Carlo De Benedetti editore duellante e impuro, come tutti gli altri. Chi ne paga le spese sono i cittadini che si puppano un sistema di informazione illiberale, da campagna militare. Certo, il caso dell’editore di repubblica dimostra quanto finanza e affari abbiano le mani in pasta nel controllo dell’opinione pubblica. Ma lista è lunga e purtroppo è sempre stato così. In Italia nessun imprenditore apre un giornale solo per fare profitto vendendo un prodotto onesto, ma punta a profitti aggiunti che avvelenano tutti i pozzi, di destra e di sinistra.
di Paolo Guzzanti
È la terza volta che mi avventuro nella biografia di Carlo De Benedetti, un uomo che ho sempre osservato con estrema curiosità e una punta di apprensione: quell’apprensione che provo tutte le volte che mi trovo di fronte a queste figure mobilissime e inafferrabili della finanza che fondano società, ne acquistano, ne smembrano, ne vendono, le compongono come pezzi di un gioco di costruzioni, le battezzano con sigle, le rinnegano e le ricompongono e che prima o poi sono tentate dal possesso della carta stampata non per ricavarne profitto come editori di mestiere, ma per mantenere a disposizione armi cariche da usare quando le circostanze lo consigliano. Non mi azzardo a dire «io lo conoscevo bene»: l’ho visto un paio di volte, credo, a cena sulla terrazza estiva di Eugenio Scalfari in una stagione ormai lontana della mia vita. E infatti ricordo un De Benedetti giovane, ricciuto, moro, cordiale, determinato, dai commenti taglienti e dai silenzi ostinati, dunque un tipo interessante. Ma anche inquietante.
Industrialmente avevo molto apprezzato che costruisse gli unici computer italiani con la Olivetti, e ho dei miei vecchi amici americani che ancora ne conservano un esemplare con la stessa nostalgia con cui io ho conservato la mia antica «Lettera 22», come tutti i giornalisti e gli antichi studenti del secolo scorso. Poi creò Omnitel, si dette alla commercializzazione dei telefoni e addio computer italiano, anche quello al macero.
Naturalmente il motivo che rende oggi De Benedetti degno di particolare attenzione è il fatto che sia l’editore di Repubblica. E io, come credo che sappiano tutti, ho un fatto personale con questo giornale di cui sono stato un (gregario) co-fondatore nel 1976, facendo parte della piccola ciurma raccolta a piazza Indipendenza da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo, quando De Benedetti entrava nella Fiat per amicizia familiare con gli Agnelli e ne usciva subito dopo per aver litigato con gli stessi Agnelli ma portandosi via, si disse, una liquidazione da sceicco. Il mio fatto personale con il giornale di De Benedetti (Scalfari glielo vendette, nella costernazione generale dei redattori che con lui avevano creato questo gioiello partito da zero copie e arrivato al milione superando il Corriere) sta nel fatto che quello strumento cartaceo è sempre stato, oltre che un quotidiano di notizie, uno strumento di intervento politico: un meccanismo micidiale, una macchina da guerra per fare campagne, lontanissimo dall’idea e dal mito anglosassone della informazione indipendente, completa, imparziale.
Era così ai tempi di Scalfari, l’inventore, che comandava l’ammiraglia come un vascello pirata. È così oggi, con un giornale che batte la campagna con le sue artiglierie, facendo campagna, anche se ha perso ogni charme e ogni aspetto glamour originario.
E quando un giornale fa campagna, qualsiasi campagna, anziché limitarsi a informare e commentare, è lecito chiedersi quale sia l’obiettivo delle sue campagne, quale la strategia e chi lo stratega. È naturale che oggi si guardi alle campagne di Repubblica immaginando che lo stratega, l’uomo che ne promuove e ne vuole i risultati, sia lo stesso editore, Carlo De Benedetti.
Ma voglio anche dire la mia su questa vicenda: io non penso, conoscendo gli attori, le comparse e i capitani sul terreno, che De Benedetti stia guidando un complotto contro Berlusconi. Penso che abbia approfittato delle sue debolezze in maniera micidiale, azionando tutti i moltiplicatori possibili e immaginabili. Non che Repubblica sia incapace di complotti e strategie fondate sulla menzogna e io ne sono un esempio, come ho documentato nel mio libro Il mio agente Sasha che consiste in larga parte nello smascheramento di un vergognoso castello di bugie di questo giornale per demolire la Commissione Mitrokhin facendo ricorso ad ogni stratagemma. Intendo dire che non sono certo io, che ho denunciato i comportamenti di Repubblica alla magistratura, la persona più neutrale per analizzarne i metodi, ma certamente mi considero una delle persone più competenti, sia come bersaglio di questo giornale, sia per essere stato a mia volta un ufficiale di grado non basso di quel galeone, la benda sull’occhio e la draghinassa fra i denti: conosco se non tutta la ciurma, oggi cambiata, almeno il genoma della ciurma.
Torniamo a Carlo De Benedetti: ha un ruolo in politica e ha un ruolo nella conduzione dei suoi giornali? Risposta ad entrambe le domande: sì, certamente. Ha un ruolo in politica perché si è pubblicamente schierato con la sinistra erede del vecchio Pci e delle sue successive trasformazioni, anche a prescindere dalla storia della «tessera numero 1», e perché – bisticciando con suo figlio Rodolfo – ha voluto mantenere fra le sue prerogative assolute e monocratiche il diritto di nominare i direttori di Repubblica, dell’Espresso e di tutti i quotidiani locali del suo impero di carta, quello stesso impero che Rodolfo volentieri alienerebbe in cambio di attività finanziarie e industriali meno precarie della carta stampata, che è sempre in perdita, a rischio, ed espone a sospetti pesantissimi.
Dunque Carlo De Benedetti è certamente, e per sua legittima scelta, anche un protagonista politico della nostra storia e come protagonista politico è lo stratega di un impero di giornali da campagna. Quindi è (anche) un politico che fa politica attraverso strumenti che non sono propriamente politici, i giornali, sicché anche lui è corresponsabile della disgrazia del nostro disgraziatissimo Paese che non ha, o non ha più, la benché minima traccia di una stampa indipendente che fornisca sul mercato notizie imparziali. Non è tutta colpa sua, è ovvio, ma il finanziere e industriale, ed esponente politico, Carlo De Benedetti è anche lui un corresponsabile della negazione del servizio pubblico dell’informazione garantita per qualità, completezza e indipendenza cui gli italiani avrebbero ed hanno vanamente diritto.
Leggo, cercando su Google, che De Benedetti sogna quest’anno, il 2009, di diventare cittadino svizzero, forse perché non è contento di come vanno le cose malgrado il suo impegno. Ma certo è che il personaggio è complesso, massiccio, discutibile. Quando nel 1990 scoppiò la guerra fra lui e il presidente Cossiga, quest’ultimo lo accusò di aver fornito al Quirinale materiali di scarto, come telescriventi, fax, computers. Ma lo stesso Cossiga, quando si sentì dire insieme a Gianni de Michelis ministro degli Esteri, dal presidente americano George Bush padre, che De Benedetti andava considerato un uomo pericoloso perché trafficava in tecnologia proibita con l’Unione Sovietica, reagirono entrambi, Cossiga e de Michelis, come un sol uomo per difenderlo e fare quadrato intorno all’industriale italiano.
Ma la nomea di uomo dei sovietici gli restò e gli americani non gli perdonarono i suoi rapporti privilegiati con Mosca, cosa sulla quale concordava anche Alexander Litvinenko, il mio agente Sasha, sostenendo che le attività industriali e finanziarie di De Benedetti in Urss lo avevano reso un partner fin troppo amicale e fraterno dell’impero sovietico. Poi naturalmente ci fu la storia della Sme e di Prodi e la centralità di un affare molto dubbio e molto poco edificante: sembrò a Craxi, presidente del Consiglio, che Prodi presidente dell’Iri svendesse a prezzi d’amicizia e fuori mercato un’azienda che conteneva i gioielli dell’agroalimentare italiano ad un sodale come De Benedetti. Di qui una forsennata guerra politica, finanziaria, giudiziaria, economica e dai risvolti internazionali la cui eco ancora rimbomba nel lontano big bang da cui venne fuori questa cosiddetta seconda Repubblica.
A 75 anni De Benedetti non può essere considerato vecchissimo, ma certamente un uomo nella fase finale della sua vita attiva, che gli auguriamo lunga. E non si può sapere che cosa sarà del suo impero di carta il giorno in cui decidesse di abbandonare. Sta di fatto che oggi è seduto sul suo trono, impugna il suo scettro di comando, partecipa in primissima persona alle attività e dunque alle campagne di Espresso e Repubblica, come è del resto nella stretta logica delle cose. Oggi è impegnato, visti i giornali di cui ha voluto conservare il comando, nello sfruttamento più accanito delle vicende personali che vedono come protagonista il presidente del Consiglio.
Dunque, è certamente un duellante. E se le sue armi giornalistiche fossero per quanto possibile pure, allora il loro uso non potrebbe dare adito alle accuse di chi vede nelle campagne attuali lo svolgimento di un complotto e forse di una sorta di colpo di Stato strisciante, del genere di quello che fu scatenato contro il presidente della Repubblica Cossiga. Io non credo al colpo di Stato e fin qui non ho motivo di credere al complotto, sembrandomi il materiale spontaneo più che sufficiente per dar fuoco a molti barili di polvere. Ma questa è la mia opinione personale. Resta il fatto che un finanziere e capitano d’industria, per sua pubblica scelta, sovrintende a un’operazione che è anche e prima di tutto politica. E questo ci sembra un dato incontrovertibile ed anche molto preoccupante come tante altre anomalie del nostro sventurato Paese.





















29 luglio 2009 alle 11:20
Puppandomi l’informazione illiberale di Repubblica, voi che dite, la faccenda, cioè la puttanopoli, gira e rigira, è destinata ad approdare, oltre che in Sardegna, anche sulle spiagge polverose e bianche della cocaina? Utinam, voglia il cielo che questo non accada!!
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-17/feste-montecarlo/feste-montecarlo.html
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29 luglio 2009 alle 11:22
Fantastico articolo.
Direi da dedicare a tutti i bevitori di Repubblica.
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29 luglio 2009 alle 17:58
E cioè?
Pensi forse che Guzzanti ci abbia svelato chissa quali verità nascoste?
Povero cocco!
I lettori di Repubblica sanno benissimo che il giornale è fazioso. Sanno benissimo che se De benedetti può fare un dispetto a Berlusconi ne gode.
Ma questo cosa cambia?
E’ vero o no che Berlusconi è un puttaniere?
E’ vero o no che passando per il letto di Berlusconi si fa carriera politica?
Questi purtroppo sono fatti.
Sarebbero fatti, guarda un pò, anche se li avesse resi noti Il Giornale.
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30 luglio 2009 alle 08:21
Wow, ma come sono scafati questi lettori di Repubblica! Ovviamente i lettori de Il Giornale non hanno la medesima consapevolezza…giusto?
CDB che fa i dispettucci…e poi ci gode…ma che tenera immagine!
Se un giornale di Berlusconi scrive una cosa faziosa…et voilà siamo piombati nel fascimo…se Repubblica fa una campagna stampa per condizionare una tornata elettorale…è CDB che fa i dispettucci!
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30 luglio 2009 alle 15:32
Se un gironale di De Benedetti scrive una cosa faziosa… et voilà, la solita stampa italiana monopolizzata dai comunisti… se il Giornale fa una campagna stampa per condizionare una tornata elettorale.. è Berlusconi che “dovrà pur difendersi”.
La stessa identica cosa.. rovesciata.
Per questo mi associo al commento finale di Guzzanti: “e questo ci sembra un dato incontrovertibile ed anche molto preoccupante come tante altre anomalie del nostro sventurato Paese”.
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29 luglio 2009 alle 12:51
In quanto puppatore di Repubblica, mi dispiace, ma devo riconoscere che, se non ci fosse stata Repubblica, tutto sarebbe andato meglio,…. non esisterebbero le telefonate affettuose a Noemi e le trombate dolorose alla D’Addario. Tutto colpa di Repubblica, eravamo tranquilli e sereni, con un presidente del Consiglio che aveva festeggiato il 25 Aprile e si apprestava a diventare Presidente della Repubblica e pure Papa, tra i terremotati d’Abruzzo… La Repubblica e Debendetti hanno rovinato il tutto. I mezzi di comunicazioni di massa, i giornali, non solo deformano, ma costruiscono la realtà… io sono convinto che senza Repubblica le puttane a Palazzo Grazioli non ci sarebbero mai entrate!
Nei paesi del socialismo reale, erano tutti felici e contenti, perché non sapevano niente di ciò che gli accadeva attorno!!
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29 luglio 2009 alle 17:00
Cin Cin Eruz!
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30 luglio 2009 alle 12:05
“Nei paesi del socialismo reale, erano tutti felici e contenti, perché non sapevano niente di ciò che gli accadeva attorno!!”
“Cin Cin Eruz!”
C.V.D.
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29 luglio 2009 alle 13:33
Esattamente quello che dico io. Che bello avere sempre dannatamente ragione. Perchè se vale per Debenedetti vale anche per Berlusconi. Bello che si parli del controllo dell’opinione pubblca. Che bello continuare a vere sempre ragione. Solo una cosa: tra destra e sinistra nel controllo dell’opinione è peggio la destra per i motivi che centinaia di volte ho scritto: De Benedetti non è Presidente del COnsiglio. Berlusconi sì.
Che bello, perchè a Patton non c’è nemmeno bisogno che gliele dia io le botte orbi . Ci pensano gli altri. E adesso via con la reazione a base di cultura confezionata di Mr. P. permaloso.
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29 luglio 2009 alle 17:18
Chissà cosa sia peggio davvero.
DeBenedetti non è Presidente del Consiglio ma vorrebbe farlo senza nemmeno passare dal via influenzando l’opinione pubblica.
Chi è peggio?
Chi governa e da lì influenza l’opinione pubblica o chi influenzando l’opinione pubblica vorrebbe governare?
Non c’entra niente essere Presidenti o meno, conta come si vuole affrontare la verità.
Ed entrambi mancano.
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29 luglio 2009 alle 17:50
Ho l’impressione che tu confonda la libertà di espressione con la libertà di poter dire qualsiasi cazzata.
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30 luglio 2009 alle 07:36
Prego, spiegare.
Se capisco il quote mi stai dicendo che il signor DeBenedetti non vuole, come invece fa, influenzare la politica e il governo del Paese perché si muova verso i suoi uomini ed i suoi interessi.
Anzi, se capisco meglio mi stai dicendo che sparo cazzate e dovrei tacere.
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30 luglio 2009 alle 16:25
De Benedetti “non vuole” fare il presidente del consiglio “senza passare dal via” codici tu.
De Benedetti fa semplicemente il suo mestiere e soprattutto i suoi interessi naturalmente.
Bella scoperta.
Questo è quello che fanno tutti utilizzando i mezzi di pressione politica disponibili.
Lo fanno gli industriali, lo fanno i sindacati, ed in misura infinitesimale lo fa ognuno di noi, anche scrivendo su questo blog.
Berlusconi poi fa i propri interessi non solo utilizzando i propri giornali e TV ma utilizzando per uso personale addirittura il parlamento.
E poi quando non governava (ed anche ora) Berlusconi come usava (ed usa) i propri giornali e TV?
Ma con chi credi di parlare?
31 luglio 2009 alle 07:47
Non mi pare di aver difeso Berlusconi che, di sicuro, ha fatto platealmente anche lui lo stesso giochino.
Sono poi assolutamente certo che ognuno di noi cerca di tirare acqua al suo mulino.
Il punto di tutto il mio discorso era la maniera con cui queste persone tentano di influenzare politica e popolo. Il modo, solitamente, è quello dello stupro della verità. Visto e certificato su entrambi proprio in questo blog. Da qui la mia domanda chi è peggio di chi.
Fatto sta, comunque, che uno, per fare i suoi interessi, s’è messo direttamente in politica (oltre ad usare i suoi mezzi usuali) mentre l’altro seguita a tirare i fili e dettare l’agenda politica da dietro le sue linee di fuoco editoriali. DeBenedetti è meno censurabile solo per questo? O, se capisco bene (ma è solo un’idea mia), è peccato mostrare come il male Berlusconi sia solo uno dei mali di questa Italia e che ne esistono altri che lo sostituirebbero perfettamente?
Ma poi, alla fine, son solo opinioni di persone che si confrontano in un blog e che hanno, di tutto l’insieme, una visione più che limitata. Sono un ignorante, nemmeno dovrei parlare, ho voluto dare un’opinione. Se è così sbagliata chiedo venia.
31 luglio 2009 alle 13:22
Guardi che qua, nel blog, siamo tutti un pò più aggressivi, un pò come quando ci troviamo all’interno della nostra auto.
Non se la prenda perciò più di tanto per le critiche.
Cordialmente
1 agosto 2009 alle 14:03
CARO ENRICO ce ne fossero di opinioni pacate come le sue, altro che scusarsi ed ignoranza. Qui in molti lo siamo (IGNORANTI MEL SENSO CHE IGNORIAMO I FATTI) ma da come scriviamo sembra che molti di noi abbiano le verità in tasca e conoscenze massime. La sua umiltà le fa onore.
3 agosto 2009 alle 16:30
@brambilla
Ma mica me la prendo, ormai sono quasi tre anni che seguo il blog con costanza, so come ci si muove solitamente. D’altra parte io preferisco pormi così. Visto che non c’è nulla da vincere se non la gioia del confronto non vedo perché cercare di prevaricare gli altri con eccessiva aggressività. Ho la mia opinione e l’ho difesa per quel che la mia conoscenza (poca) mi permette.
Cordialità!
@Gianluca
Troppo gentile. Sapendo almeno alcuni dei miei limiti cerco di fare il bravo per non tirarmi troppe mazzate.
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29 luglio 2009 alle 22:02
Lancillotto,
che cavaliere! Lui non aspetta che siano gli altri a dire che ha ragione. Se la dice da sé!
Vede, cavalier Lancillotto, se a me piacessero i fatti manipolati, adulterati, mi rifornirei senz’altro presso la sinistra, che nel settore ci sta da più di quarant’anni, e non dai berluscones, che ci stanno da appena 15 anni. Solo che a me piacciono i fatti.
Che ci vuol fare, cavaliere, è una questione di gusti.
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29 luglio 2009 alle 13:37
Caro Manuele Bani…allora …Repubblica,Tarantini,e la coca ; tu dici ironicamente “fantastico articolo”.
Repubblica dice “STANDO AI NUOVI ACCERTAMENTI DELLA GUARDIA DI FINANZA …..TARANTINI SPACCIAVA DROGA A MONTECARLO”.
La Repubblica , ASSIEME AL CORRIERE DELLA SERA E LA STAMPA , riporta una notizia …appunto che Tarantini e’ indagato oltre che per essere un ruffiano anche per spaccio.
Cio’ , come conseguenza dell’attivita’ investigativa non di qualche magistrato persecutore del ben noto , bensì di una normale attivita’ di polizia giudiziaria operata , nel caso , dalla Guardia di Finanza.
Quindi , quel tuo ironico “FANTASTICO ARTICOLO” lo vogliamo estendere anche al Corriere e alla Stampa ?
Il fatto e’ , caro Manuele , che tutto fa pensare – poi ci sara’ il rinvio a giudizio eventualmente e il processo – che il Tarantini APPARE come un procacciatore di puttane per Silvio oltre che spacciatore di droga.
Cosi’ stanno le cose , non c’e’ da fare ironia…o ce l’hai anche con la GDF ? O anche con sti cazzi di “poteri forti” non meglio identificati oppure ancora ti piace pensare al “complotto” ?
‘Sto Tarantini non era un Fraccazzo da Velletri qualsiasi…era un paraninfo alla corte di king Silvio e uno spacciatore….e che sara’ mai ! Non e’ il primo e non sara’ l’ultimo.
Un saluto.
P.S. Gli articoli del Corriere e della Stampa sono la fotocopia di quello di Repubblica….basta che guardi detti articoli sul web,semplice.
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29 luglio 2009 alle 17:15
Ma che ironicamente! Io trovo l’articolo di Guzzanti fantastico per davvero.
Scusi ma di cosa parla?
Qua si parla di un gruppo editoriale guidato da un imprenditore che usa la carta stampata per fare campagne politiche…qua si parla della democrazia italiana…e della sua travagliata storia, questo il punto.
Bene, detto questo tutte le vicende D’Addario Noemi & C., nonché gli appecoronamenti delle altre testate italiane e straniere, vanno valutate ANCHE tenendo di quanto Guzzanti, magistralmente come al solito, ci ha appena scritto.
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29 luglio 2009 alle 18:53
Eh si, Bani, tutto dipende da quanto mercimonio di corpi c’è stato. Vero?
p.s. attacchi pure con la storiella degli occhiali da sole, ora.
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30 luglio 2009 alle 08:23
Ma che vuole da me Malombra?
Non le sembrerebbe più corretto mantenere le sue stesse promesse e ripromesse, prima di rivolgermi altri messaggi?
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30 luglio 2009 alle 12:01
Con vero piacere.
4 agosto 2009 alle 03:44
E ti pareva.
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29 luglio 2009 alle 14:22
Patton scrive:
29 Luglio 2009 alle 01:39
Mal,
non ci’azzecchi mai. Io ho sempre votato ora a destra, ora a sinistra, a seconda di interesse e convinzione.
La vera “compagnia” è quella di chi, cascasse il mondo, vota sempre dalla stessa parte: come te, Julius e la
stragrande maggioranza degli italioti. Prosit!
Patton,
è forse la prima volta che dialogo con lei.
Qui sono tutti convinti che i berluscones non abbiano mai avuto un loro passato politico e che, se sono arrivati a SB, lo sono perchè tutti gli altri partiti ex-post-fusi-non fusi, hanno deluso le aspettative di chi vuol vedere gestito lo stato in una maniera più moderna.
Poichè sono anche un ex dirigente di azienda ho sempre apprezzato chi vuol fare gli interessi della nostra bella nazione come se fosse l’interesse aziendale, opportunamente mitigato dal necessario e indispensabile apporto di chi è all’opposizione.
La delusione più profonda, come ho già scritto precedentemente, è stato l’aver visto l’odio profondo che si è scatenato contro Berlusconi quando si mise in gioco politicamente.
Tutti coloro che lo hanno avversato, se non addirittura combattuto, lo hanno fatto per partito preso e non per quello che ha saputo e sa fare.
Lui li ha sbaragliati e loro aspirano solo alla vendetta, De Benedetti compreso, deluso che di fronte al regalo della Sme di Prodi, Craxi e Berlusconi gli hanno soffiato da sotto il naso, forse, il suo più importante affare della sua vita.
A fronte di queste premesse, sa a me che frega se Berlusconi scopa o non scopa?
A me interessa che mantenga fede al suo programma.
A me interessa che gestisca l’Italia in maniera più aziendalistica, sottraendola alla pletora di politicanti di maniera, che hanno sempre inteso gestire la Res Pubblica come un loro affare.
Nè d’altra parte vi è un partito dell’opposizione che sappia proporre qualche cosa di meglio e concreto rispetto a quanto ha proposto Berlusocni.
Conseguente è stata ed è, per ora, la mia adesione a FI prima e al PDL ora.
Poi si vedrà e ci ragioneremo sulla base dei risultati e non per partito preso.
Saluti,
Julius
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29 luglio 2009 alle 22:56
No Julius,
si vede lontano un miglio che Lei ama Berlusconi; anche dal fatto che Lei
tratta Guzzanti come un traditore, un ingrato.
Non per nulla Jahvè, che conosceva i suoi polli, disse “Non avrai altro dio all’infuori di me”.
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29 luglio 2009 alle 14:25
Ottima fotografia Paolo. Chi meglio di te poteva farla? Abile e preparato giornalista, esperienze personali nella fondazione di Repubblica, conoscenza reale del personaggio De Benedetti, vittima stessa di questo BARBARO MODO DI FARE INFORMAZIONE, (che purtroppo poi informazione non è più e diventa comunicazione se non FALASA INFORMAZIONE) come si può capire leggendo i due bellissimi libri scritti da te e Gabriele.
Sul complotto a B. sono d’accordissimo con le tue opinioni, anche se mai dire mai. Penso che lo stratega De Benedetti abbia alzato questa campagna di stampa certamente non per dovere morale nei confronti del paese, ma (come scrissi tempo fa in vari post) come spiegato da Cossiga per ragione economiche.
Cossiga in questa intervista, contrariamente alle sue abitudini, mi sembra abbia detto chiaramente quello che pensava (di solito tu che lo conosci benissimo dici che Cossiga va sempre interpretato ed a volte vuole dire il contrario di quello che noi comuni mortali percepiamo).
I passaggi chiave sono questi:
E’ la regola del giornalismo d’inchiesta.
«Ma quale giornalismo? Ma quale inchiesta?».
Quella di Repubblica, no?
«Sarebbe meglio parlare dell’editore di Repubblica, De Benedetti».
Perché?
«Come perché? De Benedetti, come tutti gli imprenditori, punta a far quattrini, e con Berlusconi è rimasto fuori dalle fusioni bancarie, dall’affare Alitalia, dalla ricostruzione dell’Aquila e pare non intenda infilarlo neanche nella holding di Telecom in via di costituzione».
De Benedetti, dunque…
«S’è incazzato e, secondo me, grazie a una gola profonda nell’entourage del premier ha messo su lo ‘scoop’ sulla festa di Casoria». (il caso D’Addario ancora non era uscito fuori)
Questo il link:
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/05/30/184698-cossiga_silvio_pesta_piedi_agli.shtml
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29 luglio 2009 alle 15:26
Caro Paolo,
definire il “puttaniare” del Ns. SB “materiale spontaneo” è una genialata da premio Pulizzer.
Altro passaggio che trovo per me basilare è: “…Carlo De Benedetti è anche lui un corresponsabile della negazione del servizio pubblico dell’informazione garantita per qualità, completezza e indipendenza cui gli italiani avrebbero ed hanno vanamente diritto.”
Ecco il punto centrale di tutta l’informazione in Italia.
Ai repubblicones presenti sul blog, vorrei chiedere se mai hanno letto un articolo di vera informazione finanziaria sulle attività di CDB. Mai. Ma è anche logico che sia così, perchè essendo Lui l’editore è Lui che detta la linea editoriale e mai nessun giornalista de La Repubblica si sognerebbe di gridare alla censura, nel momento in cui volesse scrivere sulle truffe finanziarie dell’Ingegnere e ciò gli fosse impedito. Pochi di voi ricorderanno che il giornalista Turani o Turati non ricordo, di Repubblica fu condannato per insaider traider proprio per i suoi articoli sul giornale dell’Ingegnere e cmq ancora oggi esercita tranquillamente la sua professione, senza essere stato cacciato dall’ordine dei giornalisti, a quanto mi risulta.
La Repubblica, al pari di Anno Zero, o altri contenitori di informazione politica, dovrebbero essere chiaramente indicati come contenitori di commenti politici, così che il lettore o l’ascoltatore, sappia che lì non si fa informazione ma commenti politici e che quindi possono essere leggittimamente di parte.
Quindi da ciò ne viene appunto che il servizio pubblico debba essere LUI il garante verso i cittadini di una corretta, imparziale e completa informazione. Sarà pure noiosa dal punto di vista “televisivo-giornalistico”, ma tale essere, come le etichette dei prodotti alimentari, che nessuno si sogna di pretendere che siano appetibili sotto il profilo della grafica, ma tutti vogliamo, pretendiamo ed abbiamo il diritto di leggere, perchè così sancisce la legge.
Pariteticamente deve essere fatto nell’informazione, anche perchè essa è materia molto delicata tanto quanto quella della salute fisica, perchè con un’informazione parziale, buggiarda e controvertente la realta, di avvelena la mente, si uccido persone, si crea seguito politico, si attenta insomma al bene primario dell’uomo: LA PROPRIA LIBERTA’ di scelta.
Oggi se io lettore de La Repubblica, volessi agire nei confronti di Bonini e D’Avanzo, anche alla luce di quanto rivelato dal libro di Paradisi “Il Periodista de La Veritad”, non lo potrei fare, non ho gli strumenti giuridici per farlo, solo Paolo lo può fare, e lo ha fatto, può chiedere ristoro per le falsità acclarate del duo, e se mai un giudice gli darà ragione come si potrà ripagare l’inganno da me subito? Spero che sia ripagato il danno di Paolo, ma l’inganno subito dalle migliaia di lettori de La Repubblica come potrà essere risarcito?
Ecco perchè urge una norma Costituzionale, al pari di quella che salvaguarda la Libertà di stampa, che salvaguardi tutti noi dalle Menzogne di stampa.
Poi chi vuol fare “campagne” politiche, le faccia pure, ma ci metta la propria faccia e si faccia giudicare dal popolo sovrano.
Giuseppe Stella Catania
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29 luglio 2009 alle 18:55
“Ai repubblicones presenti sul blog, vorrei chiedere se mai hanno letto un articolo di vera informazione finanziaria sulle attività di CDB. Mai.”
Veni, vidi, vici.
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30 luglio 2009 alle 00:20
Ici, Ici, Ici.
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30 luglio 2009 alle 02:20
Tramite il quale si comprano gli “italiani”.
(Aspetto con ansia l’eco di questo post. Forse scriverai qualcosa di “tuo”, caro Patton )
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30 luglio 2009 alle 13:37
Mal,
l’ultima, frase, che tu hai copincollato, era mia, e rivolta proprio a te.
Noto comunque con piacere che ieri ti hanno montato il dual-processor, che adesso
ti permette l’opzione eco/copiaincolla. Quando ti monteranno il trial-processor,
forse riuscirai anche a citare la fonte delle frasi che copi, con la formula “by courtesy of…”.
Ad majora!
30 luglio 2009 alle 14:07
Allora: la frase ” Forse scriverai qualcosa di “tuo”, caro -nome-” è di Patton.
Chiunque la voglia scrivere è pregato di rivolgersi al signor Patton perchè è “sua”.
Chi non lo farà, sarà punito con la confisca delle parole: “forse”, “scriverai”, “qualcosa”, “di”, “tuo”, “caro”.
Pensateci bene, prima di trasgredire il “mio” di Patton ( es http://www.youtube.com/watch?v=HHRQ9iEDEzk).
Inoltre, ancora aspetto. Ora, ora, ora.
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29 luglio 2009 alle 15:54
Sinceramente il nostro non mi è mai piaciuto,sin da prima di entrare in editoria ed in politica;
da quando,divenuto genero di Olivetti, è entrato in azienda, l’ha affossata, mettendo in crisi il Canavese e dando una grossa fregatura agli azionisti;e ha cominciato a profondere il suo modo di rapportarsi con i clienti ( si vedano la fornitura di apparecchiature inservibili rifilata alle Poste Italiane e così via).
Se questo è un “imprenditore”, io sono un frate; se questo è un galant’uomo io sono la befana.
g.b.
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29 luglio 2009 alle 17:30
Una considerazione ed un suggerimento
Considerazione:
Speriamo che Benedetti e Berlusconi muoiano presto, sono praticamente coetanei. La loro morte, forse, ci libererebbe (libererebbe l’Italia) da un grave inquinamento e, ben piú rilevante, dalla lotta personale e devastante tra i due gaglioffi.
Suggerimento:
Per stanare tutti i sedicenti “giornali liberi” credo sarebbe utile stabilire che:
solo quotidiani e periodici direttamente legati a partiti e/o organizzazioni, connessione da citarsi chiaramente in prima pagina, potranno ricevere sovvenzioni pubbliche, a qualunque titolo.
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29 luglio 2009 alle 20:48
Anziché augurare la morte agli altri, chiunque essi siano, veda di impegnarsi per migliorare le cose in Italia.
O sempre ci devono pensare gli altri?
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30 luglio 2009 alle 18:39
Vede, caro (posso dire cosí?) Julius, io mi sto impegnando; e mi sono sempre impegnato.
Ad esempio e riguardo al mio post precedente:
-mi auguro che spariscano dalla politica (morire?) due imprenditori (scuali?) che usano la politica per fini propri, di pura lotta economica.
Imbarbarendo, con questo, tutto lo scenario. Oggi rimpiango il preiodo anteriore a “mani pulite”; ed é tutto dire.
-suggerisco un mezzo per rendere immediatamente riconoscibili i giornali schierati. Per sostenere una pubblicazione “non schierata”, in assenza di qualunque sussidio statale, ci vorrebbe molto impegno, molta volontá e dosi altissime di ottimo giornalismo.
Ancora ad esempio e riguardo ai miei pochi post precedenti:
- evito “copia incolla” e cerco di esprimere (malamente?) il mio pensiero
- evito di filosofeggiare (fuffa?) cercando invece di suggerire quelle che mi sembrano soluzioni; forse con atteggiamento eccessivamente pragmatico
- cerco di cogliere il positivo come il negativo di ogni schieramento; cercando di mantenere sempre la mia indipendenza
Mi sembra sufficente.
Cordiali saluti
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29 luglio 2009 alle 17:58
Caro Bani : quel tuo “fantastico articolo” l’ho inteso , erroneamente, come commento all’articolo propostoci da Eruz sulle nuove colpe di Tarantini e non come tuo commento alle parole di Guzzanti su Debenedetti.
Aggio sbajato. Chiedo scusa.
Ma tanto quel mio articolo su Tarantini lo dedichiamo a Julius…cosi non sbajo ; sai, a quella notizia che Tarantini e’ anche spacciatore, come ha arricciato il naso
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29 luglio 2009 alle 21:02
Quando si dice che si ragiona sempre a senso unico!!!!
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29 luglio 2009 alle 23:06
Minchia Kalle,
da la notizia che “il Tarantini” è indagato per spaccio, semo già arrivati
a la “notizia” che er Tarantini è ‘no spacciatore!
A Kalle, l’unica cosa ccerta è che er pùsher de Largo Fighetti sei tu.
E nun è neanche robba bbona, a ggiudicare da l’effetti che ha su di te.
GUZZ – SCUSA PATTON, il tuo romanesco è volenteroso e spesso efficace. Ma devo sussurrarti che va scritto e detto “cosa scerta” e non “ccerta”. Il ritmo delle consonanti iniziali scempie o raddoppiate segue le stesse regole del toscano. Scusami.
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29 luglio 2009 alle 19:31
L’articolo è magistrale.
Esplicito ed implicito allo stesso tempo.
Linea editoriale che segue quella politica o viceversa?
