Ascoltatemi su Radio Radicale: http://www.radioradicale.it/scheda/294047/guzzanti-vs-berlusconi-edizione-lafeltrinelli-intervista-con-lautore-paolo-guzzanti
28 dicembre 2009





















28 dicembre 2009 alle 18:32
Operazione regalo:
1) Fare bancomat
2) Comprare una copia del libro Guzzanti vs Berlusconi
3) Regalare la copia ad un amico insieme a 20 Euro ben stirate (una di quelle del bancomat di cui sopra)
4) Dire all’amico di utilizzare le 20 Euro come segnalibro durante la lettura del libro
5) Dire all’amico di utilizzare le 20 Euro, dopo la lettura, per comprare Il mio agente Sasha.
6) Fermatemi se no ne caccio fuori altre di queste promozioni…………
GUZZ -AMGELO !!
PENSERANNO CHE SIAMO IN TORTA (quanto vuoi di percentuale?).
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29 dicembre 2009 alle 01:25
23 dicembre, trasferta prevista a Milano.
Milano con qualche centimetro di neve è bloccata (!!!siamo alle solite), salta Milano.
23 – 27 dicembre No Comment
28 dicembre, mattino. “Guzzanti vs. Berlusconi? Purtroppo è esaurito”
29 dicembre, partenza per la neve
GUZZ – BUONA SCIATA !
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28 dicembre 2009 alle 20:38
Volendo potrei spezzarlo in 3 parti da 10 minuti e metterlo su youtube, corredandolo con delle immagini
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29 dicembre 2009 alle 10:43
GUZZ.
PENSERANNO CHE SIAMO IN TORTA (quanto vuoi di percentuale?).
——————————————————————————–
Noi siamo in torta, caro Paolo. Perchè negarlo?
La percentuale? Io voglio un’Italia liberale, e solo tu mi puoi aiutare.
GUZZ. AFFARE FATTO. VIVA L’ITALIA LIBERALE
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29 dicembre 2009 alle 16:01
A me piace l’idea di Django.
@ Amgelo: che ne dici di aggiungere alla lista dei regali anche “Blowing Up Russia”, la versione originale dell’Archivio Mitrokhin e “Periodista, dì la verdad!”?!
@ Guzz: Caro onorevole, leggere i suoi libri e il blog non basta più…voglio IL DISSIDENTE!!! Un’operazione, a livello editorial-commerciale, tipo “Il Fatto”, non sarebbe fattibile?! Un paio di deca ce li posso mettere pure io…
GUZZ – Sì, CI STIAMO lavorando con il mio editore Aliberti che è anche editore (co-editore) del Fatto e che è talmente indipendente che pubblica me, Travaglio, Mara Carfagna, Sandro Bondi e Cossiga.
Il Dissidente sarà presto realtà.
E fatto in modo professionale.
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29 dicembre 2009 alle 22:02
[Io sono ancora più indipendente di Aliberti. E più intelligente, e più bello].
GUZZ – BEATO TE, MON VIEUX
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29 dicembre 2009 alle 16:50
A Gennaio esce il mio libro “IO NON HO PAURA”…poi ve ne parlerò.
Il Relitto
In questo silenzio liquido,
vivo le mie notti,
negli abissi del tempo,
con scogli ad infrangermi il ventre.
Non piango le mie solitudini:
onde di un mare in tempesta<.
naufrago in terre perdute.
Paure e sconfitte
mostri e sirene.
Resto qui nel buio
incastonato in un abisso
con squarci di vita APERTI.
GUZZ – AUGURI vivissimi per il suo libro, Ciro.
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11 gennaio 2010 alle 11:39
“O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?” G. Leopardi
GUER – SIIIIIIGAL !!!!
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29 dicembre 2009 alle 16:54
Auguri di cuore a tutti.
Le ore
Piccoli orizzonti sospesi
al sole di luglio.
Tramonti di luce viola
scrutano il destino.
In questa terra arsa,
di notte le tigri si ridestano.
Tutto vuoto
che si riempe di stanchezza.
Lottare contro la notte3
è un brivido che sento
sulla mia solitudine.
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29 dicembre 2009 alle 16:55
Ho potuto ascoltare integralmente l’intervista solo ora, succosa, a volte irresistibile come quando imiti Silvio su “Piutin” ; ma sebbene se ne sia parlato spesso, ascoltando dal vivo le verità, forse anche per deformazione professionale, ho avuto brividi sull’argomento energia. Paolo sei un uom
o fuori dal comune.
Grazie.
GUZZ – GRAZIE A TE ALBERTO. Giustamente mi definisci fuori dal comune il che vuol dire anche, ed è la verità, matto come un cavallo.
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29 dicembre 2009 alle 18:19
Due copie del libro testé scaricate a casa mia dal corriere, una per me e una come regalo per il figlio maggiore che, sono certo, una volta finito lo presterà a suo fratello minore. Azz che tomo!!! Quasi 1 kg di libro!
GUZZ – L’HO DETTO: per chi ha la zampa del tavolo rotta è una mano santa.
