Esce il mio libro “Guzzanti vs Berlusconi”, Aliberti editore, modestamente un libro divertentissimo e del tutto diverso dagli altri: è un libro contro, ma non è un libro becero. A Silvio rimprovero di non aver saputo e voluto fare quel che aveva promesso, ciò che gli ha consentito di arraffare i voti di milioni di italiani affamati di libertà, quella vera. E poi gli ho dato la parola in diretta per 100 pagine. Leggete quel che lui racconta di se stesso. E quel che mi disse sua madre quando gli mollò un ceffone per quanto era arrogante e presuntuoso. Ecco il ritratto di un uomo che non sopporta critiche, Costituzioni, Parlamenti, partiti, opposizioni, dipendenti non-adoranti, e che prostituisce la donna italiana con ignobili messaggi mignottocratici. E poi, tutta la vera storia fra lui e il suo fidanzato Vladimir, il comitato dei signori dell’energia che si riunisce nelle dacie in combutta con Gheddafi. Insomma: tutto Silvio nel bene e nel male. Mai con odio, anzi con una vena di umana simpatia, ma senza sconti. Leggete una bella anteprima oggi su Dagospia.com.
16 dicembre 2009






















16 dicembre 2009 alle 11:28
Complimenti per il nuovo libro! Voglio avere presto il piacere di leggerlo, che bello.
ma lo trovo alla mondadori? ehehehheheh….
Sabato ci sarà a teatro Senatore? Un abbraccio. Sono molto felice di andare a vedere Corrado, ho proprio voglia di trovare qualcosa che mi faccia sorridere visto che ieri mi hanno annunciato che devo lasciare il lavoro.
Un abbraccio
GUZZ – COME E PERCHé DEVE LASCIARE IL LAVORO?
Grazie delle belle parole, ma sabato non ci sarò perché sarò già a casa in America per le feste.
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16 dicembre 2009 alle 11:38
mi hanno licenziata perché dovevano sacrificare qualcuno. evidentemente somiglio ad un agnello.
allora buon viaggio, che bello, anche io tra poco sarò in sicilia dalla mia famiglia per le feste!
GUZZ – BACINO E TANTI AUGURI, DI CUORE. E UN BACIO ALLA SICILIA (AVITA)
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16 dicembre 2009 alle 11:48
Appena posso me lo leggo.
E sarò a Milano nei prossimi giorni, così potrò aggiungerlo alla pila.
GUZZ – IO un altro libro non lo prendo. Ce ne ho già uno a casa.
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16 dicembre 2009 alle 17:26
Dia un ripasso al libro Guzzanti, non sia che le sia sfuggito qualcosa.
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16 dicembre 2009 alle 12:08
Su Dagospia ho letto alcuni passaggi del libro: non ho dubbio che sarà un successo editoriale.
Spero che sarà anche un successo politico: “La verità svelata dal tempo”
http://files.splinder.com/562f38c4bc4fd0dcf3f17574881b1c9d.jpeg
Speriamo che aiuti a diffondere anche “Il mio agente Sasha”.
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16 dicembre 2009 alle 12:17
L’angoscia delle scelte è il pedaggio che si deve pagare alla libertà.
La leggerò, senatore. Con l’autentica voglia di leggere, di cercare, di scrutare, di capire. Grazie.
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16 dicembre 2009 alle 12:47
Appena avrò qualche soldo lo comprerò, sono curioso di leggerlo.
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16 dicembre 2009 alle 12:56
Il mio libraio (Comunardi, a Torino) già ce l’ha!
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16 dicembre 2009 alle 13:12
Complimenti e auguri!
L’ho preso stamattina assieme a “stelle del cremlino” di Fabrizio Dragosei
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16 dicembre 2009 alle 13:33
L’ho trovato su ibs(nessuna pubblicità occulta)l’ho ordinato assieme al Il mio agente sasha…19 euro è il prezzo…Finalmente mi informerò sulla Mithrokin….
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16 dicembre 2009 alle 13:47
Prima che su degaspia c’era la stessa anteprima su Il Fatto di ieri (o l’altro ieri).
Ho cercato in libreria e ancora non era arrivato. Mi sono consolato con Il Mio Agente Sasha (risparmiandole, Guzz, una scomoda posizione sotto il mio albero). Faccia buon uso dei miei soldi.
Auguri.
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16 dicembre 2009 alle 13:57
Credo che lo regalerò ad alcune persone [spaiate, non un gruppo], non per far conoscere Berlusconi ma * [you].
Buon viaggio.
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16 dicembre 2009 alle 13:59
Comprato!
salutoni
roberto carnevale
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16 dicembre 2009 alle 14:02
Regalato ad un amico che “crede” ancora all’ “amico” di Putin.
Ah! Scontato che l’ho preso anche pre me!
Saluti, Direttore!
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16 dicembre 2009 alle 14:53
Lo comprerò quando e se mi risponderà sul forum o qui.
Ricatto? naaa, solo che mi sarei rotto i …. dei falsi appelli alla libertà e al pluralismo informativo.
Non riporto qui quanto ho scritto, a cosa servirebbe? solo ad occupare spazio inutilmente.
Buon viaggio
GUZZ – NON PARTECIPO AL FORUM, mi dispiace. Non ho tempo. Non per ora. Niente ricatti. Niente pressioni. Chi ha argomenti più forti supera chi ha argomenti più deboli.
Se vuole comperarsi il mio libro per farsi un piacere, ne sarò lieto.
Se è per fare un piacere a me, grazie, non ne ho bisogno.
Saluti.
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16 dicembre 2009 alle 15:39
Comprate 2 copie.
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16 dicembre 2009 alle 16:01
Ne ho letto alcune pagine e lo trovo godibile ma attenzione da oggi anche lei farà parte dei “mandanti morali”….si figuri se Cicchitto , Capezzone o qualche altro pitt-bull da combattimento gliela lascia passare liscia…..!
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16 dicembre 2009 alle 16:24
Ottimo regalo di Natale!
Davide Cembrano.
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16 dicembre 2009 alle 16:51
Ah Senatore dimenticavo.
..l’ho comprato sperando di trovare veramente anche quella vena di umana simpatia…Lei sa che io essendo ancora un sostenitore del Cav, non reggerei a 540 pagine di sole bastonate:-)
e comunque anche se fossero solo critiche e bastonate…. dopo il suo precedente post cosi’ chiaro e netto sui fatti di Domenica (che non ho commentato perche’ d’accordo al 1000 x 1000 e quindi per non farLe i soliti complimenti) Lei su Silvio ha il permesso di dire quello che vuole.
Roberto Carnevale
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16 dicembre 2009 alle 17:34
Caro Guzzanti,
complimenti per la sua nuova fatica, spero aiuti molti a capire meglio il personaggio in questione.
Marketingwise penso che esca però in un periodo sbagliato, il libro rischia di essere annoverato nel coro dei “terroristi” che criticano il Premier in un momento per lui così particolare. Io, comunque, lo acquisterò probabilmente dopo che il can can mediatico sarà finito, per le feste di Natale non voglio intossicarmi con la Berlusconeide, ho già in cantiere la rilettura del grande Rabelais in lingua originale tra un cappelleto in brodo ed un torrone artigianale des Pays Basques. Buone Feste anche a lei, over the ocean.
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17 dicembre 2009 alle 20:05
“il libro rischia di essere annoverato nel coro dei “terroristi” che criticano il Premier in un momento per lui così particolare.”
Ma tanto meglio, no?
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16 dicembre 2009 alle 18:13
Domani me ne vado a procurare tre copie, due per regalo e una per me.
Guzzanti prima di partire per gli Usa, mi fa sapere se poi le è arrivato quel pacco da me inviatole?
Grazie.
Saluti evribadi, sopratutto a mia moglie, con la quale mi giustifico dell’assenza per motivi di lavoro: la condizione lavorativa è gravissima, sto prendendo in analisi l’ipotesi di darmi alla carpenteria. In Italia non si può davvero lavorare, se va avanti così a breve dovrò chiudere la mia attività.
Baci sparsi.
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16 dicembre 2009 alle 19:51
Caro marito, non preoccuparti!
Carpentiere?! Si, decisamente!
Mi potrei unire anch’io nell’attività!
Un caro saluto
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16 dicembre 2009 alle 18:19
Realpolitik. A volte mi sembra che la sincronicità emerga con insolita evidenza.
David Brooks su The New York Times, in un bell’articolo, commenta il discorso di Oslo di Obama:
“i suoi discorsi di Oslo e West Point hanno il tono perfetto del senso dell’approccio liberal internazionalista. All’opposto dei democratici quando esprimono con forza i valori della laicità, i discorsi di Obama sono totalmente teologici. Ha parlato del “cuore della lotta della natura umana” tra male e bene.” Brooks cita Obama che cita Niebuhr: “rifiuto l’idea che nel mondo il male e la sofferenza siano predominanti. E dobbiamo essere umili e moderati quando ci conviciamo di poterli eliminare. Ma non dobbiamo farne una scusa per il cinismo e l’inazione.”
http://www.nytimes.com/2009/12/15/opinion/15brooks.html?_r=1
Brooks tiene molto a spiegare che quella di Obama non è realpolitik in senso canonico, piuttosto appare una politica della misura e sebbene Obama in questo mandato abbia commesso alcuni gravi errori, secondo Brooks la folosofia politica Obama è emersa in tutta la sua forza nel discorso di Oslo e pian piano si sta rivelando per la sinistra mondiale come una vera rivoluzione culturale.
Berlusconi, dopo l’aggressione, scrive dall’ospedale che “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.
Si fa simbolo della lotta del bene contro il male.
http://www.ilpopolodellaliberta.it/
Quindi Paolo annuncia l’uscita del suo libro e parla di “una personalità nella quale devo essersi rotte delle dighe”.
Berlusconi quando si siferisce alla Russia raramente spiega la nostra politica energetica come realpolitik, piuttosto parla di fiducia, parla di amicizia, parla di un Putin che non si sente amato dagli altri leader e che per questo agisce in modo aggressivo: secondo Berlusconi Putin reagisce emotivamente al contesto. Nel caso di Berlusconi quella che spesso dai commentatori è stata spiegata come realpolitik, di certo, almeno nella forma, non lo è, ma nemmeno si può definirla politica del bene contro il male come vorrebbe farci intendere Berlusconi, visto che al male Putin usa rispondere con il male e visto che anche Berlusconi in questo ultimo periodo ha scatenato i suoi pitbull della stampa per colpire l’opposizione con gli stessi mezzi. Come fosse un Putin ferito, umiliato, anche lui ha risposto al male con il male.
A volte, lo dico, sembra che quella che troppo spesso definiamo realpolitik sia invece una politica che si avvicina tanto al male quanto si convince dell’urgenza di perseguire il bene. Forse l’equivoco sta tutto nel non volersi concedere il tempo necessario per raggiungere gli obiettivi attraverso altre vie, strade più giuste ma quasi sempre più lunghe a percorresi del tempo concesso ad una vita.. è come se ottenere il merito dell’obiettivo raggiunto prima del trapasso velesse la pena di qualche violenza altrimenti non necessaria.
Forse è a questo punto che devono essersi rotte delle dighe, quando Berlusconi ha sentito avvicinarsi la fine del tempo concesso alla vita.
E mi viene in mente Tartaglia ed il suo gesto di “folle”.
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16 dicembre 2009 alle 19:02
Bel commento, Simona. Guzz, le ho risposto in privato ma non mi ha risposto. Chiedo il permesso di rientrare.
GUZZ – MY LORD, YOURS IS THE FLOOR.
BEHAVE.
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16 dicembre 2009 alle 19:41
Guzz, trovo questo blog uno dei luoghi di aggregazione più stimolanti dell’intera rete. E’ la prima cosa che guardo al mattino assieme alla fattoria di Farmville.
Mi onoro di farne parte, anche se talvolta mi capita di scrivere qualche battuta sopra le righe oppure mi capita di incazzarmi leggendo certe cose scritte da alcuni pierini. Mi impegno ad intervenire magari più raramente, ma con riflessioni perlomeno al livello di quanto mi concede il mio cervello di giornalista enogastronomico. Intanto attendo con ansia il corriere che mi porterà il libro (in due copie, perché una sarà un regalo di Natale) e anche quello su De Benedetti perché, pur ritenendomi uomo di sinistra, non ho idoli e conosco alcune delle porcherie dell’individuo, tipo la fornitura di macchine obsolete a prezzi astronomici alle Poste Italiane.
GUZZ . BASTA NON SVACCARE TROPPO. L’ingegnere rifilava fondi di magazzino al Quirinale, secondo Cossiga, ma riforniva i sovietici di ottima tecnologia, dicono gli americani.
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16 dicembre 2009 alle 20:13
Può essere. La Olivetti nei primi anni Ottanta sul piano tecnologico era al livello della IBM, anzi, forse superiore. l’M24 è stato un computer di riferimento. Al di là dei coinvolgimenti politici, sul piano industriale non si può non condannare l’Ing. per aver sperperato questo fantastico patrimonio che avrebbe potuto fare di Ivrea uno dei poli informatici più importanti del mondo. Ai tempi delle macchine per scrivere, cui ho partecipato vista la mia età non verdissima con la Lettera 22 ereditata da mio padre, la Olivetti era stata capace di rilevare il glorioso marchio USA Underwood. Tutto questo patrimonio tecnologico è andato in vacca. Nel suo libro approfondisca questo punto sul blocco dell’attività di ricerca e sul piazzamento di tecnologia obsoleta allo Stato a prezzi assurdi negli anni 80, mi raccomando. Le garantisco che è andata proprio così, a prescindere da Cossiga.
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16 dicembre 2009 alle 19:11
LA TELECOM “ADERISCE” AL “FRONTE UNITO”
Mentre maroni si incontra con napolitano per sottoporgli (?!) le restrizioni per internet e manifestazioni, registriamo con piacere la prima adesione di grido al “fronte unito” per la Repubblica (Italiana). Non e’ proprio un’adesione come si deve pero’… insomma va bene anche cosi’:
« Mentre si parla di una possibile stretta ai siti internet, l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, dice no a vincoli di tipo giuridico alla Rete, che sarebbero “una contraddizione in termini”. “Internet è il regno della libertà e non della costrizione – ha detto Bernabè nel corso del suo intervento ai ‘working capital camp’ a Milano – e costringere internet dentro un vincolo di tipo giuridico è una contraddizione in termini, significa non sapere che cosa è internet e quale è la sua evoluzione. Penso che sia una notizia – ha concluso – destinata a fare strada per pochissimo tempo”. » (da Affaritaliani)
All right. Per “pochissimo tempo”, si ma solo se ci muoviamo.
Le regole per aderire al “fronte unito”:
http://www.paologuzzanti.it/?p=1249#comment-107029
PARALLELI STORICI
http://www.paologuzzanti.it/?p=1249#comment-106855
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16 dicembre 2009 alle 22:06
Fandonie. Vuote fandonie che vediamo ripetere in continuazione da gente che ha avocato a sé la facoltà di decidere cosa è la rete o cosa non è, modellandola su una propria fantasia proibita, avanzando argomenti mitologici di fronte ad una esigenza reale di civiltà.
Io mi auguro che sia presto possibile potere ricorrere alla magistratura per far perseguire (è importante perseguire il reato, non è questione di “filtri” o di “censura”, e chi usa queste parole lo fa per imbrogliare) i reati di diffamazione, calunnia, minaccia, istigazione a delinquere e apologia di reato – e scusate se ne dimentico.
I possibili scenari di abuso dell’attuale situazione di quasi-impunità sono innumerevoli (dallo spostamento del consenso politico al FUD su larga scala, alle vendette personali) e devono essere limitati. Se qualcuno ha inteso il web come il salotto di casa propria è un suo problema. Il web è quello che è: un luogo, relativamente nuovo, dove si pubblicano documenti, ed è giusto che venga fatto con libertà e responsabilità.
Paralleli storici, ve li faccio io: vent’anni fa il web non esisteva e la stampa sottostava alle regole del codice civile e penale. Ognuno scriveva quello che gli pareva nei limiti della legge e non eravamo in dittatura.
Senatore, è graditissima la sua linea sull’argomento: da uomo che è politico, giornalista e utente di internet.
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16 dicembre 2009 alle 22:37
Senatore, dimenticavo che lei non ha il tempo di leggere tutti i messaggi per intero. L’ho chiamata in causa in coda a questo intervento.
Una prossima volta lo farò nella prima riga.
Auguri per il successo editoriale di questo nuovo libro (non mi ero accorto di essere su questo post). Ottima copertina, molto più “amichevole” dell’agente Sasha, che faceva molto dossier.
