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	<title>Commenti a: Articolo in video &#8211; cliccate sul triangolino dello schermo alto &#8211; che vi prego di ascoltare.  Ecco spiegato perché Silvio Berlusconi, ancor prima di vedere il proprio sangue versato, ha accettato di essere messo sotto tutela in una prigione dorata che accompagnerà il suo declino e la sua uscita di scena. Sarà come Napoleone all&#8217;isola d&#8217;Elba, ma senza i cento giorni. Ho previsto esattamente tutto e lo racconto nei dettagli nel mio &#8220;Guzzanti versus Berlusconi&#8221; da cui si capisce anche perché gli italiani non amano più la democrazia e che cosa bisogna fare per ripristinarla. Attendo con molta curiosità i vostri commenti a questo esperimento televisivo, stavolta non comico perché francamente c&#8217;è poco da ridere. (Ma se volete vedere i vecchi video, cliccate sullo schermo e comparirà una pagina ustream con l&#8217;intero repertorio).</title>
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	<description>Il blog di Paolo Guzzanti</description>
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		<title>Di: enrix</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107691</link>
		<dc:creator>enrix</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 17:12:46 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Arturo, io affermo che per capire le vere ragioni dell&#039;intervista bisogna innanzitutto capire sino a che punto,  sino a che livello fosse programmato &quot;confezionarla&quot; in un certo modo, e quindi sino a che punto certe &quot;attenzioni&quot; ai movimenti della telecamera da parte del regista, quelle sulle quali tu ora hai posto l&#039;accento, possano essere il sintomo di un&#039;infermità in incubazione.

Borsellino vivo, se avesse potuto vedere una versione del suo parlato così come l&#039;ha trasmessa la RAI, i manipolatori li avrebbe fatti a fette, o quanto meno smentiti.   Vivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Arturo, io affermo che per capire le vere ragioni dell&#8217;intervista bisogna innanzitutto capire sino a che punto,  sino a che livello fosse programmato &#8220;confezionarla&#8221; in un certo modo, e quindi sino a che punto certe &#8220;attenzioni&#8221; ai movimenti della telecamera da parte del regista, quelle sulle quali tu ora hai posto l&#8217;accento, possano essere il sintomo di un&#8217;infermità in incubazione.</p>
<p>Borsellino vivo, se avesse potuto vedere una versione del suo parlato così come l&#8217;ha trasmessa la RAI, i manipolatori li avrebbe fatti a fette, o quanto meno smentiti.   Vivo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: simona</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107629</link>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 08:37:59 +0000</pubDate>
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		<description>Invece in certi casi si può criticare una recensione anche senza aver letto il libro, caro Zula.

Per esempio, se leggi in una recensione che la data di nascita dell&#039;autore di un libro è il 1926 e invece sai bene che è il 1930 puoi dire senza dubbio che l&#039;autore scrive &quot;inesattezze&quot;.

Nel caso di selvatici si legge, tra le altre, che il libro &quot;Guzzanti vs Berlusconi&quot; è stato scritto in poche settimane e sappiamo benissimo che non è così.

&lt;strong&gt;GUZZ - IO SONO SICURO CHE QUESTO SELVATICI IL MIO LIBRO LO HA SOPPESATO, SFOGLIATO QUA E LA&#039; e ha buttato giù il compitino grottesco dal titolo  Guzzanti come Travaglio. Io ho mandato al Giornale la seguente precisazione che come tutti gli articoli che mando inutilmente al Giornale non è stata pubblicata, almeno che io sappia stando qui in America. 
La mia precisazione dice:

