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lunedì, 11 gennaio 2010 alle 19:41 e classificato in Articoli .
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46 Commenti a “PAOLO GUZZANTI STASERA SU TELELOMBARDIA PARLERA’ DEL SUO LIBRO “GUZZANTI VS. BERLUSCONI” DALLE 20.30”
Guzz, quando ha capito di trovarsi in mezzo ad un conclave di polli e galline voleva mandarli al diavolo, vero?
Vabbè, avrà altre occasioni meno stipate di stupidi pennuti.
Sono tre pezzi per un totale di 30′.
Vorrei far notare che quell’account ha già avuto due rimozioni video e non so cosa può capitare in caso di terza rimozione …
Paolo giorni fa ti ho mandato un email privata della quale non ho mai ricevuto risposta, ti è arrivata?
Gianluca
GUZZ – ODDIO, no, Gianluca. Ti avrei risposto. Ma potrebbe essere stata fatta fuori come capita da un antispam assassino. Puoi rimandarmela? Un abbraccio.
Come Zulie , ho notato anch’io il piumino con gli stemmi e la bandiera russa indossato dal nostro capo .
E mi sono chiesto quale valenza simbolica ha indossarlo. Mi pare che mister B. , iniziatore e profondissimo conoscitore ed artefice dell’arte cel comunicare, abbia in gran conto anche i particolari della propria persona e dell’immagine che diffonde: ed oggi il piumino della Marina Militare Russa!!
Non si è mai visto un capo di stato o di governo di un paese indipendente fare sfoggio di bandiere di altri stati!Non si è mai visto un “PRESUNTO ANTICOMUNISTA ” fare lingua in bocca con l’epigono della tradizione più oscura del comunismo sovietico , come il tuo bellissimo libro ha ben documentato.
Ma soprattutto NON SI E’ MAI VISTO COME NESSUN OPPOSITORE DI GRIDO METTA IN EVIDENZA LA TENDENZA COMUNISTOIDE EMSATRAPISTA DI MISTER B.
Paolo, fallo tu per tutti noi, gridandolo ai mille venti : B. è l’unico vero comunista in Italia!
Ricordo le parole durissime sulla Calabria (non la parlamentare) da parte dell’onorevole padrone di casa qualche settimana fa. Guardo ciò che è successo nei giorni scorsi e non posso non approvare.
I lavori della Commissione Mitrokhin secondo il prof. Nicola Tranfaglia:
bizzarrie, amnesie, bugie
I. Una bizzarra cronologia
Nell’aprile 2009 il prof. Nicola Tranfaglia ha pubblicato, con la collaborazione di Teresa De Palma, una nuova edizione aggiornata e ampliata di un volume edito in precedenza col titolo “La transizione italiana. Storia di un decennio” (Garzanti, 2003, 200 pp.). L’edizione del 2009 è intitolata “Vent’anni con Berlusconi (1993-2013). L’estinzione della sinistra” (Garzanti, 314 pp.).
Nicola Tranfaglia (1938), è stato docente di Storia contemporanea all’Università di Torino (1969-2006); preside della facoltà di Lettere e Filosofia nella stessa Università (1996-2002); editorialista dei quotidiani “la Repubblica”, “La Stampa”, “Corriere della Sera”, “l’Unità” (quotidiano col quale collabora tuttora); deputato per il Partito dei Comunisti Italiani nella XV Legislatura (2006-2008); consulente della Commissione Mitrokhin fin dall’ottobre 2002. Dato il curriculum di tutto rilievo e una “posizione” privilegiata all’interno delle stesse istituzioni c’era da aspettarsi, come minimo, una trattazione almeno dignitosa dell’argomento “Mitrokhin” in qualsiasi suo aspetto: ma, come si vedrà, il risultato è penosamente desolante.
Il testo vero e proprio del libro sopra citato è articolato in sette capitoli e una breve conclusione per un totale di poco meno di 200 pagine. Il resto del volume comprende una corposa cronologia, di quasi 100 pagine, che si apre il 13 gennaio 1992 con la notizia che “Il Vaticano riconosce l’indipendenza di Slovenia e Croazia” e si chiude con il terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009.
Scorrendo la cronologia, alla data del 13 ottobre 1999 incontriamo per la prima volta una notizia riguardante la proposta, avanzata da Francesco Cossiga, per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin. Qui di seguito ho estratto, dal resto della cronologia, tutte le notizie riguardanti l’argomento “Mitrokhin”. Poiché il testo pertinente è molto breve, ho preferito trascriverlo integralmente tenendolo raggruppato in modo da offrire una più semplice visione d’insieme. Subito dopo seguono alcune considerazioni generali e qualche commento più specifico.
[p. 228]
“13 ottobre [1999]
Massimo D’Alema e Walter Veltroni accettano la proposta di Cossiga di istituire una commissione di inchiesta sul dossier Mitrokhin (un documento nel quale un ex archivista del KGB avrebbe copiato documenti dei servizi segreti sovietici, comprendenti anche l’elenco dei corrispondenti italiani) ma il 20 ottobre la Commissione affari costituzionali del senato la affossa.”
[…]
“25 novembre [1999]
Il senato vara la commissione di inchiesta sul caso Mitrokhin. […].”
[…]
[p. 283]
“27 novembre [2006]
Il ministro Amato apre un’indagine sulle attività della commissione Mitrokhin dopo le rivelazioni emerse in seguito alla morte (24 novembre) dell’ex colonnello del KGB Alexandr Litvinenko.”
“29 novembre [2006]
Polemiche tra le forze politiche sulle attività della commissione Mitrokhin. Emergono rivelazioni sui contatti tra Mario Scaramella – cui Paolo Guzzanti, presidente della commissione, aveva affidato il compito di indagare su Prodi – e Litvinenko.”
“30 novembre [2006]
[…]
Alla relazione sulle rivelazioni delle telefonate tra Guzzanti e Scaramella, Prodi annuncia querela contro quanti hanno leso la sua dignità di cittadino. Sul caso sono molto accese le polemiche tra le forze politiche.”
“1º dicembre [2006]
Anche il consulente della commissione Mitrokhin, Mario Scaramella, risulta contaminato dal polonio radioattivo, come la spia russa Litvinenko”.
Condiderazioni generali
Il quadro d’insieme della commissione Mitrokhin che un ignaro lettore si può fare al termine della lettura di questi frammenti informativi è inevitabilmente alquanto confuso, perché troppe sono le informazioni sottaciute, e parziali e imprecise quelle che vengono fornite.
La prima cosa da notare è questa bizzarria: nell’anno 1999 sono riportate due informazioni sull’iter parlamentare di una commissione che in realtà non si è mai costituita. Ma non si fa parola alcuna né dell’iter parlamentare che portò davvero, tra il 2001 e il 2002, all’istituzione della vera commissione bicamerale Mitrokhin, né tanto meno ai lavori di questa stessa commissione.
Ricordo, molto in sintesi, che la vera Commissione Mitrokhin è stata istituita con la legge n. 90 del 7 maggio 2002 (la legge n. 232 dell’11 agosto 2003 ne ha prorogato l’attività fino al termine della legislatura). Si è insediata il 16 luglio 2002; ha tenuto complessivamente 87 sedute; ha concluso i suoi lavori il 15 marzo 2006.
I documenti pubblici prodotti dalla commissione sono i seguenti: due “Relazioni” (di maggioranza e minoranza) presentate ai due rami del Parlamento il 16 dicembre 2004; due “Documenti conclusivi” (di maggioranza e minoranza), del 15 e 23 marzo 2006, non sottoposti al voto per mancanza del numero legale (complessivamente poco meno di 900 pagine). I resoconti stenografici delle 87 sedute della Commissione ammontano a poco più di 2800 pagine. Il totale delle relazioni e degli stenografici arriva precisamente a 3711 pagine (sono inoltre consultabili anche le 80 pagine della Relazione redatta da Agostino Cordova, del 16 dicembre 2005). Tutte le pagine citate si possono consultare in questo blog e nel sito internet del Senato.
Per chi fosse interessato all’iter parlamentare, tra il 1999 e il 2000 (governi di Massimo D’Alema e Giuliano Amato), della poi mai nata commissione Mitrokhin può consultare la “Cronologia” in coda al libro di Paolo Guzzanti, “Il mio agente Sasha” (Aliberti, maggio 2009), alle pp. 402-403 e 405, che presenta un riassunto più dettagliato di quello che si trova nella cronologia di Tranfaglia.
Considerazioni di merito
Poiché gli argomenti “mitrokhiniani” della cronologia del volume di Tranfaglia sono stati ampiamente discussi in questo blog negli ultimi tre anni (e ampiamente trattati nel volume di Guzzanti sopra citato e nel libro di Gabriele Paradisi, “Periodista, di la verdad!”, Giraldi 2008), mi limiterò nel seguito a formulare dei brevi commenti sotto forma di una specie di “traduzione con correzioni e integrazioni” a quanto si sostiene nelle “voci cronologiche” citate.
“13 ottobre [1999]”; secondo Tranfaglia, “il dossier Mitrokhin” sarebbe “un documento nel quale un ex archivista del KGB avrebbe copiato documenti dei servizi segreti sovietici, comprendenti anche l’elenco dei corrispondenti italiani”.
Evidentemente la distinzione tra: a) l’archivio Mitrokhin vero e proprio e b) il “Rapporto Impedian”, meglio noto appunto come “dossier Mitrokhin”, sembra presentare delle difficoltà concettuali insormontabili, tali che neppure l’accademico prof. Nicola Tranfaglia è in grado di superare. Eppure non occorre alcun dottorato in Storia contemporanea con specializzazione in Storia dell’intelligence del XX secolo per capire che “a” e “b” sono due “entità” diverse, che vanno tenute distinte e non confuse (e che “b” deriva da “a”).
Va inoltre precisato quanto segue:
– il “dossier Mitrokhin” è stato in realtà compilato dal SIS, il Secret Intelligence Service, di Sua Maestà britannica, sulla base della documentazione trascritta da Mitrokhin ed “esfiltrata” nel corso del 1992 in Gran Bretagna.
La citazione va così “tradotta”:
– “un documento” = in realtà, per l’Italia, 261 report (o schede) inviati dal SIS al SISMi tra il marzo 1995 e il maggio 1999; 260 di queste schede furono rese pubbliche, in traduzione italiana, dalla Commissione stragi l’11 ottobre 1999;
– “un ex archivista del KGB” = in realtà Vasilij Mitrokhin (1922-2004);
– “avrebbe copiato” = in realtà copiò, tra il 1972 e il 1984;
– “documenti dei servizi segreti sovietici” = in realtà, più precisamente, documenti del Primo direttorato del KGB (ossia dell’intelligence estera);
– “comprendenti anche l’elenco dei corrispondenti italiani” = “comica” precisazione (se l’argomento lo permettesse), quasi che il KGB fosse un’innocua associazione culturale in contatto epistolare con i “corrispondenti italiani”, che in realtà altro non erano, in gran parte, che un eterogeneo insieme di “volonterosi collaborazionisti” delle più varie categorie, parte dei quali a libro paga dello stesso KGB con tariffe specificate e diversificate. Tra l’altro il “dossier Mitrokhin” è ben più di un “elenco” di corrispondenti. Ci sono parecchie “notiziole” che da oltre un decennio attendono di essere “immerse” nel loro appropriato contesto storico, valutate e studiate con gli strumenti tipici della ricerca storica (a fronte di alcune relazioni preliminari rese pubbliche dalla Commissione stragi e di qualche studio di aspetti parziali, manca una valutazione critica complessiva delle informazioni trascritte da Mitrokhin riguardanti la storia d’Italia del XX secolo).