Qualche settimana fa Ostellino scriveva:
“Merita, allora, qualche riflessione anche quel genere di giornalismo che pretende di svolgere una funzione di supplenza di una parte politica. Nulla di illecito; ma due anomalie. La prima è che il giornalismo che esercita una funzione di supplenza di una parte politica, anche se ne trae beneficio editoriale, non ci guadagna, invece, in credibilità, perché confonde la Testimonianza (che è il solo modo di fare buon giornalismo) con la Propaganda (che non è né giornalismo né politica). La seconda anomalia è che – anche se il giornale ne guadagna in copie – non è detto che il partito del quale esercita la supplenza ne guadagni in voti. Così, abbiamo un giornale che si è ingoiato un partito e la cui linea editoriale gli elettori credono sia la linea politica del partito ingoiato; il quale non ne ha alcuna. E perde.”
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29 luglio 2009 alle 19:49
Guzzanti,
ormai sono tre i post che mi sta censurando, lei liberale!!
Spero ritorni sui suoi passi, anche perchè l’avevo pure presa in castagna, nel suo articolo, dove scrive:
“Ma lo stesso Cossiga, quando si sentì dire insieme a Gianni de Michelis ministro degli Esteri, dal presidente americano George Bush padre, che De Benedetti andava considerato un uomo pericoloso perché trafficava in tecnologia proibita con l’Unione Sovietica, reagirono entrambi, Cossiga e de Michelis, come un sol uomo per difenderlo e fare quadrato intorno all’industriale italiano.”
Il mio commento è stato pressappoco così:
Dopo che ha portato un così nobile esempio di difesa di un Italiano, seppure del calibro di De Benedetti, voi, gente liberale e dall’evidente amor patrio, fate altrettanto?
Lei e tanti come lei, non lo fanno, perchè siete la contraddizione ambulante.
Bello scriverlo per gli altri, ma ha mai pensato se lei agisce come scrive? O le serviva l’esempio per non inimicarsi del tutto i lettori de Il Giornale?
Coerenza, caro il mio Guzzanti, coerenza, innanzitutto.
Julius
GUZZ – IO NON HO BISOGNO di lezioni di coerenza e di null’altro da lei.
Io la censuro ogni volta che lei mi manca di rispetto.
E’ vietato. L’ho vietato io.
Lei non ha preso in castagna nessuno.
Io non ho portato alcun “nobile esempio”.
Anzi penso e dichiaro, come ho fatto molte volte che lei ignora perché è ignorante, che Cossiga e De Michelis fecero MALISSIMO a fare quadrato intorno a De Bendetti.
Nulla dalle mie parole lascia intendere o sospettare ammirazione o condivisione di quella scelta.
E lei, imbecille, osa accusarmi di incoerenza perché nella sua mente malata, illogica, faziosa, ridicola, patetica, lei IMMAGINA che io abbia considerato quel comportamento in senso positivo.
Io ho raccontato, non per la prima volta, un fatto.
Un fatto è un fatto.
Lei insinua continuamente delle offensive imbecillità nei miei confronti, e descrive miei inesistenti comportamenti misurati sul suo miserabile metro.
Io per lei non ho tempo. Io per lei non ho spazio.
Lei piace ad Eruz.
fatevi un blogghino per due.
Questo mio giornale ha uno stile che è il mio stile e non il suo.
Lei è un collaboratore indesiderato.
Ripeto: non perché sia “berlusconiano”, ma perché non raggiunge la quota minima di intelligenza. Controprova: io adoro e rispetto e pubblico sempre con gioia Patton che si schiera politicamente come lei.
Ma Patton, uomo di destra, è una persona colta e geniale, lei è un imbecille rabbioso.
Io la censurerò sempre di più, io sono liberale perché esigo un alto livello di discussione e di intelligenza.
Io, e non lei, sono un uomo di destra.
Lei è un uomo del pollaio.
Lei è destinato a sparire come razza piave, suo alter ego.
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29 luglio 2009 alle 20:09
IL MEZZOGIORNO
Scusate il fuori tema ma vorrei fare un analisi su un tema molto in voga in questi giorni IL MEZZOGIORNO. Sono stanchissimo di sentire sempre le stesse cose da 30 anni ed immaggino che ha qualche anno più di me da quant’è che subisce questa tortura.
SI SCRIVONO E SI DICONO SEMPRE LE STESSE COSE.
I giornali di questi giorni sul tema MEZZOGIORNO:
http://www.corriere.it/politica/09_luglio_29/lombardo_dl_anticrisi_685e2fca-7c10-11de-bec1-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/07/Berlusconi-Mezzogiorno-Piano_Sud.shtml?uuid=efcb5358-7aed-11de-a777-a061c539af86&DocRulesView=Libero
http://www.unita.it/news/86837/il_pd_attacca_finora_hanno_solo_rubato_fondi_al_mezzogiorno
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=369960
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4304
QUELLO CHE SI DICEVA SUL TEMA ANNI FA:
ANNO 1999 (Questa di Ciampi è bellissima)
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/09/17/ciampi-ottimista-il-mezzogiorno-ce-la-fara.html
ANNO 1998
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/03/11/nasce-senza-portafoglio-agenzia-del-mezzogiorno.html
ANNO 1997
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/07/14/abbandono-del-mezzogiorno.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/07/15/mezzogiorno-senza-futuro.html
ANNO 1995
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/11/25/dini-sul-mezzogiorno-faremo-il-nostro-dovere.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/03/29/la-tangentopoli-del-mezzogiorno.html
ANNO 1994
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/11/08/il-rischio-mezzogiorno.html
ANNO 1989
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/07/18/su-fisco-mezzogiorno-marini-promette-battaglia.html
ANNO 1987
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/05/09/la-cisl-concentrera-la-sua-battaglia-su.html
ANNO 1984
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/11/la-confindustria-boccia-il-progetto-per-il.html
Basta leggersi questo articolo del 1984 di 25 anni fa dove la confindustria per bocca di un suo dirigente riguardo una legge per il sud dice:
“”Questa proposta di legge che il comitato ristretto della Commissione Bilancio della Camera ha varato sul nuovo intervento straordinario per il Mezzogiorno, ha il potere di accoppiare i due più gravi difatti in cui può incorrere un provvedimento di politica industriale: l’ assistenzialismo e il dirigismo”. Così la pensa la Confindustria”.
Oggi basta leggersi i giornali e ci si accorge in MANIERA EVIDENTE che ci dicono sempre le stesse cose. Tutte stronzate, o meglio cose reali ma se sono reali perchè non si cambia?
Come ho detto in precedenza riprendendo una frase di malombra per curare un male bisogna prima capire la malattia. Ieri con un post ho iniziato ad analizzare un primo grande problema, quello culturale che fa si che ogni Italiano pensi solo al suo piccolo orticello con conseguente visione di paese alquanto particolare. La realtà è che non ci sentiamo paese, non basta dire sono Italiano ma bisognerebbe sentirlo. NOI SEMPLICEMENTE NON LO SENTIAMO. Ho spiegato che con queste premesse è facile incazzarci con i politici ma purtroppo loro stanno li grazie ai ns voleri. Se fossimo un vero paese che pensassimo al bene collettivo con un altissima moralità non saremmo dove siamo. Certo non prendiamoci in giro un sistema perfetto NON ESISTE, nessun paese del mondo è perfetto, l’indole umana porta a far si che escano fuori malaffare, corruzione ed altro IL PROBLEMA ITALIANO E’ CHE LA CORRUZIONE IL CLIENTELISMO SONO DIVENTATI SISTEMA.
Ma veniamo al mezzogiorno. Per capire la malattia, per trovare la cura è importante capire che tipo di cura si vuole fare. Tradizionalmente nella ns cultura ad ogni malattia abbiamo un farmaco che risolve il problema (ove possibile) ma se non si capiscono le cause è molto probabile che molte malattie si ripresentano fino a diventare croniche. A quel punto i farmaci nulla possono e si passa all’intervento chirurgioco (ove possibile) oppure si convive con un male cronico.
Con il mezzogiorno succede la stessa cosa, si provano a risolvere i problemi da 30/40 anni alla stessa maniera con antibiotici e medicine di tutti i tipi (soldi, finanziamenti, casse del mezzogiorno) ma facendo finta di non capire le cause RIMANE TUTTO INVARIATO FINO ORAMAI A POTER DIRE CHE I PROBLEMI SONO CRONICI.
Alcuni giorni fa su Libero c’e’ stato un interessante scambio di opinioni tra Feltri e Giacalone dove entrambi dicevano verità conclamate ed era difficile prendere posizione. Feltri sosteneva che basta non se ne può più di dare assistenzialismo al sud consci che molti fondi finivano alla malavita e che 30/40 anni di storia avrebbero dovuto insegnarci che questa non è la cura giusta. Con il Federalismo finalmente i suoi abitanti avrebbero capito che devono tirarsi su le maniche invece di lagnarsi e reclamare ed accettare silenti gli assistenzialismi pagati con i soldi del nord (come dargli torto?).
Di contro sosteneva Giacalone che le responsabilità dei cittadini del sud erano forti, indiscutibili. Cittadini spesso portati al vittimissmo ma allo stesso tempo complici accettando assistenzialismo allo stato puro con migliaia di persone retribuite senza fare nulla. Ma giustamente Giacalone sostiene di stare attenti a buttare tutto a mare e chiedere di fatto di dividerci in due, chiedeva di scavare, di approfondire andando più a fondo e capire meglio i perchè. Prepotentemente metteva dentro le responsabilità gravissime dello stato che chiudendo un occhio sulle tasse, rendeva la piccola e media impresa del nord/est più competitive nel mercato mondiale ma allo stesso tempo arricchiva il malaffare padrone delle regioni del sud. (come dare torto anche a lui?)
Da questo scambio di battute vorrei dire la mia. Nel paese dove trionfano i sostenitori del bianco e del nero ritengo che le verità siano sempre in mezzo. Diciamo che spesso mi ritrovo ad essere un fan del grigio!!
Sul sud penso che le cose siano abbastanza chiare, in questi 30 anni lo stato non è riuscito ad appropriarsi di quello che gli dovrebbe appartenere, il controllo totale del territorio. Le chiacchiere stanno a zero. L’influenza della malavita e del malaffare sulla popolazione è totale ed anche quando un cittadino onesto vuole uscire da certi meccanismi si trova a combattere una guerra contro i mulini a vento obbligato ad emigrare. Nel caso decidesse di rimanere sarà pronto a chinare il capo quando necessario oppure potrà decidere di diventare parte attiva di questo sistema inquinato. Ed attenzione non si diventa parte attiva del sistema solo usando bombe, coltelli o altro.
La malavita in anni di film, libri, cronache giudiziare e tanto altro ha fatto capire bene come agisce, come entra nel tessuto connettivo del sistema e se non si combatte questo sistema in modo appropriato MAI SI RISOLVERA’ IL PROBLEMA SUD. La malavita inserisce miriadi di uomini nelle istituzioni, che siano stato, che siano forze dell’ordine, che siano dirigenti politici ecc. ecc. e quando arrivano i soldi SPESSO SENZA FARE NULLA DI ILLECITO FANNO ARRICCHIRE CHI VOGLIONO LORO GRAZIE AL POTERE RAGGIUNTO E’ NELLA LORO DISCREZIONALITA’ DECIDERE A CHI DESTINARE I FONDI. Interagiscono e si aiutano senza problemi. Alla malavita importa poco collaborare con il PD, PDL, PLI, PVS, VHS o chi vi pare a voi, chi ci vuol far credere questo penso sia in malafede. Al malaffare interessa avere persone che invece di rispondere a chi di dovere (lo stato) RISPONDONO A LORO. Se in un determinato posto del sud i politici di turno al potere non sono riconducibili all’identik appena fatto (casi assai difficili perchè controllando molto bene il territorio gli eletti sono tutti vicini alle famiglie del malaffare o dei clan o comunque legate ad un vincolo di conoscenza) la malavita non si scompone ed opera con le armi che più gli si aggradano e la differenziano da uno stato civile, minacce, attentati, omicidi fino al piegare il politico di turno se non adiruttura all’eliminazione.
In pratica è uno stato nello stato. Spero che tutti condividiate la fotografia appena fatta e la discussione potrà essere fatta su quante sono le isole felici dove questo tumore non si è ramificato e questa cultura non esiste con conseguente presenza lieve del malaffare. Questo comporta che in un paese dove già pecchiamo del problema di non sentirci uniti, ma che comunque riconosciamo allo stato il suo potere su di noi nel mezzogiorno LO STATO NON ESISTE ed il territorio è controllato da una sorta di parastato suddiviso in tanti piccoli poteri.
E’ facile capire perchè nel mezzogiorno le cose non migliorano, il malaffare con i fondi statali si arrichisce ma allo stesso tempo non dimentica di favorire il popolo (che li vota e che di fatto accetta queste regole) con assistenzialismo elevato all’ennesima potenza pagato dallo stato e sfruttato dal parastato per controllare il territorio ed aumentare i consensi.
Con questa situazione cosa succede da quasi 40 anni? che tutti i soldi inviati alle amministrazioni del sud alimentano il malaffare e diminuiscono sempre più il potere dello stato in quei luoghi. E più c’è povertà e più il malaffare trionfa a volte unico interlocutore capace di rieolvere i problemi ai singoli cittadini. In pratica un cane che si mozzica la coda, più fondi arrivano più le cose vanno male. Le soluzioni non sembrano difficili ma se mai si è lavorato in questo senso LE DOMANDE DA FARSI SONO TANTE.
La situazione è gravissima e per prima cosa tutte le forze parlamentari che realmente hanno a cuore il bene del paese dovrebbero trovare delle soluzioni CONDIVISE. Al diavolo PDL, PD, IDV e sigle varie, bisognerebbe avere la forza di capire che tutti insieme si debba scrivere una pagina di Italia IMPORTANTE. Un piano ventennale con decisioni forti.
LA PRIMA MOSSA dovrebbe essere la riappropriazione del territorio, l’operazione vespri siciliani di molti anni fa fu uona buona cosa. L’esercito coordinato dalle forze dell’ordine dovrebbe essere presente in tutto il sud per almeno 10/15 anni con i peggiori quartieri osservati 24 ore al giorno DANDO AI CITTADINI LA SENZAZIONE CHE LO STATO E’ PRESENTE. Bisognerebbe creare una cabina di regia snellissima con un politco per partito che poi decida come ogni euro venga speso. Bisognerebbe creare una società statale che SENZA SUB APPALTARE NULLA che diventasse la responsabile di ogni costruzione IMPORTANTE (parliamo di infrastrutture) al sud per 20 anni, con uomini,macchine e quanto serve tutto apportato ex novo e di proprietà esclusivamente dello stato.
Bisognerebbe fare con decreti leggi (questa volta si potrebbero essere utili) con leggi speciali per rendere tutto più efficente e colpire in modo forte e deciso il malaffare. Ventanni di leggi straordinarie condivise che potrebbero finalmente far nascere una generazioni di persone fiduciose che le cose possono cambiare. Solo la presenza forte dello stato può risolvere questo atavico problema, questo MALE CRONICO. Leggi speciali come quando si è voluto debellare il terrorismo che condannino in modo pesante i clan ma anche i politici che sono le ramificazioni dei clan e sono forse più pericolosi perchè difficili da individuare E NON USANO LE ARMI. Hai favorito illecitamente una ditta invece di un altra? Cessazione di ogni carica pubblica per sempre, 20 anni di lavori socialmente utili e nei casi più gravi GALERA. Ieri sentivo a radio anch’io che la Germania dell’est si è messa sullo stesso livello di quella dell’ovest grazie ad una serie notevole di infrastrutture COSA CHE SERVIREBBE ANCHE AL SUD.
Mi chiedo come mai non si vuole realmente risolvere il problema? fra 30 anni dovremmo ancora leggere sul giornale che mancano i fondi per il sud? Ed infine che paese è quello che nel 2010 costringe coloro che hanno voglia di fare ad emigrare, a scappare, oppure a fare i martiri? (http://www.pinomasciari.org/) Che paese è l’Italia che nel 2010 non controlla parti estese di territorio?
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29 luglio 2009 alle 23:10
Gianluca ti riporto un pezzetto di vita vissuta che mi ha insegnato qualcosa sul sud.
Mio suocero dializzato da moltissimi anni teneva casa a Gaeta, non trovando posto nelle vicinanze, arrivammo fino a Mondragone a prenotare un ciclo di dialisi, che gli permettessero di stare 10 giorni dalla sorella che appunto vive a Gaeta.
Pertanto a giorni alterni erabamp in viaggio da Gaeta a Mondragone per espletare il rito massacrante della dialisi.
Non sono molti chilometri, posto stupendo oltretutto, e la clinica proprio di fronte a una villa guardata a vista dalla security locale, niente militari o guardie giurate, amici del posto come mi dissero, la rappresentazione del potere vero e dell’occupazione del territorio non certo da parte dello Stato Italiano.
Di contro la strada per arrivarci era fitta di capannoni bruciati, con le sigle tra le più fantasiose, nella quasi totalità richiamanti il nord, una me la ricordo bene “Precisnord” doveva essere una fabbrica di strumenti di precisione.
Chiesi anche di quello e mi dissero con la massima tranquillità che era l’unico momento in cui l’Italia si era unità, metà soldi alle ditte del Nord che con i soldi del mezzogiorno costruivano i capannoni, metà al potere locale (mafia, camorra insomma non confindustria) che provvedeva a bruciarli prima della produzione, permettendo la non restituzione del finanziamento in quanto dopo l’incendio ovviamente arrivava il fallimento.
Morale nessuno del posto ha mai avuto un posto di lavoro, se non come incendiario, e metà finanziamenti sono finiti ad ingrassare le rendite dal Po in su.
Non è una bella pagina di storia, soprattutto quando si rivendica operosità, imprenditorialità e differenziazione come sbandierato da sempre dalla Lega, contro un Sud che chiede sempre, cosa che è pure vera ma non così liquidibabile con semplicità.
Un fatto stupido dirai, ma in quel momento ho toccato con mano che l’Unità d’Italia ha da venire, e che viaggiando in lungo. di Italie ne incontri tre, distinte e con confini palpabili sia economici che culturali, Nord – Centro – Sud.
Sul centro ci sarebbe molto da parlare, ma non è il caso e poi visto che è la mia terra non sarei imparziale, ma spesso il detto in medio stat virtus qualche fondamento l’ha pure, prendetela come pura provocazione.
Riccardo
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29 luglio 2009 alle 20:34
CAri Rivoluzionari Italiani,
vi posto un bel link di un articolo de Il Giornale del Prof. Antonio Zichichi:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=370204
Riporto l’ultima parte per i pigri e i miscredenti
“Cari amici invitate i vostri lettori a venire in Italia per constatare se c’è democrazia o dittatura. Negli ultimi quindici anni sono venuti in Italia decine di migliaia di scienziati da tutto il mondo per partecipare alle attività del Centro di Cultura scientifica Ettore Majorana a Erice, che appartiene anche a voi inglesi essendo nato grazie a Blackett e a un grande amico e collega inglese, John S. Bell, autore del famoso Teorema della Disuguaglianza, che porta il suo nome. Invitate i vostri lettori a verificare queste verità; invitateli a visitare in Abruzzo un gioiello della scienza di frontiera: il più grande e potente laboratorio sotterraneo del mondo, dove il sole non sorge né tramonta. Brilla sempre, giorno e notte, di neutrini. Berlusconi è accusato di infischiarsene di scienza e cultura. I fatti dicono che non è così. Berlusconi ha scelto, come suo braccio destro, una persona da tempo impegnata nella cultura moderna, Gianni Letta, che ha al suo attivo il coraggio di avere creato in Italia una pagina scientifica su un quotidiano di cui era il direttore; il successo dell’iniziativa ha portato i giornali di massima diffusione ad aprire le loro porte alla cultura scientifica. Per i Beni Culturali Berlusconi ha scelto Sandro Bondi che ha dato priorità alla grande alleanza tra cultura scientifica e cultura umanistica. Il suo compito è di straordinaria difficoltà dovendo incominciare ad abbattere l’ancora quasi intoccabile Muro di Berlino «culturale». Per l’Università e la Scienza, Berlusconi ha scelto una giovane ragazza che ha avuto il coraggio di partire con una Riforma contro la quale si sono scatenati gli attacchi della cultura aggrappata al Muro di Berlino. Pochi mesi fa un gioiello della fisica mondiale, il Cern di Ginevra, ha corso il rischio di perdere il sostegno di qualche Nazione. Il governo italiano – grazie a Berlusconi e a Frattini – si è subito mosso per evitare l’inizio di una fase negativa nel più grande laboratorio di fisica subnucleare delle alte energie esistente al mondo. Una delle nostre bandiere è la Scienza senza segreti e senza frontiere. Berlusconi ha proposto Erice per gli incontri di pace tra Palestinesi e Israeliani. Dateci una mano anche voi portando ai vostri lettori le nostre notizie.”
O avete da blaterare anche su Zichichi perchè collabora con Il Giornale?
Buona lettura,
Julius
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30 luglio 2009 alle 15:57
Carissimo, temo che qualcuno potrebbe avere qualcosa da blaterare su Zichichi. Non mi pare che sia molto stimato dalla comunità scientifica internazionale. Basti pensare alla sua presa di posizione circa la teoria dell’evoluzione (che, oltretutto, non è il suo campo). Il Premio Nobel Hans Bethe lo ebbe a definire: «Ottimo organizzatore, mediocre fisico», ed è stato criticato ampiamente da Odifreddi, da Enrico Bellone, e da altri.
Per quanto riguarda la riforma Gelmini, io direi che presenta luci e ombre. Ma uno scienziato non dovrebbe ridursi a scrivere uno spottone elettorale siffatto, attribuendo subliminalmente a SB anche meriti non suoi, come i laboratori del Gran Sasso che, se non sbaglio, nacquero su impulso dello stesso Z. nell’82, quindi non certo per merito dell’attuale presidente del consiglio.
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30 luglio 2009 alle 16:12
Dimenticavo:
http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi2.htm
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30 luglio 2009 alle 17:17
Ma certo che ho da blaterare e il fatto che colabori con Il Giullare é solo l’ultimo dei suoi problemi.
Per la felicitá di Julius e per chi vuole farsi quattro risate:
http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi2.htm
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31 luglio 2009 alle 09:40
Abbiamo postato simultaneamente lo stesso link
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29 luglio 2009 alle 21:39
Colui che non vuole ragionare è un fanatico, colui che non sa ragionare è un pazzo e colui che non osa ragionare è uno schiavo.
He that will not reason is a bigot, he that cannot reason is a fool, and he that dares not reason is a slave.
William Drummond, le sue poesie non sono una gran cosa, almeno per me, ma sapeva riflettere.
Mai come adesso è pensiero attuale e vivo.
Riccardo
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29 luglio 2009 alle 22:03
Il suo articolo avvalora la tesi di molti (anche mia) che ritengono da tempo, la politica (i politici) al servizio dei poteri forti (banche, grandi gruppi industriali ecc..).
Sia dietro le quinte,sia sul palcoscenico, sono loro che determinano il destino dei popoli.
Ci chiedono il consenso,(illudendoci con questa falsa democrazia) in nome del cambiamento,per non cambiare nulla
La politica non la fa il popolo,i nominati (anzi ora non nominiamo più nessuno) sono al servizio di una sola parte di esso,sempre quella che detiene già il controllo dell’economia e della finanza.
Le persone come lei caro Onorevole che non cedono a nessun compromesso,sono merce troppo rara, resteranno onorevoli e basta. La battaglia per quelli come lei è persa in partenza,la maggior parte dell’opinione pubblica è stata lobotomizzata.
Carlo
GUZZ – GRAZIE, ma mi piace coltivare la fantasia di vincere, non di perdere: “On s’engage…”
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29 luglio 2009 alle 22:14
per Julius
“A fronte di queste premesse, sa a me che frega se Berlusconi scopa o non scopa?
A me interessa che mantenga fede al suo programma.
A me interessa che gestisca l’Italia in maniera più aziendalistica, sottraendola alla pletora di politicanti di maniera, che hanno sempre inteso gestire la Res Pubblica come un loro affare.”
Non mi pare che Silvio Berlusconi abbia raccolto il voto dei cattolici conservatori presentandosi come un vecchio satiro arrapato con la sindrome dell’Harem. E Repubblichella 2000 lo ha pubblicamente sputtanato. Vedremo con quale coraggio proverà a riproporci qualche legge “TIMORATA di DIO”. E questo ai cattolici FARISEI non piace.
Nei 5 anni precedenti non ha combinato un tubo! E chi lo ha giudicato male è stato proprio quell’elettorato che lo votò in massa. Il famoso quanto ridicolo “contratto con gli Italiani” si è risolto con un deficit in aumento, la Magistratura ancora più inefficiente ed un colossale batosta alle elezioni amministrative. Peggio di così direi che si muore!
L’Italia è una Nazione, non un’azienda.
Negli anni Trenta qualcuno provò a trasformarla in una caserma. E sappiamo tutti come andò a finire!
Ci sono parecchie nazioni che vanno molto meglio di noi, ma nessuna sogna di definirsi un’azienda.
Provi ad immaginare come sarebbero felici gli italiani di sapere che anche quando mangiano, dormono, scopano, litigano, guardano la televisione, vanno in vacanza, lo devono fare secondo “un preciso regolamento aziendale”
Temo che i tanti anni passati come dirigente d’azienda le abbiano completamente conformato il cervello a forma di megadirettore di fantozziana memoria.
Le sue parole suscitano cupe angosce degne dei migliori film sul controllo delle masse.
Meno male che c’è Repubblichella 2000, con quel vecchio pirata indomito di Carlo DeBenedetti, degno antagonista di Silvio Berlusconi, ma che ha affrontato a viso aperto i giudizi e le condanne inflitte dai Tribunali italiani.
E neanche Marco Travaglio è stato mai tenero con lui, come si può andare a controllare su Wikipedia.
Carlo DeBenedetti sicuramente ha le mani in pasta nella politica.
Ma a differenza di Silvio Berlusconi non ci ha messo i piedi.
Saluti da Sagra
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29 luglio 2009 alle 23:02
….ci ha messo il culo
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30 luglio 2009 alle 09:19
per ghino oscar
“….ci ha messo il culo”
Questa è la prima cosa sensata che ti sento dire.
Un solo appunto: Dopo avercelo messo, lo ha anche usato, e non ha neanche tirato lo sciacquone, da quel gran porcellone che poi è!
Bacetti da Sagra
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29 luglio 2009 alle 22:52
Julissimo…
Rivolgendoti a me dici : “quando si dice ragionare a senso unico”….INVECE TU………..
Ad esempio..vivi un cattolicesimo in maniera molto personale….ad usum Silvii.
Non ti interessa la condotta morale di un uomo – specialmente se si chiama SB – : basta che colui si dimostri uomo del “fare”.
Ma “fare” che ? Ti senti di affermare che oggi il Bel Paese si trovi in condizioni migliori dell’epoca preberlusca?
Ovviamente conosco la risposta..certo che si’ ; ho vagamente l’impressione che ragioni un po’ troppo a senso unico.
Bona notte e non sognare erotico…mica sei Sirvio.
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29 luglio 2009 alle 23:03
non è male come idea,…. ma deve essere Julius ad amministrare e gestire il blog, in quanto nordico vocato al lavoro, io “sudico” sono portato alla contemplazione!
Onorevole, parliamo di cose serie, come vanno i lavori alla camera, non ci racconta mai niente in proposito, come la trattano i Berluscones, la considerano traditore della patria, lo hanno isolato come Catilina nel senato romano o i rapporti sono buoni? C’è qualche possibilità che qualcuno sia conquistato al suo liberalismo, o il berlusconismo è tetragono e impermeabile ad ogni crisi… parliamo di cose serie…. la proposta d legge sui manicomi l’ha presentata? E poi, e poi Lei mi ha fatto una promessa ed io non dimentico le promesse
Il libro è ormai uscito, a che punto siamo Onorevole?
La collisione c’è stata, la pubblicazione del libro pure, adesso ci vorrebbe la Mitrokhin2!
GUZZ – E’ VERO. CONfesso che mi era un po’ passata di mente, con questo Parlamento di appecoronati è difficile pensare a una qualsiasi legge. Ma sì, la presento, per quel che vale: i berlusconiani non la vogliono e quegli altri meno ancora. Cosa costa presentare un progetto di legge. Che facciamo alla Camera? Ascoltiamo i voleri del governo e votiamo con il dito certificato dall’impronta. So’ soddisfazioni.
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1 agosto 2009 alle 14:11
Volevo fare i miei più vivi complimenti ad entrambi, per questo mi sono permesso di intromettermi.
Complimenti ad Eruz per essersi ricordato questa questione sempre attuale secondo me e che in molti ci ha portato a conoscere meglio il padron di casa. Questione che ci ha aperto ancora meglio gli occhi su cosa sta accadendo in Italia negli ultimi 30 anni.
Complimenti al padron di casa, che colto in castagna (aveva dimenticato la promessa) da persona onesta e rispettosa delle promesse fatte, pur sapendo che il suo lavoro sarà inutile, si è ripromesso di fare quanto aveva detto. Poteva tranquillamente non rispondere ad Eruz e con la scusa di non aver letto il post di Eruz risparmiava un po di fatiche. Grande Paolo!!
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29 luglio 2009 alle 23:06
…ma andate a cagare, tu e CDB.
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30 luglio 2009 alle 00:18
Povero CDB!
Lui voleva passare alla storia come il Principe Elettore o il Grande Allevatore dei “cavalli di razza” della sinistra italiota.
Invece ha “selezionato” una squadra di brocchi come lo “zombie coi baffi” Occhetto, l’intrigante Ibn D’Alemah, Veltrone l’Africano e il predicatore “da quale pulpito!” Di Pietro.
Che dici? Avrà svenduto i “gioelli” della squadra per fare cassa, sotto il naso dei poveri tifosi, come fece con l’Omnitel? O li avrà drogati e poi abbandonati in crisi d’astinenza, come fece con la Olivetti? A giudicare da quel che vedo qui nel blog, è la seconda che ho detto.
Brocchi eravate, e brocchi ritornerete.
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30 luglio 2009 alle 02:31
“La presunzione è la miglior corazza che un uomo possa portare.” Klapka Jerome
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30 luglio 2009 alle 09:27
per Patton
“Lui voleva passare alla storia come il Principe Elettore o il Grande Allevatore dei “cavalli di razza” della sinistra italiota.”
Invece il Grande Silvio passerà alla Storia come Grande Allevatore di “giumente di razza”, dalla bella coscia e dalla chiappa tosta.
Caro Patton, sei semplicemente impagabile.
Ti fai sempre beccare con le braghe in mano.
Comunque non ti preoccupare!
Ti vogliamo bene lo stesso.
Bacetti da Sagra
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30 luglio 2009 alle 14:13
Certo,
le belle cossie di Gianfranco Fini, di Tremonti e di Frattini…
Vagliele a toccare, Sagra, e vedrai quanti “bacetti” che ti danno.
pirla
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30 luglio 2009 alle 17:28
per Patton
Povero piccolo! Adesso mi fai anche l’offeso.
Non fare il finto tonto.
Sai benissimo a chi mi riferisco quando parlo delle “belle giumente di razza” che il pimpante Cavaliere di Gran Croce al Merito del Viagra ha tirato su con le sue amorevoli cure.
Magari un po’ troppo amorevoli, ma perlomeno ci ha messo la buona volontà.
E pensa tu come sono contenti i vari Fini, Tremonti e Frattini, che la bella coscia lunga e la chiappa tosta “un ce l’hanno” e debbono vedersela con qualche “pernacchia ingallata” piena di pretese.
Sei tu che hai parlato per primo di allevatore di “Cavalli di Razza” riferendoti a DeBenedetti.
Ed io ho subito dato al Berlusca quel che spetta a Berlusca, riconoscendolo come il miglior allevatore di belle giumente dalle chiappe toste.
Con cui, moglie permettendo, ci avrebbe riempito sicuramente il Parlamento Europeo di qualcosa di meglio che non quel simpatico cetaceo di Clemente Mastella.
Soliti bacetti (a distanza) da Sagra
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30 luglio 2009 alle 23:18
Sagra,
io ho parlato di cavalli di razza e di brocchi, tu rispondi con le cavalle. Che originalità! La Gran Croce al merito della Retorica Magno-Greca è tuo senz’altro, per mancanza di altri concorrenti vivi…
E adesso mi tocca pure ricordare ai blogger che “cavalli di razza” era una locuzione inventata dai cronisti politici per designare i grandi leader DC come Fanfani, Moro e Andreotti. Oggi l’unico “cavallo di razza” della Sinistra è Gianfranco Fini. Se è così infastidito dalle giumente berlusche, come tu pensi, fagli un fischio perché salti il fosso…
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30 luglio 2009 alle 01:49
Un saluto cordiale a chi legge.
Dopo tanto Berlusconi un po’ di De Benedetti. E’ come aprire la finestra.
Per fare aria. Poi, il vicino di sotto frigge con olio esausto. Tu lo senti.
Perché hai aperto la finestra.
Caro Guzzanti, mia nonna è incazzata, mi dice che dovrei sempre firmarmi anche col suo, di cognome.
Come dirle di no? Le ho detto di sì.
Voilà. C’est fait.
Arturo Zulawski Berasategui
ps. stai a vedere che l’immagine del polacco immaginario è andata a farsi friggere
GUZZ – Alla nonna non si può negare nulla. Il polacco immaginario è un marchio indelebile e inossidabile
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30 luglio 2009 alle 07:16
Caro Arturo, saluti anche da parte mia sua nonna.
Con quel cognome non può che essere basca.
Quindi per salutarla in entrata le dirò [b]Kaixo[/b].
E quando termineremo di parlare, nel caso in cui lei abbia piacere nel parlare con me, ovvio, le dirò [b]Agur[/b].
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30 luglio 2009 alle 13:09
Eppure avevo avvisato la nonna: sarebbe stato meglio non mescolare vita familiare e blog di Guzzanti.
Ma da quell’orecchio -tra l’altro in grado di capire benissimo il prezzo delle cose- non ci sente.
Testarda che vuole lasciarmi quale eredità proprio la sua testardaggine.
Ma se il marchio tiene, non ci sono problemi.
Filippo Parisi, bai? Eskerrik asko.
agur
Arturo Zulawski Berasategui
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30 luglio 2009 alle 21:49
Ez horregatik!
Gabon, Arturo eta zure amoma (o amama, o amona, dipende….)
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1 agosto 2009 alle 13:40
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30 luglio 2009 alle 05:47
Pàttone…me sa ke stai a perde quarke corpo.
‘A cosa comincia a esse ggrave.
