Caro Lémery, non soltanto hai ragione, ma qui in Usa ne ho avuto le prove. E l’Italia, ma diciamo meglio gli italiani, hanno esattamente quel che meritano. Non abbiamo avuto la Riforma protestante e quanto a Renzo e Lucia le cose pare che stiano così: a Lucia hanno detto di comperarsi un….

10 luglio 2009

Carissimi tutti, il mio orologio segna le 20 mentre da voi sono le cinque del mattino. Sono in California e sto terminando una visita con la Nato che mi ha portato a Boston al Mit, ad Harvard, alla Kennedy School e poi alla grande azienda di difesa e sicurezza Raytheon e oggi agli incredibili stabilimenti segreti di Sandia, a 200 chilometri da Monterey. Ho parlato inoltre con diplomatici, politici, militari, studenti, ricercatori scientifici, la comunità degli italiani con un cervello in fuga dall’Italia a causa della famosa fuga dei cervelli. L’Italia vista da qui non esiste più, è un magma incomprensibile, ma fa ancora tenerezza.  Fra politici e diplomatici c’è una barzelletta fatta di una sola parola che fa scoppiare tutti a ridere in modo sfrenato, incontrollabile, con le lacrime agli occhi, e quella parola è – l’avrete capito -”Berlusconi”.

Basta il nome.  Per causa sua sono stato umiliato ovunque, umiliato il mio Paese, umiliato il nome ancora decente e molto amato dell’Italia. E questo accade anche se Berlusconi, colpito in questi due mesi dalle mazzate che si è chiamate tutte da solo con la sola forza della sua gigantesca imprudenza arrogante dovuta alla presunzione di essere considerato un ragazzaccio irresistibile cui tutto è concesso, non ha poi fatto tanto male.

Al G8 ha fatto benino, ce l’ha  messa tutta: non ha ficcato un dito nel culo della Merkel, non ha strizzato le palle a Obama, non ha fatto le corna a Sarkozy, non ha dato una gomitata nello stomaco a Barroso e non ha detto “che ti farei” a una signora che passava per strada. Io al complotto non ci credo, sono tutte balle. Cossiga conta balle perché lui fu bruciato ai suoi tempi. Mentre invece vorrei per ora dire sì, Berlusconi è un segno dei tempi e sono tempi di bassa lega. Non sono d’accordo invece con il mio amico Lémery quando liquida Obama come un fighetto. Obama è un genio, un mostro di genialità se comparato a qualsiasi politico italiano, da Berlusconi all’ultimo Franceschini passando per Puzza-Sotto-Il-Naso coi baffi. Obama ha per ora rimesso in moto le università, i ricercatori, le scuole, non perde un colpo con la sua modestia e, raccontavano gli analisti di Harvard che ci hanno fatto una lezione su Obama, quest’uomo riscuote prima di tutto una fiducia personale per lo stile di vita. E’ uno costretto a viaggiare continuamente ma che la sera si ritira da solo nella sua camera da letto, si mette in pigiama e chiama Michelle con cui discute per un’ora. Poi prende un buon libro e legge finché non gli cadono gli occhi. Fine della sua vita sociale, da tombeur de femmes. La priorità che ha assegnato al suo rapporto con le figlie è proverbiale e sua moglie non solo sta al suo fianco, ma gli gestisce l’apparato interno della Casa Bianca dove Obama ha assunto ex novo 650 tecnici scelti tra il fior fiore delle intelligenze degli Stati Uniti d’America, senza riguardo per il colore politico. Obama è molto amato dalle donne, ma mai, mai ha assunto l’atteggiamento dello sciupafemmne, di quello che “o me la dai o scendi”. Anzi, o me la dai o esci dal palazzo, dalla villa. Gli americani, diversamente da quel pensano gli italiani più imbecilli – la maggioranza – non sono puritani e non hanno condannato Clinton per un pompino, ma per una menzogna dichiarata a tutto il popolo degli Stati Uniti d’America. Gli italiani amano Berlusconi quando fa il porco, perché a loro piace immedesimarsi e troppe italiane in cuor loro pensano come sarebbe bello e vantaggioso, magari per una sola volta, dargliela.

Caro Lémery, i tempi sono di decadenza, ma quelli dell’Italia sono di liquefazione e Berlusconi è esattamente ciò che la stragrande maggioranza degli stronzi, di destra e di sinistra, merita. Meritano le sue barzellette, i suoi pizzichi sul culo, le sue allusioni scollacciate, le sue canzoni francesi ridicole, il suo inglese che fa tremare dall’orrore per ignoranza e impudenza. Lo meritano. Lo votano e lo meritano.

E, sai Lémery, ora Berlusconi preso a pedate e bastonate con un pulcinella da teatro, ha finalmente capito che deve stare buono, di basso profilo, non alzare la voce, non rompere il cazzo alla regina d’Inghilterra, non chiamare il presidente degli Stati Uniti con un fischio da pecoraro. Ha capito, ed è andato meglino, quasi benastro. Fanno schifo invece giornali e telegiornali che si comportano e sono suoi dipendenti in polpe e livrea, una cosa da vomitare, da rabbrividire, da fargli togliere a tutti la patente da giornalista e mandarli tutti a cagare. Io Berlusconi l’ho difeso mille volte e ancora oggi mi tocca difenderlo dai più pagliacci dei suoi nemici. Sono andato al Giornale nel 1999 nel momento per lui più basso, per soccorrerlo su sua richiesta e creare una squadra di intelligenti che lo aiutassero a non fare e dire cazzate, a progettare e fare una rivoluzione liberale, a raddrizzare il raddrizzabile con il pragmatismo di un imprenditore bauscia brianzolo so tutt mi, che però ha creato l’impero e ci sa fare. Un disastro. Ha vinto alla fine perché gli italiani non hanno di meglio e non sanno esprimere neanche un peto, ma ha fatto un disastro. E l’ho lasciato quando era all’apice della sua potenza, della sua vittoria, senza arrecargli un soldo di danno e soltanto per testimonianza morale – Putin e la mignottocrazia – due temi che agli italiani gli “arimbalzano”, come si dice a Roma.

Gli americani ridono di lui perché pensa di essere il mediatore fra Putin e Obama e gli ridono dietro, gli attaccano le mortadelle alla giacca, gli fanno le pernacchie nelle cancellerie, lo prendono per il culo. A Obama gli hanno detto come comportarsi con lui per assecondarlo dicendogli – come si fa sempre con gli italiani pronti ad arrendersi subito, in cambio dell’onore delle armi – ma quanto sei bravo, ma quanto sei bello. In realtà Obama ha detto a Napolitano e non a Berlusconi che è un grande leader, e quanto alla leadership di chi ospita il G8 è un atto dovuto, come mandare i fiori alla signora dopo l’invito a cena. Obama si diverte, ma lo ha già messo nell’angolo: agli americani – tutte le mie fonti diplomatiche e politiche del Congresso e Casa Bianca lo confermano – interesse una cosa sola. Che l’Italia si differenzi nella politica energetica mollando la Russia. Questo solo per loro conta. E Berlusconi gli ha detto di no. E loro se la sono legata al dito per un motivo semplicissimo: con il fiume di soldi che Berlusconi gli versa e fa versare anche a molti europei, i russi ci comperano le armi. “Tanto poi tocca a noi andare a morire per voi stronzi europei, vero?” , mi ha detto a brutto muso un ex ambasciatore.

Caro Lémery, Berlusconi è la più completa immagine dell’Italia, è l’Italia, l’Italia parassita e presuntuosa, l’Italia borghesuccia e impostora, l’Italia che non paga le tasse, l’Italia che fiancheggia la Camorra ma che poi si fa le pippe su Gomorra, l’Italia dei D’Alema e dei Veltroni, l’Italia che non sa esprimere una classe dirigente ma soltanto un pallone gonfiato che è comunque un pallone di qualche capacità imprenditoriale (guarda i soldi che seguita a fare). E’ l’Italia della sua televisione, è l’Italia dei suoi telegiornali, è l’Italia dei suoi congiuntivi pericolosi,è l’italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane – o antiberlusconiane isteriche, demenziali – pensano di avere una ragione di vita. Ne riparleremo caro Lémery. Gli Usa mi fanno arrabbiare per quanto sono avanti mentalmente, culturalmente, per entusiasmo, per moralità. L’Italia è un paese privo di qualsiasi morale, un Paese pagliaccio e arrogante, dove tutti insultano e nessuno studia e chi studia davvero se ne va. Non tornate, italiani in fuga, neanche per le vacanze.

Questo dipende dal fatto che noi non abbiamo avuto la Riforma, ma solo la Controriforma: niente Calvino, niente Lutero, niente Ugonotti, solo don Abbondio e Azzeccagarbugli. Un po’ di conte zio. E quanto a Lucia, le hanno raccomandato, quando va a palazzo di indossare un vestitino nero di Prada, con poco trucco e al massimo un filo di perle. All’Innominato piace così e anche a tutti i don Rodrigo che gli fanno la ruota intorno, o che gli fanno la guerra usando le armi del malocchio e della danza intorno al pentolone.

Ora il mio orologio segna le 20,57 e da voi sono quasi le 6 di mattina. Un saluto transoceanico. Vado a dormire.

436 Commenti a “Caro Lémery, non soltanto hai ragione, ma qui in Usa ne ho avuto le prove. E l’Italia, ma diciamo meglio gli italiani, hanno esattamente quel che meritano. Non abbiamo avuto la Riforma protestante e quanto a Renzo e Lucia le cose pare che stiano così: a Lucia hanno detto di comperarsi un….”

sigal harari scrive:

Guer

sei un capolavoro!

Sigal

GUER – FINALMENTE, SEI TORNATA !

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maccarti scrive:

Caro direttore,

ha scritto, come al solito, senza ricorrere agli italianissimi giri di parole.
E’ il Suo stile.
Quello stile che lo ha fatto giornalista, tra i pochissimi, degno di stima.

Tra le righe non leggo malanimo o pregiudizio; ma idee schiette, obbiettive, generate dall’osservazione attenta della realtà.

E la realtà (che riceve conforto dalla Storia) ci dice che questo Paese è popolato da menti corrotte, da animi indisciplinati, da cervelli superficiali, dal disprezzo per ciò che sa di cólto, di serio, di severo.

«… ora Berlusconi preso a pedate e bastonate con un pulcinella da teatro, ha finalmente capito che deve stare buono, di basso profilo…», scrive.

Solo qualche giorno fa ho invitato da queste pagine il Presidente del Consiglio a fare atto di contrizione.
Ne trarrebbe vantaggio lui, ne trarremmo vantaggio noi tutti.

Mi trova d’accordo, inoltre, quando sottolinea che il presidente «Obama è un genio, un mostro di genialità se comparato a qualsiasi politico italiano, da Berlusconi all’ultimo Franceschini passando per Puzza-Sotto-Il-Naso coi baffi».

L’Italia è popolata di politicanti che si credono statisti, intriganti che si fan passare per uomini politici, parolai senza un briciolo di dignità morale; tutti, ma proprio tutti, spudoratamente bugiardi, e disegnatori di false speranze, di un improbabile futuro.

Sarebbe ingiusto, però, se a costoro non opponessimo uomini probi, nemici del compromesso, amici del vero.
La storia e la cronaca di questo Paese ce lo testimoniano.

Nessuno, o pochi, li tengono in giusto conto, però.
Forse perché questi uomini si sono visti costretti ad abbandonare, con un filo di rabbia, la fede nella forza delle idee (la loro ragione di vita)?

Un cordiale saluto… y suerte!

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brambilla scrive:

Scusa maccarti, ma mi sembri un equilibrista.
E buttati da qualche parte no? Oppure buttati e basta.

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legionario scrive:

Tutto vero. Una cruda conferma di quello che alcuni italiani paventavano: lo sputtanamento totale.
La sua lucida e amara analisi fa sì che il mistero, per me, divenga ancor più profondo.
Come ha potuto un finissimo intellettuale come lei, dallo spiccato senso critico (e umoristico)
accostarsi per un periodo della propria vita a un personaggio così incompleto e inadeguato?
Il dato politico non c’entra nulla, come del resto non c’entra nulla con Berlusconi, la mia curiosità è soltanto antropologico-culturale.
Davvero lei ha pensato che questa persona, imprenditore geniale, potesse da imprenditore-statista (ossimorone allucinante) veicolare le sue istanze liberali?

Quanto alla controriforma, in assenza di riforma, ha colto proprio nel segno.
Siamo l’unico Paese al mondo con una neoplasia pervasiva al proprio interno, la quale ha l’unico interesse a che l’organismo ospite sopravviva alla giornata, ma non che viva davvero e che si emancipi, espellendo il corpo estraneo.
Negli ultimi tempi, il disegno perverso delle gerarchie tradizionaliste è stato aiutato proprio da Berlusconi che ha riportato indietro l’orologio di quarant’anni. Ora sembrerebbe che il Cavaliere sia stato scaricato dalle nomenclature talari d’oltretevere. Staremo a vedere.
La futura battaglia politica, dovrà essere quindi tra laicisti (sì, laicisti, non laici, che non vuol dire un cazzo) e filoclericali, indipendentemente dalla fede di ciascuno.

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afiorillo scrive:

Gli “stronzi” non chiedono all’idraulico se va a mignotte prima di fargli riparare il tubo che sta allagando la loro casa. Quello lo fanno i “coglioni”.
Secondo: per quale ragione il governo italiano dovrebbe fare gli interessi americani PRIMA di quelli italiani?

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brambilla scrive:

afiorillo scrive:
10 Luglio 2009 alle 09:32

Gli “stronzi” non chiedono all’idraulico se va a mignotte prima di fargli riparare il tubo che sta allagando la loro casa. Quello lo fanno i “coglioni”.
Secondo: per quale ragione il governo italiano dovrebbe fare gli interessi americani PRIMA di quelli italiani?

E già, caro afiorillo

c’è, come dici tu, chi è stronzo e chi è coglione,
ma quelli come te, che accettano tranquillamente il fatto che a Palazzo Grazioli si portino puttane, è invece stronzo e coglione.

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carmela scrive:

E’ vero, ma l’idraulico non ha in mano la sicurezza di questo paese. Un primo ministro non può essere ricattabile nè dalla prima mignotta di lusso, nè da chi gliele procura.
Io non chiedo al mio idraulico cosa fa nel tempo libero, ma a chi mi governa chiedo serietà, onestà ed affidabilità….in fondo sono le stesse cose che si pretendono anche dall’idraulico!

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Non sopporto scrive:

a Carmela:E’vero tu l`idraulico te lo fai e basta.Che gente Stronza!!!!

GUZZ -BENE, ABBIAMO CAPITO IL TIPO, LETTI ANCHE GLI ALTRI COMMENTI CHE NON PUBBLICO.
LEI E’ ESPULSO.
SI TROVI UN BLOG ADATTO ALLE SUE BUDELLA.
ADDIO.

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Sergio Rizzitiello scrive:

“l’Italia che non sa esprimere una classe dirigente ma soltanto un pallone gonfiato che è comunque un pallone di qualche capacità imprenditoriale (guarda i soldi che seguita a fare).”

Indubbiamente il “pallone gonfiato” è voluto dalla maggioranza del popolo sovrano che ha saputo opporsi, con forza e tenacia in questi anni, alle mire egemoniche di fortissimi gruppi di potere che si sono accreditati con una patina aristocratica e una presunta categoria di superiorità antropologica.

Può non piacere ma a me sembra che il “pallone gonfiato” vada in senso contrario al tentativo elitario di dirigere la politica non partendo da reali esigenze concrete ma da presunti superiori presupposti ideologici.

Certo, e qui la critica di Lemery ha un suo fondamento, nell’etica del liberalismo decisionista di Berlusconi manca un presupposto metafisico che possa dare una strada “millenaria” alla sua azione.

Paradossalmente condannando la metafisica il decisionismo condanna se stesso al suo dissolvimento, agendo nel concreto una volta soddisfatto tutto finisce.

E’ vero che l’azione può rinnovarsi, ad un concreto far succedere un altro concreto e dare continuità paradossalmente “eterna”, “spirituale” all’azione stessa, però il rischio è che tutto possa sfumare così come era cominciato.

Però è un rischio calcolato, anzi forse è proprio questa la sfida: il fine dell’azione è nell’azione stessa.

Indubbiamente gli orizzonti si accorciano, si restringono, sono limitati, ma per qualcuno sono migliori di altri che presupponendo orizzonti irragiungibili condannano all’azione al perenne fallimento perché astratta, non aderente alle cose, utopistica.

Una massiccia scorpacciata di utopismo ha attraversato l’Europa nel secolo scorso e ha dato vita a due grandi mostruosi totalitarismi: il nazismo e il comunismo.

L’antidoto che si è voluto trovare è drastico, ma per alcuni salutare: basta con i sogni impossibili capaci alla fine di sfornare solo incubi terrificanti.

Berlusconi è antiestetico, non ha misura che è la regola formativa di ogni concezione razionale occidentale.

Anche in questo Lemery coglie nel segno: Berlusconi è eccessivo e questo eccesso o infastidisce o viene ridicolizzato.

Viene ridicolizzato proprio perché infastidisce.

Ma nella cultura Occidentale non sè espresso soltanto la filosofia greca della misura, dell’equilibrio, c’è una corrente sotterranea che a volte è sgorgata potentemente che per comodità, ma non è del tutto esatto, potremmo chiamare della “reazione romantica”.

Il poeta inglese William Blake dice che la strada dell’eccesso conduce al palazzo della saggezza e che l’esuberanza è bellezza, che il pozzo contiene ma la fonte trabocca; Hegel che la dialettica della realtà è un’orgia bacchica in cui non c’èmembro che non sia ubriaco; molto prima di loro Platone affermava essere l’amore una mania che trabocca e solo traboccando poteva condurre l’anima in una dimensione di perfezione tanto da generare nella bellezza; lo stesso austero Lutero concepiva Agape di Dio come un amore che trabocca nella cretività; Nietzsche nel suo Zaratustra dice che ama colui l’animo del quale trabocca; e potremmo continuare all’infinito su questo potere sovvertitore e liberatorio dell’andare contro una misura sentita come limitante.

Gesù ha combattuto spiritualmente contro il vuoto formalismo che nato per garantire l’uomo lo alla fine mortificato, represso.

Andare oltre ha la funzione di liberare energie istintuali represse e troppo a lungo coartate.

Indubbiamente vi è un forte elemento di gioco in questa azione e l’uomo che non gioca non è un uomo libero.

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Lemery scrive:

Mi permetto di dire che questo scritto è, secondo me, bellissimo.
Grazie.
Lémery

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brambilla scrive:

Bravo Rizzitiello, hai scritto al solito un gran bel pezzo, con tanto di citazioni ma…
ma, in sostanza che cazzo volevi dire? :)

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eruz scrive:

Brambilla, Brambilla, non essere sempre attaccato al fango di questo mondo, vola .. vola.. anzi Evola… Evola alto, sulle alte e splendenti vette dello spirito così potrai capire…. e poi Sergio ancora sta facendo il trasloco

Sergio, ha a-l-locato un post un po’ squinternato, ma ha un’attenuante… ha trans-locato e perciò è mentalmente de-locato rispetto alle problematiche del blog e non può quindi col-l-locare post intelligenti e profondi… comunque bisogna riconoscere che, volando ed e-volando tra le vette tempestose dello spirito, ci porta in più spirabil aere, anche perché sulle vette l’ossigeno è più leggero. E- vola di qua e-vola di là, siamo finiti nel regno dello spirito e dell’esoterico! Il berlusca, secondo il nostro Sergio, è un grande uomo e, in quanto tale, è specchio della dissoluzione della nostra epoca e noi siamo tutti dei dissoluti…. cioè dissolti nel materialismo, ora non più marxista, ma americano, dissolti, ma non assolti, dissoluti, ma banali.. non assoluti e senz’altro non risoluti ad uscire da questa morta gora, per elevarsi alle alte vette dello spirito.
Sergio, finisci al più presto il tuo trasloco!!

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holden scrive:

Caro sig. Sergio, ho apprezzato il suo post. E concordo con gran parte delle idee che lì lei ha espresso (soprattutto sull’avversione contro le utopie fini a sé stesse e quindi “inumane”).

Non concordo, o meglio non capisco il riferimento al gioco e la connessione con la libertà individuale che il giocare possiederebbe.

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dvd1 scrive:

Speriamo che Obama cominci a prenderlo a calci in c….o,sto amico del grande Vladimir.
Eloquenti le parole dell’ex ambasciatore.
Davide Cembrano.

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star joe scrive:

Ecco come si può parlane di SB, senza nominare la sua persona, bensì parlare del Berlusconismo.
Come ben saprete, la POLITICA, almeno come la intendo io, è la mediazione dei bisogni dei propri elettori, da ciò ne discende che la CLASSE politica è lo specchio fedele dei propri elettori, quindi SB non è altro che il frutto, quindi essere convinti che con l’eliminazione, politica o fisica, di SB, di fatto la politica in italia faccia un balzo in avanti, è da miopi ed illusi. Così come i Franceschini, i Veltroni sono frutto della pochezza di quella parte politica ed anche qui, tolto uno nulla cambia.
Quindi se noi tutti aspiriamo ad un quadro politico migliore, dovremmo cercare di cambiare noi nel nostro quotidiano. Oramai viviamo in una società che tutto metabolizza e tutto evacua, senza nulla trattenere e non possiamo di contro pretendere che i politici invece siano dei marziani sulla terra, senza quindi dare alla classe politica quel compito di educatori, che io per primo non vorrei, così come non voglio quando lo fa la chiesa.

Giuseppe STELLA Catania

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Gianluca scrive:

Penso che un tuo passaggio scioglie un dilemma che in molti spesso si pongono, Berlusconi è l’artefice di questa tragica situazione o è il frutto di 40 anni di storia Italiana e rappresenta in tutto e per tutto l’Italiano medio? Anche io la penso come te e reputo berlusconi purtroppo lo specchio della maggioranza di noi.

Riporto il tuo atto di dolore:

Caro Lémery, Berlusconi è la più completa immagine dell’Italia, è l’Italia, l’Italia parassita e presuntuosa, l’Italia borghesuccia e impostora, l’Italia che non paga le tasse, l’Italia che fiancheggia la Camorra ma che poi si fa le pippe su Gomorra, l’Italia dei D’Alema e dei Veltroni, l’Italia che non sa esprimere una classe dirigente ma soltanto un pallone gonfiato che è comunque un pallone di qualche capacità imprenditoriale (guarda i soldi che seguita a fare). E’ l’Italia della sua televisione, è l’Italia dei suoi telegiornali, è l’Italia dei suoi congiuntivi pericolosi,è l’italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane – o antiberlusconiane isteriche, demenziali – pensano di avere una ragione di vita.

Solo un appunto, pur condividendo di fondo i tuoi concetti sei stato un po cattivo, dimenticandoti anche l’Italia che si fa un culo come una casa e che ha portato il ns paese ad essere tra i più ricchi ed importanti del mondo, ma devo dire che mi trovi in generale d’accordo sulla bassezza morale.

Reputo l’Italia un paese a due velocità tutto ciò che è pubblico (attenzione a scanso di equivici non parlo di lavoratori ma di tutto quel che ha a che fare con lo stato) risponde alle tue analisi peggiori, ma la piccola e media impresa ha grandi meriti nello sviluppo Italiano, considerando la burocrazia, le leggi assurde, i tempi biblici della giustizia civile, i clientelismi e potrei andare avanti a lungo.

Il problema caro Paolo e che chi si fa un culo vero per far crescere la propria azienda (parlo di chi manda avanti imprese da 1 a massimo 100 dipendenti) e vuole fare tutto regolarmente, impresa quasi impossibile, non ha tempo neanche di fumarsi una sigaretta!!! Costruire e formare una classe politica, senza persone di grande valore prese dai problemi di tutti i giorni, come dovrebbe avere un paese occidentale importante come il ns, è complicato, VISTO CHE L’ITALIA MIGLIORE NON HA TEMPO, SEMPLICEMENTE FA.

Nell’Italia migliore voglio metterci anche le grandi teste costrette ad emigrare per continuare a rimanere nell’eccellenza, voglio metterci l’Italia che lavora, l’Italia onesta che paga le tasse (non riferibile assolutamente ad un colore politico) formata da dipendenti pubblici che lavorano anche per gli altri, l’Italia dei piccoli imprenditori che hanno creato le eccellenze, l’Italia dei pochi politci comunali, regionali, dei pochi parlamentari indipendenti non succubi di nessuno come te caro paolo, tutti con grande senso civico e rispetto delle regole.

Questa è la fotografia dell’Italia migliore che si porta sulle spalle il peso dell’Italia delle lobby che si autoconservano e litigano tra loro facendo a gara chi ruba di più, si porta il peso degli sperperi statali per pagare gente che non lavora, si porta il peso dei soldi dei contribuenti (frase in America di uso comune in Italia quasi sconosciuta) regalati alla fiat o ad altre aziende vedi Alitalia che non chiudono e falliscono mai (cosa successa per decenni), si porta il peso di intere regioni che purtroppo sono mandate avanti dalla malavita che controlla tutto, si porta il peso della maggioranza di noi Italiani che abbiamo inesistente il senso civico, l’educazione ed il rispetto per il prossimo.

Questa mancanza di politci di un certo livello, di una classe politica al passo con i tempi, ha creato secondo me un gruppo di politici maggiordomi, o di Berlusconi (tutti coloro che rivestono importanti ruoli nel centro dx esclusi pochi personaggi tipo Tremonti, Brunetta ed i leghisti che devono rispondere solo a Bossi) o degli altri poteri forti Italiani, con un ristretto gruppo di potere economici che pensano ad autoconservarsi ed a litigare con berlusconi in cerca di maggiori campi d’azione (contratti, appalti, finanziamenti ecc.).

Sulla situazione Americana e di Obama sfondi una porta aperta sono completamente al tuo fianco.

Gianluca

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Gianluca scrive:

Di Pietro continua a fuoriclasseggiare:

http://www.antoniodipietro.com/2009/07/lettera_al_the_guardian.html

E’ proprio vero Caro Di Pietro la stampa Italiana è al guinzaglio e gli utlimi due mesi ne sono la dimostrazione!!!

hahahahaha

Gianluca

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kalevala scrive:

Caro Paolo :

Ho letto con sgomento il tuo articolo. Viene fuori , purtroppo , il solito Paese pizzarolo,mandolinaro e fissato con il sesso ben rappresentato in questo senso dal nostro….

Noto che quanto da me affermato che all’estero la sola parola “BERLUSCONI” suscita il sorriso e il sarcasmo…e’ cosi’ in Europa e tu ci testimoni anche in America…..e’ straordinario e incredibile quanto niente di questo “passi” nel Paese avviluppato da una informazione tutta improntata al “tengo famiglia”.

Credo che il passo piu’ importante che racchiude il dramma del nostro Paese sia questo: ” HA VINTO ALLA FINE PERCHE’ GLI ITALIANI NON HANNO DI MEGLIO E NON SANNO ESPRIMERE NEANCHE UN PETO , MA -LUI- HA FATTO UN DISASTRO “.

Tutto giusto…anche l’informazione ormai di regime e , per quello che puo’ valere , l’identificazione della nostra negativa diversita’ per non aver avuto la “riforma” ma ahime’ invece la “controriforma”…niente Calvino, Lutero e company. Questo siamo.

Un cordiale saluto.

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anna vita scrive:

Caro Senatore, analisi impeccabile,come sempre!

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Kabinett scrive:

Obama ama il suo Paese come (quasi) tutti gli americani. Gli italiani non amano il loro Paese e quindi neppure la classe politica, che è espressione del popolo e non piovuta da Marte, ama l’Italia. Per questo abbiamo una classe politica indecente, per questo vince uno come Berlusconi che non ama l’Italia ma solo se stesso e i suoi quattrini e le sue mignotte proprio come la stragrande maggioranza dei suoi compatrioti.

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Non sopporto scrive:

Kabinett scarica l’acqua cosi` ti pulisci dalla merda!

GUZZ – PUBBLICO SOLO PER DIRE. NON SI PERMETTA MAI PIU’ SUL MIO BLOG QUESTO LINGUAGGIO.
IO INFATTI NON SOPPORTO.

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Giulio Quaresima scrive:

Lei scrive:

” … quella parola è – l’avrete capito -”Berlusconi”.
Basta il nome. Per causa sua sono stato umiliato ovunque, umiliato il mio Paese, umiliato il nome ancora decente e molto amato dell’Italia.”

So che si sarà stufato di dover spiegare le ragioni del suo iniziale appoggio a Berlusconi e Forza Italia ma, lei non può utilizzare questa violenza vebale:

“Berlusconi è esattamente ciò che la stragrande maggioranza degli stronzi, di destra e di sinistra, merita.”

quando fa parte, nel suo piccolo, di quegli italiani che lo hanno per anni appoggiato e hanno contribuito al suo successo e alla sua permanenza nella politica italiana. Non sto dicendo che non si abbia diritto di cambiare idea, o alleanze, e di avere un approccio articolato con la realtà. Ma quando in prima persona non si è stati in grado di giudicare per tempo una persona, o una situazione, non si ha il diritto di lanciare giudizi così trenchant.

Cordialmente,
Giulio Quaresima

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Gianluca scrive:

Prima della risposta di GUZZ penso che lei abbia interpretato male e le volevo scrivere ciò che ho interpretato io. Parla di stragrande maggioranza di stronzi a dx e sx e non di tutti. Ed in questa maggioranza ci mette tutti coloro che sono diventati anti o pro a prescindere. Basta scorrere il blog per vedere spesse quante zuffe ci sono tra le due fazioni.

E purtroppo caro Giulio mi sembra sia proprio questa la situazione SONO DIVENTATI TUTTI INTEGRALISTI. Anche nella sua durezza GUZZ dimostra di essere ne anti ne pro tanto che in questo sfogo dice anche che Berlusconi ha fatto benino al G8, scrive che fortunatamente adesso sta tenendo un profilo basso, scrive che negli ultimi due mesi non ha fatto poi tanto male.

La sua stessa storia dimostra senza ombra di dubbio che quando ha creduto nei progetti della persona Berlusconi lo ha seguito per poi abbandonarlo quando ha oltrepassato ogni limite.

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sagra3 scrive:

“quando fa parte, nel suo piccolo, di quegli italiani che lo hanno per anni appoggiato e hanno contribuito al suo successo e alla sua permanenza nella politica italiana. Non sto dicendo che non si abbia diritto di cambiare idea, o alleanze, e di avere un approccio articolato con la realtà. Ma quando in prima persona non si è stati in grado di giudicare per tempo una persona, o una situazione, non si ha il diritto di lanciare giudizi così trenchant.”

Questo lo definirei un implicito invito alla peggiore omertà mafiosa.

Provi anche solo un pochino a vergognarsi, sempre che ci riesca.

Altrimenti avrà sicuramente superato la prova del perfetto berlusconiano di bronzo

Saluti per niente cordiali da Sagra

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Giulio Quaresima scrive:

Non sono berlusconiano, anzi. Ho scritto quello che ho scritto perché, fin dalla sua prima apparizione sulla scena politica (e avevo solo 18 anni), Berlusconi mi ha fatto una pessima impressione. Non l’ho mai votato, e non l’ho mai apprezzato.
Io volevo soltanto invitare a moderare i toni chi, fino a non molto tempo fa, ha invece creduto di poter trovare in Berlusconi l’occasione di rinnovamento di questo paese, e si è dovuto ricredere. Quindi non lo invitavo all’omertà, ma semplicemente alla moderazione: non credo che sia utile all’onorevole Guzzanti, né a nessun altro, dare del pezzo di merda a destra e a manca.
L’aggressività immotivata, del resto, è quello che in generale non mi consente di partecipare più assiduamente a forum come questo, nei quali c’è troppa gente che, come lei, lancia aggressive accuse, completamente infondate, e basate sul più totale fraintendimento di quello che si è letto. Gli integralismi cui fa riferimento Gianluca (che ringrazio) e la sua aggressività, Sagra, sono lo specchio di tutto ciò che non va in questo paese.

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sagra3 scrive:

per Giulio Quaresima

“L’aggressività immotivata, del resto, è quello che in generale non mi consente di partecipare più assiduamente a forum come questo, nei quali c’è troppa gente che, come lei, lancia aggressive accuse, completamente infondate, e basate sul più totale fraintendimento di quello che si è letto. Gli integralismi cui fa riferimento Gianluca (che ringrazio) e la sua aggressività, Sagra, sono lo specchio di tutto ciò che non va in questo paese.”

L’aggressività ideologica e verbale sono una caratteristica di questo Blog.
Piaccia oppure no, questo è il Blog di Guzzanti.
Se crede che il suo ideale siano le dotte discussioni ed i modi della Superiore Facoltà Teologica Lateranense, credo che abbia sbagliato indirizzo.

Che poi venga a fare la morale in un Blog politico in cui si usa qualche espressione un po’ rude, mi sembra francamente fuori luogo:

Due anni fa le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso una seduta Parlamentare italiana in cui all’esito della votazione si festeggiava tra i banchi dell’opposizione con strafogate di mortadella e Champagne.
Per non parlare delle storiche sputazzate da osteria di campagna dei sodali del senatore Mastella.

E lei ha il coraggio di rizelarsi per un linguaggio “aggressivo”?

Ma dove vive?
In un monastero benedettino?

Il tono ed il linguaggio del Blog non l’ho scelto io, ma mi sono prontamente adeguato alla bisogna.

Se il tono cambierà, non avrò nessuna difficoltà a riallinearmi.

Quanto ai fraintendimenti e alle accuse infondate, sono da sempre la scusa migliore di Berlusconi, e per questo deve essere cura di ognuno di noi evitare imbarazzanti quanto comode vie d’uscita.

Cordiali saluti da Sagra

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Giulio Quaresima scrive:

“Due anni fa le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso una seduta Parlamentare italiana in cui all’esito della votazione si festeggiava tra i banchi dell’opposizione con strafogate di mortadella e Champagne.
Per non parlare delle storiche sputazzate da osteria di campagna dei sodali del senatore Mastella.”

Appunto. Non le piacerebbe distinguersi da quella marmaglia?
Mi piacciono i toni pacati non per timidezza, ma semplicemente perché mi sembrano l’unico modo per raggiungere non dico la verità, che non credo esista, ma almeno la possibile soluzione di alcuni problemi. Se questo blog deve essere un mezzo per dare inutilmente sfogo alla propria aggressività o per compiacere il proprio narcisismo, non vedo proprio a cosa serva.

E, visto che lei mi dice “Piaccia oppure no, questo è il Blog di Guzzanti”, finisco citando uno stralcio del “regolamento” di questo blog (http://www.paologuzzanti.it/?page_id=37), anche se devo ammettere che spesso è lo stesso direttore a non conformarvisi molto.

“… una completa libertà di espressione di opinioni politiche e di qualsiasi altro genere, e che mantenga ad un livello alto le discussioni, i contributi, i contrasti.
E’ dunque proibito insultare, rispondere ad insulti, rivolgersi in maniera aggressiva e irrispettosa al direttore del blog, così come sono proibiti battibecchi di natura personale e manifestazioni di odio di qualsiasi genere, come sono considerati non accettabili contributi che mirino a minare la civile convivenza di diverse opinioni e diverse persone nel blog con atteggiamenti evidentemente distruttivi: i cosiddetti trolls?.”

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Gianluca scrive:

Penso che sei stato inappuntabile. Il problema è che Guzzanti è stato troppo buono in passato a far passare toni e frasi irriguardose molto anche rivolte a lui, e qualcuno ha pensato e travisato pensando che questo salotto fosse diventato un luogo diverso simile hai molti luoghi virtuali infrequentabili.

 
Patton scrive:

«Mi piacciono i toni pacati non per timidezza, ma semplicemente perché mi sembrano l’unico modo per raggiungere non dico la verità, che non credo esista, ma almeno la possibile soluzione di alcuni problemi.»

Quaresima,
non c’è blog al mondo in cui si risolvano problemi. D’altra parte, se la verità non eiste, perché scaldarsi? Ognuno resta della propria opinione, e amici come prima. Ma allora (a) che cosa servono i blog? Tè e pasticcini virtuali?

 
Giulio Quaresima scrive:

x Gianluca: grazie.

x Patton: rischiamo di andare sul filosofico ;) Io non credo che esista la verità assoluta, sono un Popperiano, un falsificazionista; d’altra parte credo che esistano soluzioni utili, e migliori di altre, a problemi contingenti, e in gran parte la politica, quando non si occupa di grandi principi, dovrebbe occuparsi di questo.
Il mio cruccio è che se si comincia a litigare e ad insultarsi, allora sì che posti come questo diventeranno inutili, poiché prevarrà solo chi ha più talento nell’utilizzare l’aggressività, o chi (sport praticatissimo in Italia) saprà farsi passare come quello che “lo so io come vanno le cose, lo so io cosa c’è sotto”.

 
Patton scrive:

Quaresima,
Popper non era un relativista. Per lui la verità esiste, eccome. Verità senza aggettivi (”assoluta”, “mezza”, “forte”, “debole”, ecc), alla quale ci si può avvicinare sempre più con la ricerca e la discussione.

In questo blog si discute, ormai quasi esclusivamente, di politica. Ricerca, invece, ne vedo sempre meno.

 
Giulio Quaresima scrive:

Uhm, forse… una verità asintotica, intesa come limite. Quello volevo intendere era questo, non che fosse un relativista.
Cordialità
–Giulio

 

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kalevala scrive:

Caro Paolo :

Con riferimento ancora al tuo ottimo e disperante articolo rilevo che fai un po’ di ironia su baffino D’Alema.

Per quello che leggo mi pare di capire che , forse anche perche’ a suo tempo bombardo’ Belgrado , al Dipartimento di Stato memori della sua attivita’ come Ministro degli esteri con Prodi hanno tuttaltro che una cattiva opinione su di lui.

Certamente migliore dell’ecoplasma attuale che abbiamo alla Farnesina.

E’ cosi’ secondo te ?.

Un cordiale saluto.

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utu scrive:

Caro On. Guzzanti come mi sono divertito oggi a leggerla! sembra quasi che sia tornato ad essere comunista! (si fa per scherzare, eh!). Sono sostanzialmente d’accordo su tutto, però la smetta di fare come tutti gli italiani che vanno all’estero “gli USA sono un grande paese, povera Italia!”, perchè non mi sembra il caso e perchè mi sembra piuttosto provincialotto come atteggiamento. Nessuno qui ha mai avuto voglia di diventare un paese come l’America, anche se di questo paese abbiamo preso tutto, ma proprio tutto, fuorchè il senso dello Stato. Sia piuttosto orgoglioso e prenda le risate che gli fanno alle spalle per avere una presidente del consiglio pirla, così come ha fatto Obama quando lo hanno chiamato “abbronzato”, si faccia una bella risata anche lei perchè a lei il senso dell’umorismo non manca. Se proprio ne sente il bisogno, si faccia un pianto nella sua stanza d’albergo. Sì, perchè gli americani, questi grandi ingenui, sono degli autentici figli di buona donna e hanno il naso più lungo del nostro, e non solo per le bugie, ma anche per lungimiranza. E non importa nemmeno che torni a scomodare Don Rodrigo e gli Spagnoli, perchè altrimenti lei finisce con il peccare allo stesso modo degli italiani cialtroni: superficialità. Io non ho mai invidiato gli americani, nè il loro senso dello Stato, oggi in California la maggior parte sta con le pezze al culo e il grande Governatore Schwarzy, quello che ha mandato a morte un disgraziato sulla sedia a rotelle, pensa di legalizzare le droghe leggere per far fronte alle casse vuote. Giri nei supermercati, parli con la gente, se già non lo sta facendo, e troverà che in fondo i cinesi americani, la maggior parte della popolazione californiana, non so mica tanto diversi da noi. Dorma sogni tranquilli!

