Il vostro cronista e deputato, analista e pre-veggente, vi spiega in poche parole quel che sta succedendo dietro la facciata dei fatti che sono sui giornali.
In breve, la vedo così dopo avere a lungo letto, ascoltato, analizzato e interpretato. Berlusconi si trova di fronte a un’offerta cui è veramente difficile dire di no, ma alla quale non ha ancora detto di sì. L’offerta è questa: noi ti diamo l’immunità, noi ti salviamo dai processi (almeno finché governi) e impediamo ai cattivi giudici, che spesso esagerano, di spaventarti. Dunque, tranquillo. Tu in cambio (e questo è il punto) rinunci alla TUA agenda di governo, specialmente per quanto riguarda le riforme istituzionali, e accetti la NOSTRA agenda. In altre parole, tu Silvio, dal momento che sei salvo diventi nostro ostaggio: cavalcheremo proteggendoti ai tuoi fianchi, davanti e di dietro, sarai protetto, ma la strada la stabiliremo noi.
Noi chi? Noi il comitato di salute pubblica che si è formato, zitto zitto: il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, Pier Casini, con invito esteso a Bersani e al Pd. Cominciò Casini: mica possiamo bloccare il governo o fare una legge che ammazzi i processi. Diciamo che un presidente del Consiglio, finché è in carica, non può rispondere come un cittadino qualsiasi alle chiamate dei magistrati. I processi li subirà quando cesserà l’incarico. Oppure costituzionalizzazione del Lodo Alfano, con partecipazione della sinistra che quindi parteciperebbe anche agli utili: di fatto, un ruolo di governo.
Ciò SB lo sa, recalcitra, è contro i suoi principi: lui non vuole alcun controllo o controllore. Odia la democrazia perché lo sottopone a controlli, compromessi, revisioni. Minaccia le elezioni anticipate, ma sa che sarebbero la sua fine: Napolitano non lascerebbe fare a lui il governo elettorale e imporrebbe un governo istituzionale (Fini) che facesse un’altra legge elettorale, creando una nuova maggioranza con i finiani e forse l’intera sinistra più Casini e cani sciolti. Appena SB lascia Palazzo Chigi, va in tribunale. Dunque non lascia Palazzo Chigi e non vuole elezioni anticipate e grida che durerà tutta la legislatua.
Ma il comitato di salute pubblica l’ha preso prigioniero: se vuoi salvarti da processi e condanne, consegnaci la tua agenda. Da adesso la scriviamo noi. Enrico Letta ha già detto che si può fare, Violante ha mandato al PdL alcune sue idee di riforme e Cicchitto ha deto che se ne può parlare.
Berlusconi ancora resiste, scalcia, recalcitra, ma non ha scelta: o accetta, o lo aspetta la fine di Craxi o di Previti.





















2 dicembre 2009 alle 21:27
Mumble mumble…
… della serie o al centro o circondato gira sempre tutto attorno a lui, compresi tutti i satelliti qualunque sia l’appartenenza ideologica. Insomma letta, casini e bossi (così per nominare tre appartenenti a casacche differenti) dovranno trovare una agenda comune, altrimenti viene meno lo schieramento stile testuggine a difesa del presidente del consiglio in qualche fiancata. Se bossi si dovesse smarcare la maggioranza casca come nel precedente di tanti anni fa, se si dovesse smarcare la sinistra (grandi risate) non ci sarebbero i numeri per una riforma costituzionale per l’immunità parlamentare senza dover passare dal referendum. E’ fantastico.
Saluti
GUZZ – SI’, PURTROPPO c’è sempre quel piccolo accidente rappresentato dal fatto che SB ha stravinto le elezioni politiche e il consenso degli italiani è in stragrande maggioranza per lui.
Che vogliamo fa’? Aboliamo la democrazia sennò vince Berlusconi?
Fantastico.
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2 dicembre 2009 alle 21:56
E’ così da 15 anni.
Tu, SB, hai un enorme consenso di cui però non puoi servirtene, un pò per colpa tua, che sei nato e CRESCIUTO nell’Italiuzza della prima repubblica, e un pò per colpa della prima repubblica stessa, mai morta.
Tu, oh mio peto, come lo definì “speculando” Mirror, come osi ergerti a solido stronzo?
La rivoluzione liberale è rimasta sugli A3, nei disegni dei giovani del ‘94, gli stempiati di oggi, “tutti belli ed eleganti tranne me”.
E nel 2013?
Altro “patto”, altro giro.
Mah.
Qualcosa cambierà: Patton diagnosticherà un problema di prostata a Kalevala (nulla di grave però), Pierin ci parlerà dei “fini” di qualche altro infame, IoTomy lavorerà all’estero in un dipartimento di Termodinamica Applicata.
Ma forse una soddisfazione l’avremo: Eruz finalmente si convincerà che la mortadella, con o senza pistacchi, fa ugualmente schifo!
GUZZ – STIAMO ATTENTI AI MANTRA: negli ultimi 15 anni SB ha governato per sette. Otto la sinistra.
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2 dicembre 2009 alle 22:05
Le ho fatto pensare che vorrei abolire la democrazia? Certo, magari mi piacerebbe una legge elettorale che mi consentisse di scegliere chi votare, è una richiesta troppo democratica? Una scheda in cui scrivere il nome e cognome di chi delegare alla rappresentanza, non una semplice X stile analfebeta.
Poi che governi è giusto, che governi la coalizione che ha vinto, ma l’opposizione dovrebbe essere tale, altrimenti fanno prima a smarcarsi dai loro gruppi e passare al misto, almeno per coerenza. Vabbè opposizione e coerenza, ripasso qualche lemma.
Ri-saluti
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6 dicembre 2009 alle 20:13
Per soleluna. Questa possibilità ci è stata tolta perchè, così dicono alcuni, agevola lo scambio di favori tra elettori e candidati. Secondo altri, semplicemente perchè così la classe politica non sarebbe più in grado di decidere liberamente chi far salire. Ad ogni modo, finchè la legge elettorale resta quella attuale, c’è poco da dire.
Venendo al post, caro Guzz, secondo me Berlusconi non odia la democrazia (come potrebbe? crede di essere la democrazia!) ma soltanto il sistema di controllo dello Stato liberale. Proprio lui che si dichiara liberale… Un bel controsenso, non credi? Come ho scritto altrove, a me Berlusconi ricorda tanto Carl Schmitt: sogna qualcosa di molto prossimo ad una democrazia plebiscitaria, dove lui fa quello che gli gira e il popolo applaude con gaudio. Vuoi dargli torto? Lui ha il consenso popolare, quindi può fare quello che vuole, ci mancherebbe altro…! Ovviamente nella sua testa, l’ipotesi di commettere errori non è contemplata, dunque rifiuta a priori anche eventuali critiche.
Un caro saluto,
Manfredi
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2 dicembre 2009 alle 22:06
Fantastico.
Non ne so davvero nulla, ma se finisce berlusconi cos’altro ci sarebbe dopo. I nomi dei cavalieri che lo corazzano mi sembra di ricordarli dall’epoca prima, quindi? Cheè, si ritorna a prima? Scusa, non è per caso non hai visto e c’è quanto meno uno nuovo peggiore di berlusconi?
È una questione di curve. M.Obr.
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2 dicembre 2009 alle 22:12
Beh,
se è vero questo, e di solito il Senatore ci piglia, beh decisamente sono abbastanza contento.
Contento perchè se questo comitato esiste ci tiene alla larga dalle derive basse della lega,
forse anche dal malvezzo Berlusconiano di stracciarla (come diciamo noi in Veneto).
A conferma di ciò ci sono gli apprezzamenti che un’altro ben informato quale Edward Luttwak,
altro decisamente ben informato, esprimeva nei confronti dell’intervento telefonicom di Fini a Ballarò,
dimostrandosi anche in tale frangente la “lungimiranza” del nostro caro Senatore circa la “benevolenza” con cui gli States guardano a Fini.
L’unica cosa è: ma sta legge elettorale arriva o no, Senatore?
Il Porcellum limita fortemente la nostra libert´di cittadini,
limita davvero la sovranità del popolo voluta dalla Costituzione,
quindi ancora una volta le rivolgo la domanda:
ci sarà una nuova legge elettorale,
e lei per quale sistema elettorale è?
Distinti Saluti,
ardocap
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2 dicembre 2009 alle 22:15
Guzz lei lo sa che lui non è il tipo da restare ostaggio.
Vabbene che i vecchietti do it better, ma insomma oltre a questa legislatura la vedo dura, non sta nemmeno bene è sfatto dal cortisone, l’epatite e gli altri acciacchi insomma lei lo sa.
Come dissi un po di mesi fa, si trascinerà con qualsiasi espediente fino alle regionali e a costo di comprarle ne vince il più possibile. Poi se ne riparla su altre basi. Un’uscita da vincitore.
Oppure non torna dalla vacanza di natale alle bahamas…
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2 dicembre 2009 alle 22:21
Comunque no, perdono ma non può essere. Dovrebbe esserci, facilmente predittivamente parlando, una catastrofe, è sempre stato 10 anni + 10 anni + deflagrazione, inflazione, catastrofe ~~nuef.back. In questo caso non può essere diverso, berlusconi ha un figlio [vero] ma diversi child* appesi e pronti, non c’è un antagonista sufficientemente forte per invalidarlo ed annullarlo. Questo non c’entra nulla con la durata della legislatura, si parla di epoca e di storia, di quanto c’è di computazionale nell’essere sociale della mole della massa che procede, proprio nel totem Cazzo delle cose, infatti lui ha iniziato la 2nda legislatura così, totem.
C’è da farsi il culo, non finisce, questa prospettiva è fantastica sì. Molto obbligato.
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3 dicembre 2009 alle 06:57
Suggestion Diabolique:
Gli amici Sauditi (non dimentichiamo Al-Waleed AZIONISTA di MEDIASET) e Tarek Ben Ammar potrebbero levare certe “sicurezze” e lasciare agire in ITALIA i bravacci di AL QAEDA (la scusa ce l’hanno:partecipano al “surge” AFGHANO)?
Giudidicheresti abbastanza catastrofico ciò?
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2 dicembre 2009 alle 22:25
“nel sistema politico detto repubblica parlamentare il parlamento è l’unica istituzione a detenere la rappresentanza della volontà popolare, in quanto tale elegge in modalità differenti sia il governo che il presidente.”
e dobbiamo sempre e comunque stare alle volontà di SB????
NON CE LA Fò PIù!!!!
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2 dicembre 2009 alle 23:11
la sua analisi ci sta, ma dove é finito quella lobby sponsorizzata piú o meno velatamente dagli states di cui ci parlava qualche tempo addietro? grosso modo i personaggi che ha citato lei sono gli stessi, manca solo confindustria, ma gli obiettivi sono sempre gli stessi, oppure qualcosa é cambiato?
io di mio da molto molto lontano, in veritá, vedo un fini che sta cavalcando l’onda e, ripeto, la vicenda del fuori onda a me sembra tutto meno che casuale..alla fine cmq si giunge sempre alla solita conclusione: il premier é accerchiato ricattabile, e che siano le veline, i mafiosi o i suoi stessi colleghi, la sostanza non cambia.
una domanda per concludere: crede lei, guzzanti, che ne verrá fuori qualcosa di positivo da tutto questo?
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2 dicembre 2009 alle 23:14
GUZZ, ti leggo da un po’ e non condivido quasi mai ciò che scrivi… ma il tuo blog è dannatamente interessante. Complimenti.
Sulla tua analisi.. ribalterei il ragionamento. Cioè l’offerta, anche questa volta, è Berlusconi che l’ha messa sul piatto.
L’ha fatto con la minaccia del processo “breve”, idea improponibile che infatti non piace nemmeno a molti della sua area politica. Improponibile a tal punto da far risultare ragionevole persino la proposta di immunità (eventualmente estesa a tutto il parlamento) che dopo la bocciatura del lodo Alfano sembrava fuori discussione.
Ora vediamo se il parlamento pagherà anche questa volta il pizzo.
Se succederà, la mia impressione è che saranno gli elettori a voltargli le spalle.
GUZZ – IL PARLAMENTO NON C’ENTRA. IL Comitato di Salute pubblica è composto da tre o quattro personalità. Non dal Parlamento. E l’immunità è solo per SB.
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2 dicembre 2009 alle 23:29
Ma se SB lascia e la maggioranza lo sostuisce con un altro esponente politico di tutto rilievo? Fatto questo passo possono portare avanti il programma elettorale del Pdl. No?
Troppo logico per questa politica, Direttore?
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3 dicembre 2009 alle 00:09
Geniale,analisi politicamente geniale;la domanda è come vedi lo sviluppo dell’eventuale cosa?
Attendo tuoi pareri e/o analisi.
A.Barsi
GUZZ . NESSUNO LO SA. NEMMENO i famosi “poteri forti”.
La caduta di Berlusconi oggi non la vuole nessuno, perché nessuno è pronto con questa legge elettorale ad andare a nuove elezioni. Dunque si procede per gradi: primo, incapsulare e paralizzare. Poi, rifare la legge elettorale e riforme non imperiali ma democratiche (anche presidenzialiste).
Poi si consegna SB ai suoi giudici per rispondere di corruzione nel caso Mills ed altro.
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3 dicembre 2009 alle 08:14
Grazie Paolo,spero che vada così,forse è l’unica via possibile per un futuro migliore e democratico.Il tuo parere è chiaro e per me esaustivo,anche sulla bontà del procedimento.
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3 dicembre 2009 alle 12:32
Caro Paolo penso che la caduta di berlusconi non la voglia nessuno sia per le ragioni che hai citato te sia per altre ragioni, collegabili alle amicizie con gli zar russi e bielorussi.
Ora capisco anche meglio questa folgorazione di damasco di berlusconi con amicizia personale con Putin ed ora anche con il Bielorusso. Prima mi ero concentrato solo sulla parte affari personali, come giustamente hai citato te alla zanzara a Cruciani l’eltro giorno, parlando degli interessi di berlusconi sulle fonti energetiche, sappiamo tutti che il ns amichetto è sempre molto interessato al business.
Ma il secondo binario di queste amicizie Rosse, assai strano per chi chiede il voto URLANDO CHE VUOLE CACCIARE I COMUNISTI AL POTERE, è arrivare ai documenti segreti che possano in qualche maniera ricattare tutta la sx nostrana. Chissà, forse anche documenti che lo possano tranquillizzare nei confronti dell’opinione pubblica sull’argomento Mafia con qualche news riservata sulle famose indagini archiviate sui fondi russi e appalti e mafia. Che ne pensi?
Amicizie molto strane sopratutto se si pensa alla recentissima visita in Bielorussia, il ns paese si avvicinarsi ad una nazione che è mesa alla berlina come dittatoriale e dove mancano le principali garanzie che dovrebbe avere uno stato democratico. Nazione con la stessa UE che continua procrastinare provvedimenti di condanna e pratici.
Ho paura che si continuerà a vivere sul filo del rasoio con minacce, ricatti, bombe atomiche disinnescate all’ultimo e schifezze del genere. Dove ci sarà sempre un solo sconfitto IL PAESE ITALIA.
Gianluca
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3 dicembre 2009 alle 00:12
Comandante,
sempre tagliente, as usual. io sento tanto puzza di Britannia, di normalizzazione, di tasse, di rimboccarci le maniche mentre si riempiono le tasche, di governotecnicodelcazzochenonservelanazioneneanchemorto.In fin dei conti, i loro uomini sono ancora tutti lì, belli paciosi nei posti che contano, gli eversori sono morti, l’anomalia SB sul punto di essere neutralizzata. Meno male che si è incartato con le escort, o meglio, l’hanno accompagnato e lui non se ne accorgeva, così ricomincerà la solita spremitura dell’Italia.
Io sarei pronto con i tank, non vedo molte soluzione nell’immediato se vogliamo veramente ripartire. Il resto è solo tempo perso.
Cap. Rolla
GUYZZ – GUIDO, CORPO DI MILLE SPINGARDE, IO non sono mai riuscito ad entrare in quel blog. Mi mandi istruzioni adatte a un deficiente per posta privata? O i pezzi stessi? Gratus.
Alle armi, per ora dell’intelligenza e dell’intellgence.
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3 dicembre 2009 alle 00:27
la realtà è che Berlusconi li sta mettendo tutti in riga perchè alla “rinfusa” non riuscirebbe a prenderli di mira uno per uno. Lei caro on.le Guzzanti ci racconta un filmino già visto e sperimentato. Napolitano mai s’azzarderebbe di sfregiare quella volontà popolare come aveva fatto qualche suo predecessore; volontà popolare che ha affidato e riconfermato a Berlusconi il governo del Paese. Anche il Pd si sta adeguando perchè si sta accorgendo della sua nullità politica, in quanto, nonostante gli insulti e l’odio quotidiano verso il premier, il governo Berlusconi ha messo irrefrenabilmente in motto la strada delle riforme. L’opposizione sta risultando schiacciata e Casini si è scostato leggermente per evitare di essere travolto, ma è anche lui preso di mira. Appena una settimana fa è stata licenziata dal governo la epocale riforma del processo civile ma la gazzarra mediatica sui trans, sulle escort, sulle intemperanze di alcuni pubblici ministeri, che vanno in tivù a chiedere le dimissioni del capo del governo, confidando (unica categoria d’italiani) nell’assoluta immunità, e poi il fuori onda e di pista (sta ancora rotolando, nonostante la parvenza della ritrovata “stabilità”), ne offusca la visibilità. Fini è oramai l’ex numero due del Pdl (in quanto in un solo colpo ha perso irrimediabilmente tutto il suo credito di succedere a Berlusconi) e davanti a ipotetiche primarie, forse lo voterebbero gli stranieri cittadinati italiani. Il presidente Napolitano sta cercando di dare il meglio di se, senza scomodare il ruolo . La società italiana ha ben chiaro il concetto di capo dello stato, di arbitro della Nazione ed allora è sul punto di sbottare; di chiedere al capo dello Stato e non all’uomo Giorgio Napolitano, che i moniti non servono a placare gli animi. Non può continuare con i moniti a tutto l’ordine giudiziario e a tutta la politica (quindi anche a Paolo Guzzanti) di abbassare i toni dello scontro. Mentre chi rappresenta il Popolo non ottiene nessuna tutela, nessuna difesa. Nossignori; un arbitro non fischia moniti su tutta la squadra ma alza il cartellino sulle entrate a gamba tesa. Il Popolo civile pretende che il capo dello stato e presidente del Csm punisca le entrate scorrette di singoli magistrati, senza lanciare moniti contro tutti. E Giorgio Napolitano sente che Berlusconi è sul punto di pretendere l’alzata dei cartellini su singoli magistrati intemperanti, perchè diversamente non si capirebbe neppure a che serve la presidenza e la vice presidenza dell’organo di autogoverno dei giudici, o l’organo stesso. Autogoverno non vuol dire auto tolleranza, tolleranza dell’arbitrio e delle gravissime e, appunto intollerabili invasioni di campo. Il clima è di quelli da “ritirata” apparente ma che precedono grandi eventi; dopo i disastri conseguenti la bocciatura del lodo Alfano da parte dell’alta corte che ha dichiarato Berlusconi semplice cittadino, ma ammettendo la disparità nel farsi processare quando gli pare a lui, cosa impossibile per un medico od un idraulico od anche un coltivatore diretto, Berlusconi è sul punto di scatenare il grande evento; ossia è sul punto di parlare direttamente al Popolo, di guardare direttamente ai suoi occhi e di parlare alle sue orecchie, sapendolo dalla sua parte. Allora si che la frittata prenderebbe forma.
Maralai
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3 dicembre 2009 alle 00:54
Mi sembra realistico, ma non le pare che le forze in gioco abbiano anche origine sovranazionale/diplomatica?? Stare a questo ricatto cambierebbe anche la politica estera di SB?
Grazie ancora per la bella serata alla libreria l’argonauta.
Peppe
GUZZ – CARO PEPPE, GRAZIE A LEI e alla sua bella fidanzata. Fini sembra gradito alle cancellerie occidentali, mentre Berlusconi si rivolge ad Otiente e agli arabi: Putin Lukashenko, Gheddafi, ma anche Chavez…. Tutti i peggiori nemici sono suoi amici.
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3 dicembre 2009 alle 08:39
Paolo perchè non segnali sul blog quando partecipi a degli eventi dove sia ammesso il pubblico o presenti il tuo libro?
Credo che molti di noi sarebbero felici di saperlo e poterti, se in zona, raggiungere e ascoltare dal vivo.
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3 dicembre 2009 alle 12:14
E’ che è timido…già io qua in sottocoperta faccio fatica a fargli togliere il salvagente…però col gilet giallo ripieno di polistirolo non è male…io lo adotterei come divisa in Parlamento…fa sempre comodo saper di restare a galla…(le ho detto Guzz che faccio impertinenza di cognome?)
GUZZ – IO IL SALVAGENTE ce l’ho sempre avuto pieno di sassi.
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3 dicembre 2009 alle 17:18
ma in quali condizioni climatiche? perchè col guano che pare pervadere lo spazio politico , forse meglio se si lascia la zavorra.
Senta così tanto per fare due chiacchiere qui io e lei, ma lei come la vede ’sta Mussolini gate? perchè visto che la rissa è fra la Mussolini e il Giornale….la consideriamo sottomanovra politica o semplice gossip da specchietto per le capre?
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3 dicembre 2009 alle 17:20
ah una cosa tecnica, se lei è online il sistema non mi fa collegare…
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3 dicembre 2009 alle 18:31
Guzz scrive :” IO IL SALVAGENTE ce l’ho sempre avuto pieno di sassi.”
Tanto è vero che sei uscito dal PDL solo perchè non potevi più stare li.
Apertamente, coerentemente, immediatamente, senza aspettare una alternativa per te.
La tua coscienza ha deciso che dovevi uscire.
Per combattere la tua battaglia a viso aperto, dal di fuori.
Fini invece non è uscito, solo perchè non vuole più stare li a queste condizioni, ma alle condizioni sue -al comando e senza SB – eccome se ci starebbe. E dunque, per questo scopo sinistramente rimane, con convinzione.
Nell’attesa, preparando il terreno per sè, cercando di sinistrare SB e Lega, e ricostruendo se stesso ogni giorno di bel nuovo.
Evidentemente, la sua coscienza è una voce molto debole, in un ambiente dall’acustica pessima.
La differenza tra i due è anche qui.
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3 dicembre 2009 alle 00:58
Il Senatore ipotizza :
” L’ offerta è questa : noi ti diamo l’ immunità, noi ti salviamo dai processi ” = ah, quindi hanno il potere di tenere la magistratura. Ma guarda un po’ ‘sti rossi puliti e ‘ sta magistratura indipendente e non politicizzata.
” … rinunci alla TUA agenda di governo, … i processi li subirai quando cesserà l’ incarico ” = praticamente Silvio dovrebbe castrarsi in diretta e farsi crocifiggere in differita.
” Appena S.B. lascia Palazzo Chigi, va in tribunale ” = appunto
” … cavalcheremo proteggendoti ai tuoi fianchi, davanti e di ‘dietro’, sarai protetto, ma la strada la stabiliremo noi ” = per l’ appunto verso il Golgota
( a meno che Berlusconi non creda sul serio che le sentenze saranno dello stesso tenore di sempre : cazzarola c’ eravamo sbagliati, abbiamo preso un accecante abbaglio dopo un doloroso granchio ; il fatto non sussiste ).
” … S.B. recalcitra, è contro i suoi principi : minaccia le elezioni anticipate, ma sa che sarebbero la sua fine ” = mi sa che è l’ unica strada, fino alla fine.
” Il comitato di salute pubblica l’ ha preso prigioniero : se vuoi salvarti da processi e condanne, consegnaci la tua agenda.
Io spero che continui a dettarla, anche perchè non è più manco discutibile nè mascherabile la verità e la realtà del fottuto e fottente regime che ci (ri)aspetterebbe.
E la Lega cosa fa ? Ce lo mette in quel posto anche lei qua al Nord ? Verrà riportata in tribunale per vilipendio all’ unità nazionale ?
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3 dicembre 2009 alle 00:58
Fantapolitica? Politica frizzante al gusto arancia?
Berlusconi reggerà finchè il corpo e la mente lo sorreggono, semplicissimo. Tutto ciò che potrebbe destituirlo prima del tempo è un colpo di stato, non saprei dire quanto opportuno. I motivi li conosciamo bene, ne dico uno dei tanti a caso: Berlusconi è sotto la pelle della maggioranza degli italiani, anche di molti che lo criticano
tout court.
Le sacrosante, ed a volte comandate, operazioni della magistratura a nulla sono servite, perchè non ha commesso il reato oppure perchè l’ha nascosto molto bene, ma a molti sfugge la fredda, sistematica, intelligentissima strategia che Berlusconi ed il suo entourage hanno applicato per mettere in salvo Lui e la sua ricchezza.
Napolitano ha fatto quell’uscita ed ha messo a posto i magistrati nemici dello Stato berlusconico perchè ha ricevuto in segreto delle garanzie dal governo. Casini è un alleato occulto, Fini sta preparandosi la strada all’elezione al soglio pidiellino post Silvio, non può farlo da ruffiano del capo, deve distinguersi per contrasto.
La Lega Nord è quella che sta perdendoci più di tutti, le sue sparate populiste sono sempre più assurde e scavano sempre più in profondità nei biechi istinti propri di ogni uomo. Non è una cosa che può premiare nel lungo periodo, certe cose stanno a fondo perchè lì devono stare.
Del PD non dico, è sconsolatamente inutile, mentre IDV avrà sempre più consenso, il suo futuro dipende dal tipo di persone che stanno dietro Di Pietro e che dovranno proporsi.
Concludendo, i “protettori” del boss potranno avanzare qualche richiesta che sarà inserita nell’agenda di governo, ma la parte del leone la farà sempre Lui.
Guzzanti scrive: -Che vogliamo fa’? Aboliamo la democrazia sennò vince Berlusconi?-
Onorevole, la mission è quella di dare Libertà ad un paese, giusto? Come Lei afferma, se ho capito, dovremo farlo sopportando i rigidi paletti che impone la democrazia, sennò si torna ad essere sudditi, o peggio, compagni. (il riferimento è all’attuale Russia di Putin, non alla Storia antica)
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3 dicembre 2009 alle 01:00
Mah … la butto lì. Nessuno ha forze sufficienti per distruggere l’avversario (altrimenti l’avrebbe fatto). Ora dobbiamo capire se si troveranno a un tavolo e riusciranno a trovare un compromesso che accontenti Bossi, Fini, Casini e Berlusconi o se parleranno le armi. In caso di guerra penso a una caduta del governo da un lato (la posizione diventerebbe indifendibile), a regionali combattute senza pietà e a elezioni entro il 2011 dall’altro.
Noto che Feltri conferma un’ indagine a Firenze per mafia, e che sono partiti alcuni bombardamenti mirati in questi giorni.
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3 dicembre 2009 alle 02:25
Ancora il brigadiere D’Avanzo.
http://segugio.splinder.com/post/21805583/SPATUZZA%2C+CIANCIMINO+JR.+%3A+ECC
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3 dicembre 2009 alle 03:35
vera o non vera la sua analisi conferma una mia percezione. Stiamo passando un periodo che da scenziato definirei “buco nero storico”. Stiamo di fronte ad un intero paese che rotea intorno alla sorte di un uomo storicamente parlando mediocre: un imprenditore di sucesso etc etc. Tutto rotea intorno a lui destra sinistra centro: líntero sistema politico. Il mondo sta vivendo un periodo di profondo cambiamento di riforma di scontro. Conflitti si stanno combattendo sia militarmente che economicamente (vedi la vicenda opel) le gerarchie internazionali stanno evolvendo e cambiando, un nuovo ordine si intravede nel prossimo futuro. Di fronte a tutto questo la quasi totalita´dell’energia del mio paese si focalizza su SB: come distruggerlo, come proteggerlo, come farlo governare. Quanto spazio dedicheranno i libri di storia a questi 20-30 che stiamo vivendo? due righe? giusto per dire che niente di umanamente rivelante e’ successo.
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3 dicembre 2009 alle 08:21
Sarà storicamente mediocre, ma rispetto ai suoi principali avversari politici ha almeno una marcia in più. Forse è questo il nostro problema.
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3 dicembre 2009 alle 12:54
Caro Virgilio scrive cosa interessante quando cita:
“Stiamo di fronte ad un intero paese che rotea intorno alla sorte di un uomo storicamente parlando mediocre: un imprenditore di sucesso etc etc. Tutto rotea intorno a lui destra sinistra centro: líntero sistema politico.”
Questa è un FATTO ASSODATO d’accordissimo certo si può discutere sul mediocre c’è chi non lo pensa e chi si ma per il resto sono fatti accertati.
Ma ancora una volta capisco che Brlusconi non c’entra nulla che i ns problemi sono altri anzi forse Berlusocni è stato anche utile per farci capire drammaticamente alcune cose.
Ritengo e lo dico per l’ennesima volta che la discesa di berlusconi ci ha fatto capire una cosa che la politica IN UN PAESE COME L’ITALIA non può essere governata da chi ha una forte ascendenza economica, e con Berlusconi E’ CAPITATO PER LA PRIMA VOLTA. Non siamo un paese con solide mura maestre e non ci possiamo permettere una cosa del genere, siamo un paese dove tutto e CLIENTELIZZATO, siamo in un paese dove NON ESISTE MERITOCRAZIA e molte caselle sono riempite dalla politica, da chi dirige gli ospedali a chi ha in mano la cultura, per non parlare della giustizia, e con una politica al servizio del potere economico LA FRITTATA E’ FATTA ….. ecco L’ITALIA.
Ma con ancor più forza e voce vorrei URLARE che questi anni di berlusconi ci HANNO FATTO CAPIRE ASSOLUTAMENTE CHE LA POLITICA SI DEVE RIPRENDERE IL POTERE CHE IN REALTA’ OGGI PER LE SX ED IN PRECEDENZA PER TUTTI I PARTITI ERA CONDIZIONATA ECCESSIVAMENTE DAL POTERE ECONOMICO.
L’Italia deve estirpare questo vizio atavico dove il potere economico controlla TUTTO, attenzione il potere economico in qualsiasi paese influenza la politica ma in Italia NON L’INFLEUNZA, DETTA L’AGENDA.
Potere economico che per la forza che hanno le criminalità organizzate nel sud e praticamente un tutt’uno con le stesse, quando perchè condizionato, quando perchè complice, quando perchè sotto ricatto LA SITUAZIONE E’ PURTROPPO QUESTA.
Come uscire da quet’empasse? RIVOLUZIONE ITALIANA!!!!
Ricambio totale di tutta la classe politica cosa che doveva accadere 15 anni fa E CI HANNO FATTO CREDERE ACCADESSE. Siamo andati a finire peggio con una prate del potere economico (quella meno potente) che è scesa in prima persona in politica. Il ricambio è necessario ci vuole un azzeramento, penso che i personaggi che contano di oggi sono tutti ricattabili e pieni di scheletri nell’armadio, lo so è complicato MA BISOGNA RIPARTIRE DA ZERO.
Primarie obbligatorie per legge Paolo, sbrigati a finire questo libro su Berlusconi perche come dici sempre te i FATTI FANNO L’AGENDA, ed ora i fatti dicono che questa proposta di legge “SULLE PRIMARIE OBBLIGATORIE” deve uscire di corsa PER FARTI CONOSCERE, PER FAR SALIRE GLI ACCESSI AL SITO, PER TROVARE FORZE NUOVE, PER INCREMENTARE I VOTI AL PLI, PER INCOMINCIARE AD AVERE FORZE NUOVE E FAR USCIRE MENSILMENTE IL DISSIDENTE, PER COMINCIARE A FARE LA …..
RIVOLUZIONE ITALIANA
Gianluca
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3 dicembre 2009 alle 04:19
Ma coloro che “avversano” il Cav possono permettersi di lasciarlo lì dov’è, con tutto il tempo ed il potere per “schiacciarli” e dopo andare al voto senza avversari e col consenso alle stelle?!
Non credo…
Andare al voto anticipato peggio ancora…
O fanno il cosiddetto “Governo di Salute Pubblica” che va da Fini a Di Pietro, passando da Casini, PD, Guzzanti e altri “cani sciolti” (come sostenitori, perchè dovrebbe per forza essere un Governo tecnico), mettendolo fuori gioco senza mandarlo al voto, sennò non hanno speranze. E comunque, se lo “facessero fuori” potrebbe sempre lanciare una campagna mediatica senza precedenti…
A me pare che, comunque la si giri, le carte migliori ce le ha sempre Lui…a meno che Panama non rappresenti davvero un richiamo…
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3 dicembre 2009 alle 07:22
Dal blog di Gabriele Paradisi
Dice eruz/Sympatros
Tanto per fare chiarezza, aspettando la ricerca di Asdrubalino, bisogna tenere presente che tutto il mio discorso nasce dalle numerose chiacchierate nel blog di Guzzanti e il mio appunto sul CI disse nasce dalla reazione interlocutoria alle asserzioni di Guzzanti che per smontare le mie argomentazioni o di altri, che portavano e mettevamo sotto il naso l’intervista di Minoli, con le frasi non troppo lusinghiere di Gordievsky nei confronti di Scaramella, il senatore ha sempre ribattuto che quel comportamento andava spiegato e compreso col fatto che Oleg pensava che Scaramella fosse l’avvelenatore e che poi si sarebbe ravveduto e il senatore invita ad andare a rivedere l’intervista che Gordievsky gli ha dato, alla presenza di Sabina. A questo punto, aspettiamo cosa trova Asdrubalino, però da questo non si scappa…
Secondo Guzzanti, all’epoca dell’intervista di Minoli, Gordievsky ancora non sapeva che Scaramella era innocente, perciò lo maltratterebbe, l’intervista andò in onda il 12 dic 2006, la pag. 320 del suo libro col CI disse, a mio parere, dice invece cosa diversa.
http://www.paologuzzanti.it/?p=1196#comment-104293
PS Ma parliamo di Berlusconi… speriamo che il cronista e deputato, analista e pre-veggente ci acchiappi!!!
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3 dicembre 2009 alle 13:38
Caro Eruz facendo finta di nulla nella tua prima parte di post IN PRATICA AMMETTI DI ESSERTI SBAGLIATO, certo alla fine provi a trovare una scappatoia invocando Asdrubalino e le sue ricerche ANCHE SE MI SEMBRA OFFENSIVO NEI CONFRONTI DI PAOLO, che ti ha riportato fatti, ti ha spiegato tutto, che ha respirato quei posti, ha visto quelle persone e te aspetti Asdrubalino ….
Comunque finalmente quello che scrivi mi fa pensare CHE NON SEI IN MALAFEDE e mi fa molto piacere, caro Eruz. Eri solo un po tardo, c’è un detto che dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e se arrivi a scrivere: però da questo non si scappa (riferito all’esatta ricostruzione dei fatti) capisco il tuo difficilissimo percorso compiuto e TI FACCIO I MIEI PIU’ SINCERI COMPLIMENTI.
Dopo mesi di menzogne, di falsità con la frittata rigirata e sezionata in ogni centimetro alla ricerca di un macchia nera che spesso ti appariva, non accorgendoti che era una mosca appoggiata sopra alla frittata, HO CAPITO CHE LE TUE FALSITA’ erano frutto di una guerra interiore fortissima, in pratica eri in buona fede. Ottimo, complimenti ancora.
Giustamente qualche sassolino lo hai ancora nella scarpa e la tua guerra interiore deve ancora placarsi e citi un nuovo dubbio. vediamo di risolverlo Eruz.
Scrivi che Guzzanti all’epoca dell’intervista di Minoli, Gordiesky ancora non sapeva che Scaramella era innocente. Poi successivamente posti la risposta di Guzzanti a Sagra, se la leggi attentamente ti accorgerai CHE NON DICE ASSOLUTAMENTE QUELLO CHE SOSTIENI TE. Dove lo leggi quello che sostieni? Dove scrive Paolo Guzzanti che quando intevistato da Minoli Gordiesky non sapeva che era innocente? Dove? Ho letto 20 volte le tre righe, MAI SCRITTO!!!
Guzzanti nelle parole scritte di risposta a Sagra dice CHE L’INTERVISTA E’ PATACCA!!!(questo non l’hai postato).
Poi in seguito scrive quello che te hai postato dove è chiaro che Gordiesky dice di pensare che Scaramella sia l’avvelenatore arrivando a considerarlo un miserabile per poche ore, in pratica fino a quando poi per bocca dello stesso Litv fu informato dello scenario mutato, con Lugovy incolpato dell’avvelenamento.
Nel libro di paolo a pagina 320 si dicono le stesse IDENTICHE COSE. L’unica differenza è che poche ore sono descritte da Gordiesky come “questione di pochi giorni”. In pratica il significato resta tale. In pratica è chiaro che tutto accade con Litv ancora in vita. Non ci sono altre verità.
Chiuso questo argomento, con Gordiesky che sa perchè è morto Litveneko, lo stesso poi successivamente viene intervistato da Minoli. Ti faccio il riassuntino Eruz così mi comprendi meglio. Gordiesky sa che Scaramella non è l’avvelenatore ma di lui sa ben poco, solo successivamente all’intervista di Guzzanti con la figlia Sabina ed un confronto di non so quante ore capisce DEFINITIVAMENTE TUTTO.
Quindi quando Gordiesky di Scaramella sa ben poco, di certo sa che non è l’avvelenatore.
Nell’intervista fatta tra l’altro con manipolazioni ed altro GLI VIENE INSISTENTEMENTE RIPETUTO CHE SCARAMELLA LO ACCUSA DI COSE CHE GORDIESKY SA NON VERE. DI CONSEGUENZA RITORNA A PENSARE MALE DI SCARAMELLA.
Spero di averti chiarito la faccenda e pronto a conforntarmi per qualsiasi stronzata o inesattezza avessi scritto sull’ergomento spero ti sia stato utile.
Gianluca
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3 dicembre 2009 alle 08:02
pfoiuuuuuuuuuuuuuuuuuu fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu fiiiiischia il vento di brain-storming in questo blog….Capitanooooo venga sottocoperta che magari ci prende una bronchite a tutt’edue…..tanto celosappiamo che è peggio si Silvan e non soloper il ciuffo trapiantato…quello dal cappello è capace di tirar fuori un rapimento di Alquaeda con teletrasporto nelle grotte afgane, con Emilio Fede stile CNN fuori col microfono nel deserto a intervistare le pietre….venga venga capitano che hanno messo il digitale on demand…lo possiamo anche guardare a pagamento….
fiuuuuuuuuuuu fiuffffffffffiuuuuuuuuuuuuuuuu fischi ail vento urla la buferaaaaa
GUZZ – SOTTOCOPERTA? Invito irresistibile. Scarpe rotte, eppur bisogna andar.
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3 dicembre 2009 alle 08:46
DICIAMO CHE SONO D’ACCORDO.
