Articolo di Augusta Lucilla: il fatto è che nessuno, o pochissimi, ha capito che cos’è l’Islam, la sua incolmabile alterità, le sue conseguenze orrende. Seguitiamo a trattarli come se avessero le nostre categorie morali e politiche e insultiamo Israele perché non sa fare “l’interlocutore”. Non esiste “interlocutore” per l’Islam, che è una mentalità e non una religione, fatta di totalitarismo assoluto, senza tempo e senza luogo, prima e indipendentemente dalla storia e dalla morale. Raccomando la lettura completa di questa raffinata e drammatica riflessione.
Una cosa che mi fa molto pensare è come sia possibile che una gran quantità di occidentali sia così, come dice Paolo, pesce in barile, oppure così apertamente schierata contro Israele. Certamente l’ignoranza gioca la sua parte, e tuttavia non si capisce perché l’ignoranza debba comunque far propendere per una parte piuttosto che per l’altra, e soprattutto perché non ci sia il desiderio di documentarsi, e continuino perciò a fioccare affermazioni mitologiche (che altri qui nel blog non si stancano di sottolineare, srotolandole, dispiegandole per mostrarne la totale inconsistenza oggettiva). Allora certamente può trattarsi di nazisti rossi che, come dicono gli amici della Flottiglia, sono eccitati dal terrore islamico. Però vedo coinvolti in questo fare i pesci in barile o simpatizzare per i palestinesi anche persone, come alcuni qui nel blog, che nemmeno sanno cosa sia l’eccitamento per il terrore islamico, persone intelligenti (a parte qualche caso di QI un po’ so so), diciamo per bene. Allora ci deve essere una spiegazione alternativa, e la chiave di lettura ce la fornisce Paolo quando dice che il “due popoli due Stati” è una fregnaccia europea, e che Israele e gli americani sono dei coglioni per essere stati tanto generosi coi palestinesi. Mi sembra quindi che ci sia un problema di categorie che gli occidentali (quelli per bene diciamo) adottano nel giudicare l’Islam. Ci sono delle volte che uno riceve una batosta dal proprio interlocutore (questioni anche del tutto personali) perché non è riuscito a prevederne le possibili mosse, e non è riuscito a prevederne le mosse perché gli mancano le categorie dell’interlocutore, le ignora completamente. Mi pare cioè che ci sia questo malinteso di fondo, e cioè che tutti, occidentali e islamici, stiamo adottando le stesse categorie di giudizio della realtà. D’altra parte queste categorie sono per noi occidentali talmente basilari da essere date completamente per scontate: essere d’accordo, confrontarsi, pensare che l’altro sia un interlocutore, assegnarli questo status paritario, legittimarlo nel dialogo ecc. I discorsi delle persone per bene del forum sono infarciti di questo sottinteso: che Israele sia considerato un interlocutore dall’Islam, e che l’islam possa essere soggetto attivo di confronto. Ecco, io ho capito che questa cosa ce la dobbiamo togliere dalla testa. Le persone per bene debbono iniziare a fare i conti con l’esplorazione di qualcosa, la mentalità islamica diciamo, che è fondamentalmente “altro”. Questo “altro” è, per le nostre categorie per bene, orrendo, tanto che chi non ha problemi a riconoscerlo, come Sigal, ammette che non sarebbe male se si aprisse una voragine e li ingoiasse tutti, o non sarebbe male farne tonnellate di hamburger, come disse un mio amico ebreo (di sinistra by the way). Nominare, arrivare a concepire questo orrendo “altro” ci fa perdere la speranza (in un mondo giusto, migliore ecc. ecc. ecc.). Diciamo che siamo vittime di una sindrome di Stoccolma su scala occidentale: per lasciare intatte le nostre speranze prendiamo le parti del persecutore, gli attribuiamo ragioni, gli attribuiamo i nostri modi di vedere le cose, lo legittimiamo, lo giustifichiamo, e diamo la colpa a noi stessi per non aver saputo fare di più (vigliaccamente la diamo, quando se ne offre l’occasione, a Israele, il nostro simile) in quanto l’illusione è che se la colpa è di chi la ragione la possiede si può sempre rimediare, e per questo siamo noi che dobbiamo fare l’ennesimo primo passo (come coattivamente Israele ha peraltro sempre fatto). In realtà dall’altra parte questi sforzi democraticamente definiti dalle nostre categorie non trovano l’interlocutore che le nostre categorie si aspettano. Penso perciò che sia il caso, per chi ne ha le palle, al fine di trovare una soluzione più praticabile, di cominciare a fare i conti con la verità dal lato brutto, a cui non si rimedia.





















8 giugno 2010 alle 17:00
Lucilla, allora abbiamo un problema serio e che va oltre la questione israeliana.
Ho letto che si sta svolgendo (http://www.liberal.it/primapagina/faccioli-pintozzi_2010-06-08.aspx) una riunione a cui partecipano i presidenti d’Iran, Siria, Palestina, Russia, Azerbaigian, Kazakistan e Afghanistan.
A parte le provocazioni verso Israele, mi preoccupo per la partecipazione della Russia. Se ha già molta influenza nell’Europa e partecipa a queste riunioni…siamo nei guai. Se è così ha in pratica (passami il paragone) creato un dominio simile a quello dell’impero romano “moderno”.
Resto anche perplesso difronte alle dichiarazioni del nostro governo sulla questione israeliana. Non so se esserne contento o meno, visto che siamo i più filorussi d’Europa.
Situazione che ritengo ancora opaca, per il mio piccolo cervello. Forse il tempo mi farà capire.
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8 giugno 2010 alle 21:56
Se guardiamo chi ha coperto l’Iran in questi anni, la partecipazione del principale erede del defunto colosso sovietico non stupisce.
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8 giugno 2010 alle 18:49
Stupendo l’articolo scritto da Lucilla. E’ proprio questo il problema di coloro che considerano i palestinesi un interlocutore valido: usano l’unità di misura sbagliata, la loro unità di misura. Molti purtroppo, e sono la maggioranza, non usano nessuna unità di misura, sono dalla parte dell’islam a priori, odiano gli ebrei e i nemici degli ebrei sono automaticamente loro amici. Se poi si aggiunge l’elemento dell’ignoranza, il quadro è completo. Io sono convinta che per quanto riguarda il conflitto mediorientale dilaga una vergognosa ignoranza. Per molti dotti, tipo autogatto, gli ebrei nel 48 hanno preso a cannonate i poveri palestinesi e si sono impossessanti delle loro terre. Sfido molti di loro a dirmi se erano a conoscenza della Dichiarazione Balfour, di cui ha parlato Guzzanti, del Libro Bianco, che restringeva il territorio destinato al Focolare Ebraico e poneva serie limitazioni all’immigrazione ebraica. Praticamente gli inglesi si sono rimangiati tutto.
Sfido molti di loro a dirmi chi viveva da secoli a Hevron, a Gerusalemme, a Safed, a Tiberiade. Sono certa che non ne hanno la minima idea. Molti di loro associano la creazione di Israele al trauma di Auschwitz (anche Obama l’ha fatto) ignorando spudoratamente che Tel Aviv è nata agli inizi del 1900, che l’Istituto Weitzman di scienze era già universalmente noto, che l’università di Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa hanno illuminato il mondo molto ma molto prima di Auschwitz. Che i kibbutzim sono nati alla fine del 1800, che nel 1900 qui esisteva una comunità fiorente che ha fatto rivivere la nostra antica lingua, che i bambini negli asili del 1900 giocavano in ebraico e la sera le mamme li addormentavano con storielle narrate in ebraico.
Altra cosa. Quante volte sento parlare del muro dell’apartheid. Ieri ho percorso in macchina tutta la valle del Giordano e dichiaro che su 800 Km del cosidetto muro, troverete solo un reticolato con sensori elettronici lungo il quale i nostri soldati pattugliano per scoprire tracce di infiltrati. Sugli 800 km solo 8 sono un vero e proprio muro. Il mondo è pieno di muri inutili, ma ipocritamente critica solo il nostro, questo muro che muro non è. Non esiste nessun muro.
Tutti parlano della crisi umanitaria a Gaza anche se a Gaza non esiste alcuna crisi umanitaria.
La reazione del mondo all’operazione israeliana sulla nave turca ha svelato il punto debole dell’occidente Terroristi spietati sono descritti come civili inermi pronti a morire perchè giustizia sia fatta. I filmati israeliani su ciò che è realmente accaduto sono stati ritenuti inaffidabili. il mondo è sempre pronto a credere alla versione islamica dei fatti. Israele non viene mai creduta.
Kalevala tu mi chiedi: “Cara Sigal , dicci di un errore che secondo te, ha fatto Israele”
Caro Kalevala, molti sono gli errori fatti da Israele. Senza andare lontano nel tempo: L’accordo di Oslo è stato un errore madornale, il ritiro da Gaza è stato un errore fatale. e solo settimana scorsa altro madornale errore. Israele con ingenuità incredibile ha mandato i soldati della shayetet 13 a mani nude sulla nave turca.
Kalevale tu sei convinto che la pace partirà dalle idee e dalla sensibilita’ di gente come Grossman o Amos Oz e non da certi rabbini estremisti. Poi ci parli di Rabin.
Caro kalevala, ma l’articolo di Lucilla non ti ha insegnato nulla? Credi che veramente che se tutti la pensassero come Grossman e Oz la pace busserebbe alle nostre porte? Ti voglio dire una cosa. Io parlo con la gente comune e non solo coi rabbini estremisti come gli chiami tu ingiustamente. Lascia stare gli scrittori famosi. La gente semplice, la gente di strada ne ha le palle piene dei palestinesi e i rabbini estremisti non c’entrano nulla. A proposito di Rabin ti assicuro che Rabin la vedeva esattamente come la vedo io, come la vede la gente di strada. smettetela di farne un icona pacifista. Rabin era tutt’altro che pacifista. “Spezzate loro le braccia” inveiva riferendosi ai terroristi palestinesi. In quanto ai rabbini che sono d’accordo con Ahmedinejad, non lasciarti coinvolgere. Si tratta di una infinitesima minoranza di Neturei karta, che contano al massimo 300 persone che non riconoscono lo stato d’Israele. Non sono neppure rappresentati alla Knesset.
GUER – NE APPROFITTO per dirti pubblicamente che ti amo.
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9 giugno 2010 alle 17:17
Ieri sono entrata in un negozio di pianoforti. Seduto ad un pianoforte un uomo suonava. Mi sono avvicinata a lui e e da un pianoforte vicino gli ho suonato alcune note di una melodia chiedendogli se era in grado di fare variazioni sul tema che avevo accennato. Lui con mani veloci improvvisava variazioni cambiando ogni volta stile. Così continuammo per ore. Eravamo in perfetta armonia. Prima di andarmene gli ho detto ti amo e lui mi ha risposto ti amo.
Cosa ho amato io in te, guer, cos’ hai amato tu in me? Non ci è dato sapere.
GUER – NON CON LE PAROLE, MA LO SO BENE.
MA TU SEI SPARITA NELLA CITTà ALTA SULLE MURA
E IO SUONO IL MIO PIANO SENZA CORDE DA SOLO SUL MARE.
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9 giugno 2010 alle 20:05
Ottimo articolo quello di Lucilla nel quale mi rispecchio quasi completamente se non altro perchè è logico.
Sigal leggo nel tuo intervento un rammarico, ma forse mi sbaglio di grosso, quello dello stato di israele di non avere abbastanza coraggio nel prendere finalmente di petto il problema.
Ovviamente per prendere di petto intendo guerra totale e senza prigionieri.
E’ Cosi? esagero ?
Se è cosi o no, non credi che sia l’unica vera possibile quanto tragica soluzione ?
Continuare con questo stillicidio quoditiano non è umanamente inutile ?
Quando il torto e la ragione si attribuiscono ormai come una riffa perchè si è letto il libro giusto o quello sbagliato e si perde per volontà o mancanza di memoria il filo della storia non conviene fare un restart ?
Non sono cinico e certamente non sono un guerrafondaio ma non vedo altre soluzioni.
Dimmi che mi sbaglio e che esiste una speranza
Saluti
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8 giugno 2010 alle 19:10
Lucilla! Quoto Guzz, la sua analisi cognitiva e comportamentale su scala globale è geniale.
Quindi oggi, quasi 10 anni dopo il crollo delle twin towers, c’è ancora chi si sente “giustamente” vittima dell’islam più feroce ed è giusto, per questa psicopatologia occidentale, essere vessati e subire il castigo di una colpa che si sente profonda; la nostra leggerezza, il nostro mondo civile e più fortunato deve pagare la sua emancipazione religiosa, via gli infedeli usurpatori dal medioriente, Allah Hakbar.
Ma se da un lato certi nostri governanti non sono degni di rappresentare i traguardi del pensiero occidentale (la psicopatologia è comune a molti politici), il problema mediorientale e la conquista di Gerusalemme non nasce dopo la Grande Guerra e nemmeno dopo l’Olocausto, affonda le radici nella storia del mondo ed è forse per questo estremamente complicato.
La pace armata non è una scelta di Israele, ma è sempre stata l’unica alternativa.
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8 giugno 2010 alle 19:11
Coglie nel segno…
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8 giugno 2010 alle 19:30
Bellissimo articolo, con finale un po’ enigmatico:
“Penso perciò che sia il caso, per chi ne ha le palle, al fine di trovare una soluzione più praticabile, di cominciare a fare i conti con la verità dal lato brutto, a cui non si rimedia.”
Voragini così grandi difficilmente si aprono senza un piccolo aiut(in)o perché, se i funghi nascono spontaneamente, gli hamburgher invece vanno messi in brace. E lì più che di palle, c’è bisogno di stomaco.
Va bene i pesci in barile, va bene la sinistra dell’Occidente pro palestinesi, ma tu, Lucilla, cosa proponi?
Qual è il tuo rimedio a ciò che non si rimedia?
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8 giugno 2010 alle 19:41
Per quanto riguarda l’Islam, non è tanto una questione di religione, visto che la religione cristiana, secoli fa, era oscurantista come quella islamica, quanto per il fatto che noi, ci siamo evoluti, mentre i popoli islamici, hanno preferito restare indietro nella loro ignoranza.
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9 giugno 2010 alle 11:15
Veramente a me sembra ancora oscurantista la religione cristiana.
Dove lo vede lei la modernità?
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10 giugno 2010 alle 09:39
Beh, non mi pare che da noi, le donne siano costrette a portare il burqa, o che la gente la gente sia obbligata ad andare sempre in messa, come succede nei paesi islamici.
Questa è modernità, a casa mia.
Dove la vedi tu, questa oscurità?
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8 giugno 2010 alle 19:45
Guzzanti, ne approfitto per farle una domanda: lei ha detto che era una fesserie, il fatto che Di Pietro fosse un agente della CIA, durante Tangentopoli, poi però, in un altro topic, ha detto che Tangentopoli è stata guidata dall’FBI, ma alla fine non cambia niente, perchè cmq erano gli americani e inglesi, a guidare Tangentopoli, cosa cambia tra CIA ed FBI? Nulla, sono entrambe forze dell’ordine.
GUZZ – BEH, Cia è intelligence, Fbi polizia federale. Tangentopoli fu un’operazione di polizia classica, non di intelligence.
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8 giugno 2010 alle 21:49
Tangentopoli fu anche un’operazione prepararatoria per quello che poi successe nel 92, nulla fu lasciato al caso e gli dei si presero tutto, potere politico, aziende, cash, piazzando i loro uomini nei punti strategici che, ancora adesso sono, sulla ribalta, anche negli Usa. In Goldman we trust.
Scusate l’intrusione.
p.s. Brava Augusta Lucilla, ma sei stata troppo caustica, all’orizzont epreme già la mezzaluna gialla.
Cap. Rolla
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9 giugno 2010 alle 12:02
Sì, ma alla fine cambia solo il nome, non la sostanza, fu l’America a guidare Di Pietro contro il Pentapartito, tra l’altro, senza che ci abbiano guadagnato niente, con Berlusconi che continuava il doppio gioco di Andreotti e Craxi, Prodi che era l’agente del KGB, e il comunista Ochetto, candidato premier nel 1994, con gli USA (ma anche l’Italia), che finivano dalla badella alla brace.
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8 giugno 2010 alle 20:33
Cara Lucilla ottimo articolo, anche se per massima chiarezza va detto che il popolo palestinese è quello meno legato agli estremismi religiosi ed all’Islam. Hamas sta cercando di colmare questo punto, ma il punto è che i Palestinesi sono il grimaldello del mondo arabo più fondamentalista che non ha mai accettato che Israele sia sta messa li.
I Palestinesi sanno benissimo tutto, sanno che i loro leader hanno semprete mangiato sulle loro disgrazie, da Arafat ad Hamas ed anzi oggi è decisamente rivalutato Arafat. Purtroppo sono un popolo preso alle palle da chi lo governa con gli aiuti dei paesi arabi peggiori come Iran (Hamas) e Siria (Hezbollah) che hanno un solo scopo boicottare la pace, innervosire Israele per farla sbagliare, creare odio in quell’area mediorentali speranzosi che primo o poi Israele possa essere annullata.
Il mondo Occidentale gioca a fare il vigile ed ha creato danni immani, sopratutto nel non prendere una posizione forte sin dall’inizio, questo grazie alla teoria che ho sempre odiato, del non mettere troppo il naso in casa altrui. O lo si mette sto naso, come cristo comanda, o è meglio lasciar perdere, sennò si fanno solo danni, il pensiero della gran parte dei cittadini del mondo occidentale sul tema è la dimostrazione di quel che dico.
Solo un Occidente (Europa ed Usa) forte, compatto, che non da più alibi a nessuno potrebbe risolvere la delicatissima questione mediorentale, cosa che attualmente oggi mi sembra ancora molto lontana, visti i grandi problemi che l’Europa e l’USA hanno già a casa loro.
Penso che l’intervista a questo ragazzo Palestinese che studia e vive in Italia possa essere la testimonianza di come vive la popolazione Palestinese questa tragedia.
Gianluca
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8 giugno 2010 alle 20:34
Ho dimenticato il link:
http://www.pagina.to.it/index.php?method=section&action=zoom&id=2845
Gianluca
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8 giugno 2010 alle 20:45
Stephen M. Walt, professore di Relazioni Internazionali a Havard, ha utilitzzato la vicenda per tenere una lezione sul tema di Israele, “Come Difendere l’ Indifendibile”. Eccola.
copioincollo
Powerful states often do bad things. When they do, government officials and sympathizers inevitably try to defend their conduct, even when those actions are clearly wrong or obviously counterproductive. This is called being an “apologist,” although people who do this rarely apologize for much of anything.
Some readers out there may aspire to careers in foreign policy, and you may be called upon to perform these duties as part of your professional obligations. Moreover, all of us need to be able to spot the rhetorical ploys that governments use to justify their own misconduct. To help students prepare for future acts of diplomatic casuistry, and to raise public consciousness about these tactics, I offer as a public service this handy 21-step guide: “How to Defend the Indefensible and Get Away With It.” The connection to recent events is obvious, but such practices are commonplace in many countries and widely practiced by non-state actors as well.
Here are my 21 handy talking-points when you need to apply the white-wash:
1. We didn’t do it! (Denials usually don’t work, but it’s worth a try).
2. We know you think we did it but we aren’t admitting anything.
3. Actually, maybe we did do something but not what we are accused of doing.
4. Ok, we did it but it wasn’t that bad (”waterboarding isn’t really torture, you know”).
5. Well, maybe it was pretty bad but it was justified or necessary. (We only torture terrorists, or suspected terrorists, or people who might know a terrorist…”)
6. What we did was really quite restrained, when you consider how powerful we really are. I mean, we could have done something even worse.
7. Besides, what we did was technically legal under some interpretations of international law (or at least as our lawyers interpret the law as it applies to us.)
8. Don’t forget: the other side is much worse. In fact, they’re evil. Really.
9. Plus, they started it.
10. And remember: We are the good guys. We are not morally equivalent to the bad guys no matter what we did. Only morally obtuse, misguided critics could fail to see this fundamental distinction between Them and Us.
11. The results may have been imperfect, but our intentions were noble. (Invading Iraq may have resulted in tens of thousands of dead and wounded and millions of refugees, but we meant well.)
12. We have to do things like this to maintain our credibility. You don’t want to encourage those bad guys, do you?
13. Especially because the only language the other side understands is force.
14. In fact, it was imperative to teach them a lesson. For the Nth time.
15. If we hadn’t done this to them they would undoubtedly have done something even worse to us. Well, maybe not. But who could take that chance?
16. In fact, no responsible government could have acted otherwise in the face of such provocation.
17. Plus, we had no choice. What we did may have been awful, but all other policy options had failed and/or nothing else would have worked.
18. It’s a tough world out there and Serious People understand that sometimes you have to do these things. Only ignorant idealists, terrorist sympathizers, craven appeasers and/or treasonous liberals would question our actions.
19. In fact, whatever we did will be worth it eventually, and someday the rest of the world will thank us.
20. We are the victims of a double-standard. Other states do the same things (or worse) and nobody complains about them. What we did was therefore permissible.
21. And if you keep criticizing us, we’ll get really upset and then we might do something really crazy. You don’t want that, do you?
Repeat as necessary
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9 giugno 2010 alle 12:23
Un falsario copincolla un cabarettista in cattedra.
All’opposto: il predicatore turco Fethullah Gülen (capo di un movimento islamico veramente moderno con cinque milioni di seguaci in Turchia), rifugiuatosi negli USA per contrasti col partito di Erdogan e la sua deriva islamista,
in questa intervista al WSJ
ha duramente criticato la farsa della “Freedom flotilla”.
E’ ovvio che Gülen può parlare liberamente solo perché si è autoesiliato in un paese libero.
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9 giugno 2010 alle 13:05
Sig. Autogatto, francamente trovo questa “lezioncina” del professore di Harvard indifendibile.
Luoghi comuni, pregiudizi, frasi fatte, tautologie, prese di posizioni ed ironia consunta, tutto in 21 punti.
Nessuna analisi dei fatti, nessuna costruzione logica, nessuna serietà, nessun sforzo e nessun impegno di comprendere la realtà e la sua complessità.
Quanto ci avrà messo a scriverli? Venti minuti?
Sono sconsolato. Roba buona per la Ruota della fortuna.
Ma forse è questo che ci meritiamo, di andare a giocare nei quiz televisivi…
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10 giugno 2010 alle 07:51
..noto che non ha colto l’ironia del post precedente …vabbè
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10 giugno 2010 alle 13:52
No, non l’ho colta, mi spiace, limite mio.
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8 giugno 2010 alle 20:58
tutto giusto.. sottoscrivo in pieno, ma quale sarebbe la soluzione? non ne esiste neppure una politicamente praticabile, neppure quella di dare un appoggio esplicito a Israele – per ovvie ragioni che non sto qui a elencare per non tediare chi si pigliasse il fastidio di leggermi – per cui alla fin fine conviene fare come ponzio pilato, almeno finchè le circostanze lo consentiranno.
anzi, io credo che la politica di Obama riguardo a Israele punti a scaricare addosso a Israele tutta la questione dello scontro tra culture, per tirarsi fuori, almeno quando è possibile, almeno quando l’occasionale incidente (come quello della flottilla) riguarda specificamente israele. L’isolamento di Israele è solo l’effetto collaterale di questa furba e cinica tattica: dove Obama è il poliziotto buono (ha avuto pure il premio nobel preventivo, a me sembrava più un avvertimento o una raccomandazione che un premio ) e gli “altri”( cioè in estrema sintesi quelli che la pensano come Guzzanti o la signora Lucilla) sono i cattivi.
Finchè si parla di Israele nessuno parla del fatto che in Iraq ed in afghanistan la guerra continua.
Infatti c’è una guerra che si combatte ogni giorno sui mezzi di informazione: dove conta il fatterello, dove occorre semplificare al massimo per far passare il messaggio che fa più comodo nel preciso momento storico, ben consci del fatto che alla stragrande maggioranza delle persone non importa poi granchè di quello che succede nel mondo.
L’episodio, il reality della Flottilla è un perfetto esempio di questo: si sono uniti un pò di gente che sapeva quel che faceva, con molti useful idiots (spero per loro) che davvero pensano che israele sia il mostro (e ne ho conosciuti alcuni, la cui ignoranza e confusione mentale fa davvero specie).
Quello stesso giorno dovevano votarsi le sanzioni contro l’iran e invece è scoppiata la bomba mediatica e la votazione è stata posposta, adesso il problema è rinviato sino al giorno della prossima riunione dell’ONU.
Secondo me, nessuno, purtroppo, tra chi governa il mondo ha un disegno che vada oltre quel che potrebbe accadere nell’immediato(e poi tanto nel lungp periodo saremo tutti morti) , ma forse l’islam ha questa visone lungimirante e paziente in base alla quale è solo questione di tempo ma il mondo sarà loro completamente sottomesso..
forse sono catastrofica, ma sono realmente convinta di questo: vinceranno la loro guerra perchè sono motivati, coesi (almeno finchè si tratta di fronteggiare il nemico comune, cioè noialtri, cioè la decadente civiltà o inciviltà del libero pensiero) e sono tanti.. perchè anche in Israele gli arabi fanno tanti figli, mentre gli ebrei, a parte gli ortodossi, no, per non parlare di noi europei.
venendo al problema di israele, che però in piccolo è lo stesso problema che affronteremo noi tra pochi o molti anni, il problema di israele e della coesistenza dei due popoli etc etc è una QUADRATURA DEL CERCHIO, non si risolverà mai con i nostri sistemi “soft” e indolori (ma poi quali sono i nostri sistemi? abbiamo smesso di farci la guerra a vicenda appena 65 anni fa).
sono anni che vengo trascinata mio malgrado in discussioni sul tema Israelo-palestinese e ormai evito l’argomento o lo liquido in una battuta vigliacca ” la situazione è troppo complessa per avere delle idee chiare su come risolverla”.
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8 giugno 2010 alle 21:50
Augusta Lucilla
non sono molto d’accordo con quanto dice, anzi c’è un punto di base che proprio mi trova in disaccordo.
Lei ragiona musulmani/Islam=altro.
Già lo diceva Huntington: praticamente gli unici (o quasi) conflitti dei nostri giorni sono fra musulmani e non musulmani, egli arrivò a tracciare nella carta geografica una linea di faglia fra la placca demografica musulmana che si scontra con la placca demografica non musulmana. Faglia portatrice non di terremoti ma di conflitti.
Una linea che passava per il medio oriente e via via a salire verso i balcani (siamo negli anni ‘90, nel pieno della guerra) e se non ricordo male dall’altra parte c’era il confine fra pakistan e india e a nord la cecenia (ma qui la memoria vacilla parecchio, abbia pazienza se ci sono delle imprecisioni).
La rivoluzione di khomeini avrebbe infine dato il via allo scontro di civiltà.
Huntington specificava inoltre dettagliatamente alcune caratteristiche proprie della religione Islamica che renderebbero, appunto, un’altra cosa questa civiltà.
Sicuramente in alcune cose la religione ha un ruolo determinante, soprattutto nel caso dell’Islam, tuttavia credo che dietro a tutto ciò l’elemento scatenante non sia la religione ma delle fortissime lotte di potere.
Lotte che cavalcano la religione e fomentano il fondamentalismo quali strumenti per la loro lotta.
è in questo punto, Augusta Lucilla, che la mia opinione diverge dalla sua: l’Islam può interloquire, occorre trovare le forze di potere giuste naturalmente.
Il musulmano Sadat non era certo stato un angioletto con gli ebrei, ma alla fine fu un interlocutore che riavvicinò Egitto e Israele. Pagò con la vita per questo.
La Turchia nel bene e nel male è uno stato laico con il quale ci confrontiamo, invece Milosevic per non essere attaccato dalla nato si appellò al fatto che i serbi erano cristiani come noi che li volevamo attaccare, mentre i suoi nemici erano musulmani.
Al funerale di una persona a me molto cara c’era anche la ragazza che aiutava in casa, un musulmana del marocco devota al centouno per cento, entrò in chiesa ed assistette rispettosamente con la sua sorella all’intera cerimonia, conosco invece dei testimoni di geova che non sono andati ai funerali, battesimi e comunioni dei loro parenti cattolici più stretti.
Chi fra questi è quello meno adatto ad interloquire ?
Lo scontro non è uno scontro di civiltà, ma di potere. Come tutto il resto della Storia dell’uomo.
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9 giugno 2010 alle 13:40
Pfra,
non far finta di non capire. Qui si parla di islam politico: se le due ragazze marocchine fossero entrate in una chiesa in Marocco, la chiesa sarebbe stata immediatamente chiusa dalle autorità, fino a nuovo ordine, e le due ragazze sarebbero state punite in modo permanente, forse dai loro stessi familiari.
Qui si parla (ma in realtà non se ne parla affatto) di uno stato “laico” come la Turchia, che non riesce nemmeno a dichiarare il come e il perché in Turchia un vescovo cristiano è stato sgozzato come un pollo. E non ci riesce perché lo stato stesso ha paura. Cerca di capire di che cosa può aver paura uno stato potente, ricco e rispettato da tutti…
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8 giugno 2010 alle 21:53
Be’ , non posso fare altro che ringraziare Sigal per la sua testimonianza quando scrive per esempio : ” La gente semplice, la gente di strada ne ha le palle piene dei palestinesi e i rabbini estremisti non c’entrano nulla. A proposito di Rabin ti assicuro che Rabin la vedeva esattamente come la vedo io, come la vede la gente di strada. smettetela di farne un icona pacifista. ” Non ho motivo di dubitare su quanto affermi.
Ho sempre sottolineato che le mie osservazioni andavano prese con il beneficio d’inventario perche’ non solo non sono mai stato da quelle parti ma anche perche’ non ho mai provato la sensazione di alzarmi la mattina con il dubbio se un Qassam mi fosse scoppiato o meno sulla testa ; capisco perfettamente cosa vuol dire questo e posso capire anche il tuo disappunto su tante affermazioni apodittiche di gente tranquillamente seduta nel divano del proprio salotto per la quale l’espressione “guerra” e’ solo una parola ; altra cosa , indipendentemente da chi abbia ragione o torto , e’ “viverla” la guerra …altra cosa e’ oggettivamente essere circondata da gente che con le parole e con i fatti niente altro vuole se non la tua morte.
Qualche osservazione , pero’ . Figurati se mi lascio “coinvolgere” dai trecento ebrei “amici” di Ahmadinejad… e’ solo una cosa che mi incuriosisce ; ma e’ il discorso su Gaza che mi interessa…la tua posizione e’ chiara…abbiamo “concesso” Gaza e quelli per tutta risposta hanno cominciato a spararci addosso ; se permetti mi incazzo …non fa una piega ; tuttavia spesso le cose in politica non sono mai cosi’ semplici e le condizioni in cui vive la gente a Gaza costituiscono OGGETTIVAMENTE una situazione che non rende “simpatica” Israele , una sorta di pubblicita’ estremamente negativa per lo Stato ebraico poiche’ , a meno di non essere oggetto di disinformatsjia , non e’ che si faccia cola’ una gran bella vita .
Consentimi pero’ , Sigal , di fare una scelta “istintiva”… dici che “ingiustamente” descrivo come “estremisti” certi rabbini ; ebbene , siccome sono per natura contrario ad ogni tipo di estremismo – se poi e’ religioso ancora peggio – mi sento di essere dalla parte dei gia’ nominati Grossman e Oz e non di “certi” rabbini o coloni. Le cose che dicono i due , DA CITTADINI DI ISRAELE e da uno che per di piu’ ha perso un figlio in guerra , mi sembrano ragionevoli ; e soprattutto non mi sembrano comunque dei poveri “fessi” nella stessa maniera in cui NON lo era Rabin.
Qualche giorno fa avevo parlato di “solitudine” di Israele ed oggi Sandro Viola su Repubblica parla proprio di quella “solitudine” che aveva intuito per Israele Ariel Sharon nello scenario susseguente alle “twin towers” qualora , diciamo cosi’ , Israele non si fosse data una “calmata” ; e quella solitudine infatti si e’ materializzata anche perche’ in America si e’ cominciato ad intravedere in certe azioni militari israeliane , ritenute eccessive ed errate , una qualche forma di lesione degli interessi americani …come quando ad esempio il generale Petraeus ha parlato di rischi crescenti per i 200.000 soldati americani in Medio Oriente a causa proprio della politica militare di Israele. . Insomma , cara Sigal , sembra che sia cambiato il vento anche in America dove sembra non essere stata ben digerita l’azione devastante di Piombo Fuso , concepita cioe’ come un non ragionevole eccesso di legittima difesa PUR IN PRESENZA DI AZIONI PROVOCATORIE INACCETTABILI dal territorio di Gaza. Immagino che a questo punto ti piacerebbe domandarci cosa avremmo fatto noi…una domanda da niente!
Per quanto si puo’ capire , infine , in America ed anche in Europa – non sembrano cosi’ entusiasti di un Governo Netanyau che sta in piedi ” perche’ sorretto da coloni razzisti e fondamentalisti religiosi ” (Sandro Viola).
Senza entrare nel merito della questione si dice tutto cio’ a titolo di cronaca …di un certo “vento” che tira in Occidente.
Ma io conosco la tua risposta , orgogliosa come sempre , Israele e’ sempre stato solo …siamo abituati a situazioni di questo tipo ; da sempre e… non abbiamo paura.
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9 giugno 2010 alle 07:24
Mah … qualora Gaza venisse occupata al prezzo umano altissimo che c’è da pagare per l’assalto di una città (il costo di un assedio, per colpa dell’ONU e della cosiddetta ‘religione umanitaria’ dei vari pacifinti, è politicamente insostenibile), rimessa sotto amministrazione militare israeliana per procedere con la bonifica del territorio, credo che tutti i regimi islamici dell’area sotto sotto non sarebbero così scontenti (eccetto Siria e Iran), in quanto c’è un’altra divisione, profonda, atavica e secolare. Nemmeno la popolazione superstite ci perderebbe più di tanto, rispetto all’attuale regime. Una volta terminata la pulizia il problema è … cosa farne … come ripagare i costi sostenuti etc etc etc.
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8 giugno 2010 alle 22:02
dimenticavo … alla luce dell’articolo su Liberal, invito a riguardare attentamente la posizione di Georgia – invasa due anni fa – e Armenia (nemico storico degli Azeri e con antiche ruggini con i turchi, i quali censurano la locuzione genocidio armeno). Noterete come siano di fatto circondati …
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8 giugno 2010 alle 23:21
Ho difficoltà a capire: quale Occidente?
Il mio occidente non è quello Scandinavo, e trovo i modi di un Tedesco del Palatinato alquanto Rudi, mentre troppo calorosi quelli di un Andaluso, anche se li preferisco.
E di quale Islam?
Quello delle ragazze bosniache in minigonna o quello degli hiqab afgani?
Quello delle signore marocchine che trovi in bikini a Puerto Banus o quello delle signore saudite che trovi in burkini a Dubai?
Qualcuno a mai sentito parlare di Tawnur oltre che di Al Qaeda, la prima genuinamente islamica la seconda sicuramente parto occidentale?
Controcorrente
ardocap
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9 giugno 2010 alle 10:31
Carino Ardo, ma è chiaro che in ogni cultura c’è di tutto. La bosniaca verrà vista come Occidentale ed in alcuni casi nella ns Italia alcune figlie un po troppo Occidentali sonos tate uccise.
Sull’Occidente è naturale che il popolo latino latino è più vicino ad una cultura rispetto ai teutonici, ma bastava fare l’esempio delle diversità culturali nel ns paese. E’ naturale che Star Joe, Gaetano ed Enzo ed i loro corregionali mediamente abbiano un altra cultura rispetto ai Valdostani o ai Bolzanesi.
Sono comunque d’accordo con Kale, il futuro porterà ad essere tutti occidentali, l’Occidente (con tutte le sue distorsioni sicuramente MIGLIORABILI) rappresenta attualmente la libertà e la democrazia e con la globalizzazione dell’informazione (la rete aiuta tantissimo) il futuro è questo. Naturalmente intendo Occidente un sistema fondato sulla democrazia, sull’informazione libera, diciamo che noi attualmente sotto questo aspetto rappresentiamo questa parola IN MODO PESSIMO.
Le principali ragioni che stanno facendo venire al pettine molti nodi, lo scontro tra le due culture è uno scontro di potere, i governanti dei paesi più radicalizzati hanno paura di perdere il loro peso, il loro potere NON SONO DEFICENTI. Fotografano ai loro popoli certi vizi e certe tentazioni come il nemico ed il diavolo poi dietro le quinte non oso neanche immaginare cosa combinano.
Quello che è capitato con la guerra fredda dove c’era la contrapposizione URSS USA ora è diventata la guerra di religione OCCIDENTE contro i paesi più radicalizzati, il problema che la maggiorparte dei paesi Europei sembra non accorgersene, ma sanno benissimo tutto tutti, anche in questo caso si tratterà sicuramente di rapporti economici ed altro.
Gli stati Isalmici prima o poi faranno la fine dell’URSS con la situazione che gli sfuggirà di mano, è inevitabile. Potrà capitare fra 10 anni o fra 100 anni sicuramente capiterà, il futuro è libertà, libera informazione e non ci sarà religione che bloccherà questo stato di cose. Di certo l’ignoranza e la povertà aiutano molto questi paesi più estremisti a tenere la stituazione sotto controllo.
Gianluca
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9 giugno 2010 alle 12:31
Non conosco “Tawnur”.
Con questo nome non esiste nessun movimento islamico.
Qui tu segui benissimo la corrente principale: né link, né trascrizione esatta.
