Ecco perché, di default, sto con Israele. Non si può stare come pesci di default in barile. Risposta a RiccardoP
SCRIVE RiccardoP
Vuole che un medico faccia il giornalista?
La follia di tirare sassi a un reparto armato è una cosa folle ed orribile quando questi di contro usano, gli imi uzi, sicuramente giustificati come dirà lei, magari perchè feriti e in risposta difensiva, ma sempre di sassi contro mitra si parla.
L’eccesso di “difesa” di moltissimi coloni con i fucili a pompa con l’uso di pallini aperti, spesso non mortali ma dalle ferite larghe e inconfondibili per me sono orribili, la follia di sparasi tra di loro in guerre di frammentazione è orribile, Hamas che spara ai suoi, israele che spara agli altri che poi sono gli stessi è orribile, vede Guzzanti è proprio orribile la situazione, e non mi sono mai messo a registrare personalmente, cioè per mio ricordo personale, nome cognome data ed ora,come non alloggiavo in alberghi 5 stelle, se invece Lei, nonostante sia di casa da quelle parti, non ha mai visto nulla di orribile, il difetto evidentemente non è mio, o quantomeno il suo orribile non coincide con il mio e pensare che abbiamo già fatto questa discussione circa un anno fa capendoci.
Io mi occupo di bassa macelleria, e le ripeto senza parteggiare per nessuno mai,questo mai fa parte della mia mission, pertanto quando dovevo lavorare, significava che l’orribile era già compiuto.
E’ comunque singolare che Lei mi chieda proprio questo e niente altro su quanto ho scritto, poichè questa in fondo è la cosa più banale, ci sono dei popoli in “guerra”, ed in guerra non si tirano uova marcie, ma si spara, questo è orribile di default, soprattutto per un laico come me, che sa che di vita c’è questa e poi nulla, che modo orribile di usarla concorda o no?
Riccardo.
RISPONDO
GUZZ – A LEI PIACE DIRE “di default”. Prima ha scritto che gli ebrei vogliono stare lì di default. Il fatto è che gli ebrei stanno lì da 5000 anni default e non se ne sono mai andati, malgrado la grande diaspora. La Gerusalemme delle crociate era piena di ebrei che difendevano le sacre mura contro i cristiani INSIEME ai musulmani.
Quando Mark Twain e Edmondo De Amicis, che neanche si conoscevano, visitarono la “terrasanta” nell’Ottocento la descrissero entrambi come una landa desolata e desertica, con pochi pastori di capre, alcuni sceicchi che venivano di tanto in tanto e alcuni funzionari turchi dell’amministrazione in genere residenti a Damasco.
Di default non esisteva alcun “popolo” palestinese, non una lingua palestinese, non una tradizione, cucina, letteratura, dialetto, musica, architettura, poesia, narrativa palestinese perché i palestinesi non sono mai esistiti, come “popolo” se non da quando il laborioso foyer ebraico cominciò a de-desertificare il default desertico della pretesa Palestina, ovvero di Giudea e Samaria che furono marchiate a fuoco come “Palestina” da Adriano, allo scopo di negare per sempre il default ebraico e soltanto ebraico di queste terre.
Lei dice che di default due “popoli” si sparano, mica si tirano uova marce.
Ebbene io non ho visto MAI il popolo ebraico (tranne UN caso che finì con un ergastolo e un enorme clamore sui giornali) sparare sul popolo palestinese, che non era di default ma che finsero di essere di default attraverso l’opera propagandistica dell’egiziano Yassir Arafat e degli altri egiziani “palestinesi” inventati a Mosca (Abu Mazen compreso): così si formò il falso default, come melting pot egiziano giordano (la Giordania, di default, E’ uno Stato Palestinese), siriano iracheno libanese.
Questo inesistente “popolo” diverso per default da quello ebraico che sta lì da 5000 anni, vive di Israele, consuma l’energia elettrica di Israele, lavora in Israele, partorisce negli ospedali israeliani, prende la pensione israeliana, l’assicurazione sociale israeliana, i mutui israeliani, mangia frutta israeliana che gli israeliani di default fanno sgorgare dal deserto.
Non esiste e non è mai esistita una economia palestinese, benché l’inesistente – di default – popolo palestinese sia straricco e stramiliardario per gli aiuti e finanziamenti dell’Onu e dei Paesi arabi, il cui denaro finisce tutto in armamenti e – di default – non si trasforma in condizioni di vita accettabili per i palestinesi.
Io penso che non si possa – di default – non parteggiare per nessuno, stare in mezzo come pesci di default in barile.
Io penso che chi si chiude nel finto default, pecchi di presunzione e di ambiguità morale. Se uno ha la morale di default – distingue cioè il vero dal falso, il bene dal male, il giusto dall’ingiusto – non può cavarsela dicendo che di default “due popoli in guerra non si tirano le uova marce”, come dire che di default tutti i gatti sono bigi, tutte le mucche sono uguali di notte e in fondo tutto è equivalente e indistinguibile purché non si esageri, perché quando si esagera le brave persone tranquille di default si agitano e agitarsi non è un buon default.
No, i coloni ebrei NON sparano ai palestinesi i quali invece sparano ai coloni ebrei, e li sgozzano, e fanno saltare i pullmini scolastici e scannano le loro donne che tornano dal mercato con la spesa.
Questo di default.
Il default contrario non si è mai visto e per questo le ho chiesto non di fare “il giornalista” ma di dare testimonianza specifica, circostanziata – data luogo persone fatto – di quel che dice di aver visto.
Questo per il mio default che forse è diverso da suo.
RICCARDOP REPLICA:
Mai scritto che gli ebrei vogliono stare lì di default, me lo trovi, Lei si confonde e non poco.
L’unica cosa veramente di default che leggo nella sua risposta è l’assoluta convizione dell’aver ragione,
Il problema è suo non mio, non ho finti default e Lei lo sa benissimo, poichè ci leggiamo da anni, mi spiace che non abbia capito il senso di quanto ho scritto, mi spiace che non rieco a dividere, come è usanza fare, i popoli tra uomini con le ali ed altri con zoccoli e forconi, mi spiace che non mi interessi nemmeno discutere sulle prove che Lei vorrebbe che io esigessi, poichè, questo ipso fatto, metterebbe in discussione la mia onestà e la mia esperienza, se permette questo non lo permetto neanche a Lei, mi attacchi dicendo che non ho visto bene o che sono stato imbrogliato, ma distrugga anche quel qualche migliaio di fatti e prove riportate ed accertate, ben fuori dal mio personale, che dimostrano la vericità di quanto ho scritto, ma per lei sono solo sciocchezze, del resto anche mia moglie è convita che le mie figlie siano ancora illibate, lo sosterrà anche sotto tortura, è un suo credo, ma non è così.
Il mio non è un default, è solo la consapevolezza che quando si parteggia con così grande passione si partecipa e si diventa parte in causa, pertanto si arriva a giustificare anche l’ingiustificabile e a non vedere il palese.
Se questo la disturba mi cacci, oppure mi inviti a leggere soltanto, ne ha diritto e io da ospite mi adeguerò come ho sempre fatto, poichè di default ho una buona educazione questa si, ma non parta dalla posizione io sono Guzzanti e lei nessuno perchè si sminuirebbe e non di poco.
Non ho mai inneggiato nè ad hammas nè al terrorismo arabo, mi riporti un passo che lo dimostri, e questo non ha fatto di me un ibrido che non sceglie, ma solo uno che da osservatore, quando può osservare direttamente, cerca di capire prima di parlare. Mi sono rotto i coglioni di essere o contro o a favore sempre nettamente, si riverbera tutti i giorni anche nella nostra società civile e lo trovo sterile, se questo è il futuro, questo non potrà che essere altro che un futuro bloccato, dove nessuno potrà mai fare da ponte tra le parti, un mondo senza speranze e senza perdoni.
Con grandissimo affetto,
Riccardo.
GUZZ – RICAMBIO IL GRANDISSIMO AFFETTO, aggiungo e ribadisco stima, anche se non c’è bisogno. In un duello di idee e di posizioni si fa teatro della propria battaglia e, certo, io sono sempre fermamente convinto di quel che dico e – si tenga forte – ritengo il dubbio non una virtù ma un brutto vizio.
L’uomo forte ha certezze e sa che quelle certezze sono frutto di fatica, conquista intellettuale, studio: ciò lo rende superiore, con le ali e non con gli zoccoli. E’ vero. Non siamo tutti uguali, perchè chi sa è diverso da chi non sa, o suppone, o crede di aver capito.
Ciò detto, un altro paio di maniche è riconoscere non il dubbio, ma l’errore.
Quando uno si rende conto di avere sbagliato, lo ammette con festa grande: mi sono sbagliato, ho ritenuta vera una cazzata.
In questo senso io sono di destra, non di sinistra.
Chi è di sinistra coccola il proprio dubbio, la propria incertezza e in definitiva – secondo me – la tendenza all’ipocrisia che tutti abbiamo.
Il vero rasoio di Occam è la conoscenza studiata e approfondita, professionale e non dilettantesca.
Non lo prenda per arroganza, ma so bene di essere arrogante.
Non si può fare diversamente quando si separa la conoscenza dalla cattiva o insufficiente informazione.
Non drammatizzi la mia passione per il duello.
Il duello è anche estetico.





















5 giugno 2010 alle 10:08
Riccardo:
“Una cosa però ho portato a casa, meglio una consapevolezza, manca integralmente e totalmente in entrambi i sensi, il senso del perdono, niente viene fatto per rompere la catena che lega atto violento ad atto violento, manca l’arma del perdono e non so se mai qualcuno inizierà ad usarla, certo accadesse sarebbe devastante per chiunque ha interesse che nulla cambi.”
Premetto che non penso che tu sia illogico sempre, mi dispiace che tu abbia capito questo. Come fai ad ipotizzare che venga concepito VERAMENTE il senso del perdono da chi segue una religione che vuole “occhio per occhio, dente per dente” o una il cui fondatore aveva questo tipo di attitudine:
“invece dopo la vittoria del Fossato (Yawm khandaq), gli islamici decapitarono circa 700 uomini ebrei della tribù Banu Qurayza Ban? che si erano arresi ai musulmani dopo 25 giorni di assedio”
Mi spieghi, per favore?
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5 giugno 2010 alle 10:43
E te la devo spiegare io?
Questa è una deduzione, una presa di coscienza, un fatto, che non solo non mi spiego ma che credo sia l’orrore nell’orrore.
Quale parte della logica dovrei spiegarti, per me è un dramma, non un’equazione da spiegare.
Riccardo.
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5 giugno 2010 alle 12:39
Caro Riccardo, per me non e’ “l’orrore nell’orrore” come dici tu, ma la causa principale.
Il credo religioso di per se’ e’ pericoloso piu’ del tifo calcistico perche’ investe l’uomo ancora piu’ nell’intimo, ma non tutte le religioni sono uguali. Il Buddhismo, ad esempio, puo’ esser avvicinato al messaggio cristiano e viceversa e da questa fusione possono nascere liberta’ e felicita’ maggiori di quelle che scaturiscono dalle singole componenti prese separatamente, ma questa e’ una mia opinione. Non e’ necessario “eliminare Dio” come suggerisce Don Tano (o Dawkins o tanti altri prima di lui) ma la fede cieca. Una posizione del tipo “credo per capire” puo’ portare alla ragionevolezza e al perdono, ma faccio molta fatica ad includere l’Islam e chi crede ciecamente nell’Antico Testamento in questo atteggiamento.
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5 giugno 2010 alle 13:47
Vedi che in qualcosa siamo concordi, ma il problema non è che si risolve col il mero prenderne atto.
Quando parlo di perdono, non mi riferisco certamente al perdono religioso, ma alla potenzialità che nasce dall’intelligenza laica, scomparsa ai nostri giorni, da sempre un valore inestimabile, quella illuminazione che riesce a far comprendere che un gesto, un passo indietro ha un effetto enorme in un mondo dove tutto deve essere reso almeno per due, se non lo capiamo non c’è nè per nessuno, e non si salva nè l’Islam, nè i seguaci del Vecchio testamento, nè quello del nuovo.
Per questo nessuno può chiedermi di schierarmi scegliendo il meno peggio, non sono Islamico e non sono nè ebreo nè cattolico, credo nell’uomo e nella sua capacità di costruire un modo migliorie giorno dopo giorno quando ragiona fuori dagli integralismi reliosi di qualunque natura siano, per questo mi fanno incazzare le guerre Sante che partono da fondamenta che non riconosco e che si rifanno a verità dogmatiche, per questo credo che il perdono sia un l’atto assolutamente laico, che nasce nell’intellingenza e non nella religione, capace di rovesciare gli ISMI moderni.
Ci vuole un coraggio da leoni e tanta intelligenza a tendere la mano a chi ti ha fatto un torto, è più facile sparare, ma se spari chi resta dall’altra parte poi sparerà per conseguenza, e la macchina perfetta che produce il moto infinito dell’odio non si fermerà mai, anzi strariperà.
Quindi togliamo il consenso esterno, lasciamo senza tifo i giocatori in campo, si arriverebbe ad una qualche soluzione di sicuro magari estrema, nessuno avrebbe da dimostrare nulla di più che quello che ha di conveniente, ovviamente nel rispetto della vita, valore questo irrinunciabile, unico arbitro regole certe e trasparenti che una comunità internazionale sana deve fare rispettare, a questo dovrebbe servire l’ONU non a produrre carta, purtroppo gli interessi vanno oltre Gaza e Israele e questo va detto a caratteri cubitali, non è solo un problema di siurezza o territorio ma di equilibri da mantenere che altalenano sincroni con i moti più grandi degli equilibri mondiali.
Come possiamo solo pensare a fare il tifo proprio noi che se abbiamo bisogno di una aspirina andiamo in farmacia con un atto normalissimo, mentre chi gioca questa partita o muore perchè non trova una misera dose di insulina o perchè un fanatico si fa esplodere su un bus, è un tifo troppo facile e i punti chi li tiene?
Riccardo.
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5 giugno 2010 alle 16:54
Riccardo tu dici
“Quando parlo di perdono, non mi riferisco certamente al perdono religioso, ma alla potenzialità che nasce dall’intelligenza laica, scomparsa ai nostri giorni, da sempre un valore inestimabile, quella illuminazione che riesce a far comprendere che un gesto, un passo indietro ha un effetto enorme in un mondo dove tutto deve essere reso almeno per due, se non lo capiamo non c’è nè per nessuno, e non si salva nè l’Islam, nè i seguaci del Vecchio testamento, nè quello del nuovo.”
Io invece vorrei farti notare che se un popolo e’ governato da autorita’ religiose e ovviamente piano politico e morale coincidono non puoi scindere i due concetti di perdono! Che senso ha parlare di intelligenza laica per l’Islam?
L’intelligenza laica non e’ “scomparsa ai nostri giorni”, non confonderti, da noi esiste eccome! E non e’ MAI stato un “valore inestimabile” per i musulmani.
6 giugno 2010 alle 09:01
Cesare, questo è il limite, ma anche da noi non esiste veramente come affermi, l’intreccio tra personale e religione è strettissimo, anche per chi si professa ateo, per farti un esempio, siamo come anfibi possiamo vivere fuori dall’acqua, ma al deserto non ci possiamo arrivare perchè l’acqua (religione) fa parte della nostra nascita e ci serve, che lo vogliamo o meno, il senso di colpa, la visione della morte nascono da li, e non ultimo la mai risolta e da non sottovalutare problematica del Deicidio che è sempre stata presente nella cattolicissima sacra Chiesa Romana, un conto è pensare di essere laici pensatori altro esserlo veramente, se guardi nel profondo ne vedi molte di radicelle la cui paternità è, nel nostro caso vaticana.
Quando ti scontri e incontri con altre reliogiosità spesso rimani folgorato nel riconoscerle e capisci molti perchè, almeno per me è stato così.
Ho visto affrontare il dolore in tutte le lingue e religioni, in alcuni casi proprio la morte, ed è come scorrere l’indice del manuale di istruzioni che l’uomo ha con il mondo.
Riccardo
6 giugno 2010 alle 09:28
la vera grande differenza tra mussulmani e cristiani, è stata la riforma ed il lungo cammino che lì comincia per l’affermazione della società civile distinta e separata dalle leggi canoniche.
in fondo anche nel 300, e poi successivamente, tiutti i conflitti con al centro il papato erano solo dei conflitti di supremazia, importanti per quello che poi avrebbero prodotto come risuòtato storico, ma sempre all’interno della cornice di riferimento della supremazia del pensiero unico religioso.
dal 500 si afferma sempre più fortemente l’indipendenza dal pensiero e dalla cornice cristiano cattolica degli stati . dappertutto tranne che nello stato pontificio.
perchè la chiesa cattolica non si è mai posta il problema del rispetto delle altre fedi, non ha mai avuto tolleranza – se non per convenienza – verso gli eretici, gli ebrei, i mussulmani.
volete che vi faccia un escursus storico per segnare questa verità storica? a partire dalla conversione forzata dei musulmani in sicilia e prima ancora con la distruzione della biblioteca di alessandria, il picconamento cristiano dei dipinti e delle sculture “pagane” in egitto, la cacciata degli ebrei dalle varie nazioni, etc. etc.
d’altra parte la chiesa aveva appreso l’arte dell guerra direttamente dagli ebrei di cui era una semplice setta: paolo di tarsia ebreo, il gesù storico – ma è mai esistito??? molti sono i dubbi al riguardo – ebreo , etc etc – . e gli ebrei non erano esattamente pacifici, come non era pacifico il loro dio dell’antico testamento: ma l’avete verasmente letto quel terribile libro che si chiama bibbia? avete letto dell’esaltazione del genocidio verso gli altri popoli? vi siete mai resi conto che quel libro rappresenta la parola e gli atti di dio ? e che , nel mondo, oltre gli ebrei, vi sono tantissime sette cristiane che lo prendono esattamente per come e per cosa dice?
inutile,tutte , TUTTE le religioni monoteiste, sono terribilmente distruttiive.
dell’islam non parlo, perchè sono riusciti, i musulmani, a rendermi razzista: quando vedo una barbetta, uno zuccotto, una palandrana, uno chador, divento nervosissimo e m’incazzo solo a vederli!!!!
6 giugno 2010 alle 11:26
“Cesare, questo è il limite, ma anche da noi non esiste veramente come affermi, l’intreccio tra personale e religione è strettissimo, anche per chi si professa ateo, [...]”
Riccardo quello che dici e’ cio’ che ho sempre detto io: la nostra morale non puo’ prescindere dalla nostra tradizione religiosa! Sei tu che hai tirato fuori il “perdono non in senso cristiano”.
Io ti ho solo fatto notare che non ha senso dire:
“ma alla potenzialità che nasce dall’intelligenza laica, scomparsa ai nostri giorni, da sempre un valore inestimabile”
Per poi dire che non puo’ esistere!
E’ un valore inestimabile o non esiste?
Vuoi dire che non esiste ora e un tempo esisteva?
Quando? Se hai affermato che l’intreccio e’ fortissimo, immaginati com’era tempo fa!
La verita’ e’ che l’intelligenza laica da noi esiste e molto piu’ oggi di un tempo.
Gatano
“inutile,tutte , TUTTE le religioni monoteiste, sono terribilmente distruttiive.”
Non la penso cosi’. Se leggi il Vangelo ti accorgi della differenza di impostazione rispetto all’Antico testamento o al Corano. Sono d’accordo che l’influenza biblica nel cattolicesimo non e’ ancora stata purtroppo eliminata totalmente. Gli errori della Chiesa sono dovuti ad una interpretazione aberrante del messaggio di Gesu’. La violenza che scaturisce dai seguaci del Corano e’ in linea col messaggio del suo fondatore cosi’ come sono perfettamente d’accordo con te riguardo alla Bibbia.
Il VERO messaggio di Gesu’ non e’ distruttivo. Leggevo una frase molto bella tempo fa:
“se l’inventore del fuoco fosse stato messo in croce e preso a icona nessuno saprebbe come accendere il fuoco.”
E’ un po’ quello che, secondo me, e’ stato fatto col messaggio di Gesu’: i cristiani pensano solo ad idolatrarlo come vero uomo e vero Dio travolti da una fede cieca, dimenticando la valenza ANCHE TERRENA del suo messaggio d’amore.
6 giugno 2010 alle 13:08
Mi hai in parte frainteso, non ho detto che non esiste in toto, ho detto che sarebbe un’arma quasi definitiva, poichè scevra dagli orpelli dell’interessi spiccioli di una parte contro o con un’altra.
Cerco di spiegarmi meglio, con un esempio banalissimo e scontato, la ricerca dell’energia nucleare in se è neutra, è ricerca e basta, poi può avere sviluppi e lati diversi, ma nessuno in buona fede può dargli la colpa dei morti di Hiroshima o dei morti non conosciuti per lo stoccaggio delle centrali.
La ricerca è il pensiero laico che cerca di vivere per sapere e conoscere, l’uso è la contaminazione dell’interesse del gruppo che appunto la usa.
Vedi quando succedeva qualcosa di spiacevole, indipendentemente dalle cause, era impensabile uscire e dire ai parenti, mi spiace ma era la volontà di D*o, era impensabile per me ma anche per chi aspettava, magari questo serviva dopo a chi restava come un momento conseguenziale e consolatorio, ma l’atto principe era nella nostra scienza e non in mani guidate da qualche D*o, quindi dovevi far capire che avevi fatto il tuo possibile magari qualcosa di più, in quanto strumento neutro della conoscienza usata in quel dato momento.
La stessa cosa io la riporto nei fatti che mi stanno intorno, in famiglia, in politica nel mondo, prima cerco di capire, poi guardo cosa posso fare, infine faccio, sempre disposto a fermarmi se qualcuno mi dimostra che ho fatto o capito male.
Sapere che posso guardare il mondo con quest’ ottica, che è sempre meno condizionata giorno dopo giorno, dal bagno dogmatico della nascita è l’unica speranza che ho, è la cosa che cerco di trasmettere alle mie figlie, poi a volte riesco a volte no, ma quantomeno ho consapevolezza che posso arrivare a valutare in modo semplice e non dogmatico quello che mi accade intorno.
Tutto quello che accade oscilla, attento sono riflessioni mie quindi cazzate di sicuro, in massima parte tra due grandi verità, costruzione e distruzione, nel mezzo ci stanno gli affetti, i personalismi, le turbe psichiche di ognuno e tutto quanto di personale è attaccato di riflesso all’atto in se, tutte cose che spostano il punto definitivo verso un polo o verso l’altro, Freud li identificava con l’Eros ed il Thanatos anche se non sono proprio coincidenti, spesso per costruire devi distruggere, bene quando irrompono le religioni arriva la terza oscillazione che chiamo Conservazione, blocca i processi e non permette che nulla si costruisca per paura che tutto si distrugga, un danno della miseria, poichè la distruzione conseguente non si finalizza mai al ricostruire ma solo a conservare, quindi storia bloccata.
Riuscire a rivedere la realtà nella sua forma più semplice sarebbe un passo di una violenza positiva inaudita, poichè cadrebbero una serie di veli e preconcetti che ci fanno essere quello altri vogliono che siamo, questa è l’intelligenza laica a cui mi riferisco.
Non esiste in modo assoluto ma già capire che esiste è l’inizio del cammino, poi ci possiamo anche scannare come abbiamo fatto, ma dobbiamo scannarci sull’essenza delle cose non sulla superficie delle cose.
Credo di aver fatto un casino da paura, se non sono stato chiari ditemelo, non è facile concentrare processi inteiori in poche righe e concetti in parole che abbiano la capacità di essere capiti senza fraintendimenti da tutti.
Riccardo.
6 giugno 2010 alle 14:14
“Non esiste in modo assoluto ma già capire che esiste è l’inizio del cammino”
Infatti sono io il primo a dire che esiste e che non amo gli assoluti.
Riccardo, sarebbe bastata questa frase fin dall’inizio per farmi capire chiaramente quello che volevi dire, ma l’importante e’ che ci siamo arrivati
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5 giugno 2010 alle 10:33
Domanda non retorica: è tutto vero o è tutto finto?
http://www.unita.it/news/mondo/99606/a_gaza_dove_simpara_a_sopravvivere_senza_cibo_n_acqua
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5 giugno 2010 alle 15:56
La menzogna è sempre più affascinante della verità. Quindf perchè non mentire? Alla storiella dei poveri bqambini palestinesi con le pance gonfie e le mosche agli occhi, ormai credono solo gli stupidi. Il problema è che siete in molti e combattervi è una missione impossibile, come diceva De Gaulle.
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5 giugno 2010 alle 16:47
Ma se è vero che allora tutti i palestinesi vivono in villa con piscina e idromassaggio, com’è che continuano a lamentarsi? Che popolo ingrato. Ah già, scusa, non è nemmeno un “popolo”.
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6 giugno 2010 alle 09:29
dovresti chiederlo ai dirigenti di hamas e di fatah , dove finiscono le elemosine ed i regali che milioni di musulmani e di governi arabi , fanno loro.
e poi scoprirai perchè sono poveri e miseri.
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7 giugno 2010 alle 12:26
Lo so benissimo. E non dimenticare i finanziamenti europei. Ma il punto in questo caso è diverso: Sigal nega che siano poveri e miseri, anzi, dà dello stupido a chi ci crede.
GUZZ – INFATTI, a causa degli aiuti stramiliardari dell’Onu, della UE, degli Usa, degli emirati arabi, il reddito medio per palestinese SAREBBE circa il triplo di quello di un israeliano, il quale fa l’agricoltore, il medico, il minatore, il chimico, il fisico e produce reddito e ricchezza che il palestinese, per una scelta politica, NON produce.
Paradossalmente gli Stati Uniti sono pieni di ottimi scienziati, medici, fisici, letterati palestinesi, perché lì sono diventati americani e lì producono intellettualmente.
In “Palestina” (Giudea e Samaria) non producono quasi nulla. I palestinesi in America sono ottimi attori, infermieri, insegnanti, poeti, agricoltori, studiosi.
In “Palestina” (Giudea e Samaria) sono schiavi di una macchina bellica stritolante che li obbliga alla povertà perché tutti gli aiuti se ne vanno in armamenti e corruzione.
Ciò io l’ho visto con i miei occhi, non me l’hanno raccontato, e chiunque abbia vissuto lì lo sa, anche se è vietato dirlo.
Dunque ha ragione Sigal a ridere di chi non sa, non vuole sapere, finge di non sapere.
E se un bruto ti vuole spaccare la testa con una mazza da baseball e te la sta spaccando, se tu hai una pistola gli spari in mezzo agli occhi (tanto per ripetere la nota metafora).
7 giugno 2010 alle 15:50
Guzz, tutto ciò lo so anch’io. Conosco anch’io un palestinese che è diventato un ottimo ingegnere a Milano. Sigal non ride di chi non sa, mistifica la realtà affermando che il popolo palestinese non è povero o tenuto in povertà. Altrove ho scritto che i nemici peggiori dei palestinesi sono Hamas e Fatah e, in passato, quel delinquente di Arafat. So benissimo che questi caporioni si sono arricchiti con la corruzione e hanno speso il fiume di soldi arrivato per se stessi, per le armi e in sostanza per mantenere i palestinesi in stato di indigenza e dare la totalità della colpa di ciò a Israele (che qualche colpa l’ha comunque avuta, seppur per eccesso di autodifesa). Qui non si discute su chi costringe i palestinesi alla povertà, ma sul fatto che “effettivamente” la maggior parte di loro vive in uno stato di povertà, cosa che Sigal con il suo commento mostra di negare.
8 giugno 2010 alle 19:08
Ok B & C lei ha fatto una fotografia perfetta dei fatti, scrivendo che conosce bene certi meccanismi. E allora?
Se questi poveri Palestinesi (sono d’accordissimo con lei) sono tenuti in uno stato d’indigenza per gli sporchi comodi dei loro leader, con l’Occidente che chiude gli occhi per farsi meno schifo, con gli Israeliani che sono l’unico paese confinante che gli permette di entrare mi spiega meglio cosa dovrebbe fare Israele?
Gianluca
9 giugno 2010 alle 12:05
Trasferirsi in Madagascar (scherzo).
Francamente non lo so. Dare maggiori concessioni ai palestinesi non sposterebbe di una virgola il fatto che molti lo vorrebbero annientato. Io mi illudo però che non sia vero che il miliardo e passa di musulmani che circonda Israele ne voglia compattamente la sparizione. Mi illudo di credere che non tutti la pensino come Ahmadinejad o come Hamas. Forse sono per l’appunto un illuso.
GUZZ – VADA A farsene un’idea di persona, il biglietto non costa molto. Vada a intervistare questi buoni palestinesi che nella schiacciante maggioranza hanno votato Hamas proprio perché vuole la sparizione di Israele. Quando torna, ci racconti.
9 giugno 2010 alle 19:24
Premesso che ritengo che ci sono tanti bravi Palestinesi vittime di cose più grandi di loro, quindi in parte su questo argomento mi trova più vicino di quel che pensa, io divento matto (naturalmente si fa per parlare B&C stia tranquillo …) quando in un confronto si parla a lungo ci si confronta e qualche idea la si butta giù e poi si dice candidamente che non si di fondo uno dei protagonisti del confronto come si dovrebbe comportare.
Nello specifico B&C se lei ha appena scritto che non sa cosa dovrebbe fare Israele, specificando anche i suoi desideri ma sapendo che probabilmente non rispondono al vero, come fa a sostenere a volte che Israele sbaglia?
Mi spiego meglio ed ora sto facendo un discorso in generale, provi a lasciar perdere Israele sennò fa confusione. Se io non so quale è il modo più veloce per arrivare in un certo punto della città, come faccio a criticare chi arriva in 30 minuti in quel punto che ha sbagliato?