Dal Corriere della sera B. Severgnini
Il “No Berlusconi Day”, per chi non vuole Berlusconi, è quello del voto. Tutto il resto – nessuno s’offenda – lascia un po’ il tempo che trova. Sabato sera, dopo la grande manifestazione a Roma, gli oppositori del Capo saranno un po’ più convinti; i suoi sostenitori pure. I vecchi “girotondi” prendono nuove configurazioni: ma, gira gira, siamo sempre lì. Berlusconi si batte con un bel progetto, una grande coerenza e un ottimo candidato. Quando arriveranno, il dominatore della politica italiana negli ultimi quindici anni sembrerà, di colpo, anacronistico. Lo sa anche lui: ecco perché è sempre tanto in guardia.
Resta una questione, ed è quella su cui scervellano tutti gli stranieri che hanno un cervello, e vogliono occuparne una parte con le questioni italiane: perché Silvio B. è stato votato (1994), rivotato (2001) e votato ancora (2008)? Come mai la maggioranza degli italiani lo ha scelto e lo difende? Non ne vede gli appetiti, i limiti e i difetti?
Risposta: li vede benissimo. Se lo vota è per questi cinque motivi.
Fattore Umano. SB, piaccia o no, è uno specchio nazionale. L’uomo amplifica i nostri istinti, e li avalla (le ragazze, gli amici, le tasse, le amnesie, le scorciatoie). Questo, per un leader, è poco lungimirante. Ma attira simpatie e voti. Tra chi ti strizza l’occhio e chi ti sgrida, quale scegli? All’indignazione, la maggioranza di noi preferisce l’indulgenza. “Non si sa mai” – potrebbe essere il motto da cucire sulla bandiera.
Fattore Divino (con rispetto parlando). SB ha capito che gli italiani, applaudendo la Chiesa, si sentono meno colpevoli quando non vanno in chiesa, e ignorano bellamente i comandamenti.
Fattore Politico. Alcune scelte e alcuni ministri di questo governo piacciono. O, almeno, dispiacciono meno dell’alternativa. Maroni duro con i clandestini? Tremonti brusco con le banche? Gelmini pronta a cambiare l’università? Prestigiacomo decisa a far dimenticare Pecoraro Scanio? Ben vengano, pensano in molti. E votano per quella parte, non per l’altra.
Fattore Televisivo. Cinque milioni di italiani comprano i quotidiani, leggono più dieci libri l’anno, guardano Sky, seguono l’informazione in seconda serata. Per tutti gli altri, contano la prima serata e i telegiornali. Chi li controlla tutti (meno uno)? Badate bene: non conta quello che passa, ma quello che NON passa.
Fattore Palio. Tra tutti, il più importante. Avete presente il Palio di Siena? Vincerlo, per una contrada, è una gioia immensa. Ma esiste una gioia ancora più grande: lo storico rivale perde. La politica italiana funziona così. Pur di tener fuori la sinistra, molti voterebbero il demonio. E Silvio B. sa essere diabolico. Ma il diavolo, diciamolo, ha un altro stile.
Dal Corriere della Sera di giovedì 3 dicembre
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3 dicembre 2009 alle 09:22
mi scusi ma “lungmiranza” è l’ultima cosa che interessa a B. E’ vecchio, è malato, è irriproponibile nella prossima legislatura, non ha di fatto nemmeno una linea politica da portare avanti , come invece ha Fini, piu giovane, piu “lungimirante”.
B è a breve termine e non solo come fine vita, per lui l’importante è non finire al “fine pena: mai”….tutto il resto, la politica, la società, i valori mi creda, per lui è noia.
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3 dicembre 2009 alle 10:01
sb irriproponibile per la prossima legislatura ?
lui HA i numeri, su questo non ci sono dubbi, e perciò andrà avanti più di Andreotti.
Facciamoci coraggio….
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3 dicembre 2009 alle 17:33
Uhm no pfra secondo me no, davvero , ora a parte gli scherzi e il silicone e l’asfalto, guardi che B non sta mica tanto bene… la legislatura in queste condizioni politiche non la finisce di certo, gli mancano 4 anni e non sono uno scherzo e nemmeno lui se lo apsetta e se lo è mai aspettato. L’uscita prima del tempo era prevista.
Guardi che non saranno tanto le piazze che no scalfiranno quanto la situazione reale del paese. le incollo qua tre o quattro notizie usuali di una newslette giornaliera. sono quelle di oggi e tutti i giorni ci sono notizie simili chelei mai troverà sui giornali:
-Un italiano su 4 a rischio povertà per il mutuo
Nel 2010, un italiano su quattro, tra quelli che acquisteranno casa, è a rischio povertà. Se si considerano le famiglie che intendono, il prossimo anno, ricorrere al credito per abbandonare l’affitto a favore di un appartamento di proprietà, la “soglia di povertà” cresce fino al 37% (una famiglia su tre). Queste persone, che spenderanno ogni mese, per i prossimi diciotto anni, il 30% del proprio reddito per pagare la rata del mutuo potrebbero cadere nella trappola dell’usura. Più a rischio la Liguria (34,2% delle famiglie che hanno un mutuo) seguono Trentino Alto Adige (33,6%), Veneto (31,4%) e Toscana (30,7%). Al Sud la Puglia (sotto il 30%). L’allarme lanciato dall’Osservatorio regionale del Costo sul credito (Orcc) promosso dalla Caritas italiana e dalla Fondazione culturale Responsabilità Etica, in collaborazione con il centro culturale Francesco Luigi Ferrari.
Giornata internazionale disabilità: teatro stracolmo, il governo non c’è
Folla delle grandi occasioni al teatro Valle di Roma per l’iniziativa congiunta di Fish e Fand, ma mancano veri interlocutori: dal governo arriva solo il messaggio scritto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Assenti i ministri Sacconi e Brunetta, rinuncia anche Roccella, pronta al trasferimento al ministero della Salute. Collu (Ens): “Il governo è sordo, cieco e paralizzato: delittuoso non garantire diritti elementari”. Tra le richieste: finanziamenti per i Fondi per le politiche sociali e le non autosufficienze, accertamento dell’invalidità, sostegno alla persona con grave disabilità, diritto al lavoro, accessibilità del servizio pubblico televisivo, servizio civile volontario.
Esclusione sociale, servono 50 miliardi
Per combattere l’esclusione sociale e finanziaria in Italia occorrono 50 miliardi di euro, ovvero circa il 3% degli impieghi bancari totali, ad oggi però questo bisogno viene coperto solo con 5 milioni di euro, ovvero l’1% di quello che sarebbe necessario. Questo è quanto denuncia Ritmi, la rete italiana di microfinanza
Boom di separazioni: i padri diventano clochard
L’allarme lanciato da Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Ami (Associazione matrimonialisti italiani): “Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. Nell’80% dei casi, si tratta di padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli e a non avere più risorse per sopravvivere. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati, circa 500 mila, sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d’origine”
Finanziaria 2010, addio ai difensori civici?
Con l’approvazione della Finanziaria, gli oltre 500 difensori civici dei comuni italiani rischiano il posto: un emendamento alla legge prevede infatti la soppressione di questa figura, le cui funzioni verrebbero ricoperte dai 35 difensori civici provinciali. “Un danno per i cittadini”, secondo il difensore civico di Milano, Alessandro Barbetta, che in 3 anni di lavoro ha risposto a 12500 richieste d’intervento dei milanesi. v
…e le ho fatto una scelta, questo tutti i giorni e questi sono problemi perchè sono persone e le persone poi un bel giorno chiedono conto. Questo è il problema che B non risolve, altro che processo breve…
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3 dicembre 2009 alle 18:06
Si ma la colpa è dei magistrati, di Fini, dei mass media che sono tutti contro lui, dei comunisti.
Berlusconi riesce a far credere di avere il 70% dei consensi ma purtroppo i comunisti stanno tutti nei posti chiave per cui lui, poverino, non può fare meglio di così.
Sono 15 anni che va avanti con questa tiritera e ci può campare altri 150 così.
Guarda, quando fra 150 anni lascerà questa valle di lacrime (anzi, di festini per lui) vedrai come tutti saranno pronti a dichiarare di essere stati sempre antiberlusconiani.
Ne vedremo delle belle….se non sarà lui a sotterrare a noi.
3 dicembre 2009 alle 19:13
Bravo (o brava?) pfra64! Il punto è proprio questo e non sarebbe la prima volta: il 26 luglio del ‘43 il numero di fascisti in Italia si ridusse in modo più che repentino…
3 dicembre 2009 alle 19:38
ma questo è sicuro, come subito dopo mani puloite nessuno era piu socialista e craxiano.
però la gente non è stupida alla fine da chi ha tanto promesso, qualcosa vuole … però sai i Pierin hanno i danè , i pinchi pallini sono extraterritoriali e ,anzi, mi sa che col torbido campano meglio, …tutti se ne fregano di quelli che sono costretti ad andare alla caritas a mangiare…per cui la botta appare meno evidente, però arriva, arriva. Vedremo quando a giugno ci sarà da pagare l’irpef slittata e i soldi per pagare quella saranno finiti nelle bollette e non certo nei regali (quindi a natale sarà tutto debito al consumo quindi altre rate…).
non c’era ’sta crisi negli ultimi 15anni, anzi…
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3 dicembre 2009 alle 08:55
In merito poi a quanto scrive guzzanti:
l’ho sempre detto e scritto che l’uomo berlusocni è il politico più ricattabile della storia d’Italia, e quindi il più debole. I suoi guai giudiziari e il Dio Mammona lo rendono il guappo di cartone che di fatto è. Si appecoronerebbe anche davanti a un toro imbufalito pur di salvarsi dai primi e servire il secondo. Questo è sempre stato molto palese. Da qui discendono i miei dubbi sull’intelligenza, e mi perdoni Gianluca che ha comunque le sue ragioni, di chi lo vota convintamente credendo alla favola del decisionsimo e dell’attivismo spacciata e propagandata dall’armamentario mediatico della destra.
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3 dicembre 2009 alle 09:34
Tutto può succedere.
Ma qui le legnate non le sta prendendo solo Berlusconi, le sta prendendo il popolo tutto. E vero, Berlusconi non ama la democrazia, ma mi faccio una domanda: il popolo italiano ama la democrazia?
GUZZ – NON NE ha la più pallida idea, ma questo è parte del problema, non della soluzione.
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3 dicembre 2009 alle 10:04
Come dice qualcuno all’estero di noi: gli Italiani non sono educati alla democrazia.
Aggiungo io, hanno, abbiamo come popolo, nel dna il mito de “l’uomo forte”, mito che purtroppo cozza con alcuni capisaldi della democrazia.
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3 dicembre 2009 alle 16:15
La democrazia è un bene di lusso, e gli italiani in fondo in fondo sono semrpe stati un popolo di straccioni, cosa ci vogliamo aspettare…?
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3 dicembre 2009 alle 22:46
Rispondo a pfra64: Anche se avessimo nel dna “l’uomo forte”,cosa c’e’ di male dopo che si sono succeduti quanti governi in 50 anni 50-60 ?? c’era una crisi ogni 6 mesi.Dai sia onesto intellettualmente.
La verita e’ che SB ed il suo governo e’ UN GOVERNO CHE DECIDE Nel bene e nel male MA DECIDE ed in Fretta,vogliamo dimenticarci dell’Abruzzo,ma quanti provvedimenti hanno emanato?
O facciamo un ble governicchio con Casini,il transfugo 4 occhi Follini,il Traditore Fini che voi incensate ed a me mi sta sul cazzo,poi chi altri LCDM che ha ricevuto a pioggia MILIARDI DI EURO lui e suo padre illeggittimo per la Fiat??
Tanta risolutezza nell’ooccuparsi dei problemi degli Italiani non c’era mai stata e se non si ricorda se lo faccia raccontare da qualche anziano piu’ di lei.Anzi vedendo 64 mi sembra che anche lei quei 45 anni li abbia tutti.
Poi tutti ad incensare FINI:Noi come dite voi Berluscones o Berlusconiani (anzi lo ero gia dal ‘94),FINI si e’ dimostrato un TRADITORE degli Ideali e lo hanno capito 4-5 anni tanti ex An ed anche miei colleghi di lavoro.Lui che era Patria,Dio,Famiglia ora e’ diventato Laico,Promusulmani,Divorziato e convivente,lui che e’ stato sbiancato da SB.
PEr carita ognuno deve pensare con la propria testa,ma le sue posizioni oramai sono distanti dal PDL e dal suo attuale presidente.e questo e’ male per me che ho votatao il PDL,Fini non lo riconosco piu’.Siete tutti li pronti a giustificare Fini per ogni contrapposizione che fa a Berlusconi perche lui voi lo odiate anzi avete creato anche dei gruppi su Facebook per cose ben peggiori.
ma fini si sta comportando da uno che sta fuori dal PDL.Ma che cazzo dice che la magistrautra deve essere indipendente.Per me dovrebbe essere sotto l’esecutivo come in GRan bretagna anzi la dpvrebbe eleggere il popolo.Cosi se sbagli paghi in tuti i sensi.Poi cmq nella ns costituzione gli hanno dato questa “indipendenza” che gli consente dicono di bilianciare gli altri poteri tutte cazzzate.E’ gia dagli anni della IIA guerra che la Costituzione e’ stata scritta da comunisti e socialisti che hanno sempre utilizzato i magistrati per incriminare alla bisogna la parte avversa.LEnin e Stalin docet.(leggetevi il libro nero sul comunismo e si capisce tutto).
Ritornando a Fini leader del PD e non del PDL (perche non ve lo prendete ve lo regaliamo?) anche dal punto di vista della coerenza e del se vogliamo cosi chiamarlo del marketing umano sta remando contro al PDL e soprattuto contro Silvio.
Lo sa cosa le dico: CHE L’INVIDIA E’ LA VENDETTA DEGLI INCAPACI (che calza bene a Fini)
Sta andando contro i msg che i votanti del PDL vorrebberro sentirsi dire.Insomma non lo capiamo piu’ .Pertanto se lui e’ sicuro di quello che dice,che si ritiene super partes,che bisogna far votare gli immigrati in 5-6 giorni….bene che si accomodi fuori dal PDL fonda il suo partito con LCDM (conosciuto veramente spocchioso ed antipatico),con primadonna troietta Casini e con Cicciobello Rutelli amico di Guzzanti.
Dispiace che all’orizzonte non si veda un LEADER cosi Carismatico,pieno di idee e risoluto come Silvio.
Per cortesia non fate i soliti commenti del cazzo protocomunisti.fate dei commenti seri.
E non mi dite che SB combatte qui i comunisti e poi fa gli accordi con loro.mi sembra che anche dal punto di vista DIplomatico Commerciale faccia un bel lavoro per i contratti delle ns aziende ed in fondo business is Business,VERO Guzzanti? se lo segni guzzanti ,LEi che non e’ avvezzo al business ma solo alla scrittura (che le riesce molto bene).
Poi che gli Americani di cui noi siamo alleati facciano il naso storto ci sta perche cmq il mondo si e’ globalizzato ed ognuno fa gli accordi con chi gli pare (liberismo?……)
Non immagino tornare indietro coi governicchi Prodi,Bindi,Turco,Di Pietro brr a pensarci mi viene solo fReddo! eppoi se ripenso ai governi con quelli ombra Scalfaro-DC-PCI peggio che andare di notte.
Slt healthtrainer
p.s.:cmq Guzzanti bel colpo ha riunito sotto il suo blog una marea di comunisti,ops scusi Piddini,Dipietrini,sinistroidi, certi commenti sono sempre le stesse cose di 15 anni fa.Sembra che il male da eradicare sia solo uno,ma De benedetti cosa fa in Svizzera con Espresso Repubblica??Mah!
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4 dicembre 2009 alle 09:37
@healthtrainer,
comunista io ?………..COMUNISTA IO ????
il tuo post è l’esempio del mondo fantasioso in cui vivono gli elettori della destra, un infantile mondo di cattivoni in cui SB è il salvatore.
Vediamo i vari punti.
Hai perfettamente ragione sui governi ballerini ma nel vostro mondo immaginario, fatto di amichetti immaginari, non avete visto che è proprio Berlusconi con il porcellum che ha cambiato una legge elettorale (la precedente, il mattarellum) che garantiva maggiore stabilità.
Questa porcata, che non era neanche nel programma elettorale, ha fatto si che io, anticomunista, smettessi di votare per la destra. Per cui non spararmi le stronzate tipo “voi comunisti”, HAI CAPITO ?
E non ti azzardare più neanche a dirmi dei governi stabili visto che proprio la tua parte politica li ha affossati. Apri gli occhi.
Riguardo all’Abruzzo sicuramente SB ha fatto bene, ma in Umbria anche la sinistra ha fatto bene con il post terremoto, senza però lo show mediatico che ha apparecchiato il tuo governo. Comunque io ammetto una buona gestione, peccato che tu non ammetterai mai il viceversa.
Veniamo all’indipendenza della magistratura, che è un punto basilare.
Con i PM eletti avremmo i PM di partito: Capezzone, Gasparri, Feltri. Sarebbero questi i nostri PM, non pensi ? O pensi che cercherebbero di metterci i più bravi, i più preparati ?
Lascia stare l’America e l’ Inghilterra. Il fatto che da loro i pm siano eletti viene compensato da una cultura completamente diversa dalla nostra.
Per farti capire il livello:
1) da loro una contrapposizione di poteri è una cosa sacra, da noi è una seccatura.
2) Da loro sarebbe fantascienza che un monopolista della informazione vada a capo del governo,
da noi si sostiene che è lui la vittima dell’informazione, pensate, ci dicono, ha anche Zelig contro.
3) Da loro un candidato viene messo ai raggi x, una cretinata come uno scandalo sessuale lo
brucia, da noi gli porta voti.
4) Da loro i più bravi vanno avanti, da noi le ex-veline e gli yes-man
5) Da loro la legge è una cosa seria, da noi una barzelletta
Leggiti pure delle pubblicazioni al riguardo, ti segnalo “Che cos’è davvero la democrazia” del repubblicano Luttwak (coautore insieme alla Creperio Verratti),
Ah già ma per voi probabilmente i Repubblicani americani sono comunisti, come Fini, come quelli che hanno scritto la nostra costituzione.
A proposito, ma hai visto mai quali partiti componevano l’Assemblea Costituente ed in quali proporzioni ? Lo hai mai visto, oppure hai sentito solo quello che ha detto Fede e Feltri ?
Saluti.
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4 dicembre 2009 alle 13:45
Pfra64 ma che sei matto a scrivere che in Abruzzo Silvio ha fatto bene? Ora arriva Andrea (nicname Malombra) e lui che ha già capito tutto te ne dirà delle belle!! Pensa che con me che volevo fare un primo bilancino ad aprile 2010 mi ha detto che quelli come me un po tardi a capire (a diferenza sua che ha tutto ben chiaro) non prevengono i disastri!!!
Andrè visto che sei stato molto attento a tirarmi l’orecchio voglio proprio vedere cosa dici ora al povero PFRA64.
Gianluca
7 dicembre 2009 alle 12:05
Gianlu, non ho mai detto che “tu” sei tardo!
Non mi mettere in bocca parola non mia.
Il mio discorso era un altro.
Comunque, per Pfra64:
http://www.lorenzoc.net/index.php?itemid=1760
Qui parlano i dati.
Poi si potrebbe parlare di tante altre cosette riguardo il post- terremoto.
Un caro saluto ad entrambi
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3 dicembre 2009 alle 10:11
Articolo interessante… sto ancora cercando di capire se tutto ciò è un bene o un male peggiore di quello che stiamo vivendo… devo dire che è un periodo veramente confuso. Tempi bui, tempi bui… Guzz la leggo sempre con interesse, sto scrivendo di meno perché impegnato con l’esame di stato
Salvatore
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3 dicembre 2009 alle 10:19
Caro Paolo :
Bell’articolo ..sintetico , senza fronzoli , e soprattutto chiaro.
Pero ‘, se permetti , c’e’ una variabile.
Quand’anche al nostro non fosse possibile far saltare il banco ed andare direttamente alle elezioni ; ebbene anche con un Governo Istituzionale guidato da chi ti pare in attesa delle elezioni…in quel frattempo le cannoniere mediatiche berlusconiane comincerebbero a sparare mille colpi al minuto ; non mancano ne’ i cannoni ne’ i proiettili e nemmeno qualche pittull tuo collega. Tutt’altro.
Questa e’ una mia idea, sicuramente non originale , …..la partita ci si gioca su 3, 4 milioni di elettori oggettivamente permeabili alla propaganda dei vari TG1 o Canale 5 e li’ potrebbe vincere ancora la partita.
E , se cosi’ fosse , stavolta l’investitura sarebbe una sorta di cambiale in bianco che sarebbe devastante per il Paese.
Per farla breve lui puo’ ancora vincere perche’ i mezzi di cui dispone lo farebbero partire pur sempre e comunque con quei cinque o dieci metri in avanti .
Sento pero’ una atmosfera per niente tranquilla ed ogni giorno di piu’ mi convinco che se i destini dell’Italia e di quest’uomo non si fossero incontrati sarebbe stato meglio ; in fondo ..meglio per lui e meglio per noi tutti.
Insomma , se e’ vero che e’ uno che non “molla” pur con quel metaforico cappio che gli viene cucito ogni giorno di cui tu parli lo scenario sopra descritto mi pare verosimile.
Un saluto.
——————————————————————————————————————————-
Quanto sopra , pur considerando quanto detto da Lutwak due sere fa quando il politologo americano ha affermato che una cosa “rassicurante” e’ la presenza di un soggetto – Fini – che si presenta (finalmente) come l’alter ego di SB.
Il che tradotto vorrebbe dire che a Washington ormai lo danno per “cotto”….cio’ , sotto un certo punto di vista, rende ancora piu’ pericolosa la situazione…secondo me.
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3 dicembre 2009 alle 11:21
E quindi ripeto per mantenere le basi militari USA
http://www.kelebekler.com/occ/busa.htm
che sono TANTE……
GOLPE e poi JUNTA MILITAR???
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3 dicembre 2009 alle 10:33
Guzzanti, e questo state di cose è legato o no a quanto da lei scritto settimane fa ovvero ad un eventuale asse Fini, Montezemolo, ecc.?
GUZZ – DIREI DI SIì. Ma non ho prove. Solo un ragionamento.
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3 dicembre 2009 alle 10:44
E quindi NOI potremmo essere nella partita?
Io lo spero.
Anche in Siclia si sta giocando un’altra bella partita a scacchi.
Un abbraccio
Giuseppe STELLA Catania
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3 dicembre 2009 alle 10:53
Caro Guzzanti,
in merito alla questione “sono stato votato dal popolo e quindi giudicare me è mancare di rispetto al volere degli Italiani”. Balle! A parte il fatto che, formalmente, gli Italiani hanno votato il PdL e la Lega (e non Berlusconi), io ti ho votato ma se viene fuori che tu sei o sei stato un delinquente o comunque un cittadino non rispettoso delle leggi, te ne vai a casa bello bello come tutti gli altri. E subito, non quando finisce la legislatura! Sei invece pulito e non hai nulla da temere? Bene, fai fare ai giudici il proprio mestiere ed occupati dei problemi del Paese, come tuo diritto. Questo volersi incarognire, in modo sempre più parossistico, su leggi che lo mettono al riparo da processi e quant’altro mi conferma sembra di più nell’idea che, invece, il Signor C’ho-il-popolo-che-mi-aspetta-e-scusate-vado-di-fretta di scheletri nell’armadio ne ha a iosa. A chi ancora sgrana gli occhi, o, addirittura grida al complotto, voglio ricordare quanto detto anni fa da Confalonieri «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori». Beh, siamo forse alla resa dei conti, con buona grazia del “popolo”!
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3 dicembre 2009 alle 11:04
Fuori tema.
Dal Giornale di Oggi.
Il commento È la sindrome rancorosa del beneficiato contro il suo benefattore
di Redazione
di Annamaria Bernardini de Pace
Sarà capitato anche a voi, di avere la pungente delusione di essere maltrattati da chi, in precedenza, era stato proprio da voi aiutato.
Non con la semplice ingratitudine, che è banalmente umana e diffusissima, ma con qualcosa di più, di diverso e di inaspettato.
Significativa la storia di quel signore che aveva tolto dalla strada una prostituta, l’aveva ripulita e persino, credeva, bonificata dall’orrore dei ricordi; le aveva trovato anche un impiego ma infine, dopo mesi, era stato da lei depredato d’ogni risparmio e oggetto prezioso, per poi accorgersi che era sparita nel nulla.
Oppure la vicenda di quel medico che, mosso dalla compassione, aveva operato gratuitamente nella sua clinica un paziente privo di mezzi per poi vedersi notificata una citazione in Tribunale proprio da lui che, ormai sano come un pesce, pretendeva un risarcimento danni per un improbabile accanimento di farmaci e terapia.
È storia, peraltro, di tutti i giorni, quella di molti mariti che fanno vivere le mogli come regine, viziate, coccolate e protette, per doversi a un certo punto confrontare, insospettatamente, con un mediocre bellimbusto «capace di ascoltarle» ma che non se le porta neppure via. E che dire di quelle mogli che aiutano nella carriera il coniuge caricandosi solo loro sulle spalle la fatica pluriennale e ripetitiva della casa, dei figli, della socialità, del risparmio e poi si sentono spiegare, dal vile spensierato, «mi sono innamorato di un’altra perché ride ed è giovane».
Ma avete mai provato a fare una raccomandazione e subito dopo essere perseguitati all’infinito dal raccomandato non assunto, perché – a suo dire – non vi siete dati abbastanza da fare, per scoprire invece che lui si era posto con arroganza o non era stato puntuale o comunque non si era mostrato all’altezza?
A questo punto non si può non riflettere su quel raffinato politico (ma non è l’unico) che era sul punto di diventare nessuno e che invece, grazie soltanto a uno più potente e capace di lui, si è riciclato in qualcuno ed è diventato anche molto importante. Troppo.
Ebbene, incapace pure lui, non solo nella gratitudine, ma addirittura del più elementare rispetto, verso l’uomo generoso e verso la carica governativa, oggi si affanna a dileggiare e denigrare il suo benefattore, tentando di far dimenticare agli altri che è stato proprio lui il suo unico, determinante e gratificante sponsor.
Dall’opportunità, all’opportunismo, alla viscida denigrazione. Non ho particolare simpatia per il Cavaliere. Anzi. L’unico nostro incontro è stato segnato da un suo atteggiamento veteromaschilista molto offensivo verso di me.
Tuttavia, la mia passione difensiva mi porta a prendere a cuore le vittime, anche se indifendibili su altri fronti.
E più vittima di Berlusconi, da qualche tempo in qua, non c’è davvero nessuno.
Vittima della sua improvvida generosità, della fiducia che sparge a pioggia.
Vittima, plurirecidiva, della sindrome rancorosa del beneficato.
Basta solo pensare, per descriverne cause ed effetti, anche a quella pletora di comici pseudo intellettuali e molto sinistri che affollano le sue reti televisive e hanno preso a lanciargli disgustose polpette di fango, quando invece dovrebbero innaffiarlo di champagne.
Considerate, quantomeno, le ricchezze, anche e probabilmente molto estere, che questi ridanciani beneficati hanno accumulato sulla sua pelle e alla sue spalle.
Denaro che proveniva, e proviene, solo da lui e dalle occasioni offerte loro in nome della libera opinione.
Il premier sarà pure un ganassa, troppo ricco, troppo potente, troppi processi, troppo sfuggente, troppo tutto, ma non gli si può negare la sua tendenza, magari anche solo per guadagnare consenso, ad aiutare chiunque. Dagli aspiranti politici a quelli in saldo, ai terremotati, ai parenti dei calciatori, ai comici privi di pubblico.
Arriva dovunque. Basta chiedere.
Per avere in cambio, quasi sempre, allusioni, veleni, aggressioni infide, persino vendette da parte dei suoi protetti che, prima o poi, mostrano di soffrire della sindrome rancorosa del beneficato.
Patologia del pensiero, questa, che affligge gli stupidi, gli incapaci, gli invidiosi.
Tutti coloro cioè che devono per forza usare le posizioni e le potenzialità altrui, perché agnellini sperduti privi di meriti personali. E una volta raggiunti gli obiettivi, grazie all’intervento provvidenziale, si trasformano in lupi rabbiosi.
Sono, infatti, del tutto inadeguati a raggiungere i livelli di chi sfruttano parassitariamente e, dunque, covano nella gelosia e nel rancore il sogno malefico di distruggere che li ha aiutati.
Per non volerlo e doverlo ringraziare, fanno la fine di Lucifero.
Sono incapaci di ammettere per tempo la propria indiscutibile inferiorità.
Perché non riescono a convincersi di essere soltanto inutili vuoti a perdere.
Quando sono svuotati del liquido dorato e frizzante, nonché del marchio prezioso e notorio, che li rendevano apprezzabili.
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3 dicembre 2009 alle 16:57
Grazie Pinco della lenzuolata, avevo già messo io il link a questa cretinata per fare quattro sane risate.
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3 dicembre 2009 alle 11:22
A parte i commenti di Simona e Gianluca, che non hanno ancora capito qual è il problema e le possibili conseguenze del problema, su ciò che vado dicendo sul CI disse , da parte degli esperti io registro un silenzio che decodifico come eloquente, a parte Asdrubalino che si è riservato di rispondere, dopo aver fatto alcuni controlli
Dice eruz/Sympators nel blog Paradisi
Ad Asdrubalino, a Gabriele e a Enrix
Stabilito, come sembra molto probabile, che Gordievsky attacca e maltratta Scaramella, pur sapendo che Scaramella non c’entra con l’avvelenamento, perché glie l’ha detto Litvinenko, naturalmente prima che morisse, pongo alcune domande, che aspettano risposta, che penso, non essendo voi simili a D’Avanzo, darete, vero Gabriele?
1 Quello che Gordievsky ha detto nell’intervista a Guzzanti, sul suo atteggiamento
nei confronti di Scaramella, è vero o no?
2 Se dovesse essere non vero, come ne uscirebbe la figura di Gordievsky e come
ne uscirebbe altresì tutta la vostra costruzione argomentativa, venendo meno un
puntello di quella portata?
3 Se dovesse essere non vero, quale valore bisognerebbe dare alle smentite di
Gordievsky?
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3 dicembre 2009 alle 19:42
Ma tu veramente ritieni di essere lo scoperchiatore di pentole?
Ma veramente fai? sei vago, poco chiaro, petulante TI HO RICONOSCIUTO LA BUONA FEDE MA LEGGI UN POCHINO INFORMATI ED ACCENDI TUTTI I NEURONI SENNO’ STARAI QUA A VEDERE COMPLOTTI ANCHE FRA 10 ANNI. Riconosco che in questi mesi ti stai impegnando e tra l’altro dimostra quanto sei poco serio, per anni scrivevi post e facevi polemiche SENZA SAPERE NULLA. Ora con qualche letturina hai cominciato a postare postare PURTROPPO TUTTE TEORIE MONCHE, Qual’è il problema Eruz, non hai capito perchè Gordiesky s’indigna riguardo Scaramella? Te l’ho postato sopra vattelo a leggere.
Cosa c’è che non ti quadra?
Tra l’altro Gabriele non è vero che è stato in silenzio COME SCRIVI TE, ti ha anche risposto. Perchè devi sempre farti ritornare il discorso e per FARLO SCRIVI MENZOGNE?
Ti posto quello che ti ha detto Gabriele rigurado le domande da te poste:
Gabriele: di limpido in questa vicenda io vedo solo le testimonianze che ho raccolto di persona proprio perché era mia intenzione appofondire e capire senza pregiudizi. Peccato che Minoli e la redazione tutta di “La Storia siamo noi” abbia ignorato i miei ripetuti appelli e richieste. Perché non tirano fuori i nastri? Sai bene che il metodo di Minoli (peraltro palese e legittimo) è quello del montaggio in studio. Il filmato è vero, autentico, verissimo ma non corrispondente alla realtà. Quali furono le domande poste a Gord.? Quali furono le corrispondenti risposte in inglese? Solo i nastri completi possono risolvere ogni dubbio. Lo sai benissimo. Quando li avremo, se mai li avremo, potremo discutere sulle eventuali ambiguità di Gord. Prima sono solo elucubrazioni nello spazio… E intanto su fatti concreti, su documenti inconfutabili il sig. D’Avanzo ancora tace… ma ho fiducia.
Ti faccio il riassuntino, in pratica con tutto quello che abbiamo a disposizione E TUTTO CHIARISSIMO poi per capire meglio l’intervista e vedere se c’è qualcosa di strano solo Minoli potrebbe aiutarci E NON L’HA MAI FATTO. Chi è però caro Eruz che nasconde I FATTI? Minoli? Guzzanti? Paradisi?
Fatti cmq secondo il mio modesto parere poco importanti e che poco cambiano lo stato delle cose. L’unico fatto accerato e le modalità con la quale è stata costruita l’intervista MA COME MAI TI CONCENTRI SEMPRE SU GORDIESKY E NON SU QUESTO MODO SCANDALOSO DI FARE GIORNALISMO, COME GLI ARTICOLI DI D’AVANZO/BONINI CON GLI STESSI SMASCHERATI E SPUTTANATI DAL BRAVO GABRIELE E PAOLO?
Illuminaci Eruz.
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3 dicembre 2009 alle 12:14
Capito il marchingegno.
Ma mi prende un dubbio : la Lega in questo bailamme che farebbe?
Gli inciuci non li vogliono nemmeno sentir nell’aria, figuriamoci se resterebbero fermi all’incapsulamento del Silvio Nazionale.
Non riesco ad immaginare il ruolo che la Lega potrebbe rivestire in questo progetto : ce li possiamo immaginare un Calderoli, un Coda o meglio ancora un Bossi, che sottoscrivono Riforme con Bersani e Di Pietro?
Chiedo lumi.
Fulvia
GUZZ – LORO CHIEDONO LE “loro” riforme federaliste e quelie gliele danno, come gliele avevano promesse Prodi e D’Alema. Lega? No problem.
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3 dicembre 2009 alle 12:16
Quindi Senatore lei prefigura uno scenario futuro con un cavaliere politicamente “evirato”? Una sorta di anatra zoppa… Se lei ha ragione come crede che reagirà la lega? Accetterà un governo ombra che tanto ombra a quel punto non sarà più? Accetterà una situazione di sostanziale marginalità la Lega pur essendo al governo? E l’elettorato più fanatico per il Cav. capirà o non capirà il nuovo stato dei fatti? E se capirà farà comunque finta di niente per eterno amore nei confronti del Cav?
Le chiedo queste cose perchè nello scenario che lei ipotizza mi sembra di dover valutare il rischio che tutto il centrodestra esploda presto.
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3 dicembre 2009 alle 13:14
Stavolta mi sostituisco ai copincollatori ufficiali e pubblico io un link ad un articolo de “Il Giornale”, per chi volesse farsi qualche grassa risata: ultimamente ho letto poche più demenziali.
http://www.ilgiornale.it/interni/_sindrome_rancorosa_beneficiato_contro_suo_benefattore/03-12-2009/articolo-id=403727-page=0-comments=1
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3 dicembre 2009 alle 13:50
Guzzanti scrive : ” …. è contro i suoi principi : S.B. non vuole alcun controllo o controllore. Odia la democrazia perché lo sottopone a controlli, compromessi, revisioni “.
Mi pare tanto evidente quale sia la speranza di molti che difendono Berlusconi e il suo governo a spada tratta e che non vedono in lui un satrapo, ma un liberatore ( fatte ovviamente tutte le distinzioni e i pesi del caso ).
Si tratterebbe di arrivare metaforicamente a mettere nelle regole del gioco del calcio, il più bello e soprattutto più ricco del mondo, due arbitri in campo e telecamere dove si deve, che nell’ incertezza della decisione diano garanzia di giudizio giusto e imparziale. Trasparenza.
Fatto questo non ci sarebbe più trippa per gatti : per nessuno ( si insomma, molta, molta di meno ).
Qui invece abbiamo una cupola che – prendendo a prestito le parole del Senatore “ …. rinunci alla TUA agenda di governo, specialmente per quanto riguarda le riforme istituzionali “ – vuole gestire il potere come nell’ attuale metaforico gioco del calcio truccato, con l’ appoggio di arbitri venduti e dei vari Moggi che controllano, influenzano, condizionano, decidono.
E poi sarebbe Lui ahahahah a dovere essere accusato di “ resistere, scalciare, recalcitrare … contro il comitato di salute pubblica che l’ ha preso prigioniero ” ( che ci ha ripresi prigionieri ).
E’ proprio vero : il mondo italiano va alla rovescia, ma per D’ Alema sarebbe quello normale.
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3 dicembre 2009 alle 16:44
buongiorno,
forse conosco poco i regolamenti e le leggi per cui in relazione alle mie poche conoscenze sarei felice se potessi avere alcune risposte.
da ciò che so, non siamo ancora in un sistema in cui si elegge direttamente il Presidente del consiglio dei ministri, non mi sembra illegale o inusuale che una volta diciamo ” caduto” berlusconi la coalizione che ha ricevuto i maggiori suffragi possa indicare un altro presidente del consiglio e fare un governo fino a fine legislatura. in passato si era sempre fatto e non mi sembra che le leggi o normative in questo senso siano cambiate.
perchè elezioni anticipate ? tanto vincerebbe sempre la coalizione di centrodestra e non è un mistero.
la prassi se berlusconi dovesse decidere di dimettersi sarebbe quella di lasciare in mano al presidente della Repubblica il compito di vedere se esiste una possibilità di un nuovo governo, e in relazione ai numeri parlamentari questa c’è, è da vedere se c’è anche la volontà di farlo.
vedo sempre discorsi sul popolo Italiano che ha eletto berlusconi affinchè diriga il paese, forse è così nella sostanza o nella volontà degli elettori, ma come sempre se rispettassimo le leggi, l’elezione di berlusconi non comporta un suo diretto insediamento come presedente del consiglio, ( e non primo ministro, in Italia non esiste questa nomina).
tutti parliamo di leggi da rispettare, dimenticandoci che siamo italiani e che le leggi sono fatte sempre per gli altri mai per noi, per noi c’è ” interpretazione”.
spero di essermi riuscito a spiegare.
saluti
bruno
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3 dicembre 2009 alle 16:46
Dal libro Periodista di la verdad, a pag. 107, il senatore Guzzanti dice a Gabriele
A pag 320 del libro del Senatore, invece, Gordievsky dice( CI disse) che lo ha saputo da Litvinenko vivo.
Bisogna accordare questa chitarra!
GUZZ – ERUZ, LEI QUI SEGUITA IMPERTERRITO A SPARGERE MENZOGNA A PIENE MANI E LEI MI HA DEFINITIVAMENTE ROTTO I COGLIONI.
Io non ho tempo da perdere con lei, e non intendo lasciare non risposte le sue bugIe, falsificazioni e idiozie.
Per cui lei se ne può andare nei pascoli del cielo dei blog.