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9 giugno 2010 alle 14:57
Quale Occidente? Quello che da Göteborg a Barcellona, da New York a Tel Aviv, pensa che la morte di un uomo sia una sciagura, quello che difende la libertà e la dignità di tutti e distingue tra potere temporale e spirituale. Come può apprezzare, in questo senso l’Occidente non è un luogo geografico.
L’Occidente che rappresenta la forma più evoluta di convivenza, NONOSTANTE tutti i suoi errori.
Quale Islam? Quello che pensa che i pilastri della fede siano 6, non 5, perché ci aggiungono la Jihad.
Al Qaeda è un nome, se dai al nemico un nome è più facile affrontarlo, se combatti tutto l’Islam invece non potrai mai vincere, a meno di non compiere il più grande massacro della storia dell’umanità.
Al Qaeda è un’invenzione americana, ma oggi è ben chiaro cosa bisogna affrontare: il fondamentalismo di chi si propone di imporre l’Islam con la violenza.
O preferisce azzerare la cultura occidentale in nome del Profeta di Allah?
Perchè questo succederebbe, con le buone o con le cattive.
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10 giugno 2010 alle 17:53
Beh il tawnur o più correttamente tanur non si trova in Google, troppo di nicchia, come è difficile trovarne il suo vate, un certo Taha Hussein, colui che rese obbligatoria l’istruzione in Egitto.
Quanto poi a sto flash of civilisation ci credo poco mentre credo molto ad un Islam variegato molto presente in un terzo mondo che non è più tale e che si confronta con un mondo che ha la spocchia di chiamarsi ancora primo, mentre affonda trascinato in basso un liberismo senza regole ed etica.
La dialettica degli islamisti (come si usa chiamare gli estremisti islamici) è quella comune a tutti gli “ismi” del ‘900, cioè estremizzare un contenuto e renderlo cogente per tutti: nazione, società, razza ed in questo caso religione. Non sono quindi molto diversi a quegli europei che per buona pace di qualcuno da Goteborg a Barcellona si sono ammazzati crudelmente fino a 50 anni fa, e che poco più in là (Balcani und Mitteleuropa) lo hanno continuato a fare anche recentemente (anche tra Cristiani), sempre per non parlare di cosa avveniva nell’Occidentalissima Irlanda del Nord.
Non è quindi una questione di qualità ma di quantità: non sono qualitativamente diversi da noi, ma lo sono quantitativamente nel senso che stanno affrontando le medesime tensioni sociali e culturali che l’Europa ha affrontato nel secolo scorso, e le stanno declinando con la propria dialettica che passa ineludibilmente attraverso l’Islam, la cui ricerca, come insegnano gli studi di Taha Hussein, possono portare ad un vero riscatto delle popolazioni mediorientali, ma anche africane e asiatiche, che hanno quale religione e cultura dominante l’Islam.
Dire che non si può far nulla e che sono solo una cultura retrograda e violenta dimostra ignoranza gretteza e un pizzico di puerilità.
Bismillah al Rahmon al Rahim,
cattolicamente
ardocap
(la trasnlitterazione non è il mio forte)
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10 giugno 2010 alle 21:17
Ardo,
manco “tanur” esiste in MO (in India sì), mentre l’egiziano Taha Hussein (1889-1973) è notissimo, ma oggi sarebbe condannato come apostata dell’islam.
Non è che hai avuto un “flash of memorization”, vulgo un abbaglio?
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10 giugno 2010 alle 23:12
No no, il movimento culturale del tanur è esistito davvero e circa 5 o 6 anni fa Mubarack gli ha dedicato una rivisitazione tramite ristampe dei libri tra l’altro di Taha Hussein.
L’Egitto di Nasser era profondamente diverso dal medio oriente odierno: difficilmente nella city del Cairo avresti trovato donne in hiqab. Segno anche questo che l’Islam non è univoco neppure all’ombra dell’ Al Azar.
Per quanto riguarda tanur si scrive: ta, nun, wow, ra. Il significato è vario ma è circa gli illuminati, coloro che illuminano.
Ultima chiosa: tanuir (si aggiunge una ye tra wow e ra) è la parola araba per illuminismo.
Un saluto
ardocap
11 giugno 2010 alle 20:55
Insomma, Ardo:
tanwir (non tawnur). Cioè, in arabo corrente, illuminismo dall’alto, illuminismo governativo (tanwir hukumi), come riferisce l’autrice di questo libro
(p. 158), dove l’assassinio di uno di questi illuministi (Farag Foda, 1992) da parte di un fondamentalista viene riferito con la stessa naturalezza che si usa per parlare della morte naturale di una persona.
16 giugno 2010 alle 07:23
Gentile Patton,
chiedo scusa del ritardo, ma il lavoro è tanto.
Il tanuir a cui si riferisce la scrittrice è il nostro illuminismo, quello che si affermò in MO con l’arrivo di Napoleone,e che gli islamologi definiscono occidentalismo. Di occidentalismi il MO ne ha avuti da quella data molti e spesso legati al potere, proprio come quello spinto da Ismail Pascià.
Il tanur di cui parlo io è un movimento culturale nato ai tempi di Nasser, a questo legato, e che ha in Taha Hussein uno dei suoi massimi esponenti.
Ora sono in treno, e non posso dilungarmi, ma sul tema consigli ” gli uomini dell’Islam” di Gardes, Jakabook, e “il suicidio dell’Islam” di Lewis.
Un saluto
16 giugno 2010 alle 10:38
Un’osservazione per Ardocap e Patton.
Quando e’ nata l’interpretazione di Taha Hussein di cui Ardocap parla?
In che anni ci sono nate le interpetazioni ABERRANTI del messaggio cristiano che hanno portato alle crociate?
Quanti anni intercorrono tra la nascita del cristianesimo e quella dell’Islam?
16 giugno 2010 alle 19:42
Caro Cesare,
felice di rivederti,
rispondo subito alle tue semplici domande:
Taha Hussein produce il suo pensiero durante l’epoca Nasseriana, anni ‘60 circa,
anni in cui poteva capitarti di vedere tranquillamente per le strade del Cairo belle donne senza velo.
Le interpretazioni abberranti del messaggio cristiano che hanno portato alle crociate sono nate attorno all’anno mille, anno in cui l’Europa soffr¡ una gravissima carestia, ed in cui probabilmente per reclutare volontari a basso costo si inventñ il mito delle Crociate, il cui unico scopo era avere porti franchi sulla costa orientale del mediterraneo e poter ottenere le merci d’oriente a più buon mercato. Insomma una guerra molto poco religiosa ed un po’ tanto commerciale (un po’ tanto non si dice, lo so).
Tra la nescita del Cristianesimo e quella dell’Islam passano 622 anni. La cosa più interessante è che loro si autodefiniscono i veri portatori del messaggio di Gesù (Isà) il più grande dei profeti (Maometto è sempicemente l’ultimo, colui che sigilla la parola di Dio), nato da Maria Vergine grazie alla parola (Verbo) di Dio (Ruhullah) portato dall’angelo Gabriele. Quanto ho ntuito vivendo un poco con gli arabi ed altri musulmani è stato sritto in tempi non sospetti dal già citato Gardes ne “Gli uomini dell’Islam” anno 1954, ed. ristampa Jakabook, pag 52.
Spero di averti risposto,
inoltre penso sempre di avere da impaarare a chi è molto diverso da me.
ardocap
17 giugno 2010 alle 00:59
Grazie delle risposte, caro Ardocap e ricambio il saluto!
In realta’, cio’ che volevo evidenziare con le semplici domande era che dopo circa una dozzina di secoli dalla sua fondazione, una religione e’ passibile di interpretazioni che si allontanano dai testi sacri e sono figlie del periodo storico nel quale si trovano i suoi credenti (e tu me lo confermi).
E noto che, secoli dopo, un ritorno alla fonte e’ avvenuto nel cristianesimo e che oggi c’e’ una tendenza a recuperare il messaggio originale di Gesu’.
Cio’ che mi aspetto, quindi, e’ che lo stesso avvenga per l’Islam, col recupero del messaggio originale dell’Ultimo Profeta, con un ovvio ritardo, che, pero’, molto probabilmente sara’ minore di 622 anni perche’ ora le informazioni viaggiano molto piu’ in fretta.
Spero di essermi spiegato, perche’ capisco che il discorso non e’ cosi’ semplice.
17 giugno 2010 alle 11:28
Ardocap,
a parte il fatto che l’autore de Gli uomini dell’Islam si chiama Gardet, non Gardes, che cosa vuol dire che fu “scritto in tempi non sospetti”, cioè nel 1954? Negli ultimi decenni lo studio dell’islam e, soprattutto, della civiltà islamica, ha fatto passi da gigante grazie alla diffusione dello studio dell’arabo in Occidente e allo spoglio di documenti originali mai vagliati prima, e tu vuoi ridurre tutto questo a ideologia dello “scontro di civiltà”? Fammi il piacere.
Il vero problema è che non esiste una storiografia araba degna di questo nome, come riconosceva francamente Edward Said, il quale infatti non isegnò mai in un’università araba.
Quasi la metà della storiografia arabo-musulmana moderna si occupa di “dimostrare” che la Palestina fu sempre e soltanto araba, che la Turchia laica di Kemal Ataturk era profondamente infiltrata da ebrei, che la divisione fra sunniti e sciiti è stata provocata da ebrei, ecc. ecc.
Taha Hussein fu profondamente influenzato dalla cultura francese, avendo studiato in Francia dal 1914 al 1919 e sposato una francese. Lì si forma il suo pensiero, mentre gli anni 60 sono solo quelli in cui diventa famoso come scrittore, appunto perché mezzo secolo fa il Cairo e Alessandria erano ancora città cosmopolite (come lo fu tutta la civiltà islamica fino a un secolo fa). Nasser e il panarabismo, cioè il primo movimento politico di massa dell’Egitto, c’entrano ben poco con il raffinato razionalismo e illuminsmo “leopardiano” di Hussein, che pur non rinnegando l’islam della sua infanzia, propugnava l’emancipazione della donna e la tradizione “faraonica” dell’Egitto (anatema per il Corano!), criticava l’arabismo (!) e l’antisemitismo (!), e sosteneva la tesi orientalista che la poesia “pre-islamica” era stata “fabbricata” da musulmani (tesi oggi storicamente insostenibile e al tempo stesso religiosamente blasfema).
Il motivo per cui il tanwir di Taha Hussein non ha più alcuna influenza sulla cultura egiziana odierna è tanto semplice quanto non-ideologico: nel mondo arabo l’alfabetizzazione di massa è stata realizzata sul Corano — abbecedario, testo di educazione civica-morale e libro di storia insieme.
Su Gesù nel Corano, a parte il fatto che il nome arabo di Gesù è Yasù, mentre Isa (=Esaù in arabo) era il nome-simbolo con cui gli ebrei del tempo di Maometto designavano cristiani-e-romani, c’è il piccolo dettaglio che “Isa” non muore sulla croce, ma viene “sostituito” all’ultimo momento da una controfigura. Per la semplice ragione che il potere di Allah non tollera sconfitte.
Le Crociate antiche e moderne dell’Occidente ricco contro il mondo musulmano sono esattamente speculari, anche ideologicamente, al jihad arabo-berbero contro Spagna e Sicilia, e a quello ottomano contro i Balcani, fino alla mancata (per un soffio) conquista di Vienna nel 1683.
17 giugno 2010 alle 19:53
Patton,
parto dalla fine,
lei ha perfettametne ragione, le crociate e le invasioni islamiche avevano semplicemetne un fine politco, non lo disconosco, e anzi lo propugno. Cosa ben diversa dal sostenere che erano guerre di religione: erano guerre e basta, fatte come sempre per motivi economici, ovverosia strategici (una chiosa, quando i Portoghesi doppiarono il Capo di Buona Speranza e portarono i loro bastimenti in India, ambasciatori Veneziani andarono dal sultano a suggerirgli di affondare la flotta portoghese, giusto per dimostrare l’importanza della religione quale causa di scontro).
Gesù in ebraico di dice Isà, poi lo translitteri come vuole lei. Cristiano si dice Isaui o Isawi. Man Isawi = sono cristiano.
Sulla differenza su cristianesimo e islam la sua osservazione è molto corretta
il principio del cristianesimo si fonda propria sulla resurrezione del Cristo che i musulmani rifiutano, mentre per noi è centrale,
ma io aggiungerei che per i musulmani come per noi Gesù è ancora vivo e siede alla destra di Dio (che loro non accettano di chiamare Padre) e tornerà sulla terra alla fine dei tempi a giudicare i vivi ed i morti, giusto per cercare ciò che ci accomune prima di ciò che ci divide.
Per il resto viè un’altra importante differenza che qualifica la differente visione politica tra un muslmano ed un crstiano: Gesù entra in Gerusalemme da Re e ne esce da Crocifisso (la peggiore punizione del tempo), Maometto esce da la Mecca da perseguitato e vi torna, scimitarra in mano, da vincente. Questo sì che è qualificante per capire la visione politica del musulmano ed il forte legame tra religione e politica che c’è nell’islam. Ma il buon Cesare ci ricorda quanto abbiamo combattuto per scrollarci di dosso il primato della Chiesa sull’Impero e quindi una libera Chiesa in un libero Stato, una condizione che forse nemmeno oggi non c’è.
In questo frangente la mia osservazione si pone sulla stessa scia di quella di Cesare, anzi io sostengo da molto, ed a volte anche in questa sede, che l’11 settembre è stato causato proprio dalla ricerca di una nuova identità dei popoli islamici. Un po’ duro da affermare e da capire, un osservazione che sembra al tempo stesso banale e triviale, e di questo me ne scuso, ma la storia spesso è triviale e barbara, ed ecco che il tentativo di far esplodere una rivoluzione panislamica doveva dimostrare, in una dialettica tipicamente musulmana, la forza, la scimitarra, la spada del profeta. Spero quindi di essermi spiegato meglio.
Quanto a Taha Hussein le consiglio di studiarlo meglio: fu proprio lui, non da solo e non per primo, ad affermare che alcune sure del Corano e alcuni Adith fossero proprie della tradizione araba beduina preislamica: tesi storicamente sostenibilissima!
A lui seguirono altri, la cui bibliografia non ho per il momento a causa di problemi personali ma che mi riprometto di inviarle da questo sito (li ho letti ma a causa di innumerevoli traslochi non so dove li ho messi).
Taha Hussein fu molto legato a Nasser che lo fece Ministro della Cultura e dell’Istruzione, nonostante avesse scritto ciò che ho detto! Taha Hussein portò l’istruzione laica obbligatoria all’interno dell’Egitto, cosa che ritengo dovrebbe dargli merito in un sito liberale come questo.
Di Taha Hussein si parla tranquillamente tra i giovani egiziani, io l’ho scoperto grazie proprio a uno di qeusti giovani studenti molto attivo nell’ambiente culturale egiziano. Inoltre Mubarack ha tentato di riportare in auge il Tanur gazie ad una ristampa di quegli autori proprio intorno al 2005.
Sono convinto che vi è dibattito politico e culturale in Medio Oriente, e ne sono convinto per conoscenza diretta, non per studi asfittici.
Solo un sincero dibattito con il medio oriente e la ricerca a l’incentivazione di questi movimentin think tank e quantaltro, che spesso si muovono nell’ombra, sono la via maestra per disinnescare la bomba del risveglio dei paesi del medio oriente.
In questo mi trovo parzialmente d’accordo con Huntington, ma la sua visione è eccessivamente etnica e distrae da altre realtà, quale, ad esempio il Brasile, paese del Bric che sta attuando un’antica, e mai abbandonata, aspirazione imperialista, condizionando pesantemente l’economia di molti paesi confinanti quali Paraguay (elettricità e pastorizia), Bolivia (gas e minerali), Venezuela (petrolio a basso costo scambiato con un appoggio ipocrita al chancho Chavez). Ma il sudamerica non si trova sulla linea di conflitto disegnata da Huntington.
Con questo chiudo e mi scuso della prolissità,
ma oggi non ero in treno…
Per il resto mi piace osservare la complessità piuttosto che definire la banalità.
ardocap
18 giugno 2010 alle 10:02
Caro Ardocap,
“Per il resto viè un’altra importante differenza che qualifica la differente visione politica tra un muslmano ed un crstiano: Gesù entra in Gerusalemme da Re e ne esce da Crocifisso (la peggiore punizione del tempo), Maometto esce da la Mecca da perseguitato e vi torna, scimitarra in mano, da vincente. Questo sì che è qualificante per capire la visione politica del musulmano ed il forte legame tra religione e politica che c’è nell’islam. Ma il buon Cesare ci ricorda quanto abbiamo combattuto per scrollarci di dosso il primato della Chiesa sull’Impero e quindi una libera Chiesa in un libero Stato, una condizione che forse nemmeno oggi non c’è.”
Bravissimo Ardocap, hai centrato in pieno cio’ che intendo!
E’ impossibile scindere politica e morale per un musulmano perche’ la loro fusione e’ nella natura stessa della sua religione.
Per questo credo che non sia possibile un’integrazione dell’Islam con la morale laica occidentale, cosa invece che siamo QUASI riusciti ad ottenere col cristianesimo, perche’ il messaggio VERO dell’Islam esclude tale possibilita’. Alla lunga il testo sacro e il messaggio del fondatore prevarranno necessariamente sulle altre interpretazioni.
19 giugno 2010 alle 19:29
Ardo,
toglimi una curiosità: perché voi pacifisti dovete sempre essere così eufemistici-confusionari?
Per te l’11 settebre è una “ricerca d’identità”, mentre la futura secolarizzazione dell’slam è una “bomba”… Cos’è sta roba? Linguaggio profetico?
Isawi (= “cristiano”) non è ebraico, è arabo; così come musawi (da Musa, arabizzazione di Moshe) vuol dire “seguace di Mosé”, cioè “ebreo”, sempre in lingua araba.
In ebraico il nome Gesù (Yeshu) è diminutivo di Yehòshua (Giosuè), che ovviamente vuol dire “Salvatore” e non ha niente a che fare, linguisticamente, con Esaù (che significa “Rosso, di pelo”).
I cristiani vengono comunemente chiamati “nazareni” da ebrei e arabi. Ma isawi è soltanto arabo, e viene appunto dal Corano, dal nome che il Corano attribuisce al “figlio di Mariam” ecc. ecc.; il mome ebraico a cui più si avvicina il coranico “Isa” è appunto Esaù — Ysau in ebraico e Ysu in aramaico.
Inoltre “man isawi” — la frase che tu citi – non è un’affermazione (“sono cristiano”), ma una domanda, e signica “chi [è] cristiano?”.
Se, a differenza di Gesù, “Maometto” è un profeta armato di spada e i musulmani sono suoi seguaci (“maomettani”), questo non vuol affatto dire (eufemisticamente-confusamente) “un forte legame tra religione e politica”, semmai tra religione e guerra.
Vuol dire che la politica, per i musulmani, non è altro che “la continuazione della guerra con altri mezzi”: nel senso che la guerra contro “infedeli” ed “apostati” ha uno statuto divino; la politica, no.
Ma ancheGesù è “venuto a portare la spada tra figlio e padre, tra figlia e madre, tra nuora e suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua”…
Il Nazareno era forse un sessantottino (“contestazione giovanile”)? Probabilmente no. Probabilmente stava parlando dei legami di parentela, di clan e di tribù, che condizionavano e condizionano tuttora la libertà del singolo in gran parte del mondo. Idem per Maometto, che ammette la guerra solo contro i “nemici di Dio” (ma anche tuo fratello può esserlo…!). Insomma, cristianesimo e islam sono religioni entrambe personali, non tribali.
Il problema, dal punto di vista di noi occidentali, tolleranti e “interculturali”, è che la guerra contro i nemici di Dio è soltanto una sublimazione della guerra intertribale; mentre il nostro individualismo libertario esprime, per i musulmani, soltanto disprezzo per la Legge, che invece deve sempre guidare gli atti dell’uomo.
La tesi di Taha Hussein che “alcune sure del Corano e alcuni Adith [Hadith] fossero proprie della tradizione araba beduina preislamica” è, al tempo stesso, un’offesa gratuita per un musulmano e una tautologia per noi occidentali: è intuitivo, per noi, che il Corano non sia stato dettato da Dio a Maometto, ma derivi dalla tradizione beduina orale.
Sono convintissimo che i giovani egiziani parlino ancora oggi di Taha Hussein, ma il “dibattito culturale” o è una cosa pubblica, oppure non è.
20 giugno 2010 alle 12:02
Gentile Patton,
innanzitutto una precisazione per un mio gravissimo errore, di cui le chiedo venia,
ho scritto ebraico e volevo scrivere arabo. Quindi perfettamente daccordo che Isawi `cristiano per l’arabo e non per l’ebraico, che non conosco.
Un sorriso, me lo consenta, per la definizione di me quale pacifista: se mi conoscesse, e sono disponibilissimo a conoscerla, capirebbe quanto è fuori luogo quel attributo per la mia persona. Ma capisco che il dover esprimere un concetto che ho espresso in 120 pagine in solo poche righe mi faccia apparire eufemistico e confisionario, ed accetto anche questa critica.
Ma mi creda, le mie osservazioni si basano su un lavoro di ricerca sia bibliografico che materiale (non saprei come esprimermi meglio).
Anche sul rapprorto tra guerra e politica ho studiato un po’ e recentemente sto cercando di terminare un articolo a 4 mani con un giornalista inglese proprio su ciò che si definiscono military affairs. Io infetti ho sempre ripudiato la dicotomia tra guerra e politica, tipica della scuola torinese degli affari internazionali, riportando al lemma della definizione Clauswitziana per la quale la guerra non è altro se non la politica condotta con altri mezzi. In questa deinizione c’è una visione polemologica molto poco intellettuale e molto realistica, presente fin dai tempi delle guerre tra Persiani e Greci, ma molto più vera in quella che io chiamo la guerra multidimensionale. Quindi per me, come per Eraclito, la guerra (polemós) e la politica sono la stessa cosa, ma condotte con altri mezzi. E spero di aver risposto alla sua chiosa.
Per quanto riguarda l’iterpretazione del passo del vangelo (Mt. 65,25) non credo che abbia attinenza nella disquisizione in quanto il riferimento è totalmente sbagliato, Gesù non inneggiò mai alla violenza, Maometto, lo ribadisco, fu a capo di un esercito vero e proprio.
In questo concordo ancora con Cesare, nel ribadire che l’Islam sta soffrendo gli stessi turbamenti sofferti dalla religione Cristiana nel trovare un rapporto tra religione e laicità, anche se, ribadisco, il rapporto è più preoccupante a causa della diversa reazione cristiano- croce, musulmano scimitarra, già citata precedentemente.
Comunque la ringrazio perché stimolato da lei ho rispolverato il libro di Abdou Filali-Ansary “Islam e Laicità”, e mi sto ulteriormente documentando, perché una disquisizione con lei necessita di precisi riferimenti e profonde riflessioni.
Su Taha Hussein si è risposto da solo, e le confermo che queste forze culurali sono vieppiù in fermento, sebbene trascurate, dopotutto fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
Ribadendole la mia dispoonibilità per contatti personali,
cordialmente saluto,
Ardocap
20 giugno 2010 alle 12:09
Errata corrige:
Mt 10, 34-37
23 giugno 2010 alle 05:00
Ardocap,
risposta ritardata (me ne scuso), ma molto meditata.
La parte più interessante del Suo post del 17 giugno era proprio il Suo doppio lapsus sulla frase interrogativa araba “man isawi?” (”chi è cristiano?”), che Lei ha scambiato per affermativa ebraica.
E’ perfettamente vero: negli atti politici concreti di questi ultimi anni (non di duemila anni fa) in Palestina, la vittima sacrificale è proprio l’ebreo che non pensa alla guerra e desidera la pace. In mancanza di questa vittima, il Corano stesso indica una controfigura anonima, che sostituisce Gesù sulla croce: un qualunque abitante della Palestina che non pensa alla guerra, desidera la pace, e appunto per questo viene condannato a morte come “collaborazionista”. Quest’ultimo è, letteralmente, il “milite ignoto” della pace. Nessuno ricorda il suo nome, che resta ignoto anche perché è il carnefice a venir celebrato come “martire”, o meglio “testimone” (shahid)…
Love is hate
War is peace
No is yes
And we’re all free
(Tracy Chapman, 1988)
24 giugno 2010 alle 20:30
Gentile Patton,
è sempre un piacere parlare con Lei,
thanks,
Ardocap
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10 giugno 2010 alle 23:33
Ardocap, la sua analisi sarebbe corretta se le condizioni di partenza fossero solo quelle che lei elenca, ma omette la storia millenaria di un Occidente che è stato apice culturale, scientifico e di pensiero, soprattutto di pensiero, per millenni.
Cosa manca all’Islam per evolversi in una società universalmente accettabile? Niente, finché gli “ismi”, come dice Lei, non governano.
Il problema che qui si pone è il tempo, a questo livello tecnologico e culturale del pianeta non deve più esserci spazio per un fondamentalismo che guida una nazione con grandi risorse e potenzialità nucleari, semplicemente non è accettabile.
Gli arabi hanno avuto lo stesso nostro tempo per crescere, anzi di più, se sono rimasti alla guerra di fede ed al dominio tramite annientamento del nemico, non possono coesistere con un mondo più evoluto, sono fuori dalla Storia.
I giapponesi sono passati dal medioevo alla modernità saltando piè pari tutto quello che c’era in mezzo; hanno pagato lo scotto con due atomiche.
In africa equatoriale e nel sud est asiatico continuano ad uccidersi come mosche, l’Occidente non interviene perché non ha interessi economici da difendere, ma un giorno si dovranno fare i conti anche con questi enormi problemi.
Abbiamo il dovere, l’obbligo di porci a guida del pianeta, anzi, siamo già in ritardo con i tempi.
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9 giugno 2010 alle 01:41
8 maggio 2010
GUZZ – QUESTA NON E’ LA SUA PATTUMIERA. NON MI RISULTA CHE LEI ABBIA CHIESTO E OTTENUTO DI ESSERE RIAMMESSO.
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9 giugno 2010 alle 08:14
Troppo prolisso e lungo l’articolo di Augusta Lucilla per dire cose che potevano essere dette in dieci righe al massimo.
GUZZ- AH, ‘mbe’ mo’ je ‘o dico.
Peccato che se erano tanto scontate potevi avercele scritte tu queste cose per noi in due righette semplici semplici.
Le ho cercate, ma non le ho trovate. Dove sono finite?
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9 giugno 2010 alle 18:29
Le hanno mangiate i pacifisti
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10 giugno 2010 alle 01:29
Esprimevo un mio modo di vedere quei pochi concetti esposti nella lettera; ognuno può e deve dire quel che vuole ma spero sia consentito obiettare, secondo il proprio punto di vista, che le cose possono essere esposte in modo più semplice e conciso. Molti spunti che la lettera propone, erano già da me stati suscitati e le considerazioni di Lucilla, sulle quali non mi permetto di dare giudizi, mi sembrano , ripeto, troppo poco stringate rispetto a quel che potevano essere.
Che te devo dì, caro Paolo, io non scrivo certe cose in quel modo, io cerco di fare ragionamenti logici, non espongo mai o cerco di non farlo, cose che non siano dimostrabili in modo scientifico e per questo su certi argomenti opinabili, mi metto in ascolto per cercare soluzioni se possibili; tu mi chiedi dove trovare le cose che ha scritto Lucilla? Io non scrivo sentenze, se debbo dare pareri categorici, lo faccio solo su argomenti strettamente scientifici o tecnologici o comunque su argomenti basati su dati dimostrabili e che conosco, altrimenti mi astengo.
Lucilla ed altri evidentemente ritengono che certi argomenti siano tautologici e si tengano su da soli, come quando per esempio dice Lucilla:
“Mi sembra quindi che ci sia un problema di categorie che gli occidentali (quelli per bene diciamo) adottano nel giudicare l’Islam. Ci sono delle volte che uno riceve una batosta dal proprio interlocutore (questioni anche del tutto personali) perché non è riuscito a prevederne le possibili mosse, e non è riuscito a prevederne le mosse perché gli mancano le categorie dell’interlocutore, le ignora completamente. Mi pare cioè che ci sia questo malinteso di fondo, e cioè che tutti, occidentali e islamici, stiamo adottando le stesse categorie di giudizio della realtà. D’altra parte queste categorie sono per noi occidentali talmente basilari da essere date completamente per scontate: essere d’accordo, confrontarsi, pensare che l’altro sia un interlocutore, assegnarli questo status paritario, legittimarlo nel dialogo ecc. I discorsi delle persone per bene del forum sono infarciti di questo sottinteso”
Cioè ricapitolando e suntando tutto l’articolo: gli occidentali, bastonati dagli Islamici, sono fessi e si fidano degli stessi turpi individui, perchè nonostante i colpi bassi ricevuti, ritengono che siano della loro stessa buona pasta e quindi la prendono e la prenderanno in culo con la vasellina e anche senza e fanno l’errore di porre sullo stesso piano Israele che è stato troppo buono con loro ed invece doveva incularseli subito a passo di cane e farne possibilmente Hamburger. Non lo so, ma nelle questioni ci vedo poco di scientifico, di dimostrato, anzi mi ricordano cose molto pericolose.
Per il resto ben venga la discussione, non è per questo che siamo quì e ci divertiamo a sfruculiarci? Quì io ho trovato, grazie alla tua intelligenza e capacità ed anche grazie alla tua smodata superbia, un ambiente stimolante e libero da limiti e laccioli presenti ovunque e su qualsiasi piattaforma mediatica.
Buon lavoro e buona notte.
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9 giugno 2010 alle 08:20
alberto49 in un precedente post aveva proposto alcune domande molto interessanti a cui purtroppo sono seguite poche risposte (a parte Sigal) mi piacerebbe che quel post venisse resuscitato
io provo a dire la mia
1)Israele si deve difendere per non sparire ed a volte deve farlo con mezzi straordinari?
Israele si deve difendere : Ma la prego di definire il concetto di “mezzi straordinari”
Israele ha in maniera continuativa violato qualsiasi accordo internazionale, e continua a
Israele rifiuta a priori qualsiasi legalità che non sia basata sul suo diritto ad arrestare ed uccidere chiunque senza forma alcuna di processo.
Israele, in altre parole, ritiene che la legalità, anzichè uno strumento per uscire dalla crisi, sia un impiccio…con questi presupposti Israele si allinea ai peggiori stati “canaglia” con l’aggravante che si considera uno stato democratico
2)La sua situazione è oggettivamente difficile così compressa come è all’interno di un mondo ostile?
…
3)Israele ha il diritto di stare nell’area gegrafica dove oggi trovasi o qualcuno pensa che stia usurpando il territorio?
Israele ha diritto a uno stato non perche Dio lo avrebbe concesso migliaia di anni fa: il suo diritto all’esistenza, riconosciuto quasi unanimamente dalla comunità internazionale, nasce dal fatto che esiste ormai da 60, non che vi abitarono duemila anni fa. Il problema come più volte sottolineato sono i confini
4)Israele e gli Ebrei sono oggetto di attacchi preconcetti ed irrazionali e sono poco amati nel Mondo oltre che ovviamente in M.O.?
In medio Oriente Israele viene percepito come la prosecuzione del mondo occidentale in un area che occidentale non è
5)Cosa dovrebbero fare gli Israeliani per convivere pacificamente con i Palestinesi ed il resto dei paesi Musulmani e soprattutto è possibile la cosa?
Gli Israeliani hanno dimostrato di non essere capaci di accordarsi con i Palestinesi (e viceversa ) sui punti chiave: il ritorno dei profughi; i confini; l’ acqua; lo status di Gerusalemme
6)I Palestinesi hanno il diritto di avere una loro terra all’interno del territorio ove ora domina Israele?
Credo che entrambi, israeliani e palestinesi, siano da considerare “popolo” ed entrambi hanno diritto ad un pezzo di terra.
Cercare di giustificare una o l’altra parte dicendo che il “nemico” non è neanche un popolo ne tantomeno ha diritto alla terra in cui vive è davvero triste.
7)I Palestinesi hanno diritto di autogovernarsi?
Visto l’incapacità sia di Palestinesi che Israeliani di vivere in pace io direi di no per entrambi
8)I Palestinesi sono non soggetti agli stessi attacchi preconcetti di cui al punto 4) precedente?
…
9)Perchè e di chi le colpe della mancata coesistenza di due Nazioni che convivono pacificamente nell’area?
L’ho già scritto + volte
Israele è il risultato di una guerra di conquista territoriale, e i palestinesi hanno perso la guerra
Certo è che ragionando come sento fare qui i neri del sudafrica avrebbero dovuto accettare l’ apartheid , gli irlandesi la dominazione inglese , i vietnamiti la colonizzazione francese etc etc .
c’ è gente che si mette a 90 gradi , altri no
10)Vista la situazione c’è qualcuno che sappia ipotizzare una soluzione praticabile oppure dovremo attenderci la sparizione violenta di una delle due entità e la sopravvivenza di una sola delle due? E quale delle due?
Soluzione 1 Israele si annetta i territori creando un solo Stato …con tutte le conseguenza che questo comporta
Soluzione 2 Intervento internazionale per dividere in 2 il territorio con un bel muro in mezzo e bello dritto
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10 giugno 2010 alle 01:37
Autogatto, vorrei capire come hai trovato questo name; hai per caso un bel micione che porti spesso in auto e a cui piace viaggiare?
Le risposte che dai sono a mio avviso sensate ed equilibrate, ripeto a mio avviso, ma sicuramente non gradite a molti.
Purtroppo mi pare che comunque le soluzioni che proponi siano drastiche e gli accordi di convivenza li vedi impossibili anche tu.
Comunque grazie.
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10 giugno 2010 alle 07:46
ciao alberto … un famoso cartone animato di qualche anno fa autogatto e mototopo
grazie a te
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10 giugno 2010 alle 09:32
Sono divertentissimi non li conoscevo, anni ‘80 lavoravo di brutto ma mio figlio e mia moglie casalinga li vedevano, mi hanno detto.
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10 giugno 2010 alle 01:59
«L’ho già scritto + volte
Israele è il risultato di una guerra di conquista territoriale, e i palestinesi hanno perso la guerra.»
Autogatto, falsario recidivo,
il fatto di scrivere più volte una falsità non la rende per questo vera. Sono gli arabi musulmani, non i palestinesi, che hanno scatenato non una guerra, ma due: nel 1936-39 contro i palestinesi che non volevano la guerra agli ebrei, poi nel 1948 contro gli ebrei. Quindi l’Israele attuale è il risultato finale della sconfitta degli arabi, che non accettavano alcuna mediazione internazionale per il semplice moticìvo che avevano precedentemente massacrato i palestinesi che l’avrebbero accettata.
Come disse Azzam Pascià, segretario generale della Lega araba, a una conferenza stampa tenuta il 15 maggio 1948 (cioè il giorno dopo la proclamazione dello stato d’Israele): Questa sarà un guerra tremenda, di sterminio e di massacro, paragonabile ai massacri perpetrati dai mongoli e dai crociati.
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10 giugno 2010 alle 07:59
Vabbe Patton con te è inutile insistere, fatto sta che Israele sarebbe disposto alla pace, purchè tutti i palestinesi facciano la cortesia di levarsi di mezzo quanto meno da tutto il territorio di Israele nei confini del 1967 più la Giudea, la Samaria e le alture del Golan (cioè il Grande Israele “dal fiume dell’Egitto a quello di Balilonia”, come del resto espressamente previsto nella loro bandiera) e vadano a vivere altrove.
Quanto agli stati arabi Per oltre mezzo secolo si sono rifiutati di assorbire i profughi palestinesi all’interno delle loro società. Li hanno invece tenuti nei campi profughi per utilizzarli come strumenti di pressione politica, riempiendo loro la testa di cavolate circa l’inevitabile ritorno, buttare gli Ebrei a mare, eccetera.
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10 giugno 2010 alle 12:19
Autogatto,
non t’allargare a mo’ d’autouccello, che rischi solo di perderti. Del MO tu non conosci la storia recente, figuriamoci la storia antica, Bibbia, Corano, ecc. ecc.
Genesi 15,18: “[Abramo], alla tua discendenza Io ho dato questa terra, dal fiume dell’Egitto al grande fiume, il fiume Perat [Eufrate]“.
Ora, c’è un altro popolo che ha sempre vagato nelle terre (steppe) che si estendono dal Sinai alla riva destra dell’Eufrate (detta “riva araba”): i nomadi arabi. E il Corano infatti afferma che Ibrahim e suo figlio Isma’il si recarono fino all’estremo confine meridionale di quelle steppe (cioè alla Mecca) per edificare la Ka’ba.
Anche gli ebrei vagavano in quelle steppe, s’intende; ma loro erano sedentari, e si stabilivano nelle città o nelle oasi, come Yathrib (oggi Medina).
In due parole, la Bibbia racconta una storia che riguarda ebrei e arabi insieme.
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10 giugno 2010 alle 09:15
Quindi se ho ben capito, la attuale situazione è giustificata dal fatto che Israele ha diritto di stare dove sta, perchè;
- gli Arabi hanno massacrato i Palestinesi che inzialmente convivevano con gli Israeliani e non volevano la guerra contro di loro; ergo la colpa della situazione attuale è degli arabi e i Palestinesi non c’entrano un cazzo? Ergo vedi possibili soluzioni oppure ritieni che siano gli altri arabi che non vogliono la soluzione?
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10 giugno 2010 alle 14:08
Alberto,
i Palestinesi che non volevano la guerra contro Israele sono stati tutti massacrati, terrorizzati o confinati nei campi profughi (e ivi mantenuti dall’UNRWA) da chi voleva la guerra a Israele.