So’ cose piccole , e’ kiaro , ma doppo “simul CADUNT” te sei fatto bbecca’ du vorte cor sorcio ‘nbocca.
Mo toospiego. A proposito de quaa perzona tanto bbrava ke se kiama Tarantini.
Ai èvve writtene : ” il tutto fa pensare che il Tarantini A P P A R E come un procacciatore di puttane per Silvio nonche’ spacciatore…..poi ci sara il rinvio a giudizio e poi il processo – nel caso -”
Si cce penzi ’ste du righe vonno dì che poi vedemo come va a fini’….quell’APPARE mio vor dì solo ke e’ ‘ndagato daa GDF …vor dì ‘nzomma ke ppe mme ancora ce sta ‘apresunzione dennocenza…ma comunque amme’ sto Tarantini nun me sembra ‘nsanto …nun.. me ’spira ‘na gran fiducia .sbajo o so du’ sorci ‘nbocca ?
Attento ke poi fai ‘nindiggestione de topi.
Ma too ripeto, a te te piaceno le bbattaje ‘mpossibbili…come lufficiali polakki nela blittzekriegge.
Nun me perde ppiu’ corpi , si no’ comincio a preoccupamme.
Ma arValentino ce vai mai a passeggia ?
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30 luglio 2009 alle 10:55
Kalle,
a le faiv e fifti-éit Post Merìdiem de ièstedei, jù hève writtene
“quella notizia che Tarantini e’ anche spacciatore”,
mentr’a la uàn e derti-sèven PM jù hevève writtene
“La Repubblica [...] riporta una notizia …appunto che Tarantini e’ indagato [...] anche per spaccio”.
Kalle, io già sapevo che tu leggi er Ciàaims, er Fainénscial C., er Niù Ior C., er El Ei C., a Siuddòice Zàitun, a Noie Zìrscer Zàitun, giù fino ar mejjo ggiornale der monno, la Larco Fichetti Allchemàine Zàitun (LFAZZE, pe ll’amìsci). Capisco che lègge tutta sta robba è ‘n lavoraccio, capisco che quanno tu arivi a légge ciò che dìcheno l’italiani che nun la penzano come te, tu ci’ài l’occhi fuori da le orbite…
Ma mò, cche devo penzà? Che nun sai legge nemànco quer che te stesso scrivi? Dimme, che ddovémo fa’, perché tu legga arméno quer che scrivi: ri-pubblicarlo sur mejjo-ggiornale-der-monno der giorno dopo, a spese de li contribbuenti???
Er probblèma, Kalle, è che tu manco t’accorgi de la differenza fra èsse ndagati e esse corpévoli. Nun la vedi proprio! E tte capisco: la presunzione d’innoscenza… chi l’à vvista mai? (Adesso capisci pure te perché mi’ nonna ripeteva sempre sta ggiaculatoria: “a tort, ou a rasùn, fate muai büté ‘n parsùn!”)
Er probblema, Kalle, è che così come Julius ci’à er dio-Sirvio che lo fa uscì ppazzo, puro voi repubbliconi ci’avete er vostro ddio, che vve fa uscì ppazzi, quanno se mmanifesta ne la LFAZZE, er mejjo ggiornale der monno: la dèa Giustizzia, co’ le Sue Forze de l’Ordine. Voi l’adorate come se fosse er Cristo Giuddice cor ditone arzato, ne la Capella Sistina. E invece siete a Largo Fighetti, ad aspettà la robba der pusher d’Avanzo. Contenti voi!
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30 luglio 2009 alle 07:13
Due domande a Guzzanti:
ma ricordo male io, o a suo tempo Lei qui dentro affermò a chiare lettere il contrario, cioè d’essere di sinistra?
E secondo Lei cosa dovrebbe fare concretamente (oltre naturalmente ad evitare le solite espressioni di odio, scherno e manifestazioni varie di antiberlusconismo, eccetera, che Lei detesta) una sinistra degna di questo nome, sia a livello di politici che di elettori, per fare opposizione seria e costruttiva a Berlusconi?
Saluti
GUZZ – PER PRIMA COSA? PER prima cosa ciò che non ha mai fatto. E cioè non concentrarsi sul problema Berlusconi, ma sul perché SB raccoglie i consensi che coglie. Spostare sull’elettorato: che cosa vuole? Una volta capito questo, una sinistra decente dovrebbe elaborare una linea che non sia soltanto antagonista a SB, ma che abbia lo stesso sex appeal politico che SB esercita sull’elettorato.
La sinistra ha sbagliato invece tutto cercando di uccidere SB, il quale si è rafforzato con quelle tossine, presentandosi come vittima di una aggressione sproporzionata e ingiustificata.
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30 luglio 2009 alle 19:25
Mi rendo conto che il Signor Guzzanti non ha nessun bisogno del mio plauso; ma, io plaudo.
É la prima volta, se la memoria non mi inganna, che vedo chiaramente scritta la base di un possibile programma politico alternativo a SB.
Con questa base, forse, una sinistra potrebbe avere una possibilitá di vittoria.
Certo non continuando a “ravattare” nelle mutande di SB.
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30 luglio 2009 alle 09:08
Caro Patton :
Questa non te la posso far passare.
Diki : “Io non difendo Silvio; difendo L’Italia che tu , repubblicòne ,manco sai cos’e’ “.
No, caro Patton, non hai capito…io , nonostante tutto , sono orgoglioso e considero un privilegio essere italico ; forse piu’ di te che ti ritrovi ad essere “padano” , di quelli per giunta sopra il Pò.
Ti diro’ di piu’ , siccome per motivi personali spesso soggiorno in Scandinavia e Germania quel “senso di appartenenza ” all’estero si amplifica.
Quell’ “essere italiano” viene sempre mortificato dagli stereotipi negativi sul nostro Paese che trovano , peraltro , alimento dalle cronache giornalire terra di nessuno ….dal giapponese al quale i Tre Scalini di Piazza Navona chiedono 700 euro per una cena o come a quell’amico tedesco che nel Gargano un meccanico ha messo lo zucchero nel motore chiedendogli , come al solito, un prezzo spropositato.Noi lo sappiamo che siamo ANCHE fatti cosi’.
Ma in questi ultimi tempi a a quei fisiologici e negativi stereotipi se ne e’ aggiunto un altro della stessa se non piu’ grande gravita’.
Quell’essere italiano viene ancora di piu’ MORTIFICATO dalle vicende di chi occupa l’alto scranno per i suoi comportamenti ; per la gente di Monaco o Stoccolma , del resto , quello che appare un “cazzaro” politico impresentabile e’ per me , italiano, INDIFENDIBILE e questo mi indispettisce ; cio’ perche’ se qualche volta riesco a difendere il mio Paese con una dialettica che se “magna” l’impiegato di Stoccolma – ebbene mi ritengo superiore dialetticamente a loro – nulla posso contro certi sorrisi sprezzanti quando il discorso verte su SB.
Questo te lo dico perche’ non mi sento affatto meno “italiano” di te e poi , con riferimento a quanto sopra , perche’ mi pare che non ti dispiaccia poi tanto il noto personaggio che io credo ,PER ESPERIENZA PERSONALE , porti un grande discredito a quella che e’ – lo dico – la nostra Patria.
Purtroppo devo riconoscere che quel “privilegio” si aggancia a quello che e’ stato ed e’ avvenuto nel nostro Paese…al passato insoma…da Fellini e Visconti al Caravaggio di San Luigi dei Francesi…a me mi basta.
Oggi questo Paese , purtroppo , sul piano della cultura non produce piu’ niente; ahime’ , in quello della politica poi…….
Concludendo …non mi dire che non difendo l’Italia perche’ parlo male di Silvio.
P.S. Gli stranieri , che hanno anche loro i bei scheletri negli armadi , bisogna capirli…..se io a Stoccolma vado ad un Kebab , io sò che pure il turco di quel kebab non mi frega ; viceversa anche ieri a mia mglie che non ha un aspetto propriamente siculo gli hanno fregato venti centesimi per un cappuccino ma lei sa, che per principio , dopo aver pagato chiede il “listino prezzi” e proprio ieri quel coglione di barista le ha dovuto restituire con una faccia da cazzo i venti centesimi fregati. Questa storia che devi stare attento che in Italia non ti freghino e’ miserevole. Pero , ripeto nonostante tutto , e’ meraviglioso viverci, almeno dalle mie parti.
Un saluto.
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30 luglio 2009 alle 12:27
Kalle,
ma come te lo devo dì che er fiume Po se scrive senza ggnente: nè l’accento, né l’apostrofo? Se scrive Po, e bbasta!
Dimme tu: come te lo devo spiegà, perché tu capisca? Vuoi la triplisce copia? Le vuoi tutte e tre autenticate dar notajo? Vuoi la notifica sur Zàgarol Ciàaims, la Larco Fichetti Allchemàine Zàitunc, o te basta er Bollettino semestrale de l’Academia de la Crusca?
Tu, l’Italia, la idealizzi o la demonizzi. In mezzo non c’è niente. Niente di niente. La grafia delle parole? Ecchissenefrega! I dettagli? Ecchissenefrega! Rispettare l’opinine di chi non la pensa come te, citandolo correttamente? Ecchissenefrega!
Caldarola è un traditore, un venduto. Scrive bene? Ecchissenfrega? Scrive male? Ecchissenefrega. L’unica cosa che tte frega è per chi lavora. La mentalità di un cameriere.
Invece la realtà è tutta lì: ai tempi del Caravaggio, l’Italia era piena di Berlusconi grandi e piccoli, compreso il principe Colonna che protesse il pittore quando ammazzò un uomo in una rissa. Pensa se Caravaggio avesse avuto alle calcagna due mignatte come il Procuratore Spataro e Peppe D’Avanzo… Col senno di poi, sappiamo che non avrebbe dipinto la Cena di Emmaus, la Decollazione di San Giovanni, ecc ecc.
Eppure aveva ucciso un uomo: roba da ggnente, di fronte ar grande ggenio de la pittura?
Kalle, riesci a pensare le due cose insieme (genio della pittura/omicida), o no? La realtà è questa.
Non la capisci? Cazzi tuoi.
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30 luglio 2009 alle 09:44
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03792
presentata da
FABRIZIO CICCHITTO
martedì 28 luglio 2009, seduta n.210
CICCHITTO. –
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere – premesso che:
da alcune settimane il gruppo editoriale Espresso-Repubblica sta effettuando una violenta campagna di stampa utilizzando ad arte notizie provenienti da procedimenti non ancora giunti all’udienza preliminare;
ad avviso dell’interrogante il gruppo editoriale Repubblica-Espresso non gioca una partita giornalistica, ma politica con l’obiettivo di scardinare gli equilibri politici usciti dalle elezioni persino utilizzando, come fattore di destabilizzazione, l’attacco ad ogni aspetto, meglio se falso, della vita privata del Presidente Berlusconi, ricorrendo ad ogni mezzo, con prevalenza a quelli illeciti. È evidente, ad avviso dell’interrogante che ci troviamo di fronte ad un nuovo tipo di eversione. Coloro i quali a livello politico cavalcano questa tigre non si rendono conto che d’ora in avanti la vita privata di ogni personaggio pubblico sarà esposta ad ogni possibile ricatto e ad ogni possibile manipolazione. Mancava solo questo per arrivare all’imbarbarimento totale della vita politica italiana -:
se, in questo quadro non risulti al Ministro che Repubblica ed Espresso diffondano elementi coperti dal segreto istruttorio;
quali iniziative anche normative il Ministro intenda adottare circa l’utilizzo e la comunicazione alla collettività di notizie comunque coperte da segreto istruttorio e che vengono poste all’attenzione dell’opinione pubblica in maniera distorta ed unilaterale;
se sia in condizione di accertare, nell’ambito delle sue competenze, con quali autorizzazioni o consensi ancorché taciti e/o espliciti si continui a violare, ad avviso dell’interrogante, il segreto istruttorio anche e solo con riferimento alla notitia criminis. (4-03792)
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=15131&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
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30 luglio 2009 alle 09:58
Caro sig. Holden,
li è uno dei pochi qui che ha l’umiltà di chiedere un parere a qualcun altro senza per questo sentirsi diminuito. Purtroppo non ho ancora letto l’enciclica papale. Non so quando potrò farlo.
Approfitto però per dire invece qualcos’altro sul rapporto tra liberali e cattolici. I cattolici in quanto entità non sono, non vogliono, non possono essere liberali. Ecco cosa dice uno storico di sicura fede cattolica come Gabriele De Rosa: in Italia il concordato del 1929 fu voluto da Pio XI in un’ottica di « aperto rifiuto dell’impostazione di fondo del problema (rapporti Stato-Chiesa), secondo la vecchia tradizione liberale ».
Ma la difficoltà a rapportarsi con il liberalismo è comune a tutte le religioni monoteiste (nell’essenza, un integralista di una o dell’altra non è, in relazione alla modernità, molto diverso). L’unica eccezione è stato il calvinismo. Ripeto, su questo ci sono studi definitivi. La questione dal punto di vista scientifico è risolta. Solo chi non sa niente sull’argomento o chi contrappone il sentimento alla scienza (finendo per insultare senza ritegno e pieno d’odio -e chi se ne frega, non so odiare- chi osa anche appena appena servirsene) può ignorare tutto questo. Dal calvinismo (e non c’era nelle premesse) è nata la moderna democrazia angloamericana la cui ampiezza in un paese cattolico, a parte gli aspetti formali, è semplicemente inconcepibile.
In Italia il dibattito su liberalismo e cattolicesimo si era sviluppato negli anni ‘90. Ricorda? Tra gli altri Adornato, Liberal, ecc. Oggi non interessa probabilmente molto. Perché? La questione è tutto sommato semplice: allora il potere era in ballo, oggi molto di meno, e quindi l’argomento non trova spazio. Il problema di oggi è la gestione del potere politico, aspetto ancora non del tutto risolto. Per capire, negli anni ‘80 ad es. c’era tutto sommato più pluralismo a livello bancario. Poi negli anni ‘90 le banche sono finite sotto il controllo della finanza cosiddetta ‘cattolica’ (dov’è finita la Comit ‘laica’ di Mattioli…?). Ora, data la natura attuale del nostro sistema bancario è la banca che controlla i gangli essenziali dell’economia e quindi anche una parte crescente dell’informazione.
Cossiga quando dice che Carlo De Benedetti avrebbe il dente avvelenato con la politica per essere stato escluso dalle privatizzazioni, o comunque dai grandi giochi, forse non se ne rende conto ma gli fa un favore perché lo classifica, oggi, probabilmente come il meno ‘impuro’ degli editori. Sono fatti, non parole. Dopo di che, a meno che non si scriva solo di giardinaggio, ogni fatto raccontato ha valenza politica. Il problema, se vogliamo, sia pur lontanamente, rapportarci al liberalismo anglosassone è quando un fatto viene taciuto, chiunque lo faccia. Non quando viene raccontato. A patto che sia vero, ovviamente.
I cattolici hanno, dispiace dirlo, una componente antisemita di fondo, spesso peraltro ben ricambiata. C’è un sito italiano, una testata giornalistica registrata, abbastanza famoso (che non cito per non fargli pubblicità) che quando parla di De Benedetti non può fare a meno di ricordarne il suo essere ebreo (del resto anche Rep. celebrò la fine del novecento con un inserto dal titolo “Il secolo degli ebrei”). Il direttore di questa testata, cattolico fervente, praticamente ogni giorno attacca a testa bassa l’ebraismo, ma non solo, si badi bene, in un ambito strettamente politico, ma anche in relazione a tutte le dicerie che nel tempo sono state costruite su di esso. Per contro questo direttore si spertica in elogi dell’islamismo. Ovviamente nel mondo, secondo lui, c’è il dominio della finanza ebraica, ecc. ecc. Tutta roba che conosciamo bene. Proprio oggi ho letto che gli articoli di questo direttore sono stati tradotti e pubblicati in un libro in lingua russa e una copia sarebbe, a suo dire, sul comodino di Putin.
La saluto cordialmente.
Luciano Priori F.
Link del precedente scambio su liberalismo, ecc.:
http://www.paologuzzanti.it/?p=1032#comment-96100
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30 luglio 2009 alle 14:29
LPF,
anche Lei comincia a farmi incazzare. Dunque, che cazzo c’entra Effedieffe del paranoico Maurizio Blondet (che Lei non cita, col risultato di stuzzicare l’indignazione del lettore) con l’opinione cattolica? Blondet è forse più importante di dei due ultimi Papi (e dello stesso… Papi)?
De Gasperi fu il primo, grande cattolico-liberale: disobbedì a papa Pio XII stabilendo un’alleanza strategica con i laici anticlericali, pur di non fare il gioco dei neo-fascisti. Questo non conta un cazzo? Non nota la differenza con don Sturzo, che invece rinunciò ad allearsi con i socialisti, favorendo l’avvento del fascismo?
Per favore, LPF: almeno i “fondamentali” della storia d’Italia!!! Altrimenti su che cazzo discutiamo???
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30 luglio 2009 alle 15:37
Egregio Dr. Priori, innanzitutto grazie per la risposta.
Questa sua frase mi trova d’accordo in pieno: “Il problema, se vogliamo, sia pur lontanamente, rapportarci al liberalismo anglosassone è quando un fatto viene taciuto, chiunque lo faccia. Non quando viene raccontato. A patto che sia vero, ovviamente”.
Ed io mi spingerei anche oltre: la verità è un opzional di lusso, mi accontenterei che tutti gli attori politici potessero (e volessero) combattersi con le armi di comunicazione, a tutti accessibili in maniera paritaria.
Starà poi alla parte che conosce la verità, lottare per divulgarla.
Sono d’accordo anche con l’esistenza (purtroppo) di una certa componente cattolica a tendenza antisemita, ma credo che questo Papa stia facendo molto per rintuzzarla e farla sparire.
Sui rapporti tra liberalismo e cattolicesimo, non sono convinto che siano inconciliabili, mentre capisco che dal punto di vista politico ci siano forti difficoltà a dar forma liberale alle formazioni cattoliche.
A questo proposito, cosa ne pensa della DC?
A mio parere, anche per il suo aprirsi democraticamente al gioco delle correnti interne, quel partito non rinnegava gli stilemi liberali.
Mi piacerebbe conoscere la sua opinione in tema.
(ha ragione: non mi sento affatto sminuito a chiedere pareri, consigli e risposte ad altri; anzi mi fa molto piacere, credo sia una delle funzioni più piacevoli di questo mezzo di comunicazione, che ha l’unica pecca di non permettere il brindisi on line)
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30 luglio 2009 alle 12:11
Aripàttone…ari..
To’ pure precisato ke er tarantini , alaluce delindaggini daa GDF , A P P A R E , diko…. A P P A R E ….
pure spacciatore….poi vedemo….ènnaturale ke ce sta apresunzzione dennocenza. Ma pure te ‘nzai legge.
Va be’ …dimo ke er tarantini èmbravo rigazzo…così sstai contento.
Ma ke oconoski pure te ‘rpiskello?…nun è ke ta’ procurato quarcosa….ma no…cai capito ? mica ‘aporvere…quellartra cosa….quaa ke je piace ‘nzacco a Sirvio.
——————————————————————————————————————————-
Ma ora , piu’ o meno seriamente , ti RIFORMULO la domanda : quale sarebbe la tua spiegazione della cattiva fama di cui gode il nostro presso TUTTA la stampa mondiale
Forse e un personaggio oggettivamente impresentabile / mia tesi / oppure complotto internazionale magari , come adombrato /forse/ da te o da altri perche ad esempio sul piano dell approvvigionamento di energia SB rompe le uova del paniere ai padroni del vapore appoggiandosi a Vladimir…puo- darsi che i paesi che contano possano essere indispettiti, ma non credo cosi tanto da condizionare le grande stampa libera internazionale
Una specie di novello Enrico Mattei che rompeva i coglioni alle allora sette sorelle.
L Italia e una piccolo/media potenza che non ha tanta voce in capitolo….conta quasi un cazzo e con una economia che ,indipendentemente da destra o sinistra , peggiora di anni in anno e ,conseguentemente,conta sempre meno….allora perche SB ha tutti contro
Non e che semplicemente perche vedono lui come un @sinistro pagliaccio@….hanno osato chiamarlo tranquillamente anche cosi
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30 luglio 2009 alle 13:05
A Kalle,
nun divagà. A me de Tarantini nun me ne po’ fregà dde meno: ce penza a Giustizzia. Tu àì scritto (a Julius) “notizia che Tarantini è anche uno spacciatore”. L’hai scritto, o no? Sei capace ad ammettere d’averlo scritto, o no?? Il probblèma è tutto qua.
Tu la presunzione d’innoscenza l’avrai vista in Inglatèra, in Finlandia, in Franscia, in Spagna, in Alemagna, ma a Largo Fighetti nun l’hai vista mai. Hai letto er libbro de Guzzanti? No. Hai letto il libbro de Renato Farina? No. Sei in penzione, nun ci’ài un cazzo da fà tutt’er giorno, ma nun puoi lègge i libbri che so’ mmessi a l’Indisce da Largo Fighetti.
La tua religgione (la religgione da ‘a Giustizzia onlàine) nun te permette de penzà l’innoscenza d’un itajjano berluscone. Te permette solo de penzà l’innoscenza de lo stesso itajjano, quanno diventa anti-berluscone. Ma i libbri a l’Indisce nun se ponno légge. E’ peccato!
A Kalle, vaffanculo, va!
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30 luglio 2009 alle 14:04
Apàttone….dopo “l’uomo dal fiore in bocca” avemo trovato “l’omo cor sorcio ‘nbocca” alias Patton der cazzo..
propongo de chiamatte l’omo cor sorcio ‘nbocca.
Visto caa metti cosi’ ….me ciai mannato … e io te ce manno pure; me pare ‘na ggiusta risposta , ma alla maniera mia ….too ricordi er firme “Roma” de Fellini ? ‘afamosa scena de …ah Pericle! …ke voi ninne’ ?………vattelapijanderculo…appunto Generale der cazzo…vattelappijanderculo.
Un ber solare,aperto vaffanculo romanesco e pure “colto”…e’ de Fellini.
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30 luglio 2009 alle 21:35
Kalle,
nun riesci manco a legge quer che scrivi,
e pretendi puro d’averci er vaffaculo “colto”.
Ma torna a l’asilo, caprone!
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30 luglio 2009 alle 14:10
Ah Pàttone…senza rancore eh.
P.S. Chiedo scusa al padrone di casa ….pero’ sono stato mandato gratuitamente affanculo ..e io cioorimanno a modo mio.Pardonne.
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30 luglio 2009 alle 16:53
Patton è incazzato, mai visto Patton incazzato, e mena a destra e mena a manca, è uno spettacolo strano Patton incazzato, che gli sta succedendo….. mi sembra un po’ arioso. Ma non era così, gliene dicevano di tutti i colori più di un anno fa, ma lui non reagiva, stava buono… cercava di cambiare discorso…. o faceva l’indifferente.. cosa è successo, Patton? Eri finito sotto il tribunale dell’Inquisizione e non t’incazzavi, anzi a volte sembravi mogio… e adesso mandi affanculo a Kalevala… ma ti regoli? Non è che la riabilitazione del Senatore ti ha dato alla testa?
Caro Kalevala, l’avrai rimandato pure a modo tuo a quel paese, ma il tuo modo, siente a me, è stato fin troppo cortese!
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30 luglio 2009 alle 22:43
Don Eruz,
e dirle tu, le cose che hai in mente, invece di mandare avanti gli altri?
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31 luglio 2009 alle 05:59
Ah, Pattòn, io quel che avevo in mente te l’ho detto, hai subito una metamorfosi e te l’ho detto, mi sembri arioso e te l’ho detto, eri piuttosto cauto, per non dire mogio, ai bei tempi, nei confronti di chi ti sparava addosso e te l’ho detto, Mi sembra che i riconoscimenti e la riabilitazione del Senatore ti abbiano dato alla testa e te l’ho pure detto. Forse desideravi essere mandato affanculo…. ma questo non toccava a me .. toccava a Kalevala … e non te l’ho detto!!
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30 luglio 2009 alle 20:35
Strano che uno attento alla presunzione d’innocenza delle persone, come Patton, non abbia notato che un paio di utenti hanno dato come fatto già accertato che Ignazio Marino “abbia fatto la cresta”.
Come funziona?
Per il candidato alla segreteria del PD facciamo un’eccezione?
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30 luglio 2009 alle 21:51
Funziona che nel caso di Ignazio Marino c’è solo un LIBERO dibattito tra alcuni, pochi, giornali.
Nessuna inchiesta giudiziaria, nessun segreto istruttorio, quindi nessuna presunzione d’innocenza.
Troppo difficile da capire, Tequilero?
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31 luglio 2009 alle 07:50
Adesso ho capito Patton.
Se un giornale scrive che una persona ha commesso un reato, ma non c’è nessuna inchesta, si può tranquillamente affermare la colpevolezza di quella persona.
Ci possiamo scherzare sopra e possiamo tranquillamente sputtare sempre quella persona in rete.
La presunzione di innocenza vale solo se l’accusa proviene da una Procura.
Se lo scrive un quotidiano, è un libero dibattito e la persona coinvolta è sicuramente colpevole.
Che sfiga Marino.
Speriamo che qualcuno lo indaghi.
Grazie per la splendida spiegazione.
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30 luglio 2009 alle 14:43
Brutte notizie per il povero Julius
“Rapporti con una suora,
espulso il frate di Medjugorje
Guida spirituale dei sei veggenti, è accusato anche di «aver diffuso l’eresia» e «manipolato le coscienze»”
http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_30/rapporti_suora_frate_medjugorje_bartoloni_26d1c18a-7cd2-11de-898a-00144f02aabc.shtml
E quel che è peggio:
“La notizia dell’espulsione di fra Vlasic, secondo il giornale, è stata accolta a Medjugorje co me un nuovo attacco contro i veggenti e le apparizioni, nei confronti delle quali lo stesso vescovo locale è sempre stato molto scettico. Nell’aprile del 1991, l’allora conferenza episcopale jugoslava dichiarò che «in base alle investigazioni finora condotte non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannatura li». Stando ai sei veggenti, la frequenza delle apparizioni fino ad oggi sarebbe la più alta mai registrata nella storia della Chiesa. Ne sarebbero avvenute a decine di migliaia.”
E questo mi fa godere come un riccio marxista!
Mediti Julius!
Mediti bene e soprattutto a lungo, che le farà tanto, tanto bene.
Bacetti da Sagra
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30 luglio 2009 alle 19:45
Sagra,
a Madjugorje ci sono andato per capire quello che la sta succedendo e probabilmente in settembre ci ritornerò per approfondire.
Veda anche per Lourdes e Fatima ci furono resistenze prima del riconoscimento da parte della Chiesa.
Quello che invece incanta è la fede di tanta gente che non va in questi santuari per farsi vedere o per chiedere guarigioni, ma per richiedere ancora più fede.
Lo so che per lei queste sono cose assurde, d’altra parte da un marxista che cosa ci si può aspettare?
Io cerco di meditare e di capire, ma lei ha mai meditato in vita sua?
Ha mai cercato di capire il perchè di questi, chiamiamoli così, fenomeni?
E non mi risponda solo da marxista dicendo che queste sono solo cazzate.
Pure Montanelli e Oriana Fallaci sembra che alla fine abbiano ceduto alla fede.
Quanto meno ci rifletta, prima di godere come un riccio.
Saluti,
Julius
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31 luglio 2009 alle 10:39
La fede è credere senza prove.
Non c’è niente quindi da capire, è solo speranza.
Ma ogni tanto qualche fedele ricade nella razionalità e pretende di poterla sostenerla “scientificamente” pretende che si possano studiare o capire certi, “chiamiamoli così, fenomeni”.
Ma quali fenomeni! La gente non si rassegna alla morte e… crede!
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31 luglio 2009 alle 14:17
Ha ragione, Brambilla. E citando l’articolo di Odifreddi che ho già inserito sopra in risposta a http://www.paologuzzanti.it/?p=1035#comment-96289
”
Il Credo di Zichichi, facilmente formulabile, è che “nè la Matematica nè la Scienza possono scoprire Dio” (p. 22), e “l’unica risposta all’esistenza del Trascendente è l’atto di Fede” (p. 144). Il che significa semplicemente che uno scienziato non può scrivere, in quanto tale, un libro dal titolo Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo. In particolare, non può esaminare dal punto di vista della scienza e della matematica moderne gli argomenti a favore dell’esistenza di Dio prodotti dalle teologie naturale e razionale, nel tentativo di riformularli in maniera adeguata alla cultura occidentale contemporanea.
Infatti, lungi dall’imbarcarsi in massimi ragionamenti, il Professor Zichichi non fa che indulgere in minimi slogan per l’intera durata del libro, infliggendoci a ripetizione vaghe banalità quali: “mai uno scienziato credente è diventato ateo. Semmai è successo il contrario” (p. 154). Arrivando a volte a dichiarare precise falsità, ad esempio che Einstein era credente (p. 45), il cui grado di attendibilità è facilmente valutabile in base alle parole dello stesso Einstein: “Ciò che si legge riguardo alle mie convinzioni religiose è una menzogna che viene sistematicamente ripetuta. Io non credo in un Dio personale e l’ho espresso chiaramente’
“
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30 luglio 2009 alle 20:18
Che soddisfazione sagra! Neanche avessi fatto jackpot al superenalotto.
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30 luglio 2009 alle 16:18
OT:
———————————————————-
BRAVE NEW WORLD OR NOT BRAVE NEW WORLD?
———————————————————-
—–>>> INTERPELLO URGENTE:
vi chiedo gentilmente di aiutarmi rispondendo alla domanda:
Come è possibile mantenere la propria integrità mentale costretti nostro malgrado a sopravvivere in questo paese ove pressoché ovunque ci si rapporta con figure che essudano ignoranza, prepotenza, invidia ed arroganza?
N.B. (Gradirei solo risposte esplicative che possano darmi un bocconcino di speranza, grazie).
(…)
Comincio a mostrare segni di stanchezza, probabilmente anche dovuti all’afa di fine luglio che sul mio volto si manifestano con due occhiaie profonde e grigio scure. Vorrei mandare aff… il “mondo” e partire per la MIA isola deserta oppure fare come tanti altri miei compatrioti ed annaffiare il mio orticello. Purtroppo o per fortuna il mio aracnoide non si è ancora indurito a sufficienza e la mia sensibilità mi impedisce di muovermi nella direzione sopra indicata. Però, però, … comincio a dare segni di depressione ed ansia. Vado sul web alla ricerca di annunci di lavoro in nazioni democraticamente evolute quel minimo necessario a garantire un’esistenza dignitosa ad una donna intelligente, indipendente con la responsabilità di crescere una figlia in età pre-scolare, donna la quale in questi ultimi due anni ha maturato quindi attuato la difficile scelta di metterne alla porta il padre (i motivi sono strettamente personali).
Ma suvvia vogliamo cominciare seriamente a dare origine a delle micro oasi attorno a noi? Ad organizzare dei laboratori sotto le nostre case oppure vogliamo continuare a lamentarci e a polemizzare con sterilità davanti allo specchio? Ovviamente l’appello è rivolto anche alla sottoscritta!
(…)
Un abbraccio al padrone di casa, un saluto agli amici di R.I.
Valeria
——————————————————————————————————————————-
IMPORTANTE:
Prosegue l’inchiesta sui “missili di Pifano e la violazione del Lodo Moro”:
http://www.cielilimpidi.com/?p=419
La prima parte era stata pubblicata venerdì 24 luglio:
http://www.cielilimpidi.com/?p=418
GUZZ – VALERIA, NON SEI SOLA. ABBRACCIO.
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30 luglio 2009 alle 16:24
Ora anche De benedetti era un agente sovietico….come Prodi….ma andiamo,per cortesia.
De benedetti fa con il suo giornale quello che molti imprenditori fanno con i loro.Ricordate gli Agnelli con la stampa?
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30 luglio 2009 alle 16:40
Sagra3 ma che c’azzecca Julius Berluscone con Medjugorje? Tra l’altro la notizia che riporta il Corriere della Sera è vecchia di almeno 7 – 8 mesi ed in parte falsa. Digiti il nome del religioso e vedrà da se. A proposito sagra di che genere? Del porcino, del carciofo,delle fragole…. ce lo dica e ci equipaggeremo a dovere.
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31 luglio 2009 alle 00:54
Ehm, Andrea,
Sagra è masculo, ma vista la sua tendenza a cambiar genere (cavalli/cavalle), io proporrei la Sagra del Merlo, pennuto ingiustamente perseguitato dal popolo bue, ma fornito d’un discreto canto monodico a responsorio (in parole povere, il merlo risponde a tutti quelli che gli fanno il verso). Del resto nelle lingue del Meridione “merlo” passa al femminile, “merola”, da cui viene il cognome del presentatore Valerio M., che di notevole aveva soprattutto il… merolóne.
Nell’agosto del 1996 Merola e il defunto Gigi Sabani furono incriminati da un giudice buontempone: accusati di chiedere favori sessuali per far entrar veline in concorsi di bellezza o programmi televisivi. L’inchiesta finì ovviamente in bolla di sapone, ma negli annali della giurisprudenza-buffa resta l’argomento utilizzato dalla difesa: le dimensioni del suddetto merolóne erano tali da non permetterne facilmente lo sfruttamento.
E così è anche per il Nostro, che di notevole ha solo la retorica: troppo gonfia per riuscire a… penetrare tutti gli argomenti trattati.
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30 luglio 2009 alle 16:57
Caro Guzzanti, lei é stato perfino un po’ tenero con De Benedetti. Provi a sentire cosa dicono di lui nel canavese.. É un furfante coi fiocchi e la magistratura non apre inchieste. Nessun Travaglio se ne occupa.
Come Repubblica e il Corriere e La Stampa non mettono in rilievo che l’inchiesta pugliese sta stanando i politici di sinistra del loco, ma parlano solo delle vaccate della meretrice.
Saluti dalla stronza.
GUZZ – CIAO, STRONZA!!
Che nostalgia…
Lei non capisce, naturalmente, che l’importanza, il clamore, lo scandalo dei reati – gli stessi reati – è di gran lunga differente se a compierli è un assessore comunale o un primo ministro, il papa o un parroco, il ministro della difesa o un sergente.
Lei e un altro imbecille patentato sapete solo vedere la partita a punti. Voi segnate con la D’Addario, noi segniamo con l’inchiesta pugliese. Così fanno le galline.
