Facciamo un po’ di sana provocazione estremista, quelle che mandano in bestia tutti e specialmente nella sinistra codarda moralmente. Basta con la favola del povero Sud angariato dalla malavita cui è estraneo. Il Sud è esso stesso il terreno di coltura e della complicità con la malavita, mafia, camorra e ‘ndrangheta (senza trascurare la Sacra Corona Unita pugliese) e ovunque il Sud sia emigrato nel mondo, dalla Lombardia all’Australia, dall’Argentina agli Stati Uniti, là ha portato anche (non soltanto, ma anche) le uova della mafia. Oggi la mafia organizza e promuove turpi fiaccolate antimafia e così facendo si protegge coperta da una sinistra codarda moralmente, incapace di denunciare lo stato delle cose e che preferisce fingere che la colpa sia sempre di altri. Così la mafia stravince e controlla l’Italia.

19 novembre 2009

Scrive Giagina

(…)E’ vero anche quel che dice Guzz che al Sud, intendo a sud di Grosseto, Lazio compreso, c’è un disastro sanitario che però, sempre va detto a disonore della classe politica che ci amministra è dovuto in gran parte alle ruberie degli amministratori, alla concessione di appalti alla camorra ed altre pecche che no sono imputabili al servizio sanitario in se quando alla concezione ch ei nostri amministratori hanno di una certa parte fisica del nosro paese. Terra di guadagno. Senza contare il sistema clientelare che si crea con le convenzioni. tarantini docet. basta questo a dire che la sanità fa schifo o basta questo a dire che la politica (una certa politica) fa schifo?

GUZZ – IO, CHE SONO POLITICAMENTE SCORRETTO, NON AMO QUESTE FINZIONI BUONISTE: LA CORRUZIONE E LA CATTIVA MAFIA CHE INQUINA IL POVERO SUD. No, mon amour: il Sud – malgrado alcune centinaia di migliaia di galantuomini (e non milioni) è marcio di suo. Non è un Bossi-pensiero. E’ un fatto. Possiamo metterci a spulciare storia e geografia per dilettarci sulle cause, ma tant’è. Penso che sia per metà colpa degli arabi e l’altra metà degli spagnoli. Ma oggi non ha alcuna importanza. Controprova: OVUNQUE NEL MONDO sia arrivata l’immigrazione italiana meridionale, fossero i campani alla Soprano, o i calabresi, i pugliesi e i siciliani, si trattasse di America o Argentina, Canada o Australia, Marsiglia o la stessa Lombardia oggi in mano mafiose del Sud, là si è installata non “Cosa nostra”, ma il terreno di coltura della mafia: arroganza, incapacità, parassitismo, prepotenza, taglieggio, subordinazione codarda nei confronti del potente, assenza di spirito civico, lamentazione, tradimento. E oggi anche il meraviglioso spettacolo delle PROCESSIONI ANTIMAFIA E ANTICAMORRA GESTITE DALLA MAFIA E DALLA CAMORRA CON TUTTE LE LORO MERDOSE FIACCOLATE. Qualche anno fa andai in Campania a fare una conferenza contro la camorra in un grande cinema periferico pieno di scolaresche convocate appositamente e del tutto disinteressate, ma pronte a gridare slogan coreani contro la camorra, a comando del preside e del prete che avevano organizzato la manifestazione. Poi andammo a pranzo, io il preside e il prete il quale mi disse con disarmante sincerità di essere lui stesso un camorrista, fratello di un boss e che la sua opera consisteva nel “sensibilizzare” i giovani contro “gli eccessi” di gente come suo fratello, cui comunque confermava stima e dedizione. Io mi alzai e me ne andai.

Uno dei fallimenti della sinistra, Cara Giagina, è quello di non avere la forza interiore per ammetterlo e gridarlo forte: molto più comodo pensare che Andreotti baciava Riina, che Cosa Nostra in combutta con Cia e servizi deviati tiranneggia i poveri villici altrimenti probi, che la corruzione del potere e dei partiti divora i poveri averi degli indios italiani del Sud, altrimenti buoni e incolpevoli. Vedi, Giagina, i miei avi vengono dalla Sicilia e io ho passato buona parte dell’infanzia a Napoli, mia seconda città per decenni e di cui so vita morte e miracoli, per cui sono irritatissimo ogni volta che incontro la stupida, proterva spavalderia napoletana, orgogliosa di far fessi gli altri. Io il Sud ce l’ho nel Dna e nella memoria, a parte le centinaia di articoli che ho scritto e perché ho vissuto per ben tre anni in Calabria come redattore capo e direttore del Giornale di Calabria. So di che cosa e di chi parlo.

Se fossimo ai tempi di Calvino e se io fossi Calvino, manderei al rogo alcune decine di migliaia di persone, senza la minima compassione, come fece il grande Jean Calvin a Ginevra dove non esitava a mettere a morte persino alcuni i fanciulli, cosa che considero un po’ esagerata. Se fossi De Gaulle mi comporterei come lui fece con l’OAS: barbouzes con licenza d’uccidere, una carneficina, morti a grappoli, impunità per lo Stato che prende la sua vendetta e che riconquista il suo territorio. Così Ginevra diventò, da capitale della malavita, la capitale della probità e in Francia l’Oas, lavata con la pioggia una bava di sangue, è uscita persino dalla memoria. Vedi? Tutte queste cose i miei amici di sinistra le pensano, ma non le confessano.

Hanno paura. Non sono moralmente così forti e così limpidi da dirlo. Più facile buttarla in vacca e ingannare il popolo. Il fatto è che qui non avremo non dico una rivoluzione calvinista, ma neanche la cura d’urto che Maria Tersa d’Austria fece alla Milano spagnola raccontata dal Manzoni, città corrotta, piena di picciotti detti bravi, con la sua colonna infame, il suo cardinal Federigo Borromeo, l’Innominato e il Conte zio. Maria Teresa edificò le scuole, i patiboli, i centri di vaccinazione, le galere, i giardini, le università, le colonie per i bambini poveri, i tribunali per una giustizia giusta e rapida. Mise alcune migliaia di gendarmi croati e promosse i cittadini migliori. E fu così che la Milano mafiosa manzoniana, corrotta e spagnolesca, diventò la Milano europea che conosciamo, ma non per suo merito, ma per merito di sua altezza imperiale Maria Tersa d’Austria. Se non si ha nemmeno il coraggio di accusare una intera società di essere corrotta, imbelle, flaccida, priva di tensione morale, servile, parassitaria e si fa finta che sia tutta colpa dell’orco cattivo contro il quale si batte la generosa e sciocca sinistra italiana, la mafia vince e la sinistra perde. Come sta perdendo per opportunismo ideologico e intrinseca mancanza di coraggio nel non saper riconoscere il bene e il male, il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto. E così creperà, piena dei suoi tanto amati dubbi: la “virtù del dubbio”, che è tipica di chi al posto di una spina dorsale con il filo di ferro, ne ha  una meno scomoda retta da un filo di lana.

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232 Commenti a “Facciamo un po’ di sana provocazione estremista, quelle che mandano in bestia tutti e specialmente nella sinistra codarda moralmente. Basta con la favola del povero Sud angariato dalla malavita cui è estraneo. Il Sud è esso stesso il terreno di coltura e della complicità con la malavita, mafia, camorra e ‘ndrangheta (senza trascurare la Sacra Corona Unita pugliese) e ovunque il Sud sia emigrato nel mondo, dalla Lombardia all’Australia, dall’Argentina agli Stati Uniti, là ha portato anche (non soltanto, ma anche) le uova della mafia. Oggi la mafia organizza e promuove turpi fiaccolate antimafia e così facendo si protegge coperta da una sinistra codarda moralmente, incapace di denunciare lo stato delle cose e che preferisce fingere che la colpa sia sempre di altri. Così la mafia stravince e controlla l’Italia.”

eruz scrive:

Senatore, ma cosa gli ha fatto ’sta sinistra, perché ce l’ha solo con la sinistra?

Uno dei fallimenti della sinistra, Cara Giagina, è quello di non avere la forza interiore per ammetterlo e gridarlo forte…… sinistra codarda:

Oh, ma è meraviglioso, come la giri e la rigiri, è sempre la sinistra che ci ha i difetti. D’altronde è giusto, al sud, per cinquant’anni, al governo non c’era la DC, ma il partito comunista.. eh.. maledetti comunisti.. sempre loro!!
Senatore, e ogni tanto se la pigli anche con qualcun altro!

GUZZ – Ma certo, un colpo al cerchio e uno alla botte. La Dc e’ stata il sud e il pci del sud suo compare e intzrfaccia. Contento?

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Fulvia scrive:

Non nasconderti dietro il dito: chi ha governato l’Italia da sempre in solitudine e (dagli anni 70 anni del famoso compromesso storico) a braccetto con il PCI???
Ora, concordo con Guzzanti nel dire che non possiamo/dobbiamo parlare più di destra e/o di sinistra perchè superate esse stesse nel loro modo di essere, ma se torniamo indietro negli anni, nel dopoguerra, e negli anni 70? Chi c’era al Governo di questo disgraziato paese , Berlusconi?
Fulvia

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eruz scrive:

Chi c’era al Governo di questo disgraziato paese

C’erano i comunisti!! e per essere giusti anche il Kgb!

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Gianluca scrive:

perchè Eruz ironizza sulle malefatte dl KGB? Vuole sostenere che tuttti i fatti racocntati da Paolo siano frutto d’invenzione mediatiche? Pensa forse che Paolo è uomo della CIA?

Parli Eruz perchè fare battutine del genere su gravi nefandezze di cui anche noi Italiani siamo stati vittime NON MI SEMBRA ASSOLUTAMENTE CARINO.

Sicuro che lei è armato da grande senso civico, e da un alto senso della moralità e che da quando aveva l’uso della ragione ha trovato nel vecchio PCI, poi PDS, ora PD cerchi di capire meglio se chi da quando lei ha l’uso della ragione ha provato a rappresentarla al meglio o no.

Questo è il punto. Io sono convintissimo della sua grande buona fede, della sua onestà intellettuale, della sua moralità, ma se poi le per darsi ragione perde di vista i fatti ED IL SUO OBIETTIVO E’ QUELLO DI GIUSTIFICARE UNA SCELTA FATTA 30 ANNI FA E NON GIUDICARE I FATTI rischia di essere controverso.

Ed ora mi permetto di dirle che lo è. Non si capiscono sennò battutine ed altro e così facendo ne esce malissimo. Mi dia retta apra un pochino la sua mente e non farà una figuraccia ansi dimostrerà di essere UN GRANDE.

Cerchi di polemizzare meno e confrontarsi di più. Le chiedo scusa se sto dicendo quel che penso su di lei e non vorrei essere scortese (se lo sono chiedo scusa in anticipo visto che solo lei lo può decidere in base ai suoi valori) ma mi creda lo faccio senza polemica e solo con l’obiettivo di vederla tra noi più sereno e pronto a dare molti contributi.

Gianluca

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eruz scrive:

Gianluca, non è che vuoi convertirmi no? Non è che sei come i testimoni di Geova che vuoi convertirmi?
Ascolta, Gianluca, non essere eccessivamente serioso. Lasciami divertire. E ognuno di noi, ognuno a suo modo, è capace di serietà e di dare il suo contributo al blog, ognuno a suo modo…. non ci ho la forza del buon Malombra, non riesco a seguire dialoghi infiniti.. l’unica cosa che posso dirti.. non so se ti tranquillizza.. non sono un cattivo!

E poi, Gianluca, ho appena detto che solo nelle ultime elezioni ho votato Pd, e tu te ne vieni con ’sto PCI? Ma cazzo, non li leggi i miei post allora? :) Come del resto io non leggo i tuoi!

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Gianluca scrive:

Eruz mi perdoni ma dal 45 ad oggi dove ha visto la destra lei?

Quella di berlusconi e destra per lei? Non è lei che parla di partito ad personam dell’imperatore ed altre cose che tra l’altro condivido?

Solo per mettere le cose in chiaro. La DC di cui le parla correttamente ora è divisa in tre schieramenti i due principali e l’UDC di Casini ma parlando di politica attuale NON SI PUO’ DIRE OGGI LA DC sbaglia, perchè non esiste più, ed attaccare chi insieme alla sx ha fatto tanti errori è impossibile perchè come le ho detto sono divisi in tre schieramenti, RIMANE SOLO LA SX COME FORZA POLITICA, PIU’ PRECISAMENTE IL CENTROSX.

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eruz scrive:

Dopo tanti estenuanti studi, dopo tante ricette fallimentari, finalmente il senatore Guzzanti ha trovato la ricetta giusta, per risolvere la questione meridionale. Chi sa perché non ci abbiamo pensato prima e pure era semplice…. plotoni di esecuzioni… pulizia etnico culturale… tutto che sa di arabo bizantico greco e maffioso estirpare a suoni di bazooka… è una buona terapia… perciò Berlusconi non ha affidato il ministero degli interni al senatore Guzzanti… sarebbero stati guai!

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Salva80 scrive:

Parole forti, Guzzanti, ma purtroppo credo veritiere. Io credo che sia tutta l’Italia ormai un paese corrotto (con densità di corruzione diverse regione per regione) e che non si riesca ad estirpare la malavita non perché ci sono fantomatici servizi stranieri e oscure logge dietro, ma perché essa si regga su una mentalità diffusa corrotta. Come diceva lei in un post di qualche tempo fa, se un americano non paga le tasse si vergogna; se lo fa un italiano, se ne vanta. Questo non è secondario: è la base di tutto; l’italiano vuole fregare lo stato, cerca di mettergliela in c… quando può; perché vede lo stato come un oppressore, una limitazione alla sua libertà… dove il termine libertà è usato come distorto sinonimo di anarchia totale, caos, legge della giungla.
Un po’ come facciamo in Sardegna: siccome siamo stati invasi da quasi tutti i popoli del Mediterraneo, nella storia, vediamo lo stato oppressore, soppressore della nostra identità, parliamo degli avi nuragici che erano liberi e gloriosi ma non abbiamo un decimo delle palle di Amsicora. E ci inventiamo stupidi partiti indipendentisti, scissionisti, vaneggiamo su una Sardegna indipendente ecc ecc.
L’Italia non vuole legalità; l’italiano medio è quello che non paga le tasse, che copia ai concorsi, che appoggia i familiari nelle università, nei concorsi, fin nelle più piccole cose; è quello che butta la plastica nell’indifferenziato perché tanto non sarà lui a cambiare le cose, è l’ignorante che è convinto che una goccia nel mare non conta nulla, è quello che continua a votare la stessa faccia da 40 anni, che usa il minimo potere che si trova per le mani per angariare qualche povero sfigato che ne ha meno di lui; è il padrone di casa che affitta in nero, però denuncia il vicino perché fa lo stesso; è invidioso, arrogante, convinto di essere superiore agli altri perché in Italia abbiamo l’arte, la pizza e gli spaghetti… e poi si offende perché gli altri dicono: Italia, mafia.
Questa è la dannata verità. E dannata verità è che non c’è mai stato un politico, nella storia dell Repubblica, capace di mettere le basi per rimediare a questa situazione; o forse, più che per incapacità, è stato fatto per espressa volontà.

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Zazen scrive:

Caro Salva, credo che Lei non abbia la piú pallida idea del significato della parola “libertá” e la sua analisi che la porta a concludere argutamente che in Italia ci sia una mentaliá diffusa corrotta è proprio ridicola. Il suo aspettare l’uomo del destino che arriverá a risolvere tutti i problemi del belpaese fa tenerezza tanto è ingenuo.
Lo stato italiano non è cattivo o criminale, è semplicemente idiota nella sua strutturazione. io che sono sardo e indipendentista me ne fotto dei nuragici e dell’identitá sarda che non esiste, ché sputerei in faccia a chi osasse definirmi identico a certi cretini che calpestano il suolo sardo.
La sardegna è solo una nazione diversa dall’Italia, soprattutto geograficamente. Gli interessi della Sardegna e dei sardi sono diversi ed è semplicemente da idioti chiedere il permesso allo stato di agire sul nostro territorio. Se i sardi gestissero i propri soldi ed il proprio territorio, senza chiedere trasfusioni allo stato italiano che piú che passarli i soldi li ruba (vertenza entrate), molti politici sardi parassiti avrebbero piú di un problema ad intascarsi i soldi dei contrinbuenti.

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francab scrive:

D’ accordo, senatore, d’ accordo su quanto lei dice e ridice, ma dove la troviamo noi adesso un’ altra Maria Teresa d’ Austria???( a proposito, non è masculo ma fimmina!…). perchè, vede, un conto è denunciarle-dirle certe verità, altro conto è invece TROVARE la ricetta per debellarle. onestamente mi trovo spesso a pensare quale possa essere il sistema migliore per LIBERARE l’umanità da tale cancro, ma, a meno che non si voglia riesumare la strage di San Valentino a livello mondiale (ma contro chi? perchè stabilire chi è mafioso e chi no, è veramente arduo…) non credo sia fattibile…Il pensiero mafioso, prima dell’agire mafioso, andrebbe contrastato, ma non credo basti l’istruzione per far capire alla gente l’ indebolimento conseguenziale che apporta allo Stato. All’ inizio la mafia era figlia della miseria, attualmente è figlia del potere dell’ avidità e, da ultimo, della miseria, perchè la miseria fà proseliti nella lunga fila dei disoccupati e sottoccupati per i quali lo Stato ufficiale non fa niente. è il gatto che si morde la coda, direbbe mia nonna se fosse viva….E a chi giova uno Stato debole? alla mafia, naturalmente? e a chi giova la mafia? a tutti coloro che dell’azione mafiosa si servono per perseguire i loro fini. e allora cominciamo a spulciare la provenienza dei voti che permettono a tanti politici di governarci e chiediamogliene spiegazione PRIMA di far ricoprire loro qualsiasi carica pubblica. la mafia, lasciata a sè stessa, senza agganci politici di sorta, sarebbe già morta da quel dì. ma se si ricorre ad essa una volta, si lascia la porta aperta a volte successive dandole di fatto facoltà ricattatrici che poi chiamiamo connivenze. Senatore Guzzanti, crede VERAMENTE che esista la volontà di estirpare la mafia? la vendetta della mafia raggiunge ovunque, lo Stato costituito fà condoni, amnistie, leggi ad personam…insomma, chi ci crede più nella giustizia dello Stato??? e uno Stato che non sa farsi rispettare crede che possa far fronte da solo a “certi” pericoli in caso di necessità??? c’è del marcio, ma non in Danimarca…, bensì in Italia! ma è un marcio profumato se ai più fà piacere tenerlo in vita. mi scuso se i miei concetti non sono espressi bene: solita febbre per solita influenza in corso (…quì il chirurgo plastico non può intervenire!..)..à bientot!

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Renato Pierin scrive:

Onorevole, per quel che vale : SOTTOSCRIVO ( anche sopra o di lato ).

Eruz : ” …. è sempre la sinistra che ci ha i difetti “.
Un’ ideologia difettosa, eufemismo, e una pratica ancora peggio che tutto hanno permeato, non potevano che costruire o mantenere un sistema altrettanto difettoso, ulteriore eufemismo.
Certo, c’ è stato un progredire : ma nell’ ambito del meno per meno fa più, ovvero si è sempre più peggiorato.

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brambilla scrive:

Senatore sono daccordo con lei
( fatte salve le obiezioni di eruz che avrei fatto anche io).

Il sud è questo, c’è poco da fare, e bisognerebbe dirlo, avere il coraggio di dirlo, più spesso.

Tempo fa avevo postato un filmato di Repubblica realizzato davanti ad una scuola. I ragazzi intervistati appoggiavano tutti la camorra. Chi denunci il sistema o lo combatta è per loro “uno che non si fa i cazzi suoi”.

Io francamente mi sono rotto i coglioni del fatto che con i voti del Sud si governi anche il Nord.
Questo è secondo me il vero problema e non la sinistra.
Di destra o di sinistra che siano i rappresentanti del sud sono, secondo me, in gran parte mafiosi.

Il Sud è ancora un’altro popolo, basta vedere come si comportano napoletani anche onesti: strafotenti, chiassoni senza alcun rispetto per gli altri.

E qui mi fermo altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sono razzista :)

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holden scrive:

Sig. Brambilla, mi sembra che questo suo giudicare i “napoletani” in quanto tali sia assai riduttivo della complessità dell’esistenza.

Conosco napoletani di gran classe (addirittura non alzano mai la voce!), e ho invece conosciuto “nordici” di una bieca grossolanità.

Non ne ho fatto un pregiudizio.

Personalmente sono convinto che con i voti del sud, poi, non si governa il nord; sicuramente non lo si fa da quindici anni a questa parte: Bossi e Berlusconi hanno spostato il potere nelle regioni del nord (anche se a tutti i leghisti piace vivere a Roma ….).

Per il pasasto l’idea che mi sono fatto è che fosse in vigore uno scambio: soldi e investimenti alle imprese del nord, soldi e potere alla classe politica del sud.

Semplicemente, i nostri (del sud) politici ci hanno tradito, e lo hanno fatto per colpa nostra che glielo abbiamo permesso.

GUZZ – SI PERO’ CERCHIAMO DI non deviare. E’ ovvio che ci sono fior di persone eleganti, colte, perbene e anzi meravigliose al Sud. Il punto era uno solo: come la cultura – abitudini, mentalità – crea le condizioni per la vita delle mafie. Altrimenti ci metteremo ciascuno a ricordare tutte le ottime persone campane, siciliane, calabresi, lucane e pugliesi che ognuno di noi conosce e stima. Non era questo il punto. Nè la cafonaggine di centinaia di migliaia di persone del nord.

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holden scrive:

Le ho risposto in altro post, caro Comandante.

E’ vero, ho deviato, e chiedo scusa.

Ma non sono d’accordo neppure sul fattore “cultura” – “abitudini” – “mentalità”.

Giuliani ci ha messo dieci anni a cambiare New York e le sue “abitudini”.

Cosa nostra americana è stata devastata in circa venti anni.

I cittadini del sud cambierebbero volentieri “abitudini” e “cultura”, così come la cambiano quando vanno a vivere al nord (ne conosco molti che votano Lega e sono più intransigenti dei “padani”).

Mio pensiero, questo, ovviamente.

GUZZ – GIULIANI HA PROPRIO dimostrato quello che dico io: azione ferma, continua, senza tentennamenti, senza “filosofia del dubbio” e tu salvi un’intera comunità di milioni di abitanti. E non ci ha messo dieci anni: ero lì e l’ho visto e raccontato giorno per giorno. Hs conteso e recuperato le strade ad una ad una, con calma, e si è ripreso la città.

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holden scrive:

Forse ho frainteso il suo post, caro Comandante; credo comunque che il problema non sono i cittadini del sud e la loro presunta “mentalità” (mai capito cosa voglia dire, questa parola) mafiosesca, ma l’assenza di un “Giuliani” di turno, appunto.

Di questo sono convinto: ci vuole un “Giuliani” qua al sud ad aiutarci, perché un “Giuliani” (leggi= Stato che si vuole affermare) ha i mezzi, ha la forza, ha la spietatezza per tirarci su dalle sabbie mobili.

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brambilla scrive:

Caro Holden,
sarei ben felice di poter concordare con lei sulla questione “napoletani”, mi creda.

Purtroppo ho dei vicini (troppo vicini) napoletani, ed altri ne stanno arrivando, ed è un vero guaio, sono capaci di rovinarti l’esistenza senza nemmeno rendersene conto.

Stereo radio o qualsiasi altra cosa che possa far rumore al massimo volume.
Quando arrivano amici, ed arrivano spesso, non conoscono il campanello, suonano direttamente il clacson, si parlano (urlando naturalmente) da casa a strada e da casa a casa, a qualsiasi ora, anche all’una di notte.

Quando ci sono le partite poi, sembra che debba crollare la casa, sbattono persino sedie sul pavimento.
Festeggiano i goal, quasi tutti i goal (vincono sempre, non ho ancora capito per chi tifano) alla brasiliana.

Appendono panni coperte ed altro oscurando i tuoi balconi, gettano cenere e cicche e qualsiasi altra cosa dove capita, ma quasi sempre sulla tua proprietà.

Guai a richiamarli, a casa loro fanno quello che gli pare e tu non devi rompere i coglioni, perchè sono nel pieno dei loro diritti.

Guai a dirgli che qua non siamo a Napoli si offendono perchè loro sono civili quanto e più di te, e se lo dici un’altra volta minacciano di spezzarti le gambe.

E questi sono napoletani “onesti”, nel senso che sono operai e non malviventi.

Vedi caro holden, io ormai sarò sicuramente prevenuto, forse persino diventato “allergico” ai napoletani, ma come metodo generale, io credo che i problemi vadano afrontati per quel che sono, altrimenti i rimedi saranno sempre inefficaci.

Io la vedo così: è una caratteristica dei napoletani vivere così allargandosi fino ad invadere i diritti degli altri, ma dove tutti si comportano così si vive male. Allora qualcuno se ne va da Napoli. Va conquistare “terre vergini”, dove potra continuare a comportarsi da napoletano in mezzo a gente civile, vivendo, lui si, benissimo.

Mi piacerebbe molto discutere di queste cose con un napoletano, se qualcuno legge questo blog, si faccia vivo.

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eruz scrive:

Povero, Brambilla, che gli è dovuto capitare!

C’era Sagra, or non c’è più!

Noi “anemici”, non siamo in grado, non tolleriamo, siamo allergici al rumore….. ma i rumori sono suoni di vita

Dai, consolati con questa poesia

……………………………………………………………….
suoni di vita più non/ salgono da la città,

non d’erbaiola il grid/o o corrente rumore di carro,
non d’amor la canzòn/ ìlare e di gioventù.

Dà la tòrre di piazza/ roché per l’aere le ore
gemon, come sospir/ d’ùn mondo lungi dal dì.

Picchiano uccelli raminghi/ a’ vetri appannati: gli amici
spiriti reduci son,/ guardano e chiamano a me.

In breve, o cari, in breve/ – tu càlmati, indomito cuore –
giù al silenzio verrò,/ né l’ombra riposerò.

Nb vedi che ti ho messo pure la pausa a metà verso e gli accenti, li devi rispettare se no la medicina non fa effetto.

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holden scrive:

Gentile sig. Brambilla, innanzitutto mi dispiace per queste sue traversie “vicinali” (io sarei già impazzito, rifugiandomi nell’assenzio).

Però credo che questi suoi vicini siano semplicemente non perfettamente adusi alle regole del buon vicinato, regole che a Napoli come a Bolzano possono essere apprese (o disattese) con uguale capacità.

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nomistakes scrive:

Buongiorno. Sono pugliese, vissuta all’estero trapiantata in Lombardia. Secondo me le cose che lei ha scritto nel primo post sono vere per tutta l’Italia. Le differenze nord sud sono maquillage (certo per le piccole cose quelli del nord hanno un comporamento che salva la decenza tipo file dal panettiere, parcheggi etc).. Piccolo remark sulla Svizzera: non credo che la Svizzera possa insegnare civiltà o moralità a nessuno.. Comunque leggo Lei e i Suoi ospiti sempre molto volentieri.. Se organizzate una dimostrazione per Stefano Cucchi io, che non vado in piazza, stavolta farei il sit in..cordialmente e con stima la saluto sperando che il partito liberale si affermi..

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eruz scrive:

Maledetti ’sti comunisti, al sud hanno governato per cinquant’anni, e non hanno fatto un cazzo, hanno soltanto rischiato la pelle accanto ai contadini per l’occupazione delle terre…. ma che servivano poi ’ste terre se di lì a poco comincia il boom industriale e i contadini sono costretti ad emigrare? E beh, che vuoi dire con questo— vuol dire che i comunisti, oltre ad avere governato male il sud, perché loro erano al governo.. sono pure ignoranti che non hanno previsto che la riforma agraria ormai per il sud non valeva più niente, in un mondo industrializzato. Come giri e la rigiri, la colpa è sempre loro!

Senatore glielo posso dire?

Lei è il san Paolo-ex-Saul per la sinistra italiana!

Quel che Paolo di Tarso era per gli Ebrei, Lei è per la sinistra italiana!

Ammazzate gente, ammazzate!!

GUZZ – LEI E’ COME BERLUSCONI. Ossessionato dai comunisti.
Più uno NON li nomina, fa un discorso generale sulla sinistra italiana, Pci Psi Psiup Manifesto Gruppi, sinistra Dc, repubblicani, socialdemocratici, magari Giustino Fortunato e Salvemini, e più lei con il chiodo in testa come i soldati guglielmini, seguita a fare il martirologio dei comunisti.
E se uno le rispondesse col martirologio di coloro che sono stati ammazzati dai comunisti, anche in Italia nel triangolo emiliano dopo la guerra, lei come reagirebbe?
E se io le sbattessi in faccia le fosse di Katyn, del tutto a sproposito ma sempre parlando di comunisti, lei che direbbe?
Avevo già notato questa sua tendenza puerile di evocare il martirio.
Lei immagini se uno parlasse della Dc e un democristiano rispondesse sempre facendo il martirologio dei cattolici ammazzati dai comunisti, di Portius, dei cattolici ammazzati dalle brigate rosse, delle migliaia di preti e suore trucidati in Spagna dai repubblicani, del martirio di Aldo Moro? sai che palle.
Lei inoltre è un polemista debolissimo e la sconsiglio, per la sua immagine, di non avventurarsi in questi compitini da palestra dei lettori, penosi.
Resti al suo latinorum, ciceronico o attico per me è uguale, e non si muova di lì che per lei oltre quell’orto ci sono i leoni che la mangiano.
I contadini difesi dai comunisti? E perché non anche i socialisti allora?
Vuole l’elenco dei martiri?
E che c’entra la lunga storia del latifondo con quello che dico io?
lei parla regolarmente d’altro, ma lo fa alla maniera meridionale, cercando di sputtanare (nella sua pia intenzione) l’avversario, e piangere, tirare fuori il mortorio dei santissimi morti.
Che palle.
Sì, certo, anche la gente come lei è complice, se è questo che voleva sentirsi dire.
Tutto ciò che lei ha scritto – ai miei occhi – suona complice.
Alibi.
Sarcasmo da osteria ma anche da sagrestia. Laica, s’intende.
Perché non mi ritira fuori Scaramella? Era più originale.

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eruz scrive:

Facciamo un po’ di sana provocazione estremista, quelle che mandano in bestia tutti e specialmente nella sinistra codarda moralmente.

Senatore, ma scusi Lei prima ci invita a fare un po’ di sana provocazione e poi se ne risente? Sto consultando il manuale e il galateo dell’apprendista provocatore e ho visto che ho fatto buoni progressi… prometto bene!
I comunisti sono la sua ossessione non la mia…. io prima di diventare atarattico o meglio atarassico, sono stato crociano, nella mia giovinezza, cioé fino all’età di diciasett’anni.. perché sono stato un enfant prodige. Non sono mai stato quindi comunista( anche se ultimamente ho votato Pd)… ma a sentir continuamente Lei e qualcun altro in questo blog.. per reazione, a volte mi tocca difendere, la memoria di quello che fu un grande partito della storia rapubblcana italiana nel dopoguerra.. adesso va di moda parlarne male… ma Lei che ha anche gusto per la storia, dovrebbe essere più sereno…PCI italiano, non il comunismo, è stato, secondo me, non privo di difetti,però all’altezza di tutti gli altri partiti e forse anche una spanna in su… convinzione di un non comunista.
Senatore, Lei non deve, con i suoi scoraggianti giudizi, deprimere i giovani appprendisti provocatori.
Mi invita a riparlare di Scaramella, Lei mi invita a nozze… ma poi mi tocca uscire dal blog ed io hic, in verità, maneo optime!

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lancillotto611 scrive:

Caro Guzzanti

Quasi tutto vero. Ma una parte importante della verità sulla mafia e il suo prosperare sta nelle ultime righe del romanzo: “Una storia semplice”, di Leonardo Sciascia.

I galantuomini meridionali ? Non ce ne facciamo niente finchè il milanese fa spallucce con indifferenza: ha da prendere il primo volo di ritorno per la sua città; chi è l’assassino sono affari loro. Cominciamo con il saper stare dalla parte delle persone per bene, per favore. Il prezzo nel non farlo è che finiamo per dire che tutto il male sta da una parte.

Infine, malgrado i Suoi avi, mi pare che Lei faccia un errore comune a tutti i settentrionali. Il sud tutto uguale i meridionali tutti uguali. E’ un tipo di cultura che purtroppo sta infettando da tempo i più intelligenti e i meno intelligenti, si chiama uniformismo. L’uniformismo è quella cultura che si esprime con asserzioni del tipo: tutti gli immigrati sono delinquenti, che se ne vadano a casa; riesce sempre a far molta presa e seguito e per questo tale tipo di pandemia intellettuale viene diffusa da tutti i migliori opinion leader politici. Sempre molto interessati a un qualunque tipo di seguito, purchè sia.

Calabria Sicilia e Campania non sono Basilicata Molise e Puglia o Abruzzo. Esse stesse sono Economicamente e Civilmente diverse tra loro. La sacra corona unita che lei, mi pare, cita, non può nemmeno lontanamente essere paragonata (per forza, influenze, pervasività) a Mafia Camorra o ‘Ndrangheta.

Lo so che a voi (non so decidermi se dire politici o settentrionali o giornalisti) questa cosa del sud a macchia di leopardo sembra stranissima e quasi marziana, ma fareste meglio a capirla prima di avventurarvi in metodi di recupero del sud falliti sin dall’inizio. Sempre che poi la faccenda interessi.

La ricetta? Lasciamo da parte le misure draconiane. Il sud lo si recupera civilmente a suon libri e istruzione, libri e istruzione. Peccato che da 15 anni la borghesia settentrionale, da tempo ignorante essa stessa, abbia partorito invece il partito degli ignoranti. Perchè spero che non voglia attribuire un briciolo di cultura all’alfabetizzato e coccolato signor Bossi.

Guzzanti, chi è che sale in cattedra a impartir lezioni di libri e istruzione? Chi è che ridà cultura, non solo alfabetizzazione, all’Italia. Il nord ?

GUZZ . VA BENE. ACCETTO LA PROVOCAZIONE: AFFIDEREI il Sud in gestione a diecimila ex emigrati, da non meno di trent’anni, che pensano al loro Sud natio con orrrore e disperazione. Sono grandi uomini nei Paesi in cui sono emigrati. Li richiamerei in massa e affiderei loro il Sud. La forza morale, poi, o la si trova in se stessi, o non la si trova. Ed è allora che arrivano i carabinieri.

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Sbirulinicce scrive:

Gentile Guzzanti,
come sempre lei coglie nel segno. Complimenti.
Ritengo comunque che il problema italiano e del sud in particolare sia legato al concetto di “furbizia”; in altri paesi la traduzione di questo concetto avrebbe lati negativi, da noi un “furbo” è uno in gamba, più svelto nelle connessioni neuronali, assolutamente positivo; da altre parti del globo lo si intenderebbe come un disonesto. Così sorridiamo ammirati quando dopo la legge per le cinture di sicurezza obbligatorie in auto, a napoli si vendono delle t shirt con una banda nera trasversale che emula perfettamente la cintura di sicurezza. E’ colore, pensiamo. Ed invece è un concetto che ci fotte. Fottiamo il sistema, ma in realtà fottiamo noi stessi. Poi qualcuno esagera, esagera, come diceva quel pretaccio, e allora partono i falsi sentimenti, i piagnistei, le scenate, donne piangenti, e quant’altro. L’arte di arrangiarsi… chiedere un favore… si sa come va il mondo… ungiamo le ruote… tutte bellissime frasi che ci fottono. E dal peggio al peggio, pensiamo che sia un problema del sud, come se ci fosse una immaginaria linea gotica che impedisse certi atteggiamenti in una delle due parti. Il clientelismo, il magna magna, il volemose bene è concetto radicato a catania e a roma, a napoli e a torino; certamente al sud è diventato egli stesso il sistema ufficiale, mentre a torino, per dire, è l’escamotage.
Calvino mi sta sui maroni (e non è un gioco di parole religioso-leghista), ma come mi ripotò qualche giorno fa il caro Malombra, Cioran diceva che ogni volta che faceva una passeggiata la parola che gli si stampava in mente era solo una: Sterminio. Non sopporto i pancioni del nord che invadono le spiagge dandosi importanza perchè lavorano in una “fabbrichetta” di giocattoli, con la moglie di plastica e la convinzione di essere moderni. Non sopporto nemmeno i romani che riescono a far diventare ogni parola una specie di rutto, ed ogni attimo di intimità lo trasformano in caciara. Detesto i napoletani che ti guardano con quell’atteggiamento superiore, più furbo, più scaltro, e che poi si inculano da soli. Odio i siciliani con quest’ombra gigantesca di mistero che amano tenersi alle spalle, come una protezione. Odio i milanesi che hanno fatto dell’efficienza un fallo, e che pensano che fare due ore di traffico per andare a lavorare sia una specie di simbolo distintivo di superiorità. Mi stanno sui maroni anche i miei Toscani, vanitosi all’infinito, presuntuosi, e sempre pronti ad incazzarsi. Non sopporto sopratutto gli abitanti della basilicata, poichè non ne ho mai saputo nulla, che cosa faranno? Sicuramente qualcosa di male. Non ho mai sentito nessuno dire: vado in basilicata. C’è del marcio in basilicata. Alla fine odio tutti. Me compreso.
Siamo senza vergogna, abbiamo smarrito ogni senso della intimità, dell’innocenza, del non detto, del suggerito… siamo solo dei fottuti sbraconi, grezzi e fottutamente uno contro l’altro. Egoisti ed incapaci di pensare a qualcos’altro che esuli dal proprio io, e si badi che si parla di io cosi infimi che meriterebbero lo sterminio senza alcun rimorso.

Saluti
peace and love!

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tripo scrive:

Sì va bene, io insisto. Sempre a parlare dei massimi sistemi, io intanto voglio vedere come lei lavora e soprattutto come vota. Innanzitutto scopro che in questa legislatura lei non è senatore ma deputato, quindi magari quando la chiamano Senatore potrebbe anche cominciare a rettificare. Ma va bene, vogliamo parlare di mafia? Bene, vediamo come ha votato il DEPUTATO Guzzanti sul più grande regalo fatto alla mafia negli ultimi 15 anni: lo scudo fiscale. Bene, Guzzanti era presente e si è astenuto, contribuendo così a far passare quel vomito dello scudo. Chissà, forse Guzzanti ha qualche soldino in Svizzera da reinvestire in patria. E poi guarda un po’, prima le leggi porcata le votava a spada tratta, ora si limita ad astenersi. Alla faccia del pirata che va all’arrembaggio. Ma mi faccia il piacere! Nel link di seguito tutti i dati della (non) attività parlamentare di Guzzanti:

http://parlamento.openpolis.it/parlamentare/1597

Da sottolineare che per numero di presenze il nostro amico è 561° su 630 deputati. MA COMPLIMENTONI! LEI SI’ CHE SE LA SUDA LA PAGNOTTA! Invece di cazzeggiare con il blog sarebbe bene comparire presso il suo luogo di lavoro, caro il mio dipendente pubblico. Se io mancassi, come fa lei, il 53,36% del tempo che devo lavorare mi manderebbero a casa dopo 3 giorni. Ah già, io sono il populista, dimenticavo…

Ed ora voglio vedere se ha il coraggio di lasciar passare questo commento.

