Lettera aperta e guanto di sfida a Silvio Berlusconi
Caro Silvio
sono sicuro che il tuo ufficio stampa ti porterà questo scritto che dedico ai miei amici del blog Rivoluzione Italiana, ma che ha te come destinatario.
Qualche mese fa mi hai telefonato per chiedermi la ragione “di tanto odio”. Ti ripeto oggi quel che ti dissi subito: io non soltanto non ti odio affatto (odiare non è il mio mestiere, mi riesce malissimo), ma per me sei e resti una persona simpaticissima, direi quasi irresistibile. Coloro che ti odiano senza conoscerti non lo sanno: non conoscono il Berlusconi privato, personale, affettuoso, amichevole, pronto a soccorrere anche gli sconosciuti in difficoltà. Sia D’Alema che Cossiga, per dirne due fra tanti, hanno testimoniato questo aspetto della tua natura, l’aspetto seduttivo che è – anche –protagonista politico di quelle tue vicende che da personali si sono fatte politiche a partire dal momento in cui tu decidesti di andarle ad esporre davanti a microfoni e telecamere del servizio pubblico.
Tutto quel che è successo a causa dei rapporti fra te e le donne, è successo – anche – a causa della tua natura incerta sui confini dell’affettuosità, della liceità, della opportunità, del buon gusto e in definitiva sui confini netti fra bene e male. Tu pensi, hai sempre pensato e sempre penserai, di essere un caso unico ed eccezionale cui tutto è permesso, per cui tutto è perdonabile e riconducibile ad una natura sempre più vasta di bontà eccelse e intenti nobili.
E’ ciò che determina e configura lo sconfinamento della megalomania sulla coscienza dei limiti, ed è il tuo problema personale che si riflette come problema politico. I comunisti non c’entrano. Non c’entrano i complotti, non c’entra Murdoch. Hai fatto e seguiti a fare tutto da solo, salvo infuiarti e scatenare i tuoi avvocati se i tuoi nemici ci sguazzano.
Certo: quelle anime nere, o rosse, di comunisti, nemici, avversari, competitori, di fronte a tanta grazia da te imbandita, banchettano e mangiano a quattro palmenti la messe che tu servi loro, ringraziando per la tua suicida generosità.
Quando ti vedevo, nelle conventions (mai “congressi”! per carità: l’idea di somigliare ai veri partiti ti dà l’orticaria) rabbrividivo di fronte alla tua mania sempre meno innocente di corteggiare, seminare complimenti, carezze, allusioni e commenti per le donne più carine o appariscenti.
Quando qualcuno mi chiede che cosa io intenda io quando ho duramente stigmatizzato l’espressione delle tue pulsioni, racconto sempre di quella volta in cui a una convention mi sei comparso davanti travolto da uno stuolo di fans assatanati, maschi e femmine, e mi hai chiesto festoso e urlante se avessi approfittato della calca per palpeggiare una donna che ti aveva colpito.
Rimasi basito, ma non per perbenismo (sono anch’io un porcello del gregge di Epicuro) ma per l’inopportunità, l’incongruità, l’incapacità di distinguere fra politico e showman, fra avanspettacolo e istituzioni, dal momento che i partiti politici in una democrazia sono istituzioni e non club privati e a luci rosse.
Mi hanno sempre colpito questi congressi-convention con le hostess tutte uguali, carine, alte, col culetto impacchettato nella minigonna a tubo, le tettine acute, lo sguardo dolce. Oggi imparo che questa fauna si chiama ragazze immagine, accompagnatrici, hostess, alla peggio escort. L’importante è che abbiano un visino pulito e innocente e a cena indossino un vestitino nero di Armani, possibilmente senza gioielli. L’immagine dell’innocenza scatena la libido. Ho sempre visto con quanto disprezzo, anche manifesto e offensivo, tratti le donne in menopausa, tutte quelle carampane eccessivamente truccate e ingioiellate che ti si affollano intorno a migliaia, appiccicose e osannanti, sognanti, adoranti. Anche a loro non hai mai lesinato una barzelletta spinta, anche spintissima, che desse a quelle povere donne sfiorite il frisson della seduzione, dell’avventura col capo.
Io vengo da una generazione che ha convissuto con i movimenti di protesta, con il femminismo in particolare. Le nostre ragazze di un tempo erano femministe e ci hanno fatto sudare freddo più di una volta. Ma noi allora pensavamo che da certe conquiste di rispetto della donna non si potesse più, mai più, tornare indietro. Tu ci hai insegnato invece che su quelle conquiste minime di rispetto ci si potesse ballare il flamenco e la czarda, che si potessero calpestare e deridere come hai sempre fatto, peggiorando nel tempo.
Pensai allora: questo è il suo tallone d’Achille. La sua adolescenza è ripresa con una furia senile. E più la tua furia cresceva, più convocavi donne al tuo desco, alle tue cene, al tuo tavolo, per raccontare a raffica decine, centinaia di barzellette, spesso usate come strumento di allusione, seduzione, demolizione del pudore. Certo, mi preoccupava la tua frenesia di raccontare barzellette alle deputate e alle aspiranti deputate che né io né te avremmo raccontato alle nostre figlie.
E, a proposito di figlie, ricordo con particolare piacere le volte in cui mi hai presentato a qualcuno dicendo: “Paolo ha chiamato sua figlia Libertà, anzi Liberty perché ama l’America”. E’ vero. E anche questo è un fatto politico. Il nome completo della mia terza figlia è Liv Liberty Atpoh Guzzanti, dove “Atpoh” sta per “and the pursuit of happiness”, il diritto a cercare e trovare la felicità, che è il terzo diritto umano dopo quello alla vita (Liv, vita in svedese in omaggio alla sua nonna) e alla libertà.
Ho dato, con mia moglie Jill, a nostra figlia i nomi dei principi della Rivoluzione Americana: diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Questo è ciò che distingue il liberale dagli altri: subito dopo il diritto a vivere, viene immediato quello della libertà, di cui tu ti riempi la bocca, senza praticarla e senza tollerarla.
Ma all’inizio sei riuscito ad ingannarmi. Ti sei presentato come il campione dei liberali. Il cavaliere che ha raccolto nella polvere la bandiera caduta della libertà e la vuole restituire alla società. E mi sono sentito pugnalato alla schiena quando ho visto che tu di liberale non solo non hai mai fatto nulla, ma quel che hai fatto lo hai fatto andando esattamente nella direzione opposta: quella di sterilizzazione del Parlamento da far occupare presto da ragazze e giovanotti di bell’aspetto; selezione del personale politico attraverso il criterio del sex appeal che ho chiamato “mignottocrazia” perché consiste in un rapporto di scambio e investimento sessuale, fosse anche solo simbolico; una politica estera votata a sostenere un megalomane assassino delle steppe e un altro megalomane assassino della sabbia; il tradimento sostanziale dell’alleanza con i bastioni dell’Occidente – Stati Uniti e Regno Unito – i quali sono profondamente furiosi con te, quali che siano le smorfie e le edulcorazioni della diplomazia.
Gli americani in particolare ti detestano per le scelte energetiche e perché insisti a dire che tu sei il mediatore fra loro e la Russia (ho misurato personalmente il loro disprezzo).
Hai corrotto – l’ho detto e lo ripeto – la gioventù italiana offrendo specialmente alle donne obiettivi-premio che possono con indifferenza essere ripartiti fra serie televisive, posti al Parlamento europeo e italiano, candidature locali, reality shows, fictions, ruoli di accompagnatrice, di ragazza immagine, di governo della Repubblica italiana.
Ma l’accusa principale che io ti rivolgo, è di aver sepolto e tradito la rivoluzione liberale che l’Italia aspettava, per imporre al suo posto la berlusconocrazia, un regime personale in cui si misura ossessivamente il consenso dai sondaggi che sostituiscono ormai l’espressione popolare, alla stessa maniera con cui si misurano gli ascolti televisivi con l’auditel.
Tu hai inoltre instaurato il presidenzialismo di fatto. Cosa contro la quale, in sé, io non avrei nulla contro, purché fosse scritta sulla Costituzione e nel caso in cui una tale modifica costituzionale fosse venuta dopo i necessari passaggi, i necessari dibattiti di fronte al popolo, per essere alla fine approvata dal popolo.
Tutti fummo consapevoli della forzatura con cui nel 2001 ti presentasti scrivendo sulla scheda della coalizione “Berlusconi presidente”, e cioè sottoponendoti a un imprevisto e illegittimo referendum popolare. Io allora ne fui tuttavia contento con molti altri, perché vidi in quel gesto il segno di una rottura, la formazione di uno strumento rivoluzionario utile se fosse stato messo al servizio della tanto auspicata rivoluzione liberale.
Tutto si svolgeva allora e si svolge oggi su un panorama di macerie ideali, organizzative e di capacità politica di una sinistra suicida, rabbiosa, impotente, litigiosa, meschina, affarista, incapace di sedurre moralmente e idealmente.
Le condizioni per una rivoluzione democratico parlamentare liberale c’erano tutte. Bisognava trasformare la melma televisiva in cultura, sciogliere i nodi che legano l’informazione inaugurando l’esercizio della libertà alla informazione completa e indipendente, bisognava affrontare a muso duro e definitivo l’anti-Stato mafioso camorrista investendo nel recupero del suolo italiano e della popolazione italiana abbandonata; bisognava far sentire forte e potente l’odore della libertà agli studenti, ai ricercatori (Obama cura la crisi con la ricerca scientifica, non strozzandola); bisognava far sentire che lo Stato tutela ogni modo di sentire, ogni modo di credere e anche di non credere, ogni singola individualità personale che gode i diritti di una minoranza etnica.
Abbiamo avuto invece arroganza, ignoranza, incompetenza, miopia, cafè chantant di governo. E siamo stati ammorbati, volenti o nolenti, dalla tua esuberanza affettiva, amorosa, farfallona, dalle chiacchiere che ti seguono come un nugolo di mosche, dalla stampa internazionale di destra – lascia perdere quella di sinistra, guarda alla destra mondiale se vuoi misurare il tuo fallimento – indignata, preoccupata del cattivo esempio, imbarazzata.
Essere italiani e viaggiare all’estero è diventato un mestiere molto duro, per colpa tua, Silvio Berlusconi.
Io sono stato l’ultimo, sia in ordine di tempo che di importanza, dei giornalisti e degli intellettuali di sinistra, che sia corso da te per aiutarti – pensa tu che ingenuità, che follia – a compiere quella rivoluzione. Sembravi a me e a tanti l’uomo della rottura, un uomo tutt’altro che esente da gravi difetti, ma un uomo che mandava in bestia la sinistra più codina e conformista, professionista dell’odio e del rancore.
Di quella sinistra che ha ucciso la sinistra ne avevamo e ne abbiamo abbastanza. Ti ho difeso quando li mandavi in bestia mettendoti la bandana per Tony Blair (anche se poi ho letto che Blair ha avuto il voltastomaco di fronte a quelle foto) e ti ho difeso a spada tratta anche quando eri dubbiamente difendibile perché ai miei occhi seguitavi a rappresentare la speranza di una rottura del vecchio sistema, uno strumnto, una possibilità e anche un prezzo da pagare in vista della prospettiva di una ricostruzione rivoluzionaria della democrazia parlamentare (e non della sua uccisione).
Per questo io oggi non sono tornato “a sinistra”, ma sono entrato nel Partito Liberale Italiano, quello antico e storico, dove sono stato eletto vice segretario.
Da quel piccolo, vitalissimo partito io ti lancio la sfida.
La mia sfida nel contenderti gli italiani che come me hanno sognato, immaginato, sperato in una rivoluzione liberale democratica ed hanno avuto invece soltanto il tuo personale regime sempre più in conflitto con le regole della democrazia, fino a lasciar prefigurare e temere uno scontro in nome della difesa estrema della democrazia liberale e parlamentare.
A me nessuno potrà mai darmi del comunista e amico dei comunisti, diversamente da te che treschi con l’ultimo capo del KGB, lo stesso KGB che mi ha tragicamente combattuto quando io, in nome e per conto del Parlamento della Repubblica, indagavo sulle malefatte sovietiche e post sovietiche in Italia, che investono in pieno la questione dei “misteri d’Italia” e delle risposte insolute a tanti crimini, a cominciare da quello Moro, fino alla strage di Bologna, passando per Ustica che è la strage sorella di quella gheddafiana di Lockerbie, per quella del treno di Natale e di tutte le malefatte del terrorista Carlos quando era integrato nei servizi operativi del KGB e della Stasi, ai tempi in cui il tuo amato amico Vladimir le rappresentava e le coordinava tutte e due.
A me nessuno potrà darmi del comunista, mentre tu oggi sei il migliore amico del capo e della storia del KGB e quando hai dovuto scegliere se schierarti con il Parlamento Repubblicano o con le tue nuove amicizie nella polizia segreta post-sovietica non hai avuto tentennamenti: hai scelto la seconda non pronunciando una sola sillaba in difesa del Parlamento, quando una Commissione del Parlamento era sotto il più feroce attacco del KGB.
Un giorno mi dicesti: “Putin è una persona dolcissima. E’ un uomo mite e buono. Se mi dicessero che è un assassino, sarebbe come se mi dicessero che tu, Paolo, sei un assassino. Potrei mai crederlo?”. Senza perdere altro tempo posso recapitarti una intera biblioteca delle imprese del tuo amico, con in testa “Il mio agente Sasha”, di mia fattura. Non ti farebbe male.
Ma se oggi ti scrivo pubblicamente è perché da liberale, da vice segretario del Partito Liberale, io ho deciso di sfidarti politicamente. Io minuscolo Davide contro te enorme mastodontico onnipotente Golia con tutti i poteri, i giornali, i direttori, i telegiornali, gli apparati dello Stato. Tu non sei in condizione di reggere uno scontro con me ad armi pari, in un duello televisivo, perché mi ti mangerei.Tu con me puoi vincere solo chiudendomi la bocca, impedendomi di parlare, di apparire, di scrivere se è possibile.
Del resto, il mio primo gesto di resistenza contro di te è consistito nel combattere insieme al segretario del PLI per impedire che anche il simbolo di questo rinato antico partito finisse inchiodato sul caminetto di Arcore sulla stessa panoplia di teste impagliate che già comprende la Dc, il Pri, il Psi.
Abbiamo resistito in un congresso di lacrime e sangue, votazioni, insulti, scontri, aria fetida e passione, come deve essere la politica vera, non quella azzurrata e nuvolettata che piace a te.
E abbiamo vinto contro di te e i tuoi amici che volevano incorporare anche quel residuo di democrazia nel tuo impero autocratico.
Ora la nostra barca corsara è in acqua e tu cercherai di impedire che ci si veda, impedire che i giornali e i telegiornali parlino di noi. Se io potessi andare in televisione e dibattere con te, ti farei lietamente a pezzettini. Tu sei del tutto incapace di reggere un dibattito televisivo all’americana o alla francese ad armi pari, pari tempi, argomenti e idee contro argomenti e idee.
Con me non ti sarebbe stato possibile realizzare la vergogna del dibattito da Vespa sui tuoi affari familiari, che hai portato tu in piazza per farne un evento della piazza, salvo protestare perché l’agorà ti si rivolta contro.
La sinistra non ha con te alcuna possibilità di farcela. E’ questa la tua forza.
Ma noi liberali sì. Siamo noi la speranza del Paese, non te. E bloccheremo lo stato di guerra civile in cui hai precipitato il Paese delegittimando il Parlamento repubblicano, determinando allo stesso tempo una degradazione del Paese che si rispecchia ormai in un giornalismo per bande, agguati, intimidazioni, minacce, manipolazioni.
A tutto ciò bisogna dire basta e il basta deve venire da noi, piccoli liberali senza giornali, senza televisioni, senza potere.
Noi, laici ma rispettosi di chi crede, noi che abbiamo rialzato la bandiera che tu avevi sottratto alla speranza.
Quando mi telefonasti, mi dicesti che avremmo fatto bene a vederci per discutere. A me piacciono le discussioni, a due e ad armi pari. Ecco dunque l’elemento di partenza per la discussione.
Sono queste le principali cose che avevo da dirti e se vuoi dibatterne con me, sono pronto, subito, ovunque.
Ti lancio quindi politicamente, lealmente e apertamente, il guanto della sfida e lo faccio non per me, che ho già 69 anni, ma per tutti i figli degli italiani, delle donne italiane, affinché possano veder salva la libertà, la vita e il diritto alla ricerca della felicità nella dignità e nel rispetto, attraverso la misura dell’intelligenza, del merito, della qualità umana e del lavoro, dell’onestà, della capacità, della responsabilità, della lealtà. Questo è lo spirito con cui mi sono posto al servizio del mio Paese, per quel che posso e per quel che mi resta da vivere.





















7 settembre 2009 alle 16:49
Bello, ma con quale futuro? Non risponderà. Probabilmente non leggerà nemmeno subendo questa lettera il filtro preventivo dei vari paggetti di corte…
GUZZ – GLIENE HO INVIATA UNA COPIA SULLA SUA E-MAIL PERSONALE
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7 settembre 2009 alle 17:24
Intanto lanciare una sfifa è nobile, e poi non è detto che non l’accetti.
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7 settembre 2009 alle 18:20
okkio Guzzanti che se e’ email della Camera le tronca dopo circa 50 caratteri.
ciao healthtrainer
GUZZ – NO, E-MAIL personale di Palazzo Grazioli.
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8 settembre 2009 alle 14:43
haha la sua mail personale…Quello manco ha un PC sulla scrivania…Il suo Internet è Gianni Letta ed i social network probabilmente crede siano delle sedi locali dei socialisti britannici. L’ho sentito parlare in inglese una volta, da rovesciarsi dalle risate.
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11 settembre 2009 alle 17:55
GRAZIE!!!
MA TEMO CHE LA TUA SFIDA POSSA RIMANERE TALE.
QUESTA E’ UNA GUERRA E ABBIAMO BISOGNO DI UOMINI DONNE E MEZZIN MOLTI TANTI FORTI.
LE NOTIZIE ORA SONO TANTE …TROPPE… SIAMO SUBISSATI DI NOTIZIE E INFORMAZIONI… NUOVE IDEE E TUTTO VIENE NEL GIRO DI POCHE ORE SCORDATO…
E COSA RIMANE STO BERLUSCONI SEMPRE Lì A RACCONTARCI BARZELLETTE..
DAVIDE ERA SI ARMATO DI UNA PICCOLA FIONDA CONTRO IL GIGANTE GOLIA MA CE LO AVEVA DI FRONTE…TU CHE HAI UN OLEOGRAMMA…????NON ESISTE MA C’E’ …
UN PARTITO PICCOLO NON HA POSSIBILITA’ OGGI… LA TUA PLATEA DEVE ESSERE PIù AMPIA …
MI VIENE IL VOMITO ANCHE SOLO A PENSARE CHE UOMINI COME TE PER CONTRASTARE UN BERLUSCONI DOVREBBERO PRIMA SBARAGLIARE I VARI FRANCESCHINI BERSANI E CASINI MA POCHE VOCI DAL PARLAMENTO E UN BLOG COSA POSSONO FARE???? E NON POSSIAMO ASPETTARE CHE IL PARTITO CRESCA ….QUESTO GOVERNO CI PORTA VERAMENTE ALLA ROVINA…
NON PARLO SOLO DI ROVINA FINANZIARIA MA MORALE ETICA SANI (E NON SANTI ) PRINCIPI.
MA QUESTI VALORI NON SONO PIU’ CONSIDERATI!!
RILEGGENDOMI MI SENTO RIDICOLA…SONO STATI RIDICOLIZZATI …
VOLEVO SCRIVERTI VOLEVO APPLAUDIRE IL TUO CORAGGIO E LA TUA VOLONTA’ DI VERITA’ MA PURTROPPO CON MIO GRANDE RAMMARICO MI RENDO CONTO CHE GLI ITALIANI SONO DEI GRAN PECORONI… PRONTI A SEGUIRE UN CAPO SOLO SE LI FA’ RIDERE….E CONTRO CIò CHE POSSIAMO FARE????
SCUSA HO SCRITTO I MIEI PENSIERI UN PO’ TROPPO IN LIBERTA’….
A PRESTO
TIZIANA
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7 settembre 2009 alle 17:19
Caro Paolo, non credo che il nostro mister B. possa e voglia rispondere al guanto di sfida che gli hai lanciato, a meno che, a meno che….. la aua ultima tendenza suicidaria non prevalga, il suo narcisismo ed il suo delirio di onnipotenza prevalga sull’accortezza . in fondo lo ha già fatto: querelandosi contro l’UNITA? e LA REPUBBLICA, ha dato a questi giornali la possibilità di mettere in piazza le più sporche delle sue lenzuola obbligandolo a rispondere pubblicamente. Speriamo che l’esca da te lanciata sia appetitosa e che il tonnacchio abbocchi. Speriamolo per l’Italia.
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7 settembre 2009 alle 17:24
Berlusconi manderà un lacchè che raccoglierà il guanto.
Il lacchè lo metterà in un sacco di plastica nera, annodato col nylon, lo consegnerà ad strani figuri in completo blé e occhiali da soli. Il sacco nel cofano, con altri sacchi. E poi via, in una discarica abusiva, via il cassonettto
di periferia. Fino al prossimo guanto. Meno gente vedrà, meglio per Berlusconi sarà.
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7 settembre 2009 alle 17:34
Egr.Guzzanti sono sempre stato attirato dalle posizioni di una certa destra-liberale ma per il vostro terrore per i catto-comunisti Avete fatto un patto col diavolo con conseguenze devastanti per il NOSTRO Paese…Un pò come una certa borghesia e aristocrazia liberale insieme con il clero che per paura dei Rossi spianò la strada a Benito…forse non ci rendiamo pienamente conto dello sfacelo dei costumi italiani…Toltoci Berlusconi pensate che la situazione migliorerà?Non sono peggio i suoi lacchè o una pseudo-sinistra incapace di governare o di avere solo un’idea originale?…Ci meritiamo Grillo e Di Pietro ecco i nostri baluardi per le nostre libertà civili e democratiche i nostri custodi della democrazia…Tristezza infinita…Viene la tentazione di trovarsi una Nicchia in questo sistema e di rimanerci…Saluti…
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7 settembre 2009 alle 17:39
Io non se Silvio risponderà, ma a lei Paolo, in ogni caso, un grazie grande come una casa da parte mia non glielo leva nessuno.
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7 settembre 2009 alle 17:55
Che bello leggerla e sapere che ci sono persone come lei innamorate di questo paese zozzo.
GUZZ – CARO SARCINA, sapesse che storia d’amore tragica! ma sono sicuro che lo sa.
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7 settembre 2009 alle 18:03
Standing ovation. E grazie.
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7 settembre 2009 alle 18:38
pag.71
Parla Gordievsky
Signori miei, avete letto bene? Prodi, popolarissimo, Prodi che fa impazzire…. casco dalle nuvole… ma l’avete guardato bene….Prodi star del quinto dipartimento, ma se è in grado di fare ammosciare tutto, persino un ventenne arrapato e accecato dalla libido. Che forse Gordievski, in vece di Prodi, aveva il ritratto del Berlusca davanti, ed era Lui l’our man degli our man, lui fascinoso, latin lover dal sorriso a quaranta denti? Mah… certo non mi scandalizzo di Gordievsky, rientra nel ruolo… di spia o ex-spia, direi nella professionalità di un spia, inventare alludere, depistare, fare apparire il vero falso e il falso vero… ma qui la parte, secondo me, non l’ha preparata bene. Tra l’altro vedete che, con tutte le parole che dice, in fondo no si sbilancia e non dice un bel niente: fu reclutato, fu soltanto un utile contatto per operazioni clandestine? Non lo sa.. sa solo che Prodi ha vinto il festival di San Remo della popolarità, presso l’incantato pubblico del quinto dipartimento, tutte spie matricolate.
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7 settembre 2009 alle 18:39
è un articolo profondamente dissacrante.
non condivido gli approdi, ma apprezzo e molto l’analisi.
la ringrazio, onorevole.
a.l.
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7 settembre 2009 alle 18:50
Molto figo questo scritturamento di Berlusconi, questo invito al duello. Siccome mentre leggo una cosa che cresce, di solito mi viene spontaneo di metterci ad un certo punto del mio, verso la fine — diciamo all’altezza di Noi, laici ma rispettosi di chi crede — era meraviglioso se scrivevi un paio di vomiti e parolacce, giusto 2 tipo quelle a Sgarbi di tetris su youtube.
Ma poi l’ultimo paragrafo è un omaggio ai miei figli, ossia Non per me che ho 69 anni, ma per i figli **, quindi sì, è una meraviglia. Non c’è Sigal? Io sto sforzandomi per partorirne un altro milione, non mi sono eclissato affatto. Ciao, boa tarde.
GUZZ – JOVENAL CUI T’HA dato permesso de sparì? Tornato? Era ora. Qua se erano cresciuti i rizzisi ofungua, ellasili. Epiteti: imbecilli ignoranti farabutti.
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8 settembre 2009 alle 01:31
“Qua se erano cresciuti i rizzisi ofungua, ellasili. Epiteti: imbecilli ignoranti farabutti.”
C.V.D.: Guzzanti pretende rispetto, però insulta a più non posso anche chi non l’ha insultato perché non ha altri argomenti, che tenerezza mi fa.
GUZZ – ASILI, NON ho insultato lei. Ho seguito la prescrizione di lanciare gli epiteti usati con sgarbi di fronte alla questione del rispetto religioso. Lei è fuori gioco, come sempre. Non c’entra un tubo e seguita, imperterrito, anche stanotte a fare e scrivere nel modo solito, del tutto indifferente alle mie prescrizioni. Ed ha “spiegato” perché sta qui benché le sia proibito. Che vuol dire “spiegato”? Lei qui non esiste. E come inesistente infatti lei seguita a usare un linguaggio adatto al nulla.
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10 settembre 2009 alle 01:07
D’accordo, Guzzanti, io sono fuori gioco, non c’entro un tubo e non esisto: mentre – se non ha insultato me – Lei l’altra notte ha evidentemente cambiato all’improvviso il senso della sintassi italiana:
“Qua se erano cresciuti i rizzisi ofungua, ellasili. Epiteti: imbecilli ignoranti farabutti.”;
se non a me e rizzitiello, chissà allora a chi mai saranno stati indirizzati gli “epiteti usati con sgarbi di fronte alla questione del rispetto religioso”, mistero…
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7 settembre 2009 alle 18:54
sostengo la sua sfida, onorevole. nella speranza che molti altri italiani ne comprendano la Necessità.
Grazie
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7 settembre 2009 alle 19:10
Accettare questa sfida equivale a legittimarla, Guzzanti. Strategicamente poco conveniente, quindi da abile “stratega mediatico” quale è, Berlusconi non lo farà finchè ciò non sarà più che necessario.
Per metterlo alle strette bisogna farsi i muscoli, la nave corsara deve diventare ameno una flottiglia, un movimento d’opinione, fuor di metafora. La strada che lei ha intrapreso e che condivide con la maggioranza dei lettori di questo blog è quella giusta. Ora la lascio per il caciucco che mi aspetta a tavola, ma tornerò.
Per leggere, condividere, criticare. Farewell, dear captain!
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7 settembre 2009 alle 19:23
Idem cristina.lo,
ovvero:
“sostengo la sua sfida, onorevole. nella speranza che molti altri italiani ne comprendano la Necessità.
Grazie”
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7 settembre 2009 alle 19:35
Grazie Paolo,
tu in questa lettera hai rappresentato al meglio del meglio anche il mio pur stupido pensiero. Ecco cosa deve fare un rappresentante del popolo:rappresentare al meglio. Non è importante se la leggerà o no. E’ scritta. Proprio come per i discorsi di Obama, le parole diventano politica, fatti: dire certe cose ad El cairo o a Berlino è già atto politico, e questa lettera è politica pura. Tu non sei un uomo di 69 anni, tu sei una corrente giovane, un pò risorgimentale, passionaria, cazzuta, ironica, amante della vita, laica e sorridente. E questa oramai è una tua responsabilità. Non sei più paolo guzzanti, sei una moltitudine austera e pretenziosa, determinata e vogliosa di non sorridere imbarazzata ogni volta che dice: sono italiano.
Grazie, ma grazie davvero.
G.
GUZZ – STO CERCANDO di non rispondere ai complimenti, per pudore. Ma questo mi scuote in modo molto impudico. Lo ammetto. Grazie.
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7 settembre 2009 alle 19:39
On. Guzzanti, apprezzo molto questo suo nobile articolo.
D’altronde ho sempre avuto simpatia per lei, dalla prima volta che la vidi in TV (molti anni fa, in un contraddittorio, che la vide nettamente vincitore, con il Prof. Franco Ferrarotti).
Debbo anche ringraziarla perché frequentare il suo blog per un breve periodo di tempo a giugno, pur nella mia scontrosità e misantropia, mi ha dato la spinta necessaria a scrivere finalmente il breve saggio su cui lavoravo da molti anni. Senza il suo blog non ce l’avrei fatta.
L’ho pubblicato su http://www.lulu.com e si intitola: “Il Leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo”. Su tale sito, con Flash Player, è visibile il primo capitolo.
http://www.lulu.com/content/paperback-book/il-leviatano-senza-spada/7378623
GUZZ – QUESTO è un piacere inaspettato. Mitigare misantropia e scontrosità e aiutare la nascita di un saggio sul Leviatano. Grazie. Lo leggerò.
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7 settembre 2009 alle 19:43
Eccomi qui,mi sono appena registrata.Buonasera a tutti, Egr. Dott. Guzzanti,entro nel suo Blog in punta di piedi chiedendo permesso e son sicura di trovar la porta aperta,avevo avuto modo di leggere le sue parole un giorno in cui leggendo su di un forum che avevano oscurato questo suo sito,quindi è da un bel po’ che la leggo e che vi leggo, ho preso a cuore le Vostre parole tutte ma specialmente queste ultime dove Lei lancia una sfida a chi crede d’esser il padrone indiscusso ,non sono un’intellettuale, le mie sono parole povere non avendo potuto studiare, non ho un titolo di studio che possa farmi ,come dire, valere, ma credo che in alcune occasioni non serve alcun titolo per capire a che livello°culturale° ha fatto si’ cadere così in basso questa personcina che non cambierei neppure un mio capello fosse pure bianco,mi domando spesso dove andremo a finire se questo omino non lo si ferma, certo, Lei lo sfida ma non ci sarà alcun confronto sia per il Suo[Dott Guzzanti] spessore culturale che per il contraddittorio,narcisista,arrogante e quanti altri aggettivi, continuerò a leggerla e leggervi nel mio piccolo spazio culturale,con molta stima Maddy
GUZZ – MADDY !!
PER il suo arrivo, champagne e musica a tutto spiano.
Amici ! E’ con noi Maddy e non ci lascerà, vero?
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8 settembre 2009 alle 06:59
Buongiorno. Dott Guzzanti , ci può giurare che non vi lascerò,continuerò a leggere e leggervi anche questo potrà servire in quello che io ritengo sia un bagaglio di vita personale,la gente ha bisogno di verità,non è più come prima che con una stretta di mano,oppure, una pacca sulla spalla e dire che tutto va’ bene,no, non è più come prima,scrissi una volta in un forum che la nave Italia stava colando a picco e che nessuno si accorgeva di tutto, ecco siamo arrivati naufraghi alle sponde di chissà quale terra ma in lontananza si può intravedere ancora una piccola barca la’ in mezzo al mare chiamata Libertà, spero che diventi grande e che nessuno possa mandare a picco,è così che si inizia ,piccoli passi, ma avere il coraggio di affrontare la verità senza alcun timore,ho terminato ora di leggere una lettera su di un sito [ LA DIGNITÀ VENDUTA AL MERCANTE DI PASSAGGIO] non saprei se posso inserire l’url , io ci provo, tutt’al più Dott Guzzanti potrà cancellare l’indirizzo del sito [http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=45882], con molta stima Maddy
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7 settembre 2009 alle 19:51
pag. 72-73
Allora vediamo se questa è ancora una incongruenza oppure no l’ho capita io. Liitvinenko nell’intervista a Scaramella, fatta e registrata a Roma, all’inizio del 2006, a ridosso delle elezioni, ripete e dimostra preoccupazione e chiede segretezza di ciò che ha detto… Scaramella deposita il dvd in Commissione e dopo lo fa sapere a Guzzanti, che, incazzatosi o meglio
fa cmq secretare il dvd… Ora un Litvinenko che sembra giustamente preoccupato e dice di mantenere nel massimo riserbo quel che dice….. poi, vediamo a pag 72-73, che lo va a spifferare a Batten, il quale a sua volta lo spiffera urbi et orbi al Parlamento europeo. Secondo me c’è qualcosa che non va! Ho capito male?
GUZZ – BATTEN ERA IL “SUO” DEPUTATO: Batten chiamava Litvinenko “My constituent”, il mio elettore, e riteneva di dover mantenere al corrente Batten di quel che sapeva, perché Batten era deputato europeo. Lei cerca di sminuire una relazione di esemplare rapporto democratico anglosassone usando lo stravaccato “spifferare”. Batten non “spiffera”, ma fa una interrogazione illustrandola pubblicamente per un minuto. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con tutto quello che Alexander dice nel lungo video e nella molteplicità delle sue informazioni. Perché lei cerca sempre di imbastardire, meridionalizzare, sputtanare con un linguaggio da basso napoletano? E’ il suo esercizio di retorica?
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7 settembre 2009 alle 20:44
Sì, Senatore, mi taccio…. mi taccio…. perché d’ora in avanti con i vari Limarev, Scaramella, le mie chiose al suo libro.. diventerebbero una via crucis di ironia… non ci posso fare niente… è colpa del padreterno, che si è divertito ed ha fatto in modo che noi uomini sugli stessi fatti abbiamo opinioni differenti. La colpa non è né sua né mia. Aggiungo che speravo, per i nostri trascorsi polemici, di potere evidenziare e ironizzare sull’aspetto espressivo del suo libro…. ma devo riconoscere che il libro si legge bene ed è arricchito e reso fruibile con naturalezza e spontaneità con particolari di tipo descrittivo di paesaggi, atmosfere, comportamenti e caratterizzazioni di personaggi. Lo leggerò, ma starò muto!
GUZZ – NON AMMUTOLISCA PER MIA PRESCRIZIONE, che diamine. Purtroppo lo troverà devastato da centinaia di orrendi refusi, errori di stampa dovuto alla fretta con cui è stato stampato. Ma faremo una seconda edizione migliore. Io mi sono attenuto a fatti. Se vuole può dimostrare che non sono fatti, ma mi sembrerebbe un lavoro difficile. Comunque, se scoprirà errori non di stampa, potrò solo essergliene grato.
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9 settembre 2009 alle 16:24
Buongiorno, sono un nuovo iscritto pur seguendo il blog già da qualche mese. Approffitto di questo suo commento, Guzzanti, perchè dopo aver letto “il mio agente Sasha” mi ero ripromesso di muoverle una critica sulla forma (la sostanza, invece, wow). Mi trova d’accordo sull’aggettivo che ha usato, “devastato da centinaia di orrendi refusi”; penso che i refusi di cui parla abbiano – purtroppo – l’effetto di indebolire, pur se lievemente, la sostanza del libro. Peccato, ma leggo di una seconda revisione correttiva, che anch’io avrei voluto suggerirle, e che attendo fiducioso.
Colgo l’occasione per ringraziarla sia del libro che di questo blog.
GUZZ – GRAZIE a lei delle gentili parole e dell’apprezzamento sul libro devastato dagli errori. C’è da piangere se pensa che ci ho lavorato sopra per tre anni.
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8 settembre 2009 alle 13:50
per Guzzanti
“Perché lei cerca sempre di imbastardire, meridionalizzare, sputtanare con un linguaggio da basso napoletano? E’ il suo esercizio di retorica?”
Fino alla scomparsa di Eduardo DeFilippo, passando per Raffaele Viviani e Scarpetta, il linguaggio del “basso napoletano” era una cultura cui pochi altri riuscivano a tenere testa.
Adesso invece abbiamo la cultura ed il garbo di “Palazzo Grazioli”, di “villa Certosa” e di quel simpaticone di Bossi.
Dal tono di disprezzo debbo arguire che preferisca le nuove tonalità berlusconiane ad un cultura millenaria, scritta e parlata, ma soprattutto vissuta.
Vissuta sempre senza la retorica, vuota, tronfia e ridicola di chi prima arma la penna del giornalista killer, pagato fior di quattrini, e poi manda le scuse e su dissocia. Lo faranno ad Arcore e dintorni, ma qui da noi non si permettono.
Era costume dei mafiosi americani inviare la corona più bella e costosa al funerale delle proprie vittime.
Saluti da Sagra
GUZZ – MA CHE SCIOCCHEZZE DICE? A me, poi? Ma le ha dato di volta il cervello?
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7 settembre 2009 alle 19:53
Grazie Senatore,
grazie Capitano,
già le ho scritto privatamente sul perché ancora non sono iscritto al partito liberale, per darle una ancor più efficace sponda (e sinceramente attendo una risposta).
Ciononostante questa sua lettera sinceramente mi commuove:
sono un giovane 36enne, giovane relativamente se è vero che anni fa si era nel mezzo del cammin di nostra vita, e apprezzo chi come Lei vuole prendersi carico di una situazione insostenibile quale è l’Italia di oggi, che non ho esitato a paragonare ad uno stato sudamericano.
Come Lei e gli amici del blog leggendo i miei post avranno capito il mio percorso politico segue (in piccolo) il suo, stesso innamoramento del messaggio rivoluzionario di Berlusconi e quindi il disinnamoramento legato, per quanto mi riguarda, più alle scelte di politica estera che alle sue vicende personali.
Questo mi spinge a considerarmi uno dei suoi fedelissimi. Pronto a tutto, anche a fare il mozzo sul suo galeone.
Con stima ed affetto Ardocap.
PS Se non le è di disturbo faccia i miei complimenti a suo figlio per la fantastica realizzazione di “Fascisti su Marte”, per me ormai un cult. Grazie
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7 settembre 2009 alle 19:54
Caro Guzzanti,
quando ci vuole ci vuole !!
Condivido in toto e , nel mio piccolo, provvederò a diffondere …
Magari non serve a una mazza, ma se c’è un modo di sprecare tempo questo
mi sembra il migliore e più desiderabile. Soprattutto il più decente in questi
tempi di regno Berlusconide.
Una volta scrivevano VIVA VERDI sui muri, adesso scriveremo VIVA GUZZANTI …
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7 settembre 2009 alle 19:55
Secondo me questa lettera S.Berlusconi la leggerà,diventerà paonazzo e gli uscirà il vapore dalle orecchie,ma non so se avrà il coraggio o l’incoscenza di sfidarla.Comunque se alle regionali il PLI sarà presente alle elezioni,io lo voto.
Davide Cembrano.
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7 settembre 2009 alle 19:59
Bello, ma con quale futuro? Non risponderà. Probabilmente non leggerà nemmeno subendo questa lettera il filtro preventivo dei vari paggetti di corte…
GUZZ – GLIENE HO INVIATA UNA COPIA SULLA SUA E-MAIL PERSONALE
Eg. senatore
Me lo vedo proprio B alle prese con login e password, a consultare la posta elettronica! Ma se anche lo fa, fra affari di stato e fuori programma sul lettone, dubito che la legga. E se legge la sua fino in fondo, dubito che capisca. Ma se poi dovesse capire, escludo che le dia soddisfazione. Perchè dovrebbe cimentarsi in uno scontro dove ha tutto da perdere e niente da guadagnare? Persino Prodi faceva bella figura nei dibattiti televisivi con lui; Diliberto (non so se mi spiego!) lo ha ridicolizzato, altri avversari politici fa di tutto per evitarli, e dovrebbe offrire, così, la gola a lei? O forse lo fa in funzione anti querela? In tal caso sarebbe un tentativo meritevole, ma non so quanto efficace.