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Fabio "Buson" Messina scrive:

Caro Senatore, è parecchio che non intervengo su questo blog. Non ho mai mancato di leggere i suoi articoli, nonché i numerosi commenti; intervengo nuovamente per scrivere delle cose forse spiacevoli, che probabilmente riterrà poco oneste e poco dignitose. Ma tant’è…
Io ho frequentato assiduamente il blog nel periodo del suo allontamento dal PDL, del caso Putin-Georgia, della mignottocrazia etc. Ho discusso a fondo con tutti e anche lei mi ha dedicato tanta parte del suo tempo. In quel periodo io, insieme ad altri criticai alcuni modi e priorità che non trovavo corretti, e che non mi sembravano buona semenza per ciò che di nuovo si proponeva di far nascere da questo blog/movimento.
Lo feci attribuendo a tutti la massima onestà e buonafede possibile, come è mia abitudine, anche quando rilevavo quelle che io credevo essere delle incoerenze.

Ora, in quel periodo lei, ricordo, si muoveva abbastanza con i piedi di piombo. Rompeva sì con Berlusconi, ma era sotto il tiro di tutti coloro che le rinfacciavano dieci anni di “contiguità”. Di tutti i signori “adesso te ne accorgi?”. E così leggevamo e ancora leggiamo dei meriti storici di Berlusconi, della rivoluzione liberale tradita et cetera. Per carità, tutte cose valide, veritiere e ottimi motivi.
Tra le altre cose, la vedevamo anche imbestialirsi con chi tirava in mezzo sua figlia.

Sono passati molti mesi e in questi l’ho vista introiettare sempre di più i tic e la mitologia (o almeno una parte) di un’area politica che un tempo la vedeva acuminato oppositore. I signori “adesso te ne accorgi” si sono esauriti, e nessuno le chiede più conto di nulla.
Tuttavia, per chi l’ha sempre letta e adesso riguarda in prospettiva gli ultimi mesi, le cose si sono fatte più contraddittorie. Nonostante i motivi politici del suo allontamento si possano ben elencare su una lavagna, con precisi e giustificati punti di rottura, è impossibile non notare che accanto ad essi vi è un concorrente allontamento “sentimentale”. Lei, visibilmente, non sopporta più nulla di ciò in cui era immerso prima, che fossero i parlamentari suoi vicini di scranno o i giornalisti vicini di colonna. Lei probabilmente non sopporta più nemmeno i suoi ex-elettori (e intendo quelli che accordavano fiducia e rappresentanza a lei personalmente).
Inoltre stemmo due mesi a spiegare perché Sabina Guzzanti meritava esternazioni di solidarietà e perché non bisognava tirare in mezzo le questioni familistiche e poi mi ritrovo un articolo di RI, di maggio, che mi spiega che padre e figlia non si parlavano da mesi, ma che una bella querela ha contribuito al ricongiungimento familiare.

Non posso nascondere l’impressione di trovarmi di fronte ad un uomo di settant’anni che, negli atteggiamenti di cui sopra, vuole risistemare le cose della propria vita pubblica. Basta essere bersaglio di infamie, basta essere associato a quello lì, basta ostracismi. Ogni articolo è una messa che contribuisce a scalare i giorni di purgatorio. Dalle colpe del passato è sufficiente escludere ipotizzati legami mafiosi di Berlusconi (a quelli non si potrebbe riparare).
So bene che queste possono suonare come accuse di opportunismo, di ignavia o di pavidità. Se lei dovesse prenderle come tali me ne dispiacerebbe. Il fatto è che mi sembra di avere ragionato per mesi con qualcuno che ha usato la sua intelligenza e cultura per razionalizzare moti che nell’animo avevano altri percorsi. Questa naturalmente non è una (psico)analisi – figuriamoci -.

E, attenzione, nessuno dice che insieme ai buoni motivi sul piano politico lei non ne abbia avuti di buoni anche sul piano emotivo (non dimentico mai che ci sono stati dei morti). Tuttavia questo non esclude che possano esserci state contraddizioni (che tra l’altro vengono usate contro di lei proprio per negare l’esistenza dei motivi concreti), questo non esclude che possa presentarsi qualcuno che le scrive queste cose.

Tra l’altro penso anche che il motivo per cui il blog è scaduto nella bassezza di altri luoghi virtuali sia proprio questo: non perché prima stava dellà e ora deqquà. Ma perché è stato trascinato verso il dionisiaco, l’irrazionale, verso le parole, le formule, la magia. Il linguaggio stesso è cambiato.
Mentre mesi fa il Senatore metteva in prima pagina un articolo di idee e concetti serrati, falsicabili (di Riccardo dall’America) adesso ci finisce un articolo fatto di parole e colte citazioni multi-uso, un po’ molto salottiero, di Lemery.

Ad ogni modo… spero, una volta letto il suo libro, di capire di più di questa sua parabola.

Nel salutarla mi permetto di sottoporre un argomento al blog.
Lei osserva da vicino le cose americane: cosa pensa della conflittualità che Obama sta trovando rispetto a parte della sua base, quella delusa, quella più di sinistra? Si va dai movimenti omosessuali ai pacifisti, a quelli che aspettavano la chiusura di Guantanamo, a quelli che si lamentano dei garbugli giuridici che si stanno mettendo in piedi per mantenere il diritto a detenere a tempo intedeterminato i sospettati di terrorismo, infine a quelli che gli rimproverano di non attenersi all’etichetta presidenziale (penso all’inchino al re saudita, al quale si è cercato di riparare con goffe smentite).

Christian Rocca in Italia è uno dei pochi che si è occupato di questi argomenti quotidianamente, dall’inizio della nuova presidenza. Qui su RI non se ne è parlato mai.

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holden scrive:

Be’, sig. Buson, credo che qui non se ne sia parlato perché qui in pochi hanno mai ritenuto Obama uno “de sinistra”, ed anzi degli USA apprezziamo proprio la pragmaticità (che a mio avviso deriva dal rispetto per la libertà personale).

Mi pare che il Sig. Rocca usi i suoi frequenti articoli su “Obama il cannoneggiatore” per prendere in giro la stampa “de sinistra”, che a lui aveva inneggiato come ad una sorta di Che Guevara con la cravatta, ma di Obama il Senatore canta ed ha sempre cantato il genio politico, e non le aperture “liberal” (invero non frequenti come qualcuno si aspettava, come sottolinea il sig. Rocca).

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Fabio "Buson" Messina scrive:

Che Obama non fosse quello che tanta stampa dipingeva (e che in realtà seguita a dipingere ancora adesso, perché delle evidenze se ne frega) è una cosa che, come dice lei giustamente, s’era capita anche senza bisogno di controprova. E Rocca, è vero, si diverte a battere sempre lì.
Tuttavia, se possiamo liquidare in due parole il fatto che il presidente non si sia messo a fare il fricchettone, non altrettanto possiamo fare con i propositi che aveva espresso egli personalmente. In relazioni a quelli in molti lo accusano di eccessive esitazioni se non, in alcuni casi, di vere e proprie marce indietro.

A me Obama piace sul piano personale, e gli riconosco una grande capacità di fascinazione. Ritengo però questo un suo punto ambivalente: a volte infatti scivola nel blandimento, quasi nella doppiezza (ricorda, durante le primarie, i discorsi tenuti di fronte alle platee di colore in cui egli abbandonava il suo elegante americano per parlare “black”?).
Riguardo al genio politico, io attendo di vedere come si misurerà con l’escalation di muscolarismo della Corea del Nord e di altri pazzoidi che, dal cambio di presidenza, mi sembrano parecchio ringalluzziti. Non vorrei che l’apertura ci portasse nel baratro dello scontro frontale.
Personalmente apprezzo Obama maggiormente quando espone la sua visione di come è possibile comporre posizioni politiche che muovono da valori molto forti e magari contrapposti, e lo fa senza invocare le nemesi distruttive dei laicisti di casa nostra.

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holden scrive:

Concordo con la sua analisi, sig. Buson, però mi pare che riesca (quasi) sempre a farsi “perdonare” le “oscillazioni” mostrate fin qui.

Quanto al blandimento, comincio a credere sia una vera e propria strategia, che avviluppa avversari ed interlocutori e che impedisce loro di mettere in campo una reazione dura come vorrebbero.

Mi pare, insomma, che egli usi il fascino personale e questa particolare strategia comunicativa/diplomatica per mettere alle strette, o almeno in una posizione scomoda, i suoi interlocutori politici.

Si figuri che, personalmente, sono arrivato ad attribuire la forza dell’opposizione verde iraniana alle aperture fatte da Obama nel discorso del Cairo, che – a mio avviso – ha appunto messo alle strette il regime, sottraendogli l’alibi dell’avversione all’Islam ed all’Iran che prima era buon gioco attribuire all’amministrazione Bush (peraltro più coerente di quella obamiana, fino ad oggi).

Sulla composizione di posizioni valoriali opposte e apparentementi insanabili, sono d’accordissimo con lei, è mostruoso.

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Gianfranco BRAMBATI scrive:

Carissimo Sentore,
è molto, molto triste e sconsolante qunto ci scrive.
posso pensare che, però, non è tutta colp del cavliere se ci troviamo in questa disperta situzione?
forse hanno giocato, e giocano ancora, i sessacinque anni di pseudo politica e pseudo politici che si sono succeduti nell’amministrarci?
Cordialità e buona permnenza.
g.b.

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gianluca.mariottini scrive:

Caro On. Guzzanti,
ma cosa Le prende?! Son qui e mi ristropiccio gli occhi come sveglio da un brutto sogno, forse eprche’ mattina presto qui a Minneapolis…’sto post lo ha scritto veramente Lei? Forse quel brutto sogno e’ proprio realta’…oddio mi serve un caffe’.
Ma scusi Guzzanti, ma cosa Le sta succedendo? Lei va in America, e’ uomo politico, e’ un giornalista amante della verita’ ed amato da tutti per questa sua unica peculiarita’…ma ora… che ci combina di ritorno dagli Stati Uniti? Ancora un post sul tutto e sul nulla: il Berlusconismo, si ce lo meritiamo, mentre invece gli Stati Uniti, eh no eh, loro si che hanno la morale, ed allora dammi tre parole… come un A B C, come la mia nonna in una foto da ragazza. Come oooon!! Wake up Guzzanti!!! Ma di cosa stiamo parlando?
Vogliamo parlare di cervelli in fuga? Veramente vogliamo parlare di questo? Io qui negli States ci vivo e ci lavoro: ho rischiato e mi sveglio alle 6 del mattino per studiare e colmare le lacune di istruzione che la mia universita’ (e perche’ no, la mia pigrizia) hanno lasciato in me. Io faccio ricerca qui negli States e vi assicuro che la decadenza del sistema accademico italiano e’ nota a tutti qui, non certo a causa di Berlusconi ma a causa…ah, ma forse…ho mal interpretato e non vogliamo parlare di questo, ma della morale, il moralismo, il puritanesimo?!
Menomale, grazie a Dio, che in Italia non siamo puritani, senno’ dovremmo fare come qui negli States…in cui non puoi uscire a comprare una bottglia di vino la domenica perche’ e’ domenica ed i liquor stores sono chiusi…..ma vi rendete conto?? E poi, qui in america non sanno nemmeno cosa sono le bestemmie, invece noi in Italia, specialmente nella mia amata Toscana, abbondiamo…ma forse non vogliamo parlare di morale….
Ma forse vogliamo parlare di Carla Bruni, che se l’e’ fatta con Sarkozy, e allora lui ha divorziato, e nessuno ha detto nulla, o di Obama che guarda il culo alle 16enni e tutti ridono di simpatia (ma come?? non erano moralisti in America??). Come oooon!!!!
Allora, ok, ora ci sono….ecco ho capito di cosa voleVa parlarci Guzzanti: Lei voleva parlare dei mali dell’Italia, e di come fare piu’ bella la nostra nazione, in Italia ed all’Estero.
Ma io piu’ mi sforzo e piu’ non riesco proprio a trovare nulla di questo nel suo post…. vedo solamente un capelluto signore al tavolo del bar che scrive dal suo computer e punta al dito a cio’ che non funziona.
Mentre io invece ancora mi sveglio alle 6 del mattino.
Cordialmente,
Gian Luca Mariottini

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Fulvia scrive:

Non ho parole.
Mi fa male leggere cose così forti.
Mi fanno male cose così forti perchè sono verità, oramai nemmeno più tanto presunte.
E questi sono alcuni dei motivi per cui mi sono allontanata da Forza Italia prima e dalla PDL ora.
Mi reputo una liberale tradita da Belusconi, dal suo partito, dai suoi arroganti, violenti prepotenti rappresentanti nel territorio.
Ma ho il terrore se guardo oltre il centro che ancora Berlusconi rappresenta : il nulla.
Ho sempre votato ma negli ultimi mesi ho maturato una specie di malessere interiore verso tutto quanto è politica : penso che non andrò più a votare.
Arrivando in ufficio, nel corso della campagna elettorale per le europee, ho trovato una scritta sul muro vicino all’ingresso che citava così ” Se nulla vuoi cambiare, vai a votare”.
Ecco, a parte l’arrabbiatura per il muro rovinato, il concetto mi è piaciuto.
E tutte le mattine e le sere che passo lì davanti mi convinco sempre di più che quel grafomane ha proprio ragione.
Fulvia

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Gianluca scrive:

Alle prossime elezioni voti PLI.

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Non sopporto scrive:

a Gianluca!!Bella chiavica.

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Gianluca scrive:

Caro Paolo leggendo più attentamente il tuo sfogo ho trovato un punto che hai affrontato che non mi trova d’accordo. Scrivi che l’Italia per colpa di berlusconi nei posti che hai visitato è diventata una macchietta, che ti senti umiliato tutte cose sicuramente negative.

Hai scritto che secondo te non ci sono complotti e che tutto quel che gli è successo (i due mesi di attacchi da parte del gruppo Espresso e di quasi tutta la stampa estera) se lo è cercato. Sono con te che ha avuto atteggiamenti inopportuni per un capo di stato, ma allo stesso tempo ritengo che quel che gli è successo nasconde in realtà guerre economiche sotterranee come ho spiegato giorni fa riprendendo alcune teorie di Cossiga che ho condiviso. Ho anche spiegato che proprio queste guerre sotterranee ed il ruolo di ricco imprenditore che ancora ricopre (visto che la legge italiana sul conflitto d’interessi è ridicola) sono altre due IMPORTANTI RAGIONI PER LE QUALI BERLUSCONI DOVREBBE FARE IL NONNO O SE VUOLE ANCORA, L’UOMO D’AFFARI.

Ritengo che molte responsabilità della cattiva immagine che abbiamo in questo periodo all’estero al punto di sentirti umiliato quando giri per il mondo, dipende in percentuale maggiore per i suicidi dei media nostrani che alzano scandali patetici cercando poi di poter dare alle news la maggiore risonanza internazionale E FREGANDOSENE DELLE CONSEGUENZE CHE POSSONO DETERMINARE AL NS PAESE.

I comportamenti di Di Pietro che ieri ha comprato una pagina pubblicitaria sull’Herald Tribune ed oggi ha scritto al Guardian (mi sembra) ne sono la prova su come piace SPUTTANARCI.

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healthtrainer scrive:

Caro Gianluca,
Complotti non ce ne sono, ma se Lei girasse il mondo e si sforzasse d.parlare con la gente intellettuale e non,prendono quello che gli da’ l’informazione.Ad esempio i professori a livello universitario hanno una “rete” ove si scambiano tutte queste dicerie e commenti negativi che la parte sinistra-Liberal nel mondo crea e fa finta di creare,(V.Times,The Guardian,Repubblica ecc.)Ad esempio sono stato poco tempo fa in Mesico ed a parte che i prof non hano minima concezione di chi fa cosa in Italia,ma sentivi parlare tale e quale ai ns amici post comunisti Italiani,di universita e di strada.Si ricori chel’informazione e’ in mano alla sinistra-liberal e non alla destra.E vivono di luoghi comuni.io ho a che fare giornalmente coi paesi europei e borbottano quello che sentono sempre dalla “Libera Informazione”.Non capisco Guzzanti che mi sembra sgamato oggi come oggi cade dal pero e dice che dopo la parola “Berlusconi” tutti ridono e cazzate varie.
Caro Guzzanti a chi la dai a bere,Harvard Boston Mit tutti covi “della sinistra liberal” ,qui un po’ di persone sprovvedute le puoi fregare ma ad altri che conoscono e girano direi proprio di NO Quindi Smetta di dire stronzate.Sembra che gira solamente Lei il mondo.L’ apertura a qualsiasi persona alle feste di Vilal certosa e’ sicuramente uno sbaglio,ma di gente prezzolata e smaliziata ce n’e’ parecchia in giro,fotografi ecc.
“Gli americani ridono di lui perché pensa di essere il mediatore fra Putin e Obama e gli ridono dietro”
Ma a chi cazzo la racconta Guzzanti,guardi da buon milanese e da imprenditore sgamato e’ uno che ha degli obiettivi e li raggiunge sempre..Gli americani hanno paura fottuta che Lui si metta di mezzo tra Putin ed Obama proprio perche puo’ avere l’energia a minor prezzo (si ricordi che le 7 sorelle sono americane e ci hanno ammazato anche Enrico MAttei) ,quindi sono infastiditi tutti gli Stati anche Europei da questa vitalita’ Italiana.
Il fatto che lo ha detto a Napolitano che e’ un grande Leader,Lei Guzzanti ci vuole fare sbellicare dalle risate,chissa’ chi organizza il G8.Guardi che il satellite lo vediamo anche noi Italiani poveri imbecilli Italianuzzi,ha una saccenza degna del suo Ex Capo Barbapapa’ Scalfari, Lei come tutti gli intellettuali che pensate di fare e sapere tutto e che volete ricostruire l’Italia,iniziate a rimboccarvi le maniche cercate di capire cosa vuole la gente.
Lei mi sembra essere ritornato indietro a sinistra con questo livore.Si dia da fare si presenti col PLI alle prossime elezioni le vinca si candidi alla presidenza del consiglio,vediamo se ci arrivera’ e cosa fara’.
Non tollero a me che voto PDL mi sia dia dell’Italianuzzo,borghesoccio,parassita,impostora che non paga le tasse (intanto inizi pagarle lei che guadagna coi voti del PDL 15.000 Euro al mese,quindi si sciacqui la bocca prima di parlare agli Italiani.
E non si permetta di DARE PATENTI DI TESTE DI CAZZO MI SENTO OFFESO PRIMO COME ITALIANO,SECONDO COME VOTANTE DEL PDL,TERZO MI FA INCAZZARE IL SUO MORALISMO BECERO SCALFARIANO CHE DA PATENTI MORALI A NOI ITALIANI,QUANDO LEI RUBA ripeto RUBA 15.000 EURO AL MESE.
L’unica istituzione che puo ‘ dettare una morale e lo fa bene da secoli e’ la Chiesa col Vangelo e la Bibbia,con la parola di Gesu’ Cristo,NON DIA PATENTI MORALI perche non e’ ne’ Dio e ne’ Gesu’ Cristo.SINCERAMENTE NON VENGO A PRENDERE LEZIONI DA LEI E DA IL SUO PADRE BARBAPAPA’ SCALFARI PRESIDENTE ONORARIO DI REPUBBLICHELLA 2000.
E se volessimo vederla bene anche Lei e’ un bel saltimbanco prima a sinistra poi socialista,poi FI poi PDL adesso PLI.,adesso cosa fa passa a IDV con Travaglio e Santoro+Di pietro???
Il ns Premier alla fine COI FATTI al G8 ha dimostrato ti raggiungere obiettivi quantificabili e gliel’ha messo in culo a Lei ed alla sinistra-liberal-comunista.
Ultimamente ho incontrato un Avvocato esperto in diritto comunitario che e’ spesos a Bruxelles esperto in Marketing che fa business nel mondo,ed ha detto che “Questo Management (cioe’ il Governo Berlusconi) VOLENTI ONOLENTI e’ un management che DECIDE e subito!”

Ah per inciso non sono ne’ isterico ne’ demenziale NON CI DIA PER CORTESIA LE PATENTI DI QUELLI CHE NON RAGIONANO CON LA PROPRIA TESTA.Io ho due lavori differenti ,famiglia, Studio all’universita, creo siti internet eccetera.
E mi scusi rileggendo le parole finali ,Ma chi le da’ il diritto di dire Italiani in fuga non ritornate.Ma sa’ che Lei esprime come la sinistra un bel sentimento ANTITALIANO.Quelli privi di morale seguaci di Marx sono una congrua percentuale a sinistra,Vero Guzzanti?? Quelli che non vogliono regole,ma sole leggi che si confanno ai loro beneamati,proprio come diceva Marx,i senza Dio,sono a sinistra e lei c’e’ pienamente da come scrive,caro Vate.. Quelli che non vogliono regole ma solo quelle a loro piu’ gradite sono proprio li a sinistra.
Questi senza morale li vada a trovare nella sua area politica,in quella della sua figlia (che disprezzo’ pubblicamente con una parodia DA VOMITO la GRANDE Oriana Fallaci che stava morendo) si figuri che altezza morale Sua figlia,penosa.
Quindi non dia PATENTI MORALI NON NE HA NE’ LE CAPACITA’.,NE IL DIRITTO.
Rimango veramente attonito e profondamente deluso dal suo comportamento.Mi dispiace sinceramente.La devo classificare come Antitaliano
Saluti healthtrainer

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Kabinett scrive:

Decisamente patetico quanto sgrammaticato e ignorante. Le sette sorelle tutte americane… ma certo come la BP (British Petroleum… le dice niente la parola “British”) :-) Lei ha decisamente bisogno di un corso accelerato di terza media direi, sia per la sintassi che definire traballante è dire poco, sia per la punteggiatura a caso, sia per la mancanza di nozioni elementari. Forse dopo il diploma di terza media avrà qualche possibilità in iù per capire cosa succede nel mondo. In bocca al lupo!

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pfra64 scrive:

healthtrainer

puoi incazzarti quanto vuoi e dire quello che vuoi, ma su una cosa hai detto una cazzata: “Si ricori chel’informazione e’ in mano alla sinistra-liberal e non alla destra”.

E beh, questa è proprio una di quelle belle.

E poi, per favore, basta di classificare antiitaliani quelli che non sono d’accordo con voi del Pdl. Voi ce l’avete come abitudine: gli Italiani ci votano, gli italiani ci hanno scelto, ecc. ecc.

No, si tratta di UNA PARTE degli italiani. Da ‘parte’ viene il nome ‘partito’. Non è che perchè SB ha battezzato il proprio partito ‘POPOLO delle Libertà’ vuol dire che questo rappresenti tutti gli italiani.

Saluti.

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Gianluca scrive:

Caro pfra64 cerca anche te ne di non fare lo stesso errore che rimproveri ad healt. Voi … noi ….. che brutti discorsi EVITIAMO DI CADERE NELL’ERRORE SOLITO DI DARE ETICHETTE.

Healt non rappresenta tutti gli elettori del PDL, quindi quando scrivi voi del PDL per chi legge sembra che tu dai a tutti gli elettori del PDL la patente di fare una determinata cosa. Vuoi confrontarti con Healt? Fai benissimo a specificare i tuoi concetti a confrontarti con lui ed ogni tua idea la ritengo rispettabilissima MA SE VOGLIAMO ELEVARE IL LIVELLO DI QUESTO SALOTTO O GIORNALE DEFINISCILO COME VUOI, NON FACCIAMO QUESTO GIOCHINO DEL GENERALIZZARE TUTTO.

Voi fate tutti così, noi facciamo tutti colà, lo capisci che è stupido generalizzare in questo modo?

Vorrei spiegare a te ed ai tanti irritati con il padron di casa per i termini dell’ultimo post che quando scrive:

……. è l’italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane – o antiberlusconiane isteriche, demenziali – pensano di avere una ragione di vita …….

Secondo la mia interpretazione NON ATTACCA ASSOLUTAMENTE CHI VOTA BERLUSCONI O CHI NO MA ATTACCA CHI IN MODO ILLOGICO METTE LA CASACCA E FA IL TIFO PER BERLUSCONI O LO ATTACCA COME SI PARLASSE DI MILAN O INTER, A PRESCINDERE.

Lei caro pfra64 che mi sembra scrive sempre post molto interessanti così facendo ritengo cada nel gioco delle casacche …. voi ….. noi ……

Chiudo scrivendo che nel giudicare Healt sull’informazione il discorso è molto più complesso di quel che tu bolli come cazzata, nel senso che hai ripreso Healt sostenendo che dice cosa inesatta.

Riguardo la stampa i numeri dicono questo: Fonte Audipress 2007
Link: http://www.pubblicitaitalia.it/Allegati/398.pdf

Gironali più schierati ed importanti:

Repubblica lettori 2.991.000
Giornale lettori 623.000
Libero lettori 506.000

Come vedi Libero più il Giornale fanno un terzo dei lettori di Repubblica E QUESTI SONO FATTI.

Giornali diciamo neutri (certo non filo berlusconiani)
Corriere della Sera 2.722.000

Sulle Televisioni il discorso è più complesso in quanto bisogna prima definire certi paletti e tutto è opinabile quindi tralascerei il discorso. Possiamo sicuramente convergere che l’informazione di Retequattro è completamente orientata sul pro berlusconi e che l’informazione di Rai 3 è molto spostata a sinistra. Possiamo anche dire che il TG1 è molto filo governativo e di conseguenza segue le dinamiche di chi è al governo.

Sulla rete la situazione mi sembra molto chiara E’ NON E’ ASSOLUTAMENTE IN MANO A BERLUSCONI VISTO CHE I BLOG PIU’ LETTI SONO TUTTI DI PROTESTA come Grillo, Travaglio, Di Pietro e via dicendo. Leggiti questa classifica aggiornata e vedrai che i blog politici sono tutti orientati da una parte e di protesta. Fonte Wikio (ricerca blog politici): http://www.wikio.it/blogs/top/politica

Se ho scritto DATI (non ipotesi o altro) errati sono felice di potermi correggere ed attendo dati che mi possano smentire. Con quanto scritto sopra mi sembra un po ingeneroso sostenere come fai te che l’informazione è in mano alla destra (hai scritto destra ma sicuramente volevi dire, almeno credo, a Berlusconi) e quindi non posso che dissentire CON QUESTO LUOGO COMUNE CHE STO ORAMAI SENTENDO DA 15 ANNI.

Gianluca Micarelli

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pfra64 scrive:

Caro Gianluca

ti ringrazio per l’apprezzamento nei confronti dei mei post e, effettivamente, ammetto di cadere spesso anche io nell’errore del ‘noi’ e ‘voi’.

Ma non ne ‘gli italiani siamo noi’, in questo sono molto critico perchè è uno dei punti su cui SB ha battuto, a partire da ‘POPOLO delle libertà, invece di ‘PARTITO’ delle libertà, nascendo quindi con una divisione intinseca fra bene e male.

Per quanto riguarda l’informazione però, mi sembra di essere molto più in disaccordo per un motivo molto semplice.

Forse è vero che nei giornali c’è un sostanziale equilibrio o, guarda, ammetto anche uno svantaggio della destra, ma il fatto è che la partita vera si svolge con le televisioni. E non possiamo dire ‘lasciamo stare il discorso televisioni’, perchè il grosso della gente vede SOLO la televisione. Parliamo di decine di milioni di contatti, non i 2 o 3 milioni dei giornali. Parliamo di 10 volte tanto.

Scusa se lo ribadisco, ma questo fatto non si può liquidare con ‘lasciamo stare il discorso televisioni’, perchè il grosso della torta è proprio li.

Perchè è quello che sposta l’opinione generale.

Infine, Internet in termini numerici puri è ininfluente. Sono, anzi siamo, quattro gatti spelacchiati se ragioniamo in termini percentuali.

Oltre al semplice conteggio dei canali (sul mio conto facciamo 5 a 2 per la dx) il punto è che le tele della sinistra sono molto più obiettive di quelle della destra in quanto criticano molto sia destra che sinistra. Anzi, certe volte sono più feroci verso la sinistra che verso la destra. Guarda la Annunziata quando c’è qualcuno di sinistra e vedrai. Idem i giornali, quelli sono incazzati con tutti.

I mass media della destra, anzi di SB, invece non criticano MAI Berlusconi, solo Feltri raramente accenna qualche velata critica iniziando con: “Silvio guarda che forse sbagli”.

Ecco è questa la cosa insopportabile. Questa piaggeria, questa mancanza assoluta di vergogna. Quando Silvio litigò con Veronica, i peggiori nei confronti di questa furono proprio i giornali di destra con articoli e vecchie foto.

Possibile che non ci sia mai un articolo feroce su una riforma non fatta o su una legge sbagliata ? Possibile che SB non sbagli mai, mai e proprio mai, per Giordano, per Fede, per Studio Aperto, e per tutti gli altri ?

In qualunque conteggio che faremo non potremo mai paragonare le testate proprio per questo motivo, perchè in un caso si tratta di informazione sbilanciata ma nell’altro di informazione a senso unico.

Saluti.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)

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brambilla scrive:

Gianluca scrive:
10 Luglio 2009 alle 15:41

Caro Paolo
Hai scritto che secondo te non ci sono complotti e che tutto quel che gli è successo (i due mesi di attacchi da parte del gruppo Espresso e di quasi tutta la stampa estera) se lo è cercato. Sono con te che ha avuto atteggiamenti inopportuni per un capo di stato, ma allo stesso tempo ritengo che quel che gli è successo nasconde in realtà guerre economiche sotterranee come ho spiegato giorni fa

Ah, Gianluca,
ma ci sei o ci fai?

Altro che guerre economiche.
C’è un presidente del consiglio che va a puttane e se le porta a casa sua ed a casa nostra (Palazzo Grazioli).
Questo farebbe notizia, o meglio scandalo, in tutto il mondo, mentre in Italia solo La Repubblica da alla cosa il giusto risalto.

C’è un presidente del consiglio “sospettato” (voglio esser buono) di nominare le sue cortigiane deputate quando non addirittura ministre e tu ci vieni qua a dire la tua; ci parli di guerre economiche, “come ho spiegato giorni fa”.

Ma cosa vuoi spiegare se ancotra non hai capito un cazzo?

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manpan scrive:

… ho visto in diretta la conferenza stampa conclusiva del g8 …
… l’imperatore sembrava altro 8 metri … e onestamente non capisco perchè …
… tragicamente daccordo con tutto il tuo articolo

non ci resta che piangere … o diventare tutti americani

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eruz scrive:

E l’Italia, ma diciamo meglio gli italiani, hanno esattamente quel che meritano.

Berlusconi è esattamente ciò che la stragrande maggioranza degli stronzi, di destra e di sinistra, merita.

Lo votano e lo meritano

Mi tolga una curiosità Senatore, lei è italiano o italiano a tempo? Ci faccia capire. Lei punta il dito contro gli italiani sia di destra che sinistra che hanno fatto e fanno sì che Berlusconi ci sia e Lei che fa? Lei si assolve? Smette di essere italiano e mi diventa americano?

Obama è un genio, un mostro di genialità

E’ uno costretto a viaggiare continuamente ma che la sera si ritira da solo nella sua camera da letto, si mette in pigiama e chiama Michelle con cui discute per un’ora. Poi prende un buon libro e legge finché non gli cadono gli occhi

Prendo atto della sua conversione totale ed entusiasta nei confronti di Obama, che inizialmente prendeva con le pinze e gli preferiva McCain

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sagra3 scrive:

per Gianluca

“Il bravo Di Pietro sa perfettamente che deve rastrellare tutti gli anti Berlusconiani ed ogni iniziativa da un anno a questa parte è chiaramente intrapresa con questo obiettivo, LEVARE ELETTORI A SX E PD. Se lei è felice di chi in cerca % in più SFONDANDO L’ITALIA, E’ LEGGITIMISSIMO DI PENSARLA COSI’ io no.”

Rispondo su questo nuovo post di Guzzanti, che mi ha lasciato a dir poco allibito.
Se Antonio DiPietro avesse un giornale come ce l’ha Berlusconi, avrebbe fatto qualunque cosa pur di pubblicarlo.
Ma anche Repubblica.
Sicuramente l’Espresso.
Forse l’Unità?

Minzolini l’avrebbe sicuramente considerato un volgare pettegolezzo.
E Bruno Vespa sicuramente non inviterà Guzzanti nel suo Porta a Porta.
Feltri poi avrebbe allungato la sua triste faccia da cavallo, pronunciando il solito profluvio di parolacce lombarde.
Giordano avrebbe pontificato con la sua vocina da eunuco che era un vero e proprio attentato di lesa maestà.
Emilio Fede invece penso che per molto tempo non rivolgerà più la parola a Guzzanti

Ma lei ha una pallida idea di razza di bordate stanno arrivando sulla nave Ammiraglia, praticamente ad alzo zero, da Naviglio leggero che fino ad un anno fa alzava il vessillo azzurro?

Di Pietro non le portaerei RAI e MEDIASET che armano la flotta del Berlusca.
Lei riesce a farsi un conto anche approssimativo di quanti slinguazzamenti ha ricevuto il Berlusca dalla televisione a reti unificate.

E si lamenta di una banale azione di guerriglia fatta con le molotov raffazzonate in casa.

Lei è persona colta e corretta, ma la democrazia grida vendetta.

Cosa si aspettava? Che qualcuno alla RAI o Mediaset si ritrovasse licenziato in tronco per aver mostrato un solo pelo fuori posto?

Provi solo a pensare come sia possibile che nessuna voce, anche falsa e stonata, si sia levata nel coretto esultante di “come è bravo e bello Berlusconi!”.

Il controllo sull’informazione è ferreo e totale.

Cordiali saluti da Sagra

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sagra3 scrive:

per afiorillo

“Gli “stronzi” non chiedono all’idraulico se va a mignotte prima di fargli riparare il tubo che sta allagando la loro casa. Quello lo fanno i “coglioni”.”

Perfettamente d’accordo.

Anche perché, finito il lavoro, l’idraulico si paga e lo si manda via.

Invece il nostro amato Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana ce lo dobbiamo tenere a colazione, pranzo e cena, puzzolente, sporco e puttaniere.

Per sopramercato:

- ci chiama coglioni.
- ci dice che siamo degli imbecilli perché non facciamo i debiti come li ha sempre fatti lui.
- ci chiama invidiosi perché non scopiamo come lui.
- Invita le nostre figlie a sposare solo milionari
- invita le nostre mogli ad essere pazienti e cornute.
- ci prende allegramente per il culo

Francamente preferisco mille volte l’idraulico puttaniere al Presidente puttaniere.

Bacetti da Sagra

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carlo scrive:

La mia visione è completamente diversa dalla sua,io vedo una buona parte d’Italia che subisce (da troppo tempo) e che si fa un culo grosso come una casa,dall’altra vedo:

Berlusconi come la più completa immagine della politica,della politica parassita e presuntuosa della politica impostora,della politica che permette l’evasione fiscale (banche e grande industria rappresentano il 61% dell’evasione) della politica che fiancheggia (da sempre) la camorra,dell’Italia che non ha una classe politica (forse mai avuta,quella precedente ha lasciato un buco che neppure i figli dei nostri figli,dei nostri figli…. riuscirà a tamponare) degna di un paese in cui molti cittadini onesti,nella confusione ( incapacità) politica più totale, hanno dato fiducia ad un personaggio che evidentemente dava più fiducia dei politici veri,pensate a che punto sono arrivati questi cittadini.

Quindi ad ognuno il suo ruolo,se l’Italia non ha una classe politica all’altezza,è ovvio che anche il popolo sbandi e dia fiducia a chi politico non lo è. Evidentemente politici con le palle in Italia non sono mai esistiti,al contrario è sempre esistita una politica (una classe dirigente) che è sempre andata a braccetto con banche, grandi industrie,mafie e lobby di varia natura,praticamente il popolo è un accessorio che non deve rompere o coglioni.

A me pare che con questa classe politica(come le precedenti) il popolo Italiano abbia fatto miracoli,ad arrivare fin qui.

Carlo

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ghino oscar scrive:

Guzzanti, ti conviene spararti le ultime cartucce.E’ l’ultima legislatura che fai, dopo di che dovrai lavorare come tutti.Non potrai più fare viaggi a spese della collettività ed eviterai che qualcuno ti umilli sol perché sei Italiano e quindi governato da quel Berlusconi che ti ha mandato in parlamento. E’ vero,hai deciso di bruciarti i vascelli alle spalle, ma incomincia a pensare a quel che vorrai fare da grande, perché, se si dovesse andare ad elezioni anticipate , la cuccagna finirà anche prima……

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sigal harari scrive:

Il tuo livello di imbecillita’ supera ogni aspettativa.

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giuli scrive:

Guzz…..accorato e magnifico!!!!!!!!

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Marco Cavagna scrive:

1) Guzzanti scrive”…….. agli americani – tutte le mie fonti diplomatiche e politiche del Congresso e Casa Bianca lo confermano – interesse una cosa sola. Che l’Italia si differenzi nella politica energetica mollando la Russia”.

Quali siano gli interessi strategici dell’Italia in materia di approvvigionamenti energetici fino a prova contraria li decidiamo noi, non gli americani (o per meglio dire le compagnie petrolifere americane)

2) attraverso i voti degli elettori del PDL lei è entrato in Parlamento.
Voti di elettori che ora arrogantemente giudica teste di cazzo ma grazie ai quali le è consentito di portarsi a casa Euro 15.000 mensili e di andare in “missione” all’estero a spese dei contribuenti.
Dimostri reale coerenza ed abbandoni lo scranno in Parlamento, moralmente non ha titolo per occuparlo.
Acquisirà più estimatori (o forse contano di più i 15.000 Euro mensili?).

3) In giro per il mondo ci vado anch’io. Non ho riscontri, parlando con le persone che trovo, che con Berlusconi l’Italia sia diventata lo zimbello del mondo.

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Renato Pierin scrive:

Il Senatore Guzzanti scrive :
” L’ Italia vista da qui non esiste più, è una barzelletta fatta di una sola parola : ” Berlusconi “
Quello che temi possa ficcare un dito nel culo della Merkel, che strizzi le palle a Obama, che facciale corna a Sarkozy, che dia una gomitata nello stomaco a Barroso, che dica “ ti farei ” ad una signora che passa per strada.
Tempi non solo di decadenza, ma di liquefazione, con Berlusconi : ciò che la maggioranza degli stronzi italiani meritano.
Ora Berlusconi ha capito che non deve rompere il cazzo. Ha capito. Fanno schifo invece giornali e telegiornali, dipendenti in polpe e livrea, una cosa da vomitare, da rabbrividire, da fargli togliere a tutti la patente da giornalista e mandarli tutti a cagare.
Gli americani ridono di lui, gli attaccano le mortadelle alla giacca, gli fanno le pernacchie nelle cancellerie, lo prendono per il culo.
Berlusconi è la più completa immagine dell’ Italia : l’ Italia della sua televisione, l’ Italia dei suoi telegiornali, l’ Italia dei suoi congiuntivi pericolosi, l’ Italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane – o antiberlusconiane isteriche, demenziali – pensano di avere una ragione di vita “.