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29 dicembre 2009 alle 20:01
Nell’augurare buon anno a lei ed alla sua famiglia, confermo che, anche a i confini dell’impero, il suo libro era ieri mattina esaurito da Feltrinelli. Riprovare dopo l’Epifania, questo mi dissero.
Nel frattempo sarà un piacere leggere sia il Fatto che il (futuro) Dissidente.
Buona vita.
Patrizia
GUZZ – PATRIZIA, PERCHE’ SCRIVI COSI’ raramente? La presenza delle donne nel mio blog è una delle cose più belle della mia vita. E nel tuo caso non solo perché mi dici cose gentili. Grazie.
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30 dicembre 2009 alle 12:14
Onorevole
le rispondo tra il serio ed il faceto, seriamente lo faccio per farmi desiderare, visto che risultati? Lo sa, le donne sono terribili str(at)eghe! In modo scherzoso non scrivo molto per motivi svariati, mi annoio di riposare al caldo al mattino ed allora mi tocca normalmente fannulloneggiare, non tutti lavorano davanti ad un pc scrivendo sui blogs. In modo semiserio direi che c’è già molta gente che parla, talora sbraita, su posizioni orientate verso un unico focus, dove bianco e nero sono ormai categorie assolute, spariti i colori, figurarsi le sfumature, tutto posizionato su trincee, roba da guerra mondiale, la prima intendo. L’osmosi sparita, la contaminazione rifuggita come la peste bubbonica, l’ideologia che prevale sulla persona. Ognuno ha le sue difficoltà esistenziali, la mia è trovare categorie fisse e stabili in cui collocarmi, così faccio da spettatrice, in fondo un pubblico serve sempre. Non sarò una liberale che non ha ancora scoperto questa vena di se stessa?
Saluti ed auguri ai lettori di questo luogo.
Patrizia
GUZZ – DELIZIOSA ANALISI.Questo blog ha bisogno della presenza femminile e posso spudoratamente dirle che la trovo più desiderabile se scrive che se si nasconde in platea.
Secondo me, sì, lei è già una liberale: il virus è evidente.
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29 dicembre 2009 alle 20:02
Gentile Senatore,
non l’ho ancora potuta ascoltare ma colgo l’occasione x lanciare il mio grido di dolore, protesta o lotta x quello che sta succedendo in Iran.
qualcuno su questo blob aveva parlato di protesta farlocca, io invece penso che di farlocco ci sia solo la pusillanimita’ dei governanti occidentali.
E vabbè lo capisco anche io che non e’ politically correct imbarcarsi in un’altra guerra, ma per diamine, basterebbe un lancio di volantini, o per lo meno un gesto un po’ piu’ concreto per far sollevare tutta la popolazione. che bello sarebbe una Persia libera e democratica.
ma questo si’, sono un inguaribile romantico sognatore e penso ancora si possa combattere e morire x una causa giusta come la libertà.
A presto,
e scusate se ho interrotto il tema.
a presto.
ps serve qualcosa dal sudamerica?
parto domani.
ciao
GUZZ . BUON VIAGGIO. L’IRAN è nel mio cuore da tempo e seguo le lotte di quel valoroso popolo con emozione. Spero, come dissi a Madame Rajavi a gennaio, che l’anno prossimo potremo festeggiare insieme a Teheran.
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29 dicembre 2009 alle 20:17
Ho finito di leggere la mia copia di Guzzanti Vs Berlusconi.
Rivendo la summentovata a Euro 75, per chi non può aspettare la ristampa. Ben conservata. Ottimo affare!
GUZZ – SIAMO AL CONTRABBANDO.
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30 dicembre 2009 alle 01:13
Articolo di Giuseppe Bedeschi, da il Foglio del 24 nov 2009:
Un saggio di Fisichella: la lezione di Montesquieu sui limiti ai magistrati
Secondo tutti i teorici della società democratico-liberale, questa deve essere incardinata sulla divisione dei poteri. Ma quali sono questi poteri? È ben nota la risposta data dalla vulgata: essi sarebbero il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario.
Ma si tratta di una risposta del tutto sbagliata, anche se ha dalla sua la forza immarcescibile dei luoghi comuni: infatti (come ci ricordano i costituzionalisti più avveduti, a partire dal presidente Cossiga) il cosiddetto potere giudiziario non esiste (poiché esso non riceve nessuna investitura dal popolo sovrano,e quindi non è affatto un potere); esiste invece l’ordinamento giudiziario, che dovrebbe garantire la convivenza civile dei cittadini.
Dico dovrebbe perché esso è in grado di svolgere correttamente i suoi compiti solo se risponde a regole ben precise. Per esempio, esso non deve essere costituito da una casta onnipotente, senza una rigorosa distinzione fra magistratura requirente e magistratura giudicante: una distinzione che, purtroppo, è assente nel nostro Paese, e tale assenza porta a distorsioni gravissime.