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7 settembre 2009 alle 20:39
Questa è una lettera che io scriverei al mio migliore amico, nel caso ritenessi una serie di suoi comportamenti nocivi sia a lui che alla collettività. Potrebbe essere pubblicata anche da Feltri,per la sua schiettezza e la sua sincerità.
Pertanto Onorevole ancora una volta (glielo dico perché la seguo da sempre) gli faccio i complimenti per la sua coerenza.
Nel caso Putin,Gheddafi (pur ritenendoli per quello che sono) è vero si può rimproverare un comportamento troppo compiacente (per non utilizzare un altro un agg.) lei però come si sarebbe comportato con questi signori? Bene o male con questi paesi corrono interessi vitali.
Carlo
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7 settembre 2009 alle 21:58
Non giochiamo nella stessa squadra ma paradossalmente cerchiamo di fare goal nella stessa porta.
Per quel poco che vale la appoggio moralmente e tenterò di indirizzare quei Berluscontenti di mia conoscenza irrimediabilmente allergici al “rozzo” di Montenero di Bisacciami verso la sua squadra.
Marco
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7 settembre 2009 alle 22:02
Senatore vada più spesso negli States: vedo che rinsavisce di più ogni volta. Geniale, ci vorrebbe una importante testata che pubblichi la Sua missiva in prima pagina.
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7 settembre 2009 alle 22:22
Caro Paolo,ho letto integralmente la tua lettera a S.B.e quello che colpisce nella lettera è la conoscenza profonda dell’amico e ci da un quadro, debbo dire sconosciuto ai più ,dell’uomo Berlusconi;la tua sfida è un atto d’amore all’amico che ha tradito una speranza,ed ha tradito la sacralità dell’amicizia che per te è valore essenziale,nella speranza di muoverlo a recuperare quell’umanità che nel profondo dovrebbe avere.Io credo che se la risposta non ci fosse oppure ci fosse solo una chiamata per fare una chiacchierata con te e convincerti che lui non è quello che sembra, (è bravo sicuramente a rovesciare la realtà,forse il migliore)dimostrerebbe di non avere affatto capito il senso del tuo agire ed ancora una volta perderebbe l’occasione per lui di dare un taglio col passato.Il problema è proprio quì,mi sembra di capire,S.B. potrà improvvisamente tornare ad essere un UOMO o continuerà ancora ad essere un simulacro ,contenitore di tutto e del contrario di tutto che sacrifica gli affetti veri per avere attorno solo uno stuolo di cortigiani e restando cosmicamente sempre più solo, solo con se stesso.C’è da augurarsi per tutti ,Lui incluso ,che la tua sfida venga accettata;sarebbe anche ,forse,l’evento del secolo e questo mi preoccupa un pò,perchè potrebbe essere utilizzato per fini non corretti.Ma quì c’è Paolo Guzzanti che fà la differenza.In bocca al lupo,ti sono vicino e grazie.Alberto Barsi.
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7 settembre 2009 alle 22:22
Non so se la leggerà, mi sembra che non voglia ascoltare le parole sincere, che aiutano a pensare. In preda ad un delirio onnipotente, pensa che chi lo critica sia un nemico. E i nemici vanno eliminati, con rabbia o con disprezzo. Ora non sembra neppure più ascoltare persone che lo aiutino a mediare(suppongo che qualcuna ancora ci sia), ma attacca tutti con l’aiuto di abili avvocati. La lettera è molto bella e chiara, la leggeremo noi.
E la faremo girare tra tutti i conoscenti, con enorme piacere.
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7 settembre 2009 alle 22:29
Eccellente iniziativa. Ci tenga al corrente sul seguito, se cioè ci sarà una risposta dal Palazzo. Forse sarà Bonaiuti che verrà in avanscoperta e non per trattare i termini del confronto. Se le circostante saranno favorevoli, vedremo il Berlusca anche tra le braccia di Chavez, il quale già gira dalle parti di Venezia: c’è già stato in passato un contatto tra i due e Berlusconi ha tentato di trasformarlo in puttanaio, telefonando ad una nota ballerina venezuelana che sgambetta in Italia. Nel caso Chavez Berlusconi potrebbe essere attratto oltre che dal petrolio, dal cognome evocativo dell’ex paracadutista ora presidente del Venezuelano. E poi, non sono le venezuelane tra le donne più belle del sudamerica? “E’ cosi che si governa” è solito vantarsi il dittatore sudamericano quando risponde per radio alle domande dei cittadini. “Come somiglia il tuo costume al mio” potrebbe dirgli Berlusconi.
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7 settembre 2009 alle 22:47
Grande Paolo, ti vedo davanti ai miei occhi in piedi sulla prua con spada sguainata ed alta verso il cielo che inciti noi tutti a dare il meglio in questo difficile arrembaggio.
Io ci sono.
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7 settembre 2009 alle 23:24
Notizie del giorno: “Ahmadinejad: Sono pronto a incontrare Obama in tv!” – “Guzzanti sfida Berlusconi in un duello televisivo”…qui qualcuno copia…e vola anche basso…
Ovviamente è una battuta innocente.
Finalmente! Un manifesto politico in piena regola chiaro, conciso, diretto, chiuso e concluso (come direbbero gli architetti bravi).
C’è il manifesto, la colla di riso e gli spazzoloni nei secchi ma la sfida più che per SB è diretta a noi; oltre ad attaccarlo e farlo leggere in giro stò manifesto va riempito negli spazi bianchi tra un rigo e l’altro, fare in modo che ciò che vi è scritto si realizzi concretamente.
Dobbiamo renderlo vivo e vitale, fare in modo che la nostra azione – agitazione crei un moto d’aria e che quest’aria salubre penetri, permei e circoli liberamente purificando e dissolvendo le nebbie.
Grazie grazie e grazie ancora senatore.
…e come disse Bob Hope: “Quando ti faranno una statua sarò lì a mettere un dito nel culo dei piccioni!”…
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8 settembre 2009 alle 00:02
Caro Senatore….BRAVO!!!!Sono felice di leggere quanto afferma e, se mi permette, segnalerò il suo blog a molti amici…siamo degli ex-sinistra ma,oggi in Italia,ciò che importa è l’onestà delle persone,il colore è meno importante…Grazie per questa lettera aperta….Lei incarna proprio il ns pensiero!Buon Lavoro dunque e, speriamo il cambiamento sia rapido e duraturo!VIVA L’ITALIA!
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8 settembre 2009 alle 00:24
Onoverole Cozzanti, si decida! o il gran porco è e rimane porco, oppure niente pianto greco. Il cozzo delle idee mi confonde, confesso di essere disorientato. L’idea di vederla impegnata in una sfida all’ultima cotica con un porco francamente non mi alletta, e non venga a dire che non siamo intelligenti per cogliere l’imo gorgoglìo che s’agita dal culatello al capocollo. E poi lo sappiamo bene che il gran porco, alias Napoleone, si sta preparando da tempo per la permanenza definitiva a Sant’Elena di Troia. Essendo il suo (quello del porco), un addio prevedibile, programmato e preannunciato, non crede che egli (sempre il gran porco), abbia definitivamente la testa altrove?
Quindi la letterina di Natale, giusto a Natale s’ammazza il porco, mi sembra un pò patetica, anche se devo ammettere animata da un genuino vibrar di ventresca risorgimentale. La Carboneria, roba d’altri tempi, questo mi ricorda un pò il suo scritto d’onore, ma dati i tempi che incalzano, credo che non s’andrà oltre una malinconica Carbonara, consumata al lume dello squallore.
Il tempo incalza, abbiamo tanti problemi da porci.
Saluti suini, mi raccomando non dimentichi il vaccino suino, non si sa mai.
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8 settembre 2009 alle 00:44
Cazzarola Guzz, mi hai dato una botta di orgoglio!
In questi tempi oscuri in cui sembriamo solo numeri, dati, statistiche da sondaggi pilotati, sentire queste parole, al di là delle stesse, vedo della vera passione, vita! Ho letto quasi tutti i romanzi di Tom Clancy ed ho sognato un Jack Ryan come presidente… ora mi ritrovo un demente con delirio di onnipotenza (in pratica crede di essere sempre in basilicata…).
Non importa se non accetterà la sfida, non importa… conta solo l’attimo di orgoglio che hai saputo darmi.
Grazie
ATPOH ^^
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8 settembre 2009 alle 02:45
Caro Paolo,
oltre alla forma confidenziale dovrai perdonarmi anche l’arroganza di darti un consiglio: traduci questa tua lettera di sfida in video. Il video è più immediato e arriva a tutti, anche a chi non ha pazienza di leggere venti righe. Forse ti basterà leggere, inquadrato da una telecamerina (va bene anche una webcam) la lettera stessa, ma credo sarebbe meglio che tu la reinterpretassi, ritrovando il significato profondo delle intenzioni che ti hanno spinto a scriverla. Quando citi il tuo libro, mostralo, cosicchè molti possano vederne la copertina e stamparselo in testa, riconoscendolo visivamente in libreria; non è uno stratagemma per vendere copie ma un modo per far sapere che esiste un libro che racconta alcune parti di verità che non sono state mai raccontate, anche se uno ha idee diverse, non può contestare che quelle sono parti di verità. Poi sull’insieme si può discutere, ma i fatti sono fatti. Inserisci il video, qui e su youtube, invialo a blog come quello di grillo o di travaglio, fallo girare nelle redazioni, fallo girare… Se ne deve parlare. Tu in video risulti bene. Sei a tuo agio, scaltro, intrigante, voce piacevole, hai fascino, come direbbe un manager televisivo stupido: sfondi il video. Il tuo scritto è davvero nobile, ma la guerra è la guerra, non ritiriamoci nell’arcadia. Credo che SB ti risponderà e qui, mostrandosi magnanimo. è un classico per lui, ma rimarrebbe notizia per pochi. Fai sentire la tua voce bella alta e a tutti. Youtube offre una grande pubblicità, grillo apprezzerà, travaglio pure, forse verrà strumentalizzato un pò: anche guzzanti si è ravveduto, ma ci sei abituato no? E il tuo testo è molto chiaro in proposito. Fai sapere a tutti che c’è un’alternativa al dipietrismo e al comunismo all’amatriciana contro il berlusconismo dei lustrini.
All’arrembaggio!
(tu sai che i miei termini marinareschi sono scarsi se tralasciamo: pesce, nave e ancora, quindi apprezzalo ti prego.)
G.
GUZZ – ALL’ARREMBA !! VIDEO, EH? OTTIMA IDEA. Devi riprendere in mano la tecnologia
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8 settembre 2009 alle 07:12
Ottima idea il video!
Complimenti da un suo nuovo “adepto”.
Flatlandia
GUZZ – FLATLANDIA !!
L’abate Abbot?
Passa una sfera sul piano piatto?
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8 settembre 2009 alle 07:47
Esatto!
la sfera passa, il problema è che non la si percepisce come tale….
Bellissimo libro che consiglio a tutti!
[O.T.]
Gheddafi, Chavez, chi dobbiamo aspettarci ancora, Bin Laden che festeggia con Napolitano l’otto settembre?
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8 settembre 2009 alle 05:44
Noemi dice che conosce Papi da sempre, in quanto amico di famiglia, quindi da piccolina
Papi-Berlusconi dice che l’ha vista poche volte e conosciuta ad una sfilata di moda, naturalmente, bisogna presumere, una sfilata di moda per neonati.
De profundis clamo Giovanna Montorsi…. sei apparsa e come una meteora ti sei dileguata…… e noi siamo rimasti senza NONNO, abbi pietà di noi!
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8 settembre 2009 alle 06:44
Caro Senatore, leggendo la sua lettera non ho potuto che approvare dalla prima all’ultima riga, ma non ho nemmeno potuto fare a meno di pormi una domanda che ormai mi gira in testa da un po’ di tempo: come ha potuto una persona come Lei prendere un simile abbaglio ?
Lei fa un’analisi lucidissima di Berlusconi, mette a nudo le sue megalomanie, le sue manie, le sue deviazioni, il suo cinismo, ma tutto questo era sotto gli occhi degli italiani da quindici anni !
Persino ad una persona come me, che non ha la sua intelligenza nè la sua cultura, tutto questo era perfettamente chiaro fin dal principio, eppure fino a pochi mesi fa ancora Lei lo difendeva . . .
Le dico questo senza alcun intento polemico, ma perchè davvero lo trovo inspiegabile.
La saluto cordialmente.
R.M.
GUZZ – IO NON l’ho mai ritenuto il diavolo, ma un errore. Ho pensato, come molti, che con tutti i suoi difetti potesse essere utile al Paese. Dirò di più: in una certa misura lo è stato, utile al Paese, con effetti minori ma non trascurabili come una certa stabilità (che non vuol dire democrazia) e un governo che sotto il profilo della competenza economica non è pessimo, e perché sta costringendo la sinistra a rifondarsi, se vuole sopravvivere.
Io insorgo contro l’attacco alla democrazia liberale parlamentare, come prima cosa, ma le puttanate di Berlusconi mi indignano e allo stesso tempo le trovo marginali.
Il suo peggio è il cesarismo aziendalista, e quello è vero, ce l’ha sempre avuto.
Ma noi sciocchi intellettuali ci siamo messi con le briglie e i lazos a domarlo, prendendo solo calci in faccia. In parte, naturalmente, faccio autocritica, ma non tutto è perduto. La storia segue cammini contorti e sorprendenti, come quelli attribuiti alla provvidenza.
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8 settembre 2009 alle 11:54
Senatore,
Approfitto della sua risposta per sfatare un luogo comune.
Molti ritengono che Berlusconi possa essere utile all’Italia anche perchè può giovarsi della sua esperienza di aziendalista. L’Italia gestita come un’azienda appunto.
Ebbene anche questa è una fesseria: non si dirà mai abbastanza che per Berlusconi governare l’Italia è un modo come un altro per farsi i cazzi suoi e basta.
Mi spiego:
Berlusconi ha nominato ministre la Gelmini e la Carfagna.
Quale capacità gestionale ed esperienza hanno queste signore o signorine dei relativi ministeri?
Dove mai hanno dimostrato di essere all’altezza dell’incarico ricevuto?
C’è forse qualcuno che può pensare che all’interno di Mediaset Berlusconi assegni incarichi di alta dirigenza con gli stessi criteri usati per nominare queste ministre?
No Berlusconi ha interesse che la sua azienda vada bene e allora nomina manager capaci.
Per l’Italia invece poco importa, e allora possono andar bene anche le carfagne.
Approfitto
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8 settembre 2009 alle 13:22
Caro Guzzanti, nell’apprezzare, sinceramente, la sua sfida a SB (che, sono pronto a scommetterci, non verrà raccolta) le chiedo di darmi chiarimenti su una questione non marginale.
Lei dichiara che la colpa principale di Berlusconi è aver tradito la rivoluzione democratico parlamentare liberale e che da parte sua e di altri intellettuali liberali (non necessariamente di sinistra) era legittimo, seppur “ingenuo” e in qualche misura “folle”, aspettarsi da Berlusconi tale rivoluzione (”trasformare la melma televisiva in cultura, sciogliere i nodi che legano l’informazione inaugurando l’esercizio della libertà alla informazione completa e indipendente, affrontare a muso duro e definitivo l’anti-Stato mafioso camorrista investendo nel recupero del suolo italiano e della popolazione italiana abbandonata; far sentire forte e potente l’odore della libertà agli studenti, ai ricercatori; far sentire che lo Stato tutela ogni modo di sentire, ogni modo di credere e anche di non credere, ogni singola individualità personale che gode i diritti di una minoranza etnica”).
Ora io mi domando: ma quando voi pensavate queste cose non era già sufficientemente chiaro che il soggetto in questione:
1. aveva fondato il suo impero edilizio e mass-mediatico su capitali di provenienza quantomeno dubbia
2. era amico e sodale di persone notoriamente affiliate a Cosa Nostra
3. aveva accumulato fondi neri all’estero
4. aveva corrotto la Guardia di Finanza
5. aveva ordinato e messo in atto azioni di dossieraggio e di discredito nei confronti dei PM che lo indagavano
6. aveva corrotto i giudici per le sentenze SIR e Mondadori
7. aveva corrotto l’avvocato David Mills perch testimoniasse a suo favore nel processo All Iberian
8. aveva messo in piedi imponenti raccolte illegali di informazioni sui sui avversari?
Per quanta poca stima lei possa avere di Marco Travaglio, le sarebbe bastato leggere il suo libro “L’odore dei soldi” per rendersi conto che tutti questi erano, già allora, fatti acclarati e non opinioni.
Come è possibile che lei e i suoi amici abbiate realmente creduto che questa fosse la persona più adatta a cui affidare le proprie speranze di rinnovamento? Che sotto la sua guida i giovani avrebbero potuto “veder salva la libertà, la vita e il diritto alla ricerca della felicità nella dignità e nel rispetto, attraverso la misura dell’intelligenza, del merito, della qualità umana e del lavoro, dell’onestà, della capacità, della responsabilità, della lealtà”?
E chi fa finta di pensarlo ancora oggi (Galli Della Loggia & c.) può ragionevolmente essere creduto in buona fede?
Un caro saluto
M.A.
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8 settembre 2009 alle 06:53
onorevole,
e inviare la lettera -magari passato un tempo congruo per attendere l’eventuale risposta – ad un quotidiano? insieme al video, che si può condividere più facilmente tra gli appassionati di social network.
buona giornata.
GUZZ – ANNABEL, I QUOTIDIANI monitorano il mio blog tutti i giorni e così le agenzie di stampa. Se riterranno interessanti le mie parole, ne daranno notizia, altrimenti saremo per ora sepolti dal silenzio. Ma questo è normale. Guardi Sasha che è per ora stato occultato da quotidiani, sepolti a loro volta dall’imbarazzo.
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9 settembre 2009 alle 06:20
Molto contenta , Sabina , Corrado e Paolo , ora va bene .
Il suo blog è monitorato ? sono daccordissimo con Annabel e altri , invii a più quotidiani lettera e video , non aspetti che siano loro a prelevare dal blog , avanti!!! Saluti , Luciana
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8 settembre 2009 alle 07:21
Guzz
una bella lettera, ma non credo che SB risponderà.
Si vede benissimo che, al contrario di te, lui non fa politica per passione ma per mille altri motivi.
Saluti.
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8 settembre 2009 alle 08:00
Mi fa piacere che è passato alle vie di fatto. Mi piacerebbe sapere cosa le risponderà Berlusconi (se risponderà) e quale sarà la sua fionda da usare contro Golia. Condivido molto di ciò che ha scritto e da vero liberale, anche io mi sento tradito della mancata rivoluzione. Tuttavia non reputo Berlusconi l’unica causa della situazione attuale italiana. Molto è stato fatto anche dall’attuale opposizione (che ha fatto anche 8 anni di governo) inadeguata, becera, imbecille e tutt’altro che riformista. In tanti anni di democrazia la sinistra s’è sempre vantata della posizione dominante sulla cultura del Paese; ora che abbiamo toccato il fondo la colpa sembra essere sempre e solo di Berlusconi. La verità è che forse l’opposizione è diventata lo specchio di Berlusconi stesso: ne ha appreso il modo di comunicare, il linguaggio, ne ha copiato la campagna elettorale. L’occasione ghiotta che ne ha avuto è quella di cambiare definitivamente, di modernizzarsi, di migliorarsi, di dare vere risposte al Paese, invece nulla, il vuoto assoluto. La sua , caro Guzzanti, è una grande sfida. Spero vivamente per Lei, ma anche per tutti noi, di potersela giocare come si deve. Io sono con Lei.
Saluti
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8 settembre 2009 alle 09:02
Caro Paolo,
se io fossi SB, e non lo sono, e fossi amico Tuo, e spero di esserlo, mi sentirei onorato di essere oggetto e soggetto di una lettera come quella scritta da TE. E’ proprio in un rapporto tra amici che ci si dice tutto, con grande lealtà e sincerità, senza censurare nulla.
In tema con alcuni contenuti di questa Tua lettera aperta, vorrei attaccare qui una lettera che il nostro Presidente del Consiglio Nazionale del PLI, Sen. Enzo Palumbo, che ha inviato al Direttore di Repubblica:
La lettera di Enzo Palumbo inviata al Direttore di Repubblica a commento dell’articolo di Nadia Urbinati
Illustre Direttore,
nella sua analisi di oggi sulle ferite che l’apparato di potere che fa capo al Presidente del Consiglio sta infliggendo alla nostra Democrazia, Nadia Urbinati usa per cinque volte la parola “libertà”, e chiama in causa per sei volte i “liberali”, presumendo che nel partito del premier ve ne siano molti, ma disattenti e comunque silenziosi rispetto ai rischi che, nel nostro Paese, corrono le libertà civili primarie, ed in particolare quella alla libera formazione e manifestazione delle idee, ed auspica l’attivazione di una rete di controinformazione, che consenta di esorcizzare tali rischi.
Sottoscrivo tutto, con qualche osservazione che mi sembra tuttavia il caso di fare.
In primo luogo, per smentire ciò che Nadia Urbinati sembra dare per scontato, e cioè che il luogo politico dei liberali nella c.d. “seconda repubblica” sia stato in passato Forza Italia e sia oggi il PdL.
Certo, so bene che qualche “ospite” liberale di riguardo vi ha trovato accoglienza, anche svolgendo ruoli di rilievo; e tuttavia, ciò non ha modificato in nulla il carattere padronale di quel partito, che è caratteristica assolutamente incompatibile rispetto ai canoni essenziali di un qualsiasi movimento liberale.
Nessuno può quindi stupirsi se di quelle presenze liberali si sia persa traccia, man mano che alla iniziale legittimazione basata su un presunto patrimonio ideale si è andata sostituendo quella basata sul mero esercizio del potere.
Credo quindi che l’invocazione di Nadia Urbinati ai presunti liberali del PdL sia destinata a rimanere senza risposta.
Una risposta potrebbe invece venire dai tantissimi liberali che nel tempo, chi prima chi dopo, secondo percorsi individuali assolutamente diversi, non hanno mai creduto (come chi scrive) nel partito del premier, ovvero si sono via via ricreduti rispetto all’originaria illusione che potesse trattarsi di un partito liberale di massa.
Come liberale, trovo assolutamente naturale che mi si chieda di schierarmi a fianco dei giornalisti che difendono la libertà nell’informazione, convinto che su di essa si misura anche il tasso di libertà della società..
E tuttavia, credo che anche ai giornalisti possa e debba essere chiesto di fare qualcosa.
Mentre essi giustamente difendono (ed i liberali con loro) la libertà di informarsi e di informare, penso che essi potrebbero anche cercare di dare voce al pluralismo nella politica, invece di demonizzarlo (chiamandolo “frammentazione”) ed invece di santificare il suo contrario (chiamandolo “semplificazione”); e ciò, sia che si tratti del bipolarismo attuale sia che si tratti della sua perversa evoluzione, il bipartitismo, per ora fortunosamente infrantosi sulla soglia dell’ultimo referendum.
Liberi ovviamente di esprimere le loro preferenze per l’attuale sistema politico, se proprio ne sono convinti, penso che sarebbe “cosa buona e giusta” se i giornalisti sentissero il dovere, morale prima che professionale, di dare voce anche alle altre proposte politiche che nella società pure esistono, e che tuttavia la crescente chiusura dei vari sistemi elettorali (dalle elezioni amministrative sino alle europee) ha espulso dalla rappresentanza politica.
Il pluralismo è essenziale nella politica quanto lo è nell’informazione, ognuno essendo funzionale all’altro.
E vengo al punto specifico che mi ha indotto a fare questo intervento.
Posto che si invoca la discesa in campo dei liberali, sarebbe “cosa buona e giusta” quella di ricordare, di tanto in tanto, che esiste in Italia un partito che rivendica con orgoglio il nome e la non irrilevante tradizione del Partito Liberale Italiano, e che per testimoniare questo suo ruolo ha presentato liste liberali autonome, fuori dai poli e quindi chiaramente destinate all’insuccesso, in tutte le circoscrizioni alle elezioni politiche del 2008.
Il risultato è stato modesto ma non irrilevante: 105.000 cittadini, in tutta Italia, segnando il simbolo del PLI pur nella consapevolezza che il loro voto sarebbe stato assolutamente inutile per l’elezione di deputati e senatori, hanno egualmente scelto di testimoniare le loro convinzioni liberali, la cui apparente rappresentanza è stata negli ultimi quindici anni oggetto di ripetuti tentativi di appropriazione indebita da parte di chi non aveva alcun titolo per rivendicarla.
Per restare agli ultimi mesi di attività, il PLI ha celebrato a febbraio un vivace e partecipato Congresso Nazionale, in continuità coi Congressi del vecchio PLI, nel corso del quale l’attuale gruppo dirigente ha faticato non poco per respingere l’attacco di un gruppo di nostalgici berlusconiani, che hanno fatto di tutto per riportare il PLI nel recinto del PdL, forse sperando di poterlo utilizzare come una lista civetta per catturare qualche voto da trasferire sui candidati presidenti della destra alle elezioni regionali del prossimo anno; non ci sono riusciti col simbolo del PLI, ma credo che ci riproveranno con qualche altro simbolo, non fosse altro che per tentare di perpetuare l’equivoco nel quale è caduta anche Nadia Urbinati.
Il PLI ha presentato, assieme ai Socialisti autonomisti dell’on. Zavettieri, liste comuni per le ultime Europee in tutte le circoscrizioni, subendo le ingiuste ricusazioni degli Uffici Elettorali sulla base di speciose motivazioni, che sono sin qui sfuggite ad ogni censura in sede giurisdizionale, e, purtroppo, anche ad ogni doverosa attenzione giornalistica.
Ha organizzato a maggio, insieme all’ASPEN Institute, un convegno sulla crisi economica mondiale, con la partecipazione di illustri personaggi, ed in particolare di Gary Hart, ancora una volta nel silenzio assordante di tutti i media, che poi si sono invece preoccupati di evidenziare la presenza del medesimo personaggio in altri contesti politici.
Ha attualmente un prestigioso ma solitario parlamentare (l’on. Paolo Guzzanti), che ha coraggiosamente abbandonato la grande e rassicurante nave del PdL per imbarcarsi sulla piccola e malandata barchetta del PLI, e che quotidianamente produce, puntualmente comunicandola ai “media”, una significativa attività culturale e politica in chiave genuinamente liberale, e che però, quelle poche volte in cui viene occasionalmente citato, si vede attribuita la qualifica di ex PdL piuttosto che di vice segretario del PLI, quale attualmente è.
Si tratta, insomma, di un partito che, all’insegna del più puro volontariato, fa tutto ciò che una piccola organizzazione senza strutture e senza finanziamenti può fare; e tuttavia i giornalisti italiani, anche quelli che giustamente si battono per il pluralismo nella loro professione, sistematicamente lo ignorano.
In un Paese come il nostro, dove esistono artificiosi e crescenti sbarramenti all’ingresso dei soggetti politici sul terreno elettorale, sia a monte (la costosa e difficilissima raccolta delle firme, da cui sono esenti i partiti già strutturati) sia a valle (le innaturali soglie di sbarramento, con indecenti ricadute anche sul finanziamento pubblico, scandalosamente riservato ai partiti “oltre soglia” anche per i voti ricevuti dai partiti “sotto soglia”), a me sembra che sarebbe “cosa buona e giusta” se i giornalisti che si battono per il pluralismo e la libertà nella loro professione facessero altrettanto per garantire anche ai partiti non strutturati una finestra di opportunità per potersi almeno affacciare sul terreno della competizione politica.
Il pluralismo nell’informazione è certamente condizione necessaria per il pluralismo nella politica, ma non ne è condizione sufficiente.
Bisogna anche che i giornalisti sappiano e vogliano essere, essi stessi, pluralisti, dando voce anche a chi non ne ha.
Consapevoli che, se la politica sarà pluralista, lo sarà anche il giornalismo, e che le due cose si tengono indissolubilmente: simul stabunt, simul cadent!
Enzo Palumbo, presidente del Consiglio Nazionale del PLI
Spero di aver fatto cosa gradita a Te ed a tutti gli amici Liberali presenti sul blog.
Giuseppe STELLA Catania
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8 settembre 2009 alle 09:31
Buon giorno . Sono uno nuovo del blog. Non sono più giovanissimo. Mio padre, negli anni sessanta, votava per Malagodi. La pensavo anch’io come lui. E’ passato tanto tempo. Non so se questo tentativo di revival intenda collegarsi con quel mondo, ormai remoto. Se lo fosse, la competizione mi sembra coraggiosa, certo, ma perdente. Siamo di fronte a quello che, ripescando certe immagini forse inappropriate per dimensione di colpa, io definirei un colpo di mano che dura ormai da troppo tempo e ricorda tanto i passati autoritarismi. Non sono necessari manganelli o altri strumenti violenti di opressione e dominio. I moderni autoritarismi si mantengono al potere semplicemente controllando il consenso. Basta la tv. Non c’è salvezza di fronte ad uno schieramento tanto dotato di mezzi per il controllo del consenso. Ricondurre a ragione liberale Berlusconi? Non lo so, mi sembra quanto di più utopico si possa pensare. Faccio un esempio: il portavoce attuale, tale Capezzone. Anche lui liberale, radicale, libertario ecc. ecc. scelto col lanternino per dare sistematicamente sulla voce agli avversari, qualunque cosa dicano. Non so. Veramente, non saprei. E poi, la sinistra vista ineluttabilmente come incapace, corrotta, insomma il peggio del peggio…Che dire: tutto il bene possibile è latente, attualmente nascosto e apparentemente velato da un carattere impulsivo, vitalistico. Basterebbe quindi un serrato dialogo per riportare maieuticamente ai fasti liberali un’anima provvisoriamente smarrita?
Il filosofo di Danzica direbbe che quel carattere non ha speranza e Pascal di fronte ad un tale coutume…
In ogni caso, facendo violenza al mio scetticismo, auguri
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8 settembre 2009 alle 12:45
Gentile Waldeme,
non stiamo giocando al lotto. Qui non si gioca per vincere, si gioca perchè è indispensabile. Come respirare. Nessuno, credo, sta sognando di battere berlusconi, e nemmeno interessa, lo scopo è creare un’alternativa liberale a SB. Nessun atteggiamento maieutico se non verso gli italiani, per spiegargli cosa è un partito liberale. Con il classico “votare per chi vince” si finisce a sovvenzionare la gara al meno peggio: centrosinistra schifo contro centrodestra osceno. Direi che abbiamo tentato per anni, non funziona, fa ribrezzo. La sola esistenza di un partito, smuove le coscienze, indica linee guida, suggerisce, partecipa, migliora gli altri partiti, forma essere umani che potranno poi dare il meglio di sè anche in partiti di governo… Se ci si guarda sempre le punte dei piedi, si rischia di sbattere contro qualche muro e ci si perde un bellissimo spettacolo, il mondo. Lo scetticismo, un pò di cinismo, la concretezza ed il realismo sono importanti, ma quando sono i soli strumenti ad abitare un corpo diventano avvilenti.
Cordialità
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8 settembre 2009 alle 15:24
E in effetti per me gioco non ha il valore di “competizione” anche se in questo modo mi sono espresso. Solo che in questo gioco i partecipanti non hanno tutti la stessa dotazione di mezzi. C’è chi usa la fionda e chi il bazooka. E naturalmente chi usa il bazooka lo usa e come lo usa…strafottendosene se gli altri non possono accedere a strumenti di pari efficacia. Sono d’accordo sul fatto che è inutile guardarsi le punte dei piedi, ma se quello è il massimo che mi è concesso in termini di rappresentazione, ho un bel sognare e immaginare diversamente. Per me lo scetticismo, in questo caso, non ha il valore che lei mi attribuisce: è la presa d’atto che con avversario politico che un giorno sì e l’altro pure mi taccia di comunismo o di sinistrismo solo per il fatto che non sono disposto a farmelo m… e non la penso come lui. Forse che la realtà è riducibile alla adesione ad un sì o a un no soltanto? Non mi interessa la digitalizzazione delle decisioni in campo politico. E non solo in quello.
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8 settembre 2009 alle 19:22
Gentile waldeme,
lei ha espresso benissimo il suo sentire, ed è largamente condivisibile. Siamo in pochi e armati di fionda, probabilmente non avremo la forza nemmeno per chiedere aiuto, ma siamo dalla parte giusta, quella giusta a nostro parere ovviamente. Non siamo con sb ne con l’antisb. Non siamo nemmeno un revival, poichè non siamo pervasi dalle nostalgie, ma dalla voglia di fare futuro, di confrontarci, di incavolarci, di fare un casino assurdo, di proporre, di cercare… se poi tutto il nostro agitarci si risolve in un delicato fruscio nel pentolame della nostra attuale “democrazia padronale”, pazienza. Il nostro lavoro l’avremo fatto, ci avremo provato. Non parlo certo a titolo degli altri bloggers o dei liberali, parlo di come concepisco io il movimento politico. Si aderisce ad un movimento politico non per vincere o governare, ma per dare il proprio piccolo contributo e riportando a memoria una citazione fatta da guzzanti: “per rendere questo pianeta migliore di come l’abbiamo trovato”. No, non è il testamento di un sognatore, è il dovere di ogni cittadino. E lei waldeme, mi pare proprio simile a me, diverso ma simile. Siamo già in due? Ha caricato la sua fionda?
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Carissimi saluti.
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8 settembre 2009 alle 09:32
Comandante,
lettera che esprime al meglio il suo way of life, a 360 gradi, il suo pensiero e il suo senso dell’onore e della giustizia. Gli ultimi due aspetti uniti all’amor di Patria, totale e senza corrispettivo, rendono il suo ritratto a molti incompresibile.
Fra i meriti di SB c’è anche l’aver sbarrato la strada alla sinistra che ancora non capisce perchè lui riesca a bucare il video e a vincere.
Poteva passare alla storia come colui che aveva consegnato al’Italia la rivoluzione liberale, ecco il peccato più grande e imperdonabile. Per poterlo fare doveva delegare ai vari proconsoli potere vero affinchè lo usassero, anche in maniera critica.
Non deve chiedere scusa per la sua militanza nel Pdl, in quel momento era giusto così, visto che lei lo faceva per tutti noi, a livello macro per l’Italia. Questo è il passaggio che quelli di sinistra non capiranno mai, come non hanno mai accettato e capito fino in fondo il concetto di Patria.
Il lavoro che ci aspetta è immane, abbiamo già perso abbastanza tempo.
Io sono già pronto, se Lei ogni tanto mi rispondesse alle mail, sarebbe più semplice.
Saluti
Cap. Rolla
GUZZ – CAPITANO !! Le sue mail sono sempre strette, dense e non banali e richiedono riflessione perché Lei mi chiede sempre, e giustamente, istruzioni.
L’esercizio della pazienza è il più duro fra le discipline militari e in particolare della marineria da corsa.
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8 settembre 2009 alle 11:33
E già noi di sinistra certe cose le capiamo in ritardo e altre forse mai.
Per adesso abbiamo però capito molto prima di lei che Berlusconi sbarrò il passo alla sinistra non per fare una rivoluzione liberale, ma semplicemente per farsi i cazzi suoi, ed ho l’impressione che questo lei non l’abbia ancora perfettamente compreso.
Abbiamo anche capito, se permette, perchè Berlusconi buca il video: sembra che Mediaset sia sua.
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8 settembre 2009 alle 18:28
..più chiaro di così…
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8 settembre 2009 alle 19:27
il “concetto” di Patria, Rolla?
Dica, sono curioso.
Ah! non sono di “sinistra” e non sono di “destra”. Ho buone possibilità di capire il “suo” concetto?
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9 settembre 2009 alle 11:52
Egregi,
risponderò per punti.
Brambilla, se la sinistra, non avesse lasciato un buco politico enorme , grazie anche agli amici giudici di Milano
e La Spezia, SB non l’avrebbe colmato.
Berlusconi ha fatto i cavoli suoi, sono d’accordo. Ma i suoi amici di sinistra anche e alla grande. Si vada a vedere l’affare Telecom-Colaninno o il giubileo di Roma. Baffino il grande ha spaziato. A Roma parlano di Bingo.
Per quanto riguarda la scelta di votarlo, il Guzz è stato chiarissimo, siamo in molti ad avere lo stesso pensiero.
Per quanto riguarda il bucare il video, non è una questione di avere Mediaset, è la conoscenza della comunicazione. Cosa completamente sconosciuta ai grigi burocrati di sinistra, sguardo vuoto, pensiero debolissimo, capacità strategica -273 gradi.
Malombra, egregio, uomo di grande sarcasmo che sfocia, talvolta, nel sardonico, sfuggente e letale, parlavamo del concetto di Patria.
Delineare un concetto etereo e intangibile ma presente nell’animo. Una casa comune, un ambiente in cui ritrovi la famiglia e i posti dove i tuoi genitori ti hanno cresciuto, un insieme di sentimenti, pensieri, sogni comuni a molti, un qualcosa in più della lingua che ti accomuna. Un sogno che puoi sussurrare, che puoi veder a occhi chiusi, per cui puoi anche morire senza rimpianto.
Ricordo i racconti di mia madre quando mi parlò di suo zio morto sopra Gorizia nel 1945, della sua fierezza nel sentirsi italiano, del suo coraggio nell’opporsi all’invasore slavo per una terra brulla e piena di sassi, eppure sua Patria. un sogno che andava difesa con il sangue, con la propria vita. Mi parlò della sua sorpresa quando scoprì che insieme la IX Corpus slavo c’era anche la Brigata Garibaldi. Dopo averlo torturato, gli tagliarono anche le dita prima di buttarlo dal Monte Nero.
Se abita a Milano, le offro volentieri un caffè.
Saluti
Cap. Rolla
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14 settembre 2009 alle 12:21
Gentile Cap. Rolla, la ringrazio per la risposta.
Lei ha scritto: “come non hanno mai accettato e capito fino in fondo il concetto di Patria.” riferendosi a “quelli di sinistra”.
Questa frase mi è sembrata un pochettino arrogante.
Ecco il motivo del mio sarcasmo.
Ora ha spiegato il suo concetto di “Patria”. Le domando perché “quelli di sinistra” non accetteranno mai e mai capiranno questo suo pensiero?
Inoltre, chi sono “quelli di sinistra” ai giorni nostri? Non le sembra di costruirsi un avversario?
La parola “Patria” è un parola che è stata violentata dalla stupidità.
Le faccio un omaggio: http://vodpod.com/watch/1430954-i-fiumi-di-giuseppe-ungaretti-voce-vittorio-gassman
Sono appena tornato da Milano.
Un caffè con lei l’avrei preso molto volentieri.
Sarà per la prossima volta.
Un caro saluto
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9 settembre 2009 alle 00:21
CONCORDO!!!!!
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8 settembre 2009 alle 11:46
Capitano Rolla, noialtri quaggiù in sala macchine siamo abituati a lavorare in silenzio, ignorati, forse un pochino disprezzati perché sporchi di olio, di grasso, tutti sudati e vestiti con tute sdrucite. Però sa com’è, su un vascello niente rimane segreto a lungo e le notizie, le voci nonostante tutto si propagano alla velocità della luce.