Quando ho letto non capivo se era una chanson dei ” Trasantorauro ” ( testi di travaglio santoro e vauro )
Bhe, senatore se non fosse che parliamo di Lei, leggere “ l’ Italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane – o antiberlusconiane isteriche, demenziali – pensano di avere una ragione di vita “ si sarebbe indotti ad imputarLe una certa qual periodica attitudine ad essere antiS.B.oni, poi proS.B.oni, adesso di nuovo antiS.B.oni : insomma, anche la sua, un certo tipo di testa alla ricerca costante di una ragione di vita.

Lo so, lo so : solo gli imbecilli non cambiano mai idea.
Però siccome parliamo di Lei, rimango scosso, ferito e addolorato. Per quel che gliene può di men fregare.

Senza tema di smentita mi reputo sicuramente più imbecille, facendo io più fatica a liberarmi dell’ idea positiva riguardo a Berlusconi a capo dell’ Italia.
E non c’ è paragone tra la grandezza sua, di Lei senatore, rispetto all’ insignificanza del sottoscritto.
Detto questo a me pare che il Silvio abbia tutte le caratteristiche per essere un grande del suo tempo per quello che ha fatto come imprenditore e quello che si è inventato di fare come politico.
Ha dimostrato capacità, coraggio, caparbietà, idee, intuito, genio ecc. ecc. : tutte cose che fino alla soglia del Berlusconi politico, e anche dopo se si fosse tolto molto prima dalla circolazione, tutti erano d’ accordo nell’ attribuirgli e nel tributargli.
Ma adesso che cazzo vuol fare come dice Lei : il Silvio vuol diversificare e alleggerire la stretta della garrota energetica fino al momento in cui, magari col nucleare, si sarà più in grado di essere meno dipendenti e poter trattare coi fornitori potenziali da posizioni di maggior peso contrattuale ?
Eh bhè certo, si incazzano gli americani perché comprare da Putin vuol dire dare soldi ad un guerrafondaio ; si incazzeranno i paesi petroliferi che con l’ intrallazzo costruito con gli altri sinistri governi italiani si erano assicurati un mercato d’ oro, il nostro ; come giustamente si incazzeranno i nostri petrolieri magari e magari pure, che so, i tunisini o gli algerini che vedranno pure loro diminuire la loro quota parte di gas vendutoci ; per non parlare dei francesi che con la nostra diversificazione e le nostre future centrali non ci annovereranno più come quegli importanti clienti le cui esigenze energetiche hanno pagato da sole gli investimenti da loro sostenuti per costruire le loro centrali. Insomma si incazzeranno tutti e tutti ce la faranno pagare in qualche maniera. OK !, torniamo allora a Craxi-Arafat o a D’ Alema-Hezbollah.
Si incazzerà la Fiat che deve trovarsi sinergie esterne, o magari rientrare, come ha fatto, nel grembo della madre occulta americana, perché il suo socio finanziatore – che gli garantiva la possibilità di alzare il nasino con la puzza sotto il naso concedendogli il privilegio di non fare alleanze strategiche negli anni in cui tutti gli altri cominciavano a farle – cioè il contribuente italiano, adesso col Silvio, col federalismo e quant’ altro non è più disposto a cacciare i pochi euro in cassa.
Per non parlare di come si incazzeranno cooperative e certi comparti che hanno vissuto di privilegi, esenzioni, contributi facendo concorrenza ipersleale a chi non faceva parte del giro e veniva strangolato e surrogato ; per non parlare di regioni come anche l’ Abruzzo che a detta dei suoi amministratori sperano ripartano velocemente gli uffici pubblici e l’ Università che sono le principali fonti di reddito. Ma se quelle sono le principali fonti di reddito, se non paghiamo le tasse per pagare quegli stipendi o quelle spese correnti ( le Università poi che hanno il 100% del budget coperto dagli stipendi ) come vivono quelle regioni ? Ti pensi col Silvio, che vorrebbe riordinare le cose e magari non concedere più che regioni come Abruzzo, Campania, Lazio sforino nella spesa sanitaria com’ è successo finora e che era solo furto a chi le tasse le paga, che casino succederebbe ? O che magari entro la legislatura risolva l’ emergenza terremoto che con gli altri governi sinistri avrebbe rappresentato un’ idrovora che avrebbe continuato a prelevare almeno per i futuri trent’ anni ?
No, Silvio è un bellissimo frutto.
Ma è chiaro che una montagna di interessi ha interesse a buttarlo nella merda e in mezzo a quel letamaio farlo diventare della stessa sostanza : e gli stronzi che lo circonderebbero sarebbero “ gli italiani parassiti e presuntuosi, borghesucci e impostori, evasori, fiancheggiatori della Camorra ma che poi si fanno le pippe su Gomorra, che non sanno esprimere una classe dirigente, dai congiuntivi pericolosi alla Di Pietro “ … tutto vero, ma resta una cosa fondamentale che va estrapolata e messa al giusto posto : questa è l’ Italia che ci hanno lasciato i padri, gli zii e i cugini dei Veltroni, dei Franceschini e dei Puzza-Sotto-Il-Naso coi baffi e non gli italiani berlusconiani ( non tutti ) presunte teste di cazzo.
Mettiamo invece Berlusconi, questo frutto nel suo giusto contesto : magari in un bel cesto di vimini ben confezionato e per sfondo una natura rigogliosa.
Allora forse vedremmo l’ uomo per quel che è e vale e che è ben al di sopra della merda che gli altri prima di lui hanno sparso per terra dappertutto ( i quali confezionano fotomontaggi per far intendere come lui, dentro, ci sguazzi per benino ) : lui è lì per tentare di portare il terreno che gli sta sotto alla stessa bellezza dello sfondo rigoglioso.
Non è lui l’ immondizia o l’ amministratore che ha portato all’ immondezzaio.
E’ lì piuttosto per bonificare l’ immondezzaio Italia, che non è tutta l’ Italia come Gianluca ha ben detto, come ha fatto con Napoli : riportare ad una situazione nuovamente dignitosa e civile.

E’ vero come dice Lei Senatore : Berlusconi non ha fatto per niente male.
Ma quell’ immondezzaio vive di se stesso e quando parla puzza e ammorba tutto, compreso l’ oggetto o il soggetto delle sue parole : aiutato da chi, italiano o non, è in affari con lui e vedrebbe perdere i propri interessi proprio con l’ eliminazione dell’ immondezzaio.
Opinioni personali ovviamente.
Renato Pierin

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leone scrive:

Pierin sei tutti noi, volevo scrivere qualcosa ma dopo questo tuo post, del quale non saprei mai far meglio, ti nomino capo di tutti noi teste di cazzo (nel senso Guzzantesco del termine)

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Gianluca scrive:

Sicuramente Guzzanti è stato molto duro. Il suo pensiero mi sembra nel complesso un forte attacco trasversale e in altri post ho scritto dove condivido e dove no, mentre vedo che lei e molti in questo salotto lo hanno interpretato come un attacco esclusivo a Berlusconi. Probabilmente NON AVRO’ INTERPRETATO BENE IO MI CAPITA SPESSISSIMO, MI SEMBRA SOPRATUTTO UN FORTE ATTACCO A NOI ITALIANI CHE CI DIVIDIAMO COME SPESSO LA STORIA CI HA INSEGNATO E DIVENTIAMO DEGLI ESTREMISTI, PARLIAMO DI MORALITA’, DI EDUCAZIONE ECC. ECC. SPESSO PREDICANDO BENE E RAZZOLANDO MALE ED IN QUESTO MOMENTO MOLTI (NON TUTTI FORTUNATAMENTE) SIAMO DIVENTATI BERLUSCONIANI O ANTI.

Ecco questo post mi sembrava un forte attacco a tutti coloro che si prestano al gioco delle casacche, continuando imperterriti con i propri pregiudizi. Chi si sente escluso dal gioco delle casacche sia che vota o no Berlusconi, sia che non vota può dormire sonni tranquilli il GUZZ non gli ha dato del testa di cazzo.

Io l’ho percepita così.

Gianluca MIcarelli

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pfra64 scrive:

Pierin

anche io la pensavo come lei, negli anni ‘90. Anche io ero Berlusconiano.
Poi SB ha cominciato a farmi cambiare idea, ma io, niente, votavo comunque centro destra.
Poi è arrivata la legislatura del 2001.

E alla fine di quella ha iniziato a votare centro sinistra.

Già in quella legislatura SB aveva i numeri per fare 100 rivoluzioni e cosa ha fatto ? Nulla.

Anzi, un danno grosso l’ha fatto, ha sfasciato il mattarellum (che non era malaccio) per introdurre il porcellum. Grazie a questa polpetta avvelenata Prodi ha avuto numeri così risicati in Senato da cadere in un battibaleno.

La riforma elettorale non era in programma (sennò mica glie lo davo il voto al centrodx) ma è riuscito a farlo con la forza che gli ha dato quella stessa legge (il mattarellum) che lui ha voluto togliere.

A parte questo, ha fatto la riforma Moratti, un pianto. Tanto per farle un esempio delle stupidaggini introdotte: ha abolito l’esame di 5a elementare. Ora parlano tutti della scuola comunista ma la precedente grossa riforma fu della dx. (neanche Fioroni riusci a levarla, e forse lo poteva fare, ma almeno si concentrò sui diplomifici)

Poi inaugurò un mucchio di cantieri con un fondo che serviva solo a coprirne un terzo. Così, nell’estate del 2006 l’Anas annunciò che avrebbe chiuso tutti i cantieri d’Italia per morosità e mancanza di soldi che gli doveva il governo. E toccò a Di Pietro trovare i soldi.

Fece la legge Biagi, buona, ma ci impiegò più di 1 anno per farla. Un po’ pochino per 1 anno di lavoro.

Infine chiuse in bellezza. Alla fine della legislatura, l’Italia era in procedura di deficit per lo sfondamento dei parameti di Bilancio (che Prodi dovette poi rimettere a posto).

Quindi posso accettare, ma non condividere, che a lei non piaccia la sinistra. Oppure discorsi del tipo: secondo me è il meno peggio. Non sono d’accordo ma posso accettarlo.

Ma le chiedo, perchè ORA viene considerato il salvatore della Patria, l’uomo del fare, senza che nessuno faccia mai due conti su cosa ha veramente fatto nel passato ?

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GIANCARLO ROSSI scrive:

“Già in quella legislatura SB aveva i numeri per fare 100 rivoluzioni e cosa ha fatto? Nulla”

Avesse fatto almeno 1 su 100, effettivamente nulla è troppo poco. Forse era ancora troppo preso a parare i colpi della procura di Milano e a contenere “alleati” in cerca di discontinuità. Do you remember Follini? Un toccasana per la coalizione.

“Poi inaugurò un mucchio di cantieri con un fondo che serviva solo a coprirne un terzo. Così, nell’estate del 2006 l’Anas annunciò che avrebbe chiuso tutti i cantieri d’Italia per morosità e mancanza di soldi che gli doveva il governo. E toccò a Di Pietro trovare i soldi.”

E dove li trovò Di Pietro i soldi, se li fece prestare da Gorrini?

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pfra64 scrive:

“Forse era ancora troppo preso a parare i colpi della procura di Milano e a contenere “alleati” in cerca di discontinuità”

A parte quello attuale, quel governo è stato il governo con più forza nella storia della Repubblica.
La prova evidente della sua forza è che è riuscito a cambiare la legge elettorale, operazione che, ricordo e ribadisco:

1) fu ribalda perchè NON era nel programma,
2) necessitava di una maggioranza forte, molto forte.

Difatti, lui non è che non fece, ma quello che fece di buono fu pochissima cosa rispetto non solo a quello che avrebbe potuto fare ma soprattutto rispetto al numero dei danni che fece.

Anche nella campagna elettorale che lo portò alla legislatura del 2001 c’erano gli enti inutili, le province da abolire, le infrastrutture da fare, eccetera, eccetera. Non si ricorda proprio ? E perchè SB non ha lavorato su quelli invece che sul Porcellum ?

Guardi, a suo tempo ero di centrodestra quindi, mi creda, vedevo le cose con la mentalità di una persona della destra che aveva votato quella coalizione.

Quindi, se vogliamo, con una certa disponibilità a transigere su qualche cosa, ed ero veramente speranzoso perchè mai nella storia della Repubblica un governo aveva avuto quella forza parlamentare e di compattezza di governo.

Mai.

Per quanto riguarda Di Pietro, ecco un link per rinfrescare la memoria
http://archiviostorico.corriere.it/2006/giugno/24/Anas_cantieri_fermi_non_sono_co_9_060624078.shtml

Saluti.

PS per il disorso Gorrini, Di Pietro è stato assolto per NON aver commesso il fatto, non per prescrizioni o vari Lodo Alfano. Mi spiace ma i semplici fatti sono questi.

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Lemery scrive:

Onorevole,
sono rare e preziose le cose che giustificano un sorriso.
Grazie di cuore.

Lémery

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Arturo Zulawski scrive:

Ciao Italy
che bello cantare
sognare
volare e guardarti cosi
E fare l’amore per dirti col cuore
ti amo cosi bella Italy
bella Italy.

Ciao Italy
pizza e spaghetti e i gatti sui tetti
ma che nostalgia
Piena di sole
quel po’ che ci voule di malinconia
ti amo cosi
bella Italy.

Ciao amore
ce vediamo in Italy.
Ciao amore
yo te quiero
ich liebe dich.
Ciao amore
con la musica che c’e.
Ciao amore
canteremo anche per te.

Ciao amore
tanti baci un I love you.
Ciao amore
qui c’e il cielo sempre blu.
Ciao amore
non dimenticarlo mai.
Ciao amore
dimmi che ritornerai.

E cantare cosi
e volare cosi e l’amore e l’amore.
E cantare cosi
e volare cosi e l’amore e l’amore.

Ciao Italy
rosso di sera bel tempo si spera e amarti cosi
Due calci a un pallone
una mezza canzone mi piaci cosi
bella Italy.

Ciao Italy
che bello cantare
sognare e volare e guardarti cosi . ..
Ciao amore
ce vediamo in Italy. . . .
E l’amore
e l’amore
e l’amore
e l’amore.

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Lemery scrive:

Gentile onorevole.
gradirei proporre, come si dice, un “invito alla riflessione”.
Non fregherà niente a nessuno ma pochi giorni fa ho chiesto a un amico, giornalista informato, quale fosse il rapporto fra il Pil italiano e quello saudita. La risposta è stata “il Pil saudita sarà – sottolineo sarà – almeno sette volte quello italiano”. Il calcolo del prodotto interno lordo è un sistema sicuramente imperfetto per valutare la ricchezza prodotta da una nazione, ma è quello che abbiamo al momento. Ebbene, se accumuliamo il Pil del Marocco, dell’Algeria, della Tunisia, della Libia, dell’Egitto, di Israele, della Siria, della Giordania, dell’Iraq, dell’Arabia Saudita, degli Emirati, dell’Oman, dello Yemen, cioè dell’intero nordafrica, del Mashrek e della penisola arabica otteniamo un super-Pil. Dall’Atlantico al golfo Persico. Un mostro geopolitico, vero?
Ecco, questo tesoro – che include le favoleggiate petromonarchie – rappresenta poco meno della metà del Pil italiano.
Perché una nazione simile non riesce a sviluppare potenza?
Lo chiedo a voi.

Cordialmente

Lémery

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leone scrive:

ma scusa se solo quello saudita è 7 volte quello italiano come fa quello dell’intero nordafrica più la penisola arabica la meta del pil italiano?

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Patton scrive:

Poca voglia di lavorare.

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brambilla scrive:

Mah! E mi riferisco all’articolo di Guzzanti.

Ci sono anche delle teste di cazzo antiberlusconiane che non hanno certo avuto bisogno di farselo dire dagli americani chi fosse Berlusconi.

Un pò troppo comodo sparare a destra e sinistra pensando di aver fatto sempre, prima, e dopo , la scelta giusta.
No, la prima era sbagliata, e non sarebbe sbagliato ammetterlo.

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kalevala scrive:

Caro Gianluca :

Sempre il SOLITO e FONDAMENTALE discorso di come si forma il consenso.

RIBADIAMOLO PER L’ENNESIMA VOLTA.

Tu dici che Repubblica ha piu’ o meno 3 mln di lettori …piu di Libero e il Giornale messi insieme; non ho motivo di dubitarne.

Poi ti ricordi della televisione e dici che l’argomento e’ piu’ COMPLESSO…. e qui’ ti sbagli…..e’ SEMPLICISSIMO , invece.

In italia e’ li’ che si forma il consenso ma non con cifre di 3 mln come Repubblica….MA A DECINE DI MILIONI.

In questi giorni del G8 ho percepito piu’ di altre volte cosa sia l’informazione di regime ; per i toni,il taglio, le sfumature i vari servizi televisivi in tema di G8 sembravano i cinegiornali luce dei felici anni trenta….guarda…se fosse stato possibile cambiare nei servizi televisivi di oggi gli speakers con quelli di allora avremmo avuto la perfetta fotocopia di quelli di allora con Benito che maneggia i balzi sulla trebbiatrice.

In questi giorni , con la asssoluta e impellente esigenza di conferire una nuovaverginita’ politica a Berlusconi , si e’ raggiunto il massimo.

Gianluca in Italia ,ficcatelo in testa , il consenso e’ televisivo…e’ li’ che si fa la differenza…e’ li che scappano alla fine quei 4 o 5 mln di voti in piu’ che vengono fuori per una assurda,incompresibile rendita di posizione catodica che non ha uguali al mondo. L’ho detto e lo ridico …ne sono assolutamente convinto…ai nastri di partenza c’e’ chi parte decine di metri prima.

Un saluto.

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dvd1 scrive:

Ma Kalevala,in Italia La Repubblica è il secondo quotidiano letto dopo La Gazzetta dello Sport(è questo già dice tutto) e vieni ancora a dire che SB governa l’informazione?RAI3 fa ottimi ascolti,Travaglio è seguitissimo,Grillo ha mln di fan-seguaci,DiPietro compra pagine di quotidiani esteri e l’unica spiegazione che ti dai sui successi di SB è perchè ha Mediaset?
Guarda come è stato gestito lo scandalo delle feste a Villa Certosa:ti sembra normale avere quelle foto da 3 anni ed aspettare il G8 per cercare di farle uscire?
In questo modo al posto di far vedere una realtà,si ha dato l’impressione di voler colpire l’immagine dell’Italia.Perchè non sbatterle sui giornali quando SB era capo dell’opposizione?Cioè quando sono state scattate?
Perchè non incalzarlo sulla sua fraterna amicizia col grande Vladimir,sul perchè la rai sia una palude politica,queste sono cose da sbattergli in faccia,non Mediaset.
Davide Cembrano

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Patton scrive:

Ccerto Kalle,
in Itaja ‘a sinistra ha sempre collezzionato sconfitte, o vittorie de’ Piro, a causa de li vverdoni amerikani, der maccartizmo, der Papa Pascelli, de le Madonne pelegrine, da ‘a legge truffa, de li socialdemocratisci che tradivano, de li socialisti che arrubbavano, de le tang’genti, do o strapotere mediatico der Cajmano…

Come dìcheno li piemontezi: la cativa lavandéra a troua mai la bu’na pera.

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Giuseppe Mussi scrive:

Ottimo Pierin.La dura lettera del Guzz m’aveva sconfortato,messo in stato confusionale,demoralizzato.
Il suo ‘magnifico’ post m’ha riportato in carreggiata,ri-tonificato.Faccio MIE,le ’sue’opinioni personali.
Il sottoscritto -consapevole o non- ‘testa di cazzo,sentitamente la ringrazia.

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eruz scrive:

Il G8 è andato bene, non so se per l’umanità, ma senz’altro per il Berlusca è andato bene, pur se catramato. Non perché abbia fatto chi sa cosa, ma perché ne è uscito indenne, cioé senza danni e senza le solite figuracce. I due mesi di gossip e di critiche hanno fatto bene, il clown ha capito che quello dell’Aquila non era né il momento nè il palcoscenico adatto alle sue buffonate. Ora si deve solo pentire, andare come l’imperatore a Canossa, cospargere il capo di cenere e, dopo la benedizione papale, ripresentarsi ridente e potrà portare a termine la legislatura. La via della santità è per lui spianata. San Silvio, prega per noi e, oltre al nostro pane, garantiscici pure le nostre escort quotidiane!!

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ghino oscar scrive:

La poesia, oltre che a Silvio,è dedicata alla grande poetessa Sigal Harari.

A Silvio

Silvio, rimembri ancora
quel tempo del ‘94,
quando in campo scendevi
a sfidar le gioiose macchine da guerra
e tu,sicuro e spavaldo,
quelle macchine buttavi tutte a terra?

Risonavan le trombe militari,
e le grida s’udivan tutt’intorno,
e gli schiamazzi degli spaventati,
allor che , al tuo lavoro intento,
andavi assai contento
di quel vago avvenir che in mente avevi.

Di Pietro non era rassegnato.
Volea fregarti a pieno,
mirava il tuo successo,
e quinci il Corrierone e quindi un messo.
A Napoli, ove tessevi faticosa tela,
di garanzia spedì un bell’avviso.
Volea suonarti,alla lunga rimase sol suonato.

Or che passati son tant’anni ancora,
la lezione non sembra sia servita.
Or Franceschini, Repubblica e Murdoch
tentano ancora di farti lo sgambetto.
Anche Guzzanti,nella sua pochezza,
tenta infangarti con la sua monnezza.
Tentano ancora di incularti appieno.
Rimarranno inculati in lor veleno.

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Kabinett scrive:

Terrificante sia come contenuti sia come qualità… neanche Emilio Fede riuscirebbe a cadere così in basso.

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ghino oscar scrive:

Kabinett,che parli a fare?Tu al massimo ti intendi solo di gabinetti e sciacquoni.

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Malombra scrive:

Ghino, che battuta originale! Non era mai stata fatta.
Come al solito: scontato come una fotocopiatrice.

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Malombra scrive:

Oscar, rientri nel “bondismo”?

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Amgelo scrive:

Gentile Pierin,
le rispondo con le parole di un articolo di P. Ostellino di qualche mese fa (sa, io non sono tanto bravo con le parole):

“La nostra non è una democrazia, ma una poliarchia. Non come la poliarchia democratica descritta dal liberal americano Robert Dahl. Un concerto di oligarchie conflittuali, ma temperato da chiare regole del gioco e da uno Stato forte. Formalizzate per legge, in equilibrio grazie a meccanismi istituzionalizzati di pesi e contrappesi e al principio di sussidiarietà fra periferia e centro, sottoposte alla common law, monitorate da centri autonomi come le fondazioni culturali, costantemente esposte al giudizio di media e di un’ opinione pubblica severi, le oligarchie sono lo strumento legittimo della democrazia liberal-democratica di massa nella contemporanea società industriale avanzata. Da noi, le oligarchie, occulte o scarsamente formalizzate, operano in uno stato di natura di tutti contro tutti; mancano le regole del gioco e lo Stato è debole; la giustizia è esercitata da una magistratura che è essa stessa una oligarchia che interagisce con le altre, forte della discrezionalità della obbligatorietà dell’ azione penale; la cultura e i media sono ancelle delle oligarchie; il cittadino scende in piazza, ma poi torna a eleggere gli stessi. Quello italiano non è un sistema di poteri democratico, ma una demokratura, una dittatura di oligarchie truccata da democrazia. In tale contesto, chi diventa il punto di raccordo fra le maggiori oligarchie – dalle banche e la grande industria privata alle aziende di Stato, dalla Pubblica amministrazione, dai concessionari di servizi pubblici e dalle amministrazioni locali a quella della Giustizia, ai sindacati, ai partiti, alle università, alle Asl e così via – e esercita un ruolo di mediazione fra le stesse diventa il Putin nostrano.”

Quando furono scritte queste parole c’era Prodi premier.
Ci vuole una spessa immaginazione per credere (dopo 15 anni di minchiate) che le cose con SB miglioreranno.
Aveva proprio ragione il filosofo: nulla è più facile che illudersi, perchè l’uomo crede solo in ciò che desidera.

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kalevala scrive:

Caro ghino oscar :

Questa ci mancava….

Dopo” a Silvia” del grande Giacomo abbiamo “A Silvio”…….eh Leopardi a te ti fa ‘na sega !

Penso che Sigal , dopo la tua dedica , si sentira’ onoratissima.

Meno male che Silvio c’e'…………….

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kalevala scrive:

Caro dvd1 Cembrano :

Mi hai convinto.

Ho fatto un sogno. L’informazione , soprattutto quella televisiva , e’ in mano alla Sinistra.

Anzi guarda , in base al piu’ ovvio principio di equita’ propongo di nominare direttore del TG3 Rossella che di televisione se ne intende e per quanto riguarda Repubblica vedrei bene Bondi come direttore…basta co ’sti Scalfari, Mauro , basta!. Tu che ne dici ? Ripeto, Bondi andrebbe bene ?

Ci vuole un po’ di equilibrio , che diamine! Dove andremo a finire con tutte queste interviste cosi’ “pressanti” al Premier…quali interviste in ginocchio?! Poi c’e’ quel Vespa che ‘ terribile….ma ti ricordi come ha trattato Berlusconi quando ha raccontato tutte quelle VERITA’ su Noemi?. Eh…quel Vespa proprio non va, non c’e nulla da fare. Bisogna prendere qualche provvedimento.

Comunque ora con la nuova legge bavaglio le cose andranno ancora meglio.

Abbiamo bisogno di un giornalismo alla Feltri che spara , devo dire con gran classe , le tette di Veronica in prima pagina…pane al pane , vino al vino.

Al massimo quei cazzoni di Freedom House ci metterano dal quarantesimo al millesimo posto in tema di liberta’ di informazione…ma a noi che ce frega…meno male che Silvio c’e’.

Mi voglio rovinare…sono convinto che la televisione non porta neanche un voto al PDL , mi hai proprio convinto…i fatti hanno una loro forza, lo devo ammettere.

Un saluto.

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dvd1 scrive:

Non mi prendere in giro Kalevala,il sogno è che l’informazione sia in mano a Berlusconi,tutto qua.Questa litania viene ripetuta da 15 anni,ormai ha fatto il suo tempo.Chi ha detto che l’informazione e in mano alla sx?Io sostengo che esiste molta informazione di sx e che non viene assolutamente censurata.La TV porta i voti sia al PDL che al PD-IDV.Insieme a Feltri mettici pure Bonini , D’Avanzo,Travaglio,anche loro svolgono compitini e di certo non informano o aprono le menti.
Un saluto Davide Cembrano.

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Renato Pierin scrive:

pfra64 scrive :
” Posso accettare, ma non condividere, che a lei non piaccia la sinistra. Oppure discorsi del tipo : secondo me è il meno peggio. Non sono d’ accordo ma posso accettarlo.
Ma le chiedo, perchè ORA viene considerato il salvatore della Patria, l’ uomo del fare, senza che nessuno faccia mai due conti su cosa ha veramente fatto nel passato ? ”

Onestamente non ho il tempo di seguire passo passo ciò che fa un governo : non sono un addetto del settore, ma un semplice artigiano, in crisi per giunta.
Mi informo quando e come posso e discuto su qualcosa di più puntuale quando c’ è un’ occasione più congeniale e approfondita per farlo ; cerco di interpretare quella che è la strategia politica della mia parte come dell’ altra, mi capita di trovare riscontri successivi e quindi trovo conferme sul fatto che leggere un po’ in base alle mie sensazioni, mi porta spesso non molto lontano dalla realtà.
Forse il tutto a volte si potrebbe meglio chiamare dietrologia, ma ripeto molto spesso non sono molto distante dal confine del vero.

Berlusconi e le sue mosse ?
Bhè, in più di un’ occasione mi è capitato di dire che Berlusconi è come Napoleone al comando dell’ esercito austriaco ; la maggioranza dei cittadini ( italiani ) sono francesi, abitano in Francia, ma non detengono il potere perché l’ esercito austriaco occupa tutte le posizioni chiave politico-economiche e ricava molto del suo potere, non del suo consenso, dal fatto che anche se non è la Spagna con lui se magna.
Ora, inutile addentrarsi di più nello svilupparsi della metafora, ma siamo arrivati che finalmente i francesi hanno appunto votato per Napoleone, ma non essendoci stata una rivoluzione Egli ha al suo servizio e ai suoi ordini praticamente tutto l’ apparato militare-burocratico-clientelare-economico statale austriaco col quale dovrebbe governare per la Francia e i Francesi : una magistratura austriaca intenzionata a mettere il suo potere giudiziario al servizio di una politica antifrancese, un apparato politico ovviamente austriaco in parte, in parte non del tutto austriaco, ma molto ben intenzionato a dare prova di fedeltà all’ Austria per entrare anche lui nelle stanze del potere dal quale dagli austriaci era emarginato e quindi molto propenso a mettersi nella condizione di entrare all’ interno del campo francese per poi tradire o fungere da cavallo di Troia, una parte del tessuto economico molto sviluppato con regole e privilegi costruite su misura per gli austriaci, una rete di una miriade di interessi diversi ( sindacati, municipalizzate, comuni, associazioni e chi ne ha più ne metta ) che devono costituire una rete impermeabile a qualsiasi fattore che non sia omogeneo alla rete e a ciò che la rete protegge.
Insomma ora la rete è stata lacerata, ma non eliminata, e ciò che sta sotto la rete, che se anche ha perso il consenso politico detiene comunque ancora un potere di influenza economica e di disturbo immenso e che si comporta come nel passato ha fatto fa qualche Papa chiamando eserciti esteri molto interessati a mantenere il papato in vita e ad entrare o rientrare a gamba tesa in casa altrui, non molla facilmente l’ osso.
E’ una politica dagli equilibri risicatissimi, dai tempi lunghi, dove a volte forse è meglio far finta di ritirarsi per mettere in trappola l’ avversario e farlo bruciare o morire assiderato da solo, dove si tratta, come per la mafia, di privarlo del potere privandolo dei cordoni della borsa e indirizzare il denaro in altri settori più strategici dovendo comunque non creare situazioni di collasso dove prima l’ esistenza dei comparti “ austriaci “ era basata non tanto sull’ efficienza e l’ equilibrio dei bilanci ma sui ripianamenti pubblici, quindi austriaci, quindi di consenso austriaco, quindi clientelari che bisogna ristrutturare facendo anche capire ai colpiti le ragioni per cui la Francia non può più permettere certe aberrazioni di privilegio, ingiustizia e iniquo costo per l’ intero Paese.

Mi ricordo ancora, vinte le prime elezioni ( aiutooooo !!!! : con l’ austriaco Mastella ministro del lavoro ) , una trasmissione dove vi era Tremonti insieme tra gli altri al papa delle cooperative e ad un papavero della finanza.

Al papa delle cooperative disse che rappresentava strutture che non pagavano le tasse perché loro, cuccioli, reinvestono nel patrimonio della cooperativa, ma che neanche poi pagano manco un briciolo di patrimoniale … e che così non poteva più andare. Mi bastava la faccia del papa per capire che il governo non durava molto e che l’ ipotetica Francia era tutto un nido di austriaci.
Col papavero della finanza si parlava forse, non ricordo bene, degli adempimenti cui era soggetta un’ azienda e dell’ utilizzo degli addetti agli uffici, del loro numero come della pletora dell’ apparato pubblico, e il papavero rispose che se per esempio si eliminava una pratica che in effetti non serviva a nulla già all’ indomani si potevano lasciare a casa 14000 ( credo di non ricordare male ) persone. Bastava poi dire a queste persone di starsene a casa.
Morale : l’ apparato economico virtuoso italiano ha sopportato costi immensi per trovarsi poi adempimenti su adempimenti studiati solo per inventare in continuazione un tot di posti di lavoro che poi rispondevano però a precisi indirizzi definiti semplicemente come clientelari.
Alla fine poi quando si capiva, e parliamo di parecchio tempo fa, che il sistema non avrebbe retto sentivi Bassolino dire che bisognava cambiar il patto esistente tra nord e sud basato sull’ evasione al nord e sull’ illegalità al sud.
Pensa che classe politica morale, superiore, illuminata, intellettuale, saggia e che sappiamo essere stata anche fino a quasi il 70% rappresentata dalla classe politica meridionale. Chiagni e fotti.
Per non parlare delle fondamenta su cui si è poggiata la cultura, la morale, l’ efficienza, la produttività quindi la malattia della struttura del pubblico come dell’ economia agganciata alla politica.
Io ho portato tante volte questo esempio delle Poste come paradigma.
Le Poste ( ma anche le Ferrovie o cos’ altro volete voi : sbizarritevi ) sono state pensate come un comparto in continua crescita nell’ efficienza nel servizio ?
No. Se Gava vinceva a Napoli la prima cosa che faceva, e come lui gli altri, era assumere qualche migliaio di postini che poi al Sud non servivano perchè non c’ era neanche il posto dove metterli, quindi venivano mandati a Milano dove sarebbero serviti ma dove manco forse li vedevano perché se ne ritornavano a Napoli dopo qualche mese a seguito della regolare domanda di avvicinamento a casa.
Morale : per informatizzare e rendere efficienti le Poste servivano diciamo 1000 Euro ?
Bene quelle 1000+1000+1000 e mai non più mille Euro servivano per questo clientelismo che non consentiva più gli investimenti, che cristallizzava l’ inefficienza, che non permetteva di pagare bene nessuno : con quel nessuno incazzato perché non veniva pagato bene, demotivato perché operante in un ambiente degradato perché anche i soldi della sua sedia rotta ( figurati per un computer ) sarebbero serviti per pagare la prossima infornata di postini ma al quale era concesso di fare il cazzo che voleva come contropartita ; alla fine costare alla collettività per fare nulla e scassare il sistema economico virtuoso lavorando a nero da un’ altra parte. E le Poste …. ma a chi cazzo fregava delle Poste.
Quanti esempi possiamo portare come questi e poi ci aggiungiamo la Fiat e quel ristretto numero di qualche centinaio di aziende più grandi che non hanno mai pagato tasse perché, se mai le pagavano, gli venivano restituite nei più diversi modi che le loro lobbie attraverso i loro sinistri canali politici facevano approvare dal Parlamento. Non ultimi prepensionamenti, ecc.
Poi per carità non so se noi avevamo da pagare tanti di quei debiti di guerra che dovevano saltare fuori da qualche parte e dovevamo limitarci ad uno sviluppo di basso profilo perchè oltre un certa soglia andavamo a toccar fili e giochi troppo pericolosi.
Vien da pensare che anche creare un simile debito pubblico è come legare un toro troppo pericoloso ad una ruota da cui non potrà mai staccarsi, ma la cui energia, così imbrigliata, fa azionare altri meccanismi interessati a sfruttare per ben altri interessi tutta quella forza, e che se il toro si scatena, si toglie le catene, deve essere abbattuto o recintato per poi essere rimesso al lavoro.
Insomma questo secondo me, adesso ho sonno, è solo forse una parte del quadro.
Pensa te a Napole..oni che si è trovato l’ esercito che si è trovato – che si trova a giocare un risiko per il suo Paese dove deve trovare alleanze e pagare pedaggi che siano però vantaggiosi e utili nella direzione di poterci scatenare, togliere le catene, da tutti quegli interessi che vogliono legarci esclusivamente nel far girare la loro macina – le difficoltà che si è trovato, e penso consciamente, davanti.
Come fai a cambiare, ammesso che si possa, con uno snap delle dita un Paese costruito con i materiali usati per costruire le Poste di cui sopra ?
Mi vien da ridere pensare a tutti quelli, se in buona fede, che si concentrano nel gioco di pescare fra le centomila cose che deve fare, e le cinquantamila che ha fatto, tra le cinquantamila che ancora mancano.
Le farà, le farà : se gli italiani capiscono, accettano di sostenerlo, e quindi di darsi una dignità come Paese, le farà.
Se qualcuno non lo fa fuori, fisicamente, prima. Ci sono ancora troppi austriaci in giro anche tra le sue fila e non solo.

Leggo ora prima di postare, gli ultimi post : un grazie allora a Leone e G. Mussi.
Ad Amgelo dico che Ostellino è uno dei giornalisti che amo di più, anche se non lo leggo sempre.
Ho avuto modo di inviargli più di qualche volta qualche mia riflessione alla quale ha risposto sempre gentilmente con un brevissimo commento.
Ovvio che mi inchino al suo articolo.
Poi esiste l’ ultima nel vaso di Pandora : la speranza.

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Mirror scrive:

Nel corso di queste settimane, seguendo l’informazione, mi era venuta una domanda: come mai la “condizione femminile”, in Italia, passata per il femminismo targato anni ‘70 fino al machismo dilagante di oggi, è sempre una questione aperta, torna periodicamente sulla cresta dell’onda, a differenza di paesi quali gli Usa, la Germania, la Francia e persino la Spagna, paesi dove tale questione sembra ormai risolta? La risposta me l’ha fornita, come avviene da un pò di tempo, Paolo Guzzanti ricordandomi le figure dell’Innominato, di Don Abbondio, di Lucia(che veste Prada per compiacere) e dei bravi. Le parole sferzanti dell’onorevole Guzzanti mi hanno ancora una volta aperto la mente, e per questo lo ringrazio.

GUZZ – Mirror, resta qui a combattere, per favore: ho bisogno di te e tu di questo blog che raccoglie, fra tanta schifezza bypartisan, i migliori. Un abbraccio

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maccarti scrive:

Brambilla commenta il mio post del 10 us.:

«Scusa maccarti, ma mi sembri un equilibrista.
E buttati da qualche parte no? Oppure buttati e basta.»

____________________

Rispondo, dal momento che non è la prima volta che il buon Brambilla s’attacca alle mie note.
Cosa, naturalmente, che mi lusinga assai.

*
Quel che penso degli italiani nel complesso l’ho scritto e riscritto qui in passato.

Se non il primo, sono stato tra i primi a ripetere fino alla noia che “questo Paese è corrotto alle midolla” (chiudevo cosí ogni mio post).
E ho sempre aggiunto che, se qualcuno lo dice, è perché tale condizione non gli garba.

Non sarebbe garbata, tanto per dire, a un Leonardo Sciascia, a un Giorgio Ambrosoli, a un Giovanni Falcone.
E non garba manco a me.

Posso aver come punti di riferimento Uomini con l’u maiuscolo come quelli succitati?
O è da equilibristi mettere indistintamente nel mazzo uno scrittore (quasi di sinistra), un avvocato (di destra), un magistrato (senza dichiarata appartenenza politica)?

Altro da dire sul tema non ho.

Un’aggiunta quale sovrappiú.

Dal ‘94 ho sempre votato il programma del centrodestra.

Alle ultime europee ho preferito, da moderato (cattolico) qual sono, dare il mio voto a Magdi Allam:
non mi toccava sceglier programmi, ma persone.

E di Silvio Berlusconi – che non è mafioso e non è ladro, e ha cervello – non mi sono piaciute, e continuano a non piacermi, le sue ultime “private gesta” .
Che poi private non sono.

Nessun uomo che ricopre cariche pubbliche ha un privato (salvo che nel bagno di casa sua, sempre che ivi si limiti ad assecondar Madre Natura).

Tanto per esser piú chiaro su come la penso:

io, un Bill Clinton che profittava della sua alta carica per ottenere dalla giovane stagista quel che ottenne, l’avrei sbattuto fuori dalla Casa Bianca.

Concludendo:
se un tale, che avrebbe preso a calci nel sedere nientepopodimenoché il Presidente degli Stati Uniti d’America, è equilibrista…
Che dire?

Hurrah with the rope-walker!

Claro?

Suerte

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brambilla scrive:

E’ claro maccarti,

fai cattivo uso, a mio avviso di premesse e riferimenti corretti, (Falcone, Ambrosoli, e un pò meno Sciascia) per stare dalla parte sbagliata, ma almeno è claro!