Ma, per tornare alla cosiddetta dottrina della divisione dei poteri, e per capirne a fondo il significato, è opportuno risalire alle sue fonti classiche. E quindi a Locke (il primo grande teorico della società liberale), il quale parlò di separazione e di subordinazione dei poteri (il legislativo e l’esecutivo dovevano essere rigorosamente distinti e separati, e il secondo doveva essere subordinato al primo). Locke non parlò nemmeno di “potere giudiziario”, perché l’esercizio della giustizia civile e penale era per lui un’articolazione del legislativo, e quindi doveva essere assolutamente subordinato ad esso. Ma il pensatore più profondo, più ricco e più suggestivo su questo tema fondamentale è stato indubbiamente Montesquieu, al quale viene attribuita, secondo una definizione alquanto rozza e semplificatrice, una dottrina della “divisione dei poteri”.
Per capire di che cosa si tratti è assai utile l’ultimo libro di Domenico Fisichella, Montesquieu e il governo moderato (Carocci, pp. 195, euro 17,5): un libro che si legge con grande profitto per orientarsi nella difficile e complessa tessitura filosofico-politica del grande francese. Intanto è bene avvertire che l’espressione “divisione dei poteri” non si trova affatto in Montesquieu. E se proprio di “divisione dei poteri” si vuole parlare, si deve dire subito che essa non consiste nella separazione fra legislativo, esecutivo e giudiziario. L’occhio di Montesquieu è rivolto al sistema politico inglese del suo tempo e ai tre organi che ne rappresentano gli interessi permanenti: il monarca, la Camera alta e la Camera bassa. «Ecco dunque», dice, «la costituzione fondamentale del governo di cui parliamo. Essendovi un corpo legislativo diviso in due parti, l’una terrà a freno l’altra grazie alla reciproca facoltà di impedire. Entrambe saranno vincolate dal potere esecutivo, il quale lo sarà a sua volta dal potere legislativo». Dunque Montesquieu teorizza un governo bilanciato, in cui i diversi organi (re, Camera alta, Camera bassa) realizzano, in un sistema di pesi e di contrappesi, un equilibrio costituzionale capace di ostacolare l’affermarsi di un potere assoluto.
E l’ordinamento giudiziario? Il lettore si sarà accorto che Montesquieu finora non ne ha parlato affatto. Et pour cause! Infatti, come sottolinea Fisichella, Montesquieu non solo non annovera il giudiziario fra i poteri fondamentali della monarchia, ma tutti i suoi sforzi sono diretti a porgli dei limiti ben precisi, affinché esso non debordi e non leda i diritti dei cittadini e le prerogative della sfera politica.
Il potere giudiziario, dice il pensatore francese, «non deve essere attribuito a un senato permanente, ma deve essere esercitato da persone scelte fra il popolo, in determinati periodi dell’anno, secondo la maniera prescritta dalla legge, per formare un tribunale il quale rimanga in vita soltanto per il periodo che la necessità richiede».
E dopo avergli apposto questi paletti ben precisi e invalicabili, Montesquieu aggiunge, rendendo ancora più vivida la propria preoccupazione circa la possibilità che il giudiziario debordi dai propri confini: «In questo modo il potere giudiziario, così terribile tra gli uomini, non essendo legato né a una determinata condizione, né a una determinata professione, diviene, per così dire, invisibile e nullo», cosicché noi non avremo «continuamente dei giudici davanti agli occhi», e temeremo «la magistratura, non i magistrati».
Queste parole si leggono nello Spirito delle leggi, un capolavoro apparso nel 1748: ma sembrano scritte ieri, tanto sono sagge, premonitrici ed efficaci.
GUZZ – E COSI’ ABBIAMO LIQUIDATO LA BALLA DI MONTESQUIEU CHE CONSIDERA LA MAGISTRATURA UN POTERE, COME AVEVO GIA’ RICORDATO. GRAZIE.
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30 dicembre 2009 alle 01:18
Intrusione veloce ad ora tardissima per augurare a Lei, Guzz, a Voi e a Noi un fine d’anno fantastico ed un 2010…. totale!
Qui a Padova il suo libro Guzz vs Berlusca si trova facilmente, si vende e si vede in tutte le vetrine…strano sto Veneto bacchettone e allo stesso tempo… libero!
Io lo sto terminando di leggere per la seconda volta, dopo averlo letto a spizzichi e bocconi una prima volta!
Ogni commento… è superfluo, ma verrà… soprattutto dopo alcuni bicchieri di Dolcetto di Diano d’Alba e di Tajerin burro e salvia, seguiti da adeguata Bagnacauda etc etc etc… dopo aver aperitivizzato con un fantastico Arneis e prima di attaccare cose serie come Nebbiolo e Barbaresco…!
Se non si è capito trascorro la fine d’anno in Piemonte, terra di grandi tradizini enogastronomiche di cui mi occupo da molto tempo!
Auguro a tutti un vero, sereno, costruttivo 2010 e a Lei, Guzz, sensa SE e senza MA un grazie per contribuire a tenere alta l’attenzione degli italiani, che troppo spesso si servono di “piatti precotti”!
GUZZ – PADOVANI, GRAN DOTTORI !!