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30 luglio 2009 alle 23:55
Oohhh! Mi sto quasi affezionando a queste paroline dolci che mi indirizza!
pero’ ha ragione: non ho mica capito.. Il reato nel caso della D’Addario, dove sta? Sta nel fatto che é lei che lo ha commesso registrando una conversazione, sempre che sia vera. Scopare non é ancora un reato in Italia, a meno che per un Presidente del Consiglio si debbano fare eccezioni.
Ma De Benedetti, perché nessuno lo mette sotto inchiesta?
GUZZ – LEI E’ DOLCE E INGENUA. RITIRO le parolacce, anzi la parolaccia che ho usato solo perché lei mi ha invitato. Lei dunque, poverina, non riesce a capire, vero? Lei non capisce la differenza fra reato e comportamento disdicevole da parte di chi esercita una funzione pubblica. E poiché lei ha questo limite, lo attribuisce agli altri. Sa, Andreotti ha sempre nascosto con un po’ di vergogna il fatto che gli piacesse andare alle corse di cavalli e scommettere.
Nulla di male, nessun reato, ma è poco da primo ministro. Lei non capisce che un uomo il quale lascia penetrare nel suo letto delle puttane che lo ricattano – come accadde già nel caso del marito della viriginia di Saint Just – è un uomo ricattabile e che questo non è accettabile per i canoni della democrazia.
Lei pensa davvero che il “reato” sia “scopare” e poiché scopare non è certo reato, ne consegue che nella vicenda D’Addario – ammesso che sia vera, perché a lei non basta che SB l’abba confermata dicendo che non è un santo – non ci sarebbe poi nulla di nulla da obiettare.
Vede, questo è il problema.
Lei.
Lei e quelli come lei sono il problema.
Non Silvio Berlusconi.
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31 luglio 2009 alle 12:26
“Sta nel fatto che é lei che lo ha commesso registrando una conversazione, sempre che sia vera”
Ma certo, camper woman! Quelle registrazioni non sono vere! Infatti è Silvio Berlusconi che finge di essere Silvio Berlusconi che parla, fingendo di parlare, con una puttana che finge di essere una puttana.
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31 luglio 2009 alle 17:46
Malombra, ma perché non cambia il nick? Fa pensare a Fogazzaro e, naturalmente ad una donna.
A meno che lei intenda : ” Mala Ombra..”Le si addice..
Ho detto, “sempre che sia vera”, per il fatto che la registrazione non é stata verificata dalla magistratura e per il semplice fatto che la voce di Berlusconi la sanno imitare tutti. Comunque a me personalmente non frega un tubo se é vera, per le ragioni che ho detto sopra.
Lei si attacca a queste cose?
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1 agosto 2009 alle 15:05
Camper woman, non ha capito un tubo di quello che che le ha scritto il direttore.
Contro la fede , la logica della realtà può fare poco.
Continui a procurarsi le sue visioni.
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31 luglio 2009 alle 17:39
Infatti per me e per quelli come me non é ricattabile, perché ce ne freghiamo di quello che fa a casa sua, nel suo lettone, ed é esattamente quello che si pensa qui in Canada.
Repubblica nel suo sfrucugliare i giornali stranieri per infangare l’Italia, ha riportato l’articolo del Toronto Star che raccontava di Berlusconi e delle spiate sulla sua attività sessuale. Risultato: i commenti della gente erano: Ma chi se ne frega? É la vita privata…
http://www.thestar.com/news/world/article/669236
Inoltre a radio-Canada francese, che parla sempre male di Berlusconi, non si parla di questo scandalo e la sola volta che qualcuno, una donna, ha sollevato la questione, il giornalista ha detto seccamente: ” Non sono questi gli argomenti, io critico Berlusconi per la sua gouvernance, non per quello che fa nella sua vita privata.”
B. nelle sue residenze, é libero esattamente come noi, e la cosa scandalosa é che si vada a spiarlo nella sua intimità. Se poi noi italiani, tutto di colpo, ci risvegliamo bigottoni e guardoni, é affar nostro e della nostra malafede e saremo liberi di ricusarlo e di non votarlo la prossima volta.
In ogni caso a me e a quelli come me interessa come governa e le riforme che fa, se ci piacciono o meno.
Ri-saluti, questa volta piu’ affettuosi.
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31 luglio 2009 alle 22:37
Ho dimenticato di dire che questa risposta é rivolta a Guzzanti.
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15 agosto 2009 alle 00:35
Caro Senatore Guzzanti, volevo rispondere a questa squallida ‘Lontana’, ma la sua risposta è oserei dire perfetta e non aggiungo nulla.
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30 luglio 2009 alle 19:05
Poichè tutti gli insulti che mi vengono rivolti, sono esattamente gli stessi che potrei scrivere io per chi li fa, ma non li scrivo perchè mi ritengo una persona civile e quindi me ne faccio un ricco baffo, vorrei continuare nel postare le “perle” che si trovano su internet e che dimostrano quanto sono puri e leali quelli che si professano sinistri, repubblicones e detentori della verità:
Domande a La Repubblica dopo gli arresti di Bari
Scritto da Paolo Della Sala
Thursday 30 July 2009
E alla fine la Montagna (il sexgate D’Addario-Berlusconi) partorì il Topo (il verminaio edilizio e tangentizio delle sinistre). La Topa invece (il D’Addario-gate), al confronto della gang politico-affarista ipotizzata diventa roba da educande…
BARI (Corriere della Sera)- I carabinieri si sono presentati giovedì mattina in cinque sedi di partiti del centrosinistra a Bari. I militari hanno acquisito i bilanci dei partiti della Regione Puglia nell’ambito dell’indagine del pm Desirè Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario. Indagate 15 persone tra cui l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd.
LE ACQUISIZIONI- I militari si sarebbero presentati nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, e Lista Emiliano. Gli accertamenti disposti dal magistrato, che ha firmato decreti di esibizione di documentazione, riguardano l’ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti in riferimento al periodo compreso dal 2005 ad oggi, comprese le ultime elezioni al Comune di Bari.
E adesso? Dove sono il Times di Londra e il New York Times? Dov’è El Pais? Dov’è il nucleo dei servizi segreti che agisce nell’ombra? Cosa dice D’Avanzo? Cosa scriverà L’Espresso? Dove sono i “mistracciolevesti” contro Berlusconi? Cosa dicono i perbenisti dossettiani? Continuerà Di Pietro a ingrossare il proprio reame?
La verità è che ciò che viene a galla a Bari è la solita cacca. La verità è che in tutta Italia le sinistre si sono finanziate da decenni grazie allo scempio edilizio e con le tangenti. Gli elettori lo sanno benissimo, basterebbe sapere cosa succede negli Uffici tecnici comunali e negli Assessorati all’edilizia. La verità è che Bettino Craxi, al confronto con i suoi Catone il Censore, era un san Francesco. Costoro hanno moltiplicato per mille il sistema di finanziamento illegale al partito, moltiplicando però per mille anche l’inefficienza e lo stupro del territorio. Hanno anche distrutto l’imprenditoria locale -là dov’era debole-, perché volevano governarla e utilizzarla per distribuire posti di lavoro, denari e altro. Hanno creato il sistema delle municipalizzate, le holding dell’energia e dei servizi, dove il più puro ha la rogna, come disse Craxi dei parlamentari che lo stavano cacciando giù per la rupe dentro a una botte piena di chiodi.
Ma persino questo sarebbe perdonabile, se costoro (oggi a Bari tutti riuniti in un album di famiglia giudiziario che va dall’estrema sinistra all’estrema affarista) non si ergessero a Tutori della Libertà, del libero mercato, della giustizia, dell’ordine, del progresso. E’ la loro ipocrisia a renderli parte dell’abominio che alberga in ogni uomo. Sono i farisei del 2000, gli elettori già lo sapevano, ora lo sanno anche i magistrati. Se costoro hanno coraggio vadano a vedere ciò che è successo in Liguria (Genova e Levante), in Toscana, in Campania, in Piemonte, nell’Emilia, nell’Umbria, a Roma. Millenni di carcere che attendono solo di essere comminati, se la giustizia ha ancora un senso.
UNA DOMANDA A LA REPUBBLICA
Perché esecrate sempre i condannati del centrodestra senza dire mai che il vostro “padrone” De Benedetti non è affatto un santo, e che ha governato, per interposta persona, più di una volta negli ultimi decenni?
- (Wikipedia) Nel 1993, in piena bufera Tangentopoli, Carlo De Benedetti presentò al pool di Mani Pulite un memoriale in cui ammetteva il pagamento di 10 miliardi di lire in tangenti ai Partiti di governo e funzionale all’ottenimento di una commessa dalle PPTT, consistente in telescriventi e computer obsoleti. Nel maggio dello stesso anno, viene iscritto all’albo degli indagati; eppure De Benedetti non andrà mai a processo per questa tangente.
- Nell’aprile 1985 Romano Prodi presenta a sorpresa De Benedetti come azionista di maggioranza della Sme (fiore all’occhiello dell’industria agro alimentare italiana, definita dallo stesso Prodi “perla del gruppo IRI”, spaziando da Motta e Alemagna a Bertolli, supermercati GS e Autogrill).
La vendita è, per alcuni, incomprensibile sia da un punto di vista economico che da un punto di vista procedurale, in quanto era stato venduto il 64% della Sme per 497 miliardi (pagabili a rate). La società aveva una cassa attiva per 80 miliardi di lire (40 milioni di Euro) e utili (nel 1985) per 60. Inoltre al pacchetto di maggioranza della società non veniva applicato il premio di maggioranza per il controllo della stessa. Se consideriamo che la Sme aveva una capitalizzazione di 1.300 miliardi è facilmente comprensibile come il controllo azionario della società passava di mano per una cifra apparentemente inferiore a quanto fissato dal valore di mercato.
- All’inizio degli anni ottanta entrò nell’azionariato del Banco Ambrosiano guidato allora dall’enigmatico presidente Roberto Calvi. Con l’acquisto del 2% del capitale, De Benedetti ricevette la carica di vicepresidente del Banco. Dopo appena due mesi, De Benedetti lasciò il Banco, già alle soglie del clamoroso fallimento, cedendo la sua quota azionaria con una plusvalenza di 40 miliardi. Fu per questo accusato di concorso in bancarotta fraudolenta e condannato in primo grado a 8 anni e 6 mesi di reclusione, ma assolto in Appello.
Dal 2006 è tornato a guidare in prima persona le sue attività editoriali, subentrando a Carlo Caracciolo nel ruolo di presidente del Gruppo editoriale L’Espresso S.p.A. Caracciolo, che si reputò ingiustamente spodestato, ruppe il rapporto personale con De Benedetti, che non fu neppure nominato nel lungo e discusso testamento del “principe editore”.
P.S. L’appello “Non voltiamoci” lanciato su La Repubblica da Serracchiani & Co. era ridicolo nei giorni scorsi (e infatti ha ottenuto 75.000 firme soltanto, mentre persino io ne ho raccolto 160.000 con una causa su Facebook). Dopo le notizie di oggi “Non voltiamoci” diventa quasi un bacio di Giuda che Giuda dà a se stesso.
Da:http://leguerrecivili.splinder.com/
Julius
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30 luglio 2009 alle 19:24
Rumors da Repubblica e L’Espresso Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Perricone
giovedì 30 luglio 2009
Image
…
In redazione sono giunti dei rumors secondo i quali le testate giornalistiche del gruppo De Benedetti sarebbero in procinto di pubblicare una serie di dettagliati servizi sull’Italia dei Valori e, più in particolare, su Antonio Di Pietro e Luigi de Magistris.
A quello che ci risulta, l’operazione editoriale dovrebbe vedere in prima linea addirittura lo stesso D’Avanzo (lato Repubblica) e Marco Lillo (fronte L’espresso).
Secondo le informazioni delle quali siamo in possesso, i reportage dovrebbero accendere le luci su alcuni aspetti poco chiari delle vicende politico-personali dei due ex pm; e lo farebbero procedendo “a ritroso”, partendo dai giorni nostri.
Più in particolare, per ciò che concerne il partito, le indagini delle due testate partirebbero dalla gestione dei finanziamenti pubblici che finirebbero nelle casse del “movimento IdV” e non direttamente in quelle del partito come, invece, prevede la legge.
I servizi sul leader dell’Idv si articolerebbero partendo dalla lotta dell’onorevole Di Pietro contro i “privilegi della casta” e l’immunità parlamentare e dalla sua richiesta proprio di immunità parlamentare (naturalmente per sé stesso) rivolta alla Ue. A questo si aggiungerebbero i motivi per i quali non è stato ancora eliminato il nome “Di Pietro” dal simbolo del partito, così come aveva invece promesso lo stesso interessato.
I resoconti su De Magistris, invece, dovrebbero prendere origine dalla richiesta, presentata dallo stesso alla quarta commissione del Csm, di prolungare l’aspettativa per tutta la durata del mandato parlamentare europeo. E ciò nonostante che l’ex pm di Catanzaro avesse sbandierato ai quattro venti la sua intenzione di non tornare più sui suoi passi: «la mia è una scelta irreversibile, anche qualora non dovessi essere eletto», aveva detto in conferenza stampa lo scorso 18 marzo. Non si esclude anche che l’attacco sferrato l’altro giorno dal neo parlamentare europeo al vice presidente del Csm Nicola Mancino (il cui atteggiamento è stato definito ”inquietante” e “molto ambiguo” dal parlamentare europeo dell’IdV) costituisca la prima fase di una sorta di “resa dei conti” tra lo stesso De Magistris ed il Csm.
Fin qui le indiscrezioni delle quali siamo in possesso.
Sostiene il nostro Alessio Di Carlo che questi rumors non avranno seguito e sull’Italia dei Valori le testate del gruppo non scriveranno neppure una riga, preferendo continuare a stendere trattati su gossip e escort.
Staremo a vedere.
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30 luglio 2009 alle 19:36
Senza lui stavam da Dio
quando era a Medjugorje,
ma è tornato alle sue glorie,
non sa dirci proprio addio.
Anzi punta contro il dito:
“Lei non è proprio un liberale”.
Di bugie ormai è un perito,
di idiozie già un seriale.
Troppo avvezzo all’aria fritta
il suo orecchio non ci sente
non si ficca nella mente
che la schiena qui è dritta.
Non pretendo che sia Camus
ma se manca tutto l’humus
a che serve questo cactus,
cui prodest questo Julius?
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31 luglio 2009 alle 12:59
Amgelo,
troppo buona la sua “poesia” al confronto degli insulti diretti.
Quando ero via e dopo avervi letto, si è vista la mancanza di uno che poteva mettervi le spine al fianco.
Così ritornato non ho trovato di meglio che contestarvi, come al solito, con cose semplici.
Le cose complesse le lascio volentieri a voi, maestri nel complicare ciò che complicato non è.
Lo so che ricordarvi che SB è stato eletto e governa con il voto democratico per voi è aria fritta, ma non volete ficcarvelo nella zucca e quindi serve la famosa goccia che a lungo andare perfora anche il sasso della vostra mente ottenebrata e ottusa.
Quanto alla schiena dritta, beh, me lo lasci dire: chi è senza peccato scagli la prima pietra!!
Ci sono anche qui dentro tanti pecoroni!
L’essere liberali poi è tutto da vedere.
Qualcuno qui ha affermato che chi si crede di essere ironico, non sa manco cosa sia l’ironia, ebbene vale lo stesso per chi si crede liberale, ma proprio liberale non è.
Invece qui di humus repubblicones ce n’è tanto ed è così ben concimato che sembra di essere sopra quelle montagnole di ……. dove crescono bene le zucche gialle.
Mi stia bene e se mette il suo di nome nella sua poesia non è che la sostanza migliori, Anzi….
Saluti,
Julius
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30 luglio 2009 alle 20:13
RINFRESCATINA.
Si e’ parlato spesso di Cesare Previti.Ora si e’ parlato anche di Carlo De Benedetti. Io non ho il piacere di conoscere ne’ l’uno ne’ l’altro.
Pero’ mi piace fare una piccola opera di estrapolazione e di ricordo relativa a una verita’ giudiziaria che riguarda i personaggi nominati che li ha visti protagonosti diretti e indiretti.
Gli eredi delle famiglie Mondadori e Formenton si impegnarono a vendere a Carlo De Benedetti la Casa Editrice Mondadori; successivamente detti eredi si convinsero a promettere la vendita a qualcun altro(1) non onorando il primo impegno.
Ne nacque un contenzioso , la cui soluzione fu individuata in una sorta di sentenza extragiudiziale…il famoso Lodo Mondadori con il quale furono riconosciute le buone ragioni di CDB.
Qualcuno (1) pero’ non fu d’accordo e si adirono le vie legali, diciamo tradizionali questa volta , per ribaltare quanto deciso in detto Lodo.
Il giudice si chiamava Vittorio Metta e ribalto’ quanto stabilito dalla soluzione extragiudiziale con una sentenza di 100 e rotte pagine scritta in 24 ore. ‘Na specie de Mandrake.
E’ stato stabilito dalla Corte di Cassazione che quella sentenza fu comprata con la fattiva opera degli avvocati Previti , Acampora e Pacifico che corrisposero al giudice Metta la somma di 420 mln di vecchie lire la cui provenienza non venne mai giustificata da Metta. Condannati Metta,Acampora,Pacifico e Previti , questi ultimi tre per “corruzione in atti giudiziari”.
La conseguenza della sentenza di quella sezione civile del Tribunale di Piazzale Clodio fu l’attribuzione della maggioranza azionaria della Casa Editrice a qualcun altro (1).
A CDB venne scippata con quella sentenza scandalosa la proprieta’ della Mondadori.
Piccola opera di estrapolazione e di verita’ processuale.
P.S. Quel qualcuno si chiamava Silvio Berlusconi.
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30 luglio 2009 alle 22:23
Bravo Kalle,
da la Giustizzia onlàine, carda carda, a quela surggelata.
Ma lèggite n libbro, uno quarsiasi, nvesce de venì qui a vénde ggelati.
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31 luglio 2009 alle 10:48
Aria fritta la tua caro Patton.
Aria fritta contro fatti.
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31 luglio 2009 alle 22:33
Per fortuna Kalevala, senno’ a quest’ora la Mondadori sarebbe fallita come tutte le imprese di CDB.
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30 luglio 2009 alle 20:13
Capitano Rolla, Tenente Holden,
che sia un presagio?
http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_30/olanda_brucia_nave_burchia_2791aab2-7d0a-11de-898a-00144f02aabc.shtml
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31 luglio 2009 alle 13:24
Ma no, era una riproduzione moderna, molto meno affidabile del nostro veliero ‘600 originale (è da tanto che navighiamo, forse perché nessun porto ci ha ancora soddisfatto).
L’unica cosa che le invidiavo era il frigorifero.
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30 luglio 2009 alle 21:07
Quest’ultima notizia su Medjugorie sarà imbarrazzante per qualcuno per il quale è più facile credere all’incredibile che accettare le evidenze.
giollygo.
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30 luglio 2009 alle 23:07
Egregio Luciano Priori F.,
è da un po’ che leggo con interesse i suoi articoli, nel blog di Guzzanti, sul rapporto di simpatia tra liberalismo e calvinismo e di opposizione, se non addirittura di negazione tra democrazia liberale e cattolicesimo.
Penso che sia folle negare la storia e perciò concordo con lei che là dove vi è stata la riforma protestante vi è stata anche la democrazia liberale, al contrario, nei Paesi dove vi è stata l’egemonia Cattolica, la democrazia liberale ha faticato assai e per vari aspetti non si è mai attuata come è il caso dell’Italia.
Vorrei però dire alcune parole su questi aspetti così capitali per la nostra convivenza democratica.
Sarebbe un errore far discendere dalla dottrina di Giovanni Calvino il liberalismo.
Come ho già detto in articoli precedenti né lui né Lutero avrebbero mai approvato una concezione terrena positiva dell’agire umano in quanto credevano fermamente nella radicale corruzione dell’uomo, detta in modo più brutale nella sua impossibilità metafisica e ontologica di salvarsi.
Chi salva è Dio e lo fa gratuitamente seguendo un suo piano che è imperscrutabile e non segue le nostre pie volontà cioè i nostri tentativi volontaristici di fare il bene con le opere.
E allora cos’è accaduto?
Calvino se fosse stato interpretato puramente avrebbe dato il via a tante teocrazie intolleranti, però lentamente dal seno dei riformatori protestanti, e anche in opposizione a Calvino, sono nate forze nuove che hanno apportato notevoli mutamenti e che li hanno potuto conseguire pienamente proprio in America.
I Puritani, i Pietisti, gli Anabattisti, la Società degli Amici (nota come i Quaccheri) e tante altre formazioni spiritualistiche, hanno da una parte radicalizzato la divisione tra religione e società, tra Chiesa e potere costituito, dall’altra hanno interiorizzato il loro credo diffondendolo in più centri.
Hanno negato, i più radicali, le autorità costituite, e hanno accentuato un individualismo di piccole comunità.
Per questi motivi, e per altri che sarebbe lungo analizzare, sono stati coerentemente perseguitati da luterani, calvinisti, cattolici, e quasi in massa si sono dovuti spostare in America che per loro, si pensi ai Padri Pellegrini, rappresentavano la Terra promessa per realizzare profondamente il loro Cristo interiore.
Questa critica radicale della concezione verticale del potere religioso, e di quello laico, è l’apporto più sorprendente e fecondo di questi movimenti protestanti cristiani per il liberalismo inteso come partecipazione individuale, dal basso, e orizzontale alla democrazia.
Nei Paesi Cattolici il potere è sempre rimasto ancorato ad una concezione verticale che aveva nella Chiesa e nell’impero e nel re i suoi più alti rappresentanti.
Uno dei temi più suggestivi per chi volessi rintracciare filosoficamente all’alba dell’era moderna, nel rinascimento fine medioevo, è l’attacco di Nicola Cusano alla concezione della gerarchica celeste ed ecclesiastica concepita dallo Pseudo-Dionigi l’Areopagita.
Cusano, tra l’altro Cardinale Cattolico, scardinò la gerarchia medioevale sostenuta dallo Pseudo-Dionigi, affermando che nell’infinità di Dio non può esservi un sopra e un sotto (mondo lunare e sublunare) un centro e una periferia.
Per queste ragioni, sostenute con ragionamenti molto più approfonditi di quelli da me qui esposti, criticò la stessa concezione cosmologica aristotelica.
Un altro potente attacco fu dato da Giordano Bruno e dalla sua concezione di infinità dei mondi che più non potevano essere racchiusi in un ordine cosmologico ben ordinato dal più alto al più basso, dal più nobile al più ignobile.
E poi è arrivato Lutero il quale, dal punto di vista del liberalismo, ha nella sua dottrina un concetto che tutto scardina anche malgrado la sua stessa ulteriore elaborazione teologica e il suo stesso ossequio al potere costituito: il personale, intimo, non più coartabile libero indagare al di fuori di una qualsiasi autorità esterna.
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4 agosto 2009 alle 03:46
E poi è arrivato Lutero.
Potrebbe essere il titolo di una canzone di Alberto Camerini.
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30 luglio 2009 alle 23:25
Julius….a Bari sta venendo fuori qualcosa ?
Bene…il marcio , se c’e’ , che sia dimostrato e sanzionato.
Cosa pensi …che si difenda a priori “la sinistra” di Bari ? Per quello che mi riguarda manco pe gnente.
Come al solito non hai capito.
Sono sicuro che qua dentro non troverai “un sinistro” pronto a difendere a priori e “a prescindere”…la gente e’ stanca di illegalita’ e soprusi da qualunque parte vengano …a cominciare da quelli della tua parte.
Ma allora con la vicenda di Bari non e’ vero che la Magistratura perseguita una sola parte facendo politica militante. Come e’ ’sta storia ? Eh ?
A me di Emiliano e company non me ne po’ frega’ de meno.
Quanto a Bettino tu , che di cose religiose e miracoli te ne intendi , fai parte del gruppo di santificazione del medesimo…lascialo perde Bettino, se no bisogna ricominciare a parlare di Raggio e piazza del Duomo n.19 dove Larini portava valigiate di soldi in contanti.Lascia perde…che e’ meglio. Credo che Bettino Craxi sia stato l’unico “statista” il quale fisicamente toccava lo “sterco del diavolo”.
La ricordi la differenza tra il buon Citaristi – morto povero – e Craxi ? Citaristi prendeva e ridava tutto…Bettino pare de no. Lascia perde.. Anche se per entrambi il reato , asetticamente considerato , era il medesimo, con quella differenza,pero’ , che ti ho detto.
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31 luglio 2009 alle 13:13
Kalevala,
).
se a Bari esce qualche cosa, vedremo che conseguenze avrà.
Non mi sono mai sognato di santificare Craxi, provami di averlo fatto!
Così come non ho mai santificato nessuno, votato si, ma non fatto santo! (lui stesso l’ha detto di non essere santo
Di certo tu hai sempre avuto nostalgia e portato sul palmo di mano chi alla D’Alema o alla Citaristi rubava, ma nascondeva la mano, dietro il partito.
Per me rubare è rubare, così come fare pettegolezzo è fare pettegolezzo e così via.
Per cui, caro Kalevala, lascia perdere certe tue illazioni inutili.
Leggi qualche buon libro, ce ne sono di meglio di quelli di Scalfari e riposati, si vede che sei stanco e affaticato.
Saluti,
Julius
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31 luglio 2009 alle 13:21
Kalevala,
aggiungo:
Che strana la tua frase: “Bene…il marcio , se c’e’ , che sia dimostrato e sanzionato”
Tu ti rileggi quando scrivi qualche cosa?
O anche per te, come ti ho già scritto, vale solo il senso unico?
Ti ricordo solo che SB è sempre uscito indenne da tutte le investigazioni fatte (e sono migliaia).
Quindi devo dirti che la coerenza non ti appartiene?
Anche per quest’ultima vicenda della D’Addario non potevi attendere: “Bene…il marcio , se c’e’ , che sia dimostrato e sanzionato.”?
Ovviamente non potevi da buon repubblicones: calunnia, calunnia che prima o poi qualche cosa resterà.
Vero?
Leggi, Kalevala….
Julius
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30 luglio 2009 alle 23:44
Premetto che non mi permetterei mai di azzardare un’ esegesi sull’ articolo dal Senatore, ma ovviamente ognuno ha le sue distorsioni e le sue chiavi di lettura : mi permetto di dire che, quantomeno, questo articolo potrebbe anche significare che qui, se si fa una rivoluzione vera, ce n’ è per tutti.
Poi io dò anche la mia personale lettura.
Il senatore scrive :
” Quando un giornale fa campagna, qualsiasi campagna, anziché limitarsi a informare e commentare, è lecito chiedersi quale sia l’ obiettivo delle sue campagne, quale la strategia e chi lo stratega. È naturale che oggi si guardi alle campagne di Repubblica immaginando che lo stratega, l’ uomo che ne promuove e ne vuole i risultati, sia lo stesso editore, Carlo De Benedetti. ………
Di Repubblica conosco se non tutta la ciurma, oggi cambiata, almeno il genoma della ciurma. ………
Carlo De Benedetti : ha un ruolo in politica e ha un ruolo nella conduzione dei suoi giornali ?
Risposta ad entrambe le domande : sì, certamente.
Ha un ruolo in politica perché si è pubblicamente schierato con la sinistra erede del vecchio Pci … e perché … ha voluto mantenere fra le sue prerogative assolute e monocratiche il diritto di nominare i direttori di tutto il SUO gruppo editoriale. ……..
Quindi è ( anche ) un politico che fa politica attraverso strumenti che non sono propriamente politici, i giornali, sicché anche lui è corresponsabile della disgrazia del nostro disgraziatissimo Paese … : il finanziere e industriale, ed esponente politico, Carlo De Benedetti anche lui un corresponsabile della negazione del servizio pubblico dell’informazione … cui gli italiani hanno vanamente diritto. ………
De Benedetti sogna quest’ anno, il 2009, di diventare cittadino svizzero, forse perché non è contento di come vanno le cose malgrado il suo impegno. …….
Gli resta la nomea di uomo dei sovietici che gli resta ancora da quando gli americani non gli perdonarono i suoi rapporti privilegiati con Mosca.
Poi ci fu la storia della Sme e di Prodi e la centralità di un affare molto dubbio e molto poco edificante : … di qui una forsennata guerra politica, finanziaria, giudiziaria, economica e dai risvolti internazionali la cui eco ancora rimbomba nel lontano big bang da cui venne fuori questa cosiddetta seconda Repubblica.
Sta di fatto che oggi è seduto sul suo trono, impugna il suo scettro di comando, partecipa in primissima persona alle attività e dunque alle campagne di Espresso e Repubblica : dunque, è certamente un duellante.
E se le sue armi giornalistiche fossero per quanto possibile pure, allora il loro uso non potrebbe dare adito alle accuse di chi vede nelle campagne attuali lo svolgimento di un complotto e forse di una sorta di colpo di Stato strisciante.
Resta infatti il fatto che un finanziere e capitano d’ industria, per sua pubblica scelta, sovrintende a un’ operazione che è anche e prima di tutto politica.
E questo ci sembra un dato incontrovertibile ed anche molto preoccupante come tante altre anomalie del nostro sventurato Paese “.
Bhe, se fossi in un’ aula di tribunale, fossi l’ avvocato della difesa ( di Berlusconi e dei cittadini stanchi che con Berlusconi e la Lega si sono schierati ), per qualche motivo questo articolo fosse inserito in un’ arringa dell’ accusa ( di chi ce l’ ha col centrodestra ) e il giudice alla fine dell‘ esposizione dell’ accusa mi dicesse : “ avvocato ha qualcosa da dichiarare ? ”, relativamente all’ udienza direi “ Vostro onore, non ho altro da aggiungere “.
Direi che spiega bene una parte delle genesi dell’ incazzatura di molta gente comune : un governo ( parlo di quelli della Prima Repubblica ) i cui mandanti non potevano essere tacciati di nulla in quanto qualsiasi vaccata politica, morale o politico-morale nonché, e soprattutto, economica facessero ( fare ), non gliela si poteva imputare come rappresentanti del popolo, perché loro, putini ( fanciulli in veneto-veronese ), erano cittadini impegnati nel privato e super partes, come non si sapesse chi ha governato l’ Italia ( gli Agnelli toh, tanto per dire : bel nome come ulteriore beffa ), portato al consociativismo e al 95% delle leggi di spesa votate da tutto il Parlamento, dove il mercato delle vacche grasse doveva accontentare tutti gli avvoltoi dopo che il predatore si era saziato, ecc.
Si insomma peccato che non c’ è al governo un bravo fio come Piersilvio a fare quello che gli dice di fare, senza che nessuno lo sappia e se ne accorga, il suo Papy, che al limite potrebbe magari dedicarsi, dopo aver provato di tutto, ai festini alla Lapo senza che poi nessun su scandalizzi più di tanto.
Per quanto riguarda De Benedetti, a me pare – anche con la sortita della cittadinanza svizzera, del fatto che tutto il suo impero poggia su vicinanze politiche come la sua battaglia, politicamente perdente, dimostra e come Cossiga ben spiega ( basti pensare solo che anche recentemente non ha più il suo Sor Soru in Sardegna, che gli spoglia l’ isola dai turisti e gli fa deviare i fiumi ) – che tra un po’, se non già adesso, si va a sparare sulla Croce Rossa.
Magari cambia idea e va anche lui a fare il crocerossino volontariato in Africa con Veltroni e porta l’ alfabetizzazione : tanti piccoli africani che imparano a scrivere benissimo … veloci come macchine.
Heh, caspita, che idea, tanti piccoli africani bravissimi e velocissimi nella scrittura : tante macchine da scrivere da portare poi alle Poste Italiane. Dello stesso colore per giunta.
Ma loro sono progressisti non passatisti e neanche razzisti.
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30 luglio 2009 alle 23:48
L’unico reato già dimostrato, ma che non sarà mai sanzionato, è la diffusione di notizie riservate sulle indagini a carico di Tarantini & C.
(che ovviamente non riguardano le interviste liberamente rilasciate ai giornali da D’Addario e altri). C’è una legge della Costituzione che vieta la diffusione di quelle notizie, SI o NO? Dev’essere rispettata quella legge (anche se non fa comodo ai repubblicóni), SI o NO?
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31 luglio 2009 alle 06:43
Il coraggio e la metamorfosi del generale Patton, medico in questa vita, e sacerdote sumero nell’altra!
Voi dovete sapere che qui, in questo blog, ci fu uno psicodramma, Patton venne accusato di alto tradimento e sospettato di essere del Kgb. Ora, io Eruz, allora bombolopp, siccome ero in partes infidelium, avrei potuto approfittare e godere dei litigi nella parte avversa, ma la cosa mi sembrava così abnorme che mi intenerii per Patton e cominciai a difenderlo, mettendo in evidenza, a modo mio, le incongruenze e gli aspetti comici della cantonata che avevano preso. E Patton che faceva? Per giorni, sparì dal blog, e tutti eravamo convinti che fosse in viaggio in Arabia, così lui ci aveva lasciato intendere …. invece no signori miei… lui non era ancora partito…. se ne stava rintanato…… mogio e frastornato, mentre su di lui, sì su di lui, in questo blog, se ne dicevano di tutti i colori
Quando gli toccava di diritto reagire e far sentire la sua voce…. niente… anzi sembrava cercare la conciliazione… adesso me lo vedo trasformato in smargiasso!!
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31 luglio 2009 alle 07:12
Onde evitare stucchevoli discussioni linguistiche… in partes infidelium e non in partibus infidelium, perché, trovandoci in internet, e essendo ad esso connessa l’idea del vagare e del navigare … quindi del moto e del movimento.. ho preferito l’accusativo!!!
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31 luglio 2009 alle 08:40
Scrivo due cosine stupide stupide per capire a che livello siamo arrivati di partigianeria.
Premesso che la democrazia non è un esercizio sportivo individuale, ma dovrebbe quantomeno essere un evento sportivo collettivo, mi chiedo il senso di molti interventi “a conseguenza” come se occorresse sempre e comunque pareggiare un conto.
Per parte mia, sono sempre stato estremamente critico con chiunque anche dalla mia “parte” (andrebbe dato un senso a questa “parte” ma non importa) hanno violato le regole e peggio la legge, non mi sono mai alzato la mattina con l’intento di fare punti o coricato contento di avere quantomeno pareggiato.
Dico questo perché sembra che la democrazia sia un esercizio numerico oltre che sportivo, due meno non fanno un più, e un meno e un più non si annullano a vicenda.