Saluti

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eruz scrive:

Ma tu vulive a tort… a tort … a tort … a tort.. a torta e gnente cchiù!! Non si finisce mai d’imparare, grazie al nostro caro e amato leader. Cos’è la torta? La escort l’abbiamo imparata e ne abbiamo pure fatto uno studio sopraffino

escort… ma che roba è? Niente di trascendentale, la solita parola latina, in questo caso neolatina, che dopo avere attraversato la Manica, ci ritorna indietro apparentemente nobilitata….. come tante altre! Vuol dire accompagnatrice, gli illustri linguisti e glottologi la fanno derivare da scorgere… fr. escorte, sp. escolta gente armata che accompagna o si accompagna a qualcuno, nel nostro caso la scorta è armata di registratore.. Però.. però mi voglio rovinare la reputazione…. e oppormi agli insigni scienziati della lingua e presuntuosamente affermo che in latino, quello vero, scortum vuol dire puttana, più precisamente pelle da puttana, scortor vuol dire frequentare bordelli e andare a donne, e scortator vuol dire donnaiolo bordelliere.

Ma tort che fa rima con escort, torta che vor di’? Santo Berlusca, ora pro nobis, dacci non solo il pane, ma anche le torte e le escort quotidiane!!

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-13/berlusconi-divorzio-13/berlusconi-divorzio-13.html

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sagra3 scrive:

per Renato Pierin

“questa è l’ Italia che ci hanno lasciato i padri, gli zii e i cugini dei Veltroni, dei Franceschini e dei Puzza-Sotto-Il-Naso coi baffi e non gli italiani berlusconiani ( non tutti ) presunte teste di cazzo.”

Questa è l’Italia piena di debiti e corruzione che ci ha lasciato Bettino Craxi, amico, sodale e protettore (ben omaggiato) del tuo Berlusconi.

Molto comodo citare solo quello che ti fa piacere, dimenticando che il Simpatico Avventuriero si è praticamente comprato a prezzo di fallimento quello che restava del CAF.

I suoi uomini di punta si chiamano Cicchitto, Bondi, Frattini, Letta.

Per non parlare della crema di Mediaset.

Ma ci hai presi tutti per fessi?

Vorresti accreditare quel Vecchio Marpione come l’uomo nuovo mandato dalla provvidenza?

Vorresti che ci confrontassimo alla pari con le teste cazzo berlusconiane?

Lasciaci perlomeno il ruolo di minoranza intelligente.

E goditi il premio della maggioranza di quelli come te.

Sagra

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sagra3 scrive:

per Renato Pierin

“Non è lui l’ immondizia o l’ amministratore che ha portato all’ immondezzaio.
E’ lì piuttosto per bonificare l’ immondezzaio Italia, che non è tutta l’ Italia come Gianluca ha ben detto, come ha fatto con Napoli : riportare ad una situazione nuovamente dignitosa e civile.”

Dignitosa e civile una cippa!

A parte il fatto che è il suo (di Berlusconi ndr) medico personale l’Amministratore di Catania che ha ridotto la città peggio di Napoli in un decimo del tempo che ci ha messo Bassolino & C, ti invitere a visitare Napoli e dintorni per notare che la monnezza, tolta la montagna dovuta alla discarica, resta endemica perfettamente come prima.

Le periferie sono stracolme di rifiuti abbandonati per strada.

Come al solito, Berlusconi è “tutto chiacchiere e distintivo”.

Pubblicitario è nato, e pubblicitario morirà!

Vacci piano con Carosello!

Sagra

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maccarti scrive:

Financial Ti­mes:

«Da playboy ad uomo di Sta­to, Berlusconi mette in riga gli alleati».
______

A dimostrazione che i giornali stranieri, diversamente da quelli italiani d’ogni colore, non sempre (talvolta sí) assumono posizioni pregiudiziali:
osservano, riflettono, tirano le conclusioni.

Buona domenica

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sagra3 scrive:

per maccarti

“non sempre (talvolta sí) assumono posizioni pregiudiziali:”

Esemplare chiarezza espositiva.

Vuoi dirci per cortesia se questi giornali stranieri sono pregiudiziali oppure no.

Ad un malpensante come Sagra sembra di capire che quando parlano male di Berlusconi, sono pre-giudiziali.
Quando invece ne parlano bene, sono assolutamente obiettivi.

Comunque sappiamo ormai che per la prossima festa di battesimo possiamo rivolgerci a Berlusconi.
Sarà un successone ed anche i parenti più serpenti rosicheranno d’invidia!

A giudicare dal sospirone di sollievo (contenti loro, contenti tutti!) dei Berluscones, quella del G8 era proprio l’ultima spiaggia.

Non mi aspettavo tanta disperazione da parte dei Berluscones.

Ma Julius non aveva preconizzato un “Silvio del Ventennio”?
Un penoso Ventennio con le pezze al culo.

Saluti da Sagra

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ghino oscar scrive:

Durante il G8 Obama si abbassa,davanti ai fotografi, per mettersi all’altezza della Pezzopane,presidente della provincia dell’Aquila.Successo mondiale….E se l’avesse fatto Berlusconi?…Beh…Guzzanti avrebbe gridato alla gaffe ed avrebbe detto che il cavaliere aveva solo offeso la sensibilità e la dignità dei nani e delle nane.

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Marco Cavagna scrive:

Per non parlare dello sguardo ambiguo (suo e di Sarkozy) rivolto al posteriore della sedicenne brasiliana!
Se fosse stato Berlusconi apriti cielo!

Inezie insignificanti su cui buona parte dei vecchi e nuovi detrattori di Berlusconi piace soffermarsi e ricamare ..

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eruz scrive:

Allora facciamo il punto, il berlusca è un playboy, ormai lo possiamo affermare con una certa sicurezza, perché lo afferma niente poco di meno che il Financial T., anche se io qualche riserva ce l’ho ancora a collocare il nostro Berlusca nel Gota italico dei conquistatori e tombeurs de femmes, accanto a Casanova, D’Annunzio e anche al Truce. Seguitemi nel discorso e vedete se sbaglio qualcosa. I casanova sono dei conquistatori, col piacere della conquista….. più la preda è bella e difficile, più la conquista è gratificante…. ora le ragazze delle ville berlusconiane di essere belle erano belle… ma a me non sono sembrate molto difficili, anzi con duemila euro non oppongono alcuna resistenza, rientra nel loro profilo professionale l’assenza di resistenza. Però il nostro Leader era convinto di conquistarle, perché mica era Lui a pagarle, ergo il nostro Leader è un playboy…… solo dal suo punto di vista. Per gli altri e per noi, col senno di poi, è evidente l’avvertimento del contrario di pirandelliana memoria e di conseguenza il riso sorge spontaneo,

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Gianluca scrive:

Chiedo solo coerenza e prendo spundo dalla citazione dell’articolo del FT. Personalmente ritengo la stampa estera non in grado di analizzare quello che succede nel ns paese per centinaia di ragioni ma se i contestatori di Berlusconi attaccano lo stesso prendendo lo spunto degli articoli della stampa estera devono avere la coerenza di beccarsi poi gli articoli a favore.

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ghino oscar scrive:

E non è finita.In una foto Obama guarda compiaciuto il culo di una ragazza.L’avesse fatto il Berlusca, cosa avrebbe detto Guzzanti?L’etico Guzzanti, Il Santa Maria Goretti Guzzanti,Il Guzzanti adoratore di Obama, il neo convertito Guzzanti, il catecumeno Guzzanti,il frate trappista Guzzanti, quello che gira il mondo a spese nostre e si sente umiliato dal suo passaporto italiano…

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robinit scrive:

La ritenevo una persona intelligentissima e lucidissima, ma dopo questo post mi sono ricreduto.
Solo qualche domanda:

- come mai fino a 10 mesi MC Cain era un genio e Obama una merdaccia e adesso non piu’?

- come mai il suo amato Obama (adesso ma non 10 mesi fa) dialoga col mostro russo (motivo di rottura con Silvio non e’ il filo diretto con Mosca?) e lei non commenta neanche con un trafiletto?

-come mai si e’ accorto solo da un annetto (anzi meno, ha almeno lasciato passare due mesi dopo elezioni, e siede in parlamento grazie a quelle teste di cazzo che votando Silvio hanno votato Lei) che il nostro amato papi e’ anche un puttaniere (oltre a tutti gli altri umani difetti che ha ..per inciso e’ proprio questo che fa si che sia piu’ apprezzato degli altri politici)?

- non le sembra di aver preso una topica gigantesca con questo intervento visto come sono andate le cose a L’Aquila?

- come mai non trae le conseguenze delle cose gravissime e offensive anche sul piano personale verso il presidnete del partito che l’ha messo in lista e si dimette da deputato e non solo dal gruppo parlamentare?

GUZZ – Forse dovrebbe leggere il mio e libro una terza volta visto che le rizposte alle sue domande sono tutte li’, tranne la mignottocrazia, che ho denunciato con mesi d’anticipo sui fatti. Altre risposte sono su questo blog, a partire dall’invasine della Georgia da parte del piccolo zar amico di SB, il quale ha tradito il Parlamento della Repubblica, scegliendo Vladimir e il Kgb. Sa leggere? Legga.

saluti allibiti (da una persona che ha comprato, letto due volte e non una… il suo ultimo libro)
roberto carnevale

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skybest scrive:

(…) come mai non trae le conseguenze delle cose gravissime e offensive anche sul piano personale verso il presidnete del partito che l’ha messo in lista e si dimette da deputato e non solo dal gruppo parlamentare?

Anche io ho letto il libro 2 volte ed anche io credo, come il Sig. Carnevale chiede, che le doverose risposte caro Onorevole sarebbe opportuno che fossero date alla Camera, onorevolmente, presentando le Sue ragioni in maniera elegante ed efficace e non usando parolacce, offese gravi e false che lo mettono alla stregua del Suo Di Pietro; ma sopratutto senza usare quel linguaggio offensivo, da tenutaria di casa chiusa, che usa spesso verso tutti noi, figli di un Dio minore. Spero di poter essere presente quando arriverà il giorno della verità vera e della resurrezione dei falsi ed opportunistici .
Virtus Domat Sidera

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carlo scrive:

Eccolo! al capezzale del PD è arrivato anche lui Grillo.

C’era da aspettarselo! la politica è fatta di clown (uno dei tanti appellativi dati a SB) chi meglio di un clown può aspirare a rubare il posto a SB? Vuoi vedere che questa volta (dopo averle provate tutte) il PD ha trovato fra tanti comici l’uomo giusto?
Se vorrà arrivare in alto,dovrà accettare di essere catechizzato dalle Banche,dalle coop e dalle grandi industrie.

Carlo

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LPF scrive:

pfra64 scrive
LPF
il sistema bancario sicuramente non è l’unico responsabile, e forse neanche il maggiore, ma ha responsabilità immense in questo disastro.

E poi, scusi, ma “L’Occidente sta vincendo su tutta la linea” implica due definizioni che non ho ben capito:
1) cosa intende per ‘Occidente’, i valori ? quali ?
2) contro chi ha vinto l’Occidente ? Parliamo della Fine della Storia ?
e siamo sicuri che non ci siano altre battaglie, magari contro se stesso, che in realtà non riaprano i giochi ? Siamo sicuri che l’Occidente esista veramente ?
Stasera sono un rompiscatole, me lo ha detto anche mia moglie, abbia pazienza…..

a) Il sistema bancario negli Usa ha pagato, questo volevo dire anzitutto. Le cause generali della crisi non vedono sicuramente il sistema bancario come il maggior responsabile. Ci vorrebbe pero’ un libro per dimostrarlo. Comunque qualche responsabilità c’è? Ha mai sentito parlare di Kerviel?
b) L’Occidente esiste e i suoi valori ce li ha, eccome e questi per ora hanno vinto, non stravinto. Gianluca ha detto cose sagge su questo, rispondendole. Dobbiamo abbattere gli ultimi ostacoli. Poi si vedrà. Si risolve un problema alla volta ed è inutile immaginarsi quale sarà il successivo.

sagra3 scrive:
per Luciano Priori
…Il sistema bancario è l’anima di qualunque stato civile, e lasciarlo nelle mani di un furbone che ha buggerato 50 miliardi di dollari a tanti altri furboni che tutto sommato se lo sono cercato nella speranza di un guadagno facile, finisce per essere colpa dello stato civile che lo ha permesso. Passeranno almeno 50 anni prima che qualche altro provi a rifare lo scherzetto di Madoff.
Cordiali saluti da Sagra

Non è proprio così semplice. Il sistema finanziario americano era così strutturato: Banche commerciali, Banche d’affari, Brokers, Gestori di fondi e patrimoni. Non c’era commistione tra queste istituzioni, come noi siamo abituati a vedere dalle nostre parti.
La Fed (la loro Bce) aveva poteri solo sulle prime. Madoff era un gestore di patrimoni, con le banche non aveva nulla a che fare.
Ora come sa e’ tutto in discussione, si vedra’ tra pochi mesi cosa verra’ fuori.

En passant, vorrei dire che la nostra legge sul risparmio gestito (di meta’ anni ‘80), una volta tanto, è una delle migliori al mondo. Forse anche perche’ è arrivata per ultima.

Saluti – Luciano Priori F.

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pfra64 scrive:

Se per Occidente intendiamo i valori illuministi declinati nella società e nella democrazia, possiamo dire che l’Occidente (forse) esiste ed ha vinto sui regimi Nazifascisti e Comunisti. Non sui SISTEMI ma sui REGIMI. Mentre nel primo caso i due termini sono necessariamente connessi, nel secondo caso forse si forse no, ma non è questo il punto della mia risposta.

Questa vittoria è stata interpretata come la Fine della Storia, ovvero come la fine di ciò a cui tende lo spirito di una società. Questa ricerca costruisce la Storia la quale non è una semplice sequenza di avvenimenti ma è, appunto, lo sbocciare delle istanze interiori del sistema umano.

Quello che è il comune sentire sulla “vittoria” dell’Occidente è un riflesso di questa analisi.

Quest’ultima, a parte che è stata rispolverata dai pensatori dell’800, è figlia della caduta del muro e, purtroppo per noi, non è corretta perchè è una visione concettuale necessariamente limitata come tutte le visioni umane.

E gli avvenimenti successivi difatti l’hanno smentita.

I regimi ancora esistono. Il primo è quello con coinvolge 1/5 della popolazione mondiale, quello cinese, e gode di ottima salute e anche ora influenza pesantemente l’occidente, e stavolta anche i suoi mercati, grazie al suo sistema di produzione schiavistico.

Un altro sistema sociale è quello basato sui valori religiosi, Il mondo Islamico ne è un gigantesco esempio, sempre come numeri parliamo di 1/6 del mondo, e stà proponendo dei modelli sociali molto diversi dai nostri. Ne “L’economia canaglia” Loretta Napoleoni parla molto della finanza mussulmana e, a quanto sembra, ne vedremo delle belle.

Per non parlare dell’India (1/6 del mondo) e di quanto i tradizionali valori di quella cività modificheranno la parte di cultura ereditata dall’Inghilterra, oppure del continente Africano dove ancora siamo a “carissimo amico”.

Oggi non è più come 50 anni fa, oggi siamo tutti interconnessi e le nostre vite sono tutte intrecciate e i numeri sono questi.

Ma il sistema occidentale è anche qualcosa di difficilmente definibile perchè dovrà essere riveduto e corretto non sappiamo quante volte.

Esso ha una intrinseca debolezza di valori poichè il primo fra tutti è il denaro. Quanti affari facciamo con gli stati schiavisti, tipo Cina, fregandocene dei nostri principi morali sulla democrazia ?

Il nostro sistema si basa sull’economia e sull’individualismo che, assurto a sistema generale, dovrebbe sostenere la società intera con la sua “mano invisibile” ma a prezzo di tensioni continue fra libertà e unione, fra sviluppo e sostenibilità, fra “io” e gli “altri”.

Queste tensioni non arriveranno mai ad una sintesi ma oscilleranno sempre fra i due poli, perchè così è la natura umana, ponendo però dei seri dubbi su cosa siamo e su cosa abbiamo vinto.

Saluti.

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Renato Pierin scrive:

Per Sagra3 che scrive :
Molto comodo citare solo quello che ti fa piacere.

No, è aggiungere la parte cha manca a quella che raccontate voi senza star lì a perdere tempo a contestare la vostra, la quale impregnata di odio puro com’ è ( fosse iodio farebbe anche bene ) non riceve più nulla.

Per Sagra3 che scrive :
Ma ci hai presi tutti per fessi ?

Nè più né meno di quando ascoltiamo sconsolati, più che incazzati ormai, quello che dite voi e che non si capisce se ve la state raccontando o, per l’ appunto, ci state prendendo per fessi.

Per Sagra3 che scrive :
Vorresti che ci confrontassimo alla pari con le teste cazzo berlusconiane?
Lasciaci perlomeno il ruolo di minoranza intelligente.
E goditi il premio della maggioranza di quelli come te.

E come fate a confrontarvi alla pari ? Siete minorati nel senso che siete non un’ opposizione critica sulle cose fatte e da fare, e ci sta pure che poi non ve ne vada bene una su ciò che il governo fa, perché, come dicono i ragazzi d’ oggi, avete dimenticato il cervello sul comodino : non vi serve per quello che volete fare ( figurati, non vi è utile manco quando vi serve ), perché in questa fase vi basta solamente qualche mazza politica alla Balck Block essendo lo scopo ( si potrebbe ben dire fascista ) solo quello di potere menare la mani : fisicamente, verbalmente, giornalisticamente, giudiziariamente. ‘N do cojo, cojo.

Lì a sinistra siete quasi tutti così.
E goditi il gusto di essere incluso nella maggioranza di quelli come te.
Goditi Marino e le vostre zuffe al vostro interno sulle sue pesanti, ma per altri versi lampanti ( e nelle sostanza vecchie, evidenti nonchè accecanti, trite e ritrite ) dichiarazioni.
Non c’ è più Mago Berlino(guer).

Per quanto riguarda la vostra supponenza ( “ lasciaci perlomeno il ruolo di … intelligente.” : ahahahah, buona questa “ ha faattoo la baattuutaa ) estrapolo un pezzettino di post che un’ interlocutore di sinistra, credo un laureato in filosofia, ha fatto in un altro forum :

“ … auspico che si arrivi un giorno al diritto di voto ” certificato “, nel quale il cittadino deve dimostrare la ” capacità di comprensione ” del vivere in una dimensione sociale. Una patente di maturità sociale, nella quale includere lo studio e la conoscenza delle dinamiche del vivere collettivo ( e/o globale) . Allora si che la sophocrazia mi garantisce la scelta di persone degne, fatta però da un popolo degno “.

Al che gli ho risposto :

“ Non so su quale pianeta, ma se anche sul nostro ci fosse uno spiraglio per una simile possibilità straquoto in pieno.
Sarebbe come dire che toglieremmo alle èlite l’ enorme portafoglio di ricchezza rappresentato dalla massa critica delle masse orientabili, manipolabili e manovrabili che non supererebbero evidentemente l’ esame sulla ” capacità di comprensione ” del vivere in una dimensione sociale più ampia dei propri personali appetiti.
Una politica di Orazi contro Curiazi, di Berlusconi e il suo entourage contro Franceschiello e il suo caravanserraglio ?
Tolte le masse manipolabili resterebbe un po’ di elettorato di centrodestra che voterebbe Silvio, mentre a sinistra tutti quelli che avessero superato la patente sarebbero ovviamente, per natura loro, tutti tra gli eletti mentre i loro reali elettori, essendo anche le loro masse escluse dal voto visto che pure nessuno dei loro avrà superato l’ esame sulla ” capacità di comprensione ” del vivere in una dimensione sociale più ampia dei propri personali appetiti, saranno zero.
Sai che bello vedere gli intelligentoni di sinistra in guerra fratricida per decidere chi, allo scopo di impossessarsi della borsa, dovrebbe fare l’ elettore e chi l’ eletto, visto che si ritengono tutti degli eletti per elezione naturale ? AHAHAHAHAH.

Risposta dell’ interlocutore filosofo :

“ Nulla da eccepire. La tua analisi è spietata ma sincera. Il limite terrificante della sinistra è sempre stato quello di una intellighenzia snob e vagamente stronza, in perenne competizione per un posto di comando. In effetti l’ elettore di centrodestra è più disciplinato e più aduso al rispetto gerarchico, raramente preso dal complesso del ” narcisismo del comando ” tipico degli odiati cugini.
Tuttavia mi sento di auspicare che nella nuova e selezionata classe votante venga finalmente superato anche lo scoglio delle contrapposizioni ideologiche, a vantaggio di una unitarietà di obiettivi che porti benefici diffusi ( oligarchia sofocratica per un reale progresso popolare insomma ) “.

Vallo s dire a tutti … voi … Dell’ altra parte … “ vagamente stronzi “.
Oh, mica l’ ho detto io eh ? L’ ha detto il filosofo !

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skybest scrive:

Grande Renato. Grazie

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Gianluca scrive:

Ho letto che in molti mi avete rimproverato che nell’informazione chi svolge un ruolo primario è la TV e che quindi il mio commentare chè un discorso complesso e non approfondirlo E’ STATO COME VOLER SCAPPARE DALL’EVIDENZA DEL NON VOLER AMMETTERE DEL DOMINIO BERLUSCONIANO.

Niente di tutto questo, sull’argomento giornali ho linkati dei dati QUINDI NON HO DETTO NULLA, mi sono limitato esclusivamente a riportare dei fatti EVIDENZIANDO CHE I LETTORI del Giornale più quelli di Libero in totale fanno 1/3 di quelli della Repubblica, questo è un FATTO basato su dati reali, NON INTERPRETABILI.

Partendo da questo dato INCONTESTABILE, che dimostra chiaramente come sui quotidiani non esiste un probema Berlusconi anzi il problema semmai è inverso, ritenevo il discorso da fare sulla TV assai più complicato. Ma visto che in molti mi avete fatto notare che la TV ha un ruolo decisivo ed ho letto molti pareri che non condivido, mi soffermerò ad approfondire la questione.

Il principale problema riguardo la TV (per questo ho parlato di discorso complesso) è definire prima di tutto quali sono le trasmissioni politiche, poi vedere di trovare una uniformità di giudizio. Andiamo nel dettaglio. Sulla RAI come ho già scritto in precedenza è indubbio che sono orientate a seconda del governo in essere, con la 3 rete comunque sempre orientata a sinistra. Sui canali mediaset solo l’informazione del TG4 è orientata, la sette mi sembra il canale migliore equidistante.

Sulle trasmissioni politiche bisognerebbe (tipo porta a porta, matrix ecc.) avere un uniformità di giudizio e convergere sul dire che quella trasmissione e filo berlusconiana e quella no e già qui molto si complica anche se penso che Anno Zero e Ballarò MI SEMBRANO ABBASTANZA SCHIERATE E NON CERTO A FAVORE DI BERLUSCONI poi in molti etichettano vespa con il suo porta a porta filo Berlusconiano e pur non vedendo lo stesso tipo di faziosità di Anno Zero e Ballarò a volte posso essere d’accordo ma per chiudere il discorso e NON PARLARE DI FUFFA bisognerebbe avere i dati degli spettatori per trasmissione (non dello share) sommarli e sopratutto avere convergenze nel giudicare se una trasmisisone E’ SCHIERATA E DOVE E’ SCHIERATA. Non pensate sia complicato arrivare ad una conclusione condivisa? E’ per questo che ho parlato di discorso complesso e comunque ritengo che IL DIVARIO DA VOI CITATO E’ DATO PER CERTO E’ ASSOLUTAMENTE INESISTENTE.

Gianluca Micarelli

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Mirror scrive:

Gentile onorevole, certo che resto a combattere seppur con le mie modeste armi. In questa battaglia culturale lei non è solo, vedrà saremo sempre di più. La abbraccio. Mirror

GUZZ – Anch’io penso che possiamo farcela. Ricambio di cuore l’abbraccio.

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RiccardoP scrive:

Mi sa che mi gioco la pace con molti, ma in un confronto onesto e sincero non si possono sottacere pensieri ed impressioni, quando per un qualche motivo salta la usuale calma.
Questo governo di centrodestra è la cosa più barbara che l’Italia sopporta dalla sua liberazione dal nazifascimo, e chi non vuole vederlo per amore di bandiera o di fede o di uomo, sappia che è responsabile, parimenti alla sua classe dirigenti, dei disastri che si verificheranno.
Mi sono rotto i maroni di cercare il positivo nelle persone e negli atti, non ne trovo, magari solo perché semplicemente non ci sono, l’ultima sullo scudo fiscale tombale, in aggiunta alla class action non retroattiva (Tanzi ringrazia) toglie ogni dubbio su per cosa e per chi lavora questo governo, pertanto mi scuserete la semplicità delle argomentazione e la forma non da simposio, ma quando è troppo è troppo.
Il sig. B non è l’uomo della provvidenza forse della sua sicuramente, ma è semplicemente il prodotto dell’incontro tra la necessità di avere protezioni politico-economiche che interagiscono con l’opportunità offerta, ai suoi tempi, dalla P2, con gli interessi mai dismessi del vecchio CAF, coniugati ad un grande narcisismo personale, il tutto innestato sinergicamente e perfettamente col sistema economico malato di torbidezza di questo Paese, nulla di più del risultato che si ottiene quando l’economia si sostituisce alla politica mettendola in subordine.
Questo è un Paese dove non sarà mai fatta una qualsiasi riforma che vada contro questo equilibrio, semplicemente perché non esiste l’interesse per farlo, negli ultimi tempi abbiamo aggiunto il surplus della psichiatria del suo massimo esponente, aggiungendo il ridicolo al danno.
Nessuna riforma del sistema fiscale è stata fatta né si farà, solo condoni, le tasse non sono aumentate solo per chi non le ha mai pagate, (datemi la possibilità di evaderle e poi condonarle anche a me, magari lo voto) ma questo non accadrà mai, perché la ritenuta alla fonte è e deve rimane la trave portante del sistema contributivo, deve esistere, è indispensabile, una parte che paga anche per chi evade in parte o in toto, 16 punti di PIL in evasione fiscale, se si pensa che l’intero sistema pensionistico equivale a 14 punti, sono una mostruosità che ha un solo significato, qualunque governo lo permetta è un governo connivente e criminale.
Non ho visto né letto di nessuna riforma strutturale sull’ambiente e le energie rinnovabili, a meno che non sia riforma considerare il ritorno al nucleare con i progetti francesi delle vecchi Phoenix, tutto il mondo civile abbandona il nucleare (Obama docet visto che ora è un adottato anche dal C.D), non solo per la sua pericolosità o per la percentuale di efficienza di produzione di energia, ma principalmente per gli enormi problemi di stoccaggio del suo combustibile, che diverrà eredità pesantissima, economica e ambientale, per le generazioni a venire, ma a noi che ci frega, sarà un mercato bellissimo come quello dei rifiuti, anzi di più.
Vedremo a breve l’ubicazione dei siti, il Governo ne ha annunciato le dislocazioni, sia delle centrali che dello stoccaggio, chi abita vicino Arcore di sicuro dormirà tranquillo, forse meno una parte di sardi, (a dire la verità è stata ventilata l’ipotesi anche di una centrale in un’isola Toscana quale la Capraia o Pianosa, fosse vero mi sa che la Lega diverrebbe una bocciofila, dopo le conseguenze dell’incazzatura dei Toscani), di contro la Spagna intanto sperimenta il progetto Archimede Italianissimo e con ottimi risultati, del resto Rubbia, premio Nobel, è stato sollevato da capo dell’Enea per aver criticato lo stato della ricerca in Italia con uno degli ultimi atti del penultimo governo B. 23 aprile 2005, ma tanto l’emorragia di cervelli verso l’estero non è più suturabile, e l’Italia grazie alla formidabile incentivazione per la ricerca di madame Germini perde uomini e idee a ritmi da record, l’unico treno per rialzare l’economia e vabbè ci daremo al formaggio invece che alle biotecnologie.
Le pari opportunità sono imbarazzanti da menzionare al pari del suo ministro, in virtù anche e non solo, dei messaggi dei media (non conta la tresmissione specifica ed il suo share ma la ripetizione del messaggio da Uomini e donne al grande fratello etc) tutti rigorosamente di stampo “ nazionalcomunista”, la condizione femminile è arretrata di una ventina d’ anni, c’era più parità uomo/donna negli anni 80 come opportunità è dignità di adesso, oggi la punta più avanzata di modernità della condizione femminile è costituita dalla chirurgia plastica, ed anche negli uomini, perché gli esempi hanno un senso e non sono solo fatti privati, cresce la necessità di giovinezza a tutti i costi, e del valore tutto maschio di quante più te ne fai più sei figo, a questo riguardo commenti femminili, letti su giornali comunisti tipo libero o il giornale, magnificano tale pratica di mascolinità, in un mondo rovescio dove l’anomalia è ormai norma, il paragone è ormai il conosciutissimo caso Sircana, in pratica con un filosofico “vuoi mettere il nostro che va a donne mentre quell’altro a trans”, non c’è storia .
Gli unici interventi sulla giustizia fatti finora, hanno carattere esclusivamente ad personam, o, con modi volutamente gretti e unilaterali, col preciso intento dello smantellamento del sistema attuale che pur nelle sue imperfezioni e necessarie correzioni, è comunque ed ancora, non dimentichiamolo, uno dei tre pilastri fondamentali della Repubblica Democratica, come la Costituzione del resto, sempre più una vergine in un mondo di allupati.
Sulla sicurezza siamo alla schizofrenia bipolare, (la sicurezza è un problema serio ma proprio serio) quindi da una parte si soffia sul vento della paura e dall’altro si riducono i finanziamenti per le forze dello Stato preposte alla sua garanzia (Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri), demandandone la soluzione
alle ronde, finalmente Lega e vecchi nostalgici potranno riavere un acconcio abbigliamento in forme e colori riconoscibili.
Circa il Federalismo fiscale, ancora devo capirne non solo il significato vero ma anche i suoi tempi di attuazione, sarebbe importante capire quali saranno i nuovi equilibri tra nord, sud e meridione, in caso di sua vera attuazione, stiamo attenti a questo non trascurabile particolare, perché il pari trattamento dei cittadini è la base della indispensabile concordia sociale, pertanto sarebbe interessante valutare che potrà succedere, in campi come la sanità, viabilità e manutenzione ordinaria, quando ogni Regione dovrà finanziare i servizi in base alla sua fiscalità.
Lotta alle mafie, qui siamo sul duro, la percentuale maggiore di pendenze verso la giustizia dei parlamentari e senatori con carichi pendenti del centrodestra, ha questa connotazione comune, lo stesso braccio destro di mr. B è addirittura già condannato in primo grado per concorso esterno, ma ormai è tutto talmente normale che nessuno ci fa più caso.
Meno male che l’informazione è tutta dell’opposizione e la stampa pure, il Partito democratico ha Rai 1 e Rai 2, l’IDV ha Rete 4, Sinistra critica Canale 5, l’UDC Italia Uno e ci fa le soap sui Casini e Cuffaro, mentre al PDL è rimasta solo RAI 3 e nemmeno tutta, chissà che fine farà quel poveraccio di Vespa sempre così critico e avvelenato con questo palazzinaro che in fondo gli vuole anche bene.
La crisi poi è psicologica e meno male, spero lo rimanga anche verso Settembre quando scadranno la maggior parte delle casse integrazioni e non saranno rinnovati i contratti dei precari della scuola, una sciocchezza, basta un supercalifragilistichespiralidoso.
Il governo del fare è fuffa cari signori, apparenza iperattiva, un mulinellare di braccia, come lo è stato per Alitalia, di cui nessuno più parla, mentre si dovrebbe visto gli squallidi risultati, dei treni Eurostar tinti di rosso e diventati AV, della monnezza finita nelle discariche dichiarate da altri abusive e pericolose ed ora diventate legali e sotto controllo militare e non solo, delle residenze private diventate di Stato e via dicendo.
Se questo G8 fosse andato male sarebbe stato un danno per l’Italia, e l’Italia ha dato retta al Capo dello Stato placando giustamente le polemiche durante lo svolgimento di questo rito, i cui risultati non sono mai ben chiari, ma che nessuno pensi che fare l’anfitrione per 2 giorni cancelli passato, presente e futuro.
Ci sono però delle positività e vanno riconosciute, una di queste è l’aver prima sdoganato e poi disciolto Alleanza Nazionale, diluendola in una destra senza più ideologia e identità, regalandole il predominio della mediocrità, un’ altra quella di tenere a freno, pur cedendo a qualche ricatto la Lega, contenendone in parte le spinte xenofobe e separatiste, e non ultimo, tanto per alleggerire, la visone continua e gradevole di tanta bella figa, mica cotiche.
Ho letto uno slogan che mi aveva fatto inizialmente ridere, “Se vuoi che nulla cambi VOTA”, inizio a pensarci sopra.

Riccardo.

Ps.
Mi rendo conto di essere stato superficiale per problemi di spazio e di capacità, ogni critica è ben accetta, amo questo Paese, pertanto sapere di sbagliare sarebbe più gratificante dell’ avere ragione.

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skybest scrive:

Preg.mo Sig. Riccardo, forse la analisi che Lei fa della situazione italiana potrebbe anche rispecchiare la realtà e la verità di fatti incontrovertibili anche se, per quanto mi riguarda, ritengo le sue sicurezze, le sue verità e le sue convinzioni un tantino esagerate e tecnicamente non rispondenti a verità in quanto non può essere possibile che statisticamente tutto sia sbagliato e che tutti i componeti il Governo ed i suoi elettori si possano comportare malevolmente da consapevoli imbecilli incalliti. Se Lei comunque fosse profondamente convinto di quanto asserisce potrebbe fare due cose: 1) presentarsi alle prossime politiche, (che, ovviamente, visto l’attuale buon governo, saranno ancora appannaggio della attuale maggioranza) otterrebbe, credo, molti consensi con il suo , e potrebbe sedere alla Camera od al Senato vicino ad altri amici già eletti a sparare bugie, parolacce, insulti ed improperi verso la parte avversaria cercando di ribaltare in tal modo il democratico responso delle urne.
2) Potrebbe, invece, deluso ed amareggiato da questa , comprare un bel biglietto “low cost” di sola andata e trasferirsi in qualche paradiso, politicamente consono alle sue desiderata, ove potrebbe dimenticare in breve le amarezze e le brutture di questa nostra situazione. Se poi mi farà sapere dove si recherà verrò volentieri a trovarLa.
Virtus Domat Sidera

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RiccardoP scrive:

Tra i tanti modi che aveva di rispondermi, uno tra tutti contestare con le sue verità le mie non verità, opponendo fatti concreti al mio nulla critico ha scelto ovviamente il più imbecille.
Ha solo criticato me come persona e non quanto ho detto, dandomi purtroppo prova che non ha strumenti oggettivi per farlo.

Riccardo

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Gianluca scrive:

Diciamo che hai fatto un bel fritto misto. Ogni argomento avrebbe bisogno di approfondimenti dopo il quale sarebbe anche complicato arrivare ad una conclusione condivisa visto che molte cose sono opinabili. Vado al sodo, caro Roberto ho sempre detto è pensato che il problema vero sono gli italiani, io e te insieme alla maggiorparte dei ns concittadini.

Cerco di spiegarmi, Berlusconi da persona in cerca di consensi ed attenta PURTROPPO ai sondaggi (modo di fare ed interpretare la politica assurdo) NON FARA’ MAI LEGGI O RIFORME CHE POTREBBERO CREARE GRAVI PROTESTE O COMUNQUE FAR DIMINUIRE IL SUO GRADIMENTO.

Per questo i suoi governi non hanno mai leggiferato dove avrebbe dovuto. Ha lasciato fare le liberalizzazioni a Bersani, sulle pensioni NON E’ MAI INTERVENUTO COME DOVREBBE, sulla giustizia lasciamo stare attento solo alle legge ad personam, sul federalismo andiamo a rilento come se volesse far vedere a Bossi che sta rispettando i patti ma i tempi diventano sempre più lunghi, caro Roberto in Italia i problemi sono trasversali e non come sembri scrivere, ci sono migliaia di dipendenti pubblici CHE CERTO PAGANO LE TASSE PERCHE’ COSTRETTI ma completamente inutili perchè assunti per giochi clientelari ed altri invece che lavorano per 4, poi ci sono imprenditori o piccoli commercianti tra cui ci sono quelli che evadono le tasse ma allo stesso tempo molti non hanno neanche il tempo d’andare al bagno, quindi ritengo stupido generalizzare Roberto. In Italia il problema non è creato da una particolare categoria, non cadere in questo giochino dove il potere cerca di metterci contro l’un l’altro.

In questo Berlusconi è una chiavica, non vuole perdere consensi e SONO CERTO CHE NON FARA’ MAI QUALCOSA CHE POSSA TOGLIERLI VOTI, è un uomo abituato agli share, ai sondaggi, e con l’immaggine ha costruito il suo successo. Purtroppo l’Italia ha bisogno di una dura raddrizzata, ha bisogno di una giustizia civile e penale veloce che non permette quello che succede da decenni ad oggi, ha bisogno di RIFORME VERE E FORTI E VELOCI che non guardino in faccia nessuno. Prova in 3 anni in Italia a levare tutti i diritti acquisiti di persone che sono zavorra per il paese E VEDRAI CHE SUCCEDEREBBE, prova a far pagare le tasse a tutti, prova a cacciare a pedate nel culo tutti coloro che nel pubblico NON SERVONO A NULLA, i consensi andrebbero a rotoli.

Riguardo questo penso che solo un governo di unità nazionale potrebbe costruire le fondamenta PER UN ITALIA NUOVA in quanto le coalizioni più importanti hanno paura di non poter riformare realmente il paese. Dopo anni dove sono stati attenti alle stronzate, dove pensavano all’auto conservazione del proprio potere, dove pensavano e continuavano a fare le stesse cose del pre tangentopoli con collusioni e malaffare con la malavita ed i grandi gruppi imprenditoriali ora l’Italia sta cadendo a pezzi. Anche molti di voi sempre concentrati su Berlusconi non vi siete accorti in quale stato siamo precipitati e non certo per colpa di Berlusconi, sicuramente è un complice come lo sono tutti i politici che ricalcano la scena politica dal 90 in poi.

Di contro caro Roberto, Berlusconi è inappuntabile dove deve fare qualcosa che gli fa aumentare i consensi a dismisura, l’organizzazione del G8 docet, ma anche nella ricostruzione dell’Aquila sono convinto che farà cose mai viste (il tempo dirà se ho visto giusto), su Napoli ha fatto quello che non sono riusciti a fare altri nonostante in molti si sforzino a dire che nulla è cambiato, nelle infrastrutture nonostante tutte le lentezze burocratiche Italiane sono convinto che qualche traccia importante la lascerà, anche nel gioco assai sottile delle alleanze all’interno del governo è molto abile non dimentichiamoci che il suo ultimo governo E’ RIMASTO IN CARICA PER L’INTERO MANDATO, quasi un miracolo in Italia. In queste cose piaccia o no è molto bravo.

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Jakob.Sprenger scrive:

Patton scrive:
11 Luglio 2009 alle 11:13

“Poca voglia di lavorare”:

che bella frase razzista, complimenti Patton.

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Patton scrive:

Inquisitore da strapazzo,
il razzismo è un pregiudizio. Invece il mio è un post-giudizio. E tu lo sai benissimo: da anni io studio la civiltà araba e passo tutte le mie — poche e sudate — vacanze in Maghreb o in Medio Oriente.