(Vicentini magnagatti, veronesi tutti matti)
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30 dicembre 2009 alle 03:06
Ma l’Italia è già un paese liberale: http://www.jusprimaenoctis.net/?x=entry:entry091230-005422
GUZZ – DIVERTENTE, ANCHE SE LA CONCLUSIONE E’ BIZZARRA.
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30 dicembre 2009 alle 12:04
Segnalo la seconda parte del video-analisi dedicato all’intervista a Borsellino (quella distribuita in DVD da Il Fatto sotto Natale) realizzato dal nostro Segugio/Enrix:
http://www.youtube.com/watch?v=_XMnjVGXqR8
Attendiamo fiduciosi commenti da parte di Marco Travaglio…
P. S. attendiamo ancora fiduciosi le risposte alle 10 dimande poste a D’Avanzo….
GUZZ . – IO INCARTO E PORTO A CASA.
LA VENDETTA DELLA VERITA’ E’ UN PIATTO FREDDO.
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31 dicembre 2009 alle 00:51
Guardato e visto. Inetevista manipolata, da chi? Occhio pure al contenuto, però. Chiedere a Guarnotta. E Guarnotta che dice? Qualcosa abbiamo letto. Eppoi, Borsellino -chiaramente- ha déciso che avrebbe risposto su Mangano e si era pure preparato. Poi qui c’è una specie di divano svedese e una bottiglia di Petite Arvine. Dunque malgrado wi-fi e iPhone dico orouar
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30 dicembre 2009 alle 12:27
Paolo, (mi sono permessa)
)
nota di colore…
… ieri sera ho visto Matrix, trasmissione dedicata all’omicidio Kennedy, Riotta in studio, alla fine della trasmissione, per confutare un partecipante, sbandierava wikipedia urlando “WIKIPEDIA WIKIPEDIA!”
Riotta, ex direttore del TG1 ed ora direttore del “Sole24Ore”, non di “picnic e party”, tale soggetto che sventola pagine stampate da wikipedia come se le stesse fossero le nuove tavole della legge forgiate a bit sul nuovo monte delle rete internettiana, roba da neurodeliri. Ammetto che la scena, presa da un punto di vista ameno, mi ha fatto sbellicare dalle risa, però riflettendoci è davvero questo il livello giornalistico italiano, wikipedia il nuovo eldorado della conoscenza?
Patrizia (che sa quanto ami la fonte wiki
GUZZ – CARA PATRIZIA, è così, hai fatto una fotografia perfetta.
Nota che Wikipedia è certamente utile, nel senso che fornisce una massa di informazioni non controllate, a condizione che poi tu le controlli, scarti quelle fasulle e prendi solo quelle attendibili.
Cioè Wiki NON è una fonte, ma è un suggerimento alle fonti.
Che un giornalista famoso come Riotta sbandieri Wikipedia come una fonte è un fatto che ritrae in una penosa istantanea lo stato del giornalismo italiano.
Un abbraccio.
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30 dicembre 2009 alle 17:37
quindi … se uno scrive quattro fregnacce sull’omicidio Kennedy e nessuno riesce a liquidarle prima del passaggio del giornalista pollo di turno, ci vengono propinate come verità? brrrr …
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30 dicembre 2009 alle 16:00
Ultima provocazione del 2009: premesso che non è certamente una questione fondamentale per l’Italia che va a rotoli, ma cosa ne pensate (padrone di casa e ospiti) della riabilitazione di Craxi di cui si parla in questi giorni?
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30 dicembre 2009 alle 16:58
PER CORTESIA BASTA CON I FALSI
Dunque il solito Patton, invece di andare alla fonte, cita articoli “di giornata” in cui si afferma che per Montesquieu non esisterebbe un discorso intorno alla “divisione dei poteri”, in cui includere anche il potere giudiziario. Purtroppo per lui e per quelli come lui, c’è gente, come il sottoscritto, che su queste cose ci ha passato gli anni e che non tollera, per rispetto delle professionalità, che qualcuno falsifichi alcunché.
Ebbene ecco la fonte, la “balla”, cioè Montesquieu: « in ogni Stato esistono tre specie di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo… è il potere delle cose che dipendono dal diritto civile… in virtù del terzo, egli [cioè l'organo preposto, ndr] punisce i delitti, oppure giudica le dispute tra privati cittadini… quest’ultimo verrà chiamato potere di giudicare… non c’è libertà neppure quando il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dal potere esecutivo…».
Spero di non doverci più tornare.
Luciano Priori F.
GUZZ – IO SONO UNO DI “QUELLI COME LUI”.
E LEI NON HA CAPITO il significato storico, ripeto STORICO, della parola poteri, riferita a un’epoca in cui il potere esecutivo apparteneva al sovrano e non al popolo.
Lei prende fischi per fiaschi e lucciole per lanterne.
In una democrazia repubblicana e liberale esiste un unico e solo potere, quello del popolo sovrano e delle sue DELEGHE (DEPUTATE, DEPUTATI) DIRETTE O INDIRETTE.
Basta. Null’altro.
Il resto sono funzioni: scuola, giustizia, sanità, trasporti, eccetera.
Pubblica amministrazione.
In altri paesi si eleggono i magistrati i quali quindi esercitano un POTERE derivato dal popolo.