Signor Direttore
sarebbe una regola aurea del giornalismo non recensire mai una recensione, ma quel che ha scritto oggi Selvatici riguarda non il campo legittimo delle opinioni, quanto quello sacro della verità. 
Selvatici fa credere ai suoi lettori che io nel mio &quot;Guzzanti vs Berlusconi&quot;, Aliberti editore, in libreria quasi ovunque esaurito avendo venduto oltre mille copie al giorno dalla sua uscita, abbia usato una mia vecchia intervista per la Stampa del 1991, della quale parlo soltanto incidentalmente per ricordare il mio primo e felice incontro con Silvio Berlusconi, ed evita accuratamente di riferire che nel mio libro ci sono oltre 100 pagine in cui Berlusconi parla di sé stesso liberamente e molte altre pagine in cui parla la sua mamma Rosa. 
Tutto il mio libro, che rinnova le critiche politiche che mi hanno portato fuori dal Pdl (amicizia con Putin, scelta del personale politico con criteri di sex appeal, mancanza di democrazia interna e svuotamento della dignità del Parlamento) è anche un grande atto di affetto e di rimpianto nei confronti di un uomo che, con tutti i suoi difetti, stimo e per il quale conservo forti e leali sentimenti di amicizia, in piena libertà critica come è costume dei liberali. 
Accusarmi di &quot;travaglismo&quot; è soltanto una sciocca scorciatoia. L&#039;unico rapporto che ho con Travaglio è di fronte ai giudici in una causa in cui è stato rinviato a giudizio, come anche il direttore di Repubblica. 
Posso inoltre dare una primizia a Selvatici: effettivamente, come risulta anche nei cataloghi editoriali, il mio prossimo libro è una biografia politica di De Benedetti, un uomo sul quale e contro il quale ho scritto fiumi d&#039;inchiostro anche su questo Giornale di cui mi onoro di essere stato per tanti anni uno dei vicedirettori.
Cordialità e vivissimi auguri.
Paolo Guzzanti
&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Invece in certi casi si può criticare una recensione anche senza aver letto il libro, caro Zula.</p>
<p>Per esempio, se leggi in una recensione che la data di nascita dell&#8217;autore di un libro è il 1926 e invece sai bene che è il 1930 puoi dire senza dubbio che l&#8217;autore scrive &#8220;inesattezze&#8221;.</p>
<p>Nel caso di selvatici si legge, tra le altre, che il libro &#8220;Guzzanti vs Berlusconi&#8221; è stato scritto in poche settimane e sappiamo benissimo che non è così.</p>
<p><strong>GUZZ &#8211; IO SONO SICURO CHE QUESTO SELVATICI IL MIO LIBRO LO HA SOPPESATO, SFOGLIATO QUA E LA&#8217; e ha buttato giù il compitino grottesco dal titolo  Guzzanti come Travaglio. Io ho mandato al Giornale la seguente precisazione che come tutti gli articoli che mando inutilmente al Giornale non è stata pubblicata, almeno che io sappia stando qui in America.<br />
La mia precisazione dice:</p>
<p>Signor Direttore<br />
sarebbe una regola aurea del giornalismo non recensire mai una recensione, ma quel che ha scritto oggi Selvatici riguarda non il campo legittimo delle opinioni, quanto quello sacro della verità.<br />
Selvatici fa credere ai suoi lettori che io nel mio &#8220;Guzzanti vs Berlusconi&#8221;, Aliberti editore, in libreria quasi ovunque esaurito avendo venduto oltre mille copie al giorno dalla sua uscita, abbia usato una mia vecchia intervista per la Stampa del 1991, della quale parlo soltanto incidentalmente per ricordare il mio primo e felice incontro con Silvio Berlusconi, ed evita accuratamente di riferire che nel mio libro ci sono oltre 100 pagine in cui Berlusconi parla di sé stesso liberamente e molte altre pagine in cui parla la sua mamma Rosa.<br />
Tutto il mio libro, che rinnova le critiche politiche che mi hanno portato fuori dal Pdl (amicizia con Putin, scelta del personale politico con criteri di sex appeal, mancanza di democrazia interna e svuotamento della dignità del Parlamento) è anche un grande atto di affetto e di rimpianto nei confronti di un uomo che, con tutti i suoi difetti, stimo e per il quale conservo forti e leali sentimenti di amicizia, in piena libertà critica come è costume dei liberali.<br />
Accusarmi di &#8220;travaglismo&#8221; è soltanto una sciocca scorciatoia. L&#8217;unico rapporto che ho con Travaglio è di fronte ai giudici in una causa in cui è stato rinviato a giudizio, come anche il direttore di Repubblica.<br />
Posso inoltre dare una primizia a Selvatici: effettivamente, come risulta anche nei cataloghi editoriali, il mio prossimo libro è una biografia politica di De Benedetti, un uomo sul quale e contro il quale ho scritto fiumi d&#8217;inchiostro anche su questo Giornale di cui mi onoro di essere stato per tanti anni uno dei vicedirettori.<br />
Cordialità e vivissimi auguri.<br />
Paolo Guzzanti<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alberto49</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107602</link>
		<dc:creator>alberto49</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 08:40:04 +0000</pubDate>
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		<description>E poi ci lamentiamo quì. Paolo pur&#039;io con la laurea in ing. ancora stò in apnea con il mio nuovo Nokia, mio nipote 18 anni, mi fa da prof. nun te preoccupà. Nun ce l&#039;hai un nipote appresso?