L’unica soluzione è che qualche capo musulmano trovi finalmente il coraggio di prendersi cura di quelli che non vogliono la guerra, permetta loro di trovare un lavoro (come dovrebbe essere nello statuto della United Nations Relief and Work Agency) e vivere in pace. Alla faccia dei guerrafondai.
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10 giugno 2010 alle 18:55
Quindi caro Patton secondo te ci può essere qualche possibilità concreta di pacifica convivenza che tu addirittura nutri con le parole del Libro.
Addirittura i Palestinesi che oggi in totale sono circa 4,2 milioni, potrebbero essere in stragrande maggioranza favorevoli ad un eventuale ipotesi di percorso di pace in questo senso.
Non capisco però la loro allocazione; sarebbe all’interno dell’ attuale intero territorio su cui oggi c’ è Israele o dovrebbe permanere l’attuale situazione?
10 giugno 2010 alle 22:57
Alberto,
la maggioranza degli arabi della Palestina non ostili a Israele — massacrati, terrorizzati e confinati nei campi profughi — non esiste più: da decenni subisce il ricatto religioso-identitario della petròl-propaganda islamista; ma essa influenza soprattutto le classi colte (che infatti forniscono la quasi totalità dei cosiddetti “martiri”), non i semplici.
I semplici sanno che, da millenni, la prosperità del MO è legata a molte religioni e molte etnie. Cioè esattamente il contrario dell’attuale monocultura arabo-musulmana.
Quanto alla loro allocazione “naturale”, la Striscia di Gaza è già adesso teritorio egiziano, mentre la Cisgiordania è stata, per vent’anni, territorio giordano.
La Bibbia (non) racconta la storia di un conflitto: quello tra sedentari ebrei e nomadi arabi. Abramo è sepolto a Hevron, nome derivato dall’ebraico “amico”; l’Ibrahim dei musulmani è detto al-Khalil, cioè l’amico di Dio.
11 giugno 2010 alle 07:06
Capisco. Grazie.
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9 giugno 2010 alle 09:00
Segnalo anche questo:
http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_09/nicastro-grattacieli-cecenia_55122e3a-738b-11df-8fbb-00144f02aabe.shtml
Se questo è il modo russo per tenere buone regioni “calde” siamo fritti.
Preparatevi…noi e i nostri figli saremo costretti a fare cose fino ad oggi inimmaginabili…purtroppo.
Dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi. Politicamente parlando. Per le azioni fisiche c’è sempre tempo.
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10 giugno 2010 alle 10:52
Azioni fisiche:quantifichiamole.In una scala da 50 all’infinito….QUANTI MEGATON??
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9 giugno 2010 alle 10:02
Gentile Augusta Lucilla,
le faccio i miei complimenti per la sua lucida analisi.
Purtroppo questo “altro” gioca con le nostre categorie: utilizza l’etica occidentale solo per fare leva sui rimorsi di una società che sembra camminare sempre sulle uova. Il vero atto umanitario forse sarebbe aiutare Israele a fare un raid definitivo in pochi giorni. Finanziare poi una grossa mossa politica, economica, e sociale, con la disinvoltura di chi è stato capace (e può farlo ancora) di mostrare i muscoli, volta alla stabilizzazione della situazione nella zona ed aspettare la fine degli eventuali strascichi. L’occidente si è sviluppato nei secoli sia tecnologicamente che culturalmente, nei costumi, nella sensibilità, nell’etica. Ma con “l’altro” che non condivide queste nostre basi, questo sviluppo, che non considera l’unità umana il bene più prezioso dell’universo, l’unica possibilità è di mostrare tutta la forza della propria razionalità.
Non so quanto possa convenire cinicamente alle due parti una situazione instabile nei territori: alla Palestina sicuramente, senza la guerra, in cinque settimane verrebbero assorbiti dall’occidentalizzazione, felici di masticarsi un chewing gum sotto le stelle del deserto. Ad Israele e all’occidente? Spero proprio di no. Ma confesso che a volte ho dei dubbi, poiché non vedo soluzioni definitive, vedo sempre un “tiriamo a campare”, un “magari domani va meglio”, piani non strutturali, con molta tattica e poca strategia, e questo a me pare cinico come il medico che cura i sintomi e non la malattia.
“Non esistono fenomeni morali, ma soltanto interpretazioni morali dei fenomeni”. (Nicce, quello vero)
Saluti.
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9 giugno 2010 alle 10:23
Segnalo anche questo articolo sull’argomento “gestione informazioni su Israele”:
http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_08/israele-foto-reuters_288155d6-732b-11df-80b7-00144f02aabe.shtml
In casi delicati come questi i sospetti sono sempre forti…ma dovevano sbagliare proprio in questa occasione?
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9 giugno 2010 alle 12:38
Ogni tanto in Italia saltano fuori delle notizie che hanno la funzione di ricordarci che questo paese è una gabbia di matti. In questi giorni un paio.
La prima è questa faccenda del giocatore della nazionale Marchisio che avrebbe aggiunto le parole “Roma ladrona” all’inno nazionale.
C’è tanto di video-documento su youtube: una roba della consistenza del vapore acqueo (nel video non si vede nulla, il giocatore dice che è andato fuori tempo con la banda, una mano che batte sembra pure confermare…) che però non manca di scatenare reazioni mediatiche, politiche, immancabile satira sul malcapitato e gogne internettare.
La seconda è questa di Luttazzi, noto estimatore di satira d’oltreoceano, il Letterman de noantri (spero sia scritto giusto, Direttore), pizzicato nel plagio di centinaia (non è un modo di dire: centinaia) di battute e frammenti lunghi di monologhi di decine di autori diversi, meramente tradotti o al massimo riadattati.
http://video.unita.it/media/Politica/Luttazzi_copia_Parte_1_1395.html
http://www.unita.it/news/culture/99761/copiare_egrave_lecito_le_nostre_domande_a_luttazzi_e_la_sua_risposta
La follia italica qui non risiede tanto nella sfacciataggine dell’attore, che non solo ha copiato ma che ha anche avviato una serie di tentativi tragicomici per arginare la deflagrazione del “caso”, ma quanto nel riflesso condizionato della base (di fan e de sinistra, senza raddoppio) che potete gustarvi nei commenti agli articoli linkati e un po’ in giro per tutta la rete.
E’ sufficiente una qualsiasi scusa da Pierino e la notizia è “smentita”. Ma del resto lo abbiamo già visto accadere tremila volte con Travaglio per cose ben più serie…
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10 giugno 2010 alle 18:26
Fabio mi hai aperto gli occhi, le cover mi fanno schifo in generale ed ora per me Luttazzi è diventato un nano.
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10 giugno 2010 alle 22:23
Sì, è davvero una pessima figura. Ma per la quantità poi. Nel blog che ha condotto l’inchiesta c’è un elenco interminabile; ci si mette cinque minuti solo a scorrere la pagina.
E c’è chi ha la faccia di difendere questa roba tirando fuori il post-modernismo, il citazionismo o il metateatro.
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11 giugno 2010 alle 10:00
Ben arrivato, Buson! E’ da anni che gira sta storia.
Adesso il gallo ha fatto chichrichì e ci siamo accorti che è mattina?
Inoltre, come al tuo solito, Buson, mischi insieme questioni differenti presenti in questa vicenda.
Come in ogni cosa, prima di parlare, bisogna avere almeno un minimo di conoscenza dell’argomento di cui si vuole trattare. Altrimenti, tutto si muta in sterili chiacchiere da bar sport.
Per quanto riguarda la questione “plagio”, ti consiglio la lettura di questi due interventi ( due a caso ):
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/06/10/divertimenti2-su-daniele-luttazzi/
http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap5_IXa.htm#sampling
Così eviti da far la figura della bella principessa addormentata nel bosco.
p.s. Ma sì, mettiamoci anche Travaglio. Che bel piatto che hai preparato, Buson.
http://www.youtube.com/watch?v=vKTipQFqB9U
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11 giugno 2010 alle 16:02
Ho letto tutta la roba in giro e come vede l’ho pure linkata (abbiamo pure gli stessi link). Quindi le sue accuse riguardo al sapere prima di parlare e amenità varie sono rispedite al mittente.
Piuttosto chi di dovere visioni i quaranta minuti di filmato nonché il materiale del blog: molti di coloro che oggi tentano ridicole difese d’ufficio si sono limitati al buttare un’occhio al filmatino di Repubblica.
Sul forum di comedysubs (la comunità che traduce in italiano Carlin, Hicks, Rock etc. etc.) si leggono opinioni molto diverse.
Per il resto mi concedo il lusso di non scendere in discussioni ridicole. Non c’era dubbio che sarebbe spuntato lei a snocciolare “prove” in quantità.
Quanto a Travaglio, Luttazzi lo sta emulando nel minchionare il suo pubblico con scuse ridicole, cambiando le carte in tavola, attribuendo all’avversario cose non dette, raccattando qualsiasi stupidaggine lo possa giustificare (l’ultima è quella della falsa prova delle date, che Luttazzi ha aggiunto or ora al suo ultimo post. Post senza commenti. Chissà come mai).
Lascio la parola a questo blogger…
http://malvinodue.blogspot.com/2010/06/interiors.html
11 giugno 2010 alle 23:35
“Ho letto tutta la roba in giro e come vede l’ho pure linkata (abbiamo pure gli stessi link). Quindi le sue accuse riguardo al sapere prima di parlare e amenità varie sono rispedite al mittente.”
Mi riferivo alle conoscenze riguardo l’arte e le sue tecniche.
“molti di coloro che oggi tentano ridicole difese d’ufficio si sono limitati al buttare un’occhio al filmatino di Repubblica.”
Ah, sì? Hai fatto un sondaggio?
Inoltre, chi se ne frega di “molti di coloro che”.
Io parlo per me. Tu no, Buson?
“Sul forum di comedysubs (la comunità che traduce in italiano Carlin, Hicks, Rock etc. etc.) si leggono opinioni molto diverse.”
Lo so, Buson. Ho un contatto diretto. Quindi?
“Quanto a Travaglio, Luttazzi lo sta emulando nel minchionare il suo pubblico con scuse ridicole, cambiando le carte in tavola, attribuendo all’avversario cose non dette, raccattando qualsiasi stupidaggine lo possa giustificare (l’ultima è quella della falsa prova delle date, che Luttazzi ha aggiunto or ora al suo ultimo post. Post senza commenti. Chissà come mai).”
Ah, sì? Stupidaggine? Ne hai la prova provata?
Chissà come mai? Me lo dici tu, Buson?
“Per il resto mi concedo il lusso di non scendere in discussioni ridicole. Non c’era dubbio che sarebbe spuntato lei a snocciolare “prove” in quantità”
E perché non scendi a discutere, Buson? Ti piace rimanere nelle tue convinzioni? Che ti devo dire?! Fai come ti pare.
Buson, puoi lasciare la parola a tutti i commenti idioti che trovi in rete.
Fai come ti pare.
Il bello, però, è che tu credi di parlare con uno che vuole difendere L perché è L.
E qui, mio caro, si trova tutto il tuo limite.
Ti fa piacere, pensarla così? Son contento per te.
Rispetto ai link che ti ho postato, non sai dirmi nulla? Non sono alla tua “altezza”? E dai scendi nel fango della discussione! Ci si sporca un po’, ma ci si diverte!
12 giugno 2010 alle 09:59
Malombra, ho già letto e partecipato a numerose discussioni con interventi dottissimi e tutto l’armamentario che a lei piace tanto. Mi perdoni se non voglio dedicare la mia vita a questa cosa e fare il refrain pure qua, con lei per di più.
Già i suoi appunti di sopra denotano il suo formidabile talento nel mandare ogni discussione in vacca.
Io ho detto che molti che hanno scritto di questa cosa (e parlo di giornali e blog importanti) non conoscono bene i fatti perché è chiaro dallle loro lacune e perchè in alcuni casi loro stessi hanno detto di essersi limitati alla visione di un pezzo di filmato (immagino che ci voglia un certo stomaco a sciropparsi quel collage di plagi).
Quanto alle stupidaggini raccattate da Luttazzi mi riferisco precisamente all’accusa strampalata di un blogger riguardo l’indicizzazione di web.archive.org
Se ne è discusso nel blog e su comedysubs e lo stesso blogger presunto esperto informatico ha ammesso di aver preso una cantonata. Luttazzi l’ha subito pubblicato:
Qualche ora dopo è sparito anche questo. Senza traccia. E ancora non appaiono i commenti.
Sinceramente siamo al patetico: ci sono tremila prove che quei post hanno la data che anno, ci sono pure le discussioni generate sul forum di Luttazzi (datate ovviamente) che discutevano quei post quando sono stati pubblicati.
Ma questo è del tutto marginale: lei vuole vendere aria fritta per riconoscere quello che riconosce chiunque. E’ stato operato un plagio massivo: non esiste un’altra parola appropriata.
Anche alberto49 li ha chiamati plagi, così, senza nemmeno dare a questa parola la pesantezza di chissà quale sentenza.
Forse io e alberto49 siamo due imbecilli, e non abbiamo mai visto in vita nostra opere artistiche che riutilizzano materiale precedente secondo svariate formule, e solo lei conosce i meccanismi dell’arte. O forse no.
12 giugno 2010 alle 10:58
In vacca? eh, Buson, che ci vuoi fare… non sono una persona di cultura e di buon senso come te.
Mannaggia.
- Molti? Chi? Che significa? Chi ha visto solo metà video? Inoltre, sai non è che c’è una trama. Il meccanismo si capisce subito anche dopo il primo minuto.
Che c’è da vedere oltre?
Lo capisci che si sta facendo un discorso di principio? Sì o no?
- immagino che ci voglia un certo stomaco a sciropparsi quel collage di plagi. Sei convinto che L abbia commesso un reato? Senza aspettare una sentenza al riguardo? Sei uomo di cultura, di buon senso e di legge?
complimenti, Buson!
- Veniamo ad un’ ALTRA questione: modificazione date. In questo caso, il comportamento di Luttazzi è poco chiaro( anche l’intervista rilasciata al Fatto di oggi non ha chiarito questo aspetto)
Toh! Buson! VIsto cosa ho scritto?! Non mi convince e aggiungo che la vicenda mi puzza alquanto. Porca misera! E adesso!?
- “Forse io e alberto49 siamo due imbecilli, e non abbiamo mai visto in vita nostra opere artistiche che riutilizzano materiale precedente secondo svariate formule, e solo lei conosce i meccanismi dell’arte. O forse no.”
O forse non ho mai scritto le stupidaggini che mi hai appena messo in bocca?
Plagio è un reato.
Non fare il finto tonto. Scrivere plagio significa, per ora, diffamare e te l’ho spiegato prima il perché.
“Le parole sono importantiiii”( oh! ho messo le virgolette! Non mi accusare di plagio!)
Se tu e Alberto scrivete la parola plagio per questa vicenda, quindi è plagio?
Due contro uno, vince la maggioranza?
Bella questa logica.
“O forse no”
Ma io te l’ho detto. Dimostrami questa tua cultura specifica su satira e relativi meccanismi .
Prendiamo battuta dopo battuta.
Te lo ripeto.
Battuta dopo battuta con relativo testo luttazziano.
Però facciamo questa operazione anche su poeti, pittori, musicisti, scrittori, comici.
Altrimenti non ci divertiamo.
12 giugno 2010 alle 15:07
Senta, non mi interessa discutere con lei… quando lo capirà!? L’ho fatto con molta pazienza e cortesia per più di un anno e sono giunto alla conclusione che non ne vale la pena. La considero un sofista della peggiore specie che vuole sottomottere totalmente la verità di una proposizione e la bontà di un argomento a logiche risibili, quali i titoli personali, l’autorità o la cultura sciorinata facendo name-dropping e via dicendo.
Si offenda pure se vuole.
Se questo è contro qualche regola del blog mi prenderò la reprimenda del Direttore.
Mi limito a far presente ai feticisti del codice penale che “plagio” è una parola del dizionario italiano con un preciso significato, e che questa intimidazione delle querele intorno a questa faccenda è pietosa.
Sull’intervista fatti dagli “amici di” sorvolo. Chi vuole può andarsi a leggere il solito blog con le repliche e capire da sé.
Intanto Emo Phillips comincia ad interessarsi del caso su facebook:
12 giugno 2010 alle 16:25
“Si offenda pure se vuole.”
Buson, offendermi? E perché mai? Non m’importa nulla del tuo giudizio.
Buson, in questo caso, plagio si riferisce ad un reato.
Non prendiamoci per il culo, per favore( basta guardare anche cosa c’è scritto nel gruppo facebook “Luttazzi copia”).
Quindi chi gli farà causa( forse qualcuno ci sarà) per plagio è un “feticista del codice penale”?
Chi ha fatto arrivare la notizia agli autori “copiati” è un “feticista del codice penale”?
Tutti quelli che invocano la SIAE( in testa la Fornario) e i diritti non pagati da L. ecc sono “feticisti del codice penale”?
Evitiamo le stupidaggini, per favore.
Sorvoli? Tu, Buson, sorvoli un po’ troppo.
Scendi, altrimenti non vedi bene.
Te lo ripeto, io spero che qualcuno denunci L per plagio.
Lo spero proprio.
Ah! Lo sapevi che anche “omicidio” è una parola del dizionario italiano che ha un preciso significato?
Peccato che se tu mi dici “Malombra ha ucciso tizio” stai affermando che io ho commesso un reato.
E io ti posso denunciare per diffamazione.
Non lo sapevi, Buson?
“Sappilo su ecc” ( non sto plagiando, eh!).
12 giugno 2010 alle 18:10
Questa vicenda di Luttazzi mi ha fatto tornare in mente la storia di “per un pugno di dollari”.
Il film era una trasposizione western di Yojimbo (la Sfida del Samurai) di Kurosawa e ci furono problemi legali.
Riporto da wikipedia:
“Iniziata la causa con la Toho Film, gli avvocati della Jolly ritennero che la miglior difesa fosse l’attacco, e dunque improntarono una controffensiva. Tonino Valerii fu incaricato quindi di cercare un’opera anteriore a Yojimbo, dalla quale si potesse sostenere che Kurosawa avesse copiato. Valerii, quasi per caso, propose l’opera di Carlo Goldoni Arlecchino servitore di due padroni, che presentava diverse analogie con il film di Kurosawa. Valerii, riguardo ciò, disse: “Gli avvocati consigliarono di sostenere che l’eroe doppiogiochista era ispirato a un personaggio di qualche opera letteraria occidentale e che quindi eventualmente il plagiario era Kurosawa. Io fui incaricato di trovare quest’opera. Mi capitò sotto gli occhi l’annuncio di una rappresentazione di Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni. Telefonai a Gastaldi, fortunato proprietario del Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi, e gli chiesi di leggermi la trama. Lo stesso pomeriggio portai l’idea a Papi, con una punta di vergogna per l’irriverenza dell’accostamento. Fu riferita agli avvocati che ne furono entusiasti. Ebbi trecentomila lire in premio. Fu così che Goldoni divenne l’ispiratore del western all’italiana.[21]
La controffensiva modificò leggermente la questione legale, che divenne ora più incline a un patteggiamento. Kurosawa e Kikushima, autori di Yojimbo, furono ricompensati mediante i diritti di distribuzione del film in Giappone, in Taiwan, nella Corea del Sud e con il 15% degli incassi di tutto il mondo.”
E sempre in riferimento a Kurosawa come non citare “La fortezza nascosta” i cui personaggi sono stati l’ispirazione principale per Lucas e il suo “Star Wars”.
Per finire in bellezza:
http://www.youtube.com/watch?v=JVH-5v-BhHM
http://www.youtube.com/watch?v=Y7bD7_hFlu8
Saluti
12 giugno 2010 alle 22:16
O per continuare in bellezza:
Tasso, Gerusalemme liberata, canto dodicesimo:
“Ma io sendo colà giunto ove dechina / l’etate omai cadente a la vecchiezza…”
Petrarca, Rime, CCCXV:
“et era giunto al loco, / ove scende la vita, ch’al fin cade”
-
Tasso, G.L., canto dodicesimo:
“…a la mia mente oppressa / d’alta quiete e simile a la morte”
Virgilio, Aen., VI 552:
“dulcis et alta quies, placidaeque simillima morti”
-
o interessante sarebbe leggere la VII parte di “Una disperata vitalità”in Poesia in forma di Rosa di PPP e poi subito dopo leggere Bénédiction di Baudelaire.
-
o molte e molte altre….
Ma, per finire in bellezza( Tequilero, non mi accusare di plagio
), ecco un bel articolo per chi ancora continua a cadere dalle nuvole.
http://archiviostorico.corriere.it/1999/giugno/20/irresistibile_tentazione_del_plagio_co_0_990620546.shtml
Ah, questo non vuol mica dire che il plagio, quando è riscontrato, sia legittimo.
Ma solamente che ste storie ci sono sempre state e sempre ci saranno.
Ripeto, altra questione è il comportamento di L, o le date modificate nel blog, o l’arroganza di L in alcune questioni, ecc.
Di quelle deve rispondere eccome.
13 giugno 2010 alle 11:33
Malombra, io non la voglio affatto offendere. Ma quando discuto vorrei controbattere ad argomenti, non ad errori logici. Per esempio, questa cosa della parola plagio e del dizionario.
Non pensavo di avere l’aspetto di un gruppo di facebook. Cosa c’entra il gruppo di facebook.
Poi, se vuole che sia esplicito, le dirò pure che credo Luttazzi rischi delle grane legali. Ma direi che è ovvio.
Ma veniamo all’errore logico
Questo è un errore logico perché la parola omicidio secondo la lingua italiana assume un significato che sempre e comunque coincide con un comportamento punito dalla legge.
La parola plagio invece è, da dizionario: “Attribuzione al proprio ingegno di un’opera altrui, o di parti di essa; anche, l’oggetto del p.”
Questo significato non corrisponde univocamente ad un comportamento illecito. Se Luttazzi inserisce persino in un libro di battute, di battute isolate intendo, la traduzione di una battuta americana senza menzionare l’autore io sono più che autorizzato a dire che quello è un plagio secondo la lingua italiana.
Chi mi dice che devo aspettare la sentenza invece è un feticista del codice penale.
A me piacerebbe discutere con qualcuno che tali obiezioni se la fa da solo, in autonomia, e non scrive per pura polemica.
Riguardo a tutti gli esempi che state snocciolando (e che già conoscevo in parte, che ho letto praticamente tutti per la blogosfera in questi giorni e a cui potrei aggiungerne altri) il problema è che non sono rilevanti perché qui parliamo d’altro. Come fate a non capirlo? Siete ancora fermi all’opinione che, ben infiocchettata, da sbagliata diventa giusta?
Tradurre un monologo dall’americano o cambiare Joe Pesci con la Bellucci è una cosa che non c’entra nulla con l’ispirazione o la variazione sul tema. E’ una cosa che si chiama: “copiare i testi”. E non da Virgilio, ma da colleghi contemporanei.
Questi esempi sono offensivi per l’intelligenza delle persone: Luttazzi sul Fatto arriva a dire che il quintetto d’archi di Schubert copia un’opera di Mozart nota per nota. Nota per nota. Tra l’altro cannando pure il riferimento all’opera di Mozart che non è quella da lui citata ma un’altra.
Perseguendo questa ridicola linea di difesa si arriva a negare l’esistenza stessa del plagio. Indulgenza plenaria per tutti.
L’esempio di Leone e Kurosawa dovrebbe far capire che c’è una differenza tra prendere ispirazione da un soggetto, scrivere ex-novo la sceneggiatura, fare il casting, fare le riprese e montare un film e (qui siamo a Luttazzi) prendere un testo di un collega, tradurlo, cambiare qualche riferimento e stamparlo, oppure leggerlo (da un leggìo) in teatro, distruggendo tra l’altro le finezze delle interpretazioni originali.
Ma voi evidentemente pretendete che i contadini spalanchino la bocca appena sentono “Kurosawa”.
13 giugno 2010 alle 15:10
Noi tequileri non pretendiamo niente, cari Buson.
Era solo per parlare, ma ci sembra che siete interessati ad altro, se vuole le reggiamo lo zippo mentre spargete la benzina
“L’esempio di Leone e Kurosawa dovrebbe far capire che c’è una differenza tra prendere ispirazione da un soggetto, scrivere ex-novo la sceneggiatura, fare il casting, fare le riprese e montare un film e (qui siamo a Luttazzi) prendere un testo di un collega, tradurlo, cambiare qualche riferimento e stamparlo, oppure leggerlo (da un leggìo) in teatro, distruggendo tra l’altro le finezze delle interpretazioni originali.”
Avete ragione.
Guardate questi due pezzi:
http://www.youtube.com/watch?v=JU9kK61QmNY
Oppure questi due:
http://www.youtube.com/watch?v=6P16-GebcUk
http://www.youtube.com/watch?v=SzrEfkjdzgw&feature=related
Anche se quel passaggio sul punto e virgola è molto sospetto.
Vi salutiamo con questa battuta:
Caro Dott. xxxx, ieri è entrata una signora nella mia camera, e mi ha messo una mammella in bocca. (Renato, 8 mesi).
Non durerà.
13 giugno 2010 alle 15:19
Buson, ma veramente continui con sta cavolata?
Plagio: http://www.garzantilinguistica.it/it/dizionario/it/lemma/d2cdea4f88dacec39cc5755ed5b5463bf466bbb3
“1 illecita appropriazione e divulgazione sotto proprio nome di un’opera o parte di un’opera che è frutto dell’ingegno altrui, soprattutto in campo artistico e letterario ”
Un passo per volta:
Illecita: http://www.garzantilinguistica.it/it/dizionario/it/lemma/25d2ba63d4abe9a43175deb68c6d97a1f9c3d2f2
agg. che contravviene alla legge o alla morale dominante: guadagno illecito; relazione illecita
Pertanto Buson, dì pure ad un artista che ha commesso un plagio, cioè un atto illecito.
Quello ti può tranquillamente denunciare per diffamazione ( http://www.garzantilinguistica.it/it/dizionario/it/lemma/5b7e17e0f1fd244748069e3ab1fb8406b17ab663 ).
Ci siamo arrivati?
Ora, tu fai come ti pare, ma non menarla con la storia dell’”errore logico”.
Alla seconda parte del tuo intervento, rispondo questa sera, Buson.
Ripetere le cose, già dette mille volte, alla fine “che palleee”( cit. )( Non mi accusare di plagio, eh!)
13 giugno 2010 alle 17:31
Buson scrive:
“Questi esempi sono offensivi per l’intelligenza delle persone: Luttazzi sul Fatto arriva a dire che il quintetto d’archi di Schubert copia un’opera di Mozart nota per nota. Nota per nota. Tra l’altro cannando pure il riferimento all’opera di Mozart che non è quella da lui citata ma un’altra.
Perseguendo questa ridicola linea di difesa si arriva a negare l’esistenza stessa del plagio. Indulgenza plenaria per tutti.”
Evidenziamo:
“Luttazzi sul Fatto arriva a dire che il quintetto d’archi di Schubert copia un’opera di Mozart nota per nota. Nota per nota”
“Arriva a dire…copia un’opera…nota per nota”?
Andiamo a leggere quella parte dell’intervista:
” E Schubert sapeva che c’era qualcosa di potente nel quintetto per archi in re maggiore K. 593 di Mozart: lo citò quasi nota per nota nel suo quintetto per archi.”
Evidenziamo:
“lo citò quasi nota per nota nel suo quintetto per archi.”
Porca paletta, Buson, hai scritto una cazzata.
Capita, quando “si sorvola”.
C’è quel -quasi- che manda a escort la conseguenza del tuo ragionamento:
“Perseguendo questa ridicola linea di difesa si arriva a negare l’esistenza stessa del plagio. Indulgenza plenaria per tutti.”
E, invece, quel “quasi” arriva a negare la tua cazzata.
Conclusione( scontata ):
Nessuno sta negando l’esistenza stessa del plagio.
Nessuna indulgenza plenaria per tutti.
Puoi tornare a gridare per le strade “vergogna” “vergogna” con il forcone in mano.
p.s. io ancora aspetto,eh.
13 giugno 2010 alle 18:20
Sulle lettere esileranti caro Tequilero volevo segnalarti questa:
http://www.youtube.com/watch?v=utOGyZ6iu6M
Gianluca
14 giugno 2010 alle 14:40
Sulla faccenda del plagio il mio vocabolario dice una cosa diversa. Non si parla di illecito, si parla della sostanza di un comportamento.
Sul fatto di Schubert… è il “quasi” a cambiare tutto? Malombra, non sia ridicolo. Lei non ha nemmeno capito perché ho sottolineato “nota per nota”.
Il problema non è la percenturale – ho copiato il 40, 50, 60 per cento… quasi nota per nota – il problema è che dire che Schubert cita Mozart quasi nota per nota significa impaccare al pubblico un’idea di citazione musicale totalmente errata.
Ispirarsi ad un’altra opera non consiste nel rubacchiare le frasi, il tema o l’armonia. Significa riprendere procedimenti, figurazioni (e quindi disposizione degli arpeggi), espressioni (uso dello staccato etc.).
Lei è finito ad attaccarsi alle paroline, e io stupido che le vado appresso.
Anche i Wu Ming oggi nei commenti invertono rotta, o meglio spostano la luce verso la ciccia del caso Luttazzi, che avevano trascurato per occuparsi di discorsi più teorici sui comportamenti dei fan e della rete.
14 giugno 2010 alle 17:56
Aggiungo un altro esempio, in quanto a musica.
Se io prendo un brano in tono maggiore e ne faccio una trasposizione grado per grado alla tonalità minore, copiando le cadenze, copiando i movimenti delle parti, le risoluzioni, gli abbellimenti… ebbene, ottengo un brano musicale parecchio diverso per via della diversità degli intervalli, ma ciò non toglie che la mia operazione sia quasi insignificante.
Al contrario se io prendo un brano e lo ricopio quasi tutto nella medesima scala ma cambiando, ad esempio, tutti gli accordi di settima facendoli diventare accordi di nona allora tiro fuori una roba che all’ascolto sarà quasi uguale, ma che mi avrà posto dei problemi compositivi da risolvere da capo, e pure con una certa perizia (a seconda della complessità del brano).
E molto probabilmente è pure un plagio.
Inviterei poi ad ascoltare un po’ del repertorio che rientra esplicitamente sotto la casella di “variazione sul tema” (non c’è bisogno nemmeno di cercare con il lanternino le somiglianze segrete) e capire cosa significa “variazione” a quel livello.
Una cosa che se la fai sentire all’uomo della strada nemmeno capisce che i due brani sono imparentati.
Questo per dire che dentro il discorso musica questa faccenda del plagio, del contributo creativo, della somiglianza oggettiva (nota per nota) di due composizioni è un po’ più complesso di come ce lo vuole impaccare Luttazzi, che sembra che Schubert abbia copiato Azzurro di Celentano.
Quello che si fa in musica con le scopiazzature di Luttazzi (che i Wu Ming ormai chiamano allegramente plagi) non c’entra un accidente.
15 giugno 2010 alle 15:32
Buson, le “paroline” sono importanti. A scuola non te l’hanno detto?
1)Vedo che sul discorso “plagio” ti sei calmato.
Un piccolo e ultimo appunto:
“Sulla faccenda del plagio il mio vocabolario dice una cosa diversa. Non si parla di illecito, si parla della sostanza di un comportamento”
Anche nella “definizione da vocabolario” di “omicidio” si parla della sostanza di un comportamento :
“s. m. l’uccisione di una o più persone”.
Ora, tu prova ad accusare una persona di omicidio…
Ci siamo?
2) Sul fatto di Schubert… è il “quasi” a cambiare tutto? Malombra, non sia ridicolo. Lei non ha nemmeno capito perché ho sottolineato “nota per nota”.
Buson, tu, non hai capito che Luttazzi sta parlando di un principio ( in arte ).
Ora, non cambiare le carte in tavola:
“Luttazzi sul Fatto arriva a dire che il quintetto d’archi di Schubert copia un’opera di Mozart nota per nota. Nota per nota. Tra l’altro cannando pure il riferimento all’opera di Mozart che non è quella da lui citata ma un’altra.
Perseguendo questa ridicola linea di difesa si arriva a negare l’esistenza stessa del plagio.”
Se avesse detto nota per nota, allora giustamente, come tu hai scritto, il reato di plagio non esisterebbe più.
Invece, Luttazzi ha detto quel “quasi” che identifica, per l’appunto, un principio e quindi nessuna negazione dell’”esistenza stessa del plagio” viene sottintesa.
Quindi, Buson, leggi meglio la prossima volta.
“Anche i Wu Ming oggi nei commenti invertono rotta, o meglio spostano la luce verso la ciccia del caso Luttazzi”
Ah, guarda il caso! Adesso che i Wu Ming, visto che “parlano allegramente di plagi”, allora hanno spostato la luce verso la ciccia?
Ma come, Buson? Non erano soloni?!
15 giugno 2010 alle 15:59
Malombra, lei continua a sbagliare perché non afferra la differenza che le ho già esposto tra l’omicidio secondo la lingua italiana e il plagio secondo la lingua italiana. Non vedo perché spiegarla inutilmente una seconda volta, sta lì per chi la vuole capire.
Poi non recepisce – eppure l’ho spiegato – che il “quasi” è un avverbio che riguarda la misura, aspetto del tutto secondario, mentre io contesto la locuzione “nota per nota” perché dà un’idea distorta e di comodo di cosa è la citazione musicale. La citazione è una cosa diversa in ogni arte… per giustificare Luttazzi stiamo banalizzando e appiattendo tutto.
C’è chi ha tirato in ballo Tiziano Sclavi che è un grande citazionista, quando invece l’omologia andrebbe fatta con uno che prende un fumetto esistente, lo tagliuzza con il photoshop e ne sforna una sua versione in altra lingua. Paralleli del tutto inutili.
Io non ho detto che i Wu Ming in particolare sono dei soloni, ho pensato (non l’ho nemmeno detto) che il loro articolo fosse per molti versi interessante ma che si allontanasse parecchio dal punto di partenza – e nei commenti c’è chi ha spostato la cosa sullo psicologico, a dimostrazione che la versione “psicodramma” prende piede – che parlasse fondamentalmente d’altro.
I soloni sono quelli che l’hanno buttata sul fumo delle citazioni, del postmoderno, del “fanno tutti così”). Se oggi e ieri sul blog di wu ming si è tornato a parlare della ciccia, o dei dati di fatto, o delle premesse non scansabili è perché loro stessi si sono resi conto che ancora qualcuno le metteva ancora in discussione.
Io sono l’ultimo che fa ricorso all’autorità. Al massimo cito i pareri di chi è in posizioni delicate o in concordanza di interessi, perché hanno una loro rilevanza diciamo “indiziaria”.
Insomma, tanto per cambiare la comunicazione tra me e lei non funziona…
15 giugno 2010 alle 17:13
Prima:
“Senta Malombra, a me non interessa discutere con la fotocopia delle opinioni di Mantellini, di Virzì, di wu ming o della Lipperini. Sono state ampiamente dibattute nei loro blog, con molte (ma molte) persone di buon senso e di cultura che hanno tentato di far capire loro di che tipo di roba si stia discutendo (e anche correggendone diverse cantonate letterarie), mentre questi “intellettuali” con grande disinvoltura buttano giù indulgenze plenarie e mettono nel calderone a sproposito Shakespeare, Disney, Leone, Allen.
Di fronte a uno che copia i testi e basta. Ognuno si rende ridicolo come può.
Quando si capirà che “sapere” non è sufficiente se non si ragiona e non si è onesti, e che produrre aria fritta per giustificare qualsiasi cosa è roba che non attacca più?”
Dopo:
“Io non ho detto che i Wu Ming in particolare sono dei soloni, ho pensato (non l’ho nemmeno detto) che il loro articolo fosse per molti versi interessante ma che si allontanasse parecchio dal punto di partenza ”
Ah, giusto! Non sono soloni i Wu Ming, questi “intellettuali” ( con le virgolette ), ma con quello che hanno scritto ( “aria fritta” ) si sono resi solo “ridicoli”.
Ora, però, magicamente, quello che scrivono diventa interessante ( con dei distinguo, per carità! ).
Per fortuna che ora la pensano come Buson ( sicuro? )e quindi questi intellettuali ( senza virgolette) hanno ritrovato la “giusta strada”.
2) Buson, ascolta, ho cercato in tutti i modo di spiegartelo. La faccenda è anche facile.
Accusa pure di plagio un artista. A tuo rischio e pericolo.
3) “il “quasi” è un avverbio che riguarda la misura, aspetto del tutto secondario, mentre io contesto la locuzione “nota per nota” ”
Tu contesti una parte di un’espressione che invece deve essere presa nella tua interezza.
La totalità di quell’espressione indica un principio ( nell’arte ).
Se poi, te la vuoi rigirare e tagliuzzare come ti pare, allora fa come vuoi.
Continui da solo, però.
15 giugno 2010 alle 18:35
Ho detto che non mi riferivo ai wu ming “in particolare”, non ho detto di non averli citati.
Nel mio primo messaggio ho elencato rapidamente i luoghi in cui si parlava di certe cose: Mantellini, Virzì e anche altri si sono messi a fare la difesa dell’indifendibile, i Wu Ming si sono librati verso i massimi sistemi e ora hanno fatto parzialmente marcia indietro perché tutta la peculiarità del caso emerge a tutti (loro hanno fatto marcia indietro, non io).
L’espressione atomica indivisibile è una sua bella trovata, complimenti. L’ho detto che lei è un sofista e ammetto che non è facile escogitarne così tante.
Quindi adesso non posso più contestare “nota per nota” perché gli è stato accostato l’avverbio jolly, l’avverbio del relativismo assoluto su qualsivoglia argomento.