Il ritornello è sempre quello: “Ma non lo sapevi pure prima?” “Te l’avevamo detto noi!” eccetera. Beh, non è che Guzzanti sia un marziano o, peggio, uno in malafede. Come lui altri italiani hanno fatto lo stesso ragionamento, quanti? Milioni o forse due soltanto perché non mi voglio nascondere dietro ad un dito. Il mio voto è andato a Silvio (con meno convinzione al suo partito) e nei momenti di maggior stizza al massimo a qualche suo alleato, con la stessa identica illusione: la rivoluzione liberale che, a dirla tutta, non sapevo neanche che si potesse chiamare così, l’ho imparato qui, su questa nave.
E gli scherni, le pernacchie: “il solito rincoglionito dalla televisione”. Che mi fa sorridere, in verità, giacchè sono abituato a fare le pulci ai tiggì, alla stampa, al web e anch’io ho ingoiato i miei bravi rospi… il nostro Comandante di fatto, consapevolmente o meno, è l’interprete di un equipaggio scalcinato che ha tutta l’aria di poter diventare una vera e propria flotta.
Sono stato tradito anch’io e, chiedo perdono a tutti, sono molto incazzato per questo.
Sbaglio o è stato dato l’ordine “Tutti ai posti di manovra!”
GUZZ – GRILLO !! LE TUE PAROLE sono dolce musica per me: lo vedi? Siamo tanti nella stessa condizione. Lascia che ti abbracci.
Il valoroso capitano Rolla tutto ciò lo sa benissimo.
Tutti ai posti di manovra.
Togliere per cortesia le magnum di champagne dai tubi di lancio.
Lo so che sono più fresche, ma abbiamo da sistemare le nostre torpedini.
Lo champagne può essere sacrificato in appositi calici da gustare in controluce, godendone sapore e perlage.
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8 settembre 2009 alle 12:46
Senatore (non “Comandante” perchè non faccio parte dell’equipaggio)
Va bene lo champagne,
ma proporrei una promozione per il capomacchina Grillo: si intuiscono doti di equilibrio capacità ed affidabilità non comuni.
GUZZ – GRILLO parlante è un saggio e un animo tormentato, come piace a me la gente.
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8 settembre 2009 alle 12:58
Grillo Parlante,
l’equipaggio di una nave corsara ha bisogno di mani, piedi, gambe, mani, cervello, cuore, polmoni. Senza i motoristi non si riesce ad andare da nessuna parte.Quelli sporchi di morchia sono sempre nei miei occhi e nel mio cuore visto che lì sono le mie origini e parte del mio passato. Quando arriveremo in rada, dirò ad Holden di tirar fuori un nero d’Avola frappato del 1998 (ammesso e non concesso che la bottiglia non sia vuota)
Se lei ha voglia di di sudare e sudare è benvenuto. Siamo in molti con la stessa rabbia non cieca.
Cap. Rolla
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10 settembre 2009 alle 22:28
Ehm … proprio QUEL nero d’Avola?
Magari il sig. Grillo Parlante gradirebbe di più un nero d’Avola del 2005 … meno complicazioni ….
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8 settembre 2009 alle 10:45
Che dire ?
Standing Ovation per la lettera aperta … tanta amarezza perchè in quest’Italia siamo sempre all’anno zero della politica e, intanto , passano anni, decenni e , purtroppo, opportunità per noi e i nostri figli … quando cedo allo sconforto risorge forte la tentazione di varcare l’Atlantico…..
Un sincero saluto
Andrea Giordani
GUZZ – BISOGNA SEMPRE AVERE UN PIEDE DI LA’ se si vuole operare di qua.
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8 settembre 2009 alle 10:55
Rivoltante.
Chavez e Stone appluditi tre minuti a Venezia dopo la proiezione di “South of the Border.”
http://www.youtube.com/watch?v=5T93ABxs2C0&feature=player_embedded
GUZZ – VOGLIO vedere come viene accolto Chavez dallo Stato italiano.
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8 settembre 2009 alle 13:57
Più o meno come sono stati accolti Gheddafi e quell’altro simpaticone di Putin.
L’italia di Berlusconi ha inaugurato l’era del tappeto rosso, purché ci sia il petrolio.
Putin ha il petrolio.
Gheddafi ha il petrolio.
Chavez ha il petrolio.
Per l’Italia berlusconiana tutto il resto è “Noia, Noia, Noia; maledetta Noia…”
Cordiali saluti da Sagra
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8 settembre 2009 alle 10:55
Egr.Guzzanti OT non riesco a trovare un topic sui suoi libri,potrebbe aiutarmi?grazie
GUZZ – UN topic? “Il mio agente sasha” è uscito alla fine di giugno presso Aliberti editore e poco dopo “Abbasso la dieta mediterranea”
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8 settembre 2009 alle 10:58
Bella lettera Onorevole. Pur non definendomi di destra (ma neanche di sinistra, forse ormai non mi definisco più perché siamo nella confusione più totale) approvo il Suo discorso. Enrico T. scrive che forse B. non risponderà… ma secondo me questo è il male minore. La vera domanda è: il popolo italiano risponderà? uesto popolo assuefatto, narcotizato, televisivizzato, capirà la sfida (che penso vada oltre una sfida personale tra Lei e B., perché è in gioco il cambio di rotta, la rottura col vecchio e col marcio)? Oppure seguiterà a dosannarlo, a credere che davvero tutto quello che sta succedendo sia frutto di una “barzelletta comunista che detiene il 90% percento dell’informazione” (se fosse così avremmo un regime bolscevico), continuerà ad osannare il B. Superman, l’intoccabile? Temo che sia qui la questione. Tutti di questi tempi dicono che il regime berlusconiano sta finendo perché è travolto dagli eventi, ma non dimentichiamo che finché la gentre sarà con lui (con la sua idea, se non con lui fisicamente) non cambierà nulla. Buon lavoro.
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8 settembre 2009 alle 11:36
Grazie Senatore, questo suo scritto rappresenta in pieno e in meglio il mio pensiero. In realtà, a parte quando parla di guerra, mi sento rappresentata da lei. La voterei (se potessi! Ah! Ridateci le preferenze!)
Grazie,
cordiali saluti
GUZZ – IO PARLO DI guerra davanti alle tavole apparecchiate: sposto panini e accumulo forchette, prima di scatenare l’offensiva dei tovaglioli sul fianco del pane.
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8 settembre 2009 alle 11:38
Ho controllato su wiki:Cossiga uomo solo al comando,Mondadori 1992;I presidenti della Repubblica da De Nicola a Cossiga,Laterza 1992;Ustica.La verità svelata,Bietti 1999 che se li è scordati…Scherzo mi interessava l’elenco delle sue opere pubblicate…
GUZZ – …I GIORNI CONTATI, baldini e castoldi, l’Italia del 2000 (La Stampa), come Usare l’Italia (mondadori), eccetera.
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8 settembre 2009 alle 12:21
Si ma .. un personaggio così incoerente e megalomane, perché, come ben diceva tuo figlio Corrado, non lo si prendeva mai sul serio? Come si poteva non prevedere che avrebbe abusato del potere concessogli? Per quanto nel caso possa valere il vecchio detto: “Meglio tardi che mai”, come puoi oggi darti credibilità, oh! redento Paolo, arrivando pure a lanciare una sfida a Berlusconi? Ti accorgi di tutto questo solo quando è arrivato a “chiudere la bocca” a te, ma non hai mai mosso un dito o sollevato lo sdegno quando la stessa tua sorte toccò a tuoi illustri colleghi? Berlusconi è sempre stato prepotente, magari simpatico, affabile e ridanciano, magari tutto di ciò, ma con pre-potenza. Berlusconi è uno che si prende la libertà di non far esser liberi gli altri. E non da oggi.
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8 settembre 2009 alle 12:32
Lettera aperta al sen. Paolo Guzzanti.
Credo che ciò che ha scritto lo abbia fatto col cuore in mano, però non mi fido. Una persona che ha difeso qualcuno a spada tratta sapendo chi stava, in realtà, difendendo, in futuro potrebbe ripeterlo in una qualunque altra situazione. Se menti intenzionalmente almeno una volta, non sei più credibile perché lo puoi rifare. Inoltre, prima lei stava col PDL e difendeva berlusconi, ora sta col PLI e attacca berlusconi su cose che conosceva da tempo. Che coerenza c’è in questo? Mi fa pensare che, il giorno in cui (eventualmente) se ne andrà col PD ad esempio, tirerà fuori gli eventuali panni sporchi del PLI? E poi quelli del PD? E poi quelli dell’IDV? Dell’IDV non credo: perché gente come lei, caro sen. guzzanti, l’IDV non ce li vuole (o, almeno, così sembrerebbe).
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8 settembre 2009 alle 12:51
Non mi rivolgo a qualcuno in particolare perchè i post del tenore “lo avevamo detto noi” sono più di uno e tutti simili.
Quelli che in questo thread scrivono commenti della serie “e te ne accorgi ora, noi lo sapevamo dall’inizio che Berlusconi non avrebbe fatto rivoluzioni liberali” fanno intendere anche che, se sbaglio mi correggano, hanno sempre votato a sinistra in questi anni di seconda repubblica. Giudicandola un’opzione migliore, il terreno politico migliore e più fertile dove combattere.
E quando Guzzanti dice anche adesso che se Berlusconi qualcosa di bene lo ha fatto è stato soprattutto quello di contenere la sinistra del durante e dopo mani pulite, secondo voi dove doveva stare, a sinistra?
Doveva stare a sinistra quando di rileggere e riscrivere onestamente il passato ancora non se ne parlava?
A sinistra, dove Vasili Mitrokhin era visto come uno spauracchio e si sbianchettava a più non posso?
Oppure dove di grazia, visto che il bipolarismo è un progetto annoso?
Codesti commenti da veggenti a ritroso sembrano quei siparietti delle tv locali dove il mago di turno gira il tarocco e si vanta di aver previsto il passato.
GUZZ – PERFETTO. Costoro non capiscono, non vedono e sghignazzano se uno gli dice che la sinistra comunista italiana, per la sua storia, la sua complicità nei delitti, nella menzogna, nella manipolazione, nella violazione della legge sui finanziamenti dei partiti, nella sua violenza latente ed esplicita, era quanto di più abominevole e pericoloso l’Italia potesse avere al governo.
E quando la sinistra ha governato, l’intera legislatura 1996-2001 e poi 2006-2008, ha fatto schifo per incompetenza, rissosità, vergognoso comportamento politico, inettitudine, mancanza di ideali.
Dove erano costoro?
Che facevano?
Non avevano ancora capito con chi avevano a che fare?
Ma che cazzo vogliono questi sepolcri imbiancati che come massimo di cultura sanno solo sventolare i libri di Travaglio il quale, fra diverse cose giuste ha farcito – leggasi quel che ha scritto su di me e la Mitrokhin – i suoi scritti di imprecisioni, di menzogne, di invenzioni?
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8 settembre 2009 alle 14:33
per Simona
“E quando Guzzanti dice anche adesso che se Berlusconi qualcosa di bene lo ha fatto è stato soprattutto quello di contenere la sinistra del durante e dopo mani pulite, secondo voi dove doveva stare, a sinistra?
Doveva stare a sinistra quando di rileggere e riscrivere onestamente il passato ancora non se ne parlava?
A sinistra, dove Vasili Mitrokhin era visto come uno spauracchio e si sbianchettava a più non posso?”
Lo stato italiano ha un debito pubblico di circa 2.000 (duemila) miliardi di Euro.
Oltre la metà lo dobbiamo a quei ladroni parlamentari che ManiPulite cercò di fermare e di mandare in galera.
Il signor Mitrokhin, sul quale volenterose manine possono aver sbianchettato tutto il possibile e l’immaginabile, non riuscirà mai a costarci neanche la millesima parte di quello che si sono allegramente fottuto i Democristiani ed i Socialisti da cui è stato generato Silvio Berlusconi.
Cum grano salis, please!
Sagra
GUZZ – QUESTA è LA LEGGENDA di Mani Pulite, i buoni, contro una sola banda di corruttori e corrotti di Tangentopoli.
Buona per un cartone animato Disney.
Le do un’altra versione: il debito pubblico italiano è stato ottenuto caricando sullo Stato la spesa di tutte le aziende decotte e improduttive che la CGIL ha impedito – durante il vero e storico compromesso con la DC durato mezzo secolo – che chiudessero per salvaguardare posti di lavoro inutili, improduttivi e costosi.
Ha presente l’Efim?
La storiella dei cattivoni del Caf baubau-ati dagli angeli vendicatori del Pool di Mani pulite la vada a raccontare a qualcun altro.
Specialmente ai servizi segreti americani – ecco, è contento? Finalmente la CIA !! – che la organizzarono.
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8 settembre 2009 alle 16:01
Ragionier Sagra,
lo sbianchettamento della Mitrokhin ci costa: il disonore di non poter accusare nessuno per l’assassinio di Moro e per la bomba di Ustica, nonché la stupidità di continuare a scannarci tra destra e sinistra per la strage di Bologna.
Io lo so quanto ci costa, quel disonore e quella stupidità. Tu no.
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8 settembre 2009 alle 18:45
Attendente Patton
Ricordati che al massimo puoi fare lo “sciacquino”.
“…il disonore di non poter accusare nessuno…”
Ma piantala di fare il trombone seduto sulla jeep del Generale.
Solo un trombone illuso come te può solfeggiare in Do min, stonando e spernacchiando in un ottone di cui non avrà mai la padronanza.
Il disonore, per usare tua la meteorica trombonata, è piuttosto il numero incredibile di persone accusate, coinvolte, scagionate, ricoinvolte. insinuate, per non concludere poi una beneamata MAZZA!
E tu vuoi ricondurre tutto al tradimento opportunistico di viscido kegebelsky che, siccome fa comodo a qualcuno, improvvisamente diventa come la Madonna di Lourdes, e tutti devono crederci.
Chi nasce kegebelsky, può solo schiattare come un vecchio laido kegebelsky, con tutta la buona pace dei morti che si porterà sul groppone.
Quando lo arruolarono, gli chiesero che se fosse stato opportuno avrebbe dovuto vendere padre, madre, nonna fratelli e sorelle. Lo fecero giurare. E lui GIURO’.
Altrimenti “niet KGB”.
Tu sei liberissimo di credere alla conversione.
Ma non puoi pretendere che lo facciano tutti.
E Sagra è sicuramente uno che non crede alla conversione di nessun kegebelsky.
“Chi nasce quadro, mai può morire tondo” dicevano i nostri nonni.
Torna a sciacquare le braghe del vecchio Generale.
Sagra
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8 settembre 2009 alle 19:04
Sagra,
insulti a parte, non ho capito niente di quel che hai detto.
8 settembre 2009 alle 20:08
per Patton
“insulti a parte, non ho capito niente di quel che hai detto.”
Sono contento per te.
A volte solo l’ignoranza può rendere felici gli uomini.
In fin dei conti è solo un “ragioniere” che ha reso pan per focaccia all’attendente “sciacquapalle” del Generale Patton.
Bacetti da Sagra
GUZZ – SAGRA, non se l’abbia a male, ma quella faccenda del midolletto non l’ho capita neanche io e io non sono poi così entusiasta della mia ignoranza. Può aiutarmi?
Grazie.
Ricambio eventuali bacetti-
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8 settembre 2009 alle 16:59
Io credo alla “leggenda” e avrò sempre profonda stima e gratitudine per magistrati quali
Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Ilda Boccassini e per il procuratore capo Francesco Saverio Borrelli ed il suo vice Gerardo D’Ambrosio.
Craxi ammise che era ladro lui, e accusò tutti gli altri di esser ladri quanto lui.
Questo è un fatto.
Non tutti subirono le stesse conseguenze è vero.
Forse perchè non tutti rubavano allo stesso modo, o forse perchè esiste la fortuna la furbizia e la sfiga.
Naturalmente chi fu pescato con le mani nel sacco approfittò di questa circostanza per accreditare la versione del complotto, e per far credere che lui nemmeno rubava.
Che altro avrebbe potuto fare?
Siccome i ladri erano tanti e siccome ancor più numerosi sono sempre gli onesti ma fessacchiotti, questa è ormai la versione che è passata.
E così ci ritroviamo fra i piedi i soliti politici trafficoni o i loro figli, e sotto accusa quei pochi magistrati onesti e capaci.
E’ proprio vero, il nostro più grande problema sono gli italiani stessi.
GUZZ – COME SA PERFETTAMENTE, CRAXI non disse affatto di essere un ladro, ma disse che se lui andava considerato ladro a favore del suo partito, tutti gli altri senza eccezione dovevano trovarsi nella stessa situazione. E sfidò i presenti ad alzare la mano e negare, dire che non era vero. Nessuno fiatò e con il loro silenzio assenso tutti confessarono. Tutti, dal primo all’ultimo. Tutti dunque erano ladri? Lei avrà pur votato per qualcuno di questi ladri, no?
O lei era il solo con le mani pulite?
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8 settembre 2009 alle 19:25
“Nessuno fiatò e con il loro silenzio assenso tutti confessarono. Tutti, dal primo all’ultimo. Tutti dunque erano ladri? Lei avrà pur votato per qualcuno di questi ladri, no?
O lei era il solo con le mani pulite?”
E giunse Berlusconi, per cui hanno votato in molti. Senza contare quelli che si sono schierati apertamente con lui dopo avergli dato del mafioso, corruttore ed altro. Si giunse al paradosso che la Magistratura era peggio di quei politici “ladri, malfattori e conniventi fra di loro”.
E molti parlamentari hanno votato le leggi che hanno permesso lo scempio.
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. Ho visto vecchi parlamentari abbattere gli avversari a colpi di sputazzate. Altri parlamentari festeggiare strafogando Mortadella e Champagne. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »
E le mani tornarono pulite e linde.
Nessuno controllò più le mutande dei parlamentari.
Per non correre rischi si preferì nominare belle fighe che stanno sicuramente meglio senza mutande.
Saluti da Sagra
GUZZ – SALUTI DA GUZZ, MA LEI ha emesso come la seppia una cortina inchiostrata e non è rimasto sul pezzo: domanda, risposta.
Così tutti sono buoni: domanda, parlo d’altro.
Risposta, d’altro ancora.
Mi spiace, sono cartesiano quando smetto i panni anglosassoni.
Napoli va benissimo, culturalmente parlando, per teatro regionale, cibo, canzone, lingua, emozioni, tradizioni.
Ma a parte Vico non ha prodotto filosofi, lasciando a Pescasseroli quel che è di Pescasseroli, anche perché Napoli meriterebbe di meglio che don Benedetto.
In due parole: Sagra svicola.
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8 settembre 2009 alle 21:29
per Guzzanti
“Così tutti sono buoni: domanda, parlo d’altro.
Risposta, d’altro ancora.”
Ha ragione e chiedo venia.
Parlar per metafore è antica consuetudine della cultura napoletana, ed ovviamente i significati reconditi finiscono per essere accessibili solo a chi è partecipe di “quella cultura”.
Per porre riparo all’involontario danno , sarà costretto a subire un lunga e spero non noiosa esegesi.
Scrive Guzzanti:
“GUZZ – COME SA PERFETTAMENTE, CRAXI non disse affatto di essere un ladro, ma disse che se lui andava considerato ladro a favore del suo partito, tutti gli altri senza eccezione dovevano trovarsi nella stessa situazione.”
Che un politico rubi alla collettività per lucro strettamente personale oppure perché “la politica costa” è cosa che potrebbe interessare chi ne fa una questione d’invidia personale. I criteri con cui “Morgan il Pirata” divide il bottino con la sua ciurma interessa poco il derubato.
Se poi “Morgan il Pirata” accusava l’intero Parlamento di essere la Tortuga, era operazione giusta ed ambita da tutti i giudici, nella speranza di recuperare il maltolto. Ma Craxi si rifiutò di fornire le prove alla Magistratura, dopo aver mafiosamente minacciato i suoi compari di vuotare il sacco se non lo “coprivano”.
In buona sostanza l’imputato Craxi non solo non mostrava pentimento, ma minacciava apertamente l’intero Parlamento di fare terra bruciata, mostrando la sua vera tempra di statista.
Il Parlamento si adeguò subito alla bisogna, creando una “Cortina di protezione” che poi si è rivelata provvidenziale perfino per personaggi come Previti,
Dopo mani ManiPulite, il Parlamento italiano ha costantemente avuto un numero di parlamentari pregiudicati più elevato delle zone malfamate di Napoli.
Scrive Guzzanti:
“Tutti dunque erano ladri? Lei avrà pur votato per qualcuno di questi ladri, no?”
La domanda è semplicemente retorica.
La legge elettorale italiana non consente di invalidare le elezioni se non si raccoglie un numero minimo di votanti. Questo significa che anche se non andassi a votare, il mio voto verrebbe conteggiato lo stesso.
Lo ripeto sempre a tutti gli amici che non vanno a votare: Se non vai a votare, il tuo voto verrà smembrato, diviso e digerito dallo stesso numero di candidati, invece che essere inghiottito integro.
Pertanto, contro la mia consuetudine, sono stato costretto a spiegarle “in pulito”, quello che quattro parole vernacolari spiegano molto, molto più esaurientemente.
Ultima chiosa:
“Ma a parte Vico non ha prodotto filosofi, lasciando a Pescasseroli quel che è di Pescasseroli, anche perché Napoli meriterebbe di meglio che don Benedetto.”
A Napoli, nel 1799, ci fu l’unica vera rivoluzione liberale dell’intera storia italiana.
Non fu fatta da poveri pezzenti affamati, oppure da qualche generale golpista.
Fu fatta dall’unica autentica cultura liberale che esistesse in tutta la penisola.
In quella gloriosa rivoluzione fu sterminato il meglio della nobiltà colta e della borghesia liberale.
Mi citi una sola città in cui sia avvenuta una cosa del genere.
Saluti da Sagra
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8 settembre 2009 alle 23:49
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8 settembre 2009 alle 14:33
Per inciso Travaglio si é sempre professato liberale.
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8 settembre 2009 alle 15:20
Sì, e filo israeliano, lo sappiamo.
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8 settembre 2009 alle 15:21
Non sono d’accordo, seppur parzialmente. I primi due anni del primo governo Prodi, prima che il gomblotto d’alemian-bertinottiano lo facesse saltare, sono stati a mio avviso i migliori degli ultimi 15 anni. Poi e vero, la sinistra ha fatto tristemente schifo.
GUZZ – PENSI UN PO’ lei. Per me invece quei due anni sono stati quelli, come ho potuto scoprire e provare di fronte alla magistratura, in cui il governo Prodi dette ordine di impedire qualsiasi inchiesta di intelligence (non giudiziaria) sulle schede inoltrate dal governo britannico. La magistratura, quando ricevette il mio esposto denuncia sui delitti compiuti da Prodi e dai suoi, archiviò dicendo che i fatti che indicavano erano veri, ma che configuravano illeciti amministrativi e non penali. Vede? Due punti di vista diversi.
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8 settembre 2009 alle 16:33
Ovvio, due punti di vista diversi vissuti in due situazioni diverse. Lei parla di un atto specifico, di una singola azione di cui non ho motivo di dubitare non avendo alcuna certezza sulla rettitudine morale di Prodi, anzi. Io parlo di gestione della cosa pubblica e dell’azione di governo nel suo complesso come da me percepite in qualità di cittadino.
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8 settembre 2009 alle 15:43
Simona, non ci capiamo perché usiamo due frequenze diverse, la comunicazione non arriva.
La visione è quella di nascondersi nella folla anonima, dare l’assalto con i forconi a Villa San Martino, cospargere Berlusconi con pece e piume, legarlo in un sacco da gettare nel Lambro ed esporre il cadavere sul ripetitore di Cinisello Balsamo. Dopodiché saremo tutti finalmente liberi di votare per un partito unico e finalmente serio.
Questo vascello, invece, combatte in mare aperto, sfida il nemico issando regolari bandiere di guerra ma prima gli lascia la scappatoia della resa. La preda, il bottino è la libertà di poter andare a votare per la destra o per la sinistra con la tranquillità che i fondamentali non cambiano: la vita, la libertà, il diritto alla ricerca della felicità.
Non me ne intendo di politica ma anche la Seconda Repubblica è un gioco di prestigio. Così alla fine siamo arrivati alla guerra corsara, tutti gli altri a vociare alla finestra e a vedere come andrà a finire. Come al solito, è la storia dell’italietta e degli italianuzzi.
Beh, chi vuole salga a bordo e si porti lo stretto necessario.
(Il Forum è di nuovo attivo, vai con l’Arctic Sea!)
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8 settembre 2009 alle 13:07
Bellissima lettera e ammirevole iniziativa.
Se berlusconi fosse un cavaliere, accetterebbe la sfida con spirito di lealtà. Ma temo proprio che non lo sia.
Perciò penso che la ignorerà. E’ importante seppellire sotto il silenzio il progetto politico che Lei rappresenta. In questo modo lo condanna all’inesistenza con il minimo sforzo. Un fatto non esiste se non viene data notizia e la cosa che rende ancor più ammirevole la sfida è che Lei Guzzanti porta la responsabilità di essere a loro insaputa la causa di una inedita allenza all’oscuramento tra Berlusconi e Repubblica. Quest’ultima a causa del suo libro.
Non demorda, cerchi ancora delle apparizioni televisive, sfrutti i suoi contatti, che ne so faccia scandalo sfottendo Feltri, appaia, e poi colpisca. Piano piano la grande calca si accorgerà della Sua presenza, forte di una certa popolarità ribadisca la sfida. Le dirò, poco americano, io sono pessimista, ma appunto, ciò che le fa onore non è che qui sta pensando ai suoi figli, ma soprattutto a quelli degli altri.
In questa battaglia da repubblica romana, in queste 5 giornate, non posso che sostenerla. Non dico come parte della ciurma, perchè lì bisogna sapere di navigazione, conoscere i nodi e le stelle, ma almeno come ragazzo di locanda che dopo il lavoro ogni giorno al porto, seduto sul molo, guarda e aspetta il ritorno di quelli, quelli che aveva visto lì seduti al tavolo, che aveva servito con birre e vino, che parlavano e urlavano, di libertà e altre cose.
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8 settembre 2009 alle 14:02
Buongiorno,
ho letto questa lettera su Facebook e un link, come un’onda in questo navigare, mi ha portato da lei. Non abbiamo le stesse idee politiche, ma la ringrazio. Questa lettera è veramente molto toccante, soprattutto per me, una ragazza precaria, senza sogni nel cassetto. Io non faccio la modella, ahimè ho dovuto lasciare le sfilate da bambina per studiare… e laurearmi in qualcosa che non mi darà di che vivere (a saperlo se avessi sfilato, forse a quest’ora sarei una parlamentare anche io al soldo del Napoleone de ‘noaltri). Ma volevo ringraziarla perchè per un attimo, qualcuno si è ricordato una cosa e qui mi viene in mente una frase di non so chi: La terra non è eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli. Almeno qualcuno, ancora si ricorda di questo. Ora, chi dobbiamo ringraziare per questa fantastica eredità?!
GUZZ – GRAZIE, mio padre mi ha insegnato che “restituiamo ai nostri figli quel che abbiamo ricevuto dai nostri padri”. Comunque lo stato di disperazione della gioventù italiana e specialmente delle donne, è mostruoso, terribile e grida vendetta. I colpevoli sono molti, come sempre. E penso che sia l’ora della costruzione in positivo, più che del processo di Norimberga. Resti, se le fa piacere, con noi. Io ne sarei onorato.
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8 settembre 2009 alle 14:32
Leggo questa sua lettera al premier e mi chiedo se a parte l’amicizia con Putin quale siano le cose, che ora con tanta precisione ed amarezza gli rappresenta,che non potevano essere viste prima,nel momento in cui anni fa accettò di entrare in questa corte.Ancora intravedo in quello che scrive una sorta di scissione tra un autentico incantamento di cui sembra essere stato vittima e la sua forte “altra” personalità strabordante di idealità nobili. Senatore lo ammetta,il puer che è in lei si invaghì del cavaliere………
Con simpatia
TEX
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8 settembre 2009 alle 14:39
Sarò, stringato e conciso:Come sapete ho militato nel C.S.combattendo sempre anche contro mio padre che era LIBERALE,(come mi pento!)ma anche lui purtroppo Berlusconiano della prima ora(non ha avuto tempo di pentirsi per morte prematura).Sono diventato forse uno dei più micidiali pentiti di sinistra e dico a tutti coloro che rinfacciano a chicchessia la adesione iniziale a Berlusconi,di fare pulizia nella propria zucca, ma di brutto,perchè essere fottuti e poi mazziati a ripetizione e continuare a non capire,significa proprio essere masochisti e autolesionisti e forse qualcosa di più e di peggio.A.Barsi.
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8 settembre 2009 alle 15:15
odio lo spam. l’ho sempre odiato.
Comandante inserisca quanto prima la Sua sfida, su youtube e qui, come giustamente Le hanno suggerito.
poi mi armerò di pazienza e contro la mia natura inserirò le migliaia di e-mail che conosco nel frullatore dei destinatari di questo SPAM.
Mi auguro diventi il manifesto di un’Italia diversa, di una Rivoluzione che vince la resistenza di tanti che vorrebbero rassegnarsi al declino, delusi ma pigri. e mi auguro che il primo veicolo possa essere proprio internet.
che sia una fregata pirata o la flotta di Nelson, io sono con Lei.
PS: Potenzi il sito, ed inserisca un banner fisso con testo e video, lì su in cima, come il Jolly Roger con teschio e tibie incrociate!
GUZZ – URCA !! Su You tube? Stupendo! Solo testo? Voce? Come? Certo, se diventasse un manifesto… Grazie !
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8 settembre 2009 alle 15:23
Possiamo fermarci un momento e ricordare Mike Buongiorno? Il suo modo di fare e intendere la televisione è rimasto immutato a dispetto del complessivo involgarimento dei costumi.
Un saluto affettuoso
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8 settembre 2009 alle 21:46
Ma per favore! Sarebbe pure diventato senatore a vita… uno dei massimi artefici del rincoglionimento televisivo…
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8 settembre 2009 alle 15:37
per Guzzanti
“Le do un’altra versione: il debito pubblico italiano è stato ottenuto caricando sullo Stato la spesa di tutte le aziende decotte e improduttive che la CGIL ha impedito – durante il vero e storico compromesso con la DC durato mezzo secolo – che chiudessero per salvaguardare posti di lavoro inutili, improduttivi e costosi.”
Le versioni possono essere anche 10.000. Ma il risultato non cambia!
Un famoso economista disse che i politici italiani avevano comprato il “cappotto di Astrakhan” per lucrare sui bottoni.
I modi francamente contano poco. Ognuno si può fare la ricostruzione dei fatti dal suo punto di vista. Se non sbaglio Akira Kurosawa nel suo splendido film “Rashomon” spiega come lo stesso fatto possa avere punti di vista completamente diversi:
“A Ky?to, nel Giappone medievale, un boscaiolo, un monaco e un passante si fermano a parlare di un caso di omicidio avvenuto qualche tempo prima: la vittima è un samurai, ucciso da un brigante che avrebbe anche abusato della moglie di lui. I tre uomini danno tre versioni diverse dell’accaduto, facendo apparire responsabile di volta in volta il samurai, la donna o il brigante. Cosa è successo veramente nel bosco?”
Mani pulite sarà sempre il nostro Rashomon, ma il cadavere è lì, e ci è costato Mille Miliardi di Euro
Al timone c’erano Craxi, Forlani ed Andreotti. E con loro l’Italia del “miracolo economico” finì sotto sopra.
Mani pulite partì non per una becera operazione politica, per il semplice motivo che era perfettamente vero quello che hanno sempre sostenuto i detrattori: RUBAVANO TUTTI.
Pertanto nessun politico aveva interesse a far saltare il banco.
Mani pulite partì quando le banche estere capirono che i soldi stavano finendo e pretendevano la pecunia cash.
La dietrologia politica poi ognuno se la costruisce come gli fa più comodo.
Il fatto incontrovertibile resta che il cerino acceso rimase in mano al CAF.
Ed il più esposto ci si bruciò le dita.
Poi ci consolammo col Berlusca. Ma questa è un’altra storia.
Il resto sono chiacchiere.
Sagra
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8 settembre 2009 alle 17:04
“Il resto sono chiacchiere” lo dici a tuo nipote, Sagra.
Il PDS di Occhetto e Violante aveva tutta l’intenzione di far “saltare il banco”, tant’è vero che fece saltare il governo “ulivista” di Ciampi (di cui faceva parte lo stesso PDS) il giorno dopo il suo insediamento (29 aprile 1993), per protesta contro la mancata autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi decisa quel giorno dalla Camera.
E’ solo a questo punto che Berlusconi comincia a pensare di entrare in politica. Lo deciderà il 10 luglio di quell’anno e lo annuncerà il 26 gennaio dell’anno dopo.
Quando si fanno i conti, Sagra, le date contano.
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8 settembre 2009 alle 17:57
Per Patton
“E’ solo a questo punto che Berlusconi comincia a pensare di entrare in politica. Lo deciderà il 10 luglio di quell’anno e lo annuncerà il 26 gennaio dell’anno dopo.”
Mio nipote, che di chiacchiere se ne intende, vota per Berlusconi.
E quando Berlusconi “chiacchiera”, nessuno può tenergli testa.
Tu sei un Berlusconiano fino all’ultimo, recondito midolletto fradicio, e vivi delle chiacchiere del più grosso chiacchierone che la storia repubblicana d’italia abbia mai conosciuto.
Non t’invito a contare le puttanate da lui dette.
T’invito solo a meditare sulle “smentite”, “sono stato frainteso”, “le distorsioni della stampa” fatte sulle sue stesse parole. Un autentico artista della “presa per il culo”.
E a quelli come te, sconcertati, resta solo da dire: “è fatto così”.
Quando si parla di chiacchiere, zitti tutti!
Berlusconi compone, Patton esegue!
Manco fosse Toscanini con il “Requiem” di Verdi.
Bacetti, bacetti da Sagra
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8 settembre 2009 alle 19:03
“[...] recondito midolletto fradicio, vivi delle chiacchiere [...]”
Sagra, io non rispondo a queste cose. Lo capisci da te il perché, vero?
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8 settembre 2009 alle 20:24
per Patton
“Sagra, io non rispondo a queste cose. Lo capisci da te il perché, vero?”
Ma che signorino compito|
Si limita solo ad “insulti di buona levatura”.
Roba di classe. Mica queste volgarità da “truppaglia”.
Quando mancano le munizioni, si fa finta e si fa rumore con la bocca: “PUM PUM PUM”.
Savoia Cavalleria!!!
Sagra
GUZZ – FORSE vuol dire “facìte a’mmuina”?
8 settembre 2009 alle 20:48
per Guzzanti
“GUZZ – FORSE vuol dire “facìte a’mmuina”?”
Nell’esercito Borbonico era l’ordine per “rompere le righe” ed andare in libertà.
Patton conserva coriaceo le sue idee. Liberissimo di farlo.
Ma se intende gettarle nell’agone, deve saperle difendere, senza offendere lui per primo.
“Ragionier Sagra” lo dice impunemente a suo nonno.
Se lo dice a qualcun altro, puo anche trovare “casualmente” l’uccello padulo.
Se poi fa il ritrosetto perché si risente per la “botta”, finisce solo per farci la figura “do’ farenella”
NdR : Fà ‘o farenella.
Letteralmente:fare il farinello. Id est: comportarsi da vagheggino, da manierato cicisbeo. L’icastica espressione non si riferisce – come invece erroneamente pensa qualcuno – all’evirato cantore settecentesco Carlo Broschi detto Farinelli, ma prende le mosse dall’ambito teatrale dove le parti delle commedie erano assegnate secondo rigide divisioni. All’attor giovane erano riservate le parti dell’innamorato o del cicisbeo. E ciò avveniva sempre anche quando l’attore designato , per il trascorrere del tempo non era piú tanto giovane e allora per lenire i danni del tempo era costretto a ricorre piú che alla costosa cipria, alla piú economica farina. ”
Per chi vuole saperne di più:
http://lellobrak.blogspot.com/
Buona notte da Sagra
8 settembre 2009 alle 21:10
Sagra,
non mi sarebbe costato niente risponderti per le rime e farti incazzare ancora più di quel che già sei, perché non c’è niente che mi diverta come il vederti livido e urlante, come mamma t’ha fatto. Ma il gioco è bello se dura poco… E io sono stufo di giocare con quelli che ai fatti rispondono con frasi fatte, agli scherzi con il livore e all’ironia con il diprezzo.
Colgo l’occasione per dire che sono stufo anche di quelli che…
restiamo uniti contro il “maiale assoluto”! (con Fini, quello dei prosciutti), oh yeah
non versiamo acido sulla sinistra, oh yeah
vendichiamo le vittime del “massacro” mediatico, oh yeah
la cultura collassata, oh yeah
l’azzeramento intellettivo su cui conta il Sig. B, oh yeah
stritolati dal pensiero/volere unico, oh yeah
immenso, inestimabile pericolo, oh yeah
Son quarant’anni, dai tempi di piazza Fontana, che la sinistra grida “al lupo, al lupo!”,
e tutto quel che abbiamo oggi son greggi belanti di pecore, a perdita d’occhio.
9 settembre 2009 alle 09:55
“non mi sarebbe costato niente risponderti per le rime e farti incazzare ancora più di quel che già sei, perché non c’è niente che mi diverta come il vederti livido e urlante, come mamma t’ha fatto. Ma il gioco è bello se dura poco…”
Patton ha incontrato l’uccello padulo.
In principio brucia un crea qualche fastidio, ma qualcuno riesce persino a trovarlo simpatico.
Sagra
PS : L’uccello padulo non è né livido né urlante, bensì sornione e soprattutto penetrante; ed ha un debole per il vecchio “Savoia Cavalleria”
GUZZ – SAGRA !! Per favore: un po’ di stile. Basta con questo materiale anale. Ovviamente il rimbrotto non è rivolto solo a lei, ma comincio da lei. Non possiamo fare sul blog le stesse scritte che avremmo potuto fare sui banchi di scuola. Per favore.
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8 settembre 2009 alle 18:33
10 luglio del 1993, Patton? Sicuro?
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8 settembre 2009 alle 19:38
Sicurissimo, Mal.
Se Lei ha altre date, Le proponga. O costa troppa fatica?
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8 settembre 2009 alle 20:07
Ok, Patton. Sei sicurissimo( e ti pareva!)
Ora, però, non riesco a controllare.
Sono lontano dal mio “archivio”.
Questa fine settimana ti saprò dire bene.
Saluti
8 settembre 2009 alle 20:39
Ma quale archivio, Mal?
Bastano 10″ su Google per trovare una conferma “indipendente”: ad esempio questa
(da “Storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi” di Paul Gisnsborg, ed. Einaudi):
http://www.forumdemocratico.org.br/?Page=View&ID=2349
8 settembre 2009 alle 21:08
Quale archivio?
Il mio.
Patton, tranquillo.
A questa fine settimana.
Saluti
8 settembre 2009 alle 21:57
Mal, io sono tranquillisimo.
Il mio riferimento all’archivio era retorico: un fatto è un fatto,
e neanche l’archivio del divo (Marco) può far che non sia fatto.
9 settembre 2009 alle 11:20
Ma allora vedi che ne sei ossessionato, Patton!
Ha ragione Amgelo.
Che palle con questo “divo Marco”.
Sarà divo per te. Per me no. Chiaro?
Ho scritto che l’archivio è mio.
A questa fine settimana.
Saluti
14 settembre 2009 alle 12:49
Eccomi, Patton.
Scrivi: “E’ solo a questo punto che Berlusconi comincia a pensare di entrare in politica. Lo deciderà il 10 luglio di quell’anno(1993) e lo annuncerà il 26 gennaio dell’anno dopo.”
