
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1 luglio 2010 alle 13:41
MI PIACE NOTARE, A MALINCUORE CREDETEMI, CHE NON ESITE NESSUNA DIFFERENZA ANTROPOLOGICA TRA SETTENTRIONALI E MERIDIONALI DI FRONTE ALL’ARROGANZA DEL CRIMINE ORGANIZZATO. L’ACQUIESCENZA DI FRONTE ALL’INTIMIDAZIONE E’ LA STESSA. ANZI, IL GIUDICE DICE CHE AL NORD SONO ANTROPOLOGICAMENTE PIU’ CONIGLI. MORALE: BISOGNA SEMPRE STARE ATTENTI A NON VANTARSI TROPPO..
DA MESI DICEVANO I GIUDICI CHE C’ERANO INFILTRAZIONI MAFIOSE NELL’EXPO. DA MESI MORATTI E FORMIGONI DICEVANO CHE IN LOMBARDIA CERTE COSE NON ESISTEVANO. INFATTI: “LA MAFIA NON ESISTE”, DICEVANO I SICILIANI AI TEMPI DI SCIASCIA, VERO?
CHE MARONI SI SIA SVEGLIATO E RISCUOTA CREDITI ELETTORALI GRAZIE A QUELLA “COMUNISTA ” DELLA BOCCASSINI E ‘ DAVVERO IL MASSIMO.
ECCO UN ESTRATTO DELL’ARTICOLO DAL CORRIERE ON-LINE
MILANO – I boss calabresi avevano messo radici molto profonde in Lombardia. Tenevano in pugno centinaia di piccoli imprenditori, strozzati dalla crisi e dai debiti, e negli anni avevano messo in piedi un grosso giro di usura e racket nel campo degli immobili. Con il potere del terrore e della violenza (i pestaggi avvenivano in una loro tenuta di Cisliano), ma anche con quello del denaro e delle amicizie influenti (coinvolto anche un assessore del Comune di Pero). E nessuno li denunciava, tanto che in parecchi casi «borderline» si fa fatica a distinguere tra le vittime e i conniventi con il racket. Un’indagine durata due anni, coordinata dal pm di Milano Ilda Boccassini con il coinvolgimento di 16 questure in tutta Italia, ha portato giovedì mattina all’arresto di 15 persone che fanno capo alla famiglia Valle, legata alla famigerata ‘ndrina dei De Stefano. Secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni, si tratta della prima operazione mirata contro infiltrazioni nell’ambito dell’Expo. Il pm Boccassini ha sottolineato che, a differenza di quanto accade al Sud, a Milano l’indagine non è stata originata da alcuna denuncia, e ha annunciato linea dura contro le connivenze: «Sono tantissime le vittime, ma nessuno ha denunciato. Nel Sud c’è una speranza, nel Nord non c’è la disponibilità a usare lo strumento della denuncia».
MARONI: AZIONE CONTRO INFILTRAZIONI IN EXPO – Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, definisce «un’azione straordinaria» quella effettuata a Milano dalle forze dell’ordine contro la ’ndrangheta. «Oggi è una giornata importante – ha detto il ministro a margine della presentazione dei patti per la sicurezza delle aree del Lago Maggiore e di Lugano – perché si è effettuata stamani una azione straordinaria contro la ’ndrangheta. È la prima azione mirata contro le infiltrazioni attorno all’Expo. Sono stati arrestati 15 membri del clan Valle, sequestrati 100 immobili e 28 società per un valore di diversi milioni di euro».
«COLPA DEL SOGGIORNO OBBLIGATO» – «Questo è proprio il loro metodo – ha continuato il capo del Viminale – cioè quello dell’usura, per poi prendere a poco intere attività e negozi infiltrandosi nel tessuto economico sano. Tutto è nato negli anni Settanta con il famigerato istituto del Soggiorno obbligato che la Lega per prima denunciò. Vedeva il rischio di infiltrazioni che poi ci sono state». Plaude all’operato dei magistrati e delle forze dell’ordine anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano. «È un ulteriore e chiaro segnale per le organizzazioni mafiose, perché sappiano che la squadra-Stato è determinata a portare a termine l’opera di sradicamento delle loro attività illecite che tentano di minare la nostra socieà e la sana competitività del nostro Paese».
BOCCASSINI: LOTTA ALLE CONNIVENZE – Il pm di Milano Ilda Boccassini ha sottolineato con forza che «nessuno ha mai fatto una denuncia» in tutti questi anni contro l’organizzazione, che gestiva 34 società: «Parte della cittadinanza milanese si comportava con questa organizzazione al pari di quello che succede a Locri, a Trapani o in Sicilia, nel senso che avevano il rispetto totale». «Imprenditori e artigiani – ha tuonato Boccassini – hanno una sola strada: denunciare. O si sta con lo Stato o si sta contro lo Stato. Nei casi borderline, dove non si capisce bene il ruolo delle vittime, la magistratura sarà molto rigida contro chi non intende avvalersi delle leggi di questo Stato». Nessuno sconto, dunque, per nessuno: «Quando c’è connivenza la linea della Procura sarà durissima. Non si possono avere alibi».
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1 luglio 2010 alle 14:29
buongiorno,
ho visto molto accesa la discussione sul processo Dell’Utri.
Ho letto che bisogna aspettare ( giustamente) la sentenza definitiva che sarà promulgata dalla Corte di Cassazione.
Vorrei però far notare che la suddetta Corte essendo giudice di legittimità giudica sul ” diritto” e non sul ” fatto”.
Ciò vuol dire che anche nel riesame delle prove dovrà solo appurare se è stata applicata e rispettata la legge e non entrare nel merito della rilevanza processuale delle stesse.
Questo è ciò che so, qui sul blog ritengo vi siano tanti ( se non tutti) che di legge ne sanno sicuramente più del sottoscritto se ho sbagliato fatelo notare.
saluti
bruno
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2 luglio 2010 alle 11:02
bruno gualdi
per quel poco che conosco di Diritto credo che sia come ha precisato Lei, il confondere la Cassazione con un uno dei gradi di giudizio è un errore che si sente spesso.
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2 luglio 2010 alle 16:07
il dubbio sorge spontaneo:
” chi spaccia il giudizio della Cassazione come una sentenza sul ” fatto” e non sul ” diritto” lo fa perché non sa o perché ci fa ?”
Se non sa dovrebbe informarsi, se ci fa allora è …….. aggettivo a scelta.
saluti
bruno
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1 luglio 2010 alle 15:10
http://www.libertaegiustizia.it/2010/07/01/antimafia-le-parole-di-pisanu/
lascio relazione completa della commissione,dichiarando preventivamente ai vari Patton e Giulii di Siena che sono consapevole dei dati da osservare e di cui essere lucidi che riepilogo poco sotto, per brevità in 4 punti. è essenziale consolidare in se stessi l’indipendenza da tutto e tutti i giochi della corda ,da un parte all’altra tesa senza speranza e costrutto.superare questo strapparsi ormai permanente, può e deve essere un obiettivo capillare e comune da raggiungere.
1
strana la coincidenza temporale , a stretto giro, di due “pronunce” diverse, collegabili per lo stesso tema.da una parte la commissione o collegio giudicante e dall’altra quella parlamentare . buttarla in faziosità diverse e polemiche, non serve;
2
strano , ma fino ad un certo punto, che dentro il satellite pdl, possano supporsi,ma anche rilevarsi, le stesse logiche di correnti e controcorrenti come ai vecchi tempi della dc. In parole povere può essere vero e falso , ciò che di Pisanu dicono oggi . Si è voluto vendicare per un ministero negatogli? O invece più semplicmente ha fatto il suo dovere?