Superato il vuoto di notizie della cronologia di Tranfaglia dopo il 25 novembre 1999 e prima del 27 novembre, periodo nel quale si svolgono e terminano i lavori della vera Commissione Mitrokhin, incontriamo le quattro “voci” tra il 27 novembre e il 1º dicembre 2006; l’epoca è quella della furiosa campagna di stampa inaugurata da “Repubblica” il 26 novembre 2006.
“27 novembre”: “Il ministro Amato apre un’indagine sulle attività della commissione Mitrokhin…”.
Questa frase ripropone gran parte dei titoli dei giornali di quei giorni; in realtà Amato, ministro dell’Interno, non poteva aprire un’indagine o un’inchiesta sulle attività di un organismo parlamentare quale la Commissione Mitrokhin. Quello che fece Amato fu di attivare un’ispezione amministrativa interna al suo ministero per accertare se funzionari di polizia, dell’arma dei carabinieri, della guardia di finanza e agenti del Sisde avessero illegalmente collaborato alle attività della Commissione Mitrokhin.
“… dopo le rivelazioni emerse in seguito alla morte (24 novembre) dell’ex colonnello del KGB Alexandr Litvinenko.”
Le “rivelazioni” (non meglio precisate), “emerse” (non si sa bene da dove), devono intendersi in realtà come l’intervista ad un certo Evgueni Limarev, qualificato come “un ex agente del KGB”, raccolta da Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo il 21 e 22 febbraio 2005 e pubblicata su “Repubblica”, con un “leggero” ritardo di soli 21 mesi, il 26 novembre 2006. Queste presunte “rivelazioni”, inoltre, non riguardano ovviamente la “morte dell’ex colonnello del KGB Alexandr Litvinenko”, avvenuta per altro non il 24 ma il 23 novembre 2006, morte anch’essa non meglio specificata, ma causata da un avvelenamento da polonio 210, un isotopo radioattivo, il precedente 1º novembre 2006, a Londra.
Come spesso succede, le cose più importanti sono quelle taciute. Non si dice, infatti, che l’esito dell’ispezione interna promossa da Amato fu del tutto negativo, come riferì lo stesso Amato il 24 gennaio 2007 davanti al Copasis, l’organismo parlamentare di controllo sui servizi segreti, e il successivo 19 aprile il sottosegretario Luigi Li Gotti, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare presentata il 28 febbraio dallo stesso Guzzanti e altri parlamentari.
“30 novembre [2006]”: “Alla relazione sulle rivelazioni delle telefonate tra Guzzanti e Scaramella, Prodi annuncia querela contro quanti hanno leso la sua dignità di cittadino”.
Le “telefonate tra Guzzanti e Scaramella” vanno intese come telefonate intercettate tra il 7 novembre 2005 e il 23 febbraio 2006, per ordine della Procura della Repubblica di Napoli, a seguito delle denuncie che lo stesso Scaramella aveva presentato a partire dal 14 ottobre 2005. Scaramella, sulla base di informazioni ricevute da Alexandr Litvinenko, aveva denunciato l’arrivo di un furgone con delle armi a bordo, presunto destinatario delle quali era stato indicato un certo Alexandr Talik, ex ufficiale del Kgb, che viveva da clandestino in Italia. Furgone e armi furono poi effettivamente intercettati nei pressi di Teramo il giorno dopo la stessa denuncia. I magistrati avevano predisposto le intercettazioni in quanto avevano ritenuto calunniosa la denuncia di Scaramella.
Le intercettazioni delle telefonate di Scaramella coinvolgevano però un senatore della Repubblica, per di più presidente di una commissione bicamerale, ossia Guzzanti e difficilmente, per il numero, ben 133, potevano dirsi casuali. Il 22 gennaio 2008, infatti, la giunta per le immunità parlamentari del Senato respingeva la richiesta del Gip di Roma di poter utilizzare parte di quelle intercettazioni.
Le “rivelazioni” del 30 novembre 2006 si riferiscono alla pubblicazione sui giornali (“Corriere della Sera” e “La Stampa”) di selezionati stralci delle suddette intercettazioni. Prima puntata di “rivelazioni” poi proseguite nei giorni e nelle settimane seguenti.
Le querele annunciate da Romano Prodi, allora presidente del Consiglio, rimasero solo annunciate e non ebbero alcuno sviluppo.
“1º dicembre [2006]”: “Anche il consulente della commissione Mitrokhin, Mario Scaramella, risulta contaminato dal polonio radioattivo, come la spia russa Litvinenko”.
Anche in questo caso mancano le informazioni minime di contesto per capire almeno nei tratti generali quanto accaduto.
Alcuni elementi della vicenda, assai intricata, che portò alla morte Litvinenko, posso essere così brevemente riassunti:
– il 23 novembre 2006 a Londra muore Litvinenko;
– quello stesso giorno viene finalmente identificata la causa del fino ad allora misterioso suo avvelenamento: un isotopo radioattivo, il polonio 210;
– i primi sintomi dell’avvelenamento che avrebbe portato Litvinenko alla morte, si erano manifestati il 1° novembre; nella tarda mattinata di quel giorno Litvinenko aveva incontrato in un stanza del Millenium Hotel tre suoi ex connazionali e aveva bevuto un tè che si rivelerà fatale, in quanto contenente una dose mortale appunto di polonio 210. Uno dei tre era un certo Andrei Lugovoi che verrà poi incriminato dalle autorità britanniche quali presunto autore dell’avvelenamento di Litvinenko;
– quel tragico 1° novembre, Scaramella incontrò Litvinenko al sushi bar Itsu, tra le 15 e le 16, ossia alcune ore dopo che lo stesso Litvinenko era stato avvelenato;
– Scaramella era ritornato in Gran Bretagna, dopo la morte di Litvinenko, per sottoporsi ad analisi mediche proprio perché era venuto in contatto con Litvinenko. In un primo momento le analisi avevano riscontrato elevate quantità di polonio 210 nel corpo di Scaramella, tanto da far temere che la sua vita fosse in pericolo; successivi test mostrarono però che i primi esami erano errati.
Come si può notare, una cronologia, ben poco “accademica”, imprecisa, con errori e soprattutto con “qualche” lacuna di troppo.
(1 – continua). GUZZ – FORMIDABILE. NON VEDO L’ORA DI LEGGERE LA 2 PUNTATA.
Ho visto la trasmissione. Mi è difficile definirla.
Una tragedia, l’immagine di un’Italia invelenita, incapace di un libero confronto di opinioni.
Una farsa in cui non è importante esprimere il proprio pensiero ma , con la furia fanatica di un ezbollah, vietare al nemico di farsi sentire.
Capisco che si possa essere contro Berlusconi od a favore di Berlusconi. Da sempre sono convinto che Berlusconi, o meglio il berlusconismo, sia la negazione del liberalesimo. Me lo conferma l’affermazione dell’on. Stacquadanio : “un partito deve essere monolitico per definizione. Se uno non è d’accordo con Berlusconi se ne va”. Forse l’on. Pietro Longo nel vecchio PCI la pensava allo stesso modo, anche se aveva il pudore o l’ipocrisia di non dirlo. Di certo non aveva la faccia tosta di farsi passare per un liberale.
Io credo che il dubbio sia la più grande invenzione del pensiero liberale. Di sicuro il dubbio non fiorisce in casa PDL. E nemmeno la tolleranza che dal dubbio discende. Il PDL guarda con fastidio ai liberi pensatori ; preferisce i soldatini ubbidienti alla Gasparri.
Facendo seguito a quanto scritto da Criscenti in tema di “piumini”.
Per renderci tutti conto quanto meno della “originalità ” del nostro amato leader cerchiamo di immaginare Obama o Sarkozy indossare un piumino rigorosamente Armani regalato da SB , naturalmente con il tricolore sul braccio.
Impossibile.
Qual’e’ il “messaggio” di questa ostentazione del piumino Russian Navy ? Boh..eppure ci deve essere.
P.S. Gianlu’…nun ripenza’ che so’ ossessionato eh…mo me nevado a fa ‘ngiro co amoto.
Kale il fatto che mi parli sempre del berlusca non mi fa pensare che non vivi più o vivi male …… ci mancherebbe!! In quel caso ti direi che sei scemo!!
Quando poi le sciabolate arrivano dirette a Tranfaglia, dovere e piacere.
Egregio Kalevala, parlando di piumini e stemmi, al posta della Russian Navy, abbiamo una vasta gamma autoctona a cui abbeverarsi, sia in marina che nell’esercito. Tridentina, Julia, Folgore, Nembo, Decima.
Basterebbe solo ricordare Teseo Tesei, senza andare fino a Mosca, a meno che non ci siano altre cose più remunerative, allora il discorso è differente.
Capitano,
che mi dice, piuttosto, dell’orologio della gloriosa Decima
(”never in the field of human conflict was so much owed by so many to so few”),
che inutilmente orna il polso del Presidente della Camera?
Infilzare come un pollo il tronfio Tranfaglia, come ha fatto Sextus Empiricus, deve aver prodotto un senso di soddisfazione catartico (almeno è quello che io ho provato). Tranfaglia è da sempre poco credibile quando accenna ad episodi che in qualche modo abbiano a che fare con il movimento comunista. Si tratta di “accademico” coinvolto in prima persona nell’ideologia di cui si alimenta la materia oggetto dell’attività della commissione Mitrokin, e pertanto partigiano per forza di “partito”. Tranfaglia fa parte di quella schiera di studiosi che hanno piegato l’evidenza storica a favore di tesi di parte tanto che potrebbe essere definito un avvelenatore di pozzi. Un gigante del pensiero filosofico, GB Vico, il creatore dello storicismo, diffidava dei testimoni di eventi storici e di chi quegli episodi racconta avendo, negli stessi, interessi in gioco. Tranfaglia dimostra che l’insigne napoletano aveva ragione.
Bravo Sextus.
eh pfra64 …sto seguendo con particolare attenzione la Daniela , ovvero i suoi commoventi , patetici , miserevoli tentativi per rientrare a corte dopo l’esperienza con Storace ;
La cosa che hai ricordato tu e cioe’ che B. tromba e gli altri vanno a trans e’ la penultima prima del rientro ufficiale con la nomina a sottosegretario ; poi si e’ presa pure un cazzotto da un muslim, vuoi mettere ..
Manca pero’ l’ultima …che dira’ nel prossimo talk show :
DESTRA = MACHI ;
SINISTRA = FROCI , obviously.
A quel punto non ci sara’ nessun Fini che tenga…ebbene si , sottosegretaria al welfare.
Nel talk successivo al prossimo comincerà con qualche cantilena, come i bambini piccoli: tanto noi abbiamo SB e voi nooo, tanto noi trombiamo e voi nooo. nannannero….
Sulla Santanchè bisognerebbe farci un libro, tipo “l’ultima su Totti”, altro che sottosegretario.
Gentile sen. Guzzanti,
ho letto il suo libro “Il mio agente Sasha”. Lo trovo un libro dagli ottimi contenuti e credo che Lei sia riuscito a ristabilire la verità, anche se, purtroppo, i detrattori della verità hanno comunque raggiunto il loro scopo.
