Archivio del 23 settembre 2009

“Il mio agente Sasha” come la Commissione Mitrokhin è stato sottoposto alla cura del silenzio e della censura. Non un giornale osa parlarne. Come mai? E’ un libro da stroncare? E vediamo: chi fa un passo avanti? C’è qualcosa di falso? Smentitemi. Intanto, sollecitato da Simona, pubblico integralmente la mia intervista a Cieli Limpidi, e ringrazio di nuovo il mio amico Gabriele Paradisi

mercoledì 23 settembre 2009

L’11 settembre che desideriamo rievocare insieme all’on. Paolo Guzzanti (che ringraziamo per la sua disponibilità) non è quello del 2001 [attacco alle torri gemelle di New York], e nemmeno quello del 1973 [golpe di Pinochet in Cile], bensì quello del 1999. Di quell’”evento”, accaduto in un sabato di dieci anni fa, forse si è ormai persa la memoria, ma è proprio a partire da quel giorno che si è innescata una lunga catena di avvenimenti, forse non ancora del tutto esaurita, e che crediamo abbia cambiato profondamente la vita del presidente della Commissione Mitrokhin.

Che accadde quel sabato 11 settembre del 1999? Il quotidiano britannico “The Times” apriva la prima pagina di quel giorno con una grande foto, su quattro colonne, di una anziana signora di 87 anni, Melita Norwood, nome in codice HOLA (”The spy who came in from the Co-op”, come titolava l’articolo di fondo) la più longeva tra tutti gli agenti britannici che avevano lavorato per il Kgb e che aveva passato ai sovietici i segreti del programma atomico britannico.

Le sorprendenti rivelazioni sull’attività spionistica della “nonnetta” Melita e di centinaia e centinaia di altri “volonterosi collaborazionisti” del Kgb in tutte le nazioni dell’Occidente (Italia compresa, naturalmente) provenivano da un libro di imminente pubblicazione: “The Mitrokhin Archive. The KGB in Europe and the West”, scritto da Christopher Andrew, famoso esperto di intelligence e professore di Storia moderna e contemporanea all’Università di Cambridge e da Vasilij Mitrokhin, ufficiale operativo dell’intelligence estera sovietica tra il 1948 e il 1956 e successivamente archivista del Primo direttorato centrale del KGB fino al 1984, anno del suo pensionamento.

Il libro, un poderoso tomo di 1016 pagine e altre 16 di illustrazioni fuori testo, edito dalla casa editrice Allen Lane, fu presentato a Londra il 20 settembre di quello stesso anno. Quel volume nasceva dalla straordinaria impresa di Vasilij Mitrokhin che tra il 1972 e il 1984, rischiando la vita per un così lungo periodo di tempo, trascrisse a mano un enorme numero di documenti del Primo direttorato del KGB mentre sovrintendeva al trasferimento degli stessi archivi dalla Lubjanka alla nuova sede di Jasenevo.

Caro Paolo, la nostra amicizia, ormai quadriennale, mi consente di credere che molti degli argomenti che andremo a trattare in questa chiacchierata in qualche modo io già li conosca, ma credo che riprenderli possa essere utile ai lettori anche perché, come ben sappiamo, sulla vicenda Mitrokhin e sulla Commissione che hai guidato per quasi quattro anni si sono dette e si continuano a dire una valanga di falsità.

(continua…)

Lavori in corso nel blog: a causa del crescente numero di accessi, verrà introdotta una macchina più potente. Ci sarà un’ora di difficile accesso ma poi tutto tornerà normale e più veloce. Ciò accade a causa della continua crescita del blog, grazie a voi tutti.

mercoledì 23 settembre 2009