GUZZ – MI SONO ASTENUTO INSIEME A GIORGIO LA MALFA – appena uscito dal pdl con una lettera al corriere della sera – adeguandomi al suo criterio repubblicano CHE FA PARTE DELLA TRADIZIONE LIBERALE: NON SI VOTA CONTRO LE LEGGI DESTINATE A SANARE L’ECONOMIA.
Io non faccio parte di coloro che hanno trasformato lo scudo fiscale in un aiuto alla mafia, perché è falso.
La mafia non reimporta i capitali, la gente comune sì.
E comunque la mia posizione è stata quella dell’astensione (che vale voto contrario alla Camera) per formare un nucleo di gruppo con i fuorusciti dal Pdl come La Malfa.
Cerchi di non agitarsi vomitando insulti, che le si scombina la mente.
(Davvero lei è così imbecille da pensare di aver scritto un commento formidabile e imbarazzante? ma pover’uomo…).

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Gianluca scrive:

Caro Tripo lo sa perchè è populista? perchè tira fuori un argomento interessante che è la presenza dei politici in parlamento. Cosa fanno i politici in parlamento oggi in questa legislatura? NULLA

Sono i portaborse di coloro che li hanno messi li. Discussioni in aula? pochissime, leggi parlamentari e pubblicamente dibattute? pochissime. IN PRATICA VANNO A FAR CONTENTI QUELLI COME LEI CHE VUOLE VEDERE VICINO ALLE PRESENZE I NUMERETTI 98% O FORSE 100%.

Il populista vuole quello, la presenza. La presenza secondo lei migliora il apese e le istituzioni? Si dia la risposta da solo non c’è bisogno che la scrive. Lei su quello cita dei dati. A cosa serve un politico che ha il 100% e spinge solo il bottone come il grande capo gli ha chiesto? Sapendo che se non lo fanno vebgono islati e cacciati via a pedate nel sedere, lo sai?

Lei che è populista continui a denigrare chi ha avuto il coraggio di mandare a quel paese Berlusconi PER RAGIONI SERIE, e non le stronzatine che l’opinione pubblica le voleva far credere (la figlia Sabina), chi anche grazie a questo blog sta provando a fare qualcosa di concreto per il paese, prima levando il PLI a Berlusconi e poi cercando di farlo rinascere.

Chiudo scrivendole che lei si merita politici che NON SE LA FILANO ASSOLUTAMENTE o persone come GRILLO E DI PIETRO che nei loro blog al massimo scrivono il post per il resto ci pensano i bloggers a buttare schizzi di merda dappertutto, di risposte a quelli come lei e me, semplici cittadini NULLA. Se li tenga stretti mi raccomando.

Trovi chi le risponde giornalmente che ha il coraggio di metterci la faccia, con questo post SI CAPISCE CHE IN ITALIA CI SONO MOLTI CITTADINI (COME LEI) CHE SI VOGLIONO FAR PRENDERE PER IL CULO.

Poi però non vi lamentate che fa tutto schifo.

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Arturo Zulawski scrive:

Mi chiedo sempre di più se e quanti siano gli italiani interessati al servizio pubblico. Mi chiedo se questa idea, legata ai trasporti, all’informazione, alle strutture e infrastrutture, alla sanità ai servizi pubblici in generale (che possono -perché no?- essere eventualmente gestite da società miste o private con mandato pubblico) mi chiedo dunque se questa idea sia ancora viva in Italia.
Il pubblico che è di tutti e che rende servizio a tutti, il pubblico e il servizio pubblico che sacro perché il contribuiente-cittadino-elettore lo paga. Questa idea implica trasparenza e implica che chiunque sia beccato a rubare sia messo alla gogna della vergogna pubblica, perché in un paese dove l’idea di servizio pubblico è viva e sana non c’è peggior cosa che farsi prendere con le mani nel sacco pubblico.
Ecco, mi chiedo se in Italia non svanisca giorno dopo giorno.
Servizio pubblico implica contruibuire e non evadere, partecipare e non rubare. Civismo, civismo, civismo.
E per questo educazione, educazione, educazione.
Che è pure servizio pubblico.

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-jm- scrive:

Non è meglio che lo Stato si concentri su poche cose e le faccia bene (sicurezza, giustizia, difesa etc etc), mettendo all’asta tutto il resto e limitandosi a fare l’arbitro (e già quello è un compito gravoso)?

Naturalmente l’asta non deve essere limitata ai soli imprenditori italiani, altrimenti si ripete il solito giochino … prendono roba decente a prezzi equi adesso, chiedono aiuti poi, rivendono allo stato rottami a prezzi da forca alla fine. Già successo …

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pfra64 scrive:

Guzzanti

posso essere d’accordo sulla diffusione della mentalità di un certo tipo al sud, posso essere d’accordo su misure straordinarie, posso essere anche d’accordo anche sulle colpe della sinistra.

Ma non sono assolutamente d’accordo sul fatto che ci sia un grande assente nel suo discorso: la destra.

Una Destra carica di colpe e connivenze, molto più grandi di quelle della Sinistra.

E, Gianluca, non possiamo dire che questa di oggi non è destra perchè questa di oggi è proprio La destra, che ci piaccia o no.

GUZZ – MA LA DESTRA IN ITALIA NON ESISTE.
LA MAFIA NON NASCE certo per Berlusconi nel 2001.
E la destra italiana era solo un partito neofascista e populista, arruffapopoli e sindacalista come l’Msi.
La destra vuol dire Winston Churchill, mica questa fregnacce.
E poi, se proprio la vogliamo dire tutta, il fascismo distrusse la mafia, fino al terzo i quarti livello, e gli americani la usarono, poco ma la usarono, pensando di poterla adoperare contro il fascismo.
Paradossalmente, si tenga forte, la mafia è antifascista e il fascismo antimafioso.
Ma tutto ciò non ha nulla a che fare con la destra. Che non c’è.

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ardocap scrive:

concordo,
in italia la destra non esiste.
pardon,
uno che si ritiene di destra,
ardocap

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pfra64 scrive:

non possiamo dire che la destra non esiste solo perchè non ci piace questa destra, allora questo varrebbe anche per la sinistra, tuttavia queste SONO la nostra destra e la nostra sinistra.

Saluti.

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ardocap scrive:

grazie pfra64,
mi dai l’opportunità per approfondire la mia argomentazione.
Il Berlusconismo non è desta perché la destra è tutt’altro.
Lo ricorda bene il Senatore quando ricorda Churchill o De Gaulle, ed io mi voglio permettere di ricordare Almirante, non tanto l’MSI un po’ caciarone e pecoreccio, ma la figura appunto di Almirante e quella di Montanelli.
In un certo senso la sinistra la vedo con una identità più netta. Il PD `un gran laboratorio con tanti stranamore ma bisogna dare atto a Bersani di aver vinto delle vere primarie, e a Franceschini di essersi compportato da vero politico, riconoscendo la vittoria e rintrando nelle fila. Grandi dubbi per Rutelli, che da vera premier dame, se ne andato cercando di fondare un nuovo partito di centro. Ma sinceramente lo vedo come una figura più vicina a Carla Bruni piuttosto che a Sarkozy.
Ripeto la sinistra hha una identità attualmente più definita della destra, in evoluzione e probabilmente in miglioramento.
Ripeto sono uomo di destra, ma devo riconoscere che le poche leggi che hanno incoso sulla mia modesta vita di piccolo borghese sono le riforme di Bersani, sui mutui e su altre piccole cose che hanno dato il sentore, anche se nonla sostanza, di un piccolo cambiamento.
La destra invece si identifica per ora o con Berlusconi, populista tanto da farsi i fatti propri mentre narcotizza gli elettori con panem et circenses, o con Bossi e la lega, tanto ignoranti quanto beceri (lo dco da nordista) da farmi verognare anche solo nel dire che qualche cosa di buono in passato l’avevano pur fatta.
Ma nè Berlusconi nè Bossi hanno quella schiena dritta, quell’immagine di rettitudine che l’uomo di destra, all’Almirante o alla Montanelli, o anche seplicemente di centro destra come, permettetemelo, De Gasperis, avevano.
Insomma non bisogna andare all’estero per capire che la destra è altro, basta guardare al recente passato.
Non è ancora finita, ecco perhé rivendico un’idea nobile della destra, e denuncio l’ipocrisia di questa destruccia clientelare, becera e pecoreccia, in una parola: mignottocratica.
Grazie ancora,
ardocap

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pfra64 scrive:

Grazie a te Ardocap

per il post appassionato e spiritoso (quella di Carla Bruni è veramente carina)

Manca anche a me quella destra…

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David scrive:

Non c’è perché soffocata dal fenomeno fuori dell’ordinario di Berlusconi & Co. Lo so che è banale, ma tant’è, secondo me. Tuttavia, una volta scomparso, perché è inevitabile che prima o poi questo accada, potrebbe materializzarsi davvero una destra moderna, moderna per modo di dire visto che Guzz ricorda a tutti noi il grande Winston oltre a tante altre esperienze passate all’estero, basta che Fini perseveri nelle proprie intenzioni (che ha finora tenuto a freno per evidente opportunismo) e faccia la stessa cosa che nel PD stanno tentando di fare le giovani leve weltroniane, alla Serracchiani per intenderci, con buona pace dei d’alemiani; in effetti bisogna ammettere che è da tempo che Fini tenta di modernizzare i suoi “colonnelli”/ras e quindi la mentalità della base aprendone gli orizzonti su certi temi cardine per la destra come sicurezza, immigrazione, laicità e compagnia bella, anche se nel far questo prendeva e prenderebbe sempre meno voti di Berlusconi. Ciò lo ha spinto, diversamente da Casini, ad assecondare il bauscione brambilla fino alla sua probabile prossima uscita di scena per poi fare l’asso pigliatutto nel 2013. Che il gioco valga la candela? Sta di fatto che presto in futuro il bipolarismo diventerà funzionante e veramente produttivo per il Paese, magari allora chiameremo “storiche” la destra e la sinistra del Novecento , declassando a “preistoriche” quelle di Cavour e Crispi.

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francab scrive:

….ANCHE SE NON C’ENTRA NIENTE….

18 novembre 2009, in Le poesie di Carlo Cornaglia
Legittimo impedimento
1

Si ripete un copione vecchio assai,
già visto e sopportato nel passato:
andare ai suoi processi non può mai
poiché ha troppo da fare l’imputato.

Son legittimi ed istituzionali
gli impegni denunciati da Ghedini
e come gocce d’acqua sono eguali
a quelli che ascoltò la Boccassini

ai tempi del processo per la Sme:
del Milan la finale in Inghilterra,
un pranzo in Lussemburgo per la Ue,
un viaggio per risolvere la guerra

fra Stato d’Israele e Palestina,
finita appunto sol grazie all’umét.
Morto il lodo, una Corte meneghina
lo convoca al processo Mediaset,

ma il Berlusca da Roma fa ciao, ciao.
E’ la fame nel mondo un cruccio tale
che in permanenza sta al vertice Fao
col libico Gheddafi, suo sodale.

Al tribunal Ghedini ha già spiegato
che al diciotto gennaio ci sarà,
ammesso che un impegno inaspettato
non intervenga a dargli l’altolà.

Un giornalista attento ed efficiente
ne ha visto per un attimo il carnet:
è vero ahimé, giammai sarà presente
nei tribunali il povero premier.

Alla Merkel va un giorno a far cucù,
un altro sta alla festa di Noemi,
il terzo sta con Vespa alla tivù,
Va a Kabul a risolvere i problemi

che ha tutto il mondo con il talebano,
sta un giorno con Patrizia nel lettone,
un giorno sta col Papa in Vaticano
tentando di ottener la comunione.

Un giorno andrà in Finlandia a far la corte
alla Halonen, la vecchia presidente,
un altro starà chiuso in cassaforte
a calcolar la sua ricchezza ingente.

Un giorno andrà negli Usa dal texano
a consolare il vecchio pensionato,
un giorno andrà in un circo a fare il nano,
un altro andrà da Obama, l’abbronzato,

per dargli qualchedun dei suoi consigli.
Un giorno va alle nozze di Apicella
con la Carfagna, un giorno sta coi figli,
un giorno va dai coniugi Mastella

per consolarli in quel di Ceppaloni.
Un giorno con il Milan va in trasferta
per vincere la Coppa dei Campioni,
un altro accetta l’allettante offerta

di un gruppo d’escort molto generose,
un altro ancora va da Méssegué
per riuscir, grazie a cure portentose,
a soddisfar Daniela Santanché.

Un giorno va a dar casa agli aquilani,
un altro va a spazzare la monnezza
dalle contrade dei palermitani,
un altro ancora, per la sicurezza,

va con Bobo Maroni a far la ronda.
Un giorno ammazza la democrazia,
un altro la Costituzione affonda,
il terzo con la croce va per via,

quella che, ahimé, la Ue tolse dal muro.
Un giorno suda dentro un bianco lino
per farsi venerare nel futuro
come la sacra Sindone a Torino.

L’ultimo giorno andrà da Santo Pio
perché con il suo fare celestiale
riesca ad ottenergli dal buon Dio
l’esenzion dal Giudizio Universale.

Carlo Cornaglia
17 novembre 2009

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alberto49 scrive:

Paolo,bella zampata da Leone,non aggiungo altro,ecco quello che tutti dovrebbero dire a viso aperto e forse qualcosa cambierebbe.Ma questo significa fegato,e non tutti ce l’hanno.

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geb scrive:

Ne parlava proprio ieri sera Vittorio Sgarbi al Chiambretti Night. Parlava della sciatteria di gran parte della classe politica siciliana a differenza della “sua” Salemi virtuosa in quanto retta da persone per bene. Io non so quanto Sgarbi sia “per bene”, ne so se veramente funziona il “modello Salemi”. Ma se davvero fosse come dice lui avremmo un esempio da cui partire. La vedova Borsellino ha addiritura definito Sgarbi un missionario. (http://archiviostorico.corriere.it/2008/dicembre/28/vedova_Borsellino_elogia_Sgarbi_missionario_co_8_081228065.shtml)
my 2 cent..

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giagina scrive:

Caro Guzzanti,
com’è la scena? siamo io e lei stesi su una spiaggia dei caraibi in una tiepida notte di dicembre e guardando le stelle d’improvviso una cade e lei dice “Giagì esprimi un desiderio” e io “ che al Sud la gente rinsavisca” e lei “ Ah Giagì la solita romantica, la gente al Sud ha da patì o da morì”…e borda giu un’altra stella, e io “provi lei Capitano” e lei “vorrei essere Maria Antonietta, con la ghigliottina in casa al posto della fontana col putto e vorrei un esercito di spie russe/rosse e a pois col cianuro spray” …che bella notte Giagì…che bella notte capitano…se solo quel disgraziato smettesse di lanciare razzi per l’aria noi potremmo smettere di dire cazzate!!!!

Io non credo che alla sinistra manchi il sogno. Anzi. E comunque non parlerei di sinistra il che implicherebbe parlare di destra o di tutto quello che è oltre la sinistra. Vogliamo veramente parlare di genti italiche in senso disgregato? Lei crede che un abitante del nord-est che impiega negri sottopagati sia piu democratico e meno mafioso di un napoletano che vende abusivamente le bibite sul lungo mare? E il doppiopetto lombardo che costruisce i finti insediamenti industriali a Canicattì e spedisce i fondi comunitari a Lugano è meno riprovevole di un catanese che chiama l’amico dell’amico per sapere che fine ha fatto la sua auto rubata?E Bossi che mette il figlio analfabeta a controllare i conti dell’Expo no è mafioso? E’ più mafioso chi chiede al boss di trovare la soluzione ad un problema familiare o uno stato che non sa o non vuole, dare risposta a quello stesso problema?
Ma poi è questa la vera Mafia? o dobbiamo salire alla mafia che non vediamo, che non sappiamo, non quella dei boss dichiarati dai TG che vivono come topi in case squallide con vasche a idromassaggio inutili, campando di bietole di campo e caciotte del pecoraro? Per cosa? per farne che dei soldi? Comprare vestiti cinesi sulle bancherelle e tingersi i capelli di biondo maitresse?. Credete veramente che quella sia la mafia? Ma siamo rimbesuiti dalla fiction in questo paese…

Ed io mi sono anche un po seccata di tutti questi discorsi su come siamo , senza che qualcuno si muova a dire come non vogliamo essere piu. E’ un pensiero di sinistra? Beh che ben venga. Che senso ha dire, “siamo tutti ladri”, “siamo fatti così”, se non il senso della sconfitta, dell’accettazione vigliacca. Un sistema che al grido di “tanto lo fanno tutti” giustifica tutto , dal commerciante che ti ruba sul peso del pane, al premier che si fa le leggi ad personam.
Nessuno che si vergogna perchè in fondo quando si dice “siamo tutti mafiosi” si pensa in realtà , ma io meno degli altri, in fondo non siamo così maledettamente stronzi come ci dipingiamo.
Solo che fa comodo così. A chi? Non certo a noi. E qui torniamo a Voi. Politici intendo. Quanto è piu semplice governare chi non chiede conto perchè sente di far parte della tresca assassina. Un po di sano senso di colpa per aver telefonato ad un amico che ti aiuti a risolvere un problema con una multa ti fa sentire mafioso? E quindi che pretendi, che chi ti governa non lo sia un pochino piu di te? Chi è senza peccato scagli la prima pietra, solo che tu hai in mano la ghiaia e chi parla i macigni.

Finisce sempre in una guerra fra poveri, a che pro? A chi serve? Chiediamoci solo a chi serve?

Se governassi io…eh, avendo io avi di tal guisa:
…s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;s’i fosse papa, allor serei giocondo, ché tutti cristiani imbrigarei; s’i fosse ‘mperator, ben lo farei; a tutti tagliarei lo capo a tondo.
Del resto…S’ i’ fossi Cecco, com’ i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre, e vecchie e laide lasserei altrui

GUZZ – NON PENSAVO CHE VOLESSI raccontarla tutti la nostra notte sotto le stelle. Fu bellissimo. Ma perché mi hai fatto fumare il fungo messicano insieme a te? (La povera Maria Antonietta, la ghigliottina la portava sul collo, al posto delle perle)

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giagina scrive:

Maria Antonietta, Maria teresa, Maria Pasquala, io con le donne non mi ci mescolo gliel’ho già detto…

Ma non è contento che da quella notte sia scaturita una così bella discussione dove tutti si confessano un po mafiosi, un po incazzati, ma in fondo rassegnati alla italica malavita?
Siamo punto e a capo.

sarò pragmatica il giusto e lei non apprezza, ma pensa ad esempio che l’acquedotto pugliese che ha dato piu da mangiare che da bere negli ultimi anni, con la nuova legge appena approvata darà piu da bere o da mangiare?
Secondo me sarà un fantastico happy hour a tutte l’ore.

Scusi ma vado a prendere l’acqua alle fontanelle purificate dell’acquedotto, sa quelle che emettono anche l’acqua gasata a costo zero. Immagino che nel giro di un tre per due ci sarà una bella tessera a scalare…

GUZZ – SE VIENI CON ME, GIAGINA, un casinetto ho io… , no quello era don Giovanni. Ma insomma a me piace parlare con te sotto le stelle, che ti devo fare. Anzi, lo so benissimo che cosa. Basta, non scadiamo. Però hai cominciato tu. Sai cosa mi scoccia dell’altra notte? Che non ricordo nulla. Solo un paio di dettagli da avvampare, ma poi più nulla. Amnesia. La prossima volta diminuiamo la dose e moltiplichiamo le stelle. La coperta termica la porto io, così quella lombaggine che ti è venuta un po’ per il freddo un po’ per il resto, ti passa.

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giagina scrive:

La vita è fatta di dettagli che fanno avvampare.

Vesti male e noteranno il vestito, vesti impeccabilemnte e noteranno la donna …e cosa c’è di piu impeccabile che vestirsi di stelle?

Alla prossima…

GUZZ – ECCO… vestita di sole stelle… ora ricordo tutto.
Ecco dove e perché mi sentii avvampato.
Meno male che non ero solo nella vampa.
E lucean le stelle, o era l’autogrill con i supplì?

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giagina scrive:

la due. E come potrebbe essere altrimenti?

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antonio bis scrive:

Caro senatore, cari tutti,
da siciliano devo dire che concordo appieno con la descrizione guzzantiana del Sud.
E, da “micro-emigrante” (vivo a Palermo pur non essendo originario di questa città), dico che in questa città la cultura del privilegio, del sorpruso, del disprezzo delle regole e del fannullonismo, che pure caratterizzano la sicilianità tutta, è addirittura opprimente.
Avreste dovuto vedermi, a saltare sulla sedia quando i Cuffaro o i Lombardo di turno, in TV, dicono che “i siciliani sono indignati della cattiva rappresentazione che di essi si propone “nel continente”). Macchè!
I siciliani sono indignati da questi signori che continuano insulsamente a parlare della Sicilia come di una terra fatta per la maggioranza di uomini onesti e laboriosi. Questo buonismo, volto a non lasciar distintamente individuare le schifezze diffuse, serve solo a far sì che i siciliani onesti e laboriosi, che pur ci sono, continuino a rimanere mosche bianche e ad essere vittime del sistema.
Io, da siciliano, vorrei la sicilia commissariata. In tutti i suoi poteri. Vorrei il popolo siciliano commissariato dal diritto di esprimere preferenze alle elezioni. Vorrei finissero domani questi cazzo di Fondi FAS, che l’UE continua a mandarci perchè i signori di Palazzo D’Orleans camminino in Audi A8 e paghino 4 mila euro ad ogni cugino impostato come usciere all’Assemblea Regionale. So che sembra io stia scadendo nel più banale degli attacchi anti-casta. Non intendo però andare oltre in tal senso; intendo invece dire che la Sicilia non ha le risorse morali e culturali per autorigenerarsi. I bambini, da 4 anni in poi, imparano dal papà che tramite l’amico medico si saltano le liste d’attesa in ospedale. E “respirano” la realtà di questa atmosfera, nella quale studiare è meno importante che avere amici di potere.
Condivido appieno, quindi, l’analisi di Guzzanti. Pur se feroce, colgo con favore la sua provocazione sull’uso della barbarie per estirpare questa cultura dominante becera. I mafiosi non sono quelli con la lupara, o non solo loro.
Voglio però, tuttavia, porre adesso un punto critico all’attenzione di Guzzanti.
Ho letto di come lei ha esaltato il valore assoluto della democrazia. Nel suo succo, il concetto era “auspico una democrazia piena, e di responsabilità. Liberi di scegliere e pronti a pagare i prezzi delle proprie scelte”.
Ebbene, la Sicilia è libera. So che non è stata fatta opera di EDUCAZIONE vera, che le coscienze sono “non libere” perchè cresciute in questa melma … ma questa è la realtà in cui capire, oggi, se la democrazia rappresenta un valore assoluto del popolo. La responsabilità? Beh … certo che se ne pagano le conseguenze: sanità schifosa, disoccupazione, città infestate dai rifiuti, fetore, etc. I siciliani ne pagano le conseguenze quotidianamente. Ma continuano ad agire in modo da conservare questa splendida terra come un letamaio.
E quindi … è un valore il loro voto, libero? Suppongo abbia contezza di quegli incontri che i papabili deputati regionali fanno da 5 a 25 giorni prima delle elezioni. Io, da persona che è disgustata di tutto ciò, sono stato spettatore di un tale incontro. Ebbene, l’onorevole ha parlato 10 minuti, in un luogo pubblico, e a nessuno fregava nulla ma si annuiva per mostrare supporto alla causa. Alla fine, come il Papa, passava per le sedie….
“Onorevole, un posto in banca per mia figlia, fa lo stage alla banca Tal dei Tali” … “Sì … ci possiamo arrivare, ma supportatemi e fatemi supportare, più consenso ho, più posso portare avanti la vostra causa con forza” … “grazie, onorevole, che Dio l’aiuti” … e così, di sedia in sedia …. ogni sedia, una causa, 10-15 voti (le 2-3 persone con cui ho parlato mi hanno detto che avrebbero portato anche le nonne anziane)… E così, decine e decine di incontri .. migliaia di voti … maggioranza…
.. e io dovrei credere in questa democrazia? Vede, onorevole, quando lei identifica, provocatoriamente, l’unica soluzione nello “sterminio” … accenna a ciò che io ho sempre nei post riferito come “la necessità di qualcuno che discrimini il bene dal male”.
Chi può assurgere a ruolo di sterminatore? Chi sa che l’andazzo è sbagliato, pur se è quello della maggioranza.
Ecco, lo sterminio è quanto di più antidemocratico vi sia. E se vogliamo passare dallo sterminio, concetto volutamente provocatorio, a quello che io indicavo come “commissariamento dei siciliani”, la cosa non cambia.
La democrazia “a tutti i costi” ha dei prezzi enormi. Un “governo dei giusti” potrebbe essere, secondo me, talvolta più auspicabile.
Cari saluti,

Antonio

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holden scrive:

Caro Comandante, mi perdoni ma non condivido appieno il suo post.

Mi pare che all’analisi manchi qualcosa.

A mio avviso la “mafia” è un’organizzazione di uomini; violenti, sì, ma anche incredibilmente peggio armati, organizzati, edotti, esperti dell’organizzazione statale.

Credo che quando si muove, lo Stato sia perfettamente in grado di schiacciare qualsiasi organizzazione criminale. Lo ha dimostrato in Sicilia (Cosa nostra è cento volte meno pericolosa di quindici anni fa).

Lo sta dimostrando ora in Calabria, la mia terra: i boss sono quasi tutti in carcere, le confische sono quotidiane.

Davvero qualcuno crede che la “mafia” sia in grado di reggere l’urto con la struttura statale? Io no.

Allora le colpe non vanno cercate lì, secondo me.

Sono convinto che la mafia distrugga la nostra economia (non investe o investe male, gestisce male, non paga, non rispetta le regole, gioca a perdere), ma credo anche che una borghesia strutturata e coesa ci metterebbe 10 giorni a riprendersi le regioni del sud.

Il fatto è che qui la borghesia è in fuga. Per paura? Anche, ma soprattutto per povertà.

La povertà vuol dire essere più facilmente ricattabili, vuol dire dover accettare compromessi per trovare fonti di sostentamento, vuol dire essere meno liberi.

E a mio parere la povertà conviene a tutti i poteri del sud:
- la politica la usa come arma di clientela, perché comanda le leve della spesa pubblica (unica fonte di reddito);
- la “mafia” ci sguazza, perché la povertà induce all’illegalità (la legalità costa!);
- le imprese del nord vincono tutti gli appalti, perché le nostre sono misere (salvo poi far costruire le opere alle nostre imprese con qualità pessima, tramite subappalti a manetta);
- ampie fasce della popolazione semplicemente si accontentano di quello che hanno (che è già più di quello che avevano i loro nonni, cioè nulla!);
- lo “Stato” fa la minima fatica (se manca il lavoro, saranno in pochi a lamentarsi per le strade o l’acqua non potabile).

Certo, la colpa principale è nostra. Forse la colpa è esclusivamente nostra.

Però tanti che parlano e sputano sentenze (di condanna) farebbero bene a riflettere un attimo e cercare di mettersi nei nostri panni.

Facciamo “a cambio”, io sono pronto, ho anche una bella casa, diciamo due anni, il tempo di farmi qualche soldo e poi vi restituisco le pianure e il freddo (pianure e freddo che non disprezzo quando sono il contorno delle belle trattorie dell’oltrepo’).

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Uccio scrive:

Concordo con l´analisi di Guzzanti; é inataccabile con le prove storiche e statistiche riportate.
Adesso, chiacchere a parte, serve trovare una soluzione.
Vorrei notare che le chiacchere inutili (e fine a se stesse) fanno parte della stessa mentalitá.

Soluzione: elezione Uninominale Diretta
E, se il sud, vuole, definitivamente e responsabilmente, mettersi in mano alla mafia…ben venga.

Altre soluzioni non credo che esistano; la mafia é sempre in osmosi con il potere e qualunque potere si applichi, poco dopo, sará inquinato dalla stessa.

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carlodurso scrive:

L’articolo + un paio di commenti hanno descritto alla perfezione lo stato dei fatti. Complimenti!

Infatti, identifico i difetti culturali degli italiani qui riportati, e a maggior ragione quelli dei miei compaesani napoletani che hanno sì il pregio di essere veraci e galantuomini ma anche il difetto di avere una volontà flessibile, accomodante che nel tempo è degenerata nell’inquietudine e poi nella paura. È deprimente convivere in una città in cui si cerca di ignorare la malavita, ma d’altra parte non ricordo negli anni passati a Napoli una forte presenza delle istituzioni, della sicurezza pubblica, e della giustizia. Personalmente non mi interessa se la colpa è degli spagnoli o della sinistra, la storia non aiuta a risolvere le questioni attuali se non a capirne la provenienza.

Quello che considero preoccupante è constatare che l’unica azione contro la criminalità, sia da parte dello stato (s minuscola in questo caso) che dei cittadini sono le azioni isolate di alcuni giornalisti e scrittori (doveroso menzionare Capacchione e Saviano), mentre la maggior parte della popolazione onesta, a parte gli slogan coreani, rimane a guardare e si fa i cazzi propri. Come nel resto d’Italia d’altronde.

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LPF scrive:

ANCORA SULLA GIUSTIZIA (E SICUREZZA)

Caro Gianluca, a proposito di quello che hai scritto nella precedente discussione su quanto dicevo sulla giustizia ti rispondo che in Italia si usa ormai forse troppo la parola liberale, e capita anche a me. Lo faccio ancora.

La questione centrale del liberalismo non e’, come diceva Patton una roba in cui c’erano il ‘labbrone’ e gli agrari -questa e’ la versione dei sovversivi di varia storia- ma quello della sicurezza/giustizia.

Sono stato in quest’ultimo fine/estate a fare un giro a Trento. Sul giornale locale si leggeva di un sistema industriale per rubare le biciclette in citta’ (il mezzo normale di locomozione). Arrivavano con dei furgoni e fanno delle retate di biciclette. Di giorno ovviamente. Nella piu’ completa impunita’.

Questa e’ la situazione attuale. Dappertutto. A volte ho citato la ” proprieta’ ”, valore liberale per eccellenza, perche’ base della societa’. Ma proprieta’ si coniuga con giustizia. Per proprieta’ intendo tutto cio’ che e’ sottraibile, dalle biciclette, al telefonino, ecc., con ruberie, truffe e rapine dello stato.

Cosa deve fare lo Stato? Lo stato mi deve permette di lavorare senza che io abbia la testa sempre da qualche altra parte per qualche preoccupazione, o perche’ non sono difeso o perche’ chi mi dovrebbe difendere ci mette del suo.

Lo stato oggi o e’ assente o mi crea problemi. Prima era solo quello centrale a complicare la vita, oggi c’e’ in piu’ la Regione, la Provincia, la Comunita’ X e via discorrendo.

E se ti capita qualcosa sono ‘cazzi tuoi’. Non parlo del Sud (troppo facile trovare l’ennesimo ‘colpevole’), ma del Centro e del Nord. Il dramma e’ nelle grandi citta’. Ma quello che succede nei piccoli paesi e nelle campagne e’ ancora peggio. Entrano in casa a tutte le ore, del giorno e della notte. Qualche giorno fa mi telefona un amico, abita in un paesino di poche case, zone collinari meravigiose. Mi dice che nella casa vicino alla sua sono entrati alle quattro di notte, i proprietari ad un certo punto se ne sono accorti, telefonano ai carabinieri (stanno a 3/4 km) e questi arrivano alle sette del mattino. Ovviamente riempiono il solito foglietto con le dichiarazioni del danneggiato e tutto finisce li’.

Per quella famiglia e’ il dramma, perche’ sanno che puo’ succedere ancora e che nessuno fara’ niente. E allora neppure la notte sara’ piu’ la stessa.

Bisogna capire che c’e’ un problema di sicurezza/giustizia, che va dalla repressione (che non c’e') ai processi. A proposito di questi ultimi, non serve a niente parlare di “politicizzazione” della magistratura, ecc., se non a fare confusione.

Invece bisogna parlare in concreto. Per snellire un po’ ad es. -per dirne una- perche’ non mettere mano ai tre gradi di giudizio. In particolare nel penale a che servono se non a sfangarla, in qualche modo, (quasi) sempre?
Intanto facciamone uno di grado, fatto bene e velocemente. E un secondo grado sia consentito ma solo a certe condizioni piuttosto restrittive.
Insomma concretezza!

Luciano Priori F.

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Gianluca scrive:

D’accordo sulla concretezza, ma devo riprenderla sulla questione repressione.

La morte di Cucchi avviene perchè in Italia esiste la cultura della repressione ed esiste la repressione. Ed è assolutamente SBAGLIATA LA REPRESSIONE in un paese liberale. Tu devi leggiferare, io sgarro e mi condanni. Non è possibile che se delinque un immigrato c’è l’aggravante, se allo stadio butto una bottiglietta di plastica in campo mi arrestano e così via.

Le leggi speciali devone essere l’eccezione che conferma la regola, stanno diventando la regola caro Priori e la repressione è molto utilizzata. Ora con i poveri cristi con la parte meno potente alla Cucchi per intenderci. Ma purtroppo ritorniamo sempre a monte NON ESISTE LA GIUSTIZIA IN ITALIA e portano il cittadino esasperato a non sentirsi sicuro fino al punto da farlo diventare IL PRIMO FAN DELLA REPRESSIONE.

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LPF scrive:

Gianluca, non faccia la pipi’ fuori dal vaso che poi si bagna i piedi.
Cosa c’entra la repressione con la legalita?

LPF

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Gianluca scrive:

Scusi Luciano è lei che ha scritto:

c’e’ un problema di sicurezza/giustizia, che va dalla repressione (che non c’e’) ai processi.

Che voleva intendere per repressione che non c’è? Le chiedo scusa se ho interpretato male le sue parole ma le preciso che non faccio nessuna pipì, più modestamente provo ad interpretare il testo scritto e dico la mia.

La ringrazio se potrà precisare il suo concetto in modo da farmi capire cosa voleva dire.

Gianluca

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kintpuash scrive:

Il problema ormai non è solo il Sud. Anche il Nord con buona pace di Bossi & C.si adeguato a una società con caratteristiche mafiose: nell’omertà, nella corruzione, nella cafonaggine e nell’ignoranza.
Anche nel dare la colpa agli altri: i leghisti quando si parla di malavita e corruzione danno ovviamente sempre la colpa ai terroni e agli stranieri e non vedono che sono loro stessi il problema.
Una volta il sistema di valori su cui si reggeva il Nord Italia era il lavoro ora invece sono i soldi. Senza guardare come li si fa e a scapito di chi. Nel Veneto di Galan, dove vivo, ormai siamo come nella Campania di Bassolino comanda una vera e propria gang di affaristi e personaggi di dubbia reputazione. Il presidente della provincia di Vicenza Manuela Dal Lago è allo stesso tempo presidente della società autostrade del Veneto e si autoapprova i suoi stessi progetti con un’arroganza e una spalvalderia che lasciano allibiti. Appalti, progetti e lavori pubblici vengono sempre affidati ai soliti noti con un sistema clientelare di chiaro stampo mafioso.
Insomma non è il Sud che si è modernizzato ma il Nord che si è “terronizzato”.
Ho paura che quando in Italia cominceranno a finire i soldi i nodi verrano al pettine e purtroppo in questi casi gli italiani rispolverano sempre l’uomo forte.
Cero è che cambiare rotta ora come ora sembra pura utopia.
Saluti.

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ardocap scrive:

Grande Kintu,
concordo e sottoscrivo da uomo del nord,
a cui ormai questa lega becera, e questo berlusconismo pecoreccio hanno guastato pure l’identità di cui vado fiero.
Grazie,
ardocap

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Gianfranco BRAMBATI scrive:

Senatore,
(ad uso e consumo del signor tripo, specifico che, per mè, pur essendo ora Onorevole, il Senatore Guzzanti tale resta ora ed anche quando non dovesse più essere parlamentare. Del resto se il buon oscar luigi è senatore a vita, nonchè presidente emerito, tutto è lecito e soggettivo)
dunque Senatore,
lei sà che io non volo e resto terra a terra, quindi come sempre sacrosante parole e, tornando ad un suo scritto di qualche settimana addietro, COME si voleva e DOVEVA dimostrare, sono sempre gli “italiani” quelli che FANNO la Nazione;
Napoli è un caso particolare, cittadine che bai balconi bombardano con vasi di fiori le forze dell’ordine che coompiono il loro dovere sono un simbolo;
il meridione, in fondo è, in parte, quello che noi tutti abbiamo contribuito a conservare servile, ipocrita inetto ecc,
con sessanta e più anni di assistenzialismo cieco inutile e deresponsabilizzante.
Non faccimoci paladini di questo tipo di cittadini (valenti, efficienti, onesti e responsabilmente solerti ed onesti ce ne sono, fortunatamente moltisimi) che tra l’altro hanno, in parte anche contribuito allo sfascio della pubblica amministrazione.
Forse una mobilitazione generale potrebbe, se non altro sollevndo il polverone, contribuire a far reagire la parte migliore dei meridionali – MA SI CORREREBBE IL RISCHIO DI DIVENTARE XENOFOBI.

Complimenti, comunque per la sua analisi.
Saluti.
g.b.

GUZZ – UN ABBRACCIO SENATORIALE A VITA.