Un reato rimane un reato, un comportamento disdicevole anche, se arrestassero pure tutti i componenti e anche i militanti della sinistra di Bari, questo non andrebbe assolutamente a bilanciare la puttanopoli esistente scatenata da Silvio Berlusconi, perché non funziona in questo modo, non si può tollerare le infinite serie del “così fan tutti”, chi ruba o imbroglia deve pagare per proprio conto e fare storia a se, e se questa storia è divenuta un normale istituto di questa o quella convinzione politica oltre alla responsabilità personale si pone un problema più grande, ed occorre creare ed adoperarsi, se ci si crede, gli per azzerare e sanzionare quel modo di fare, cancellandolo e relegandolo alla sfera della responsabilità individuale.
Per questo trovo ridicolo tutto questo cercare le puttane di D’Alema o di Prodi per azzerare quelle di Silvio, onestamente non mi interessano minimamente, ci saranno quelle di X e poi quelle di Y non sposta di una virgola il problema, mentre mi interessa molto di più, il comportamento di chi ha cariche istituzionali e diviene modello di riferimento nella società civile.
Mi reputo persona onesta ed ancora capace di discernere tra quanto è lecito e quanto lo è molto meno, ed onestamente sono depresso nel riscontrare anche nel mio quotidiano, lavorativo e relazionale il ripetersi di regole e comportamenti devianti, perché significa toccare con mano come la pedagogia del potente si rifletta inevitabilmente sui comportamenti comuni.
Se rubare è un reato, chi ruba deve pagare e punto, sia che sia di destra o di sinistra, non c’azzecca controbilanciare un reato con la ricerca statistica di quanto lo fanno anche nella parte avversa, è un giochino diabolico e stupido, usato ultimamente da troppi giornali in primis dal Feltri.
Se non evitiamo questo esercizio ci troveremo tra poco a parlare per categorie astratte e senza senso, a destra i mafiosi, a sinistra i terroristi, a destra i puttanieri a sinistra i pervertiti e via dicendo, in una spirale senza fine capace solo di dividere senza poi partorire gran che.
Penso pertanto che sarebbe utile parlare dei problemi in se, senza confutarli con la ricerca od azzerarli con qualcosa di simile di segno opposto ma che non ha nulla a che vedere con lo specifico.
Ipoteticamente parlando, se una mia conoscente stesse morendo per un tumore non credo che trarrei beneficio o conforto nel sapere che lo stesso accade a qualcuno che ho sulle balle, al più mi verrebbe da pensare che il mondo sta peggiorando nel suo complesso e poiché ci vivo in questo mondo la conclusione a cui arriverei è che la qualità della vita peggiora invece di migliorare come dovrebbe.
Riccardo.
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31 luglio 2009 alle 09:20
Berlusconi e DeBenedetti:
due campioni del capitalismo in cui il denaro è re.
Negli USA, da qualche tempo – diciamo dallo scontro McCain-Obama per la Casa Bianca – ci si domanda se la democrazia sia in vendita.
L’ultima campagna elettorale, infatti, dicono abbia raggiunto vette di spesa mai toccate prima (pare – ma prendo la voce con beneficio d’inventario – si sia sfiorato il miliardo di dollari).
A questo punto, la democrazia (la web-democracy) rende ancor piú forte l’immagine del «denaro re» il quale è diventato un’arma politica d’uso diretto.
E ciò preoccupa alcuni osservatori di quella società attenta a tutto ciò che è pubblico; e che attualmente vive una profonda crisi non soltanto economica.
Avanti cosí, sarà sempre piú arduo tenere in vita una vera comunità umana: il capitalismo – il suo «re» – ne soffre.
E ciò perché esso è, per sua natura intrinseca, antisociale: incentra, infatti, l’attività di ogni individuo in sé stesso e rinchiude ogni uomo nel proprio egoismo.
Fare dell’interesse personale il motore fondamentale della vita collettiva significa distruggere il principio su cui ogni società si fonda: la solidarietà.
Nel sistema capitalista la società si limita a garantire il manifestarsi piú completo dell’egoismo di ciascuno.
La teoria del «servizio sociale» (“facendo il mio vantaggio, indirettamente faccio pure il tuo”) altro non è che propaganda.
In verità, il produttore cerca di realizzare il profitto piú alto possibile. Gli effetti sociali di questa sua azione non sono al centro del proprio interesse, sono puri accidenti
Il senso di solitudine in aumento (il web ne è prova), l’indebolirsi del senso di solidarietà (xenofobia e razzismo) sono alcuni dei segni di quanto vado scrivendo.
Che fare, dunque?
Due le vie:
o ripensare il capitalismo, ovvero introdurre in esso motivi socialisti. Che poi dovrebbero esser coincidenti, una terza opzione non essendo a portata di mano.
Oggi, negli USA, c’è una forte resistenza a che il presidente ponga in atto il suo piano riguardante il nuovo Welfare.
Lo si accusa – da parte dei gruppi piú conservatori – di essere un infiltrato della sinistra mondiale, che avrebbe deciso di abbattere il capitalismo aumentando la spesa sociale al punto da portare lo Stato alla bancarotta.
Il «re» prova a resistere (e prepara la controffensiva?).
Eppure, in quegli stessi Stati Uniti, se il capitalismo non è messo in discussione, purtuttavia non sta piú in cima alla scala dei valori: al big businessman si preferisce qualcun altro, Obama, per esempio.
Anche perché – diciamoci la verità – il capitalismo cosí com’è (costruito per l’interesse di pochi) è in contrasto col sistema dei valori occidentale.
Non gli avesse l’URSS reso un gran servigio, trasformando il socialismo in totalitarismo, esso farebbe fatica a trovare qualche buon alibi che lo mantenga integro.
EJC
*
Lettura consigliata
Oscar Wilde, The soul of man under socialism, 1891
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31 luglio 2009 alle 09:30
Sì,proprio uno sventurato paese dove l’italiano non è il centro dell’universo, ma l’utile idiota da manipolare o di qua o di là!!
Dove il qua ed il là stanno per destra e sinistra.
Eccezionale come sempre, caro Paolo!!
Con la tua penna magica continua ad incantrci così!!
….E auguri per il tuo prossimo (domani) compleanno : cento di questi giorni ancora!!
Con l’affetto che posso ti abbraccio e ti bacio anche.
Fulvia
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31 luglio 2009 alle 09:45
Patton..
Grazie del consiglio…l’asilo e’ un posto stupendo e indimenticabile. Naturalmente caprone e coglione sarai tu , e’ il minimo che ti posso dire.
Ti rendi conto quanto e’ assurdo e surreale ,anche miserevole, litigare tramite computer e SOPRATTUTTO , cosi’ di acchito e PER PRIMO mandare affanculo qualcuno che afferma cose da te non condivise ?
Io, ad esempio, ho discusso con tanti altri.. Gianluca , soprattutto con Julius…ci prendiamo un po’ per il culo ma un “vaffanculo” diretto mi pare di non averlo ne’ fatto ne’ ricevuto. Dovrebbe essere una regola condivisa da tutti quelli che stanno qui’ dentro. Anche con te abbiamo discusso …anche con te abbiamo un po’ scherzato e ci siamo presi un po’ per il culo…”polentùn”…”terùn” ; che cazzo vor di’ quel vaffanculo “tranchant”, gratuito ? Non lo capisco. All’amico Priori gli dici…….mo mi fai incazzare…ma che vor di’ ?
Non e’ che ti voglio insegnare a vivere…ci mancherebbe, sarei ridicolo ; sono solo due osservazioni tera tera… per scambiarsi in un modo piu’ o meno civile qualche opinione in questa “agora’ ” elettronica.
La cosa singolare e’ che qui’ c’e’ un tuo collega , Riccardop senza fare nomi , informato quanto te che risponde con la sua calma e misura a quell’immaginario collettivo del “dottore” quasi buon smaritano , di uno che ti aiuta…tu , viceversa , dai l’impressione di essere un luciferetto perennemente incazzato che guarda una valle di lacrime con dentro una umanita’ mediocre degna solo di essere bastonata. Da te, naturalmente. Una calmata non ti farebbe male.
Io ti devo fare una domanda, forse interpretando un desiderio abbastanza generale…
MA PEKKE’……MA PEKKE’ STAI SEMP’ ‘NCAZZATACCUSSI’………PEKKE ‘ ????
KKE POTEMO FA PETTE’ ………..avemo contattato pure er Tarantini per quarke genere de conforto ke te po’ tira’ su er morale…..ma asituazzione e’ grave.
Sappi comunque che, per quel poco che puo’ valere , se mi risponderai offendendomi ancora…. un arivaffanculo anticipato.
MA PEKKE’ ……………………???
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31 luglio 2009 alle 10:11
Patton…si ha la sensazione da un po’ di tempo che con te e’ come sparare sulla croce rossa …
- Il ricordo della vicenda Previti – Lodo Mondadori e’ giustizia on line ? E’ falsa ? Come l’ho riassunta non e’ forse la verita ? Dicci qualcosa in merito. Illuminaci …davvero sarebbe interessante se tu avessi da qualcosa da dire in merito.
- mi dici …leggi un libro qualsiasi…..e’ vero …leggo poco…un libro al mese ; ma l’ultimo che ho letto…..REGGITI FORTE SE NO TE PIJA ‘NINFARTO….si intitola “L’uomo che non credeva in Dio”….te sei ripreso ? Stai bbene ?
Sai chi l’ha scritto,sicuramente.
Dico anche a te la stessa cosa che avevo detto a Julius….in un immaginario dibattito tra te e lui ….sai che culo che je faresti.
P.S. per tua informazione ho cominciato a leggere “Il piccolo Principe”…vedi …quel tuo leggi un libro qualsiasi e’ ‘na cazzata ….qualcosa leggo.
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31 luglio 2009 alle 10:43
Lasciate stare Patton.
sta ancora cercando di far risalire il suicidio di Marylin ai Kennedy.
Purtroppo non riesce a trovare la prova definitiva che incastri JFK e per questo ultimamente è un po’ irritabile.
Prima o poi gli passa non preoccupatevi.
Saluti.
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2 agosto 2009 alle 03:19
Kint,
dammi retta, la storia del tuo popolo, i “nativi americani”, è già molto complessa.
Perché vuoi occuparti anche di quella degli immigrati inglesi, italiani ed ebrei nel continente?
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31 luglio 2009 alle 12:04
BOLOGNA, LA VERITÀ SUI RESTROSCENA DELLA STRAGE NEL VERBALE DI UN UFFICIALE DEL SISMI:
http://www.cielilimpidi.com/?p=420
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31 luglio 2009 alle 12:57
Caro Julius….Credi ? Bene. Massimo rispetto e no problem.
Ma , a proposito di “fenomeni” , ti do un consiglio : N O N ti documentare sul “fenomeno” della Madonna di Civitavecchia….se no smetti di credere.
Il fatto e’ che mi trovo d’accordo con Brambilla…..e’ la paura della morte che scatena tutto ; e’ troppo bello l’azzurro del cielo , il verde degli alberi o il sorriso di nostro figlio bambino…..nun ce volemo sta e , invece , ce dovemo sta con le buone o con le cattive.
Filosofia da quattro soldi…chissa’ che pensera’ di me l’amico Maccarti.
P.S. un flash sulla Madonna di Civitavecchia.
Il magistrato dispose l’analisi del sangue sulla statuetta della Madonna ; risulto’ dal DNA che trattavasi di sangue maschile . A monsignor Grillo , tenutario della statua nonche’ avallante del miracolo , fu chiesto :
Ma Monsignore , e’ il sangue di un uomo!! ! risposta….si va be’ ma in fondo Maria ha partorito un maschio (sic)
Sembra una battuta di Toto’.
Il Vaticano , infatti,spiazzato da Grillo che era pur sempre un vescovo , ha avuto sempre un atteggiamento di estremo scetticismo ma in quel posto si vendono un sacco di panini con la porchetta. Sta nascendo una mini Sangiovanni Rotondo.
“L’asso nella manica,Billy Wilder” . Tutto gia’ scritto. E anche su Medjugorie,Julius, tanti dubbi…e non solo da parte di non credenti, lo sai vero?
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31 luglio 2009 alle 19:09
Kalevala,
infatti a Civitavecchia non ci sono mai andato dalla Madonna.
Che strano, eh?
E dire che parecchie volte sono stato in quella città.
Però vedi la tua faziosità.
La Chiesa prima di dire qualche cosa su quei tipi di fenomeni, ci pensa su non due ma mille volte.
E quando accetta questi fenomeni è perchè non si riesce ancora a spiegare scientificamente quello che li succede.
Può anche darsi che prima o poi la scienza possa dimostrare quello che la Chiesa ammette come fenomeni sovrannaturali.
Ma ne dubito fortemente.
Tu, invece, non appena si sparla di SB giù a sproloquiare, a dare giudizi e via dicendo.
Ma proprio non puoi essere almeno un pochino più prudente?
In altri post ho beccato anche te in castagna su come spari giudizi a vanvera.
Per te vale solo il detto: calunnia, calunnia che prima o poi qualche cosa resterà.
Lo so che te l’ho già scritto ma repetita juvant.
Leggi qualche “buon” libro, più salutare per la tua anima.
Saluti,
Julius
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31 luglio 2009 alle 13:05
Leggo che : “ Nel sistema capitalista la società si limita a garantire il manifestarsi piú completo dell’ egoismo di ciascuno “.
Ieri sera ho visto come spesso mi succede un bel documentario sulla natura e gli animali.
Bhè, lì vedo la struttura capitalista egoista che si innesta in un’ organizzazione gerarchica del branco e che fa funzionare tutto.
Il fattore individuale ed egoistico come fondamenta, chiamiamola sopravvivenza, quando sei svezzato t’ arrangi, insieme alla successiva capacità di fare gruppo accettando certe regole gerarchiche naturali. Che alla fine è la selezione del più forte.
Poi, sempre nel documentario, quando un piccolo è stato attaccato, dal branco non lontano, per fortuna, si sono staccati i più forti e sono accorsi a salvare madre e piccolo.
Bene diamo funzione al merito e alla emersione del migliore che potrebbe essere il figlio della famiglia più povera e poi diamoci una bella organizzazione della società pensata e governata dai migliori dei quali, prima e durante l’ impegno politico, tutto deve essere trasparente, dove tutti gli altri imparano a grattarsi da piccoli senza chiedere nulla a nessuno, anzi vergognandosene eventualmente, ma aiutati quando veramente c’ è da dare una mano vera.
Mi sembra che la figura di Obama sia un po’ così. L’ emersione del più povero, ma più capace in un tipo di società simile al gruppo animale descritto dove i furbi della solidarietà pelosa o di comodo o di scarico della coscienza che succhiano i sangue agli altri, a volte simili a zingari con la Mecedes dietro all’ angolo, o assimilabili, che fanno chiedere la carità a chi sottomettono se non addirittura rendono menomato, prendono calci sui denti.
Poi tutto può essere migliorato, anche, ma, entro a quel contesto.
Però dal mio punto di vista un Obama non sarebbe mai emerso in America se in un certo momento storico di cambiamento non ci fosse stato bisogno di una figura alternativa e di rottura come la sua.
Ma da chi è stato scelto Obama nella corsa alla presidenza anche per esempio in alternativa, come ho avuto modo di dire in altri contesti mesi fa, alla zarina Hillary che se avesse avuto lo scettro avrebbe fatto, lei si, forse, anche contro tutti, anche contro il suo Congresso, una vera riforma sanitaria ?
Io Obama lo vedo più un uomo del Congresso, che non stravolgerà l’ America dai cardini su cui è fondata e dai quali, evitare per es. un sistema sanitario che diventi una voragine come quella italiana, non si sono mai mossi.
Loro però, pur nell’ ambito di un sistema stabile, almeno così la vedo io, selezionano il migliore a rappresentare il bisogno di nuovo e di cambiamento, ma nella sostanza non scassando l’ equilibrio costitutivo accettato e difeso del sistema e dunque affidato a “ uno di loro “.
Perché loro, comunque, nonostante tutto, sono Paese
Da noi, se fosse stato necessario, D’ Alema o chi per lui avrebbe preso una Serracchiani qualsiasi.
Perché qui ci sono bande e razziatori.
Almeno qui nel centrodestra ha messo la faccia il migliore che sta mandando a casa anche D’ Avanzo. Ma forse è solo per finire da Padellaro-Travaglio.
Un giro al contrario : dalla brace Scalfariana dopo un Travaglio doloroso alla Padella”ro” del partoriente Di Pietro. Hai visto mai ?
Divagazioni …
Renato Pierin
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31 luglio 2009 alle 13:46
Tanto per fare un poco di chiarezza su Madjugorje:
30 Luglio 2009
Cari amici,
la superficialità, mista a mala fede, cui con i mass media hanno sollevato l’ennesimo polverone su Medjugorje, mi obbliga, come studioso e testimone del fenomeno, oltre che come servitore inutile della Regina della pace, a fare alcune precisazioni per iscritto, dopo averle fatte al microfono
Il documento (riservato) della riduzione alla stato laicale dell’ex francescano ( concessa su sua richiesta) è stata messo sul nostro sito internet già dal marzo 2009. L’ex francescano con la sua comunità era sotto inchiesta da parte della Chiesa dal 1988. Dopo la sospensione a divinis (2008) è arrivata la riduzione alla stato laicale (2009). Se non ottempera ad alcune disposizioni della S. Sede potrebbe un domani arrivare la scomunica. ( I Documenti ufficiali sono tutti pubblicati nel nostro sito internet).
Ciò che la S. Sede contesta all’ex francescano non sono le sue attività pastorali a Medjugorje, dove ha svolto, con altri frati, l’ufficio di coadiutore parrocchiale ( non quindi di parroco ) dall’autunno 1981 al settembre 1985, ma le sue attività in Italia, dal 1988 al 2008, quando lui ha dato vita a una sua personale comunità religiosa.
Nei tre anni e mezzo che è stato a Medjugorje l’ex frate ha svolto un’attività parrocchiale centrata soprattutto su un gruppo di preghiera giovanile, al quale però non hanno mai partecipato i sei veggenti, eccezione fatta per Marija, che partecipava sia al gruppo parrocchiale sia a quello guidato direttamente dalla Madonna mediante il veggente Ivan.
Infatti la Madonna, a partire dal 1982, si è formata lei stessa un gruppo che guidava personalmente mediante due apparizioni straordinarie alla settimana. A tale gruppo di preghiera, guidato dalla Madonna, partecipavano numerosi giovani e tre veggenti: Ivan, Marija e Vicka. Ivanka e Jakov non partecipavano a nessun gruppo. Tale gruppo è tuttora operativo.
E’ quindi un’affermazione che non corrisponde alla verità sostenere che l’ex frate sia stato la guida o l’assistente spirituale dei veggenti. Non è corretto neppure metterlo in rapporto col “fenomeno Medjugorje” dal momento che vi manca da 23 anni.
Egli non ha mai ricoperto l’ufficio nè di guida spirituale, nè di assistente spirituale, nè di confessore dei sei veggenti. Più tardi la sola Marija P. si è scelta un direttore spirituale nella persona di Fra Slavko.
Colui che i mass media chiamano disinvoltamente la guida o l’assistente spirituale dei sei veggenti, in realtà, a partire dal 1985 fino all’attuale provvidenziale condanna, ha cercato di sosituirli con altre veggenti che egli si era associato alla guida della sua comunità.
Al riguardo il P. Provinciale dei Francescani di Erzegovina. Dr. fra Ivan Sesar – ha affermato: “Questo provincialato non ha mai raccomandato né nominato alcuno come guida spirituale dei ragazzi. Penso che nemmeno i parroci di Medjugorje abbiano mai avuto questo mandato di essere guida spirituale dei veggenti. Il fatto è che alcuni frati erano loro confessori, avevano con loro e le loro famiglie un rapporto amichevole e questo si può capire. Chi è amico di chi, oppure chi è la guida spirituale, dovete chiederlo voi stessi ai veggenti. In questi giorni si è potuto leggere nei media che alcuni dei veggenti lo hanno negato categoricamente” ( Dal quotidiano croato Vecernji list – 14-09- 2008).
La verità è che l’ex frate si è presentato da se stesso, in una lettera del 1984 a Giovanni Paolo II, come la guida spirituale dei veggenti. Egli si è autonominato tale, nell’illusione di influenzarli, salvo poi a sceglierne altri di suo gradimento.
I veggenti di Medjugorje, come i due bambini di La Salette, come Bernadette, come i veggenti di Fatima, ecc…hanno avuto ed hanno nella Madonna la loro guida. Infatti dopo 28 anni di apparizioni sono dei bravi cristiani che non hanno mai deviato dalla fede.
Vostro Padre Livio
PS Nel nostro sito internet http://www.radiomaria.it sotto Medjugorje -Documenti trovate un’ampia documentazione.
Nella home page in fondo a destra potete scaricare la mia trasmissione in radio al riguardo.
Per contrastare la disinformazione del circuito mass-mediatico diffondiamo il più possibile questo testo.
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31 luglio 2009 alle 13:53
Kalevala,
cosa farai dopo che De Benedetti avrà fatto quello che si mormora?:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=370938
Devo incominciare col mandarti un pacco di fazzolettini di carta?
Ti sentirai più orfano?
Consolati, le disgrazie non sono mai sole!
Julius
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31 luglio 2009 alle 14:22
Salve a tutti, sui finanziamenti al meridione vorrei farvi partecipi del mio punto di vista, quello di un calabrese, attualmente emigrato per lavoro a Roma. Io credo fermamente che l’unica possibilità di sviluppo per il meridione sia paradossalmente il blocco di tutti questi finanziamenti che arrivano a pioggia dall’alto da stato ed unione europea. Questo enorme fiume di denaro, infatti, finisce puntualmente nelle tasche delle cosche, indirizzato da politici compiacenti verso imprenditori collusi. Basta con questi fondi, assegnati a nuove società che a malapena mettono su un capannone, fingono di acquistare beni e servizi da società complici, per poi fallire appena i fondi sono arrivati. Questo fiume di soldi fa sì che in politica ci si buttino a capofitto tutti quei personaggi desiderosi di mettere le mani in pasta, e fanno allontanare dalla politica le persone oneste che non vogliono trovarsi in certe situazioni. Se davvero si vuole favorire la nascita di posti di lavoro al sud, o perché no lo spostamento verso il sud di fabbriche ed imprese già esistenti, io credo che l’unico modo sia quello di una fiscalità di vantaggio, che favorisca i beni prodotti in zone economicamente svantaggiate. Un tale meccanismo favorisce solo beni GIÀ PRODOTTI E MESSI SUL MERCATO, nel momento in cui vengono acquistati da VERI CLIENTI. D’altra una cosa che credo vada assolutamente superata sono i contratti nazionali, mirando ad una concertazione locale. Che senso ha imporre stipendi e condizioni contrattuali identici in aree economicamente così squilibrate? Io credo si danneggiano entrambe. Con una fiscalità di vantaggio e con una diversificazione retributiva si potrebbe dare realmente competitività al meridione, l’imprenditore che volesse aprire un’attività potrebbe realmente scegliere tra l’occupare l’ultimo metro quadro del triveneto o l’andare all’estero.
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31 luglio 2009 alle 19:24
Sono pienamente daccordo con te.
I finanziamenti non servono al sud ma ai politici del sud e anche del nord cui giova alimentare questo sistema fatto di corruzione e connivenze.
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31 luglio 2009 alle 16:46
Kalevala, benedetto “ragazzo”,
io sono la persona più onesta di questo mondo, fidati, eppure con questo e con quel Sistema http://www.youtube.com/watch?v=_eCb9gmTrGA
non potrei fare diversamente da lui.
Quando lo capirai, smetterai di litigare con Patton e voterai Pli!
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31 luglio 2009 alle 18:11
http://www.youtube.com/watch?v=kk_sfIkdZAE
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31 luglio 2009 alle 17:59
Egr. On Guzzanti,
direi che seguo questo blog, anche se saltuariamente, dalla nascita, da quando Lei con tanto entusiasmo si accingeva a far nascere quella che un po’ pomposamente e in modo enfatico chiamò “rivoluzione liberale”.
E’ passato del tempo ed è mia impressione, leggendo quel che qui viene scritto, che siamo di fronte ad un clamorso flop. Lei naturalmente dirà di no perchè ha i suoi motivi per tenere in vita e dare respiro alla sua idea, ma la realtà purtroppo è sempre peggiore dei sogni.
Diciamo che di veramente liberale c’erano forse le sue intenzioni che si sono scontrate con la povertà di idee, per non dire mancaza totale, di molti che qui scrivono. Io penso che alla base di una rivoluzione ci dovrebbe essere un qualche programma, che Lei ha cercato anche di far nascere, ma, se c’è stato, è subito abortito.
Bisogna pur dire, però, che c’è una idea fissa, in modo quasi paranoico, che circola in molti commenti e che si può dire sia tutto il programma della sua rivoluzione: l’antiberlusconismo militante. Ecco su questo non c’è nulla da dire, nulla da eccepire. Su questo punto ha sicuramente trovato molti alleati, a cui anche Lei ha portato linfa vitale per alimentare il loro odio verso il Cavaliere. Non so se l’abbia fatto consapevolmente o meno, ma questo in effetti è avvenuto. Se penso a certe persone, parlo degli Eruz, dei Kevalala, dei Sagra ed altri, che ritengo vivano le loro misere giornate solamente pensando ad odiare Berlusca ed in questo godono come stessero scopando(poverini!), mi domando cos’abbiano detto di così importante, di reale in questi mesi di dialogo continuo per dare vita ad un qualche programma liberale. Nulla, un bel nulla. Solo sputtanare Berlusconi. Ma,come dicevo, anche Lei ci ha messo del suo, con le sue polemiche alle volte becere, frutto spesso di una polemica che ritengo sensa senso, nel dare una immagine spesso fuorviante, caricaturale per non dire illiberale del politico Berlusconi. Capisco il suo desiderio di distanziarsi, ma visto che per annji ha avuto un rapporto di amicizia certi limiti, nella polemica, non dovrebbero essere sorpassati.
In un articolo della primavera scorsa disse, tutto preocupato per le sorti della nostra democrazia, che Berlusconi stava tramando per diventare il padrone del nostro paese, in quanto avrebbe sostenuto il referendum sulla legge elettorale e poi, una volta vinto il referendum, avrebbe chiesto lo scioglimento delle Camere, nella certezza che il suo partito poteva ottenere la maggioranza assoluta e quindi dominare come un dittatore.
Queste informazioni, diceva, le aveva ottenute, da suoi amici all’interno del Pdl, anche loro preocupati per il corso a dir poco drammatico che gli eventi potevano prendere.
Ebbene non è avvenuto niente di tutto questo, perchè il referendum non ha ottenuto il quorum, grazie anche alla campagna di astensione del Pdl. Il Parlamento è ancora quello di prima e nessuno ha mai parlato di scioglierlo.
Sul G8 tutti ne hanno parlato in modo positivo, mentre non poteva mancare, in nome dell’indipendeza di giudizio, il suo sarcasmo e certe sue battue volgari. Penso al dito nel culo della Merkel. Le avrebbe sicuramente fatto piacere che Berlusconi avesse fatto brutta figura. Ciò non è avvenuto per cui si è sfogato con la volgarità
Sui rapporti fra il Cav. e Putin c’è una domanda che mi faccio spesso e cioè: come mai la sua rottura con il Cavaliere è avvenuta dopo le elezioni dell’aprile del 2008, quando i rapporto stretti e l’amicizia fra i due c’erano già da molto tempo prima?
Se dovesse rispondere la invito a usare parole civili e non offensive, come spesso riserva, in modo poco liberale, a chi non la pensa come lei. Si ricordi che non solo è un giornalista che ha tutto il diritto di usare la polemica, ma è anche un rappresentante del popolo e verso i cittadini che la criticano in modo seppuir forte, ma urbano, ha il dovere di rispondere in forma civile.
Distinti saluti
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31 luglio 2009 alle 20:50
Vede caro Cattani, quando si dice di alcune persone che scrivono, pur nelle critiche e nei toni accesi parole come le sue:
“Se penso a certe persone, parlo degli Eruz, dei Kevalala, dei Sagra ed altri, che ritengo vivano le loro misere giornate solamente pensando ad odiare Berlusca ed in questo godono come stessero scopando(poverini!), ”
Non si può poi pretendere esempi di civiltà ed assoluta educazione, poichè il rispetto si ottiene quando guadagnandoselo.
Pertanto, anche se non mi ha menzionato, penso per pura dimenticanza, ritengo che Lei possa essere definito un ignorante nelle due accezione del termine, e si offenda pure.
Riccardo.
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31 luglio 2009 alle 22:26
Signor Cattani, visto che Lei è persona equilibrata e civile e delusa dalla piega che ha preso il blog, a causa del bistrattamento riservato al catramato, vorrei lenire e alleviare questa sua delusione, rassicurandola che da parte mia non è vi alcun odio verso il suo homo ridens, aspirante trux, non ancora dux, anzi mi è pure simpatico, solo che non lo vorrei come Presidente del Consiglio, desiderio né scandaloso e né proibito in un paese liberale. Io non mi fido di una persona che racconta balle e ha un rapporto privilegiato con la bugia, e con le smentite delle smentite, specie se poi ricopre un ruolo istituzionale. Ora Lei è libero di rispettarlo e venerarlo come le pare, ma in un stato liberale e non fascista, non solo è permesso, ma è auspicabile, critica, ironia e sarcasmo, nei confronti di chi detiene il potere. Quindi, proprio per l’idea liberale, di cui Lei è cultore, io continuerò a criticare il suo amato catramato, almeno fino quando esisterà uno stato liberale. Niente odio, quindi, … tra l’altro l’odio è un sentimento che implica spreco di energia ed io non ho né intenzione e né voglia di sprecarla. Mi saluti il catramato!!
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31 luglio 2009 alle 22:56
Sputtanare Berlusconi?
Darne un’immagine caricaturale ?
No tranquillo, lei è troppo ottimista.
Non è nemmeno possibile sputtanare un puttaniere.
Come non è nemmeno possibile dare un’immagine caricaturale di Berlusconi.
Che c’è da peggiorare come immagine?
Noi ci si limita semplicemente ad odiarlo. Se la cosa non la disturba troppo.
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1 agosto 2009 alle 07:53
Sig. Cattani,
mi scusi: dice di seguire (anche se saltuariamente) questo blog, ma dove ha letto, o come ha ricavato, il fatto che in questo Blog ci sia un’idea fissa e “..che si può dire sia tutto il programma della sua rivoluzione: l’antiberlusconismo militante.”
Non è, per caso, transitata tra i suoi pensieri la constatazione che questo Blog sia una specie di spaccato del paese in cui viviamo, e che il proprietario del luogo sia dotato di una piccola caratteristica, dal mio punto di vista abbastanza liberale, di pubblicare tutto quanto riceve?
Ma cosa significa “il programma della sua rivoluzione”? Significa esprimere chiaro e tondo come la si pensa (primo passaggio con il quale concordo) e poi tagliare tutto ciò che a questo non s’adegua (secondo passaggio a mio avviso da tagliare)? Essere cioè liberali del pensiero unico dominante?
Sempre curiosi e belli gli italiani, se non ci fossero quasi quasi bisognerebbe inventarli: desiderano a parole rivoluzioni ritagliate su se stessi a seconda dei loro desideri e capricci, a patto, però, che siano gli altri a farle. Perchè quando si tratta di metterci del proprio… il pensiero unico dominante è più che sufficiente e soddisfacente.
Cordiali saluti.
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1 agosto 2009 alle 15:12
Cattani, “il visionario nega la verità davanti a sé, il mentitore solo davanti agli altri”.
Lei riesce a fare entrambe le cose. Complimenti vivissimi!
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31 luglio 2009 alle 19:13
Caro Julius :
Che ti sei messo a mutuare le parole di Patton ..che non mi rileggo ? Bad teacher.
- Dici che SB , alias your love , non e’ stato mai condannato…..saro’ breve…..bona notte!!!!!
- Dici che dovevamo aspettare , provare e poi eventualmente sanzionare per la vicenda D’Addario….sanzionare cosa ???Julius , scusa …ma che dici ? Ancora, una scopata , ovvero essere “utilizzatore finale” non e’ una cosa penalmente rilevante …sono io che non ho capito le tue parole?
Buona notte, il mio Julius.
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31 luglio 2009 alle 21:00
Kalevala,
nulla da fare, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Leggiti bene il post di Cattani, poco qui sopra, lo so che fai fatica a girare la rotella del tuo mouse, ma ne vale la pena (ti ricordi?: a laurà se fa fadiga).
Non riesci a mettere in fila due concetti, due, se non per scrivere le solite fregnacce.
Trovare un repubblicones sempre in castagna e in contraddizione è il miglior divertimento che resta su questo blog.
No, tu per non far fatica, proprio non ti rileggi.
Altrimenti non scriveresti stupidaggini.
Buona notte anche a te,
Julius
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1 agosto 2009 alle 07:38
Kalle,
sei fazioso e falsario come sempre, e come tutti i repubbliconi del blog.
Nessuno ha mai dimostrato che i soldi dei conti segreti di Craxi, soldi di cui non si conosce la destinazione perché lui non volle rivelarla, siano finiti nelle tasche di Craxi.
L’unico ragionamento dei repubbliconi è che, non conoscendone la destinazione, quei soldi “non potevano non essere finiti nelle sue tasche”. Questo ragionamento si chiama TEOREMA.
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1 agosto 2009 alle 22:34
Da che pulpito!
Promemoria: virgolettatto.
Ti dice nulla, Patton?
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31 luglio 2009 alle 20:12
Maccarti scrive:
Fare dell’interesse personale il motore fondamentale della vita collettiva significa distruggere il principio su cui ogni società si fonda: la solidarietà.
———————————————————————————————————————
Caro Maccarti ,
il suo post meriterebbe ben altra replica, ma qui fa caldo ed io sono stanco. Mi spiace.
Si accontenti di questo:
che ne dice di far trionfare una sorta di “spontaneismo” ?
Quello per il quale nessuno obbliga nessuno ad essere solidale o egoista.
La solidarietà è dentro di noi, Maccarti, come l’egoismo.
Per fortuna e purtroppo.
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1 agosto 2009 alle 10:37
Amgelo
E’ vero, solidarietà ed egoismo sono dentro di noi.
Ma come diceva (mi sembra) Cattaneo, la stato è una immensa transazione.
Se togliamo sempre più gli oggetti della nostra transazione cosa rimane ? E soprattutto, perchè devono rimanere le corrispettive contropartite di ciò che si toglie ?
Saluti.