In Italia no.
Spero di non doverci più tornare.
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31 dicembre 2009 alle 14:00
Se la mette così devo replicare. Come premessa voglio precisare che quando dico “come Patton” intendo sottolineare la tendenza a cercare abbastanza sistematicamente qualcosa – e alla fine qualcosa a sostegno si trova sempre – che stravolga la verità o che comunque faccia “confusione”. Non è quindi una questione personale (io non scriverei mai, per intenderci, a proposito di B., anche se non fossi la sua parte, il “nano (maledetto)” ).
Ora, tornando a Montesquieu, la questione è chiara ed è una questione di specialisti, ma anche di acquisizione consolidata a livello dei non esperti. Che cosa è costretto a fare Giuseppe Bedeschi nell’articolo riportato da Patton (qui, poco più su) e uscito su il Foglio? Un’operazione furba. Bedeschi è un marxista, uno studioso marxista, oggi dedicatosi allo studio del liberalismo. I risultati sono modesti, per non dire altro. Dicevo appunto che Bedeschi fa un’operazione furba: per dimostrare che Montesquieu non parla di terzo potere a proposito del giudiziario salta a piè pari quel che lo stesso Montesquieu ha scritto sull’argomento (e da me qui riportato). Semplice no?
Qualche anno addietro abbiamo letto in un testo scolastico, scritto da gente di sinistra, sotto un governo di sinistra, che il muro di Berlino l’avevano eretto gli americani per impedire che quelli dell’ovest fuggissero nel paradiso dell’est. Ora i nuovi arrivati dalla sinistra (nel campo del liberalismo) vorrebbero insegnarci che cos’è il liberalismo. Anzi riscriverlo, ma visto che riscrivere Montesquieu è un po’ complicato si ignorano allora le frasi specifiche dette dallo stesso sulla tripartizione dei poteri. A questo siamo arrivati, all’inciucio sulla storia. Le frasi che io ho riportato sono inequivocabili, non ci si può giocare sopra. Ne aggiungono un’altra: « Pour qu’on ne puisse pas abuser du pouvoir, il faut que, par la disposition des choses, le pouvoir arrête le pouvoir » (”Perché non si possa abusare del potere bisogna che, per la disposizione delle cose, il potere arresti il potere”). Dov’è questa frase (e le altre che io ho qui sopra riportato) in Bedeschi? E così si può argomentare (?!) in maniera trionfale, come lui fa: ” Secondo tutti i teorici della società democratico-liberale, questa deve essere incardinata sulla divisione dei poteri. Ma quali sono questi poteri? È ben nota la risposta data dalla vulgata: essi sarebbero il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Ma si tratta di una risposta del tutto sbagliata, anche se ha dalla sua la forza immarcescibile dei luoghi comuni “. È bravo Bedeschi.
Risolto il problema del giochino di Bedeschi, arriviamo a quello che lei dice. Non avendo più il supporto di Montesquieu non resta che dire “ma Montesquieu parlava dell’Inghilterra, ecc. ecc.”. Montesquieu ha l’ambizione di fare scienza, e cioè di partire dai “fatti” storici per trarne delle considerazioni di ordine generale. Si chiama anche metodo induttivo (questione peraltro controversa a proposito di Montesquieu). Cioè Montesquieu partiva dai greci, dai latini, dai persiani ["Esprit des lois", 31 libri, non so se mi spiego] per poi cercare di costruirci sopra (in maniera non troppo sistematica bisogna riconoscere) della scienza politica: cioe’ X e Y e Z, non favole per bambini più o meno cresciuti. Sulla tripartizione dei poteri si sono costruiti i sistemi occidentali, non la “vulgata” come dice il signor Bedeschi. E la tripartizione è per i liberali un dogma, come per i cattolici la verginità della Madonna.
Ora, a parte le questioni teoriche, qualcuno potrebbe anche chiederle, “ma con queste idee lei come pensa di portare dei liberali dalla sua parte?”. Perché per i liberali la tripartizione è un dogma, checché ne pensi lei o il signor Bedeschi.
Luciano Priori F.
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1 gennaio 2010 alle 02:29
Egregio signor Luciano Priori F, per caso ho letto il suo articolo e devo dirle, sarà l’aria del nuovo anno, che non ho saputo resistere alla tentazione di rispondere ai punti salienti che solleva, nonostante io sia stato bandito da questo blog, e starà al padrone di casa decidere se pubblicarmi oppure no.
Vorrei prendere in esame, per cominciare, l’ultima affermazione da lei sostenuta quasi per scherzo, ma con un vigore che voleva appunto marcare un’evidenza chiara di per se stessa: il dogma, per i liberali, della tripartizione dei poteri.
Già questo accostare, quasi per scherzo, la parola “dogma” e “liberali” è un errore, un tradire non solo storicamente ma anche nei principi il liberalismo, essendo esso fautore aperto della società e non già un suo custode chiuso.
Mai nessuna concezione liberale, veramente liberale, potrebbe sostenere un dogma in senso di principio perché si poggia sulla libertà da conseguirsi empiricamente, e su dei principi non astratti ma che sostengono tale ricerca e realizzazione pratica.