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ArthurLeon scrive:

Mi sono rotto di scrivere: “sono d’accordo con Lei”, però è incredibile quante delle sue idee quaglino con ciò che ho sempre supposto. Più probabilmente il buon senso non ha padroni, ma seguaci.
Ad esempio l’intelligence contro la malavita organizzata. Ma perchè non è stato ancora fatto? Scoppiano le bombe, bruciano i negozi, si ammazzano tra di loro ed ammazzano innocenti. Non basta? Traffico di droga ed armi degno di un paese sudamericano, connivenze con la politica ed il clero.
Di per me, ci sono gli estremi per una bella guerra civile, tanto i mort’ammazzati già ci stanno.
In realtà i servizi hanno mani e piedi legati e se l’Italia è in gran parte corrotta e corruttibile, posso pensare che l’intelligence non lo sia? Posso permettermelo? Guardia alta.
Devo solo sperare che i veri servitori dello Stato, quelli che per lo Stato accettano il rischio mortale, siano in numero superiore ai corrotti e lanciarmi in una guerra senza quartiere.
Per riconquistare zone dell’Italia, in Italia, ma fuori dal dominio territoriale.
Gran parte di Napoli e di tutto il Meridione.
Non ho mai sentito la Lega proporsi in questo modo per il Sud, loro piuttosto parlano di “secessione”. Ecco perchè vedo in molti amici leghisti, oltre all’esasperazione, anche un pò d’ignoranza. Allora, quel cazzone del mio compaesano compatriota Cavour, avrà pure sbagliato ad unificare lo stivale, ma che lo sia dal 1861 è un fatto, purtroppo solo territoriale.
Mi piace l’arte, la cultura, la storia, la vita di tutto ciò che sta a Sud del Pò, ma se la gente da Roma in giù, oltre a parlare un’altra lingua, vive un’altra dimensione esistenziale, come faccio a sentirmi parte di tutto questo?
Come posso rivendicare per mia la bandiera di uno stato inesistente in alcuni suoi territori?
La soluzione non è emigrare, dannazione! I galantuomini del Sud di cui parlava Guzzanti sono venuti quasi tutti qui al Nord per lavorare, lasciando i delinquenti ed i criminali spadroneggiare in terre senza più uomini degni di questo nome.
Io la penso come Paolo Guzzanti, responsabitità individuale e pugno di ferro contro i nemici dello Stato.
Quanti altri la pensano in questo modo? Perchè se iniziamo a pensarlo in tanti, poi i pecoroni buoni si uniranno al gregge e forse si potrebbe davvero cambiare le sorti di questo sfortunato paese separato in casa.
In culo ai mafiosi, collusi in egual merito con tutte le forze politiche.

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Enzo Lombardo scrive:

Caro GUZZ,
vorrei dirle tante cose, ma non basterebbe un post. Lei ha avuto ragione, voleva fare provocazione estremista e ci è riuscito.
Siccome penso che le parole hanno un senso e penso anche che lei è troppo fine conoscitore della semantica prendo le sue parole per quello che sono e che lei stesso aggettiva: una provocazione estremista. E quindi, provocatoriamente, le tante cose non gliele dirò. Gliene dico solo alcune. I Siciliani non hanno esportato solo mafia. La mafia ci umilia, ci distrugge, ci annienta e forse, e qui lei ha ragione, noi abbiamo più forza per resisterle. Però noi abbiamo esportato migliaia e migliaia di contadini che hanno fatto ricco il Nord con le loro braccia di operai e muratori, trattati come le bestie a Torino, Milano, Cinisello, Cologno, Grugliasco ed in troppi altri posti. Di questi uomini e donne partiti con la valigia di cartone con in tasca solo le lacrime e nello stomaco i crampi della fame nessuno parla mai. Anche loro hanno fatto export caro GUZZ, il più terribile: l’export legalizzato della carne da macello da stipare in stanze più simili a topaie che a civili abitazioni. Negli anni ‘50 un posto letto in una mezza cascina di Cinisello Balsamo ti poteva costare anche mezzo stipendio se eri “terrone” e dovevi baciare i piedi all’aguzzino (pardon, al civile, raffinato ed “austriaco” padrone di casa) che ti concedeva la grazia di occupare la sua topaia. Che potevi pretendere di più dalla vita tu, miserabile essere inferiore analfabeta siciliano con antenati Spagnoli ed Arabi. Lo scambio è stato, ed tuttora caro GUZZ, molto chiaro. Più al Sud prospera la mafia e tutto ciò che le ruota attorno, più il Sud sarà nella merda e dipenderà dal Nord. Non vado oltre. Noi abbiamo le nostre colpe GUZZ e non voglio negarle, ma ho troppa stima di lei per ipotizzare che lei pensi a noi ed ai suoi avi come a quella donna perennemente violentata e sodomizzata contro la sua volontà che il mondo, invece, chiama puttana sol perchè ha paura di fare la sua fine.

P.S. I calvinistici “bagni di sangue” che lei ipotizza per risolvere il problema dalle nostre parti non sono una novità Li fecero prima Crispi (lacchè venduto ai nordisti che non esitò a far sparare sui suoi conterranei che avevano il solo torto di avere fame perchè lui li aveva portati al disastro con le sue follie etiopiche) e poi il prefetto Mori. Non mi pare che siamo guariti dal virus.

GUZZ – CARO ENZO, TI ASPETTAVO E TI TEMEVO. PENSAVO: come prenderà la provocazione? E l’hai presa bene. Vedi, tutto quello che dici è vero e lo so, lo sappiamo. Rocco e i suoi fratelli di Visconti?
Vedi, io penso che le questioni di grande portata vadano violentate. Esemplificate in maniera provocatoria, mostrate con rabbia e sfrontatezza, esposte con il tono della sfida. E sai perché? Perché questo è il paese in cui tutto si assorbe. Tutto si impoltiglia. Si intorta. Ci pensa la chiesa a benedire ogni disumana unione, purché non c’entrino i froci. Pasolini per Roma usava il termine “ricotta”, ma io intendo dire che IL PRIMO PASSO che la gente del Sud dovrebbe fare, con spirito rivoluzionario, sarebbe quello di smettere di piangere e diventare protagonista in senso positivo. E avere una morale e diffondere una morale e difendere la morale. La morale delle piccole cose: la fila dal panettiere, le tasse, il divieto di sosta, il rispetto dei semafori, il rispetto per gli altri.
Invece le genti del Sud hanno creduto di bypassare questo primo step dicendo e dicendosi che è tutta colpa degli altri: O Rr a Napoli, i piemontesi, la Chiesa, Roma, tutti fuorché la propria storia. Questo è sciagurato. I siciliani poi hanno l’orgoglio di nazione. I napoletani no, i calabresi neanche. La Calabria è, umanamente parlando, la sentina dei comportamenti civili.
Mi dici delle stragi di Crispi: ma Crispi era un mafioso reazionario segnalato – lo sapevi? – negli Stati Uniti come il vero capo della “Mano Nera”, come allora si chiamava la mafia in America. Crispi era un sanguinario, non un giustiziere e animato da sentimenti antipopolari che prefigurarono il fascismo. Ed era siciliano, garibaldino e aveva “fatto la Resistenza” cioè il Risorgimento.
Lo so da me che la colpa è della storia, he chi ci capita è innocente, che una volta dentro si fatica il quintuplo ad evolvere. Lo so, storia di famiglia. Ma so anche che se i siciliani non sapranno scoprire il loro calvinismo, la loro etica, la capacità di sacrificare il particulare per il collettivo e non per vanità, non per fiaccolata antimafia, ma per costume di vita, non si uscirà dal tunnel.
Io mi sono divertito a proporre tre ricette inaccessibili: l’Austra teresiana, il gollismo francese, il calvinismo francese. Siamo fuori tempo massimo. Quando io propongo di uccidere i mafiosi, intendo liquidarli come fanno sempre i francesi: Ricordate “Nikita”? O Leon? E’ dai tempi di Robespierre che la Francia ha un corpo di silenziosi esecutori degli ordini superiori e che non permettono radicamenti eccessivi alla criminalità E questo perché trovano sempre il modo di eliminarli fisicamente. Io sono convinto che la mafia e la malavita si debbano combattere con il terrore e che un politico deve sapersi assumere la responsabilità di questo. Questo irrita le anime belle, ma io adoro irritare le anime belle. Io detesto il cattolicesimo piagnone e livellatore, il mammismo, il comunismo all’italiana e tutto ciò che impedisce di definire il bene e il male, e di affrontarlo di conseguenza. I lavoratori meridionali hanno fatto il miracolo economico e si sono sacrificati a milioni, vivendo nelle case di ringhiera. Ma se vai a Torino li riconosci subito: leggero accento residuo, comportamento sabaudo, atteggiamento feroce nei confronti della terra d’origine. Sono stato 10 anni alla Stampa e conosco gli uomini della Fiat e so quel che dico.
Grazie caro Enzo della tua risposta misurata. So che avresti reagire con ben altro impeto, ma tu sei un signore siciliano e la tua misura lo dimostra.

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-jm- scrive:

Quando io propongo di uccidere i mafiosi, intendo liquidarli come fanno sempre i francesi: Ricordate “Nikita”? O Leon? E’ dai tempi di Robespierre che la Francia ha un corpo di silenziosi esecutori degli ordini superiori e che non permettono radicamenti eccessivi alla criminalità E questo perché trovano sempre il modo di eliminarli fisicamente. Io sono convinto che la mafia e la malavita si debbano combattere con il terrore e che un politico deve sapersi assumere la responsabilità di questo. Questo irrita le anime belle, ma io adoro irritare le anime belle.

Con dei servizi segreti che si fanno spiare impunemente da magistrati e polizia (coprendosi di ridicolo agli occhi del mondo), anche questa soluzione è improponibile. E tutto questo è successo senza che lo Stato avesse la forza di reagire se non opponendo il segreto su quel poco che non era già emerso (e ha dovuto fare conflitto di attribuzione per difendere quel poco o niente che è riuscito a difendere).

Inoltre con forze dell’ordine che lasciano impunito chi gli tira qualsiasi cosa addosso quando vanno a prendere uno spacciatore, non possiamo nemmeno pensare di riconquistare un metro quadro di territorio (ma di perderne sì).

GUZZ – INFATTI OCCORRE PRIMA demolire l’attuale rapporto fra magistratura, polizia e servizi segreti e restituire allo Stato le prerogative, i privilegi e le impunità per agire.
Se si riferisce all’affare Abu Omar-Pollari, sappia che è stato Pollari a chiedere con disperata insistenza che venisse tolto il segreto di Stato per dimostrare la sua innocenza e non ha invocato il segreto di Stato per eludere la giustizia. Pollari è totalmente innocente e io affermo di sospettare (diciamo di sapere per interposta persona) che Abu Omar era un agente bruciato che fu necessario far esfiltrare con una messa in scena. La prova? Abu Omar ha rilasciato due dichiarazioni identiche in tempi diversi in cui si mostra consapevole del gioco che era stato costruito. Ma questo è un altro paio di maniche.
Per liquidare mafiosi e camorristi bastano pochi uomini addestrati e impuniti.
La Ragion di Stato è superiore ai diritti del delinquente. Una dichiarazione di stato di guerra o di stato di emergenza può coprire i fabbisogni giuridici.

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Gianluca scrive:

Paolè ci sorprendi sempre con queste chicche, questa di Abu Omar mi mancava.

Tornando alla ragion di stato, tutto giusto ma serve UNA GIUSTIZIA DA PAESE NORMALE E CIVILE RAPIDA NEL DECIDERE sennò ripeto parliamo sempre di aria fritta. La GIUSTIZIA DA PAESE NORMALE E CIVILE è fondamentale anche per rendere credibile agli occhi del popolo le istituzioni e questo lo si misura anche nel giudicare celeramente i piccoli reati come i grandi.

Una GIUSTIZIA LENTA ED INEFFICENTE crea le basi per la sfiducia nel cittadino nelle istituzioni che al sud è uno dei principali motivi per i quali si crea terreno fertile intorno all’immoralità ed al malaffare.

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ardocap scrive:

Bellissima questa:
“Io mi sono divertito a proporre tre ricette inaccessibili: l’Austra teresiana, il gollismo francese, il calvinismo francese. Siamo fuori tempo massimo. Quando io propongo di uccidere i mafiosi, intendo liquidarli come fanno sempre i francesi: Ricordate “Nikita”? O Leon? E’ dai tempi di Robespierre che la Francia ha un corpo di silenziosi esecutori degli ordini superiori e che non permettono radicamenti eccessivi alla criminalità E questo perché trovano sempre il modo di eliminarli fisicamente. Io sono convinto che la mafia e la malavita si debbano combattere con il terrore e che un politico deve sapersi assumere la responsabilità di questo.”
IO ci sono, che fa Senatore mi arruola?
ardocap

GUZZ – SELEZIONIAMO I CORAGGIOSI E teniamo fuori gli imbecilli. Ci sto.

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Grillo Parlante scrive:

Dedicato a tutti quelli che hanno le idee chiare su Mafia e Antimafia, ai tifosi delle Procure e a quelli che sono Amici degli Amici.

Io questa sicurezza non ce l’ho, proprio per niente e ne parlo da meschino, uno che ha fatto il pendolare su e giù per lo stivale per quindici, bellissimi anni. Ne parlo perché tra Sicilia, Napoli e Calabria non mi sono fatto nemmeno un graffio, nessuno mi ha visto, nessuno mi conosce, non sono rimasto impigliato in nessuna trappola e alla fine ci ho pure rimediato una moglie normanna e due bambini biondi come lei.

Spero che qualcosa sia passato nel loro cinquanta percento di DNA perché io provo solo la nostalgia sorda di non aver capito granché e le lezioni come quelle di Giuseppe Stella o Enzo Lombardo non sono sicuro che possano fare tanta strada dopo Messina. Prendi quella volta che sono tornato a casa dopo tanto tempo e mi trovo l’avviso di una raccomandata, vado all’ufficio postale ma niente da fare, è tornata indietro. Mi dicono che era stata spedita dalla Polizia Stradale di… Vigata, diciamo così. Già mi vedo ingiunzioni di pagamento, cartelle esattoriali, carte bollate, vergogna e disonore. Allora il piano è semplice, settimana prossima sarò di nuovo lì, magari telefono al Capo della Mobile, gli chiedo che roba è, quanto è la multa e senza fare tanto burdello tra tre o quattro giorni pagherò tutto brevi manu. Si può fare?

“Dottore” mi dice il funzionario “è una multa per eccesso di velocità, sarebbero centocinquantamila lire” e senza che abbia il tempo di dire nulla aggiunge “però vede, mi dicono che quel giorno il dispositivo non funzionava… è tutto annullato, non si preoccupi”. Arrossisco. Telefonata chiusa. Insistere del contrario è mortalmente offensivo.

Io il siciliano non lo parlo ma conosco l’isola millimetro per millimetro e anche l’Aspromonte o i bassi napoletani o i paesi vesuviani. Se mi bendate e mi abbandonate laggiù comunque vi arrivo a casa per l’ora di cena, pronto per sedermi a tavola. Come quella sera che eravamo una ventina, c’era pure il Presidente del Tribunale, il menù lo cucinava una guardia forestale, tutto a base di lepre… cacciata di frodo nella riserva da sorvegliare. Tutti ridono e bevono e ascoltano Sua Eccellenza che discetta di Diritto, di Giustizia mentre sputa pallini di piombo piccoli piccoli.

Mi angustia che non sono mai riuscito a visitare la villa romana di Piazza Armerina, né la Valle dei Templi, Pompei una volta sola e di corsa mentre aspettavo in lista d’attesa a Capodichino perché il mio posto l’avevano venduto a chissà chi. Però ho passato nottate intere su un campanile a rovinarmi gli occhi con un binocolo agli infrarossi, ho camminato solitario per trazzere polverose misurando le distanze con i raggi laser, ho strisciato sul pavimento delle masserie di Corleone assordato dai battiti del cuore, al buio e in mezzo ai campi tra Niscemi e Gela sono tornato a casa cercando la Stella Polare oppure tante altre notti che racconterò ai miei figli… tante notti, di giorno ho vissuto poco, all’alba mi toglievo dalla scena, al sicuro su un aereo diretto a nord.

Le mie vacanze però sono state uniche, siete mai stati a San Luca o Platì? E’ come a Gaza. Si passa il valico di frontiera, la popolazione è ostile, inutile chiedere un caffè al bar, meglio la caserma dei Carabinieri. L’edificio è bruttino, la porta è nuova, la rifanno almeno una volta al mese per via delle schioppettate, i militari giovani e scapoli e sempre in mimetica, appostati di guardia ai piani superiori. Sotto terra, intanto, è tutto un via vai di piatti di pastasciutta, latitanti, parenti… tunnel come a Ramallah.

Guardate che ero in ultima fila, nelle retrovie, altri e molto più bravi di me erano avanti e in prima linea e il primo fatto è questo: è mai possibile nel terzo millennio dopo Cristo prendere un aereo e trovarsi lì, catapultato nel territorio italiano nemico, neanche fossimo in Afghanistan? perché fingersi un turista francese un po’ ciula o un venditore di fertilizzanti come al Check Point Charlie? Non c’è neanche la linea di confine.

Il disgraziato va all’anagrafe per farsi fare la carta d’identità, solo che il computer non funziona e ci vogliono cinquantamila lire per averla prima di un mese: l’impiegato statale è re, come in Africa. Però poi alla figlioletta viene la febbre a quaranta e va al pronto soccorso ma per tre ore non se lo filano finché il funzionario-re non chiama un ”amico”. E allora la porta si apre e arriva il professore… e così via.

Al mio paesello se non ti danno la carta d’identità dopo dieci minuti cominciano a ribaltare le scrivanie. E così via.

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holden scrive:

Gentile Sig. Grillo Parlante, intanto grazie per il bellissimo post (letterario, direi).

Con riguardo alla sua chiusa, mi permetto di dire, però, che al suo paesello quelli a cui ribalterebbero le scrivanie non sono i datori di lavoro dei “ribaltatori”, come invece accade qua da me.

Qui è il settore pubblico che eroga/produce ben oltre il 50% del reddito.
Nella mia città credo si arrivi anche al 70%.

Lei andrebbe a ribaltare la scrivania del suo unico datore di lavoro?

Io no, non ho il talento per inventarmi un lavoro altrove (come ha fatto il Senatore quando ha ribaltato la scrivania del Pres. Berlusconi) né il coraggio per rimanere per strada con due bimbi piccoli.

Siamo diversi, e io sono probabilmente peggiore, e non do la colpa ad altri.

Semplicemente dico: il modo per risolvere il problema secondo me c’è (intervento dello Stato duro e deciso), mi pare manchi la volontà.

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brambilla scrive:

holden scrive:
19 novembre 2009 alle 22:08

Semplicemente dico: il modo per risolvere il problema secondo me c’è (intervento dello Stato duro e deciso), mi pare manchi la volontà.

Dire che per risolvere il problema basterebbe lla volontà politica, è un pò come dire ad uno che non arriva a fine mese che basterebbe che guadagnasse il doppio per risolvere i suoi problemi.

La volontà politica è il prodotto finale della volontà popolare

Se si vota un Cosentino difficilmente ci sarà mai la volontà politica per battere la mafia.
Inutile poi lamentarsene.

Se non si capisce che non sciogliere il comune di Fondi è stato un favore fatto alla mafia, e se si continua a dare il proprio consenso a chi non ha voluto scioglierlo è inutile poi lamentare l’assenza dello stato.

Se siamo tutti garantisti , se i pentiti non vanno bene, se le intercettazioni non vanno bene, se va bene il “processo breve” che salva i delinguenti e condanna gli onesti, è inutile lamentare l’assenza di volontà politica.

Se il popolo è coglione ( e lo è) è inutile che si lamenti perchè poi viene coglionato.

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holden scrive:

“Se il popolo è coglione ( e lo è) è inutile che si lamenti perchè poi viene coglionato”.

Sono d’accordo, infatti non mi lamento della situazione in cui mi trovo perché ne sono con-causa (e coglione, ovviamente).

Solo dico: occhio a sputare sentenze perché non è semplicissimo e non è cosa di tutti andare contro e rischiare la famiglia (certamente non mia).

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star joe scrive:

Carissimo Grillo Parlante,
ti ringrazio per le belle parole e senza bisogno di visori notturni, la porta di casa mia è sempre aperta, quando arrivi a Catania, fai un fischio e Ti raggiungo immediatamente, si cena alle 20 e 30. Ok?
Un abbraccio
Giuseppe

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kalevala scrive:

Come non fare i complimenti ad Antonio bis per il suo post cosi’ denso,appassionato,tragicamente pessimista sul vivere a Palermo e in Sicilia.

Brevemente posso RItestimoniare che al sud esiste la “cultura” del favore , del trovare qualcuno che ti fa saltare la fila in ospedale,dal carrozziere,dalla parrucchiera…per essere piu’ “furbo” degli altri ; un mio ex collega di banca che lavora nel napoletano in eta’ ormai di pensione STA ANCORA A LAVORO -cosi’ mi ha detto – perche’ :

- quando va a comprare ” ‘a ggiacchetta” ha il prezzo di favore ;
- il pesce dal sor Pasquale lo paga meno e sempre il migliore cosi’ anche per il venditore delle mozzarelle di bufala ;
- e poi sicomme i figli so’ “piezze e core” ne “tene” ancora due da “aggiustare” ;

Si e’ capito insomma che lo stare ancora a lavoro in banca gli conferisce una rendita di posizione che si traduce su base mensile in centinaia di euro…nel caso se ne andasse tutto cio’ sparirebbe come per incanto ;

In questo senso sta a lavoro perche’ “per i figli bisogna fare i sacrifici”.

Il sud , purtroppo , e’ ANCHE questo….SI FACCIANO I DOVUTI DISTINGUO ma e’ cosi’ , c’e’ poco da fare.

I dipendenti della Regione Sicilia – cito a memoria – sono tre o quattro volte piu’ della Lombardia con stipendi anche superiori a parita’ di mansioni…ma dove vogliamo andare.

Un mio amico che stava in diplomazia una ventina di anni fa mi disse che l’unica nostra speranza era l’Europa ; mah…certo se si impegnassero troppo non e’ che si farebbero troppi scrupoli a mettere un quintale di tritolo alla tour Eiffel o al Tower Bridge….si ha la sensazione che la criminalita’ , in specie al sud E NON SOLO , sia sempre piu’ radicata e difficilissima da combattere ad ogni livello…dalla criminalia’ piu’ spicciola a quella dei colletti bianchi in tutte le sue variazioni…non ultima nella politica.

Non so’ se ho interpretato bene Antonio Bis, ma quella mentalita’ comincia a tre anni …in questo senso “mafioso” non e’ solo Toto’ Riina ma anche l’autista dell’autobus,il portiere,l’ingegnere,il chirurgo,il bancario,il barista……………in due parole anche io sarei “mafioso”.

E allora ? Si potrebbe pensare ma non dire…sospensione delle garanzie democratiche per dieci anni. Basterebbero ? Un novello Prefetto Mori all’ennesima potenza ?

Tutte ipotesi accademiche , of course.

Guzzanti ci dice che tutto cio’ e’ retaggio della dominazione spagnola e araba …a Napoli anche gli inglesi hanno le loro colpe, Nelson in particolare quando fece impiccare Caracciolo e tutti gli orfani della Rivoluzione del 1799 ,nobili e non , inventarono la “camorra”.

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kalevala scrive:

Ma come , Brambilla, io pensavo che ’sti napoletani del paesello tuo fossero migliorati….e invece…; avevi detto che erano migliorati , appunto , anche se a onor del vero aggiungevi pero’ che rimanevano sempre “napoletani”.

Ma allora c’e’ stata una “ricaduta”.

Sara’ certamente come dici tu…eppure ti posso assicurare che nella mia vita piu’ di una volta mi e’ capitato di conoscere dei napoletani che dire “signori” e’ poco.

Ma capisco quello che vuoi dire……..io non ho vicini napoletani ma in compenso nella citta’ dove vivo ogni giorno si comprano un bar …e nei loro bar si mangiano ottime sfogliatelle e baba’ come quelli di Piazza Plebiscito al “Gambrinus”.

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brambilla scrive:

kalevala scrive:
19 novembre 2009 alle 18:49

Ma come , Brambilla, io pensavo che ’sti napoletani del paesello tuo fossero migliorati….e invece…; avevi detto che erano migliorati

Sono migliorati infatti, quella che ho descritto è la situazione attuale. Prima era peggio.

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Enzo Lombardo scrive:

Caro GUZZ,
devo ringraziarla per due cose. La prima è la sua provocazione della quale ritenevo di aver capito il senso. Lei voleva i toni forti perchè in mezzo a tutte le reazioni, nel bene e nel male, anche le verità nascoste, anche i silenzi di rabbia, anche i pugni stretti dell’impotenza e persino l’umiliazione di essere vittima due e più volte (prima della mafia e poi dei suoi falsi nemici) venissero fuori. Lei dice tante cose vere e forse la più vera e quella che noi si faccia il chiagne ‘e fotte. Ci sta GUZZ, ci sta tutta.
La seconda cosa per cui voglio ringraziarla è la sua lealtà, lei combatte ad armi pari, non si nasconde dietro la sua firma e la sua superiorità mediatica. Lei è un uomo libero perchè duella anche con la curiosità.
Una volta una persona che non c’è più (e che non sono ancora riuscito ad ascoltare del tutto) mi insegnò una cosa……..la verità si vede solo a mezzogiorno, quando le cose non proiettano ombra e si possono guardare da tutte le angolature. Stasera lei mi ha ricordato quella persona….e questo è il terzo grazie che non avevo previsto.
Con affettuosa stima.

GUZZ – CARO ENZO, a parte il fatto che mi ha indirizzato un complimento coi fiocchi, il suo amico diceva una cosa fondamentale: la verità va vista sotto il riflettore accecante. La ricerca della verità è frustrante, dolorosa ed espone a bruciature. Ma sono orgoglioso del fatto che lei sia siciliano come mio padre e i miei avi e mostri altrettanta signorilità quanta ne ho conosciuta in loro. Ricambio e moltiplico affetto e stima.

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manca scrive:

Grandissimo Guzz,
ai totalli agrii uid iu.

Un pezzo superbo. Con la consueta dose di lucidità e coraggio.
A proposito di dose, dopo averti letto ed apprezzato, mi sento meglio.
Sempre in tema di dose, trovo il tuo articolo stupefacente.
Dunque, mi sento come se mi fossi fatto ‘ na pera de Guzzanti.
Ce n’è bisogno, di tanto in tanto.

Quando dici :
“Uno dei fallimenti della sinistra… è quello di non avere la forza interiore per ammetterlo e gridarlo forte: molto più comodo pensare che Andreotti baciava Riina, che Cosa Nostra in combutta con Cia e servizi deviati tiranneggia i poveri villici altrimenti probi, che la corruzione del potere e dei partiti divora i poveri averi degli indios italiani del Sud, altrimenti buoni e incolpevoli….Hanno paura. Non sono moralmente così forti e così limpidi da dirlo. Più facile buttarla in vacca e ingannare il popolo.”,

per me cogli nel segno, e vorrei azzardare una ipotesi maliziosa:

non è che la sx, oltrechè per mancanza di forza interiore e morale, non grida forte quel che tu gridi, perchè
1) teme di perdere un mucchio di voti ?
2) non ha interesse a cambiare davvero le cose ?

Mi sono sempre chiesto come mai Bassolino – nonostante l’evidente, persistente sfacelo – fosse imbullonato alla poltrona.
Mi chiedo: l’inviolabilità dell’imbullonatura sarà mica direttamente proprorzionale al numero di voti che garantiva al suo partito ?

Se i punti 1 e soprattutto 2 hanno un minomo di plausibilità, non sarebbe anche questo un atteggiamento mafioso?
Lasciare in situazione di necessità perenne, per poter controllare dando contentini spiccioli di tanto in tanto?

Se tu potessi agire, ti darei carta bianca.

Carlo Manca.

GUZZ – CARO CARLO, il tuo consenso mi rassicura e mi rafforza. Credo che entrambe le ipotesi sulla sx siano purtroppo valide e concomitanti.

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manca scrive:

Sei un formidabile combustibile verso il futuro.
E fai sembrare grigi e spenti molti tuoi colleghi cosiddetti giovani.
Denghiu.

Carlo Manca.-

GUZZ – Mi fate talvolta sentire come una sorta di Matusalemme pimpante, ma va bene così. Grazie di cuore.

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Fabio "Buson" Messina scrive:

GUZZ – Mi fate talvolta sentire come una sorta di Matusalemme pimpante, ma va bene così. Grazie di cuore.

Come dice Monicelli, il peggio viene quando la gente dopo averti incontrato comincia a dire: – “Ho parlato con Guzzanti blablabla…. LUCIDISSIMO”.

GUZZ — NON LO SAPEVO, MA è perfetta. Con la differenza che Monicelli ha superato da molto i novanta. Se io fossi rincoglionito a 69 sarebbe un po’ troppo, no?

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Gianluca scrive:

Ma quale matusalemme SEI UN PISCHELLO Paolè!!!

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manca scrive:

Grande Guzz,
carina la battuta, ma è l’idea di Matusalemme che non ti è propria. Non sei credibile come matusa.

Sarà stata la tua vittoria sulla dieta mediterranea ? :)

Little blecc (alias Ciarles).

GUZZ – END AI OLUEIS BILIVIU LITL BLECC.

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Gianluca scrive:

Caro Paolo l’argomento è di grande interesse ed il punto focale è assai complicato da districare. E’ fondamentalmente colpa della maggior parte dei cittadini del sud o è colpa dello Stato assente che lasciano gli stessi soli e senza alternative?

E’ vero la storia ha una sua grande importanza, VOGLIO ANCHE AGGIUNGERE PERO’ le ragioni climatiche, che fanno del ns paese uno strano agglomerato di culture. Per i siciliani confinanti con l’Africa e in terre calde è naturale essere diversi dagli abitante del trentino o del veneto condizionati storicamente da altri popoli e con situazioni climatiche più ferree.

Un popolo latino che va a mischiarsi con le popolazioni del nord crea di questi problemi con gli abitanti del centro equidistanti dai due opposti. Ecco l’Italia. Italia che grazie a questo miscuglio di culture ha creato anche tante eccellenze ma che fa fortemente fatica a sentirsi paese. Sono d’accordo con te che le responsabilità sono dei suoi cittadini visto che sostengo da anni CHE NON CE LA FACCIO PIU’ A SENTIRE CHI DA LA COLPA AI POLITICI e si tira fuori da questo schifo, siamo noi i primi responsabilio della situazione che viviamo.

Il problema caro Paolo è che la criminalità organizzata trova sicuramente terreno fertile in quei posti per cultura, abitudini, storia ED IN ULTIMO PER LO STATO ASSENTE. La criminalità organizzata nel discorso che faccio io nel dire che abbiamo quel che ci meritiamo ALTERA I NORMALI EQUILIBRI.

Provo a spiegarmi meglio. Se in sicilia o in calabria o dove vuoi tu le cose andavano in un certo modo e la criminalità aveva un influenza marginale come in ogni parte del mondo IL RAGIONAMENTO POTEVAMO FARLO, infatti io a Roma o un altro cittadino a Bologna o uno a Firenze sicuramente non sentirà nella sua terra il condizionamento della criminalità, a differenza di un citatdino del sud che nel 60% dei casi, lo vive, lo respira, lo sente, lo tocca quotidianamante. E’ DIFFERENTE PAOLO.

Quindi proprio io CHE SOSTENGO CHE OGNUNO HA QUEL CHE SI MERITA IN GENERALE dico attenzione l’assenza dello stato che ha creato l’antistato ha un valore FONDAMENTALE SE CI TROVIAMO CON UN SUD ITALIA COSI’ MARTORIATO. Le scelte sono tre, anche se uno è complicatissima.

1- Andarsene
2- Rimanere ed a volte chinare il capo che non significa essere complici
3- Rimanere e stare a testa alta

La terza è assai complicata, ma ammettiamo che in molti giornalmente provano a farlo, sono praticamente dei predicatori nel deserto. Se per responsabilità storiche, culturali adesso in questi paesi tutto è regolamentato dall’antistato come si fa a fare gli onesti? L’anti stato è fortissimo da il lavoro, ha grande risorse, decide gli appalti FA PRATICAMENTE TUTTO DAL GRANDE AL PICCOLO. Se un cittadino onesto e con schiena alta ogni giorno prova a seminare patate su un campo di pomodori e lo fa con i piccoli mezzi a disposizione vincerà sempre chi ha dei trattori superteconologici e semina pomodori.

A Milano o al nord la disonestà o l’immoralità che lo stato spesso ti porta a fare in alcuni casi è diventata legale, potrebbe essere per esempio un elusione fiscale, o in altri casi ritorna illegale per i più piccoli, con l’ evasione fiscale.

A Roma o al centro la disonestà o l’immoralità può essere avere un posto pubblico previo pagamento di una mazzetta, di una spintarella, di un amicizia, avere un secondo lavoro in nero e poi per gli imprenditori anche quello che capita nel nord.

Nel sud caro Paolo la disonestà regola tutto creando l’immoralità come valore condiviso, i circuito degli appalti sono tutti regolati e controllati dalla malavita, le marche che si devono commercializzare sono tute regolamentate dalla malavita, IL TERRITORIO E’ DEVASTATO DALLA MALAVITA con le prime vittime che sono proprio gli abitanti del sud, e che armi hanno per mettersi con la schiena diritta? Lo stato non esiste, lo stato e la criminalità organizzata.

L’esempio della marca del latte che va commercializzato in una città o in una regione E’ ESEMPLARE, l’antistato decide cosa devo bere ed il cittadino comune si SENTE IMPOTENTE, altro caso eclatante è la terra avvelenata, regioni utilizzate come depositi per i peggiori rifiuti con malattie e tumori in continuo aumento, LA POPOLAZIONE LO SA MA E’ DIFFICILE ANCHE SCAPPARE PER FARSI UN ALTRA CASA MAGARI A 1000 KM.

Di certo questo non deve essere un pretesto per rilassarsi troppo o fare le vittime (cultura molto suddista) e ritornando all’inizio del mio post è assai complicato capire dove sta il confine tra le responsabilità del cittadino del sud e quello dello stato, MA COME TI HO SPIEGATO, ATTUALMENTE PENSO CHE LE COLPE IN QUESTA BILANCIA VIRTUALE PENDONO PIU’ DALLA PARTE DELLO STATO.

Gianluca

GUZZ – GRAZIE, CARO GIANLUCA DI QUESTO CONTRIBUTO ROBUSTO.

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Amgelo scrive:

Concordo pienamente con tutto quello che è scritto nell’articolo, coraggioso e sincero più che provocatorio.
E’ vero: le mafie si distruggono con i servizi segreti e il segreto di Stato. Senza questo forte input la dignità non ce la fa a risvegliarsi da sola e la mentalità resta sempre figlia di quella tolleranza che è addirittura esaltata a massima virtù (l’Oro di Napoli).
Per il resto ha ragione Brambati: Paolo Guzzanti è l’ultimo Senatore di questa 2a Repubblica.

Salute:
non credo che Obama voglia trasformare le assicurazioni in Asl. Per me la salute è sinonimo di sicurezza per cui se lì lo Stato è un pò più presente non è un male. Piuttosto se riesce a fare la riforma perchè non copiarla?

Diverso discorso per l’acqua: è una risorsa naturale e pertanto è oggetto, talvolta “invisibile” perchè incorporata nei prodotti importati o esportati, di commercio mondiale. Dare ad un bene e alla sua gestione un prezzo non degno del suo valore equivale a sprecarlo per poi pentirsene.

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alberto49 scrive:

Ho avuto nella mia vita lavorativa pregnanti esperienze in tutte le regioni del Sud e Sicilia,per alcuni anni e debbo dire con assoluta certezza due cose almeno:
-se devi fare un’attività,non entri se non fai accordi tu o chi per te con i potentati;
-se sei un responsabile di un’azienda(tecnico o altro),diciamo nazionale o multinazionale,ti devi muovere assolutamente con i piedi di piombo e con grande intelligenza perchè altrimenti ti fanno a pezzi;
Se vuoi mantenere una correttezza di fondo,(e si può riuscirci)devi assolutamente essere inattaccabile sotto tutti gli aspetti,perchè lì sanno tutto di tè e devi comunque dimostrare di comportarti in modo da soddisfare al massimo possibile(restando nella legalità)le problematiche che emergono;ti devi in pratica fare un culo come un secchio,nemmeno paragonabile a quello che fai di solito.
Io sono riuscito anche a farmi rispettare e voler bene,ma dopo qualche anno,devi mollare perchè non ce la fai più psicologicamente.
Questo è il contesto in cui funzionano i rapporti economici in quelle zone e secondo me,la società ne è talmente immersa e diciamo contaminata,che sarà impossibile tornare a condizioni normali,cioè quelle che noi tutti incontriamo a Roma,Milano,Siena etc.etc.,mi sono spiegato?Onestamente non riesco a vedere una via d’uscita a breve-medio termine;l’unica soluzione la vedo a lungo termine,iniziando da parte di tutti,ognuno con responsabilità comparate all’importanza del proprio ruolo e gradualmente,a lavorare con onestà ed intelligenza.Insomma una cosa quasi impossibile,mi dispiace ma è così.

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lancillotto611 scrive:

“L’esempio della marca del latte che va commercializzato in una città o in una regione E’ ESEMPLARE, l’antistato decide cosa devo bere ed il cittadino comune si SENTE IMPOTENTE”.

Gianluca mi ha fatto pensare a a qulle pagine di Gomorra in cui Saviano racconta di come Parmalat avesse l’esclusiva di fatto in tante zone della Campania. La Camorra le faceva da garante contro gli altri concorrenti, che non avevano speranze. Nel frattempo, dalle investigazioni veniva fuori che la stessa Parmalat (azienda del NORD) faceva finta di niente e si pasceva in una comoda e silenziosa ambiguità. Tanto chi se ne importa, se questi del sud sono così arretrati e a noi torna comodo, perchè non approfittarne.

Ecco. Aggiungerei anche questo nel parlare della difficoltà di liberarsi del crimine organizzato.