Litvinenko e Gordiewsky appresero da Scotland Yard che la Metropolitan police era statA avvertita della presenza del tallio, un metallo tossico che può essere un veleno (ma in quantità molto maggiori) e aprirono un’inchiesta per tentato (allora) omicidio, a Litvinenko vivo. La chitarra può trovare il suo facile alloggiamento e anche scordata compirà il suo scopo sinfonico. Addio.
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4 dicembre 2009 alle 01:54
Sai che sono sempre stato molto attivo nel chiedere la cacciata di Eruz e tra l’altro L’HA PROPRIO CERCATA CONTINUANADO IN QUESTA SUA TREMENDA LOTTA INTERIORE CHE GLI FA SCRIVERE MENZOGNE E FALSITA’.
Ancora una volta approfondendo al capello la questione, gli hai fatto capire che E’ SEMPRE FUORI STRADA. Una cosa però voglio dirla a sua difesa, NON E’ IN MALAFEDE PAOLO, in in un post sopra riportato dove spera in un assist di Asdrubalino (che mai ci sara perchè la realtà è solo una e non certo quella sperata da Eruz) FINALMENTE SEMBRA CAPIRE CHE HA SPARATO STRONZATE PER MESI SULL’ARGOMENTO INCAZZATURA GORDIESSKY/MINOLI.
Il problema caro Paolo è che è così grande il pregiudizio che aveva Eruz sull’argomento che interiormente prima di digerire la verità ha delle sofferenze immani, di conseguenza diventa completamente TARDO NEL COMPRENDERE L’INSIEME DELLE COSE. E’ come un bimbo che deve mangiare l’insalata, ai voglia a dirgli che gli fa bene e tante altre belle cose, gli fa schifo e l’insalata non la mangia. No ragiona più, diventando un po tardo di comprendonio!!!
Vedi Eruz il bello di questa cosa che hai riportato di pagina 107 del libro di Paradisi e che quando leggi e ti trovi davanti a verità scomode chiudi gli occhi.
Dopo ciò che hai riportato di pagina 107 ci sono scritti due passi FONDAMENTALI PER CAPIRE MEGLIO TUTTA LA FACCENDA MITROKIN, ma tu probabilmente quando si tratta di leggere cose scomode chiudi il libro o più probabilmente non comprendi, senti cosa scriveva Paolo a Gabriele (riportato sempre a pagina 107 del libro di gabriele):
” Be vuoi sapere una cosa caro gabriele? Una cosa riscontrabile perdendo una giornata di tempo?
Eccola. NON ESISTE IN TUTTI I LAVORI DELLA COMMISSIONE MITROKIN, DELLE SUE RELAZIONI E DEI SUOI LAVORI, UNA SOLA PAROLA, UN SOLO DOCUMENTO CHE PROVENGA DA SCARAMELLA. NON UNO. ZERO. L’unico documento portato da Scaramella, l’intervista video con trascrizione in russo e in italiano firmata dall’autore Litvinenko, IO L’HO BLOCCATO E SEGRETATO AL PROTOCOLLO DELLA COMMISSIONE MITROKHIN PERCHE’ CONTENEVA ACCUSE SU PRODI CHE NON POTEVANO ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONE IN QUANTO PROVENIENTI DA TROFIMOV CHE ERA STATO AMMAZZATO. E questo io l’ho fatto affinchè nessuno potesse usare la Commissione Mitrokin in campagna elettorale e nessuno potesse accusare la Commissione di essere la “clava” del centro destra contro il centro sinistra.
Naturalmente ad Eruz tutto questo è sfuggito!!!!!!
Gianluca
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3 dicembre 2009 alle 17:03
ma lei onorevole pensava veramente che D’Avanzo le avrebbe risposto? Forse Lei ha un po’ troppa considerazione di se stesso e non si si è ancora reso conto che nel mondo giornalistico per non dire quello politica, non conto quasi niente. D’Avanzo il falso, il bugiardo, quello a cui non costa niente distruggere la vita degli altri con le sue menzogne quotidiane, ha ben altri fini malefici da perseguire e di quello che dice l’On,. Guzzanti non gliene frega un cavolo. Resto sorpreso che lei non l’abbia capito, perchè dovrebbe conoscerlo meglio di me e di tantissimi altri. Quelle domande poteva risparmiarsele. Forse pensava di essere ancora il Paolo Guzzanti di altri tempi, mentre tante cose sono cambiate. Lei un tempo era un giornalista principe di Repubblica e poi se ne è andato e lì sicuramente molti non le perdonanono questa scelta. Sopratutto di essere stato per qualche anno alla corte di Berlusconi, diventando anche senatore e deputato. Poi anche qui ha sbattuto la porta, e so è ricordato dei vecchi insegnamenti di Repubblica in base ai quali bisogna esprimere l’odio più intenso e il massimo rancore nei confronti dei suoi avversari, in questo caso Berlusconi. Ora si trova in compagnia di quei quattro gatti, (sono quasi sempre quelli basta guardare i nomi) che le fanno compagnia in questo blog, il quale nei primi tempi era anche diventente, mentre ora è solamente noioso e direi solo ricco di cattiveria, spesso da lei incoraggiata. Lo frequento saltuariamente per darmi ogni tanto una rinfrescatina e capire che aria tira, perchè è sempre importare sapere cossa scrivono quelli che non la pensano come te. La soptria è sempre quella : l’antibelusconismo più viscerale e becero. Non c’è altro, se non la miseria più totale. Per un giornalista della sua razza e delle sua qualità che sono notevole, mi sembra un penoso e misero autunno.
Saluti
GUZZ – E SE NEL FRATTEMPO lei desse una rinfrescatina alla grammatica, alla sintassi e all’ortografia?
Persino le sciocchezze che si agitano nella sua testolina potrebbero essere scambiate per delle idee.
Ci pensi.
Se vuole, do lezioni a prezzi carissimi, ma con risultati miracolosi.
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3 dicembre 2009 alle 19:50
Diego, siamo tutti cattivoni.
Non si preoccupi. Dorma pure tranquillo. La mamma ha controllato dentro l’armadio? Spero non ci sia qualche cattivo(cattivo) “antiberlusconiano” pronto a morderla.
Diego dorma pure beato nel suo odio verso D’avanzo(Ma allora anche i buoni come lei, diego, odiano?!).
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4 dicembre 2009 alle 10:35
Credo che diego c sia straniero, da come scrive probabilmente argentino. Non è bello, quando ci si sforza per scrive in una lingua non propria, beccarsi di questi commenti qui.
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3 dicembre 2009 alle 17:22
Gentile Guzzanti,
io non credo onestamente che il berlusca sia sotto ricatto. E’ troppo forte ancora per temere i colpi di piuma di fini, casini, bersani e company. Solo la scala internazionale lo può preoccupare, all’interno il padrone è lui e nessuno ha ne i soldi ne il consenso per dargli più di tanto fastidio. Spesso alcuni dimenticano che questo torero, perchè torero lo è, ha defascistizzato An, tolto dalla testa la secessione alla lega, rinnovato gli usi e i costumi della politica (spesso in maniera pericolosa ed oltraggiosa), preso a calci nel deretano leggi e magistrati, massacrato tutto quello che si è frapposto tra lui e i suoi scopi, vinto elezioni impossibili nel 94 da neofita contro la gioiosa macchina da guerra, rivinto e governato cinque anni, rivinto ancora con una maggioranza unica nella storia… insomma non è un cicisbeo. In Italia nessuno può costringerlo a nulla, semmai tutti slinguazzano amabilmente in cerca di qualche briciola, per il presente o per il futuro, ed in quest’ottica credo vadano interpretati i tentativi di cui lei parla di Fini, Casini e co. Gli agitano spettri di mafiosi, di Mills, di scenari post atomici, ma (purtroppo) non si spaventa, è un uomo coraggioso (almeno quello gli va riconosciuto) fino alla follia. E come spesso accade ai coraggiosi è anche un animo tragico: o fa la fine di Craxi o muore o governa.
A presto.
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3 dicembre 2009 alle 18:49
La situazione alla Camera è ad altissimo rischio perché Silvio ha fatto errori quando doveva selezionare i deputati (le quote e la sopravvalutazione del premio di maggioranza). Adesso paga.
Il problema semmai è quanti accetteranno di saltare il fosso e dire no a una fiducia o a un sondaggio informale (unico modo per far cadere il governo) Io ne conteggio circa una cinquantina di deputati e una ventina di senatori. A governo caduto si vedrà che cosa riusciranno a combinare gli altri.
Puntualizzazione: non conta chi è stato eletto in quota An e chi no. Per la precisione le proporzioni sono 1 ex an ogni 3 deputati in quota PdL (neé FI), nella quale occorre calcolare alcuni seggi per i piccoli.
Esempio: Gasparri è stato eletto in quota An ma è difficile immaginarlo contro Berlusconi.
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3 dicembre 2009 alle 17:28
Innanzitutto, grazie Guzz per le informazioni alle quali io come uomo della strada sicuramente non avrei mai avuto accesso. Anche questa è democrazia.
Ora, tu dici “offerta”. In effetti, sembra più un ricatto.
E dunque, se lo scenario prospettato dovesse avere luogo, più che di ribaltone, si potrebbe parlare di rica-ltone.
Certo, per uno che ricatta, ce ne deve essere un altro ricattabile.
Ma io credo che questa importantissima partita sia giunta sin qui non per caso.
Ho una mezza idea – anche tre quarti – che questa situazione sia stata decisa a tavolino, perchè vista come unico sbocco, nell’impossibilità – per i cosiddetti moderati – di seguire apertamente i più esagitati che avrebbero voluto abbattere SB contro la volontà popolare.
Non vorrei però che questa si rivelasse una soluzione solo in apparenza.
Il problema della volontà popolare, difatti, rimane.
Un simile disegno non potrebbe restare celato, e dunque non credo proprio che finirebbe a tarallucci e vino.
I silviofili – e tutti gli elettori di cdx in genere – non apprezzerebbero affatto.
E non dimentichiamo che Fini ha scatenato un bel putiferio tra i suoi ex elettori, moltissimi dei quali – ne sono testimone quotidianamente – dichiarano che voterebbero Lega.
Tu dici Lega no problem. Io non ne sono affatto convinto. Ma questa è solo la mia opinione.
Insomma, il comitato di salute pubblica è cosciente dei rischi che tale ipotesi comporterebbe per la stessa salute pubblica?
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3 dicembre 2009 alle 17:57
Se io fossi Silvio …
…ho tutti i soldi che voglio e posso praticamente fare quello che mi pare …
…e non capisco perchè mi accanisco a fare certe cose che non mi fanno fare…
…tanto sono già passato alla storia.
…posso comprare chiunque ma sembra non bastare …
…e non perchè non si vendano ma perchè le cose che vendono non mi servono …
…allora decido : mi faccio processare, sfido apertamente tutto e tutti … e anche se mi dovessero condannare, tanto chi mi condanna, tra i vari giudizi passeranno 10 anni.
Ammesso che sopravvivo … chi metterà mai in galera un uomo di 80 anni ?!?!?
Ho capito che politicamente sono finito e non perchè non sia stato bravo a fare l’imperatore ma perchè non so cos’è la democrazia infondo, sono un imprenditore di successo self-made e non accetto consigli da nessuno.
Quindi cari Giorg, Pier, Gianfri, Bersa, Capez, Bond, Cicc andate a fanculo non siete degni di me.
Mi restano altri 10-15 anni di vita, perchè io lo so che non sono eterno ma ve lo faccio credere, e sapete che faccio ? … me ne vado a troie a panama e da li mi divertirò a vedere chi, dopo di me, le spara più grosse.
Mi spiace solo che dopo di me, così come accadde ai fascisti nell’immediato dopoguerra, non si troverà più uno che sia uno elettore del PDL…ma chi se ne frega … mi sono divertito …
SB
…ritorno ad essere emanuele … che incubo … o magari ?
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3 dicembre 2009 alle 18:01
Penso che nessun partito sia pronto per nuove elezioni tranne SB.
Auspico un governo di transizione per le riforme,non possiamo votare ancora con questa formula dittatoriale.
Tutte le forze politiche votate, hanno diritto-dovere ad essere rappresentate in parlamento.
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3 dicembre 2009 alle 18:05
Noi chi? Noi il comitato di salute pubblica che si è formato, zitto zitto: il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, Pier Casini, con invito esteso a Bersani e al Pd.
GUZZ
Si ma di questi, i soli voti che contino sono quelli di Fini.
Che seguito ha Fini, su quanti voti può contare?
Io sono prevenuto e forse esagero, ecco come la penso.
Quanti sono i deputati di AN nel PDL?
Quanto costa (economicamente intendo) convincerli della convenienza a sostenere Berlusconi?
Io credo che possa essere un costo sostenibile per Berlusconi.
Quindi questo eventuale comitato di salute pubblica potra forse far lievitare certi costi ma non credo che possa riuscire a far cadere il governo.
Ovvio poi che se il comitato non ha potere di ricatto potrà al massimo interessarsi della propia salute.
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3 dicembre 2009 alle 22:54
Se leggeva il clandestino web quotidiano n.2 Fini non conta un cazzo a livello di voti,insomma poca roba,li e’ pieno di sondaggi.e lasciare il certo per l’incero mah! fossi in lui non mi avventurerei,con Baccini,tAbacci,casini,LCDM,Cicciobello Rutelli.
Va bene che LCDM e’ bravo a far squadra: ” Dai dai che facciamo squadra “.ciao healthtrainer
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3 dicembre 2009 alle 18:42
Senatore, nella sua analisi lei manifesta la convinzione che un Berlusconi in mano ai giudici farebbe una brutta fine. Ma fa una brutta fine perché la magistratura rossa lo scalza dalla Presidenza del Consiglio o semplicemente perché egli è facilmente “esposto” ad un giudizio di colpevolezza?
(non le sto chiedendo di fare il giudice del Presidente del Consiglio, le chiedo un parere giornalistico)
Nel primo caso penso che sia superfluo ogni commento.
Nel secondo caso: da quando ha maturato tale convinzione? Voglio dire, per buttarla giù spiccia: lei un anno e mezzo fa riteneva di stare candidandosi nel partito di uno che aveva l’urgenza di fuggire dalla giustizia?
Ma forse sono domande da str****.
GUZZ – ABBASTANZA.
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3 dicembre 2009 alle 19:48
Lei però capisce bene che da quando è fuoriuscito dal PDL solo alcuni argomenti sono stati affrontati nei suoi articoli e nei suoi interventi qui (erano argomenti importanti e hanno giustamente monopolizzato un po’ il blog).
Quando se ne toccano di nuovi – anzi, di vecchi – è giusto sottoporli ad un minimo esame “storico”. Se uno non lo fa significa che la sta trattando come un folgorato sulla via di Damasco, che non sarà da stronzi ma di certo è da paraculi e nemmeno rende giustizia ad un percorso politico travagliato ma coerente.
Comunque, penso che lei stia scrivendo un libro su Berlusconi proprio per questo…
GUZZ – A LEI non si può nascondere nulla. E che cazzo. Mica è giusto. Lei ha dei superpoteri? Li ha registrati? Lo faccia subito.
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3 dicembre 2009 alle 23:10
“…e quindi non sto qui ad insistere. Aspetteremo e leggeremo”. Era questo il senso della frase.
Il suo sarcasmo è fuori luogo; qui nessuno vuole prenderla in castagna. Semplicemente si cerca di capire come la sua parabola si intersechi con questioni che non vengono affrontate (qui) da tanto tempo.
Quando ne salta fuori una non possiamo stare qui a fare finta di essere nati tutti il mese scorso. Chi lo fa non le offre un decimo del rispetto e della fiducia che le mostro io facendo lo stronzo.
E lei mi tira fuori la formuletta sarcastica standard di RI?
GUZZ – SUVVIA, UN PO’ DI LEGGEREZZA.
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3 dicembre 2009 alle 18:49
Caro Guzzanti,
io non so se, come da lei ventilato, esista davvero un comitato di salute pubblica trasversale e organizzato. Personalmente, ho qualche dubbio perchè non mi sembra che i nomi che lei cita siano in totale sintonia tra loro (oltre al fatto di ricoprire ruoli e avere prospettive politiche non del tutto coincidenti). Ma ammettendo che sia così, so what ?. Di fronte al delirio del PdC, all’arroganza, pressapochismo, fedina penale spesso più che opaca di molti esponenti del PdL (non tutti, per carità! anche nel cesto delle mele marce esiste qualche bella e lucida Melinda) e alle quotidiane proposte lanzichenesche delle orde leghiste, ci vorrebbe davvero un comitato di salute pubblica permanente. Senza ghigliottine nè bastonature ma con idee chiare, coerenti ed oneste, che fungano da camicia di forza contro la deriva paranoide e sado-maniacale delle ditta Bossi&Berlusconi e dei loro pretoriani.
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3 dicembre 2009 alle 19:28
ANSA:
LONDRA – “Time to say ‘addio” (E’ tempo di dire addio): con questo titolo, e la parola ‘addio’ in italiano, l’Economist in edicola domani afferma in uno dei suoi editoriali che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che nell’occhiello chiamano ‘Il nostro primo ministro preferito’) “dovrebbe andarsene”.
“La carriera politica di Silvio Berlusconi è sul limite. Dovrebbe andarsene”, si legge nel sommario del pezzo, nel quale si ricordano alcune delle vicende che hanno coinvolto il premier nell’ultima settimana, definita “una brutta settimana, anche per i suoi standard”: dalla multa per il caso Mondadori, alla richieste della moglie Veronica per il divorzio, dalla ripresa del processo Mills, a “nuove accuse che vengono fatte su connessioni del passato con la mafia”. L’Economist ricorda la propria ‘coerenza’: “criticammo la sua discesa in politica nel 1993-94. Nel 2001 abbiamo detto che era inadatto a governare l’Italia. Nel 2006 consigliammo gli elettori italiani di dire ‘Basta!’. Nel marzo 2008 li abbiamo invitati a sostenere il suo avversario di centrosinistra”.
Ma ricorda anche come la rivista abbia evitato in larga parte i presunti scandali sessuali, concentrandosi “sue due questioni più sostanziali: i conflitti di interesse tra il suo lavoro negli affari e quello in politica, e la performance del suo governo”. L’Economist parla quindi di “risposta dilatoria in maniera scioccante del governo Berlusconi” davanti alle difficoltà economiche dell’Italia, e evidenzia come le questioni legate al tema giustizia “hanno distratto lui e il suo governo dalle loro altre responsabilità “. E critica: “non ha promosso il tipo di riforme economiche di cui c’é bisogno per ridare competitività al Paese”. Il settimanale parla poi di “politica estera eccentrica”, “squilibrata rispetto a quella degli alleati occidentali” notando i contatti con Putin, Gheddafi e Lukashenko.
“Sotto Berlusconi, l’Italia continua a boxare sotto alla sua categoria di peso, nell’Ue e nel mondo”. Infine, l’Economist parla di possibili successori, e menziona Fini (”che complotta apertamente per estromettere Berlusconi”, scrive), Casini e Bersani, nell’opposizione: “Chiunque sia, potrebbe anche completare la trasformazione del Paese, che Berlusconi ha bloccato quando è salito sul palcoscenico della politica negli anni 90. L’Italia starebbe meglio se il cavaliere (in italiano) uscisse ora a cavallo dalla scena”, conclude. Nel numero in edicola domani, del quale è stata fornita un’anticipazione il settimanale pubblica anche un altro articolo, dal titolo “Sotto attacco da ogni parte”, nel quale analizza quello che definisce “un impressionante insieme di guai in cui è immerso” il primo ministro italiano ed “il crescente isolamento che lo circonda”.
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Io sostengo ancora che finirà il mandato, ma pare che sia uno degli ultimi non PDL a dirlo.
Mi ha colpito la metafora del pugile underweight, ma onestamente, quando mai siamo stati un peso massimo? Negli anni della lotta operaia? Negli anni di piombo? Nei favolosi ‘80? Già, siamo il secondo paese manifatturiero in Europa, che è come arrivare secondi in una gara a due, date le differenti economie inglesi e francesi.
All’Italia serve innanzitutto governabilità, per fare tutto ciò che serve fare. Qualche idea differente da Berlusconi?
Vorrei poter dire PD, ma è un partito con tante correnti interne in idiosincrasia costante, se governasse, l’implosione sarebbe certa.
E se Fini spera di imitare la Merkel e riuscire laddove Prodi ha fallito… Guzzanti, secondo Lei?
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3 dicembre 2009 alle 19:49
…anch’io vorrei poter dire PD, ma orma mipare che il PD sia il partito de deficenti. Prima hanno voluto le primarie a tutti i costi come se queste garantissero (stante la dirigenza che abbiamo) un segretariato forte ma finchè quelli che chiedono le primarie non riconvertono la loro testa sul sistema primarie, le primarie saranno una cagata. Adesso è uguale a quando c’era Vcube eletto con primarie del menga. Tutti quelli che non hanno votato bersani sono a fare le pulci a Bersani. Nn ne usciremo mai. E no lo capiscono, Sembra che stiano giocando al fantapd, ognuno fa il mister con la sua squadra.
Immagina che bellezza se avessero veramente trattato il 5 Dic per quello che era. Una manifestazione di blogger. Avessero lasciato i blogger soli come chiedono adesso ( che invece hanno avuto visibilità mediatica solo perchè il PD s’è messo a discutere con Dipietro) avessero detto , ci vada chi vuole e la gente piddina avesse tranquillamente accettato di andarci o meno senza fare le critiche interne. Un esempio di parteciapzione liberale. fai come ti suggerisce la tua coscienza. Amen. Avrebbero fatto la manifestazione e fine. Invece se andrà bene ci sarà chi dice “PD ha perso una occasione” se andrà male diranno “Colpa del Pd che non ha osato” e la colpa di chi sarà? dei PDeficenti.
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3 dicembre 2009 alle 21:34
Giagina, Lei mi è simpatica perchè ha la battuta pronta, è toscana come la mi zia pisana, ’sta allo scherzo e poi perchè è simpatica punto e basta.
Però urge una precisazione.
Personalmente detesto il partito comunista italiano e tutti i suoi derivati fino a quest’ultimo PD, fatto di uomini di carta.
Detesto quello che il pci ha fatto dal dopoguerra in poi e tutte le presunte vittorie democratiche che a detta dell’intelligentia sinistrae sono da attribuire ai comunisti italiani.
Vorrei poter dire PD perchè in Italia urge una classe dirigente progressista nuova e moderna, ma c’è un problema.
Per essere progressisti e “di sinista” occorre essere intransigenti ed incorruttibili, votati al sacrificio per il proprio elettorato che è tutto il popolo. Tutto.
Giagina, vede qualcono siffatto nel PD? Ed anche se ci fosse, sarebbe comunque immerso in una risma di uomini di carta.
Ecco perchè l’attuale PD, se fosse al governo, sarebbe peggio di Berlusconi.
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4 dicembre 2009 alle 00:46
“Personalmente detesto il partito comunista italiano e tutti i suoi derivati fino a quest’ultimo PD, fatto di uomini di carta.”
!?
Questa Leone, me la deve spiegare.
Mi manca l’anello di congiuzione tra il PC e il PD.
Forse la P?
Ma allora anche il “P”dl è un derivato del….?
p.s. la prego, la prego, non mi risponda D’Alema. Io parlo di politiche.
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4 dicembre 2009 alle 14:07
Boh, magari Bersani e Franceschini hanno sotto la camicia la maglietta rossa della salute con scritta gialla CCCP! Avrei votato Marino alle primarie, se mi fosse interessato andare a votare, ma onestamente, a chi interessa del PD? E’ come dice Giagina appena sotto, la fuga dei cervelli dal PD è già avvenuta, restano iscritti dei corpi decerebrati.
Mia sorella che è venuta a trovarmi mi consiglia di scrivere “Cacca, pupù, abbasso Berlusconi!” Ma sappiamo che non è questo il problema, vero Malombra?
6 dicembre 2009 alle 17:23
Capito Leone. Quindi non c’è questo anello di congiunzione.
Saluti
7 dicembre 2009 alle 12:54
No Malombra, non c’è alcuna congiunzione tra il PD ed il PCI. Di più, non c’è congiunzione nemmeno tra PD e PDS. E nemmeno tra PD e DS. A ben guardare non c’è un anello di congiunzione nemmo tra l’Ulivo ed il PD. Diciamola tutta, il PD e la sinistra sono totalmente estranei. Ne consegue che in parlamento non esiste la sinistra, il centro sinistra, l’opposizione.
Diavolo, stiamo pagando lo stipendio di deputati, senatori, sottosegretari e tutta una quantità di persone che in realtà non esistono! Adesso ho capito! Questi sono fantasmi di un passato in cui la loro esistenza serviva a qualcosa, ma da quando il PD non esiste più perchè non ha assolutamente nulla a che fare con tutto ciò che c’era prima di lui…
Berlusconi regna sul suo popolo e sui fantasmi.
Malo, ti lascio con una frase che mi è molto cara.
Chi vuole essere il figlio di nessuno rischia di diventare il padre di niente.
7 dicembre 2009 alle 19:38
Leone, troppa roba: PDPCIPDSUlivo
Io ho parlato di PD e PC.
Non c’è anello di congiunzione.
Ma infatti il PD, come disse l’”africano”(see come no!) Walter, è un “partito liquido”.
Leone, sa chi è l’avversario del PD? Se stesso.
Saluti
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3 dicembre 2009 alle 23:05
Giagina sai cosa penso,che se il PD fosse gestito da persone valide come era il vecchio PCI,ste cose non succedevano,perchè loro,come i mafiosi,sapevano prima di quello che si preparava e facevano 2 cose:
-la prima,se cosa interessava ed era politicamente valida,la cavalcavano
-la seconda,se la cosa era poco utile o controproducente,la facevano abortire,introducendo nel sistema validi anticorpi(fisici o virtuali);
oggi questi cosiddetti dirigenti,vengono surclassati anche in questo campo da Berlusconi.
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4 dicembre 2009 alle 10:24
sapete invece cosa penso io, che ad un certo punto della vita bisogna prendersi pure delle responsabilità e quindi non stiamo smepre a dire “se il PD fosse gestito da persone valide”, proviamo a dire “se il PD fosse votato da persone valide”.
Punto. Non chiediamo ad altri quello che non siamo piu disponibili ad essere noi.
Dove sono tutti quei bravi ragazzi, capaci, studiosi intelligenti che vogliano fare “gavetta, cazzo si gavetta, per amministrare questo paese?
Io vedo solo 30enni usciti ieri l’altro da qualche università retta da tromboni capacissimi a gasarli quando hanno fuffa nel cervello e farli sentire capaci di reggere le sorti economiche, culturali, sociali, di una nazione.
Dove sono?
IO non ne vedo ne a destra ne a sinistra. Chi sgomita in genere è un mediocre, Quelli validi fanno altro. Escono, li riconosci perchè dicono cose sensate.Non vanno a farele manifestazioni con le bandiere viola a morto ( qualcuno glielo optea pure dire che il viola è il colore dei morti)
Abbiamo tre figure di spicco nel PD : Vcube, Franz e Bersani e dicono tutt’e tre la stessa cosa sulla manifestazione del 5 e riescono allo stesso tenpo a farsi la guerra.
a questi tre io dico ” andate a fanculo , io dono piu intelligente di voi”
Dov’è la gente che dice queste cose a Berlusconi?
Quanti di voi, hanno una frequentazione di partito? quanti vannoo a farsi il mazzo accanto alle gente che perde il posto di lavoro? quanto sotto al parlamento a tirare, scusi Guzz, le uova a questa classe dirigente che se ne frega?
nessuno.
Amen
Di che vi volete lamentare che il PD è derivato dal PCI, tutti, tutti quelli che vedete dentro li’ derivano da qualcosa.
E’ meglio un Capezzone che fa derivato di secondo nome? E’ meglio un ex socialista che ha fatto carriera a colpi di tangenti? E’ meglio un mastella feudatario? Eì meglio un D’Alema barcarolo? Un Vcube immobiliristaa ll’estero? Chi?
Fra tutti quanti accident’ai meglio.
Lo sapete chi dovrebbe essere meglio? Noi, cazzo, noi.
Berlusconi creperà come tutti , poi voglio vedere cosa resterà del grande statista. I capelli finti , eco-incompatibili.
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3 dicembre 2009 alle 23:05
The economist non ha capito un cazzo di noi e nemmeno quell a stronza delal TAna de zulueta giornalista di centro sx eletta.
Berlusconi ha rivoluzionato i lpanorama politico Italiano.PErche non ne’ un politico,ma e’ megli di un politico quando lo vuole fare.ma che cazzo dicono siamo avanti la GB come PIl,ma pensassero ai loro problemi.Loro che invitano a votare l’opposizione nel 2008,ma chi cazzo sono.Ma che si facessero gli affari di casa loro.
visto che la GB sta andando a rotoli.
Cosa mettiamo quell’inconcludente di FIni con il Belloccio CASINI (cognome che e’ tutto un programma) con TAbacci ? a guidare l’Italia NON HANNO VISION ,NON HANNO PROGRAMMAZIONE ,SONO POLITICI di basso rango,Non hanno coerenza (Vogliono stare attaccatti col culo alla poltrona,Casini fa il fenomeno ma e’ finanziato con centinaia di MILIONI DI EURO da CALTAGIRONE suo suocero (indagato anni fa per appalti, mafia ecc).E’ inutile a dirlo sono politici di PROFESSIONE.e dei professionisti della Politica NON MI FIDO: NON MI FIDO DELLA GENTE CHE NON HA MAI LAVORATO.MEGLIO LA GENTE CHE LAVORA,CEH HA COSTRUITO QUALCOSA INVECE di QUELLI CHE SANNO FARE SOLO BLA BLA BLA.ED I NON POLITICI I SECONDI LAVORI LI RIESCONO FARE SEMPRE MEGLIO DI QUEI Politichetti da 4 soldi.PErche hanno il senso della realta’ il buon senso comune,sanno cosa vuole la gente.
Poi mi vien da ridere l’economist che patente ha per dare i suoi giudizi cioe’ da che pulpito viene la predica.
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4 dicembre 2009 alle 17:55
Azz…. adesso voglio vedere come ci rimarranno l’Economist e la TAna quando gli diranno che chi capisce tutto sei tu.
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3 dicembre 2009 alle 20:07
Ho consultato con attenzione i fondi del caffè, ma non dicono nulla di particolare. passo all’esame delle interiora di pollo per vedere cosa succederà, poi ripasso ed esterno qui sul blog?
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3 dicembre 2009 alle 21:44
Ho sentito dire in passato di un patto tra SB e il suo fedele amico: in caso di sintomi di deragliamento mentale dell’uno, l’altro doveva avere il coraggio di avvisarlo in tempo.
Dopo le ultime sortite, quel tempo sembra essere arrivato; e tra uomini di buon senso e d’onore i patti andrebbero rispettati.
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3 dicembre 2009 alle 22:34
Ahaha… bella questa! Amgelo, magari fosse!
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4 dicembre 2009 alle 17:38
ma come? una cosa tipo “se capita a me prometti di spararmi? Non farmi soffrire , finiscimi”
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3 dicembre 2009 alle 23:05
Amgelo, se tu avessi visto la cartella clinica di SB al San Raffaele…
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4 dicembre 2009 alle 07:12
L’autore non sono IO….
tuttavia come divertissement….;-)
http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=594772&page=2
Ultim’ora: Colpo Di Stato!
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“Un gesto gravissimo, un attentato alla Costituzione, nata dalla lotta al nazi-fascismo!” è stata questa la dichiarazione rilasciata dal deposto Presidente della Repubblica italiana Napolitano dallo Stato della Città del Vaticano, nel quale si trova in esilio dopo il proclama lanciato dal Tenente Colonello dell’Esercito Gustavo De Marchi dai canali occupati della RAI, l’ente televisivo di Stato.
I principali palazzi governativi sono sotto controllo militare.
L’alzamiento dell’Esercito ha posto l’Italia in uno stato di sospensione delle libertà civili ed è il naturale evolversi del caos diffuso dalla classe politica e da quella finanziaria della penisola.
Il Colonello nel suo proclama, dopo aver sospeso le libertà civili, ha proclamato il coprifuoco notturno affermando che “i lavoratori padri di famiglia non girano di notte” e ha disposto un controllo serrato degli aereoporti civili e militari del paese. Nulla si sa dei leader dei partiti politici mentre il Capo dello Stato Napolitano, in considerazione della tarda età, e la moglie sono stati consegnati, pare dopo una trattiva, al Cardinale Vicario di Roma, che li ha accompagnati in Vaticano.
De Marchi ha imposto all’Arma dei Carabinieri, che aveva tentato un’estrema resistenza, la consegna nelle caserme. I pochi deputati e senatori che si trovavano nelle due assemblee (in genere mai affolllate) sono stati arrestati e con aerei militari trasferiti in luoghi segreti.
Non s’hanno notizie del Presidente Berlusconi (anche le televisioni di proprietà della sua famiglia sono state occupate ed hanno sospeso le trasmissioni) nè dei massimi leader del “teatrino nel quale s’era trasformata la politica italiana”, “inconcludente e parassitaria” come ha detto il nuovo uomo forte di Roma.
Nei fatti, intorno alle tre del pomeriggio di mercoledì scorso, mezzi blindati si sono mossi nelle principali città ed hanno occupato i centri nevralgici dell’Italia. La RAI, intorno alle quattro, ha sospeso le trasmissioni, ed ha iniziato a trasmettere inni nazionali, quali Giovinezza e Fischia il Sasso, con un tricolore sullo sfondo.
Alle sei è apparso in video il Tenente Colonello De Marchi ed ha annunciato che l’Esercito controllava il paese; oltre alla consegna dell’Arma dei Carabinieri, ha chiesto ai Vescovi di non intralciare il “lavoro di pulizia” altrimenti si vedrà costretto a conseguenze estreme. Lo Stato vaticano ha chiesto garanzie ed un corridojo umanitario; l’atteggiamento della Segreteria di Stato è prudente e collaborativo benchè sia stato sospeso il Concordato del 1929, rinnovato vent’anni fa.
Il Colonello nel suo lungo proclama ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche cogli Stati Uniti e collo stato sionista, i militari italiani che occupano l’Iraq sono stati richiamati immediatamente in Patria. Un problema per il governo militare che s’è imposto a Roma è la presenza delle truppe americane che occupano il paese dal 1943.
L’Esercito controlla le basi americane e probabilmente la NATO organizzerà un ponte aereo per il loro trasferimento fuori dal paese. De Marchi ha denunciato, oltre il Concordato col Vaticano, anche il Trattato Atlantico e l’adesione al Mercato Comune europeo. Il valore legale dell’euro è stato sospeso. La Banca d’Italia, guidata da un militare, ha iniziato a battere una nuova moneta, il Nazionale.
Giovedì sera s’è appreso che il Tenente Colonello ha chiesto alla Russia, alla Cina ed alla Repubblica Islamica d’Iran, i tre paesi hanno immediatamente riconosciuto il nuovo Governo, assieme alla gran parte dei paesi dell’America Latina, sostegno militare mentre “non abbiamo bisogno di nessun sostegno economico” ha proclamato De Marchi.
Il nuovo governo militare ha imposto entro 72 ore l’evacuazione dei familiari dei residenti non italiani, non necessiari, nell’immediato, all’economia; entro trenta giorni anche i residenti non italiani dovranno abbandonare il suolo nazionale. Trattasi di un numero considerevole, vista anche la sanatoria (un milione di regolarizzazioni) fatta dal precedente governo di centrodestra.
Sono state nazionalizzate tutte le banche ed i maggiori centri economici del paese.
La Massoneria è fuori legge assieme ai partiti politici.
De Marchi ha annunciato “la promozione italiana”: “Ogni italiano ha diritto ad una casa, ad una famiglia ed ad un salario equo. L’italiano deve avere la fierezza della sua italianità, fin troppo vilipesa ad oggi. Le canaglie schiaviste sono state sgominate – ha aggiunto, riferendosi all’ “insulsa classe politica e ai loro pupari della finanza” – i loro schiavi saranno espulsi. L’Italia innanzi a tutto!” – ha scandito il Colonello.
Al momento non c’è stata nessuna reazione violenta da parte del popolo, che plaude, nella stragrande maggioranza, al golpe dell’Esercito.
Durissima, invece, la reazione americana. La Rice ha chiesto l’immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per lanciare sanzioni economiche alla nuova Repubblica Sociale, annunciata da De Marchi. Putin ha duramente attaccato gli Stati Uniti ed ha annunciato, seguito dalla Cina, il veto a qualsiasi sanzione contro l’Italia.
De Marchi ha ringraziato il Cremlino e la Repubblica Popolare cinese per il sostegno internazionale. Il Governo sionista ha minacciato De Marchi e la sua Giunta militare se saranno violati gli interessi dei trentamila ebrei presenti nel paese. Gli stessi sono stati invitati dal Colonello a lasciare il suolo nazionale, “assieme al resto della feccia che il mondialismo c’ha imposto”, ciò entro trenta giorni.
I confini nazionali sono strettamente controllati, dopo l’adesione della Marina e dell’Aviazione al golpe di De Marchi, il Mediterraneo è solcato palmo a palmo e alcuni barconi di clandestini sono stati mitragliati dopo essere entrati nel confine nazionale nella serata dell’alzamiento.
De Marchi ha convocato gli ambasciatori libico, tunisino ed albanese minacciando dure rappresaglie militari se i loro Governi permetteranno la partenza di “barche piene di spazzatura”. La situazione in Italia è irreale: la televisione di Stato trasmette documentari sulla natura, di geografia e di storia, alternati a dibattiti di politica anti-mondialista. Le altre televisioni sono oscurate.
Durissima è stata la reazione del Centro Wisenthal di Vienna dopo la trasmissione, ad un ora di grande ascolto, di un documentario iraniano sulla “bugia dell’Olocausto ebraico in Europa”, come veniva annunciato.
Il Tenente Colonello ha detto che “le minacce di quattro avventurieri che occupano una terra non loro da oltre cinquant’anni non ci toccano”.
I comunicati della Giunta militare italiana si chiudono con un secco “Me ne frego!”
“l’ipotesi” è di Raffaele Di Deco, detto “Cariddeo”, intellettuale revisionista, morto a Venezia in circostanze misteriose.
http://files.splinder.com/8cecd5b3423351a85f392c403fbba66f.pdf
Bellisonus is offline Reply With Quote
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4 dicembre 2009 alle 08:48
Caro Paolo,
credo che una telefonata, “l’amico” Farina la meriti.
Da Il Giornale del 02/12/09: http://www.ilgiornale.it/interni/perche_pd_ha_paura_dossier_kgb/02-12-2009/articolo-id=403417-page=0-comments=1
In particolar modo mi ha colpito, negativamente, l’ultimo paragrafo:
“….per favore il governo non metta in mano ai soliti comitati con Giulietto Chiesa e gli storici delle Botteghe molto ma molto Oscure l’interpretazione degli atti. Sia messo in mano a gente seria. Purtroppo Victor Zaslavsky e Valerio Riva sono morti, ma ce n’è di formidabili, penso a Elena Aga Rossi, in Parlamento c’è Giancarlo Lehner. E si nomini qualche esperto internazionale, onde non imbarcarsi – persino in buona fede – in qualche disavventura tipo Scaramella. Poi si arrabbi pure molto Rosy Bindi, ma reggeremo volentieri il colpo.”