Il libro contiene però una marea di imperdonabili errori di battitura e una incoerenza stilistica e tipografica, che mi hanno disturbato molto durante la lettura. Spero veramente in una ristampa. Cordiali saluti.
FINE OT
GUZZ – GRAZIE E MI SCUSO, anche se non è tutta colpa mia. Ho io stesso contato più di 80 errori tipografici. Correggeremo, come dicono i papi polacchi.
Direttore, mi scusi, ma quando Stracquadanio ha sputacchiato:
“Siccome un libro su quella commissione l’abbiamo scritto assieme non è che mi puoi rivendicare…..un libro di libero l’abbiamo scritto insieme”
a cosa si riferiva?
A me risulta essere una cazzata.
Cordiali saluti
GUZZ – SI RIFERIVA A UN LIBRO sulle spie russe fatto in fretta e furia da Brunetta per le edizioni di Libero e nel quale mi chiese un breve saggio. Straquadanio scrisse qualcosa di assolutamente orecchiato, come gli altri. Il libretto passò del tutto inosservato
Sono Giorgio Stracquadanio, non sputacchio mai e non mi nascondo dietro l’anonimato come fa Malombra e alla furbizia da quattro soldi del buon Guzzanti replico citando una fonte tera, Radio Radicale. Che riporta, tra gli eventi a cui ha partecipato Paolo Guzzanti, il seguente:
«Le mani rosse sull’Italia. Spie, spioni, venduti… al soldo dell’Unione Sovietica dal dopoguerra ad oggi». Presentazione del sesto manuale di conversazione politica di Libero
ROMA, 3 agosto 2006 – 12:00
Il sesto manuale di conversazione politica curato da Vittorio Feltri e Renato Brunetta, in edicola con Libero da venerdì 4 agosto, ha un titolo wertmulleriano: «Le mani rosse sull’Italia. Spie, spioni, venduti, comprati, corrotti, pavidi, ignavi, sciocchi, idealisti e collaborazionisti del bel paese al soldo dell’Unione Sovietica dal dopoguerra ad oggi». Alla conferenza stampa di presentazione, oltre a Brunetta e a Davide Giacalone (autore con Pierluca Pucci Poppi e Giorgio Stracquadanio), intervengono Fabrizio Cicchitto e Alessandro Sallusti. (Roberta Jannuzzi)
Durata:
52′ 43″
Organizzatori:
* Libero
* Free Foundation
Genere:
Conferenza stampa
Scheda:
* Alessio Grazioli
Interventi
Renato Brunetta
Altri eventi con oratore Renato Brunetta
parlamentare europeo (FORZA ITALIA)
12:006′ 2″
Parlamentare Europeo del Ppe De (Democratici Europei)curatore del libro modera la conferenza stampa
Alessandro Sallusti
giornalista
12:062′ 9″
Direttore responsabile di “Libero”
Paolo Guzzanti
senatore (FORZA ITALIA)
12:0818′ 24″
Fabrizio Cicchitto
deputato e vice coordinatore nazionale (FORZA ITALIA)
12:2612′ 39″
Paolo Guzzanti
senatore (FORZA ITALIA)
12:391′ 47″
Fabrizio Cicchitto
deputato e vice coordinatore nazionale (FORZA ITALIA)
12:415′ 20″
Davide Giacalone
giornalista
12:466′ 9″
Libero
Ora, si può cambiare idea su tutto, ma chi mente sul proprio passato e sulle cose che ha scritto, detto e promosso non è degno di fede, di alcuna fede.
Ecco il chiarimento, signor o signora Malombra.
GUZZ – CARO GIORGIO, cerchiamo tutti di non barare. Quel libretto di cui parli esiste, e fu una iniziativa di Brunetta, frutto dell’accordo che esisteva allora fra Feltri e Brunetta per una raffica di libretti propagandistici di nessuna importanza editoriale o scientifica.
Ovviamente Brunetta non ha mai avuto nulla a che vedere con la Commissione Mitrokhin e, onestamente non ne sa nulla, come te del resto.
Io, allora, non sabotai affatto questa iniziativa molto naive e amatoriale, perché fatta da volenterosi orecchianti, ma tuttavia decisi di non partecipare direttamente a causa della sua pochezza, come invece mi era stato richiesto ma pregai un mio valoroso collaboratore, il dottor Pierluca Pucci Poppi, di preparare un contributo per questo libretto antologico curato da Brunetta. Il saggio di Pucci Poppi è del resto l’unico di valore scientifico e di qualche interesse.
Poi partecipai e anzi fui il protagonista della conferenza stampa di presentazione del libretto nella sala stampa della Camera e sono molto contento di averlo fatto, così come fui allora grato a tutti coloro che, pur non avendo alcuna competenza della materia, si improvvisarono su temi vagamente connessi, disquisendo con spirito tanto volenteroso quanto superficiale.
Io ero rimasto semplicemente basito, ma non protestai visto che non ero in casa mia, quando appresi che era stato deciso di fare un libro (una raccolta, in realtà, di articoli tematici) sulla Commissione Mitrokhin ma che a fare da coordinatore e a dirigere il lavoro non fosse il Presidente della Commissione Bicamerale Parlamentare d’inchiesta, ma gente che non ne sapeva – come fu dimostrato dall’opera – assolutamente nulla.
Ma così fu.
Quello fu dunque un libretto di nessuna risonanza, di nessun valore storico, giornalistico o scientifico di cui nessuno si accorse e di cui nessuno mai parlò: dimenticato prima ancora che vedesse la luce.
Ovviamente, quando ci siamo visti ad Iceberg io non avevo il più pallido ricordo di quella dimenticabile sciocchezza.
E quando io parlvo di libri sulla Mitrokhin ovviamente mi riferivo a veri testi come quello di Boris Vllodarsky “The KGB’s Poison Factory From Lenin to Litvinenko” (dove il mio ruolo e quello della Commissione sono ampiamente spiegati per l’Università di Cambridge e la World Association of International Studies (Hoover Institution Stanford University), oppure a “The Terminal Spy, The Life and Death of Alexander Litvinenko, a True story of Esprionage Betrayal and Murder” di Alan Cowell (dove sono ampiamente citato insieme al valore storico della Commissione), o di The Age of Assassins, The Rise and Rise of Vladimir Putin di Yori Feltshtinsky (amico di Litvinenko) e Vladimir Pribylovsky, o del classico Putin and the Rise of Russia di Michael Stuermer (in cui non si parla della Mitrokhin ma si inquadra la storia di un famoso assassino al potere amico di qualcuno che conosciamo bene), ma mai e poi mai mi sarebbe passato per l’anticamera del cervello di citare quella insignificante (benché volenterosa) operetta a te tanto cara di cui oggi ci offri pateticamente tutte le inutili coordinate.
Ma quando poi io parlo DEL libro sulla Mitrokhin, intendo ovviamente riferirmi all’unico testo noto, in corso di traduzione e stampa in Francia, Stati Uniti e Regno Unito, che è “Il mio agente Sasha, la Russia di Putin e l’Italia di Berlusconi ai tempi della econda Guerra Fredda“, Aliberti editore, pagine 460, di Paolo Guzzanti, 20 mila copie vendute, quarta ristampa.
Capisco bene che tu, che hai tanto da fare, ignori tante cose fra cui anche questo testo che contiene una massa di documenti tutti filmati o registrati e da me pubblicati su Internet e su questo stesso blog, dove sono consultati da tutto il mondo.
Quindi, mio povero amico, questa tua opera forzuta consistente nel dimostrare che quel libretto di cui parli tu è effettivamente esistito, è nobile ma anche patetica.
Se invece volessi parlare con competenza dei temi di cui io, con un tappeto di morti alle spalle di cui tu evidentemente non hai la più pallida idea, saresti potuto venire ieri e l’altro ieri a Messina e Catania, ma potresti andare domani primo febbraio a Bologna o mercoledì al Fuori Orario a Parma, e poi a Napoli, a Torino, Milano, Venezia… Basta muoversi.
Il libro curato da Brunetta, che io stesso ho con lealtà sostenuto per quanto potevo e che non valeva assolutamente nulla, ignoto in qualsiasi bibliografia, è citato soltanto da Giorgio Straquadanio.
Il mio di libro sarà presentato negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia fra la prossima estate e l’autunno. Se verrai a una di queste manifestazioni sari mio gradito ospite.
Un caro saluto.
Paolo Guzzanti
PS: “Furbizia da quattro soldi di Guzzanti”? Vuoi spiegare?
Gentile Stracquadanio, prima di entrare in un blog e scrivere
“non mi nascondo dietro l’anonimato come fa Malombra”
legga il regolamento( scritto da Guzz, Direttore di questo giornale)
“CHE COS’E’ RIVOLUZIONE ITALIANA
COME CI SI ISCRIVE A QUESTO BLOG? RISPONDENDO A QUESTA E-MAIL:
Gentile amico o amica
Grazie per esserti iscritto l blog di Rivoluzione Italiana. Se vorrai vedere pubblicati i tuoi commenti dovrai prima inviarmi i seguenti tuoi dati che resteranno segreti e noti soltanto a me.
Nome
Cognome
Indirizzo completo di CAP
Telefono fisso
Eventuale cellulare
Codice fiscale”
Come può leggere io utilizzo un nick( come anche Lei fa: “Stracqua”) perché questo blog dà questa possibilità, ma i miei dati ( nome, cognome, ecc) il Direttore del blog, il Guzz, li possiede.
Quindi, qui dentro, nessuno “si nasconde dietro l’anonimato”.
S’informi la prossima volta, prima di “sputacchiare” a caso.
Saluti
GUZZ – STRACQua purtroppo è un facinoroso sulle barricate e questo, lo dico con sincero affetto e preoccupazione, gli fa molto male alla salute.
E anche alla sua immagine, se ci tiene.
Ma lui non capirà che io sono sincero e preoccupato e troverà il modo di rispondere, come ormai fa sempre, a pugni in faccia, colpendo spesso degli specchi che lo feriscono con le loro schegge. Mi ricorda l’allegra irascibilità del primo Donald Duck, il petulante e isterico Paperino.
Egregio / Gentile Malombra, sono ben informato delle regole di questo blog, visto che mi sono iscritto anche io per inserire i mei commenti. Resta il fatto che Lei sappia perfettamente chi sia io, visto che in apertura del mio commento ho premesso nome e cognome. Mentre io e tutti gli altri lettori non abbiamo cognizione della sua identità. Poco importa che l’onorevole Guzzanti custodisca i suoi dati. Per tutti gli altri Lei resta un anonimo signore o un anonima signora. Che proprio dietro questo anonimato si permette di insultare invece che discutere. A proposito, dica all’onorevole Guzzanti che polemizzare con lui e con i suoi anonimi fan mette di buon umore e fa bene alla salute. Quanto all’immagine, ognuno badi alla sua. Cordialmente
(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
1) “Resta il fatto che Lei sappia perfettamente chi sia io, visto che in apertura del mio commento ho premesso nome e cognome”
Una sua scelta, non mia. Nessuno glie lo ha imposto. Se vuole può usare un nick e firmare con nome e cognome, oppure utilizzare direttamente nome e cognome al posto del nick o, ancora, utilizzare il nick e basta.
