(ANSA) – ROMA, 13 DIC – ‘Esprimo a Silvio Berlusconi la mia piu’ totale e affettuosa solidarieta per l’orrido episodio di aggressione di cui e stato vittima, frutto della pratica dell’odio come surrogato della politica e arma contro la democrazia’. Lo afferma Paolo Guzzanti, deputato eletto nel Pdl e poi passato al Gruppo Misto come vicepresidente del Partito Liberale.
‘A Berlusconi – aggiunge – faccio non solo gli auguri di una pronta ripresa fisica, ma auguro a lui e alla comune patria che la politica torni nel suo alveo e che tutti gli italiani comprendano che la strada della violenza, fisica e morale, sara’ sbarrata e impraticabile’.
‘E’ triste – conclude Guzzanti – dover constatare che l’Italia, che aspettava con Berlusconi e da Berlusconi una rivoluzione liberale, si trova ormai avviata verso l’intolleranza’.(ANSA).
COM-PNZ 13-DIC-09 21:50 NNNN
Qualcuno ha chiesto come mai non si è visto un fazzoletto, insinuando, mi pare, che deliberatamente si fosse voluto mostrare un Berlusconi sanguinante anziché un Berlusconi tamponato, lavato e magari con un po’ di makeup, tipo morgue, per attenuare l’impatto emotivo delle ferite e della sofferenza.
Ecco dunque la foto con Berlusconi armato di fazzoletto che cerca di fermare il sangue.
Soddisfatti? O vogliamo cominciare a dire che le torri gemelle se le sono tirate giù gli americani?
E’ una grande giornata per gli imbecilli di tutto il mondo che costituiscono la più grande internazionale, la più grande e potente lobby: imbecilli di tutto il mondo unitevi, specialmente su face-book. E’ il momento di formare cori, serpenti umani.
Sì, il feritore è uno che sta in cura psichiatrica da dieci anni, ma quel che ha fatto non costituisce il gesto di un matto: è il gesto eroico agognato da milioni di pazzi, di gente che se il presidente del Consiglio italiano fosse stato ucciso oggi sarebbe in piazza come se avesse vinto il campionato.
L’Italia sta diventando essa stessa una galera psichiatrica: La Penisola degli Imbecilli, gioco a premi per tutti, giocatelo si face book, fatevi il vostro mattatoio privato, andate nel mattatoio pubblico, ignorate la storia, la geografia, l’etica, l’estetica.
L’Italia è preoccupata solo delle conseguenze che “gli altri” (The Others) potranno trarre: quanto costa (politicamente) una libbra di carne?
A chi giova?
Chi strumentalizza?
fante cavallo e re, chi non corre resta a me.
Mazzabubù quante corna stanno quassù?
Tutto il cucuzzaro? é berlusconiano o antiberlusconiano, il cucuzzaro?
Che grande fetta di merda è diventato questo Paese, che peraltro non ha mai profumato troppo di giaggiolo.
SCRIVE GIAGINA CHE TRATTO A TITOLO DI ESEMPIO DELL’AP’PPLICAZIONE DEL NUOVO CORSO DI DIFESA DELLA VERITA’, DOPO QUEL CHE E’ ACCADUTO IERI – LA RISPOSTA CHE DO A LEI VALE PER TUTTI -
Caro Guzzanti, si chiama ipocrisia e la detesto. Quando un TG5 fa un’edizione speciale e mi dice che ha raccolto le dichiarazioni del padre dell’aggressore e mette la sottolineatura sul fatto che “hanno sempre votato PD” beh mi scusi tanto ma a me si rizzano i peli. Chi ha iniziato? Vogliamo dire che i giornalisti hanno il culo sudicio e mostrano solo le foto insaguinate?cazzi dei giornalisti,lo chieda a loro come mai mostrano solo foto da cristo in croce. A chi giova? Chi ha creato la mediocrazia? Chi la sfrutta? Chi la possiede? Io? beh Guzzanti vabbene tutto ma questo è veramente troppo. Vuole forse negare che sul predellino della macchina è sceso col volto offerto alla pubblica vista col sangue che cola? Lo vuole negare? Beh lei lo neghi pure. Non ci sto a far la parte di chi strumentalizza senza ricordarmi che quest’uomo ha strumentalizzato la sua vita, i suoi affetti, i suoi figli e i suo i nipoti. Ha fatto della strumentalizzazione la sua azione politica. E lei vuol farmi sentire una merda perchè dico quello che penso? beh mi spiace i giaggioli profumano eccome.
<strong>GUZZ – OGGI, o meglio da oggi, ho deciso di vietare su questo blog ogni speculazione e disinformazione e insinuazione non provata. E’ il mio contributo al ripristino della civiltà.
Ho appena detto a Pinco Pallino che per me può anche andarsene fuori dai coglioni e l’invito è esteso a tutti.
No, quello che lei Giagina dice è falso, ignobile e violento. Berlusconi è stato EROICO nel voler mostrare alla folla che non era morto, per calmare le acque e spegnere la voce secondo cui era caduto morto dopo il colpo.
E ha preteso, BENCHE’ fosse traumatizzato, sotto choc e sanguinante, con frattura del setto nasale, due denti rotti, labbro lacerato e contusioni al volto, che si facesse ben vedere che era vivo, che non era morto e che non si scaldassero di più gli animi. Io non guardo la televisione e dunque neanche il tg di cui lei parla.
Ma mi sembra che se il padre dell’aggressore ha detto che ha sempre votato col figlio per il PD, questa à una notizia e non deve essere costume dei giornalisti censurare le notizie. Non esiste alcuna mediocrazia. Queste sono stronzate per il popolino bue. Esiste invece un giornalismo di parte e asimmetrico per un popolo di analfabeti che divora la propria stessa merda trovandola profumatissima e che passa la vita a spiegare quanto puzza invece la merda altrui.
Qui siamo nell’imbecillocrazia totale.
Io non voglio assistere inerme e indifferente di fronte al massacro della verità, del buon senso, e dell’alterazione dei fatti.
Giagina, io ho simpatia per lei. Ma questo è il momento di schierarsi restando stretti sulla verità dei fatti senza piegare di un millimetro, né a destra né a sinistra, né in alto, né in basso.
La sua insinuazione sul fazzoletto era becera, cialtrona e ignobile. E naturalmente era anche falsa.
Dico a lei quel che ho appena detto a Pinco Pallino:si sente per caso irritata? Quella è la porta.
Ma qui dentro da oggi non si possono più scrivere le stesse stronzate che si sono scritte fino a ieri, pro o contro Berlusconi.
Anche in questo comincia qui una rivoluzione liberale: intollerante con gli intolleranti, a mano armata contro chi disfa la democrazia, la verità, la dignità.
Ne ho abbastanza della gente che irride, insinua, insulta, allude, dà di gomito, fa finta che siamo tutti d’accordo, che sia dimostrato il falso e che sia irrilevante il vero.
Basta.
E POI ARRIVA IL COMUNICATO DI INDYMEDIA, CHE SI SPACCIA PER UNA CONGREGA INTERNAZIONALE DI SPIRITI LIBERI E LIBERTARI, UN BRANCO DI ANARCHICI AVVENTUROSI E GENUINI. MA OGGI SI SONO DATI LA ZAPPA SUI PIEDI. IN CHE SENSO? LEGGIAMO IL LORO COMUNICATO IN CUI SI SPIEGA CHE COPIRE BERLUSCONI E’ UN ERRORE E NON UN RIMINE, E POI VI DICO PERCHE’.
| BERLUSCONI: INDYMEDIA, AGGRESSIONE GIOVA SOLO A LUI |
(ANSA) – ROMA, 14 DIC – Il network internazionale Indymedia, una rete di collettivi anarchici e di sinistra che gestiscono mezzi di comunicazione, e’ uno dei piu’ attivi da ieri nel commento all’aggressione subita in Piazza Duomo a Milano da Silvio Berlusconi. Tra i molti commenti inneggianti al gesto di Massimo Tartaglia, del tipo ‘Berlusconi e’ mortale e prende cazzotti come tutti’, si legge anche un nuovo post intitolato Atto Errato.
‘Consideriamo un atto errato l’aggressione a Berlusconi perche’ giova unicamente a lui. Confermiamo che per liberarsi del nuovo Mussolini l’unico modo e’ quello della lotta di piazza e di massa. Altrimenti il golpismo istituzionale, la macelleria sociale e l’interventismo militare all’estero del governo del neoduce Berlusconi andra’ inesorabilmente avanti’. (ANSA). |
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ED ORA LA RIVELAZIONE: INDYMEDIA NON è ALTRO CHE IL NOME DI BATTAGLIA DEL PMLI, PèARTITO MARXISTA LENINISTA ITALIANO, DI ISPIRAZIONE MAOISTA, COME MOSTRA E DIMOSTRA IL COMUNICATO EMESSO IERI ALLE 10,55 DALLO STESSO PMLI:
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UN ATTO ERRATO
Consideriamo un atto errato l’aggressione a Berlusconi perché giova unicamente a lui. Confermiamo che per liberarsi del nuovo Mussolini l’unico modo è quello della lotta di piazza e di massa. Altrimenti il golpismo istituzionale, la macelleria sociale e l’interventismo militare all’estero del governo del neoduce Berlusconi andrà inesorabilmente avanti.
L’Ufficio stampa del PMLI
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13 dicembre 2009 alle 22:23
Doveva l’Italia giungere a questo?
L’Italia, Senatore, come Nazione non esiste. E’ più che altro una regione storica in cui sono confluiti tutti i barbari.
E questo è un pessimo giorno, anche per un paese di barbari.
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13 dicembre 2009 alle 22:35
Non ho simpatia per Berlusconi,ma mi fa male vedere quel che gli è stato fatto,mi metto sempre nei panni dell’altro e quindi mi sento di essergli vicino umanamente e Cristianamente in questo momento.
Mi aspetto ora,con preoccupazione,una reazione violenta da parte di qualche facinoroso e successivamente,un riscaldamento degli animi che spero non degeneri.
Mi chiedo solo, infine,dove cazzo stavano e a cosa pensavano i suoi Bodyguards.
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13 dicembre 2009 alle 22:39
Il problema è che in Italia la politica è diventata come una partita di calcio in cui il pubblico è unicamente formato da hooligans. All’inizio, quando ho sentito la notizia, ammetto di avere avuto un moto di contentezza: quando non se ne può più di una persona, è nella natura umana godere del suo male. Ma ora, ripensando a quel volto insanguinato, capisco che è sbagliato pensare così; penso che, a forza di provocare, di raccontare barzellette, di sbattersene dei problemi reali, un po’ il Nostro se la sia cercata. Ma ora capisco che dietro un gesto così apparentemente innocuo ci può essere una potenziale spirale di violenza che porterebbe il nsotro Paese a rivivere i giorni bui della guerra civile. Non necessariamente nelle stesse forme, ma già di fatto è in atto una spaccatura del popolo, proprio in berlusconiani ed antiberlusconiani… e continuando così faremo la fine di quelle famiglie che, così tristemente note nella mia Isola, litigano da anni e si ammazzano senza neanche sapere perché lo fanno.
A parte questo, credo che oggi Berlusconi abbia in parte raccolto ciò che lui ha seminato e le sinistre hanno concimato per anni: l’aver trasformato la politica in una gara a chi è più simpatico, bello, spiritoso, brillante e incapace di occuparsi decentemente dei problemi del Paese; ad una puntata di Annzero di qualche settimana fa ho trattenuto il vomito guardando il dibattito tra un Bersani ed un Tremonti che oparlavano di crisi economica e problemi finanziari come se fossero noccioline; si battibeccavano come due compagni di scuola antagonisti: dimmi, tu cosa faresti? eh? dai, dimmelo. E sorridevano e ridevano. Io mi sono chiesto cosa ci fosse da ridere, ed ho spento il televisore.
Ciò che è accaduto oggi è solo il frutto di una classe politica incapace e interessata solo alla propria poltrona, che la mattina battibecca in aula e la sera va a cena allo stesso tavolo. frutto di un popolo sempre più ignorante e semplicistico che non si informa, che sonnecchia davanti alla tv, che guarda il grande fratello come se stesse guardando chissà quale evento eccezionale e che si fa infinocchiare da gente che parla parla parla… oggi su un giornale locale hanno pubblicato i nomi dei possibili candidati a sindaco per la mia piccola città, nel prossimo amrzo: tutti nomi triti e ritriti, gente in politica da una vita, che ha fatto miliardi di passaggi da un partito all’altro ed è passata dal comune alla provincia alla regione al comune eccetera. E che faremo l’anno prossimo, non andremo a votare? Chiederemo l’anarchia assoluta?
Ora mi si potrebbe dire che dobbiamo scendere in campo noi, dobbiamo essere noi il rinnovamento… ma io non sono fatto per queste cose; io faccio politica informandomi ed esprimendo le mie idee attraverso il voto: e non è poco; ma ormai non si può fare neppure questo, siamo costretti a votare le persone che ci vengono imposte e pure zitti.
Non voglio fare una lenzuolata, perciò chiudo qui; auguri di pronta guarigione a Berlusconi, non solo fisica, riflettano lui e i politici tutti sul fatto che il popolo che li ha votati conta anche dopo che si sono insediati e che i popoli incazzati non guardano in faccia a nessuno. Augurandomi in tutto questo che non sia una cosa preventivata per recuperare punti. Non ci voglio neanche pensare ma, si sa, nell’Italia del 2009 tutto è possibile.
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14 dicembre 2009 alle 08:32
Un “gesto così apparentemente innocuo”? Ma scherza?
Guardi che non è stato tirato un pomodoro.
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14 dicembre 2009 alle 12:30
Mi perdoni, ma sinceramente non capisco perché ho scritto così. Ero preso dalla foga e probabilmente volevo scrivere qualcos’altro, mi creda
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13 dicembre 2009 alle 22:43
Gli occhi dallo sgurdo incredulo e spaventato di Berlusconi.
Le monetine tirate a Craxi.
La stessa mancanza di rispetto per ” l’uomo ” che mi ha fatto rabbrividire allora ed oggi
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13 dicembre 2009 alle 22:43
Purtroppo l’evento (un pazzo che colpisce Berlusconi) è già stato strumentalizzato a morte. C’è chi dice che è colpa di Santoro. Di Pietro dice che è colpa dello stesso Berlusconi… Di certo questo evento non fa bene a nessuno.
GUZZ – UN PAZZO…. strumentalizzato….
Parole logore.
Quest’uomo non è affatto un pazzo, uno squilibrato. Ed è già l’eroe di milioni (tutti pazzi?).
Strumentalizzato? Per ora vedo reazioni, anche eccitate come è normale e perfino salutare.
Ma perché strumentalizzato?
Mai mettere le mani avanti.
E’ persino peggio che metterle addosso.
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14 dicembre 2009 alle 00:04
GUZZ – UN PAZZO…. strumentalizzato….
Come dice kaladia, non il pazzo ma l’evento è stato e ancor più sarà, strumentalizzato.
Questo è innegabile e forse anche inevitabile.,
Sarà anche questo colpa della sinistra, (meglio ancora dei comunisti) che fomenta l’odio, ostinandosi a fare quel pò di opposizione, che fastidiosamente ostacola la necessità di Berlusconi di farsi leggi su misura, che non collabora come invece dovrebbe con chi denigra ogni altro presidio demogratico, opposizione stessa compresa.
—-
giuli ti sei rotta i coglioni? di chi? di chi gongola?
Sopporta, sopporta come faccio io che pure non vedo l’ora che questo tizio si levi dai coglioni.
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14 dicembre 2009 alle 00:06
Strumentalizzato perché dire (Fede) che la colpa è del No-B Day, Di Pietro ecc ecc è senza senso, anzi è alla stregua di quello che ha detto Di Pietro. Entrambe le cose sono mi sembrano strumentalizzazioni.
Pazzo, non pazzo, non è importante. E’ una persona isolata che si prenderà la responsabilità di quello che ha fatto. Quelli che lo considerano un eroe non sono pazzi, ma immaturi.
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14 dicembre 2009 alle 08:14
Fra l’altro sembra davvero che soffra di disturbi psichici,questo aggressore che va sotto il nome di Massimo Tartaglia.
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14 dicembre 2009 alle 09:37
Forse, delinquenti?
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13 dicembre 2009 alle 22:49
Ecco a cosa porta la campagna di disinformazione,di calunnia e di odio organizzata da un’opposizione faziosa ed incapace di accettare la sua sconfitta.
Che appoggiata da una parte della magistratura politicizzata sta tentando la riedizione del golp riuscito nel 2004.
A silvio Berlusconi va la simpatitia ed i miei sinceri auguri di pronta guarigione.
Silvio non ti lasceremo solo.
Pinco Pallino
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13 dicembre 2009 alle 23:02
Ecco cosa porta l’evento di stasera. che le persone come lei non si interrogano sul fatto, non ragionano su cosa spinge a fare un gesto del genere, ma cercano capri espiatori. è colpa delle sinistre, delle opposizioni, delle fazioni… lei fa parte dell’Italia dell’odio che vede solo golpe e complotti. Ma guardi in faccia la realtà per una volta! Ma basta con queste seghe mentali per favore! Ma quale golpe riuscito, ma dove l’ha letto, su Silviopedia?
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13 dicembre 2009 alle 22:59
Beh sul mio Fb è pieno di gente che gongola, che se la ride…e io mi sono proprio rotta i coglioni!
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13 dicembre 2009 alle 23:12
anche io… è diventato nauseante. e se provi a dire il conbtrario… sei un “buonista”
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13 dicembre 2009 alle 23:15
e comunque che c’entra che è pieno di gente che gongola con ciò che ha scritto Pinco Pallino? Intanto io credo che il gongolare sia una reazione di chi non ne può più. Può essere una reazione da criticare però come ho detto io stesso per un attimo l’ho provata anche io. E’ la reazione del popolo inerme contro i potenti che vede i potenti scendere dal piedistallo. Gongolare per la violenza è altra cosa e non è accettabile. Ma andare a parlare di golpe riuscito del 2004… beh questo è più assurdo del gongolare, della violenza, ecc. Ma lo sa pinco cos’è un colpo di stato?
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14 dicembre 2009 alle 00:12
Ma perché si da tutta quest’importanza a Facebook? Fatemelo capire!
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13 dicembre 2009 alle 23:30
Non so’ perche’…ma quel volto insanguinato mi ha fatto venire in mente quello di Benito Mussolini a piazzale Loreto.
Si spera che finisca qui’, sara’ meglio per tutti.
E’ in momenti come questi che si capisce il valore della democrazia con la sua prima regola.
Chi ha avuto il consenso del popolo …governi. Non ci sono e non ci devono essere alternative se non il responso popoare.
Possibilmente , pero’, con il rispetto di TUTTE le altre regole che stanno alla base del nostro regime democratico , senza forzatura alcuna.
Ma l’aria si era fatta pesante…lo avvertivamo un po’ tutti ; ho l’impressione di sentire il risvegliarsi di mostri addormentati da lungo tempo e favoriti dalla mancanza di valori condivisi , ogni giorno sempre di piu’, disgraziatamente.
Senza questi non si va da nessuna parte.
Ma la violenza no.
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14 dicembre 2009 alle 14:37
Sono d’accordo con te, anche se le ipocrisie sono molte, la violenza non è solo quella fisica (di certo la più appariscente e palpabile) ci sono anche tanti altri modi di essere violenti, E DEVONO FINIRE TUTTE QUESTE FORME DI VIOLENZA UNA VOLTA PER TUTTE!!!
Vedi caro Kale il grave accadimento deve essere condannato è basta, e qui naturalmente siamo tutti d’accordo, il problema che non deve neanche succedere che lo si faccia givernare impunemente e male, bisogna essere anche più vigili MA SEMPRE POLITICAMENTE PARLANDO, il milione di persone non deve scendere in piazza perchè dice che B. deve dimettersi e difendere visto le accuse, il milione di persone deve scendere in piazza (naturalmente senza bandiere, quello che è successo è vergognoso secondo me non si dovevano far venire bandiere di nessun partito, in quel modo si sono tagliati le palle da soli) per chiedere che una delle tenate leggi assurde non venga fatta, naturalmente questo è solo un esempio.
La piazza e la politica , devono capire che la battaglia deve essere solo POLITICA. Ed una volta stigmatizzato il violento attacco subito, una volta data la giusta vicinanza PERSONALE PER IL VILE E GRAVE ATTACCO SUBITO, a Berlusconi non bisogna dare Bonus. Ma se la Bindi e i Di Pietro continuano a dire che se l’è cercata, stanno dicendo CHE GLI ELETTORI DEL PRIMO PARTITO IN ITALIA sono dei deficenti, E NON E’ QUESTA LA STRADA PER ANDARE IN PARADISO.
E’ inutile che oggi Repubblica parla dei diritti di fare critica e dei diritti di berlusconi di fare politica LIBERAMENTE E DEMOCRATICAMENTE, quando lo stesso giornale insieme a molti altri giornali HA CONTRIBUITO ALL’IMBARBARIMENTO DI QUESTA SITUAZIONE.
Vedo ipocrisie da tutte le parti ed ognuno continua a vedere i due profili o il calice a seconda dei propri usi e consumi
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13 dicembre 2009 alle 23:37
Vivo all’estero da qualche anno e, al contrario di molti “esiliati” che si credono in una posizione (geografica) privilegiata per poter meglio giudicare le faccende italiane, io non ci sto capendo piu’ nulla.
Come e’ mai possibile sperare razionalmente che un governo sostenuto – ahime’- dalla maggioranza degli italiani, possa cadere a colpi di magistratura o perche’no, come dice Guzzanti, con un colpo alla nuca?
E’ pieno di gente anche intelligente magari che occupa posizioni di responsabilita’, che scordandosi sia l’intelletto che della responsabilita’, si sarebbe augurato un colpo piu’ forte e preciso che potesse chiudere finalmente il problema Berlusconi in una bara.
Quelle persone non si rendono conto che la sicurezza del premier-chiunque esso sia- e’ una questione di SICUREZZA NAZIONALE. Domani un altro “pazzo” sparera’ a Bersani e dopodomani…
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13 dicembre 2009 alle 23:37
Caro Onorevole,
a mio giudizio Kadadia ha ragione. E’ in corso una strumentalizzazione trasversale molto modesta e un pochino schifosa dalla quale, francamente, mi aspettavo che lei prendesse le distanze.
L’aggressore è in cura da dieci anni presso una struttura psichiatrica. Questo lo rende tecnicamente un disturbato mentale.
Che sia uno psicopatico lo dice la logica: solo a un folle puo’ venire in mente di colpire il primo ministro in mezzo a migliaia e miglaia di persone che lo idolatravano, rischiando di essere linciato da folla. Senza considerare il rischio di beccarsi un pallottola in testa dai servizi di sicurezza.
La discussione dovrebbe quindi spostarsi sulla legge Basaglia, sugli apparati di sicurezza, ecc.
Tonino di Pietro, un vero [autocensura per evitare querele], parla di popolo stremato, di gente inferocita perché trascurata dal governo, di tensioni sociali. Titola il suo post “chi semina vento raccoglie tempesta”. Alè!
La Carfagna, altra testina fine, ciancia di “Sinistra culla aspiranti terroristi”. Dice: “”L’impressione è che l’opposizione stia facendo come negli anni settanta, quando il Pci, per non dovere affrontare la propria base, chiuse un occhio e cullò al suo interno quelli che sarebbero diventati terroristi assassini”.
Delirio.
SU Facebook c’è chi in effetti ride del Berlusconi ferito in quanto “nudo”, senza protezione. C’è chi ride se il re è nudo, figuriamoci se lo è l’imperatore assoluto.
Ma in verità la maggior parte di chi non ama Berlusconi prende le distanze dalla violenza con una distribuzione trasversale.
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14 dicembre 2009 alle 10:25
Caro Demmini,
Se ci fai caso il primo a fare il ‘collegamento’ è stato proprio l’onorevole Guzzanti: “dalla politica dell’odio al colpo in faccia”. Sentendo le parole pronunciate poco prima da Berlusconi sul palco, ho pochi dubbi su quale dei due schieramenti, e quali leader, usa/usano più violenza verbale.
Io personalmente non ho gongolato apprendendo la notizia, ieri. Anzi mi sono subito preoccupato: ero certo delle strumentalizzazioni successive, sia da una parte che dall’altra, e ribadisco la mia convinzione che siamo di fronte a forti strumentalizzazioni, sia da una parte che dall’altra. Chi fa di questo Massimo Tartaglia un eroe già strumentalizza, chi vede nel suo gesto il risultato della politica dell’odio (ovviamente da parte della sinistra – dimenticando l’assurda violenza verbale di molti rappresentanti di quest maggioranza nei vari dibattiti televisivi e di piazza), strumentaliza ancora di più. Ma dove c’è scritto che l’uomo che ha compiuto questo gesto è stato spinot dalle parole di Di Pietro o dalle trasmissioni di Santoro? Chi lo può dimostrare? E’ inaccettabile che un Ministro della Repubblica, Maroni, dica quello che ha detto ieri sera! O che un gruppo di Facebook faccia così tanto clamore. Molto più clamoroso è il fatto che i bodyguard di Berlusconi non abbiamo saputo proteggerlo, lasciando che una persona si avvicinasse così a un braccio di distanza!
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14 dicembre 2009 alle 00:01
Guardo con orrore le foto dell’accaduto. Volto distrutto, denti saltati. Non posso non ricordare che una volta, per un incidente ferroviario, stavo facendo anche io quella fine e mi vengono i brividi.
Chi non riesce a provare empatia per l’uomo, per il corpo, per il sangue, si fermi e provi a capire come è potuto succedergli.
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14 dicembre 2009 alle 00:08
Caro Paolo,
momenti brutti.
Il tuo comunicato è in linea con tutto ciò chai seminato, il tuo comportamento liberale e denso di amor patrio è un puntino bianco nel mezzo di un cielo nero. Il tuo comunicato è anche il mio.
Cap. Rolla
GUZZ – LEITO. NON DUBITAVO.
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14 dicembre 2009 alle 09:59
E anche il mio.
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14 dicembre 2009 alle 00:30
eliset59 scrive :
La stessa mancanza di rispetto per ” l’ uomo ” che mi ha fatto rabbrividire ieri come oggi
giuli scrive :
Beh sul mio Fb è pieno di gente che gongola, che se la ride … e io mi sono proprio rotta i coglioni !
Viva le donne.
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14 dicembre 2009 alle 00:34
Sì, anch’io mi sono rotto i coglioni di questi palloncini gonfiati di niente, che…
l’antiberlusconismo? l’ha inventato Lui, oh yeah!
il comunismo? l’ha inventato Lui, oh yeah!
l’aggressione? è stata “strumentalizzata a morte” dalla destra, oh yeah!
BUFFONI
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14 dicembre 2009 alle 09:06
Bravo patton, anche tra i palloni gonfiati si crede superiore. Loro infatti sono solo palloncini.
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14 dicembre 2009 alle 15:03
Patton te la sei cercata!! Lancillotto così facendo fai lo stesso errore di Patton!
Possibile che l’atto di ieri invece che insegnare qualcosa serve per esasperare ancor di più gli animi? Possibile che Paolo ha appena detto di non sopportare più questi match pugilistici e continuate? Mi sono permesso di rompervi le palle e chiedo scusa, ma vista la stima che ho per entrambi cercate una volta per tutte di dare il buon esempio!!
Gianluca
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14 dicembre 2009 alle 14:55
Patton, Patton, spero che il bandierone che sventoli si veda bene.
Forse con queste braccia, un bravo tifoso non molla mai!
Inoltre, caro Patton, oltre a insultare prova a capire il senso del mio post.
Quello che è successo è la perfetta dimostrazione di quello che avevo scritto.
Atto disgustoso, ignobile, quello dell’agressore.
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15 dicembre 2009 alle 14:01
Certo Mal,
“la ragazza è stata violentata, ma se l’era andata a cercare”.
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15 dicembre 2009 alle 19:38
E rieccolo! E’ tornato il ventriloquo Patton!
Colui che mette frasi inventate( da lui stesso e da altri) sulle bocca degli altri!
Piccolo particolare: non sono il tuo pupazzo.
I tuoi ridicoli concetti te li tieni per te. Ok?
Non me li metti in bocca. Chiaro?
Inoltre, prova a capire il senso del mio post non continuare a fare una brutta figura scrivendo queste sciocchezze.
Un piccolo sforzo, Patton.
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14 dicembre 2009 alle 00:39
Salva80 scrive:
” Augurandomi in tutto questo che non sia una cosa preventivata per recuperare punti “.
???????????????????????? Notteeeeeeee !
barbera e champagne scrive:
13 dicembre 2009 alle 22:00
” Beh, “ malati di mente “ contro “ malato di mente “ … il conto torna “.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Bhe, non voglio apoditticamente dire che il conto torna … ma si fa di tutto per sostenerlo …. almeno la prima parte della frase “ m.i d.m. “.
O no ?
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14 dicembre 2009 alle 08:30
cosa significa m.i.d.m?
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14 dicembre 2009 alle 01:07
Evidentemente Secondo Lei il Ribaltone non è mai esistito vero?
Secondo Lei, la magistratura non tiene la politica sotto scacco vero?
E chi mai ha eletto i giudici, a chi rispondono costoro, se non a loro stessi?
Questa e la situazione che non vogliono che sia cambiata.
La campagna di deligittimazzione e criminalizzazzione che è stata orchitettata e organizzata con cura nell’arco di questo 2009 è stata sotto gli occhi di tutti, allora non rivolti la frittata.
E non venga a dare lezioni di democrazia.
io non èro Berlusconiano, non l’ho mai votato, del resto non ho mai votato nessuno, ma ho già dichiarato qui che la prosssima volta ci saro.
Questo fatto vergognoso m’incita a confermare questa decisione.
Pinco Pallino
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14 dicembre 2009 alle 08:26
ribadisco… non sa di cosa parla quando parla di colpo di stato. Ribaltone può andar bene, colpo di stato no
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14 dicembre 2009 alle 11:23
Che cos’è un ribaltone secondo Lei?
E forse l’elezione democratica di un governo?
Quando si rovescia la volonta espressa dal popolo tramite l’elezione si fa u colpo di stato, questa è la realta. L’ipocrisia che consiste a nominarlo con parole piu soft, meno traumatizzanti non cambia la realta dei fatti.
Punto.
Pinco Pallino
GUZZ – BASTA!!
NEANCHE lei è autorizzato a forzare le parole e dare un altro contributo di violenza.
Non ci fu alcun colpo di Stato: l’alleato Umberto Bossi decise per suo conto di mandare affanculo Berlusconi e si ritirò dalla maggioranza di governo, spingendo Berlusconi alle dimissioni. Per sei anni Bossi chiamò Berlusconi mafioso, corrotto, corruttore, criminale e canaglia. Bossi.
Che poi Bossi fosse rimasto molto impressionato dalle accuse contenute nell’avviso di garanzia recapitato a Napoli tramite Corriere della Sera, questa è un’altra questione.
Ma non c’è stato alcun colpo di Stato e le intimo di non usare espressioni di questa falsità e di questa violenza sul mio blog. Ne ho pieni i coglioni di quelli come lei e dei suoi specularmente identici.
Se poi non le sta bene il mio tono, quella è la porta.
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14 dicembre 2009 alle 13:18
L’origine dei fatti, contiene la motivazione che sta alla base di cio che è accaduto.
Lo scrive Lei stesso nelle sue poche linee che riporto qui di seguito :
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Che poi Bossi fosse rimasto molto impressionato dalle accuse contenute nell’avviso di garanzia recapitato a Napoli tramite Corriere della Sera, questa è un’altra questione.
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Per il resto, visto che questa è casa sua e che Lei reputa che fra noi due quello che qui ha seminato più odio sarei io, me ne vado,ma non credo che la mia partenza sara sufficiente ad assolvere nessuno dei propi peccati.
Ringraziando dell’ospitalità ricevuta tolgo il disturbo.
Pinco Pallino
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14 dicembre 2009 alle 15:33
Vede Pinco, anche io la pensavo come lei sull’ argomento, poi ho studiato, mi sono informato, ed ho cambiato idea. Cambiare idea spesso non deve essere motivo di vergogna. Io urlavo le cose che scrive lei, 12 anni fa, pur non avendo votato Berlusoconi mi sembrava una cosa grave l’avviso sul corriere della Sera, in momento topico, il ribaltone e tutto quello che successe.
Poi in futuro ho riletto e rivisto la storia, Bossi è la causa. Bossi è stato durissimo per 5 anni la, moralmente era colpa di Bossi MA ALLO SETSSO TEMPO LA COLPA SI POTEVA DARE A BERLUSCONI PER AVERE SBAGLIATO ALLEATO. Il tempo ci ha indicato che poi alla convenienza i due si sono rialleati, o sbaglio?
Quindi i fatti hanno sicuramente detto che il governo è caduto perchè Bossi HA ABBANDONATO BERLUSOCNI è si è avvicinato al centrosx. Basta con il gridare allo scandalo ed al ribaltone. Un conto e mettersi a fianco di chi urla allo scandalo (berlusconi) quando le speranze che lo stesso faccia qualcosa per il ns paese sono intate, visto che governava da pochissimo.
Un conto è continuare imperterriti a tenere quella posizione quando il presunto portatore della Rivoluzione Liberale e delle riforme in 15 ani ha spesso urlato è fatto pochissimo, per poi utilizzare gli stessi comportamenti delle opposizioni, allora ANDAVANO BENE?
Non comprendo e non accetto la sua giustificazione a tali comportamenti. Se una cosa è sbagliata E’ SBAGLIATA SEMPRE, dire che ora fa bene ad aver accentuato la lotta mediatica CON SPAZZATURA SU SPAZZATURA non è logico. Rispetto il suo pensiero ma non lotrovo logico e coerente.
Un ipotetico grande statista (come B. ha avuto il coraggio di dire) a capo del principlae partito Italiano, ed ancora il politico più richiesto nel posto dove sta, che piaccia o no, avrebbe una grande possibilità, dimostrare con i fatti e con gli atteggiamenti cosa significa governare un PAESE DANDO SCHIAFFI ALLA SX ED ALLE OPPOSIZIONI.
Un grande statista deve concentrarsi sul lungo termine, se vuole che il paese esca dalle paludi, lui vede solo sul cortissimo termine, gli interessa il suo bene, il suo potere ed è assolutamente leggitimato nel fare quel che fa, ci mancherebbe MA COME HO DETTO PIU’ VOLTE QUESTA NON E’ LA STRADA PER ANDARE IN PARADISO, E MI RIFERISCO AL PAESE, QEULLO CHE DOVREMMO AVERE A CUORE TUTTI.
Gianluca
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15 dicembre 2009 alle 04:06
Va da sè che le aggressioni fisiche siano da stigmatizzare,e mi pare che abbia raccolto consensi trasversali,fra i politici parlamentari,la riprovazione del gesto compiuto da tale Massimo Tartaglia,persona predisposta a squilibri di natura psichico-comportamentale.
Riporto,a scanso di equivoci,uno stralcio di quanto ha dichiarato Di Pietro a margine di questa vicenda:”Ribadisco che [...] non intendiamo giustificare in alcun modo il gesto scriteriato di un malato di mente che dev’essere assicurato alla giustizia e rispondere di ciò che ha commesso…”.
Gli stalinisti del partito marxista-leninista si sono dissociati dall’attentato,sebbene ne abbiano stemperato la gravità reputandolo eufemisticamente “errato”,quasi a ritenerlo un passo falso perchè non funzionale ai loro scopi strategici e quindi giustificabile in altre circostanze;ma voglio sperare che pure loro condannino un simile gesto.
Berlusconi si definisce miracolato;non ha tutti i torti,dato che ha ricevuto in pieno volto un oggetto pericolosamente acuminato che,stando a quel che ho appreso,riproduceva il duomo di Milano:avrebbe potuto perder l’occhio sinistro o addirittura lasciarci le penne;ed era quantomeno intuibile che il braccio più agguerrito della sua cavalleria non esitasse un istante ad additare meschinamente Di Pietro e Santoro quali mandanti morali del suo tentato omicidio.
Tener a battesimo queste farse nel rito della più becera strumentalizzazione e disinformazione,è una pratica confacente -”Repubblica” docet – al giornalismo inquadrato:non importa se la notizia sia vera o falsa,dato che basta imprimerle un orientamento fazioso ed omissorio per metter in cattiva luce il nemico.
Considerato che ogni governo trascina con sè il suo nutrito stuolo di detrattori,un attentato del genere non avrebbe potuto coinvolgere altri esponenti politici,fra cui Prodi?
In quel caso cosa sarebbe accaduto?Specularmente le fazioni di estrema destra ne avrebbero reputato errata l’aggressione?Ci sarebbe stata una levata collettiva di scudi su di lui da parte di giornalisti e politici di sinistra che avrebbero tacciato la controparte di vile responsabilità morale?
Direi proprio di sì.
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14 dicembre 2009 alle 08:35
e comunque ribadisco ciò che più volte è stato espresso in questo blog: qui chi ha architettato la fine dei Berlusconi è Berlusconi stesso: con la sua imprudenza, con i suoi modi di fare inopportuni, le sue barzellette, le sue manie, la sua voglia dell’eterna giovinezza… che poi qualcuno ne approfitti è altra cosa. Ma approfitta di ciò che lui semina. E basta con questa storiella della magistratura, è vero che è politicizzata come è vero che gran parte è dalla parte di Berlusconi (non mi dica che sono tutte toghe rosse per carità!). Del resto il primo ad architettare, manipolare, utilizzare, è lui; quindi, semplicemente, ora il tutto gli si ritorce contro. C’è un limite ed è quello che è accaduto ieri, per cui do la mia solidarietà: ma il tutto si ferma a quello, non è che adesso siccome l’hanno picchiato ne faccio un martire della magistratura comunista, della stampa comunista, eccetera. Impariamo il discernimento
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14 dicembre 2009 alle 11:47
e se oltre al discernimento cominciassimo anche ad imparare un po’ di storia recente, non sarebbe male.