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17 dicembre 2009 alle 17:26
“Ricorrere alla magistratura”. Sì certo. Come no.
In Italia. Per vedere affogate le carte in un mare di carte tra richieste alla magistratura per perseguire immigrati clandestini e quant’altro.
Ricorrere alla magistratura, ok. E poi? And so what?
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17 dicembre 2009 alle 18:02
Se la macchina della giustizia è lenta non è un buon motivo per non affermare i principi (come non lo è per tagliare i processi).
Io mi accontento anche di un iter lungo e annacquato come quello delle cause che riguardano la stampa: l’importante è il principio, nonché la funzione di deterrenza che lei sembra trascurare.
Guzzanti ha querelato una serie di persone che non sto qui ad elencare, e non è né un “intimidatore” né un censore. Passano anni, lo so, ma la possibilità di avere giustizia deve essere garantita indipendentemente dai mezzi di comunicazione, perché una situazione da far-west – lo ripeto – si presta ad abusi.
Inoltre vorrei dire che a mio avviso ritenere il web una sorta di porto franco è una concezione retrograda (lo sottolineo perché già viene evocata la lotta per la modernità), da anni ‘90.
Basti vedere come è cambiato negli ultimi anni l’uso dei servizi e delle proprie identità virtuali (penso a OpenID da una parte e Facebook dall’altra) per capire che si sente l’esigenza di una struttura che superi il modello “cesso di autogrill”.
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17 dicembre 2009 alle 21:02
Una struttura nazionale per legiferare su Internet mondializzato?
L’importante è il principio? Sì, e per questo è primordiale l’applicazione.
Senza l’applicazione il principio, la legge, va a farsi friggere. Per non dire peggio.
18 dicembre 2009 alle 01:10
Zulawski, rispondo qui visto che la discussione è su due tronconi.
Internet è una realtà degli anni 90-2000. Bearsi dell’inadeguatezza, dell’obsolescenza dei codici per affermare che il semplice fatto che il web sia quel che è (la famosa “natura di internet”) costituisce una buona ragione per non toccarlo a me sembra un errore logico.
Quello che abbiamo davanti non è un “dover essere”, ma semplicemente la realtà contingente dei suoi primi decenni di vita.
Rispondo alle sue osservazioni, anche se in parte l’ho fatto sopra: l’effettiva applicazione, internet mondializzato.
Anche l’applicazione di altre leggi è zoppicante, ma l’affermazione del principio e l’effetto di deterrenza sono importanti, questo non può trascurarlo (ma forse questo separa ancora la destra e la sinistra).
Non capisco perché proprio sulla rete lo stato di diritto dovrebbe abdicare: la rete non è aliena rispetto alla società. E poi perché dobbiamo avere così scarsa fiducia sulla possibilità dell’applicazione? Le querele, le cause civili, ancorché lente, non fanno il loro percorso? Le vogliamo depennare perché intasano la giustizia?
Lei dirà “ma tu ne vuoi aggiungere di nuove”. E io le dirò “e c’hai anche ragione, ma mi pare che dobbiamo farlo”.
Non dobbiamo poi fare l’errore di calcolare le conseguenze di una misura, che è futura, in relazione ad uno scenario attuale. Con l’introduzione di regole studiate apposta avremmo certo una transizione “turbolenta” ma a regime (in senso controllistico, non parlo di quei regimi lì), le cose saranno diverse.
E’ un po’ come se io volessi abbassare il limite di velocità di dieci chilometri orari e qualcuno obiettasse: “ma come farai poi con le multe? Non vedi che vanno tutti più veloce?”.
Scusi l’esempio estremo, non la sto prendendo in giro… è che mi sembra che ci sia una rinuncia ad influire in bene sulla società tramite le regole. Io capisco che questo della rete non sia un problema prioritario, però dall’altra parte sembra che non si senta affatto il problema e che ogni ostacolo sia buono per rinunciare.
Se non si è d’accordo lo si dica.
Andiamo al problema della “mondialità” di Internet. In primo luogo chiariamo che a me interessa che il reato venga perseguito: di togliere la roba da internet non me ne frega niente. Quindi da questo punto di vista il problema dei server al polo nord e roba simile lascia un po’ il tempo che trova.
Ma il fatto centrale è un altro e si collega a quanto dicevo all’inizio. Lei sa che ho studiato queste cose (ingegneria informatica), e che ho venticinque anni: le dirò che vedere la legge infinocchiata da un fattore puramente tecnico come quello che vede l’utente scrivere da Voghera e il server ricevere e hostare in California mi pare una cosa ridicola.
Dove si è realizzato il reato e dove è perseguibile? Sulla tastiera di casa mia? Sul cavo trans-oceanico? Sul server che hosta dall’altra parte del mondo?
O, ancora, si realizza su tutti i client (di nuovo in Italia) che dopo visualizzano la pagina?
Io non credo sia giusto lasciare che la legislazione annaspi di fronte ad una realtà nuova.
Concludo dicendo che anche a me le leggi varate su onde emozionali non mi piacciono. Quel che io le dico però lo vado dicendo da parecchio tempo.
Un saluto
18 dicembre 2009 alle 12:06
Ok Buson,
affermato il principio occorre affermare l’applicazione. Ho scarsa fiducia sulle possibilità dell’applicazione perché appunto la giustizia in Italia non funziona a meraviglia soprattutto per quanto riguarda l’applicazione. Dunque le regole vanno studiate parallelamente alla possibilità di farle rispettare, altrimenti si hanno regole che non possono essere applicate.
Se lei vuole fare abbassare il limite di velocità di 10km/h deve anche pensare a come intrudurre la nuova regola e come farla rispettare. Il caso vuole poi che l’esempio da lei citato sia piuttosto comico visto che in Italia si parla di aumentare il limite a 150km/h sulle autostrade. Comico, vero?
I metodi per fare applicare le regole non sono solo repressivi, ma anche formativi. Education, education education, come diceva Guzzanti citando Blair. La Svezia -per esempio- in questo caso adotta un sistema che ha permesso di ridurre gli incidenti (più basso tasso mondiale).
Il diritto non è cosa solo tecnica, Buson. Infatti -visto che lo Stato di Diritto è formale- occorre interessarsi alla forma. Ovvero, il reato dev’essere perseguito ma conta anche il come. Il foro. Ciò che a lei appare ridicolo è fondamentale per quanto riguarda il diritto e il diritto internazionale. Ed è per questa ragione che le applicazioni delle leggi nazionali si scontra ad Internet.
Prenda la pirateria. La Francia cerca di adottare una legge: la Hadopi. I mezzi non mancano, gli interessi nemmeno. Stiamo parlando di cultura, di industria culturale di diritti d’autore. Grossi interessi dunque. La questione, il dibattito è legata all’applicazione. Come fare?
La legislazione annaspa appunto quando si parla di applicare e lei pone delle domande fondamentali alle quali è complicato trovare una risposta. Una risposta che non sia ideale o di principio, ma concreta ed applicabile.
Vede dunque che la diffamazione e l’ingiuria sono difficilmente perseguibili su internet. Ma prima di perseguire occorre un quadro formativo (education education education) e non solo il quadro repressivo.
La legge annaspa perché inadeguata e inadeguati sono i mezzi per applicarla.
18 dicembre 2009 alle 23:49
No, la legge non si può applicare perché la scala dove ha sede il reato è superiore, per numero, alla scala dove ha sede la legge. Esistono delle disposizioni che fanno norma generale, questa è una scala adeguata: ma quella norma non ha potere esecutivo e sanzionatorio, né forza, quindi significa che la norma deve essere:
/recepita/
//attuata//
ossia, la norma è una linea guida da declinare per ogni distretto.
L’internet quindi è costruito, come sappiamo e perché era necessario per i fini bellici delle multiplazione ubiqua che tutti sanno o possono andarsi a cercare nelle fonti, come un cloud sparpagliato su scala globale; mentre, la legge gli somiglia solo per il dominio di una ratio di Diritto Umano Unicum e Continuum, ma è sparpagliata in distretti [polis] non altrettanto connessi dell’internet.
L’adeguamento della scala internet [modello della sua struttura] con la scala della legge, risolve.
Poi, pensi correttamente ma non dici bene la differenza tra repressione e sanzione, quindi il punto dell’adeguamento è chi esegue, chi, non come applicare. Il problema dove è già sparito, secondo quanto ho scritto. Per velocizzare la soluzione al tuo problema, che esiste ed è vero, si dà potere di sanzione e forza di applicazione [coattiva] ad un ente che finora ha solo fatto analisi. La sanzione fa storia, giudicato, l’elevatore è un ente non necessariamente nuovo, è sufficiente che non sia oberato. Il W3C, diretto, niente /recepita/ dall’ordinamento, etc. Gli cambi anche la semantica, istantaneamente, e questo assorbe finanche dentro le coniugazioni semantiche delle normative, finora solo proposte e guida, le necessità della dura applicazione che tu dici: niente /il codice dovrebbe essere/ nel tal modo, ma [necessità assorbe formulazione in una norma indicativa, non ipotetica, imperativa, non suggerita, certa, non dubbiosa] /la norma è questa, la sanzione è quindi (*), l’esercizio di elevarla e farla forte è a titolo di (la guardia forestale? il W3C?)/.
Perché la cosa non si fa?
Lentezza, principio dell’equilibrio. Ma niente è in equilibrio, l’equilibrio è muto: nessun universo è in equilibrio, quel che sembra equilibrio è piuttosto iper. Gli enti attuali cercano costantemente l’equilibrio, quindi rallentano, perciò il progresso è di fatto e la formalizzazione è in ritardo. Tuttavia, l’hiperyon esprime assorbenza, quindi tutto sembra giusto e di Diritto. Invece la lentezza degli enti nell’erogare quel che dice Buson è reato d’omissione. Come pretendono, quindi, gli istituti di ottenere rispetto? Non lo ottengono, i nostri figli gliene sottraggono progressivamente.
Tutti gli istituti dovrebbero essere dislocati, tutti, in Antartide, questo per essere congrui alla scala d’ordine attuale. Avrebbe senso, congelativo: distrettuale – l’antartide è un unico blocco diviso in distretti politici; isolato, l’antartide non è connessa a internet, salvo passaggio del satellite; katabatico, sotto vento cieco; di ricerca, quindi di dubbio. Tutti gli attuali istituti, durante l’indibaruffa immaginaria – zulawski che ha esaurito le stringhe del mitra, i farmacisti che hanno esaurito le garze – dovrebbero essere migrati in antartide; le città liberate e risorta la politica nuova.
Lol.
j
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16 dicembre 2009 alle 22:21
Ah, dimenticavo. Vorrei ricollegarmi a quanto diceva il Direttore l’altro giorno…
Ecco, abbiamo già ricominciato. Già vedo scritto tra i commenti che Maroni propone di censurare internet tramite decreto.
Diamine, usiamo le parole per quello che significano. In primo luogo il decreto non è un decreto ma un ddl.
In secondo luogo, la parola censura che vi suona tanto evocativa, sta ad indicare un vaglio preventivo del materiale e quindi, nel caso della rete, un controllo sulla stessa.
Se io intendo introdurre la responsabilità per ciò che viene pubblicato in rete estendendo delle norme relative alla stampa non sto operando una censura.
Allo stesso modo sarebbe bello non dovere più sentire cose come “diventerà un cavallo di troia per inserire blablabla”, che costituisce l’errore logico così detto slippery slope. O, se preferite, è l’ennesima insinuazione.
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16 dicembre 2009 alle 22:51
E quindi, Buson? Centinaia di migliaia di funzionari pubblici addetti al controllo di tutto ciò che viene pubblicato?
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17 dicembre 2009 alle 13:46
Ma come si fa a non capire mai un tubo (scusa la frase)? Vi prego, ditemelo.
Se sopra è scritto l’esatto contrario!
Lei si sta riferendo a filtro, censura. Nessuno ha parlato di questo.
Io vorrei che, con mezzi adeguati, il semplice cittadino possa sporgere querela o denuncia, che un magistrato possa autorizzare una misura immediata e che infine possa valutare il reato.
L’Italia non è il far west. Faccio un esempio. Piero Ricca si è fatto la trafila giudiziaria per quel famoso insulto, fino alla Cassazione. Non l’aveva pubblicato su un giornale, non l’aveva pubblicato su un volantino; l’aveva solo urlato davanti a testimoni.
Poi è stato assolto. Questo è il grado di responsabilità al quale veniamo chiamati dallo Stato di Diritto.
Pensare che il web, dove si pubblicano documenti letti da migliaia e anche milioni di persone, diventi, per specifica volontà o per inadeguatezze della legge, qualcosa di più “aereo” delle parole dette al vento per strada secondo me è sbagliato.
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17 dicembre 2009 alle 17:23
Mettere in moto tutto questo iter giudiziario per un semplice “buffone” è ridicolo e costoso.
Lo Stato di Diritto richiede pure che si richieda giustizia in modo sensato.
Mi rendo conto che anche questo appare turco per molti.
Quanto ad Internet: il diritto applicato ad Internet? Ci si può ragionare.
Ma quanto proposto da Maroni è tipico della politica del fare (male e in fretta in reazione ad un affaire mediatico)
17 dicembre 2009 alle 18:11
Sono d’accordo con lei Zulawski, che non è il caso di mettere in moto la giustizia per un’ingiuria.
Ho preso questo esempio apposta per questo: per sottolineare che lo Stato di Diritto ad ogni modo garantisce la sua azione persino sull’ingiuria detta per strada. Figuriamoci allora se non deve farlo per un documento pubblicato e diffuso in mezzo mondo.
Lasciare marcire i codici nell’obsolescenza sarebbe una posizione pigra, e anche un po’ di comodo.
Maroni sottoporrà un ddl al dibattito parlamentare. Vediamo cosa ne esce fuori.
Non sono un esperto di diritto e quindi leggo e ascolto con attenzione tutti su pregi e difetti delle proposte pratiche.
Solo non voglio ascoltare la mitologia del web clandestino e carbonaro, intoccabile, che mi sembra non condivida neanche lei.
17 dicembre 2009 alle 21:00
Lo Stato di Diritto garantisce solo e quando è in grado di applicare. E perché lo Stato di Diritto possa essere applicato è richiesta la responsabilità del cittadino perché lo Stato di Diritto non sia intasato.
Garantire il principio ma non l’applicazione, non significa nulla. Fuffa. Aria fritta.
E mi pare -forse sbaglio- che la giustizia in Italia necessiti riforme perché il funzionamento (l’applicazione) possa essere garantito.
E se Maroni vuole far passare al penale anche Internet, con un bel ddl inapplicabile, allora, vabbè, rimane poco da fare.
E’ una questione di priorità e comprendo che ancora e di nuovo Berlusconi sia la priorità.
18 dicembre 2009 alle 12:30
Caro Zula,
grazie di nuovo per i tuoi interventi.
Una domanda: posso sperare che in qualche anno di frequentazione di questo blog, grazie a questo blog, grazie a Paolo, tu abbia cambiato alcune tue impolverate considerazioni riguardo l’Italia (che ami, si capisce), quelle considerazioni circa le quali abbiamo bisticciato anni fa?
18 dicembre 2009 alle 14:45
Cara Simona,
sicuramente lo stile è cambiato anche perché il personaggio è cambiato.
Le mie opinione si formano grazie alla lettura piuttosto. E dunque, visto che ho letto “Sasha” e altri documenti sulla Mitrokhin comincio ad avere un’opinione.
Quali mie impolverate considerazioni?
Quelle riguardo il giornalismo? Quelle non sono cambiate. Anzi.
Giornali e sopratutto tv mi sembrano arrivati ad uno stato deleterio. Su Schifani? Considero ancora oggi che le pulci debbano essere fatte alle cariche dello Stato e a chi occupa un posizione pubblica.
Riguardo Berlusconi? Nemmeno. Quando sono arrivato qui lo consideravo (e oggi ancora) un illiberale, paternalista, leader dallo spirito antidemocratico.
Direi che da quando sono arrivato qui è il blog che è cambiato. Guzzanti se n’è andato dal PdL sbattendo la porta. Obama è stato eletto. La mia posizione di principio rimane la stessa e trova fondamentali i seguenti punti: informazione di servizio pubblico come l’acqua potabile, accessibile, plurale, non sovvenzionata, di spirito anglosassone laburista (El Pais non è nato come un giornale di sinistra ma il gruppo Prisa è nato vicino allo spirito del Times), etica dell’informazione di servizio pubblico, Stato di Diritto che funzioni, laicità dello Stato. Di Pietro non mi piaceva e non mi piace, nemmeno Berlusconi. Penso che la Rai vada a rotoli, cooptazione e lotizzazione da destra e sinistra della tv debba essere debellata grazie ad un modello simile alla BBC. Non c’è un giornale italiano all’altezza di un paese democratico moderno. Merito, trasparenza, interesse comune, etica fanno acqua.