paludi a paludi sconfinate, di considerazioni come queste ed altre che potremo fare, che ci rendono sempre uguali e fermi alla prima repubblica (anzi messi peggio,visto che di tempo ne è passato , aumentando quindi il godimento di chi è antistato,con le diverse complicità di singoli uomini, dentro gli affari/politica, nelle forme mafie tutte.Se poi si matura una visione della società criminale, che prospera,ben netta e distinta dall’altra chiamata legale, di cui la prima è fatta dei pesci piccoli,compresi tutti i vari spatuzza o mangano che ci possiamo dire,non abbiamo compreso molto del fenomeno e delle sue evoluzioni, infatti si lasciano esaltare le masse degli arresti eccellenti…di cui tutti importanti, come quello di oggi a milano della famiglia di de stefano , da non travisare però come da metodo Maroni subito applicato anche in questo caso,dicendo che ha salvato l’expò e le solite nenie di propaganda mostruosa ) ;
3
fondata la obiezione di Grasso.condividendo o meno la limpidezza della sua intera storia, fa notare in pratica come non ci si può più permettere,nel duemiladieci dopocristo,di essere con approcci letterati.occorre invece dare scientificità volte a riempire di solide verità, incontrovertibili, senza più ulteriori snervanti e continue strumentalizzazioni da un parte all’altra della corda tesa, significato a significanti sempre dello stesso cappio;
4
dopo la commissione Pellegrino, profonda nella sua disanima al “nodo siciliano” , ho impressione che le commissioni sul tema in questione, siano state deboli e confuse, tanto come lo è stato essere messi in condizione di rinviare ai tribunali quel quid che, invece, è quel momento altamente politico,non ancora avvenuto, per ridare storia al paese,lavorando per la condivisione di punti fermi da raccontare alla famosa “gente”,di cui ogni partito rivendica e si litiga un suo “popolo”. Le mafie e le mafie mentali sono nel tessuto sociale( culturale , economico politico),loro possono avere solo un popolo,anche se ben variegato in ogni sua zona grigia, è da lì occorre partire e arrivare. Che i tribunali facciano male o bene il loro dovere,personalmente lo ritengo inifluente al cambiamento richiesto e mai avvenuto,che si rivela dalla mappatura dei danni allo stesso tessuto, senza nascondersi dietro un dito di questo o quell’ “intoccabile” di turno, che sia per una parte un ingroia , che sia per l’altra un dell’utri.ultimamente si è parlato di amore in modo becero,schifoso, il peggio che si potesse fare alla grammatica politica seria e smarrita del tutto. Il vero amore per la nostra terra per i mali che ha dovuto subire, dovrebbero far emergere un desiderio fortissimo di riscatto,razionale e irrazionale, con la stessa serietà e disciplina dell’amore vero,esplorato in giro per le polveri giganti del cosmo,delle stelle di Alberto49, ma soprattutto con la sua stessa capacità di trasferimento che, delle sue esplorazioni, sa trasmettere.
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1 luglio 2010 alle 15:22
Mi arriva da S.Paolo del Brasile da un amico che era in un albergo a poca distanza da quello in cui alloggiava Berlusconi (hotel Tivoli). Questo è l’articolo apparso su “Estado de Sao Paulo”
“”"”"”"”
Festa privê animou visita de Berlusconi ao Brasil
Apesar de agenda oficial apertada, primeiro-ministro italiano achou tempo para participar de jantar íntimo com seis garotas, que foram à suíte presidencial de um hotel de luxo de São Paulo
01 de julho de 2010 | 0h 00
Débora Bergamasco – O Estado de S.Paulo
Pendurada. Alexandra, de 28 anos, recebeu R$ 2 mil por apresentação para grupo de Berlusconi: plano de programa de TV
Espartilho vermelho e liga de coxa (aquele elástico de renda) cobriram o corpo da dançarina Alexandra Valença, contratada por R$ 2 mil para apresentar a “dança do poste” para Silvio Berlusconi, na última segunda-feira, em São Paulo. O premiê italiano passou dois dias no Brasil em reuniões com empresários e com o presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Mesmo assim, encontrou tempo na apertada agenda para conhecer seis garotas brasileiras em festa privê, na suíte presidencial do Hotel Tivoli São Paulo Mofarrej.
A princípio, o motivo da reunião não havia ficado muito claro para algumas convidadas. “Na verdade eu nem sabia porque eu estava indo (à festa). Só sabia que tinha sido contratada para uma apresentação de dança na segunda-feira”, afirmou a dançarina de 28 anos e expert em “pole dance” há 7.
Descontração. “No jantar, eles apresentaram por alto o projeto de um programa de canal de televisão que eles têm na Itália. E disseram que queriam levar brasileiras para lá. Pelo que ouvi, vai estrear em 10 ou 15 dias.” Sobre suas impressões de Berlusconi, Alexandra se ateve a dizer: “Ah, ele é uma simpatia, né? Fora do comum.” Para aprovar previamente as mulheres que seriam apresentadas ao líder conservador, um homem, que se identificou em bom português como “empresário italiano”, Valter, reuniu-se com a meia dúzia de jovens para jantar na mesma suíte do hotel, mas no domingo, um dia antes da festa. Lá, explicou às presentes sobre a tal atração televisiva.
E ressaltou também as possibilidades de trabalho futuro na Itália “em publicidade, por exemplo”.
Depois de receber o aval de Valter, o grupo se reencontrou no dia seguinte, agora com a presença do chefe de Estado italiano, que estava bastante descontraído. Por volta das 22 horas, a mesa de frios com queijos, pastrame e presunto de Parma começava a ser depenada pelos pouquíssimos convidados. Espumante, vinhos branco e tinto circulavam pelo quarto, enquanto a dançarina se apresentava ao som da música Não Enche, de Caetano Veloso, pendurada no mastro. Depois de 12 minutos de dança ? que também incluiu um tango e uma troca de figurino ?, todos se sentaram ao redor de uma longa mesa para saborear o jantar.
Alexandra foi embora e a festa continuou madrugada adentro.
Agenda. Berlusconi chegou a São Paulo segunda-feira e reuniu-se no Edifício Itália com representantes de cerca de 100 companhias italianas que atuam no País. Na terça-feira, ele participou do fórum “Brasil-Itália: novas parcerias estratégicas”, na sede da Federação das Indústrias do Estado de São Paulo (Fiesp), com a presença do presidente Lula.
Pesam sobre o líder italiano acusações de promover e de frequentar festas com garotas de programa. Depois de vários escândalos, sua então mulher, Veronica, pediu o divórcio no ano passado. Hoje, ela recebe pensão de 300 mil mensais.
Além de líder político, ele também é dono do Milan, time de futebol onde joga Ronaldinho Gaúcho. E ocupa a 74ª posição na lista dos mais ricos do mundo divulgada pela revista Forbes. “”"”"”"”"
Mi assicurano che le sei ragazze erano “garotas de programa”, come si chiamano le escort in Brasile. Sono state reclutate da un certo Valter, il Tarantini paulista che ha fatto loro balenare la possibilità di essere assunte in Italia per un programma televisivo e che le ha esaminato la sera precedente. Alessandra, la danzatrice di lap-dance, ha preso 2.000 reais (sugli 800 euro).
Non ho referenti a Panama, ma ritengo che anche l’ abbia sentito la necessità di una esibizione do Lap-dance con ragazze di contorno.
Il nostro presidente del consiglio unisce “l’utero al dilettevole”.
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1 luglio 2010 alle 17:32
Nel “minestrone” dell’informazione di questi giorni, compresa la lacrimevole manifestazione anti-bavaglio dei giornalisti e il Tg minzoliniano, avevo capito che: Taricone era una vittima della mafia, Vittorio Mangano un grande attore del passato, e Saviano il prossimo allenatore della nazionale. L’Italia-italietta: che paese abborracciato! E Giagina che fine ha fatto? In questo “minestrone” sono saltati tutti i ruoli. Allora: viva il Cav brasiliano!, no abbasso il Cav! Boh? Mrror
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1 luglio 2010 alle 18:40
Onorevole, visto che ha conosciuto – se non altro come collega – il sen. Egidio Sterpa, Le porgo le più sentite condoglianze
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1 luglio 2010 alle 18:44
Chi si è fatto strada grazie all’intervista(falsa o vera che sia(?)ancora non mi è chiaro)di Borsellino,colpisce ancora.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/i-fratelli-karamafia-2/35024/
Beh qualcuno smonti quello che dice,please.
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1 luglio 2010 alle 22:50
Chi usa la parola “prescritto”, come se fosse un’attribuzione alla persona, un marchio, non è nemmeno da considerare un giornalista.
“Tizio è prescritto“. Uno dei mille modi di riesumare la presunzione di colpevolezza.
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2 luglio 2010 alle 21:11
Buson, perché non ci fai una lezione di buon giornalismo?
Come si dovrebbe scrivere?
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2 luglio 2010 alle 22:29
Non si dovrebbe scrivere. Punto. Non esistono persone prescritte.
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3 luglio 2010 alle 21:34
“Non di dovrebbe scrivere. Punto.”
Va bene.
Ma che diamine c’entra con “Tizio è prescritto“. Uno dei mille modi di riesumare la presunzione di colpevolezza.” ?
Mistero della fede.
4 luglio 2010 alle 10:33
E’ chiaro perché, e lei mi ha capito benissimo: Travaglio e seguaci pretendono di creare una terza via, un terzo stato dell’anima di chi viene sottoposto a processo. Non sei più condannato o prosciolto, puoi essere anche “prescritto”.
Una condizione questa meritevole di essere accostata al nome, di essere attribuita alla persona anziché alla vicenda processuale, con la scusa di avere il sigillo di un giudice.
Questo trattamento alla persona, questa marchiatura, per me confligge con il principio di non-colpevolezza, e del resto basta leggere le varie esternazioni di Travaglio sull’argomento (è lui che raccomanda di non parlare mai di “assoluzione per prescrizione”, perchè “non esiste”… è così preciso quando gli gira) per rendersi conto di come egli ha deciso di trattare la materia.
Ed è così che i “fan”, specie i più giovani, la percepiscono: basta scambiarci due parole e uno si rende conto che bella gioventù di gran coscienza civica è pronta ad entrare nella società.