Ma non voglio sottrarmi ad entrare nel merito sulla questione da lei sollevata sul Montesquieu e sul senso da intendersi del giudiziario se essere un ordine o un potere.
E’ noto che Locke non contemplava nemmeno la costituzione del giudiziario come potere e che vi era al suo posto quello che lui chiamava potere federativo, vale a dire quello che disciplinava le relazioni con l’estero che era praticamente accorpato con l’esecutivo.
Montesquieu è più esplicito di Locke.
Già nella sua premessa “Il popolo che ha il potere sovrano deve fare da sè tutto quel che può. Il resto deve farlo tramite i suoi ministri” afferma il principio della sovranità del popolo, che è l’unico vero potere, e la distinzione tra la democrazia diretta e rappresentativa.
Nella sua analisi, Montesquieu distingue inoltre la natura dai principi.
La natura è quello che esiste, ciò che troviamo nella realtà storica, i principi invece passano da un’analisi solo descrittiva a quella del dover essere, ed è un dover essere di libertà che lui vedeva realizzato in Inghilterra e non già nella monarchica Francia assolutistica e corrotta.
Tanto è vero che dal capitolo VI dell’Esprit des Lois Montesquieu non è più neutrale, oggettivo ma prende partito decisamente verso la Costituzione inglese.
Ora si propone un criterio che non riguarderà soltanto gli organi di governo, ma ogni parte dell’organismo statale, essendo il principio liberale basato sulle distinzioni e separazioni.
E’ vero che Montesquieu menziona il giudiziario al posto del federativo, ma come Locke fa sparire il federativo accorpandolo all’esecutivo, così Montesquieu farà sparire il giudiziario lasciando solo il potere esecutivo e legislativo che devono essere vincolati l’un l’altro con reciproci limiti.
Alla fine, se si legge l’opera del Montesquieu si ricava la lezione che l’unico potere reale è quello della sovranità popolare, che esso per rappresentanza si divide in tre parti ma che quelli che veramente contano sono l’esecutivo e il legislativo perché dalla sovranità popolare derivano direttamente.
S.R.
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1 gennaio 2010 alle 21:58
Gentile Setnad,
trovi il modo di far continuare l’aria del nuovo anno perché mi sembra delle migliori. Bandito dal blog, e come mai ? Sarà stata una punizione all’ateniese, dove una scadenza c’è se sempre.
Quando si studia un autore alla maniera degli scienziati politici seri bisogna sempre vedere quel che ha detto e come questo è stato poi realizzato nel concreto (perché se non ha influito sulla realtà allo scienziato politico non interessa). È per questo che ai tempi in cui Hitler era semplicemente innominabile, e quel che aveva scritto introvabile, il mio professore di Storia delle dottrine politiche, il fondatore della disciplina in Italia, non uno qualsiasi, adottò un testo francese in cui c’era anche l’opera di Hitler, largamente riportata e commentata. Non che quel pensiero politico valesse granché, da tutti punti di vista, ma aveva influito sulla storia e quindi un politologo, uno scienziato politico, doveva conoscerlo alla perfezione.
I dogmi. E perché i liberali non dovrebbero avere dei dogmi, sono forse la figli di un dio minore? Ne hanno uno potentissimo: libertà, da cui discende tutto il resto.
Quanto a Locke e Montesquieu lei dice cose abbastanza esatte, ma per discuterle ci vorrebbe uno spazio che non è giusto occupare. Ci sono anche alcune cose molto controverse, una di queste è la definizione riportata dal signor Bedeschi (l’articolo è più in alto) «In questo modo il potere giudiziario … diviene, per così dire, invisibile e nullo». Ecco sul significato di questo passaggio, piuttosto oscuro, io ho una mia idea e prima o poi ci scriverò qualcosa, ma devo pensarci meglio.
Quanto alla “tripartizione dei poteri” (è errato concettualmente contrapporgli il popolo) tenga conto che un altro mio professore, anche questo un luminare, di quelli di una volta per intenderci, sosteneva che in Montesquieu è rigida e ce lo dimostrò. E io a quella visione sono rimasto sempre legato, come i liberali. È uno spartiacque. Se non si condivide questa impostazione (passata in varie forme in tante Costituzioni) di liberale non si ha nulla. Oggi siamo in una fase in cui i liberali non esistono praticamente più e il loro spazio lo occupano persone che vengono prevalentemente da sinistra, che hanno sempre criticato in passato l’impostazione liberale e che ora, condividendo per convenienza il populismo (che non hanno il coraggio però di sostenere in genere apertamente, a parte tanti vecchi socialisti), hanno scatenato persino il loro “intellettuali”, marxisti o ex-marxisti, per far terra bruciata intorno all’idea liberale così come si venuta formando negli ultimi 2/3 secoli.
È un momento delicato e non è inutile parlare di queste cose.