Se lei conoscesse anche solo un po’ la storia del linciaggio morale che fu fatto al commissario Calabresi prima che degli invasati, dei “compagni che sbagliano”, decidessero di mettere in pratica quello che era stato predicato da mesi e mesi di campagna di odio, forse non avrebbe parlato con questa leggerezza.
Tutto ciò che ne seguì, come anche tutta la piaga del terrorismo, altro non furono che il frutto amaro di una campagna di odio e di idee sgangherate che la storia ha poi definitivamente bollato come fallimentari.
Adesso come allora non stupisce poi tanto che sia la stessa parte politica a fare sempre le stesse sciaguratezze: linciaggio morale, demonizzazione dell’avversario, liste e petizioni di anime belle (sempre le stesse, il lupo perde il pelo ma non il vizio) che indicano nemici da abbattere da un lato e non si fanno scrupoli dall’altro di proclamare l’innocenza e chiedere la grazia per persone che non si sono fatte scrupolo nel macchiarsi del sangue di gente innocente. Si legga, ma solo per cominciare, “Spingendo la notte più in là” scritto dal figlio di Calabresi: tra l’altro non si sofferma neanche tanto nello stigmatizzare le colpe e le responsabilità politiche o penali, come ci si potrebbe aspettare da qualcuno che nutre risentimento o voglia di rivalsa, ma cerca di farci capire quali sono stati i danni che innocenti hanno subito per colpa dei frutti amari di quella campagna di odio, e prova a dare una descrizione molto efficace di come nacque e si sviluppò quella campagna e quel clima di linciaggio morale prima, e quanto poco ci mise a diventare un liciaggio vero e proprio.
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14 dicembre 2009 alle 12:36
Mi spiace, all’epoca non ero nato e forse non mi sono informato molto sulla questione. Ok, mettiamo pure che ci sia in atto una campagna d’odio… ma ciò non toglie i comportamenti di B. di cui ho scritto. Non sono d’accordo con la massima “molti nemici, tanto onore”
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16 dicembre 2009 alle 09:22
Io invece ero nato, ero bambino e non sapevo, anche se gli echi, seppur soffocati e filtrati mi arrivarono lo stesso, tutta la società civile era impregnata anche solo di riflesso, quando non lo era direttamente (non è un caso se gli anni 70 sono indicati nella nostra memoria collettiva come gli anni del terrorismo). Quello che ricordo era la sensazione tensione che c’era nell’aria e che io percepivo come un rumore di fondo anche se non capivo da dove veniva, non potevo perchè ero troppo piccolo. Ciò che so l’ho capito veramente dopo, e l’ho potuto elaborare proprio andando ad informarmi. Sottopongo pertanto alla sua attenzione quest’articolo che può darle qualche lume; ignoro se l’autore le sia gradito o meno, ma non si faccia fuorviare in questo, sappia che i fatti che cita ed elenca sono reali. La invito piuttosto a cogliere, facendo la tara con le inevitabili differenze che ci sono oggi (dovute a molti fattori che sono chiaramente frutto della nostra situazione attuale e peculiare), la invito dicevo a cogliere le similitudini (molte) con la nostra situazione attuale, perchè si dice (ed è vero) che la storia si ripete ma mai uguale a sè stessa:
“”
Perché non sono finito tra gli ottocento che linciarono Calabresi
di Giampaolo Pansa
Il manifesto ripugnante.
Pubblichiamo in anteprima un capitolo di “Il revisionista”, (Rizzoli, 474 pagine, 21 euro) in libreria da mercoledì 20 maggio.
La sera di lunedì 15 dicembre 1969, dopo aver trasmesso il mio articolo a Torino, stavo a casa di un collega, Corrado Stajano. Dovevamo mettere a punto il progetto di un libro che poi sarebbe uscito da Guanda nel maggio 1970: Le bombe di Milano. Era passata da poco la mezzanotte quando un’ansia insolita mi spinse a telefonare all’ufficio della Stampa, in piazza Cavour.
Rispose Gino Mazzoldi, il capo della redazione. Era molto turbato e mi disse: «Un anarchico è caduto da una finestra della questura. L’ha visto Aldo Palumbo, il cronista dell’Unità. Pare l’abbiano portato all’ospedale Fatebenefratelli. Mi sono segnato il nome: Pino Pinelli. Vive con la famiglia in via Preneste».
Corremmo a chiamare la zia di Stajano, che abitava nella casa vicina: Camilla Cederna, una delle star dell’Espresso. Lei se n’era già andata a dormire e la tirammo giù dal letto. Mise un cappotto sulla camicia da notte e corse con noi all’ospedale per capire che cosa fosse successo. Pinelli era già morto, ma stava ancora sulla barella. Una coperta di lana marrone lo nascondeva quasi per intero. Chiedemmo di poterlo vedere e un medico ci rispose che era vietato.
Allora ci precipitammo all’indirizzo di via Preneste. Case popolari d’anteguerra, un luogo povero, l’intonaco dei muri scrostato come per una lebbra. Suonammo il campanello e la porta si aprì di poco, appena uno spiraglio. Intravidi per la prima volta Licia Pinelli, la moglie di Pino. Era una donna giovane, dal bel viso, l’espressione dolce e forte. Indossava una vestaglietta e ci scrutò senza dir nulla.
Le domandammo di lasciarci entrare in casa, ma lei si rifiutò. Poi ci disse poche parole, senza un tremito né un pianto. Più di un mese dopo, quando la intervistai, mi avrebbe spiegato: «Io non piango in pubblico. I miei sentimenti sono soltanto miei».
Non potevo saperlo, ma quella visita mi portò dentro il cuore dei misteri di Milano. Il mistero si presentava con due volti. Uno era dell’anarchico Pinelli, morto cadendo dal quarto piano in un’aiuola della questura: qualche cespuglio stento e un po’ di neve sporca, la sua tomba.
L’altro era del commissario di polizia Luigi Calabresi, il funzionario mandato a fermarlo la sera della strage di piazza Fontana. Anche Calabresi era destinato a morire, dopo una campagna di odio senza precedenti in Italia. Quella campagna ebbe una bandiera del disonore: il manifesto contro di lui, firmato da ottocento eccellenze della cultura, dell’università, del sindacato, della politica, del cinema e del giornalismo.
Avrei dovuto sottoscriverlo anch’io il manifesto contro il commissario Calabresi, definito torturatore e assassino dell’anarchico Pinelli. Ero incalzato da colleghi che mi chiedevano la firma. E tra costoro ce n’erano parecchi che non sapevano quasi nulla della strage del 12 dicembre e di quel che era accaduto dopo.
Questi zelanti cercatori di firme si erano sempre occupati d’altro, di politica internazionale, di cultura, di sport. Ma avevano letto e leggevano i giornali giusti: quelli di sinistra e soltanto quelli. E ritenevano di conoscere tutto dell’attentato e della fine di Pinelli.
Le loro certezze erano tre. Prima certezza: la strage alla Banca dell’Agricoltura era stata compiuta dai fascisti per distruggere quel poco di democrazia che ancora resisteva in Italia. Seconda certezza: d’accordo con i neri, la polizia voleva addossare la colpa del massacro agli anarchici. Terza certezza: nell’ambito di questo complotto, Calabresi aveva ucciso Pinelli con un colpo di karate al collo e poi l’aveva scaraventato dalla finestra. Per far pensare a un suicidio e avvalorare la pista anarchica.
Quei colleghi mi mettevano sotto gli occhi il racconto del delitto pubblicato da Vie Nuove, il settimanale del Pci. Era una descrizione minuziosa di quanto era avvenuto nella stanza dell’Ufficio politico della questura la sera del 15 dicembre: Pinelli morente per il colpo di karate sotto la nuca, lo smarrimento rabbioso dei cinque poliziotti che lo circondano, la decisione di scaraventarlo dalla finestra… Un vero pezzo di bravura. Peccato che fosse falso, dall’inizio alla fine. Eppure terminava con queste parole: «A voler essere franchi, e senza dire niente di nuovo, ma solo a cucire assieme le mezze notizie, Giuseppe Pinelli è morto così».
In realtà, Pinelli non aveva mai ricevuto nessun colpo di karate. A stabilirlo con certezza fu l’autopsia. Ma i giornali di sinistra seguitarono a scrivere che quel colpo mortale c’era stato. E di lì partì una campagna mostruosa di disinformazione, di bugie costruite sul nulla, di falsità spacciate per verità assolute. Una follia collettiva, destinata a sfociare in un assassinio.
Quali erano questi giornali bugiardi? Me li ricordo bene. E li rammenta con precisione anche Gemma Capra, la vedova del commissario Calabresi. Nel libro dedicato al marito, la signora disse con schiettezza: la campagna non fu il giornale di Lotta Continua a iniziarla, bensì il quotidiano del Psi Avanti!, il quotidiano del Pci l’Unità e il suo settimanale Vie Nuove. A queste testate devo aggiungere L’Espresso, il ferro di lancia della campagna di stampa contro Calabresi, soprattutto grazie alla penna di Camilla Cederna, esperta di costume e scrittrice brillante.
Quella campagna sfociò in una grande raccolta di firme contro Calabresi. Ne parlerò più avanti, ma voglio mettere nero su bianco quel che ho sempre pensato: il manifesto che la proponeva e i tantissimi vip di sinistra che lo firmarono mi sono rimasti nella memoria come l’episodio più degradante dei mesi che seguirono la strage di piazza Fontana.
Senza rendersene conto, e di certo senza volerlo, con le loro firme quei personaggi diedero un avallo al successivo assassinio di Calabresi. Sarebbe ingiusto dire che ne chiesero la condanna a morte. Ma di certo si trovarono a far da coro ai killer che l’avrebbero accoppato.
Mi rifiutai sempre di firmare quel testo. Per due ragioni. La meno importante è che di solito non aderisco ad appelli, a petizioni pubbliche, a dichiarazioni collettive. Non mi va di ritrovarmi al fianco di persone che non conosco. E poi il mio nome voglio spenderlo in calce ai miei scritti, articoli o libri che siano. Da quando ho iniziato a lavorare nei giornali, ho firmato migliaia di testi. Buoni o cattivi non lo so, ma tutti farina del mio sacco.
Il secondo motivo, ben più pesante, era che mi ripugnava la descrizione di Calabresi: «il commissario torturatore» e «il responsabile della fine di Pinelli». Se ripenso al me stesso di quel tempo, rammento che non avevo certezze granitiche. Tuttavia ritenevo che nelle stanze della questura di Milano non si torturasse nessuno. E che non si usasse gettare dalle finestre i fermati.
Nessun poliziotto poteva essere così stupido da commettere due delitti nel proprio ufficio, correndo il rischio di essere scoperto un minuto dopo. Però non conoscevo quel che era accaduto la sera del 15 dicembre in via Fatebenefratelli. Questo mi obbligava a essere cauto. E a non sposare nessuna tesi. Meno che mai quella affermata dal manifesto che mi chiedevano di sottoscrivere.
Le insistenze per avere la mia firma furono molte. Anche perché ero l’inviato della Stampa a Milano e sin dal primo giorno avevo scritto di piazza Fontana e poi di quanto era avvenuto dopo. Avevo seguito tutta la vicenda legata all’arresto di Pietro Valpreda, avevo intervistato la signora Pinelli e prima di lei il tassista Cornelio Rolandi. Quest’ultimo seguitò a giurarmi di aver portato Valpreda verso piazza Fontana, attorno all’ora della strage e con una borsa in mano.
In quegli anni, tra la fine del 1969 e il 1972, tirava un’aria pessima a Milano. Un’aria che puzzava di faziosità spietata, di furibondo partito preso, di certezze proclamate con il sangue agli occhi, di dubbi rifiutati con disprezzo. E se non ti accodavi alla maggioranza dei giornalisti che aggrediva Calabresi, qualche prezzo eri costretto a pagarlo.
Le accuse erano sempre le stesse: ti schieri con i fascisti, cerchi i favori della polizia, fai del giornalismo prezzolato, non ti riconosciamo più… Ma ero giovane, avevo il sostegno della mia testata, di Ronchey, di Casalegno, di Giovannini, ed ero certo di fare il mio lavoro in modo corretto. Di tutto il resto non m’importava nulla.
A rendere ostinato il mio rifuto, esisteva poi una serie di fatti che adesso rammenterò.
La tempesta che avrebbe annientato Calabresi cominciò subito, a pochi giorni dalla morte di Pinelli. E iniziò con una grandinata di bugie. Dopo l’inesistente colpo di karate, si scrisse che il commissario era un agente della Cia ed era stato addestrato negli Stati Uniti. Ma il commissario non era mai andato in America. E neppure poteva essere l’uomo di fiducia di un generale americano sospettato di golpismo, un’altra accusa fantastica.
Quindi entrarono in scena i grossi calibri di Lotta Continua, il gruppo leader della campagna di linciaggio. Calabresi aveva querelato il loro giornale, che gli rispose con una violenza mai vista prima. Lotta Continua se ne sbatteva del processo. E spiegò che il proletariato avrebbe emesso il proprio verdetto e lo avrebbe eseguito in piazza: «Sappiamo che l’eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati. Ma è questa, sicuramente, una tappa fondamentale dell’assalto dei proletari contro lo Stato assassino».
Davanti a quella promessa di morte, Calabresi si scoprì inerme. Dopo la sua querela, ben quarantaquattro redazioni di riviste politiche e culturali, e tra loro alcune cattoliche, sottoscrissero un documento di solidarietà a Lotta Continua. E i pochi disposti a difendere il commissario si trovarono anch’essi sotto la tempesta. Per mia fortuna, La Stampa di Ronchey non si accodò mai a questa corrida nauseante. Anche se a Torino, dentro la redazione, erano in parecchi a pensarla come i lottacontinua.
C’è un libro che rievoca nei dettagli quel che accadde in quel tempo nei giornali italiani: “L’eskimo in redazione”. L’ha scritto un collega coraggioso e ben documentato: Michele Brambilla, oggi vicedirettore del Giornale. Ha avuto tre edizioni: la prima nel 1991 per l’Ares di Milano, la seconda con Bompiani nel 1993 e la terza per Mondadori nel 1998. Ed è servito anche a me per precisare questi ricordi.
Brambilla rammenta un’altra tappa del linciaggio di Calabresi. Il 3 luglio 1970, il giudice istruttore Antonio Amati, su conforme richiesta del pubblico ministero Giovanni Caizzi, concluse l’inchiesta sulla morte di Pinelli affermando che non esistevano gli estremi per promuovere un’azione penale nei confronti di qualcuno. E questo scatenò contro i due magistrati milanesi la stampa di sinistra.
L’Espresso pubblicò una dichiarazione firmata dal padre della psicanalisi italiana, Cesare Musatti, e da altri cattedratici. Dicevano che la sentenza di Amati aveva ucciso la fiducia nella giustizia. E ribadivano che Pinelli era stato assassinato. Non c’erano prove per affermarlo, ma che cosa importava ai firmatari dell’appello?
A proposito di Lotta Continua e del fascino che esercitava anche su ambienti che avrebbero dovuto restare lontani dalle sue follie, Brambilla rievoca quel che accadde a Torino nell’ottobre 1971.
La procura della Repubblica aveva denunciato per istigazione a delinquere dei militanti di Lotta Continua. Insorsero in loro difesa cinquanta vip, disposti persino a controfirmare l’impegno di quegli attivisti a iniziare una lotta armata.
Infatti le ultime righe della lettera aperta dicevano: «Quando essi si impegnano a “combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato fino alla liberazione dai padroni e dallo sfruttamento”, ci impegniamo con loro». I nomi dei firmatari stanno nel libro di Brambilla. Mi sono domandato se dovevo trascriverne qualcuno. Poi mi sono risposto di no.
Molti di costoro stanno ancora in campo. E forse si saranno vergognati di aver avallato quella voglia di terrorismo che, a partire dall’anno successivo, cominciò ad angosciare l’Italia. Ma tra un istante qualche nome lo farò.
Infatti la parata firmaiola più spettacolare, di ben ottocento eccellenti, fu quella che dilagò sulle pagine dell’Espresso, per tre settimane, a partire dal 13 giugno 1971.
Era il documento che avrei dovuto firmare anch’io, contro Calabresi «commissario torturatore» e «responsabile della fine di Pinelli». Nella parata sfilavano tanti vip della cultura di sinistra. Dai filosofi ai registi, dai pittori agli editori, dagli storici agli scienziati, dagli architetti agli scrittori, dai politici ai sindacalisti, sino a un buon numero di giornalisti.
Anche in questo caso i nomi li troverete nel libro di Brambilla.
E oggi anche in calce all’ultimo lavoro di Adriano Sofri, “La notte che Pinelli”, pubblicato da Sellerio nel gennaio 2009. Qualche firmaiolo stavolta lo cito: Norberto Bobbio, Federico Fellini, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Vito Laterza, Giulio Einaudi, Inge Feltrinelli, Gae Aulenti, Paolo Portoghesi, Alberto Moravia, Toni Negri, Umberto Terracini, Giorgio Amendola, Paolo Spriano, Lucio Villari, Margherita Hack, Dario Fo, Giorgio Benvenuto, Pierre Carniti, Ugo Gregoretti, Paolo e Vittorio Taviani, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Furio Colombo, Carlo Rognoni, Morando Morandini, Nello Ajello, Enzo Golino, Giuseppe Turani.
Ho riletto quell’elenco sterminato reagendo in due modi. Il primo è lo stupore per le tante intelligenze che gettavano alle ortiche la loro sapienza. E si accodavano a una barbara caccia all’uomo.
Il secondo è la cattiveria divertita. Perché tra gli ottocento ho ritrovato non pochi dei maestroni autoritari che, in questi ultimi anni, mi hanno dato burbanzose piattonate in testa per i libri revisionisti. Penso a Scalfari e al suo aristocratico fastidio per i miei lavori. Penso a Bocca e alle ingiurie che mi ha riservato. Penso a Furio Colombo quando dirigeva l’Unità. Penso a Lucio Villari, ma di lui racconterò in seguito.
E mi sono detto: forse dovrebbero revisionare il loro passato. E pentirsi del sostegno offerto alle nefandezze di quegli anni. Tra gli ottocento c’è chi lo ha fatto e in pubblico. Ma sono stati pochi, davvero pochi.
Nel frattempo, Calabresi e la sua famiglia stavano percorrendo una via crucis orrenda. Manifesti su tutti i muri di Milano e di molte città italiane: Calabresi wanted, ricercato, con l’indicazione della somma che toccherà in premio a chi lo cattura. Promesse di morte urlate nei cortei: Calabresi sarai suicidato. Insulti: il commissario Finestra, il commissario Cavalcioni. Vignette carogna: il poliziotto che insegna alla figlia come tagliare la testa alla bambola anarchica con una piccola ghigliottina.
Una bufera di lettere anonime, spedite all’indirizzo di casa. Telefonate orribili. Centinaia di articoli per indicarlo al disprezzo e alla sacrosanta vendetta. Il processo intentato contro Lotta Continua che diventa una mattanza per il querelante, in un clima da Colosseo: tigri nell’arena giudiziaria e il morituro che non può difendersi. Quando Calabresi fu promosso commissario capo, Milano venne tappezzata di nuovi manifesti che lo mostravano con le mani grondanti sangue. Lo slogan gridava: «Così lo Stato assassino premia i suoi sicari».
Odio allo stato puro. Quello di cui ci lamentiamo oggi è un dispetto da asilo infantile. Calabresi fu obbligato a fare la cavia di una tecnica distruttiva tipica dei poteri autoritari. Lotta Continua e i maestroni che la fiancheggiavano si riempivano la bocca di parole come democrazia, rispetto dell’uomo, giustizia. Ma si comportavano come i nazisti e i comunisti sovietici. Con prepotenza isterica, sparavano menzogne con la stessa violenza che le Brigate Rosse avrebbero poi imitato sparando pallottole.
Prima che dai proiettili del suo killer, Calabresi venne accoppato giorno dopo giorno da una parte della stampa, da migliaia di manifesti, da centinaia di comizi, da molti spettacoli teatrali. Era una tempesta di fango che non proveniva soltanto da Lotta Continua, ma da una cerchia molto più vasta.
Con sgomento, nelle parate firmaiole ritrovavo anche insegnanti che erano stati i miei. Intellettuali di cui mi fidavo. Scrittori che amavo. Direttori di giornali per i quali avrei poi lavorato.
In seguito, il terrorismo generato dalla sinistra rivoluzionaria non ha dovuto inventarsi nulla. Ha soltanto reso più rapido e più nefando questo metodo di linciaggio. I volantini diffusi dalle Brigate Rosse dopo ogni delitto mettevano in pratica il metodo usato contro Calabresi: cancellare la figura e la storia della vittima, per offrire al disprezzo pubblico un fantoccio sconcio.
Il commissario aveva una famiglia salda che non si lasciò travolgere. E una giovane moglie che sarà il suo scudo più forte. Ma continuava a pensare ai sottufficiali che erano con lui la notte della morte di Pinelli. E qualche settimana prima di essere ucciso mi dirà: «La loro vita, i sacrifici delle loro mogli può immaginarseli… Ringraziando Dio, ho trovato in me stesso, nei miei principi, nell’educazione che ho ricevuto, la forza di superare questa prova».
E ancora: «Da due anni sto sotto questa tempesta. Lei non può immaginare che cosa ho passato e che cosa sto passando. Se non fossi cristiano, se non credessi in Dio, non so come potrei resistere. Non posso più fare un passo. È bastato che mi vedessero uscire dall’obitorio dove era stato portato il corpo di Feltrinelli per sostenere che avevo già cominciato a trafficare attorno al cadavere dell’editore, con i candelotti di dinamite».
Stavamo parlando nell’ufficio di Antonino Allegra, il capo della sezione politica della questura milanese. Chiesi a Calabresi se avesse paura. Rispose: «Paura no perché ho la coscienza tranquilla. Però è terribile lo stesso. Potrei farmi trasferire, ma da Milano non voglio andarmene. No, non ho paura. Ogni mattina esco di casa tranquillo. Vado al lavoro sulla mia Cinquecento, senza pistola e senza protezioni. Perché dovrei proteggermi? Sono un commissario di polizia».
Quel giorno ebbi la sensazione di avere di fronte un uomo braccato da chi vuole annientarlo. Una preda che sente stringersi attorno a sé la trappola preparata per dargli la morte.
Allegra ascoltava Calabresi in silenzio. Poco prima avevamo discusso dei piccoli nuclei di terroristi rossi che, mese dopo mese, prendevano forza e diventavano più aggressivi. Allegra sospirò: «Speriamo che non comincino a sparare sui poliziotti».
Il 17 maggio 1972, all’età di trentaquattro anni, il commissario senza pistola venne assassinato. Lotta Continua aveva eseguito la sentenza emessa all’inizio del 1970. Saranno stati felici i tanti firmatari del verdetto? Non lo so e non m’interessa saperlo.
Quello che so è che non ho difeso Calabresi come avrei dovuto. E provo vergogna di me stesso.
“”
16 dicembre 2009 alle 15:54
Minnanon, la ringrazio per avermi voluto illuminare la mia ignoranza sulla faccenda (ignoranza nel senso di non conoscere i fatti); però mi perdoni se non ci vedo nessun parallelo con oggi: Calabresi non stava al governo, non faceva leggi ad personam, non insultava pesantemente, definedoli “coglioni”, “mentecatti”, “antropologicamente diversi” i suoi avversari; non cercò di distruggere mediaticamente la magistratura, non possedeva tre televisioni e svariati giornali, non chiedeva l’immunità dai processi, non andava a puttane, non vedeva comunisti dietro ogni angolo (quando forse all’epoca ce ne sarebbe stato ben donde), non faceva sfigurare il Paese a livello internazionale, non fece assolutamente nulla di tutto ciò che Berlusconi ha fatto e continua a fare. E guardi che ho citato solo fatti, non ho nominato né la mafia né Mills nè tutte le ombre su B. che ancora non sono comprovate. Quindi di simile vedo solo un indirizzamento di colpe verso una persona ma il contesto storico, politico e soprattutto personale dei due protagonisti sono quanto di più lontano si possa immaginare.
Quanto alle petizioni, raccogliere firme a favore della libertà di stampa è un diritto democratico e sacrosanto, una per chiedere le dimissioni del premier può non essere conforme alle regole democratiche, che danno diritto a governare chi è eletto nelle urne, ma è pur sempre la voce di una parte del popolo sovrano. Per Berlusconi invece è sovrano solo il popolo degli elettori.
17 dicembre 2009 alle 11:13
Andiamo con ordine; il parallelo c’è ed è quello della campagna di odio e di demonizzazione, il metodo è lo stesso e, aggiungo io, ed i protagonisti sono quasi gli stessi (ha letto qualche nome? il lupo perde il pelo ma non il vizio) , non c’entra il diverso contesto storico nè di funzioni nè sulla persona, mi creda. Non voglio neanche pensare che lei voglia sottintendere che il fine giustifica i mezzi, ed è quello che si evince dalle sue parole( ma sicuramente ho frainteso, vero?). E’ il metodo di indicare un nemico, deleggittimarlo in ogni occasione, a prescindere, con attacchi personali indicandolo come un dittatore sanguinario che opprime ed imbavaglia il popolo, così come il commissario calabresi era diventato un boia sanguinario. Lei crede veramente che la libertà di stampa e di espressione dei cittadini sia in pericolo? Ma per cortesia, ho solo qualche anno più di lei (non molti, ma ero di gran lunga maggiorenne quando Berlusconi è sceso in campo e mi ricordo bene tutto dall’inizio), e le assicuro che non c’è mai stato periodo storico in cui è stato permesso di contestare il governo come questi anni. E non parlo poi della stampa che durante la prima repubblica era molto più allineata di adesso; non ha senso lamentarsi della libertà di stampa additando berlusconi come l’origine del male, le sembra? La stampa, e Guzzanti ne ha parlato spesso nei suoi post, è malata da molto tempo prima che berlusconi diventasse imprenditore, altro che la sua discesa in campo; se si fa una manifestazione o si raccolgono firme per la libertà di stampa, come dice lei, ci si dovrebe scagliare anche contro gli agnelli, De benedetti, i grandi azionisti del corriere o di altri giornali, quelli che hanno la nomina dei direttori dei giornali e quindi dettano la linea editoriale; non mi sembra che sia avvenuto tutto ciò, a lei risulta il contrario? E se ciò non è avvenuto l’obiettivo di tali sottoscrizioni non era certo la libertà di stampa o di espressione, non le sembra? Questo non getta forse qualche ombra (per usare un eufemismo) sulle motivazioni che animano i sottoscrittori di siffatte petizioni (che io non esito a definire pretestuose, come le ho appena dimostrato)?
Infine chiedere le dimissioni del premier è cosa ben diversa dal criminalizzarlo e sollevargli contro le piazze. Chi non rispetta il voto degli elettori, al punto dal volerlo vedere sovvertito dal sollevamento delle masse, non rispetta tutti gli elettori, sia quelli che non hanno votato per lui sia quelli che hanno votato per lui, proprio perchè non accetta responsi che non gli piacciono, (va da sè che ciò vale anche per chi sotto Prodi, invocava spallate, senza però auspicare il sollevamento di popolo).
Vorrei comunque ringraziare la sua cortesia dicendole che non era mia presuzione illuminarla, tutt’al più posso aver acceso una flebile lampadina in un angolo oscuro nascosto alla sua vista.
Apprezzo molto il fatto che lei sia comunque pronto a mettere in dubbio alcune sue convinzioni, come ho visto in altri suoi interventi, se i fatti dimostrano il contrario, vuol dire che sono convinzioni personali sue e non una fede cieca.
cordialmente
17 dicembre 2009 alle 12:29
Minnanon,
“il fine giustifica i mezzi” è purtroppo una strumentalizzazione (ecco che ritorna!) delle parole dette da Machiavelli ne “Il principe” dove, se non ricordo male, egli dice che A VOLTE e solo a particolari condizioni il fine giustifica i mezzi. Chi lo ha letto e non lo ha capito ha tagliato un pezzetto di frase apparentemente insignificante che ne ha stravolto il contenuto. Questo per dire che credo personalmente che il fine non giustifichi mai i mezzi. Semmai li può rendere umanamente comprensibili: per fare un esempio, Mussolini fu un criminale, portò il paese allo sfascio ed alla guerra ma, umanamente non credo che meritasse la morte; tuttavia è comprensibile, date le circostanze, che sia stato ucciso in quel modo.
. Inoltre la fede cieca porta sempre alla degenerazione ed alla violenza. Se ha letto il post di Riccardo, egli dice che tutto quello che sta succedendo è perché si è incarnata la politica e lo stato in una persona: appunto, fede cieca. Il berlusconismo e l’antiberlusconismo non sono correnti politiche, ma religioni, e anche piuttosto integraliste.
E’ mia abitudine, soprattutto negli ultimi anni, mettere in dubbio le mie convinzioni se il dubbio è insinuato da fatti convincenti, stringenti, perché credo che chi non si mette in dubbio non cresca. Un po’ come fa la nostra classe politica, se mi concede la fracciata avvelenata
Detto ciò, ho letto i nomi nel suo post e ho visto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, però ciò che volevo dire è che se il paragone può reggere dal punto di vista del modo di fare demonizzazione, non regge per quanto riguarda ciò che la persona in questione incarna… in entrambi i casi forse si è vouto cercare un capro espiatorio, un colpevole fisico, quando magari invece era una cosa generalizzata (per Calabresi mi baso su quello che ha scritto lei, dovrei però informarmi di più).
Forse in Italia non è a rischio la libertà di stampa come lo è in Cina o in Iran, però non può negare che Berlusconi e i suoi, in questo governo, si allontanano ogni giorno di più da ciò che è democratico. Lasciamo stare un attimo la libertà di stampa, giacché ci sono altri problemi come quelli detti da Guzzanti e da lei citati, ci sono altre componenti che mettono in pericolo le libertà democratiche: la legge porcellum, sebbene costituzionalmente corretta, di fatto impedisce il libero voto; il continuo ricorso ai decreti legge come strumento ordinario (e non straordinario come detta la Costituzione) per legiferare, tra l’altro su cose che per buona parte riguardano le cose personali del premier, i toni ormai esaperati da una parte e dall’altra, non contribuiscono certo a formare un clima sereno. Per questo credo che ora non sia in atto una ricerca di Un capro espiatorio, ma che un po’ Berlusconi stesso si sia indicato come il centro. D’altra parte, anche la sua affermazione “sono eletto e legittimato dal popolo” è dal punto di vista logico assolutamente confutabile, perché egli dimentica che, oltre ai 20 milioni (o quanti sono) di italiani che l’hanno votato, ce ne sono altrettanti che hanno votato i suoi avversari, e altri ancora che non hanno votato nessuno. ciononostante, anche queste ultime due categorie fanno parte del popolo. B., quando parla di essere legittimato dal popolo, intende non il Popolo della Costituzione, ma quello dei suoi elettori che, di fatto, è una minoranza. Essere legittimato a portare avanti un programma di una certa parte politica non legittima a calpestare l’altra. Spero di essermi spiegato, mi scuso con tutti per la lenzuolata, e a lei esprimo il mio apprezzamento per il sapere discutere con persone con diverse idee dalle sue senza aggredirle e anzi spingendole al ragionamento.
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14 dicembre 2009 alle 01:10
Salva80 scrive :
” Ma ora capisco che dietro un gesto così apparentemente innocuo ci può essere una potenziale spirale di violenza che porterebbe il nostro Paese a rivivere i giorni bui della guerra civile … proprio in berlusconiani ed antiberlusconiani “.
Tempo fa leggevo un commento di una persona che di storia ne sa, ci vuole poco, più di me e adesso mi vien da illuminarlo sotto una luce di raffronto.
” Nel 1956, all’ indomani dell’invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti di primo piano lasciarono il Pci, Napolitano arrivò a bocciare con durezza questa scelta dell’ esponente comunista piemontese, profondendosi in elogi non solo di Togliatti, ma anche dei sovietici. L’ Unione sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la « pace nel mondo »…”
di Giorgio Napolitano
< Come si può, ad esempio, non polemizzare aspramente col compagno Giolitti ………………. È assurdo oggi continuare a negare che all' interno del partito ungherese …… si è scatenata una lotta disgregatrice ….. giungendo a fare appello alle masse contro il partito. L' intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d' Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all' Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l' Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo.
Interpreti del raffronto :
non polemizzare aspramente col compagno Giolitti = " magari anche con quelli che scappano dal PD ? "
lotta disgregatrice nel fare appello alle masse contro il partito = " Fini, la combutta e la congrega contro il PDL ? "
l’ intervento sovietico in Ungheria = " l’ intervento, nella nostra situazione attuale, dei focolai di violenza, dopo quelli ideologico-verbali Repubblichini, contro qualsiasi logica di democrazia e di rispetto della situazione scaturita dalle urne ?"
impedire che l’ Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione = " impedire che l’azione Berlusconiana porti definitivamente ad una svolta veramente democratica ? ".
I falliti della storia hanno sempre mamma in cinta ! : porca puttana … miseria.
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14 dicembre 2009 alle 04:49
Mi associo alle parole dell’onorevole Guzzanti. Completa solidarietà per Berlusconi.
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14 dicembre 2009 alle 08:11
Concordo con TE GUZZ.
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14 dicembre 2009 alle 09:04
Solidarietà a Berlusconi, condannare il gesto, auguri di pronta guarigione, tutto giusto per carità.
Ma incolpare chi critica Berlusconi, in parlamento, in piazza o sui giornali del gesto di ieri moralmente è alla stessa stregua che gongolare per quanto è accaduto.
Ho letto gente tirare in ballo piazzale Loreto o le monetine a Craxi, ma c’entrano come i cavoli a merenda.
L’aggressore soffriva di disturbi mentali, stop.
Con Bersani, Di Pietro, i centri sociali e quant’altro non c’entra assolutamente niente.
Sarebbe come dare la colpa dell’attentato a Reagan ai democratici.
E’ un giochino che svilisce solo chi lo fa.
Saluti.
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14 dicembre 2009 alle 10:44
Sottoscrivo in pieno. Questo intervento è sulla stessa linea dei miei precedenti, magari non mi sono espresso così chiaramente…
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14 dicembre 2009 alle 09:28
Strumentalizzazioni.
chi strumentalizza cosa. Questa è la vera domanda. Non c’è dibattito sul fatto che lo diventerà.
Ed io per prima mi chiedo : ma nessuno aveva un fazzoletto?
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14 dicembre 2009 alle 11:31
giagina scrive:
14 dicembre 2009 alle 09:28
Strumentalizzazioni.
chi strumentalizza cosa. Questa è la vera domanda. Non c’è dibattito sul fatto che lo diventerà.
Ed io per prima mi chiedo : ma nessuno aveva un fazzoletto?
Per cortesia, Giagina, finiamola, anzi, finiscila e finitela!
Ci risiamo con l’ipocrisia strumentalizzata?
Ma allora proprio non si vuol capire nulla di ciò che sta succedendo?
Queste insinuazioni mi fanno ribollire il sangue.
Veramente, mi fanno pensare che le dichiarazioni di un mostro come Kamenei (non so se si scrive così), non sono proprio così assurde.
Fulvia
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14 dicembre 2009 alle 15:37
Giagina le strumentalizzazioni sono una normale conseguenza dello stato in cui è ora l’Italia. Ognuno sparerà e sue cartucce, ed ognuno dirà cosa giusta e cosa sbagliata.
Dopo quel che è successo, secondo lei il tema dell’agenda Italiana dovrebbe essere, se è giunto il momento di parlare di politica e non di berlusconi (depotenziando quindi le strumentalizzazioni) oppure se nessuno aveva il fazzoletto?
Gianluca
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14 dicembre 2009 alle 09:46
Paura.
Questo è il sentimento che provo.
Dopo lo sbigottimento arriva la paura.
Sentirsi insicuri, guardarsi intorno con senso di provvisorietà e tanta incertezza.
Nessuna delle figure istituzionali che dovrebbe tutelare i cittadini e le loro aspettative, sono in questo momento garanti di una lucida, super partes autorità.
Bene farebbero, oltre alle espressioni di solidarietà, ad andare a visitare il Premier.
La gente ha bisogno di esempi : diano il buon esempio una volta per tutti.
Non faccio i loro nomi, li conosciamo a memoria, meglio di quelli dei nostri parenti.
E si ricordino che Berlusconi è un avversario politico, non un nemico da eliminare fisicamente.
Questo è il tragico messaggio che negli ultimi mesi è arrivato alla gente, ed è questo messaggio che io ho avvertito, che mi ha sconvolto.
La paura è conseguente.
Fulvia
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14 dicembre 2009 alle 15:46
Fulvia hai ragione, ma cominciamo a buttare acqua sul fuoco. Io ho paura, che si possa arrivare (e l’ho scritto mesi fa) a portare la gente in piazza a menarsi tra di loro PER UNA PERSONA e non per una ideologia. La differenza è poca perche è cmq sempre grave, ma per una persona ci coprirebbe di ridicolo.
L’atto è gravissimo, le strumentalizzazioni ci saranno da entrambe le parti, cominciamo noi a parlarne poco e a contribuire a creare un clima propositivo e NON DI VIOLENZA VERBALE SENZA ARGOMENTAZIONI SERIE.
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14 dicembre 2009 alle 09:48
i politici,sia al governo che all’opposizione,come i loro parenti e come le celebrità,hanno scorte per evitare che persone psicolabili o lucidi premeditatori possa rendere torto a queste persone,non c’entra nulla il clima d’odio di per se, c’è sempre il rischio che una persona con bassi principi,o con problemi psichiatrici possa offendere queste persone,berlusconi è sicuramente il più esposto ma non perchè è il più odiato,ma perchè è il più popolare,poi ovvio che lui strumentalizzerà all’inverosimile l’accaduto ( tra l’altro ha preso davvero un gran colpo,io per poco meno ho provato un dolore incredibile),ma è con le affermazioni politicche di ieri e di oggi che si capisce quanto infondo a nessuno interessa governare con serietà ,ma più che altro si preferisce propagandare.