Per me l’espressione nel suo complesso è fuorviante. Se Luttazzi avessi detto “quasi in tutti gli elementi” allora sarebbe stato un altro conto (dato che esistono melodia, armonia, espressione, dinamica, forma musicale, organico..).
Ciò non toglie che paragonare questa roba al lavoro di Schubert a mio avviso è ridicolo qualunque siano le parole usate.
Comunque, direi che questo argomento Luttazzi è esaurito e vi abbiamo dedicato più del tempo che meritava. Ribadisco che, tenendo ferme le anomalie italiane, questo è e rimane un argomento marginale (anche se bisogna dire che, per merito di Luttazzi che fa l’enigmista è diventato appassionante quanto una spy-story).
E’ stato importante tuttavia dal punto di vista simbolico, nonché come scossa al mondo intellettuale di sinistra che ha avuto modo di esprimersi su un caso particolare. Ne è uscito così così, e questo ha dato a molte persone di destra e di sinistra un’indicazione di cui tener conto (forse).
15 giugno 2010 alle 20:20
- Infatti, ti riferivi -anche- ai Wu Ming.
- Sono un sofista e anche iscritto al club “I proverbi hanno sempre ragione”. Non lo sapevi, Buson?
-Esaurita? E’ appena iniziata.
p.s. Persone di destra e di sinistra? Ma da quale passato scrivi, Buson?
Accedi per rispondere
11 giugno 2010 alle 17:44
Where things happen:
http://www.rerosso.it/comedysubs/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=41&sid=fb69d461c95543462439106e8710d902&start=340#p2429
11 giugno 2010 alle 23:40
Ami ripeterti, Buson?
Accedi per rispondere
11 giugno 2010 alle 12:27
Ah, Alberto si faccia pure un giro qui
http://www.mantellini.it/?p=8121
o qui
http://www.daveblog.net/2010/06/09/il_caso_luttazzi.html
o ancora qui…
http://www.liciatroisi.it/2010/06/11/artisti-e-fan/
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/06/10/divertimenti2-su-daniele-luttazzi/
…e guardi quante righe la blogosfera che conta riesce a sbrodolarsi addosso su una cosa di una semplicità solare (ma la semplicità è fascista, si sa).
C’è gente che più libri legge e più aumenta il repertorio di stupidaggini da dire.
Quello di Luttazzi si sta trasformando in uno psicodramma che umanamente può anche dispiacere (anche se se l’è costruito tutto lui), ma ogni tanto è un bene che salti fuori qualche vicenda che ci dia la misura della lucidità con cui questi soloni osservano e spiegano la realtà.
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11 giugno 2010 alle 15:48
Nessun psicodramma, Buson.
Solo un’enorme ignoranza da parte dell’opinione pubblica riguardo all’arte e ai suoi meccanismi.
Aveva ragione Baudelaire.
p.s. che c’entra poi, con tutto questo, l’osservazione e la spiegazione della realtà da parte di L?
Accedi per rispondere
11 giugno 2010 alle 23:37
Senta Malombra, a me non interessa discutere con la fotocopia delle opinioni di Mantellini, di Virzì, di wu ming o della Lipperini. Sono state ampiamente dibattute nei loro blog, con molte (ma molte) persone di buon senso e di cultura che hanno tentato di far capire loro di che tipo di roba si stia discutendo (e anche correggendone diverse cantonate letterarie), mentre questi “intellettuali” con grande disinvoltura buttano giù indulgenze plenarie e mettono nel calderone a sproposito Shakespeare, Disney, Leone, Allen.
Di fronte a uno che copia i testi e basta. Ognuno si rende ridicolo come può.
Quando si capirà che “sapere” non è sufficiente se non si ragiona e non si è onesti, e che produrre aria fritta per giustificare qualsiasi cosa è roba che non attacca più? Ma pensate di parlare ad una massa di contadini?
Allo psicodramma ci siamo eccome, perché Luttazzi sta tentando di censurare roba su youtube, di censurare commenti, modifica i suoi stessi post cambiando versione ogni cinque minuti, pubblica giustificazioni sballate scopiazzate in giro, le rimuove subito dopo.
Il tutto sotto gli occhi di coloro che lo seguono e che ormai sono alla rassegnazione. Basta leggere comedysubs… almeno lì la satira la conoscono e di certo non sono cattivoni berlusconiani.
Io riporto ancora Francesca Fornario dell’Unità
12 giugno 2010 alle 09:39
Mi è saltato un pezzo di commento. Questa era Francesca Fornario:
Caro Daniele, leggilo tu. I commenti spiegano quello che io stessa avevo verificato: i post sono stati alterati per avvalorare la tesi della caccia. Imagino che gli informatici smanettoni si divertiranno ad aggiungere prove su prove come hanno già fatto sul blog – non sul tuo, dato che non pubblichi i loro commenti – ma non me ne rallegro affatto né mi interessa, perché come ti ho scritto trovo ridicola la scusa della caccia al tesoro a prescindere da quando l’hai tirata fuori (”Si ho copiato, ma lo avevo detto”. Cosa vuoi, la prescrizione?). Come ti ho scritto, trovo mortificante a prescindere l’ipocrisia di accusare Bonolis di averti copiato una battuta che tu stesso avevi capiato (peggiorandola, secondo me. Ehi, non puoi mica darti i voti da solo come fa Berlusconi: “Sono il miglior presidente degli ultimi 150 anni”. “Chi lo ha detto?”. “Io”), trovo deprimente l’aver dichiarato che non ti saresti divertito a recitare una battuta scritta da altri per poi farlo a manetta, e aver plagiato quintali di gag senza mai citare la fonte e pagare i diritti, sfruttando cinicamente la posizione l’artista perseguitato (”ehi, sono costretto a copiare, così posso difendermi”). Infine, mi avvilisce che tu abbia censurato il video che provava la copiatura a tuo dire leggittima, proprio tu che sei stato vittima di una così insopportabile censura. Se mi hai mandato questo link che non prova niente perché vuoi continuare il dibattito sul sito dell’Unità lo pubblico volentieri. Se invece me lo hai mandato per riconquistare la mia stima, la mia e quella dei fan delusi, allora avrei preferito una giustificazione accettabile. ti abbraccio.
12 giugno 2010 alle 10:25
Senti Buson, allora non ci siamo capiti. Io parlo per me.
Quando ti rivolgi a me, parla al singolare? Intesi?
A sproposito? Chi lo dici, tu? “Le persone di buon senso e cultura”?
E perché a sproposito?
Me lo spieghi? Sai, non sono intelligente come te e “le persone di buon senso e cultura”.
Illuminami d’immenso!
“Di fronte a uno che copia i testi e basta.”
Ah, li copia e basta. Sì, però, che palle.
Scendiamo nella tecnica, prendiamo battuta dopo battuta e vediamo la contestualizzazione, i tempi, il fine, la disposizione delle parole, l’armonia, ecc e vediamo se copia e basta.
Hai le capacità per farlo? Sei un artista satirico? Hai studiato per tanti anni queste tecniche? Dove posso venire ad ascoltare la tua arte? O, ancora, sei uno studioso della materia, hai per caso scritto un saggio su queste cose? Hai fatto anni di ricerche, partendo dall’età ellenistica( ad esempio la letteratura allessandrina) in poi? Oppure hai studiato semiotica?
Io non l’ho fatto.( Sai non sono una persona di buon senso e di cultura come quelli che conosci ).
Tu, sì? Visto che ti arroghi il diritto di dire che “copia e basta”.
Ah, no, vero! Basta il buon senso e la cultura( cultura? Così?! In generale?) per poterlo affermare. Che stupido che sono!
Censurare? C’è un video che dice “Malombra copia” ( o plagia ) e quindi mi diffama, e io dovrei lasciarlo navigare dolcemente sopra le “calme” acque “internettiane”?
“Il tutto sotto gli occhi di coloro che lo seguono e che ormai sono alla rassegnazione. Basta leggere comedysubs…”
Ah, ho capito. Basta leggere quello che fa comodo alla tua tesi.
La satira la conoscono? Ah, sì? Tu li conosci? Che significano “la conoscono”?
Anche io posso “conoscere” il rock anni 70, ma non sono un musicista e non ho mai suonato quelle note e neppure scritto mai una canzone.
Sai, c’è un pochettino di differenza.
“Il video non è affatto diffamatorio, come sostiene Luttazzi: è informativo e basta”
Fammi capire, cosa informa? Che Luttazzi plagia?
Ma lo sai che il plagio è un reato? E chi dice che L ha commesso quel reato, forse commette un altro reato, e cioè la diffamazione, visto che nessun tribunale si è espresso riguardo ad eventuali plagi di L.
Tutto può essere informativo. Bisogna vedere la veridicità di questa informazione.
Pessima Fornario. Davvero pessima.
“Credo che arriverà qualche dichiarazione anche dagli USA nei prossimi giorni. Sempre di gente che di satira non sa nulla, come Emo Phillips”
Buson , ma io lo spero! Ancora non l’hai capito!? Almeno un giudice, non uno che non sa nulla di legge, potrà decidere se c’è stato o no sto benedetto plagio.
Ora, però, rispondi tu a me.
1) Perché l’opinione pubblica si è svegliata ora, se si sapeva da anni sta storia?
2) Perché mischi il fatto del presunto plagio, con altre questioni tipo, cambiamento di date di post, comprtamenti di L, ecc? Che c’entra?
3)Perché non provi a fare lo stesso lavoro su altri comici( o artisti ) italiani e stranieri? Perché non ti metti a fare le pulci anche a loro? Ti dico solo che ti divertirai un mondo.
4)Rispetto ai link che ti ho postato, non sai dirmi nulla( sai scrivere -son cazzate- non basta)?
Cosa controbatti?
Prima di tornare nell’Olimpo delle persone di cultura e di buon senso, rispondi a questo povero essere ridicolo.
12 giugno 2010 alle 11:21
La Fornario? Ancora.
Allora facciamo un giochetto anche con lei:
http://www.unita.it/news/culture/99761/copiare_egrave_lecito_le_nostre_domande_a_luttazzi_e_la_sua_risposta
“Segue un’altra mail, nella quale Daniele mi spiega che io non lo avevo certo deluso quando avevo citato una sua battuta su previti e i 32 denti tutti canini. Non ricordo la battuta, ma può anche darsi: scrivendo centinaia di battute ogni mese, può capitare che una su mille assomigli alla battuta di un altro. Nel mio caso, se succede, è involontario e rarissimo, perché io non copio le battute”
Ma come? Che logica è? Copiare poche battute è “moralmente e artisticamente” lecito?
E chi me lo dice che la Fornario dica il vero, quando fa quella caduta dalle nuvole?
E chi me lo dice che non abbia copiato altre battute?
Basta che dica “io non copio” e quindi non copia?
Un po’ pochino, non ti pare, Buson?
Sarebbe interessante fare delle ricerche, non trovi?
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12 giugno 2010 alle 00:04
Colleghi di Luttazzi, non “opinione pubblica”.
http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-16400.htm
Credo che arriverà qualche dichiarazione anche dagli USA nei prossimi giorni. Sempre di gente che di satira non sa nulla, come Emo Phillips che ha contattato l’autore del blog di inchiesta confermandogli lui stesso se determinate battute le abbia scritte lui, se le abbia cedute, vendute e in quali video possano essere ascoltate.
Oltreoceano evidentemente sono un po’ meno edotti dei meccanismi dell’arte…
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11 giugno 2010 alle 20:37
Ogni volta che mi capita di rendermi conto che un pezzo musicale famoso è stato copiato pari pari da qualcuno, immediatamente un pezzo notevole della stima che nutrivo per l’autore o l’interprete viene perduto, diverso è il caso quando il pezzo cambia completamente e viene modificato genialmente:
http://www.youtube.com/watch?v=uQYDvQ1HH-E
Luttazzi credevo ingenuamente, che fosse originale e vedere l’enorme quantità di suoi plagi è stato come prendere uno schiaffone a freddo. Lui è bravo non si discute, ma nella satira conta l’originalità, credo sia un fatto di importanza assoluta; non siamo davanti ad una commedia.
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11 giugno 2010 alle 23:54
Caro Alberto, non sono d’accordo:
1)”Originale”: in arte il concetto di “originalità” è molto poco “fermo”.
2) “vedere l’enorme quantità di suoi plagi”.Stai accusando L di aver commesso un reato( il plagio è un reato). Il problema è che nessun tribunale ha certificato tale reato nei confronti di L. Quindi parlare di “plagio” è un pochettino forzato. Non trovi? Ti dico( ma nulla è certo in questo caso) che forse verso L sarà mossa davanti alla la legge un’accusa di plagio. Finché non vi è una sentenza, parlare di “plagio”, significa diffamare.
3) Nella satira conta l’originalità, il gesto, la variazione, i tempi comici e altro. Bisogna prendere battuta dopo battuta e cercare di studiarsi tutti questi fattori per capire se è stata semplicemente “copiata” oppure variata e contestualizzata.
Un giochetto divertente sarebbe prendere le battute di altri comici….quante sorprese….
Un caro saluto
p.s. questa non è difesa d’ufficio a L. Ci sono diverse questioni che in questa vicenda, riguardo il comportamento di L, non mi piacciono. Ma queste, con l’accusa del “copiare”, c’entrano poco.
12 giugno 2010 alle 08:43
Malo un caro saluto anche a te.
Prescindiamo da eventuali strumentalizzazioni, perchè Luttazzi è schierato e quindi può dare adito a questo tipo di polarizzazione delle posizioni.
La mia non è una presa di posizione cogitata, come credo tu abbia capito essendo così attento e sensibile, la mia è una reazione automatica nel campo dell’ invenzione artistica, che deriva dal mio modo intimo di essere e la mia libertà mentale, insopprimibile valore per me, mi fa reagire così e non solo con Luttazzi.
Luttazzi poi non lo ritenevo un comico, ma qualcosa di molto di più, e mantenendo la sua validità come elemento di rottura in Italia, e dandogli comunque atto di grande coraggio, mi ha fregato con queste faccende che sono pesanti.
12 giugno 2010 alle 16:59
Caro Alberto, capisco e in parte condivido il tuo punto di vista.
Per quanto riguarda le date modificate, le mail con alcuni “fan”, alcuni comportamenti discutibili, L. ne esce male. E su questo, finora, c’è poco da dire.
Ma sentire persone( non parlo di te) che, siccome hanno letto qualche libretto sul tema, si arrogano il diritto di dire che Luttazzi copia e basta, questo mi fa sorridere.
L’arte è anche’essa una scienza che ha le proprie tecniche, regole, ecc.
Cadere dalle nuvole perché di un artista( e di altri non si dice nulla? ) si sono “scoperti” alcuni “trucchi” che utilizza per far funzionare la sua arte, mi sembra un po’ esagerato.
Mi ricordo di una discussione che hai avuto con Patton riguardo la musica dei Led Zeppelin.
Patton sosteneva che i Led Zeppelin avessero preso il loro repertorio musicale dalla musica nera venuta prima di loro.
Tu, giustamente, hai domandato a Patton se sapesse suonare qualche strumento.
Infatti, solo chi è musicista, cioè chi conosce quell’arte seriamente, può entrare in quei meccanismi e capire le differenze o le somiglianze.
Il mio discorso, per quanto riguarda il caso L. ( ma che in verità è una questione di principio ),
è proprio come il tuo.
Per potersi permettere di dire che un’artista “copia e basta” bisogna avere le capacità di conoscenza di quella specifica arte. Altrimenti, si finisce di pensare che di arte sono capaci a parlarne tutti. Cose falsa e controproducente per l’arte stessa.
http://www.youtube.com/watch?v=Maap9yzVSjk
Un caro saluto
13 giugno 2010 alle 12:00
Malo vedi questi due video, intendevo questo con Patton:
(Willie Dixon ‘62)
http://www.youtube.com/watch?v=yPgwF0bZ1SQ
e questo:
ovviamente Zeppelin (II ‘69)
http://www.youtube.com/watch?v=HQmmM_qwG4k
Dove l’idea iniziale viene completamente modificata come:
-Riff
-Testo
-significati(nessun’ altro pezzo musicale è cosi sensuale)
-musica
-interpretazione.
Quì abbiamo la reinvenzione totale di un’ idea. Un po’ come Einsten e Lorentz.
Caro saluto e poi stop sull’ argomento perchè altrimenti stufiamo.
13 giugno 2010 alle 15:38
Appunto, Alberto.
Ma se ascolti Patton, ti dice che i Led Zeppelin son solo “copioni” e quindi “inutili” da ascoltare.
Tutto deve essere rapportato al suo specifico, però.
Prendi ad esempio cosa dice Wu Ming 1 riguardo questa battuta:
“Credo che una battuta efficacemente ricontestualizzata da Luttazzi sia quella su Storace, che suona più o meno così: “Sarò sempre riconoscente a Storace perché mi ha salvato la vita. Una volta mi stavano picchiando in cinque e Storace ha detto: – Può bastare.”
Ecco, questa è una battuta copiata, la inventò Schecky Greene negli anni Sessanta, e al posto di Storace c’era Frank Sinatra. Il riferimento era alle amicizie di Sinatra coi mafiosi. Mettendoci Storace diventa più politica, fa riferimento a una situazione che tutti conosciamo, al fatto che nella Seconda Repubblica i neo-fascisti sono diventati politici di primo piano, governanti, personaggi pubblici importanti, ma le radici sono sempre quelle. Qui si allude a metodi, ehm, “sbrigativi” che caratterizzano Storace e non solo lui. La ri-contestualizzazione c’è stata.”
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=748&cpage=1#comment-651
Appunto, come ho scritto:
“Per potersi permettere di dire che un’artista “copia e basta” bisogna avere le capacità di conoscenza di quella specifica arte. Altrimenti, si finisce di pensare che di arte sono capaci a parlarne tutti. Cose falsa e controproducente per l’arte stessa.”
Un caro saluto
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11 giugno 2010 alle 22:02
Fabio le pongo una domanda semplice semplice, in un ipotetico gradino di sue percezioni personali da 1 a 10 che importanza da al caso Luttazzi?
Gianluca
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11 giugno 2010 alle 23:50
Penso si sia capito dal mio primo messaggio.
La faccenda di Luttazzi in sé vale 1-2 (per quanto delle tendenze censorie del suddetto ci sarebbe molto da discutere: chiedere la rimozione del video da youtube con la scusa del copyright, manipolare date, millantare collaborazioni… ma che bel quadro.)
La spazzatura ideologica che porta a galla è una cartina di tornasole che vale 8-9, perché in questo caso si raggiungono tali vette di goffaggine e di disonestà che ogni persona di buon senso di destra e di sinistra può rendersi conto quale uso fanno dell’intelletto certi personaggi (ci sono le discussioni on-line a dimostrarlo).
Detto questo chiudiamola qui. Chi vuole documentarsi si documenta, chi vuole mettere la testa sotto la sabbia lo faccia, chi vuole optare per la sbobba che propinano gli opinion leader idem.
Io mi sento una volta di più autorizzato a stimare quello che dicono questi signori unius assis.
Chiiudo ricordando solo questo: abbiamo come ospite il Senatore Guzzanti che è uomo di vasta cultura. Non credo che l’abbiamo mai sentito vendere aria fritta, fare l’elogio del dubbio e della verità relativa, avere in spregio i fatti documentali o condurre ragionamenti dalle conseguenze assurde (in questi giorni improvvisamente il plagio non esiste più, si adducono argomenti che varrebbero per chiunque).
12 giugno 2010 alle 11:07
Mi fermerei al suo 1 / 2 Buson.
Sull’8/9 riguardo la spazzatura ideologica lo lascerei perdere. Se la spazzatura salta fuori dall’esercizio della sua professione è ridicolo chiamarla spazzatura, è satira, comicità o come altro vuole definirla.
Che poi nel ns paese dei comici come Grillo e Luttazzi o la figlia di Paolo abbiano anche un seguito per le loro idee non espresse nell’esercizio della lora professione di comici è un altro discorso, ma non ci si può assolutamente arrabbiare con loro.
In questo caso la responsabilità è di un paese che offre una classe politica ridicola e che sta perdendo sempre più credibilità, trasversalmente, al punto che dei bravi comici gli rubano la scena.
Quindi separiamo il Luttazzi comico dal Luttazzi che esprime idee o fa l’opinionista. In questo confronto si parla del Luttazzi comico, l’oggetto del confronto sono le reali o presunte scopiazzature (senza entrare ne merito).
Ognuno giustamente può parlare di tutto ed è rispettabilissimo, ma sull’argomento scopiazzatura ritengo che l’argomento in un blog serio come il ns debba trovare il giusto spazio, quell’1/2 che ha perfettamente centrato lei che dovrebbe portare a max due post.
Si può prendere spunto da Luttazzi per porci una domanda, come mai molti comici riescono a d avere grande seguito anche extra professione?
Personalmente penso che sia un modo inteligente per accrescere i proprio seguito, riuscendo così ad unire l’utile al dilettevole, una passione unita alla porfessione. Il problema è che hanno seguito, su Grillo per esempio, nonostante spesso scriva cosa interessanti e ponga questioni e problemi reaali, in generale sono spesso disaccordo per il suo popilismo esasperato, ma di certo il problema non è Grillo ma la politica che gli permette di prendersi questi spazi.
Pensate al ragionamento invertito. Un politico (la sua professione) che vuole unire il suo hobby (quello del comico) alla sua attività principale, pensate che riuscirebbe ad avere successo? Riempirebbe i teatri? assolutamente no e la ragione e che non sarebbe in grado di offrire uno spettacolo degno se rapportato ai comici professionisti.
Se il contrario capita, con addirittura esempi alla Grillo che realizzano numeri impressionanti creando di fatto una forza politica, significa, secondo me, che la politica Italiana è assolutamente alla frutta.
Gianluca
12 giugno 2010 alle 11:25
“Detto questo chiudiamola qui. Chi vuole documentarsi si documenta, chi vuole mettere la testa sotto la sabbia lo faccia, chi vuole optare per la sbobba che propinano gli opinion leader idem.”
Dal Vangelo secondo Buson.
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12 giugno 2010 alle 15:16
Gianluca, non sono riuscito a farmi capire (per due volte).
A me dell’ideologia di Luttazzi non frega nulla.
L’8-9, l’importanza della faccenda risiede nel vedere quanti cosiddetti intellettuali, presunte guide del paese, si affannano a trovare giustificazioni ridicole alla cosa. La misura della loro lucidità.
Spero di essere stato definitivamente chiaro.
12 giugno 2010 alle 16:36
Chiarissimo, Buson.
Chi non la pensa( ma poi, ste presunte conoscenze della materia? Io aspetto, eh) come te è disonesto.
Più chiaro e semplice di così…
13 giugno 2010 alle 19:07
“L’8-9, l’importanza della faccenda risiede nel vedere quanti cosiddetti intellettuali, presunte guide del paese, si affannano a trovare giustificazioni ridicole alla cosa. La misura della loro lucidità. ”
Esatto Fabio! E’ meraviglioso vedere le giustificazioni ridicole che riescono a trovare. Luttazzi ha rubato molte battute di altri, e’ un dato di fatto. Punto. Se ha commesso reato ci pensera’ qualcuno a stabilirlo, ma ha copiato ed e’ sicuramente piu’ facile rubar battute di altri che crearne SEMPRE di proprie.
L’incoerenza e’ che un comico che ruba TANTE battute si permetta di dar dei ladri ai politici.
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9 giugno 2010 alle 13:09
SECONDO ME LE OSSERVAZIONI DI S. ROMANO MERITANO DI ESSERE MEDITATE.
Domanda
Come può definire Israele «corpo estraneo»? Lei non ha nemmeno detto di ritenere che sia così, ma si è espresso come se questo fosse un dato di fatto. Lei crede che sia necessaria, per l’esistenza di uno Stato, la sua omogeneità con i Paesi vicini? Ritiene davvero che sia possibile disgiungere le riflessioni storiche e politiche da quelle di carattere etnico-religioso? Perché chiama queste ultime «teoremi», con una intenzione chiaramente di scarsissima valutazione? Anche i teoremi hanno molto spesso una valida e circostanziata spiegazione ed è questo il caso
Risposta
di Sergio Romano
Cara ….,
Potrei risponderle che anche il Regno d’Italia, quando fece la sua apparizione sulla scena europea nel 1861, era un «corpo estraneo ». Per molti governi e, probabilmente, per la grande maggioranza delle classi dirigenti europee, l’Italia era una «espressione geografica», secondo il detto famoso del principe di Metternich, o un mosaico di popoli che avevano legami culturali ma tradizioni, storie e lealtà politiche alquanto diverse. Non bastava quindi proclamare l’esistenza di uno Stato nuovo. Occorreva ottenere, con una politica accorta, che questa nuova realtà venisse accettata e riconosciuta: un processo che spinse l’Italia, per meglio raggiungere lo scopo, a concludere un patto di alleanza con l’impero asburgico, vale a dire con il suo più fiero nemico.
Nel caso di Israele questo necessario passaggio è stato reso particolarmente difficile dalla storia politica della regione. Nel 1914, allo scoppio della Grande guerra, non esisteva alcuno Stato arabo che potesse considerarsi indipendente. Quelli della costa africana che avevano avuto una dimensione statuale erano protettorati o colonie di potenze europee. Qualche anno più tardi, dopo la divisione delle spoglie dell’Impero ottomano, la Gran Bretagna e la Francia crearono due regni (Transgiordania e Iraq) e due repubbliche (Siria e Libano).
Ma trattarono queste nuove entità alla stregua di Stati vassalli; e la Gran Bretagna, dal canto suo, conservò per sé il pieno controllo della Palestina, vale a dire di una provincia che nella geografia politica dell’Impero ottomano aveva fatto parte della Grande Siria. La sovranità nazionale, per i Paesi della regione, venne alla fine della Seconda guerra mondiale, quando Gran Bretagna e Francia dovettero rinunciare gradualmente, anche se controvoglia, ai loro possedimenti e protettorati. Nel mondo arabo quel momento fu salutato come l’inizio di una nuova storia.
Ma ecco che in quello stesso momento apparve nella regione uno Stato nuovo, costruito per ospitare una popolazione che era stata ferocemente perseguitata e cercava una nuova casa. Gli arabi non erano responsabili di quelle persecuzioni e non capirono perché una loro provincia, musulmana da più di mille anni, dovesse servire ai loro vecchi colonizzatori per riparare danni e cancellare peccati che erano stati commessi in Europa. Non è sorprendente quindi che la nascita di Israele sia stata percepita dai suoi vicini, agli inizi, come una forma indiretta di colonialismo europeo. Un’osservazione infine sul ruolo della religione nella storia degli Stati e dei popoli.
Non ne ho mai sottovalutato l’importanza. Mi limito a osservare che il ricorso alla religione per spiegare il comportamento dei popoli può servire a chi cerca di comprendere questi fenomeni con il distacco e la neutralità dello studioso. Nei dibattiti politici, invece, il rischio è quello di una contrapposizione fra verità assolute in cui il cattivo e l’errore, beninteso, sono sempre, per ciascuno dei contendenti, dall’altra parte. Preferisco credere che fra le persone di buona volontà e di buon senso la convivenza sia possibile.
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9 giugno 2010 alle 17:05
Sergio Romano scrive:
«Gran Bretagna e la Francia crearono due regni (Transgiordania e Iraq) e due repubbliche (Siria e Libano), ma trattarono queste nuove entità alla stregua di Stati vassalli.»
Che cattivoni!
In realtà gli arabi venivano da tre-quattro secoli di dominio ottomano, nei quali era stata proibita la stampa (quella di Gutenberg), e fino alla metà del XIX secolo! La dinastia hashemita, discendente diretta del Profeta, messa sul trono di Iraq e Transgiordania dalla GB, in realtà era stata sempre mantenuta (proprio nel senso materiale del termine) dagli ottomani per custodire la Mecca e Medina.
Insomma: una borghesia araba inesistente (a parte gli arabi cristiani, che avevano le loro scuole e le loro stamperie) e dei “sovrani” incapaci perfino di procurarsi di che vivere.
In questa situazione di miseria diffusa e apparentemete irreversibile, gli insediamenti ebraici non furono affatto un “corpo estraneo”, ma un MAGNETE che attrasse lavoro, ricchezza e infine odio.
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9 giugno 2010 alle 14:10
Su Haaretz di oggi, duro articolo di Bernard Henri Levy sulla “marea di ipocrisia, malafede e disinformazione” che è stato riversato su Israele negli ultimi giorni…
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9 giugno 2010 alle 16:49
Molto profondo l’articolo di Augusta Liucilla. In effetti, a differenza di quel che dice quel parruccone di S. Romano, ci sono popoli che non potranno mai “incontrarsi” o “convivere”, perchè con categorie mentali diverse. La globalizzazione ci dà, ad es., lo strano “effetto ottico” che il mondo sia tutto uguale ed uniformabile. Mirror
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9 giugno 2010 alle 17:47
WASHINGTON – Israele risponda agli interrogativi posti dal Consiglio di Sicurezza Onu sul sanguinoso assalto alla flotta umanitaria diretta a Gaza. Lo chiede il presidente Usa Obama, secondo il quale la situazione nella Striscia di Gaza creata dal blocco imposto da Israele e’ “insostenibile”. Barack Obama si e’ comunque detto convinto di un possibile “progresso significativo” nella crisi mediorientale entro la fine dell’anno e ha assicurato “il pieno carico” dell’impegno statunitense per il superamento dell’impasse. (RCD)
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9 giugno 2010 alle 18:38
sull’articolo di Sergio Romano…non ho capito: il “popolo palestinese” dove stava prima della costituzione di israele? …“ Gli arabi non erano responsabili di quelle persecuzioni e non capirono perché una loro provincia, musulmana da più di mille anni, dovesse servire ai loro vecchi colonizzatori per riparare danni e cancellare peccati che erano stati commessi in Europa.“, ma che c’entrano gli arabi? quale diritto avevano su quella terra? se l’avevano era poziore rispetto agli ebrei? e se si, perchè? la risposta di Sergio Romano a me pare questa: perchè per mille anni la regione è stata mussulmana (cioè ottomana, cioè turca)..allora gli ultimi mille anni contano più dei precedenti 2000, e perchè ? sulla base di quale principio?? Sergio Romano sembra equilibrato,e per questo è più insidioso, ma di fatto parte da una petizione di principio… una petizione di principio che è la stessa au fond di chi parteggia a spada tratta per la cd. causa “palestinese” e cioè che gli ebrei non hanno nessun diritto su quella terra, nessun diritto… io non condivido tale assunto. Tuttavia, neppure dall’articolo di Sergio Romano si evince l’esistenza, prima della creazione dello stato di israele della cd. questione palestinese. “Preferisco credere che fra le persone di buona volontà e di buon senso la convivenza sia possibile”, giusto, ma dov’è la buona volontà di chi dice che lo Stato di israele non era altro che un risarcimento dato dall’occidente agli ebrei ai danni degli arabi?
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10 giugno 2010 alle 11:02
A parte che nel 1600 esistevano:
il beglerbeyc di Aleppo
il beglerbeic di Tripoli di Siria
Il beglerbeic di Damasco
e GERUSALEMME era sotto DAMASCO e NON ERA CAPITALE di NULLA e soprattutto…..
IL SOGGETTO “PALESTINA” NON ESISTEVA!!!
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9 giugno 2010 alle 19:39
Nicce scrive:
Il vero atto umanitario forse sarebbe aiutare Israele a fare un raid definitivo in pochi giorni.
———————————————————————————————————
Pochi giorni!
Quanti?
6?
E in che fase siamo oggi, se non in quella di una perenne stagione di strascichi?
Bisogna ragionare con le loro categorie? E allora facciamolo nel tipo di combattimento, aggiungo io.
Gli eserciti tradizionali servono eccome, ma temo che non risolvano più come ai tempi di Solimano il Magnifico, a meno che….. l’Iran non dà una spinta consistente ad un certo tipo di soluzione!
L’Islam marcio ed il terrorismo si battono, secondo me, con un’Occidente (incluso il buon Sergio Romano) compatto a sostenere chi ha (più) ragione e con servizi segreti efficienti.
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9 giugno 2010 alle 19:41
“Al funerale di una persona a me molto cara c’era anche la ragazza che aiutava in casa, un musulmana del marocco devota al centouno per cento, entrò in chiesa ed assistette rispettosamente con la sua sorella all’intera cerimonia, conosco invece dei testimoni di geova che non sono andati ai funerali, battesimi e comunioni dei loro parenti cattolici più stretti.
Chi fra questi è quello meno adatto ad interloquire ?”
“Ho difficoltà a capire: quale Occidente?
Il mio occidente non è quello Scandinavo, e trovo i modi di un Tedesco del Palatinato alquanto Rudi, mentre troppo calorosi quelli di un Andaluso, anche se li preferisco.
E di quale Islam?
Quello delle ragazze bosniache in minigonna o quello degli hiqab afgani?
Quello delle signore marocchine che trovi in bikini a Puerto Banus o quello delle signore saudite che trovi in burkini a Dubai?
Qualcuno a mai sentito parlare di Tawnur oltre che di Al Qaeda, la prima genuinamente islamica la seconda sicuramente parto occidentale?”
Prendo queste due affermazioni come pretesto per esemplificare quello che io definirei senza mezzi termini delirio se non avessi la democratica certezza che si tratti di errori fatti in buona fede, a cui porre rimedio. Alla prima, da un punto di vista dei fatti, ha risposto Patton; aggiungerei un piccolo commento: un’affermazione come quella sulla signora marocchina contiene alcuni sottintesi occidentali, completamente ignorati dall’autore del testo, tipici di ciò di cui parlavo: il contesto in cui è collocata la signora mussulmana è il nostro contesto, caratterizzato dalle regole basilari del nostro contesto; la signora in questione è in condizione di libera scelta: nessuna legge italiana obbliga la signora mussulmana a presenziare a un funerale cattolico, né tanto meno glielo impedisce; ipotizziamo anche che la famiglia presso la quale lavorava non abbia costretto la signora ad assistere alla cerimonia, e in ogni caso se ciò fosse vero si tratterebbe di reato di violenza privata, per giunta perseguibile d’ufficio. Si confonde poi il piano della buona educazione col piano dei diritti umani, per avvalorare la tesi che la signora è buona (come certamente ella è): la signora marocchina era ben educata ed è stata lasciata libera di esprimere la sua buona educazione; i testimoni di Geova sono stati degli screanzati, e sono stati lasciati liberi di esprimere la propria maleducazione. O vogliamo fare una legge che ci obblighi ad andare a battesimi, comunioni, matrimoni di parenti financo del settimo grado? Questo, che ci fa sorridere perché palesemente assurdo, è pane quotidiano, è l’aria da respirare, del mondo “altro”, dove semplicemente non esiste il concetto, la cognizione, il sospetto, che esista qualcosa codificabile come la nostra “violenza privata”. Lo riuscite a capire questo? Riuscite a sforzarvi e a immaginare cosa significhi (per una donna, un bambino, e – più su nella scala gerarchica, perché non tutti godono delle stesse opzioni – uno sfigato qualunque) vivere da sempre in un mondo dove non è concepibile il concetto di violenza privata? Avremmo allora da sciorinare molteplici esempi sotto gli occhi che ci narrano di un mondo “altro” semplicemente inconcepibile dalle nostre menti. Sto parlando ora, infatti, della violenza privata come del più banale esempio, ad altre follie spero ci arriveremo.
Cosa c’è di delirante in questo resoconto occidentale sulla signora marocchina? La follia è una cosa semplice da definire, è cioè scambiare il mondo interno con il mondo esterno, cioè credere che a tutto quello che noi abbiamo nella nostra mente corrisponda la realtà nei fatti. A questa parentesi delirante c’è rimedio, basta andare a confrontare le nostre convinzioni con la realtà, e farsene una ragione. Non lo si vuol fare? Non esito ad affermare che si resta dentro convinzioni deliranti.
Anche questo mondo popolato di figone islamiche in bikini sono una convinzione delirante, un’allucinazione direi. A questo c’è rimedio, basta volerlo. Come è un rimedio, spero, compiere la distinzione tra la differenza che c’è tra un siciliano e un valdostano, e quella tra siciliani-valdostani con uno che ammazza un signore affermando: “Ho ucciso il grande Satana”, in nome di milioni di persone che si stanno congratulando per il fatto che davvero sono felici che sia stato ucciso il grande Satana, convinte cioè che quel signore fosse effettivamente il grande Satana, che il grande Satana esista e che un suo apostolo sia stato ucciso. Pura Follia. Ci arriviamo a capirlo questo? Non i nostri matti locali che si credono Napoleone e vanno in giro liberi con qualcuno di noi generoso che li asseconda pure, si mette pure sull’attenti casomai si sentissero a disagio. No, milioni di matti da legare. Esistono mentalità deliranti su vasta scala? Sì, esistono, di diversa natura con diversi destini, per esempio popoli che per la loro stessa follia si autoestinguono, altri che cercano di estinguere chi la pensa diversamente da loro, attraverso l’uso del terrore assoluto verso gli infedeli, interni o esterni essi siano. Altri, noi imbecilli, che rischiano di farsi estinguere da altri (folli) come cerini, per la loro convinzione generosa e delirante che le signore islamiche siano libere in terra islamica, e che esistano culi di donne islamiche in esposizione sulle spiagge. La soluzione? Tanto per iniziare, smetterla con questo psicodramma e andare a guardare la realtà, almeno noi persone per bene.