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star joe scrive:

Ed io adesso che dico, che faccio?
Sia Tu Paolo che Enzo mi avete riempito il cuore, ma svuotato la mente. Anche io attendevo con ansia un post di Enzo, perchè conosco la sua immensa conoscenza storica della Sicilia ed in fondo temevo anche una sua furiosa reazione. Ma nonostante ieri abbiamo avuto modo di sentirci telefonicamente e nonostante una sua incazzatura per cose di partito, ero fiducioso di una sua risposta. Ed è arrivata splendidamente.
I vostri quattro post lì ho già archiviati, perchè rappresentano per me, un esempio di come non banalmente, uscendo dai luoghi comuni, due persone LIBERE, possano spingere e remare insieme verso un’unica meta, da due punti di partenza diversi. Sono per me, una delle più belle pagine di questo blog, che mi ha dato la possibilità di crescere come uomo attraverso la conoscenza di due grandi uomini come Te ed Enzo.
Tornando alla provocazione, vorrei citare solo due soli episodi, non già per cercare di rappresentare l’eccezione che cmq conferma la regola, ma per rappresentare, nel primo episodio, come a volte si viva di luoghi comuni e per rappresentare un segnale di speranza, nel secondo, perchè essa non debba mai morire dentro di noi.
Io lavoro presso una azienda pubblica di trasporti e mi occupo della gestione dei sinistri, tra le tante cose, dei mezzi aziendali. Dovevo istruire una pratica, per un rimborso assicurativo a seguito di un incendio totale di una vettura ferroviaria, quindi parliamo di diverse centinaia di migliaia di euri, e come liquidatore fu mandato dalla compagnia assicuratrice, un piemontese, con tanto di accento sabaudo, esile, alto, con baffetto e capello brizzolato, classico ufficiale della cavalleria, come effettivamente era stato.
Nella contrattazione che nacque, io rappresentavo sempre l’esigenza per me primaria di ottenere il massimo possibile, anche perchè dicevo, essendo un funzionario di una azienda pubblica, se avessi agito in maniera differente, cioè accomodante o peggio “ammiccante”, avrei fatto un pessimo servizio, non tanto all’azienda che rappresentavo, ma proprio a Lui stesso, in quanto cittadino italiano che con le sue tasse paga il mio stipendio. Questo signore (leggetelo con forte accento piemontese) rimase allibito e meravigliato “…. di come qui in bassa Italia, possano esistere persone come Lei, che solo da noi in Piemonte esistono…”, chiedendomi mille volte scusa, per questo suo luogo comune mentale che aveva.
L’altro episodio, molto più banale ma molto più significativo, mi accaduto proprio ieri, quando con mio figlio ero sullo scouter al ritorno da scuola e per la fretta di tornare a casa, ho superato un semaforo rosso per una svolta a destra. Mio figlio mi ha cazziato di brutto. Mi ha detto le peggio cose, mi ha detto che se lo facevo un’altra volta lo diceva alla mammma, nota questurina di famiglia, facendomi sentire un verme peggio di aver pagato una multa di mille euri. Al quel punto ha arrestato lo scouter, sono sceso ed ho abbracciato mio figlio, baciandolo e ringraziandolo per la lezione e compiacendomi, nel contempo.
Quindi, sacrosanta la Tua provocazione Paolo, meravigliosa la risposta di Enzo, ma credo che solo dal singolo, da ogni singolo individuo, con il suo comportamento, con la sua ostinata capacità di semplice onestà quotidiana, senza l’obbligo di ostentarla, bastevoli della cazziata del proprio figlio, incurante se ciò che ti circonda è una merda, non uniformandosi alla merda che lo circonda, agendo come la goccia che bucherà la pietra, io, noi siciliani, uomini del sud e perchè no, italiani tutti, possiamo avere la speranza che almeno mio figlio, i nostri figli, raccolgano il nostro testimone di uomini Liberi per una società migliore.
Basta poco, che c’è vò!!

Giuseppe STELLA Catania

GUZZ – ATRA STANDING OVATION !!

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francab scrive:

Era il 1974 e, per il lavoro di mio marito, vivevo a Gela. due bambine piccole, una di pochi mesi che, come spesso succede in inverno, si ammala. come ogni madre premurosa e responsabile, chiamo il medico due, tre, quattro volte: non viene. vado alla caserma dei Carabinieri ,espongo il fatto e chiedo il loro intervento, anche perchè la febbre della bambina continuava a salire…tutto ebbe inizio di venerdì e mia figlia riuscì ad essere visitata e curata dal medico SOLO il lunedì successivo allorchè mio marito sul posto di lavoro girò la richiesta al mafioso locale. questo racconto sintetizza i molti interventi apparsi nel blog in questi giorni: la mafia e non lo Stato si adoperò per un più che legittimo diritto. ho vissuto al sud a più riprese e potrei raccontare tanti altri episodi che caratterizzano la ragnatela che avvolge la vita di chi si trova a vivere in quei territori, ma mi limito a raccontarvi l’ ultima esperienza vissuta solo pochi mesi fa. una mia carissima amica mi chiede di accompagnarla per un convegno sulla sanità ad Ascea, Campania. andiamo in treno: inutile dire che il convoglio Napoli-Ascea è sporco all’ inverosimile…arrivate ad Ascea scopriamo che non solo non esistono taxi, ma neppure autobus! sorvolo sulle peripezie per raggiungere l’albergo..Il giorno prima della partenza andiamo in stazione per fare il biglietto di ritorno: impossibile farlo perchè il computer è rotto! siamo riuscite ad avere il biglietto di ritorno tramite acquisto on line fatta dagli organizzatori del convegno…questo è solo uno spaccato della vita attuale al sud che posso arricchire anche con un racconto kafkiano di un partecipante a tale convegno. costui, calabrese ex dipendente asl in pensione, è stato perseguitato per anni da un capoccia locale, arrivando persino a essere arrestato e detenuto, perchè si rifiutava di agire contra legem. questa persona, che ricopriva la carica di economo (colui che fa gli acquisti in nome e per conto dell’ ente per il quale lavora) si rifiutava di bypassare le gare d’appalto, gonfiare le fatture, privilegiare imprese e…chi più ne ha più ne metta! era un uomo amareggiato, sfinito: forte quando parlava senza la presenza del potente di turno, servile e sottomesso quando questi era presente. Questo è il sud: contradditorio e vinto, incapace di alzare la testa perchè sa di avere il vuoto intorno a sè. per uno che dice NO un milione dice sì. è inutile girarvi intorno: il sistema clientelare, intimidatorio, persecutivo fa ormai parte di quasi tutta Italia. e anche i leghisti del nord in effetti assumono i modi mafiosi del sud: basta pensare all’ arroganza di Castelli che in qualsiasi dibattito televisivo è solito interrompere urlare capovolgere le verità..Vedi Giagina, in questo frangente non è necessario andare ai caraibi con Guzzanti “per riveder le stelle..”. sarebbe solo necessario che le forze dell’ ordine fossero impiegate per fini di recupero effettivo della legalità uguaglianza e fraternità. che la giustizia non fosse solo un nome comune di cosa feminile e singolare, ma cominciasse intanto ad essere certa e plurale. parliamo del problema del sud dimenticando che oramai tutta Italia è “sud”: la disoccupazione è nazionale, la miseria è nazionale, il sorpruso è nazionale, la malasanità pure…mai l’Italia è stata così uguale, nella disgrazia, come adesso. merito del berlusconismo?

GUZZ – STANDING OVATION !!!

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pinco pallino scrive:

Che peccato, un post perfetto finito con stupida provocazione ?
Fino all’ultima riga lo creduta più intelligente.

La mafia non l’ha inventata Berlusconi, esisteva già prima che nascesse suo nonno.
Allora perche questa cretinata di provocazione? Per essere alla moda ?

La RAI vi ha insegnato a parlare la stessa lingua e a non più riflettere ?

Pinco Pallino

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Salva80 scrive:

OT: è stata trovata morta la trans del caso Marrazzo, si è suicidata appiccando fuoco al suo appartamento… sento puzza di bruciato, ma non per il fuoco? Non sarà che l’hanno suicidata?

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato-1/morta-brenda/morta-brenda.html

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_20/brenda_morta_carbonizzata-1602036393107.shtml

sono tempi bui…

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agiordani scrive:

Purtroppo quanto affermato dall’onorevole è PURA REALTA’ dalla prima all’ultima riga !!!

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francab scrive:

….sempre a proposito di mafia…RIPORTO DA “IL SOLE XXIV ORE”:

“20 novembre 2009
Luxuria: «Brenda non si è uccisa»

«Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda». Così Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender, commenta a Cnrmedia la morte di Brenda, la transessuale coinvolta nel caso Marrazzo. «Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza – spiega Luxuria – viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi».

«Confido nelle indagini – prosegue Luxuria – tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perché sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità». «Brenda pochi giorni fa è stata picchiata e le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi – sottolinea – Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c’era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava». I nomi rimasti ancora segreti di altri politici, di destra e di sinistra, che avrebbero frequentato le transessuali brasiliane.

«Chi ha vissuto e visto come è stato trattato Marrazzo poteva temere molto per sé e la sua carriera – conclude Luxuria – Brenda potrebbe essere stata vista come una persona troppo scomoda. Inoltre una persona trans che si brucia con tutto quello che ha fatto e investito sul suo corpo e poi si mortifica in questo modo mi lascia con tanti dubbi».

20 novembre 2009

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Manuele Bani scrive:

Caro Onorevole,

ri-leggo (le aveva già scritte qualche mese fa) con grande piacere le sue parole.

Sono veramente una boccata d’aria fresca.

Ritengo una notizia degna di pubblicazione in prima pagina del Corriere che un Parlamentare pubblichi questi pensieri.

Sono anche d’accordo con lei che l’operazione militare e d’intelligence necessaria è assolutamente alla portata delle nostre forze armate, e che in tempi relativamente brevi potrebbe essere conclusa con successo.

Purtroppo però non siamo in Francia…là bas c’è lo scudo per il presidente…cioè c’è lo scudo per salvaguardare la volontà popolare…qua in Italia i magistrati (eh, proprio quelli che sono in prima linea contro la mafia) vanno sulle reti pubbliche in prima serata (alla faccia dei cecks and balances) a dire ciò che un capo di governo dovrebbe o non dovrebbe fare…quindi ancora qua siamo al punto di dover capire i fondamentali della democrazia…

Sarrebbe comunque interessante stanare , qui su questo blog, tutte le persone di sinistra e far loro la domanda diretta…e capire se oltre all’antiberlusconismo c’è di più!

E’ giusto o non è giusto, secondo voi, che lo Stato calpesti il concetto di “stato di diritto” per far fuori la criminalità organizzata e riconsegnare alla democrazia repubblicana una fetta del suo territorio?

GUZZ – Sottoscrivo tutto. bravo.

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MarcoM scrive:

No, non è giusto.

Bisogna partite dal principio che le regole vanno rispettate, sempre. Le leggi sono universali e valgono per tutti. Dare la caccia ad un mafioso che ha ucciso, bruciato, messo, bombe, intimidito uccidendo, bruciando, mettendo bombe, intimidendo?

Non capisco perchè uno si e l’altro no. O si può fare o non si può fare.

GUZZ – PER LO STESSO MOTIVO PER CUI LEI non può prendere una persona che l’ha aggredita, derubata e rotto le braccia, ammanettarla e sequestrarla in una camera chiusa a chiave per dieci anni.
Lo Stato sì.

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MarcoM scrive:

Il carcere (la camera chiusa a chiave) è una pena che viene comminata dopo un processo. Un’altra pena può anche essere quella di morte. Sono regole, e vengono decise. Gli operatori dello Stato però, non possono avere, come dice lei “l’impunità”. E’ proprio sul concetto di impunità, di regole non uguali per tutti, che secondo me si basa il concetto fondamentale delle Mafie.

I diritti e i doveri dei cittadini (quello che possono o non possono fare) devono essere uguali per tutti. In certi casi (ad esempio l’arresto) ci possono essere deleghe, ma devono essere pubbliche, sotto gli occhi di tutti, controllabili. Il silenzio e la segretezza (capisco che a volte per certi affari internazionali siano obbligati) da parte di apparati pubblici per come la vedo io è la cosa peggiore che può capitare ad una democrazia.

E’ la legalità, sempre e comunque, per come la vedo io, l’unico modo di sconfiggere le mafie.

E per legalità ovviamente non intendo solo far rispettare la legge nei confronti di appurati delinquenti, ma nei confronti di tutti. Evasori, gente che corrompe e che si fa corrompore, coloro che non rispettano le norme ambientali, chi sfrutta il lavoro in nero, chi non fa il proprio lavoro e tutto il resto. Sempre perchè come ho detto qualche riga più sopra. è il concetto di impunità, assieme a quello di Stato assente, che fa si che venga alimentata la mentalità “meridionale” che tanto critica, Senatore. Sempre per come la vedo io, ovviamente.

GUZZ – CAPISCO BENISSIMO, CONOSCO LA CANZONE A MEMORIA E L’HO CANTATA IO STESSO PER DECENNI A SQUARCIAGOLA.
Adesso basta.
So che mentirei e tradirei me stesso.
Il braccio armato della legge è perfettamente legale se deriva la sua forza dalla legittimità democratica.
E se vuole tranquillizzare la sua coscienza può considerare la guerra alla criminalità organizzata come una guerra contro un nemico esterno e nemico dello Stato.
Se fossimo in guerra con la Transpapuasia, i nostri soldati colà ucciderebbero e arderebbero col fuoco.
Quella alla criminalità organizzata è dagli ipocriti chiamata “lotta alla criminalità”. La “lotta” evoca un ring in cui una volta vince uno e una volta un altro. La guerra è senza quartiere ed è all’ultimo sangue.
Il loro.
Comunque: se io fossi al governo chiederei al Parlamento di darmi una legge di ampia discrezionalità, poi chiederei una legge di tutela delle forze dell’ordine e dei servizi segreti.
E poi, come accade nella civile Francia (o la Francia le sembra un Paese illegale?) il ministro degli interni, sentito il suo gabinetto e comunicato al premier, autorizza alla liquidazione fisica dei soggetti in lista.
Forse lei non sa che anche oggi i magistrati rispondono con dei non luogo a procedere a fronte di operazioni di Stato, che ci sono e ci sono sempre state e questo E’ LEGALE.
Io dico anche che è moralmente dovuto.
E infine, se dovessi scegliere se estirpare mafia camorra ndrangheta e sacra corona unita nella piena illegalità e con il massimo risultato, non esiterei un attimo.
E anche qui le indico i precedenti in Francia (Oas), Regno Unito (Ira), Spagna (Eta), Usa (cellule di Al-quaeda).
Quando uno Stato è attaccato, reagisce da Stato: e cioè dispiegando una violenza annichilente e devastatrice che spazza via dalla faccia della terra coloro che hanno osato attaccarlo, e poi sparge il sale sulle ceneri dei vinti prima di convocare danze e feste di vittoria.
Sempre, s’intende, senza pietà.
Perché, come si cantava giustamente fra i partigiani della Julia, pietà l’è morta.

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Gianluca scrive:

Chiedo perdono ma perchè state facendo questo confronto? l’oggetto del discutere sono i poteri speciali da dare alle forze dell’ordine?

In pratica Marco sostiene che tutto deve avvenire con regole certe ed uguali per tutti e Paolo di contro sostiene che nei casi di criminalità come le organizzazioni del Sud Italia è bene anche avere leggi speciali? Sostenedo che per gravi problemi sono giustificati rimedi estremi.

Se di questo state parlande perchè mi sono perso un pochino, sono d’accordo con Paolo ad eventi eccezionali valgono anche misure eccezionali, CHE NATURALMENTE DEVONO ESSERE L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA, ma nello specifico se in Italia non si riforma la giustizia non serviranno leggi marziali, uccisioni di massa (naturalmente esagerando un po), l’esercito che occupa ogni viuzza per 10 anni con il ripristino della legalità e della presenza dello stato (cosa che farei io).

Io penso che OGNI DECISIONE ECCEZIONALE E FORTE DEVE ESSERE ACCOMPAGNATA DA UNA GIUSTIZIA SERIA, EFFICENTE E VELOCE sennò mai ne usciremo da questo problema e da tanti altri problemi tutti Italiani.

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MarcoM scrive:

Il discorso è proprio che io temo le eccezioni. Secondo me lo Stato non può permettersele mai che siano condoni, fesserie di altro tipo o cose serie come lottare contro le mafie dando l’impunità completa a certi soggetti.

Perchè alla fine è quella differenza che vedo tra Stato e Mafie. Se lo Stato stesso non riesce a rispettare le regole che esso stesso si pone, i limiti, come pyò pretendere di farli rispettare agli altri?

Sul discorso della giustizia, ovviamente, concordo completamente. E anzi è una delle parti più importanti del discorso che faccio io. Legalità e rispetto delle regole, per tutti e sempre.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Gianluca scrive:

Marco c’è sempre l’eccezione che conferma la regola! ;-)

 

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Grillo Parlante scrive:

Carissimo Marco, ma di cosa ha paura? dello Stato? Forse non ci intendiamo bene ma lo Stato, al presente del verbo essere, siamo Noi. E laggiù, in basso sulla alla carta geografica, proprio non ci siamo, lo Stato non c’è. E’ un mosaico complicato, di oppressi, oppressori, funzionari, picciotti, conniventi, rassegnati e disperati ma la conclusione è una: la Repubblica Italiana, quella che dice lei, non c’è.

E’ più forte la mafia, la camorra, la criminalità veramente organizzata nella società e i padri di famiglia, quelli che tengono famiglia, temono il don, si rivolgono al boss, al capo mandamento o al capo quartiere per ottenere la patente oppure per il lavoro socialmente utile in cambio dell’anima e della continuità.

Però io l’ho visto: quando lo Stato si mette in moto come un bulldozer e innesta la prima gli fa il culo. E la differenza c’è, eccome se c’è: io sono la Legge, le Regole, il Buono, ti prendo a ceffoni, a revolverate, a calci nei coglioni, faccio il lavoro e poi me ne torno a casa per far andare i miei bambini sull’altalena.

A lei, carissimo Marco, non chiedo nulla se non tenermi la corda mentre scendo nelle fogne, la differenza è che io poi magari ho gli incubi per un mese, il camorrista invece si vanta al bar se vede esplodere le cervella dell’avversario, del nemico, le mia, le tua. Ti dirò di più: è gente che non vale un fico secco, a cominciare dall’italiano, e appena alzi la voce si arrende. A me, comunque, dopo manca il respiro.

E’ una guerra e siamo in guerra, l’hanno dichiarata loro non noi. E finisce solo quando l’ultimo dei loro, senza dignità di soldato, se ne va a marcire su un’isoletta lontana lontana: magari riapriamo l’Asinara, troppo comodo l’Ucciardone o Poggioreale. Vìa, lontano. Che si usino trappole, silenziatori, effetti speciali, traditori e topi di fogna; che si ritiri la patente o la licenza commerciale ai parenti, agli amici, ai debitori, ai creditori, ai testimoni reticenti; che i figli vengano allontanati dai genitori; che case, negozi, aziende e patrimoni vengano confiscati (non sequestrati) seduta stante, poi si vedrà.

Vado anche oltre. Che si proibisca ai nati o ai residenti nella regione di esercitare una carica o una funzione pubblica. Come fa il sindaco che ha case e terreni in zona a varare un piano regolatore? e il magistrato con analoghi interessi ad indagare o giudicare senza pregiudizi, ricatti? e il prefetto? e il direttore sanitario? e il rettore dell’Università?

E la gogna. Quella dei libri, della tivvù, del cinema, del teatro, delle barzellette al bar. Immagini la scena: Totò Riìna (faccio un esempio) esposto in piazza Politeama come nel Medioevo, testa e mani infiocchettate e intorno verdura, uova marce, sputi e la scritta “mafioso”. Invece dei serial televisivi glorificanti la satira del Bagaglino, le domandine di Crozza, Youtube con prese per il culo a raffica. L’uomo di rispetto senza rispetto muore.

La vogliamo chiamare Guerra di Liberazione? Quattro-cinque anni, poi però capiscono tutti e non c’è più giustificazione. Guzzanti ha scritto a chiare lettere pure questo: con la Libertà viene la Responsabilità e quindi le multe per divieto di sosta bisognerà cominciare a pagarle.

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giagina scrive:

Che persona interessante che è lei , grillo…

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Grillo Parlante scrive:

Incantato Giagina, la leggo sempre e nelle volte pari mi fa arrabbiare, in quelle dispari mi dà da pensare.

Comunque lei è ospite del Comandante, io lavoro in sala macchine. Non c’è storia.

Quaggù è sempre la benvenuta. Baciamano.

 

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MarcoM scrive:

Caro Grillo Parlante,
come ho scritto negli altri commenti (ma cerco di rispondere ad ognuno per far capire per bene quello che penso), quello che temo è proprio varcare un certo limite. Concordo con molte delle cose che elenca, l’asinara (ma perchè è stato chiuso?), la gogna mediatica, infiltrati e quant’altro. Solo che non so quale è il limite a cui sia giusto arrivare. Nel momento in cui vengono bloccati alcuni fondamenti dello Stato di Diritto, è possibile che ci siano abusi, in primo luogo. E se fossero solo sui stessi mafiosi le confesso che le direi “e chi se ne frega”. Ma il rischio (almeno con gli esempi che ha fatto Guzzanti) è che ci siano anche vittime innocenti.
Giustamente mi potrebbe (e con lei anche gli altri) rispondere “si è una guerra e quindi vanno messe in conto” e aggiungere anche “perchè nella sitauzione attuale non ce ne sono?”

E a queste obiezioni sarei davvero in difficoltà, a dire il vero. Credo solo che dev’esserci un limite chiaro e netto tra quello che chi fa parte dello Stato possa poter fare e quello che invece gli è proibito. Proprio perchè sta lottando contro chi non conosce questo limite e la colpa di queste persone è proprio quella, fondamentalmente, di non averlo.

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brambilla scrive:

Grillo Parlante scrive:
20 novembre 2009 alle 20:20

E’ una guerra e siamo in guerra, l’hanno dichiarata loro non noi. E finisce solo quando l’ultimo dei loro, senza dignità di soldato, se ne va a marcire su un’isoletta lontana lontana: magari riapriamo l’Asinara, troppo comodo l’Ucciardone o Poggioreale. Vìa, lontano. Che si usino trappole, silenziatori, effetti speciali, traditori e topi di fogna; che si ritiri la patente o la licenza commerciale ai parenti, agli amici, ai debitori, ai creditori, ai testimoni reticenti; che i figli vengano allontanati dai genitori; che case, negozi, aziende e patrimoni vengano confiscati (non sequestrati) seduta stante, poi si vedrà.

E’ un inutile elenco rabbioso di buoni propositi, il tuo Grillo, nient’altro.

Hai citato l’Asinara, ecco, chi ha voluto la chiusura dell’Asinara ha fatto un favore ai mafiosi.
E’ da qui che bisogna partire. Bisogna almeno saper individuare chi aiuta la Mafia, e cercare di isolarlo politicamente.

Bisogna piantarla con il considerare la lotta alla mafia come un fatto militare.
La forza della mafia è politica e non si vincerà mai fintanto che la Mafia avra l’appoggio della gente del sud fintanto che saranno eletti parlamentari mafiosi.

Cosa pensi che i mafiosi di fronte ad un’ipotetica offensiva dello Stato staranno li a prenderle?
Si alzeranno in parlamento schiere di garantisti, altri contesteranno le leggi sui i pentiti, altri parleranno di magistratura politicizzata, altri grideranno che si vuole punire solo una parte politica ecc.. Non occorre nemmeno fare sforzi di fantasia per vedere come andrà a finire.

E stai tranquillo che funzionerà. Anche Giagina, che ora ti applaude, verra convinta, sicuro, è normale.

Ma lo vedi che succede quando un prefetto chiede l’arresto di un politico per connivenza con la mafia?

Abbiamo davanti agli occhi un caso da manuale.
Un deputato per il quale pende richiesta di arresto e che continua a ricevere solidarietà e sostegno per una candidatura alla presidenza di una regione mafiosa.
E tu mi parli di stato contro la Mafia? Ma chi è secondo te lo stato? L’Austria forse? La Svizzera?

Senatore lei come voterà?
Non voglio sapere se si o no, vorrei sapere se valuterà solo l’esistenza o meno del Fumus persecutiones, se valuterà solo questo, come prevede la legge.

Senatore se la domanda lo dovesse fare incazzare, lasci perdere, non risponda :)

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brambilla scrive:

Comunque: se io fossi al governo chiederei al Parlamento di darmi una legge di ampia discrezionalità, poi chiederei una legge di tutela delle forze dell’ordine e dei servizi segreti.
GUZZ

A chi lo chiederebbe?
Ad una maggioranza che nemmeno scioglie la giunta di Fondi?
Ad una maggioranza che ancora candida Cosentino a presidente della regione campania?
Ad un parlamento che azzera migliaia di processi perchè il presidente del consiglio ha di che temere dalla Giustizia? (Teme la Giustizia e non la Magistratura come gli piace far credere)

E guardi che non voglio parlare da uomo di sinistra: nemmeno chi candida un Bassolino, o appoggia un Colaninno o un Fiorani ecc.. le darebbe mai quei poteri.

E’ inutile girarci intorno, il parlamento, (e forse nemmeno il paese ormai) non ha una maggioranza antimafiosa.

Dire: “se comandassi io” o “so io cosa bisognerebbe fare” tutti son buoni, pure i mafiosi, possono farlo, e lo fanno pure a volte tanto per confondere.

Facile fare generici proclami.
Perchè invece nessuno si alza mai in parlamento a dire che certi comportamenti o certe affermazioni di deputati, indicati per nome e cognome, sono di fatto un oggettivo appoggio (nemmeno inconsapevole) alle varie mafie?

Lei l’ha sentito mai parlare un Fazzone?
Ha sentito parlare Quagliariello?
Se fossi un mafioso io li voterei subito.

Perchè nessuno lo dice?
Perchè quando è il momento, altro che rivoluzionari, sono tutti ipergarantisti, o se vogliamo ipervigliacchi.

Vede io ammiro Di Pietro, perchè pur con i limitati mezzi personali di cui dispone, ha questo coraggio.
A suo tempo anmiravo Bossi perchè aveva il coraggio di chiamare per nome e cognome Berlusconi, (Mafioso di Arcore) cosa che nemmeno quelli di sinistra facevano.
Poi è andata come è andata, e pazienza.
Si vede che il coraggio l’aveva, poi forse anche lui non ha più avuto la convenienza.

Caro Guzzanti, lei personalmente può dire di aver fatto come parlamentare un solo atto che potesse dar fastidio alla mafia o comunque alla delinguenza organizzata o meno?

GUZZ – LEI PENSA CHE basta essere sciocchi e insultanti per stare dalla parte del bene. Senza offesa: quelli come lei sono mangime per mafia. Io parlo di una maggioranza futura, quella per cui sto lavorando. Che mi frega, che ci frega di questo cumulo di banali cazzate che mette in colonna?

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brambilla scrive:

GUZZ – LEI PENSA CHE basta essere sciocchi e insultanti per stare dalla parte del bene. Senza offesa: quelli come lei sono mangime per mafia. Io parlo di una maggioranza futura, quella per cui sto lavorando. Che mi frega, che ci frega di questo cumulo di banali cazzate che mette in colonna?

Senatore,
comunque lei la pensi, o comunque voglia prenderla, non intendevo affatto essere insultante.
Posso risultare a volte, o se vuole sempre, sciocco ma questo ovviamente non per mia volontà.

Io parto dal presupposto che bisogna analizzare un problema oggettivamente per quel che è per sperare di trovarne possibili soluzioni.

Per me il problema mafia sta anche nei termini che ho descritto e lo ripeto.

Non occorre essere Mafiosi certificati per fare gli interessi della mafia.

Si possono fare gli interessi della Mafia comodamente, anche dichiarandosi garantisti, o meglio ancora ipergarantisti.
Votando contro le intercettazioni, votando per il rientro dei capitali, votando per il processo breve votando per aumentare le “garanzie” per gli imputati, promuovendo magistrati incapaci o ipergarantisti ecc..
(Secondo lei Un Carnevale come lo vede un mafioso?)

Io credo che tanti parlamentari pur non essendo tecnicamente imputabili di alcunchè favoreggino di fatto e anche consapevolmente la mafia.

Quandomai altrimenti un Riina o un Provenzano potrebbero contrapporsi ad uno stato?
Le Brigate rosse che avevano elementi di ben altro spessore intellettuale sono state sconfitte in quattro e quattrotto.

Mi vien da ridere quando si parla di collegamenti mafia-politica, salvo poi escludere sempre che qualsiasi politico, preso per nome e cognome, possa essere coinvolto.

Chi sarebbero mai allora questi politici mandati dalla mafia in parlamento? Tutta gente sconosciuta e che non conta un cazzo?

Le cose non stanno come dico io? Bene.
Non stanno però nemmeno come vorrebbero farci credere, visti gli scarsi risultati che si ottengono.

Stanno forse come dice lei?
Me lo auguro, preparandomi nel contempo a convivere a lungo con la Mafia.

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il sinistro scrive:

Non sono affatto d’accordo con Lei Guzzanti.
A tale proposito mi è venuto in mente di aver letto un discorso del presidente della corte suprema di Israele A. Barak dove affrontava il tema della legalità dello stato e ne riporto un brano:

“La democrazia ha una sua interna moralita’ che si basa sulla dignita’ e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani. Non esiste democrazia se non vengono riconosciuti valori fondamentali come moralita’ e giustizia. E soprattutto non puo’ esistere democrazia senza difesa dei diritti umani fondamentali – diritti cosi’ essenziali che devono essere indipendenti dal potere di una maggioranza. Rispetto dello stato di diritto e democrazia devono essere al di sopra di tutto in tempo di pace. Devono essere al di sopra di tutto anche in tempi di guerra e di terrore. Il detto romano per cui ‘in guerra, le leggi tacciono’, o il ben noto detto ‘quando parlano le armi, le Muse tacciono’, sono sbagliati. Ogni guerra in cui un paese si impegna – contro il terrorismo o qualsiasi altro nemico – viene condotta in base a regole e leggi. Lo Stato deve sempre agire in base a una legge. Non ci sono buchi neri. E la legge ha bisogno delle Muse, in modo ancora piu’ urgente quando sono le armi a parlare”.

“Abbiamo bisogno delle leggi soprattutto in tempi di guerra. E abbiamo bisogno dei diritti umani soprattutto in tempo di guerra e nella lotta contro il terrore. Si’, quando una democrazia combatte contro il terrore, non puo’ considerare ammissibili tutti i mezzi, e non tutti i metodi impiegati dai suoi nemici le sono consentiti. Talvolta una democrazia deve combattere con una mano legata dietro la schiena. Ciò non toglie che essa possa avere una posizione di forza. Preservare lo stato di diritto e garantire il rispetto delle libertà individuali costituisce un aspetto importante del modo in cui essa interpreta la sicurezza. E’ così che, alla fine dei conti, essa rafforza il suo spirito ed è in grado di superare le difficoltà che deve affrontare. Cosi’ negli Stati Uniti dopo l’11 settembre, e cosi’ nel mio paese, Israele, dove da molto tempo subiamo il terrorismo”

Ecco questa è l’idea che io ho dello stato.
Io dal meridione per non cedere alla non dico della criminalità, ma ad un certo modo di fare me ne sono dovuto andare, altrimenti sarei stato costretto a cedere per avere uno schifo di lavoro.
Aiutare quelli che vogliono un lavoro senza dovere andare con il cappello in mano dal notabile di turno e senza dover emigrare è il vero modo di eliminare il terreno fertile per la criminalità altro che i bazooka.

La saluto

GUZZ _ Lo stato di Israele ha sempre liquidato i suoi nemici, intendendo non i nemici politici, ma i nemici della convivenza, uccidendoli.
Quando lo Stato ha di fronte a sé due scelte, proteggere i cittadini o proteggere coloro che minacciano la libertà dei cittadini, a mio parere non deve avere dubbi, scegliendo la difesa della libertà .
Non sto dicendo che la mia opinione sia quella della maggioranza: anzi tutti gli ipocriti riuniti la negano per poi fare le stesse cose in modo nascosto.
Io mi regolo secondo la morale kantiana: cerca di volere ciò che se tutti lo volessero, ne risulterebbe un vantaggio per tutti. Distruggere coloro che minacciano la libertà, e dunque la vita, e dunque il diritto alla felicità, e dunque il diritto all’istruzione, il diritto al lavoro, è un dovere dello Stato.
Tanto è vero che lo Stato cerca di assolvere questo dovere con mezzi che si rivelano inadeguati per le pastoie della burocrazia e della giustizia, l’intromissione politica di alcune procure, le lotte intestine nei corpi di polizia e tutto il resto.
Io chiedo mezzi adeguati, gli stessi che si applicano in caso di guerra, se necessario proclamando lo stato d’assedio.
Le assicuro poi che dopo la prima battuta di sparizioni, incidenti stradali, improvvisi suicidi, fughe di gas, regolamento di conti fra bande, incendi inspiegabili e qualche immancabile conflitto a fuoco con le forze dell’ordine, tutto un esercito di vigliacchi si arrenderebbe o scapperebbe o capirebbe l’antifona cambiando stile di vita.
La saluto anch’io.

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giagina scrive:

Alla fine caro Guzzanti, ci toccherà credere che lei dica sul serio e che la sua provocazione sia in definitiva un sua aspirazione da dittatore.
Chi deciderebbe infatti chi eliminare? Chi i colpevoli e gli innocenti, secondo quale scala di giudizio?
Il suo? incontrovertibile?
sarebbe un cedere allo stato di diritto, come dice questo signore.
Che Israele adotti questo sistema non mi pare un buon esempio, infatti mi pare che non abbia risolto un bel nulla, con nessuna delle armi “non convenzionali” che ha usato. Dai muri di cemento alla sottrazione del cibo e dell’acqua (crimine ancora piu vigliacco).
E quale insegnamento a chi resta? fatti giustizia con le armi che vuoi, tanto non c’è una regola. Non è forse questo in primis la Mafia?
Quindi lei vuol diventar mafioso e dittatore.

Se un killer è colui che uccide, come si chiama colui che uccide il killer?

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MarcoM scrive:

Ho aspettato un po’ a rispondere per pensare bene, cercare di non dire troppe banalità (è un confronto impegnativo! ) e anche perchè capisco che in questo caso la mia opinione è quella “in minoranza” cosa che mi diverte pure ma quindi dev’essere spiegata bene.

Vede, i casi all’estero che ha citato sono proprio il perfetto esempio. Per ognuno si possono conisderare tutta una serie di persone coinvolte in modo sbagliato, errori, abusi di potere… perchè sempre di esseri umani si tratta. Cito come esempi banali ma che credo possano andare bene per questa discussione la storia che è narrata nel bel film “Nel nome del padre” per quanto riguarda l’IRA e Guantanamo, per quanto riguardo gli USA. Al di là di come la si pensi, c’è una ambiguità morale nel prendere persone, portarle illegalmente in un posto segreto e torturarle senza alcun tipo di processo, o di garanza rispetto a quello che succede all’interno del carcere.

Beh, è proprio questo che mi spaventa. Quando la furia si fa feroce si rischia di perdere la lucidità, e compiere azioni riprovevoli su persone innocenti. E’ proprio questa, credo, la differenza tra le nostre opinioni, lei (e tutti gli altri) crede che sia un sacrificio necessario, io purtroppo non ci riesco. Forse proprio come lei tra un po’ d’anni la penserò in modo diverso, ma per ora credo che a questo paese l’unica cosa seria che serva veramente è tanta, tanta legalità. E per come la vedo io, chi agisce “fuori dalle leggi” non fa del bene.

Poi è ovvio: nel caso si usassero maniere forti con mafiosi accertati, non sarei certo a scandalizzarmi, anzi. E’ solo che ho paura che un sistema che si regge proprio sulla mancanza dello Stato inteso come regole condivise e rispettate da tutti, non si possa sconfiggere proprio dando delle deroghe a queste regole.

Ma come vedo sempre più spesso e come ho detto in un altro post… qui si rischia veramente di finir male, e approverei alla fine qualsiasi soluzione, anche al di là dei miei principi, se qualcuno la ponesse veramente in essere.

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pfra64 scrive:

@Bani

la mia risposta alla tua domanda per quelli che votano a sinistra: si. (parlo almeno per me)

La mie contro-domande:

Che c’entra la divisione fra sinistra e destra con la tua domanda ?
A te sembra che la destra stia combattendo la mafia ?
A te sembra che la sinistra stia remando contro ?

Non ti sembra che l’anticomunismo attuale sia, oltre che fuori tempo, anche in misura maggiore dell’antiberlusconismo ? Possibile che ogni cosa sia colpa dei comunisti ?

Per inciso, sono anticomunista, ex elettore del cd ed ex berlusconiano. Quindi non parliamo di ideologie.

Saluti.

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Manuele Bani scrive:

Caro pfra64,

vuol forse negare che la sinistra attuale che governa (o che ha governato negli ultimi vent’anni) gran parte del sud, è praticamente la stessa cosa della DC dei quarant’anni precedenti?

Vuol forse negare che questa colpa, è per la sinistra (in quanto tale, e cioè per ciò che la sinistra dovrebbe storicamente essere) un delitto fatale?

La mia domanda, ma soprattutto le parole di Guzzanti, dovrebbero secondo me scuotere gli animi di quelli di sinistra…li dovrebbe costringere a ragionare proprio come i loro leader non hanno saputo fare negli ultimi vent’anni…li dovrebbe costringere a prendere una posizione scomoda, e riconoscere, una buona volta dov’è il male, senza tentennamenti, alibi…cortine fumogene…

Ne saranno capaci?…o sono capaci di essere “liberali” solo quando si parla del pisello irrefrenabile di Berlusconi?…Questa la mia curiosità.

Saluti.

p.s.: se lei ha votato nel passato Berlusconi non fa testo…(nel senso che non è tra quelli a cui era rivolta la mia domanda!)

p.p.s.:riguardo al comunismo (che comunque tira in ballo lei) …nei prossimi vent’anni sono pronto a scommettere che ne scopriremo delle belle riguardo ai suoi rapporti con la mafia/camorra…

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pfra64 scrive:

Caro Bani

vedo più Forza Italia (ora Pdl) quella che è la continuazione della DC. Forse una parte è confluita nel cs.

Anzi, guardi, facciamo pure 50 e 50.

Nei suoi post c’è però il grande assente: la destra attuale italiana.

Saluti anche a Lei

p.s. come non faccio testo ? Oggi voto a sinistra…

pps. può darsi che si verificherà quel che dice, anzi, sa che le dico ? Lo spero.

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Fingolfin scrive:

Io penso che se solo lo stato(con la S maiuscola) volesse sconfiggere la mafia ci riuscirebbe…ma non gli interessa…Altro che mentalità.cultura etc…O altri bla bla bla…

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epitteto scrive:

Grazie di cuore, Guzzanti!
Vi aspetto tutti e non ho alcuna fretta.

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MarcoM scrive:

Ok, è provocatorio.

Ma sinceramente non sono affatto d’accordo. La mafia non è un problema esclusivamente del Sud, è ovunque. Basta leggere Saviano per sapere i rapporti con le imprese del Nord o con l’alta moda, il famoso fiore all’occhiello dell’Italia e che fattura milioni di Euro (non tutta eh sia chiaro).

Troppo facile dire “popolo del sud” è tutta colpa vostra, dovete muovervi, lottare.