Si parla del dossier che il bielorusso ha dato a SB. Se anche Lui è caduto nel trappolone di D’avanzo/Bonini, allora ….
Giuseppe STELLA Catania
GUZZ – GLI HO SCRITTO PERSONALMENTE. A LUI E A LEHNER
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4 dicembre 2009 alle 16:44
Anch’io avevo pensato all’onorevole Guzzanti leggendo l’articolo di Farina. Giulietto Chiesa? Brrr… la neve nel bicchiere.
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4 dicembre 2009 alle 09:44
Caro Onorevole,
non mi è chiara la posizione del Partito Liberale.
Vorrei capire come la pensate. Alla Sabina Guzzanti…(va bene tutto purché Berlusconi cada…aggiungo io…quindi anche le dichiarazioni di uno che scioglie i bambini nell’acido al quale paghiamo lo stipendio) oppure c’è ancora la voglia di battere Berlusconi POLITICAMENTE.
Lo chiedo perché sinceramente sono tentato per il partito Liberale…ma diciamo che mi sentierei meglio se prendesse le distanze da un eventuale ribaltamento del voto democratico fatto a suon di dichiarazioni di pentiti dal curriculum che farebbe spavento al mostro di Milwaukee.
Riguardo alla sua ricostruzione dello scenario prossimo futuro non sono d’accordo, penso che Berlusconi stia meditando un secondo predellino. Far cadere tutto e andare alle elezioni a marzo insieme alle regionali, …c’è l’incognita Napolitano…certo …ma io penso che quest’ultimo non sia in grado di sostenere un incarico ad un nuovo governo con un’opinione pubblica che chiederebbe le elezioni a gran voce.
GUZZ – SE LEI avesse la gentilezza di seguire le posizioni del Pli anche dal suo sito, saprebbe che mai e poi mai qualcuno ha pensato ad altra caduta di SB che non fosse politica. Se dovesse cadere per un golpe, noi lo sosterremmo per sostenere i principi e non per sostenere lui.
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4 dicembre 2009 alle 11:21
Gentili,
vorrei far osservare una cosa. Accettare il linguaggio distorsivo che ci propongono come corretto non può che portare ad una rappresentazione fuorviata della realtà.
Ritengo che i magistrati DEBBANO accertare le rsponsabilità delle azioni individuali rispetto ai dettami della legge. SE (E SOLO SE!) viene PROVATA una condotta di estrema gravità penale di un politico, se ne traggono le conseguenze.
Questo non è un golpe, è lo stato di diritto. E’ la banale idea di uno stato in cui chi non ha rispettato la legge, risponde delle sue azioni, invece di poter blaterare di complotti, comunisti e cazzate del genere.
Se vengo condannato per molestie acustiche ai vicini, non è un complotto dei vicini con la magistratura e chissà quali forze segrete.
Pur se in minoranza, alcuni milioni di italiani rivendichiamo con estrema forza e fino alle estreme conseguenze la necessità di rispetto della legge.
Detto questo, spero anche io che Berlusconi ne esca pulito (non foss’altro, per non dover pensare che questo Paese abbia voluto farsi governare da un mafioso) e che possa essere battuto politicamente. Per quanto l’ho sempre ritenuto inadeguato, ho sempre votato contro di lui. Ma non accetto che questo cittadino italiano possa autodichiararsi al di sopra della legge grazie al consenso popolare di cui gode.
Punto.
Antonio
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4 dicembre 2009 alle 12:54
In effetti questo non è un golpe…nei golpe quelli classici i golpisti rischiano almeno la pelle.
Qua siamo di fronte ad un manipolo di funzionari statali vincitori di un concorso che usa un terrorista, scioglitore di bambini nell’acido, per scardinare il voto degli italiani. Per provare le dichiarazioni del mostro poi ci sarà tempo…lo faranno con tutta calma…e poi se non ci riusciranno…Ops!…il mostro diceva stronzate!…pazienza…i giochi saranno già fatti.
Ha ragione lei …questo non è un golpe…che cos’è? Boh! si potrebbe aprire un concorso di idee per trovare un neologismo che individui questa operazione…
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4 dicembre 2009 alle 16:37
Sono d’accordo. Come accettare tutto ’sto cancan preannunciato da tempo. Tutto il paese a pendere dalle labbra di un ignobile nella cui gola dovrebbe essere versato il piombo fuso. In questo paese le elezioni devono essere abolite, da subito. E’ dimostrato che tanto, di riffe o di raffe poi va tutto a puttane, perchè la mafia è anche quella delle procure, è anche quella di Gianfrego e Pierfrego, tanto per ricordare due politicanti di professione che nel pantano italiota sanno sguazzare alla grande.
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4 dicembre 2009 alle 16:53
E bravo Manuele Bani,
hai voluto dar prova di essere abbastanza rincoglionito, e quindi perfetto nel ruolo di un berluscones.
Complimenti.
Hai imparato perfettamente a ripetere a pappagallo gli slogan della casa.
-I magistrati sono solo funzionari vincitori di un concorso e quindi possono processare chiunque meno che i politici, e meno che mai Berlusconi, fosse anche il più delinguente d’Italia.
-I pentiti sono delinguenti e non si può prestar fede a ciò che dice un delinguente.
Che vogliamo fare caro Manuele?
Vogliamo eleggere i magistrati? Magari con lo stesso sistema usato per i deputati, li facciamo scegliere direttamente da Silvio per non sbagliare?
E i pentiti? I pentiti devono essere persone credibili. Persone perbene che non hanno commesso mai alcun reato. Incensurati ecco. (Già ma allora di che dovrebbero pentirsi?)
Caro Manuele, siamo messi male,
il problema Berlusconi si risolverà prima o poi, ma il vero problema è costituito dalla massa di rincoglioniti come te, e purtroppo non ha soluzione.
GUZZ – LEI HA LE IDEE CONFUSE.
A PARTE IL FATTO CHE IN italiano non si dice delinguente, ma delinquente (delinquere), la questione dei magistrati funzionari è questa: i magistrati non costituiscono in una democrazia un “potere”, perché l’intero “potere” appartiene soltanto al popolo sovrano che lo delega attraverso i suoi eletti deputati, senatori e presidenti di Regione.
Quindi quando si dice che i magistrati sono funzionari la cui legittimità discende da un concorso pubblico si dice il vero.
Il che non vuol dire che ne debbano fare il loro mestiere, come i chirurghi, i professori, i dirigenti statali. Lo possono e devono fare, ma la loro legittimazione democratica (concetto un po’ ostico) è pari a zero.
I pentiti. Soltanto in Italia esiste lo scandalo di collaboratori di giustizia chiamati “pentiti”, santificati dalla confessione.
Il collaboratore di giustizia deve rispondere a due requisiti:
1 – avere detto tutto, fino in fondo e senza lasciarsi niente di riserva, il giorno l’ora e il minuto in cui hanno firmato il programma di protezione in cambio di testimonianza.
2 – Non devono affatto “parlare” e “raccontare”, meno che mai “ricordare” come bombe a tempo: devono indicare i fatti di cui sono testimoni e fornire le PROVE materiali e non verbali di quel che dicono. Altrimenti i “delinGuenti” se ne tornano in galera.
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4 dicembre 2009 alle 17:39
Caro Brambilla/Velaspez,
come vedi l’Onorevole ti ha già risposto molto meglio di come avrei potuto fare io.
Tre figure di merda in un solo post. Stai migliorando, complimenti!
Ancora ossessionato dai berluscones…e se il vero problema dell’Italia fossero gli analfabeti (delinguente è bellissima!) come te?
4 dicembre 2009 alle 18:52
Caro Manuele Bani,
Di che ti rallegri?
Illuso. Non sarà certo una “g” al posto di una “q”, a farti sembrare meno rincoglionito di quanto tu sia.
4 dicembre 2009 alle 19:39
E chi si rallegra. Vedo che da buon analfabeta non sai né scrivere, né leggere.
Qua sotto hai infilato la quarta figura di merda. Cappotto per oggi.
Ora su, stasera a nanna presto.
Vedi di andare ad insultare qualcun’altro da dietro il tuo soprannome da bauscia qualunque.
ANALFABETA che non sei altro.
4 dicembre 2009 alle 23:37
Non ho insultato nessuno.
5 dicembre 2009 alle 11:33
Vedi? Che ti dicevo! Sei analfabeta.
Non riesci neanche a rileggere quello che tu stesso hai scritto.
Falla finita, ti prego. Sono in imbarazzo per te.
5 dicembre 2009 alle 13:47
Non ti ho insultato, non sto qua per insultare, e dei tuoi insulti me ne frego.
Ho detto che sei rincoglionito, ma non si tratta di un insulto. Non nel tuo caso.
E’ una semplice constatazione, peraltro di tutta evidenza.
5 dicembre 2009 alle 16:01
Hai dovuto aspettare che qualcuno passasse di lì per rileggerti quello che avevi scritto?
Che vita d’inferno che devi fare!
Addio piccolo bauscia analfabeta.
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4 dicembre 2009 alle 18:35
Scusi ma le ovvietà riesco a comprenderle anche io.
I magistrati sono legittimati a fare il loro mestiere nei modi previsti dalle leggi italiane, punto.
Non hanno, e non hanno bisogno, per far questo di alcuna altra legittimazione “democratica”.
I pentiti che le piaccia o meno, vanno gestiti nel rispetto delle leggi italiane.
Se in italia esistono leggi che a lei fanno schifo la colpa è forse più sua che mia.
Io non sono mai stato nelle condizioni di poterle modificare. Lei si.
Ma non nascondiamoci dietro un dito.
La solita cantilena sui magistrati “vincitori di concorso” non serve altro che a giustificare una supposta gerarchia di legittimità, per cui chi è “più legittimo” pretende di non essere giudicato da chi lo è di meno, ma solo dai suoi pari, fossero anche..compari
GUZZ – NE ERO SICURO. NON HA CAPITO. E io non ho francamente tempo da perdere.
.
4 dicembre 2009 alle 22:09
Fa niente.
Io di tempo per ascoltare ne avrei ma francamente non credo di perdere niente.
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4 dicembre 2009 alle 12:00
L’ho fatto e ho trovato un paio di commenti di Niccolò Amato in merito agli ultimi accadimenti. Mi sono sembrati molto politically correct..quindi un po’ poco incisivi…
Vede, lei con una riga “Se dovesse cadere per un golpe, noi lo sosterremmo per sostenere i principi e non per sostenere lui.” …è stato come al solito diretto ed efficace.
Grazie.
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4 dicembre 2009 alle 09:52
Albe’…stattantento a di’ ’ste parole : ” …che se il PD fosse gestito da persone valide come era il vecchio PCI….”
Albe’ …ma ke te sei ‘mpazzito?
Co llaria ke tira.
Si te sente Patton ner mijore dii casi te propone ‘nTSO.
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4 dicembre 2009 alle 13:22
Kale/Giagina,adesso stanno trasmettendo su Virgin radio Old Man di Neil Younge quindi io vado in trance;però prima di farlo,ve dico:ma che ce posso fà io se questi sono,come dire cr…pardon inadeguati.Io dopo il 2006 il voto non lo do piu’ a chi capita,perchè io ci soffro se me pijano po’culo.
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4 dicembre 2009 alle 09:54
L’unica via di uscita di Berlusconi elezioni anticipate mollando tutti pure la Lega andando da solo chiamando a raccolta il suo popolo e vincendo con la speranza che non si inventi altre scuse…Solo contro tutti allora potrei pensare pure di votarti Silvio…Do It…Ps Patton Enjoy http://www.youtube.com/watch?v=YvxnMlg-jTo&feature=rec-LGOUT-exp_rev-rn-1r-5-HM
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4 dicembre 2009 alle 10:36
Completamente OT, ma nel 3d precedente si parlava di “giustizia” americana.
“USA, giustiziato ritardato mentale. Nessuna grazia dalla corte suprema”
http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_04/pena_morte_usa_ritardato_mentale_227fc566-e0ad-11de-b6f9-00144f02aabc.shtml
Fonte: Corriere della Sera
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4 dicembre 2009 alle 12:53
Caro Paolo :
Tu dici che , nel caso di un golpe , sosterresti SB.
Sinceramente non mi e’ chiara una cosa.
Se si trattasse , per assurdo ,di un golpe militare e’ un discorso.
Ma tu per “golpe” ritieni anche il formarsi nel Parlamento attuale di un “altra” maggioranza ?.
Posso sbagliare ma se nascesse un Governo sostenuto da una ALTRA maggioranza nell’attuale Parlamento NON sarebbe , credo , contro le regole.
Questo , se mai accadesse , potrebbe essere legittimamente oggetto di critiche a non finire …ma non scorretto da un punto di vista della osservanza del dettato costituzionale.
Quanto sopra per capire meglio…
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4 dicembre 2009 alle 14:06
Caro Bani :
Io e lei la pensiamo in maniera diversa ; lei il golpe lo vede nell’azione operata da ” un manipolo di funzionari statali che hanno vinto un concorso che usa un terrorista , uno scioglitore di bambini nell’acido….etc,etc”.
Premesso che , ovviamente, non condivido il tono che lei usa verso i magistrati vediamo di dirci due parole pacatamente.
Quel brav’uomo di Spatuzza e’ un “pentito” ; nella sua qualita’ di pentito e’ obbligo dei magistrati interrogarlo ed ascoltarlo anche se dice che il sole sorge ad ovest.
Spatuzza oggi ha parlato di “quello di canale 5 e di quell’altro nostro paesano -Dell’Utri-” ; premesso ancora che un “pentito” pluriassassino possa dire anche delle verita’
…ebbene SIA CHIARO che per tutti coloro che hanno la capoccia sulle spalle quanto detto da Spatuzza allo stato delle delle cose vale meno che Z E R O , QUALORA NON CI SIANO RISCONTRI SERI,INCONTROVERTIBILI,DOCUMENTALI ….io personalmente , usando la discrezionalita’ propria di un giudice , TRATTANDOSI DI PENTITI DI MAFIA non riterrei per nulla VINCOLANTI o PROBANTI nella formazione del mio giudizio neanche e soprattutto LE CONVERGENTI DICHIARAZIONI DI ALTRI PENTITI DI MAFIA.
Tanto per capirsi e per mettere i puntini sulle ” I ”
Chiaro ? Ribadisco , per me quanto detto da Spatuzza vale zero.
Certo se si pensa che i magistrati usino Spatuzza come un grimaldello politico per danneggiare questo o quello e’ un altro discorso….come si suol dire… non se ne esce
Dopo quanto scritto sopra – e qui’ gli italiani sono divisi AHIME’ a meta’ – non trovo condivisibile la sua immagine di “un manipolo di funzionari che fanno un golpe…”.
Se uno Spatuzza qualsiasi viene catturato o va ad una stazione dei Carabinieri,si costituisce e dice di essere un pentito ; ebbene secondo lei i magistrati non dovrebbero interrogarlo ?
Il maresciallo dei Carabinieri di quella stazione e il magistrato di turno, allo Spatuzza o chi per lui riconosciuto come mafioso e che si dichiara “pentito”, che avrebbero dovuto fare e dire ? Ma vattene via , vai a rompere i coglioni da un altra parte che stiamo a magna’ le lasagne………
Un saluto.
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4 dicembre 2009 alle 15:45
Caro Kalevala,
vede io penso che un mafioso, un terrorista e uno scioglitore nell’acido di bambini vada trattato dallo Stato per quello che è. Lo si butta dentro una cella e da uno spioncino gli si dà da mangiare una volta al giorno finché non crepa di morte naturale.
A me se quello si dichiara pentito non me ne frega una beatissima mazza. Lei mi dirà …ma Falcone e Borsellino hanno ottenuto risultati strabilianti con i pentiti…e io le dirò che per me quello di combattere la mafia usando i pentiti è stato uno dei più grossi errori che lo Stato abbia fatto negli ultimi cinquant’anni…e questi sono i frutti avvelenati di quelle scelte.
Qui su questo blog abbiamo già discusso i metodi da adottare. Due anni di tempo, azione militare e d’intelligence….e adieu mafia e camorra.
Ora se lei si nasconde dietro ad un dito, dicendo che un magistrato è obbligato ad ascoltare un pentito, facendo finta che sta parlando di cose qualunque e non di un qualcosa che ha un peso politico enorme e potrebbe condizionare la vita democratica dello stato (come infatti sta già facendo), io sono costretto ad interrompere lo scambio pacato di opinioni con lei, perché mi sento un tantinello preso per il culo.
Saluti.
p.s.: io vorrei cambiare tono con i magistrati…a me piacciono quelli vecchio stampo …quasi invisibili nella società civile, tutti casa e tribunale…ma poi mi tocca vedere il procuratore generale di Palermo che partecipa a tutti i dibattitti politici TV sulle dichiarazioni di un pentito…per di più presentando il suo ultimo libro….come faccio?
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4 dicembre 2009 alle 17:37
beh sa Manuele, anch’io in tv non vorrei ascoltare le risposte di un Presidente del Consiglio affidate ad un libro di Vespa.
Trasmettiamo in tv solo documentari sulle tendenze sadomaso delle cavallette aborigene del MatoGrosso? Corsi intensivi di congiuntivo, questo sconosciuto e i dvd della Jane Fonda coi body a mezza coscia e gli scaldamuscoli. Che dice?
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4 dicembre 2009 alle 19:02
Cara Giagina,
che si fa? si riparte dai fondamentali?
Berlusconi lo possiamo mandare a casa noi …IL POPOLO. (Già fatto nel ‘96 e ‘06)
Ingroia no.
Scusi s’è poco.
E allora io vorrei dei magistrati che fanno in silenzio il loro dovere, il magistrato ha il dovere di essere una sorta di monaco del tribunale e più in generale dell’applicazione della Legge. Così la vedo io. Così dovrebbero fare nel rispetto di quella Costituzione che amano tanto sbandierare come baluardo di tutti i valori democratici.
Presentare il proprio libro, (qualificandosi dalle scritte in sovrimpressione come l’allievo di Borsellino) e berciare le proprie opinioni in merito all’operato della politica eletta dal popolo, in una trasmissione della rete pubblica alle due di pomeriggio, di un giorno feriale…è, comunque la rigiri, cara Giagina, un cosa diversa dalla risposte di Berlusconi sul libro di Vespa.
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4 dicembre 2009 alle 19:40
Diversa ma non meno grave.
Beh scusi mi faccia capire ma a lei danno fastidio solo i magistrati che vanno in tv? Il rispetto della Costituzione ce lo devono avere tutti indipendentemente dal lavoro che fanno.
C’è per caso scritto da qualche parte nella Costituzione che ai magistrati è proibito scrivere libri e promozionarli in tv?
Non credo
Casomai c’è scritto che la legge è uguale per tutti.
Guardi Brunetta proprio un paio di settimane fa è andato in quello stesso spazio televisivo a fare una filippica contro o fannulloni che usano beni pubbici pagati da tutti per fare “altro”, e poi come d’incanto è saltato fuori il suo libro ( quanto scrivono ’sti ghost writers) e abbiamo passato un buon quarto d’ora a sorbirci la promozione, spazio pubblico, conduttrice ,luci, tecnini, seggiole e acqua sul tavolo pagata dai soldi di tutti
E allora ci sarebbe stato da dirgli, caro piccolipocretino che vogliamo fare? Mandiamo fattura?
Tutti dovrebbero fare il loro nestiere in silenzio, con serietà e onestà, lontani dalla tv e via discorrendo…poi il capo dell’abaradan da un esempino formando il patto con gliitalini da Vespa e non va in Parlamento a relazionare del suooperato ma in qualche show prime-time e lei vorrebbe che glialtri no facessero uguale?
Vada sopra a queste cose, mi creda.
4 dicembre 2009 alle 19:58
No, no e no.
La gravità delle azioni di Berlusconi saranno soggette al voto.
Il politico ha legittimazione democratica, il popolo gli dà e gli toglie il potere.
Il magistrato no. E’ lì per la vittoria di un concorso pubblico. Deve semplicemente applicare la Legge che la politica gli passa…niente di più e niente di meno.
La sensibilità di fare il proprio lavoro silenziosamente la deve trovare dentro di sé, e se non la trova, io non lo voglio vedere nell’arena che spetta solo a chi ho votato, altrimenti sono cazzi…altro che passare sopra a queste cose.
Quindi io penso che un magistrato (almeno per come è strutturata la magistratura dalla Costituzione Italiana) non dovrebbe esprimere opinioni in pubblico sulla politica. E’ censura questa? O è rispetto della sacralità della sovranità popolare?
4 dicembre 2009 alle 21:09
Senta ma lei cappuccetto rosso lo legge tutte le sere o alterna col gatto con gli stivali?
5 dicembre 2009 alle 10:35
E lei tutto questo scomposto pragmatismo lo tira fuori nei giorni pari o in quelli dispari?
Brunetta e Berlusconi non c’entrano una mazza con Ingroia che partecipa ad un dibattito televisivo/politico con il sottofondo della diretta di Spatuzza, con pure la faccia tosta di presentare il suo libro. Se lo ficchi nella testolina, e non giri la frittata.
5 dicembre 2009 alle 14:34
le regole si possono invocare quando si è disposti in prima persona a seguirle. Poi dopo un po non importa chi le ha infrante per primo.
Qui si sta giocando senza regole.
Non so se se n’è accorto.
5 dicembre 2009 alle 16:10
Come-come?
Quindi anche i magistrati stanno giocando fuori dalle regole? (certo per colpa del cattivone B.) ma comunque fuori dalle regole…ho capito bene?
p.s.: non mi dica che a quest’ora non è in piazza al No-B.day?
5 dicembre 2009 alle 18:40
alzata alle sette, cambiato le lenzuola, caricata lavatrice, fatto la spesa all’apertura dei supermercati, stesa la lavatrice delle lenzuola e messa su quella dei colori scuri,sono andata in centro a ocmprare i regali, tornata stesa l’altra lavatrice, fatto la polenta coi funghi per pranzo ( ammetto in busta), lavato i piatti perchè ieri mi si è pure rotta la lavastoviglie, sistemato in casa le piante grasse, sistemato un po casa, fatto due chiacchiere su facebook, un’occhiata a twitter e un passaggio da friendfeed, ho ascoltato un po di musica che lunedì vado ad un concerto e devo essere preparata a cantare e ballare, ho ritirato la biancheria stesa per stenderla in casa e adesso ho preso un thè perchè ho anche un leggero ma ldi pancia dovuto al ciclo e un bel po di giramento di palle dovuto ad un ritardo nei pagamenti di alcune fatture, appena posto questo vado a fare cena.
Non ho tempo per servire Di Pietro.
Quanto alle regole le ho già detto non è importante chi le ha violate per primo. Ognuno c’ha messo del suo adducendo la legittima difesa. Ci dovrebbe essere uno sforzo comune e sincronizzato per ritornare tutti nell’etica e nel buon senso. I magistrati a fare i magistrati i politici a fare i politici e conduttori tv a fare rischiatutto e i giornalisti a riportare fedelmente le notizie.
lei vede questa possibilità? Io no . La piazza è sprecata. Io vado a fare i lesso con le cipolle.
7 dicembre 2009 alle 09:54
Ammazza!…io mi so’ straccato solo a leggele tutte quelle cose…
Mi fa piacere che preferisca i lesso a Di Pietro …direi che l’espressione rende molto bene l’idea.
Ritornando al punto del nostro scambio continua però a divagare …il giornalista, il conduttore tv, il politico hanno tutti i loro “contrappesi”…le copie vendute, il n. di ascoltatori, il voto popolare…qual è il contrappeso che la nostra Costituzione pone al magistrato che con le dichiarazioni del terrorista/mostro pentito fa cascare un governo?
Oppure se preferisce il contrappeso di quel magistrato che manda un avviso di garanzia ad un politico democraticamente eletto sulla base di tali dichiarazioni, la cui veridicità può essere verificata solo dopo i tre canonici gradi di giudizio?
8 dicembre 2009 alle 19:19
emm Banii…
Lascio a giagina rispondere a queste cruciali domande.
Solo una cosa: non era un avviso di garanzia, ma un avviso a comparire come indagato per complicità nelle tangenti Finivest alla Guardia di finanza( ah! se lo ricorda come andò a finire quel processo? Mills non le dice nulla?)
Poi ci sarebbe anche dell’altro, ma non la vorrai sconcentrare dopo che ha posto queste domande così concettualmente “pesanti”…
Saluti cari
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4 dicembre 2009 alle 21:21
Caro Bani :
Sinceramente non capisco perche’ lei si debba sentire “preso per il culo” quando stiamo parlando di pentiti.
Lei pensa che non ponga a tutti noi un problema di coscienza l’dea di stare a sentire un uomo che ha sciolto nell’acido un bambino ? Viene la voglia a tutti di usare contro lo Spatuzza lo stesso trattamento.
Ma vedo che lei sa perfettamente qual’era l’idea sui pentiti di Falcone e Borsellino e anche dei loro straordinari successi contro la mafia. E quindi non mi dilungo. Era gente che ne capiva , quantomeno.
E’ un “rospo” quello dei pentiti che i legislatori hanno ritenuto di far ingoiare alla societa’ civile valutando il rapporto costi/benefici.
I costi soprattutto a carico dei familiari di un loro caro assassinato…i benefici , di contro , a favore della societa’ ; duole dirlo ..ma e’ cosi’.
Non c’e’ dubbio che tutto cio’ e’ un “bel rospo” per la coscienza di ognuno di noi.
Non si sara’ dimenticato d’altronde che Dalla Chiesa comincio’ a scardinare tutta l’organizzazione delle Brigate Rosse – non vorrei sbagliarmi – con il pentito Patrizio Peci.
Caro Bani …riesce ad immaginare cosa poteva accadere qualora le BR non fossero state neutralizzate ? E cio’ avvenne per la legge sui pentiti ; e’ innegabile.
Va da se’ che e’ assolutamente rispettabile la sua idea di riservare il carcere a vita, magari al regime di 41bis all’ennesima potenza per gente come lo Spatuzza.
Personalmente mi ha sempre turbato il sentire dei familiari di qualcuno assassinato di fronte al criminale che ,comunque,ha conservato la vita.
Un saluto.
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5 dicembre 2009 alle 11:08
Scusi Kalevala,
le giuro che io non la voglio buttare in caciara, ma devo dirle che continuo a sentirmi preso per il culo.
Allora, qua il punto è il seguente:
il pentito con le sue dichiarazioni, che hanno bisogno nel migliore dei casi di anni d’indagine per essere verificate, sta dicendo cose che fanno traballare il voto democratico, che fanno traballare le scelte del sovrano (il popolo). Tutto questo ha un peso politico ORA, e non quando queste accuse (tra l’altro trattasi di chiacchiere da bar) saranno verificate.
Questo il punto.
E allora dov’è, mi domando io tutto l’attaccamento alla Costituzione, alla democrazia, al parlamento, che la sinistra mette in piazza tutte le volte che Berlusconi dice qualunque cosa…è finito dentro il cesso del “purché cada B. tutto va bene”. E’ così che ragionate?
Riguardo al pentitismo…si potrebbe chiudere il discorso molto velocemente. I risultati di Falcone e Borsellino, e purtroppo anche il loro sacrificio, hanno consentito di debellare la mafia? Hanno risolto definitivamente il problema? La risposta come vede è no. Infatti, come abbiamo dibattuto qualche giorno fa, i tempi potrebbero essere maturi per cambiare, finalmente, strategia, non più lotta ma GUERRA.
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4 dicembre 2009 alle 14:09
Bene bene, ne parlavo di recente con amici, in uno scenario simile si ipotizzava una proposta di salvacondotto per B. purchè si faccia da parte, che può anche significare uscire di scena e godersi la vita, senza processi; con qualche variante il concetto è lo stesso: sotto attacco. Certo che lo conosciamo e sappiamo che sta facendo problemi, è una bestemmia al carattere, una grave ingiustizia percepita, piuttosto guida dal predellino una rivoluzione di truppe osannanti.
Allora io ho un’altra curiosità, solo a prima vista lontana.
Come mai Spatuzza ora parla? (e vedremo, sentiremo, valuteremo) : 1.ha avuto un ordine preciso; 2.ha avuto un consiglio per meglio gestire la sua situazione processuale; 3.davvero fulminato sulla via di Damasco. In ogni caso, chi c’è dietro, perché ora, chi dà gli ordini o i consigli.
“Vai mò!” è una espressione napoletana molto più sinergica del “vai adesso” che riassume una filosofia sua: “vai ora che i tempi sono maturi, è il momento, ora puoi e devi farlo”.
Appunto, i tempi sono maturi, in un puzzle scomposto e ricomposto in cui alla fine siamo spettatori, ormai in tanti ci divertiamo così. Stiamo a vedere.
Accedi per rispondere
4 dicembre 2009 alle 16:20
@Gabriele ed Enrix
Seguo la vostra battaglia su Giornalettismo. http://bit.ly/4Qoiu9
Che amarezza però. A me loro son sempre piaciuti proprio perché di solito non si fermano alle apparenze. Purtroppo solo “di solito” a quanto pare.
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4 dicembre 2009 alle 17:06
i miei amici su FB possono vedere alcuni video della deposizione (Courtesy SKYTG24)
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4 dicembre 2009 alle 17:15
Poco fa, su radio 1, ho sentito Porro e Sansonetti d’accordo sul fatto che Spatuzza avesse rivelato cose di nessun conto.
Guzz, hai notizie e tempo/voglia ?
Ancora una volta, sarai i nostri occhi e le nostre orecchie?
Thanks a lot.
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4 dicembre 2009 alle 17:39
Ieri sottolineavo la differenza tra Guzz – uscito coerentemente, apertamente dal PDL per combattere la sua battaglia a viso aperto, dal di fuori – e Fini, che al contrario è rimasto ben avvinghiato al PDL preparandosi sinistramente il terreno.
Voglio introdurre un altro elemento.
Sono assolutamente persuaso che Guzz all’inizio credesse al 100% alla coalizione ed al programma, e che solo in seguito sia stato costretto a ricredersi, suo malgrado. E ne ha tratto le conseguenze.
Fini al contrario – non dimentichiamo che dopo il discorso del predellino, a caldo disse :” siamo alle comiche finali”, salvo poco dopo annunciare il fidanzamento con SB – secondo me sapeva fin dall’inizio che quello per lui era solo un trampolino di lancio personale, e non a caso scelse di rimanere, usando il “ruolo istituzionale” come scudo, continuando a fare apparentemente l’alleato, in realtà una sorta di torbida “alleanza penelopea”.
Comprereste una pallina da ping pong usata da costui?
Meditate, gente, meditate.
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4 dicembre 2009 alle 17:39
Ambè però nessuno appoggia quel consigliere romano che vuole intitolare una via di Roma alla sciura Rosa?
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5 dicembre 2009 alle 12:17
Che c’è, ha qualche altro problema oltre la pinguedine e il marito al museo? La fortuna è cieca e il destino cinico e baro. Com’è che ogni sua stilla è un veleno che Crudelia potrebbe andare a nascondersi e la Littizzetto dover rifare il corso di apprendistato? Ma cosa le hanno fatto ’sti buzzurri maledetti! Lei è in credito, Giagina, questo lo abbiamo capito.
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5 dicembre 2009 alle 15:39
Guardi lupetto lei è già due o tre post che scrive cercando la rissa con me. Io non raccolgo, quindi le consiglio un altro metodo piu veloce per trarre maggiro godimento, si cacci un dito in culo.
Buon uic end
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6 dicembre 2009 alle 11:04
Non è così Gigiona. Sul suo antiberlusconismo non si discute, anche se esagera a ricordarcelo ogni tre per due. E’ nell’ordine delle cose che a lei non andrebbe mai bene, per partito preso.
Che oltre ad essere insoddisfatta, più che idealista, sia anche maleducata è un altro fatto assodato. Forse lei ritiene che tutto le sia concesso, magari in nome di una inspiegabile licenza dovuta forse alla “toscanità”.
Che lei per attaccare Silvio Berlusconi, il male assoluto, senta anche il bisogno di tirare in ballo sua mamma Rosa che è morta è una cosa che mi fa indignare.
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4 dicembre 2009 alle 18:05
Se il PDL fosse un normale partito di governo liberale e conservatore, prenderebbe B. e lo manderebbe immediatamente a casa, punto.
Capisco il plumbeo incorreggibile ideologico provincialismo italiano, ma forse non è chiaro che razza di danno sia per l’Italia essere ancora guidata da B.
Solo chi è accecato dal furore ideologico indotto dalla propaganda non vede e non comprende. Buon proseguimento di incubo e buona amicizia con Lukashenko, Putin, Gheddafi, Chavez e gli altri compagni di merende, l’unica categoria di PRESIDENTISSIMI che si lascerà fotografare amabilmente con B. in futuro.
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4 dicembre 2009 alle 19:09
Kalavela Scrive:
A me se quello si dichiara pentito non me ne frega una beatissima mazza. Lei mi dirà …ma Falcone e Borsellino hanno ottenuto risultati strabilianti con i pentiti…e io le dirò che per me quello di combattere la mafia usando i pentiti è stato uno dei più grossi errori che lo Stato abbia fatto negli ultimi cinquant’anni…e questi sono i frutti avvelenati di quelle scelte.
Porca l’oca, per una volta sono daccordo con kala al 200%.
Con questa fregatura dei pentiti, sistematici, abbiamo costruito per la mafia un’arma micidiale, una specie di camikaze alla rovescia.
Quelli invece di crepare vanno veramente a miglior vita, nel senso migliorano la loro situazione e rendono un ultimo servizio al loro padrino, trasformandosi loro stessi in una bomba colpiscono coloro che nelle istituzioni gli fanno la guerra.
Che sono pilotati non credo che ci possono essere dubbi. Ho ascoltato in parte la deposizione di Spatuzza, quando parlava del momento in cui si sono ritrovati nello stesso penitenziario e che si parlavano con dei segnali, ho alla passeggiata etc. parlava da vero mafioso, con molti sottintesi, sembrava spiegarci che questa cosa è nata a tavolino. Come quando, parlava del suo pentimento, del suo cuore infranto del distacco della famiglia…etc. ( non capisco perche in queste condizioni, i giudici non lo fanno Santo Subito) Ci sarebbe da commuoversi se non sapessimo che si tratta della stessa persona che ha dissolto un bimbo nell’acido.
Mi sa che uno spettacolo simile svegli nella gente più che dei sospetti riguardo alla collusione fra MAFIA POLITICA, non quella che si indica, ma quella parte che ha sempre tratto beneficio dalle privatizzazzioni, e che sia, da tempo una certa magistratura che fa errori o che so altro con risultati che certi mafiosi escono illico di prigione. Solo errori o si tratta di altro?
Spatuzza a parlato di mafiosi e terroristi, effettivamente, certe operazioni furono operazioni condotte con metodi più raffinati di quelli della semplice mafia. Parlo per esempio della strage nella quale peri Falcone. E anche la motivazione, perche far saltare in aria Falcone nel momento in cui non si occupa più di Mafia, ma è stato spostato a Roma ed è occupato ad indagare su fatti accaduti fra il PCI e la Santa RUSSIA?
Li ci puo essere lo zampino dei servizi e della politica, ma non di Forza Italia, che non esisteva, ma è molto più probabile che si tratti dei partiti che avevano poco interesse a che certe indagini andassero a buon porto.
A chi profite le crime?
Che io sappia Falcone e Borsellino mica indagavano su Berlusconi?
Topolino mi sa che l’Italia è messa male.
Pinco Pallino
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4 dicembre 2009 alle 19:40
Pinco Pallino quella cosa l’ho scritta io e non Kalevala.
Accedi per rispondere
5 dicembre 2009 alle 13:28
Big Pardon Egregio,
quando ho scritto il mio post non havevo letto la sua serie di post e ho commesso un errore di persona;
Sottoscrivendo cio che è stato scritto sono in pieno accordo con lo scrivente, dunque con Lei e resto in disaccordo con Kala.
Un’abbraccio.
Pinco Pallino
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4 dicembre 2009 alle 22:29
E te pareva!
Anche la mafia è contro i pentiti, ma questo a te non dice niente.
Tu ascolti, e ripeti a pappagallo, ciò che dice “il più acerrimo nemico della mafia”, che poi, guarda caso, fa il pieno di voti proprio in Sicilia.
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7 dicembre 2009 alle 02:40
«Anche la mafia è contro i pentiti.»
RI-FESSACCHIOTTO!
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5 dicembre 2009 alle 10:12
A chi profite le crime? (caso mai à qui profite le crime)
Che io sappia Falcone e Borsellino mica indagavano su Berlusconi?
Topolino mi sa che l’Italia è messa male.
Pinco Pallino
RISPOSTA: Perchè nel 1981 l’AFGHANISTAN (70% oppio MONDIALE) CHI lo governava, ET? E nel 1981 c’era un partito che sostanzialmente a questi ET obbediva e NON era la DC…..
Dopo aver indagato dove andava Falcone & Borsellino cominciarono a guardare di dove partiva IL TRAFFICO e finivano a ???????????? ??????? (Paizza Zherzhinsky) l’indirizzo del ???, ????, ? ? ? etc…
http://www.vanityfair.com/politics/features/2002/03/afghanistan200203
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Afghanistan’s Deadly Habit
No matter who controls Afghanistan, its opium crop—more than 70 percent of the world’s supply—is creating narco-societies throughout Central Asia, from Russia to Pakistan. In Tajikistan, the author discovers the extent of the region’s drug corruption, which may prove more destructive than any terrorist threat.
by Maureen Orth
March 2002
The ex–K.G.B. colonel and I are bumping along on the ancient Silk Road in Tajikistan, heading southeast from the capital city of Dushanbe toward the Panj River, which separates Tajikistan from Afghanistan. Arid mountains loom on either side, and random boulders are spewed on the poorly paved road, which we share with a few peasant boys and donkeys bearing bundles of kindling wood. Like most Americans, I had barely heard of this country before September 11, but soon I began to realize its crucial importance to a dangerous war that is sure to last much longer than the one going on in Afghanistan. The enemy is heroin, the most valuable export of Central Asia, and I have come 7,000 miles to understand the symbiotic connection between drugs and terrorism. Now I am about to visit the nexus of the world’s largest heroin supply and the beginning of its extravagantly profitable transit—the porous border between these two impoverished countries.