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31 luglio 2009 alle 20:39
per quanto riguarda Silvio, io metterei a confronto la tempistica degli scandali con il cammino del ddl intercettazioni. Non andrei a complicarmi la vita con problemi internazionali …. l’italia è un paese filorusso e filoarabo e non sarà certo uno scandalo a far cambiare questa linea (purtroppo per noi e per il Paese).
Inoltre farlo arrivare all’Aquila sotto scacco ha cambiato il suo atteggiamento rispetto al solito.
Strumenti? poca roba … trovare le persone giuste, convincere a cantare e poi sfruttare i soliti metodi per far uscire i dati freschi in prima pagina, un po’ per volta. Non hanno nemmeno dovuto fabbricare le notizie … un lavoretto pulito pulito a prova di bomba. In caso di guai arriva al massimo qualche multa, le legnate se le prendono quelli che si sono esposti troppo.
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31 luglio 2009 alle 21:26
Caro Giovanni Cattani :
Lei dice :” Se penso a certe persone Eruz , Kalevala,Sagra ed altri che ritengo vivano le loro giornate misere solamente pensando ad ODIARE Berlusconi ed in questo modo godono come se stessere scopando (poverini)”
Vede Cattani …queste due righe , cosi’ estrapolate dal suo discorso , si commentano da sole.
Pi permetta…lei NON ha capito niente.
Io , compatibilmente con i miei 61 anni, ho una vita piena e felice ; sono tutt’altro che con il culo per terra…mi accontento alla grande di quello che la vita mi offre ; devo ribadire quanto detto all’amico Julius …non sto affatto “rosicando” …se le fa piacere ; non ho difficolta’ ad ammettere che talvolta mi capita di andare fuori le righe…come a tanti del resto ; mi abbandono ad un linguaggio pittoresco ma questa e’ una specie di “zona protetta” …non ci sono minorenni che ci ascoltano. Hanno altro da fare , per fortuna.
NON passo affatto le mie misere giornate ODIANDO Berlusconi ; mi creda , non e’ affatto cosi’ ; questa e’ una sua errata idea, scritta cosi’ tanto per fare anche in una forma che giustificherebbe un linguaggio da parte mia ben piu’ forte di quello che sto usando. Gli ho augurato anzi lunga vita , magari fuori dalla politica, questo si.
Io considero Berlusconi un “monstrum” in relazione alle regole fondamentali attraverso le quali vivono le grandi democrazie dell’Occidente. Tutto qua. Senza scendere in troppi particolari che tutti conosciamo.
C’e’ , tra le altre cose , una cosa che mi irrita profondamente…..che le opinioni pubbliche di tanti e importanti Paesi considerino SB la perfetta e naturale interfaccia degli aspetti piu’ negativi della nostra cara Italia ;nelle loro teste l’Italia mandolinara,pizzettara ,teatrale, disonesta ,mafiosa e camorrista trova in lui un perfetto interprete….mi irrita l’idea che per loro SB non potrebbe essere altro che italiano.
Quanto sopra ha determinato , almeno io credo , una caduta di credibilita’ di lui medesimo e conseguentemente del Paese che rappresenta. Questa e’ la mia “interpretazione” della realta’ , naturalmente discutibile come mi sembra che stia facendo lei.
Un saluto, per di piu’ cordiale.
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31 luglio 2009 alle 21:41
Caro Amgelo…grazie per il “ragazzo” con cui tu mi appelli – magari – e anche per il filmato di Craxi che naturalmente conoscevo.
Che dire ? Ma allora Mani Pulite ? Abbasso mani pulite ? Era meglio se non c’era ?
Su Craxi rimango della stessa opinione , forse anche perche’ penso alla dicotomia Craxi-Citaristi di cui ho gia’ parlato.
Ti saluto cordialmente.
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31 luglio 2009 alle 22:29
La lobby Espresso-Repubblica vuole abbattere la lobby Berlusconi; qualche altra imprecisata lobby vuole abbattere la lobby Repubblica; questa imprecisata lobby è a sua volta nel mirino di un’altra imprecisata lobby, che a sua volta è avversata da un’altra: ma se, in questo benedetto Paese, prendiamo la scatola del “Monopoli”, quello che si regala a Natale, non facciamo prima? Mirror.
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1 agosto 2009 alle 01:09
Non ho nulla contro Berlusconi, eccetto un pò di naturale invidia per l’uomo Berlusconi. Quando penso al politico Berlusconi in senso stretto la mia invidia diminuisce perchè penso a quello di cui ha bisogno il Paese, e non vorrei essere nei suoi panni. Però credo che la tesi del complotto scandalistico, che unifica l’uomo Berlusconi al politico Berlusconi, ordito contro di lui sia ridicola, adolescenziale e non faccia che alimentare la confusione montata da Repubblica. Non dobbiamo dimenticare che gran parte di questo simil-scandalo da quattro soldi ebbe l’avvio dalle dichiarazioni di Veronica Lario. Ora, immaginare un complotto internazionale che abbia coinvolto, in qualità di “miccia”, l’allora legittima, e per altro bellissima, moglie del premier serve solo ad accrescere il caos, il grande caos in cui è l’Italia. Mirror
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1 agosto 2009 alle 14:22
Mirror per precisione, le frasi di Veronica seguirono il caso Noemi.
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1 agosto 2009 alle 15:44
Mirror, quelle frasi di Veronica Lario seguirono la presenza di SB alla festa di compleanno di Noemi.
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1 agosto 2009 alle 08:56
Egr. Sig. RiccardoP
si ha effettivamente ragione. In quel bel gruppo intendevo comprendere anche Lei, ma non ho fatto il suo nome perchè ho ritenuto di ridurre l’elenco al minimo. Vede io potevo evitare la parola “misere” , ma cosa vuole, di fronte al vostro continuo tirare in ballo Berlusconi (e in confronto alle volgarità che spesso vengono dette su di lui la mia parola “misere” è ben poca cosa)in tutti i vostri scritti, mi vien spontaneo pensare che le vostre gionate siano malamente consumate da questa continua fissazione. Francamente non mi sembra un bel vivere. Ma non avete altro a cui pensare? Sembra che non siate capaci di darvi pace e riposare con altri pensieri, altre idee più migliori. Non so, non vi vien mai in mente anche qualche bella donna, che sicuramente vi farebbe tutti più contenti. Non parlo della D’Addario. Quella la lasciamo a Berlusconi e ai falsi moralisti per le loro idiote camapagne di stampa. Ma ce ne sono tantissime altre di belle e carine senza farsi una malattia per il Cavaliere. Si, io apprezzo Berlusconi, ma quando al potere c’era Prodi, che non sopportavo, lavoraravo molto lo stesso, come sto facendo ora a 63 anni, vivevo e mi divertivo ugualmente. Non perdevo inutilmente le mie ore a leggere e scrivere sui blog la solita solfa, la solita minestra contro il mortadella. Qualche volta mi è capitato, ma poi ho lasciato stare, anche perchè vedevo che certe continue polemiche di stampo cattivo alimentano a loro volta l’odio e la cattiveria dentro di noi e con quei sentimenti, in politica e nella vita civile non va da nessuna parte. Quanto all’ignorante cosa vuole, lo siamo un po’ tutti chi più e chi meno. Probabilmente Lei, così sicuro quando scrive, penserà di esserlo meno degli altri. Beato lei
Resta un dato di fatto, di cui anche gli altri non parlano, e cioè che dai vostri scritti, oltre alla sagra delle dicerie e delle volgarità contro la persona Berlusconi, che sono cosa diversa dalla critiche al Governo, doverose in democrazia, non esce mai una minima traccia di un ben minimo vostro programma. Ed è questo che più mi fa pensare.
Quanto al moralismo straccione e tatufesco di questi ultimi due mesi sulla vicenda,D’Addario vorrei citare cosa disse uno scrittore francese dell’800: “nella mai vita ho conosciuto tante canaglie che non erano moraliste, ma non ho mai visto un moralista che non fosse una canaglia”
Auguri.
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1 agosto 2009 alle 13:37
Ma chi crede d’essere?
E quanto sa delle mie giornate, e delle bellezze che posso ed ho sottomano, è lei che ha tirato in ballo la cosa che è veramente trita e ritrita nonchè triste, le garantisco che potrebbe rimanerci male e sempre per affetto e mai per soldi.
Mi spieghi anche dove ha capito che sono un bigotto moralista, del resto non mi conosce affatto, e non può, visto che cerco di evitare le ovvietà e le persone ovvie.
Onestamente non capisco che gusto ci sia nel cercare a tutti i costi, alla sua età, in fondo solo 10 anni più di me, di tirate fuori il peggio dagli interlocutori disprezzando a prescindere, partecipi costruttivamente è più saggio.
Forse è vera la teoria che l’invidia non è in chi lo critica ma in chi lo venera, poichè ho appurato personalmente, partendo dalla mia qualità della vita, che chi critica la dubbia morale del Primo Ministro, in genere ha una vita privata molto più soddisfacente, e forse è per questo che lo critica, di chi invece lo venera, non si preoccupi comunque delle mie miserie, ma piuttosto delle sue e di quelle che questo tentativo di CdA che si crede governo, che pensa al Paese come a una privata proprietà, sta procurando all’Italia.
Mi permetto di chiederle di rileggere le pagine di questo blog con più attenzione, poichè di proposte ne sono state fatte molte, spesso accurate ed intelligenti sia dai “pro” che dai “contro” il resto sono solo cerchi di sasso in uno stagno, vivono il tempo necessario al sasso di arrivare al fondo e lì rimanere immoti.
Riccardo
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1 agosto 2009 alle 14:14
Gentile Giovanni Cattani,
innanzitutto mi permetta di rivolgerle il mio compiacimento per la pacatezza e la compostezza dei suoi post.
Decisamente non ho la sua stessa opinione del blog. Penso che l’intento del Senatore non sia solo meritorio ma anche necessario nello scenario politico italiano. Se mi vuole etichettare come antibelrusconiano faccia pure. Ma prima le voglio dire che sono e mi sento profondamente uomo di destra, sinceramente più cattolico che liberale, e questa mia appartenenza a questo gruppo sta nel fatto che grazie al Senatore qui si respira un po’ di aria fresca. Certo molti di coloro che intervengono usano termini decisamente beceri, ed anche io ne sono stato il bersaglio, ma dannunzianamente ME NE FREGO, d’altra parte a chi mi attacca rispondo con il supremo disprezzo della “noncuranza”.
Dopo questa mia presentazione e difesa del blog, inclusi i terzini berlusconiani o repubbliconers, mi voglio smarcare dagli uni e dagli altri e dirle che dopo aver sostenuto nel mio piccolo Brlusconi fin dalla sua discesa in campo nel ‘94, per poi rendermi conto nei tempi recenti che il berlusconismo era figlio di un’Italietta che cresciuta all’ombra del Vaticano e prostituita dal capitalismo palazzinaro Italiano stava subendo lo stupro di un comunismo trasformista. In tal senso il Berlusconismo rappresentava comunque un argine, da qui il mio appoggio. Come dice il Senatore nel suo manifesto, anche tale esperienza, non genuinamente rivoluzionaria, è recentemente fallita, perché noi italiani siamo pronti a metterci sul carro del vincitore e acmbiare gabbana a secondo del vetno che tira. Quindi avendo tutti capito che Berlusconi era il vincitore, tutti sul suo carro. Ed Egli non essendo un uomo politico, ma semplicemente un imprenditore di successo non ha fatto i conti morali (anche se non le piace la parola) con quello che ciò rappresentava: non ne aveva la statura (politica intendo).
Perché quindi ora il mio distacco: perché egli ormai stanco e vecchio non si accontenta del successo, non cerca di creare una classe dirigente, ma coltiva semplicemente una corte, in cui tra persone eccellenti ed ammirevoli si affiancano Yes man dell’ultima ora e reduci transfughi della prima repubblica, ingordi come sempre. Egli non riesce nemmeno a capirlo questa, tanto va tutto bene e lui nemmeno mette in conto che prima o poi dovrà abbandonare, e non prepara l’Italia ad un ricambio. Ne avrebbe la forza e potrebbe utilizzare la sua forza politica attuale per questo. Invece si piega ai sollazzi della corte, concede questo e quello al satrapo di turno e non ha alcuna visione politica di lungo periodo.
Questo è quello che mi porta a distanziarmi da SB e la sua politica. Una dimostrazione di quello che sto dicendo? Nel recente accordo tra dx e sx in Toscana, si è millantato la diminuzione dei costi della politica per quello che in realtà è stata: una riduzione della democrazia, sì perché tra le pieghe del provvedimento si è levata la preferenza.
e proprio da questa parto perché lei chiede programmi e proposte ed io non volgio esimermi.
La più antica demcrazia del modo, la Gran Bretagna, utilizza il sistema elettorale a collegio uninominale secco, vince e diventa parlamentare chi ha più voti nel collegio, seguentemente questo può essere controllato dal proprio elettorato, sbugiardato se nel caso e rimesso in discussione nella seguente elezione. Lei invece conosce gli eletti del suo collegio, può controllarne l’operato in Parlamenteo, può decidere chi di questi preferisce alla nuova elezione. Spero che lei conosca i suoi eletti, penso che le sia difficile controllarne l’operato, no può decidere chi deve essere candidato ed eletto perché questa decisione spetta solo al partito.
Se a questo si aggiunge la quasi completa assenza di accesso alle informazioni, e la complementare disinformazione operata non solo dalla carta stampata e dal TG di fede, ma anche dai TG dello Stato, primo da tutti il TG3, ma seguito a ruota ormai dal TG1, beh il quadro è rpeoccupante, sopratutto in un paese in cui la mafia oltre ad essere la prima graned impresa del paese per volume di affari, è prima di tutto una mentalità, che trova il suo miglior brodo di cultura nell’apparato statale, e glielo dico da dipendente pubblico.
Politica estera, di difesa, economica, strategia energetica e politica interna ed esterna seguono il canovaccio che il carrozzone della corte berlusconesca arraffazza.
L’unico cruccio?
Potevamo eliminare il comunismo, ed il suo figlio ipocrita post comunismo dall’Italia, ma molto probabilmente questi goverrneranno la prossima legislatura, con gli auguri del Tavarish Putin.
Con questo la lascio sperando di averle suscitato quantomeno curiosità,
cordialmente,
ardocap
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1 agosto 2009 alle 23:23
Se il centrosx invece di urlare al lupo al lupo procedendo a tentoni avesse capito quanto ardocap ha egregiamente sintetizzato (non è la mia migliore qualità e per questo ho apprezzato questa sua bellissima analisi) avrebbe sicuramente ottenuto risultati migliori.
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1 agosto 2009 alle 09:08
Patton, o del vaffanculo immotivato
Il vaffanculo immotivato!
Patton si è tras-formato, e pur se in-formato su alcuni argomenti, risulta complessivamente de-formato, specialmente dopo il gratuito vaffanculo, si è con-formato come un grigio destroide, non in grado di critica alcuna verso l’attuale governo e verso le stronzate e le menzogne del suo catramato Presidente, si è solo adagiato e sof-fermato su una possibile via di fuga, cioè Lui vota a destra, ma può votare pure a sinistra.
… Oh, quantum mutatus ab illo Pattone, qui redibat exuvias non indutus Achilli!!
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1 agosto 2009 alle 14:57
Don Eruzzino,
se lo ripeti ancora qualche volta, il motivetto del “vaffanculo immotivato”, vedrai che ti diventa un successino, e l’anno prossimo partecipi di diritto alla “Sagra3 del Merolóne” (grosso merlo, s’intende!).
Sono mesi che discuto con Kalevala, che s’è presentato qui proclamandosi repubblicano ugo-lamalfiano (mi raccomando: non giorgio-lamalfiano!), e invece era un devoto repubblicone, che ogni mattino ci ammanniva le uova d’oro der mejjo ggiornale der monno. Come se noi non sapessimo legger la Larco Fichetti Allchemàine Zàitun. Io sono stufo di discutere con uno che non è capace di citare corretamente nemmeno una frase di chi non la pensa come lui (GP Pansa, Peppino Caldarola), uno che come tutti i repubbliconi non sa distinguere tra reato e ipotesi di reato, uno che ci metti tre post a spiegargli che Po (il fiume) si scrive senz’apostrofo e senz’accento. Uno per il quale la semplice verità di fatto è come l’acqua sulla schiena di un’anatra. Uno che quando gli ricordi en passant il principio liberale secondo cui Tarantini è indagato, non condannato, ti risponde, col sorriso sulle labbra del generóne rromano
«Ma ke oconoski pure te ‘rpiskello?…nun è ke ta’ procurato quarcosa….ma no…cai capito ? mica ‘aporvere…quellartra cosa….quaa ke je piace ‘nzacco a Sirvio»
Ma vaffanculo, va!
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1 agosto 2009 alle 10:53
Eruz risponde a Cattani :
“ … solo che non vorrei Berlusconi come Presidente del Consiglio … una persona che racconta balle e ha un rapporto privilegiato con la bugia. Ora Lei è libero di rispettarlo, ma in un stato liberale e non fascista, non solo è permesso, ma è auspicabile, critica, ironia e sarcasmo, nei confronti di chi detiene il potere. Quindi, proprio per l’ idea liberale, io continuerò a criticare, almeno fino quando esisterà uno stato liberale “.
Strano … la pensiamo esattamente uguale sostituendo al cognome Berlusconi, cognomi come Prodi, D’ Alema, Franceschini, Turco, Pollastrini, Melandri ecc. ecc, o sinistra in generale così facciamo prima.
Le domande da ambo le parti per ambo le parti, sembra, sono sempre le stesse :
Ma ci fate o ci siete ?
Ma … quanto ci fate, quanto ci siete ?
Ma … in quanti ci fate e in quanti ci siete ?
Ma almeno dai sondaggi ( naturalmente Di Pietro in funzione di questo compera pagine di giornali esteri non limitandosi più a smerdare il capo ma abbracciando tutto il Paese, di rincitrulliti dalle sue televisioni, che a maggioranza vota per il capo. Di Pietro vuol essere il generale dell’ esercito della salvezza che vorrebbe imporre l’ immagine del predicatore tra le puttane che non sanno che non è vero che vogliono fare le puttane e che solo per questo continuano a fare le puttane e che lui è lì ad illuminare, a stimolare, lui, maieuta della Maiella o lì intorno, verso la piena coscienza : solo che lui non rappresenta l’ esercito della salvezza e noi non siamo puttane, né diventeremmo eventualmente le sue. L’ unica cosa che l’ accomuna in minima parte all’ esercito della salvezza è la struttura militare all‘ interno dell’ ID(V?) aggiungendoci l’ arricchimento personale per mezzo della politica e del potere se è vero, come si legge, che tutto non passa peri il partito, ma per le vie che portano a Pietro ) – da i sondaggi dicevo risulta esserci sempre “ troppa “ gente che appoggia Berlusconi e il suo governo e che si è stancata di una sinistra ( faccio mia una frase che ho letto qui nel blog da qualche parte, ovviamente indirizzata al Silvio ) che ti trombava la moglie e quando l’ avevi scoperta ti voleva convincere che non era come credevi perché la stava solo scaldando, in agosto.
Certo, non ce la prendiamo con la metaforica moglie : come il diavolo di certi film che entra nel letto della donna e spacciandosi per il marito, assente e inaspettatamente rincasato, la possiede, la nostra è stata ripetutamente trombata. Il seme di questo demonio, chiamalo ’68, chiamalo altro o piuttosto chiamalo anche tanto altro, ha fatto partorire l’ Italia che abbiamo.
Quindi alla povera moglie trombata … cosa vuoi fare ?, ma alla sinistra canaglia che l’ ha trombata ( che odia il diverso da lei e che è sempre lei dopo sessant’ anni ) si avrebbe la tentazione di fargli … se si potesse … come “ Borghesi piccoli piccoli “ … ma no, giustamente, e per mia natura, limitiamoci alle parole, limitiamoci all’ “ auspicabile, critica, ironia e sarcasmo, nei confronti di chi in maniera consociativisticamente-assoluta ha detenuto e gestito in modo infame il potere “ per cinquanta-sessant’ anni e ancora non se ne vergogna.
Anch’ “ io continuerò a criticare, almeno fino quando esisterà uno stato liberale “.
Renato Pierin
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1 agosto 2009 alle 10:57
Sempre a proposito di DeBenedetti (e Berlusconi)…
In genere, il denaro serve a che ci si procuri i mezzi con cui conquistare o mantenere il potere.
I possessori della ricchezza esercitano il potere in due modi:
indirettamente, spingendo a che si elegga un uomo che gode della loro fiducia, su cui poi esercitare forti pressioni (il disegno non riuscito dell’ingegnere);
direttamente (il disegno riuscito del cavaliere).
E’ questo il risultato della democrazia capitalista.
Lo vide bene Tocqueville nel suo La democrazia in America.
Nella Prefazione all’edizione del ’40, infatti, l’autore lancia un allarme:
la democrazia partorisce una nuova aristocrazia, quella industriale, che è un pericolo per la democrazia stessa.
Se letta cosí, si può dar ragione a chi vede nel ricco che esercita il potere direttamente un pericolo per la democrazia.
Il discorso non è diverso, però, se colui che governa lo fa per conto terzi.
La democrazia, insomma, non è piú al sicuro se i detentori della ricchezza lasciano ad altri (da loro designati) l’esercizio del potere politico.
Tocqueville aveva visto giusto.
E credo che ci sia poco da fare, tranne che sperare che l’ «aristocrazia industriale» tragga tali vantaggi dalla democrazia, da ritenere un cattivo affare abbatterla per sostituirla con un regime diverso, naturalmente peggiore.
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1 agosto 2009 alle 12:04
A proposito dei furti alla regione Puglia… Sia ben chiaro…si ruba dappertutto in Italia,sia a sinistra che a destra.
Ma ciò che rende il furto sinistrorso un unicum irripetibile è il senso di impunità,al limite della sfacciataggine sguaiata, che caratterizza questi nostri amministratori progressisti e ladri…
Da che dipende? Io una mia idea ce l’avrei…
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1 agosto 2009 alle 12:06
Kalevala scrive:
Caro Amgelo…grazie per il “ragazzo” con cui tu mi appelli – magari – e anche per il filmato di Craxi che naturalmente conoscevo.
Che dire ? Ma allora Mani Pulite ? Abbasso mani pulite ? Era meglio se non c’era ?
———————————————————————————————————————
Caro Kalevala,
“ragazzo” non era proprio un complimento. Nel senso che tu, come i ragazzi, assolutizzi.
Un pò come il protagonista di Un giorno perfetto di Melania Mazzucco che in quella sterminata varietà di possibilità che l’esistenza può fornire, preferisce l’ossessione.
Non bisogna trascurare, è vero, i dettagli (conti segreti per esempio), ma solo per capire cosa li fa scaturire, quale idea sbagliata, c’è dietro, anche magari se essa è in buona fede…………..
Mani pulite è stata un’occasione perduta: la soluzione politica (e non giudiziaria) che poteva esserci non c’è stata.
Ed è questo il grande fallimento. Anche di Paolo Guzzanti, caro Brambati.
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1 agosto 2009 alle 13:40
Un vento che può spaccare la testa è passato di qui.
Mi ha ricordato che debbo fare gli auguri a Paolo Guzzanti.
Auguri caro Paolo.
Arturo Zulawski Berasategui
GUZZ – MI VERGOGNO DI NON PARLARE NEPPURE UN PO’ la bella lingua. Ma sono profonamente grato. Un abbraccio, se posso permettermi.
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1 agosto 2009 alle 15:36
Come al solito sempre puntuale e preciso, caro Arturo.
Mi unisco agli auguri:
Auguri Direttore!!! Auguri sinceri!!
GUZZ – GRAZIE !!!
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1 agosto 2009 alle 13:42
Zorionak Paolo, urte berri on deneri
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1 agosto 2009 alle 14:11
Egregio Cattani :
Vedo che la mia replica non l’ha convinta , soprattutto con la sua reiterata idea che stia a macerarmi il fegato per il noto personaggio. Le ribadisco che non e’ cosi’ ma se lei non ci crede ce ne faremo una ragione.
Forse e’ vero che al centro a o sinistra non abbiamo chi proporre come persona e come idee.
Ma si ricordi che comunque un cittadino , oltre che rubare ovviamente , tra le altre la cosa che non puo’ sopportare di un uomo politico e’ la bugia manifesta e nella vita pubblica e nella vita privata.
Ed e’ un dato oggettivo che in questi ultimi mesi Silvio Berlusconi di bugie ne abbia dette piu’ di una.
La sua legittima antipatia per Romano Prodi non la esime dal riconoscere la , ripeto, manifesta tendenza a mentire di Silvio Berlusconi.
Ed a tale proposito ribadisco ancora che , a questo punto , se vogliamo anche per assurdo, vedrei al suo posto qualcun altro della coalizione che ha vinto le elezioni. Ce ne sono di persone rispettabili e competenti. Basta che non sia la new entry Mastella o qualche esemplare femminile proveniente dal “ciarpame senza pudore”.
I nomi si conoscono tutti.
Se cio’ si verificasse sono sicuro che ne trarrebbe vantaggio tutto il Paese in tema di “credibilita’”.
Verrebbe meno quella stantia, ahime’ inutile ma vera pletora di polemiche sulla sua persona che vede occupati me e lei nello scambio di legittime opinioni contrastanti….tanto per farmi capire…ad esempio
Gianfranco Fini , Tremonti o Pisanu non sono inseguiti dai giudici e non mi risulta che siano proprietari di networks televisivi , giornali o asssicurazioni e chi ne ha piu’ ne metta. Loro non sarebbero portatori di quel conflitto di interessi che che e’ una costante nel dibattito politico di questi 15 anni di berlusconismo.
Io conosco la sua risposta…..sono gli italiani che lo hanno voluto…quindi zitto e mosca ; diciamo mosca si, ma zitto…no. E’ la democrazia , no?
Un cordiale saluto.
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1 agosto 2009 alle 15:45
Auguri Guzzanti, e non siamo nemmeno a metà
Riccardo
GUZZ – QUESTO si chiama ottimismo! Grazie. Mio figlio Lars abbracciandomi mi ha chiesto preoccupato: dunque, diventando più vecchio, più presto morirai, è così?
E’ così, ho risposto.
E questo è tutto quel che si può onestamente dire.
Un abbraccio
P.
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1 agosto 2009 alle 18:13
Caro Senatore,
semplicemente:
auguri.
Ardocap
– GUZZ – Semplicemente grazie !!
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1 agosto 2009 alle 18:55
Le passo una perla di mio padre, ancora in vita, che per certi versi mi ricorda il Patton nel suo modo di porsi e dimensionarsi, forse condividono la genericità della medicina al contrario mio che sono bassa macelleria, non so se Patton è uno specialista o di base, comunque continua a ripetere che “siamo sempre a metà di qualcosa” l’importante sarebbe capire cos’è quel qualcosa.
Di nuovo auguri.
Riccardo.
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1 agosto 2009 alle 16:08
Allora Pàttone..te sei carmato?
Te riconosco ‘apriorita’ nel mannaaffanculo – non ti fa onore,credimi- ma er mio era ‘nfiokkettato mejo der tuo co’ quee parole de Pericle.
Mutuando il titolo dal film che vede protagonista George Scott sei davvero un Generale d’acciao…’co lo stomaco de fero.
La mia breve e lacunosa storia di Previti ti ha indotto a definirla “robba surgelata” ; vedo che non ti tange…non ti tange ahime’ nella sua “abnormità”.
Bello il tuo “teorema” su Craxi….NON RICORDO COMPIUTAMENTE I FATTI per cui fu condannato da un Tribunale della Repubblica ma prendo semplicemente spunto da quanto hai detto tu ; ma tu credi che i giudici siano delle teste di cazzo che , una volta accertato un malloppo di provenienza illecita, ti assolvono perche’ non dici dove hai fatto sparire i soldi ? Mica te l’avra’ dati a te ’sti soldi, no.
Pero’ Patton e’ dispensatore di informazioni buone…ora so che non si scrive Po’ ma Po senza accento. Quello ke e’ da disse e’ da disse. Cio’ va a suo merito.
Ti riinformo che ho cominciato a leggere ” Le petit Prince ” di Antoine de Saint-Exupèry ; ho il tuo “imprimatur”? ai oppeso.
MA PEKKE, MA PEKKE…’NU BBELLU GUAJONE CUMMATTE’ STA SEMPENCAZZATACCUSSI’.
Vedo pero’ che anche la nostra amica “Lontana” dal Saskatchevan o magari dal Manitoba fa una battuta spiritosa sulla vicenda Previti che noi accettiamo di buon grado ma lei sicuramente sa che in Ontario o British Columbia le persone implicate in una storia come quella sarebbero state spazzate via dalla politica in un batter d’occhio.
Anzi , visto che lei vive in Canada, ….un amico mi ha detto che Vancouver e’ piena di cinesi…altro che Prato.Ma e’ vero?
PS.del PS…vorrei dire cose intelligenti,brillanti e SINTETICHE come Brambilla…ma con Patton e’ dura.
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1 agosto 2009 alle 16:53
Kalekava stia attento a leggerlo quel libro che è un pò sovversivo e pure poetico.
Soprattutto non pensi di aver trovato analogie con chi potrebbe venirgli in mente, quando legge la visita al 4° asteroide, poichè assomiglia, a mio parere, più a chi abita il 2°, sicuramente noi siamo abitanti del 3°.
Per le rose siamo messi male, perchè condividiamo un’unicità rivendicata da troppi, sicuramente qualcuno imbroglia.
Riccardo.
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1 agosto 2009 alle 17:16
Sic rebus stantibus, ripeto il motivetto del vaffanculo immotivato, visto che Patton non la vuol capire e, qualis merula gracchiante, porta traballanti argomentazioni che non stanno in piedi
Il vaffanculo immotivato2!!!
E’ forte adesso Patton, manda affanculo le persone, imperterrito e feroce, ma non fu sempre così!!
Dovete sapere che Patton, ad un certo punto, non fu più generale, fu degradato a sergente, lo chiamavano, qui in questo blog, sergente Garcia, ora si sta riprendendo i gradi, ma sta esagerando, sta ridiventando generale, ma pure smargiasso. Allora io, Bombolopp/eruz, dicevo che per degradarlo ci voleva un regolare processo. Si formò una corte marziale, Patton aveva tentato invano di avere come avvocato difensore Sigal, la quale sdegnata non ne volle sapere. Io lo difendevo, ma che volete, essendo considerato di sinistra, mi rendevo conto che peggioravo la sua posizione, in quanto proiettavo su di lui una luce ancora più sinistra! C’era il rischio, come del resto ci fu, che invece di esserci uno solo del kgb, ce ne saremmo stati in due! Patton era un reietto, ed io più volte eietto da questo blog, gli fui a fianco……. … Oh, quantum mutatus ab illo Pattone, qui redibat exuvias non indutus Achilli!!
Sbagliasti, Patton, col vaffanculo e, perseverando, finisci per meritare in premio un motivato affanculo!! Chiudo qui la telenovela del merli e dei culi… a proposito merula, essendo la u breve, nei dialetti nordici, per risparmio fonetico, viene mangiata dalla sillaba in e lunga e accentata e diventa merla, che poi subisce ancora una metamorfosi sessuale e diventa maschile merlo e viene imposta in italiano a tutta la penisola, anche se al sud resiste ancora la forma fonetica più nobile!
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2 agosto 2009 alle 01:27
Eruzzino,
vedo che muori dalla voglia di partecipare alla 3a Sagra della Mèrola — come la chiami tu.
Beh, vuol dire che farò una telefonatina all’amico Saccà, ma tu poi ti devi presentare bene!
Ce la fai a dirgli, per esempio “Tino, ciò qui er mio bùcche, ‘o vuoi vedè”? Lui giustamente
dirà “No, nun me ne pò fregà dde meno”, e allora tu cogli l’attimo per fajje sentì due o ttre
vorte de seguito er “Motivetto der Vaffanculo Immotivato”. Vedrai che jje piasce, e a la fine
te ce manna pure a tte!
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1 agosto 2009 alle 17:25
Auguri Direttore di buon compleanno!!!!!!!!
Davide Cembrano
GUZZ – CARO DAVIDE GRAZIE anche a e te e a tutti coloro che mi fanno gli auguri e cui non sempre riesco a rispondere.
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1 agosto 2009 alle 17:34
Un pò in ritardo:
Auguri!
Un pò in anticipo:
RI primo blog al mondo per critica e contatti.
GUZZ – INCASSIAMO entrambi gli auguri. Grazie.
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1 agosto 2009 alle 17:44
Parisi, Emekiago mintza zaite, otoi?
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1 agosto 2009 alle 17:48
Per Maccarti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Poliarchia
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1 agosto 2009 alle 18:08
per Julius
“Quello che invece incanta è la fede di tanta gente che non va in questi santuari per farsi vedere o per chiedere guarigioni, ma per richiedere ancora più fede.
Lo so che per lei queste sono cose assurde, d’altra parte da un marxista che cosa ci si può aspettare?
Io cerco di meditare e di capire, ma lei ha mai meditato in vita sua?
Ha mai cercato di capire il perchè di questi, chiamiamoli così, fenomeni?
E non mi risponda solo da marxista dicendo che queste sono solo cazzate.
Pure Montanelli e Oriana Fallaci sembra che alla fine abbiano ceduto alla fede.
Quanto meno ci rifletta, prima di godere come un riccio.”
Direi meglio che c’è sempre qualcuno che trova il modo di INCANTARE la buonafede di tante anime belle.
Le dice nulla la favoletta del Pifferaio Magico?
Prima si portò via tutti i topi. Poi quando non vollero pagarlo, si portò via tutte le anime candide dei bambini.
Ma lei lo sa che il marxismo è una fede?
Che milioni di persone, decine di milioni, si sono fatte ammazzare per la fede marxista?
Ma quanti cristiani si sono fatti ammazzare negli ultimi 100 anni di storia per la loro fede?
Neanche un centesimo di quelli di fede marxista!
E lei, senza un minimo di logica, pensa che io mi farei ammazzare per per assecondare le sue sciocche affermazioni?
Lei appartiene a quella serie stupida, ignorante e codina di cattolici che equiparano l’ateismo con il marxismo, senza capire che se c’è qualcuno che ha una fede salda e convinta è proprio un marxista.
Cerchi di meditare meglio quando va in pellegrinaggio.
Quanto a Montanelli ed ad Oriana Fallaci, non si preoccupi.
Ho già dato precise disposizioni ai miei cari, perché negli ultimi giorni della mia vita (spero lontani) mi convertirò; il parroco incredulo mi dovrà assolvere e dare l’estrema unzione. Officerà un bellissimo funerale cattolico, tutto per me.