Ognuno dovrebbe fare la sua parte. Quando è stato attaccato dal mondo politico De Magistris (faccio un esempio semplice, e che mi ricordo), che indagava su fatti di mafia, non mi pare che Guzzanti (in quanto facente parte del mondo della politica, che lo attaccava) lo abbia minimamente difeso.

E’ mafia pure quella, per come la vedo io. So che Guzzanti è l’emblema dell’onestà intelluale, non oserei mai dirgli che ha, o ha mai agito in cattiva fede, ma semplicemente… non si è informato? pensava non fossero affari suoi? il fatto stesso che si parlasse di un magistrato lo ha fatto schifare e gli ha dato la nasuea e si è occupato di altro? Ipotesi, ovviamente una sola persona non può occuparsi di tutte le cose che succedono nel nostro paese, ho preso solo un esempio di come alla fine chiunque può essere accusato di far parte di quella schifosa mentalità del sud, che non si ribella, che se ne frega, è colpa loro, morissero tutti.

Io credo che molto semplicemente, c’è bisogno dello Stato. Ma mica solo al Sud, eh vale ovunque. Uno stato che riesca a far rispettare le leggi (qualunque esse siano) e che le faccia rispettare comminando punizioni. E’ la cosa più banale del mondo, altro che killer dei servizi segreti che uccidono. Impuniti tra l’altro. La differenza tra mafia e Stato è che il secondo deve SEMPRE rispettare le regole che si da.

Altrimenti per come la vedo io una mafia si sostituisce ad un’altra mafia.

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demo scrive:

Se fossimo ai tempi di Calvino e se io fossi Calvino, manderei al rogo alcune decine di migliaia di persone, senza la minima compassione, come fece il grande Jean Calvin a Ginevra dove non esitava a mettere a morte persino alcuni i fanciulli, cosa che considero un po’ esagerata. Se fossi De Gaulle mi comporterei come lui fece con l’OAS: barbouzes con licenza d’uccidere, una carneficina, morti a grappoli, impunità per lo Stato che prende la sua vendetta e che riconquista il suo territorio. Così Ginevra diventò, da capitale della malavita, la capitale della probità e in Francia l’Oas, lavata con la pioggia una bava di sangue, è uscita persino dalla memoria. Vedi? Tutte queste cose i miei amici di sinistra le pensano, ma non le confessano.

MOLTO LIBERALE COMPLIMENTI.

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giagina scrive:

Buongiorno Capitano, come va oggi la schiena? Con tutte queste standing ovation…e le sue ginocchia farlocche, vuole un massaggino? O le porto un supplì qui dall’autogrill nella nebbietta pedemontana?

Che bella discussione, però abbiamo fatto il pieno di esperienze personali, report di vite vissute. Chi non ha un episodio da raccontare. Vuole che le racconti di quella volta a Palermo e di quell’amico a cui avevano rubato l’auto e recatosi dall’amico dell’amico si senti chiedere se la macchina era parcheggiata sul lato destro o sinistro perchè la via era spartita equamene fra due diverse organizzazioni….

Però a me sale una richiesta ai suoi avventori, miei coinquilini.

Ma lo Stato? Lo Stato chi è?

GUZZ – SI TRATTA DI SCEGLIERE.
A me piace lo Stato-Stato: pesante, centralizzato, con pompe e bandiere, inno nazionale e guardie presidenziali a cavallo, manina sul cuore e tricolor che sventola. E’ lo Stato francese.
Oppure lo Stato americano: esser parte di una grande nazione, essere magari brutti sgorbi asiatico-africani, ma con la bandiera a stelle e strisce sulla manica e sentire un fremito quando parla il Presidente.
Oppure lo stato italiano, participio passato del verbo essere, che si potrebbe anche chiamare Andato, Spirato, Defunto.
Con poca mozzarella, per favore. Il supplì.
Massaggino sempre gradito, ma se poi come al solito non sappiamo fermarci?
Che gli diciamo questa volta a quelli del ristorante, là sotto al tavolo?

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giagina scrive:

Oppure Status, fotografia dell’esistente. Accozzaglia di persone in coda per l’apertura del nuovo centro commerciale, pieno di cineserie e avvoltoi da Findomestic. Disponibili a barattare dignità personale per microonde con musichetta e concorso “Vai al Grande frastello” incorporato” . Cultura on-demand.
-mi perdoni ma l’ennesima incazzatura me la sono presa ad un convegno, dove ho sentito arlare di cultura in termni di fatturato del restaurant -più stupida io ad andarci-
Un po di mafia sta gente se la merita , se non altro perchè non sa distinguere quando le arriva da un capocosca o da un capodigoverno.

La mozzarella è deleteria allo stomaco, come dice la mia nipotina di anni 4. “zia, la mozzarella non fa bene ai villi coriali”, tse le nuove generazioni.
E se ci nutrissimo di fiabe, là sotto il tavolo?

GUZZ – VABBE’, allora però bisogna evitare il sempre rischioso massaggino. Potremmo fare molta buona cultura, lì sotto, e imbarcarci sul solito vecchio tappeto volante, un po’ rattoppato, ma sempre buono per sorvolare mari e deserti. Poi, quel che ha da accadere, accadrà. Almeno lo spero.

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guido rolla scrive:

Comandante,

quando si parte?

Direi prima con l’intelligence che precede sempre l’arrivo dei tank.

La sua analisi lineare e diretta è giusta e, proprio perchè tale, andrebbe seguita alla lettera.

Sulla destra ha ragione da vendere, esiste una destra? Certo la coalizione di centro-destra aveva una visione di società da dare agli elettori, poi completamente tradita. Aspettiamo ancora le riforme liberali, vero fulcro di molti voti arrivati a SB.

Sulla sinistra cosa dire?

Si sono fumati pure quelli.

In ogni caso già nella seconda guerra mondiale avevamo un gruppo di intelligence-incursione che scompigliò clamorosamente gli alleati già padroni del sud italia. Parlo del Gruppo Ceccacci della Decima Mas che operò insieme ai gruppi zero tedeschi.

Le lascio un link:
http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-bertucci_aldo/sku-936332/guerra_segreta_oltre_le_linee_i_nuotatori_paracadutisti_del_gruppo_ceccacci_1943_1945__.htm

Cap. Rolla
GUZZ – CAPITAIN MON CAPITAIN, ohè camarades, sortez de la paille les fusils, le mitrailles, le grénades

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Gianluca scrive:

PERCHE’ IL PROBLEMA SIAMO NOI

Mi ricollego all’ottimo post provocatorio postato da Paolo sul Sud dove mette gli abitanti del sud di fronte alle proprie responsabilità.

Passo invece il confine del sud per far notare che lo stesso problema lo trovo a livello nazionale, anzi …. per chi ha letto il mio post RITENGO IL PROBLEMA PIU’ GRANDE in quanto per gli abitanti del sud ci sono giustificazioni importanti.

Ritengo le mie responabilità di abitante di Roma, quelle di tizio abitante a Milano e quelle di Sempronio abitante a Firneze MAGGIORI RISPETTO AI CITTADINI DEL SUD DELLO SFASCIO DEL PAESE. Quasi sempre si è portati ad evidenziare le schifezze dei politici, il malaffare, gli Ebnti inutili, i processi inesistenti o lenti o prescritti, tutto verissimo ed allora?

I responsabili sono facilmente riscontrabili, I POLITCI. Prima di Tangentopoli la situazione era questa. Dopo poco è cambiato con i politici sempre sul banco degli imputati con la differenza che il cittadino medio è molto preso ha prendere le parti di berlusconi o al contrario ad attaccarlo quasi sperando nella sua morte o nel migliore dei casi sperando in una sua uscita dalla politica, chiudono il cerchio quelli schifati che dicono che la politica per loro è merda e non votano oppure si posizionano con Di Pietro.

Tutti anche in questo blog FREQUENTATO DA OTTIME PERSONE si chiedono ma che possiamo fare? Paolo è l’esempio che qualcosa si può fare anche se sembra una strada assai complicata, al punto che Simona istituzione di questo salotto, tempo fa aveva introdotto un pensiero provocatorio che è stato un quasi terremoto. Personalmente credo molto in questo proggetto ma non è di questo che volevo parlare.

Allora mi chiederete cosa possiamo fare? L’informazione è complicatissima da seguire E NON ESISTENDO EDITORI PURI ognuno giustamente dico io, tira acqua la suo mulino. Così ci troviamo con un presidente del consiglio leggittimamente eletto che è l’editore di riferimento di molti media importanti dalla carta stampata alle televisioni.

Gli altri media naturalmente pensano ai fatti loro, il Corriere fa il terzista non per scelta ma perchè è controllato trasversalmente da poteri economici che spaziano in più settori e non si calpestano i piedi tra loro, la Repubblica pensa al gruppo De Benedetti e così via. Questo tipo d’informazione ha partorito giornalisti d’inchiesta alla Travaglio con grandissimo seguito che a volte cadono su argomenti molto significativi, per tutto questo tipo di ragioni DISTRICARSI NELL’INFORMZIONE E SAPERE COSA SUCCEDE E’ QUASI IMPOSSIBILE O MOLTO DIFFICILE.

Ed allora? Come cambiare? Io chiedo ai molti convinti che contrinueranno a votare sempre per ciò che hanno creduto giusto e non hanno il coraggio di cambiare magari scegliendo il PLI, non potreste fare delle lotte dall’interno? L’ultimo disegno di legge SCANDALOSO SUL PROCESSO BREVE in forma simile era stato presentato dalla Finocchiaro insieme a Brutti nel 2006, questo naturalmente non purifica l’ultimo presentato dal PDL ma ci fa essere sicuri CHE I DUE PRINCIPALI SCHIERAMENTI ITALIANI NON HANNO CAPITO UN CAZZO DI COME SI PUO’ E SI DEVE FAR DIVENTARE L’ITALIA UN PAESE NORMALE e questo è solo un sempio.

Invece di farvi prendere in giro da questi due schieramenti che vi distraggono puntando il dito sullo schieramento avversario LOTTATE DALL’INTERNO, come? Siamo nel 2009 c’è internet abbiamo armi incredibili MANDATE EMAIL AL VS PARTITO E SCRIVETEGLI DI VERGOGNARSI E DI DARE PUBBLICHE SPIEGAZIONI.

Minacciate fuoriuscite, andate nelle sedi per chi frequenta e cominciate lotte interne PER FAR CACCIARE LE PERSONE CHE PENSANO NORME CONTRO OGNI LOGICA, invece no ….. i Di Pietristi buttano schizzi di merda a dx e sx sicuri di non sbagliare, i berlusconiani si soffermano sulle ingiustizie dell’accanimento (che sicuramente c’è e c’è stato) giudiziario su Berlusconi, ed i democratici attaccano tutte LE GIUSTISSIME ANOMALIE DI UN PAESE COME IL NS.

Chiedete ai vs politic di riferimento, a quelli che avete sempre votato, PERCHE’ TUTTO CIO’ CHE E’ LOGICO E SEMPLICE NON VIENE PRESO IN CONSIDERAZIONE? Chiedete come mai un politco Israeliano viene giudicato in 90 giorni dalla giustizia ed in Italia non bastano 15 anni, chiedete chiedete chiedete E SOPRATUTTO MINACCIATE DI NON VOTARLI PIU’!!!!

Berlusconi che è l’uomo dei sondaggi cosa penserebbe se migliaia di elettori che lo hanno sempre votato minacciassero di non dargli più il voto se passasse una legge ASSOLUTAMENTE DI FOLLI. Allora voi tanti che leggete questo blog, che conoscete internet cominciate a fare qualcosa di propositivo, invece di concentrarvi sulle malefatte altrui LOTTATE SU QUELLE CHE FANNO I VOSTRI PREFERITI.

IL VOSTRO PRIMO INTERESSE DOVREBBE ESSERE, CHE IL PARTITO DA VOI VOTATO RISPETTI LA VOSTRA PREFERENZA, faccia le cose promesse, o sbaglio? perchè concentrarsi sugli altri? Al limite lasciate ai politici il lavoro sporco di accusarsi reciprocamente visto che questo è il loro ruolo, cercare nuovi consensi, vincere le elezioni o proggredire percentualmente, MA NOI CITTADINI ELETTORI SE CI MASSACRIAMO COME TIFOSI DA STADIO NON SVOLGIAMO IL NOSTRO RUOLO.

Il ns ruolo è di fare i cani da guardia a coloro che votiamo SENZA FARCI PRENDERE PER IL CULO, il ns voto è una preferenza accordata, un atto di fiduzia ED IL PRIMO NS DOVERE SAREBBE CONTROLLORE CHI HA AVUTO LA MIA FIDUCIA, SGRIDARLO, MINACCIARLO, mi sono spiegato?

Ecco un esempio di come in Italia le cose potrebbero cambiare cari amici, e questo manca a noi Italiani siamo bravi a buttarla in caciara a parteggiare ma poi che caspita facciamo per meritarci un paese migliore? Poco secondo il mio modestissimo parere.

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MarcoM scrive:

Gianluca sono d’accordo con te, per quello nell’altro mio post (in modo forse un po’ troppo forte) difendevo le persone del Sud.

Non credo siano solo loro a non comportarsi come si dovrebbe.
Ognuno di noi, che legge questo blog, sa che forse qualcosa di più avrebbe potuto fare, se avesse voluto.
E già il fatto di leggere il blog è segno quanto meno di interesse per certi problemi.
Figuriamoci la gran parte delle persone che letteralmente se ne fregano di tutto. Però, e non solo al sud, poi si lamentano e piangono quando si imbattono personalmente in qualcosa che non funziona, che gli crea problemi.

Però quando si tratta di dover mettere la solita crocetta sul foglio elettorale, tutte le lagne sembrano scomparse… e si vota come si è sempre fatto.

Io ancora non lo so se voterò per il PLI, credo di avere posizioni molto diverse da quelle di Guzzanti, e dei liberali in generale. Il dubbio però mi rimane, perchè inizio a credere che al di là delle idee o dei principi, questo sia l’unico partito di gente davvero in buona fede di cui ci si può fidare sul serio.

Certo si è ridotti parecchio male per dover scegliere solo in base a questo…

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giagina scrive:

Gianluca,,
questa è una posizione da mondo dei sogni. Il giorno che il cittadino si renderà conto di avere il potere, allora non staremo qui a parlar di mafia e ci potremmo concentrare su cose ben piu simpatiche.
Quello che tu aneli comporta una presa di responsabilità, mentre ci hanno abituato a delegare la responsabilità.
Chi ci governa ci ha sollevato, ci ha preso in carico, tu dammi il voto e io ti risolvo i problemi, ghe pensi mi,
Prendi il famoso “senza vincolo di mandato”. Che poi suona piu o meno, tu votami per XY eZ e io ti rappresento , però se mi gira io porterò avanti AB e C, perchè il tuo mandato non mi vincola.
Vedi ti racconto un episodio di come puoi farti prendere sul serio dalla macchina amministrativa. Mio padre è morto in ospedale, di notte. Non avevamo esperienza di morti in H e quindi abbiamo chiesto “che succede ora?” risposta venite domattina e “giu alle camere mortuarie vi spiegano tutto” la mattina io e mia sorella, non propriamente in forma, ci siamo presentate dove ci avevao detto e non abbiamo ricevuto alcuna indicazione, anzi siamo rimbalzate per ore due, da qualunque ufficio prima che qualcuno ci dcesse “mettete tutto in mano alle pompe funebri” Allora siccome la cosa era allucinante, io mi sono leggermente incazzata. Ho scritto una lettera di rimostranze piuttosto seccata ed ho allegato un assegno, cinque euro, legate alla riverniciatura di un carrello ( quello col quale erano venuti a prendere MIO PADRE, coperto di ruggine). Ho spedito due copie, una al direttore dell’H e una all’Assessore con copia all’Ufficio stampa.
Dei soldi devono dare conto.
Ho avuto risposta scuse e cazziatoni al direttore. per i cinque euro un alettera che mi assicurava che non l’avrebbero ritirato e che sarebbe rimasto in archivio etc etc . dall’ufficio stampa una lettera di richiesta se tutto si era sistemato. Dei giornali hanno paura.

Questo è stato possibile perchè è un livello amministrativo locale. Ma su base nazionale cosa pensi che potresti fare? Lo sciopero del voto? Non serve. l’assenteismo in crescita non preoccupa nessuno. La richiesta di codici etici, ahahah, mi vien da ridere, guarda quello del PD bellamente ignorato dai piu. Limitazione del numero di legislature? 3, 2, 5? se ne fregherebbero con le deroghe.

E allora a ben pensarci siamo migliori noi che discutiamo sui blog politici e magari passiamo le serate o quei nostri concittadini che invece vanno a passare due ore al cinema e se ne fregano?

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Gianluca scrive:

Cara Giagina tutto vero però …..

Ritengo sbagliato pensare agli altri, sempre gli altri. Parliamoci con questi altri, spiegamo loro che se volgiono votare Bersani, Di Pietro o Berlusconi buon per loro rispettiamo la loro scelta MA SPIEGAMOGLI CHE ALMENO FACCIANO SENTIRE LA LORO VOCE. CHE SI LAMENTINO.

Questa possibilità non esiste nell’immaginario collettivo, è più facile fare la guerra all’avversario perche i ns boss politci di riferimento COSI’ CI HANNO AMMAESTRATO, lotta contro il nemico E POCA ATTENZIONE SU COSA CAPITA NELLA PROPRIA CASA.

Eppure in Italia non c’è cosa migliore che smuove che una bella protesta. Vai alla posta e cominci ad urlare? Esce sempre il direttore e le nebbie si diradano, da due sportelli per 100 persone come d’incanto se ne aprono 5.

I tifosi della Lazio scendono in piazza per lo scandalo Juve? come d’incanto la domenica successiva la Lazio vince lo scudetto. Negli hanni delle dure lotte tra la FIAT e gli operai AVVIENE IL MIRACOLO, MANIFESTAZIONE DEI COLLETTI BIANCHE E TUTTO RITRONA A POSTO, minacciate la vs banca se non sistemano l’oggetto del discutere? si sistema tutto.

L’urlo, la protesta, l’immaginario della rivolta ha sempre un potere molto grande IN QUESTO CAZZO DI PAESE. Quindi spieghiamo alla maggiorparte deglii Italiani che vogliono continuare imperterriti a votare il loro partito preferito CHE QUALCOSA POSSONO FARE.

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giagina scrive:

Caro Gianluca,
se ben ricorda io sono apparsa su questo blog al grido di “siate vivi”.
nessuno ha piu a cuore di me l’urlo che dovrebbe salire dai cittadini verso la classe politica che li amministra.
Però per quanto si urli a ben poca, ma ben pochissima cosa direi, servono le piazze a mio avviso.
Nel bene e nel male.
Non servono piu gli scioperi, non piu i referendum no più i milioni contro , i milioni a favore.
Non servono.
Non servono le fiaccolate contro la mafia, crede che mezzo pelo di un mafioso sia stata stanato da una qualunque fiaccolata?
Serve forse per prossimità con il direttore della posta, quel giorno lì quando c’è lei, poi il giorno dopo tutto torna uguale a prima.
Una volta, nella mia neppur brevissima vita, ho pensato che “Oh ci siamo” ed è stato nei giorni di mani pulite, quando aprivi il giornale e giu ne avevano indagati a mazzi, scoperte muffe, tresche, ruberie. E lì vedevi i potenti seduti sul seggiolino mentre fra i marmi verdi antichi un implacabile Tonino, umile e raffazzonato nell’italiano, smantellava i poteri. Ah che soddisfazione pensavi…e poi? Guardi dove siamo finiti. ne ha forse messo uno che è stato uno in galera? C’è stata giustizia secondo lei? Di Pietro non è forse il piu grande bluff della storia? Cosa non ha funzionato?
Come poteva funzionare?

Riina, provenzano, i casalesi in galera sono serviti a qualcosa? Fra quelli che ammazzano e quelli che stanno arrestando a quest’ora avrebbe dovuto cambiare qualcosa? Ma lei si è mai chiesto il perchè questi uomini vivano in latitanza, facendo soldi? godendoseli come? nei cunicoli sotto terra? Cosa cercano? Il potere? O lo amministrano per conto terzi? Ma lei vivrebbe in quel modo? Quale gusto c’è? Dove finiscono i soldi della Mafia?

Io sono scettica, le dirò, fortemente scettica che in questo paese si risolva qualcosa, saranno tempi lunghissimi, cambiamenti civili indotti, spero tanto in una evasione di massa dei giovani, che vadano altrove, facciano paragoni, vivano vite democratiche diverse. Non ci credo alle piazze.

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Gianluca scrive:

D’accordo sulla piazza Giagina ma UTILIZZATA IN ALTRO MODO. La piazza in Italia è sempre stata utilizzata strumentalmente dalla politica o da organizzazioni politicizzate sempre con intenti di protesta politica CONTRO gli altri.

Se la sx scendesse in piazza PER DIRE BASTA A CHI HA MASSACRATO LA SINISTRA? Chiedendo rinnovamento politico, chiedendo l’azzeramento della nomenclatura, dei vertici. Se i Berlusconinai scendessero in piazza per dire al loro IDOLO CHE LE PROMESSE DI RIVOLUZIONE LIBERALE SIANO EFFETTIVAMENTE FATTE, NON LASCIANO A BERSANI LA LEGGE SULLE LIBERALIZZAZIONI, CHE NE PENSA?

Sulla DX il discorso è assolutamente diverso, NON ESISTE. Berlusconi ha unito forze che neanche si guardavano in faccia ha fatto qualche accordo con i centristi ed ha formato il centrodx. Spero che dal dopo Berlusconi possa nascere una dx europea che ci possa far dire fra 50 anni di avere in Italia una destra ed una sinistra oppure una politica conservatrice ed una riformatrice. Ora non esiste assolutamente nulla in Italia di questo.

C’è un residuo di sx diviso in più parti e nel suo schieramento più importante (IL PD) fuso con alcune schegge di vecchia democrazia cristiana, la sx dell’ex DC. Dall’altra parte un agglomerato di forze ed interessi completamente dissimili che in nome del potere stanno insieme ed anche loro conditi da schegge di vecchia democrazia cristiana della aprte più vicina alla dx. Aveva provato B. ha dare un obiettivo, un programma condendo tutto con la certezza di una RIVOLUZIONE LIBERALE CHE è TERMINATA COME SAPPIAMO, con molti ancora convinti che la direzione è quella.

Sto dicendo una cosa che va contro il ns modo di ragionare, non siamo abituati a pensarla come sto scrivendo io (quando scrivo di contestre internamente allo schieramento in cui uno si riconosce), MA CHIEDO QUALCUNO LO IMPEDISCE? Il problema che l’Italiano è fondamentalmente succube, nel suo DNA c’è il pensare ai propri interessi e non scontentare il BOSS.

Se la base della sx è scontenta NON PENSA AD ATTI CLAMOROSI SENNO’, pensa, SI FA UNA CORTESIA ALLA DESTRA, quetso è il modo di ragionare e poi chi si fa promotore di ciò? Si sarebbe cacciati i BOSS le nomenclature ci metterebbero un secondo a darti due pedate nel sedere. Naturalmente stesso discorso con Berlusconi o con Di Pietro.

Il problema cara Giagina che l’Italiano è conscio di aver contribuito a costruire un sistema che lo esclude dalla vita politica e lo fa diventare un moscerino, e purtroppo dico io non abbiamo la cultura ed il DNA per fare quello che sto scrivendo. Ed è sempre per questo CHE RITENGO LE PRIMARIE OBBLIGATORIE PER TUTTI I PARTITI UN PRIMO PASSO FONDAMENTALE INSIEME ALLA RIFORMA DELLA GISUTIZIA PER AVERE UN PAESE MIGLIORE.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
giagina scrive:

la base di sx è scontenta e mi pare che i vari tracolli elettorali ne siano un prova concreta.
L’unica prova concreta.
Vedi Gianluca ,prendi la manifestazione del 5. nata, pare su FB e in area blog e subitaneamente acquisita da certe forze piu piazziaole. Il dibattto fra la base di sx si è subito acceso fra chi ci va , chi no, chi forse, chi ma…
Le assicuro su altri blog si fa un mazzo così ai deputati della nostra stessa parte. Io sono una affezionata avversatrice di Sarubbi ad esempio.
Voglio vedere chi nell’altro schieramento si mette a scrivere a Capezzone che è un uomo senza morale.
Per dire.
B ha dato un senso liberale alla sua politica un quattro nanosecondi, giusto il tempo di mettere la crocetta su un posto vacante. A mio avviso ha anche sfruttato la buona fede di chi lo ha appoggiato in un primo momento, poi ha ringambato, se non altro perchè nel poco tempo che gli rimane non vuol certo sacrificare l’opportunità a fare il bene degli altri prima di aver fatto il suo. Poi , tanto a tutto c’è rimedio.
Come ha detto Bocchino l’altra mattaina “E’ impensabile che un Premier eletto dal popolo non possa governare se ha processi pendenti, quindi abbiamo la necessità di eliminare i processi, ce l’ha chiesto il popolo” se questo poi comporta che altre centinaia? migliaia non so , foss’anche uno solo, come uno solo è il Premier, vittima di un reato non avesse giustizia sarebbe contrario al mio ideale di Stato.
Ma io no nho votato B. E mi incazzo. Perchè non si incazza chi l’ha votato?
Non c’è mica stato un golpe sa in Italia? Quindi mi sono anche un po rotta di prendermela. Che sia responsabilità di chi ce l’ha mandato al governo, visto che a quanto pare è stata una elezione diretta.

Cosa vuole che risolvano le primarie?

 
Gianluca scrive:

Molto, la piramide che si rovescia, nessun alibi per i cittadini, la base che decide, nomenclature SPAZZATE VIA, se per lei è poco, per me questa norma ed una giustizia vera sono le prime due gambe per la ricostruzione del paese, per ridare fiducia ai cittadini e renderli partecipi mettendoli di fronte alle proprie responsabilità.

 
giagina scrive:

“la base che decide”…lei pensa che veramente un giorno la base potrebbedecidere, che so, di eleggere il fornaio di piazza indipendenza a capo del governo?
O la base deciderà sempre su indicazione? Quali strumenti ha la base per conoscere la merce sul banco? le tv, i giornali, internet. Crede che esista libertà in questi media? Internet compresa. Guardi la manifestazione del 5 partita dai blogger e furbescamente acquisita dalla politica.
Allora si dia pace nessun nomelklatura è stata mai spazzata via dalla democrazia. Casomai dalle rivoluzioni. ma di quelle vere, non i cambiamenti pilotati, succhiellati da chi deve cedere il passo. Chi pensa che governerà il cambiamento n questi paese? Siamo in una situazione così di merda che adesso per muoverci dal pantano ci tocca dare un salvacondotto al Premier, che gli siano condonati i malaffari e così almeno potremo finire in pace ’sta cazzo di legisslatura, poi si vedrà. Ma si rende conto che per molto meno la “base” come la chiama lei dovrebbe andare a prendere B per la tromba del qlo e buttarlo a mare?
Ma perchè chi l’ha votato non richiede lo stesso trattamento? Condono fiscale come minimo. Tombale a costo zero. Anzi sono talmente preoccupati di dare un ocntentino alla base che Brunetta stamattina piccona Tremonti.
La tronata è l’UDC ci appoggia il salvacondotto, casini peròvuole il famoso assegno familiare che poi magari ci torna comodo alle prossime elezioni, vediamo di sganciare da un aparte per portare a casa il lodino alfanino.

E questi secondo lei fanno le primarie? Fra chi?

 

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mission from mars scrive:

Da iscritto al PD condivido completamente, credo però che la mafia si sia costituzionalizzata ormai, e che ci conviviamo allegramente e tranquillamente, non solo al sud

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Fingolfin scrive:

Non ricordo se era Croce che dichiarò”chi non è comunista a 18 anni è senza cuore,chi lo è a 40 anni è senza cervello”ecco io ne ho 30 e mi barcameno tra la destra e la sinistra…Mancando un destra moderna,laica,liberale in Italia l’istinto mi spinge a non votarla(Sen.Faccia il miracolo)..E mancherà sempre..Mi sento un anarchico-fascista…Locke o Hobbes così lontani così vicini…gli americani na cosa buona potevano fare colonizzarci e finiva la storia…Comunque visto che i giorni dispari sono di sinistra accolgo la richiesta di Manuele e dico che accetterei di essere calpestato anche fisicamente dallo stato pur di sconfiggere la mafia…Comunque l’Italia è proprio anomala la sinistra che si è svilupata sempre occhieggiante all’anarchismo non trovando una borghesia forte e moderna si è ridotta ad un cane che si mangia la coda non ha mai governato l’Italia eppure è su di essa che si spara a zero(Connivente forse)…Siamo in fondo un paese di anarchici tendenti al menefreghismo…Coltivando il nostro orticello pensando all’oggi a mai al domani…Tanto ci penserà il paradiso o male che vada il Purgatorio alle nostra anime…Pensieri banali e retorici di tuti i giorni…Siamo un popolo banale…E geniale a sprazzi…Molto a sprazzi ultimamente..

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mr.landslide scrive:

Caro senatore, ha prodotto un piccolo capolavoro. Glie lo dico da ragazzo di sinistra del sud.
In my humble opinion detta molto grossolanamente, ci si trova davanti due categorie antropologiche di dirigenti deviati:

Ci sono i collusi veri e propri, che non sono necessariamente uomini di camorra col pedigree (che non mancano) ma spesso e volentieri personaggi che hanno conquistato la loro posizione perchè la criminalità organizzata li ha portati a prevalere nelle contese interne alle loro stesse classi politiche. Tessere e voti come se piovessero insomma, l’abbiamo visto durante le ultime primarie del pd ma sono state quisquilie in confronto ai migliori momenti del feudalesimo bassoliniano. Queste persone non possono più dire di no, tutto qui. Ci sarebbe da riflettere moltissimo su quanto i meccanismi di potere interni dei partiti della prima repubblica si siano prestati a questo gioco, su quanto cioè essi fossero strutturalmente permeabili. E magari su quanto le cose sono cambiate o stanno cambiando e se in meglio o in peggio.. i soloni della politologia che hanno fatto di forza italia il partito inesistente, il partito di cartapesta berluscofallocentrico ma soprattutto un modello nuovo ecc. nella loro analisi lasciano per strada il sud dove ne’ più ne’ meno degli altri partiti “esprime” autenticamente il territorio con le dinamiche che conosciamo. Peccato che il territorio sia in soldoni quello che lei ha raccontato. Premessa la presunzione di innocenza, quando Cosentino ripete come un mantra che solo Berlusconi può toglierlo da dov’è non suona intimidatorio? E quando Berlusconi non risponde non suona intimidito?

E oiu sono i grandi e piccoli feudatari di estrazione mastelliana, demitiana, bassoliniana ecc. a seconda delle provenienze politiche (e geografiche). Questi non sono della camorra, ma fanno camorra. In senso culturale, potremmo dire, ovvero sostituiscono la clientela allo stato e creano sacche di consenso legato al proprio nome, alla propria genia, al proprio sangue. Quando un abitante della tribù di Ceppaloni parla del suo padrone come di qualcuno che gli da il pane credetegli. Sono quelli che andrebbero sconfitti con una battaglia in primis culturale per l’appunto, se non fosse che Gramsci ci insegna che questo è il nome delle battaglie politiche già perse. Resta la via poliziesco-militare, e tutto sommato non ci vorrebbe manco tanto. Non si fa perchè qui la camorra, tout court e non, è innanzitutto un ammortizzatore sociale, spesso l’unico. Ecco, ho fatto una piccola provocazione anche io!

GUZZ – E’ VERISSIMO. Camorra e mafia sono anche ammortizzatori sociali e nessuno vuole davvero farli fuori. E questo è l cuore del problema. Provocazione perfetta. Grazie.

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sergio celli scrive:

Caro Comandante, sta tornando di attualità con la possibile incriminazione
di un appartenente alla banda della magliana la tragica vicenda di Emanuela Orlandi, come giudica la sepoltura di Renatino De Pedis all’interno della Basilica di Sant’Ampollinare
di piazza Navona?
Come capacità criminale non aveva nulla da invidiare a pezzi da novanta della camorra e della mafia.

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fiorella battistini scrive:

Ora faccio una provocazione anche io,
legge marziale al sud,e per almeno 4 legislature la sospensione elettorale.

GUZZ – E’ UN’IDEA- BISOGNEREBBE PERO’ proclamare lo stato d’assedio e venti anni sono troppi. Ne bastano due.

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ArthurLeon scrive:

Se in Italia si privatizzasse la sanità, scoppierebbe la guerra civile.
Non accadrà mai, ma mi ripeto, ne avremmo un maledetto bisogno.
Si potrebbe iniziare in questo modo.
Sanità gratis fino a 50000 euro di reddito annuo, a pagamento da 50000 in sù. Quanti superano i 50000 all’anno, il 10% della popolazione? Sarebbe comunque una manna per le casse dello stato, tanto chi guadagna bene, se può, va’ in clinica privata.

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giagina scrive:

Leon quelli sopra ai 50mila non stanno in coda ad aspettare una risonanza magnetica.

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Gianluca scrive:

Daccordissimo Leon. In Italia esiste la regola che segue l’età CHE E’ UNO SPETTACOLO. Hai più di 65 anni e guadagni parecchio ma non superi il limite che ora non ricordo ma è altino, NON PAGHI NULLA NIENTE TICKET.

Sei un povero cristo con 15 mila euro l’anno di 50 anni con 3 figli che superano i 10 anni paghi tutto. Non capisco come questa legge riesca a resistere.

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ArthurLeon scrive:

Chi è quel coglione che risponde alla violenza, alla prevaricazione ed al malcostume in maniera blanda? E non ditemi il Mahatma, meglio mille soltadi della corona che un solo picciotto.
Bombe a mano sui mafiosi! Sei fuori dallo Stato? Lo Stato ti affronta!
Reazionario? Rivoluzionario.

GUZZ – QUESTO Sì CHE E’ UN TELEGRAMMA, ANZI UN PROCLAMA.
PERFETTO.
COMPLIMENTI

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kalevala scrive:

Sulla Mafia e la Camorra siamo tutti d’accordo…le testimonianze concordano.

Siamo tutti d’accordo anche sulla soluzione…essendo stanchi delle chiacchiere si e’ parlato di legge marziale e sospensione delle garanzie democratiche per un certo periodo di tempo.

Pero’ il dibattito sta diventando accademico e surreale…per un motivo semplicissimo …anche qui’ TUTTI sappiamo che , allo stato attuale delle cose , i provvedimenti estremi sopra indicati non avranno mai applicazione.

Io ritengo che quei provvedimenti potrebbero essere adottati solo in presenza di un fatto altamente drammatico e devastante per il quale potrebbe coagularsi una generale volonta’ di farla finita una volta per tutte.

Ma con l’acquiescenza , il silenzio , con le periodiche e saltuarie uccisioni di Giuseppe o Pasquale perche’ non hanno pagato il pizzo, nulla accadra ‘.

In fondo , sic rebus stantibus , chi riesce ad immaginare un uomo politico che porti avanti certi discorsi ; e’ molto piu’ produttivo in tema di consensi elettorali uscirsene fuori con gli usuali e triti propositi di “guerra alla mafia”, “guerra alla camorra…le solite cose , insomma.

Quantomeno ci vorrebbe un UOMO forte e carismatico capace di creare le condizioni per il “salto di qualita’” nella lotta alla criminalita’ di stampo mafioso e camorristico.

Chi lo vede ?

Se ci fate caso le notizie di regolamenti di conti , anche di catture di qualche camorrista o simili sono la fotocopia di qualche telegiornale di trenta,venti , dieci anni fa… ; tra dieci anni quel telegiornale sara’ la fotocopia di quello di oggi.

E poi , PURTROPPO , non dimentichiamo che anche quando sono stati messi in campo gli uomini migliori – Dalla Chiesa,Falcone,Borsellino – lo Stato ha sempre perso…si Riina , Provenzano catturati…ma cosa e’ cambiato ? Nulla.

Andare per le spicce qualche volta – forse anche piu’ di una volta – in realta’ e’ avvenuto..nel bel film attualmente in programmazione sulla storia di John Dillinger Edgar Hoover , capo dell’FBI all’epoca , disse ai suoi poliziotti federali…”fate come loro” e Dillinger venne ucciso.

Per la cronaca e’ uno di quei films che solo gli americani sanno fare.

P.S. Sarebbe interessante conoscere i dettagli dell’opera di Rudolph Giuliani…come e’ stata attuata la “tolleranza zero” ; ad ogni buon conto New York e’ America e Palermo …”in Italy sta”.

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Amgelo scrive:

Ragazzi,
la camorra e la mafia si combattono con la Cultura!
Se leggerete fino in fondo l’articolo che linko, potrete constatare gli sforzi che l’attuale Governo sta facendo per arginare definitivamente la piaga.
Con queste armi intellettuali (veramente micidiali!) la malavita organizzata ha finalmente le ore contate.

http://www.ilriformista.it/stories/Culture/129210/

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ardocap scrive:

Gentile Senatore,
La ringrazio per questo intelligente tema, finalmente si ridà la responsabilità agli elettori del sud che troppo spesso la scaricano sullo Stato dimenticando che anche loro votano.
La ringrazio anche per la risposta al mio precedente post, quando parlavo dell’acqua, e a proposito parlando di acque del sud: è proprio sicuro che dandole in mano al privato nel sud miglioreranno?
Secondo me no, anzi probabilmente le mafie troveranno il modo per mettere le mani sulle ditte di gestione delle acque, non portando alcun miglioramento, e forse succederà di nuovo come per la spazzatura a Napoli, che lo Stato dovrà intervenire per ristabilire una sitazione vivibile dopo che le mafie l’hanno resa insostenibile.
Quindi sia al nord, dove il servizio pubblico funziona, che al sud, dove comunque non funzionerà, è meglio lasciare l’acqua in mano allo Stato e cercare di migliorare gli amministratori.
Come?
Mi consenta… ma Le rilancio la sfida per chiederLe se un sistema elettorale a collegio uninominale secco (un collegio un eletto, per intenderci) non sia un sistema che da un lato tutela la scelta del cittadino, oggi violentata dal Porcellum, dall’altro permette di controllare prima i candidati (uno per partito o lista) poi gli eletti uno solo per collegio, che potrà essere controllato facilmente dai cittadini del collegio.
Grazie al più stretto controllo dato dal 1 collegio 1 solo eletto, si potranno limitare i problemi di corruzione, sia per il maggior controllo esercitabile dagli elettori, sia perché il giochino delle preferenze con i loro numeri non sarebbe possibile.
Sono sempre più convinto che se da un lato il ruolo di noi cittadini sia fondamentale nel crare un buon governo, dall’altro chi sa e può fa di tutto per limitare a noi cittadini sia del nord che del sud la capacità di inibire il mal governo, e tutto ciò purtroppo sta aumentando con questo ultimo governo Berlusconi, che mi pento di aver votato.
Distinti saluti,
ardocap

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IoTomy scrive:

Esiste un problema che non viene mai affrontato, perchè dato per scontato, e cioè che sia un problema esclusivamente culturale. Non posso essere completamente d’accordo. Esiste un problema culturale ma esiste un problema economico.