Tutte decisioni previste dal regolamento del blog. Pertanto io rispetto la legge del blog, lei rispetta la legga del blog. Ripeto, il Direttore conosce i miei dati( come da regolamento. Questo è l’importante).
Pertanto, se io rispetto la legge, dove sarebbe il mio comportamento “morale” errato?
Non le va bene il regolamento, non le va bene la legge del blog?
Conosce quella frase latina che recita “dura lex, sed lex” ?
Appunto.
2) “Mentre io e tutti gli altri lettori non abbiamo cognizione della sua identità.”
Lei che ne sa che “tutti” gli altri lettori non conoscono la mia identità?
Ribatta agli argomenti, non all’identità. In questo blog funziona così. Argomenti, argomenti, argomenti. Se uno non li ha, zitto e mosca( non quella russa! Per carità!).
3) “Poco importa che l’onorevole Guzzanti custodisca i suoi dati.”
E invece importa. Perché questo prevede il regolamento.
Inoltre, lei ha scritto che “io mi nascondo dietro l’anonimato”. No, io utilizzo un nick.
Con questo nick, visto che il regolamento me lo concede, esprimo i miei argomenti.
Mi pare semplice. No?
4) “Che proprio dietro questo anonimato si permette di insultare invece che discutere.”
Aridaje! Insultare? Quando avrei insultato la sua persona, di grazia? Mi sembra che ho esposto il mio argomento, senza insulti.
Inoltre, qui l’unico che ha insultato la persona, l’integrità, del suo interlocutore è lei.
Quando?
Qui: “alla furbizia da quattro soldi del buon Guzzanti”.
Caro Paolo, polemizzare con te è divertente e mette di buon umore. La tua furbizia da quattro soldi consiste nel manipolare critiche che ti vengono rivolte e nel replicare alle manipolazioni e non alle critiche. Non ho detto che quel libro, di cui prima hai negato l’esistenza, poi hai negatoi il ricordo e ora neghi il valore, fosse IL libro sul caso Mitrokhin. Era un libretto divulgativo (che pure ha raggiunto una diffusione di circa 100mila copie) e non aveva pretese di diventare un testo di storia. Peccato per te che il mio contributo fosse la sintesi della relazione di maggioranza di una commissione parlamentare da te presieduta. Ora la logica dice che delle due l’una: o quella relazione non ha alcun valore, e allora chi l’ha redatta e presentata non meritano attenzione, oppure quel libretto è frutto anche del tuo lavoro. Non c’è niente di male a ricordare di aver fatto cose insieme e sei tu che vuoi prendere le distanze dal tuo passato. E questo è francamente ridicolo. Tutto qua.
Grazie comunque per l’invito a una presentazione del tuo libro, a cui verrò volentieri e senza alcuna intenzione polemica. Anche se non condividiamo le scelte politiche, per me sei sempre un grande giornalista ed è un peccato vederti combattere contro un pezzo della tua storia.
Buona sera a tutti.
Ringrazio ArthurLeon per il link, mezz’ora di ascolto sconfortante, il livello delle argomentazioni è la dimostrazione che non è vero che la natura aborrisca il vuoto, Torricelli errava. Sul rispetto dell’interlocutore potremmo proporre di stralciare il termine dal dizionario delle buone maniere.
Guzzanti, mi sono procurata il libro
GUZZ -CI SONO MOLTI REFUSI ED ERRORI DI STAMPA. Sia preparata. Grazie.
EVVIVA, EVVIVA, sono riuscito a trovare ed acqustare il libro GUZZANTI VS BERLUSCONI !!
ERA L’ULTIMO RIMASTO DELLA SECONDA RISTAMPA!!
complimenti per le royalties
Praticamente la solita trasmissione barbara. I berluscones stanno alla frutta regà… Ma come si fa a mettere la Santanché nella squadra di governo? Guzz, ha fatto bene a tacere nei secondi due terzi della trasmissione.
Scusa Patton..tu che sei storico ; ma queste parole “”never in the field of human conflict was so much owed by so many to so few ” non furono pronunciate da Churchill – non sono sicuro – con riferimento ai piloti della RAF che con i loro Spitfires salvarono l’Inghilterra combattendo contro la Luftwaffe ?
Ma l’associazione di dette parole con la Decima che c’entra : E’ una tua forzatura o che altro ?
————-
xil Cap:Rolla : dubito che Silvio sappia chi fu l’eroe Teseo Tesei.
Kal,
bisogna sempre spiegarti tutto! Anzi no, bisogna pure ringraziarti perché tu sei uno dei pochi italiani che sanno che quella famosa frase fu pronunciata da Churchill, in onore dei piloti della RAF. In realtà Hitler non voleva affatto conquistare l’Inghilterra. Voleva solo piegarla alla sua volontà di conquista delo “spazio libero” a est. Quella frase, dunque, si confà molto meglio ai piloti della Decima MAS, le cui coraggiose azioni portarono la Marina inglese a una sostanziale sconfitta nel Mediterraneo, il controllo del quale fu dunque mantenuto dalla Marina italiana e quindi ceduto da noi alla US Navy.
Ora, dato che tutti conoscono quanto sia importante per l’Italia mantenere il controllo del “Mare Nostrum”, tu puoi facilmente immaginare quanto noi italiani dobbiamo a quelli della Decima. E senza averne la più pallida idea.
Lei sarà anche un generale, ma le sue affermazioni sulla condotta della Marina Italiana nella seconda guerra mondiale mi appaiono risibili: da Punta Stilo in poi la Marina tenne , sostanzialmente, la flotta nei porti, memore della sconfitta ed attenta a … risparmiare le forze. Il controllo del mediterraneo fu così poco tenuto dalla Marina Italiana che il progettato assalto a Malta con precedente blocco navale, fu rotto ben presto e mai più ripristinato, che le linee di rifornimento Sicilia Africa furono tanto poco efficienti da non riuscire in nessun modo a garantire alle truppe dell’asse rifornimenti adeguati al tipo di guerra disegnata da Rommel. Che l’assenza di forze italiane nel settore ovest del mediterraneo rese semplice agli Inglesi far arrivare , apppena la situazione nell’atlantico lo consentì, rinforzi e rifornimenti, che , lo ricordo , per arrivare a destinazione nella loro base principale di Alessandria, dovevano sfilare davanti alle coste della sicilia in un tratto di mare vieppiù ristretto dalle isole Pelagie e da Lampedusa. Mi fermo qui, ma potrei continuare sulla condotta di guerra della nostra migliore, più moderna ed efficiente arma .
La nostra Marina tenne, rispetto a Esercito e Aeronautica semplicemente perchè sopravvisse. Non scordiamoci Taranto e Capo Matapan.
Mio nonno si è fatto tutta la “guerra dei convogli” è mi ha detto che la situazione era sotto pieno controllo… degli inglesi. Sarà stato anche grazie alle codifiche dei nostri messaggi in codice, ma di fatto la Marina Italiana non ha raggiunto seriamente praticamente nessuno degli obbiettivi che si era prefissata per la guerra nel Mediterraneo. Gli obbiettivi inglesi erano: mantenimento di Malta, apertura del canale e difesa di Alessandria. Di fatto li hanno mantenuti, tanto che la nostra Marina non è poi riuscita nè a impedire l’invasione di Pantelleria e Lampedusa, nè quella della Sicilia, avvenute in pochi mesi 5/6, tra il febbraio e il luglio del ‘43.
Il grande merito della nostra Marina è stato quello di non farsi annientare. Tanto che poi siamo riusciti a consegnare buona parte della nostra flotta agli Alleati.
Sono appena stato in Polonia ad assistere alla fondazione di una associazione per la democrazia in europa dell’est, (Annaviva -Krakow) , a Cracovia. Erano tutti (o quasi) studenti di ucrainistica, ho chiesto se conoscevano Guzzanti e hanno detto di no.
Ora mi chiedo,
Esiste “il mio agente Sasha” in Polacco? esisterà, esiste una edizione in inglese da consigliare?
lo avevo dimenticato, non mi ci faccia pensare, altrimenti mi armo di foto di Follini in costume e le invio tutte al suo indirizzo.
Se si ricorda, potrei anche doppiarle con le fote di rosa Bono Parrino, ex ministro dei bei culturali.
Per questa però, bisogna avere una memoria lunga.
Gentile Senatore,
stando un po’ qui in Sudamerica ho capito come si può essere cattolici e liberali, anceh se la cosa riadattata all’Italia mi porterà ad una critica riflessione e ad un attento studio.
Quali letture mi consiglia?
Un caldo Saluto,
ardocap
PS forse il prossimo anno il raduno con la famiglia di mia moglie si terrà a Miami ¿magari si aggreherà alla compagnia? Un po’ presto per parlarne nè? Ancora un saluto tropicale (a proposito ha visto la nevicata laggiù a Miami?)
11 gennaio 2010 alle 20:45
Ciao GUZZ,
ma su Telelombardia si sta parlando di moviola………….ah…forse ho capito…….hai fatto qualche sgambetto di troppo?! ahahhahaha.
Un abbraccio.
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11 gennaio 2010 alle 23:51
Qui una paradigmatica intervista all’”on”. Stracquadanio:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2384080&title=2384080
Solo un assaggio:
“Onorevole Stracquadanio, in Forza Italia non si ricordano dissidenti.
Per fortuna. Un partito dev’essere monolitico per definizione. Se uno non è d’accordo con Berlusconi se ne va.”
Della serie: Duce, luce!
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12 gennaio 2010 alle 00:33
L’intervento di Guzzanti.
http://www.youtube.com/watch?v=C88Jw1NfmbE
Many thanks to Anglotedesco.
Guzz, quando ha capito di trovarsi in mezzo ad un conclave di polli e galline voleva mandarli al diavolo, vero?
Vabbè, avrà altre occasioni meno stipate di stupidi pennuti.
GUZZ – ERA IL POLLAIO ITALIA, AHIME’.
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12 gennaio 2010 alle 08:34
Sono tre pezzi per un totale di 30′.
Vorrei far notare che quell’account ha già avuto due rimozioni video e non so cosa può capitare in caso di terza rimozione …
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12 gennaio 2010 alle 15:08
ahahahah
la Santanchè che dice che è meglio SB che tromba con le donne piuttosto che la sinistra che va a trans….
ahahahah
ma il culmine è quando la nostra Danielona afferma: “noi siamo donne impegnate”
ahahahah
ArthurLeon ne ha altri di link così ? uno spasso…..
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12 gennaio 2010 alle 00:45
Paolo giorni fa ti ho mandato un email privata della quale non ho mai ricevuto risposta, ti è arrivata?
Gianluca
GUZZ – ODDIO, no, Gianluca. Ti avrei risposto. Ma potrebbe essere stata fatta fuori come capita da un antispam assassino. Puoi rimandarmela? Un abbraccio.
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12 gennaio 2010 alle 12:08
Rimandata, il file giusto sta nella seconda. Buona lettura.
Gianluca
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12 gennaio 2010 alle 20:22
Gentile Senatore,
potrebbe essere successo lo stesso ad alcune che le inviai?
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12 gennaio 2010 alle 00:50
Caro Guzz:
Le piace il nuovo giubbotto che Lui sfoggia con tanto orgoglio?!
La aspettiamo in contrapposizione, in mimentica e berretto rigorosamente verde…
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12 gennaio 2010 alle 08:19
Come Zulie , ho notato anch’io il piumino con gli stemmi e la bandiera russa indossato dal nostro capo .
