Il sito è bloccato in un momento di massima espansione a causa di un problema di software. Intanto commento la parte che mi riguarda nel documento con cui i legali di Berlusconi fanno causa all’Unità
BERLUSCONI:GUZZANTI,PRONTO AD ESSERE ASCOLTATO DA MAGISTRATI
(ANSA) – ROMA, 4 SET – Paolo Guzzanti, vice segretario del Partito Liberale Italiano, precisa il senso e le fonti delle sue critiche a Berlusconi, che lo ha citato nella querela a l’Unita’. Una lunga precisazione che vede Guzzanti dare la sua disponibilità per essere ascoltato, eventualmente, da qualche magistrato. Guzzanti afferma anche di aver conosciuto, per essergli stati riferiti, i contenuti di alcune intercettazioni di cui ha parlato anche il direttore de ”L’Unita”’
”Leggo nella citazione con cui il Presidente del Consiglio cita in giudizio l’Unita’ e la sua direttrice, che il mio nome – sottolinea Guzzanti – e’ associato piu’ volte a quanto e’ stato scritto dall’Unita’ stessa e che e’ oggetto della querela.
Desidero chiarire in proposito i seguenti punti essenziali:
1) Le mie opinioni sono sempre state tratte dal mio blog ”Rivoluzione italiana” e alcune conversazioni radiofoniche.
2) Nel mio sito mi sono sempre ben guardato dal fare nomi e lanciare accuse a persone fisiche circa la questione delle ipotizzate intercettazioni sparite. Non ho mai parlato, per esser chiaro, di ministri o ministre.
3) Ho detto, e lo ripeto, che io come molti altri, ho ricevuto da persone diverse resoconti coincidenti tratti da pretese trascrizioni di registrazioni sparite. Non so nulla di piu’ delle ipotizzate registrazioni ne’ delle loro pretese trascrizioni, salvo il fatto che i diversi racconti che anch’io come tanti altri ho
udito, erano ampiamente concordanti; il che mi ha autorizzato a dedurre per rigor di logica che esista almeno una fonte originaria di materiali offerti in lettura come trascrizioni di intercettazioni sparite, cio’ che e’ stato confermato dalla Direttrice dell’Unita’.
4) Ho sempre detto e ripetuto di non sapere di piu’, ma di essere immediatamente disponibile a dire
quel che so a qualsiasi magistrato che ritenesse utile interrogarmi.
5) Quanto all’espressione ”gran porco” riferita al Presidente del Consiglio in quanto protagonista di eventi che lo hanno spinto a dire di se’ stesso ”non sono un santo”, e’ evidente a chiunque che si tratta di un’espressione estetica, liberamente espressa da un parlamentare cittadino in un Paese in cui non risulta ancora abrogata la liberta’ di opinione e di espressione. Essa va infatti intesa come l’esatto equivalente, meno graziosamente indulgente, di ”non sono un santo”.
Come membro del Parlamento della Repubblica inoltre rivendico il diritto dovere di criticare come meglio credo il ‘life style’ del premier, in perfetto accordo, fra l’altro, con la signora Barbara Berlusconi figlia dello stesso premier, che ha giustamente ricordato che cio’ che e’ privato nella vita di un’alta carica dello Stato e’ anche pubblico e che additarne la critica come ingiuria costituisce, a mio parere, un attacco alla liberta’ di opinione, di espressione e anche al diritto di indignazione, finora garantite dalla Costituzione repubblicana”. (ANSA).
CP
04-SET-09 15:13 NNNN