&lt;strong&gt;GUZZ - MIA FIGLIA DI 8 ANNI MI DA&#039; LEZIONE.
&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi ci lamentiamo quì. Paolo pur&#8217;io con la laurea in ing. ancora stò in apnea con il mio nuovo Nokia, mio nipote 18 anni, mi fa da prof. nun te preoccupà. Nun ce l&#8217;hai un nipote appresso?</p>
<p><strong>GUZZ &#8211; MIA FIGLIA DI 8 ANNI MI DA&#8217; LEZIONE.<br />
</strong></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Arturo Zulawski</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107599</link>
		<dc:creator>Arturo Zulawski</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 03:56:11 +0000</pubDate>
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		<description>Tralasciando questa cosa della banda (non ripetero del bordo che faccio sulla mia barca e del vascello del quale con piacere mi sento ospite), alcuni appunti.

La squadra per l&#039;intervista è composta da quattro persone. Un fonico, riconoscibile dal fatto che tiene un microfono, un cameraman (o l&#039;operatore che si occupa delle riprese). Moscardo (il regista) e Zagdoun-Calvi (giornalista). 
L&#039;operatore filma scendendo dall&#039;auto. Entra in casa di Borsellino registrando. Questo probabilmente per acquisire le inquadrature che raccontanto dell&#039;incontro e dell&#039;intervista. Non nasconde la telecamera sotto il tavolo, la telecamera gira e non si può nascondere visto che si tratta con molta quasi certamente di una betacam e non si una piccola telecamera digitale. L&#039;operatore appoggia la telecamera, monta il cavalletto e riprende la telecamera. 

Quando Borsellino è al telefono, Moscardo dice al cameraman di non tagliare (&quot;tu ne coupes pas&quot;), richiede un&#039;inquadratura di primo piano a Borsellino e non di primissimo piano (&quot;pas trop serré&quot;) e comunque c&#039;è un taglio. Resta da verificare se il taglio è &quot;on the record&quot; o meno.

Quando Borsellino sfoglia il libro, in cui si racconta del ruolo anche militare di Mangano, Moscardo richiede al cameraman di fare delle inquadrature più larghe (campo totale e controcampo) che Moscardo indica quali &quot;plans de coupes&quot; ovvvero le inquadrature che servono -comunemente- a mascherare, comprendolo, il taglio (cut) ed evitare così quella che Moscardo avrebbe chiamato &quot;une coupe plan sur plan&quot;.

Ovviamente, poi, i banchi di montaggio permettono si estrapolare la pista suono ed applicarla alle inquadrature visto -soprattutto- che sul posto c&#039;era un fonico e dunque delle piste suono destinate. 

Detto ciò occorre secondo me è interessante studiare le ragioni dell&#039;intervista. Perché è stata fatta, da chi, in quale contesto. Tutto ciò -inoltre- non mi distoglie dall&#039;attenzione legata al contenuto dell&#039;intervista, perché anche quello, malgrado tutto, è importante. 

Ed allora, in quel contesto, due (pseudo)giornalisti intervistano Borsellino e insistono sui legami Mangano-Dell&#039;Utri-Berlusconi e sembrano fare gli interessi di un grandi gruppi di interesse francesi mentre dall&#039;altro il contesto italiano (dalle stragi a Berlusconi in politica), questa intervista è e rimane interessante. 