E’ un controsenso spaventoso, non crede? I pochi dati che ho chiari in testa, sono che per arrivare in un determinato punto si parte dal posto x e si arriva al posto y. Se lei ha provato tutte le strade possibili ed immaginabili (sopratutto esistenti), in tutte le diverse ore del giorno ed in tutti i giorni dell’anno è sicuramente in grado di dire quale strade si deve percorrere per fare prima.
Quindi se conosce tutti i parametri può dare un giudizio definitivo preciso, più parametri conosce e più è probabile che la percentuale d’errore sia ridotto all’osso. A questo punto se arriva il signor x che sostiene che deve fare una determinata strada e lei sa che con quella strada è impossibile arrivare prima PUO’ SOSTENERE TUTTO QUELLO CHE VUOLE, visto che lei conosce la materia e l’altro certamente ignora la stessa.
In un discorso come il ns, sto parlando di nuovo del conflitto Palestinese, i parametri e le variabili sono più numerose all’esempio appena fatto, ma ritengo illogico non avere un idea precisa (che quindi può essere anche sbagliata) e dire in quel caso israele non doveva fare quello che ha fatto.
In assoluto B&C lei può anche avere ragione ma non bisogna mai giudicare un fatto solo per gli accadimenti fini a se stessi. Bisogna sempre avere a mente il discorso nella sua complessità.
Ritorniamo all’esempio della macchina, poniamo che io sia a conoscenza di tutte le strade e so che sono tutte chiuse, solo una strada mi permette di passare facendo pochi danni, ammettiamo che per andare dall’altra parte della strada sia costretto a tamponare 3 auto che bloccano il passaggio.
Se devo arrivare al punto y per salvare la vita ad una persona sarò costretto a tamponare le auto per ricavare uno spazio e passare, io che conosco tutte le strade e tutte le situazioni so che quella, pur nella sua crudezza (tamponare tre auto), è l’unica soluzione possibile e praticabile con il minor danno possibile, salvando così la vita alla persona che devo raggiungere.
A questo punto arriva il moralista di turno che mi spiega che devo chiamare il carratrezzi e che non si tamponano le auto oppure che bisogna fare altre strade non sapendo (ignorando quindi) che non esistono altre strade oppure che se chiamavo il carratrezzi mai sarei arrivato ad un orario accettabile e la persona sarebbe morta.
Il fatto di per se è sicuramente sbagliato (tamponare tre auto che equivale nello specifico ai 9 morti) ma conoscendo appronditamente tutta la complessità dell’argomento viene fuori una realtà diversa.
Concludo quindi, caro B&C se non sa quello che dovrebbe fare Israele, (non conosce perfettamente tutte le starde e tutte le situazioni) come fa a volte a sostenere che sbaglia?
A tutti coloro che pensano che sbaglia, il massimo rispetto, ma servono soluzioni (che possono essere anche sbagliate in assoluto non è questo il punto) che dimostrano che la cosa giusta da fare segue un percorso ben preciso e bisogna averla chiara in testa.
Gianluca
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5 giugno 2010 alle 19:44
Ma come si fa a pretendere la verità da un giornale come l’Unità?
Davide Cembrano.
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6 giugno 2010 alle 09:03
Beh non più che da uno che si chiama “libero” o il Giornale ovviamente.
Riccardo.
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6 giugno 2010 alle 11:54
Riguardo a Libero:
http://www.ilpost.it/2010/06/06/tommaso-debenedetti-confessione-el-pais/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+ilpost+(Il+Post+-+HP)
Marketing, signori. Tutto lì.
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5 giugno 2010 alle 10:47
«Khaybar, Khaybar, o ebrei, l’esercito di Muhammad sta arrivando». Ecco il grido che ha accompagnato l’esercito senza divisa dei pacifisti al coltello e alla spranga. “Ad Allah piacendo, arriveremo a Gaza”, urlano in preda a sacro delirio. Il delirio dei soldati di d-o è ampiamente giustificato. Questi eroici paladini del male sanno di avere alle spalle il mondo intero, sempre disposto a massacrare brutalmente e spudoratamente la verità pur di dar contro ad Israele (ed agli ebrei).
Siamo tutti con voi, eroici ragazzi della shayetet 13.
Attenti, però, ora stanno arrivando gli irlandesi. Accoglieteli come si meritano. Non siate tanto ingenui! Niente mani nude questa volta.
GUER – S I G A L !!
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5 giugno 2010 alle 11:02
SIGAL, L’IDF HA APPENA PRESO IL CONTROLLO DEL VASCELLO IRLANDESE. LEZIONE IMPARATA.
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6 giugno 2010 alle 09:34
certo che ultimamente mi sembra che , come minimo, il mossad e idf , non siano ben condotti. in altri tempi, avrebbero piazzato una bella cannonata nel timone delle navi riottose , e le avrebbero trainante ad haifa senza tanti complimenti e tante complicazioni: perchè ora si è voluto forzare la mano in maniera così disastrosa? perchè si è voluto rischiare di notte? perchè si sono mandati gli elicotteri invece del tradizionale abbordaggio?
io credo che ci sia qualcuno che non sappia fare il suo lavoro, o lo faccia troppo bene!!
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6 giugno 2010 alle 13:33
come no , si erano tanto preparati ad uccidere che invece che fucili o al limite pistole si erano portati da casa coltelli da cucina , spranghe e bottiglie rotte , il tutto nella previsione di scontrarsi con gente che invece era dotata di armi da fuoco .
Un piano veramente intelligente così intelligente che a morire sono stati i presunti mercenari il cui unico scopo era uccidere i soldati..fatemi il piacere
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5 giugno 2010 alle 11:18
Massì Sigal, anche la tregua con la Turchia è andata, molti nemici molto onore, se Nethanyau va avanti così capace che in qualche anno si giochi anche l’appoggio degli USA. Ma chissenenfrega? Noi siamo il popolo eletto, ecchecazzo!
GUZZ – Si osserva un deficit intellettivo e nei suoi argomenti si avverte un lezzo da osteria.
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5 giugno 2010 alle 13:32
Preferisco il lezzo da osteria al profumo dei salotti buoni. Se poi lei è contento che Israele si stia scavando la fossa da solo, beh, io NON ne sono contento.
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5 giugno 2010 alle 14:39
B & C, ignorante de ceppo,
non c’è nessuna «tregua» fra Israele e Turchia, per il semplice motivo che non c’è stata nessuna guerra.
As Allah has shown us / there’s no demand for facts!
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5 giugno 2010 alle 16:45
Mi rendo conto che il cervello limitato di un militare, foss’anche un generale, non riesce a comprendere l’uso di un vocabolo in termini più ampi rispetto al rigido glossario delle forze armate.
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8 giugno 2010 alle 01:23
Alleanza, B & C.
Quella tra Israele e la Turchia era un’alleanza.
Se per te un’alleanza è una tregua, vuol dire che
il barbera è champagne.
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8 giugno 2010 alle 10:27
B&C non prendiamoci in giro citando la Turchia. La stessa con le elezioni vinte da Erdogan (a capo dell’AKP partito con radici islamiche) del 2009, non vede di buon occhio Israele, la diversa posizione della Turchia o la fantomatica tregua disattesa è un fatto che al primo pretesto sarebbe avvenuto.
Le dichiarazioni di Erdogan esagerate al punto di farli dire che si sarebbe messo a capo di una flotta di aiuti umanitari, facendo la felicità di molti attivisti, sono utile ad accrescere consensi nel suo elettorato, mi sembra chiaro.
Gianluca
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5 giugno 2010 alle 11:24
Beh, ci vuole poco ad immaginare come si possa vivere, assediati e sotto embargo, in un piccolo territorio con una densità di popolazione che è di poco meno di 4.000 abitanti per chilometro quadrato.
In queste condizioni, ed al di la dei torti e delle ragioni storiche chi non vedrebbe la speranza di un proprio futuro nella distruzione di Israele?
Israele blocca le navi nel timore (versione ufficiale) che possano portare armi, ma quand’anche fosse, le navi, portando viveri e generi di prima necessità, avrebbero potuto contribuire, anche se in minima parte, ad abbassare il livello di esasperazione e di odio.
Le armi hanno bisogno di disperazione e di odio per essere pericolose.
L’assalto alle navi è stato una disfatta per Israele.
Non si spara contro gente disarmata, chi l’ha fatto, o è stato costretto a farlo, è militarmente un incapace che ha fatto più male che bene ad Israele.
Tutti sono buoni a fermare una nave disarmata a cannonate, ma si poteva farlo anche senza fare dei morti come si è poi fatto con l’ultima nave abbordata.
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5 giugno 2010 alle 13:08
Brambilla, oh Red-brambilla,
perché non isegni ai palestinesi a “bombardare il quartier generale”,
cioè i loro stessi capi politici e militari, principali responsabili della nakba (catastrofe).
Red-brambilla, hai forse rinnegato l’immortale insegnamento del presidente Mao?
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5 giugno 2010 alle 20:10
Perchè chi combatte per una terra promessa e chi combatte perchè Allah è grande per me pari sono, e cioè mi stanno ugualmente sui coglioni.
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8 giugno 2010 alle 02:00
“…poco meno di 4.000 abitanti per Km quadrato”, tutti sui tuoi coglioni!
Finchè c’è la salute…
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5 giugno 2010 alle 11:51
Caro Riccardo questo è il sito del grigio, non certo del bianco e del nero.
Guzzanti è l’esempio vivente dell’abbasso le bandiere ed i luoghi comuni. Bisogna avere l’umiltà di dire che su certi argomenti si è poco preparati, non basta legegre qualche libro di barnard e centianai di articoli tutti incentrati sui luoghi comuni.
Spesso quando abbiamo affrontato questo argomento ho chiesto news, fatti vista la mia ignoranza iniziale sul tema. Patton, Sigal e Guzz li riportavano questi fatti andavo a studiare, a vedere, a cercare riscontri e mai una sola volta la news non era vera, al contrario tutte le news che andavano ins enso contrario spesso partivano da false news, propaganda, non stavano in piedi erano notizie false o estrapolate.
Si studi bene tutta la questione mediorentiale, poi ci faccia sapere. Il suo essere ne da una parte e ne dall’altra MA DALLA PARTE DELLA PACE, è il presupposto di partenza di tutti. E come dire che lei mangia per vivere, pensa che ci siano situazioni diverse? Certo poi si cercherà anche il gusto, si faranno scelte culinarie e tanto altro, ma la prima ragione e che si mangia e si beve per vivere.
Chiunque al mondo sia normale e non aspiri a giochi di potere o economici o altro, o non sia pazzo, vuole assolutamente che non ci si ammazzi come belve, il solo ripeterlo ogni volta secondo me diventa pacchiano. E’ lo stesso rimprovero che faccio al movimento arcobaleno, che significa la bandiera alla finestra? il NO alla guerra?
Io e molti altri riteniamo che a volte un azione di forza possa avere conseguenze per il futuro meno letali che agire con il ramoscello d’ulivo, sbaglierò? sbaglieremo? Forse e se ne può discutere ma il principio mio e di quelli che la pensano come me non è W LA GUERRA, è ritenere che un azione di forza possa fare meno morti che un altra soluzione.
Posto che le ho detto che si puo’ dialogare di tutto e su ogni specifico caso non penso che abbiamo sempre ragione, se capita che la mia posizione e migliore di coloro (come lei) che dicono NO SEMPRE, ed è chiaro che a volte, dei No all’intervento possono scaturire danni pazzeschi (ricorda il Ruanda e le ammissioni dell’ONU?), allora che facciamo io posso mettere la bandiera arcobaleno sul terrazzo e lei no?
Facciamola finita con i luoghi comuni, il NO alla guerra è il primo passo di tutti, poi dopo bisogna andare avanti, conoscere, studiare, ragionare,PRENDERE DECISIONI ANCHE DELICATE. Andare sempre avanti stando nel mezzo attaccando chi usa la forza PUO’ ESSERE PIU’ DISRUTTIVO di qualsiasi altro modo di fare, visto che si danno assist a chi sta nella parte del torto e non sto parlando del conflitto mediorientale ma di qualsiasi conflitto che ci possa essere stato o è tuttora presente.
Gianluca
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5 giugno 2010 alle 13:06
Gianluca… mi scusi una domanda ma Lei solo quello che scrive Guzzanti o legge anche quello che scrivono gli altri, a me sembra vera la prima ipotesi, le sfugge il miserrimo particolare che in quei posti ho operato in prima persona tre volte, la quarta non ero lì, anche se non lontanissimo, e mi hanno fracassato una mascella, ma è un’altra storia.
Che dovrei leggere mi scusi, i miei diari?
Lo scontro con il Guzzanti nasce da visioni diverse, esperienze diverse, ma vissute calpestando lo stesso suolo, più o meno, e respirando la stessa aria, più o meno.
Dove legge che le mie convinzioni nascono dai libri di Barnard o da mille articoli mai citati.
Per una volta, anzi per la seconda, si parla di un vissuto diretto, una volta tanto non di sponda, certo litigando e Lei mi manda a leggere che?
Non se la prenda, ma legga anche gli altri interessati, che poi ci possono restare male, soprattutto quando gli scontri nascono da due fonti che può consultare direttamente dagli interessati.
Anzi ti do del tu come ce lo siamo sempre dati, scumani Gianluca ma che dovrei capire secondo te?
Riccardo.
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5 giugno 2010 alle 13:31
Ok Riccardo diamoci del tu, preferisco anche io.
Dei tuoi trascorsi sto attendendo news più precise, altro che questa citazione non ho trovato:
L’eccesso di “difesa” di moltissimi coloni con i fucili a pompa con l’uso di pallini aperti, spesso non mortali ma dalle ferite larghe e inconfondibili per me sono orribili
Sul resto chiedo scusa per la mia solita scarsa comunicazione. Ho preso a pretesto il tuo essere in mezzo, ne da una parte ne dal’altra per fare dei ragionamenti, spiegandoti perchè secondo me a volte è pericoloso avere di default (visto che va di moda il termine …) determinate idee.
Gianluca
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5 giugno 2010 alle 16:59
Uffa mi è partito il post vuoto o si è azzerato, maledetto pulsantino interno del mouse.
Beh Gianluca a questo ti rispondo solo con due righe, in una permanenza complessiva di circa 80 giorni, mi sono occupato di quasi 400 persone, non molte a dire la verità, ma sufficienti a fare una casistica capace di abbozzare un’idea su chi usa cosa e su quali fossero le dinamiche.
Questo anche in rapporto a dove si operava e a cosa si vedeva in mano alla gente che passava, perchè se ritorni al concetto di normalità, da quelle parti è normale vedere un buon campionario di armi appresso, e quando ne vedi tante capisci che non è una moda ornamentale.
Non sono mai appartenuto a nessun organo di polizia, il mio compito era cercare di mettere una pezza ai danni fatti dalla follia che viaggia ad alta velocità da quelle parti e qui mi fermo, perchè è quello che ero andato a fare e che ho fatto con tutta la professionalità di cui ero in possesso, indipendentemente da razza, sesso, colore, lingua e religione.
Poi se vuoi che la mia esperienza la faccia certificare da Guzzanti o da altri di cui ti fidi maggiormente, beh la vedo dura e l’unica cosa che posso aggiungere è che questa mia esperienza è solo un piccolo tassello di un mondo di medici, giornalisti operatori in genere che camminano ed hanno camminato da quelle parti, ognuno con le sue foto negli occhi e le sue conclusioni.
Se la cosa ti interessa trovi tantissimo il materiale, non solo sui siti pro o contro, ma anche su quelli ufficiali che appartengono alle Nazioni Unite e simili.
Se leggi il post con cui ho risposto a Cesare, capisci meglio la mia posizione, che poi mica lo dice il dottore (Patton in questo caso) che si deve fare i partigiani per uno o per l’altro.
Guarda che sono argomenti delicatissimi e complicati e il fraintendere è in agguato anche solo spostando una virgola.
Riccardo.
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6 giugno 2010 alle 11:42
Riccardo ho letto tutto ed ho capito perfettamente il tuo pensiero, almeno credo.
Il chiederti di riferirci le tue esperienze non è perchè devi fare il poliziotto o il giudice, semplicemente perchè se riporti vita comune di tutti i giorni ripresa dall’interno puoi contribuire a farci comprendere meglio.
Se poi un Colono o un israeliano fa una cosa orrenda non penso questo cambi qualcosa, mi interessava capire abitudini di vita che potrebebro far capire molto. Per andare sul concreto rimasi molto sorpreso quando il GUZZ scrisse e ci raccontò che gli abitanti della striscia di Gaza se hanno un problema si curano negli ospedali israeliani dove sono accolti come un qualsiasi cittadino d’Israele, questo è un esempio che fa capire molto, non credi?
Nel 2005 per esempio un passo unilaterlae Israele lo ha fatto, con il piano di disimpegno nella strisica di gaza ed in quattro insediamenti nella Cisgiordania settentrionale, non mi sembra che poco dopo le cose siano migliorate anzi.
E’ complicato fare passi indietro quando una delle due parti non intende riconoscerti, quando le elezioni democratiche che hanno messo Hamas al potere, in realtà sono il frutto di una piccola guerra di potere con uccisioni ed atrocità di ogni genere per gli sconfitti, caro Riccardo le sue intenzioni seno bellissime, sono le mie, sono quelle di tutti, quello che ha scritto a Cesare è bellissimo ma utopistico.
Quando mi parli dell’essere umano sono con te che si deve andare verso un mondo migliore, per farlo abbiamo tanti esempi che ci possono tracciare la strada maestra, la strada migliore e molto spesso il terrore, le minaccie molte volte hanno dato stabilità alla pace. Per non parlare dell’avvenimento più cruento a livello di guerra mai successo, le bombe atomiche in Giappone che hanno bloccato ogni conflitto facendo nel tempo diventare il Giappone l’avamposto in quelle aeree più Occidentali di tutti. Come non posso essere d’accordo con te Riccardo, sarebbe fantastico se il Giappone diventava quello che è diventato tirando dal cielo milioni di margherite e ramoscelli d’ulivo. La storia, cruenta, fredda, atroce ci ha dato altri insegnamenti.
La guerra fredda periodo storico che abbiamo avuto la fortuna di vivere noi occidentali che è durato dalla fine della seconda guerra mondiale alla caduta del muro di berlino, cosa ha portato?
Solo pace fortunatamente, l’equilibrio è stato raggiunto non certo perchè si facevano passi indietro, anzi avveniva il contrario, o sbaglio?
Questo per dirti che se fossi convinto che la strada maestra per una pace duratura in ogni angolo della terra, sia il passo indietro, sia il ramoscello d’ulivo, sarei con te. Conoscendo un pochino la psicologia umana, studiando cosa è accaduto in questi ultimi 2000 anni di storia ritengo che la tua strada maestra sia impraticabile, non perchè il concetto del passo indietro sia sbagliato attenzione, semplicemente perchè irrealizzabile. Spero di essermi spiegato che ès empre complictao con i post e senza contraddittorio.
Premesso che odio le generalizzazioni, non capirò mai perchè certi fatti sono più importanti di altri, con i morti di serie A e di serie B. Noi occidentali per esempio siamo molto impegnati sul tema Plaestinese, quello che è accaduto in Ruanda o capita tutt’ora in Darfur (l’ONU ha parlato di genocidio ammettendo le proprie responsabilità nel non aver agito quando sapeva e vedeva) non ci interessa, in Ruanda sono stati sterminati sotto gli occhi dell’ONU più di un milione di abitanti che sono quasi tutti gli abitanti della striscia di gaza, attualmente nei campi profughi del Darfur ci sono centianai di migliaia di poveracci, ma all’Occidente non frega un cazzo.
Che differenza esiste? Coloro che si definiscono Pacifisti e lottano per migliorare lo stato di vita dei cittadini della striscia di Gaza, come mai sono così vogliosi di aiutare un popolo che comunque non si muore di fame pur vivendo con gravi disagi e lasciano morire nell’indifferenza chi di fame muore davvero?
Naturalmente questa non è un accusa rivolta a te Riccardo, sono solo dei quesiti che ti pongo.
Buona domenica.
Gianluca
La libertà, l’informazione libera, la conoscenza, solo questi sono i pilastri per costruire un mondo migliore. Nel ns piccolo Riccardo studiamo, conosciamo, poi se per caso vediamo cose pazzesche che dobiamo fare? Seguendo la politica del passo indietro e dobbiamo rimanere equidistanti?
Ritengo che non prendere posizione, nel caso specifico, non informare correttamente, porti solo delle negatività, l’Occidente deve essere compatto nel sostenere una linea comune, quella della verità, ma farlo oggi significherebbe smentire tutto quello che l’Occidente ha fatto in questi 40 anni dove ha lasciato che interessi personali ed economici superassero tutto. L’Occidente in questo conflitto per non aver avuto voglia di sporcarsi le mani quando doveva mettendosi subito a fianco d’Israele, quando ha lasciato passare una contro informazione mostruosa, HA GRANDISSIME RESPONSABILITA’. Ed il bello che questo conflitto è diventato un simbolo per molti paesi della guerra contro l’Occidente.
La testimonianza di kale sul ragazzo che è stato in Iran è simbolica e ringrazio il simpatico kale per averla riportarta, ritengo che negli ulti 20 anni con Internet ed una maggiore facilità di circolazione di idee ed informazioni i paesi integralisti hanno le ore contate, i massimi livelli lo sanno perfettamente per questo da una ventina d’anni esiste questo conglitto contro l’Occidente.
Stanno provando a tenere alla canna del gas il proprio popolo, la striscia di gaza è la massima testimonianza di quello che sta succedendo in questo ultimo periodo, poveri cristi che stanno li senza sapere i perchè, che crescono nell’odio tenuti per le palle dagli stati canaglia che si fingono loro amici, che schifo!!!
Gianluca
Gianluca
6 giugno 2010 alle 13:08
Chiedo perdono per la poca chiarezza, andavo di corsa ed ho fatto un casino.
Gianluca
6 giugno 2010 alle 13:20
Discorso lungo, e voglio risponderti nelle mie possibibilità, ma adesso darei una risposta affrettata perchè non posso evitare di impegnare il pomeriggio a mia figlia piccola che domani ha l’ultima e decisiva interrogazione di latino.
Se non la seguo ha chiaramente detto che Hamas diventa topolino.
Quindi ti prego di aspettarmi e di perdonare la giustificazione.
Riccardo.
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5 giugno 2010 alle 12:40
Charles Bukowski – Let Not
let not the people be your
foundation,
not the young girls,
not the old girls,
not the young men,
not the old men,
not those in-between,
not any of these,
let not the people be your
foundation.
rather
build on sand
build on landfills,
build on cesspools,
build on graveyards,
build even over water,
but don’t build on the
people.
they are a bad bet,
the worst you can make.
build it elsewhere,
anywhere else,
anywhere
but on the people,
the headless, heartless
mass
mucking up the
centuries,
the days,
the nights,
the towns, the cities, the
nations,
the earth,
the stratosphere,
mucking up the
light,
mucking up
all chance,
here,
totally mucking
it up
then
now
tomorrow.
anything,
compared to the people,
is a foundation worth
searching for.
anything.
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5 giugno 2010 alle 13:00
‘Fratelli nella diairesi’.
Vale per marito e moglie, padre e figlia, madre e figlio, povero e ricco, bianco e nero e giallo e rosso, operatore e datore di lavoro, non più cristiano e non più musulmano e non più ebreo. E’ così difficile capirlo?
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5 giugno 2010 alle 13:05
Israele è il risultato di una guerra di conquista territoriale, che nessuno può negare.
Israele non si è annessa i territori Palestinesi perchè non ha nessuna intenzione di dare tutti i diritti civili agli abitanti di quei luoghi.
Cioè gli Israeliti non hanno nessuna intenzione di divenire una minoranza etnica e politica.
Questo, tra l’altro, comporta che grazie alla costruzione del muro Israele si annettera altre fette di Terra Palestinese depurata dalla presenza degli abitanti Islamici.
Le risorse Idriche sono controllate dagli Israeliani, che ne fanno anche un uso politico.
L’obiettivo di Israele è quello di mantenere un controllo sul numero di presenze Palestinesi esistenti nei Territori, per quanto è possibile, senza ricorrere all’uso delle armi da fuoco.
GUZZ – MA E’ FORMIDABILE, ma è straordinario, ma lei ha capito tutto, e con quanta semplicità lo dice. Ma come ha fatto? E om è possibile che tutti noi che viaggiamo da quelle parti e dormiamo talvlolta nel deserto, e che assistiamo ad esecuzioni, e che siamo stati messi al muro, e che abbiamo passato le notti sotto un blindato pieno di morti sotto il fuoco di quattro guerriglieri che si facevano scudo dei bambini, come mai noi non abbiamo capito un cazzo. E poi leggiamo lei, lei l’illuminante e tutto è chiaro. E’ chiaro che l’imbecillità umana unita all’ignoranza produce OGM. Si chiamano mostri.
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5 giugno 2010 alle 14:16
Paolo,
ma Autogatto ha ragione (quasi): Israele è davvero il risultato della guerra di conquista territoriale della Palestina da parte… degli stati arabi! Senza la guerra scatenata dagli stati arabi, Israele sarebbe rimasto una modesta enclave-ONU, in perenne va e vieni con l’Occidente: più o meno quel che sono oggi le enclaves cristiane in Medio Oriente.
Invece Israele è diventato uno Stato vero, sovrano, e soprattutto libero.
Una cosa nuova. Una cosa che, in MO, non si era mai vista sotto il sole.
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5 giugno 2010 alle 14:56
PS
Quanto al presunto “controllo delle nascite” palestinesi, vai a dirlo a Sigal,
la cui madre, ginecologa, aiutò migliaia di donne palestinesi a partorire.
Autogatto, tu non hai ancora capito che la libertà, non la guerra, è la cosa più temuta al mondo.
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6 giugno 2010 alle 08:14
Patto io non ho mai parlato di “controllo delle nascite” ho scritto che un obbiettivo di Israele è, per quanto è possibile, mantenere un controllo sui palestinesi senza ricorrere all’uso delle armi da fuoco.
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6 giugno 2010 alle 08:10
mah.. mi sembra di aver scritto cose abbastanza scontate anche se è facile essere tacciati di antisemitismo anche quando si dicono cose ovvie.
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5 giugno 2010 alle 13:10
RIGUARDO AL BLOCCO
L’equipaggio civile di una nave mercantile non può opporsí al fatto che militari dello stato che ha dichiarato il blocco salgano a bordo,
per controllare che la nave non trasporti contrabbando. Però Israele non ha mai detto di voler solo applicare questo diritto ( e se le navi non trasportavano armi, lasciarle proseguire);
era ben chiaro sin dall’inizio, ed era anzi stato chiaramente affermato, che lo scopo dell’operazione consisteva nel prendere possesso delle navi e dirottarle su un porto israeliano
(come in effetti è avvenuto).
Alcuni sviluppi: Erdogan, il capo politico della Turchia, una nazione nella NATO, dichiara che Hamas non è organizzazione terroristica.
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5 giugno 2010 alle 13:55
Bene Autogatto,
vedo che cominci a ragionare. Ma dovresti aggiungere che il carico della Mavi Marmara, dopo opportuna selezione, viene ora trasportato a Gaza sui Tir.
Cerca di immaginare la scena al valico Isreale-Gaza, con centinaia di camion che entrano abbastanza velocemente nella Striscia, e centinaia di malati palestinesi che, in direzione opposta, vanno a curarsi negli ospedali della “entità illegale” (come l’ineffabile “pacifista” Greta Berlin chiama Israele).
Ora spostati, sempre idealmente, dall’altra parte della Striscia, al confine Egitto-Gaza (valico di Rafah): a causa delle lungaggini burocratiche e dei tre-quattro balzelli da pagare alle guardie, decine di camion impiegano ore per attraversare un confine che, peraltro, non esiste. In direzione opposta, nessun palestinese chiede di entrare in Egitto, “paese fratello”…
Chiediti come mai questo accade ininterrottamente da sessantantadue anni, e avrai risolto, in spiritu, l’ormai secolare “questione arabo-israeliana”.
(Tu non hai dimenticato, spero, l’immortale massima del presidente Mao: bombardare il quartier generale!)
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6 giugno 2010 alle 08:24
Patton, ma perchè ogni volta divaghi? cerca di ragionare piuttosto sul tema specifico
I blocchi navali sono fattibili, ma non sono regolati da appigli legali se non da consuetudini. Sul fatto che si possa o non possa fare, vige la legge del più forte. Esiste una convenzione a riguardo che regola i controlli in mare, (convenzione di Montego Bay), che e’ stata disattesa da Israele, e comunque Israele non l’ha mai firmata, quindi può tranquillamente ignorarla (secondo il suo punto di vista). Dal momento che tutto ciò, essendo appunto arbitrario, può essere disconosciuto da chiunque, ogni tipo di difesa contro questi atti puo’ essere consentito e giustificato. Spiace, ma per quanto riguarda la legge e’ cosi’.
Poi, possiamo dire che della legge non ci importa nulla, ma cambiano un poco di cose.
Ha letto l’articolo seguente?
http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=177567
Se la notizia è vera e sarà confermata, la scorta militare è d’obbligo. Stavolta non riesco proprio vedere gli israeliani attaccare la nave. Sarebbe un casus belli. La Turchia è nella NATO
Se Erdogan dovesse forzare la mano è possibile che prima di far salpare la sua flotta per Gaza a scorta di aiuti o per la persona faccia quello che nessuna cancelleria occidentale osa pensare per le implicazioni: riconoscere Gaza con status di Stato autonomo.