La mafia è sorretta dallo Stato. Provo a fare un’analisi economica, sperando di essere chiaro.
Laffer fu un economista il quale “inventò” una curva di ottimo tra pressione fiscale ed introiti dello Stato. Diciamo che senza agenti esterni i minimi, gli zero, si ottengono allo zero e al cento percento di pressione.
Lo Stato deve lasciare evidenti gradi di libertà ai propri sudditi per raggiungere la condizione di ottimo. Ma questa condizione di ottimo si muove sempre più verso lo zero perchè maggiore libertà economica inevitabilmente chiama maggiore libertà in senso assoluto. Questo è quanto avviene in uno Stato normale.

Il caso del Sud: lo Stato, la Mafia in questo caso, non ha bisogno di regolare la pressione fiscale (il pizzo) cercando di massimizzare gli introiti, quindi lasciando necessariamente della libertà di movimento ai sudditi, perchè ha un agente esterno (lo Stato Italiano) che lo finanzia. Questo permette di mantenere la pressione e l’oppressione al massimo, al 100%, senza pagarne le conseguenze, perchè qualcuno dall’esterno finanzia.
Il popolo è oppresso e incapace di rialzarsi.
Soluzione: eliminare qualunque tipo di finanziamento al Sud. La Mafia, per non veder crollare i propri introiti, sarà obbligata ad alleggerire la pressione, il popolo sarà un po’ più libero. Sperando di innerscare una spirale positiva di sempre maggiori libertà che portino, con il tempo, ad eliminare la cultura mafiosa.

Ovviamente oltre a questo, mano libera all’intelligence, prendendo spunto dalla storia di Joe Pistone, l’infiltrato che ha demolito e reso inoffensiva la mafia in USA.

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brambilla scrive:

IoTomy scrive:
20 novembre 2009 alle 22:57

Soluzione: eliminare qualunque tipo di finanziamento al Sud. La Mafia, per non veder crollare i propri introiti, sarà obbligata ad alleggerire la pressione, il popolo sarà un po’ più libero.

per IoTomy

Secondo me, Tomy, me tu sei un buon tecnico ma un pessimo politico.
Il tuo rimedio potrebbe a mio avviso essere efficace, ma, al pari di altri, non ha alcuna possibilità pratica di essere adottato.
Bisogna tener conto che il problema mafia è prima di tutto problema politico e poi tecnico.

Ma quale parlamento, quale partito potrebbe realisticamente tagliare finanziamenti al sud?
Vedi, il nostro parlamento finanzia addirittura il Ponte, opera irrealizzabile, altro che tagli.

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IoTomy scrive:

Il punto è che non c’è nulla da inventare. E’ tutto già pronto, manca solo la volontà politica di fare determinate cose.
E certamente non sono stato io ad averla pensata.
E’ la stessa soluzione che la Moyo, economista di scuola austriaca, ha proposto per permettere all’Africa di risollevarsi. Eliminare i finanziamenti agli Stati che sono portatori malati di corruzione, spreco, mafia e povertà.
Io credo che l’universo dovrebbe rileggersi un paio di libri di Ludwing Von Mises, Human Action e Socialism. Servirebbe a spiegare molto del comportamento economico dell’uomo.

Per inciso, Ron Paul, seguace della scuola austriaca, nel 2003 metteva in guardia la FED a proposito della megabolla che si è tradotta nella crisi odierna.
Il problema della Scuola Austriaca è che ha ragione e prevede azioni per il medio-lungo termine, quindi politicamente impraticabili. Molto meglio Keynes, preciso nelle previsioni di cortissimo termine ma disastroso oltre il quinquennio. Tutti i politici sono Keynesiani.

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-jm- scrive:

Viene fuori che il problema è senza soluzioni pratiche, per caso?
Il sud purtroppo è decisivo in entrambe le camere, e il territorio che fu borbonico elegge circa 200 deputati e circa un centinaio di senatori (1/3 del totale). Per combattere la mafia occorre avere lo sguardo lungo e non limitarsi all’immediato, cosa che adesso manca in entrambi gli schieramenti.

Tra l’altro sarebbe auspicabile che almeno i comuni e le regioni decotte non ricevano più nemmeno un quattrino, ma gli scandali di Roma e Catania purtroppo testimoniano il contrario. La stessa procedura fallimentare (anche se finora hanno tentato di evitarla) è deleteria … i dipendenti al posto di essere sbattuti per strada da un giorno all’altro (come capita di solito in caso di crack dei privati) verrebbero presi in carico dal ministero dell’interno …

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pinco pallino scrive:

Effettivamente, la mafia non è solo il problema del sud, è il problema di Roma, dell’Italia tutta.

Eppure c’è stato un momento in cui era quasi sconfitta.

Alla fine degli anni trenta ?

Poi finita la guerra , i mafiosi liberati, i mafiosi americani di ritorno in Italia hanno iniziato a lavorare con metodi americani.

La mafia è come la pizza è nata nel Sud Italia ma è cresciuta in America per poi diventare
a Wold Business.

La mafia è un po come il settore HORECA (Hotel Ristoranti e Caffe) tutti coloro che vi lavorano fanno parte dello stesso settore. Il lavapiatti, come il direttore del Palace a 5 stelle.

Fanno parte della mafia, l’ado che spaccia a scuola, il magnaccia che sfrutta la prostituzione, quello che distilla la droga, quello che fa il corriere, quello che gestisce e organizza la distribuzione, il killer, l’avvocato, il poliziotto, il giudice,il politico, il banchiere, l’industriale che gestisce aziende controllate, nei più svariati settori. Non escluse quelle cotate in borsa.
Ci sono giornalisti mafiosi, partiti completamente infiltrati, che fanno lobbing dall’interno del sistema. Che combattono in parlamento leggi contrarie agli interessi della mafia.
Sono infiltrati nel sistema e contribuiscono a nominare giudici e ufficiali di polizia.
La mafia a bisogno di un retroterra povero,dove coltivare e reclutare i nuovi soldati.
Essa veglia a che sul suo territorio storico, niente di autonomo si sviluppi, al difuori del suo contrôllo, cosi tutti, sempre sono suoi debitori. Chi per un impiego, chi per un servizio, chi per diploma, e perfino, come abbiamo letto, di una visita medica.

Oramai la mafia è una mentalita più che secolare, imposta ed accettata, e non solo localmente..

Si tratta di un’organizzazzione che muove Migliaia di miliardi d’euro.
Già, propio mille miliardi, diverse volte mille miliardi di Euro.
Tutti questi personaggi sono ingranaggi di una macchina che vive secondo le sue regole e leggi all’interno del sistema, e non solo in Italia. La sua forza di corruzzione è gigantesca, puo corrompere con il denaro, con l’intimidazione,con l’eliminazione.
Il suo sistema giudiziario è molto più rapido e decisivo che quello dello stato italiano e contempla la pena di morte, per grandi e piccoli.
Percio, più temuto.

In passato ha fatto accordi e business, con la politica, con i servizi, e con i terroristi, nei suoi armadi vi sono scheletri che gli hanno permesso per anni di tenere a bada lo stato.

Da dove tira la sua forza?
Dalla corruzione politica, grazie alla quale ottiene appalti e posizioni predominanti.
Ma prima di tutto, deve la sua ricchezza alla droga, alla prostituzione e alla contraffazione.

Quelle sono le sue mammelle, basterebbe colpire li ed il suo sistema fallirebbe.
E una cosa molto evidente.
Eppure se si parla autorizzare la vendita delle droghe in farmicia, di riaprire i casini.
Scoppia la rivoluzione, non tutti scendono in piazza per convizione, molti scendono in piazza perche debbono difendere le posizioni mafiose. Anche se in generale quelle persone sostengono di combattera la mafia, mentre nei fatti la sostengono.
Ma chi dirige una simile organizzazzione?
I provenzano?
I Reina.
I Danaro?
Gente rintanata in scantinati, prigioniera di se stessa?
No, io non ci credo, anche loro sono ufficiali subalterni, generali, ma non Ministri, non capi di governo.

Sopra di loro c’è gente che ha fatto le grandi scuole, che sa vivevere e muoversi a livello planetario.
Che muove Miliardi e parla a tu per tu con presidenti di banche e capi di stato.
Certo non in qualita di capi mafiosi, ma sotto copertura di altre attivita, lecite quelle.

Per sconfiggere la mafia è necessario togliergli il suo business esclusivo.
Decisioni semplici, ma il primo che presentera in parlamento una legge in questo senso, si ritrovera o indagato, o al cimitero.
I media si muoveranno come un solo uomo per opporsiad un simile orrore, teleguidati da chi…………ma dai sentimenti de “ces Dames et Messieurs dell’intelligenzia”.
Da chi altro?

Esagero?
Provate a farlo e poi vedremo come finira.

La prima battaglia sarebbe propio mediatica, poi politica, ci sarebbero scioperi giganeschi e attentati sanguinosi per rovesciare qualunque governo che tentasse un simile progetto.

Credo che certi giudici sarebbero molto attivi, ad indagare i politici promotori di dette leggi e impegnati a liberare i delinquenti.

Pinco Pallino

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epitteto scrive:

Ieri, a Dushanbe, Emomali Iskandarov è andato all’appuntamento che aveva con Olimjon Shabdolov nella zona dell’ippodromo, all’angolo tra le vie Istravshan e Shevshenko. C’è andato con passo lento e animo sereno, tenendo in una tasca della giacca qualcosa con il quale di tanto in tanto giocherellava.
-Olimjon, se accondiscendi a cianciare spesso con le persone comuni, a frequentarle, ad esserne ospite è necessario che tu finisca per assomigliare ad esse oppure che esse assomiglino a te-
-Un’intesa, Emomali, una certa comunità di giudizi è indispensabile ad ogni amicizia-
-Infatti, se porrai un carbone spento accanto ad uno ardente, o il primo spegnerà il secondo oppure il secondo farà ardere il primo. Che farai se l’amico comincerà a parlare di questo e di quello e a dire: ‘Il tale è cattivo; il tale è buono. Questo è stato fatto bene; questo male’? E se poi schernirà, se ridicolizzerà, se malignerà?-
-Lo sto ad ascoltare-
-Olimjon, hai la preparazione di colui che è capace di accordare uno strumento musicale, il quale appena tocca le corde è in grado di riconoscerne le note e di acconciare lo strumento?-
-No, non lo so fare!-
-Allora sarai costretto, prima o poi, a suonare la musica, ad andare a rimorchio dei giudizi altrui, qualunque essi siano. La forza delle persone sta nella saldezza dei loro giudizi-
-E con ciò, cosa vuoi dire?-
-Intendo dire che per molti secoli l’uso della controdiairesi è stato un uso continuo, popolare, di massa e che quei pochi che cercavano di usare la diairesi mostravano spesso di avere una diairesi di cera-
-Perché quelli erano tanto più numerosi e potenti?-
-Perché la loro controdiairesi era d’acciaio ed essi enunciavano i loro schifosi discorsi traendoli da solidissimi giudizi, mentre quelli come te tiravano fuori i loro raffinati discorsi soltanto dalle labbra. Per questo essi erano atoni e cadaverici; ed era possibile che a chi li sentiva parlare di quella disgraziata virtù blaterata a proposito e a sproposito venisse il ribrezzo. Così le persone maligne, insipienti, perverse vincevano: giacché ovunque il giudizio è potente, il giudizio è invincibile-
-Emomali, che fare, allora?-
-Chiediti innanzitutto: Come uso le rappresentazioni che mi incolgono? Secondo la natura delle cose o contro la natura delle cose? Come rispondo loro? Come si deve o come non si deve? Di fronte a ciò che è aproairetico, sono capace di giudicare che esso è nulla per me? So cos’è giusto e cos’è ingiusto? So cos’è bene e cos’è male? E se ancora non lo sai, fuggi le vecchie abitudini, fuggi gli insipienti, se intendi iniziare una volta ad essere qualcuno-
-Emomali, ma cos’è quell’oggetto che hai in tasca e con la quale continui a giocherellare?-
-Oh, nulla, Olimjon: è un diamante-

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eruz scrive:

Allora facciamo partire l’armata Guzzanti, per i Sud, bazooka a tracolla.. e via alla battaglia di liberazione. Prima naturalmente il corpo scelto dei fortunati lberatori, ha affrontato un duro corso di preparazione psico-fisica, direi anche spirituale, che li rendesse immuni da ogni tentativo di corruzione e infiltrazione mafiosa. Fisicamente dovevano essere possibilmente biondi, ma siccome ci sono stati i normanni al sud, anche i biondi sono stati sottoposti ad una ascesi profonda e inesorabile, sempre tesi, sempre tesi, all’odio verso l’odiato nemico. La missione deve essere perfetta, come quella dei russi e degli americani fra i talebani dell’afganistan. Per sentieri impervi e spiagge assolate, e quando avvampa l’ora e quando poi gela, i valorosi, in fila indiana vanno alla ricerca dei talebani.. pardon dei mafiosi. Ma di questi nemmeno l’ombra… tutto questo po’ po’ di artiglieria per nulla… solo ogni tanto incontrano qualche raro contadino che dice… Salutamo a vossia! Gente buona, gente rispettosa.

Perché la nobile azione armata raggiunga l’obiettivo, è necessario che il nemico ogni tanto si faccia vedere e possibilmente in gruppo. Se no è meglio, o ammazzarli tutti, come i talebani, o tutto questo spiegamento di forza è inutile!

Mi raccomando, Senatore, che il cappellano del suo manipolo di valorosi sia doppiamente controllato, che non sia come quel suo prete campano. I mafiosi in apparenza so’ piezze ‘e core!

GUZZ – LEI E’ IUL TIPICO MERIDIONALE CHE PENSA DI ESSERE SPIRITOSO e anche irresistibile deridendo la serietà, la determinazione, il rigore morale. Lei è sempre lì, in prima linea: col pernacchio, il tricchebalcche, le maschere, l’irrisione. Ed è per questo che il Sud non ha etica: grazie a gente come lei che sa solo deridere ciò che gli altri Paesi hanno fatto e fanno per non essere come la sua Calabria, come la Campania e la Sicilia.
Non occorrono bazooka, cappellani e truppe, occorrono poche persone che conoscano il loro mestiere ed agiscano in perfetto silenzio e che siano invisibili come angeli della morte. Questo non accadrà mai, perché lei è il vincitore e campione di questa Italia, non io. Io sono l’etica perdente. Lei lo spalleggiamento del male, vincente.
Io seguiterò a dire quel che va fatto per voi e voi, lei, salirà, salirete, sul teatrino di pulcinella a fare peti. E baciate le mani.

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eruz scrive:

Questo non accadrà mai, perché lei è il vincitore e campione di questa Italia, non io. Io sono l’etica perdente. Lei lo spalleggiamento del male, vincente.

Senatore, che fa? Mi sta dicendo che la sua grande idea i suoi propositi, sono idee e propositi utopici? Il problema vuole soluzioni e soluzioni concrete vincenti, se no si spara soltanto la posa dell’etica e del moralismo. Il suo piano, per essere concreto e vincente, deve tenere conto della realtà, deve tenere conto che ci sono tipi come me( ammesso e non concesso che io abbia i tratti che Lei così graziosamente ha delineato) non può dire il mio piano è bello, etico ed eccezionale…. peccato che ci siano tipi come eruz. Ma che scherziamo? Così siamo nel regno di u-topica, non le pare?

GUZZ – SPARARSI LA POSA. ECCO, MI MANCAVA.
ORA SIAMO AL COMPLETO.

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ardocap scrive:

Guzz: -Non occorrono bazooka, cappellani e truppe, occorrono poche persone che conoscano il loro mestiere ed agiscano in perfetto silenzio e che siano invisibili come angeli della morte. Questo non accadrà mai, perché lei è il vincitore e campione di questa Italia, non io. Io sono l’etica perdente. Lei lo spalleggiamento del male, vincente.-
L’operazione Vespri Siciliani aveva avuto il merito di aver abbattuto la micorcriminalità nelle città dove aveva preso luogo. Una riedizione della stessa, in maniera più decisa e oculata, accompagnta da azioni mirate di operazioni di polizia giudiziaria darebbe il segnale e la sostanza di una svolta.
Da dove cominciare?
1 Brigata di formazione mista di CC ed EI in provincia di Caserta, accompagnata da una miriade di ordini di cattura ed investigazioni di Polizia, GdF e guardia forestale per danni controil patrimonio e l’ambiente. Nono solo parole, ma proposte: chi ben comincia…
ardocap

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Grillo Parlante scrive:

No. Queste esibizioni vanno bene per i tiggì delle tredici e delle venti, al massimo confondono le acque, perlopiù rompono le palle alle guardie più che ai ladri.

La microcriminalità non è permessa in casa dei don, nel territorio delle cosche, nei quartieri dei clan. L’eroina viene raffinata, non spacciata nel cortile di casa, gli unici che rubano le auto sono i poliziotti per metterci le microspie, i motorini non li tocca nessuno, i ladri d’appartamento vanno più a nord e le poche rapine in banca autorizzate dalla commissione. Extracomunitari e rom zitti e a cuccia.

I militari dei Vespri li ho visti pure io, alti, ben equipaggiati e determinati, a Roma li chiamano “i vasetti” (di fiori): belli a vedersi ma servono a poco. Mi hanno pure fermato sulla statale Jonio-Tirreno e lì ammetto di aver sudato un po’: il bagagliaio era pieno ma siccome l’accento non era quello giusto mi hanno accompagnato in albergo senza bisogno di fare telefonate. Erano le due di notte.

Corleone è alle spalle di Palermo ma potrebbe essere in Valtellina. Bei campi coltivati e chiazze di giallo in fiore, prati curati, staccionate ben tenute, stradine senza buche, il centro abitato pulito, macchine in seconda fila non più di tanto. Mentre il parroco dice Messa, la nettezza urbana lavora e al bar sulla piazza ti servono la brioche presa con i guanti. Per vedere il Capitano dei Carabinieri ci diamo appuntamento cinque chilometri più sotto, a fari spenti, dopo che la gente è andata a letto e prima che si alzi per disperdersi nei campi.

I ragazzini escono col motorino e si vanno a divertire. In tasca hanno il foglietto con i numeri di targa che aggiornano in continuazione: le targhe delle auto di servizio, quelle civetta, quelle personali di marescialli e appuntati, quelle delle mogli, dei cognati, dei fratelli e delle sorelle, e le marche, i colori, le ammaccature e le riparazioni in officina. Col telefonino arrivano dappertutto e segnalano pure le auto che non conoscono.

Le jeep in grigioverde coi militari piemontesi sulla Palermo-Agrigento vogliono dire festa. Vuol dire che stasera si può nìscire con la fìmmina, la guardia è ridotta. Anche gli alpini all’alba rientrano in caserma vicino a Enna, io partirò dall’aeroporto di Catania. Nessuna novità. Un’altra notte da fantasmi.

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Grillo Parlante scrive:

Mentre lei dormiva c’era gente che travagliava.

Alle 3 di notte un elicottero dei Cacciatori di Calabria si alzava in volo dalla base vicino Vibo Valentia. Appesantito dai carabinieri a bordo sfiorava a luci spente i crinali dell’Aspromonte, evitava i cavi dell’alta tensione e si fermava per dieci secondi su un pianoro prima di proseguire verso lo Jonio. Un ragazzotto di venticinque anni intanto si acquattava tra sterpi e cespugli, si riempiva di fango e frasche, tirava fuori il binocolo e cominciava ad osservare quella casetta isolata laggiù, a due chilometri. Dallo zainetto tirava fuori la colazione, la radio e si sistemava per stare lì una settimana. Osserva a e riferisce.

Qualche ora prima è mancata la corrente nel centro di Napoli, un casino, gente per la strada, telefonate alla Questura, al Pronto Soccorso, mezzi dell’Enel, ascensori bloccati. Di fronte al Catasto Comunale un’autoscala sfiora i tetti, a trenta metri d’altezza quattro operai saltano al volo e atterrano su un tetto. Porticine arrugginite, chiavi false, scale al buio e si dividono gli uffici, la luminescenza è quella dei computer che vengono accesi. Manca la luce…

Poco più in là, al casello della Napoli-Bari, dal satellite SkyMed arrivano le immagini del TIR che esce dall’autostrada e va campagna campagna. Il trasmettitore GPS non serve più, troppo lento, troppo vicino, troppo isolato. Tra i container arrivati dal Montenegro ci sono kalashnikov, RPG e pacchi di eroina. Le telecamere non sforano il tetto della masserìa, bisogna andare a vedere.

Alle 4 bisogna alzarsi per andare a lavorare i campi, è roba da marocchini, tunisini, sfigati arrivati col gommone a Capo Passèro. Tra questi, un altro ragazzotto in scarpe da ginnastica e t-shirt strappata e jeans sdruciti, viene dall’Eritrea, nivuro, ma è italiano e figlio di italiani e ha fatto la Scuola Sottufficiali dei Carabinieri. Stasera farà l’autostop sullo scorrimento veloce per tornare a dormire tra le vacche, ma prima farà rapporto al conducente della motoguzzi.

Alle sette e mezza lei si alza e scrive dei talebani. Letto e sorriso. Buon pro le faccia.

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ardocap scrive:

?

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roccoal scrive:

Devo dire che questa provocazione ha avuto un certo effetto su di me. Mi ha portato a riflettere molto sulla questione, tuttavia non riesco a prendere una posizione netta, combattuto come sono tra il “ci vorrebbe proprio..” e il “ma non è giusto..”. Da tempo penso che le leggi ci siano, o ci debbano essere, per due motivi principali: tutelare gli idioti e contrastare la “malagente”. E’ lapalissiano che se non esistessero queste due categorie di persone, le leggi sarebbero inutili. Se accettiamo, come nella provocazione, che vi sia un organo, segreto ma istituzionalizzato, che possa travalicare le leggi, sconfiggeremmo davvero la mafia ?! E se sì a quale prezzo? Un ampio potere decisionale, sulla vita o la morte, delegato ad una o due persone: possiamo essere sicuri che si limiti a questo proposito? Leggendo questa pagina del blog, mi sono venuti in mente il film Munich, ma anche la P2 e, non me ne voglia Senatore, il caso del suo amato Litvinenko. Perchè. a quel punto, l’arma a disposizione di questa armata invisibile sarebbe enorme e puntabile alla tempia di chiunque a seconda dell’obiettivo del CAPO, e il CAPO è un uomo, e come tale. io non ho alcuna fiducia nei suoi buoni propositi.
Magari mi direte che ho detto un’accozzaglia di luoghi comuni populisti, ma non mi preoccupa, sono qui per ragionare e accetto le critiche.
Saluti.
Rocco

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Amgelo scrive:

Inutile rispondere ad Eruz con serietà.
L’ha detto a Gianluca qualche post fa: “………e lasciami divertire”.
Eruz, ecco si faccia quattro risate alla nostra salute:
http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0

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Gianfranco BRAMBATI scrive:

Dcisamente O.T.
sono curioso di capire per quale ragione, da alcuni decenni,
Presidenti della Repubblica, Presidenti del Senato, Presidenti della Camera, Presidenti del Consiglio, Ministri, esponenti dell’opposizione,segretari di partito ed anche Parlamentari “semplici” , quando si trovano all’estero per le più svariate circostanze e occasioni (vertici, visite di stato, firme di trattati et similia), si sentono in dovere di scatenarsi a sviscerare questioni e problemi di interesse esclusivamente Nazionale, che niente hanno a che vedere con il contesto, le circostanze e la ragione della loro presenza in quel luogo ed in quel momento?
Possibile che necessiti una platea internazionale per sottolineare magari semplicemente un vero o presunto dissidio interno dell’opposizione/o maggioranza, ed altre amenità simili.
Buon fine settimana a tutti.
g.b.

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pinco pallino scrive:

Fuori tema.

Da Le Figaro di Oggi
Un articolo che si commenta da solo.
I paesi forti, quelli che vogliono continuare a tenere all’ombra le altre nazioni Europee, si sono scelti due Leaders che non daranno ombra a nessuno.
A meno di sorpese colossali, l’Europa anca una volta non era all’appuntamento. Vi erano solo gli egoismi nazionali.
Questi sono daccordo ma solo se sara sempre più o meno sotto il loro controllo. Il Belgio ormai, eccetto la parte fiamminga è una specie di provincia francese. La Germania, prigioniera del suo recente passato, e del trattato di amicizia con la Francia. Costituisce un blocco,l’Inghilterra, nazione antieuropea, che da l’Europa prende solo cio che gl’interessa, sempre a rimorchio degli Stati Uniti, non dovrebbe essere la Nazione dalla quale emana il rappresentante dell’Europa sulla scena internazionale.
Non si poteva scegliere peggio.
Ma la scelta è stata fatta , alla chetichella,in Svezia,nazione nell’orbita inglese.
Allora, chissa che non vi sia anche lo zampino della diplomazia inglese ?

Pinco Pallino

• Lamassoure: “L’ Ue continuerà a perdere del terreno„

Opinioni raccolte da A. BA

Il deputato (PPE) al Parlamento europeo è critico sulle nomine d’ Herman Van Rompuy e Catherine Ashton.

Cosa pensate della procedura che è arrivata a l’ elezione del presidente e dell’alta rappresentante di l’ Ue?

C’ è una procedura inadatta segnata da un’assenza di trasparenza indifendibile. Non sapevamo neppure chi erano i candidati e perché sono stati eletti. Ciò ci riporta ai costumi del « caravan sérail dell’ Impero otomano », quando si trattava d’eleggere i dirigenti dell’Europa del XXIe secolo.
Né la notorietà né l’esperienza sono state prese in conto.
La notorietà di Herman Van Rompuy non superato loe frontiere del Belgio,
l’esperienza in diplomazia di Catherine Ashton è vicina al nulla, secondo i britannici stessi.

Queste scelte non sono, dopo tutto, il riflesso degli equilibri e del consenso necessari per fare funzionare l’ Europa a 27?

A partire dal momento in cui si sceglie, l’opacità, delle personalità del sérail, si entra in un processo infernale. Se si fosse organizzata una procedura trasparente, si sarebbero visti qualità ed i difetti degli uni e degli altri.
Ocorreva che l’opinione pubblica fosse presa a testimone.
Non avere nemici non può essere il solo merito d’un dirigente europeo.
è bene ottenere un accordo tra stati membri, ma l’Ue deve avere dirigenti ad essa che non riflettono soltanto ciò che si pensa a Parigi, a Berlino o a Londra. Contrariamente a ciò che l’ si è molto inteso, il presidente stabile di l’ Ue non è un semplice « facilitateur ».
E qualcuno che deve dare un volto all’Europa, difendere i suoi interessi e dare una direzione. In mancanza di personalità capace di svolgere questo ruolo, si continuerà con un’Europa agli arbitrati complessi, un’Europa che perderà del terreno di fronte all’Asia o all’America latina, che escono dalla crisi con prospettive di crescita due volte più forti di quelle dell’Ue.

Cosa raccomandate?

la prima e l’ultima volta che una tale procedura deve essere applicata.
Alla fine del suo mandato, Herman Van Rompuy deve organizzare una procedura trasparente che permette ai candidati di dichiararsi e di s’spiegarsi.
Fin dalla settimana prossima, Fredrik Reinfeldt (il primo ministro svedese che presiede l’Ue, nota) dovrebbe venire s’ spiegare al Parlamento europeo, accompagnato eventualmente dal Sig. Van Rompuy.
Che il Sig. Van Rompuy s’impone un silenzio mediatico di otto giorni dopo la sua elezione mi sembra incredibile.
Occorrerebbe anche che il presidente dell’Ue viene in dicembre a spiegare i lavori del Consiglio europeo al Parlamento.

• Lamassoure : «L’UE va continuer à perdre du terrain»
Propos recueillis par A. BA
Le député (PPE) au Parlement européen est critique sur les nominations d’Herman Van Rompuy et Catherine Ashton.

Que pensez-vous de la procédure qui a abouti à l’élection du président et de la haute représentante de l’UE ?
C’est une procédure inadaptée marquée par une absence de transparence indéfendable. Nous ne savions même pas qui était candidat et pourquoi ils ont été élus. Cela nous ramène aux mœurs du sérail de l’Empire ottoman, alors qu’il s’agissait d’élire les dirigeants de l’Europe du XXIe siècle. Ni la notoriété ni l’expérience n’ont été prises en compte. La notoriété de Herman Van Rompuy n’a pas dépassé la Belgique, l’expérience en diplomatie de Catherine Ashton est proche du néant, selon les Britanniques eux-mêmes.
Ces choix ne sont-ils pas, après tout, le reflet des équilibres et du consensus nécessaires pour faire fonctionner l’Europe à 27 ?
À partir du moment où l’on choisit, dans l’opacité, des personnalités du sérail, on entre dans un processus infernal. Si on avait organisé une procédure transparente, on aurait vu les qualités et les défauts des uns et des autres. Il aurait fallu que l’opinion publique soit prise à témoin. Ne pas avoir d’ennemi ne peut pas être le seul mérite d’un dirigeant européen. C’est bien d’obtenir un accord entre pays membres, mais l’UE doit avoir des dirigeants à elle qui ne reflètent pas seulement ce que l’on pense à Paris, à Berlin ou à Londres. Contrairement à ce que l’on a beaucoup entendu, le président stable de l’UE n’est pas un simple facilitateur. C’est quelqu’un qui doit donner un visage à l’Europe, défendre ses intérêts et donner une direction. Faute de personnalité capable de jouer ce rôle, on va continuer avec une Europe aux arbitrages complexes, une Europe qui va perdre du terrain face à l’Asie ou à l’Amérique latine, qui sortent de la crise avec des perspectives de croissance deux fois plus fortes que celles de l’UE.
Que préconisez-vous ?
C’est la première et la dernière fois qu’une telle procédure doit s’appliquer. Au terme de son mandat, Herman Van Rompuy doit organiser une procédure transparente qui permette aux candidats de se déclarer et de s’expliquer. Dès la semaine prochaine, Fredrik Reinfeldt (le premier ministre suédois qui préside l’UE, NDLR) devrait venir s’expliquer au Parlement européen, accompagné éventuellement de M. Van Rompuy. Que M. Van Rompuy s’impose un silence médiatique de huit jours après son élection me paraît incroyable. Il faudrait aussi que le président de l’UE vienne en décembre rendre compte des travaux du Conseil européen au P

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demo scrive:

comunque la formula per la lotta alla mafia fu in parte messa in campo dai fascisti,sequestro di persone,parenti,intimidazioni dirette ai mafiosi,io aggiungerei un annientamento camufatto da lotta tra clan ed il gioco è fatto.temo che il problema stia solo nella gestione ermetica dell’intera operazione.
Comunque ribadisco, lei guzzanti di liberale mi sa che ha proprio poco, fondi uno partito col suo nome almeno non cade in contraddizione.

GUZZ – POSSIAMO TRATTARE.
Io farò quel che lei dice se intanto imparerà l’italiano. Non si dice camufatto, ma camuffato.
Cosa pensa lei che sia il liberalismo?
Quello di Winston Churchill o quello di Pulcinella?
Liberalismo significa prima di tutto proteggere, anche e specialmente a mano armata, le condizioni perché la libertà di ciascuno sia garantita e protetta.
Cioè il contrario di quello che accade oggi, quando ciò che è protetto è la mafia e ciò che è umiliato è proprio la libertà dei liberali.
Lei ha bisogno di un doppio “ABC”.
Studi, poi ne parliamo.

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demo scrive:

lei è un gradasso,per questo mi piace,ma vorrei precisare che anche contraddizione lo scrissi sbagliato,ma per una fortuna del tutto casuale individuai l’errore per tempo.
Sarò sincero,se lei ha a cuore il paese non aspetti il mio recupero grammaticale e ortografico,e nemmeno quello culturale dato che è mia convinzione assoluta definire liberalismo la salvaguardia dei diritti di ogni singolo cittadino,compresi mafiosi e criminali criminali,attraverso l’applicazioni delle leggi(certo se poi il parlamaneto vara leggi dementi il problema si complica),le iniziative qui proposte violano le leggi per legittimità,ma si sa che gli inglesi hanno ben chiarito la diferenza che c’è tra leggittimo e legale.
Lei per me non è un liberale,come napolitano non era un comunista,come probabilmente molti missini non erano fascisti ma comunisti etc etc etc .
la rispetto,ma solo perchè non sono un liberale.

GUZZ – ANCHE PER LEI è IL CASO DI DIRE: DIAVOLO D’UN UOMO, NON LE SI PUO’ NASCONDERE NULLA.

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alberto49 scrive:

Tempo fa avevo parlato diffusamente di trasparenza fiscale e di introdurre lo scarico totale degli scontrini e delle fatture,introducendo un sistema di collegamento on line di tutti gli esercizi commerciali e professionali;questo sarebbe uno degli elementi per iniziare a cambiare qualcosa.
Leggo qualche commento per cui Roma o altre città non del sud sarebbero nella condizione di essere preda anch’esse delle Mafie;ognuno è libero di pensare quello che vuole ma non di stravolgere la realtà.L’ho detto in un mio precedente intervento,per capire come ti puoi sentire in quelle realtà e aver provato la cappa che ti avvolge totalmente, devi averci avuto l’esperienza;altrove se vuoi lavorare onestamente e liberamente,lo fai ancora senza nessun vincolo.
Quanto sopra non vuol significare che nel resto del paese siano tutte rose e fiori,perchè purtroppo quel che si vede in giro,soprattutto legato all’immigrazione clandestina(ROM,CINESI ETC)da conto di un progressivo impoverimento delle condizioni di legalità;a titolo di esempio,cito Report area di Prato,ma basta a Roma farsi una passeggiata e vedere contestuali scarichi/carichi di merci TIR/FURGONI in alcuni quartieri.
Infine,la legalità che è anche democrazia,ha comunque anche bisogno di uno stato severo e che intervenga anche duramente e se permettete bloccare l’immigrazione clandestina,per me significa ritardare l’inevitabile deriva verso soluzioni autoritarie.
Bisogna ASSOLUTAMENTE e non a chiacchiere come fanno molti in questo governo,ma anche totalmente nel precedente Governo investire moltissimo sulle forze dell’ordine e unificare le forze di polizia;questo avere 4/5 corpi separati è un assurdo pazzesco che a mio modesto avviso,non ci possiamo nè ci dobbiamo più permettere.
Infine,la legalità si conquista giorno per giorno con comportamenti civili;ognuno di noi lo può e lo deve fare;esempi?Si rispettino le file,si rispettino i semafori,sui motorini si vada col casco,sulle strade si rispettino i limiti di velocità,a scuola si studi e ci si prepari e non si faccia sega,i genitori tengano sotto intelligente controllo i figli,gli si chieda conto di quello che fanno nella giornata,etc etc.Oggi sulla Metro A ho fatto alzare due ragazzetti per far sedere una donna incinta con suo figlio piccolo,quando sono usciti mi hanno gridato”la prossima volta fatte li cazzi tui” bisogna impegnarsi per certe cose,che sembrano banali ma ne vale la pena.

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Fingolfin scrive:

OT così hanno privatizzato l’acqua…In economia due sono le caratteristiche dei beni economici:da un lato essi sono desiderati in quanto servono ad appagare i bisogni e dall’altro sono disponibili in QUANTITA’ LIMITATA,cioè sono scarsi…Quindi l’acqua è diventata un bene economico…Questo è un articolo del 2000 http://www.disinformazione.it/acqua.htm Qui c’è chi vuole privatizzare anche la sanità,io non mi fido della libera iniziativa in Italia questo è un articolo del ‘97 http://www.tesoro.it/documenti/documento.asp?idd=3718…Mentre in altri Paesi come Inghilterra e Francia le privatizzazioni svolte a cavallo tra anni ‘80 e ‘90 sono state chiaramente volute dagli attori politici,in Italia a parte il ritardo sono state subite dai partiti più che guidarle poichè il sistema delle imprese pubbliche era stato in italia uno strumento vitale per la formazione e il mantenimento del consenso grazie al potere di nomina…Ora la teoria economica Keynensiana sembra entrata in crisi a favore del privato…Ma visto che un terzo dell’umanità è senz’acqua vi fidate di questo?Io no…Altro che guerra per il petrolio tra qualche anno ci sarà la guerra per l’acqua…Ora purtroppo in italia chi è contrario a queasta cosa verrà accusato di essere ideologicamente schierato di sinistra etc,penso invece che un dibattito possa servire a chiarire i concetti…E verò che l’acqua è stata privatizzata o no?Io ho le idee confuse quest’articolo dice di nohttp://centrodestra.blogspot.com/2009/11/inizia-la-guerra-dellacqua-carlo.html mentre questo http://www.unimondo.org/Notizie/Italia-no-alla-legge-sulla-privatizzazione-dell-acqua è molto più dubbioso…AIUTO…Ma un politica economica mista tra pubblico e privato no..O un estremo o l’altro..O tutto pubblico o tutto privato…Questo è il testo del decreto legge http://209.85.129.132/search?q=cache:W797cDraX-oJ:sdtv.myblog.it/media/02/01/1117260387.doc+decreto+legge+113+art+23+bis&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a

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davide86 scrive:

Salve Direttore,
che ne dice della versione di Cossiga sulla strage di bologna e di quello che lui chiama Lodo Moro? Sto leggendo “La versione di K” e fino ad ora è la cosa che mi ha colpito di più.
Un abbraccio

Davide Scioscia (MN)

P.S.: i segnali arrivano da più parti, credo che il castello di sabbia berlusconiano stia per crollare. E’ solo questione di tempo… Ha qualche notizia fresca da darci?

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Fingolfin scrive:

Sempre sull’acqua quest’aticolo mi sembra uno dei più onesti tratto dalla Lavoce.info di Carlo Scarpa “Pare ormai definitivo. Passerà la riforma dei servizi pubblici locali proposta del governo, con la benedizione sostanziale di diversi esponenti dell’opposizione. In realtà, riguarda solo tre servizi, ovvero acqua e rifiuti e trasporti locali, ma per questi avviene effettivamente qualcosa di significativo. L’aspetto fondamentale è che si cerca di quasi-vietare gli affidamenti diretti di un comune a una impresa interamente pubblica. Se si vogliono fare affidamenti diretti, ci deve essere con almeno il 40 per cento un socio privato industriale (non solo finanziario) con compiti di gestione. Se no, si va in gara.