Da un punto di vista materiale l’Italia non funziona, nelle cose di tutti i giorni per quanto riguarda cose concrete che toccano la vita di tutti i giorni. Metro nelle città, stazioni, trasporti, acqua potabile, strutture. Insomma, un esempio su tutti. Non esiste un binario da Milano Centrale a Malpensa. Un mio chiodo fisso? No, il chiodo fisso degli investitori e di chi va a Milano per investire, lavorare. Non parliamo poi di ricerca e innovazione.
Ma non conosco abbastanza l’Italia per esprimermi. Probabile. Ma abbastanza per non volerci andare a vivere.
18 dicembre 2009 alle 17:10
Per vecchie “opinioni impolverate” sull’Italia mi riferisco a quello che mi è sembrato tu un tempo pensassi del nostro sistema giudiziario (per es. vedi “mani pulite”) e mi riferisco anche a Travaglio, che mi sembra di ricordare tu definivi comunque meritevole di spazio pubblico (cioè il sistema d’informazione pubblico, pagato dai contribuenti).
19 dicembre 2009 alle 00:10
Mani Pulite?
Lettura storica? O di principi? Io continuo a pensare che le linee di metro di Milano siano costate troppo al cittadino a causa della corruzione. E continuo a pensare che ciò -in un Paese che applica le leggi che approva- sia meritevole di essere appurato ed eventualemente perseguito.
Dicevo è una questione di priorità e purtroppo, anche in questo caso -Berlusconi e Maroni- questa è la priorità. Priorità definita -purtroppo- dal fatto ed alla reazione emozionale. Non si tratta di una riflessione su Internet a larga scala. Un po’ come il processo breve. Snellire le leggi, applicarle, cambiare questioni penali in multe amministrative? No, la priorità è il processo breve.
Travaglio? E’ meritevole perché co-fondatore di un giornale che vende copie e che non è sovvenzionato. Il problema è Guzzanti oscurato dalla tv, se vogliamo. Travaglio va combattutto a suon di fatti e di verità, di verità e di fatti.
Tv? La Rai è robaccia. Guzzanti lo ha querelato, staremo a vedere. Travaglio non è vangelo per me. Ma nemmeno il vangelo lo è vangelo.
Dunque osservo, ricavo opinioni.
19 dicembre 2009 alle 11:52
Beh, Zula, ho preso un granchio: ancora non hai cambiato idea.
E nemmeno io:
Mani Pulite = magistratura che esercita potere politico.
Travaglio e simili = non meritevoli di spazio (di tipo “celebrativo”) sul servizio pubblico d’informazione.
Facciamo una nuova verifica tra qualche anno, vediamo se qualcuno (io o tu) cambia idea.
19 dicembre 2009 alle 13:09
Mani Pulite uguale a, mi sembra un ragionamento riduttivo. E’ chiaro che l’effetto abbia avuto un effetto politico. E’ chiaro che possiamo fare una lettura storica. Eccome.
Ma se la magistratura riceve o ha informazioni a riguardo della corruzione e non agisce, esercita anche in quel caso un potere politico.
Ripeto: quanto è costato il metro ai cittadini di Milano? Troppo. (le statistiche esistono). Perché? La ragione è ovvia. Un paese che scopre che qualcuno ruba dalle casse pubbliche e che ha una magistratura che funziona, mette dentro il ladro.
Facciamo un esempio, il solito dilemma: esistono informazioni a riguardo di un grande carico di cocaina (diciamo 1000kg) che stanno per entrare nel porto. Magistratura e polizia sanno che fermando quel carico metteranno dentro alcuni membri del Cartello Uno. Chiaramente, e lo sanno, favoriranno il Cartello Due. Che fanno? Finta di niente? O arrestano comunque i membri del Cartello Uno?
19 dicembre 2009 alle 14:42
No, l’esempio è sbagliato.
Nel caso di Mani Pulite si aveva informazione di coca destinata sia al cartello 1 che al cartello 2, tuttavia si scelse, per opportunità politica, di processare solo uno dei due cartelli.
Giusti i processi e le condanne per chi importa coca, ci macherebbe, chiunque siano, anche fosse il Presidente della Repubblica, anche se qualcuno invocasse la ragion di Stato, ma la magistratura diventa un potere politico se sceglie di processare solo uno dei due destinatari, quello che è avversario politico (avversario della magistratura di sinistra) e sceglie di processarlo non quando ha la notizia di reato, ma quando giudica avviare l’inchiesta più opportuno politicamente.
19 dicembre 2009 alle 22:52
Ciò non significa che il processo al carrtello 1 sia completamente falso.
Processo al cartello 2? Fuori le prove. Il processo al cartello 2 è stato evitato? Idem.
Bibliografia? Allegare, grazie. Per queste cose, sono una buona forchetta.
20 dicembre 2009 alle 00:04
Dear Zula, ho mai scritto che il processo al cartello 1 fosse completamente falso.
Lo inventi tu.
Anzi, proprio più sopra ho scritto: avevano prove sia per il cartello 1 che per il 2.
Processo al cartello 2: hai ancora da leggere per esempio (uno tra poche decine: come mai così pochi?) “Corruzione ad alta velocità” di Imposimato.
Caro Zula, io in Italia ci vivo, in particolare sono nata e vivo in una regione tradizionalmente rossa… e, tanto per renderti la dimensione del problema, pur non avendo mai avuto a che fare per lavoro con la politica, davvero non ho bisogno di leggere uno o più saggi per non aver dubbio che, per esperienze vissute da quando sono adolescente, oltre al processo al cartello 1, anche il processo al cartello 2 si poteva/doveva fare e avrebbe portato gravi condanne a fioccare.
Insomma Zula, conosco molto bene il sistema Italia dell’epoca… ma è tutto ormai prescritto, tutto miracolosamente archiviato, che ne parliamo a fare.
Eh già, che parliamo a fare di equilibrio di Poteri nel sistema democratico proprio adesso che Berlusconi si metterà sotto tutela e la soluzione sembra andar benino a tutti… compreso lui.
P.S.= non so se si è capito, ma se la sinistra italiana non riscriverà con onestà il proprio passato il mio voto non lo avrà mai, anche, ma non solo, per ripicca. Io ci ho sofferto: vivere in una regione “che la facciamo sempre franca” ti rende molto poco indulgente verso le “ventate di nuovo” e i “ma lo sapevano tutti che all’epoca anche noi eravamo stracorrotti, che sarà mai, lo erano tutti…”.
No, non basta: perché cè gente che ne ha sofferto e vuole le scuse, scuse molto sentite, c’è gente che è stata picchiata o ha perso il lavoro, c’è gente che ha dovuto dire di avere convinzioni politiche diverse dalle sue per non perdere il lavoro, c’è gente alla quale hanno espropriato o comprato per due lire quello che aveva senza tante scuse perché non era allineata, c’è gente che ha dovuto recitare il copione per essere promossa ad un esame universitario, c’è gente che ha onestamente pagato le tasse per vedere il frutto del proprio lavoro sperperato in opere pubbliche fittizie.
No, non basta dire “si sapeva, è roba vecchia, archiviata, prescritta”. Io non dimentico.
GUZZ – CLAP CLAP CLAP.
STANDING OVATION !!
20 dicembre 2009 alle 05:14
Cara Simona,
non ho affermato che lei abbia scritto che il processo al cartello 1 fosse completamente falso.
Non ho inventato, ho ragionato ed affermato che “cio non significa che”.
Su Imposimato casca male. Di Imposimato, con “Doveva morire”, ho letto tutto. Il processo al cartello 2 si doveva/poteva fare? Probabile. Ma lei ha scritto che la magistratura ha scelto di non farlo. Però, vede, da lei che ha argomentato e documentato sempre le proprie affermazioni, mi sarei aspettato alcuni elementi, prove che argomentano fatti ed affermazioni.
Come dire, la tiritera dell “io in Italia ci vivo” la conosco perché conosco altre persone che vivono -come lei in Italia- e che affermano le stesse cose. Io in Italia non ci vivo, ma questo tipo di argomentazione la conosco. Che ne parliamo a fare? Perché ci interessa, perché possiamo parlare di ciò che ci pare.
Anche io ricordo il “così fan tutti”, ho un discreto data-base con articoli, ecc., tangenti e corruzione erano diffuse, non riguardavano soltanto i socialisti o democristiani. “Lo sapevano tutti che anche noi eravamo stracorrotti” ma col sapevano tutti non si argomenta un ragionamento. Ci vogliono fatti, documenti, prove.
La Mitrokhin non si è forse interessata ad un periodo prescritto? Che ne parliamo a fare? Che documentiamo a fare? Come lei -Simona- anche io sono convinto che il passato possa essere capito, compreso, chiarito, grazie a documenti, inchieste e via discorrendo.
Per queste ragioni, all’affermazione il processo al cartello 2 non è stato fatto, non è stato coscientemente fatto, i magistrati di Mani Pulite hanno scelto di non farlo io rispondo: “documenti please”. Perché mi interessa, perché voglio leggere elementi, fatti, documenti nuovi.
No, io non ho scritto “si sapeva, è roba vecchia, archiviata, prescritta”. Io ho scritto: fuori le prove, le carte, gli elementi. Si apra la ferita, facciamola sanguinare.
Dunque, Imposimato l’ho letto. Che altro c’è tra le poche decine?
C’è gente, c’è gente, c’è gente. Anche io ne conosco di gente così ed ho parlato con gente che mi ha raccontato tutto ciò.
20 dicembre 2009 alle 14:16
Beh Arturo, a me la logica dice che se io affermo che Marco e Luca sono entrambi paraplegici, ma Luca, nonostante le ripetute richieste di assistenza, non ha ricevuto una corrozzella dal servizio sanitario nazionale mentre Marco ne ha ottenuta subito una, e tu replichi che “ciò non significa che Marco non fosse paraplegico”, questa tua osservazione io non la considero un semplice ragionamento, ma una provocazione, perché che Marco è paraplegico lo ho chiarito in premessa.
Obietti che i miei argomenti sono vaghi e mi chiedi di documentare la convinzione che il pool di Milano scelse di proposito di evitare di approfondire le notizie di reato che riguardavano le parti politiche amiche.
, ma capisco che quando dici “si apra la ferita, la si faccia sanguinare”, hai ben ragione e credo di poter dire, visto che ho imparato un po’ a conoscerti, che non insisti su questo punto (le prove, i fatti) per partito preso.
Non esageriamo, non ho bisogno di lezioni di metodo così semplici
Tuttavia non ho ancora chiaro se per te è difficilmente comprensibile il fatto che un cittadino comune di una nazione democratica possa avere la certezza che certi eventi storici sono andati in un certo modo pur non avendo prove “carta canta” di quello che afferma.
Ti faccio quindi un nuovo esempio:
nella mia città c’è una delle comunità cinesi più numerose d’Italia.
Ora, tutti i miei concittadini, e dico tutti, nessuno escluso, sanno benissimo (non abbiamo problemi di omertà, basta chiedere) quali sono le centinaia di piccole e medie aziende di proprietà di cinesi dove si lavora fuori dagli orari consentiti, dove si importa merce non a norma (adesso “fanno dogana” prevalentamente in città), dove si producono griffe artefatte, dove si impiegano decine di operai a nero (non è vero che fanno lavorare i bambini). Tuttavia gli organi di polizia locale, da almeno 15 anni, intervengono solo un paio di volte l’anno su singoli casi e poi si fanno fare una bella foto sul giornale locale con la merce sequestrata come se si fosse trattato di una mega operazione di intelligence = stronzate.
Detto questo, se mi venisse a trovare un amico straniero e mi dicesse, beh, sì, è probabile che la situazione sia quella che tu mi descrivi, ma io ho solo visto le foto sul giornale dei due sequestri dello scorso anno, e, mi dispiace, ma mi devi dare le prove che la Polizia volutamente ha deciso di intervenire solo in quei casi per evitare che si pensi che sono impotenti rispetto a quella realtà, oppure che si pensi che hanno ricevuto dall’alto la direttiva di tollerare. A quell’amico risponderei che le prove non le ho, ma che, conoscendo molto bene la realtà in cui vivo, nemmeno ho bisogno di prove per sapere che se avvengono solo due sequestri l’anno questo è senza dubbio frutto di una scelta. E’ così perché i sequestri e gli accertamenti sulle aziende locali gestite da italiani (che evadono molto ma molto meno, che producono solo merce a norma, e impiegano quasi nessuno a nero) sono percentualmente di gran lunga superiori.
La versione “ufficiale” (indiscezioni non pubblicate sui giornali ma dette a voce dalla polizia/finanza a chi ha chiesto conto di questo comportamento) è che non si agisce contro le aziende che non si ritengono “solvibili”: meglio fare un accertamento su un’azienda che commette reati minimi ma che paga le multe piuttosto che farli con i grandi evasori che quando arrivi chiudono baracca e chi s’è visto s’è visto.
In questi casi, da qualunque punto di vista osservi i fatti, ti accorgi che le indagini sono sempre frutto di una scelta.
Lo posso porvare? NO. Ne sono certa? Sì.
C’è gente, c’è gente, c’è gente.
Sì Zula, c’è gente: tanta.
Tra questi ci sono anche io. Puoi credermi o no.
P.S. Altre due letture:
“Prodeide” ed. Il Fenicottero, di Antonio Selvatici
“Di Pietro – La storia vera”, ed. Mondadori, di Filippo Facci (un po’ raffazzonato, con salti logici, ma molto divertente ed è un compendio di fatti e citazioni molto importanti dell’epoca mani pulite).
21 dicembre 2009 alle 01:19
Cara Simona,
è utile ricordare che Marco comunque avesse bisogno di una carrozzella e che il fatto che Luca non ne abbia ricevuta una non impliqua il fatto che Marco non ne avesse diritto. Poi, effettivamente, viste le numerose richieste fatte da Luca, si discute. Se mancano le richieste, e non conoscendo Luca, basta forse una foto di Luca ?
Simona, né io né lei abitiamo in Georgia, né abbiamo avuto un ruolo attivo in Georgia negli ultimi 5-6 anni. Abbiamo testimonianze, documenti, articoli, esempi indizi di prova. Io ho letto praticamente tutti i link che lei ha proposto sull’invasione russa. Ho pure avuto la fortuna di parlare più volte e discutere –sulla base di documenti- di Georgia con attori che erano lì, sul terreno. Non mi hanno mai detto : « io c’ero e tu non sai nulla ». Anzi, mi è stato risposto che avevo cercato di studiare la questione, per quanto mi era possibile. Abbiamo confrontato, discusso, litigato.
Non mi risulta affatto incomprensibile comprendere l’esperienza altrui, e per questo ho rapporti e parlo, discuto e studio –come meglio posso- questioni che riguardano l’Italia.
Simona, lei vive forse in una zona dove nei laboratori cinesi si producono e riproducono prodotti dell’artigianato della pelletteria ? Borse, per esempio ?
Potremmo affermare che io abbia visto solo le due fotografie sui giornali. E vabbè. Oppure possiamo immaginare come la soffiata, e la pressionne effettuata per gli interventi siano sia anche un segnale : concorrenza esageratamente al ribasso sui prezzi, gioco sporco. Oppure possiamo immaginare come l’azione sia stata effettuata per salvaguardare l’immagine di polizia, eletti. Oppure possiamo dirci che una forma d’equilibrio è stata salvaguardata. Sono solo i cinesi a guadagnarci nella sua regione ? Oppure anche blasonate griffes ?
E dunque, tornando a Mani Pulite. C’erano le prove. Io non chiedo di provare una convinzione : richiedevo elementi, esempi, nomi, fatti, elementi da grattare. Prove. Argomentazione. Elementi di discussione. Non esageriamo, non si tratta di fare né dare lezioni di metodo. Si tratta di fatti, elementi, cifre, esempi, articoli, nomi, coincidenze. Elementi. Non si tratta di una Battaglia tra convinzioni, ma di discutere, portare a galla elementi di discussione. Le mie convinzioni polverose ? Io non vedo l’ora di convincermi su Mani Pulite grazie a nuovi elementi, altre prospettive, nuovi ragionamenti. Non mi intéressa avere ragione in questo campo, mi intéressa utilizzare la ragione e ragionare. E no, non ho visto le due foto sui giornali. Non ci sono solo due foto nella mia documentazione.
Il discorso di Craxi l’ho sentito, l’ho letto e riletto, ho visto le immagini. Così fan tutte. Ho pure letto e riletto le prime dichiarazioni del Bettino. E altra documentazione, altro materiale. Ho seguito e rispolverato le cronache giudiziarie. Va bene. Posso immaginare il tessuto. Ma all’affermazione, « c’erano le prove » io richiedo elementi. Come per la Georgia. Né più, né meno. Come per la Mitrokhin. Io credo a Bonini e D’Avanzo ? No. Non credo, ho visto. C’è un on the record. Uno.