E mi sono chiesto quale valenza simbolica ha indossarlo. Mi pare che mister B. , iniziatore e profondissimo conoscitore ed artefice dell’arte cel comunicare, abbia in gran conto anche i particolari della propria persona e dell’immagine che diffonde: ed oggi il piumino della Marina Militare Russa!!
Non si è mai visto un capo di stato o di governo di un paese indipendente fare sfoggio di bandiere di altri stati!Non si è mai visto un “PRESUNTO ANTICOMUNISTA ” fare lingua in bocca con l’epigono della tradizione più oscura del comunismo sovietico , come il tuo bellissimo libro ha ben documentato.
Ma soprattutto NON SI E’ MAI VISTO COME NESSUN OPPOSITORE DI GRIDO METTA IN EVIDENZA LA TENDENZA COMUNISTOIDE EMSATRAPISTA DI MISTER B.
Paolo, fallo tu per tutti noi, gridandolo ai mille venti : B. è l’unico vero comunista in Italia!
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12 gennaio 2010 alle 08:59
Ricordo le parole durissime sulla Calabria (non la parlamentare) da parte dell’onorevole padrone di casa qualche settimana fa. Guardo ciò che è successo nei giorni scorsi e non posso non approvare.
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12 gennaio 2010 alle 09:34
I lavori della Commissione Mitrokhin secondo il prof. Nicola Tranfaglia:
bizzarrie, amnesie, bugie
I. Una bizzarra cronologia
Nell’aprile 2009 il prof. Nicola Tranfaglia ha pubblicato, con la collaborazione di Teresa De Palma, una nuova edizione aggiornata e ampliata di un volume edito in precedenza col titolo “La transizione italiana. Storia di un decennio” (Garzanti, 2003, 200 pp.). L’edizione del 2009 è intitolata “Vent’anni con Berlusconi (1993-2013). L’estinzione della sinistra” (Garzanti, 314 pp.).
Nicola Tranfaglia (1938), è stato docente di Storia contemporanea all’Università di Torino (1969-2006); preside della facoltà di Lettere e Filosofia nella stessa Università (1996-2002); editorialista dei quotidiani “la Repubblica”, “La Stampa”, “Corriere della Sera”, “l’Unità” (quotidiano col quale collabora tuttora); deputato per il Partito dei Comunisti Italiani nella XV Legislatura (2006-2008); consulente della Commissione Mitrokhin fin dall’ottobre 2002. Dato il curriculum di tutto rilievo e una “posizione” privilegiata all’interno delle stesse istituzioni c’era da aspettarsi, come minimo, una trattazione almeno dignitosa dell’argomento “Mitrokhin” in qualsiasi suo aspetto: ma, come si vedrà, il risultato è penosamente desolante.
Il testo vero e proprio del libro sopra citato è articolato in sette capitoli e una breve conclusione per un totale di poco meno di 200 pagine. Il resto del volume comprende una corposa cronologia, di quasi 100 pagine, che si apre il 13 gennaio 1992 con la notizia che “Il Vaticano riconosce l’indipendenza di Slovenia e Croazia” e si chiude con il terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009.
Scorrendo la cronologia, alla data del 13 ottobre 1999 incontriamo per la prima volta una notizia riguardante la proposta, avanzata da Francesco Cossiga, per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin. Qui di seguito ho estratto, dal resto della cronologia, tutte le notizie riguardanti l’argomento “Mitrokhin”. Poiché il testo pertinente è molto breve, ho preferito trascriverlo integralmente tenendolo raggruppato in modo da offrire una più semplice visione d’insieme. Subito dopo seguono alcune considerazioni generali e qualche commento più specifico.
[p. 228]
“13 ottobre [1999]
Massimo D’Alema e Walter Veltroni accettano la proposta di Cossiga di istituire una commissione di inchiesta sul dossier Mitrokhin (un documento nel quale un ex archivista del KGB avrebbe copiato documenti dei servizi segreti sovietici, comprendenti anche l’elenco dei corrispondenti italiani) ma il 20 ottobre la Commissione affari costituzionali del senato la affossa.”
[…]
“25 novembre [1999]
Il senato vara la commissione di inchiesta sul caso Mitrokhin. […].”
[…]
[p. 283]
“27 novembre [2006]
Il ministro Amato apre un’indagine sulle attività della commissione Mitrokhin dopo le rivelazioni emerse in seguito alla morte (24 novembre) dell’ex colonnello del KGB Alexandr Litvinenko.”
“29 novembre [2006]
Polemiche tra le forze politiche sulle attività della commissione Mitrokhin. Emergono rivelazioni sui contatti tra Mario Scaramella – cui Paolo Guzzanti, presidente della commissione, aveva affidato il compito di indagare su Prodi – e Litvinenko.”
“30 novembre [2006]
[…]
Alla relazione sulle rivelazioni delle telefonate tra Guzzanti e Scaramella, Prodi annuncia querela contro quanti hanno leso la sua dignità di cittadino. Sul caso sono molto accese le polemiche tra le forze politiche.”
“1º dicembre [2006]
Anche il consulente della commissione Mitrokhin, Mario Scaramella, risulta contaminato dal polonio radioattivo, come la spia russa Litvinenko”.
Condiderazioni generali
Il quadro d’insieme della commissione Mitrokhin che un ignaro lettore si può fare al termine della lettura di questi frammenti informativi è inevitabilmente alquanto confuso, perché troppe sono le informazioni sottaciute, e parziali e imprecise quelle che vengono fornite.
La prima cosa da notare è questa bizzarria: nell’anno 1999 sono riportate due informazioni sull’iter parlamentare di una commissione che in realtà non si è mai costituita. Ma non si fa parola alcuna né dell’iter parlamentare che portò davvero, tra il 2001 e il 2002, all’istituzione della vera commissione bicamerale Mitrokhin, né tanto meno ai lavori di questa stessa commissione.
Ricordo, molto in sintesi, che la vera Commissione Mitrokhin è stata istituita con la legge n. 90 del 7 maggio 2002 (la legge n. 232 dell’11 agosto 2003 ne ha prorogato l’attività fino al termine della legislatura). Si è insediata il 16 luglio 2002; ha tenuto complessivamente 87 sedute; ha concluso i suoi lavori il 15 marzo 2006.
I documenti pubblici prodotti dalla commissione sono i seguenti: due “Relazioni” (di maggioranza e minoranza) presentate ai due rami del Parlamento il 16 dicembre 2004; due “Documenti conclusivi” (di maggioranza e minoranza), del 15 e 23 marzo 2006, non sottoposti al voto per mancanza del numero legale (complessivamente poco meno di 900 pagine). I resoconti stenografici delle 87 sedute della Commissione ammontano a poco più di 2800 pagine. Il totale delle relazioni e degli stenografici arriva precisamente a 3711 pagine (sono inoltre consultabili anche le 80 pagine della Relazione redatta da Agostino Cordova, del 16 dicembre 2005). Tutte le pagine citate si possono consultare in questo blog e nel sito internet del Senato.
http://www.parlamento.it/bicamerali/43006/44436/43169/43170/paginabicamerali.htm
Per chi fosse interessato all’iter parlamentare, tra il 1999 e il 2000 (governi di Massimo D’Alema e Giuliano Amato), della poi mai nata commissione Mitrokhin può consultare la “Cronologia” in coda al libro di Paolo Guzzanti, “Il mio agente Sasha” (Aliberti, maggio 2009), alle pp. 402-403 e 405, che presenta un riassunto più dettagliato di quello che si trova nella cronologia di Tranfaglia.
Considerazioni di merito
Poiché gli argomenti “mitrokhiniani” della cronologia del volume di Tranfaglia sono stati ampiamente discussi in questo blog negli ultimi tre anni (e ampiamente trattati nel volume di Guzzanti sopra citato e nel libro di Gabriele Paradisi, “Periodista, di la verdad!”, Giraldi 2008), mi limiterò nel seguito a formulare dei brevi commenti sotto forma di una specie di “traduzione con correzioni e integrazioni” a quanto si sostiene nelle “voci cronologiche” citate.
“13 ottobre [1999]”; secondo Tranfaglia, “il dossier Mitrokhin” sarebbe “un documento nel quale un ex archivista del KGB avrebbe copiato documenti dei servizi segreti sovietici, comprendenti anche l’elenco dei corrispondenti italiani”.
Evidentemente la distinzione tra: a) l’archivio Mitrokhin vero e proprio e b) il “Rapporto Impedian”, meglio noto appunto come “dossier Mitrokhin”, sembra presentare delle difficoltà concettuali insormontabili, tali che neppure l’accademico prof. Nicola Tranfaglia è in grado di superare. Eppure non occorre alcun dottorato in Storia contemporanea con specializzazione in Storia dell’intelligence del XX secolo per capire che “a” e “b” sono due “entità” diverse, che vanno tenute distinte e non confuse (e che “b” deriva da “a”).
Va inoltre precisato quanto segue:
– il “dossier Mitrokhin” è stato in realtà compilato dal SIS, il Secret Intelligence Service, di Sua Maestà britannica, sulla base della documentazione trascritta da Mitrokhin ed “esfiltrata” nel corso del 1992 in Gran Bretagna.
La citazione va così “tradotta”:
– “un documento” = in realtà, per l’Italia, 261 report (o schede) inviati dal SIS al SISMi tra il marzo 1995 e il maggio 1999; 260 di queste schede furono rese pubbliche, in traduzione italiana, dalla Commissione stragi l’11 ottobre 1999;
– “un ex archivista del KGB” = in realtà Vasilij Mitrokhin (1922-2004);
– “avrebbe copiato” = in realtà copiò, tra il 1972 e il 1984;
– “documenti dei servizi segreti sovietici” = in realtà, più precisamente, documenti del Primo direttorato del KGB (ossia dell’intelligence estera);
– “comprendenti anche l’elenco dei corrispondenti italiani” = “comica” precisazione (se l’argomento lo permettesse), quasi che il KGB fosse un’innocua associazione culturale in contatto epistolare con i “corrispondenti italiani”, che in realtà altro non erano, in gran parte, che un eterogeneo insieme di “volonterosi collaborazionisti” delle più varie categorie, parte dei quali a libro paga dello stesso KGB con tariffe specificate e diversificate. Tra l’altro il “dossier Mitrokhin” è ben più di un “elenco” di corrispondenti. Ci sono parecchie “notiziole” che da oltre un decennio attendono di essere “immerse” nel loro appropriato contesto storico, valutate e studiate con gli strumenti tipici della ricerca storica (a fronte di alcune relazioni preliminari rese pubbliche dalla Commissione stragi e di qualche studio di aspetti parziali, manca una valutazione critica complessiva delle informazioni trascritte da Mitrokhin riguardanti la storia d’Italia del XX secolo).
Superato il vuoto di notizie della cronologia di Tranfaglia dopo il 25 novembre 1999 e prima del 27 novembre, periodo nel quale si svolgono e terminano i lavori della vera Commissione Mitrokhin, incontriamo le quattro “voci” tra il 27 novembre e il 1º dicembre 2006; l’epoca è quella della furiosa campagna di stampa inaugurata da “Repubblica” il 26 novembre 2006.
“27 novembre”: “Il ministro Amato apre un’indagine sulle attività della commissione Mitrokhin…”.