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9 giugno 2010 alle 19:47
Errata corrige:
un Occidente
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9 giugno 2010 alle 20:52
Un altro inferno:
http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_09/nicastro-grattacieli-cecenia_55122e3a-738b-11df-8fbb-00144f02aabe.shtml
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9 giugno 2010 alle 21:42
il centro di molto ritorna ad essere la turchia.
non ho notizie di prima mano e quindi chiedo a qualcuno di voi: ma la situazione è così brutta come patton e altri dipingono?
erdogan è un vero radicale sotto un vestito occidentale? l’esercito – uno dei più forti di tutto il medio oriente – è veramente ormai rasseganto alla deriva islamica?
perchè la turchia rappresenta l’unico stato realmente democratico del mondo musulmano – ad esclusione di indonesia – e rimane un punto di riferimento per i democratici di tutto il mondo.
datemi notizie!!!
help me
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9 giugno 2010 alle 21:49
Republicones … http://attivissimo.blogspot.com/2010/06/repubblica-colta-usare-i-traduttori.html
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9 giugno 2010 alle 21:51
da noi in Austria e Germania si puo spiegare il “Antizionismo” come una vendetta dei nostri compaesani per essere stati “i cattivi” della storia.
“Wir werden den Juden nie verzeihen, was wir ihnen angetan haben”
(Henryk M. Broder)
“Non perdoneremo mai agli ebrei, per quello che che gli abbiamo fatto”
pero troviamo il odio contro Israel anche in altri paesi – e perfino da tanti ebrei americani.
per questo i preferisco a spiegare questo con il relativismo anti-occidentale delle sinistre.
GUZZ – GENIALE.
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10 giugno 2010 alle 00:36
Da questa mia breve ri-esperienza , su questo argomento cosi drammatico , ho purtroppo messo a fuoco due altri pezzi che mi sfuggivano:
1,
non ha importanza se uno sia colto, o ignorante come una capra o un rifiuto, importante è che si schieri con voi e le vostre ragioni ,numeri,forme,firme,anno, geografia,trattati,terre, ricostruzioni, tutte nette , senza opzioni o sfumature possibili; questo ad onor del vero non avviene solo per questo argomento o in questo gruppo di discussione , la cosa mi rattrista in generale;
2,
ne diventa quindi sfumata e ancor piu traballante la possibilità neccessaria di ammorbidirsi all’ “altro”, che è poi la relazione mancante , altrimenti non staremmo parlando nemmeno dellargomento:solo un ebreo in israele, da quanto ho capito, può sapere quanto non esista l’attributo essenziale al fare relazione che è la reciprocità ma qui fra noi è mancato l’identico attributo ; forse ci si irrigidirà già fra ” occidentali “, come è prevedibile, tanto più si abbia , come me e a volte ben più di me, un concetto di “occidente” in progressivo svuotamento di democrazia e delle sue antiche speranze (e non parliamo poi di europa!),che non significa riporle in questo o quell’islam o appogiarlo come contropartita;
chi forse si scontra come me o autogatto o manpan e altri ancora è semplicmente quell’occidentale che ha visto meglio di altri occidentali il fallimento del sistema paese mondo, dato anche da quegli stessi “occidentali” che non riuscendo a fermarsi per ammetterlo, non riescono a diagnosticare correttamente,quindi a portare soluzioni reali per poterlo migliorare….giustamente questa parte di occidentali pensa che fare il sistema mondo non è più quello del passato e l’ “altro” da cui si è sentito minacciato e enormemente danneggiato è al suo interno , non è il sistema villaggio islam o altro ancora , ma vedere cosa non ha funzionato, come passare da un occidente dove la terra non basta più e l’uomo è senza limite…è insomma forse colui che sogna un altro occidente e che deve essere allontanato come altro scomodo , ignorante o rifiuto , bollato in vari modi
Se un occidentale non ha sofferto e non soffre del pianeta in cui vive, dei danni enormi, anche irreversibili , che ha procurato con le sue mani occidentali, senza scimitarre o razzi, è difficilissimo possa quindi intuire per essere meglio compreso , chi non può vedere che “l’altro” che già è arrivato a distruggerlo ,per questo occidentale non è l’ “islam” ;
è un po’ come dire, come chi riesce a vedere solo “i tunisini” o “ i pakistani” ecc ecc che in italia ammazzano mogli o figli, mentre in italia solo la statistica parla di quanto siano violenti e anche assassini i maschi italiani (senza neanche parlare di tutte le altre forme di violenza sulle donne); oppure quello stesso occhio può far vedere o mostare , quando ammazzano un prete o un vescovo cattolico in turchia, senza però aver mai visto, ricordato e confrontato tutti gli altri preti , ammazzati anche qui in italia, atrocemente, oppure in sud america e in altri parti del mondo. Ovviamente due simboli diversi da colpire, ma nel sistema mondo, la morte del simbolo Uomo/Dio alla fine avviene sempre per un discorso di potere, potere che utilizza le sue braccia armate, sempre sempre sempre fra gli ignoranti, uguali in tutto il mondo per la guerra fra poveri che è sempre la più gettonata; quello stesso potere che non guarda in faccia occidente o islam o nessuno , ma più semplicmente un’unica divisa esercito moneta mostro, danaro da una parte, petrolio dall’altra , speculazioni annesse per tutti i gusti.
Da come ho vissuto lo sviluppo di questi post, mi accontento di avervi proposto sergio romano che , perlomeno dei fatti di questi giorni e non solo, ha dato una lettura “equilibrata”, sono contenta che avete continuato a riparlarne. Per il rispetto e la tensione profonda che ho per tutte le minoranze ,in cui considero molto precaria quella del popolo ebraico di israele , nonostante ogni secolo crei una sua razza piu “di moda“ da colpire, voglio augurarmi che ciò che ho capito non sia la causa o una delle cause , che hanno fatto ridurre a tifo l’intera partita, che di calcio non è. Spero cioè che quell’occidente decadente,decadente perché al suo interno aveva ed ha il nemico dei senza limite, non abbia maturato come in questo spazio solo due opzioni possibili e non altre : o si schierava con persone stile oriana fallaci , con tanto di ambrogino d’oro(che daranno presto anche santanchè) o con quelli dei razzi e delle minacce dei missili dall’altra parte, senza altra scelta, due fondamentalismi, basati sull’odio e la paura, irriducibili.
Vi lascio su quella zona che invece amava un Padre che conoscerete e amerete, grandissimo e immenso per la mia formazione , ritrovarsi in un “altro” o meglio in un altrove…..
”Sullo stretto spartiacque dove l’Io e il Tu si incontrano nella zona intermediaria”
Martin Buber
GUZZ – IMMAGINO QUANTO SARA’ TRISTE RICORDANDO CHE IL MONDO CIVILE E DEMOCRATICO (DATE NOMI FIRME FORME CACIOTTE MAPPE NEI BRUFOLI TRATTATI PIZZE COI FUNGHI DISCORSI FOTOGRAFIE ECCETERA) non si ammorbidì a Hitler, e quanto sarà gioiosa perché invece si ammorbidì a Stalin.
E’ vero, quel che manca nella storia e nella politica e nei valori, è l’ammorbidente, lo sciacquamorbido, il passaparola.
Che gusto? Lillà? rosa buzzicona?
Dica lei.
Ci scusi e se qui noi ci ancoriamo ancora ai fatti e distinguiamo fra chi ha scelto per sua incapacità di essere ignorante come una capra e chi ha scelto di sapere.
No, Paso, non basta mettere nell’innaffiatoio come lei fa in genere un paio di litri di nomi spurgati a casaccio.
Al dunque, il mondo è diviso in due: chi sa come andarono le cose e chi non lo sa o cerca di negarlo. Il resto è lenzuolata.
Della sua, mi sono fermato dopo poche righe.
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10 giugno 2010 alle 06:17
Le conversioni e le inversioni a u sono sempre pericolose…. vedi Paolo di Tarso!
Sto assistendo, quasi incantato, al dipanarsi di questa fenomenologia. Patton illis temporibus fu sospettato di filoarabismo, per una storia di una firma su una petizione in internet. I particolari non li ricordo, ma nel blog ci sono. Ci furono periodi bui qui nel blog…. Patton perse l’amicizia di Sigal e conquistò gli strali di Guzzanti! Da allora Patton sta facendo di tutto per fare dimenticare quel neo…. è diventato un fanatico arabofobo, ha riconquistato la fiducia di Guzzanti… ma quella di Sigal rimane incerta!! Dai Patton, ce la puoi fare!!
GUZZ . ECCONE UN ALTRO CHE RIENTRA ALLA CHETICHELLA. Almeno, bussare, dire permesso, portare un cabaret di bignè, i fiori alle donne del blog. Niente: arrivano con le scarpe sporche e si sbracano sul divano aprendo la bisaccia della zizzania. E che cazzo.
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10 giugno 2010 alle 08:47
…accidenti Tarso questa non la sapevo.
che ridere… il frullato della coerenza sempre presente sul tavolo dei vigliacchi.
Ma sai con la sapienza, saccenza, si indora tutto, anche te , pignolo gne gne gne che sei …
…hai qualche link da mandarmi in proposito ?
Mi intrufolo nella festa e colgo al volo l’invito di Paolo, io porto il vino, dolcetto d’alba 2006, tu porta i crocchè e le pizzette magari con il nostro ospite ci facciamo quattro risate: mi raccomando i fiori e per dolce un bel cabaret di sfogliatelle napoletane
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10 giugno 2010 alle 09:42
Caro Manpan hai tirato fuori un altro luogo comune che non mi piace affatto. LA COERENZA.
La coerenza è dei coglioni Man, se una persona ha un idea conoscendo 10 e dopo modifica il suo pensiero conoscendo 60, non lo si può accusare d’incoerenza ma di persona che ragiona, il contrario è avere dei pregiudizi ed è sinonimo di stupidità.
Perchè se su qualsiasi tema un persona normale non cambia idea in nome della coerenza, e le sue informazioni sono salite a dismisura sullo specifico, non fa un buon servizio alla sua persona ed alla sua inteligenza.
Di Patton non so e non mi interessa perchè 4 anni fa non ero in questo salotto, ma vale per lui come per tutti quanto sopra scritto.
Gianluca
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10 giugno 2010 alle 11:45
A parte il termine hai assolutamente ragione e certo non sostengo il contrario.
Io parlo di Coerenza culturale di chi oggi afferma una cosa e ieri l’esatto contrario, come dice tarso, e quindi delle due l’una o non aveva studiato allora o ha studiato male oggi.
O spara cazzate oggi se pur culturalmente supportate o le sparava allora magari con la stessa convinzione non ti pare ?
Poi la differenza principale sta nel palesarlo : Paolo ha capito che i suoi amichetti di FI, p2isti, liberalcazzimiei erano persone poco sincere e li ha mollati facendo non solo il mia culpa ma creando un vero e proprio movimento per contrastare tale deriva (io così l’ho interpretato)
il contrario invece, ad esempio, è Capezzone … stessa cosa del fanculizzatore.
La coerenza non significa non cambiare idea ma, qualdo questo accade, avere l’umiltà di dirlo prima a se stessi e poi agli altri e ripartire dal basso.
Gianluca devo dire che mi piace parlare con te
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10 giugno 2010 alle 11:10
Tarso della magna-magna Grecia (ma non stava in Cilicia?),
tu gossipizzi una questione che non ha niente di gossipàle.
Come hai sempre fatto e sempre farai. Che gossipalle!
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10 giugno 2010 alle 06:39
Ad Israele non servono aiuti per il blitz … basterebbe solo che la stampa occidentale filoaraba dicesse per una volta la verità al posto di truccare le foto e altre amenità del genere (l’altra volta hanno aggiunto dei flare a un F16, questa volta hanno stretto l’inquadratura per nascondere i coltelli dei ‘pacifisti’). E che i politici occidentali, al posto di strapparsi le vesti per presunte violazioni dei diritti umani (e mettere sanguinarie dittature a presiedere l’omonima ‘commissione’ onu) andassero per una volta a stigmatizzare e condannare chi si mescola ai civili (armati) per combattere.
Quello che sta facendo il tandem clinton-Obama è esattamente ciò che non serve per stabilizzare la situazione in quella zona.
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10 giugno 2010 alle 07:28
Onorevole Guzzanti, non sono rossa, tranne il mio sangue uguale a tutti gli altri del pianeta- quindi perchè oltre l’ignoranza , la capra , il rifiuto, mi crede anche un rifiuto stalinista? nella sua enorme intelligenza pensa che un’ignorante come me poteva andare bene a un partito comunista o maoista o stalinista? per primo quelli non sarebbero e non sono andati bene alla sottoscritta, ma anche se vi avessi potuto portare avanti per un po’ il mio scheletro, mi avrebbero fatto fuori , lei lo sa. dunque perchè deve manipolare senza differenziare il mio rifiuto? lei non può farlo,è proprio in base a quelle regole “democratiche” e cultura , comportamenti, occidentali che ha così interiorizzate , da poterle vantare superiori in modo radicale a chi non le ha, l’islam di turno che in questo caso sarei io.
Io non ho la dote di sintesi oltre a tante altre cose,che facciamo? escludiamo?in base o a nome di un occidente? la sintesi è che le vostre posizioni, non possono diventare di simili forme a una fallaci o una santanchè di turno di questo paese, o di un altro, dell’occidente.
mi scuso ancora per la mia utopia , anzi u_topo_logia da fogna, ma non potevo stare in silenzio su questo punto.
buonagiornata a lei, ai suoi amici e ai suoi lettori.
GUZZ – CONFESSO che la ritenevo più intelligente. Invece, buio completo. Non ha capito nulla.
Ridicolizzavo quel che lei aveva detto di ridicolo sulla necessità di ammorbidente. Stalin era un esempio di morbidezza usata dall’Occidente. Che c’entra lei? Lo sa Iddio. No, non lo sa nemmeno lui.
E la pianti, per gentilezza con queste idiozie tipo utopia topo di fogna. Questa non è la palestra dei lettori della quinta elementare. Per favore. Grazie.
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10 giugno 2010 alle 08:03
Salve Sigal tutto molto romantico,
possiamo far risalire a quando vogliamo la nascita di Israele (che chi ha scritto 5000 anni fa) resta il fatto che questa è stata “ufficialmente” sancita con la risoluzione 181 (1947)
Comunque alla fine è un aspetto è secondario dato che successivamente Israele ha poi vinto la guerra (anzi le ha vinte tutte..o quasi) e quindi ha tutto il diritto di esistere …e credo che su questo possiamo essere d’accordo.
Definire terroristi gli attivisti (non certamente pacifisti) presenti sulla nave turca non le sembra eccessivo ?
I filmati israeliani, come tutti i filmati fanno vedere quello che vogliono far vedere (L’ho già scritto in un altro post)
In ogni caso rispetto molto le sue opinioni soprattutto perché lei a differenza di tanti (me compreso) che parliamo per sentito dire quella realtà la vive tutti i giorni
Io se fossi un palestinese della Striscia di Gaza , da buon pacifista
, probabilmente prenderei il mio fucile e andrei a sparare ai soldati israeliani. Ai soldati, ripeto, non ai civili cercando di difendere la mia casa e la mia famiglia.A Gaza, non in Israele.
In ogni caso mi auguro che con il passare del tempo Israele cessi di essere uno Stato ebraico e si rassegni a diventare un’entità multiculturale e aconfessionale come tante altre. Non ci si arriverà coi colloqui di pace (quelli servono ad entrambe le parti per prendere tempo), ma con la demografia.
Purtroppo al momento l’ipotesi più probabile è che quando Israele deciderà che l’Iran è diventato una minaccia per la sua esistenza, attaccherà: e noi entreremo in guerra contro l’Iran. Ci saranno milioni di morti: sarà usata l’arma atomica etc..etc.
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10 giugno 2010 alle 10:00
Vede Autogatto lei ha scritto una cosa bellissima. La ragione per la quale i problemi non si risolveranno mai. Perchè i cittadini Palestinesi della striscia fanno quel che lei scrive e pensa sia giusto.
Personalmente ritengo che se invece di andare a sparare ai soldati israeliani al confine, sparassero ai loro leader (atto che in pratica significherebbe rinengare gli stati canaglia che li stanno sfruttando fingendosi amici) questo conflitto terminerebbe in un batter d’occhio per la felicità di tutti noi.
Niente più morti, niente più violenza e gli stati che per giochi di potere mettono la religione davanti, (su questo sono d’accordo con Pfra64) mandando a morire persone innocenti ed ignoranti, si ritroverebbero con un arma spuntata o se preferite con meno cartucce nella loro colt immaginaria contro l’Occidente.
Gianluca
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10 giugno 2010 alle 10:49
E’inutile discutere sui torti e le ragioni del conflitto mediorientale. Tutti hanno torto e tutti hanno una qualche ragione. E mi pare che gli aspetti storici su di “chi sia la colpa”, non aiutino molto.
Vede Gianluca, io non difendo Hamas ma finché non si capirà che Hamas è la conseguenza ultima di decenni di occupazione non si potrà andare avanti.
Quando le vittime sono oltre 600 contro 7, di cui 4 per fuoco amico, di cosa stiamo parlando?
Sono daccordo con il suo anelito “..gli stati che per giochi di potere mettono la religione davanti,” e mi domando se nel 2010 ha anocra senso parlare di uno stato “ebraico”: uno Stato che includa nella sua “costituzione” dei principi, che distinguano la razza ebraica dalle altre, sia un fatto integralmente inaccettabile.
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10 giugno 2010 alle 13:04
E bravo Automicetto,
dopo aver sciorinato una serie di fregnacce storiche “da paura”, che non ti sei mai sognato di ammettere né di correggere, adesso tu cali, dall’alto della tua aurea imparzialità, la sentenza…
«è inutile discutere sui torti e le ragioni del conflitto mediorientale».
No, micetto: è inutile per te, che nulla impari e come un automa ripeti le fregnacce di sempre, le domande retoriche di sempre: ha senso uno stato “ebraico” ma multietnico e tollerante di 7,5 milioni di persone in Medio Oriente, dove c’è mezzo miliardo di persone che vivono in stati tutti mono-etnici o mono-religiosi? Ebbene, sono pefettamente d’accordo con te: non ha senso.
Adesso dai anche i numeri: «600 vittime contro 7, di cui 4 per fuoco amico». Naturalmente tu non ti chiedere se tra quelle 600 vittime (”palestinesi”) ce n’erano 100 o 200 che sono state ammazzate dal “fuoco fratello”, fai finta che non sia mai esistita una guerra civile tra Palestinesi, fai finta che gli arabi siano monoliticamente compatti, perché questa è una cosa che viene data per scontata, e dunque “è inutile discutere”.
Inutile per te, Autogatto, che non ti poni mai domande, se non retoriche.
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11 giugno 2010 alle 11:06
Quale sarebbe la serie di fregnacce storiche “da paura” Patton?
12 giugno 2010 alle 14:09
Vatti a rileggere i miei post e rispondi alle obiezioni
con delle risposte, non con delle domande retoriche,
Mototopo.
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10 giugno 2010 alle 16:55
Autogatto
stato ebraico non significa stato della razza ebraica. Strana questa razza ebraica che raccoglie in seno neri, biondi, bruni, gialli e rossi. Stato ebraico significa stato della nazione ebraica, del popolo ebraico che ha una sua identita’, una sua cultura, la sua diversita’, la sua peculiarita’, un suo passato e spero anche un futuro. Come mai accetti l’esistenza di decine di stati arabi e ti disturba quella di un piccolo unico stato ebraico? Il fatto che tu voglia negare a me il diritto alla mia identita’ e’ semplicemente inaccettabile
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11 giugno 2010 alle 15:04
Io mi guardo bene dal voler negare il diritto alla tua identita’
Ripeto la domanda: se volessi acquisire la nazionalità israeliana cosa dovrei fare?
12 giugno 2010 alle 14:42
Semplice, Mototopo:
rispondere alle obiezioni dei gatti e ammettere gli errori.
Poi decidiamo se mangiarti o limitarci a giocare con te…
19 giugno 2010 alle 14:20
Autogatto9000, la domanda sull’acquisizione è dell’11 giugno, quindi leggo con molto ritardo quando siamo già oltre. Ad ogni modo, la domanda è relativamente corretta perché probabilmente si voleva aprire la questione, credo anche fiosofica ed etica, del principio di legge “di ritorno” che vige in Israele.
No?
Siccome questa discussione è partita da una constatazione di Augusta Lucilla sulle ragioni addotte con pregiudizio, mi sembra azzeccato però che il taglio della domanda sembri un fendente di un avversario, cioè dato per individuare una violazione che quel principio etnico farebbe sui diritti più globali e generali della cittadinanza, quindi a sostegno delle ragioni critiche che Lei interpreta.
Quindi di nuovo Augusta Lucilla non ha torto, perché la domanda che poni si basa su considerazioni a priori troppo parziali, cioè sembra che le conoscenze di partenza siano insufficienti. Oltre ad esistere anche le altre vie per l’acquisizione della cittadinanza in Israele, tanto quanto qui in Italia ed ovunque, il principio della legge di ritorno è di per sé valido, o quantomeno è adottato ovunque vi sia nella storia di un popolo e della sua più antica collocazione geografica un evento di esilio forzato. Il principio della tutela del ritorno è un filo conduttore storico, umano proprio nel senso che Lei difende quando lo individua nel Diritto Umanitario [human Right] di asilo, cittadinanza, rifugio. È proprio coincidente, Lei però con una adesione non troppo approfondita rischia di negarlo da una parte per eleggerlo dall’altra.
Alcuni scienziati come Seyla Benhabib passano con un altro intento per il Suo stesso giudizio, ma non ne possono trarre una conclusione perché la loro consapevolezza è così propulsiva che la spinta li porta più in avanti. Se Lei legge uno degli scritti più importanti di Seyla Benhabib, The rights of others: aliens, residents, and citizens , dovrà trovare che nel sistema a cui ci troviamo a riferirci [POT totale] – cioè dopo un forte numero di processi di migrazione, diaspora, guerra e rimescolamento, sempre all’interno di un unico oggetto politico intercontinentale disponibile – il diritto della cittadinanza si deve intendere in senso più critico e con un nuovo termine di confronto: quello di pressione sullo Stato nazione.
I limiti per circostanziare lo Stato nazione sia dal punto di vista geografico che politico, quindi etnico e culturale, sono in fermento esplosivo; il diritto di avere dei diritti permanenti è assorbito in un paradosso sistematico, le sovranità nazionali sono messe a fattore opposto nello stesso paradosso, le leggi del più vasto diritto internazionale sono inconsistenti rispetto al problema, ed i soggetti più critici sono quelli in movimento espansivo, in varie direzioni. Volendo, i principali portatori dei valori di difesa del Diritto umano dovrebbero trovare in questo calcolo maggior certezza se sostenessero che le regole di permeabilità dei confini fossero più fitte, articolatissime, sottili e fondate, tali da difendere principi labili inter-epocali quali quelli del ritorno – che cmq, ripeto – non è solo di prerogativa ebraica; quindi, meno genericamente etiche, e più eticamente super-ordinate. In virgola mobile, direi. [Questo, tra parentisi, metterebbe fuori gioco parecchi politici ignoranti].
Il libro di Seyla Habib, turca ebrea, è su googlebooks, in inglese. Gli italiani sono davvero a basso coefficiente di comprensione dei vari tipi di miscelazione etnica soprattutto se del medioriente, e questo ha stemperato positivamente molti eccessi politici, nati in italia oppure a rischio di invasione da fuori. Però in italia sarebbe il caso di reimpostare le opinioni da nuove cause e sorgenti del sapere, proprio abbattendo tutti i precedenti bandieroni. Questo proprio per vivere in pieno il problema planetario di cui sopra, che altrimenti da noi si ridurrà per misura ad una nuova magnata, che ad ogni modo sazia parecchio.
Obr.
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11 giugno 2010 alle 11:05
Salve Gianluca
Le dico anche cosa farei se fossi un soldato Israeliano a Gaza.
Eseguirei gli ordini, ma poi dovrei fare i conti con la mia coscienza.
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10 giugno 2010 alle 12:16
Caro autogatto,
quello che ho scritto non è affatto romantico. La realtà non è mai romantica e neppure la verità.
Israele non è nata nel 1948. Molto prima del 1948 qui esisteva con paese fiorente, con università, musei, centri di ricerca, governi, esercito e l’ONU non ha fatto altro che legittimarne l’esistenza. Israele non è stato creato nel 1947. E questo non è un aspetto secondario.
Gli attivisti della nave turca erano dichiaratamente terroristi e si sono imbarcati sulla nave col dichiarato proposito di morire come shahidim. Che i filmati israeliani non ti convincono è del tutto naturale. Sicuramente ti convince molto di più la versione araba dei fatti. Lo trovo giusto. Mai credere alla versione di un paese democratico dove tutto è trasparente ma credere sempre e comunque alla versione di paesi totalitari
Se tu fossi un palestinese della striscia di Gaza e amassi il suo popolo non prenderesti il fucile ma riporteresti i suoi connazionali alla ragione. E non avresti alcun bisogno di difendere la sua casa e la sua famiglia se imparassi a convivere in pace coi tuoi vicini.
Tu ti auguri che con il passare del tempo Israele “cessi di essere uno Stato ebraico e si rassegni a diventare un’entità multiculturale e aconfessionale come tante altre”. Ma ti rendi conto della maledizione che ci stai augurando? Perdere la nostra identità significa perdere la nostra indipendenza e libertà. Quello che tu ci auguri è un paese con maggioranza araba in cui gli ebrei diventerebbero una minoranza e sarebbero costretti a vivere nella condizione di dhimmi. Grazie no. Inoltre non hai bisogno di augurarci di essere un’entità multiculturale perchè già lo siamo. Israele è un paese multietnico in cui ebrei, mussulmani e cristiani, bahai, omosessuali, atei ecc. ecc. godono degli stessi diritti.
GUER – MIA GABBIANA, ma come cazzo fai a discutere con questo qui? Ma ti rendi conto di quel che crede di sapere? Il fatto è che costui rappresenta un campione numericamente rilevante di ignoranti egualmente ignari e felici di ignorare. Loro VOGLIONO uccidere l’identità ebraica perché non sanno che cosa sia una identità. E’ come l’invidia freudiana del pene secondo cui le donne avrebbero invidia di quel che non hanno (il che non è affatto vero, ma insomma). Loro non hanno alcuna identità e non capiscono come si possa essere tanto arroganti, tanto “fascisti” da reclamarne una. Il nostro mondo, Gabbiana, è quello in cui il dubbio è considerato una virtù e la certezza un atto di arroganza. Il sapere è considerato “boring” e potenzialmente fascista. L’accuratezza e la puntigliosità nella ricostruzione dei fatti è considerata nello stesso modo.
Ma perché non ti ho ancora conosciuto, mia sabra lontana?
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10 giugno 2010 alle 22:13
“Se tu fossi un palestinese della striscia di Gaza e amassi il suo popolo non prenderesti il fucile ma riporteresti i suoi connazionali alla ragione. E non avresti alcun bisogno di difendere la sua casa e la sua famiglia se imparassi a convivere in pace coi tuoi vicini.”
Questa è bellissima, ed è esattamente quello che penso che farei anche io se ci fossero di mezzo i miei figli.
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11 giugno 2010 alle 15:08
ciao Holden
tu sei un pacifista ..io no ..pazienza
Sicuramente non mi passerebbe nemmeno per l’anticamera del cervello di tirare razzi Qassam contro Israele, vista la loro totale inefficacia, contrapposta al fornire un utile pretesto per massacrare la popolazione civile palestinese.
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15 giugno 2010 alle 14:53
Sig. Autogatto posso permettermi di chiederle se ha figli?
Ovviamente, se ritiene la domanda importuna o indiscreta, la prego di perdonarmi e rimanga silente.
16 giugno 2010 alle 15:28
si 2 uno naturale uno adottato
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11 giugno 2010 alle 11:08
Grazie Sigal per avermi risposto.
Io sono convinto che solo il riconoscimento da parte dell’ONU da diritto allo stato di Israele di esistere. Il resto sono valutazioni discutibili, per me, e sottolineo per me, secondarie.
Io non mi sogno nemmeno lontamente di augurare di perdere la tua identità, ognuno deve avere il diritto di coltivarsi l’identità che vuole..ci mancherebbe
Prendo atto con piacere che “Israele è un paese multietnico in cui ebrei, mussulmani e cristiani, bahai, omosessuali, atei ecc. ecc. godono degli stessi diritti.” Io sapevo, ma forse sono solo vittima di propaganda antisemita, che a chi non è «ebreo» era proibito stabilire la propria residenza, esercitare attività commerciali, etcc. meglio così allora.
Una curiosità: come si fa a acquisire la nazionalità israeliana? In italia bastano dieci anni di residenza per ottenerla.. nel tuo documento di identità alla voce nazionalità cosa trovi scritto?
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14 giugno 2010 alle 14:45
Sarà …ma la risoluzione dell ONU del 1947 (al di la’ di quello che sanciva) rappresenta una fotografia della situazione di quel territorio nel 1947 e e ci dice (e sono fatti) che nel 1947 gli ebrei erano la bellezza di 508.540 persone mentre gli arabi erano 1.258.881 ..tutti con il permesso di soggiorno ?
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10 giugno 2010 alle 09:15
Augusta Lucilla
non Pattoneggi, non estrapoli il pezzettino dal contesto ricamandoci sopra una montagna.
Era l’ultimo di tre esempi che erano alla fine di un ragionamento più ampio che a sua volta seguiva eccetera eccetera.
La democrazia dei paesi islamici è in media bassa e in molti casi inesistente ? Ha scoperto l’acqua calda.
Vogliamo parlare del fatto che siano in guerra con il resto del mondo ? Già fatto, ho citato Huntington all’inizio.
Torniamo all’argomento iniziale: gli interlocutori nel mondo islamico.
Si rende conto che noi occidentali ne abbiamo bisogno, oppure pensa veramente che a forza di azioni alla Chuck Norris vinceremo qualcosa ?
Il muro contro muro alla cieca nelle regioni calde non sta dando nessun frutto, anzi infiamma tutta la regione. Israele ha fatto una enorme cazzata mediatica con la storia della nave, un autogol politico tanto grande quanto ingenuo. (lasciamo stare il fatto che ha compiuto anche una ingiustizia, vabbè a sua volta ne aveva subite tante mi dirà lei, lasciamo stare e parliamo dei risultati del muro contro muro).
Non possiamo parlare di Gaza senza parlare del contesto, perchè è vero che dei palestinesi non frega nulla neanche agli arabi ma è anche vero che Hamas senza un supporto sia ’spirituale’ sia ‘terreno’ dagli altri regimi non è nulla. Noi invece perché abbiamo smesso di dare supporto a Fatah ?
Abbiamo fatto una guerra assurda e inutile contro Hussein, che ci è costata una fortuna – il conto è la crisi di questi anni, quando il suo regime laico era forse l’unico con il quale si sarebbe potuta ripristinare una qualche forma di interlocuzione per gestire quell’area.
Invece di sfruttare meglio Karzai e quella specie di alleanza con Musharraf per catturare l’uomo-simbolo BinLaden abbiamo dirottato le risorse altrove infiammando l’area e ringalluzzendo alla fine il regime di Ahmadinejad, nostro grande problema, che si è trovato di colpo senza un nemico e con il grande satana, gli Usa, in difficoltà.
Questi sono ad oggi i risultati della strategia facciamo-da-soli-non-vogliamo-interlocutori.
PS.
Nei suoi discorsi parla di deliri altrui, di avere le palle, divide fra persone per bene e quelli che non la pensano come lei.
Io non userei questi termini proprio quando si parla di integralismo, poi faccia un po’ come crede.
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10 giugno 2010 alle 09:59
Kalevala, ho letto attentamente quanto hai scritto ma vedo con tristezza che insisti nella tua visione a mio parere errata.
Gli ebrei da sempre sono in guerra fra loro. Ogni ebreo fonda un partito, a volte anche due. Sono convinta che se gli ebrei non fossero stati tanto divisi e rissosi quando Roma tentò e riuscì a dominare la Giudea, forse non avrebbero perso la guerra. Quindi non ti meravigliare dei quattro neturei karta che si associano ad achmedinejad. Di nemici all’interno ne abbiamo a non finire e non sto parlando di arabi israeliani.
Tu dici con tristezza che a Gaza non si fa una gran bella vita. Ma se a Gaza non fanno una gran bella vita, perché la cosa dovrebbe nuocere all’immagine di Israele? Non pensi che la responsabilità sia loro? Siamo noi custodi dei palestinesi? Noi in quella zona è da molto che manchiamo, se non sbaglio. La situazione non è come quella descritta nell’intervista al famoso studente palestinese in Italia (citata da un chatter anonimo del blog, che afferma che a Gaza convivono pacificamente ebrei mussulmani e cristiani. Ma ci sono ebrei a Gaza? A me non sembra proprio. Mi correggo, di ebrei ce ne sono, per precisione ce n’è uno. Sto parlando di Gilad Shalit, l’unico invasore israeliano rimasto sul posto. Cosa aspettano i palestinesi a cacciarlo?
In quanto alla tua ammirazione per Grossman e Oz, da quando scrittori guidano la politica? Non credo sia il mestiere in cui eccellono.
Il fatto che Grossman abbia perso un figlio in guerra non dimostra che abbia ragione. Perché se cosi fosse avremmo tutti ragione. Non c’è famiglia in Israele che non abbia perso qualcuno in una delle guerre o operazioni che Israele è stata costretta a condurre. Ti dirò di più: se l’aver perso qualcuno in guerra ti mette dalla parte della ragione, allora ad aver ragione, molta più ragione di Grossman, sono proprio io. Credimi sulla parola.
In quanto ai rabbini ti comunico che rabbino non è sinonimo di estremista e il tuo è un preconcetto I rabbini li conosco da vicino e ti assicuro che se riesco ad avere una visione del mondo aperta è proprio grazie a loro. I rabbini inoltre non sono preti. Sono semplici dottori in legge ebraica. Il loro compito non è chiudere gli occhi alla gente ma aprirli Chi pensi mi abbia insegnato a leggere Heine, Lorca e Neruda?. Mio padre, rabbino. Chi pensi mi abbia insegnato ad interpretare Scarlatti? Mia madre moglie di un rabbino.
Ultima osservazione:
Il governo di Netaniahu non sta in piedi perché sorretto da “coloni razzisti”, sta in piedi perché è sorretto dalla maggioranza dei cittadini israeliani. E poi come osi definire i coloni razzisti? Vuoi che ti spieghi cosa significhi la parola razzista?
Sigal Harari
Colona dalla nascita
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10 giugno 2010 alle 10:53
ovvero una bellissima SABRA
GUER- Uno schianto di Sabra. Che perdita non averla fra le braccia.
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10 giugno 2010 alle 12:09
E lei, Sigal, Scarlatti lo suona al pianoforte o possiede strumenti d’epoca?
Così, sono curioso…
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10 giugno 2010 alle 16:33
al pianoforte. Non so suonare il cembalo, ma volendo potrei imparare. All’accademia di musica dell’universita’ di Tel Aviv ne abbiamo uno stupendo.
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10 giugno 2010 alle 14:43
Sbaglio o furono gli ebrei di Ircano (ridotto a fare solo il sommo sacerdote) a chiamare Gneo Pompeo per provare a vincere la guerra civile?
Ci guadagnarono un assedio di Gerusalemme (l’ennesimo) con presa della città, l’ingresso nel Santo dei Santi del comandante romano e il fatto di diventare di fatto uno stato vassallo di Roma …
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10 giugno 2010 alle 10:14
PROTESTA CONTRO MARONI ED IL GOVERNO
Visto che pochi giorni fa vi avevo scritto della protesta dei poliziotti (sindacato di destra Consap)
http://www.consapnazionale.com/
che organizzati da Michele Baldi ex AN ed ex FI ora a capo di un piccolo movimento della capitale, avevano organizzato questa clamorosa protesta, ora vi comunico che i 10 Pulman sono in marcia verso Varese e l’arrivo nella piazza di Varese e previsto per le ore 16.
Protesta contro Maroni ed i tagli del governo che rappresentaprendendosi poi i meriti degli arresti dei pericolosi latitanti da molti anni a questa parte. Non ne parla quasi nessuno anches e ieri i giornali locali di varese sono stati costretti a farlo sennò non capivano che cavolo sarebbe successo:
http://ilgiorno.ilsole24ore.com/varese/cronaca/2010/06/09/343316-varese.shtml
http://www.varesereport.it/?p=24103
http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/137370_poliziotti_in_marcia_su_casa_maroni/
Notare come la notizia sia relegata a cronaca locale. E’ assolutamente chiaro che invece sta accadendo il contario, la protesta è clamorosa ed in un paese normale una notizia del genere avrebbe un risalto diverso.
Sono curioso di vedere come oggi gestiranno gli organi d’informazione più importanti i fatti che stanno per accdere, direi molto curioso.
Gianluca
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10 giugno 2010 alle 13:02
In nessun modo. Intanto ci sono le intercettazioni cui dar risalto. Poi ci sarà qualche altra sfuriata di B. contro i suoi pochi poteri, troveranno qualche altra minchiata perchè si alzi un bel polverone guadagnando le prime pagine…Guialnuca lei se l’immagine le reti mediaset e la rai minzoliniana che tratta col giusto clamore qsta notizia? Impossibile. Se proprio costretti a dare una copertura la faranno passare come la solita protesta sindacalizzata di quei fannulloni dei comunisti poliziotti. Non la daranno in primo piano.
Repubblica ? Farà o non farà niente, ma ormai è sputtanata e la leggono, più o meno, solo i sinistri e Piddini. Non serve a raggiungere l’altra metà del cielo. Per la quale è toalmente screditata.
Insomma, il grande pubblico non saprà nulla di questo evento e quindi sarà come se mai fosse successo.