Gli resterà l’incoffessabile dubbio se mi sono convertito veramente oppure gli ho combinato l’ultima beffa.
E non lo saprà mai!
Si ritenga fin da ora invitato al mio funerale cattolico.
Cordiali saluti da Sagra
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1 agosto 2009 alle 19:33
Lei spesso è simpaticamente inquietante.
Riccardo
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1 agosto 2009 alle 20:30
Sagra si chiede, retoricamente of cors:
«Ma quanti cristiani si sono fatti ammazzare negli ultimi 100 anni di storia per la loro fede?
Neanche un centesimo di quelli di fede marxista!»
A parte l’oscenità di questa classifica, nessun cristiano cerca il martirio (”si fa ammazzare” — come dici tu), e se lo cerca non è un martire cristiano. Quanto ai comunisti che si sono immolati volontariamente per la “causa”, hanno ottenuto quel che meritavano: un pugno di sabbia.
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2 agosto 2009 alle 09:51
per Patton
“A parte l’oscenità di questa classifica, nessun cristiano cerca il martirio (”si fa ammazzare” — come dici tu), e se lo cerca non è un martire cristiano. Quanto ai comunisti che si sono immolati volontariamente per la “causa”, hanno ottenuto quel che meritavano: un pugno di sabbia.”
Le classifiche dei morti sono tutte naturalmente oscene, ma e sicuramente molto più osceno utilizzarle a “cazzo di cane” per supportare scioccamente le proprie tesi.
Quanto al fatto che il nessun cristiano cerca il martirio, ti smentisce clamorosamente il Vangelo, cominciando proprio da Gesù Cristo, continuando con la lunghissima pletora di Santi, più o meno Vergini e Martiri.
L’unico che fece il furbo fu un certo Pietro, che non per niente inaugurò la fortunatissima serie dei Papi di Santa Romana Chiesa.
Rileggitelo il Vangelo, che è un perfetto campionario di gente che se l’è cercata col lanternino.
L’unica differenza con i Comunisti o con i Fascisti è che loro preferivano cercarsi il martirio col fucile in pugno.
Ma il risultato è praticamente identico.
C’è chi è finito sul calendario da una parte e chi invece si è guadagnato la medaglietta e la foto ricordo.
Questione di gusti.
Tralascio per decenza l’oscenità della classifica.
Soliti bacetti da Sagra
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1 agosto 2009 alle 20:51
“Ma lei lo sa che il marxismo è una fede?
Che milioni di persone, decine di milioni, si sono fatte ammazzare per la fede marxista?”
—————————————————————
Ed io che ero convinto fosse stato il marxismo (comunismo) a fare decine di milioni (vado per difetto perché sono più di centomilioni) di morti.
Però,l’ideologia più sanguinaria al mondo ancora resiste,resiste,perché manca il coraggio di una condanna storica al male assoluto,che ancora oggi è vivo e continua a massacrare uomini.
Sono d’accordo con lei Sagra il marxismo è una fede,una fede per uomini che teorizzano l’abolizione dei diritti individuali di libertà,istaurando un regime di terrore.
Carlo
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2 agosto 2009 alle 10:01
per carlo
“Sono d’accordo con lei Sagra il marxismo è una fede,una fede per uomini che teorizzano l’abolizione dei diritti individuali di libertà,istaurando un regime di terrore.”
Ma lei ha una pallida idea del regime di terrore che si viveva fino a tempi recenti negli Stati Vaticani, ed andando indietro nel tempo non le dice nulla le spaventose guerre di religione (Cristiani che si scannavano fra loro per un mix di ideologia, denaro e potere), la Riforma e la Controriforma. Tutti sul groppone dei Cattolici.
Per non parlare di quello che ancora succede nei paesi musulmani dove vige la Shaaria.
E lei ha il coraggio di distinguere un morto se è più giusto o meno solo perché ad ammazzarlo è stato un Comunista, un Fascista, un Cattolico, un Ortodosso oppure un Musulmano?
Un morto ammazzato perde ogni definizione.
E morto ammazzato e basta!
Sagra
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1 agosto 2009 alle 21:03
Sagra, Sagra e che vuoi fregare il posto a Berlusconi.?…. Vedi che Lui aspira ad essere il novello ser Ciappelletto e farsi dichiarare convertito e santo in punto di morte, certo puttanopoli gli ha rovinato i piani e adesso deve anticipare le tappe e non andare più a puttane, deve ritirarsi sui monti di Abruzzo a meditare come fa Julius, solo che Jiulius lo fa veramente, Lui, invece e come al solito, deve fare soltanto finta, per accalappiare e non perdere i voti dei cattolici e le simpatie delle autorità ecclesiastiche.
Allegro, caro Sagra, con corna e bicorna, ma lontanissimo funerale cattolico!!
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2 agosto 2009 alle 10:29
Caro eruz,
ti ringrazio per il colto augurio MagnoGreco sulle corna e bicorna.
Mi spiace di aver urtato la suscettibilità di qualche buon cattolico (ce ne sono, ed alcuni sono anche miei cari amici), ma le ignobili scemenze di quel fariseo di Julius gridano vendetta, e tu sai che quando serve non vado tanto per il sottile.
Tiro fuori il mio lanciafiamme e spazzo la casamatta nemica, senza fare complimenti.
Quel simpatico “Sepolcro Imbiancato” di Julius prima assolve con magnanimità le ruberie e la Sodoma e Gomorra di Villa Certosa, purché faccia il suo dovere di “annientare la Sinistra cattocomunista”, poi condanna senza appello il sottoscritto, reo di un innocente scherzo da prete architettato in beffa ad un altro prete.
Se esiste, bruceranno il culo a Julius all’Inferno, come accuratamente descritto nei Santi Evangeli!
Altro che Medjugorie.
Cito Wiki:
“Sul piano dottrinale, caratteristica dei Farisei è l’ammissione di uno sviluppo dogmatico e giuridico: intransigenti sulla sostanza della fede e della legge, si mostrano duttili sulle sue applicazioni. Le tendenze progressiste dei farisei si ritrovano sul piano teologico; anzitutto sullo sviluppo dell’escatologia: “Per essi ogni anima è imperitura, ma soltanto quella dei buoni passa in un altro corpo, mentre quella dei malvagi è punita con un castigo eterno” (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 163).”
Sputtanare Julius è un raro piacere che condividiamo in alcuni tra i migliori di questo eccellente Blog.
Cordiali saluti da Sagra
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2 agosto 2009 alle 15:35
“Sputtanare Julius è un raro piacere che condividiamo in alcuni tra i migliori di questo eccellente Blog.”
Sagra,
lei non mi ha mai sputtanato, perchè non ne ha nè la forza intellettiva, nè gli argomenti con cui farlo, se non, come altri, alla Eruz, ecc.,con gli insulti e gli sberleffi.
Lei si sputtana da solo per quello che è: un ben misero e triste figuro, cialtrone e bavoso, stupido e invidioso.
Si rilegga la storiella del cavaliere….. sciocco essere.
Julius
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2 agosto 2009 alle 10:19
Ho letto in passato di un cavaliere che andava in giro a fare la bella vita, dicendosi sicuro di pronunciare in punto di morte le classiche parole con cui si chiede perdono dei peccati.
Un giorno pioveva, lui stava viaggiando a cavallo quando a un certo punto viene disarcionato e cade nel fiume lì vicino …. “brutta bestiaccia ….” e furono le sue ultime parole
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2 agosto 2009 alle 15:50
E lo fecero Subito Santo!
I cattolici sono capaci di questo ed altro.
Sagra
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1 agosto 2009 alle 18:17
per ghino oscar
“Ma ciò che rende il furto sinistrorso un unicum irripetibile è il senso di impunità,al limite della sfacciataggine sguaiata, che caratterizza questi nostri amministratori progressisti e ladri…”
Ma ciò che rende il furto destrorso un unicum irripetibile è la costante impunità parlamentare, corredata da una pervicace delegittimazione della magistratura, una continua pressione sui giornali e sui media perché tacciano e si occupino solo del “Grande Fratello”, completata dal capolavoro del Lodo Alfano.
Saluti da Sagra
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1 agosto 2009 alle 18:30
per Cattani
“Se penso a certe persone, parlo degli Eruz, dei Kevalala, dei Sagra ed altri, che ritengo vivano le loro misere giornate solamente pensando ad odiare Berlusca ed in questo godono come stessero scopando(poverini!), mi domando cos’abbiano detto di così importante, di reale in questi mesi di dialogo continuo per dare vita ad un qualche programma liberale. Nulla, un bel nulla. Solo sputtanare Berlusconi. Ma,come dicevo, anche Lei ci ha messo del suo, con le sue polemiche alle volte becere, frutto spesso di una polemica che ritengo sensa senso, nel dare una immagine spesso fuorviante, caricaturale per non dire illiberale del politico Berlusconi.”
Lei appartiene a quella categoria di “amator cortesi” che se la fanno letteralmente sotto quando il “vecchio puttaniere” racconta le barzellette aziendali oppure ci fa capire che lui le femmine le fulmina.
Lei è un fantozziano perfetto, ideale pollo di batteria dell’allevamento PdL.
I polli non sanno odiare!
Fanno una vita di merda.
Fanno una fine di merda.
I loro miseri resti vengono acquistati al supermercato per pochi euro al kilo.
E finiscono la loro misera vita senza avere mai odiato, ma avendo amato il loro allevatore, che considerano la loro mamma.
Ci saluti i suoi compagni di batteria.
Sagra
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1 agosto 2009 alle 18:35
*********************************
AUGURI AUGURI AUGURI
I MIEI PIU’ CARI AUGURI CARO PAOLO
CON AFFETTO E DOLCEZZA
BUON COMPLEANNO!!!!!
Valeria
*********************************
GUZZ – Valeria !! Valeria !! Valeria !!
I tuoi auguri sono come fasci di rose, di limoni, di palmizi e non so cos’altro. Il refgalo più stravagante che ho avuto? Un acquarietto con due piccole rane. Bacini, tanti.
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1 agosto 2009 alle 18:39
per Patton
“…se lo ripeti ancora qualche volta, il motivetto del “vaffanculo immotivato”, vedrai che ti diventa un successino, e l’anno prossimo partecipi di diritto alla “Sagra3 del Merolóne” (grosso merlo, s’intende!).”
Il nostro Pattoncello s’è incazzato.
Ha perso” l’aplomb piemunteis” ed ha sfoderato il meglio di San Salvario.
Anche queste son soddisfazioni.
Il fine intellettuale, a corto di argomenti validi, e soprattutto di convincenti fatti per supportare la sua fede destrorsa, ha finito per trascendere; o come direbbe un illustre assente “sbroccare”, che poi sarebbe pisciare fuori dal vasino.
Capita anche ai migliori d’incazzarsi e perdere la mira.
Saluti comprensivi da Sagra
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2 agosto 2009 alle 00:51
Io, a corto di argomenti validi, Sagra?
E ci’ài raggione! L’ultima tua trovata da becchino industriale,
quella di farsi bello con i morti ammazzati per — e dal —
comunismo, mi fa letteralmente spanciare dalle risate!
Ma sta attento, ch’a vorte er destino, te sconocchia er becchino.
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1 agosto 2009 alle 18:42
Oops Guzz.,
tra un “vaffa” e l’altro mi stavo quasi dimenticando che oggi è il tuo compleanno. AUGURI!
Stamane ho riascoltato da un amico la formidabile versione di With a little help fromm y friends di Joe Cocker a Woodsotck, 40 anni fa (dallo storico triplo LP): “uno dei pochi bianchi che sapessero cantare il blues” – mi son detto. Ma c’era qualcosa che non mi quadrava… Così sono andato a cercare il video
http://www.youtube.com/watch?v=oQDakdp5WZ0
e mi sono ricordato che i friends della canzone non sono altro che le droghe. Infatti nell’originale di Paul MacCartney (St. Pepper, 1967) la canzone è subito seguita da Lucy in the Sky with Diamonds (LSD) di John Lennon…
Ti dedico invece questa versione live 2002 di Not dark yet di Bob Dylan, veramente “da sballo” e molto migliore dell’originale in studio di cinque anni prima (Time out of mind, 1997). La canzone comincia al minuto 3.55, e ne consiglio vivamente l’ascolto in cuffia, ad alto volume:
http://www.youtube.com/watch?v=6miAEafH1i4&feature=related
GUZZ – VADO a procurarmi la cuffia. Da Sballo. Grazie !!!
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1 agosto 2009 alle 18:45
Patton..
Hai usato due righe scherzose in romanesco per dire che non riesco a capire la differenza tra indagato e condannato ; meno male che ci sei tu che mi hai spiegato la “presunzione di innocenza” .
Pensi davvero che non riesca a capire quanto sopra ? Non ci credo.
Diciamo che sei stato protagonista di una sorta di “malafede dialettica”. E’ solo un eufemismo.
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1 agosto 2009 alle 18:51
Pfra64 scrive:
Amgelo
E’ vero, solidarietà ed egoismo sono dentro di noi.
Ma come diceva (mi sembra) Cattaneo, la stato è una immensa transazione.
Se togliamo sempre più gli oggetti della nostra transazione cosa rimane ? E soprattutto, perchè devono rimanere le corrispettive contropartite di ciò che si toglie ?
—————————————————————————————————————————
A me, caro Pfra, viene anche un’altra domanda:
cosa fa prevalere dentro di noi la solidarietà oppure l’egoismo?
Chiedo a Mirror, lettore di Marcuse, di dire la sua.
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1 agosto 2009 alle 20:53
Ehilà, il Sagra3 ne ha proprio per tutti.
E sta facendo davvero una sagra di sciocchezze.
Vediamo un pò.
A me risulta che a causa del marxismo ci furono milioni di morti in URSS (cento milioni? forse approssimativo per difetto).
Milioni ce ne furono e ci sono in Cina (lì una conta anche approssimativa non è mai stata fatta, perchè i cinesi sono davvero tanti e qualche centinaio di milioni in più o in meno, non fa venir meno il numero degli abitanti della Cina). In Jugoslavia? A Cuba?
In Cambogia quanti furono? In tutti gli altri regimi cosiddetti marxisti quanti furono?
Per non parlare del triangolo della morte in Italia, dove in nome del marxismo furono trucidate migliaia di persone.
Ma in che mondo vive lei, Sagra?
Ha provocato più morti nel mondo il marxismo che qualsiasi altra ideologia!!!
Ah già, ma lei da buon marxista considera il marxismo una fede, peccato che però sia ormai una fede “sputtanata” e in oblio.
Restano solo purtroppo in Italia alcuni nostalgici, come lei.
Quindi avete anche voi i martiri? Oh bella!!!
A me risulta che tuttora in nome del marxismo parecchi cattolici e parecchi cristiani vengono ancora trucidati e uccisi, ma, siccome sono cattolici o cristiani, non fanno più neppure notizia.
Veda, la bestemmia che ha scritto sulla sua, spero lontana, morte, la rende davvero un triste figuro.
Auguri,
Julius
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1 agosto 2009 alle 22:27
Visto che parla degli effetti del “marxismo”, prof. Julius, ci parli anche delle cause.
Insomma una bella lezione riguardo il “marxismo”: cosa sostiene, quando è nato, ecc, ecc.
Aspetto fiducioso con un foglio bianco davanti e una penna in mano.
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2 agosto 2009 alle 12:48
Malombra,
si metta l’animo in pace, le do un bellissimo consiglio.
Le metto un bel link, legga, anzi, meglio, studi per ora su Wikipedia; una volta avuta una infarinatura, non quella delle cotolette, (non si confonda! mi raccomando!) e quando vuol approfondire, faccia una bella ricerca in una qualunque biblioteca (ce ne sono dove lei vive?), visto che, in ombra, è sempre difficile capire……
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo
Buona lettura e non si affatichi molto.
Julius
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2 agosto 2009 alle 18:50
La fotocopiatrice più veloce del web colpisce ancora.
Ho capito. Non sa nulla neanche questa volta.
Mi saluti la “cultura vera”.
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3 agosto 2009 alle 12:49
Malombra,
ma lei davanti allo specchio si manda affanculo da solo?
Continui così….
3 agosto 2009 alle 13:34
E che si balla il valzer dei vaffanculo?!
Vaff-à, vaff-à, vaff-à…
Julius, Julius, non dica parolacce che dopo il Signore le sente e non le tiene quel posticino in paradiso a cui lei tanto aspira.
Non segua Patticignolo. La porterà nel paese dei Pattocchi. Rimanga in quello dei Balocchi!
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1 agosto 2009 alle 20:54
Auguri, Guzzanti, anche se in ritardo.
Buon compleanno!
Julius
GUZZ – OK, auguri accettati. Grazie.
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1 agosto 2009 alle 20:58
Per Cattani
“Quanto al moralismo straccione e tatufesco di questi ultimi due mesi sulla vicenda,D’Addario vorrei citare cosa disse uno scrittore francese dell’800: “nella mai vita ho conosciuto tante canaglie che non erano moraliste, ma non ho mai visto un moralista che non fosse una canaglia””
Caro Cattani, vuol per caso sottintendere ai messaggi che vengono costantemente dal Vaticano, dalle varie organizzazioni per la “Difesa della Vita”, dalla CEI e da tutte quelle persone che sostenevano “il solido imprenditore tutto casa e chiesa, autodefinitosi erede di DeGasperi”????
Ci parli dei moralisti che piacciono a lei, e soprattutto al simpatico scrittore francese dell’800.
Sagra
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1 agosto 2009 alle 22:30
Caro Paolo :
Anche da me tra un “vaffa” e l’altro..auguri…non importa quanti sono ; Te lo dissi a suo tempo…sei privilegiato perche’ ancora , alla tua eta’, puoi guardare negli occhi i tuoi figli ancora bambini.
Io non lo posso piu’ fare perche’ ormai e’ cresciutello . Credo sia una cosa straordinaria. E’ un po’ prendersi gioco del tempo che passa.
A quando , magari in televisione , qualche tua dicitura del Belli ?
Per quello che mi riguarda con il libro in mano e con la traduzione dal romanesco …un romanesco nobile ma incapibile anche per i romani.
Di nuovo ….
GUZZ – QUATTRO ANGIOLONI CON LE TROMME IN BOCCA… Gli occhi dei miei bambini? Si’, ma oggi mio figlio Lars, facendomi gli auguri ha osservato tristemente, The older you get the sooner you die, is it true? E’ vero che più invecchi più si avvicina la tua morte? Questa è la realtà, almeno la parte più amara. Grazie e un abbraccio.
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1 agosto 2009 alle 22:45
per Sciulius
“A me risulta che a causa del marxismo ci furono milioni di morti in URSS (cento milioni? forse approssimativo per difetto).
Milioni ce ne furono e ci sono in Cina (lì una conta anche approssimativa non è mai stata fatta, perchè i cinesi sono davvero tanti e qualche centinaio di milioni in più o in meno, non fa venir meno il numero degli abitanti della Cina). In Jugoslavia? A Cuba?”
Caro, vecchio svicolone in dor di sacrestia, che pur andando in pellegrinaggio a Medjugorie, perde il pelo ma non perde il vizio.
Non cambi le carte in tavola, come sua inveterata abitudine, quando viene colto in castagna.
I comunisti a milioni hanno sacrificato la loro vita per un ideale.
Potrei citarle le Brigate Internazionali accorse durante la guerra di Spagna.
Oppure i 2 milioni di morti VietCong per buttare a mare gli americani.
Oppure i 19 milioni di morti caduti nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche per fermare quell’altra religione chiamata Nazismo.
Potremmo continuare con le decine di migliaia Desaparecidos in Cile dopo Allende
Oppure quelli dell’Argentina
Magari anche il Milione di morti cinesi e Nordcoreani nel 1952, che gli americani non riuscirono a ricacciare indietro.
Per non parlare di quelli morti nella terrificante guerra civile fra Comunisti e Nazionalisti nella Cina del primo Mao.
Ed anche i circa 100.000 partigiani comunisti di Tito che caddero ammazzati dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi.
Tutti comunisti morti al fronte, animati da una sana e coriacea fede non certo inferiore a quella dei Crociati al Santo Sepolcro.
Non faccia troppo lo scemotto con me, perché fa palla corta.
Si vada invece arivedere le circa 30.000 “streghe” all’anno bruciate dalla Controriforma per tenere a bada chi azzardava poca obbedienza o rispetto per il Vescovo locale, e non si dimostrava “sollecito” nel pagare la decima.
Oppure si faccia raccontare le persecuzioni fatte ai Valdesi, agli Ebrei nello stato Pontificio, oppure ai poveri Liberali, come raccontato nel melodramma “Tosca”, musicato da Puccini.
Sarei tentato di considerarla sbrigativamente ignorante, ma ormai sono sempre più tentato dal considerarla più semplicemente un “borioso cattolicastro in perfetta malafede”
Se la misuri meglio la palla, la prossima volta.
Sagra
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2 agosto 2009 alle 00:26
Becchino
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2 agosto 2009 alle 16:57
povero Pattoncello.
Ormai ti sei ridotto a fare il coretto al perfido Scarpia.
Una volta eri una primadonna.
Sic transit gloria mundi.
Sagra
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2 agosto 2009 alle 11:10
Caro il mio Sagra delle sciocchezze,
la sua pochezza è davvero infinita.
La sua palla è davvero lunga e pallosa, al punto che, giusto per fare la conta di quello che lei ha scritto, mai nessuna somma supererà quella dei morti a causa del marxismo-comunismo.
Davvero triste questa conta, senza tenere conto che la maggior parte delle sue “vittime” lo furono perchè costrette da odiosi e ignobili tiranni a combattere per un “ideale” di cui neppure conoscevano gli inutili vantaggi, ma i terribili svantaggi.
Non si è mai chiesto il perchè il marxismo non ha mai avuto successo da nessuna parte nel mondo?
E dove ha avuto “successo” ci sono state le peggiori dittature?
Poveretto il mio Sagra, ancorato al sol dell’avvenir!!!
Julius
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2 agosto 2009 alle 16:29
per Julius
“Non si è mai chiesto il perchè il marxismo non ha mai avuto successo da nessuna parte nel mondo?
E dove ha avuto “successo” ci sono state le peggiori dittature?”
Solita scemenza colossale:
La Repubblica Popolare Cinese è la quarta potenza economica mondiale
il 90% dei manufatti tecnonogici che le acquista è marcato PRC
Nelle casse dello stato Cinese sono depositati 1700 miliardi di Dollari americani.
I Cinesi tengono letteralmente per le palle l’economia americana.
E lei continua a raccontarci pietose bugie.
Ma ha mai provato a cercare di far funzionare quell’ammasso inutile di groviglio neuronale che ha nella scatola cranica?
Si sforzi! Che non è mai troppo tardi.
Sagra
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2 agosto 2009 alle 19:26
Scusi Sagra solo per capire meglio il suo pensiero. Con queste affermazioni ritiene la Cina un esempio da imitare, una Nazione che ha successo, ho capito bene?
Ed infine cosa intende lei per successo? Quali sono i suoi paramentri?
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3 agosto 2009 alle 13:28
per Gianluca
Chiariamo subito un punto fermo.
Citare una sacrosanta verità non significa affatto che io l’approvi.
Che la Repubblica Popolare Cinese sia la quarta potenza economica mondiale è un dato di fatto che picchia sul muso di quell’imbecille di Julius che sciorina affermazioni come se stesse recitando il Santo Rosario della perpetua di don Abbondio.
Che poi io, liberale progressista, possa gioire del fatto che la Cina invada il mondo libero con una valanga di prodotti fabbricati da schiavi sotto il tallone comunista, mettendo in serio pericolo la libertà e la salute dei lavoratori occidentali, direi che può essere solo il frutto di quelle menti bacate dei vari Carlo, Cattani, Julius e qualche altro scemo di complemento.
Ma i fatti sono fatti. E non si possono ignorare o interpretare a proprio piacimento per nascondere quello che non ci garba.
Certi comportamenti li lascio a Julius, riservandomi l’ineffabile piacere di coglionarlo pubblicamente.
Cordiali saluti da Sagra
3 agosto 2009 alle 22:25
Ok Sagra quindi diciamo che lei parla di successo Cinese, in quanto la ns società ha come parametri i dollaroni $$$$$$ lei fa suoi questi parametri (pur non condividendoli mi pare di capire) e definisce il comunismo cinese un successone.
Ho capito bene?
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2 agosto 2009 alle 12:13
Julius: “A me risulta che a causa del marxismo ci furono milioni di morti in URSS (cento milioni? forse approssimativo per difetto).
Milioni ce ne furono e ci sono in Cina (lì una conta anche approssimativa non è mai stata fatta, perchè i cinesi sono davvero tanti e qualche centinaio di milioni in più o in meno, non fa venir meno il numero degli abitanti della Cina). In Jugoslavia? A Cuba?”
Sagra 3: Caro, vecchio svicolone in dor di sacrestia, che pur andando in pellegrinaggio a Medjugorie, perde il pelo ma non perde il vizio.
Non cambi le carte in tavola, come sua inveterata abitudine, quando viene colto in castagna.
I comunisti a milioni hanno sacrificato la loro vita per un ideale.
Potrei citarle le Brigate Internazionali accorse durante la guerra di Spagna.
Oppure i 2 milioni di morti VietCong per buttare a mare gli americani.
Oppure i 19 milioni di morti caduti nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche per fermare quell’altra religione chiamata Nazismo.
Potremmo continuare con le decine di migliaia Desaparecidos in Cile dopo Allende
Oppure quelli dell’Argentina
Magari anche il Milione di morti cinesi e Nordcoreani nel 1952, che gli americani non riuscirono a ricacciare indietro.
Per non parlare di quelli morti nella terrificante guerra civile fra Comunisti e Nazionalisti nella Cina del primo Mao.
Ed anche i circa 100.000 partigiani comunisti di Tito che caddero ammazzati dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi.
Carissimo Sagra,
non sono qui a difendere Julius, a cui non ho nemmeno mai voluto indirizzare un mio post, ma la storia non autorizza nessuno a giustificare i carnefici solo per il colore politico.
Comunismo è ormai sinonimo di nazismo,
solo qui in Italia non lo si insegna.
Julius ha detto una cosa verissima, il Comunismo a ucciso molto più del nazifascismo, sia in qualità che in quantità. Non ha disdegnato le persecuzioni razziali, specie contro gli ebrei sotto Stalin, nè i Genocidi, come quelli dei suoi “eroi” Vietkong alle spese delle popolazioi delle montgne del sud del Vietnam. Che dire poi del Kmer rossi che per piegare le volontà dei più piccoli li costringevano ad uccidere i loro genitori (insegnanti, dottori, dirigenti) in modo tale che il loro infinito senso di colpa fosse un’ulteriore catena che li legasse alla finzione del Komunismo reale.
Per tornare ai nostri giorni che dire del genocidio operato dalle autorità Komuniste Cinesi nei confronti del popolo tibetano, e del loro sistematico dispregio dei diritti civili dell’uomo, bruciati sull’altare del rosso sol dell’avvenire?
I 19 milioni di Russi morti per combattere gli invasori nazisti erano poveri ragazzi strappati alle loro misere dacie, a cui spesso non veniva neppure dato un fucile per combattere un ragazzo che come lui era stato inviato in un paese diverso per la follia di due coglioni, Stalin e Hitler, che in segreto si stringevano le mani per dividersi l’Europa (patto Ribentrop-Molotov).
Per stare più vicini a noi le consiglierei di visitare qualche foiba per vedere come i partigiani titini hanno trattato le popolazioni Italiane Istriane e Dalmate, per poi una volta per tutta vergognarsi di essere un Comunista (se lo è, ma io spero che lei non lo sia).
Ora non mi rinfacci le stragi Americane e Fasciste in giro per il mondo,
non sono Americano e non sono fascista,
quindi non me ne frega nulla.
Non ho etichette, l’unica cosa che dico è che un cretino è sempre un cretino che sia di dx o che sia di sx. Non esistono carnefici più buoni o meno cattivi,
quinidi in tali categorie Comunisti, Nazional-Socialisti e Fascisti hanno le stesse identiche responsabilità, e sefosse per me estenderei il divieto Costituzionale di ricostituzione del partito Fascista a quello Comunista, condannando pure l’apologia di Comunismo.
Costituzionalmente,
Ardocap.
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2 agosto 2009 alle 16:49
per Ardocap
“Ora non mi rinfacci le stragi Americane e Fasciste in giro per il mondo, non sono Americano e non sono fascista, quindi non me ne frega nulla.”
Troppo comodo!
Anche lei non ha capito una beneamata mazza.
Non intendo difendere ne i Comunisti, ne i Fascisti e neanche i Nazisti,
Intendo sottolineare che i Cristiani, in quanto teocrazia dominante, hanno un passato altrettanto laido e schifoso.
Il simbolo della croce non è stato scelto. E’ stato imposto, con le buone o con le cattive.
E quando veniva imposto con le cattive, era IDENTICO a quello Nazista o Comunista.
Per imporlo erano comunque necessari dei fedeli fanatici e sanguinari, che non hanno certo badato a qualche milione di morti.
I fatti sono scritti nella storia e nel sangue della povera gente, piegati al volere della puttanata ideologica, sia essa Comunista, Nazista, Cattolica, Musulmana o quello che meglio crede.
Cerchi di capire bene quello che intendo dire.
Ovviamente la cosa le va bene quando si maledicono le stragi Comuniste o Naziste, mentre non intende accettare il fatto che la religione in cui crede si è macchiata degli stessi orrendi crimini.
Ma i milioni di morti sono lì a ricordarglielo.
E lei non può ignorarli.
Saluti da Sagra
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2 agosto 2009 alle 19:33
Scusi Sagra ma non mi sembra che Ardocap abbia commentato le stragi fatte in nome delle religione, o sbaglio? Ha detto che le stragi sono sempre ingiustificabili, e giustamente come dice lei NON BISOGNA DIMENTICARE I MASSACRI E LE SCHIFEZZE FATTE IN NOME DELLA CHIESA.
Come oggi vanno evidenziate le stesse schifezze fatte in nome di Allah. Ogni barbaria va ASSOLUTAMENTE CONDANNATA e purtroppo le più grosse atrocità sono state fatte in nome della fede e degli opposti politici (nazismo e comunismo).
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3 agosto 2009 alle 13:54
per Gianluca
“…NON BISOGNA DIMENTICARE I MASSACRI E LE SCHIFEZZE FATTE IN NOME DELLA CHIESA.”
direi meglio:
NON BISOGNA DIMENTICARE I MASSACRI E LE SCHIFEZZE FATTE DALLA CHIESA.
E’ tutta lì la differenza.
Altrimenti tutti potrebbero dire che non bisogna dimenticare i massacri e le schifezze fatti in nome del:
NAZISMO
FASCISMO
COMUNISMO
COLONIALISMO
IMPERIALISMO
etc. etc.
Saluti da Sagra
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3 agosto 2009 alle 17:17
Ringrazio Gianluca che riconosce che non ho difeso le stragi Cristiane,
che assolutamente non difendo,
anzi condanno fortemente da Cattolico,
e mi inserisco umilmente nel solco di Giovanni Paolo II, quindi di Benedetto XVI che a più riprese hanno condannato storicamente tali nefandezze.
Potrei mettermi qui a sproloquiare dissertanto sul relativismo storico che ha condotto a tali orrori, ma per non far passare nemmeno lontanamente l’idea di ciò mi fermo qui, invitando però a Sagra a riguardarsi un po’ quella che viene chiamata dottrina sociale della Chiesa, quella iniziata con la Rerum Novarum, titolo dell’enciclica sociale promulgata il 15 maggio 1891 da Papa Leone XIII, la nuova dottrina Cattolica di Giovanni Paolo II un po’ di Sant’Agostino e magari anche un po’ di Corano (le consiglio la traduzione dello Shaykh Gabriel Mandel Khan). Magari scoprirà qualche fiore nei giardini della fede, come Madre Teresa di Calcutta e San Francesco (tutti e due Cattolici e fedelissimi al Papa, nds).
Senza paura, ed incoraggiandola
ardocap
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1 agosto 2009 alle 22:47
Vedo che qui tutti postano auguri e musica, musica e auguri.
Voglio porgere al Senatore anche i miei e, scorsi rapidamente i miei preferiti di youtube, li sfoltisco della roba per signorine (quelle perbene si intende) e mi rimane questo:
http://www.youtube.com/watch?v=vmDDOFXSgAs
Auguri Senatore, relax and take five.
GUZZ – GRANDISSIMO pezzo di piano e batteria, con sax finale? Fantastico Grazie.
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1 agosto 2009 alle 22:51
Sempre per Julius
“Veda, la bestemmia che ha scritto sulla sua, spero lontana, morte, la rende davvero un triste figuro.
Auguri”
Vedo che ha scoperto la triste eventualità che qualche buontempone possa fare la simpatica beffa finale.
Se esiste l’Aldilà, ci guadagnerò sicuramente la soddisfazione di aver simpaticamente preso per il culo chi si farà bello con la mia “conversione”.
Non si vive di solo pane.
Sono contento della sua tristezza.
Saluti da Sagra
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2 agosto 2009 alle 12:14
Sagra,
veda io sono felice e contento di vivere e spero di meritarmi un posticino nell’Aldilà.
E’ lei che è davvero un triste figuro, con la sua paranoia e la sua pochezza d’animo.
Triste lei, contenti gli altri.
Saluti,
Julius
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2 agosto 2009 alle 16:18
per Julius
“veda io sono felice e contento di vivere e spero di meritarmi un posticino nell’Aldilà.”
Le consiglio di controllare quale posticino è riservato nell’Aldilà a quelli che come lei approvano la Sodoma e Gomorra di villa Certosa.
Si rilegga la Bibbia, e veda un po’ che fine fecero gli abitanti, attivi e passivi, delle due simpatiche cittadine bibliche.
Bacetti da Sagra
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1 agosto 2009 alle 23:33
Caro Paolo solo ora leggo che ieri hai raggiunto e superato brillantemente un altro tappa del tuo tour, complimenti Paolo continua così sempre con schiena diritta e controcorrente.