Il disprezzo del lavoro è tipico di tutte le società signorili. Credo anzi che la civiltà greco-ellenistica sia stata progressivamente cancellata da quella araba proprio perché, a parita di disprezzo del lavoro, i possidenti greci si ponevano troppi dubbi sulla giustezza di un simile atteggiamento. Mentre gli arabi non hanno mai dubitato del fatto che i veri uomini comandano il lavoro altrui — a cominciare da quello delle donne di casa.

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sagra3 scrive:

povero Patton

“Il disprezzo del lavoro è tipico di tutte le società signorili. Credo anzi che la civiltà greco-ellenistica sia stata progressivamente cancellata da quella araba proprio perché, a parita di disprezzo del lavoro, i possidenti greci si ponevano troppi dubbi sulla giustezza di un simile atteggiamento. Mentre gli arabi non hanno mai dubitato del fatto che i veri uomini comandano il lavoro altrui — a cominciare da quello delle donne di casa.”

Ma che caspita ci vai a fare in certi posti, se poi non capisci una beneamata mazza?

Con il tuo ragionamento caprino, gli Ebrei osservanti sarebbero degli sfaticati perché si rifiutano di violare il precetto di “Shabbat”.

I precetti religiosi sono una cosa.
La voglia di lavorare è un’altra cosa.

Hai le idee parecchio confuse.

Vai a perdere il tuo tempo in posti meno impegnativi, che spenderai sicuramente meglio le tue vacanze.

Sagra

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brambilla scrive:

Jakob.Sprenger scrive:
13 Luglio 2009 alle 04:21

Patton scrive:
11 Luglio 2009 alle 11:13

“Poca voglia di lavorare”:

che bella frase razzista, complimenti Patton.

Perchè razzista? Caso mai non vera, ma perchè razzista?

E’ razzismo dire che i bergamaschi sono gran lavoratori?
Guarda che è la stessa cosa che dire che altri lo sono meno.

Io questo divieto ipocrita di essere sempre politicamente corretti a danno di un corretto parlar chiaro non lo sopporto.

E comunque caro Asili, ma insomma, Patton dice tante di quelle cazzate, e tu me lo vai a riprendere quando ne dice una giusta o comunque verosimile? Questo si che è pregiudizio!

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Patton scrive:

Brambilla,
l’espressione “poca voglia di lavorare”, tolta dal suo contesto, può suonare davvero offensiva. Il suo contesto era una domanda di Lémery, persona evidentemente molto colta ed ex-ministro (così lo definì Guzzanti un anno fa), del quale si può senz’altro presumere abbia visitato alcuni paesi arabi e gli sia nota la loro scarsa produttività, e al quale io rispondevo in modo telegrafico e confidenziale. Insomma. la mia risposta presupponeva una conoscenza discreta dell’argomeno, almeno del fatto che l’unico lavoro veramente lodato dal Profeta è quello del razziatore-mercante-mediatore, che si appropria con le buone o con le cattive di beni prodotti da altri e poi li vende a caro prezzo al miglior offerente.

Tu ha tolto dal contesto la mia frase, esattamente come ha fatto Asili. Con la differenza che lui l’ha fatto per fanatismo ideologico, perché “è più forte di lui”, mentre tu l’hai fatto perché hai… poca voglia di lavorare (parlo del lavoro intellettuale che si manifesta qui nel blog, beninteso).

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Jakob.Sprenger scrive:

“…grande azienda di difesa e sicurezza Raytheon”:

così grande, infatti, che insieme ad altre aziende dello stesso settore tiene in scacco (o per le palle, se preferite) i membri del Congresso americano e quindi tutto il Paese: infatti le industrie militari americane hanno fabbriche dislocate pressochè in tutti gli Stati dell’Unione, che danno lavoro ad un sacco di gente, e perciò praticamente nessun deputato, nemmeno il più antimilitarista, osa mai proporre una significativa riduzione delle spese militari, per evitare lo spauracchio ricattatorio del licenziamento (usato spesso da quelle aziende proprio per conservare gli ingenti finanziamenti governativi a loro favore) ed il probabile conseguente calo di voti nelle elezioni locali.

(Fonte: “Current Doc: Why We Fight – I Segreti delle Guerre”:

http://current.com/items/89958852_current-doc-why-we-fight-i-segreti-delle-guerre.htm

http://www.youtube.com/watch?v=Xm1B7×5JZfE

http://www.sonyclassics.com/whywefight/ )

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lancillotto scrive:

Sono completamente d’accordo con Riccardo P. Aggiungo che la cosa peggiore di questo governo è il ritorno al nucleare. La mia pervisione è che le scorie saranno stoccate tutte al sud. Il governo è un governo del nord principalmente e chi vive nelle zone care a bossi e a Berlusconi può star tranquillo. Al sud i cittadini si ribelleranno ma al sud sono tutti incivili, come verrà ricordato e, quindi , le loro proteste non avranno credito.

Che il PDL sia un problema di educazione civica, più della lega, l’ho scritto più volte, l’ho scritto sempre. Denunciare lo scarso civismo che ci fa eleggere a campioni nazionali dei Silvi Berlusconi non ci deve mica indurre a vivere facendo finta che le cose vadano bene come se tutto fosse normale. La nostra democrazia è malata perchè noi siamo malati di inciviltà. Denunciare questo fa parte del gioco. Se qualcuno se la prende non me frega niente, in fondo sono adulti e responsabili e devono responsabilmente subire l’accusa di
incivlità, visto che hanno fatto scelte libere e consapevoli.

Aspetto sempre che mi si spieghi come fare a diffondere in Italia una cultura liberale e a far sapere al popolo le politiche sbagliate e ILLIBERALI di questo governo quando la percezione collettiva (cioè l’immaginario, l’opinione) è modellata dai mezzi di comunicazione, particolarmente dalle televisioni, che entrano molto più capillarmente dei giornali nelle case degli italiani, anche e soprattutto i meno istruiti, e la cui proprietà è maggioritariamente dello stesso presidente del consiglio. Non mi illudo, la spiegazione non ci sarà. Guarda caso.

A dispetto dei distributori automatici di etichette non sono qui a difendere l’Espresso di cui non me ne frega niente, ma mi sembra che qui sparate gli obici più pesanti contro Repubblica, che mi va anche bene, ma attenuate i calibri, fino a dire in qualche caso che non esiste il problema, contro la formidabile proprietà
mediatica del presidente berlusconi. Se di questo si tratta, scordatevi di ottenere qualunque cosa. Il popolo, quello dei grandi numeri, quello che fa vincere le elezioni, non si accorgerà nemmeno della vostra esistenza, perchè le TV di Stato (RAI e Mediaset) provvederanno a oscurarvi al momento giusto. Vi rimarranno solo poche apparizioni di nicchia (il che è come dire oscurarvi). Ma con le nicchie non si vincono le elezioni. Andrà così e voi lo sapete. Libertà è verità, come scrivono i grandi uomini.

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Patton scrive:

Lancillotto,
il problema è l’ignoranza (e preseunzione) tua, non quella del PdL-Lega. Volere o volare, viviamo in una democrazia a suffragio universale. Se non ti piace, trovatene una a suffraggio ristretto. E quando l’hai trovata, restaci.

Nel cosiddetto quindicennio berlusconiano, dominato dalla cosiddetta strapotenza mediatica del Caimano, la sinistra governò con Scalfaro & Dini per un anno e mezzo, poi vinse due volte le elezioni: quindi avrebbe potuto governare per ben 11 anni e 1/2 su 15. Con tutti i crismi delle istituzioni democratiche e/o del suffragio universale.

Per colpa di chi non l’ha fatto? Per colpa della strapotenza mediatica del Caimano? Ma valla a raccontare a tuo nonno!

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Patton scrive:

PS: E, di fatto, la sinistra ha governato per 8 e 1/2 su 15.
Come il film di Fellini. Ma era solo una Prova d’orchestra.

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lancillotto scrive:

Lei Patton di comunicazione NON CAPISCE un tubo. E tanto per cambiare non è in grado di controbattere con argomentazioni. E’ inutile precisarle alcunchè. Sarebbe inutile. Quello che lei dice non contraddice ma conferma quanto scrivo. E il bello è che non se ne rende nemmeno conto. Poveretto lei. Come si dice in latino?

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Patton scrive:

prof. Lancillotto,
tu capisci soltanto un discorso, sempre lo stesso da sessant’anni: che la sinistra perde perché non ha eliminato la l’indrottinamento mediatico del Caimano con una legge ad personam contro SB: una qualsiasi, pur di eliminarlo dalla contesa elettorale. E’ lo stesso discorso che fanno i sinistri da sessant’anni, quando lamentavano l’indottrinameto del popolo bue da parte dei preti, del Vaticano, della CIA, ecc ecc.

MA NON SIETE ANCORA STUFI DI PIANGERVI ADDOSSO?

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Patton scrive:

PS In latino si dice: vos plorate sicut vituli (de sinistra, of cors)

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lancillotto scrive:

Ma Patton io non sono del parere che bisogna fare una legge per eliminare il conflitto di interessi politco-mediatico per eliminare berlusconi. Tutto questo è frutto solo della sua fantasia. Se fossi permaloso le darei del bugiardo. Ma io sono un signore e so benissimo che qui stiamo a scriverci per provocarci discutere e dire quel che pensiamo senza tanti o troppi fronzoli. E quindi chi se frega se mi attribuisce pensieri che non ho mai espresso.

Le rispondo: io non la penso come dice. E l’ho scritto più volte.

Io credo che il sistema immuitario della democrazia è il senso civico dei cittadini e proprio qsto senso civico avrebbe dovuto proteggere la democrazia dal consegnarla nelle mani di qualcuno che oltre al potere politco concentra su sè il potere mediatico più potente esistente al momento, cioè le televisioni (per non parlare degli interessi economici ), con la possibilità di influenzare a proprio piacimento l’ingrediente principale di ogni democrazia: l’opinione pubblica. E con le TV, in Italia, contrariamente a quel che pensa Gianluca, si fa in maniera molto più pervasiva ed efficace che con i giornali.

In alternativa, solo berlusconi, se fosse stato un uomo di stato, avrebbe risolto da solo e in modo crredibile il suo conflitto di interessi. Io sono amareggiato perchè noi italiani abbiamo dato prova di scarso senso civico e accuso berlusconi di non avere il senso dello stato che la sua carica e le sue ambizioni esigono, dimostrando così che la sua discesa in campo è avvenuta solo per tornaconto personale.

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Patton scrive:

Lancillotto,
la democrazia parlamentare italiana è già ultra-immunizzata dal fatto che il popolo sovrano delega completamente il proprio potere al Parlamento, dal fatto che il Governo è controllato dal Parlamento, dalla Presidenza della R., dalla Consulta…, la quale boccerà il lodo Alfano perché contraddice tutte le Leggi Costituzionali promulgate dal Parlamento, negli anni 63-67 (centro-sinistra) e 89-93 (”Mani Pulite”).

Il problema deriva oggi dal fatto che non esiste più l’opposizione; né esiste l’INFORMAZIONE, sostituita da gossip e insinuazioni, cioè sostituita dalla COMUNICAZIONE (come ha sempre detto Guzzanti). Su questo piano, la sinistra può anche scatenare una lucrosa “campagna”, ma Berlusconi vincerà sempre la guerra.

 
lancillotto scrive:

Patton,
mi ha ricordato cosa diceva Carmelo Bene, ormai 20 anni fa forse, citando J. Derrida:

“la stampa informa i fatti ma non informa sui fatti. I fatti non esistono. Esiste solo il convincimento generato da chi informa i fatti. Auspico libertà dalla stampa, ma non libertà di stampa”

Se lo trovo su you tube incollo il link.

 

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maccarti scrive:

Ah, l’America!

Letto il violento articolo del direttore, subito abbiamo parlato male dell’Italia e, senza calunniarla, ne abbiamo sottolineato alcuni difetti.
La mia, la nostra buona azione quotidiana è stata portata a termine, insomma.

L’italiano medio – quello, beninteso! affrancato da padroni, quello che pensa con la propria testa, quello che “rusca” per campare – sa che il Paese è corrotto.
Lo constata ogni giorno de visu; e da lungo tempo se, oltre a una memoria di ferro, ha studiato pure la storia.
Nè si pèrita di dirlo, che il proprio Paese è corrotto. Ad alta voce, possibilmente. E davanti a tutti.

Non so se ciò sia giusto, sia indice di maturità o di provincialismo, di vis autodistruttiva o di onestà intellettuale. O se si tratti di malvezzo puro e puto.
So che negli USA questo non si fa.

Pertanto, mi domando se gli USA siano un Paese modello (sicuramente lo è per i convertiti, quelli cioè che americani lo sono diventati. Perché i convertiti, si sa, sono sempre i piú integralisti).

Negli USA c’è una cosa che in Italia manca: il senso dello Stato, come qualcuno qui ci ha rammentato.
Su questo c’è poco da strologare.
Come poco da strologare c’è sul fatto che l’opinione pubblica è rispettata perché temuta.

L’americano medio (quello, per capirci, che tribola a scrivere correttamente la propria lingua, nonostante un Master Degree in tasca) non si sognerebbe mai di criticare pesantemente il proprio Paese.
Talvolta ne ignora i difetti. E se li conosce, li accetta.
E’ un ottimista, l’americano medio.
Attacca, accusa, “impiccimenta” il proprio Presidente se ci sono i presupposti, talvolta lo ammazza.
Mai, però, si sognerebbe di mettere alla berlina il Paese in cui vive, né chi lo governa, o la bandiera, l’inno nazionale.
L’americano (meglio sarebbe dire: lo statunitense) è fatto cosí. Ha fede.

E dunque è meglio o peggio dell’italiano?

Non lo so.
Sicuramente è piú patriottico.
Sicuramente – pure questo va detto – si presenta un po’ marpione un po’ credulone, civile senza cultura (per parafrasare W. Benjamin), imprevedibile, piccolo borghese, affezionato alla pena capitale e a tutto ciò che è liquido.
Per niente propenso a perdonare gli errori o gli abusi di chi maneggia denaro pubblico.

Gran bella virtú, quest’ultima, che l’italiano purtroppo non ha.
O, se ce l’ha, non la esercita.

L’italiano, forse per troppo aver ereditato, troppo aver dovuto ingoiare (e anche perché è di natura un po’ europea, un po’ orientale), è sempre dubbioso, ambiguo. Lo statunitense, invece, è risoluto.
Se, però, l’italiano diventa statunitense, da oscitante si fa pure lui risoluto. E patriottico.

Ciononostante, il mio modesto parere è che gli USA non sono un modello (oggi, poi, con questi chiari di luna!).

Il cittadino statunitense è conformista, è servo dell’ideologia dominante (non prendetemi per pazzo: checché si pensi o si dica, l’ideologia è presente ovunque negli USA).
Si tratta di un’ideologia unica, coccolata e riverita da tutti.
Una verità apodittica, insomma, la cui contestazione equivarrebbe a un tradimento bell’e buono.

Il cittadino statunitense l’ha ben ingerita e digerita, l’ideologia. E davanti ad essa, senza saperlo o scientemente, si mette sull’attenti.

D’altra parte, – pensateci bene – quando mai questa ideologia è stata messa in discussione?
C’è forse mai stata negli USA una controideologia aristocratica prima, socialista poi?
In Europa sí. E pure in Italia.
Negli USA no.

E pertanto, per il novanta per cento degli statunitensi capitalismo, repubblica presidenziale (una specie di monarchia a tempo determinato) e libero mercato sono un dogma, incontestabile al pari di quello dell’esistenza di Dio, di Satana, o del fatto che gli USA sono l’ònfalo del mondo.

Certo, là non mancano coloro che pensano con la propria testa, che sanno essere critici con il proprio Paese, talvolta duri.

“Se non hai soldi, qui non sei nessuno. Ecco perché questo è un grande Paese di m…” mi diceva un professore della Texas University.
E un fraterno amico, funzionario al Dipartimento di Stato: “Questa [riferito a Washington] è una delle capitali piú corrotte del mondo”.

Ma sono in pochissimi.
E spesso li si guarda quasi che non avessero la testa a posto.
La maggior parte è conformista, ripeto.

Pensiamo alle Università di quel Paese.
Sono tra le migliori al mondo. E’ cosí, credetemi.
In quegli atenei si insegna, si studia, si ricerca, si apprende, si riconosce il merito.
Infine, il giovanotto/la giovanotta esce pronto/a per la battaglia quotidiana. E per mettersi a disposizione del Paese, o di Padre Dollaro (che poi è l’altra faccia della medaglia).

Lo statunitense medio è orgogliosissimo delle Università del proprio Paese. Non si domanda mai quante sono le Università buone.

Negli USA sono aperte circa mille Università.
Di queste mille, le buone, quelle che preparano seriamente gli studenti, sono meno di cento.

Tante, mi direte.
Su un migliaio, sottolineo.

In queste quasi cento i coltissimi doctors – soprattutto quelli i cui nonni o bisnonni odiavano gli immigrati perché corrompevano l’America – leggono i giornali (liberal, perlopiù), osservano il Paese, spesso ne comprendono il funzionamento, i lati positivi, quelli negativi. Tirano le somme.
Sempre ottimisticamente, però. Il futuro è rosa.

Sanno, per esempio, che là il lavoratore è da sempre alla mercè dell’arbitrio padronale;
che oggi, per esempio, ci sono cittadini senza casa e senza reddito, o immigrati che lavorano a due dollari l’ora e dormono nei cartoni, o Stati che tagliano quel poco di Welfare rimasto in piedi.
Ma, poiché il futuro è rosa e l’America è un grande Paese, pure questo passerà.
E’ la loro forza.

La forza di un’élite che deride Berlusconi, ma che al tempo stesso non dà peso al fatto che il dollaro ormai ha abbandonato Las Vegas e Wall Street per metter su casa a Pechino.
Il futuro è sempre rosa. Soprattutto adesso che c’è Mr Obama.

Scommettiamo che se Silvio fosse stato americano, il cittadino statunitense medio, quello conformista per intenderci, ne avrebbe fatto uno dei tanti modelli di self made man?

Mai però lo avrebbe mandato alla Casa Bianca! mi si opporrà.
D’accordo.

Neppure al posto occupato oggi da un qualsiasi Schwarzy? Sicuri?

Suerte

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brambilla scrive:

E quindi caro maccarti?
Che vuoi dire?

L’America non è meglio di noi, (e siamo daccordo) e per di più, anche dalle loro parti loro potrebbe verificarsi un fenomeno Berlusconi. E allora?

Questo non dimostra affatto che sbaglia chi deride Berlusconi.

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Manuele Bani scrive:

Chapeau, Maccarti.

Fantastico commento.

Saluti.

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holden scrive:

Non sono d’accordo, gentile sig. Maccarti: Obama è nero (oltre ad avere parenti mussulmani), Kennedy era cattolico, la Clinton donna.

Dove starebbe l’elitarismo USA?

E non sono d’accordo neppure sull’immanenza di uno spirito “idealista” della nazione americana, per la semplice ragione che, se quello spirito c’è, è quello dello dei padri fondatori, quindi basato tutto sui diritti e le libertà personali.

E una tale ideologia, a mio avviso, è una “non ideologia”, perché mai ammetterebbe la supremazia delle (astratte) idee sulla volontà e libertà della persona.

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ZoSo76 scrive:

Sa qual’è il paradosso più grande? Che fino ad un anno fa gli States erano il Paese odiato da tutti a causa dell’inquilino della casa bianca. Ora sembra un paradiso terrestre, nonostante la crisi, sempre grazie all’inquilino (cambiato) della casa bianca. Può un solo uomo cambiare completamente l’opinione che ha il mondo di un intero Paese? A quanto pare sì. Ne abbiamo esempio anche qua in Italia.
Saluti

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agiordani scrive:

Quadro tristissimo ma veritiero delle differenze USA-Italia e della nostra situazione …. poveri noi !

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agiordani scrive:

quando parlo del quadro USA-Italia mi riferisco a quanto afferma l’Onorevole …

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Gianluca scrive:

Volevo segnalare come avvengano degli scempi nel ns paese sotto gli occhi di tutti mentre noi imperterriti continuiamo a parlare d’altro ed anzi sull’argomento in questione siamo pure contenti. Pochi giorni fa a Roma è stato arrestato il presunto stupratore, operazione avvenuta sotto la spinta dell’opinione pubblica che si stava occupando con articoli di ogni genere.

Lo stesso viene accusato per il DNA compatibile, io non capisco una minchia di DNA ma se la questura oggi risponde che la compatibilità è massima SIGNIFICA CHE NON C’E’ ANCORA CERTEZZA DI NULLA!!! In caso contrario avrebbe dichiarato che con gli esami fatti e le compatibilità riscontrate c’erano certezze E NON COMPATIBILITA’ MASSIMA.

Poi vado a vedere sull’ansa il materiale sequestrato e mi viene da sorridere:

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/photostory/visualizza_new.html_1617612241.html?10

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/photostory/visualizza_new.html_1617612241.html?9

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/photostory/visualizza_new.html_1617612241.html?1

Spero sia realmente lui l’autore di certe malefatte ma la cosa che mi offende è mettere in piazza una situazione delicatissima che sarebbe giusto FAR CONOSCERE A TUTTI SOLO A CONDANNA DEFINITIVA!!! Ma se questo cristiano per tutta una serie di coincidenze poi non c’entra nulla? E’ GIA’ STATO MASSACRATO, CONDANNATO, ROVINATO PER TUTTA LA VITA.

Oggi ho letto l’intervista rilasciata dal suo avvocato che ha avuto il permesso di rendere pubblico il colloquio privato che ha avuto con il suo assistito e amico. Non mi interessa stare a fare il poliziotto e confrontarmi magari con qualcuno di voi che mi vuol far credere che è certamente colpevole, USANZA PAZZESCA, ritengo che in un apese civile quale dovrebbe essere il ns la persona è colpevole solo dopo esser stata condannata a meno che non abbia confessato o sia stata presa in fagranza di reato, il resto è fuffa.

E qui purtroppo alcuni collegamenti con l’attualità non faccio fatica a trovarli. La sinistra garantista fa a gara a sputtanarsi (grazie a Marino) definendo il problema morale gigantesco aggaciandosi al caso Bianchini visto che era un dirigente di una sezione COSA ANCOR PIU’ RIDICOLA VISTO IL GARANTISMO CHE DOVREBBE CONTRADDISTIRE QUESTA FORZA POLITICA.

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Zazen scrive:

L’Italia è un paese che è nato male ed ha continuato peggio. I liberali non sono stati in grado di fare il loro mestiere, per questo hanno proliferato fascismo e comunismo. Se si vuole salvare deve buttare via il federalismo all’acqua di rose e passare a quello vero.

Per quanto mi riguarda, da sardo, mi auguro che prima o poi i miei conterranei si sveglino e chiedano a gran voce l’indipendenza per la nostra isola: l’Appartenenza all’Italia è priva di ogni logica, basta guardare una qualsiasi cartina geografica per capirlo, oppure informarsi sulla sua storia al di lá di quello pervenutoci dalla pomposa retorica risorgimentale.

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Patton scrive:

Zazen,
Lei mi ricorda una “tragedia in due battute” che vissi a Napoli, qualche anno fa.
Scendo dal treno, prendo un taxi e comincio a chiacchierare col tassista.
A un certo punto lui mi chiede:
- Siete shtraniéro?
- No, torinese.
- Shtraniéro. — ribadisce lui.

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sagra3 scrive:

Patton

Tu mi ricordi il mio servizio militare alla Caserma Cavour, in Corso Brunelleschi 111, Torino.

“Piemunteis! Per cunt nost!”

Tragedia in una sola battuta.

Sagra

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Patton scrive:

Sagra, narcisetto,
la mia “tragedia” è di un decennio fa. Di quanti, la tua?

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sagra3 scrive:

Patton, buffoncello.

Tanto per cominciare io il militare l’ho fatto veramente, con tanto di armi leggere, medie e mortai da 81 e 120.
Il tutto con munizioni vere ed anche morti e feriti autentici.

Tu invece ti sei inventato un nome importante, ma al massimo hai giocato col cavalluccio a dondolo.

Poi vieni a chiamare narcisetto a me!

Ma vai a farti curare da Rizzitiello!

Saluti medicali da Sagra

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Patton scrive:

Ah, povero Sagra, narcisetto, adoncìno d’amor!

Alzate il volume e, meglio, mettete una buona cuffia: l’audio non è dei migliori,
ma l’interpretazione del Figaro mozartiano da parte di Josè Van Dam è straordinaria
http://it.netlog.com/go/explore/videos/videoid=it-2647218

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
sagra3 scrive:

Povero Pattoncello

quando ti toccano sul delicato, svicoli sul bel canto.

Generale da “Paese dei Campanelli”

Sagra

 

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Zazen scrive:

Patton, a parte le sue personali tragedie e traumi vari, mi sa dire quali vantaggi traggano vicendevolmente Italia e Sardegna dall’essere unite in un’unico stato? Cosa hanno in comune? quali interessi? Quale storia?
Napoli e Torino sono parte di un unico blocco peninsulare, quindi non ci vedo niente di strano nel fatto che siano parte di un unico stato.
La Sardegna è al centro del Mediterraneo occidentale, vicino a Spagna, Francia e molti paesi del nord Africa. Non è questione di cattiveria italica o incapacitá sarda, è che il rapporto non funziona. Che male ci sarebbe nel prenderne atto?
Io non auspico l’indipendenza della Sardegna perché credo in una presunta superioritá dei sardi o in qualche particolare differenza antropologica o culturale, la auspico perché la ritengo (dal punto di vista economico e culturale) la cosa migliore per i sardi e non la considero un danno per l’Italia.

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Patton scrive:

Mie tragedie e traumi, Zazen??? Ma sta scherzando?
Purtroppo no, Lei dice sul serio. E questo sarebbe senz’altro un buon motivo per dividerci.

Ora però Le racconto un aneddoto, che a Lei non farà cambiare idea, ma che mi commuove sempre.
Nell’autunno del 1973, poco dopo la tesi del “compromesso storico”, Berlinguer era a Sofia, Bulgaria.
Il KGB cercò di ucciderlo, lui scampò miracolosamente all’attentato, e il PC bulgaro gli offrì un aereo per
tornare in Italia. Berlinguer rifiutò l’offerta, andò nell’ambasciata italiana e disse che non si sarebbe
mosso di lì finché un aereo italiano non fosse venuto a prenderlo. Cossiga, che allora era sottosegretario
o giù di lì, organizzò subito il volo e fece rimpatriare suo cugino.

Questa è l’Italia, Zazen.

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ghino oscar scrive:

Vengo a sapere, da fonti mediche qualificate,che il cavaliere è stato operato di tumore alla prostata qualche anno fa. Tale operazione comporta l’impotentia coeundi(cioè l’impossibilità di trombare, per chi non conosce il latino) per il resto della vita. La cosa mal si concilia con le presunte prodezze amatorie del soggetto in questione, per la contraddizion che nol consente.Urge chiarimento. Qualcuno può rivelare l’arcano?Magari qualcuno che è stato intimo sodale del caballero, come l’on.Guzzanti?.In fondo il problema, ridotto all’essenziale, si riduce ad una semplice domanda. Insomma il cavaliere tromba o non tromba?E, già che ci siamo, se tromba, quante volte al giorno tromba?

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Patton scrive:

Iniezioni di prostaglandine

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kalevala scrive:

Caro Gianluca :

Anche a me questa storia dello stupratore di Roma non mi convince. Anch’io non capisco un tubo di DNA …si dice ottima compatibilita’ etcc. etc..; ma insomma ’sto DNA lo incastra o no ? ; e’ lo smoking gun o no ?

Non si capisce bene.

Sento un po’ di puzza di …sbatti il mostro in prima pagina.

Speriamo , a questo punto , che non sia cosi’.

Un saluto.

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Patton scrive:

Certo Kalle,
è tutto un complotto mediatico contro il Piddì, a cui partecipa in prima fila anche il medico candidato alla segreteria del Piddì…

Chi la fa, l’aspetti. Mai sentito sto proverbio?

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RiccardoP scrive:

Maccarti, duecento e poco più anni contro millenni, come puoi pensare che l’ottimismo non sia un valore?
Pensa è rimasta ottimista pure la madre delle mie figlie che vive in Italia ormai da una vita.
Ma tu hai vissuto da quelle parte o studiato da quelle parti e quanto per affermare di aver capito in vivo l’America?
Se è così allora avrai capito perchè in USA l’evasione fiscale è considerata non un reato contro lo Stato, una roba da furbetti, ma un vero furto al popolo Americano, punibile fino all’ergastolo, come avrai capito perchè si stanzia per la ricerca una cifra inimmaginabile da noi, magari proprio perchè lo sguardo è rivolto al futuro, è comunque un Paese strano su questo ti do ragione, dove la maggior parte di noi non vivrebbe se non per una breve vacanza in qualche suite a 5 stelle.
Essere “Paese”, è una necessità assoluta, una necessità che deve fare da collante per la moltitudine di differenze etniche, religiose, culturali economiche di cui si compone, se non esistesse una forte identità nazionale, veicolata dall’asilo alla casa di riposo esploderebbero in mille scheggie in pochissimo tempo.
L’America ha usato e usa la forza e la violenza (come carica vitale) per sopravvivere, è una costante in tutte le sfaccettature della società, non è abituata al macchiavellismo italico, è violenta come è giovane la sua vita, è eccessiva nei suoi difetti e nei suoi metodi di correzione dei difetti, mi sono trovato spesso a non capirne l’eccesso, e sbagliavo perchè il mio parametro di giudizio era tarato per una misura molto diversa troppo occidentale bizantina per capire veramente.
Troppi parlano degli Usa di sponda, solo perchè hanno visitato tre città del new england, pochi hanno la percezìone di quanto sia complesso e contradditorio quel Paese, ma continuano a raccontarlo come fosse loro.
Linko un articolo interessante per quanto riguarda la ricerca negli USA che potrebbe scioccare i più.
http://www.lavoce.info/articoli/-innovazione_ricerca/pagina2871.html
Caro Maccarti dimentichi un aspetto importante che spiega il perchè esiste un approccio differente tra l’Italiano ed il cittadino Americano, relativo parlare bene o male del proprio paese, oltre ad una diversa educazione civica e ad un indispensabile spirito d’identità nazionale, esiste qualcosa chiamato giornalismo con la G maiuscola, da noi le cose ce le dobbiamo dire, sembrando non patriottici e irriconoscenti, altrove vengono raccontate da chi lo deve fare di mestiere, non è una differenza da poco, certo esistono anche voci di parte, ma non voci serve.
Per finire.. No Berlusconi non sarebbe eleggibile neppure come caposcala nel Queen, forse in qualche rimasuglio di little Italy.

Riccardo.

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LPF scrive:

pfra64 scrive:
13 Luglio 2009 alle 09:16
…Ma il sistema occidentale è anche qualcosa di difficilmente definibile perchè dovrà essere riveduto e corretto non sappiamo quante volte. Esso ha una intrinseca debolezza di valori poichè il primo fra tutti è il denaro…

Denaro, Valori. Valori è anche sinonimo di denaro, sarebbe bene non dimenticarselo mai (Borsa Valori).
Senza denaro, cioe’ senza autosufficienza, dove va?
Senza farla difficile, l’occidente, ecc. e’ innazitutto una questione di prima impressione. Se lei atterra in aereo in Occidente, sa immediatamente di essere in Occidente, e così in India, in Cina, ecc. Non è solo questione di colore della pelle ovviamente.
I valori che trasmette l’Occidente non hanno niente ache vedere con il denaro. Mi dispiace doverlo sottolineare ma lei confonde denaro con economia di mercato. Provi a ragionare con il secondo termine e vedra’ che tante questioni si risolvono da sole.

Saluti – Luciano Priori F.

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manca scrive:

Hi Guzz,
in questo soggiorno americano ti vedo “pissed off” come non mai.
Questo articolo è un calcio nello stomaco. Da italiano, non può farmi piacere. Non discuto la sostanza. Tu sei l’esperto, il giornalista, il parlamentare. Io, colui che ignora.

Ho seguito da vicino – anche perché ce ne hai reso diretti testimoni – il tuo processo di allontanamento da SB, cercando di comprendere, condividendo e seguendoti in buona misura.
Ora però vedo dei toni esasperati. Pur sapendo che questo è il tuo modo di comunicare, di scuotere, di suscitare emozioni. Anche perché sei una persona che vive emozioni e sentimenti, e ragiona anche col cuore.
Quando dici :” Gli Usa mi fanno arrabbiare per quanto sono avanti mentalmente, culturalmente, per entusiasmo, per moralità.”,

è avvilente il paragone con l’Italia ed il rimpianto di questa come potrebbe essere, e non è. Dunque la tua rabbia nasce lì, ma abita qui.

Dici : ”L’Italia vista da qui non esiste più, è un magma incomprensibile…Fra politici e diplomatici c’è una barzelletta fatta di una sola parola che fa scoppiare tutti a ridere in modo sfrenato, incontrollabile, con le lacrime agli occhi, e quella parola è – l’avrete capito -”Berlusconi. Basta il nome. Per causa sua sono stato umiliato ovunque, umiliato il mio Paese, umiliato il nome ancora decente e molto amato dell’Italia.”

Vuol dire che anche in USA il fenomeno SB oscura ogni altro aspetto dello Stivale? Ci considerano davvero solo e soltanto a seconda di ciò che fa o dice SB ? A me pare riduttivo, ed ingiusto. Ingiusto umiliare un paese intero per l’opinione che si ha del premier.

Dici :” …Berlusconi, colpito in questi due mesi dalle mazzate che si è chiamate tutte da solo…Io al complotto non ci credo, sono tutte balle.”

Sarebbe lui stesso unica causa delle mazzate? Se diciamo che SB è un bersaglio facile ed invitante, per alcuni irresistibile, sono senz’altro d’accordo.
Ma sono anche convinto che attacchi vi siano eccome, da parte di nemici politici e di stampa eterodiretta – come nel tuo libro ci hai raccontato – e che vi sia un preciso disegno per farlo fuori politicamente.

Dici :”Al G8 ha fatto benino, ce l’ha messa tutta: non ha ficcato un dito nel culo della Merkel, non ha strizzato le palle a Obama, non ha fatto le corna a Sarkozy, non ha dato una gomitata nello stomaco a Barroso e non ha detto “che ti farei” a una signora che passava per strada.”

Va bene, ma oltre a questo, è stato fatto anche altro di buono al G8, o no ?

Dici .”Gli italiani amano Berlusconi quando fa il porco…e troppe italiane in cuor loro pensano come sarebbe bello e vantaggioso…dargliela..Berlusconi è esattamente ciò che la stragrande maggioranza degli stronzi, di destra e di sinistra, merita. Meritano…i suoi pizzichi sul culo, le sue allusioni scollacciate…Lo votano e lo meritano…Fanno schifo invece giornali e telegiornali che si comportano e sono suoi dipendenti in polpe e livrea, una cosa da vomitare, da rabbrividire, da fargli togliere a tutti la patente da giornalista e mandarli tutti a cagare…Gli americani…gli ridono dietro, gli attaccano le mortadelle alla giacca, gli fanno le pernacchie nelle cancellerie, lo prendono per il culo… Berlusconi è la più completa immagine dell’Italia, è l’Italia, l’Italia parassita e presuntuosa, l’Italia borghesuccia e impostora, l’Italia che non paga le tasse, l’Italia che fiancheggia la Camorra ma che poi si fa le pippe su Gomorra, l’Italia dei D’Alema e dei Veltroni, l’Italia che non sa esprimere una classe dirigente ma soltanto un pallone gonfiato che è comunque un pallone di qualche capacità imprenditoriale (guarda i soldi che seguita a fare). E’ l’Italia della sua televisione, è l’Italia dei suoi telegiornali, è l’Italia dei suoi congiuntivi pericolosi,è l’italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane – o antiberlusconiane isteriche, demenziali – pensano di avere una ragione di vita.”

Dire che il quadro da te dipinto è apocalittico, sarebbe approssimare per difetto. E mi ero un po’ stupito che fossi tu a dire ciò che ho letto. Poi, ho ricordato che tempo fa dicesti che odiavi SB politicamente. Ora lo hai dimostrato. Sulla negatività degli italiani in genere, a dire il vero, ti eri espresso più volte da molto tempo con linguaggio simile.

Dici :“agli americani – tutte le mie fonti diplomatiche e politiche del Congresso e Casa Bianca lo confermano – interesse una cosa sola. Che l’Italia si differenzi nella politica energetica mollando la Russia. Questo solo per loro conta. E Berlusconi gli ha detto di no. E loro se la sono legata al dito per un motivo semplicissimo: con il fiume di soldi che Berlusconi gli versa e fa versare anche a molti europei, i russi ci comperano le armi.”

Ok benissimo, come più volte ho detto, questa amicizia e questi accordi non s’avevano da fare, ma – come colui che ignora, chiedo – quali sono le nostre alternative in politica energetica ? Per il nucleare, ci vorranno anni. Vi sono altri paesi dai quali ci possiamo rifornire ?

Insomma, non difendo SB e non contesto l’opinione che gli statunitensi da te incontrati hanno di lui, evidentemente – a parte Putin – quelle sono le notizie che circolano o che comunque hanno più seguito.
Contesto che SB sia l’unico metro per giudicare l’Italia, e , visto il pessimo giudizio su di lui, che questo possa estendersi all’intera nazione.

Salute.
Carlo Manca.
P.s.
Ne “Il mio agente Sasha” abbiamo appreso di come certa stampa italiana (ma non solo) nemica di SB sia in qualche misura eterodiretta da Mosca.
E’ possibile che l’amicizia di SB per Putin, ostentata in ogni modo, oltre che dovuta ad interessi energetici e commerciali, sia per lui anche un modo per contrastare tale atteggiamento ostile?

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manca scrive:

Correzione. La domanda nel p.s., è:

Può darsi che l’amicizia di SB per Putin, ostentata in ogni modo, e gli accordi sottoscritti, oltre che dovuti ad interessi energetici e commerciali, siano per lui anche un modo per contrastare tale atteggiamento ostile?
Carlo Manca.

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sigal harari scrive:

Agli amici giornalisti, presenti nel blog, una domanda: COSA ASPETTATE A DIMETTERVI DALLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEI GIORNALISTI (IFJ)?

Leggete quanto segue per capire perche’.