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6 giugno 2010 alle 15:50
Autogatto,
la convenzione di Montego Bay che regola il traffico navale CIVILE non c’entra niente con un blocco navale in situazione di guerra. Dopo che nella Striscia di Gaza Hamas ha eliminato fisicamente ogni opposizione, la Striscia stessa è retta da uno statuto (quello di Hamas), che postula tra i primi doveri dei suoi membri la distruzione dello Stato di Israele e che viola, quindi, uno dei primi articoli della Convenzione di Ginevra, secondo la quale gli stati, nei rapporti con altri stati, possono ricorrere all’uso della forza solo per legittima difesa.
La soluzione “naturale” di questo problema giuridico sarebbe che uno stato arabo (ad esempio l’Egitto, del cui territorio la Striscia fa parte) si assuma la responsabilità di costringere il partito unico di Gaza-Hamas, che de jure non rispetta quel principio della Convenzione di Guinevra, a rispettarlo de facto. Per assolvere questo compito, basterebbe una semplice forza di polizia egiziana a Gaza…
Dato che nella situazione attuale questo è impensabile (anche perché ai “fratelli” palestinesi l’Egitto non riconosce alcuna forma di cittadinanza), tale compito se lo assume Israele, che ovviamente non può mandare una forza di polizia a Gaza (se non altro perché si è spontaneamente ritirato dalla Striscia) e deve usare delle forze militari. Il problema è tutto qui: Israele sta obbligando i suoi militari a svolgere un compito da forza di polizia.
Certo, idealmente e per assurdo Israele dovrebbe avere il coraggio di mandare dei poliziotti, anzi dei “bobbies” disarmati, a controllarne il carico delle navi. Se il carico fosse “pulito”, la nave dovrebbe proseguire per Gaza; se però non lo fosse, o l’equipaggio rifiutasse l’ispezione, la nave dovrebbe essere costretta, dalla marina militare, a tornarsene da dove è venuta o a sbarcare i materiali proibiti in un porto israeliano. Io credo che alla fine si giungerà a una soluzione civile/militare simile a questa. A patto che, beninteso, uno stato musulmano qualsiasi (la Turchia?), si assuma qualche responsabilità nel controllo delle operazioni…
Quanto al riconoscimento della Striscia come stato autonomo, le “cancellerie occidentali” (come le chiami tu, ottocentescamente) l’hanno già fatto, quando hanno ammesso alle elezioni poilitiche nella Striscia un movimento come Hamas, che non rispetta le più elementari norme della Convenzione di Ginevra, e non le rispetta proprio in un paese (la Striscia, appunto) che vive di sovvenzioni ONU!
Ennesimo errore madornale dell’Occidente in Medio Oriente: dove nessun partito riferibile ai Fratelli Musulmani è mai stato ammesso alle elezioni politiche, a parte l’immane tragedia dell’Algeria.
La verità, caro Autogatto, è che l’Occidente — USA compresi e Vaticano a parte — non ha più niente da dire in Medio Oriente.
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7 giugno 2010 alle 10:30
Patton, il riconoscimento di Israele é l’unica e modesta carta politica in mano ai Palestinesi, e pretendere che vi rinuncino non solo al di fuori di quadro di trattative, ma addirittura senza nemmeno una promessa di aprire queste trattative, significa chiederne il suicidio politico e poi riconoscere uno Stato significa anche riconoscerne i confini …
Quali sarebbero i confini di Israele ?
7 giugno 2010 alle 11:30
Ma quale “riconoscimento”, Automicio? Vada a leggersi lo statuto di Hamas-Striscia di Gaza.
Quanto ai confini, essi si stabilisono con un TRATTATO DI PACE, firmando il quale Sadat firmò anche la sua personale morte civile e conseguente massacro a scena aperta. Le maomettana TREGUA (hudna), stipulata da tutti gli altri stati arabi con Israele, non stabilisce alcun confine, anche perché è solo una guerra dilazionata di tot anni, come insegna il Profeta.
Ma è evidente che Lei non ha la più pallida idea di quali sono i “fondamentali” dell’islàm.
7 giugno 2010 alle 14:17
PS: quel che l’Autogatto-eufemista chiama
«l’unica e modesta carta politicain mano ai Palestinesi: il [non-]riconoscimento dello stato d’Israele»
si traduce nello statuto di Hamas — partito unico al potere a Gaza — con il dovere religioso di distruggerlo e con l’annuncio, preso da un detto attribuito al Profeta,
che la fine del mondo verrà quando i musulmani avranno ucciso tutti gli ebrei.
7 giugno 2010 alle 16:10
Quindi quali sarebbero i confini dello stato di Israele ?
Caro Pattum, non c’è dubbio che Israele sia meno peggio di Hamas.
Attenzione però che alla fine con la logica del “meno peggio” si giustifichi qualsiasi cosa: Israele può ammazzare cento palestinesi per ogni sua vittima perché… “è meno peggio”? Sicuri che lo sia ancora? Cosa dovrebbe fare, esattamente, per non esserlo più? Israele non si può criticare finché si macchierà di azioni appena meno peggio di quelle di Hamas?
Un’altra “ragione” che viene spesso usata da chi difende Israele “a prescidere” e che i palestinesi “minacciano l’esistenza dello Stato d’Israele”: poi però basta contare le vittime per scoprire che muoiono più dei loro nemici. Strano modo d’impostare un genocidio.
Riguardo ai trattati, io credo che in caso di un nuovo e definitivo accordo, sia il Likud che Hamas perderebbo gran parte del consenso elettorale. E’ loro interesse pertanto mantenere la situazione incandescente e alimentare lo scontro ogniqualvolta le pressioni internazionali provano a proporre scenari diversi…
Il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato in esclusiva le analisi autoptiche effettuate dai medici legali incaricati dal governo turco sui corpi degli attivisti uccisi dall’esercito israeliano durante l’assalto alla Freedom Flotilla. I nove cadaveri portano i segni di almeno trenta di colpi d’arma da fuoco del calibro di 9 millimetri, sparati in molti casi da distanza ravvicinata, circa 45 centimetri, poco più della lunghezza di un avambraccio.
Ibrahim Bilgen, cittadino turco sessantenne, è stato colpito alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Il cittadino statunitense Fulkan Dogan, di diciannove anni, è stato colpèito al volto, alla nuca, alle gambe e alla schiena.
Almeno cinque delle vittime sono state raggiunte da colpi alla schiena.
…chissà se dietro l’”incidente” alla nave degli attivisti non ci siano piani per creare un casus belli
7 giugno 2010 alle 23:19
Autoga’, ma lo fai o lo sei?
Pensi forse che lo stato Israele abbia l’ìobbligo di stabilre i suoi confini, mentre invece gli stati suoi …confinanti ne sono esentati? Le uniche due eccezioni, che confermano la regola, sono il vero confine Israele-Egitto (di Sadat) e lo “infame” muro in Cisgiordania, al di là del quale vive la maggioranza dei palestinesi (2.500.000): governati da un parlamento scaduto e da notabili cooptati, ma in pieno boom economico, ovviamente sotto la tutela dell’esercito israeliano.
Quanto alle «“ragioni” che vengono spesso usate da chi difende Israele “a prescidere”», mi spieghi che cazzo c’entrano con quel che ho detto io? Non starai mica divagando, per caso?
Israele puoi criticarlo finché vuoi. Basta che tu non faccia il finto tonto e non copincolli salomoniche banalità come “l’interesse del Likud e di Hamas a mantenere la situazione incandescente e alimentare lo scontro”. Basta che tu porti dei fatti e degli argomenti.
Ma il problema è che anche quando li porti (come l’indiscutibile supremazia di Israele nell’uso della forza), poi non resisti alla tentazione di far l’oracolo a gettoni: «…chissà se dietro l’”incidente” alla nave degli attivisti non ci siano piani per creare un casus belli»).
Quello che tu chiami incidente tra virgolette, le persone intelligenti lo chiamano fiasco.
Che non è quello che tu ti sei bevuto stasera.
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5 giugno 2010 alle 13:25
Merita di essere letto, Tavaroli e Tronchetti Provera:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/05/news/dossier_illegali_parla_tavaroli_io_e_tronchetti_ecco_la_verit-4588366/?ref=HRV-4
Gianluca
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6 giugno 2010 alle 09:55
già, ed il nostro difensore della privacy, mister BERLUSCONI, mentre preparava la legge bavaglio, si aggiornava sulle ultime intercettazioni illegali, andando a cena con il tronchetti!!!!
questo per chi crede all’onestà intellettuale di b. e della sua canea berlusconiana
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5 giugno 2010 alle 13:30
Ma sai, autogatto, i fogli A4 sono una pericolosissima arma di distruzione di massa, ci si possono fare gli aeroplanini di carta da buttare addosso ai coloni israeliani.
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5 giugno 2010 alle 13:45
“Erdogan, il capo politico della Turchia, una nazione nella NATO, dichiara che Hamas non è organizzazione terroristica.”
This strongly reminds me of a song that I heard somewhere:
“We’ll make the world abandon reason…”
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5 giugno 2010 alle 13:45
Israele è in pericolo, avverte la sua precarietà, ma soprattutto l’avvertono gli israeliani, la popolazione che si sente più insicura. Lo notava Panebianco in un suo fondo l’altro giorno. Anche un osservatore disattento, se mette insieme vari tasselli di quanto sta succedendo nel mondo, non può che arrivare alla stessa conclusione. Il difensore storico di Israele, gli USA, non è più lo stesso, ha mutato atteggiamento per l’appannarsi della sua potenza ed a causa della nuova dirigenza assai più tiepida rispetto al passato ad esporsi in difesa della piccola democrazia mediorientale. Israele è sempre stato in pericolo, dal suo nascere, sempre circondato dall’ostilità dei suoi vicini che non gli hanno mai perdonato di essere una democrazia, uno stato di diritto, un popolo che lavora, che crea giardini e frutteti, che coltiva il grano dove c’era il deserto e che perciò li ha esposti al ludibrio del mondo perché in quei paraggi odiano la democrazia come Dracula i serti di aglio, detestano lo stato di diritto, ma soprattutto l’impegno personale fatto di lavoro duro e serio.
I nostri pacifisti che, Kefiah al vento e ghiacciolo siberiano in pugno, si battono per aiutare il popolo palestinese, quella massa di derelitti ostaggio di una situazione orribile creata e difesa dai suoi dirigenti che amano la conflittualità permanente perché da essa traggono alimento e fortuna personale, non si sono scandalizzati quando hanno toccato con mano dove finivano gli aiuti internazionale, anche italiani ed europei, al popolo palestinese. Non si sono scandalizzati e non hanno urlato né marciato (con D’Alema in testa accompagnato da Gino Strada) quando sono emersi i conti milionari (prossimi al miliardo di dollari) di Yasser Arafat, il vero affamatore del suo popolo. In quei conti (immediatamente pretesi dalla bionda moglie del leader palestinese, nel frattempo passata ad altro compagno ) erano finiti anche i soldi che Craxi, nelle vesti di Garibaldi che si svena per le cause dei popoli oppressi, aveva generosamente versato; soldi anche miei perché le tangenti versate al partito di Craxi si sono ricadute sul contribuente italiano come aumento di costi. Non si sono scandalizzati del fatto che anche gli aiuti europei (quindi anche soldi miei) siano finiti in quei conti pretesi dalla vedova bionda, e non arrivano a pensare, ottenebrati come sono dall’antipatia verso gli ebrei, che forse quei leader ci prendono per i fondelli, perché vivono e si arricchiscono con lo stato di belligeranza continua, affamando il popolo che a parole dicono di difendere. E cianciano sulla legittimità del blocco navale o sulla pace universale messa in pericolo dal blitz israeliano o di ilarità simili. La pace perpetua l’assicura la democrazia liberale; non lo dico io ma Kant e l’esperienza europea dà ragione al filosofo tedesco. Ma essi, i pacifisti picchiatori sono anche contro tutto ciò che richiama l’occidente, pronti a nutrirsi del verbo di Chomsky o, per restare i casa, di Asor Rosa e Vattimo, distraendosi solo per leggere Tabucchi. Chissà se hanno mai spinto la loro immaginazione fino ad ipotizzare cosa sarebbe quell’area senza Israele (le Nazioni Uniti già lo fanno con le carte geografiche); chissà se immaginano la robustezza della pace con gli ayatollah venerati come liberatori a Beirut e a Tel Aviv.
Si, penso che la posizione di Israele oggi sia più precaria e che perciò bisogna schierarsi, in sua difesa.
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5 giugno 2010 alle 13:46
…ho provato a fare una ricerca su Internet a proposito di Sigal Harari e ho trovato tantissimo odio nei suoi confronti. E ho scoperto siti come questo:
http://olo-dogma.myblog.it/archive/2010/01/31/opinioni-sbagliate-di-una-ebrea-sigal-harari-di-origine-litu.html
Vorrei cercare di far capire che certe mie battute da osteria non implicano il fatto che io sia contro Israele e la sua esistenza, al contrario: credo invece che certi atti che Israele compie siano controproducenti a questa stessa sopravvivenza, per questo non posso essere d’accordo con chi crede che le azioni di Israele siano sempre e comunque buone e giuste.
GUZZ .- CERTAMENTE a Gerusalemme hanno tirato un sospiro i sollievo.
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5 giugno 2010 alle 16:17
Stapperanno Champagne… anche a Tel Aviv.
GUZZ – DIFFICILE. A tel Aviv non risiede alcun governo.
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5 giugno 2010 alle 17:08
Governo e Parlamento di solito si trovano nella capitale, quindi a Gerusalemme
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5 giugno 2010 alle 17:43
non sono io l’autrice di quell’articolo. A parte questo non credo che tu abbia trovato in internet odio nei miei confronti.Non mi risulta. Potresti segnalarmene qualche caso?
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5 giugno 2010 alle 23:39
Olo-dogma è una pattumiera che fa dell’antisemitismo il proprio cavallo di battaglia.
Le menti contorte dietro a questo vile tentativo di riscrivere la storia in maniera mistificatoria sono note alle autorità giudiziare ed alla DIGOS sotto i nomi di Giuseppe Poggi e Francesco Erwin Poggi, rispettivamente padre e figlio, già celebri per la creazione del sito “www.thule-toscana.com”, debitamente sottoposto a sequestro dalla Procura di Arezzo in quanto contenente articoli e materiali apologistici del nazismo. Ora questi loschi figuri si ripresentano sotto mentite spoglie,dando seguito alle loro miserabili, riprovevoli, vergognose apologie di reato.
In quel putridume di sito si fa scempio della verità: si vuol dar ad intendere che Auschwitz fosse una sorta di bordello corredato di piscina e camere da letto; che le camere a gas non siano mai esistite; che in realtà i nazisti abbiano serbato agli ebrei un trattamento all’acqua di rose.
Sito da evitare come la peste.
Non sarà meglio segnalarlo alle autorità? Che dite?
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5 giugno 2010 alle 13:54
Vedo che c’e’ un blogger con il Nick Epitteto…diairesi, antidiairesi…da Ierapoli , l’odierna Pamukkale – Turchia – dove ci sono delle acque calde …mi ricordo di lui perche’ era difficile capire Platone e company..ma Epitteto me lo ricordo perche’ divideva le cose del mondo in due : quelle che si possono cambiare e quelle che non si possono cambiare ed e’ proprio cosi’.
Per riferirsi all’attualita’ che scatena cosi’ tanti sentimenti diciamo che non si puo’ cambiare il fatto che Israele esista ed essendo circondata da milioni e milioni di persone che la vogliono cancellare dalla faccia della terra , ebbene qualche cazzata la fa anche Israele per difendere il suo diritto alla vita.
Paolo ci invitava a ricordarne qualcuna…vado a memoria e ricordo un filmato – puo’ essere pure che fosse un falso – in cui Tsahal spezzava a freddo le braccia a qualche palestinese…si , d’accordo magari pure un terrorista di quelli che mettevano le bombe sugli autobus ad Haifa.
Concludendo , ribadisco che quando qualcuno ti vuole fare fuori …vuole che tu non esista piu’, la paura e la solitudine pur nella lucidita’ ti fa assumere atteggiamenti non propriamente degni delle Dame di San Vincenzo.
Ecco , quale migliore scenario al mondo per gli uomini di buona volonta ? Qualcuno …anzi molti ce ne sono da quelle parti…medici israeliani che curano bambini palestinesi e cittadini israeliani che cooperano e aiutano famiglie palestinesi e da quest’ultime considerati come fratelli .
Ma , purtroppo , pare che tutto questo non basti.
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5 giugno 2010 alle 13:57
Ho anch’io l’assoluta convinzione che Guzzanti abbia ragione.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
GUZZ – GRAZIE, caro Luca.
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5 giugno 2010 alle 14:02
la canzone della pace dei attivisti pacifici palestinesi:
http://www.youtube.com/watch?v=FOGG_osOoVg&feature=player_embedded
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5 giugno 2010 alle 14:20
Sono veramente dispiaciuta per lei onorevole Guzzanti , i fatti che lei chiede non potrà mai vederli, né per default né per non default…dalle sue parole e le sue posizioni , quello che manca è evidente , è come si costruisce dopo decenni qualcosa di diverso , quello che danilo dolci, aldo capitini e tanti altri di un’altra cultura ,dfiversa da quella delle difese e degli attacchi , chiamavano e chiamano maieutica della creazione, della pace attiva costruita ogni giorno senza mai smettere,
potrei fornirle quegli stessi fatti che qualcuno le fornì per le ragioni del nostro sud con la sua storia così tragica, ma lei giustamente forse per la sue èlite o per la sua razza “superiore”, non potrà mai vedere, scrisse anche dei nostri del fratelli del sud,così come scrive delle altre culture diverse dalla sua in terra santa ( santa?)…. è così che non potrà mai vedere l’ignoranza (ricca nel senso di portafoglio) con cui hanno allevato le batterie di leghisti o di finti cristiani, comunicati liberati alle trote e formigoni del nord ….sicchè , l’unità così preziosa che anche lei vuole e per cui si batte per tener unito questo nostro disgraziato paese ,quella a cui lei tiene volendo dar spazio in questo suo luogo del pluralismo delle idealità migliori, senza stupide e violente ideologie, vien meno …
ricorda quando le contestai che lei per primo doveva rendersi più credibile ,adesivo cioè a tutta quella conoscenza che vuole e rivendica sui fatti del mondo, cioè dare il buon esempio senza adottare, come modello per tutti “gli altri” ,inutili linguaggi viscerali di scontro troppo eccessivo ,troppo , ergo non in equilibrio ?
La sua risposta fu che si è èlite e occorre schierarsi…fu una risposta da esercito,mostruosa e dolorissima per me
La sua ricchezza enciclopedica, di conoscenza e di vita che sa riunire persone brillanti che possono aiutare a cambiare questo paese di italiani mai fatti , e così per i vari vari pezzi del mondo , tuitta questa intelligenza perché buttarla a mare così? perchè?
————————————————————-
gli Stati e gli antistati, cioè chi si dice democratico ma in realtà non lo è, hanno distrutto la capacità delle popolazioni ad essere migliori, questo anche grazie alle destraccia ,che destra o liberale non è, di cui lei ,in questo stato d’italia, ha saputo solo successivamente ( onore a lei) prendere le distanze , ce ne fossero di esempi come i suoi che aprono gli occhi , è così difficile aprirli completamente a tutte le armonie?
lei per ora non ha saputo prendere equidistanza dai due stati violenti di hamas e israele per lavorare ad un’altra soluzione che protegga la stessa etnia a cui tanto tanto tiene, eppure tanti di vera destra in europa , hanno preso le distanze , non certo solo lerner che di destra non è , né grossmann in israele ed tanti tanti altri esempi fatti di carne e ossa e uomo che possiamo farci …
tutti questi uomini, chi più e chi meno “intellettuale” di lei e degli amici del sul blog , grazie a una lungimiranza che per ora non intravedo ( questo blog cosi prezioso quando non scade in pura violenza verbale o si stupidi schieramenti), nascondendosi dietro un dito ad alibi, che cioè il tutto sarebbe per una bella ferocia dialettica ….è questo il saper essere èlite? È in base a questo che tutte le ragioni diventano oltre un certo punto , solo da fanatici, quindi nel sonno di qualsiasi ragione?
è proprio a tutela degli ebrei stessi, sparsi nel mondo, che occorrerebbe essere in maggiore equilibrio , fosse solo per il rispetto che ogni vita merita… .si può essere molto più feroci togliendo i viveri che non ammazzando come dice di lei dei ”palestinesi” raccontando le solite cose degli uni contro gli altri, come a volte si sentono le cose private in cui non mettere il dito,fra moglie e marito, quando si sa perfettamente ormai nel duemiladieci dopo cristo, che quando si arriva oltre il limite, il concorso delle colpe è almeno fifty fifty
è evidente anche da questo esempio ,la cecità di uno stato a produrre squilibrio, fosse solo quello diplomatico nell’interesse dello stesso Stato di israele , che è comunque lontano da ciò che sogno e pratico insieme a tutti i vari baremboim e i vari said di una cittadella celeste in carne e ossa, prima o poi ,in un ‘unica terra santa veramente multi.religiosa o multi.culturale
come fa a negare la cultura araba dicendo che esiste solo quella ebrea? Come fa a dimenticare tutte le altre? È solo una provocazione? come quella che fece degli indiani di america che morirono sterminati peggio dello sterminio degli ebrei, solo per un raffreddore? Quale responsabilità è da parte di una testa brillante come un diamante quale lei vuole essere?
nella sostanza purtroppo di pensieri semplici semplici per chi respinge ogni guerra santa come me, è che portare cibo e medicine(perché questo era il carico) equivale a portare armi per più potenti di qualsiasi esercito, difesa, attacco, o testate nucleari…quindi una provocazione che Israele ha raccolto puntulamente , rispettando le promesse , cioè le minacce ed annulando l’arma piu potente al mondo:la vicinanza del mondo alla fame e la disperazione con il cibo.
la saluto e vi saluto con rispetto non ipocrita e non violento.
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5 giugno 2010 alle 16:45
Paso,
i tuoi minestroni sono immangiabili, perché ci metti dentro tutto quel ti capita fra le mani: roba cruda, cotta, bucce, semi, pezzi di carta, polistirolo e nylon. Solo due tipi di persone riuscirebbero a fare cose simili: una dea dell’Olimpo scesa in terra e rimasta senza ambrosia; una malata di Alzheimer rimasta senza badante…
Sulla cultura araba: Edward Said, insigne palestinese figlio di genitori entrambi cristiano-protestanti, era il primo a riconoscere che nei paesi arabi non esisteva nessun istituto universitario di storia, letteratura o altre scienze umane paragonabile a quelli occidentali. Infatti non insegnò MAI in una università araba.
E sarebbe stato il primo a ridicolizzare il tuo algido e svanito «almeno [???] fifty-fifty» sulle responsabilità nel conflitto. Infatti nell’orchestra Diwan da lui fondata si discute accanitamente di politica, quand’è ora di discutere, a porte chiuse. Poi tutti suonano, a porte aperte, quand’è ora di suonare.
Questa è la vita, non l’Olimpo dei tuoi onirici acquerelli di ragazzina senza età.
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5 giugno 2010 alle 17:16
buongiorno, mi sono letto tutto, sinceramente ho capito poco ( certamente colpa mia).
Mi chiedo però se sia il caso di usare parole del tipo ” default” che tradotto in italiano vuole dire :” mancanza, abbandono, difetto, contumacia”. ( tralasciando la traduzione in termini di informatica)
Mi sembra un bel minestrone, non sarebbe meglio usare dei termini italiani che si prestano poco a fraintendimenti e credo siano anche più precisi dei vocaboli inglesi?
questa è la prima frase:
“questo è orribile di default”
al posto di default cosa devo leggere?
saluti
bruno
GUZZ – PROVI A LEGGERE SFONDO NATURALE, modo basico di pensare e di essere.
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5 giugno 2010 alle 19:44
Guzzanti, lei ha ragione!
Ormai nel mondo tutto si riduce a fare il tifo o per l’uno o per l’altro, ma d’altronde, penso, meglio fare il tifo che essere ipocriti.
Sono ipocriti l’Onu, i pacifisti (a senso unico direi), l’Europa, a volte anche l’America (ma l’America ha una scusante che è quella che si è rotta i maroni di risolvere sempre i problemi degli altri).
Israele, per quanto mi riguarda rimane l’utimo baluardo della salvezza del mondo; forse questa mia affermazione può sembrare troppo grossa, ma io sento che è così. Sento che se Israele dovesse ammainare la bandiera non avremo più scampo.
Io mi sento a volte più vicino ad Israele che all’Italia. Mi sento vicino a Sigal per il tormento che vive, e che tal tormento ha fatto casa nel suo corpo e nella sua mente.
Ovviamente sono vicino anche ad ogni persona, bambino, donna palestinesi che vivono questa tragedia nel dolore e nell’angoscia quotidianamente.
Io non sono un colto caro Guzzanti, faccio fatica a scrivere anche cose semplici, ma sono convinto che il mondo occidentale debba guardarsi intorno ed aprire gli occhi perchè il troppo rilassamento porta ad essere indifferenti e l’indifferenza porta alla decadenza. Quando sento dire da certi individui che Israele debba essere cancellata dalla terra mi sento male. E più male mi sento quando taluni hanno parola in un palazzo trasparente.
GUZZ – IO, OLTRE A SENTIRMI MALE COME LEI, IMBRACCIO UN CORTO MITRA E PORTO SEI CARiCATORI ALLA CINTOLA.
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5 giugno 2010 alle 19:46
Soffro ,soffro,soffro nel vedere e nel sentire le notizie fornite fornite dai nostri media sulla aggressione subita dai soldati israeliani.dei video postati da Guzzanti nell’articolo precedente, ovviamente non se ne parla.
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5 giugno 2010 alle 19:54
Chi di noi non ha pensato con paura che la nostra civilta’ nel tempo sara’ fagocitata dall ‘ Islam ?
Noi corrotti , senza speranze …il loro mondo cosi’ duro e granitico , volitivo e sostenuto da un credo destinato , alla lunga , a vincere.
Invece pare che non sara’ affatto cosi’ …anzi sono proprio loro che , ALLA LUNGA , saranno come noi ; cio’ se si considera l’anelito di vita proprio – udite , udite !!! – della gioventu’ iraniana ; si , quella di Ahmadinejad presidente di quel Paese dell’Islam sciita che esteriormente appare cosi’ rigoroso ed estremista.
Con il linguaggio diretto e pittoresco dei giovani ho udito le parole di un ragazzo figlio di padre iraniano e madre italiana che parla perfettamente il farsi che rivolgendosi a mio figlio affermava reduce da una visita a parenti in Iran : ” ma guarda che a Teheran ci sono delle fiche stupende che scopano come dee e poi alcol a fiumi “…insomma la gioventu’ iraniana sesso e rock and roll.
Nel Venerdi di Repubblica oggi appare a fagiolo una intervista ad una attrice iraniana – scappata da Teheran – Golshifteh Farahani che conferma le parole di quel giovane italo-iraniano con aggiunta di particolari assolutamente interessanti su quella che e’ la “vera” vita dei giovani iraniani dietro quella “ufficiale” con padaran o basiji che menano.
In Iran tutti imparano presto a vivere una “doppia vita” …” si vive di nascosto facendo cio’ che la rivoluzione islamica predica ; per non tradire le famiglie i bambini imparano presto a costruirsi questa doppia identita’ e a mentire in pubblico ” L ‘ attrice afferma di essersi resa conto di questa follia quando ha visto come si vive in occidente , senza cioe’ nascondersi , dove si puo’ fare festa , divertirsi , insomma “enjoy the life” come e’ giusto che sia.
Inutile dire che la quasi totalita’ della gioventu’ iraniana, informatissima su come va il mondo altrove , a tutto cio’ anela e per quell’attrice facile e’ prevedere che quel regime crollera ‘ ; e se e’ vero come e’ vero che la maggioranza della popolazione iraniana e’ costituita da giovani quella previsione non e’ poi cosi’ campata per aria.
Quindi tranquilli…sono loro che vogliono essere come noi..
—————————————————————————————————————————–
Non vorrei sentirmi pero’ come il solito saccente che alligna nell’Occidente portatore di una “cultura” superiore…mi sono rimaste sempre impresse le parole di una intellettuale giapponese che alla critica di un “occidentale” su Mishima affermava..” .ma chi vi credete di essere ? Quale modo piu’ dignitoso di andarsene da questo mondo se non un perfetto harakiri , come fece Mishima? ” poi disse piu’ o meno …non capirete mai un cazzo , voi occidentali ; e pensare che i giovani iraniani si prefiggono l’idea di non ” volere capire un cazzo”.
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5 giugno 2010 alle 20:40
Onorevole
che significa “non si può stare come pesci di default in barile”.
Significa che o si è con Israele (senza se e senza ma) oppure si è contro ?
Con questa logica se c’è un se si è automaticamente contro, per cui è obbligatorio accettare supinamente qualunque cosa faccia Israele, anche le cazzate. Mi spiace ma non c’è nessuna logica dietro a ciò.
Un’ ultima cosa, il riconoscimento dell’errore nasce dal dubbio. Accettare il dubbio significa dischiudere la porta alle possibilità.