CONTRO LE INEFFICIENZE

La ratio è evidente. Accanto a tante imprese pubbliche efficienti, ce ne sono tante che gettano via denaro pubblico. Si noti che i privati, motivati dai profitti, a parità di efficienza verosimilmente chiederanno prezzi più alti delle imprese pubbliche. E allora le imprese pubbliche efficienti resteranno a galla, anche perché se sono veramente tali vinceranno le gare. Quelle che sono così inefficienti da perdere le gare perfino contro i privati, che dai prezzi devono ricavare margini di profitto, personalmente non le rimpiangerò.
Per dare un’idea, nel 2005 risultavano in perdita circa un terzo delle imprese locali del settore igiene urbana e il 40 per cento nel settore idrico. E il trasporto pubblico locale va anche peggio. (1) Nella più ottimistica interpretazione, siamo di fronte a deficit pubblici che le amministrazioni locali nascondono nelle loro imprese per non farli risultare dai bilanci comunali. Ma, temo, in molti casi c’è ben di peggio. A queste situazioni occorre dare una risposta, anche per lasciare spazio a imprese vere; magari pubbliche, perché no, ma vere.
Una delle norme introdotte dice che se si vuole evitare la gara, allora abbiamo bisogno di almeno il 40 per cento di capitale privato. È forse il punto più debole della norma, ma non è insensato. Diversi studi sull’Italia (ma non solo) ci dicono che le imprese a capitale misto sono più efficienti di quelle totalmente pubbliche. Ma è evidente che l’arrivo “forzato” del privato non è in sé una panacea; tante volte le imprese miste sono migliori di quelle pubbliche proprio perché sono state vendute al privato le imprese più appetibili (quelle scadenti, nessuno se le compra). Oltre tutto, costringere a vendere non promette bene quanto a gettito pubblico e si può dubitare che molte amministrazioni vorranno andare su questa strada, se non per eludere la norma con qualche socio privato di comodo. Ma, come si diceva, se non ci riescono non è la fine del mondo: è solo la messa a gara del servizio.

NON C’È UNA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO…

È triste che qualcuno chiami tutto questo “la privatizzazione dell’acqua”. Ècattiva informazione, ai limiti della mala fede. Quello che si vuole è la messa a gara dei servizi. Se uno poi vuole mantenere la proprietà pubblica delle imprese lo può fare, ma queste devono dimostrare sul campo di valere almeno quanto quelle private. Si noti bene: le imprese pubbliche “brave” non avranno problemi, e in Italia per fortuna ne abbiamo diverse.
Il timore di qualcuno è che la presenza dei privati aumenti i prezzi, in particolare dell’acqua. No, a questa obiezione la risposta è semplice: se non si vogliono i privati allora si faccia una gara, e se l’impresa interamente pubblica farà veramente prezzi più bassi, allora il privato non passerà. Avremo una gestione privata solo se sarà il privato ad avere prezzi più bassi, ma allora il problema non esiste.
Resta poi un’altra questione, che prescinde dalla proprietà pubblica o privata. Ovvero, il fatto che il settore idrico ha bisogno di investimenti immensi (decine di miliardi di euro già oggi previsti) e che i costi dovranno essere coperti da prezzi più alti. Ma questo resterà vero anche se il gestore è pubblico, ed è cosa nota da almeno quindici anni: la legge Galli è del 1994, quando al governo c’era Carlo Azeglio Ciampi; il provvedimento per l’adeguamento dei prezzi data al 1996, firmato da Antonio Di Pietro nel primo governo Prodi.

UN GROSSO PROBLEMA APERTO

Se l’impianto del provvedimento è sostanzialmente accettabile, lascia però aperti un paio di problemi. Il primo, risolvibile con un regolamento apposito, è come saranno fatte le gare. Il secondo è invece assai più serio, ovvero chi regola questi settori. Si spinge per una maggiore presenza privata in alcuni servizi che però non hanno una regolazione degna di questo nome.
Ad esempio, nell’acqua già oggi questo è un problema che sta per esplodere. Da un lato, il regolatore non può essere (come è oggi) un organo politico locale, troppo sottoposto a pressioni elettorali spicciole: inutile obbligare alla privatizzazione se non si creano le condizioni per tutelare gli investitori. Dall’altro, i livelli di qualità rischiano di essere sacrificati se i comuni non hanno organi capaci di svolgere il monitoraggio. Problema, questo, ancora più acuto per il settore dei rifiuti.
Il provvedimento non è sbagliato, ma manca un pezzo. Non era certo un decreto ministeriale che poteva farlo, ma ora l’istituzione di organi di regolazione per questi servizi non può più attendere. Pena, il caos.”

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Fingolfin scrive:

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Amgelo scrive:

“E lì vedevi i potenti seduti sul seggiolino mentre fra i marmi verdi antichi un implacabile Tonino, umile e raffazzonato nell’italiano, smantellava i poteri. Ah che soddisfazione pensavi…e poi? Guardi dove siamo finiti. ne ha forse messo uno che è stato uno in galera? C’è stata giustizia secondo lei? Di Pietro non è forse il piu grande bluff della storia? Cosa non ha funzionato?
Come poteva funzionare?”

Giagina,
lei in poche righe ha sintetizzato ciò che Brambilla non capirà mai.
La strada di Tonino era ed è sbagliata non perché in malafede ma perché è un vicolo cieco. C’è un problema politico e un problema di mafie tra loro interconnessi e la matassa si riuscirà a sbrogliare solo se si procede parallelamente verso un’unica direzione.

1a parallela
“Maggiori”, “capitani” e “tenenti” di eserciti di criminali ogni mattina mandano merdosi “sottufficiali” per cantieri e per attività commerciali. L’ordine è quello di procurarsi i fondi per costruire quartieri, ospedali e metropolitane per i cui appalti hanno già provveduto i vari “colonnelli”.
Poi ci sono i “generali” e un vastissimo mondo di silenziosi osservatori.
Li ho messi per ultimi, i “generali” e gli osservatori, perché per me sono sullo stesso piano: il piano inclinato della rassegnazione.
L’ anti-Stato è riuscito a far passare l’idea che ci sia un unico modo per vivere e fare il “generale” in maniera stabile per cui nessuno più si azzarda a pensare di essere il fante di una vera e propria guerra. Una guerra (di civiltà) che richiederebbe l’utilizzo di squadre speciali libere di infiltrarsi, passare fintamente al nemico, partecipare a riunioni man mano sempre più importanti per arrivare fino ai “colonnelli”. Una volta decapitati, gli eserciti dell’anti-Stato, senza punti di riferimento e di ordini, andrebbero allo sbando e ai merdosi “sottufficiali” non resterebbe che prendere quei treni che non si fermano neanche per pisciare.

2a parallela
Bisognerebbe ridurre il numero di “generali”, di amministratori locali e centrali e spalmare le responsabilità man mano sempre di più sui singoli individui. I “fanti” senza l’oppressione della politica (che con la burocrazia finisce sempre per agevolare chi vuole lei) e dei fucili dei “sottufficiali” potrebbero essere così liberi di intraprendere la propria strada senza paura e senza la necessità di merdosi “ammortizzatori sociali”.

Nel pieno rispetto della legalità.

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Gianluca scrive:

Scusate l’OT

CASO CUCCHI E LA DISINFORMAZIONE

Tempo fa in relazione al caso Cucchi riportai due articoli ripresi dal messaggero. Uno dove l’avvocato del testimone chiave riportava di aver sentito e non visto il pestaggio

Il giorno dopo sempre sul messaggero una guardia penitenziaria anonima, raccontava che è impossibile quanto affermava il testimone chiave, anche lui in una cella in attesa di processo, in quanto dallo spioncino era impossibile vedere quello che succedeva in altre celle.

Io incazzato evidenziavo che la guardia anonima aveva cambiato da sola i termini della testimonianza e poi aveva sparato contro, il testimone chiave MAI AVEVA DICHIARATO DI AVER ASSISTITO DALLO SPIONCINO AL PESTAGGIO. Ripeto c’era un intervista al suo avvocato chiarissima a tal proposito. Naturalmente il giornalista poteva dirgli, guardi che il testimone chiave NON HA RIFERITO DI AVER VISTO IL PESTAGGIO, PERCHE’ MI RISPONDE CON COSA NO ATTINENTE?

Per giorni sui giornali, è passato questo messaggio. In pratica il testiomne chiave aveva dichiarato di caver visto, basta che vi leggete qualsiasi quotidiano dei giorni scorsi, ve ne riporto alcuni:

http://cronaca.liquida.it/focus/caso-cucchi-testimone-conferma-pestaggio/

http://colornoprc.typepad.com/weblog/2009/11/il-testimone-chiave-e-i-primi-sei-indagati.html

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/11/11/cucchi-testimone-24688.html

In pratica facendo passare UNA NEWS FALSA si provava ascreditare la testimonianza agli occhi dell’opinione pubblica, giornalisti che fanno male il loro lavoro? Giornalisti manovrati? Buona fede e poca attenzione al caso? Non lo so, vi scrivo i fatti poi ognuno penserà con la propria testa.

Intanto finalmente oggi leggo UNA NOTIZIA ANSA CHE RENDE GIUSTIZIA ALLA VERITA’ ALLA TANTO VITUPERATA VERITA’ che non si capisce come mai anche su un episodio così brutto ma semplice da interpretare per giorni e giorni è stata nascosta:

TESTIMONE NON HA VISTO PESTAGGIO, MA SENTITO RUMORE DI CALCI

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/21/visualizza_new.html_1619485221.html

Se su un caso del genere dove era evidente la bugia, andiamo avanti per giorni e giorni con falsità ripetute senza che nessuno dice nulla, è semplice capire come sia complicato districarsi su casi di mafia e argomenti più intrecciati.

Gianluca

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Gianluca scrive:

SEMPRE SU CUCCHI

La cosa simpatica è che nonostante l’evidente bugia sia oramai chiara una prima ansa nonostante tra le righe DICEVA CHIARAMENTE CHE IL TESTIOME NON AVEVA ASSISTITO AL PESATGGIO, con grande abilità si è sparato un titolo che potrebbe trarre in inganno il lettore meno attento che rimane dell’idea della contraddizione, il titolo recita:

CUCCHI LE ACCUSE DEL TESTE, HO VISTO STEFANO

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/11/21/visualizza_new.html_1619462937.html

Devo dire che vedendo anche questo titolo personalmente ritengo ci sia della malafede chiara ed evidente.

Gianluca

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brambilla scrive:

Amgelo scrive:
21 novembre 2009 alle 14:57

Giagina,
lei in poche righe ha sintetizzato ciò che Brambilla non capirà mai.
La strada di Tonino era ed è sbagliata non perché in malafede ma perché è un vicolo cieco.

Non era sbagliata la strada di Di Pietro, e infatti stava dando i suoi frutti fintanto che aveva l’appoggio popolare.

Poi i corrotti sono passati alla controffensiva e i fessi si sono lasciati convincere che l’operazione “mani pulite” fosse solo un’operazione politica.
I ladri suicidi sono diventati eroi o martiri, la che gente tirava monetine a Craxi ora applaude il suo sostituto.

La controffensiva ha vinto.
Di Pietro ci ha provato. Era sbagliato illudersi che si potesse in qualche modo debellare un pò di corruzione? Forse si, ma io sono grato ha chi ci ha provato.

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giagina scrive:

Ma no no no no, che vuole che ci abbia provato, via su! sia serio?

Ma non crederà mica sul serio che il buon Tonino abbia per un solo attimo pensato che avrebbe avuto ragione del sistema?
mani pulite era una operazione politica, tant’è che lo stesso Tonino s’è infilato in politica per tentare di spacciarsi ancora come il giustiziere. Era la sua unica carriera possibile. Zorro tel lì.

Possibile che non ci sia via di scampo? Io non sono corrotta, io non sono fessa, sono una persona normale, cavolo c’è ancora qualcuno di normale in questo paese? Perchè dobbiamo dividerci fra fessi, corrotti, idioti, mamalucchi.
N O R M A L I.

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brambilla scrive:

giagina scrive:
21 novembre 2009 alle 18:51

Ma no no no no, che vuole che ci abbia provato, via su! sia serio?

Ma non crederà mica sul serio che il buon Tonino abbia per un solo attimo pensato che avrebbe avuto ragione del sistema?

cara Giagina.

Guarda che Di Pietro non si proponeva certo di “aver ragione del sistema” ma solo di mettere in galera un pò di ladri.
Ci ha provato e non ci è riuscito. E’ Chiaro ora cosa intendevo dire?

E non era poi solo Di pietro, ma un gruppo di magistrati, e non sono andati in politica.

“Mani pulite un’operazione politica”, dispiace, e stupisce dover constatare quanto profondamente sia penetrata la propaganda fatta a favore dei ladri.

Ma tu hai mai ascoltato Davigo? Perchè non dai ad altri il beneficio della buona fede?
Guarda avrei accettato che lo avessi considerato assieme a Di Pietro, un fesso un illuso, ma perchè metterci della malizia?

Tu comunque Giagina sei perfettamente normale, la maggior parte degli italiani è normale, ed è normale essere, nonostante le apparenze, una fessacchiotta, peccato.

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giagina scrive:

Ah ma lei è un dipietrista di quelli sani!
Mica l’avevo capito sa!

Allora … la propaganda a favore dei ladri…quindi c’erano dei ladri…che il suo Dipietro non è riuscito a mettere in galera. Quindi è incapace come magistrato. Così incapace che si è dato alla politica, proponendosi di fare quello che da magistrato non era riuscito a fare. Debellare il marcio dalla politica, cioè i politici ladri, usando la politica.

Quindi?

Fessacchiotta, che carino. Almeno non si sentirà solo.

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brambilla scrive:

giagina scrive:
22 novembre 2009 alle 14:13

Allora … la propaganda a favore dei ladri…quindi c’erano dei ladri…che il suo Dipietro non è riuscito a mettere in galera. Quindi è incapace come magistrato.

E va bene se vuole solo cazzeggiare faccia pure, non la seguo.

Di Pietro incapace? A me non sembra.
Tanti hanno confessato, qualcuno ha restituito soldi, qualcuno è andato in galera, qualcuno si è suicidato, e qualcuno è scappato in “esilio”.

E non se la prenda per la “fessacchiotta”, come dico sempre, è una semplice constatazione.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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Mirror scrive:

Caro Gianluca, sull’affaire Italia, perchè l’Italia non è un paese, ma un immenso affaire, credo che la frase illuminante l’abbia detta il grande Winston Churchil (mi sembra si scriva così) e l’ho sentita ieri sera in tv: “l’Italia è il paese (è qui Winston era già più ottimista) dai mille misteri e da nessun segreto”. Mirror

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pfra64 scrive:

Segnalo una pausa musicale/finesettimanale (soprattutto a quelli a cui piace la chitarra) visto l’argomento ‘pesante’:

http://www.youtube.com/watch?v=Bdx2svBySuM&feature=related

Alberto lo conoscevi ? sentito che finger piking ?

L’ho sentito per la prima volta qualche anno fa al ‘Montecarlo Night’ (un salutone a Kay Rush, ho visto che legge anche lei il blog di Guzzanti) ed è veramente eccezionale.

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alberto49 scrive:

Si lo conosco,”one man band”è un autodidatta che ha inventato un finger picking particolare ,anche se non l’ho mai sentito dal vivo:però è veramente enorme e bravo e ha una tecnica unica.
La sua bravura è pari alla sua commovente umiltà.
Questa sicuramente la conosci:

http://www.youtube.com/watch?v=WYO5Y2WdXsU&feature=related

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pfra64 scrive:

non la conoscevo, molto bella

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Amgelo scrive:

Patton, Simona,
ma avete preso la “suina”?

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LPF scrive:

“MAFIA” , GIUSTIZIA E POLITICA

Oggi il problema non e’ tanto il rapporto magistratura/politica, perche’ questo e’ cio’ che le Tv e Stampa che abbiamo, influenzate dai politici, vogliono far credere (i giornalisti, in maggioranza, cercano lo stesso di fare il proprio mestiere, ma in condizioni sempre piu’ difficili***).

Oggi il “problema” italiano (non ‘uno’ ma ‘il’) e’ un problema di giustizia, tout court.

E la responsabilita’ della cosa e’ soprattutto della politica (in generale) che vuole l’impunita’ e fa in modo che la giustizia non funzioni, creando oltretutto disuguaglianze di trattamento, facendo indulti, scudi fiscali, ecc. Insomma sfascia tutto. La politica, non la magistratura.

Quindi c’e’ un problema giustizia, non di leggi speciali (che c’entrano Gianluca?). Con la coppia giustizia/repressione (di cui ho parlato sopra) volevo dire che ad un crimine deve corrispondere un processo (per tutti, nessuno escluso), una condanna certa, se processualmente giustificata, e una pena certa. Pena che tutti poi dovrebbero ritenere adeguata, cioe’ ‘giusta’ (il caso di quel ragazzo romano morto che c’entra Gianluca?).

Nel pensiero liberale una societa’ si basa su un solo presupposto fondante, sulla soddisfazione del problema giustizia in forma delegata, che e’ anche il motivo per cui si una societa’, cioe’ uno stato, esiste. Se tutto questo non c’e', ognuno prima o poi se ne andra’ per la sua strada.
Bisogna studiare il pensiero liberale, prendere di liberale solo la tessera non basta (d’accordo Gianluca e non solo?).

Cosa si deve fare? Prima l’analisi, l’anamnesi. Per capire ovviamente. Poi le proposte, le soluzioni; insomma la cura, ma quella adeguata, non far sparate (a salve) per poi non fare niente e lasciare tutto com’e’.

Negli affari, nelle citta’, nei paesi non c’e’ sicurezza e certezze (anzi siamo ormai al dramma), con tutti i problemi personali e diseconomie connesse. Nella giustizia, per le lunghezze e l’inefficienza, non crede piu’ nessuno. E ora questa sfiducia si sta diffondendo anche al (verso il) primo stadio di rilevazione (non di repressione, perche’ questo accade sempre piu’ di rado e comunque alla fine, anche quando accade, e’ un giudice che interviene, subito) del crimine, cioe’ verso le forze dell’ordine.

È da questo corto circuito, quando ci sono le condizioni, che (storicamente) nasce le mafia (classica), ovvero il “fai da te” nel campo della giustizia (questo, tanti che hanno con-vissuto a lungo con la mafia, non l’hanno ancora capito e non lo capiranno mai davvero, neppure se glielo spieghi).
Quando invece non ci sono le condizioni ambientali per l’approccio mafioso, si innesca un processo di fuoriuscita dal “patto” statale. E hai la Lega, che sta tra la gente e ne riflette, semmai attenuandole, le pulsioni.

La soluzione al problema giustizia non puo’ essere ovviamente la cancellazione dei processi, anche se superano i due anni di durata, ecc. Questo e’ semmai un ulteriore passo verso la disgregazione dello Stato. Io qui ho proposto un processo all’americana (lasciamo stare la “canaglia” francese, anche se la loro giustizia – bisogna ammetterlo – funziona molto meglio della nostra); un processo cioe’ breve (3-9 mesi), con una giuria popolare vera, e con i gradi di giudizio rivisti, ristrutturati.

Sono queste forse leggi (o comportamenti) speciali? En passant, di soluzioni “speciali” non c’e’ alcun bisogno – a meno che non si voglia fare i guitti ad ogni costo – quando si ha a che fare con la giustizia che non funziona. Anche se di speciale in realta’ abbiamo gia’ qualcosa: i tre gradi di giudizio dall’impunita’ (quasi sempre) sicura!

Sul problema mafia, per la verita’, ci sarebbe ancora da dire qualcosa: la situazione che ho appena descritto genera (al Sud, ma non in tutto il Sud, a meno che non si voglia giocare a far solo casino per il casino) la tipologia di mafia numero uno. Poi ci sarebbe la due e la tre. Ma per ora mi fermo qui.

Ci siamo (Gianluca, e non solo)?

Luciano Priori F.

***P.S.: oggi il Molise (Centro Destra) querela la “Rassegna Stampa” (capito bene) della Rai per aver citato i titoli di un giornale locale che criticava la Giunta. Il giornale sotto accusa viene distribuito localmente in abbinamento al Giornale. La denuncia e’ estesa anche al sindacato nazionale dei giornalisti (Fnsi) per aver espresso solidarieta’ ai giornalisti denunciati.
Per inciso: cose non molto diverse succedono dove governa la sinistra.
http://www.ilgiornale.it/interni/il_molise_querela_rassegna_stampa/21-11-2009/articolo-id=400659-page=0-comments=1

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Malombra_ scrive:

Per il direttore, per Eruz, per gli altri amici, un regalo per una buona fine settimana ;)

http://www.youtube.com/watch?v=doUQEUpFUTQ&feature=player_embedded

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Gianluca scrive:

Caro Luciano sono d’accordissimo con lei, tanto che sono anni che scrivo che che la gisutizia E’ IL PROBLEMA. Non capisco le due volte che mi cita su leggi speciali e a fine post perchè lo fa. Se è così gentile da farmelo sapere la ringrazio vivamente.

Gianluca

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Amgelo scrive:

Andatele a raccontare a lui le vostre remore:
http://www.notiziarioitaliano.it/paesiflegrei/cronaca/15800/articolo.html

Siamo in guerra, ma chi non è in trincea preferisce non ammetterlo.

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ciro esposito scrive:

Ritorno con una mia poesia che dedico a tutti voi.

Spegni i miei occhi io ti vedrò lo stesso,
sigilla le mie orecchie:io potrò udirti,
e senza piedi camminare verso te
e senza bocca tornare a invocarti.
Spezza le mie braccia ed io ti stringerò
con il mio cuore che si è fatto mano,
arresta i battiti del cuore, sarà il cervello
a pulsare e se lo getti in fiamme
io ti porterò nel flusso del mio sangue.

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brambilla scrive:

ciro esposito scrive:
21 novembre 2009 alle 21:26

Spegni i miei occhi ………….. perchè ?
sigilla le mie orecchie ………………. perchè ?
e senza piedi camminare …………… questi mica l’avra “spenti” ?
e senza bocca tornare a invocarti ……………… come sopra
Spezza le mie braccia ed io ti stringerò …………….. come sopra

con il mio cuore che si è fatto mano,………….. addirittura
arresta i battiti del cuore, ………………..perchè ‘
sarà il cervello a pulsare …………selo dici tu
e se lo getti in fiamme……………….. e dai!

io ti porterò nel flusso del mio sangue.

Scusa ma non sarebbe meglio trovarsene uno un pò meglio?

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ardocap scrive:

Ma perché in Italia bisogna sempre essere pro o contro qualcuno?
non si possono esporre idee diverse, e ragionare…
boh…
Mi ricordo un vecchio proverbio partenopeo:
chi si offende è fetente,
più o meno lo stesso della coda di paglia.
Non penso che se io sono A per forza chi è B non vale nulla,
sarà ma continuo a non capire.
ardocap.

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Gianluca scrive:

Caro Ardo cominciamo noi poi speriamo che gli altri ci vengano dietro!!

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Mirror scrive:

Sui giornali di oggi ce n’era abbastanza per scompisciarsi dalle risate. 1) C’era il racconto della giornata tipo di Marrazzo in monastero (si alza alle 5, meditazioni, poi zappa la terra per “espiare”); 2) Bassolino che annuncia, ancora: “con me si vince” (che cosa? il mongolino d’oro, pardon la CLIENTELA d’oro). Ma anche gli stranieri non scherzano in goliardia: 1) il Ministro della Giustizia brasiliano, e ripeto brasiliano, che dice: “da voi in Italia avanza il fascismo”; 2) e poi un Alì Agca d’annata, andata a male anzi depistata, che diceva: “Emanuela Orlandi è ospite di un harem”. Li facevo più seri i Lupi Grigi, invece sembrano lupetti azzurri. Ridiamo naturalmente per non piangere. Mirror

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alberto49 scrive:

Decreto Ronchi sulla liberalizzazione della gestione delle risorse idriche.
L’intenzione del decreto Ronchi,sarebbe positivo(in un Paese normale),cioè liberalizzare un servizio che può essere gestito meglio da organizzazione specializzata privata,piuttosto che da un’azienda pubblica;in definitiva,il risultato dovrebbe essere teoricamente quello di vedere una migliore gestione che dovrebbe portare a costi minori,a parità di consumi,e/o a parità di costi,minore spreco di risorsa.
Per gestire meglio un servizio del genere,restando pubblica la proprietà degli impianti,tenendo conto dello stato delle reti idriche italiane e prescindendo da possibili abusi dei privati,soprattutto al Sud,sarà necessario investire nelle manutenzioni straordinarie e curare la successiva manutenzione ordinaria;avendo esperienza di contrattualistica di questo tipo,la prima(la straordinaria)resterà a carico della proprietà,la seconda,a carico del gestore;il problema sarà come al solito che la confusione che nascerà tra le due fasi(fra l’altro magari lasciata appositamente nebulosa sui contratti)si ritorcerà sui cittadini sia come qualità del servizio sia come discontinuità dello stesso,e resterà a carico della cittadinanza.
In un futuro di Italia Federale,io capisco che a regime,si potrebbe decidere da parte delle Regioni,autonomamente e per scelta e responsabilità del tutto gestibili,di procedere nella direzione auspicata dal decreto,essendo ritengo, l’acqua la tipica risorsa Regionale,ma oggi non ne vedo,nel bilancio frà prò e contro,la necessità,l’utilità ed in definitiva l’interesse per la comunità.

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sigal harari scrive:

Operazione Frutteto (orchard) La storia del blitz israeliano che imbarazza la Siria

Nella sua visita in Asia, questa settimana, il Presidente Obama ha ancora una volta lanciato un monito a quei paesi, come Iran e Corea del Nord, che “provocano” l’Occidente con la loro minaccia di proliferazione nucleare. Se i dossier di Teheran e Pyongyang restano tuttora aperti oltre che di difficile soluzione, sembra invece essere finito “in soffitta” il dossier che riguarda il programma siriano, salito alla ribalta delle cronache nel settembre 2007, quando un misterioso complesso industriale ad Al Kibar, nel deserto a nord-ovest del paese, fu distrutto da caccia israeliani.
La vicenda ha sempre avuto contorni poco chiari, ma nelle settimane scorse è uscito un interessante e documentato reportage del quotidiano tedesco Der Spiegel che fa luce sulla vicenda e sulla guerra sotterranea tra Israele ed i suoi vicini. Una storia fatta di spie, dossier segreti, diserzioni e omicidi, come solo il miglior Le Carrè avrebbe potuto raccontare in uno dei suoi avvincenti romanzi.
L’operazione ‘Frutteto’ (Operation Orchard) sembra essere nata nel 2004 a seguito di una segnalazione della National Security Agency (NSA) americana ai colleghi israeliani, che evidenziava un numero altamente sospetto di comunicazioni tra la Siria e la Corea del Nord, tra Al Kibar e Pyongyang. Un warning che verrà confermato dalle informazioni rubate successivamente dagli agenti del Mossad ad un alto ufficiale del governo siriano in visita a Londra.
Sono passati due anni dall’apertura del dossier, e le peggiori paure del governo di Gerusalemme sembrano avverarsi: dietro l’impianto industriale di Al Kibar si nasconde un sito per la lavorazione di materiale fissile. A conferma dei timori israeliani nel computer dell’ufficiale siriano vengono trovate anche delle foto che ritraggono Chon Chibu, membro di primo piano del programma nucleare nordcoreano, e Ibrahim Othman, direttore della Commissione Siriana per l’Energia Atomica, insieme sul sito “incriminato”. La conferma definitiva, però, arriverà solo qualche mese dopo dalla CIA e dalla testimonianza di Ali-Reza Asgari, il generale iraniano ex capo dei Guardiani della Rivoluzione in Libano e portavoce del Ministro della Difesa di Teheran, che nel febbraio del 2007 ha fatto il grande salto ed ha deciso di rifarsi una vita negli Stati Uniti.
Non ci sono quindi più dubbi, Al Kabir rappresenta una “minaccia immediata” alla sicurezza di Israele, non rimane che decidere come e quando intervenire. La “luce verde” all’operazione viene data dal premier Olmert il 5 settembre 2007. L’esito lo conosciamo: tre F-25 si dirigono a bassa quota verso la Siria e colpiscono il bersaglio, di cui rimane ben poco ma abbastanza affinché qualche mese dopo il personale dell’AIEA possa rilevare tracce di uranio, nonostante il tentativo del governo di Damasco di ripulire la zona.
Ma più delle analisi dei tecnici dell’ONU, parla il silenzio di Assad sulla vicenda, ed è significativo che in un primo momento la questione sia stata addirittura “coperta” dall’aeronautica siriana, la cui versione ufficiale parla di come le unità di difesa aerea di Damasco abbiano “affrontato il nemico e … costretto a ritirarsi e successivamente … scaricato delle munizioni nel deserto senza causare danni a cose o persone”. Solo in un secondo momento le autorità siriane ammetteanno di aver subito un blitz da parte dell’aeronautica israeliana, pur continuando a negare che il sito servisse per lo sviluppo del proprio programma nucleare (addirittura Assad accusa gli israeliani di aver portato loro l’uranio ritrovato dai tecnici dell’AIEA).
Anche il fatto che non vi sia stata alcuna ritorsione o risposta militare contro il governo di Gerusalemme indica la volontà dei siriani di mantenere un basso profilo. Ad onor del vero l’unico progetto di ritorsione, riporta ancora Der Spiegel, è stato stroncato sul nascere dagli agenti israeliani, con l’assassinio mirato di due uomini di primo piano: Imad Mughniyah, la “Volpe “, responsabile – tra gli altri – degli attentati contro il quartier generale dei marines americani a Beirut nel 1983 e dell’attentato contro la Comunità ebraica a Tel Aviv nel 1994; ed il Generale Mohammed Suleiman, consigliere personale di Assad per le “questioni militari di importanza strategica”. A quanto pare, infatti, il Mossad era al corrente di un possibile piano siriano in risposta al blitz di Al Kibar, che prevedeva un attentato ad un’ambasciata israeliana in un paese straniero, probabilmente a Baku, in Azerbaijan, o ad Amman, in Giordania.
Ma l’eliminazione di Mughniyah e Suleiman ha spento le velleità di Assad, mandando al contempo un chiaro messaggio a Teheran. In tutta questa vicenda, infatti, il convitato di pietra è proprio l’Iran visto che l’impianto di Al Kibar avrebbe dovuto servire anche come “back-up” dei siti nucleari iraniani (costruito anche grazie ai contributi di Teheran di oltre 650 milioni di euro). Inoltre, pur essendo il programma di Teheran molto più avanzato di quello di Damasco, e pur essendo decisamente molto meglio protetto, l’efficienza dei servizi segreti israeliani, e delle forze armate con la stella di Davide, rappresentano un monito per i mullah, come per l’Occidente.
l’occidentale

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eruz scrive:

Cmq, o con una azione spettacolare con i bazooka o con una silenziosa, alla fine ci vuole la pena di morte.. ora, dalla proposta risolutiva e dall’entusiasmo della stessa, ci si è dimenticato di chiarire che tipo di giudici dovranno emettere le sentenze, se quelli rossi di Berlusconi vanno bene, oppure anche i giudici andranno formati e dovranno essere anche loro netti e puliti di sangue meridionale fino alla settima generazione… Perché un giudizio prima della sentenza, ci deve essere…. oppure ci si può comportare come i soldati piemontesi contro il brigantaggio? Anch’essi erano puri di sangue meridionale! E con gli amici degli amici, spiegatemi, con gli amici degli amici, che si trovano in Parlamento, come faremmo? Vengono passati pure loro a fil di spada? Ma sì, forse è meglio così, cos’è questa pusillanimità, questo sinistrismo sciocco e vigliacco. Facciamoli fuori. Che dite e se ripristinassimo la ghigliottina? Un lavoretto netto anche se un po’ sanguinoso…. ma garantiremmo madame la terreur!

Ai talebani tagliano orecchie, nasi e mani….. e le cose funzionano, lo vedete tutti!

Intanto, mentre io dormivo, i cacciatori e gli angeli della notte proteggevano il mio sonno… peccato che soffro d’insonnia! Ah, Grillo, oltre che parlante, mi sembri scattante….. mentre io ho fatto il militare a Cuneo e sono uomo di mondo… mi sembra che tu sia un rambo di grado superiore!

Travajjari, travajjari, … questo è l’amaro destino!

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Fingolfin scrive:

Ardocap è quello che vado ripetendo(invano) nei mie post….O da na parte o l’altra na strarottura…Segalazione musicale domenicale a chi piace la chitarra un grande http://www.youtube.com/watch?v=XNOa5Gjh2lc

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sigal harari scrive:

Ricordi quando impazienti
Nella calura estiva
Discutevamo aniimate,
Di testi del talmud
Di inni
E di preghiere.
Di metodi di sopravvivenza
Di nomi magici
E del legame
Fra i vari fonemi ebraici?
“Sapevi che ebreo,
Ha le stessa radice di arabo?
Non puo essere un caso.
Un giorno non lontano
Arabi ed ebrei si daranno la mano”
Tu mi dicevi.
Poi mi invitavi a correre
Ai piedi del monte Gilboa
Facevi a pezzi
I libri di preghiere
E I testi del talmud.
Dimenticavi la pace
Dimenticavi la guerra.
Volevi vivere in prima persona
Storie di principesse
Che si bagnavano il viso
Nell’acqua del ruscello
Sotto i raggi di luna.
Io ti seguivo curiosa
Indossando i miei sandali biblici
Avevo fretta di assistere
Alla lotta accanita
Di cavalieri con spade e piumaggio
Che facevano la ronda
Sulle colline brulle,
Sfidandosi collerici
Per conquistare il tuo cuore.
Tu quando li vedevi
Ti avvolgevi di brividi azzurri
Pensavi al groviglio di baci
Pensavi alla bocca di miele
Che si sarebbe unita
Dolcemente alla tua.
Alzavi sfrontata la gonna
Per mostrare le cosce frementi
E scoprivi il tuo seno bianco
Al cavaliere stupito
Tremante di desiderio.
Nella valle solitaria
Ai piedi del monte Gilboa
Vivevi la tua fiaba reale,
O principessa del nulla
Ora la terra tocca
Il tuo pudore stupito
Di dolce ragazza ebrea
Con teneri polpastrelli.
“Sapevi che ebreo,
Ha le stessa radice di arabo?
Non puo essere un caso.
Un giorno non lontano
Arabi ed ebrei si daranno la mano”.
Tu mi dicevi

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alberto49 scrive:

Ecco ciò che intendo e mi vien da piangere.

http://www.youtube.com/watch?v=y_Js4t695vI&feature=related

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alberto49 scrive:

Ammazza che versione di “all along the watchtower”,stupenda,non la conoscevo.

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Fingolfin scrive:

Scusate la lunghezza del post ma non potevo che copia e incollare questa strepitosa intervista di Luca Telese(Sen.Mi manca Tetris e il suo editore di riferimento)”Stracquadanio, il fedelissimo del premier che ha lanciato il Sì-B-Day
20 novembre 2009
Éil più appassionato pasdaran berlusconiano, il difensore spericolato del premier, l’animatore de Il Predellino. L’intervista a Giorgio Stracquadanio è una sfida impossibile: arduo strappargli mezza parola di critica sul premier. Quando gli comunico che Manolo Fucecchi lo ha disegnato come un crociato azzurro Stracqudanio sorride raggiante: “É una immagine perfetta”.

Onorevole Stracquadanio, in Forza Italia non si ricordano dissidenti.

Per fortuna. Un partito dev’essere monolitico per definizione. Se uno non è d’accordo con Berlusconi se ne va.

É un invito ai finiani?

No. Ma abbiamo delle oggettive difficoltà nella fusione fra un partito carismatico come il nostro e un partito democraticistico come il loro.

“Democraticistico” è un suffisso negativo.

(sorriso) È la parola giusta.

Lei ha lanciato il Sì-B-day, ma nessuno l’ha seguita.

E chi l’ha detto? Stiamo raccogliendo adesioni, saremo in piazza.

Se sarete di meno sarà uno smacco per il premier.

Saremo uno di più, spero. In ogni caso i numeri non contano: piazze piene, urne vuote, ricorda?

Ma allora perchè lo fa?

Stiamo fronteggiando un attacco mediatico a Berlusconi. Solo un avvertimento della polizia può impedire di esserci.

Il sito del predellino è una provocazione dadaista…

É la celebrazione di un momento fantastico nella storia del berlusconismo.

Il nemico è Fini o Bersani?

Nessuno dei due. Ma Fini è un competitor.

E il processo breve cos’è?

Un tentativo di attuare l’articolo 111 della Costituzione.

Caspita. Mandando all’aria trecentomila processi per salvarne uno?

Lei sa che ci sono tre milioni di processi e in uno su otto il magistrato non fa la trafila burocratica? Sono una Ultra-Casta.

Anche i politici, allora.

Una Casta più debole. Sa quanto turn over c’è in parlamento?

Perchè purtroppo i deputati sono scelti dai leader.

Sacrosanto.

Non è giusto che gli elettori scelgano gli eletti?

Certo che no. Si illudono che le persone contino qualcosa.

E chi conta invece?

Si sceglie un partito, non un nome. Tant’è vero che la linea in Parlamento la fanno i partiti e i leader.

Noi ci arrabbiamo quando vediamo leader del Pdl negare che le leggi sulla giustizia siano ad personam.

Fanno male a negare. Va detto in modo chiaro: noi siamo a favore delle leggi ad personam.

Dice sul serio o scherza?

Sono serissimo. Non servono a difendere il cittadino Berlusconi, ma il suo ruolo politico, scelto dagli elettori.

Allora se un camorrista fosse eletto andrebbe preservato il suo ruolo politico?

Se è condannato per camorra non può candidarsi. Se non è condannato non si può dargli del camorrista.

E se sei collaboratori di giustizia dicono che collabora con la camorra, come nel caso Cosentino?

Deve restare al governo. Altrimenti i giudici fanno e disfano i governi come gli pare.

Scusi, deve restare anche se c’è una richiesta di arresto?

Quella per Cosentino è del 28 febbraio, ma arriva in Parlamento a novembre.

Perchè, se fosse arrivata prima lei l’avrebbe votata?

No. Sempre contro. Ma sarebbe stata meno sospetta.

Berlusconi cosa pensa della linea dura del Predellino?

Non mi ha mai rimproverato. Ne sono lieto

Le corna furono una gaffe?

Le gaffe di Berlusconi sono straordinari momenti di comunicazione.

Anche la mitragliatrice alla giornalista russa?

Era uno scherzo.

E la festa di Noemi?

Sono cavoli suoi

Nessun errore?