Il giornalista deve raccontare i fatti e magari dire anche la sua opinione, non creare mostri mediatico-giuridici (mi riferisco alla parola “prescritto”) per liquidare la vittima designata.
E comunque, ribadisco, quando parliamo di Travaglio parliamo di uno che ti tira sòle, che ti frega, che ti fa credere una cosa al posto di un’altra camminando sull’orlo della diffamazione, che pur di non rettificare si taglierebbe un braccio, che con la verità dei fatti ci si pulisce le scarpe.
Uno che invoca la benedizione del buon giornalismo solo per il fatto che “nessuno mi ha querelato” e “allora è tutto vero”.
Come quando è andato da Luttazzi a parlare di uno dei candidati alla presidenza del consiglio usando tremila perifrasi pur di non dire che l’inchiesta per le stragi era stata archiviata su richiesta del PM.
Come quando, balbettante, si sarebbe fatto fucilare pur di non dare ragione a Castelli che lamentava l’essere stato descritto come già condannato. Ma che giornalista è uno che è incapace di rettificare, che è impreparato moralmente ad accogliere una verità.
Travaglio è in conflitto di interesse con la verità, perché nella sua posizione non può rettificare né tantomeno dare ragione nella rettifica ad un avversario politico.
5 luglio 2010 alle 11:28
Buson, accetto il tuo parere su Travaglio ma non lo condivido.
Non servirebbe a nulla confutare alcuni tuoi assiomi.
Quello, invece, che m’interessa è la “terza via” ( uno dei cavalli di battaglia di Facci ).
Il problema, Buson, sai dove risiede?
Nel fatto che il tuo discorso andrebbe bene se ci trovassimo in un paese civile e democraticamente accettabile.
Invece, eccoci in Italia.
Dove un processo che parte, grazie all’inefficienza della giustizia, grazie ad alcune leggi che i cari politicanti hanno creato “su misura” ( e non mi riferisco solo a quelle per SB ), rischia il più delle volte di terminare la sua corsa in un “binario morto”.
Quindi, parlare di “prescritto” significa utilizzare un linguaggio purtroppo inerente alla nostra realtà.
Per cambiare il linguaggio bisogna cambiare la realtà.
Come?
Sicuramente non continuando a votare tale inetta e affaristica classe politica.
saluti
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2 luglio 2010 alle 22:33
Comunque il fatto che, proprio su questo blog, dopo anni stiamo ancora ad accapigliarci su Travaglio è semplicemente demenziale. Vuol dire che non c’è nemmeno una base di partenza.
Uno che taglia le frasi dei pentiti così:
che diventa
Ma di che cosa stiamo parlando… ma per favore.
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1 luglio 2010 alle 23:40
Fingo Travglio dice anche cose corrette nell’articolo, ma su alcuni argomenti (punto 2-) Travaglio non conosce vergogna.
Su questo famigerato cavallo che secondo Travaglio significa droga Travaglio ci ha costruito una carriera e sarebbe bene che la facesse finita. Guardati questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=qFGswy75Smk
Poi sul punto farebbe bene a non scrivere nulla visto che tutto è stato chiarito così come riportato anche nella sentenza Dell’Utri di primo grado a pagina 228:
http://www.19luglio1992.com/attachments/1703_Sentenza_Dell%27Utri_primo_grado.pdf
Questo il passaggio chiarificatore:
L’intercettazione telefonica fatta per fatti di Mangano, naturalmente coinvolge anche me, per cui mi fanno una perquisizione in casa, proprio qualche giorno dopo, allora abitavo in via Chiaravalle, nello stesso
palazzo di Rapisarda e ricevo anche lì un avviso di garanzia o qualcosa. Vado a parlare con il Giudice Isnardi a Milano, al quale spiego come sono avvenute le cose, spiego il contenuto della telefonata, chiarissimo, non avevo… mi porto anche, mi pare, il certificato della cavalla Epoca, cioè era proprio tutto talmente chiaro, per cui il Giudice Isnardi archivia questo provvedimento senza che ci siano problemi di sorta, come non potevano essercene. Quindi da quella cosa io esco già assolutamente, completamente fuori.
Pensi possa bastare?
Gianluca
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1 luglio 2010 alle 19:14
Paso,
chi ti ha scritto gli ultimi tuoi post pubblicati qui su RI?
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1 luglio 2010 alle 20:16
Kalevala
tu che mi prendevi in giro quando ho diffuso un filmato che dimostrava che Gaza non è quello che dicono e che non c’è alcuna crisi umanitaria, leggiti quest’articolo. Chissà sia più convincente
Sull’OPINIONE di oggi, 01/07/2010, con il titolo ” Gaza come non l’avete mai percepita: tra porti di lusso e campi estivi per bambini dell’Onu distrutti da Hamas ” Dimitri Buffa racconta la Gaza proibita, quella che gli inviati dei giornaloni non vedono.
Ecco l’articolo:
Gaza, chi l’avrebbe detto ?
di Dimitri Buffa
Ma chi è che distrugge le strutture che servono alla sopravvivenza dei cittadini di Gaza? Israele, l’”embargo disumano” o per caso gli stessi uomini di Hamas che mal sopportano che l’Onu e l’Unrwa allestiscano ogni estate dei semplici campi estivi, come quelli che un tempo si chiamavano “colonie”, per i bambini? In un lungo reportage di Sharon Levi, un cooperatore della ong “Secondo protocollo”, corredato da un filmato che purtroppo non si vedrà mai nei tg italiani, pubblici o privati che siano, e che però si può guardare proprio su secondoprotocollo.it, in bella evidenza sulla prima pagina del sito della ong in questione, viene fuori un’immagine diversa di Gaza, “come non l’avete mai vista”, così come recita il titolo del reportage. Scrive Levi: “..Dei mercati e dei negozi ricchi di ogni ben di Dio lo sapevamo già, quello che invece non sapevamo era tutto il resto. Per inciso, le immagini le ha diffuse un forum palestinese, quindi nessuna propaganda sionista. Anche le foto delle mega-ville dei boss di Hamas (come quella qui a lato) vengono da fonti palestinesi o da altri forum palestinesi. Come si può vedere la situazione non è proprio come ce la descrivono i prodi “inviati speciali”. E se siete “operatori umanitari” in viaggio nella Striscia di Gaza per scoprire la terribile situazione dell’area non esitate ad andare al Roots Club in Cairo Street, a Remail, dove troverete un locale di lusso, cucina tipica araba e tanto, tanto altro (imperdibile il video della pubblicità del locale e ricordate che siamo a Gaza). Il locale, a quello che dicono, è sempre pieno di “operatori umanitari”, funzionari dell’Onu e non mancano nemmeno le donnine per un buon “dopo cena”. Ma in fondo, l’accoglienza araba è rinomata in tutto il mondo, per cui non c’è da meravigliarsi. E poi, non si vorranno mica lasciare gli intrepidi “operatori umanitari” senza un minimo di confort e di “conforto”?” Altri spezzoni del filmato inquadrano anche il porto, che per yacht di ogni dimensione sembra più Porto Cervo che quell’ammasso di macerie che ci viene fatto vedere nei filmati di repertorio, ma che è relativo a quella che era la situazione in alcuni posti di Gaza subito dopo il conflitto del gennaio 2009. In compenso, se la situazione umanitaria di Gaza non è di certo quella descritta dall’Onu e dai media europei (non imputabile all’embargo e al blocco navale israeliano che servono solo ad evitare l’affluenza di armi e materiali per costruire missili e ordigni) qualcuno che nella Striscia distrugge le strutture destinate alla popolazione, nella fattispecie ai bambini, indubbiamente c’è davvero: però si chiama Hamas. Che nei giorni scorsi, in nome del proprio ideologismo fatto di fondamentalismo islamico, anti semitismo e razzismo nazi fascista, ha distrutto per la seconda volta in due anni la colonia estiva per i bambini di Gaza approntata per conto dell’Onu dall’Unrwa, cioè l’organismo che si occupa dei rifugiati palestinesi da 60 anni a questa parte. Fonte della notizia, ieri, Rainews 24, quindi non l’odiato sistema mediatico sionista. Anche questa volta uomini armati e incappucciati hanno devastato e saccheggiato un campo estivo gestito dalle Nazioni Unite sulla costa mediterranea della Striscia di Gaza, controllata dai terroristi di Hamas. Si tratta del campo estivo di Zawaia a Deir el-Balah. Struttura pensata con lo scopo di offrire un po’ di ricreazione, cibo e giochi ai bambini palestinesi. Che però, agli occhi degli estremisti islamici, ha la “colpa” di essere gestito da occidentali. E di far giocare bambini e bambine insieme. Secondo il racconto di chi lavora all’Unrwa, a Gaza, una ventina di uomini armati e incappucciati hanno assalito la struttura, sopraffatto le guardie della sicurezza e poi hanno dato alle fiamme un edificio e distrutto i giochi all’aria aperta e una piscina gonfiabile. Proprio a maggio gli estremisti islamici avevano accusato le Nazioni Unite di corrompere e favorire l’immoralita’ tra giovani attraverso i ’summer camp’. Adesso John Ging, direttore delle operazioni UNRWA nella Striscia di Gaza, anche lui non noto per essere un amico di Israele, giura che ricostruirà il tutto appena possibile.