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14 dicembre 2009 alle 10:10
Solidarietà al nostro Presidente del consiglio…Però quanta ipocrisia in questa italietta….
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14 dicembre 2009 alle 10:22
Sconcertante! Questa corsa alle precisazioni e al distinguo è la prova della poca limpidezza e sterilità delle strategie politiche messe in campo dai partiti nel nostro Paese. Si sta già pensando che questo metta Berlusconi nella condizione di sfruttare la posizione di vittima dell’aggressione. Questa è veramente abberrante. Rispettare qualsiasi vittima è un fatto di civiltà. Rispettare l’altro è uno slogan che ci viene ripetuto continuamente da una parte politica che poi lo no professa senza distinguo. Applicatelo almeno nel rispetto per la carica istituzionale che ricopre, lo dico a quelli che difendono strenuamente i valori della Costituzione Italiana? Il giudizio politico potrà essere espresso, a tempo debito, nelle modalità democratiche più opportune con durezza e fermezza.
In questi momenti l’Italia da il peggio di se stessa e per questo combatterò che questo pensiero non diventi mai classe dirigente e governante a chi lo professa. Viva il pensiero Liberale, nel rispetto delle idee altrui.
Solidarietà al Premier, chiunque esso sia.
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14 dicembre 2009 alle 10:32
Solidarietà piena ed illimitata a Silvio Berlusconi.
Sia per l’aggressione che per il momento difficile dal punto di vista umano dopo le delazioni del “pentito” che lo accusavano di un crimine orrendo. Finchè c’è la presunzione di innocenza sarò ben lieto di difendere anche e dico ANCHE Berlusconi.
Grande apprezzamento anche per il gesto di sollevarsi sul tetto dell’auto dopo l’aggressione, ancora in stato di shock, per evitare ulteriori complicazioni; se nella folla si fossero allargate voci del tipo “l’hanno ammazzato” o simili, ci potevano essere ulteriori scontri, invece, finalmente da uomo di Stato, ha placato gli animi con un bellissimo gesto.
Auguri.
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14 dicembre 2009 alle 11:20
Povera patria mia che non conosci cosa sia democrazia.
Cos’altro è infatti la politicheria se non il modo in cui individui incapaci di governare se stessi si vantano di saperne governare masse di altri altrettanto incapaci?
A sua volta, cos’è la politica se non l’arte di diventare padroni di se stessi?
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14 dicembre 2009 alle 11:20
Caro Guzzanti,
si chiama ipocrisia e la detesto.
Quando un TG5 fa un’edizione speciale e mi dice che ha raccolto le dichiarazioni del padre dell’aggressore e mette la sottolineatura sul fatto che “hanno sempre votato PD” beh mi scusi tanto ma a me si rizzano i peli. Chi ha iniziato?
Vogliamo dire che i giornalisti hanno il culo sudicio e mostrano solo le foto insaguinate?cazzi dei giornalisti,lo chieda a loro come mai mostrano solo foto da cristo in croce. A chi giova? Chi ha creato la mediocrazia? Chi la sfrutta? Chi la possiede? Io? beh Guzzanti vabbene tutto ma questo è veramente troppo.
Vuole forse negare che sul predellino della macchina è sceso col volto offerto alla pubblica vista col sangue che cola?
Lo vuole negare?
Beh lei lo neghi pure.
Non ci sto a far la parte di chi strumentalizza senza ricordarmi che quest’uomo ha strumentalizzato la sua vita, i suoi affetti, i suoi figli e i suo i nipoti. Ha fatto della strumentalizzazione la sua azione politica. E lei vuol farmi sentire una merda perchè dico quello che penso?
beh mi spiace i giaggioli profumano eccome.
GUZZ – OGGI, o meglio da oggi, ho deciso di vietare su questo blog ogni speculazione e disinformazione e insinuazione non provata.
E’ il mio contributo alla civiltà.
Ho appena detto a Pinco Pallino che per me può anche andarsene fuori dai coglioni e l’invito è esteso a tutti.
No, quello che lei Giagina dice è falso, ignobile e violento.
Berlusconi è stato EROICO nel voler mostrare alla folla che non era morto, per calmare le acque e spegnere la voce secondo cui era caduto morto dopo il colpo.
E ha preteso, BENCHE’ fosse traumatizzato, sotto choc e sanguinante, con frattura del setto nasale, due denti rotti, labbro lacerato e contusioni al volto, che si facesse ben vedere che era vivo, che non era morto e che non si scaldassero di più gli animi.
Io non guardo la televisione e dunque neanche il tg di cui lei parla.
Ma mi sembra che se il padre dell’aggressore ha detto che ha sempre votato col figlio per il PD, questa à una notizia e non deve essere costume dei giornalisti censurare le notizie.
Non esiste alcuna mediocrazia. Queste sono stronzate per il popolino bue.
Esiste invece un giornalismo di parte e asimmetrico per un popolo di analfabeti che divora la propria stessa merda trovandola profunatizssima e che si sofferma a dire quanto puzza invece la merda altrui. Qui siamo nell’imbecillocrazia totale.
Io non voglio assistere inerme al massacro della verità, del buon senso, e dell’alterazione dei fatti.
Giagina, io ho simpatia per lei. Ma questo è il momento di schierarsi restando stretti sulla verità dei fatti senza piegare di un millimetro, né a destra né a sinistra, né in alto, né in basso.
La sua insinuazione sul fazzoletto era becera, cialtrona e ignobile.
E naturalmente era anche falsa.
Dico a lei quel che ho appena detto a Pinco Pallino:si sente per caso irritata? Quella è la porta.
Ma qui dentro da oggi non si possono più scrivere le stesse stronzate che si sono scritte fino a ieri, pro o contro Berlusconi.
Anche in questo comincia qui una rivoluzione liberale: intollerante con gli intolleranti, a mano armata contro chi disfa la democrazia, la verità, la dignità. Ne ho abbastanza della gente che irride, insinua, insulta, allude, dà di gomito, fa finta che siamno tutti d’accordo, che sia dimostrato il falso e che sia irrilevante il vero. Basta. Capito?
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14 dicembre 2009 alle 11:58
I fatti? quali fatti? lei c’era? E da cosa raccoglie le sue informazioni? io dai TG, dalle agenzie e mi formo un parere. Lei trova le mie affermazioni becere? La cialtroneria è data dalla scarsa informazione e allo stato attuale l’informazione è che l’aggressore ha votato PD. Voilà la sua informazione che a quanto pare non è ne becera ne cialtrona, ne maliziosa.
No posso essere irritata se lei non condivide il mio sentire, lei si chiama liberale io mi chiamo democratica.
E non mi pare di aver mai dato giudizi su di lei e sui suoi convincimenti. Quindi non so chi dei due è piu rispettoso dell’altro
Stia bene.
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14 dicembre 2009 alle 13:21
Sig.ra Giagina, chi davanti alle immagini di ieri sera è rimasto impressionato, ferito, inorridito, se ne frega sia dell’identità dell’aggressore sia del fatto che sia sano di mente oppure no. E’ incredibile, ma allo stesso tempo sintomatico, che lei non lo capisca e pensi che il dettagliucolo del pazzo che vota PD sia chissà quale formidabile pallottola di propaganda.
A nauseare la gran parte degli italiani non c’è lo squilibrato che “forse vota PD”, ma la realtà schifosa che questo gesto ha saputo fare emergere (per chi fosse tanto cieco da non vederla anche prima).
In questa pagina ho visto scritte cose inimmaginabili. E’ sconcertante che qualcuno riesca a parlare di questo episodio senza lasciare trasparire il minimo grado di empatia umana, nonostante abbiamo tutti visto, traumaticamente, che l’uomo in questione è fatto di carne come gli altri.
Ma lei capisce, prova a capire, cosa significa subire una violenza di questo tipo? La paura, il dolore, l’orrore per il volto distrutto, la notte che si trascorre in ospedale con la mente che frulla immagini orribili e il desiderio di tornare indietro, di non essere mai stati nel momento in cui è accaduto tutto.
Ma lei un’esperienza di sofferenza non ce l’ha… come fa a dire una roba come quella del fazzoletto, come diavolo le salta in mente?
Se qualcuno ha nell’aggressione a Berlusconi il momento allegro della sua settimana nessuno gli chiede di fingere, e nemmeno di intavolare ragionamenti “sostitutivi” che ci conducano a concludere che, sì, in fin dei conti non è buono che qualcuno abbia spaccato la faccia al Presidente del consiglio.
Se uno ha raggiunto un tale odio per la persona da riuscire a spegnere come un interruttore ogni sentimento di pietà almeno abbia il pudore di non esibire simili reazioni, di non venire qui a rivendicare il “diritto all’odio”.
E magari avvii anche una riflessione su quanto sia opportuno dedicarsi ai problemi del paese quando in prima persona si è precipitati in una condizione così misera.
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15 dicembre 2009 alle 10:47
Rispondo a Fabio Buson
Condivido caro Fabio.
Troppe le persone che “hanno spento l’interruttore di ogni sentimento di pietà e non hanno il pudore di non esibire simili reazioni”.
Rivendicare il diritto all’odio : aberrante ma vero, sta proprio succedndo questo.
Un altro esempio eclatante fu , se qualcuno se lo ricorda, la trasmissione di Ballarò con ospite in sala il Ministro della Difesa Ignazio La Russa e la On. Rosy Bindi. Ci fu la telefonata in diretta del Premier (è la serata famosa del più bella che intelligente), un conduttore che apertamente, dinanzi alle proteste della Bindi che non voleva che il Premier interrompesse il dibattito in sala , dichiarò che da padrone di casa era lui che decideva chi doveva parlare ed il Presidente del Consiglio era più che naturalmente in diritto di poterlo fare.
Ricordo la stizza della Bindi, che interrompeva continuamente l’accesa difesa che Berlusconi stava portando avanti tanto da essere “costretto” a zittirla con la famosa battuta.
La Bindi con il suo atteggiamento di negazione del voler riconoscere il ruolo istituzionale che Berlusconi ha. in quanto Primo Ministro eletto dal popolo, ha dato un altro esempio di insofferenza ed aggressività.
L’insofferenza che la Bindi dimostrò nel corso di quella puntata, è stata riconfermata nella infelicissima dichiarazione dopo il tragico avvenimento a Milano, e ieri sera ospie a Porta a Porta , messa alle strette da Bruno Vespa, ha dichiarato con un’espressione che era tutta un programma che andrà a trovare Berlusconi (costretta a dirlo pubblicamente dal conduttore) anche se lei non essendo bella può non essere tra i primi pensieri del Premier. Ancora!!!
Ha così riconfermato di non avere sentimenti di umana pietà, ha spento (ammesso che ne abbia mai avuto uno) ogni sentimento umano nei confronti dell’uomo Premier, che evidentemente, nella sua mente oramai organizzata come una macchina da guerra, è divenuto prima di tutto un nemico da eliminare fisicamente, visto che politicamente non gli è riuscito.
Trovo disdicevole che in Parlamento possano sedersi persone così.
E sono impaurita da quell’esercito fantasma di fan di Di Pietro e della Bindi che vive in mezzo alla gente normale e li vota.
E’ come sentirsi circondata da nemici invisibili.
Fulvia
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15 dicembre 2009 alle 16:17
Gentile Fulvia, come volevasi dimostrare: oggi Travaglio se ne è uscito con “non esiste il reato di odio”. E dire che parla pure un cattolico.
15 dicembre 2009 alle 19:47
quale articolo del codice penale condanna il sentimento dell’odio?
15 dicembre 2009 alle 21:16
L’istigazione è un reato. L’odio non lo è per il semplice motivo che in politica si punisce da sé.
C’è chi lo sa controllare, come Bossi, e ci guadagna. C’é invece chi non lo sa controllare, come voi, e ci perde.
Così va il modo, “cinico e baro”.
16 dicembre 2009 alle 13:09
adesso Bossi lo sa controllare?!
Io direi, lo sa “s-fruttare”.
Così va il tuo mondo, caro Patton.
16 dicembre 2009 alle 13:27
Ogni tanto qui sembra di fare discorsi tra sordi. Salva, ma le pare che mi sto mettendo a fare la ricerca nel codice penale del “reato di odio”?
No, davvero, io mi rifiuto di riprendere l’ennesima volta le fila di una cosa che è scritta sopra chiarissima. Abbiate pazienza.
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15 dicembre 2009 alle 14:22
No Giaggì,
tu hai visto i tiggì e non hai capito niente di quel che è successo.
Non hai capito che Berlusconi si è mostrato alla folla per calmare gli animi, non hai capito che il padre Alessandro Tartaglia si è subito assunto la responsabilità dell’atto commesso da suo figlio, dimostrando (lui sì!) intelligenza politica e coraggioso amor paterno.
Onore al merito di questo padre che vota PD. E disonore su di te.
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14 dicembre 2009 alle 12:08
Evviva Guzzanti.
E ora di basta. Vogliamo tornare alla difesa dei principi, che per loro natura sono universali. Sia per Berlusconi che per Gandhi. La logica di sinistra ma di derivazione fascista, o semplicemente imbecille, di propagandare principi che vengono poi ritoccati per gli avversari politici è aberrante. Basta mettere dei ma, dei però, dei magari… Il fatto è che un uomo politico, anzi, un uomo, dopo aver manifestato liberamente le sue idee ad una piazza è stato aggredito fisicamente. Ferito. Si condanni questo, il resto è fuffa, prevedibile, banale e facile. Si condanni senza se, senza ma, senza però, e senza forse. Si condanni anche il fatto che un uomo non può essere disintegrato dalla stampa perchè un altro uomo ha sentito dire che lui era un mafioso. Basta. Non si possono mai, MAI, tradire i principi fondamentali di libertà individuale, nemmeno se l’accusato è uno stronzo. Ogni concessione, ogni passo indietro su questo punto è da considerarsi un enorme pericolo per la democrazia, una coltellata all’Uomo. E ripeto il suo salire sul predellino è stato un gesto da uomo di stato… come lo fu, con le dovute proporzioni, quello di Togliatti dopo l’attentato di farsi intervistare per raccomandare e rassicurare i suoi compagni. Ripeto per i sordi: CON LE DOVUTE PROPORZIONI.
Forza Guzzanti!
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14 dicembre 2009 alle 12:32
Giagina,
non mi sembra che Berlusconi si sia comportato in maniera scorretta dopo aver ricevuto il colpo in faccia, anzi mi sembrava abbastanza in stato di shock, ha semplicemente cercato di rassicurare la folla e poi e risalito in macchina.
E del resto pensare che dopo aver ricevuto una botta del genere uno abbia la freddezza di pensare al suo tornaconto elettorale mi sembra abbastanza ridicolo.
Come è ridicolo pensare che i giornali debbano censurare le foto di Berlusconi insanguinato. Quelle foto faranno il giro del mondo e sono state pubblicate giustamente in prima pagina da giornali di destra e di sinistra.
Altro paio di maniche è cercare di creare un collegamento fra chi si oppone al politico Berlusconi (che siano Bersani, Di Pietro, i centri sociali o semplici manifestanti) e l’aggressione di ieri.
Diciamo che fra coloro che non trovano di meglio che criticare Berlusconi anche in questo caso come fai tu e chi coglie l’occasione per evocare Piazzale Loreto, le BR, e dare la colpa agli odiati comunisti come fa Pinco Pallino c’è il fatto nudo e crudo: IL PREMIER BERLUSCONI E’ STATO AGGREDITO DA UNO PSICOLABILE.
Saluti
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14 dicembre 2009 alle 11:44
Forse non ho capito la sua metafora, onorevole: mi faccia capire meglio, lei in tutto il chiasso di ieri sera (stamattina non ho ancora sentito nessuno per fortun) ancora non ci ha visto alcuna strumentalizzazione?
GUZZ – E’ ACCADUTO TUTTO QUEL CHE DI PIU’ OVVIO, BANALE E PREVEDIBILE DOVEVA ACCADERE.
Le strumentalizzazioni sono frutto di imbecillità più che di calcolo.
Basta andare su face book, lì c’è tutto.
Metafora? Quale metafora? in Italia ci sono milioni di italiani che vedrebbero benissimo l’assassinio di Berlusconi e che ignorano, pisciandoci sopra, l’ABC della democrazia, di cui non importa loro un fico secco.
E vuole che io debba spiegarglielo?
Ma lavori, e se lo cerchi da solo. C’è più gusto.
Non sono mica la sua mamma.
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14 dicembre 2009 alle 12:10
Sì, ma non solo su Facebook.
STRUMENTALIZZAZIONI. Quelle di Facebook sono da un lato inquietanti, dall’altro prevedibili in quanto, essendo uno strumento al di fuori di ogni controllo, uno può creare qualsiasi gruppo, scrivere qualsiasi cosa. E approfittando di questo, molti imbecilli, alcuni menefreghisti, alcuni immaturi e alcuni che prendono le cose troppo alla leggera, hanno creato e/o aderito a gruppi che inneggiano al loro “eroe”.
Ma quelle di Facebook lasciano il tempo che trovano. Sono in gran parte frutto di imbecillità, come dice lei.
Sono molto più inquietanti quelle dei politici: Maroni, La Russa, Bonaiuti, Fede, Di Pietro (come vede sono bipartisan) ecc. Hanno detto cose gravi a mio parere. Cose frutto di imbecillità o frutto di calcolo? Penderei più per la seconda.
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14 dicembre 2009 alle 12:28
Politici e giornalisti ovviamente, perché Fede non è un politico. Neanche un giornalista, obbiezione accolta.
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15 dicembre 2009 alle 13:12
Kakkadia,
obiezione e abiezione si scrivono con una b sola.
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15 dicembre 2009 alle 15:44
Lo so, grazie.
Vedo che sei ancora nella fase anale. Grammaticamente e ortograficamente corretto, ma anale.
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14 dicembre 2009 alle 11:54
Quando ho visto il volto insanguinato sono saltata dalla sedia enormemene impressionata dal fatto e poi da ciò che significa, molto più profondo e importante della scia mediatica ed emotiva che comporta. La campagna di odio parrebbe bipartisan, possiamo solo giocarcela sui centesimi di scarto tra gli uni e gli altri. Però..sono anni che sento grondare odio, livore, più che disprezzo, verso i “comunistiiii”, una vera caccia alle streghe; non c’è un solo discorso, un solo comizio, un solo intervento, dove non sia stato brandito lo slogan che suona più o meno “morte ai comunisti”; ho già postato sul riflesso condizionato che è stato inoculato alla “gente” riguardo al comunismo, registrandolo come cosa da odiare rabbiosamente, come il partito delle tasse. Quindi il gesto inconsulto di uno squilibrato va preso per quello che è, con tutto il dispiacere che ne può comportare, per lo stesso gesto perì J.Lennon. Solo un matto può mettere in atto questi comportamenti violenti. Resta il fatto che se di odio vogliamo parlare, con le dovute cautele, dobbiamo essere onesti, e riflettere magari sul fatto che buona parte degli italiani se la passa malissimo e non ha nessuna possibilità di uscirne, perchè nessuno se ne sta occupando e questo ingenera esasperazione, che la pdl non corrisponde alla maggioranza degli Italiani, che questo sistema elettorale non comporta in automatico che la maggioranza degli italiani corrisponda realmente alla maggioranza al governo, che non è vero come dice Calderoli, che se 1 milione di folla sfila a Roma contro Berlusconi , 50 milioni lo votano, semplicemente è una mistificazione. Ora, concludendo, riguardo alle strumentalizzazione sull’odio, se milioni di italiani sono stati aizzati a odiare i comunisti,per esempio, perchè dovrebbe sembrare più brutto che milioni di italiani, diciamo, disistimano Berlusconi?
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14 dicembre 2009 alle 12:37
“riflesso condizionato …riguardo al comunismo, registrandolo come cosa da odiare rabbiosamente, come il partito delle tasse.”
La rendo edotta, che in Polonia, dove ne sanno sicuramente più di lei e di me cosa significa “comunismo reale” hanno ratificato una legge con cui hanno reso fuorilegge qualsiasi simbolo che riconduca al comunismo così come qualsiasi forma espressiva che ne costituisca apologia, in pratica hanno fatto quello che abbiamo fatto noi con il reato di apologia del fascismo. A parte il fatto che nessuno dei politici ha detto “morte ai comunisti” mentre ad augurarsi la morte di berlusconi
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14 dicembre 2009 alle 16:05
La legge polacca non è sfuggita, in tanti abbiamo gli strumenti per capirla correttamente.
L’immagine della sofferenza inferta per un atto di violenza richiede rispetto e basta.
Ma il succo del discorso è il senso dell’odio, l’odio che serpeggia nel nostro paese, se mai ce ne fossimo accorti era ora, ma non è così semplice; non si tratta più dell’irruenza derivata dalla passione politica, è la violenza verbale innestata su concetti violenti, di razzismo, di secessione, di forza, di salvaguardia degli interessi circoscritti; “è quello che vuole il popolo” abbiamo sentito ripetere incessantemente, e anche al popolo del Colosseo si dava quel che voleva, quindi se leviamo il termine “comunisti” che alla fine è diventato il sigillo vacuo di un calderone, e ci mettiamo i giornali, gli eretici, i neri, i giudici, i dissenzienti, gli intellettuali fanulloni, cambia qualcosa? e poi “vuoi mettere sullo stesso livello il figlio di un avvocato col figlio di un operaio?”ebbene è stato detto, è un messaggio che può anche raccogliere consensi e adesioni, ma fomenta gli animi magari a data da destinarsi, e si scava il riscontro nel disagio della vita quotidiana a dispetto delle TV che ripetono che va tutto bene; vabbè che siamo sotto Natale, vabbè che gli avvenimenti impongono una riflessione condivisa ma sarebbe nell’interesse di tutti che finisse qui.
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14 dicembre 2009 alle 12:44
dicevo ad augurarsi la morte del “nano”, del “caimano”, del nemico additandolo come la fonte di tutti i mali un giorno sì e l’altro pure, c’è stato qualche politico (anche del PD sebbene di una szione locale sul territorio), per non parlare dei gruppi vari su facebook, per tacere poi della blogosfera di sinistra.
E’ un clima d’odio instillato quotidianamente. Le ricordo poi che i “compagni che sbagliano” squilibrati non lo erano, esaltati sì però, ed adesso viviamo in un clima sufficientemente surriscaldato, debbo aggiungere altro?
guzz – vuole spiegare il significato del filmato che ha inviato suggerendo a qualcuno (chi?) di farsi sputare in faccia?
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14 dicembre 2009 alle 13:28
potrei benissimo (si trattava di un invito di accostare una sedia al fazzoletto in questione e di servirsene, un invito frequente dalle mie parti che cita proprio quella scena di Totò), ma ho visto che lei a già risposto, e con stile migliore (non ci voleva molto, colpa mia), a chi insinuava strumentalizzazioni , per cui il mio commento diventa del tutto superfluo. lo cestini pure se non lo ritiene adatto allo stile del suo Blog, meglio far raffreddare gli animi. Cordialmente G.
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14 dicembre 2009 alle 12:00
Caro Guzzanti,
esprimo la totale, umana e civile, solidarietà a Silvio Berlusconi, senza distinguo nè giustificazioni sociologico-politiche per quello che è successo e che non fa bene alla democrazia già fragile di questo disgraziato Paese.
Allo stesso tempo, per non cadere nel facile – e in qualche caso utile – martirologio, riconfermo la mia totale divergenza su tutto il cursus politico del PdC ed il rifiuto altrettanto totale della sua visione della vita. Spero che l’Italia si liberi presto di Silvio Berlusconi, sconfiggendolo sul terreno delle idee, dei progetti, dell’ onestà morale ed intellettuale che ancora resistono – seppur sonnacchosi – nell’animo di tanti concittadini.
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14 dicembre 2009 alle 12:13
Caro Paolo, permettimi di sottoscrivere parola per parola il tuo post
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14 dicembre 2009 alle 12:23
Guzzanti, lei è una persona razionale ed intelligente. Questo mi basta per essere dalla sua parte, il resto è la solita merda in cui purtroppo navighiamo.
Spero vivamente che Berlusconi dia un segnale di buonsenso e cerchi di calmare gli animi.
Non voglio altri morti per strada e la china presa è proprio quella.
Piazza Fontana, la stazione a Bologna, gli anni di piombo, oppure quello che sta capitando proprio oggi in Iraq ed Afganistan. La guerra civile.
Diamo voce alla civiltà ed a ciò che ci differenzia dalle bestie.
Sono la stessa persona che afferma di combattere con le armi dell’omicidio di stato e del terrore la criminalità organizzata.
Ma serve civiltà tra le persone civili, se no, è caos. Violenza. Guerra.
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14 dicembre 2009 alle 12:25
mah, non capisco come questo debba in qualche modo riguardarci.
non capisco per quale motivo il 50% degli italiani che hanno accesso alla rete debbano sentirsi sempre “in dovere” di dire la propria a 5 secondi dall’accadimento di un fatto, tramite un post su un blog, un commento su un altro, un sms su twitter, un gruppo su facebook.
io credo che il 90% dei fatti che scuotono alle fondamenta la politica italiana e che riempiono pagine e pagine di carta stampata non abbiano nulla a che vedere con la possibilità di mantenere il mio posto di lavoro, di pagare il mutuo della mia casa, di educare correttamente mia figlia o di garantirle un futuro sereno e consapevole.
sono 15 anni che la politica in italia si è trasformata in un gioco di ruolo nel quale ciascuno degli attori non ha nulla da perdere e pertanto gioca le sue carte a c***z di cane (se mi permettete la citazione della migliore fiction italiana mai girata), incapace di guardare più in la del prossimo sondaggio.
All’inizio credevo anche io che una delle due squadre fosse migliore dell’altra e che avesse diritto a vincere il campionato.
Ormai ho invece capito che la partita è purtroppo stata taroccata sin dall’inizio e che non sarà certo il risultato ad aiutare a sfangare la giornata.
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14 dicembre 2009 alle 12:30
Gentile Lassie,
chi avanza guardandosi sempre le punte dei piedi, prima o poi finisce sotto un tram.
Cordialità.
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14 dicembre 2009 alle 12:35
…non credevo mai potesse accadere … ma è accaduto …
…la mia totale solidarietà al Presidene del Consiglio dell’Italia intera…
…è accaduto e poco importa se è un pazzo, uno squilibrato o un comunista …
…ma intendiamoci bene questo non c’entra nulla con la politica …questa è violenza ed è un’altra cosa quindi qualsiasi collegamento, per quanto dotto ed erudito, pro o contro è assolutamente ridicolo e strumentale.
…previsione : ne uscirà più vivo e forte di prima
Parlando invece di politica tutti, e dico tutti tranne il corsera in terza pagina (se non ricordo male), hanno dimenticato cosa ha detto/urlato/ululato prima di sbattere il muso contro il duomo…
…oggi, se nonfopsse accaduto nulla, staremmo tutti, ancora una volta, a parlare di illibertà, di totalitarismo, di regime,etc…
Dal mio punto di vista fanno bene Di Pietro e Bindi, che pur avendo inequivocabilmente chiarito la loro netta distanza dall’atto criminale hanno voluto semplicemente sottolineare che chi semina vento alla fine non può che raccogliere tempesta … e qualche testa calda …
…da ieri anche presidente martire
mi spiace … mi spiace proprio
…mi spiace perchè attaccato al duomo c’era un bel regalo di emotività popolare, perchè in questo modo ancora una volta si distoglie lo sguardo dal vero problema, perchè contro la violenza inevitabilmente e giustamente ci si compatta … e lui (certo non voluto o cercato) ne aveva urgentemente bisogno …
…e cerchiamo di non fare tanto i santarellini … io no, ma sono sicuro che sia qui che altrove c’è gente che, intimamente, ha pensato … “…e vai …” … o che ha detto cose tipo …” …se l’è cercata …”…
…spero si riprenda presto per avere ancora la possibilità di urlagli contro il mio dissenso, il mio non essere daccordo, il mio non essere schiavo, la mia libertà.
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14 dicembre 2009 alle 12:57
Un gesto del genere prima o poi dovevamo aspettarcelo. Ieri è toccato a un pirla influenzato dalle sparate di Di Pietro e da un certo modo di fare opposizione,domani potrebbe toccare a Tizio che se la prende con Napolitano bollato come comunista o con Tettamanzi definito imam.
L’evento di ieri dovrebbe indurre TUTTE le parti politiche a una seria riflessione sul modo di fare politica e sulle conseguenze che questo comporta.Ovviamente questo non avverrà,sta a noi cittadini conservare la lucidità necessaria per distinguere il bene dal male e non soccombere alle litanie di una o dell’altra parte.Sperando che la politica un giorno segua il nostro esempio.
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14 dicembre 2009 alle 13:04
La dinamica dell’attentato ricorda molto il braccio con la pistola di Ali Acgca, anche allora sembrava un pazzo…ci sono voluti trent’anni per capire cosa c’era dietro. Tutto questo non certo per dire che dietro c’è il KGB, ma semplicemente per dimostrare come sia ancora facile il dilagare del classico …ma quello era solo un pazzo!
Perché non è indagato per tentato omicidio, ma solo per procurate lesioni? E’ stata una questione di centimetri. Berlusconi poteva tranquillamente lasciarci la pelle.
Dov’è il Presidente della Repubblica? Non sento dichiarazioni sufficientemente forti dal primo garante delle istituzioni. Non percepisco la sua presenza. L’Italia ne ha bisogno. Che si svegli!
Le reazioni sulla rete, e su questo blog dimostrano come non sia una questione di persone che vedono calici o volti e non riescono a vedere entrambi, e soprattutto che non hanno ragione entrambi. C’è uno squilibrio mi dispiace. Non ho visto tutto questo sfacelo nei sette anni (sempre rimanendo all’era berlusconiana) in cui la sinistra ha governato, questo è un fatto.
Spero che questo sia l’inizio della fine di questo andazzo. Spero che l’immagine di Berlusconi insanguinato che cerca di calmare la folla colpisca nell’animo tutti, anche quelli un po’ troppo pirla per riuscire ad ammetterlo su un blog., e che li porti a riflettere fino a che punto sono arrivati.
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14 dicembre 2009 alle 13:05
Berlusconi aggredito…., complimenti a quelli che sprecano la loro esistenza a consumare droga nei centri sociali in nome di un delirio collettivo maturato nel 68 e spacciato alle masse come ideologia. Complimenti alla sinistra italiana che non vuole rendersi partecipe di un processo di rinnovamento, che non trova interesse nel contribuire alla costruzione di un futuro migliore ma sa solo distruggere e colpire con meschinità e vigliaccheria…
Ebbene questa sinistra che predica e festeggia attentati contro la democrazia Italiana…., si dovrebbe preoccupare perchè a forza di promuovere lo scontro politico e sociale, il popolo e lo stato potrebbero decidere di debellare questo morbo che da oltre 40 anni affligge il paese….
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14 dicembre 2009 alle 13:10
Ah gliel’ha tirato la sinistra italiana il modellino del Duomo? E comunque… negli ultimi 40 anni ha governato: la sinistra per 8 anni, Berlusconi per 7, e la DC per 20. Si rifaccia un po’ i conti. E scriva qualcosa che somigli vagamente a qualcosa di sensato anziché a una brodaglia di luoghi comuni
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14 dicembre 2009 alle 13:13
Egregio senatore,
ritengo che la responsabilità politica del clima di “pisciatoio sulla democrazia” che si è instaurato sia, in buona parte, ascrivibile a SB.
Disprezzo tutti gli atti di violenza fisica, compreso quello di ieri.
Ma ciò non mi impedisce di guardare la realtà. Siccome sono in profondo dissenso con il concetto di democrazia basato sul “primato del volere popolare” (che sarebbe più corretto chiamare “primato della maggioranza”), primato esercitato anche calpestando i fondamenti culturali del rispetto delle minoranze, delle diversità di pensiero, del diritto di critica, della presenza di pesi e contrappesi, del rispetto di ogni condotta morale di tipo pubblico (condoni, amnistie, conflittualità di interessi pubblici e privati, scudi indegni che legalizzano ciò che la legge ed il buon gusto indicano come reato!) … beh, mi sento libero di dire che siamo di fronte ad un grosso guaio, da cui nessun finto buonismo tirerà fuori questi signori.
Quando milioni di famiglie stentano a vivere, e sono milioni di piccole teste di padri incazzati neri perchè non sanno che dare ai loro figli a cena … e quando si esaspera l’80% delle forze intellettuali dicendo che “gli universitari sono parassiti” (compresi i ricercatori che lavorano per due lire facendo un lavoro di enorme rilevanza culturale), “i magistrati sono comunisti e fannulloni”… caspita, pensa davvero che tutto ciò non sia l’inizio del caos?
Il caos è caos.
Tempo fa scrissi della fine che fece Maria Antonietta. Umanamente mi dispiace sia stata uccisa. Ma la storia non ricorda quello come un gesto di un fanatico. E’ un epilogo razionalmente prevedibile.
Compito della politica è assicurare alla società un ordine morale, culturale, economico e sociale che consenta l’equilibrio. Ritengo che questa classe politica stia mancando in ciò, e purtroppo del caos che ne deriva paga, e temo molto più pagherà, le conseguenze. E’ inevitabile.
Potrei come tutti dire “oggi serve una condanna senza se e senza ma”, e sputare sul primo che dice altro, tacciandolo di antidemocrazia. Ma ritengo sia molto più serio che si comprenda che è la stessa storia a insegnarci che laddove si violano con spregiudicatezza i fondamenti stessi della Democrazia (quella con la D maiuscola, che non accetta che il 51% del popolo possa re-istituire lo ius prime noctis sulle mogli del restante 49% in virtù del “volere popolare”!!!), nascono dei problemi.
Oggi da cittadino che rispetta tutte le leggi, che paga le tasse, che lavora 12 ore al giorno, sono preoccupato perchè temo questo governo stia distruggendo il patrimonio istituzionale di questo paese. E’ questo un problema gravissimo o no?
Magari ora inveirà contro questo mio post, con la sua autorevolezza. Ritengo tuttavia che neanche lei voglia che questo blog si riduca a 10-15 persone che rispondono ad ogni suo scritto dicendo il canonico
“Guzzanti, come non sottoscrivere ogni virgola delle sue considerazioni”.
Con rispetto,
Antonio
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14 dicembre 2009 alle 21:41
Antonio bis,
come non sottoscrivere ogni virgola delle sue considerazioni?
Alle sue considerazioni mi permetto di aggiungere le mie, sicuramente meno “raffinate”.
Berlusconi è un antidemocratico che forte del consenso di una parte degli Italiani crede di poter pretendere un potere assoluto su tutto e tutti.
Fini docet (si dice così?)
Solo lui si ritiene legittimato, e agisce sistematicamente per delegittimare ogni altro presidio democratico.
Dovrebbe imparare, sempre che ci riesca, ad accettare e rispettare le regole di uno stato democratico.
E’ Berlusconi perciò che alimenta il clima di odio per l’avversario politico e per chiunque si frapponga alle sue pretese.
Se perde le elezioni delegittima chi le ha vinte gridando ai brogli mentre tenta di comprare letteralmente deputati dell’altro schieramento.
Se vince delegittima l’opposizione, dicendo che controlla tutto media poteri forti e soprattutto magistratura, e che vuole sovvertire per via giudiziaria la volontà popolare.
Se Berlusconi vuole violare le regole di uno stato democratico non me ne può fregar di meno, delinguente più delinguente meno cambia poco.
Quello che non tollero è che voglia scassare ogni istituzione e legge pur di farla franca.
Ma ci rendiamo conto a quale punto siamo arrivati?
Si parla della possibilità di mandare liberi e impuniti migliaia di delinguenti pur di non permettere la possibilità (sono garantista) di una condanna per Berlusconi.
Se non vuole essere processato Berlusconi può andarsene o scappare dall’Italia, nessuno lo inseguirà, ma non può permettersi di distruggere le istituzioni che a me come ad altri servono per una normale convivenza civile.
Detto questo aggiungo che ho provato profonda pena per quest’uomo, costretto nonostante tutto alla sua età a combattere ogni giorno per la sua libertà.
Io non voglio Berlusconi condannato ormai quel che è stato è stato mettiamoci una pietra sopra, ma anche lui dovrebbe capire che è venuto il momento di farsi da parte.
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14 dicembre 2009 alle 13:16
Un individuo solo. Si ma solo forse, prima indaghiamo, poi sapremo.
Nelle immagini dell’acaduto che vediamo in televisione, si nota che l’aggressore prendendo la mira di Berlusconi, è rimasto con il braccio alzato e l’oggetto in mano durante un momento assai lungo. E a parere mio un momento sufficientemente lungo perche coloro che gli stavano accanto, dietro e di fronte, potessero accorgersi di che cosa si accingeva a fare.
Ma nessuno è intervenuto, come mai ?
In piazza vi erano un centinaio di contestatori organizzati, fra i quali almeno un tizio con il volto coperto con una sciarpa blu, che dava l’impressione di essere un capo gruppo.
Credo sia opportuno verificare chi erano le persone che si trovavano in quei 3 o quatro metri intorno all’aggressore al momento dei fatti.
Io non credo all’aggressore isolato, credo invece ad una persona debole che è stata condizionata, incuadrata e messo in condizioni di esplodere.
Urge riconstruire la giornata di questa persona, che cosa a fatto tutto il giorno ?
Con chi ha passato il tempo da quando è uscita di casa per andare da un’amica ?
Chi,quando e dove ha acquistato l’oggetto utilizzato per l’aggressione ?
Ed infine che cosa facevano i body guard, e le forze di sicurezza ?
Perche le forze dell’ordine non sono intervenute per impedire che quel centinaio di persone che hanno organizzato la contestazione giungessero praticamente sotto il palco ?
Gia al momento delle foto su villa certosa ho espresso qui i miei dubbi a proposito della qualita del serrvizio di sicurezza intorno a Silvio Berlusconi.