L’hanno consigliato male quelli che aveva intorno. Doveva dire subito: “La conosco”. Quando ha spiegato che non è un santo la gente ha capito”.

La turbano le “letteronze” in lista?

Le ragazze che sono qui a Montecitorio sono tutte bravissime. A proposito: sa in che convento è Marrazzo?

Lei lo sa?

Quello dei chiappuccini.

E l’editto bulgaro contro Biagi, Luttazzi e Santoro?

Non l’ho condiviso. La lista doveva essere più lunga.

Ma lei non si dichiara garantista e liberale?

Ci hanno fatto campagna contro in tv. Erano stati scorretti.

É giusto occupare la Rai?

L’unico problema di Minzolini è che dovrebbe dire più esplicitamente che Raiuno sta con il governo.

Questa non è occupazione?

No, è chiarezza. Meno ipocrisie, meno equivoci. E poi, purtroppo c’è sempre Fritella.

Che cos’ha contro il collega Fritella?

Tutti sanno che è prodiano. Minzolini fa un editoriale al mese, Fritella apre la politica tutti i giorni. Fa più opinione lui, purtroppo.

Santoro ha problemi ogni puntata.

A me pare che vada sempre in onda, ogni settimana.

Non le piace, dica la verità.

Al contrario. Ma se mi invitasse mi piacerebbe di più.

Berlusconi ha criticato anche Napolitano.

Sbaglia. Come ha scritto Travaglio, Napolitano voleva il lodo, per disinnescare una guerra civile e la Corte Costituzionale lo ha prevaricato”.

Quanto soffre quando legge il Fatto?

Nemmeno un po’. É fatto benissimo. Ovvio: è così antiberlusconiano che non condivido nemmeno la gerenza.

Siamo antiberlusconiani e siamo fatti benissimo?

Rappresentate perfettamente un target. Per fortuna è un target minoritario.
da Il Fatto Quotidiano del 20 novembre 2009…Io la trovo fantastica onore a Straquadagnio almeno è sincero…

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alberto49 scrive:

A proposito di G.W.anch’io ritengo assurdo e privo di fondamento scientifico il dimostrare che,ammesso che sia esso in atto,e ciò non è,ma che possa essere causato da attività umane.
Premesso che il bilancio termico della BIOSFERA(per esemplificare) terrestre si compone di quattro grandi parametri che sono:
-Energia ricevuta sotto forma di radiazione Solare;
-Energia riemessa nello spazio(dipendente da effetto serra,e capacità riflettente);
-Energia prodotta e/o consumata da organismi viventi(uomo compreso);
-Energia proveniente da attività endogene(essenzialmente reazioni nucleari);

Premesso che la misura di tali energie è estrememente complicata e soggetta a enormi variabili,vorrei fare osservare che l’energia consumata dall’uomo è circa 10 alla (18) Kcal/anno con un fattore quindi 18;l’energia che arriva dal sole invece ha un fattore di 10 alla (22),cioè 10000 volte superiore.
Nessuno che mi risulti inoltre ha mai stabilito un valore preciso di quantità di calore endogeno,nè quindi è in grado di determinare se nel tempo ci siano o meno variazioni più o meno cospicue di attività di decadimento radioattivo nel nucleo Terrestre che poi si risolvono in quantità di calore più o meno grandi che arrivano per convezione e conduzione in superficie,e questo dipende da come si vengono a comporre le quantità di materiali fissili.
Detto ciò,la Biosfera,potrebbe avere ed ha gradienti termici differenti a seconda delle quote,e stabilire se in modo assoluto il riscaldamento riguarda in tutto o solo in parte l’atmosfera è cosa ancora in discussione.

Per almeno iniziare ad avere dubbi,consiglio a chi se la sente di leggere lo studio di R.Vacca.

http://www.robertovacca.com/serra.html

A mio avviso è bene indirizzare le risorse economiche su problemi dimostrabili oltre ogni dubbio e non su questioni ancora lontane dall’essere dimostrate.

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eruz scrive:

Arabi ed ebrei

Gli erebei e gli arabei!

Bisogna soltanto stabilire se si tratti di metatesi semplice della r o metatesi reciproca!

Chi sa se gli ebrei furono i primi arabi che dalla penisola arabica si spostaroro in masopotamia…. ed ora si ammazzano come cari fratelli!!

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sigal harari scrive:

gli ebrei e gli arabi non si ammazzano come cari fratelli. Gli arabi ammazzano gli ebrei per passione, gli ebrei ammazzano gli arabi per necessità. Inoltre gli ebrei non si spostarono dalla penisola arabica in mesopotamia dato che dalla Mesopotamia provengono. Solo in seguito una delle 12 tribù raggiunse la penisola arabica e li rimase fino agli ultimi anni senza interruzione. Solo recentemente l’ultimo ebreo yemenita è stato portato in salvo dagli israeliani sulle “sulle ali dell’aquila”. Una comunità antichissima, precedente persino a re Salomone, è stata cancellata per sempre. In quanto agli arabi, per essere precisi, questi si spostarono non solo in mesopotamia ma in moltissimi altri paesi dell’Asia e dell’Europa, Italia compresa.

Non ti fare illusioni! Il legame per il momento e’ solo nelle radici dei due fonemi. Chissà se fra qualche migliaia di anni, questo legame non diventi realtà. Nel frattempo loro continueranno ad ammazzare ebrei e noi continueremo ad ammazzare arabi per difenderci. Tengo a sottolineare, se tu non l’avessi capito, che i cavalieri che circuivano la ragazza, erano tutti ebrei.

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eruz scrive:

gli ebrei non si spostarono dalla penisola arabica in mesopotamia dato che dalla Mesopotamia provengono.

E prima della Mesopotamia, dov’erano? Da ciò il mio forse (chi sa se).. che resta sempre un forse!!

La fonetica si può trasformare a volte in interessante scienza archeologica!

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-jm- scrive:

Se risali fino a Ur trovi il capostipite. Non ha senso chiedere dove era un popolo prima della nascita del capostipite ;)

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eruz scrive:

Ma che dici jm? Bisogna arrivare all’uovo… o almeno alla gallina!

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kalevala scrive:

Questa e’ una estrapolazione da un articolo contenuto in un giornale di oggi.

” Non sto parlando di chi crede veramente in lui. Ce ne sono, avendo bisogno d’una fede profana l’hanno trovata e se la tengono stretta. Ma sto parlando della sua truppa, della coorte palatina che lo circonda, lo protegge, esegue i suoi ordini e anticipa i suoi desideri. In quella coorte non c’è nessuno che crede alle sue parole, ai suoi disegni, alle sue strategie. Sanno che è il più bravo dei comunicatori. Sanno che la loro felicità dipende da lui. Sanno che lui funziona a meraviglia in situazioni di emergenza. Perciò fanno in modo che l’emergenza ci sia e duri il più possibile. Quando non ci sarà più, saranno tempi duri per lui ma soprattutto per loro.

Vi pare che in un paese normale uno come Schifani diventerebbe presidente del Senato, seconda carica dello Stato? Uno come Gasparri ministro prima e capogruppo dei senatori poi? Uno come Bondi ministro e coordinatore del partito? Con le poesie che scrive? Uno come Minzolini direttore del Tg1? Uno come Tarantini, amico di casa? E uno come Cosentino membro del governo?

Quelli del suo giro che non hanno analoga caratura non vanno bene per lui. Fini non va bene. Casini non va bene. Tremonti non va bene. Scajola così così. Ma il suo ideale è Belpietro, un alano da riporto. Non so se ne esistono in natura, ma lui lo è ed è prezioso.

Qualche giorno fa Pierluigi Battista ha scritto un succoso pezzo sul Corriere della Sera dove si domandava: quando Berlusconi non ci sarà più (politicamente s’intende) che faranno tutti quei giornalisti e uomini politici abituati a vivere parlando male di lui a getto continuo? Per loro saranno guai. Riciclarsi non sarà facile. Dovranno adattarsi ad una difficile vecchiaia quando l’indignazione moralistica non avrà più corso.

La tesi di Battista non è peregrina. Qualche rischio c’è, ma è minore di quanto egli pensi. Non so per i politici, ma per i giornalisti. Li conosco meglio e so che molti di loro erano bravi assai prima dell’era berlusconiana. Vorrei però porre anch’io una domanda a Battista: che faranno, quando Berlusconi scomparirà, quei giornalisti e politici che si sono specializzati nell’agitare flabelli al suo passaggio, a inventare false notizie, a deformare quelle vere e soprattutto ad omettere, omettere e ancora una volta omettere? Che faranno i revisionisti di mestiere, gli specializzati a sostenere che il problema è un altro, che le questioni serie sono altre e chi parla male di lui peste lo colga? ”

Curiosita’ personale.

Un pirata con bandana,coltello in bocca e corvo sulla spalla puo’ concordare con un capo pirata sempre con bandana , coltello in bocca e il solito corvo sulla spalla?

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kalevala scrive:

Scrive Brambilla :

“Mani pulite un’operazione politica”, dispiace, e stupisce dover constatare quanto profondamente sia penetrata la propaganda fatta a favore dei ladri.

Concordo totalmente.

Riporto ancora una volta una immagine che mi e’ rimasta cosi’ impressa.

Bettino Craxi che a Piazza del Duomo 19 riceveva nel suo studio privato le valigiate di soldi che Silvano Larini gli portava passando davanti alla fedele segretaria Tofanelli.

L’immagine di Craxi , PRIMO MINISTRO DI UNO TRA I PAESI PIU’ RICCHI DEL MONDO , che contava i biglietti da centomila da la misura dell’abisso in cui si era caduti pur considerando quel “cosi’ fan tutti” enunciato nel Parlamento italiano.

Capisco che tutta la faccenda e’ complessa ma e’ arduo associare l’idea di uno “statista” a quella di un uomo che conta le mazzette di soldi frutto di quella diffusa illegalita’

Parlo con il pudore d’uopo come si conviene per una persona che non c’e’ piu’ ma questa fu la realta’ ; e’ inutile che si giri intorno all’osso.

Parlando con la gente si ha la sensazione davvero che il messaggio che comincia a passare e’ solo quello del “tintinnar di manette” ; si ha talvolta l’impressione che alcuni credano anche che l’inceppamento di quel sistema pur criminoso aveva interrotto quell’ ” anyhow the money goes” .

Forse era vero l’opposto , come testimoniato da decine di imprenditori che bussavano alla porta di Di Pietro dicendo che non ce la facevano piu’.

E’ fisiologico poi che di fronte a quell’uragano qualcosa di doloroso sia potuto accadere ma i termini generali del problema era che si corrompeva, si estorceva danaro ad un livello che non poteva piu’ restare segreto alla lunga e dal “mariuolo” Chiesa comincio’ quel “mani pulite” che oggi , ripeto, molta gente pronuncia con disagio proprio perche’ si sarebbe trattato solo di una volgare operazione politica ; idea oggi portata avanti da chi allora si indignava o magari agitava l’indimenticato cappio in Parlamento.

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Zazen scrive:

Caro Guzzanti,
ma invece di squartare i cattivoni e parassitari sudisti, non sarebbe meglio lasciarli al loro destino? Come si puó pretendere che imparino l’etica calvinista se continuano a campare di trasfusioni statali?

Perché ad esempio non iniziare a tagliare con la Sardegna? Si fa una bella cassa per le entrate sarde e lo stato smette di pagare gli impiegati pubblici, ce li paghiamo da soli. In questo modo gli enti inutili dovranno per forza essere tagliati o soppressi. Si mette la fiscalitá dei sardi tutta in mano ai sardi e si inizia considerare la Sardegna non piú una regione italiana, ma uno stato confederato allo stato italiano di modo che alcune iniziative siano coordinate. La clausola costituzionale “l’Italia è una e indivisbile” andrebbe anche eliminata perché ipocrita ed implicitamente violenta ed antidemocratica in quanto viola il diritto di autodeterminazione dei popoli.
Tutto quello che arriva o dovrebbe arrivare alla Sardegna dall’Europa passando per l’Italia dovrá saltare il piccolo e fastidioso passaggio attraverso il tesoro italiano, anche perché abbiamo visto che lo stato italiano tira a fottere (i fondi FAS sono in ritardo di un anno).
Se la Sardegna è un peso per le casse italiane, perché non levarselo questo peso? Poi i sardi, se vogliono, potranno anche continuare a considerarsi italiani, ma dovranno gestirsi da soli.

Che ne dice, affare fatto?

GUZZ – PURTROPPO, IO SONO CRESCIUTO CON IL MITO RISORGIMENTALE E STORICO DELL’UNITA’ d’Italia.
La capisco, ma non posso.
Se qualcuno smembra l’Italia, io stacco il fucile (che non ho) dal muro ed esco per strada.

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Zazen scrive:

Anche io sono cresciuto con quel mito, salvo poi scontrarmi con una realtá un po’ diversa. Come tutti i miti è pieno di falsitá che spingono molte persone a dare le piú disparate spiegazioni del fallimento di questi 150 anni di unitá d’Italia. È proprio questo mito che ha portato i “padri della patria”, supposti liberali, a mettere in un cassetto il loro disegno di stato federale che sapevano essere piú giusto. Si sono illusi, probabilmente in buona fede (ma poco mi importa), di poter creare un sentimento nazionale attraverso l’imposizione di un modello, quello piemontese, del tutto estraneo al sud.
Ma questi discorsi sull’idiozia centralista e nazionalista mi competono relativamente. Per levarmi di dosso quel mito mi è bastato guardare con piú attenzione la cartina geografica e vedere la distanza tra la Sardegna e le terre che la circondano, Italia compresa; mi è bastato prendere i libri di storia italiani e vedere che la Sardegna praticamente si inabissa dopo l’era nuragica e riemerge magicamente quando i savoia la utilizzano per diventare re (ovviamente i libri di storia tacciono sulle porcate che i piemontesi hanno fatto in Sardegna, non sia mai che venga meno il sentimento nazionalista dei simpatici “sardignoli”… molto meglio esaltarne le gesta eroiche in guerra, quando dovevano scegliere tra i fucili del nemico e quelli dei carabinieri) ed iniziare la loro violenta annessione del resto della penisola.
Si vedono oggi i frutti dell’accentramento forzato, soprattutto se paragonati con il federalismo dello stato tedesco, nato 10 anni dopo quello italiano, ma frutto dell’unione volontaria di stati che hanno trovato il modo di far convivere attraverso l’individuazione degli interessi comuni.

Dal momento che non riconoscono il principio di autodeterminazione dei popoli, mi chiedo ancora che significato diano alla parola “libertá” i supposti “liberali”.

GUZZ – IL FATTO E’ che da allora ad oggi milioni di calabresi e siciliani sono piemontesi e lombardi e veneti, centinaia di migliaia di sardi sono continentali e viceversa e il taglio federalista (che fu solo di Cattaneo e non era affatto l’idea prevalente né di Mazzini, né di Cavour e meno che mai di Garibaldi) non è più possibile.
Comunque tagli l’Italia di OGGI e NON di 150 anni fa, sanguina in tutte le lingue ed etnie.
La grande omelette è fatta, non si può più sputare fuori dal piatto perché le uova sono ormai rotte e i tuorli indistinguibili. Ho frequentato Torino per tutta la vita e so che a Torino si parla una lingua sud-nordica (case di ringhiera) e che migliaia di leghisti si chiamano Esposito o Lo Russo, così come centinaia di deputati, senatori e sindaci americani si chiamano Giuliani o La Guardia. Non esiste più l’Italia di 150 anni fa. E neanche l’America.
L’irreversibile è irreversibile e pensare di reversarlo, produce solo sangue, ferite e guerra. Io personalmente ho già appena alla stampella la camicia rossa dei garibaldini e immagino che la cosa la faccia ridere.
Ma io, che conosco perfettamente i suoi argomenti, che sono un cultore di dialetti ed etnie, che parlo persino un po’ di Ladino e di siciliano (bastardo, ma familiare), nonché veneto, napoletano, calabrese (con i tre accenti di Cosenza, Reggio e Catanzaro), lombardo e piemontese, le dico e le testimonio che l’Italia ormai esiste e che disfarla è prima di tutto impossibile, in secondo luogo indesiderabile.
E il fucile è sempre lì, appeso al chiodo, ma ben oliato.

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alberto49 scrive:

Sono pronto anch’io e sparo pure bene,avendo fatto l’istruttore di armi e tiro e tiro al piattello.Fra l’altro quando si parla di separare e/o secedere,mi incazzo di brutto,ma di brutto.

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Zazen scrive:

Segno evidente che Le mancano gli argomenti, ma vabbé. Non capisco cosa vi cambierebbe se la Sardegna fosse uno stato a sè: è giá staccata fisicamente; il suo apporto economico che ci sia o che non ci sia vi cambia poco e niente (piuttosto restituite i 10 miliardi delle entrate rubate); nessuno vi impedirebbe di venirci in vacanza, anzi, magari trovereste maggiori servizi; smettereste di pagare un po’ di parassiti della PA e noi finalmente saremmo costretti a tagliare qualche ente inutile; ha infrastrutture a sè di cui a voi non ve ne sbatte nulla e che quindi lo stato non a nessuna fretta di riammodernare, mentre i sardi hanno dannatamente fretta di farlo. Aspetti negativi proprio non ne vedo. Non confondete la Sardegna con la Padania, che è un’invenzione.

Saluti

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alberto49 scrive:

Una volta,era il 1995,mi chiama a casa una giovanotta che mi dice:lei sarebbe disponibile ad impegnarsi per fare un partito che abbia come fine la secessione di Roma dall’Italia?
L’ho mandata affanculo;ecco io la vedo così,non ho alcun argomento da discutere in proposito.
Ancora un eppisodio come dice il Card.Tonini,ero a Zagabria con un carissimo amico(tuttora carissimo)Croato e visitavamo un cimitero di guerra(quella di secessione),migliaia di tombe di ragazzi di tutte le religioni ed io chiesi a lui se ne era valsa la pena e feci riferimento alla possibile secessione Padana e dissi che in Italia mai avremmo fatto come loro;Lui mi aggredì letteralmente spiegandomi che trattavasi di popoli diversi,io ovviamente in mezzo alla città,mi scaldai parecchio e litigammo di brutto e stavo ripartendo;poi le rispettive consorti ci hanno calmato,ma mi chiedo,ne è valsa la pena?

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Zazen scrive:

Se la mette cosí allora si puó anche dire che non è valsa la pena versare tanto sangue per riunificare l’Italia. Su questo possiamo essere sicuramente d’accordo. Ma sinceramente non mi interessa stabilire se ne sia valsa la pena o no, constato solo la mancanza o la pochezza di argomenti di chi si oppone all’indipendenza della Sardegna.
Io, con quella giovinotta di Roma, mi sarei divertito a smontarne le ragioni, non credo che sarebbe stato troppo difficile. A lei purtroppo la capacitá di argomentare manca, si affida al suo fucile e getta alle ortiche il rispetto delle libertá altrui. Gli indipendentisti sardi di iRS sono non violenti, cosí come quelli di SNI e del PSd’Az… ma non sono pacifisti, quindi non si aspetti che di fronte agli incivili che oliano i fucili se ne stiano buoni e cari.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
alberto49 scrive:

Allora visto che lei è così bravo con le argomentazioni a supporto delle sue tesi,veda di dimostrare appieno la bontà di quello che dice,ma lo faccia con tutti gli argomenti,a 360 ° e lo faccia da democratico come dice di essere,e facendoci sapere quindi quale è la vostra forza percentuale,perchè io ho amici e parenti Sardi che non mi pare la pensino come Lei.
Quei morti che lei evoca,presenti in molti Sacrari,maciullati per fare l’unità e quelli morti dopo per mantenerla l’unità(inclusi Americani,Polacchi etc),avranno pure diritto di essere rispettati dopo morti o vogliamo riucciderli di nuovo?
Dopodichè,perchè Lei avrebbe smontato la giovane Romana,faceva dopotutto il suo stesso discorso,cosa pensa che Roma e provincia non sarebbero autosufficienti alla grande?

 
Zazen scrive:

La forza percentuale dell’indipendentismo si aggira intorno al 10% (al momento peró gli indipendentisti sono divisi). Poi ci sono quelli che l’indipendenza la vorrebbero anche, ma non ci credono. sono quelli che si ritengono pragmatici e continuano a tirare avanti con i soliti mezzucci all’italiana dando il voto al politico territoriale che promette di piú. Questi indipendentisti confusi sono ben distribuiti tra PD e PDL e gli basta che gli si parli di autonomnia per farli stare buoni. Noi indipedentisti sardi stiamo spiegando che l’autonomia ce l’avremmo pure da 60 anni, ma non è che abbia funzionato granché, anche perché continua a mettere nelle mani del governo centrale molte decisioni importanti. Un esempio molto in voga di isola non popolatissima, ma indipendente, è l’Irlanda. Io per le isole, soprattutto se cosí distanti dal resto del continente come la Sardegna, farei un discorso diverso rispetto alle nazioni senza stato i cui confini sono evidenti solo sulla carta come Catalogna, Scozia e paesi Baschi (paragonare la Padania a queste è un insulto all’intelligenza umana perché la presunta Padania non è per nulla un unicum culturale, linguistico, sotrico e geografico). Credo che per loro una forte autonomia sia sufficiente a garantire ampi diritti ed elevati standard di vita, ma fanno benissimo a tenere l’argomento “indipendenza” sempre a portata di mano, cosí lo stato centrale sa bene cosa succederebbe se gli venisse in mente di violarne l’autonomia. Per le isole è diverso perché esse hanno infrastrutture ed interessi commerciali propri, che interessano esclusivamente quel popolo. Mentre il porto di Barcellona è importante per tutta la Spagna, di quello di Cagliari, di Olbia o di Porto Torres al resto d’Italia non gliene potebbe fregare di meno, infatti quello di Cagliari sta morendo. Lo stesso vale per gli aereoporti e per le strade la cui importanza economica riguarda solo chi la sardegna la abita.
Quei morti cha hanno “fatto” l’Italia sono morti quanto quelli che difendevano le loro terre dagli aggressori piemontesi e quanto quei croati che hanno lottato per la propria libertá, anche se secondo Lei non ne valeva la pena. Penso ai sardi sterminati dai piemontesi quando si sono ribellati sotto la guida di Angioy, ma queste cose sui libri di storia italiani non ci sono scritte. Rispettiamo tutti i morti (ma anche non tutti, solo qualcuno, almeno quelli in buona fede), ma non confondiamo chi combatte per avere la libertá con chi lo fa per controllare una fetta maggiore di territorio, per quanto sia stato bravo nel camuffare i suoi vili intenti con la retorica risorgimentale.
Per quanto riguarda la giovinotta che secondo Lei diceva le mie stesse cose, io le avrei chiesto:
- i romani hanno una lingua ed una cultura che l’appartenenza all’Italia impedisce di tutelare?
- dove e come la storia di Roma si distingue chiaramente da quella del resto d’Italia (magari le sue rivendicazioni erano di carattere storico)?
- i romani romani hanno modo di muoversi senza passare necessariamente per il suolo italiano?
- in che modo l’apparteneza all’Italia penalizzerebbe Roma?
- l’economia di Roma puó non dipendere in maniera preponderante da quella del resto d’Italia?

Avrei insomma cercato di capire per bene le ragioni della ragazza, magari alla fine le avrei dato pure ragione, ma ne dubito. Roma non ha proprio i presupposti storici, geografici, culturali ed infrastrutturali per poter camminare completamente slegata dal resto d’Italia. A meno che la ragazza non volesse ripristinare il vecchio territorio vaticano.

 
alberto49 scrive:

Intanto grazie per la risposta ,volevo però dirle,me lo consenta che non mi ha convinto;ne per il mio(come Italiano non come Alberto ovviamente) ne per il suo interesse(come rappresentante del separatismo),ne per quello dei Sardi in generale.
Le dico subito perchè:
Primo punto,cosa più importante i vantaggi per la Sardegna non sono stati da lei dimostrati;quando io parlavo di 360°,parlavo di conti economici,di risorse,di energia,parlavo di flussi di uomini, di merci così come Lei sa,quando io dimostro una affermazione che faccio,la dimostro con numeri e intendo che nella fattispecie se lei vuole convincere me ed i Sardi che debbono venirle dietro,lei debba fare,altrimenti chi vi segue?Non dovrò certo dimostrare io quello che Lei intende sostenere.
A fronte di quanto sopra,non ritengo sufficiente l’affermazione che Lei fa riguardo i porti Sardi che stanno morendo(muoiono anche porti di altre regioni),le potrei facilmente dire che se oggi stanno morendo,domani potrebbero addirittura essere sepolti con la logica della secessione violenta o non.
Per quanto riguarda la sua dichiarazione che non dovrebbe fregarci nulla a noi continentali della sua splendida isola,perchè lontana dall’Italia,la ritengo una cosa veramente sgradevole per tutti;sarebbe meglio invece battersi perchè succeda esattamente il contrario.
Spero che Lei,come vile interesse si riferisse a Casa Savoia,non a coloro che credendo non stoltamente a mio avviso,ai vantaggi dell’unità della Nazione,ci sono morti,fra gli altri anche tanti suoi conterranei.In ogni caso io ritengo V.E.II un grandissimo Uomo e dotato di grandi meriti e per questo le faccio presente che i Padri della Patria tra cui Lui entra di diritto,possono essere anche criticati,ma mai considerati vili o puramente utilitaristi;le loro imprese sono la prova della loro grandezza.
Per quanto concerne Roma,Le dico che io personalmente,da un punto di vista puramente personale,legato al disagio differenziale di noi Romani rispetto al resto d’Italia,sono stufo di vedermi ogni 2/3 giorni privato della libertà di muovermi come vorrei nella mia città a causa di continue manifestazioni di ogni tipo;le garantisco che questa è vessazione pura e tanti sarebbero contenti di godere di autonomia.Sicuramente l’economia di Roma e del Lazio in generale,per parlare di Regione,in caso di separazione starebbe messa meglio di quella della Sardegna,non le pare?Pensi soltanto al patrimonio immensamente maggiore del Lazio e di Roma in particolare,in termini Immobiliari,Industriali,D’Arte rispetto alla Sardegna.Anche i Patrimoni sono Italiani non Sardi,Padani etc.e questo deve farci riflettere sul senso profondo di un’unità.
In conclusione la ovvia deriva separatista che nel caso in questione accompagnerebbe la nostra futura storia e le sue spaventose conseguenze per tutti,ripeto a fronte di vessazioni che mi pare non vengano perpetrate nei confronti dei Sardi ,di non ben identificati sostanziali vantaggi per la Sardegna,nè di evidenti e dimostrabili differenze linguistiche e di razza,fra l’altro neanche supportati da un congruo seguito di abitanti,ritengo chiuda la questione almeno per me.
Proprio come ultima cosa mi dia atto di averle risposto immediatamente dopo la lettura del suo post,di getto e quindi se magari ho tralasciato o sottovalutato qualcosa chiedo venia.

 
Zazen scrive:

Alberto, prego, figurati. Non credevo di dover convincere te della fattibilitá dell’indipendenza, quelli che devo convincere sono i sardi e con il fallimento dell’autonomia e del centralismo che in Sardegna sta diventando ogni giorno piú evidente gli argomenti stanno iniziando a fare presa, non ti preoccupare. La mia domanda, alla quale tu nè nessun altro ha risposto, è: che svantaggi avrebbe lo stato italiano dalla perdita della Sardegna? Svantaggi economici? Non mi risulta, ché se la volesse mantenere in maniera decente (non come fa adesso) sarebbe costretto a spendere molto di piú di quanto ne ricaverebbe. Svantaggi infrastrutturali? La Sardegna è fuori dai grossi piani infrastrutturali italiani come il ponte sullo stretto o le grosse infrastrutture del nord italia. Ecco, Lei non ha neanche minimamente accennato agli eventuali svantaggi per gli italiani in caso di perdita della Sardegna.

Vuole qualche conte economico? Quelli reali sono quelli fallimentari dell’autonomia che attende il permesso dallo stato italiano per agire sul proprio territorio e spesso quando “esagera” il governo di turno impugna la legge e blocca tutto. Lo stato italiano deve 10 miliardi di euro alla Sardegna, ma Soru ha patteggiato con il governo amico suo e, forse, ce ne restituirá solo 5 in comode rate. Tremonti non lo voleva nemmeno ricevere a Soru per parlare del furto, si figuri. Soru poi aveva messo in finanziaria le anticipazioni, ma il governo “amico” l’ha impugnata e ci siamo dovuti ulteriormente indebitare. Le piacciono questi conti economici concreti? Non le bastano?
I fondi FAS li dá l’Europa e lo stato italiano, a volte, li incrementa. Lo stato li dovrebbe distribuire alle regioni. La Sardegna li aspetta da olte un anno, ma non accennano a sbloccarsi. Se fosse stato le arriverebbero direttamente dall’Europa e lo stato italiano ladro e criminale non avrebbe la possibilitá di bloccarli.
Un modello di svuiluppo possibile è quello irlandese (non copiato pedissequamente, ma adattato alle esigenze del territorio) con fiscalitá di vantaggio che attira gli investimenti in maniera pulita, non come fa l’Italia che promette auiti di stato e quando finiscono i soldi le fabbriche, dopo aver succhiato un po’ di soldi pubblici, chiudono.
A me non interessa la buona o la cattiva fede dei padri della patria, io osservo solo che hanno cannato in pieno ogni previsione. Lei potebbe andare a vedere ad esempio quanto c’era nelle casse dell’evoluto Piemonte poco prima dell’unificazione (violenta) e quanto c’era nelle casse dell’”arretrato regno di Napoli, vi potebbe trovare informazioni interessanti.
Per quanto riguarda Roma mi pare che Lei confonda indipendenza con autonomia e ci mette in mezzo i disagi di essere capitale. I romani potrebbero chiedere di spostare la capitale, non vedo la necessitá di separazione per farlo. Oltretutto la formazione di uno stato nuovo nel cuore dell’Italia creerebbe non pochi disagi, ma se i romani veramente lo volessero io non ci troverei nulla in contrario, giusto perché rispetto la libertá altrui.

Io poi non ho detto che non ve ne dovrebbe fregare nulla della Sardegna, ho solo constatato che non ve ne frega e non ve ne è mai fregato nulla nei fatti, a parte 2 settimane di vacanza all’anno. Ma è anche giusto visto che avete altro a cui pensare. Perché, se proprio tenete all’unitá, non facciamo il contrario? Spostiamo la centrale di controllo dell’Italia in Sardegna, al quale si occuperá di stanziare i fondi e di distribuirli, olte che di amministrare le entrate e tutto il resto, non vi fidate? A queste condizioni difenderei a spada tratta l’unitá d’Italia.

P.S. Mai parlato di differenze di razza e me ne sbatto altamente delle rivendicazioni identitarie, sia che siano italiane sia che siano sarde. LE evidenze linguistiche sono dimostrabilissime visto che il sardo è una lingua che ha ben poco in comune con l’italiano, ma gli idioti letterati italiani credono nella purezza della loro lingua che non vogliono sia contaminata da altre parlate… infatti la loro azione criminale sul territorio a discapito della parlate locali ha avuto effetto, come se la conoscenza di una lingua in piú potesse essere un ostacolo e non un vantaggio. Si è visto riemergere questo atteggiamento quando si sono levati gli scudi contro la proposta della lega di questa estate… i letterati di destra e sinistra hanno tirato fuori la loro idiozia nella difesa della purissima lingua italiana dai dialetti.

 
alberto49 scrive:

Che le devo dire:mi arrendo e mi dichiaro completamente insoddisfatto.Auguri per la sua battaglia.

 
Zazen scrive:

C.V.D.

 
alberto49 scrive:

Dimostrato?A Roma se dice Maddeche’.

 
Sbirulinicce scrive:

Caro alberto,
ho appena acquistato un libro dal titolo: “la fisica dei supereroi”, in cui si spiega la fisica attraverso esempi di supereroi… il sottotitolo dice: “Tutto quello che dovevo sapere sulla fisica l’ho appreso dai fumetti”. Quindi sappia che appena l’avrò terminato tornerò a romperle le scatole con la fisica quantistica. Mi documento e poi la stresserò.
Lo sappia.

A presto.

 
alberto49 scrive:

Spero di poter risponderle;almeno cercherò di farlo,anche sulla fisica quantistica mi trovo meno a mio agio.Comunque mi comprerò il libro per leggermelo pure io.

 

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Zazen scrive:

Guardi che il fatto che ci siano sardi che vivono in continente e viceversa non cambia nulla. Il mio non è un discorso identitario per cui bisogna riconoscere dei diritti speciali ai sardi puri, previa analisi del DNA che ne confermi inequivocabilmente la sarditá. Il mio è un discorso di appartenenza e l’appartenenza non ha vincoli di sangue. Anche un islandese che si è trasferito da tre giorni in Sardegna, ma ha intenzione di costruirsi lá il proprio fututo è sardo, piú sardo di me che il mio futuro me lo sto costruendo in Germania. L’Italia (entitá geografica distinta dalla Sardegna) non si deve necessariamente smembrare, anzi.Credo che oramai il sentimento nazionale del continente sia cementificato (l’azione criminale che è stata fatta con l’imposizione della lingua a discapito delle lingue locali ha dato i suoi frutti, assieme ad altre misure quanto meno dubbie). Fatto sta comunque che la responsabilizzazione del sud dovrebbe passare attraverso un taglio delle trasfusioni di soldi pubblici ed un conferimento di maggiori poteri di autogestione.
Ma questo è solo un suggerimento, poi fate pure come volete. Certo che sentire molti cervelli fini che continuano ad aspettare l’uomo del destino, il politico capace di risolvere i problemi del belpaese, fa cascare un po’ le braccia e toglie un po’ di speranze.

Ribadisco che il discorso per la Sardegna è diverso e le motivazioni etnico-identitarie c’entrano ben poco. Lei ha studiato logica, mi spieghi cosa c’è di logico nell’appartenenza di un popolo ad un altro popolo. Quale logica ha il fatto che una nazione, per agire concretamente sul proprio territorio, debba aspettare il permesso da un’altra nazione? Un popolo che non ha la sovranitá sul proprio territorio è poco piú di un popolo di schiavi, per quanta autonomia gli si possa concedere.
Sia ben chiaro che io non ritengo il comportamento dello stato italiano verso la Sardegna ingiusto, tutt’altro. È assolutamente normale che gli interessi di un territorio di 1 milione e 600000 abitanti vengano dopo, molto dopo, quelli di un territorio di 58 milioni di abitanti. Sarebbe ingiusto il contrario. E i responsabili sono innanzi tutto i sardi, che oramai sono convinti di essere un popolo senza storia ed incapace di autogestirsi, addudendo un po’ le stesse stupide argomentazioni di quelli che erano contro l’abolizione della schiavitú perché consideravano i neri incapaci di gestirsi da soli.

Non dimentichi di continuare ad oliare per bene il fucile che non esiste, ma occhio che nella traversata del meditteraneo per arrivare in Sardegna si potrebbe bagnare… e poi si inceppa.

Saluti

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manpan scrive:

Ciao Paolo,
rientro oggi da un lungo periodo di lavoro …
…giovedi scorso ho trovato il tempo di come ti avevo anticipato di assistere allo spettacolo di Corrado Caterina e Marco Marzocca a Jesi
S T R E P I T O S O …
lo consiglio anche agli altri frequentatori …

stasera però un disagio mi pervade e scusa se sarò franco ma questo tuo post, se pur provocatorio,
mi delude.
non ho letto tutti i post quindi forse farò delle ripetizioni…

non entro nel merito riga per riga o parola per parola … non otterrei nessun risultato e non ne vale la pena
ma non posso non dire che sono tutte fesserie.

la dimostrazione sta nel semplice ragionamento che segue

Italiani : pizza maccaroni tarantella
Inglesi : sporchi
Americani : colonialisti, poco democratici nei fatti
Russi : corrotti
oppure
giornalisti : tutti servi
palestinesi : tutti terroristi
ebrei : tutti tirchi

luoghi comuni … tutto qui …

…una brutta scivolata … uno stile che non ti appartiene …

parliamo delle persone, dei contesti dei fatti … contiamo i buoni e i cattivi e poi, se abbiamo argomenti, spariamo a zero

I criminali sono criminali sia se sono calabresi, lombardi, sicilini o trentini …
e ti posso garantire che di gente che non fa un cazzo o non sa fare un cazzo c’è anche al nord :
e sicuramente lo fanno meglio
per non fare un torto a quel poco di intelligenza che è rimasta nel paese
non confondiamo l’acqua con in bambino

con stima

ps. le migliori aziende Italiane sono guidate da meridionali, nei posti chiave di qualsiasi attività imprenditoriale ci sono meridionali, i più grandi dirigenti di aziende pubbliche sono meridionali,
la storia d’Italia è piena di nomi di Italiani nati al di sotto del Po che hanno dato lustro, cultura, scienza …
alla luce di questo posso dire che i Padani sono caproni ? … non credo … anche se vorrei …sarei un disonesto

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manpan scrive:

da aggiungere al post precedente …
…dimenticavo …
…e la sinistra, come qualsiasi altro partito, in tutto questo non c’entra niente …

…c’entrano le persone vendute che hanno usato i partiti per fare quello che meglio sapevano fare :
i delinquenti

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Amgelo scrive:

Francab,
le prove che su questo blog chiunque può scrivere ciò che vuole, se resta nei limiti dell’ educazione e della buona fede, sono date dagli ultimi post di Manpan.
Pensi che io leggendoli ho avuto dei conati di vomito, ma non ci posso fare niente: sono sue legittime opinioni.

Manpan, qui nessuno ha detto che i napoletani in quanto napoletani, i siciliani in quanto siciliani, i calabresi…………..sono criminali. Si è detto solo che quelle terre sono completamente nelle mani dei criminali e che lo Stato dovrebbe riappropriarsene con mezzi opportuni.
E tanto per ricordare e trovare un legame tra vero giornalismo (coraggioso) e camorra, le propongo la lettura di questo:
http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Giancarlo-Siani.-Una-vittima-dimenticata-della-camorra.html

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manpan scrive:

Amgelo ti ringrazio e un po’ mi spiace che il conato non ti abbia affogato.
…cmq educatamente e in buona fede.

…è vero nessuno ha detto che i meridionali sono criminali … ma nessuno neanche ha detto il contrario …
…cioè il gioco del dare ad intendere o del tiro al piccione, tanto per fare gli intellettuali, quando comincia poi non si ferma … si autoalimenta … e si butta tutto in vacca.

per poter parlare dei luoghi e delle genti bisogna viverci … bisogna sporcarsele le mani … tutto qui …
sparare ad alzo zero senza conoscere la verità profonda