GUZZ – NO. LA FILOSOFIA del dubbio è una teoria arrogante. L persone umili e rispettose sanno perfettamente dove stanno il bene e il male, il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto. Poi, ognuno si regoli con Israele come vuole. Basta che non biascichi il dubbio
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5 giugno 2010 alle 23:46
Patton scrive:
5 giugno 2010 alle 16:45 ____________
fra moglie e marito si può divorziare; possono esserci conseguenze che nel tempo procurano danni devastanti, anche se “le ragioni” erano a favore di una parte e ben praticate; della eventuale guerra ,inutile, di una coppia come da questo esempio, gli altri, piu vicini o semplici spettatori, possono prendere le parti dell’uno o dell’altra o assentarsi/allontanarsi oppure piu semplicmente cercare soluzioni, ma in fin dei conti il tutto sarà limitato a quella coppia e ce ne può fregare di meno;
se il divorzio avviene fra le popolazioni,che condividono confini limitrofi e molto mescolate fra loro, possono succedere problematiche che nel tempo , decennio su decennio, non rendono piu nitide le posizioni di partenza, nè per chi aveva fin dall’inzio mantenuto tutte le ragioni da una parte, nè per chi le aveva volute tutte dall’altra, perchè?
perchè purtroppo, dopo decenni su decenni , parlano i risultati di un conflitto che alla fine ha rappresentato una polveriera senza soluzione e coinvolto tutto il mondo a riflesso ;
so molto bene la storia di Baremboim e Said quindi la ringrazio moltissimo nel suo vivo ricordo.
Mi spiace però molto che lei sia così poco rispettoso della cultura della non violenza e debba usare linguaggi e frasari no comment-
Molto probabilmente non può starle a cuore la necessaria intelligenza a svolta della convivenza fra i popoli .
Non ho neanche l’immaginario a sostenermi per poterle parlare , a riflesso, con le sue “armi” /parole che quindi posso solo definire imbarazzanti, non per me, ma per lei e la sua intelligenza.
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6 giugno 2010 alle 12:11
Paso,
il discorso non violento, se vuol persuadere/dissuadere quello che Lei chiama violento, dovrebbe essere più chiaro, più preciso, più eloquente o più aderente ai fatti di quello “violento”. Invece il Suo linguaggio è una continua evasione dai fatti e dall’eloquenza: solo per capire quel che Lei vuol dire è necessario un faticosissimo lavoro di decodifica delle Sue personali metafore, delle Sue allusioni, dei Suoi rimandi, delle Sue frasi lasciate a metà… Insomma, scrivendo come scrive, Lei costringe l’altro a occuparsi dei Suoi dubbi, dei Suoi conflitti e delle Sue paure, ancor prima di affrontare il tema in discussione. E non vedo proprio perché l’altro dovrebbe fare il lavoro preliminare che Lei non ha nessuna voglia di fare.
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5 giugno 2010 alle 23:49
Non riesco a capire alcune semplici questioni di fondo che traspaiono sia sul Blog che nel mondo Italia inclusa:
1)Israele si deve difendere per non sparire ed a volte deve farlo con mezzi straordinari?
2)La sua situazione è oggettivamente difficile così compressa come è all’interno di un mondo ostile?
3)Israele ha il diritto di stare nell’area gegrafica dove oggi trovasi o qualcuno pensa che stia usurpando il territorio?
4)Israele e gli Ebrei sono oggetto di attacchi preconcetti ed irrazionali e sono poco amati nel Mondo oltre che ovviamente in M.O.?
5)Cosa dovrebbero fare gli Israeliani per convivere pacificamente con i Palestinesi ed il resto dei paesi Musulmani e soprattutto è possibile la cosa?
6)I Palestinesi hanno il diritto di avere una loro terra all’interno del territorio ove ora domina Israele?
7)I Palestinesi hanno diritto di autogovernarsi?
8)I Palestinesi sono non soggetti agli stessi attacchi preconcetti di cui al punto 4) precedente?
9)Perchè e di chi le colpe della mancata coesistenza di due Nazioni che convivono pacificamente nell’area?
10)Vista la situazione c’è qualcuno che sappia ipotizzare una soluzione praticabile oppure dovremo attenderci la sparizione violenta di una delle due entità e la sopravvivenza di una sola delle due? E quale delle due?
Dato che trattasi di argomento specialistico e di grande importanza, gradirei che qualcuno tentasse di darmi risposte logiche ed oggettive lontane da sentimenti personali.
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6 giugno 2010 alle 18:12
Alberto,
Rispondo in breve alle tue domande
1)Israele si deve difendere per non sparire ed a volte deve farlo con mezzi straordinari?
Se Israele non si difendesse sparirebbe dalla carta geografica.
2)La sua situazione è oggettivamente difficile così compressa come è all’interno di un mondo ostile?
La situazione è insostenibile
3)Israele ha il diritto di stare nell’area geografica dove oggi trovasi o qualcuno pensa che stia usurpando il territorio?
Israele ha tutti i diritti non solo dal punto di vista storico ma anche dal punto di vista giuridico avendo acquistato gran parte dei territori dai turchi, avendo abitato da secoli in questa terra, essendone stata riconosciuta nel 1948 l’esistenza (come del resto quella dei palestinesi.)
4)Israele e gli Ebrei sono oggetto di attacchi preconcetti ed irrazionali e sono poco amati nel Mondo oltre che ovviamente in M.O.?
Basta vedere cosa succede nel mondo in cui ebrei vengono insultati, uccisi, i loro luoghi sacri profanati, e cosi via
5)Cosa dovrebbero fare gli Israeliani per convivere pacificamente con i Palestinesi ed il resto dei paesi Musulmani e soprattutto è possibile la cosa?
Per farli contenti dovrebbero suicidarsi. La pace sarebbe possibile se solo la volessero.
6)I Palestinesi hanno il diritto di avere una loro terra all’interno del territorio ove ora domina Israele?
Assolutamente no. Questo significherebbe la fine di Israele. Per il momento già vivono in Israele un milione e ottocento mila arabi. Se dovessero diventare la maggioranza lo stato ebraico finirebbe di esistere.
7)I Palestinesi hanno diritto di autogovernarsi?
Sicuramente si. Peccato che non lo vogliano.
8)I Palestinesi sono non soggetti agli stessi attacchi preconcetti di cui al punto 4) precedente?
Non ho capito
9)Perchè e di chi le colpe della mancata coesistenza di due Nazioni che convivono pacificamente nell’area?
La responsabilità è degli arabi che non hanno mai accettato la nostra presenza e con guerre, attentati e provocazioni hanno tentato di cancellarci.
10)Vista la situazione c’è qualcuno che sappia ipotizzare una soluzione praticabile oppure dovremo attenderci la sparizione violenta di una delle due entità e la sopravvivenza di una sola delle due? E quale delle due?
Che d-o non voglia. (Confesso però che non mi dispiacerebbe che una voragine si aprisse e ingoiasse i paesi arabi, Gaza compresa).
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7 giugno 2010 alle 18:08
Cara Sigal, ti ringrazio intanto delle tue risposte, speravo che ce ne fossero anche da parte di altri.
volevo dire che I Palestinesi sono indubbiamente visti con maggior simpatia nel Mondo, mi sembrava chiaro.
Al punto
Le mie domande erano tese a capire meglio una situazione che mi è stata sempre abbastanza oscura da un punto di vista oggettivo; per questo chiedevo che qualcuno in breve ma da un punto di vista neutrale, mi esponesse in modo abbastanza scientifico la storia del conflitto ed il suo possibile divenire. Io purtroppo per mia deformazione mentale, tento di vedere le cose sempre con approccio logico per capire e tentare di dare soluzione ai problemi.
Però vedo che le opinioni su questo argomento e molto di più che per altri, si polarizzano fortemente e indubbiamente c’è molta partecipazione emotiva da parte di entrambe le parti.
Ti dico solo che mi piange il cuore per questa situazione senza vie d’ uscita, almeno per come tu la vedi.
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8 giugno 2010 alle 08:54
Alberto, condivido il tuo pensiero e il tuo approccio.
Sigal, mi associo ad Alberto per lo strazio nel cuore e il vuoto nella testa per il non riuscire a vedere vie d’usice in una situazione che negli anni a venire si prospetta smepre più difficile.
Sottolineo anche io, almeno per come tu la vedi, ma da quello che ho letto negli ultimi giorni…sono sempre più vicino al popolo israeliano.
Viviamo in un’epoca storica in cui la libertà è a riscio. Ogni voce in tal senso cercano di sopprimerla. Fa paura, forse perchè sconosciuta o pericolosa.
Benvenuti nel moderno medioevo!
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8 giugno 2010 alle 16:31
“Io purtroppo per mia deformazione mentale, tento di vedere le cose sempre con approccio logico per capire e tentare di dare soluzione ai problemi.”
Caro Alberto,
che disgrazia condividere questa tua caratteristica
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8 giugno 2010 alle 19:07
Cari amici, io sono sempre di più convinto che per trovare soluzioni, occorra prepararsi bene, con argomenti validi ed incontrovertibili, dotarsi di pazienza, provarci, far capire alla gente come stanno le cose e poi, mettendosi nei panni dell’altro ed essendo disposti a rinunciare a qualcosa, forse alcune situazioni anche molto difficili e cronicamente intricate possono trovare soluzione.
Certo che questa guerra semifredda tra Israel e Mondo Musulmano è veramente di difficile componimento e debbo dire che secondo me, il motivo di fondo, che io reputo oggettivo, è la testardaggine, l’ integralismo e l’arretratezza della parte Musulmana, non ci piove; questi sono ovunque di dura cervice.
Un’ultimo punto, mi fa molto piacere vedere che in prima pagina è andata Augusta Lucilla che ha ripreso molte delle mie considerazioni che erano presenti nelle 10 domande, forse non banali che ho rivolto a chi conosce più di me questo argomento su cui ho il rispetto di non dare sentenze definitive.
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6 giugno 2010 alle 01:01
“Infopal” è l’agenzia di stampa diretta da Angela Lano, sedicente pacifista presente a bordo della Freedom Flotilla. Qui (http://www.infopal.it/leggi.php?id=14851) trovate uno degli articoli più vomitevoli che mi sia mai capitato di leggere: ben oltre la disinformazione; siamo all’odio e al terrorismo. Non provo alcuna pietà per il modo in cui sono stati affrontati e “sedati”.
Se avete uno stomaco forte, nel sito di Infopal troverete tutti i link necessari per rendervi conto di quanto sia vasta e ben radicata la campagna d’odio (ribadisco: una campagna terroristica che va soppressa con la forza e in modo inflessibile) contro Israele.
————————————————————————————————–
La delibera ONU per una indagine internazionale è stata proposta dal Sudan, cioè una nazione il cui presidente (Omar Bashir) è imputato per gravissimi crimini contro l’umanità, oltre che destinatario di un mandato d’arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale.
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6 giugno 2010 alle 11:52
Complimenti Armando per averci riportato la testimoninanza della giornalista presente nella nave.
Gianluca
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6 giugno 2010 alle 06:57
Ecco la frase storica di Umberto Bossi che passera’ alla storia ; la ritrovo ancora oggi scritta sui giornali per l’ennesima e inutile volta ..e sempre con la sua originalita’ : ” ABBIAMO TROVATO LA QUADRA”….loro , ogni tanto e beati loro , trovano sempre “la quadra” .
E che cazzo…co ’sta quadra de la minchia ; e rinnoviamoci almeno un pochino.
E si faccia dare ripetizioni in tema di lessico da qualche consigliere regionale leghista…magari da qualche trota di passaggio.
Va bene , hanno i voti , qualcuno sara’ pure bravo ma mi stanno sempre la’……..sui coglioni , qualora non si fosse capito.
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6 giugno 2010 alle 09:49
Il bambino preoccupato dalle malelingue dei compagni chiede al papà: papà, papà, ma è vero che ho la testa quadra? Ed il poveretto , accarezzandogli la testa con affetto, per successive rotazioni di 90° della mano, lo tranquillizza: ma no figliolo tranquillo che hai una testa normale.
Evidentemente Bossi ha esperienza di cosa significa “trovare una quadra” forse è per questo kale.
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6 giugno 2010 alle 07:20
L’ ATTUALE DESTRA E L’ ATTUALE SINISTRA SI DIFFERENZIANO SOLO NEL MODO DI COMUNICARE LE COSE: bERLUSCONI SI RIVOLGE AL 70% DEI CITTADINI CHE SE NE FREGA DELLA POLITICA E SPIEGA CHE 9 SI OTTIENE DALLA SOMMA DI 2+7, LA SINISTRA SI RIVOLGE AL 30% DI QUEI CITTADINI PIU’ INTERESSATI SPIEGANDO CHE 9 SI OTTIENE DALLA RADICE QUADRA DI 81.
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6 giugno 2010 alle 08:42
Ridurre i tempi per aprire un’ attività è possibile, necessario ed essenziale ma rischioso e difficile in Italia.
Avendo avuto varie volte esperienza diretta e ad alto livello relativa all’apertura di uno stabilimento, debbo ammettere che è una cosa costosa e lunga e spesso per molte condizioni richieste ci sono sovrapposizioni e ripetizioni. Altre ambiguità e difficoltà sono legate a diverse interpretazioni locali delle norme ad esempio a Milano la normativa sugli scarichi in fogna è interpretata in modo differente che a Roma dove è interpretata in modo differente da circoscrizione a circoscrizione.
Il problema più grave a mio avviso, è quello dei tempi di risposta dei vari enti che debbono rilasciare le autorizzazioni e questo fatto è legato alla non informatizzazione delle pratiche e a questioni di fondo che vanno regolate in modo diverso dall’attuale; le autorizzazioni debbono procedere seguendo uno schema a blocchi, questo è quanto accade, ma la procedura non prevede un Pert che permetta di ridurre i tempi al minimo, infatti basta un piccolissimo ufficio sperduto in qualche circoscrizione dove l’impiegato è assente per malattia, per bloccare per mesi l’autorizzazione e nessuno può intervenire per sbloccare la faccenda.
Quindi lasciando valide molte ed importanti autorizzazioni, quali quelle sulla sicurezza, sugli incendi, sui rumori, sugli scarichi, sulla idoneità degli immobili per la destinazione, sugli impianti elettrici, idraulici sulle certificazioni dei macchinari, sulle autorizzazioni sanitarie per il personale ed altre che ometto per non dilungarmi, l’accelerazione è possibile solo con i seguenti interventi:
- Certificare a livello Nazionale una normativa generale per aprire un’attività;
- Certificare a livello Nazionale una normativa specialistica per singola attività;
- Creare a livello di Regione ed in base alla sua dimensione, gruppi multidisciplinari di tecnici preposti a rilasciare l’autorizzazione finale
-Lasciare ai Comuni ma solo quelli più grandi, in pratica come accade per le Procure o per le sedi Vescovili, solamente l’autorizzazione locale essenziale che è quella del rispetto del piano regolatore locale per l’immobile(ritengo che i piani regolatori vadano redatti a livello Regionale );
-togliere assolutamente di mano alle circoscrizioni ed alle ASL le autorizzazioni che oggi debbono rilasciare perchè questo è la fonte di guai più grave;
-Certificare a livello Nazionale una procedura PERT univoca per l’analisi dei progetti, l’analisi delle realizzazioni ed il rilascio dell’autorizzazione finale;
-Fissare un costo corretto ed omogeneo per le aziende, per il rilascio dell’autorizzazione e per i controlli annuali che debbono essere fatti;
-ovviamente informatizzare tutta la procedura per una trasparente verifica delle attività;
Le aziende vanno aperte senza che queste vengano discriminate da bizze localistiche, la Costituzione non c’entra nulla e non va toccata e l’ Italia deve diventare un Paese moderno ed aperto agli investimenti e questa è la strada maestra insieme a quella della giustizia fiscale.
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6 giugno 2010 alle 09:25
Scorrendo i giornali presi oggi, leggo che c’è stata l’elezione di Miss Padania, Bossi cerca una trota padana per la trota sicul-lombarda, e sorrido, meno quando leggo che Emilio Fede premia ua ragazza insignita con il titolo di Miss Informazione Libera, intanto vorrei sapere sapere che misure o specifiche deve avere una ragazza che diventa Miss Informazione Libera, forse piccola e senza braccia e bocca, ma il peggio è che chi insignisce sia un tale Emilio Fede che campione di informazione libera proprio non è.
Bei tempi quando le Miss erano; miss sorriso, miss gambe, miss tette, miss gmocca e miss piacendo, in questa misoginia antica e tutta italiana almena si trovava ancora il valore del bello e dell’estetico, Oggi anche quello abbiamo perso e dobbiamo velare le belle gambe con miss informazione e le tette con miss precaria, addendum la maggior parte delle foto sono dedicate ai quarti posteriori, anche questo forse ha un senso.
Bel mio catalogo PostalMarket, compagno della mia postinfazia….
Riccardo
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6 giugno 2010 alle 09:51
l’unica possibilità per una pace nel medioriente passa dalla soluzione della lotta al radicalismo islamico , alla fratellanza mussulmana, ad hamas ed i tanti movimenti figli della fratellanza. e tutto questo si può fare solo a partire da una nuova politica ed un nuovo rispetto degli USA nella zona: ritrovare una credibilità agli occhi delle masse musulmane è vitale. così come una politica diversa verso l’arabia saudita, la siria e l’iran. bush, sempre lui, non ha mai identificato l’arabia come uno degli sponsor mondiali dell’islam più radicale. eppure è iscritto nella storia dei regnanti sauditi l ‘ adesione al più terribile dei credi islamici: il wahabismo.
io credo che obama abbia molte più possibilità di riuscire, se ne avrà il tempo, a dare una svolta. l’uomo e più capace ed intelligente di bush, più interessato alla politica internazionale che al golf – al contrario di george w. – con in testa una road map specifica e per niente mollacchiona .
vedremo.
vedremo sopratutto l’evoluzione in iran.
o si riesce a trovare una soluzione politica, o la guerra, atomica, sarà la realtà.
al massimo entro due 2 anni.
voi pensate che israele si possa permettere che un suo nemico storico e mortale, possa avere l’atomica assieme ai vettori per lanciarla e colpire la terra santa?
se pensate di si, allora non avete capito niente.
ciao.
sono preoccupatissimo per israele: se questo ennesimo errore tattico non è stato voluto e cercato, allora la forza di TZAHAL non è più grande ma corrosa dall’incompetenza e imbecillità
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6 giugno 2010 alle 11:55
Scusate l’OT. Dopo l’intervista di Tavaroli di ieri sulla Repubblica, vi posto quella di Tronchetti Provera sul Gionale di oggi:
http://www.ilgiornale.it/interni/tronchetti_provera_ecco_verita_telecom/06-06-2010/articolo-id=450832-page=0-comments=1
Gianluca
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6 giugno 2010 alle 11:59
Alberto49
Mi scusi, anzi scusami, perché la Costituzione non c’entra e non va toccata? Hai letto bene tutto il titolo III (ma non solo)? Non noti che tutto è subordinato all’Ente Regolatore, allo Stato che finanche con la proprietà privata dimostra il braccino corto, riconoscendola sì ma a denti stretti? Hai letto bene l’articolo 41? Considera che la modifica di quell’articolo è il contentino che il kaiser Giulio I di Padania e Valtellina concede al Berlusconi tanto per consentirgli di blaterare che è ancora vivo il discorso del liberalismo. Che invece con Berlusconi recede, perché in sette anni e più di suo governo non solo non è successo niente, ma è addirittura peggiorata la condizione complessiva, tanto che Prodi (non so se hai capito, Prodi), a proposito della manovra, si permette il lusso di definirla come parto di Visconti, che sta per Visco e Tremonti. Tremonti prende per i fondelli Berlusconi, avviandolo verso in in cul de sac, perché sa che le prefìche della Costituzione più bella del mondo si strapperanno le vesti e creeranno mille ostacoli al ritocco dell’unica costruzione perfetta dell’Uomo (immagino dpo le Tavole della Legge). Già immagino Eco, Scalfari, i firmaioli di professione, coloro che come una volta il Papa, si rivolgeranno alle potenze straniere per una santa Alleanza contro il dittatore.
La revisione dell’articolo 41 è il contentino che, una volta in vigore nella versione riformata, servirà forse a ridurre la corruzione burocratica ( già sarebbe un risultato). Ma la Costituzione non va modificata a spizzichi e bocconi com’è stato fatto in materia fiscale – dove ora vige una legislazione mostruosa che consente affari d’oro a tributaristi e venditori di tappeti -. Se è vero, com’è vero, che la Costituzione è il risultato di un compromesso tra culture grazie a Dio non più attuali in Italia ( a parte patetici residui alogenici), quella comunista, che non si stancava di portare ad esempio la Costituzione sovietica del 1936 e quella cattolica integralista e pauperista alla La Pira, deve essere modificata da una Costituente.
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6 giugno 2010 alle 15:05
Caro Giulio, permettimi di riportare l’articolo in questione:
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Le considerazioni che facevo io erano mi pare tali da soddisfare all’articolo in questione ed in particolare al III capoverso; ma da quello che oggi accade a quello che propongo, ce ne passa e se oggi , come giustamente dici c’è il braccino corto, ma aggiungo corto e spesso rapace, questa procedura affrancherebbe le attività dalla elefantiasi della nostra burocrazia.
Concludo dichiarandomi completamente d’accordo con la tua ultima considerazione, ma c’è in giro la necessaria professionalità e volontà politica di fare una cosa che a mia prima vista è una delle cose più complicate e rischiose del Paese?
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6 giugno 2010 alle 16:26
Art. 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
“”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”
bello sarebbe se togliessero l’ultimo comma e una parte del secondo ” utilità sociale”.
non è poi così difficile renderlo un articolo veramente liberale.
almeno così credo
saluti
bruno
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7 giugno 2010 alle 09:54
Proposta …
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6 giugno 2010 alle 14:07
“Se è vero, com’è vero, che la Costituzione è il risultato di un compromesso tra culture grazie a Dio non più attuali in Italia ( a parte patetici residui alogenici), quella comunista, che non si stancava di portare ad esempio la Costituzione sovietica del 1936 e quella cattolica integralista e pauperista alla La Pira, deve essere modificata da una Costituente.”
Tu adesso, Giulio, mi DEVI spiegare come e’ possibile che io sia sempre d’accordo al 100% con quel che dici, stavolta perfino piu’ che con Alberto??
Che non sia perche’ ti limiti a dire cose oggettivamente giuste?
Non ho mai conosciuto una persona che vota PD con la tua apertura mentale.
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6 giugno 2010 alle 22:37
Per modificarla con una Costituente serve un’altra modifica alla Costituzione … perché l’attuale carta non distingue tra il lavoro necessario per modificare uno o due articoli, quello necessario per riscrivere una parte del testo (es: Titolo V) e quello necessario per riscrivere tutto da capo o quasi come dovrebbe essere fatto (via la fragilissima e retorica fondazione sul lavoro, via la deleteria progressività delle imposte etc etc etc).
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6 giugno 2010 alle 16:58
It is not the strongest of the species that survive, not the most intelligent, but the ones most responsive to change
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6 giugno 2010 alle 18:12
Caro Cesare,
nell’era postideologica rimanere fermi ai vecchi dogmi significa avere reticolati mentali attraversati da alta tensione. Fino a pochi anni fa, chi osava pensare con la propria testa e si trovava in disaccordo con la Verità ufficiale veniva dichiarato revisionista, eretico e condannato all’esilio. Non è più così.
Non è vero che nel PD siano rimasti bloccati nel guado; si comincia intravedere molto di interessante. Nicola Rossi, ad esempio, inascoltato oppositore della politica economica del governo Prodi-Rifondazione, intellettuali come Alesina e Giavazzi, a livello operativo il responsabile della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi e tanti altri, costituiscono una solida testa di ponte in un’area storicamente ostile alla liberalismo. E’ vero anche che quando parla Bersani in un certo modo ti scende il latte alle ginocchia. ma non si può ottenere tutto nella vita. Comunque tutti sanno che sono e resto organico solo alle mie idee.
Ho voluto seguire le sorti di brandelli di repubblicani, che hanno preferito confluire nel PD piuttosto che sottostare a personaggi a dir poco discutibili. Del resto il panorama politico ti offre scelte assai limitate.
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6 giugno 2010 alle 19:06
Pero’, caro Darwin, alcuni celenterati sono “arrivati” alla gemmazione (facendo la felicita’ di Giagina
) ma la specie continua a sopravvivere…
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6 giugno 2010 alle 21:08
Nel mio personale immaginario riferito alle forze dell’ordine due sono le cose che mi vengono sempre in mente ; la prima : nei commissariati tanti anni fa la scritta che la polizia e’ al servizio dei cittadini – come a Bolzaneto o alla Diaz , dovrei purtroppo oggi osservare – . La seconda e’ che concettualmente le forze dell’ordine non le ho mai sentite propriamente “de sinistra” ; non mi sento tuttavia di contraddirmi o di apparire retorico affermando di comprendere in toto la utilita’ e la delicatezza del lavoro delle forze dell’ordine fatto di dedizione e anche di sacrificio…anche della vita , talvolta.
Ebbene , qualcosa di strano deve in questi giorni essere avvenuto ; esponenti delle forze dell’ordine avrebbero intenzione – cosi’ si legge nei giornali – di scendere in piazza contro il presente Governo , certamente non “de sinistra” , contro la norma che porrebbe il limite temporale di 75 giorni nelle intercettazioni telefoniche ; tutto cio’ sarebbe un elemento oggettivo che porrebbe grandi difficolta’ nella lotta contro il crimine e questo secondo coloro che sono in prima linea contro la delinquenza …magistrati e polizia giudiziaria , appunto.
Qualcosa non torna , quindi.
Ma , naturalmente , e’ tutto in funzione del rispetto della privacy ed in senso lato del rispetto dei diritti dei cittadini.
Tutte cazzate , naturalmente , perche’ la maggior parte di noi cittadini , sapendo di essere onesti , non ce ne frega un beneamato cazzo di essere intercettati ; al massimo – e non e’ affatto detto – qualcuno potrebbe scoprire di essere becco o una moglie scoprirsi cornuta…niente di fronte ad una pallottola piazzata nella nuca di qualcuno che non vuole pagare il pizzo.
Come non pensare , invece , che all’origine di certe necessita’ legislative ci siano ANCHE certi “traumi” incancellabili rivenienti da certi imprudenti consigli telefonici a sfondo sessual-onanistico e magari conditi da future , auspicate e piacevoli ammucchiate a trois ?
Ogni allusione e’ volutamente casuale pur consapevole di come e troppo spesso sono state sbattute in prima pagina notizie che hanno violato la riservatezza di tante persone. E’ certo che il problema esiste.
Ma quello che e’ malauguratamente accaduto non puo’ e non deve diventare pretesto per tutto quello che viene definito “legge bavaglio” ; quello che dicono i poliziotti e i magistrati dovrebbe essere ben valutato .
——————————————————————————————————————————
Ma sbaglio oppure qualcuno del Governo americano piu’ o meno ha detto…ma che cazzo state a fa ?.
Eh , i diritti dei cittadini , la privacy…bla, bla , bla.
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6 giugno 2010 alle 23:57
In tema di protesta di Polizia te ne dico una carina. Da Roma partiranno per ora 10 pulman di Poliziotti che andranno a Varese dal ministro Maroni a protestare contro i tagli alle forze dell’ordine degli ultimi anni, naturalmente stanno provando in tutti i modi di impedire questa situazione che è certamente atipica.
Chi fermerà 500 poliziotti incazzati? Altri poliziotti? L’iniziativa è nata da un politico ex AN, ex FI che ora ha formato un picoclo movimento a Roma, Michele Baldi. Immagino un SB nervoso che strà provandoa d impedire in ogni modo cosa del genere, sai che figura di merda?
E’ news di oggi che ieri si sono incontrati con i vertici delle Forze dell’ordine promettendo nuove risorse, c’erano proprio tutti, Manganelli, La Russa, Maroni, Berlusconi ed il capo dello stato maggiore della difesa Vincenzo camporini.
http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/forze-dellordine-il-governo-pronto-a-rivedere-gli-interventi.html
Gianluca
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6 giugno 2010 alle 22:58
A tutti quelli che si sono affrettati a condannare Israele per ciò che è accaduto sulla Marmara, suggerisco di fare un esperimento, che ho fatto di persona.
Ho provato a immaginare gli stessi fatti, mettendo però al posto di Israele la Russia (che stermina Ceceni come fossero mosche), o la Cina (che schiaccia il Tibet ed altre 10-15 etnie ed esegue una media di 2.000 condanne a morte all’anno), o la Libia (che ha fatto saltare in aria un aereo di linea con bambini a bordo), o il Sudan (che ha eliminato un intero popolo), o l’Iran e l’Iraq (che hanno mandato a morire tutta una generazione di ragazzi in una guerra folle).
E mi sono chiesto perché non sento mai di navi, o treni o aerei di “attivisti” (addirittura nelle prime fasi sono stati chiamati “pacifisti”, ed io ho pensato a Gandhi che sveniva sulla sua nuvoletta) che partono festanti per andare a portare solidarietà e viveri in Corea del nord, o a Grozny, o nel Darfur, oppure sotto casa di Gheddafi.
Ho pensato: può essere paura? In fondo Israele è uno stato democratico, mentre Putin avrebbe semplicemente affondato la Marmara.
Poi invece ho sperato fosse paura (io avrei paura!).
Perché, se non fosse paura, allora credo sarebbe puro e semplice odio e pregiudizio (che ho visto in passato anche dentro di me: sempre pronto a puntare il dito su Israele e sempre indifferente quando cose ben peggiori accadevano in altri paesi).
Meditiamo, signori, meditiamo.
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7 giugno 2010 alle 12:48
Ottimo intervento, holden. Hai detto cose giuste.
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7 giugno 2010 alle 18:55
Tenchiu veri mac.
Pura esperienza personale, comunque, nessun debito con le mie (ridotte) capacità intellettuali.