E&#039; vero che è interessante chiedere &quot;chi ha manomesso l&#039;intervista&quot;? &quot;come?&quot; &quot;perché?&quot; &quot;dove?&quot; ecc. 
Però oggi trovo pure interessante sapere da chi e per quali ragioni Berlusconi si doveva difendere. Con quali mezzi? Leciti? Illeciti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tralasciando questa cosa della banda (non ripetero del bordo che faccio sulla mia barca e del vascello del quale con piacere mi sento ospite), alcuni appunti.</p>
<p>La squadra per l&#8217;intervista è composta da quattro persone. Un fonico, riconoscibile dal fatto che tiene un microfono, un cameraman (o l&#8217;operatore che si occupa delle riprese). Moscardo (il regista) e Zagdoun-Calvi (giornalista).<br />
L&#8217;operatore filma scendendo dall&#8217;auto. Entra in casa di Borsellino registrando. Questo probabilmente per acquisire le inquadrature che raccontanto dell&#8217;incontro e dell&#8217;intervista. Non nasconde la telecamera sotto il tavolo, la telecamera gira e non si può nascondere visto che si tratta con molta quasi certamente di una betacam e non si una piccola telecamera digitale. L&#8217;operatore appoggia la telecamera, monta il cavalletto e riprende la telecamera. </p>
<p>Quando Borsellino è al telefono, Moscardo dice al cameraman di non tagliare (&#8221;tu ne coupes pas&#8221;), richiede un&#8217;inquadratura di primo piano a Borsellino e non di primissimo piano (&#8221;pas trop serré&#8221;) e comunque c&#8217;è un taglio. Resta da verificare se il taglio è &#8220;on the record&#8221; o meno.</p>
<p>Quando Borsellino sfoglia il libro, in cui si racconta del ruolo anche militare di Mangano, Moscardo richiede al cameraman di fare delle inquadrature più larghe (campo totale e controcampo) che Moscardo indica quali &#8220;plans de coupes&#8221; ovvvero le inquadrature che servono -comunemente- a mascherare, comprendolo, il taglio (cut) ed evitare così quella che Moscardo avrebbe chiamato &#8220;une coupe plan sur plan&#8221;.</p>
<p>Ovviamente, poi, i banchi di montaggio permettono si estrapolare la pista suono ed applicarla alle inquadrature visto -soprattutto- che sul posto c&#8217;era un fonico e dunque delle piste suono destinate. </p>
<p>Detto ciò occorre secondo me è interessante studiare le ragioni dell&#8217;intervista. Perché è stata fatta, da chi, in quale contesto. Tutto ciò -inoltre- non mi distoglie dall&#8217;attenzione legata al contenuto dell&#8217;intervista, perché anche quello, malgrado tutto, è importante. </p>
<p>Ed allora, in quel contesto, due (pseudo)giornalisti intervistano Borsellino e insistono sui legami Mangano-Dell&#8217;Utri-Berlusconi e sembrano fare gli interessi di un grandi gruppi di interesse francesi mentre dall&#8217;altro il contesto italiano (dalle stragi a Berlusconi in politica), questa intervista è e rimane interessante. </p>
<p>E&#8217; vero che è interessante chiedere &#8220;chi ha manomesso l&#8217;intervista&#8221;? &#8220;come?&#8221; &#8220;perché?&#8221; &#8220;dove?&#8221; ecc.<br />
Però oggi trovo pure interessante sapere da chi e per quali ragioni Berlusconi si doveva difendere. Con quali mezzi? Leciti? Illeciti?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Arturo Zulawski</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107598</link>
		<dc:creator>Arturo Zulawski</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 03:27:37 +0000</pubDate>
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		<description>Un appunto, visto che Simona è precisa. 
Il virgolettato di inesattezze non è esatto. Non è così esatto. 
Perché di nuovo, per recensire bisogna aver letto il libro. Ma per criticare la recensione occorre aver letto sia il libro, sia la recensione. Altrimenti le inesattezze sono inesatte. O &quot;inesatte&quot;. Che non è lo stesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un appunto, visto che Simona è precisa.<br />
Il virgolettato di inesattezze non è esatto. Non è così esatto.<br />
Perché di nuovo, per recensire bisogna aver letto il libro. Ma per criticare la recensione occorre aver letto sia il libro, sia la recensione. Altrimenti le inesattezze sono inesatte. O &#8220;inesatte&#8221;. Che non è lo stesso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Arturo Zulawski</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107597</link>
		<dc:creator>Arturo Zulawski</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 01:04:30 +0000</pubDate>
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		<description>ahi!
Non sapevo fosse ancora negli States e fuck a Apple da questo punto di vista.
Fuck anche a Vodafone.
Perché poi -ne sono certo- al ritorno in Europa diventerà necessario tornare ad Iphone, no?