In the villages on both sides of the river, virtually the entire population is engaged in smuggling the only cash crop that Afghanistan grows, the opium poppy. “You have to smuggle or you die of starvation—it is the only means to live,” a Tajik Drug Control Agency commander told me. My guide, Colonel Salomatsho Khushvakhtov, once the K.G.B. agent in charge of the border for the Soviets and now an officer of the elite new Tajik drug agency, concurs, explaining that the war against the Taliban and al-Qaeda will not stop heroin from flowing across the border. In July 2000 the Taliban, to gain international recognition and deplete their stockpiles, imposed a strict ban on poppy growing, which was 91 percent effective by 2001. Nevertheless, Khushvakhtov assures me, the warlords who still roam Central Asia need the money heroin brings. “It is their main source of income, and they have to feed and pay soldiers. There is nothing else for them economically.” He carries worn topographical maps and claims to know every turn of the 835-mile border between Afghanistan and Tajikistan. Even in the middle of winter, villagers on the Afghan side of the Panj jump barefoot into the icy water to float kilos of heroin across the river inside animal skins stacked on old inner tubes or rubber rafts. Horses and donkeys are also used to carry the heroin, and sometimes the cargo is lost on the bottom of the river. “It’s amazing how these Afghans get into the freezing water in bare feet,” the colonel says. “They can walk barefoot in the snow.” “A billion-dollar business depends on a guy pushing an animal skin across a freezing river,” a U.N. official told me.
When the Taliban ruled Afghanistan, a tax of 10 percent was charged to the opium growers, and another of 20 percent to the dealers, who were based mostly in the southern provinces of Helmand and Kandahar. Heroin refineries were also taxed. The fall of the Soviet Union had made available previously banned chemicals from Siberia used to refine opium gum into heroin in kitchen labs near the borders of Pakistan, Iran, and Tajikistan. Then the drug was packaged in kilo bags and marked with the brand of its producers, or sometimes with radical-Islamic insignia. The Taliban took power in 1996, and after that the industry grew so quickly that in 1999 Afghanistan produced 5,000 tons of opium, more than 70 percent of the world’s supply. The poppy crop was worth more than $100 million annually to the Taliban and the poor farmers who grew it.
The places on the Tajik side where the heroin is delivered can be very dangerous. They are often mined, either by the Russian guards who patrol the border or by the traffickers themselves to protect their load. Yet there is always plenty of heroin to be had. The independent Tajik journalist and publisher Muhibulloh Siddiqzoda tells me, “Afghans come round in the evening to the small villages on the Tajik side, where they often have relatives. They knock on doors like salesmen, saying, ‘Householder, householder, come outside. I’ve brought you drugs.’ They will trust Tajiks with 10 kilos of heroin. They say, ‘I will come for my money later.’?” He continues, “You can take it to Dushanbe without any problem. If you pay $10 [to checkpoint guards], nobody checks your car.”
Most heroin reaching Tajikistan and other Central Asian countries travels north to Russia and Eastern Europe and then to points west. Hundreds if not thousands of tons also go through Pakistan, Iran, Turkey, and Dubai before reaching the streets of Europe and the United States. With every change of hand, the drug’s value increases exponentially. A kilo of heroin worth $300 inside Afghanistan can jump to $3,500 across the border, depending on its purity. The trafficker reaps the profit. “By the time it reaches Europe it can be worth from $20,000 to $30,000 wholesale, retail four or five times that amount,” according to Mohammad Amirkhizi, a former Iranian U.N. ambassador, who is now senior policy adviser to the U.N. Office for Drug Control and Crime Prevention (U.N.O.D.C.C.P.), headquartered in Vienna. “Opium is the best crop, because it doesn’t spoil and you always have customers.”
In Tajikistan, drugs are equal to hard currency. A man asking the price of a new jeep may say, “How many kilos?” Traffickers hide packages of heroin inside young cabbage plants and allow the leaves to grow over it, or in pomegranates or melons. Drugs are buried in boxes at the bottom of truckloads of onions, or sometimes stuffed into the bones of legs of lamb after the marrow has been drained. Students drive a kilo or two to Moscow to finance their university education. For $200, women allow themselves to become human containers by swallowing from 100 grams to one kilo of heroin wrapped in condoms and traveling to St. Petersburg or Moscow to relieve themselves of it. About 35 percent of those convicted of drug violations in Tajikistan today are poor and female. Afghan heroin has a retail value in Europe of $30 billion annually. However, the lion’s share of the profit has not gone to the Taliban or the Northern Alliance, which have a history of dealing, but to criminal gangs and complicit officials in Central Asia, the Russian Federation, and Europe.
Even the United States, which gets most of its heroin from Colombia and Mexico, obtains more than $100 million at the retail level from Afghanistan annually. It is estimated that Pakistan has a shadow drug economy of more than $1 billion, with Pakistani narco-barons overseeing heroin labs inside Afghanistan and controlling the drug’s subsequent distribution. They also allegedly enjoy the protection of high-ranking Pakistani intelligence officers suspected of being major drug partners; one Inter-Services Intelligence (ISI) general was convicted in 2001 of having “assets disproportionate to his known sources of income.” Nevertheless, Afghanistan gets all the blame for the illicit trade and very little in return. “It’s quite different from Latin America, where a few groups control production all the way to street sales,” Mohammad Amirkhizi says. “In Afghanistan, farmers produce it and have nothing to do with trafficking.”
As Colonel Khushvakhtov and I approach the town of Kulyab, which has emerged as a major forwarding point for the drug trade, I repeat a story the writer Muhibulloh Siddiqzoda heard from a Kulyab prosecutor: “Seventy Tajik cows were stolen by Afghans, who took them across the Panj River. Nothing happened. The Afghans had negotiated with the border guards not to see it. But then one young Tajik man went to Afghanistan and brought back drugs, and the guards killed him. Yet before crossing the border, he too had negotiated with the Russians and paid them $10,000. Then he got shot because they took the drugs. I’m giving you the words of the prosecutor,” Siddiqzoda told me. “Why didn’t the Russian border guards notice 70 cows? Cows moo going across the river—they should be heard.” Isn’t it common knowledge, I ask the colonel, that the biggest dealers are fully protected at the highest levels and often part of the power elite? “The law is like a spiderweb,” Siddiqzoda said. “Strong people simply tear through it, but weak people get caught in it.”
The colonel, who was recruited out of retirement for the new agency, says, “We don’t have the force, the opportunity, or the abilities.” He thinks a high-ranking official could be prosecuted if “we caught him red-handed,” but he claims he does not know why the Tajik ambassador to Kazakhstan, who was apprehended crossing the border in May 2000 with 60 kilos of heroin, was not charged. Ironically, while the United States was spending $1 billion bombing the Taliban last November, the colonel was dreaming of just having cell phones for his five men. The narco-bosses, he says, “have the finest cars, and they can communicate with one another from any point. We have a very small station and still use regular phones.”
Officers of the Tajik Drug Control Agency must often wait in line at a village public pay phone to communicate with their colleagues in Dushanbe. Yet they are charged with policing a treacherous, often inaccessible terrain 13,000 feet above sea level in some places and with temperatures that plunge to 40 degrees below zero in winter. “There is an irony to this inaccessibility,” Martha Brill Olcott and Natalia Udalova wrote in Drug Trafficking on the Great Silk Road, published by the Carnegie Endowment for International Peace in 2000. “Anyone with a horse, any other pack animal, a helicopter, or a plane is effectively able to evade detection. This has made drug trafficking a pursuit of the well-connected as well as of the poor, while crippling those who take seriously enforcing the law.”
The spillover effects of the only product that allows Afghanistan to participate in the global economy are millions of new addicts in the transit countries and an incipient aids epidemic in Russia. Traffickers make a concerted effort throughout Central Asia to addict vulnerable young people—half the population of Tajikistan is under 15—who are ignorant of heroin’s long-term effects and can buy it nearly as cheaply as cigarettes. I visited a 31-year-old Tajik doctor who had studied the psychological toll of addiction before quitting a woefully ill-equipped government treatment center, where he was earning $1.25 a month. Now he secretly takes private patients and charges $100 for a 30-day detox program, but he says most of them can afford to stay for only two weeks. In some areas, irate citizens, horrified at the accelerating rate of addiction, are demanding that politicians do something. One man told me of villagers hanging two addicts upside down by their ankles from a tree in the public square. If you are known to be an addict, I was told, “nobody will come to your wedding or your funeral.” Heroin has not only corrupted government officials but also made bedfellows of criminals and terrorists, both of whom feed on instability, weak institutions, and violence.
Central Asia, with its predominantly young, rapidly growing, and poverty-stricken population, has been the focus of largely unheeded warnings by various experts as well as the U.N.O.D.C.C.P. They caution that the countries surrounding Afghanistan are in very real danger of becoming narco-societies, unstable, lawless tinderboxes where, despite the fall of the Taliban, radical Islamist groups still control large areas. In Tajikistan, for example, always the poorest republic of the U.S.S.R., the gross domestic product has declined 49 percent in the wake of the Soviet collapse in 1991 and a debilitating civil war in the mid-90s. Part of the peace agreement of 1997, which ended that war, allowed the opposition warlords, some of whom were drug dealers, to assume 30 percent of high-ranking government positions. Today, Tajikistan has an unemployment rate of 54 percent, and the lure of drug money undermines all aspects of its society. In their report, Olcott and Udalova state: “Most of the Central Asian officials dealing with the issue either fail to see or refuse to admit the connections among drugs and weapons trafficking, corruption, terrorism, and money laundering.… They ignore the fact that many of the groups involved in drug trafficking deal in weapons, in addition to being heavily armed themselves.”
These are the hard realities facing Colonel Khushvakhtov and the new chief of drug enforcement in Kulyab, who joins us. Murodov Hydar, the brother of Kulyab’s mayor, is a jolly 27-year veteran of the Dushanbe police force. He wears an ancient pair of binoculars around his neck as he reads to me from a tattered seizures list. Between April and October of 2001, his team confiscated 69 kilos of opium and 4.8 kilos of hashish, a modest amount but a considerable improvement over the year before, when, in the six months they were in operation, they captured only 6 kilos of opium. Chief Hydar hardly seems perturbed, however, and as we drive south out of town, he blithely gestures to grand new houses under construction and says in English, “New Tajiks.” He is making a play on the expression “new Russians,” a sarcastic name for the Russian Mafia. “I’m pretty sure, when Americans come to Afghanistan to stay, some of them will also become drug dealers,” Colonel Khushvakhtov tells me. “It’s natural because of the money involved. I don’t mean to offend you, but this is the reality.”
Out on the Silk Road once more, we are passing through the Pamir Mountains, with breathtaking sheer granite drops at every turn. “We have identified 80 different paths the dealers use,” Chief Hydar explains, adding that 99 percent of the dealers are armed but often the police are not. “The dealers have intelligence reports on where the roads are open and if there are any threats to them.” Informers on the Afghan side let the colonel and the chief know last July that Osama bin Laden had become the minister of defense of the Taliban, something U.S. intelligence apparently never did find out. They also alleged that the drug-dealing Uzbek Islamic radical Juma Namangani was made bin Laden’s chief military deputy at the same time. Namangani, who was forced out of Tajikistan and moved from Kyrgyzstan to Afghanistan, was the major suspect in deadly terrorist bombings in Tashkent, the capital of Uzbekistan, in 1999. He reportedly died last year fighting the Northern Alliance in Mazar-e-Sharif, but there has been no confirmation. In the past he had kidnapped four Japanese geologists and held up a train carrying 700 tons of weapons and humanitarian supplies a group of Iranians were attempting to put in the hands of the Northern Alliance. Namangani, who was 32 when last heard from, led a force of up to 2,000 mercenaries and controlled 70 percent of the drug routes between Tajikistan and Kyrgyzstan. Many on the Tajikistan side of the border felt that the purpose of any battle Namangani fought was at least as much to secure drug routes as to claim territory for an Islamic caliphate state. Today his terrorist army—named by President Bush as one of the world’s 38 principal terrorist organizations—is said to be regrouping in Tajikistan and Kyrgyzstan.
On the Afghan side, however, ideology has been less of an issue. Whether it was the Taliban or the Northern Alliance escorting the traffickers, the charge to the border was a flat $25 per kilo of heroin. “After the officer has been paid, he is responsible for their trip to the river and safe passage,” the chief tells me. Beyond that, it’s literally sink or swim.
About 45 minutes outside of Kulyab, our four-wheel drive is on an ascent when we come upon four young Tajik soldiers in camouflage and carrying Kalashnikovs. They are part of the second line of border protection, as are three Tajik soldiers not in uniform we meet a couple of hundred yards farther west. They are lounging on a tank flying the Tajik flag and parked on the side of the road as a checkpoint, silhouetted against the snowcapped peaks of northern Afghanistan. Chief Hydar assures me there are more soldiers hidden in the hills, because this is one of the most heavily traveled heroin routes in the world, but it certainly seems pretty tranquil this day. He points out a village built into the steep mountainside on the Afghan side. “That is the village of Parikhan. ‘Pari’ in Farsi means angel,” the chief says. “The women of that village have a reputation for being very beautiful, and rich and famous Afghan men go there to find brides.”
As we start to descend, the vista is majestic, and we can now see the narrow, winding river with its rocky embankment at the bottom of the sheer drop of the mountains. When we finally reach the border, at the tiny village of Kharanajo, the checkpoint is marked by a Cyclone fence with a rusted old gate on which are two faded metal Soviet stars in red and blue. The gate is partially blocked by a pair of brown cows, nonchalantly swishing their tails. Two Russian border guards peer out the door of a stone house with a small TV antenna on its roof. A World War II watchtower is visible in the distance, and crops are planted out to the river 300 yards away. The chief tells me we can go no farther. It doesn’t matter. I have the picture of what I have come so far to see.
Most Americans, if they perceive a link between drugs and terrorism, immediately think of Colombia. As a former Peace Corps volunteer in Medellín, I have watched the heartbreaking demise of that once vibrant country. Facing civil war and costing the United States hundreds of millions in aid—and hundreds of millions more for interdiction and treatment in the United States—Colombia is now in the vise of a violent terrorist-driven drug economy in which left-wing guerrillas and right-wing paramilitaries tax and traffic in heroin and cocaine much the way the Northern Alliance and Taliban and other Muslim radicals have done in Central Asia. Shortly after September 11, 2001, Colombian official Andres Jimenez told a group of us former Colombia Peace Corps volunteers, “Thinking that by simply eliminating Osama bin Laden and his network will substantially curb the global terrorist threat may prove to be as misguided as the hope that the elimination of Pablo Escobar, once the leader of Colombia’s most powerful and violent drug cartel, would end drug trafficking. After Colombian authorities killed Escobar, he was quickly replaced by other drug lords with more sophisticated networks.”
Some Colombian farmers, facing a 52 percent decline in coffee prices since 1997, are tearing out their coffee plants and replacing them with opium poppies and coca, just as Afghan farmers have replaced wheat and other crops. As a result, the chemicals dumped into lakes and rivers wherever heroin is refined pose a horrific ecological threat. Colombia estimates that each year the amount of chemicals poured into its Amazon Basin from poppy and coca labs equals the harmful effects of three Exxon Valdez oil spills.
Today, Colombia supplies the United States with up to 75 percent of its heroin. The rest comes from Mexico, Afghanistan, and Southeast Asia. According to General Jose Serrano, the former head of the Colombian National Police, in 1991 and 1992 authorities discovered for the first time 10,000 acres of opium poppies planted in guerrilla-controlled areas of the southern Colombian Andes. “We found that more than 100 Afghans and Pakistanis had applied for tourist visas from Quito, Ecuador, and La Paz, Bolivia, and we believe they were the ones who taught the Colombians how to cultivate heroin, because its cultivation was completely unknown before.”
Saodat Olimova is probably one of the most gifted women in Tajikistan. A sociologist, she and her husband, Muzaffar, founded an institute called Sharq, which surveys public opinion and analyzes issues. Saodat is one of those quietly heroic people who persist against all odds. She and Muzaffar, a noted Orientalist who translated for the last Russian-installed president of Afghanistan, Mohammad Najibullah, are terrorism experts whose work in the past has been supported by the National Endowment for Democracy, the Intermedia Survey Institute, a nato defense consortium, and Harvard University. Saodat remembers the day when she realized that the connection between drugs and terrorism was real. “In 1992, I was sitting at home watching people being shot just beyond my garden wall.” Their house was 15 minutes from central Dushanbe, and this was at the height of the devastating civil war, when various government and opposition factions were all jockeying for power in the aftermath of the Soviet collapse.
Every night, Muzaffar and a neighbor would go out to bury the corpses of those who had been shot that day. During the day a guard would stand watch, not allowing anyone to touch the corpses. “They dug graves for at least five or six bodies a night,” Saodat recounts. “One night, fighters of the field commander arrested my husband and took him to their headquarters, where he saw huge sacks of hashish and cannabis. And all these so-called warriors were high. Later I heard stories about small villages, where they would round up young men—both sides did it—and force them to start using drugs. Otherwise they couldn’t force them to fight.”
Over time the horror became too much for Saodat, and one day in 1993 she abandoned their house, leaving all her furniture and clothes behind. She has never returned. “The most difficult years were ’93 and ’94. People were starving to death. My neighbor’s husband was killed, and she had nine kids. One day, she told me, she had given her 15-year-old daughter to four watchmen at a bread factory—she sold her daughter for a half a sack of flour. Later her daughter died, because they used her in every possible way. I suspect her kids were starving for a long time, and that forced her to do this. I cannot blame her. We were starving, too. I have two sons. I was getting up in the morning not knowing how to feed them, and pretty soon they didn’t ask anymore. We had some money, but there was no food to buy. It was a crazy year, 1994. It is my understanding that was the year the drug business began to work full-force.”
There is a drug trafficker in her own family, Saodat says. One of her relatives married a man whose family, in Soviet terms, had been very wealthy. “He didn’t need to work hard at school or work.” But because his father was a mullah, it was never going to be possible for him to have a good government position in a Communist state. “The only place he could fulfill his potential was in business.” At age 17 the husband, who is now 37, began dealing in vegetables and fruit. Private business was banned then, but he bought fruit and vegetables in large enough quantities to fill railway cars and ship them to Siberia. “Of course, he had to bribe people to do it, but the system of bribes existed under Communism, and he continued to do so until the civil war. By 1993 his regular business was over. There was no food available, so he switched to drugs.” For a time, she says, he operated from Moscow. “He already had all the right contacts. Immediately he became a large trafficker.” He also got seven of Saodat’s relatives involved. “Two of his sons are in jail now—one is 19, the other 17. Both are drug addicts, and I suspect the older one won’t live long. His whole family is devastated. The mother has gotten sick from this nightmare; the stress has caused her to lose her hair and her eyebrows,” Saodat tells me. “When he switched from vegetables to drugs, he thought it would be just another kind of business that wouldn’t affect his family. He did not understand.” I ask if he ever tried to leave. “You can only enter this business—you cannot leave,” she says. “Whoever gets involved in the drug business will never leave it alive.”
Since this huge illegal enterprise is one of Tajikistan’s major industries, I ask if drug dealing is openly acknowledged. Emomali Rakhmonov, the president of Tajikistan, has repeatedly called on the international community for help in establishing a cordon sanitaire around Afghanistan in order to protect his country and the rest of Central Asia from drugs. Saodat and others close to the scene explain that, with powerful tribal clans and two branches of Islam at work in the country, the president functions as a kind of middleman among local power centers. The mayor of Dushanbe, for example, who since entering politics in the last decade has become a principal owner of several huge companies, is also the speaker of the parliament. The mayor has been known to say, “I’m not No. 1, but I’m not No. 2 either.” As Saodat says, “If a person becomes an official and converts his power into finances, we call him an oligarch.”
The drug business sustains up to 50 percent of the Tajik economy and props up its currency, if only because of the great number of people it employs. In 1999, I was told, the profession most aspired to by the young was bodyguard to a narco-baron. Drugs pay the salaries not only of couriers and bodyguards but also of workers in construction, the service industries, all the small businesses built on laundered money—the list is long. I visited the Vodonasosnaya neighborhood of Dushanbe, where a number of dealers have constructed large houses complete with underground bunkers. “They have a great defense system,” Saodat says.
“I spoke with many field commanders in the drug business during the civil war—now they are involved in the management of the state. They’ve become directors of factories, administrative heads on both sides—the government and the opposition,” Saodat continues. “The original motivation to enter was to become immune to prosecution.” It is widely believed that, in exchange for certain Tajik opposition commanders’ acquiescence to the new coalition government in 1997, they were allowed to keep their drug businesses intact. But then something unexpected happened: the people spoke out. “The public will demanded they fight the vice of drugs,” Saodat says. “Because our authorities depend on the masses for popular support, each one had to choose whether or not to stay in the drug trade. Some started to exit the narcotics business, and for some it finished with murder, because people started to get shot.”
Today the system is schizophrenic. Some officials are still narco-barons, and others benefit indirectly by taking bribes. A New York metals trader I interviewed before I left America told me that five or six years ago, on his business trips to Tajikistan, an assistant Cabinet minister would constantly ask him if he wanted to be in on the trafficking. Today the man the trader named is still very well connected and close to the mayor of Dushanbe. “Becoming a major drug dealer without major bribing of the government is not possible,” Saodat says. “One group supports the drug business, the other group fights it. Everybody knows who the other ones are, but they keep silent and go after the little dealers.”
I trust Saodat’s information, because she once prepared a major research paper on terrorism for a U.N. envoy to Tajikistan, who, after reading it, told her not to publish it—it would be too dangerous for her. During 1996 and 1997, she interviewed more than 50 “warlords, politicians with links to terrorist organizations, people who went through terrorist training camps in Afghanistan and the Sudan,” and individuals in Communist intelligence agencies, or special services, as they are known. “I was promised a meeting with Osama bin Laden, but my husband said, ‘Why are you putting your nose in such a place?’ He stopped my work and told me, ‘You are going too far.’ Saodat concludes that terrorism is an equilateral triangle of violence, drugs, and the intelligence services. She adds, “There is a major separation between warlords and drug barons. One’s a business and one’s an armed power. [Terrorists] use drugs to reach their goals, but they don’t believe in drugs.” Rather, Saodat says, terrorists see themselves as “superpeople,” above the law, and drugs allow them to manipulate all other people. “I think many of the terrorist fighters are drug addicts, but not their leaders. I met two types of people: the little soldiers, they use drugs [the Northern Alliance has said that American turncoat John Walker, for example, was a heavy hashish user], and the other people, who are well educated, who know Islam.” Those “true believers and fighters,” she says, do not use drugs.
I ask her how the intelligence services perform their role in the triangle. She says, “I think the special services, like the ISI in Pakistan, always use both sides. They use the warlords [including the Taliban] until they don’t need them any longer, and then they get rid of them.”
‘Do you include the C.I.A.?,” I ask. It has often been said that the C.I.A. and the ISI created the modern drug business in Central Asia after the Russian invasion of Afghanistan, between 1979 and 1989, by encouraging the mujahideen fighting the Russians to try to addict the Soviet troops as a way to imperil Communism. Mathea Falco, who was head of International Narcotics Control for the State Department in the Carter administration, has told me, “We always let it happen [through the mujahideen], and we’re letting it happen with the Northern Alliance right now.”
“Oh yes, I know drugs were massively distributed at that time,” Saodat answers, saying she often heard how Russian troops were “invited to taste. There were also instances when single secret agents would use drug dealers in their own interests—that’s routine. It’s very comforting to the warlords and narco-businessmen, because it allows them to put all the blame on the special services.” She adds, “Terrorists make an ideal of Islam, and secret services have the idea they are providing for the security of the state. For both, the end justifies the means.”
Saodat, however, is most concerned about the long-term effect drugs have had. “Drugs are undermining the economies of these countries, preventing other industries from developing. They destroy the family, the social system, the political system, education—everything. It is in the interest of both terrorists and narco-traffickers to have an unstable society. On the other side of the equation, though, is the fact that nobody is going to be involved with drugs if there is no demand.”
I ask Saodat if she knows General Rustam Nazarov, the 43-year-old head of the Tajik Drug Control Agency, which was created in 1999 and which is supported by the U.N. as a model for combating narcotics in Central Asia. Of course she knows him, she says, “for many years.” She smiles. Those in power, she suggests, “allow the general to exist, and he is sincere.” She adds, “I think the general and I are people of the same character. My husband and I have a favorite toast: ‘Let’s drink to our useless work.’ If we analyze the situation, we see there is no hope to better the system. But at the same time”—she pauses—“there is always a crazy hope.”
General Nazarov is a laconic, no-nonsense person. On the flight from Khujand to Dushanbe, a British cotton broker told me that the less tea you are offered here by someone, the more he respects you—it means he wants to get down to business. The general doesn’t offer any tea but has his secretary put down a couple of unopened bottles of water. He lives under fire. Last spring a bomb went off where he usually parks his car. General Nazarov has also received written threats demanding that he give up his job or be killed. “What keeps me going is that I have people who think the same way I do, who, despite all the hardships, are willing to fight drugs. My whole life has been devoted to fighting criminals. At 18, I wore a military uniform for the first time, and from then until 1996, I was in the militia. I worked my way up to chairman of the criminal police of Tajikistan.”
He explains that the whole Tajik civil war was financed by drug smuggling, and that, as we speak, Islamic radicals are stationed in the central part of Tajikistan and are not about to go away. In Uzbekistan, I had heard from the U.N.O.D.C.C.P. that the elaborate communication and transport networks set up to market heroin could easily be converted for use in guerrilla warfare. The general confirms this. “None of the operations for smuggling through Tajikistan are done without the permission of Taliban commanders or Northern Alliance commanders.” The Taliban are inside Tajikistan for a reason, he says, and will pose a threat even after the war in Afghanistan is over. He continues: “Philosophy is no good for war. You need money for war. You need material support for weapons. And where can you get it? In Afghanistan there is no economy now, but between 1992 and 2000, Afghanistan raised the crop that provided 75 percent of the world’s heroin.” He looks at me as if to ask, What more proof do you want?
General Nazarov’s agency is housed in a newly refurbished building that used to be a health center. He shows me through an immaculate new lab for analyzing heroin and introduces me to some of his 65-member force, who have been trained in Italy. They are studying a map with a maze of arrows on it indicating drug routes and locations where opium has been found. When the general laments their lack of cell phones, I tell him playfully that American Indians had to use smoke signals to communicate. “Oh, we use smoke signals,” the general says without irony. “We also fire shots: one shot means to run, two to stop.” The final stop on our tour is the reinforced-steel locker where confiscated drugs are kept. “This place cannot be penetrated,” a guard tells me. Some drugs seized at the border are burned on the spot for the benefit of journalists. The drugs here—37 kilos of heroin and 100 kilos of opium, hashish, and marijuana—have been seized inside Tajikistan. The smell is overwhelming, with an ammonia-like intensity.
The Tajik Drug Control Agency gets no money from the United States. “I went there and met with the Drug Enforcement Administration [D.E.A.] and asked them to contact me to establish some kind of system to fight drugs in Afghanistan,” General Nazarov says. “They were interested and found people, but after the terrorist attacks on American Embassies [in Kenya and Tanzania in 1998], the State Department limited foreigners coming here.” Before September 11, 2001, the Tajik Drug Control Agency’s budget had been slashed by the U.N. because the European donor countries did not believe that Afghanistan posed much of a threat. By contrast, Iran, which has the highest rate of opiate use in the world, has gotten tough at the Afghan border and as a result has lost 3,000 border troops in shoot-outs with traffickers since 1996.
“So far the U.N. program has given us $3.5 million for 36 months, between 1999 and 2001. We expected $11 million for four years,” General Nazarov continues. “We need $500,000 for special wiretapping and X-ray equipment. What we have is old Soviet equipment that is obsolete.” Nevertheless, in the first nine months of 2001, the authorities were able to confiscate three and a half tons of heroin—a big increase over 2000, when two tons of heroin were confiscated. After describing the hierarchy of major dealers in his country, the general declares bluntly, “The person at the apex of the pyramid is unreachable.” The biggest drug dealer in Tajikistan is perceived by the public as “positive and responsible, a person who performs humanitarian acts and owns property in the United Arab Emirates, Russia, and Turkey.”
The respected Tajik political scientist and presidential speechwriter Kosimsho Iskandarov informs me, “Tajik commanders are the ones running drugs. General Nazarov has no authority over these commanders. He cannot do anything, since they are more powerful than he is.” For one thing, the vehicles driven by military officers, whether Tajik or Russian, are not examined at checkpoints. In particular, the Russians, who frequently deliver aid to the Northern Alliance, whether there is a war on or not, are not scrutinized. “The Northern Alliance would not endure without Russian support,” General Nazarov says flatly. He even admits, “Those who are convicted by us are small fish.” But, he adds, “if we were not working, a real Mafia would develop.”
Stories about the corruption that allows the multibillion-dollar scourge from Afghanistan to flourish over a huge swath of the globe are sad and alarming. Dr. S. Frederick Starr, chairman of the Central Asia–Caucasus Institute at the Johns Hopkins Nitze School of Advanced International Studies in Washington, recounts a harrowing incident that took place at over 15,000 feet above sea level on one of the highest roads in the world—between Khorog in southern Tajikistan and Osh in Kyrgyzstan. The 450-mile route is part of the Osh Knot, and until recently, when the main lines shifted west, the whole drug trade passed through there. Starr says, “We found ourselves following a Russian Army convoy of three trucks. The young soldiers in the back waved, so we stopped. It was 20 degrees below zero, and we had tea in a hut with the Russian officers. They told us to leave the kids where they were, explaining, ‘They’re all accused of drug dealing, and they’re going to be shot in the morning.’ I went out to the kids and asked them if that was true. Red-faced, they said yes, but they also said, ‘Our officers turned us in, but they were the ones who recruited us.’ Periodically, you see, the officers would turn in three or four of the young soldiers and write to Moscow about what a good job they were doing. Meanwhile, they were running drugs.”
Starr took pity on the young men. “I had a big bottle of booze, and I gave it to them so that they would be oblivious until they arrived at the firing squad. But I won’t forget what they said. That was in 1996, and I have no reason to believe that anything has changed.” He goes on to explain, “The big growth market was Europe, and the way to get to Europe was through Russia. That was facilitated by the Russian Army placing its 201st Division down there.” Division 201, sent in to keep the lid on Afghanistan even before the fall of the Soviet Union, consists of 12,000 Russian troops and is stationed in a base right in the center of Dushanbe. In 1997 a Division 201 plane flying to Moscow was found to have eight kilos of drugs aboard, including three kilos of heroin. Twelve soldiers were arrested. The Russian Council on Foreign and Defense Policies estimated that in 1996 more than $180 million in drug profits had been invested in Russian privatization, mostly in the energy and telecommunications industries.
Starr agrees with General Nazarov about one thing: “The Northern Alliance is a wholly owned subsidiary of Russia, armed by Russia and Iran.” Therefore, the Russians were apparently able to deal drugs with both the Taliban and the Northern Alliance. “The question is, we don’t know how much the Russian military gets,” says Starr, “but it’s the only assignment in the Russian Army that people fight to get.” Regarding the Russian military’s complicity in drug smuggling, Martha Brill Olcott of the Carnegie Endowment for International Peace tells me, “The Russian military is fully complicit … we just don’t know how high up it goes.”
To find out, I track down in Moscow the only Russian official who has spoken on the record about this issue. Dr. Anton V. Surikov is chief of staff of the Committee of Industry, Construction, and High Technology in the Russian parliament. Last spring he told the Moscow News that the mayor of Dushanbe was a major drug dealer. That interview precipitated not only a denial from the mayor but also, according to Surikov, a demand that the Tajik journalist the mayor erroneously believed was Surikov’s source be arrested. When we meet, Surikov makes it clear that he is not speaking as a member of the Russian government, but rather from his experience in various government posts and his many trips to Central Asia. “Since the collapse of Communism, the No. 1 goal of the people here is to get money and nothing else. When they speak with Western people, they may talk a lot about democracy and the free market, but in reality they just go after money and don’t think about the methods,” Surikov says. “The Tajik peasant is not involved in serious drug business—only rich people are involved.” He tells me not to expect to get information easily, because foreigners are still treated with great suspicion in these erstwhile parts of the old U.S.S.R., especially snooping journalists. “Official salaries are very low,”he says, “but many officials in Tajikistan as well as in Russia have serious money in Western bank accounts and real estate. Tajik officials own real estate in Florida. Mr. Mayor can be very poor officially, but his brother or his wife’s brother can be a businessman and control serious real estate.”
He confirms that as early as the mid-90s, the Russians were “buying heroin and transporting it from the northern part of Afghanistan to Russian military bases in Tajikistan by truck and helicopter.” And with the absence of any customs control, he says, “military planes and railway cars took the heroin to central Russia and on to Moscow.” Surikov adds that, because of the degree of corruption at high levels, it is dangerous for prosecutors to launch official investigations into drug dealing; they can lose their jobs. How high does this corruption go?, I ask him. “President Putin is not involved, and the minister of defense and the chief of general staff are not involved. Officials in the lower ranges are not involved directly, but they get some money. For example, a drug dealer in the army asks to be sent to Tajikistan, and he pays for this position. It’s corrupt,” Surikov concludes, “but these generals in Moscow don’t sell drugs personally, they only get bribes.”
Shortly after I arrive in Dushanbe, Lieutenant General Alexander Markin, chief of the Russian Federal Border Guards, is crowing in a newspaper interview that during last September alone the border guards “seized more heroin than was seized during the previous year. In general, the total amount of drugs seized this year [to November] is 5.84 tons, of which 2.59 tons is heroin. We could have built a dam out of the sacks and packages burned in Moscovsky and Panj border outposts during this year.”
It is true that the border guards, who seize two-thirds of the drugs confiscated in Tajikistan, were more active in 2001, exchanging fire with smugglers at least 50 times. Does that indicate a panicked response on the smugglers’ part to dump stockpiles and move more drugs across the border because of the war? Or are the guards under greater pressure to perform because the border has tightened as a result of the war? Or are individuals in the highest echelons belatedly realizing the terrible toll rampant addiction in parts of the Russian Federation is taking?
Unfortunately, I am not going to be able to ask General Markin any of these questions. Permission to interview the general, I am told, would take at least a month to obtain from Moscow, and the two bureaucrats I speak to are not interested in giving me any undue help. After they grill me about whom I have spoken to, I ask them a question: “How do you deal with the problem of Russian military transporting drugs?”
Alexander Kondratev, one of the officials, eyes me narrowly and answers, “I have worked here for six years and never discovered such a fact. I have no one in the Russian border-guard service smuggling or delivering drugs.”
“Are you saying no one has ever been punished for this?,” I ask.
“The answer is no,” he says. “I am speaking for the Russian border service, not other Russian military men serving in Tajikistan.”
I press him: “So these reports are not true?”
The other spokesman, Igor Plugotarev, who has come from Moscow to prepare General Markin’s newspaper interview, interrupts. “Drugs are smuggled through, but Russian border guards are not involved in this smuggling,” he says.
Kondratev adds, “The thing is, the narco-Mafia is interested in saying that Russian military work in drug trafficking. Mass media has mentioned it, but without evidence.”
I manage to elicit a laugh when I ask them if getting rid of the Taliban will mean getting rid of heroin in Afghanistan. It is poignant to see how the once mighty Soviet military machine has disintegrated. “We don’t have any cell phones, either,” Plugotarev says, by way of explaining why the work goes so slowly. “We have no money for technical-equipment maintenance, or gas or kerosene. We could not even buy one truck this year.”
When I reach the world headquarters of the U.N.O.D.C.C.P. in Vienna, a small tempest is brewing. Pino Arlacchi, the onetime Mafia investigator who heads the office, is on his way out, in large part because he has insulted donor countries by bypassing the traditional U.N. bureaucracy and using general-purpose funds to start up the Tajik Drug Control Agency. “Donors two to three years ago were not ready to listen to the idea that Central Asia would be a major transit point for drugs,”I am told by one official. “They did not believe it.” It seems donors do not care much for law-enforcement projects, either. Now an international evaluation team of six men, paid by the United States, is being assembled to go and see General Nazarov and his agency for themselves. Since Ihave just come from Dushanbe, they ask if I would brief them. I outline some of what I saw and think to myself that there could hardly be much sophistication required to see the gaping need to support the Tajik Drug Control Agency. The people in the agency, I tell them, wear some of the few white hats in the region.
The real question is much broader. What are the U.N. and the U.S. government prepared to do after the war to rebuild Afghanistan? After all, the Taliban ban on poppy growing was the largest, most successful interdiction of drugs in history, resulting in a 91 percent reduction in the cultivation of opium poppies. The U.N.O.D.C.C.P. has sent dozens of teams of evaluators throughout Afghanistan—some to villages so remote they are accessible only by walking seven hours—to make sure the ban was for real. Would those in charge now keep enforcing the ban and provide alternatives to Afghan farmers? “It’s very strange,” Vladimir Fenopetov, the U.N.O.D.C.C.P. senior program officer for 55 countries, including those in Central Asia, tells me. “We’ve tried to elicit interest in Afghanistan for the last several years from donors. We ran four programs for alternative crops—wheat and onions.” They all stopped last year for lack of funds and lack of interest from donors. Fenopetov adds, “We have hundreds of these projects collecting dust because there is no money from donors to start them.”
An equally important and even more delicate problem is whether the United States is willing to impose conditions on its aid to Pakistan and the other Central Asian countries with regard to their complicity in running drugs. “Americans will be giving $1 billion in aid to Pakistan. Will they specifically say to Pakistan that you cannot traffic in drugs?” asks Giovanni Quaglia, the officer in charge of operations for the U.N.O.D.C.C.P. He adds, “The Taliban were made up of commanders who were also chief traffickers.” For Pakistan, Afghanistan has been one big free-trade zone serving as a trade route to and from Iran and the Caspian Sea. “Whoever comes to Afghanistan in charge of postconflict political problems will have to deal with very powerful trading networks, the ones moving all the goods in and out. The World Bank has estimated this [contraband] trade is worth $2.5 billion a year, and together in all the Central Asian countries about $4 billion,” Quaglia informs me. “Drugs are simply a new commodity. The Pakistani, Iranian, and Turkish networks are the ones making the money. You have politicians, but underneath you have businessmen—some honest, a lot of them dishonest. The value of the parallel economy in Pakistan is $15 billion.”
A fascinating article entitled “Heroin, Taliban & Pakistan,” by a critic of that country’s policies, a former Indian intelligence officer named B. Raman, charges that Pakistan has two kinds of savings deposits and that one of them is not taxed, i.e., the profits from illegal trade, which the government dips into to buy dollars with inflated rates of rupees in order to finance its colossal weapons program and not go bankrupt. After reading the article, I call Benazir Bhutto, a former prime minister of Pakistan, who was accused of corruption by the current regime and is living in exile in Dubai. She is quite forthcoming. “They have a very strong black market—I’m not sure how much is heroin and how much is smuggling contraband,” she tells me. “During General Zia’s time, he permitted money-laundering. [Zia ruled Pakistan from 1977 to 1988.] He created bearer certificates, and a lot of the business community did invest in them as a ‘tax effort.’ They could also be used for money-laundering.”
Giovanni Quaglia adds, “The bearer certificates keep their economy afloat, and it’s all based on illegal money—all based in Dubai and the hawalas system,” referring to the Middle Eastern moneylenders who don’t keep written records. “You can’t trace it.”