Questa frase ripropone gran parte dei titoli dei giornali di quei giorni; in realtà Amato, ministro dell’Interno, non poteva aprire un’indagine o un’inchiesta sulle attività di un organismo parlamentare quale la Commissione Mitrokhin. Quello che fece Amato fu di attivare un’ispezione amministrativa interna al suo ministero per accertare se funzionari di polizia, dell’arma dei carabinieri, della guardia di finanza e agenti del Sisde avessero illegalmente collaborato alle attività della Commissione Mitrokhin.
“… dopo le rivelazioni emerse in seguito alla morte (24 novembre) dell’ex colonnello del KGB Alexandr Litvinenko.”
Le “rivelazioni” (non meglio precisate), “emerse” (non si sa bene da dove), devono intendersi in realtà come l’intervista ad un certo Evgueni Limarev, qualificato come “un ex agente del KGB”, raccolta da Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo il 21 e 22 febbraio 2005 e pubblicata su “Repubblica”, con un “leggero” ritardo di soli 21 mesi, il 26 novembre 2006. Queste presunte “rivelazioni”, inoltre, non riguardano ovviamente la “morte dell’ex colonnello del KGB Alexandr Litvinenko”, avvenuta per altro non il 24 ma il 23 novembre 2006, morte anch’essa non meglio specificata, ma causata da un avvelenamento da polonio 210, un isotopo radioattivo, il precedente 1º novembre 2006, a Londra.
Come spesso succede, le cose più importanti sono quelle taciute. Non si dice, infatti, che l’esito dell’ispezione interna promossa da Amato fu del tutto negativo, come riferì lo stesso Amato il 24 gennaio 2007 davanti al Copasis, l’organismo parlamentare di controllo sui servizi segreti, e il successivo 19 aprile il sottosegretario Luigi Li Gotti, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare presentata il 28 febbraio dallo stesso Guzzanti e altri parlamentari.
“30 novembre [2006]”: “Alla relazione sulle rivelazioni delle telefonate tra Guzzanti e Scaramella, Prodi annuncia querela contro quanti hanno leso la sua dignità di cittadino”.
Le “telefonate tra Guzzanti e Scaramella” vanno intese come telefonate intercettate tra il 7 novembre 2005 e il 23 febbraio 2006, per ordine della Procura della Repubblica di Napoli, a seguito delle denuncie che lo stesso Scaramella aveva presentato a partire dal 14 ottobre 2005. Scaramella, sulla base di informazioni ricevute da Alexandr Litvinenko, aveva denunciato l’arrivo di un furgone con delle armi a bordo, presunto destinatario delle quali era stato indicato un certo Alexandr Talik, ex ufficiale del Kgb, che viveva da clandestino in Italia. Furgone e armi furono poi effettivamente intercettati nei pressi di Teramo il giorno dopo la stessa denuncia. I magistrati avevano predisposto le intercettazioni in quanto avevano ritenuto calunniosa la denuncia di Scaramella.
Le intercettazioni delle telefonate di Scaramella coinvolgevano però un senatore della Repubblica, per di più presidente di una commissione bicamerale, ossia Guzzanti e difficilmente, per il numero, ben 133, potevano dirsi casuali. Il 22 gennaio 2008, infatti, la giunta per le immunità parlamentari del Senato respingeva la richiesta del Gip di Roma di poter utilizzare parte di quelle intercettazioni.
Le “rivelazioni” del 30 novembre 2006 si riferiscono alla pubblicazione sui giornali (“Corriere della Sera” e “La Stampa”) di selezionati stralci delle suddette intercettazioni. Prima puntata di “rivelazioni” poi proseguite nei giorni e nelle settimane seguenti.
Le querele annunciate da Romano Prodi, allora presidente del Consiglio, rimasero solo annunciate e non ebbero alcuno sviluppo.
“1º dicembre [2006]”: “Anche il consulente della commissione Mitrokhin, Mario Scaramella, risulta contaminato dal polonio radioattivo, come la spia russa Litvinenko”.
Anche in questo caso mancano le informazioni minime di contesto per capire almeno nei tratti generali quanto accaduto.
Alcuni elementi della vicenda, assai intricata, che portò alla morte Litvinenko, posso essere così brevemente riassunti:
– il 23 novembre 2006 a Londra muore Litvinenko;
– quello stesso giorno viene finalmente identificata la causa del fino ad allora misterioso suo avvelenamento: un isotopo radioattivo, il polonio 210;
– i primi sintomi dell’avvelenamento che avrebbe portato Litvinenko alla morte, si erano manifestati il 1° novembre; nella tarda mattinata di quel giorno Litvinenko aveva incontrato in un stanza del Millenium Hotel tre suoi ex connazionali e aveva bevuto un tè che si rivelerà fatale, in quanto contenente una dose mortale appunto di polonio 210. Uno dei tre era un certo Andrei Lugovoi che verrà poi incriminato dalle autorità britanniche quali presunto autore dell’avvelenamento di Litvinenko;
– quel tragico 1° novembre, Scaramella incontrò Litvinenko al sushi bar Itsu, tra le 15 e le 16, ossia alcune ore dopo che lo stesso Litvinenko era stato avvelenato;
– Scaramella era ritornato in Gran Bretagna, dopo la morte di Litvinenko, per sottoporsi ad analisi mediche proprio perché era venuto in contatto con Litvinenko. In un primo momento le analisi avevano riscontrato elevate quantità di polonio 210 nel corpo di Scaramella, tanto da far temere che la sua vita fosse in pericolo; successivi test mostrarono però che i primi esami erano errati.
Come si può notare, una cronologia, ben poco “accademica”, imprecisa, con errori e soprattutto con “qualche” lacuna di troppo.
(1 – continua).
GUZZ – FORMIDABILE. NON VEDO L’ORA DI LEGGERE LA 2 PUNTATA.
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12 gennaio 2010 alle 13:35
Sei sempre bravissimo Sextus. Complimenti.
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12 gennaio 2010 alle 11:25
Ho visto la trasmissione. Mi è difficile definirla.
Una tragedia, l’immagine di un’Italia invelenita, incapace di un libero confronto di opinioni.
Una farsa in cui non è importante esprimere il proprio pensiero ma , con la furia fanatica di un ezbollah, vietare al nemico di farsi sentire.
Capisco che si possa essere contro Berlusconi od a favore di Berlusconi. Da sempre sono convinto che Berlusconi, o meglio il berlusconismo, sia la negazione del liberalesimo. Me lo conferma l’affermazione dell’on. Stacquadanio : “un partito deve essere monolitico per definizione. Se uno non è d’accordo con Berlusconi se ne va”. Forse l’on. Pietro Longo nel vecchio PCI la pensava allo stesso modo, anche se aveva il pudore o l’ipocrisia di non dirlo. Di certo non aveva la faccia tosta di farsi passare per un liberale.
Io credo che il dubbio sia la più grande invenzione del pensiero liberale. Di sicuro il dubbio non fiorisce in casa PDL. E nemmeno la tolleranza che dal dubbio discende. Il PDL guarda con fastidio ai liberi pensatori ; preferisce i soldatini ubbidienti alla Gasparri.
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12 gennaio 2010 alle 13:30
Facendo seguito a quanto scritto da Criscenti in tema di “piumini”.
Per renderci tutti conto quanto meno della “originalità ” del nostro amato leader cerchiamo di immaginare Obama o Sarkozy indossare un piumino rigorosamente Armani regalato da SB , naturalmente con il tricolore sul braccio.
Impossibile.
Qual’e’ il “messaggio” di questa ostentazione del piumino Russian Navy ? Boh..eppure ci deve essere.
P.S. Gianlu’…nun ripenza’ che so’ ossessionato eh…mo me nevado a fa ‘ngiro co amoto.
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12 gennaio 2010 alle 15:05
Kale il fatto che mi parli sempre del berlusca non mi fa pensare che non vivi più o vivi male …… ci mancherebbe!! In quel caso ti direi che sei scemo!!
Gianluca
P.S. quando ce lo prendiamo stò caffè?
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12 gennaio 2010 alle 14:50
Forse è una penitenza per aver perso la scommessa sullo stabilimento di Vladivostok?
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12 gennaio 2010 alle 15:12
Grandissimo Sextus, as usual.
Sciabolate in salsa veritas, inchino e affondo.
Quando poi le sciabolate arrivano dirette a Tranfaglia, dovere e piacere.
Egregio Kalevala, parlando di piumini e stemmi, al posta della Russian Navy, abbiamo una vasta gamma autoctona a cui abbeverarsi, sia in marina che nell’esercito. Tridentina, Julia, Folgore, Nembo, Decima.
Basterebbe solo ricordare Teseo Tesei, senza andare fino a Mosca, a meno che non ci siano altre cose più remunerative, allora il discorso è differente.
Cap. Rolla
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12 gennaio 2010 alle 18:08
Capitano,
che mi dice, piuttosto, dell’orologio della gloriosa Decima
(”never in the field of human conflict was so much owed by so many to so few”),
che inutilmente orna il polso del Presidente della Camera?
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12 gennaio 2010 alle 15:43
Infilzare come un pollo il tronfio Tranfaglia, come ha fatto Sextus Empiricus, deve aver prodotto un senso di soddisfazione catartico (almeno è quello che io ho provato). Tranfaglia è da sempre poco credibile quando accenna ad episodi che in qualche modo abbiano a che fare con il movimento comunista. Si tratta di “accademico” coinvolto in prima persona nell’ideologia di cui si alimenta la materia oggetto dell’attività della commissione Mitrokin, e pertanto partigiano per forza di “partito”. Tranfaglia fa parte di quella schiera di studiosi che hanno piegato l’evidenza storica a favore di tesi di parte tanto che potrebbe essere definito un avvelenatore di pozzi. Un gigante del pensiero filosofico, GB Vico, il creatore dello storicismo, diffidava dei testimoni di eventi storici e di chi quegli episodi racconta avendo, negli stessi, interessi in gioco. Tranfaglia dimostra che l’insigne napoletano aveva ragione.
Bravo Sextus.
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12 gennaio 2010 alle 16:03
eh pfra64 …sto seguendo con particolare attenzione la Daniela , ovvero i suoi commoventi , patetici , miserevoli tentativi per rientrare a corte dopo l’esperienza con Storace ;
La cosa che hai ricordato tu e cioe’ che B. tromba e gli altri vanno a trans e’ la penultima prima del rientro ufficiale con la nomina a sottosegretario ; poi si e’ presa pure un cazzotto da un muslim, vuoi mettere ..
Manca pero’ l’ultima …che dira’ nel prossimo talk show :
DESTRA = MACHI ;
SINISTRA = FROCI , obviously.
A quel punto non ci sara’ nessun Fini che tenga…ebbene si , sottosegretaria al welfare.
EVVIVA.
Il Paese ha bisogna di gente come Daniela. Evvai.
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13 gennaio 2010 alle 09:06
Nel talk successivo al prossimo comincerà con qualche cantilena, come i bambini piccoli: tanto noi abbiamo SB e voi nooo, tanto noi trombiamo e voi nooo. nannannero….
Sulla Santanchè bisognerebbe farci un libro, tipo “l’ultima su Totti”, altro che sottosegretario.