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1 gennaio 2010 alle 23:44
Setdad? Questo nome mi dice qualecheccosa? Setnad, Sednat? Eppure eppure. Anno nuovo e magari ci sarà lezione sulla psicofolisofia erotica delle cose oscure. Buon anno a tutti. Liberali e non
2 gennaio 2010 alle 20:25
“Anno nuovo e magari ci sarà lezione sulla psicofolisofia erotica delle cose oscure.”
Non vedo l’ora, caro Arturo!
Sono sicuro che Setnad non deluderà le aspettative!
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30 dicembre 2009 alle 18:26
Scrive salva80 : ma cosa ne pensate (padrone di casa e ospiti) della riabilitazione di Craxi di cui si parla in questi giorni?
Che , ad essere buoni , e’ una cosa assurda .
Ricordiamoci di : Tradati , Constellation financiere , conto protezione , Larini , All Iberian e ..finiamo in bellezza Maurizio Raggio (c’e’ molto altro eh…).
Ecco questo Paese visto dalla Luna :
Bettino Craxi .
-TRIBUNALI DELLA REPUBBLICA : corruttore , percettori di finanziamenti illeciti ai partiti che , al contrario del buon Citaristi , rimanevano nelle sue saccocce persi nelle casse di Singapore e delle Caymans …mai da quei posti fu risposto alle rituali rogatorie ;
- I POLITICI DI OGGI -TUTTI O QUASI – : grande statista , morto esule, riabilitato.
E i giudici ? in tutti i gradi di giudizio ? Colpevole e latitante . I soliti fiji de ‘na mignotta.
Io , modestissimamente , non accetto tutto questo.
P.S. Salvo errore…alla sede dell’allora PSI staccarono persino la luce ; qualche bonifichetto dalle Caymans avrebbe fatto comodo.
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30 dicembre 2009 alle 19:11
chi glielo dice a Frattini e Silvio che gli toccherà fare straordinario x calmare Vladimir dopo che Obama a deciso di riprendere in mano lo scudo antimissile?
lui intanto ha candidamente affermato che riprenderà la corsa agli armamenti. per me e’ tutta una manovra x denigrare i viaggi e le manovre del Berlu. ma chi glielo dice a Obama di smettere di leggere Repubblica? Letta?
scusate l’ OT ed il tono faceto. Ma questa e’ un’altra dimostrazione che il nostro Senatore ci ha beccato giusto.
a presto.
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30 dicembre 2009 alle 21:15
Di calle in calle giugn’infin’al mertato ripuoso.
http://www.youtube.com/watch?v=fd3a189vcVc&feature=PlayList&p=A955F577E0E6AAB2&index=0&playnext=1
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30 dicembre 2009 alle 22:34
Guzz leggo che il tuo libro sta andando bene e non vedo l’ora di poterlo acquistare ( nel paesello incantato ci sono solo un paio di edicole….figurati….), nell’ attesa mi godo la mia famiglia e il mio mare ( oggi 23 all’ombra ).
E’ la vigilia della vigilia e qui si prospettano lauti banchetti difficilmente digeribili…..ti / vi auguro di brindare alle tante cose belle che passano e alle altrettante che ne verranno!!!!
Ps Primo desiderio dell’anno nuovo……una spruzzata di neve ( sti cazzi) !!!!!!!!!
GUZZ – GIULI, qui sto al tropico, ma fa freschino (25 gradi di notte). Invidio più lo spirito della crapula che la crapula. Invece dell’amplesso mi piace proprio quella cosa lì e non lo spirito. (Sti cazzi)
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30 dicembre 2009 alle 23:26
cos’è la crapula?
Stasera sono un po’ lenta….
GUZZ – SAREBBE LA MAGNATA. INVECE SULL’ALTRA COSA MI SEMBRA CHE PER FORTUNA NON SIA CONFUSA, MENO MALE.
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30 dicembre 2009 alle 23:59
Guzz non potrei desiderare un Guzz migliore in tutti gli anni a venire!
Sempreverde..semprefigo!!!!!!!
GUZZ – TU non puoi avere la più pallida idea di quanta felicità mi diano le tue parole. Ricambio il complimento e ti abbraccio.
Paolo
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31 dicembre 2009 alle 10:32
Tropici, isole assolate…..
Da una splendida Milano grigiolina e umida davanti al caminetto acceso auguro a tutti una magnifica fine d’anno e un ancor più luminoso inzio per tutti !!
Tanti caldi abbracci
Eli
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31 dicembre 2009 alle 11:38
Carissimo Senatore e carissimi tutti,
Dalla mia amata fredda e umidiccia Milano,
che ultimamante fatico a lasciare anche solo per qualche giorno (ma che avra’ di cosi’ bello affascinante e misterioso questa citta’:-)?)
un Augurio di un grandissimo e felicissimo duemiladieci a Lei Senatore e a tutti i frequentanti questa splendida isola felice.
Roberto Carnevale
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31 dicembre 2009 alle 13:24
Condivido in pieno questo tuo amore per la NOSTRA affascinante Milano!!
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31 dicembre 2009 alle 12:40
Buon trapasso d’anno, che sia la fine di qualcosa e l’inizio di qualcosa ben migliore.
Vale sia per il personale che il generale ovviamente, per la truppa e il comandante per il colto e l’ignorante.