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2 luglio 2010 alle 09:01
Sigal, dia un’occhiata
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/palestine-update-140610
PS A Gaza al momento hanno a malapena 6 ore il giorno di elettricità
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1 luglio 2010 alle 20:19
mi permetto di fare una bella dissonanza, aprire una discussione, segnalare, quanto meno, una illogicità in quanto patton e alberto49 hanno scritto e quanto hanno tratto da articoli.
secondo il loro argomentare il sud – e lo dicono fonti più o meno autorevoli anche se di parte – è la fonte dell’evasione fiscale maggiore.
quindi noi avremmo sicuramente la maggiore quantità di denaro nascosto all’estero da parte dei cittadini del sud: i grandi evasori!!
ebbene, come si può vedere da questi link :EVASIONE A SAN MARINO http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Contrasto-a-evasione-internazionale-blitz-di-Finanza-e-Agenzia-Entrate-in-16-banche_448209255.html
EVASIONE LIECHTESTEIN http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/economia/fisco-liechtestein/indagati-italia/indagati-italia.html E ANCHE http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/?id=3.0.3650605876
LISTA PESSINA http://www.tremosinesulgarda.it/news/pdf/200909130438-stralcio-libero.pdf E ANCHE
http://community.105.net/forum/index.php?PHPSESSID=93218f4435b08ee09d3c32f04e9b04ff&topic=166438.0
LISTA FACCIANI
http://www.giornalettismo.com/archives/64520/lista-falciani-due-terzi-degli/
ED AnCHE http://delleconomia.it/articoli/2010-05/un-tesoro-da-69-mld-sulla-lista-falciani.php
DAL CHE SI DEDUCE CHE I CONTI SCOPERTI ALL’ESTERO SONO, NEL 90 % DEI CASI, DI RESIDENTI AL NORD.
COME LA METTIAMO???
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1 luglio 2010 alle 22:25
A Gaetà io ti posto uno studio su dati macro e tu mi rispondi con una serie di liste limitate di grandi evasori.
Io non so se debbo continuare a discutere con te oppure ignorare quello che scrivi. Io parlo di fagioli e tu mi rispondi con le patate.
Ma insomma hai capito che si parlava di un sistema generalizzato e di quello di cui è malato soprattutto il sud Italia.
Che devo dirti, contento te di come vanno le cose lì, va bene pure a me.
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1 luglio 2010 alle 22:34
Don Tano,
massimo rispetto per la Vostra persona, ovviamente,
ma il Vostro «quindi noi avremmo sicuramente la maggiore quantità di denaro nascosto all’estero …» è a pera,
perché considera una buona notizia il fatto che l’onorata società “reinvesta” i Suoi sudati riparmi nel Belpaese.
Bacio le mani a Vossìa
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2 luglio 2010 alle 11:09
La mettiamo che Patton è un leghista fazioso. Che ci vogliamo fare.
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2 luglio 2010 alle 11:29
FORSE I dati ISTAT, dai quali vengono presi i parametri per tutti i tipi di analisi, sono falsati?
anche perchè BANCA D’ITALIA ha un’altra concezione del modo di andare dell’economia:http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef1
approfondiamo.
non limitiamoci a ripetere soltanto.
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1 luglio 2010 alle 20:58
Scrive l’amico jm :
” La parte più importante della sentenza però è la demolizione dei teoremi accusatori fondati sulle parole di un pentito che parla a rate e su tante insinuazioni … il giudice evidentemente non ha trovato niente a supporto e giustamente ha cestinato tutto (il fatto non sussiste). ”
Almeno questo si potra’ dire allora…non tutte le toghe sono ” rosse ” ; ci sara’ pure un giudice a Berlino …disse il noto mugnaio a proposito di una sua contesa con Federico di Prussia ; vedete c’e’ qualche giudice a Berlino….che pero’ te “stanga” co ‘ sette anni sette di jail.
Saro’ vittima della propaganda di Travaglio , D’Avanzo ma ’sto Dell’Utri nessuno potra’ dimostrare che e’ uno stinco di santo. Neanche Patton che ora mi accusa di non saper aspettare il verdetto della Cassazione.
Dai Patton , sei un uomo di mondo , neanche tu credi agli stinchi di santo.
Anzi nell’occasione mi piace ripetere ancora una volta una gag folgorante di Santoro che di fronte allo “svicolare” di Dell’Utri sulla di lui presenza al matrimonio a Londra di un noto mafioso – diceva di non conoscerlo quasi – ..”.Senatore , scusi , ma lei che fa…va al matrimonio di un mezzo sconosciuto pe’ magnasse le sfogliatelle ?”
Patton , ammetti , geniale. Nessuna rilevanza penale , d’accordo…a lui je piaceveno ‘e sfogliatelle ; mica e’ reato.
Patton …ma a te te piaceno e’ sfogliatelle ? A me no.
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1 luglio 2010 alle 22:20
Travaglio D’Avanzo Santoro profeti.
Mi spiace, non è la mia religione.
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2 luglio 2010 alle 14:18
Ma infatti nessuno si sognerà mai di dimostrare che è un santo … non è necessario. L’onere della prova infatti non è su Dell’Utri ma sulla controparte, che non deve nemmeno prendersi l’onere di dimostrare che si tratta di un demonio … è sufficiente che dimostrino che abbia violato la legge scritta (non quella inventata dal magistrato … occhio) per mandarlo in galera, basandosi su fatti.
Ciò che in tutta questa storia lascia perplessi è che in oltre un secolo di storia il legislatore – pur vedendo l’uso e l’abuso di un “reato” non codificato – non abbia mai mosso un dito per intervenire.
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1 luglio 2010 alle 21:10
OT: Ennio Flaiano
Perché non si vede all’orizzonte un nuovo Flaiano
È stato l’unico autentico dandy del ‘900 italiano: nessuno è riuscito a incarnare come lui l’immagine del senza-padrone e del senza-carriera
di Giuliano Compagno
Per dare un’idea di quale sia la reale distanza tra la nascita di Ennio Flaiano e noi, basti ricordare che essa coincide con la morte di Lev Tolstoj. In quei giorni di marzo del 1910, mentre lo scrittore pescarese viene alla luce, la lava dell’Etna ingoia in sé baracche e animali e il secondo governo del barone Sidney Costantino Sonnino vive la sua brevissima agonia. È molto più di un secolo, insomma, che Flaiano è nato: ci sono di mezzo una società e una cultura italiane che verranno stravolte a velocità ennesima. Eppure la sua parabola sembra persino resistere alla coincidenza di un approdo a Roma nel 1922, e la sua giovanile vocazione per il giornalismo gli fa da scudo, come se la carta stampata fosse il suo primo e unico vestito. Sono invece gli anni Cinquanta – e quella sua Roma «dilatata, distorta, arricchita» – a renderlo protagonista di un mondo il cui racconto non dimorerà soltanto su un foglio di carta stampata.
Quel Flaiano che se ne va nel 1972 appartiene a un’epoca che ci è altrettanto remota, sebbene molto più comprensibile. In quegli anni l’Italia è una vera e propria polveriera culturale e i tipi come lui sono dei paria del pensiero. Sono intellettuali che non scommetterebbero cinque lire sull’autenticità di chi dichiara di voler cambiare il mondo. Sono scrittori che non lesinano la loro ironia innanzi agli slogan e ai manifesti che traboccano sentenze e principii. Ma quel che li fa ancora più rari è il loro sentirsi diversi da ogni forma di ideologica visceralità. In quell’epoca, Ennio Flaiano è un anti-niente. Non odia, non disprezza, non minaccia. Si limita a licenziare ogni tanto una scheggia di ironia, così piccola da entrare nelle carni di chi legge e di restarci per sempre: «Vogliono la rivoluzione ma preferiscono fare le barricate con i mobili degli altri».