Credo che è necessario porsi alcune questioni a proposito d’un servizio di sicurezza che ha permesso a un tizio, entrato per efrazione nel petrimetro della propieta stessa, di prendere di mira il capo del governo per ben 5.700 volte.
Ci rendiamo conto che per 5.700 volte è stata data l’occasione a qualcuno di mirare alla testa del capo del governo ?
Ed anche per il fatto d’ieri, i media parlano un po troppo presto di caso isolato, d’atto di un desiqulibrato.
Danno la soluzione prima che sia stata svolta l’indagine e celebrato il processo.
Speriamo che siano buon profeti.
Pinco Pallino
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14 dicembre 2009 alle 13:29
Già fa la vittima virtuale. Ci mancava solo lo stato dimostrato di vittima reale. Stiamo proprio freschi.
Non ci voleva: la violenza, l’inciviltà.
La colpa? Ma la colpa non è importante: intanto perchè quasi nessuno si assume mai la responsabilità di alcunché: non lo fanno i potenti immortali, non lo fanno i mortali, perchè se ne dovrebbe parlare.
La cosa più importante, vedrete, è sfruttare politicamente la faccenda. Interessa solo questo ai nostri sacerdoti della democrazia. E lo stanno già facendo.
Vogliamo aprire un dibattito su chi sfrutta e sfrutterà più degli altri? A chi darà ragione il popolo bue? Chi odia chi più degli altri?
La sfida è aperta. Ma la sfida non l’ho lanciata io. L’ha lanciata Patton.
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14 dicembre 2009 alle 13:33
Caro Guzanti, non ti nascondo che dopo aver visto il fattaccio, ho pensato: chi spinge troppo sull’acceleratore, prima o poi va a sbattere. Ma , successivamente ho cercato di ragionare con la testa , piccola e poco svelta ma è la mia , anzicchè con la pancia.
comincio con il fatto che , probabilmente , quel tipo do persona, un pò instabile, se non manovrato ed eterodiretto, avrebbe potuto scagliare qualsiasi cosa a chiunque di importante e famoso. tale è la loro malattia.
Ma è pur vero che le reazioni a quel gesto sono di persone senza alcuna limitazione psichica – o quasi…. – e che dicono tanto sul clima . Un clima che mi ricorda quello degli anni ‘70, quello della reazione e dello scontro, quello da cui uscì autonomia operaia ed il terrorismo nero, quello che ci ha regalato 25 anni di immobilismo arricchito da un preciso disegno di ricorso al debito pubblico come unico strumento di progresso economico. Oggi siamo davanti a due mondi ugualmente contrapposti, distanti e assolutamente incomunicabili – ha mai provato a fare una discussione serena con un pensionato berlusconiano o con un fondamentalista verde? – .
Come ieri? forse no, nel senso che negli anni settanta, non solo c’era una esplosione quasi ormonale di rabbie ed istinti, ma esisteva una larga ricerca di pensiero nuovo, non sempre trovato, di approfondimento, anche di dialogo e di condivisione. Anzi in quegli anni si erano poste le basi per alcune basi comuni in cui tutti si riconoscevano: antifascismo, democrazia, rifiuto della volenza, dialogo, diventarono a poco a poco dei valori acquisiti.
oggi sembra che alcuni di queste basi di civile convivenza non ci siano più e che ci si sia divisi tra un amore cieco al capo predestinato dal destino – in Italia come in Russia è forte il richiamo dell’uomo forte – e l’odio profondo e viscerale verso lo stesso.
Cosa è successo? Cosa ci ha fatto cambiare così velocemente? Cosa porta tante persone , per tutto il resto tranquille e pacifiche , a diventare intolleranti se si tocca anche di sfuggita il loro “amore ” e di converso cosa porta tanti – tra cui ci sono anch’io – a vedere in mister B. il colpevole unico ?
Credo che la croce di questa involuzione sia da ascrivere alle modalità molto pubblicitarie con cui Berlusconi ha lanciato prima e poi sorretto il proprio partito: egli ha identificato in maniera scientifica – tramite sondaggi – alcuni tratti del profondo della psiche degli italiani di centro e di destra ed ha trovato che per conquistarli si doveva insistere a mille su alcune cose: comunisti, libertà, successo, speranza , ma tutto unito alla demonizzazione estrema dell’avversario. Questo ha prodotto , oltre ak successi ed alla fidelizzazione degli elettori , anche frutti non desiderati. Oltre , ovviamente , alla propaganda piena di odio per il diverso fatta dalla lega nord a partire dalla sua nascita.
Ed oggi ci troviamo con l’Italia divisa, con rigurgiti di razzismo, con esasperazioni localistiche, con la demonizzazione del nemico, con la politica fattasi tifo ed il tiffo fatto politica.
Anche lei, Guzzanti, è stato preso nel gorgo dei sentimenti estremizzati: il suo percorso è stato fatto segno non di critica o di riprovazione civile e politica, ma di insulti, di accuse di lesa maestà.
Non trascuro neanche la sponda sinistra , il suo ergersi a puro inquisitore, ma , se vogliamo essere sinceri, non possiede neanche un centesimo delle capacità mediatiche di mister B. .
In tutto ciò, vi è un altro sentimento fortissimo e reazione ad una situazione di fatto: la sensazione di inutilità, di combattere contro forze di gran lunga più forti, la sensazione che qualunque discorso pacato si faccia, se non piace al premier ed ai suoi media, non passerà mai, per quanto intelligente e poacato possa essere.
caro Guzzanti, quante volte ha avuto modo, in televisione, di raccontare del suo nuovo progetto, del nuovo partito liberale? Quanta visibilità ha ottenuto con tutto che lei è anche uomo di spettacolo?
La sensazione di essere prigionieri di una dittatureìa mediatica ed il senso di impotenza e di frustrazione che l’ accompagna amplificano il sentirsi esclusi dalle decisioni e dalla democrazia. La distanza tra i cittadini ed il luogo immaginario delle decisioni si è sempre più allungata sia virtualmente che praticamente: il parlamento ha ormai solo funzioni notarili delle decisioni altrove prese.
Io sosterrò sempre il diritto per chiunque , anche se contrario alle mie idee, di esprimersi e difenderò questo diritto, ma nell’italia di oggi questo significa dare visibilità mediatica alle idee di tutti, non solo ad alcune.
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14 dicembre 2009 alle 13:36
A proposito, vorrei una risposta ad un quesito: la persona Silvio Berlusconi come pensa che reagirà davanti al dolore ed alla violenza fisica di cui è stato oggetto ?
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14 dicembre 2009 alle 13:39
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/
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14 dicembre 2009 alle 14:11
Da uomo di sinistra, mi dico d’accordo in tutto e per tutto con quanto da lei scritto, onorevole Guzzanti. Assisto inorridito al proliferare dei commenti di amici e parenti per strada e su facebook, e credo che lei abbia colto perfettamente nel segno: la questione non è il gesto del folle, ma il seguito che esso ha avuto nel gregge dell’opposizione. Se Berlusconi riusciamo a batterlo soltanto prendendolo brutalmente a statuette in faccia, allora ce lo meritiamo, Berlusconi. Quel che è accaduto ieri è sintomatico di un paese e di una sinistra (se di sinistra si può parlare) instupiditi e frustrati dalla propria impotenza, incapace di reagire alle proprie miserie se non mordendo ciecamente. I forzisti e le reti di Berlusconi ne approfitteranno, ci marceranno sopra e faranno di lui un martire? Bene, ne hanno tutto il diritto. Non m’importa quel che farà l’altra parte. Io pretendo che la MIA parte politica sconfessi con vigore tutti i gruppi fb e tutte le persone che pensano che sia legittimo malmenare un primo ministro democraticamente eletto, per quanto arrogante, volgare e gonfio di manie di onnipotenza. Ma dove pensiamo di andare, così?
GUZZ – ECCO UN GALANTUOMO.
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14 dicembre 2009 alle 16:02
Kikuchiyo la ringrazio del bell’esempio di civiltà che ha dato scrivendo ciò che ho letto qua sul blog diell’On. Paolo uzzanti.
Sono tante le persone di buonsenso, sia a destra che a sinistra che la pensano come lei, e come me.
Non è con la eliminazione del problema che risolvi il problema.
Berlusconi deve vivere e governare fino a quando il popolo italiano, democraticamente lo voterà e lo farà vincere.
La sinistra deve opporsi alla linea politica del Governo costruendo una propria linea alternativa per il futuro.
La sinistra , il PD, si smarchi da Di Pietro, dai Ferrero, dalle Bindi.
Ritrovi il suo elettorato moderato ma solido nei principi morali e del rispetto del prossimo.
Se ciò che abbiamo visto è il futuro che ci aspetta, un futuro di intolleranza , violenza, fino alla soppressione di chi politicamente non li rappresenta, iconfermo di avere paura.
Fulva
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14 dicembre 2009 alle 18:56
Onore ad un civile avversario politico. Quello che pensano altri blogghisti mi lascia sconvolto. Come pensare che si può costruire uno stato democratico su principi viziati dall’odio. E’ un vero dramma. Alcuni esprimono solo concetti fondamentalisti. Dove sarebbe il bene comune condiviso da perseguire? Che squallore. Non riusciremo mai a diventare un paese all’altezza delle demoscrazie nord-europee, o almeno ho molte perplessità. Quì si sta pensando alle strumentalizzazioni quando è in gioco la nostra stessa credibilità di persone che hanno un senso critico, oltre c’è la follia.
Ai maniaci della mistificazione consiglio un corso di make up cinematografico per rappresentare meglio il loro (auto)pestaggio, ovviamente di chiaro stampo…………………(da compilare a piacere), per poter essere eletti alle prossime elezioni, magari quelle comunali. E’ una idea!
Allora noi sapremo cosa dire. Se la sono cercata!
La cosa può essere applicata per stupri, manifestazioni e quant’altro.
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14 dicembre 2009 alle 14:23
A quanto li vendono in Slovenia gli M64 ora?
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14 dicembre 2009 alle 14:24
Alla vista del sangue, la “parte migliore del Paese” in preda all’eccitazione ha lasciato trasparire tutta la sua morale superiorità; ma non c’è da preoccuparsi, tra breve riprenderà a declamare i suoi valori irrinunciabili, nonviolenza, pacifismo, fratellanza, ecc.
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14 dicembre 2009 alle 14:24
Caro Paolo che dire, per farti i complimenti mi autocito …. questo l’inizio del mio ultimo post:
“Vedo con grande dispiacere che l’interessantissimo post di Paolo ha dato lo spunto ancora una volta nel dialogare in prevalenza tra chi vuole evidenziare i brutti comportamenti delle truppe Berlusconiane e di contro chi si difende e contrattacca.”
Questo per farti capire come sono felice della tua linea intrapresa, BASTA NON SE NE PUO’ PIU’, che siano tutti i media tradizionali, salotti, blog A SCRIVERE E MANDARE AVANTI UNA SCHIFOSA RAPPRESENTAZIONE DEL NS PAESE, ed i risultati sono quelli che scrivi, purtroppo, con parte dell’italia felice nel vedere B. sfondato.
Personalmente sono sdegnato come ero anche sdegnato nel caso Cucchi, visto che in quel caso c’erano di mezzo anche le istituzioni, rimarremo in pochi? Chissenefrega, ma voglio vederei confronti e duelli inteligenti, non tonnellate di merda tirate addosso SENZA NEANCHE ESSERE ORIGINALI RIPETENDO LE SOLITE STRONZATE, SPERO la linea editoriale possa diventare quella da te indicato, non ce la faccio più ad avere da una parte e dall’altra persone che parlano solo di una persona, mettendo in luce solo le verità di comodo, I DUE PROFILI – IL CALICE, senza concentrarci sulla cosa più importante, la politica del ns paese.
Hai fatto un esempio che qualsiasi persona di buon senso doveva solo commentare in modo positivo, senza essere condizionata dal suo pensiero politico, così non è stato e la maggiorparte dei commenti è andato in senso contrario, BASTA!!!
Gianluca
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14 dicembre 2009 alle 14:36
Non sono d’accordo con lei, Guzzanti.
Come la maggior parte delle persone ( Popolo Viola compreso e – basta leggere la sua citazione – anche la sinistra ultra radicale) penso che non bisogna tirare Duomi a nessuno. Al massimo una scarpa (di tela è meglio).
Sulla reazione “mediatica” di Berlusconi è ridicolo soffermarsi. vero, falso? Anche l’”eroe” lo trovo ridicolo. Come è vero che è stato temprato nel gestire la botta (grande, grandissima tempra) tanto è vero che la cura della sua immagine è per lui una priorità. Un Eroe? No no, che esagerazione.
Ma cose dite tutti!? il risultato di una campagna di violenza? Censure? il popolo di facebook ( sulsul numero di stupidi in circolazione vale quanto scrive Cipolla in Allegro Ma Non Troppo)?
E’ stata una persona isolata (e, povero lui, malata). L’odio verso Berlusconi? è un po’ da verginelli andare contro a quel che dice Di Pietro. Si, Berlusconi è irritante. Istiga alla violenza. Alla Zidane, però.
Popolo Viola. Travaglio, Di Pietro, Bersani, l’altra metà e più di Facebook, Sinistra radicale hanno condannato la violenza del gesto. quanto siamo a percentuale?
La rispetto molto, caro Guzz. Spero che nei 13 secondi scarsi (ma giusti) che dedicherà a questo commento potrà valutare di considerare un po’ più oggettivamente l’episodio (di cronaca?).
Male che va grazie per i 13 secondi.
GUZZ . GRAZIE DEL RISPETTO CHE E’ RECIPROCO E CHE SPERO DI MERITARE.
Ciò detto non ho nulla da dire sull’episodio.
Ho molto da dire sul suo uso, consumo, commenti, posizionamenti.
Nell’articolo precedente ho citato la Gestalt: è un calice o due volti? Chi vede una faziosità, non vede l’altra.
Potrei citare un altro test. Quello di Rorscharc detto delle macchie d’inchiostro. Le macchie d’inchiostro non significano assolutamente nulla, ma chi le vede le interpreta e le racconta secondo la propria storia.
L’episodio di ieri non è completamente neutrale come le macchie d’inchiostro, ma è utile per definire le interpretazioni.
La sinistra radicale non condanna affatto l’atto violento. Lo definisce un errore politico soltanto perché pensa che Berlusconi se ne avvantaggi. Ignoriamo che cosa avrebbe detto se Berlusconi fosse morto, senza cioè poter trarre vantaggi. Dubito che esecrerebbe.
Lo stesso modello fu adottato per il caso delle Torri Gemelle. Ci fu forse qualcuno che disse di approvare? No (tranne i paesi arabi dove si ballò e cantò per le strade e le piazze).
Tutti dissero: OH, porca puttana. Questo favorisce l’America e favorisce Bush. Dunque diremo che si tratta di un generico e misterioso “crimine contro l’umanità” e lo condanneremo, sì, ma non perché ci freqhi niente di quelle poche migliaia di morti, ma perché ci tornerà in culo a noi, la sinistra internazionale.
Fra l’altro io ho dimostrato che Indymedia non è la sinistra radicale ma, per sua libera scelta, è il Partito Marxista leninista mondiale (che non è l’estrema sinistra, ma la Cina). Nulla da dichiarare?
La sinistra radicale non dice affatto “Duomi a nessuno”. Ma non sprecate i Duomi invano, perché se sbagliate mira avvantaggiate l’odiato nemico.
Nessuna – NESSUNA – censura morale, ma una censura tattica: non conviene, è un ERRORE. Lo stesso dicevasi ai tempi delle Brigate rosse: compagni che SBAGLIANO, non che delinquono moralmente, ma che errano tatticamente.
L’eroismo di Berlusconi, confrontabile è stato già ricordato – con quello di Palmiro Togliatti colpito dalle revolverate di Pallante, è consistito nell’aver fatto un enorme sforzo fisico per mostrare alla folla che il suo corpo era vivo, dal momento che la gente lo aveva visto accasciarsi, si era sparsa la voce che fosse morto e stava per partire una ondata di reazioni emotive incontrollabili.
Non dimentichi che il primo problema dopo l’aggressione è stato quello di non far fare a Tartaglia la fine che fece Zaniboni quando attentò alla vita di Mussolini e fu sbranato dalla folla.
Dunque io trovo che Berlusconi, radunando le sue forze di ultrasettantenne ferito, con il setto nasale fratturato, un ematoma notevole, colando sangue in maniera talmente copiosa da aver perso tanto liquido ematico quanto basta per andare in anemia, si sia comportato eroicamente per risparmiare conseguenze che potevano essere gravissime, mostrandosi vivo, rassicurando tutti quelli che già pensavano di scatenarsi in qualche manifestazione sconsiderata.
Tutto quanto lei scrive a me sembra sciocco, scollato dalla realtà, del tutto avulso dalla tragicità dell’uso della violenza, inutilmente fatuo, con quell’aria sbarazzina che avete in tanti, cianciando di immagine e di stupidità veramente poco onorevoli.
Io sull’attacco e l’aggressore non ho da dire nulla, perché ci sono i dociumenti.
Ma su quello che è stato detto e scritto, compreso quello che lei scrive, ho molto da dire.
Trovo umiliante quello che lei scrive.
E’ umiliante per me. Come cittadino, come rappresentante del popolo, come giornalista, come storico.
Lo stesso vale per Giagina: questa linea sbarazzina, paraculetta, gomitaticcia, furbastra, tutta volta a diminuire l’indiminuibile, la vergogna del sangue, l’orrore.
Lo so, lei non prova vergogna. Ma la provo io per lei. Abusivamente. Provo una stretta al cuore. Sento che questo Paese è malato, è pieno di vermi.
Vermi che ridono. Si nutrono di cadavere, e ridono, ridacchiano, ironizzano, riducono ai minimi termini.
Non mi aspetto c
E come lei sono milioni, forse decine di milioni.
Siete – ai miei occhi – l’altra faccia del berlusconismo furibondo.
E di voi io ho una paura fottuta.
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14 dicembre 2009 alle 16:08
E io invece caro Guzzanti, provo vergogna per la linea che ingigantisce l’ingigantibile, che rende politico quello che non lo è che spara sull’opposizione a trenta nanosecondi dal fatto, quando l’opposizione c’entra un fico secco.
Fatto grave e di cui spero si prenderanno tutte le responsabilità del caso. Compreso il comunicato di Indy.
Lei considera me un verme’ Siamo pari io considero vermi anche quelli come lei che assolvono sempre i giornalisti che ormai sono zerbini al servizio del potere. Attentato costituzionale titola un giornale del premier e non mi pare che questo si chiami abbassare i toni. A me pare strumentalizzare e se permette è ben piu grave di quello che posso dire io sul fazzoletto. Perché a me mi leggono i dieci che qua dentro dichiarano una solidarietà di maniera, mentre quel titolo fra sfaceli.
Mentre Berlusconi veniva colpito le sue reti mandavano in onda un simpatico pomeriggio per le famiglie a base di puttanieri, corruttori, truffatori e elogi sperticati alla linea di governo. Le teste rotte dei dimostranti che chiedono la cassa integrazione certo non fanno notizia.
Ma certo che non esiste la mediocrazia in Italia.
Io considero gomitaticci chi si fa sostenere al governo da colui che invoca i fucili per strada.
Io considero vermi coloro che chiedono di chiudere le piazze.
Io considero irresponsabile un Presidente del Consiglio che va in giro a sputtanare le Istituzioni di questo Paese.
Quelli si nutrono di me della mia libertà, caro Guzzanti.
Che poi lei prenda me come capro espiatorio di tutta la questione ci sta e francamente non mi interessa.
Faccia pure, le serve un nome? se lo tenga, anche se è il mio.
GUZZ – QUANDO SONO ARRIVATO A ME CHE ASSOLVO I GIORNALISTI, PRIMA HO LEGGERMENTE VOMITATO E POI HO SMESSO DI LEGGERE.
Giagina, Io (e soltanto io) ho chiamato in giudizio, dove sono imputati, i meglio nomi del giornalismo italiano che, davanti alla famosa Magistratura, ho accusato documentatamente di mendacio, falsità, calunnia, infamie, mascalzonaggine. Ci ho anche scritto un libro sopra, che non è la mia autobiografia, ma l’autobiografia dell’Italia e del suo giornalismo di merda.
Giagì, vabbè che mi sei simpatica, ma togli la grappa dal cappuccino, la mattina, perché sennò vengono fuori discorsi da briachi.
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14 dicembre 2009 alle 16:56
si ma lei deve smettere di inzuppare i cornetti nel peyote…
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14 dicembre 2009 alle 17:57
Se si ammette che B. Non era tanto lucido per poter sfruttare l’evento cinicamente a suo vantaggio, si deve anche ammettere che non poteva essere lucido né tantomeno eroico per mostrarsi vivo ed evitare chissà quali “reazioni incontrollate” di cui non poteva avere in quel momento percezione. Mi spiace Guzz che sia scivolato su una questione di logica così banale. Ma quale eroe…
GUZZ – MA SI RENDE CONTO DELLA BESTIALITA’ CHE DICE? Lei è consapevole di quanto è falso, tupido, violento e allarmante quel che ha scritto? No, vero? IL fatto è che anche lei è parte del problema, non della soluzione.
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14 dicembre 2009 alle 18:50
Lei insulta Guzz ma non entra nel merito… del resto come potrebbe?
GUZZ – PERCHE’, c’è anche un merito?
E dove l’ha nascosto? Su, non mi faccia perdere tempo, via, da bravo.
14 dicembre 2009 alle 19:08
La logica Guzz… l’uomo era in stato di shock… non poteva in quelle condizioni ragionare in modo tale da mostrarsi per far vedere che non era morto e per evitare moti di piazza (?)… logica Guzz… perché l’ha fatto? Si legga la sua cartella clinica al San Raffaele, visto che lei è uno psichiatra mancato. Forse lì troverà la risposta. Con questo, non mi piace chi tira statuette del Duomo in faccia alla gente. Il Duomo è sacro per me che sono un milanese laico e ateo, non va usato così. Ma neanche mi piace che si usi la parola eroe a sproposito, che il soggetto sia Berlusconi, Mangano o Di Pietro.
GUZZ – LEI insulta e mostra una intelligenza mediocre e rabbiosa. No, non credo che questo giornale abbia più alcun interesse alla sua collaborazione.
14 dicembre 2009 alle 20:09
No, io non insulto Guzz. Non è mia abitudine. Ho visto quella cartella clinica, tutto qua. Una falla nel sistema difensivo, capita anche alla Casa Bianca. Le chiedo solo: perché è impossibile che B. abbia voluto appositamente evitare l’uso del fazzoletto per mostrare il volto insanguinato ad usum mediae (cosa che io peraltro non penso affatto ritenendola per l’appunto impossibile) mentre è possibile che si sia mostrato volontariamente per sedare i moti di piazza e far vedere che era ancora vivo e vegeto in quanto eroe (cosa che parimenti ritengo impossibile)? Solo questo le chiedo Guzz. Nulla più.
GUZZ – PERCHE’ SE HA LETTO LA CARTELLA CLINICA, avrà visto che lo stato di anemia è attribuibile a una prolungata e imponente emorragia di dimensioni non inferiori a mezzo litro di sangue, ma più probabilmente a un litro.
Altro che fazzoletto. Ci sarebbe voluto un lenzuolo matrimoniale.
Era in macchina sotto choc quando lo hanno avvertito che serpeggiava la voce della sua morte e ha preteso che lo aiutassero a mostrarsi per rassicurare tutti del fatto che non era morto, e di star calmi. Ai miei occhi si è comportato come uno statista e un eroe. Ai miei occhi che detestano Berlusconi, sul quale sta uscendo un mio libro che chiama “Guzzanti versus Berlusconi”. Capirà quanta condiscendenza ho io per quell’uomo.
Ed ora lei che mi ha insultato e che non si è scusato è espulso e diffidato dal tentare di rientrare.
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14 dicembre 2009 alle 16:14
la sua attenzione mi emoziona ma, a dire la verità, mi sento un po’ frainteso. In genere il colpetto di gomito lo dò a lei. Ieri sera ho pensato “povero” e non “gli sta bene”. Lo penso ancora.
Lo vedo, lo vedo: sono stato impreciso e lei mi ha corretto. Sulle dietrologie del gesto non m’ero espresso e, ovviamente, non le credo.
Berlusconi eroe: vada, voglio pensarla come lei. capisce che per un cittadino, uno studente (in comunicazione) immedesimarsi con il Berlusconi di ieri è difficile, impossibile. in effetti lo è sempre. La conoscenza della sua parte umana è un privilegio suo, caro Guzz. a me, a noi, resta il personaggio. E’ appunto vedendolo, vivendolo, come un personaggio mediatico che non posso non pensare ad una sua attenzione all’immagine. non riferendomi a dettagli precisi come fazzoletto si o fazzoletto no, lo dico senza malizia.
E’ umiliante quello che scrivo? Me ne dispiace sinceramente.
vorrà dire che scriverò meglio, senza fraintendimenti. “Verme” proprio non mi piace.
GUZZ . RITIRO L’UMILIANTE. Ma davvero lei è uno studente in comunicazione? Oh signùr.Ma vogliamo studiare un pochino l’abiccì? Un caro saluto.
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14 dicembre 2009 alle 17:59
Guzz, il gesto di tirarsi sulla macchina è stato bello, lo ammetto; però anche tanto pericoloso: perché, se l’attentatore non fosse stato un folle, ma una pedina di un piano ben premeditato, Berlusconi sarebbe potuto saltare in aria. Dico questo non per criticarlo (colpito, ferito, sanguinante, non aveva certo la lucidità per pensare una cosa del genere) ma quando ci si chiede cosa non ha funzionato nel servizio di sicurezza, beh, è stato proprio il fatto che B. adora fare bagni di folla e, dal punto di vista della sicurezza, essere una mina vagante. Beh che dire, forse proprio per questo è stato eroico. Però ha corso un rischio maggiore. E non voglio pensare a cosa sarebbe l’Italia oggi se ieri avessero ammazzato il Presidente del Consiglio
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14 dicembre 2009 alle 20:03
Siccome ho l’abitudine ed il piacere di controllare, per colpa della mia ignoranza, le citazioni coltissime ed a me spesso sconosciute del senator Guzzanti, ho scoperto che l’attentatore di Mussolini vittima del linciaggio fu Anteo Zamboni, un quindicenne anarchico che sparò mischiato alla folla, e non il citato Tito Zaniboni, che invece cercò di sparare da un albergo ma fu bloccato. Comunque disgusto a parte, ho notato, non so voi, dalle foto del premier dopo il colpo ricevuto, un netto contrasto fra il suo volto, che pur ferito e sanguinante non aveva perso il solito bel colorito, e le sue mani, bianche e rugose com’è logico del resto per una persona della sua età. Chissà tutto ciò rappresenta una metafora della nostra classe intera politica, ormai vecchia e logorata come lui, ma disposta, a destra come a sinistra, a rifarsi i connotati di continuo (in senso fisico a volte, figurato altre) pur di non mollare il potere, e dove l’apparenza viene prima della sostanza insomma, come nella nostra società: per esempio la ideologia mignottocratica vincente è il fallimento di tutto un popolo ancor prima che della classe politica che lo rappresenta. Detto questo, coi lanci, cazzotti, le urla e la piazza non si va da nessuna parte ovviamente: quel povero demente col suo folle gesto rappresenta l’impotenza di un paese disgraziato, che non sa più ormai come risolvere i suoi mali e dunque aggredisce, sbraita ed inveisce contro chi lo comanda dopo averlo votato ed esaltato e difeso. Non illudiamoci di stare meglio senza Berlusconi se non cambiamo prima di tutto la nostra mentalità, perchè non siamo UK USA o Israele solo dove la pressione dell’opinione pubblica avrebbe già fatto sloggiare Berlusconi ma anche i vari Bassolino Mastella Cosentino, altro che immunità!
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14 dicembre 2009 alle 14:42
Ai tg hanno annunciato che : ” il popolo del Presidente scenderà in piazza…..”
- il popolo del Presidente ? –
ll Presidente, per me, è il presidente di TUTTO il popolo italiano.
Non credo sia corretto esperimersi in questo modo riferendosi agli elettori del PDL.
Se così è questa frase non mi piace e non nascondo di averci sentito un suono sinistro.
Eli
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14 dicembre 2009 alle 14:45
desolato, io non faccio parte del popolo del presidente.
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14 dicembre 2009 alle 14:55
Fa confusione con Obama. E’ stato lui il 20 gennaio scorso a dire che sarebbe stato il presidente di tutti, anche di chi non lo aveva votato. Berlusconi è sempre stato e sempre sarà il presidente di pochi. Stiamo scherzando spero! Mo da un giorno all’altro per colpa di un idiota ci stiamo dimenticando di quello che il presidente di pochi dichiarava (anzi urlava) fino a 20 minuti prima dell’aggressione. E’ umano solidarizzare con l’uomo ferito, ma personalmente non andrei oltre…
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14 dicembre 2009 alle 17:13
Volevo ricordare a chi non ha memoria, soprattutto quella recente, che in Yugoslavia tutto è iniziato col POPOLO di Milosevic che si “autoconvocava” ed inondava le piazze delle principali città balcaniche chiedendo “solidarietà” per il suo CAPO!
Dai meeting allo scontro armato il passo è stato breve!
OT volevo segnalare che il DEBITO PUBBLICO è aumentato nel solo ultimo mese di ben 15 miliardi… siam ormai a più di 1800 miliardi… e noi continuiamo a rastullarci coi souvenirs! :-/
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14 dicembre 2009 alle 15:22
Neanche io.
Del resto dubito che ai tempi Eliset59 facesse parte del popolo di Prodi.
Saluti.
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14 dicembre 2009 alle 15:47
Per fare chiarezza :
- popolo del Presidente –
Non l’ho apparvata ora come non l’avrei approvata se al posto di Berlusconi ci fosse stato chiunque altro.
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14 dicembre 2009 alle 15:50
Ma se il suo stesso partito si chiama “Popolo”, come vuole che venga chiamata la sua gente?
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14 dicembre 2009 alle 16:25
infatti ” Popolo” ha ragione, ma ” Della LIBERTA’ ” non ” Di BERLUSCONI “
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14 dicembre 2009 alle 15:23
Si dice di tutto, tra cui povera Italia, dove siamo andati a finire, ecc.
Negli Stati Uniti, quella che molti me compreso considerano la maggiore democrazia del mondo, sono stati ammazzati 4 presidenti e altri 2 feriti.
Anche in questo gli americani si dimostrano superiori. Loro sparano, noi tiriamo statuette del Duomo. Siamo davvero un popolo mediocre. Neanche nelle tragedie riusciamo ad essere seri.
GUZZ – LEI IN COMPENSO QUESTA VOLTA è RIUSCITO AD ESSERE GROTTESCO SENZA ESSERE SPIRITOSO.
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14 dicembre 2009 alle 15:23
Senatore, non posso non concordare con lei e con tutti gli amici, nell’esprimere la solidrietà a Berlusconi, nonostante tutto, ed in particolare concordo con la sua decisione di dare una nuova ripulitina alsalotto che lei ha messo a disposizione di tutti noi.
Non c’è storia: si invoca la libertà di stampa, quella di informazione, quella di sciopero , anche quella di sfilare quasi nudi per strada per dimostrare la propria diversità ( che a mio avviso è un fatto strettamente personale che non interessa al prossimo; poi non si vuole concedere ad un politico – mentre ad altri politici si – la libertà di esprimere in piazza le proprie opinioni. In questo nostro Paese troppo spesso ci si riempie la bocca di paroloni che vorrebbero esprimere Principi ed Ideali, senza nemmeno sapere di cosa si stia parlando.
Grazie di averci dato la possibilità di esprimere le nostre opinioni, sempre che siano rispettose di quelle altrui.
g.b.
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14 dicembre 2009 alle 15:41
Onorevole,
penso sinceramente che dare tanto risalto al il comunicato del PMLI sia un po’ fuori luogo.
So che non è assolutamente sua intenzione ma può sembrare che si voglia far passare tutti coloro che sono contrari a Berlusconi per fanatici maoisti-leninisti.
Tenga conto che annunci altrettanto deliranti con bersagli ovviamente opposti si possono leggere tranquillamente e continuamente anche su molti siti di estrema destra da Forza Nuova in giù.
Io penso di aver capito cosa intende dire riportando quel comunicato e penso che altri lo capiscono ma ho paura che molti lo vedranno semplicemente come un punto a favore della loro squadra.
Insomma cerchiamo di non identificare pochi deficenti che rilasciano patetici comunicati con l’opposizione a Berlusconi che ha motivazioni e atteggiamenti completamente diversi altrimenti facciamo solo il gioco dei soliti ultras della politica.
Saluti.
GUZZ – MA in nome del vostro dio, perché non pensate due volte prima di scrivere? Io NON ho dato alcun risalto al comunicato del PMLI che avevo ricevuto stamattina, letto e cestinato con tanti saluti.
Ho dato rilievo a un altro fatto, non so se lo ha capito.
L’altro fatto è che un altro soggetto politico mondiale, che si chiama Indymedia ha emesso un suo comunicato sull’attacco a Berlusconi – i segue? non si distragga – e lo ha fatto con le stesse identiche parole del comunicato del PMLI. Cioè Indymedia E’ il Pmli. Questa è la notizia, non il contenuto del comunicato del Pmli che conosco come le mie tasche tanto che saprei anticipare ogni comunicato e ogni presa di posizione, tanto sono previste, prevedibili, banali e scontate.
Ha capito adesso in che topica è caduto? Lei mi critica per aver dato risalto a una cosa, mentre io ho rivelato un’altra cosa: e cioè che Indymedia è il Pmli. I Maoisti del Pmli non sono affatto fanatici farneticanti: sono invece logici, bravi marxisti leninisti ortodossi, un po’ noiosi, e molto moralisti. Loro agitano le masse.
Quindi la non era una esegesi sugli ultrà, ma una analisi: sarebbe stato come poter provare che i blackbloc sono un’espressione della ex Stasi tedesca, ai tempi in cui era guidata dal nostro grande amico Vladimir.
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14 dicembre 2009 alle 15:48
Caro Paolo, condivido le sue parole. L’umorismo aziendale attorno alla faccenda è da pelle d’oca, le opinioni e le coscienze affidate ai gruppi di facebook (la forza del gruppo è la forza del branco, e i gruppi di facebook rientrano nella fenomenologia sociale del branco a pieno titolo) anche di più. Compassione anche commossa nei confronti dell’uomo Silvio Berlusconi di cui non sono mai stato un elettore ne’ tantomento un sostenitore. Solidarietà morale e politica per il presidente del consiglio che non ho votato ma che è e rimane il mio presidente del consiglio. L’imbrutimento è tale che ci si dimentica di questo piccolo particolare. SB è stato la causa di questo imbrutimento? Forse si, probabilmente si, sicuramente non la sola. Non per questo lo si lasci a piangere se’ stesso se si crede ancora nello stato democratico.
Peppe
P.S. posso chiederle il link dove ha preso quel comunicato del PMLI/Indymedia? Non è la prima volta che avviene un’osmosi di contenuti in quella direzione, mi piacerebbe indagare.
GUZZ – GRAZIE, MOLTO GENTILE. IL PMLI invia i suoi comunicati dall’indirizzo Commissioni PMLI
commissioni @pmli.it
Il comunicato Indymedia era stamattina sulle agenzie e quella che ho pubblicato era stata lanciata dall’Ansa e questo è il lancio completo delle sue sigle e orari:
ZCZC0319/SXA
XIC13415
R POL S0A QBXB
BERLUSCONI: INDYMEDIA, AGGRESSIONE GIOVA SOLO A LUI
(ANSA) – ROMA, 14 DIC – Il network internazionale Indymedia, una rete di collettivi anarchici e di sinistra che gestiscono mezzi di comunicazione, e’ uno dei piu’ attivi da ieri nel commento all’aggressione subita in Piazza Duomo a Milano da Silvio Berlusconi. Tra i molti commenti inneggianti al gesto di Massimo Tartaglia, del tipo ‘Berlusconi e’ mortale e prende cazzotti come tutti’, si legge anche un nuovo post intitolato Atto Errato.
‘Consideriamo un atto errato l’aggressione a Berlusconi perche’ giova unicamente a lui. Confermiamo che per liberarsi del nuovo Mussolini l’unico modo e’ quello della lotta di piazza e di massa. Altrimenti il golpismo istituzionale, la macelleria sociale e l’interventismo militare all’estero del governo del neoduce Berlusconi andra’ inesorabilmente avanti’. (ANSA).
MA 14-DIC-09 13:41 NNNN
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14 dicembre 2009 alle 15:54
http://blogs.telegraph.co.uk/news/michaeldeacon/100019782/silvio-berlusconi-bad-at-boxing-great-with-panties/
Un po’ di spiritosaggine non grottesca…
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14 dicembre 2009 alle 16:03
Oddio forse un po’ grottesca lo è, leggendo bene. Ma tant’è.
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14 dicembre 2009 alle 16:03
Quello che è successo ieri al Presidente del Consiglio,è una cosa da repubblica delle banane.
In un paese civile ed occidentale nessuno si può permettere di aggrdire ciò che rappresenta tale figura,è questo lo schifo.
Io lavoro in una fabbrica e stamattina era pieno di persone che irridevano e sbeffeggiavano Berlusconi,ma dove vogliamo andare?
Tutti a gridare libertà e democrazia e poi si gode di un atto del genere,bah.
Persone come Tartaglia(ed i suoi fan) cosa possono meritare?Non raccontiamoci la palla che è matto,non è una scusa.
Io non ricordo di aver mai sentito una cosa del genere in una qualsiasi altra festa di tesseramento al partito o manifestazione di qualsiasi genere ,se è successa a quella del PDl io un motivo me lo do,cioè la cultura dell’odio verso il nemico sta dando i frutti,girateci attorno quanto volete ma è così.Ricordate l’altro eroe del treppiede tirato a Berlusconi?Meditiamo gente,meditiamo.