Cari amici, solo chi di voi legge il Foglio o Informazione Corretta, sa da ieri che il sindacato israeliano dei giornalisti è stato espulso dalla federazione internazionale dei giornalisti (IFJ). Che cosa sia questo ente burocratico e da sempre antisreliano lo trovate raccontato bene nell’articolo di oggi di Pierluigi Battista sul Corriere, uno dei pochissimi che si occupano della faccenda. Che un organismo internazionale sia dominato da terzomondisti e islamisti non è una novità, lo è l’Onu, lo è l’Unesco, figuratevi l’inutilissima IFJ che raggruppa i sindacati dei giornalisti del mondo: uno di quei carrozzoni che servono a nominare presidenti e consiglieri e a farli viaggiare gratis per il mondo a spese dei loro involontari associati. Nessuna meraviglia dunque che l’IFJ espella Israele, è scritto nella sua natura e nei suoi precedenti. L’aspetto preoccupante per noi è che quest’espulsione è stata decisa all’unanimità, quindi anche col voto dei paesi occidentali e in particolare dell’Italia. In genere il nostro paese non partecipa a queste sceneggiate cuban-iranian-libiche nello stile della conferenza di Durban. Questa volta invece sì.
E sapete per merito di chi? Di un signore che si chiama Paolo Serventi Longhi, rappresentante italiano nel direttivo dell’IFJ, di cui scommetto nessuno di voi ha mai letto un articolo in vita sua, ammesso che ne abbia scritti, ma che ha compiuto una brillante carriera nella struttura organizzativa del giornalismo italiano. Leggete la sua biografia pubblicata su Wikipedia, perché è istruttiva: “giornalista italiano, è stato il segretario generale della FNSI, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana dal 1996 al 2007. Lavora all’ANSA dal 1974 e nel 1992 ne diviene caporedattore della redazione parlamentare. Dal 1994 al 1996 è segretario dell’Associazione Stampa Romana. Nel maggio 1996 il XXII Congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, tenutosi a Villasimius, lo elegge Segretario Nazionale del sindacato unitario. In base al nuovo statuto, viene eletto Segretario Generale del sindacato il 23 novembre 2001 nel corso del 23° Congresso nazionale della FNSI di Montesilvano. Lascia il suo incarico nel novembre 2007. Nel giugno 2008 assume l’incarico di direttore di Rassegna Sindacale, settimanale della CGIL. Confermato per il secondo mandato nel maggio 2007, nel comitato esecutivo della International Federation of Journalists (IFJ), che conta circa 500.000 iscritti in 100 nazioni.” Dunque è un signore che si è fatto le ossa nell’Ansa del compromesso storico nel settore più politico di tutti, il servizio parlamentare. Poi ha fatto il burocrate del sindacato per quindici anni circa e ha smesso col contentino del IFJ. Quali siano le sue idee politiche si deduce della direzione del settimanale della CGIL. In confidenza, volevate che un tipino così, targato Ansa e CGIL sprecasse un fiato o alzasse un ditino per difendere il giornalismo israeliano? Che esso sia fra i più liberi del mondo, certamente più libero di quello italiano, e in linea di massima così antigovernativo che, come dice la vecchia battuta su Haaretz, l’ultimo governo che ha appoggiato risale al mandato britannico, non importa affatto. Quel che conta sono i vecchi schieramenti della guerra fredda (Israele è filoamericano, anche se l’America di Obama non è certo filoisraeliana, dunque la sinistra lo combatte) e i nuovi di Eurabia, che difende sempre il mondo islamico. La realtà non importa. Tantomeno per un signore con la biografia che avete letto.

Ugo Volli

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sergio celli scrive:

Noi saremo nelle mani di Putin e compagnia cantante,ma se quello che si legge é vero la maggior parte delle obbligazioni emesse
dagli Stati Uniti sono in mano ai cinesi.E questa non é una barzelletta.E l’americano medio che ha perduto i risparmi di una vita grazie ai derivati ed al fallimento di banche e finanziarie non credo si sbellichi dalle risate al nome di Berlusconi.Ha altri cavoli a cui pensare.

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kalevala scrive:

x Brambilla e Maccarti

Per quel poco che so’ dell’America , allo stato attuale delle cose , non vedo la possibilta’ di un Berlusconi americano.

Come non e’ successo ieri che Henry Ford diventasse Presidente degli USA non vedo possibile che oggi un Bill Gates vada alla Casa Bianca.

Nessuno conosce il futuro ma nonostante tutto , blind trust o similari a parte , credo che gli USA abbiano ancora anticorpi sufficienti per impedire che un qualsiasi tycoon possessore anche di due soli networks televisivi possa solo immaginare davvero di diventare Presidente.

Credo che , nelle democrazie dell’Occidente , Berlusconi sia e rimanga assolutamente un “unicum” per le mille ragioni che sono per tanta parte il motore del blog …chi lo ama e chi non lo ama.

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Patton scrive:

Cavour era uno speculatore di Borsa, un imprenditore agricolo innovativo e un politico che allungò il percorso dell’omonimo Canale allo scopo di farlo passare anche dai suoi possedimenti.
Vi ricorda qualcosa, questo fatto?

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lancillotto scrive:

MI ricorda che Cavour fece l’Italia mentre Berlusconi la sta diofacendo.

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Patton scrive:

…Diofacendo, voce del verbo diofàre: io diofò, tu diofai, egli diofa…
Diofa’, stupendo!

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Jakob.Sprenger scrive:

A Patton:

“E tu lo sai benissimo: da anni io studio la civiltà araba…”:

“studiare” non vuol dire “capire”, tesoro…

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Patton scrive:

Spiegamela tu, Schatzi, la civiltà araba.

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Patton scrive:

In altra parole: inquisisci, Sprenger, invece di insinuare.

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Jakob.Sprenger scrive:

“incredibili stabilimenti segreti di Sandia”:

Frase un po’ oscura: trattasi di stabilimenti per la sperimentazione di nuove armi? E se sì, “incredibili” in che senso? Positivo, ossia è un giudizio di valore? O nel senso neutro di “al di là di ogni immaginazione”? Se – al di là della frase di Guzzanti – sono “incredibili” nel senso che ci si può aspettare e temere, visti i progressi e gli abituali usi sul campo (sperimentazione su cavie umane in teatri di guerra, Falluja docet) preferisco non immaginarmeli! Mi bastano già le notizie sulle nuove – non più, ormai – armi statunitensi “a impulsi” e ad “energia diretta”…

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Amgelo scrive:

Maccarti,
subdola la tua difesa di SB attraverso quella degli italiani.
Ogni Paese e popolo ha i suoi difetti e dogmi: viva gli italiani allora. Vero?
Ti meriti proprio una bella canzone bilingue:
http://www.youtube.com/watch?v=xKCx9fcdZQA

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maccarti scrive:

Grazie, Amgelo, per la canzone.
Lusingatissimo (non è da tutti ricevere un omaggio gratuito).

Non mi è nuova … ‘a canzone. L’ho riascoltata volentieri.

Sa, conosco Napoli come le mie tasche (’o Vòmmero, ‘a Santarella, Via Cilera, ‘a Pigna Secca…); e conosco pure i luoghi comuni e non comuni che l’accompagnano.

Statte bbuono!

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sagra3 scrive:

per maccarti

Tu sei “ammericano di broccolino”, e di Napoli non conosci neanche l’anticamera della minchia:

“‘a Santarella” nessuno sa dove si trova.

“via Cilera” di tua sorella!
Francesco Cilea, capisciammè C I L E A, è un notissimo musicista del novecento.
“Francesco Cilea (Palmi, 23 luglio 1866 – Varazze, 20 novembre 1950) è stato un compositore italiano.”.
Quando si dice la cultura dei “Campus americani”.

“‘a Pigna Secca” è quella dell’altra sorella, quella più piccola.

La descrive bene Giuseppe Marotta, quello dell’ “ORO di NAPOLI”:

” All’Ospedale dei Pellegrini confluisce tutto il dolore di Napoli. Le ingiurie che il crimine o la sventura o la disperazione infliggono alla carne dell’uomo, nella città di Napoli, dove i fatti si riproducono innumerevoli e confusi e frenetici come una tempesta di moscerini intorno a un fanale, terminano tutte qui. “ “ Trasportato ai Pellegrini l’ Esposito vi giungeva in fin di vita” scrivono invariabilmente i cronisti dei quotidiani locali; e ciò avviene da secoli perché, come le sofferenze di Napoli, questo Ospedale è antico. Lo fondò nel 1579 Fabrizio Pignatelli, che ritornava infermo da lontani paesi e che non ne vide il compimento; si nasconde in un vicoletto della Pignasecca, la quale non è mai stata o non è più una strada. Della Pignasecca si vedono i muri, sorgenti però dalla folla, invece che dal suolo; tutto il resto non è che frutta, verdura, carne, pesce, olive, vino e ogni altro cibo o bevanda esistenti, offerti in vendita nel più clamoroso dei modi; La Pignasecca è il ventre di Napoli, le automobili contenenti feriti gravi per l’ Ospedale dei Pellegrini la percorrono a passo d’uomo, se la percorrono o almeno chi deve morire muore, ma non senza aver rivolto un’ ultima occhiata ai fichi secchi e al baccalà fritto, non senza definitivamente valutare ciò che lascia. Addio, “paste cresciute”, “pizze”, “sfogliatelle”, “pastiere”, “babà”: valeva la pena di sfacchinare per voi.”

Caro maccarti, ti voglio bene ed apprezzo quello che dici di Napoli.
Ma quando fai così assomigli tanto a Dean Martin quando prova a fare il napoletano.
Torna a fare “o’ mmericano”, che è meglio per tutti.

Cordiali saluti da Sagra

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Renato Pierin scrive:

RiccardoP ha scritto :

” L’ America è comunque un Paese strano, dove la maggior parte di noi non vivrebbe se non per una breve vacanza in qualche suite a 5 stelle.
L’ evasione fiscale è considerata non un reato contro lo Stato, ma un vero furto al popolo Americano, punibile fino all’ ergastolo,
Pochi hanno la percezìone di quanto sia complesso e contradditorio quel Paese, ma continuano a raccontarlo come fosse loro.
Lì essere “ Paese ”, è una necessità assoluta “.

maccarti ha scritto:

” Pensiamo alle Università di quel Paese.
Sono tra le migliori al mondo.
In quegli atenei si insegna, si studia, si ricerca, si apprende, si riconosce il merito.
Infine, il giovanotto o la giovanotta escono pronti per la battaglia quotidiana. E per mettersi a disposizione del Paese, o di Padre Dollaro ( che poi è l’altra faccia della medaglia ).
Sanno che oggi, per esempio, ci sono cittadini senza casa e senza reddito, o immigrati che lavorano a due dollari l’ ora e dormono nei cartoni, o Stati che tagliano quel poco di Welfare rimasto in piedi.
Ma, poiché il futuro è rosa e l’America è un grande Paese, pure questo passerà.
E’ la loro forza “.

Credo che il discorso si possa incentrare su qualcosa scritto parecchi anni fa dal Senatore ( ci metterei un bel po’, ma l’ articolo lo tirerei fuori ) : “ Bisognerebbe allevare i figli come gli allevano gli americani, unico Paese al mondo, che li tiran su come scoiattoli educandoli ad andarsene di casa appena possono “.

In Italia i figli sono invece più piezz’e core dai quali è per tanti versi problematico staccare il cordone ombelicale.
E quando non c’ ha pensato a farlo la famiglia naturale, attaccata e indebolita, c’ ha pensato chi la famiglia l’ ha attaccata e indebolita a mettere in gabbia lo scoiattolo : il partito e il sindacato ( da noi anche la forte presenza della Chiesa ), padroni del bosco, delle tane e proprietari della “ distribuzione delle ghiande “ ( troppo spesso ben poco democratica o meritocratica, ecc., ecc. ).

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kalevala scrive:

Patton…non si dovrebbe mai giurare , meno che mai nei blog , ma ti giuro,appunto, che solo dopo la tua osservazione, mi sono ricordato di quel tizio presunto stupratore era segretario di una sezione PD.

Sei TERIBBILE.
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Aho..approposito, ma de Sirvio nun se sente parla ppiu’ dopperG8…a me me sa ke se staaffa’ ‘na bella ” TORTA” , acapito no’…NO natorta de quee ke se magneno …ma stavorta sto daaparte sua…doppo tutto ’sto stresse de ’sto cazzo deGGI8, ‘na bella “torta” fa bene ar corpo e alospirito ‘nvece pure.

Ma kke je fara’ a ledonne!!!!!!!!!! Adaddario ja detto : “NZAZZIABBILE!!”. Quanto sò ‘nvidìoso.

E te pure sei nvidìoso ?

Aho cioosai ke ce’ uno ke nun je piace sto romanesco da bulli de periferia…a me mabbasta ke me diverto ‘npoketto io e magaro pure te…e bona notte arsecchio.

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Patton scrive:

Povero Kalle.
Come disceva qua’a canzone: “ancora una vorta prima de lassciarci…”
Ne la disperata riscérca d’una ultima bottarella contr’er grandissimo puttaniere de Arcore, tu eri ttanto concentrato a lègge er Ciàaims, er Fainénscial C., er Niù Ior C., er El Ei C., l’Economìste, ‘a Siuddòice, ‘a Noie Zìrchscer, ‘a Velt, ‘o Shpìghel, er Paìsse, er Mònd e ppuro er Fìgaro-qua-Fìgaro-là, che tte sei dimentigato de legge tutta ‘a santa rromana Repùbbliga! Nzomma, hai tradito Largo Fighétti.
Disgrazziato, tu voi fa’ cchiàggne a Bbarbapapà!

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kalevala scrive:

Oggi Patton ti vedo davvero scatenato…..hai litigato piu’ del solito.

Spesso litighi sempre nella strenua difesa di Lui…ma non ti vorrei parlare di Noemi , di torte, di persecuzioni della Magistratura o altro – molto altro -….vorrei farti una domandina semplice semplice , con una premessa …

Dì quello ke te pare su our man Prodi, ma almeno lui una cosa positiva l’ha fatta…l’Italia nell’euro.

Dimmi una cosa , una cosa SOLA di importanza pari al discorso sull’euro che il tuo amico abbia fatto in questi 15 anni dalla discesa in campo.Una sola.//// Mi viene in mente a tale proposito quell’”incipit” straordinario …L’Italia e’ il Paese che amo …gia’ da allora con la telecamera velata ma senza le ‘mpecettature di oggi.

Ma ti voglio aiutare…..tra le cose piu’ recenti effettivamente una cosa importante c’e…..il lodo di quel pupo siculo …molto importante….e’ vero…….MA PE I CAZZI SUA. Lavvocato Mirrzze docet.

Bona notte.

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Patton scrive:

Kal,
la questione è molto seplice: qui nel blog non ci si divide tra quelli che amano il Cav. e quelli che non lo amano (come hai detto tu), ma ci si divide tra quelli che lo odiano fino al “tanto peggio tanto meglio” per il Paese, e quelli che a sto eterno giochetto da voyeurs impotenti non ci stanno proprio. Punto.

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Renato Pierin scrive:

Sagra ha scritto :
“ Tu, quando fai l’ elenco, fallo completo! Altrimenti resterai sempre un Berluscones lecca lecca “.

E’ sempre tutto ribaltabile : fallo completo pure tu altrimenti resterai sempre un’ opposizione cilecca cilecca.

E vi tocca leccarvi le ferite e poi urlare isterici come stai facendo adesso attaccandoti a qualsiasi puttanata pur di sostenere l’ unica cosa che conta : “ l’ ignoranza sintattica, luoghi comuni e le idee “ dei Berluscones, bontà tua, più tutto il resto … ovviamente.
Non chiedo venia se ho scritto “ … siete non un’ opposizione critica sulle cose fatte e da fare, e ci sta pure che poi non ve ne vada bene una su ciò che il governo fa, perché avete ….
A “ me mi “ piaceva com’ era … , ma se vuoi te la scrivo più chiara “non siete un’ opposizione critica : vi basta essere contro, su tutto ( è ovvio che una certa opposizione non sarà mai d’ accordo su nulla a prescindere : e voi siete quel tipo di opposizione ) dal momento che avete …

Ma con tipi come te che uniscono alterchi a insulti soperchi è già da anni che ne incontro in giro e devo dire che finchè non eravamo al governo mi allettava anche lo scontro : adesso che siete un po’ giù di consenso dobbiamo essere un po’ più discreti. Tanto poi abbaiate alla luna da soli e disturbate anche quelli con cui vi accompagnavate e che risultano, ma forse erano stronzi anche quelli, sempre meno.
Ah no, ma poi quando torneranno magari indietro erano solo compagni che sbagliavano.
Cari nuovi compagni leghisti.

Ma tu non abbai alla luna : tu sei più terra terra : abbai al muro. Difatti è stato un caso che abbia letto il tuo post : forse in un inconscio rumoreggiare di sagra paesana mi ha richiamato ancora dentro ai commenti sull’ articolo postato da Lemery ( “ Lémery ci scrive sulla fenomenologia del berlusconismo “ )

Guarda che io avevo scritto qui tra i commenti sull’ articolo del Senatore in risposta a Lemery ( “ Caro Lémery, non soltanto hai ragione … “ ) : forse se mi rispondevi qui e non là me ne accorgevo prima.
Ma capisco : siete confusi e anche un po’ contusi, un po’ persi … tra i dispersi.
Saluti Renato

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maccarti scrive:

Ma no, ma no!
Non avevo alcuna intenzione di difendere il cavaliere!
Per la bisogna basta e avanza l’onorevole avvocato Ghedini!

L’ho detto. L’ho ripeto:
dal ‘94 ho sempre votato Berlusconi (salvo che alle ultime europee); ma non sono un berlusconiano fanatico.
Ho occhi per vedere e testa per pensare, con modestia parlando.

Ho preso spunto dall’articolo di Guzzanti per scrivere – dal mio molto limitato punto di vista di cittadino statunitense non di prima generazione (bisnonno sbarcato a Frisco nella notte dei tempi, nonno, padre statunitensi di San Antonio), divenuto italiano sui ventanni – una nota personalissima e parzialissima, dettata dalla buona fede, che mi accompagna sempre (e qui non so se esclamare Graziaddio! o Ahimè!).

Pure avendo avuto un piede qua un piede là, non mi picco di conoscere gli USA (li ho girati piú in lungo che in largo), tantomeno di parlare in nome e per conto degli statunitensi.
Mica sono presuntuoso! o matto!
Troppo esteso, troppo meticciato quel Paese.
Troppe teste fredde, troppe teste calde. Chi ci capisce è bravo.

So qualcosina.
Oltre ad aver visto (e a vedere) coi miei propri occhi, appartengo a una famiglia il cui ramo maschile ha sempre lavorato per lo Stato (Dipartimento di Stato, esercito e… relativo… va bene “contorno”?) e nelle Università (quelle buone!).

E, si sa, in casa certe notizie…
Sebbene, non di rado, pure al proprio padre o al proprio fratello bisogna cavarle di bocca con le tenaglie!

Quindi, Brambilla, non volevo dire quel che tu vorresti farmi dire.
Mi sono limitato a far presente che, conoscendo sia pur limitatamente quella società, Berlusconi un posticino da Governatore l’avrebbe forse rimediato.
E’ pur sempre uno che ha fatto un sacco di soldi (e, dunque, è in gamba).

O credi che laggiú ci si faccia un sacco di soldi limitandosi a lavorare?
Guarda che la corruzione esiste pure là.
Parliamo della macchina (color verde) che si mette in moto quando si deve eleggere un giudice di Corte Suprema?

Convengo con te, RiccardoP, sull’evasione fiscale.
Sebbene… per qualcuno… qualche volta, un occhio…
Il caso Bush figlio ti dice niente?

Come pure convengo quando scrivi le seguenti “sante parole”:

«Troppi parlano degli Usa di sponda, solo perchè hanno visitato tre città del new england, pochi hanno la percezìone di quanto sia complesso e contradditorio quel Paese, ma continuano a raccontarlo come fosse loro».

Chiudo con un mio parere sulla violenza, cui Riccardo P. accenna.

I coltissimi (e lo dico seriamente) padri fondatori, e chi venne subito dopo, sapevano che la libertà, la troppa libertà, ha piú costi.
Uno, carissimo, si chiama violenza.
Soprattutto in una terra che – grazie agli spazi, alle risorse, ecc. ecc. – avrebbe assorbito cose buone, buonissime; e pure la feccia, e la feccia della feccia.

Se si accetta anche, non solo, questa premessa, si comprende il motivo per cui un Paese tanto civile (civile, non vuol dire per forza di cose colto) conservi la condanna capitale. E ne sia abbastanza affezionato.
Quasi quanto lo è per tutto ciò che è liquido.

Suerte

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ghino oscar scrive:

Da un po’ di tempo seguo come un entomologo il percorso politico e umano di Paolo Guzzanti.Vedo che esistono due Paolo Guzzanti.

Uno è quello che ancora(fino a quando?) scrive sul “Giornale”:un giornalista di razza, dotato di zampate feline, vibrante, appassionato, coinvolgente,capace con pochi tratti di illuminare un personaggio, una vicenda, di infondere in quello che scrive il sapore e il senso della vita. Un giornalista come pochi, nel solco dei Montanelli e dei Ricciardetto.

Poi vi è un altro Guzzanti, quello che da un po’ di tempo ritroviamo di frequente nel circuito televisivo dei programmi d’intrattenimento di serie B, oppure che ritroviamo sul suo sito ad inveire in modo volgare e cialtronesco contro il Cavaliere.

Mi chiedo a volte se si tratta dello stesso Paolo Guzzanti capace di scrivere articoli che in tempi non lontani sono stati un godimento dell’anima oltre che della mente e, quando mi convinco che è proprio lui, quasi stento a crederci. Il nostro Paolo è stato ormai arruolato in quella compagnia di giro, monomaniaca, che campa di riflesso sul personaggio Berlusconi e che è sempre pronta a sperare in un passo falso, in una gaffe,vera o presunta, del Cavaliere, in una sua disgrazia e forse in una morte,che se lo porti via al più presto.

Con malinconia ascolto le parole indignate di Guzzanti contro quel Berlusconi, che non rispetta l’etichetta di Buckingam palace( e a niente valgono le smentite ufficiali della Regina), che fa cucù alla Cancelliera Merkel,che osa curare il suo aspetto e che addirittura fa il trapianto dei capelli,che candida belle ragazze alle elezioni europee, che(vergogna!) fa sesso alla sua età.

Dire che queste cafonate mi lascino indifferente non sarebbe del tutto vero ,ma quello che mi sconcerta di più è sentire il nostro Guzzanti che si esprime con lo stesso livore e le stesse parole di un Travaglio, di un Franceschini e di tanti altri personaggi della stessa compagnia. Ecco tutto questo mi rende malinconico e mi induce ad amare riflessioni.

GUZZ – LEI DI ME non ha capito assolutamente niente perché la sua mente è articolata soltanto su cliché. Io non ho mai biasimato Berlusconi perché fa sesso alla sua età (poco più della mia e io ho un’attività sessuale identica a quella di trenta anni fa) e meno che mai per il suo aspetto e le cure che gli dedica. Mai. Trovi una sola parola da parte mia.
Lei è ossessionato dai cliché. Lei non vede oltre il suo naso che immagino sia corto, altrimenti vedrebbe più lontano. Buckingham Palace nell’ultimo millennio ha dovuto una sola volta emettere un comunicato per dire che la regina quando si è irritata provava in realtà una vera simpatia. Non è mai accaduto nella storia.
Lei mi associa scioccamente a persone con cui non ho mai avuto a che fare perché lei ha i paraocchi e non è in grado di concepire una cosa che si chiama libertà di giudizio, che non è esattamente la stessa cosa che indossare la maglietta di una squadra.
Lei è uno dei tanti poveri penosi italiani incapaci di esercitare la libertà e incapaci di pensare che alcuni possano farlo. Lei è schiavo di idee piccine, complottiste, miserabili, e le agita davanti ai suoi occhi vestendole in questo caso con la mia persona.
Lo credo che lei è melanconico e fa amare riflessioni!
Ma deve cominciare dalla prima: come mai lei non è attrezzato per capire il comportamento di una persona libera?
Da che dipende questo suo handicap?
Perché gira con la sedia a rotelle?
Alzati e cammina, Ghino Oscar.

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LPF scrive:

Propongo questo mio articolo uscito oggi:

Firmato l’accordo per il gasdotto Nabucco. Che fine farà il progetto Gazprom-Eni?
di Luciano Priori F.

Firmato l’accordo per il gasdotto Nabucco. Dovrebbe ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas russo.
La firma sull’accordo è stata posta dai ministri di Austria, Bulgaria, Ungheria e Romania, paesi nel cui territorio passerà il gasdotto. I fornitori di gas che per ora si sono detti disposti ad alimentare Nabucco sono Iraq, Egitto e Siria. poi c’è l’Iran. Ieri il premier turco Recep Tayyip Erdogan, consapevole del fatto che l’Azerbaijan non potrà farcela da solo a soddisfare le richieste europee, ha dichiarato «Noi vogliamo che il gas iraniano sia incluso nel progetto Nabucco quando le condizioni lo consentiranno».

E la Russia? «La Russia è benvenuta a partecipare al gasdotto Nabucco, mentre l’Iran dovrebbe rimanerne escluso fino a quando non ottempererà alle richieste della comunità internazionale sul dossier nucleare», ha dichiarato Morningstar, l’inviato di Obama, presente alla cerimonia della firma. Per l’Iran invece porta chiusa fino a quando non si chiariranno i problemi relativi alla scelta di procedere sulla strada del nucleare per usi militari.

La sorte che toccherà ora al progetto North e South Stream che vede alleate Gazprom ed Eni nella costruzione di un gasdotto che deve collegare la Russia alla Bulgaria è sotto la lente degli analisti. In una recente intervista a Tempi, Sergei Kupriyanov, portavoce del colosso russo Gazprom ha dichiarato «Nella costruzione di North e South Stream gli interessi di Europa e Russia per gran parte coincidono. Entrambi abbiamo la necessità di diversificare le rotte del gas, per questo Gazprom spera che per la loro realizzazione arrivi tutto l’aiuto necessario».
Da parte sua Eni ha dichiarato per bocca di Domenico Dispenza, direttore generale della divisione Gas & Power, ha fatto questa osservazione piuttosto interessante «…Nel medio termine si prevede che la domanda di gas in Europa continui a crescere, mentre la produzione interna di gas è destinata a calare. In questo scenario, Nabucco, Nord e South Stream e altri progetti, una volta realizzati, contribuiranno alla sicurezza degli approvvigionamenti dell’Europa. Insomma, c’è spazio per tutti. La riflessione da fare rispetto al Nabucco riguarda piuttosto la disponibilità di gas. A quanto si sa, il gas che il Nabucco trasporterà dovrebbe provenire in particolare dall’Azerbaigian, dal Turkmenistan e dall’Iran, anche se al momento non risulta esserci alcun contratto. Al di là delle difficoltà legate all’instabilità politica della regione e alle restrittive norme che regolano la costruzione di infrastrutture in un mare chiuso com il Caspio, è di qualche giorno fa la notizia che Gazprom ha firmato, proprio con il governo dell’Azerbaigian, un’intesa sulla fornitura futura di gas alla compagnia russa. Attenti, quindi: per un progetto che implica grandi sforzi politici e commerciali, deve esserci la garanzia di un congruo quantitativo di gas da trasportare».

Gli osservatori internazionali rilevano, e oggi il Sole24 ore lo sottolinea, che il gasdotto Nabucco finirebbe per avere anche un’importante funzione politica dal momento che « la Russia di Vladimir Putin in passato non ha esitato a usare il gas come una forma di pressione politica ». Non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che l’apertura di Obama alla Russia, la sua idea di una politica internazionale come momento di cooperazione piuttosto che di confronto, potrebbe aprire scenari del tutto nuovi, anche dal lato degli atteggiamenti dei russi su molti campi diversi.

Nabucco è stato lanciato nel 2002 e dovrebbe diventare operativo nel 2014. Il costo stimato è di 7,9 miliardi di euro. Per ora non ci sono notizie certe sui finanziatori.

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antonello scrive:

Mi ricordo “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman. L’avevo letto da ragazzo e alla fine non avevo condiviso il suo messaggio sulla redenzione morale e, più al nostro livello, sul sacrosanto diritto di cambiare idea. Anzi, trovavo sgradevole il fatto che il protagonista ritrovasse, morto ma riabilitato per aver partecipato al tentativo di attentato ad Hitler, il suo caro amico che però, da vivo, lo aveva terribilmente deluso per aderire al vento nazista. Allora pensavo che uno deve essere in grado di valutare subito le persone che frequenta, poi i capelli che cominciano a diradarsi mi hanno fatto capire che non è così. Bravo Guzzanti, perché dici le cose che noi di sinistra non abbiamo più il coraggio di dire… Bravo Guzzanti, perché dimostri che nei tuoi pargoli qualcuno l’intelligenza ha dovuto seminarla per forza…

GUZZ – Intende dire che la genetica non è un’opinione?
Ma che fa questa sinistra? Porca miseria.

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George scrive:

Petrolballe
“Stanotte il governo ha trovato un compratore per la filiera del cloro: la Safi, azienda veneta del signor Sartor. Abbiamo salvato i posti di lavoro del Petrolchimico di Porto Torres” (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, 13 febbraio 2009, due giorni prima delle elezioni regionali in Sardegna).

“L’Eni chiude il Petrolchimico di Porto Torres. A casa 450 operai e 5 mila lavoratori dell’indotto” (dai giornali del 9 luglio 2009).

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lancillotto scrive:

L’hanno detto in televisione ? Rai e Mediaset s’intende.

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Gianluca scrive:

Voglio fare un complimento bipartisan dal quale poi trarre alcune considerazioni. Mi sembrano ottime le volontà espresse nel DDL di un ministro del nostro governo (la Gelmini) e le dichiarazioni di un presunto candidato (Ignazio Marino) alla segreteria del maggiore partito di opposizione riguardo la meritocrazia.

Questo quanto vorrebbe fare la Gelmini (non so se questa ipotesi è già legge o deve ancora essere messa al voto) iniziativa che ritengo molto importante.

http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/?id=3.0.3506052553

Questo quanto dichiarato pochi giorni fa da Marino in un intervista:

Lei parla spesso di cultura del merito. Cosa significa questo per l’università italiana?
«Significa una regola molto semplice: se si compete per una posizione, questa deve andare a chi è più preparato. Io in famiglia non ho né medici né professori universitari, ma negli Stati Uniti ho avuto l’opportunità di arrivare a dirigere il più grande centro trapianti del mondo. In Italia questo non sarebbe stato possibile, restando qui potevo ambire, senza baroni o raccomandazioni, a fare il medico di pronto soccorso in un ospedale di provincia. Un lavoro duro e importantissimo, ma il problema sono le opportunità. Sull’università sono molto drastico: nel 1980 una legge pessima ha di fatto dichiarato professori a vita, con un maxiconcorso, quindicimila docenti. A vita, come il Papa. Bene, io dico: mettiamo in un database la produzione scientifica di questi quindicimila docenti, e chi in questi quasi trent’anni ha prodotto zero lo mandiamo in pensione».

fonte: http://www.agoravox.it/Intervista-a-Ignazio-Marino-il.html

Questo discorso viene fatto da entrambi affrontando il tema Università ma il problema E’ GENERALE E DI DIMENSIONI STRATOSFERICHE. In Italia in tutto ciò che è pubblico o riguarda società con partecipazioni pubbliche, o riguarda società controllate o sotto ricatto dallo stato ed anche dalla malavita aggiungo io che nel sud SOSTITUISCE LO STATO, circa l’80% dei posti da quello dell’usciere al ministro e frutto di raccomandazioni, MIGNOTTOCRAZIA, corruzione, ecc. ecc.

Il problema è di tutti. E’ delle miriadi di persone che preso atto di come funziona L’ITALIA accettano ed anzi provano ad essere raccomandati, conoscete un cittadino che se può mandare il proprio figlio in banca grazie ad una raccomandazione rifiuta? Siamo nati e cresciuti in questo sistema e ci sembra tutto normale NON ACCORGENDOCI CHE UN GATTO CHE SI MOZZICA LA CODA.

In un paese dove le selezioni non avvengono per merito la maggiorparte delle casella è occupata da chi non ha le credenziale migliori, ripeto da posti che possono sembrare insignificanti a posti di grandi responsabilità COME I PRIMARI DI TUTTI GLI OSPEDALI ITALIANI. E’ un paese destinato a produrre di meno ed andare incontro al male assoluto per tutto quello che E’ PUBBLICO. Ed infatti così è.

Accettando un posto alle poste da raccomandato poi se andiamo in un ospedale è stupido lamentarsi perchè le cose non funzionano!! Spero che queste dichiarazioni bipartisan diventino dei principi realmenti sentiti e poi attuati MA HO SERI DUBBI COME IMMAGGINO TUTTI VOI.

Anche se sono sempre più convinto che serva una forza trasversale che possa applicare la politica dell’unione e non dell’odio come fanno i vari Di Pietro, Grillo (anche se molte volte i temi trattati sono molto interssanti e le proposte ipotizzate ottime, anche se purtroppo i toni danno ragione ai benpensanti (la maggioranza in Italia a generalizzare e screditandolo), Travaglio, Piero Ricca, personaggi in cerca principalmente di visibilità e successo molto poco attente al bene comune e più attente a soddisfare la grande folla di fan che si sono creati.

Sono sicuro che il PLI di Guzzanti possa fare molto ma molto di più rispetto a tutti quelli che ritengono l’ipotetica scalata verso percentuali a due cifre una follia ed un sogno irraggiungibile. Ritengo questo momento italiano come una pentola in ebollizione attualmente con il fuoco molto basso con conseguenza di massima tranquillità per i ns governanti che tengono la manopola del gas sotto controllo, sono convinto che basterebbe poco per alzare il livello della fiamma ed a quel punto si potrebbe scoperchiare l’intero paese, con conseguenze ora inimmaginabili per il nuovo assetto partitico Italiano, per far questo bisognerà prepararsi e farsi trovare pronti per quel momento.

Infine una riflessione ed un invito a chi ha grandi competenze a dire la sua.

In questi giorni è diventata legge il nucleare argomento che vede ance qui due distinte fazioni. Stanco del solito gioco delle casacche sarei felice se persone addentro al problema potrebbero scrivere i pro ed i contro. Ho visto con molto interesse la trasmissione che ha dedicato al tema la Gabbanelli su Report ho letto moltissimi esperti naturalmente ognuno con le sue convinzioni, sarebbe buono se senza litigi da pollaio che poco servono qualcuno potrebbe dare il suo contributo se ha conoscenza di dati e studi interessanti sul tema.

Per chi non l’avesse visto linko la puntata di report:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-17f2ebfb-98a5-428f-8df2-d1634b60decc.html?p=0

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lancillotto scrive:

Penso che un passo avanti nella direzioni da Lei indicata possa darla l’abolizione del valore legale del titolo di laurea.

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stefania f scrive:

Questa non la capisco. Perchè abolire il valore legale del titolo di laurea?

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holden scrive:

Gentile sig.ra Stefania, a mio parere ci sono molti motivi per abolire il valore legale del titolo di laurea (e di tutti gli altri “titoli”).

Quello che considero il primo, di questi motivi, è il seguente:

“Per quale ragione il titolo di laurea dovrebbe avere valore legale?”

Poi:

“Perché lo Stato deve avere il monopolio e l’esclusività nel rilascio di titoli di studio a valore legale?”

“Perché la competenza, la bravura, la professionalità, le conoscenze dovrebbero essere attestate (a certi fini) solo attraverso un esame controllato dallo Stato?”

“Perché le risorse pubbliche vengono date alle Università, a prescindere dal loro grado di utilità sociale, e non invece agli studenti, in modo che quest’ultimi siano liberi di scegliere dove e cosa studiare?”

“Perché i professori universitari, ma solo quelli delle università statali o riconosciute dallo Stato, trovano posto in centinaia di organismi, commissioni, comitati, cda, enti, tutti finanziati da soldi pubblici e tutti dalla produttività sociale sconosciuta?”

Potrei andare avanti per molto.

I problemi segnalati dal sig. Gianluca a mio parere sarebbero di gran lunga attenuati, se non eliminati, se, come dice il sig. Lancillotto, si abolisse il valore legale delle lauree rilasciate da università statali.

Ciò perché tramonterebbe il loro potere fondato solo sul monopolio di quel mercato (dei titoli legali) e le università (e con loro i professori) dovrebbero farsi vera concorrenza sul campo che dovrebbe essere l’oggetto delle loro attività: la formazione delle professionalità.

Ad oggi le università si fanno concorrenza tra loro (da poco, da quando i fondi sono stati parametrati al numero di studenti) esclusivamente rendendo i propri corsi più facili: gli studenti scelgono le università più facili perché i titoli sono praticamente tutti uguali, avendo identico valore legale (tranne alcune eccezioni, che infatti hanno il numero chiuso, i test all’entrata e alte rette, come Bocconi, Politecnico, Normale, etc).

Se i titoli perdessero il valore legale, si distinguerebbero unicamente in forza dell’università che li rilascia: migliore l’università (perché migliori i laureati che sforna), più di valore i suoi titoli, più appetibile quell’università per gli studenti.

Ecco sparito il potere dei professori/baroni che non sanno o non vogliono lavorare, perché un’università che vuole rendersi appetibile su un mercato “vero” li caccerebbe in pochi giorni.

Il ruolo pubblico può mantenersi con sovvenzioni agli studenti meritori che non hanno i soldi sufficienti a pagare le alte rette delle università migliori, il che diluirebbe l’effetto “parcheggio” delle nostre università (a dire il vero provocato anche dalla scarsa offerta di lavoro, che induce gli studenti a prolungare il periodo di studi).

Mi scusi per la prolissità, ma è un tema che mi appassiona. E mi si perdoni pure il grado di assertività, che solitamente non amo raggiungere.

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lancillotto scrive:

Gianluca,
sono andato a vedere le dichiarazioni della gelmini sul link da lei incollato (adnkronos) e francamente non dicono nulla. Dichiarare che 500 milioni di euro sono destinatio sulla base del merito non dice niente. Voglio sapere qual è il criterio che definisce la parola merito secondo il governo. La Gelmini non lo dice. Per cui rimango in attesa di ulteriori spiegazioni da parte del governo. Per ora siamop ancora alle parole e alle cifre, e i numeri possono essere snocciolati e dati al vento tanto quanto le parole. Marino invece inquadra perfettamente il problema e definisce cosa è per lui il merito. Ripeto: la Gelmini non lo fa.

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skybest scrive:

Gentile Sig. Ghino, letto il suo post e vista anche la prevedibilissima risposta dell’esimio nostro ospite, io, che faccio parte del gruppo di chi ignora, della numerosa schiera di imbecilli che vagano in quà ed in là in questo eccitante blog, della ristretta cerchia di illetterati che, obbrobrio, non conoscono neanche la punteggiatura, mi dichiaro, se Lei non ha niente in contrario, completamente e felicemente d’accordo con quanto ha scritto, sopratutto mettendo in risalto la mancanza di stile e l’ignoranza non di chi ignora ma di chi offende impunemente il prossimo. La ringrazio e spero di rileggerLa presto. Cordialità.
Virtus Domat Sidera

GUZZ – CONFERMO il suo evoluto pensiero: “qua” si scrive rigorosamente senza accento.
La punteggiatura invece è passabile.

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ghino oscar scrive:

Caro skybest, (posso darti del tu?)la tua stima e la tua schiettezza mi onorano.Tutto il resto fa parte delle miserie umane ed è destinato ad essere seppellito dal tempo,dalla polvere e dal silenzio.Un abbraccio.

GUZZ – SEPPELLIRE la grammatica e l’ortografia fra le miserie umane? Ecco un’idea rivoluzionaria.

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ghino oscar scrive:

Caro skybest,come vedi,non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e non vuol capire.Un riabbraccio.

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sagra3 scrive:

Sidera secit virtutem

Sagra

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ghino oscar scrive:

Che lingua è?

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sagra3 scrive:

Napoletano antico

Bacini da Sagra

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Arya scrive:

Caro Guzzanti, le dico solo che sto divulgando il suo post a tutti i miei amici perchè è davvero da prima pagina!!
Grazie

GUZZ – ERA un po’ che non la leggevo! Evviva. Mi faccia sapere le reazioni.

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stefania f scrive:

Anch’io ho inoltrato questo articolo ad amici e conoscenti. Alcune risposte sono però deludenti: chi queste cose le pensava già condivide, altri sono ostili. C’è poco da fare: non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, o peggior scemo di chi non vuole pensare. Non chiedevo di condividere ma almeno di riflettere. Che delusione.