Micidiale, senza punto esclamativo, come un’osservazione neutra che contiene in sé tutta la malizia di un concetto. Perché c’è una sorta di saggezza ad agirlo, la medesima che pare essersi spenta con lui, per sempre, nel nostro paese. Dire di Flaiano che ci manca è una sciocchezza che non descrive il baratro che, dopo di lui, si è aperto. Sono 38 anni che attendiamo l’epifania di un uomo che abbia l’apparenza di un travet e la sostanza di un’intelligenza che brilli da ogni sua smorfia. Ed è trascorso altrettanto tempo, per noi, a sopportare l’affannoso verso di quei suoi epigoni che tentano di imitarne l’acutezza, la leggerezza, la libertà. Nessuno lo ha mai raggiunto così in alto da respirare l’aria sua. Nessuno è riuscito a incarnare nuovamente l’immagine di un senza-padrone, di un senza-carriera, di un protagonista della cultura così sublime da non farsi mai due conti o tre progetti con altri quattro gatti. Era più facile allora, si sa, ma era difficile anche allora. Il fatto è che non c’era modo di possedere Flaiano. Non era in vendita, non era in affitto. Era semplicemente un Bene Inalienabile. Ma c’è di più: c’è che Ennio Flaiano è stato l’unico vero dandy del Novecento italiano. Ne aveva la stoffa, la personalità, la naturalezza, e grazie a queste virtù egli ha saputo percorrere uno sdrucciolevole sentiero senza cadere mai. Era come se avesse il dono della “piega”, quella sua innata capacità di dare alla trama della vita un impercettibile senso inverso. Quel che Flaiano lambiva con il suo sguardo e con il suo giudizio, immediatamente mutava in altro. La sua sola presenza nelle occasioni mondane (di cui pure diffidava) aveva il pregio di illustrarle; una festa senza Flaiano (e ve ne furono molte) era un evento fallito. Non si trattava di celebrare la bella nicchia delle arti e dello spettacolo, bensì di partecipare a quella società della conversazione che Giovanni Russo ha ben descritto nei suoi libri dedicati al vecchio amico. E d’altronde, la stessa inimitabilità di Flaiano attesta il suo dandismo. C’è in lui una distanza a tal punto assoluta da porlo in totale antitesi con le figure di snob che imperversano nella Roma di quegli anni: «Non ho capito bene il suo nome ma non ho alcuna difficoltà a crederle». In una recente intervista, Tonino Guerra ha voluto ricordarne un momento di fortissima intensità. Accadde in un mattino di primavera, che si stava recando a casa Flaiano per giocare a chi avesse più idee e, prima di annunciarsi, sbirciò dalla finestra e lo vide. Era seduto in poltrona, guancia a guancia con la figlia ammalata che gli stava tra le braccia.
La stringeva, insieme guardavano il cortiletto dinanzi, entrambi assorti in un amore reciproco e irraggiungibile. Allora Tonino Guerra usò la delicatezza di tornare sui suoi passi e di lasciare che quell’uomo solo e sofferente godesse di un’intimità che prevaleva su ogni possibile arguzia. Il suo genio infinitamente melanconico era svanito in un gesto di affetto, nella carezza senza parole di una mano che aveva posato la penna sulla scrivania.
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1 luglio 2010 alle 22:52
Voglio ringraziare Giulio di Siena e Gianluca per le loro analisi che mi hanno un pò chiarito cosa avvenne in quel tragico 92/93. Sospettavo che ci fosse pure lo zampino, anzi lo “zampone forcuto” delle toghe rosse. A confronto Berlusca e Dell’utri sono due “babbi”, come si dice dei messinesi. Berlusca, anzi, è un pappagallo brasiliano, considerato che ha spopolato pure nel mitico Brasil. Insomma, tutto bene quel che finisce bene, con canti e balli brasileiri. Volevo salutare pure Amgelo e ringraziarlo per il ricordo del grandissimo Ennio Flaiano. Grazie a tutti. Mrror
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1 luglio 2010 alle 22:57
Paso e Mirror
A Paso: Non ce la faccio a seguirti. Però, scusa, perché ti affidi a “Giustizia e Libertà” e non leggi tu la relazione Pisanu? Io l’ho letta dopo l’invito di Mirror, Ti riassumo i passi importanti; lo faccio anche per Mirror che ha visto nelle dichiarazioni di Piusanu chissà quale siluro contro il suo leader.
Dice la relazione:
.. “il punto di svolta della strategia politico-militare della mafia siciliana è dunque il 30 gennaio del 1992, quando la Corte di Cassazione, pronunciandosi definitivamente sul “maxi-processo”, rigetta tutti i ricorsi delle difese e consacra il criterio della responsabilità implicita della “Commissione”, l’organo di autogoverno di Cosa Nostra.Lì si interrompe la lunga “pax mafiosa” iniziata nella seconda metà degli anni ‘80 e “Cosa Nostra” presenta immediatamente il conto a coloro che non avevano saputo proteggere l’associazione dalla bufera giudiziaria.Avendo esaurito la loro funzione, da vivi non servivano più.”
..”"Serviva, invece, la loro morte e quella di coloro che, come i giudici Falcone e Borsellino, erano stati, sul fronte opposto, i principali protagonisti dello storico “maxi-processo”.
il Presidente Emerito della Republica Oscar Luigi Scalfaro, ha riferito nel corso di una intervista, che in quei giorni il prefetto Parisi “teneva in grande conto una segnalazione del Mossad, secondo la quale nel mondo della destra estrema c’era una forte spinta a destabilizzare la situazione italiana, puntando anche alle dimissioni del Capo dello Stato”.
.. “”A sua volta, il dott. Gianni De Gennaro, allora Direttore della DIA, pur riconoscendo il contesto mafioso della strage di Via d’Amelio, intravedeva “elementi tali da far sospettare che l’intero progetto eversivo non fosse di esclusiva gestione dei vertici di Cosa Nostra, bensì che allo stesso potessero aver contribuito altri esponenti di un più vasto potere criminale. Le analisi di Parisi e De Gennaro troveranno successivamente ripetute conferme nelle sedi giudiziarie.E’ dunque ragionevole ipotizzare che nella stagione dei grandi delitti e delle stragi si sia verificata una convergenza di interessi tra Cosa Nostra, altre organizzazioni criminali, logge massoniche segrete, pezzi deviati delle istituzioni, mondo degli affari e della politica.”"
Quello che sostiene De Gennaro non ha l’importanza dei dieci comandamenti. E’ una deduzione che potrebbe trovare origine nei disastrati rapporti con il Sisde allora diretto, in Sicilia, da un funzionario che sarà condabnnato per i suoi rapporti con la mafia (contrada). Così come vanno prese cum grano salis le confidenza di Parisi a Scalfaro circa le informazioni provenienti dal Mossad. Scalfaro e Parisi erano in rapporti più che eccellenti. Nessuno ha letto l’informativa del Mossad. Ma continuiamo nell’elencazione dei punti importanti della relazione;
..”"Ora è del tutto evidente, come hanno stabilito i magistrati e come ha confermato l’incerta copia del misterioso “papello”, che l’obiettivo essenziale, il fine ultimo pratico delle stragi del 92-’93 era quello di costringere lo Stato ad abolire il 41 bis e a ridimensionare tutte le attività di prevenzione e repressione.
Oggi abbiamo notizie abbastanza chiare su due trattative: quella “dai contorni anomali” tra Mori e Ciancimino che forse fu la deviazione di una audace attività investigativa; e quella tra Bellini-Gioè-Brusca-Riina, dalla quale nacque l’idea di aggredire il patrimonio artistico dello Stato, avendo spiegato Bellini ai suoi interlocutori che “ucciso un giudice questi viene sostituito, ucciso un poliziotto avviene la stessa cosa, ma distrutta la Torre di Pisa, viene distrutta una cosa insostituibile con incalcolabili danni per lo Stato” (atti Corte Assise Firenze).
Recentemente l’allora Ministro della Giustizia Martelli ha ribadito che mentre il Governo era impegnato in uno scontro frontale con la mafia “c’erano altre parti di Stato che viceversa pensavano che le cose si potevano aggiustare, se per un verso la mafia rinunciava alla strategia terroristica e dall’altra parte lo Stato si toglieva dalla testa l’idea di portare il colpo definitivo a Cosa Nostra”.”"
E’ chiaro finora? Continuiamo;
..”"Per l’ex Ministro Mancino non ci fu trattativa: “noi l’abbiamo sempre respinta … anche come semplice ipotesi di alleggerimento dello scontro con lo Stato portato avanti dalla mafia”.”"
Ci fu trattativa? Non ci fu? A chi credere? Ma il bello viene adesso:
..”"”Voglio segnalare a questo proposito una singolare corrispondenza di date che si verifica, a partire dal maggio del 1993, tra le stragi sul territorio continentale e la scadenza dei tre blocchi di 41 bis emessi nell’anno precedente. Il 27 maggio esplode la bomba di Via dei Georgofili, a meno di un mese dalla scadenza dei primi provvedimenti adottati dal Ministro Martelli. E’ il “colpettino… per stuzzicare la controparte” di cui parlarono Riina e Brusca? O, in altri termini, un messaggio diretto a caldeggiare una richiesta o a riavviare una trattativa?
Il messaggio, comunque, non viene raccolto e infatti i 325 provvedimenti vengono prorogati di un altro anno fino al 1994. Il 27 e 28 luglio esplodono le bombe di Milano e Roma e “Cosa Nostra” assume una iniziativa senza precedenti: rivendica gli attentati in perfetto stile brigatista ed alza il tiro minacciando una nuova strage con la “garanzia di centinaia di morti”. Il 1° novembre del 1993 scade un altro blocco di provvedimenti 41 bis, ma nel frattempo “Cosa Nostra” tace.