TANTI AUGURONI
Gianluca Micarelli
GUZZ . GRAZIE, AD avere la schiena diritta e a resistere agli imbecilli delle due parti si rischiano le vertebre, ma ce la faremo. Grazie
Accedi per rispondere
2 agosto 2009 alle 00:14
Al poverello e misero Sagra, (dal nome che si è dato e dalle tante fesserie che scrive dimostra di essere un vero personaggio da baraccone)
Persone del suo stampo non meritano neppure una risposta tanto sappiamo che hanno il cervello spappolato da quella immonda ideologia, il comunismo, che tanti disastri e vittime innocenti ha creato in tutto il mondo. Ho l’impressione che lei sia ancora uno dei pochi ammiratori del macellaio di uomini che fu Stalin. Se è così, è tutto dire.Si capisce benissimo, comunque, che lei vive solo di odio e di cattiveria, per cui non posso che compiangerla. Invece di pensare al Berlusca qualche volta vada a prendere un po’ di aria fresca, e forse la sua mente potrebbe trovarne giovamento. Ma è indubbio, che chi, come nel suo caso ha subito la droga del marxismo non ha altra scelta che odiare, odiare, odiare e sparare cattiverie sempre più grosse contro i proprio nemici. Perchè voi non avete avversari, voi avete solo nemici da distruggere non metaforicamente, ma materialmente, come è, purtroppo, successo in tantissimi casi con il comunismo nella storia più recente. Si, provi a farsi un bagno di aria fresca e chissà forse potrà trovarne qualche piccolo beneficio. Ma ho molto dubbi perchè penso che la droga marxista abbia fatto di lei un caso irreversibile.
Comunque le faccio tanti auguri, perchè ne ha molto, ma molto bisogno.
GUZZ – CATTANI, SONO appena arrivato in America per le mie ferie e sto ancora sistemandomi. Appena ho tempo vorrei rispondere in maniera adeguata al sui post di qualche giorno fa che contiene molti spunti per un chiarimento. Intanto un saluto.
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2 agosto 2009 alle 18:07
per Cattani
“Al poverello e misero Sagra, (dal nome che si è dato e dalle tante fesserie che scrive dimostra di essere un vero personaggio da baraccone)
Persone del suo stampo non meritano neppure una risposta tanto sappiamo che hanno il cervello spappolato da quella immonda ideologia, il comunismo, che tanti disastri e vittime innocenti ha creato in tutto il mondo. Ho l’impressione che lei sia ancora uno dei pochi ammiratori del macellaio di uomini che fu Stalin. ”
Il suo limitato cervello da pollastro di batteria le impedisce di capire il senso reale di quello che scrivo.
Continui ad ingrassare felice nell’allevamento del PdL, osannando il Berlusca che campa bene alle sue spalle, le rifila un po’ di becchime ed aspetta il momento di spennarla e cavarci i soldi che si gode a villa Certosa, alla faccia dei poveri pollastri che spenna ideologicamente.
Rinuncio a convincerla perché sarebbe solo una inutile cattiveria.
C’è sicuramente un Paradiso anche per i polli di batteria, e lei ci andrà sicuramente.
Saluti da Sagra
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2 agosto 2009 alle 00:45
Caro onorevole, in questa giornata afosissima appena trascorsa mi sono concesso il mio primo bagno. Solo ora leggo che era il suo compleanno. Con un pò di ritardo, le faccio i miei più fervidi auguri e mi riprometto di studiare meglio la sua biografia, che auspico lunghissima. Mirror.
GUZZ – MIRROR ! GRAZIE, la mia biografia è appena cominciata. C’è tempo. Un abbraccio.
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2 agosto 2009 alle 03:27
Ho appena riacceso il pc, e non posso fare altro che accodarmi,purtroppo.
I miei migliori auguri.
GUZZ – GRAZIE !! GRADITISSIMI.
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2 agosto 2009 alle 06:53
Lasciate che i semplici corrano a me….. disse Berlusconi nel duemila dopo Cristo e molti accorsero adoranti… fra i quali mi sembra di aver visto anche Julius
Lasciate che che i furbi, gli evasori, ma anche gli arrampicatori siano essi tarantini o non tarantini corrano a me…..e numerosi accorsero a Lui
Lasciate che. pur se non convertite, le maddalene “venghino” a me e anche con me, le userò come ruote di escort!
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2 agosto 2009 alle 15:38
Eruz,
tutte qui le sue erezioni?
Mizzieca, manco fosse un pisellino!!
Salutoni e compri il Viagra, a lei col pisellino così, dovrebbe fare effetto.
Julius
GUZZ – AL PEGGIO veramente non c’è mai fine.
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2 agosto 2009 alle 16:17
Guzzanti,
questa volta ha ragione.
Saluti,
Julius
GUZZ – Bene.
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2 agosto 2009 alle 09:19
Senatore,
vergognosamente in ritardo,
porgo anch’io i più sinceri uguri e felicità per il genetliaco (si chiamava così, vero, una volta, il compleanno delle Personalità?),
ma principalmente per il costante, competente ee efficiente impegno che profonde giornlmente.
i migliori Auguri, d’avvero.
g.b.
GUZZ ò GRAZIE PER IL GENETLIACO, ma più modestamente sto inecchiando. Non male, ma si invecchia. Grazie di cuore.
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2 agosto 2009 alle 09:43
I criminali comunisti marx-lenin teorici del terrore, hanno ucciso (non solo in guerre o rivoluzioni) anche solo con il sospetto,chiunque fosse ritenuto oppositore,con metodi criminali scientifici.
Lei Sagra è un impostore,confonde,una fede religiosa che parla di amore verso il prossimo,di rispetto dell’altro,di libera scelta,con una che invece impone l’eliminazione fisica dell’avversario,abolisce qualsiasi forma di libertà individuale,in sostanza annichilisce gli individui.
Nel cristianesimo gli uomini hanno sbagliato e sbagliano (papi vescovi ecc) non per un dettato evangelico, ma,per proprie responsabilità,non mi risulta che la solita cosa per il comunismo. Quindi il suo paragonare le uccisioni del cristianesimo con quelle comuniste è uno scivolone insensato,stupido,da raccontare ad altri.
P.S: leggendo quanto da lei scritto,mi dispiaccio che il cosiddetto sacrificio comunista,sia numericamente molto inferiore,al sacrificio di morte subito da milioni di anticomunisti. Ritengo anche vergognoso e per molti offensivo il suo metodo di riabilitare una dittatura che è stata la più sanguinaria nella storia dell’umanità,si vergogni.
carlo
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2 agosto 2009 alle 15:58
per carlo
“Ritengo anche vergognoso e per molti offensivo il suo metodo di riabilitare una dittatura che è stata la più sanguinaria nella storia dell’umanità,si vergogni.”
Lei è un tenero imbecille che non ha capito un beneamata minchia!
Io non intendo affatto riabilitare il comunismo, dal quale mi ha sempre separato un abisso.
Intendo semplicemente sottolineare che i metodi di certe dittature teocratiche sono esattamente identiche a quelle ignobili del Comunismo e del Nazismo.
Lei può cucinare l’agnello in 100 modi diversi, con cento motivazioni diverse.
Ma alla fine il risultato è sempre lo stesso: Lei mangia e l’agnello muore.
“Nel cristianesimo gli uomini hanno sbagliato e sbagliano (papi vescovi ecc) non per un dettato evangelico, ma,per proprie responsabilità,non mi risulta che la solita cosa per il comunismo. Quindi il suo paragonare le uccisioni del cristianesimo con quelle comuniste è uno scivolone insensato,stupido,da raccontare ad altri.”
La sua stupidaggine cattolica è tutta racchiusa in questa ignobile frasetta.
All’Inferno avrà un posto privilegiato.
Saluti da Sagra
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2 agosto 2009 alle 22:48
Carlo, ma Lei sa di cosa sta scrivendo?
Conosce la differenza tra teoria e prassi, ha letto e capito contestualizzato stoticamente il pensero di Marx e di Engels, ha letto il capitale come prima mossa prima di parlare, e poi a che socialismo si riferisce a quello utopico o a quello scientifico, mi trova dove viene indicato l’eccidio come strumento di attuazione del progetto di società, per caso ha letto le critche al Marxismo di Hans Kelsen, Max Weber, Karl Popper, non credo poichè in nessuna di queste si descrive l’orrore, ma si critica ben altro.
L’orrore è l’uomo che distorce l’idea, che la usa a suo mezzo e per suo bisogno, ma per questo si può prendere a esempio un ismo qualunque.
Quindi legga e cerchi di capire, io cerco di farlo sempre e nemmeno da comunista, magari scoprirà che ci sono una incredibile serie di contatti filosofici con i Vangeli, quelli almeno li avrà letti spero, certo la collocazione storica è ben diversa, ma tutta quella parte del vivere l’euguglianza sociale, la condanna della sfruttamento sono lì in entrambi, si legga Moravia su questo, mediti sul vangelo secondo Matteo di Pasolini, oppure parli con alcuni sacerdoti che sanno di filosofia, sicuramente si sconcerterà, pensi soltanto a quanto scritto sul comunismo italiano nel Vangelo politico di Dossetti.
Credo convintamente che tutte le idee che non siano ad uso di un singolo tipo il fascismo e il nazismo ed oggi berlusconismo, abbiano la positività della discussione in quanto progetti collettivi, sono poi le loro applicazioni che tradiscono le idee stesse, arrivando all’aberrazione od all’integralismo, e fare la conta di chi ha fatto più danni è cosa stupida in senso filosofico anche se non lo è in senso emotivo.
Però troppo si parla senza avere basi e fonti, si parla troppo a prescindere e per sentito dire, si è anti senza preoccuparsi di conoscere perchè lo siamo, nella maggior parte dei casi siamo anti senza proprio sapere di cosa si parla, anticomunisti senza conoscere cosa sia, ma solo prendendo a campione le sue aberrazioni, annticristiani anche, antislamici pure, ma chi si è mai preso la briga di leggersi la genesi del suo essere anti, di capire perchè questo si e un’altra cosa no?
Se Patton, come afferma e non ne dubito, si studia la cultura araba, nonostante la distanza che ci separa, difficilmente avrò gli strumenti per controbatterlo quando la criticherà, poichè per farlo dovrei cercare di arrivare a conoscere almeno quanto sa lui, senza questa condizioni sarei destinato a prendermi una sonora risata in faccia.
Si è già detto più volte, conoscere è la base per essere liberi, senza conoscienza siamo burrattini che neppure conoscono quale padrone gli tira i fili.
Riccardo.
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3 agosto 2009 alle 01:12
Riccardo più che tra teoria e prassi, diciamo tra teoria e realtà, giusto? Post assolutamente perfetto, complimenti Riccardo. Di sicuro c’è che la storia ha dimostrato che quanto teorizzato riguardo il comunismo sembra inattuabile, ritengo sopratutto perchè la componente uomo non sia compatibile con tale sistema.
Da persona molto più colta riguardo me sul tema (il comunismo) quale sei, avrei piacere capire, come mai quando con questi sistemi si sono governati paesi, si sono compiuti eccidi spaventosi, se non massacri o genocidi? In pratica cosa teorizzavano i padri di questo sistema? le migliori menti che hanno teorizzato sul comunismo?
Il punto di non ritorno mi sembra il controllo delle masse quando non accettano tale sistema, cosa diceva la teoria riguardo ciò?
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3 agosto 2009 alle 14:26
La domanda è per Riccardo, ma ne approfitto per rispondere con una mia “teoria”.
Teoria che poi tanto personale non è, e che è un pò stata accennata per alcuni aspetti anche da altri.
La sintetizzo.
Una teoria sociale o politica, un insegnamento religioso, c’entrano (ma “c’entrano” si apostrofa o no?) poco o niente, a livello teorico, con gli orrori che la loro eventuale applicazione pratica può comportare.
Tutti gli uomini in buona fede teorizzano sistemi per migliorare le condizioni di vita del genere umano. E anche il marxismo a questo tende.
Questa convinzione mi permette addirittura di affermare che il marxismo è in teoria il sistema politico più vicino agli insegnamenti di Gesù Cristo.
Allo stesso modo potrei dire che la Chiesa Cattolica, è sotto l’aspetto pratico in antitesi con gli stessi insegnamento di Gesù Cristo.
Ma se è così, se la pratica applicazione di una “teoria” si discosta così tanto da quanto da questa “previsto” dove sta l’inghippo?
Sta nella teoria stessa o in chi la applica?
Evidentemente una teoria che non prevede le distorsioni della propria applicazione che pure disciplina nel dettaglio, è una teoria sbagliata.
Questo è anche l’errore del marxismo.
Il marxismo a mio avviso non prevede la propria inapplicabilità politica, tenuto conto che questa confligge con la natura stessa degli uomini che dovrebbero applicarla.
Gli uomini non sono principalmente ne di sinistra ne di destra ne religiosi ne atei.
Gli uomini sono soprattutto individualisti ed egoisti.
Tutti gli uomini mirano soprattutto al potere .
Qualsiasi teoria sociale deve tener conto di questo.
Si doveva tener conto quindi che la dittatura del proletariato (che in se sarebbe un sistema democratico) non aveva alcuna stabilità politica e che presto e facilmente si sarebbe trasformata in semplice dittatura. Questo è infatti sempre accaduto.
Del pari ogni religione si presta sempre ad una facile trasformazione in dittatura, meglio di qualsiasi altro sistema politico, potendo imporre l’accettazione di un potere insindacabile che discende addirittura dal Padreterno.
Dopodichè una volta avvenute queste trasformazioni, ai principi teorici non rimane che svolgere il ruolo di semplice pretesto per le repressioni più spietate dei propri oppositori.
(Fin dai tempi biblici, è giusto il caso di far notare, si ammazza e si fanno stragi in nome di Dio, “buono e misericordioso” per giunta)
Quindi è la democrazia è il miglior sistema politico soprattutto perchè non permette l’accentrazione del potere in un sol uomo o in un piccolo numero di uomini.
Solo per questo è il miglior sistema.
Attenzione quindi a non permettere che il potere del nostro piccolo uomo diventi troppo grande.
Attenzione nel tollerare così disinvoltamente che gli organi di controllo di una democrazia (stampa e TV) siano nelle mani del controllato.
Anche la democrazia richiede che ognuno faccia la propria parte.
Il fascismo non c’è stato solo per colpa di Mussolini, ma soprattutto per colpa di tanti italiani che lo seguirono: alcuni per interesse e tanti perchè ignoranti.
Proprio come sta accadendo oggi: Berlusconi ha un seguito di pochi interessati e di tanti palesi ignoranti alla Julius, e di altri un pò meno riconoscibili alla Patton.
(Patton ti ho messo fra gli ignoranti, per riguardo, poichè degli “interessati” ho un’opinione ben peggiore
)
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3 agosto 2009 alle 22:08
Caro Brambilla sono quasi d’accordo su tutto e voglio andare ancora un po più sullo specifico. Non essendo un grande esperto di comunismo Italiano ti chiedo, in cosa i padri fondatori del PD quando erano PCI si dissociavano dal comunismo tradizionale tanto che 30 anni fa si evidenziava sempre che il ns comunismo era diverso? Diverso ma purtroppo molto contiguo alla casa madre.
Ed inoltre i vari partiti comunisti ancora in vita (forse ancora per poco) in cosa si differenziano dalle vecchie teorie comuniste?
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4 agosto 2009 alle 05:16
Brambilla,
sarò sincero: un simile cumulo di banalità io l’ho scritto all’esame di maturità, non ti dico quanti anni or sono, affinché la tua “ragion pigra” non si spaventi di fronte al lavoro che l’attende. Coraggio…, fino alla bara sempre s’impara!
Discuterò solo un punto, che mi ha regalato due minuti di buon umore. A te non piace la dittatura della minoranza. Invece non ti dispiace quella della maggioranza, che secondo te sarebbe “in sé democratica”. In che senso, scusa? Nel senso che se “spariscono” le minoranze il danno sarà …minore, o nel senso che non se ne accorgerà quasi nessuno? Che peccato, che poi arrivi sempre qualche avido borghesuccio o ebreuccio dalla pelle dura, a chieder risarcimenti…!
Ma, secondo te, il guaio della dittatura della maggioranza sarebbe la sua intrinseca instabilità, a causa dell’egoismo-individualismo degli uomini, tutti avidi di potere: bravo, questo lo pensavano anche Stalin, Hitler e… Prodi, al momento di mollare l’osso.
Gira che ti rigira, siamo sempre lì: il socialismo, nazionale o internazionale, era una grande idea, ma è stato applicato male. Gli uomini, che cattivoni!
E tutti a dire che hai scritto un post mirabile. Ah, povera Italia!
4 agosto 2009 alle 19:09
Caro Patton,
Hanno scritto sulla banalità del male e sulla banalità del bene,
vorrà dire che io avrò scritto qualcosa sulla banalità della verità.
Quanto alla somiglianza della dittatura del proletariato con la democrazia, davero non ci arrivi?
Una democrazia realizza il governo della maggioranza. Ai tempi di marx il proletariato era la maggioranza
Devo dirti, anche io molto sincerammente, che sono rimasto piacevolmente sorpreso, con riferimento al tuo al tuo esame di maturità.
Però, chi lo avrebbe detto? Promettevi bene da giovane. Peccato.
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3 agosto 2009 alle 09:43
riccardo….ho letto il tuo post…amo molto leggere quello che scrivi. Ma sei iscritto anche all’albo dei giornalisti ? Deh ……..
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3 agosto 2009 alle 17:51
No Kale scrivo orride poesie, l’italiano credo di averlo respirato fin dalla nascita, non si è Toscani per caso, commetto un sacco di errori nonostante la mia origine comunque.
Riccardo.
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3 agosto 2009 alle 19:28
“No Kale scrivo orride poesie”
Riccardo, vorrei chiederle delle cose se è possibile e non la disturba: lzitel@libero.it (mio indirizzo di posta)
Cordiali saluti
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3 agosto 2009 alle 13:25
Riccardo,
tanto per cominciare il marxismo scientifico fa di peggio che esaltare l’eccidio di interi gruppi di persone: lo minimizza e lo banalizza, considerandolo una mera conseguenza logica della “dittatura del proletariato”. Pensa un po’ quale fine può esser riservata ai “magnati del capitale” una volta che il proletariato abbia assunto la dittatura, si sia cioè appropriato di tutti i mezzi di produzione: la stessa fine che i colleghi igienisti riservano ai parassiti.
Certo, Marx non era così fesso da esaltare lo stermino e la guerra come “igiene del mondo”, ma i passi in cui egli giustifica, ad esempio, lo sterminio dei pellirosse da parte del capitalismo americano sono molto più numerosi di quel che si pensa. Ma il peggio è che lui li giustifica come fatti naturali, come i “dolori del parto” della rivoluzione, che è una formula tanto più disumana quanto più essa naturalizza il dolore e la sofferenza.
I seguaci di Marx non hanno affato distorto l’idea marxista in senso qualitativo: la hanno semplicemnte applicata a una quantità di casi che Marx non poteva immaginare, ma che erano chiaramente prevedibili sulla base del suo concetto di “rivoluzione mondiale” e dittatura (mondiale) del proletariato. I “dolori del parto”, le “uova da rompere per fare la frittata”, queste innocenti formulette clinico-gastronomiche ripetute infinite volte dai marxisti, non ti hanno fatto mai venire dei sospetti sulle loro reali intenzioni?
Quanto alle citazioni precise, devi solo aspettare un po’: sto preparando il mio viaggio in MO, e a rileggere Marx ci vuole tempo.
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3 agosto 2009 alle 19:20
Finora, Patton, è un processo alle intenzioni.
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3 agosto 2009 alle 22:07
oni? oni? oni?
Profondo come sempre, eh, Malombra?
3 agosto 2009 alle 23:26
Patton, ma l’eco ripete solo. La superficialità è la tua, non la mia.
4 agosto 2009 alle 02:53
E allora approfondiscilo tu, Mal, il tema.
Che cosa dobbiamo aspettare, perché tu dica qualcosa di tuo?
Che il pupo cresca?
4 agosto 2009 alle 12:40
C’era una volta un verro biancotostato in compagnia di tre cani, molte galline, numerose mucche e qualche maiale…
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3 agosto 2009 alle 20:18
No Patton non è così semplice, e per questo ho accennato che decontestualizzare storicamente un progetto filosofico genera errori ed orrori.
L’esasperazione è il pericolo sempre presente quando ci si accosta a dottrine “pericolose”.
Se decontestualizzi il Marxismo dall’epoca in cui lo sfruttamento significava schiavitù fisica e culturale dei più a favore dei pochi, il tutto sembra diventare una grande stupidata.
Ma tu sai che non è così che funziona, il problema che si pone è che in quel contesto storico, in quella geografia particolare, comunque sarebbero accaduti danni collaterali, poichè già accadevano in misura maggiore.
In realtà credo che il Marxismo non sia mai stato neppure tentato come progetto di società originale, per una serie molteplice di situazioni contingenti, certo che gli è esplosa la bomba in mano al “buon” Marx, dal momento che non esistevano neppure le condizioni sine qua non che lui aveva ipotizzato, interessante anche per capire maggiormente il personaggio è il disaccordo tra lui e Bauer sulla questione ebraica, come interessante è l’approfondimento del banale detto “la religione è l’oppio dei popoli”, c’è molto di più di quello che si pensa in quella frase, poichè era la constatazione di una religione intesa come potere del clero che impediva l’emancipazione dell’uomo nelle sue tre forme quali quella religiosa, politica ed umana.
Comunque si parlava di società industriale e plusvalore come condizioni essenziali, invece, ed è una brevissima sintesi lacunosa di passaggi e criticabile temporalmente quella che vi propino, il 25 ottobre 1917 troviamo una Russia stremata con il governo Kerenskij, che per far fronte alla guerra contro la Germania e per tener fede all’intesa, si era avvitato in una politica di repressioni con il ripristino della pena di morte e di espropi contadini da una parte, e di enormi profitti delle aziende belliche dall’altra, a fronte di una classe contadina e operaia che non aveva più nessun potere di acquisto e quindi ormai alla fame, la fame è sempre massa critica, e in quel periodo i morti di fame si contavano per le strade.
In questo magma nasce il Marxismo pratico e contingente, anche perchè fisicamente lì troviamo il Marx fisico, ma non le sue teorie, nasce con pochissimi che sanno leggere e scrivere, non a caso per i primi 10 anni poco si trova degli atti dei governi locali, poichè tutto funzionava per telefono, del resto quando non si sa scrivere è difficile redigere atti, e con la rabbia e poi l’arroganza di essere sopravvissuti ad un regime in cui il loro valore era pari allo zero.
Non credo proprio che fosse l’humus migliore che Marx ipotizzava quando scriveva che uno spettro si aggirava per l’Europa, ( http://www.liberliber.it/biblioteca/e/engels/il_manifesto_del_partito_comunista_edizione_berlusconi/html/testo_01.htm la cosa buffa del Link è quel Berlusconi se lo capite avvisate) è stata quello che gli eventi hanno fatto essere, e la storia e la sociologia con l’economia e la stessa geografia non si possono isolare per spiegare come vogliamo un fenomeno, vanno correlate e comprese, altrimenti diremmo che i Maya e gli Aztechi son morti per un maledetto raffreddore perchè uno spagnolo passava di lì per caso (piccola nota se potete leggete L’azteco di Gary Jennings è illuminante)
.
Gianluca era voluta quel “teoria e prassi” proprio perchè non c’è stata nessuna teoria ma solo la realtà e non la prassi mediata e filosofica di una dottrina, avevo solo anticipato questo ulteriore commento.
Mi rendo conto di non essere stato molto chiaro, ma l’intento non era difendere o offendere ma solo contestualizzare, che poi è quello che dovremmo fare anche del presente.
Riccardo.
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3 agosto 2009 alle 22:14
D’accordissimo sull’ultima affermazione, purtroppo non ho capito cosa mi vuoi comunicare quando mi parli di terisa/prassi.
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4 agosto 2009 alle 02:32
Riccardo,
tu non mi conosci ancora: io non semplifico. Io sintetizzo un argomento, quando lo conosco bene; altrimenti preferisco non parlarne (a meno che il fuoco di sbarramento delle fregnacce sia tale da impedire qualsiasi discussione: questo è il caso delle sparate del “miles gloriosus” Sagra, evidentemente in vacanza, sul cristianesimo).
Il comunismo non è affatto “esploso in mano a Marx” — come dici tu. Marx scrisse il Capitale nel 1867, morì nel 1883, ma nel 1917 il marxismo teorico era ormai un “cane morto”: lo sviluppo del capitalismo, il revisionismo teorico di Kautsky e la SD tedesca avevano vinto su tutta la linea, culturale e politica. A studiare il materialismo dialettico erano rimasti pochi marginali, come un certo Vladimir Ilic Ulianov, detto Lenin: il quale passò molti mesi del 1916 a compulsare la “Scienza della Logica” (cioè la dialettica hegeliana) nella biblioteca di Zurigo, prima di imbarcarsi sul treno piombato che doveva riportarlo in Russia.
Senza la profonda convinzione, puramente teorica, di Lenin, non ci sarrebbe stata alcuna rivoluzione, nemmeno in Russia. Ma anche dopo la presa del potere, Lenin rimase profondamente convinto che la rivoluzione in un solo paese, attuata in concomitanza con la guerra mondiale, era un non-senso teorico, e che bisognava “portare la rivoluzione nel cuore dell’Europa”, dove essa era stata concepita: cioè in Germania. E da lì nel resto dell’Europa, Italia compresa.
Questa fu l’idea guida di tutti i capi comunisti russi, da Lenin fino ad Andropov. Questa è la “mission impossible” che fa tragicamente grande il comunismo russo. Altrimenti di che cosa discutiamo? Del plusvalore e della caduta tendenziale del saggio di profitto? E fino a quando ne discutiamo? Fino alla fine del mondo? “Alla rivoluzione nel lungo periodo — diceva sarcasticamente il socialista-rivoluzionario Mussolini — ci credono anche i gendarmi!”
Solo in un paese profondamente cattolico come l’Italia può diffondersi l’idea che il Capitale è un testo sacro, che è stato male intepretato da uomini cattivi — così come si dice che esistono solo “cattivi cristiani”, che non sanno applicare il Vangelo. Possibile che invece non ti passi mai per la testa che, nel caso del marxismo, era sbagliata l’idea, e non gli uomini? Possibile che tocchi a me difendere la memoria dei comunisti da chi vuol sacralizzare l’idea?
Salva i fenomeni Riccardo, non l’idea.
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2 agosto 2009 alle 11:02
Sessanta sono i tuoi anni
E sessanta sono i baci
Che io ti invio dall’eden.
Sei l’unico guer che ho
Non ne ho altri al mondo.
Che d-o ti protegga, amore
E che ti lasci in pegno
per moltissimi anni ancora
la tua intelligenza
e il fuoco che ti percorre!
GUER – MIO REGALO DI COMPLEANNO, GRAZIE, oh amore lontano. Purtroppo però, gli anni sono 69, benché abbia deciso di percorrere il tempo a ritroso per incontrarti giovane sulle rive del Giordano.
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2 agosto 2009 alle 11:06
Israele dorme
Accarezzata
Dal mare
Qualcosa
Di radicale
In tutto lo splendore
Dell’essere.
D-o onnipotente
Proteggi la mia Israele
Posa
Sulle sue ali
Gocce di rugiada
Macchiate di lirica
Fa che mai abbia a percorrere
Strade grottesche
E senza soluzioni
Elimina ogni tristezza
Dai suoi occhi di miele
E colmala di infiniti
Possibili e impossibili.
E ti prego, d-o onnipotente
Offrigli anche
Tanti chili di pace,
Quintali di carezze e di baci
Fa che la mia Israele
Apra gli occhi
Solo su giardini fioriti
E urli sempre di gioia.
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2 agosto 2009 alle 13:19
Oops, mi dispiace per il ritardo.
Tanti auguri di Buon Compleanno.
Daniele
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2 agosto 2009 alle 16:12
per Guzzanti
Mi associo agli auguri al nostro ospite, tornato meglio di come me lo ricordavo.
Cordiali auguri da Sagra
GUZZ – MEGLIO? In che senso?
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2 agosto 2009 alle 17:05
Nel senso di quel giornalista piccante, brillante e mai banale conosciuto prima dei nostri scontri ideologici.
Non sempre sono in accordo con le sue posizioni, ma le devo riconoscere una coerenza personale molto rara nel panorama politico italiano.
Per questo le rinnovo i miei auguri
Cordiali auguri da Sagra
GUZZ – E béccati questa laurea ad honorem by the Sagra University. Denghiu!
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2 agosto 2009 alle 13:51
Per la gioia di Patton e Julius ….aridaje a Sirvio…
The Observer,John Hooper corrispondente a Roma./// Semplice,semplice……..
” Se un uomo di 72 anni,sposato , nonno puo’ rifiutarsi di chiarire una sua relazione con una ragazza di 18 anni e riesce a sopravvivere alla disseminazione di registrazioni in cui si discute di orgasmi e masturbazioni nel letto con una prostituta , allora bisogna chiedersi cosa potrebbe metterlo al tappeto”.
Continua Hopper sottolineando soprattutto LA INCAPACITA’ DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO DI COSTRUIRE UNA REAZIONE , UNA VIA D’USCITA PER TUTELARE LE SORTI DEL PAESE”.
E’ QUEST’ULTIMA LA COSA PIU’ IMPORTANTE…non la prima ;… la prima ormai e’ ordinaria amministrazione.
Naturalmente viene riportata l’immancabile barzelletta raccontata del nostro salutando i suoi deputati . La raccontiamo per tirarci su il morale ; Dice Silvio : ” ” La sapete l’ultima sulla D’Addario ? Dice che B. non e’ un santo , ma in effetti scopa come un Dio” .
Buona, non c’e’ dubbio. Silvio.. ci risollevi da questa valle di lacrime.
Precisiamo che nel panorama giornalistico inglese ” The Observer” e’ tutt’altro che il “Sun”…quest’ultimo un incrocio tra Novella 2000 , Libero e la Gazzeta dello Sport.
Pero’ un difetto ce l’ha…dice le stesse cose di Repubblica.Patton…. ma com’e’ ‘ sta storia ? pure er fainanciale taimmese , lemonde e pure…………………………………………………………………………… ma com’è.
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2 agosto 2009 alle 15:03
“Pero’ un difetto ce l’ha…dice le stesse cose di Repubblica”
Ecco, appunto, Kalevala, è tutto qui l’arcano.
Dice quello che repubblichella 2000 gli fa dire.
Vai a fare un riposino e smettila di farneticare.
Julius
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2 agosto 2009 alle 16:08
per il povero Scemus
“Dice quello che repubblichella 2000 gli fa dire.”
Non si faccia sentire dagli azionisti di The Observer.
Sintetizzo Wikipedia:
“Nel 1911, dopo un breve passaggio sotto il controllo di Alfred Harmsworth (che lo aveva acquisito nel 1905) il giornale fu comprato da William Waldorf Astor. La linea del giornale restò tory fino al 1942, quando si concluse la direzione di James Louis Garvin, che aveva assunto l’incarico nel 1908: a quel punto il giornale si dichiarò imparziale, una posizione rara in quel periodo.
La famiglia Astor controllò il giornale fino al 1977, con un ruolo centrale assunto da David Astor, che lo diresse per 27 anni assumendo posizioni molto dure – come l’opposizione all’invasione di Suez, che costò al giornale numerosi lettori – e accolse sulle sue pagine firme di prestigio come George Orwell. Astor cedette la testata all’ARCO, che a sua volta lo vendette alla Lonrho nel 1981. Nel mese di giugno 1983 l’Observer passò sotto il controllo del Guardian Media Group, editore del Guardian.
In analogia con quella del Guardian, la linea politica dell’Observer è improntata su posizioni liberali/socialdemocratiche.”
Continuo a consigliarle di misurarsi e rimisurarsi la palla, prima di sparare cazzate al vento.
Saluti da Sagra
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2 agosto 2009 alle 19:59
Kalle,
sei il solitoo falsario, consapevole o inconsapevole. La frase che tu metti in stampatello, e tra virgolette, è del corrispondente da Londra della Larco Fichetti Allchemàine Zàitunc, e non corrisponde affatto all’articolo di John Hooper. Corrisponde invece — e tte pareva! — al penziero de Largo Fighetti.
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3 agosto 2009 alle 08:25
Kalle, forse per andare bene a Patton doveva essere scritto in questo modo:
“c’è un testimone che afferma di aver sentito John Hooper dire: Se un uomo di 72 anni, sposato, nonno, può rifiutarsi di chiarire una sua relazione con una ragazza di 18 anni e riesce a sopravvivere alla disseminazione di registrazioni in cui discute di orgasmi e masturbazioni nel letto con una prostituta, allora bisogna chiedersi cosa potrebbe metterlo al tappeto”.
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3 agosto 2009 alle 21:05
Caro Patton …ho seguito il tuo consiglio e ho letto l’originale dell’articolo di John Hooper.
A proposito di falsari ; e che cazzo vor di’ ,secondo te..”IT MAY BE WONDERED WHAT COULD POSSIBLY BRING HIM DOWN ” ?
Cio’ non puo’ essere letto ANCHE : ..” L’INCAPACITA’ DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO A COSTRUIRE UNA REAZIONE A TUTELA DELLE SORTI DEL PAESE”. Aggiungo io : “ccadasuccède ? ”
PENSIERO DI HOOPER …NON DI LARGO FIGHETTI come l’altro virgolettato del settantaduenne tra Noemi , masturbazioni e orgasmi “in a bed with a prostitute”. PENSIERO DI HOOPER !!! Rileggiti l’originale.CONTINUA A SPACCARE IL CAPELLO e a proporci l’idea RIDICOLA che Repubblica sia la Spectre che mette in riga i direttori di tutti i giornali del pianeta…a crederci rimarrete alla fine tu e Julius.
L’articolo di Hooper , letto nell’originale, da l’idea di essere stato scritto in piena autonomia….anche se poi dice le stesse cose di Repubblica.
‘Nzomma , te risei fatto becca’ cor sorcio ‘nbocca.
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4 agosto 2009 alle 12:16
Bravo Kalle,
finalmente sei riuscito a copiare giusta una frase di Hooper! E quando ti ci vorrà per copiare anche la successiva?
«it may be wondered what could possibly bring him down. The last seven days, moreover, have seen Berlusconi’s position shored up [puntellata, rafforzata] on two fronts.»
La domanda “it may be wondered…” è puramente retorica, dato che tutto l’articolo è impostato sul recente rafforzamento della posizione di SB. Hooper si dilunga infatti sullo scandalo della Sanità che ha coinvolto l’opposizione a Bari, e sul fatto che SB ha subito risolto il caso degli “scissionisti” siciliani. Solo alla fine dell’articolo Hooper intravede due sintomi di “debolezza”: nella rapidità con cui SB ha accontentato i questuanti Lombardo e Micciché; e in una risposta di Tremonti alla domanda se lui si considera il successore di SB: “è difficile immaginare di succedere a una persona [SB] così straordinaria”. Che secondo Hooper non era una vera smentita alla domanda della “successione”.
Ma la vera chicca dellR