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12 gennaio 2010 alle 16:17
SEXTUS come sempre unico e micidialmente preciso colpisci come uno stiletto
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12 gennaio 2010 alle 18:07
OT
Gentile sen. Guzzanti,
ho letto il suo libro “Il mio agente Sasha”. Lo trovo un libro dagli ottimi contenuti e credo che Lei sia riuscito a ristabilire la verità, anche se, purtroppo, i detrattori della verità hanno comunque raggiunto il loro scopo.
Il libro contiene però una marea di imperdonabili errori di battitura e una incoerenza stilistica e tipografica, che mi hanno disturbato molto durante la lettura. Spero veramente in una ristampa. Cordiali saluti.
FINE OT
GUZZ – GRAZIE E MI SCUSO, anche se non è tutta colpa mia. Ho io stesso contato più di 80 errori tipografici. Correggeremo, come dicono i papi polacchi.
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12 gennaio 2010 alle 18:40
Direttore, mi scusi, ma quando Stracquadanio ha sputacchiato:
“Siccome un libro su quella commissione l’abbiamo scritto assieme non è che mi puoi rivendicare…..un libro di libero l’abbiamo scritto insieme”
a cosa si riferiva?
A me risulta essere una cazzata.
Cordiali saluti
GUZZ – SI RIFERIVA A UN LIBRO sulle spie russe fatto in fretta e furia da Brunetta per le edizioni di Libero e nel quale mi chiese un breve saggio. Straquadanio scrisse qualcosa di assolutamente orecchiato, come gli altri. Il libretto passò del tutto inosservato
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12 gennaio 2010 alle 18:59
Ah, ecco, mi pareva.
Quindi nessun “libro scritto assieme su quella commissione”.
Grazie per il chiarimento, Direttore.
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31 gennaio 2010 alle 19:16
Sono Giorgio Stracquadanio, non sputacchio mai e non mi nascondo dietro l’anonimato come fa Malombra e alla furbizia da quattro soldi del buon Guzzanti replico citando una fonte tera, Radio Radicale. Che riporta, tra gli eventi a cui ha partecipato Paolo Guzzanti, il seguente:
«Le mani rosse sull’Italia. Spie, spioni, venduti… al soldo dell’Unione Sovietica dal dopoguerra ad oggi». Presentazione del sesto manuale di conversazione politica di Libero
ROMA, 3 agosto 2006 – 12:00
Il sesto manuale di conversazione politica curato da Vittorio Feltri e Renato Brunetta, in edicola con Libero da venerdì 4 agosto, ha un titolo wertmulleriano: «Le mani rosse sull’Italia. Spie, spioni, venduti, comprati, corrotti, pavidi, ignavi, sciocchi, idealisti e collaborazionisti del bel paese al soldo dell’Unione Sovietica dal dopoguerra ad oggi». Alla conferenza stampa di presentazione, oltre a Brunetta e a Davide Giacalone (autore con Pierluca Pucci Poppi e Giorgio Stracquadanio), intervengono Fabrizio Cicchitto e Alessandro Sallusti. (Roberta Jannuzzi)
Durata:
52′ 43″
Organizzatori:
* Libero
* Free Foundation
Genere:
Conferenza stampa
Scheda:
* Alessio Grazioli
Interventi
Renato Brunetta
Altri eventi con oratore Renato Brunetta
parlamentare europeo (FORZA ITALIA)
12:006′ 2″
Parlamentare Europeo del Ppe De (Democratici Europei)curatore del libro modera la conferenza stampa
Alessandro Sallusti
giornalista
12:062′ 9″
Direttore responsabile di “Libero”
Paolo Guzzanti
senatore (FORZA ITALIA)
12:0818′ 24″
Fabrizio Cicchitto
deputato e vice coordinatore nazionale (FORZA ITALIA)
12:2612′ 39″
Paolo Guzzanti
senatore (FORZA ITALIA)
12:391′ 47″
Fabrizio Cicchitto
deputato e vice coordinatore nazionale (FORZA ITALIA)
12:415′ 20″
Davide Giacalone
giornalista
12:466′ 9″
Libero
Come si comprende (e si può anche ascoltare al link http://www.radioradicale.it/scheda/204322/le-mani-rosse-sullitalia-spie-spioni-venduti-al-soldo-dellunione-sovietica-dal-dopoguerra-ad-oggi-presenta) un libro in cui Guzzanti non solo ha contribuito a realizzare attraverso un suo collaboratore – Pierluca Pucci Poppi – ma che ha promosso con una conferenza stampa.
Quanto poi al contenuto, il libro era tutt’altro che orecchiato, ma riprendeva e sintetizzava i documenti della Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta presieduta dal senatore Paolo Guzzanti.
Ora, si può cambiare idea su tutto, ma chi mente sul proprio passato e sulle cose che ha scritto, detto e promosso non è degno di fede, di alcuna fede.
Ecco il chiarimento, signor o signora Malombra.
GUZZ – CARO GIORGIO, cerchiamo tutti di non barare. Quel libretto di cui parli esiste, e fu una iniziativa di Brunetta, frutto dell’accordo che esisteva allora fra Feltri e Brunetta per una raffica di libretti propagandistici di nessuna importanza editoriale o scientifica.
Ovviamente Brunetta non ha mai avuto nulla a che vedere con la Commissione Mitrokhin e, onestamente non ne sa nulla, come te del resto.
Io, allora, non sabotai affatto questa iniziativa molto naive e amatoriale, perché fatta da volenterosi orecchianti, ma tuttavia decisi di non partecipare direttamente a causa della sua pochezza, come invece mi era stato richiesto ma pregai un mio valoroso collaboratore, il dottor Pierluca Pucci Poppi, di preparare un contributo per questo libretto antologico curato da Brunetta. Il saggio di Pucci Poppi è del resto l’unico di valore scientifico e di qualche interesse.
Poi partecipai e anzi fui il protagonista della conferenza stampa di presentazione del libretto nella sala stampa della Camera e sono molto contento di averlo fatto, così come fui allora grato a tutti coloro che, pur non avendo alcuna competenza della materia, si improvvisarono su temi vagamente connessi, disquisendo con spirito tanto volenteroso quanto superficiale.
Io ero rimasto semplicemente basito, ma non protestai visto che non ero in casa mia, quando appresi che era stato deciso di fare un libro (una raccolta, in realtà, di articoli tematici) sulla Commissione Mitrokhin ma che a fare da coordinatore e a dirigere il lavoro non fosse il Presidente della Commissione Bicamerale Parlamentare d’inchiesta, ma gente che non ne sapeva – come fu dimostrato dall’opera – assolutamente nulla.
Ma così fu.
Quello fu dunque un libretto di nessuna risonanza, di nessun valore storico, giornalistico o scientifico di cui nessuno si accorse e di cui nessuno mai parlò: dimenticato prima ancora che vedesse la luce.
Ovviamente, quando ci siamo visti ad Iceberg io non avevo il più pallido ricordo di quella dimenticabile sciocchezza.
E quando io parlvo di libri sulla Mitrokhin ovviamente mi riferivo a veri testi come quello di Boris Vllodarsky “The KGB’s Poison Factory From Lenin to Litvinenko” (dove il mio ruolo e quello della Commissione sono ampiamente spiegati per l’Università di Cambridge e la World Association of International Studies (Hoover Institution Stanford University), oppure a “The Terminal Spy, The Life and Death of Alexander Litvinenko, a True story of Esprionage Betrayal and Murder” di Alan Cowell (dove sono ampiamente citato insieme al valore storico della Commissione), o di The Age of Assassins, The Rise and Rise of Vladimir Putin di Yori Feltshtinsky (amico di Litvinenko) e Vladimir Pribylovsky, o del classico Putin and the Rise of Russia di Michael Stuermer (in cui non si parla della Mitrokhin ma si inquadra la storia di un famoso assassino al potere amico di qualcuno che conosciamo bene), ma mai e poi mai mi sarebbe passato per l’anticamera del cervello di citare quella insignificante (benché volenterosa) operetta a te tanto cara di cui oggi ci offri pateticamente tutte le inutili coordinate.
Ma quando poi io parlo DEL libro sulla Mitrokhin, intendo ovviamente riferirmi all’unico testo noto, in corso di traduzione e stampa in Francia, Stati Uniti e Regno Unito, che è “Il mio agente Sasha, la Russia di Putin e l’Italia di Berlusconi ai tempi della econda Guerra Fredda“, Aliberti editore, pagine 460, di Paolo Guzzanti, 20 mila copie vendute, quarta ristampa.
Capisco bene che tu, che hai tanto da fare, ignori tante cose fra cui anche questo testo che contiene una massa di documenti tutti filmati o registrati e da me pubblicati su Internet e su questo stesso blog, dove sono consultati da tutto il mondo.
Quindi, mio povero amico, questa tua opera forzuta consistente nel dimostrare che quel libretto di cui parli tu è effettivamente esistito, è nobile ma anche patetica.
Se invece volessi parlare con competenza dei temi di cui io, con un tappeto di morti alle spalle di cui tu evidentemente non hai la più pallida idea, saresti potuto venire ieri e l’altro ieri a Messina e Catania, ma potresti andare domani primo febbraio a Bologna o mercoledì al Fuori Orario a Parma, e poi a Napoli, a Torino, Milano, Venezia… Basta muoversi.
Il libro curato da Brunetta, che io stesso ho con lealtà sostenuto per quanto potevo e che non valeva assolutamente nulla, ignoto in qualsiasi bibliografia, è citato soltanto da Giorgio Straquadanio.
Il mio di libro sarà presentato negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia fra la prossima estate e l’autunno. Se verrai a una di queste manifestazioni sari mio gradito ospite.
Un caro saluto.
Paolo Guzzanti
PS: “Furbizia da quattro soldi di Guzzanti”? Vuoi spiegare?
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31 gennaio 2010 alle 21:27
Gentile Stracquadanio, prima di entrare in un blog e scrivere
“non mi nascondo dietro l’anonimato come fa Malombra”
legga il regolamento( scritto da Guzz, Direttore di questo giornale)
“CHE COS’E’ RIVOLUZIONE ITALIANA
COME CI SI ISCRIVE A QUESTO BLOG? RISPONDENDO A QUESTA E-MAIL:
Gentile amico o amica
Grazie per esserti iscritto l blog di Rivoluzione Italiana. Se vorrai vedere pubblicati i tuoi commenti dovrai prima inviarmi i seguenti tuoi dati che resteranno segreti e noti soltanto a me.
Nome
Cognome
Indirizzo completo di CAP
Telefono fisso
Eventuale cellulare
Codice fiscale”
Come può leggere io utilizzo un nick( come anche Lei fa: “Stracqua”) perché questo blog dà questa possibilità, ma i miei dati ( nome, cognome, ecc) il Direttore del blog, il Guzz, li possiede.
Quindi, qui dentro, nessuno “si nasconde dietro l’anonimato”.
S’informi la prossima volta, prima di “sputacchiare” a caso.
Saluti
GUZZ – STRACQua purtroppo è un facinoroso sulle barricate e questo, lo dico con sincero affetto e preoccupazione, gli fa molto male alla salute.
E anche alla sua immagine, se ci tiene.
Ma lui non capirà che io sono sincero e preoccupato e troverà il modo di rispondere, come ormai fa sempre, a pugni in faccia, colpendo spesso degli specchi che lo feriscono con le loro schegge. Mi ricorda l’allegra irascibilità del primo Donald Duck, il petulante e isterico Paperino.