Imprevedibilmente, tre giorni dopo quella scadenza, il 4 e il 6 novembre, il Ministro di Grazia e Giustizia non proroga il 41 bis a 140 detenuti nel carcere dell’Ucciardone di Palermo.
Se ne può desumere che la “trattativa-ricatto” abbia prodotto i suoi effetti tra il 29 luglio e il 6 novembre? E’ comunque plausibile ritenere che l’organizzazione mafiosa avesse interpretato quella revoca come un cedimento o una concessione dello Stato per i colpi subiti e che, pertanto, la campagna stragista dovesse andare avanti. Tanto più che il 31 gennaio 1994 sarebbe scaduto il provvedimento più importante, nel cui elenco figuravano alcuni dei boss più autorevoli di “Cosa Nostra”: Gerlando Alberti, Bernardo Brusca, Pippo Calò, Stefano Fidanzati, Giacomo Gambino, Salvatore Greco, Luciano Liggio, Francesco Madonia, ecc..
Questa ipotesi si rafforzerebbe se la data della tentata strage allo Stadio Olimpico fosse quella indicata da G. Spatuzza: e cioè il 23 gennaio 1994, in occasione della partita di calcio Roma-Udinese.
“”
Chiaro allora che la strategia trova origine nell’adozione di del carcere duro? Il ministro che non prorogò il carcere duro era quello in carica a novembre del 1993. Chi era? Quale governo era in carica? Ma ecco la parte finale
..”"La stagione terribile delle stragi si chiuse il 27 gennaio 1994 con l’arresto dei fratelli Graviano, capi indiscussi dell’ala più violenta, e con l’ascesa del “moderato” Bernardo Provenzano ai vertici di Cosa Nostra. Costui spingerà l’associazione mafiosa a fare impresa, ad immergersi sempre più nell’economia e nella società, facendo tacere le armi: sarà la fine dei “viddani” di Totò Riina, rinchiuso in carcere e reso impotente dal rigore del 41 bis.
Fin dall’agosto del 1993, un rapporto della DIA, aveva intravisto e descritto “una aggregazione di tipo orizzontale”, in cui rientravano, oltre alla mafia, talune logge massoniche di Palermo e Trapani, gruppi eversivi di destra, funzionari infedeli dello Stato e amministratori corrotti.
Sulla stessa linea, pur restringendo il campo, il procuratore di Caltanissetta Dr. Lari ha sostenuto recentemente che Cosa Nostra non è stata “eterodiretta da entità altre”, ma che al tavolo delle decisioni si siano trovati, accanto ai mafiosi, “soggetti deviati dell’apparato istituzionale che hanno tradito lo Stato con lo scopo di destabilizzare il paese … mettendo a disposizione un know-how strategico e militare”. Nel luglio scorso lo stesso Dr. Lari aveva anticipato che, a seguito delle dichiarazioni di Spatuzza, “le investigazioni hanno lasciato la pista puramente mafiosa e puntano a scoprire un patto fra i boss di Cosa Nostra e Servizi Segreti”.
Probabilmente Provenzano fu insieme a Ciancimino tra i protagonisti di trattative del genere, mentre Riina ne fu, almeno in parte, la posta.
Perciò è probabile che all’indomani dell’arresto dei fratelli Graviano e della sconfitta dell’ala stragista, “Cosa Nostra” si sia adeguata al nuovo ordine di Bernardo Provenzano e si sia messa alla finestra, in attesa di quel che sarebbe successo dopo le dimissioni del Governo Ciampi (13 gennaio 1994), lo scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate.
Da allora ad oggi, bloccato il braccio militare, Cosa Nostra ha certamente curato le sue relazioni, i suoi affari, il suo potere.
Ma da allora ad oggi ha perduto quasi tutti i suoi maggiori esponenti, mentre in Sicilia è cresciuta grandemente una opposizione sociale alla mafia che ha i suoi eroi e i suoi obiettivi civili e procede decisamente accanto alla magistratura e alle forze dell’ordine.
Anche per questo “Cosa Nostra” ha forse rinunziato all’idea di confrontarsi da pari a pari con lo Stato, ma non ha certo rinunziato alla politica.
Al contrario, con l’espandersi del suo potere economico ha sentito sempre più il bisogno di proteggere i suoi affari e i suoi uomini. Specialmente con gli strumenti della politica comunale, regionale, nazionale ed europea.”"”
Questa è la relazione Pisanu. Si può discutere sul ruolo dei servizi segreti ( il Sisde) e della Massoneria (qualche iscritto a logge più o meno coperte) e la tendenza a generalizzare. Anch’io potrei fare delle ipotesi sul ruolo del Sisde, ma in senso diametralmente opposto, per ridurre quella partecipazione all’attività di uno o due persone infedeli, da parte di un servizio con un’esperienza assai limitata, perché nato da un paio di lustri. Ma non lo faccio.
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2 luglio 2010 alle 20:58
Complimenti Giulio, ricostruzione davvero eccellente!
Solo un dettaglio, importante: il ministro della Giustizia del governo Ciampi che il 4-6 novembre 1993 non proroga il 41 bis a 140 detenuti nel carcere dell’Ucciardone era lo specchiatissimo professore torinese Giovanni Conso: il quale non ha assolutamente il physique — tampoco lo psychique — du role per una trattativa con la mafia! A naso, direi proprio Nicola Mancino, ministro dell’Interno nel 1992-94 (governi Amato e Ciampi), avellinese più furbo che intelligente e — guardacaso — attuale Presidente del CSM; con l’aiuto di Vincenzo Parisi (sostituito da Masone nell’agosto 1994) ma, probabilmente, contro l’opinione di Bruno Contrada (vicedir. SISDE), “incastrato” la vigilia di Natale del 1992.
Sulla volpe Mancino vedi anche questa intevista al P.E. Cossiga dell’ottobre 2009: “Se Mancino pensa di strizzare l’occhio a MD per sottrarsi alle sue responsabilità nella trattativa tra Stato e mafia, fa male i suoi calcoli.”
Wahrheit macht frei!
(tradotto liberamente: ciau!)
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1 luglio 2010 alle 23:21
gaetano criscenti
30 giugno 2010 alle 22:20
Non ti capisco io. Perché avrei confuso Ingroia con Gatto? Chi è stato che ha tentato di rifare il processo approfittando dell’appello, inserendo il grande accusatore Ciancimino Jr? da chi è stato scovato e valorizzato Ciancimino (ed anche Spatuzza)? E Gatto non si è rifatto a quei tentativi ed a quelle dichiarazioni?
Criscenti, Gatto ha detto che voleva processare il Potere, non è compito della magistratura processare il potere. In una democrazia è il popolo che giudica il potere e, se ritiene, lo manda a casa. Capito? E poi i giudici debbono interessarsi di fatti non di teoremi.
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1 luglio 2010 alle 23:58
Amgelo scrive:
1 luglio 2010 alle 19:14
Paso,
chi ti ha scritto gli ultimi tuoi post pubblicati qui su RI?
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credo sia bene per lei , mantenere le distanze. la mia fiducia l’ha avuta , ripetutamente…altrettanto ripetutamente , come già le dissi , l’ha tradita. nonostante io abbia una certà volontà quasi sovraumana, mi arrendo a una sana indifferenza ( non sempre è segno di deserti interiori, ma a volte serve come forma civile di rispetto).Se aprissi bocca, dovrei dirle in modo molto sgarbato quante fattezze ha di questa maschera:
“La maschera del cattivo”
Sulla mia parete è appesa una xilografia giapponese
La maschera di un demone cattivo, dipinta con la lacca d’oro.
Pieno di compassione vedo
Le gonfiate vene frontali, segno di
Quanto è faticoso essere cattivo.
B.Brecht
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voglio pensare di lei che ho sbagliato e che è fatto di tutte quelle bellezze interiori, che io non sono stata in grado di vedere. pertanto belle cose e buona vita .
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2 luglio 2010 alle 00:06
giulio di siena scrive:
1 luglio 2010 alle 09:15
Cara, dolce Paso,
non sono mai riuscito a leggere oltre le due righe di quello sche scrivi, e non so, quindi, come la pensi. Quando sostieni che sono sintonizzato sulla stessa frequenza di Patton, mi onori.
NON credi, cara, dolce Paso, che il giudice debba indagare su casi concreti, su fatti, per valutare se corrispondano o perfezionino fattispecie penalmente rilevanti? Dei teoremi si interessino la filosofia e la matematica!
Ho paura di una giustizia come quella vagheggiata dal PG Gatto e penso che abbiano paura tutti quelli che credono nella separazione dei poteri (per rispondere a Criscenti).
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Caro dolce Signor Giulio Di Siena,
la sua è una risposta non risposta. commette lo stesso errore logico di altri , che usano lo stesso cappello , ovviamente di scherno , per chiudere l’interlocutore in un recinto. in realtà nel recinto dell’illogicità ci si mette da solo. come fa a rspondere se legge due righe e salta? non risponda, fa prima , secondo la sua logica fa piu bella figura, non ha risposta a mezza dellle mie considerazioni. potrà fare al massimo , anche in questo caso,pavoneggiandosi affiancandosi a Patton , che se la da sempre a gambe levate quando deve rispondere seriamente, al massimo rifacendo capolino con le solite tecniche prevedibilissime.