Loro ( i destristi) continueranno a dire che sono il rifugio sicuro per chi ha a cuore la sicurezza dei cittadini. Il popolo crederà. Ma per forza. Se nessuno glielo dice, se nessuno martella mediaticamente a tappeto, estensivamente, trasmettendo l’importanza della faccenda, chi vuole che ne sia sensibilizzato. Se nessuno poi porta in primo piano, nei mesi seguenti, su giornali e soprattutto in TV una raffica di fatti di cronaca nera, come vuole che il gande pubblico percepisca l’importanza e le conseguenze dei tagli del governo alle forze dell’ordine. Anzi. Non leggono o sentono di fatti di cronaca nera, niente dicono in TV, va tutto bene. Il Governo ha ragione.
Ecco come si forma l’opinione del grande pubblico. Quello che importa per vincere le elezioni, fortificare i governi, quello che certifica la reputazione politica dei governanti. E che poi garantisce loro la rielezione.
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10 giugno 2010 alle 10:23
Cara Sigal…sempre interessante leggerti.
Pero’ stavolta devo essere un po’ polemico ; hai preso la piu’ classica delle cantonate quando mi scrivi : “…E poi come osi definire razzisti i coloni ? ”
Il termine usato “coloni razzisti” nel mio post dell’8 c.m. h 21,53 e’ ben virgolettato e riferito all’articolo di Sandro Viola.
Quindi mi sa proprio che hai toppato.
Questa poi dei “rabbini estremisti” e’ una ben strana disputa ideologica ; hai perso tempo per dirmi che “rabbino” non e’ sinonimo di “estremista”…lo so perfettamente , conoscendone uno con cui in passato mi e’ spesso capitato di parlare e a lungo – essendo un collega di lavoro – e anche di arricchirmi ” molto assai”.
Ma se al mondo ci sono , come ci sono , “persone estremiste” sono sicuro che ci sono ANCHE ” rabbini estremisti” ; me ne ha parlato quel rabbino NON ESTREMISTA che conosco.
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10 giugno 2010 alle 10:31
obama, sempre e solo obama colpevole di tutto?
la crisi mondiale, gli Usa che diventano comunisti, israele che viene offeso e vilipeso, putin vincente e la democrazia nel mondo perdente!!!
capisco che ognuno si crea i ” capri espiatori ” che più gli piacciono, ma che questo avvenga in un blog che si richiama all’idea liberale, e quindi per natura pragmatica ed attenta più che alle parole agli effettivi risultati, è un po’ troppo.
ricordo a tutti che la guerra nel libano creò molto imbarazzo a tutti i difensori di israele nel mondo, senza essere riuscita a sconfiggere il nemico sciita filoiraniano. e tutto ciò mentre bush sta ancora tentando di capire quello che successe.
che su questo blog si dica che non c’è speranza, e che le cose stanno così e basta, che sigal sostenga che oslo fu un errore, sono solo delle opinioni e non fatti: potrei dire che far lievitare hamas, sostenerla , quasi, contro al fatah, sia stato un vero errore da parte di israele; non fermare sharon nella sua famosa passeggiata nella sipanata di al aqsa fu un errore; non comportarsi in maniera coerente con i coloni – da una parte si buttano fuori, d’alltra li si incoraggia ad estendere gli insediamenti in terre contese – è un errore; non essere riusciti a prevedere l’utilizzo mediatico, le provocazioni dei filo palestinesi turchi della flottilla palestinese, è stato un errore; non sapere o volere stroncare l’attuale dirigenza di hamas con la liberazione dell’uomo più rappresentativo di hamas , da anni in carcere e che ha dichiarato più volte – mi pare – la sua distanza dal colpo di stato a gaza, è un errore; tollerare il colpo di stato di hamas a gaza è stato un enorme errore!
mi pare che di errori veri c’è ne siano stati tyanti. e di quelli di obama e clinton non ne sono riuscito a trovare nessuno.
come d’altra parte non è stato errore la politica economica espansiva di obama , perchè oggi, lungi dall’essere diventata socialista , l’america ha rimesso il turbo nel proprio motore e si accinge a dimenticare la recessione di bushiana memoria.
almeno qui, vi prego, giudichiamo in base ai fatti, ai risultati e non in base alle proprie convinzioni ideologiche!
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10 giugno 2010 alle 10:44
barghuti. il leader detenuto ed in grado di sconfiggere hamas è barghuti.
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10 giugno 2010 alle 10:52
torno sulla faccenda palestinese per dire soltanto che la politica israeliana di sostanziale neutralità verso le anime laiche e quelle fondamentaliste palestinesi, l’azione sotterranea di mossad a favore di hamas, il non voler liberare barghouti per farne un contraltare di hamas e di abu mazen, tutto questo come vogliamo definirli se non continui errori o forse il frutto di una visione politica che in realtà cerca di non trovare accordi con il popolo palestinese e sta finendo per consegnare quello che era l’unica parte di popolazione araba laica e poco religiosa, al più intenso fondamentalismo?
il fallimento di oslo, della road map, del ritiro di gaza, delle elezioni libere nei territori palestinesi, sono solo da aggiudicare alla stoltezza degli arabi o anche alla miopia e divisioni interne di israele?
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10 giugno 2010 alle 11:32
Scrive Solid Snake : ” Beh, non mi pare che da noi, le donne siano costrette a portare il burqa, o che la gente la gente sia obbligata ad andare sempre in messa, come succede nei paesi islamici.
Questa è modernità, a casa mia ”
QUESTO SI CHE E’ UN BELLISSIMO ARGOMENTO.
Certo che le donne non portano il burqa e nessuno e’ obbligato ad andare a messa. Ma non dimentichiamo che qui’ da noi sino a 200 anni fa si bruciavano le streghe e senza andare tanto lontano nello spazio e nel tempo la donna di Fausto Coppi si chiamava la “dama bianca” ; questa si …una specie di storia islamica , per chi se la ricorda.
Ma se oggi non ci sono piu’ le scandalose “dame bianche” non lo si deve certo a chi le “dame bianche” le aveva prodotte ; perche’ sempre qui da noi PER FORTUNA sono successi tanti ” qualcosa” – rigorosamente laici – senza i quali non saremmo ” cosi’ “moderni” come giustamente dici.
E’ chiaro comunque che ai tempi della cacciata dei Mori da Granada i “burini” erano i cristiani… – quindi piano con i giudizi – ; cerchiamo di non reputarci ” i mejo” da sempre.
POI nel mondo islamico non sono successi quei tanti “qualcosa” che invece sono avvenuti da noi ma erano tutt’altro che “qualcosa” cristiani , se no magari ancora le donne sarebbero state intabarrate in vestiti tutti neri e castigati …per di piu’ con una specie di copricapo nero funebre che sembrava quasi un burqa – cosi’ ricordo mia nonna …mica tanto tempo fa ; negli anni cinquanta e sessanta -.
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10 giugno 2010 alle 12:03
anche settanta e ottanta, almeno in calabria.
e come non ricordare il velo che copriva i capelli delle giovani donne , anche nelle città più aperte, fino al 1970 ?
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13 giugno 2010 alle 14:43
Scrive kalevala:”POI nel mondo islamico non sono successi quei tanti “qualcosa” che invece sono avvenuti da noi ma erano tutt’altro che “qualcosa” cristiani , se no magari ancora le donne sarebbero state intabarrate in vestiti tutti neri e castigati …per di piu’ con una specie di copricapo nero funebre che sembrava quasi un burqa – cosi’ ricordo mia nonna …mica tanto tempo fa ; negli anni cinquanta e sessanta -.”
E allora, per quale motivo il mio non sarebbe un bellissimo argomento?
Da noi, 200 anni fa, si bruciavano le streghe? Embè? E questo sarebbe un BELLISSIMO ARGOMENTO, per te?
Ma in 200 anni, la società si è evoluta, dal MedioEvo ad oggi, l’Italia è diventata sempre più moderna, mentre altri popoli, sono rimasti al MedioEvo, altri ancora, sono rimasti alla Preistoria, da noi invece c’è stato il progresso.
Lo hai detto tu stesso che ora, c’è più laicismo di ieri, quindi ti sei appena risposto da solo, a me non interessa cosa succedeva SECOLI FA, mi interessa cosa succede oggi, noi ci siamo modernizzati sì o no? Altri popoli si sono modernizzati si o no?
C’è una bella differenza, che chiamare una donna “dama bianca”, portare i veli in testa, e COSTRINGERE le donne a portare il burqa, o lapidare una donna, solo perchè è rimasta in cinta dopo che viene viene violentata, ti sembra civiltà questa?
Portare un velo non è la stessa cosa che portare un burqa, e ti ricordo che da noi, le donne hanno cominciato a indossare la minigonna negli anni sessanta.
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10 giugno 2010 alle 12:03
Non intervengo ma leggo. E in questo momento studio. Sono convinto che la prima nave fosse una trappola e l’errore dei soldati israeliani (è un’ipotesi di lavoro) sono caduti nella trappola. Erano armati ma disarmati in funzione degli eventi.
Un caro saluto a tutti.
ps. Paradosso. Quando critico con ferocia Hamas -quanti morti ha fatto Hamas negli ultimi anni ?- mi viene risposto “ah, ma Hamas è stato democraticamente eletto”. Già. Gli stessi però non mi dicono mai, “ah, ma il governo israeliano è stato democraticamente eletto”. Mai.
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10 giugno 2010 alle 14:58
Ottima ossevazione Arturo, aggiungerei anche di ricordare alle persone che sostengono quanto da te affermato, che se essere democraticamente eletti in Palestina porta alle peggiori nefandezze con uccisioni terribili tra le principlai fazioni palestinesi, sarebbe corretto spiegargli che di questa democrazia ne facciamo volentieri a meno.
Gianluca
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10 giugno 2010 alle 12:47
Be’ , ora si scopre che Sigal e’ una “sabra” e pure “uno schianto” a detta di Paolo.
Con una cosi’…preparatissima ,per di piu’ anche poetessa ; una che sembra non fare sconti…ebbene per suo marito e per i suoi figli – se ne ha – deve essere oltre che un privilegio anche una cosa molto impegnativa ; avere una donna cosi’ , Paolo , non deve mica essere tanto facile.
Mettiamola sul ridere…se ti avesse conosciuto Silvio sai quante congratulations…
——————————————————————————————————————————
Dopo le facezie succitate …mi viene in mente un’altra cosa ; ma come fa uno ad avere una moglie psicologa o psichiatra ; ogni volta che apri bocca bisogna che conti non fino a dieci ma fino a cento.
Meno male che mia moglie non e’ psicologa e posso sparare tutte le cazzate che voglio …qualche volta pero’ se ne accorge anche lei ; oltre quelli naturalmente che mi leggono nel salotto di Guzzanti.
P.S. Chissa’ se tra i frequentatori del blog c’e’ qualcuno che ha una moglie psicologa o psichiatra…
Ma com’ e’ ?
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10 giugno 2010 alle 13:37
E’ chiaro comunque che ai tempi della cacciata dei Mori da Granada i “burini” erano i cristiani… – quindi piano con i giudizi – ; cerchiamo di non reputarci ” i mejo” da sempre.
Te la nego questa:
Ricoda che “l’età dell’oro” Omayyade finì relativamente presto nel 1031….Dopo di che la Spagna ebbe la sua prima guerra civile e fu una guerra civile FRA ISLAMICI…..Fu allora che arrivarono gli ALMORAVIDI o MURABITUN e ti garantisco che quanto a BURINITA’ nessuno li batteva perfino uno paziente come MAIMONIDE sbottò:”Mai una nazione ci ha molestato, odiato degradato ed umilaito quanto loro (gli Ismaeliti)”.
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10 giugno 2010 alle 18:01
Principe Volin…preciso.
Molto semplicemente volevo SOLO dire che quando i mori fuggirono da Granada scacciati dall’esercito di Isabella e Ferdinando d’Aragona , re cristiani di Spagna , ad una citta’ ordinata e pulita – chi ha visto l’Alambra capira’ cos’era Granada – si sostitui’ una citta’ incasinata oltre i limiti ; dall’ordine e pulizia islamico il casino “cristiano”.
Tutto qua’.
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10 giugno 2010 alle 20:21
Chi ha visto l’Alhambra (Granada) sa che è fatta di gesso, di stucco;
mentre la Cordoba degli Umayyadi era intagliata nel marmo.
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10 giugno 2010 alle 13:48
Caro GUZZ e cara Augusta…..
l’analisi è impeccabile e molto interessante. Io da sempre sto con Israele, senza se e senza ma, per un solo semplice fatto. Israele è una democrazia di tipo occidentale, molto più laica, anzi estremamente più laica, della nostra italiuzza papalina.
Ed è questo il punto. Secondo me la dobbiamo finire di buttarla in religione. La guerra fra Israele e suoi vicini è una guerra laica e liberale. Hamas e tutte le altre bande di galantuomini non hanno niente a che fare con l’Islam vero. Loro vogliono che Israele scompaia perchè Israele, in quell’area, è un modello di riferimento che porta benessere e democrazia. Loro non vogliono che i Palestinesi (ammesso che storicamente ed etnicamente esistano davvero come dice Paolo) e tutti gli oppressi della zona guardino ad Israele per quello che è veramente: uno stato prospero dove c’è libertà, benessere e progresso economico senza che la religione ed i religiosi abbiano il potere totale. L’Islam è solo un mezzo (come tutte le religione d’altronde anche se in modo variegatamente sfumato) che questi criminali usano per ottenebrare le menti dei poveri ignoranti che gli servono come kamikaze e scudi umani. Li tengono affamati e nella paura per esercitare, tramite una visione becera ed estremista dell’Islam, su di loro il controllo totale sin da bambini. Ma consentimi Augusta, non c’entra niente la categorizzazione mentale. L’Islam è l’Islam, il Cristianesimo è Cristianesimo e ogni cosa è ciò che deve essere per sua storia e natura non per nostra percezione. E’ vero che hanno un modo di ragionare diverso ma non è vero assolutamente che rifiutano il dialogo, ne è vero, perchè mi risulta personalmente, che non concepiscano il contraddittorio su questioni anche religiose e sicuramente non sono più chiusi dell’Ebraismo (declinato come religione) che quanto a confronto e permeabilità con gli altri non si può certo far assurgere ai primi posti delle classifiche. Io credo che il modello di pensiero occidentale sia migliore di quello islamico, e per questo l’ho scelto e lo pratico, ma non mi permetterei mai di ritenerlo superiore a prescindere. Una volta un caro amico tunisino, sunnita per intenderci, mi ha detto che la vera Jihad si fa contro se stessi e che il fanatismo, per quanto riguarda l’Islam, è dovuto al fatto che non esistono delle gerarchie religiose e che quindi ogni imam insegna il Corano secondo la sua personale interpretazione. Ma ora ti chiedo una cosa Augusta. Secondo te, se gli islamici avessero un modo di pensare totalmente incompatibile con il nostro, come sarebbe possibile il fatto che io ho visto giocare bambini marocchini e bambini siciliani insieme senza che si ammazzassero a legnate. Il problema siamo noi adulti (non parlo di te ovviamente), che insegnamo l’odio ed il pregiudizio ai nostri figli. Ma se anche tu avessi ragione, e potresti benissimo averla per carità, io non butterei mai nella voragine tutti gli islamici perchè mi sarei comportato esattamente come loro e come il loro atteggiamento che rigetto.
Concludo tornado all’inizio. Basta con religione, filosofia e pregiudizi. Israele deve vivere e deve prosperare perchè rappresenta un modello di progresso, di tolleranza e di laicità. Le controparti sono solo criminali che usano la religione ed la violenza per fare soldi e mantenere il potere. L’unica colpa del popolo palestinese è quella di non aver ancora preso a calci in culo questa gente. E quando ciò succederà forse finirà tutto. Nel frattempo spero e prego che Dio, Allah e YHWH (o come volete chiamarlo voi) ci preservi Israele.
Con stima.
GUZZ – CARO ENZO, io non voglio discutere di religione con i musulmani. E ricordo benissimo quando il cattolicesimo in Italia, specie nel Sud, era praticamente identico all’Islam (donne velate, occhio totalitario del parroco eccetera).
Io non voglio affatto dialogare. Io voglio che rispettino le regole internazionali, i codici, i trattati, la carta dell’Onu, i diritti dell’uomo, della donna e del bambino. Se un imam si impicciasse della mia vita, io gli sparerei. E anche a un vescovo. E ci metto pure un rabbino per buon peso, visto che che ci sono rabbini non meno orrendi.
La religione non deve entrare nelle questioni di vita civile. E preferisco sapere che Israele è protetta dai suoi sottomarini nucleari e dall’IDF che da tutti gli dei dell’Olimpo.
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10 giugno 2010 alle 14:50
Caro Enzo
“Una volta un caro amico tunisino, sunnita per intenderci, mi ha detto che la vera Jihad si fa contro se stessi e che il fanatismo, per quanto riguarda l’Islam, è dovuto al fatto che non esistono delle gerarchie religiose e che quindi ogni imam insegna il Corano secondo la sua personale interpretazione.”
Questa cosa che lei dice e’ vera. Faccia un passo oltre, pero’. Legga il Corano e lo confronti con l’Antico Testamento e cio’ che dice rimane sostenibile. Prenda poi il Vangelo e provi a notare le differenze.
Io dico solo una cosa: il cristianesimo l’ha fondato Gesu’ e se anche fosse vera l’ipotesi (poco probabile) che non sia nemmeno un personaggio realmente esistito, il messaggio atttribuito a lui e’ comunque un chiaro messagio di non violenza. Maometto ha fatto sterminare persone che si erano arrese.
Nessuna differenza di impostazione?
Io dico che una quercia non fa limoni.
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10 giugno 2010 alle 16:28
GUZZ quello che tu scrivi io lo sottoscrivo e lo faccio mio. Mi permetto anche, ed ovviamente riprendimi se non dovesse essere così, di dire che quello che tu mi hai replicato è una sintesi del mio pensiero. Il mio problema è che sono contorto nei ragionamenti e non ho il dono della sintesi……ma sono qui per imparare. Un abbraccio.
@cesare
Io il Vangelo l’ho letto durante la mia esperienza cristiana e poi dopo quando ho abbandonato il concetto stesso di religione (ma non quello di Dio, ma questa è un’altra storia). A mio parere, e sottolineo parere essendo un essere fallibile, i vangeli (ed il plurale è molto importante visto che ne esistono molti altri oltre ai “4″ che, tre secoli dopo la morte di Cristo, un’assemblea di vescovi – uomini – decise che non erano la sua parola) sono libri sacri come tutti i libri sacri del mondo di qualsiasi tempo.
Vanno rapportati alla loro epoca e parlano in maniera criptica (parabole, metafore, doppi sensi, dico e non dico) proprio per essere buoni per ogni tempo e per ogni dove e soprattutto per ogni interprete che ci voglia costruire sopra il proprio potere.
In quei testi c’è di tutto ed addirittura in uno dei 4 vangeli si cita “testualmente” che Gesù aveva un fratello minore: Giacomo fermo restando il dogma della verginità della Madonna. Nel Vangelo mi risulta che Gesù prese a bastonate i mercanti nel tempio (non proprio un pacifista) e nei vangeli aprocrifi che parlano del Gesù bambino ci sono addirittura episodi di rabbia e vendetta del piccolo Gesù che lo portano ad incenerire qualche suo amichetto che lo aveva fatto leggermente incazzare.
I vangeli hanno un messaggio diverso perchè scritti in epoca diversa ed in un contesto diverso rispetto al Corano. Peraltro il Corano, tecnicamente parlando, è un libro scritto da una sola persona sotto “rivelazione” divina. I vangeli, per stessa loro evidenza ed ammissione della Chiesa, non sono rivelati da Dio ma sono cronache, più o meno criptiche, della vita di Gesù scritte da uomini che non ebbero lo status di profeti. A queste cronache vari concilii hanno poi attribuito lo status di “Parola di Dio” proprio perchè in esse Gesù parla in prima persona e se Gesù è Dio quei dialoghi sono la sua parola.
Parlando in senso teologico e tecnico sono dei testi agli antipodi. Non dimentichi, peraltro, che l’Islam venerà Gesù come un profeta minore, ma i Cattolici non riconoscono Maometto come profeta ne gli attribuiscono alcuna valenza religiosa.
I Cristiani non si sono macchiati di crimini e stermini minori rispetto ai Musulmani, se hanno smesso di farlo non è perchè è cambiato il Vangelo o perchè Gesù li ha illuminati, ma semplicemente perchè la Chiesa ha progressivamente perso il suo potere temporale. Quando i musulmani si renderanno conto, e prima o poi succederà, (come molti Cristiani fecero qualche secolo fa) che la religione non deve guidare la vita degli stati allora molte cose cadranno. Ma dobbiamo avere pazienza in questo….hanno sei secoli di ritardo……se ci facciamo nel 1400, con l’umanesimo, l’Europa iniziò il suo percorso di affrancamento dal condizionamento teocratico, che, peraltro, non è ancora finito.
Un cordiale saluto.
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10 giugno 2010 alle 20:22
STAI attento Enzo a non fare confusione: l’immacolatra concezione,. dogma che la chiesa ha dichiarato articolo di fede solo nel 1854 , si riferisce allo stato della nascita di Maria, madfre di gesù. E’ lei che è nata senza la macchia del peccato originale. In questo e solo in questo consiste il dogma della immacolata concezione. La questione della v erginità della madre di gesù risale direttamente ai vangeli ed in particolare a Matteo, laddove dice che ” giuseppe, obbedendo al signore , prese con se la sua sposa , che , senza conoscerlo, partorì un figlio che ella chiamò gesù ”
da questo passo risale anche la susseguente verginità perenne di maria, sancito nel 500 , con il quale si dichiara vergine prima durante e dopo il parto miracoloso del figlio di dio! ragion per cui la chiesa cattolica – ma non alcune fedi protestanti – ritiene il “paidos ” greco , con cui nei vangeli si indicano i fratelli di gesù, da tradurre con “cugini” !!
tranne , ovviamente, che un impostore dichiari al mondo di aver gtrovato la tomba di giacomo, mitico fratello di gesù e suo discepolo, ed allora tutti a dire: avevte visto? gesù è veramente esistito!!!
peccato che l’impostore sia stato messo in gattabuia per aver “costruito tonmba ed iscrizione tombale!!
sappi poi che il concilio di nicea, indetto da costantino, era in pratica in assenza del vescovo di froma, e per attendere il dogma dell’infallibilità dovremo attendere il 1870!!!
tutta una casa con pilastri di argilla costruiti sulla sabbia ed ancorati al mare!!!
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10 giugno 2010 alle 21:48
Enzo sono completamente d’accordo su quanto dici; il tuo percorso nel Cristianesimo e l’attuale abbandono sono diversi dai miei, ma le tue idee sul rapporto tra crimini e potere temporale li condivido pienamente tanto è vero che quando il potere temporale riprende spazio, ricominciano i problemi e la confusione.
Sono anche d’ accordo con Paolo sul rifiuto delle intromissioni dei Religiosi nella vita civile degli individui, certo entro certi limiti non sparerei all’intromittente ma fino a che la rottura di coglioni rientri in limiti tali da non limitare la mia libertà personale in modo coercitivo; e pensare che c’è gente che ancora si cerca queste limitazioni della libertà personale, come i soprannumerari dell’Opus Dei.
La cosa che di più non tollero per il Sacerdozio, inoltre è il voto o promessa di ubbidienza; tollero persino la castità che può essere aggirata per la verità, e ammiro la povertà che è cosa rara ma l’ ubbidienza è cosa veramente pesante e spesso nelle congregazioni e nelle comunità monastiche viene esercitata in modo poco caritatevole.
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10 giugno 2010 alle 23:14
Caro Enzo:
Matteo:”12Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 13e disse loro: “La Scrittura dice:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera
ma voi ne fate una spelonca di ladri”.
Luca:”Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori,”
Marco:”Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 16e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. 17Ed insegnava loro dicendo: “Non sta forse scritto:
La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le genti?
Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”
E infine GIOVANNI:
“Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. 17I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. 19Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. 20Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22″
Dove ha letto che li prendeva a bastonate?
E poi come diceva lei stesso era un gesto simbolico e il brano e’ descritto per parlare della resurrezione suo corpo.
Storia VERA di Mometto:
“In occasione dei due primi fatti d’armi furono esiliate le tribù ebraiche dei Ban? Qaynuq?? e i Ban? Na??r, invece dopo la vittoria del Fossato (Yawm khandaq), gli islamici decapitarono circa 700 uomini ebrei della tribù Banu Qurayza Ban? che si erano arresi ai musulmani dopo 25 giorni di assedio, mentre le donne e i bambini furono venduti come schiavi”
CIRCA UGUALE VERO?
Quello che dice in questa frase e’ vero:
“I Cristiani non si sono macchiati di crimini e stermini minori rispetto ai Musulmani, se hanno smesso di farlo non è perchè è cambiato il Vangelo o perchè Gesù li ha illuminati, ma semplicemente perchè la Chiesa ha progressivamente perso il suo potere temporale. Quando i musulmani si renderanno conto, e prima o poi succederà, (come molti Cristiani fecero qualche secolo fa) che la religione non deve guidare la vita degli stati allora molte cose cadranno. Ma dobbiamo avere pazienza in questo….hanno sei secoli di ritardo……se ci facciamo nel 1400, con l’umanesimo, l’Europa iniziò il suo percorso di affrancamento dal condizionamento teocratico, che, peraltro, non è ancora finito.”
Il punto e’ che l’interpretazione ABERRANTE del cristianesimo e’ avvenuta quando questa religione era giovane come lo e’ l’Islam adesso e in questo sono perfettamente d’accordo con lei.
Ma si sta solo adesso arrivando a cogliere il vero messaggio di Gesu’. Il vero messaggio Coranico e’ invece la sottomissione degli infedeli, come ha dimostrato col suo esempio il suo fondatore, e l’Islam moderato e’ una interpretazione aberrante del Corano (confronti le tempistiche!) destinata ad esser cancellata dal fondamentalismo.
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11 giugno 2010 alle 09:40
Caro Cesare,
innanzitutto la ringrazio per la risposta che mi da l’opportunità di proseguire questo interessantissimo dialogo.
Piccola premessa necessaria. Mi pare che sia chiaro che io non sia un religioso in quanto ho scelto di rifiutare la religione (qualsiasi religione) come percorso fideistico. Quindi non parteggio ne per l’Ebraismo, ne per il Cristianesimo, ne per l’Islam, ne per il Buddismo, ne per null’altro. Ritengo che la religione sia solo una costruzione umana per un migliore controllo della società e degli esseri umani i quali hanno, per loro necessità fisiologica, il bisogno di etichettare l’ignoto che è la cosa che più temono al mondo. Pensi al fulmine che colpiva l’albero e lo incendiava, l’uomo delle caverne non conosceva il fenomeno e ne ebbe una paura fottuta. Ma, dotato di intelligenza, colmò la sua ignoranza prostrandosi al fulmine cosicchè esso non lo uccidesse. Poi alzò l’ingegno e decise di fare sacrifici al fulmine anche quando il fulmine non c’era, così il fulmine lo avrebbe risparmiato. Passarono i secoli e l’uomo accrebbe la sua esperienza e la sua cultura e decise che era meglio che nel suo clan ci fosse qualcuno che si occupasse esclusivamente del dio fulmine, del dio fiume e del dio vacca. Nacquero gli stregoni, i professionisti dell’ignoto e degli dei. Gli stregoni scoprirono anche alcune proprietà medicinali di piante, sterco di vacca e urina di capra e cominciarono anche a curare i membri del clan….che una volta su dieci guarivano pure…..Ed ecco la svolta. L’uomo degli dei cura i malati, tiene buono il fulmine e grazie al dio fiume fa crescere i nostri raccolti. L’uomo degli dei, che non era un pirla, capì di avere in mano un potere immenso e cominciò ad aguzzare l’ingegno. Egli stabilì che non tutti potevano diventare uomini degli degli dei, ma solo dopo un lungo e complesso apprendistato si poteva entrare in quella casta così potente…..il resto fino ad oggi ve lo risparmio……fatevi, se volete, due conticini.
Detto questo a me le religioni interessano invece molto dal punto di vista dello studio e dell’evoluzione antropologica. Quindi non parteggio per nessuno (religiosamente parlando) e sono d’accordo quando si dice che la religione è solo uno strumento per alcune caste di governare la paura e volgerla verso i propri fini (buoni o cattivi che siano).
Andiamo al dunque. Nei passi evangelici che lei cita (che saggiamente lei stesso, e sono d’accordo, definisce metafore) è vero che non c’è letteralmente l’espressione bastonate ne io l’ho messa tra virgolette. Però, escludendo la metafora è ovvio, mi dovrebbe spiegare come fece Gesù a entrare nel tempio prendere i banchetti e le sedie e rovesciarli (il che di per se è già un atto violento visto che quella gente faceva il suo lavoro ufficialmente e con il placet dei sacerdoti) senza che i diretti interessati provassero quantomeno a difendersi prendendo il tavolo e spaccandoglielo in testa. Rimarremo con questo dubbio in eterno, gli evangelisti non ci hanno raccontato come reagirono i poveri commercianti che lavoravano secondo la legge. Andiamo a Giovanni (il mio evangelista preferito tra l’altro). Nel passo da lei citato si dice espressamente che Gesù fece una sferza di cordicelle (una frusta di quelle che fanno male insomma) e scacciò i tizi e così via. Errata corrige, niente bastonate solo energiche, amorevoli e pedagogiche scudisciate, nel nome del Padre ovviamente, ci mancherebbe altro.
Vede Cesare io continuo ad insistere su concetto, ma posso sbagliarmi per carità, ogni religione, in quanto tale, pretende di essere l’unica verità ma questo è nella natura di tutte le religioni per le ragioni che ho spiegato in premessa. E quindi i libri sacri, che sono i manuali operativi degli stregoni scritti dagli stregoni a loro uso e consumo, non possono confrontarsi cercando pieghe e contraddizioni perchè sono tutta una contraddizione che serve, agli stregoni appunto, a poter dire tutto ed il contrario di tutto al momento giusto.
Un esempio.
Se Adamo ed Eva furono i primi esseri umani dobbiamo presupporre, sempre stando alla Bibbia, che non esistessero altri esseri umani. Poi si dice che Adamo ed Eva ebbero due figli (maschi) Caino ed Abele. Caino uccise Abele. Quindi nell’anno del Signore non so quale, dopo l’omicidio di Abele, esistevano solo Adamo, Eva e Caino loro figlio.
Il capitolo del libro della Genesi (cap. 4 ver. 17) successivo all’omicidio di Abele inizia così: “Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch”. E chi era sta moglie? Da dove spunta fuori? Le mie ipotesi sono tre: 1) Dio accortosi di avere fatto qualche erroruzzo staccò una costola pure a Caino e gli fece una moglie (improbabile nel libro sacro questo atto di potenza divina sarebbe stato descritto); 2) Adamo ed Eva generarono una figlia femmina della quale la Genesi non parla e con sua sorella Caino, incestuosamente, avrebbe dato inizio alla genesi dell’umanità 3) (variante della due) Caino fece di necessità virtù (non essendovi altre donne in giro) ed ingravidò sua madre. E’ aperto il concorso a premi! Ci sono altre teorie sulla nascita della nostra disgraziata razza umana secondo il sacro libro della Genesi (che ricordo essere libro sacro anche per i Cattolici)?
Altro esempio islamico, giusto per par condicio.
La sura n.4 dice al versetto 125: “Chi potrebbe scegliere religione migliore di colui che sottomette a Allah il suo volto, opera il bene e segue sinceramente la religione di Abramo il sincero? Allah prese Abramo per amico.” E allora come ha fatto Maometto a sterminare gli Ebrei nei massacri di cui parla lei? A lui poi non possiamo davvero concedere il beneficio del “miss undestanding” visto che Allah in persona gli aveva dettato chiaramente le regole.
Bah, potremmo continuare all’infinito e cadremmo sempre nella stessa trappola.
Un’ultima cosa perchè l’ho davvero tirata per le lunghe. A proposito di massacri. Le sarà nota la differenza di trattamento che vi fu verso la popolazione civile di Gerusalemme quando vi entrarono i Crociati nel 1099 e quando essa fu riconquistata dal “feroce Saladino” nel 1187. Non vado oltre.
La ringrazio ancora per l’opportunità che mi ha concesso di discutere su questi argomenti.
Un caro saluto.
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11 giugno 2010 alle 19:29
Caro Enzo,

grazie a lei che mi da’ l’opportunita’ di discutere di una cosa anche per me interessante.
Se non vado errato il nocciolo del suo argomento e’ il seguente:
“Vede Cesare io continuo ad insistere su concetto, ma posso sbagliarmi per carità, ogni religione, in quanto tale, pretende di essere l’unica verità ma questo è nella natura di tutte le religioni per le ragioni che ho spiegato in premessa. ”
E su questo siamo perfettamente d’accordo!
Io dico solo che dal punto di vista umano il messaggio d’amore di Gesu’: “ama il prossimo tuo come te stesso” ha una valenza di coesione sociale enorme e puo’ esser benissimo accordato alla ricerca della felicita’ tipica del pensiero orientale (zen, Buddhismo).
In questo senso ritengo che il messaggio cristiano sia superiore a quello delle altre religioni monoteiste. E anche il senso del perdono nasce grazie al messaggio di Gesu’.
Quindi restiamo sul piano umano e non invochiamo il trascendente (le faccio presente che sono un fisico):
“E allora come ha fatto Maometto a sterminare gli Ebrei nei massacri di cui parla lei? A lui poi non possiamo davvero concedere il beneficio del “miss undestanding” visto che Allah in persona gli aveva dettato chiaramente le regole.”
Riguardo a Maometto non do’ il beneficio del dubbio perche’ il fatto che le ho riportato e’ un fatto storico, non simbolico come le “amoevoli scudisciate” di Gesu’ ai mercanti.
E tagliare la testa a 700 persone persone non e’ paragonabile ad un gesto “violento”.
Ma soprattutto questo e’ inaccettabile per la NOSTRA morale, per quella islamica evidentemente no: il Profeta l’ha fatto dunque era nel giusto.
Ci pensi.
E Gesu’ (se e’ esistito storicamente, come credo, ma non sono certo) non ha mai ucciso nessuno, si ricordi che stiamo parlando restando nella sfera dell’immanente, quindi incenerire persone con l’Avada Kedavra non vale
Le ripeto: una quercia non fa limoni.
Un caro saluto.
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10 giugno 2010 alle 23:30
Quoto guzzanti.
—
GUZZ – CARO ENZO, io non voglio discutere di religione con i musulmani. E ricordo benissimo quando il cattolicesimo in Italia, specie nel Sud, era praticamente identico all’Islam (donne velate, occhio totalitario del parroco eccetera).
Io non voglio affatto dialogare. Io voglio che rispettino le regole internazionali, i codici, i trattati, la carta dell’Onu, i diritti dell’uomo, della donna e del bambino. Se un imam si impicciasse della mia vita, io gli sparerei. E anche a un vescovo. E ci metto pure un rabbino per buon peso, visto che che ci sono rabbini non meno orrendi.
La religione non deve entrare nelle questioni di vita civile. E preferisco sapere che Israele è protetta dai suoi sottomarini nucleari e dall’IDF che da tutti gli dei dell’Olimpo.
—
Ooooh!
Questo è quello che mi piace leggere! Condivido in pieno anche il messaggio di Enzo Lombardo.
Scusate se intervengo di rado ma vi leggo spesso.
Conosco (e ammiro) Israele. Conosco abbastanza bene anche il mondo arabo per esserci vissuto (in Giordania, proprio ad un passo). Ho attraversato molte volte il Giordano dal ponte di Allenby/Re Hussein e ho collaborato con l’UNRWA per un tempo sufficiente per farmi un’idea precisa di cosa sia questa organizzazione (e se volete ve ne parlerò in modo disincantato, anche perché, al di fuori degli addetti ai lavori sono pochi a conoscerla). Ho avuto modo risiedere molte volte a Tel Aviv, ad Haifa e a Gerusalemme così come a nelle aree ad amministrazione “palestinese” (Gerico, Ramalla e Betlemme).
Posso considerarmi, se non un esperto, almeno uno che sa di cosa si parla quando si affronta la questione arabo/israeliana.
Di alcune cose sono convinto, anche se non mi piace trinciare giudizi o esprimere concetti come se la mia fosse l’ultima parola eppure alcune cose posso dirle senza tanti giri.
L’Islam non è una religione retrograda o totalitaria più di quanto non lo sia qualunque altra. Il problema è l’arretratezza culturale in cui la religione prospera. Se il tessuto sociale è debole o ignorante (oddio… ora che ci penso questi due termini sono quasi sinonimi) qualunque religione può insidiarsi come un elemento di violenza ed oppressione. Quante stragi avvengono tutt’ora nel centro Africa con l’avvallo di sedicenti, cristianissimi, “Guerrieri di Dio”?
Non penso di essere uno stratega od un esperto di politica internazionale ma quando si parla di una soluzione del tipo “due popoli, due stati” sia una questione di mera “real politik”. Sarà pure una invenzione buona per gli occidentali ma in tutta onestà non vedo altre vie d’uscita.
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11 giugno 2010 alle 07:15
Quindi lei ritiene che la soluzione sia solo “due popoli, due stati”?
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11 giugno 2010 alle 18:43
Sì Alberto49 (dammi del tu ti prego!).
Ripeto, conosco la situazione ma non sono un diplomatico o un negoziatore per cui mi limito a dare la mia opinione.
La soluzione di un solo stato ebraico che diventerebbe a maggioranza (o giù di lì) araba sarebbe semplicemente ingestibile.