Davide Cembrano.
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14 dicembre 2009 alle 16:09
Totalmente d’accordo con ciò che ha scritto. Lei è un vero liberale oltrechè una persona onesta. Sono felice che in mezzo alla marmaglia di questa povera Italia ci siano persone rispettose delle istituzioni, della democrazia, seppur quando si è in contrasto ideologico.
Saluti
GUZZ- GRAZIE, cerco di difendere il bambino da quelli che lo scambiano per il fango della vasca.
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14 dicembre 2009 alle 16:11
Caro Senatore, basta per favore! Mettiamola così: con questa aggressione abbiamo toccato il fondo tutti pro e contro Berluscopoli. E’stato purtroppo un atto di violenza di un folle e dissociarsi è un obbligo punto!! Non è così che si sconfiggono gli avversari politici. Non è così che ci si confronta! Abbiamo il dono della parola e tutto ciò che degenera in atti violenti ci allontana dalla civiltà. Vogliamo restare un paese civile? E allora smettiamola con i se e i ma e confrontiamoci sui contenuti lasciando fuori la violenza anche verbale!
GUZZ – VOLENTIERI, MA che fa? mi ruba la parte? Questo lo dico io.
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14 dicembre 2009 alle 16:13
Egregio Giornalista Guzzanti, mi permetto di appellarla con questo titolo in quanto vorrei rivolgermi alla parte di lei che più apprezzo e ammiro. Gli ultimi suoi due post hanno risposto a molti dei miei dilemmi che spesso mi ingarbugliano l’interpretazione dei fatti. Per cui come sempre la ringrazio per questo. Ora vorrei solo, però, scriverle che ho notato, purtroppo, negli ultimi mesi la tendenza da parte di persone impegnate in politica, di utilizzare la parola “armi”. Parlo di persone molto distanti tra loro come ideologia politica. Lei vuole riscontri immagino. Ok. Allora dovrò coinvolgerla come politico. Questo suo ultimo post ricalca il suo pensiero sempre più insistente su come salvare l’Italica Patria dall’assalto di persone senza scrupoli nei confronti della democrazia e dello Stato Italiano. (Spero di aver interpretato correttamente i suoi scritti). Altro personaggio è Grillo, molto diverso da lei, ma che nel suo blog continua a parlare di pulizia parlamentare di tutti quelli del Pdl e del Pd o meglio ci riprendiamo il parlamento, armatevi e partite!. DiPietro, anche lui diverso da lei, continua a dire che bisogna riprendersi l’Italia con tutti i mezzi (lui parla sempre di mezzi democratici) e quindi un altro armiamoci e andiamo in piazza. Le varie figure del Pdl interpellate dichiarano in continuazione che (lo stesso B) c’è un attacco da parte della magistratura, degliavversari politici, insomma che tutti utilizzano le loro ARMI contro di loro. ARMI, ARMI, ARMI. Molti suoi colleghi-giornalisti, interpretano questi fatti e a volte li enfatizzano. Parlo dei giornalisti televisivi o di quelli “di parte” (vedi Il Giornale). Io come persona singola cerco sempre di capire e di scremare, ma se c’è puzza e la puzza è il liquido nerastro che ho attorno a me, allora non serve scremare. Mi devo fare una doccia con un bel sapone! Il problema è che se c’è qualcuno scafandrato dentro il liquame non lo vedo. Per cui come fa il popolo a capire. La chiave secondo me sta tutta lì. Come si fa a capire! Il popolo secondo Machiavelli è stupido e segue il primo che urla e promette quello che si desidera sempre dalla notte dei tempi: potere, denaro, benessere, superiorità. Concetti liberali, democratici, di uguaglianza, di Popolo, vengono spesso sfruttati. Come si fa a capire? Un popolo ignorante permette un maggior controllo, ma porta anche a queste situazioni! Non sapere spaventa. Non si può puntare alla scuola per insegnare a pensare e a valutare le cose con criticità? E poi dati gli strumenti non ci saranno scuse per comportamenti mossi dalla paura o dal delirio che ne consegue. L’uomo riuscirà a confinare la sua crudeltà e la sua follia in atteggiamenti non violenti? O la natura stessa dell’uomo porterà sempre e comunque a commettere atti di violenza? Io più vado avanti e più mi rendo conto di essere ignorante. Perfino nel campo del mio lavoro! Ma questo è uno stimolo per conoscere anche se un giorno rinnegheremo i fondamenti delle nostre certezze. Ora nessuno può conoscere tutto. Tanto meno un popolo. Ma allora perchè i fari che ci illumino il cammino non vengono aiutati dal popolo ad essere sempre più luminosi? Forse perchè, come Travaglio, rischiano di scrivere magari delle verità, ma raccontate con una trama che rispecchia le esigenze dello spettacolo? Grillo per non affossarsi da solo deve continuamente sensonazionalizzare sempre i suoi interlocutori. Si riuscirà ad avere qualcuno che senza spettacolarizzare le cose dirà la sua interpretazione dei fatti con obbiettività e crudeltà?.
Anche io ho paura. Tanta paura di cosa ci riserva il futuro. Poi il tipo del manicomio…farà sicuramente a qualche complotto. Ci sono tutti gli elementi. Ma intanto le maceria resteranno a noi. Spero, spero che le varie figure politiche emergenti non cavalchino l’onda e che non vagliano gridare “all’assaltoooo!!!”.
STUPORE
INCOMPRENSIONE
PAURA DELL’IGNOTO
RABBIA PER L’IMPOTENZA
VIOLENZA INCONTROLLATA
IL NULLA, SOLO MACERIE
GUZZ – LE ARMI SONO SOLTANTO GLI STRUMENTI CON CUI CI SI BATTE:
logica, storia, mitra, scacchi, matematica, aerei, umorismo, napalm, rasoi, rasoio di Occam, poesia, arte, lanciafiamme, fiori…. dipende.
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14 dicembre 2009 alle 16:20
Uh veramente non la seguo.
L’articolo l’ho letto e capito, non sono un fulmine ma fin li ci arrivo. Che Indymedia sia vicino all’estrema sinistra italiana non mi sembrava onestamente una notizia del tutto nuova. Tra l’altro ci sono un sacco si siti collegati a quell’area che copiaincollano articoli, comunicati e quant’altro.
Quello che io facevo notare era il comunicato del PMLI a lettere cubitali in apertura del Blog che mi sembrava fuori luogo.
Era quello il punto che sottolineavo.
Le ho anche scritto che pensavo di aver capito il motivo del risalto che dava alla cosa (riassumo in breve: dietro siti che si danno una pattina di rispettabilità si nasconde in realtà la solita vecchia ideologica comunista che continua ad esercitare i suoi negativi influssi sulla società italiana attraverso il subdolo controllo di molti media magari anche con l’aiuto di qualcuno dall’estero), facevo semplicemente notare che molti si invece si ricorderanno solo di quello che diceva il comunicato.
Probabilmente mi sono spiegato male.
Sorry.
Saluti.
GUZZ – IL CARATTERE ERA QUELLO CHE VIENE COL COPIA E INCOLLA. Però seguitiamo a non capirci: non si tratta di stabilire se Indymedia sua “vicino all’estrema sinistra”. Chissenefrega, dal momento che Indymedia E’ l’estrema sinistra.
Certe volte si finisce davvero come quelli che se uno indica la luna ti dicono hai le unghie sporche
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14 dicembre 2009 alle 17:25
Provo a rispiegarmi anch’io.
Quello che voglio dire è che visto che l’aggressore non ha nessun contatto con l’estrema sinistra mi sembra che mettersi a discutere partendo dal comunicato di un gruppo marxista-leninista (e ritrovarmi il loro comunicato nella homepage a lettere 10 volte più grande del resto dell’articolo) può essere fuorviante.
Sembra che si voglia dare all’estrema sinistra italiana (che io per lo più compatisco) un ruolo che attualmente non ha.
Lo so che è istruttivo vedere le reazioni di questi gruppi davanti a un evento del genere ma rimango dell’idea che fuori i marxisti-leninisti (che fino a prova contraria non hanno alcuna colpa di quanto successo) dopo che Berlusconi si è preso una randellata in faccia in un paese in ebollizione come l’Italia porti a fraintendiementi e a inasprire gli animi già esacerbati.
Saluti.
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14 dicembre 2009 alle 16:28
I Maoisti del Pmli agitano le masse???
GUZZ – INCREDIBILE MA VERO. LEGGERLI PER CREDERCI. IO LI LEGGO SEMPRE, DOPO LE MONDE E IL NYT, SONO LA MIA LETTURA PREFERITA.
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14 dicembre 2009 alle 16:36
Propongo un esercizio, provo ad andare al nocciolo della notizia.
E’ un esercizio per me non facile.
Un tizio, un disgraziato, motivando poi in questura il suo gesto come frutto di “rancore”, ha aggredito fisicamente Berlusconi.
Un altro tizio con un considerevole seguito politico ha dichiarato alla stampa che Berlusconi se la è cercata.
Altri innumerevoli elettori-tizi-comuni sotto i baffi oggi se la ridono perché, dice, se il Re sanguina di colore non blu allora vuol dire che è nudo, perché, dice, in fondo Berlusconi non è mica morto e quindi è lecito sperimentare pubblicamente un riscontro dello strano senso di catarsi che ci ha trasmesso la notizia: i tizi suddetti, avendo tutti ovviamente ricevuto un’istruzione almeno obbligatoria, sanno bene di dover infiocchettare la cinica constatazione con nastrini natalizi in fibra sintetica colorati arcobaleno di esecrazione della violenza.
Riassumendo: un tizio con problemi psichici ha cercato di annientare Berlusconi perché per molti rappresenta il Male ed altri tizi senza problemi psichici, dopo aver constatato (fiuuu..) che si è trattato del gesto di una persona instabile, tutto sommato trovano logico pensare che se a questo punto (Berlusconi non è morto + l’aggressore è malato) la destra ne fa anche un problema di uscita dall’alveo dei toni della politica questo è un chiaro segno di malvagità e cinismo, è strumentalizzazione.
Ed ecco i fatti osservabili (secondo me):
1) l’avversario politico strumentalizza sempre, a prescindere
2) l’avversario politico è sempre disonesto e baro, a prescindere
3) Berlusconi è mafioso e stragista (per sentito dire) e quindi merita che uno squilibrato gli sbatta un mini duomo in pietra sulla testa, basta che non gli faccia troppo male e soprattutto che Berlusconi si lamenti molto, così possiamo dire che strumentalizza e possiamo lavarcene le mani di tutte quelle fesserie che ciascuno di noi ha scritto finora in rete, quelle fesserie che ci farebbero altrimenti sentire un po’ in colpa se venissimo a sapere che lo quilibrato suddetto le aveva lette convincedosi così di essere nel giusto realizzando quello che noi abbiamo auspicato per anni… ma era in senso figurativo! e che diamine!
GUZZ – MANINA D’ORO, MANINA GUARITA, EH?
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14 dicembre 2009 alle 17:05
Macché, caro Paolo.
La manina (cioè il nervo bloccato al gomitino) è ancora Ko.
Devo attendere che mi operino (la lista di attesa è di 7 mesi): è una cosa da nulla, mi faranno un taglietto e sposteranno il nervo in una sede più comoda.
Non sono totalmente impedita, ma devo usare la tastiera il meno possibile per non aggravare la situazione finché non tagliano e suturano.
E’ che questo topic è davvero interessante.
Sai sempre porgere le notizie in un modo che obbliga riflettere, insieme.
GUZZ – SEI SEMPRE BRAVISSIMA, anche se non puoi scrivere più spesso. Quanto a me, ho capito che bisogna dividere, per imperare. Ma è una vecchia lezione. Occorre mettere a nudo i tic di tutti, altri che il re. Dire che il re è nudo serve a poco. Qui è nudo il popolo, sovrano e coglione.
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14 dicembre 2009 alle 16:43
Un anno e mezzo fà,più o meno,abbandonai il Blog di di Pietro a causa della violenza generale scatenatasi su tale supporto mediatico ed in particolare in occasione dell’attacco a Napolitano riguardante la firma sul decreto riguardante il lodo Alfano che aizzò gli animi dei bloggers a livelli incredibili.La mia preoccupazione era non solo generata dalla violenza in sè ma dalla fortissima aggressione al Presidente della Repubblica,come generale garanzia per le Istituzioni.
Proprio qualche giorno fa,avevo espresso una mia forte preoccupazione nel caso si arrivasse alle elezioni anticipate paventando scontri traumatici prima e dopo elezioni fatte in tale clima;tale clima,già ora in parte in essere,figuriamoci quello che potrebbe essere dopo,ha armato una mano(consapevole o inconsapevole al momento non è chiaramente definibile)e potrebbe innescare una rezione e successivamente una spirale di violenze difficilmente gestibile.
Fare oggi discussioni capziose e fuori luogo sulle colpe bipartizan non serve assolutamente a nulla,anzi peggiorerebbe ulteriormente la già grave situazione,resa ancor più esplosiva dall’indubbio ed oggettivo degrado economico di molte centinaia di migliaia di persone che formano massa critica di instabilità.
Tutti noi ma soprattutto le classi dirigenti,Maggioranza in primis,non abbiamo alternative,occorre abbandonare le visceralità e le faziosità,per recuperare la freddezza degli accordi lungimiranti all’unico scopo di servire il Paese e che faccia uscire l’Italia da questo maledetto tunnel in cui siamo finiti;l’ho detto in varie occasioni su questo blog e lo ribadisco in particolare ora.Ognuno deve assumersi le responsabiltà che gli competono ed evitare la violenza anche verbale, foriera di violenza fisica;dopodichè in caso contrario,ci fotteremo tutti. Stavolta ci giochiamo veramente la DEMOCRAZIA perchè il confine che divide l’equilibrio dal caos è probabilmente stato già superato e come accade nei sistemi fisici intrinsecamente instabili,come reputo sia l’Italia,è difficilissimo tornare indietro.
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14 dicembre 2009 alle 16:46
Caro onorevole, personalmente l’ho sempre stimata e difesa, tanto che avevo deciso di sostenere il suo partito alle prossime tornate elettorali.
I suoi interventi in questa occasione mi hanno deluso moltissimo, tanto che ho cambiato idea. Sì, lo so, non è una gran perdita, penserà che quelli come me, che non si riempiono la bocca di retorica patriottarda e non scambiano il comportamento di un folle per un gravissimo attentato comunista internazionale contro la democrazia liberale e il capitalismo e Israele, è meglio perderli che trovarli.
Sparare a zero contro Facebook o “i blog” sui generis, come fa lei, facendo dei gesti di un folle in cura psichiatrica una questione di Stato, a mio modesto giudizio non è un comportamento da intellettuale ma da italianuzzo, proprio quelli che lei detesta.
Su Facebook ci sono decine di gruppi di sostengo a Berlusconi, il gruppo ufficiale del “No berlusconi Day” ha preso una posizione ufficiale e ferma contro la violenza e l’aggressione, tanti gruppi berlusconiani chiedono che venga censurata la rete o arresti di massa contro gli odiati “comunisti” (che sarebbero poi tutti quelli che non sostengono il PDL). E poi ci sono gruppi che irridono Berlusconi ferito.
Non mi pare sia una novità che ci siano cretini dappertutto. C’erano ieri e ci saranno domani.
La novità invece è la sua rozza generalizzazione, la sua strumentalizzazione politica dei gesti di uno squilibrato: la sua reazione non è dissimile da quella di un Tonino Di Pietro o di una Mara Carfagna che tira in ballo le brigate rosse e altre amenità.
Beh, è molto sleale e scorretto utilizzare la malattia mentale per scopi politici, per sparare denunce un tantino ridicole contro “il popolo vessato che reagisce” (Tonino) o contro il PD o contro Facebook. Un matto, inq auto tale, è un contenitore vuoto: chiunque puo’ dare la responsabilità del suo gesto a questo o quello.
Ma la scienza da’ una risposta diversa: quel tizio è psicopatico perché è malato.
Non si sfruttano i malati nella battaglia politica, Onorevole, non è bello.
GUZZ – E dove lo danno?
Questo film, intendo. dove l’ha visto?
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14 dicembre 2009 alle 17:03
Guzzanti,
Il gesto di quel povero disgraziato si deve anche ad un prolungato clima di avversione e odio nei confronti del Berlusconi Premier e del Berlusconi uomo montato dall’opposizione e da una parte dei media.
Su questo credo siamo tutti d’accordo.
Devo comunque evidenziare che anche lei, attraverso questo blog, non ha mai nascosto il suo sentimento di astio e profondo disprezzo verso la persona del Presidente del Consiglio contribuendo, seppure in minima parte, al clima creatosi negli ultimi tempi.
GUZZ – VIETATO BARARE. In politica l’avversione conto i traditori, e io considero Berlusconi un traditore dekl liberalismo e, attraverso Putin, della sua stessa patria, non è una opzione: è un dovere.
O lei vorrebbe una democrazia in cui non si deve criticare o avversare, o combattere il premier perché sennò quello poverino si fa bua ai giardinetti?
Che idea ha, anche lei, della democrazia? Dove l’ha studiata? In Cina?
Io…. io veramente di fronte a letteratura come questa sua non so che dire, salvo che l’Italia è un Paese da abbandonare, un Paese per il quale non vale davvero la pena battersi.
In un certo senso la ringrazio, Cavagna. Lei mi sta ricordano ciò che nelle ultime ore avevo accantonato: l’imbecillità del berlusconismo illiberale, il berlusconismo religioso, metafisico, da pesci, da sardine.
Ci dev’essere anche quello intelligente, ma mi pare che ce ne siamo andati via tutti.
O è rimasto qualcuno?
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14 dicembre 2009 alle 17:28
Cioè Cavagna cos’è dobbiamo stare tutti zitti se no provochiamo odio? Ma qui ci siamo tutti bevuti il cervello, è da ieri che sento idiozie su idioizie… Guzzanti se anche lei mi dice che l’Italia è da abbandonare potrebbe scatenarmi una grave crisi lo sa? Perché sto veramente meditando di scappare
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14 dicembre 2009 alle 17:32
Quindi, Cavagna (velinaro di Gazprom), secondo lei non mai è lecito criticare Berlusconi perché la critica di per sé spinge alla violenza contro Berlusconi?
Quello che è accaduto non è frutto delle critiche, ma dell’odio.
Guzzanti non ha mai espresso sentimenti di odio verso Berlusconi, anzi, ha sempre detto che gli sta pure simpatico.
Guzzanti critica Berlusconi per motivi molto chiari, così come un tempo non si è risparmiato con Prodi.
Guzzanti ha spesso difeso Berlusconi da accuse stumentali, tuttavia Guzzanti ci ha rimesso del suo (carriera/denaro) per non doversi raccontare che essere un qualsiasi yes man è un dovere per chi ha famiglia (probabilmente lo è per chi ha famiglie composte da membri ottusi e ricattatori, oppure è così per i vigliacchi).
Paolo non si è mai nascosto (come fa per esempio Travaglio) quando gli sono stati chiesti chiarimenti circa le accuse che muoveva e non ha mollato nemmeno quando si è accorto che quelli che si dichiaravano amici improvvisamente avevano cominciato a camminare sul marciapiede opposto.
Occhio Cavagna a non vedere il mondo tutto attraverso clichet.
Così anche lei tira un duomino in pietra in testa alla speranza. Peggio per lei, non per me.
Si compri un bel caleidoscopio, veda di persona quanto stupore la realtà può regalarci, proprio così com’è.
Così com’è Guzzanti.
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14 dicembre 2009 alle 19:21
Egregia Simona,
ahimè … se tanti signori sragionano (non entro nel caso specifico) non è peggio solo per loro, è peggio anche per lei … siamo in democrazia e la maggioranza conta, quale che sia il suo pensiero.
Saluti
Antonio
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14 dicembre 2009 alle 20:35
No, Simona, non sono affatto d’accordo. Non è giusto che ti appropri indebitamente delle motivazioni di uno psicopatico.
Un folle commette gesti folli perché è folle, non perché su Facebook nascono i gruppi antiberlusconiani.
Lo psicopatico che uccise John Lennon per eccesso di amore lo uccise perché era psicopatico, non perché i giornali avevano cleato un clima di eccessivo amore.
Io francamente rimango basito quando vedo persone intelligenti che si mettono a proiettare i pensieri di un matto psicotico – in cura da 10 anni presso strutture psichiatriche – in un’orbita politica, sociologica e storica.
Ma le avete le competenze psichiatriche per giudicare il gesto di un malato, o le sparate così, strumentalizzando un *folle* – facendo finta che sia del tutto sano di mente – per sostenere le proprie tesi?
Ma vi rendete conto o no che stiamo parlando di un malato?
Voi che fate i so-tutto-io sui pensieri intimi di un malato, le avete o no le competenze psichiatriche per sostenere le più azzardate e ridicole teorie sociologiche?
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14 dicembre 2009 alle 21:28
Quando e dove mi sarei “appropriata” delle motivazioni di uno “psicopatico”?
Rilegga con calma e vedrà che ha torto.
Vede, non è mai frutto del caso quello che accade.
Mai. Se lo scordi, il mondo non è fatto così.
Interessante non è quello che ha dichiarato l’aggressore di Berlusconi ma quello che abbiamo sentito dopo, le dichiarazioni di persone sane di mente, come Di Pietro, che non condannano quelle motivazioni senza se e senza ma, piuttosto badano a, evidenziano, sottolineano i se ed i ma.
Una cosa sì la ho fatta: ho criticato chi, pur dissociandosi dal gesto, si è “appropriato” di quelle folli motivazioni.
E non sono io. Rilegga.
Bigsmile
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14 dicembre 2009 alle 22:44
Scusami Simona, ho risposto a te perché normalmente dici cose sensate – pur essendo politicamente distante dalle mie idee – mentre questa discussione ha assunto toni surreali, in senso negativo però.
Io davo per scontato che per tutti i fruitori di questo blog fosse scontata la condanna dell’atto di aggressione violenta a Berlusconi da parte di uno psicopatico.
Sarebbe stato lo stesso se al posto di Berlusconi ci fosse stato un altro.
Invece lo si è voluto ribadire cento volte. E perché mai? Già questo è assurdo. La solidarietà dovrebbe essere scontata.
Poi si continua a far finta che il fatto che sia un pazzo sia un fatto, tutto sommato, secondario. Massì, il gesto folle di un folle è stato commesso da un folle, che c’entra? C’entra eccome!
Non è affatto secondario! Qui stiamo facendo una quetsione di stato per un gesto di un paziente psichiatrico!
E’ veramente folle chi crede che un gesto folle non abbia nulla a che vedere con la follia.
Oppure è talmente ideologizzato da trasformare un caso clinico in un caso sociologico e politico.
Ma siamo seri, per favore, dai! Almeno qui!
Appurato che quello è il gesto di un malato, possiamo discutere delle reazioni.
Le reazioni di molti ci hanno mostrato una moltitudine di imbecilli ? Maddai, sul serio? Chi l’avrebbe mai detto!
Se la stessa cosa fosse capitata a Prodi ci sarebbe una parte di berlusconiani e leghisti che si dispiacerebbe del gesto, e un’altra parte che riderebbe su Facebook.
Aggiungo una considerazione: se ci mettiamo a prendere gli imbecilli e a catalogarli unilateralmente come rappresentanti-tipo dei nostri avversari politici, allora non ne usciamo più.
Oltre agli imbecilli che gongolano e si felicitano della ferita a Berlusca, ci sono imbecilli berluscones che invocano improbabili epurazioni e arresti di massa per gli odiati comunisti del PD.
Il bello di questo blog è che normalmente non è frequentato dai suddetti imbecilli, ideologizzati da ambo le parti.
I commenti che ho letto mi hanno davvero sbalordito
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14 dicembre 2009 alle 17:21
PARALLELI STORICI
Non dovremmo mai dimenticare un aspetto, l’Italia è un paese latino, il più importante dei paesi latini, per storia e cultura, checché ne pensino i francesi, e questo vorrà pur dire qualcosa. Siamo il paese dei guelfi e dei ghibellini. Lo fummo e lo siamo, anche se immersi fino al collo nel melodramma e nelle canzonette. E quando vincono i guelfi, ci si divide in bianchi e neri. I ghibellini non vincono quasi mai, e quando ciò accade non dura a lungo. Prigionieri della nostra storia, per tirare avanti, alla fine si finisce più nell’ inciucio, “un po’ a te, un po’ a me”, e (dall’unità d’Italia in poi) il debito pubblico per tutti. La mancanza di democrazia sostanziale che ne deriva (divisione dei poteri e legge uguale per tutti), perché di questo si tratta, combinata con lo sfascio della finanza pubblica, rende alle volte necessario l’arrivo dell’uomo dalla “provvidenza”, che mette tutto a tacere (avendo spesso prima cosparso il paese di lutti) e accolla il debito pubblico (in una lettura tutta particolare dell’aggettivo) al pubblico, quello vero, cioè ai risparmiatori. E così abbiamo Mussolini e il “consolidamento” del 1926.
Ma abbiamo anche avuto attentati e assassini a iosa. Mussolini stesso è anche il frutto di situazioni del genere. Le svolte mussoliniane, perché ce ne sono state più di una, sono avvenute come risposta ad assassini e attentati “negativi” (in senso politico, ovviamente): il delitto Matteotti, un paio di attentati al duce (uno di questi, quello di Bologna, si dice ad opera di dissidenti fascisti), e via con la dittatura e le leggi speciali. Solo a quel punto il consolidamento del debito pubblico, con il risparmio degli italiani vaporizzato in un attimo (mentre le banche, avvertite un tempo, avevano venduto tutti titoli di Stato in portafoglio ai loro clienti).
Abbiamo anche avuto attentati, come dire, “positivi” (dal punto di vista politico, nel senso che non portarono acqua al mulino della reazione di destra, a perdita della libertà, ecc.). Un italiano, un mazziniano dissidente, attentò alla vita di Napoleone III, e fece una strage. Ma l’imperatore si salvò. Anzi, questi memore del suo passato di carbonaro prese addirittura in simpatia l’attentatore. In Francia divenne un eroe. Ci fu scambio di lettere con l’imperatore, ma non ci fu niente da fare, la giustizia francese era autonoma e il patibolo fece lo stesso il suo dovere. Cavour, dopo l’attentato, supplicò Napoleone III di guardare con un occhio diverso le cose al di qua delle Alpi, adducendo l’immagine di un’Italia in grande effervescenza, anzi “polveriera” pronta ad esplodere (la cosa non sarà poi così infrequente). Ne scaturì una “svolta”, Napoleone III diventò molto più liberale in politica interna e meno filo-papalino (per tenersi buoni i cattolici francesi) in politica estera, decidendo da quel momento di appoggiare molto più decisamente la “causa” italiana, cosa che non aveva fatto certo in precedenza schierandosi a fianco del Vaticano e reprimendo la Repubblica romana (motivo principale che portò all’attentato: Orsini, l’attentatore, ne era stato un delegato).
Un altro attentato, in un certo senso politicamente “positivo” (non fraintendiamo, mi raccomando), fu quello del 1900 in cui perse la vita il re d’Italia. Anche qui un idealista, un anarchico, anche qui un movente preciso: la repressione terribile del 1898. Il prodotto fu la svolta liberal-inciucista in politica interna, con l’avvento di Giolitti.
Cosa accadrà oggi in Italia? Difficile dirlo. Questo blog è importante, probabilmente il più importante che ci sia attualmente in Italia. Non so dire perché, qualche merito lo avrà pure chi sta sul ponte di comando. È importante perché qui si possono dire cose che difficilmente possono essere scritte su alcun giornale a stampa, e diventa importante anche perché a leggerlo c’è chi decide. Di questo ne sono assolutamente certo (qualcuno selezionerà gli interventi, perché è abbastanza improbabile che uno con responsabilità elevate si metta a leggere tutto quel che c’è in un blog). Per questo sono arrivato a scrivere qui, poco più di un anno fa, rinunciando ad un blog tutto mio, convinto della necessità di dover scrivere ogni tanto qualcosa che potesse magari anche essere di aiuto (io credo profondamente nelle professionalità e la mia è di tipo politologico [ovvero scienza politica + storia + economia] e possederla o no non e’ la stessa cosa, come in qualsiasi altro ambito).
Così nei giorni scorsi mi sono divertito a scrivere qualcosa di teoria politica, richiamando un classico esempio storico di applicazione della “tecnica delle alleanze”. Ricordavo la creazione del “fronte unito” – è con questo nome è passato alla storia – realizzatosi in Cina tra comunisti di Mao e democratici, in funzione della lotta antigiapponese. Allora, dal momento che nemico principale era esterno, le forze antigiapponesi interne alla Cina si unirono a difesa della nazione. Poi a vittoria ottenuta, si divisero in maniera drammatica, e, visto che di mezzo c’erano comunisti veri, come ebbi a dire, e dato che questi prevalsero nello scontro finale tra vincitori, successe quel che sappiamo. Una simile unità purtroppo non fu possibile raggiungerla in Italia prima dell’avvento del fascismo. E ciò avvenne soprattutto per colpa della sinistra.
Un giorno o due dopo questo mio intervento viene lanciato in Italia il “fronte unito” a difesa dell’ordinamento repubblicano, da realizzarsi sia in caso di elezioni anticipate che di forzature di tipo istituzionale. Non si lancia un fronte unito oggi, a difesa della democrazia, se non si percepisce che essa sia in pericolo.
L’aggressione di ieri complica un po’ le cose. Non si può fare a meno però di rilevare che c’era uno strano clima di attesa, la sensazione che stesse per succedere qualcosa. Lo stesso premier, dice Bonaiuti, se lo sentiva: « In auto mentre riguardava il discorso, mi ha detto “non senti che clima di violenza, che spirale di odio, non pensi che possa succedere qualcosa?” ». C’era stata poi una contestazione, un rivolgersi dal palco verso i contestatori, insomma animi surriscaldati. Perché allora, alla fine, lasciare che la folla avvicinasse l’oratore?
Difficile per ora comunque trovare un filo conduttore in quel che è successo. Lo scenario politico potrebbe però cambiare. Impresa complicata tuttavia prevedere a questo punto quale direzione prenderanno gli avvenimenti, compresa la stessa sorte del neonato “fronte unito”. Molto dipenderà ovviamente dalle valutazioni che di quanto è accaduto faranno i protagonisti della scena politica italiana, ma se l’idea del “fronte unito” non era frutto di una giornata di noia, proprio la possibilità che si finisca per innalzare da qualche parte il livello dello scontro portera’ a creare questo fronte, quale baluardo di libertà e di democrazia (cioè, ripeto, con obiettivi il massimo rispetto della divisione dei poteri e della legge uguale per tutti). Ovviamente aperto a tutti. Dev’essere quindi, se la si farà, innanzitutto un’unità difensiva che, proprio per questa sua natura, non potrà che diventare un elemento di stabilità e un collettore di forze altrimenti sparpagliate e, almeno in alcuni casi, incontrollabili. Il resto, eventualmente, verrà da sé.
Ciò che occorre al momento è in ogni caso molta freddezza e nervi saldi. Quel che è successo è successo, e non si può tornare indietro. Leggo che gli elementi della Pdl fanno accuse con nomi e cognomi (pm e magistrati) anche da dentro le istituzioni, leggo poi che si vorrebbe chiudere i gruppi Facebook che non gli piacciono e altro ancora. Potrò sbagliarmi, ma secondo si sta facendo un errore. Negli Stati Uniti una cosa del genere non potrebbe mai avvenire. Perché è un errore? Perché la situazione è carica, e non possono essere chiuse tutte la valvole di sfogo. E poi, che facciamo chiudiamo Le Monde (dove nel “react” di un articolo oltre a chi dice che “non si fa”, c’è anche chi dice “Je réprouve sincèrement la violence. Je ne devrais pas, mais je suis HEUREUX !!!”)? Heureux, cioè felice. Insomma non si può rilanciare in continuazione, con i rischi che ne conseguono. Lasciamo calmare le acque (bravo Gianluca!), senza abbassare pero’ minimamente la “guardia repubblicana”.
Ok. Mi è parso utile, nel succedersi delle dichiarazioni di varia coloritura, introdurre una elemento di riflessione un po’ più distaccata. Spero che chi è riuscito ad arrivare in fondo l’abbia trovato utile e chi non è d’accordo l’abbia preso almeno con lo spirito giusto.
Luciano Priori F.
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14 dicembre 2009 alle 17:29
Mi sembra che tutti abbiano da dire qualcosa in più del dovuto.
Di lesioni ne ho viste, ne ho medicate e qualcosa impari da questo mondo infame, in quel gesto c’è la violenza primitiva del fare male ma non ci sono disegni politici o attentati, è un gesto barbaro e violento che vuole lasciare un segno, quasi fosse il punto in cui scaricare i propri orrori, ma nulla oltre questo, se il disegno fosse stato un’altro sarebbe andato ben diversamente a quella distanza.
Non c’entra nulla la destra e la sinistra, c’entra il personalismo, l’aver accentrato in un singolo, in una persona fisica ogni riferimento alla poltica e al mondo civile che abitiamo oggi.
E’ lo stesso errore/orrore che ho scritto in centinaia di post, l’estrema personalizzazione porta a pensare non più razionalmente ma affettivamente, questo vale sia per l’odio che per l’amore, sono due aspetti malati dello stesso problema, questo diviene poi il terreno fertile della follia collettiva.
Mi spaventano queste cose, mi spaventano perchè non mai avuto paura del sangue, ma del gesto che c’è prima e delle parole che ci sono dopo, mi spaventano gli attestati di stima per quel matto, ma anche i titoli che istigano all’odio di molti giornali.
Mi spaventa chi dice che sono i magistrati gli istigatori, o una opposizione che non esiste, mi spaventa chi dice bravo al folle di turno, ma anche chi vuole bruciare il folle di turno e tutti quelli che gli stanno sulle balle giacche ci siamo.
Vedremo che succede, il buon senso mi dice che dovremo in qualche modo trovare un punto di equlibrio per non sprofondare, sono dispiaciuto più che altro perchè la mia paura della personalizzazione si è concretizzata e manifestata, non mi appartiene di dafault gioire per un atto primitivo e violento e per questo sono costernato, ma vorrei che da questo insano episodio nascesse la riflessione che la politica e lo Stato non possono avere un nome e cognome, non possono essere identificati in un singolo su cui poi scaricare amore infinito o odio infinito a seconda degli orientamenti.
Vorrei che si riflettesse su cosa ha portato questo Paese a diventare un’arena, ed a pensare che le cose si possano risolvere a pizze in faccia.
Riccardo
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14 dicembre 2009 alle 18:35
Riccardo, gran bel post!
Sottoscrivo ogni parola.
Un caro saluto
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17 dicembre 2009 alle 18:14
Il problema, Riccardo, è che secondo me oltre ad identificare lo Stato con una persona, qui c’è una perosna che è diventata una religione. E le religioni, si sa (non la fede, che è ben diverso) sono l’oppio dei popoli… berlusconismo e antiberlusconismo sono due correnti integraliste, e certe affermazioni (come il sostenere che non bisogna contestare il premier se no si scatena odio e si è responsabili di ciò che avviene) ne sono la prova. Berlusconi è dio e ciò che dice un dogma.
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14 dicembre 2009 alle 17:36
Eccomi qui!
GUZZ – Errore.
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14 dicembre 2009 alle 18:32
Il post qui sopra era molto più lungo e ragionato…. ma il senatore ha cominciato ad imitare Bonini e D’Avanzo…. comincia a tagliare e taroccare eppure spavaldo aveva detto che se ero capace potevo farlo a spezzatino qui nel blog…. Il senatore se la fa sotto.
Chi volesse vedere il post vada in cieli limpidi… dove alberga il coraggio!
GUZZ – ERUZ, LEI FA FINTA – FA SOLO FINTA PERCHE’ LO SA BENISSIMO – DI NON SAPERE CHE NON SI RIENTRA COSI’ IN QUESTO BLOG UNA VOLTA ESPULSI.
LEI MENTE SAPENDO DI MENTIRE – E’ UNA SUA COSTANTE – AFFERMANDO CHE IO SIA VILE E ABBIA PAURA DI LEI E DELLA SUA OSSESSIONE.
SE PERMETTE HO ALTRO DA FARE CHE SEGUIRE IL GORDIEVSKY CHE CHE STA GORGONZOLANDO LA SUA PSICHE.
SI FACCIA VEDERE DA UNO BRAVO.
SE VUOLE SAPERE QUANTA PAURA FA, VENGA A CONTROLLARE IL TREMORE DELLA MIA CAMICIA.
E ADESSO, CORTESEMENTE, FUORI DAI COGLIONI.
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14 dicembre 2009 alle 17:48
non è, per caso, che una buona parte di questi italiani, invoca libertà e democrazia senza, in buona sostanza sapere di cosa si trtti?.
g.b.
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14 dicembre 2009 alle 17:52
Grande risposta, Onorevole.
Vede quello di cui ho paura e che si prenda a pretesto il gesto criminale di una persona che a quanto sembra ha molti problemi per chiudere la bocca a chi critica duramente e legittimamente la politica di Berlusconi.
Che si arrivi all’equazione che chi critica il Premier approvi automaticamente e magari tacitamente quello che è successo ieri.
Saluti.
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14 dicembre 2009 alle 18:09
Sempre più grande Guzz,
non nego di essere “solo un po’ ” di parte, ma quel che ho detto ieri su di te potrei ripeterlo oggi, identico.
Dunque, non ero lontano dalla realtà.
Sull’aggressione, credevo che concluso l’atto sconsiderato del singolo, e l’accertamento delle lesioni subite, l’episodio fosse finito li.
Sbagliavo, e di grosso.
La mano dell’’attentatore, ha armato la mano di migliaia di altri, in una sorta di lapidazione collettiva, liberatoria. Tentando di infliggere una pubblica espiazione per soddisfare il più becero desiderio di violenza, generato dall’odio.
E’ stata una mano incendiaria, rivelatasi una miccia in una santabarbara.