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1 febbraio 2010 alle 10:18
Egregio / Gentile Malombra, sono ben informato delle regole di questo blog, visto che mi sono iscritto anche io per inserire i mei commenti. Resta il fatto che Lei sappia perfettamente chi sia io, visto che in apertura del mio commento ho premesso nome e cognome. Mentre io e tutti gli altri lettori non abbiamo cognizione della sua identità. Poco importa che l’onorevole Guzzanti custodisca i suoi dati. Per tutti gli altri Lei resta un anonimo signore o un anonima signora. Che proprio dietro questo anonimato si permette di insultare invece che discutere. A proposito, dica all’onorevole Guzzanti che polemizzare con lui e con i suoi anonimi fan mette di buon umore e fa bene alla salute. Quanto all’immagine, ognuno badi alla sua. Cordialmente
1 febbraio 2010 alle 12:00
Cordiale Stracqua, tre cosette( forse quattro):
1) “Resta il fatto che Lei sappia perfettamente chi sia io, visto che in apertura del mio commento ho premesso nome e cognome”
Una sua scelta, non mia. Nessuno glie lo ha imposto. Se vuole può usare un nick e firmare con nome e cognome, oppure utilizzare direttamente nome e cognome al posto del nick o, ancora, utilizzare il nick e basta.
Tutte decisioni previste dal regolamento del blog. Pertanto io rispetto la legge del blog, lei rispetta la legga del blog. Ripeto, il Direttore conosce i miei dati( come da regolamento. Questo è l’importante).
Pertanto, se io rispetto la legge, dove sarebbe il mio comportamento “morale” errato?
Non le va bene il regolamento, non le va bene la legge del blog?
Conosce quella frase latina che recita “dura lex, sed lex” ?
Appunto.
2) “Mentre io e tutti gli altri lettori non abbiamo cognizione della sua identità.”
Lei che ne sa che “tutti” gli altri lettori non conoscono la mia identità?
Ribatta agli argomenti, non all’identità. In questo blog funziona così. Argomenti, argomenti, argomenti. Se uno non li ha, zitto e mosca( non quella russa! Per carità!).
3) “Poco importa che l’onorevole Guzzanti custodisca i suoi dati.”
E invece importa. Perché questo prevede il regolamento.
Inoltre, lei ha scritto che “io mi nascondo dietro l’anonimato”. No, io utilizzo un nick.
Con questo nick, visto che il regolamento me lo concede, esprimo i miei argomenti.
Mi pare semplice. No?
4) “Che proprio dietro questo anonimato si permette di insultare invece che discutere.”
Aridaje! Insultare? Quando avrei insultato la sua persona, di grazia? Mi sembra che ho esposto il mio argomento, senza insulti.
Inoltre, qui l’unico che ha insultato la persona, l’integrità, del suo interlocutore è lei.
Quando?
Qui: “alla furbizia da quattro soldi del buon Guzzanti”.
Porgo saluti
p.s. Mi saluti Paperon de Paperoni
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1 febbraio 2010 alle 10:10
Caro Paolo, polemizzare con te è divertente e mette di buon umore. La tua furbizia da quattro soldi consiste nel manipolare critiche che ti vengono rivolte e nel replicare alle manipolazioni e non alle critiche. Non ho detto che quel libro, di cui prima hai negato l’esistenza, poi hai negatoi il ricordo e ora neghi il valore, fosse IL libro sul caso Mitrokhin. Era un libretto divulgativo (che pure ha raggiunto una diffusione di circa 100mila copie) e non aveva pretese di diventare un testo di storia. Peccato per te che il mio contributo fosse la sintesi della relazione di maggioranza di una commissione parlamentare da te presieduta. Ora la logica dice che delle due l’una: o quella relazione non ha alcun valore, e allora chi l’ha redatta e presentata non meritano attenzione, oppure quel libretto è frutto anche del tuo lavoro. Non c’è niente di male a ricordare di aver fatto cose insieme e sei tu che vuoi prendere le distanze dal tuo passato. E questo è francamente ridicolo. Tutto qua.
Grazie comunque per l’invito a una presentazione del tuo libro, a cui verrò volentieri e senza alcuna intenzione polemica. Anche se non condividiamo le scelte politiche, per me sei sempre un grande giornalista ed è un peccato vederti combattere contro un pezzo della tua storia.
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12 gennaio 2010 alle 18:32
Buona sera a tutti.
Ringrazio ArthurLeon per il link, mezz’ora di ascolto sconfortante, il livello delle argomentazioni è la dimostrazione che non è vero che la natura aborrisca il vuoto, Torricelli errava. Sul rispetto dell’interlocutore potremmo proporre di stralciare il termine dal dizionario delle buone maniere.
Guzzanti, mi sono procurata il libro
GUZZ -CI SONO MOLTI REFUSI ED ERRORI DI STAMPA. Sia preparata. Grazie.
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12 gennaio 2010 alle 18:43
Mi armo di penna rossa?
GUZZ – Mah, è stato credo giò fatto, ma è sempre utile. Grazie.
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12 gennaio 2010 alle 19:10
Troppi Guzz. Troppa fretta a mio avviso. Aliberti deve curare meglio le sue edizioni.
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12 gennaio 2010 alle 19:16
EVVIVA, EVVIVA, sono riuscito a trovare ed acqustare il libro GUZZANTI VS BERLUSCONI !!
ERA L’ULTIMO RIMASTO DELLA SECONDA RISTAMPA!!
complimenti per le royalties
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12 gennaio 2010 alle 19:22
Praticamente la solita trasmissione barbara. I berluscones stanno alla frutta regà… Ma come si fa a mettere la Santanché nella squadra di governo? Guzz, ha fatto bene a tacere nei secondi due terzi della trasmissione.
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12 gennaio 2010 alle 19:24
Intendevo negli ultimi due terzi (se l’ho vista tutta ma non credo).
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12 gennaio 2010 alle 19:49
Scusa Patton..tu che sei storico ; ma queste parole “”never in the field of human conflict was so much owed by so many to so few ” non furono pronunciate da Churchill – non sono sicuro – con riferimento ai piloti della RAF che con i loro Spitfires salvarono l’Inghilterra combattendo contro la Luftwaffe ?
Ma l’associazione di dette parole con la Decima che c’entra : E’ una tua forzatura o che altro ?
————-
xil Cap:Rolla : dubito che Silvio sappia chi fu l’eroe Teseo Tesei.
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13 gennaio 2010 alle 00:50
Kal,
bisogna sempre spiegarti tutto! Anzi no, bisogna pure ringraziarti perché tu sei uno dei pochi italiani che sanno che quella famosa frase fu pronunciata da Churchill, in onore dei piloti della RAF. In realtà Hitler non voleva affatto conquistare l’Inghilterra. Voleva solo piegarla alla sua volontà di conquista delo “spazio libero” a est. Quella frase, dunque, si confà molto meglio ai piloti della Decima MAS, le cui coraggiose azioni portarono la Marina inglese a una sostanziale sconfitta nel Mediterraneo, il controllo del quale fu dunque mantenuto dalla Marina italiana e quindi ceduto da noi alla US Navy.
Ora, dato che tutti conoscono quanto sia importante per l’Italia mantenere il controllo del “Mare Nostrum”, tu puoi facilmente immaginare quanto noi italiani dobbiamo a quelli della Decima. E senza averne la più pallida idea.
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13 gennaio 2010 alle 08:10
Lei sarà anche un generale, ma le sue affermazioni sulla condotta della Marina Italiana nella seconda guerra mondiale mi appaiono risibili: da Punta Stilo in poi la Marina tenne , sostanzialmente, la flotta nei porti, memore della sconfitta ed attenta a … risparmiare le forze. Il controllo del mediterraneo fu così poco tenuto dalla Marina Italiana che il progettato assalto a Malta con precedente blocco navale, fu rotto ben presto e mai più ripristinato, che le linee di rifornimento Sicilia Africa furono tanto poco efficienti da non riuscire in nessun modo a garantire alle truppe dell’asse rifornimenti adeguati al tipo di guerra disegnata da Rommel. Che l’assenza di forze italiane nel settore ovest del mediterraneo rese semplice agli Inglesi far arrivare , apppena la situazione nell’atlantico lo consentì, rinforzi e rifornimenti, che , lo ricordo , per arrivare a destinazione nella loro base principale di Alessandria, dovevano sfilare davanti alle coste della sicilia in un tratto di mare vieppiù ristretto dalle isole Pelagie e da Lampedusa. Mi fermo qui, ma potrei continuare sulla condotta di guerra della nostra migliore, più moderna ed efficiente arma .
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14 gennaio 2010 alle 07:10
La nostra Marina tenne, rispetto a Esercito e Aeronautica semplicemente perchè sopravvisse. Non scordiamoci Taranto e Capo Matapan.
Mio nonno si è fatto tutta la “guerra dei convogli” è mi ha detto che la situazione era sotto pieno controllo… degli inglesi. Sarà stato anche grazie alle codifiche dei nostri messaggi in codice, ma di fatto la Marina Italiana non ha raggiunto seriamente praticamente nessuno degli obbiettivi che si era prefissata per la guerra nel Mediterraneo. Gli obbiettivi inglesi erano: mantenimento di Malta, apertura del canale e difesa di Alessandria. Di fatto li hanno mantenuti, tanto che la nostra Marina non è poi riuscita nè a impedire l’invasione di Pantelleria e Lampedusa, nè quella della Sicilia, avvenute in pochi mesi 5/6, tra il febbraio e il luglio del ‘43.
Il grande merito della nostra Marina è stato quello di non farsi annientare. Tanto che poi siamo riusciti a consegnare buona parte della nostra flotta agli Alleati.
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12 gennaio 2010 alle 19:56
Sono appena stato in Polonia ad assistere alla fondazione di una associazione per la democrazia in europa dell’est, (Annaviva -Krakow) , a Cracovia. Erano tutti (o quasi) studenti di ucrainistica, ho chiesto se conoscevano Guzzanti e hanno detto di no.
Ora mi chiedo,
Esiste “il mio agente Sasha” in Polacco? esisterà, esiste una edizione in inglese da consigliare?
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12 gennaio 2010 alle 19:57
Generale,
lo avevo dimenticato, non mi ci faccia pensare, altrimenti mi armo di foto di Follini in costume e le invio tutte al suo indirizzo.
Se si ricorda, potrei anche doppiarle con le fote di rosa Bono Parrino, ex ministro dei bei culturali.
Per questa però, bisogna avere una memoria lunga.
Cap. Rolla
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12 gennaio 2010 alle 20:46
OT
Gentile Senatore,
stando un po’ qui in Sudamerica ho capito come si può essere cattolici e liberali, anceh se la cosa riadattata all’Italia mi porterà ad una critica riflessione e ad un attento studio.
Quali letture mi consiglia?
Un caldo Saluto,
ardocap
PS forse il prossimo anno il raduno con la famiglia di mia moglie si terrà a Miami ¿magari si aggreherà alla compagnia? Un po’ presto per parlarne nè? Ancora un saluto tropicale (a proposito ha visto la nevicata laggiù a Miami?)
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31 gennaio 2010 alle 19:19
http://www.radioradicale.it/scheda/204322/le-mani-rosse-sullitalia-spie-spioni-venduti-al-soldo-dellunione-sovietica-dal-dopoguerra-ad-oggi-presenta
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31 gennaio 2010 alle 21:13
“Stracqua”danio??
Cosa fa pubblicità nel blog del Guzz?
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