Quindi: 10 luglio del 1993 B. pensa di entrare in politica.
Cito da un’intervista a Ezio Cartotto ( che ha vissuto gli anni dell’esordio a fianco di Berlusconi)
“Ho sentito parlare dell’idea di Berlusconi di scendere in campo nel 1992, dopo le stragi, ma l’elaborazione era in effetti iniziata già prima.”
Continua:
“Dell’Utri mi invitò anche a una convention di Publitalia a Montecarlo…
Sono convinto che Berlusconi abbia cominciato a pensare all’ipotesi di scendere in politica nell’autunno del 1992, proprio in occasione di quella convention: Silvio Berlusconi fece un discorso ai dirigenti di Pubilitalia e delle altre aziende dl gruppo, nel quale rivelava che il clima politico si stava facendo pesante. Disse che gli amici perdevano potere, che i nemici ne conquistavano e l’azienda doveva attendersi momenti difficili.”
(Intervista rilasciata a Ferruccio Pinotti)
Inoltre, da inchieste giudiziarie emerge che sarebbe stato Dell’ Utri a suggerire a Berlusconi di fondare un partito:
“In definitiva , è provato che il progetto politico, poi sfociato nella costituzione di Forza Italia, iniziò a germinare sin dal 1992 da un ‘esigenza avvertita proprio da Dell’Utri, un ‘esigenza di un maggiore “protagonismo politico” da parte del gruppo Fininvest.”
Saluti
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8 settembre 2009 alle 15:40
La cosa che mi fa più rabbia o incazzare della berlusconite è etichettare,chi critica la politica( non la persona),come comunista o invidioso o altro,non riesco a descrivere il disagio quando discuto di politica con qualche sostenitore di B.Cercandogli di spiegare”Guardi io non sono di sinistra lo capisce o no!?Io sono di destra cazzo”…Ridatemi la destra…CAZZO!!!!
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8 settembre 2009 alle 15:57
Pare che il “lo avevamo detto noi” – come da efficace sintesi di Simona – debba essere un convitato ricorrente, anzi ineludibile, in questo Blog, con conseguenti appassionate reazioni, talvolta forse un po’ sopra le righe, da parte del padrone di casa.
Fossi Guzzanti, sarei invece lusingatissimo del motivo di queste reiterate richieste di spiegazioni da parte degli “agorazontes”: infatti, nessuno si sognerebbe mai di chieder conto stupito a un Emilio Fede o a un Bondi del perché della loro militanza. E’ proprio la complessità di un intellettuale come Guzzanti a legittimare tanta incredulità. O forse avrebbe preferito essere percepito anche lei come uno dei tanti altoparlanti “wireless” (e, aggiungo, “brainless”) del capo?
Pertanto, si rassereni, senatore, queste domande sono state estremamente utili a stimolarla a spiegarci quelle che furono le sue ragioni, che adesso in molti iniziamo a comprendere.
“E quando la sinistra ha governato, l’intera legislatura 1996-2001 e poi 2006-2008, ha fatto schifo per incompetenza, rissosità, vergognoso comportamento politico, inettitudine, mancanza di ideali”.
Forse, quelli da lei elencati sono proprio i motivi per i quali molti, pur essendo ontologicamente lontanissimi da quell’area politica, hanno in questi anni ritenuto di dover considerare la stessa meno pericolosa di quella del “tycoon” di Arcore, accordandole una riluttante fiducia, ovviamente a naso turato.
A me pare che il “climax” autocratico del cavaliere degli ultimi tempi non consenta di poter bollare facilmente come degli imbecilli coloro i quali fecero spintaeamente quella scelta, forse imbelle, ma sicuramente legittima.
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8 settembre 2009 alle 16:06
Sto leggendo le polemiche che riguardano Fini, le sue recenti posizioni e vari attacchi per riportarlo nei ranghi. E’ un altra voce fuori dal coro. Mi sono piaciute certe sue posizioni, la difesa del Parlamento, la laicità dello stato…Sembra che con molta chiarezza stia puntualizzando e prendendo le distanze da un modo di fare di SB che non è più condivisibile. Viene dato molto risalto sui media. Che ne pensa? Ci sono punti in comune per pensare ad alleanze?
GUZZ – GLI ho appena inviato un messaggio di apprezzamento.
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8 settembre 2009 alle 16:18
Però ora basta marciare su ambedue i lati con i cingoli, a destra la mignottocrazia a sinistra i comunisti assassini, sembra di essere in una seduta di terapia di gruppo.
La sua lettera è condivisibilissima, anche se sa meglio di me, che non accetterà mai un incontro a viso aperto, non gli interessa e non ha nulla da guadagnare, io se fossi lui farei esattamente come fa adesso, ignorare il problema che il tempo poi risolve da solo.
Resta però che questa mania di revisionismo a tutti i costi, almeno a me, ha scocciato, io sono un uomo di sinistra come ideali e stili di vita, che non si riconosce negli uomini ma nelle idee, mi ritengo una persona onesta e libera, anche grazie alla mia formazione ed educazione.
E’ sempre facile fare i processi alle intenzioni, la colpa della bancarotta sono i sindacati, bene quantomeno qualche povero cristo ha continuato a mangiare, mentre gli Agnelli e simili depredavano lo Stato con il ricatto o licenziamento o cassa integrazione (oggi 2009 si scoprono quasi 20 mil. Di euro in Svizzera), colpa dei partiti di sinistra, può darsi, anche se non mi sembra che la mafia e l’Italia dell’evasione abbia mai votato a sinistra (eccetto la parentesi Craxiana).
C’è da azzerare l’attuale sinistra, perfetto sono con Lei, siamo concordi, sono dei poveracci che non hanno capito un millimetro oltre il proprio interesse, ma credo che ci sia qualcuno che ha colpe smisuratamente più grandi nel massacro di questo Paese, sono tutti colpevoli punto e basta.
Non le ho mai detto niente né mai le dirò nulla circa l’aiuto che ha dato all’attuale triste figuro, ma quantomeno smettiamo di versare acido su chi è dall’altra parte, facciamo i dovuti distinguo tra chi è onesto e chi non lo è, questo è ben più corretto, ho sempre avuto modo di constatare che dove ci sono ideali c’è anche etica ed onestà, ho sempre incontrato, nel mio cammino di politica da strada, uomini e donne che, il massacro interno odierno lo dimostra, ha sempre cercato di avere voce e non è mai stata china ad una persona fisica, ma ha picchiato duro, per quello che poteva, se Veltroni avesse potuto contare sul deismo e l’azzeramento intellettivo su cui conta il Sig. B adesso sarebbe ancora a fare il capo dell’opposizione.
Per concludere, se siamo coscienti che esiste un pericolo reale, non crede che sia il caso che chi si reputa onesto e libero si unisca per fermare questo pericolo, questo ben oltre le divisioni di parte, se siamo convinti che la cultura e la condizione di uomini donne e futuri cittadini è collassata ai minimi sindacali, non crede che sia il caso di smettere di prenderci a palate sul muso e cercare di ritornare ad avere una qualità della vita politica accettabile.
Passato il pericolo sono disposto fino alla morte, a discutere e chiedere scusa ma anche a pretenderla se è il caso, ma adesso c’è qualcosa di peggio sulla nostra testa, del misurare quanto era pericoloso il PCI, La DC o chi vi pare.
Chiedo il permesso di pubblicare la sua lettera sul mio spazio Web, mi dica Lei.
Riccardo.
GUZZ – RICCARDO, non mi deve chiedere nessun permesso. Quel che è pubblicato è pubblico. Io posso solo esserle grato, e lo sono. Grazie.
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8 settembre 2009 alle 17:54
Mi sono permessa anch’io di postarlo su Facebook. E vedo che sta girando bene (non ci starebbe male, su questo blog, un tastierino apposito). Ancora grazie.
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8 settembre 2009 alle 16:19
Caro Guzz,
sulle prime devo dire che l’idea della tua sfida è “affascinante” e poco importa il fatto che non la vederemo mai …
… te lo immagini uno che è abituato a vendere materassi e pentole che si confronta con un fine, aggressivo e coriaceo intellettuale che ha a cuore la libertà più di ogni altra cosa ??? … di cosa potreste mai parlare … lui che parla di libertà ??? tu che parli di pentole ??? …. di puttane, di leggi farlocche … no non ci credo …
… e poi c’è un dato fondamentale : e chi governerebbe un tale colloquio ?
DIO ?
… ho idea che anche DIO orami è di parte …
si ha voglia di parlare e di sfidare le persone quando c’è una minima possibilità di farsi capire … con lui ci credi ??? … prevedo una testata tra la quinta e la sesta parola …
pensa ad “abbatterlo” con questo luogo o con moti che investano la gente e le loro idee …
lui, fondamentalmente ha ragione su una sola cosa “…la gente vorrebbe essere come me … ” e non gliene frega niente di me, di te, di tutti noi o di intellettuali vari
…ricordati che proprio oggi ha dette che ” … non sono un dittatore … non ho chiuso giornali … ”
come dire … mica l’ho fatto ammazzare boffo l’ho fatto solo dimettere … e allora di cosa vi lamentate ?
cmq sarei ben felice di vedere questo incontro
Bisogna tornare ai Carbonari … bisogna farsi male …
GUZZ .- VABBè, ma senza farsi troppo male. Cantava il mio amato Brassens “Mourir pour des idées, d’acord, mais de mort lente”. Morire per gli ideali, passi, ma di morte molto lenta e quasi impercettibile. Alla carboneria, comunque.
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8 settembre 2009 alle 16:22
Paolo, una domanda per Te se mi è concessa;Fini è molto incazzato con Feltri e non credo che ceda,secondo Te, dei due, chi cederà il posto(in questo caso mi sembra che non ci siano altre vie d’uscita)?Ti sembra concreto il problema?Inoltre come potrà riparararsi l’offesa di Bossi?(per quest’ultima cosa non riesco ad immaginare vie d’uscita).Saluti.A.Barsi.
GUZZ – SI’ il problema è visibile nel semplice fatto che Berlusconi già per due volte ha ritenuto di dover annunciare il proprio dissenso dal direttore del suo Giornale.
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8 settembre 2009 alle 16:38
Io credo che il tutto sia stato accuratamente studiato a tavolino. Eliminare Giordano, che forse un minimo di senso del giornalismo ce l’ha, assoldare il sicario senza scrupoli abituato a ramazzare nelle fogne, lanciarlo con tutta la becera volgarità di cui è capace contro chi osa criticare il Padrone, dentro e fuori dal Pdl, e poi prenderne le distanze per avere modo di dimostrare a) di essere bravo e buono e tollerante con tutti b) di non possedere un giornale di partito. La barzelletta che lui e Feltri non si siano sentiti in questi giorni è, per l’appunto, una barzelletta.
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8 settembre 2009 alle 16:34
“Resteremo al nostro posto di critici sereni, con un’esperienza di più. Attendiamo senza incertezze, sia che dobbiamo assistere alle burlette democratiche sia che dobbiamo subire le persecuzioni che ci spettano.”
Magari anche antiproibizionista?
Avrò così maggiore contezza della “qualità dell’essere” di questa nostra opposizione.
E perché no! Anche della quantità, pure necessaria.
Cordialmente.
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8 settembre 2009 alle 17:58
Onorevole Guzzanti,
non posso che esprimerLe tutta la mia approvazione per la Sua indomita volontà di ricercare il dialogo, il dibattito e – perché no- il civile litigio con una persona che, della conversazione, sembra conoscere solo il dogma del soliloquio. Da poco tempo mi sono avvicinato al Partito Liberale Italiano (dopo un’adolescenza trascorsa a trattenere i conati di vomito alla pronuncia della parola “politica”) e mi sto impegnando affinché tutti gli amici e i conoscenti vittime della “reticenza” mediatica possano conoscere la nostra voce. Mi sento anche in dovere di ringraziare Lei e tutto il PLI, perché grazie a voi, all’età di 23 anni, ho capito l’importanza di partecipare alla politica del proprio paese e, per la prima volta nella mia vita, ho deciso di votare e di votare per un partito senza vergognarmi di averlo fatto! Se mi consente solo un’osservazione, mi sentirei di consigliarLe di evitare gli “insulti” (che poi insulti non sono…) o le insistite punzecchiature: credo che sia dovere di tutti noi Liberali distinguerci dal resto del panorama politico e continuare sulla linea di un virtuosismo politico purtroppo desueto in questo paese.
La ringrazio per l’attenzione e Le faccio i miei auguri per la Sua/Nostra battaglia!
Paolo B.
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8 settembre 2009 alle 17:58
Caro senatore,
accorro anche io a testimoniarle la mia crescente stima. Le parole che ha scritto distillano palpiti di passione; nell’essere incazzato, deluso, speranzoso, si sente perfettamente come lei lo sia con ogni sua cellula. In questo, mi sento molto vicino a lei.
E’ una grande speranza, per il nostro paese, che ci siano persone come lei.
Condivido quasi tutti i contenuti, seppur nel 1993-94 non condivisi la sua speranza. So che quanto posso dire potrà sembrare il più becero dei “l’avevo detto io”, ma in realtà, non so come mai, in SB ho sempre sentito la puzza di quanto oggi osservo …. forse perchè diffido sempre dei “troppo ricchi”… ma questa è un’altra storia.
Il livello di umiliazione delle regole della democrazia è davvero altissimo, e ciò che è più preoccupante, il tutto è stato accompagnato (essendone al contempo causa ed effetto) da un imbarbarimento di buona parte della popolazione.
Racconto spesso aneddoti tratti dalla mia vita vissuta … pochi giorni fa ho vigilato a test di ammissione ad una facoltà scientifica … uno studente neo-maturato dal Liceo Scientifico, trovandosi di fronte a banali quesiti di matematica di base, ricercava la via che portasse alle soluzioni …. l’ho visto così, con la mano di fronte agli occhi ad oscurarne la vista, agitare la penna sul foglio delle risposte confidando che la dea bendata facesse poggiare la penna stessa in corrispondenza della risposta esatta … si rabbrividisce.
Ora … un problema è SB. Ciò che oggi rappresenta ai miei occhi è un pericolo inestimabile per la democrazia e la libertà, per gli equilibri tra i poteri, anche per la stessa cultura del merito. Se mai si dovesse togliere dai maroni, rimarrà il problema degli italiani.
Ma affrontiamo i problemi 1 alla volta. SB, come sbolognarlo? Voglio esporre una mia banale idea, su cui pioveranno a migliaia i “boooohhhh, scemoooo”, ma che non mi sembra del tutto farlocca come principio.
Quali sono le fonti di introito di SB? Case editoriali, pubblicità nelle televisioni, sicuramente avrà diversificato il suo portafoglio estendendolo al campo edilizio ed a chissà quanti altri campi. Nell’idea che la fortuna di un simile uomo dipenda in buona parte dal suo potere, e questo a sua volta dal suo denaro, l’eliminazione del SB politico potrebbe passare per la riduzione del suo volume di affari. E soprattutto, poichè centinaia di uomini alla Fede, Belpietro, Giordano, si vede lontano un miglio che hanno rinunciato a pensare con il cervello in quanto il denaro li ha comprati nell’anima, la riduzione del denaro comporterebbe di certo una riduzione delle bocche di fuoco. Siamo sicuri di non aver alcun potere per ridurre il volume di affari di SB? Pensiamoci bene: siamo i consumatori dei suoi prodotti.
Supponiamo per 1 attimo che gli introiti dagli spot sulle sue reti fossero una fetta corposa delle sue entrate.
Supponiamo che tra i 30 milioni di votanti italiani oggi, vi siano 12-13 milioni di italiani che non votano SB. Tra questi, almeno 9-10 milioni votano PD e partiti comunisti vari, mostrando una forte avversione al Cavaliere ed a ciò che egli rappresenta. Su 9-10 milioni, è pensabile che almeno 3-4 milioni di persone (votanti, e pertanto adulte) percepiscano addirittura SB come un immenso pericolo, al punto che possa valere la pena fare qualche azione o sacrificio per limitare l’Impero dell’Imperatore. Tra l’altro, tali 3-4 milioni di persone avranno alle spalle altri 2-3 milioni di anziani non votanti o bambini di cui “amministrano” i consumi. Sintetizzando, i consumi di 6-8 milioni di persone potrebbero essere condizionati da scelte volte a limitare lo strapotere economico del premier.
Ebbene, se tali persone sottoscrivessero la seguente dichiarazione: “In piena libertà di gusto televisivo, continuerò a guardare anche le reti Mediaset, impegnandomi tuttavia a non acquistare nessuno dei prodotti che su esse viene pubblicizzato”, cosa pensate che accadrebbe?
Io, produttore di un bene di consumo, penserei che mentre pago 2000 euro per uno spot da 30 secondi nell’intervallo tra il 1° ed il 2° tempo del film posso guadagnare dei clienti, ma ne sto di certo perdendo altri. Probabilmente non troverò conveniente questa forma di spot, o preferirò le reti pubbliche.
Tale bizzarra forma di protesta si ispira vagamente a quella proposta da Gandhi, molti decenni or sono.
Al di là della realizzabilità o dell’utilità di una simile azione, questa idea emerge da un concetto: oggi il pensiero, la volontà, la stessa identità (come cittadini italiani) di un numero molto elevato di italiani sono stritolati dal pensiero/volere unico. Ebbene, se la democrazia è stata interpretata come “la maggioranza fa quel che vuole”, forse il mercato potrebbe mostrarsi più democratico di quel che è la politica, offrendo strumenti di lotta più concreti per la tutela di una minoranza di simili proporzioni.
Cari saluti
Antonio
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8 settembre 2009 alle 18:55
x Brambilla e Guzzanti :
Domanda…Ma allora era meglio se Mani Pulite non ci fosse mai stata ?
Ribadisco i nomi di Di Pietro,Davigo,Colombo, Boccassini,Borrelli e D’Ambrosio…tutti “civil servants” al pari di Ambrosoli…cosi’ tanto per non dimenticare ;..la Boccasini ha passato parte della sua vita chiusa in un bunker a Palermo come Caselli , del resto. Oso pensare con paura e sacrificio. L astessa che con parole di fuoco chiese la condanna del suo esimio collega Metta,l’amico di Cesarone. Alla rossa un monumento gli dovremmo fare ..altro che aggressioni e indegno sputtanamento perpetrato nei suoi confronti dai soliti noti.
Lo “statista” Bettino Craxi – si rileggano le cronache economiche..quelle della Milano da bere – porto’ il debito pubblico da 400.000 a 900.000 mila miliardi delle vecchie lire nei tre anni in cui fu Presidente del Consiglio…e se anche tutti rubavano la “forma” con la quale egli stesso si finanziava illegalmente- lui primo ministro – era “particolare” e trovo’ espressione nelle visite di Sergio Larini a Piazza del Duomo n.19 che davanti alla signora Tomaselli portava ,letteralmente, valigiate di biglietti da centomila. Un primo ministro…se ben ricordo …sono risultanze processuali.
Per quanto riguarda Di Pietro e’ notorio che c’era la FILA DI IMPRENDITORI che suonavano il suo campanello per denunciare questo o quel politico estorsore e tangentaro….all’epoca , come oggi, esisteva per i magistrati l’obbligo dell’azione penale. Di conseguenza…Di Pietro fece allora il suo dovere. COSA AVREBBE DOVUTO FARE ?
L’adagio poi che “tutti rubavano” con il conseguente messaggio subliminale…tutti colpevoli nessun colpevole, che cazzo di ragionamento e’ ? Che valenza ha sul piano giuridico?
TUTTI COLPEVOLI NESSUN COLPEVOLE ..cosa doveva contare cio’ per un magistrato ? Meno che niente secondo me. I reati , ALLORA , AL MOMENTO ,dovevano essere perseguiti…della soluzione politica di tangentopoli si e’ cominciato a parlarne dopo.
Se non avvessero perseguito quei reati sarebbero venuti meno ad un preciso loro dovere di magistrati.
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8 settembre 2009 alle 19:30
Ho letto anch’io le domande cattive che la lettera aperta ha fatto affiorare:
“ma come è possibile che non avevi capito prima?”
“con quale spirito possiamo fidarci di un comportamento così incoerente?”
Non mi interessano gli irriducibili dipietristi; costoro sono come quegli scacchisti dilettanti che muovono mossa per mossa. Erano, sono e saranno sempre per una soluzione giudiziaria e non politica della matassa Italia.
Si ridurranno drasticamente di numero se il progetto Guzzanti si realizzerà pienamente e, in questo caso, si distribuiranno equamente in tutti i partiti esistenti. A costoro, insomma, una vera politica liberale non interessa, non per malvagità o malafede, ma semplicemente perchè non la comprendono.
Quelle domande, però, non provengono solo dagli irriducibili dipietristi.
A questi altri rispondo:
1) coerente è chi fa sempre la cosa che in quel momento ritiene giusta.
2) fidatevi sempre di chi volontariamente decide di lasciare il materasso per un letto di chiodi.
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8 settembre 2009 alle 19:44
L’Opinione- Dimitri Buffa: ” Venezia si prostra a Chavez ”
Da una parte due singoli dissidenti venezuelani che protestavano contro la
soppressione della libertà di stampa e il perpetrarsi della sua dittatura.
Dall¹altra decine di fan italiani e di bandiere rosse che lo salutavano
così: “Bienvenido Persidente”. Hugo Chavez avrà creduto di sognare: “ma chi
sarà stato il genio che ha creato questa coreografia senza che neppure io lo
abbia dovuto pagare o minacciare di morte”?
Nell¹epoca del regime mediatico di Berlusconi, del fascismo televisivo,
della libertà di stampa in pericolo (tanto che la Fnsi invita tutti a una
manifestazione ad hoc per questo), della caccia alle streghe comuniste e di
tante altre baggianate che si leggono e si scrivono di questi giorni, la
notizia è che al sessantaseiesimo festival del cinema di Venezia l¹ospite
d¹onore è un dittatore antisemita, di sinistra, come il caudillo di Caracas
Hugo Chavez. Uno che crede di essere la reincarnazione di Simon Bolivar.
D¹altronde i film che vanno per la maggiore quest¹anno parlano tutti di
comunisti, di rivoluzione, di eroi sindacalisti anti mafia dell¹ex Pci. E
almeno uno di essi, quello di Tornatore, è persino prodotto e distribuito
dalla Medusa cinematografica del Cav. Mentre le spese per la sicurezza di
Chavez, 50 body guard, stile rock star alla Madonna, le paga più o meno
direttamente il contribuente italiano.
Benvenuti dunque nel nuovo fascismo italiano, o nel paese di cui ogni giorno
i giornalisti stranieri si occupano su istigazione dei colleghi italiani
politically correct. Non c¹è dubbio che qui da noi l¹intellettuale impegnato
“soffre”. Anzi s¹offre.
Al miglior portafoglio cinematografico. Ma poi lotta, lotta, lotta, come i
personaggi delineati da Citto Maselli in “Ombre rosse”.
Ieri Oliver Stone con “South of border” ha presentato le grandi conquiste di
Chavez, un uomo che ha abolito la libertà di stampa dalla propria
costituzione e poi ha di nuovo modificato la carta magna del Venezuela per
auto proclamarsi dittatore a vita.
Un figuro che oggi fa l¹anti Obama come ieri faceva l¹anti Bush e che in
odio all¹Occidente sta aiutando il terrorismo islamico, appoggia i narco
terroristi delle Farc, ama, riamato, l’Iran degli ayatollah, fomenta l¹odio
contro gli ebrei, finanzia gli hezbollah e incoraggia l’islamizzazione in
senso estremistico di mezzo Sud America. Tutte cose evidentemente salutate
con grande entusiasmo dalla critica cinematografica de ³”a Stampa” Lietta
Tornabuoni, che ieri elogiava il film di Stone come una sorta di contro
informazione sul Sud America del Foro di San Paolo rispetto alla bieca
propaganda yankee. E non basta ancora: l¹anno prossimo Stone vuole fare un
film su Ahmadinejad.
Ma ormai è questo il festival che ci meritiamo e che nessuno tra il
ministro o i tecnici del presunto Minculpop berlusconiano osa criticare per
manifesta soggezione ideologica e psicologica nei confronti della sinistra.
Bondi, poveretto, si consola con “l¹ajetto” della Summer School di Magna
Carta, dove può andare a prendersela contro laicisti e nihilisti,
relativisti e radical pannelliani, blaterando di radici cristiane d¹Europa e
insegnando cose astruse e inutili a ignari futuri rampolli di una classe
dirigente del Pdl che si stenta a credere possa mai esistere dopo il
trapasso del Cav.
Al festival di Venezia invece, zitti e Mosca.
Intesa come capitale dell¹ex Urss. Eccolo allora il “red carpet”
inginoccchiato all¹indio pazzo di Caracas che vuole fare mettere il velo
alle proprie connazionali, in realtà un po’ tendenti allo “zoccolismo”
tipico delle brave ragazze di casa nostra. Davanti a lui anche le vecchie
femministe si inchinano commosse.
Per il governatore del Veneto Giancarlo Galan quest¹anno a Venezia c¹è stato
il “ritorno al rosso”.
Un rosso “antico”, a giudicare da questa nota diffusa ieri dalla direzione
locale del Pdci: “se il Presidente del Venezuela arriverà alla Mostra del
cinema di Venezia ci troverà ad accoglierlo con molti altri compagni per
riportare al popolo fratello del Venezuela l’abbraccio forte e solidale del
PdCI e di Oliviero Diliberto”. Con sprezzo del ridicolo Stefano Fedeli,
responsabile America Latina del PdCI, presente a Venezia, insieme a PdCITV,
la web tv dei Comunisti Italiani, sostiene che “il film di Stone
rappresenterebbe al meglio l¹idea di Chavez” e “la pacifica e democratica
rivoluzione bolivariana di cui lui è stato protagonista”.
Per l¹anno prossimo si progettano ulteriori effetti speciali con
l¹esaltazione del messaggio di Ahmadinejad: il regista, che in passato ha
diretto, oltre a film come “Platoon”, “JFK²” “Nixon”, anche il documentario
agiografico su Casto, “Looking for Fidel”, è al lavoro da oltre due anni su
un altro personaggio chiave dello scenario internazionale, il leader
iraniano Mahmoud Ahmadinejad, incontrato da Chavez proprio sabato scorso.
“I colloqui -racconta Stone- sono iniziati due anni e mezzo fa ma è
un’altalena di sì e di no. Prima ci avevano detto che non era possibile
intervistare Ahmadinejad, poi ci hanno detto sì ma io ero impegnato nelle
riprese di ‘W’. Ci sono state una serie di incomprensioni ma noi restiamo
interessati al progetto”.
Bene l¹anno prossimo il contribuente italiano sarà lieto di pagare il “red
carpet “e la permanenza in albergo a mille euro a notte al mitico Lido di
Venezia all¹uomo che vorrebbe cancellare Israele dalla mappa del Medio
Oriente. “So¹ soddisfazioni”, come direbbero a Roma.
GUZZ – GRAZIE SIGAL DI aver riportato questo bel pezzo di Dimitri Buffa. Da noi in Italia abbiamo un fascismo mollo, rosé e azuleus, profumato e fetente.
Abbiamo tutta la gamma dall’autocrazia aziendale alle vocazioni genocide razziste, dall’antisemitismo al conformismo, dal neocrastrismo venezuelano al kaghebbismo assassino: qui non ci facciamo mancare nulla. Siamo un paese ricco. Di che cosa, è ancora in corso l’analisi merceologica.
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8 settembre 2009 alle 21:08
Abbiamo di tutto, non stupisce che i vecchi residuati comunisti applaudano Chavez, ma sono una minoranza insignificante. Sigal nel suo furore vede antisemitismo ovunque e forse se ne nutre…
GUZZ . NON DICIAMO SCEMENZE, per favore.
Sigal ha postato un articolo di Dimitri Buffa.
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8 settembre 2009 alle 21:51
Lo so, ma a cosa serve un articolo come quello di Dimitri Buffa? E’ così banale, squallido, scontato… Sigal può fare di meglio che un triste copia e incolla alla Julius… in fondo ammiro il suo spirito di combattente anche se ho l’impressione che sia il classico tipo di combattente che non riuscirebbe a vivere senza un nemico…
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8 settembre 2009 alle 23:17
Beh visto che del festival di venezia e del cinema italiano non rimane nulla, bisogna pur riempirlo con qualche pagliaccio criminale per far discutere. Il cinema italiano non è morto purtroppo, si tratta di accanimento terapeutico, magari fosse morto a suo tempo, sarebbe bastato anche nei primi anni novanta, forse a quest’ora sarebbe risorto. Ma siccome il festival di venezia si regge sulla mondanità, sulle passerelle, sui filmetti semi politici, e su quattro filmetti italiani dove se non ci si passa una canna il film non fa “giovane”… allora apriamo le porte a Chavez, a Gheddafi, a Putin, e se campasse anche a Stalin.
L’importante è fare discutere e accontentare la platea con grossi nomi.
Una volta Mario Bava a proposito del cinema italiano anni sessanta disse: “se in un film non ci mettevi una mondina eri un deficiente ed incapace per la critica”, ed era vero; molti registi e autori erano “de sinistra”, e se non lo eri in automatico passavi per cretino. Il cinema era snob, totò era considerato uno scemotto, Bava, Margheriti e chi provava a fare la fantascienza seppure con mezzi ridicoli, era un cretino reazionario, Elio petri poi, colpevole di essere socialdemocratico era guardato molto severamente. Oggi arriva un tarantino qualunque e ci fa riscoprire il nostro cinema di genere, a cui tutti i registi americani hanno attinto, e d’improvviso il cinema italiano rinasce… ma rinasce come? Rinasce senza gambe, senza testa, un’orrido mostro che si fa forte della sua contenutistica politica, del suo essere sempre snobbino, per nulla innovatore, mai forte, sempre e soltanto provinciale e con la tessera del partito ben in evidenza. Non mi si venga a parlare di Tornatore, Benigni, Sorrentino e compagnia, negli anni in cui il cinema italiano era un cinema serio, questi avrebbero fatto parte della media, un pò sotto la media… oggi vengono esaltati come grandi autori; con Antonioni sorrentino avrebbe fatto il ragazzo del caffè. Ma siccome la matematica non è un’opinione, poi per fare andare la gente ai festival si chiama un dittatore, per fare andare la gente al cinema si usano effetti 3D e patatine alla paprika. Bertolucci è uno dei registi più sopravvalutati della storia, ma è de sinistra, quindi è figo. Anche se non ha da dire nulla e lo dice male. Gli autori cinematografici americani sono scialbi è vero, solita storietta in tre atti, devono salvare il mondo ogni tre minuti, eroe amico di colore e donna gnocca, ma loro sono una vera industria che produce ricchezza e possono buttarti la tre o quattro nomi come David Lynch, Martin Scorsese (un pò in decadenza ultimamente), Francis Ford Coppola, Woody Allen, Brian De Palma (decaduto), John Carpenter. Noi con cosa rispondiamo a Lynch? con Benigni? Suvvia. Con Sorrentino pensiamo di poter rispondere alla classe di Carpenter? Non scherziamo. Il cinema italiano è solo un servo della politica di sinistra, quando la destra ha provato a fare diversamente ha peggiorato le cose. In giro per il mondo c’è un tale Herzog, un Kitano e noi ci limitiamo a produrre non solo i “natali ovunque” ma anche i vari filmetti scopiazzati da “i vitelloni” di fellini, dove si affronta la crisi dei trent’anni o giù di li, ovviamente risultando solo patetici. Si dice che sia stata la Cia ad intervenire per bloccare il cinema italiano, per me il cinema italiano è stato bloccato dalla politica italianissima, poichè non è solo il cinema ad essere bloccato ma un intero paese. Anni fa si producevano più di 700 pellicole l’anno tra cui spiccavano registi come Fellini, Rossellini, De Sica (senior), Antonioni, in parte pasolini e visconti… che sono entrati nell’olimpo del cinema assieme ai grandi del mondo: Murnau, Dreyer, Riefensthal, Ozu, Mizoguchi, Ford, Kurosawa, Welles, Von Stroheim, Hitchcock, Eisenstein… Tutti guardavano l’italia con ammirazione per un cinema innovativo e vigoroso. C’erano poi tutta una serie di registi da Lattuada a Castellani, Zampa, Blasetti, Bava, Margheriti, Di Leo, Leone etc etc che facevano del nostro cinema un fiore all’occhiello sia per tecnica che per contenutistica. E poi che è successo? Confrontate le date e capirete. Controllate come mai Fellini smise di fare cinema e si rinchiuse nella pittura per tirar fuori dalla sua testa i suoi incubi, e vedrete che niente è un caso in Italia. I grandi tecnici sono spariti, gli sceneggiatori pure, i registi sopratutto… non ne rimase nulla. Perchè una della più fiorenti industrie italiane è morta? Perchè un festival nobilissimo oggi ha bisogno di un dittatore e di una mezza ceppa come Moore? Il cinema italiano comincia a morire nei primissimi anni ottanta. Non serve molta ricerca.
Scusate lo sfogo, ma quando vedo un dittatore superstar ad una mostra cinematografica tendo ad agitarmi.
Cordialità.
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9 settembre 2009 alle 10:31
Caro Nietzsche
trovo la tua analisi in parte condivisibile ma secondo me un po’ pasticciata.
Il problema della decadenza del cinema italiano è dovuto principalmente all’unione di due fattori: l’avvento della TV commerciale e la presa di potere a livello culturale della generazione sessantottina e postsessantottina.
All’di là dei gusti personali (io non sopporto Antonioni per esempio) non metterei Bertolucci fra quelli che hanno avuto successo solo perchè di sinistra, e direi che negli anni in cui girò i primi film (diciamo dal 67 sino al 76 di “Novecento”) pur esistendo una critica orienteta prevelentemente a sinistra vi era comunque una grande libertà a livello ideologico e sopratutto produttivo.
E’ stato a partire dagli anni ‘80 che i critici della sinistra perbenista e veltroniana hanno cominciato a esaltare personaggi come Nanni Moretti (un dilettante la cui influenza deleteria ha segnato tutto il cinema italiano degli ultimi 30 anni) restringendo in breve registi italiani “di contenuto”(tutti di sinistra guarda caso) in un club esclusivo e autoreferenziale completamente slegato dalla realtà, espressione appunto della generazione del ‘68.
Aggiungiamoci poi vecchi tromboni comunisti come Gillo Pontecorvo che come presidente del Festival di Venezia ha dato premi e visibilità a questa nuova generazione di autori senza idee,senza tecnica,senza visibilità sul mercato e la frittata è fatta.
Nello stesso tempo l’avvento della Tv commerciale ha cominciato a sostituire e a normalizzare il cinema di genere portando questo tipo di produzioni che erano la colonna portante della nostra cinematografia a conformarsi a un target appunto televisivo.
Il passaggio dalla coppia Spencer-Hill che furoreggiave nei ‘70 a quella Boldi-DeSica di due deccenni dopo la dice lunga sull’imbarbarimento dei gusti operato dalla Tv sugli spettatori.
In questi anni la Tv ha cominciato a uccidere uno dopo l’altro il poliziesco, gli spaghetti western, la commedia scollacciata e solo l’horror, grazie sopratutto all’influenza di Dario Argento ha continuato a vivacchiare ancora per un decennio.
Insomma tanto per cambiare Berlusconi e la Sinistra lavorando insieme hanno distrutto anche il cinema italiano riducendoci a dover scegliere tra”Natale ai Caraibi” e i film di Cristina Comencini e Michele Placido .
Altri appunti in breve:
-Nonostante la presenza di un genio assoluto come Herzog (che ha comunque 67 anni) il cinema tedesco se la passa peggio del nostro.
-Il cinema americano a livello artistico si basa ancora sulla generazione della NewHollywood anni 70, tutta gente dai 60 ai 70 anni. I giovani sono pochi (Tarantino, i Coen e Burton hanno già una certa età James Gray e Aronofsky al momento non danno certezze) e faticano a trovare una via alternativa allo strapotere degli Studios. Tra l’altro parlare di cinema americano senza nominare Steven Spielberg (in positivo o in negativo) è come parlare di Rock senza citare Elvis.
-Sorrentino è l’unico dei giovani registi italiani odierni ad avere stile e grande competenza a livello tecnico, in molte interviste tra l’altro ha cercato di prendere le distanze dal cinema trestanzeeunacucina tanto in voga presso i suoi colleghi. Diamogli tempo e stiamo a vedere. E sopratutto non confrontiamolo con un maestro come Carpenter.
Saluti.
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10 settembre 2009 alle 01:09
Gentile Kitpuash,
lei ha colto perfettamente il mio riferimento all’avvento che ha disintegrato il cinema italiano, a quello mi riferivo. Fellini smise di fare film, dopo un enorme polemica con le televisioni private che inserivano spot all’interno dei film. Per Bertolucci, suppongo lei si riferisca a film tipo “la commare secca” fino a “novecento” ed io credo che egli sia considerabile come un buon regista, non un fenomeno come molta critica vuol farci intendere. E concordo con un critico che diceva che Ultimo tango a Zagarol è meglio di ultimo tango a parigi; è più drammatico, meno malato, più disperato, e più triste (mi chiami pure bestemmiatore; anzi a quel critico, foffi, debbo la forza di aver esternato questa idea che avevo da tempo). Convengo per tutto il resto, ma su Spielberg no. Spielberg è ingenuo, tecnicamente esibizionista, spendaccione e citazionista, e non gli perdono A.I. Gli riconosco del merito per i primissimi film, anzi direi proprio per il primo, null’altro; e comunque non è paragonabile in nessuna maniera agli altri grandi artisti americani che ho citato, e l’Elvis del cinema americano è Ford a mio parere (se con Elvis intendiamo “il padre” da cui tutti hanno attinto, anche dal punto di vista del successo che ha trainato la barca di tutti). Verissimo anche che la generazione americana è quella dei sessanta settanta, dei giovani di quell’epoca, oggi cinquantenni sessantenni ma Aranofsky promette veramente cose interessanti. Sorrentino non mi dispiace, ne convengo, ma lo stanno osannando a mo di Divino, e non lo è. Tecnicamente preparato, è uno dei pochi che si domanda ancora dove posizionare la cinepresa, ottime referenze, e probabile grande futuro, ma non è un genio, è un buonissimo regista. Per quanto riguarda la presenza ideologica, le assicuro che era presente anche prima di veltroni, ne ho parlato con molti protagonisti degli horror e poliziotteschi di quegli anni, era molto presente la politica. Si sono sentiti emarginati e sapevano il perchè. Volevano evadere dal contesto sociale e si prendevano degli sputi. Oggi Tarantino ci spiega come Bava (da cui Argento ha copiato tutto o quasi, anche se il primo Argento aveva una tecnica invidiabile), sia stata una fonte di ispirazione per tutta la generazione sessanta settanta negli Usa, ma qui è morto di fame. Lo osannano Burton, Carpenter, Coppola, Scorsese… ma qui tutti a prenderlo in giro per le zoomate repentine, o dalla povertà dei set. Esattamente come Fulci e tanti altri che provavano ad uscire dal contenuto politico. Totò docet. Ho avuto la fortuna di parlare a lungo con registi, sceneggiatori e tecnici di quel tempo, e tutti ripetono le stesse frasi su quella pressione che si avvertiva lontano un miglio. Basterebbe riguardare molti film di Di Leo, per capire che è stato sabotato; tecnica fantastica, innovazione, grandi idee, pochissimi soldi. Ma anche altri, e ben prima del 68. Pensi a Margheriti, a cui Kubrick in una famosa telefonata, poi smentita, chiese di assumere la direzione degli effetti speciali di 2001, e come lei ben sa alcune scene di Shining sono completamente copiate da “Contronatura” del 69… Kubrick osservava e stimava margheriti, l’italia no. Ma anche Matarrazzo, Castellani, Castellari, Lenzi… In fondo la divisione tra comunisti e democristiani prevedeva la cultura e l’istruzione ai comunisti no?