Israele, come tutti gli stati democratici (in particolare se giovani) è pieno di contraddizioni al suo interno. Ad esempio (problema che ha in comune con l’Italia) ha una classe religiosa molto influente sulla politica che dovrebbe essere invece “laica”. E’ abbastanza noto infatti (anche se magari non così tanto) che in Israele non esista l’istituto civile del matrimonio. Questo avviene perché le varie correnti religiose/culturali rappresentate alla Knesset non hanno mai raggiunto un accordo su alcune procedure relative appunto al matrimonio. Per farla breve (il discorso sarebbe lungo) se un israeliano ha necessità, per qualunque motivo burocratico, di sposarsi deve andare all’estero. Cipro è una meta comune per questo tipo di pratiche. Anche l’Italia ha problemi analoghi, vedi ad esempio tutto il casino fatto sul riconoscimento delle coppie di fatto che a parole tutti volevano ma alla fine è rimasto lettera morta. La differenza è che in Italia siamo cattolici al 90% e rotti, parliamo tutti più o meno la stessa lingua e mangiamo più o meno le stesse cose. Te lo immagini cosa accadrebbe in un unico grande Israele unificato a maggioranza (o quasi) arabo musulmana?
Nota per l’on. Guzzanti o per gli admin di questo blog: queste discussioni sono molto interessanti ma tendono ad essere dispersive qui sulla home. Non sarebbe il caso di concentrarle sul forum?
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12 giugno 2010 alle 08:50
Però così non si vedono soluzioni, invece Patton in qualche modo, mi sembra, da molti punti di vista, vede una seppur parziale soluzione nell’ottica della convivenza che in parte già esiste nel territorio.
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11 giugno 2010 alle 13:02
Io invece mi trovo in disaccordo totale con quanto scrive Enzo Lombardo.
Meno male che c’è la risposta di Cesar1, che dimostra (almeno, a me, lo dimostra) come la maggior parte di chi porta argomenti contro il Vangelo finisca per rivelarsi uno che semplicemente non ha mai letto il Vangelo, oppure che, ormai, lo ha completamente dimenticato e parla per vaghi ricordi.
Tra l’altro queste persone se ci si fa caso seguono uno schema fisso: l’ho letto, ero cristiano, sono stato educato cristiano, poi mi sono allontanato, però non è che non credo in Dio (non si sa mai, commento io), la Chiesa ha commesso crimini orribili (che c’entra? commento io)…
Gli argomenti di codeste persone sono sempre, almeno a me paiono così, infantili. Perchè non capiscono o non ricordano cosa ha detto e fatto Gesù. Lo sappiamo dal Vangelo infatti.
Per giunta confondono la Chiesa con l’istituzione ecclesiatica, si convincono che essere cattolici significa indossare una divisa e un berretto, come essere tifosi dell’inter o della juve allo stadio.
Infantilismo integrale. Eppure si tratta anche di persone colte, intelligenti, che nelle loro attività applicano tutto il discernimento e le loro capacità intellettuali. Eppure, riescono a essere infantili.
Bisognerebbe finalmente cominciare a leggerselo il Vangelo (o a rileggerselo). Poi sì si può parlare.
Prendere esempio da Voltaire se volete, perchè di lui si racconta che gli fu chiesto se mai avesse letto i padri della Chiesa, e che rispose: “Sì, ma me la pagheranno”. Ma almeno aveva letto.
Per come la penso io, se Dio non esiste, allora nemmeno Israele esiste. E’ inutile che facciamo i “Laici”, la prospettiva non può essere “Laica”, buttatela dalla finestra l’ipocrisia : senza Dio, Israele non esiste (e mi viene da dire nemmeno noi, essendo loro i nostri fratelli maggiori, come disse Giovanni Paolo II), la stessa storia di Israele non esiste, diventa una storia sbagliata, da per sempre sbagliata. Chiedete loro se per caso gli può andar bene un nuovo Stato altrove, un enclave più stabile in Europa o negli Usa. Secondo voi, cosa risponderebbero gli ebrei, e perchè? Che non gli va di fare un nuovo trasloco? Ma per favore.
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11 giugno 2010 alle 23:40
Scusi Lancillotto,
adesso smetto il mio abituale aplomb “liberale” e divento selvaggio. Molto selvaggio.
1) Lei non capisce, non vuole capire e, deduco, ha una fottutissima paura a misurarsi civilmente e democraticamente sui contenuti. Lei non solo non ha letto una riga, dico una riga, di quello che ho scritto (perchè se l’avesse letta – una dico una – si sarebbe risparmiato una figura carnevalesca) ma viene qui a dirmi che io devo leggere cose che millanterei di avere letto. Ma chi diavolo si crede di essere lei? Cos’è ha passato gli ultimi vent’anni della sua vita piazzando microspie a casa mia per vedere (e quindi sapere) cosa leggo? Comunque, se la conforta, non ho letto sempre e solo vangeli, corani e kabale, mi interessano certo, ma coltivo anche altri interessi letterari ed iconografici (su alcuni dei quali non mi soffermo per non farle leggere cose che la condannerebbero alle fiamme eterne e le costerebbero tante di quelle confessioni in Chiesa che si dovrebbe fare un pacchetto di abbonamento con il suo Don).
2) Se c’è qualcuno che generalizza e mostra schemi e pregiudizi questo è lei. Infatti io sono felice di essere un infantile, perchè gli infanti si chiedono e chiedono sempre: perché? Lei al massimo mostra un attengiamento oscillante dal perinatale al neonatale: urla, strepita e chiede il latte alla mamma. Poi la invito ad osservare una cosa. Con Cesare ed altri si sta discutendo di cose importanti ed interessanti, ma stiamo discutendo con civiltà e democrazia. Io non mi sono mai permesso di insultare nessuno perchè la pensa in modo diverso da me. Mai. Lei invece insulta, insinua, generalizza senza mai, dico mai – e si legga quello che ha scritto qui sopra -, trattare un solo argomento nello specifico.
3) Qui si citano versetti, capitoli, testi ed interpretazioni, fatti e ricostruzioni storiche. Lei brandendo un Vangelo nella sua mano ieratica, tremante ed indignata a metà tra Arnaldo da Brescia e Girolamo Savonarola, ci invita a leggere urlando la sua indignazione, ma non si degna di entrare nell’argomento. La informo che il divieto di leggere il Vangelo che la sua Chiesa aveva messo molti secoli or sono è stato abolito, quantomeno fuori dalla messa. Può leggerlo se vuole e stia sicuro che non farà peccato, ma se non si fida di un eretico ignorante come me lo chieda pure al suo Don; vedrà che le concederà questa piccola incursione nel mondo della conoscenza. Poi se vuole torni qui e parliamo di Adamo ed Eva, della frusta di Gesù e soprattuto di un comandamento che dovrebbe più o meno essere desumibile dai suoi sacri testi: “abbi rispetto di chi non la pensa come te”.
4) Lei, mi consenta, è un pessimo Cattolico. E mi permetto di dirlo perchè lei si è permesso di andare molto oltre il civile ed urbano rispetto, con l’aggravante che lei si crede legittimato a farlo perchè in possesso della verità. Lei ha visto la luce e disprezza noi poveracci che invece usiamo il cervello ed il libero arbitrio che Gesù ed il suo papà (di Gesù) ci hanno donato. Lei da buon Cattolico osservante e praticante dovrebbe conoscere le scritture come l’ABC e quando legge supposte cazzate lei avrebbe, da Cattolico, due compiti importanti ai quali lei è venuto meno (per la sanzione chieda sempre al suo Don e metta in conto). Il primo è quello di spiegare a noi poveracci il perchè ed il per come ci sbagliamo e che le nostre interpretazioni sono errate, il secondo (specie nel caso in cui lei fosse cresimato e dunque “Soldato di Cristo”) è di evangelizzarci e condurci verso la buona via della parola. Lei ha preferito tacere, perchè ovviamente è lei che non conosce, e prendermi a bazookate disquisendo anche sulla dubbia natura del mio rapporto con Dio. Mi sa che una tonnellata di Atti di Dolore non glieli toglie nessuno.
Comunque messer Lancilotto lei, anche se a sua totale insaputa, mi ha reso un grande contributo alla mia causa dialettica e retorica. Con il suo post ha fornito il perfetto modello della categorizzazione mentale di Augusta Lucilla. Almeno si faccia pagare la comparsata e poi corra a depositare il frutto della sua disputa teologica come obolo a San Pietro……sa mi hanno detto che dovendo destinare solo il 20% dell’otto per mille alle opere di carità non ce la fanno mica……hanno bisogno……
Per concludere mi faccia essere fino in fondo un immondo peccatore che gioca con le sue stesse, sporche, regole.
Vada cortesemente……………… a farsi benedire.
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11 giugno 2010 alle 21:00
Real
“L’Islam non è una religione retrograda o totalitaria più di quanto non lo sia qualunque altra.”
Beh questa mi sembra un po’ fortina…
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12 giugno 2010 alle 10:54
Cesare, quello che intendo è che qualunque credo (anche politico) o religione, quando fa leva sull’ignoranza può portare a delle mostruosità inaudite. Non c’è bisogno di essere islamici per diventare criminali in nome di una fede o di un’ideologia. Proprio l’altro giorno ho visto un documentario sulla seconda guerra mondiale che mi ha lasciato con la mandibola per terra. Durante l’avanzata americana nelle isole giapponesi, i soldati nipponici feriti (gli ultimi rimasti) correvano contro la morte certa armati solo delle stampelle che li tenevano ancora in piedi e le madri si lanciavano dalle scogliere con i bimbi in braccio (immagine che non dimenticherò mai per tutta la vita) pur di non finire prigioniere. Erano state convinte dai militari che sarebbero, se fossero cadute prigioniere, state stuprate ed uccise dagli americani ed i loro figli venduti come schiavi. Questo è il frutto del condizionamento mentale che fa perno sull’ignoranza. Esattamente come il ragazzino quindicenne che si fa esplodere in un autobus dopo essere stato convinto che lo aspetteranno una dozzina di vergini tutte per lui. Più le condizioni a contorno sono degradate (in termini principalmente culturali) e più i rischi di fanatismo indotto sono gravi. Ecco come leggere la mia frase.
P.S.
Il mio nick in effetti sarebbe “Rael” non “Real”.
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13 giugno 2010 alle 12:02
Rael, scusi avevo letto Real! Io contestavo solo la sua convinzione che l’Islam non sia piu’ retrograda e totalitaria di altre religioni. E’ piu’ retrograda del cristianesimo sicuramente perche’ e’ nata dopo e piu’ totalitaria perche’ il totalitarismo e’ intrinseco nella sua natura.
Il cristianesimo e il buddhismo possono invece coesistere anche senza totalitarismo.
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10 giugno 2010 alle 14:06
@kalevala
Lei confonde il messaggio e gli ideali cristiani con gli errori della Chiesa nel corso dei secoli. Errori che ci sono stati, ma che spesso vengono giudicati con quelli che sono i nostri attuali schemi di ragionamento e di interpretazione. Schemi che all’epoca erano ben diversi. E’ un dettaglio di cui occorre sempre tenere conto.
In ogni caso, gli errori della Chiesa non dimostrano che il messaggio cristiano è sbagliato, dimostrano solo che, in alcune contingenze, la Chiesa ha tradito quel messaggio.
Tutto l’opposto nel caso dell’Islam, dove gli errori, le violenze e l’incapacità di accettare il ‘diritto naturale’ che – assieme al ‘diritto positivo’ – governano l’Occidente – e ai quali il messaggio cristiano ha dato un contributo fondamentale – non sono accidentali, ma formano la struttura di quella religione, ne sono lo scheletro portante, per tante ragioni che forse non è il caso di approfondire.
Per queste ragioni di ordine ’strutturale’, io penso che l’unico modo per poter arrivare ad una integrazione sia tentare di secolarizzarli. Altri modi non ne vedo, ma rimango aperto a visioni differenti
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11 giugno 2010 alle 21:05
“Tutto l’opposto nel caso dell’Islam, dove gli errori, le violenze e l’incapacità di accettare il ‘diritto naturale’ che – assieme al ‘diritto positivo’ – governano l’Occidente – e ai quali il messaggio cristiano ha dato un contributo fondamentale – non sono accidentali, ma formano la struttura di quella religione, ne sono lo scheletro portante, per tante ragioni che forse non è il caso di approfondire.”
Eccezionale Armando!
In pochi capiscono che il punto CHIAVE e’ proprio questo: l’Islam moderato e’ un’aberrazione tanto quanto lo sono stati gli errori del cristianesimo!!!!
Sono felice che sia giunto alla mia stessa conclusione logico-storica!
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10 giugno 2010 alle 14:20
Dice Guzzanti
Ma il diritto di primogenitura chi ce l’ha?
La cosa mi dà da pensare!
Pensierini del pomeriggio:
1 Chi risarcirà i Cananei della loro terra persa e usurpata da Giosuè e dagli Ebrei? Sfortunati i Cananei, perché non hanno avuto dalla loro parte un dio come quello di Giosuè, ma chi li risarcirà? Ma nessuno li devi risarcire, perché prima dei cananei c’era qualcun altro. Chi era il proprietario di quella terra particolare? E’ bene saperlo, in modo da sanare le ingiustizie, io qualche ricerca l’ho fatta e sono arrivato fino all’homo sapiens, ma c’è qualche mala lingua, che dice che i veri proprietari erano delle scimmie antropomorfe, ma non erano i Bonobi, perché la storia di quella terra è storia di guerra, e i bonobi, invece, come è risaputo, fanno solo l’amore.!
2 Che bella umanità, si stava meglio quando si stava peggio, si stava meglio in Palestina, prima degli ominidi e dei cananei…… Poi..poi sono intervenute, per fortuna intendiamoci, le tre religioni monoteiste, pure imparentate strettamente fra loro, e, a forza di predicare la pace, hanno raggiunto i cento anni di guerra e meno male che l’una dice che siam tutti figli di un solo Dio, l’altra predica l’amore e l’altra l’elemosina.. meno male!!
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11 giugno 2010 alle 08:27
Grande Tarso
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11 giugno 2010 alle 11:17
dal 64 ac al 39 ac quel territorio era stato conquistato dall’impero romano e quindi io come diretto discendente di quel popolo ne rivendico un pezzetto!
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10 giugno 2010 alle 16:23
tarso
sai qual e’ il problema? I cananei sono morti e sepolti, non credo abbiano voglia di rivendicare i diritti alla loro terra. Gli ebrei invece sono vivi; a parte il fatto che gli ebrei non rivendicano proprio nulla dato che gran parte della Giudea (7/8) e’ in mano araba. Gli ebrei rivendicano il diritto ad abitare una terra che non hanno mai abbandonato del tutto e che hanno ricostruito negli ultimi 130 anni con il sudore della loro fronte
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10 giugno 2010 alle 16:26
No , Armando g. Sei tu che non hai capito niente…te ne esci con le straripetute parole da stereotipo come queste :
” Lei confonde il messaggio e gli ideali cristiani con gli errori della Chiesa nel corso dei secoli. ”
Ma siamo ancora a questo punto ?
Guarda che io sono un po’ piu’ in la’…su Gesu’ forse ho letto piu’ di te . Sono molto , ma molto meno grezzo di quanto pensi …per di piu’ interessatissimo all’esigenza religiosa come dato psichico incontestabile dal primo giorno in cui il cosiddetto genere “umano” e’ apparso sulla terra.
Questo , secondo Feuerbach non dimostra pero’ che esista una forma di “trascendente” ed in queste parole mi riconosco “in toto”. C’e’ dell’altro …ma il discorso sarebbe troppo lungo.
Ma cosa pensi che , con tutta l’umilta’ possibile , mi senta ateo perche’ Papa Borgia era un fijo de ‘na mignotta e scopava come un riccio e che c’aveva pure due figli “ufficiali ?
Cosa pensi che non riesca a cogliere il messaggio rivoluzionario di un uomo che osservava come gli uomini fossero uguali …in quel contesto storico poi dove la divisione tra liberi e schiavi era stabilita nei codici ? E che ancora affosso’ Roma dopo mille anni di storia.
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Ammesso che Gesu’ sia esistito…ci sono alcuni , come saprai , che , secondo i principi della storiografia moderna , negano tranquillamente la sua esistenza.
Oh , un saluto comunque.
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10 giugno 2010 alle 16:45
Sigal Harari
Ti leggo sempre con piacere. Non concoirdo con te sul ruolo degli intellettuali, almeno in certi periodi della storia del paese al quale appartengono. E’ famosa la lettera con la quale V. Belinskij rimproverava a Gogol il suo assenteismo, l’essere addirittura passato alla docilità verso il governo dello zar, l’essere passato cioè dalla parte dell’oscurantismo e della reazione.
“”"Solo nella letteratura, nonostante la nostra censura tartara, c’è ancora un po’ di vita e qualche progresso. Ecco perché la vocazione dello scrittore gode di tanto prestigio tra noi, ecco perché qui il successo letterario è così facile anche quando il talento è scarso….Ecco perché , specie tra noi si rivolge un’attenzione generale…. a qualsiasi manifestazione di ogni tendenza cosiddetta liberale, per quanto modeste siano le doti dello scrittore…Il pubblico vede negli scrittori russi le sue sole guide, i soli difensori ed i salvatori dalle tenebre dell’autocrazia, dell’ortodossia e della nazionalità…”"”
E’ un brano della lettera che si leggeva di nascosto, al riparo dalle spie della polizia zarista (quella stessa, per la precisione l’Okhrana, che farà preparare quell’orribile libello noto come “”I protocolli dei savi di Sion”"). Dostoevskij fi arrestato e condannato a morte per avere letto quella lettera.
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10 giugno 2010 alle 17:38
Mi ero riproposto di non intervenire più con questo nickname, ma quest’articolo é un portento tale che devo proprio contravvenire a quanto mi ero imposto. A quando la sua disamina di tipo antroponomorfo sui tratti somatici degli islamici che ne fanno dei sub-esseri umani, ovvero una razza inferiore? Attendo con ansia le “verità scientifiche” che vorrà addurre.
GUZZ- E’ CURIOSO COME gli imbecilli, non potendo e non sapendo come controbattere, abbiano bisogno di creare dei falsi immaginari. Eppure Noemil aveva dato sprazzi di intelligenza alternata a fasi oscure. Siamo all’eclisse?
L’imbecillità sta nel (far finta di?) non comprendere la differenza fra un comportamento culturale – religioso, ideologico – e un preteso comportamento razziale. Preferisco pensare che Noemil sia un uomo in malafede che uno sciocco. Ma a lui la scelta.
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10 giugno 2010 alle 18:38
Ecco l<a verità sugli aiuti umanitari a Gaza. Diffondete
http://www.terredisrael.com/wordpress/?p=22059
GUER – VORREI CHE L’ARISTOGATTO guardasse e commentasse. Ma naturalmente dirà che questa roba non significa niente: sono gli israeliani che l’hanno messa.
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10 giugno 2010 alle 21:24
scusate sono a lavoro e posso sbirciare su internet a momenti
ma Sigal, Guzz questo non me l’aspettavo da voi
non ci fate una bella figura, davvero: .. il video è del 2009!
cosa c’entra con l’attacco in acque internazionali alla nave mercantile Mavi Marmara?
sul sito che avete segnalato fanno una gran confusione ..che a casa mia si chiama propaganda … mah!
domani spero di aver più tempo per rispondere in maniera più esaustiva
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10 giugno 2010 alle 22:24
E che cazzo ma così non vale però.
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11 giugno 2010 alle 06:55
del 2009?
A casa mia, autogatto questo si chiama mentire, tattica in cui sono esperti i comunisti e gli arabi! Qualsiasi video ti presenti la tua risposta sara’: 1 e’ obsoleto 2. e’ manipolato. Mai, neppure per sbaglio, arrendersi all’evidenza
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11 giugno 2010 alle 08:13
Sigal, ( e Guzz), senza offesa, hai preso una cantonata grossa come una casa..è troppo divertente..spero che tu l’abbia fatto in buona fede altrimenti dovrei iniziare preoccuparmi
Un minimo di onesta’ intellettuale vorrebbe che si ammettesse l’errore …vabbe’
Il video che hai postato è datato 4 nov 2009 èd è tranquillamente disponibile sul sito di quegli “estremisti islamici”
che fanno capo al Ministero degli Esteri di Israele (mfa.gov.il)
anzi ti lascio il link diretto: bastava un minuto per verificare la fonte (google docet)
http://www.mfa.gov.il/MFA/The+Iranian+Threat/Support+of+terror/nava-force-intercepts-Iranian-weapon-ship-4-Nov-2009
Che c’entra quel video con l’attacco alla Mavi Marmara di 10 giorni fa?
A casa mia, Sigal questo si chiama mentire, tattica in cui evidentemente sono esperti anche gli israeliani!
E Patton dov’e’ andato a finire?…Perche’ Il ns paladino della verita, quello che studia e verifica le fonti, quello che non discute le posizioni ma solo gli argomenti.e che nelle sue argomentazione porta solo e sempre fatti … Perche non ci dice una parola su questa evidente mistificazione della realta’
perche non lancia i suoi strali .oppure devo pensare che la sua e’ una battaglia a senso unico ?
Il sito che hai postato andrebbe fatto studiare alle elementari perchè è uno splendido esempio per capire come si fa disinformazione: si prende un video di repertorio (del 2009) dove vengono mostrati militari israeliani che scaricano armamenti da una nave. Si “depura” il video da ogni riferimento che possa dare elementi per inquadrarne il contesto, si rinomina in “Bateaux Humanitaires – Voici la Vérité” a dimostrazione che la mavi marmara e le altre navi della flotilla in realta stavano portando armamenti a Gaza ((le navi della flotilla stavano portando solamente aiuti umanitari a Gaza) e quindi exxo giustificato l’attacco in acque internazionali
Ironicamente, (se Holden me lo consente
, posto un piccolo e simpatico compendio delle regole che ogni buon giornalista deve seguire per potersi occupare con tranquillità (personale e lavorativa) di Israele e del medio oriente.
Regola numero 1 : In Medio Oriente sono sempre gli arabi che attaccano per primi, ed è sempre Israele che si difende. Quella israeliana è sempre una motivata rappresaglia.
Regola numero 2 : Gli arabi, palestinesi o libanesi non hanno il diritto di colpire civili : questo è terrorismo.
Regola numero 3 : Israele ha il diritto di colpire i civili arabi: questa è legittima difesa…
Regola numero 4 : Quando Israele uccide troppi civili, le potenze occidentali lo invitano alla moderazione. Questa si chiama « reazione della comunità internazionale » (e nemmeno questo sempre avviene, ormai, n.d.r.).
Regola numero 5 : I palestinesi e i libanesi non hanno diritto di catturare militari israeliani, anche se il loro numero non supera i tre soldati.
Regola numero 6 : Gli israeliani hanno diritto di rapire quanti palestinesi vogliono (circa 10.000 prigionieri al momento, 300 dei quali ragazzini). Non hanno nessun limite e non devono produrre nessuna prova della colpevolezza delle persone rapite. Basta che pronuncino la parola magica « terrorista ».
Regola numero 7 : Quando dite “Hezbollah”, bisogna far sempre seguire l’espressione : « sostenuti dalla Siria e dall’Iran ».
Regola numero 8 : Quando dite Israele, non bisogna mai aggiungere « sostenuto dagli USA, dall’Italia e dall’UE » perchè potrebbe far intendere che si tratti di un conflitto squilibrato.
Regola numero 9 : Non parlare mai di « territori occupati », nè di risoluzioni dell’ONU, nè di violazioni del diritto internazionale, nè di convenzioni di Ginevra. Questo rischia di turbare i telespettatori e i radioascoltatori.
Regola numero 10 : Gli Israeliani parlano italiano meglio degli arabi : è per questo che gli si da la parola ogni volta che sia possibile, Così possono spiegare le precedenti regole (dalla 1 alla 9).
Regola numero 11 : Se non siete d’accordo con queste regole o se ritenete che favoriscano una delle parti in conflito a scapito dell’altra… ebbene siete dei pericolosi antisemiti.
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11 giugno 2010 alle 22:06
Autoga’,
buffone matricolato, ognuno riconosca gli errori suoi: cosa che tu sei costituzionalmente incapace di fare.
Il tuo “undecalogo” da cabaret dimostra solo che in tutti questi giorni tu noi hai imparato un cazzo, né hai voglia di farlo in futuro. Io non so se tu sei antisemita o no, so solo che “l’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli” (August Bebel, 1840-1913).
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11 giugno 2010 alle 12:59
Che le navi siano utilizzate spesso per trasportare armi nei container dove ci sono altre meterie è indubbio.
Però vale la pena soffermarsi due secondi sul video. Ed è effettivamente un video trasmesso da AFP il 9.11.2009.
Il video linkato sopra -dunque- non è relativo alla nave turca.
http://www.youtube.com/watch?v=KRJS7Yg3VbM
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11 giugno 2010 alle 14:12
Sigal, non ci voglio entrare ma…
http://dover.idf.il/IDF/English/News/today/09/11/0401.htm
E’ del 3.11.2009 e la fonte è proprio l’IDF, si riferisce alla FrancoP, a meno che non sia diventato comunista chi cura il sito non ci sono dubbi e sulla data e sulla provenienza.
Diciamo che chi ha postato su youtube il video non è stato molto corretto, capita, sai quanti bugiardi ho dalle mie parti… un sacco e mezzo, proprio per questo ogni tanto avere dubbi e certezze non è così malvagio a dispetto di quanto afferma Guzz.
.
Un caro saluto
Riccardo
ps.
Che poi la cosa cambia poco, chi lo ha postato fa solo perdere credibilità a te, che sono sicuro sei in buona fede al 100%
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10 giugno 2010 alle 22:20
Quanto che si vede è una cosa di una rilevanza enorme anche nei rapporti internazionali; a mio avviso va portata in campo con evidenza e con ulteriori prove al di sopra di ogni sospetto e va chiamato in correo di chi ha organizzato ed aveva la responsabilità della spedizione e va smascherata e annientata tutta l’organizzazione ecco perchè chiedo la massima trasparenza.
E’ una cosa gravissima e dietro ci vedo cose foriere di altri pesanti sviluppi; la storia si ripete come nel caso della KARIN A nel 2002 ed oggi c’è di mezzo la Turchia come allora l’ Iran.
Purtroppo quì non si gioca più.
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10 giugno 2010 alle 18:53
Questa e’ una quisquiglia – per alcuni no – ;
A Roma c’e’ una espressione abbastanza tipica , questa : ” aho…ce’ rimasto come ‘no stronzo “.
Nel web oggi deve essere gettonatissima l’ennesima figura di merda conquistata ; proprio nella rituale conferenza stampa successiva all’incontro di routine tra Berlusconi e Zapatero.
E’ un pezzo da antologia paragonabile alla telefonata con la Merkel…durante la detta conferenza stampa Silvio se ne’ annato e ha lasciato all’improvviso solo il suo ospite ; il povero Jose Luis…ce’ rimasto proprio come ‘no stronzo ; guardare per credere.
Mi sono incuriosito e ho voluto guardare come l’Emilio dava notizia dell’incontro…tutto censurato ovviamente.
Ma in compenso l’Emilio ci ha detto che Silvio e’ diventato ancora nonno e vedra’ il neonato SOLO sabato e poi strisciando si e’ sentito in dovere di giustificarlo perche’ ha un sacco di lavoro da fare questi giorni.
E noi che avevamo pensato subito male….e ci domandavamo..ma come ?!
Ma ora siamo tutti piu’ tranquilli.
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10 giugno 2010 alle 21:53
Kale e se je scappava? Potrebbe esse a quell’ età. Vedremo come evolverà la cosa e se sempre più spesso lascerà la scena a meno che non metta il pannolone.
Scherzo daje, vedrai che c’ aveva n’appuntamento urgente co’ quarche bella mignottona e nun ne poteva più de scojonasse la drento.
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10 giugno 2010 alle 19:20
Cara Augusta Lucilla, condivido.
E mi sento di dire un grazie per il ragionamento chiaro e chiarificatore su un tema che chiaro a molti non pare.
Scrive/scrivi . “Certamente l’ignoranza gioca la sua parte…”
Sicuramente.
Ma buona parte di questa ignoranza è indotta dalla “ignoranza” che viene deliberatamente propalata in ogni modo da coloro che diffondono notizie non vere, in totale assenza di buona fede.
E che oggi sembrano essere la maggioranza.
Il giorno stesso, ho sentito il TG5 dire che gli israeliani avevano attaccato una nave che portava aiuti umanitari. Perché questo è ciò che deve giungere alle nostre orecchie.
Solo col passare delle ore, dei giorni, si è capito che la realtà era ben diversa, che la nave era diretta in luogo non consentito per provocare una reazione inevitabile, che a bordo vi erano armi e persone dedite al loro uso, eccetera.
Sul concetto di “altro”.
Rischio come al solito di estremizzare la semplificazione.
Ma io vedo di qua (Israele) persone che amano, rispettano e difendono la sacralità della vita umana, di là persone che la vita umana disprezzano ed oltraggiano.
E ciò mi è ampiamente sufficiente per vedere distintamente il bene di qua, ed il male di là.
E concordo in pieno con Guzz quando afferma che c’è invidia per una identità che non si possiede e della quale non si conosce il valore. E per questo si odia.
“Non v’è altra tenebra che l’ignoranza.” (William Shakespeare, La Dodicesima notte.)
Salute.
Carlo Manca.
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10 giugno 2010 alle 19:20
Quale contributo può dare l’Italia alla soluzione del problema medio-orientale?
La soluzione del problema medio-orientale…. la soluzione… non c’è parola più abusata da sessant’anni a questa parte… sarebbe comico se non fosse tragico! Quanti solutori, presunti solutori si sono visti…. sarebbe bene non parlare più di soluzione… abolire persino il termine.
Quale condotta deve mantenere l’Italia in tutta questa vicenda? Quella storica e collaudata che va da Andreotti a D’Alema, cioè quella levantina? Oppure quella che sembra serpeggiare in questo blog, più dura, che non ama il grigio, i buoni da una parte i cattivi dall’altra… è tempo di prendere le decisioni, è tempo dei falchi… cosa hanno fatto le colombe lo sappiamo, qualcosa hanno fatto…. cosa faranno i falchi non lo sappiamo. E’ l tempo dei leoni, è il tempo dei falchi… basta con gli indecisi, basta coi buonismi! SCEGLIERE SCEGLIERE SCEGLIERE!!!
Israeliani o palestinesi?
Ma sì, liberarsi dai dubbi, più dubito e più ergo non sono. Meglio tagliare a fette la realtà, non esiste il grigio….. o bianco o nero…. bisogna essere decisionisti, non respettivi come diceva Machiavelli, ora è tempo dei leoni, di qua i buoni e di là i cattivi, di qua gli israeliani e di là i palestinesi.. naturalmente per natura i comunisti stanno sempre di là e per essere logici e conseguenti, la CIA sta di qua e il KGB sta di là. Tra l’altro non conviene essere rispettivi conviene essere impetuosi, ripeteva Machiavelli, perché la fortuna aiuta gli impetuosi e aggiungeva la fortuna è donna e va battuta con l’impeto.. alle donne piacciono gli impetuosi. Il dubbio è sintomo di corruzione della volontà, inibisce l’azione e perciò i nazisti perseguitarono artisti e intellettuali, ebrei o non ebrei, considerati decadenti e corrotti. Pensiero e azione, più azione che pensiero. Stavo per aggiungere anche Viva l’Italia, ma lasciamo perdere!
Volevo perdere i miei dubbi, ma mi è venuto un dubbio… non è che i falchi combineranno più pasticci delle colombe?
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10 giugno 2010 alle 19:46
Non se la prenda così tanto, Kalevala. Non la volevo attaccare né offendere. Mi era semplicemente parso di vedere una certa confusione nelle sue parole. Evidentemente non era così, e sono ben felice di essermi sbagliato.
Lei parla di “straripetute parole da stereotipo”, e non ha nemmeno tutti i torti. Il fatto, glielo assicuro, è che ci sono moltissime persone che non arrivano a comprendere nemmeno questa elementarissima distinzione. Per non parlare della moltitudine di persone che ancora oggi, nel 2010, sono convinti che valori quali l’uguaglianza di diritto tra tutti gli esseri umani, la libertà e molti altri, siano state conquiste della rivoluzione francese.
Non è il suo caso, a quanto vedo.
Per quanto riguarda la storiografia moderna (immagino lei intenda quel nuovo concetto di ‘historia rerum gestarum’ nata in seno al gruppo di storiografi che si raccolsero attorno alla rivista Les Annales, e quindi Lucien Febvre, Marc Bloch e successivamente Le Goff e altri, con i loro concetti e longue durée e di ’storia quantitativa’) mi farebbe davvero piacere se lei mi fornisse alcune indicazioni precise su studiosi che si sono occupati della effettiva esistenza (o meno) di Gesù. Sono davvero molto interessato. Per parte mia, posso consigliarle la lettura dei testi di Marc Bloch, il quale ha analizzato con molta efficacia un contesto – quello medievale – tenendo presente da una parte i grandi principi, in tutto e per tutto cristiani, che caratterizzarono quell’epoca, e dall’altra la variegata e multiforme vita quotidiana delle persone comuni (del popolo).
Un saluto anche a lei
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10 giugno 2010 alle 19:52
Lombardo scrive:
Basta con religione, filosofia e pregiudizi. Israele deve vivere e deve prosperare perchè rappresenta un modello di progresso, di tolleranza e di laicità. Le controparti sono solo criminali che usano la religione ed la violenza per fare soldi e mantenere il potere.
——————————————————————————————————
E’ proprio questo il punto.
Nel suo post lei centra esattamente il problema.
Nel suo (credo) ultimo libro, Alan Beattie dedica un intero capitolo all’Islam: perché i Paesi islamici non si arricchiscono? E in quest’ultimo ci sono molti concetti espressi qui sopra da lei.
Le controparti di cui lei parla, Enzo, più o meno criminali, sono proprio quei gruppi di potere che hanno utilizzato la religione per mantenere il controllo sulle economie e sui popoli di quei Paesi. Israele rappresenterebbe perciò un cambiamento dirompente in quelle società e metterebbe in pericolo lo status quo raggiunto da quelle oligarchie secolo dopo secolo.
Il palestinese non dà un calcio in culo ad Hamas come Autogatto non lo dà alla mafia, o meglio a quella politica che non lo libera dalla mafia, essenzialmente per la ragione che ricordava Patton qualche giorno fa: entrambi hanno paura della libertà ed hanno bisogno di stare a 90 gradi rispetto a queste oligarchie per essere tranquillizzati!
Oppure, come Paso, perché preferisce fare ammuina, non riuscendo a definire ed identificare il concetto di civiltà.
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11 giugno 2010 alle 14:22
“…come Autogatto non lo dà alla mafia, o meglio a quella politica che non lo libera dalla mafia, essenzialmente per la ragione che ricordava Patton qualche giorno fa: entrambi hanno paura della libertà ed hanno bisogno di stare a 90 gradi rispetto a queste oligarchie per essere tranquillizzati!”
Mafia?, paura della libertà?…Amgelo si sente bene ? Cosa stà farfugliando?
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11 giugno 2010 alle 16:53
Amgelo concordo in parte. Mi trovi assolutamente al tuo fianco su tutta la prima parte con la Religione che serve a mascherare potere, ed interessi economici, l’unico distinguo è che Israele gli sta sui coglioni perchè rappresenta il Multietnicismo, la libertà, l’informazione, sopratutto per la sua posizione geografica visto che è nel mezzo di paesi dove questi valori sono poco conosciuti.
Ed in un Mondo che corre con internet, con l’informazione globale, il problema è serio per questi paesi dell’area mediorentale, che in assoluto disprezzano i valori della libertà, della democrazia, del multietnicismo, e quindi sono incazzati con l’Occidente in assoluto ed ancor di più con israele per le ragioni sopra scritte.
A livello assoluto questi stati canaglia, queste organizzazioni terroristiche sono molto più avanti di quel un cittadino medio Occidentale crede, fanno gli attentati nei momenti giusti, ed utilizzano molti mezzi di comunicazione per portarsi gli Occidentali e le loro coscienze dalla propria parte e riuscendoci spesso, sopratutto facendo presa sui cosidetti pacifisti, che se ci si riflette è un controsenso pazzesco.
Questo lavoro di inteligence grazie ai media ed alle azioni terroristiche e non, porta sacche di cittadini Europei a condizionare i propri paesi in una politica estera più moderata, di fatto secondo il mio modestissimo pensiero, procrastinando questa situazione di stallo che porta l’Occidente ad interrogarsi ed a non fare nulla, anzi, intraprendendo azioni sbagliate che allungano solo il brodo.
Sulla parte finale del discorso non mi trovi d’accordo, quando scrivi di Paso e di altri mi sembra una fotografia un po superficiale. Secondo me siamo animati tutti da ottime intenzioni ed il solo scrivere qua ne è la dimostrazione, il problema è solo uno l’IGNORANZA, che non è una parolaccia ma semplicente un aggettivo che racchiude un significato molto semplice, IGNORARE, NON CONOSCERE AL MEGLIO.
Gianluca
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12 giugno 2010 alle 00:17
“Il palestinese non dà un calcio in culo ad Hamas come Autogatto non lo dà alla mafia, o meglio a quella politica che non lo libera dalla mafia, essenzialmente per la ragione che ricordava Patton qualche giorno fa: entrambi hanno paura della libertà ed hanno bisogno di stare a 90 gradi rispetto a queste oligarchie per essere tranquillizzati!
Oppure, come Paso, perché preferisce fare ammuina, non riuscendo a definire ed identificare il concetto di civiltà.”
E la madonna! Tocca a tutti!!
Stai a vedere che l’unico -individuo- sei tu, Amgelo!
Non mi sorprenderebbe.
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10 giugno 2010 alle 21:19
Giulio vs Malombra?
No. Ferrara vs Spinelli!