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6 giugno 2010 alle 23:20
@Paso
Le consiglio di cercare qualcosa a riguardo di Piero Abbina e del Politecnico di Haifa, una università nella quale convivono pacificamente centinaia e centinaia di israeliani e palestinesi che studiano e si costruiscono un futuro. Si chiederà come sia possibile tutto ciò. Cultura della non-violenza? No. Semplicemente Israele accoglie chiunque accetti le sue regole e soprattutto non lo minacci di morte. La sua cultura nonviolenta è assolutamente inutile e controproducente, oltre che ingenuamente utopica. Abbandoni le marmellate “pace&miele”; rifletta sulla differenza tra ‘cultura’ e ‘civiltà’; e si metta in testa che chi, quotidianamente e deliberatamente, lavora per distruggere un popolo e cancellarlo dalla faccia della terra, rinuncia allo status di persona civile per regredire allo stato ferino, trascinando con sé la persona aggredita, in uno scontro nel quale viene cancellato qualsiasi concetto di diritto, cultura e civiltà. Nello stato ferino vige una sola regola: non ci sono regole. E’ la legge del più forte.
_______________________________________________________________________________________
Per chi si chiedesse perché la Turchia ha cominciato ad impicciarsi di Israele, occorre ricordare che fino a circa due anni fa il paese del Premier Erdogan stava trattando per entrare in Europa (favorevole era, tra gli altri, il nostro premier Berlusconi), e rappresentava uno dei maggiori sponsor nei negoziati Israele-Siria (http://www.asianews.it/notizie-it/Nuovo-round-negoziale-indiretto,-oggi,-tra-Israele-e-Siria-12647.html). MA il premier Erdogan gioca contemporaneamente su due tavoli (http://www.ilgiornale.it/esteri/militari_e_islamici_scontro_finale_paese_sullorlo_precipizio/29-07-2008/articolo-id=279403-page=0-comments=1). Una volta capito che di entrare in Europa non se ne parla (la solita lungimiranza europea), l’operazione ‘Piombo fuso’ è l’occasione per far saltare uno dei due tavoli e cominciare quel cammino che, nei piani del governo, dovrebbe portare la Turchia a diventare una super-potenza dell’area, contando sulla metà ‘islamista’ di Erdogan. Una bella ripassatina ai militari (con ‘ripassata’ si intendono arresti e omicidi), che in Turchia contano molto e fino ad allora non si erano dimostrati troppo ‘allineati’ (http://www.ilgiornale.it/esteri/turchia_militari_scelgono_generale_anti-islam/05-08-2008/articolo-id=281001-page=0-comments=1), et voilà, la strada è in discesa. Per esempio, si può fare questo (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201005articoli/55097girata.asp) e molto altro (http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&Id=2240). Manca solo la ciliegina, il casus belli, lo strappo definitivo. Ecco il significato di quanto successo sulla Freedom Flotilla. E adesso si può finalmente abbassare la saracinesca (http://www.eurasia-rivista.org/4413/il-discorso-del-presidente-turco-recep-tayyip-erdogan-sul-massacro-della-freedom-flotilla, vi consiglio di leggerlo con molta calma e grande attenzione).
APPLAUSI!
E noi, senatore Guzzanti, come rispondiamo a tutto questo?
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7 giugno 2010 alle 06:54
@armando
Esattamente: la solita lungimiranza europea.
Ma se la EU non ha strettamente bisogno della sponda asiatica, per Israele sembrava assoluta la necessità della sponda moderata nell’islam.
Ed allora perchè sono caduti nella più stupida delle provocazioni?
Dopo due giorni ci hanno dimostrato che IDF sa benissimo come gestire queste situazioni che, d’altra parte sono abbastanza comuni per Israele!
Come e perchè IDF e mossad hanno sottovalutato il rischio di abbordaggio con elicotteri?
Io penso che ci sia stato qualcuno, all’interno del magma che è il governo israeliano, che scientemente stia cercando, un passo alla volta, di creare una situazione di rottura nella quale l’azione contro l’Iran – un’ azione prossima ventura – sarà assolutamente giustificata e legittimata dall’alzarsi della minaccia.
Un gioco ” tanto peggio tanto meglio? “
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7 giugno 2010 alle 08:01
Armando g.
Analisi condivisibile al 100% specie per quel che attiene ai rapporti di Israele con i nemici storici, quelli che vogliono distruggerlo, eliminandolo dalla carta geografica.
Non sono sicuro che i militari in Turchia restino immobili dinanzi alla deriva islamica; essi sono i difensori della laicità dello Stato, del’eredità di Ataturk finora gelosamente salvaguardata. Personalmente mi auguro di no, che non restino immobili, anche perchè sono stati l’unico vero baluardo contro l’avanzata della marea islamica, quella che, senza mezzi termini, parlava della “politica del ventre” per invadere l’Europa. I militari hanno acquisito una posizione di potere che non può essere stata scalfita in profondità da Erdogan. Ciò non toglie che l’Europa si sia distinta, come al solito, per ottusità, non avendo capito la vera posta in gioco. Ma soprattutto non l’hanno capito coloro che ribattono ossessivamente sulle radici cristiane come fattore escludente.
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7 giugno 2010 alle 08:50
giulio
come mai siamo sulle stesse posizioni?
sarà l’aria di casa rivoluzione liberale!
da attenzionare l’evoluzione delle forze armate: sono da sempre in rapporto ad IDF e disdegnano gli arabi, non essendo loro stessi arabi.
ma la propaganda islamica arriva anche dentro di loro ed è distruttiva.
speriamo bene.
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7 giugno 2010 alle 09:08
Intanto si muove l’Iran con navi di aiuti dirette alla striscia di Gaza, tanto perchè non manchi un pizzico di brivido. Vedremo quel che succederà quando le navi iraniane saranno bloccate dalla marina di Israele.
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7 giugno 2010 alle 09:53
@gaetano criscenti
“Ed allora perchè sono caduti nella più stupida delle provocazioni?”. A questa domanda lei risponde che “Io penso che ci sia stato qualcuno, all’interno del magma che è il governo israeliano, che scientemente stia cercando, un passo alla volta, di creare una situazione di rottura nella quale l’azione contro l’Iran sarà assolutamente giustificata e legittimata dall’alzarsi della minaccia.”. Lo credo anch’io, più o meno.
E’ molto difficile reperire informazioni certe e attendibili (spero quanto prima di mettervi a disposizione alcuni link affidabili), ma sembra che vi siano molti movimenti della marina USA nell’Oceano Indiano. Sembra, anche se tutto va preso con le molle, che l’amministrazione americana si sia ormai convinta che è necessaria l’opzione militare con l’Iran e stia dispiegando le proprie armi nelle basi della zona. Il tutto, però, sembra sia stato pianificato senza coinvolgere Israele, che l’ha scoperto con un certo ritardo.
Israele ha ovviamente letto questa mossa alla luce del bieco cinismo a-valoriale di cui il presidente Obama ha dato ampia prova già dai primi istanti seguiti alla sua elezione: secondo Israele, Obama si prepara all’azione militare contro l’Iran senza tenere conto che il primo a subire gli attacchi della reazione islamica sarebbe proprio Israele. Tenendo conto di questo fattore, forse si comprende un certo nervosismo e una certa mancanza di lucidità da parte di Israele nell’affrontare alcune provocazioni.
Segnalerò i link il più presto possibile, appena sarò certo della loro affidabilità.
@giulio
E’ innegabile che sarebbe stato molto difficile, per lo meno nel breve termine, pensare di far entrare la Turchia in Europa. Tuttavia, probabilmente si sarebbe potuto cercare di offrire accordi e contropartite economiche che le rendessero conveniente rimanere per un pochino di tempo nel limbo, continuando ad espandersi e rafforzarsi economicamente (consideri che l’economia turca sta crescendo in maniera spaventosa) senza però assumere posizioni estremiste.
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7 giugno 2010 alle 10:36
no, sarà israele a fare il colpo, sotto l’ombrello della US NAVY.
contrariamente a quello che dici, entrambi i paesi sono convinti che si arriverà al redde rationem. solo che gli usa hanno un’agenda geopolitica piena e israele sta cercando di forzare loro la mano.
obama sta combattendo con putin, corea nord, iraq, iran, afghanista, pakistan. e sta cercando di rilanciare la propria immagine , nel mondo, in maniera positiva .
per quanto riguarda il “cinismo avaloriale” , per fortuna abbiamo un presidente democratico cinico!!!
dopo 8 anni di cristiano risorto, e tanti anni di terrificanti presidenti democratici pieni di valori e senza testa – clinton; carter; lo stesso kennedy, forse è venuto il momento , anche per i democratici di assaporare il realismo ed il pragmatismo.
per quanto riguarda la crisi economica, questo presidente, nero ed inviso ai teocon , sta vincendo: le sue mosse hanno lanciato l’america di nuovo in progresso, e parte dei soldi prestati alle aziende in crisi sono tornati indietro.
vedremo quello che succederà.
io vedo che questo presidente , nel caso della fuoriuscita di petrolio, viene attaccato da tutti, a destra ed a sinistra. ma a differenza di bush, che è rimasto rintanato nel suo ranch a giocare a golf e cacciare, appena saputo del distastro si è attivato personalmente. ci ha messo la faccia.
ricordo a tutti che l’amministrazione bush passerà alla storia come quella che in 8 anni non è riuscita a cavare ragno dal buco nella caccia a bin laden, a sedare l’iraq, a gestire l’iran, a capire come cavolo si fa a bloccare una crisi finanziaria.
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7 giugno 2010 alle 11:05
Armando, Gaetano e Giulio,
IMHO siete troppo dietrologi e drammatici. La Turchia di Erdogan vuole sfruttare il proprio boom economico per recuperare un po’ della perduta egemonia ottomana sul MO, e credo che Erdogan abbia persuaso i militari a scendere a compromessi con lui per realizzare questo “fine superiore”.
Egemonia sul MO, e non semplicemente sul mondo musulmano, significa però gestire croniche situazioni di conflitto tra popoli ed etnie, a loro volta duramente recalcitranti contro questa egemonia. In questo senso va interpretato, secondo me, l’attentato del 31/05 (poco dopo mezzanotte) attuato dal PKK curdo contro un postazione di soldati turchi a Iskenderun.
Invece il fiasco dei marines israeliani è solo un sintomo della difficoltà di esercitare questa egemonia in uno scacchiere dove non solo i pezzi, ma le caselle stesse sono in continuo movimento.
Se una previsione si può fare, è che l’Egitto non si limiterà a guardare l’ascesa dell’egemonia turca in MO.
Escludo invece un attacco all’Iran, che costringerebbe i laici turchi a sposare le nere sottane iraniane.
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7 giugno 2010 alle 23:35
ma.
vedremo come si evolverà la cosa.
per ora niente si muoverà, ma tutto può cambiare da un momento all’altro.
IDF è abituata a questo.
ma fino all’ultima guerra del Libano era ottimamente supportata dal Mossad.
Ora?
speriamo bene!
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7 giugno 2010 alle 10:24
@Armando
” le consiglio” ,così a lei come a Patton o eventualmente altri ancora, di evitare di marchiare qualcuno al tavolo del dialogo con spregio della stessa parola pace attiva ,facendo di alcuni interlocutori dei capri espiatori, peraltro inutilmente. Cosa deve diventare questa parola?un disvalore? Fino a che punto non ci si rende conto di come porsi , fin dal “parlarsi” per amore del pluralismo stesso? pluralismo che, in questo contesto di argomento, significa non dare la supremazia ad uno contro l’altro,perchè la supremazia ne diventi poi una gabbia.
Io non ho deciso di prendere la parola per difendere o attaccare da una parte o all’altra, né dando ad alcun di voi dei “guerrafondai” di marchio che avrei potuto dare facilmente ,opposto a quello che mi da lei o altri, dicendomi pacifista bambina onirica utopica ,di plastica e di tutto di più delle offese gratuite!!! Come quei dieci morti ,che anziché fatti fuori, si potevano semplicemente mettere in condizione di essere disattivati , raccogliendo al minimo indispensabile la c.d. “provocazione” nel proprio stesso interesse di Israele!!!,
lo ha capito che mi preme solo questo?forse proprio per nulla.
ho preso la parola per richiamare qualcosa volto a considerare come costruire un punto di “equilibrio”, che se ci fosse stato, non ci farebbe trovare nella situazione gravissima,ripeto gravissima!, in cui siamo ora, solo perché si è raccolta “una cosidetta provocazione” che occcorreva SAPER GESTIRE in altro modo…cosa succederà adesso con le due mezze lune rosse iraniane ? la guerra mondiale?
è evidente e facile come le tabelline che “il cibo” che avrebbero opposto quelli del massacro, è l’arma di più facile presa sull’opinione mondiale ( non solo turca) per un problema di cui soffre un miliardo di persone e non solo quelle attorno a israele come gaza
vogliamo entrare in una guerra totale ben più grave,che ci coinvolga tutti occidente contro non occidente ?
diciamocelo a caratteri cubitali , non nascosti dietro un dito e poi che farà la turchia?uscira dalla nato? solidarizza già con popolazioni limitrofe ex impero sovietico, si mettono tutti assieme e ci facciamo una bella guerra nel mediterraneo?
Anche Patton poteva rispondere, come lei od altri, alle dieci domande risorgimentali di alberto49, cosi come era risorgimentale lo stato di israele , se non avesse subito come tutti gli stati democratici , delle evidenti involuzioni (compresa la componente non così adesiva a quelle origini, che è stata data dal ritorno della comunità degli ebrei russi, ovviamente non la sola ad aver impoverito le caratteristche democratiche iniziali) …
Cosa vuole che auguri allo stato di israele?
Di fare una guerra definitiva con a fianco tutte le forze alleate per combattere turchi,musulmani,arabi palestinesi, siriani , giordani, egiziani, iraniani e via dicendo?
Ok , si aprano le strade per il combattimento, ne avevamo bisogno di un sangue piu fiume di sangue di tutte le altre volte , definitivo, sia delle popolazioni di una parte che dell’altra che dell’altra ancora…che la si faccia finita una volta per tutte però .
L’europa?
L’europa non esiste per i paesi già entrati in qeusta comunità, figuriamoci se esiste come attenzione alle diplomazie più ampie, perché?
Perchè è ormai una banalità, esiste solo la moneta comune( sempre piu debole e assaltata dalle varie speculazioni )
l’europa è stata cieca con la turchia ?
Eccomeeee!!!, un po’ come quelli del rating delle triple AAA alla grecia….e nel frattempo se ne è andata in quel nientepopodimenoche trattato internazionale col brasile
Vuole “un consiglio”?
Per capire le mie posizioni che sono rigorosamente filo-logiche , veda tutte le posizione di sergio romano , quelle sono le mie posizioni,nell’interesse stesso di israele al pari di tutti gli altri coinvolti . Questa volta non le cito nemmeno i maestri che hanno visto lunghissimo su un mondo affamato dagli odi e dalle guerre per il sommo piacere di tutti gli universi del business delle guerre e degli odii
Vi ho dato fastidio perché vi ho parlato di un utopico stato o cittadella binazionale?
Me ne scuso , se si arriva addirittura a nn poter esporre un anelito che senzaltro ormai è irrealizzabile , il filo questo o filo quest’altro lo avete voluto voi! Non io!
biascico perche non voglio farmi dividere?
Io mi schiero con la mia idealità ,che destesta le supremazie e i fanatismi, rigorosamente come bobbio pensiero vuole..non ci si vuole sentire con il proprio pezzettino o puzzle negli incastri delicatissimi della mappa geopolitica del mondo? amen!
per questo mi devo prendere i vostri sottili insulti e consigli ?
Per aver invitato dalla mia posizione a capire ,pensare come essere piu lungimiranti?
ma perchè io voglio e devo capire e capisco le singole posizioni senza perdono e senza via d’uscita come quella di Sigal e tutti i suoi altri simili e voi non dovete capire quella di chi non vuole la distruzione finale di tutti e di tutto per una logioca violenta e cieca degli stati?
Io non ho bisogno di disprezzarvi come da vostro metodo, mi rimetto in silenzio volentieri come l’altra volta(non fuggo ma è chiaro che non è il caso di avvicinarsi a queste terre) , tanto ormai si sa come vanno le cose del mondo, uno contro l’altro,lo sport più in voga e soprattutto per il risultato di uno più isolato dall’altro , autodistruggiamoci tutti!…se non ho bisogno di proiettare nell’altro tutto il peggio che può essere, ovviamente secondo i miei parametri, come ad esempio in tutti i commenti che ho letto nei miei confronti, vi faccio rabbia?Perché scelgo di non fare come voi ? perchè per i miei parametri , avrei perso?
chi è piu democratico dei due?chi non rompe il dialogo e il rispetto o chi non denigra “a gratis”?
Tutta qui la spiegazione dell’ ennessima deduzione finale, che second Patton io farei lavorare ,parassita del mio cervello e del vostro.sarei quindi come da desiderata , e perciò si odia il mio modo di ragionar per metafore, metafora per metafora sarei come una di quei palestinesi parassita, come “i terroni ” parassiti per le trote?
Avete vinto secondo i vostri parametri emotivi culturali identitari intellettivi ? bene, sono felice per voi .
Patton si incazza per le metafore? Pazienza !è un po’ come il discorso degli armamenti . Israele può riempirsi di tutti gli armamenti , ma ciò la mette veramente al riparo ? è veramente successo così? Se fosse così , gli altri avrebbero dovuto solo ritornare a fare i bambini buoni , hanno fatto i bravi? Non mi sembra , la rincorsa ai vari metodi di terrore reciproco, non è servita, occorrono , anzi urgono altre strade ,completamente diverse da quelle del passato che sono tutte fallite.E’ utopico?Non le vogliamo cercare ?ripeto :autodistruggiamoci ma “io” non voglio piu farmi dividere , troppe troppe lacerazioni , umanamente non siamo fatti per autosupportare tutta questa quantità di dolori , odii ,. divisioni : io voglio rimanere inte(g)ra , mai più fratello contro fratello ,bisogna mettersi attorno a un tavolo ognuno con la propria gente- Patton, per questo, mi delinea come disconnessa , frasi lasciate a metà eccetera eccetera ? rinvierei a un lavoro che l’altro deve fare per me?
Io non devo e non voglio avere una verità in tasca che in questi e altri casi simili ,si costruisce INSIEME …non si capisce che il dibattito è di per sé qualcosa che rinvia continuamente all’altro?che deve contenere sempre qualcosa che sospende a tutte le altre p_arti in questione,come un tendere a qualcosa che stia sempre più in equilibrio per aver condiviso dei minimi denominatori comuni?sono parassita perché cerco questa tendere all’incontro? Si, ho maturato nausea profonda dello scontro, di qualsiasi tipo …è essere parassiti?
è molto lento il processo di incontro, è piu facile lo scontro o il consiglio o la costruzione di un capro espiatorio ,lo dicono gli stessi fatti che stiamo commentando, vogliamo autodistruggerci?
In fin dei conti l’Uomo in sè c’è riuscito benissimo, è questo l’inferno , al di là del medioriente, non ho bisogno di darne la colpa a questa o quella terra o etnia o religione o cultura, alla turchia o a israele, alla cina o agli usa, o di salvarne alcune per deprezzarne e disprezzarne altre-
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7 giugno 2010 alle 13:37
Paso,
tu parli di una storia che non hai mai studiato e di una terra che non hai mai visitato, tampoco amato,
e nella quale riversi tutte le tue prolisse, contorte paturnie, come in una discarica abusiva.
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7 giugno 2010 alle 10:33
La Turchia e’ un architrave . Auguriamoci che l’integralismo islamico non faccia della Turchia un’altra Repubblica islamica tipo Iran.
Se cade la Turchia sarebbero davvero cavoli amari…per fortuna , paradossalmente , cola’ ci sono i militari che fanno buona guardia alla laicita’ di quel Paese memori di Ataturk.
La Turchia in Europa ? Non scherziamo… Dopo cani e porci che sono entrati ci manca solo la Turchia….poi siamo a posto.
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7 giugno 2010 alle 11:17
Quali sarebbero i cani e i porci? Occhio perché se stai parlando di Piigs…
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7 giugno 2010 alle 10:43
L’Iran sta provocando brutalmente Israele con la panzana delle navi di aiuti.
Davide Cembrano.
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7 giugno 2010 alle 10:51
Qui (http://www.heraldscotland.com/news/world-news/final-destination-iran-1.1013151) e qui (http://www.watchinternational.org/index.php?option=com_content&view=article&id=208:2010-03-17-08-13-30&catid=1:medio-oriente&Itemid=16).
Per completezza, occorre dire che a oggi la notizia non è stata confermata dall’amministrazione americana.
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7 giugno 2010 alle 11:01
@Paso
Io di certo non voglio impedirle di “poter esporre un anelito che senz’altro ormai è irrealizzabile”. Può dire ciò che vuole, Paso. Io non la disprezzo, non le voglio impedire di parlare, non mi auguro che se ne vada. Espongo il mio punto di vista che è diverso dal suo e la critico. La critico con forza e in modo fermo, ma sempre con il massimo rispetto nei suoi confronti. Non confonda la critica con il rispetto.
Mi auguro che prima o poi la smetta di fare la vittima e di personalizzare ogni questione. Me lo auguro, ma non glielo impongo.
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7 giugno 2010 alle 11:04
Ciao RiccardoP,
intervento lucido e illuminato.
Apprezzo molto il passaggio “…Il mio non è un default, è solo la consapevolezza che quando si parteggia con così grande passione si partecipa e si diventa parte in causa, pertanto si arriva a giustificare anche l’ingiustificabile e a non vedere il palese…”
A mio parere in questa consapevolezza rivelata c’è tutto il succo del problema : poca volontà di affrontare e risolvere.
Si può dottamente ricordare, come fa Paolo, gli ultimi 5000 anni, ma questo non autorizza nessun intellettuale, storico o semplice lettore di libri a giustificare (giustificare non è la parola giusta, ma passamela così come mi è venuta di getto) lo uzi contro le pietre.
La stupidità dell’uomo anche se dottamente narcotizzata è sempre li a memoria, e solo a memoria, di quello che si è fatto a torto o a ragione.
Io mi chiedo, cosa che nessuno ha fatto : coloro che ignorano cosa è accaduo nei 5000 anni e coloro che invece hanno letto tutto il pubblicato sull’argomento cosa propongono ?
Sterminio totale ? pace alternata ? esodo verso marte ? cosa ?
Il semplice esercizio del proprio sapere su argomenti così irrisolvibili fa solo scrivere libri che racconano quello che è stato lasciando, furbamente, tutto il resto ai battitori liberi che nei loro interventi deliranti dicono tutto e il contrario di tutto.
Nessun tappo, nessun intervento, servirà a fermare la marea nera finchè il petrolio non finirà; stessa cosa per il problema israelo-palestinese anzi israelo-maiesistiti.
Per tappare il buco c’è una sola soluzione : una bomba che ci faccia dimenticare che è tutta colpa nostra.
GUZZ – LO UZI CONTRO LE pietre sarebbe dunque la nuova versione aggiornata dello scontro fra Davide e Golia.
Dove Davide non è il minuscolo, puntiforme, invisibile Stato di Israele – 7 milioni di naufraghi in un oceano di un miliardo e mezzo di musulmani ostili – ma Davide è l’oceano e Golia il naufrago.
Quanta sensibilità per chi è minuscolo.
E come è facile fingere che da una parte ci sia l’Uzi (il mitra israeliano) contro le pietre, ma non il Kalashnikov contro le leggi, le regole, i trattati che hanno stabilito nel 1948 il principio dei due Stati e due Popoli, calpestato dall’oceano musulmano che non vuole, non ha mai voluto, due Stati, ma soltanto la sparizione di Davide, il tremendo gigante puntiforme dotato – ohibò, che orrore – di Uzi contro il democratico Kalashinikov.
Nessuno, e nemmeno lei, ha risposto al semplice quesito: il filmato mostra un linciaggio con spranghe e mazze e coltelli che si sarebbe concluso con la morte di tutti i soldati dell’IDF se i soldati dell’IDF non avessero usato l’Uzi, o le pistole.
Domanda: cos’è questa storia per cui se ti stanno AMMAZZANDO (vedi film) a colpi di mazza, tu non puoi difenderti a colpi di pistola perché le regole del bridge lo vietano? Che stronzata è questa?
Rispondere, se possibile. Con un minimo di onestà.
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7 giugno 2010 alle 12:25
nei film si vedono i ‘pacifisti’ che bastonano i soldati i quali non hanno ancora iniziato a sparare i proiettili veri.
Non è per nulla credibile che una volta che gli Israeliani avevano iniziato ad uccidere, i ‘pacifisti’ invece che fermarsi abbiano continuato a fare la guerriglia a colpi di sedia e bastone sapendo di andare incontro a morte certa.
Ucciso un ‘pacifista’ o due i militari avevano il controllo della situazione.
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7 giugno 2010 alle 12:55
Manpan,
ma quale “Uzi contro le pietre”? Israele ha costruito un muro definito “infame”, e guardacaso oggi la Cisgiordania (con un parlamento “palestinese” scaduto e che nessuno ha voglia di rinnovare) ha uno sviluppo economico da far invidia alla Padanìa anni sessanta. E lo stesso stava accadendo 10 anni fa, prima che Abu Ammar scatenasse la sua intifada al-aqsa imbottita di TNT e schegge metalliche.
Nessuno è obbligato a studiarsi gli ultimi 5000 anni di storia (sui quali, oltretutto, ci sarebbe molto da discutere): basta andare a Ramallah, altroché un delirante (questo sì) “viaggio verso Marte”! Iscriviti a qualche movimento cristiano con la scusa del viaggio in “terrasanta” e avrai prezzi stracciati. Ma le tue chiappe te le devi alzare tu.
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7 giugno 2010 alle 13:09
Guzzanti, ma quali sarebbero i confini di Israele ?
Israele ha diritto a uno stato non perche Dio lo avrebbe concesso migliaia di anni fa: il suo diritto all’esistenza, riconosciuto quasi unanimamente dalla comunità internazionale, nasce dal fatto che esiste ormai da 60, non che vi abitarono duemila anni fa.
Uno stato unico e democratico comprendente Palestinesi e Israeliani purtroppo per me è una ipotesi fuori dalla realtà: infatti occorrerebbe una accettazione reciproca di Palestinesi e Israeliani infinitamente più ampia di quella che occorrerebbe per due stati distinti
A meno che non si pretenda la resa incondizionata dei palestinesi, ma allora non sarebbe molto più onesto di parlare di “strategia per la vittoria” piuttosto che di “processo di pace”?
Il problema che vedo è che, sfortunatamente, ai Palestinesi è stato inculcato che la soluzione negoziale non funziona. Il maestro che gli ha insegnato questa bella lezione è Israele. Non sono gli estremisti, è Israele.
Israele ha in maniera continuativa violato qualsiasi accordo internazionale, e continua a farlo
Israele rifiuta a priori qualsiasi legalità che non sia basata sul suo diritto ad arrestare ed uccidere chiunque senza forma alcuna di processo.
Israele, in altre parole, ritiene che la legalità, anzichè uno strumento per uscire dalla crisi, sia un impiccio.
E siccome entrambi questi due popoli sembrano guidati da egregi strateghi che non riescono a capire che qualcosa non va per il verso giusto nemmeno dopo 60 anni di sconfitte, la domanda è: ma di che stiamo parlando? Di far ragionare persone del genere?
Mi sembra evidente che non sono in grado di provvedere a loro stessi, quindi delle due l’una: o si impone una soluzione dall’alto, o si lascia stare.
Nel caso specifico di Gaze, teoricamente, molto teoricamente, l’ONU (…che non serve a nulla o quasi meglio la NATO) dovrebbe farsi carico di raccogliere gli aiuti umanitari per Gaza in un porto di una nazione terza; ispezionando i carichi, con la presenza di osservatori di tutte le parti interessate (israeliani, palestinesi, comunità internazionale, ecc) e poi caricare i citati aiuti su navi mercantili e farli da scortare navi militari della NATO (con l’esclusione della Turchia per ragioni di opportunità) sino al Porto palestinese.
Ovviamente, ciò risponderebbe a criteri sin troppo semplici di principi di logica elementare quindi non verrà mai fatto.
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7 giugno 2010 alle 16:19
…risposta semplice :
quel soldato li non ci doveva stare : argomenti come “acque internazionali”, “territorio (lamiere) di uno stato sovrano”, “confini geografici e non di MURI infami” fanno ancora parte di un lessico che appartiene alle nazioni che si definiscono occidentali e democratiche ma, l’atteggiamento è stato e sarà, chi se ne frega : tanto che mi fai cara ONU o cara Europa finche sono e resto il pupillo privilegiato di chi difende i “SUOI” interessi.
Il filmato : il filmato mostra con dovizia di particolari quello che ci hanno voluto far vedere prima che sequestrassero e rastrellassero tutto, da te che sei un televisivo questo non me lo aspettavo…
Poi, se proprio vogliamo parlare di guerra e di barbarie allora ti dico che il soldato ha fatto bene, chiunque di noi lo avrebbe fatto, quanti di noi, avendola, non userebbero la pistola contro un ladro introdottosi nella propria casa ? tutti probabilemnte, ma questo non significa che l’attacco è giusto o giustificabile ma, chi se ne frega!!!
Ma, mi chiedo, il ragazzino palestinese a cui è stato ammazzato il padre o il fratello o la madre da una bocca di fuoco di un cannone che imbraccia il Kalashinikov ha o non ha lo stesso diritto di vita di me che sparo al ladro o del soldato che abborda una nave?
e sopratutto
io sono un eroe o un criminale ?
il soldato è un eroe o un terrorista ?
e il ragazzino palestinese?
Israele non ha nessuna intenzione di abbassare i toni semplicemente perchè non gli frega niente ne delle leggi internazionali, ampiamente e sistematicamente violate, ne dei diritti umani che quotidianamente calpesta usando uzi contro le ricchissime pietre.
No, non credere che io sia un anti-israeliano tutt’altro, semplicemente so riconoscere chi pretende di avere ragione se il proprio mastino morde un bambino con la scusa “…e ma lui si è mosso”.