C’erano le prove ma si scelse di non processare. Ok. Già sentito e risentito. Dov’erano le altre procure ? Quali avrebbero pututo agire ? Su quali elementi ? Possibile, non si siano mosse altre procure, altri magistrati ? Su quali elementi ? L’elemento « lo sapevano tutti ? ». L’io lo so ma non ho le prove ?
Possiamo avere la certezza che eventi storici siano andati in un modo. Posssiamo avere la certezza che la nostra curiosità e la nostra sete di sapere ci porteranno a studiare eventi storici, comparare, cercare, grattare anche se quegli eventi storici non li abbiamo vissuti direttamente. Ed inutile che io ora cominci a fare esempi.
Ho letto praticamente tutti gli articoli di Facci su Di Pietro, il libro di Facci su Di Pietro, le cronache giudiziarie su Di Pietro. E su Mani Pulite ho letto articoli di Facci e non. Aggiungo che Di Pietro non lo voterei mai. Ma questo non è un argomento, il voto personale di una persona non è un argomento. Ancora di meno il mio
Dunque c’è gente, c’è gente. Ma non credo. Ascolto, analizzo, mi documento, apprendo. Infatti oggi lunedì verificherò se « Prodeide » finirà nella pila con il libro di Guzzanti vs. Berlusconi.
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16 dicembre 2009 alle 20:44
Sono sicuro che Guzzanti vs Berlusconi sarà un successo editoriale e spero faccia da traino a Il mio Agente Sasha. Lo spero per i tantissimi liberali che si nascondono e i tantissimi non liberali che si palesano.
Un abbraccio, onorevole.
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16 dicembre 2009 alle 21:40
Sara’ il regalo di natale per mio marito, anche se in fondo è un regalo anche per me!!!!
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16 dicembre 2009 alle 23:08
Gentile Guzzanti,
prima che lei torni negli States, vorrei assicurarmi che le è arrivato il pacco da me inviatole…
guzz – ahime’, no, NON è ARRIVato. Mi spiace.
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17 dicembre 2009 alle 01:10
Caro On. Guzzanti, in questi giorni di tv inondata da un fenomeno quasi religioso, nato da un gesto becero e doppiamente stupido e criminale, mi sono chiesto: è che mai non ve l’aspettavate? Perché agli Italiani piace così tanto uscire dalla “legge” che rende un paese civile, regolando più possibile le inevitabili conflittualità che infestano il genere umano? Un uomo, che umanamente mi ha fatto tantissima compassione, ma che ha avuto sempre disprezzo per i cittadini che non la pensano come lui facendolo in diretta televisiva, disprezzando e tentando di demolire ciò che rende un paese democratico e civile… che prediligie, secondo la mia più profonda convinzione, l’arnarchia alla libertà, e giocando con gli elettori sui due fili, sapendo di sollecitare le più basse scaltrezze tipiche degli italiani… e giocando a fare il cattivo persino con gli oppositori della domenica che magari sono pure contenti del gesto efferato, essendo molto simili agli altri… Ecco uno come lui, un esamino di coscienza, post pronta e ottima guarigione, non se lo dovrebbe fare? A cosa serve lo stato e la legalità che lui tanto disprezza se non ad evitare che il paese degeneri nel caos e nella violenza? Cosa pensa di fare calpestando le coscienze quotidianamente e lasciando che giustizia non sia mai fatta e che anzi chi ha evaso continui ad evadere, il fesso che paga le tasse… cominci a non pagarle se può…
Fino a qualche giorno fa inneggiava alla guerra civile, e governava con elementi che: volevano bruciare il tricolore, in un altro momento erano pronti a mettere in spalla i fucili e dichiarazioni del genere, gravissime anche se per fortuna poco attendibili…. ed adesso i terroristi sarebbero gli altri che ogni giorno gli ricordano le innumerevoli, per usare un eufemismo, ombre del suo passato, della sua ricattabilità e del suo presente?
Ho paura che se per motivi elettorali lui parlava di modello americano, ci stiamo spostando da già tantissimo tempo, verso il modello putiniano come le tante volte ricorda. E continuo a pensare che i media, non a caso non li molla nemmeno per caso anzi li controlla sempre di più, abbiano influito tantissimo nella formazione del consenso che avrebbe fatto la differenza e anche importante nelle tornare elettorali e nel ricambio che ci sarebbe potuto essere nel centro destra, come avviene nei paesi ancora democratici.
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17 dicembre 2009 alle 02:03
Ho controllato in qualche libreria,
il libro è disponibile nelle librerie grandi, come la Mondadori, ma anche in quelle piccole e “indipendenti”
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17 dicembre 2009 alle 09:30
Caro Onorevole,
non ho ancora letto il libro. Azzardo quindi una recensione in due parole, per le anticipazioni che leggo e per la conoscenza dell’autore che mi deriva dalla frequentazione di questo blog.
Potrebbe essere definito come una “guida all’antiberlusconismo intelligente”?
Se così fosse svolgerebbe un grande ruolo di pubblica utilità…forse più di una nuova autostrada, di una nuova linea di alta velocità, del ponte sullo stretto!
GUZZ -CREDO DI SI’. E anche onesto, che non guasta. Grazie.
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17 dicembre 2009 alle 17:20
Mai recensire senza aver letto.
Mai.
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17 dicembre 2009 alle 10:01
Chiedo scusa se ancora torno su quest’argomento dal sito di antefatto trovo questo :”La Redazione de il Fatto Quotidiano è lieta di invitarvi alla presentazione del DVD Paolo Borsellino, l’Intervista Nascosta, il filmato integrale mai trasmesso in tv. La presentazione avrà luogo mercoledì 16 dicembre alle ore 21.15 a Palermo presso il cinema Rouge et Noir (Piazza Verdi). Partecipano Antonio Padellaro, Marco Travaglio e Sandra Amurri.
Sarà possibile seguire la presentazione in diretta streaming su Antefatto.it in collaborazione con 19luglio1992.com.
Il DVD sarà distribuito nelle edicole in allegato a “il Fatto Quotidiano” a partire da venerdì 18 dicembre.” Possibile se quell’intervista è falsa nessuno interviene nessuno manda un messaggio niente di niente?????
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17 dicembre 2009 alle 10:13
Fingolfin, qui la “spiegazione” http://ilgiornalieri.blogspot.com/2009/12/borsellino-le-verita-nascoste.html
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17 dicembre 2009 alle 10:19
Interessante articolo dal Giornale di oggi, lo riporto integralmente perchè merita:
“Il nuovo frutto dei cattivi maestri
di Alessandro Sallusti
Il Comitato di liberazione nazionale, riesumato dall’asse Casini-Bersani-Di Pietro per abbattere il governo Berlusconi, ha un nuovo socio. Dopo Massimo Tartaglia, il mattacchione che ha preso alla lettera l’invito dei nuovi partigiani, si sono infatti arruolati tra i resistenti anche i componenti della «Federazione anarchica informale» che l’altra notte hanno messo una bomba di due chili all’interno dell’Università Bocconi a Milano. L’attentato è fallito solo per un problema tecnico: è esploso il detonatore, non il tritolo contenuto in un tubo di ferro.
Il passo dalla statuetta all’esplosivo è stato più veloce del previsto. Ora si dirà che questi signori hanno compiuto un atto deprecabile, che sono cani sciolti e che qualcuno di loro è stato in cura da uno psichiatra, che le responsabilità vanno equamente divise tra maggioranza e opposizione. Si tacerà sul fatto che gli autori dell’attentato sono fans di Santoro e di Travaglio e che quest’ultimo li ha confortati e forse incoraggiati sostenendo che è giusto odiare e augurarsi la morte fisica degli avversari politici (in questo caso anche di classe, cioè i bocconiani, in maggioranza figli della borghesia berlusconiana). E si dirà che bisogna misurare i toni, perché altrimenti gli animi si scaldano.
La violenza in piazza, ora quella in università: sembra la replica di un film già visto negli anni Settanta che poi degenerò perché la politica tardò a dare risposte chiare, perché ci fu qualcuno che sosteneva di non essere «né con lo Stato né con le Brigate rosse», altri che minimizzavano addossando la responsabilità ai «compagni che sbagliano».
Il distinguo tra le parole e i fatti è l’alibi costante dei mestatori. Non è così, è ovvio che se qualcuno, Di Pietro, fa l’equazione Berlusconi uguale a Mussolini, prima o poi accade piazzale Loreto. Che se altri, Casini e Bersani, evocano la resistenza, c’è chi scende dalle montagne a mettere bombe. No, in un momento come questo è troppo comodo dire «né con Berlusconi né con Di Pietro». I moderati devono scegliere. Chi sta con Di Pietro offre una copertura politica alla campagna d’odio e alle sue conseguenze pratiche. E siccome il Parlamento non è la Scala, dove l’importante sono i toni, ma il luogo delle decisioni che riguardano il Paese, occorre che Casini, Bersani e Fini scelgano in fretta, possibilmente subito, da che parte stare, non a parole ma con fatti consequenziali.
Che significa decidere e annunciare che con i Di Pietro d’Italia non sono possibili accordi e alleanze né oggi né mai. Significa prendere le distanze da chiunque prosegua nel linciaggio mediatico del premier e della sua maggioranza, vuol dire riconoscere la legittimità piena del governo Berlusconi e sedersi con lui a un tavolo per discutere e varare le riforme, compresa quella costituzionale, senza le quali non è possibile riportare ordine e serenità. Ieri sera il Pdl ha fatto la prima mossa offrendo a Udc e Pd un patto per un nuovo clima. Se non ci saranno risposte positive resteranno solo le parole, inframmezzate da qualche scoppio. ”
In politica l’importante è cogliere la palla al balza e direi che il centrodestra ci sta riuscendo molto bene.
Certo che la comparsa della “Federazione anarchica informale” puzza un po’ di giochetto grezzo ma di questi tempi non si va tanto per il sottile. L’importante è il risultato.
Interessante intanto è notare che anche Casini è finito fra gli estremisti.
Si alza l’asticella, signori, chi salta è nel partito dell’amore e avrà la benedizione di Don Verzè gli altri solo odio, invidia e carbone per Natale.
Saluti.
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17 dicembre 2009 alle 13:51
p.s. Complimenti e auguri per il libro! E anche per il blog!
GUZZ – TRIPLO GRAZIE !!
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17 dicembre 2009 alle 15:47
Ho letto questo articolo e ho fatto un sogno:
“Due mani. Strette. Brucia la pelle del collo; l’aria mozzata in gola. Poi due occhi, pieni di passione. Guardano l’uomo sotto di essi, morire in quell’ abbraccio d’”amore”.La voce, lancia: “ti amo, ti amo, ti amo, ti amo” mentre l’altro, soffoca, piano.”
Sallusti fa brutti effetti?
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17 dicembre 2009 alle 11:06
Vede “Buson”,
Lei se la prende troppo. Il mondo e’ cattivo, ma lei se la prende troppo.
Ricorda Occhetto e la “giosa macchina da guerra”?
Arriva il giorno dell’incoronazione e invece “flop” totale.
Tutti a dire che il B. aveva vinto perche’ la “gente” aveva avuto paura dei comunisti tanto che alla fine se ne convinse anche lui, e da allora lo ripete sempre, nella speranza che funzioni ancora.
Invece non c’ha capito niente, manco lui.
La “gente” non lo voto’, l’Occhetto, non perche’ pensava che fosse comunista;
non ci credeva neppure prima della svolta, figuriamoci dopo.
Non lo voto’ perche’ si presento’ al “debate” tutto vestito di marrone.
Lui parlava di gioia, ma senza l’ombra di un sorriso, tutto incartato di marrone.
La “gente” ha pensato quel che doveva pensare e tutto e’ finito in pochi minuti.
Lei e’ triste Buson. Come la capisco.
Si e’ costruito il suo castelletto di carte, faticosamente, una alla volta, e ‘pfiuh’, una ventata, anzi una ventatina, e casca tutto.
Ora ha il broncio. Non se la prenda.
Si riveda “Via col vento” … domani e’ un altro giorno.
Perche’ e’ crollato il suo castelleto di carte, “Buson”?
Moh! glielo spiego.
Vede persino G. A. Stella, quello del Corriere e della Casta, c’era cascato.
E s’era fatto il suo editoriale su internet, blablabla… blablabla, insomma non proprio a favore.
Poi per iniziativa di una tizio qualunque sul sito di Guzzanti (LUI non c’entra, ma assiste muto per vedere come va a finire) avviene il lancio ufficiale del “Fronte unito” per la Salvezza della Repubblica (Italiana, meglio specificare) e il giorno dopo Severgnini, sempre sul Corriere, svolta a U. Internet, ok, ci mancherebbe, ecc..
Maroni allora si fa prendere da qualche dubbio (si consulta con le opposizioni?!, ho letto cosi’, io non c’ero) e dice che forse non e’ il caso, vedremo, ecc.
Per il povero “Buson”, che stava allestendo l’ultimo PIANO, arriva improvvisa la ventata che sparpaglia in giro tutto il castelletto. E a ragione perche’ una TV fa un sondaggio in diretta, chiede “vuoi o no il controllo della rete?”: risultato 97% contro, 3% a favore.
Non e’ che per caso a favore ha votato solo Lei e dintorni?
Oddio forse esagero, forse non e’ andata del tutto come credo, o spero (tutto merito del “Fronte”, ecc.), pero’ provi a smentirmi se ci riesce.
Vede quelli che sono a favore del controllo della rete vestono di marrone.
Sono perdenti. E hanno perso. Dèbacle totale: 3% .
Ora scoppia qualche petardo, ma non ci facciamo impressionare.
Sapremo come affrontarli, a muso duro, non si facciano illusioni.
Siamo repubblicani totali e vaccinati, qualunque cosa succeda sapremo dove cercare.
Ma ha letto che cosa dice Severgnini «Lanciarsi contro Internet perché qualcuno scaglia un souvenir appuntito al presidente del Consiglio appare bizzarro».
“Bizzarro”, lo sa, si, che e’ tutt’altro che un complimento?
Ma Severgnini e’ stato troppo diplomatico: avrebbe dovuto dire
«”Questi” invece di sgombrare il campo perche’ non sono neppure capaci di proteggere un premier dal primo che passa e gli scaglia contro un souvenir appuntito, si lanciano contro Internet, il che’ appare quantomeno bizzarro».
Si riveda “Via col vento” … domani e’ un altro giorno.
LPF
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17 dicembre 2009 alle 14:16
Senta LPF, sorvolo su tutte le sue fantasticherie insultanti. Ai tempi della “macchina da guerra” io avevo dieci anni e della politica non me ne fregava assolutamente niente.
Io ho venticinque anni oggi, uso la rete per informarmi e per studiare, e ho un percorso di studi nell’ambito dell’informatica. Tutto la sua esegesi non può che apparirmi grottesca.
La invito a non andare sul personale, da ora in avanti.
Veniamo alle idee. A me dei sondaggi non me ne strafrega nulla, e di questo in particolare non ero nemmeno al corrente. Certo è che se, in maniera truffaldina, si continua a parlare di “controllo della rete” la gente è orientata a rispondere in un certo modo.
Non ci si stupisce: il giornalismo italiano è questo.
Stella non l’ho letto.
Severgnini l’ho letto invece ieri, e proprio perché l’ho letto le riporto l’intera risposta a quella lettera su Italians
Oggi, sempre Severgnini scrive (che caso, quello che ho detto prima io)
L’intero articolo è qui http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-12-17/02.spm
Quindi, rinnovandole l’invito a non andare sul personale, non barare, non tirare per la giacchetta questo o quell’altro giornalista, le dico: io non so se il ddl raggiungerà una forma che mi soddisfi. Ancora non sappiamo bene.
Le intenzioni secondo me sono giuste ma, soprattutto, (e qui può sovrapporre la mia posizione a quella di Severgnini) l’esigenza è reale. Rigetto fortemente l’idea che le cose debbano rimanere così come sono.
Lo scenario attuale si presa ad abusi, che già sono sotto i nostri occhi. Se qualcuno non li vuole vedere perché vuole giocare alla carboneria io non lo seguo, fosse anche tutto il paese.
Fine dell’intervento.
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18 dicembre 2009 alle 12:40
Caro Buson Messina sono assolutamente d’accordo con lei che dei sondaggi dobbiamo fregarcene. Se si chiede agli Italiani cosa ricorda della commissione Mitrokin al 97% risponderanno una bufala.