Chissà… per chi è nato il 10.10.55 alle ore 10:10 forse il 2010 può avere un senso magari:)
Riccardo.
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1 gennaio 2010 alle 23:47
Temperatura -8. Neve polverosa. Coperto. Rizzitiello’s in the air
GUZZ – DOVE?
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1 gennaio 2010 alle 23:51
Qui
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3 gennaio 2010 alle 20:57
Condivido la sua versione dei fatti! mi sta aprendo un mondo nuovo… avevo molti sospetti anche io..
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11 gennaio 2010 alle 10:37
Gianlu’…stammassentì.
Non e’ esatto che io trovi “ridicolo” il governo Berlusconi.
Quello che mi offende non e’ la presenza di gente come Tremonti che sara’ criticabile quanto vuoi ma sa leggere e scrivere…mi offende sentire il “livello” intellettuale , il lessico , le idee da bar sport di una come la Gelmini ; mi offende l’idea stessa che una cosi’ possa essere diventata ministra in un Ministero chiave e questo PUR in considerazione del fatto che , data la particolarita’ e delicatezza di quel dicastero , TUTTI ne sono usciti con le ossa rotte …da Luigi Berlinguer alla indimenticata Franca Falcucci.
La difficolta’ di fare politica la si capisce pensando a “QUEL” Ministero ed e’ proprio per questo che giudico negativamente – e’ un eufemismo – aver messo lì una illustre sconosciuta che non ha chiaramente , SECONDO ME , le capacita’ di gestire un Ministero come quello.
Giungo a queste conclusioni per COME parla, per le banalita’ cosmiche che dice e naturalmente per le soluzioni che propone…proprio come quella dei bambini di colore o cinesi sballottati giornalmente da una parte all’altra della citta’ in bus che fanno tanto apartheid ; questa immagine , ritengo , non trovera’ mai una effettiva realizzazione e se ci proveranno quantomeno riesco benissimo ad immaginare i casini che ne deriveranno.
Quanto detto dalla Gelmini potrebbe essere esteso ad altri naturalmente…pensa , questo nel passato , un tizio come Castelli responsabile di un altro dicastero come la Giustizia…siamo proprio , per certi aspetti , un Paese discgraziato…c’e’ stato anche anche Mastella , con le sue truppe…ovviamente “mastellate”.
Ho la sensazione , e mi fa paura cio’ , che al posto della Gelmini io , tu o magari Annabel Lee che fa l’insegnante faremmo di meglio ; paura nel senso che avrei la pretesa di vedere in certi posti GENTE PREPARATA ; non il Carneade Gelmini lanciata in quel Ministero non si sa bene per quali meriti…la cosa che si sa di lei e’ che e’ andata a fare l’esame da procuratore in Terronialand , precisamente in quel di Catanzaro…va be’,dirai tu, li’ c’e’ stata mezza Italia ; per gli albergatori le sessioni di esame cola’ era un bel bisinissi per gli albergatori e ristoratrori.
Poi cosi’, tanto per farti benevolmente “incazzare” e riprendendo il detto di Giovan Battista Marino ” e’ del poeta il fin la meraviglia” ebbene si , …un milione meglio Romano Prodi che Sb , pur con tutti i Gradoli che vuoi.
Ciao Gianlu”, per caffe’ se po’ vède.
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13 gennaio 2010 alle 10:16
Patton magari anche i Nine Inch nails saranno robetta adolescenziale…
http://www.youtube.com/watch?v=NXplYfYKI6g
magari questa è più adatta al tuo sensibile udito…
http://www.youtube.com/watch?v=jDvIkqapC84
Patton la musica si evolve mica possiamo rimanere ancorati agli anni ‘70…Il cinema non si è fermato a Kubrick o Bergman…O peggio ancora a David W.Griffith..Piaccia o non piaccia.
Conservatore pure nell’arte?L’evoluzione porta a nuovi scenari….Per fortuna qualcosa si salva della musica odierna…Almeno io salvo qualche gruppo….Ps Patton cmq gli album dei Tool li ho tutti originali(altro che mp3)e di Live avendo 15 anni meno di te ne avrò visti una cinquantina…Adoro il blues,i classici come Mozart e Beethoven,la musica anni ‘70 e ‘80 ma la modernità non la rigetto a priori…Il jazz lo trovo un pò noioso…Mi piace ascoltare da Eddie lang ai Cure,da Mozart ai Tool,Charlie Parker e i Pink Floyd,adoro i Nine inch nails e i Clash,i Sex pistols e Bob Dylan,Joan Baez e Janis Joplin senza dimenticare i Joy Division o i Sonic Youth,sono cresciuto in piena ondata grunge e non rinnego i gruppi di Seattle.magari fossi vissuto neglia anni 70 ma che ce posso fà se la modernità è questa.Mi cibo di tutto….Tranne quella da discoteca e il rap(a parte i Beastie boys)Un saluto Patton e non stare sempre a sindacare i gusti altrui…
Ti saluto con na canzona che ti farà schifo…
http://www.youtube.com/watch?v=nkw0e0Jcn9A&feature=fvst
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