Mi scusi se pasticcio un pò nell’espressione dei concetti, ma in questo periodo guardo il blog la sera molto tardi, e il meglio di me l’ho già dato… sorrido.
Magari quando faremo un incontro ci proietteremo un film di moretti, e riutilizzeremo il commento fantozziano alla corazzata potemkim.
Cari saluti.
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10 settembre 2009 alle 08:50
C’e molto di vero nel dire che il cinema di genere italiano è stato a lungo ghetizzato e che è stato riscoperto all’estero (dai francesi prima che dagli americani anche se i nostri cugini d’oltralpe dopo qualche anno hanno la tendenza a rivalutare qualsiasi cosa) ma non la metterei sul piano esclusivo della politica.
Sono convinto che la componente ideologica era presente anche prima di Veltroni ma questo per fortuna non inficiava la capacità produttiva dei film di genere che raggiunse il massimo proprio nei politicizzatissimi anni ‘70. Del resto lo stesso Fulci si definiva un marxista convinto e tenga anche conto che a molti artisti magari un pelino sottovalutati piace magari anche piangersi un po’ addosso.
Bava, Freda, Fulci in quegli anni facevano anche più di un film all’anno al di là del riscontro critico che a volte era anche positivo.
E’ solo dopo gli anni ‘80 che l’approccio ideologico diventa preponderante.
Teniamo anche conto che la rivalutazioni dei generi nel cinema è arrivata ovunque con colpevole ritardo. In America per lungo tempo registi come Aldrich, Siegel, Peckimpah sono stati snobbati senza pietà. Ford non ha mai ricevuto un oscar per uno dei suoi western. Samuel Fuller è stato completamente ignorato.
Ciò è dovuto più che alla politica (anche se guru di sinistra come Pauline Kael hanno fatto più danni della tempesta) a una critica bacchettona e accademica non al passo coi tempi come era anche quella italiana. Tieni conto poi che è una caratteristica della critica arrivare sempre dopo.
E poi bisogna anche intenderci sugli artisti sottovalutati.
Se Leone sopratutto ma anche Corbucci, Bava e Di Leo erano dei registi di prim’ordine lo stesso non si può dire di Castellari, Lenzi e anche Fulci. Avevano tecnica, avevano mestiere ma non è che fossero proprio dei fenomeni. Insomma non è tutto oro quello che piace a Tarantino.
Altri appunti sparsi:
-Su Bertolucci :non mi piace ma penso che sia comunque un regista abbastanza valido aldilà dell’appartenenza politica.
-Su Spielberg: anche John Ford veniva tacciato di ingenuità e sentimentalismo e del resto le qualità Fordiane di Spielberg sono evidenti. I suoi film sino a “Incontri Ravvicinati del III tipo” ma forse anche sino a “ET “sono perfetti, poi magari perdono in perfezione ma acquistano in potenza. Del resto preferisco di gran lunga la bulimia e l’apparente semplicità di Spielberg alla fredezza e alla perfezione di Kubrick (posso osare a dire che il buon Stanley magari è un pelino sopravvalutato? E poi faceva un film ogni dieci anni, Spielberg ne fa uno all’anno o quasi).
Aggiungo che dal punto di vista tecnico il buon Steven è forse il più dotato fra quelli che fanno cinema oggi.
Altro paio di maniche è ovviamente lo Spielberg produttore: più devastante del colera.
-Infine mi rimangio il “pasticciato”: mi accorgo che l’argomento è così vasto e complesso che è difficile essere chiari e lineari.
Saluti.
10 settembre 2009 alle 13:08
Caro kintpuash,
affiniamo sempre di più le nostre convergenze; gran parte delle cose che ha esposto sono perfettamente condivisibili, ma siccome sono uno spaccamaroni vorrei precisarne alcune: lei ha ragione a dire che comunque il cinema di genere veniva prodotto, ma pensi che alcuni film di Bava sono stati prodotti da un macellaio! Alcuni sono stati girati in 14 giornate di riprese! Il Diabolik è stato girato in una stanza vuota, tutta la scenografia era stata creata con dei cartoncini attaccati ad un vetro che messo davanti alla camera costituiva la fantastica tana di diabolik. Viva l’artigianato! Verissimo che il movimento però c’era. Giustamente lei parla della critica bacchettona, accademica e secondo me “de sinistra”: non per nulla Eiseinstein, Vertov etc erano considerati geni assoluti e la Riefensthal non era neppure presa in considerazione. Ottima e condivisibile distinzione tra i vari buoni tecnici e i fenomeni. Su Spielberg proprio no, non ci troviamo d’accordo; tecnicamente posso capire che è capace, anche per il gran dispendio di mezzi, ma non ha pathos, spessore, nemmeno intellettuale. I suoi sono spettacoli per il grasso pubblico, divoratore di panini, con una coscienza limitatissima non mi attirano; buoni/cattivi, l’infanzia meravigliosa, la magia… Kubrick forse è stato divinizzato, ma non scherziamo tra i due ci corre quanto ce ne corre tra Cruijff e Torricelli nel calcio, tra Garibaldi e Borghezio come condottieri, tra Madonna e la Tebaldi come cantanti. La sparata l’ho fatta ora mi spiego: Kubrick forse è un razionale (ammesso sia una colpa), ma shining è pur sempre il primo horror che spaventa in piena luce, nulla è avvolto dalle tenebre, tutto è esageratamente in luce, le geometrie dei tappeti, ossessive, i colori fortissimi; è il primo horror che vuole trovare l’orrore proprio nel raziocinio, non nel non conosciuto, non visto, non percepito. 2001 è secondo me la laurea del cinema. Il cinema finalmente diviene adulto e smette di essere dipendente dal significato; è puro cinema, immagini musica e filosofia. Nessuna traccia in tre atti, solo concetti, espressi con i suoi mezzi e non i mezzi del teatro o della letteratura. Ma poi c’è Barry Lyndon, Arancia Meccanica etc etc, non sto qui a farle un elenco che conosce benissimo, ma nessun film di Kubrick è vagamente paragonabile ad uno di Spielberg. Poi le può stare simpatico o meno, incontrare i suoi gusti o meno, ma i due sono davvero distanti. Stanley faceva un film ogni cinque anni non per fare una posa da artista, ma perchè c’è bisogno di un attento studio per fare un film se si partecipa a tutte le fasi, dalla scrittura alla scelta delle location, dalla scelta degli interpreti allo stabilire le linee generali della fotografia… e poi lui amava girare moltissimo, gli dava sicurezza. Spielberg prende una sceneggiatura già pronta e la realizza, grossi soldi, e un enorme staff che lavora per lui tutti i giorni dell’anno. Niente di male eh, ma questo determina anche la produzione minore dell’uno rispetto all’altro. Purtroppo mi sa che stiamo annoiando i nostri colleghi rivoluzionari, ma sappia che mi piace pizzicarmi con lei, su argomenti che amo molto. Avrei molto da dirle, e anche in queste righe ho dovuto sopprimere il mio ardente desiderio di sviscerare… su i due film che ho citato potevo parlare e annoiare per ore… ma colgo l’occasione per ringraziare Guzzanti per non averci ancora cacciato per questo fuori tema.
Saluti.
10 settembre 2009 alle 14:50
Eh no,
non mi puoi squalificare Spielberg in questa maniera.
E’ stato il cineasta (nel bene e nel male) più influente degli ultimi trent’anni.
E si tratta in ogni caso di un artista di prim’ordine, tra l’altro apprezzatissimo dallo stesso Kubrick con cui aveva una fitta corrispondenza.
I due sono paragonabilissimi non cadiamo nello snobbismo.
Il camion assassino di “Duel” che si avvicina fino ad oscurare lo schermo (a proposito di horror alla luce del giorno e girato tra l’altro con due soldi e per la TV), la bicicletta di “ET” che si staglia volando sulla luna crescente (altro low budget), “Lo Squalo”bianco che emege dalle profondità marine per far esplodere le contradizione dell’american way of life, il rastrellamento che sembra letteralmente non avere mai fine in “Schindler’s list”, l’ultimo saluto del kamikaze in “l’impero del sole” sono tutti momenti di cinema puro che solo un grande artista può far sentire nella maniera in cui li fa sentire Spielberg.
E sul fatto che non scriva le sceneggiature (a parte che quelle di “incontri ravvicinati” e “AI” sono sue) non lo fa neanche Scorsese e non lo faceva Ford ma tutti i film di questi tre registi sono immediatamente ascrivibili a loro per temi, stile, ossessioni.
E poi l’infanzia di Spielberg (lo Squalo, L’impero del Sole, Schindler’s list, Prova a prendermi persino ET) mi dispiace ma non è affatto meravigliosa, anzi.
L’unico vero capolavoro di Kubrick secondo me è “2001 Odissea nello Spazio”, e forse anche “Shinning” (anche se mi sembra sopratutto uno splendido esercizio di stile).
In “Arancia Meccanica” e “Full Metal Jacket” la tesi è così chiara e a volte didascalica che finisce per schiacciare due film comunque molto validi ma certo non dei capolavori.
Gli altri sono tutti ottimi (a parte Eyes Wide Shut che è una stronzata ma non so quanto imputabile al regista) ma continuo a considerare più importanti autori a lui contemporanei o immediatamente successivi come Peckimpah,Coppola e Scorsese.
Poi sia chiaro Spielberg ha girato un sacco di film e anche un sacco di cazzate ma i suoi film migliori stanno tranquillamente al livello dei migliori di Kubrick.
Saluti.
11 settembre 2009 alle 00:40
Nain. Non sono d’accordo. A parte “duel”, niente di particolarmente degno di nota.
Ma lei come l’ha presa quando per la prima volta durante A.I. ha visto comparire la fatina di pinocchio? Io ero pronto a farmi saltare in aria. Comunque parlare con lei è un vero piacere, anche se non condivido il suo apprezzamento per lo spielbergherone.
Come fa a paragonare che so, “Orizzonti di Gloria” con “salvate il soldato ryan”? o anche con “schindler list”, si bellino, ma ecco: il cappottino rosso non era una sottolineatura fanciullesca? Un forzatura ingenua? Non è troppo “americano” nel senso deteriore del termine? I suoi film non sono poveri di pathos e di struttura culturale, intensità psicologica? Non crede che alla fine siano tutte fiabe per dodicenni? Tutti un poco spettacolar-patetici? E non crede di sopravvalutare la sua influenza? In fondo chi ha attinto da lui? Coppola? Scorsese? Lynch? Tarantino? Kubrick? chi? Io non vedo una corrente spielbergheriana.
Saluti.
11 settembre 2009 alle 08:06
Nietzsche,
diciamo che di Spielberg tu sottolinei esageratamente i difetti e cancelli completamente i notevoli pregi.
Su Schindler’s list: chi se ne frega del capottino rosso, guarda la perizia registica di tutte le scene, la ricostruzione certosina, il coraggio di rischiare con un film in bianco e nero di tre ore e un quarto.
Salvate il soldato ryan è superiore e più profondo al pur bello orizzonti di gloria (che è il classico film pacifista) e tecnicamente ha influenzato tutti i film di guerra e non solo venuti dopo.
Sull’unfluenza di Spielberg: come si può negarla? Ha inventato e perfezionato i blockbuster e i sequel sbancabotteghino cambiando radicalmente il modo di intendere una produzione cinematografica, tutto l’orrendo cinema di intrattenimento americano degli ultimi trent’anni è figlio suo e di Geroge Lucas. Con la sua incredibile capacità commerciale ha ridato fiato agli studios e seppellito l’irripetibile stagione della NewHollywood anni settanta.
Lui rimane un grande regista ma quando parlo della sua enorme influenza (anche come produttore) parlo quasi totalmente al negativo.
ps: americanata, film per dodicenni, fumettone e fumettistico in senso deteriore non esistono nel mio vocabolario cinematografico.
Saluti.
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8 settembre 2009 alle 20:16
Gentile Senatore, mi sono registrato appena dopo aver letto la Sua lettera a Berlusconi e Le faccio i migliori auguri. Sono democristiano per imprinting, perciò lo rimarrò sempre e non posso aderire al Suo Partito Liberale sino a quando esisterà la Democrazia Cristiana che, per quanto ridotta al lumicino ed attualmente portata ad una alleanza con Berlusconi (decisione molto controversa e contrastata), non è ancora una “testa impagliata” sul caminetto di Arcore.
Ho nostalgia per il dibattito parlamentare e per le elezioni nelle quali, entro certi limiti, potevo scegliere il mio rappresentante in parlamento.
Ora, con un salto, vengo al dunque: dopo il caso Boffo e la successiva dissociazione di Berlusconi dalle critiche di Feltri a Fini e davanti alla assoluta inconsistenza del dibattito politico precongressuale nel PD, ho perso le ultime speranze che il nostro sistema si possa risollevare restando negli schemi attuali.
Una rivoluzione politica (non cruenta, non sono più i tempi delle barricate) è ormai necessaria. Non so chi potrà iniziarla ne’ come inizierà, ma spero che nel momento del caos tutti gli amanti della libertà e della nostra patria si possano riconoscere e collaborino tra loro.
Per adesso, come contributo alla rivoluzione e presumendo il Suo consenso, pubblicherò la Sua lettera sulla mia pagina di Facebook.
Infine,sebbene sia l’ultimo arrivato, mi permetto di domandarLe come mai ci abbia messo tanto a rendersi conto degli inganni di Berlusconi: i precedenti erano noti e gli atti di governo pro domo sua, evidenti. Tuttavia devo riconoscere un merito storico a Berlusconi: nel 1994 ci ha salvati da Occhetto.
Buon lavoro e buona fortuna.
GUZZ – BENVENUTO caro Ricciardi e grazie delle sue parole. Sono contento che abbia esportato su facebook. Quanto al resto, io non ho fatto nessuna scoperta oggi su Berlusconi: mi sono ribellato apertamente e pubblicamente a una serie di suoi specifici comportamenti. Ma non soltanto, naturalmente…
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8 settembre 2009 alle 20:33
Prego, arileggerLa.
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8 settembre 2009 alle 20:36
Buonasera Guzz
Dando per scontato l’apprezzamento per il suo pentimento e vista l’urgenza di procedere alla riuninificazione della diaspora dei liberali. Procederei senza indugio, col suo permesso, alla esternazione di qualche interrogativo che penso sia comune ad altri liberali, magari anche piazzati politicamente più a sinistra di lei.
Gli unici che se riunificati sono in grado di sconfiggere sul campo Berlusconi, concordo.
E quindi, cortesemente, due parole sulla organizzazione del PLI. Apprezzando la sua nota franchezza.
Avremo un nuovo Piccolo Partito Mediatico? Immagino di si, per forza di cose, vista l’estrema diaspora anche territoriale. Se si, quindi si intende procedere all’utilizzo della rete web in una sorta di Democrazia On line?
L’ultimo momento pubblico del PLI di una certa visibilità (per me almeno) si è verificato al momento della offerta a Capezzone di una investitura “per acclamazione” a “segretario” o poco ci mancava.
Offerta gentilemente respinta al mittente. Vedo che lei ha invece accettato. In questo paragone, di cui mi scuso, trovo la misura della sua sincerità.
Sono d’accordo anche sulla stigma degli abbigliamenti della mignottocrazia.Anche l’occhio liberale vuole la sua parte. Ma allora perché ancora nel 2009 dobbiamo vedere tutti quei doppiopetti e tailleur sul web del PLI.
E’ quella la rivoluzione? Men sana in abbigliamento sano? Lo spero.
Possiamo quindi procedere alla fase due di questa nostra opposizione? Ossia, alla riunificazione della parte migliore di questo Paese? Sono certo capirà e scuserà l’immodestia.
Viva Piero Gobetti, senatore. RIVOLUZIONE LIBERALE era il suo motto. E’ d’accordo? Sono certo di si.
La saluto alla maniera di Gobetti.
Cordialmente.
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8 settembre 2009 alle 20:52
Egregio Ricciardi :
Mi ha colpito la penultima riga del suo post : ” Tuttavia devo riconoscere un merito storico a Berlusconi : nel 1994 ci ha salvati da Occhetto”.
Replicando a questa sua affermazione faro’ della NON inutile accademia , almeno credo.
Saro’ franco e pittoresco…smettiamo di prenderci per il culo ; e se avesse vinto Occhetto che sarebbe successo? I soviet? I gulag ? i colpi alla nuca ? Avremmo avuto il nostro Solgenitsin con Divisione Cancro e Arcipelago Gulag ? Ma per favore!
E’ vero che queste sono solo supposizioni …viceversa, AHIME’, l’amara REALTA’ e’ che ce lo abbiamo e ce lo puppiamo…e’ sicuro che sia stato meglio cosi’ ?Avere cioe’ piu’ o meno 15 anni di berlusconismo dove’ l’unico fatto storico ,epocale e positivo e’ stata l’entrata dell’Italia nell’euro…fatto pero’ da altri…guarda caso un ex democristiano.
Lo sanno nelle redazioni del Wall Street Journal e Le Figaro – giornali di destra – e anche a Katmandu’ che ha fatto solo i cazzi suoi con contorno mignottocratico e affini.
E fermiamoci qui’ , per carita’ di patria.
Un saluto.
P.S. Quali meriti ? Non le dice niente il fatto che la migliore “intelighentzia” europea abbia risposto all’appello di Repubblica sulla liberta’ di informazione ? Ultimi arrivati : Jacques Le Goff e Guy Verhofstadt , presidente dei liberali e democratici europei….c’ha salvato? MA DA CHE ?
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8 settembre 2009 alle 22:52
ha dimenticato i cosacchi a san Pietro. Ma non c’è niente da fare: chi ha introiettato certi paradigmi non li cambia più; per costoro i comunisti, siano ex o post o ancora in servizio, restano per sempre, antropologicamente, loschi cospiratori che rubano libertà e proprietà. E se non sono comunisti ma solo compagni di strada, peggio ancora: sono anche idioti! La pensava così metà Italia e così ha continuato a pensarla anche quando i comunisti sono spariti da un pezzo: se non ci sono si inventano! Sono incapaci anche solo di prendere in considerazione l’ipotesi che, avesse vinto allora la sinistra, sarebbe successo come dappertutto in Europa, compresi i paesi ex comunisti: una normale alternanza di destra e sinistra, con risultati più o meno buoni a seconda della qualità delle persone elette, e delle varie contingenze. No, pensano che qui ci sarebbe stato il disastro atomico, ma lo pensano d’istinto, di viscere, non ci si può far niente e non vale la pena nemmeno di discuterne. Perseguitati dai loro fantasmi si sono tenuti Craxi, poi hanno voluto Berlusconi e non sono affatto sicuro che si adattino a qualche altro ladro o opportunista, se pensano di poterli così esorcizzare. Però bisogna correre il rischio. La situazione credo sia davvero grave, e chi la pensa diversamente forse fa meglio ad evitare di polemizzare con chi ha questa mentalità, per cercare di fare uno sforzo comune per uscire dalla melma in cui siamo caduti. Se ne veniamo fuori, poi ognuno si tenga le sue paranoie, o illusioni (come forse sono le mie) e vada per la sua strada
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8 settembre 2009 alle 21:11
Cara Sigal :
Leggo le tue poesie e spesso sono in disaccordo con te ma sappi che la parola “shoa” suscita in me una particolare emozione. Ho conosciuto ebrei che mi hanno raccontato.
E adesso , con un giro a 360 gradi , faccio appello alla tua sincerita’ e ti chiedo – credo che tu non ne abbia mai parlato – non dico cosa hai provato , lo posso immaginare , con la famosa barzelletta nel teatro di Olbia con un bel teatro che rideva tutto contento di fronte a quella oscenita’? Ti chiedo un giudizio freddo e razionale.
Secondo me, ecco perche’ la moglie ha ragione.
Un saluto.
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8 settembre 2009 alle 21:54
caro kalevala, confesso la mia ignoranza. Non conosco la famosa barzelletta del teatro di olbia. Posso solo immaginare. Parlamene tu e cerchero’ di darti un giudizio freddo e razionale.
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8 settembre 2009 alle 21:12
Silvio Berlusconi cosa hai al posto del cuore.Vorrei saperlo.Quanti anni ci metterai per riparare?Riascolta l’accorato , stupito e commovente intervento di Mike (anche lui credeva nella tua amicizia);ha sofferto o no?A.Barsi
http://www.youtube.com/watch?v=hU7SvAz1NO8
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8 settembre 2009 alle 22:19
Da una lacrima sul visooou, ho capito molte còuseeei…
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8 settembre 2009 alle 21:22
Premetto che ho avuto il tempo di leggere solo i primi 25 post perciò spero di non ripetere cose già dette.
Alcune cose che saltano all’ occhio nell’ articolo e che non possono far piacere a Berlusconi sono sicuramente queste :
1) “ Tutto .. è successo .. a causa della tua natura incerta .. sui confini netti tra il bene e il male. Tu sempre penserai, di essere un caso unico ed eccezionale cui tutto è permesso, per cui tutto è perdonabile e riconducibile ad una natura sempre più vasta di bontà eccelse e intenti nobili. “
In pratica gli è stato dato del comunista, fondatore del comunismo. Azz !
2) “ E’ ciò che determina e configura lo sconfinamento della megalomania sulla coscienza dei limiti ed è un problema personale prima e politico di conseguenza . I comunisti non c’ entrano “.
I COMUNISTI NON C’ ENTRANO ?
I comunisti SONO proprio QUESTI. Doppio azz !
3) “ Oggi imparo … che le tue accompagnatrici devono avere un viso pulito e innocente, con indosso un vestitino nero, senza gioielli, l’ immagine dell’ innocenza “.
Insomma manca solo, per far “ scatenare la libido “, che siano minorenni , in aggiunta infine al fatto che “ ho sempre visto con quanto disprezzo, anche manifesto e offensivo, tratti le donne in menopausa … “ .
Tirando le somme, Silvio, sei tendente al pedofilo sessualmente e manifestamente misogino secondo le teorie del femminismo che riconosce la misoginia come una vera e propria teoria politica, fondata sulla sottomissione delle donne agli uomini alle quali dunque il Silvio tutt’ al più concede “ una barzelletta spinta, anche spintissima, che dia a quelle povere donne sfiorite il frisson della seduzione, dell’ avventura col capo “, o di farne delle belle puledre ministre a mo’ di Caligola.
Non è che il messaggio sia molto subliminale, almeno mi pare, e per quanto mi riguarda mi spetta almeno il diritto di non condividerlo.
Potrei essere più in sintonia con “ selezione del personale .. consistente in un rapporto di scambio e investimento sessuale, FOSSE ANCHE SOLO SIMBOLICO … “.
Dò per assodato il simbolico.
E aggiungo che credo che le presunte ministre o affini non siano per niente delle cretine, anzi, – è certo piuttosto che saranno più leali e fedeli – ( qualcuno/A ha già pensato : cretine ? chiamale cretine quelle zoccole … ! fedeli al c.zz. ) e penso che se una giovane donna ( fornita di una sufficiente preparazione, e non una cretina, ), in grado di trasmettere positività e concretezza, ha la fortuna di abbinare anche la carta della bellezza e/o del glamour, è naturale che abbia in mano un gioco più forte.
Per niente, non ricordo se a Los Angeles o nei pressi, a Hollywood, si affermava, per dire come il mondo fosse o potesse essere delle donne, che per raggiungere il successo e il potere serviva un cervello e una f.g..
4) “ Noi liberali … bloccheremo lo stato di guerra civile in cui hai precipitato il Paese “
Senatore, so che non sarà per niente d’ accordo, ma a me sembra che il Paese cada in una guerra civile ogniqualvolta questo Paese perde i connotati di Paese normale secondo l’ accezione dalemiana del termine e cioè quando qualcuno scassa gli scassati e devastati equilibri costruiti sul disequilibrio della normalità sinistra.
Per quanto riguarda l’ incazzatura americana, parlo da filo americano, era il 2004 quando discutevo con un mio conoscente di sinistra, a cui poi ho scritto anche qualche riga riguardo a quello che ci eravamo detti, al quale, parlando della situazione italiana, spiegavo un mio dietrologico punto di vista del come, forse, noi fossimo nella situazione in cui versavamo non solo perché ce lo meritavamo, ma perche così doveva essere.
Estrapolo da quello scritto :
“ …. Non escluderei l’ esistenza di un sotterraneo patto nel dopoguerra tra il vincitore governo americano e reggenti italiani che stabiliva la presenza in Italia, in funzione economica e di salvaguardia di interessi, non soltanto di un governo amico, ma anche di un governo garante di un certo tipo di sviluppo di basso profilo su alcuni aspetti che alla lunga avrebbero altrimenti creato conflitti o frizioni con l’ interesse di chi, con il Piano Marshall o in altra maniera, veniva ad investire creando sviluppo in Italia ( la chimica è stata ammazzata, come la ricerca, come tante altre cose, o come altre che i bravi giardinieri italiani hanno fatto fiorire e che poi sono state svendute ).
Una richiesta di protezione di brevetto, di diritto d’ autore, di copyright, di quello che era il know-how o che so io dello sviluppo targato USA in Italia nel dopoguerra ( come poi nel resto del mondo ).
Bhè, con noi avevano un vantaggio : probabilmente avevano capito che bastava lasciare penetrare nel nostro sistema, come in altri consimili, l’ idiozia social-comunista ( traduzione italiana : cattocomunismo = sindacatocrazia ) perché si creassero le condizioni simili a quelle presenti in un sistema infettato da un virus, comunque controllabile, ma capace da solo di garantire il blocco parziale del sistema, cioè il suo utilizzo limitato, la sua lievitazione incompleta.
Una sorta di laboratorio biologico in grado di autoregolare e limitare la propria crescita qualitativa senza particolari interventi dall’ esterno. Erano sufficienti i virus sinistroidi-oti“.
Forse è purtroppo ancora questo il Paese normale che andrebbe bene a molti in Italia e fuori d’ Italia. Oddio, se vogliamo questo, o ci dobbiamo attenere a questo per sopravvivere …. bhè, allora, diciamocelo.
Potrebbe anche essere il male minore, tanto ormai tra relativismo, immigrazione selvaggia, giustizia aberrante e quant’ altro moriremo poveri servi, altro che dignitosi liberi e liberali.
Dunque senatore, se lei facesse uno scontro dovrebbe fare uno scontro non per “ mi ti mangerei “, ma “ mi vi mangerei “ : dovrebbe portare all’ ipotetico dibattito televisivo il potere italiano dal dopoguerra fino all’ altro ieri da una parte, sostanzialmente la sinistra e i suoi attuali figli, inchiodarla a quello che merita, anche di avere creato Berlusconi se vuole che mettiamo dall’ altra parte, e poi oliate per bene le due parti, impanate, rosolate, offerte al pubblico buffet, lanciare un grido : liberiamoci di tutto questo e seguitemi.
Ma mettere al rogo Silvio, non avere nessuna forza propria per sostituirlo, e lasciare sul campo, per quanto debole, sputtanata e manipolabile, l’ unica forza rimasta, quasi come un’ altra Tangentopoli, a me sicuramente … boccaccia mia statti zitta …. “ suona male “.
Un ‘ offerta di simil tenzone mi fa pensare alla reazione di un Berlusconi-Indiana Jones dove il protagonista si trova impegnato a risolvere un problema per poter continuare a portare avanti la sua avventura e si vede sbarrato il passo da un guerriero orientale che comincia a sfidarlo con tutto il classico rituale di movimenti del corpo e della spada : Indiana ce l’ ha davanti a qualche decina di metri e continua a guardarsi in giro per vedere se riesce ad individuare quello che sta cercando e nel mentre fa questo con lo sguardo rivolto a ovest punta la pistola verso nord dove armeggia il guerriero intento nelle sue pratiche di sfida e lo fa secco.
Spero capisca che non la considero un guerriero antiquato, portatore di chissà quali arnesi polverosi : non lo è la cultura, non lo è l’ erudizione, non lo è lo studio, non lo sono le idee che camminano, non lo è il coraggio, non lo è la volontà, non lo è la generosità, non lo sono tante altre cose.
Ma mi sembra che un duello del genere Berlusconi lo farebbe cascare nel suo terreno, non in un altro, come del resto piacerebbe a Lei farlo nel suo, in un duello televisivo.
No, Berlusconi usa altre armi, niente rituali, decisioni rapide e necessarie ( ovviamente parliamo di politica italiana, di lacci e lacciuoli, e quindi è tutto relativo ), le sue armi le sa usare ( e non è certo la sola televisione, è soprattutto l’ incazzatura della gente che gli dà munizioni ) e personalmente spero le usi per cambiare l’ Italia e sia un Valentino Rossi che a volte cade per troppa rilassatezza altrimenti lo devi eliminare o sabotare se non ti vuoi accontentare del secondo posto.
Non piace neanche a me se gli capita di fare lo sborone, ma è un fuoriclasse.
Tutto molto personale, ovviamente.
Renato Pierin
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8 settembre 2009 alle 21:23
Scusa Kalevala ma cosa vuoi che succedesse?Quello che è sempre successo,un cazzo.Un paio d’anni di casini(2 anni buttati)e poi governo presieduto da Amato o Dini o Ciampi.Finanziarie orribili e poi?Poi Berlusconi;la storia la conosciamo bene,ma forse sarebbe stato anche peggio.A.Barsi.
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8 settembre 2009 alle 21:25
e adesso questo riferimento preventivo sulle procure nemiche.
a palermo si sta per concludere il processo d’appello per dell’utri. portare una persona condannata per mafia al senato è ben peggiore, dal mio punto di vista, di fare deputate e ministre le sue ancelle. ha detto “si stanno occupando di cose del ‘92, 93, 94…”
già, gli anni dello stragismo mafioso.
e tutto questo in un intervento in non mi ricordo quale convegno di quale categoria.
non si tiene mai. mai riesce a fare il suo mestiere.
ha sempre le stesse ossessioni con cui ci ossessiona.
il centro sinistra avrà fatto schifo, concordo. ma un paese intero può essere tenuto in ostaggio dai guai e dai fantasmi di b.?
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8 settembre 2009 alle 21:37
Kal, piantala con la retorica.
Berlusconi ci ha salvato, molto semplicemente, da un incapace, che nel 1994 avrebbe vinto con il 35% dei voti, e per mantenersi al potere si sarebbe affidato ai giudici, facendogli fare le leggi (invece di fargliele applicare), e per salvare l’economia italiana l’avrebbe svenduta alle multinazionali estere (come ha poi fatto Prodi, “our man” del KGB, di Goldmann Sachs & di tutti quelli che nel mondo contano i soldi).
Quanto a Rep., cofesso che ti ammiro. E’ un anno che stai qui nel blog di Guzzanti e non hai ancora trovato il coraggio di leggere il suo libro.
Bravo Kal, resisti, resisti, resisti!
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8 settembre 2009 alle 21:57
Un delinquente ci ha salvati da un incapace… siamo proprio fortunati!
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8 settembre 2009 alle 23:58
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9 settembre 2009 alle 04:55
Oh povero Brambi; hai offeso il Senatore e adesso hai paura del suo cazziatone?
Quanto a me, sta tranquillo: non me ne frega niente degli insulti di chi non mi conosce personalmente. Io stesso ho insultato altri, qui nel blog. Ma non mi sarei mai permesso di farlo, senza aver discusso i loro argomenti. E dettagliatamente.
Tu invece ti sei permesso di farlo, perché dalla tua hai il numero crescente di quelli che la pensano come te, qui nel blog.
Il numero, cioè l’argomento dei faziosi e dei vigliacchi.
GUZZ – PATTON, non ti arrabbiare e non farti provocare.
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9 settembre 2009 alle 07:24
Sull’orlo della crisi di nervi. E mo’, senza l’ausilio terapeutico di Rizzitiello, come facciamo?
Coraggio Patton su con la vita…. prendi esempio da me che, anche quando, qui nel blog, la maggioranza era schiacciante, anzi totale…. ho resistito ai marosi.. dove di tanto in tanto venivo buttato, anche col tuo compiacimento. Su con la vita!!
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9 settembre 2009 alle 14:56
Suvvia Eruz,
adesso mi metti il broncio, per qualche bastonatura del tutto simbolica…
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9 settembre 2009 alle 10:52
E’ forse offesa affermare che si è detto una stronzata?
Qualcuno ha forse abolito la classica distinzione fra cose dette e persona che le dice?
Quando leggo considerazioni valide, a mio avviso, ne do atto, altrettanto faccio per le stronzate, senza offesa per alcuno.
Non ho argomentato perchè ho pensato di restituirti lo stesso trattamento che tu hai riservato ad Occhetto.
Tu non hai argomentato nel definirlo un incapace. Peggio gli hai attribuito eventuali comportamenti futuri che, che in assenza di ogni possibile riscontro, trovano giustificazione solo nelle tue convinzioni o pregiudizi.
E’ vero io non ti conosco ma nemmeno tu dimostri di conoscere me.
Io che mi farei forza dei numeri dalla mia parte? Ma quando mai.
Io c’ero in questo blog quando ero parte di una piccolissima minoranza, e me ne andrò da questo blog, (Guzzanti permettendo) quando dovessi diventare parte di una maggioranza troppo ampia.
A me piace confrontarmi con chi la pensa diversamente da me (te compreso).
Io discuto volentieri e faccio salire in casa testimoni di Geova, io gioisco quando mi trovo di fronte un berluscones ecc..
Forse sarà perversione o forse sarà semplicemnente che mi piace essere un rompicoglioni, chi lo sa?
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9 settembre 2009 alle 12:02
«Non ho argomentato perchè ho pensato di restituirti lo stesso trattamento che tu hai riservato ad Occhetto.»
Brambi, ma che stai a scherzà? Tutti i progetti politici di Occhetto sono stati trombati dal popolo sovrano (me compreso, lo ammetto). Tutti, dal primo all’ultimo.
L’unica cosa che ha fatto nella vita è stato: diventare segretario del PCI mentre il suo predecessore Natta era in ospedale per un infarto, facendo credere (lui, D’Alema e Veltroni) al partito che Natta era ormai invalido. Ed era una balla.
E adesso tu vuoi fare il vendicatore del prode Akèl (Achille)? Ma chi ti credi di essere? Paaatroclooo?
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8 settembre 2009 alle 21:39
Mentre voi chiacchierate e nel blog domina la prosa imaginifica di Sagra, io mi trovo nelle brume londinesi a seguire le orme del polonio e gli intrighi spionistici, come in un romanzo di Le Carré. Oh, ma son tutti russi….. ed io che da ragazzo ero tifoso di Sean Connery…. dove sono andati a finire gli eroi di Scotland Yard… tutti russi.. tutti russi… e la Cia sta a guardare.
Bacetti brumosi da un lettore coatto!!
GUZZ – LUSINGATO.
La cia c’era, ma ha giocato sporco: ha fatto finta di non vedere, per ragion di Stato. Non così the Metropolitan Police, alias Scotland Yard, di cui si parla parecchio.
Oh, e il mitico Mi6 del comandante Janes Bond, indeed.
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8 settembre 2009 alle 22:16
Caro Patton :
Ora non ho tempo perche’ domani parto presto per visitare Venaria Reale..dalle parti tue..me faranno entra a me poro “terùn”? ….poi a fine settimana ti voglio preparare un discorsetto ..ke nun sara’ retorico peggnente..morto pragghematico ……..
Ma tu ke diki ? Me faranno entra’? poi vado nelle Langhe…ma cerchero’ di limitare al massimo l’insopprimibile accento di Roma ladrona… e poi su ar Norde e’ mejo ke pe ‘ngiorno me compro er giornale de famijia..nun vorei che co Repubblica sotto bbraccio quarcuno me corca…lassu ar Norde tira ‘nariaccia pe ki nun e’ leghista o amico daamicotuo.
P.S. Guarda che non e’ retorica dire che Di Pietro alla porta c’aveva la fila…hai capito di chi ? Si……
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9 settembre 2009 alle 00:53
Che bello!!quanti interventi oggi!!!una piccola cosa vorrei dire…permettetemi,anche se non ho grande istruzione riguardo ai fatti della politica degli ultimi 30 anni….SE AVESSIMO AVUTO GOVERNANTI ONESTI,INTERESSATI AL PROPRIO PAESE PIU’ CHE AL LORO BENESSERE, NORMALI E, NON MAFIOSI O MEGALOMANI,DIGNITOSI E RISPETTOSI DELLA NAZIONE E DEI PROPRI ELETTORI,SAGGI E, NON SCELLERATI…….NON CI TROVEREMMO OGGI NELLA M. TUTTI!!!! Perchè tutti, destra e sinistra e centro….HANNO FATTO ESCLUSIVAMENTE (con rarissime eccezioni!)I LORO PORCI COMODI ED INTERESSI PRIVATI ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI!!Questo è il mio pensiero e,non credo di generalizzare….ero bambina ed Andreotti si “auspicava”…ma nel frattempo si faceva i cavoli suoi!!L’unica cosa che abbiamo capito(noi poveri disgraziati oberati dai problemi e dalle bollette!) e’ che si “auspicavano” miglioramenti continui….MA COSA HANNO FATTO QUESTI SIGG. CHE CI GOVERNARONO E CI GOVERNANO PER PRODURRE I MIGLIORAMENTI NEL PAESE?Ad essere sincera vedo che in 25/30 anni siamo caduti sempre più in basso…in tutti i sensi!!!Sbaglio? MAGARI!!!!Un saluto carissimo
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9 settembre 2009 alle 01:03
Caro Onorevole,
forse il signor berlusconi silvio avrebbe prestato più attenzione ad una “velina” che ad una Sua “letteronza” di pubblica sfida. Debbo confessarLe che mano a mano che la leggevo, mi tornava in mente l’appello di donna Veronica: “mio marito è malato ed ha bisogno di aiuto”.Mai appello fu tanto veritiero e rivelatore di sventure.
Ora mi chiedo e Le chiedo: quale sfida si può lanciare ad un uomo rimasto solo anche negli affetti che resiste soltanto politicamente attraverso la detenzione di un potere e non più attraverso di una leaderscip riconosciuta? Sarà stato un uomo di successo ma il fallimento familiare lo colloca in una penosa visione di piccolo uomo deriso e umiliato perfino dai suoi figli.
E cosa ci può essere di più grave in una esistenza terrena oltre alla commiserazione familiare? Forse l’unico a seguire indegnamente le orme di un padre tanto ingombrante è piersilvio. Ma mi rattrista pensare, proprio in queste ore,all’umiliazione subita dal povero Mike nazionale grazie proprio ad un rampollo crescito ad audience e reality show spazzatura pronto a scaricare chi non serve più.
Si chieda Onorevole cosa pensano, ora, di Lei i suoi figli e vedrà che sotto questo aspetto non esiste nessuna sfida! Anche questa è lotta politica. Sul piano squisitamente numerico-preferenziale invece credo che la lotta sia ad oggi senza speranza. Pensare di debellare in poco tempo il virus mediasettatico così radicalmente penetrato nel malandato corpo italico è pura follia. Rivoluzione Italiana pur con le sue fionde grondanti di ardenti propositi liberali non riuscirà mai a scalfire goliarcore, perlomeno non da solo.
E allora mi sovviene una domanda: onorevole, come si colloca il Suo partito rispetto a quello di Pierferdy? Del resto anche Lui è sceso dalla groppa dell’ippopotamo per volare in libertà, rinunciando a lauti pasti gratuiti e anticipando, di molto, la Sua scelta.