&lt;strong&gt;GUZZ - SI&#039;, LA REGOLA è che te ne danno uno nuovo ma non voglio perdere le ultime fotografie. Comunque, siamo oltre l&#039;emergenza. Qui se chiedi un telefono unlocked ti guardano come uno spacciatore.
&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ahi!<br />
Non sapevo fosse ancora negli States e fuck a Apple da questo punto di vista.<br />
Fuck anche a Vodafone.<br />
Perché poi -ne sono certo- al ritorno in Europa diventerà necessario tornare ad Iphone, no?</p>
<p><strong>GUZZ &#8211; SI&#8217;, LA REGOLA è che te ne danno uno nuovo ma non voglio perdere le ultime fotografie. Comunque, siamo oltre l&#8217;emergenza. Qui se chiedi un telefono unlocked ti guardano come uno spacciatore.<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Arturo Zulawski</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107595</link>
		<dc:creator>Arturo Zulawski</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 23:13:08 +0000</pubDate>
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		<description>Quando si taglia, editing, inquadratura su inquadratura e quando le inquadrature hanno lo stesso valore (in questo caso primo piano) come quella su Borsellino il taglio si vede. Anche senza sigaretta ma a maggior ragione con sigaretta. Per mascherare il taglio (cut) occorre coprirlo con inquadrature di differente valore (campo) oppure primissimi piani (dettagli, mani, ecc.).
E dunque già durante le discussioni di tempo fa qui ci si chiese come fosse stato eseguito il taglio. Quando l&#039;intervistato parla e l&#039;inquadratura (senza ragione apparente) passa dal primo piano a inquadrature di valore differente (due campi larghi, campo o controcampo) ecco allora che appare il taglio. 
Bravo -e grazie- a Enrix per la dimostrazione.

&lt;strong&gt;GUZZ - ARTURO, LEI FA PARTE INTEGRANTE DELLA BANDA, I&#039;m afraid. Siamo cacciatori di verità con lo stesso spirito con cui una volta si andava a caccia dell&#039;unicorno, o dell&#039;elionphante.

&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si taglia, editing, inquadratura su inquadratura e quando le inquadrature hanno lo stesso valore (in questo caso primo piano) come quella su Borsellino il taglio si vede. Anche senza sigaretta ma a maggior ragione con sigaretta. Per mascherare il taglio (cut) occorre coprirlo con inquadrature di differente valore (campo) oppure primissimi piani (dettagli, mani, ecc.).<br />
E dunque già durante le discussioni di tempo fa qui ci si chiese come fosse stato eseguito il taglio. Quando l&#8217;intervistato parla e l&#8217;inquadratura (senza ragione apparente) passa dal primo piano a inquadrature di valore differente (due campi larghi, campo o controcampo) ecco allora che appare il taglio.<br />
Bravo -e grazie- a Enrix per la dimostrazione.</p>
<p><strong>GUZZ &#8211; ARTURO, LEI FA PARTE INTEGRANTE DELLA BANDA, I&#8217;m afraid. Siamo cacciatori di verità con lo stesso spirito con cui una volta si andava a caccia dell&#8217;unicorno, o dell&#8217;elionphante.</p>
<p></strong></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Arturo Zulawski</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107593</link>
		<dc:creator>Arturo Zulawski</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 22:36:01 +0000</pubDate>
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		<description>morto un iphone se se fa un altro