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Arya scrive:

Anche se ho poco tempo, non ho mai smesso di seguire i suoi interessanti interventi, ormai perle preziose nel panorama politico-giornalistico. Mi accingo poi a leggere il suo ultimo libro per completare quella serie di informazioni di cui ormai sono avida dal 2006, anno in cui mi sono registrata sul blog.
Le reazioni: tutti sono (siamo) nauseati da questa politica, anche a livello locale e il suo post riflette il pensiero di molti; però c’è anche chi le rimprovera di essere giunto troppo tardi a queste conclusioni e questo credo che sia dovuto alla visione manichea che hanno gli italiani della politica, oltre alla non conoscenza del suo percorso politico.

saluti cari

GUZZ – CONCORDO e ricambio con affetto.

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Olandese.Volante scrive:

Caro Paolo,
mai frasi come queste sono state piu vere: “L’Italia è un paese privo di qualsiasi morale, un Paese pagliaccio e arrogante, dove tutti insultano e nessuno studia e chi studia davvero se ne va. Non tornate, italiani in fuga, neanche per le vacanze.”

Per pochissimi motivi si torna ormai,quelli strettamente necessari.
Un saluto.

GUZZ – E’ AMARO trovarsi a darci ragione, vero? Ma tutti gli sciocchi ottusi ignoranti a gonfi di risentimenti e ignoranza non vogliono e non possono vedere. Diciamo che sono i nostri fratelli meno fortunati. Però: che palle!

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BNW scrive:

E’ vero che palle!!
Grazie Paolo ottimo articolo. Un caro abbraccio. Torna presto ci manchi!

Un saluto a tutti gli Amici rivoluzionari.
Valeria

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sagra3 scrive:

per Renato Pierin

“Guarda che io avevo scritto qui tra i commenti sull’ articolo del Senatore in risposta a Lemery ( “ Caro Lémery, non soltanto hai ragione … “ ) : forse se mi rispondevi qui e non là me ne accorgevo prima.
Ma capisco : siete confusi e anche un po’ contusi, un po’ persi … tra i dispersi.”

Ma riesci a ricordarti anche una sola volta in cui nei due anni di disperata opposizione al governo Prodi, Berlusconi e sodali sono stati d’accordo su qualcosa.
A cominciare dal pignisteo per la “Vittoria scippata”, i “brogli elettorali”, la caccia a suon di calciomercato e troiette televisive per comprarsi il senatore che “faceva la la differenza” e le ingiurie ai senatori a vita.

In due anni di pignisteo all’opposizione avete mostrato alla Sinistra come sapete fare “opposizione costruttiva”.

Per non parlare dei piagnistei intercettati fra Berlusconi e Saccà, che manco le escort di lusso, che poi passava di seconda mano a qualche parlamentare da convincere, riuscivano a consolare.

Potrei continuare per molto, ma certe stolide e asinine risposte rivelano che troverei di fronte uno di quei testoni da soma buoni solo a portare il basto.

Perfetto Berluscones con cui fortunatamente ho poco in comune.

Sagra

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sagra3 scrive:

per manca

“Ne “Il mio agente Sasha” abbiamo appreso di come certa stampa italiana (ma non solo) nemica di SB sia in qualche misura eterodiretta da Mosca.
E’ possibile che l’amicizia di SB per Putin, ostentata in ogni modo, oltre che dovuta ad interessi energetici e commerciali, sia per lui anche un modo per contrastare tale atteggiamento ostile?”

Ne “Il mio agente Sasha” abbiamo appreso di come SB sia in qualche misura eterodiretto da Mosca.
E’ possibile che l’amicizia di SB per Putin, ostentata in ogni modo, oltre che dovuta ad interessi energetici e commerciali, sia per lui anche un modo per contrastare tale atteggiamento ostile?

Non le basta un Silvio Berlusconi “Our man” per spiegare tutto con semplicità.

Alle volte le verità più lampanti sfuggono per mera cocciutaggine politica.

Cordiali saluti da Sagra

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dvd1 scrive:

Silvio Berlusconi non è “our man” come era cosiderato Prodi dal KGB,al massimo come disse una volta Guzzanti è partito volontario,Prodi doveva riferire e dire cose che non sapeva nemmeno spiegarsi.Un cosa sulla quale rifletto è che da quando Berlusconi ostenta amicizia con Putin,il suo consenso ha continuato ad aumentare.
Davide Cembrano.

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Massimo Maffei scrive:

sagra3 scrive:
Ne “Il mio agente Sasha” abbiamo appreso di come SB sia in qualche misura eterodiretto da Mosca.

Sagra,
sembri uno di quei bambini che saggia i genitori per capire fino a dove può arrivare.
Mi raccomando poi, quando arriverà il basta così, la vaselina.

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sagra3 scrive:

Per Massimo Maffei

Si vede che sono un figliolo scapestrato.

Tu invece sempre obbediente a papà e mammà.

Ovviamente preferisci prendere l’olio di ricino perché te l’ha ordinato mammà, visto che ti vede seduto sul vasino senza combinare niente.

Soliti bacini da Sagra

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manca scrive:

ANSA di oggi,ore 16:55

CHIMICA: P.TORRES, TAVOLO GOVERNO CONVOCATO IN SETTIMANA

” ROMA – Il governo convocherà in settimana il “tavolo della chimica” per affrontare il problema di Porto Torres. Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio, che sottolinea come il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia raccolto “la pressante sollecitazione” del presidente della Regione Sardegna Ugo cappellacci. Berlusconi, inoltre, ha chiesto all’Eni di sospendere i provvedimenti annunciati in attesa della riunione del tavolo.

“Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – si legge nella nota del governo – raccogliendo la pressante sollecitazione del presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, ha chiesto al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola di convocare le parti al ‘tavolo della chimica’ per affrontare il problema di Porto Torres nell’ambito degli indirizzi strategici del settore. Il ministro Scajola ha prontamente aderito all’invito del presidente del Consiglio e provvederà in settimana alla convocazione del ‘tavolo’ “. “Il presidente del Consiglio – conclude il comunicato di Palazzo Chigi – ha anche chiesto all’Eni di non dare esecuzione ai provvedimenti annunciati prima della riunione del tavolo”.
I lavoratori dello stabilimento sono in stato di agitazione per la decisione della casa madre di fermare l’impianto del petrolchimico di cracking per due mesi.”

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kalevala scrive:

Caro Zazen :

Tanti anni fa ho fatto il CAR a Sassari …..io venivo da Roma.

Mi sembro’ un terra davvero affascinante ; ricordo un posto che si chiamava Chilivani che era una stazione ferroviaria simile a quelle del West con i depositi di acqua per le locomotive…indimenticabile ; Chilivani sembrava la location di qualche film di Sergio Leone.

Ma soprattutto era un paese povero , poverissimo.

A tale proposito i sardi danno o ricevono di piu’ dallo Stato Italiano?. Non ho statistiche , vado a naso …ma mi sa che e’ piu’ quello che ricevete. – posso essere smentito eh! -

Nell’ipotetico caso che la Sardegna diventasse indipendente avreste di che guadagnarne?

I cittadini sardi ne trarrebbero vantaggi?

Sareste piu’ ricchi ?.

Qualcuno ha in animo di trasformare la Sardegna in un paese fatto di casino’ oppure in un paese off-shore come le Cayman Islands al centro del Mediterraneo ?

Se i piemunteis , o i lumbard se ne vogliono andare riesco a capirlo…sono ben messi…ma i sardi?

E’ per un fatto di carattere spirituale ? di orgoglio ? Perche’ avete la consapevolezza di essere diversi ?

Forse una volta …non e’ che anche voi avete subito un processo di omologazione culturale a base di televisione e mille altre cose che oggi come oggi vi rende simili ai toscani o ai marchigiani ?

A meno che – ci sono stato nel 1973 – non siate diventati tutti ricchi come i nostri compatrioti della Brianza.

Se e’ cosi………

Aho’ ..ma ve ne volete anna’ tutti da ’sto Paese …ma chi ci rimane? Qualche aretino o qualche ciociaro?Comunque sia…il piu’ bello del mondo e anche se e’ quello che e’, considero un privilegio viverci…qualche incazzatura che ti prendi ogni tanto in qualche ufficio statale o simile non e’ un motivo sufficiente per privarsi della vista di Roma dal Pincio o piu’ semplicemente incantarsi a vedere una collina nel senese con la casa in cima e la strada bianca con i cipressi…si,lo so, chiunque in questi luoghi puo’ andarci anche se viene dalla Papuasia..volevo solo dire che anche se e’ il passato la cosa piu’ bella del nostro Paese…c’e’ pur sempre la terra, il mare o magari quello che ci hanno lasciato come i Bronzi di Riace (che dove sono nessuno vede,pero’)

Sono andato fuori tema…ah eravamo partiti dalla Sardegna….chi si dimentica un bagno fatto tanti anni fa nel mare di Stintino quando il cielo e l’acqua sembravano piu’ azzurri di quelli di Ladispoli?

Ma ‘ndo volete anna?

Un saluto.

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Zazen scrive:

Caro Kalevala,

Lei, come moltissimi purtroppo, commette l’errore di assimilare l’indipendentismo sardo al leghismo, attribuendo al primo le istanze del secondo.
Lei fa una domanda fondamentale:
“Nell’ipotetico caso che la Sardegna diventasse indipendente avreste di che guadagnarne?”

La risposta è semplice: la Libertá di usufruire della nostra terra. La SOVRANITÀ, quella che negli anni scorsi ci è stata piú volte negata. Ci è stato detto papale papale che non ne abbiamo diritto, con tutto che siamo regione autonoma.
I governi italiani, negli ultimi 5-6 anni, hanno violato la nostra autonomia per ben 12 volte. Lo stato italiano ci deve 10 miliardi di euro che ci ha leteralmente RUBATO. Soru ha illegittimamente contrattato 5 miliardi da restituire in comode rate ed in piú ci è stato detto che non possiamo mettere quelle entrate future a bilancio, CHE CI DOBBIAMO INDEBITARE.
Mettiamo che io venga a casa sua, le rubi una grossa parte dei suoi averi e poi, una volta scoperto le dica “va bene, fra 5 anni inizio a restituirle la metá di quello che le ho rubato, ma lei intanto chieda dei prestiti per far fronte alle spese quotidiane.” Le andrebbe bene? Mi dica dove abita nel caso che passo subito.

Grossa parte del territorio è soggetta a servitú militari ed è piena dei residui bellici usati per le esercitazioni (si informi sul poligono di Quirra). Lei ammetterebbe una richiesta di indipendenza solo se la Sardegna fosse ricca come la Brianza… non c’è visione piú miope di questa. Dice che la Sardegna da sola morirebbe di fame? Bhe, lasci decidere ai sardi, Lei non avrebbe niente da perdere, no? Visto che ritiene che per l’Italia non sarebbe una grossa perdita, cosa le costa? Anche io ne sono convinto, infatti nutro fiducia che si possa arrivare ad una separazione consensuale.
Se i sardi peggioreranno la loro situazione Lei potrá dire “ve lo avevo detto”; se la miglioreranno potrá venire in Sardegna per godere dei suoi frutti, magari a tariffe agevolate rispetto a quelle attuali.

Saluti

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Zazen scrive:

MA vorrei rispondere piú puntualmente alle sue domande.

1) Nell’ipotetico caso che la Sardegna diventasse indipendente avreste di che guadagnarne?

Io sono indipendentista, quindi credo di si, sotto tutti i fronti (economico e culturale)

2) I sardi danno o ricevono di piu’ dallo Stato Italiano?

Nemmeno io possiedo i dati, ma mettiamo che riceviamo di piú… vi diciamo “non dateci piú niente, grazie, facciamo da soli”, non Le andrebbe bene?

3) I cittadini sardi ne trarrebbero vantaggi?

Sono indipendentista, la risposta è piuttosto scontata, non trova?

4) Sareste piu’ ricchi ?

Avremmo maggiori possibilitá di produrre ricchezza.

5) Qualcuno ha in animo di trasformare la Sardegna in un paese fatto di casino’ oppure in un paese off-shore come le Cayman Islands al centro del Mediterraneo ?

Eh? Non credo, ma la fiscalitá di vantaggio sarebbe sicuramente un modo per far ripartire in fretta lo sviluppo.

6) Se i piemunteis , o i lumbard se ne vogliono andare riesco a capirlo…sono ben messi…ma i sardi?

Li capisce? Se sono giá ben messi chi glielo fa fare di cambiare? Comunque, per rispondersi, prenda una cartina e guardi dove è la Sardegna… lo vede che è un’isola al centro del Mediterraneo?

7) E’ per un fatto di carattere spirituale ?

No, non riconosco ai sardi nessun carattere spirituale particolare, quello fa parte della visione foljloristica dell’indipendentismo.

8) di orgoglio ?

idem, NO

9) Perche’ avete la consapevolezza di essere diversi ?

Diversi da chi? Siamo europei, in tutto e per tutto simili agli altri europei, italiani compresi.

10) non e’ che anche voi avete subito un processo di omologazione culturale a base di televisione e mille altre cose che oggi come oggi vi rende simili ai toscani o ai marchigiani ?

Certo, assolutamente simili, non fosse altro che viviamo su un’isola le cui prospettive di sviluppo divergono rispetto al resto della penisola.

11) Ma ‘ndo volete anna?

Vogliamo restare in Europa e intrattenere liberamente relazioni con i nostri fratelli italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi ecc… Liberi, Europei, Mediterranei.

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manca scrive:

ANSA 2009-07-14 ore 19:42

PD: COMMISSIONE GARANZIA, GRILLO NON PUO’ ISCRIVERSI

“ROMA – La commissione nazionale di Garanzia del Pd ha confermato all’unanimità, in una riunione che si è appena conclusa, che “non è possibile la registrazione di Beppe Grillo nell’anagrafe del Pd, poiché egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd”. La delibera, si legge in una nota dell’ufficio stampa dei Democratici, verrà resa nota sul sito nei prossimi giorni.”

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Amgelo scrive:

Maccarti scrive:
Grazie, Amgelo, per la canzone.
Lusingatissimo (non è da tutti ricevere un omaggio gratuito).
————————————————————————————-
Mi aspettavo che ricambiasse.
Magari con questa:
http://www.youtube.com/watch?v=BqlJwMFtMCs
Maccarti conoscerà pure i luoghi comuni e non di Napoli come le sue tasche, ma non quanto chi è stato costretto a “scappare” da lì!

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dvd1 scrive:

Più ascolto la vicenda Grillo-Pd e più mi viene da piangere.Io penso che sia una mossa per disitegrare il Pd.
Davide Cembrano.

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sagra3 scrive:

per Amgelo

“Maccarti conoscerà pure i luoghi comuni e non di Napoli come le sue tasche, ma non quanto chi è stato costretto a “scappare” da lì!”

A parte il fatto che il 70% degli Itaoamericani è di origine “Padana”, il povero maccarti ha le idee confuse più o meno come potrebbe avercele il signor Suzuki, che ha fatto il viaggio di Nozze a Napoli 10 anni fa, oppure il vecchio Maradona che, fra una tirata di coca ed una trombata a casaccio, qualcosa di Napoli ricorda ancora.

Dalla “Padania” ne scappavano molti di più che non da Napoli.

Per rinfrescarti la memoria ti ripubblico il post al simpatico maccarti:
Tu sei “ammericano di broccolino”, e di Napoli non conosci neanche l’anticamera della minchia:

“‘a Santarella” nessuno sa dove si trova.

“via Cilera” di tua sorella!
Francesco Cilea, capisciammè C I L E A, è un notissimo musicista del novecento.
“Francesco Cilea (Palmi, 23 luglio 1866 – Varazze, 20 novembre 1950) è stato un compositore italiano.”.
Quando si dice la cultura dei “Campus americani”.

“‘a Pigna Secca” è quella dell’altra sorella, quella più piccola.

La descrive bene Giuseppe Marotta, quello dell’ “ORO di NAPOLI”:

” All’Ospedale dei Pellegrini confluisce tutto il dolore di Napoli. Le ingiurie che il crimine o la sventura o la disperazione infliggono alla carne dell’uomo, nella città di Napoli, dove i fatti si riproducono innumerevoli e confusi e frenetici come una tempesta di moscerini intorno a un fanale, terminano tutte qui. “ “ Trasportato ai Pellegrini l’ Esposito vi giungeva in fin di vita” scrivono invariabilmente i cronisti dei quotidiani locali; e ciò avviene da secoli perché, come le sofferenze di Napoli, questo Ospedale è antico. Lo fondò nel 1579 Fabrizio Pignatelli, che ritornava infermo da lontani paesi e che non ne vide il compimento; si nasconde in un vicoletto della Pignasecca, la quale non è mai stata o non è più una strada. Della Pignasecca si vedono i muri, sorgenti però dalla folla, invece che dal suolo; tutto il resto non è che frutta, verdura, carne, pesce, olive, vino e ogni altro cibo o bevanda esistenti, offerti in vendita nel più clamoroso dei modi; La Pignasecca è il ventre di Napoli, le automobili contenenti feriti gravi per l’ Ospedale dei Pellegrini la percorrono a passo d’uomo, se la percorrono o almeno chi deve morire muore, ma non senza aver rivolto un’ ultima occhiata ai fichi secchi e al baccalà fritto, non senza definitivamente valutare ciò che lascia. Addio, “paste cresciute”, “pizze”, “sfogliatelle”, “pastiere”, “babà”: valeva la pena di sfacchinare per voi.”

Caro maccarti, ti voglio bene ed apprezzo quello che dici di Napoli.
Ma quando fai così assomigli tanto a Dean Martin quando prova a fare il napoletano.
Torna a fare “o’ mmericano”, che è meglio per tutti.

Cordiali saluti da Sagra

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Renato Pierin scrive:

Per Sagra3

Sagra3 ha scritto :

” Ma riesci a ricordarti anche una sola volta in cui nei due anni di disperata opposizione al governo Prodi, Berlusconi e sodali sono stati d’accordo su qualcosa “.

Posso solo dirti quel che ho sempre pensato e ripetuto ( poco qui, dove poco frequento, di più altrove ) e cioè che davanti ad “ un sistema contro “ il Silvio ha dovuto ovviamente assoldare tra le sue fila riciclati, ciurma rimasta a terra ( in sintesi “ la pietra scartata dai “ distruttori “ è diventata poi testata d’ angolo ) a partire da Mastella, la prima Lega, fino ai Potter Follini ( uno che a quei tempi mi piaceva definire come uno di cui non me ne poteva Pottere di meno ), poi Casini, poi l’ altro “ bolognese “ Fini ( vedremo anche sto qua cosa farà, ecc, ecc ) : si certo, tante difficoltà. Ma mentre dall’ altra parte si mettono in continuazione l’ un l’ altro tra la padella e la brace qualcun’ altro da questa parte invece di finire in padella ti inventa il predellino e mette in riga tutti, mettendo soprattutto gli italiani nella condizione di sperare di uscire dalla padella per non ricascare nella solita brace. Un capo.
E’ antropologicamente vero che siamo diversi : pensare di riuscire a sottostare a quelle melma ideologica da fuoco di copertura con cui a sinistra hanno sempre imbrattato e mascherato tutto per imperversare e razziare il Paese, non è da noi.
E non è, almeno non è solo tutto, Berlusconismo : ormai è un sentire comune contro la sinistra che ha fatto allontanare la gente da quella sinistra marmaglia.
Da quella gente che sputa su “ Vi faccio vedere come muore un italiano “, che probabilmente organizza gli imbarazzanti rapimenti e rilasci delle Simone fino a fare incazzare gli americani che stanchi per i pagamenti di riscatti, soldi buoni per la guerriglia, prima avvertono e poi forse ammazzano l’ autista di un’ altra …. si quella roba là … meglio che non la definisca, quella sgrena là insomma, poi ti tocca vedere checche Pecorare che ridono ai funerali ecc, ecc.
Sì certo, si potrebbe fare un enciclopedia.

Sagra3 ha scritto :

” In due anni di piagnisteo all’ opposizione avete mostrato alla Sinistra come sapete fare “ opposizione costruttiva ”.

Ma sei fuso ? A parte lo schifo dei senatori a vita, meglio senatori di sistema, che si sono trovati per la prima volta ad essere ago della bilancia, ( come perfino il Pallaro insieme ad altri ) ma che, non eletti, avrebbero dovuto starsene tacitamente sopra le parti, cosa che sicuramente da bravi legulei i sinistri avrebbero sostenuto con forza erculea se mai il centrodestra si fosse trovato nella stessa situazione, insomma a parte i senatori a vita, secondo te l’ unica opposizione costruttiva non era mica quella di lasciarli distruggere da soli come hanno fatto, dopo aver abusato e tradito anche la fiducia dei loro elettori e dopo avere abusato della richiesta della fiducia in Parlamento della quale mai dovrebbero abusare gli altri, come di intervenire a fine legislatura sulla Costituzione che mai nessuno dovrebbe fare anche se loro hanno, pentìti, dopo però, sbagliato per primi ?
E poi è vero : almeno su alcune cose solo la sinistra può fare cose di destra : il problema è che date dell’ orco a Berlusconi, poi torturate il ceto medio e arrostite pure i vostri con tasse e balzelli : oddio, a meno che non si parlasse di banche, assicurazioni, Fiat, corner farmaceutici dentro alla grande distribuzione, guarda caso tutta della Standa, quella a cui, lei sola, tutti davano le licenze mentre i gruppi amici come trovavano il niet su autorizzazioni o licenze altrettanto non trovavano mai nessun interlocutore disponibile. Povere falci e carrelli, tutte a loro capitano. Col cazzo. Si, insomma le solite storie ….
Dovevate buttare giù il Dal Molin e s è visto. Io poi sono di Vicenza e proprio oggi sul Giornale di Vicenza in effetti c’ è una foto che mostra che il Dal Molin non c’ è più : raso al suolo, ma per fare quello che dovevano fare e cioè la base nuova. Mi viene in mente la Cinzia Bottene, capa del comitato Dal Molin, mia vecchia, ed ex ovviamente, amica che è andata recentissimamente a Washington per essere audita riguardo alle proteste del comitato. E’ tornata entusiasta per l’ accoglienza, per il rispetto ricevuto e l’ ascolto. Anche con lei hanno fatto come con D’ Alema ai tempi del Cermis e dell’ Ulivo mondiale. Vieni qua a protestare su cosa : sui deliri di Diliberto che vuole rimettere in discussione la Nato per l’ incidente ? Prenditi la Baraldini, festeggia a casa e non rompere i coglioni. Mentre tu Cinzia conserva il ricordo dell’ esperienza avuta e riempine la tua vita.
Quante volte sono stati traditi gli elettori che poi vi hanno mollato ?
E avete avuto come ultimi giapponesi i tipi come la Palermi che pur di stare al governo, a fare che poi ?, avrebbe sciolto anche i sindacati.
Dovevate proteggere i ceti deboli e poi tra tasse ed eliminazione dello scalone per mandare in prepensione 150000, o quanti erano, sindacalisti protetti come lo sono stati i licenziati di Alitalia che ( essendo i diritti acquisiti intoccabili ) hanno avuti sette anni di goduria.
Mentre sul lavoro, quindi soprattutto al nord ora più di allora c’ è gente che chiude e chiudeva e mai più riaprirà, e neanche gente dopo di loro, comprese tutte le maestranze protette con qualche preservativo bucato rispetto ai privilegiati citati.
Come dogma, i vostri elettori dovevano, e dovrebbero, avere : Credere, obbedire e combattere. Traduzione : combattere Berlusconi, obbedire e, in aggiunta, credere a voi. ahahahahah

Sagra3 ha scritto

” Per non parlare dei piagnistei intercettati fra Berlusconi e Saccà, che manco le escort di lusso, che poi passava di seconda mano a qualche parlamentare da convincere, riuscivano a consolare “.

A parte che sembra che nel ’99 il passaggio di escort fosse fatto abituale con la cerchia di D’ Alema ( forse erano ancora lì e non se ne sono più andate pensando che prima o poi qualche baffino sarebbe tornato ), voi su questo siete maestri : perché accontentarsi di qualche escort quando se “ Abbiamo una banca ? “ le possiamo avere tutte.
Se poi a qualcuno piace il culo ridiventate perfino snob e non vi manca ovviamente chi vi rappresenta con discrezione nella fattispecie, Lord prima di tutto e poi, Sir Cana. Ma riguardo a questo avete anche chi in Parlamento sbagliava i cessi e litigava con le signore.

Potrei anch’ io continuare per molto, ma mi trovo anch’ io di fronte uno di quei testoni da soma buono solo a scattare sull’ attenti davanti a qualche busto con tanto di culto della personalità : Ma ohh, Sta lì, Fidel Guerrillero Heroico …
… con cui fortunatamente anch’ io ho poco in comune.
Renato.

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RiccardoP scrive:

Caro Renato mi sono letto tutto il tuo commento, ma o usiamo calendari diversi o qualcuno è in malafede.
Onestamente è imbarazzante anche solo lo scrivere che:
“il Silvio ha dovuto ovviamente assoldare tra le sue fila riciclati, ciurma rimasta a terra ( in sintesi “ la pietra scartata dai “ distruttori “ è diventata poi testata d’ angolo ) a partire da Mastella /cut”
E’ ancor più imbarazzante caro Renato rimettere in gioco Sircana con i trans, è roba da tarocchi e con una punta nemmeno nascosta di omofobia quando ci aggiungi le storie del bagno:
Decisamente bruttino che dici….
“Se poi a qualcuno piace il culo ridiventate perfino snob e non vi manca ovviamente chi vi rappresenta con discrezione nella fattispecie, Lord prima di tutto e poi, Sir Cana. Ma riguardo a questo avete anche chi in Parlamento sbagliava i cessi e litigava con le signore.”

Comunque se pensi che aver scritto la solitita tirata, è colpa dei comunisti, odiate Berlusconi, siete depravati più voi di noi et etc, sia il concreto del PDL, non posso che prenderne atto, dichiarandomi contento di avere fortunatamente poco in comune con questo stile di pensiero.

Riccardo

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RiccardoP scrive:

“STRASBURGO – “Una diaria di 290 euro! ‘Sta miseria. Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano”. Clemente Mastella esterna il suo disappunto per le nuove “durezze” a cui sono sottoposti i 736 eurodeputati. “Si prende meno che in Italia”. Lo urla in ascensore, sventolando furioso le carte che via via gli porgono i suoi assistenti. Studia i chilometraggi. Chiede a Cristiana Muscardini, storica eurodeputata di An, ora nel Pdl assieme all’ex ministro di Prodi, come funzionino le firme-presenze per essere pagati. ”

Mi vergogno, perchè nessuno si vergogna più, mi vergogno perchè questa è la dimostrazione del divario tra chi rappresenta e chi viene rappresentato, mi vergogno perchè non ho la possibilità di prendere a pedate nel culo chi ha la sfrontatezza di parlare di miseria se prende 40.000 euro lordi il mese e la pensione dopo 5 anni.
Mi vergogno perchè non si vergognano ma anzi….

Riccardo.

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lancillotto scrive:

L’IMPRESSIONE E’ CHE CON LA NUOVA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI REATI DEL GENERE DIVENTEREBBERO DIFFICILI DA INDIVIDUARE

Ecco uno stralcio di quella intercettazione nella quale Tarantini parla con il dottor Alessandro Canfora, primario ortopedico dell’ospedale di Barletta di una protesi «fetente».
CANFORA:…«Vedi che forse devo vedere di nuovo se domani, siccome venerdì sono diventate due, allora dovrei fare un arto e un endo. Ecco, non mi puoi mandare lo stelo fetente, questa è la mamma dell’ingegnere, ha 72 anni…»
TARANTINI: «No, quella fetente non te la mando domani, non ti mando proprio quella fetente».
CANFORA: No, non la mandare, perché oltretutto è la mamma dell’ingegnere del Comune, sta male che facciamo una cacata».

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holden scrive:

Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue …

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pfra64 scrive:

per Pierin
Proviamo a riassiumere l’intervento:

1)Silvio ha dovuto inciuciarsi con la melma
2) ormai è un sentire comune contro la sinistra
3) gli americani hanno dovuto sparare all’autista di un altra persona perchè i comunisti pagano i riscatti
4) i senatori a vita, per qualche norma costituzionale sfuggita a tutti, devono stare zitti
5) l’opposizione di SB non è stata costruttiva perchè la sinistra era cattiva
6) la Baraldini in cambio del Cermis e dobbiamo essere contenti
7) per Alitalia i licenziamenti e i 7 anni di goduria li ha fatti la sinistra e non SB (che invece l’avrebbe venduta ad AirFrance)

il resto poi non l’ho capito tanto, sarò duro di comprendonio, così come mi sembra che il punto 1 sia in contraddizione evidente con il 2 perchè se tutti sono anticomunisti allora i comunisti sono pochi, e che bisogno c’è di inciuciare visto che il nemico non c’è più ?

Io però avrei una domanda, se non ho capito male sei un artigiano.

Ecco, vorrei sapere se giustiicheresti i tuoi fornitori, sempre e comunque, così come giustifichi SB sempre e comunque.
In fondo, banalizzando e parlando in termini commerciali, il popolo da in outsourcing al governo la gestione dei propri affari.

Saluti.

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piedpiper scrive:

Caro Guzzanti,
condivido la sua dettagliata analisi con qualche “ma” e, me lo permetta, with a touch of irony.

MA
1. Non tutti gli Italiani sono quelli che lei, trascinato da una giusta vis polemica, descrive. Considerando anche quelli che non votano (ca. il 25%), c’è un 65% di concittadini che Cerone Pomicione non l’ha votato. E c’è gente – la maggioranza, visto che i lavoratori dipendenti sono a. 20 milioni – che le tasse, magari obtorto collo però le paga.
2. L’Italia della gente onesta e seria non fa notizia nè in Italia nè, tantomeno, in America, quindi la percezione della realtà è viziata dai mass media che battono il tamburo solo sulle cose negative (tante, per carità! ma non uniche).

TOUCH OF IRONY
1. La patria moderna del calvinismo capitalista dove lei si trova in questo momento non è certo un esempio di moralità reale (quella di facciata e manichea, come si dice a Roma “ce la ‘nsalamo”). Basti vedere cosa sono stati capaci di fare Wall Street e tutto il sistema finanziario/bancario a stelle e strisce, e tutta la politica estera dell’USA in America Latina, Africa e Asia negli ultimi 40 anni.
2. Lei due anni fa avrebbe tacciato un discorso come il suo di adesso di tutti i possibili epiteti (veterocomunista, disfattista ecc.). Mi fa piacere che sia arrivato a Damasco e voglio credere alla sua buona fede ma, mi lasci dire, il cambiamento è impressionante, quasi quanto le periodiche giravolte di Nostro Signore di Ceppaloni.
Saluti, anzi cheers!

GUZZ – MAGARI, DIOVOLESSE, LEI fosse dotato di ironia, una merce qui così rara. Purtroppo no. Fantasticando di impugnare un fioretto come se fosse una piuma, lei rotea invece la solita mandibola di tirannosauro come una clava, ruttando e petando senza mercé per gli altri cavernicoli. E questa la chiama ironia. Alla faccia dell’iperbole.
Quel che penso oggi io, come parametri morali, lo penso da sempre. Fra quel che dico io oggi e il veterocomunismo non ci sono punti di contatto e la sua obiezione è piccina e puerile. Sono andato a Damasco di Siria, ma non sono mai andato nella Damasco saulina della metafora. Dove e quando e in che, di grazia?
Dissento totalmente su quel che lei dice degli Stati Uniti e le do volentieri del veterocomunista dall’approvvigionamento rozzo e pieno di ciarpame falso e propagandistico. Si legga, poiché io non ho tempo qui di scriverle un saggio, il “Manual del Perfecto Idiota Latino-Americano” di Mario Vargas Llosa e figlio, con altri (tradotto male in Italia dal mio povero amico Valerio Riva per Bietti editore) in cui c’è tutto quel che lei dovrebbe sapere e evidentemente non sa. La moralità di una nazione non si misura dal numero di comportamenti immorali che essa contiene (e su cui varrebbe la pena mettersi d’accordo in precedenza) ma dai principi su cui si fonda e dal comune sentire dei suoi abitanti. E’ cioè il suo potere di autoregolazione che conta: quello che fa emergere gli scandali, colpire i responsabili, provocare una reazione giornalistica decisiva, eccetera.
Non ho mai pensato che tutti gli italiani siano stronzi. Solo la maggioranza, di destra e di sinistra, come questo blog ampiamente illustra.

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piedpiper scrive:

Caro Guzzanti,
lei parla di ciarpame falso e propagandistico. E’ un’opinione lecita, ma è la sua personale opinione e ha valore solo come tale. Dice anche di non essere mai stato fulminato sulla via di Damasco. Mi permetta di dissentire, del resto è lecito cambiare idea, ci mancherebbe! Dica semplicemente: “Beh, mi sono accorto che non tutte le vacche erano grasse come pensavo fino all’altro ieri”. Siamo umani e gli umani hanno il diritto di cambiare idea, con l’unica variante che le idee si cambiano ma rimanendo se stessi in quei due o tre principi fondamentali che rimangono alla base del senso etico di ciascuno. Non faccia la parte dell’ Uno e Puro, perchè non c’è continuità alcuna (a meno di volerla trovare ad ogni costo) tra quanto lei scriveva nella prefazione all’opera letteraria di Cerone Pomicione “L’Italia che ho in mente”, 2000 Mondadori leggibile per chiunque anche su http://www.forzaitalia.org/premier/libro1.asp, e da cui traggo questo passo “[...] Ciò che rende diverso questo politico prestato dalla società civile è il fatto che abbia in mente un modello di società e di sviluppo. Che sappia come far funzionare la produzione della ricchezza riducendo drasticamente il carico fiscale e come usarla per ridistribuirne quote sotto forma di servizi, di scuole, di sicurezza, di salute. Tutte le sue idee, del resto, costituiscono una sfida radicale alla politica tradizionale impantanata nel guado del capitalismo assistito e senza rischi, bloccata dai legacci della politica sindacale” [...], e quanto lei afferma nel post in cui ci troviamo: [...] “Berlusconi è la più completa immagine dell’Italia, è l’Italia, l’Italia parassita e presuntuosa, l’Italia borghesuccia e impostora, l’Italia che non paga le tasse, l’Italia che fiancheggia la Camorra ma che poi si fa le pippe su Gomorra, l’Italia dei D’Alema e dei Veltroni, l’Italia che non sa esprimere una classe dirigente ma soltanto un pallone gonfiato che è comunque un pallone di qualche capacità imprenditoriale (guarda i soldi che seguita a fare). E’ l’Italia della sua televisione, è l’Italia dei suoi telegiornali, è l’Italia dei suoi congiuntivi pericolosi,è l’italia delle teste di cazzo che diventate berlusconiane “[...] Siccome il Satrapo non è molto diverso oggi da quanto non fosse nel 2000, nè lo è la sua “immagine dell’Italia”, a me sembra che a Damasco lei non solo sia stato fulminato ma oserie dire carbonizzato! E’ l’unica alternativa credibile per poter continuare a credere alla sua buona fede, perchè in caso contrario si tratterebbe di puro e semplice turncoat. Lecito anche questo, del resto.

GUZZ – MA CHE GIOIA MI DA’ LEI, Piedpier: io non avrei saputo fare citazione migliore e lei me ne ha esentato facendo la fatica per me. Quelle parole che io scrissi in prefazione al libro di Berlusconi, che io mai ho chiamato e mai chiamerei Cerone Pomicione, dicono ESATTAMENTE quale fosse la SPERANZA, il progetto, il programma, per l’Italia che avevamo tutti in mente e per la quale ci trovammo uniti. Io non ho mai sposato un leader, non mi sono mai fidanzato con un guru: io ho progettato e aiutato a progettare e sono stato per questo CHIAMATO da Berlusconi quando ero un giornalista della Stampa. Gente come me, come Adornato, come il povero Colletti e tanti altri, avevamo in mente quell’Italia che Berlusconi, forte anche della nostra delega e del nostro Copyright si era impegnato a costruire.
Un Paese che riduca il carico fiscale e faccia crescere la ricchezza prodotta per redistribuirne quote sotto forma di servizi, di scuole, sicurezza, salute. Aggiungo che allora nessuno di noi pensava a una questione democratica legata alla vita di un primo ministro nella cui casa possono essere introdotte delle puttane allo scopo di fargli prendere posizione su un progetto industriale. Non si parlava allora, perché impensabile e inconcepibile, a una crisi nei rapporti fra Camere dei rappresentanti ed esecutivo, né di leggi elettorali che impedissero all’elettore la scelta dei candidati (legge che io, con disciplina di partito che oggi rimpiango, questa sì, ho votato).
E che cosa abbiamo avuto in cambio? Nulla: la ricchezza non è prodotta in quantità sufficiente, la ricerca scientifica e tecnologica (vengo da un viaggio americano formidabile dove ho visto con i miei occhi in questi giorni che cosa succede ad Harvard e all’Mit) è umiliata sicché non produciamo brevetti e non usiamo cervelli, la democrazia liberale parlamentare è in grave pericolo perché il Legislativo è un’appendice immota dell’Esecutivo, vengono derisi i pesi e i contrappesi e il personale politico viene scelto per misure di gambe e reggipetti, se non di prestazioni.
Vede. lei usa un tono condiscendente, come se io dovessi ammettere di esere un uomo di mondo che “cambia idea”, quando invece le mie idee morali e politiche sono inchiodate e non si muovono: liberalismo e calvinismo, se vogliamo proprio buttarla sul semplice.
Berlusconi che a me aveva promesso di promuovere una rivoluzione liberale, promuove invece una sua personale politica aziendale paternalistica e narcisistica che non è la mia.

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lancillotto scrive:

Guzzanti dopo questa però le faccio uan domanda difficilissima ed impertinente. lei dice : “Berlusconi che a me aveva promesso di promuovere una rivoluzione liberale, promuove invece una sua personale politica aziendale paternalistica e narcisistica che non è la mia”. Ma allora, di cosa avete peccato voi intellettuali delusi: superbia o generosità?

GUZZ – DICIAMO CHE E’ STATO un conflitto di interessi. Il mio, il nostro, era e resta interesse per la democrazia liberale occidentale italiana. Quello di SB è l’interesse per la promozione sua personale, paternalistica, scopereccia, narcisistica, aziendale.
Quando il conflitto è diventato insopportabile o incomponibile, chi ha avuto la schiena diritta ne ha tratto le conclusioni.

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LPF scrive:

Lémery,

su che cosa Guzzanti sia d’accordo con lei è per me -e forse non solo- un mistero. Nel suo esordio in questo sito lei non ha scritto un articolo di giornale, ha fatto molto di piu’, ha provato a creare un sistema compiuto, un modellino interpretativo della realtà.
Questi giochetti si apprendono nelle università (nelle facoltà giuste ovviamente, in America per esempio). Ne esistono in Fisica, in Matematica, ecc., e nella Scienza Politica. Io li conosco bene, sia di tipo politico che economico.

Il suo tentativo è stato perciò per me un invito (irresistibile) a nozze.
E’ come dire a un chirurgo “dai, guardami questa lastra. E’ da operare o no?”.
Ci sono ancora in giro tecnici (cosi’ chiamano gli scienziati in America), sa?
Glielo ha detto anche Guzzanti che Obama li cerca e li coccola, non come certi troglotidi di casa nostra.