The last time the United States got so heavily involved in Central Asia—when the Soviet Union invaded Afghanistan—it just walked away after the U.S.S.R. was defeated in 1989, allowing the Pakistanis to build up the Taliban as well as the drug trade. What will the United States do now?
While the war was being waged last November, Afghan farmers were apparently busy planting a huge new crop of the opium poppy. And according to Roberto Arbitrio, the program coordinator of the U.N.O.D.C.C.P. regional bureau for Central Asia, “Exactly the same dealers who dealt with the Taliban are dealing with the new people. It’s like the wind and the flag. If the flag changes direction, so does the wind.” In mid-January the new Afghan government reaffirmed the poppy ban, but, broke and with no police force, it has no resources to fight the traffickers, so the struggle will be mainly up to the international community. Afghan president Hamid Karzai made that point recently when he said it would not be possible to eliminate heroin without giving the Afghan people “a good agriculture base and economic opportunity.”
“Preventing a resumption of poppy production in Afghanistan is second only to preventing a re-emergence of terrorism on our ladder of goals. We’ve made this clear to the interim authority, and we will direct reconstruction to achieve that end,” a senior administration official told me. But the United States does not want to take the sole initiative, and so far there appears to be a lack of understanding among the various international aid givers and government agencies of the symbiotic relationship among economic and agricultural development, drug control, and the elimination of terrorism. “People who do development don’t worry about the drug problem,” an administration official told me. As yet, the United States has not declared itself on whether its aid money will be used as a carrot or a stick.
“Traditionally, the provision of humanitarian assistance has not been conditioned by anything,” says Rand Beers, the assistant secretary for international narcotics and law-enforcement affairs at the State Department. “How do we talk about the delivery of that developmental assistance along with a parallel effort to stop cultivation and trafficking? That’s where the process is now.” There is a danger that no conditions will be imposed and that the problem will continue to be “studied” even as the moment for useful pressure passes. One positive development is that the Drug Enforcement Administration has chosen the personnel for a new office in Uzbekistan that will open sometime this year. “We will have to have a presence in Kabul at some point,” D.E.A. administrator Asa Hutchinson told me. “We see a great opportunity to increase world cooperation in the anti-drug effort.”
The question is whether the United States will tell Pakistan, which came on board for the war and is cooperating to prevent a nuclear confrontation with India, that it has to rein in its ISI as well as its militants. Further, will we let Russia and the other Central Asian countries whose oligarchs and officials are profiting from drugs know we will no longer reward those who tolerate the flagrant corruption? Can we just say no? Rarely has there been a more auspicious moment to help eliminate a worldwide scourge and bring corrupt officials to heel.
Maureen Orth is a Vanity Fair special correspondent and National Magazine Award winner.
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5 dicembre 2009 alle 13:23
Ah compare,per regalarmi un simile lenzuolo, cosi senza manco essere stati presentati,sei sicuramente uno dei cinesi trasferiti recentemente a Prato.
Francamente il tuo romanzo in inglese non mi son preso la briga di leggerlo perche a prima visto non vedo cosa ci azzecca Pakistan and the other Central Asian countries with i fatti sul tavolo.
Tu cop’incolli a vanvera amico mio.
Riusparmia la colla per i tuoi manifesti elettorali.
Pinco Pallino
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4 dicembre 2009 alle 19:24
Che bello,
per fortuna buone notizie:
la fondazione Alleanza Nazionale non si sciolierà a dicembre, ma rimarrà in vita fino ad Aprile… anche se mi sa tanto che coverà sotto le ceneri come l’araba fenice per risorgere tra 4 anni.
Per ora lasciamo che Tremonti traghetti l’Italia fuori dalla crisi economica (vero problema non citato ne blog), evitandoci la bancarotta, fraudolenta se i giochi fossero lasciati in mano a Berlusconi con i suoi Scajola o Matteoli.
Qualcuno si chiede se Fini ha i numeri di Berlusconi, secondo me no, non gli stessi, gli manca la parte marcia della destra, gente tipo Gasparri o Storace… per fortuna.
Un riformista sicuramente, e molto più liberale di molti. Non mi piace a tutto tondo ma è sicuramente uno dei pochi politici rimasti in Italia. Con lui è forse possibile veder rinascere una vera destra, quella con la schiena dritta, del resto dalla sua disces in campo non ha mai sbagliato un colpo, ha sempre fatto crescere i consensi del suo partito.
Ora vediamo un po’ cosa combinerà…
Però almeno la fondazione di alleanza nazionale dà delle risposte sulla possibile legge elettorale: rimetteranno le preferenze.
Grazi ea Dio un po’ di libertà in più, finalmente!
Perdonate la grammatica…
ed i puntini…
ardocap
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4 dicembre 2009 alle 19:35
Caro Senatore,
momento grave e delicato per la nostra fragile democrazia. Non ce l’ho con Spatuzzo o come cavolo si chiama, ce l’ho con i magistrati che hanno permesso lo sputtanamento dell’Italia (non di Berlusconi, per lui cambia poco, chi l’ha votato e’ piu’ convinto di prima, gli altri continueranno a odiarlo come e piu’ di prima) organizzando un vero e proprio circo per permettere a questo soggetto innominabile di sussurrare una mezza frase contro il loro nemico numero uno. L’unico lato positivo e’ che se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla politicizzazione di alcuni PM adesso non ne ha piu’.
Credo, ma qui chiedo anche il suo autorevole parere, che Giovanni Falcone avrebbe riservato ben altro trattamento a questo pericoloso soggetto-
Sono i primi a non rispettare le leggi: se un pentito non puo’ “dichiarare” a rate , perche’ lo hanno fatto deporre?
Io mi aspetto una levata di scudi da parte di tutto l’arco costituzionale (compreso il beneamato Napolitano che oggi e’ stranamente silente); mi aspetto parole lucide intelligenti e chiare come le sue , che – confermo cio’ che e ’stato detto da altri- con chiarezza (non come Gianmenefrego Fini) se ne e’ andato sbattendo la porta senza sotterfugi e stranezze. Ma ho poca speranza.
Senatore ancora una preghiera: non lasci scadere il suo Giornale a scambio di insulti gratuiti e cazzate varie che gia’ si leggono su Repubblica o altri ameni blog di sinistra. Faccia in modo che ci sia un confronto scontro fra persone educate e rispettose dei pareri altrui, non se ne puo’ piu’ di leggere insulti a un membro del blog in quanto “berluscones”. Se la si pensa in un modo si e’ servi del padrone, se la pensa in un altro si e’ cittadini liberi …ma la vogliamo finire con questo complesso di superiorita’?
saluti carissimi Aspetto con ansia il suo libro sul mio (non piu’ suo purtroppo) amato Silvio
Roberto Carnevale
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4 dicembre 2009 alle 20:13
Pinco Pallo…
Hai letto che Manuele Bani rivendica giustamente il copyright per le cose che ha detto ????
Ebbene il topolino ti dice……………….SVEJETEEEEEEEEEEEEEEEE ?
Ma che fai ? Cominci a perde i colpi ??!!!
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5 dicembre 2009 alle 13:02
Mierda, pardon, anche i Spagnolo puzza lo stesso, questo è riferito al fatto che mi è scappato il post privandomi di farti un saluto.
Pinco Pallino della nobile Stirpe dei Pinco Pallinpo d’Italia,
N’ah Kala che non sei altro.
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4 dicembre 2009 alle 21:08
@Bani
è vero, i magistrati non possono fare comparsate in tv sbilanciandosi politicamente.
Ci sarebbe da discutere a lungo su chi abbia iniziato a infuocare il dibattito (secondo me SB) ma non voglio parlare di questo.
E’ vero anche che non è possibile che ogni evento venga divulgato, che ogni avviso di garanzia vada in televisione,.
Sappi che secondo me voi berlusconiani avreste anche il coltello dalla parte del manico se chiedeste una indagine e rigore per ogni fuga di notizie. Guarda, potreste anche chiedere la testa di qualcuno. (semprechè non sia l’accusato a far trapelare scientemente le notizie)
E invece ?
E invece vi buttate su una strada che non porta da nessuna parte e che fa dire a questa destra cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra. Anzi vi fanno passare dalla parte del torto.
La prima di queste è che esisterebbe una guerra di alcuni magistrati nei confronti di Berlusconi. Un complotto tipo Spectra che però, giocoforza, dovrebbe coinvolgere TUTTI i magistrati.
Non sarebbe difatti possibile che nessuno fra loro non intervenisse a cercare di bloccare questo complotto, a meno che non fossero appunto tutti complici.
L’hanno detto tante volte, ma la risposta della destra è ancora più insensata:sono tutti comunisti o perlomeno provenienti da una qualche scuola di inottrinamento. Idea che neanche McCarthy e tutto il maccartismo avrebbe mai partorito.
Ora si grida al complotto della magistratura perchè un pentito vuole esternare (per carità, io farei di più oltre che buttare via le chiavi), ma la verità è che un magistrato non può non sentirlo. Questo è l’ABC del diritto, non ti sentire preso per il culo perchè per legge è così.
Non mi sembra infine che un magistrato che parla in tivù di mafia o di terrorismo sia deprecabile o politicizzato, questa è una esagerazione bella e buona.
Saluti.
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5 dicembre 2009 alle 11:15
Pfra,
tu di politica ci’azzechi ancor meno che di musica. Il circo mediatico-giudiziario comincia con Tangentopoli (primavera 1992 >), cioè quando SB era soltanto un grosso baüscia impolitico. Anzi, cominciò anche prima, quando la politica affidò alla corporazione dei magistrati il compito di combattere il terrorismo di sinistra, promulgando leggi speciali che aumentavano il potere e la discrezionalità dei magistrati.
Già quelle erano leggi da “stato d’eccezione”, ma da allora in poi i magistrati-tutti non hanno perso il vizio della discrezionalità e dei proclami mediatici. E del resto, perché dovrebbero? Quando il Parlamento in persona affida dei poteri speciali a una qualsiasi corporazione, perché mai essa dovrebbe rinunciarvi sua sponte? Non viviamo forse in un permanente stato d’eccezione? Strategia della Tensione, Forze Oscure della Reazione, Terrorismo, Corruzione, Berluscone…
Ecco perché, quando alcuni magistrati (in realtà la solita MD) organizzano una sceneggiata contro il pericolo Berluscone, nessun magistrato ha interesse a denunciarla: perchè ne va del suo personale potere da “stato d’eccezione”. Potere suo, e di tutta la corporazione.
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5 dicembre 2009 alle 12:57
Che bello averti qui Generale,almeno uno che ha una visione esatta delle cose, uno che ha la vista dei fatti gli analizza e ne trae le conclusioni per poi agire in conseguenza.
UN GRANDE GENERALE.
Complimenti
Pinco Pallino
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5 dicembre 2009 alle 13:17
Parola di Patton, lo stesso che disse che Minzolini era un “semplice” giornalista che scriveva per Panorama e non un “semplice” lecchino messo non a caso alla guida del Tg1.
http://www.paologuzzanti.it/?p=1008#comment-92033
E chi ha i fatto uno dei numeri migliori in questo circo mediatico-giudiziario( due livelli differenti, caro Patton.)
http://www.youtube.com/watch?v=q9i96wN6cP0
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5 dicembre 2009 alle 17:41
La mia email è sempre la stessa ti avevo mandato una risposta ma mi è tornata indietro. mandami un email con il nuovo tuo indirizzo così potrai leggere la mia risposta.
Ciao Gianluca
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6 dicembre 2009 alle 02:13
Mal,
se mi trovi dove io ho scritto che «Minzolini era un “semplice” giornalista che scriveva per Panorama»
io ti pago una cena all’Enoteca Pinchiorri. Ma se non lo trovi, tu vai a farti fottere a spese tue.
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6 dicembre 2009 alle 17:36
Caro Patton, hai letto il tuo commento che ho postato?
Lo hai letto?
Kint scrisse:
“Quanto al buon Minzolini conosciamo benissimo la sua storia e il suo modo di fare giornalismo.
Scriveva oltre che per “la Stampa” anche per “Panorama” e proprio l’altro ieri è finito a dirigere il TG1 grazie alle sue buone referenze presso Berlusconi.
Non facciamo finta che sia libero e imparziale.”
Patton rispose:
“Scus Kint,
ma che cazzo vuol dire “conosciamo benissimo il suo [di Minzolini] modo di fare giornalismo”,
scriveva “anche per Panorama”, “la più bieca stampa di regime”?
Come diceva il vecchio Tino Scotti: “Falqui! Basta la parola”, e non c’è bisogno di dire “purga”.
“Panorama! basta la parola”? E naturalmente senza citare una sola volta il “bieco”…”
Kint rispose:
“Diosanto Patton,
che Minzolini sia vicino alle posizioni di Berlusconi se non proprio sul suo libro paga è palese, non fare il finto tonto.
Le ultime nomine RAI parlano chiaro in questo senso.
….
Tu continui a vedere il marcio da una sola parte ma se al posto di Minzolini e Berlusconi avessimo Prodi e D’Avanzo riterresti le parole di quest’ultimo come propaganda bolscevica e avresti anche ragione.”
Scirocco dimostrò quanto sostenuto da Kint:
http://www.paologuzzanti.it/?p=1008#comment-92063
Patton? Patton non rispose più…silenzio…
Ora, caro Patton, dimmi qual era il senso del tuo post in risposta al primo di Kint.
Inoltre non fare il furbo con me: io non ho virgolettato l’intera mia frase, quindi non ho ti ho messo in bocca nulla( non ho il tuo vizietto)
La mia era un sunto del tuo post.
Pertanto, caro Patton, dimmi: qual è il sunto del tuo post?
Ah! Per l’enoteca Pinchiorri, ti passo a prendere io? O fai tutto te?
9 dicembre 2009 alle 09:37
Scusatemi se mi intrometto ma direi di essermi, pur involontariamente, meritato anch’io la partecipazione alla cena all’Enoteca Pinchiorri.
Pregherei quindi Malombra di passare a prendermi evitando di portarsi dietro i cd di Battiato. Sapete com’è , solitamente in macchiana sono avezzo ad ascoltare buona musica.
Saluti.
9 dicembre 2009 alle 13:11
Ma certo Kint!
Sei il benvenuto!
Patton sicuramente sarà felice di pagare la cena anche a te all’enoteca Pinchiorri!
http://www.enotecapinchiorri.it/silvestro.html
Scegli tu Patton, il piatto che ci offrirai!
Una bella macchinata!!
Ho già capito: niente Pink e niente Battiato.
Visto che Patton offre la cena, tu, Kint, pensa alla musica.
Saluti!
9 dicembre 2009 alle 14:46
Direi:
http://www.youtube.com/watch?v=WpBa56cBmFE
e poi
http://www.youtube.com/watch?v=rTebgVrHEVM
e ancora
http://www.youtube.com/watch?v=uRtd9TFfScU
Saluti.
10 dicembre 2009 alle 01:05
Ottimo, Kint!
Si parte!
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6 dicembre 2009 alle 18:25
Patton
hai fatto un gran giro di parole per dire: si, i magistrati sono tutti complici.
Chi per motivi politici, chi per potere, ma sono tutti in combutta.
Svariate migliaia di magistrati, di destra, di sinistra: tutti d’accordo.
Ho capito, è tutto un magna magna.
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5 dicembre 2009 alle 09:26
Perché coinvolgere tutti?
Sono sufficienti pochi Pm che non cercano la verità ma inseguono teoremi e un po’ di lassismo in chi dovrebbe controllare e non lo fa (e quando lo fa di solito usa la mano leggera al posto di picchiare pesante). Purtroppo esistono e fanno danni anche gravi. Un caso concreto? Enzo Tortora … ricordate?
Chi all’epoca sbagliò ha fatto carriera e non ha subito alcuna punizione.
Poi certo … esistono gli sbagli, gli errori, il fattore psicologico per cui una persona innamorata di una certa tesi difficilmente se ne separa. La gestione scandalosa dei pentiti è un altro discorso … purtroppo non tutti si rendono conto che la delicatezza necessaria è la stessa che gli servirebbe per trasportare dell’esplosivo. Ogni affermazione ammessa deve essere provata, rigorosamente, altrimenti si tratta di aria fritta.
L’assenza dell’habeas corpus (errore non averlo nella Costituzione) impedisce di buttare a mare a vista quelle tesi che alle spalle hanno solo parole ma pochi fatti.
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6 dicembre 2009 alle 19:09
jm
Berlusconi, Feltri, Gasparri e soci parlano di complotti, tu parli di qualche pm che ‘insegue teoremi’ e csm pigro.
Sono due argomenti diversi, ma con un unico finale: i giudici sono delegittimati.
L’habeas Corpus non capisco cosa centri, è la legge che impone che un arrestato venga visto dal giudice entro tot giorni dall’arresto. Questo giudice convalida poi l’arresto oppure no, ma non è il giudizio. In Italia abbiamo la convalida da parte del GIP, che è un giudice.
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5 dicembre 2009 alle 09:34
Feltri ha ammesso:
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_04/feltri-riabilitazione-boffo-accuse-omosessualita_3701ca94-e0e3-11de-b6f9-00144f02aabc.shtml
D’Avanzo, ora tocca a te!
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5 dicembre 2009 alle 10:25
Ancora su Spatuzza.
Oggi Ezio Mauro scrive : ” Il Paese e’ sotto choc , incredulo e bisognoso di sapere”.
Secondo me Mauro non ha capito niente.
Alla “GGENTE” , NEI GRANDI NUMERI , di quello che ha detto Spatuzza non gliene frega la classica mazza .
Io ritengo che nei due giorni passati quello che ha contato molto sia stato lo sraordinario sbarramento mediatico messo in atto , in virtu’ del quale il messaggio che piu’ e’ “passato” non e’ la parola di Spatuzza ma , invece, l’idea che” nessun Governo ha combattuto la mafia come questo…ecco quindi la vendetta della mafia.”
Su questo piano e se per assurdo dovessimo individuare in anno zero dell’altra sera vincitori e vinti…ebbene ha vinto il polverone sollevato da Ghedini , Belpietro e quel Tarek Ammar che ha aggiunto persino una nota comica quando ha detto che SB ha sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo.
Ma Tarek Ammar , oltre che essere amico, fa anche il commercialista di SB ? Se non erro , proprio recentemente le societa’ di SB hanno usufruito dell’ennesimo condono fiscale.
Tornando a bomba..se poi aggiungiamo quanto e’ avvenuto ieri in televisione con l’ubiquo e scatenato Capezzone allora si comprendera’ meglio quanto ho detto sopra.
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Io ho una particolare e colpevole antipatia per Capezzone e almeno spero che per la giornata di ieri il suo padrone gli abbia pagato almeno gli straordinari…va bene anche in nero ; con il tour de force televisivo di ieri avra’ perso minimo tre chili….pora stella.
A latere , quasi scomparsa , e’ invece la notizia che SB ha disertato l’udienza nel processo Mills a Milano ; legittimo impedimento perche’ doveva andare ad inaugurare una nuova galleria nella Salerno-Reggio Calabria….dove peraltro poi NON si e’ recato ; ha mandato Matteoli che e’ arrivato con due ore e mezza di ritardo….se ne e’ andato pure il vescovo locale ; cosi’ dicono le cronache.
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5 dicembre 2009 alle 15:59
Oggi ho sentito Pannella che presentava il suo libro (ma quanto scrivono questi ghost writers 2) a domanda di Mimun sullo sfondo di una bandiera col biscione dichiarava che i “ragazzi” che entrano nei radicali con la fede radicale nel cuore devono essere pronti presochè a morire, quando non sono piu ocnvinti beh, è giusto che vadano nel mondo” Caro Giacinto che tristezza nei tuoi occhioni blu , quanti te ne sono passati per le mani che appena hanno annusato l’aria ti son scappati come volpi…Rutelli, Capezzone, Taradash, Della Vedova…un branco di mediocri colpiti sulle via di damasco dal potere.
” no è il caso di parlare di tradimento, l’unico tradimento che un radicale puo fare è verso se stesso”
bella scusa.
Una cosa però la imparano bene dai radicali, ad essere double-face.
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5 dicembre 2009 alle 12:05
Stavo cercando un intervento di Batten al parlamento europeo (non il famoso intervento) in cui faceva uno strano accostamento tra mafia e kgb.
It is not possible to resign from the KGB any more than it is from La Cosa Nostra.
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+CRE+20060426+ITEM-014+DOC+XML+V0//EN&language=EN&query=INTERV&detail=3-154
Mi sono imbattuto in un altro intervento di Batten.
Alexander told me that the key figure to understanding Mr Prodi’s alleged relationship with the KGB in the 1970s was a man named Sokolov, also known as Konopkine, who worked for TASS in Italy.
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+CRE+20061129+ITEM-017+DOC+XML+V0//EN&language=EN&query=INTERV&detail=3-164
Figura chiave per comprendere le presunte relazioni.
Prodi, Sokolov, anni ‘70, uno strano studente, Aldo Moro, Gradoli?
E’ una cosa risaputa e sono in ritardo di tre anni?
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5 dicembre 2009 alle 13:57
Sì, direi che sono in ritardo di tre anni.
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5 dicembre 2009 alle 13:47
Analfabeti di tutto il mondo uniamoci…….Politicamente che ha fatto Berlusconi qualcuno mi risponde?Per favore?Riforme zero, na legge elettorale adatta ai porci,qualcosa che non siano le robe di corrente amministrazione qualcosa di coraggioso?…Ha abbassato le tasse?Ha riformato e pure male il mercato del lavoro…Intanto dobbiamo sorbirci ancora pro e contro Silvio e tutto il resto non se muove…na rottura di P***E 15 anni bipolarismo a parte…Sto bel bipolarismo all’ amatriciana giunto al capolinea…Corruzione e incompetenza,mancanza di concorrenza o concorrenza sleale,corporazioni che si fanno più forti ogni giorno,meritocrazia manco a parlarne ma de che stamo a parlà?Il più contento è lui che può accampare scuse dalla mattina alla sera nun me fanno lavorà sti cazzo di giudici e pure quell’ingrato di Fini…Un governo mai così forte sotto schiaffo dalla Lega ecco che ci meritiamo…7 anni e mezzo di governo di centro.destra cosa è stato fatto?Cosa ci rimane…Uno statista(un buon politico dai) pensa al futuro guarda avanti,unisce non divide… Promesse nient’altro che promesse….Intanto continua a far soldi a palate…Lui…L’eletto dal popolo e chi si permette di criticarlo politicamente è il solito comunista prevenuto e invidioso…MA VA LA’…Vi lascio un articolo interessante http://www.lavoce.info/articoli/-conti_pubblici/pagina1001427.html
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5 dicembre 2009 alle 14:05
Buongiorno a tutti,
da stamattina mi chiedo incessantemente se il nuovo mito della sinistra italiana dopo Marx e Veronica Lario sia davvero diventato quella bestia di Spatuzza.
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5 dicembre 2009 alle 19:15
Thomaso scrive:
5 dicembre 2009 alle 14:05
Buongiorno a tutti,
da stamattina mi chiedo incessantemente se il nuovo mito della sinistra italiana dopo Marx e Veronica Lario sia davvero diventato quella bestia di Spatuzza.
Mito della sinistra? Ti sbagli.
Non siamo amici di chi dice di essere stato amico di Berlusconi, anche se, sembra che ora se ne sia pentito.
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5 dicembre 2009 alle 14:27
X IoTomy
http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/18/liberalismo_criticato_goduto_co_9_081018096.shtml
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5 dicembre 2009 alle 22:11
Tra un paio di giorni ho molto tempo disponibile per provare ad argomentare la mia non totale condivisione del pensiero di Ostellino.
Ti prego di pazientare perchè credo ne potrà uscire un discorso interessante.
Grazie per l’interessante articolo.
Marco
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5 dicembre 2009 alle 16:16
700 PIU GRANDI AUTOBUS DEL MONDO
Su RAI 3 annunciano 300.000 stipendiati antiberlusconi venuti co 700 autobus da tutta l’Italia ed anche da chissa dove…la luna?
Mappete 300.000/ 700 fa 428 persone per autobus.
Per annunciare in anticipo quante persone parteciperanno allo spettacolo occorre una buona organizzazione che tenga a giorno la lista delle comparse ingaggiate dal regista, o no?
Ma chi finanzia lo spettacolo?
Le fiamme gialle devono indagere, quelli sono fondi che vengono da botteghe con conti oscuri.
Pinco Pallino
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5 dicembre 2009 alle 21:56
Perchè te la prendi?
.
Trattasi di *minoranza* dell’attuale minoranza. Il governo non cadrà certamente per una sfilata di 90000 persone nella Capitale
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5 dicembre 2009 alle 16:39
Dal Giornale di Oggi.
Mafia, presi i boss Nicchi e Fidanzati
Berlusconi: “Due colpi straordinari”
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Allora che succede, è il governo che fa lotta alla mafia, oppure è il governo che recluta futuri pentiti per aiutare i cosiddetti Giudici che combattono la Mafia cercando di deligittimare chi la lotta alla mafia la fa sul serio.
Lo volete un pensiero sovversivo ?
Forse no, ma ve lo rivelo lo stesso : penso di più in più che per fare la lotta alla mafia, per cambiare, non sarebbe vano indagare su certi Giudici…
Cosi per cambiare.
Pinco Pallino
Nicchi, 28 anni, è stato arrestato a Palermo dagli uomini della squadra mobile della polizia in via Cluverio. Nicchi è ricercato dal 2006 per associazione mafiosa, estorsione e altro. Considerato l’erede di Salvatore Lo Piccolo, è nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia. Lo si apprende da fonti inquirenti.
A Milano in manette Fidanzati È stato arrestato a Milano Gaetano Fidanzati, uno dei boss mafiosi appartenenti alla lista dei 30 ricercati per mafia più pericolosi. È stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile in via Marghera mentre era in compagnia del cognato. Gaetano Fidanzati è uno dei capimafia storici palermitani. Per avere un’idea della sua posizione all’interno dell’organizzazione basta ricordare che nel ’70 un’auto venne fermata casualmente ad un posto di blocco. Dentro, con documenti falsi, c’erano, oltre a lui, Tommaso Buscetta, Salvatore Greco, Giuseppe Calderone, Gaetano Badalamenti e Gerlando Alberti, padrini che avevano e avrebbero fatto parlare a lungo di loro. Fidanzati è entrato a pieno titolo nel gotha dei trafficanti di droga mafiosi. Il suo nome è contenuto in inchieste su traffici mondiali di eroina e soprattutto cocaina di diverse procure italiane e nei dossier di investigatori Usa. Fidanzati è ritenuto dagli investigatori uno dei più importanti boss del narcotraffico e dopo di lui sono stati arrestati per traffico di droga anche i figli, Guglielmo e Giuseppe, che avevano basi logistiche nel Nord Italia occupando spazi del mercato della cocaina in Veneto e Lombardia.
Berlusconi: “A Milano e Palermo due colpi straordinari” “Le nostre forze dell’ordine hanno effettuato due colpi straordinari a Palermo e a Milano. A Palermo siamo riusciti a catturare Gianni Nicchi che è il numero due di Cosa nostra e a Milano abbiamo catturato Danilo Fidanzati che è il numero tre di Cosa nostra. Credo che sia una bella situazione, una bella operazione che deve confortare i cittadini di buon senso”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commenta, a margine dell’inaugurazione dell’Alta Velocità Torino-Milano le due operazioni portate a termine a Palermo e Milano.
Maroni: “Manca solo Messina Denaro” “Gli arresti di mafia fatti oggi fanno giustizia delle farneticazioni di questi giorni”. Così il ministro dell’Interno ha commentato, in una intervista a Sky, l’arresto di Gaetano Fidanzati e Gianni Nicchi. “Quelle di Spatuzza sono vere e proprie farneticazioni – ha detto Maroni – dettate da chi vuole colpire un governo che sta facendo quello che non è mai stato fatto contro la mafia negli ultimi 50 anni”. “Non sono arresti ad orologeria”. Parola di Maroni che spiega: “Considererei un’offesa alla professionalità e al coraggio di chi rischia la vita per queste operazioni di polizia chi dicesse che si tratta di arresti a orologeria” all’indomani delle dichiarazioni del pentito Spatuzza su Berlusconi. “Le catture non sono mai ad orologeria. Basta capire un pò come funzionano queste cose, conoscere il rischio che corrono gli investigatori per catturare i boss per rendersi conto di questo. Sarebbe una idiozia dire una cosa del genere, cioè che si tratti di arresti ad orologeria”. Nicchi arrestato oggi a Palermo “è il numero 2 di Cosa nostra. Rimane solo il numero 1, Matteo Messina Denaro, e sono certo che presto prenderemo anche lui” ha proseguito Maroni.
Schifani: “Operazione eccezionale” Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha telefonato al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al capo della Polizia, dott. Antonio Manganelli, e al questore di Palermo, dott. Alessandro Marangoni, per congratularsi personalmente dell’eccezionale operazione antimafia che ha portato oggi all’importantissima cattura di Giovanni Nicchi, ritenuto il numero tre di Cosa Nostra, e di Gaetano Fidanzati, esponente di spicco della mafia. “Queste operazioni” precisa il Presidente Schifani “confermano, ancora una volta, l’impegno dello Stato e del Governo nell’azione di contrasto al male assoluto della mafia che non può e non deve conoscere alcuna distrazione o tolleranza”.
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5 dicembre 2009 alle 18:06
So che ai Berluscones Caselli non è molto simpatico ma è interessante un suo articolo http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/12/02/falcone-la-verita-sui-pentiti/
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5 dicembre 2009 alle 19:32
Obiezione vostro onore
: una consuetudine giudiziaria che esiste dal 1875 può essere rovesciata in qualsiasi momento, da qualsiasi giudice che la pensi diversamente. Inoltre da quando in qua una sentenza (sia pure di Cassazione) vincola i magistrati che dovranno esprimersi nel merito di vicende analoghe, almeno in Italia? Addirittura al punto di fissare dei paletti?
Se davvero fosse così, allora come si spiega il fatto che giudici della Consulta hanno respinto un ricorso del Parlamento come inammissibile in quanto una sentenza giudiziaria si applica solo sul caso specifico?
Il fatto vero è che non esiste una legge che disciplina la materia, ma solo una serie di precedenti in cui i giudici autonomamente hanno deciso che alcuni comportamenti (che però vanno provati, e le parole di un pentito non sono sufficienti di per sé come prova) vengono puniti come se ci fosse affiliazione/associazione etc etc.
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5 dicembre 2009 alle 19:34
Spatuzza Spatuzza, che delusione!
Nulla di nuovo.
Tanta attesa per sentirsi dire cose che già molti avevano intuito, e che Bossi andava dicendo già quindici anni fa.
Che delusione!
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6 dicembre 2009 alle 01:31
Brambilla,
e tu t’aspettavi un colpo di scena da Gaspare il Chimico?
Ma allora la patente di FESSACCHIOTTO non te la toglie
nemmeno il Padreterno!!!
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6 dicembre 2009 alle 12:52
Caro Patton,
Può darsi che le mie capacità quanto ad ironia facciano schifo, e che per questo sia anche lecita una interpretazione letterale di quanto ho scritto.
Che doveva dire, secondo te, di più Spatuzza per fare rivelazioni sensazionali, rimaneva solo da coinvolgere il Papa ! Comprendi ora?
Ritorniamo ora sulle dichiarazioni di Spatuzza.
Certamente per ora le sue sono solo chiacchiere, e però possiamo interrogarci sui motivi che l’hanno indotto a dire certe cose.
Consideriamo che per avere i benefici di legge previsti per un pentito poteva, molto più comodamente, raccontare altre cose senza tirare in ballo Berlusconi.
Uno che ha commesso 40 omicidi ne ha di cose da raccontare anche lasciando fuori Berlusconi.
Perchè quindi tirare in ballo Berlusconi?
Perchè, effettivamente pentito, dice la verità?
Perchè, finto pentito, vuole vendicarsi di un nemico della Mafia?
Dobbiamo considerare che se Spatuzza non riesce a produrre elementi riscontrabili ne va della sua credibilità e tutto risulterà vano nel caso fosse un “finto pentito”, e quindi, nel caso Berlusconi fosse del tutto estraneo ai fatti raccontati.,.
Dobbiamo però anche considerare che effettivamente anche quando ha governato Berlusconi lo stato ha ottenuto dei risultati oggettivi nella lotta alla Mafia, e che perciò è arduo sostenere che Berlusconi l’abbia favorita.
E allora quale può essere una spiegazione che tenga il tutto?
Io avanzo un’ipotesi:
Berlusconi ha effettivamente fatto delle promesse ai mafiosi pur di ottenerne i voti.
I mafiosi sono stati ai patti e Berlusconi in sicilia ha fatto il pieno.
Poi però Berlusconi, al solito, si è fatto solo i cazzi suoi, (iddu pensa solo a iddu!) non ha mantenuto le promesse.
A questo punto la Mafia cerca di fargliela pagare, per quel che può, mettendo in piazza accordi che effettivamente ci sono stati anche se poi non mantenuti.
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5 dicembre 2009 alle 19:53
Le versioni di Guzzanti sul QUANDO Gordievsky venne a sapere che Scaramella era innocente
Guzzanti1
http://www.paologuzzanti.it/?p=1196#comment-104293
Secondo questa versione, Gordievsky sarebbe venuto a conoscenza della innocenza di Scaramella in dicembre dopo l’intervista Minoli, Litvinenko già morto
Guzzanti2
Parole di Guzzanti, rivolte a Gabriele Paradisi, a pag. 107 del Periodista
Secondo questa versione sempre di Guzzanti,… Gordievsky sarebbe venuto a conoscenza dell’innocenza di Scaramella dopo alcuni giorni e lo viene a sapere insieme a Litivinenko(quindi vivo e quindi in novembre) da Scotland Yard
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Versione di Gordievsky
Libro Il mio agente Sasha, pag 320
Secondo questa versione, è Gordievsky che parla, lo stesso Gordievsky dice di aver saputo dell’innocenza di Scaramella a novembre, dalla bocca di Litvinenko vivo
CONCLUSIONE
Guzzanti1 è in netto contrasto con Guzzanti2 e anche con Gordievsky
Guzzanti2 è parzialmente coincidente con Gordievsky, coincide perché tutti e due collocano il tempo della consapevolezza dell’innocenza di Scaramella, mentre Litivinenko era in vita, in novembre ……non coincide, anche se non in modo rimarchevole, perché Guzzanti2 dice che è stata Scotland Yard ad informare, mentre Gordievsky dice che è stato lo stesso Litvinenko, ma su questo si può passare sopra.
Insomma, se la versione esatta è quella di Godievski e di Guzzanti2, si ha come conseguenza, che al momento dell’interviste, Gordievsky già sapeva che Scaramella non c’entrava un cazzo e, nonostante ciò, lo tratta e maltratta come sappiamo. Come mai il Guzzanti1 ed anche i magnifici dei cieli limpidi hanno sposato la versione sbagliata di Guzzanti1 e vi hanno costruito sopra un castello senza fondamento?
…………………………………………………………………………………………………….
Certo Guzzanti1 potrebbe darci delle spiegazioni, ma lui preferisce cacciare dal blog Eruz, che gli mette sotto il naso le sue contraddizioni
GUZZ – LA PUBBLICO SOLO PER MOSTRARE A LEI E A CHI NE ABBIA INTERESSE CHE NON HO CERTO TIMORE DEL SUO BUFFO castello inquisitorio fondato sul suo personale dilemma, o trilemma, o polilemma, su come quando e perché Gordiewsky apprese che Litvinenko aveva smesso di accusare Scaramella, ma aveva deciso di seguitare a farlo credere per convincere Lugovoi a tornare per finirlo.
E fin qui, che posso dire, ognuno ha i suoi tormenti nella vita.
Io non voglio entrare nella sua ossessione. Ma poiché la causa della SUA ossessione è l’intervista di Minoli, ripeto che quel filmato non ha una data di registrazione a me nota, e la data della sua emissione televisiva non significa assolutamente nulla. E’ stata acquistata, taroccata, montana, sovrapposta, artefatta come su questo blog è stato dimostrato (non da me) in maniera spietata e analitica, e quel documento NON significa niente.
Io credo solo a quel che IO vedo con le MIE orecchie e metto dempre davanti ai miei occhi una TELECAMERA e poi pubblico. Quel che documento io è vero. Quel che non è documentato dagli altri è falso.
Questo è il mio rasoio di Occam.
Confermo quindi la sua espulsione e tanti saluti,
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5 dicembre 2009 alle 21:05
Senatore, ma se è così sicuro, invece di andare a querelare Travaglio, perché non ha querelato il suo tuttora amico Minoli e la storia siamo noi, lì c’è l’osso e non le chiacchiere, lì c’è il nastro, lì c’è il corpo del reato, lì c’è la prova delle sue ragioni, se è come dice Lei, lì c’è la prova del complotto contro di Lei e della sua Mitrokhin.
MA IO HO IMPRESSIONE CHE LEi PREFERISCA CHE LE COSE continuino a restare NEL VAGO…
GUZZ – RISPONDO ANCHE A QUESTA, COSICCHE’ quando lei sarà tornato nei verdi pascoli dei blog forestieri non possa dire che io non ho risposto.
Lei mi ha già più volte (dunque ossessivamente: se uno le risponde e lei ripete la domanda, questa è un’ossessione, non un’inchiesta) chiesto perché io non ho querelato Minoli.
E io le ho già risposto che querelare Minoli che ha manipolato un’intervista a Gordievsky su Scaramella e non so di me, è giuridicamente impossibile e ridicolo. Querelarlo per cattivo giornalismo? Perché lo ha certamente fatto per fare un piacere a Prodi? Non è materia di querela.
A me interessa aver fatto chiarezza sulla verità – i fatti come si sono svolti, lasciando aperta la porta per tutti i futuri sviluppi – e aver querelato chi DIFFAMAVA ME, non Scaramella. Credo che Scaramella abbia querelato tutti e se sono rose fioriranno.
Ma la verità su quel che Gordievsky ha realmente detto, pensato e in quali tempi su Scaramella, io la lascio decidere solo all’interessato, Gordioveky e io la registro dalla sua viva voce.
Hanno Bonini, D’Avanzo, Travaglio, Ezio Mauro dei “record” che confermano ciò che hanno scritto?
NO? Oh, che peccato. Io sì.
E questo mi basta.
Ri-tanti saluti.
(A lei sembra che questo significhi restare nel vago? Le posso suggerire qualche buon neurologo)
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5 dicembre 2009 alle 23:11
Allora l’illiberale Senatore Guzzanti, ironia della sorte vicesegretario del Partito Liberale, mi ha di nuovo cacciato dal blog, dopo avermi dichiarato pazzo!
Senatore, mi sa che a forza di avere a che fare con ex-spie sovietiche, si è sovietizzato pure Lei, i dissidenti vanno dichiarati pazzi!!
GUZZ – MA UREZ !!
se io avessi voluto veramente liquidarla alla Lubianka del mio blog non la costringerei a divertirci tutti con i suoi cambi di vocale.
L’avrei censurata e basta.