Non è certo dai sondaggi che si possono capire le cose. Il discorso è molto interessante e probabilmente complicato da affrontare. Cos’è internet? di sicuro un grande mezzo di comunicazione.
Ha una grande prerogativa e un mezzo dove si puo’ interagire dinamicamente a differenza di un giornale o di qualsiasi cosa che avviene con la carta stampata. Per cercare di capire meglio di cosa parliamo proviamo a fare la cosa più semplice analizziamo il funzionamento di internet.
In pratica questa invenzione porta ad avere un cielo infinito dove ogni persona privata o società può richiedere di potervi accedere con uno spazio personale, all’interno di questo spazio poi crea e modella il suo prodotto. L’acquisto di uno spazio richiesto al server, in seguito può servire per tutto, siti personali, siti societari, piazze virtuali, spazi come youtube aperti per la distribuzione di qualsiasi filmato, negozi on line, di tutto di più.
Una tecnologia che permette a qualsiasi cittadino del mondo di comprare per pochi soldi uno spazio e farci quello che gli pare.
Secondo me spiegare questa tecnologia come ha fatto Severgnini è sbagliato in quanto è IMPOSSIBILE POTER FOTOGRAFARE TALE CASINO CON LUOGHI COMUNI. Internete è internet un qualcosa di unico, è un mondo non materiale ma virtuale. E come se lei mi dicesse cosa è il mondo, e che certe cose nel mondo non vanno bene e che bisogna evitare che succedano cose brutte quindi … BISOGNA LEGGIFERARE.
Giustissimo, ed infatti delle leggi ci sono, ed anche riguardo internet esistono caro Buson!! Le risulta che se su internet si trovano trafficanti di droga QUESTI NON VENGONO DENUNCIATI?
Ed è così per tanti altri reati, c’è proprio una polizia apposita che lavora su questi filoni e non cerca solo nei siti accessibili a tutti, ma sopratutto nei siti clandestini più difficili da scovare. Sulle eventuali diffamazioni ed altri reati simili, argomento trattato da lei ed in questi post dove abbiamo avuto molte risposte, le leggi GIA’ ESISTONO!!
http://www.infogiur.com/giurisprudenza/diffamazione_internet.asp
Lei dice che nuovi leggi servirebbero per regolamentare e levare la tanta spazzatura in rete, in pratica è come se volesse eliminare la spazzatura nel mondo, le sembra possibile? Tra l’altro tra mondo reale e mondo virtuale (internet) c’è un altra grande differenza che rende impossibile quello che scrive lei, su internet è tutto trasversale, se per esempio un Italliano residente in Colombia scrive che lei Buson è uno stupratore seriale e lei lo denuncia cosa succede? Apre un contenzioso per diffamazione Italia/Colombia?
Penso sia semplice capire che non si possa assolutamente leggiferare SERIAMENTE su questo tema. C’è un solo modo per bloccare la rete ma anche qui PARZIALMENTE. Far chiudere direttamente tutti i luoghi dove avvengono diffamazioni ed altro facendone rispondere il proprietario dello spazio. Spesso il proprietario dello spazio sarebbe irreperibile o cmq impossibile da condannare visto che tutti acquisterebbero spazi all’estero, MA L’UNICO RISULTATO ACCETTABILE SAREBBE CHE IL SITO SAREBBE OSCURATO. In pratica come fa la Cina.
Tra l’altro la complicatezza della norma che deve poi rapportarsi alle norme di altri paesei e testimoniato dall mondo delle scommesse on line in Italia. Il ns paese ha deciso di fare dei bandi di concorso e chi non si aggiudicava la licenza PER LEGGE NON POTEVA ESSERE ON LINE. In realtà in Italia ci sono centinaia di siti stranieri che nonostante non hanno la licenza esercitano liberamente, vengono oscurati, e loro cambiano indirizzi da anni.
Addirittura alcuni hanno anche delle sedi fisiche nel ns paese e vengono chiusi e riaperti perchè le leggi internazionali permettono questo, cassazione che si è espressa più volte e diatribe che vanno avanti da quasi 10 anni con sentenze controverse. Questo Buson per farle capire la delicatezza della materia e che i fatti passati e presenti ci insegnano che questa tecnologia è impopssibile da domare, due sole soluzioni: oscuramento o libertà.
Sono solo queste le soluzioni Buson non ne esistono altre, Cina o internet senza censura con le leggi di oggi che esistono, vuole diventare come la cina?
Gianluca
P.S. Le sta parlando persona che poi s’incazza come una bestia quando vede personaggi ambigui che approfittano della clandestinità per sparare volgarità ed offese on line.
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18 dicembre 2009 alle 13:42
Io metterei da parte i casi marginali (l’italiano in Colombia, che costituisce un problema anche se diffama su un giornale) e casi in cui il reato non risieda nell’espressione (quello del traffico di droga non mi sembra molto inerente).
Ho letto con attenzione il suo messaggio e anche il documento linkato. Non sono d’accordo su alcune sue affermazioni che trovo troppo perentorie: secondo me si può legiferare seriamente riguardo internet, secondo me l’alternativa non è la Cina, secondo me internet non è l’iper-uranio né il bar ma un mezzo di pubblicazione di documenti.
E poi, proprio facendo riferimento alla pagina linkata: ma non vede la difficoltà quasi comica della giurisprudenza nel ricondurre la realtà del web a codici pensati per la stampa o le assemblee pubbliche? Le piace vedere provider responsabilizzati al pari di direttori di giornali? O amministratori rispondere per il contenuto inserito da utenti?
Alcuni dei frammenti citati sono anche contraddittori. Davvero dobbiamo lasciare che su un argomento del genere decida un singolo giudice o la Cassazione?
Secondo sarebbe ora di concepire regole, anche a maglie larghissime (anche delle semplici diffide), ma pensate in modo specifico. E poi tutto è perfettibile… come si fa a pensare che l’ideale sia affrontare la realtà del 2009 con la legge del secolo scorso?
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18 dicembre 2009 alle 17:35
Caro Buson non comprende forse che leggiferare su un mondo trasversale, accessibile a tutti (tranne che nei paesi dove c’è una forte censura) da parte di qualsiasi cittadino del mondo apre scenari molto complessi e difficile da risolvere come spiega lei. Ma stiamo confrontandoci su un problema CHE NON ESISTE E LEI E’ CONVINTO CI SIA, PROBABILMENTE CONDIZIONATO DAI MEDIA.
Io gli ho riportato delle sentenze di cassazione ma fare reati, che sia su internet o per strada, ringraziando il cielo, la ns giuridisdizione già lo prevede. QUINDI NON CAPISCO PERCHE’ LEI CONTINUA A PARLARE DI LEGGIFERARE. Cosa può succedere su internet?
Si diffama? Si utilizza per commerci illeciti? Tutto già previsto:
http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20091218&ediz=20_CITTA&npag=9&file=PARCHIAVE_243.xml&type=STANDARD
per non parlare dei reati più gravi sempre perseguiti:
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/pedofilia/pedo-online/pedo-online.html
Internet anche se virtuale è un mondo reale e va affronatto con le leggi nel mondo reale. In Italia la diffamazione è punita? Che si faccia denuncia. Perchè nuove leggi? Non so se già è stato pubblicato qualcosa ma penso che il proggetto di legge da lei auspicato andrà nella direzione della proposta presentata dalla Carlucci:
http://blog.webnews.it/06/03/2009/ecco-il-disegno-di-legge-firmato-da-gabriella-carlucci/
Proposta fatta assolutamente da persona che non sa assolutamente cosa sia internet. Si parla di vietare introduzioni di contenuti ed altro in forma anonima NON SAPENDO CHE SE SI VUOL PERSEGUIRE OGNUNO QUANDO SCRIVE LO STESSO LASCIA LA SUA FIRMA.
Ogni cosa che si scrive permette di risalire al computer da dove è partito il messaggio. In Italia per esempio è stata fatta una legge che obbliga gli internet point a prendere il documento a chi vuole connettersi. Legge che crea GIà ORA ed in futuro grandi problemi a chi vuole utilizzare le reti wireless.
Probabilmente lei segue la corrente di coloro che le dicono, CONVINCENDOLA, che questo mezzo, economico e facilmente accessibile a tutti E’ PERICOLOSO. Nonostante come le ho scritto anche nel precedente post, anche io non ho particolare simpatia per chi insulta, ma allo stesso tempo questi lacciuoli MI SEMBRANO GRAVI LIMITAZIONE DELLE LIBERTA’.
Chiudo chiedendole, lei è veramente convinto che sia internet ad inasprire lo scontro ed ad acuire le tensioni in Italia? Quando internet non esisteva e negli anni 70 in Italia rossi e neri si ammazzavano per strada, giornalisti, magistrati venivano fatti fuori, non le sembrava ci fosse un clima un po più caldo di oggi?
Ed ancora …..
è più grave che i media Italiani su argomenti scottanti facciano disinformazione, ATTO GRAVISSIMO secondo me, visto che TV e giornali esistono per informare COMUNICANDO AGLI ITALIANI NEWS FALSE (vedi l’esempio più eclatante, la commissione Mitrokin) o è più grave se Eruz ci scrive delle sue problematiche mentali riguardo Gordiesky? O ci accusa di essere brutti e cattivi e magari come succede in altri blog volano pure delle parolacce? Sono qesti i problemi in Italia?
Messina io rispetto moltissimo il suo punto di vista ma le chiedo di pensare bene a tutto quello che le ho scritto, poi sarò felice di sentire cosa pensa.
Gianluca
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17 dicembre 2009 alle 14:37
La “gente” non lo voto’, l’Occhetto, [...] perche’ si presento’ al “debate” tutto vestito di marrone.
Minchiate da would-be spin doctor con doppio cognome e tripla puzza sotto il naso.
Se vuole un retroscena davvero interessante, legga G. vs B., alla voce Rossignolo.
E impari.
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17 dicembre 2009 alle 17:44
Vede “Buson”, lei ora si e’ aperto, e sappiamo perche’ dice certe cose, perche’ e’ giovane.
Invece Patton perche’ le dira’ visto che piu’ giovane non e’?
LPF
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17 dicembre 2009 alle 19:20
LPF, l’avevo invitata a non scendere sul personale.
Io le ho mostrato che i suoi riferimenti alla censura non sono onesti, che il suo riferimento alla posizione di un giornalista era tagliuzzato e non fedele… e lei mi viene a fare il discorso del “giovane” che si capisce perché dica “certe cose”?
Io mi sono “aperto”? Io scrivo qui con il mio nome e cognome; la mia età, formazione e città di provenienza sono ribadite da un anno in un sacco di commenti.
Vede, Senatore Guzzanti, questo è un andazzo che non può continuare. Siamo sul blog di un parlamentare eletto con il PDL un anno e mezzo fa, che ora ha aperto un discorso nuovo al quale noi tutti vogliamo partecipare. Eppure, in una sorta di schizofrenia generale, gran parte dei commentatori che la incensano ad ogni virgola si sentono legittimati nel togliere cittadinanza a coloro che un anno e mezzo fa, due anni fa, dieci anni fa, come Lei, avevano un altro percorso.
Stai un po’ a vedere che eravamo tutti coglioni: e di qui giù a parlare di conflitto di interessi, di media in mano a Berlusconi, di “Mangano eroe”, di guerra in Iraq, di scuola, giustizia, immigrazione, Travaglio, Biagi et cetera… il tutto con la sicumera, la “superiorità morale”, con il riferimento ad una teologia che una volta da queste parti veniva spazzata via in un secondo.
Unica eccezione: commissione Mitrokhin. Lì ci sono le tagliole e il dito non osa metterlo nessuno.
Lei, Senatore, è un uomo di istinto e un comunicatore. Mi lasci dire che la “transizione” di questo spazio di discussione non le è riuscita molto bene. Questo spazio non è come la sua persona: è fatto di tanti, non di uno.
Doveva tenere conto della base. Dove a destra (l’ho imparato dalle sue analisi) c’era il vuoto, il semplice, a volte il rozzo, e quindi tanto da edificare, a sinistra avevamo e abbiamo invece una valanga di sindromi da scardinare.
Lei ha tolto il tappo, scoperchiato il vaso, e quello che vede realizzarsi qui su RI e che spesso guarda con disapprovazione è un conflitto che appartiene al passato, dove una “fazione” è praticamente la sua.
Vedere Patton – dico un nome per tanti – confinato in questo tipo di battibecchi è una cosa pietosa. Altri invece sono finiti nelle catacombe.
Capisce perché a volte, in modo un po’ brusco e me ne scuso, le chiedo di tracciare l’intera linea del suo percorso, di togliere i sottintesi.
Guardo i titoli dei suoi articoli nel mio feedreader.
Qui se non si torna alla costruzione, al confronto di idee (non solo di analisi o pronostici) senza guardarsi le casacche, rischiamo di parlarci addosso e spaccarci.
Ma il mio messaggio non è un messaggio evangelico di pace e bene: io le sto dicendo che questo avviene perché una certa componente è stata messa in minorità, resa “bastarda” da tutta una serie di affermazioni e sdoganamenti.
L’ho detto in passato: perdere una parte del seme buono per accidenti comunicativi ed emotivi è sbagliato.
E perdoni la lenzuolata.
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17 dicembre 2009 alle 21:07
LPF,
Lei invece è permaloso come un adolescente, abbastanza cresciuto da dissimularlo (il suo essere permaloso — dico), ma troppo presuntuoso per seguire il buon consiglio di un “non più giovane”.
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18 dicembre 2009 alle 11:26
Vedi “patton”, generale dell’eterna riserva, all’interno di un ‘divertissement’,
a proposito della sconfitta di Occhetto con B. io scrivo
“Lui parlava di gioia, ma senza l’ombra di un sorriso, tutto incartato di marrone.
La “gente” ha pensato quel che doveva pensare e tutto e’ finito in pochi minuti.”
e tu, per dirmi come erano andate davvero le cose, mi citi una pagina del libro di G.
(a proposito, ma qualche centinaio di pagine in meno proprio non era possibile?)
La mia era sola una battuta se non capisci manco questo…
e’ una mezza tragedia.
LPF
18 dicembre 2009 alle 22:02
LPF,
ma tu pensi davvero di essere anche un umorista?
18 dicembre 2009 alle 23:27
Patton, lo vedi o no che sopra a te c’e’ scritto che c’e’ un limite, perche’ vuoi andare per forza oltre?
Poi non ti ricordi piu’ nemmeno delle cose, davanti a “umorista” ci devi mettere “fine”.
Fine, end, limite raggiunto, ok?
LPF
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17 dicembre 2009 alle 11:58
Guzzanti, le auguro la maggiore distribuzione possibile di questo libro, non tanto per gli “sghei”, che sono certo non le manchino, ma per i motivi che le ho detto anche in via privata, l’Italia ne ha un fottuto bisogno.
Io lo sto pubbicizzando tra gli amici, più rumore si fa, meglio è.
GUZZ – SGHEI POCHISSIMI, E UN ANNO DOPO. Grazie per la promozione, mi sento molto onorato e grato.
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17 dicembre 2009 alle 12:16
No, mi creda, l’onore è mio che leggo le parole di un uomo al servizio dello Stato.
GUZZ – FINIREMO CON I SALAMELECCHI (Salam aleichun).
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17 dicembre 2009 alle 12:51
Comperato !!!!
Ce n’era una bella pigna all’Esselunga .
Sono felice per te e spero che prima o poi tocchi anche a me.
Eli
GUZZ . BUONA PIGNA anche a te.
Grazie, auguri.
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17 dicembre 2009 alle 14:10
Qualcuno riesce a verificare il contenuto di questo articolo?
http://www.ilgiornale.it/interni/e_giudici_berlusconi_se_le_cercata/berlusconi-internet-magistrati-attentato-commenti-toghe/17-12-2009/articolo-id=407698-page=0-comments=1
Grazie
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17 dicembre 2009 alle 15:18
La Madonna, Paolo,
hai scritto un librone! L’ho letto qua e là (in tutto avrò scorso 200 pagine su 520): densissimo, fluviale, appassionante. Avrei già adesso un mucchio di cose da dire, perché la storia d’Europa e del comunismo è sempre stata una delle mie passioni, ereditata da mio padre liberale e anticomunista, ma cercherò di raccogliere le obiezioni in pochi punti, e quindi ci metterò un po’ di tempo.
Bisognerebbe cominciare a pensare a un piccolo tour di presentazioni a Mi e To. Io sono in contatto col Circolo dei Lettori a To…
GUZZ – VENGO DI CORSA, SPECIE SE MI GARANTISCI CHE CI SEI TU.
UN ABBRACCIO e mille auguri.
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17 dicembre 2009 alle 17:19
Invece io devo aspettare il 23 per dare un’occhiata.