Patton hai ragione, hai talmente ragione che l’esempio del cane va esattamente in quella direzione.
La vera paura di Israele non è la distruzione, che nessuno stato approverebbe ne in un verso ne in un altro, altrimento lo avrebbe già fatto, ha paura che i palestinesi tra qualche generazione se li comprino i territori e l’unico antitodo verso questo tipo di soluzione è tagliare le gambe un millimetro al giorno.
Io ho risposto da non intellettuale, Paolo ma tu non hai risposto
Marte, resort a cinque stelle o Sterminio ?
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7 giugno 2010 alle 17:12
Bel post manpan!
A volte mi domando quale discussioni siano possibili con chi come Patton pensa che sia normale attaccare una nave straniera in acque internazionali , che l’ assedio a Gaza sia una cosina da nulla e che in definitiva Israele ha sempre ragione.
Comunque Israele ha sbagliato ad ordinare il blitz in acque internazionali. Ha sbagliato completamente le modalità operative per la presa della nave turca e, sebbene “giustifichi” la reazione dei militari a bordo (tra la loro vita e quella di coloro che li attaccavano hanno scelto la propria ed quella dei commilitoni), in ogni caso la responsabilità politica di aver autorizzato il tutto è israeliana; dunque, anche le relative conseguenze.
Riguardo a tutti i video presenti in rete sono stati “tagliati” di parti consistenti. A parte le fasi della discesa dei primi incursori sulla nave.
Credo sia pacifico riconoscere che i primi soldati siano stati sopraffatti e, solo quando giungono l’ultimo ed il penultimo incursore, si riesce ad organizzare uno straccio di difesa.
Si vedono chiaramente alcuni uomini che bastonano un militare a terra…. poi le immagini terminano perché, “suppongo” che Israele non abbia ritenuto opportuno farle vedere.
E’ fuori discussione che gli israeliani siano in possesso dell’intero video, ivi comprese le immagini girate dal pacifisti ma non credo che tali immagini verranno mai trasmesse nella loro interezza in quanto “se” favorevoli ad Israele sarebbero già state distribuite ai media.
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8 giugno 2010 alle 02:46
«Caro Pattum, non c’è dubbio che Israele sia meno peggio di Hamas.
Attenzione però che alla fine con la logica del “meno peggio” si giustifichi qualsiasi cosa: Israele può ammazzare cento palestinesi per ogni sua vittima perché… “è meno peggio”?»
«Patton pensa che sia normale attaccare una nave straniera in acque internazionali, che l’ assedio a Gaza sia una cosina da nulla e che in definitiva Israele ha sempre ragione.»
Autogatto,
dato che io non solo ho mai scritto quel che mi attribuisci, ma esso è assai lontano da quel che penso, la mia conclusione è che tu sei un falsario, tanto inveterato quanto incompetente. Incompetente, dico, perché soltanto la tua vana presunzione di cogliere Israele in fallo può farti pensare che io ne deduca che Israele ha sempre ragione. Ex falso sequitur quodlibet.
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8 giugno 2010 alle 01:10
Manpan,
chi non conosce la storia del conflitto di cui sta parlando, chi non ha mai visìtato i paesi di cui sta parlando, chi non ha mai parlato con i cittadini dei paesi di cui sta parlando dovrebbe avere l’elementare onestà intellettuale di portare almeno un argomento — dico uno! — a sostegno di una frase fatta come questa:
«Israele [...] non gli frega niente né delle leggi internazionali, ampiamente e sistematicamente violate, né dei diritti umani».
Non me ne frega niente se, per te, questa è una frase “autoevidente”. Non lo è per molti che scrivono nel blog. Qui, chi non porta argomenti su un tema che suscita discussioni, si squalifica da sé.
Quanto all’attuale crescita economica della Cisgioradania, tu non hai capito che essa è interamente dovuta a due-tre condizioni perfettamente complementari:
1) la Cisgiordania (2.500.000 abitanti) vive sotto tutela dell’esercito israeliano “occupante”;
2) la Cisgiordania è “governata” da un parlamento scaduto e da un governo auto-cooptato che non osa indire nuove elezioni per paura che i conflitti tra le varie fazioni palestinesi rovinino la suddetta crescita;
3) per quel che ne so io, molti dei tecnici e degli imprenditori arabi che si stanno arricchendo in Cisgiordania provengono da esperienze di lavoro fatte in Israele o con imprese israeliane.
Chi può “aver paura” di questo? Gli ebrei, che vivono sempre più del loro lavoro?
Oppure chi finora è vissuto di redditi provenienti dal sottosuolo, o dall’Occidente?
Non è necessario essere oracoli a gettone come l’Autogatto per trovare una risposta.
La libertà fa paura. Più della guerra.
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8 giugno 2010 alle 09:07
… fortuna che non hai aggiunto “la solita propaganda di sinistra…”
Al mio paese c’era una ragazza bella, molto bella e, fin dalla sua adolescenza è stata vittima delle dicerie delle presunte amiche gelose perchè brutte che gliene dicevano di ogni.
A 20 anni le sue presunte amiche la pubblicizzavano come quella che la dava facile.
Quando lei è stata informata di questa cosa nulla ha fatto e ha continuato a vivere normalmente : in paese però lei era la zoccola Maria.
Non si è mai saputa la verità.
Non porto argomenti perchè sono risaputi, e ritengo inutile la ripetizione.
Non porto argomenti perchè farei il gioco di chi guarda il dito e non la luna.
Non porto argomenti perchè per chi come te ha profonda cultura sull’argomento troverebbe sempre il “ma” e il “perchè” che giustifica tutto.
Ora, io non so se Maria è stata veramente una zoccola, non so se Berlusconi è un corruttore (anche se esiste un corrotto), non so se israele è uno stato criminale, ma certo nessuno di questi ha tenuto comportamenit, atteggiamenti, azioni che facessero credere il contrario.
La libertà fa paura. Più della guerra. Io aggiungerei anche la consapevolezza.
ps. caro Patton prova a dare una occhiata e poi mi dici se Maria è o no una zoccola …
http://piemonte.indymedia.org/article/3898
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8 giugno 2010 alle 10:01
ehm mancherebbero dall’elenco le responsabilità indirette nel massacro di Sabra e Chatila, in quanto gli Israeliani pur avendo il controllo militare dell’area non fecero nulla per fermare i Maroniti.
Ma sembra che non sia così facile far capire che in un questo conflitto non esiste il bianco e il nero, pur stando ‘di default’ con Israele.
8 giugno 2010 alle 14:17
Pfra,
io sono uno che, avendo sposato un’italiana di sinistra, amica di ex-studenti palestinesi, stava “di default” con quei palestinesi. Poi, dato che mi piace studiare e viaggiare (e ho il privilegio di poterlo fare), ho studiato a lungo la questione, ho visitato il MO e ho capito che “di default” c’è solo l’ignoranza dei fatti, la presunzione di conoscerli e, oggi, anche la grottesca pretesa di stare “super partes”. Come una ciliegina sulla torta.
La ciliegina, molto fiera di stare “super tortam” di default, si guarda bene dall’approfondire quel che sta sotto: lo considera solo un vecchio sporco imbroglio. Ma si sbagla, è petrolio.
A propos, tu sei un altro di quelli che, di default, i link non si clìcckano?
GUZZ – MI SEMBRA, di default, un commento geniale.
8 giugno 2010 alle 20:21
Patton
1) la presunzione è anche quella di conoscere la posizione dell’interlocutore, io non mi sento super partes, lo ripeto per la centesima volta io sono pro-israele con dei se e dei ma. Reputo il senza se e senza ma una assurdità di metodo che cozza quasi sempre con logica, sempre con i fatti e ancor più spesso di sempre con la vita di tutti i giorni.
2) come le altre volte mi ha fatto anche oggi un giro di peppe con la retorica per non entrare in merito agli argomenti che di cui ho parlato
3) mettiamoci d’accordo una volta per tutte, di default ci diamo un sinistroso ‘tu’, un nostalgico ‘Voi’ oppure un comodo ‘Ella’ ?
ti/la/vi prego di dettagliare soprattutto quest’ultimo punto, che è senz’altro il più importante di tutti in quanto basta già il caldo a farmi diventare matto.
E siamo appena all’inizio dell’estate.
10 giugno 2010 alle 00:00
Pfra,
a parte il fatto che io non ho mai detto che sto con Israele senza se e senza ma, anch’io te lo ripeto per l’ennesima volta: non me ne frega niente se qui uno è pro-Israele, pro-Hamas o pro-Shalom/Salam, con o senza i se e i ma, solo con i se ma senza i ma, solo con i ma ma senza i se…
Io non discuto le posizioni. Io discuto gli argomenti. Ma non ne ho ancora visto uno veramente buono, tirato fuori da chi critica Israele. E il motivo è molto semplice: la quantità di ciarpame anti-Israele è tale da riempire il mare, tale che solo un critico molto raffinato riuscirebbe a evitarlo e a dire qualcosa di valido.
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8 giugno 2010 alle 10:18
Caro Manpan mi spiace che affronti l’argomento con questa superficialità. Le famose verità risapute andrebbero analizzate sennò rimane in te una certezza che non è corretta.
In questo link hai riportato le risoluzioni ONU ed alcune sono realmente ridicole.
Portare le risoluzioni dell’ONU per far capire che Israele è il cattivo (il soggetto che sbaglia) ed i Plaestinesi i buoni (il soggetto che subisce) significa non aver capito molte cose di questo triste conflitto. Il terzo soggetto (gli stati canaglia dalla Siria all’Iran per passare per tutti gli altri) sono il vero soggettor esponsabile. I Palestinesi sono dei poveri cristi nati a pane ed odio con i soldi di noi BUONI OCCIDENTALI (ONU ed altre organizzazioni) e messi li per volere dei paesi arabi che li rifiutano e vogliono tenere questa bomba ad orologeria attaccata ad Israele, è così difficile da comprendere Manpan?
Non ti chiedi perchè gli stessi possono entrare in Israele e sono rifiutati per esempio in Egitto? Come caspita fai a non comprendere cose così semplici?
Ci sarebbe da scrivere moltissimo sull’ONU e sulla missione UNAMIR in Ruanda dove sotto i loro occhi si è verificato un genocidio di dimensioni pazzesche, questa una dichiarazione di chi comandava la missione 10 anni dopo:
Se avessimo ricevuto il modesto incremento di soldati ed equipaggiamento che avevamo chiesto avremmo potuto mettere fine agli eccidi.
Leggiti l’intero articolo che trovi in questo link (Unità 14 aprile 2005)
http://www.liceobodoni.it/AttivitaStudenti/filmconferenze/genocidi_dimenticati_2007.pdf
Mentre sono molto impegnati a fare la risoluzione per vietare la parata a Gerusalemme (e solo una delle tante risoluzioni che a prima vista sembrabo ridicole), in una regione africana sotto il controllo ONU, questa organizzazione che per te con le sue risoluzioni è la prova provata di chi è il cattivo tra Palestinesi ed Israeliani, fa da spettatrice ad uno dei più grandi genocidi della storia con più di un milioni di morti in 100 gironi!!!
per me il valore di quello che fa l’ONU è pari allo zero ed i fatti dimostrano che l’ONU è un organizzazione che non serve assolutamente a nulla, ne sul piano teorico ne su quello interventista. Chiudo con un concetto che Patton ha riportato e faccio mio, anche io non dico che Israele non sbaglia, ma in questo groviglio di errori dell’Occidente e dell’intera comunità mondiale e araba sostengo che è quella che ha sbagliato di meno, nonostante stia in una posizione molto scomoda, sola contro quasi tutti.
Quando si è soli contro tutti non è facile fare ed agire, ritengo che Israele dovrebbe fare una campagna mediatica d’informazione fortissima ma ritenendosi nel giusto secondo me pensano che questi giochini non fanno per loro, riversando tutte le energie sull’organizzazione della difesa del territorio che da sempre è una difesa attacco.
Fanno bene a trascurare un settore importante e strategico come i media? per molti Italiani che pensano che tutto passa per i media (vedi la principale contestazione fatta all’impero mediatico di SB), sicuramente no, per me che ho una visione diversa dei media pur non disconoscendo la loro assoluta importanza, non lo so.
Gianluca
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8 giugno 2010 alle 11:30
http://piemonte.indymedia.org/article/3898
Bell’elenco, Man.
Peccato che non ci si sia nemmeno un link che funziona.
Ma a te chettefrega di leggere le risoluzioni ONU? A te
basta esibir l’elenco.
Hai proprio ragione: la consapevolezza fa paura.
Ma, dimmi, non è che ti fa paura anche lavorare?
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8 giugno 2010 alle 12:08
PS
Ho controllato i siti che pubblicano sto elenco di risoluzioni ONU.
Non ce n’è uno in cui link funzionino. Se questa è la forza della
“propaganda ddesinistra”, come la chiama il Man, state freschi!
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8 giugno 2010 alle 12:16
PPS:
I siti più “furbi”, come quello di beppegrillo, accortisi che i link non funzionano,
han semplicemente tolto l’ipertesto, lasciando l’elenco nudo e crudo.
Come si diceva una volta qui in Piemùnt, “voglia di lavorare saltami addosso,
che io scappo a più non posso!
8 giugno 2010 alle 17:34
…la luna Patton, la luna non il dito …
Ma lo so è inutile : quando si è schierati si ammette e accetta tutto.
Alcuni link non vanno è vero ma non ho capito se questo per te significa che le risoluzioni sono fasulle o cosa …
Comunque in alto a destra del mio explorer c’è la casella cerca e, incredibilmente, se dentro ci scrivo “risoluzione onu 194, o 262, o 10/15″ e poi cliccki su trova sai cosa accade ?
accade che le risoluzioni saltano fuori e sono leggibili.
Patton esistono e le ho lette prova a leggerle tu questo basta.
Hai il privilegio di viaggiare bene, hai visto quei luoghi e le sue genti, ma con quali occhi ? con quale cultura ? con quale mentalità?
spero che tu abbia tenuto un profilo diverso da quel leghista di varese che un giorno si è trovato ad attraversare a piedi il quartiere di Scampia.
Essere schierati significa anche semplicemente non avere voglia di pensare che, qualche volta, si possa anche avere torto.
Visto che solo tu lavori prova a convincermi che il default giusto è israele buoni palestinesi cattivi.
Io non sono schierato, io guardo i morti di qui e di li e non giustifico ne gliuni ne gli altri,è tutta qui la differenza.
Tientiti lontano da calabur o frasi fatte : non sei capace
X Gianluca
definisci alcune risoluzioni ridicole.
e porti ad esempio quella sul divieto di parata bene, ti faccio presente che l’ultima intifada,probabilmente la più violenta, è stata scatenata da una semplice passeggiata.
ridicolo vero ?
Liberatevi dal torto e dalla ragione e usate il vostro sapere per salvare quei popoli e non per distruggerli.
9 giugno 2010 alle 01:39
“Hai il privilegio di viaggiare bene, hai visto quei luoghi e le sue genti, ma con quali occhi ? con quale cultura ? con quale mentalità?”
Ottime domande, manpan.
9 giugno 2010 alle 10:11
Manpan mi rispondi su un punto dove ci sarebbe molto da parlare e scrivere, purtroppo fai scena muta sulla veridicità di alcune risoluzioni ONU, non chiarendo la notizia che ho scritto, della risoluzione ONU del 2004 non ho trovato traccia, cose gravissima se fosse vera.
Sicuramente sarò io poco capace non trovandola e ti ho riportato tutti i link per potermi smentire, spiegandoti anche che sembra palesemente falsa e se così fosse sarebbe ancora più grave.
E’ possibile confrontarci su cose serie e di sicura provenienza? Vuoi chiudere questa falla?
Attendo fiducioso di capire e sopratutto di sapere se esiste o no questa risoluzione, naturalmente chiedo aiuto a chiunque, certo sarebeb dovere di Manpan chiarire questo punto visto che la news l’ha inserita lui.
Gianluca
9 giugno 2010 alle 16:41
Ciao Gianluca,
visto che ci siamo capiti e che hai, abbiamo, voglia di capire e non di fanculizzare sportivamente il prossimo e sopratutto di RISPONDERE effettuerò tutte le ricerche necessarie.
Mandami il tuo indirizzo elettronico alla mia email man.pan@hotmail.it e ti invio tutti i link che posso.
ps. nessun fanculizzatore è stato in grado di dire che le risoluzioni sono false ma semplicemente che i link non funzionano probabilmente evitando accuratamente di cercare altrove
intanto prova
http://it.wikipedia.org/wiki/Risoluzione_242_del_Consiglio_di_sicurezza_delle_Nazioni_Unite
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8 giugno 2010 alle 19:29
Caro Manpan, purtroppo Patton fa bene a tirati le orecchi scrivendo che il link del sito che ha postato non funzionano, fortunatamente su quell’indirizzo che riporti:
http://piemonte.indymedia.org/article/3898
alla fine è linkato un ulteriore link (questa volta funzioannte per fortuna) con tutte le risoluzioni ONU divise per anno:
http://www.un.org/documents/scres.htm
Ho fatto un operazione semplice semplice, ho guarda l’ultima risoluzione ONU specificata nell’articolo di Indymedia Piemonte datata 2 agosto 2004 poi sono andato sul link con tutte le rsioluzioni ONU del 2004 e non ho trovato nulla.
Si passa dalla risoluzione del 30 luglio 2004 – S/RES/1556 (2004)
link:
http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N04/446/02/PDF/N0444602.pdf?OpenElement
a quella del 12 agosto 2004 – S/RES/1557 (2004)
link:
http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N04/457/88/PDF/N0445788.pdf?OpenElement
Di questa risoluzione indicata nell’articolo che ci hai linkato NESSUNA TRACCIA:
AG: Risoluzione A/RES/ES-10/15 (02/08/2004): dichiara che il muro costruito all’interno dei territori occupati è contrario al diritto internazionale e chiede a Israele di demolirlo
Noterai inoltre che il riferimento che ci hai postato è assolutamente falso, basta confrontare il riferimento con qeulli originali che ho linkato con le due risoluzioni del 30 luglio 2004 e del 12 agosto 2004.
Caro manpan se il tuo modo di fare ricerche ti porta a questi risultati, ti consiglio di essere un po meno superficiale.
Gianluca
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8 giugno 2010 alle 09:39
Non sapevo della Cisgiordania e delle news pattoniane.
Ringrazio Patton di avermi dato quest’altro tassello per farmi capire ancora una volta di più che la realtà su questo argomento è meno intricata e complessa di quel che ci vogliono far credere.
Ginaluca
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8 giugno 2010 alle 20:04
Patton,
facciamola corta :
tu credi che israele abbia fatto bene ad attaccare la nave violando una ventina di regole internazionali SI o NO?
8 giugno 2010 alle 22:46
Fanculo, Man.
E comunque manca l’elenco delle regole violate (era troppo lavoro).
9 giugno 2010 alle 19:18
Patton scrive: “Fanculo, Man.”
Ma sì, mandiamoci a fare in culo a vicenda, Patton.
E chi s’è visto, se’è visto.
E’ un piacere discutere con uno che t’insulta ogni tre parole e ogni quattro ti manda a cagare.
Tanto il regolamento del blog non vale. No?
Allora, fanculo Patton.
9 giugno 2010 alle 20:01
Malo, Patton non aveva offeso te. L’hai insultato gratuitamente. Dovresti vergognarti.
10 giugno 2010 alle 09:50
Cesare1, hai colto in pieno il senso del mio post.
Bravo.
Patton, perdono.
p.s. Darti ragione, Cesare: l’unico modo contro lo sfinimento.
10 giugno 2010 alle 15:34
Beh, Malo, se non altro hai chiesto scusa a Patton.
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7 giugno 2010 alle 11:29
Kale
forse politicamente annettere la Turchia nella UE non sarebbe male.
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7 giugno 2010 alle 18:49
I
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7 giugno 2010 alle 18:50
Io sarei più propenso ad annettere le Seychelles e la Guyana.
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8 giugno 2010 alle 07:15
Pare ci sia un’epidemia di ‘follia’ che sconsiglia qualsiasi ammissione all’UE … prima Agca, poi quello che fece fuori il prete italiano, poi questo che ha ammazzato il vescovo (e ne dimentico tanti nel frattempo).
Tutti matti allo stesso modo (e chi sa della famosa perizia fotografica fatta dai nostri e rifatta dai rossi su quanto avvenne in Piazza S. Pietro ai tempi, sa anche a cosa alludo).
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7 giugno 2010 alle 11:45
” L’Iran fa rotta verso la Striscia di Gaza”. Questi sono gli effetti, ovvero i risultati della politica “schizzinosa” delle Hillary e degli Obama, nei confronti di Israele, dei suoi bisogni di sicurezza e della sopravvivenza del suo Stato. Viva Bush!!!
mn
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7 giugno 2010 alle 12:00
armando g. scrive:
7 giugno 2010 alle 11:01
@Armando
non confondo,ne stia certo e grazie del dialogo; in fin dei conti questo,nel senso più antico della parola , è ciò che abbiamo fatto ; ho rispetto di questo spazio e “dell’èlite” di persone che hanno strumenti , come io non ho, per rendere “la ragione” tecnicamente in movimento o cammino migliore per saper stare al mondo anche per diminuire il dolore e l’ignoranza delle popolazioni tutte ; di fronte all’intelligenza richiesta per poterlo interpretare(il mondo) e per potervi intervenire ( nel mondo) non sono e non faccio la vittima o il carnefice o il parassita o altro, mi arrichisco delle chiavi di lettura per poterlo comprendere;la lettura,intendo di questo spazio, soprattutto di fronte ad argomenti tecnici o tecnici-politici, mi aiuta a capire ,ma laddove come per l’argomento in questione non bastano le ragioni di tutto il mondo per poterne uscire, ho deciso di rifarmi viva;non è fare le vittima dirvi che forse ho fatto bene o forse proprio no…non ho proprio gli strumenti “emotivi” per vedere dalla dialettica di un certo tipo offensiva , tutte le qualità più belle dell’arte della critica, ma ciò non vuol dire che voglia sentirmi vittima,altrimenti non mi sarei messa in posizione che sapevo difficile , conviene?
un’ultima cosa ,rileggendomi, a proposito di critica , anzi di autocritica, ho visto che forse, più che parlare in risposta al suo dialogo con me, parlavo di più controbattendo a Patton,se lei non mi avesse scritto il suo primo commento,io avevo gia deciso di rimettermi a leggervi,non volevo rispondere a Patton anche per non alimentare altre divisioni;poi invece ho cambiato idea,perchè la mia poteva sembrare la fuga di una codarda più grave della mia semplice ignoranza ;la parola utopia che lei ha usato insieme a Patton, tuta colpa di questa parola

Le chiedo scusa per averla “confusa”..peraltro non significa che non abbia rispetto di Patton, non mi interssa che c’è andato pesante con le sue parole sulla mia persona,che non mi permetto sulla sua …le mie sono state solo domande e orrore per l’odio e la guerra di tutte le storie della storia-
saluto lei e tutti ben oltre i giochi delle parti o delle vittime o dei carnefici,ma soprattutto questo non significa facili tarallucci e vino all’italiana
ps non me ne vado , vi leggo,magari la prossima volta vi saluto con un’altra utopia eh eh eh (è autoironico nèh! del tipo gesto , come fosse una stretta di mano che tramite blog non si può esprimere)
(*_*)
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7 giugno 2010 alle 12:40
Non ho mai sopportato il “libera-tutti” della satira. La satira è anche opinione, e in questa sua componente può essere superficiale, disinformata, meschina e anche infame.
Questo è l’atteso post di Spinoza sullo scontro a fuoco della nave pacifista…
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7 giugno 2010 alle 13:53
Preciso che non ho fatto una selezione. Sono tutte.
http://www.spinoza.it/2010/bastardi-senza-gloria
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7 giugno 2010 alle 14:14
Liberi-tutti?
“anche un’opinione”.
Acqua calda, no?
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7 giugno 2010 alle 19:54
-La Farnesina: “Israele è in grado di fare un’inchiesta credibile”. “Io non direi” ha commentato Gesù Cristo.-
Dai Fabio, però questa era bella!
YHWH save Israel! And self irony too…
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7 giugno 2010 alle 23:07
Il cielo me furmini nel momento che dovessi negare che una buona battuta è una buona battuta.
La costruzione comica è un conto, la parte che scegli di attaccare, l’opinione che ti formi e che contribuisci a formare è un altro.
Questo spiega perché anche una battuta satirica, in quanto manifestazione di pensiero politico di parte, può essere oggetto di feroci critiche e anche di condanne senza che questo elevi regolarmente il suo autore al rango di illuminato fuori dal sistema (perché la satira “fa questo”), piuttosto che a quello di perfetto cretino.
Io mi manterrei sull’equiprobabilità.
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8 giugno 2010 alle 15:10
La battuta sarà anche “bella”, ma secondo me è quella che più di tutte tradisce un odioso pregiudizio antisemita (gli Ebrei che condannano Gesù Cristo…).
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8 giugno 2010 alle 18:18
Holden, sa cos’è antisemita? La mancanza di intelligenza e l’ignoranza. L’autoironia è propria delle menti eccelse (molte di queste sono semite), il dolore è sionista.
Il dolore è umano, ma diciamo che gli abitanti di quel luogo, arabi ed ebrei e cristiani e tutti gli altri(Sion è il monte di Gerusalemme), lo masticano come noi mastichiamo il pane, lì il dolore è quotidiano, glielo leggi in faccia.
Entro nel merito di quel che dice Fabio: sono certo che la satira sia un formidabile mezzo di indottrinamento, basta conoscere un pò la Storia del secolo scorso, tutti gli Stati, regimi o democrazie che fossero, l’hanno abbondantemente utilizzata. La satira, lo scherno, l’irrisione serve a demolire l’immagine di chi ne è oggetto, ma questo non è sempre un male, non si spiegherebbe l’autoironia sennò, cosa di cui non tutti sono capaci.
Allora io non distinguerei tra libertà di satira o privazione di essa, ma tra qualità e proposito.
La satira non è facile, irridere il mondo ed irridersi delle proprie tragedie è una qualità, sbeffeggiare l’avversario, farne una caricatura per ridicolizzarlo, è una cosa che gli uomini imparano a fare da bambini, è fin troppo semplice ed infantile perché sia degno di nota.
La battuta che ho citato non tradisce nessun pregiudizio antisemita, il fatto che sia lo stesso Gesù Cristo ad intervenire ne è prova. Ti ricordo che lui era semita, sionista, ebreo.
Altre battute nell’elenco che ha postato Fabio sono pessime, banali, mal riuscite. Ma non ho una cattedra di simpaticologia applicata e questi sono giudizi che rispondono ai miei gusti, filo occidentali, filo ebraici e filo ragionevoli.
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9 giugno 2010 alle 07:34
Non ho detto questo però.
Ho detto che il contenuto politico della battuta che scrivi si può qualificare esattamente come tutti gli altri contenuti politici: nobile, arguto, rivoluzionario, anticonformista, superficiale, demagogico, qualunquista, misero, meschino, infame.
Quando poi un collettivo di battutisti, non un singolo, riesce a produrre solamente questa roba significa una cosa molto semplice: che non siamo di fronte alla satira che demolisce, che decostruisce, che non riconosce nessuna autorità, che si diverte a mettere il dubbio su tutto, ma bensì di fronte ad altri dispensatori di verità e saggezza a gettone.
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9 giugno 2010 alle 13:11
Sì, ok, ma l’autoironia non dovrebbe venire dal destinatario della battuta?
Cioè, l’avesse fatta un comico ebreo, in un programma ebreo, di fronte ad un pubblico ebreo: ok, ci può stare l’autoironia.
Ma messa in quell’elenco, a me ha fatto anche ridere, ma dopo c’ho pensato e vi ho scorto la trita e ritrita polemica sull’uccisione di Gesù da parte degli ebrei (e sono Cattolico, eh).
E poi la satira a me piace quando se la prende con i potenti: Israele è un paese che soffre, accerchiato di nemici, abbandonato dalle altre democrazie, non mi pare affatto il potente di turno.
Comunque gusti personali, ci mancherebbe.
Grazie per l’interloquizione.
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7 giugno 2010 alle 14:51
Io non sono dalla parte degli israeliani e neppure da quella dei palestinesi.
SENZA SE E SENZA MA.
Sono due popoli guerrafondai e prima o poi si distruggeranno a vicenda.
Ora, Onorevole, può bannare il mio account.
GUZZ – SUVVIA, non si dia tante arie.
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7 giugno 2010 alle 14:54
Caro kadadia…spiego meglio cosa ritengo per ” cani e porci” ; pur fermo rimanendo che facciamo parte dei PIIGS.
Con il termine generico di “cani e porci” mi riferisco a quei paesi la cui evoluzione economica non e’ ancora ad un livello accettabile e conseguentemente complementare a quella di altri paesi con economie piu’ sviluppate e raffinate , diciamo cosi’.
Noi siamo uno dei Piigs ma pur sempre un Paese fondatore….quei paesi cui mi riferisco sono ad esempio Romania, Bulgaria Lettonia, Estonia , Lituania Ungheria…bastano ?
E non c’e’ solo la mancanza di “complementarieta’ ” economica ; c’ e’ anche di peggio …razzismo allo stato puro ; come in Estonia dove i russofoni sono considerati cittadini di serie “zeta” e da Bruxelles tutti i giorni partono messaggi di moderazione verso Tallinn.
Vuoi un altro esempio ancora…l’Ungheria sta facendo una politica folle , assolutamente antitetica allo spirito sul quale fu costruita la CEE ; partendo dal trattato del Trianon che aveva visto cittadini di lingua ungherese rimasti in paesi circostanti ha in animo di conferire , assurdamente, la cittadinanza ungherese con l’incazzatura naturalmente di Romania, Repubblica Slovacca e company ; taccio sul linguaggio della destra ungherese da pogrom verso zingari ed ebrei. Basta ?