&lt;strong&gt;GUZZ - COL CAVOLO, QUI IN USA. 
Ho passato tre ore alla Apple e quando è arrivato il mio turno hanno detto che mi davano subito un iPhone nuovo in cambio. 
Ma poi hanno visto che il mio era europeo e dunque unlocked, mentre da loro gli iPhone, e in genere tutti i telefoni, sono locked, cioè legati al provider, nel caso dell&#039;iPhone AT&amp;T.
Quindi un iPhone americano non accetta la mia SIM Vodafone e nessun altro telefono l&#039;accetta. 
Finalmente ho trovato il nogozio Sony Ericcson che mi ha venduto a peso d&#039;oro un fichissimo telefonino screen touch a $630, talmente complicato che ci vuole la laurea in ingegneria.
Morale: adesso ho un telefono, ma non è chiaro come ricevere telefonate e come farne. 
Tutto il resto, algoritmi, caffè, salto della quaglia e caccia alla volpe, lo fa benissimo.
&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>morto un iphone se se fa un altro</p>
<p><strong>GUZZ &#8211; COL CAVOLO, QUI IN USA.<br />
Ho passato tre ore alla Apple e quando è arrivato il mio turno hanno detto che mi davano subito un iPhone nuovo in cambio.<br />
Ma poi hanno visto che il mio era europeo e dunque unlocked, mentre da loro gli iPhone, e in genere tutti i telefoni, sono locked, cioè legati al provider, nel caso dell&#8217;iPhone AT&#038;T.<br />
Quindi un iPhone americano non accetta la mia SIM Vodafone e nessun altro telefono l&#8217;accetta.<br />
Finalmente ho trovato il nogozio Sony Ericcson che mi ha venduto a peso d&#8217;oro un fichissimo telefonino screen touch a $630, talmente complicato che ci vuole la laurea in ingegneria.<br />
Morale: adesso ho un telefono, ma non è chiaro come ricevere telefonate e come farne.<br />
Tutto il resto, algoritmi, caffè, salto della quaglia e caccia alla volpe, lo fa benissimo.<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sbirulinicce</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107588</link>
		<dc:creator>Sbirulinicce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 19:11:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paologuzzanti.it/?p=1279#comment-107588</guid>
		<description>Gentile Guzzanti,
lei per fortuna non è toscano, anche se come noi è piuttosto conscio di sè. D&#039;altronde che vuole, le altre regioni sono solo la cornice della Toscana. Ma un bravo giornalista è più un grande scrittore (quindi un &quot;medium&quot; migliore) o un grande investigatore? Lei apprezza di più il giornalista che scrive come un carabiniere ma pieno di documentazione, o quello fornito di grande capacità di ammaliare attraverso le lettere? Glielo chiedo anche perchè lei spesso giustamente pone l&#039;accento sulla documentazione, anche se non vorrei che per alcuni diventasse una sorta di fallo questa &quot;documentabilità&quot;. Alcuni potrebbero pensare che esistano veramente dei fatti concreti, degli eventi che non possono essere interpretati, come se potessimo prescindere dall&#039;interpretazione umana, dall&#039;atto (come direbbe Carmelo Bene). Mi pare che ci siano fin troppi cantori di storia (&quot;fatti&quot;) , ma pochi atti e quasi nessuno capace di riportarli. O meglio: renderli.