Vabbè, pazienza.
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17 dicembre 2009 alle 22:35
Io ci sarei, Paolo,
anche se tu lo presentassi solo a Roma o a Milano.
Ma Torino è la città comunista per eccellenza, dove
aleggia ancora tutto il meglio e il peggio del Piccì.
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17 dicembre 2009 alle 23:07
Generale,
se organizza faccia un fischio anche a me. sono già lì.
Cap. Rolla
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17 dicembre 2009 alle 16:07
Appena rientrata dalla libreria.
Ho comperato il libro , in questo fine settimana comincerò a leggerlo.
Fulvia
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17 dicembre 2009 alle 16:44
Credo che a molti di voi, come a me, possa essere arrivata su face book l’informazione che interi gruppi con un nome siano stati tramutati ad insaputa degli interessati in gruppi di sostegno a Belusconi.
A me ne sono arrivati due.
Ho provato a chiedere a chi me li ha inviati se avessero le prove documentali ( orami è una tara mentale vivendo in questo blog ) di ciò che affermavano essere successo.
Non una, se non che amici fidatissimi, sulla cui affermazione si può credere ciecamante, hanno detto che a loro è sucessso.
Non ho letto altresì nessuno che abbia posto domande simili alla mia se non mia figlia.
Allora faccio due considerazioni :
La prima è che qui dentro avendo una forma mentale come ci siamo fatti ( pretendere sempre le prove prima di parlare ) è un’isola unica.
La seconda è : ma come si fa a non pensare se ti succede una cosa del genere non chiamare subito la polizia postale per far fare una verifica ?
come si fa a non pansare che buttare nell’etere un’affermazione simile che ora tocca a Belusconi, ma potrebbe capitare a chiunque, potrebbe distruggere una reputazione solo e unicamente creando una
una infamante leggenda metropolitana ? Ovviemente la mia mente va subito al linciaggio subito da Paolo 3 anni orsono e che ora con face book potrebbe succedere a tutti noi?
Perchè maledizione tanta superficialità e incapacità di ragionare?
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17 dicembre 2009 alle 17:34
Gentile Eliset, su questa cosa dei gruppi di facebook che hanno cambiato nome e connotati direi che può fidarsi.
Io la sera stessa dell’accaduto stato seguendo proprio la situazione dei gruppi: come già saprà ne erano comparsi svariati che glorificavano il Tartaglia, insieme a gruppi di orientamento contrario. Crescevano pian piano, andando da qualche migliaio di iscritti a dieci volte tanto nel corso della serata.
Poi di colpo sono spuntati gruppi da trecentomila persone. “Strano”, pensai; in quel momento non prendevo nemmeno in considerazione l’ipotesi che facebook permettesse la modifica di un gruppo già esistente.
Poi, grazie alle testimonianze di chi si è ritrovato iscritto a roba che non aveva mai visto, si è riusciti a capire la stranezza e a ricostruire tutto: la colpa è di facebook che usava una politica di permessi idiota. Come se youtube permettesse di sostituire un video per il quale sono già presenti dei commenti, un abominio informatico e informativo.
Ma non era roba da polizia postale…
In compenso oggi abbiamo illazioni gratuite e incoerenti su Google Images, a dimostrazione che la leggerezza e faciloneria che lei denuncia è la norma.
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17 dicembre 2009 alle 18:11
A proposito di web, che fa Genchi… insiste?
http://www.youtube.com/watch?v=ROra5QxY9xo
Ah, per chi non avesse troppo tempo da perdere, allego le ultime 5 righe:
“Partendo da quei contatti telefonici, si ricostruisce la catena dei rapporti del cellulare di Lalia, che è uno dei tanti soggetti che si sentono con parlamentari di Forza Italia, persone che diventeranno senatori, persone che diventeranno deputati regionali, persone che diventeranno esponenti locali del partito di Forza Italia e le chiamate sono perfettamente sequenziali: PRIMA LALIA CHIAMA QUESTE PERSONE, QUESTE PERSONE IMMEDIATAMENTE DOPO CHIAMANO A CASA DI SILVIO BERLUSCONI
Tutto si può pensare, ma i numeri telefonici, i contatti telefonici non sono opinioni, sono dati oggettivi.”
Gioacchino Genchi
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17 dicembre 2009 alle 18:15
Grazie youtube che quotidianamente ci riempi la testa di minchiate! Per quanto riguarda il genere dietrologie, oggi Youtube ci presenta “Piccoli grandi dubbi sull’aggressione a Berlusconi”: http://www.youtube.com/watch?v=Lqz3E2SnAFk&feature=player_embedded
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17 dicembre 2009 alle 19:06
Perché no? Il dubbio è sempre lecito, soprattutto quando si tratta di certi soggetti.
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17 dicembre 2009 alle 20:59
I commenti sono allucinanti.
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17 dicembre 2009 alle 19:47
Comincio a pensare che l’attentato sia finto…
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18 dicembre 2009 alle 00:20
Barbera, e su quali basi???
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18 dicembre 2009 alle 08:43
Barbera,
non diciamo stronzate.
Tutto ma non cazzate di questo tipo per favore.
Saluti.
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18 dicembre 2009 alle 09:34
Tutto è possibile, secondo me.
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18 dicembre 2009 alle 11:04
Ma beata gioventù, perche non provate a ragionare una volta tanto?
C’erano decine di telecamere, centinaia di testimoni, un colpevole arrestato che ha confessato, sangue che non può certo essere un effetto speciale, Berlusconi che se recita di aver preso una tranvata è un novello Marlon Brando e aggiungiamoci che a nessuno, neanche nei più reconditi meandri della mente, verrebbe mai in mente di inscenare una finta aggressione a base di souvenir del duomo di Milano e capirete da voi che le teorie del complotto che circolano su internet sono solo un’emerita cazzata.
Proviamo a collegare il cervello prima di sparare altre stronzate.
Grazie.
Saluti.
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18 dicembre 2009 alle 11:25
kintpuash perché non si calma? Uno ha diritto di dire che “tutto è possibile” senza essere aggredito, no?
Chi le ha detto che chi ha un’idea diversa dalla sua non ragiona? Ho visto quel video e mi ha insinuato qualche dubbio, così come li ha insinuati a barbera e champagne. E ho detto “tutto è possibile”. Non ho detto: “sono certo che sia tutta una montatura”, come ha letto lei.
Non c’entra niente, premesso, ma nel mondo succedono tante cose, e non tutte sono spiegabili da logiche schiaccianti come le sue.
Stia calmo.
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18 dicembre 2009 alle 11:52
Sono con kintpuash.
Tutto è possibile?
Le teorie complottiste di questo tipo (ma vale per le Torri Gemelle -promosse in Francia dall’antisemita Meyssan) o queste sulla messa in scena sono pura spazzatura.
Il dubbio può essere promosso solo ed esclusivamente grazie ad eventuali prove. Fino ad allora non c’è la benché minima ragione di dubitare perché un fatto -sino a prova contraria- è un fatto. Ed al fatto ci si deve adeguare, non si può fare il contrario: fare aderire il fatto ad eventuali fantasmi, manie di persecuzione grandi teorie del complotto. Altrimenti si finisce con il negazionismo che tra le teorie del complotto è la regina.
Ma non si rende conto Kadadia che qui non si tratta di dubbio ma di farneticazione?
E i fondamentali del ragionamento logico?
18 dicembre 2009 alle 13:45
Mica l’ho montato io il video. A me ha fatto sorgere dei dubbi. E sottolineo dubbi. Non ha fatto sorgere farneticazioni.
19 dicembre 2009 alle 00:14
E quali sono gli argomenti ai dubbi?
Gli elementi indiziari di prova?
E’ sempre utile vedere come -per produrre dubbi- basti montare un video.
Mica l’ha montato lei. Mica è responsabile dei suoi dubbi.
Basta che scaturiscano dai fantasmi degli altri.
Ma un briciolo di prova no eh?
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18 dicembre 2009 alle 11:56
Sono calmissimo ma se su uno dice una stronzata ho l’abitudine di farglielo gentilmente notare.
E’ che non ho mai sopportato i sostenitori della terra piatta. Fanno scadere la discussione.
Saluti.
18 dicembre 2009 alle 18:58
Decine di telecamere… appunto… come mai non ce n’è UNA SOLA che abbia inquadrato l’impatto? Si vedono nitidissimi primi piani di B. prima e dopo… col “sangue” che cambia di posto… camicia immacolata… e l’impatto? E un ferito non si porta al primo ospedale raggiungibile? Invece di corsa al “suo” San Raffalele… tutto ciò puzza come un topo morto.
19 dicembre 2009 alle 02:01
Barbera, qui trovi l’inquadratura dell’impatto ( e sentirai anche il “suono” dell’impatto): minuto 2:00.
Il perché del San Raffaele non la puoi sapere. Quindi un conto è domandarsi il perché e un altro è insinuare chissà cosa.
Saluti
19 dicembre 2009 alle 02:05
Eccoti qua l’impatto:
http://www.youtube.com/watch?v=vCPViTG79Mo&feature=related
Il filmato è stato mandato in onda su tutti i telegiornali italiani e stranieri ma come si dice non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Voglio proprio vedere adesso cosa ti inventi.
Salutami il topo morto.
19 dicembre 2009 alle 02:05
Qui il link: http://www.annozero.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b2a4dca7-ef12-4d0c-8031-1c716621c6af-annozero.html?p=0
minuto 2:00
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18 dicembre 2009 alle 11:56
Scusate, ma invece di discutere su “dubbie” montature, perche non discutete invece su “certe” telefonate?
http://www.youtube.com/watch?v=ROra5QxY9xo
Ah, per chi non avesse troppo tempo da perdere, allego le ultime 5 righe:
“Partendo da quei contatti telefonici, si ricostruisce la catena dei rapporti del cellulare di Lalia, che è uno dei tanti soggetti che si sentono con parlamentari di Forza Italia, persone che diventeranno senatori, persone che diventeranno deputati regionali, persone che diventeranno esponenti locali del partito di Forza Italia e le chiamate sono perfettamente sequenziali:
PRIMA LALIA CHIAMA QUESTE PERSONE, QUESTE PERSONE IMMEDIATAMENTE DOPO CHIAMANO A CASA DI SILVIO BERLUSCONI
Tutto si può pensare, ma i numeri telefonici, i contatti telefonici non sono opinioni, sono dati oggettivi.”
Gioacchino Genchi
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18 dicembre 2009 alle 13:10
“Chi le ha detto che chi ha un’idea diversa dalla sua non ragiona?”
Kadadia, bisogna vedere se questa idea si basa sulla logica.
Esempio:
Lei scrive che il cielo è forse una lastra di vetro.
Dove la logica? Da nessuna parte.
Kint ha tutta la giusta libertà di dirle: “la sua è una cazzata”.
Perché? Perché l’affermazione di Kint si basa su fatti e logica.
La paranoia non porta da nessuna parte.
“nel mondo succedono tante cose, e non tutte sono spiegabili da logiche schiaccianti come le sue.”
Mi scusi, ma questa è pura demagogia e non c’entra nulla con il fatto.
Saluti
18 dicembre 2009 alle 17:46
“nel mondo succedono tante cose, e non tutte sono spiegabili da logiche schiaccianti come le sue.”
Mi scusi, ma questa è pura demagogia e non c’entra nulla con il fatto.
Sì, che questo non c’entrasse nulla col fatto l’avevo premesso… accetto la critica.
Il suo esempio del cielo e della lastra di vetro però è altrettanto demagogico! Non è calzante. Ho semplicemente voluto sottolineare che il video, nel modo in cui è fatto, e che cmq si basa sui fatti dandone un’interprestazione diversa, fa sorgere qualche domanda. Punto. Ma ho capito che mi sto inerpicando su un sentiero un po’ pericoloso a grave rischio di fraintendimento e allora mi fermo.
E accetto i rimbrotti.
18 dicembre 2009 alle 19:59
Anche dire il cielo è una lastra di vetro, significa dare un’ interpretazione differente di un “fatto” ( l’”esistenza”del cielo”).
Quindi, esempio calzante.
E la “cazzata” rimane.
Saluti
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17 dicembre 2009 alle 21:12
Ha ha ha, Santoro ha demolito Cicchitto nell’anteprima di Annozero.
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18 dicembre 2009 alle 11:52
diciamo che l’ha anche sputtanato. senza grida e senza violenza
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18 dicembre 2009 alle 15:54
Mah, secondo me Santoro sta perdendo un po’ di verve.
Quando si occupa d’altro è spesso un buon giornalista ma quando c’è di mezzo Berlusconi l’ossessione prende il sopravvento e la trasmissione diventa eccessivamente autoreferenziale.
For fans only.
Saluti.
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17 dicembre 2009 alle 21:37
Di Pietro, per contro, è veramente poco sereno… non se po’ sentì!
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18 dicembre 2009 alle 14:01
Era partito effettivamente un po’ male… ma poi mi sembra che si sia regolato e che non sia mai uscito dalle righe.
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18 dicembre 2009 alle 13:48
MA LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON È UN OPTIONAL
di Riccardo Puglisi 18.12.2009
Il proliferare su Facebook di gruppi inneggianti all’aggressore del Premier ha indotto il ministro Maroni a proporre il varo di norme per limitare la libertà di espressione sul web. Ma le leggi per combattere queste odiose manifestazioni esistono già e non è necessario creare nuove restrizioni, che sarebbero comunque difficilmente applicabili. Il tema è molto delicato perché imboccare una china repressiva della libertà di pensiero e di espressione può facilmente portare a derive illiberali. Lo aveva riconosciuto anche l’ex-ministro della Giustizia Castelli pochi anni fa.
Come è ormai ben noto, dopo l’aggressione ai danni del presidente del Consiglio, sono comparsi sul sito Facebook una serie di gruppi inneggianti a Massimo Tartaglia, l’autore del gesto. Il clima della manifestazione in Piazza Duomo a cui aveva partecipato Berlusconi era già stato surriscaldato da un gruppo di contestatori che lo aveva insultato durante il comizio.
A seguito di questi eventi, il ministro degli Interni Roberto Maroni ha comunicato l’intenzione da parte della maggioranza e del Governo di porre mano alla legislazione inerente le manifestazioni pubbliche e la libertà di espressione sul web, al fine di “garantire ai cittadini e a chi ha compiti istituzionali di poter svolgere tranquillamente la propria azione”. Inizialmente le indiscrezioni suggerivano che tali modifiche normative sarebbero state attuate tramite un decreto legge. Successivamente, si è diffusa la notizia che il governo interverrà attraverso un disegno di legge, che dovrà dunque essere approvato dal Parlamento.
Per quanto concerne il web, le ragioni dell’intervento normativo da parte della maggioranza sono ben sintetizzate da una dichiarazione del presidente del Senato Schifani, in occasione dell’incontro di fine con la stampa parlamentare: “Dobbiamo fare qualcosa per evitare che sui siti Internet ci siano veri e propri inni alla violenza”.
LIMITI ALLA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE
Il tema della libertà di espressione è molto delicato: la questione cruciale è che già esistono nell’ordinamento giuridico italiano reati come la diffamazione, l’istigazione a delinquere e l’apologia, che pongono dei limiti a tale libertà, astrattamente intesa (1). Pur in assenza di nuovi provvedimenti legislativi, già oggi tali reati possono essere contestati anche nei casi in cui passino attraverso mezzi di comunicazione come Internet. Sarebbe davvero grave introdurre forme più o meno velate di censura preventiva, semplicemente perché sospinti dall’onda degli episodi recenti.
La libertà di espressione è elemento fondante di uno stato liberale: il timore è che ogni restrizione ulteriore di questa assomigli ad un piano inclinato e scivoloso (slippery slope) che porta l’ordinamento giuridico in una direzione inaccettabile: quella di uno stato illiberale che si preoccupa in anticipo delle libere espressioni dei propri cittadini. Come si diceva sopra, ciò non toglie che l’utilizzo di tale libertà per ledere la sfera altrui sia già sanzionato dalla legislazione vigente.
IL PRIMO EMENDAMENTO A STELLE E STRISCE
Vi sono paesi, presumibilmente non sgraditi agli esponenti dell’attuale maggioranza, in cui la libertà di espressione è tutelata in maniera ancora più forte rispetto all’Italia. Ad esempio gli Stati Uniti: in base al primo emendamento della costituzione “Il Congresso non potrà porre in essere leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione o per proibirne il libero culto, o per limitare la libertà di parola o di stampa”. In tempi relativamente recenti (per la precisione nel 1989) la Corte suprema si è pronunciata a favore di Gregory Johnson, il quale era stato condannato da un tribunale del Texas per avere bruciato in pubblico la bandiera americana. Ebbene, secondo la Corte, l’atto di bruciare la bandiera è direttamente protetto dal primo emendamento come forma di espressione individuale.(2) È pur vero che nel passato vi sono stati tentativi di introdurre nella costituzione americana un emendamento ulteriore che impedisse la distruzione dimostrativa della bandiera (flag burning). L’ultimo tentativo è del 2006, ma il Senato ha respinto la proposta per un solo voto.