L’ho fatto recentemente con altri espulsi i quali, come se niente fosse, hanno fatto come lei e si sono ripresentati, per di più con la stessa odiosa aggressività per cui erano stati cacciati.
E naturalmente anche lei non sa resistere alla tentazione di dichiararsi dissidente – da quale regime? da quale ideologia? da quale potere? – e di essere trattato psichiatricamente se per caso si osserva che le sue domande ripetute anche dopo aver ricevuto ampia e dettagliata risposta permettono di ipotizzare l’ossessione come motore della loro reiterazione.
Noto con piacere che lei non mi risponde.
E fa bene, perché non ha niente da dire.
Dunque stavolta reitero io la risposta alla sua ossessiva domanda (che non ha più osato ripetermi) su Minoli, Gordievsky e Scaramella, cosicché lei possa ben ficcarsela in mente.
1 – Nessuno sa ESATTAMENTE QUANDO sia stata raccolta e da chi e in quali circostanze l’intervista manipolata da Minoli, il quale finge di essere l’intervistatore di un’intervista fatta da un altro e pone domande che non sono state realmente mai poste, in modo da addattare le risposte ad un fine politico: salvare il culo di Prodi e fare di Scaramella un pazzo.
Dunque, poiché so – e l’ho documentato IO – che Gordievsky spara a palle incatenate contro Scaramella fintanto che lo considera un agente di Putin attraverso la catena di comando Berlusconi-Guzzanti (io stesso sino stato interrogato duramente in Inghilterra per stabilire se fossi o no un agente russo), e che poi prende un secondo e diverso atteggiamento quando apprende che il ricercato è Lugovoi, il fatto che l’intervista non abbia una data e un’ora precisa in cui è stata raccolta, più la sua manipolazione, impedisce di attribuire ad essa alcun valore di verità. Quindi l’intervista di Minoli non dimostra nulla, salvo che un certo giorno Minoli l’ha recuperata, rimontata e spacciata per sua, senza dirci dove, quando e da chi è stata fatta.
2 – Io non posso querelare Minoli per aver manipolato una intervista altrui su fatti altrui (Scaramella).
Se lo facessi, il procuratore della Repubblica che ricevesse una tale querela la dichiarerebbe inammissibile.
3 – Lei tutte queste cose le sa perfettamente, ma ha capito che se riesce a rilanciare l’argomento in maniera ripetitiva e periodica, considerato che gli “esperti” della materia qui dentro non sono moltissimi, ottiene un effetto destabilizzante nei miei confronti ma più che altro nei confronti della verità, proseguendo così il lavoro iniziato da altri, con costanza, faccia tosta e impermeabilità (apparente) di fronte alla logica e di fronte ai fatti.
L’effetto destabilizzante ha successo nel caso che io, o le cinque o sei persone che conoscono bene la materia OGNI volta non perdiamo almeno un’ora di tempo per risponderle per l’ennesima volta nello stesso modo alle sue eterne domande, smepre le stesse, per smontare l’effetto distruttivo dei suoi interventi.
4 – Ne consegue che lei non “dissente” da un fico secco.
Lei, se vogliamo usare l’attrezzeria della guerra fredda, è semmai un agent provocateur, e quanto a me, o sto al suo gioco e ogni volta che lei ripete la solfa di Minoli e Gordievsky devo distrarmi da quello che sto facendo e mi devo mettere a scrivere un trattato dopo aver scritto un libro per impedirle di seminare il falso e la manipolazione; oppure devo permettere che vinca lei perché chi parla per ultimo dà l’impressione di avere vinto.
Questa linea di condotta diventa dunque per me un lavoro forzato e del tutto inutile, dovendo ccontrastare non contestazioni di verità sui fatti, ma pure tecniche di propaganda. E questo è inaccettabile.
La sua buona fede è inesistente, ma se preferisce che si dubiti piuttosto della sua sanità mentale, per me fa lo stesso.
Dunque, io oggi la espello ancora una volta, per darle così modo di rispondermi, se vuole, reiscrivendosi come Eraz, Erez (Israel), Eroz, ma se preferisce continuare la serie iniziata con urez ha ancora alternative fonetiche ma non logiche né di verità al suo arco. Veda un po’.
E la prego: vada in giro per farsi compatire del comportamento “illiberale” di questo Guzzanti che seguita a darle spago in un modo o nell’altro.
Come dite voi al sud? Chiagni e fotti.
(Sì, lo so, lei non è napoltano ma calabrese, però credo che sia poliglotta quanto basta. Parla per caso anche russo?).
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6 dicembre 2009 alle 09:36
Senatore, adesso parliamo serenamente, le conviene dire che l’intervista di Minoli è manomessa e taroccata? Non fa prima a dire che l’intervista non c’è proprio stata, così siamo tutti felici e contenti e torniamo a parlare del catramato. L’ètat c’est moi e voi non siete un cazzo, Lei in questo blog ha il potere di vita e di morte su di noi, io lo vorrei alla pari in qualche altro blog, lo farei a spezzatino!!
Intanto quella maledetta intervista di Minoli sta lì imperterrita, in bella mostra, sembra non temere né per le date e né per il contenuto……. e quegli stronzi di Repubblica, pur non avendo record, potranno fare riferimento, come testimonianza a Minoli, tanto dice le stesse cose della loro intervista a Gordievsky, non le pare caro il mio Senatore?
La saluto cordialmente, per la settimana che viene forse non ci sentiremo, non ci sarò e non so se dove vado ho disponibilità di internet, se ci fosse una visitina al giorno non gliela farò mancare.. Lei russa Senatore… io invece russo come russava Patton più di un anno fa, si ricorda?
Au revoir!
GUZZ – CARO ERUZ, io parlo sempre serenamente, specialmente quando sono indignato per i trucchi di coloro che manipolano la verità: è quell’indignazione che mi mantiene vivo.
E dunque, con la pazienza di Giobbe, ancora una volta le rispondo che io non faccio MAI quello che “mi conviene”. L’avessi fatto, sarei ministro e miliardario.
IO faccio sempre quello che devo, non quello che mi conviene. Si chiama primato dell’etica, è una malattia in Italia, perché qui siete tutti furbi e seguitate (i più, ma lei è in testa) a parlare di convenienza.
Dunque l’intervista in questione esiste e non dirò mai che non esiste.
Esiste, non si sa chi dove e quando l’ha fatta e Minoli l’ha trasformata (manipolata) ad uso e consumo di Prodi di cui era e forse ancora è politicamente un sodale, come prima lo è stato di Craxi. Ma esiste. E’ insgnificante per conoscere la verità. ma è utilissima per conoscere la falsità.
Questo blog.
Questo è un blog di successo, di grande successo di immagine e di numeri e lo è perché io lo dirigo con la mia personalità e le mie regole.
Tanto è vero che lei può anche andare a scrivere quello che vuole altrove, cambiandosi baffi, mutande, nome, panza e gilè, tanto non se ne accorge nessuno.
Quello che si scrive e si legge qui è ogni giorno sotto gli occhi di molte migliaia di persone, di cui almeno la metà è formata da coloro che fanno opinione e che fanno politica.
Quindi questo è un luogo privilegiato, aperto a tutti, ma con le mie regole.
Cionondimeno io sono alla pari con lei. Se lei non mi può fare “a spezzatino” qui, non è perché soffra di limitazioni di libertà, tanto è vero che scrive e riscrive sempre le stesse identiche cose e poi le riscrive ancora ed ancora e l’unico spezzatino che vedo è quello delle nostre palle sfrante dalla sua piccozza, mister Eruz.
Quindi non faccia il buffone facendo credere che lei “mi farebbe a spezzatino” se soltanto fossimo in un altro blog.
Ci faccia vedere la sua padella e la sua cipolla e se ne è capace lo faccia qui lo spezzatini, Mister Eruz.
Quell’intervista di Minoli non sta in nessuna bella mostra, tranne che nella sua ossessione e il fatto che quella taroccatura faccia da supporto ai falsi di Repubblica dimostra l’omogeneità dei taroccatori, e nient’altro.
NESSUNO ha mai osato mettere in dubbio tutto quanto io affermo nel mio libro – questo è fondamentale – e il silenzio stampa che lo circonda dovrebbe, se lei fosse onesto, farle venire più dubbi dell’intervista di Minoli. ma lei non è onesto, tanto è vero che non ne parla.
Nulla da dire? Nulla di strano? Tutto regolare? Benissimo.
Ancora una volta: ciò che dice o non dice Gordievsky lo posso dire soltanto io.
E non perché sia arrogante, ma perché io soltanto produco tutto “on the record”.
Dove sono i record dei repubblicanti? Zero.
I miei sono pubblici, pubblicati e controllabili. Il resto è falso.
Tutto ciò che lei ripete come un somaro ragliante o un disco rotto non costituisce più un argomento di dibattito e il mio blog non è più disposto a consentire a lei di costringere me oggi, domenica, a spendere come ieri, sabato, tempo e fatica per rispondere a uno che ripete sempre le stesse cose e non ha nemmeno il coraggio di dire come si chiama. Lei è una lettera anonima. Lei è un codardo.
Che lei la settimana prossima ci sia o non ci sia non è cosa che interessi questo blog.
Se vorrà ricomparire, dovrà coniarsi una nuova variante, come i virus di fronte al vaccino.
Lei è un virus, probabilmente una variante suina della solita influenza pestilenza che affligge l’Italia.
Adieu.
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5 dicembre 2009 alle 22:31
Caro Eruz come sei caduto in basso, ti firmi Eriz per far passare i tuoi articoli!!!
Voglio essere carino con te caro Eruz e ti faccio capire quanto profondi siano i tuoi tormenti interiori che NON TI FANNO CAPIRE LE SEMPLICISSIME VERITA’. Pregiudizi, tormenti interiori TI COSTRINGONO A RIMANERE FALSO, BUGIARDO ma oramai ho capito che non lo fai in cattiva fede, t’impegni moltissimo da tre anni, addirittura negli ultimi mesi hai letto anche i libri, per questo ti ho fatto già i complimenti MA PURTROPPO NON RIESCI PROPRIO A CAPIRE NULLA.
Veniamo ai fatti:
1.mo QUESITO
ERUZ: Guzzanti1
Minoli sovrappone, fingendo di intervistare Gordievky, domande capziose a risposta già accumulate, fatte a un Gordievsky, come dice a me davanti alla telecamera di Sabina Guzzanti il quale crede che Scaramella sia l’avvelenatore di Litvinenko e che quindi tratta come un miserabile, ancora per poche ore.
GIANLUCA: Caro Eruz il quesito da te posto ha trovato già una risposta in diversi post tra cui il mio dove ti è chiarissimo che per quel poche ore sta per un po di giorni, quelli necessari per sapere dallo stesso Litvinenko cosa secondo lo stesso è successo accusando Lugovy e scagionando Scaramella.
http://www.paologuzzanti.it/?p=1235#comment-106193
2.do QUESITO
ERUZ: Guzzanti2
Nota bene che sia Litvinenko che Gordievsky, i quali entrambi…. avevano creduto alla colpevolezza di Scaramella, hanno saputo da Scotland Yard dopo alcuni giorni che le cose erano andate in tutto altro modo
Parole di Guzzanti, rivolte a Gabriele Paradisi, a pag. 107 del Periodista
Secondo questa versione sempre di Guzzanti,… Gordievsky sarebbe venuto a conoscenza dell’innocenza di Scaramella dopo alcuni giorni e lo viene a sapere insieme a Litivinenko(quindi vivo e quindi in novembre) da Scotland Yard
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Versione di Gordievsky
Litvinenko capì che l’avvelenatore, o almeno l’organizzatore, il regista del suo omicidio, non poteva essere altri che Lugovoi ma CI disse che avrebbe seguitato a sostenere di sospettare di Scaramella affinché Lugovoi trovasse la forza di tornare a Londra per finirlo
Libro Il mio agente Sasha, pag 320
Secondo questa versione, è Gordievsky che parla, lo stesso Gordievsky dice di aver saputo dell’innocenza di Scaramella a novembre, dalla bocca di Litvinenko vivo
GIANLUCA: Nel secondo quesito dai dimostrazione non solo di NON LEGGERE ME, ma soprattutto di non leggere PAOLO GUZZANTI, il quale ti ha già risposto spiegandoti per benino che riguardo Scotland Yard ha dato loro la conferma delle tracce del veleno trovate, avvalorando la tesi che Livtinenko aveva capito (senza avere prove) e che aveva detto ai suoi intimi, tra cui a Gordiesky. Ora è chiaro caro Eruz? Riesce a metter in ordine le news? A comprenderle? Bastava leggere la risposta di Paolo al tuo quesito già posto e che ti linko:
http://www.paologuzzanti.it/?p=1235#comment-106198
Certo è incredibile come nel post in cui Paolo ti comunica che gli hai definitivamente rotto i coglioni ti sfugge UNA RISPOSTA DATA AL TUO QUESITO!!!
La tua conclusione finale purtroppo rimane alterata da tutte le stronzate che hai detto in precedenza non capendo un concetto semplice semplice, che ti rispiego ancora.
Litvinenko nelle prime ore/giorni pensa che Scaramella è il suo avvelenatore, come dargli torto TUTTO SEMBRA CONGIURARE CONTRO SCARAMELLA. Avvisa la cerchia dei più intimi dei suoi sospetti e chi non viene avvisato naturalmente la pensa come Litvinenko.
Livtinenko riordina le idee tra atroci sofferenza e capisce che Scaramella NON C’ENTRA NULLA, e Lugovy il colpevole e lo ha sicuramente avvelenato. Tesi sostenuta, con tutta la polizia inglese che non gli dà retta e l’Ospedale che continua imperterrito a negare l’avvelenamento.
Livtinenko avvisa la sua cerchia di amici ristretta TRA CUI GORDIESKY del nuovo scenario e spiega il suo piano. Da qui il “CI” detto da Gordiesky e che turba tantissimo Eruz. Successivamente Scotland Yard avvisa Litvinenko e di conseguenza anche Gordiesky che sono state trovate tracce di veleno E FINALMENTE LA TEORIA DI LITVINENK VIENE CONFERMATA TROVANDO SOLIDI APPIGLI.
Riassumendo, Gordiesky in un primo momento pensava come tutti che SCARAMELLA FOSSE L’AVVELENATORE, in un secondo momento viene a sapere dallo stesso Litvinenko che l’avvelenatore è stato Lugovy, successivamente lui e Litvinenko sanno da Scotland Yard che sono state trovate tracce di Talio, ORA ERUZ HAI CAPITO QUALCOSA? Ho vuoi ancora delle ripetizioni?
Paolo è persona di sani principi e sono sicuro che se ti scuserai con lui e noi tutti VISTO CHE CE L’HAI FATTE A FETTE CON TUTTA QUESTA STORIA, TORNERAI TRA NOI.
Gianluca
GUZZ – ERUZ-ERIZ NON HA ORECCHIE PER SENTIRE NE’ CERVELLO BASTANTE PER COMPRENDERE I FATTI. Ma è malato di ossessioni e questo è un blog, non una clinica psichiatrica.
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6 dicembre 2009 alle 00:10
L’assicurazione -con cui mantengo un rapporto contrattuale di tipo io ti assicuro ma tu paghi- mi ha chiesto di fornire alcuni documenti perché il furto del mio apparecchio foto possa essere rimborsato.
.denuncia del furto
.documenti che dimostrino la proprietà dell’auto
.fatture regolarmente pagate che provino l’acquisto dell’apparecchio fotografico (e altro materiale rubato con l’apparecchio).
La denuncia del furto deve essere firmata da un funzionario di polizia (non è un sbirro uno così) che verifica quanto succeduto. L’assicurazione non richiede obbligatoriamente materiale fotografico, basta una firma, ma l’impiegato mi ha confermato che basterebbe essere in combutta con un funzionario di polizia per ottenere il rimborso di un aparecchio foto mai rubato. Per questo motivo ha accolto molto favorevalmente la mia domanda. Infatto il dossier è stato completato con le foto scattate col telefonino, le stesse presentate – ed aggiunte alla denucia dalla polizia.
L’apparecchio sarà rimborsato. A volte è meglio documentare e provare che quanto si afferma è vero.
A volte è più utile non mostrare la documentazione. Altre volte non serve più perché quanto affermato è vero. O lo è diventato anche se è una grande palla. Quanto più grossa, meglio.
Ah, i fondamentali della propaganda!
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6 dicembre 2009 alle 02:34
Concordo!
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5 dicembre 2009 alle 20:32
….un milione … un milione e mezzo … 13 milioni …
…per la questura 90mila …
… secondo me erano tre o quattro …
tg1 terza notizia … che strano …
tg4 ovviamente spatuzza e meredit … ( ma il telecomando ad un certo punto si è rifiutato … e non ho potuto seguire …)
tg3 e la7 qualche servizio sui tre o quattro in piazza …
tg5 … non lo guardo da quando non c’è più enrico …
…ma dove andremo a finire
rainew24, comunisti, addirittura dava notizia e servizi su manifestazioni anche fuori patria
ps. x i comunisti e solo per loro … ancora non so se essere contento o meno del fatto che il mio presidente è andato alla manifestazione….
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5 dicembre 2009 alle 21:41
Sono tornato adesso con i miei mezzi e con i miei amici e nessuno mi ha pagato un euro per andare, c’era tanta, tanta e ancora tanta gente, mi spiace per chi la vuol vedere diversamente, ma non era una manifestazione politica questa è una grande novità, potrei strozzare Di Pietro per aver tentato di strumentalizzarla senza riuscirci, e sono contento che qualcuno abbia scisso l’emozione dal calcolo.
Ho rivisto la parte sana di questo Paese, vera aria pura, caro Pinco, quella abituata a pagare in proprio, ho sentito giovani sani, uomini e donne sane e vecchi che hanno pagato in prima persona e non ci stanno a vedere questo orrore, tutti cittadini Italiani con il cisogno di dire basta alla menzognia ed alla anormalità.
Non ho sentito pronunciare una sola volta la parola premier, aliena al nostro Paese, ma solo Presidente del Consiglio, perchè lo stupro della democrazia passa anche dal linguaggio, come invece sento anche qui e sui media tutti i giorni, è stato uno scendere in piazza e non una convention con donne e non veline, uomini e non rifatti, ognuno arrivato per libera scelta e non perchè servo ed ubbidiente ad un padrone.
Bene ha fatto chi è venuto senza “casacca” come dice Gianluca, perchè ha capito che quella di oggi è stata una cosa altra dalle manifestazioni dei partiti e dei sindacati.
Ho sentito la rabbia per chi ha permesso lo stupro di questo Paese, la rabbia per una opposizione inerte, e per chi pur considerandosi intellettuale non ha capito, ed ha permesso anzi favorito che il privilegio diventasse accettato.
Mi spiacciono i commenti che sento adesso nei media e in alcuni che non arrivano a capire o non vogliono capire, mi spiace per loro perchè questo è un grande segnale che nasce dalla normalità violata.
Ho parlato con una ragazza siciliana, palermitana non arrivava a 30anni, aveva in mano un pacco di fogli spillati, erano una lunga lista di nomi, morti ammazzati dalla Mafia.
Mi ha detto, e i morti non sono mai retorica, Lui chiama eroe Mangano, noi questi, ne trascivo qualcuno, tra i 700 e passa presenti nella lista, quelli più famosi e che non volevano essere eroi , solo negli ultimi 15 anni:
De Mauro, Scaglione Lo Russo, Spampinato, Russo, Impastato, Aparo, Pecorelli, Terranova, Basile, Costa, La Torre, Dalla Chiesa, D’Aleo, Montana, Cassarà, Campagna, Rostagno, Livantino, Libero Grassi, Guazzelli, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Montinari, Dicillo, Vito Schifani, Loi, Li Muli, Traina, Catalano, Polifroni, Domenico Geraci,Basile, Vaccaro.
La maggior parte carabinieri, Magistrati e giornalisti.
la finisco con uno slogan che mi ha divertito, ripreso dal grande fratello, quindi assolutamente non minaccioso:
. Berlusconi sei stato nominato.
Riccardo.
Pinco Lei è di una ignoranza offensiva di default, riesce a offendere senza averne sapienza, la finanza la inviti a casa sua sicuramente trova più lavoro che in casa di chi era in piazza oggi, e sia chiaro i mafiosi vengono catturati dalla catturandi di Palermo in questo caso, non dal suo, anzi nonostante, il suo Governo, che fa il possibile per tagliare fondi e mezzi.
Molti continuano a lavorare pagandosi le trasferte, e non riscuotendo nemmeno gli straordinari, qualcuno si dovrebbe VERGOGNARE, come mi ha detto un maresciallo siciliano della catturandi, presente come privato cittadino che accompagnava il figlio a questo incontro in piazza, ci siamo lasciati con una frase amara, pensa “pago di tasca mia il lavoro che mi potrebbe ammazzare, e poi il merito è del Ministro”
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6 dicembre 2009 alle 01:47
E portare un elenco dei mafiosi ARRESTATI dalle Forze dell’Ordine sotto il governo Berlusconi no, eh?
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6 dicembre 2009 alle 09:38
Patton ma tu leggi o soltanto TI leggi.
Hai problemi di concentrazione, o sei solo in malafede, lo so che continui a pensare di essere l’unico con la ragione, verità, acutezza, intelligenza, fino all’io son io e voi non siete un cazzo, e questo nella politica, musica, letteratura, romanesco, religione, donne, cavalli e chitarre, ma quantomeno finisci di leggere e solo poi rispondi, se finivi di leggere forse questa figura da figurante te la risparmiaVi.
Sai… inizio a pensare che in fondo, se leviamo l’alone da medico acculturato, sei una mano con nemmeno una coppia di due, e questo mi spiace e nemmeno poco.
Riccardo.
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6 dicembre 2009 alle 10:51
Gli arresti. Gli arresti eccellenti.
Sìssì. Guarda tu, to’ che caso, proprio ora altri due.
E’ vero. E’ stato nominato.
Ma si dibatte come può.
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6 dicembre 2009 alle 17:56
Patton, Patton, “sotto”?
Conosci la squadra “caturandi” della mobile di Palermo?
Nicchi la conosce bene.
E sai chi la conosce altrettanto bene?
Domenica Raccuglia( ex-superlatitante).
Sai perché? Perché due settimane fa lo ha arrestato.
Ora, sai chi ha dato loro i soldi per andare avanti nelle indagini per arrivare alla cattura di Raccuglia?
Loro stessi.
http://forum.politicainrete.net/politica-nazionale/33556-raccuglia-il-sacrificio-degli-agenti-le-spese-anticipate-di-tasca-propria.html
Letto tutto?
Bene, evita, per favore, di prenderci per il culo.
Se vuoi fare la conta, ci sono i bambini al parco giochi.
Saluti
7 dicembre 2009 alle 01:36
Sono d’accordo Andrea. Se la polizia o chi per lei fa arresti eccellenti bidogna ringraziare le forze dell’ordine. Se poi i governi in carica (centrodx o centrosx) hanno meriti REALI bisogna vedere se nel periodo in cui hanno governato hanno fatto leggi che sono ASSOLUTAMENTE CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA, E CHE SI STIANO INVESTENDO FONDI PER MIGLIORARE I SERVIZI.
Attualmente questo governo NON MI SEMBRA ABBIA GRANDI MERITI nella lotta contro la criminalità organizzata. L’esempio postato d’Andrea mi sembnra andare assolutamente in tal senso.
Gianluca
7 dicembre 2009 alle 02:32
Oh bella,
sta a vedere che ai tempi del Prodino gli davano i soldi per NON catturali…
7 dicembre 2009 alle 09:46
Che delusione… caro Generale, del resto è sulla lunga distanza e nella difficoltà che si vede il cavallo di razza.
Tranquillo gli assi sono tutti in mano tua, non puoi perdere!
Riccardo.
7 dicembre 2009 alle 12:14
Oh bella,
sta a vedere che Patton non ha argomenti con cui ribattere alla realtà…
Meglio cambiare argomento, vero Patton?
Un “prodino” toglie il “pensierino”.
7 dicembre 2009 alle 14:11
Patton io di Prodi neanche ho parlato. Ho avallato un ragionamento che mi sembra ben fatto. Ma noi in Italia siamo molto abili a farci prendere per il culo su questi argomenti. Ricordo quello del disavanzo primario o quello dei conti in rosso che uno o l’altro governo si trova ed incolpa la precedente legislatura.
Ci mettono sempre in grande difficoltà, e capire dove realmente sono le colpe e le giuste soddisfazioni E’ COMPLICATISSIMO.
Gianluca
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6 dicembre 2009 alle 12:30
Riccardo, grazie per questo racconto della giornata no-B di ieri: molto bello!
E’ bello perché secondo me quello che hai visto è rappresentativo di una voglia di cambiamento più profondo e sincero che ultimamente sento un po’ da tutte le parti, e nonostante tutto. Purtroppo ieri non potevo essere a Roma.
Ciao e fregatene di chi la butta in vacca sempre e comunque!
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6 dicembre 2009 alle 16:01
Riccardo mi è piaciuta la manifestazione,la sua genesi e l’impatto che ha avuto.E’ qualcosa che ha a che fare con aria pura,in un inquinato Paese.Bravi.
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6 dicembre 2009 alle 16:58
…vorrei esser poeta per ringraziare adeguatamente le parole di RiccardoP.
…ma non mi vengono le parole giuste e quindi ci rinuncio …
ma non rinuncio a questo:
grandissi pezzi di ottusi schiavi ma perchè proprio non la volete capire che è tutto un trucco, forse perchè per farsi ascoltare bisogna possedere i media e saperli usare solo ed esclusivamente a proprio vantaggio …
il popolo non è bue … è sfaticato … bisogna togliere il culo dal divano e smetterla di guardare vespa, santoro, floris, etc… e fare … fare … dire … occuparsi … smettiamola di delegare
…o peggio ancore il popolo è come quel gorilla a cui viene aperta la gabbia e, sorpresa, non esce non scappa … troppo abituato a cure e pasti facili dimenticando che il prezzo di tutto questo è stato la sua libertà.
aprite gli occhi uscite fuori dai vostri ridotti e illiberali confini e guardate la verità nei aspetti più crudeli …
…la verità certo non è che lui è un criminale o un puttaniere o uno che sa usa i grandi mezzi che ha a disposizione comprando tutto e tutti … la vera verità è che ci ha stuprato tutti e continuerà a farlo finche non ci renderemo conto del NOSTRO sbaglio … e non del suo …
la verità si chiama NOSTRO SBAGLIO
…e anche tu paolo … prendi posizione, di una parola siamo a casa tua … di come la pensi, ma veramente e non continuare, se pur favolose, a mistificare gli argomenti solo con le tue imitazione … meno mitrokin, ma chi se ne frega infondo, e più viola o un altro qualsiasi cazzo di colore ….
affronta l’argomento e incazzati ancora di più di quanto hai già fatto,non pensare solo a vendere il tuo libro (qui ti sto provocando) … tu puoi di più e anche meglio … sicuramente meglio di me di riccardo o di altri che a differenza tua e di altri non abbiamo voce e poco possiamo.
smettiamola di lanciare il sasso e nascondere la mano …
capitano svegliati dal tuo torpore e tira fuori la sciabola … fai armare i cannoni … il pennone è pronto e ha fame di carne fresca … i tuoi corsari, anche con la pancia vuota e il letto che non profuma di donna, sono pronti alla battaglia … diamoci una mossa non continuiamo a fare solo gli intellettuali.
…e questa non è eversione è sentimento.
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7 dicembre 2009 alle 10:38
Belle parole, manpan! Concordo… Sarà dura attirare il gorilla fuori dalla gabbia, purtroppo!
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7 dicembre 2009 alle 16:39
Caro Manpan tutto condivisibile. Il NS SBAGLIO E’ AVER MESSO BERLUSCONI AL POTERE (ED AGGIUNGO IO PRODI QUANDO BERLUSCONI PERDEVA), visto che tantissime volte ho detto che bisognava avere il coraggio di cambiare strada, di votare il più piccolo. Ma in Italia per forza di cosa si deve parteggiare per i due favoriti, VOTANDO IL MENO PEGGIO.
Ma il problema va risolto alla radice, se Prodi e Berlusconi (per me pari sono entrambi rappresentano uno il potere politico/economico pre/tangentopoli e l’altro il post/tangentopoli) sono riusciti per 15 anni, in questo periodo storico post TANGENTOPOLI, (che per tutti doveva essere il momento della ripartenza) A PEGGIORRARE LE COSE, significa una cosa semplicissima hanno trovato terreno fertile.
L’Italiano/gorilla come dici te, che è in quella gabbia, STA BENE NELLA STESSA, APERTA O CHIUSA CHE SIA, ha le sue stronze cose e continua imperterrito ad essere attento solo a ciò che gli interessa, alla sua famiglia (quando va bene) e capisce e s’interessa del bene pubblico solo se colpito personalmente (pagamenti avuti dall’apparato statale in ritardo, multe ingiuste, file alle poste, inefficienze varie dell’apparato pubblico ecc. ecc.).
Per fare come dici te BISOGNA CAMBIARE NOI TUTTI, ma cambiare realmente, NON BASTA METTERE UNA BANDIERA ARCOBALENO PER NON VOLERE UNA GUERRA, non basta una manifestazione VIOLA partita dalla rete per essere un paese migliore, non basta andare dietro a Di Pietro e Grillo ad ululare che devono andare tutti in galera, SENTENDOCI COSI’ BELLI BRAVI E GIUSTI, non basta leggere Travaglio, non basta pensare di conoscere e sapere e scrivere sui blog, non basta fare quelle scene patetiche di saltellare sotto le questure quando c’è un arresto eccellente, non basta tutto questo se poi quando ci licenziano scendiamo in piazza non capendo che il mondo che ci piaccia o no va da un altra parte, non basta tutto questo incazzarci con tutti quando poi sotto casa sporchiamo marciapiedi e strade, con cicche, pezzi di carta e cacate dei ns cani, non basta tutto questo quando con un ns figlio (il futuro del paese) ci parliamo 2 ore al mese ed andiamo a scuola ad incazzarci coi professori perchè lo trattano male, non basta tutto questo se poi per strada in mezzo al traffico cittadino (per problemi ns che andiamo di fretta) nn troviamo parcheggio e blocchiamo altre macchine in doppie o tripla fila, E POTREI ANDARE AVANTI PER ORE A FARE ESEMPI.
In Italia finche mancherà coscienza civica, finchè mancherà il sentirsi paese, fintanto ci accorgeremo di UNA GIUSTIZIA SCANDALOSA solo quando siamo interessati, fintanto penseremo solo al ns orticello il GORILLA sta bene così.
Sai quando il terreno sarà meno fertile? Solo quando il GORILLA starà incazzato davvero perchè i soldi scarseggiano ed i problemi riguarderanno una fetta consistenta della POPOLAZIONE/GORILLA, allora vedrai come I GORILLA S’INCAZZANO. Ma purtroppo non è questa la soluzione, qui dobbiamo tutti capire cosa significa essere paese, dobbiamo capire che se io rubo ad un altro un posto di medico o di qualsiasi altro mestiere, se poi ho un problema per inefficienze varie NON POSSO INCAZZARMI!!! E qualcosa succede per forza perchè se un paese ha nei posti pubblici e parastatali il 70/80 % di raccomandati COME CAZZO FA AD ANDARE AVANTI BENE IL PAESE?
Finche non capiremo cosa significa la frase CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI, finchè non capiremo che un paese normale E’ UNA RICCHEZZA PER TUTTI, FINCHE’ NON CAPIREMO QUESTI SEMPLICI CONCETTI E PENSEREMO SOLO AI CAZZI NS, nulla cambiera’!!!!
Servono 30.000 licenziamenti in posti statali perché c’è gente inutile, si facciano!!! Serve unificare Polizia e Carabinieri per avere un solo corpo CON IL DOPPIO DELLE RISORSE? Che si faccia senza che i due corpi si facciano guerra (vedi le cose gravissime che stanno uscendo fuori nel caso Cucchi con lettere false ed altre schifezze).
Questo deve avvenire in un a paese normale e magari i 20.000 statali (una marea stanno al sud con posti scandalosi come anti incendi e minchiate varie) cacciati perché a nulla servono vengono immessi nel settore giustizia dove sembra manchi personale SEMPRE SE SONO IN GRADO di rivestire tale ruolo. Sono soli stupidi esempi ma il senso spero sia chiaro, quindi è inutile dire che ogni riferimenti a mestieri o altro E’ PURAMENTE CASUALE.
Il mondo cambia i mestieri cambiano, E NOI PARLIAMO ANCORA DELLE STRONZATE, quando ci accorgiamo di un cambiamento noi popolo ORAMAI NULLA SI POTRA’ PIU’ FARE, diamoci una svegliata, perché se non faremmo passi verso una coscienza civica, se non capiamo che oggi NELLA NS GABBIA SI VIVE BENISSIMO ma non durerà in eterno anzi … , domani quando in molti avranno la merda fino al collo e troppo tardi, l’Italia è un paese che sta andando verso il baratro, un paese che uscirà a breve tra i paese più ricchi del mondo e non certo per colpa di Prodi o Berlusconi
MA PER COLPA NS.
Per ora una delle soluzioni politiche e’ questa RIVOLUZIONE ITALIANA e dare il voto al PLI, ma il primo CHANGE deve avvenire dentro di noi.
Gianluca
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7 dicembre 2009 alle 19:02
Anzi guarda,caro Gianluca, gia’ che ci siamo e sempre a proposito di “avanzo primario di cassa” diciamo ancora che , dopo anni , nel 2006 – fine del Governo Berlusconi – l’attivo era , come detto , praticamente sparito ( + 0,6) e nel 2007 con il Governo Prodi e con Padoa Schioppa era di nuovo , miracolosamente , balzato ad un buon + 3,5.
Tanto per la precisione e per spendere , ogni tanto, una buona parola per Prodi che , pur legittimamente , nel salotto di Guzzanti NON gode di buona fama.
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P.S. Nel 1997 , anno che precedette l’OK europeo dell’ingresso dell’Italia nell’euro l’avanzo primario tocco’ il + 6,7.
Bei tempi , eh.
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8 dicembre 2009 alle 20:31
Non voglio entrare nell’argomento avanzo primario sarebbe troppo lungo e non ho tempo, e sopratutto non ho voglia di descrivere l’ennessimo argomento strumentalizzato dai media, ti chiedo però di esere più preciso sennò da come scrivi QUESTO SEMBRA UN SITO DI FAN DI BERLUSCONI.
Non mi sembrano tantissimi in questo blog, quindi sarebbe corretto scrivere che la cattiva fama se la dividono equamente Prodi e Berlusconi!!!
Ti dirò di più, non vorrei sbagliarmi ma da quando paolo ha mandato a quel paese il PDL per colpa di Berlusconi e dei suoi atti scriteriati, in questo salotto coloro che vedono COME MENO PEGGIO PRODI PER me sono in maggioranza, naturalmente è un impressione.
Gianluca
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8 dicembre 2009 alle 11:45
L’avete evocato ed eccolo il Gorilla
Sulla piazza d’una città
la gente guardava con ammirazione
un gorilla portato là
dagli zingari di un baraccone
con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come
attenti al gorilla!
d’improvviso la grossa gabbia
dove viveva l’animale
s’aprì di schianto non so perché
forse l’avevano chiusa male
la bestia uscendo fuori di là
disse: “quest’oggi me la levo”
parlava della verginità
di cui ancora viveva schiavo
attenti al gorilla!
il padrone si mise a urlare
“il mio gorilla, fate attenzione”
non ha veduto mai una scimmia
potrebbe fare confusione
tutti i presenti a questo punto
fuggirono in ogni direzione
anche le donne dimostrando
la differenza fra idea e azione
attenti al gorilla!
tutta la gente corre di fretta
di qui e di là con grande foga
si attardano solo una vecchietta
e un giovane giudice con la toga
visto che gli altri avevan squagliato
il quadrumane accelerò
e sulla vecchia e sul magistrato
con quattro salti si portò
attenti al gorilla!
“bah, sospirò pensando la vecchia,
ch’io fossi ancora desiderata
sarebbe cosa alquanto strana
e più che altro non sperata”
“che mi si prenda per una scimmia
pensava il giudice col fiato corto,
non è possibile, questo è sicuro”
il seguito prova che aveva torto
attenti al gorilla!
se qualcuno di voi dovesse
costretto con le spalle al muro,
violare un giudice od una vecchia
della sua scelta sarei sicuro
ma si dà il caso che il gorilla
considerato un grandioso fusto
da chi l’ha provato però non brilla
né per lo spirito né per il gusto
attenti al gorilla!
infatti lui, sdegnando la vecchia
si dirige sul magistrato
lo acchiappa forte per un’orecchia
e lo trascina in mezzo ad un prato
quello che avvenne fra l’erba alta
non posso dirlo per intero
ma lo spettacolo fu avvincente
e la “suspence” ci fu davvero
attenti al gorilla!
dirò soltanto che sul più bello
dello spiacevole e cupo dramma
piangeva il giudice come un vitello
negli intervalli gridava mamma
gridava mamma come quel tale
cui il giorno prima come ad un pollo
con una sentenza un po’ originale
aveva fatto tagliare il collo.
attenti al gorilla
Non gli piacevano i Giudici
GUZZ – SIAMO ALLE SOLITE. E NESSUNO NOMINA IL GRANDE POETA CHE HA SCRITTO E MUSICATO QUESTA CANZONE. CHE, OVVIAMENTE, NON E’ DE ANDRE’.
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8 dicembre 2009 alle 16:05
Grazie Paolo,ho imparato una cosa che mi mancava:Omaggio a Georges Brassens.
http://www.youtube.com/watch?v=JHXVsTGCCxk
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8 dicembre 2009 alle 16:09
Bella anche sta versione di Svampa.
http://www.youtube.com/watch?v=VAsIHcWjkCM
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8 dicembre 2009 alle 18:40
Grande GUZZ – finalmente qualcuno che fa notare che alcune delle più grandi canzoni di De Andrè non sono sue! Efficacemente tradotta però, va detto.
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5 dicembre 2009 alle 22:32
Carissimo Pinco Pallo…
Tu lo sai che anche se dici un sacco di fregnacce mi sei simpatico. Mica ti offenderai se uso il termine fregnacce ..no ; e’ un modo pittoresco per dirti che non sono d’accordo con te.
Noi ti vogliamo bene innanzitutto perche’, se abbiamo capito bene – non sempre e’ facile capirti – tu sei italico e vivi in Gallia….anzi..
nella tua qualita’ di fervente agit prop silviesco ci sei doppiamente caro….perche?…semplice ;sei diventato una specie di razza protetta ; appartenendo tu , per quanto ci e’ dato sapere , a quel risicatissimo numero di italici che pur vivendo all’estero sono in maniera granitica superdevoti del nostro. Oggettivamente non e’ un fatto di poco conto.
Insomma assistiamo sgomenti ad un fenomeno difficilmente inquadrabile sul piano della evoluzione psichica afferente alla capoccia di quei figli della terra dove il sì suona che per diletto o necessita’ vivono in terra straniera…….sono diventati PRESSOCHE’ TUTTI bolscevichi e nel miglior caso trotzkisti .