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2 luglio 2010 alle 00:15
kalevala scrive:
1 luglio 2010 alle 09:45
Grazie Paso per il tuo “perepepe’”…ma ke e’ , na “vuvuzela” ?
Quanto mi stanno sul…’ste vuvuzelas !
Be’, per quel poco che capisco….avere certezze sui pentiti …che dicano il vero o il falso cioe’ ; o se dicano parte di vero e parte di falso e’ proprio solo di alcuni generali ; no , herr Patton ?
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eh eh eh capitano Kalè …direi di no , nessuna cacofonia rumorosissima per carità!…era stile Totò, hai presente?
(°_^)
anzi mo’ sai che faccio? ti dedico pure una sua poesia , è da un pochetto che non lo facevo..ma con le sfogliatelle che GOAL! che hai rifatto .perepepè ! ciao . un bacetto ( scusami la confidenza)
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Il fine dicitore
“Ninì Santoro, il fine dicitore,
maestro di eleganza e di maniere,
il re del music-hall, il gran signore,
debutta questa sera al Trianon”.
Guardanno ‘o manifesto, chi liggeva
penzava: certo chisto è n’artistone.
Tenevemo st’attore? E chi ‘o ssapeva!
Stasera stessa mm’ ‘o vaco a ssentì.
C’ ‘o tubbo, ‘a caramella e nu bucchino
d’avorio giallo, luongo miezo metro;
un fazzoletto bianco nel taschino,
ncuollo nu frack ‘e seta blummarè
Tutt’ ‘o teatro illuminato a giorno,
na marcia trionfale comm’ “Aida”,
Santoro ascette e cu na faccia ‘e corne
pareva ca diceva: “Eccomi qua!
Mo v’aggia fa vedè chi è Santoro,
il fine dicitore, il fantasista
ca quanno arape ‘a vocca caccia ll’oro,
oro colato ‘e primma qualità”.
‘0 pubblico ansioso s’aspettava:
chi sa mo ch’esce ‘a vocca a stu Santoro.
Ma ch’era ascì… Santoro ‘ncacagliava,
faceva smorfie, zumpe e niente cchiù.
Nun fernette nemmeno ‘o riturnello
d’ ‘o primmo raccuntino d’avventure,
quann’uno arreto a me: “Santò, si bello!”
(’Ndranghete!) E allazza nu pernacchio ‘e nuvità.
Fuie cumm’a nu signale ‘e na battaglia,
mancava poco e nce scappava ‘o muorto:
‘e sische mme parevano mitraglia.
Santoro nun putette continuà.
“Ll’artista” se facette ‘a mappatella:
‘o frack, ‘o tubbo, ‘o fazzuletto bianco,
s’annascunnette pure ‘a caramella.
Dicette: “Aggio sbagliato,.. Ch’aggia fà?”.
Trent’anne so passate ‘a chella sera
che il fine dicitore fantasista
pe fforza avette chiudere ‘a carriera
a beneficio dell’umanità.
Aiere steva scritto into ‘o giurnale che:
“dopo varii e lunghi appostamenti
è stato assicurato un criminale
alla Giustizia delle Autorità”.
E chi era, neh, stu disgraziato?
Santoro… il dicitore fantasista,
ca, pe magnà, al furto s’era dato
o pover’ommo pe putè campà.
Io penso che fu l’epoca sbagliata;
trent’anne fa tutto era n’ata cosa.
Oggi che il nostro gusto s’è cambiato
Santoro fosse na celebrità.
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2 luglio 2010 alle 04:10
Giulio scrive :
” Pare pacifico che Dell’Utri abbia frequentato uomini di “cosa nostra”, che era in amicizia con alcuni uomini d’onore ed è avvilente che il presidente del consiglio italiano abbia collaboratori come dell’Utri. Ma questa è una mia valutazione che lascia il tempo che trova. ”
E non dovrebbe lasciare il tempo che trova …specialmente in chi vota PDL ; l’aggettivo e’ azzeccatissimo…AVVILENTE ;
Chiste e’ u probblema dei probblemi.
Come avvilente del resto e’ ascoltare le argomentazioni della congrega di corifei che , nella contingenza , difendono Dell’Utri o magari quel Brancher titolare ripeto , di un Ministero che si chiama “Nun cio’ ‘ncazzo da fa’”.
Ma si’…facciamo un bel e nuovo Ministero senza avere in mente quali “deleghe” conferirgli ; “deleghe” poi…termine forbito e tecnico che per il popolino vorrebbe dire…ma a questo che cazzo je famo fa ?
Una storia indegna ; sembra che non ci sia mai fine al peggio.
Poi cosi’ , tanto per cambiare e con riferimento all’articolo di Guzzanti sull’Umberto…. la cui fertile mente oggi ha partorito un’altra affermazione che neanche il noto marziano a Roma capirebbe ; dice infatti l’Umberto a proposito del lodo Al Fano allargato : ” AL PREMIER QUALCOSA SI DEVE “.
Ma scherziamo ? E cche vor di’ ?
Giulio , oggi me sa che vado al Palio e diciamo che per chi non l’ha mai visto e’ uno spettacolo unico ed emozionante che nel mio immaginario personale e’ una di quelle cose che permette ai senesi di poter dire a tutti le notissime parole di quel sonetto del Belli…noi semo noi e tutti voi nun sete un cazzo ; i senesi si sentono un’altra razza e io dico che fanno – QUASI – bene.
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2 luglio 2010 alle 07:51
Mirror scrive:
1 luglio 2010 alle 17:32
Nel “minestrone” dell’informazione di questi giorni, compresa la lacrimevole manifestazione anti-bavaglio dei giornalisti e il Tg minzoliniano, avevo capito che: Taricone era una vittima della mafia, Vittorio Mangano un grande attore del passato, e Saviano il prossimo allenatore della nazionale. L’Italia-italietta: che paese abborracciato! E Giagina che fine ha fatto? In questo “minestrone” sono saltati tutti i ruoli. Allora: viva il Cav brasiliano!, no abbasso il Cav! Boh? Mrror
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Non è tutto ordinato, vero Mirror? Le notizie sono confuse, chi dice una cosa, chi un’altra. Pare quasi una democrazia! Ai tempi dell’agenzia Stefani (gestione Morgagni) era tutta un’altra cosa.
Ma tu vuoi dire che Minzolini distorce l’informazione, è berlusconiano, che ciò ti indigna perché tu, fruitore, non sei in grado di andare altrove col telecomandino, quell’aggeggio che ti consente di cambiare fonte di informazione, magari pescando all’estero. Vuoi quindi dire: a morte (metaforica) Minzolini, viva Bianca Berlinguer, non è vero? Allora sai che c’è almeno un’alternativa. Sai che TG3 è la fonte corretta dell’informazione. O no?
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2 luglio 2010 alle 20:07
La prego, Giulio,
si dice Donna Bianca Berlinguer, perché di stirpe nobile (come tutti i B.).
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2 luglio 2010 alle 09:49
Alberto49
Ti capisco, Alberto. E’ una situazione senza prospettiva di miglioramento. Nessuno, dico nessuno, si scandalizza dell’articolo 53 della Costituzione, che, nel secondo comma, recita: ” il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. E’ li che comincia la rapina. E per giustificare la rapina ricorrono al “marginalismo”, all’utilità marginale, secondo la quale chi guadagna 100 e paga 1, partecipa con lo stesso sacrificio di chi guadagna 1000 e paga 10. Stabiliscono loro la sensazione del sacrificio che è individuale e non può essere paragonata a quello di qualsiasi altra persona. E parlano di redistribuzione come se esistesse un reddito nazionale da dividere. NON C’E’ REDDITO NAZIONALE, CHE E’ LA SOMMA DI REDDITI INDIVIDUALI E QUINDI QUALCOSA DI GIA’ DIVISO. C’è chi è bravo e deve essere punito per dare a chi non ha voglia di fare niente. Tutto qui.
Adesso la Paso di turno urlerà all’egoismo. No, no, no, non è egoismo, è tutto il contrario, perché si vuole dare di più a chi non ce la fa senza l’enorme struttura che tutto fagocita. Lo stato sociale è organizzato in modo che se destini 1000 per i più bisognosi, 900 va alla struttura e 100 ai bisognosi (largheggio, perché la percentuale è ancora più punitiva per i bisognosi). Lo sanno tutti, ma se lo dici sei egoista perché la gente ama fermarsi alle apparenze, non vuole sforzarsi ad analizzare, ad andare in fondo ad un problema.