Nella discussione che c’è stata tra me e lei è venuto fuori parecchio. Qui si dimentica tutto alla svelta, non sarebbe male allora riassumere (e magari rileggere i post relativi):
1) l’Occidente non è affatto in crisi, come dice lei, anzi, nella sostanza ha vinto, dico io;
2) i capi di stato in particolare, gli Obama, i Sarko, SB, non sono affatto tutti uguali, come lei afferma, perche’ omogeneizzati dalla decadenza dell’Occidente. Tutti privi di “valori” qualitativi, banalotti, e quindi intercambiabili, in un certo senso. Io le ho controbattuto che cio’ non è affatto vero: in Occidente c’è una scala di valori-paese e noi ne occupiamo il fondo.
Questo è il problema, non l’Occidente. Conseguenza noi siamo il problema dell’Occidente. Mica uno scherzo, no? Che ne dice? Lei risponde altro. Dice che l’Occidente non ha piu il senso della “grandezza”. Questa sarebbe la chiave di tutto. Mah! Comunque le ho chiesto di precisare questo aspetto. Attendo con fiducia (immagino non sia il solo) una sua risposta;
3) ho infine sostenuto che per capirci qualcosa in cio’ che ci circonda bisogna utilizzare non il suo schema, che vede la civiltà occidentale nella fase terminale di un ciclo vitale, ma piu’ semplicemente il pensiero dicotomico, e utilizzare in particolare la coppia bene/male, filtrata con il concetto/valore di MORALE.

Ma lei da questo orecchio (in particolare sul punto tre) non ci sente.

Ci sarebbe stato -a conclusione delle mie argomentazioni- un quarto passaggio, che avrebbe visto ovviamente il calvinismo e tutto il resto. Guzzanti mi ha battuto sul tempo. Meglio cosi’. Fatica risparmiata. Tuttavia c’e ancora da dire molto su questo. Perche’ questo è il PROBLEMA. La MORALE (non quella delle beghine, ma quella di cui si discute nella Scienza Politica) ci deve essere o no in politica? E noi come saremmo messi? Bel tema, non le pare?

Resta per ora il problema su che cosa Guzzanti sarebbe d’accordo con lei. Guzzanti dice “Non sono d’accordo invece con il mio amico Lémery quando liquida Obama come un fighetto”. Sarebbe stato strano il contrario. Il problema è che l’Obama fighetto è come il finale di un film. Tutto confluisce lì. Quindi non si puo’ dire sono d’accordo sul resto ma non sul finale. Il film e’ costruito su quel finale. Per intero. Altrimenti avremmo anche prima avuto tutta un’altra storia.

Lémery, comprendo la difficoltà della situazione. Dovrebbe essere lei a questo punto a risolvere l’imbarazzo e dire a Guzzanti qualcosa del genere: “Mi spiace ma non posso dire che sono d’accordo con te”. Altrimenti non va bene.
E’ ovvio pero che non puo’ piu’ riproporre il suo sistemino. Non essendo il suo un articolo di giornale, ma appunto un sistemino, ho provato a confutarlo. Non e’ stato difficile. Ora il sistemino è solo un mucchietto di cenere il fondo alla discussione precedente. Cosi’ si fa quando si prova a fare scienza, o qualcosa che le somigli, e si va avanti.

Tuttavia a me non piace di solito ne’ perdere, ne’ stravincere. Nel corso della discussione lei ha sollevato, en passant, un argomento che, al di fuori di una discussione teorico/sistematica, puo’ avere un certo interesse. Mi riferisco alla questine della “sicurezza” (immagino non si sa riferito a quella di competenza del Ministero degli Interni). Ecco, questo secondo me, potrebbe essere un argomento di un certo interesse.

Amitiés.
Luciano Priori F.

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Manuele Bani scrive:

Da non perdere…

http://www.corriere.it/politica/09_luglio_15/Garibaldi_veltroni_berlinguer_b06da232-7107-11de-b1fb-00144f02aabc.shtml

Uolter…Uolter…ma farai incazzare…hai avuto 1 anno e mezzo di tempo per dire queste cose…quando era il momento…e poi andiamo a vedere i fatti…ed i fatti dicono che invece, a un mese dalle elezioni, ti sei alleato con Di Pietro.

Ma ci fai o ci sei?

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Patton scrive:

Mi spiace LPF,
ma la conclusione Sua e di Guzzanti sulla mancata Riforma protestante in Italia è la solita banalità autoassolutoria di un laicismo che del sentimento religioso della maggioranza del popolo italiano non sa più nulla.

La borghesia e il mercato libero son nati in Italia nel Medioevo, dopo la riforma cluniacense e di Papa Gregorio VII, favorita dagli imperatori germanici ma non dall’aristocrazia. Tutti gli storici di valore lo sanno, ad esempio Paolo Prodi (il fratello buono dell’our man):
http://www.magazine.unibo.it/RassegnaStampa/LBU/LBUH7.pdf
Lutero amava i prìncipi e odiava i mercanti. Calvino odiava entrambi, ma il suo esperimento teocratico ebbe successo probabilmente perché Ginevra e l’Olanda si trovavano fuori dalle direttrici geopolitiche delle grandi conquiste militari, e poterono svilupparsi senza troppo disturbo. L’Italia del Rinascimento, viceversa, fu il campo di battaglia delle grandi potenze (come lo sarebbe stata la ricca Europa nel 1916-1945), nessuna delle quali potenze volle però togliere il potere temporale ai Papi, perché sapevano benissimo che la Chiesa era una specie di ONU che, all’occorrenza, poteva organizzare la difesa dell’Europa dalla minaccia turca. E così fu, almeno fino al fallito assedio di Vienna nel 1693. (qualcuno di voi laicisti sa chi fu Padre Marco d’Aviano e dov’è sepolto?)

La situazione attuale è incomprensibile se non si tien conto dell’enorme spinta demografica proveniente dai paesi arabo-musulmani. Cominciamo a chiederci, ad esempio, perché le protestanti Inghilterra e Olanda sono all’avanguardia dell’Eurabia ed espellono i giornalisti israeliani dall’IFJ o i musulmani “apostati” come se fosse la cosa più naturale di questo mondo… Quindi lasciamo perdere narcisismi alla rovescia come “in Occidente c’è una scala di valori-paese e noi ne occupiamo il fondo”.

Cordiali saluti

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holden scrive:

Bel post, sig. Patton.

E credo che la nuova Enciclica di Papa Benedetto XVI rafforzi i temi da Lei riassunti (a mio avviso la “caritas” Ratzingeriana ha tutt’e due i piedi nella libertà individuale, perché presuppone la – libera – scelta di donare).

Ed il messaggio di Gesù è, a mio parere, rivoluzionario rispetto alle altre religioni proprio perché passa attraverso la libertà dell’individuo, che si salva scegliendo (liberamente) la strada indicatagli (ma non impostagli, neppure con la predestinazione) da Dio.

Credo che il Senatore si riferisca più che altro alla dottrina sociale della Chiesa, che ha secondo me inquinato la purezza del messaggio cattolico, insinuandovi valori e messaggi ideologici, sganciati dalla semplice dogmatica cristiana (mi pare che la Populorum progressio sia piena di temi “terreni” ma assieme ideologici come la “giustizia sociale” imposta dall’alto, tema che non ricordo fosse tra quelli portati avanti da Gesù).

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Patton scrive:

Caro Holden,
non è certo un caso che l’unico dibattito culturale degno di questo nome in Italia sia quello che si svolge in ambiente cattolico, ad esempio sui temi dell’enciclica, su Weber, Calvino e Gregorio VII.

Con tutti i loro difetti, gli studiosi cattolici e i notabili democristiani avevano, e hanno tuttora, una conoscenza del Belpaese e un senso dello Stato che moralisti Repubblicones & puttanieri Berluscones non si sognano neanche di notte.
Con una differenza, però: che oggi Uòlter riabilita Craxi, fra vent’anni Ibn Dalemah riabiliterà don Baget Bozzo.

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holden scrive:

Don Baget Bozzo ai miei occhi era una bella testa pensante; le analisi politiche erano acute.
Peraltro, se a sinistra l’avessero letto e ascoltato attentamente e senza pregiudizi, avrebbero avuto le armi per sconfiggere la politica berlusconiana, perché egli, a differenza degli altri “consigliori” politici del Premier, che amano fare trappole e disinformazione contro la sinistra, era anche totalmente “ingenuo” e diceva sempre ciò che pensava (almeno, così mi è parso).

Sulla “riserva di serietà”, sempre più piccola, ma ancora presente al di là del Tevere, concordo appieno.
Ed infatti fra molti anni, quando e se potrò e vorrò rallentare con il lavoro, la laurea in teologia sarà mia!
A costo di portarmi i libri in cambusa.

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kalevala scrive:

Caro Pierin :

Hai verve , passione….leggo con interesse i tuoi post che trovo , nonostante la complessita’ della materia berlusconiana , troppo lunghi.

Sei un perfetto e legittimamente “homo berlusconianus” al quale mi permetto di fare brevemente due o tre domande ; TE NE POTREI FARE TANTISSIME …FORSE LE SOLITE CHE – PURTROPPO – NON APPASSIONANO PIU’ NESSUNO , disperse nella melassa narcotizzante dei notiziari televisivi…dalla Giustizia alle mignotte.

1) Dicci un suo difetto,pubblico o privato che sia ; cosi’ facciamo prima e cosi’ ti risparmi un sacco di sane energie ;

2 ) Quale’e’ ,secondo te, il motivo serio e razionale per il quale TUTTA la stampa del pianeta parla di Silvio Berlusconi non solo in termini semplicemente critici ma con toni di disprezzo assolutamnte inusuale per un capo di Governo straniero- clown,buffone di corte ,mentitore di professione, scopatore di mignotte ;

3 ) Non hai il vago sentore di essere preso per il culo quando oggi SB ha candidamente dichiarato che tutti gli obiettivi del Governo sono stati centrati ? ndr. Pil – 5,2 , debito pubblico ormai incontrollabile , rapporto debito/PIl oltre il 5….sappiamo il momento economico che stiamo vivendo ma ci dovrebbe essere un minimo di decenza e di relazionalita’ con la realta’ delle cose ..non stronzate apocalittiche come quelle sopra indicate.

I radical chic identificano nel berlusconismo la genesi di un degrado etico e morale del Paese sconosciuto negli altri Paesi ricchi ed evoluti dell’Occidente. Ecco , pensi che su questo piano,viceversa, il Paese sia migliorato ?

Qui’ ,per forza, mi fermo se no’ anch’io diventerei inutilmente troppo lungo.

Un saluto.

Consentimi un veloce Post Scriptum….l’amico pfra64 ha creduto di aver individuato la tua professione…artigiano ; se cio’ fosse vero l’ultima cosa al mondo che si potrebbe pretendere e’ avere un soggetto dotato di partita IVA…. di “sinistra” …. il nume tutelare non puo’ essere che Silvio.

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kalevala scrive:

Senti Patton…tu me devi d’ ‘na cosa…..

Questa storia di Berlinguer a Sofia la conoscevo anch’io….ma tu , che fai il medico , ma come cazzo fai a sape’ tutte ’ste cose ?

Ma la notte dormi ? Ma quanto dormi? Ma che fai… dormi due ore e mezzo come Lui ?

O ti leggi il Bignami scritto da Farina e da Pompa ?.

Notizia di servizio….se puoi , ritorna all’Argentario che si sta proprio bene…la ggente a’ finito li sordi e alla Feniglia se largheggia ke e’ ‘na bbellezza…..me sa ke ce vanno solo lautoctoni.

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Patton scrive:

Kalle,
piu cose uno sa e più ne impara. E poi esercitare la memoria allunga la vita, così esercitare il potere allunga l’…

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lancillotto scrive:

Guzzanti posso chiedere qual è la sua posizione, personale ma anche del partito di cui fa parte, sulla scelta di tornare all’energia nucleare?

GUZZ – Pro.

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Arya scrive:

Mi rendo conto che ci possano essere valide motivazioni per essere a favore del nucleare ma nella mia città abbiamo “già dato” senza indennizzi, anzi ad oggi abbiamo un deposito di scorie nucleari in fase di ampliamento probabilmente pronto per ospitare le scorie di tutto il Paese.
Non solo, si dice pure che alla vecchia centrale verrà affiancata una nuova, presidiata dai militari poco distanti e chissà se lei onorevole, ne sappia già qualcosa.
Io solo all’eventualità ne sono accorata perchè la maggior parte delle donne, nella mia città, ha problemi alla tiroide compresa mia madre che ha sempre avuto una salute di ferro; solo il pensiero che per noi cittadini possa ricominciare un incubo a dispetto di quanto espresso col referendum relativo mi fa stare male.
Mi chiedo perchè tutti gli altri paesi pian piano smantellano per impiegare fonti di energia alternative e noi scegliamo la strada più costosa ed obsoleta? Me lo domando io che ho sempre dubitato delle teorie catastrofiste degli “algoristi”, ma se lo domanderebbe chiunque avesse una centrale nucleare in casa propria.

GUZZ – ARYA, PER FARSI passare la paura si faccia un giretto in Francia, Paese pilota ed esemplare per la sicurezza e il trattamento delle scorie e vada a parlare con i cittadini dei paesi e delle città prossimi ai luoghi in cui, con competenza meticolosa e sicurezza assoluta vengono stoccate le scorie.
L’unico incidente nucleare noto alla storia è wuello di Cernobyl, dovuto non al nucleare, ma al fatto che è nucleare in mano ai russi. I russi sono un problema, non il nucleare.
E comunque noi comperiamo energia elettrica prodotta col nucleare dalla Francia, che ha centrali vicine alle nostre frontiere. Come dire? Cornuti e mazziati.
Sono morte negli ultimi vent’anni più di diecimila persone nel mondo a causa di incidenti dovuti al petrolio e manco una per il nucleare. Io penso che potrebbe informarsi bene sulla Francia e stare tranquilla per la sua tiroide e quella della sua mamma.
Ciò non toglie che si debba contemporaneamente fare tutta la ricerca e l’uso delle energie alternative al nucleare, ma esse non possono produrre che una minima parte del fabbisogno. Quanto alla tecnologia obsoleta, oggi si fanno centrali di concezione nuovissima e partire da zero è un grande vantaggio.

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lancillotto scrive:

Guzzanti dimentica Three Mile Island.

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holden scrive:

Si, vero, ma quell’incidente non ha causato morti dirette (sulle “indirette” si discute, ma sicuramente si registrarono incrementi nei tumori della popolazione vicina).

E Three mile island è impianto di seconda generazione.

L’accordo con la Francia prevede quattro impianti di terza generazione, sicuramente più sicura.

Ma il problema più pressante non mi paiono gli incidenti (sempre possibili, ma assai improbabili), quanto il destino delle scorie e la localizzazione degli impianti (la sismicità dell’Italia rende ipotizzabili solo poche, pochissime aree).

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sagra3 scrive:

per Renato Pierin

“Prenditi la Baraldini, festeggia a casa e non rompere i coglioni. Mentre tu Cinzia conserva il ricordo dell’ esperienza avuta e riempine la tua vita.”

Io posso anche tenermi la Cinzia Baraldini:
“ROMA – Gli intellettuali italiani si appellano a Ciampi perché conceda la grazia a Silvia Baraldini. Tra gli altri, Norberto Bobbio, il premio Nobel Rita Levi Montalcini, Dacia Maraini, Roberto Benigni, Carla Fracci, Franca Rame. In una lettera al capo dello Stato, ricordano che la Baraldini ha scontato già «diciotto anni di carcere pur non avendo mai prestato la propria condotta a nessuna azione che causasse il minimo spargimento di sangue». Viene poi ricordato che il presidente Clinton, al termine del proprio mandato, ha concesso la clemenza nei confronti di Susan Rosemberg, coimputata della Baraldini, e si fanno presenti le delicate condizioni di salute della detenuta.”

Tu invece ti devi tenere Cesare Previti, che si guadgnato 22 miliardi (esentasse) per aver comprato giudici e magistrati.
E ce lo avete pure rifilato in Parlamento per 10 anni.
Ed ha fatto un solo giorno di galera.

Per il resto sei lagnoso ed inconcludente, confuso ed indottinato, pedante e noioso.

Sagra

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kalevala scrive:

Caro RiccardoP…deh…hai parlato di Mastella ; ormai di lui abbiamo detto tutto il male possibile.

Il personaggio e’ mal sopportato anche a Destra – vedi l’amico Pierin – e con Clemente mi viene in mente una delle caratteristiche fondamentali della Politica e della Democrazia in generale. Il compromesso .

IERI A SINISTRA e oggi a destra si dice : io sono convinto della bonta’ e della esattezza della mia ricetta per il benessere del Paese ; conscio e convinto di questo, e’ necessario pero’ imbarcare rottami impresentabili come il buon Clemente…anche la Democrazia pretende che si buttino giu’ dei bei rospi.

La vicenda Mastella e’ emblematica in tal senso.

.La notizia e’ passata abbastanza in silenzio ma il signor Mastella e la signora Lonardo , la di lui consorte , sono stati rinviati a giudizio dalla Magistratura napoletana per una bazzeccola….concussione.

Ma per il PRESUNTO reato di concussione c’e’ un premio ? Ebbene si’ …c’era anche un conto da saldare poi…va bene Strasburgo ? OK. Pero’ quei miseri 260 euro gridano vendetta,povero Clemente.

Se non erro la consorte pretendeva che il primario di ginecologia all’ospedale di Caserta fosse, a garanzia della salute delle puerpere , non il piu’ bravo ….ma semplicemente ‘namico suo.

Ma perche’ siamo fatti cosi?

Un caro saluto amico RiccardoP , di cui apprezzo la misura tra quel po’ di guittume che si registra in taluno nel blog che ci ospita e nel quale,naturalmente , talvolta mi riconosco.

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Zazen scrive:

Patton, bello l’aneddoto, a grandi linee lo conoscevo pure io. Un giorno forse riusciró a capire anche cosa c’entri con gli argomenti da me portati a favore dell’indipendenza della Sardegna.

Per quanto riguarda i “traumi e le tragedie”, si tranquilizzi, stavo scherzando si… era un semplice gioco di parole visto che lei, nel raccontare il suo precedente aneddoto, l’aveva definito “tragedia in due battute”.

Certo peró che se io parlo di indipendenza ed argomento ed ogni volta mi si risponde con aneddoti che non c’entrano nulla non si va da nessuna parte. Le cose sono due: o Patton si ritiene talmente superiore da non giudicare necessario esprimersi nel merito, oppure gli mancano gli argomenti per replicare e preferisce svicolare raccontando “tragedie” e “aneddoti”.

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Patton scrive:

Zazen,
le “tragedie in due battute” non le ho inventate io, bensì il napoletano-romano Achille Campanile.

Quanto al mio aneddoto, c’entra nel senso che la Sardegna ha prodotto personalità di rilievo solo in relazione al “continente”. Infatti la Sua prima idea non è quella di valorizzare il lavoro dei sardi, ma quella di sfruttare la posizione strategica della Sardegna nel Mediterraneo. Complimenti, Lei ha capito tutto.
Salvo la cosa più importante.

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Zazen scrive:

Patton,
dove ho mai scritto che Lei ha inventato le “tragedie in due battute”? Le riassumo il tutto cosí le sará piú chiaro (forse, altrimenti chiederó a Guzzanti di attivare la funzione “disegnini”): Lei ha definito scherzosamente “tragedia in due battute” l’episodio che le è capitato a Napoli con il tassista; io Le ho risposto giocando con il termine “tragedia” ed aggiungendovi “traumi”. Non so perché, ma a quel punto mi è entrato in tilt… se fa battute e non accetta le controbattute lo chiarisca prima, la prossima volta cercheró di evitare di turbarla.

La sua frase “la Sardegna ha prodotto personalità di rilievo solo in relazione al “continente”” è talmente idiota da non sembrare neanche pronunciata da una persona erudita ed intelligente come Lei.
Cosa hanno fatto infatti quei “grandi personaggi” per la loro terra? Molto se per “loro terra” si prende in considerazione l’Italia; NULLA se invece si intende la Sardegna. Persone del genere le lascio volentieri a crogiolarsi nella “gloria italica”, io preferisco considerare personalitá di rilievo qualcuno come Antóni Simon Mossa oppure, in ambito culturale, Sergio Atzeni.
Se poi Lei non arriva a capire che la valorizzazione del lavoro dei sardi è strettamente correlata all’indipendenza, bhe, quello è un suo limite e Lei implicitamente lo ammette continuando a non entrare, se non molto marginalmente, nel merito dei rilievi da me sollevati.

Non si crucci, Lei ha dimostrato di essere molto preparato in altri campi, continui su quella strada oppure affronti piú umilmente ció che non conosce cosí bene.

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Patton scrive:

Zazen,
ma quali “tilt” e “traumi”? Nella risposta del tassista napoletano non c’era niente di più scontato e prevedibile di quel che egli disse; così come nel Suo sarcastico (non: ironico) “traumi”.

I personaggi da me elencati sono, almeno per me, altrettanti buoni motivi per amare la Sardegna e rispettare i sardi per quel che han dato all’Italia. Mentre per Lei sono solo altri crediti da esigere. Lei capisce le cose in fretta, dunque conosce già la mia risposta alla Sua esazione.

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Zazen scrive:

Crediti da esigere?
Patton, veramente, lasci stare. Si diletta nel citare aneddoti per dimostrare quanto ami la Sardegna (per quel che ha dato all’Italia, ovviamente, altri motivi non ce ne sono… dopo tutto si sa, i sardi sono generosi, orgogliosi, testardi e tutti gli altri banali luoghi comuni), ma nel merito non ci entra mai. Non so se è perché non sia in grado o perché si senta troppo superiore… propendo per la prima ipotesi al momento.

Saluti

(E' stato raggiunto il livello limite per questo commento)
Patton scrive:

Lei è sfiancante Zazen, e io non sono in grado di capire.
Così l’asino disse al suo padrone: “vai dove ti pare”.

 
Zazen scrive:

No, Lei è in grado di capire, solo che non è in grado di rispondere nel merito. Preferisce raccontare mostrare quanti “aneddoti” e “tragedie” conosce.
Peró voglio fare un ultimo tentativo riassumendole l’andamento di questa piccola discussione:

1) Io sono intervenuto dicendo:

“(per la Sardegna) l’Appartenenza all’Italia è priva di ogni logica, basta guardare una qualsiasi cartina geografica per capirlo, oppure informarsi sulla sua storia al di lá di quello pervenutoci dalla pomposa retorica risorgimentale.”

2) Patton aveva diverse opzioni di fronte: a) ignorare la frase; b) rispondere nel merito (magari cercando di dimostrare la logicitá storico-geocrafico-culturale dell’appartenenza della Sardegna all’Italia); c) raccontare un episodio che le è accaduto una decina di anni fa a Napoli, ma che non c’entrava assolutamente nulla. Ha scelto la terza opzione e, pur avendo la possibilitá di cambiare, ha deciso di percorrerla sino alla fine.

3) Io comunque ho provato a riportarla nel merito della piccola sotto-discussione e le ho fatto diverse domande:
“quali vantaggi traggano vicendevolmente Italia e Sardegna dall’essere unite in un’unico stato? Cosa hanno in comune? quali interessi? Quale storia? (…)Non è questione di cattiveria italica o incapacitá sarda, è che il rapporto non funziona. Che male ci sarebbe nel prenderne atto?
Io non auspico l’indipendenza della Sardegna perché credo in una presunta superioritá dei sardi o in qualche particolare differenza antropologica o culturale, la auspico perché la ritengo (dal punto di vista economico e culturale) la cosa migliore per i sardi e non la considero un danno per l’Italia.”

4) Una persona intellettualmente onesta cosa fa a questo punto? Risponde alle domande poste e cerca di dimostrare che l’interlocutore si sbaglia… Patton no, lui è superiore, quindi racconta un altro aneddoto, questa volta non personale, ma che riguarda due illustri sardi: Berlinguer e Cossiga. La storia è commovente, oserei dire struggente, sono stato lí lí dall’avvolgermi nella bandiera italiana piangendo e chiedendo scusa per aver solo osato pensare all’indipendenza della Sardegna… sono stato bloccato solo dal fatto che la storiella non c’entrasse assolutamente nulla con quanto da me detto.

5) Ho avuto l’ardire di farle notare quanto le sue storielle fossero poco pertinenti;

6) Patton invece mi spiega che sono oltremodo pertinenti perché spiegano bene alcune cose:

a) la Sardegna ha prodotto personalità di rilievo solo in relazione al “continente”… in pratica un personaggio, per essere di “rilievo” ha bisogno del riconoscimento della penisola italiana… i sardi ringraziano umilmente madama la marchesa per averli onorati di qualche riconoscimento;

b) “I personaggi da me elencati sono, almeno per me, altrettanti buoni motivi per amare la Sardegna e rispettare i sardi per quel che han dato all’Italia.”… nel caso in cui prima non fosse chiaro, Patton ribadisce il concetto e ringrazia in particolar modo i sardi che ha dato qualcosa all’Italia… ma si figuri Patton, al suo servizio! Le serve altro? Il poligono di Quirra è ancora troppo piccolo? Vi servono altre terre da espropriare per tirare altre bombe? La costa di Capo Teulada oramai l’avete crivellata abbastanza e ne volete una nuova di zecca, magari con qualche specie marina rara che volete aiutare ad estinguersi?
Si accomodi pure, i sardi sono generosi ed ospitali.

Attenderó con trepidazione il prossimo “interessantissimo” aneddoto che esibirá in risposta alle mie ennesime inutili argomentazioni.

Saluti

 

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kalevala scrive:

Patton…scrivi : ma la conclusione sua e di Guzzanti sulla mancata riforma protestante e’ la solita banalita’ assolutoria di un laicismo che del sentimento religioso della maggior parte del popolo italiano non sa piu’ nulla.

Questa e’ buona. E quale sarebbe il SENTIMENTO RELIGIOSO del popolo italiano? Ma dove , ma quando.

Ma cosa credi di essere in Polonia ?

Il sentimento religioso…non c’e’ Paese piu’ edonista-reganiano che non gliene ne frega na mazza a nessuno come l’Italia.

Se e’ vero che a Vienna si e’ decisa per sempre la sorte dell’Europa ; nel senso che oggi avremmo avuto i minareti con il muezzin – allah auak bar -invece che i campanili e’ pur vero che in Italia pero’ siamo rimasti col cerino acceso che si chiamava Papato ieri e Vaticano oggi.

O forse ritieni che sia stato meglio avere la Controriforma che la Riforma di Calvino o Lutero ?

Quel cerino e’ talmente acceso e sempre attuale e incombente che tra poco dovremo vedere pure il Vaticano chiudere un occhio su Silvio puttaniere contro i soldi alle scuole private e concessioni in tema di bioetica.

P.S. La battaglia di Vienna di cui ricordo una targa a Grinzing e’ del 1693 salvo errore , non del 1683.

Ho sempre saputo chi era Marco D’Aviano ma non so dove e’ sepolto. Come le storie di Pansa.

Un saluto.
GUZZ – FORSE PATTON NEL MIO CASO HA RAGIONE, nel senso che io mi riferisco più a Max Weber che a Calvino.
L’etica protestante è quella che regola il mondo protestante e che rende santo e buono colui che produce ricchezza in onestà con profitto: se Dio ti ha prescelto, allora ti arricchisce e se Iddio ha deciso di perderti, sarai un miserabile.
Di qui la santità del denaro, che nel mondo cattolico è invece sterco del demonio. Nel mondo cattolico il povero è più vicino a Duo, nel mondo calvinista lo è invece colui che è stato scelto da Dio prima ancora di nascere e che è premiato con la capacità di produrre onesta ricchezza in suo nome.

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Patton scrive:

Kal,
il problema è che tu non sai leggere nemmeno le date: io ho scritto 1693, tu hai letto 1683.
Prima di affermare che io ho sbagliato qualcosa, controlla. Altrimenti collezioni solo figuracce.

Il resto del tuo post è ciarpame semicolto made in Largo Fighetti. Cioè il peggio del peggio.

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lancillotto scrive:

Guzzanti voglio dire questo in risposta a ciò ceh scrive sull’etica protestante.
Che nel mondo cattolico il denaro è sterco del demonio può pure darsi, ma se lo è, lo è per colossale malinteso, analfabetismo religioso di ritorno, volgarizzazione, forse interessata, del messaggio evangelico. Questo penso e di questo sono sicuro.
Infine: Il Dio protestante così descritto, mi creda, meglio perderlo che trovarlo (infatti le loro chiese sono deserte). Non è quello il dio di cui si parla nel Vangelo (ma non voglio mettermi in competizione con Lutero, non sono all’altezza). Un Dio che decide prima se perderti o trovarti e tu non puoi far altro che scoprirlo vivendo non è un Dio che ama è uno Dio che gioca ai dadi, un Dio pagano, capriccioso e irrequieto.
Che poi ci possano essere delle conseguenze nelle società, come dice lei e così analizzate da Weber nel suo studio, d’accordo, ma non è questo il punto. Qui Dio non c’entra più niente. Qui è l’uomo che si è accomodato Cristo come più gli fa comodo.

GUZZ – LA QUESTIONE RELIGIOSA non è di mia competenza. La questione dell’etica civile sì- Dove la rivoluzione calvinista ha svolto il suo ruolo ai suoi tempi, ha attecchito nelle società da essa governate un’etica superiore, fatta di principi, valori, alti standards. Nei concorsi pubblici in America, come è stato già ricordato da altri, nessuno copia e dunque nessuna precauzione viene presa, perché sarebbe disonorevole barare. Così ai test di ammissione nei colleges eccetera. Quell’etica bisogna conoscerla e frequentarla. Io lo faccio continuamente e la mia vita e la mia famiglia e quella dei miei figli sono scandite su quei valori.

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Patton scrive:

Guzzanti,
non conosco gli USA di prima mano, ma mi sembra che l’etica civile americana sia inscindibile da quella religiosa, che è calvinista-battista: testimoni in tribunale che giurano sulla Bibbia (qui da noi la cosa farebbe scompisciare), Presidenti che chiudono i loro discorsi con “God bless You” (come ho visto fare solo nei paesini di campagna bavaresi e austriaci), il rispetto religioso delle leggi di mercato (domanda e offerta, prezzo equo) anche se il cliente è… “shtraniero”.

I cinici moralisti nostrani vedono invece il calvinismo come una sacralizzazione della ingiustizie sociali e un culto pagano (astrologico) della predestinazione. Proprio mentre un grande studioso cattolico-liberale come Alain Besançon, sull’Osservatore Romano di qualche giorno fa, riabilita Calvino come padre del liberalismo religioso, ingiustamente perseguitato da cattolici e luterani:
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/150q05a1.html

Cerco di spiegarmi la cosa con quel che so del liberalismo classico di von Hayek. Il libero mercato non è natura, ovviamente, ma nemmeno cultura: non deriva da un progetto umano, da un’intenzione cosciente, non coincide con un luogo e un tempo preciso e ben controllabili da parte dell’autorità (la fiera, il suk, il Palazzo, il Tempio), ma è il risultato difficilmente prevedibilie dell’incontro di reciproche convenienze in una… diaspora.
Io non so quanto vale la mia merce finché non l’ho venduta a qualcuno, così come non so quanto vale la mia parola finché non l’ho comunicata. Chi è più “bravo” lo sa prevedere meglio di altri, ma nel libero mercato delle merci, dei servizi e delle idee resterà sempre qualcosa di imprevedibile, di imponderabile. Un qualcosa che rende simile il risultato di questo scambio, appunto, al sacro.
Come probabilmente intuì il “borghese” Jean Calvin.

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holden scrive:

Io nel libero mercato ci vedo l’estrinsecazione dell’incontro di due volontà, nel modo più “puro” possibile.

Anche in politica, a mio parere, le volontà (=gli interessi) si incontrano/compongono, ma lì vige il principio maggioritario/democratico, quindi la volontà personale tende a diluirsi in misura maggiore di ciò che avviene nello scambio “commerciale”.

Il contrattualismo, insomma.

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pfra64 scrive:

Alla questione calvinista della bravura e del successo come dono del Signore, si aggiunge anche l’enorme (da un punto di vista sociale) fatto che ogni ricco che si rispetti finisce la sua vita devolvendo in beneficenza una bella parte delle sue ricchezze, così ci sono tante fondazioni per la beneficenza.

L’altra faccia della medaglia culturale americano/calvinista è però un posizionamento esistenziale di ciascun uomo fra i vincitori o i falliti. Posizionamento, artificiale a mio avviso, che fa si che un uomo che si considera fallito accetti questa sua condizione in maniera fatale e rassegnata, oppure cerchi una seconda possibilità abbandonando tutto e, qualche volta, tutti. Famiglie comprese.

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edospo scrive:

“e oggi agli incredibili stabilimenti segreti di Sandia, a 200 chilometri da Monterey”

Non erano segreti?

GUZZ – CERTO, MA NON A CHI, COME ME E COLORO CHE FANNO PATE dell’organismo parlamentare della Nato ha accesso a quei segreti. Io ho accesso da anni a molte informazioni classificate. E’ il mio background. Naturalmente non ho accesso a tutti i segreti. Ma quanto basta.

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edospo scrive:

caro Guzz, mi perdoni ancora, ma:
Il tastino per linkare i suoi post su Facebook!

cordialmente.

GUZZ – CHE VUOL DIRE? CHE TASTINO?

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edospo scrive:

dunque, un link a caso:

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=366826

vedrà sulla sinistra, sotto la fotografia, una serie di “tastini”. vede “condividi su facebook”? Quello è il “tastino”.

è comodissimo. permette di pubblicare l’articolo direttamente sul proprio profilo fb o di condividerlo con i propri contatti. peccato manchi anche quello per Twitter.

cordialemte.

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pfra64 scrive:

E’ vero Guzz, il suo sito è come contenuti molto interessante ma come impostazioni di navigabilità, parlo di informatica, è molto ma molto faticoso, ad esempio mi sfuggono continuamente interventi di risposta perchè bisogna fare la caccia al tesoro per trovarli. Oppure i tastini per i social network come citato da edospo.
Non è un aspetto importante perchè chi frequenta questo sito lo fa per ciò che vale veramente, tuttavia prenda per un orecchio il suo programmatore, se non ne ha ne chiami uno, e gli faccia dare quattro martellate al software.

Saluti.

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lancillotto scrive:

Si il tastino. Come accade su Youtube.

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davide86 scrive:

http://www.corriere.it, 15/07/09
Uccisa giornalista sequestrata a Grozny
Natalia Estemirova era sparita mercoledì mattina. Aveva vinto il premio intitolato ad Anna Politkovskaya

MOSCA – È stata trovata morta Natalia Estemirova, la giornalista e collaboratrice dell’ong Memorial, che era stata sequestrata mercoledì mattina a Grozny, in Cecenia. Il corpo della vittima è stato trovato alle 17.20 ora di Mosca (le 15.20 in Italia) in un bosco vicino al villaggio di Gazi-Ur, nei pressi di Nazran, lungo l’autostrada. Gli investigatori hanno constatato che la donna è stata uccisa con colpi d’arma da fuoco. La Estemirova, di cui da mercoledì mattina non si avevano più notizie, era una “veterana” della raccolta di materiali su rapimenti, scomparse ingiustificate, torture e uccisioni dopo lo scoppio della seconda guerra, quella voluta da Vladimir Putin nel 1999. Secondo un suo collega di Memorial, Aleksandr Cherkesov, Estmirova aveva di recente denunciato un’esecuzione arbitraria, cosa che aveva irritato molto le autorità locali filorusse.

AVEVA VINTO IL PREMIO INTITOLATO ALLA POLITKOVSKAYA – «L’Occidente non può e non deve voltare le spalle al popolo ceceno». Era stato questo l’appello che Natalya Estemirova, aveva lanciato a Londra quanto aveva ritirato il primo “Anna Politkovskaya Award” per le donne che si battono per il rispetto dei diritti umani in guerra. La giornalista aveva anche aggiunto di sperare che il premio risvegliasse le coscienze: «La Cecenia è parte dell’Europa, non potete dimenticarci ».

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Lemery scrive:

Gentile Priori,
perché tanta animosità?
Lei avrebbe “confutato” il mio “sistemino”? E come? Dicendo, ad esempio, che “Spengler è una bufala”? L’anima del povero Oswald sarà sgomenta avendo infine scoperto – da lei, Priori – che la sua incarnazione è stata un fallimento. Ma lei ha letto il Tramonto dell’Occidente? No? Ah.
Lei dice che l’occidente “in sostanza ha vinto, dico io”. Beh? Io dico di no. Allora?
Caro Priori, mi permetta di sorvolare sulla sua supponenza (”invito a nozze”, “chirurgo” e via delirando) che mi pare mal giustificata. La invito a rilassarsi.
Mi creda.
Lémery

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eruz scrive:

Gente come me, come Adornato, come il povero Colletti e tanti altri, avevamo in mente quell’Italia che Berlusconi, forte anche della nostra delega e del nostro Copyright si era impegnato a costruire.

Non si parlava allora, perché impensabile e inconcepibile, a una crisi nei rapporti fra Camere dei rappresentanti ed esecutivo, né di leggi elettorali che impedissero all’elettore la scelta dei candidati (legge che io, con disciplina di partito che oggi rimpiango, questa sì, ho votato)

Inomma il Berlusca ha preso per il culo tutti gli intellettuali, di aria liberal, socialisti ed ex vari, traghettati nel partito azienda per guidare e governare e illuminare il Principe e ne sono usciti governati o meglio bastonati. Una domanda sorge spontanea: che questi intellettuali non abbiano usato a fondo l’intelletto? Che in pectore, l’homo ridens, nonché catramato, tendesse a quello dove adesso è arrivato, lo vedeva con sufficiente chiarezza persino l’uomo della strada.

Senatore, c’è speranza che col tempo, oltre la legge elettorale, rimpianga di aver votato il famigerato lodo Alfano?. Ci spero.

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Dot scrive:

Eruz, scusa ma questo tuo messaggio evidenzia una delle ragioni per cui l’Italia è quella che è. Cioè un paese assolutista inteso come prevaricatorio, dogmatico, prepotente, eccetera.

Molte persone, tra le quali grossolanamente a mio parere ricadi tu, fanno svettare la bandiera del relativismo sul pennone e dimostrano di non avere nemmeno la più pallida idea di cosa sia; altre semplicemente non hanno cognizione che esista. Non mi sento in grado di fare una stima ragionevole sulla dimensione di questi due gruppi, ma sono convinto che uniti superano di molto la maggioranza con diritto di voto degli italiani.

Mi concentro sul primo gruppo: siete incredibili, potenti, invincibili. Non avete una marcia in più, vi fate beffe del cambio automatico più avanzato. Avete la progressione e la potenza che potrebbe avere un TIR con applicato un variatore continuo al posto del cambio, tipo quello di un vecchio Ciao della Piaggio, in grado di reggere agli Hp di cui è dotato.

Tu che sei un portatore acceso di relativismo, che più volte hai rimarcato la mia tendenza a tracciare linee nette, mi spieghi come fai a sostenere che gli intellettuali alla Guzzanti non se ne sono accorti di come è Silvio? Perché in questo caso non ti passa nemmeno per l’anticamera del cervello di relativizzare nel tempo l’errore? Perché non consideri il momento in cui sono state fatte le scelte e il divenire successivo? Perché non consideri al tempo di alcune scelte, ma questo pure oggi, le possibili alternative che fanno da riferimento? Perché non consideri che ciò che si è disposti a tollerare e relativo a ciò che si prevede di ottenere? E che questo, istante per istante, deve essere misurato ed eventualmente filtrato?

Tutto è relativo anche se qualcosa, tipo la velocità della luce nel vuoto, di assoluto c’è. Il disastro è la mancata comprensione di questo relativismo che porta spesso ad un eccesso tale da giustificare tutto e tutti, fino al punto di diventare inconsapevolmente estremamente tolleranti con gli intolleranti più rigidi; porta più che a relativizzare a decontestualizzare spostando le questioni fuori contesto in modo da togliere quei vincoli che imp