Oltre ad essere seriamente preoccupato, provo vergogna per coloro che hanno scagliato la pietra.
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14 dicembre 2009 alle 18:13
Guzzanti,
Non faccia finta di non capire…
1) Legittima critica all’operato del Presidente del Consiglio
2) Odio e disprezzo verso Berlusconi e tutto cio’ che rappresenta
Lei ha superato abbondantemente la border line del punto 1 per scivolare nel punto 2, peraltro in compagnia di diversi suoi colleghi d’opposizione e di parte dei media.
Fuori luogo anche i suoi riferimenti al berlusconismo.
Ha sbagliato persona, non sono un fedele discepolo del Cavaliere.
GUZZ – BEH, LO E’ DI PUTIN, TUTTO IN FAMIGLIA.
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14 dicembre 2009 alle 18:26
Articolo MERAVIGLIOSO, onorevole Guzzanti.
Per una volta dovreste stare tutti zitti e leggere periodo per periodo, parola per parola e meditare. Ma zitti, almeno finchè non avrete capito.
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14 dicembre 2009 alle 18:33
Buonasera.
Onorevole Guzzanti, quando si smetterà di essere l’uno contro l’altro. Non è possibile questo andazzo. Ci sbraneremo come belve se continuiamo così.
Siamo tutti colpevoli, di questa deriva e non giova a nessuno stare sulle barricate.
Ma perchè non riusciamo mai a dialogare senza scendere in litigi bisticci offese.
Confesso che ho paura, non tanto per me ma per le nuove generazioni che si troveranno ad affrontare la vita. Ma che Paese troveranno?
L’altro ieri un ragazzino di 3 media nella scuola di mia figlia ha picchiato a sangue un prof perchè aveva osato fargli rapporto a casa. Se vado indietro di 40 anni penso al timore riverenziale che ci incutevano i professori. Non la riconosco questa Italia. I valori sono spariti, la solidarietà nelle piccole comunità che era il collante della società di una volta non esiste più. Tutto internet e cellulare, i ragazzi schifano la matematica, odiano la storia (è pazzesco!) e amano farsi. Non so capacitarmi. La politica, le caste, i mariuoli….ma quanti sono?
Comprendo la sua delusione quando dice che questa Italia è da abbandonare, anch’io vorrei farlo, ma dove andiamo? Se la abbandonassimo non passeremmo per codardi?
Quì dentro ci si piglia a maleparole peggio che in uno stadio è questo mi fa sentire una nullità perchè non riesco a scrivere niente. Vorrei dire tante cose, discutere di tanti fatti ma sembra impresa ardua.
Lei ha cercato in tanti modi di fare in modo che questo blog fosse un modello per la discussione, ma spesso si è dovuto arrendere sconsolato.
Per i fatti di ieri mi piacerebbe che il Presidente della Repubblica parlasse al paese e lo invogliasse, lo esortasse, lo inducesse ad una sana e vera riflessione. Non è sufficiente condannare il gesto, è necessario calmare il popolo, perchè il popolo è alla deriva.
Onorevole, a me non interessa che lei sia un liberale, un socialista o un repubblicano, a me interessa che lei sia una persona perbene perchè quando si è tra persone perbene tutto si può fare.
Mi riferisco a lei come se mi riferissi a tutti.
GUZZ – E INFATTI, SIA LEI CHE IO RESTIAMO. Questa dello studente che picchia il professore non è finita sui giornali? Che schifo.
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14 dicembre 2009 alle 18:53
se vale qualcosa, resto anche io
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14 dicembre 2009 alle 18:40
BERLUSCONI, FRANCA RAME: “COSI’ DIVENTA UN MARTIRE”
”Così facendo si rende Berlusconi un martire, una violenza così è perfettamente inutile”. Cosi’ Franca Rame, commenta ai microfoni di CNRmedia l’aggressione subita dal Presidente del Consiglio. ”Questo ragazzo – continua l’attrice ed ex senatrice dell’Italia dei Valori – ha fatto una grandissima cazzata. Se ne rendera’ conto. La violenza non serve a nessuno, è inutile e va sempre condannata. Mi spiace per quello che e’ successo a Berlusconi. Ma questo ragazzo gli ha reso un grosso servizio”.
CNRmedia – 14/12/09
Questi comunicati si somigliano un po’ tutti…
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14 dicembre 2009 alle 19:51
Ieri sera dicevo ..LA VIOLENZA NO , porca miseria ;
Oggi dico…Ma di che stiamo parlando ?
Per quello che se ne sa c’e’ un uomo che ha sofferto nella sua vita e con lui la sua famiglia… e ieri ha dato sofferenza ad un altra persona.
Sembra tutto abbastanza chiaro.
Certo che c’e’ un atmosfera pesante ; questa sera Bonajuti lo ha fatto rilevare ma responsabilmente NON ha addossato ad altri questo stato di cose pericoloso ; si e’ sottratto al tragico gioco del “voi quì ” cui viene risposto “e voi la “.
Credo abbia voluto anche dire che con certe atmosfere ci puo’ essere il mitomane o lo psicolabile che fa la frittata. Come non dargli ragione ?
Sara’ banale riconfermarlo ma l’abbassamento dei toni e’ una comune necessita’.
Ed in tema di abbassamento dei toni , per amore di verita’ , bisogna osservare anche che una cosa e’ il riscaldamento degli animi in relazione a scelte politiche ; altro e’ il diretto, irresponsabile e reiterato riferimento ai trecentomila fucili oliati e alle legnate per raddrizzare la schiena di qualche giudice – per di piu’ si trattava di un giudice con handicap fisico-.
Forse un merito va riconosciuto a Silvio Berlusconi ; e’ quello di aver neutralizzato in qualche maniera le note posizioni estremistiche della Lega che troppo spesso hanno trovato espressione nel richiamo alle armi .
L’innaccettabile episodio accaduto ieri almeno diventi monito per il futuro e che certe parole non vengano mai piu’ usate…proprio perche’ ci potrebbe essere un Tartaglia qualsiasi che accoppa qualche maresciallo dei Carabinieri di Sondrio , magari “terùn”.
Pur considerando lo stato di shock susseguente al fatto , come dice Guzzanti ci sta che Berlusconi pur sofferente, si sia fatto forza per mostrarsi sulla macchina al fine di evitare qualcosa di ancora piu’ spiacevole e drammatico ; trovo pertinente l’analogia con Togliatti dopo l’attentato di Pallante.
——————————————————————————————————————————-
Non ne sono certo – seguivo distrattamente la TV – ma le parole di Bonajuti sono state subito disattese da coloro che sono piu’ realisti del re (Il Giornale)…Fini e Casini sarebbero i”mandanti” ; in questo senso lo sarebbe anche Guzzanti che ci ha spiegato piu’ di una volta la genesi del suo disaccordo con SB , ovviamente tutto politico.
Cominciamo male.
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14 dicembre 2009 alle 20:19
Non riesco a capire la reazione quasi festosa che mi è capitato di vedere da ieri tra alcuni che avversano SB.
O meglio riesco a capirla solo se paragonata all’accorrere vorace di tanti squali, che sentito l’odore del sangue, si buttano avanti a mascelle spalancate e cercano di mordere tutto quello che gli capita a tiro.
La solita immagine patinata che ci viene offerta di SB, questa volta è stata spazzata via e ci ha rivelato ( o almeno questa è stata la mia sensazione ) un uomo colpito, non più giovane, spaventato e dolorante.
Avevano bisogno di questa rivelazione per farsi avanti ?
Tutto ciò lo trovo altrettanto rivoltante delle tante lodi acritiche e servili al “Capo”.
Leggo che l’aggressione a Berlusconi gli avrebbe reso un grande favore. Non saprei dire se questo è vero. Mi sento di dire che tutto questo ha sicuramente contribuito ad aggiungere schifo alla schifo politico che ci circonda.
Vogliamo abbattere il Berlusconismo ? Lo si abbatta con le idee !
15 anni di “rivoluzione liberale” promessa e sempre tradita. Il continuo tentativo di svilire la democrazia parlamentare, proponendo una caricatura del presidenzialismo, il conflitto di interessi rivendicato a nome proprio e dei tanti che nel loro si trovano nella stessa situazione e molto, molto altro ancora.
Non ci sono argomenti a palate, puntuali e precisi, da far valere ?
A che serve questa sceneggiata macabra che inneggia a un malato di mente ?
Abbiamo a disposizione una democrazia, che tanto sacrifici è costata a persone migliori di noi.
USIAMOLA !! e non SPRECHIAMOLA !!
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14 dicembre 2009 alle 20:27
I fatti sono questi:
1) la persona fisica di un esponente politico è stata violata;
2) l’aggressore era in cura psichiatrica da 10 anni;
3) milioni di imbecilli hanno esultato per un gesto insensato e assurdo.
Tutto il resto sono stronzate (scusate il termine).
Ah dimenticavo: ma perchè siete iscritti o vi collegate a FaceBook che è come il cesso di un autogrill?
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14 dicembre 2009 alle 21:32
anche su youtube non scherzano … visto un po’ di oscenità oggi mentre cercavo un video decente da linkare. Ho lasciato perdere proprio a causa dei commenti …
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14 dicembre 2009 alle 22:33
I peggiori commenti stanno su youtube e su yahoo.it.
Per questo dico ma lasciamoli fottere questi che commentano su tutto e tutti e insultano e minacciano gratuitamente, il 99% è gente che uscita dal web se le pesti un piede per strada chiede scusa.
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14 dicembre 2009 alle 20:45
Esprimo solidarietà umana a Berlusconi, e soliderarietà politica alla Bindi.
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14 dicembre 2009 alle 20:46
Paolo,
…però, e mi riferisco ai vermi, non puoi continuare ad insultare i vermi che sinceramente esprimono una opinione e non esprimerne una tua …
…questo clima di scontro (diventata violenza nelle mani di un poveraccio xkè tale è )
è o non è anche colpa ( x me tutta ) dell’imperatore ?
domanda semplice ed umiliante …
Ps. in uno dei post precedenti hai fatto riferimento alla nascita della lotta armata BR etc…
…non c’è paragone … dai, negli anni 70 sbagliando pesantemente si parlava di politica e si sparava per la politica ed era “ammissibile” che qualcuno (sbagliando) si schierasse con i carnefici … per la politica … e non per troie, leggi farlocche, leggi tendenti alla impiunità … detto in altri temini … politicamente l’imperatore non ha le palle per poter asservire a se un nemico come le BR o similari.
…il rischio è uno solo … l’esèportazione della democrazia dall’Italia all’Italia.
Ps2. scopro inoltre dalle tue parole che un comunista o ex o viola non possono dire, senza essere tacciati di furberia, di essere dispiaciuti dell’accaduto … imbarazzante … alla fine sarà tutta colpa di D’Avanzo lo so …
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14 dicembre 2009 alle 21:51
Ieri quando ho sentito la notizia, mi è preso un colpo. Devo dire che stavo leggendo il libro di Imposimato “Doveva morire” e che alla radio è stata data la notizia molto velocemente. “Berlusconi blessé” mi ha fatto pensare ad un gesto golpista. Un’occhiata allo schermo che si affaccia sulla rete, e la cosa mi è apparsa chiara, meno preoccupante. Un gesto violento di un uomo. E poi il via vai delle polemiche e le post-polemiche. Le solite, in stile puramente politico italiano. Il clima teso. Le strumentalizzazioni. Ovvero, anche questo grave e preoccupante episodio non serviva a voltare pagina.
Si cercano colpevoli e non responsabili. Si insinua o si getta benzina sul fuoco.
Eppure è piuttosto semplice: questo gesto va preso per quello che è. E per quello va analizzato, considerato.
In uno stato di diritto che funziona, verrebbe voglia di dire: ora inchiesta sia fatta e giustizia pure.
Ma come fai in Italia oggi? Appare rivolizionario affermare questo: sia applicato lo stato di diritto.
E questo significa solidarietà all’avversario politico colpito dalla violenza ed applicazione dello Stato di Diritto.
Non blog, non facebook, non ma, non se.
Altrimenti sono urla da Loreto.
E strumentalizzazioni e controstrumentalizzazioni. Nulla dialogo. Democrazia che si annulla.
Ieri poi mi sono accorto come la rete sia spesso la piazza del vociare, delle urla, dell’eco da bar, dei marciapiedi.
Quella dei “io li farei fuori”. Da un lato e dall’altro.
In questi casi serve essere chiari, non insinuare, non dire “la ragazza è stata violentata ma in fondo se l’è andata a cercare”.
Indymedia è in Italia i maoisti italiani? E’ una notizia.
cordiali saluti
az
GUZZ – BRAVO IL MIO POLACCO.
AVARO, MA PRECISO E DEFINITIVO, COME SEMPRE.
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14 dicembre 2009 alle 22:29
Il suo polacco ha usato la parola “strumentalizzazioni”… ma non ha suscitato adirate repliche da parte sua.
La prossima volta mi firmo Kadadzia. Dzi?kuj? bardzo, dobranoc.
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15 dicembre 2009 alle 13:56
Kakkadia,
forse Lei non ha letto “controstrumentalizzazioni”:
“la ragazza è stata violentata ma in fondo se l’è andata a cercare”…
Questo, ad esempio, è uno scampolo da youtube, su cui possono scrivere tutti, pochi minuti fa:
cesarebt83 (17 minuti fa)
qualcosa non mi convince… qui gatta ci cova.
imlegend93
la gente che dice che tartaglia è un eroe è peggio di berlusconi e la sua combriccola… mi vergogno di essere italiano !!!
gherard000 (22 minuti fa)
La vera giustizia condannerebbe sia Berlusconi che Tartaglia, invece il primo continuerà a metterlo in culo agli italiani, passando magari per un martire, il secondo pagherà per il suo gesto !
gherard000 (27 minuti fa)
Piccolo dittatore da Republica delle banane…. Se si fosse trovato nel meridione dove lo amano ancora di più cosa gli avrebbero fatto [a Tartaglia]? Comunque è uscito dalla macchina per far vedere il suo sangue che è rosso come quello dei COMUNISTIIII !!!
f1a1marini (53 minuti fa)
Ma perchè la scorta non l’ha portato via subito? e se fosse stato un vero attentato organizzato con altre persone? Da quando una persona ferita si mette a salutare la gente?
tekfabio (1 ora fa)
Ha-ha figlio di puttana!!!
Se tutta la politica non torna subito sui binari, questo secondo me è solo l’assaggio di quello che succederà.
I politici ci istigano ad odiarli all’estremo, che cosa vogliono che facciamo, come i pecoroni che dicono: “sì sì, che bello, ancora!”???
Andatevene affan….
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15 dicembre 2009 alle 15:40
Ma ti senti furbo a fare lo spiritoso sul mio nome? Poi fosse il mio nome vero forse mi sarei anche potuto offendere e il tuo sfottere avrebbe avuto un senso, ma è solo un alias che uso qui, che deriva dal nome di una canzone che significa “ogni giorno”. Fra l’altro, hai usato il mio post e il mio nome per una filippica che non c’entra nulla con ciò che ho scritto.
Mi fai tristezza.
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16 dicembre 2009 alle 00:42
Kakkadia,
oggi hai prodotto una tale quantità di stronzate da intasare una fogna:
hai cominciato dicendo che l’aggressione è stata “strumentalizzata a morte” dalla destra,
hai detto che il povero Massimo Tartaglia si prenderà sicuramente la responsabilità del fatto, quando è evidente che, trattandosi di uno psicolabile, la responsabilità se l’è presa il padre Alessandro per lui…
Intendi continuare con le stronzate?
16 dicembre 2009 alle 09:23
Per fortuna non tutti sono d’accordo con te.
Hai stufato con le offese.
16 dicembre 2009 alle 09:33
Sono stato attratto da questo blog per il contenuto che ritengo molto interessante e istruttivo. Ho espresso le mie opinioni come tutti e nel rispetto degli altri. Tu, Patton, hai scelto la strada dell’attacco personale e dell’offesa. Le “stronzate”, come dici tu, possono averle dette tutti o nessuno. Abbiamo espresso opinioni. E’ un peccato che il blog sia inquinato da uno come te. Mela marcia.
16 dicembre 2009 alle 13:16
Kadadia, insultare per Patton è la normalità.
Non ci faccia caso. E’ solo folclore.
Un saluto
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14 dicembre 2009 alle 22:34
Avaro?
Non è vero. Pare che non sia vero.
Proprio ora che le stavo schannando le pagine del “juge en italie”
vabbuò
GUZZ – AVARO nel senso che ci centellina i suoi preziosi commenti. Ce li fa sospirare. Vabbuò?
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15 dicembre 2009 alle 12:09
Caro Guzzanti,
non era e non è mia intenzione essere avaro.
Le ho spiegato, in un messaggio privato che probabilmente non è arrivato a destinazione, le ragioni della mia assenza.
A Kadadia: strumentalizzazioni. Probabilmente Guzzanti non ha reagito a questa parola, perché è venuta dopo il dato di fatto. Ovvero, prima viene lo Stato di Diritto. Prima dev’essere accertato come è avvenuto il fatto (inchiesta). Dev’essere verificato se l’autore del gesto ha agito in modo cosciente (perizia). Poi dev’essere applicata la pena o la terapia conseguente. Archiviare subito il caso affermando che l’autore è un pazzo significa banalizzare quanto successo senza elementi, prove per argomentare la propria opinione.
E’ becero affermare in primo luogo che si è trattato di un gesto errato perché conviene e rafforza Berlusconi. E’ becero, perché se così non fosse, secondo questa affermazione allora sarebbe stato un gesto accettabile se Berlusconi non l’avrebbe trovato conveniente. Affermazione becera. Quel gesto è inaccettabile.
Visto che però la politica trae la propria forza dai simboli, è ovvio che politicamente questo gesto assume un’altra valenza. E per questo occorre tornare alla fondamenta del ragionamento: lo Stato di Diritto.
Strumentalizzazioni: se nell’argomentazione le strumentalizzazioni precedono i dati di fatto, allora ci troviamo di fronte ad uno spettacolo da arena, da piazza che urla e inneggia di cui internet non è che un amplificatore della “vox populi”, e spesso di quella più idiota.
Vede Kadadia: purtroppo lei si fa attore di questo malessere diffuso che è la lamentazione. Lei si lamenta del fatto che io abbia utilizzato “strumentalizzazioni”. Ma non lo utilizzo nella mia banale lettura del fatto, lo utilizzo come conseguenza dei fatti quando non si dimentica lo Stato di Diritto, fondamenta dello Stato Democratico (come lo è una corretta informazione). E piuttosto ovvio tutto ciò, nulla di nuovo, non invento l’acqua calda.
La strumentalizzazione che consiste nell’affermare che Berluconi è responsabile di quanto accaduto, che Berlusconi se l’è cercata, o qualsivoglia teoria del complotto è idiota perché capovolge i tempi dell’analisi e dei fatti.
Dunque in primo luogo bisogna procedere con ordine. Il responsabile è l’autore del fatto e sarà una perizia ad affermare se non è responsabile perché non è capace di intendere e volere.
In un secondo tempo va fatta un’inchiesta legata al come sono avvenuti i fatti. Come mai questo uomo si è potuto trovare in questa situazione. Un po’ come nell’aviazione quando avviene un incidente: si tratta di verificare chi siano i responsabili (non i colpevoli) di quanto avvenuto. Questo implica un’analisi della security e della catena di comando della security.
Dev’essere accertato se quanto avvenuto in quei concitati momenti si sia svolto secondo le prassi di sicurezza o se sono stati commessi errori che in un altro ambito sarebbero stati fatali. Ma è ovvio che Berlusconi voleva uscire dall’auto, ha mostrato a tutti che stava in piedi e che l’auto non è partita.
Strumentalizzare, significa affermare che l’abbia fatto per un motivo insinuandone le ragioni. Ragionare significa analizzare come siano avvenuti i fatti, determinare eventuali errori, analizzare le conseguenze.
Strumentalizzare significa affermare che si è trattato di un atto terroristico senza prove e prima di eventuali accertamenti, significa stracciarsi le vesti, significa gettare benzina sul fuoco. Strumentalizzare significa amalgamare sentimenti e politica, amalgamare odio e amore con opposizione o sostegno. E qui si apre l’analisi politica che un fatto come questo offre.
Si tratta di un’opportunità che purtroppo -mi sembra- in Italia pochi, nel paesaggio dell’opinione pubblica, hanno il coraggio di prendere.
cordiali e generosi saluti
az
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15 dicembre 2009 alle 16:10
Arturo, mi sa che non ci siamo capiti. Se legge i commenti dall’inizio, uno dei primi è un commento mio, in cui ho detto che il fatto era stato “strumentalizzato a morte”. Non ho detto da chi, ho solo fatto alcuni esempi (in un post successivo in cui ho parlato di Emilio Fede, La Russa, Maroni ecc ecc). E’ ovvio che anche le dichiarazioni di Di Pietro e quelle successive della Bindi, Travaglio e infinite altre, sono strumentalizzazioni. Se uno non vuole sentire strumentalizzazioni in questi giorni non deve mai accendere la televisione. Guzzanti aveva reagito al mio uso della parola strumentalizzazioni, poi nel corso della giornata l’hanno usata un po’ tutti… Mi è sembrato di averne viste e sentite molte, e quindi il mio commento qui sopra era un po’ una provocazione a Guzzanti.
A me non piace questa maggioranza. Può darsi che io sia più facilmente infastidito dallo ’sbraitare’ dei parlamentari del PdL che dalle strumentalizzazioni di altri esponenti politici, sono pronto ad ammetterlo. Ma a me sembra che esponenti di PdL e Lega non stiano facendo nulla per calmare le acque come invece vorrebbero far credere. Faccio ugualmente fatica a capire le ‘uscite’ di Bindi e Di Pietro in un momento così delicato, e onestamente sono stanco di sentire e vedere queste persone in televisione. E’ in periodi come questi che la tv mi fa veramente paura come mezzo di comunicazione. Ci siamo abituati ormai, ma l’informazione politica (e non solo) in tv ci è presentata in modo molto violento. neanche ci rendiamo conto. Se si riuscisse a fare una riflessione un po’ più seria sul clima politico di ‘odio’ da parte di entrambi gli schieramenti (e secondo me rimane da dimostrare che sia stato questo clima ad ‘armare’ la mano di Tartaglia), forse si scoprirebbe che il vero colpevole di tutto ciò è la televisione, e i salotti televisivi che ormai ogni sera ci vengono proposti, con politici o loro appendici giornalistiche schierati a due a due e che mettono in scena delle vere e proprie guerre verbali. Non è tanto il confronto a far male, ma il luogo, la tv. Per esempio ho letto che oggi si sono scannati in Parlamento: la cosa non mi ha fatto alcun effetto: è normale che ci si confronti, anche aspramente, in parlamento. Ma perché portare lo scontro ogni sera in tv? E’ pericoloso secondo me, perché porti il confronto politico dal suo luogo naturale al salotto di tutti, anche di quelli suscettibili di atti come quello di Tartaglia.
Sicuramente è molto più complessa di così! But that’s my two pence worth.
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15 dicembre 2009 alle 19:14
Kadadia,
ho letto il suo commento. Lei parte da un’affermazione come se fosse un dato di fatto, ovvero che l’autore fosse un pazzo. Ed aggiunge che il fatto è stato strumentalizzato. Ma chi le dice che si trattava di un fatto?
L’autore era seguito da tempo, ciò significa che era pazzo?
Io ho detto che prima si afferma solidarietà e si afferma lo Stato di Diritto. Perché altrimenti lo spettacolo sono strumentalizzazioni e controstrumentalizzazioni, come è il caso. Le dirò di più, come al solito, ci si stracciano le vesti, sono urla e condanne. Ma la condanna dell’opinione pubblica, la gogna funziona e si mette in funzione perché appunto non c’è prevalenza dello Stato di Diritto.
Vede Kadadia, la questione è pure legata ai tempi. E i tempi (e i presupposti) delle nostro commento legato a “strumentalizzazioni” non è lo stesso.
Altro punto: lei cerca di determinare un colpevole, la tv. Mentre io parlavo di responsabilità: colui che commette un atto e ne assume le conseguenze. La tv è un amplificatore, amplifica una cultura e la riproduce. E logico, utile che ci si confronti aspramente anche in tv. La questione è legata al come. Non al luogo. Lei cerca di determinare il colpevole. Io il responsabile. Non invento l’acqua calda, anzi ho scritto cose banali, talmente ovvie che c’è quasi da vergognarsene.
A me non piace questa maggioranza, detesto Berlusconi la sua politica e il modello di società che promuove. Ho il diritto di detestare Berlusconi (l’odio e l’amore per un leader sono cose da dittatura -Putin-Chavez-Corea ecc.) e di volere che le acque non si calmino. Parlo di politica: aspra, forte. Di dibattito che utilizzi il presupposto dello Stato di Diritto per utilizzare le armi della politica.
Ma è il presupposto, la base che manca. E quanto da lei scritto lo dimostra.
15 dicembre 2009 alle 19:45
Arturo, è sicuro che “La tv è un amplificatore, amplifica una cultura e la riproduce.”
Oppure un generatore di “cultura”?
Un caro saluto
p.s. saluti a Pacho!
15 dicembre 2009 alle 20:05
Caro Zulawski,
Capisco il senso della sua risposta, ma condivido solo in parte i contenuti. Voglio essere chiaro, ed elencherò prima la cosa con cui concordo e quella con cui non concordo.
A) Quando ho parlato di pazzo, è perché questa parola era un po’ sulla bocca di tutti.. Ho usato il termine con un po’ di leggerezza. Okay, può darsi che non sia un pazzo. Di fatto non è importante se sia pazzo oppure no, e nessuno qui è in grado di stabilirlo come già sottolineato da altri qui.
B) Quando parlavo di strumentalizzazioni, parlavo delle accuse trasversali di politici e giornalisti. L’ho già ripetuto più volte. A me, a differenza di quanto lei crede, non interessa più di tanto trovare il colpevole (a prescindere dal mio discorso sulla tivù, che fa parte di una riflessione più ampia sull’inasprimento della discussione politica in Italia); mi semrba, al contrario, che la corsa a trovare il colpevole è partita dai politici stessi: chi (Bindi e Di Pietro) accusa l’atteggiamento di SB, chi (Maroni e tanti altri) accusa l’opposizione, i Santoro, i Travaglio. Sono queste le strumentalizzazioni di cui parlavo e di cui parla anche lei (se non sbaglio). E queste rimangono al di là del fatto che Tartaglia sia pazzo oppure no.
Ma questo l’avevo già detto (in modo meno elaborato) nel mio secondo commento dell’altro ieri:
Kadadia scrive:
14 dicembre 2009 alle 00:06
Strumentalizzato perché dire (Fede) che la colpa è del No-B Day, Di Pietro ecc ecc è senza senso, anzi è alla stregua di quello che ha detto Di Pietro. Entrambe le cose mi sembrano strumentalizzazioni.
Pazzo, non pazzo, non è importante. E’ una persona isolata che si prenderà la responsabilità di quello che ha fatto. Quelli che lo considerano un eroe non sono pazzi, ma immaturi.
Cortesemente,
Kadadia
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14 dicembre 2009 alle 22:39
Tks per questo commento Zula
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15 dicembre 2009 alle 12:17
avevo scritto una cosa di cui un pezzo era con Zulawski,
“Credo che Zulawski, da Lion (?), esaurisca le stringhe dei suoi mitragliatori e scenda qui oltralpe a menar le mani pure lui; e che i parenti isolani tra meridionali non aspettano il ponte ma assetati [non d'acqua, di massa] vengono di qua a nuoto fino alle spiagge di fronte, dove gli indigeni tra cui holden li attendono e si accaniscono su qualche corpo che massacrano o che li massacra a bottigliate vuote, col bigliettino ancora dentro”.
“Una indi-baruffa che trasforma l’all people sticking together in all people wrestling together, ressapubblica, berlusconi e le istituzioni tutte accantonate, calci e pugni fino alla fine del mondo [ossia fino a sera, ma l'indomani dovrebbe riprendere alle luci dell'alba, lasciamo la notte per dormire], palle scoppiate, carta stampata usata per tamponare ferite mortali, piombo o non piombo – le garze esaurite dai farmacisti associati in gang di bastonieri – mucose di dentro portate di fuori da cittadini cane, che spolpano come un tacchino i pezzi della struttura precedente, perché ora la considerano errata mentre prima era la propria regola che sentivano stretta.”
“Non descrivo i brandelli di articoli del sole che si appiccicano ai vari liquidi sul corpo di questa massa di gente.”
“Non menare al fotografo”, “così alla fine della sera tra i costati divaricati e i denti rossi mi guardo le fonti su flickr.
Gli individui deboli capiranno di aver investito male nella vita, gli intelligenti vedranno se c’è il tempo per l’ingegno di forte al branco, lol.” Lol.
Il fatto di mettere Zulawski da Lion(?) è perché in italia c’è sempre questa cosa di pensare poco a come è altrove.
Holden, invece, per motivi sentimentali.
Cmq anche io sono rimasto sconvolto, di più della questione tette, papi, veline, porcate storiche di sempre, da noi in italia rese ressapubblica. L’atto del pazzo è una storia diversa, siamo tutti pazzi e l’indibaruffa è solo un’immaginazione. Zulawski uno dei pochi fuori dal coro, muito obrigado.
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15 dicembre 2009 alle 19:15
Grazie sig Jovenal, muito obrigado anche io e ricambio i sentimenti (per ora a parole, in altra vita anche a tavola con vino/birra a seconda della temperatura e prosecco/champagne a seconda del reddito).
L’indi-baruffa a me non piace tanto, ma mi piace ancor meno come la si rappresenta nella formazione della “pubblica opinione” (cioè mai niente di sincero).
Ieri pensavo a Pasolini e mi chiedevo perché, anche quando non sono del tutto d’accordo con le sue conclusioni, non manco mai di apprezzarlo. E poi forse l’ho capito: è onesto e non scrive “a comando” (a comando di un padrone, idea o datore di lavoro che sia).
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14 dicembre 2009 alle 22:21
Fino a l’altro ieri si è sempre fatta passare la linea nelle varie trasmissioni televisive: chi critica non accetta Berlusconi, non accetta il responso delle urne.
Parlando dell’attentato a Berlusoni, Cota in questo momento (21.37) sta dicendo che la sinistra non si è messa l’anima in pace che ha vinto B, in pratica ha collegato l’attentato con i risultati elettorali.
Stamattina il giornale con i toni più accesi era il giornale del premier, che dava come mandanti morali la sinistra e qualcuno della destra
Guardiamo in faccia alla realtà: quelli che dissentono avranno, avremo, tempi più duri.
Verrà abbassata l’asticella oltre la quale qualunque critica sarà bollata come comunista, irresponsabile, antidemocratica.
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15 dicembre 2009 alle 09:37
Vogliamo parlare del titolo di “Libero” il giorno dopo l’aggressione? “Di Pietro predica, in piazza eseguono”. Ora, Di Pietro ha fatto, come al solito, l’uscita fuori luogo: ha detto ciò che anche tutti gli altri hanno pensato, ma non hanno osato dire in pubblico. Ma questo titolo lo indica come il principale mandante volontario di un attentato premeditato e pianificato, cosa che non è. E continua a scaldare gli animi. B. e i suoi continuano ad incitare alla guerra civile. E continuando così ci arriveremo
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15 dicembre 2009 alle 10:23
Condivido in pieno questo intervento.
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15 dicembre 2009 alle 12:41
Certo Kakkadia:
Le vere vittime siete sempre solo voi, vitellos de gauche.
Ma non vi rendete mai conto di quanto siete buffoni?
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15 dicembre 2009 alle 19:31
Patton, ma tu oltre ad insultare cos’altro sai fare?
Qualche altro numero?
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15 dicembre 2009 alle 19:58
Patton, Patton… vede qui nessuno (almeno io) vuole fare la vittima: io ho solo riportato il titolo di un giornale che si commenta da solo, e che dimostra che i primi a non abbassare i toni sono proprio i fedelissimi che se la prendono con Di Pietro e poi fanno peggio. Ma lei sa solo rispondere dando del buffone agli altri. Degno del clima di questi giorni dal quale, a quanto pare, nemmeno lei sa sottrarsi.
15 dicembre 2009 alle 20:17
Non ti curar di lui Salva…
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15 dicembre 2009 alle 15:32
Ma vede Salva, che a destra ci fosse una reazione di questo tipo, che saltasse fuori la questione dei “mandanti morali” era naturale, per diversi motivi:
1 – La rabbia. Quello che è successo scuote; si pensa agli acerrimi avversari politici e si cerca uno sfogo. Non dovrebbe succedere ma è umano. Se non si comprende la rabbia cadiamo nello stesso errore dell’altro giorno, quando lei senza riflettere era passato sopra alla gravità persino fisica di ciò che era successo.
2 – Più spinoso: le rappresentazioni più estreme degli oppositori di Berlusconi giustificano di fatto, se prese sul serio, anche un attentato. Non giriamo attorno a questa cosa. Chi ha organizzato gli attentati a Mussolini o a Hitler non è passato alla storia come squilibrato o come criminale: l’atto violento è un metodo pienamente canonico per abbattere un tiranno.
Il fatto che non abbiamo contro Berlusconi un attentato al mese è perché in realtà la stessa base dell’opposizione più estrema non prende affatto sul serio certe uscite. Di Pietro e l’intero consesso di Annozero sono visti da molti come un sollazzo, un’occasione per baloccarsi (dovrei dire per drogarsi) con qualche fantasia innocua. Gomitaticcio su questioni non diminuibili, direbbe il Direttore.
C’è stato bisogno del primo “pazzo” (che poi non è il primo) per rendersi conto che si gioca con il fuoco.
Sghignazzare davanti alla vignetta di un Vauro (bravissimo) che rappresenta settimanalmente un Presidente del Consiglio il cui habitat naturale sarebbe la gattabuia è qualcosa di patologico. A questo punto Tartaglia diventa il savio, non il pazzo.
3 – Vi è naturalmente anche una componente di strumentalizzazione. Quando si tirano in mezzo persino Casini e Fini vuol dire che si sono tirati in mezzo tutti, tentando di sfruttare l’accaduto.
Detto questo, le dirò cosa pensavo il giorno dell’incidente: prevedevo che ci sarebbe stata solidarietà bipartisan senza sfumature, che qualcuno a destra avrebbe mosso accuse, che qualcun altro a sinistra le avrebbe rigettate, anche con forza, ma che infine si sarebbe riusciti ad archiviare rapidamente questo fatto come un incidente.
Purtroppo non è stato così, e quello che abbiamo sotto gli occhi è un comportamento irresponsabile. Bisogna comprendere che il ferimento di Berlusconi provoca uno sbilanciamento nelle tensioni di piazza: per capirci, a questo punto il colpo prossimo pronto ad esplodere è diretto verso l’altra parte. Un colpo vendicativo.
L’opposizione assolutamente deve disinnescare la possibile escalation, rimanendo al di sotto delle righe, senza sovrapporsi nemmeno in prospettiva all’atto violento e limitandosi a rispondere senza isterie se da destra viene qualche accusa fuori bersaglio (sono perfettamente d’accordo con Kikuchiyo).
Bisognava fare come ha fatto Bersani.
Di Pietro invece è un irresponsabile; ha trasferito l’aggressione su un piano politico e sta di fatto indicando un bersaglio a chi (e stia sicuro che qualcuno in giro c’è) non vede l’ora di fare l’uno pari. Per non parlare delle sue infauste dichiarazioni di due giorni prima.
La miccia, suo malgrado, ce l’aveva in mano lui; la poteva spegnere in due secondi ma ha preferito non farlo.
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15 dicembre 2009 alle 20:04
“Sghignazzare davanti alla vignetta di un Vauro (bravissimo) che rappresenta settimanalmente un Presidente del Consiglio il cui habitat naturale sarebbe la gattabuia è qualcosa di patologico.”
No, è “semplicemente” Satira, Buson.
La patologia, forse, si trova proprio nella norma-lità dei tuoi ragionamenti.
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15 dicembre 2009 alle 21:31
Sinceramente, di fare un’altra lenzuolata a suo esclusivo uso perché ha travisato il senso (molto inquadrato) del riferimento a Vauro non mi va. Sono anche le nove e mezza.
Tra l’altro ricordo bene che della Satira lei ha un’idea diversa sia dalla mia che da quella del direttore Guzzanti (ricorda Piazza Navona?). Non mi sembra il caso di realizzare di nuovo tutta quella discussione, per di più se non è inerente.
15 dicembre 2009 alle 23:03
Travisato?
Buson, mi puoi dire per favore cosa ho travisato?
Sono proprio curioso.
Il tuo concetto era lineare e elementare.
Cosa c’era da travisare?
Ah! Non sapevo esistessero idee divergenti riguardo al genere artistico della Satira.
Altro conto è dire “mi piace perché”, “non mi piace perché”.
Saluti
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15 dicembre 2009 alle 20:27
Fabio, lei ha perfettamente ragione su certe cose, errare è umano… ma si ricordi che perseverare è diabolico. L’altro giorno, quando mi ha fatto notare che avevo scritto una cazzata (perchè tale è ciò che ho scritto) ho detto (prima a me stesso poi pubblicamente): ma che diavolo ho scritto? Perché lei mi ha aperto gli occhi su una cosa e, diavolo, aveva ragione! Vede, questo credo che sia un esempio di civiltà: lei mi fa notare una cosa e io chiedo scusa se credo di avere torto, o mi spiego se credo di avere ragione. Ma il titolo aggressivo di “Libero” non è dettato dalla rabbia, ma solo dalla strumentalizzazione. Semplicemente perché non è il primo: è da mesi ormai che Libero utilizza titoli verbalmente violenti (contro Boffo, contro Fini, contro il PD, contro chiunque solo osi alzare la testa col padrone). per questo non posso credere che sia dettato da rabbia e spavento per l’accaduto. Non aspettavano altro. Che poi l’uscita di Di Pietro sia stata fuori luogo, grottesca ecc questo è un altro conto. Il problema è che in questo paese si è ormai instaurata la politica del “ha iniziato lui quindi sono autorizzato a fare peggio” e questo, credo che siamo tutti d’accordo, non porta a nulla di buono.