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7451&ID_sezione=&sezione=
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10 giugno 2010 alle 21:46
Il puttanone digitale cerca di sedurre anche Amgelo:
Caro amore
è per me un grande piacere di scriverti dopo aver letto il tuo profilo in (paologuzzanti.it) che in realtà mi interessa di avere la comunicazione con voi, se avete il desiderio con me in modo che possiamo imparare a conoscere l’altro e vedere cosa sarebbe successo in futuro. Sarò molto felice se si può scrivere di me attraverso la mia e-mail per facilitare la comunicazione, e per me di inviare la mia immagine.
Io sarò in attesa di sentire da you.have un giorno benedetto.
Gioia per cercare di contattarmi
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10 giugno 2010 alle 22:19
Se tocchi un dipendente pubblico qualsiasi si levano grida e alti guai … se fai uno scalone per alcune donne equiparando la loro età pensionabile a quella degli uomini (misura sacrosanta … vivono di più, dovrebbero andare in pensione *dopo*) trovi chi grida allo scandalo in prima pagina … se minacci di toccare i magistrati quelli scendono in piazza …
Per tacere di altre proposte che sarebbero soltanto giuste in uno Stato normale intenzionato ad emendare le spese folli del passato per uscire vivo e in salute dalla tempesta … tipo innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni a breve, ricalcolo delle pensioni legandole più ai contributi versati che non al reddito familiare o all’ultimo stipendio percepito, privatizzazioni di Rai, FFSS e di una sporta di municipalizzate e utilizzo dei miliardi che usciranno fuori in parte per abbattere il debito, in parte per riduzioni fiscali. Qui farebbero scoppiare la rivoluzione, con tanto di sinistri (o destri sociali) in piazza a stracciarsi le vesti nel nome delle mammelle dello stato sociale ora e subito … (chi adesso è giovane tra 50/60 anni avrà pensioni da morto di fame, ma a questo non ci pensa nessuno … a momenti nemmeno i diretti interessati).
Quindi? Tagliano su sicurezza e difesa … cioè i settori più docili e meno riottosi …
Sarebbero attività core per lo Stato, ma se l’importante è evitare maxi scioperi, allora meglio sacrificarle …
E’ così da più di 10 anni, se non sbaglio …
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11 giugno 2010 alle 07:30
Come non essere d’accordo.
Non si può non imputare a Berlusconi di non avere avuto (sempre) la forza di muoversi in questo senso. La Gelmini di certo non le sta facendo tutte giuste ma ha avuto il coraggio di andare contro la corazzata più grossa.
Pubblico impiego, istruzione e università votano in massa a sinistra. Mi ricordo che mi dovetti recare in un ufficio pubblico il giorno dopo le ultime regionali: mi piazzarono ad aspettare i loro comodi per quaranta minuti e dalla sala d’aspetto mi gustavo tutti i loro discorsi (ad alta voce) di stupore e di disgusto, del perché il paese stupido aveva votato ancora Berlusconi.
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11 giugno 2010 alle 07:50
Finchè a qualche Capitano non verrà il ghiribizzo di PROTESTARE con CARRI ARMATI in strada, per vedere l’effetto che fa…..
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10 giugno 2010 alle 23:49
Amgelo
La troiazza ha mandato una mail anche al sottoscritto. Respinta con sputazzi incorporati.
Saluti
Cap. Rolla
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11 giugno 2010 alle 07:02
Scusate ma il consiglio con queste cose è cestinare e non rispondere assolutamente e bloccare il mittente.
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11 giugno 2010 alle 00:04
La protesta a Varese ha visto 600 poliziotti provenienti da tutti Italia protestare contro Maroni, naturalmente poche notizie da tutti i maggiori organi di stampa.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/foto/varese_i_poliziotti_scendono_in_piazza-4739562/1/
Gianluca
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11 giugno 2010 alle 00:36
L’ articolo di Augusta Lucilla, mi ha rimandato a qualche anno fa su un forum ( di G.B.Guerri ) dove vi era, lo dico senza nessuna valenza negativa, un po’ una Paso che per l’ appunto ha fatto partire un discorso sul ” confronto ” e bla, bla, bla che però alla fine rimane un esercizio dialettico quando molte volte deve misurarsi con la realtà di certe situazioni.
Ho ritrovato il post :
31-05-2006 da DEDALUS
” Meglio Matisse di Picasso, meglio Duchamp di Matisse, meglio Rothko di Duchamp ”
Qualcuno giustamente dirà chissenefrega ma …
da lilliput
James Hillman ti risponderebbe che meglio di tutto sarebbe abbandonare il sistema di pensiero basato su contraddizioni e opposti e aprirsi al culto della diversità.
da Liutprando
Qual’ è la differenza ?
In particolare come riconosco la differenza senza un confronto ?
da lilliput
Il confronto è altro dalla contrapposizione che implica giudizio e scelta a spese della conoscenza che si può raggiungere solo nell’ accettazione della complessità. Contrapporre crea schemi e categorie, la diversità aiuta a distinguere. ” Una delle grandi virtù del pensiero greco e del nostro pensiero scientifico occidentale, è la sua attitudine a distinguere le differenze ” ( citando a memoria, Hillman ).
da Liutprando
E nel caso in cui si debba scegliere tra due diversità, quale sarebbe il metodo non potendo discriminare ? Una mancanza di scelta ?
da lilliput
Ciò che impoverisce è il catalogare, ragionare per -ismi, omologare.
da Liutprando
Dubito che qualificare sia impoverimento. Forse un errore in alcuni casi. Il non discriminare impoverisce il riconoscere il valore delle cose che apparirebbero tutte uguali.
E senza differenze. Cioè l’ opposto all’ intendimento di una universalità dei valori.
da lilliput
Infatti qualificare significa distinguere, individuare, attribuire qualità, non appartenenza a una categoria. Non vorrei essere azzardata, ma credo che sosteniamo la stessa cosa, Liut.
da Liutprando
Allora non ho capito un cazzo.
Cos’ è il culto della diversità se non la capacità di riconoscerla e valorizzarla ?
E qual’ è il metodo per determinare una diversità ?
da lilliput
Il metodo è il confronto, che non c’ entra con la contrapposizione perché la contrapposizione classifica – omologando in classi – in categorie e implica un giudizio.
Il culto della diversità sottolinea il valore della differenza, della non comparabilità, neppure per opposti.
da Liutprando
Un sistema che non implica alcuna scelta dunque. Perfetto, come ogni cosa immutabile e privo di tensione. Molto spirituale.
da Renato Pierin
Scusate .. Liutprando non ha capito un cazzo, io due.
Tra l’ altro non sono argomenti per me per cui mi ci infilo sapendo di prendere bastonate.
Vorrei solo capire se ho interpretato qualcosa, dando così ragione a Liutprando che arriva a concludere con ” un sistema … che rende ogni cosa immutabile “.
Se entrassimo in contatto con qualche popolazione che settimanalmente pratica il sacrificio umano al proprio dio, con preferenza prioritaria, ma non vincolante, per gli stranieri fatti prima schiavi e resi poi vittime, e se questa prassi fosse costitutiva della loro cultura tanto da essere da loro accettata senza problemi – anzi, addirittura ambita perché magari l’ atto finale del sacrificio è il banchetto della vittima – come dovremmo porci noi rispetto a quella cultura : contro ogni pregiudiziale contrapposizione e col metodo del confronto senza avanzare alcun giudizio di merito ?
Anche se noi il sacrificio umano lo aborriamo ?
Dobbiamo prioritariamente e senza tentennamenti sforzarci di entrare nella loro cultura per capire come mai loro accettino il sacrificio come normalità e comprenderne gli eventuali vantaggi ?
Magari scopriamo pure che loro vivono meglio di noi perchè alla lunga questa cultura ti plasma come più fatalista, ti insegna a vivere più intensamente i rapporti umani e affettivi perchè oggi ci sei, ma domani, sì, proprio domani sera potresti venire sacrificato e non ci sei più e a ragion di ciò impari a sentirti più libero, non te ne importa niente di programmare una vita, un lavoro, una famiglia, fare progetti, ecc. ecc.
Forse il mondo fatto da gruppi così diversi dovrebbe solo trovare il modo di restare immutabile nella distanza che separa le due culture : che nulla provochi, oltre a qualche contatto “ protetto “, un avvicinamento.
Ma se per qualche motivo il contatto c’ è e i secondi ci attaccano – non cercano proprio la discussione e il confronto, perché i loro dei non ci contemplano come esseri degni, ma solo come offerte sacrificali – ci attaccano e basta ?
Cosa dobbiamo fare : dobbiamo prima muovere la diplomazia alla ricerca di qualcuno che tra loro accetti un confronto con noi e intenda conoscerci ? ( così nel frattempo qualcuno dei nostri viene … “ assaggiato “ e a loro viene ancora più appetito ? ).
Ma se ci hanno attaccati di brutto e per loro non siamo altro che una gradita offerta ai loro dei che ci reputano immondi e ci purificheranno col fuoco … “ e con le spezie “ … ?! …
… in buona sostanza se, a sentire loro o i loro dei, dobbiamo solo sparire dalla faccia della terra …. ?! …
… cerchiamo solo di capire ?
da Liutprando
Dai Lilliput, rispondi !!!
da lilliput
HO PAURA DI ESSERMELA VOLUTA
Ecco, scusate, per chi ha avuto la pazienza di leggere, questo post mi ha ricordato quelle discussioni, alla Paso, rispettosamente, che partendo da speculazioni artistiche, filosofiche, culturali, umanitarie alla fine sfornano concetti che qualcuno in grado di farlo può applicare, con i relativi disastri, anche alla realtà pratica della vita con le conseguenze che troppe volte abbiamo conosciuto.
Tanti discorsi, tanti distinguo, una sola certezza : quando uno per qualsiasi motivo non ti vuole o ti vuole morto, non c’ è discussione.
E Israele fa bene a non voler morire cianciando.
( E oggi aggiungerei, tanto per non farmi mancare nulla (smile) : fa sempre bene anche Berlusconi ( triplo smile )).
Renato Pierin
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11 giugno 2010 alle 12:13
Pierin
1) Berlusconi fa quasi sempre male
2) ha ragione lilliput
3) fra Matisse, Picasso, Duchamp e Rothko preferisco il mio conterraneo Dottori http://www.gerardodottori.net/index.php/Immagini-casuali/Opere.html peccato le loro idee politiche ma nessuno è perfetto.
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11 giugno 2010 alle 21:40
Scusi Pierin secondo me sottovaluta lilliput, mi sembra molto chiara, adoro questa lilliput.
Gianluca
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11 giugno 2010 alle 01:07
Due articoli di Carlo Panella, molto pessimisti, su Erdogan e Putin:
Il crescendo di oltranzismo di cui dà prova il premier turco Tayyp Erdogan è ormai inquietante. Dopo avere tirato – al coperto – le fila della trappola dei finti pacifisti della Mavi Marmora che hanno accolto a sprangate i soldati israeliani (che in maniera irresponsabile, va detto, l’avevano abbordata), non è passato giorno senza che Erdogan non alzasse il tono. Prima ha definito il legittimo attacco alla Mavi Marmara (effettuato malissimo, ma nel pieno diritto di Israele, perché il suo blocco di Gaza è legittimo e indispensabile) “un massacro”. Poi, ha definito Hamas “partito legittimo che legittimamente difende la sua terra”. Poi, cavalcando l’onda della protesta popolare islamista in Turchia, ha preso in giro Israele e gli israeliani in una sorta di show televisivo: “Adesso parlerò il vostro linguaggio: il vostro sesto comandamento recita “non dovrei uccidere”! Avete capito? Lo ripeto in inglese: “you shall not kill”. Non avete capito ancora? Allora lo dico nella vostra lingua, in ebraico: “Lo Tirtzakh! Capito?!” Ieri poi, un giornale libanese ha sostenuto che il premier turco si appresta a visitare Gaza per fare un gesto decisivo nella direzione della fine dell’embargo.
Ad un esame superficiale sembra che Erdogan sia tornato ai furori giovanili, quando militava nel Refah, movimento legato ai Fratelli Musulmani di Erbakan e che sia irriconoscibile rispetto al premier moderato dei primi governi marcatamente filo americani dell’AKP del 2002, tutti tesi ad accelerare l’ingresso della Turchia nell’UE, che hanno stretto rapporti e contratti (e collaborazioni dei Servizi Segreti) sempre più intensi con Israele. La realtà, però è più complessa. Dopo la seconda vittoria elettorale del 2007, Erdogan ha infatti maturato una serie di convinzioni che l’hanno spinto a riposizionarsi fortemente sulla scena regionale. La prima certezza è che la Ue “non esiste” dal punto di vista politico, che è solo un grosso patto economico-monetario, e che comunque gli interessi elettorali di chiunque si candidi alle elezioni in Germania e in Francia impongano un netto “no” all’ingresso di Ankara in Europa. Quindi su questo fronte la Turchia considera chiusa la partita, senza problemi, perché comunque i legami economici tra Europa e Turchia sono enormi e peraltro i recenti disastri dell’euro hanno raffreddato ogni tentazione di incontri troppo ravvicinati. La seconda certezza maturata da Erdogan è che l’Egitto di Mubarak è immobile da 30 anni, che non esercita più né egemonia tra gli arabi, né il ruolo di mediazione con Israele che dal 1979 gli USA pensano debba svolgere. La terza certezza è che tutta l’immensa area (in buona parte turcofona, ma non solo) delle ex repubbliche sovietiche, in cui vi sono immense riserve energetiche, non è più egemonizzata da Mosca.
Il risultato di queste analisi è semplice: Erdogan intende sottrarre la Turchia dalla collocazione filo-occidentale e filo-israeliana e seguire una politica neo ottomana, forte della robusta economia turca, delle sue consistenti forze armate e di una nuova collocazione, non più laica, ma islamica del paese. Una politica che aspira alla mediazione tra forze confliggenti, a costruire nuovi equilibri che ha quindi bisogno di una forte legittimazione da parte arabo-islamica. Da qui la rottura da Israele, non per combatterla frontalmente, ma per imporle il proprio ruolo di mediatore. Da qui le aperture all’Iran e alla Siria: non per allearsi, ma per imporre agli USA il proprio indispensabile ruolo di mediazione. Un gioco arrischiato, con venature di avventurismo cinico (come si è visto con la Mavi Marmara), ma che è sotteso da una strategia non priva di intelligenza.
Vladimir Putin ha deciso di giocare col fuoco in Medio Oriente. Dopo avere fornito all’Iran tutta la tecnologia nucleare mirata a costruire la bomba atomica, ieri a Istanbul il premier russo ha partecipato attivamente ad un consesso internazionale che è servito a Mohammed Ahmadinejad per lanciare nuove minacce a Israele (“l’entità sionista verrà annientata”) e chiarire la propria intenzione di inviare a Gaza una nave carica di Pasdaran (che affiancherà una nave ospedale e un carico di “aiuti”), la quale “non si tirerà indietro di fronte a uno scontro armato con lo Stato ebraico”. Non solo, Putin ha apposto anche la firma a un comunicato congiunto di “condanna ad Israele” per l’assalto alla Mavi Marmara a fianco di Ahmadinejad, a Beshar al Assad, ad Abu Mazen e a Hamid Karzai. Infine, il premier russo, che si è incontrato con Ahmadinejad, ha rilanciato nel corso del vertice il progetto di gasdotto Blue Stream, ma per la prima volta, a differenza di quanto ribadito da 15 anni in qua, ha escluso Israele dai possibili beneficiari della condotta di gas russo (necessaria allo sviluppo di Turchia, Siria e Giordania), anche se ha poi ipocritamente spiegato che l’esclusione non deriva da un boicottaggio politico ma dal fatto che “Israele ha trovato gas con le sue trivellazioni offshore”.
In apparente controtendenza a questo netto sbilanciamento a favore del fronte oltranzista mediorientale, Putin ha poi annunciato che le sanzioni contro l’Iran sono state ormai concordate in sede ONU (inclusi gli allegati che comprendono al lista delle personalità iraniane dichiarate “non grate”) e che verranno approvate nei prossimi giorni. Ma proprio la Russia si è spesa sino all’ultimo – assieme alla Cina – per depotenziare al massimo il peso di queste sanzioni, sino a imporre che non comprendessero i fondamentali missili SS300 che Mosca intende vendere all’Iran, al quale sono indispensabili proprio per contrastare ogni eventuale azione militare tesa a distruggere i siti iraniani in cui si sta costruendo la bomba atomica.
Un quadro complessivo che dimostra come abbia pienamente ragione il presidente siriano Beshar al Assad, che giorni fa ha spiegato un dato di fatto di cui Obama e la sua amministrazione a tutt’oggi non si sono incredibilmente accorti: “In Medio oriente la Guerra Fredda non è mai finita, ed è continuata con le stesse dinamiche del secolo scorso”. La Russia, cioè, sta continuando inerzialmente la politica di fornitura di armi, di appoggio politico e diplomatico ai paesi più oltranzisti del Medio Oriente (come iniziò a fare Kruscev nel 1956), in una logica di permanente fibrillazione dell’area, di rafforzamento di tutti i paesi che operano per impedire una pace tra Israele e palestinesi (Siria e Iran in primis), col fine aperto e dichiarato di logorare il prestigio e la capacità d’azione degli Usa (e di Israele). Il tutto però con una differenza sostanziale: la destabilizzazione mediorientale voluta da Kruscev, Breznev, Cernenko e Andropov era inserita in una strategia di potenza che aveva una sua razionalità. Putin, invece, la sviluppa alla cieca, senza avere i mezzi di dissuasione nei confronti dei paesi islamici che aveva l’URSS. La sua è una strategia da apprendista stregone che vedrà tra breve l’Iran atomico e la Siria sottrarsi al padrinato del governo di Mosca; il quale non avrà alcun mezzo (se non il “doppio gioco”, di scarso respiro, tra fornitura di armi e sanzioni) per riportare all’ordine i suoi “clienti” oltranzisti e guerrafondai.
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11 giugno 2010 alle 07:48
Sta quindi montando secondo C. Panella un nuovo movimento medioorientale fondamentalista, forse più pericoloso di quello che poi condusse, come scheggia impazzita, agli attentati antioccidentali dal 2001 in poi.
Potrebbe essere.
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11 giugno 2010 alle 07:58
sai cosa succede se scrivi il nome di BASHAR(U) L ASSAD in lettere ebraiche
http://mysticalinternet.com/gemx/lookup.php?system=hebrew
ecco qua
BASHARV L ASSAD. = 666 [????????????]
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12 giugno 2010 alle 08:52
Ho verificato, è inquietante.
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11 giugno 2010 alle 08:04
Prima di andare al mare per fare contenta la consorte e farmi du palle cosi’ voglio chiedere al Guzzanti giornalista , non so’ quanto ricco ma sicuramente famoso , un parere che sara’ di sicuro diretto e sincero sulla ben nota “legge bavaglio”.
Siccome sono un lettore di Repubblica , se lui vorra’ , potra’ articolare il suo discorso partendo da quanto ha detto Ezio Mauro stamattina…ma potrebbe essere un pinco pallino qualunque che scrive queste parole.
Eccole :
” Attenzione: la legge-bavaglio decide per noi, e decide secondo la volontà del governo ciò che noi dobbiamo sapere, ciò che noi possiamo scrivere.
Con ogni evidenza, tutto questo non è accettabile: non dai giornalisti soltanto, ma dai cittadini, dal sistema democratico. Ecco perché la prima pagina di “Repubblica” è bianca, per testimoniare ciò che sta accadendo. E per dire che non deve accadere, e non accadrà. ”
Noi leggiamo quel giornalaccio ma non siamo cosi’ rincoglioniti da non avere la forza e la curiosita’ di domandarci se le parole di Mauro sono cazzate , sono cose esagerate oppure vanno semplicemente inserite nel piu’ ampio contesto dell’armamentario aprioristicamente antiberlusconiano ; o , in alternativa , se siano o meno condivisibili..se c’e’ del vero , insomma.
Come altri , credo , ci terrei particolarmente a conoscere il parere di Guzzanti in merito a quanto sopra.
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11 giugno 2010 alle 08:35
Terribile questo articolo……le stesse accuse che i nazisti rivolgevano agli Ebrei negli anni 30!
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11 giugno 2010 alle 10:40
Scrive –jm-
Nel cui blog trovo ancora questo simpatico invito all’invio di SmS per i “sinistri”
SMS x i sinistri
“Ora che il tuo governo ha mandato i soldati in Libano,ora che sta per tagliarti le pensioni,ora che ti sta spostando la liquidazione, ora che ti obbligherà a pagare con assegni,ora che ha liberato ladri,assassini e truffatori, ora che stabilirà per legge il periodo delle tue ferie, ora che aumenterà le tasse, toglierà fondi ai comuni, alle scuole e alla polizia ….
Ammettilo: inizi a sentirti un po’ coglione?
Beh, qualcuno ti aveva avvertito…”
Lascio il commento al buonsenso di ognuno, alla luce delle grandi riforme compiute proprio da chi ha lanciato la moda del coglione, sperando che la vergogna sia ancora un sentimento che ha cittadinanza in Italia.
Comunque inizia scrivendo “se tocchi un dipendente pubblico…. /cut.”
Così come penso che parlare di Israele o della Palestina, senza averla neppure mai vista, o vista al massimo con un viaggio Valtur, non dia la patente a parlarne se non usando slogan e luoghi comuni, ed anche se per me così non sia stato, leggendo la piega estrema che ha preso questa discussione preferisco astenermi, lo stesso principio dovrebbe valere anche quando si parla dei dipendenti pubblici.
I dipendenti pubblici, sono dei “cani” o quantomeno a loro molto simili, alcuni di razza, altri bastardi, alcuni mordono, alcuni leccano ed altri si lasciano prendere a calci guaendo ancora grati, giacché sono pubblici, la maggior parte dei medici, dei magistrati, gli amati pompieri, gli sfigati comunali, i fantastici parlamentari Guzz. incluso, il cardiochirurgo che ti salva il culo, il poliziotto che è bravo se ti ammazza il vicino rumoroso e diventa uno stronzo se ti fa una multa, l’insegnate a cui affidi tuo figlio o tuo nipote e posso declinare ancora per qualche rigo, pochi considerano che il 90% di questi cani, non arriva a 1.200 euro/mese, in pratica si ripropone la fotografia Italia sulla distribuzione della ricchezza, di contro pagano le tasse, anche per chi non le paga, e già solo questo li rende quantomeno utili, in più, così per ricordare, sono anch’essi dignitosi cittadini come i non pubblici, e fanno girare l’economia, o meglio vorrebbero farla girare, perché se li ammazzi non lo fanno, ma da noi uccidere chi fornisce il pane è uno sport pari a quello del lamentarci, la pubblica opinione, che non si ancora accorta di pensare come quella privata, sente pubblico e l’immaginario rende immediatamente un’immagine unica, in genere in bianco e nero e sgradevole ai più, non che non ci sia da cambiare anzi, ma un conto è cambiare, un conto è massacrare.
Dimenticavo nel pubblico ci sono anche i militari, e pubblico è anche il rifinanziamento delle missioni di “pace” , come lo è anche l’acquisto di 131 caccia bombardieri F-35 Lokheed Martin adatti al trasporto di testate nucleari, 15 miliardi di euro, l’acquisto di 121 caccia Eurofighter , altri 5 miliardi (per il quale ne sono già stati spesi 13 di miliardi), l’acquisto di 10 fregate ‘FREMM’ altri 5 miliardi di euro e per finire la commessa per 100 elicotteri NH90 poca roba solo altri 4 miliardi di euro, complessivamente 29 miliardi di euro, senza contare l’equipaggiamento di fanteria e logistica, in pratica ben di più di quanto Tremonti sia riuscito a mettere nella sua manovra di ‘lacrime e sangue’ per i cittadini più deboli in maggior parte pubblici ovviamente, detti anche il cane nemico.
La domanda sarebbe a questo punto ma a chi abbiamo dichiarato guerra oltre all’immaginario pubblico?
O meglio in una crisi economica mondiale di questa natura è opportuno dotarsi di tutto questo ben di satana, visto anche che il nemico è oggi, a detta di tutti, il terrorismo che notoriamente non usa esercito convenzionale?
Onestamente non ho mai letto di uno scontro tra due caccia uno Italiano e uno di Al Qaeda per esempio, oppure di cannoneggiamenti e lanci di missili tra fregate della nostra amata Patria e quelle di pirati saraceni.
Non ho letto reazioni a queste costose inopportunità del momento, e se non sono inopportunità vi pregherei di farmi sapere i vantaggi derivanti dal loro acquisto almeno segno un punto alla mia ignoranza.
In compenso ho letto un bel bollettino di guerra contro il pericoloso invasore pubblico, perfino il Corriere ha contribuito alla guerra contro i pubblici, sparando titoli da macelleria senza approfondire, i dipendenti pubblici hanno aumentato del 39% conto il 29% dei privati, e qui tutti i non pubblici hanno annuito con quel gesto tipico del “lo sapevo io…” che questi stronzi fannulloni guadagnano una cifra e non fanno nulla.
Bene da domani iniziare a pensare come educare i figli da soli, di curarsi da soli, di proteggersi da soli, di farsi giustizia da soli, potrebbe essere un utile esercizio di pensiero, perché quando saltano le regole e le verità, saltano per tutti con il risultato che poi ognuno fa quello che gli pare e come diceva qualcuno, ognuno per se e D*o con tutti.
Riccardo.
ps.
I dipendenti pubblici sono servitori dello Stato, Stato inteso come insieme di regole e Leggi, non come servitori di chi le regole e Leggi le viola, chi così la pensa ha sbagliato qualcosa.
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11 giugno 2010 alle 22:22
«Onestamente non ho mai letto di uno scontro tra due caccia uno Italiano e uno di Al Qaeda per esempio, oppure di cannoneggiamenti e lanci di missili tra fregate della nostra amata Patria e quelle di pirati saraceni.»
Onestamente, Riccardo,
questa stronzata te la potevi tisparmiare. Tu sai benissimo che il 98% delle vittime del terrorismo islamico è islamico.
Come dice “Sir Rodney” nel Wizard of Id,
se lo sport preferito dei morti di fame è…
scannarsi con l’ascia, perché intervenire?
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12 giugno 2010 alle 08:19
Patton e che ci incastra?
Ma tu sei sicuro di capire quello che leggi ultimamente, ti scrivo appena adesso chela guerra non è convenzionale (terrorismo) e tu mi rispondi che è una stronzata, perfetto, quindi mi spieghi l’utilizzo dei 131 bombardieri, e dei 121 caccia, delle 10 fregate, vogliamo fare pareggiare i conti con chi?
Pensa che pure gli USA riducono le commesse per questa roba “convenzionale” e noi in tempo di crisi economica la aumentiamo del doppio.
Caro Oh Patton dall’alto della tua logica ed intelligenza a 5 stelle, perchè invece che dire che questa è una cazzata quella è una cazzata, non mi spieghi l’utilità pratica della spesa di questi pochi miliardi di euro, sono sicuro che tu lo sai, io no, mica sono un generale.
Riccardo
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12 giugno 2010 alle 11:35
RiccardoP(acifista assoluto?),
t’ho appena detto che questa “roba non convenzionale” viene combattuta al 98% in terra musulmana e tu, che lo sai benissimo, che fai? Proponi il disarmo contro il petròl-capitalismo di stato che traffica ormai il 75% dei combustibili fossili (dei quali abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo) e che dal Venezuela all’Oriente arabo & russo si sta riarmando a tutto spiano?
Troppo occupato a stracciarti le vesti per 29 miliardi € “assoluti”, ti dimentichi di dire che quei 29 miliardi sono relativi alla spesa della Difesa fino al 2026?
Ah già, dimenticavo: tu non sei un contabile, così come non sei un giornalista e quindi (?) non t’abbassi a discutere con la “piega estrema”, fondamentalista del blog…
Ricca’, gavte la nata.
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12 giugno 2010 alle 07:52
Noto errori gravissimi tipo il confondere spesa corrente con spesa per investimento, oppure la mancata distinzione tra beni di natura diversa …
Se nel commento esiste un problema è il riferimento non esplicito alla tipologia di dipendenti pubblici oggetto della critica e portati come esempio … ma è un dettaglio in quanto sia poliziotti e militari, sia i magistrati vengono citati a parte, permettendo quindi l’individuazione dei bersagli in modo quasi univoco.
Per quanto riguarda i caccia, non mi fido delle competenze economiche di La Russa (laureato in giurisprudenza e non in materie economiche) al punto da mettere le mani sul fuoco sulla bontà dell’investimento, ma di investimento si tratta … il problema dell’Italia è la spesa corrente eccessiva, non la parte (molto compressa e molto sacrificata) degli investimenti. Spesa corrente vuol dire pensioni, sanità, salari, acquisti beni intermedi … delle pensioni ho già parlato, per i beni intermedi esiste la Consip (usatela!).
Passiamo al resto:
-sai bene per via delle tue scelte personali e magari anche per sentito dire, che i cardiochirurghi in un Paese civile come gli States non sono dipendenti pubblici ma dipendenti di ospedali/cliniche private e/o liberi professionisti con accordi di collaborazione con le stesse;
-nello stesso civilissimo Paese esiste anche un mercato dell’istruzione (se così si può chiamare), con scuole in concorrenza tra loro, nessuna ipocrisia tipo titolo di studio con valore legale e insegnanti che dipendono da queste scuole e non dallo Stato. E una parte non trascurabile di queste scuole sono private.
Guzzanti è rappresentante del popolo sovrano (quindi non dipendente), percepisce un’indennità per questo suo incarico e risponde non al corpaccione molle ed elefantiaco dello Stato ma ai suoi elettori. Tant’è vero che prende abbastanza ma dopo al massimo cinque anni di mandato rischia seriamente di essere lasciato a casa. Ha conquistato il posto la prima volta combattendo in un collegio uninominale del nord, si è guadagnato due riconferme nel centro sud, questa terza volta è a altissimo rischio per il posizionamento tattico sul campo (vicesegretario di partito al momento molto al di sotto del 4% o dell’8% regionale). Scrivendo sul suo blog è legittimo dare per scontato che queste cose siano note.
Il problema dei dipendenti pubblici è il numero eccessivo, non lo stipendio … questo numero è figlio di politiche sciagurate e inefficienti, a cui porre rimedio. La soluzione è privatizzare tutto il possibile e mantenere in capo allo Stato solo i controlli e poco più (esattamente quello che fa poco e male), previa ottimizzazione degli uffici residui. Questo permette di concentrare le risorse sulle attività più importanti (giustizia, sicurezza, difesa), delegare tutto il resto o quasi e porta con se un aspetto molto positivo quale la riduzione del carico fiscale.
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12 giugno 2010 alle 11:00
Suggerisco di proporre alla Svizzera di privatizzarci JM magari ce la caviamo.
Sarebbe interessante capire, così per avere un supporto interpretativo a quello che poi uno scrive, come uno si guadagna da vivere, cosa che ho sempre fatto proprio per sgombrare il campo da equivoci.
Sarebbe anche interessante che la gente domandasse quando non capisce quello che legge, perchè può essere colpa di scrive ma anche di chi legge alcune volte.
Guzzanti non è un dipendente pubblico, ma non lo paga la Fiat, sempre nello stesso sacco si pescano i soldi.
Quando si parla di aumento del 39%, ci si butta tutto, dal manager che ha duplicato la sua busta paga, all’addetto all’anagrafe che non ha visto 1 euro, le è più chiaro adesso.
Parlare così for fun è facile ma porta al disastroso oggi di cui nessuno parla nè si assume la paternità, in fondo però la domanda era semplice, 29 miliardi di investimenti in armi, con la crisi odierna erano opportuni o no?
La domanda era solo questa, capisco che Lei è un fautore del non Stato parallelo al; se ho soldi mi curo altrimenti crepo, se ho soldi mio figlio studia altrimenti resta ignorante, ma se ne faccia una ragione che lo voglia o meno, qui così ancora non funziona almeno per ora, e ne sono immensamente felice, a dispetto di tutto e tutti coloro che vorrebbero il contrario.
Riccardo
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11 giugno 2010 alle 11:10
Leggo e rileggo fra i commenti, “fulminata “ sulla via di Damasco ( è autoironico) , sento che mi manca un pezzo dello scacchiere. Sono in quinta elementare ( questa non è una battuta autoironica , è la verità e sono d’accordo con Guzz ) , comprendo di questa mappa tutta la mia ignoranza , e allora dunque decido di metterla in mostra tutta così com’è, fino in fondo…quando va così, meglio fare le cose alla grande .Mi devo però ripassare per bene tutto l’ atlante.. parto. Del pianeta vedo sfilare tutti i paesi , ben distinti uno dall’altro, i confini e le parate, alcuni rientrano nei discorsi dei movimenti burrascosi di questi commenti… divisi, spezzati e riuniti …allora decido di riunirli io perché non ce la farò mai a cambiare il mondo; vedo meglio, alcune terre si s_fumano come i trucchi e anche i turchi, allora i con _fini sono altri , molto meno netti dell’atlante, si sgualciscono,si fanno liquidi , come se la mappa di carta si fosse consumata nel tempo e fossimo diventati solo un unico oceano.Consumo e devo ripartire ..sarà finalmente il mio ultimo viaggio stretta stretta ai lenzuolini?se da sola temo già le mie lenzuolate, chissà che macello ricombino, dentro quell’antichissima culla stavo larga , ma “senza se e senza ma” devo capire qual’è il pezzo che manca e che preme sempre più. Preme la geografia dei cuscini dei discorsi in cui appoggiarsi,metterli in relazione,è angosciante per un ignorante..Ma incomincio a muovermi,sposto un po’ a ovest e vedo le Americhe, il suo Nord ,un po’ più sotto il Brasile. Gli Usa,si c’erano nei nostri discorsi, anche la loro posizione meno netta, o così sembrava, rispetto al passato,ma era solo una maledetta qestione di debiti. Dal Brasile , un canguro atlantico immaginario e salto di nuovo dentro la culla, tutto un commercio e faccio un gemello col suo accordo alla Turchia. Mi sposto in Russia,vedo che qualche russofono si è spostato, in Israele ritorna ;allora ritorno su e vedo Mednev, pardon Putin , un altro impero e sono due con gli Usa .Sudo freddo,deve esserci qualcosa che mi sfugge,però sono ancora ai gialli per ragazzi, Le Carrè non l’ho ancora letto, come una specie di Le Pasò,quando sarò grande potrei scrivere un mandarino aggiornamento: “la spia che venne dalla Cina” . Dunque il mondo è un teatro; gli accordi più ufficiali, gli assetti nuovi e le inversioni a “u”, sono coperti da immagini che coprono quello che in realtà sotto sotto si nasconde, ho detto sotto? sempre sotto certe miniere, altrimenti le guerre perché si fanno?le scorro tutte, in un istante vedo fiumi di storie su tutte le materie, pozzi su pozzi, d’oro e d’oro nero, gas , rame,argento e perchè no,anche oppio(ha il suo Pil anche la coca,ma la colombia la mettiamo in un’altra lenzuolata) tutte le sostanze da difendere e dividere con le armi che fanno borsa,diciamo con altri agenti.Vendi e compra affari ,schierando eserciti sullo scaffale per conto dellematerie -Ma il denaro trapassato prima del crollo? ci sono, eccola!,rivedo tutti i crediti della Cina, il pezzo mancante emerge, segno sull’atlante Cina,siamo a tre,metto anche lei un po’ più a fianco di Usa ma anche vicina allaRussia,risudo freddo. Mi rimetto con pazienza a capire cosa potrebbe essere successo, come far credere che Israele è più sola che mai , come shakespeare,studiano uno stratagemma?sfilano la solita buccia di banana, più soli tutti “i Gabbiani” di Israele.E’ successa una cosa infernale e impensabile,ma sono la spia venuta dalla Cina, anzi no,i quattro giorni del Condor.Organizzo in un botto che i due presidenti siano assenti e faccio credere che Israele è impazzita(di nuovo),come?Calandosi fuori dal mondo di ogni trattato, con qualche corda e qualche morto, tanto per far gradire o sgradire(dipende dagli spalti) le immagini da rovesciare sull’intero atlante. In realtà sotto sotto,sono tutti( o quasi) d’accordo, e se la ridono,è più atroce di quanto credessi;non si deve dire ,guai a chi immagina un complotto,neanche Le Carrè avrebbe potuto,tant’è però che non c’è solo l’italia puttana e trasversale. Tutti hanno bisogno di sostanze , ne va della vita sopra il pianeta , non c’è occidente o islam che tenga.La svolta è compiuta :gli Usa devono un mucchio di soldi alla Cina, i mandarini hanno già visto lungo lungo , dotti dotti dove si incontrano tutte le filiere delle miniere;se gli Usa vogliono riparare al crollo, se altri continenti,e soprattutto quelli democratici mediterranei,quelli impoveriti e delocalizzati,se “eccetera eccetera” di vari “se”, tutti devono essere ripagati di una loro piccola quota del danno a loro inferto dall’ “esproprio proletario” avvenuto dalla Serbia ma soprattutto fino alla”Cindia”che si spinge cosi bene e lesta negli affari in medioriente. Lo scambio sullo scacchiere anche se non si deve vedere è compiuto,è una cosa che non aiuta le vendite,però la svolta epocale è fatta anche per Israele; la Turchia può giocarsi come crocevia, anzi meglio,come ago della bilancia fra Russia e Cina ed Israele che può stare più serena nel sentirsi meno isolata ,i mutamenti reali in corso in medioriente,aiuteranno anche a lei a superare la grave crisi economica che attanaglia la sua società cosi simile a quell’italiana;anche Sigal ce lo ricordava, sono o meglio li hanno messi uno contro l’altro , come qui da noi in cui