Pare sia un fenomeno inspiegabile ; ma cosi’ e’.
Ma tu…no.
Ecco perche’ ti vogliamo bene ; Tu sei l’eccezione….
inspiegabilmente e misteriosamente , nonostante i giornali ,la gente che ti circonda e che sorride ogniqualvolta Lui viene nominato tu lo ami…ma tu lo ami alla Bondi , non so se mi spiego.
Pertanto , credimi ,nella tua qualita’ di appartenente ad una razza protetta, forse in via di estinzione, non possiamo non ammirarti commossi.
Bon dimanche – se dice così ? – dal tuo topolino….ah, naturalmente…ARISVEJETEEEEEEEEEEEE…ARI.
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Memore della nostra antica e inconclusa querelle ti informo PER L’ENNESIMA VOLTA che gli azionisti e i detentori di obbligazioni Alitalia aspettano ancora i soldi promessi solennemente da Silvio e Giulio.
Te lo voglio ripetere come un mantra.
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5 dicembre 2009 alle 23:06
Ciao Amgelo…
Credo sia mio dovere informarti sulla mia prostata ; non e’ stato Patton ma effettivamente un mese fa e in omaggio alla medicina preventiva un altro urologo mi ha ficcato un dito in culo…anche il PSA normale.
Avevi ragione tu…nulla di grave…anzi tutto normale ;quindi niente Viagra ancora.
Ma tu sei giovane…quale prostata e quale Viagra !!!
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Sto pensando di farmi dare qualche ripetizione da te al fine di acquisire quella capacita’ di sintesi che contraddistingue positivamente i tuoi post.
Gratis..eh.
Accedi per rispondere
6 dicembre 2009 alle 00:05
Senatore, a bilanciare i suoi insulti, io godo del silenzio di Gabriele, di Enrix, di Asdrubalino, i quali se io avessi detto una fregnaccia mi avrebbero già sbranato, in vece Asdrubalino ha detto che controllerà la sua intervista a Gordievsky e poi mi risponderà, ed anche Gabriele mi ha detto ieri in privato che mi risponderà pubblicamente, dopo aver cercato di capire e quando il lavoro glielo consentirà1
Se mi dimostreranno che ho preso una cantonata, ne prenderò atto, perché con loro si discute…..
GUZZ – LEI è incredibile. Avendo io prodotto l’unica vera e indiscussa intervista a Gordievsky, lei aspetta che gli esperti di cieli limpidi facciano il “loro” expertise !! Ma andate tutti a fare… un’intervista a Gordievsky. Non è difficilissimo e posso anche darvi una mano: occorre onestà, una telecamera e conoscere la lingua inglese quanto basta, oppure il russo.
Che schifo: il puro ritratto dell’Italia. Domanda: ma chi esattamente me lo fa fare?
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6 dicembre 2009 alle 15:20
Eruz o Eriz o uerez ti ho scritto delle cose sul tema da te posto, che fai finta di NON LEGGERLE? Confrontati visto che sei un campione di democrazia, che fai scappi? Lo so che sei solo tardo ed in buona fede ragiona con la tua testa non aspettare che altri ti dicano che dici stronzate. Prova a capirlo da solo. Se poi sei così bravo da farmi notare che il cretino sono io FELICISSIMO. aTTE
Ti riposto il link poi dimmi cosa NON TI AGGRADA O NON TI QUADRA.
http://www.paologuzzanti.it/?p=1235#comment-106357
Gianluca
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6 dicembre 2009 alle 02:51
HO TROVATO IN RETE QUESTA NEWS CHE MI SEMBRA INTERESSANTE: (Fonte: http://segugio.splinder.com/post/21717712/IL+VIZIETTO#cid-60077093)
COMUNICATO DI ELIO VELTRI AD ANTONIO PADELLARO
Roma 01/12/09
Caro Padellaro,
apprendo con vivo stupore di essere uno degli autori del pezzo: “Imputato Berlusconi chi le ha dato quei soldi?…” pubblicato in data odierna a pg. 4 del giornale da te diretto: “Il Fatto Quotidiano”.
Con altrettanto vivo stupore apprendo, sempre dal tuo giornale (pg. 4 ultime cinque righe dell’articolo “Nascita di Fininvest”), che venerdì prossimo, 4 dicembre, nella sala della Stampa Estera, presenterò la nuova edizione de “L’Odore dei soldi” insieme all’altro autore, a Furio Colombo ed a Carlo Freccero.
Tanto premesso ti comunico:
1 non sono l’autore delle righe che hai pubblicato;
2 non ho alcuna notizia di una mia presentazione de “L’Odore dei soldi”;
3 la nuova edizione de ”L’Odore dei soldi” è avvenuta a mia insaputa con modifiche e capitoli aggiunti non concordati con me.
In proposito, ho già dato mandato ai miei legali di perseguire nelle opportune sedi giudiziarie questa pubblicazione non autorizzata.
Ti invito a pubblicare, con ogni urgenza, questa mia precisazione, fatta salva ogni azione di legge.
Cordialità
Elio Veltri
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6 dicembre 2009 alle 10:53
Gianluca, come avrai notato, il comunicato di Veltri è del 1 dicembre.
Ad oggi sono successe un paio di cosette che, per completezza si dovrebbero riportare:
“RISPOSTA DEGLI EDITORI RIUNITI
Caro direttore.
Il libro Odore dei Soldi è stato rieditato dopo l’accordo intervenuto con Elio Veltri, che prevedeva il diritto di integrare e di aggiornare il testo a cura dell’altro autore, Marco Travaglio.
Elio Veltri è stato invitato alla presentazione e non aveva mai dato notizia di non voler partecipare.
Non capiamo perchè assuma questo atteggiamento, scrivendo cose palesemente non vere.
Leggo che Veltri ha recentemente presentato un suo libro sulla mafia, per un altro editore, insieme ad Angelino Alfano. O tempora, o mores.
Cordiali saluti,
Alessio Aringoli
CONTROREPLICA DEI LEGALI DI ELIO VELTRI
Gentile Direttore,
non mi risulta essere in atto alcun accordo con Elio Veltri nel senso dichiarato da Alessio Aringoli nella sua e-mail del 02/12/09.
Non mi risulta che Elio Veltri sia mai stato invitato a partecipare ad alcunché.
Non mi risulta che Elio Veltri dica o scriva cose “palesemente non vere”.
Mi risulta invece che le ipotesi di accordo (che mai hanno riguardato l’altro “autore” del libro in quanto mai nominato da nessuno di noi), da me stilate in nome e per conto di Elio Veltri insieme all’avv. Francesco Paola, non sono andate a buon fine perché mai sottoscritte né dagli Aringoli, né tantomeno da altri rappresentanti della casa editrice.
Mi auguro che il signor Aringoli possa dimostrare in Tribunale quanto oggi dichiarato.
Sulle insinuazioni e sulle diffamazioni sui comportamenti di Elio Veltri non vale neanche la pena di soffermarsi: in proposito deciderà il Tribunale adito.
Cordialità
Dr.ssa Maria Cristina Naso”
Questo, ad oggi, quanto accaduto.
Personalmente posso esprimere una mia opinione solo sul 1 punto evidenziato da Veltri:
“1. non sono l’autore delle righe che hai pubblicato;” in riferimento all’articolo apparso su FQ.
Quell’articolo altro non è che un estratto dal libro “L’Odore dei Soldi”, appare quantomeno strano che Veltri non si riconosca l’autore di un pezzo tratto da un libro scritto da lui.
Sugli altri punti Editori Riuniti e Veltri dicono cose divergenti ma facilmente dimostrabili con i documenti.
Vedremo come andrà a finire.
Saluti.
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6 dicembre 2009 alle 15:28
Ti ringrazio del contributo, io stavo un passo indietro VISTO CHE HO POSTATO QUESTA LETTERA NON SAPENDO NEANCHE SE FOSSE VERA, IN CERCA DI CONFERME.
Ora vedo che era vera e le cose stanno andando avanti, che dire SIAMO IN ITALIA. Per sapere qualcosa di definitivo, se sempre la sapremo dovremmo aspettare circa 5/6 anni se ci va bene.
Penso che se il ns paese non si sbriga a riformare la giustizia con casi del genere risolti in 3 mesi MASSIMO, non ne usciremo mai e noi cittadini mai capiremo CHI CI PRENDE PER IL CUL E CHI NO, visto che dopo 5/6 anni se per caso sapremo qualcosa ci siamo belli che dimenticati del caso.
Gianluca
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6 dicembre 2009 alle 18:07
gianlu, 5 o 6 anni?!
E na miseria!
Aspetta e vedrai che in breve tempo si risolverà il tutto.
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6 dicembre 2009 alle 22:36
Sul Fatto del due Dicembre è uscito questo:
Diritto di Replica
Caro Padellaro, apprendo con vivo stupore di essere uno degli autori del pezzo: “Imputato Berlusconi chi le ha dato quei soldi?…” pubblicato in data odierna a pg. 4 del giornale da te diretto: “Il Fatto Quotidiano”. Con altrettanto vivo stupore apprendo, sempre dal tuo giornale (pg. 4 ultime cinque righe dell’articolo “Nascita di Fininvest”), che venerdì prossimo, 4 dicembre, nella sala della Stampa Estera, presenterò la nuova edizione de “L’Odore dei soldi” insieme all’altro autore, a Furio Colombo ed a Carlo Freccero. Tanto premesso ti comunico: 1)non sono l’autore delle righe che hai pubblicato; 2)non ho alcuna notizia di una mia presentazione de “L’Odore dei soldi”; 3)la nuova edizione de ”L’Odore dei soldi” è avvenuta a mia insaputa con modifiche e capitoli aggiunti non concordati con me. In proposito, ho già dato mandato ai miei legali di perseguire nelle opportune sedi giudiziarie questa pubblicazione non autorizzata. Ti invito a pubblicare, con ogni urgenza, questa mia precisazione, fatta salva ogni azione di legge. Cordialità
Elio Veltri
Le informazioni contestate da Elio Veltri ci sono state fornite da Editori Riuniti.
Il 3 dicembre questo
Diritto di Replica
L’odore dei soldi ed Elio Veltri
Il libro “L’odore dei soldi” è stato rieditato dopo l’accordo intervenuto con Elio Veltri, che prevedeva il diritto di integrare e di aggiornare il testo a cura dell’altro autore, Marco Travaglio. Elio Veltri è stato invitato alla presentazione e non aveva mai dato notizia di non voler partecipare. Non capiamo perchè assuma questo atteggiamento, scrivendo cose palesemente non vere. Leggo che Veltri ha recentemente presentato un suo libro sulla mafia, per un altro editore, insieme ad Angeli-no Alfano. O tempora, o mores.
Alessio Aringoli
direttore editoriale
di Editori Riuniti
Saluti
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6 dicembre 2009 alle 09:40
D’altronde stiamo apprendendo ciò che è ovvio da quando Berlusconi è entrato in politica, ovvero che l’ha fatto per difendere i suoi interessi (il che significa che erano in pericolo). Adesso tutto dipende dai suoi interessi: sono di natura illegale o legale (da non confondere con immoralità e moralità)? Nel primo caso non avrebbe avuto alcun motivo di scendere in piazza (esattamente come qualsiasi altro furfante), nel secondo invece si.
Inoltre i suoi avversari non sono solo tanti, ma non hanno nemmeno un denominatore comune all’infuori del fatto di non essere per Berlusconi, il che fa nascere una domanda semplice: come fanno delle idee contrapposte ad avere la stessa opinione?
Detto procedere assomiglia assai a quello che accomuna gli antiamericanisti … che se potessero si farebbero fuori a vicenda.
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6 dicembre 2009 alle 11:35
(esattamente come qualsiasi altro furfante),
Lei scrive cose simili senza, che le aurita gli chiedano conto, e si permette certamente di pretendere di essere un onesto cittadino?
Qual’è secondo Lei la definzione della parola furfante?
Glielo chied perche io che non ho studiato nos saprei dare l’esatta definizione, mi limiteri a dire un dipo Speculum.
Pinco Pallino
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6 dicembre 2009 alle 10:22
Kale:
Avevi ragione tu…nulla di grave…anzi tutto normale ;quindi niente Viagra ancora.
Ma tu sei giovane…quale prostata e quale Viagra !!!
———————————————————————————
Nulla di grave? Ne ero sicuro.
Il rischio è che quando dovrò farne uso io, del Viagra, staremo ancora a parlare di Lui perchè molti dentro qui e tantissimi fuori non riescono a capire che ci sono altre persone che possono finalmente iniziare la rivoluzione liberale.
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6 dicembre 2009 alle 11:32
Dal Giornale di Oggi.
La grande bufale di Di Pietro.
_____________
Si scrive NoB-day, si legge Italia dei valori La grande bufala “viola” di Tonino
di Gianni Pennacchi
Ma bravi, i quattro ragazzotti col cartellino sul petto «il popolo viola chiede la parola», il gruppo organizzatore «spontaneo», «autogestito», scaturito dal basso a meravigliar partiti e organizzazioni consolidate, ma sì, i candidi e ingenui «figli della rete» – non erano meglio i fiori? – che avrebbero messo in piedi l’ambaradan di ieri a San Giovanni col passaparola, Facebook e il fai da te. E Bravo pure Dario Fo – a un premio Nobel si perdona tutto – che saluta il «qualcosa di magico», questi ragazzi «giovanissimi che sono cresciuti di numero e di esperienza pur non avendo dietro sindacati e partiti». Ma più bravo di tutti Tonino Di Pietro, che è riuscito a sfornare la bufala più gigantesca di questa infinita e trista stagione politica, spacciando come «germinazione spontanea» e per nulla eterodiretta, questo NoB-day che in realtà ha programmato, organizzato e diretto sin nei minimi particolari lui, in prima persona e da mesi.
A confronto i girotondini erano campioni di indipendenza e autonomia, persino i grillini, quelli dei circoli del comico che ancora resistono, sembrano i crociati bambini senza permesso di papi e sovrani. Ma questi che «nessun politico sul palco», i presunti liberi e fantasiosi che vantano «la prima manifestazione in Italia autoconvocata in rete con un tam tam tra blogger e iscritti a Facebook», se non sono burattini hanno certamente un filo doppio e ben stretto con Idv, il partito dipietrista, che con questa storia ha surrettiziamente ramificato il partito in tutta Italia e pure all’estero, perfino un circolo a Rabat. E non parliamo di quattrini, perché sarebbe anche comprensibile che un partito come Idv che incassa fior di finanziamenti pubblici, «regali» 150mila euro a dei cani sciolti ma compagni di strada, che nella colletta in rete più di 20mila scarsi non riescono a rastrellarne. Oh, avete idea di quanto costi mettere in piedi un palco e megaschermi come quello di ieri? I concerti costano, pure l’occupazione del suolo pubblico, agli artisti «impegnati» almeno le spese bisogna rimborsarle, e i tecnici esigono la tariffa contrattuale.
No, questo sarebbe il meno, chi volete che faccia il generoso, Rifondazione che non ha più una lira? Ma il «padrinato» di Tonino è più antico e concreto, sottaciuto e mascherato. È lui, il padre padrone del No Berlusconi-day e del «libero» popolo viola: l’unica alternativa a questa verità è che Di Pietro ha la palla di vetro, vede e prevede meglio del mago di Tripoli e di Otelma messi insieme. Tant’è che gli «spontanei» del NoB-day sono nati soltanto a ottobre. Però il sito di Tonino sapeva già tutto alla fine di aprile. Come mai questa «incongruenza» che fa crollare l’intera retorica della «spontaneità» è passata sinora in cavalleria? In verità qualcuno se n’era accorto, e ha provato a portare alla luce l’arcano. È il sito web Aurora. Ma chi volete che vada a leggersi quanto scrivono gli ultimi trotzkisti? Così nella «sola» son cascati gli altri compagni, comunisti leninisti, luxembourghiani, rossoverdi e cattocomunisti.
Ricordate la testatina classica del sito di Tonino? C’era il suo faccione sorridente, un Di Pietro bello nero, e il gabbiano colorato di bandiera. Improvvisamente, il 30 aprile – «cinque mesi e nove giorni prima del giorno di nascita del gruppo», annotano su Aurora – il sito cambia veste e si tinge di viola. Vola via il gabbiano, la faccia e il nome di Tonino si spostano a sinistra, nell’altra metà compare la foto di Berlusconi, proprio quella inflazionata in questi giorni, col profetico slogan «No Berlusconi-day» e una grande scritta in campo viola: «Partecipa anche tu – in tutte le piazze d’Italia». C’era anche un’icona di accesso a Facebook, ma cliccando non s’apriva alcun link. Per forza, il gruppo «spontaneo» doveva ancora autogerminarsi!
Solo qualche mese dopo, il link si apre mostrando una fotina viola del Cavaliere nero con l’impegno «NoB-day, io ci sarò». Finalmente, ad ottobre, Franca Corradini di Arezzo (è una dei quattro della conferenza stampa «autogestita» dell’altro giorno, insieme a San Precario che sarebbe il subcomandante Marcos de noantri)registra il dominio «noberlusconiday.org». Miracolo della preveggenza dipietrista, nella pagina appare la stessa fotina viola del sito di Tonino, e sotto la colonna illustrata c’è il link col supporto per «creare i gruppi locali».
Altro che «cinghia di trasmissione», i gruppi locali NoB-day arruolati inconsciamente nell’esercito giustizialista di capitan Tonino sono già 103 in Italia e 38 all’estero. Più uno extraterritoriale di buddisti. Con l’acca mi raccomando, che fa tanto figli dei fiori.
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6 dicembre 2009 alle 15:47
Pinco, Nessuno ti ha ancora detto che il tuo Feltri ha rovinato con scientifica e chirurgica precisione un uomo, massacrando la sua vita privata e la sua carriera, per poi dire SCUSATE ABBIAMO SBAGLIATO.
Perchè non mi incolli quel pezzo e lo commenti, ti fidi ancora di chi spara a mitraglia solo per partigianeria politica, sei in malafede di default, e nella logica del chi si somiglia si piglia.
Ma non hai ancora capito, che non ha nessun significato chi ha fatto cosa o chi ha fatto chi per la manifestazione di ieri, perchè il vero significato è diventato di proprietà di chi era presente, indipendentemente dal risultato, che mi frega di chi mi ha fatto incontrare migliaia di persone SANE, il fatto importante è che le ho incontrate e loro hanno incontrato me, in modo umile, apartitico seppur politico, gioioso ed arrabbiato, tu incontrati con i tuoi Feltri, Gasparri, Bondi e chi altri la pensa come te, io mi mangio la pizza con quei cittadini che vogliono essere ancora normali e ti assicuro che è molto più gustosa di qualunque cosa che possano mettere nel piatto.
Solo un inciso, io godo una cifra se arrestano i n°2-3-4 della Mafia, il problema è che non si sa mai chi è il n°1, non faccio il tifo per la Mafia, non l’ho mai fatto e mai lo farò, guardo solo le cose in modo più complessivo, ci sono azioni ed azioni, ci sono indagini in corso da anni e che si concludono incidentalmente sotto questo o quel governo, e credo sia una cosa normale, perchè è dovere dello Stato combattere le mafie, non è una concessione, mettere la firma su questo o quell’azione è stupido e meschino, vedremo più avanti che accadrà.
Sono intollerabili le stupidaggini questo permettimelo, tipo quella di chi dice che quella di ieri era una manifestazione promafia, vista la contemporaneità dell’arresto dei due mafiosi, spero che il ridicolo sia talmente palese, che ogni parola in più è spreco.
Riccardo
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6 dicembre 2009 alle 18:03
Riccardo, cercar di fare ragionare Pincoballa è come convincere il papa che dio non esiste.
Come ogni bravo fanatico, chi è contro il suo dio è contro lui stesso.
Un caro saluto
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6 dicembre 2009 alle 15:55
Mozione d’ordine senza riferimenti diretti a cose o persone reali:
Ma qualcuno quì è in grado di fare un intelligente sunto e spiegarci con parole e pensiero propri,come ha digerito e poi metabolizzato un articolo di giornale o ogni volta dobbiamo adoperare preziosi minuti per scorrere su e giù,(si badi non leggere perchè troppo lunghi) articoli che potrebbero semplicemente essere linkabili e poi ognuno se vuole se li legge ,questo senza appesantire il blog.
Trovo a volte,quando la cosa diventa ripetitiva,che c’è inconsciamente o peggio,consciamente l’auto gratificazione della autolenzuolata riempitiva.
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6 dicembre 2009 alle 13:48
X RiccardoP
http://www.youtube.com/watch?v=B62j8c99B6g
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6 dicembre 2009 alle 17:13
Bello Amgelo … devo dire che la canzone è ben raccontata anche dalle immagini … spero che tutti capiscano …
concedimi una divagazione però…
la canzone se non sbaglio risale al 75 e risulta assolutamente attuale, mi fa nascere una domanda …
NON E’ TEMPO DI FARE QUALCOSA ?
… non dovremmo smetterla con un certo qualunquismo e cominciare veramente a fare qualcosa ?
…non credi che dobbiamo a Rino un favore ?
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6 dicembre 2009 alle 17:23
Eruz scrive:
Senatore, a bilanciare i suoi insulti, io godo del silenzio di Gabriele, di Enrix, di Asdrubalino, i quali se io avessi detto una fregnaccia mi avrebbero già sbranato, in vece Asdrubalino ha detto che controllerà la sua intervista a Gordievsky e poi mi risponderà, ed anche Gabriele mi ha detto ieri in privato che mi risponderà pubblicamente, dopo aver cercato di capire e quando il lavoro glielo consentirà.
———————————————————————————————————————
Caro Eruz,
se è vero che Gabriele, Enrix ed Asdrubalino faranno un expertise su ciò che lei scrive, vuol dire che stanno messi veramente male.
Ciò che lei scrive non è degno di approfondimento, semplicemente perchè farlo significa perdere tempo.
E’ vero, lei è come un virus che subisce mutazioni: inizialmente, probabilmente, pensava ad una combutta del centro destra contro la sinistra di Prodi, combutta di cui Guz doveva per forza essere consapevole esecutore; poi forse lei da NH1 è diventato NH2 e così Guz è diventato soltanto un ignaro sicario di quel marpione di SB e/o raggirato da quello spione inglese di MS.
In uno stato o nell’altro del virus, Lei non si libererà mai dal dogma che li origina entrambi, dogma che nessuno potrà mai togliere dalla sua testa.
Non può perchè per lei non c’è altra possibilità: o di qua o di là.
L’assenza o la presenza della verità in uno di questi due luoghi è per lei particolare trascurabile.
Già me la immagino: “e va bene, ok, mi avete convinto ma come noi possiamo dare credito ad un ubriacone……” e via discorrendo.
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6 dicembre 2009 alle 21:50
Anche puntualizzare alcuni aspetti (Feltri ha precisato che non si tratta di scuse) facendolo in prima pagina, pure se nella parte bassa della stessa testimonia che Feltri ha ancora un senso del dovere che purtroppo *latita* tra i suoi colleghi.
Aspetto che Mauro, Bonini e D’Avanzo facciano lo stesso con Guzzanti e Scaramella, possibilmente usando il taglio basso della prima pagina. Sono passati tre anni, ancora non si è visto nulla, nemmeno nelle pagine interne.
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7 dicembre 2009 alle 09:51
Jm leggiamo insieme quello che dice Feltri, poi ne riparliamo che dice, e non si rimpiatti dietro il Guzzanti, a cercare protezione?
” Il direttore de Il Giornale sottolinea poi che all’epoca, «un periodo di fuochi d’artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi», venne giudicato interessante il caso Boffo «per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto. Poteva finire qui». La cosa, «forse, sarebbe rimasta piccina – continua Feltri – se Boffo, nel mezzo delle polemiche (facile a dirsi, adesso) invece di segretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagatella e non di uno scandalo». ”
Questo è il diritto di cronaca?
Riccardo.
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7 dicembre 2009 alle 16:11
Quando qualcuno scrive che “Feltri ha il senso del dovere” vuol dire che siamo proprio alla frutta…
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7 dicembre 2009 alle 18:16
“Nessuna scusa, solo una doverosa precisazione” scrive Feltri.
Alla faccia.
Personalmente al posto di Boffo con la doverosa precisazione di Feltri mi ci pulirei il culo, e scusate per il francesisimo.
Il quotidiano diretto da Feltri il 28 agosto del 2009 a firma di Gabriele Villa pubblica un articolo dal titolo:
“Boffo, il supercensore condannato per molestie”, in cui si leggono chicche di questo tipo:
“Comincia così la nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore”.
“Copia di questi documenti da ieri è al sicuro in uno dei nostri cassetti e per questo motivo, visto che le prove in nostro possesso sono chiare, solide e inequivocabili, abbiamo deciso di divulgare la notizia.”
“Atteniamoci rigorosamente ai fatti, così come riportati nell’informativa: «…Il Boffo – si legge – è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il patteggiamento…”
http://www.ilgiornale.it/interni/boffo_supercensore_condannato_molestie/28-08-2009/articolo-id=377663-page=0-comments=1
Qualche giorno dopo, dopo che Feltri e il Villa continuavano a parlare di documenti inequivocabili, il Corriere e non il Giornale, pubblica la famosa nota informativa su cui si basavano tutte le illazioni del quotidiano.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2009/08/31/pop_minidossier.shtml
Una qualsiasi persona dotata di media intelligenza, avrebbe capito che quel foglio senza alcuna intestazione, diretto ad una fantomatica Sua Eccellenza poteva essere di tutto tranne “una nota informativa che “accompagna e spiega il rinvio a giudizio”.
Ed infatti:
a) si trattava di un decreto penale di condanna e non di un rinvio a giudizio
b) la “nota” parla di patteggiamento e,ancora una volta, non ci siamo, si tratta di un decreto penale di condanna.
c) non esistono note informative che accompagnano decreti penali di condanna
d) non esistono note informative di natura giudiziaria che non recano intestazione
e) non esistono note informative che si rivolgono ai PM o ai Giudici definendoli “Sua Eccellenza”
f) non risulta che la Polizia attenzioni le persone per le loro preferenze sessuali.
Chiunque, anche in mala fede, si poteva accorgere che quel pezzo di carta era solo una lettera anonima di nessun valore, eppure Villa parla di “prove chiare, solide e inequivocabili”
In questo modo Villa e Feltri la spacciano per un documento di fonte giudiziaria e su quel documento ci basano il loro articolo, parlando apertamente di omosessualità di Boffo.
Scrivere che il decreto penale di condanna (fatto) era accompaganato da una lettera anonima di dubbia provenienza il cui contenuto deve essere verificato, risultava troppo difficile?
Aspettare 3 mesi per affermare quello che tutti avevano capito dopo aver letto quel pezzo di carta anonimo è solo l’ennesima porcheria.
Feltri dica apertamente di aver spacciato per atto di fonte giudiziaria una lettera anonima e di aver fatto scrivere l’articolo ad un giornalista a digiuno di procedura penale e dopo parliamo di senso del dovere.
Saluti.
Saluti.
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7 dicembre 2009 alle 16:31
Visto che non esistono restrizioni d’accesso, consultiamo l’originale
http://www.ilgiornale.it/interni/boffo_ho_avuto_modo_vedere/04-12-2009/articolo-id=403971-page=0-comments=1
Gli oggetti in questione sono quattro di cui tre pubblici:
1 casellario giudiziario
1 nota esplicativa (che si rivelerà falsa)
1 dispositivo di una sentenza penale emessa in nome del popolo italiano, con nome parte lesa oscurato da pennarello nero (quindi leggibile inclinando il foglio)
1 motivazione della sentenza, non resi pubblici (decisione del giudice)
Il Giornale ha pubblicato i primi due. Grazie allo scandalo siamo riusciti a vedere il terzo, che avrebbe dovuto essere *pubblico* (trattasi di sentenza di tribunale emessa in nome del popolo italiano, non di disposizione dei servizi segreti), non il quarto per decisione del giudice (discutibilissima, visto che tanto i nomi erano leggibili nell’altro e visto che avrebbe contribuito a chiarire nei dettagli quanto successo).
Riportare una sentenza è diritto di cronaca, riportarne l’esistenza pure. Non si tratta di cose private, ma pubbliche. Tant’è vero che i dispositivi sono letti in pubblico, non vengono spediti a casa in busta verde sigillata, e per certi processi c’è la fila fuori per ascoltarli.
Per il resto rilevo soltanto che i lettori del Giornale hanno avuto la possibilità di conoscere gli errori etc perché qualcuno ha sentito il dovere di farlo, stabilendo la verità dei fatti dalla stessa pagina usata ai tempi per il titolo a nove colonne … quelli di repubblica no. I secondi sono cittadini di Lega Pro 2 per caso? Cos’hanno in meno rispetto ai lettori del Giornale da non avere diritto a conoscere la verità dei fatti?
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7 dicembre 2009 alle 21:20
Caro JM onestamente ci metto tutta la buona volontà di questo mondo, ma non mi dimentico nè il modo, nè la levatura dei commenti dei lettori del Giornali, incoraggiati dallo stesso Feltri.
Comunque visto che ci tiene finiamo questa partita, come le avevo scritto commentiamola insieme, Lei è comunque un pessimo giocatore di scacchi, ma è in buona compagnia ultimamente, talmente fiduciosi nei vostri credo da pensare di vincere con solo il re, bastano due pedoni di colore diverso.
L’antefatto:
“Ma non per il contenuto in sé, penalmente modesto, quanto per il risvolto politico. Infatti era un periodo di fuochi d’artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi. La Repubblica in particolare si era segnalata con servizi quotidiani su escort e pettegolezzi da camera da letto. Il cosiddetto dibattito politico aveva lasciato il posto al gossip usato come arma contro il premier anche in tivù, oltre che sulla stampa nazionale e internazionale.
Già questo primo periodo taciterebbe ogni voce, la spiegazione è lì evidente, c’è un fatto diventato politico, il lettone Putiniano, il compito è deviare, ovviamente questo dà significanza alle false dichiarazioni Feltriane di indipendenza e di non dipendenza dalla famiglia del Biscione, del resto Feltri deve dare qualcosa in cambio per il suo contratto da 10 milioni di euro come direttore.
“Persino l’Avvenire, di solito pacato e riflessivo, cedette alla tentazione di lanciare un paio di petardi. Niente di eccezionale, per carità; data però la provenienza, quei petardi produssero un effetto sonoro rilevante. Nonostante ciò, personalmente non mi sarei occupato di Dino Boffo, giornalista prestigioso e apprezzato,”
Qui siamo alla rappresaglia mediatica, in tempo di guerra, ma forse lo siamo, questa si chiamerebbe rappresaglia appunto. Ma che ci importa della libera informazione, della cronaca, chi se ne frega di tempi e persone, lo scopo è così evidente che non merita dire altro.
“All’epoca giudicammo interessante il caso per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto.”
Queta è la parte pedagogica a volerla dire benignamente, ma possiamo senza problemi anche chiamarla l”avvertimento”, occhio che Vi sputtaniamo, su questo ci sarebbe da parlare moltissimo, possiamo fare un seminario con un tale di nome Signorini ci sbalordirebbe.
“Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato.”
Qui c’è tutto il reato, la calunnia pur sapendo di scrivere cose non vere, quel rigo è una chiara ammissione, siamo all’invenzione del fatto.
“Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione.
VF ”
Ormai lo scopo è stato raggiunto, un uomo ha perso lavoro e faccia, il tempo è passato adesso è utile anche scusarsi, anzi è nota da aggiungere al c.v. la capacità di scusarsi quando non serve più.
Chiedo al Giornalista Guzzanti, se tenesse una lezione di giornalismo a dei giovani, come chiamerebbe un giornalismo ed un giornalista di questa fatta.
Se poi giornalisti di Repubblica hanno fatto torto a Guzzanti, questi sono di uguale spessore, ma non per questo due ladri fanno un uomo onesto, due ladri fanno solo due ladri, ogni storia è storia sua distinta e contornata, e non sposta di una virgola una storia che non ha collegamento.
Riccardo.
GUZZ – NO, DUE LADRI NON FANNO UN UOMO ONESTO.
Ma Repubblica non mi ha “fatto torto”: ha fatto torto alla verità mostrando e dimostrando di essere un giornale che, se si tratta di seguire una linea politica (e non giornalistica) non esita a commettere falsi e imbrogliare i lettori con interviste inventate o manipolate come io ho avuto la possibilità di dimostrare nel mio caso, che non è eccezionale, ma normale.
E’ esemplare perché è l’esempio di uno stile, anzi di una negazione della professione di chi raccoglie notizie vere per i suoi lettori e le dispone in un modo (comunicazione) che permetta al lettore di organizzarle mentalmente e dei coglierne il senso, la misura e le conseguenze.
Chi scegliere?
Lasciatemi dire che scelgo me stesso.
Come giornalista ho forse compiuto errori di inesattezza (il più grave: aver dato per morto un arcivescovo salvadoregno colpito da grave infarto, ma che era sopravvissuto), ma non ho mai mentito, non ho mai omesso, non ho mai aggiunto, non ho mai inventato.
E quando ho dato il senso politico di quel che vedevo da editorialista (e non da cronista), ho sempre avvertito i miei lettori delle mie opinioni, affinché non se ne facessero contaminare.
Quanti sono quelli come me in Italia? Pochi.
E io non ho proprio nulla di speciale. Sono soltanto un giornalista e basta.
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6 dicembre 2009 alle 23:22
il mondo dell’Intelligence non è BIANCO o NERO ha 65.000.000 di sfumature di GRIGIO
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7 dicembre 2009 alle 00:56
Principe Volin,
il mondo dell’intelligence è un enorme puzzle di cui, pochi, riescono a vedere oltre i propri pezzi. I grigi ci sono ma, gli obiettivi sono chiarissimi, bianchi o neri. Il difficile è la strategia globale, ma il singolo agente ha compiti semplici da raggiungere. Sempre.
Cap. Rolla
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9 dicembre 2009 alle 10:03
Cosa pensa seriamente Capitano di una possibile “rivoluzione dei Garofani” all’italiana? Ve ne sarebbero i presupposti? O somiglierebbe più alla presa di potere (mai non sia!) di Al-Bakr e Saddam HUSSEIN?
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7 dicembre 2009 alle 08:33
pinco pallino scrive: 6 dicembre 2009 alle 11:35
“Qual’è secondo Lei la definzione della parola furfante?”
In questo caso uno che “ha agito” non conforme alla legge vigente, e che pertanto è stato condannato in tal senso: dunque non una persona che “ha subito” soltanto un giudizio negativo espresso sul piano morale.
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7 dicembre 2009 alle 14:06
Scusi Bani , mi permetto di ritornare sul problema “pentiti” ;
Lei dice : “qual è il contrappeso che la nostra Costituzione pone al magistrato che con le dichiarazioni del terrorista/mostro pentito fa cascare un governo? ”
Non sò se ho capito male io o e’ lei a non aver capito.
Bani , …MA C’E’ UNA LEGGE …LA FAMOSISSIMA LEGGE SUI PENTITI che impone ai magistrati di sentirli ; non sono un giurista ma non credo che un giudice abbia il potere discrezionale di NON ASCOLTARE un criminale che si dichiara pentito.
Nulla vieta che detta legge possa essere cambiata dal Parlamento ; ma finche’ quella LEGGE c’e’ ha un valore vincolante…almeno credo che cosi’ funzioni in uno Stato di diritto.
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Umberto Bossi ha manifestato la volonta’ di cambiare la legge sui pentiti , ad esempio. Normale , in linea di massima le leggi possono sempre essere riviste ed adeguate a nuove sensibilita’ , esigenze ..alla societa’ che cambia.
Da quel fine giurista che e’ dovrei immaginare che per lui siano chiari anche i termini e le caratteristiche con cui la legge in oggetto dovrebbe “cambiare”.
Rilevo pertanto che nel merito la sua opinione e’ diversa da quelli dei compianti Borsellino e Falcone che ritenevano i “pentiti” uno strumento unico e insostituibile nella lotta alla criminalita’ mafiosa.
Si faccia una domanda…avra’ ragione il giurista Bossi o quei magistrati da barricata che rispondevano ai nomi dei gia’ nominati Falcone e Borsellino.
Vorrei ricordare poi che – mi riferisco alla cronaca di questi giorni – uno come Spatuzza , scioglitore di bambini nell’acido , fa ribrezzo a tutti ; ma i “pentiti” non sono la esclusiva invenzione del genio italico….
senza farla tanto lunga…ricordiamo per esempio Joe Valachi ? A quel tempo negli USA ministro della Giustizia era un certo Robert Kennedy.
Infine , Bani, se lei trova insopportabile che lo Spatuzza ed altri possano diventare “pentiti”, badi bene , lei ha tutto il diritto di pensare che la legge in questione sia incivile e ripugnante….ma non dimentichi che ORA quella legge c’e’.
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9 dicembre 2009 alle 09:07
Lei Kalevala non può estrapolare le mie frasi da altri post e commentare a suo uso e consumo.
Quella frase fa parte di un’altra discussione con Giagina e mirava a dimostrare ciò che secondo me è evidente, e cioè che non esistono nella nostra costituzione abbastanza contrappesi per tutelare la democrazia da eventuali azioni “politiche” della magistratura.
In questo caso siamo di fronte ad una pubblica accusa che ha ritenuto di far deporre in un processo, un mostro terrorista che aveva da riferire, dopo anni dal suo pentimento, una chiacchiera da bar.
Esiste forse una legge che imponeva alla Pubblica accusa di chiamare Spatuzza in aula? Senza quindi un riscontro di ciò che ha detto Spatuzza, per il processo quella deposizione vale ZERO. Sono portato a pensare che questo la pubblica accusa lo sappia benissimo.
Vale invece 10000 punti la deposizione di Spatuzza ai fini politici…perché si passa il messaggio che, seppur di striscio, seppur con dichiarazioni da verificare, Berlusconi è implicato in vicende di mafia…il mantra di Berlusconi mafioso rimane vivo, e quindi tutto ciò da un punto di vista mediatico/comunicativo ha un peso e ce l’ha ORA, e ce l’ha indipendentemente da quello che sarà l’esito dei tre gradi di giudizio di quel processo, che comunque ci sarà fra anni.
Allora sulla base di quanto sopra detto 2+2=4. Il magistrato della pubblica accusa ha usato il pentito per svolgere un’azione politica.
Riguardo la legge sui pentiti, il problema è questo…io come ho detto in altra discussione non ho problemi nel vedere lo stato che calpesta il principio di “stato di diritto” per far la guerra alla mafia, ed in questo senso sono anche disposto a mettere da parte il problema morale che sta dietro al pentitismo, però tutto questo deve far parte di una guerra. Ora, ma anche nel passato, abbiamo assistito troppo spesso ad una istituzionalizzazione dei pentiti e la battaglia con la mafia non l’abbiamo ancora vinta. Al contrario i frutti avvelenati sono stati fin troppi.
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