Troppi casini. Per quello che puo’ valere il mio giudizio un’ammucchiata …fatta di paesi – Grecia ed Ungheria – irresponsabili che si divertono a truccare i loro bilanci con l’interrogativo devastante , comprensibile,logico e drammatico …ma perche’ noi tedeschi dovremmo pagare i debiti di Paesi come la Grecia che mandano in pensione gente a quarant’anni ; mi rendo conto …e’ un discorso delicato e grande , ci siamo in mezzo forse anche noi ma , nonostante tutto , ANCORA non siamo al livello della Romania e della Bulgaria.
Ci buttiamo sempre giu’…ma insomma abbiamo pur sempre una struttura industriale e finanziaria non proprio da terzo mondo.
In definitiva ritengo che l’allargamento della CEE sia stato fatto con una accelerazione eccessiva che non ha rispettato un certo tipo di tempistica ; diversa da paese a paese.
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7 giugno 2010 alle 17:37
On. Guzzanti, rispondo alla sua domanda.
Chiunque affronti una persona con l’intento di ucciderla trascina lo scontro dall’ambito della civiltà e del diritto all’ambito ferino. Si tratta di un terreno in cui non esistono diritti, morale, civiltà. Non c’è bene e male, giusto e sbagliato. Esiste solo la legge del più forte. L’IDF non poteva quindi che comportarsi nel modo in cui si è comportato. Non è stato solo un comportamento giusto, ma addirittura necessario. Non poteva che andare in quel modo.
Poi si può dire tutto e il contrario di tutto sull’aspetto tecnico, sulla pianificazione dell’assalto. Ma nel momento in cui i militari vedono che si attenta alla loro vita, fanno quello che chiunque farebbe. E chiunque attenti alla vita di qualsiasi persona lo deve sapere e accettare. Per i morti della Marmara non provo pena. O meglio, provo pena per la condizione di totale annebbiamento mentale nella quale erano caduti, ma non per la loro morte.
_______________________________________________________________________________________
Interessante sequenza di video: http://www.diavolineri.net/ospitalieri/2010/06/05/abbordaggio-come-da-manuale/
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7 giugno 2010 alle 20:15
“Si tratta di un terreno in cui non esistono diritti, morale, civiltà.Non c’è bene e male, giusto e sbagliato. Esiste solo la legge del più forte. ”
Frase stupenda, quasi D’Annunziana!
Caro armando g. e non provi ugual pena per l’annebbiamento mentale nel quale sono caduti tutti coloro che accusano Israele di aver esagerato?
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7 giugno 2010 alle 21:51
Non è una frase D’Annunziana ma un concetto espresso nel pragmatismo politico “la Prudentia” (1520) del Gattinara, anche se decisamente rivisto e modificato
Riccardo.
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8 giugno 2010 alle 10:17
Ho detto quasi D’Annunziana. Riccardo, D’Annunzio diceva che la forza e’ la suprema legge.
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8 giugno 2010 alle 13:32
Non era rivolto a lei/tu, era semplicemnete per appuntare che la terminologia “condizione ferina” è del Gattinara.
Leggere e ricordare è anche questa una condizione che fa da confine con la sucitata condizione.
Cribbio ma come siete suscettibili!!!
Guzz lo dica Lei che questi sono troppo permalosi, che se lo dico io conto sega.
Riccardo.
8 giugno 2010 alle 14:57
Ma non sono suscettibile, ho solo precisato che parte e’ quasi D’Annunziana.
Vedi Riccardo: e’ cosi’, scrivere senza guardarsi in faccia porta spesso a non capire le intenzioni dell’interlocutore.
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7 giugno 2010 alle 22:26
Peccato non provi pietas Armando, le assicuro che è un sentimento nobile ed alto ma così tanto da segnare anch’esso un confine tra l’umano e il ferino.
Sarà perchè ne ho visti spengere troppi, ma la pietà in me non è mai venuta meno, neppure quando, chi stava lasciando, non meritava nulla di meno di quello che gli stava accadendo, nonostante gli forzi di chi cercava di vincere partite spesso perse in partenza.
La leggerezza con cui si parla della morte, non importa di chi, è molto imbarazzante in questo post, quasi si parlasse di equazioni o figure geometriche, pratiche burocratiche, e non di storie e affetti, nascite, crescite e possibilità negate.
Molto triste questo, si evince il minus che esiste in chi l’ha conosciuta poco e quasi sempre e banalmente, nella sua forma più naturale e facile da accettare.
Non è un rimprovero, ma solo una constatazione, nulla più di questo.
Riccardo.
ps.
Ognuno poi è libero di pensare quello che vuole, di tifare per chi vuole, di avere le sue convinzioni, ma la morte impone un rispetto particolare sempre, è una signora permalosa come la vita del resto, per vissuto personale, posso assicurare che spesso è inclemente verso chi, impietosamente, non la rispetta.
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7 giugno 2010 alle 18:22
Caro Patton,
la mia non era dietrologia, ma un semplice giudizio espresso sulla base delle poche conoscenze che ho della realtà turca. Un giudizio da analfabeta, quindi. Ho lavorato in Turchia per breve tempo a stretto contatto con i colleghi turchi (interpol ed antidroga) per indagini relative alla marea di stupefacenti che partiva dall’area della mezzaluna d’oro, in direzione del centro Europa. Responsabile principale, in Turchia, il PKK, al vertice del quale era Ocalan – quello che i nostri ineffabili politici andarono a prelevare in Russia per coccolarlo in Italia – (Do you remember D’Alema, always D’Alema, and Ramon Mantovani?). Sono stato ospite negli alberghi della Polizia e dell’Esercito e qualche chiacchierata sul ruolo dell’esercito l’abbiamo fatta. Ebbi l’impressione che la difesa dello Stato laico fosse (è passato qualche anno) considerata un comandamento, il nome di Ataturk non si pronunzia(va) nemmeno, tanto è rispettato. Rimasi impressionato dal potere e dalla determinazione dell’esercito. Ho considerato questi scarsi elementi di esperienza personale. Vedremo l’evoluzione della situazione davvero ingarbugliata.
Accedi per rispondere
7 giugno 2010 alle 18:57
Patton scrive:
7 giugno 2010 alle 13:37
Paso,
tu parli di una storia che non hai mai studiato e di una terra che non hai mai visitato, tampoco amato,
e nella quale riversi tutte le tue prolisse, contorte paturnie, come in una discarica abusiva.
—-
Patton , lei non è una magistratura, di cui l’ho letta commentare senza le dovute differenze fra toghe rosse e toghe sic et simpliciter, lei è molto di più , lei è una corte più suprema, lei è Dio.
DI conseguenza mi spiace, averle procurato un senso di minaccia a ogni suo giardino se, con il mio lungo commentar,scaricando menopausa della solita casalinga di voghera o velina o ignorante popolina o femminuccia piccola piccola italiana, ho abusato, rovesciando appunto abusivamente nei suoi roseti il letamaio senza pensieri, senza esperienza del mio non viaggio di vita. Mi è’ chiaro che non era possibile alcun piccolo passo reciproco pur dall’alto di un giardino come il suo e da una fogna come la mia.
Dio è dio,sarebbe troppo facile se si muovesse così reciprocamente tangibile con gli Uomini.
Le sue non sono provocazioni, credevo lo fossero, sbagliavo; nelle pronunce che dal suo trono trasmette, lei per forza conosce ogni storia, ogni destino e ogni vita, dalla nascita alla morte,e ciò mi dà pace;non potrei ferire Dio oltremodo,ponendo alla sua vista il mio immondo e distraendolo per giunta da tutti tutti i compiti ben più importanti di un rifiuto o una discarica.
Dio può e potrà sicuramente agire con ogni sua verità, altrimenti che Dio sarebbe?
Vorrei salutarla come il fiore che non può nascere e non posso essere nella mia fogna, sarebbe un saluto per lei immondo, spero quindi possa ricevere tutti i canti e i profumi e la bellezza che Dio merita.
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7 giugno 2010 alle 23:33
No, io sono un semplice operatore ecologico.
E la storia che Lei non ha studiato, la terra che Lei
non ha visitato — tantomeno amato — sono fatti.
Nient’altro che fatti.
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7 giugno 2010 alle 19:05
Guzzanti,
io non sono intervenuto sulla questione perché ho letto già molte ottime cose, sopratutto da parte sua, sull’argomento e non mi pareva il caso di ripetere o aggiungere sfumature. Ma quando ho letto che un palestinese guadagna il triplo di un israeliano, ho strabuzzato gli occhi! Sapendo che lei tende a non scrivere mai fregnacce, le chiedo gentilmente di fornirmi qualche dato statistico, documentale etc etc in proposito. Se lo ha a disposizione, s’intende. Per me sarebbero dati che fanno da spartiacque.
Grazie.
GUZZ – NON HO DETTO CHE “GUADAGNA”, ho detto che la somma degli aiuti internazionali divisa per il numero degli aiutati dà un numero pari a circa tre volte il reddito medio di un israeliano. Ma il palestinese non vede una lira, o un euro, o un dollaro, di quella ricchezza che finisce nelle casse dei boss e nelle tasche dei trafficanti internazionali di armi.
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7 giugno 2010 alle 19:32
Scrive Fiorella Battistini :
” Kale
forse politicamente annettere la Turchia nella UE non sarebbe male. ”
Facciamo un po’ di realpolitik aggiornata….si , forse fra cento anni .
In ogni caso bisognerebbe convincere prima la Merkel e , per quanto ne so’ , soprattutto Sarkosy.
Il Berlusca li vorrebbe …un partito dell’amore non puo’ dire no a nessuno…..ma non credo che basti
——————————————————————————————————————————
Oh , poi i turchi sono 72 milioni , mica un bruscolino ; io per ora mi accontento di Ozpetek che mi piace tanto.
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7 giugno 2010 alle 19:58
Sigal scrive:
La responsabilità è degli arabi che non hanno mai accettato la nostra presenza e con guerre, attentati e provocazioni hanno tentato di cancellarci.
———————————————————————————————————————
Credo che anche Autogatto possa essere d’accordo con questa affermazione?
Allora (mi chiedo) perché Autogatto non sta, seppur criticamente, dalla parte di Israele?
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7 giugno 2010 alle 22:06
Fiorella scrive:
forse politicamente annettere la Turchia nella UE non sarebbe male
—————————————————————————–
Assolutamente NO: sto cercando di smettere e vedere in giro fumatori mi invoglia!
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8 giugno 2010 alle 06:36
Amgelo,Kale,
ho detto POLITICAMENTE,la Turchia è geograficamente strategica,
e soprattutto laica.(ed io sono grande fumatrice)
Fiorella
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8 giugno 2010 alle 12:30
Errore … era laica …
La garanzia sulla laicità formale dello Stato è caduta, la sostanza dice ben altro … basta chiedere ai cristiani della zona come vivono …
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8 giugno 2010 alle 07:20
Giusto onorevole. Nessuno marciò in difesa del popolo palestinese né si scandalizzò quando emersero conti con centinaia di milioni di dollari (custoditi in Svizzera, mi pare) destinati alla vedova di Arafat. Lo spettacolo non fu esaltante, ma fu ritenuto quasi normale che il nipote del gran Muftì di Gerusalemme amico ed estimatore di Hitler e Goebbels fosse titolare di una così grande ricchezza che tanto contrastava con l’indigenza nella quale sono tenuti i palestinesi.
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8 giugno 2010 alle 08:22
“La responsabilità è degli arabi che non hanno mai accettato la nostra presenza e con guerre, attentati e provocazioni hanno tentato di cancellarci.”
Premetto che la Storia, relativamente alla questione Israele/Palestina, inizia con la fine della II Guerra Mondiale “grazie” all’ennesima “porcheria” inglese, di conseguenza per stabilire le responsabilità come si deve andrebbero analizzate le motivazioni che sono alla base degli ebrei di avere una loro nazione e dei palestinesi che non avrebbero dovuto avere “imposta” una soluzione.
Quindi la risposta è complicata e a questo punto non saprei nemmeno capirne l’importanza (una guerra si fa in due)
nel XXI secolo la differenza che intercorre tra un’organizzazione terroristica e un paese civile rispettato e riconosciuto internazionalmente sta proprio nel fatto che la prima non si fa problemi a colpire i civili, mentre il secondo tenta di ridurre i danni collaterali al minimo, cercando di non colpire i non belligeranti.
L’Inghilterra non bombardò con i propri aerei i quartieri cattolici di Belfast, la Francia non ha preso a cannonate la Corsica e la Spagna non ha utilizzato l’artiglieria da 155mm sulle città Basche.
Questo è l’insegnamento dell’Europa occidentale, e se Israele volesse avere rapporti sempre maggiori con lìUnione Europea dovrebbe iniziare ad avere l’umiltà di imparare dagli altri.
Quando, per usare un eufemismo, si decide di non prendere tutte le precauzioni per limitare le perdite civili ci si pone sullo stesso piano dei terroristi.
Poi è ovvio che i “danni collaterali” ci saranno sempre, ma nel limite del ragionevole…e non è ragionevole 100 bambini morti su 600 morti totali, con fuoco su scuole ONU, ONG, ospedali e ambulanze come nel recente conflitto a Gaza
“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca dei terreni e il taglio di tutti i servizi sociali per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba”
Chi l’ha pronunciata questa affermazione? Chissà perchè, mi ricorda una certa cosa a Varsavia…
Ad ogni modo io sarò un po, ma penso che l’unica soluzione sia una soluzione alla “Coreana”.
A Nord i Palestinesi, a Sud gli Ebrei. Il muro questa volta lo si fa bene e bello dritto.
GUER – LEI OMETTE DI DIRE CHE SI TRATTA DELLA PRIMA E NON DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, quando gli ebrei di Palestina ottennero con la dichiarazione di Balfour la promessa di riconoscimento del foyer ebraico da sempre esistente, che verso la fine del XIX Secolo si era fortemente rafforzato con gli acquisti di pietraie incoltivate da parte di coloni socialisti e comunisti ebrei i quali avevano pagato a peso d’oro le sassaie ad un gruppo di sceicchi e nobili turchi che abitavano a Damasco o a Istanbul (ho un volume con tutti questi contratti e i pagamenti che avvennero in valuta pregiata e oro).
I coloni stavano allora su un territorio turco, proprietari di singole fattorie e campi che andavano bonificando, ma non avevano alcuna tutela diplomatica o statuale. Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918, quasi un secolo fa) gli ebrei combatterono nell’esercito inglese con uniformi inglesi contro i turchi e dettero alla guerra un contributo tale da meritare come compenso una dichiarazione di principio e una promessa che furono allora la base diplomatica per la costituzione del foyer come embrione di un futuro Stato ebraico.
Poi gli inglesi cercarono di rimangiarsi la promessa fatta e posero mille ostacoli, ciò che spinse gli ebrei, ormai provetti combattenti di guerra e inquadrati da ottimi ufficiali di scuola britannica, a resistere agli inglesi con le armi.
Nel tentativo di bloccare lo sviluppo del promesso foyer ebraico gli inglesi cercarono di impedire che i profughi delle persecuzioni naziste potessero raggiungere il loro popolo e il blocco navale britannico fu forzato dalla nave Exodus, carica di profughi.
Queste precisazioni sono indispensabili perché da quel che lei dice alludendo a una generica “fine della guerra mondiale” sembra che si parli della nascita di uno Stato ebraico come conseguenza di Auschwitz.
Questo quello che crede la stragrande maggioranza degli ignoranti: gli ebrei, perseguitati da Hitler, andarono a rubare le terre ai poveri palestinesi insediandosi nelle loro case e fertili campi.
Tanto per chiarire che non è così e che i fatti sono successivi alla fine della Grande Guerra e non della seconda.
Tutte le osservazioni che lei fa sulle cannonate spagnole e il comportamento dell’IDF con i civili dimostra e conferma ciò che era già evidente: lei ignora la storia, la le geografia, i fatti e non ha mai visto ciò di cui parla a vanvera.
Ma così si fa, purtroppo. Però: che par di coglioni.
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8 giugno 2010 alle 13:16
Autogatto,
fazioso scansafatiche e, di conseguenza, COPINCOLLATORE DI FALSI, la citazione che e te ricorda “una certa cosa a Varsavia”, viene falsamente attribuita a Ben-Gurion, che invece l’avrebbe respinta con sdegno, se l’avesse conosciuta. Come si può leggere qui.
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8 giugno 2010 alle 08:55
Frequentando il blog da un po’ di tempo ci conosciamo un po’ tutti …il nostro pensiero su Israele e i palestinesi ad esempio ; con tutti i limiti di – per la maggior parte di noi – una informazione diversamente interessata , dai pregiudizi e soprattutto con tutti i limiti di non essere stati in quella terra che “parla” e cosi’ ricca di energie e storia.
IO PERO’ UNA DOMANDA PER L’AMICA SIGAL CE L’AVREI.
Cara Sigal , dicci di un errore che secondo te, ha fatto Israele ; vietata pero’ la risposta che errore potrebbe essere in relazione al fatto che quando ci sono due ebrei che discutono le opinioni sono quattro…insomma avere opinioni diverse sulle situazioni che vivete ; d’altronde in una democrazia – e Israele e’ una democrazia – si va dagli estremisti ebrei ai cittadini israeliani che cooperano con i palestinesi. Cosi’ e’.
Parlo di errori di carattere pragmatico , politico e storico.
Come la pensa Sigal e’ chiarissimo …pero’ , con tutti i limiti sopra indicati con assoluta umilta’ sento che un giorno se pace ci sara’ in quella terra ..ebbene quella pace partira’ dalle idee e dalla sensibilita’ di gente come Grossman o Amos Oz e non da certi rabbini esremisti di cui abbiamo notizie sui giornali. Sarebbe passata anche per Itzak Rabin , un eroe per il suo popolo che mai si sarebbe fatto cacciare comunque dalla sua terra ; capisco , puo’ essere tutto molto accademico ma con Rabin non credo di aver sbagliato.
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P.S. So anche di un fenomeno per me inspiegabile…di rabbini , di ebrei che sono d’accordo con Ahmadinejad che sputtanano e dicono cose orribili su Israele. Dato di cronaca eh.
GUER – LASCIO A SIGAL la risposta che le compete.
Indico però quello che vedo: avere sciaguratamente concesso territori – Gaza – in cambio di nulla.
I palestinesi non dicono grazie: installano le rampe di lancio e ti coprono di razzi.
Israele ha restituito il Sinai agli egiziani (dopo averlo fecondato e trasformato in un giardino, e poi cacciando i propri coloni con la forza) in cambio di un trattato di pace e riconoscimento reciproco.
Il Sinai e Gaza furono conquiste obbligate di Israele dopo aver subito una invasione dall’Egitto che portò i carri di Moshe Dayan alla vista dei minareti del Cairo.
Così Israele ha fatto con la Giordania, ma poi Sharon – proprio lui ! Il tremendo Sharon – ebbe l’infelicissima idea (che io a suo tempo applaudii da bravo cretino europeo) di offrire ai palestinesi Gaza come segno di pura buona volontà e cacciando fuori a pedate migliaia di ebrei che avevano trasformato Gaza in un giardino, come avevano fatto nel Sinai.
I palestinesi hanno allora insediato Hamas e rampe di lancio, installando un regime sostenuto dalla maggioranza popolare che ha stravinto le elezioni, la quale NON vuole i due Stati e i due Popoli, MA vuole SOLTANTO la sparizione dalle carte geografiche di Israele.
Hamas ha vinto perché il generoso popolo palestinese ha ben spiegato nelle urne che non glie ne frega un cazzo degli ideali di pace europei e americani che spingono per i due Stati e i due Popoli.
Vogliono un unico Stato e un unico popolo, il loro, in perfetta sintonia con l’Iran.
Ecco dunque una grandissima cazzata fatta dagli israeliani per dare ascolto agli stronzi europei e americani che stanno sempre a rompere i coglioni con i gesti di buona volontà: aver dato Gaza ai palestinesi in cambio di nulla.
La dottrina politica e militare israeliana è sempre stata questa: io non volevo la guerra, ma tu mi ha costretto a combatterla e a vincerla. Ora io ho in pegno terre che erano tue e sono pronto a ridartele a condizione che tu firmi qui sotto, due firme e due sigle, un atto con cui riconosci l’esistenza legittima di Israele, ti impegni a vivere per sempre in pace con Israele, a insegnare ai tuoi bambini nelle tue scuole che il tuo Paese confina con uno Stato che si chiama Israele abitato da ebrei, che sono nostri fratelli e che noi non vogliamo sterminare.
Niente firma? Niente terre.
E agli europei e americani che premono e ci rompono i coglioni, una sola parola, anzi cinque: andate a fare in culo. Shalom (che vuol dire pace)
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8 giugno 2010 alle 10:52
Mi permetto allora di affermare che forse, meglio così.
Meglio se Israele ora si trova in parte isolata.
Forse non avere alleati e tutti contro la porterà a rivedere la sua immagne e a far sì che gli occidentali ex-amici e a quanto ho capito cattivi consiglieri si ubriachino di notizie contro.
Nasceranno così associazioni pro-Israele. Essere in minoranza come idee o “unici” nel mondo occidentale fa figo. Circoleranno finalmente notizie parallele e fatti di e pro Israele.
Ma Israele dovrà essere vittima, debole e solo sulla difensiva. Allora chi la vuole cancellare si esalterà e perderà il controllo mediatico.
Ma, ma in mezzo ci sarà la sofferenza di un intero popolo che combatte per la sua libertà.
E non credo che questo potrà verificarsi. Ma gli altri ci proveranno in tutti i modi.
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9 giugno 2010 alle 08:48
La cessione di Gaza e il ritiro dalla fascia di sicurezza in Libano sono avvenuti senza firma … non è un caso che i problemi principali per Israele arrivino di lì … in Libano la presenza di soldati nostri impedisce di fatto quelle incursioni periodiche che servirebbero per rompere le uova nel paniere a hezbollah.
In Giudea orientale e samaria orientale non c’è firma ma pare che la situazione sia un po’ meno esplosiva …
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8 giugno 2010 alle 09:39
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/06/08/visualizza_new.html_1819950724.html
L’evidenza dimostra che l’intento dei terroristi era uno solo: forzare il blocco con tanto di comitato d’accoglienza sulla costa. Caduto quello, caduto tutto … gli aiuti stranamente non servono più.
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8 giugno 2010 alle 11:08
Mi sembra normale che nel momento in cui viene “imposta” dall’alto una soluzione (creazione dello stato di Israele) chi ci abita (e i paesi vicini) possano non essere d’accordo ?
In ogni caso, anche in linea di diritto, Israele è lo stato vincitore e quindi deve essere lui che tratta con nemici sconfitti e definisce i confini (ribadisco la domanda a cui nessuno a risposto: quali sono i confini di Israele?)
Non solo, Israele non ha mai accettato di condizionare le sue politiche, interne come esterne, in base a fattori diversi dalla ricerca e tutela esclusiva degli interessi di Israele e, in senso più lato, del popolo ebraico. Per questo motivo si è sempre posto al di fuori della comunità internazionale
La mia impressione è che Israele sia disposto a fare la pace solo se i palestinesi saranno disposti ad accettare come “stato” solo Gaza e qualche brandello di Cisgordiana, e vivere per sempre lì.
Tipni Levi recentemente ha espresso la sua convinzione che se si arriverà alla creazione di uno stato palestinese, tutti gli Arabi attualmente viventi in Israele, cittadini o meno, dovrebbero trasferirsi nel loro “nuovo” stato. L’idea é cioè quella di una nuova espulsione in massa.
Chissà perchè, mi ricorda una certa cosa a Varsavia…
Insomma come è possibile accettare il fatto che Israele non voglia dotarsi di una costituzione dove venga per prima cosa stabilito chi sia un cittadino di Israele e chi no?
L’unico documento “para-costituzionale” esistente è la cosidetta “Legge del Ritorno”, che stabilisce il diritto di ogni Ebreo a stabilirsi in Israele. La stessa “Legge del Ritorno” però non definisce chiaramente chi o cosa sia un Ebreo, per cui in genere finisce per prevalere il tradizionale criterio rabbinico (è Ebreo chi è figlio di madre ebrea).
Ma a parte questa voluta vaghezza, è fuori di discussione che la stragrande maggioranza degli Israeliani consideri Israele come uno stato ebreo per Ebrei.
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8 giugno 2010 alle 22:36
Autogatto,
pigro copincollatore di falsi (che mai tu controlli, prima di postare), la realtà e la «Storia» sono piene di fatti che tu credi «non normali» per la semplice ragione che la realtà e la storia tu le ignori entrambe, come dimostrato dalla tua tronfia premessa sulla «fine della II Guerra mondiale» come «inizio della questione Israele/Palestina». Sono proprio i pochissimi storici musulmani delle “questione”, guardacaso, a ignorare tutto il periodo tra le due guerre mondiali, perché dovrebbero riferire troppi fatti che suonano sgraditi ai loro capi politici.
I rapporti dei funzionari di medio livello dell’Impero britannico in Palestina negli anni venti, trenta e quaranta (v. E. Karsh, Palestine betrayed, 2010) mostrano invece che i contadini arabi della Palestina (i fellahin) erano favorevoli sia alla presenza degli ebrei che al proprio inserimento nello stato d’Israele, per il semplice motivo che i laboriosi e produttivi insediamenti ebraici avevano alleviato la secolare miseria dei fellahin e favorito sia la loro crescita demografica sia l’immigrazione araba (ripeto: araba) in Palestina. D’altra parte sono questi anche i motivi per cui alcuni notabili musulmani come il Gran Mufti (capo della comunità musulmana di Gerusalemme, nominato dagli inglesi nel 1921) diventarono ideologicamente avversi alla convivenza dei due popoli e poi alla nascita di uno stato ebraico: perché l’inatteso sviluppo della Palestina favorito dagli gli ebrei metteva in pericolo l’autorità, morale ed economica, dei notabili e dei sovrani musulmani sulla popolazione araba della Palestina e del Medio Oriente.
I capi politici inglesi del Mandato in Palestina conoscevano benissimo questa situazione sul territorio, ampiamente riferitagli dai loro sottoposti, ma poco dopo la fine della I Guerra mondiale, non avendo più bisogno del prezioso aiuto fornito dagli ebrei sul campo, cominciarono ad appoggiare notabili e sovrani ideologicamente musulmani. All’inizio solo perché non volevano problemi con le grandi masse musulmane delle loro colonie (dell’Egitto e soprattutto dell’India), poi anche per motivi di petrolio. (e, non ultimo, perché la maggior parte dei dirigenti e dei funzionari europei dell’epoca condivideva tacitamente il tipico “gentlemen’s agreement” antisemita della pseudocultura aristocratica).
Questa è la vera origine della questione palestinese, come risulta dai DOCUMENTI del Mandato britannico — non dalla propaganda dell’una o dell’altra parte in conflitto. Questo è il motivo per cui i notabili e i sovrani musulmani (dal Gran Mufti di Gerusalemme al re Ibn Saud a Riyadh) rifiutarono tutte le proposte di accordo sulla Palestina avanzate dai britannici: il Piano Peel
del 1937, perfino il piano MacDonald del 1939 che intendeva limitare drasticamente, per i seguenti 10 anni, l’immigrazione ebraica in Palestina attuando un rigido blocco navale sui profughi ebrei dall’Europa. Contro inglesi ed ebrei, ma soprattutto contro gli arabi “collaborazionisti”, i notabili musulmani scatenarono invece la feroce rivolta del 1936-39 che produsse 30.000 profughi e fece da 3 a 5.000 morti arabi: tre quarti dei quali ammazzati dai loro “fratelli” antisionisti.
La risoluzione ONU 181 del 1947 non fu che il logico risultato del continuo rifiuto di ogni mediazione da parte dei notabili musulmani e della nuova situazione che si era creata dopo la II Guerra mondiale (durante la quale il Gran Mufti parteggiò apertamente per il nazismo). Avendo interessi opposti rispetto a quelli dei contadini arabi della Palestina, era inevitabile che i notabili e i sovrani musulmani, pur appoggiati dalla Gran Bretagna, perdessero la guerra da loro scatenata nel 1948 contro l’intera popolazione della Palestina, la cui parte araba prima si astenne dal combattere, poi fuggì dalle proprie terre: e anche qui i rapporti dei funzionari inglesi mostrano la profonda sfiducia e diffidenza della popolazione araba nei confronti dei notabili e sovrani musulmani). Infatti, persa la guerra, la “Lega Araba” degli stati musulmani si disinteressò completamente della sorte materiale delle vittime arabe, lasciandola interamente nelle mani dell’Occidente, cioè dell’UNRWA. Gli stati musulmani confinarono i profughi arabi della Palestina in territori separati, negando alla maggior parte di loro il diritto di cittadinanza in uno stato arabo, e negandogli perfino il diritto di tornare in Israele: per non dover riconoscere, neanche indirettamente, la sovranità politica dello stato ebraico (come invece capitò agli arabi israeliani, attuale 20% dei cittadini d’Israele).
E così è ancora oggi, dopo sessantadue anni.
E adesso tu vieni a dirci che lo stato ebraico, motu proprio, dovrebbe riconoscere la cittadinanza ai profughi sempre disconosciuti dagli stati musulmani? In cambio di che? In cambio forse della buona coscienza di un pigro copincollatore di fregnacce come te? (a propos: l’ex-ministro israeliano si chiama Tzipi Livni, non «Tipni Levi»; o forse era Tippi Hedren, quella degli “Uccelli” di Hitchcock?)