Gradirei una sua risposta. Grazie e un affettuoso saluto
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9 settembre 2009 alle 09:49
Onorevole (senza + caro) Guzzanti,
noto con rammarico che le mie premesse e relative domande a Ella poste, non meritano da parte Sua la benchè minima attenzione. Sto ancora aspettando quella relativamente al caso Boffo per conoscere ,secondo la Sua diretta esperienza,chi fosse secondo Lei il “don Rodrigo di berghèm”. Ora alla mia richiesta di capire quale sia la Sua posizione politica rispetto all’ Udc di Pierferdy..tutto tace. Cosa debbo pensare?
GUZZ – SOPRAVVIVRO’ì SENZA IL “CARO”. Bisogna farsene una ragione.
No, non intendo dire di più di quel che ho già detto qui sul blog sul caso Boffo di cui non ho alcuna “diretta esperienza”. Condivido quel che ha scritto in proposito il mio amico Mario Adinolfi. Punto e a capo.
Non tratto don rodrighi, né di berghem né di altri borghi.
Della posizione contingente dell’Udc non me ne può fregare di meno: penso che cercherà i migliori alleati per i migliori risultati alle regionali. Tattica.
Quanto alla strategia, spero che l’Udc voglia costituire il partito dei liberali cattolici, come controsponda a quello dei liberali laici.
Soddisfatto?
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9 settembre 2009 alle 12:06
Il mio non + caro era solo stuzzichevole e Le chiedo venia! Mi ritengo parzialmente soddisfatto poichè penso che sarebbe interessante un giorno conoscere il Suo Feltri-pensiero. Condivido la speranza di un partito di liberal-cattolici e approfitto per dirLe che la Sua risposta su Mazzini mi ha sinceramente commosso. Finalmente qualcuno che dichiara pubblicamente di rivalutare il “mio sempre amato peppiniello”. Se fosse così, mi creda, La sosterrò fino alla morte!!!
GUZZ – GRAZIE, ANCHE se sono contrario ai sacrifici estremi. Un caro saluto.
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9 settembre 2009 alle 14:05
No caro (il ritorno e d’obbligo) onorevole, non ho detto che sono pronto al sacrificio. Ho detto che la seguiro “fino” alla morte. Meglio puntualizzare,non si sa mai!
Buona parte del pensiero della sinistra democratica affonda le proprie origini nel pensiero mazziniano. Come amava ricordare Giovanni Spadolini si tratta di un pensiero “carsico” che, a partire dal Partito d’Azione risorgimentale giunge alle più recenti formazioni politiche laiche e democratiche passando attraverso l’Unione Democratica Nazionale di Giovanni Amendola, la Pentarchia del 1925, il Partito d’Azione di Ferruccio Parri , Emilio Lussu e Leo Valiani e per il Partito Repubblicano Italiano di Ugo La Malfa, è riconducibile al pensiero filosofico e politico di Mazzini. Il pensatore ligure condannava la censura e la negazione della libertà sapendo che le grandi idee della Storia erano, in molti casi, state promosse da uomini perseguitati. Valgono sempre le parole di Socrate: “Mi avete ucciso perché volete sottrarvi all’accusatore e non rendere conto delle vostre viltà! Se credete che, uccidendo uomini, possiate impedire a qualcuno di consumare le vostre vite malvagie, siete in errore”.
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9 settembre 2009 alle 02:01
Lo sa che cosa mi spaventa di più, senatore? Il fatto che l’intelligenza non convince (quasi) mai. La ragione – logica o matematica che sia – calcola, non convince. E, in compenso, la seduzione è opera della poesia, della pazzia, del fanatismo, della truffa, dell’isterismo….
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9 settembre 2009 alle 06:13
Spiegatemi una cosa che io non la capisco. Il Kgb, venuto a sapere delle trame e della pericolosità della Commissione Mitrokhin italiana, mette in opera tutte le sue migliori forze e intelligenze per impedire che il suo popolarissimo our man, che spopolava al Quinto dipartimento, venisse scoperto e bruciato. Una perdita irreparabile. Ma non era un semplice coltivato? C’era bisogno di mettere in moto tutto questo popo’ di forze, c’era bisogno di lastricare di morti le strade d’Europa? Ma perché? Ma ammettiamolo pure. Il Kgb difende i suoi…. però, nonostante tutto e grazie alla perizia dei collaboratori della commissione Mitrokhin, Prodino che stappa un crodino, viene scoperto lo stesso. Sì… doveva restare un segreto…. ma è proprio colui che raccomandava segretezza che viene meno alla segretezza e “spiffera” o confessa tutto al suo confessore istituzionale, che, a sua volta confessa tutto al Parlamento Europeo. L’inquacchio è fatto…. il Kgb non ha saputo difendere il suo uomo…… e tutto accade, così per caso, a ridosso delle elezioni italiane, quando il diabolico our man si presenta candidato alle stesse elezioni. Ma torniamo a noi…. Il Kgb ha perso…. la commissione Mitrokhin ha vinto… i lavori vengono chiusi…. ma a questo punto che bisogno c’era di ammazzare Litvinenko, l’inquacchio era fatto e poi… per un semplice coltivato… fare tutto questo gran macello? Qualcosa non quadra.
Una cosa nuova sono venuto a sapere dalla lettura del libro
con la speranza di togliersi dalle palle Prodi… che non ci pare… ma è riuscito a dargli due mazzate.
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9 settembre 2009 alle 09:16
Eruz, i miei complimenti, davvero. Lei ce la mette tutta nel fare le pulci a “Il mio agente Sasha” e man mano che procede con la lettura ci mette al corrente delle sue scoperte, dei suoi dubbi, delle sue perplessità. Sono sicuro che sta imparando qualcosa di nuovo, qualcosa resterà pure a lei.
Però deduco da alcune sue osservazioni che dei lavori della Commissione detta Mithrokin sa poco o niente, almeno di prima mano. Allora mi permetto di darle un suggerimento, che vale non solo per lei ma un po’ per tutti i lettori del volume su Sasha: leggete anche gli atti dei lavori della Commissione, le relazioni, la denuncia presentata alla Procura di Roma, se volete perfino i verbali delle sedute. Ve ne sono alcune veramente interessanti o imbarazzanti, dipende dai punti di vista. E sono pure gratis, è tutto disponibile sul web, su questo Blog e sui siti istituzionali.
Leggere “Il mio agente Sasha” senza conoscere il lavoro della Commissione è un po’ come guardare solo il secondo tempo di un buon film.
Perché da quello che ha appena scritto, Eruz, uno trae la conclusione che l’unico scopo della Commissione fosse quello di demolire Prodi per fare un piacere a Silvio Berlusconi. E’ sbagliato, è stato detto, scritto e documentato mille volte e occorre ripetersi a quanto pare: è sbagliato. Il lavoro di venti parlamentari della maggioranza e di venti dell’opposizione è stato quello di appurare che i nostri servizi di intelligence non fecero alcunché per approfondire le rivelazioni di Mithrokin (nel suo archivio non c’è traccia di Prodi our man) e di valutare la penetrazione del KGB nella vita della Repubblica Italiana.
La lettura degli atti prodotti dalla Commissione è agevole e sono sicuro che li troverà avvincenti quanto “Il mio agente Sasha”. Si parla di insabbiamenti e affossamenti come solo la nostra burocrazia sa fare, viene spiegato il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro da parte delle BR, di quella frangia diretta da Mosca via Berlino Est, viene demolita la vulgata corrente sulla strage di Bologna e si forniscono spunti inediti per la riapertura delle indagini, viene provato il coinvolgimento di Mosca, tramite i servizi bulgari, nell’attentato al Papa. E tutto questo viene “storicizzato”, come si dice, nell’ambito di una guerra combattuta in gran segreto dal Cremlino mentre preparava quella vera, che il Patto di Varsavia avrebbe voluto vincere a suon di cannonate atomiche.
Prodi viene tirato in ballo solo per via della seduta spiritica, del delitto Moro e di un suo coinvolgimento con il KGB non ce traccia. Se ne parlerà esplicitamente solo dopo la chiusura dei lavori, solo dopo le elezioni politiche, vero o no che sia. Il paradosso, se mai qualcuno un giorno riprenderà il filo dei lavori per stillare fino all’ultima goccia di verità, è che il nostro “caro leader” Silvio Berlusconi è nella condizione di far impallidire “our man” e dovrebbe essere convocato pure lui per spiegare parecchie cosette. Secondo me, si intende.
Il punto non è Prodi, che pure già sarebbe sufficiente a giustificare tutto questo casino (perché era un candidato Premier, perché lo era stato, perché è stato presidente della commissione UE), il punto è l’esistenza delle reti di spionaggio, di influenza, di disinformazione, di operazioni clandestine riconducibili all’URSS prima e alla Russia poi. Tutte integre, vive, vegete e risalenti addirittura agli anni Trenta, Giorgio Conforto docet. Altro che i “Quattro di Oxford”.
Eruz, io provo molta curiosità. Lei no? Buona lettura.
GUZZ – E’ COSI’: La Commissione Mitrokhin non si occupò MAI di Prodi in quanto “our man”, anche perché fui io ad impedirlo.
E non c’è stata alcuna attività persecutoria nei confronti di Prodi.
E, rispondendo ad Eruz di un post precedente in cui ironizzava, gli faccio notare che il KGB ha vinto su tutta la linea e che ha ucciso, diffamato, avvelenato non tanto e non soltanto per proteggere i suoi agenti di influenza (non “spie”!), ma per impedire che si facesse luce definitiva sui numerosi e mitici “misteri d’Italia”, la cui soluzione per Eruz e i suoi amici va cercata SOLANTO nelle malefatte della Cia, che naturalmente esistono e sono reali.
Eruz deve tener conto che tutte le sue reazioni, le reazioni di Eruz, sono teleguidate dal perfettio piano che ha fatto in modo che la Commissione sia stata distrutta come fonte di notizie e documenti, che io sia stato distrutto, che non per caso “Il mio agente Sasha” – che è un libro per il quale ho ricevuto soltanto complimenti – venga ignorato e tenuto in una quarantena sanitaria dalla stampa perché è imbarazzante: svela come e perché Repubblica, e gli altri giornali dietro, in perfetta sintonia con i desideri e le azioni del KGB, abbia attivamente silurato con interviste false e prefabbricate (le mie accuse sono davanti al magistrato) la commissione Mitrokhin pensando così di silurare Berlusconi.
Il KGB, lo ripeto, ha vinto e stravinto, Sasha è morto, Scaramella è sputtanato per l’eternità, io guardato con condiscendenza e sospetto e nessuno – NESSUNO – osa riabilitare la Mitrokhin perché il KGB è riuscito a far passare la sua operazione grazie alla quale si è finalmente stabilito non è mai esistita una tale Commissione parlamentare d’Inchiesta con tutte le caratteristiche e le garanzie di legge, ma è esistita invece al so posto un’altra cosa che si chiama “la vergogna della Mitrokhin” o “la bufala Mitrokhin”.
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9 settembre 2009 alle 14:02
Grillo P.,
solo un dettaglio, ma importante. Non è vero che “i nostri servizi di intelligence non fecero alcunché per approfondire le rivelazioni di Mithrokin”. Come invece si può leggere nell’ultimo capitolo di “Sasha” (p. 382-87), il SISMI diretto da Nicolò Pollari e Pio Pompa, sputtanato e ridicolizzato dagli indignati-speciali di Repubblika nell’estate-autunno 2006 (cioè consule Prodi e in contemporanea con lo sputtanamento della Mitrokhin), il defunto SISMI, dicevo, aveva individuato tutti gli agenti segreti russi in Italia e in altri paesi occidentali… Perciò l’hanno fatto fuori.
E il nostro Pseudosofista magno-greco, prof. Eruz-ione, che in uno dei suoi tanti avatar s’è fatto chiamare “Pompapio Farinacci Pidugelli”, questo lo sa benissimo.
Intendiamoci: lui, in fondo in fondo, sarebbe “nu bravo guaglione”, nu Pulecenella con la mania del travesti; ma è rovinato dalle cattive compagnie, ad esempio quella dell’Ill.mo Professore Sagra della Mèrola (sì, proprio l’uccello, che noi pulentùn chiamiamo mèrlo). Come si può vedere in Cielilimpidi: dove Sagra, Sympatros-Eruz & C. mostrano il loro vero volto kollettivo, che secondo me è quello del cosiddetto “Ritratto di ignoto” di Cefalù, con il suo “sorriso eginetico”, a labbra strette, e lo sguardo obliquo, tra il derisorio e il minatorio:
http://digilander.libero.it/angeladiana/ignoto.html
Contaminando un po’ questo famoso ritratto di Antonello da Messina, si potrebbe mettergli in bocca un fumetto che, a seconda delle circostanze, dice: “La maffia? …Non esiste”; “Il caghebbè? …Non esiste”.
Grillo, l’ignoto del ritratto lo dice da cinque secoli, e vuoi che cambi idea adesso?
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9 settembre 2009 alle 14:44
Patton, ci hai azzeccato… il ritratto di Antonello da Messina è proprio il mio.. quel sorriso, per deformazione professionale, mi si è appiccicato addosso, specialmente quando leggo i tuoi post.
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9 settembre 2009 alle 14:51
Tengo a precisare, smentendo quel che dice Patton e per non prendermi meriti che non sono miei… tengo a precisare che il Farinacci Piducelli, dal mistilinguismo funambolico e geniale, non sono io… è una delle tante cantonate di Patton… solo su Antonello da Messina ci ha azzeccato.
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9 settembre 2009 alle 16:52
Grazie Eruz,
troppo buono. Ma è tutto merito di Antonello. Di mio, nel ritratto, ci ho messo appena il fumetto sul KGB,
che ti va a pennello.
10 settembre 2009 alle 00:45
Il fumetto sul KGB va a pennello a molti.
Mi ricordo di tal medico in viaggio mentre era accusato di essere vestito a pennello.
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9 settembre 2009 alle 17:10
Generale Patton, non mi prenda per presuntuoso ma sbaglia lei.
Le attività del SISMI diretto da Nicolò Pollari sono successive al periodo di indagine della Commissione Mithrokin. La nomina del generale è infatti della fine del 2001 e i suoi successi arrivarono dopo, molto dopo.
La Mithrokin appurò proprio ciò che ho scritto e cioè che i nostri servizi di intelligence insabbiarono e affossarono tutto con infaticabile solerzia burocratica. La legge istitutiva della Commissione (7 maggio 2002 n. 90) le affidava puntigliosamente proprio questi compiti (art. 1, 2° comma):
a) ogni aspetto relativo all’acquisizione e alla disponibilità del dossier Mitrokhin;
b) se le informazioni sulle persone citate nel dossier erano già note e se le persone erano conosciute da chi prese la decisione di non procedere;
c) lo stato attuale delle persone citate nel dossier e, con riferimento ai dipendenti e ai collaboratori a qualunque titolo delle pubbliche amministrazioni, quali funzioni ad essi furono attribuite e quali iniziative da essi furono poste in essere, fatto salvo il divieto di indagare o sindacare circa opinioni politiche, azioni derivanti da opinioni politiche non costituenti reato o aspetti della vita privata di detti soggetti;
d) le attività svolte dagli organi di intelligence italiani, ovvero i modi e le procedure di ricevimento e trasmissione dei documenti del dossier. Se tali procedure furono quelle ordinarie ovvero, in caso di procedure diverse, se furono seguite le modalità adottate per altri casi precedenti;
e) quando e con quali modalità il Governo fu informato del dossier e dei suoi contenuti e si decise di rendere pubblico il documento;
f) se furono prese degli organi di intelligence decisioni senza consultare il Governo;
g) che le informazioni trasmesse non abbiano subìto modificazioni;
Ne seguono altri, di compiti, ma è stata provata e documentata quantomeno l’inattività dei governi presieduti da Prodi, Dini, D’Alema per non parlare delle figure barbine del generale Sergio Siracusa.
Come lei, anch’io ho idealmente sorseggiato un caffè con Guzzanti e Pollari concludendo la lettura de “Il mio agente Sasha”. E mi sono fatto l’idea che l’Operazione Centurione fu un’attività nuova e del tutto indipendente, al massimo una lontana pronipote del Dossier Impedian. Non c’è nulla nella chiacchierata che possa far pensare allo sfruttamento dell’ormai notissimo archivio. Se sbaglio nuovamente, me lo dica lei.
Grazie e avanti così.
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9 settembre 2009 alle 14:37
Il Grillo Parlante
Non è del tutto esatto, qualcosa so pure io
Si puo’ intendere anche come l’oggetto del desiderio, che, quando stai per acchiapparlo, svanisce,.. insomma quando si parla di Mitrokhin, c’è sempre qualcuno che ti dice… tu però non hai letto questo… il questo spesso, non sempre, non è altro che un polpettone burocatico-documentale, tanto che viene il dubbio che il rimandare nella discussione a qualcosa di più difficile e più pesante, sia una tecnica dialogica-argomentativa di intimidazione dell’interlocutore.
Lo dice persino il Senatore che Berlusconi era entusiasta e favorevole alla Mitrokhin perché sperava di inguaiare qualche politico avverso.
Certo io so benissimo, ultra bene, che la Commissione ha svolto altre indagini e , in qualche modo, ha messo mano a cielo e terra, esaminando la seconda metà del secolo scorso, con risultati straordinari, eccessivamente straordinari, per me che sono scettico e diffidente fin nelle midolla… possibile che la dea Fortuna, che dovrebbe essere bendata, abbia scelto e privilegiato la Commissione Mitrokhin per ex-plicare, togliere dal plico, tutti i misteri d’Italia della seconda metà del Novecento? La Mitrokhin sembra dotata di poteri superumani, niente gli può essere ostante, delitto moro, strage di bologna, brigatisti rossi nostri e internazionali. Troppo forte, per me scettico, eccessivamente forte.
E veniamo al Senatore
Un po’ presuntuosamente, le dico che mi riesce difficile vedermi teleguidato dal perfetto piano… qualche anticorpo ce l’ho pure io.
Comunque io continuo a leggere… devo dire che Lei usa e forse abusa del pathos narrativo per portare, in maniera subliminale, il lettore a condividere la sua visione delle cose…. mi sembra però che esageri nel volersi appropriare di tutti i delitti e addebitarli ai lavori della sua Mitrokhin, che ne sarebbe, non voluta, la causa scatenante. Le cose potrebbero stare anche in altro modo. Non mi pare che gli inglesi abbiano dato una simile interpretazione dei fatti.
GUZZ – LE CONCLUSIONI di Mi6, che sommariamente conosco, se le tengono per loro. Quelle dei Mets, Scotland Yard, se ne infischiano di tutto ciò che non ha a che fare con il solo delitto Litvinenko.
Quanto alle altre morti, come avrà visto, gli accusatori sono Sasha (morto), Trepashkin (vivo) e la Poltikovskaya (morta, benché lei non si sia occupata di Trofimov e degli altri due tenenti colonnelli). Su Bonaventura ho le testimonianze dei medici. Su Strelkov quella dei nostri 007.
M’aggio scurdate a nisciuno?
Sono contento che trovi il pathos narrativo fin troppo convincente. Eppure, come vede, ho solo messo in colonna fatti e cose, con freddezza.
Forse è proprio la freddezza che convince?
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9 settembre 2009 alle 15:28
Su Bonaventura abbiamo avuto modo di chiacchierare, tempo fa
GUZZ – IL “FAMOSO LIBRO” è già scritto, si chiama come ben sa “Il mio agente Sasha”, dove a questa vicenda è dedicato un ampio paragrafo con prove e testimonianze che confermano il mio fondato sospetto. Io penso che Bonaventura sia stato assassinato, e così i suoi colleghi. Legga e le pagine del libro, prima di polemizzare, o – se le ha lette – le riporti, sempre prima di polemizzare.
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9 settembre 2009 alle 17:44
Macché “poteri superumani della Mitrokhin”, Don Eruttino!
Antonio Selvatici, già autore del sequestrato “Prodeide” e oggi di “Chi spiava i terroristi. KGB, STASI – BR, RAF”, ex-giornalista che ora vende case, ha scritto all’Archivio della STASI, i cui bibliotecari, da perfetti tedeschi ligi al dovere, gli hanno spedito a casa, in Italia, le fotocopie di tutti i files concernenti i terroristi italiani che erano entrati nella DDR in quanto terroristi. A Praga e a Budapest gli archivisti degli ex Servizi sono meno efficienti, bisogna andare fin là con la mallevadoria di qualche prof. universitario di Storia contemporanea, ma gli archivi sono aperti e i files quasi sempre consultabili.
Certo che se invece uno pensa che i Sacri Misteri son tutti a Casoria-Posillipo o a Villa Certosa, dove c’è “o sole” e “o mare”, uno dimentica facilmente le brumose, indaffarate metropoli mittel-europee, guarda “o mare”, prende “o sole”, ogni tanto sbircia il Sacro “Book” della Velina e, in attesa dell’immancabile rivelazione repubblicona, si fa una, due, dieci pippe etiche…, Così finisce che consultare un file STASI, pur comodamente seduti a casa propria, diventa davvero un’«impresa sovrumana»!
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9 settembre 2009 alle 19:52
Certo che sei forte Patton, non c’è bisogno di commissioni e commissari super esperti, basta un modem e comodamente seduti a casa e tutto un mondo di spie e di terroristi ti si apre… servizio a domicilio…. senza rischi… che bella la tecnologia. Non c’è più bisogno di aerei, sono finiti gli 007, i microfilm rubati con l’aiuto della bella bionda… tutto più prosaico. Se l’avessero capito prima che bastava un collegamento on line, non ci sarebbe stato alcun bisogno che la Mitrokhin vivesse momenti così drammatici. Ma toglimi una curiosità. se faccio una richiesta on line su Prodi, me la mandano la documentazione da cui risulta che lui era proprio our man?…. Così mi metto l’animo in pace e la finiamo con ’sta tiritera… Geniale Patton ed anche elementare Watson
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9 settembre 2009 alle 15:13
a bomba … a che punto sono le azioni giudiziarie?
è stato fatto anche qualcosa sull’articolo del sole 24 ore intitolato la resistibile ascesa di Mario Scaramella?
Grazie per l’eventuale risposta.
GUZZ – ATTUALMENTE I DA ME QUERELAITI, Bonini EzioMauro, Travaglio e Padellaro, dopo la prima udienza sono stati tutti rinviati a giudizio.
Io non ho querelato con il Sole, ma credo che lo abbia fatto Scaramella che ha querelato tutti coloro che lo hanno diffamato.
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9 settembre 2009 alle 20:43
Caro Eruz la situazione è più semplice di quel che sembra, probailmente preso dai suoi pregiudizi certi argomenti non riesce proprio a decifrarli nella maniera corretta.
Paolo spiega benissimo le varie fasi del suo lavoro. Nel libro Guzzanti spiega in modo chiaro che accettava l’incarico di presiedere la commissione preso dalla sua voglia di verità e convinto tra l’altro che il kGB fosse morto e sepolto. E nel tempo che scavando sempre di più gli si aprono orizzonti inimagginabili ed imbattendosi in persone come Livtenko che colaborano con lui capisce qual’è la forza del mai morto KGB, che quando tutto il mondo pensava fosse scomparso, con la Russia impegnata nel periodo post guerra fredda, ERA PIU’ FORTE CHE MAI. Con altri nomi ma con gli stessi interessi e sopratutto i metosi di sempre.
In pratica cosa era successo caro Eruz? Che la commissione Mitrokin oltra a trovare verità imbarazzanti per il ns paese aveva scoperchiato delle verità che si faceva fatica a credere, a Putin ed i suoi uomini di Our Man fregava una minchia, erano spaventati che Guzzanti con le sue conoscenze poteva scoperchiare la pentola mettendo in difficoltà Putin nei confronti dell’Italia e sopratutto nei confronti dell’intera comunità Internazionale.
L’obiettivo principale era screditare la commissione Mitrokin non per Prodi caro Eruz ma per il pericolo che la stessa rappresentava se venivano considerate attendibili le scoperte fatta dalla commissione. Lei si immagina Eruz che bomba che era la commissione presieduta da Guzzanti? E se Berlusconi dava credito alle scoperte Guzzantiane? La commissione caro Eruz non era una semplice inchiesta giornalistica, ma bensì un importante organismo con tutta l’importanza del caso di un paese che si chiama ITALIA.
Berlusconi non sappiamo se dichiarò che gli veniva da ridere a pensare a Putin come spia pericolosa e priva di scrupoli, ma sappiamo che così a detto a Paolo, questi pensieri sicuramente erano l’obiettivo di Putin, non allarmare il suo amico Silvio.
Quale era quindi l’obiettivo principale della Russia controllata dal post KGB diretto da Putin? Screditare, screditare, screditare, rendere una commissione d’inchiesta RIDICOLA innanzitutto egli occhi degli Italiani ed è chiaro che l’obiettivo è stato raggiunto egregiamente o sbaglio?
Le dice qualcosa la demonizzazione su Scaramella? Le sembra normale che in una conferenza stampa presso l’aula del senato o della camera non ricordo bene si presenta un solo giornalista Italiano? e che addirittura dopo 30/40 minuti la conferenza continua in Inglese? Le sembra normale? Ammesso pure che il ns caro padron di casa sia un pazzo e Scaramella non era da meno, SU UN TEMA COSI’ IMPORTANTE DOVE BISOGNAVA CERTIFICARE LA PAZZIA DI GUZZANTI nessuno si presenta?
Lo capisce che potenza che forza e quante diramazioni ha questo post Kgb nel ns paese ancora in queti ultimi anni?
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9 settembre 2009 alle 06:43
Favoloso Senatore, un groppo alla gola pazzesco.
In free minds we trust.
Marco
GUZZ – GRAZIE MARCO !!
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9 settembre 2009 alle 07:15
Le rinnovo la mia stima e i miei auguri per la sua rivoluzione. Ancora non mi sento di condividere in pieno i suoi ideali ma di certo, se a sinistra ci fossero persone come lei, saremmo per lo meno a metà dell’opera (e visto che al momento queste persone non le vedo, se dovessi votare ora, piuttosto che starmene a casa, probabilmente metterei una bella crocetta sul suo nome, se solo ci fossero le preferenze).
La sua lettera è molto bella, e avrei preferito avesse avuto un po’ di visibilità sui quotidiani… ma evidentemente a questo turno Guzzanti non tornava comodo a nessuno.
C’è solo una parte che non mi è chiara. Lei scrive:
“Le condizioni per una rivoluzione democratico parlamentare liberale c’erano tutte. Bisognava trasformare la melma televisiva in cultura, sciogliere i nodi che legano l’informazione inaugurando l’esercizio della libertà alla informazione completa e indipendente, bisognava affrontare a muso duro e definitivo l’anti-Stato mafioso camorrista investendo nel recupero del suolo italiano e della popolazione italiana abbandonata; bisognava far sentire forte e potente l’odore della libertà agli studenti, ai ricercatori (Obama cura la crisi con la ricerca scientifica, non strozzandola); bisognava far sentire che lo Stato tutela ogni modo di sentire, ogni modo di credere e anche di non credere, ogni singola individualità personale che gode i diritti di una minoranza etnica.”
Non ho capito se queste erano le sue personali speranze (e quelle di altri intellettuali e persone che aderirono a FI al momento della sua fondazione), o se invece erano, più concretamente, le promesse di SB o addirittura una specie di programma embrionale di FI. Perché è vero che la mia visione di FI (e poi del PDL) è sempre stata viziata dalla visione parziale di Repubblica ecc (solo ora, anche grazie al suo blog, mi sto sforzando di correggere il tiro), ma certi concetti mi sembra che facciano abbastanza a pugni non solo con ciò che il PDL è diventato ora ma con l’immagine che dava di sé sin dall’inizio. In particolare la “melma televisiva che diventa cultura”… non riesco a credere che una simile (bellissima!) idea possa essere associata all’uomo del Drive-in… non voglio dire che il declino della televisione pubblica sia da imputare tutto a SB, però la mia impressione è che negli ultimi quindici anni sia solo peggiorata, e in generale abbia seguito le orme della pessima TV di SB, che già prima della discesa in campo non è che costituisse un grande esempio di cultura. Mi chiedo quindi da dove partisse una simile speranza o premessa.
p.s.: Lo chiedo con curiosità sincera, e non con intenti polemici.
GUZZ – CONFESSO: erano le mie speranze, alimentate da quella che allora sembrava una certa voracità intellettuale di SB, affamato di concetti, idee, progetti per una nuova società.
Da imprenditore edilizio aveva costruito in fondo una città satellite di Milano immergendola nel verde (costruito da lui) con servizi e pianificazioni urbanistiche d’avanguardia.
Perché non immaginare di poterlo spingere a compiere per intero una rivoluzione anche culturale?
Ma è stato un sogno utopico fallito. Il mio.
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9 settembre 2009 alle 07:31
kalevala scrive:
8 Settembre 2009 alle 18:55
“TUTTI COLPEVOLI NESSUN COLPEVOLE ..cosa doveva contare cio’ per un magistrato ? Meno che niente secondo me. I reati , ALLORA , AL MOMENTO ,dovevano essere perseguiti…della soluzione politica di tangentopoli si e’ cominciato a parlarne dopo”
kalevala, non facciamo finta di non capire,
sottolineare il fatto che tutti fcevno (e fnno ancora?) così e che tutti lo sapevano, come lo sanno oggi,
vuole semplicemente dire che c’è voluto un fatto esterno alla giustizia: LA POLITICA, perchè la magistratura si svegliasse dopo decenni di profondo sonno ( e come se il fenomeno fosse nato pochi mesi prima) e cercasse di fare (in parte) il proprio dovere;
aggiungo un’altra considerazione personale: dopo tutto quel polverone che ha scaravoltato una metà dell’Italia, tutto si è spento, la magistratura ha ripreso a dormire e tutto è ripreso come prima – anzi, non è mai cessato diessere e, ciò nonostante le inchieste sulle decine di schifezze che quasi ogni giorno vengono documentate dalle televisioni,la magistratura tace:
dove cavolo è sparito il famigerato, quando a qualc’uno fà comodo si presenta, obbligo dell’azione penale che competrebbe al magistrato che viene a conoscenza di un reato?
probabilmente i magistrati non guardano la televisione e non leggono i giornali e non vanno neppure al bar a prendere il caffè così no rischiano di sentire i commenti della gente (per favore con una sola g)
g.b.
dopo tutto quel polverone s
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9 settembre 2009 alle 07:48
“barbera e champagne scrive:
8 Settembre 2009 alle 21:51
Lo so, ma a cosa serve un articolo come quello di Dimitri Buffa? E’ così banale, squallido, scontato… Sigal può fare di meglio che un triste copia e incolla alla Julius… in fondo ammiro il suo spirito di combattente anche se ho l’impressione che sia il classico tipo di combattente che non RIUSCIREBBE A VIVERE SENZA UN NEMICO…”
Ogni festa ebraica inizia con un ringraziamento a d-o del tenore seguente: “Volevano sterminarci ma non ci sono riusciti. Grazie, oh mio d-o, della tua misericordia”.
All’entrata dell’asilo che frequentavo i miei genitori a turno facevano la guardia per proteggermi da un nemico. A scuola i miei genitori a turno facevano la guardia per proteggermi da un nemico, al liceo i miei genitori a turno facevano la guardia per proteggermi da un nemico, all’università guardie salariate facevano la guardia per proteggermi da un nemico. All’entrata del supermercato, della banca, del ristorante, negli autobus guardie salariate ecc. ecc.
Nel frattempo, in attesa di un mondo utopico senza un nemico, faccio il poeta, il musicista, lo scienziato, il filosofo.
Cosa farei se non avessi un nemico? Farei il poeta, il musicista, lo scienziato, il filosofo.
Sigal
N.B. Riuscirei a vivere senza un nemico, ammesso che l’ipotesi sia reale.
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9 settembre 2009 alle 07:50
barbera e champagne scrive:
8 Settembre 2009 alle 21:51
Lo so, ma a cosa serve un articolo come quello di Dimitri Buffa? E’ così banale, squallido, scontato… Sigal può fare di meglio che un triste copia e incolla alla Julius… in fondo ammiro il suo spirito di combattente anche se ho l’impressione che sia il classico tipo di combattente che non RIUSCIREBBE A VIVERE SENZA UN NEMICO…
Ogni festa ebraica inizia con un ringraziamento a d-o del tenore seguente: “Volevano sterminarci ma non ci sono riusciti. Grazie, oh mio d-o, della tua misericordia”.
All’entrata dell’asilo che frequentavo i miei genitori a turno facevano la guardia per proteggermi da un nemico. A scuola i miei genitori a turno facevano la guardia per proteggermi da un nemico, al liceo i miei genitori a turno facevano la guardia per proteggermi da un nemico, all’università guardie salariate facevano la guardia per proteggermi da un nemico. All’entrata del supermercato, della banca, del ristorante, negli autobus guardie salariate ecc. ecc.
Nel frattempo, in attesa di un mondo utopico senza un nemico, faccio il poeta, il musicista, lo scienziato, il filosofo.
Cosa farei se non avessi un nemico? Farei il poeta, il musicista, lo scienziato, il filosofo.
Sigal
N.B. Riuscirei a vivere senza un nemico, ammesso che l’ipotesi sia reale.
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9 settembre 2009 alle 14:16
“Un nemico”, Barbera e Champagne?
Strano, quando son stato in Medio Oriente ne ho visti una dozzina, di nemici di Israele.
Si vede che avevo bevuto troppo…
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9 settembre 2009 alle 08:03
Per Patton,a me piacciono altre cose.If it keeps o’ rainin,leeve’s goin’ to break(Led zeppelin-When the leeve breaks)When the leeve breaks i’ll have no place to stay(Grande pezzo).Quello era solo uno sfogo,ma ci vuole anche cuore nella vita. A.Barsi.
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9 settembre 2009 alle 08:46
Legionario scrive:
Forse, quelli da lei elencati sono proprio i motivi per i quali molti, pur essendo ontologicamente lontanissimi da quell’area politica, hanno in questi anni ritenuto di dover considerare la stessa meno pericolosa di quella del “tycoon” di Arcore, accordandole una riluttante fiducia, ovviamente a naso turato.
Ecco, io credo che questo sia un aspetto da non sottovalutrare. E’ da quindici anni (forse di più, ma essendo giovane, la mia memoria “politica” è breve) che gli italiani vanno a votare con il naso turato; a votare il “meno peggio”; ricordo quando la sinistra fece la scelta, assolutamente suicida secondo me, di candidare Rutelli contro B. Ebbi una crisi di coscienza… stavo per non andare a votare percHè non sapevo di che morte morire. Partiti piccoli? Non credo servano a molto, soprattutto se ci sono dei “big” che prendono la scena (ma forse è un luogo comune). Purtroppo, noi italiani, di luoghi comuni troppo spesso viviamo. E credo che questo continuo etichettarsi come “di sinistra” o “di destra”, spesso e volentieri turandosi le orecchie per non ascoltare “il nemico”, sia dannoso per tutti noi e per chi, al potere, ci vuole mangiare la pastasciutta in testa. Di qualunque partito sia. Da persona che negli ultimi anni ha votato a sinistra, non posso certo dire che ho fatto la scelta giusta. Sono stati una delusione, hanno dimostrato di combattere B. solo perché vogliono stare loro al suo posto, per non parlare di certi personaggi che anzichè combatterlo parevano servirgli favori su un piatto d’argento. Quindi forse è meglio cambiare prospettiva. Resettare tutte le convinzioni incrostate e sedimentate nei nostri cervelli e ricominciare daccapo. Io credo che oggi, più che di destra e di sinistra abbiamo tutti sete e voglia di onestà, chiarezza, rispetto per l’elettorato, misure efficaci per il bene del paese; invece da una parte sentiamo barzellette e deliri, dall’altra… beh dall’altra direi che non sentiamo proprio niente. Riguardo Fini, viste le ultime vicende potrei anche dargli anche il mio voto: non perché sta andando CONTRO B., ma perché sta dimostrando di avere un minimo di rispetto per il Parlamento, per la Costituzione e, non ultimo, un po’ di buon senso in questa politica che sembra avere perso il senno, non avrei nessuna difficoltà a votarlo. Ma, come diceva quelcuno nei commenti di sopra, come fidarmi? Sta mantenendo questo atteggiamento perché ci crede, o perché vuole assicurarsi un posticino per il dopo-B.?
PS: trova comunque la mia solidarietà per l’attacco subito da Il Giornale… tra l’altro in un modo veramente barbaro e maleducato… non ultimo il “TU” di un direttore di giornale verso la terza carica dello Stato. Chiunque essa sia.
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9 settembre 2009 alle 08:57
… due argomenti …
per come ce l’hanno raccontata i media ieri con il suo discorso ai ragazzi delle scuole Obama ha fatto incazzare, e onestamente non capirsco perchè, tutta la nazione …
… sostanzialmente ha detto “… solo se studiate e vi impegnate potrete avere un futuro possibile … ”
ma cosa avrà detto di male ? niente niente … li stiamo contagiando con l’influenza F ?!?!
… a breve è previso un viaggio dell’imperatore ? … quarantena alla frontiera ?
…altro che la A ormai tutti vogliono la F …
poi, approposito di F …
leggo su msn …
la carfagna è favorevole al voto per gli immifrati … bene direi …
comincia finalmente dal basso ( e non nel senso che tutti voi state pensando …)
lo smarcamento dei noncelebrolesi !?!?!? … possibile che comincino ad esprimere opinioni ?
« Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone. Giunsi a mettere d’accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano: magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato, il quale ha nome: Giuseppe Mazzini. »
(Klemens von Metternich)
…guzz, spade sguainate … avanti tutta e diamogli tanto ma tanto fastidio …
GUZZ – …. ARDENTE come un apostolo, astuto come un ladro, infaticabile come un innamorato. Rivalutiamo Mazzini !
E lame alla mano.
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9 settembre 2009 alle 10:05
Onorevole mi piacerebbe pensare che il Suo “Rivalutiamo Mazzini” sia veritiero. Sono Anni che aspetto!!!
GUZZ – SI’, Mazzini era un po’ troppo enfatico e mandava disinvoltamente i patrioti a morire in imprese simboliche e disperate, ma aveva un senso altissimo della morale e sognava una politica laica come una religione. Marx lo disprezzava chiamandolo “Teopompo” e il principe di Metternich lo trovava astuto come un ladro e visionario come un apostolo. Di fatto è stato oscurato, abrogato, ignorato. Dunque, sì, penso che Mazzini sia un enorme patrimonio di rivalutare, e interpretare con i nostri occhi moderni.
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9 settembre 2009 alle 12:15
Un ragazzino di vent’anni ricercato in tutta Europa per le sue idee, non per i suoi atti ma per quel che pensa e quel che dice. Averne. Non per nulla il mondo ci invidia solo due persone che hanno avuto a che fare con lo Stato, lui e lo zoppo.
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9 settembre 2009 alle 15:28
“Lo zoppo”, Nietzsche? E chi sarebbe?
In ogni caso, gli stranieri non ci han mai capito bene, di politica italiana. L’ultimo è l’illustre Le Monde, che in tutta serietà vuol far passare Fini come futuro leader della sinistra. Gli stranieri prendon la satira a serio, e le cose serie per buffonate.
Ci azzeccano in letteratura (Manzoni who?), di arti figurative, un po’ meno di musica. Di politica proprio no.
Metternich fa eccezione, ma il suo giudizio su Mazzini riguardava l’ideologo, il dottrinario. Sui politici non aveva dubbi:
«In Europa allo stato attuale esiste un solo vero uomo politico, ma disgraziatamente è contro di noi. È il conte di Cavour.»