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15 dicembre 2009 alle 21:23
Non facevo riferimento al titolo di Libero quando parlavo di rabbia.
Ho elencato dei punti in relazione a tutto il contesto, sottolineando che bisogna capire che è presente anche della rabbia (pensavo più alla gente, e agli uomini politici che in Berlusconi hanno anche un conoscente più o meno vicino).
Non ho mancato di elencare la componente di strumentalizzazione, e lì mi riferivo più ai giornali (che purtroppo da noi sono la massima espressione di calcolo, di strumentalità e di opportunismo). I titoli del Giornale non mi piacciono, a volte sono perfino macchiettistici.
Chiaramente sono deleteri, ma sono una componente persistente della comunicazione che può diventare “rumore”. Qualche parola di buon senso invece avrebbe potuto fare molto.
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15 dicembre 2009 alle 12:14
pfra64:
«[...] quelli che dissentono avranno, avremo, tempi più duri. Verrà abbassata l’asticella oltre la quale qualunque critica sarà bollata come comunista, irresponsabile, antidemocratica.»
Pfra64,
ma voi sinistri non riuscite mai — proprio mai — a non fare la vittima?
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15 dicembre 2009 alle 15:39
Patton
ma li hai sentiti i dibattiti in televisione ? Lo vedi che tutti collegano l’episodio alla sinistra ?
Fini è un “sinistro” ?
E’ stato incluso fra i “mandanti morali”, sei d’accordo anche tu ?
basta saperlo….
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15 dicembre 2009 alle 20:09
No, Pfra64, è che Patton è “a priori”.
Infatti, basta saperlo.
Saluti
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15 dicembre 2009 alle 21:53
Mal
Oggi Fini ha criticato il continuo ricorso alla fiducia.
Apprendo ora dal telegiornale che Bondi ha risposto che la valutazione di Fini non aiuta a ristabilire il clima.
Patton, ri-confermo parola per parola:
“[...] quelli che dissentono avranno, avremo, tempi più duri. Verrà abbassata l’asticella oltre la quale qualunque critica sarà bollata come comunista, irresponsabile, antidemocratica.”
Saluti.
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16 dicembre 2009 alle 03:37
sono d’accordo
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14 dicembre 2009 alle 22:44
Onorevole Guzzanti, lei è una persona perbene e sarei onorato di poterle stringere la mano. Sono momenti frastornanti quelli che ci troviamo a vivere e credo che la prima cosa da fare sia di smorzare i toni. Tutti. Per questo il suo pensiero di oggi lo considero un magnifico esempio di buon senso e di amore per il nostro paese, che troppe volte verrebbe da odiare. Da tempo vado denunciando il clima avvelenato che ci sta portando verso il baratro. Si parte dalle più banali parole, poi le espressioni si fanno via via più pesanti, fino al punto che anche le naccuse più infamanti diventano cosa normale. E poi ti arriva lo squilibrato che mette in pratica lo slogan troppe volte sentito ripetere a noia. Di questo passo non si va da nessuna parte
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15 dicembre 2009 alle 02:23
“Sono contro la violenza, senza se e senza ma, ma ciò questo non vuol dire…”
Così, volevo solo segnalarvi la divertente coerenza della frase di Di Pietro, pubblicata sul suo blog.
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15 dicembre 2009 alle 17:46
ma diegom, é chiaro che quel “ció” é solo l’usatissimo intercalare veneziano..la frase in realtá era ma, ció, questo vuol dire..ció, vutu vedar che el di pietro el xe de venesia, ció..
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15 dicembre 2009 alle 02:35
Ho visto sul fatto di Domenica che ti sono state dedicate due pagine sull’uscita del libro su berlusconi. Chiedendo info nella mia libreria di riferimento riguardo la disponibilità del tuo ultimo libro è uscito fuori che è prossimo anche un tuo libro su de benedetti, ho capito bene? Ho ha fatto confusione la proprietaria della libreria?
GUZZ – TUTTO VERO. SOLO CHE il libro su De Bendetti lo devo ancora scrivere. Se ne parlerà per fine primavera.
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15 dicembre 2009 alle 11:27
Guzzanti, una domanda fuori dal tema principale di questi giorni. Ma lei ha sempre scritto così tanto, o è all’apice della sua capacità di sintesi e di scrittura ora? Per me è interessante sapere se scrivere è solamente un dono naturale, o se è più facile che questo dono (ovviamente uno deve averlo da qualche parte dentro di sè) emerga quando il cervello ha accumulato tante informazioni e le idee che uno ha sulle cose della vita sono più chiare, più nitide che in gioventù.
Spero di essermi spiegato.
GUZZ – LA SECONDA CHE HAI DETTO?
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15 dicembre 2009 alle 16:05
é uscito e disponibile nelle librerie “La Vita vera di Silvio Berlusconi “??
ma caro Guzz, voleva tenercelo nascosto?
Credevo che quando fosse uscito ne avrebbe dato annuncio in pompa magna.
Spero che farà una presentazione quà a Milano. Sono più che disposto ad aiutare Elisabetta nella logistica, se per lei va bene.
GUZZ- E’ vero. timidezza, non credo mai di aver scritto un libro finché non lo trovo impilato nelle librerie. Ma è arrivato e giovedì sarà ovunque, spero.
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15 dicembre 2009 alle 19:18
Ci sarà una presentazione del libro a Roma ?
Quando e dove ?
Il titolo esatto, è : “Berlusconi. Una storia italiana” ? Editore, immagino Aliberti.
Stavolta sei un po’ avaro di notizie.
Uai ?
Iu no ui are longhin tu rid it. Ui chen ardli ueit.
So, tell as samting, pliis.
Denghiu.
GUZZ – TITOLO FINALE: “GUZZANTI VS BERLUSCONI”
SOTTOTITOLO
“Paolo Guzzanti racconta la più incredibile storia italiana: la vita vera di Silvio Berlusconi”
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15 dicembre 2009 alle 19:44
c’è la pubblicità su “il fatto” in prima pagina oggi
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15 dicembre 2009 alle 20:07
Sounds good, very good.
Quel “versus” si direbbe presupponga una sfida.
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15 dicembre 2009 alle 03:45
sono un eroe, guardate l’ora, mi sono letto tutto ( o quasi).
commenti sull’accaduto li ho ma non scrivo niente ( avete già scritto tutto, ripeterei in parte delle cose già dette).
invece di scrivere un mio commento vorrei leggerne degli altri vostri ( ho visto poco al riguardo) sul comportamento della scorta e perchè è potuto succedere questo fatto.
saluti
bruno
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15 dicembre 2009 alle 08:10
Riccardo P.
ha secondo me sintetizzato il problema!
“La politica e lo stato non possono avere un nome e cognome”.
BRAVO!
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15 dicembre 2009 alle 08:48
Oggi,molti affermano,la situazione è meno pericolosa di quella di ieri,quella degli anni di piombo;non sono d’accordo e dichiaro che oggi è peggio di ieri e cercherò di spiegare semplicemente perchè.
Ci furono trame sotterranee di diverso segno che agitavano il Paese in quegli anni,e che provocarono innumerevoli azioni atroci,stragi e assassinii,ma le Istituzioni,la Politica,il sindacato,la magistraturala Chiesa,la stampa,offrivano riferimenti sicuri e nei casi in cui si verificassero tali azioni,il fronte delle istituzioni e di conseguenza il Paese,si compattava,anche con rispettive,polarizzate interpretazioni dei fatti.
Oggi la contrapposizione non è aspra,oggi è brutale e volgare,è tra fazioni totalizzanti,oggi non è mediata.
Vorrei anche dire che la situazione internazionale,con i due blocchi contrapposti,permetteva di attribuire di volta in volta le responsabilità a manovre generate all’esterno del Paese,attutendo in qualche modo le tensioni interne.
Le reazioni della Politica,ribadite e rappresentate dai media,erano comunque misurate e prive di quella violenza verbale,di quella volgarità pesante che caratterizza i tempi attuali.
La gente,i giovani in particolare,erano l’espressione di una società che aveva delle certezze,i giovani soprattutto avevano delle certezze(tranne poche eccezioni),per esemplificare,studio o apprendistato,lavoro,indipendenza,casa, formazione della famiglia,ma soprattutto esperienza formativa in gruppi di diversa natura;tutte cose che oggi sono assenti.
In definitiva,se ieri le atrocità furono gestite e ci fu la capacità di superare quei momenti,oggi vedo la cosa più complicata per l’intrinseca immaturità delle componenti della nostra società,immaginiamo cosa succederebbe oggi,se avvenisse una strage del tipo di quelle avvenute allora.
Ecco oggi a partire dalla Politica,proseguendo poi con i media,è assolutamente necessario recuperare le cose positive di quella Storia e ripensare completamente la società.
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15 dicembre 2009 alle 09:06
Se posso cambiare discorso ma rimanendo sempre nel campo dei liberali.
Guzzanti cosa ne pensa della riforma illiberale delle professioni che governo e grandi giornalisti stanno confezionando a favore delle corporazioni peggiori d’Italia?
Perchè nel frattempo succede questo di concreto.
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15 dicembre 2009 alle 10:33
Lancillotto scusi se intervengo su quello che dice, non voglio certo darle io alcuna risposta, ma l’argomento è interessante e forse bisogna saperne di più.
Le classi e i ceti sociali, che si evolvono ma non scompaiono, sono in fin dei conti la base su cui poggia ogni potere. Oggi si sta corporativizzando la società per via legislativa e tutto ciò non è frutto estemporaneo dell’iniziativa di qualche deputato o senatore con le idee poco chiare, ma fa parte, questo è almeno ciò che sembra, di un disegno preciso. Alla fine la società, cioè le persone in carne ed ossa, è quella che ne subirà le maggiori conseguenze.
Le faccio un esempio, nei giorni scorsi ho interpellato un muratore per fare un piccolo lavoro. Gli ho fatto, come sempre capita, qualche domanda su come andavano le cose e mi ha detto testualmente: “Chiudiamo! Solo io ho cinque o sei persone che conosco che chiuderanno l’attività a fine anno. Non si può più lavorare. Ci sono montagne di carta da riempire per ogni lavoro. Se ti trovi a lavorare in contemporanea con un idraulico, visto che si è in due, il lavoro da fare diventa ‘associazione d’impresa’. Si vuole mettere tutto in mano a grandi aziende (o cooperative?, ndr), che con i loro dipendenti faranno tutti i lavori, anche i più minuti, con costi ovviamente molto più alti per il cliente”.
Ecco cosa sta succedendo: cresce a dismisura il numero dei professionisti che devono essere interpellati obbligatoriamente per mettere una firma su un pezzo di carta per qualche perizia inutile (che nessuno fa), tutte cose che – se proprio le si vuol richiedere – potrebbe fare benissimo anche un geometra da solo, e che invece richiedono, per legge, l’intervento oggi di più figure professionali.
E sono ogni volta 300- 400- 500 euro a cranio, cioè a professionista. Tutti i soldi buttati via. Un pensionato, della fascia bassa, non potrà più fare alcun lavoro in casa. Queste cose stanno creando un’esasperazione al limite della rottura tra gli artigiani, tra la popolazione che via via viene a contatto con queste situazioni.
Ciò che si vuol fare è creare il consenso delle professioni ad una classe politica (pochi eslcusi) sempre più lontana dai bisogni quotidiani della popolazione e bisognosa comunque di un qualche consenso. E che il popolo, anzi il POPOLO, si scanni su cose di nessun conto.
Lancillotto, se ne ha voglia, perché non spiega meglio la natura di questi provvedimenti di cui ha parlato? Io ora non ho tempo di farlo, conosco poco nel dettaglio queste iniziative, però ho interesse a saperne di più. Immagino di non essere il solo. Grazie comunque e scusi l’intromissione.
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15 dicembre 2009 alle 10:08
Stamani ho letto le parole di Napolitano. Condivido che abbia detto (riporto dal Corriere) che “SE verrà accertato che è il gesto di uno sconsiderato…” (noto però che i giornali danno molto poco peso a questo “SE”).
Mi sembra che ancora una volta ci sia una corsa eccessiva a minimizzare.
Il gesto era premeditato (a giudicare dagli oggetti che aveva in tasca), sarebbe stato molto più problematico portarsi dietro una pistola, visto che era prevedibile che in giro ci fosse tanta polizia.
La forma dell’oggetto scagliato è inquietante (nel senso che le parti accuminate che ci sono fanno diventare molto probabili delle lesioni gravissime).
La fragilità psicologica del soggetto (dimostrata dal fatto che era in cura) lo rende perfetto per la manipolazione, e soprattutto per lo svolgimento del successivo lavoro di inquinamento dei fatti.
Il colpo poteva tranquillamente essere mortale.
Ora io non mi voglio certo mettere a giocare al piccolo investigatore ma mi sembra che ce n’è abbastanza per evitare di bollare tutto frettolosamente con il classico gesto di uno squilibrato.
Infine, ma possibile che ci sia stato stato solo uno (Kikuchiyo) che da persona di sinistra è riuscito una buona volta a distinguere senza tentennamenti il bene dal male?
Cara Giagina che occasione di dimostrarsi veramente una “democratica” (come le piacerebbe essere) si è persa!
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15 dicembre 2009 alle 11:37
Io invece penso che non sia fuori luogo minimizzare. E penso che dovrebbe farlo, appena possibile, la stessa vittima. Insomma: se così non fiacciamo si finisce per esasperare di più gli animi.
Mi sembra che adesso aleggi la tentazione di voler mettere sotto controllo i siti internet. Ecco, non vorrei che qui si stia mettendo in piedi un cavallo di troia per far passare una vera e propria censura. Apriamo gli occhi su queste piccole cose, per favore. Perchè non sono affatto piccole, ma fondamentali. Se il momento è delicato lo è per questo. Berlusconi e questa destra sono l’opposto che liberali. Non aspettano altro per dar sfogo ai loro istinti peggiori. Sanno che gli altri sono intimiditi e l’opinione pubblica confusa.
La violenza non paga mai. Un pazzo peggiore avrebbe potuto saprargli in faccia e adesso ci sarebbe un morto.
P.S. Leggetevi l’intervista a don Verzè sul Corriere. Fa cadere le braccia.
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_15/don-verze-ha-gia-perdonato-l-aggressore-tempo-di-cambiare-la-costituzione-Aldo-Cazzullo_936bd7c2-e942-11de-ad79-00144f02aabc.shtml
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15 dicembre 2009 alle 16:06
“La magistratura dev’essere ricondotta al suo ruolo. Che è al di sopra e al di fuori della politica. I magistrati non devono fare politica; sarebbe come se il Papa o la Chiesa pretendessero di farla”.
E bravo don verzè. Lui invece può fare politica. Mio Dio voglio cambiare paese, l’Italia mi fa vomitare
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15 dicembre 2009 alle 13:26
@Bani
vuoi assolutamente collegare il gesto di uno psicolabile con la sinistra, poi ritiri la mano dicendo “non mi voglio certo mettere a giocare al piccolo investigatore”.
Allora, o dichiari esplicitamente che secondo te esiste questo legame, però porti qualche elemento più concredo del “mi sembra”, oppure cerca di distinguere anche tu senza “tentennamenti” i fatti dalle opinioni.
Confermo quel che ho già detto: ci aspetterenno tempi bui (e carichi di sospetti) per la critica e per il confronto.
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16 dicembre 2009 alle 09:27
Guardi che io ho riportato il “SE” di Napolitano.
Non le sembra abbastanza autorevole?
Ho inoltre sottolineato come dalla lettura dei giornali e dai media in generale questo “se” non viene sufficientemente (parere mio, ovvio) fuori…mi sembra abbastanza evidente che nell’immaginario collettivo questo episodio sia già ampiamente collocato nel semplice gesto di un pazzo.
Io non ho parlato di sinistra. Vede, il problema è proprio questo …che la sinistra non c’è, è allo sbando, smagnetizzata, kaput… Ah che bello sarebbe avere una democrazia con due gambe!
Purtroppo l’alternativa politica a Berlusconi ormai è in mano a bande di teppistelli (travestiti da giornalisti, imprenditori, satiri e magistrati e ex magistrati)…per questo penso che le modalità con cui è avvenuto il fatto, dall’arma impropria alla tipologia del soggetto facciano venire più di un sospetto. Mi auguro quindi che vengano fatte tutte le indagini necessarie per capire togliere il “se” del Presidente della Repubblica.
Intanto cominciamo male, infatti, tanto per perseverare nella minimizzazione, vedo che tirare in faccia una scultura metallica ad un Presidente del Consiglio rischiando di ammazzarlo per la nostra giustizia vale un’incriminazione per semplici lesioni gravi (fino a un max di 5 anni di carcere, salvo attenuanti), forse Guzzanti, da profondo conoscitore degli Stati Uniti qual è ci potrebbe dire, così giusto per capire, cosa avrebbero fatto CIA, FBI e giustizia americana ad un tale che tira una sassata in faccia al loro presidente.
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15 dicembre 2009 alle 11:16
“Si delegittima la vittima, la si spoglia di dignità, la si isola e poi la si colpisce”
Consiglio la lettura dell’articolo di Piero La porta sull’attentato a Berlusconi.
L’attentato a Berlusconi comporta purtroppo un seguito
La strategia disinformativa è subdola perché intossica le coscienze senza farsi scoprire
Nervi saldi e massima attenzione: è la continuazione di piazza Fontana con altri miserabili mezzi. L’attentato subito dal presidente Silvio Berlusconi, liberamente eletto dal popolo italiano, non è meno pericoloso perché i soliti ambienti tambureggiano la consueta disinformazione. Semmai prepara qualcos’altro. Domenica mattina Eugenio Scalfari su Repubblica rigurgitava di «cesarismo». Come si concluse il cesarismo? Fin dalle bombe anarco-feltrinelliane degli anni ‘60, col vocabolario coprivano i loro «compagni che sbagliano» e le «cosiddette Br» che facevano il lavoro sporco. La parola d’ordine dei nostalgici di Curcio, «si tratta del gesto di un folle», è illuminante dei legami sotterranei che corrono in una larga fetta dell’opposizione che fa politica con calunnie, diffamazioni, attentati, bombe, manette, violenza, imbroglio, violazione e oltraggio della legge. «Berlusconi istiga»; il commento di Di Pietro è un manifesto politico, altrettanto confuso e pericoloso dell’assalto terroristico di un «folle», subito dal presidente Berlusconi. L’attentato a Berlusconi prepara qualcos’altro. L’attentato è un’azione in tre fasi. Si delegittima la vittima, la si spoglia di dignità, la si isola. Sferrato il colpo, è la seconda fase, uno dei principali obiettivi della terza fase è riversare sulla vittima quanta più possibile colpa dell’azione che essa stessa ha subito. «Se l’è cercata» deve essere la conclusione di chi guarda da fuori. Così fu detto persino di Giovanni Paolo II, di Aldo Moro e di Giovanni Falcone. La copertura disinformativa della violenza è efficace finché si cela dietro le ipocrisie e le finzioni, intossicando le coscienze senza che ne abbiano cognizione. Dopo sessanta anni qualche anticorpo si è generato. C’è una maggiore consapevolezza che tutti i nemici di una certa opposizione sono stati uccisi nel medesimo modo, cambiando solo lo strumento. C’è tuttavia qualcosa di poco convincente nella platealità dell’attentato in piazza Duomo. Martedì scorso, commentando la bomba di Spatuzza (come la definì Fini) e evocando un disegno per riportare l’orologio allo stragismo del 1993, Italia Oggi scrisse:«In altri tempi avrebbero inventato qualcosa di più violento. Ora manca la mano d’opera e tutt’al più possono far conto sui fricchettoni dell’ondicella viola. Troppo poco per continuare la politica giustizialista con altri mezzi. Chiederanno rinforzi fuori». In quanto a mano d’opera corrono anni luce fra piazza Duomo e via Fani; oggi si accontentano degli scarti di manicomio. Questa azione assume tuttavia un senso se è preparatoria di un’altra che appaia come vendetta. Cercano il caos e diranno che è «istigato». Il caos balcanico dilazionerebbe la loro definitiva sconfitta politica. Questo attentato, nella sua bestialità, illumina i cospiratori. Oggi tacciono quelli che si preoccupavano della brutta figura che Berlusconi ci faceva fare all’estero con le dichiarazioni sulla magistratura. Questo attentato ci fa onore? Rivolgiamo la domanda a chi fece piedino ai congiurati. Quanti giorni resterà in galera l’attentatore prima di essere scarcerato? Chi organizza la celebrazione dell’attentato sul web? Non perdiamoli di vista, mentre preparano le Idi di marzo.
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15 dicembre 2009 alle 11:47
Caro Paolo,
dopo aver letto TUTTI i post e TUTTE le Tue risposte, mi sono svuotato la mente e non saprei più cosa aggiungere, senza scadere nella retorica e nel dialogo tra sordi.
Veramente desolante lo scenario che esce fuori da queste 4 mura.
Ieri sera ho avuto una violenta discussione con i miei genitori (76 e 73 anni), proprio perchè anche loro, dopo avere condannato l’episodio, hanno fatto gli stessi discorsi di Giaggina & C.
Hanno iniziato a parlare di oportunità dell’atto, di ritorno mediatico di SB che sale sul predellino dell’auto per farsi vedere con il volto sanguinante, e così di seguito con tutto ABC del politically correct, che si legge e si sente in queste ore.
A quel punto mi è salito il sangue agli occhi e sono scattato. Lo ammetto ho aggredito verbalmente i miei genitori in un modo che in 48 anni di vita non avevo mai fatto.
Sai perchè? Perchè in quel momento ho avuto la percezione di come due persone, assulotumente normali, moderate nel profondo del loro cuore, democratici fino al midollo osseo, da sempre votanti per la DC, cattolici praticanti, hanno subito il lavaggio del cervello. Lì ho visto il male che i Travaglio, i Santoro, i Grillo, i Di Pietro, le Rosy Bindi, i No B Day, i V day, Facebook, la Tv, i gionali correct, Repubblica, Il Gionale, Feltri, ecc. ecc., hanno compiuto nella mente di due brave persone come i miei genitori.
Lì ho odiato. Lo ammetto. Ho odiato come mai ho fatto nella mia vita. Ho odiato le Giaggine, gli Eruz, i Brabilla e tutto il bestiario fazioso e schierato di questo blog. Hanno tarlato le menti dei miei affetti più cari. Li hanno LOBOTIZZATI, senza che io riuscissi ad impedirlo.
Qui non si tratta più di avere opinioni differenti, di vedute diverse, di votare per schieramenti opposti. Ormai siamo, come dici TU, al PROBLEMA.
Facevo una semplice considerazione. Ieri il PCI demonizzava Andreotti, il gobbo, perchè in Lui incarnava l’avversario che non riusciva a sconfiggere nelle elezioni. Poi quando stava intravedendo il traguardo, ecco Craxi che riesce ad allontanargli il traguardo di altri 100 KM e allora ecco di nuovo reincarnare in Lui il male, il cinghiale, da colpire con le monetine e poi quando finalmente stavano per afferrare il filo di lana, ecco arrivare SB e allora lì devono essersi visti persi e quindi costretti ad alzare sempre di più la posta di sovversione delle regole democratiche, per abbattere l’avversario, il nano, per via giudiziaria, per via sessuale, per via del tiro dei souvenir, anzi come dice Travaglio, “di un semplice lancio di un souvenir”.
Ecco cosa sono i DEMOCRATICI. Lanciatori di semplici SOUVENIR.
Che schifo, che vomito, che rabbia provo, per aver rovinato la mente dei miei genitori.
Spero che ciò non avvenga con mio figlio, perchè forse anche io, allora, potrei diventare un DEMOCRATICO LANCIATORE DI SOUVENIR.
Giuseppe STELLA Catania
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15 dicembre 2009 alle 16:12
Si dice LOBOTOMIZZATI.
Lì ho visto il male che i Travaglio, i Santoro, i Grillo, i Di Pietro, le Rosy Bindi, i No B Day, i V day, Facebook, la Tv, i gionali correct, Repubblica, Il Gionale, Feltri, ecc. ecc., hanno compiuto nella mente di due brave persone come i miei genitori.
Ha dimenticato di aggiungere i Bossi, i Maroni, i Vespa, i Fede, I Minzolini, i Calderoli. Così la lista è completa. Sono questi che sovvertonole regole democratiche, che oggi continuano ad alzare i toni ma ieri davano addosso a Di Pietro ed alla Bindi.
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15 dicembre 2009 alle 17:30
Vede caro Salva80,
dove sta la differenza tra me e Lei: Lei ama appartenere alla tifoseria, invece a me piace essere giocatore e anche se il gioco è il rugby dove anche lì scorre il sangue, alla fine della partita ci stringiamo la mano e si va tutti a bere una birra, così come fanno anche le tifoserie.
Tutto qua nulla di più e nulla di meno. Lei spettatore, io protagonista.
Star Joe Coffa di Maestra (CT)
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15 dicembre 2009 alle 19:26
dove gioca? verrò a fare il tifo per l’avversario… non poteva essere puù criptico nella sua risposta. perdoni, ma non ci ho capito nulla
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15 dicembre 2009 alle 19:58
Star, cos’è una minaccia?
Bisogna preoccuparsi?
Uomo avvisato, mezzo salvato?
Complimenti, Star.
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15 dicembre 2009 alle 18:30
che c’entra il giornale di feltri con il resto?
vede quanto le ha fato male b? l’ha portata a mancare di rispetto anche ai suoi non più giovani genitori.
le fa malissimo, davvero.
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15 dicembre 2009 alle 21:25
Caro star joe,
Le cose purtroppo a volte sembrano diverse da come sono solo perchè le si guarda da un punto di vista sbagliato.
Tu pensi che i tuoi genitori siano stati “LOBOTIZZATI” e invece sei tu che sei stato rincoglionito.
Forse i tuoi genitori si staranno anche chiedendo dove hanno sbagliato, ma non ti preoccupare, sono certo che ti vorranno bene lo stesso.
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16 dicembre 2009 alle 16:58
AhAhAhAh!!!
Quanto mi fate ridere. Siete piccoli piccoli.
Specialmente Lei Brambilla è veramente esilarante!
Poveretti, fate veramente scompisciare dalle risate.
Ma non curatevi, andate bene così.
Star Joe, Coffa di Maestra (CT)
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16 dicembre 2009 alle 20:05
“Spero che ciò non avvenga con mio figlio, perchè forse anche io, allora, potrei diventare un DEMOCRATICO LANCIATORE DI SOUVENIR.”
Siamo “piccoli piccoli”?
Allora sarà difficile beccarci con i “souvenir”, star.
Non c’ha pensato?
Era meglio dire “grandi, grandi”, così la sua “ipotetica” violenza avrebbe avuto un bersaglio sicuro.
No?
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15 dicembre 2009 alle 13:48
Buongiorno onorevole Guzzanti, buongiorno a tutti!
me ne sono andata e, sinceramente, non era mia intenzione ritornare sui mi passi…ma, come si dice, “la curiosità è femmina” così non ho resistito a dare una sbirciatina alle reazioni dell’ “attentato” nel sito di Guzzanti. Premetto che sono venuta a conoscenza dell’accaduto solo ieri mattina perchè domenica ero impegnata al seggio per le primarie regionali, comunque la cosa non mi ha minimamente sorpresa perchè, come diceva mia nonnna, “chi semina vento raccoglie tempesta”. e adesso mi cacci pure via, anche se SONO E RESTO CONTRARIA A QUALSIASI TIPO DI VIOLENZA. Dare la colpa all’opposizione, qualsiasi opposizione, dell’ imbarbarimento del Paese Italia è troppo comodo e riduttivo. MAI negli ultimi 50 anni si era arrivati ad un clima di deregulation tale, e dire che la colpa è di tutti fuorchè degli appartenenti al PDL è una bugia madornale che nessun attentato può sminuire. I toni in politica, hanno cominciato a raggiungere decibel assordanti da quando il popolo elettore è stato consiederato “bue”, la Magistratura “rossa” quindi eversiva, il Presidente della Repubblica “comunista” (e Putin allora cos’è???), gli evasori fiscali sono stati “condonati e amnistiati” (perchè una sanzione del 5% non può essere considerata una ragionevole tassa sul reddito, a fronte del 40/50% che versano i lavoratori dipendenti…),e si è cercato a più riprese di far passare leggi ad personam , le Noemi e le D’Addario hanno preso il posto del problema dei disoccupati e via discorrendo. Non mi sento eversiva nel dire questo, nè tantomeno sto cercando di giustificare il gesto violento di un uomo esasperato, prima che folle. sto solo cercando di dire che in politica “SI E’ PASSATO IL LIMITE” in troppe cose e circostanze e che quindi questo segnale violento deve prima di tutto far riflettere i politici sul fatto che la gente comune, e non pazza, non ne PUO’ PIU’ di assistere impotente al teatrino della politica che pensa prima di tutto ai c.i di Berlusconi e al popolo solo quando c’è da trovare nuove fonti d’introiti. Tutti indignati perchè Berlusconi è stato aggredito, e i lavoratori? Nessuno s’ indigna perchè le voci della legge finanziaria sono coperte con il TFR dell’ INPS? CON QUALI GARANZIE??? assistiamo allo sfacelo dello Stato e colui che ci rappresenta non trova di meglio che dirci quotidianamente che tutto va bene…sì, va così bene che milioni di Italiani lo vorrebbero morto…e, al momento, gongolano perchè qualcuno l’ha ferito! sapete cosa ho pensato io nel momento che l’ho saputo? ho pensato:” Ecco, ora lo sa che non tutti gli italiani sono con lui!”. sono barbara? può darsi, ma non me ne dolgo perchè, come dice Giagina, altri con molte più responsabilità di me, mi hanno abruttita e resa insensibile a questo tipo di eventi.
GUZZ – CARA FRANCA, grazie del monologo appena un metro e mezzo sopra le righe. Come dire? Da sé se la suona e da sé se la canta.
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15 dicembre 2009 alle 13:54
….ho dimenticato un’altro proverbio esplicativo…”CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE’ STESSO”!…
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15 dicembre 2009 alle 16:13
il problema è che ne piangeremo tutti
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15 dicembre 2009 alle 13:57
…il buon Corrado ha tratteggiato un bel acquerello del nostro ottimo ospite …
…contiguità, complicità, sana concorrenza, sottili pungoli sarcastici
…e poi il gran finale
“…da Harward a Catttanzzaro … ” …strepitoso
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15 dicembre 2009 alle 15:27
E’ passato un solo giorno e dopo i taralli ed il vino,si ricomincia come prima.I fatti sono sotto gli occhi di tutti,vediamo chi ha ragione e chi torto,parlo della finanziaria,della fiducia,dell’uscita del Pdl dal Parlamento quando parla Di Pietro.Ma de che cazzo stamo a parlà.Ma vadano tutti affanculo,tutti.
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15 dicembre 2009 alle 15:40
Per stemperare un po’:
Stando a quanto dicono gli esperti in materia, ridere o gioire su ciò che è accaduto ieri sera al berlusca è sindrome da malato psicologico.
Supponiamo di essere per un attimo d’accordo con loro, ma come si fa secondo voi a rimanere seri di fronte a perle di questo tipo?
· Il sangue dei tinti
· Milano, Berlusconi ferito da un oggetto lanciato ad personam.
· Berlusconi colpito al volto da un souvenir del Duomo. Subito annullato il comizio di Matera.
· Il premier dovrà sottoporsi a un intervento per rimuovere dal volto la scritta “onaliM id odrociR”.
· L’Economist: “Berlusconi inadatto a sanguinare”.
· È polemica sui social network: nessuno aveva notato il crescente numero di iscritti al gruppo Facebook “Feriamo lievemente al labbro Berlusconi”.
· Su Facebook già nati numerosi gruppi che simpatizzano per lo squilibrato. Fra i più quotati “Rimettiti presto Silvio”.
· Immediata la risposta del Pdl: Gasparri lancia una statuetta di Silvio contro il Duomo.
· In un certo senso, Berlusconi ha accontentato quanti gli chiedevano un faccia a faccia con la Chiesa.
· Per non alimentare il clima di violenza, da oggi Berlusconi avrà sempre ragione.
Ing. Matteo Mitrano
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15 dicembre 2009 alle 19:25
queste perle fanno sorridere un po’; ma ieri si facebook si leggevano cose del tipo:
- dai Silvio che ora arriva il topolino (foto di Berlusconi col dente rotto)
- grazie Babbo Natale, sei arrivato in anticipo
- ma se facevo un comizio a Roma che facevano, mi tiravano il Colosseo?
queste non fanno ridere… sono grottesche
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15 dicembre 2009 alle 16:34
Del sesso degli angeli.
Io ho sempre pensato che fossero maschi: nome maschile, attività maschili (guerra, vendetta, sterminio…) e poi sono custodi e messaggeri, lavori tipicamente maschili. Gabriele, Lucifero, Michele e tutti gli altri hanno il pisello, è ragionevole.
Ora mi domando quanto sia difficile per un uomo di sinistra, moderno e progressista, nonviolento ed aperto al civile dibattito politico giustificare l’aggressione a Berlusconi. Ho sentito:
- Al diavolo, se lo meritava!
- Chi la fa l’aspetti.
- Chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
- E tutto il male che lui ha fatto all’Italia? Pan per focaccia!
- E’ stata legittima difesa nei confronti di uno stato piduista e fascista.
Ho ridotto all’essenziale le argomentazioni, ma sono queste. Mi chiedo come un uomo progressista e votato ad una civiltà sociale e solidale possa riconoscersi in queste affermazioni così distanti dai suoi ideali.
Ah già, è Berlusconi. Forse gli angeli sono femmine.
Vedo gli schieramenti pronti al combattimento, si uscirà da questa vicenda ancora più incazzati di prima e qualcuno farà un altro sbaglio, poi la situazione degenererà.
Forse è il caso di discutere su come evitare questo scenario, un passo in dietro da tutte e due le parti è necessario.
Questo vuol dire che il PDL deve gettare acqua sul fuoco, i giornali e le televisioni di centrodestra devono ammettere che hanno commesso errori sesquipedali e non esiste nessun complotto o strategia dell’odio.
Repubblica ed il PD devono condannare totalmente l’accaduto senza tirare in ballo il clima politico, che sembra tanto una parziale giustificazione. Rosi Bindi dovrebbe scusarsi, sarebbe un gesto responsabile.
Su Di Pietro non ho più parole, sono sparite tutte ed hanno lasciato il posto alla pena. Non si rende conto di cosa dice, l’ossessione B lo ha reso folle.
Sono momenti grigi, in Italia gli imbecilli non ci mancano certo, faccio solo due più due.
E’ arrivato il momento di ricordarci che siamo un popolo prima che dei tifosi.
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15 dicembre 2009 alle 17:33
Sabina Guzzanti sul suo blog:
«Il premier aggredito? Mai più»
«Ho provato anche stima per la sua fierezza»
ROMA – «Sì mi ha fatto moltissima pena vedere Berlusconi ferito. Ho visto il volto insanguinato. Ho visto un vecchio ferito. Quando è uscito per vedere in faccia il suo aggressore ho provato anche stima per la fierezza e ho visto anche un politico, credo per la prima volta». Lo scrive Sabina Guzzanti sul suo blog,
PENA NON RICAMBIATA – L’attrice spiega di essere rimasta sconvolta «da quelle immagini e ho provato pena anche se quest’uomo è quello che ci avvelena la vita da vent’anni, anche se ha distrutto il mio paese provo pena nonostante tutto perché sono umana». Si tratta però, puntualizza, di «quella stessa pena che Berlusconi non ha provato per le centinaia di persone pestate a sangue a Genova, per le violenze che subiscono immigrati, carcerati, i manifestanti di Chiaiano manganellati». Purtroppo, aggiunge Guzzanti, «dico che la pena, la solidarietà umana che io e credo molti di voi abbiamo provato non è corrisposta. Ho detto che noi abbiamo repulsione per la violenza anche nei confronti di un uomo che la pratica che è il mandante di tanti gesti di violenza. Non ci sono dubbi per me. Non avrei voluto che accadesse, non voglio che si ripeta».
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15 dicembre 2009 alle 18:18
Mi spiace, ma anche una Sabina Guzzanti più ben intenzionata del solito non riesce a non ricadere sempre sugli stessi solchi.
Per lei il Presidente del Consiglio non è poco capace, non è fautore di politiche sbagliate, di ricette inefficaci, non è espressione di un modello culturale e di progresso che lei ha tutto il diritto di avversare e anche di demolire. Il fatto è che è spietato: non prova pietà, non prova pena.
Mi domando cosa pensi Sabina Guzzanti del trattamento che la Spagna di Zapatero riserva ai clandestini che arrivano dal mare, o che la civilissima Danimarca sta mettendo in atto in questi giorni per bloccare sul nascere ogni possibile disordine al vertice di Copenhagen. Chi sono i mandanti di quegli “atti violenti”?
Questo è il significato di quella parola apparentemente vuota: demonizzazione.
Sentire vaccate sesquipedali come “la Gelmini vuole distruggere la scuola perché il popolo ignorante è più facile da controllare” oppure “questo provvedimento è a favore della mafia, degli stupratori, degli assassini, degli evasori fiscali…”
L’attribuzione al nemico politico di scopi infami, malvagi, di una morale rovesciata ha trasformato il dibattito politico in un letamaio, con tutto il suo bel vocabolario a corredo: verme, servo, buffone e via dicendo.
Alle ultime elezioni abbiamo visto Giuliano Ferrara e il suo micro-comizio scacciato dal palco di Bologna da una folla che gli ha materialmente impedito di parlare, in campagna elettorale. Io quel giorno ho provato schifo, e oggi lo considero un’anticipazione di altri eventi gravi (gazzarra contro Bondi alla commemorazione della strage di Bologna, disordini in Piazza Fontana, gruppi organizzati che regolarmente tentano di impedire lo svolgimento di manifestazioni e assemblee organizzate secondo tutte le regole).