Autogatto, la cittadinanza si concede a chi riconosce, formalmente e pubblicamente, la sovranità politica dello stato in cui vuol risiedere. Ora, Israele è uno stato in linea di principio “ebraico” (principio innegabile in una regione dove tutti gli stati, Turchia compresa, hanno una religione di stato); ma in pratica Israele è, da sempre, multietnico (come sempre fu il Medio Oriente fino a sessant’anni fa, e come dimostra questo grafico per Israele), e concede ampia libertà religiosa a tutti i suoi cittadini, cominciando proprio dai musulmani. Mentre gli stati musulmani sono sempre più mono-etnici e/o intolleranti sul piano religioso, come dimostra lo sgozzamento rituale di mons. Padovese in Turchia. Ma i capi musulmani non possono né rivendicare questa intolleranza, né denuciarla pubblicamente: per paura di esser definiti terroristi nel primo caso, seguaci della “decadente” cultura occidentale nel secondo caso, cioè apostati e a loro volta passibili di sgozzamento rituale. Ora, per quale miracolo tu credi che questi “gentlemen”, questi notabili e sovrani, possano riconoscere come cittadino del mondo lo stato “ebraico”, quando non riconoscono pubblicamente i nemmeno diritti fondamentali dei loro stessi cittadini non-musulmani, oggi trattati tutti come “sporchi ebrei”???
Autogatto, tu che sei così buono da insegnare agli uccelli a volare invece di mangiarteli, lascia stare la storia, che lo studio è fatica e i bipedi implumi san spesso risolvere i loro problemi passo-passo, correggendo i loro errori; non certo perseverandoci dentro e poi sognando di volare.
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9 giugno 2010 alle 07:42
Patton un gran polpettone per non dire niente
Sono coloro che hanno oggi il potere nella regione (Hamas e Israele) a non voler risolvere la questione per motivi puramente ideologici e di fanatismo
Relativamente ai punti chiave come il ritorno dei profughi; i confini; l’ acqua; lo status di Gerusalemme non sembra esistere possibilità di accordo. E tu Patton che ne pensi ?
Al di la delle ricostruzioni storiche che avete fatto tutte più o meno discutibili il fatto è che Israele esiste come esistono i palestinesi, e questo è il solo problema reale che mette in pericolo il mondo, non ultima la trovata di assaltare una nave di un alleato Nato in acque internazionali.
Perchè Israele non annette i territori creando un solo Stato?
PS A Gaza gli israeliani sono anche lungo il confine con l’Egitto
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9 giugno 2010 alle 16:32
Autogatto, falsario impunito,
quel che ho detto viene dai DOCUMENTI (studiati da Karsh) del Mandato britannico in Palestina, che la tua ignoranza farebbe cominciare con la fine della II Guerra mondiale.
I punti chiave sono queli stabiliti dai fatti, non dalle tue banalità copincollate.
1) gli arabi della Palestina non erano affatto antisionisti: lo sono diventati dopo una feroce guerra civile tra arabi (1936-39), guerra che gli inglesi restarono a guardare senza quasi intervenire.
2) nel 1948 la stragrande maggioranza degli arabi fuggì per paura della guerra scatenata dai notabili e dai sovrani musulmani, verso i quali nutriva, e nutre tuttora, una ben fondata sfiducia.
3) il fondamentalismo assistenziale ma anche terroristico di organizzazioni come Hamas si è sviluppato tra i profughi proprio perché i notabili e i sovrani musulmani si sono sempre disinteressati della sorte materliale dei profughi.
Quando Hamas smetterà di essere un partito totalitario che massacra i propri oppositori politici (OLP, ecc.), anche la Striscia comincerà a svilupparsi (come si sta sviluppando la Cisgiordania): sotto tutela della Turchia di Erdogan (come io avevo previsto un paio di giorni fa), il quale ha appena detto di voler mediare tra Hamas e OLP.
4) Il cosiddetto valico di Rafah (al di là del quale l’Egitto confina i profughi palestinesi da sessantadue anni) è stato riaperto dell’Egitto su invito degli USA.
Se quel che io ho detto è “più o meno discutibile”, allora discutilo.
Finora hai sempre e soltanto cambiato argomento.
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9 giugno 2010 alle 17:20
PS
A proposito delle domande retoriche del falsario (”Perchè Israele non annette i territori creando un solo Stato?”):
Perché l’Egitto non si annette la Striscia di Gaza, che è già territorio egiziano ed è abitata da “fratelli”?
Perché la Transgiordania non si annette la Cisgiordania, che è stata per vent’anni territorio giordano ed è abitata da “fratelli”?
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8 giugno 2010 alle 11:42
http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/07/news/padovese_omicidio_rituale-4640317/
Mons. Padovese era a capo di una comunità di 300 persone in una prospera città di mezzo milione di abitanti.
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8 giugno 2010 alle 14:01
Guzz, le precisazioni che fa sono condivisibili, ma non mi sembra quello il punto.
visto che stiamo parlando dello stato di Israele e lei (giustamente) chiede fatti più che discorsi provo ad accontentarla:
La Risoluzione 181 (1947) dell’ Assemblea Generale dell’ ONU raccomandava la spartizione del Mandato della Palestina in due stati:
- uno stato ebraico, con il 55% del territorio e occupato (all’atto della Risoluzione) da 499,020 Ebrei e 509,780 Arabi;
- e uno stato arabo, con il rimanente 45% del territorio su cui vivevano 749,101 Arabi e 9,520 Ebrei.
Gerusalemme doveva restare una città internazionale sotto amministrazione ONU.
Il Comitato Speciale dell’ ONU (UNSCOP) che preparò il piano di spartizione non aveva al suo interno nessun abitante arabo della Palestina, e anzi nessun rappresentante di nessuno stato arabo.
Gli stati arabi rifiutarono il piano di spartizione sia perché questo era stato deciso senza nemmeno una loro consultazione, e sia perché esso era in flagrante contrasto con la realtà etnica del Mandato assegnando al nascente stato ebraico oltre la metà del territorio sebbene in quel momento gli Ebrei ne possedessero non più del 6%, e addirittura lasciando una maggioranza araba sotto controllo ebraico.
In aprile 1948 (prima ancora della dichiarazione dello Stato di Israele e dell’inizio del conflitto) circa 250.000 Arabi erano già stati espulsi a forza dal territorio assegnato allo stato ebraico dalla Risoluzione 181, in modo da creare una maggioranza ebraica. Altri 700.000 profughi vennero poi espulsi dal più ampio territorio conquistato da Israele durante la guerra, con la distruzione di 416 villaggi.
Questi sono i fatti. Israele è nata tramite l’esproprio manu militari e l’espulsione forzata degli abitanti originali, e anzi non sarebbe potuta nascere in nessun altro modo.
Possiamo anche credere che gli Ebrei/Israeliani siano persone più civili e simili a noi che non gli Arabi/Palestinesi, e che quindi sia in fondo normale e “giusto” che i primi prevalgano sui secondi. Però i fatti restano fatti.
GUZZ . FATTI UN CORNO. Gli arabi non furono affatto “espulsi”, ma una parte di loro – soltanto una parte – considerò che il nuovo Stato ebraico stava per essere polverizzato nel corso di una battaglia definitiva e preferì trasferirsi per non essere preso in mezzo.
Controprova: tutti gli altri arabi sono rimasti e stanno lì, padroni e signori in casa loro, rappresentati in Parlamento, con i loro giornali, banche, scuole, università, proprietà. La storia degli “espulsi” fa parte del pacchetto menzogne per occidentali, creato a Mosca.
Se fosse vera, non ci sarebbe in Israele nemmeno un arabo israeliano.
E invece ci vive anche quasi tutto il popolo druso, che ha una sua religione (il profeta tornerà partorito da un uomo) ediversamente dagli arabi presta servizio militare fornendo soldati formidabili all’IDF.
La piantate di raccontare fregnacce a tutto spiano?
E poi: non esistevano Stati arabi indipendenti perché venivano tutti dalla spartizione del mondo coloniale, dagli imperi britannico francese e tedesco. C’era l’Iraq, è vero: ed era- come tutte le entità politiche arabe – schierato con il Terzo Reich, una delle ragioni per cui all’Onu delle opinioni dei collaborazionisti maomettani di Hitlet non gliene poteva fregare di meno. La nascita di Israele avvenne con atti tutti legittimi e le aggressioni militari ad Israele sono state tutti atti illegittimi e anzi criminali.
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8 giugno 2010 alle 14:52
JM
se la Turchia fosse annessa alla UO,dovrebbe adeguarsi(parlo sempre politicamente).
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8 giugno 2010 alle 22:06
Per annetterli si deve andare là con l’esercito (mica facile … molte montagne, base logistica più vicina la Grecia). Per ammetterli, loro devono fare domanda e noi accettarla (…
…), ma l’impressione nettissima è che abbiano usato l’UE e le sue regole bizantine per far fuori i vertici militari … sistemati quelli si stanno riposizionando nello scacchiere del Levante.
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8 giugno 2010 alle 15:30
Una cosa che mi fa molto pensare è come sia possibile che una gran quantità di occidentali sia così, come dice Paolo, pesce in barile, oppure così apertamente schierata contro Israele. Certamente l’ignoranza gioca la sua parte, e tuttavia non si capisce perché l’ignoranza debba comunque far propendere per una parte piuttosto che per l’altra, e soprattutto perché non ci sia il desiderio di documentarsi, e continuino perciò a fioccare affermazioni mitologiche (che altri qui nel blog non si stancano di sottolineare, srotolandole, dispiegandole per mostrarne la totale inconsistenza oggettiva). Allora certamente può trattarsi di nazisti rossi che, come dicono gli amici della Flottiglia, sono eccitati dal terrore islamico. Però vedo coinvolti in questo fare i pesci in barile o simpatizzare per i palestinesi anche persone, come alcuni qui nel blog, che nemmeno sanno cosa sia l’eccitamento per il terrore islamico, persone intelligenti (a parte qualche caso di QI un po’ so so), diciamo per bene. Allora ci deve essere una spiegazione alternativa, e la chiave di lettura ce la fornisce Paolo quando dice che il “due popoli due Stati” è una fregnaccia europea, e che Israele e gli americani sono dei coglioni per essere stati tanto generosi coi palestinesi. Mi sembra quindi che ci sia un problema di categorie che gli occidentali (quelli per bene diciamo) adottano nel giudicare l’Islam. Ci sono delle volte che uno riceve una batosta dal proprio interlocutore (questioni anche del tutto personali) perché non è riuscito a prevederne le possibili mosse, e non è riuscito a prevederne le mosse perché gli mancano le categorie dell’interlocutore, le ignora completamente. Mi pare cioè che ci sia questo malinteso di fondo, e cioè che tutti, occidentali e islamici, stiamo adottando le stesse categorie di giudizio della realtà. D’altra parte queste categorie sono per noi occidentali talmente basilari da essere date completamente per scontate: essere d’accordo, confrontarsi, pensare che l’altro sia un interlocutore, assegnarli questo status paritario, legittimarlo nel dialogo ecc. I discorsi delle persone per bene del forum sono infarciti di questo sottinteso: che Israele sia considerato un interlocutore dall’Islam, e che l’islam possa essere soggetto attivo di confronto. Ecco, io ho capito che questa cosa ce la dobbiamo togliere dalla testa. Le persone per bene debbono iniziare a fare i conti con l’esplorazione di qualcosa, la mentalità islamica diciamo, che è fondamentalmente “altro”. Questo “altro” è, per le nostre categorie per bene, orrendo, tanto che chi non ha problemi a riconoscerlo, come Sigal, ammette che non sarebbe male se si aprisse una voragine e li ingoiasse tutti, o non sarebbe male farne tonnellate di hamburger, come disse un mio amico ebreo (di sinistra by the way). Nominare, arrivare a concepire questo orrendo “altro” ci fa perdere la speranza (in un mondo giusto, migliore ecc. ecc. ecc.). Diciamo che siamo vittime di una sindrome di Stoccolma su scala occidentale: per lasciare intatte le nostre speranze prendiamo le parti del persecutore, gli attribuiamo ragioni, gli attribuiamo i nostri modi di vedere le cose, lo legittimiamo, lo giustifichiamo, e diamo la colpa a noi stessi per non aver saputo fare di più (vigliaccamente la diamo, quando se ne offre l’occasione, a Israele, il nostro simile) in quanto l’illusione è che se la colpa è di chi la ragione la possiede si può sempre rimediare, e per questo siamo noi che dobbiamo fare l’ennesimo primo passo (come coattivamente Israele ha peraltro sempre fatto). In realtà dall’altra parte questi sforzi democraticamente definiti dalle nostre categorie non trovano l’interlocutore che le nostre categorie si aspettano. Penso perciò che sia il caso, per chi ne ha le palle, al fine di trovare una soluzione più praticabile, di cominciare a fare i conti con la verità dal lato brutto, a cui non si rimedia.
GUZZ – GENIALE- VA IN PRIMA PAGINA.
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8 giugno 2010 alle 15:31
“la domanda quindi è questa: come è possibile che un ceto politico colto, esperto ed intellettualmente fine accetti di correre un rischio così alto? Sperava davvero che le sue spiegazioni avrebbero convinto la maggioranza dell’opinione pubblica internazionale? Penso che la spiegazione di ciò che è accaduto vada ricercata in due fattori strettamente collegati: il cambiamento della società israeliana e le contraddizioni della sua politica interna.”"”
Ecco spiegato l’arcano secondo Sergio Romano, lex ambasciatore che fece indispettire De Mita. Ero convinto che tutto fosse stato originato dai finti umanitaristi, da quelli che hanno picchiato selvaggiamente i primi soldati calati sulla nave; invece debbo ricredermi. I soldati picchiati e che hanno reagito al tentativo di linciaggio per non soccombere sono figli del cambiamento della società e delle contraddizioni della politica interna. Quando poi hanno scortato in porto la nave successiva senza incidenti non erano più espressione del cambiamento della società e delle contraddizioni della politica interna. Esilarante Sergio Romano, sempre sottilmente ostile ad Israele, pronto a squadernare fantasiose elucubrazioni che vogliono apparire dotte ma sono ridicole, pur di dare addosso ad Israele.
Qui di parole ne basterebbero tre.
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8 giugno 2010 alle 18:27
‘ nce sta’ ppiu’ religgione…..Patton se’ sposato una ” de sinistra” .
E kki soo sarebbe ‘mmagginato ?!
Albe’…ma te rendi conto ?!…a moje de Patton …”de sinistra” …’mpo’ esse.
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8 giugno 2010 alle 20:23
kale
chi disprezza compra, e quando compra paga caro.
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8 giugno 2010 alle 20:52
Manpan scrive:
Patton,
facciamola corta :
tu credi che israele abbia fatto bene ad attaccare la nave violando una ventina di regole internazionali SI o NO?
——————————————————————————————————————–
Manpan,
non ti resta che confessare che eri su quella nave!
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9 giugno 2010 alle 12:59
Risoluzioni ONU: circa quaranta
Regole internazionali: circa venti
Argomenti: zero di zero
Questo è lo “score” di Manpan.
Risposta mia: 0
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9 giugno 2010 alle 13:50
PS:
Il caso “Freedom fottilla” sta evaporando come neve al sole: Hamas ha definito esibizionista la “offerta” iraniana di navi soccorso della Mezzaluna rossa; Erdogan ha annunciato che medierà fra Hamas e OLP, e tanti saluti ai “martiri” della Mavi Marmara…
Mondo cinico e baro!
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8 giugno 2010 alle 23:50
Kale e Pfra,
all’inizio mia moglie era ddesinistra e litigava su Berlusconi. Ora si limita a essere cristiana e di sinistra, senza più rompermi gli zeb. su SB: dai e dai, anche lei ha capito che la ddesiìstra non capisce una mazza di politica.
Ma sulla Palestina lei è rimasta ddesinistra:
due anni fa abbiamo visitato Israele (lei: “la Palestina”). A Gerusalemme il Waqf musulmano, cui il generale Dayan affidò fin dal 1967 l’amministrazione del Haram al-Sharif (”Spianata delle Moschee”), aveva deciso di vietare l’entrata dei non-musulmani sia il venerdì (giorno sacro ai muslim) che il sabato, forse per paura che qualche fondamentalista non-muslim faccia sciocchezze sulla roccia di Abramo. L’esercito isr. si adegua alle decisioni del Waqf e mette due soldati a far da filtro in ogni strada del suq che porto alla Spianata. Io non entro perché non so l’arabo, lei sì perché lo sa a menadito, ha la gonna lunga e una sciarpa intorno alla testa a mo’ di velo. Ma sulla Spianata, al momento di entrare nella moschea al-Aqsa, uno scaccino muslim la guarda bene e decide che non è musulmana, benché lei gli snoccioli seduta stante tre o quattro brani del Qur’an…
Oggi, passati due anni, la sua versione dei fatti è questa: «soldati israeliani che imbracciavano il mitra ci hanno impedito di andare sulla spianata, ma io [cioè mia moglie] che so l’arabo sono entrata, lui [cioè io], no».
Punto.
As Allah has shown us / for facts there’s no demand!
guzz – per favore, ti supplico, Patton: vuoi piantarla di scrivere in falso romano “ddesinistra”?
“de sinistra” non vuole il raddoppio che voi del Po immaginate e per favore non mi far venire la tachicardia ortografica di buon mattino. Grazie a nome anche di Romolo, Remo, Rea Silvia e Giove Capitolino.
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9 giugno 2010 alle 08:05
Lezione dal popolo Romano:
http://www.youtube.com/watch?v=L4PnpmNxMM8&feature=channel
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9 giugno 2010 alle 08:07
Non vorrei trovarmi nella comica situazione di spiegare a Patton cosa pensa la gentile signora Rivalta ; ma se le parole hanno un senso , da quanto hai scritto l’opinione della consorte non appare proprio positiva su SB .
Scrivi infatti : ” su SB dai e dai, anche lei ha capito che la ddesiìstra non capisce una mazza di politica.”
Questo vuol dire SOLTANTO che la “sinistra” italiana annaspa e che non riesce a materializzare in un consenso chiaro e forte le incongruenze e le contraddizioni dell’uomo e della sua politica.
Ieri e’ apparso davvero fuori di testa per tutte le cose che ha detto ; ma il dato politico importante e sempre di ieri e’ che Fini conta ANCORA niente o quasi.
Dicevo un po’ fuori di testa …infatti puntualmente , dopo gli americani , anche il FT critica questa legge folle ad uso personale delle intercettazioni : ” meglio un uso sbagliato delle intercettazioni telefoniche che una magistratura impotente e una stampa imbavagliata”.
Sulla stessa falsariga , in maniera un po’ ruspante e casereccia , due giorni fa avevo detto che era comunque piu’ accettabile il fatto che una moglie si scoprisse cornuta che una pallottola nella nuca di uno che si rifiuta di pagare il pizzo.
Per me e’ tutto chiaro , purtroppo..oggi infatti scenderanno in piazza contro questa legge anche le forze dell’ordine (!!!!!).
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9 giugno 2010 alle 09:07
“Fanculo…” …mmm
quando il vuoto intellettuale è nudo l’unica è il turpiloquio culturalmente autoreferenziato.
non rispoderò al tuo inutile, vuoto e perdente invito al deretano-mistico
non sono un provocatore e non presto il fianco a chi è troppo abituato ad essere provocato per poi distendere tutte le sue armate su un risiko medio-culturale per attaccare con UZI chi trasporta pane e pediatri.
Non presto il fianco a chi ha il torto di voler sempre e comunque aver ragione anche quando si arroga il diritto di non rispondere a domanda diretta.
Anzi mi correggo non il diritto ma la vigliaccheria di non rispondere : come quel chirurgo che spiega a tutti come usare un bisturi ma mai si è sporcato le mani di quel sangue che deriva dalle incisioni.
e poi, desinistra o dedestra ma che cazzo c’entra ? il buon senso quando c’è, e in te vedo il vuoto assoluto anche se culturalmente lavorato, non ce lo si inventa : se si è schierati basta ammetterlo.
Avrai anche “lavorato” tanto sull’argomento, ma non ti accorgi che lo hai fatto pregiudizialmente solo in una direzione esattamente con il leghista che attraversa a piedi scampia.
Gianluca non mi sento preso per le orecchie dal fanculizzatore : prima dovrebbe dimostrare coraggio nei confronti di chi frequenta questo blog e rispondere alle domande; ma probabilmente non si vuole scoprire tanto da rischiare di perdere “consenso”.
E poi è troppo impegnato a scrivere male e ad essere corretto per i suoi interventi in romano-torinese.
No Amgelo, purtoppo non ero su quella nave e me ne rammarico, me ne vergogno.
Non sono un fine cultural-fanculizzatore e questo forse mi salva e mi fa dire che tutti noi dovremmo avere il coraggio di salire su navi come quelle e combattere la stupidità umana anche rischiando di essere fanculizzati.
No, non darò link per leggere le risoluzioni, io le ho lette, non tutte, per il resto , se siete veramente ma veramente interessati, cercatevele.
Ps. solo x Gianluca : visto che sei stato l’unico ad entrare nel merito ti invito semplicemente ad accedere a wikipedia, quella banda di cazzari internazionali, dove se cerchi bene, tanto per esempio , troverai qualche riferimento
http://it.wikipedia.org/wiki/Risoluzione_242_del_Consiglio_di_sicurezza_delle_Nazioni_Unite
Attento ovviamente è tutto falso.
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9 giugno 2010 alle 15:43
Uomo,
chi nulla vuol dare (argomenti), nulla riceve. Con gli interessi.
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9 giugno 2010 alle 18:46
Manpan te lo chiedo per favore rispondimi e chiarisci.
Esiste o no la risoluzione del 2 agosto 2004 espressamente citata nel tuo link? Sono andato nel link che tu stesso hai specificato con tutte le risoluzione ONU ufficiali e non c’è, non esiste, in pratica un falso.
Ti ho chiesto di chiarirmi il punto, ma non c’è nulla da fare non ne parli mai nonostante io ti insegua da tre post. Ora mi hai linkato una cosa che nulla c’entra con la Risoluzione ONU del 2 agosto 2004.
Nel link che hai piostato ora si parla della risoluzione ONU del 1967. Stai facendo un pessimo servizio all’informazione ed a te stesso. Se esiste tirala fuori, sen no chiedi scusa ed ammetti che a volte le fonti non le verifichi ed in questo caso hai pescato nella propaganda, in pratica SPAZZATURA.
O vogliamo aggettivare in altro modo un qualcosa che non esiste?
Fai un cattivo servizio a te stesso, perchè mi sembri persona impegnata e corretta e con questo esempio ne esci con le ossa rotte, minando la tua credibilità.
Fai questo sforzo Manpan, se poi sarò stato io a sbagliarmi a non trovarla sta benedetta Risoluzione ONU del 2 agosto 2004 ti chiederò scusa per il polverone alzato, in caso contario, sempre secondo il mio modestissimo parere, avresti il dovere morale di chiedere scusa a tutti.
Gianluca
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9 giugno 2010 alle 23:33
Gianluca,
la risoluzioneesiste, eccome. Peccato che, sulla questione palestinese, Manpan sia l’ultima persona a cui puoi chiedere lumi. Prima ancora di leggerla lui sa già che Israele l’ha violata, quindi non gl’importa un fico che il muro abbia bloccato gli attentati, non gl’importa un fico che la Cisgiordania stia finalmente rifiorendo, non gl’importa un fico di cercare, trovare, stupirsi e imparare. Lui vuol solo sventolare il suo elenco delle vittime in faccia al carnefice.
E dopo averlo sventolato, ci si pulisca il culo.
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10 giugno 2010 alle 08:12
Rispondi alla domanda vigliacco!
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10 giugno 2010 alle 08:27
Gianluca
Il propinatore di fanculismi nonchè vigliacco dichiarato ti ha ovviamente dato un link tarocco.
Sarò anche l’ultimo a conoscere certe cose ma se il primo è un vigliacco preferisco l’ignoranza alla presunzione saccente.
Segui questo http://www.un.org/ga/search/view_doc.asp?symbol=A%2FRES%2FES-10%2F15&Submit=Search&Lang=E
io sono una persona seria, magari poi il link non va (a me va) ma sono qui a RISPONDERE delle mie affermazioni e delle mie idee.
Dopo averlo letto, cosa che io ovviamente non ho fatto come i saccenti vigliacchi sanno, me lo spieghi ? grazie
Occhio è un documento ufficiale e non è onesto utilizzarlo nel bagno.
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10 giugno 2010 alle 09:50
Grazie Man e Patton, sono felice di aver preso visione che la risoluzione esiste , perchè il pensare che venivano propinate news false in questo salotto mi sarebbe spiaciuto molto, chiedo scusa per il polverone alzato.
Gianluca
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10 giugno 2010 alle 08:32
…dopo un po’ di tentativi poi il link del saccente si è aperto, vabbè una volta tanto che ne azzecca una.
oh cazzo ma quindi esiste la risoluzione ? sarà che il mio score, perchè è di gara che si sta parlando no?, forse comincia a risalire ? sarà che forse il vigliacco debba decidersi a rispondere ?
mo vabbè tutto ma anche i miracoli…
Gianluca ti invito a leggere tutti i miei post in questa pagina così magari ci si capisce meglio quando c’è volontà sincera di capire e non solo la necessità di esporre la propria mercanzia di parte.
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9 giugno 2010 alle 12:07
Che Palle generale, quant’è banale e scontato.
GUZZ – DA DIRETTORE EDITORE DEVO DIRE: mai quanto te. Senti chi parla. Anzi, Patton è tenace, documentato e non fa sconti. Ma non per questo è scontato.
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9 giugno 2010 alle 17:25
B & C
Ecco un altro che sta super partes perché lo studio è fatica, e il barbera è champagne.
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10 giugno 2010 alle 08:11
Scrive Patton.
” la quantità di ciarpame anti-Israele è tale da riempire il mare, tale che solo un critico molto raffinato riuscirebbe a evitarlo e a dire qualcosa di valido. ”
Ecco un’analisi errata , secondo me.
E chi te l’ha detto che gli anti israeliani sono tanti da riempire il mare?
Precisiamo. A cominciare dal sottoscritto l’immagine di centinaia di milioni di persone che vorrebbe cancellare Israele non credo che sia propaganda ma dato di fatto ; accompagnata naturalmente al superdiritto di Israele ad esistere.
Contrariamente a te ritengo che la maggior parte delle persone invece siano vicine ad Israele sulla cosa piu’ importante…IL DIRITTO , appunto, DI ESISTERE.
Vivere in una situazione di “stress” come quella in cui vive Israele praticamente da sempre puo’ portare lo Stato ebraico ad usare la mano troppo pesante in certe situazioni ed in certi momenti.
E’ SOPRATTUTTO DI QUESTO CHE SI DISCUTE da un po’ di tempo a questa parte…non siamo piu’ ai tempi di Dayan nel 67.
E anche questo e’ un dato di fatto.
Quando penso a quelle terre mi viene in mente la parola ” rompicapo” …che , tra l’altro , mi pone anche il dubbio se quelle parole che ho scritto sono banalita’ , ovvero il nulla assoluto ; perche’ sento anche la domanda drammatica del piu’ comune cittadino israeliano…e che cosa dovremmo fare ? Farci mettere le bombe negli autobus e farci sparare addosso ‘
CHE FARE ?…rompicapo , dicevo.
Ribadisco , comunque , che quel mare di odio per Israele io non lo vedo…vedo tanti “distinguo” ; ipocriti come qualcuno dice.
E per rimanere in tema non sono sicuramente “distinguo” ma fatti veri che di cazzate dalla parte avversa ne sono state fatte ; un amico ebreo mi ha dimostrato ad esempio , ma qui’ facciamo accademia e sfondiamo una porta aperta , che Arafat era un volgare terrorista che alla fine non ha saputo fare un atto di coraggio salvando il suo popolo ; si , quell’Arafat che si portava i soldi all’estero ed al quale venne permesso di entrare nel Parlamento italiano con la pistola nella fondina.
Ma pare che a quei tempi ci proteggesse dalle bombe in casa…………
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10 giugno 2010 alle 10:49
Kale,
ma tu lo leggi l’italiano? (oltre al romanesco). Se lo sai, rileggiti il mio post
Io ho detto che non discuto le posizioni (cioè le persone), discuto gli ARGOMENTI.
QUESTI sono il ciarpame di cui è pieno il mare.
Poi ci sono QUELLI che dicono:
«Non si è mai saputa la verità.
Non porto argomenti perchè sono risaputi, e ritengo inutile la ripetizione.
Non porto argomenti perchè farei il gioco di chi guarda il dito e non la luna.
Non porto argomenti perchè chi ha profonda cultura sull’argomento troverebbe sempre il “ma” e il “perchè” che giustifica tutto.»
E QUELLI io li mando affanculo.
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10 giugno 2010 alle 13:16
Patton…follemente , ma insisto.
Tu scrivi : ” Io ho detto che non discuto le posizioni (cioè le persone), discuto gli ARGOMENTI.
QUESTI sono il ciarpame di cui è pieno il mare. ”
Bene.
Ma se tu associ il CIARPAME – parola negativa – con gli ARGOMENTI ed il MARE – che guarda caso nella lingua romena significa grande – ergo e’ doveroso concludere che la maggioranza delle persone sarebbe predisposta negativamente contro Israele ; e questo , semplicemente , non credo che sia vero..
———————————————————————————————————————–
Ma ’sta parola “ciarpame” kki kkazzo taa ‘nsegnata , Veronica ?
Pero’ , alla luce delle amabili polemiche con qualche frequentatore , dobbiamo riconoscere che hai dato adito all’affermarsi di un neologismo..il verbo FANCULIZZARE…vedrai che ci sara’ nella prossima edizione dello Zingarelli con approvazione dell’Accademia della Crusca.
Bravo Marco.
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10 giugno 2010 alle 20:00
Mare di PETROLIO, Kale.
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