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9 settembre 2009 alle 19:53
Caro Patton, lei ne sa certamente più di me, ma non per nulla Mazzini è studiato in tutto il mondo,è amato particolarmente dagli anglosassoni; ricordo un bellissimo articolo mi pare sul sole 24 ore, forse un anno fa, sulla “coperta di Mazzini” che testimoniava il fatto che Mazzini è considerato un idolo tutt’oggi in molte parti del mondo. Gli stranieri, come dice lei, a volte prendono cantonate, esattamente come noi, mussolini ne è un esempio fulgido.
Le lascio questa chicca, a mio parere bellissima.
« Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone. Giunsi a mettere d’accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano: magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato, il quale ha nome: Giuseppe Mazzini. »
(Klemens von Metternich)
Saluti.
9 settembre 2009 alle 23:04
Vede Patton,
cosa succede quando uno non legge bene i post precedenti: ho ripetuto la stessa citazione di Manpan, essendo pure convinto di esporre una chicca.
Beata stupidità e faciloneria da cui sono avvolto.
Mi perdoni.
Saluti.
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9 settembre 2009 alle 10:55
Chiedo scusa per l’inserimento, è solo per ricordarVi che esiste anche un altro punto di vista liberale.
Ossia questo:
“Preferiamo Cattaneo a Gioberti; Marx a Mazzini”.
Ve lo affido. Fiducioso.
Vi saluto.
Cordialmente.
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9 settembre 2009 alle 12:34
Malpietro,
e ce lo “affidi” così, senza rifermento né commento? Come dire: lavorate voi, che io ho da fare.
Ok Mr Belpietro. La frase “preferiamo Cattaneo a Gioberti; Marx a Mazzini” è di Gobetti, Torino, ottobre 1922, poco prima della Marcia su Roma e cinque anni dopo la Rivoluzione d’ottobre. Cioè quando in Russia i borghesi colti come Gobetti erano tutti o emigrati in Occidente o morenti in qualche lager…
Qualcuno mi dirà che Marx è stato interpretato male da Lenin, e che bisogna dargli, al povero Marx, un’altra chance.
Io gli darei questa (come dire: se è stato interpretato male, se la suoni da solo, la rivoluzione):
http://www.youtube.com/watch?v=TnWLPPxczfM
Bye bye
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9 settembre 2009 alle 13:13
A volte si danno cose per scontate.
Gobetti l’ho richiamato più volte. Non volevo “appesantire” la nostra conversazione.
Sei in errore nell’estrapolare alla lettera le parole di Gobetti che vanno ora contestualizzate.
Nell’oggi intendo.
Sotto troverai qualcosa che chiarisce meglio.
Marx vs Mazzini oggi per un liberale significa solo “fare una scelta di campo”.
Nessuno vuole riportare Lenin in vita.
Tranquilli.
Cordialmente
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9 settembre 2009 alle 13:20
ci vuole sempre l’effetto didascalico Patton?
Par coeur est par coeur, uno la può anche dire così, perché l’ha fatta sua.
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9 settembre 2009 alle 16:40
C’è solo un piccolo problema, AZ:
Marx era davvero meglio di Mazzini, almeno come filosofo.. Perciò ha fatto molti più danni di lui.
Il mio cuore sta con Gobetti. Ma il ginocchio rilutta a venerarlo come un oracolo. Sarà l’artrosi.
10 settembre 2009 alle 00:44
E vabbuò.
Però non tutti l’hanno.
Né la venerazione per Gobetti né l’artrosi.
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9 settembre 2009 alle 09:52
FUORI TEMA
«Nel corso della mia vita ho creduto fermamente alla pena di morte come a una punizione giusta… Ho creduto che potesse servire da deterrente… Eppure c’è qualcuno che continua a commettere crimini orribili anche di fronte alla prospettiva della pena di morte…
Quello su cui però non possiamo non essere tutti d’accordo è il carattere definitivo di questa punizione estrema. Una volta presa la decisione finale e la condanna a morte eseguita, non si può piú tornare indietro…
Non nutro la massima fiducia in un sistema che di fatto agisce da arbitro assoluto stabilendo chi deve vivere e chi deve morire per il crimine commesso…
Se lo Stato si assume questa terribile responsabilità, il sistema dev’essere perfetto e non può mai sbagliare. Ma vero è che il sistema non è perfetto…»
Sono parole di Mr Bill Richardson, Governatore del New Mexico.
Suerte
EJC
ps
Nel marzo scorso, lo Stato del New Mexico ha abolito la pena di morte.
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9 settembre 2009 alle 12:14
Onorevole Guzzanti mi fa molto piacere che mano a mano che passa il tempo lei ritorni in se. La deriva assolutistica che ha ormai preso questo Paese in certo qual modo è anche opera sua, quindi un po’ ti autocritica non fa male.
Ho visto Videocracy ieri sera, niente di nuovo e nemmeno ben fatto se vogliamo dirla tutta, ma il ritratto impietoso è perfettamente calzante.
Aspettando che il suo guanto di sfida venga raccolto (ma quando mai) la saluto cordialmente.
GUZZ GRAZIE, LO SPERO ANCH’io. Ma CI DEV’ESSERE UN ERRORE DI PERSONA. Io non ho fatto né intendo fare alcuna autocritica e sono sempre stato in me stesso.
La sfido (proprio: la sfido) a trovare un sostegno nei fatti o nelle parole alla sua sciocca accusa di essere io corresponsabile di una “deriva assolutistica”.
Per fortuna siamo di fronte a un fenomeno molto meno drammatico, anche se sciagurato. E provinciale. Quando dovesse arrivare l’assolutismo e la fine della democrazia se ne accorgerà dal fatto che io in mano avrò le armi.
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9 settembre 2009 alle 15:01
Secondo me è vero che il nostro amato paese sta derivando verso lidi assolutistici, ma questa deriva non è dovuta alla guida impostata da Berlusconi e dai suoi collaboratori vecchi o nuovi, è dovuta al fatto che la stragrande maggioranza degli italiani piega e modella la realtà a ciò che gli fa più comodo.
Qualsiasi timido modo di ragionare sui fatti immersi nel loro contesto è stato violentato in una lotta in cui non c’è traccia del minimo senso comune: pian piano, caso per caso, s’è perso il senso e l’uso di riferimenti relativi che dovrebbero comunque essere ricondotti a principi generali e non essere autoreferenziali.
Berlusconi per molti, sia da destra che da sinistra, non è altro che una scusa buona per continuare a non guardare: e così, di fatto, spesso e volentieri inconsapevolmente, si trovano – appunto – a spingere il paese verso derive assolutistiche.
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10 settembre 2009 alle 15:23
Ha ragione faccio ammenda, non ha mai difeso questo dittatorello da operetta che ci governa, ho fatto una piccola ricerca e a parte una difesa su alcune dichiarazione assurde su Mussolini fatte da Silvio non ho trovato nulla. Il senso del mio intervento era sul fatto che lei era a tutti gli effetti partecipe, anche se fra i più defilati, alle attività politiche dei vari governi Berlusconi. Autocritica era intesa alla definitiva (era ora l’ho sempre ritenuta una persona brillante) presa di distanze.
.
Vorrei avere il suo ottimismo per quanto riguarda la deriva assolutistica che secondo me invece è già presente e molto pesante.
L’aspetto armato allora, mi piacerebbe essere suo vicino di barricata
P.S. E’ veramente bello leggere che risponde a tutti i post, altri punti a suo favore.
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9 settembre 2009 alle 13:04
Spero di non “dover” disturbare la sua conversazione oltre misura. Apprezzo il suo dialogo. Ma in esso trovo anche stimoli nuovi che sottopongo alla valutazione sua e di tutti.
Da Liberale di sinistra, direi.
In particolare, Senatore. Non mi sembra utile alla nostra Democrazia e alla nostra Costituzione che lei “trattenga” all’interno del centro destra le oneste persone che le scrivono.
E’ il momento di “vedere l’altra faccia della luna”. Facciamoci un giro dall’altra parte portando con noi bibite e panini.
Più in generale. La faccia di questo centro destra può solo nasconderci qualche altra operazione di “bottega”. La sostanza è stata scoperta o intuita.
Vogliamo fare una battaglia non solo per la libertà che ci è cara, ma anche per queste nostre Istituzioni che ci sono costate tante lacrime e sangue. Ma poi, non è la stessa lotta? Vogliamo quindi dare una possibilità di alternativa a questo nostro Paese? Solo una possibilità.
Ora non esiste, e questo non faciliterà nè le sua sfida nè quelle che gli Italiani affrontano ogni giorno.
Cordialmente.
GUZZ – OHIBO’!!
Io trattenere? Chi come dove e quando? Io non sempre capisco le battute, ho un QI infimo.
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9 settembre 2009 alle 14:38
Non è una battuta, chiedo scusa per l’equivoco.
Diciamo che sottintende una domanda. Quello si.
Ossia dove si colloca il PLI?
Tutto qui. Cos’è quella testimonianza, la terza via o cos’altro?
Il mio QI infimo anch’esso. Ma in miglioramento.
Cordialmente
GUZZ – IO CERCO DI COLLOCARE il Pli come una nave corsara. Né a ds né a sinistra, ma aperto a naufraghi e altri vascelli.
Io pratico la guerra da corsa.
Il mio QI è irreparabile.
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9 settembre 2009 alle 16:26
“Mal-pietro” dice già tutto: Brutto-pietro suonava male (in antitesi a Bel-), così lui ha scelto Mal-.
E via di seguito: il PLI è Bel- se è ddesinistra, è Mal- se resta nel Centrodestra. E se sta in mezzo sarà boh?
La Costituzione è Bel-, anzi è sacra, e il prossimo Papa la adotterà come testo sacro, al posto della Bibbia, che è Mal-,
e ormai superata. Le Istituzioni sono Bel-, perché ci sono costate tanto sangue, oltre a un bel-miliarduccio di debiti. Che però è tutto responsabilità di Mal-Craxi. Per fortuna che poi c’è stato Bel-Amato e Bel-Prodi. C’era anche Bel-tinotti, ma oggi c’è Bel-sani, e purtroppo c’è sempre Mal-lusconi.
Con una vis comica di questa forza, la Dandini lo assume sui due piedi. Anzi no, solo sul Bel-piede: quélo ddesinìstra.
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9 settembre 2009 alle 17:32
E certo che pure “Patton”. Si salva in corner pure lui va.
Solo che per Patton posto non ci sarà. Per il semplice fatto che entro tre anni che non ci sarà più la satira. Che ne dice Patton? Oppure la navicella vi risveglia uno alla volta?
E guardi, che pure io sto messo male. Dandini? E chi è la Dandini? Io conosco solo Berlusconi e ne parlo sempre benissimo. Mica faccio il Kamikaze di porfessione.
Avanti, in marcia! Uno…due….uno…..due. Dietrofront! Saluto!
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9 settembre 2009 alle 14:12
bellssima lettera, peccato che arrivi con qualche anno di ritardo.
eppoi sono tutti capaci di sfidare un uomo che e´già al tappeto.
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9 settembre 2009 alle 15:03
Non è per polemica, lo dico da antiberlusconiano, ma quella de “l’uomo già al tappeto” non l’ho proprio capita. I sondaggi lo danno sempre al top (o quasi)…..
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9 settembre 2009 alle 16:34
non e´questione di sondaggi o di opinione pubblica.
tu immaginati un confronto pubblico dove puoi fare a silvio tutte le domande che vuoi, senza restrizioni, e puoi confrontarlo pubblicamente con tutte le ovvie contraddizioni tra le sue dichiarazioni ed i vari temi tra i quali: i festini, noemi, caso mills, condanna dell´utri, conflitto d´interessi, lodo alfano e chi piu´ne ha piu´ne metta, perche´ c´e´davvero l´imbarazzo della scelta.
dimmi tu se quello non e´un uomo al tappeto fin dal primo minuto del primo round.
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9 settembre 2009 alle 14:27
” Colonizzazione araba ? mai sentita ! ”
Pisgat Zeev
Cari amici, oggi vi dò qualche piccola informazione poco nota sulla situazione abitativa di Gerusalemme, che ho tratto dal Jerusalem Post. Come sapete è in corso una discussione sul fatto che alcuni cittadini israeliani di religione ebraica mettono su casa in immobili regolarmente comprati nei “quartieri arabi”, che magari prima della guerra del ‘48 erano quartiere ebraici di Gerusalemme Est (come se ci fosse una distinzione rigida fra Est e Ovest), Sostiene l’America di Obama con l’appoggio entusiastico di Eurabia, che questi trasferimenti debbono essere considerati “colonie” e debbano essere bloccati. Come dire: un cittadino israeliano di religione cattolica o greco ortodossa (o islamica, ça va sans dire) può comprar casa diciamo a Sheik Jarrah, ma un ebreo non può (non è razzismo, questo? Non è apartheid? ma andiamo avanti). Israele sostiene invece che la capitale è unificata e che gli ebrei possono andare nei quartieri “arabi” come gli arabi nei quartieri ebraici. Scetticismo generale, anche un lettore mi ha scritto una lettera qualche tempo fa per chiedermi se è vero.
Be’, è vero. Anzi, vi è una consistente immigrazione araba nei quartieri ebraici Ecco i dati. Sui 42 mila abitanti di Piskat Zeev, vi sono 1.300 arabi. Sui 7000 della French Colony, un sesto sono arabi, sui 20 mila di Nevé Yakov 600 sono arabi. E così via. Si tratta di minoranze, naturalmente, anche perché le due popolazioni sono reciprocamente diffidenti ma il dato è significativo.
Resta la domanda del perché della gente normale supera le barriere linguistiche e religiose. Interrogati dal Jerusalem Post, i “coloni” arabi sostengono di essere interessati al verde, alla pulizia, alla tranquillità, al minor affollamento ecc. (che non sono frutto tanto di differenti investimenti cittadini, ma soprattutto di diverse culture urbane, come vede chi confronta i villaggi e le città israeliane con quelle dei paesi vicini).
E però vi è qualcosa di più. Il giornale attribuisce a Yosuf Mjlaton, arabo di religione cristiana, che è uno degli organizzatori dell’immigrazione araba a Piskat Zeev: “While his primary motivation was quality of life, he says living in Pisgat Zeev is “a nationalistic act” – a way to cement Arab presence in the city of his birth. He said Palestinian leaders should follow his lead. “They should bring all the Arabs to Pisgat Zeev,” he said. “I’ll help them find homes one by one.” [anche se la sua motivazione primaria è la qualità della vita, M. afferma che vivere a Pisgat Zeev è "un atto nazionalistico", un modo per cementare la presenza araba nella sua città natale. Dice che i leader arabi dovrebbero seguire il suo esempio: "dovrebbero portare tutti gli arabi a Pisgat Zeev," dice. "Io li aiuterei tutti a trovar casa, uno per uno.]
Come si vede, nella consapevolezza di tutti, l’urbanistica di Gerusalemme è un campo di battaglia, in cui non sono solo gli israeliani ad attaccare. Purtroppo in questo braccio di ferro né Obama né Eurabia sono neutrali: li avete mai sentito denunciare la colonizzazione araba? Eppure la spinta demografica viene molto più da Est a Ovest che viceversa.
Ugo Volli
” Colonizzazione araba ? mai sentita ! ”
Pisgat Zeev
Cari amici, oggi vi dò qualche piccola informazione poco nota sulla situazione abitativa di Gerusalemme, che ho tratto dal Jerusalem Post. Come sapete è in corso una discussione sul fatto che alcuni cittadini israeliani di religione ebraica mettono su casa in immobili regolarmente comprati nei “quartieri arabi”, che magari prima della guerra del ‘48 erano quartiere ebraici di Gerusalemme Est (come se ci fosse una distinzione rigida fra Est e Ovest), Sostiene l’America di Obama con l’appoggio entusiastico di Eurabia, che questi trasferimenti debbono essere considerati “colonie” e debbano essere bloccati. Come dire: un cittadino israeliano di religione cattolica o greco ortodossa (o islamica, ça va sans dire) può comprar casa diciamo a Sheik Jarrah, ma un ebreo non può (non è razzismo, questo? Non è apartheid? ma andiamo avanti). Israele sostiene invece che la capitale è unificata e che gli ebrei possono andare nei quartieri “arabi” come gli arabi nei quartieri ebraici. Scetticismo generale, anche un lettore mi ha scritto una lettera qualche tempo fa per chiedermi se è vero.
Be’, è vero. Anzi, vi è una consistente immigrazione araba nei quartieri ebraici Ecco i dati. Sui 42 mila abitanti di Piskat Zeev, vi sono 1.300 arabi. Sui 7000 della French Colony, un sesto sono arabi, sui 20 mila di Nevé Yakov 600 sono arabi. E così via. Si tratta di minoranze, naturalmente, anche perché le due popolazioni sono reciprocamente diffidenti ma il dato è significativo.
Resta la domanda del perché della gente normale supera le barriere linguistiche e religiose. Interrogati dal Jerusalem Post, i “coloni” arabi sostengono di essere interessati al verde, alla pulizia, alla tranquillità, al minor affollamento ecc. (che non sono frutto tanto di differenti investimenti cittadini, ma soprattutto di diverse culture urbane, come vede chi confronta i villaggi e le città israeliane con quelle dei paesi vicini).
E però vi è qualcosa di più. Il giornale attribuisce a Yosuf Mjlaton, arabo di religione cristiana, che è uno degli organizzatori dell’immigrazione araba a Piskat Zeev: “While his primary motivation was quality of life, he says living in Pisgat Zeev is “a nationalistic act” – a way to cement Arab presence in the city of his birth. He said Palestinian leaders should follow his lead. “They should bring all the Arabs to Pisgat Zeev,” he said. “I’ll help them find homes one by one.” [anche se la sua motivazione primaria è la qualità della vita, M. afferma che vivere a Pisgat Zeev è "un atto nazionalistico", un modo per cementare la presenza araba nella sua città natale. Dice che i leader arabi dovrebbero seguire il suo esempio: "dovrebbero portare tutti gli arabi a Pisgat Zeev," dice. "Io li aiuterei tutti a trovar casa, uno per uno.]
Come si vede, nella consapevolezza di tutti, l’urbanistica di Gerusalemme è un campo di battaglia, in cui non sono solo gli israeliani ad attaccare. Purtroppo in questo braccio di ferro né Obama né Eurabia sono neutrali: li avete mai sentito denunciare la colonizzazione araba? Eppure la spinta demografica viene molto più da Est a Ovest che viceversa.
Ugo Volli
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9 settembre 2009 alle 14:30
Carissimo Senatore,
l’italiano medio HA DISPERATAMENTE BISOGNO di un “Duce”, di un “Capo”, di un “Padrone” cui fare riferimento. Specialmente quando, nella vita, nel lavoro, gli viene richiesto di richiare di tasca propria, in prima persona.
Se le cose dovessero andare male, il capro espiatorio sarebbe subito pronto ….. Italiae historia docet
Ing_FBI
P.S.
Come ci si può iscrivere al Partito Liberale ?
GUZZ – SI va sul sito del Pli e si seguono le procedure, bonifico, fax ed è fatta. Benvenuto.
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9 settembre 2009 alle 15:03
Per C. Rimoldini
Già al tappeto….Una parola! Come si fa a dire di un uomo che da un fronte attacca preventivamente la magistratura, da un altro fa impallinare dal fido Brighella il direttore di un giornale espressione della CEI, da un altro ancora sporge querele milionarie a giornali italiani ed esteri, commissiona ancora al Brighella di turno in servizio permanente effettivo l’esecuzione politica del presidente della camera, co-gestore del proprio partito, minaccia quel che resta della tv pubblica di rappresaglie che neanche in Birmania e “quant’altro” ancora avremo il diletto di ascoltare nelle prossime ore, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, il tutto detto in tutte le sedi mediatiche, pubbliche e private, dall’ora di colazione a quella della camomilla, come si fa a dire, appunto, che è già al tappeto? Qui tra le altre possibilità abbiamo a che fare veramente con un intoccaabile, oppure con uno che non sta effettivamente bene. Tuttavia propenderei per la prima che ho detto…C’è poco da direa capacità intimidatoria è veramente considerevole, ma forse è solo un’allucinazione per la quale come dice il senatore “Per fortuna siamo di fronte a un fenomeno molto meno drammatico, anche se sciagurato. E provinciale”. Temo che una nobilissima campagna di restituzione della verità e di ricostruzione del tessuto democratico abbia a misurarsi anche e soprattutto con queste questioni. O sbaglio?
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9 settembre 2009 alle 16:46
la sfida di Guzzanti e´questa: ´Se io potessi andare in televisione e dibattere con te, ti farei lietamente a pezzettini.´
ripeto: dimmi tu, chi, libero di fare qualsiasi domanda senza restrizioni e di confrontare Silvio con la enormi contraddizioni che tutti conosciamo, non riuscerebbe a metterlo a tappeto al primo round?
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10 settembre 2009 alle 09:46
Si fa passare come esercizio di leadership qulacosa che in un normale paese democratico verrebbe chiamato insolenza, pratica autoritaria del potere, disconoscimento dell’avversario. Insomma atteggiamenti di tipo autoritario. Queto è l’esercizio di lenta e quotidiana asseverazione e assuefazione al controllo del consenso. Non ci si fa più caso. Tanto non è mica fascismo, no?
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9 settembre 2009 alle 15:45
per Paolo Guzzanti
Scrive Patton alle ore 14:
“…Intendiamoci: lui, in fondo in fondo, sarebbe “nu bravo guaglione”, nu Pulecenella con la mania del travesti; ma è rovinato dalle cattive compagnie, ad esempio quella dell’Ill.mo Professore Sagra della Mèrola (sì, proprio l’uccello, che noi pulentùn chiamiamo mèrlo). Come si può vedere in Cielilimpidi: dove Sagra, Sympatros-Eruz & C. mostrano il loro vero volto kollettivo, che secondo me è quello del cosiddetto “Ritratto di ignoto” di Cefalù, con il suo “sorriso eginetico”, a labbra strette, e lo sguardo obliquo, tra il derisorio e il minatorio…”
Alle ore 10 scrive Guzzanti:
“Sagra
PS : L’uccello padulo non è né livido né urlante, bensì sornione e soprattutto penetrante; ed ha un debole per il vecchio “Savoia Cavalleria”
GUZZ – SAGRA !! Per favore: un po’ di stile. Basta con questo materiale anale. Ovviamente il rimbrotto non è rivolto solo a lei, ma comincio da lei. Non possiamo fare sul blog le stesse scritte che avremmo potuto fare sui banchi di scuola. Per favore.
Cordiali saluti
nterviene Guzzanti oppure Sagra è libero di rispondere?
GUZZ – NON LE è chiaro il cortese invito ad una autodisciplina nei riferimenti anali, rettali, pecorecci, o suona liberticida? Si sente limitato nella piena libertà di risposta? Sul serio?
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9 settembre 2009 alle 18:28
Caro Sagra della M.,
non sono un ornitologo come Report, alla cui competenze m’affido sin d’ora per la correzione di eventuali errori, ma la mèrola canterina non s’è mai distinta dai suoi colleghi canori per particolari capacità penetrative, né in senso materiale né spirituale. Essa mèrola usa infatti rispondere a tutti coloro che le fanno il verso, senza distinguere se fan sul serio o la prendono in giro, con la sua caratteristica scala bi- o tri-tonica. A suo (della mèrola) onore, va detto che essa scala va quasi certamente considerata come antichissima progenitrice della pentatonica africana, e successivamente, per migrazione della stessa mèrola dall’Africa alla Magna Grecia, come progenitrice della più moderna eptatonica o pitagorica.
Insomma, qual gran farfallone di Mozart, per non dir d’altri, non sarebbe mai nato, senza la mèrola!
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9 settembre 2009 alle 20:34
Il simpatico Patton, colto da repentina passione ornitologica dopo l’appassionante incontro con mitico “uccello padulo”, coglie occasione per cantare serenate distratte (ed anche un tantino sconclusionate) a destra e a manca.
Riprendi il controllo delle tue passioni, e dacci un parere convincente sulla curiosa visione delle vicende palestinesi negli anni ‘70.
Si nega ostinatamente che:
“L’Operazione Entebbe delle Forze armate israeliane ebbe luogo nella notte tra il 3 luglio ed il 4 luglio 1976, nell’aeroporto dell’omonima città ugandese.
I militari che la pianificarono e la condussero le diedero il nome di “Operation Thunderbolt”. In onore del colonnello Yonatan “Yoni” Netanyahu, che comandò il raid e fu l’unico militare israeliano a perdere la vita nell’azione, venne in seguito denominata anche “Operation Yonatan”.”
affermando invece che l’operazione aveva in realtà l’obiettivo di liberare generici terroristi del “gruppo Carlos”, come altre analoghe citate da FQdT.
Su Wikipedia non sono affatto d’accordo, e chi avalla le tesi di Wiki gode della gratuita definizione di:
“…Questa grottesca e assolutamente deprimente orgia di parole e pensieri demenziali, del tutto inutili come perfetto riflesso di chi li genera, deve necessariamente volgere al termine. Ogni ulteriore tentativo di dialogo con chi fonda le proprie “ricerche” e le proprie “opinioni” su Wikipedia, sull’odio ideologico, sulla stupidità, sul sentito dire, sulle chiacchiere da osteria si infrange su un dato non più rinviabile: esistono dei personaggi che vivono per la volgare provocazione come strumento di sfogo delle loro frustrazioni, non avendo null’altro da dire se non spregevoli banalità…”
Tu che sei addentro alle segrete cose dei CieliNonPiuTantoLimpidi, saprai squarciare il velo che oscura la nostra sete di conoscenza.
Ringraziamenti anticipati anche da parte di Sympatros, preso a pedate nel medesimo Blog.
Intervenite tutti alla “Sagra dell’Uccello Padulo” che vola silente all’altezza del…
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10 settembre 2009 alle 00:24
Sagra,
premesso che le benemerenze canore della casata “Della Mèrola” mi sembrano molto più nobili e assodate di quelle, oltremodo supposte, della casata “dell’Uccello Padulo”, ti dirò che le mie conoscenze si limitano alla cultura arabo-musulmana e italiota.
Mi ha dunque interessato molto di più l’affermazione di Paradisi sul primo atto del “moderno terrorismo palestinese” (dirottamento di un volo El Al Roma-Tel Aviv il 23 luglio 1968). Non a caso il Ministro degli Esteri Abba Eban, due giorni dopo il dirottamento, dichiarò che “l’Italia aveva l’obbligo morale di partecipare alla liberazione degli ostaggi, poiché il dirottamento era stato pianificato in Italia e i passeggeri (ancora in ostaggio ad Algeri) erano partiti dal suolo italiano”.
La cosa non mi stupisce affatto, dato che nel mitico 1968 l’Italia era già diventata un piccola Mecca del terrorismo palestinese, ovviamente a ruota delle talpe keghebine.
Queste ultime, essendosela presa grandiosamente in quel posto l’anno precedente in MO (Guerra dei Sei Giorni, 1967: un ben misero 50° anniversario della cosiddetta Rivoluzione d’Ottobre!) avevano infatti ripiegato sulla ben più accogliente e generosa terra italiota, dove le suddette talpe riscuotevano le più calde simpatie presso la locale fauna komu di superficie e di sottosuolo.
Scava che ti scava, la “vecchia talpa” (come la chiamava il buon Marx) ottenne il risultato sperato alla fine del 1973, quando il locale ministro degli Esteri, il pugliese Aldo Moro, si sentì costretto a stipulare l’omonimo “Lodo”, che garantiva l’impunità ai terroristi saraceni.
Il resto raccontalo tu, Uccello Padulo o Mèrola canterina, che vedi le cose dall’alto, e le talpa non ti tange più di tanto…
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9 settembre 2009 alle 15:46
Qualcuno ha detto: “Eppoi sono tutti capaci di sfidare un uomo che e´già al tappeto”.
Errore.
Siccome questa favola si comincia ad ascoltare un po’ ovunque (si sa, gli Italiani sono molto facili agli stolti ottimismi), sarà meglio fugarla in tempo.
SB non è affatto un uomo a tappeto.
Tecnicamente si potrebbe definire SB come gli americani usano definire gli internati nei bracci della morte: “Dead men walking”.
I “dead men walking” altro che morti, sono vivissimi, ma hanno la vita a termine poichè in qualsiasi momento possono essere tradotti in quella stanza e attaccati a quei sinistri elettrodi.
Proseguendo nella similitudine, sotto il profilo politico probabilmente SB è un D.M.W., nel senso che non potrà più ambire alla Presidenza della Repubblica e per il fatto che la sua carica sarà interrotta allorquando i suoi colonnelli si saranno messi d’accordo su come poterlo sostituire salvaguardando però sé stessi.
Questo non significa, però, che in questo preciso momento SB non sia vivo, vitale e potentissimo come e più di prima. La sua storia politica potrà durare ancora anni, nei quali ne vedremo delle belle, non ci si illuda. La sua sopravvivenza, tra l’altro, è fortemente aiutata dall’assenza di una opposizione.
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9 settembre 2009 alle 18:04
hai ragione legionario, mi sono espresso male.
quello che volevo dire e´che in un confronto televisivo diretto all´ americana come quello auspicato dal Nostro, chiunque potrbbe mettere al tappeto sb, considerando l´enorme arsenale di argomenti disponibili.
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9 settembre 2009 alle 15:50
Sperto tanto non quereli anche lei, non fosse altro per la lucida chiarezza delle sua parole che lo mettono al tappeto senza alcuna speranza di rialzarsi!
GUZZ – MAH, io direi: male non fare, paura non avere. E io non ho paura. Grazie di cuore.
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9 settembre 2009 alle 19:10
Ho sempre considerato questo detto popolare, come dirsti tu, molto sciocco.
L’esperienza invece dimostra che uno ha paura proprio quando male non fa.
P.S. ti sei dimenticato di cancellarmi e io casualmente me ne sono accorto.
Se mi cancelli io non potrò più scrivere.
GUZZ – IO NON DIMENTICO NULLA. TI HO MESSO AL BANDO DAL MIO BLOG, E NON SEI AUTORIZZATO A SCRIVERE. NON CI SARANNO ALTRI POFF. A MENO CHE TU NON TI SCUSI PER QUEL CHE HAI SCRITTO.
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10 settembre 2009 alle 00:42
E’ tornato.
Prima del previsto.
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9 settembre 2009 alle 15:53
“L’esecuzione politica di Fini”?? “Rappresaglie che neanche in Birmania…”??
Waldeme, ma Lei parla sul serio o per fare cabaret? Ha una pallida idea di che cos’è il regime dei Generali Birmani, la “Burmese Way to Socilaism”, che dal 1962 regge quel paese? Lo sa che in agosto (agosto 2009, Waldeme) l’esercito “socialista” ha represso le minoranze etniche Han, Va, Kachin, costringendo 10.000 cittadini birmani a rifugiarsi in Cina?
Lo sa che Fini se ne fotte altamente delle critiche di Feltri? Lo sa che Boffo, la vittima del cosiddetto “massacro” mediatico, è stato difeso dal presidente della Repubblica, dal Presidente della Camera, dal Presidente della CEI, da tutti i giornali italiani “indipendenti”, dal New York Times, ecc. ecc.?
E lo sa quanti Presidenti e quanti giornali italiani difesero Guzzanti quando fu attaccato dai pedalini della libertà di Stampa in Italia, alias la Repubblica e tutti gli altri giornali cosiddetti “indipendenti”, cioè mantenuti dalle industrie che fanno affari in Russia?
Lo sa, Waldeme, o ci fa?
GUZZ – PATTON, certe volte mi commuovi. Un abbraccio.
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9 settembre 2009 alle 15:54
Parliamo di cose serie va…. ma avete visto che processione di culi c’era a Palazzo Grazioli, secondo la ricostruzione coatta di Tarantini?
Ma lo facevano perché lo guarivano dal mal di schiena che gli impediva di fare gli auguri al Presidente della Repubblica.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/09/«il-presidente-e-indisposto»/
Patton, tu, da fisioterapeuta, pensi che la cura era buona?
Sorrisi dal tuo Antonello da Messina
non so se ti arriveranno pure i bacetti di Sagra.
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9 settembre 2009 alle 16:32
per Guzzanti
“GUZZ – SALUTI DA GUZZ, MA LEI ha emesso come la seppia una cortina inchiostrata e non è rimasto sul pezzo: domanda, risposta.
Così tutti sono buoni: domanda, parlo d’altro.
Risposta, d’altro ancora.
Mi spiace, sono cartesiano quando smetto i panni anglosassoni.
Napoli va benissimo, culturalmente parlando, per teatro regionale, cibo, canzone, lingua, emozioni, tradizioni.
Ma a parte Vico non ha prodotto filosofi, lasciando a Pescasseroli quel che è di Pescasseroli, anche perché Napoli meriterebbe di meglio che don Benedetto.
In due parole: Sagra svicola.”
Parte Prima:
“Agli ultimi repubblicani trincerati in Castel Sant’Elmo, il Ruffo offre una “onorevole capitolazione” che però non viene accettata dall’ammiraglio Nelson (nel frattempo giunto a Napoli con la flotta inglese) e dichiarata poi decaduta l’8 luglio dal re Ferdinando IV appena giunto a Napoli.
Nei mesi seguenti, con una giunta nominata da Ferdinando cominciano dunque i processi contro i repubblicani: su circa 8.000 prigionieri, 124 vengono mandati a morte (vedere l’Elenco dei repubblicani napoletani giustiziati nel 1799), 6 sono graziati, 222 condannati all’ergastolo, 322 a pene minori, 288 alla deportazione e 67 all’esilio. Tra i condannati vi erano alcuni tra i nomi più importanti della classe borghese e intellettuale di Napoli che avevano dato il loro appoggio alla Repubblica; tra questi Pasquale Baffi, Francesco Mario Pagano, Eleonora Pimentel Fonseca, Ignazio Ciaia, Domenico Cirillo, Giuseppe Leonardo Albanese, Vincenzio Russo, Francesco Caracciolo e Gennaro Serra, giustiziati, e Vincenzo Cuoco, condannato all’esilio.”
Parte Seconda:
Francesco de Sanctis
Gaetano Filangieri
Vincenzo Cuoco
Giovanbattista Vico
Silvio Spaventa
Mi fermo, ma potrei continuare ancora per un po’
Cordiali saluti da Sagra
GUZZ – MA CERTO, SAPPIAMO, AMIAMO, GIU’ il cappello. Fra i giustiziati c’era anche, credo, il principe Caracciolo il cui discendente, da poco scomparso, era l’editore di Repubblica. E chi nega, chi disconsce? L’intellettualità napoletana, il fiore dell’illuminismo, fu appeso per la gola ai pennoni di Nelson o finì alle galere e nelle segrete. E un’intera classe di servitori, di dipendenti, di lacchè, di carrozzieri, camerieri, cuochi, restata senza padrone e senza ragione sociale formò la prima grande camorra.
Napoli, che diversamente da Roma, era ed è una nazione e non solo una città, fu decapitata e non dette quasi – quasi ! – più altro che i prodotti delle sue plebi, dei suoi attori, maschere, cantanti, commedianti. Croce fu un innesto senza una grande scuola e Napoli ha poi sempre sofferto una asimmetria, quasi un’asfissia, fra ciò che potrebbe essere e ciò che realmente è. Pochi del resto conoscono il De Sanctis, un uomo che fece fra l’altro uno straordinario réportage sulla Terrasanta, quasi contemporaneamente a Mark Twain, descrivendola come un deserto infernale e disabitato, cui il cosiddetto “popolo palestinese” (in realtà egiziano, siriano) era del tutto ignoto.
Vale la pena ricordare allora la scuola di matematica e di biologia marina, di genetica e di fisica teorica. Si potrebbe continuare, ma purtroppo Napoli non è più riuscita ad avere un nerbo di borghesia colta e orgogliosa di sé, come lo furono gli sfortunati lluministi, vanamente insorti ad imitazione dei colleghi parigini.
Cordiali saluti da Guzz (che a Napoli ha trascorso parte dell’infanzia, e poi tanta vita, amori, parentele, amicizie profonde, eccetera).
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10 settembre 2009 alle 01:40
Scusa Guzz.,
ma sei sicuro che il De Sanctis sia stato in Terra Santa? Io non ce lo vedo proprio. Insegnò a Zurigo per 4 anni, probabilmente fece qualche piccolo pellegrinaggio nella Germania hegeliana, che era la sua terra santa, con lo Stato Etico e tutto il resto.
E oggi l’unico Stato Etico che vedo in giro è la Russia di Putin, che chiude i casinò e proibisce la vodka… Ovvero la comica finale.
GUZZ – HO PRESO UNA TOPPA BESTIALE. Intendevo De Amicis. Devo dire che Rizzitiello, che ho censurato e non per questo, mi ha avvertito dell’errore. Sono un casinaro coi nomi. Chiedo perdono.
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10 settembre 2009 alle 22:57
Guzzanti,
e dunque c’è censura su questo sito?
Chi è censurato? Perché?
Da par mio, l’idiota commento di Rizzitillo (il commento non Rizzitiello) sulla cosa dei sei anni d’analisi non dovrebbe offendere nemmeno un sasso.
Non capisco ancora perché Rizzitiello non lo prende come un augurio (ogni wannabe analista deve compiere questo passaggio per divenire analista) ma come un’offesa.
Ma non capisco nemmeno perché lei prende come un’offesa questa: “Guzzanti lei è comunista”. Ecco ho appena scritto una stronzata. Me ne assumo la responsabilità. Detta la stronzata, si può andare avanti?
Un giorno un avvocato liberale dalle origini italiane ma francofono -forget about the name- disse che per essere veramente liberali bisogna pure sopportare e incassare le stronzate. Solo così si può riconoscere e può esser dato alla luce un pensiero interessante, accattivante e -perché no?- rivoluzionario.
Allora perché censurare Rizzitiello o altri? Lei è in casa sua, faccia come le pare è casa sua.
E questo è da intendersi allora sempre di più come un giornale, con le scelte editoriali, la vita redazionale (virtuale), le beghe, le liti e quant’altro.
Dunque, direi a Rizzitiello, quando uno parte e sbatte la porta può anche tornare con un saluto.
Non sarebbe male. No?
cordiali saluti
az
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11 settembre 2009 alle 14:28
Chiedo perdono caro A.Z. se mi inserisco in questo suo confronto con Paolo. Gli vorrei spiegare personalmente cosa penso del tema. Ci sono secondo me moltissime ragioni per le quali una persona va espulsa dal salotto/giornale non una.
Certamente poi ognuno è libero di pensarla a proprio modo e rispetto la sua scelta. Anche se in lei noto una piccola contraddizione che di seguito le spiegherò. Dal momento che lei si è iscritto in questo salotto/giornale ha mandato i suoi dati ed ha accettato le norme che disciplinano questo blog, alcuni punti glieli rinfresco io:
1- “Come direttore ho la responsabilità di conferire al blog una omogeneità di stile che corrisponda al progetto per cui è nato e si è sviluppato nel corso di quasi due anni e che garantisca allo stesso tempo una completa libertà di espressione di opinioni politiche e di qualsiasi altro genere, e che mantenga ad un livello alto le discussioni, i contributi, i contrasti.”
2- E dunque proibito insultare, rispondere ad insulti, rivolgersi in maniera aggressiva e irrispettosa al direttore del blog, così come sono proibiti battibecchi di natura personale e manifestazioni di odio di qualsiasi genere, come sono considerati non accettabili contributi che mirino a minare la civile convivenza di diverse opinioni e diverse persone nel blog con atteggiamenti evidentemente distruttivi: i cosiddetti trolls.
3- Come direttore mi riservo inoltre il diritto di dichiarare una collaborazione non gradita e di porre termine alliscrizione del suo titolare.