Sabina Guzzanti in quei giorni scriveva:
Leggendola oggi – ma anche ieri – le contesto un doppiopesismo e una miopia preoccupanti per un esponente del mondo della cultura.
Quello che si può apprezzare oggi in lei è l’assenza di astio, anche l’umanità (che però dovrebbe essere la norma) e l’onesta lettura dell’episodio di Piazza Duomo. Ma il suo esempio in passato è stato deleterio.
Ho lasciato questo commento anche sul blog di Sabina Guzzanti.
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15 dicembre 2009 alle 19:18
“Mi domando cosa pensi Sabina Guzzanti del trattamento che la Spagna di Zapatero riserva ai clandestini che arrivano dal mare, o che la civilissima Danimarca sta mettendo in atto in questi giorni per bloccare sul nascere ogni possibile disordine al vertice di Copenhagen. Chi sono i mandanti di quegli “atti violenti”?”
Buson, Buson, usi una tecnica vecchia.
Spostare l’attenzione.
Ora, mi puoi spiegare il collegamento di queste due domande al post di Sabina?
Forse volevi fare il retorico?
Spiegami, sono proprio curioso.
O forse non hai capito il senso del post della Guzzanti?Apprezzare un governo( quello di Zapatero) significa per caso condividere tutte le scelte che quel governo decide?
Spiegami, spiegami, perché non riesco a trovare una logica in quelle tue domande?
“Sentire vaccate sesquipedali come “la Gelmini vuole distruggere la scuola perché il popolo ignorante è più facile da controllare” oppure “questo provvedimento è a favore della mafia, degli stupratori, degli assassini, degli evasori fiscali…””
Ah, per te sono “vaccate sesquipedali”?
Mi fa piacere il TUO parere.
Ora, gentilmente, vogliamo andare ad analizzare in maniera seria la cosiddetta “riforma” Gelmini?
Se vuoi ti faccio parlare con tante persone interessanti che sono dentro la scuola pubblica. Che ne dici?
Vogliamo parlare dello scudo fiscale, delle nuove norme sui beni confiscati alla mafia, del processo “breve”, della futura legge sulle intercettazioni?
Poi dopo vediamo se basta chiamare “vaccata” una cosa per trasformarcela.
Quello che fai, anche con gli altri esempi(piazza fontana, ferrara) è decontestualizzare il tutto.
Troppo facile, troppo da bar sport.
Inutile fare le verginelle che scendono dal colle dell’amore( “l’amore vince su tutto” cit) come se la società italiana non fosse da anni rintuzzata di una tale quantità di cacca intellettuale e di pensiero.
Vogliamo rileggere le parole-sassi di Ferrara contro le ragazze che hanno fatto la difficile scelta dell’aborto?
Credi che la violenza sia solo nel gesto, caro Buson?
Credi che il linguaggio, le parole, se usate in un certo modo, non siano altrettanto violente( Feltri è un campione in questo)?
Tu che scendi dal callo dell’amore, Buson, te la ricordi questa frase di Berlusconi, all’epoca leader dell’opposizione di governo,
“per tornare al Governo bisognerebbe compiere un regicidio(Prodi era il re)” ?
Te le ricordi, Buson? O, no?
Questo cos’è se non uno stupido attacco fondato sul nulla e sul semplice odio politico?
Dove gli argomenti?
Dove le idee politiche?
Nulla, appunto.
(Se vuoi ti posso fare un elenco sterminato).
Per caso il prode Buson si è scagliato contro gli atti violenti agli stranieri, causati da una determinata politica che pur di vincere le elezioni è pronta a cavalcare qualsiasi onda di merda?
O contro le accuse infamanti( amici di spatuzza) di feltri ai manifestanti del no B day?
O contro La Russa che augurava la morte ai giudici della corte di Strasburgo?
Dov’eri, Buson? Al colle dell’amore non prende la tv? Non arrivano giornali?
Sarei lieto di leggere un tuo commento di accusa contro queste affermazioni deliranti e violente?
Così,dopo, possiamo parlare di “doppiopesismo”.
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15 dicembre 2009 alle 20:39
Lei, Malombra, ha troppi pregiudizi… mi stupisce sempre la quantità di roba inesistente che riesce a leggere nei miei interventi. E dire che io sono molto lineare.
Ho detto che non mi piace chi in politica usa come punto di partenza l’attribuzioni di scopi infami all’avversario. Si può criticare, anzi ho detto demolire, tutto. Si possono contestare anche le idee di fondo (diversamente non esisterebbe differenze culturali ma solamente tecniche), ma senza arrivare alla rappresentazione di demoni che per fortuna non ci sono.
Sabina Guzzanti lo fa, lo ha sempre fatto e non è isolata. Quindi a me non piace. Oggi voleva essere moderata e pure ci è caduta di nuovo (ma del resto se ne è convinta fa bene a dirlo).
Io non sposto l’attenzione. Non uso tecniche. Vede, lei attribuisce sempre bassezza, l’uso di un gioco sporco e lo fa con la sicumera di chi tratta l’interlocutore come se non valesse un soldo. Le rispondo per semplice educazione.
Io ho citato l’operato del governo spagnolo e danese perché Sabina Guzzanti confonde la violenza (di un singolo, di un gruppo) con la forza necessaria dello stato, che deve mettersi in moto per difendere la legge, il patto, il debole.
Parlare di “mandanti” in casi come questi è inaudito, anche quando le cose non vanno come devono andare (e a maggior ragione in caso contrario).
Suoi appunti come
…sono inconsistenti per non dire illogici. A me non interessa se Sabina Guzzanti approva o disapprova i respingimenti alla Zapatero. Se legge bene capirà che è irrilevante.
La riforma Gelmini, si capisce dal senso generale del messaggio, può essere criticata, smontata pezzo per pezzo e bocciata su tutta la linea. Quello che non va è andare ripetendo che un governo “vuole distruggere la scuola”, come se fosse arrivato l’Impero del Male; usando questo argomento come sintesi, come apriporta per l’eventuale critica, l’eventuale dissenso.
Perché è un modo di comportarsi demenziale; che tra l’altro si rivela spesso essere schermo di critiche povere o strumentali. Se abbiamo delle buone idee vestiamole dell’abito adeguato. Questo vale per il fisco, per le intercettazioni e per tutto.
Gli episodi che ho citato (Ferrara, commemorazioni delle stragi) sono sì pertinenti, perché mostrano sia la delegittimazione dell’avversario politico sia quella delle istituzioni – quando intervengono in veste, appunto, istituzionale. Sono questi gli argomenti su cui verte il mio commento, se lei lo consente.
Il contenuto del comizio di Ferrara non costituisce giustificazione di nulla. Se è violento lo possiamo deprecare come io qui ho deprecato altre manifestazioni violente. Ma non si può e non si deve organizzare una spedizione volta ad impedire il diritto di assemblea in campagna elettorale, assordando la piazza, scatenando sassaiole, impedendo che chiunque possa sentire il candidato.
E se lei lo giustifica solo perché il candidato dice cose che non vanno allora sbaglia. Come sbagliava Sabina Guzzanti.
Lei non si è nemmeno sforzato di capire la coerenza della posizione né la linea del mio intervento, e pure pretende di stare a segnare con la matita rossa e blu cosa è rilevante, cosa no, cosa “sposta l’attenzione”.
A me non interessa mettermi a fare la conta di quando l’ha detto quello, di quando l’ha detto quell’altro… non c’era traccia di roba simile in ciò che ho scritto ed è molto seccante dovere stare qui a replicare sul nulla. Io ho fatto un intervento che riguardava Sabina Guzzanti, le sue esternazioni passate e un particolare aspetto della polemica politica. Non è un temino sull’odio politico.
Io rigetto l’odio a prescindere, e con esso la mancanza di rispetto, di civiltà, di comprensione.
Non essendo un bacchettone so anche che in questioni che attengono la morale, o la visione contrapposta di culture differenti può anche volare qualche parola grossa (e questo distingue una discussione sull’aborto o sull’eutanasia da quella sull’alta velocità ferroviaria).
Non sono della buoncostume, critico solo ciò che finisce per costituire un ostacolo che precede la contrapposizione.
Per il resto non ho cosa replicare al suo intervento, che trovo, a dire la verità, solo un polemico contrappunto al mio precedente.
E mi dispiace constatare che lo fa molto spesso.
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15 dicembre 2009 alle 22:18
Sì Mal,
io vorrei proprio “rileggere le parole-sassi di Ferrara contro le ragazze che hanno fatto la difficile scelta dell’aborto”.
Perché a me fa schifo chi lancia sassi contro le persone, avendo già dato per scontato quanto fanno schifo le sue idee.
15 dicembre 2009 alle 23:43
Allora buona lettura, caro Patton.
Buona ricerca su google.
Prima, però, cerca di capire il senso di quel mio “famoso” post.
16 dicembre 2009 alle 00:07
Pardon,
le loro idee.
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15 dicembre 2009 alle 23:41
Buson:
“Ho detto che non mi piace chi in politica usa come punto di partenza l’attribuzioni di scopi infami all’avversario. Si può criticare, anzi ho detto demolire, tutto. Si possono contestare anche le idee di fondo (diversamente non esisterebbe differenze culturali ma solamente tecniche), ma senza arrivare alla rappresentazione di demoni che per fortuna non ci sono.”
Buson, non farmi il finto tonto.
Sabina non demonizza nessuno.
Ragiona sui fatti e tira le conclusioni.
Se a te queste conclusioni non ti piacciono, non vuol per forza dire che Sabina “demonizzi” l’avversario.
Ripeto parliamo dei fatti e poi vediamo chi, veramente, demonizza.
“Io non sposto l’attenzione. Non uso tecniche. Vede, lei attribuisce sempre bassezza, l’uso di un gioco sporco e lo fa con la sicumera di chi tratta l’interlocutore come se non valesse un soldo.”
Qui Buson, sei tu che travisi le mie parole.
io ho scritto: “Buson, Buson, usi una tecnica vecchia.
Spostare l’attenzione.”
Dimmi dove trovi le parole “gioco sporco”.
“Vecchia” fino a prova contraria ha un suo significato.
O è cambiato questa notte?
“Io ho citato l’operato del governo spagnolo e danese perché Sabina Guzzanti confonde la violenza (di un singolo, di un gruppo) con la forza necessaria dello stato, che deve mettersi in moto per difendere la legge, il patto, il debole.”
Buson, bisogna vedere COME viene utlizzata la “forza” dello Stato.
Sabina non confonde nulla, proprio per questo motivo.
“Quello che non va è andare ripetendo che un governo “vuole distruggere la scuola”, come se fosse arrivato l’Impero del Male”
Buson, ne fai un problema di stile? Di forma? Mettila come ti pare ma la sostanza è quella.
Impero del Male!?
Sabina analizza fatti, li collega, li critica, li spolpa( bene o male). Il “Male” non c’entra nulla.
Riusciamo a elevare il discorso?
Allora cosa dobbiamo dire di Pasolini quando analizzava con il bisturi il potere politico della DC?
Pasolini con le sue profondissime analisi, presentava il “Male”?
Capisci cosa voglio dire?
Ripeto: siamo prigiornieri di parole d’ordine.
Sono quelle i nostri reali avversari
“Il contenuto del comizio di Ferrara non costituisce giustificazione di nulla. Se è violento lo possiamo deprecare come io qui ho deprecato altre manifestazioni violente. Ma non si può e non si deve organizzare una spedizione volta ad impedire il diritto di assemblea in campagna elettorale, assordando la piazza, scatenando sassaiole, impedendo che chiunque possa sentire il candidato.
E se lei lo giustifica solo perché il candidato dice cose che non vanno allora sbaglia. Come sbagliava Sabina Guzzanti.”
Buson, travisi le mie parole per la seconda volta.
Io non giustifico nulla.
Io ho inserito un fatto in un contesto.
Capito il mio discorso?
“Per il resto non ho cosa replicare al suo intervento, che trovo, a dire la verità, solo un polemico contrappunto al mio precedente.
E mi dispiace constatare che lo fa molto spesso.”
Eh, si. Prima non sapevo che fare e ho pensato: ” ora voglio essere polemico. Si,si, scriverò un intervento polemico contro il post di Buson. Perché? Perché non ho nulla da fare”.
Buson, il mio è un discorso che cerca di venir fuori da determinati schemi mentali e concettuali.
Nessuna polemica e non ti dico che noia dover leggere che il mio intento sarebbe stato quello di farti polemica.
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16 dicembre 2009 alle 03:50
Buon sangue non mente!! Devo dire che molte volte i fatti sono molto più semplici di quel che si voglia pensare e credere. E la disamina di padre e figlia che in alcuni grandi casi, Mitrokin e quest’ultimo, converge, SIGNIFICA MOLTO E SPERO FACCIA CAPIRE TANTE COSE A MOLTI.
Ognuno cerca la sua strada, ognuno vuole dire la sua, ognuno vuole essere originali e distinguersi, ognuno scrive purtroppo però, con i propri pregiudizi e queste parole semplicissime e chiare di Sabina Guzzanti CONVERGENTI con quelle di Paolo spero accendano la luce in molte teste.
Il personaggio è chiaro che va attaccato politcamente e non a madonnine in testa, (poi se è matto, non matto, strumentalizzato, non strumentalizzato ecc. ecc. e secondario secondo me) ed è chiaro che Berlusconi, Cucchi (che gli è andata peggio), tutti i carcerati morti dalle percosse, tutti i cittadini non carcerati ma solo fermati come a Genova e pestati, DEVONO AVERE LA SOLIDARIETA’ SENZA SE E SENZA MA DI OGNI CITTADINO NORMALE SENZA PREGIUDIZI, successivamente poi ognuno potrà dire la sua e fare i distinguo ma i distinguo sono lo 0,003% del ragionamento NON L’OTTANTA PER CENTO DELLO STESSO.
Gianluca
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15 dicembre 2009 alle 17:51
Caro Guzzanti,
la responsabilità del clima inquinato della poltica italiana, nel contesto del quale-e non semplicemente “a causa di”-si inserice il gesto di un folle (ma come lui in italia ce ne sono centinaia di migliaia se non qualche milione) é da distribuirsi equamente tra un re disperato che continua a disprezzare le istituzioni democratiche, e una sinistra marcia, giustizialista e forcaiola che sa sia augurerebbe il caos pur di sconfiggere la loro ossessione ( anche se secondo me le ossessioni, in fondo, non si ha alcuna voglia di eliminarle, e gli ultimi governi di sinistra lo dimostrano). Da qui la necessita’ di avre un centro laico liberale e cattolico che finalmente torni a parlare di politica. Avremmo, infatti, bisogno di personalita’ politiche che rappresentino quello che e’ stato Anthony Giddens per la nascita del New Labour britannico. Magari il parallelo non le piacera’, ma io spero che lei Guzzanti possa, insieme ad altri, caricarsi sulle spalle questo ruolo per amor di patria.
Tornando al fattaccio, sono d’accordo con lei, quello che sconcerta e’ il continuo riferimento “all’errore tattico di un folle”. Questi, secondo me, sono incitamenti piu’ o meno subliminali alla violenza estrema, ovvero l’omicidio come strumento politico last resort (mica tanto). La logica é semplice:io condanno la violenza dicendo che va a vantaggio di Berlusconi, poi se un pazzo lo uccide io non c’entro perche’ ho condannato la violenza, e neanche il pazzo c’entra, perche’ in quanto pazzo, non puo’ avere colpa. Il problema e’ che l’Italia é piena di pazzi..
Saluti, Thomas
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15 dicembre 2009 alle 18:19
ma il fatto che a colpire b. sia stato uno psicolabile rimane.
in quanto a violenza, vogliamo parlarne? allora di chi è la RESPONSABILITA’ MORALE delle tantissime aggressioni ai rom. agli stranieri, agli omosessuali? di chi, secondo voi?
nessuna parternità, in questo caso?
ho ascoltato in rassegna stampa di un episodio accaduto a roma, in piazza farnese.
un uomo ha inveito contro una donna ebrea dicendole che per le ci saranno presto i TRENI.
di chi è la parola razzista che spinge il confine un po’ più in là, rispetto al limite della notte?
dell’untà? di repubblica, per caso? di franceschini o di pietro?
chi è il responsabile primo di una personalizzazione della politica che riscuote amore incondizionato ma anche il suo opposto?
e non stava a maroni provvedere alla sicurezza del premier?
nessuna responsabilità, ministro?
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15 dicembre 2009 alle 17:59
Ho letto tutto d’un fiato il post di Star Joe, assolutamente irresistibile , un romanzetto concentrato in poche righe , la storia di una depressione e infelicita’ lancinante.
Il buon Star Joe e’ disperato al pensiero che i suoi genitori disgraziatamente sono stati oggetto di un plagio operato da vari personaggi mediatici genericamente appartenenti al “sinistrume”
Dice infatti Star Joe :
“Lì ho odiato (sic). Lo ammetto. Ho odiato come mai ho fatto nella mia vita. Ho odiato le Giaggine, gli Eruz, i Brabilla e tutto il bestiario fazioso e schierato di questo blog. Hanno tarlato le menti dei miei affetti più cari. Li hanno LOBOTIZZATI, senza che io riuscissi ad impedirlo.”
Commovente e disperante.
Una domandina semplice, semplice…
Pensi un po’ se il ” LOBOTIZZATO ” fosse lei . Ha mai preso in considerazione questa possibilita’ .Ci pensi.
Certo l’immagine delle giaggine , dei brambilla quali rappresentanti di una congrega di appestati e’ indubbiamente suggestiva.
Tra tutti i post che ho letto dopo l’atto di quel disgraziato, il suo e’ sicuramente il piu’ folle , scriteriato , sgangherato che sottende , naturalmente , la solita idea che chi non e’ per Berlusconi DEVE essere per forza “communista”…ma quanto le piacera’ quest’idea propinata giornalmente dalle televisioni.
Mi perdoni , ma sono le persone come lei che dovrebbero far paura …a TUTTI.
Alla persona Berlusconi va tutta la mia partecipazione in quanto sofferente per un atto inconsulto e incivile ; politicamente lo considero una disgrazia per questo Paese e non gli riconosco alcuna facolta salvifica per le sorti dell’Italia ; ma , a differenza di lei , in modo pacato e tranquillo…sono anzi io a dirle che continui a governare secondo quello che ‘ stato il responso della volonta’ popolare. Cosi’ ha deciso il popolo , come viene detto ad ogni pie’ sospinto…e io sono d’accordo ; pare che questa sia la democrazia.
Ma se lo critico faccio parte anch’io di quella manica di appestati di cui lei ha fatto nome e cognome ? Si puo’ ancora essere contrari a Berlusconi ? O siamo “disfattisti” ..per usare un aggettivo che una volta andava di moda.
Dove pensa di andare con idee simili…sono perfettamente simmetriche a quelle di un altro sciagurato… quello che parla sempre di trecentomila fucili pronti a sparare ad un suo cenno …NESSUNO HA BISOGNO DI GENTE COME VOI , nell’interesse di questo nostro Paese.
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Chi le indirizza queste parole non e’ mai stato “communista”…anzi guardi , visto che lei ha fatto riferimento alla sua famiglia, posso dire che la buon’anima di mio padre fu preso a calci in culo dai “communisti” ai bei tempi e pure uno schiaffo per l’esattezza…quindi il figlio tutto puo’ essere che “communista”…ma anti Silvio,si..pacatamente e senza tanti drammi .
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15 dicembre 2009 alle 18:19
bah giá ho cominciato a scrivere due o tre volte, e sinceramente idee nuove rispetto a quelle dei miei “colleghi” commentatori non ne ho: umanamente non si puó non provare dolore di fronte alle immagini di un uomo sanguinante, ferito, sorpreso ed incredulo per quello che gli é appena successo, se poi quest’uomo rappresenta l’italia nel mondo (napolitano, ve lo assicuro, non lo conosce nessuno, almeno oltremanica), la vicenda é ancora piú triste. resta da sottolineare che come sempre, ogni occasione é buona per la nostra integerrima classe politica, di metterla in zuffa, invece di farsi magari un esame di coscienza: é anche colpa mia, vorrei dicessero i vari maroni, bossi, di pietro, bersani e compagnia brisola. e invece sempre il solito schifo, il solito teatro che, almeno dal mio punto di vista, é sempre piú becero a dx che a sx, e potete dirmi quello che volete, a me danno piú fastidio i toni usati dal governo che dall’opposizione, o dai giornali, e io non mi sento rappresentato, vorrei farlo presente, ne da una parte ne dall’altra. c’é chi ha parlato di punto di svolta nella storia, io non lo percepisco cosí, sinceramente, ci sono fatti ben piú concreti che ci stanno indicando che la storia italiana ha preso una deriva estremamente pericolosa..
come in molte altre occasioni (d’addario, noemi, influenza suina, lodo alfano), il pretesto é buono per fare una “kansas city shuffle”: mentre tutti guardano a destra, tu vai a sinistra (o viceversa..). saluti
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15 dicembre 2009 alle 18:32
Kadadia ha ragione…una delle anomalie di questo Paese e’ la politica che sembra vivere sempre meno nei luoghi deputati.
Non credo che in altri Paesi la Politica sia diventata puro “entertainment” come da noi.
Lunedi’ L’infedele ;
Martedi’ Ballaro’ ;
Mercoledi’ Exit ;
Giovedi’ Anno Zero ;
Venerdi’ Niente di Personale;
Nel “trash” pomeridiano poi… altra politica ; poi ancora , last but not least, a sera tardi naturalmente Porta a Porta…appunto la terza Camera.
Gli argomenti sono sempre quelli …li guardo solo cinque minuti.
La Politica entertainment caccera’ tra poco anche Il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi. – il che non sarebbe poi male in fondo – .
Va be’ a chi non piace basta non guardarla ma credo sia un fenomeno negativo.
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15 dicembre 2009 alle 18:40
e comunque sarei stanca. vorrei tornare a parlare di politica noiosa. scuola sanità economia.
cultura, magari.
e invece no. sempre e soltanto b. il b. puttaniere, il b. mafioso, il b. che vuole scudi e corrompe giudici. e quando non ci riesce grida al complotto. il b. che a bruxelles dicono disegnasse mutande da donna. brown non ha riso, altri sì. ma neppure all’estero si tiene e parla dei casi suoi. e fa battute di cui, francamente, mi vergogno.
anche sul palco, prima del fattaccio. ha aperto la camicia per mostrare il petto. altri lo facevano, prima di lui.
a questo penso.
che dissentire sarà assai più difficile.
come se incontrare un matto, in una piazza. non fosse cosa comune.
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15 dicembre 2009 alle 19:02
Credo che Sabina Guzzanti debba essere esorcizzata. Perchè è convinta che Berlusconi sia l’Oscuro Sire che dalla reggia tetra espande il suo dominio del male su tutta Italia. Siamo ai livelli di Di Pietro, le cose sacrosante che dice vengono inghiottite da un vortice di integralismo feroce, la sua è una crociata contro il male!
Confido nell’intelligenza della famiglia Guzzanti e spero che Sabina capisca, mi imbarazzo anche un pò a scrivere queste cose nel blog del papà, però è assolutamente necessario abbassare i toni e dire che si prova pena per Berlusconi, ma non viceversa, è fomentare gli animi. Non serve a niente deplorare poi la violenza, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà giustificato ad attuarla.
Mi rivolgo a tutti quelli che possono comprendere queste parole: il mondo non è cambiato di colpo, non esistono solo intellettuali illuminati abili di penna e di concetto, ci sono ancora un sacco di invasati pronti ad atti estremi!
Pensando a quelle persone è un obbligo essere moderati quando fuori c’è tempesta.
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15 dicembre 2009 alle 19:34
“Credo che Sabina Guzzanti debba essere esorcizzata. Perchè è convinta che Berlusconi sia l’Oscuro Sire che dalla reggia tetra espande il suo dominio del male su tutta Italia. Siamo ai livelli di Di Pietro, le cose sacrosante che dice vengono inghiottite da un vortice di integralismo feroce, la sua è una crociata contro il male!”
Il male?! Quale? Quella “forza oscura, tenebrosa, ecc”?!
Ma Sabina parla di fatti.
Lei, di male?
Boh. Chi mi spiega la logica?
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15 dicembre 2009 alle 20:13
Hai pertfettamente ragione Arthur Leon.
Davide Cembrano
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16 dicembre 2009 alle 00:17
Sabina parla di
“un uomo che in pratica è il mandante di tanti gesti di violenza [...]: le centinaia di persone pestate a sangue a genova (G8), le violenze che subiscono immigrati, carcerati, i manifestanti di Chiaiano manganellati…”
Questi sono i fatti attribuibili “in pratica” a B.
E un uomo così lo lasciate vivere??? Ma allora siete maiali quanto lui!
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16 dicembre 2009 alle 09:57
Che fine provocatore.
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16 dicembre 2009 alle 10:29
Ma certo Lanci,
per non essere provocatori bisogna fare come il Corriere di stamattina: dimenticarsi che Sabina ha detto che B. “è in pratica il mandante” di tutti gli atti di violenza accaduti in Italia sotto il suo governo.
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_15/guzzanti-berlusconi-vecchio-blog_e6c99dd4-e972-11de-ad79-00144f02aabc.shtml
16 dicembre 2009 alle 13:21
Ma no Patton, il presidente del consiglio “vuole bene a tutti”!
E’ impossibile che le scelte governative(politiche) del passato( non tanto passato) abbiano a che fare con i fatti elencati da Sabina!
Figurarsi!
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15 dicembre 2009 alle 19:40
per completezza, questo é esattamente quello di cui sto parlando:
“Sono allo studio misure ma non ho intenzione di dire quali: lo dirò prima al Consiglio dei Ministri, essendo misure delicate, che riguardano terreni delicati come la libertà di espressione sul web e quella di manifestazione, ancorchè in luoghi aperti, pubblici” ha dichiarato oggi Maroni.
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15 dicembre 2009 alle 19:51
Gent.mo Onorevole,
Lei che come ha la doppia cittadinanza e’ forse molto piu’ Italiano di molti che si aggirano qui dentro.
Dico questo perche’ mi ha molto colpito il suo intervento, le sue dichiarazioni e il come si stia muovendo nei confronti del fattaccio e dell’aria putrida che si respira in giro.
Ma, non appena ha dimostrato qui dentro la sua SERIETA’ POLITICA e MATURITA’ UMANA, tanti che la seguivano si sono un po’ tirati indietro. Lo hanno fatto, e questa e’ la mia interpretazione, perche’ seguivano la distorsione delle idee che si erano creati nelle loro teste.
In un certo senso non seguivano piu’ Paolo Guzzanti, bensi “il vomito” di Paolo Guzzanti.
E questa sua scossa degli ultimi giorni ha tramortito molti, tanti, troppi.
E’ per questo che dico che Lei e’ un vero Italiano, a differenza di molta gente qui dentro: Lei sul campo di battaglia le da di santa ragione, senza mezzi termini. Lei azzanna, attacca, spiega e si scusa quando sbaglia. Ma, in fondo, alla fine Lei sa che l’avversario e’ ultimamente degno (per sua natura, non per pregi acquisiti) di un rispetto che va oltre le ragioni di battaglia.
E questo passa da cio’ che ha scritto in questi giorni. E per questo le stringo la mano e l’abbraccio
Grazie per questo suo animo veramente liberale.
Evviva gli Italiani e l’Italia tutta.
Gian Luca Mariottini
PS= …e Buon Natale a Lei ad ai suoi
GUZZ – COMMOSSO. Veramente. Grazie.
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16 dicembre 2009 alle 00:24
Chi sono sti tanti che seguivano il vomito di Guzzanti?Guzzanti io sono venuto quì per te non per il tuo vomito,sono venuto quì per il tuo coraggio e perchè avevi sfanculatoi Berlusconi per il tradimento della tua amicizia a favore di colui che aveva in un modo o in un atro eliminato dei tuoi amici e perchè aveva tradito i tuoi ideali di Cambiamento;tutte cose in cui mi riconosco e per cui ti ho ammirato anche perchè,come detto varie hai sofferto molto per questo.E’ cambiato qualcosa?
Paolo non mi sono piaciuti i discorsi di Cicchitto e di Maroni,vorrei sapere subito da te cosa ne pensi,perchè mi pare che siano discorsi di una gravità inaudita.
GUZZ – L’HO DETTO IERI SERA alla Zanzara: sono stati orrendi, l’equivalente dell’immondezzaio della violenza plaudente Tartaglia. Grazie, Alberto.
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16 dicembre 2009 alle 08:34
Paolo grazie davvero,sono in sintonia completa.
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15 dicembre 2009 alle 19:51
Fini: “La decisione di porre la fiducia
sulla legge Finanziaria è legittima”, ma “deprecabile perché di fatto impedisce all’Aula di esaminare gli emendamenti”.
Bondi: “La decisione e la valutazione espressa” da Fini “sono destinate a non aiutare l’apertura di un clima politico nuovo di cui l’Italia ha bisogno, anzi rischiano di rinfocolare immediatamente le polemiche”.
Ed il gioco di prestigio è fatto.
Chi propone argomenti politici discordanti dalla linea di governo fa “polemica” e “fomenta l’odio”.
Ripeto( per Patton): gioco di potere de linguaggio.
Capito, ora, Patton?
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15 dicembre 2009 alle 20:02
Caro Malombra, provo a spiegarle la logica.
Quando Sabina parla di fatti, come lei dice, alcuni di questi rientrano nel novero delle cose sacrosante di cui parlavo, un fatto è un fatto, per essere accettato deve essere dimostrabile.
Quando invece se ne esce con delle frasi tipo: “…anche se quest’uomo è quello che ci avvelena la vita da vent’anni, anche se ha distrutto il mio paese…” il mio concetto di fatto decade, queste sono opinioni.
Opinioni magari anche vere, ma devono essere incontrovertibilmente dimostrate per assurgere al titolo di “fatto”. Da qui la metafora di Berlusconi Oscuro Sire, Sauron di Mordor per intenderci, il male incarnato.
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15 dicembre 2009 alle 20:16
Grazie Leone, per la spiegazione.
Non concordo, però.
Dietro quelle frasi di Sabina ci sono fatti.
Il male non c’entra nulla.
Assolutizzare è semplificare la questione che porta Sabina.
Semplificare è proprio quello che si vuole.
Perché la semplificazione favorisce la confusione di questo sterile “scontro-battibecco” politico.
Scrivendo “il male” rientra in quel meccanismo linguistico che da anni favorisce la mediocrità di questa politica( e non a caso SB ne esce sempre vincente).
Cordiali saluti
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16 dicembre 2009 alle 03:59
Sono d’accordo con te Andrea. Se Sabina Guzzanti dice che lo stesso non sembra molto colpito da tutte le schifezze che sono capitate nel suo governo e molte fatte anche da lui E’ UN FATTO. Poi se vogliamo pensarla come Pinco che dice è giusto rispondere a violenza verbale con altra violenza verbale NON SE NE ESCE PIU’, di solito si dice chi ha più testa la usi, MA NON MI SEMBRA QUESTO ACCADA, e chi se non il premier di un paese dovrebbe usare più testa?
La Bindi che sinceramente conosco poco, quando la vedo nutro per lei totali sentimenti negativi, ma sentire Berlusconi che gli fa una battutina assurda MI INFASTIDISCE, non certo perchè amo la Bindi ma perchè penso che un primo ministro anche ravvisasse della violenza verbale dalla Bindi DOVREBBE ESSERE IL PRIMO A SDRAMMATIOZZARE.
Di esempi come questi ne potrei fare a centinaia. Quindi ognuno può pensarla come Pinco e chiedere al premier una risposta forte, me per me ad attacco sbagliato non deve seguire contrattacco sbagliato sopratutto visto il ruolo dei contendenti. SI HA IL DOVERE DI UTILIZZARE TONI MORBIDI.
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15 dicembre 2009 alle 20:39
Vabbè ma non le sembra di spaccare il capello in quattro adesso? Bisogna pesare ogni sillaba? Un’opinione non può essere espressa se in associazione a un fatto? Cosa sta cercando di dire?
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15 dicembre 2009 alle 21:42
Niente, spiegavo a Malombra la proporzione: Berlusconi sta al Male così come Sabina Guzzanti sta all’integralismo feroce, se una cosa è vera, è vera anche l’altra perchè entrambe indimostrabili singolarmente.
Ma in realtà sono cazzate, pardon, quello che mi premeva dire l’ho detto qualche post più in sù, ovvero che siccome sono un provincialotto cresciuto in montagna, mi hanno insegnato che quando c’è un incendio si usa l’acqua, non la benzina.
Poi letta l’ultima risposta di Malombra inizio a temere che egli non abbia molta familiarità con le figure retoriche e me ne scuso, quindi semplifico:
Sto cercando di dire che la cosa da fare è prepararsi al peggio, ma sperando che questo non accada. L’unico modo, forse ormai tardivo, è fare un bel passo indietro da parte di entrambi gli schieramenti, perchè Kadadia, lei non ci crederà, ma c’è gente oggi in Italia che aspetta solo che gli animi s’infervorino un pò di più per avere la scusa per ammazzare qualcuno o far esplodere una bomba. Questa è la mia opinione. Dimostrabile solo con la ripetizione della storia.
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15 dicembre 2009 alle 23:09
Figure retoriche?
Leone, non ha capito. Le sue figure retoriche sono i nuovi padroni del linguaggio.
Mi sono spiegato meglio?
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16 dicembre 2009 alle 08:09
A dire il vero non molto. Prima chiede di spiegarle il perchè della mia allusione al male esulandola dal contesto, poi mi risponde che la semplificazione è male poichè usando il male io semplifico e Berlusconi vince le elezioni, quindi se la prende con le povere figure retoriche, padrone del linguaggio.
Ma tutto questo come c’entra?
Non importa Malombra, passiamo oltre, questa discussione è veramente sterile quindi mi taccio.
16 dicembre 2009 alle 10:51
eh no.
Io le ho semplicemente scritto che le parole( figure retoriche) che utilizza sono colllegati a precisi schemi di linguaggio, imperanti nel quotidiano dibattitino partitico-giornalistico.
Se Lei utilizza quelle parole( perché non è un caso che le faccia sue) rientra in quel clima di semplificazione che il potere attuale pretende per rafforzarsi.
Saluti
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15 dicembre 2009 alle 20:37
Vi linko un OT per cambiare un pò tema perchè non se ne può più!
http://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_di_Tartaglia
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15 dicembre 2009 alle 23:38
Metodo per calcolare i coefficienti di una potenza di binomio. Raffinato più tardida Newton con quello che viene chiamato “binomio di Newton”… una delle formule più belle dell’algebra. Tartaglia era soprannominato così perché leggermente balbuziente. Mi sembra decisamente OT but it’s nice
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15 dicembre 2009 alle 20:55
Premetto che non sono un elettore berlusconiano. Anzi, sono di sinistra e dunque non mi riconosco affatto nel centrodestra.
Ciò per essere il piú possibile onesto intellettualmente.
Vorrei, se è possibile, fare un paio di osservazioni.
Una è che la violenza, qualche sia la sua forma, non è tollerabile. Non è tollerabile in alcun modo che si lancino oggetti in faccia alle persone, con le conseguenze che tutti abbiamo visto.
In pari tempo non è pero tollerabile che il Presidente del Consiglio consideri tutto ciò che è critica nei suoi riguardi come calunnia e menzogna (come ha detto domenica scorsa prima di essere colpito). Capisco perfettamente che egli si senta sotto assedio sotto vari profili (in particolare sul piano giudiziario), ma le posizioni degli avversari, specie se si ricopre una cosí rilevante carica istituzionale, non possono essere costantemente ricostruite in questa chiave. Naturalmente mi riferisco alle posizioni politiche, non certo alle dichiarazioni di mafiosi vari.
Chi ama e chi odia. Chi dice il vero e che dice il falso. L’amico e il nemico.
Personalmente, trovo che queste coppie antinomiche esprimano profonde verità. Ma non esauriscono affatto tutto il reale.
Il Presidente del Consiglio non può, nella sua qualità istituzionale, fare queste caricature delle posizioni avversarie, che ci sono e vanno comunque rispettate, indipendentemente poi dal fatto che la classe dirigente della sinistra sia formata da parolai inconcludenti (e su questo Berlusconi, di fondo, ha ragione).
Delegittimare le posizioni altrui qualificandole così porta direttamente a un innalzamento della tensione, perché chi sostiene posizioni diverse non può restare tranquillo sentendosi minato nella sua credibilità e dunque posto brutalmente al di fuori del circuito della discussione pubblica.
Un’ultima considerazione. A mio avviso, questo clima rimonta a un errore politico fatto anni fa. Cioè passare dal proporzionale al maggioritario. Purtroppo, noi non siamo la Gran Bretagna con la sua cultura istituzionale. Siamo un paese diviso, frammentato, iper decentrato. La formazione di due blocchi alternativi, diciamo cosí, fa sembrare alla controparte che si vada verso forme di annientamento della libertà di chi è all’opposizione. E’ successo col centrosinistra al governo ed era un’idiozia. Sta succedendo di nuovo ora e probabilmente si tratta di un’ altra idiozia.
In Gran Bretagna non è cosí. Chi vince governa, chi perde sta all’opposizione e non grida alla dittatura. Da noi, non può essere cosí, perché diversa è la nostra storia, la nostra cultura, piú fresche sono talune divisioni. Oggi piú che mai, mi pare, abbiamo bisogno di un collante. Forse un ritorno al proporzionale (coi dovuti correttivi per garantire maggior stabilità ai governi) potrà aiutare a rendere il clima piú tranquillo e piú costruttivo. So bene che non si tratta della soluzione, ma può essere un mezzo.
Cari saluti,
Igor
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15 dicembre 2009 alle 21:31
Si dice che Massimo Tartaglia fosse in cura da 10 anni, questo fa pensare… che sia guarito?
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