SOCIAL NETWORK TRA PUBBLICO E PRIVATO
Tornando al caso Tartaglia, bisogna poi fare una riflessione specifica: i gruppi su Facebook rappresentano un luogo virtuale, che sta a metà tra la sfera privata e la sfera pubblica. Ciascun utente di Facebook può accedere ad un gruppo al suo interno che sia aperto al pubblico, ma nessun utente è obbligato a transitarvi. Chiunque sia iscritto a Facebook è stato almeno una volta invitato a partecipare ad un gruppo che risulta personalmente fastidioso, se non odioso. È nell’ordine delle cose di una società eterogenea: le espressioni altrui, anche quando non configurano un reato, possono risultare sgradite, ma questo è il prezzo (ragionevole) della libertà di espressione.
Ma la bellezza del principio della libertà di espressione consiste nella sua applicazione simmetrica e universale: al contrario, risulta particolarmente sgradevole invocare tale principio a tutela delle proprie posizioni, per dimenticarsene velocemente quando le espressioni sono altrui. A tale proposito, il ministro Maroni potrebbe rileggersi le dichiarazioni rilasciate nel 2002 dal suo collega di partito Roberto Castelli, quando quest’ultimo era ministro della Giustizia e la materia del contendere era la legislazione a livello europeo sul razzismo e la xenofobia.(3) Castelli giustificava la propria opposizione a tale normativa con queste esatte parole: “Il punto è che stiamo viaggiando su una linea di confine molto delicata: c’è un rischio di sconfinamento nel campo delle libertà di pensiero.”
(1) Si veda ad esempio questo pezzo di Massimo Russo e Vittorio Zambardino: http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/12/15/niente-leggi-contro-la-liberta-di-tutti/
(2) Sul tema del flag burning e più in generale della flag desecration, si veda il sito http://www.esquilax.com/flag/history.shtml
(3) Ad esempio Andrea Bonanni, “Castelli contesta il documento UE contro il razzismo”, Corriere della Sera, 27 Aprile 2002.
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18 dicembre 2009 alle 17:38
Ottimo contributo lancillotto, la penso esattamente come Riccardo Puglisi.
Gianluca
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18 dicembre 2009 alle 15:10
Ogni tanto do una sbirciatina a questo sito. Stavolta trovo che la qualità degli interventi si è ridotta, che pur di andare contro Silvietto nostro benedetto si comincia a stimare Santoro e Di Pietro e che una risposta di Guzz per Elisabetta c’è sempre, anche per le banalità.
Quando ho voglia di ridere, mi torna in mente quando scrivevo a Guzz iniziando con “Caro…..” e non mi rispondeva, poi un giorno gli ho rimandato lo stesso messaggio facendolo precedere da un “Eccellenza…”- Minchia, mi ha risposto subito. Sarà stato un caso.
Negli USA non prenda troppo freddo, si riguardi i polmoni (ricordo i suoi problemi di anni fa, se non sbaglio) e auguri.
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18 dicembre 2009 alle 16:15
Ritornando alla legge che attualmente sembra si proporrà con DDL depotenziata anche all’interno del governo stesso, attenderemo di leggere cosa prevede e spero che le libertà più importanti restino intatte.
Quello che non capisco in questi momenti di corto circuito mediatico è l’attenzione, che continua essere alta, tra noi cittadini riguardo un argomento che dovrebbe avere circa tre minuti di dibattito. Paolo ha scritto un gran post evidenziando le reazioni spesso confuse e strumentalizzate ed eccoci ancora qua ora a parlare se addirittura è stato tutto organizzato da Berlusconi o altro ancora.
Forse sbaglierò io e non riesco a capire, personalmente ritengo più grave che Cucchi sia stato massacrato di botte quando le istituzioni lo avevano in custodia, (sulla morte non dico nulla visto che bisogna capire come è morto, se le percosse o la mancata alimentazione siano le ragioni scatenanti), ma su questo tema se ne è parlato pochissimo.
Ritengo più grave che si parli da quest’estate degli eventuali coinvolgimenti di berlsuconi, grazie alle innumerevoli confessioni di Massimo Ciancimino, ma sui famosi processi archiviati (mafia d appalti e riciclaggio dei soldi provenienti dalla Russia) nessuno se ne occupa.
Sono assolutamente d’accordo con Guzzanti che l’agenda la fanno i fatti ed i fatti da me sopra menzionati dovrebbero essere degli spunti importanti per riflettere e capire che c’è bisogno di riforme importanti per impedire che le istituzioni ci prendano in giro, cerchiamo anche noi in questo splendido salotto di dare più spazio ad argomenti inediti, sempre prendendo spunto da quello che l’agenda ci proprone, in caso contrario (come accade ora) LE ANALISI RIGUARDEREBBERO SOLO GLI ASPETTI PIU’ ANALIZZATI NELLA RETE E MENO QUELLO CHE SPESSO CI VENGONO NASCOSTI.
O pensate che, anche se garbatamente (e questo è un grande merito di paolo che ha creato un salotto forse tra i migliori per forma e contenuti), ci confrontiamo su berlusconi artefice o berlusconi vittima, ci confrontiamo su berlusconi mafioso o berlusconi illibato possa portarci da qualche parte?
Partiamo dalle ottime basi, che sono tutti noi che scriviamo in questo salotto, cerchiamo di deviare dalle solite considerazioni che un fatto al centro dell’opinione pubblica provoca e sono sicuro che il primo esempio di strada da percorrere per un paese migliore la si potrà trovare i questo blog.
Il libro di Paolo, da quel che ho capito, va proprio in questa direzione, partendo dal tema dei temi CHE DA 15 ANNI INFIAMMA L’OPINIONE PUBBLICA (l’agenda), Berlusconi, critica lo stesso in modo intelligente e non a prescindere, metodo che sarebbe da prendere da esempio per tutti noi blogger del suo salotto su qualsiasi altro argomento dettato dall’agenda del momento, alla ricerca di verità inedite (come le interviste di Guzzanti a Berlusocni e familiari) ed analisi che non seguono gli step che l’opinione pubblica segue.
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18 dicembre 2009 alle 16:36
Questo link dà un’idea di come il Nostro in qualche modo una sorta di controllo sul Web l’ha già adottato:
http://www.facebook.com/notes/liberta-di-stampa/le-stranezze-sui-risultati-di-google-si-moltiplicano/208375524773
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18 dicembre 2009 alle 18:48
Il controllo del web???Ma ti rendi conto di cosa significa questa frase?
Vabbè che Berlusconi è l’uomo nero,ma che abbia anche una sorta di controllo del web mi sembra una barzelletta.
Davide Cembrano.
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18 dicembre 2009 alle 20:45
Ci vuole poco per pagare un motore di ricerca ed escludere certi risultati scomodi… come per tutto, gli utenti “evoluti” sanno come aggirare il problema, ma gli altri, il 70% che si forma l’opinione politica sui telegiornali, a partire dal Minzculpop, si ferma lì. Certe volte i difensori di Silviuzzo sono più patetici del soggetto.
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18 dicembre 2009 alle 21:13
Io consiglierei a Barbera il controllo del… rosso
(lo sciampagna si controlla da sé, dato il prezzo).
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19 dicembre 2009 alle 00:05
Io invece dico che a molti di voi va bene vivere nel fantastico mondo di Silvio… a me invece, personalmente, fa abbastanza schifo, Champagne o non Champagne. Il mondo di Silvio è un mondo di finto ammmmmmore dove chi non è allineato è simpaticamente additato come terrorista, potenziale branditore di statuette del Duomo, mentre lui ama tutti, vuol bene a tutti e provvede a tutti noi mentre noi dormiamo tranquilli… soprattutto Pinchi, Pallini, Pierini e Pattoni.
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18 dicembre 2009 alle 19:26
Ma basta… ma che diavolo di controllo sarebbe quello dei suggerimenti di ricerca (non dei risultati) di Google? Come si fa a credere a cose del genere?
I suggerimenti di ricerca sono mostrati sulla base della popolarità della chiave di ricerca (e chi maneggia statistiche sa quali robe assurde escono fuori). Già cercando “Berlusconi” invece di “Silvio Berlusconi” otteniamo questo:
http://img705.imageshack.us/img705/7894/immaginenj.jpg
Oops! Il Grande Fratello telematico si è lasciato scappare la mafia, la D’Addario, la Carfagna…
Tutta roba spettacolarmente inutile, visto che poi uno cerca e trova quello che gli pare. Il massimo che può essere successo è che qualcuno si sia divertito con una bot-net, ma dubito che si ottengano dimensioni tali da influenzare la popolarità di ricerche su Google.
Naturalmente non è neanche vero che su Google images siano “sparite” le foto dell’aggressione. Come tutti sanno (?), le immagini ci mettono qualche giorno ad essere indicizzate da google: infatti se io oggi cerco “Berlusconi San Raffaele” NON trovo le foto di Berlusconi che esce dall’ospedale incerottato, e questo vale per qualsiasi immagine recente.
Ci sarebbe da chiedersi poi quale sia il senso di “far sparire” le foto che erano su tutti i siti dei giornali nonché su Google News italiano, ma capisco che pretendere pure la ratio di simili deliri sarebbe troppo.
Insomma, entrambe le cose sono due fregnacce. Questo è il risultato di tutti questi miti resistenti, carbonari, clandestini, paranoici legati al web e al potere occulto di turno. La gente crede a qualunque cosa e non c’è nemmeno bisogno di fabbricare un falso.
Intanto Google viene colpita da giorni in modo tale da mettere in dubbio la sua neutralità, causando ovviamente anche un danno economico. Basta andare in giro ad asserire falsità (troverete gente pronta a giurare che “prima le foto c’erano”) e si turba un mercato, come quando ci si inventò l’infarto di Steve Jobs facendo crollare il titolo Apple (e il SEC aprì un inchiesta).
Questa è la sbobba a cui si è disposti a credere al punto a cui siamo arrivati. E poi c’è qualcuno che si illude di discutere se una trasmissione o un articolo o un libro dal punto di vista informativo abbiano qualcosa che non va. Ma c’è più speranza con i gesuiti…
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18 dicembre 2009 alle 19:15
http://www.unita.it/news/italia/92824/lutto_nel_giornalismo_e_morto_igor_man
Per quel poco che l’ho letto e visto, mi è sempre sembrato eccellente.
Onore a Igor Man.
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18 dicembre 2009 alle 19:36
OT-ino, giusto per ridere,
dal corriere on line “Tartaglia e le due visite al Milan «Devo incontrare il presidente»”. insomma mistero risolto, era incacchiato perché hanno venduto kaká, nessuna motivazione politica, avvisate feltri per favore (a cui tra l’altro hanno regalato del valium, meglio di una commedia di lino banfi, la politica nazionale.)
ps: chiedo giá scusa a guzzanti per il commento piú da sito di grillo che dal suo, ma é natale, via..:)
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18 dicembre 2009 alle 20:45
Comprato stasera.
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18 dicembre 2009 alle 21:27
3 cose mi hanno colpito oggi:
1) la neve venuta giù nel tardo pomeriggio.
2) Un messaggio nella mia mail di un amico cui avevo chiesto ieri se avesse già comprato il libro.
Questa la desolante risposta:
“Il libro è interessante, ma è singolare l’abiura dell’autore. Guzzanti era un invasato di Berlusconi. Quelle barzellette le ascoltava divertito ed era il primo a riderne. Difendeva il cavaliere contro tutto e tutti. Partecipò alla ricostruzione de Il Giornale e quando Montanelli andò via, restò con Silvio………………. Tra Berlusconi e Putin c’è sempre stata una profonda amicizia, Guzzanti non l’ha mai contestata. Oggi il padre di Sabina cambia rotta e lo fa dopo una querela o minaccia di querela che il cavaliere ha fatto alla “teppistella” di rai 3 (come la definì Ferrara). E’ legittimo separarsi da un amico di vecchia data quando c’è di mezzo il sentimento profondo della paternità e questo sentimento viene offeso. Non conosco nel dettaglio la vicenda personale, ma sono sicuro che di questo si tratta : di una vicenda personale. Guzzanti, oggi e solo oggi, critica quanto ha sempre avallato e condiviso, senza se e senza ma. Non è bello. Sarebbe stato meglio dire la verità senza rinnegare il passato. Ad ogni modo, il libro c’è e me lo leggo volentieri.”
3) E la parte di un post di Zulawski.
“Le mie opinioni si formano grazie alla lettura piuttosto. E dunque, visto che ho letto “Sasha” e altri documenti sulla Mitrokhin comincio ad avere un’opinione.”
Cosa dire?
Siamo su un altro livello.
Quando nevica a bassa quota puoi solo illuderti di stare in vetta.
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18 dicembre 2009 alle 21:27
Alla fine IMHO molta gente Berlusconi se lo merita…
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19 dicembre 2009 alle 00:06
E Lei, Barbera, è uno dei più meritevoli.
Quando il complotto c’era davvero (caso Noemi-Papi),
voi sinistri sghignazzavate come matti all’idea.
Adesso che non c’è, lo vedete in ogni ombra….
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19 dicembre 2009 alle 02:14
Complotto caso noemi-Papi?!
Patton, stessa cosa: le prove? Boh.
A capo del complotto, per me, mi sa che c’ era Veronica Lario. No, Patton?
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19 dicembre 2009 alle 19:09
Mal,
di certo non c’eri tu (a capo del complotto). La prova?
Se c’eri tu finiva tutto in chiacchiere intellò, senza senso.
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19 dicembre 2009 alle 19:53
E se c’eri tu?
Ci sarebbe stato un complotto nel complotto nel complotto. Insomma: inconcludente( detto con grande simpatia).
Peccato che manchi il complotto.
Ciao, Patton
19 dicembre 2009 alle 23:10
Mal,
parliamoci chiaro. L’esistenza del complotto vi fa fare la figura degli sciocchi: tre lustri di marce oceaniche contro Berlusconi amerikano, guerrafondaio, amico di George Dàbliu…; e poi avete bisogno degli yankees non dico per eliminare B, ma perfino per metterlo in salamoia.
La mamma non vi ha insegnato nemmeno questo!
20 dicembre 2009 alle 12:11
Patton, e questo sarebbe “parlar chiaro”?!
“Nnamo bene, nnamo”(cit).
“Vi”?
Mi dai del “Voi”?
Con chi parli?
Con me? O con l’immagine dei tuoi fantasmi?
Inoltre, quello che hai scritto sarebbe un argomento?
Buona domenca, Patton
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18 dicembre 2009 alle 21:48
In verità speravo in un colpo di coda prima di Natale: un video di Paolo Guzzanti tipo Perluscone nelle galassie2 oppure per cambiare personaggio I 3 re magi (Bondi, Cicchitto e Bonaiuti) sulla stella cometa.
Niente regalo invece.
Va bene uguale, mi consolerò col pandoro.
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19 dicembre 2009 alle 01:22
Comprato! Appena finisco quelli che ho in “arretrato” (’Sasha’, quello di Paradisi, ‘Perchè Mi Hanno Ucciso?’, ‘Blowing Up Russia’, solo per restare nella “galassia guzzantiana”), mi ci tuffo senza soluzione di continuità!
Comunque, caro onorevole, complimenti per il volumone e per la scelta dell’editore: uno dei pochi che sa coniugare qualità e prezzi non assurdi (vedi i 25 o più Euri -errore voluto- x l’ultimo di Dan Brown…detto da un fan del genere…).
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19 dicembre 2009 alle 12:55
Patton …l’hai tirata fuori tu ora Noemi eh; io manco me la ricardavo piu’…nonno,padre,zio,bisnonno…trisnonno…il “magari ! ” di Veronica…non me ne frega ‘na mazza davvero.
Mi ricordo , invece ,molto bene quel monologo nella trasmissione di servizio Porta a Porta con il suo cameriere nella quale batte’ il Guinness dei primati per il numero di cazzate concentrato in un cosi’ breve lasso di tempo.
Una per tutte. “Sono andato a Casoria per discutere con il Letizia di candidature nella Campania”.
E’ il caso di evocare il milite ignoto giapponese….il famoso “CHI CAZZE’ ” ’sto Letizia ?…illustri rappresentanti del PDL dissero…”mai coverto”.
Patton ; questi sono fatti , non opinioni.
Non e’ bello dai…si va be’ e’ una fregnaccetta…ma detta da un primo ministro ; non e’ bello dai , ancora.