4- Coloro che fossero cancellati dallelenco degli iscritti non possono tornare nel blog semplicemente modificando e-mail e nickname, ma possono farne richiesta fornendo elementi che permettano di constatare un approccio diverso e accettabile nel blog. E consentito, alle condizioni dette, un solo rientro.
Come vede caro A.Z. ci sono precise prese di posizione, niente di incredibile ed illiberale anzi personalmente tutte cose condivisibili.
Il regolamento c’è sempre stato ed avrei gradito da lei una critica immediata, come entrato nel salotto poteva gentilmente chiedere conto a Guzzanti per quli ragioni aveva deciso di mettere dei paletti che lei riteneva sbagliati.
Sta nelle cose che se lei accetta le regole e per molto tempo non fa nessuna critica alle stesse risulta anacronistico poi contestarle successivamente. Poi capisco anche la sua abilissima ironia ma speranzoso di non interpretare male il suo messaggio, ritengo che realmente lei pensa che Rizzitello o chi per lui (il mio è un discorso generico e non personale) non debbano essere oscurati.
Chiusa la premessa per la quale lei secondo me sbaglia a contestare questi oscuramenti, passiamo all’argomento principe, il mio pensiero. Come avrà certamente capito approvo le regole immesse da Guzzanti e le spiego anche il perchè. La mia libertà è sacra come la sua e quella di ognuno di noi ma fortunatamente per disciplinare una comunità di essere umani (che possono essere partecipanti ad un blog, cittadini di uno stato ecc. ecc.) che non sono privi di istinti bestiali SERVONO DELLE REGOLE, ed una delle principali dovrebbe essere che la mia libertà non debba essere disturbata dall’invadenza di altri.
Sono con lei che stabilire su un blog cosa intendere per maleducazione o invadenza non è semplice visto che poi ognuno ha i suoi parametri, naturalmente il punto fermo è il buon senso che giuridicamente viene indicato come buon padre di famiglia. Quindi lo screditare senza argomenti una qualsiasi osservazione portando lo scrivente ad insultare offendendo o anche a scrivere in punta di tastiera poco cambia, l’atteggiamento è inqualificabile. Anche spacciarsi per altre persone, confondere le acque esssere in cerca ad ogni costo di uno scontro con il padrone di casa lo ritengo inqualificante.
L’esempio di domenica scorsa dove malombra (povero Andrea hai tutta la mia comprensione) per controbattere a Bibi/Rizzitiello ha perso molto del suo prezioso tempo parlando con un fantasma lo ritengo vergognoso ed irrispettoso. Certo noi siamo degli inguaribili perditempo visto il tempo che dedichiamo alla lettura, all’aggiornamento ed al confronto ma non sappiamo poi dietro a questi ns interessi cosa c’è. Sicuramente leviamo tempo agli affetti, alla famiglia o a qualche ns hobby, ma lo facciamo con passione, molti speranzosi di migliorare le cose nel ns paese, altri per il semplice confronto, ed altri ancora per misurarsi MA MAI PENSO TUTTI SIAMO DISPOSTI A FARCI PRENDERE IN GIRO e questo è quello che è successo con Rizzitiello/Bibi.
Tra l’altro una delle ragioni ancor più evidenti per le quali approvo le regole messe dal padron di casa sono specificate al PUNTO 1 dove si parla di stile, di omogeneità ragione per la quale oramai da non so quanto tempo mi sono accasato qui trovando persone splendide, come lei per esempio, sempre fine, colto, inteligente e con messaggi incisivi e significativi.
Caro A.Z. basta che si fa un giretto sulla maggior parte dei blog Italiani, per non parlare di quelli più conosciuti e vedrà che libertà che c’è!!! Parolacce, cazzate, vaneggiamenti, spam, e per leggere un intervento sensato bisogna leggere 40 post e perdere 1 ora, e queso il salotto che vuole lei?
Sono convinto che molti che si sono fermati qui o che passano di frequente lo fanno per queste ragioni e sopratutto per la disponibilità del padron di casa a confrontarsi, cosa INESISTENTE in qualsiasi blog Italiano. Visto che lei è un assiduo frequentatore DI QUESTO SALOTTO, non si ricorda cosa succedeva quando lo stesso Guzzanti trasgredendo se stesso e le regole da lui scritte (per un eccesso di sensi di colpa nel non voler essere tacciato d’illiberissmo come lei sta facendo ora in parte) permetteva di tutto? momenti bui con commenti inqualificabili e tante persone che si lamentavano del livello del salotto che stava scendendo paurosamente, se lo ricorda?
Il livello mai come ora è alto, con moltissime persone che mi piacerebbe conoscere de visu, salotto con ottimi confronti e news spesso esclusive, e tutto questo quando è successo? Dopo che Paolo Guzzanti sotto la spinta di molti di noi si è deciso A FAR RISPETTARE LE REGOLE DI QUESTO BLOG/GIORNALE, o sbaglio?
Dica al suo avvocato che si è liberali anche eliminando la compagnia di persone poco gradite e sopratutto che non rispettano le regole, in quel caso assecondando le teorie del suo amico si finirebbe per divenire stupidi e non far capire a tanta gente cosa significa LA PAROLA LIBERTA’ consegnandoli di fatto la patente per poter fare e dire di tutto.
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12 settembre 2009 alle 00:46
Caro Gianluca,
non ho letto tutto tutto perché già mi ero letto tutto tutto quando questa carta è stata pubblicata.
Ogni tanto fa bene rileggerla, come fa bene ascoltarsi il discorso di Obama di pochi giorni fa. Anche un solo pezzetto. Anzi guardi, ora me lo leggo. La ringrazio per aver ricordato le regole anche a me.
Detto questo, un appunto. Ovvero il secondo tema, questo è un blog giornale. Dunque, se questo è un blog giornale, la scelta di Guzzanti di non passare dei commenti è editoriale. Se è editoriale, viste le regole (una specie di contratto -chi vuole tenga pure una lezioncina sempre utile sull’idea di contratto e responsabilità/io non ce la faccio/citando autori celebri), non c’è censura. Ma la parola è stata utilzzata comunque da Guzzanti: un bel paradosso. Ora le risparmio la tiritera: ogni mio commento è stato passato da Guzzanti ecc. ecc.
Anche -quando ho scritto (come sopra) una stronzata.
Il discorso di Obama mi attende, ma prima -se permette- rispondo ad Asili.
cordiali saluti
az
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9 settembre 2009 alle 17:28
Condivido la lettera-sfida scritta dall’on. Guzzanti al premier dalla prima all’ultima sillaba. A proposito di questa lettera così chiara, mi è venuto in mente ciò che ho letto proprio in questi giorni da qualche parte: cambiare strada accorgendosi che quella perseguita era sbagliata è nel repertorio delle persone intelligenti; ma a parte questo, càpita, nello specifico, a chi fa politica prendendola sul serio, con e per passione. Per questo, viva Guzzanti! Mirror
GUZZ – E ViVA MIRROR, Guzzanti
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9 settembre 2009 alle 17:58
Caro onorevole,
la politica deve tornare a far sognare e deve ricominciare a volare alto. La sua sfida, bellissima testimonianza dell’epoca bizzarra che stiamo vivendo, va proprio in questa direzione: scaldare i cuori, perché di questo c’è bisogno in questa italietta conformista, frustrata, rassegnata, invidiosa e incattivita.
C’è bisogno di entusiasmo e di speranza. Nell’Italia di domani, dall’alto dei suoi 69 anni, lei sarà un protagonista.
GUZZ – ESATTO. Questo è lo spirito.
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9 settembre 2009 alle 18:26
per Patton
“…Intendiamoci: lui, in fondo in fondo, sarebbe “nu bravo guaglione”, nu Pulecenella con la mania del travesti; ma è rovinato dalle cattive compagnie, ad esempio quella dell’Ill.mo Professore Sagra della Mèrola (sì, proprio l’uccello, che noi pulentùn chiamiamo mèrlo). Come si può vedere in Cielilimpidi: dove Sagra, Sympatros-Eruz & C. mostrano il loro vero volto kollettivo, che secondo me è quello del cosiddetto “Ritratto di ignoto” di Cefalù, con il suo “sorriso eginetico”, a labbra strette, e lo sguardo obliquo, tra il derisorio e il minatorio:…”
Sfortunatamente per te, Guzzanti non ti ha ancora dichiarato “specie protetta” com’è già accaduto, bontà sua, per un altro “caro estinto”, che per amor di pace non voglio nominare. Ma parecchie persone sanno di chi parlo.
Pertanto accarezzo con affettuosa delicatezza le canne brunite del mio virtuale 375 Holland & Holland Super Express, rinunciando “per ora” ad utilizzarlo.
Veniamo alla questione da te imprudentemente citata, perché merita qualche approfondimento.
Temo che Guzzanti e soprattutto Sigal sobbalzeranno sulla sulla sedia.
Ma mi ci hai tirato per la camicia, e come si dice a Palazzo Grazioli, “mo’ so’ cazzi”.
Breve antefatto: Scrive FQdT
“FdQdT 3 Agosto 2009 23:23 :
[citazione di billy. NdR] i palestinesi, quando hanno agito “all’estero”, hanno sempre colpito obiettivi in qualche modo comunque legati ai sionisti.
Mi rendo conto.
Come nel caso del dirottamento dell”Landshut”, l’aereo di linea della Lufthansa?
O nel caso del dirottamento di Entebbe ai danni di un Jumbo dell’Air France?
O nel caso dell’assalto all’ambasciata francese dell’Aja?
O degli attentati fatti in Francia dal “Gruppo Carlos”, finalizzati all’ottenere la liberazione dei suoi compagni in carcere? Alcuni fatti sui treni e nelle stazioni, ma sono dettagli…”
Risponde billy
“billy 4 Agosto 2009 16:42 :
sentite, FdQdT e gabriele, il fatto che voi spulciate tra 40 polverosi faldoni non colma le vostre spaventose lacune in materia israele-palestina e, per estensione, di terrorismo internazionale.
se mi citate entebbe e non ritenete quell’airbus con un centinaio di israeliani a bordo un obiettivo sionista, vuol dire che sguazzate nell’ignoranza più abissale di questo mondo.
se mi citate gli attacchi alla francia e non considerate che in quegli anni la stessa regalava la bomba atomica ad israele, vuol dire che non avete proprio idea di cosa sia la storia.
se mi citate il dirottamento del Landshut poi, e me la considerate azione palestinese beh… auguri per i vostri studi, sinceri.
cordiali saluti
Gabriele: credo di conoscere abbastanza bene il problema del terrorismo palestinese, poichè me ne sto occupando da anni con molta cura. Non credo pertanto di aver detto inesattezze (anche se non lo escludo a priori). Ti prego quindi, qualora l’abbia fatto, dì indicamele puntualmente e sarò pronto a fare ammenda.
Continua sagra
“Sagra 4 Agosto 2009 16:56 :
per FdQdT
Cito Wikipedia:
“….I dirottatori rilasciarono la maggior parte degli ostaggi, trattenendo solo i cittadini israeliani e gli ebrei, che minacciavano di uccidere se le loro richieste non fossero state accolte. Il capitano del volo, Michel Bacos, fece notare ai terroristi che, dal momento che tutti i passeggeri erano sotto la sua responsabilità, non ne avrebbe abbandonato alcuno e sarebbe rimasto con gli ostaggi. Tutto l’equipaggio fu solidale con il capitano, rifiutando di partire con un altro aereo dell’Air France, giunto ad Entebbe per portare via gli ostaggi liberati. Anche una suora francese rifiutò di partire, insistendo che il suo posto doveva essere preso da un altro ostaggio, ma fu spinta a forza sull’aereo che attendeva i passeggeri liberati dai militari ugandesi. Gli ostaggi rimasti furono rinchiusi nel vecchio terminal dell’aeroporto….”
Tutta la storia fu romanzata in un film finanziato dalle Mayors Americane, ovviamente nelle mani di imprenditori ebrei.
Per maggiore completezza:
http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Entebbe
Prima di fare cattive figure, fatevi un giretto sulla tanto vituperata Wikipedia.
Bacetti da Sagra”
Apriti cielo su “CieliLimpidi”
“Cieli Limpidi 5 Agosto 2009 11:45 :
Questa grottesca e assolutamente deprimente orgia di parole e pensieri demenziali, del tutto inutili come perfetto riflesso di chi li genera, deve necessariamente volgere al termine. Ogni ulteriore tentativo di dialogo con chi fonda le proprie “ricerche” e le proprie “opinioni” su Wikipedia, sull’odio ideologico, sulla stupidità, sul sentito dire, sulle chiacchiere da osteria si infrange su un dato non più rinviabile: esistono dei personaggi che vivono per la volgare provocazione come strumento di sfogo delle loro frustrazioni, non avendo null’altro da dire se non spregevoli banalità.
Pertanto si chiude la possibilità di commentare gli articoli senza una moderazione preventiva, per colpa di chi, da anni, intende utilizzare questo spazio come latrina della propria inutile esistenza.
Lo staff di Cieli Limpidi”
Da allora il Blog di CieliLimpidi è un “Vascello Fantasma”: naviga senza equipaggio.
http://www.cielilimpidi.com/?p=420
Ovviamente attendiamo una spiegazione da Patton, cultore di cose mediorientali ed ovviamente il parere di Sigal.
Quello di Guzzanti è già scontato.
Approfitto per un cordiale saluto a Sympatros, ardito incursore
Sagra
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9 settembre 2009 alle 20:08
Che Waldeme esageri non c’è dubbio.
Ma una minima parte di ciò che dice potrebbe avverarsi se il Lodo Alfano crolla, le procure insistono e le regionali si accorpano………………….
Capitano Rolla, io prendo ordini da lei che è il primo ad intercettare i cenni del Comandante.
Sappia che sono pronto!
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9 settembre 2009 alle 22:02
la lettera di guzzanti e’ la sintesi di come in italia il vento lentamente stia cambiando. a prescindere dalle decisioni del premier, dalle sue esternazioni e dalle sue presunte o veritiere ammucchiate a luci rosse, il paese non esprime una classe politica degna di questo nome. se le persone sono state narcotizzate dai media non e’ solo colpa di berlusconi pero’. il livello culturale del nostro paese si e’ ulteriormente impoverito, non esprimiamo una classe dirigente all’altezza di un paese che si ritiene “evoluto”. tutta la nazione si e’ divisa in uno sterile e asfittico dualismo dalle venature autoipnotizzanti, lo scontro si e’ incancrinito nella contrapposizione senza senso tra berlusconiani e anti-berlusconiani. la cosa e’ stata applicata anche negli ambienti vaticani. il resto non conta. tutto e’ incentrato sullo scontro. non si propongono argomentazioni degne di questo nome. il problema e’ che lo scenario socio-economico e’ profondamente mutato. la crisi non e’ sparita dal paese, nel sud e’ ancora piu’ avvertita. quando inizia la fame e i lupi scendono a valle affamati, poco importano stupidita’ tipo la tv commerciale, il grande fratello e l’isola dei famosi. e’ come il paese si fose svegliato da un lungo torpore e si fosse reso conto finalmente che il film e’ finito, i personaggi in scena erano appunto solo dei semplici attori. la realta’ e’ ben diversa. berlusconi si dichiara vittima dei media, sembra una barzelletta. i media dicono di essere vittima del premier, la barzelletta sembra ancora piu’ grossa e divertente. intanto il paese rotola, il debito pubblico non decresce, il pil non aumenta, la cassintegrazione profusa a pioggia a breve finira’ e si avvertiranno gli effeti. la congiuntura internazionale non sembra favorevole, nonostante i proclami propagandistici sbandierati dalla casa bianca. il dollaro lentamente si sta nuovamente deprezzando, il petrolio lentamente sta di nuovo aumentando. in questo contesto, la politica liberale e liberista e’ fallita. berlusconi e’ fuori dal tempo anche per questo. tutte le maggiori economie sono ricorse a interventi centralizzati, tipici della scuola sociale. anche in casa sua le cose non vanno bene. i figli del pemier vogliono che lui venda il milan, il suo giocattolo che no tira piu’. come mai? la gente ormai e’ sveglia, internet permette di diffondere notizie che altrimenti rimarrebbero celate per sempre. dove e’ finita la munnezza per esempio? la differenziata e’ davvero applicata in campania? l’alitalia come sta andando dopo il suo intervento nazionalista? i problemi nel paese sono ben altri, solo che non si ha la capaciota’ di argomentare concetti solidi, validi, finendo soltanto di scivolare nello scontro personalistico. a noi non importa se berlusxconi vada a mignotte. forse suoi illustri predecessori, lo facevano comunque, ma nulla si poteva sapere dati i diversi modi di come correva la comunicazione. perche’ tutti se la prendono con mastella per esempio, circa l’indulto e nessuno si sofferma a dire che le carceri sono di nuovo invivibili e che ad uscire si esce comunque con la prescrizione, quando soprattutto si hanno bravi avvocati lautamente pagati? in prigione in pratica ci resta solo il disgraziato nulla tenente. i boss o i faccendieri sanno come evitare la reclusione, comunque. c’e’ bisogno di prendere coscienza di questo delicato momento storico, scendere in piazza e protestare, ma non perche’ questo o quel giullare di turno riunisce le masse, con spinte ed esortazioni profetiche.peccato che guzzanti ci abbia messo un bel po’ a capire che il gregge si e’ invecchiato, il pastore e’ rimasto lo stesso. la cosa peggiore e’ che non se ne intravedono di nuovi all’orizzonte. questo non e’ regime, ma asfissia culturale dei singoli soggetti, incapaci di avere una propria, univoca, distinta ed indipendente autonomia cognitiva.
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9 settembre 2009 alle 22:10
è il mio primo commento…bel blog…
a me piaci come uomo (nn fisicamente) perchè sei sorto fori dal carro del vincitore…ma come politico nn mi convinci…mi spiace ma io voto il pd e mi sarebbe tanto piaciuto vederti tesserato al pd…ci sono i liberali anco lì senza scomodare un partito il pli che è sulla via del tramonto…inoltre avresti avuto molta più visibilità e possibilità di fare la tua rivoluzione…vabbè cmq continuerò a leggerti…
auguri per il tuo progetto politico…e benvenuto sul carro degli sconfitti…
saluti
GUZZ NON SOO NEL PD per molte ragioni, prima delle quali che a me piace che il popolo vinca, non perda. Di vincere io nn me ne frega niente.
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10 settembre 2009 alle 09:37
concordo pienamente con marco88g
aldilà delle sorti del PLI (che spero cmq raccolga molti consensi sicuramente rubandoli al PDL … )
ritengo che il tuo ingresso, caro guzz, nel PD gioverebbe non poco al PD stesso e alla politica fatta di idee.
io voterò Marino pur sapendo che non vincerà … ma se ci fossi stato tu …
mi sbaglierò ma io, come tanti altri anche in questo luogo virtuale, ti ritengo una persona di sinistra
magari senza casa come me… ma di sinistra ( spero questo non ti faccia incazzare )
…e poi sai che belle mangiate alle varie feste dell’unità … ( x me ancora si chiamano così…) tra piatti di plastica, vassoi di carta e buon cibo sincero .. non certo tra posate di argento, bicchieri di cristallo e coperti da 1000euri l’uno …
il popolo vince sempre … peccato che poi viene puntualmente tradito
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10 settembre 2009 alle 11:22
«il popolo vince sempre … peccato che poi viene puntualmente tradito»
E DA CHI?
http://www.youtube.com/watch?v=UkQKDfYOkYo
(non saltate l’introduzione, che dura solo 30″. Sembra retorica, ma fate attenzione al capro…)
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10 settembre 2009 alle 16:04
caro patton
salvo probabili errori i tradimenti più vicini alla nostra epoca sono :
1992-1993 tutto l’arco costituzionale ( esclusi pochi onesti )
1994 la lega
1996 rifondazione
2006 mastella / dini ( probabilmente comprati )
2008-2011 l’imperatore
oltre ad un pletora di ex dc/psi passati tutti nel pdl
ecco da chi
tu mi dirai ma anche fra i vostri … proviamo a contarli ? … noi li abbiamo espulsi ( sarà per questo che siamo così pochi, di contro sarà per questo che di la sono così tanti ) … e poi non si può continuare a risponde dicendo che lui è peggio di me … ladri tutti ladro io tutti onesti …
…quello del video è un poveraccio vero … conosci la storia del kikkirikki ?
apprezzato il gioco di parole …
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10 settembre 2009 alle 23:28
Patton, mi critichi un link su FB e tu ne posti uno su Z.?!
Dimmi che non è come penso.
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9 settembre 2009 alle 22:26
parole chiare, spero sincere e soprattutto ponderate nel rispetto della verità.
Massimiliano (marito di Giuli)
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10 settembre 2009 alle 06:58
Il velenodotto…. brutto il velenodotto… meglio dire i senatore Guzzanti, diventato obtorto collo, dotto in veleni ci regala un excursus dettagliato sia sulla tipologia dei veleni che sul funzionamento e la fenomenologia degli stessi sul corpo umano. Solo un piccolo appunto, poteva forse, andando a ritroso, trovare una causa profonda di questa predilezione dei russi per gli avvelenamenti e riportarci, per quanto riguarda la ferocia, agli influssi mongolo-asiatici e a quelli bizantini, per quanto riguarda la raffinatezza, sempre dei suddetti avvelenamenti. La civiltà russa da una parte, da est, ha avuto a che fare col soffio impetuoso dei mongoli e dall’altra ha guardato verso occidente alla corte dei romano-bizantini, dei cesari, da loro importati come czar(caesar).
Per chi lo volesse sapere, il mio avventuroso viaggio di lettura è arrivato a pag. 154
GUZZ – LUSINGATISSIMO
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10 settembre 2009 alle 15:13
Il tema dei veleni e i servizi meriterebbero un volume a parte.
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10 settembre 2009 alle 07:14
Pensiero del mattino, no domanda:
Si ricorda caro Guzzanti, di quando parlavamo del defunto pensiero laico.
Bene, chi può dirmi quanto costerà al popolo italiano in termini di libertà ed indipendenza laica questo scontro con la Chiesa?
Quanto ci costerà in scuole Private, esenzioni, contributi, leggi proVaticano e chi ne ha più ne metta?
Quenti anni di conquiste perdiamo al giorno, magari si arriverà ad abrogare aborto e divorzio per compensare le scopate del Vs. squisito Premier?
Riccardo.
GUZZ – OTTIME DOMANDE. Il conto arriva sempre dopo il caffè.
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10 settembre 2009 alle 08:02
Oggi il Primo Ministro deve ottenere la sostanziale fiducia dal Vaticano e poi quella formale dal Parlamento.
Le conquiste le avremmo perse anche con un Premier casto.
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10 settembre 2009 alle 08:58
Paolo, forse mi sbaglio ma a me pare che la sua frase lasci intendere che il caso in oggetto corrisponda al breve piacere effimero di gustarsi un dolce caffè per il quale si finirà per pagare un lungo conto amaro. E quindi un bilancio ragionevole dovrebbe portare a rinunciare al dolce piacere del caffè in conseguenza del lungo penare del conto. E’ così?
Oppure la sua risposta va letta nel senso che può essere irrinunciabile anche il piccolo piacere di un caffè, sebbene il suo costo sembri, e abbia buone probabilità di risultare, amaro?
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10 settembre 2009 alle 09:18
… ma soprattutto a quante/i sotto i 30, fregherà qualcosa?
E’ fregato a qualcuno della ignobil elegge 140? La gente si attrezza , i medici si attrezzano, siamo nell’era globale, L’aborto? si fa a barcellona, ryan air 15 euro. Oppure a Milano, Roma, Napoli, clinica privata, medico compiacente. Le immigrate che si prostituiscono sulla tangenziale, cavoli loro?
Del Divorzio non parla piu nessuno, non c’è convenienza. La gente già si sposa poco, in Chiesa si lasciano delle belle offerte e chi si sposa una volta non ha il coraggio di riaffrontarlo di nuovo. C’è la sacra Rota, il business è fiorente.
I bambini no , i bimbi smuovono i sensi di colpa. Sai i consensi che ci fai … sai che merce di scambio per consolidare il potere?
Del resto la Chiesa ha un atteggiamneto ipocrita da millenni, i primi a non credere sono loro, se dio esistese li fulminerebbe ad ogni ostensione di calice, ad ogni matrimonio celebrato in carenza di vera fede, ad ogni prete pedofilo perdonato in qualche cella di meditazione.
L’esempio della scomunica della bimba brasiliana che ha abortito e del perdono del patrigno stupratore la dice ben lunga sull’etica della Chiesa, che ha già presentato il primo conto con la richiesta dell’ora di religione cattolica con pari dignità all’ora di italiano nelle scuole con la Gelmini che si affretta ad annuire con entusiasmo. Ci scommeterei che andare in Chiesa per lei è solo un allenamento a stare in ginocchio.
Questo non è perdonabile al Disonorevole premier e a noi che non l’abbiamo efficacemente combattutto, la perdita del valore delle conquiste. Come diceva mio nonno quando non finivamo il cibo nel piatto ” Vi ci vorrebbe un po di ‘44″…
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10 settembre 2009 alle 09:42
Caro riccardop
… onestamente non credo … l’ho già scritto in un altro post …
… spero (molto) che questa volta la chiesa non faccia nessun accordo sottobanco
… tanto varrebbe dargli le chiavi di san pietro
speranza vana la mia ?
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10 settembre 2009 alle 10:30
Fossi San Pietro controllerei le chiavi più spesso.
Riccardo
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10 settembre 2009 alle 08:33
E va bene, ho esagerato con l’iperbole. Volevo riferirmi al sistema informativo adottato in Birmania, non certo ai metodi di dominio, controllo e repressione politici. Detto questo (ma forse con un’interpretazione caritatevole e non letterale sarebbe risultato ovvio) confermo la condizione estremamente delicata dell’Italia di oggi. La minimizzazione, condita di pregiudizi contrapposti, non rimuove il dato di osservazione. Il presidente del consiglio si sta servendo dei mezzi personali e pubblici per rintuzzare il deterioramento palese della sua immagine, E nel farlo sta giocando sul limite estremo, a mio parere, consentito alla convivenza civile di un popolo. Vada per la lotta politica, ma qui si sta esagerando. Fa parte del carattere del premier, e con ciò?
Fino a quanto un paese come l’Italia può reggere una tensione spasmodica su tutti i fronti istituzionali e non? E’ questa la democrazia? Se non lo è, e la lettera del senatore Guzzanti mi sembra un ottimo campanello d’allarme, forse c’è un problema serio. Non come la Birmania, certo. Ma un problema serio c’è. Non vale minimizzare, allentare l’attenzione, giustificando che reale pericolo non c’è. Le cecità nel cogliere gli aspetti è un problema serio nella comprensione del senso delle cose. Non che io pretenda di cogliere il nascosto o il profondo dove altri non vedono. Semplicemente osservo che l’Italia è stata la patria del fascismo (F A S C I S M O, do you understand?) esemplio preclaro di tutti i fascismi e mi importa poco sapere che, nell’ipotesi che si verificasse di nuovo c’è della brava gente, amor di patria, che è pronta ad imbracciare il fucile. Ma. mi sia consentito, preferirei prendere qualche provvedimento prima che sia troppo tardi.
cordialmnte
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10 settembre 2009 alle 12:31
Waldeme,
apprezzo il tono della risposta, quasi scevra di retorica. Ma la sostanza non cambia. La Birmania è uno stato di polizia, dove un cittadino non può parlare con qualcuno, senza temere che le sue opinioni vengano riferite alla polizia; dove non c’è libertà di parola, non c’è libertà di associazione né di impresa. Il “sistema informativo birmano”, dunque, non è che il classico “bitorzolo sulla gobba”.
Ma Lei è italiano, e negli altri non sa vedere altro che le magagne italiote. Visiti uno qualunque degli innumerevoli paesi non democratici esistenti al mondo. Turismo fai da te, s’intende! Vada in periferia o in provincia, oltre che nei grandi centri storici, combini una cazzatella qualsiasi. E capirà subito di che cosa parlo.
Il F A S C I S M O, come lo (de)scrive Lei, è una tara genetica. O meglio una predisposizione genetica che uno eredita dai genitori. Come il diabete: che a una certa età si manifesta immancabilmente, se uno non segue una dieta rigorosa.
Ebbene, qualunque cosa sia il fascismo, non è questo. Glie lo posso garantire al 200%: sia come medico che come storico dilettante.
A dispetto del mio nickname, ho un’avversione radicale, costituzionale, contro l’uso delle armi per motivi politici. Quindi la Sua retorica del fucile mi dà fastidio. Un esempio storico: alcuni tra i più valorosi antifascisti italiani, tra i pochissimi che nel periodo tra le due guerre non ebbero mai alcuna simpatia per il fascismo, parteciparono poi alla Resistenza senza usare armi. Appunto perché la retorica dell’uso delle armi per motivi politici era uno dei cardini della RETORICA fascista.
Cordiali saluti
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10 settembre 2009 alle 12:47
Date la vostra firma per questo vibrante manifesto di protesta al sanguinario regime della Birmania,teatro di nefandezze da tempi immemori:
http://www.avaaz.org/it/jail_the_generals/
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10 settembre 2009 alle 13:58
L’Italia (di oggi) non è fascista e non è neanche uno stato di polizia e non ci diventerà mai più (almeno non con B.) tuttavia non si possono ignorare alcuni aspetti che proprio non vanno.
“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.” (Primo Levi, 1974)
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10 settembre 2009 alle 14:45
La retorica del fucile l’ha usata il senatore in una qualche replica e a quella mi riferivo. Per quanto mi riguarda aborro l’adozione di qualsiasi arma, non ultima quella che inietta eccessivo veleno nel linguaggio comunicativo, allo scopo di affermare non si sa quale primato.
Sul fascismo. Chi mai ha prlato di trasmissione genetica? Se mai una propensione del carattere nazionale a cercare un mammasantissima che provveda a mettere le cose a posto, me lo consentirà, mi sembra abbastanza pertinente ai tempi che stiamo vivendo.
Dopodichè non è un dramma se lei crede che io appartenga a quella categoria di italiani che “negli altri non sa vedere altro che le magagne italiote”. Cosa vuole. Diceva un grande filosofo austriaco che nelle cose vediamo spesso solo quello che “vogliamo” vedere. Non è questione di intelletto, ma di volontà.
E sappiamo pure che la volontà e il sentimento faticano a fare parte dello spazio delle ragioni.
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10 settembre 2009 alle 15:08
Patton,
La Birmania è retta da una giunta militare dattatoriale.
Un appunto, per dire che non si tratta di uno stato di polizia, ma di una dittatura militare.
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10 settembre 2009 alle 15:11
ps. Patton, a dispetto del suo nickname, lei ha un’avversione radicale per le armi.
Visto che l’interpetazione intellettuale e nozionistica a partire da un nome non ha alcun senso?
Saluti da Garrincha
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10 settembre 2009 alle 09:06
Intervento di Berlusconi durante Atreju (o come lo chiamano adesso):
“In qualunque partito di opinione di massa è consentito avere la propria posizione. Il nostro è un partito anarchico, il fatto che Fini o altri abbiano una posizione diversa dal Presidente del Consiglio, questo non significa che si sia divergenti sui temi più importanti. Difendo la libertà di Fini di esprimere la propria opinione, le proprie opinioni, il proprio pensiero”.
A parte il divertente proposito sulla libertà d’opinione che alcuni amici m’hanno confermato non esistere nemmeno ai più bassi livelli (chi sta sopra di me ha più ragione di me, chi sta in cima ha più ragione di tutti) mi è piaciuto vedere come sia proprio affezionato alla definizione di partito “anarchico”. Ha gentilmente evitato il termine “monarchia” che lo completava per non disturbare troppo la folla credo.
Vede Onorevole? Credo che Berlusconi L’abbia ancora nel cuore in fondo, rimane sentimentalmente attaccato alle Sue illuminazioni.
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10 settembre 2009 alle 09:13
caro guzz….forse x lei non conterà una beata fava….ma la mia già enorme stima nei suoi confronti è riuscita a salire oltre il 100% della scala dell’apprezzamento.
distinti saluti….
un suo mozzo di fiducia
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10 settembre 2009 alle 10:56
Berlusconi sembra oggettivamente sul viale del tramonto a meno che non la butti alla “muoia Sansone con tutti i filistei”,dietro di lui c’è il vuoto dove una massa non indifferente di avvoltoi aspetta solo il cadavere del Cav.,ma non mi sembra ce ne sia uno in grado di prendere la leadership del PDL,a sinistra abbiamo il potentissimo PD alla prese con uno pseudo-congresso dove l’attuale segretario Franceschini ha paura persino a confrontarsi con i cavalli di razza(sarcasmo)udite udite Bersani e Marino(unico degno di stima almeno),Grillo annuncia dal suo blog la nascita del suo partito il 4 ottobre il celeberrimo(per i suoi blogger)Movimento liberazione nazionale(non c’è niente da ridere)dulcis in fundu abbiamo Di Pietro e il suo IDV che scomparso B. avrà vita breve…Il mio incubo incoffessato è un governo di transizione guidato dal baciapile Casini col placet delle gerarchie vaticane(di cui sarà difficile liberarsi)…E gli italiani che fanno?Sopporteranno ancora sta situazione e si butteranno sul carro di un qualsiasi vincitore?Se le rivoluzioni non avvengono contro sistemi di potere forti,ma contro sistemi indeboliti non è forse ora di ribellarsi?Lei Senatore che farà?
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10 settembre 2009 alle 12:45
non so cosa farà il senatore, ma di certo sarei molto cauto a parlare di tramonto di b.
ha armato l’artiglieria pesante con una strategia chiarissima. “il compagno fini” e la telefonata che tra noi figurati, è sempre andato tutto bene… se gianfranco continuerà con i suoi distinguo, si fa un altro giro di feltri e vediamo.
è che nel pdl b. stesso ha impedito che crescesse una classe politica che potesse poi esprimere altri candidati leader. l’unico è fini, ma se la gara è tra b. e fini anche i colonnelli di an si schiereranno con il più potente b.
no, l’unica cosa certa è che non avrà mai più credibilità internazionale in paesi diversi da libia e russia.
che cada me lo auguro, ma non ci spero.
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10 settembre 2009 alle 11:29
Io personalmente non sarei tanto sicuro dell’attuale declino berlusconiano. Perchè la legislatura è ancora lunga. Perchè all’interno della sua maggioranza un suo avversario sa che non disporrebbe del suo potere economico e mediatico se lo affrontasse apertamente, anzi ce lo avrebbe contro, e quindi alla prova dei fatti desisterebbe, se troppo interessato a vincere, al potere, ai vantaggi. Perchè il PD per quanto possa fare (poco , tanto, nulla) apparirà sempre come non aver fatto. Infine, perchè in ogni italiano c’è un po’, abbastanza, molto, moltissimo di Berlusconi; e lui è un maestro nel ricordarcelo dicendolo e interpretandolo.
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10 settembre 2009 alle 12:17
Attenzione, forse Berlusconi è l’anticristo
Nel 1993 la famosa mistica e veggente Maria Simma a domanda rispondeva così
È vera l’idea che possa presentarsi un Anticristo?
“Sì, temo di sì. Alcuni veggenti – non quelli di Medjugorje -affermano che egli sia già sulla terra. Si presenterà come un grande genio finanziario, avrà un carisma fortissimo. Folle enormi subiranno il suo fascino, ignare che la sua volontà sarà la massima manifestazione in terra ad oggi di Satana. Le persone devono pregare incessantemente per non essere ingannate da Satana e dal suo talento illimitato di camuffarsi sotto qualsiasi spoglia faccia gola alla sua arroganza.”
Perché Berlusconi potrebbe essere l’Anticristo:
Berlusconi si serve delle Televisioni, che sono di norma lo strumento preferito dal demonio
La simbologia delle sue televisioni è paurosa.
* LA TRINITA’ DIABOLICA CONTRO IL PARADISO: Le sue televisioni sono tre, la trinità diabolica contrapposta a Rai1, Rai2 e Rai3, le vecchie televisioni fondate dalla Democrazia
Cristiana (RAI in bulgaro, antica terra di demoni, significa “paradiso”), quindi la
trinità delle TV di Berlusconi si opporrebbe alla trinità del Paradiso e tenta di
conquistarla e sostituirla.
* IL PENTACOLO: Infatti la sua rete più nota, non a caso, si chiama Canale 5 (il pentacolo e
la stella a 5 punte sono simboli satanici), il diavolo viene evocato nei sabba
dall’interno di un pentagono dentro la stella a cinque punte;
* IL SERPENTE IMMONDO: Il simbolo di Canale 5 è un serpente (“satana immondissimo serpente”), egli ha diffuso il simbolo del 5 anche in Francia (La Cinq) e nel resto d’Europa, Spagna
(telecinquo)
* LA MEDUSA: La casa cinematografica legata a Berlusconi è la Penta Film (la casa del Pentagramma) che ha come simbolo un pentagono è poi diventata la Medusa dalla testa con capelli
di serpente.
* IL DIAVOLO: La cosa più evidente, è sotto gli occhi (ciechi) di tutti: Berlusconi è capo di una
squadra di calcio, il Milan, che ha come simbolo il “Diavolo”, ed i tifosi lo adorano felici.
* LE TRE CROCI, IL DIAVOLO E IL CIELO: I canali satellitari di Berlusconi erano prima Tele+uno
Tele+due e Tele+Tre, poi sono state D+, in realtà se si guarda bene il simbolo “più”
è semplicemente una croce, le sue CROCI BLASFEME che ci chiede di adorare e di PAGARE
per guardare, , cioè la trinità di croci immonde dell’Anticristo, D+ dove “D” sta per “Dio” o “Diavolo”?
Successivamente ha pensato ad un inganno più sottile, ha mandato avanti il suo amico
Murdoch con SKY il cielo, ed ora fa pagare persino il cielo per vedere il Diavolo-Milan
o il Serpente-Canale 5
* LA CATTEDRA DI ROMA: Berlusconi ha diffuso il culto e l’idolatria del denaro e del sesso, prima con tutti i suoi programmi televisivi, ora promettendo alla gente denaro e successo a tutti
i costi,
* LA P2: Berlusconi, membro della P2 di Licio Gelli, il cui piano era conquistare l’Italia
tentando il golpe, ha realizzato in parte il piano della P2, ma vuole conquistare anche le anime attraverso le TV;
* LA VERA ICONA: Berlusconi si spaccia come un cristiano devoto ma è persino bi-divorziato, anche qui un’altra oscena presa in giro del demonio, la sua seconda moglie si chiama Veronica,
in questo modo il demonio Berlusconi ci sta dicendo che “scopa la Veronica”, “Veronica” è
il ritratto del Signore, il suo Santo Volto, la VERA ICONA, per mezzo di lei Satana-Berlusconi irride i cristiani,
*ROMA SARA’ LA GRANDE BABILONIA: come il diavolo, Berlusconi, fa false promesse ed inganna con falsi idoli: denaro per tutti, successo , ladri e corrotti in liberta’, il sesso sfrenato nelle sue televisioni….per corrompere Roma, la grande Babilonia
* IL NAZARENO: La sede della Fininvest e’ in Via del Nazareno
* L’ANIMA: La sua casa di Roma e’ in Via Dell’Anima.
* LA LUCE DELLA CREAZIONE E IL BLASFEMO UNTO DEL SIGNORE: Nel suo libro l’”Italia che ho in mente”,
proprio all’inizio, nel primo discorso alla discesa in campo del “Cavaliere”, uno del pubblico
lo saluta con una frase apparentemente misteriosa. “Silvio, accendi LA LUCE”, contr