Saluti.
&lt;strong&gt;GUZZ - DOMANDA CUI PERO&#039; LEI HA GIA&#039; risposto da sé quando ha scelto Montanelli, Fallaci e Terzani. 
Cioè tre persone che scrivono in modo appassionante e convincente. Dunque dei mediatori di opinioni. 
Che poi dietro di loro ci sia anche ricerca e conoscenza, va da sé. 
No, il giornalista carabiniere, il cronista meticoloso è sempre schiavo di pregiudizi e innamorato della sua inchiesta, come il magistrato o il poliziotto. 
Sono buoni per fare da retroscena, contorno, massa critica. Ma chi scrive sapendo quel che dice e lo sa comunicare, vince.
&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Guzzanti,<br />
lei per fortuna non è toscano, anche se come noi è piuttosto conscio di sè. D&#8217;altronde che vuole, le altre regioni sono solo la cornice della Toscana. Ma un bravo giornalista è più un grande scrittore (quindi un &#8220;medium&#8221; migliore) o un grande investigatore? Lei apprezza di più il giornalista che scrive come un carabiniere ma pieno di documentazione, o quello fornito di grande capacità di ammaliare attraverso le lettere? Glielo chiedo anche perchè lei spesso giustamente pone l&#8217;accento sulla documentazione, anche se non vorrei che per alcuni diventasse una sorta di fallo questa &#8220;documentabilità&#8221;. Alcuni potrebbero pensare che esistano veramente dei fatti concreti, degli eventi che non possono essere interpretati, come se potessimo prescindere dall&#8217;interpretazione umana, dall&#8217;atto (come direbbe Carmelo Bene). Mi pare che ci siano fin troppi cantori di storia (&#8221;fatti&#8221;) , ma pochi atti e quasi nessuno capace di riportarli. O meglio: renderli.</p>
<p>Saluti.<br />
<strong>GUZZ &#8211; DOMANDA CUI PERO&#8217; LEI HA GIA&#8217; risposto da sé quando ha scelto Montanelli, Fallaci e Terzani.<br />
Cioè tre persone che scrivono in modo appassionante e convincente. Dunque dei mediatori di opinioni.<br />
Che poi dietro di loro ci sia anche ricerca e conoscenza, va da sé.<br />
No, il giornalista carabiniere, il cronista meticoloso è sempre schiavo di pregiudizi e innamorato della sua inchiesta, come il magistrato o il poliziotto.<br />
Sono buoni per fare da retroscena, contorno, massa critica. Ma chi scrive sapendo quel che dice e lo sa comunicare, vince.<br />
</strong></p>
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	<item>
		<title>Di: Sbirulinicce</title>
		<link>http://www.paologuzzanti.it/?p=1279&#038;cpage=2#comment-107580</link>
		<dc:creator>Sbirulinicce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 12:06:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paologuzzanti.it/?p=1279#comment-107580</guid>
		<description>Gentile Guzzanti,
le vorrei chiedere chi sono stati secondo lei i più grandi giornalisti italiani dal dopoguerra (che poi equivale a dire di ogni tempo); magari i primi tre in classifica secondo lei. Io le propongo un tridente che farà discutere: Montanelli, Fallaci, Terzani. Si tre toscani, mi spiace per le altre regioni, ma d&#039;altronde... (sorrido)
Spero che questa polemica porti anche ad identificare le qualità necessarie ai grandi giornalisti.
Saluti


&lt;strong&gt;GUZZ - PERCHé no? Io d&#039;altra parte, senza alcun complesso, mi ritengo uno dei più grandi giornalisti viventi. Quando ero ancora considerato domestico e non pazzo furioso, Giovanni Minoli negli anni Ottanta chiese a Scalfari, Bocca, Montanelli, Biagi, Ostellino di dire i nomi dei tre migliori giornalisti. Ciascuno di loto nominò una terna e io fui l&#039;unico citato in tutte le terne. Naturalmente lei con i suoi maledetti toscani può andare tranquillo, ma allora aggiungerei Curzio Malaparte, l&#039;unico anticonformista. Fallaci era secondo me overrated per motivi editoriali, Montanelli una ditta, Terzani il miglior giornalista di faccende asiatiche. Non saprei nominare un solo grande giornalista fra quelli che hanno oggi meno di 50 anni.

&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Guzzanti,<br />
le vorrei chiedere chi sono stati secondo lei i più grandi giornalisti italiani dal dopoguerra (che poi equivale a dire di ogni tempo); magari i primi tre in classifica secondo lei. Io le propongo un tridente che farà discutere: Montanelli, Fallaci, Terzani. Si tre toscani, mi spiace per le altre regioni, ma d&#8217;altronde&#8230; (sorrido)<br />
Spero che questa polemica porti anche ad identificare le qualità necessarie ai grandi giornalisti.<br />
Saluti</p>
<p><strong>GUZZ &#8211; PERCHé no? Io d&#8217;altra parte, senza alcun complesso, mi ritengo uno dei più grandi giornalisti viventi. Quando ero ancora considerato domestico e non pazzo furioso, Giovanni Minoli negli anni Ottanta chiese a Scalfari, Bocca, Montanelli, Biagi, Ostellino di dire i nomi dei tre migliori giornalisti. Ciascuno di loto nominò una terna e io fui l&#8217;unico citato in tutte le terne. Naturalmente lei con i suoi maledetti toscani può andare tranquillo, ma allora aggiungerei Curzio Malaparte, l&#8217;unico anticonformista. Fallaci era secondo me overrated per motivi editoriali, Montanelli una ditta, Terzani il miglior giornalista di faccende asiatiche. Non saprei nominare un solo grande giornalista fra quelli che hanno oggi meno di 50 anni.</p>
<p></strong></p>
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