Soprattutto perche’ pur sempre detta di fronte alla terza camera del Paese ; l’ha detta cioe’ in un consesso la cui ufficialita’ ormai e’ generalmente riconosciuta .
Oh , guarda , ribadisco , che Noemi l’hai tirata fuori tu…l’avevamo dimenticata tutti.
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20 dicembre 2009 alle 12:27
No, Kalle,
so’ io che nun capisco. Quanno su ordine de Mauro e de Joe D’Avanzo parlavate tutti der pefofilo, d’a minorenne e dei suoi bùcche fotogràfisci io ero scettico, e stavo fori dar coro. Mo’ cche Mauro & D’Avanzo nun ne parlano più, l’argomento è passato dde moda. Nun bisogna più parlànne! L’argomento nun è più a l’ordine der giorno. Aoh Kalle, e chi ll’ha desciso che nun è più a l’ordine der giorno? Ecché, sse po’ pparlà solo de quello che se descide a Largo Fighetti???
T’o dico e t’o ripeto: la madre de Noemi è la figlia naturale de Berlusco’. Chi ha scatenato la campagna der pedofilo lo sapeva benissimo, che sfondava na porta aperta. Sapeva che B., attaccato su quel fronte, non sarebbe stato capasce de ddifendersi.
C’è in ballo n’eredità faraonica sparsa in due continenti, da la Ssiberia ar Venezuela… La sòra Lario deve riuscì a spillargli li sòrdi prima che mòre, perché se lui mòre co’ li sordi, ne l’asse ereditario c’entrano puro li figli nnaturali (uno solo? più de uno?) e er patrimonio sse ridusce sensibbirmente. D’artra parte, sse Lui disce apertamente che ci’ha na figlia naturale, la sòra Lario lo concia per le feste… Nzomma, l’operazione Noemi era na porta aperta, er caso ideale per attaccà B., senza possibbilità che Lui se difendesse adeguatamente. A suo modo ggeniale, organizzata da quarcuno che conosceva bbène, morto bbène, er pollo da spennà…
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20 dicembre 2009 alle 12:54
“No, Kalle,
so’ io che nun capisco. Quanno su ordine de Mauro e de Joe D’Avanzo parlavate tutti der pefofilo, d’a minorenne e dei suoi bùcche fotogràfisci io ero scettico, e stavo fori dar coro. Mo’ cche Mauro & D’Avanzo nun ne parlano più, l’argomento è passato dde moda. Nun bisogna più parlànne! L’argomento nun è più a l’ordine der giorno. Aoh Kalle, e chi ll’ha desciso che nun è più a l’ordine der giorno?”
Questo sarebbe l’argomento al complotto, Patton?
Me cojoni.
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20 dicembre 2009 alle 15:42
patton,
ma come si spiega che la figlia naturale di b. viva a casoria, abbia sposato uno con guai giudiziari, abbia dovuto mandare a fede le foto discinte della sua ragazzina per un provino, abbia mandato la figlia a studiare in una scuola di ultima eccetera eccetera?
e come spiega le parole di veronica? chi le ha detto che la signora in questione sia la figlia naturale di b.? dove l’ha imparato? e perchè mentire tirando in ballo craxi, l’antica amicizia, il consigliere politico, il finto fidanzato? gli era così difficile – visto l’immenso potere economico – sistemare in modo più dignitoso la figlia legittima?
maddeche, a patton!
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20 dicembre 2009 alle 19:15
Madam Lee,
immagini per un attimo — solo un attimo, per carità! — di essere Lei la figlia naturale di Berlusconi. Immagini che Sua madre Glie l’abbia detto ieri. A questo punto Lei ha almeno tre possibilità:
1) dare subito un’intervista a Joe D’Avanzo per comunicarlo al mondo;
2) tenerselo dignitosamente per sé;
3) tenerselo per sé, ma chiedendo in cambio piccoli favori di varia natura…
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21 dicembre 2009 alle 01:18
Patton,
in realtà la signora è la sorella della figlia naturale di Berlusconi. Ma la figlia naturale di Berlusconi è deceduta, mentre la sorella custodisce il segreto e così la nipotina. Ma il cane era un regalo di Berlusconi, non l’auto né l’autista.
Pare questo si racconti al ristorante “La scialuppa”.
21 dicembre 2009 alle 02:50
Bene AZ,
così si spiega meglio la discrezione dei Letizia, e al tempo stesso la storia sembra uscita paro paro da una sceneggiata. Infatti nel 2001 muore anche Iuri, diciottenne, primogenito di Anna Palumbo e fratello di Noemi, in un incidente stradale. Ed è l’anno in cui Anna, probabilmente, fa conoscere sua figlia Noemi al “papi-zìo”…
Lacrime napulitane.
21 dicembre 2009 alle 13:01
http://www.youtube.com/watch?v=mHSHc3qjEcY
23 dicembre 2009 alle 00:41
http://www.youtube.com/watch?v=RMGpIelPW94&feature=related
Volume al massimo e ascoltare fino in fondo.
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19 dicembre 2009 alle 13:12
COMPITI PER LE VACANZE
Speriamo di passare le feste in modo un po’ più tranquillo di quanto non sia accaduto agli ultimi giorni. E allora potrebbe essere anche l’occasione di approfondire qualcosa.
Nelle discussioni precedenti Gianluca, Malombra e altri hanno parlato, tra le altre cose, anche di un personaggio come Genchi. Ora io, per natura, non riesco a interessarmi a cose in cui ci sono di mezzo servizi segreti e via discorrendo (a parte James Bond), e questo perché mi piace poter verificare, e come si fa quando di mezzo ci sono i servizi segreti?
I. Genchi.
Andando a comprare il libro che sappiamo, chiedo all’addetto dello “store” se c’era anche uno spazio dedicato specificamente ad Aliberti, mi dice di no però mi fa vedere le ultime novità dell’editore . Tra queste c’era un tomo di quasi 1000 pagine di Genchi. Lo sfoglio, applicò un po’ di lettura rapida, e in un paio di minuti mi faccio un’idea del testo. Mi dico “questo mi fa venire il mal di testa a leggerlo tutto perbenino”. La lettura rapida non serve per memorizzare fatti e circostanze, ma per appropriarsi dei contenuti di base di un testo, a prescindere dunque dai particolari, ed io è in quel libro ho trovato una montagna di particolari impressionante (il libro di Genchi è praticamente impossibile leggerlo con la tecnica della lettura rapida). Dunque tanti particolari, nomi, telefonate, ecc., insomma una cosa che non fa per me, quindi non lo consiglierei come secondo libro dell’Aliberti editore. Però voglio segnalarvi la pagina 780-1 (me la sono segnata), si vi capita di andare in libreria dategli una sbirciatina. C’è la storia di Sgarbi, del comune di Salemi, di Toscani, ecc. Sapete cosa è successo? Hanno, anzi avrebbero (in simili contesti è meglio tenersi sul prudente), registrato il marchio « mafia » e ora avrebbero – è scritto nel libro di Genchi – intimato a Facebook, e non so a chi altro, di oscurare tutti i siti che usano la parola mafia. E poi ci sono le mostre di quadri di Liggio, Provenzano, ecc. Ecco perché nei giorni scorsi ho accennato al fatto che oggi non si può far finta di niente e che bisogna tornare all’impegno politico, disinteressato, determinato. Insomma senza pensare di farlo seguendo i dibattiti televisivi, inutili e diseducativi per lo più, per non delegare l’approfondimento a chicchessia.
Allora, chi è questo Genchi. Io non lo conosco, non ho mai letto niente di suo (a parte una veloce scorsa del libro appena uscito) però mi sembra di aver capito che sia, o sia stato, un uomo delle istituzioni e che abbia lavorato per le istituzioni dello Stato. Quindi, in teoria, è uno che potrebbe anche avere una visione imparziale. E allora, visto che è molto attivo ultimamente, dare un’occhiata alle cose che dice, almeno su Youtube e sulla stampa dove scrive (credo sia “il Fatto”), luoghi dove dovrebbe essere più facile seguirlo, potrebbe non essere del tempo completamente sprecato. Ovviamente tutto da verificare. Un lavoraccio comunque.
Indubbiamente c’è tutto un lato oscuro della storia italiana, a partire in particolare dal 1969 che deve essere ancora compreso. Sono però appunto storie spesso di servizi segreti e questo non è, e non sarà mai, il mio campo di interessi.
II. Piazza Fontana.
Segnalo solo, per chi invece ha interesse per questi argomenti, che, volendo scrivere qualcosa sugli anarchici (nel mirino in questi giorni), ho fatto una ricerca su Internet. Ora io non credo che, per esempio, che c’entrino con la strage di Piazza Fontana. Non perché abbia un elemento di prova, uno solo, per dire questo, ma per deduzione. Avendo conoscenze specifiche, certificate dall’Università per intenderci, nel campo della storia del pensiero politico, so perfettamente cosa siano i riferimenti teorici e le applicazioni pratiche dei movimenti anarchici. Potrei mettere assieme decine di specialisti e dimostrare, anche con il loro supporto, quello che dico: gli anarchici colpiscono, o almeno nel passato, perché ora credo non ci siano nemmeno più, le persone simbolo, mai a casaccio. Maroni, che da Wikipedia apprendo essere stato da giovane nei gruppi maoisti e poi in Democrazia Proletaria, queste cose dovrebbe saperle. E se non la sa, che si prenda degli specialisti nel campo delle scienze politiche, gente che sa quello che dice però, e gli faccia fare delle consulenze su argomenti di loro competenza, come accade negli Stati Uniti. E allora vedrà che quello che dico io corrisponde esattamente a quello che direbbe qualsiasi altro specialista del settore.
Allora come andò a Piazza Fontana, ripeto non lo so, a meno di andare a vedere le sentenze, che nemmeno ricordo più chi riguardano. Però da Internet, facendo una ricerca, vien fuori questa pagina dove un uomo, che fu a suo tempo delle istituzioni, rivela la sua “verità” su Piazza Fontana
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/piazza-fontana-la-mia-verita/2116604/8
Confesso che sono restato allibito. E spero che non sia vero, in tutto o almeno in parte.
Per non rovinarsi il fegato, che sia meglio dedicare le vacanze a giocare a “bestia” e poker?
Buone feste a tutti.
Luciano Priori F.
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19 dicembre 2009 alle 22:07
LPF,
ma che libri leggi? E li leggi per davvero? Su piazza Fontana sappiamo ormai quasi tutto (il tempo non passa invano, a patto di sfruttarlo). All’origine non c’è affatto una storia di spionaggio, bensì una questione STRATEGICA e MILITARE, come intuì il compianto Valerio Riva in “Oro da Mosca”, p. 494. Nel dicembre 1969 l’ENI di Cefis firmò, dopo lunghissime trattavive, una megacontratto sul gas con l’URSS; il PCI si prese una megatangente, in cambio della quale doveva piazzare materiale strategico-militare in territorio italiano per creare il terreno adatto all’invasione sovietica. La US Army s’incazzò, trasferì il tritolo dalla Germania all’Italia e preparò gli attentati dimostrativi di quei mesi…
C’è solo una cosa che non sappiamo: perché la bomba scoppiò durante l’orario di apertura della Banca dell’Agricoltura, invece che di notte. Penso che qui c’entrassero davvero i Servizi. Ma non del Belpaese. Per parlar chiaro: quelli sovietici.
Applica la teoria del cui prodest agli attentati in Italia, ripensa ai flussi elettorali della prima metà anni sessanta e rileggiti Pasolini, là dove dice che quegli attentati avevano una valenza “antifascista” (nel senso del cui prodest, appunto). E lascia stare le tue idiosincrasie per le storie di spie. Lo spionaggio è un lavoro come tutti gli altri: traspirazione 90%, …cospirazione 10%.
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19 dicembre 2009 alle 23:02
Corrige: “flussi elettorali prima metà anni SETTANTA”.
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20 dicembre 2009 alle 16:34
Uno che è, o è stato, uno storico vero (non giornalista che…), non legge Riva, legge invece “L’oro di Mosca” di G. Cervetti, cioe’ una testimonianza di uno che c’era, di prima mano, uno che le cose le faceva. Così come legge l’intervista del gen. Maletti, uno che c’era dentro ai fatti che racconta. Poi magari cerca Zorzi su Wikipedia, si va a vedere i processi, ecc.
Poi si valuta, fermo restando che, indipendentemente da congiunture storiche particolari, errori,…, Stati Uniti=libertà.
Quello che dice te vale zero.
Rob de mat:
“…per creare il terreno adatto all’invasione sovietica”
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20 dicembre 2009 alle 18:55
LPF,
gavte le nate (ne hai più di una): sei molto più presuntuoso di quel che il QI ti consente. Non conosci i risultati della Mitrokhin, non hai capito i fondamentali del sistema sovietico. Il che non mi stupisce affatto: se per conoscere la storia dell’URSS tu snobbi le intepretazioni dei filosofi e degli storici e ti attieni alle fonti, potresti morire di d’inedia senza nemmeno accorgertene.
20 dicembre 2009 alle 21:12
Rob de mat:
“…per creare il terreno adatto all’invasione sovietica”
21 dicembre 2009 alle 03:40
Ullallà,
il grande Paganini m’ha concesso il bis. Quale onore!
21 dicembre 2009 alle 18:49
Ecco, cosi’ mi piaci di piu’.
21 dicembre 2009 alle 22:58
Tu, no.
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19 dicembre 2009 alle 19:14
Cara Simona :
Tu dici : “Mani Pulite = magistratura che esercita potere politico.”…. E va be’.
Siccome si parla di Magistratura sarebbe bene , quindi, di non fare di tutta un erba un fascio… suppongo pertanto che tu ritenga il giudice Metta un lavoratore autonomo….uno che lavora in proprio insomma.
Se sei d’accordo su Metta lavoratore “autonomo” sai anche cosa significa cio’…..; vorrei sperare che tutti sapessero cosa significa cio’.
Let’s never forget it , eh.
Un saluto.
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22 dicembre 2009 alle 20:41
Gentile Guzzanti,
complimenti vivissimi per il libro. Non l’ho ancora finito, ma si legge davvero che è una meraviglia… lo leggo a cento pagine alla volta… e per ora emerge un personaggio grande, oscuro a volte, geniale, pieno di contraddizioni, illuminante, furbo, eroico, pazzo… insomma ne viene fuori uno che non si sa se stimare o detestare, e credo che questo sia il vero berlusconi. Complimenti davvero, è anche scritto meglio di Sasha.
Considerazione leggera: leggendo il libro mi domando come può un uomo prendersi talmente sul serio come il berlusca, nessuna stravaganza, sempre lavoro, lavoro, lavoro… si fa la tomba e imita quella di tutankhamon… insomma io con i suoi soldi avrei già un mio coro personale con tanto di contralti, bassi e soprani che ogni mattina mi svegliano con il Magnificat di Monteverdi; mi sposterei occupando il posto del passeggero di un sidecar guidato da un pilota vestito da ralph supermegamaxieroe; mi comprerei ibrahimovic per farlo palleggiare a casa mia mentre lo insulto; finanzierei campagne contro leonardo da vinci; viaggerei solo in città che iniziano per P… Lui no, lavora, lavora, lavora… ammirabile e disprezzabile.
Saluti
GUZZ – QUESTO è IL PIU’ gagliardo e gratificante spot pubblicitario che potessi pubblicare sul mio libro. Grazie !!
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23 dicembre 2009 alle 14:01
Gentile GUzzanti,
evito le genuflessioni ma quello gratificato sono davvero io, da un libro così. Mi vien voglia di chiederle di scrivere alcuni libri, sono pronto in cambio a farle il correttore di errori grammaticali e di battitura AGGRATIS (che a Genova ha il suo bell’appeal come formula). Lei ha i suoi progetti da portare avanti, come il libro su de benedetti… ma io le dico lo stesso due o tre libri che mi piacerebbe che lei scrivesse, tanto è gratis anche fare proposte no?
Una volta le avevo già segnalato che sarebbe bello tradurre un libro dall’americano all’italiano: “Tear Down This Wall: A City, a President, and the Speech that Ended the Cold War” di Romesh Ratnesar, ma anche un bel libro su Ronald Reagan sarebbe entusiasmante per me, e sarebbe splendido anche per il partito liberale che lei scrivesse un bel libro sulle figure più importanti a livello mondiale per quanto riguarda il liberalismo.
Tutta questa multimedialità mi ha dato alla testa… il lettore che suggerisce il soggetto del libro allo scrittore!
Mi perdoni, saluti.
GUZZ – GRAZIE !! PRENDO NOTA. A presto e auguri
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27 dicembre 2009 alle 15:00
La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.
INDRO MONTANELLI
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