E allora, chi ha creduto alla cosiddetta rivoluzione liberale crede ancora che Berlusconi e Tremonti siano davvero in grado di affrontare il problema dal verso giusto? E cito Tremonti e Berlusconi perché essi si sono presentati promettendo il liberalismo. No, sono i carnefici del liberalismo (almeno finora). Abbiamo visto che Tremonti ha idee confuse, è protezionista, è statalista, poi fa il filosofo, poi accenna a qualcosa di liberale, ma sottovoce e con vergogna, poi tiene in piedi un sistema nel quale sguazzava Visco; lo ha ereditato e lo sta rafforzando, mentre il suo principale va a puttane (tanto el cose gli vanno bene).
Caro Alberto, o ci si rassegna al socialismo strisciante, o si va altrove. Tertium non datur.
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2 luglio 2010 alle 14:26
Il caso crono-illogico del dolce signor Di Siena e la relazione della commisione Pisanu
Riepilogo degli avvenimenti :
1
Giulio esplica ieri sera tale dichiarazione:
giulio di siena scrive:1 luglio 2010 alle 22:57
Paso e Mirror
A Paso: Non ce la faccio a seguirti. Però, scusa, perché ti affidi a “Giustizia e Libertà” e non leggi tu la relazione Pisanu?
2
la mattina Giulio ci aveva scritto sul tema Pisanu , nel punto precedente rivolgeva le sue amenità, come altri che leggono due righe, mi saltano,lo dicono,fin qui tutt ok, sta nel gioco ma non sta nel gioco se pretendono , saltando, di dare interpretazione autentica di come costruisco o domando sul come la penso e la vivo(i fatti e la storia)
questo è il riferimento,giulio di siena scrive: 1 luglio 2010 alle 09:15
Cara, dolce Paso,
non sono mai riuscito a leggere oltre le due righe di quello sche scrivi, e non so, quindi, come la pensi……………..
Mirror
Prima di giudicare il proclama Pisanu, dobbiamo leggere qualcosa sulla sua relazione……..
(omissis)
———————
conclusione :
il signor Giulio non fornisce nei suoi interventi il documento integrale,cioè non consegna la fonte autentica , priva di altri opinioni con cui invece ha dato la sua ottima intepretazione; nella mia invece del 1 luglio 2010 alle 15:10, ho dato solo alcune(4) delle tante domande che potevo farmi, in cui ho detto chiaramente perchè condivido la posizione di Grasso, non con le sue parole, ma con le mie. Pretende però il signor Giulio di mettersi in competizione su chi e perchè fornisce la fonte quando, andando in differita,la pubblicazione dei commenti crea già di sè alcuni disallineamenti involontari al soggetto, che mediamente dovrebbe saperli ricollocare.peraltro ciò serve al signor Giulio et simili ad evitare il tema vero , quello centrale,della soluzione del nodo siciliano:restituzione della storia, memoria e progetti per il futuro.
il documento integrale che il signor Giulio invita a leggere tramite le sue parole, omette quindi agli “altri” ( nel caso in cui non lo avessero sottomano) una loro diretta lettura .anche questo forse sarebbe irrilevante o perdonabile, se non accompagnasse i suoi interventi arricchiti di un pugno di forza che stona alle evidenti capacità professionali, acquisite sul campo, da parte del signor Giulio stesso.
un vero peccato rendersi inconciliabili per questioni di “modi” che non sanno fare relazione,rispetto ai “contenuti”, su cui invece ci si dovrebbe confrontare e creare le basi di arricchimento reciproco.nulla di grave( se tutto va bene, siamo rovinati eh eh eh ), siamo sempre alle solite ed è in tutte le comunità la stessa sofferenza/incapacità a non scendere sul piano personale dei facili insultini pur di rimanere sul pezzo. una precisazione su un altro tipo di pezzo, quello della fonte.occorre saperla citare correttamente. navigando per il web, l’ho recuperata. se il primo link fornito da google fosse stato Ansa , lo avrei linkato da lì. Peraltro Giustizia e Libertà è un movimento, Libertà e Giustizia è un altro ed è da questo che ho citato il link, non dall’altro cosi come riportato dal signor Giulio che noto mi cita sempre sul piano personale giulio di siena scrive:2 luglio 2010 alle 09:49 , confondendo con l’egoismo il senso del limite, che sa contemperare io/noi arricchendoli entrambi o detta al contrario, non impoverendone il plurale, a vantaggio dei pochi singoli.Nel duemiladieci d.c. le profonde disuguaglianze dovrebbero aver insegnato dalla storia, che sono solo polveriere di appiattimento,miseria, ignoranza con costi pubblici elevatissimi e ricavi privati dei soliti( criminali e meno criminali). so quegli stessi ignoranti che non sanno più manovrare il telecomando cambiando un minzolini, nel cui corpo di milioni non si compenetra il signor Giulio. non può , lui è a posto, lui non il problema, nè può rattristarsi o pensare di darsi da fare per chi a milioni hanno ingabbiato coi gas catodici, quindi è meglio mettere il problema sotto il tappeto e dire che non esiste.
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2 luglio 2010 alle 15:28
Caro Giulio, mio figlio ha capito tutto. Io no.
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2 luglio 2010 alle 16:40
TORNO SULLA QUESTIONE EVASIONI FISCALI.
INNANZITUTTO CARO alberto49, tu hai postato uno studio dell’ufficio studi dell’agenzia delle entrate – http://www1.agenziaentrate.it/ufficiostudi/pdf/2006/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf – che parte da uno studio dell’ISTAT che valuta proprio il PIL per regione, e, su quella base – non sono riuscito a trovare la statistica ISTAT in questione – determina le evasioni IRAP presunte. A parte il fatto che ci sono delle esilaranti esclusioni – tipo Vibo Valentia provincia virtuosa, e per chi, come me conosce fino in profondità la realtà calabra, credetemi, è una fandonia – lo studio parte dalla coda, cioè determina l’evasione sulla base di un valore di PIL prodotto anch’esso determinato in maniera predittiva dall’ISTAT e con metodologie di lavoro e calcolo che non conosciamo.
Io parto da un versante inesplorato, ma molto più affidabile: l’evasione accertata- perinciso, lo stesso ufficio studi, nell’analisi dei dati, rileva, un po’ stupito, come appare stranamente alta la propensione all’evasione nelle regioni del sud, quando queste regioni e i loro abitanti sono più a rischio di accertamenti tributari stante il maggior numero d’impiegati dell’agenzia delle entrate- .
E, visto che non ti è bastato il mio input – concludevo con un: approfondiamo- , mi trovo costretto a spiattellarti in faccia dati, DATI, provenienti dall’AGENZIA DELLE ENTRATE e riferiti alle EVASIONI ACCERTATE.
Comincio con il link: http://www.nuovofiscooggi.it/attualita/articolo/lotta-allevasione-gli-incassi-2009-mappa-dei-dati-regione-regione .
Questi sono i dati relativi al 2008 e 2009.
da questi dati – accorpati in macroregioni un po’ diverse da quelle utilizzati per lo studio a base del tuo articolo – si ricavano alcune cose:
IL NUMERO DI ACCERTAMENTI è assolutamente in linea con le previsioni: se, infatti, appaiono maggiori in termini assoluti, i controlli al nord, una volta rapportati alla popolazione – uso questo semplice dato per non complicare la situazione con valutazioni sulla ricchezza – danno un rapporto di questo tipo………..
- VALORE MEDIO DEGLI ACCERTAMENTI: questo dato dà un valore assolutamente in linea con quanto si potrebbe ipotizzare:
Italia del nord si hanno 9.
E
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2 luglio 2010 alle 17:17
Patton
Paso la insegue, lei scappa ed io dovrei – secondo l’incompresa (ed incomprensibile) – pavoneggiarmi accanto a lei, accanto ad uno che scappa? Sarei tentato di paveneggiarmi accanto all’ecumenico Kalevala se questi non fosse un fanatico di Scalfari! Scherzo, caro Patton, anzi offro il mio petto.
Nessun pugna per te? non ti difende
Nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo
Combatterò, procomberò sol io.
Forse ha ragione Petrarca: unilateralmente comincio a darti del tu, per dirti che ti comprendo. Dinanzi all’armata Paso tutti indietreggiano. Il suo italiano somiglia a quei nugoli di frecce che si abbattono sulla tramortita parte avversa, destinata a soccombere.
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2 luglio 2010 alle 19:10
Caro Giulio, la verità è che io sono…
http://www.youtube.com/watch?v=RdnKB0G_Tm8&feature=related
mentre lei, Paso/Posa, mi si è…
http://www.youtube.com/watch?v=sNW0eeoPSms&feature=related
e in ….. — si sa — vince chi fugge!
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3 luglio 2010 alle 08:32
Il fantastico rapporto tra lei e Posa è già stato previsto e raccontato 30 anni fa:
http://www.youtube.com/watch?v=odtX5PQbLOM&feature=related
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2 luglio 2010 alle 17:33
TORNO SULLA QUESTIONE DELL’EVASIONE FISCALE.
e dico subito ad ALBERTO49 che il tuo post contiene dati ricavati dallo studio dell’ufficio studi dell’Agenzia delle entrate, basati su dati ISTAT sul PIL regionale presunto. La statistica Istat da cui si part